Cafè des artistes

Caf

Des

Artistes

Atto unico

di

Matteo Tibiletti

PERSONAGGI

DIEGO

UGO

TED

MARTY

EDDIE

LIZA

AG. GREG

AG. WILL

GORDO

Titolo |Caf des artistes

Autore | Matteo Tibiletti

Numero Siae| 213623

Email address | tibilettimatteo@gmail.com

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Scena 1

Diego e Ugo sono seduti ad tavolo apparecchiato. Stanno bevendo vino e mangiando stuzzichini da aperitivo. Lambiente

fumoso e scarsamente illuminato. Ugo pare ascoltare distrattamente i discorsi del commensale, assorto com dal cibo. Diego tra un sorso ed un boccone, aspira grandi boccate di fumo da una sigaretta elettronica.

DIEGO - Il problema sono sempre stati i piedi. I piedi, Ugo! E non sto parlando dei miei piedi o deituoi piedi: nossignore! Parlo dei piedi come arto del corpo umano! Stiamo parlando di mani che per non hanno la prensilit delle mani. Di muscoli la cui utilit per noi ci spesso ignota. Di un qualcosa che dovrebbe essere particolarmente importante, poich grazie ai piedi che stiamo...be...in piedi! E invece, sai qual la verit? I piedi sono proprio brutti! Anche quelli delle donne! Hai mai visto un alluce valgo? Io, ho lalluce valgo! Hai mai visto il mio alluce valgo? Guarda!

Si toglie una scarpa, la appoggia sul tavolo. Allontanta appena la sedia su cui seduto e con un gesto rapido ed atletico, appoggia il piede, nudo sulla tovaglia. Disturbato da quel movimento si lascia cadere di mano una focaccina che finisce sul pavimento. Ugo guarda la focaccina sul pavimento, poi torna con lo sugardo sul tavolo e ne prende unaltra. Di tanto in tanto, strattonato da Diego, punta lo sguardo, con leggera disapprovazione, sul piede di Diego.

DIEGO - Lo vedi? Questo un piede. Uno dei migliori esemplari presenti sul pianeta, ritengo.Ovviamente tenuto conto del fatto che i piedi non sono mai belli! Ma questo mio, laltro no...il sinistro non altrettanto fascinoso... dicevo questo mio piede ha una pelle morbidissima! Tocca, tocca pure!

Ugo fa cenno di non gradire e prosegue con ingordigia cresente il suo pasto.

DIEGO - Non vuoi toccare?

Ugo torna a fare cenno di no con la testa

DIEGO - Visto? Lo dicevo io! Tu, come del resto tutti, abbiamo profondo schifo per i piedi! Sebbeneio ti abbia detto quanto sia bello il mio piede destro, tu hai preferito non toccarlo, perch stai mangiando, giusto?

Ugo accenna ad un s con la testa.

DIEGO - Forse pensi che io non mi lavi i piedi?

Ugo fa cenno di no.

DIEGO - Nonostante ci, non vuoi nemmeno toccarlo.

Ugo fa cenno di s

DIEGO - Come pensavo!

Diego tira gi il piede dal tavolo e si rimette la scarpa.

DIEGO - I piedi fanno schifo. C qualcosa di non spiegato nelle fattezze dei piedi! Poi questa: io milavo sempre i piedi ma di tutto il mio corpo sono la parte che prima torna a puzzare! Forse perch stanno chiusi nelle scarpe?

Ugo fa cenno di s

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DIEGO - Ah, Ah! Tu, come gli altri procedi per luoghi comuni! Eh s, caro Ugo! Tu sei come gli altri!

Silenzio

DIEGO - Le tue braccia puzzano,forse?

Ugo fa cenno di no.

DIEGO - Eppure le tieni chiuse nelle maniche delle camicie, delle giacche! Sono anche pi coperte,rispetto ai piedi! Ma no, neanche le mie braccia puzzano! Forse le ascelle, puzzano! Ma quello diverso, lascella non ha altra utilit a mio parere: raccoglie la nostra stanchezza in un piccolo bacino e la... come dire? la "butta fuori"... un po come gli occhi, no? Solo che gli occhi non puzzano...perch da l viene fuori la stanchezza del nostro cervello, quindi forse della nostra anima!

Ugo mangia.

DIEGO - Ugo, hai sentito che ho detto? Le lacrime sono la stanchezza dellanima! Non trovi che siauna cosa geniale? Un argomento intelligente di cui parlare ad una conferenza?

Ugo accenna ad un s.

DIEGO - Eppure io non ho che la terza media! Vedi? Non conta quanto hai studiato! Conta quantofai girare gli ingranaggi del tuo cervello! E la conclusione proprio questa: I piedi puzzano e sono brutti, mentre le lacrime sono la stanchezza dellanima!

Silenzio

DIEGO - Se fossi un po pi ambizioso, potrei ambire ai piani alti, sai? Potrei candidarmi al premioNobel! Nobel per... beh i piedi. Come si dice? Ah, s! Il Nobel per la fisica: "Conferiamo il Nobel per la fisica a Diego Contini per la teoria dei piedi e delle lacrime". Gi.

Silenzio

DIEGO - Ugo, tu verrai alla cerimonia, vero?

Ugo fa cenno di s. Sembra aver finito di mangiare. Si pulisce con un tovagliolo. Digerisce, trattenendone il rumore e gonfiando le guance.

DIEGO - Tu? Ugo, tu hai qualche teoria? Non dici niente? Che hai da dire, in merito a tutta questastoria?!

Silenzio. Ugo guarda negli occhi Diego. Sospira soddisfatto.

UGO - Devo proprio cacare.

Ugo si allontana dal tavolo, scopriamo che seduto su di una sedia a rotelle. Esce dalla quinta a destra. Diego rimane da solo. Tira una nuova boccata dalla sigaretta.

DIEGO - "And the winner is..."

Ride da solo. Buio.

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Scena 2

Buio. Si odono delle grida di un uomo.

UOMO - No, ti prego! Per favore non lo fare! Ti giuro che far in modo di...

SECONDO UOMO - Tardi.

UOMO - Tardi?

SECONDO UOMO - E tardi.

UOMO - No, ti prego!

Spari. Silenzio.

