CALORE DEL SENO
Commedia in quattro atti
di ANDREA BIRABEAU
PERSONAGGI
GILBERTO QUERCY
MICHELE QUERCY
SIGNOR DALASSIAUD
BATILLY
MATILDE PYLA
ADRIANA AMPUIS
BERNARDINA MEZIN
JOAN BOUVREUIL
L'INFERMIERA
AGOSTINA
ATTO PRIMO
Una camera bianca in una clinica. Un letto, un tavolino da notte, una sedia. Una porta che si apre sopra un corridoio.
(Mentre il sipario si alza Gilberto solo, disteso nel suo letto. Immobile, ha gli occhi spalancati e rimane a lungo cos. Poi volge il capo a destra. Alza una mano e la guarda. La lascia ricadere. Pausa. L'infermiera fa capolino dalla porta).
LInfermiera - Come va?
Gilberto - Bene.
LInfermiera - Non avete bisogno di nulla?
Gilberto - No, grazie.
LInfermiera - Non ci si annoia troppo?
Gilberto - Ci si potrebbe divertire di pi.
LInfermiera - Certamente, ma in una clinica il numero delle attrazioni limitato. Vi porterei volentieri un romanzo, ma credo vi sia proibito di leggere. Volete misurarvi la febbre?
Gilberto - Non avete altro diversivo?
LInfermiera - E' sempre un momento di svago. (E' entrata) Ma non avete pi latte.
Gilberto - Ho avuto sete.
LInfermiera - Vado ad ordinarvelo. (Esce lasciando la porta aperta. La si scorge mentre telefona con voce sommessa in corridoio) Pronto! Una bottiglia di latte per Le rose... (Torna in scena) Vi avverto per che non dovete trangugiarlo come un ghiottone; non avrete altro prima di mezzogiorno... (Riordina il comodino).
Gilberto - E' l.
LInfermiera - Chi?
Gilberto - Il latte. Ho sentito il montacarichi.
LInfermiera - Avete l'udito buono.
Gilberto - Mancano le distrazioni e con quel rumore mi sono divertito met della notte. (L'infermiera esce e ritorna col latte).
LInfermiera - Ecco.
Gilberto - Grazie.
LInfermiera - Allora posso lasciarvi.
Gilberto - Fate pure.
LInfermiera - Decisamente niente termometro?
Gilberto - Senza complimenti.
LInfermiera - La vostra ferita non vi d troppo fastidio?
Gilberto - Abbastanza.
LInfermiera - Ci ricorda che abbiamo un corpo.
Gilberto - Si felici solo quando lo si dimentica.
LInfermiera - Eppure ci sono dei momenti in cui si ben contenti di averlo.
Gilberto - Quali momenti?
LInfermiera - Nei momenti d'amore, per esempio.
Gilberto - Ah!
LInfermiera - E' soltanto un'ipotesi mia perch non ne so nulla: sono ancora ragazza.
Gilberto - Davvero?
LInfermiera - S. Non lo dico per vantarmi, non ho fatto niente per questo. Dopo tutto, non disonorevole.
Gilberto - (gentilmente) No.
LInfermiera - Prova ne sia che tutte le donne lo sono state soltanto un po' monotono. Infine, che cosa volete? Non bisogna essere troppo esigenti. Non si pu avere tutto: un marito e una brutta faccia. Vi pare? (Pausa).
Gilberto - Deve essere noioso fare l'infermiera!
LInfermiera - Perch?
Gilberto - Tutto il giorno in mezzo agli ammalati.
LInfermiera - Oh! Non si fa quasi mai caso agli ammalati.
Gilberto - Eh? Non vi interessate a loro?
LInfermiera - Come un meccanico si interessa ai suoi bulloni.
Gilberto - Capisco.
LInfermiera - A dire il vero un mestiere che non mi dispiace perch mi permette di farmi ascoltare. Sono come tutti: mi piace parlare. Capirete che, col bel muso che ho, chi mi sta a sentire deve esservi costretto. Le donnine che hanno un viso carino o qualche altro fascino possono chiacchierare ore e ore: lo sono cos e cos. Faccio questo e far quello . Si ascoltano con beatitudine e a bocca aperta. Ma io, se parlo di me!
Gilberto - Parlate d'altro.
LInfermiera - Una conversazione interessante soltanto se si parla di s. Invece gli ammalati sono costretti ad ascoltarmi. Sono l nel loro letto, non possono tagliare la corda. E, quando mi dicono: Voi mi stancate , non mi offendo, posso anche credere che sia vero... Non vi stanco?
Gilberto - Non ancora.
LInfermiera - Se foste in buona salute, da un bel pezzo m'avreste detto: arrivederci. Eppoi gli ammalati chiudono spesso gli occhi. E questo mi riesce molto gradito.
Gilberto - (che ha effettivamente gli occhi chiusi, con dolcezza) Perch?
LInfermiera - Sempre a cagione della mia parlantina. Quando chiudono gli occhi, posso credere che sono bella.
Gilberto - Siete poetica.
LInfermiera - Durante le ore di guardia leggo molti romanzi. D'altra parte, sono sempre stata un po' cosi. Mi ricordo quand'ero piccola... in quell'epoca avevo forse cinque o sei anni; mi capitato un fatto abbastanza carino. Ero in vacanza da mia nonna nei Vosgi, a Xonrupt... vicino a Gerardmer... Conoscete Grardmer?... No? (Egli non risponde ed essa si china su di lui) Ah, ecco! Dorme! Non possono piantare il letto ma s'addormentano: un modo come un altro di allontanarsi. (Si bussa lievemente alla porta. Apre. Comparisce Matilde che rimane sulla soglia) Che c', signora?
Matilde - (con dolcezza senza alzare la voce) Vi chiedo scusa, signorina... vorrei vedere il signor Gilberto... Mi hanno detto: Primo piano, camera "Le rose" ...
LInfermiera - Avete l'autorizzazione?...
Matilde - S, dapprima non volevano... ma ho insistito. Ho fatto sapere al primario che ero la mamma... e allora ha permesso...
LInfermiera - La mamma, si sa...
Matilde - Ho detto questo... ma ho forse un po' esagerato...
L'Infermiera - (sorpresa e diffidente) Come?
Matilde - Non sono proprio la sua mamma.
LInfermiera - Ah!
Matilde - No. Sua madre morta mettendolo al mondo. Io ho sposato suo padre, un anno dopo. L'ho allevato io.
L'Infermiera - (sorridente) Allora non avete mentito al primario.
Matilde - Nevvero, signorina?
LInfermiera - Avanti signora. (Matilde viene avanti).
Matilde - E' lui?
LInfermiera - Come? Non lo conoscete?
Matilde - No, quello no. Ho divorziato da suo padre. In quel momento egli aveva sette anni. Era tutto diverso,
LInfermiera - E voi non l'avete mai riveduto?
Matilde - No. Ma dorme come un bambino.
LInfermiera - Lo sveglio...
Matilde - No! Lasciatelo riposare.
LInfermiera - La vostra presenza gli giover pi del sonno.
Matilde - Non lo so. Se fosse vero, sarei contenta. (Essa lo guarda un momento senza muoversi, indi) Posso sedermi?
LInfermiera - Ma certo. (Matilde siede dinanzi alla ribalta).
Matilde - Ditemi francamente... quella ferita?...
LInfermiera - Nulla di grave.
Matilde - Sul serio?
LInfermiera - Giacch non siete sua madre del tutto non ho nessuna ragione di mentirvi...
Matilde - (con dolcezza e con un lieve sorriso) Anche in quel caso sarebbe un dolore per me.
LInfermiera - Gi... ma... ad ogni modo, vi assicuro che completamente fuori pericolo. Appena ricoverato qui ieri gli hanno estratto il proiettile...
Matilde - Ah, questi ragazzi, sempre imprudenti! (Gilberto apre gli occhi ma non muove il capo. Egli guarda Matilde e sorride).
Gilberto - Ah! Nel sonno udivo quella voce; s, mi sembrava di sognare come quand'ero piccino piccino... mamma Matilde, sei qui?
Matilde - (intenerita alzandosi) Mio caro Gii!
Gilberto - (all'infermiera) Posso aprire le braccia?
Matilde - (avvicinandosi al letto) No, non alzarti. Ti ho conosciuto soltanto piccino piccino e mi sono sempre chinata su di te e anche ora voglio continuare. (Essa si china per abbracciarlo; l'infermiera si allontana per discrezione, poi esce. Dopo il bacio Matilde si scosta, lo guarda e con una specie di meraviglia e di comico spavento) Ma come sei cresciuto!
Gilberto - Come puoi saperlo? Sono coricato.
Matilde - (sorridendo) E' il tuo letto che cresciuto.
Gilberto - (sorridendo) Mi ricordo. Quel letto era celeste come il cielo.
Matilde - E vi eran dipinti certi animali... (Una breve pausa. Essa lo guarda ancora) Ma l'uomo che mi sta di fronte, sei proprio tu Gii, sei tu?
Gilberto - Non mi riconosci?
Matilde - Ancora no.
Gilberto - Oh!
Matilde - O cos poco che mi d soggezione darti del tu. Eppure, non ti posso dare del voi. Ma sei cos diverso! Non avevi quel vocione... e i tuoi capelli erano pi lunghi.
Gilberto - Ma ho diciotto anni, sai?
Matilde - Due minuti fa ne avevi soltanto sette... bisogna lasciarmi il tempo. Ma ci riuscir. Sento che sto per riconoscerti.
Gilberto - Io ti ho riconosciuta subito.
Matilde - Non sono invecchiata?
Gilberto - Non lo so... Non ti ho mai vista giovane.
Matilde - Tuttavia quando mi hai conosciuta avevo soltanto trentatr anni.
Gilberto - S, ma io ero piccino piccino e mi apparivi cos alta! Eppoi ero talmente tuo figlio! Una madre non mai giovane per i suoi figli. Se sembra giovane a loro meno materna, non lo credi?
Matilde - Dici questo per rimediare poich credi di avermi offesa. Rassicurati. Non sono mai stata civetta. (Una breve pausa. Egli la guarda e sorride).
Gilberto - Mamma Matilde, sai che sono contento di rivederti.
Matilde - Lo credo, mi guardi... con tenerezza...
Gilberto - Pensavo spesso a te...
Matilde - Davvero?
Gilberto - Ci pensavo... Vorrei spiegarti esattamente... ma il ricordo un po' confuso.,.
Matilde - Ma certo, figliuolo mio, tu non puoi nutrire per me che un sentimento molto vago.
Gilberto - Da quando hai divorziato dal babbo... non ti ho pi veduta, per cui non ho mai sentito che tu continuavi a vivere... come dire?... nel ricordo. Ti eri fermata.,, pur esistendo per me, eri immobile... io crescevo, mutavo, mentre tu rimanevi sempre uguale, allo stesso posto, laggi... (un gesto vago in lontananza).
Matilde - Qualche cosa come un paesaggio.
Gilberto - Precisamente! Pensavo a te come s pensa alla casa dove si nati.
Matilde - No, non alla casa dove sei nato, poich non sono tua madre.
Gilberto - Allora la casa dove si andava quando si era piccini e dove non si va pi.
Matilde - E' gi molto.
Gilberto - Sono contento che tu sia qui. Ora mi racconterai un mucchio di cose.
Matilde - Quali cose?
Gilberto - Parlerai di me, del bimbo che sono stato... e che conosco cos poco! Parlerai della mia infanzia; immagino che ce ne ricordiamo soltanto se i genitori ce ne hanno parlato spesso...
Matilde - Ma tuo padre non te ne parla mai?
Gilberto - (un po' incupito) No!
Matilde - Gi! Ci lo costringerebbe a pensare a me ed egli non ci tiene affatto.
Gilberto - Su, racconta.
Matilde - (alzandosi) S, ma non agitarti, hai gi spostato tutte le coperte. (Gli rimbocca le coperte e ad un tratto) Ecco, ora ti ho ritrovato, ti riconosco!
Gilberto - Da che cosa?
Matilde - Dal mio gesto. Una sedia accanto al tuo letto; quello sempre stato il mio posto.
Gilberto - Ah, ero osi spesso ammalato?
Matilde - Sempre! Morbillo, scarlattina, raffreddori... raffreddori...
Gilberto - E' per questo che ho trovato cos naturale vederti qui.
Matilde - (con un'intonazione materna poco severa) S, ma perch ci sono oggi? Sciagurato figliuolo, che idea di giocare con una rivoltella!
Gilberto - Certo stata proprio una stupidaggine.
Matilde - Ma come capitato?
Gilberto - Una disgrazia!
Matilde - Lo so... ma come?
Gilberto - ;Non si pu mai spiegare come capita una disgrazia. Volevo sparare a degli uccelli, la rivoltella s' inceppata. Ho voluto guardare e il colpo partito.
Matilde - Naturalmente! Ho sempre temuto delle cose simili. Una volta, alla Hetraie, poco mancato che tu cadessi nel pozzo. Quando andavamo laggi l'estate io non vivevo pi! Ti arrampicavi sui muri! Saltavi nel fieno e vi facevi capriole. Quando, stamattina, ho letto nel giornale...
Gilberto - Non sei rimasta stupita?
Matilde - Poich le teme tutte, una disgrazia non stupisce una madre, ma non per questo ne rimane meno sconvolta. Stavo leggendo tranquillamente il mio giornale come faccio ogni mattina... Sai, sono diventata un po' maniaca: lo leggo a letto durante la mia prima colazione... e leggo piano piano senza fretta, tanto non ho altro da fare... Giunta alla terza pagina m'imbatto in queste righe: Un giovane rinvenuto inanimato... con una rivoltella accanto: una disgrazia. Gilberto Quercy, diciotto anni... trasportato in una clinica... . Ho sentito un colpo al cuore. Come se tu mi fossi tuttora affidato... come se fossimo ancora alla Hetraie. Ho avuto uno scatto. Mi sono rovesciata addosso la cioccolata.
Gilberto - (sorridendo e accarezzandole la mano) Povera mamma Matilde!
Matilde - Tu ridi, eh? Come sono cattivi questi ragazzi! Sono saltata gi dal letto, mi sono vestita alla meglio... poi appena pronta... non ho osato venire.
Gilberto - Perch?
Matilde - Dopo tutto, non sono tua madre.
Gilberto - Oh, quando ci si rovescia addosso la cioccolata!
Matilde - Poi pensavo che se tuo padre fosse stato qui, non gli sarebbe garbato molto che...
Gilberto - Ah, no!
Matilde - (dopo una breve pausa) E tuo padre sta bene?
Gilberto - Benissimo, in viaggio. (Una breve pausa).
Matilde - Ebbene vedi, nel sapere che non hai niente di grave sono quasi contenta che ti sia capitato quell'incidente... perch mi ha consentito di rivederti... Nelle famiglie disunite, occorre una disgrazia per ritrovarsi. Forse senza di ci non ti avrei mai riveduto. E mi fa tanto piacere che il mio Gii sia diventato un giovanotto!
Gilberto - Mi ricordo benissimo che tu avevi questa voce...
Matilde - Ora porter via un'altra immagine... una immagine diversa... ma ugualmente carina... E sar per me una grande occupazione.
Gilberto - Pensavi a me?
Matilde - Diamine! Ti ho avuto da uno a sette anni... sei lunghi anni... I primi: quelli che contano... ti ho insegnato a parlare, a camminare... E' molto...
Gilberto - Gi, molto.
Matilde - Quando ho dovuto lasciarti, come avrei potuto non pensare a te?
Gilberto - Gi.
Matilde - Se tu sapessi come sono stata contenta di ricevere la tua prima lettera per capodanno, Tanno dopo.
Gilberto - E' stato il babbo a dirmi di scriverti.
Matilde - (un po' delusa) Me l'ero immaginato. (Pausa) Tuo padre ha parecchi torti, ma un uomo
delicato.
Gilberto - Per nessuno mi ha consigliato di scriverti le lettere che t'ho inviate in seguito.
Matilde - Credo che tu ricopiassi un po' quelle dell'anno precedente.
Gilberto - Pu darsi benissimo. E' cos difficile scrivere a qualcuno in quelle condizioni!
Matilde - Infatti, come se si scagliasse qualche cosa senza sapere dove va a finire. Mi scrivevi tre parole gentili e vaghe.
Gilberto - Non ne dicevi di pi nelle tue risposte.
Matilde - Non volevo che tuo padre immaginasse... non so che...
Gilberto - E io non ero sicuro che tu leggessi le mie lettere da sola.
Matilde - Come sarebbe a dire?
Gilberto - Avresti potuto riprendere marito. Non sei di nuovo sposata?
Matilde - Ma che!
Gilberto - Ah! Avresti potuto. Sono cose che capitano.
Matilde - Ma allora, eri geloso?
Gilberto - Credi dunque che non ti volessi bene?
Matilde - Ah! Mio Gii! (Lo bacia con troppa forza. Egli d in un grido).
Gilberto - Ahi!
Matilde - Oh! ti ho fatto male?
Gilberto - Non importa.
L'Infermiera - (entrando) Che c'?
Matilde - I/ho baciato Un po' troppo forte.
LInfermiera - Non ragionevole... Basta, per la prima volta avete chiacchierato abbastanza.
Matilde - Per la prima volta... Hai sentito, Gii? Ha detto per la prima volta. Allora posso tornare domani?
Gilberto - (con gentile indulgenza) Ma certo.
Matilde - A quest'ora?
Gilberto - Benissimo.
Matilde - Sono contenta. Arrivederci, Gii! (Sta per abbracciarlo) Ah, stavo per riportar via il mio pacco!
Gilberto - Che ?
Matilde - (andando a prenderlo su un tavolo dove lo ha deposto appena entrata) Arance sanguigne. Ti piacevano quand'eri piccolo.
Gilberto - Un ammalato sempre un bimbo.
Matilde - Arrivederci, figliolo. (Allinfermiera) Ora Io abbraccio senza stringerlo... (Abbraccia Gilberto e nel rialzarsi) Ma non hai la tua maglia di lana... Eppure dovresti... Di', stai bene? Sei sempre stato bene da quando... s, dopo di me? E il tuo stomaco? Era il tuo punto debole.
Gilberto - Si irrobustito.
Matilde - Ci pensavo spesso... (All'infermiera) No, non chiacchiero pi... (A Gilberto) A domani. (Ella se ne va).
Gilberto - (che la segue con lo sguardo) Ti voglio molto bene, mamma Matilde.
Matilde - (intenerita) Lo hai detto come una volta, quando ti lasciavo, la sera, dopo averti messo a letto... Ti ricordi?
Gilberto - S.
Matilde - A domani, caro. (Ella esce).
LInfermiera - Ha l'aria molto gentile.
Gilberto - S.
LInfermiera - E dolce.
Gilberto - Come il latte.
LInfermiera - Ma strano, non ha il tipo della divorziata...
Gilberto - Non ci sono tipi speciali.
LInfermiera - S, essa troppo rassegnata. E' vero che forse non stata lei a volere il divorzio.
Gilberto - Non lo so. Ero cos bambino in quell'epoca. Credo di ricordarmi di aver pianto molto. Ho dovuto invocare mamma Matilde. Non mi rimane che un'impressione: quella delle sue mani... le sue mani su di me... come se mi avesse parlato con le mani...
LInfermiera - Si capisce. Un marmocchio! Non ha fatto che tenervi fermo, che sorreggervi, che rialzarvi.
Gilberto - Ecco, perfino un momento fa, nel parlarmi, istintivamente mi ha preso il polso, accarezzato la guancia, mi ha passato un dito fra il collo e la camicia... S, delle sue mani che mi ricordo... Sempre protese.
LInfermiera - Sempre pronte... (Una pausa).
Gilberto - (indicando la porta) II telefono nel corridoio...
LInfermiera - Non sento mai quel suono sordo. Decisamente, avete l'orecchio fino.
Gilberto - Mi sono divertito anche con quel rumore... (L'infermiera esce e lascia la porta aperta. La si sente telefonare).
LInfermiera - Come? Il ferito?... Sua madre? Lo so... lo so... Come... Sta salendo? Sta bene . (Ella torna in iscena, spingendo la porta, ma senza chiuderla) Deve aver dimenticato qualche cosa... (Guarda nella stanza).
Gilberto - (guardando a sua volta) Non mi pare.
LInfermiera - Ah, forse ha dimenticato una cosa da... dirvi!
Gilberto - Gi! (Si bussa).
LInfermiera - Avanti, signora. Avanti! (Adriana comparisce).
Gilberto - Ah!
L'Infermiera - (stupita, a Gilberto) Come. Non vostra...
Gilberto - (con dolcezza) S. Ma un'altra. (Ad alta voce) Buongiorno, mamma.
Adriana - (venendo avanti) Buongiorno, Berlino mio!
L'Infermiera - (sbalordita, guardando Adriana) Ob!
Adriana - Che c', signorina?
Gilberto - E' un po' meravigliata perch... perch le avevo detto che mia madre era morta nel mettermi al mondo... (All'infermiera, indicando Adriana) Mio padre ha ripreso moglie quando avevo otto anni... ed essa mi ha allevato fino a tredici... E' anche mia madre...
