Calista, ovvero lo spettacolo degli affetti

Calista, ovvero Lo Spettacolo Degli Affetti

di

Elisa Albanese



Sul palco un uomo vestito di nero. Una sedia sulla sinistra del palcoscenico. Lo sfondo nero. Luce bianca. 

A: Lei come il ghiaccio, trasparente. Ma fredda e nasconde un sacco di insidie. La sua pelle bianca, e liscia, le mani ci scivolano veloci, non riescono a trovare un punto caldo nel suo corpo, lo cercano invano. Lei bellissima, talmente bella che non riesco a guardarla. (pausa, chiude gli occhi)Ma non ricordo il suo volto, e pi ci penso, pi ho difficolt a ricordare. Sono ossessionato dalla ricerca della sua immagine, la cerco giorno e notte, la cerco nei volti di altre donne, nelle foto che non ho e che non potr mai pi avere. (pausa)

Entra un altro uomo, vestito anchegli di nero. 

B: (affrettandosi) Eccomi, eccomi. (ora non ha pi fretta, si ferma) Sono tornato qui. Non spero che tu ci sia, no. Cosa posso farci? Non saprei dove altro andare. Ho bisogno di ritrovarti. Posso ritrovarti solo qui, nei miei ricordi. Questo luogo, eri sempre qui ricordi? i baci che mi hai dato. Dio, come vorrei potessi baciarmi ancora, ancora una volta, dovesse essere lultimo bacio, dovessi pure uccidermi con un bacio, uccidimi, Calista, sar la morte pi dolce. (piange) Eri mia, miaMia di giorno, mia di notte(pausa) Ti ho vista ridere, piangere, ti ho sentita gemere tra le mie braccia, e ti ho guardata dormire. Ho seguito il tuo sonno, immaginato i tuoi sogni, desiderato esserne parte. Mi sono svegliato con i tuoi capelli che mi solleticavano il ventre, a volte col rumore dei tuoi sguardi e dei tuoi sorrisi e adesso ti chiedo solo di svegliarmi di nuovo, svegliami, Calista, svegliami, ti prego, perch vivo questincubo e tu non ci sei, ti prego svegliami ancora una volta (piange)

A si avvicina a lui con una sigaretta tra le dita. 

A: Ha da accendere, scusi? (Si rende conto che laltro sta piangendo)
Mi dispiace, non volevo disturbarla. 

B: No, non si preoccupi, non mi vergogno di piangere. Comunque non fumo, mi dispiace. 

A: Buon per lei, se non fuma. Certo che qui non c proprio nessuno a cui chiedere da accendere. Questo posto una tomba

B si gira dallaltra parte, continuando a piangere. 
Entra una ragazza da ds. 

A: Oh, finalmente qualcuno! Signorina, scusi, lei fuma? Avrei bisogno di un accendino. 

C: S, s, un attimo. (lo cerca in fondo ad una borsa profonda, vestita in modo strano, colori scuri).Mi dispiace, ma c un caos qui dentro ecco. 

Lui aspetta che lei gli accenda la sigaretta, ma lei porge laccendino in modo tale che lui sia costretto a prenderlo e arrangiarsi. 

A: Molto gentile. Vuole una sigaretta? Prego. 

C: Grazie. (Pausa) Fumare fa male. (Malinconica) Io ero riuscita a smettere, ma poi lei diceva che odiava fumare da sola e ho ricominciato per farle compagnia. (sorride)

A: Scusi, ma lei chi? Di chi sta parlando? 

C: Lasci stare. 

B si avvicina ai due.

B: Scusate, posso chiedervi perch fumate? 

A: Mah, non lo so, piacevole, e poi ormai un vizio. 

C: Per coltivare lunico vizio che mi rimasto, credo. (sorriso amaro)

B li lascia sulla destra del palcoscenico. Si sposta sulla sinistra. La ragazza si siede a terra, dando lel spalle al pubblico. Lui si siede sulla sedia e si prende la testa tra le mani. 

B: Mi sono sempre chiesto perch fumavi, e non lho mai capito perch non ho mai fumato. Fumavi ed eri una cosa sola con la sigaretta e col fumo che inspiravi. E se il fumo che usciva dalla tua bocca ti copriva il viso per un attimo, tu lo soffiavi via, sorridevi e mi permettevi di nuovo di vedere i tuoi occhi. Bellissimi. E come se nei tuoi occhi ci sia del fuoco, che riscalda tutto il tuo corpo. Tutto nasce dai tuoi occhi. Anchio sono nato dai tuoi occhi e con me tutto lamore del mondo. Dio, se solo potessi rivederli, se solo potessi affrontare linverno protetto dai tuoi occhi. 