Scena 3

Al rialzarsi delle luci scopriamo lintera scena: siamo allinterno di un Pub. Sul fondo sistemato il bancone, appena dietro al bancone sono poste tre spillatrici di birra, bicchieri e sul retro, fissate a parete, due lunghe mensole. Sulle mensole, liquori. Davanti al bancone una fila di sgabelli vuoti. Sparsi, sul palco, tavoli apparecchiati (Come nella prima scena) e sedie. Al centro ci sono dei poliziotti e un uomo ben vestito. Luomo ben vestito Teodoro, proprieario del locale. I poliziotti lo stanno interrogando mentre a terra c un corpo coperto da un telo bianco.

AGENTE GREG - Lo conosceva?

TED - S.

AGENTE GREG - S?

TED - S, voglio dire: non molto. Veniva qui di tanto in tanto.

AGENTE WILL - Lei il proprietario?

TED - Ve lho gi detto!

AGENTE WILL - Ha gi detto, cosa?

TED - Ve lho gi detto! Vi ho gi risposto a questa domanda!

AGENTE GREG - Stia calmo e risponda al mio collega.

TED - S, questo locale mio.

AGENTE WILL - Bene. E in regola con le licenze?

TED - S, certo! Per chi mi avete preso?

AGENTE GREG - Le ripeto di stare calmo.

AGENTE WILL - S, infatti. Non c motivo di agitarsi tanto. Sono domande che sono tenuto a farlee a cui lei tenuto a rispondere!

TED - Devo stare calmo?! Devo stare calmo?! Ma secondo lei normale?

AGENTE WILL - Cosa, dovrebbe essere normale?

TED - Cristo santo! C un cadavere qui davanti!

AGENTE GREG - La prego, non bestemmi!

AGENTE WILL - Noi siamo abituati a situazioni simili.

TED - Certo, immagino! Ma io no! Credo di avere diritto ad un minimo di shock!

AGENTE GREG - Ci sta dicendo che scioccato da questa situazione?

AGENTE WILL - E la prima volta che vede un cadavere? TED - No, in effetti spesso passo allobitorio a dare unocchiata, mi diverte vedere uomini uccisi acolpi di pistola!

AGENTE GREG - Per caso, ci sta prendendo in giro signore?

AGENTE WILL - Vuol dire che a lei piace guardare la gente morta? TED - No, non vi sto prendendo in giro! Sono serio e...no! Non vado a guardare la gente mortaallobitorio!

AGENTE GREG - Allora per quale motivo ci ha detto...

AGENTE WILL - Gi, perch?

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TED - Ma santo cielo, un incubo questo! Ho risposto in maniera ironica ad una domanda che horitenuto assurda!

AGENTE GREG - Quale domanda?

AGENTE WILL - Non capisco, a quale assurdit si riferisce?

TED - A quella che...

Sbuffa

AGENTE GREG - E stanco?

AGENTE WILL - Forse stata una giornata impegnativa, per lei?

AGENTE GREG - Be a dirla tutta lo anche per noi. Sa, sempre un gran casino quando si trovanocadaveri nei ristoranti. Insomma, la gente comincia a fare domande, c sempre una gran fuga di notizie. AGENTE WILL - S, poi salta fuori che spesso e volentieri il proprietario coinvolto e allora ti saluto!Tocca sigillare il posto...chiuderlo!

AGENTE GREG - E cos non sa dove andare a bere qualcosa...

AGENTE WILL - Cos la gente va a comprare bottiglie di alcolici al supermercato ecominciano a bere per strada...

AGENTE GREG - Senza alcun controllo...

AGENTE WILL - Senza alcun permesso...

AGENTE GREG - Non vengono incassate le licenze...

AGENTE WILL - Le risse cominciano a diventare frequenti...

AGENTE GREG - E va a finire che noi si deve cominciare a fare gli straordinari...

AGENTE WILL - Sa quanto prendiamo per ogni ora di straordinario?

AGENTE GREG - Una miseria! Ha capito?

AGENTE WILL - Noi non vogliamo fare straordinari

AGENTE GREG - Vogliamo tornare a casa

AGENTE WILL - Dalle nostre famiglie

AGENTE GREG - Vogliamo guardare la tv

AGENTE WILL - Oppure uscire, andarci a bere una buona birra!

AGENTE GREG - Ma finisce che dobbiamo comprare bottiglie di liquore al supermercato..

AGENTE WILL - Perch il suo locale stato chiuso, nel frattempo.

AGENTE GREG - Gi.

AGENTE WILL - E noi non sapremmo pi dove andare, solo perch lei ha ucciso un suo avventore

per chiss quale motivo.

AGENTE GREG - Ed in galera a marcire come la frutta che si lascia nel cesto quando fuori estate.

AGENTE WILL - Frutta marcia...

AGENTE GREG - Marcia...marcia dentro...

AGENTE WILL - Come la gente che non pu pi entrare nel suo locale a causa del suo modo di

fare...

AGENTE GREG - Capisce, ora?

AGENTE WILL - Capisce?

Silenzio. Teodoro rimasto immobile e in silenzio per tutto il tempo.

TED - Va bene, collaborer.

Silenzio

AGENTE GREG - Bene. E stato lei ad uccidere qeustuomo?

TED - No.

AGENTE WILL - Dicevamo: in regola con le licenze?

TED - S.

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Buio. Al rialzarsi delle luci, seduti sul primo tavolo a destra, ci sono due uomini: Marty e Eddie.

Stanno bevendo del vino bianco e fumando sigari. Sono entrambi vestiti in completo grigio fumo.

MARTY - Sai, ho scritto una nuova poesia.

EDDIE - Ma non mi dire!

MARTY - La vuoi sentire?

EDDIE - Mmm...ho scelta?

MARTY - Certo, potresti dirmi no. Ma risulteresti molto scortese.

EDDIE - Quindi direi che la risposta s.

MARTY - Ti sei sentito in obbligo a rispondere cos?

EDDIE - In obbligo?

MARTY - S, intendo dire: la vuoi sentire davvero, la mia poesia o sottostai alla mia richiesta solo per

evitare di essere scortese?

EDDIE - Ma io non sono una persona scortese.

MARTY - Lo so.

EDDIE - Dunque?

MARTY - La vuoi sentire?

EDDIE - Certo!

Marty si prepara, drizzando la schiena e schiarendosi la voce.

MARTY - Questa poesia intitolata "Il silenzio"

EDDIE - Bene.

MARTY - Vado?

EDDIE - Vai.