LInfermiera - Infatti semplicissimo.
Adriana - (avvicinandosi a Gilberto) Una madre alla quale ti compiaci di dare certe emozioni!... Ah, stupi-done! (Essa lo abbraccia. L'infermiera li guarda, scuote il capo ed esce. Adriana si rialza e con burbera tenerezza) Per, doloroso ritrovarti cos! (Egli sorride sommessamente) Che cosa ti fa sorridere?
Gilberto - Dici questo come se tu dicessi: Dunque, non ti si pu lasciar solo cinque minuti? .
Adriana - E con ci?
Gilberto - Ma sono cinque anni che mi hai lasciato!
Adriana - Dovresti pur sapere che non sono stata io a voler divorziare, ma tuo padre. Comunque, come se ti avessi lasciato da cinque minuti, poich sei capace di commettere le imprudenze di un monello tredicenne!... Ma guardate un po'! Vuol giocare e per poco non si uccide!
Gilberto - Ma non grave, sai.
Adriana - Lo so. Ho fatto quattro chiacchiere col tuo dottore.
Gilberto - Ah!
Adriana - Si capisce. Mi ha anche fatto un piccolo schizzo per mostrarmi il percorso della pallottola.
Gilberto - Perch volevi essere completamente informata.
Adriana - Naturalmente.
Gilberto - Quando frequentavo il Liceo, erano i miei professori che ricevevano quella specie di visita.
Adriana - Mi ha dimostrato che, due centimetri pi in alto, saresti stato colpito al cuore.
Gilberto - S, mamma.
Adriana - Spero che ci ti far riflettere!... Ma come accaduto?
Gilberto - Ho voluto sparare su degli uccelli. La mia rivoltella s' inceppata...
Adriana - Ti sembra intelligente uccidere degli uccelli? Quanti anni hai?
Gilberto - Diciotto.
Adriana - A quell'et non si dovrebbe essere crudeli... o non lo si dovrebbe essere ancora. Il buon Dio ti ha castigato. Ci t'insegner a rubare la rivoltella di tuo padre.
Gilberto - Ma non la sua, la mia.
Adriana - Qualcuno t'ha prestato una rivoltella?
Gilberto - Nessuno, l'ho comprata io.
Adriana - Tuo padre ti lascia comperare una rivoltella? Complimenti!
Gilberto - Ma io non glielo ho chiesto.
Adriana - Ah, ora menti a tuo padre?
Gilberto -Non gli mento. Non gliene ho parlato, ecco tutto. Tutti hanno una rivoltella. Non ne hai una tu?
Adriana - S... Ma non la tocco mai. E' avvolta nella flanella e non carica. Un monello non dovrebbe possedere armi da fuoco. Prima di tutto con quale denaro l'hai comperata?
Gilberto - (ridendo) Tu credi sempre che abbia tredici anni! Ma mi guadagno la vita! Millecinquecento franchi al mese nella ditta Dalassiaud e Verdon.
Adriana - Ah!
Gilberto - Sei rimasta al tempo in cui mi assegnavi generosamente due franchetti alla settimana!
Adriana - Tu stimi che fossi tirchia?
Gilberto - Convieni che si pu largheggiare di pi! Due franchetti!
Adriana - Lo facevo apposta, figliolo. Per non darti il brutto vezzo di aver in tasca del denaro non guadagnato da te.
Gilberto - Gi. Poi, durante le vacanze, mi facevi fare i compiti di scuola.
Adriana - Naturale.
Gilberto - Ci non rendeva allegra la villeggiatura.
Adriana - Ma favoriva i tuoi studi. -(Un po' offesa) Ho cercato di fare di te un ragazzo educato.
Gilberto --------------- - Lo so bene, mamma.
Adriana - Certo, non divertente. Ma non era divertente neanche per me, sai. (Fruga nella sua borsetta).
Gilberto - Che cosa cerchi?
Adriana - Un pettine per accomodarti i capelli. Sei tutto arruffato! Eppoi, abbottonati la camicia. Se anche sei coricato non una buona ragione per essere cos trascurato.
Gilberto - S, mamma. (Si pettina. Essa continua il suo pensiero).
Adriana - No, l'educazione di un fanciullo non divertente per nessuno... e meno ancora per l'educatore che per il fanciullo... una responsabilit, una angoscia e ne rimane come un marchio... me ne sono ben accorta, un momento fa...
Gilberto - Come?
Adriana - Leggendo il giornale, piccolo ingrato!
Gilberto - Ah! Hai rovesciato la cioccolata?
Adriana - La cioccolata? E perch?
Gilberto - S, leggendo il giornale a letto mentre facevi colazione.
Adriana - Che idea! Io leggo cinque minuti qui, cinque minuti l, quando mi siedo per riprendere fiato... C' tanto da fare la mattina quando ci si deve occupare delle faccende di casa. E cos ho letto... Ci mi ha... (fa un gesto indicando il cuore). Non credevo di esserti ancora tanto affezionata... eppure, a pensarci bene, naturale... Dagli otto ai tredici anni ero responsabile io di te... cinque lunghi anni... i pi importanti!
Gilberto - Ah, s?
Adriana - Sicuro, l'et in cui lo spirito si sviluppa... quando mi sei stato affidato non eri ancora nulla, un piccolo animale... ho avuto il compito di fare di te un uomo... mi rivedo mentre t'accompagnavo al Liceo...
Gilberto - S... posso confessartelo ora, ci mi umiliava molto.
Adriana - Questo mi indifferente! Non volevo correre il rischio di lasciarti investire o trascinare chiss dove!
Gilberto - S, ma i compagni mi deridevano. Come la domenica...
Adriana - Cosa... la domenica?...
Gilberto - Mi accompagnavi alla Commedia Francese per sentire i classici.
Adriana - Non forse uno spettacolo istruttivo?
Gilberto - Ma non mi divertiva.
Adriana - Non divertiva neanche me!
Gilberto - Oppure dovevo passeggiare con te ai Campi Elisi... non mi tenevi per mano ma ci mancava poco!
Adriana - Ebbene?
Gilberto - Ora posso confessartelo? Mi seccava moltissimo.
Adriana - Non confessarmi troppe cose! (Una pausa. Riflette) S, forse esageravo. Senza dubbio, perch non sono la tua vera mamma. Non si sicure, si ha sempre paura di non fare abbastanza.
Gilberto - Sai, allora, mi seccava... ma ora capisco che avevi ragione.
Adriana - Sei molto gentile a dirmi questo. Lo pensi?
Gilberto - Se non lo pensassi perch te lo direi?
Adriana - Appunto per essere gentile. No! Ti credo! Grazie! (Gli d un buffetto affettuoso sulla guancia e d nel sospiro di chi deve andarsene) Ah! Andiamo!... sono contenta d'averti riveduto. Sei proprio diventato quello che immaginavo. Hai finito i tuoi studi?
Gilberto - S.
Adriana - Come mai? Non volevi avviarti alle scienze politiche?
Gilberto - Ho cambiato parere.
Adriana - Oh!... Cosa vuol dire? Guardami negli occhi.
Gilberto - (la guarda e confessa come un ragazzo) Sono stato bocciato.
Adriana - Oh!
Gilberto - Quattro volte.
Adriana - (afflitta) Oh!
Gilberto - Ho sempre avuto zero in francese nonostante le mattinate classiche.
Adriana - Oh! Dunque non sei laureato?
Gilberto - Ma io me ne infischio, sai!
Adriana - Non parlare cos!... E tuo padre? Cosa ne dice tuo padre?
Gilberto - Se ne infischia anche lui.
Adriana - (stupita) Ah!... Benissimo. Non ho altro da dire... A proposito, non ti ho chiesto sue notizie.
Gilberto - Sta bene; in viaggio.
Adriana - E' dunque per questo che a casa nessuno rispondeva al telefono... Un momento fa, dopo aver letto il trafiletto sul giornale, prima di venir qui ho fatto telefonare in casa di tuo padre... per sapere se gli sembrava sconveniente ch'io venissi...
Gilberto - Oh! Non un pap cos...
Adriana - Ho visto che abitate sempre nella stessa casa.
Gilberto - S.
Adriana - Quando ti facevo fare i compiti sul tavolo della sala da pranzo, m'immaginavo che servisse a qualche cosa!... (Bruscamente) In quale ditta m'hai detto che lavori?
Gilberto - Dalassiaud e Verdon, Radio e grammofoni.
Adriana - Ah! E cosa fai?
Gilberto - Sono nella contabilit.
Adriana - E volevi diventare ambasciatore! (Pausa) E' da quando me ne sono andata io, che hai cominciato a trascurare gli studi?
Gilberto - Mi pare.
Adriana - (pensierosa) Forse avrei dovuto rimanere... (Si scuote) Beh: coraggio. Me ne vado.
Gilberto - Un momentino ancora...
Adriana - No. ET l'ora in cui mio marito torna a casa.
Gilberto - Ah! Ti sei sposata di nuovo?
Adriana - Da due anni. Gi, non lo sapevi. D'altra parte, non potevo mandarvi una partecipazione!
Gilberto - A me, potevi...
Adriana - E tu m'hai forse detto che eri stato bocciato?
Gilberto - Ah! Anche il tuo matrimonio stato una catastrofe?
Adriana - (ribellandosi) Vuoi star zitto, screanzato! (Si riprende) Tu mi hai scritto qualcosa?
Gilberto - Ogni anno.
Adriana - S, quattro parole vaghe per capodanno.
Gilberto - Gli che in quell'epoca ho preso l'abitudine di...
Adriana - Conosco quelle lettere. Le scrivevo anch'io quand'ero piccola alle mie cugine di provincia.
Gilberto - Ora gli auguri d capodanno si mandano alle ex mogli del proprio padre.
Adriana - Oh! Mi hanno sempre fatto piacere, sai! Arrivederci, Berto.
Gilberto - Dimmi, hai dei bambini?
Adriana - No. Sembra che non ne possa avere. Avr avuto te solo. A proposito, ti ho portato qualcosa per... rendere meno gravosa la tua convalescenza.
Gilberto - Aranci?
Adriana - Un libro. Spero che tu legga ugualmente.
Gilberto - Leggono anche i cattivi scolari quando sono costretti a letto.
Adriana - Torner a vederti domani.
Gilberto - (inquieto) Ah! A che ora?
Adriana - Non lo so.
Gilberto - Sarebbe meglio fissarmi l'ora.
Adriana - Ebbene, dopo mezzogiorno; verso le due.
Gilberto - Benissimo.
Adriana - Mi raccomando, sii ragionevole, lasciati curare, non agitarti. E appena tornerai a casa mi farai il piacere di sbarazzarti di quella rivoltella, siamo d'accordo?
Gilberto - S, mamma. (Essa esce. si sente subito parlare con linfermiera nel corridoio. Poi linfermiera entra) Scommetto che vi ha dato il suo indirizzo e che vi ha detto: Se egli ha bisogno di qualche cosa, avvisatemi .
LInfermiera - Esatto.
Gilberto - E vi ha dato una mancia.
LInfermiera - Ma,..
Gilberto - E una donna che sa provvedere in qualunque circostanza.
LInfermiera - Non bisogna sparlare di chi d le mance.
Gilberto - La prima non ve ne dar.
LInfermiera - Ah!
Gilberto - No, non oserebbe. Ma sono sicuro che, domani, vi porter delle rose.
LInfermiera - E gentile.
Gilberto - E' un'altra cosa. Anche a me hanno dato delle cose diverse. La prima stata per me come una nutrice... la seconda ha fatto un po' da maestra... L'ho conosciuta dagli otto ai tredici anni; gli anni di Liceo... Es-sa non ha fatto altro che ripetermi: Non far questo... non si dice cos....
LInfermiera - Basta, non siete stato allevato troppo male...
Gilberto - No. Soltanto hanno compiuto la mia educazione a pi riprese. Per favore, un po' di latte.
LInfermiera - Un mezzo bicchiere soltanto. (La porta si socchiude e si sente una voce decisa dire nel corridoio: S, si ho trovato. Grazie. Meraviglia dellinfermiera) Che c'?
Gilberto - Dev'essere... (Comparisce Bernardina in costume da tennis con la racchetta sottoil braccio) Appunto. Buongiorno, mamma.
LInfermiera - Come?
Gilberto - Gi. Ha ripreso moglie spessissimo.
Bernardina - (ridendo) Ti ho pregato cento volte di non chiamarmi mamma, m'invecchia! Ora poi non neanche pi la verit perch ho divorziato da tuo padre.
L'Infermiera - (a Gilberto) Ah! Anche lei!
Gilberto - (con dolcezza) S, mio padre ha divorziato molto.
Bernardina - Vedo che non sei completamente morto. Quindi tutto va bene! Soltanto... (All'infermiera) Signorina, vi avverto che sto per dirgli delle cose spiacevoli, perci si offenderebbe se qualcuno sentisse.
LInfermiera - Oh! Comincio ad imparare ad andarmene. ( Via).
Gilberto - Stai per dirmi delle cose spiacevoli?
Bernardina - Sicuro!
Gilberto - (gentilmente) Sar proprio la prima volta in vita tua.
Bernardina - Ogni cosa ha un principio.
Gilberto - Non dipendo pi da te, non sono pi tuo figlio.
Bernardina - Ufficialmente. Ma bisogna credere che ufficiosamente rimane fra noi un piccolo legame poich, come vedi, sono qui.
Gilberto - L'hai letto nel giornale?
Bernardina - Nel tass, mentre andavo al tennis. Sai, nel giornale, io, leggo soltanto i titoli e ho visto questo: Nel voler cacciare gli uccellini si ferisce con la rivoltella . Dico a me stessa: Un altro imbecille . Ho visto soltanto dopo che l'imbecille eri tu.
Gilberto - Ah, son queste le cose spiacevoli?
Bernardina - Dunque, sbadato, non sai neanche adoperare una rivoltella?
Gilberto - Come vedi.
Bernardina - E se io avessi avuto una malattia di cuore?
Gilberto - Oh, non ne saresti morta.
Bernardina - Come lo sai?
Gilberto - Non esageriamo.
Bernardina - Credi dunque che io non abbia dell'affetto per te, stupidone?
Gilberto - Pu darsi! Io, per te, ne ho tanto!
Bernardina - E allora perch fai finta di dubitarne? (Ridono entrambi. Ed essa gli d affettuosamente uno spintone) Ma dimmi un po'... (Macchinalmente, ha tratto dal borsone una scatola di sigarette, ne prende una, lammorbidisce e sta per accenderla).
Gilberto - Non credo che, qui, sia permesso fumare.
Bernardina - Scusa. L'abitudine. Le mie mani non possono rimanere inoperose. Mia madre era cos, faceva sempre l'uncinetto. (Rimette a posto la sigaretta e riprende) Come mai sei in questa clinica?
Gilberto - Non lo so. Forse perch era la pi vicina.
Bernardina - E dove t' capitata la faccenda? (Apre il giornale).
Gilberto - Nei boschi di Meudon.
Bernardina - Ma che cosa facevi nei boschi di Meudon?
Gilberto - Passeggiavo.
Bernardina - A piedi?
Gilberto - S.
Bernardina - Ti allenavi per un campionato podistico?
Gilberto - No. Passeggiavo.
Bernardina - Sembra strano che si adoperino i piedi se non per fare dello sport. Ma che idea vi saltata in mente?
Gilberto - Perch mi dai del voi?
Bernardina - Non eri con un amico?
Gilberto - Ma no.
Bernardina - No? Tu passeggi a piedi e solo? Io immaginavo che tu fossi stato con un compagno intelligente quasi quanto te e che, per meravigliarlo, avessi voluto fare degli effetti... sparatori...
Gilberto - No.
Bernardina - Dunque quando passeggi nei boschi e senti gli uccellini cantare, cavi di tasca la rivoltella... e pan... pan! Bella sensibilit! Capisco che non si gi sentimentali, tuttavia...
Gilberto - Vorresti che recitassi dei versi?
Bernardina - Saresti ben imbarazzato, tu che non ne hai mai imparati a memoria!
Gilberto - Potrei scriverne.
Bernardina - Dio mi scampi e liberi! Fai lo smargiasso!
Gilberto - No, scherzo - (Ride). Ma vedo che in questi otto mesi non sei cambiata, continui a diffidare dei miei compagni. Quando ti parlavo di un tipo in gamba che avevo conosciuto, cominciavi a corrugare le ciglia.
Bernardina - i Diamine, era il mio compito!
Gilberto - (canzonandola) Era il tuo dovere!
Bernardina - Infatti. Non mi piacciono i paroloni. Avevi quattordici anni quando ti ho preso in consegna.
Gilberto - Preso in consegna come una valigia.
Bernardina - Ingombrante e fragile... e ho dovuto tenerti d'occhio per pi di tre anni. I pi gravi.
Gilberto - Ah s?
Bernardina - Senza alcun dubbio. L'adolescenza; la svolta.
Gilberto - (scherzando) La farfalla che esce dalla crisalide.
Bernardina - S, vecchietto mio, sul serio. Proprio quando una vita si decide. In quel momento basta una brutta impronta ed forse finita. Perci studiavo attentamente i tuoi nuovi compagni.
Gilberto - (imitandola) Scegli bene i tuoi amici, ragazzo mio .
Bernardina - Sicuro, non scegliere ne un mascalzone, ne un imbecille. Il mascalzone pu avvilirti, ma l'imbecille ti diminuisce. La difficolt non era di dirti ci, ma di fartelo ascoltare... Bisognava non lasciarti andare al galoppo da solo e non farti sentire le redini. Questa lo sai, non pappa fatta.
Gilberto - (gentilmente ironico) Povera mammetta!
Bernardina - Credilo se vuoi, ma vi sono state delle notti in cui non m' riuscito dormire. Quindici, sedici anni... l'et in cui il fanciullo comincia a non pi dire quello che pensa.
Gilberto - Oh! Mentivo anche prima, sai.
Bernardina - No. Non lo stesso. Prima mentivi, s. Serbavi il tuo pensiero per te. Ma una cosa ben diversa. Sono stata io a doverti dare la chiave di casa... E fu durante il mio regno che hai dormito fuori la prima volta.
Gilberto - (vago) Oh!
Bernardina - Il diciotto aprile, un marted.
Gilberto - Ah, ricordi la data?
Bernardina - Sfido! E pioveva! Quella notte se tu sapessi come il rumore della pioggia mi dava ai nervi!
Gilberto - Per questo non sono rincasato!
Bernardina - Lo dici tu! Anche per quei compagni ho dovuto consigliarti... di sceglierli bene.
Gilberto - Ma si scelgono forse?
Bernardina - Saresti senza scusa. Ce ne sono tanti! (Ha ripreso la sua sigaretta e l'ammorbidisce) Basta, credo d'aver fatto press'a poco quello che occorreva e senza seccarti troppo, vero?
Gilberto - Una mano di velluto in un guanto di velluto.
Bernardina - Non ti ho mai proibito di prendere un coktail, soltanto ti ho sempre consigliato di non diventare un ubriacone. sai, la cirrosi del fegato un bel nome, ma di bello non ha che questo.
Gilberto - Basta! Ti sono costato molta fatica!
Bernardina - Molta no. Poi mi hai aiutata. Sei stato molto bravo.
Gilrerto - ilo?
Bernardina - Avresti potuto ricevermi male. Quella donna che veniva ad occupare il posto di tua madre...
Gilberto - Ne avevo l'abitudine.
Bernardina - (fermandosi) E' vero.
Gilberto - Se osassi dire qualche cosa...
Bernardina - Non avere soggezione. Tra noi...
Gilberto - ... ti farei osservare che hai acceso lo stesso una sigaretta!
Bernardina - Uffa! (e la schiaccia).
Gilberto - Dico questo non per me, sai, ma per il medico.
Bernardina - Scusa.
Gilberto - Se t'avessi conosciuta a quattordici anni, t'avrei consigliata di non prendere quel vizio.
Bernardina - (con garbo, le braccia al cielo) Questo ragazzo non rispetta nulla! (Mutando intonazione) Del resto, avresti avuto ragione. (Si alza dai piedi del letto dov'era seduta) Addio, scappo! E senza rimorso, poich per un ferito, sei fresco e roseo.
Gilberto - Vuoi che ti faccia uno schizzo per spiegarti il percorso del proiettile?
Bernardina - Ah, che orrore!
Gilberto - Hai fretta?
Bernardina - Terribilmente. Mi hai fatto perdere un'ora.
Gilberto - T'aspetta qualcuno?
Bernardina - Meglio! Qualche cosa: una partita di tennis.
Gilberto - Che cosa hai fatto in questi otto mesi?
Bernardina - Sono andata ad annoiarmi in due o tre luoghi.
Gilberto - Luoghi eleganti?
Bernardina - Se ti dico che mi sono annoiata!
Gilberto - Hai dei progetti?
Bernardina - S, questa estate ho voglia di fare una crociera.
Gilberto - Niente altro?
Bernardina - S. Ho anche voglia di una Bugatti.