B indietreggia, A avanza sulla scena, si scambiano di posto come se fosse studiato. 

A: Fumare fa male. Uccide. E non mi aiuta a ricordarla. Inizia il freddo, il vento si insinua tra i vestiti come i rimorsi nella coscienza. Il freddo tutto quello che mi rimane, che mi hai lasciato. Vorrei non averti mai incontrata, non avrei conosciuto linverno. Come sono gelide le tue mani, nulla pu scaldarle. Ti ho conosciuta al freddo e al freddo ho vissuto con te. Il freddo non ti lascia dormire. Il freddo quello che mi hai lasciato e io non dormo pi.

Entra una donna vestita di nero, con una calla bianca in mano. La posa a terra, e se ne va. I tre la guardano andare via, poi si avvicinano alla calla. C la prende e lannusa. 

C: Stupida! Non posso annusare ci che non ha odore. 

Getta la calla a terra. 

B: Conoscete quella donna? 

A: No. Dovrei?

C: No. 

B: Nemmeno io la conosco. Ma nei suoi occhi cera qualcosa di familiare. Non so, mi sembrava di conoscerla. 

A: Mah, forse la conoscer lei. Io proprio non lho mai vista. E poi non sono bravo a ricordarmi le facce della gente, io. 
Si sta facendo buio, ed sempre pi freddo. Devo andare a casa. 

B: Perch? Lei ha una casa? 

A: (irritato) Certo che ho una casa! E forse proibito? 

B: No, no di certo. E che

A: E che?

B: Lasci stare. 

C: Vuole dire che le persone che vengono qui di solito non ce lhanno, una casa!

B: In un certo senso

A: Cosa vuole dire?

C: Vuol dire che se lei viene qui perch ha perso qualcuno, e anche se ha una casa non pu ritornarci.

A: Io ho ben perso qualcuno, ma non per questo intendo perdere tutto quello che ho. Ho una vita, io. E se voi siete disperati, mi dispiace, ma non posso farci nulla. 

B: Certo, certo, non intendevo offenderLa, mi dispiace. E che io una casa non voglio neanche pi averla. 

A: Ma non dormir mica qui, no? 

B: E perch no? In fondo non ho niente da perdere. 

A: Ma ragioni! E freddo! Se ne vada a casa, accenda il riscaldamento e si faccia una dormita, domani si sentir meglio. 

C: (aggressiva) La fa facile, lei, vero? Sa cosa vuol dire perdere qualcuno e non riuscire pi a mangiare, dormire, a vivere nello stesso posto? Sa cosa significa non potere nemmeno farla finita?

A: Si pu sempre cambiare casa e poi, non che questa voglia essere unistigazione al suicidio, ma lei pu decidere di farla finita quando vuole!

C: (urlando, e piangendo)No! No! Non posso! Perch se per caso vero quello che dicono, se anche ci fosse una minima possibilit che io non torni ad essere polvere, allora la rivedrei allinferno! E non potrei sopportarlo, lo capisci? Mi capisci? Mi capisci? 

A: (con un tono di voce alto) E allora cosa sei venuta a fare qui se non a cercarla? Cosa? Pensi di dimenticare cos? Non ci riuscirai mai, il suo sguardo ti perseguita, vero? (pausa)Tu cerchi di fare qualcosaltro, cerchi di lavorare, di pensare, di scrivere, di distrarti, ma lei l, sempre presente, che ti guarda, e tu non riesci a dimenticare, lei sempre l. 

C: Lei sempre l. 

B: Sempre l. Lei per me questo luogo, quello che non riesco a fare, quello che non riesco a raggiungere. Lei tutto quello che non sono io e che vorrei essere. (pausa) Ma dove sei adesso? Perch non posso parlarti, abbracciarti, perch te ne sei andata prima del tempo?

A: Vado a casa, non riesco a sopportarvi pi. 