Marty guarda fisso negli occhi Eddie, rimanendo in silenzio per un lunghissimo istante, al termine del quale torna ad accomodarsi sullo schienale della sedia e a bere dal suo bicchiere di vino. Silenzio. Eddie applaude compiaciuto. Buio.

Scena 5

Teodoro solo, dietro al bancone. Sta asciugando dei bicchieri. Dalla sinistra entra una donna molto sexy in abito da cocktail: Liza. I due si guardano. Lei sorride, lui di rimando fa un cenno con la testa. Liza si siede sul tavolo a sinistra. Teodoro smette di asciugare i bicchieri e la raggiunge.

TED - Ciao Liza.

LIZA - Ciao Ted.

TED - E presto, non trovi?

Liza guarda lorologio.

LIZA - Questa mattina ho un appuntamento.

TED - E da quando lavori su appuntamento?

LIZA - Da quando il cliente paga in contanti, una grossa somma di denaro.

TED - Quanto grossa?

LIZA - Grossa.

TED - Posso aiutare?

LIZA - Dipende dal cliente.

TED - Sai che sono a disposizione, specialmente se il cliente paga in contanti.

LIZA - Se poi porta i soldi in una valigetta scura...

TED - E un cliente con la valigetta?!

Liza annuisce.Teodoro si siede accanto a Liza.

.

TED - E perch non me lo hai detto subito?!

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LIZA - Tu non me lo hai chiesto.

TED - Volete andare di sopra?

LIZA - E passata Violet?

TED - E venerd.

LIZA - Quindi passata, posso star tranquilla?

TED - Assolutamente tranquilla. Nessuno verr a disturbarvi...

LIZA - Oppure a disturbarci...

TED - Gi, dipende dal cliente...

LIZA - E questo ha la valigetta...

TED - E paga in contanti...

Silenzio. Si guardano e sorridono.

LIZA - Ted, perch non mi offri qualcosa?

TED - Non ho ancora pulito la spillatrice...devo andare a cambiare la botte... che posso offrirti?

LIZA - Non voglio la birra. E mattina presto! Un caff andr bene.

TED - Certo, un caff! Un caff andr benissimo!

Teodoro si avvia al bancone

LIZA - Ehi, Ted!

TED - Dimmi, Pretzel!

LIZA - Non chiamarmi Pretzel! Ti odio quando mi chiami Pretzel! Mi fanno schifo, i Pretzel!

TED - E va bene, scusa!

Va al bancone.

LIZA - Dicevo...ehi, Ted!

TED - Dimmi, Liza!

LIZA - Espresso. Voglio un caff espresso.

TED - Bene! User la miscela speciale, allora! Bourbon Santos, direttamente dal Brasile!

LIZA - Uhmmm...adoro!

Teodoro prepara il caff. Dalla destra entra Ugo, luomo in sedia a rotelle, visto nella prima scena. Senza salutare Teodoro, si avvicina al tavolo di Liza. Lei sposta la sedia affinch lui le si possa sistemare accanto. Si guardano per un breve istante. Lei sorride. Lui no. In grembo ha una valigetta scura.

TED - Accortosi di UgoSalve.

Ugo alza la mano senza voltarsi verso il bancone.

TED - Sto preparando del caff espresso: ne vuole una tazzina anche lei?

Ugo alza il pollice, senza voltarsi verso il bancone.

LIZA - Hai avuto difficolt ad arrivare fin qui?

UGO - No.

Ugo si guarda intorno.

LIZA - Che c? Non va bene questo posto?

UGO - Per me uno vale laltro.

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LIZA - Questo un bel locale.

UGO - A me, sembra una bettola.

Teodoro sente e deve trattenere un moto di stizza.

LIZA - Beh, ma non un ristorante Ugo. E un semplice pub.

UGO - A me, continua a sembrare una bettola.

Teodoro si morde una mano. Liza cerca di fargli cenno di star calmo.

UGO - La prossima volta scelgo io. S, scelgo io la prossima volta: meglio.

LIZA - Va bene. Non c problema. E che molto tranquillo, qui. Sai...c bisogno di un posto non

troppo frequentato per questo genere di cose.

UGO - E una merda!

LIZA - Ti prego, non fare cos!

UGO - Guarda questa tovaglia! Dove cazzo lha comprata? Dai cinesi? C puzza di cinese e di negro

qui dentro! Non che il proprietario cinese?

Teodoro furibondo e mima a Liza di portare fuori Ugo.

LIZA - No, il proprietario lui, Ted!

Indica il bancone. Ugo non si gira.

UGO - Che nome da negro. Ted! Avevo un cane che si chiamava Ted!

TED - Ora basta!

UGO - Ted, il caff sei andato a raccoglierlo in Guatemala?!

Teodoro si accorge che nel frattempo le tazzine sono stracolme di caff.

TED - Cazzo, la mia miscela!

UGO - Scommetto che ti sei distratto! Scommetto che ora quel caff espresso annacquato e non sapi di niente, se non di caff annacquato, vero?

TED - Direi di s. Devo rifarlo?

UGO - Non una domanda saggia da fare ad un cliente che normalmente per un caff disposto ad

aspettare con pazienza poco meno di un minuto. Tu ci stai mettendo molto tempo, non ti pare?

TED - Senta, io...

UGO - Senza contare che fare un caff non una cosa poi tanto difficile per un barista che ha avuto ilcoraggio di aprire un locale! Chiss cosa sarebbe successo se ti avessi chiesto un daiquiri od un White Russian! Per non parlare dei panini! Perch voi, in questo merdaio, fate anche da mangiare, vero? LIZA - Ugo, non fare cos... Ted ...

TED - Merdaio?! Ma come si permette?! UGO - Non che mangerei un panino fatto da te, neanche se me lo regalassi...

LIZA - Ted, ti chiedo scusa. Ugo deve essere un po nervoso, oggi! Ugo, ti prego, basta!

TED - Ma si pu sapere che cazzo vuole questo qui?!

Ugo finalmente si volta verso Ted

UGO - Cosa voglio? Te lo devo anche ripetere? Voglio quel maledetto caff che ora hai trasformato indiarrea! Rifai un caff espresso che sia buono come lodore che ho sentito entrando. TED - Certo che buono! E la mia miscela privata!

