Cambio di stagione

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CAMBIO DI STAGIONE

 

CAMBIO DI STAGIONE

COMMEDIA DRAMMATICA IN DUE ATTI

DI

ALDO CIRRI

PERSONAGGI:

BIANCA                       - casalinga                              - anni 45

IRINA                           - prostituta                                      - anni 20

GILBERTO                            - marito di Bianca                            - anni 50

DAVIDE                       - figlio di Bianca e Gilberto    - anni 25

ANDREA                      - figlio di Bianca e Gilberto    - anni 12

MARIA                         - vicina di casa                        - anni 55

MATILDE                    - vicina di casa                        - anni 55

RODOLFO                   - malvivente detto “il Sultano”         - anni 30

DUE POLIZIOTTI

VOCI FUORI SCENA 

 

L’azione si svolge ai giorni nostri nel quartiere pololare di una grande città

Sinossi

La vicenda racconta di una famiglia proletaria di un quartiere popolare di una grande città: padre operaio, madre casalinga, figlio maggiore disoccupato, figlio minore studente. La vita che conducono è squallida e al limite dell’indigenza, i rapporti tra i componenti sono compromessi da una monotonia quotidiana senza prospettive per il futuro, con il rischio continuo, specialmente per il figlio maggiore Davide, di cadere nelle mani di spacciatori e di gente senza scrupoli. D’improvviso, come una meteora, piomba nella famiglia Irina, una ragazza russa, prostituta di professione, sfuggita per miracolo alle grinfie dei suoi protettori. Bianca, la madre, accoglie d’istinto la ragazza salvandola. Irina in poco tempo rivoluziona la vita della famiglia trasformando la casa in una piccola azienda familiare specializzata in cambi di stagione a domicilio. L’azienda prospera e tutti i suoi componenti si ritrovano stimolati e impegnati nella nuova attività che inizia a portare benefici economici e morali nella piccola comunità, al punto che Davide si innamora di Irina, ma la ragazza, senza motivo, rifiuta il suo amore. Un giorno l’ex protettore di Irina viene a reclamare la sua proprietà catturandola e minacciandola con un coltello, Gilberto, il padre, riesce a far intervenire la polizia, che aveva allertato da tempo ed il criminale viene catturato. Passato il pericolo tutta la famiglia chiede a Irina di restare, ma la ragazza rifiuta ancora senza svelare il motivo. Interviene Davide confessandole che il “Cambio di stagione” non è solo il nome della ditta, ma anche l’enorme cambiamento che lei ha provocato in tutti loro e nella loro vita, perciò deve restare. Irina alla fine confessa che, lavorando sulla strada, ha contratto l’aids non può permettersi di restare, ma quando si accetta i cambi di stagione della vita, bisogna imparare ad accogliere sia le cose belle sia quelle meno belle, perciò Irina resterà con loro.

Appunti tecnici: 10 personaggi (6u + 4d) più due voci fuori campo. Cambio parziale di scena al secondo atto. Nessun particolare tecnico. Durata 65 minuti.


PRIMO ATTO

SCENA

La stanza di lavoro di Bianca, nonché la comune del modesto appartamento. Parete di sinistra: sulla destra la porta d’ingresso, sulla sinistra un passaggio, chiuso da una tenda, che dà nella cucina, tra le due porte un mobiletto con telefono. Parete di fondo: una grande apertura ad arco che può essere chiusa da una tenda. Oltre l’apertura, c’è il fondale vero e proprio completamente occupato da un vecchio armadio. A destra e a sinistra dello spazio tra l’arco e l’armadio, si aprono due corridoi che vanno: a sinistra nella camera da letto di Bianca e Gilberto e a destra nella camera dei ragazzi. Parete di destra: sulla sinistra la porta del bagno, a destra un vecchio divano. Al centro della scena un tavolo con alcune sedie, più spostato a sinistra un’asse da stiro con appoggiato un ferro. L’apertura ad arco sul fondo della scena può essere chiusa da una tenda.

SCENA PRIMA

Mattina presto. La tenda dell’apertura ad arco è aperta e tirata ai lati della stessa. Le ante dell’armadio sono tutte spalancate, l’armadio è praticamente pieno. La stanza è disseminata di biancheria, abiti, maglieria, tutta roba piegata in attesa di essere riposta nell’armadio. Sulla tavola da stiro c’è una montagna di tovaglie da ristorante già piegate, da stirare. Davanti all’armadio è posizionata una corta scala. All’apertura del sipario Bianca, in tenuta da casa, è in piedi rivolta verso l’armadio con i pugni sui fianchi. Dopo qualche attimo si volta per guardare la massa di roba sparsa per la stanza, poi si volta di nuovo verso l’armadio.

            BIANCA - Uff, qui ci vorrebbe un capannone, altro che un armadio!

Bianca comincia a raccogliere la roba e cerca di sistemarla nell’armadio utilizzando la scala. Dal corridoio di sinistra entra Gilberto. È già vestito con la tuta da lavoro, a tracolla porta una vecchia e malandata borsa di cuoio. Senza dire nulla si avvia verso la cucina. Bianca si ferma a guardarlo.

            BIANCA - (indispettita) Buon giorno eh?

            GILBERTO - (a mezza bocca senza guardarla) ‘ngiorno.

Bianca osserva i movimenti di Gilberto che, con sguardo assente, entra in cucina.

            BIANCA - Il portapranzo è sulla macchina del gas, sul tavolo c’è la frutta… ci sono mele e banane.

Si sente armeggiare, poi Gilberto esce dalla cucina con il portapranzo in mano. Bianca scende dalla scala, prende una sciarpa e la mette al collo del marito.

            BIANCA - Stamani fa freddo, copriti che ti prendi un malanno.

Gilberto è quasi indifferente alle attenzioni della moglie. Bianca si avvicina e lo bacia sulla guancia. Gilberto finisce di sistemare il portapranzo nella borsa e la chiude. Bianca resta per un attimo vicino al viso del marito.

            BIANCA - Ma non ti sei lavato? Puzzi ancora di sudore e di fumo!