C: Dove vuoi andare? E inutile che cerchi di scappare, lei ti segue. Bellissima, come non mai e tu vorresti odiarla, dimenticarla, innamorarti di unaltra, ma lei sempre l, e non riesci a cancellarla. E il sole che si riflette sullacqua e ti acceca, distogli lo sguardo, chiudi gli occhi ma vedi il suo viso, come una macchia che oscura tutto il resto

B: Cerchi il calore di altri corpi, ma i corpi di altre donne sono come carta vetrata, la sua pelle era morbida, non ce la fai ad incastrare il tuo corpo con un altro, magia quello che lei ti ha dato, magia quello che ti ha lasciato

C: Un giorno ho appoggiato la mia testa sulla sua spalla nuda e ci ho dormito. Quella notte ho sognato un campo di grano con corvi, ho sentito la sonata al chiaro di luna e odorato il profumo del suo collo. Alla mattina, mi hanno svegliato le sue labbra e il freddo che entrava dalla finestra, sulla mia pelle aveva alzato leggermente le coperte, io avevo freddo, lei le ha subito rimesse a posto, come una madre premurosa. La finestra era aperta dalla sera prima, a lei non piaceva che il fumo delle sigarette ristagnasse nella stanza

B si avvicina alla ragazza e la prende per le spalle.

B: Come? Lei apriva la finestra? 

C: Apriva la finestra e lasciava che il fumo uscisse, diceva che fa male se il fumo ristagna nella stanza lo respiri tutta la notte, non se ne va pi dai tuoi polmoni, non ti lascia pi

B: Ma questo lo dicevo io a lei! Lei aveva sempre freddo, voleva tenere le finestre chiuse, io le dicevo che volevo fare uscire il fumo(incredulo, e leggermente irritato)

C: No, lei lo diceva, e lo diceva perch ne era convinta, perch amava laria fresca, perch voleva che il sole entrasse dalla finestra e cadesse stanco sul nostro letto. 
Lei aveva sempre fatto cos. Mi dispiace, forse si tratta di unaltra persona

B: Non saremmo qui se si trattasse di unaltra persona e tu lo sai. E la stessa persona, Calista e Calista mi amava. E se con te si comportata in un certo modo perch glielavevo insegnato io! (pausa) Dio mio, lei pensava a me quando apriva la finestra con te, pensava a me! Amava me! (piange e pensa a voce alta, pensa di essere giunto a una conclusione soddisfacente)

C: Ma ti sei visto? Taci, non sai di che parli. Non sai comera lei con me, non lo sai, non puoi sapere cosa cera tra noi, non conosci la magia, non conosci la perfezione, non sai nulla, nulla, non sai nemmeno di chi stai parlando! Lei era mia, solo mia, lo diceva, lo diceva piangendo, lo diceva piangendo che mi amava! 

B: Nolei diceva che amava me, non ha mai amato nessun altro come amava me Mi dispiace, io la conosco, tu non puoi capirenon puoi capire! 

A: Ma smettetela! Non vi vedete? Non vi ascoltate? Non vi rendete conto? Lei ha amato tutti, o forse non ha amato nessuno, ma non sar certo questo che la fa ritornare! (pausa) Io non ho nemmeno finestre di cui parlare, non ho ricordi di lei, sento solo freddo, tanto freddo. Lei ci ha amati tutti quanti, a modo suo. A ognuno ha lasciato qualcosa di diverso, ma non una questione di valore. Ci ha lasciato quello che poteva e adesso siamo tutti talmente poveri, senza di lei, che, disperati, rubiamo i ricordi degli altri. Disperati, cerchiamo di dimostrare che siamo i meno poveri qui dentro

B: Basta! Non voglio pi starvi ad ascoltare! Lasciatemi solo 

Si siede a terra. Si prende la testa tra le mani e piange.
Entrano due ragazze (D e F). D ha in mano un mazzo di fiori.

D: E qui? 

F: S, qui. 

D: Sei sicura?

F: S. 

F si accorge della presenza della ragazza C. La sua faccia spiacevolmente sorpresa.

F: Anche tu qui (aggressiva)

C: Ne ho tutto il diritto. 

F: No. Sai bene che non ce lhai. Faresti meglio ad andartene. 

C: Non vado da nessuna parte, io resto qui.

F: (urlando) Un po di rispetto per i morti, per Dio!

D si avvicina ad F e le cinge le spalle con un braccio.

D: Calmati. Lasciala stare. 

F: Come posso? Tu sai quello che le ha fatto! Ed ha il coraggio di venire qui! 
(Rivolta alla ragazza) Puttana!

C: Come puoi giudicarmi? Ho sbagliato, ma lamavo. E lei lo sapeva, e mi ha perdonata. Sei tu quella che deve avere rispetto per i morti, lei mi ha perdonata, rispetta la sua volont! 