Gilberto - E sono questi tutti i tuoi progetti?
Bernardina - Cosa vuoi che ci sia?
Gilberto - Poteva trattarsi di un uomo.
Bernardina - Non bisogna mai pensare anticipatamente alle disgrazie. Toh! dimenticavo che ti avevo portato un regalo.
Gilberto - Un libro?
Bernardina - Per farne che? In una clinica, se hai voglia di dormire, ti danno un sonnifero. No, un giuoco di carte. Piglialo (e lo lancia).
Gilberto - Grazie.
Bernardina - E tu? Cos'hai fatto di nuovo?
Gilberto - Mi sono impiegato da Dalassiaud e Verdon.
Bernardina - l grammofoni?
Gilberto - Si.
Bernardina - Perch hai fatto questo?
Gilberto - Avevo voglia di lavorare.
Bernardina - Che originale!
Gilberto - Millecinquecento franchi al mese!
Bernardina - Senti un po', lo fai apposta di non parlarmene?
Gilberto - Di chi?
Bernardina - Ma di tuo padre!
Gilberto - Non ci pensavo. Vuoi che te ne parli?
Bernardina - No.
Gilberto - Ti posso dire per che sta bene. Poco fa hai forse telefonato in casa?
Bernardina - No. Per far che?
Gilberto - Per avvisare che mi venivi a trovare.
Bernardina - Ma non ho bisogno del suo permesso, sai?
Gilberto - D'altronde non c'. ' come te: ha avuto voglia di [fare una crociera.
Bernardina - Soltanto lui l'ha fatta. Ah! Lo riconosco bene in questo. Non ti ha condotto con s.
Gilberto - |Le nostre vacanze non coincidevano.
Bernardina - Ma lui non fa niente. Avrebbe potuto aspettarti.
Gilberto - Indubbiamente non avr potuto.
Bernardina - Addio, interessante giovanotto. Torner a vederti domani.
Gilberto - S, nel pomeriggio, e non prima delle cinque.
Bernardina - Perch?
Gilberto - E' un ordine del primario.
Bernardina - Sia pure, alle cinque. Ma lascia che ti dia un consiglio. La prossima volta che avrai voglia di cambiarti i connotati, adopera piuttosto gli sci; pi moderno. (Ella gli fa un ultimo piccolo cenno) Ciao.
Gilberto - Bye bye. (Ella esce. Quasi subito entra l infermiera).
LInfermiera - Oggi avete chiacchierato un'ora. Se il dottore lo sapesse?
Gilberto - |Ma se mi ha autorizzato a ricevere mia madre!
LInfermiera - Non sapeva che vostra madre volesse dire tanta gente. Non ne avete nessun'altra?
Gilberto - No, ma non ce n' nessuna di troppo.
LInfermiera - Tutte e tre hanno l'aria di volervi molto bene!
Gilberto - S... (Con dolcezza) Perci non bisogner dir loro che ho voluto morire...
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
Un salotto. Tre porte, una finestra. I bei mobili di una volta.
(Nessuno in scena. Sopra una poltrona sono stati buttati un soprabito chiaro e un cappello. La porta che d sul corridoio aperta. Una pausa. Poi, si sente suonare. Agostina, che proviene dalla stanza, attraversa la scena ed esce dalla porta del corridoio. Entra in fretta Adriana col cappello in testa e con in mano un borsone da viaggio. Ella seguita da Agostina turbata).
Adriana - Buongiorno, Agostina.
Agostina - Buongiorno, signora.
Adriana - Siete rimasta?
Agostina - 3, signora.
Adriana - State bene?
Agostina - Benissimo, grazie. Anche la signora?
Adriana - (in fretta) Grazie. Ditemi, Gilberto ha gi lasciato la clinica? E qui?
Agostina - Sissignora, ma... (Si suona). Signora, permettete?
Adriana - Andate, andate. (Agostina esce. La porta rimane aperta. Bernardina entra in fretta. Anche lei ha il cappello in testa e un borsone in mano. Agostina la segue).
Bernardina - (entrando) Buongiorno, Agostina. Sempre qui?
Agostina - Come vedete, signora.
Bernardina - Sempre bene?... (Essa scorge Adriana) Ah, scusate. (Essa saluta con un sorrisetto garbato. Adriana risponde allo stesso modo).
Agostina - (le guarda entrambe con curiosit) Non mi aspettavo... (Si sente un rumore che potrebbe sembrare una detonazione. Le due donne hanno lo stesso soprassalto).
Adriana e Bernardina - Oh!
Agostina - Niente, niente: la finestra della cucina che rimasta aperta. Con la corrente d'aria si sbatte. Vado a chiuderla. (Esce).
Adriana - (con amabilit, a Bernardina) Se avessi saputo che dovevate salire a questo piano, signora, vi avrei detto di entrare con me nell'ascensore...
Bernardina ------------ - Non importa, signora. (Esse si osservano a vicenda pi attentamente. si accorgono di avere entrambe un borsone in mano. Allora il sorriso si agghiaccia sulle loro labbra. Una meraviglia che le fa man mano irrigidirsi di pi. Agostina torna. Nel vederle immobili, silenziose e lontane Luna dall'altra, essa si ferma indecisa ed imbarazzata. Una pausa, indi):
Agostina - Ah, gi. Le signore non si conoscono,
Adriana - (tagliando corto) No.
Bernardina - (un po' fredda anche lei) Non ancora.
Agostina - (presentando Bernardina ad Adriana) Signora, la signora... (Indi Adriana a Bernardina) E la signora, signora.
Adriana - (con totale indifferenza) Ah!
Bernardina - (c. s.) Ah!
Agostina - Gi.
Adriana - (a mezza voce con molta freddezza) Lietissima...
Bernardina - (altrettanto fredda ed un po' ironica) Sono pi lieta di voi, figuratevi.... (Esse si squadrano di nuovo, guardano ancora ciascuna il borsone dell'altra ma questa volta corrugando le ciglia. <Con lo stesso movimento esse si voltano per deporre il borsone sul divano che si trova alle loro spalle. Allora scoprono che su quel divano si trova un terzo borsone, simile al loro. Hanno lo stesso scatto) Eh?
Adriana - Oh! (Esse guardano Agostina interrogandola con lo sguardo. Nello stesso momento, la porta della stanza si apre. Comparisce Matilde, anche essa col cappello in testa).
Matilde - (entrando) Agostina, favorite darmi... (Scorge le due altre e si ferma). Oh, scusate.
Agostina - (presentando come poco prima) Signora, questa la signora ed anche questa la signora.
Matilde - Ah! (Essa capisce). Oh! (Rivolge loro un salutino imbarazzato) Signore...
Adriana - (salutando) Signora...
Bernardina - (salutando) Signora... (Breve pausa di freddezza. Bernardina si volge verso Agostina che le guarda tutte e tre con un vago sorriso di diletto, di curiosit e d'imbarazzo) Agostina, bench capisca che dobbiamo costituire un curioso spettacolo, tuttavia dovreste tornare nella vostra cucina. (Rivolgendosi alle altre) Non vi pare?
Adriana - (con riserbo) Non osavo dirlo.
Matilde - (con dolcezza) Neanch'io.
Agostina - Sta bene, signora. Sta bene, signore. (Ella esce. Breve pausa).
Adriana - Bisognerebbe forse presentarsi un po' meglio. Adriana Ampuis.
Matilde - Matilde Pyla.
Bernardina - Bernardina Mzin. Ma basterebbero dei numeri. (Indicando se stessa) Tre. (Ad Adriana) Due?
Matilde - (con un lieve sorriso) Uno.
Adriana - Perch avete pensato che la seconda ero io?
Bernardina - Pi un uomo invecchia, pi preferisce una sposa giovane. D'altronde non ignoravo che avevo avuto due... come si dice... predecessorie, predecettrici? Lo so soprattutto dal libretto di famiglia. Poich egli mi parlava ben poco dei suoi matrimoni.
Adriana - Aveva forse paura di confondere i suoi ricordi.
Bernardina - Oppure perch non un uomo a cui piace vantarsi.
Adriana - (indicando Matilde) Conoscevo l'esistenza della signora, ma non la vostra.
Matilde - Io non sapevo nulla. Pensavo soltanto che si era forse rifatto una nuova vita.
Bernardina - Come vedete se ne rifatte parecchie. (Una breve pausa).
Adriana - Se oggi sono in casa vostra, signora...
Bernardina - Ma non sono a casa mia. Mi ci trovo spostata quanto voi.
Matilde - Ah, siete divorziata anche voi?
Bernardina - Da otto mesi.
Matilde - Mi accorgo che nostro marito era fedele, se non a qualcuno, perlomeno a qualche cosa.
Bernardina - Gi. AI divorzio.
Matilde - (con un po' d'ironia, malgrado la sua dolcezza) E' un infedele legale.
Adriana - E' un appassionato del focolare, a patto che non vi stia sempre seduta la stessa donna.
Bernardina - Se si parlasse d'altro?
Adriana - Avete ragione. Non certo per questo che mi trovo qui. E' soltanto per il ragazzo.
Bernardina - Beninteso!
Matilde - Ma anch'io!
Adriana - Ah, avete letto ieri l'altro nel giornale?
Bernardina - Quella sciocchezza!
Matilde - Mio Dio!
Adriana - (con forza) Ah, davvero! Ma io, signore, sono rimasta molto attaccata a quel ragazzo e mi sono recata nella clinica dov'era stato trasportato.
Matilde - Ed io! Immediatamente!
Bernardina - Io due volte!
Adriana - ,Ah! dunque per questo che egli voleva gli fissassi l'ora esatta della mia visita!
Matilde - Perch non ci ha detto... semplicemente...
Adriana - Senza dubbio, ci non gli sembrato semplice.
Bernardina - Una delicatezza... un pudore...
Adriana - Si, ma signora... e voi, signora... C' una cosa che non sapete, ed che quel piccolo sciagurato, invece di essere stato vittima di una disgrazia come vi ha dato ad intendere, ha voluto suicidarsi!
Bernardina - Ma s, lo so.
Matilde - Lo so anch'io. Voi piuttosto non sapete una cosa, la pi grave... Vuol ricominciare!
Adriana - L'infermiera me lo ha telefonato.
Bernardina - Ah, anche a voi?
Adriana - (delusa) Ah, essa vi ha?...
Matilde - (c. s.) Credevo che avesse avvisato soltanto me! (Pausa).
Bernardina - Mi accorgo che ha diramato una circolare!
Matilde - Non avr saputo a quale di noi tre dare l'allarme!
Adriana - Eravamo troppe!
Bernardina - Per ci, nel dubbio, ha avvisato tutte. (Breve pausa. Ad Adriana) Adesso capisco, signora, perch ci siamo trovate ai piedi dell'ascensore.
Adriana - (indicando Matilde) Ma la signora era gi arrivata.
Matilde - (con ama certa amarezza) Senza dubbio, soltanto perch il mio tass era pi veloce del vostro. (Pausa) Vi chiedo scusa, sono venuta senza riflettere. sapevo soltanto che suo padre era assente... Credevo non ci fosse nessuno per assisterlo... ma poich non solo...
Bernardina - E' anzi molto assistito...
Matilde - Non mi resta che andarmene...
Adriana - Senza dubbio sono io che mi debbo ritirare. Io mi credevo, qui, al mio posto soltanto perch non sapevo che questo posto era occupato da altri.
Bernardina - Oh, cara signora, non parliamo pi del posto! E' un posta in cui si rimane cos poco! Dal momento che n voi, n io non ci siamo pi; siamo pari. Poich, vedete che caso, abbiamo avuto la stessa cameriera...
Adriana - Agostina.
Matilde - Era gi qui quando io sono venuta.
Bernardina - E quando me ne sono andata lei rimasta.
Adriana - Come un usciere del Ministero. I Ministri passano ma lui rimane.
Bernardina - Abbiamo vissuto qui fra gli stessi mobili...
Matilde - Michele ci teneva molto. Erano i mobili dei suoi bisnonni.
Adriana - Gi. Li venerava.
Bernardina - Curioso quest'amore delle cose di famiglia in un uomo che sconvolgeva cos spesso la propria! Ma, come vedete, signora, completamente uguali! E non perch ho abitato quest'appartamento per ultima, che io credo di potermi arrogare pi diritti di voi. Io non ho maggior ragione di essere qui di voi due. (Adriana e Matilde fanno lo stesso movimento il quale significherebbe forse: a In tal caso andatevene . Ma Bernardina prosegue prontamente) Tuttavia se siete venute da Gilberto soltanto per dovere, non vi date quella briga, me n'incarico io.
Adriana - Non si tratta soltanto di dovere!
Matilde - Gi! L'angoscia!
Adriana - Vi ringrazio della vostra offerta, signora. Ma inutile che vi prendiate voi, quel disturbo. Posso benissimo occuparmi io di quel ragazzo.
Bernardina - Nessun disturbo.
Adriana - Avrete pur le vostre occupazioni?...
Bernardina - Cos poco interessanti! Anche voi dovete avere le vostre.
Matilde - (pronta) Ma io non ho nulla da fare. (Esse si guardano tutte e tre senza benevolenza, con ridestata ostilit).
Adriana - (a Matilde) Non avete ripreso marito?
Matilde - No.
Bernardina - Io, non ancora. (Ad Adriana) E voi?
Adriana - (asciutta) S, ma ci non significa che... (Dopo una breve pausacon forza) Io penso ad una cosa sola; che questo monello abbia voluto uccidersi e che minaccia di ricominciare. E quello che so benissimo, si che io saprei impedirglielo!
Matilde - (pronta) Oh! anch'io!
Bernardina - Ed io dunque!
Adriana - Pu darsi; ma che volete! Io, do maggior affidamento! (Bruscamente, a Matilde) Vedete, voi l'avete gi lasciato solo!
Matilde - Dorme!
Adriana - O finge (Va verso la porta della camera).
Bernardina - (a Matilde) Sa che siete qui?
Matilde - S.
Bernardina - Allora non tenter nulla finche non ve ne sarete andata.
Adriana - E giusto. (Si allontana dalla porta).
Matilde - Laggi era al sicuro. Perch gli hanno fatto lasciare cos presto la clinica?
Bernardina - Probabilmente perch oggi, fra quelli che s'ammazzano fra loro e quelli che si fanno operare, le cliniche rimandano gente! (Si apre la porta della camera).
Adriana - Guardate come dorme! (E apparso Gilberto in pigiama).
Gilberto - (meravigliato nel vederle) Oh! Siete qui?... Tutte e tre?...
Adriana - Come vedi.
Gilberto - Ah!
Bernardina - Perch fai quegli occhi tondi? In questa stanza sei pure abituato a vederci!
Gilberto - Non insieme.
Adriana - Siamo tutte un po' in casa nostra. Per ci...
Gilberto - (dolcemente) Appunto per questo.
Matilde - (con una risatina) Che credevi? Che ci dovessimo sbranare?
Adriana - (lei pure con una risatina senza convinzione) Non c' alcuna ragione.
Bernardina - Non siamo pi in esercizio!
Adriana - Siamo delle donne intelligenti, grazie a Dio! Ci rendiamo perfettamente conto che essendoci tutte preoccupate della tua sorte ti siamo tuttora e tutte e tre affezionate.
Matilde - S. (Sorridendo) Ma ciascuna di noi ti vuole un bene diverso.
Adriana - (sorridendo a se stessa) Gi. Diverso.
Bernardina - (c. s.) Proprio cos.
Adriana - Non c' dunque ragione di essere ostili una all'altra... (Una piccola reticenza) A priori!...
Gilberto - (imbarazzato) Certamente.
Matilde - Amare lo stesso uomo, divide. Ma amare lo stesso ragazzo non pu che avvicinare.
Bernardina - (che ha appena acceso una sigaretta) Perbacco!
Matilde - (eccitata e breve) No, no! non fumate, gli fa male!
Bernardina - (offesa di essere richiamata air ordine) Scusate!
Gilberto - ( imbarazzato nel vedere che Matilde ha parlato cos a Bernardina. Gentilmente) Ma no, sto benissimo. Non il caso di privarti della sigaretta, mammina. (Alla parola mammina Adriana e Matilde hanno fatto la stessa smorfia di donne seccate e si sono scambiate uno sguardo).
Bernardina - Scherzi! E' stato un gesto macchinale, l'abitudine. Ma me ne sarei accorta subito.
Matilde - Certamente, signora. Ma con un ragazzo non si prendono mai sufficienti precauzioni. (Mettendo un dito tra il collo e la camicia di Gilberto) Scotti ancora. (// gesto finisce in una carezza) Mia caro piccolo! (Tocca ora a Bernardina e Adriana a fare una smorfia guardandosi. Gilberto le ha scorte e, imbarazzato, allon-tana il capo dalla mano di Matilde).
Gilberto - Ma no, sto benissimo, mamma Matilde... (Bernardina e Adriana hanno ancora un sussulto. Si mordono le labbra. Egli pensa che non avrebbe dovuto dire mamma Matilde . Nervosamente, si rosicchia una unghia).
Adriana - (offesa) Sst! Smetti dunque di rosicchiarti le unghie!
Gilberto - (abbassando il braccio) S, mamma!... (Nuovo sussulto e scambio di sguardi fra Matilde e Bernardina).
Adriana - Eppoi perch si alzato? E una sciocca imprudenza.
Gilberto - Credevo d'aver sentito suonare, ed ero venuto a vedere.
Bernardina - Sono sicura che anche se il dottore ti ha rimandato a casa, non ti ha autorizzato a fare del footing !
Gilberto - (offeso) Ma se ti dico che sto benissimo!
Adriana - Oh! Metteremo ordine a tutto ci.
Bernardina - Intanto torna a letto. (Egli non risponde). Hai capito, testardo.
Gilberto - Come sei noiosa!
Adriana - (seccata) Gilberto... non crederti obbligato perch son qui di parlare senza rispetto a... alla signora.
Bernardina - Ma mi parla sempre cos!
Adriana - Ah!
Bernardina - D'altra parte trovo questo quasi affettuoso. Siamo dei buoni camerati, vero Gii? (Gilberto guarda Adriana che si morde le labbra e che risponde con un sorriso).
Adriana - Sia come non detto. Comincer col chiamare il medico di casa.
Matilde - S. Bisogna telefonare.
Bernardina - Muette 14-26 .
Adriana - Ma no. Abita agli Invalidi.
Matilde - Via di Rivoli, volete dire.
Adriana - Vi parlo del dottore che l'ha sempre curato: il dottor Roubert.
Matilde - Il dottor Balourdan.
Bernardina - No. Ora il dottor Vridier.
Adriana - Ah! (Una piccola pausa). Io ho sempre chiamato il dottor Roubert.
Matilde - Il dottor Balourdan l'ha gi salvato dieci volte.
Bernardina - Vridier un uomo straordinario. (Piccola pausa).
Adriana - (con un sospiro) Di' tu chi preferisci.
Gilberto - Poich non siete d'accordo, la miglior cosa di non chiamarlo affatto. (Via).
Matilde - Avete sentito?
Bernardina - Eh! S, sta meditando un'altra sciocchezza.
Matilde - L'infermiera non ha mentito.
Adriana - Cosa vi ha detto esattamente l'infermiera?
Matilde - La stessa cosa che ha detto a voi, credo. Ha detto che era stato un suicidio e che voleva ricominciare. Ma perch uccidersi?
Adriana - E' quello che mi sto chiedendo!
Bernardina - Quando si sapr, si potr tentare di guarirlo. Ma chiss quanto tempo occorrer...
Matilde - Non bisogna perderlo di vista un minuto.
Adriana - E non lasciargli nulla a portata di mano...
Bernardina - Mi sono informata. Non gli hanno restituito la rivoltella.
Matilde - Ce ne sono forse altre in casa.
Adriana - Suo padre ne aveva una.
Matilde - Bisogna cercarla.
Adriana - Era sempre nella stanza.
Bernardina - Nel cassetto del tavolino da notte. (Esse fanno lo stesso movimento verso la porta e si fermano con lo stesso imbarazzo).
Adriana - (a Bernardina) Andateci voi, signora, poich siete stata voi... ad occupare quella stanza per ultima. Sar pi corretto.
Bernardina - Come volete. Ma ci non ha veramente pi nessuna importanza. (Esce).
Matilde - C' anche quello che si piglia per bocca.
Adriana - E' vero. Chiss cosa ci pu essere nell'armadietto farmaceutico.
Matilde - (pronta) Vado a vedere.
Adriana - Se vi fa piacere. La farmacia nella stanza da bagno. Seconda porta a sinistra, nel corridoio.
Matilde - Ma lo so, signora, lo so.
Adriana - E' vero. Scusatemi. (Matilde esce, Adriana vede il soprabito, lo tasta. Entra Gilberto).
Gilberto - Se ne sono andate?
Adriana - Non ancora.
Gilberto - Ah?
Adriana - Ma ci non ha importanza. Vuoi che si faccia quattro chiacchiere? (Egli la guarda; scuote il capo, indi)
Gilberto - Mamma!