UGO - Sai quanto me ne fotte della tua privacy? Quanto a un gorilla, della puzza delle proprie ascelle!Ora, per cortesia, ti dai una mossa e mi porti quel cazzo di caff, cos poi possiamo parlare daffari?! TED - Bene.

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Silenzio. Ted prepara il caff. Mette le tazzine su un vassoio e lo porta al tavolo.

TED - Ecco qui. Ci vuole lo zucchero?

UGO - Tu lo berresti amaro?

TED - Io lo bevo amaro, perch il caff va bevuto amaro!

LIZA - Ted!

UGO - Ah, davvero? Pensa che scemo! io lho sempre annegato nello zucchero!

TED - I gusti son gusti.

UGO - Eh no! Tu hai detto che il caff VA bevuto amaro! Non che si pu scegliere! TED - S, VA bevuto amaro se si vuol gustare il sapore del caff. E il caff non dolce. Sa di caff.Non di zucchero. Ecco perch VA bevuto amaro! Detto questo per come per il gorilla e le sue ascelle, sinceramente poco mi importa di come lo beve la gente!

UGO - Sei un disfattista. Non ti vergogni?

TED - Molto spesso. E lei?

UGO - Mai.

TED - Peccato.

UGO - Davvero.

LIZA - Che dite se beviamo questo cazzo di caff?!

UGO - Giusto. Liza ha ragione.

TED - Beva e mi dir.

Ugo e Liza sorseggiano il caff.

UGO - Mmmmh...

TED - Allora?

LIZA - Che te ne pare?

UGO - Devo dire la verit. Questo posto fa veramente schifo...

TED - Ancora?!

UGO - Ma!...

TED - Ma cosa? Ma... le piace il mio caff?

UGO - S, Ted! Mi piace il tuo caff e mi piace berlo amaro. Non avrei mai scoperto questa novit senon me ne avessi parlato.

LIZA - Meno male!

TED - Bene, almeno qualcosa lo valgo ai suoi occhi!

UGO - Altro che!

Silenzio. Ugo e Ted si guardano. Liza continua a sorseggiare. Improvvisamente la valigetta scivola dal grembo di Ugo e cade per terra, aprendosi e lasciando cadere catene, manette e altri sexy toys.

LIZA - Oh!

TED - Toh guarda! Che fornitura!

UGO - Vedi, Ted. Tu hai la tua miscela privata... io ho la mia...

Silenzio. Liza raccoglie tutto e lo rimette nella valigetta.

UGO - La tua privacy, come detto, mi interessa molto poco... ma a te, interessa la mia?

Silenzio. Ted E Liza si guardano, complici. Liza appoggia la valigetta sul grembo di Ugo.

TED - Potrebbe interessarmi.

UGO - E dove, potrebbe interessarti?

TED - Dove?

LIZA - Di sopra, direi. Non cos, Ted?

TED - Oh, certo, di sopra!

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UGO - Il termine "di sopra" per me sempre sinonimo di qualche difficolt logistica. Mi spiego? TED - C unascensore.

UGO - Ottimo.

LIZA - Bene, andiamo?

Ugo si volta lentamente verso Liza.

UGO - Tesoro, forse meglio se ci aspetti qui.

LIZA - Oh.

TED - Chiudi il locale, per favore.

LIZA - Va bene.

Silenzio. Ugo e Ted escono di scena. Liza rimane da sola. Sbuffa. Esce momentaneamente di scena.

Chiude la porta dingresso. Rientra. Dopo una breve indecisione si infila dietro il bancone e prende una bottiglia di Whiskey e un bicchiere. Torna al tavolo e comincia a bere. Beve. Buio.

Scena 6

Al riaccendersi delle luci, Marty sta giocando a clacio con Eddie. Stanno usando una lattina. Eddie riporta la cronaca dellincontro.

EDDIE - Siamo ormai al novantesimo minuto, Marty stremato dalle continue incursioni di EddieBarzoon! La partita procede sul 3-0. La coppa ormai vicina ed Eddie Barzoon, la sente ormai sua. Daltra parte risaputo, Eddie un campione universalmente riconosciuto mentre Marty Lundegard non altro che una mezza sega!

Eddie fa passare la lattina tra le gambe di Marty ed esulta.

EDDIE - Goooooal! Gooooal!

Eddie corre come un pazzo a destra e sinistra. Sale su un tavolo e alza le braccia al cielo.

EDDIE - La coppa, la coppa mia!

Sorridendo, scende dal tavolo e allunga la mano per poterla stringere a Marty che per tutta risposta, lo colpisce con un pugno in piena faccia.

EDDIE - Ma che fai?!

MARTY - Che cosa faccio?! Che cosa faccio?! Come mi hai chiamato, poco fa?!

EDDIE - Cosa?!

MARTY - No, non mi hai chiamato "Cosa"! Razza di coglione! Come mi hai chiamato! Ripeti!

Gli si avvicina e lo solleva da terra tenendolo per la nmaglietta.

EDDIE - Ok, scusa!

MARTY - No, Eddie! Ora ripeti: come mi hai chiamto?!

EDDIE - M-Marty...

MARTY - E poi?

EDDIE - M-Marty ... Lundeg...

Marty lo colpisce di nuovo in pieno viso

MARTY - Lasciando cadere Eddie a terra, rialzandosi e guardandosi il pugno con cui ha colpito lamicoEsatto! Mihai chiamato per nome e cognome. Una cosa che odio e che sai bene...Uhhhh!

10


Prende da dietro il bancone uno straccio e del ghiaccio. Avvolge il ghiaccio nello straccio e lega questultimo sulla mano per curare la ferita.

Ahi!Ahi! Dicevo: una cosa che dovresti sempre ricordare e che invece scordi con una certa frequenza

proprio questa! Mai! Mai! Mi hai sentito bene? Mai! Non devi mai chiamarmi per cognome in un luogo pubblico!

EDDIE - Rialzandosi a faticaMa santo cielo, siamo da soli! Ted non c! Non c nessuno! Quale localepubblico?! Siamo solo noi!

MARTY - Hai sentito cosa ti ho detto?

EDDIE - S, ho sentito, ma sei ingiusto! Qui non c nessuno! E come se fossimo a casa nostra!Marty gli si fa incontro minaccioso

MARTY - Prima di tutto non abbiamo una casa nostra! Tu hai una topaia di quattro metri per due,mentre io ho unappartamento con due stanza, due bagni, taverna, box e cucina. Secondo, lingiustizia non centra! Centra la lealt! Ti ho chiesto pi di una volta di non chiamarmi per cognome! E tu invece... ogni volta la stessa storia! Sai bene cosa signfiica per me!