F: Non voglio sentire pi una parola dalla tua bocca. Resta, ma taci, per dio!
(Rivolta a D) Puoi posarli l a terra, i fiori, prendi anche la calla che st laggi. 
Lei comprava sempre i fiori per casa nostra 

D: E noi che ci arrabbiavamo perch poi non cambiava mai lacqua! 

Ridono assieme

F: Era talmente pigra e per i lavori di casa? Per dio, non esistevano turni, lei aveva sempre tante di quelle cose da fare che dovevamo chiuderla in casa per farci dare una mano! 

A si avvicina alle due ragazze, B sempre a terra, C sta seduta a terra e guarda F con antipatia. Quando A si avvicina, le due ragazze smettono di ridere e lo guardano con aria interrogativa. 

A: Per carit, signorine, continuate, vi prego! E talmente piacevole ascoltare i vostri racconti!

D: Chi lei?

A: Suvvia, non sono poi cos vecchiodiamoci del tu! 

D annuisce.

A: Sono un amante caduto nelloblio (lo dice con una drammaticit esplicitamente falsa e forzata) (ora, serio di nuovo) Sono un uomo senza ricordi, impaziente di riaverli indietro. 

F: Senza ricordi? Come puoi essere qui allora? 

A: Amore mi ci ha condotto. 

F: Non ricordi proprio nulla di lei?

A: Non ricordo, ma la sento. Sento freddo se penso a lei, sento la sua pelle, sento che era bellissima, sento il suo sguardo, ma non ricordo pi nulla. Troppo dolore, troppo.

F: (rivolta a D) E vero che era bellissima, ma lei di certo non se ne rendeva conto. E poi tutti quei trucchi, i vestiti, le maschere

D: Trucchi, vestiti, maschere

A: Maschere? 

D: Si fa per dire. Non maschere vere, maschere in senso figurato. 

F: Maschere che ti cambiano il volto, che lo rendono pi dolce, pi giovane, a seconda della situazione, oppure pi maturo, pi sofferente. 

D: Noi donne ci imbellettiamo di trucchi, ci mascheriamo ogni giorno, e voi uomini non fate altro che guardarci, che ammirare le precise pennellate, i segni di matita sulla nostra pelle. Annusate il nostro profumo, quello che spruzziamo qui, sul collo

Si avvicina ad A e gli porge il collo. A la annusa. I due si avvicinano, si guardano negli occhi. F infastidita dal comportamento dellamica. Si gira dallaltra parte. 

C: (ride rumorosamente) Che scena pietosa! Il vedovo che si fa consolare dallamichetta della defunta (rivolta a F) Faresti meglio ad insegnare a lei cos il rispetto! 

F: Taci! Ti ho detto che non voglio pi ascoltarti! E tu allontanati da lui, non sappiamo nemmeno chi sia.

D: Ma come, non lhai capito? (stupita) 

Si avvicina allamica e le sussurra qualcosa nellorecchio.

F: Davvero? Ma era sei anni fa!

A: Credi davvero che il tempo possa fare la differenza? Il tempo cancella il ricordo, come nel mio caso, ma il dolore resta

F: Lei ti aveva ferito, lei avrebbe voluto farsi perdonare, non aveva il coraggio di chiamare

A: Che importanza ha ora? Sono qui. 

F: Hai ragione. 

C: Tanto siete patetici lo stesso 

F: Perch tu no? Tu che stai l con quellaria di superiorit a dimostrare che eri speciale per lei Non sai nemmeno quante cose orribili diceva su di te!

C: Non mentire! Non mentire per ferirmi, non mentire per farmi andare via. Io so che lei non diceva nulla di orribile sul mio conto. Mentire non avere rispetto per lei

F: E vero. Non ha mai detto nulla contro di te. E non capisco perch, era stupida, per Dio! Ti ha perdonata, da subito, come ha potuto? Tu eri scappata, non ti eri nemmeno presa la briga di dare spiegazioni e lei ti aveva gi perdonata

C: Mi amava.

F: Ti amava. Come ha amato lui (rivolta ad A), e lui, (rivolta a B), e mille altre persone, regalava amore e baci, quante volte ha detto ti amo

C: Me lo diceva sempre. 

B alza la testa.

B: Lo ripeteva sempre. Mi faceva sentire speciale, e invece Quando diceva che ti amava? A letto?

C: Ovunque, sempre. 