            GILBERTO - (con voce assente) Che mi lavo a fare, tra poco sarò sudato di nuovo… mi laverò stasera.

            BIANCA - Hai anche la barba lunga.

            GILBERTO - (avviandosi verso l’uscita dell’appartamento) Domenica me la raderò.

Gilberto apre la porta e fa per uscire.

            BIANCA - Ma se siamo a mercoledì?

            GILBERTO - (ormai da fuori scena) Tanto mica ho l’udienza con il papa!

La porta di ingresso si chiude.

            BIANCA - (fra sé tristemente) Con il papa no, ma con tua moglie sì.

Bianca sospira, si riscuote e torna al lavoro.

            BIANCA - Quanto odio i cambi di stagione!

Bianca afferra una bracciata di maglioni e si appresta a salire la scala per sistemarli dentro l’armadio quando, dal corridoio di destra, entra trafelato Andrea con uno zainetto sulle spalle. Bianca, che si trova a metà scala, per poco non cade dalla sorpresa.

            BIANCA - Ma che diavolo ti prende?

Davide si infila di corsa in cucina e ne esce quasi subito con una tazza in mano e dei biscotti nell’altra. Ingurgita due o tre biscotti, beve alla svelta qualche sorso di caffellatte, mangia un altro biscotto poi, senza pensarci appoggia la tazza sul mucchio delle tovaglie da stirare appoggiate sull’asse da stiro.

            BIANCA - NO! È roba pulita!

            ANDREA - Devo scappare, faccio tardi a scuola!

            BIANCA - (seguendo la fuga del figlio) Non ingurgitare la colazione di corsa…!

            ANDREA - Sì, ma’!

            BIANCA - Prenditi il pacco dei biscotti…

            ANDREA - È tardi!

            BIANCA - E dammi un ba…

Andrea esce di corsa, la frase di Bianca è interrotta dallo sbattere della porta d’ingresso che, per il contraccolpo, resta aperta. Bianca torna tristemente verso l’armadio, si ferma un attimo a pensare con gli occhi fissi nel vuoto poi, sospirando, si rimette al lavoro. Afferra due coperte piegate, sale sulla scala e comincia ad armeggiare per cercare di sistemarle. Al terzo tentativo, si apre la porta d’ingresso e si affaccia Maria la vicina di casa.

SCENA SECONDA

            MARIA - È permesso?

Bianca, ancora in cima alla scala, sobbalza e, nel tentativo di riprendere l’equilibrio, si afferra all’armadio lasciando cadere le coperte e facendo cadere altra roba già sistemata negli scaffali dell’armadio.

            MARIA - (guardandosi intorno) Bianca, sono Maria… la porta era aperta… posso?

            BIANCA - (fra sé) Ma porco Giuda! (a Maria) Vengo… un attimo, sono qui.

Maria entra e scorge finalmente Bianca.

            MARIA - (scendendo dalla scala) Buon giorno Bianca, scusi se mi sono permessa, volevo dirle che…

Maria si guarda intorno stupefatta dalla confusione e le parole le muoiono sulle labbra.

            BIANCA - (imbarazzata) Ah… buon giorno… scusi per la… confusione, ma stavo facendo il cambio di stagione… capirà siamo in quattro e… con un armadio solo…

            MARIA - Sì… sì… certo, (poi perfida) perché non si fa aiutare da suo figlio più grande? Visto che è… ancora in cerca di un’occupazione, avrà abbastanza tempo per aiutarla… ora.

Bianca lancia uno sguardo preoccupato nella direzione della camera dei ragazzi in quanto Davide non si è ancora alzato.

            BIANCA - (impacciata) Hem… no… stamani è uscito presto… aveva un colloquio per un lavoro… sa, è una cosa… praticamente sicura.

            MARIA - (ironica) Sì, sì, certo, quindi qui dovrà fare tutto da sola?

            BIANCA - (sospirando) Purtroppo sì… sa, quando tutta la famiglia è impegnata non…

In quel momento si sente aprire e chiudere la porta della camera dei ragazzi e, contemporaneamente, una radio comincia a trasmettere della musica.

SCENA TERZA

Dal corridoio di destra entra Davide. È in pigiama e non ancora completamente sveglio, ha con sé una radio portatile e, con passo strascicato, occhi semichiusi e capelli arruffati, ciabattando si trascina in cucina senza degnare nessuno d’uno sguardo. Le due donne seguono lo spostamento di Davide finché il ragazzo non entra in cucina. Il volume della radio, nel passaggio di stanza, si riduce. Bianca è imbarazzata.

            BIANCA - Hem… mi sa che mi sono sbagliata… credo che il colloquio sia per domani…

            MARIA - (con un’espressione schifata) Si eh?

            BIANCA - Sì… e… vuol dire che mi farò aiutare da Davide a fare il cambio di stagione… così mi sbrigo in quattro e quattr’otto… (nel tentativo di cambiare discorso) E… sua figlia… come sta?

            MARIA - (tronfia) Ormai sono due anni che lavora in clinica come assistente chirurgo… sa, il professore stravede per lei! Da qualche mese poi, si vede con un collega… sento nell’aria odore di fidanzamento, anche lui è un chirurgo e…

In quel momento dalla cucina appare Davide, il volume della radio risale di nuovo. Il ragazzo ha una tazza in mano e, ancora assonnato, si riavvia ciabattando verso la camera, sparendo nel corridoio. Il volume della radio si affievolisce fino a sparire al rumore della porta che si chiude.

            BIANCA - (imbarazzata) Hem… ieri sera ha lavorato fino a tardi al supermercato…

            MARIA - Al supermercato?

            BIANCA - (cercando di darsi un contegno) Sì… aveva la responsabilità dello scarico di un… camion di… pomodori.

            MARIA - (a presa di giro) Davvero?!

            BIANCA - (imbarazzata) S… sì…

Pausa. Maria si guarda intorno quasi schifata.

            BIANCA - Hem… Maria, vi serve qualcosa?

            MARIA - (nascondendo a malapena il disprezzo) Sì… hem, le volevo dire, per il ristorante di mio marito è necessario che le tovaglie siano pronte per questa sera… pensa di farcela?

