Biancaneve

Stampa questo copione

BIANCANEVE

di Jacob e Wilhelm Grimm

Personaggi:

BIANCANEVE

UCCELLINO

REGINA

PRINCIPE

CACCIATORE

STREGA

SIRENETTA

I SETTE NANI:

BRONTOLO

CUCCIOLO

DOTTO

EOLO

GONGOLO

MAMMOLO

PISOLO

ANIMALETTI DEL BOSCO

ATTO UNICO

Sipario chiuso.

NARRATORE - C’era una volta, in uno splendido castello, una regina che stava cucendo davanti ad una finestra dall’intelaiatura d’ebano. Era pieno inverno e fiocchi di neve cadevano dal cielo. La regina s’incantò a guardarli e, distraendosi, si punse un dito con l’ago. Tre gocce di sangue caddero sulla neve e così pensò tra sé: “come mi piacerebbe avere una bambina con la carnagione bianca come la neve, con la bocca e le guance rosse come il sangue e con i capelli neri come l’ebano”. Qualche tempo dopo, le nacque una bambina proprio come lei desiderava e fu chiamata Biancaneve. Purtroppo sua madre, la buona regina, morì. Il re si risposò e la nuova regina era tanto bella quanto orgogliosa e vanitosa. Non sopportava l’idea che esistesse in tutto il reame un’altra donna più bella di lei. Temendo che un giorno Biancaneve la potesse superare in bellezza, la vestì di stracci e la costrinse ai lavori più umili e pesanti. Noi adesso vi raccontiamo la nostra versione. (apertura sipario. In scena Biancaneve che pulisce il giardino e parla con gli uccellini. Nascosto dietro il muro, il principe)

UCCELLINO - Biancaneve, prendi questa rosa che ho raccolto per te.

BIANCANEVE - Grazie, che bella!

UCCELLINO - Malgrado stai lavorando da questa mattina ti vedo allegra e spensierata. Ma cosa ti è successo?

BIANCANEVE - Questa notte ho fatto un sogno bellissimo.

UCCELLINO - (incuriosito) Che cosa hai sognato, Biancaneve?

BIANCANEVE - Ho sognato un amore che sia tutto per me e che un giorno la felicità arriverà con un principe, e so che mi dirà amore… amore…

PRINCIPE - Eccomi, son quaaaa! Son quaaaa!

BIANCANEVE - Oh! Oh! (Biancaneve appare sorpresa e indietreggia)

PRINCIPE - Ti ho spaventata! Non aver paura! Scusami, mi trovavo a passare di qui e non ho potuto fare a meno di ascoltarti. Tu sei certamente una principessa, dimmi il tuo nome, te ne prego.

BIANCANEVE - Sono Biancaneve, la figlia del re. (Biancaneve scappa via con i suoi amici, ma si ferma in un angolo del palco, parzialmente nascosta)

PRINCIPE - Non scappare, aspetta! Aspetta! Ti prego (esce di scena. Canzone “Una rosa blu”)

UCCELLINO - È proprio un bel principe.

BIANCANEVE - Bello è dir poco… è bellissimo e mi piace molto. (Canzone “www mi piaci tu”. Chiusura sipario)

NARRATORE - Intanto, in una sala del castello, la malvagia regina si apprestava a consultare il suo specchio magico come faceva ogni giorno. (apertura sipario. Interno castello. In scena la regina e lo specchio. Sottofondo di vento)

REGINA - Mago dello specchio magico, dallo spazio profondo tra vento e oscurità parla… (pausa) Mostrami il tuo volto.

SPECCHIO - Cosa vuoi conoscere, mia regina?

REGINA - Specchio delle mie brame… chi è la più bella del reame?

SPECCHIO - Bella, tu sei bella, ma attenta! Al mondo una fanciulla c’è… vestita solo di stracci, ahimè, assai più bella di te.

REGINA - Guai a lei! Dimmi il suo nome!

SPECCHIO - Ha la bocca di rose, i capelli di seta, come neve è bianca.