B: A me una volta lo ha detto al supermercato, stavo comprando patate, mi ha detto ti amo e mi ha baciato, io avevo in mano le patate, mi sono cadute a terra, ci guardavano tutti

F: Tipico di Calista. Un supermercato per palcoscenico. Il pubblico, lo trovava ovunque. 

Entra la donna vestita di nero. Un uomo dietro di lei,di mezzet, stanco, cammina pi lentamente. La donna cammina con passo deciso. Si porta al centro della scena, luomo rimane dietro di lei. 
F si avvicina alla donna con timidezza e rispetto.

F: Signora Buonasera, mi dispiace, condoglianze. (farfuglia il tutto velocemente, per togliersi in fretta il peso,intimidita).

A: (rivolto a D) Chi quella donna? 

D: La madre.

A: E luomo?

D: S, il padre.

Madre: (con voce grave) Grazie. (Pausa) I fiori, cosa devo fare con i fiori? 

Il padre si avvicina da dietro, le cinge una spalla.Gli altri personaggi sono tutti in piedi ora, nessuno osa parlare, tutti nutrono un profondo rispetto, rimangono in piedi, col capo chino e le braccia incrociate dietro la schiena, formano un semicerchio dietro ai due genitori.

Padre: Lasciali l. 

Madre: Una figlia Solo una, ne avevo solo una. Da piccola era sempre ammalata, da grande nemmeno uninfluenza. Parlava a voce alta, ti assordava a volte. Le dicevo sempre di abbassare la voce. Non sta bene parlare a voce alta, Calista. Adesso rimane silenzio. Vai a vivere lontana, Calista, devi fare nuove esperienze, importante. Quanto mi pesava farla studiare lontano da casa, la sera arrivavo a casa e cera solo silenzio, mangiavo in silenzio. Da sola. Per ogni tanto arrivava, come un lampo, mi lasciava i vestiti da lavare, sporcava la casa, usciva con gli amici, mi svegliava quando rientrava, doveva raccontarmi la serata. Ora non ci sono pi serate, solo notte. Ora sempre notte. 

Prende in mano il mazzo di fiori, lo scioglie e sistema i fiori a terra in modo da formare un giaciglio. 

Madre: Ecco, ecco. Una culla di fiori profumati, su cui dormire. Sei di nuovo piccola, non avere paura di dormire. Dormi, dormi, piccola mia, la mamma qui. Sono qui. E buio, lo so, ma tu sei forte, non hai paura. Dormi dormi

La madre si stende sui fiori e si rannicchia in posizione fetale. Avanza il padre sulla scena. 

Padre: Mia figlia, dov? Eri figlia e madre al tempo stesso. Mi guardavi seria, mi piantavi gli occhi in faccia, il giudizio severo di una madre, che mi rimproverava di sbagliare. Ed eri figlia, figlia che mi sorride, figlia che gioca, che canta con me, figlia che insegna. (pausa) Non ho mai saputo come aiutarti se avevi bisogno di me. A volte mi hai chiesto aiuto, e io imbarazzato, non sapevo cosa fare. Impallidivo di fronte alla tua intelligenza, al tuo giudizio. Tutto quello che sono riuscito a lasciarti stata unimmagine sbagliata delluomo, dellamore La mia superficialit nelle relazioni umane ti irritava, ma ci cascavi anche tu, puntualmente. Buon sangue non mente. 

Madre: Non ho capito la tua insoddisfazione, non ho capito la tua infelicit. Ho freddo, freddo, si gela qui. 
Padre: Mi odiava come padre, era contenta che non vivessi pi in casa da tempo. Era contenta che me ne fossi andato, stava meglio sola con te. (piange) Come la capisco

La madre si alza e sta in piedi davanti al padre

Madre: Non ti ha mai odiato. Non dirlo. Lei voleva tutti e due. Ma non poteva scegliere, e fingeva di accontentarsi cos. 

Padre: Ha sofferto anche a causa nostra, ma pu un genitore evitare ai figli le sofferenze, proteggerli?

Madre: Non per sempre. (pausa) Cosa faccio adesso? Come faccio a sveglarmi domattina? Non ho motivo di alzarmi Vorrei, ecco, vorrei addormentarmi qui con lei

Accenna a distendersi di nuovo sui fiori.

Padre: Su, su. Vieni qui. (pausa) Diamole ora quello che non siamo riusciti a darle prima. Diamole una famiglia felice, per lei e per noi stessi. Vieni con me, da soli non possiamo farcela, insieme s. 