            BIANCA - Sì… sì… vede? Una parte sono già stirate… stia tranquilla… saranno pronte per stasera!

            MARIA - (sospettosa) Bene… mi raccomando, altrimenti dovrò cercare qualcun altro che mi faccia il lavoro.

            BIANCA - No, no! Stia tranquilla, stasera saranno pronte, dica a suo marito che non ci saranno ritardi.

Maria la guarda sospettosa.

            MARIA - Hum… va bene, allora a stasera.

            BIANCA - Sì… sì… arrivederci Maria… a stasera… venga che l’accompagno.

Bianca accompagna Maria alla porta.

            MARIA - (da fuori scena) Mi raccomando!

            BIANCA - Stia tranquilla.

Bianca si appoggia alla porta tirando un sospiro.

SCENA QUARTA

            BIANCA - (avvicinandosi al mucchio di tovaglie) Oh santo Dio! Le tovaglie!

Bianca raccoglie le tovaglie appoggiate sull’asse da stiro e fa per spostarle, ma solo dopo averlo afferrate si accorge che sopra c’è appoggiata la tazza lasciata da Andrea. Bianca spalanca gli occhi allarmata, si ferma e poi, piano, piano riprende a muoversi lentamente nel timore di far rovesciare la tazza mezza piena. Bianca vorrebbe tentare di appoggiare tutto su una delle sedie e poi togliere la tazza, per cui inizia una lenta marcia di avvicinamento quando, dal corridoio di sinistra entra di nuovo Davide, questa volta in jeans, maglietta, giubbotto di pelle e occhiali scuri. Senza degnarla d’uno sguardo, si avvia verso la porta di ingresso.

            DAVIDE - A ma’!

Bianca sobbalza per lo spavento, tazza e tovaglie cadono per terra e il caffellatte va a macchiare le tovaglie.

            BIANCA - (disperata) Oh no! (piagnucolando) E ora come faccio!?

            DAVIDE - Che c’è?

            BIANCA - (c.s.) Come che c’è?! Non lo vedi cosa è successo!? Oh povera me!

            DAVIDE - (indifferente) Capirai, raccoglile! Io esco!

            BIANCA - (abbattuta) Dove vai?

            DAVIDE - (indifferente) Ho da fare.

            BIANCA - (c.s.) Torni a pranzo?

            DAVIDE - Non lo so.

            BIANCA - (c.s.) Non è che mi aiuteresti a sistemare un po’?

            DAVIDE - (indifferente) Te l’ho detto che ho da fare!

Davide dalla porta d’ingresso.

            BIANCA - (sospirando) Fine della conversazione tra madre e figlio!.

Si guarda ancora intorno.

            BIANCA - (c.s.) Su Bianca, datti da fare, non è il momento di battere la fiacca, c’è una tonnellata di tovaglie da stirare per stasera… (scimmiottando Maria) la madre del disoccupato non può deludere la madre dell’assistente chirurgo! È indispensabile che il padre dell’assistente chirurgo abbia delle tovaglie pulite e stirate per la sua bettola!

Bianca raccoglie le tovaglie macchiate e si avvia verso la cucina.

            BIANCA - (fra sé, ma come se parlasse a Maria) Non dubiti signora Maria, la madre del disoccupato le farà trovare le tovaglie stirate e pulite per stasera!

SCENA QUINTA

Bianca fa per entrare nella cucina quando, da fuori scena, si sentono dei rumori poi delle urla che si avvicinano, poi ancora uno scalpiccio di piedi come di gente che corre. Le grida e le voci si fanno sempre più forti. Bianca spalanca gli occhi spaventata, lascia andare il mucchio delle tovaglie sul pavimento si avvicina alla porta e tende l’orecchio. Il rumore si fa ancora più forte. Si capisce chiaramente che è in atto un inseguimento. Bianca, socchiude la porta e sbircia fuori, guarda su e giù per le scale. I rumori proseguono. Bianca apre la porta e si affaccia. Poi si fa coraggio ed esce sul pianerottolo (uscendo per un attimo di scena). Dopo un secondo si sente l’urlo di una donna. Bianca entra di corsa e chiude la porta di colpo poi, spaventata, si appoggia ad essa con la schiena. Improvvisamente da fuori qualcuno bussa freneticamente alla porta.

            IRINA - (da fuori spaventata con voce sibilante) Prego aprite, vogliono ammazzarmi, PREGO!

Bianca, spalanca gli occhi per la paura, ci pensa solo un attimo, riapre la porta, fa entrare Irina poi la richiude di colpo, serra il catenaccio, si appoggia alla porta e fa segno ad Irina di fare silenzio. La ragazza è terrorizzata, scarmigliata, lacera, sporca, contusa con del sangue raggrumato in faccia. Si appoggia alla parete poi, esausta, scivola a sedere sul pavimento. Bianca spaventata, si appoggia con la schiena alla porta. Per un momento le voci si avvicinano alla porta. Nota: Irina indossa una minigonna cortissima, un top ridottissimo e scarpe con tacchi alti, si capisce subito che si tratta di una prostituta.

            PRIMO UOMO - (da fuori scena) Ma dov’è andata quella troia!

            SECONDO UOMO - (c.s.) Se la prendo le strappo gli occhi!

            PRIMO UOMO - (c.s.) Se va alla polizia siamo sfottuti!

            SECONDO UOMO - (c.s.) Non ci andrà, la sbatterebbero in Russia in due minuti!

            PRIMO UOMO - (c.s.) Con questo casino qualcuno avrà già chiamato la polizia, sarà meglio andarcene.

            SECONDO UOMO - (c.s.) Non possiamo lasciarcela sfuggire!

            PRIMO UOMO - (c.s.) Prima o poi dovrà uscire da qui! Metteremo qualcuno al portone, dobbiamo beccarla e farla sparire, non ci possiamo permetterci di lasciarla in giro, andrebbe a raccontare tutto!

            SECONDO UOMO - (c.s.) Va bene, ora però sarà meglio andare via altrimenti beccano noi! 