Adriana - Che c', figliuolo?
Gilberto - Mamma...
Adriana - Hai qualcosa da dirmi?
Gilberto - Sicuro, a te non ho mai potuto mentire. Qualche volta lo volevo, poi mi guardavi e ti dicevo tutto. Non avevi bisogno di rivolgermi una domanda, se riuscivo a non dirtelo subito, portavo via il tuo sguardo. Me lo sentivo addosso e quel peso mi opprimeva tutto il giorno...
Adriana - E finalmente tu venivi da me per liberarti.
Gilbert - S.
Adriana - Dopo respiravi meglio. Non vero?
Gilberto - S. Ma frattanto mi ribellavo al pensiero di non saper resistere meglio a quel bisogno di non mentirti. Ogni volta cercavo di resistere pi a lungo. Registravo i miei tempi. Il mio primato stato di ventiquattro ore.
Adriana - Ora l'hai battuto.
Gilberto - Due giorni e mezzo.
Adriana - Perch, senza dubbio, hai perso l'abitudine del mio sguardo.
Gilberto - Ma, come vedi, mi basta rimanere un minuto con te...
Adriana - (senza alzare la voce e con orgoglio appagato) Sfido! Sapevo bene che hai bisogno di me!
Gilberto - Mamma, non stata una disgrazia. Ho voluto uccidermi!
Adriana - Ma perch, disgraziato?
Gilberto - La vita mi fa schifo.
Adriana - Alla tua et?
Gilberto - Credi che basti aver diciotto anni per essere felici?
Adriana - E' un'opinione alquanto diffusa.
Gilberto - Fra gli imbecilli i quali, a qualunque et, si accontentano di poco.
Adriana - Ma che cosa ti manca?
Gilberto - L'essenziale.
Adriana - Cio?
Gilberto - L'essenziale di poter andare superbi di s. Non fingere di sorridere. so bene che mi puoi capire, tu. Certo, io non direi questo a chiunque. Alcuni mi risponderebbero: Stai bene? Questo solo conta! . E gli altri: Come! Hai di che mangiare e nel terrestre pianeta non sono le belle ragazze che mancano! . Ma se ti dico che nella vita c' soltanto una cosa importante, essere contento di se, tu mi comprenderai. Ci non ti sembrer ridicolo perch so bene che quello che pensi. Avevi per me la stessa ambizione di quella che avevo io. Ricordati, si guardava insieme sul mappamondo i paesi dove avrei potuto essere ambasciatore.
Adriana - Cos, per giuoco.
Gilberto - Un giuoco un desiderio. E monologavi: Non lo dir davanti a lui, naturalmente, ma un ragazzo che far molta strada . Ed io ti sentivo dietro la porta. S, bisogna sentirsi dire che s far molta strada. Bisogna credersi capaci di cose straordinarie; qualunque esse siano, ma grandi, forti, inebrianti! Quando si ha quella convinzione, tutto bello e niente pi ha importanza... Pur non essendo amati da una donna che si amerebbe, non vi sarebbe da disperare del tutto se si sentisse in fondo a se una forza... Qualunque sciocchezza si fosse commessa, essa non potrebbe essere irrimediabile. se si fosse qualcuno. Se si sentisse la speranza di essere qualcuno .
Adriana - Ebbene?
Gilberto - Ma io, mamma, sono un mancato.
Adriana - Perch dici questo? Perch sei stato bocciato?
Gilberto - S. Non perch mi prema la laurea in se stessa, sai, no. Io mi consolerei benissimo di essere stato bocciato anche quattro volte se fossi capace, per esempio, di essere un campione mondiale di tennis!... Ma no! Sono un mancato in tutto, capisci... Tutto quello che ho tentato, l'ho sbagliato! E non per sfortuna e per ingiustizia, no. Per incapacit! Io non far mai nulla. Nulla... io sono un mediocre... appena abbastanza intelligente per vergognarsi di non esserlo di pi. Ho vergogna di me.
Adriana - Ed perci che tu?...
Gilberto - E' cos scoraggiante non amar se stesso!
Adriana i - Orgoglioso!
Gilberto - Anche questo ho sbagliato, vedi?
Adriana - Ma, figliuolo... (Entra Bernardina. Essa si ferma nel vederli. Breve pausa).
Bernardina - Forse vi disturbo.
Gilberto - (imbarazzato) Si chiacchierava!
Adriana - Gi, sapete, col cuore alla mano. E mi...
Gilberto - (imbarazzato, implorando) Mamma, non... (Egli vuol dire: a non dirle quello che ti ho confidato . Adriana lo rassicura con un sorriso).
Adriana - S.
Bernardina - (offesa nellindovinare un segreto fra loro) Se non avete finito, posso lasciarvi.
Adriana - Non si ha mai finito. Ma abbiamo tempo, non vero piccolo? Vado a vedere come hanno ordinato la tua stanza. (Esce).
Bernardina - (un po' nervosa) Senti, Gii; io sono molto fair-play , lo sai. Perci ti dir schiettamente e rudemente quello che penso. Quando entro non mi piace veder la gente tacere.
Gilberto - .Non offenderti, ci t'imbruttisce!
Bernardina - Caro mio, abbiamo sudato abbastanza al tennis tutti e due e nuotato insieme... Sei avvezzo a vedermi brutta. E ci non mi offende affatto. Ma io sono per la chiarezza. Se ti d fastidio di vedermi qui, dillo. So gi come si esce da questa casa. Me Io ha insegnato tuo padre.
Gilberto - (con gentilezza) Come sei stupida!
Bernardina - Grazie per la parola affettuosa.
Gilberto - Lo dico come Io penso. E devi capire!
Bernardina - Ma io capisco benissimo. Tu ti trovi con tre madri in casa! Hai l'imbarazzo della scelta!
Gilberto - Io non scelgo!
Bernardina - Puoi perfettamente preferire a me una di quelle signore... bench abbia l'impressione di essere io colei che arrischia di comprenderti meglio.
Gilrerto - (guardandola) S, tu puoi capire, tu...
Bernardina - Non mi scacci?
Gilberto - Mammetta...
Bernardina - E allora, ascoltami un po', cretino, bruto, idiota, mattoide; vuoi sapere perch sono qui?
Gilberto - Se mi parli a quel modo sono costretto ad indovinarlo.
Bernardina - Hai voluto ucciderti?
Gilberto - Aggiungi salame . Mi pare che suoni meglio. Gi, il salame ha voluto uccidersi.
Bernardina - (che nasconde la sua ansiet sotto la sua gaiezza) E si pu sapere perch?
Gilberto - Un impeto di malumore.
Bernardina - Donnina nervosa! Avevi suonato Werther la vigilia? Dimmi tutto ci che hai sullo stomaco.
Gilrerto - (guardandola) S, certe cose tu le capiresti...
Bernardina - A dire il vero, io non capisco molto bene che ci si punti la rivoltella sul cuore, sai...
Gilberto - Ah, tu sceglieresti il veronal?
Bernardina - Hai dunque voluto punirti?
Gilberto - S.
Bernardina - Hai commesso una sciocchezza?
Gilberto - S.
Bernardina - Grossa?
Gilberto - Puoi giudicarla dal prezzo che le attribuivo!
Bernardina - Danaro?
Gilberto - Come indovini presto, tu!
Bernardina - All'epoca nostra il denaro si caccia dappertutto. Sgraffignato?
Gilberto - Sapevo che tu saresti indulgente. Un altro avrebbe detto rubato !
Bernardina - A tuo padre?
Gilberto - No. In quel caso sgraffignato ci stava bene.
Bernardina - Al tuo principale?
Gilberto - Alla sua cassa.
Bernardina - E' lo stesso.
Gilrerto - No, un po' diverso.
Bernardina - Gi! Non si caccerebbe la propria mano nella tasca di qualcuno, ma non si esita a cacciarla nella sua cassa.
Gilberto - (chinando il capo) E' quello che senza dubbio avr pensato.
Bernardina - Ne hai preso molto?
Gilberto - Molto o poco... il gesto non cambia.
Bernardina - Molto pi grave.
Gilberto - No.
Bernardina - S, per restituirlo.
Gilberto - Non potr mai restituirlo.
Bernardina - E' dunque tanto?
Gilberto - Trentamila.
Bernardina - Non c' male. E perch hai avuto bisogno di quei quattrini? Per far baldoria?
Gilberto - i Oh, baldoria...
Bernardina - Alla tua et nel programma, una morosa almeno ci dev'essere.
Gilberto - Ma certo. (Allontanandosi).
Bernardina - Ha avuto voglia di qualche cosa?
Gilberto - (risponde di malavoglia) Di un anello.
Bernardina - E tu: Ma eccotelo, tesoro! . Dunque, la gran passione? (Ride).
Gilberto - No... ma...
Bernardina - Lo spero bene. Hai voluto farla strabiliare, capisco. Siete tutti uguali. Ho conosciuto dei giovanotti del tuo tipo ai miei tempi di ragazza... quando flirtavo... Non cercavano neppure di ricavarne un bacio. Bastava loro abbagliarmi. Per voi la grande volutt di buttare con noncuranza un foglio da mille sopra un banco. Pur di averne uno i tuoi coetanei farebbero perfino...
Gilberto - Quello che ho fatto io. (Breve pausa).
Bernardina - Sia detto fra noi, non mica stata una cosa intelligente.
Gilberto - Ignobile. Ora, che l'ho fatta, ne sono sicuro. Credevo solo di prendere a prestito, sai. Avevo il filone per l'indomani alle corse...
Bernardina - E il filone?
Gilberto - Non ho neppure giocato.
Bernardina - Perch?
Gilberto - M'ha colto subito una gran vergogna di aver fatto una cosa simile! Mi sono sparato la sera stessa. Ma, in clinica, ho guardato il giornale. Ho anche fatto bene di non giocare, il mio cavallo non neppur giunto piazzato ... (Pausa). Non ti fa troppo schifo quello che ti sto confessando?
Bernardina - Certo, non mi entusiasma, ma...
Gilberto - Tu senti, che in fondo, e malgrado tutto, non sono un farabutto.
Bernardina - Si pu aver la testa sulle spalle e un brutto giorno essere presi da una vertigine. Quand' passato, bisogna reagire, ecco tutto.
Gilberto - (afferrandole la mano) E' un conforto avere qualcuno a cui si possa dire una cosa simile senza che ci l'allontani da voi.
Bernardina - (un p7 pi profondamente) Sono qui appunto per questo. Soltanto, giacch ci diciamo tutto, lasciami almeno aggiungere una cosa: quello che mi piace meno nella tua storia, la rivoltella.
Gilberto - S, ma andar in prigione, non sarebbe stato per me un divertimento.
Bernardina - Non si tratta di questo. Ma... (La porta si apre. Appare Matilde. Bernardina ne seccata). E' seccante! Non si pu mai chiacchierare, qui, in santa pace. Ti dir il seguito ira un momento.
Gilberto - Dove vai?
Bernardina - Ho due o tre ordini da dare ad Agostina! (Esce).
Matilde - (teneramente, con compassione) Figliolo mio...
Gilberto - (la guarda) Ah, anche tu sai che ho voluto uccidermi?
Matilde - L'hai visto nei miei occhi?
Gilberto - S.
Matilde - (con. dolcezza) Ti hanno dunque fatto una gran pena?
Gilberto - (con una voce che comincia a tremare) Ah, s.
Matilde - Dimmi. (Lo prende fra le braccia) Non vuoi confidare il tuo gran dolore a mamma 'Matilde?
Gilberto - S. A te, lo possa, dire... Tu puoi comprendere. E lo dico soltanto a te... (Con un grido che gli prorompe dal cuore) Amo, mamma Matilde! Amo una donna!... ed essa non mi ama!... Dunque, a che pr vivere?
Matilde - E' per questo?
Gilberto - S! Non c' altro che conti! Perch l'amo, mamma!... L'amo... Se tu sapessi!... L'amo... (Si rannicchiato contro il suo seno e piange come un bimbo?
Matilde - (cullandolo e stringendolo) Ma s, tesoro... S-
Gilberto - L'amo ed essa non mi ama...
Matilde - (accarezzandolo) S, gioia mia, s... (La porta della stanza e quella del corridoio si aprono. Gilberto si stacca prontamente dalle braccia di Matilde. Compariscono Adriana e Bernardina. Un silenzio imbarazzante. Gilberto le guarda una e laltra, molto imbarazzato. Poi china il capo e, senza dir nulla, torna nella sua stanza).
Adriana - Signore... Poco fa ero pronta a cedervi il posto... ora non pi. Una cosa passa prima di ogni altra: salvare quel fanciullo. Ed ora so che io lo posso salvare.
Bernardina - Stavo per dirvi altrettanto.
Matilde - Anch'io.
Adriana - No, signora. Per guarirlo, bisogna conoscere la causa del suo male.
Bernardina - Precisamente.
Adriana - Per ci egli deve rimanere accanto a colei a cui si confidato.
jMattlde - Dunque, sono io. (Bernardina e Adriana si volgono verso Matilde).
Bernardina -Come? Ha detto anche a voi perch voleva morire? (Adriana e Matilde si volgono verso Bernardina).
Adriana - Dunque, a tutte e tre! (Matilde e Bernardina si volgono verso Adriana).
Matilde - Ah! (Una pausa)
Adriana - Valeva proprio la pena di dirmi: Dico questo a te sola .
Matilde - Ha voluto dar ad intendere a ciascuna di noi che era la preferita.
Bernardina - S.
Matilde - (cercando d scusarlo) Questo carino.
Adriana - Secondo...
Bernardina - Le gentilezze che rassomigliano all'ipocrisia non mi piacciono molto.
Adriana - (offesa) In tal caso, diverso... (si dirige verso il suo borsone).
Bernardina - S'arrangi! (Essa pure si avvia verso il suo borsone).
Adriana - (si volge bruscamente e le guarda) Ma dopo tutto... voi mi dite che vi ha confessato... non sono costretta a credervi...
Bernardina - E strano, cara signora, quello che slavo pensando!.... Vi vantate forse entrambe.
Matilde - Ho ancora le sue lacrime sulla guancia.
Adriana - Parola d'onore, signore!
Bernardina - Vi giuro che mi ha detto tutto.
Matilde - Vi ha detto perch ha voluto uccidersi?
Adriana - (interrompendola) Perch si vergognava di essere un mancato! (Bernardina sghignazza, Matilde alza le spalle).
Matilde - Ma no. Perch ama una donna che non lo ama. (Bernardina alza le spalle. Adriana sghignazza).
Bernardina - Pfff! Perch ha sgraffignato trentamila franchi nella cassa del suo principale!
Matilde e
Adriana - Oh!... (Pausa).
Adriana - M'ha detto: Questa la cagione .
Bernardina - Anche a me.
Matilde - A me pure.
Adriana - A chi ha mentito?
Matilde - Forse a nessuna. Non si bugiardi perch si ha bisogno di pi persone per dire tutto quello che si pensa. Senza dubbio nel suo cuore vi tutto questo. Ed un po' per tutto questo che ha voluto uccidersi. Ha confessato a ciascuna di noi ci che essa poteva comprendere... e il resto no... Una vera madre avrebbe capito... tutto... Noi non siamo per lui che dei frammenti di madre... Perci credo che abbia bisogno di tutte e tre...
Bernardina - S...
Adriana - S...
(Con lo stesso gesto, esse si tolgono il cappello e lo pongono ognuna sul proprio borsone. Istintivamente, esse si riavvicinano. Si trovano sopra una stessa linea; tuttavia un p di spazio rimane fra loro. Ma esse guardano con pari tenerezza la porta dietro la quale si trova quel fanciullo in pericolo. Piano piano cala il sipario).
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
(La stessa scena. Ma i mobili hanno mutato posto. Matilde, Adriana e Bernardina sono sedute intorno al tavolo. Senza cappello. Come in casa propria. Matilde fa luncinetto. Adriana legge. Bernardina fuma. Gilberto disteso, come un pigrone, sul divano: consulta l'ora al suo orologio-braccialetto, guarda di nuovo le tre donne e sbadiglia rumorosamente).
Bernardina - (che accende una nuova sigaretta attingendo il fuoco a quella che ha terminato di fumare) Ma non sai, vecchio mio, che daresti la fiacca ad un reggimento!
Adriana - (che si voltata) Ti ho detto cento volte di non mettere i piedi sul divano.
Gilberto - Va bene. (Pone i piedi in terra. Torna U silenzio).
Matilde - Mi sembra che Agostina ci faccia aspettare il t.
Adriana - (alzandosi) Non vi incomodate, la chiamo io. (Essa si alza, cerca un campanello sopra un mobile, non lo trova, ne vede uno alla parete, lo preme e) Non funziona ancora?
Bernardina - No.
Matilde - Neppure ai miei tempi. Quando fu fatto l'impianto, l'elettricista s'era sbagliato e siccome il filo era incastrato nella parete, che si era proprio allora tappezzato e verniciato, non si voluto sciupare tutto.
Adriana - E ho trovato qui l'abitudine di servirsi di un campanellino.
Bernardina - E quando sono arrivata io quell'abitudine era anche pi vecchia. Nulla si rispetta pi in una casa di una scomodit!
Adriana - (guardando in un posto) Ma io non vedo nessun campanellino.
Bernardina - (indicando un altro luogo) Io lo mettevo l.
Matilde - (indicando un terzo posto) E' laggi.
Adriana - Ah! (Si guarda intorno) Ho un'impressione strana: mi sembra che i mobili non siano pi al loro posto! Infatti, proprio cos.
Matilde - Sono stata io. Ai miei tempi erano disposti a quel modo. Perci stamane, mentre mi trovavo sola qui... l'ho fatto quasi macchinalmente...
Adriana - S, s... D'altronde siete nel vostro diritto.
Bernardina - (lievemente ironica) Stentereste d pi a ritrovare i vostri ricordi?
Matilde - (chinandosi sul tavolo) Questo segno sulla vernice l'ho fatto io... nel posare un giorno la scodella della sua pappa che era troppo calda... (ha indicato Gilberto col capo).
Adriana - Sono stata io a rompere quel quadro un giorno, nello spolverare... ben inteso, non ne affidavo la cura ad Agostina; avevo paura che rompesse tutto... (Rivolgendosi a Gilberto) Ti ricordi?
Gilberto - (rispondendo senza entusiasmo) S.
Bernardina - Ogni volta che vedrete un buco nei tappeti potrete dire che sono state le mie sigarette. Abbiamo lasciato tutte le tracce del nostro passaggio. (Ponendo lindice sulla fronte di Gilberto) Anche qui, eh?
Gilberto - (sempre senza slancio) Certo. (Le guarda tutte e tre).
Bernardina - (riprendendo la sua intonazione allegra) Notate per che se abbiamo abitato lo stesso appartamento, il nome della via stato cambiato parecchie volte!
Adriana - Anche le municipalit sono incostanti. (Agostina entra).
Agostina - Ecco il t, signore.
Matilde - Grazie, Agostina.
Adriana - Mettetelo l.
Bernardina - Un po' di latte?
Matilde - Vi servo io!
Adriana - Ve ne prego, tocca a me... (Mondanit. Gilberto le guarda con un'occhiata fredda). Avete dimenticato le tartine.
Agostina - Oh, scusate! (Sta per uscire).
Adriana - Mentre ci penso: che cosa preparate a Gilberto per il pranzo?
Agostina - Uova e riso in bianco.
Adriana - Che razza di lista!
Agostina - Me l'ha detto la signora.
Adriana - Io?
Agostina - No, l'altra (indica Matilde).
Adriana - Ah!
Agostina - Non posso chiamare la signora diversamente di signora.
Bernardina - Sta bene, andate a cercare le vostre tartine. (Agostina esce).
Matilde - Io non capisco perch le uova e il riso in bianco siano un cattivo pranzo. Ma se va pazzo del riso in bianco.
Adriana - Non lo pu soffrire.
Bernardina - A dire il vero mangia qualunque cosa.
Adriana - (con un p di amarezza) S. Ciascuna di noi ha conosciuto di lui uno stomaco diverso! (Tutte e tre hanno preso una tazza piena e la portano contemporaneamente a Gilberto).
Tutte e Tre - Prendi. (Vedendo che hanno fatto lo stesso gesto) Ah.
Gilberto - Posatelo sul tavolo; lo .prender fra un momento. (Esse ripongono le tazze e cominciano a bere. Agostina torna con le tartine).
Matilde - Il vostro t pessimo.
Adriana - Ve l'ho sempre detto.
Bernardina - Vedete che non ci sono soltanto io.
Adriana - E' come le sue bistecche. Non ha mai saputo farne andare bene una ai ferri.
Bernardina - Ho sempre creduto che gliene faceste complimenti.
Adriana - Quando le rimproveravo qualche cosa, essa mi rispondeva: Ah, questa poi, l'ex signora del signore continuava a felicitarmi del mio modo d cucinare !
Matilde - Ah, Agostina, avete una bella faccia tosta!
Agostina - (brontolando) Io non m'immaginavo che un giorno vi sareste trovate insieme! (Esce).