Marty si fa cupo in volto. Torna verso il bancone, prende una bottiglia di Whiskey, un bicchiere e comincia a bere.

EDDIE - Avvicinandosi a luiIntendi dire... tuo padre ?

Marty non risponde e va a sedersi al tavolo al centro della scena. Eddie gli si siede accanto.

EDDIE - E per via di tuo padre?

MARTY - Tu non puoi capire...

EDDIE - Ti chiedo scusa, Marty. S, vero, me ne avevi parlato dei tuoi casini con lui, ma davvero

non pensavo che...

MARTY - Tu non pensi! E proprio questo il punto! Non pensi! Io... io, invece...

La voce prende a tremare

MARTY - Oh, Eddie! Sapessi quanto sono sensibile!

EDDIE - Ma lo so!

MARTY - Tu non sai un cazzo, Eddie!

EDDIE - E vero, so poche cose, in effetti.

MARTY - No, Eddie, tu non sai mai un cazzo!

Eddie tace.

MARTY - Io ho cos tanto, dentro di me! Io sono un poeta, capisci?! Io...io... io sono diplomato!Eddie, tu sai che cos un diploma?

Eddie fa per rispondere

MARTY - No! Tu non sai cos un diploma! Tu non hai mai studiato, non ti sei mai informato! Io s,Eddie, io s! E lho fatto contro il volere della mia famiglia! Mi voleva spedire in mezzo ai campi, capisci? Non che abbia nulla contro la vita nei campi...ma...cazzo! Io sono un poeta! EDDIE - Certo, Marty! Tu sei il pi grande artista che io conosca!

MARTY - Tu non conosci nessun altro a parte me!

EDDIE - E questo che centra?!

MARTY - Lasciamo stare, meglio. Scusa se ti ho colpito.

EDDIE - Non fa nulla, Marty...

MARTY - E che mi fai imbestialirire a volte. Per lo sai che ti voglio bene, no?

EDDIE - Lo so. Scusa.

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MARTY - Scuse accettate.

EDDIE - Bene.

Silenzio.

MARTY - Sai, ieri ho scritto unaltra poesia...

EDDIE - Davvero?

MARTY - S.

EDDIE - Marty: voglio che tu me la legga!

MARTY - Non c bisogno, ce lho tutta qui

Indica la testa

EDDIE - Wow! Forza, ti ascolto.

Marty si prepara, come visto in precedenza.

MARTY - Eintitolata: "Silenzio interrotto"

EDDIE - Uhhh! il sequel!

MARTY - Per favore!

EDDIE - Scusa, Marty...

Marty, dopo aver eseguito un lungo istante di silenzio, tossisce, facendo sussultare Eddie, poi tutto tace e Marty torna nella posizione iniziale. Eddie applaude, compiaciuto.

Scena 7

Diego sta amoreggiando con Liza sul tavolo di sinistra. Bevono Champagne e mangiano stuzzichini. Teodoro spia da dietro il bancone.

DIEGO - Amore mio, sapessi quanto ho atteso questo momento.

LIZA - Quanto, quanto lo hai atteso, Diego? dimmelo! Ah! dimmelo!

DIEGO - 168 ore.

LIZA - 168 ore?

Sorride

DIEGO - S.

Guarda lorologio

DIEGO - Eravamo qui, a questora, sette giorni fa. Sono passate 168 ore, da allora.

LIZA - E cosa hai fatto durante tutte queste ore, senza di me?

DIEGO - Ho riflettuto a lungo.

Si baciano

LIZA - Su cosa hai riflettuto? Dimmi! Ahhh! s, dimmi!

DIEGO - Sui tuoi piedi.

LIZA - Sui miei piedi? E perch?

DIEGO - Vedi, io ho una teoria sui piedi degli esseri umani, te lho mai detta?

LIZA - S, la so gi! Ed una teoria piuttosto cretina.

Liza lo scosta bruscamente.

DIEGO - Lo pensi davvero?

LIZA - S. Mi hai ammorbato con questa storia! E ogni volta ricominci, come se non ne avessimo mai

parlato! E poi...Ti pare il momento, questo, per parlare dei miei piedi? I miei piedi sono estremamente

belli. Forse i tuoi fanno schifo. I tuoi, puzzano. I tuoi, sono pelosi! Tutti gli uomini con cui sono stata,

hanno adorato i miei piedi! Chiuso l'argomento, va bene? E ora torniamo a noi!

12


Liza si riavvicina, ma ora Diego a scostarla

DIEGO - Come sarebbe a dire, "tutti gli uomini con cui sono stata"?

LIZA - Sarebbe a dire tutti!

DIEGO - Quanti?

LIZA - Stai scherzando, spero!

DIEGO - Niente affatto! Quanti?

Teodoro esce dal bancone e si avvicina.

TED - Diego, perdonami...ma Liza non uscita ieri dalle scuole elementari... che domande le stai

facendo?

DIEGO - E tu cosa centri?!

TED - Centro. Il locale mio e Liza, qui...be una ragazza che lavora!

DIEGO - Non con me, razza di criminale!

LIZA - Ti prego, Diego, stai calmo!

TED - Ma che pensavi? Che fosse realmente innamorata di te?

DIEGO - Cosa vuol dire, questa storia?

Si alza e procede, minaccioso, verso Ted che indietreggia. Liza si frappone tra i due, cercando di bloccare lavanzata di Diego.

LIZA - Diego, sei impazzito?! Quello Ted!

DIEGO - Me ne strafrego di chi ! Hai sentito come parla di te?!

LIZA - Ma Diego, lui ha ragione!

DIEGO - Che vuoi dire?!

TED - Oh, ma questo proprio scemo!

DIEGO - Come ti permetti!

Fa per saltargli addosso, ma Liza improvvisamente gli sferra un calcio tra le gambe, facendolo cadere a terra.

LIZA - Come ti permetti tu, imbecille! Sono una escort, io! Non una puttanella che cerca marito! Io

guadagno bene con questo lavoro, forse molto pi di quello che guadagni tu con il tuo lavoro da uomo

tutto dun pezzo!

TED - Ehm... ora ha perso qualche pezzo, mi sa!