Bianca resta ferma ancora per qualche attimo. Ascolta i passi che si allontanano, tira un sospiro di sollievo e, come Irina, si lascia scivolare con la schiena lungo la porta ritrovandosi, anche lei, seduta sul pavimento a smaltire lo spavento. Irina respira in modo convulso e trema. Bianca riesce a riprendersi, la guarda e, accorgendosi delle condizioni della ragazza, si alza corre in cucina, torna con un bicchiere d’acqua e glielo porge.

            BIANCA - Su bevi, cerca di calmarti, se ne sono andati.

Irina beve avidamente dal bicchiere. Bianca si guarda intorno smarrita senza saper cosa fare. Poi torna ad osservare Irina che nel frattempo si è un po’ calmata.

            BIANCA - (aiutandola ad alzarsi) Su, vieni, siediti…

Bianca si guarda intorno, ma ogni ripiano della stanza è occupata dalla roba, alla fine riesce a fare un po’ di spazio su una sedia e a far sedere Irina. La ragazza è ancora sotto shock.

            BIANCA - Su… respira lentamente… cerca di calmarti.

Ancora un minuto e Irina riesce a calmarsi un po’, Bianca va in bagno, torna con una spugna e un catino pieno d’acqua e comincia a pulire il viso di Irina. Nota: Irina parla con un forte accento straniero.

            BIANCA - Come ti chiami?

            IRINA - Irina.

            BIANCA - Non sei italiana?

            IRINA - No, io vengo di Russia.

            BIANCA - Che cosa ti è successo?

            IRINA - (ricominciando ad agitarsi) Se quelli prendere, ammazzare!

            BIANCA - Calmati, per ora sei al sicuro… chi sono “quelli”?

            IRINA - Avevano detto che c’era lavoro per me in Italia… che guadagnare bene…

            BIANCA - (continuando il discorso di Irina)… che potevi aiutare la famiglia, ho capito… conosco questo genere di storie…      

IRINA - In famiglia genitori più otto figli e padre di mia madre… poveri… molto poveri…

            BIANCA - (facendo affettuosamente l’imitazione)… Italia lavoro, tu trovare bene, lavorare come colf e dopo due anni tu tornare a casa con gruzzolo.

            IRINA - (fermando la mano di Bianca) Come sapere questo?

            BIANCA - (sorridendo amaramente) Ragazza mia, questo è un quartiere difficile di una grande città, storie come la tua sono all’ordine del giorno.

            IRINA - Come?

            BIANCA - Non importa, poi ti spiego…

            IRINA - (alzandosi) Io andare… se sapere che sono qui, guai anche per te...

            BIANCA - (facendola sedere di nuovo) Stai ferma, non sai di che cosa sono capaci quelli… e poi non puoi andare in giro vestita così ed in queste condizioni, ti devi far vedere da un medico…

            IRINA - (sobbalzando) No! In ospedale no! Io no permesso…

            BIANCA - Calmati… guardati, sembra che ti abbiano massaggiato la faccia con un gatto idrofobo… andremo dal nostro medico di famiglia… tranquilla, nessuno ti rimanderà via.

            IRINA - Gra... grazie… io non posso tornare in Russia…

            BIANCA - Ora vai in bagno fatti una doccia. Accappatoio e asciugamani li trovi dentro… vedrai che dopo starai meglio…

Irina fa per avviarsi in bagno poi si volta e ritorna verso Bianca.

            IRINA - Io… non so…

            BIANCA - (sollecita) Su, vai! I discorsi a dopo!

            IRINA - (impacciata) Grazie.

Irina fa per avviarsi in bagno, poi si ferma un attimo, si volta, si avvicina di nuovo a Bianca, la bacia su una guancia e entra in bagno.

SCENA SESTA

Bianca sorride seguendo l’uscita della ragazza poi si guarda intorno.

            BIANCA - Ed ora, cara Bianca, dopo aver fatto la buona samaritana, alza il sedere e fai la brava casalinga! Uff…

Bianca torna al lavoro per tentare di terminare il cambio di stagione, ma ogni volta che prova a sistemare qualcosa nell’armadio, qualcos’altro cade giù in quanto l’armadio è già zeppo di roba.

            BIANCA - (stizzita) Maledizione! Ė mai possibile perdere tutto questo tempo! Ho da fare una marea di cose!

Dalla porta di ingresso rientra Davide. Bianca si ferma e lo guarda stupita.

            BIANCA - (ironica e stupita) Già a casa!? Ti senti male?

            DAVIDE - (leggermente impacciato) No… mi sono dimenticato una cosa…

Davide esce nel corridoio di destra.

            BIANCA - Ma che sta succedendo oggi?

Dal bagno esce Irina, indossa un accappatoio e si sta passando un asciugamano sui capelli bagnati. Bianca la osserva.

            BIANCA - (sorridendo) Va meglio?

            IRINA - Sì, io… non so come… ringraziare…

            BIANCA - Per una doccia, ma figurati… piuttosto vedi di asciugarti che ti prendi un malanno, l’asciugacapelli lo trovi nell’armadietto… (breve pausa) a proposito, come ti chiami?

            IRINA - Irina… sono di periferia di San Pietroburgo.

            BIANCA - Io sono Bianca.

            IRINA - (accennando un sorriso) Bianca… come il colore?

            BIANCA - (sorridendo) Sì… finalmente ti vedo sorridere.

Irina si apre in un gran sorriso, dal corridoio di destra rientra Davide, sta furtivamente infilando alcune bustine trasparenti, pieni di polvere bianca, nella tasca dei jeans e, per un attimo, non si accorge della situazione. Bianca non si accorge del movimento di Davide, mentre Irina lo vede benissimo. Poi Davide solleva la testa e si blocca trovandosi Irina davanti.

            BIANCA - Hem… que… questo è mio figlio Davide… questa è Irina, (cerca di trovare una scusa per la presenza di Irina)… una mia amica me l’ha raccomandata per… perché le cercassi un impiego da colf… e… poveraccia è… scivolata dentro una pozzanghera e si è infangata tutta… le ho detto di farsi una doccia…

            DAVIDE - (guardando Irina negli occhi) Hai fatto bene… hem ciao… se hai bisogno di vestirti, in camera mia dovresti trovare qualcosa che ti va…

            IRINA - (sorridendo) Grazie…

           

Bianca è stupita dall’improvvisa cortesia di Davide. Suona il telefono.