Bernardina - (ridendo) E' verde!
Matilde - (ridendo essa pure) S.
Adriana - (ridendo) Ebbene, a me non dispiace! (A Matilde) Vi confesso, mia cara, che per cagion sua mi avete spesso seccata.
Bernardina - Ed io, figliuole mie, che dovevo sopportare il ricordo di voi due! (Gilberto sghignazza).
Adriana - Che cos' che ti fa ridere?
Gilberto - Sono le mie figliuole e mia cara . Fra poco, vi chiamerete col vostro nome di battesimo.
Bernardina - Perch no?
Gilberto - Dopo tutto poi, siete della stessa famiglia. (Esce bruscamente).
Matilde - Che cos'ha?
Adriana - La nostra presenza gli d ai nervi. Sfido, lo disturbiamo nei suoi progetti.
Bernardina - E' la nostra troppo numerosa... presenza.
Adriana - Gli riuscirebbe pi facile liberarsi di noi separatamente.
Bernardina - Ci imbroglierebbe!
Adriana - Mentre con tutte e tre non gli sarebbe possibile.
Matilde - Ma sentirlo cos lontano, cos chiuso... molto penoso!
Adriana - Questa la sua abitudine; quando non contento, fa il broncio. Non faceva cos con voi?
Bernardina - A un anno non si pu fare il broncio!
Matilde - S, che me lo faceva! Quando gli proibivo di succhiarsi il pollice, faceva il muso.
Bernardina - Una certa ragione ce l'ha. Vi trovo con lui tutte e due, un po'... asciutte...
Adriana - Non posso guardarlo senza pensare che ha rubato. Ho un bel tentare di giustificarlo, non ci riesco!
Matilde - Certo, stata un'azione molto brutta!
Bernardina - (indulgente) Oh!
Adriana - Tutti non hanno la vostra larghezza di vedute. D'altronde, anche voi, non l'avete notato, ma gli parlate in un modo ironico che non deve garbargli molto.
Bernardina - Questa un'altra cosa. Mi sembra cos ridicolo sentirlo singhiozzare per una donna e disperarsi perch non un grand'uomo.
Adriana - Essere ambizioso, non un difetto.
Matilde - A quel punto s. Mentre non mai un difetto avere del cuore.
Bernardina - Sst! Zitte! Non discutiamo!
Adriana - Nessuna di noi lo assolver completamente.
Matilde - L'essenziale che egli ne trovi sempre una che abbia compassione di lui.
Bernardina - Statemi a sentire piuttosto. (Riunendole e abbassando la voce) So il nome.
Matilde - Di chi?...
Bernardina - Del suo grande amore . Il grande amore s chiama Joan.
Adriana - (scandalizzata) Come?
Matilde - Eh??
Bernardina - No, no, non spaventatevi, una donna. Ma Joan in americano significa Giovanna. Del resto, non un'americana.
Matilde - Ah!
Bernardina - E5 soltanto una signora che deve frequentare molto il cinema.
Matilde - (traducendo per precisare meglio) Giovanna!
Bernardina - S, spero che le faccia la corte in inglese. Giovanna Bouvreuil.
Adriana - Bouvreuil, questo veramente francese. Avrebbe potuto tradurre anche quello.
Bernardina - Non bisogna chiedergli troppo. Senza dubbio la sua cultura non giunge pi in l.
Adriana - Ma chi quella donna?
Bernardina - Da quello che ho potuto capire, qualche cosa di fluttuante fra l'attrice, la mondana di lusso e la borghese traviata. Un particolare: essa ha ottenuto il secondo premio al concorso di eleganza automobilistica dell'anno scorso.
Adriana - Ah! Ah! Per farla breve, un ricco protettore!
Bernardina - Simili frivolit lasciano sempre intravedere un amico serio.
Adriana - (con vivacit) Magari! Perch in tal caso abbiamo la signora in pugno. Ho trovato una lettera che la pu compromettere agli occhi del suo amico.
Matilde - Come avete fatto a trovarla?
Adriana - Nelle tasche di Gilberto, to'!
Bernardina - ( scandalizzata) Ah, gli frugate nelle tasche?
Adriana - L'ho sempre fatto, e voi no?
Bernardina - Non avrei osato. (A Matilde) E voi?
Matilde - Oh, quando c'ero io, tasche non ne aveva!
Adriana - Non posso aver soggezione di un ragazzetto. E voi vedete che non si perde tempo. Resta soltanto da trovare l'indirizzo della dama.
Bernardina - 27, via del Colonnello Dlecture. E' una viuzza di Passy, quasi esclusivamente abitata da signore mantenute. Povero Colonnello! Bell'onore gli han fatto!
Adriana - Bisogna subito avere un colloquio con quella donna.
Bernardina - E' quello che pensavo. Ma con la vostra lettera la teniamo.
Adriana - S.
Bernardina - O render quel ragazzo felice o dir perch. Le telefoner io. Muette 11-12 .
Matilde - Ma come mai sapete tutto ci?
Bernardina - Ho fatto chiacchierare Gilberto.
Matilde - Ho provato anch'io, non mi ha detto niente.
Bernardina - A voi ha confessato il suo sentimento, non ha voluto far nomi. Pudori. A me, non ha detto che l'amava... per cui non ha esitato a dirmi tutto il rimanente. Come vedete, una fortuna che si sia in parecchie. (Ella sta per uscire) Immagino che il telefono sia sempre nel corridoio. (Ella esce).
Matilde - Avrei dovuto telefonare io. Chiss come parler lei a quella dolina. Pu urtarla. Prende le cose del cuore con tanta leggerezza!
Adriana - E' colpa sua se quel ragazzo diventato indelicato.
Matilde - Forse.
Adriana - Vi garantisco che se avessi continuato a educarlo io!... (Pausa).
Matilde - La trovate molto simpatica?
Adriana - Ha dei modi che non mi piacciono.
'
Matilde - Ha proprio l'aria di una divorziata!
Adriana - Oh, per questo, anche noi!
Matilde - Noi! Noi abbiamo l'aria di essere state sposate. Lei ha l'aria di una divorziata. Non mica lo stesso. (Entra Bernardina).
Bernardina - Sar qui fra un'oretta!
Matilde - Qui?
Bernardina - Dove volete che la convochi? In un Caff? Ha una voce molto antipatica!
Matilde - Ma il principale di Gilberto, il signor Dalassaud sta per venire. Non ve l'avevo ancora detto?
Adriana - No.
Matilde - Ho potuto telefonargli stamattina e mi ha risposto con amabilit. Ne sono stata gradevolmente stupita.
Adriana - Che cosa vi ha detto?
Matilde - Non abbiamo quasi fatto altro che fissare l'appuntamento.
Bernardina - Si sarebbe potuto andare in casa sua!
Matilde - Ma l'ho pregato apposta di venire qui. Quando si domanda qualche cosa alla gente e questa gente a casa propria, essa si trova pi a suo agio per rifiutare. Mentre se siete voi che la ricevete... Al capezzale del ferito, egli si lascer intenerire.
Bernardina - Lontano dalla sua cassaforte. Ah, scaltro il numero uno. (Adriana consulta l'orologio).
Adriana - A che ora viene?
Matilde - Alle cinque.
Adriana - Avr il tempo.
Bernardina - (a Matilde) Volete che stasera tocchi a me di coricarmi qui?
Matilde - No. Ci non mi disturba. (Essa sorride) Sono stata soltanto un po' imbarazzata un momento fa nel passare in casa mia quando siete venuta qui a darmi il cambio. La mia portinaia mi ha guardata con un'aria strana. Basta, ho dormito fuori di casa!
Bernardina - Oh!
Matilde - Non potevo raccontarle che poco prima ero stata di nascosto al capezzale di un ragazzo.
Bernardina - Potrebbe credere che avete peccato.
Adriana - Eh! Peccare, in questo caso, sarebbe avere un figlio che non del proprio marito. Ma avere, sposandosi, un figlio che non il proprio, vi pare che anche questo possa considerarsi un peccato?
Matilde - Ho avuto un'impressione strana nello svegliarmi questa mattina in questo appartamento. Non avrei mai creduto di dormire un giorno nella camera dei forestieri.
Bernardina - Non avete dormito?
Matilde - Soprattutto a cagione di Gilberto. Avevo lasciato la porta aperta. Ci m'ha ricordato il tempo in cui era ammalato.
Adriana - Voi dite ci come direste: Erano i bei tempi .
Matilde - Infatti, erano belli!
Bernardina - Non per lui!
Agostina - (entrando)Signore!
Tutte - Cosa c'?
Agostina - E' la posta.
Matilde - Ah!
Bernardina - Date. (Hanno teso la mano tutte e tre).
Agostina - A chi, dunque?
Adriana - A nessuna, naturalmente. Posate li. (Agostina la posa ed esce).
Matilde - (sorridendo) Avremmo potuto guardare insieme. E1 una cartolina illustrata.
Bernardina - Non posso fare a meno di riconoscere la calligrafia di Michele.
Adriana - ( leggendo la cartolina senza toccarla) Af-fettuosi pensieri. Tempo meraviglioso. Spero che tu stia ottimamente. Pap.
Matilde - (un p irritata) Lui se ne va a zonzo pel mondo mentre il figliolo arrischia di uccidersi!
Adriana - (c. s.) Egli spera che suo figlio stia bene e se ne accontenta!
Bernardina - (c. s.) Dal momento che... tutto va bene, e che il tempo meraviglioso! . (Prende la cartolina macchinalmente ed ha un leggero risentimento) Ah!
Adriana - Dov'?
Bernardina - E' un panorama di Genova.
Matilde - (con un sospiro che forse di lieve gelosia) L'Italia... (Piccola pausa. Si guardano).
Bernardina - E' forse meglio non parlarne. Per non accorgersi che ha fatto fare lo stesso viaggio di nozze a tutte e tre.
Adriana - Non vi nasconder che c' una domanda che mi brucia le labbra da quando... questo avvenimento ci riunisce... sarei curiosa di sapere perch avete divorziato...
Matilde - Ah!... gi.
Adriana - Io... perch si bisticciava continuamente.
Matilde - Io... perch ero troppo gelosa di lui...
Bernardina - Io... perch era troppo geloso di me...
Adriana - Ah! Credevo che tutte e tre...
Bernardina - No, vedete! Ci prova che, con la stessa persona, ci sono diversi modi di non intendersi!
Adriana - (subito) Set! (Apre bruscamente la porta dell'anticamera) S! (Si scorge Gilberto vestito col cappello e il soprabito) Cosa fai l?
Gilberto - (seccato) Esco, ecco!
Adriana - Invece di uscire, entra qui, te ne prego. (Lo fa entrare e rinchiude la porta).
Bernardina - Sei pazzo!
Gilberto - Ho voglia di prendere aria.
Adriana - Apri la finestra!
Gilberto - Chiami questo dell'aria?
Adriana - E pi pura al quinto piano che sul marciapiede!
Gilberto - Sarei andato al Bosco.
Bernardina - (ironica) Dalla parte della Muette? (Egli la guarda furibondo; poi, seccato, guarda Matilde).
Gilberto - AI Bosco, perch?!
Matilde - Non ragionevole, mio caro. Tre giorni fa eri ancora in un letto d'ospedale.
Gilberto - Ma ora sono in piedi! In piedi qui o nella strada... qui mi annoio.
Bernardina - Grazie, Io non mi offendo, ma potresti essere pi educato con queste signore!
Adriana - Prima di tutto tu non devi uscire perch tra poco ci sar qui un dottore per visitarti.
Gilberto - Ah! Quale delle tre ha fatto trionfare il proprio sanitario?
Matilde - Nessuna. Ne abbiamo chiamato un quarto.
Gilberto - Vi stava molto a cuore di non bisticciarvi. (Le guarda un po' sarcasticamente) Infatti avete l'aria di essere perfettamente d'accordo.
Bernardina - E tu hai l'aria di rimproverarcelo.
Gilberto - Quando si d'accordo, sempre contro qualcuno. Vi siete forse intese contro di me.
Matilde - Oh! Sai quanto bene ti vogliamo!
Gilberto - Non avete bisogno di dirmelo.
Bernardina - Non vergognoso!
Gilberto - Non ho l'abitudine di vedermi amato da voi contemporaneamente. (Una pausa concentra le sue forze). E poi so io forse ci che vi state raccontando?
Matilde - Parliamo di te.
Gilberto - Non dovreste.
Adriana - Bisogna pure conoscere ci che non sappiamo sul tuo conto.
Gilberto - No. Non bisogna. Soltanto quello che avete conosciuto voi, vostro.
Adriana - (ridendo) E' geloso.
Matilde - (sorridendo) Si. E' sempre stato geloso.
Gilberto - (parlando pi a se stesso che ad esse) Trovo che... la vostra importanza... viene diminuita, pel solo fatto di avervi tutte insieme.
Adriana - Ci non deve per impedirti di toglierti quel soprabito, quel bel vestitino e di andare subito a Ietto.
Gilberto - (subito inquieto) No!
Adriana - Come no!
Gilberto - Uscir se mi pare, ecco!
Adriana - Tu non uscirai.
Gilberto - E perch?
Adriana - Perch te lo ordino e sono tua madre!
Gilberto - Non sei la sola!
Adriana - Gilberto; ti ordino di toglierti immediatamente quel soprabito!
Gilberto - (eccede; ma senza voce) Dio, che rottura di sca...
Adriana - Come? (Gli d un poderoso scappellotto). Bernardina e
Matilde - (lo stesso sussulto di rimpro-vero) Oh! (Un breve silenzio).
Bernardina - Credeva di parlare con me.
Adriana - Fila in camera tua!
Gilberto - (tornato ragazzo) -S, mamma! (Esce).
Matilde - (inquieta) Oh! Non dovreste!...
Bernardina - (c. s.) Non il modo di ragionare.
Adriana - Non il primo che riceve.
Matilde - Povero piccolo.
Adriana - Oh! Voi siete rimasta alle fasce. (Se l'avessi conosciuto soltanto in tenera et, non mi sarei presa il gusto di schiaffeggiarlo come un bimbo!
Bernardina - Gli avreste dato la sculacciata.
Adriana - (volgendosi verso di lei) Oh! voi!! Se l'aveste minacciato di un ceffone quando se lo meritava non si sarebbe arrischiato a sgraffignare del danaro in una cassa!
Bernardina - Zitta! Se sentisse... Non bisogna che sappia che vi ho ripetuto ci.
Matilde - Forse, lo immagina.
Agostina - (entrando) Signore, c' il dottore.
Adriana - Sta bene. Fatelo passare nella stanza del signor Gilberto. (Agostina esce. Alle altre) Se volete riceverlo...
Matilde - No, no. Andate voi, gli spiegherete meglio di me.
Bernardina - Di noi tre, voi siete indubbiamente quella che pi padrona di casa.
Adriana - Sta bene. Vado. (Entra nella stanza di Gilberto).
Matilde - Dei ceffoni!
Bernardina - S!
Matilde - Mi sono certamente fatta obbedire quanto lei. E non ho mai avuto bisogno di schiaffeggiarlo!
Bernardina - Che cosa gli facevate?
Matilde - Gli parlavo del babu .
Bernardina - Bisogna essere giusti. Oggi sarebbe forse insufficiente. Ma neppur questa una ragione per essere brutale.
Matilde - Cos si deve fare coi ragazzi caparbi.
Bernardina - S... Se vi sono nel carattere di Gilberto dei lati incoerenti... quasi diffidenti, se, spesso, l'ho visto rinchiudere una bocca che stava per aprirsi, forse a cagione di lei!... Non d ai nervi un po' anche a voi?
Matilde - S. Quel modo di voler signoreggiare su lutto.
Bernardina - Se ci lasciassimo fare, ella tratterebbe anche noi come altrettanti ragazzetti.
Matilde - (sorridendo) Schiaffeggerebbe anche noi?
Bernardina - Moralmente s!... Io non vi nascondo che ho l'impressione che me la intenderei molto pi facilmente con voi.
Matilde - Senza dubbio, perch, fra il mio regno ed il vostro, c' stato il Suo... Quando eravate la moglie di Michele, voi eravate certamente pi gelosa di lei che di me.
Bernardina - D'accordo, ma oggi ,mi d ancora ai nervi seppure non amo pi Michele,
Matilde - Ma amate sempre il ragazzo.
Bernardina - (pensierosa) Si fa meno facilmente il divorzio dai figli del proprio marito che dallo stesso marito!
Matilde - L'amore materno sempre pi solido! Anche quando non si una madre del tutto! (Entra Adriana).
Adriana - Abbiamo a che fare con un dottore di genere pignolo! Vuol sapere le malattie che ha avuto quand'era piccino. Perci tocca a voi!
Matilde - Vado! (Esce. Adriana lha seguita con lo sguardo).
Adriana - Se facciamo assegnamento soltanto su costei per impedire a Gilberto di commettere delle bestialit!
Bernardina - S, un po' pasta frolla!
Adriana - E' colpa sua, sapete, se ho dovuto tenere Gilberto un po' legato. Quando sono arrivata qui, ho trovato un ragazzo viziato. E quell'Agostina che mi ripeteva sempre: Oh, la prima moglie del signore era cos dolce !
Bernardina - Non la prima, la seconda. Prima c' la madre di Gilberto.
Adriana - S, ma siccome quella morta subito, non conta!
Bernardina - Eppure, la vera!
Adriana - Come? Mentre voi vi eravate occupata di quel fanciullo, il ricordo di quell'estinta vi ha forse dato fastidio?
Bernardina - (confessa dopo una breve esitazione) No. (Entra Matilde).
Matilde - Il dottore vuole il termometro ed io non lo trovo.
Bernardina - L'avevo lasciato sul com. (Si dirige verso la stanza).
Adriana - (alzando le spalle) S... in mezzo a una quantit di scartoffie. Come se quello fosse il suo posto. Io l'ho messo dove dev'essere.
Bernardina - (entra nella stanza).
Matilde - Dove?
Adriana - Non so pi. (Ella entra nella stanza. Mar tilde sta per seguirla. Entra Agostina).
Agostina - Signora, c' il signor Dalassiaud.
Matilde---------------- - (pronta) Ah! (Esita un momento chiedendosi se chiamer le altre, decide di no e rinchiude la porta; Agostina fa entrare Dalassiaud).
Dalassiaud ------------ - Signora... (Saluta).
Matilde - Signore... (Ella saluta con imbarazzo, con timore. A parte) Ecco il principale derubato da Gilberto. (Ad alta voce) Accomodatevi, vi prego.
Dalassiaud - Grazie! (Sorridendo) Siete voi, signora, che mi avete telefonato stamattina?
Matilde - (commossa) S, signore.
Dalassiaud - Vi riconosco.
Matilde - Mi avete dunque gi veduta?
Dalassiaud - No. Ma avete il volto della vostra voce. Non mi ero ingannato. Bisogna che vi confessi, signora, che vi in me, chiamate ci come volete, una mania, uno'svago, un'arte. Mi diverto ad indovinare il carattere delle persone secondo la loro voce... una cosa che mi stata tramandata dalla famiglia: mio padre era grafologo.
Matilde - Non la stessa cosa.
Dalassiaud - S. Perch oggi non si scrive pi, si telefona, perci la grafologia ha dovuto trasformarsi per forza... quando uno sconosciuto mi telefona, mentre parla prendo degli appunti. Ecco la vostra scheda. (Cava di tasca una busta e scrive sul retro, sulla quale legge) Trent'anni. Grosso, sanguigno. Tendenza alla menzogna e alla cupidit .
Matilde - Eh?
Dalassiaud - Oh. Scusate! Questo un negoziante di vino che mi ha telefonato stamattina per offrirmi una damigiana di Sauternes ... ecco la vostra - (cava una seconda busta). Mi direte se mi sono sbagliato. (Legge) Cinquantanni ...
Matilde - Quarantanove.
Dalassiaud - Arrotondo sempre. Viso pallido. Dolcezza. Incertezza e timidezza. Noncuranza degli accenti tonici. Nessuna reazione di fronte ai colpi della sorte. Tendenza alla fantasticheria . Non cos?
Matilde - Tale e .quale. Mi compiaccio con voi.
Dalassiaud - Accetto la lode senza arrossire. Gli che si tratta di una scienza particolarmente difficile. Non si ha agio di indugiarsi sopra un testo. L'orecchio deve cogliere a volo e subito diagnosticare... le sfumature di una e muta o di un o pi o meno aperto... un incongruo accento circonflesso... la gente che dice amore, per esempio, significa: pesantezza, prosopopea... a meno, ben inteso, che ci significhi semplicemente: attrice tragica della canzone.
Matilde - (garbata) E' molto interessante!
Dalassiaud - E appassionante, signora! Col mio telefono e la mia radio trascorro delle ore deliziose.
Matilde - Comunque, signore, vi ringrazio di esservi disturbato.
Dalassiaud - Ma, signora, un piacere per me. sono ansioso di sapere se mi sono ingannato.