LIZA - Ascoltami bene, Diego: eri un buon cliente, ho sopportato le tue cazzate sui piedi degli esseri

umani perch hai sempre pagato puntuale, ma questo non ti d certo diritto di disporre di me come e

quando vuoi!

DIEGO - DoloranteTu non sei una escort! Tu sei solo una...

TED - Non lo direi se fossi in te.

DIEGO - Puttana!

Liz stringe i pugni, lo colpisce nuovamente con un calcio e poi, rabbiosa, esce a destra inseguita da Ted.

TED - Liza dove vai?! Torna qui!

Diego rimasto solo, in scena. A terra, si rotola dal dolore.

DIEGO - UrlaIo ti amo!

Piange e si dispera. Buio.

Scena 8

13


Seduti al tavolo centrale, ci sono Ted, Marty ed Eddie

TED - Dunque, come vi dicevo questo locale l'ho rilevato io neanche un anno fa. Sono stati dieci mesi

di duro, anzi durissimo lavoro.

MARTY- E perch ora hai deciso di venderlo?

EDDIE - Gi, perch?

MARTY - Eddie, per favore!

TED - Vedi, Martry... posso darvi del tu?

MARTY - Certo, ci mancherebbe!

EDDIE - Assolutamente!

MARTY - Eddie!

EDDIE - Ma che ho detto, adesso?!

TED - Bene, Marty... Marty e poi?

MARTY - Direi che la confidenza pu limitarsi al darci del tu...

EDDIE - S, insomma, non entriamo proprio in amicizia. Questi sono affari.

MARTY - Affari non proprio tuoi. Qui sono io che sto rilevando l'attivit. Tu sei solo il mio braccio

destro.

EDDIE - Lo so ma...

MARTY - Basta, Eddie.

TED - Scusate, non volevo sembrare eccessivamente curioso, solo che arriver il momento di

mettere delle firme per il passaggio di propriet, dovremo fare le cose in piena regola... solo per

questo che vi chiedevo...

Silenzio.

TED - Non fa nulla. Vi dicevo, sono stati dieci mesi molto duri. Sacrifici, spese per la sistemazione dellocale, messa a punto del riscaldamento e del sistema idrico.

MARTY - Immagino.

TED - Risparmi di una vita, investiti in un sogno.

EDDIE - Come mai lo ha chiamato cos?

TED - Caf des artistes?

EDDIE - S.

TED - Be' perch sono sempre stato un estimatore dell'arte. Io mi nutro di letteratura, pittura, poesia,cinema e teatro. E' un qualcosa che riesce a riempirmi la vita e l'anima.

MARTY- Ma non il portafogli, giusto?

TED - Gi. Io sono un estimatore dell'arte, ma non un artista.

EDDIE - Marty, un artista. Marty un poeta!

TED - Davvero? Ha scritto qualcosa che posso aver letto?

EDDIE - No.

MARTY - In realt io non scrivo per scelta. Non scrivo perch la mia Arte, quella con la A maiuscolanon pu essere compresa in tutta la sua essenza dai pi. D'altra parte io...sai, Ted...io ho un diploma. Non sono l'ultimo arrivato.

EDDIE - Marty ha studiato. Ha faticato tanto per arrivare a dove ora.

TED - Ah, s e dov' arrivato, ora?

EDDI E - Be', seduto davanti a te, mi pare.

MARTY - La mia Arte si pu spigare solo attraverso la sua natura improvvisa. Nasce, cresce e muorein un silente palpito d'ali.

EDDIE - Wow!

TED - Gi. Bene. Come vi dicevo, intendo vendere questo posto perch purtroppo non ho mai avutoun grande fiuto per gli affari. Oltre a ci si aggiunga la tragedia che avvenuta qualche giorno fa. MARTY - Ah, s, l'omicidio.

EDDIE - Vero! Ma chi stato ucciso.

14


TED - Un uomo molto anziano. Wilfred Lundegard. Io non ero qui. Era notte fonda. Ero nel mio appartamento, dall'altra parte della citt. Qualcuno si introdotto qui dentro, ha portato con s l'anziano e lo ha giustiziato.

MARTY - Capisco, capisco.

TED - Gi, poveraccio.

MARTY - Lei dice?

EDDIE - Magari era un criminale.

TED - Macch, era un povero pensionato!

MARTY - Quindi, dicevi che per questo che hai intenzione di cedere l'attivit.

TED - Per questo e per il fatto che devo fare i conti con la mia evidente incapacit imprenditoriale. EDDIE - In che senso?

TED - Questo locale costantemente vuoto. Non sono riuscito a renderlo un locale di classe. Se nonfosse stato per la mia carissima amica Liza che ogni tanto porta qui i suoi clien... ehm... intendo dire un po' di gente, non so come avrei fatto a tirare avanti cos a lungo.

MARTY - Gi, Liza. Gran donna, quella. La conosco da molti anni. Non fosse stato per lei, nemmenoio ora sarei a questo punto. E' lei che mi ha parlato di te. TED - Lo so.

MARTY - Come ti ho detto, per me va bene. Lasciami il tempo di sistemare un po' di cose e in menodi un mese, vedremo di concludere l'affare.

EDDIE - Marty, credo sia ora. Ci aspettano.

TED - Siete di corsa?

MARTY - A dire il vero, s.

TED - Vi posso chiedere un favore?

MARTY - Spara.

TED - Ho bisogno di assentarmi per cinque minuti. Ho dimenticato di comprare il latte. L'ho finito.Rimarreste qui, al posto mio? So che vi chiedo molto, ma... davvero non saprei come altro fare. Torno subito.

EDDIE - S, ma ci aspettano...

MARTY - Si fottano, Eddie. Io voglio fare un favore al nostro amico Ted. Vai pure Ted. Ti aspettiamo

qui.

TED - Oh, grazie! Torno subito!

Ted corre a prendere la giacca ed esce di corsa.

MARTY - Non contraddirmi mai, chiaro Eddie?

EDDIE - S, ma...

MARTY - Basta!

Silenzio

MARTY - Cazzo che sete!

Marty va dietro al bancone, apre un frigorifero e ne estrare una lattina. Aperta la lattina ne beve l'intero contenuto con un solo sorso.

EDDIE - Ne dai un po' anche a me, per favore?

MARTY - Certo!