REGINA - (furiosa, corre di qua e di là dal palco) Non è possibile! Biancaneve… non è possibile… noo! Noo! Come può farmi questo? Guardia, chiama il mio fedele cacciatore e conducilo subito da me. (si siede. Entra il cacciatore)

REGINA - Mio fedele suddito, conduci Biancaneve lontano, nel bosco, dove non passa nessuno, dove possa raccogliere more e lamponi.

CACCIATORE - Ma mia regina, forse volete fare della marmellata?

REGINA - Noo! Noo! Imbecille, taci e lasciami finire. Dunque… intanto che Biancaneve sarà intenta a raccogliere i frutti del bosco, tu la ucciderai…

CACCIATORE - Maestà… ma è… è… la principessa!

REGINA - Taci…! Tu sai cosa ti aspetta se non eseguirai i miei ordini, finirai nelle prigioni del castello…

CACCIATORE - Sì… sì… mia regina. (impaurito)

REGINA - Per darmi la prova sicura che tu l’hai davvero uccisa mi porterai qualcosa che appartenga a Biancaneve e lo metterai in questo scrigno. (chiusura sipario)

NARRATORE - Il cacciatore, approfittando di una splendida giornata di sole, convinse Biancaneve a seguirlo nel bosco e lei, ignara di ciò che stava per accadere, fischiettava spensierata. (apertura sipario. Bosco. In scena Biancaneve, che fischietta “Impara a fischiettar”, col cestino che raccoglie more e lamponi. Il cacciatore dietro)

BIANCANEVE - Ma che bella giornata, che profumo delizioso hanno questi frutti e come sono buoni! (intanto che Biancaneve raccoglie i frutti, il cacciatore, con aria misteriosa e guardandosi intorno accertandosi che non ci sia nessuno, prepara il pugnale. Poi, lentamente, si avvicina a a Biancaneve che, fingendo di vedere un’ombra, si gira all’improvviso. Biancaneve, con aria impaurita) No! No! No!

CACCIATORE - (si ferma) Perdonatemi… perdonatemi, principessa. È pazza gelosa di voi! Per la vostra bellezza vuole farvi morire…

BIANCANEVE - Ma chi?

CACCIATORE - La vostra matrigna, la regina.

BIANCANEVE - La regina!

CACCIATORE - Presto, fuggite via principessa, nascondetevi nella foresta e non fate più ritorno al castello. Io… dirò che siete morta… inventerò qualcosa… presto fuggite… fuggite…

NARRATORE - Sconvolta dalle parole del cacciatore, Biancaneve scappò via, corse, corse via senza girarsi mai una volta, addentrandosi sempre di più nel bosco. Poi, stanca, assetata e piangente, si avvicinò ad un piccolo laghetto per dissetarsi. (Biancaneve si disseta, sempre piangendo, seduta su un tronco. Ad un tratto vede una sirenetta)

BIANCANEVE - E tu chi sei?

SIRENETTA - Io sono la sirenetta del lago… ma dimmi, mia cara fanciulla, perché stai piangendo?

BIANCANEVE - La mia matrigna, la regina, mi vuole uccidere… ed io sono scappata… e mi… (sbadiglio) mi sono nascosta qui… ma sono tanto… (sbadiglio) stanca… (Biancaneve si addormenta e, piano piano, si avvicinano gli uccellini e si mettono intorno a lei)

SIRENETTA - E voi, piccoli amici, domani mattina conducete Biancaneve in un posto sicuro, oltre i sette monti lontani, nella casetta dei sette nani. Sapete la strada, vero?

ANIMALETTI - Sì! Si! Certo, lo faremo volentieri, adesso veglieremo noi su Biancaneve.