Matilde - Ma io mi sto chiedendo, nel vedervi cos sorridente... cos lontano da quello che m'aspettavo... se, ascoltando la mia voce, avete ascoltato bene le mie parole...
Dalassiaud - Posso ripetervele: E una mamma che vi chiede, che vi prega di venirla a trovare .
Matilde - Ho anche detto: la mamma di Gilberto Quercy .
Dalassiaud - Infatti!
Matilde - (bruscamente inquieta) Ma siete proprio il signor Dalassiaud, titolare della Ditta Dalassiaud e Verdon?
Dalassiaud - Radio e fonografi. Perci, mi sono subito interessato alle voci.
Matilde - Quel nome non vi sembra avere nessun significato?
Dalassiaud - Lo sento per la prima volta.
Matilde - Ma Gilberto uno dei vostri impiegati!
Dalassiaud - Nella mia ditta ve ne sono duemila. E come se voi mi chiedeste di conoscere la guida di Parigi a memoria.
Matilde - (imbarazzata) Ma Gilberto addetto alla... cassa!
Dalassiaud - Davvero?
Matilde - S, proprio alla cassa.
Dalassiaud - Sento, signora.
Matilde - n Ma con tanta calma! Io mi chiedo, ad un tratto, se voi sapete.
Dalassiaud - Se so che cosa?
Matilde - 0h egli non sa! (Un sospiro) Non ancora!... Ma allora, bisogner che sia io a farvelo sapere. sar anche pi difficile. (Torna verso di lu) Signore, Gilberto un povero ragazzo che stato educato in un modo un po'... sconnesso! Basta, l'altro giorno egli ha... Ah, no! Io non potr mai dirvi una cosa simile! Abbiate la cortesia di aspettare un momentino. (Entra presto nella stanza).
Dalassiaud - Vocali sorde... timidit, poca fermezza, una certa incoerenza nelle idee... (Entra Bernardina. Egli si alza) Signora...
Bernardina - Rimanete seduto, caro signor Dalassiaud, rimanete seduto. Sono venuta soltanto per continuare il discorso.
Dalassiaud - Ah!
Bernardina - Quella signora ed io, la stessa cosa. Siamo tutte e due delle ex mogli del signor Quercy.
Dalassiaud - Ah, bene, bene!
Bernardina - Perci voi parlate sempre alla madre di Gilberto.
Dalassiaud - Da questo momento, ci ha guadagnato molto!
Bernardina - Non so se voi capite bene!
Dalassiaud - Senza sforzo. E' una situazione cos diffusa! Parlando di una moglie, non ci si chiede con chi sposata, ma: da chi divorziata?.
Bernardina - Generalmente, sapete, il matrimonio consiste in gente che si piglia a braccetto e che non va al passo. Perci meglio lasciare andare il braccio.
Dalassiaud - Proprio cos. Il divorzio grave se ci sono dei figliuoli,
Bernardina - Questo s! Anche se non si sono avuti insieme!
Dalassiaud - (scribacchiando qualche cosa che si cavata di tasca) Accenti scanditi bene. E un po' fischiettanti. Nitidezza. Petulanza.
Bernardina - Come?
Dalassiaud - Niente, signora. Pigliavo un appunto.
Bernardina - Anche voi siete divorziato?
Dalassiaud - No, signora. Vedovo semplicemente. Nella mia vita ho avuto una moglie sola.
Bernardina - Siete un bell'originale. Neanche un figliolo?
Dalassiaud - Mia moglie pretendeva di s.
Bernardina - Eh?
Dalassiaud - Ma io ho la convinzione che non sono miei. Ci mi ha d'altronde facilitato molto l'esistenza. Mi ha consentito di non darmi pensiero per loro. Quando, per esempio, mi parlano senza alcun rispetto, come la maggior parte dei figli ai genitori, ci non mi d alcun fastidio perch non credo di essere il loro padre.
Bernardina - Si ha un bel dire, ma sapere che i figli non sono...
Dalassiaud - E' sgradevole solo sul momento. Dopo, ce n' per trenta o quarantanni di tranquillit.
Bernardina - E' un punto di vista.
Dalassiaud - No, mia moglie ed io ci siamo ingannati molto, ma non abbiamo mai pensato a divorziare.
Bernardina - Siete dei tradizionalisti.
Dalassiaud - Gli che ho un vero temperamento di marito. Un uomo che divorzia un celibe che non ha il coraggio delle proprie opinioni. (Piccola pausa).
Bernardina - Avrei preferito che quei figliuoli fossero vostri.
Dalassiaud - Anch'io, in fondo, notate. Ma lasciatemi dire che, pur ringraziandovi del vostro interesse, io non me lo spiego bene...
Bernardina - Eppure chiaro: cos avreste potuto essere pi indulgente per le sciocchezze degli altri. Quel piccolo Gilberto... quasi un fanciullo, non ha diciotto anni... quel piccolo Gilberto, impiegato nella vostra ditta, ha commesso una corbelleria,
Dalassiaud - Cose della sua et.
Bernardina - Non vero? (Senza darci importanza) Ha preso trentamila franchi dalla vostra cassa!
Dalassiaud - (un p colpito) Eh?
Bernardina - Un momento di smarrimento! I giovani d'oggi, sapete, sul margine d una vita facile... subiscono tante tentazioni!... Vostro figlio non ha mai fatto una cosa non molto per bene?
Dalassiaud - Ha imitato la mia firma sopra degli assegni. Mi sono detto: Esagera il figlio del tenore. Perch credo che il padre sia un tenore... '(Pausa). Dunque, mi dite che quel giovane Gilberto... Come lo chiamate?
Bernardina - Gilberto Quercy!!
Dalassiaud - Gilberto Quercy... ha preso... Oh, ha potuto fare una cosa simile? Ma ci estremamente inquietante!
Bernardina - (pronta) E' la sua prima indelicatezza!
Dalassiaud - E' estremamente inquietante per la mia ditta! (Indi, con una cortese intonazione di rimprovero) Suvvia, cara signora. Pensate bene a quello che mi dite. Voi pretendete che un monello di diciotto anni abbia potuto, senza che nessuno se ne accorga, rubare trentamila franchi dalla mia cassa, poich nessuno se ne accorto!
Bernardina - A quanto pare, nessuno.
Dalassiaud - Ma inverosimile!
Bernardina - Se vi fa piacere, non parliamone pi!
Dalassiaud - Come avrebbe fatto?
Bernardina - Non mi sono indugiata nei particolari... ho creduto capire che non aveva registrato una cifra e che si messo il denaro in tasca.
Dalassiaud - Ma perbacco, a diciotto anni non pu essere cassiere. Tuttavia uno ce ne dovrebbe essere! E un servizio di controllo!
Bernardina - Dovete saperlo meglio di me!
Dalassiaud - No. Non vado mai in ditta. Vi spiegher. Mi sono associato un giorno con un tale che si chiama Verdon. Abbiamo fondato insieme un commercio di radio e fonografi. Non mi sono accorto subito che era l'amante di mia moglie. Poich eravamo soci, mi recavo naturalmente ogni giorno in ditta. Non essendo un vero affarista, commettevo anche delle sciocchezze, e siccome poi Verdon mi faceva becco, egli non osava contrariarmi. Un disastro. Quando l'ho capito, ho preso la decisione che s'imponeva, gli ho lasciato dirigere l'azienda senza di me. In seguito, mia moglie m'ha tradito con un altro. Ma l'abitudine c'era e continuai a non andarci.
Bernardina - Capisco benissimo.
Dalassiaud - Penserete forse che parlo dell'infedelt di mia moglie con troppa indifferenza. Eh! Il male che tutti lo sanno. Mia moglie aveva un difettuccio, scriveva dei romanzi e, come la maggior parte delle scrittrici, parlava solo di se. Tutti i suoi romanzi erano delle confessioni vissute, documentate.
Bernardina - Il pubblico un confessore...
Dalassiaud - S. Ella diceva alla folla delle cose che - ne sono persuaso - non confidava neppure alla sua amica pi intima. D'altra parte, non aveva nessun ingegno. Non riuscita a farsi una reputazione. Ma io me ne sono fatta una! Aggiungo che parlare dei miei corni ancora uno dei miei mezzi pi sicuri per sedurre le donne!
Bernardina - Ah!
Dalassiaud - S. Ci le incoraggia. (Bernardina ride). Qualche volta mi capita di lasciarle prima ch'esse mi abbiano tradito.
Bernardina - Siete strano!
Dalassiaud - Mi piace molto chiacchierare con voi. Avete una voce interessantissima, e divertentissima... tendenza all'ironia... e avete anche delle bellissime nari.
Bernardina - (sorpresa) Vi prego...
Dalassiaud - Come vi dicevo prima, studio le voci.
Bernardina - Non mi avete mai detto questo!
Dalassiaud - Ah! Scusate, stato all'altra!
Bernardina - Se parlassimo di Gilberto?
Dalassiaud - Ma di tutto quello che vorrete, signora!
Bernardina - Dopo aver commesso quella sciocchezza, quel disgraziato ha avuto tanta vergogna che si sparato un colpo di rivoltella.
Dalassiaud - Leggo nei dittonghi una piccola tendenza alla sensualit.
Bernardina - Signore!
Dalassiaud - Ma, signora, vi ascolto lo stesso: mi avete detto che l'infelice si sparato un colpo di rivoltella. E' sbalorditivo. Vi tranquillizzer subito. Volete chiedermi, nevvero, di non procurare noie al ragazzo?
Bernardina - Ve ne prego.
Dalassiaud - Intesi. Vi confesso anche che per me quel Verdon a cui si derubano trentamila franchi senza che se ne accorga, e che si crede furbo, mi pare cosa spassosissima. Eppoi me lo chiedete con una voce cos interessante... per un dilettante grafologo. Sarei curioso di studiare meglio le vostre r. . Dite un po': Raoul.
Bernardina - (ridendo) Raoul.
Dalassiaud - E: caro.
Bernardina - Caro.
Dalassuud - Raoul caro.
Bernardina - Raoul caro... Raoul caro...
Dalassiaud - Siccome mi chiamo appunto Raoul, ci anche pi interessante.
Bernardina - (un p indecisa) Ah!
Dalassiaud - Penso a una cosa. Bisogner rimettere in cassa quei trentamila franchi.
Bernardina - Ben inteso,
Dalassuud - Suppongo che voi non li avete.
Bernardina - No.
Dalassiaud - Se ve li imprestassi?
Bernardina - Oh! Fareste questo?
Dalassiaud - Avete una voce che deve dire benissimo: grazie!
Bernardina - Sul serio ci prestereste trentamila franchi?
Dalassuud - Parola d'onore.
Bernardina - Un minuto, scusate. (Entra precipitosamente nella camera. Adriana ne riesce subito).
Adriana - (vivamente, con slancio) Ah! Signore, accetto con riconoscenza.
Dalassuud - (meravigliato) Va bene?
Adriana - Avete proprio detto che vi offrite a prestarci trentamila franchi?
Dalassiaud - Alla madre di quel ragazzo, s.
Adruna - Sono io, signore.
Dalassuud - Anche voi?
Adruna - S. Anch'io. Dopo la sua vedovanza, il signor Quercy si risposato tre volte.
Dalassuud - Ai nostri giorni, la famiglia prende uno sviluppo fantastico!...
Adriana - Signore, accetto dunque con gratitudine la vostra generosa offerta.
Dalassuud - (freddo) Ve ne prego, signora. Consonanti dure, finali secche, despotismo...
Adriana - E poich siete cos gentile...
Dalassuud - Secondo le circostanze.
Adriana - Vi chieder di pi.
Dalassiaud - (inquieto) Cinquanta?
Adriana - No. Avete dei bambini?
Dalassuud - Ve l'ho gi detto, signora.
Adriana - Non a me.
Dalassiaud - Giusto. Non ci s raccapezza! Si, ho tre figlioli!
Adriana - Giovani?
Dalassiaud - Sui vent'anni.
Adriana - (amabile) Non si crederebbe nel vedervi!
Dalassuud - Non sono miei!
Adriana - (senza ascoltarlo) Ebbene, in nome di quei ragazzi, signore, vi chiedo di avere piena compassione di Gilberto. Nessuna querela, nevvero?! Ma non basta. Occorre che suo padre non sappia niente, per cui bisogna tenere quel ragazzo nella vostra ditta, al medesimo posto.
Dalassiaud - Alla cassa?
Adriana - S.
Dalassiaud - Perch non mi chiedete addirittura una promozione!
Adriana - (con slancio) Ah: ecco quello che occorrerebbe! Siccome quel ragazzo un orgoglioso che dubita di s, ci gli comunicherebbe la fede che gli manca!
Dalassuud - Tuttavia, vi una certa freschezza nelle vocali... recondita bont...
Adriana - Ve ne prego, signore...
Dalassiaud - Ebbene, signora, senza giungere fin l.., naturalmente... vedr quello che potr fare... ne riparleremo... e torner a riparlarne... con l'una o l'altra di voi... meglio con l'altra.
Adruna - Ah! Signore... (Si avvia verso la porta) Bernardina! Matilde! (Esse entrano) Venite a ringraziare il signor Dalassiaud. E' un uomo prezioso.
Dalassiaud - (guardandole) Ma... vi chiedo scusa... siete le tre signore del signor Quercy... Vivete insieme?
Adriana - [No, assolutamente eccezionale.
Matilde - Un vero caso.
Dalassuud - Ebbene, signore, io... \(La porta si apre. Compaiono Joan e Agostina).
Agostina - La signora Bouvreuil.
Dalassuud - Anche questa sua mamma?
Bernardina - No, tutt'altro.
Dalassiaud - Evidentemente, non bisogna abusare delle cose migliori. Ora sapete che avete cattivato la mia simpatia... vedr quello che si potr fare... intanto i miei ossequi, signore.
Bernardina - Siete molto gentile, signor Dalassiaud.
Dalassuud - Ah! Voi... avrei dovuto diffidare delle vostre s : tendenza all'ironia. (Esce).
Joan - (guardando le tre donne) Vorrei vedere la mamma di Gilberto Quercy.
Adriana - Siamo noi, signora.
Joan - Come?
Bernardina - Siete abbastanza in confidenza con Gilberto per sapere che suo padre si sposato diverse volte.
Joan - Ma... no...
Matilde - (delusa) Ah! Non vi parlava mai di sua madre?
Joan - S, ma... senza entrare nei particolari.
Adriana - Avrebbe avuto troppo da fare.
Bernardina - Cosa volete! Ai nostri giorni i ragazzi cambiano di madre come una volta cambiavano di balia!
Adriana - Ma, accomodatevi, signorina, ve ne prego.
Joan - (rettificando) Signora!
Matilde - Ah! Siete sposata?
Joan - Lo sono stata.
Adriana - Anche voi?
Bernardina - Si divorzia in tutti i continenti.
Joan - Il mio matrimonio non stato quello che avrebbe dovuto essere. Mia madre l'aveva pur detto: Dovresti rimanere saggia fino al tuo primo amante . Ma si giovani, non si ha la pazienza d'aspettare: mi sono sposata.
Bernardina - Ma da quell'epoca avete rimediato!
Joan - S.
Bernardina - I municipi sono delle specie di stazioni in cui si distribuiscono, per il matrimonio, dei biglietti di andata e ritorno.
Joan - Ma poi l'essere stata sposata finisce sempre per fare un bell'effetto. Non si costrette a dire con chi.
Adriana - Sar, ma... volete che si parli un po', signora? Prima di tutto, vi ringrazio di aver risposto alla nostra chiamata.
Joan - (graziosamente) Ma, signora, io faccio sempre questo con piacere.
Matilde - Come sempre?
Joan - S, generalmente, ho un giorno di conversazione con la madre dei miei amanti. Cos, quando stavo con Massimo di Valdonne-Luce... egli voleva a tutti i costi sposarmi. Sua madre non ci teneva affatto. Essa mi ha chiamata a casa sua, abbiamo avuto una breve conversazione. Vi ho messo della buona volont (scandendo un po le sillabe anche lei).
Adriana - Davvero?
Joan - E le cose si sono messe a posto benissimo. Con Giorgio Messon, era diverso. La sua famiglia voleva fargli sposare una fanciulla ricca, io non avrei voluto che mi lasciasse. [Ma sua madre venuta a trovarmi. Abbiamo avuto una piccola conversazione...
Bernardina - Dello stesso genere.
Joan - Press'a poco.
Bernardina - E le cose si sono messe a posto benissimo?
Joan - (con un placido sorriso) S.
Bernardina - (alle altre) E una specialista!
Adriana - Dunque, signora, oggi dovete sentirvi molto a vostro agio.
Joan - Ma... no... Perch al solito, questa piccola conversazione... (essa le guarda successivamente) pi intima.
Matilde - E la stessa cosa. Noi siamo una sola madre divisa in tre ed in presenza di una sola madre che voi vi trovate.
Bernardina - Uno specchio a tre luci. Ecco tutto.
Joan - Ho piuttosto l'impressione di essere davanti a un tribunale. (Infatti le tre donne stanno dietro il tavolo come un giudice e i suoi due assessori. Adriana in mezzo).
Matilde - Non chiediamo di meglio che di assolvervi.
Joan - Ah, signora! (Essa si slancia e la sua intonazione, suo malgrado, ( un po' quella di chi recita; si sente che non la prima volta che dice ci) Io so che, per una madre, una donna che suo figlio ama sempre un po' una criminale. se voi m'avete chiesto di venirvi a trovare...
Matilde - Non sono stata io.
Joan - Scusate... (Ad Adriana) Se mi avete chiesto di venirvi a trovare...
Bernardina - Sono stata io.
Joan - Se mi avete chiesto di venirvi a trovare, stato un po' senza dubbio per la curiosit di vedere come era la vostra nemica. Capisco il vostro sentimento, signora. Voglio dire: signore. Ma ingiusto. Senza conoscervi, ho sempre provato per voi della venerazione (si rivolge a Bernardina).
Bernardina -Credo che voi mi stiate invecchiando.
Joan - Ah! Gi... scusate... (Si rivolge a Matilde) Della venerazione e... riflettete, signora, io non potevo amare vostro figlio... (Ad Adriana) S, dico il vostro... senza amare un po' voi stessa. Se egli quello che , lo deve al modo in cui l'avete educato...
Matilde - E' stata la signora a educarlo.
Joan - (che perde sempre pi le staffe) Ah!... quella squisita sensibilit che in lui, a voi che...
Adriana - Noi comprendiamo quello che volete dire.
Joan - E vero? Ad ogni modo, siate sicure che io non sono di quelle donne che cercano di allontanare un giovanotto dalla sua famiglia. Anzi, io non ho mai tollerato che in mia presenza egli parlasse di sua madre con leggerezza. Gli ho sempre detto: Rispettate vostra madre. Ne abbiamo una sola... .
Matilde - Egli non ha dovuto credervi.
Joan - (confusa) Ah, gi. (Seccata) Non so pi quello che mi dico.
Bernardina - Eppure, avete l'aria di conoscere bene la vostra parte. E la recitate benissimo. Sono sicura che ha dovuto fare molta impressione sulla signora Di Valdonne-Luce e sulla signora Messon. Ma qui, per forza, fa meno effetto.
Joan - E' la prima volta che mi trovo in una situazione simile.
Bernardina - Tuttavia una scena alla quale siete avvezza. (Alle altre) D'altra parte, la signora deliziosa. Non vero? Questa miscela di scaltrezza e d'ingenuit una cosa gustosissima.
Joan - Ci si smarrisce! Spesso ho avuto a che fare con delle madri, ma una per volta!... mentre si parla alla prima, se ne sente una seconda che non ve ne perdona una. Ho l'impressione di battermi a tre contro una.
Matilde - E' il minimo che occorre per vincere un amore.
Joan - (brontolando) Basta, ditemi quello che volete da me!
Adriana - Certo. (Come se non volesse mettervi importanza) Oh, ma che bell'anello! Brillanti e zaffiro.
Bernardina - (che capisce) Precisamente.
Adriana - Meraviglioso!
Joan - (contenta) S, non c' male!
Adriana - (senza darvi peso) Permettete? (Come se volesse meglio vederlo, lo toglie dal dito di Joan e lo guarda) E' quello che Gilberto vi ha regalato?
Joan - (bruscamente inquieta) Eh!...
Bernardina - S, proprio, brillante e zaffiro.
Adriana - (repentinamente rude) Ma, sapete, signorina che...
Joan - (rettificando) Signora.
Adriana - Signora, ma sapete che Gilberto ha voluto uccidersi per voi?
Bernardina - Fra altre cose.
Joan - No, non sapevo
Matilde - Non leggete dunque i giornali?
Joan - S, (quando qualcuno mi dice che vi si parla di me.
Bernardina - E vero. Premio di eleganza automobilistica.
Adrlana - E sapete anche che, per offrirvi quest'anello... (essa lo prende, Joan porge la mano, Adriana ritrae la sua) egli aveva preso trentamila franchi nella cassa del suo principale.
Bernardina - Non avevate bisogno di dirle ci.
Adriana - Per farle capire la sua responsabilit.
Bernardina - Se ne deve proprio infischiare, vero?