            BIANCA - (avvicinandosi al telefono) E ora chi è!

Bianca risponde al telefono a soggetto. Irina si volta per un attimo a seguire il movimento di Bianca. Davide velocemente si toglie le bustine di tasca e tenta di nasconderle in una tasca interna del giubbotto, in quel momento Irina si volta e vede il movimento, incenerisce Davide con uno sguardo, gli afferra il polso, gli strappa di mano le bustine e se le infila velocemente nella tasca dell’accappatoio. Davide non riesce a reagire all’azione rapida di Irina rimanendo bocca aperta.

            IRINA - (fra i denti a Davide) Questa è roba per cesso!

In quel momento Bianca riattacca il telefono. Irina fa cenno a Davide di tacere.

            BIANCA - Porco Giuda, era di nuovo Maria, le tovaglie servono per il pomeriggio… (poi piagnucolando) e ora come faccio!

Irina lancia di nuovo un’occhiataccia a Davide, poi si rivolge a Bianca.

            IRINA - Quali tovaglie?

            BIANCA - Le tovaglie per il ristorante del marito.

Bianca si avvicina al mucchio delle tovaglie, afferra la prima e la sciorina di fronte alla ragazza: sulla tovaglia campeggia una grande macchia scura.

            BIANCA - Queste!

            IRINA - (avvicinandosi) Questa è macchiata!

            BIANCA - Caffellatte per la precisione!

Bianca, presa da un atroce sospetto, spalanca gli occhi e comincia freneticamente a controllare le altre tovaglie. Il liquido, colando le ha macchiate praticamente tutte.

            BIANCA - (disperata) Oh no! Che tragedia! Si sono sporcate tutte! E ora come faccio!?

Bianca si siede di colpo sulla sedia disperata con una tovaglia in grembo e con la testa tra le mani. Irina si guarda intorno per un attimo, guarda Davide, che è rimasto in mezzo alla stanza come un baccalà, poi studia la confusione che regna nella stanza, infine scatta decisa. Afferra il mucchio delle tovaglie e le sbatte sulle braccia di Davide che, per un attimo, vacilla.

            IRINA - (brusca a Davide) Tu porta tovaglie vicino lavatrice, metti dentro quattro per volta, sessanta gradi, poco sapone, lavaggio medio!

            DAVIDE - Ma…

            IRINA - (c.s.) Vai! (poi fra i denti) A quella faccenda ci penso io!

            DAVIDE - Ma io non so far funzionare la lavatrice.

            IRINA - Tu leggere istruzioni su libretto, VAI!

Davide si avvia, ma Irina lo ferma a metà strada.

            IRINA - Quando tu torna porta calzoni e maglietta per me.

            DAVIDE - (frastornato) S… sì…

Davide entra nel bagno. Bianca segue esterrefatta la scena.

SCENA SETTIMA

            BIANCA - Le tovaglie non si asciugheranno in tempo.

            IRINA - Tu lascia fare me… io finire di asciugarmi.

            BIANCA - (allarmata) Oddio, se torna Maria e vede tutto questo casino penserà che…

            IRINA - Dove andare tutta questa roba?

            BIANCA - Nell’armadio.

            IRINA - Perché tu non sistemato dentro?

Bianca fa per parlare poi si piazza le mani sui fianchi e guarda indispettita Irina.

            BIANCA - E tu che cosa credi che abbia fatto tra ieri e oggi?! Ma porco Giuda, prova tu ad infilare tutta questa roba lì dentro!

Irina osserva la montagna di roba da sistemare e poi l’armadio.

            IRINA - Ok, tu porta tutta roba vicino armadio e libera qui, io penso a sistemare armadio.

Irina si avvia verso il bagno lasciando Bianca a bocca aperta. Irina apre la porta del bagno, si trova di fronte Davide che esce e lo fulmina con lo sguardo.

            IRINA - (sollecita) Io finire di asciugare. Tu porta, quando io finito di asciugare, porta me maglietta e calzoni, poi finisci con tovaglie e aiuti lei a portare roba vicino ad armadio. (avvicinandosi a Davide e battendo la mano sulla tasca dell’accappatoio) la roba che ho in tasca finire in water, ok?

            DAVIDE - (inebetito) O… ok…

Irina entra nel bagno e chiude la porta. Bianca e Davide si guardano esterrefatti.

            DAVIDE - Se… sei sicura che sia una colf?

            BIANCA - (allargando le braccia) Mah!

I due restano per un attimo a guardarsi, poi Bianca scatta.

            BIANCA - Dai, veloce, aiutami a portare tutto questo casino vicino all’armadio… liberiamo la stanza.

            DAVIDE - Sì… si… No! Aspetta…

Davide corre verso la sua camera (corridoio di destra) uscendone subito dopo con un paio di calzoni ed una felpa leggera. Va alla porta del bagno e bussa.

            DAVIDE - Ti ho portato da vestire!

La porta del bagno si apre, spunta un braccio nudo che afferra i vestiti.

            IRINA - (da oltre la porta del bagno) Grazie.

Il braccio sparisce e la porta si chiude. Davide spalanca bocca ed occhi, dalla sua espressione si capisce che Irina era nuda. Davide rimane a fissare la porta del bagno. Vedendolo imbambolato, Bianca si avvicina incuriosita.

            BIANCA - Davide?

Bianca comincia a preoccuparsi, si avvicina ancora di più e gli passa la mano davanti agli occhi.

            BIANCA - Davide! Ci sei?

Davide si riprende.

            DAVIDE - Eh? Sì… che c’è?

            BIANCA - Hai visto un fantasma? Dai che dobbiamo sistemare questo terremoto!

            DAVIDE - Niente, niente… (poi fra sé) mi sa che ho visto la madonna!