Marty lancia la lattina vuota. Eddie, deluso butta la lattina per terra e comincia a giocare come se fosse un pallone. Marty gli si avvicina. Iniziano a giocare. Buio

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Scena 9

Ad una lunga tavolata sono seduti Marty, Eddie, Poliziotto, Poliziotto 2, Ted e Liza. Stanno mangiando pollo e bevendo birra.

TED - Propongo un brindisi: al primo anno del "Caf des artistes"

MARTY - Ma s, brindiamo!

EDDIE - Perch no!

LIZA - Te lo sei meritato!

AGENTE GREG - Non pensavo che saresti riuscito a tirare cos a lungo con questo posto! TED - No e perch?

AGENTE WILL - Be lui parla dellomicidio.

TED - Ah, quello!

AGENTE GREG - Se non ci fossimo stati noi...

LIZA - E allora, a voi!

MARTY - A voi e al locale!

EDDIE - Al Caf des artistes che senza la polizia sarebbe un bordello di prima categoria!

Ride, nel silenzio generale.

TED - Non carino da parte tua, Eddie.

AGENTE GREG - Ma a proposito, questi due chi sono?

AGENTE WILL - Gi, perch non li ho mai visti prima dora?

MARTY - Ted, posso?

TED - Certo, fate le presentazioni.

MARTY - Lui Eddie, mio braccio destro.

AGENTE GREG - Braccio destro di cosa?

EDDIE - Beh, il braccio destro di solito attaccato al corpo di una persona, non certo di un animale,quindi...

AGENTE WILL - Con tutto il rispetto, sappiamo di cosa stiamo parlando, quando si parla di "bracciodestro".

AGENTE GREG - Il problema che non sappiamo se il senso che intendete voi lo stesso a cuialludiamo noi.

MARTY - Eddie, sta zitto!

EDDIE - Scusa.

MARTY - Io sono Marty. Ho commissionato io, lomicidio delluomo che avete rinvenuto un anno fa,in questo posto.

AGENTE GREG - Ah. Marty e poi?

MARTY - Marty e basta, per favore

AGENTE WILL - Lei quello che ha sparato?

EDDIE - No, quello sono io!

Silenzio

.

MARTY - Ecco perch ho detto che lui il mio braccio destro.

TED - E stato un regolamento di conti ed in effetti il resoconto che avete stilato voi due non ha

presentato nessuna incongruenza.

LIZA - Direi che possiamo mangiare, adesso.

Silenzio.

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LIZA - Ragazzi, qui si raffredda tutto!

Tutti iniziano a mangiare. Improvvisamente dalla quinta a destra compare Diego con una pistola in mano.

DIEGO - Fermi tutti! Sono Diego Vega, del commissariato di polizia! Siete in arresto!

LIZA - Diego?! Figlio di...(si interrompe)Ma cosa dici, in arresto per cosa?!

AGENTE GREG - Oh Cristo santo!

Entra in scena Ugo, sulla sedia a rotelle.

UGO - Abbiamo registrato le vostre conversazioni e ripreso le vostre attivit illegali da quando aveteaperto. Non siete stati molto furbi, vero signor Marty Lundegard?

Marty, su tuttte le furie prende di peso Eddie e dopo averlo sbattuto sul tavolo comincia a picchiarlo selvaggiamente.

MARTY - Visto, razza di coglione?! Hai visto che qualcuno ci stava ascoltando?! Ora conoscono il mio

cognome, pezzo di merda!

EDDIE - Per favore, Marty! Ti ho gi chiesto scusa!

DIEGO - Fermi, ho detto fermi o sparo!

Teodoro e i due poliziotti fermano Marty.

TED - Basta, smettetela!

Dopo avere allontanato Marty da Eddie, Ted si dirige verso Diego e Ugo.

AGENTE WILL - Siamo nella merda, siamo nella merda!

TED - Vuoi un caff, Ugo?

AGENTE GREG - Un caff?! Figlio di puttana...tu...

UGO - Grazie figliolo: un po della tua miscela privata se non un problema.

DIEGO - Tutti a terra, mani dietro la schiena, forza!

Tutti eseguono. Ted porta il caff a Ugo che lo sorseggia con gusto.

UGO - Diego, porta via anche la puttana.

DIEGO - Ugo, lei non una puttana...

UGO - Ah no?

DIEGO - Euna escort di lusso.

UGO - Ah, beh!

LIZA - Grazie, Diego

DIEGO - Stai Zitta, puttana!

Ride

DIEGO - Che c?

Liza gli sputa in faccia. Lui la prende per il collo e la solleva da terra.

DIEGO - Puttana! io ti amavo, capisci! Ti amavo! E tu mi hai tradito! Con quanti, quanti di questibastardi ti hanno avuta?!

Silenzio di imbarazzo. Anche Ugoguarda altrove, con disagio

UGO - Agente Vega, rimetti subito gi quella donna!

DIEGO- Niente affatto, Ugo! Questa qui, questa qui ora la deve pagare!

LIZA - Vuoi la verit? Non me ne mai fregato un cazzo di te!

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Diego schiaffeggia la donna, che per tutta risposta lo colpisce di nuovo tra le gambe. Nel parapiglia generale Marty, i due poliziotti e Eddie estraggono la pistola e iniziano a sparare. Colpiscono Diego ai piedi ,il capitano Ugo al cuore e feriscono ad un braccio Teodoro che arranca verso luscita, strisciando come un verme.

EDDIE - Ehi! Fermo qui.

Eddie pesta la mano di Teodoro e lo immobilizza.

MARTY - Ehi guarda qui! lagente Vega stato ferito ai piedi!

LIZA - Bene. Ottimo! Diego, l'amore una gabbia coperta da un lenzuolo: se sposti il lenzuolo, rimaniaccecato. Idiota. Ora, basta! Uccidetelo. E' inutile lui, quanto lo sono le sue teorie "fisiche" sui piedi. MARTY - " And the winner is..."

Marty spara in faccia a Diego.

MARTY - Ecco il tuo Nobel per la fisica!

LIZA - Esattamente come pensavo: era Ted, il verme. Legatelo!

Mentre Marty e Eddie eseguono, Liza si avvicina a Ted, inginocchiandosi davanti a lui.

LIZA - Eh gi, piccolo Teddy! Pensavi di giocare al piccolo detective, vero? Sai di chi era il cadavereche hai scoperto un anno fa?

MARTY - Era mio padre.