Joan - Se tutte le volte che s riceve un regalo, bisogna chiedersi da dove viene il denaro!
Adriana - Carina, questa! (Rude) Basta, quello che noi aspettiamo da voi...
Matilde - (imponendo silenzio ad Adriana e con maggior dolcezza)... di aiutarci a guarirlo... e a dimenticarvi...
Adriana - (intimandole a sua volta il silenzio e mostrandole una lettera), Aggiungo che, se voi non c'impiegaste una sufficiente buona volont, non esiterei a far recapitare al vostro protettore ufficiale, al quale senza dubbio garberebbe poco, questa vostra lettera che ho rinvenuta nelle tasche di Gilberto.
Joan - Oh! (Essa si volge verso Bernardina come per chiederle aiuto).
Bernardina - Ed io aggiungo che bisogna che voi prestiate gentilmente il vostro aiuto.
Joan - (timidamente) Gentilmente il mio aiuto...
Bernardina - (sorridendo) S, gentile e gratuito.
Joan - (desolata) Ah, sono capitata bene, io!
Adriana - Siamo d'accordo, signorina?
Joan - (rettificando) Signora.
Adriana - Siamo d'accordo, signora?
Joan - Non sono alla vostra altezza.
Bernardina - Rimane da sapere come si pu fargliela dimenticare. (A Matilde) Ma lei la sua amante?
Matilde - No.
Bernardina - (con stupore a Joan) Oh, perch mai?
Joan - Io non faccio questo che in casi estremi.
Bernardina - E allora fatelo! (Alle altre) Quando lei sar tale, non desiderandola pi, egli dimenticher...
Matilde - (con una smorfia) Ma perch questa cosa inutile?
Adriana - E' ripugnante!
Joan - Oh!
Matilde - Basta dargli qualche speranza, poi, a poco a poco
Adriana - Facendogli intendere gentilmente ragione...
Bernardina - (indicandola col braccio) Vi pare ragionevole?
Joan - Oh!
Bernardina - Vi assicuro che il mio mezzo il pi sicuro. Che egli si trastulli una volta o due con lei, e ne sar completamente disgustato... (A Joan) Non vi pare?
Joan - Oh, io far quello che vorrete!
Adriana - Ad ogni modo, quello che occorre, che essa gli mandi subito una lettera; una parola di conforto...
Matilde - Gi, quello che aspetta. Tende l'orecchio ad ogni scampanellata.
Adriana - Una parola un po' calda, un po' d'innamorata... che gli dica che solo in quel momento, essa ha saputo del suo suicidio.
Joan - E' vero.
Bernardina - Ci sar dunque qualcosa di vero nella lettera.
Adriana - Per esempio, potreste dire questo: scrivete: Mio caro Gilberto....
Matilde - No, mi sembra preferibile... Piccolo mio...
Bernardina - (alza le spalle e detta anche lei) Tesoro
Joan - Ma che cosa debbo scrivere esattamente?
Bernardina - Sarebbe forse meglio lasciarla libera nella sua ispirazione.
Joan - Potrei mandarvene prima l'originale.
Adriana - S.
Joan - In tre copie?
Adriana - (ad un tratto) Zitte! (Indica la porta).
Matilde - (socchiudendo la porta) E' il dottore che se ne va.
Adriana - Ritenzione; adesso Gilberto pu entrare.
Matilde - Se la vede tanto meglio; la sua presenza preferibile ad una lettera.
Adriana - Forse. sapete quello che bisogna dirgli?
Bernardina - Ne fra l'abitudine.
Adriana - Del resto, ascolteremo dietro la porta.
Matilde - (socchiudendo la porta e chiamando piano) Agostina! ... (Agostina entra) Agostina, appena saremo uscite, direte al signor Gilberto che c' nel salotto una signora che chiede di lui.
Bernardina - La signora Bouvreuil.
Agostina - Sta bene, signora.
Adriana - (alle altre) Venite.
Joan - Non mi restituite il mio anello?
Adriana - Un anello pagato a quel modo? Ma signorina, non pensateci neppure.
Joan - Ah, gi. (In disparte) Com' tirchia quella l! (Joan e Agostina aspettano che le tre donne siano uscite. Finalmente Agostina si reca a bussare alla porta di Gilberto).
Voce di Gilberto - Ah!... (Pausa) Dite che non ricevo. (Agostina rinchiude la porta. Joan stata piantata sola. La porta di fianco si apre e le tre ricompaiono).
Le tre Donne - Oh!
Joan - (a mezza voce) Allora, che faccio?
Adriana - Andatevene!
Joan - Ah, che bella serata! (Essa si avvia verso la porta dopo un salutino del capo che esse contraccambiano pure col capo).
Adriana - Arrivederci, signorina.
Joan - (rettificando il malumore) Signora, (fissa si guarda la mano senza anello ed esce sbatacchiando la porta. Senza dubbio quel rumore che ora fa comparire Gilberto sulla soglia della sua stanza).
Gilberto - Siete qui? No, non l'ho ricevuta. Vi stupisce? Dunque avete creduto che amassi quella donna? (Indicando Matilde col capo) Essa vi ha detto questo? S, s, vi siete ripetute le une alle altre quello che vi ho raccontato. Me l'immaginavo... (Bruscamente rabbioso) II male che tutto ci una frottola. Oh... ho detto a ciascuna quello che poteva rendermi interessante ai suoi occhi!
Matilde - Come? Tu non hai?...
Gilberto - Frottole ripeto! (Con crescente collera) Io non mi vergogno d'aver rubato trentamila franchi; io me ne frego di non essere qualcuno e non quella sgualdrinella che conta. Sapete perch mi sono ucciso? Perch ero ubriaco. Eccola, la verit!... (Urla questo a loro in pieno viso, poi fa dietro front ed entra nella sua camera sbatacchiando l'uscio).
Adriana - Non vero.
Bernardina - No, non vero.
Matilde - So bene che non vero.
Adriana - Si vergogna di quello che ci ha confidato. Perch, nel ripetercelo, noi l'abbiamo tradito...
Bernardina - Perch siamo in tre!
Matilde - E noi tre non riusciamo a fare una madre. (Un silenzio. Ad un tratto, ascoltando) Piange! (Con lo stesso impeto, esse si slanciano tutte e tre si fermano).
Adriana - (con dolcezza, a Matilde) Andateci voi.
Bernardina - S.
- (Matilde si avvia verso la porta e tenta d aprire).
Matilde - (desolata) Oh! Ha chiuso la porta a chiave! (Essa torna piano piano e si pone accanto ad esse. Formano lo stesso gruppo del secondo atto e guardano la porta; ma questa volta sono desolate e pi vicine una all'altra. Lentamente cala il sipario).
Fine del terzo atto
ATTO QUARTO
(La stessa scena. Ma i mobili hanno ancora mutato posto. Gilberto solo in iscena. Un momento, poi entra Agostina con una lettera in mano).
Agostina - Una lettera per voi.
Gilberto - (un po' commosso) Ah! (Ha preso la lettera e la guarda uro momento).
Agostina - Non era affrancata; ho dovuto pagare ben sei soldi di soprattassa.
Gilberto - Ah! (Egli guarda sempre la lettera e la distrugge senza leggerla).
Agostina - Se era destinata a quell'uso potevo respingerla!
Gilberto - Sei soldi... per rendersi conto che si pu ridurla a: questo... per niente.
Agostina - (brontolando e tornando verso la porta) E' uno sperpero!
Gilberto - (fermandola) Dimmi, dove sono?
Agostina - Due sono uscite insieme!
Gilberto - Dove sono andate?
Agostina - Dove volete che vadano due donne? In un negozio.
Gilberto - (sorride) Oh! Allora sono andate a comprarmi qualche cosa.
Agostina - SE la terza in cucina. Mi sta di nuovo fra i piedi, come una volta!... Ebbene, io vi prevengo di una cosa: sono rimasta qui nell'intervallo dalla prima alla seconda, e dalla seconda alla terza, ma se debbo averle tutte e tre insieme, me ne vado! Poich... capirete.,.
Gilberto - (interrompendola con dolcezza) Capisco benissimo! (Si suona).
Agostina - Eccole che ritornano. Mi pare strano di sentirle suonare; hanno sempre avuto la chiave!
Gilberto - A loro parr anche pi strano. (Agostina esce. Gilberto solo e guarda i pezzettini della lettera lacerata ed tentato d raccoglierli. Si ravvede e li re' spinge con un calcio).
Agostina - (rientrando) Non lei, il vostro amico Batilly. (E comparso Batilly).
Gilberto - Ah! (Sembra un p imbarazzato) Buon giorno, vecchio. (Agostina esce).
Batilly - (alquanto commosso) Ah! sono contento di vederti... di vederti cos...
Gilberto - (ribattendo) Vivo, eh?
Batilly - (fa segno di s con la testa, poi) Ho trovato la tua lettera a casa soltanto stamattina, sai... ero in Week-end... ho visto dal bollo che era arrivata da quattro giorni...
Gilberto - S, l'avevo scritta un'ora prima.
Batilly - Sono accorso subito. (Piccola pausa).
Giberto - Debbo aver l'aria molto ridicola.
Batilly - (protestando) Oh!
Gilberto - S. Aver annunciato che si sta per uccidersi ed essere ancora in vita, ridicolo. Tanto pi che, se ben mi ricordo, nella mia lettera ti annunciavo la mia fine, in termini un po'... esaltati...
Batilly - Vuoi che te la restituisca?
Gilberto - Preferirei.
Batilly - Eccola.
Gilberto - Grazie. (Sono un po' commossi tutte e due. Gilberto distrugge la lettera,. Ora si sente liberato da un peso) Ma t'avevo lasciato erede dei miei libri che sono l dentro. Venivi forse soltanto per raccogliere la tua eredit?
Batilly - (dandogli un buffetto) Stupido!
Gilberto - Non ho cambiato idea, sai; sono destinati a te... soltanto confesso che fin che sar in vita mi spiacerebbe di separarmene... per cui, aspetta un po'...
Batilly - Fa tutto il comodo tuo.
Gilberto - Non ho pi nessuna fretta. Perch, sai, non ho affatto voglia di ricominciare.
Batilly - Bravo!
Gilberto - Bisogna aver provato ad uccidersi per rendersi conto quanto le cose per le quali si era tentato di sopprimersi, avessero poca importanza. (La porta si apre) Cosa c'? ^Matilde comparisce e guarda Batilly).
Matilde - Oh! Scusate!
Gilberto - (un po' seccato) Sono con un amico. Permetti? (Batilly saluta).
Matilde - Non sapevo. Non disturbatevi... (Esce).
Gilberto - Lo sapeva. Agostina glielo aveva detto. Ma ha voluto vedere la tua faccia.
Batilly - Chi ?
Gilberto - Ti ho detto che mio padre si era sposato tre volte... senza contare la mamma. Essa una delle tre. E la pi anziana.
Batilly - Ah, tornata?
Gilberto - Ma sono tornate tutte, vecchio mio... Ci d'altronde molto lusinghiero per me. sono molto amato.
Batilly - Sono accorse perch han saputo del tuo suicidio?
Gilberto - S, proprio per questo. Finora non si erano mai fatte dei torti nel mio spirito: si succedevano l'una all'altra. Ma insieme, si fanno concorrenza!... Mi rivendicano tutte e tre... e tutte hanno ragione allo stesso modo... ci mi costringe a pensare che non appartengo sul serio a nessuna di esse.
Batilly - Un po' per una.
Gilberto - S, appunto, un po'. E un po' non nulla. (Pausa). Nel vederle cos numerose, mi manca qualche cosa.
Batilly - Che cosa?
Gilberto - La mamma. (Pausa) Poi, quando s'arriva alla nostra et, eh, viene il momento in cui l'amore di una madre diventa un giogo!... Lo si sopporta con un po' d'impazienza. Ma se poi sono tre, caro mio! Diventa una coalizione! Esse non mi hanno lasciato solo neppure un secondo. Montano per turno la guardia intorno a me.
Batilly - La famiglia.
Gilberto - Quando il carceriere sempre lo stesso, ci si fa il callo. Ma quando la sentinella muta ci si sente maggiormente prigioniero... (Indicando la porta da dove poco prima apparsa Matilde) Hai visto poco fa? (Dallaltro lato la porta si apre) To', ecco l'altra. (Egli grida a Bernardina che comparisce) Non s entra! Occupato!
Bernardina - Ma io non voglio disturbarvi. Sono solamente in cerca del mio pacchetto di sigarette. Buongiorno, signor Batilly.
Batilly - Buongiorno, signora.
Gilberto - Il tuo pacchetto non qui. Lasciaci chiacchierare.
Bernardina - Ma com' gentile! (Essa esce).
Gilberto - E c' una terza porta: fra un momento vi vedrai apparire la terza.
Batilly - Non mi riesce di compiangerti del tutto.
Gilberto - Perch?
Batilly - Perch io... il babbo ha ucciso la mamma e si suicidato dopo...
Gilberto - Oh!
Batilly - Si volevano bene... erano gelosi uno dell'altro... si bisticciavano sempre... liti tremende... poi abbracci... Avevo sei anni. Ho sentito spesso i domestici dirsi fra loro: Un giorno o l'altro il signore accopper la signora... se non lo accoppa prima lei.... Una notte... erano rincasati molto tardi... han cominciato a litigare; sentivo tutto dalla mia stanza. Ad un tratto, ho udito la detonazione... ed ho pensato: Quale dei due, mio Dio, quale dei due? . Poi dopo ci fu un'altra detonazione. Erano stati tutti e due.
Gilberto - Oh!
Batilly - Allora, vedi, il mio caso anche peggiore. (Pausa).
Gilberto - Come la famiglia diventata difficile! (Pattsa).
Batilly - Non avevo mai raccontato ci a nessuno.
Gilberto - (commosso) Ti ringrazio.
Batilly - Almeno tu mi avevi mandato una lettera!
Gilberto - Allora siamo pari! .
Batilly - Oh, sai, credo che siamo in molti nello stesso caso. (Rumore).
Gilberto - Questa la porta. E' la terza. La sentinella che viene a dare il cambio. Vieni nella mia camera. Si star pi tranquilli. (Entrano nella stanza. Quasi con-temporaneamente la porta del fondo si apre e comparisce Michele in abito da viaggio, con una valigia in mano. Agostina comparisce).
Agostina - Oh, il signore!
Michele - S.
Agostina - (guarda tutte le porte) Ah, questa poi...
Michele - (di cattivo umore) Che c'? Sono ingiallito? E' l'aria del mare. Andate gi a pagare il tass. Mi restano delle dracme e delle lire ma neanche un franco.
Agostina - (dopo un'esitazione) S, signore. (Esce).
Michele - (frugandosi ancora le tasche) Sempre pi intontita, povera vecchia. (Ad un tratto) No! Agostina! Aspettate! Ho trovato qualche franco. Se ne gi andata. Non pu aspettare un attimo. Che casa! (Entra con la valigia in mano a sinistra. Dalla porta centrale, compaiono le tre donne).
Adriana - Ma no, il suo amico non se ne andato. Li sento ancora chiacchierare!
Matilde - Eppure mi sembra di aver inteso la porta. (Esse stanno per installarsi come allinizio del secondo atto. Matilde piglia il suo uncinetto. Adriana il suo libro. Bernardina la sua sigaretta).
Adriana - Chi quel Batilly? E' una amicizia che pu dare affidamento?
Bernardina - E' un ragazzo molto serio. Studia per essere notaio.
Adriana - Questo non vuol dire che sia una cosa rassicurante,
Bernardina - E' il suo miglior amico.
Adriana - E Ruggero Natal?
Bernardina - Non glielho mai sentito nominare.
Adriana - (delusa) Ah!
Matilde - Una volta, il suo amico intimo era Luciano Sene, il piccolo Lul... un ottimo ragazzo tondo tondo. (Essa si guarda intorno) Ah!
Adriana - Che c'?
Matilde - Cercavo il canap!
Adriana - Sono stata io ieri sera. Mi seccava che fosse in questo salotto, mi dava fastidio... prima non c'era... (Esse s sono sedute tranquillamente).
Bernardina - Ma... non vi disturba venire qui cos?... Non siete sposata?
Adriana - Infatti, ci non garba a mio marito. Mi lascia fare perch un gran bravo uomo. Non si capacita come mai io possa rimanere legata a quel ragazzo che per me non nulla, dice lui. Nulla, capite, ma vi pare?
Matilde - E' il seno che sogna sempre del capo che si appoggiato su di lui
Adriana - Quel ragazzo...
(Tutte e tre sono immerse in piena fantasticheria: una tenendo il suo libro, laltra la sua maglia, laltra la sua sigaretta. Entra Michele. sempre con la valigia in mano. Nel vedere quel quadro, ha uno scatto).
Michele - Eh?
Esse - Ah!
Michele - Ma davvero?
Adriana - S. Tu non sogni, sono tutte le tue mogli.
Bernardina - Una rassegna retrospettiva.
Michele - E che cosa volete da me?
Matilde - Da te? Nulla!
Bernardina - Oh, proprio nulla. Michele - Ma allora che cosa fate qui?
Adriana - Siamo qui per tuo figlio.
Bernardina - Gli capitata una... (Un rapido sguardo fra loro tre).
Matilde - (pronta) Un incidente.
Bernardina - Si ferito pulendo una rivoltella.
Adriana - Ma rassicurati, fuori pericolo.
Michele - Ah!
Matilde - E quando l'abbiamo saputo, ci siamo precipitate.
Michele - Tutte e tre?
Adriana - A tutte noi l'hai offerto, al nostro amore!
Bernardina - Avresti voluto che lo si giocasse a testa e croce?
Matilde - Se ti avessimo saputo al suo capezzale non saremmo venute. Ma tu eri in viaggio!
Michele - (di malumore) Ho pure il diritto di viaggiare!
Adriana - Avevi lasciato quel ragazzo solo...
Michele - Non pi un bambino!
Matilde - Eccone la prova!
Michele - Gli ho dato delle madri fino a diciotto anni; non basta?
Matilde - Non deve mai bastare!
Michele - Dov' quello sbadato?
Adriana - Nella sua stanza; ma con un amico!
Michele - E' a letto?
Bernardina - No, la sua ferita quasi guarita.
Michele - Ebbene, vi ringrazio di essere venute e vi chiedo scusa se, mio malgrado, vi ho fatte incontrare. Ci ha dovuto essere molto penoso.
Adriana - Un po' il primo giorno.
Michele - Come? Dura gi da parecchi giorni?
Bernardina - E' il terzo.
Michele - Ah! (Entra Agostina).
Agostina - Ho pagato il tass, il tassametro segnava 17,50. Ho dato venti franchi. E' troppo signore?
Adriana - Altro che troppo! (Rettificando) Ma ci non mi riguarda.
Agostina - (a Matilde) Nello stesso tempo ho portato di sopra il giornale di mode che la signora mi aveva detto di comperare.
Matilde - Grazie, mettetelo nella mia stanza. (Agostina esce).
Michele - (sbalordito) La tua stanza?
Matilde - Oh, la camera dei forestieri.
Michele - Dormi qui?
Matilde -Tutte le sere, tranne ieri in cui vi ha dormito Bernardina.
Michele - Come dici?
Matilde - Bernardina. Non si chiama cos?
Michele - S, s. Ma... vi siete installate qui tutte e tre?
Adriana - Ma sicuro.
Matilde - Non hai dunque capito che tuo figlio era in pericolo?
Michele - Fate... fate, colazione insieme?
Bernardina - No, ma pigliamo il t.
Michele - E' gi una cosa carina.
Adriana - Se tu volevi che ne tornasse soltanto una, non bisognava sposarne tre!
Michele - Naturalmente, tu ricomincerai a strillare!
Matilde - Ha ragione. E' colpa nostra?
Bernardina - Siamo in un secolo dove non c' pi individualit. Anche la maternit diventa un lavoro a serie.
Michele - Benissimo. E allora, vi ringrazio... tutte e tre! A proposito, vi chiedo scusa... se non vi ho salutate. Lo stupore, capite. Come stai? E tu? E tu?
Adriana - Benissimo.
Matilde - Grazie.
Bernardina - Come vedi.
Michele - Non sei risposata? E tu? E tu?
Adriana - Perch ti credi obbligato di rivolgerci la stessa domanda?
Michele - Per galanteria. Debbo altrettanto interesse alle une e alle altre! So quanto le donne in queste cose sono suscettibili. Ma se volete che si stabilisca che ciascuna delle mie domande valga per tutte e tre, ci semplificher evidentemente la conversazione.
Adriana - (dopo avere alzato le spalle) A te s, potremmo chiedere come stai? La tua cera non mi sembra molto bella. (A Bernardina) Ai vostri tempi era gi cos?
Bernardina - Niente affatto. Sar a causa del suo viaggio.
Matilde - (con malizia) Mi sembra di ben cattivo umore.
Adriana - Non ha forse tratto da quella piccola crociera tutto il piacere che si era ripromesso?
Matilde - Pare. Pare!!