SIRENETTA - Dormi, dormi principessina e i tuoi sogni di fanciulla ricchi sian di cose belle, mentre ti cullano le stelle, sogna di principi e di fate, di avventure incantate che nel regno della fantasia potrai vivere con magia. Dormi, dormi principessina, sogna fino a domattina. (chiusura sipario)

NARRATORE - La mattina seguente, Biancaneve si svegliò e, in compagnia dei suoi piccoli amici, si mise in cammino verso il luogo indicato dalla sirenetta. E, dopo un lungo camminare su e giù per i sette monti, arrivarono ad una piccola casetta nel bosco. Si avvicinarono piano piano e… (apertura sipario. Interno casa dei sette nani. Sette brandine da un lato. Biancaneve entra in scena seguita dai suoi amici uccellini)

BIANCANEVE - Permesso… Permesso, si può entrare?… Ma non c’è nessuno. Devono essere dei bambini che abitano in questa casa, guardate quei lettini come sono piccini… E bambini molto disordinati! Guardate: un piccone, una scarpa, un calzino e ragnatele da tutte le parti. Sentite, facciamogli una sorpresa, puliamo noi, mettiamo tutto in ordine. (Biancaneve e i suoi amici cominciano a pulire. In sottofondo “Impara a fischiettar”. Finiti i lavori, gli animaletti salutano Biancaneve ed escono. Biancaneve stanca si sdraia sui lettini)

NARRATORE - Intanto, i sette nani, che lavoravano nella miniera di diamanti, stavano facendo ritorno a casa dopo una giornata di duro lavoro. (Entrano i nani, stupiti di trovare la casa tutta in ordine)

MAMMOLO - Guardate la casa… C’è acceso un lume!

BRONTOLO - Per la miseria! Chi ha messo tutto così in ordine?

EOLO - Non sarà mica un fantasma… Ma non è possibile!

BRONTOLO - Ascoltatemi, per me c’è un pericolo in vista, me lo sento da stamattina. Mi fanno male i calli dei piedi e questo è un brutto segno.

DOTTO - Ma cosa dici… Ma guardati le scarpe piuttosto… Per forza ti fanno male i piedi, tu porti il 35 e stamattina ti sei messo le scarpe di cucciolo che porta il 20…

BRONTOLO - Per questo allora che stamattina ho fatto così fatica a metterle…

EOLO - Ma guardate… lì… Chi è che sta dormendo sui nostri lettini? (EOLO sta per starnutire e i nanetti lo fermano in ogni modo. fino a quando starnutisce tanto forte che fa cadere i nanetti per terra e Biancaneve si sveglia sorpresa)

BIANCANEVE - Ma… siete dei nanetti… come state?

BRONTOLO - Sto come mi pare!

BIANCANEVE - Ditemi i vostri nomi. (i nani si presentano)

DOTTO - Ma tu chi sei, bella fanciulla?

BIANCANEVE - Sono la figlia del re e mi chiamo Biancaneve.

TUTTI - Ma allora sei la principessa?

DOTTO - Mia cara principesta… no… bianca spessa… cioè volevo dire… spessa bianca… siamo onorati… e…

BRONTOLO - Pazzi da legare…

DOTTO - E siamo pazzi da legare… e… e… idiota, cosa mi fai dire?

BRONTOLO - Ma smettila, e digli di andarsene.

BIANCANEVE - Vi prego, non mandatemi via… La mia matrigna… vuole uccidermi! È gelosa di me.

PISOLO - Ma sai fare la torta di mirtilli?

MAMMOLO - Sai lavare?

GONGOLO - Sai cucire?

TUTTI - Allora facciamola rimanere!

BRONTOLO - Se la regina la trova in casa nostra… dopo se la prenderà con noi.

BIANCANEVE - Lei non sa che sono qua.

BRONTOLO - Lei sa tutto, è maestra di magia. (si guarda con aria intorno) Potrebbe essere qua in questo momento.

BIANCANEVE - Non mandatemi via! Se mi fate restare io laverò, cucinerò, terrò in ordine la vostra casa. E, a proposito, avete già cenato? C’è un pranzo pronto per voi. Avete lavato le mani? Fatemi vedere. Andate a lavare le mani. (rivolta a Brontolo) E tu non vai? Hai perso la lingua?

EOLO - Ma Dotto, lui non le lava.