I due cominciano a afferrare la roba e a disporla ai piedi dell’armadio borbottando a soggetto. Dopo qualche minuto, proprio quando stanno quasi per terminare, Irina esce dal bagno vestita con la roba di Davide, pulita e pettinata. I due si fermano per osservarla, Davide è colpito dalla bellezza della ragazza.

            BIANCA - Beh, direi che va decisamente meglio, no?

            IRINA - Sì… sì… grazie… avere finito con roba armadio?

            BIANCA - Sì… vieni a vedere…

Bianca si avvicina all’armadio, Irina la segue e, nello spostamento, passa vicino a Davide.

            IRINA - (tra i denti a Davide) Se fai entrare ancora merda in casa io infilare tua testa in water!

            DAVIDE - N… no… no…

            BIANCA - Guarda, abbiamo spostato tutto qui, ma ora come facciamo a sistemare tutto?

            IRINA - Io pensare a sistemare, voi far andare lavatrice, quando finita centrifuga, far girare ancora lentamente con sportello aperto e puntare caldobagno su cestello!

            DAVIDE - Ma la roba esce fuori!

            IRINA - (con un dito fa il verso della lavatrice che gira) No, per forza centr… cepte…

            DAVIDE - … si insomma quella roba là…

            IRINA - … sì… panni non uscire.

            BIANCA - (esterrefatta) Ma la lavatrice non gira con lo sportello aperto!

            IRINA - È modello vecchio, se bloccare interruttore sportello, lavatrice funzionare.

            DAVIDE - E come?

            IRINA - Io fare vedere.

Irina e Davide entrano nel bagno, Bianca li segue ma rimane sulla porta. Si sentono a soggetto le spiegazioni di Irina a Davide, poi Irina esce di nuovo dal bagno.

            BIANCA - Ha capito come devi fare?

            IRINA - S… sì.

            BIANCA - (perplessa) Strano.

            IRINA - No problema, io spiegato lui cosa fare con sua testa.

            BIANCA - (stupita) Che cosa?!

            IRINA - Niente, spiegare dopo… io cominciare con armadio e…

Suonano alla porta. Irina sbianca, Bianca si agita.

            BIANCA - Stiamo calme, tu comincia con l’armadio, tiriamo la tenda così nessuno ti vede, cerca di fare meno rumore possibile ma, soprattutto, stai zitta!

            IRINA - Va… bene…

Irina comincia a trafficare con l’armadio. Bianca tira la tenda chiudendo la visuale dell’armadio e va alla porta.

            BIANCA - Chi è?

            MARIA - (da fuori) Sono Maria!

            BIANCA - (fra sé) Oh Signore, che vuole ancora questa!

SCENA OTTAVA

Bianca si avvicina alla porta e l’apre.

            BIANCA - (falsa) Signora Maria, ha bisogno di qualcos’altro?

            MARIA - No, è che mi sono dimenticata di dirle che mio marito manderà lui qualcuno a ritirare le tovaglie… (poi velenosa) visto che suo figlio è impegnato.

            BIANCA - Hem… sì… sì… magari vedo se riesco a fargliele portare…

In qual momento Davide fa capolino dal bagno.

            DAVIDE - Ma’ la prima infornata è asciutta, ho caricato la seconda. (poi saluta appena Maria) Sora Maria.

            MARIA - (stupita) B… buon giorno.

            BIANCA - (stupita e orgogliosa) Come vede l’ho messo al lavoro: sta mandando le lavatrici mentre le preparo le tovaglie.

            MARIA - (vedendo la stanza libera dalla biancheria destinata all’armadio) Ma… ha già finito di fare il cambio di stagione?!

            BIANCA - (impacciata) Hem… sì… be’ insomma…

            MARIA - Come? C’è riuscita?!

            BIANCA - (c.s.) Ve… veramente… aspetti.

Bianca fa capolino al di là della tenda, sobbalza e si gira esterrefatta verso Maria chiudendosi la tenda alle spalle. Maria la guarda perplessa.

            MARIA - Bianca, che succede?

            BIANCA - Hem… l’armadio…

            MARIA - L’armadio cosa?

Bianca, senza dire altro, tira completamente la tenda. L’armadio ha ancora le ante aperte, tutta la roba è stata riposta con cura e nulla è rimasto fuori. Bianca e Maria sono esterrefatte.

            MARIA - Ma… co… come c’è riuscita?!

            BIANCA - (ancora frastornata) Come ci sono riuscita?... Hem… mi… mi ha dato una mano Davide… (compiaciuta) ragazzo in gamba no?

            MARIA - (avvicinandosi all’armadio stupita) Incredibile! C’è entrato tutto ed è… tutto ordinato…

In quel momento esce Davide dal bagno trasportando una montagna di tovaglie in braccio.

            DAVIDE - (depositandole sul tavolo) Questo è il primo mucchio, vado a fare le altre.

Davide fa per tornare in bagno.

            MARIA - (sempre più stupita) Complimenti ragazzo!

Davide si ferma, si gira e le guarda entrambe.

            DAVIDE - Dice a me?

            MARIA - Certo, hai fatto un ottimo lavoro!

            DAVIDE - Lavoro? Quale lavoro?

            BIANCA - Il cambio di stagione no?

Bianca, strizzando l’occhio al figlio, gli indica l’armadio. Davide lo guarda a bocca aperta.

            DAVIDE - (senza che Maria lo senta) Azz…

            MARIA - Ma come hai fatto ad infilarci tutto? E poi con questa precisione!

            DAVIDE - Hem… que… questione di allenamento.

            MARIA - Perché lo hai già fatto altre volte?

            DAVIDE - (scrutando Bianca che annuisce) S… sì… tutti gli an… (Bianca scuote la testa)… no… questo è il primo anno! (Bianca annuisce).

            MARIA - Bravo… veramente bravo!

            DAVIDE - (non abituato ai complimenti) Gr… grazie.

Pausa.

            BIANCA - (risoluta spingendola verso la porta di ingresso) Ora, signora Maria ci deve scusare, altrimenti non riusciamo a preparare per tempo le tovaglie per il ristorante di suo marito.

            MARIA - S… sì… scusate voi.

            BIANCA - (spingendola fuori) Arrivederci!