Madre: (aggressiva) Come puoi parlare cos? Abbiamo perso lunica cosa che avevamo in comune e che avrebbe potuto tenerci uniti. Non c pi speranza per noi. 

Padre: No, no lei non c pi, ma abbiamo ancora qualcosa in comune. Calista per noi due amore e dolore, Calista per tutti noi amore e dolore. 

Madre: Non ce la faccio. 

Padre: Per una volta ce la faccio io. Andiamo, andiamo a casa. 

Sorregge la madre abbracciandola, i due se ne vanno dalla scena. 

D: Avrei preferito non dover assistere a tale spettacolo. 

A: Io me ne vado. 

F: Non puoi andartene. Non hai ancora finito. 

Tutti gli altri personaggi sono attenti alla scena.

A: (disperato)Perch, perch devo soffrire fino in fondo? Perch devessere cos? Perch non posso scegliere di andarmene?

F: Cos ha deciso lei. 

A: Perch non mi lascia in pace, libero di tornare da dove sono venuto? Ha gi rovinato la mia vita, crudele tenermi qui fino alla fine

F: Ora puoi andare, vero?

A: (incredulo)S, ora s. Non mancava tanto. (pausa) Arrivederci signori, mi stata concessa la grazia di andarmene. Mi fate pena, come mi faccio pena io. Non ho vita fuori di qui, Calista mi ha portato via tutto. 

Esce.

D: Aspetta! Non posso stare pi qui!

Esce correndo, lo segue. 
C scoppia in una sonora risata amara.

F: Smettila! Smettila di ridere, smettila. 

C: Che ti piaccia o no, devi sopportarmi. Anchio sono stata scelta. 

F: Non ho mai capito perch continuasse ad amarti, io glielo dicevo, cercavo di farle capire che genere di persona sei, io

C: Lei mi amava, perch lamore, la tenerezza, nel tempo cancellano il dolore e si ricomincia. Piano piano. (pausa) Ci hanno tolto il tempo, Calista, avremmo potuto ricominciare, se solo avessimo ancora la vita davanti a noi, come mi ripetevi in continuazione(pausa) (sorridendo, rivolta a F indicando B) Diceva che lavrebbe lasciato, che non poteva accontentarsi di lui, che voleva me, me!

B: (incredulo) E quando lo diceva?

C: (Con naturalezza) Fino ad unora prima di morire. 

B: (sconvolto) Non possibile! La menzogna, lumiliazione, dicevi che mi amavi.

C: Ti amava. 

B: Come, mi amava?

C: A modo suo. A modo suo ha amato tutti noi. 

F: A modo suo, su un palcoscenico. 

Silenzio. Tutti guardano a terra. 
B inizia a battere i piedi sul palco di legno ad intervalli regolari. 
Le altre due fanno lo stesso allunisono, prima F poi C. 

F: Un palcoscenico! Un teatro. E qui che possiamo ritrovarla, qui che siamo tornati tutti per riaverla, almeno per un attimo. E qui che lei ha voluto che fossimo. 

B avanza da dietro, si porta di fronte al pubblico. Occhio di bue su di lui. La sua espressione grave, severa. 

B: Hai sempre avuto bisogno di un pubblico. Ora sei l, (punta lindice verso il pubblico), come ci si sente dallaltra parte della barricata? Come un fantasma al proprio funerale, te ne stai l, a guardare Lo Spettacolo Degli Affetti. 

Esce. F e C si guardano, F da uno schiaffo a C, poi si prendono per mano ed escono assieme. 

Voce fuori campo, una voce dolce femminile. 


Il mio funerale (N. Hikmet)

Il mio funerale partir dal nostro cortile?
Come mi farete scendere gi dal terzo piano?
La bara nell'ascensore non c'entra
e la scala tanto stretta.

Il cortile sar, forse, pieno di sole, di piccioni
forse nevicher, i bambini giocheranno strillando
forse sull'asfalto bagnato cadr la pioggia
e al solito ci saranno i bidoni per l'immondezza.

Se mi tiran su nel furgone col viso scoperto, come usa qui,
forse mi cadr in fronte qualcosa di un piccione, porta fortuna,
che ci sia o no la fanfara, i bambini accorreranno
i bambini sono sempre curiosi dei morti.

La finestra della nostra cucina mi seguir con lo sguardo
il nostro balcone mi accompagner col bucato steso.
Sono stato felice in questo cortile, pienamente felice.
Vicini miei del cortile, vi auguro lunga vita, a tutti.

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