TUTTI - Facciamo festa! (balletto)

BIANCANEVE - Si è fatto molto tardi e sono molto stanca. Sarebbe ora di andare a dormire.

DOTTO - La principessa dormirà di sopra, nella camera grande al piano superiore. Noi dormiremo qua, vicino al camino nei nostri lettini e staremo benissimo.

TUTTI - Si! Si! Ci arrangeremo benissimo!

BIANCANEVE - Beh… allora… grazie e buonanotte. (esce di scena, mentre i nani si sistemano nei lettini. Chiusura sipario)

NARRATORE - Quella notte, Biancaneve riposò molto tranquilla, al sicuro nella casetta dei sette nani, e al mattino seguente si risvegliò più allegra che mai. Scese le scale e ritrovò i sette nani che ancora dormivano. Apertura sipario)

BIANCANEVE - Forza, in piedi! Il sole è alto… giù dal letto con un salto. Già vi aspetta un giorno bello. Sveglia… sveglia che il sole è bello.

DOTTO - Forza, in piedi, è già tardi. Prendete gli attrezzi da lavoro e partiamo.

EOLO - Ma non facciamo colazione?

DOTTO - Mangeremo qualcosa strada facendo… e ricorda mia cara, (rivolta a Biancaneve) la regina la sa molto lunga in fatto di stregoneria. Non aprire a nessuno… a nessuno, mi raccomando.

BIANCANEVE - Stai tranquillo, starò molto attenta.

DOTTO - Andiamo amici! (ad uno ad uno baciano Biancaneve e poi escono di scena cantando “Andiam, andiam”)

BIANCANEVE - Arrivederci… Buon lavoro, preparerò per il vostro ritorno questa sera una bella torta di mele. (chiusura sipario)

NARRATORE - Intanto al castello, la regina, convinta dal cacciatore che Biancaneve fosse morta, si apprestava ad interrogare lo specchio magico. (apertura sipario. Interno castello. In scena la regina e lo specchio. Un tavolino con ampolla per il filtro magico)

REGINA - Mago dello specchio magico, dallo spazio profondo tra vento e oscurità parla… (pausa) Mostrami il tuo volto.

SPECCHIO - Cosa vuoi conoscere, mia regina?

REGINA - Specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?

SPECCHIO - Oltre le sette cascate, nella casetta dei sette nani… c’è Biancaneve, sfuggita alle tue mani.

REGINA - (arrabbiatissima) Specchio, tu menti questa volta! Biancaneve è morta, il cacciatore mi ha portato le prove. (la regina apre lo scrigno e tira fuori un paio di mutandoni e le mostra allo specchio) Guarda, che te ne pare, queste appartenevano a Biancaneve.

SPECCHIO - Mia regina, ma l’età ti ha offuscato la mente! Quelle… quelle mutande, come possono appartenere Biancaneve? Guarda… guarda che fisico… lì potrebbe starci un elefante! (ride)

REGINA - Smettila di ridere… ma… però, hai ragione. Andrò io stessa alla casetta dei sette nani e prenderò un tale aspetto che nessuno mi riconoscerà. Ecco, vediamo, un filtro magico che possa trasformare la mia bellezza in bruttezza, il mio abito in stracci e la mia voce in quella di una strega. (agita l’ampolla) E adesso filtro compi la tua magia… io bevo… (la regina beve il filtro magico, va di qua e di là sul palco, poi esce di scena barcollando. Entra in scena la strega)

STREGA - Le mie mani… la mia voce… nessuno mi riconoscerà! E ora vediamo, per ingannare Biancaneve ci vorrebbe… certo, certo, la mela stregata, questa fa proprio al caso mio. Così il sonno della morte arriverà. Basta un solo boccone e gli occhi di Biancaneve si chiuderanno per sempre! Ah, ah, ah! (chiusura sipario)

NARRATORE - La regina, una volta trasformatasi in una vecchia strega bruttissima così che Biancaneve non la potesse riconoscere, si avviò oltre i sette monti lontani, fin quando non raggiunse la casetta dei sette nani. (apertura sipario. Interno casa. In scena Biancaneve che sta preparando la torta per i sette nani. Si sente bussare alla porta. Biancaneve va ad aprire)

STREGA - Buongiorno piccina, sei tutta sola?