            MARIA - (uscendo) A… arrivederci.

SCENA NONA

Bianca chiude la porta, si appoggia al battente e tira un sospiro di sollievo. Davide, come un baccalà, sta rimirando l’armadio in perfetto ordine. Bianca lo raggiunge e, con i pugni sui fianchi ammira anche lei l’armadio.

            BIANCA - (sconcertata) Ma come diavolo ha fatto?!

Dal lato sinistro dell’arco improvvisamente Irina fa capolino. I due sobbalzano per la sorpresa.

            IRINA - Andata via?

            BIANCA - Sì, sì…

            IRINA - Visto armadio?

            DAVIDE - (ancora incredulo) Hai buttato qualcosa dalla finestra?

            IRINA - No, essere tutto dentro.

            BIANCA - (incredula) Ci hai infilato tutta la roba che era in giro?!

            IRINA - Sì, tutta.

Davide e Bianca si guardano fra loro.

            BIANCA - Ma come hai fatto?!

            IRINA - (sorridendo) A casa mia in San Pietroburgo sistemare biancheria di undici persone in armadio più piccolo, avere mio sistema.

            BIANCA - Incredibile, sono venti anni che abbiamo questo armadio e non ci sono mai riuscita! Mi avanzava sempre un sacco di roba che ho dovuto sistemare persino sotto il letto! Il problema ora è far trovare pronte le tovaglie per il ristorante!

Irina si guarda intorno.

            IRINA - Quante lavatrici ancora da fare?

            BIANCA - Hum… almeno altre tre.

            IRINA - (a Davide) Tu tornare a caricare lavatrice come io avere detto, io pensare a stirare… (a Bianca) tu sistemare stanza e non accendere altre luci, con lavatrice, caldobagno e ferro stiro, potere saltare contatore.

            BIANCA - (senza riuscire a replicare) S… sì… sì!

Irina e Davide escono di scena entrando nel bagno. Bianca si guarda intorno ancora sconcertata dal terremoto che è entrato in casa. Suonano alla porta, Bianca sobbalza, poi si avvicina alla porta.

            BIANCA - Chi è?

            MARIA - (da oltre la porta) Bianca, sono Maria!

            BIANCA - (allargando le braccia fra sé) Ancora! Ma che l’è preso a questa?

Bianca apre la porta.

SCENA DECIMA

Dall’ingresso si affacciano Maria e Matilde, un’altra condomina del palazzo.

            BIANCA - (forzatamente) Oh signora Matilde che sorpresa! Hem… Maria, mi dispiace ma per le tovaglie è un po’ presto.

            MARIA - No, no, stia tranquilla, non sono venuta per le tovaglie, ho incontrato Matilde per le scale e le ho raccontato di com’è riuscita a sistemare il suo armadio…

MATILDE - Sì, sapendo del poco spazio che avete, Maria è rimasta stupita di come è riuscita a metterci tutto!... Scusi l’invadenza Bianca: me lo farebbe vedere?

Pausa, durante la quale Bianca le guarda come se avesse a che fare con due matte.

            BIANCA - L’armadio?!

            MATILDE - Sì, sì!

            MARIA - La prego Bianca, altrimenti questa non ci crede.

            BIANCA - (le guarda ancora per un momento) Prego… prego…

Bianca si avvicina alla tenda e l’apre. Maria e Matilde osservano l’armadio ancora aperto. Matilde fa qualche passo avvicinandosi per osservare meglio.

            MATILDE - (stupefatta) Incredibile! Ma come ha fatto?! È tutto in perfetto ordine! Ma ha qualcuno che l’aiuta per i cambi di stagione?

            BIANCA - Per i ca… cambi di stagione?

            MARIA - Sì.

            BIANCA - Mio fi… figlio Davide…

            MATILDE - Fantastico, non avrei mai immaginato che un uomo potesse avere tanta cura nel tenere in ordine una casa…

            MARIA - (senza pensarci) Specialmente suo fi…

Maria si ferma in tempo, Bianca la incenerisce con lo sguardo.

            BIANCA - (acida) Come potete vedere Davide sa il fatto suo!

Maria si morde la lingua mortificata.

            MATILDE - (titubante) Senta Bianca…

            BIANCA - Sì?

            MATILDE - (c.s.) Non è che…

            BIANCA - Cosa?

            MATILDE - Sì, insomma… non è che suo figlio potrebbe… fare un salto da me.

            BIANCA - (incuriosita) Per cosa?

            MATILDE - Be’… per darmi… qualche consiglio per il mio armadio?

Bianca la guarda stupita.

            MARIA - Sì… hem… sa… Bianca… volevo farle anch’io… la stessa richiesta…

Bianca le guarda entrambe, gonfia il petto e recupera tutto l’orgoglio perso.

            BIANCA - (con noncuranza) Sì, certo glielo dirò, ci sono un po’ di richieste, ma penso che troverà un po’ di tempo per una “consulenza”! Chiamatemi domani che fissiamo l’appuntamento.

Maria e Matilde si guardano raggianti.

            MARIA/MATILDE - Grazie… grazie, ci contiamo, mi raccomando non si dimentichi di noi!

            BIANCA - (spingendole fuori) Sì, sì, però ora mi dovete scusare perché abbiamo molto lavoro da sbrigare, arrivederci!

Maria e Matilde a soggetto ringraziano ancora e salutano Bianca che finalmente riesce a spingerle fuori della porta.

SCENA UNDICESIMA

Bianca torna a rimirare l’armadio. Si avvicina, apre le ante che erano rimaste chiuse, apre i cassetti, scorre la mano sui vestiti appesi.

            BIANCA - È incredibile: i maglioni non c’erano mai entrati tutti!

Dalla parte del bagno rientra in scena Irina seguita da Davide che regge un’enorme mucchio di tovaglie. Irina guida l’avanzata di Davide che non può vedere davanti a sé.

            IRINA - Venire dritto… così… ora destra… ecco, potere lasciare tovaglie su sedia.

Davide, seguendo la manovra indicata da Irina, deposita il carico sulla sedia.