TED - Tuo...

LIZA - Suo padre. Ho chiesto a Marty di occuparsi di lui dal momento che, deluso dal figlio ed inpreda a crisi di coscienza, voleva denunciarci tutti. Sai Ted, sarebbe stato sufficiente stare al gioco e farti i fatti tuoi. L'agente Will e l'agente Greg, qui, ti avrebbero agevolato. Avresti avuto il tuo "Caf des artistes" e nessuno ti avrebbe torto un capello.

Silenzio

LIZA - Ma a te non andava gi, vero? Pensavi seriamente che il male si potesse estirpare con un paio ditelefonate? Pensavi che non mi fossi accorta che la clientela qui era cambiata radicalmente, dopo l'omicidio? Certo, ottima la scelta dei due mentecatti (indica Diego e Ugo). Un pervertito su una sedia a rotelle e un poliziotto dal cuore d'oro e con un debole per le belle donne. Ed un vero peccato per che fossero solo un pervertito in sedia a rotelle e un poliziotto dal cuore d'oro con un debole per le belle donne! Questo non ha aiuato te, Ted. Non ha aiutato il "Caf des artistes". Ma ha aiutato me. Ho rischiato molto, vero. Ma qui, comando io. Non un verme senza spina dorsale, come te! (silenzio) TED - La polizia sa chi siete! Avete ucciso due agenti, non la passerete liscia! Hanno i nastri, leregistrazioni!

LIZA - E tu credi davvero che sarei arrivata a fare quel che ho fatto fino ad oggi, se non avessi saputoschivare qualche pallottola? Pensavi che non sapessi delle registrazioni? Credevi seriamente che avrei lasciato che tu mi facessi correre cos tanti rischi? Li vedi quei due? (indicando l'agente Will e l'agente Greg) Bene, quei due hanno un grosso debito con la sottoscritta. Sono due sporchi bambini viziati, non vero Will? Greg?

AGENTE WILL - Beh, io...

AGENTE GREG - Ecco, insomma...

LIZA - Erano perfettamente al corrente di dove fossero state posizionate le telecamere e le cimici.Hanno impostato delle immagini registrate sulle telecamere e spostato le cimici nel bar all'angolo, dove non succede mai nulla.

Silenzio

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LIZA - Marty, Eddie, ragazzi...qui non c pi niente da fare. Sbarazzatevi dei corpi di questi duestronzi.

AGENTE GREG - Ce ne sbarazziamo?

AGENTE WILL - Inceneritore o cemento?

MARTY - C traffico a questora...

EDDIE - Forse meglio...

LIZA - Scioglieteli nellacido.

MARTY - Uh..uhhh! Tutti alla fabbrica Solvay, allora!

EDDIE - wow! Voglio vedere, voglio vedere!

LIZA - Ora sparite, tutti e quattro! Ci vediamo questa sera a cose fatte, a casa mia!

EDDIE - Posso portarmi via, il pollo?

MARTY - Ma che cazzo dici?!

AGENTE GREG - Be in effetti non abbiamo neanche iniziato a mangiare, un peccato.. AGENTE WILL - Ted, hai della carta stagnola o della pellicola per alimenti?

Ted non risponde.

MARTY - Ve la prendo io! Cristo santo, siete un pozzo senza fondo!

Salta dietro al bancone e dopo aver rovistato a fondo, lancia loro la pellicola e la carta stagnola.

LIZA - Muovetevi, per cortesia. Non abbiamo molto tempo. Gli spari si saranno sentiti in tutto ilquartiere. Dobbiamo fare in fretta.

MARTY - Ah, Liza?

LIZA - Dimmi

MARTY - Per le pulizie chi chiamo?

LIZA - Il solito. E qui fuori. Digli di entrare.

MARTY - Davvero? Hai chiamato Gordo? Non un po costoso?

LIZA - Vuoi occupartene tu, per caso?

MARTY - No, no...il mio era solo un appunto...

LIZA - Me lo sono appuntato, il tuo appunto. Ora filate.

MARTY - Ok. Forza ragazzi, fuori dai coglioni!

Tutti escono in fretta. Eddie si carica sulle spalle Diego, Marty trascina fuori la sedia a rotelle e i due poliziotti portano le vivande.

TED - Cosa vuoi, da me?

LIZA - Ho solo una piccola curiosit, da soddisfare...

TED - Parla...

LIZA - Cosa avete fatto, tu e il capitano...di sopra? Sai quella volta? Quella volta che venuto qui con

la valigetta? Avete approfittato dell'occasione od avete pianificato le... operazioni? (ride)

Ted non parla e si volta dallaltra parte. Silenzio. Liza ride.

LIZA - Sei un pervertito!(ride)Solo un pervertito!

Entra Gordo, un uomo molto grasso, con delle grosse borse a tracolla.

LIZA - Ciao Gordo

Lo bacia sulla bocca poi si guarda attorno e indica il locale.

LIZA - Questo posto.

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GORDO - Bene. Venticello o tempesta?

LIZA - Tu che dici, Ted? Venticello o tempesta?

TED - Lui ...

LIZA - Lui Gordo

TED - Lincendiario?

LIZA - E il suo nome darte,ma non ne va pazzo. Vero Gordo?

GORDO - No.

LIZA - Allora, venticello o tempesta?

Ted non risponde.

LIZA - Mi dispiace, Gordo, il nostro amico Ted non ha idee o forse indeciso. Lasciamo fare a te.Sbizzarisciti pure come meglio credi. Sappi solo che stato un bambino molto cattivo e che un pervertito!

GORDO - Davvero?

LIZA - Davvero.

GORDO - Lascia fare a me.

LIZA - Ci vediamo questa sera. Resti a dormire da me, non vero?

Liza guarda Ted con aria di sfida, gli sorride sorniona poi torna con lo sguardo su Bob.

GORDO - Lettone grande?

LIZA - E dove, senn?

GORDO - Bene!

Silenzio. Liza bacia di nuovo Bob sulla bocca. Si china ad accarezzare la testa di Ted e poi esce. Bob inizia ad estrarre dalle due borse delle taniche di benzina e altro materiale incendiario. Dal taschino estrare un piccolo player multimediale.

Lo appoggia in un angolo. Sulle note di "i wanna marry a lighthouse keeper" comincia a spargere benzina sul bancone, sulle pareti e su Ted, che urla e impreca. Buio.

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