BIANCANEVE - Sì, i miei amici sono andati a lavorare alla miniera.

STREGA - Ma che profumo delizioso si sente… stai forse preparando una torta, vero?

BIANCANEVE - Sì, certo, una torta di mele, ma proprio adesso mi sono accorta che le mele non mi bastano, ce ne vorrebbero ancora un po’.

STREGA - Il caso vuole che io ne abbia di bellissime in questo cesto. Però sono molto stanca, se mi fai entrare in casa a riposarmi ti svelerò un segreto.

BIANCANEVE - (un po’ timorosa, ma incuriosita) Prego entri e si… si accomodi su quella sedia. E mi parli di quel segreto.

STREGA - Cosa stavamo dicendo… Ah… il segreto… vero. Vedi, mia cara, queste mele sono magiche: se esprimi un desiderio questo si avvererà… dagli un morso!

BIANCANEVE - Se esprimo un desiderio questo si avvererà… il principe… dunque… ecco… io vorrei… vorrei… (canzone “Vorrei vorrei” dei Luna Pop)

STREGA - (sorridente) Piccina, abbiamo capito, dai… dai… assaggia la mela e tutto accadrà.

BIANCANEVE - Allora… allora vorrei che il principe si innamorasse di me. (dà un morso alla mela e cade a terra come morta)

STREGA - Adesso i sette nani non potranno più risvegliarti, e ora la più bella del reame sono io, soltanto io! (chiusura sipario)

NARRATORE - Gli amici animali si affrettarono ad avvisare i nanetti che si rimisero in cammino velocemente sulla strada di casa. Alla vista dei nanetti, la strega si affrettò a scappare. I nanetti, armati di picconi, la inseguirono sotto un furioso temporale sino alla cima della montagna e lì la spinsero nel burrone e finalmente la strega malvagia morì. Di ritorno a casa, i nanetti trovarono Biancaneve priva di vita. Cercarono di rianimarla in tutti i modi, ma fu inutile. Nel frattempo il principe continuava a cercarla ovunque. Apertura sipario. In scena Biancaneve sdraiata sul giaciglio come morta con fiori tutto attorno e i sette nani piangenti. Piano si avvicinano gli animaletti del bosco)

EOLO - Oh! La cara Biancaneve… era così buona.

DOTTO - È tanto bella anche adesso, non seppelliamola, adagiamola in un angolo qui nel bosco.

TUTTI - Sì, sì, hai ragione, facciamo così. (i sette nani sistemano il giaciglio fino a quando entra in scena il principe)

PRINCIPE - Ma no, non è possibile! Proprio adesso che ti ho ritrovata dopo giorni e giorni di ricerche… e non potrò mai più dirti “mia amata”! (ai sette nani) Datemi Biancaneve, vi prego, la porterò al castello e la custodirò, le renderò onore come si conviene a una figlia del re. Però, prima di partire, consentitemi di dargli un bacio. (il principe si china e le dà un bacio. Pausa. Biancaneve, lentamente, prima muove una mano, poi il braccio, poi si sveglia come da un lungo sonno, sorpresa)

NANI - Guardate! guardate! È viva! (si abbracciano tutti contenti)

BIANCANEVE - Ma dove sono?

PRINCIPE - Sei qui con me, al sicuro. Io voglio sposarti! Vieni, ti porto al castello!

BIANCANEVE - (soddisfatta) Sì! Sì! (escono di scena)

NARRATORE - Il principe la portò al castello e le loro nozze furono celebrate con grande sfarzo e splendore e vissero felici e contenti, per tanti e tanti anni.

SIPARIO

    Questo copione è stato visto
  • 4 volte nelle ultime 48 ore
  • 30 volte nell' ultima settimana
  • 127 volte nell' ultimo mese
  • 805 volte nell' arco di un'anno