Bernardina - Son cose che possono anche succedere. (Esse sono tutte e tre ironiche allo stesso modo).
Michele - (furibondo) Ecco! Non mancava altro al mio viaggio! Nel tornare dicevo fra me e me: C' per lo meno una cosa che mi consola: questa: rincasando io non trover al desco una donna che potrebbe accorgersi della faccia che ho! . E ne trovo tre! (Esse ridono con discrezione). Ebbene, ebbene s, giacch lo volete sapere, non ho ricavato da quella crociera tutte le cose piacevoli che mi ero ripromesse!
Bernardina - Guarda, guarda!
Adriana - Naturalmente, eri con una donna.
Michele - Nell'andata, s.
Matilde - (sorridendo) Ah!!
Michele - Ti diverte, eh?
Matilde - E un ritorno di quel genere che ho desiderato durante tutta la nostra convivenza.
Adriana - Avrei creduto che ci mi facesse un piacere maggiore.
Michele - (meravigliato e un po' deluso) Ah!... Non mi chiedete maggiori particolari?
Bernardina - Oh sai, per noi ci non ha pi che un interesse relativo.
Michele - Per te non dico di no... ma Adriana... e Matilde poi!... Quando ricordo le scenate che mi facevano l'una e l'altra.
Matilde - Vorresti forse che te le facessi ancora?
Adriana - S, non pensa che a lui!
Bernardina - Ma non per te che siamo qui; per Gilberto.
Adriana - Caso mai Gilberto che ci interessa!
Michele - ((furibondo) Gilberto! Gilberto! Gi, si capisce!?.,. Qui sempre stata questione di Gilberto!... Se ero un po' di buon umore, la sera, se alzavo un po' la voce, se avevo voglia di scherzare, tu mi dicevi: Ma insomma taci, sveglierai Gilberto! . (Egli s rivolge ad Adriana, poi si riprende e indica Matilde) No, non eri tu che mi dicevi questo, era lei!... E quando volevo andare a teatro tu mi dicevi: Non pensarci nemmeno; non si pu lasciare solo Gilberto!. (A Bernardina) E tu... (Alle due altre) Scusate. (A Bernardina) Non potevo neppure abbracciarti perch se Gilberto ci avesse sorpresi, ci avrebbe potuto offenderlo... Si andava a trascorrere le vacanze solo nei paesi che potevano far del bene a Gilberto. E quando Gilberto aveva male al pancino seguivamo il regime! Ho avuto un bel cambiar moglie, sempre stato lo stesso. Non c' stato nulla che non fosse per il signor Gilberto. (Mutando improvvisamente intonazione) Ma che cosa gli capitato?
Matilde - (pronta) Nulla.
Bernardina - Una sciocchezza.
Adriana - Una sbadataggine. (Una pausa. Egli le guarda).
Michele - Ecco! Anche questa la stessa cosa. Ora mi fate respirare tutte e tre la stessa aria che mi avete fatto respirare una per volta!... L'aria del sotterfugio, della piccola complicit materna... Eh?... Non bisogna che il babbo lo sappia! Ed io mettendo la chiave nella serratura annusavo subito la verit: nella giornata era successo qualche cosa che non dovevo sapere... ma che poi indovinavo quasi sempre... o se l'era fatta nei pantaloncini, o aveva avuto uno zero in istoria, o era rincasato alle quattro del mattino; ed io facevo sempre il finto tonto. Un po' per gentilezza, un po' per egoismo, Ebbene: oggi la stessa cosa. Egli ha fatto qualche cosa e gli avete promesso di nascondermela.
Matilde - Ma no, via!
Bernardina - Sei pazzo!
Adriana - Che idee! (Lhan detto tutte e tre quasi contemporaneamente).
Michele - Anche quel grido lo riconosco, ma preferisco dirvi che non mi persuade. suvvia, che cosa ha fatto? Chi sar quella che me lo confesser?
Matilde - Ma che cosa immagini?
Adriana - Ma ti ripeto un'altra volta...
Bernardina - Un incidente come ne capitano ogni giorno...
Michele - Nessuna? Sta bene, allora, ve ne prego, lasciatemi chiacchierare un po' con quel ragazzo.
Matilde - (pronta) Spero che non vorrai tormentarlo con delle domande.
Michele - Te ne prego.
Adriana - E un ferito; ha bisogno di calma.
Michele - Vedr.
Bernardina - Oh, lascialo dunque in pace, quel ragazzo!
Michele - Vi domando scusa, ma non siete pi mia moglie...
Adriana - E' giusto. (Escono lentamente tutte e tre).
Michele - (chiamando) Gilberto!
Gilberto - (entrando) Oh, buongiorno, pap! (E contento ed imbarazzato nel contempo).
Michele - Buongiorno, figliuolo! (Si abbracciano, poi Gilberto vuol ritirarsi) No, no, rimani l. Approfittiamo del fatto che siamo nelle braccia l'uno dell'altro, se no, occorrerebbe chiss quanto tempo e non so quante parole per ritrovarci cos!... c' sempre quel benedetto pudore maschile!... eppure, il posto buono e ci vuol tanta fatica per arrivarci!
Gilberto - E' soprattutto difficile rimanervi.
Michele - (corrugando le ciglia) Perch mi dici questo? Perch hai cambiato spesso di braccia? (Fa un cenno del capo verso la porta dietro la quale sono le donne).
Gilberto - Anche per questo. (Egli vuol ritrarsi).
Michele - Rimani qui!... (Rudemente) Ti prego di rimanere nelle mie braccia. Perch ridi?
Gilberto - Non ne ho voglia, ma hai un certo modo di dirmelo.
Michele - S, te lo dico malissimo perch sono di cattivo umore! Ma non importa! Ragazzo mio, ho visto ora... le tue... insomma, s...
Gilberto - S.
Michele - Fra parentesi, una piccola riunione alla quale non mi aspettavo.
Gilberto - Non le ho chiamate io, sai?
Michele - Oh, io sono ben sicuro che sono venute da sole!
Gilberto - Debbo sempre restare qui?
Michele - Sicuro!... Esse non hanno potuto tacermi che tu eri ferito... senza di che la loro presenza, qui, non si sarebbe spiegata. Ma non mi hanno detto altro.
Gilberto - [Sono di una signorile discrezione!
Michele - Ma ci non mi basta, ben inteso. Fino ad oggi, quando avevi fatto qualche sciocchezza, io accettavo volentieri che questa rimanesse fra voi... ma, ora, non posso pi... perch esse non sono pi qui. Non ci siamo pi che tu ed io soli... capisci?
Gilberto - S.
Michele - Perci debbo sapere quello che ti capitato.
Gilberto - Oh, semplicissimo; ho voluto uccidermi perch ho rubato trentamila franchi per una donna!
Michele - Oh! (Le sue braccia che avvincevano Gilberto ricadono).
Gilberto - Sei tu che m'hai lasciato andare!
Michele - Oh!
Gilberto - Avevano forse ragione di volertelo nascondere, vedi. Ma, ad ogni modo, te l'avrei detto io!
Michele - Hai voluto ucciderti?
Gilberto - (sorridendo) Ah!
Michele - Cosa c'?
Gilberto - E' del mio suicidio che parli prima?
Michele - Si capisce.
Gilberto - Non l'avrei mai creduto.
Michele - Non sono dunque tuo padre?
Gilberto - Non pi grave aver rubato?
Michele - S, ' grave. Ma non irrimediabile. Ed io rimedier. Mentre l'altra cosa...
Gilberto - Sono contento che tu mi dica questo.
Michele - Non sono mica il vecchio Orazio, sai! (Egli si allontana, si volta, lo guarda).
Gilberto - (amaro) S, tutto questo tuo figlio!
Michele - ,Non dire sciocchezze!
Gilberto - Infatti, una sciocchezza dire che sono tuo figlio. Scusa.
Michele - Ah, non seccarmi, per giunta! ... Sono gi abbastanza seccato, sai!
Gilberto - Capisco!
Michele - No, tu non capisci. Io sono seccato perch ... la quarta volta, che mi trovo dinanzi a te cos... impacciato, disorientato, goffo. La prima volta, eri appena nato, tua madre era morta... e tu avevi sempre bisogno di qualche cosa. E una cosa spaventevole, ma i bimbi hanno un modo solo di esprimersi... piangono... io mi chinavo sulla tua culla e mi dicevo: Ma che cosa vorr adesso? Ha fame o ha mal di pancia? . Quando ti pigliavo fra le mie mani, avevo sempre paura di lasciarti cascare. E quando mi saltava l'estro di fasciarti, diventavi qualcosa d'inaudito. Non eri pi che una specie di pacco postale, con delle spille di sicurezza dappertutto!... La seconda volta stata quando Matilde se ne andata... eravamo rimasti soltanto noi due a tavola; io ti guardavo e mi dicevo: Ed ora che cosa ne faccio? Ha sette anni. Non posso metterlo in un collegio . Per me, sai, il collegio una pubblica assistenza per genitori ipocriti. Quando dovevo comperarti delle maglie di lana, ti dicevo: Non ti manca nulla?. No, pap, & Ti diverti? . S, pap. Ed avevi sempre l'aria annoiata. Mi chiedevo: Che cosa penser?. Tentavo di ricordarmi di quello che pensavo io quando avevo sette anni e non ci riuscivo. Se tu sapessi come seccante sentirsi impacciato davanti ad un bambino che si vorrebbe aiutare! E la terza volta, fu quando Adriana mi lasci... e anche in quella circostanza io ero imbarazzato di fronte a quel ragazzone sghignazzante che aveva l'aria di canzonarmi perch ero quasi altrettanto asino di lui in latino ein algebra! Ed eccoci alla quarta!... Mi trovo un'altra volta con te, solo solo e istupidito!... E di nuovo mi debbo dire: Ma che cosa posso fare? Non lo so! Come potr allevarlo io quel ragazzo?.... Poich ci che mi hai confessato ora prova una cosa sola: che la tua educazione non compiuta!... Ma oggi pi grave!... Non ti posso pi affidare a nessuno. Non posso fare affidamento che su di me. E spaventevole...
Gilberto - (rialzando il capo, piano) Lo credi?
Michele - So io quello che c' dietro quella fronte? Quello che bisognerebbe fare, quello che bisognerebbe dire? Io non ti conosco, ho avuto soltanto delle mogli, che mi hanno nascosto almeno le met di te! Siccome esse non erano tua madre, si facevano uno scrupolo di denunciarmi le tue colpe. Per cui, tu sei tuttora per me misterioso ed imbarazzante come un bimbo appena nato... ho ancora l'impressione di averti nelle braccia come allora: quando non sapevo come cullarti!... Anche questo ti fa ridere?
Gilberto - Mi sembra di vederti quando mi tenevi fra le braccia.
Michele - Dovevo essere certamente buffo. (Con la stessa intonazione brontolona). Dunque, non hai pensato a me?
Gilberto - Quando?
Michele - Volendo ucciderti!
Gilberto - S, mi sono detto: Se ne deve fregare altamente .
Michele - Non hai pensato che m'avresti cagionato del dolore?
Gilberto - S, ma ho pensato che quel dolore sarebbe stato di breve durata.
Michele - Perch dici questo?
Gilberto - Beh!
Michele - Perch ho cambiato moglie spesso? Ma io non ho mai cambiato .figliuolo!
Gilberto - Non si pu!
Michele - Lo dici tu. Basta averne altri. Avere figli di un secondo letto, un modo come un altro di divorziare dai figliuoli del primo.
Gilberto - Allora, l'hai fatto apposta di non averne?
Michele - Vuoi che te lo dica? Non sono tanto le donne che ho sposato, quanto le madri che ti ho dato.
Gilberto - (stupito, commosso, un po' incredulo) Oh!
Michele - Quando ho sposato Matilde essa aveva trentatr anni. Era molto carina, ma credi forse che, se fosse stato soltanto per me, non ne avrei scelto una pi allegra? Per Adriana, stato lo stesso... Esitavo fra parecchie. Ho preso quella che poteva esserti maggiormente utile.
Gilberto - (un po' malizioso) E Bernardina?...
Michele - Allora non eri pi un ragazzetto, ed ho pensato maggiormente a me.
Gilberto - Ma se era soltanto per me, perch hai cambiato?...
Michele - Eh, perch non erano soltanto tua madre, erano anche mia moglie... e allora che vuoi? Pensavo a te, ma non sempre!... Certo, sarebbe stato preferibile limitarsi ad una sola, ma... forse perch il matrimonio da noi ha perduto troppo della sua gravit. Si sa troppo che la porta non chiusa a chiave: al primo bisticcio, si apre. Non ci si d pi la briga di essere pazienti. (Egli lo guarda) Ma... hai sofferto, tu, quando se ne sono andate?...
Gilberto - Non eccessivamente.
Michele - Vedi? Poich non erano tua madre.
Gilberto - Ve ne sarebbe forse una - una qualunque fra esse - che lo sarebbe diventata se fosse rimasta.
Michele - Ma hai sentito la mancanza di tua madre?
Gilberto - Per forza, durante gli intervalli. Il tempo di abituarmi alla seguente.
Michele - Voglio dire: della vera, quella che t'ha messo al mondo. Pensavi a lei?
Gilberto - Ogni volta che una di quelle se ne andava.
Michele - Perch?
Gilberto - Perch allora mi rendevo conto che non era la vera. (Pausa). Pap, se lei non fosse morta, avresti divorziato anche da lei?
Michele - Oh, no.
Gilberto - Ne sei sicuro?
Michele - Ma s.
Gilberto - Io no.
Michele - Io neppure. Ma fa piacere crederlo, (Pausa).
Gilberto - Tu, l'hai avuta tua madre?
Michele - S.
Gilberto - - L'hai avuta sempre?
Michele - Ma sicuro.
Gilberto - Non obbligatorio, sai?
Michele - Se tu l'avessi conosciuta, non penseresti ad intenerirti. La mia mamma? Sai? ho avuto da lei pi sberle che moine! Bisognava rigar dritto e non dir una parola pi forte dell'altra. Era vivace e severa. Quando avevamo fatto una birichinata ci costringeva a buttarci in ginocchio per chiedere perdono... Oh! la mia infanzia stata una sequela di rimproveri, di ceffoni, di privazioni di frutta e di messe in castigo! A trent'anni non sapevo ancora mentirle senza arrossire. Per... Era bellissima. Indossava sempre degli abiti neri e ci dava un risalto pi implacabile al suo volto pallido.
Gilberto - Era cos severa e tu ne parli con tanta tenerezza.
Michele - Oh, tenerezza, poi!
Gilberto - S. (Piano) Beato te!
Michele - (commosso) Piccolo mio... (Con dolcezza) Vuoi lasciarmi vedere quello che c' nei tuoi occhi?
Gilberto - C' una lacrima... eppure faccio tutto quello che posso perch non spunti.
Michele - Sei infelice?
Gilberto - Non c' male.
Michele - Volevi bene a quella donna?
Gilberto - Pensi ancora alla donna tu? Sei incorreggibile!
Michele - E tu non ci pensi?
Gilberto - Pi! E morta. Quello che mi secca che tu abbia un figlio ladro!
Michele - Ah!
Gilberto - E anche insopportabile!
Michele - (guardandolo) Ma... Su! Su,... figliolo... hai fatto una bruttissima cosa, questo poco ma sicuro, tuttavia non bisogna farne una tragedia... una vita non perduta perch a diciotto anni, in un impeto di follia amorosa, si commessa una sciocchezza!
Gilberto - Un furto!
Michele - Molti galantuomini hanno avuto un momento di debolezza! (Bruscamente) Toh! guarda, avevo quasi la tua et e ho fatto quasi la stessa cosa.
Gilberto - Tu?
Michele - S.
Gilberto - )Non vero - (Pausa).
Michele - Ebbene, no, non vero. Vedi che non so darla ad intendere! Come sono poco furbo in questo minuto in cui ti sento disperato, smarrito... in cui ti manca il calore del seno materno... ho tentato di sostituirmi a tua madre e, pur di salvarti, ho fatto quello che una madre avrebbe fatto: ho mentito!... ma non ho saputo farlo.
Gilberto - (sorridente) No.
Michele - Gli uomini sanno mentire soltanto alle donne. D'altra parte, ho avuto torto a voler impiegare un mezzo femminile. E' da uomo che devo parlarti. Su. A noi, Gilberto.
Gilberto - S, pap!
Michele - Di' a te stesso coraggiosamente che l'azione che hai commesso ignobile... dillo per essere sicuro di non ricominciare.
Gilberto - S, pap!
Michele - Ed io ti dir che hai fatto bene a volerti punire uccidendoti.
Gilberto - Ah!
Michele -Ma che hai fatto anche meglio a sbagliare il colpo!... (Con rude tenerezza) Poich ti voglio bene, sai?
Gilberto - Sul serio?
Michele - Non te ne rendi conto perch te lo dico malissimo. Non sono fortunato; per una volta che ho con te un colloquio affettuoso, sono di cattivo umore!
Gilberto - (sorridendo) Non amavo il tuo buon umore!
Michele - E stato quel benedetto viaggio!
Gilberto - Ah, non andato bene?
Michele - Malissimo.
Gilberto - Ah!
Michele - Sembra che ti faccia piacere!
Gilberto - Oh, s.
Michele - Ah, ti ringrazio!
Gilberto - Avevo creduto che tu saresti tornato ammogliato.
Michele - Anch'io.
Gilberto - E invece no?
Michele - No.
Gilberto - (con un gran sospiro) Finalmente!
Michele - (colpito da quel grido) Ah!
Gilberto - Ah, pap, nel momento di uccidermi, ho pensato a questa casa e ci non mi ha trattenuto... ed era questa la mia maggior disperazione... s, pi di tutto il rimanente! Perche tu mi avevi condotto troppa gente. Vi passava troppa gente. Io non potevo annettervi un'importanza sufficiente. Eravamo sempre fra noi, ma non eravamo mai gli stessi. Ci non costituisce un focolare! Ora ti dico una cosa che, forse, ti urter, ma te la dico come la penso: se tu avessi avuto soltanto una moglie e se tu l'avessi ingannata, sarebbe stato preferibile che cambiar sempre donna.
Michele - Oh!
Gilberto - S, ti assicuro. Ci sarebbe avvenuto, fuori, lontano da me. (Qui, saresti stato soltanto mio padre. Mentre cos... tu eri il marito di troppe donne e non avevo l'impressione che tu fossi completamente mio padre.
Michele - (riflette) Verissimo. Ci si sente meno padre quando si cambia spesso moglie.
Gilberto - Quand'ho voluto uccidermi non ho esitato neppure pensando ad esse.
Michele - Tuttavia vuoi loro molto bene.
Gilberto - Isolatamente non abbastanza. Ed colpa tua. Ho l'impressione che tu abbia traslocato continuamente il mio affetto. Babbo, il calore del seno!... No, il calore di un seno non mi mai mancato... Ma io Mii raffreddavo mentre passavo da una all'altra...
Michele - Non ti ho dato un focolare.
Gilberto - Non osavo dire la parola perch, oggi, non pi di moda.
Michele - (ribellandosi) Ma, (figliolo mio, non potevo mica allevarti da solo!
Gilberto - Non avevi forse bisogno di farti aiutare tanto. Ma ora finito. Me l'hai detto tu. Non avrai mai pi mogli.
Michele - Ahim!
Gilberto - (con rimprovero) Oh!
Michele - Scusami. E' il mio ultimo grido egoistico, te lo giuro.
Gilberto - (con dolcezza) Pap... ti ho aspettato tutta la mia vita.
Michele - Ebbene, eccomi! (Gli apre le braccia).
Gilberto - Buongiorno, pap.
Michele - (con l'intonazione del viaggiatore che ritorna) Buongiorno, figliolo; ti chiedo scusa se sono un po' in ritardo. (Essi sono nelle braccia uno dellaltro come all'inizio della scena. La porta si apre. Le tre donne compariscono. Esse hanno il .cappello in testa e la valigetta in mano. 1 due uomini si dividono).
Matilde - No! No! Non vi disturbate. Noi ce n'andiamo.
Gilberto - (dirigendosi affettuosamente verso di esse) Oh!
Bernardina - Per forza.
Adriana - Anche se fossimo tua madre avverrebbe lo stesso: giunge sempre il momento in cui il figlio appartiene al padre.
Matilde - (abbracciando Gilberto) Eppure, in grazia mia, se non ha le gambe convergenti.
Adriana - S. Abbracciandolo a sua volta) Io non l'ho poi educato tanto male, vero?
Bernardina - (abbracciandolo) In fondo, un buon ragazzo, non vi pare?
Michele - (a tutte e tre) Grazie.
Gilberto - (in un impeto) Oh, non ve ne...
Matilde - Ma s, figliolo. S. Noi, qui, abbiamo finito. Arrivederci, Gii! (Esse si trovano sulla soglia).
Adriana - Arrivederci, Berlino!
Bernardina - Arrivederci,... vecchi!
Gilberto - (con uno sguardo e una intonazione che le riunisce tutte) Arrivederci... mamma!..
FINE
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