            IRINA - Ora io cominciare a stirare, (a Davide) tu tornare in bagno per finire ultime due lavatrici, (a Bianca) tu potere sistemare casa se vuoi.

            DAVIDE - Ma… io ho da fare…

            IRINA - (fulminandolo con lo sguardo) Tovaglie molto più importanti!

            DAVIDE - (intimorito dalla personalità della ragazza) S… sì…

            IRINA - Andiamo e sbrigare!

Davide esce di scena rientrando nel bagno

            BIANCA - Sarà meglio che tu ti metta a stirare nel corridoio.

            IRINA - Perché?

            BIANCA - Se rientra Maria… è meglio che non ti veda… mettiti qui vicino all’armadio che io chiudo la tenda.

            IRINA - Ok.

            BIANCA - Irina…

            IRINA - Sì?

            BIANCA - Grazie.

            IRINA - (sorridendo) Per aver sistemato armadio? Oh, stupidaggine!

            BIANCA - No… per Davide.

            IRINA - (prende la mani di bianca fra le sue) Tu avere salvato mia pelle, io eternamente grata!

            BIANCA - (con gli occhi lucidi) Allora siamo in due.

Pausa.

            BIANCA - (con voce rotta dall’emozione) Ora vai che abbiamo una consegna di tovaglie per oggi pomeriggio!

Irina afferra la tavola, la sposta nel corridoio e Bianca chiude la tenda. Bianca si volta verso il pubblico, sorride e sospira soddisfatta, fa per avviarsi in cucina quando dal bagno esce di nuovo Davide con un altro mucchio di tovaglie.

            DAVIDE - Questa sono pronte, ho messo in lavatrice l’ultimo carico.

            BIANCA - (sorridendo) Bravo!

            DAVIDE - Dove lo metto?

            BIANCA - Portalo direttamente a Irina è nel corridoio a stirare.

            DAVIDE - Ok.

            BIANCA - Aspetta che ti apro la tenda.

Bianca esegue e Davide sparisce oltre la tenda. Poi Bianca inizia a riordinare la comune, un attimo dopo Davide esce da dietro la tenda con una grossa pila di tovaglie stirate. Bianca la guarda esterrefatta.

            DAVIDE - Dove le metto?

            BIANCA - Sul…. Sul tavolo… aspetta però.

Bianca afferra uno straccio e uno spruzzino di detergente e pulisce velocemente la superficie del tavolo da lavoro.

            BIANCA - Ecco, ora puoi appoggiarle.

Davide esegue, Bianca rimira la pila delle tovaglie stirate.

            BIANCA - Aspetta un momento… ma questo è il primo carico della lavatrice?

            DAVIDE - No, è il primo e una parte del secondo.

            BIANCA - (esterrefatta) Oh porco mondo!

            DAVIDE - È una ragazza incredibile!

            BIANCA - Me ne sono accorta.

            DAVIDE - Ma da dove è saltata fuori?

            BIANCA - (indicando la porta di ingresso) Da quella parte.

            DAVIDE - (impacciato) Pensavo… da un miracolo.

            BIANCA - Non lo so… non ho mai creduto nei miracoli. (pausa) Almeno… fino ad oggi.

Pausa.

            BIANCA - (riscuotendosi) Ascolta: Maria e Matilde…

            DAVIDE - … le due befane…

            BIANCA - … sono rimaste colpite da come è stato sistemato l’armadio.

            DAVIDE - Ci credo!

            BIANCA - Ho detto che… sei stato tu.

            DAVIDE - Mamma!

            BIANCA - Accidenti! Non potevo dire di Irina!

            DAVIDE - Perché?

            BIANCA - … Poi ti spiego… insomma, Maria e Matilde vorrebbero…

            DAVIDE - (allarmato) Cosa?

            BIANCA - (esitando) … che tu andassi a far vedere loro come si sistema un armadio.

            DAVIDE - Mamma!

            BIANCA - Stai tranquillo, ti farò accompagnare da Irina.

            DAVIDE - Con che scusa?

            BIANCA - Dirai loro che… è… la tua ragazza…

            DAVIDE - (accennando un sorriso) Hem… lei è d’accordo?

            BIANCA - Non gliel’ho ancora detto, ma penso di sì.

Pausa.

            DAVIDE - (sempre sorridendo) Ok.

Pausa.

            BIANCA - Ora facciamo una bella cosa: io sistemo un po’ qui poi vado in cucina, tu datti una sistemata e poi porta le tovaglie giù al ristorante, così anticipiamo i tempi e facciamo un figurone!

            DAVIDE - Sì, sì! Vado!

Davide va in bagno. Bianca comincia a sistemare velocemente la comune, poi entra in cucina. Nello stesso momento Irina spunta dalla tenda con un’altra pila di tovaglie stirate e le deposita sul tavolo. Nello stesso momento dal bagno esce Davide: si è tolto il giubbotto di pelle, indossa un semplice maglione ed ha un aspetto completamente diverso, più ordinato e più pulito.

           

            DAVIDE - (leggermente imbarazzato) Ca… caspita, hai già finito un’altra pila?

            IRINA - (guardandolo compiaciuta) Ora sì che tu va meglio!

            DAVIDE - Hem… do… dovrò fare due viaggi per portare tutto.

            IRINA - Fra poco pronte altre tovaglie.

            DAVIDE - La lavatrice ha quasi finito l’ultimo carico.

Davide si avvicina a Irina.

            DAVIDE - (imbarazzato) Ti volevo…

            IRINA - (guardandolo negli occhi) Sì?

            DAVIDE - Ti volevo ringraziare per quello che stai facendo per mamma.

            IRINA - (sorridendo) Sono io che dovere ringraziare tua mamma.

            DAVIDE - Per cosa?

            IRINA - Per tante cose… e dovresti ringraziarla anche tu.

            DAVIDE - (abbassando la testa) Sì… lo so.

Irina fa una carezza sulla guancia di Davide e gli da un bacio sull’altra.

            IRINA - Ora vai a portare tovaglie.

            DAVIDE - (guardandola perso negli occhi di lei) S… sì.

Irina torna dietro la tenda a stirare. Davide afferra la prima pila di tovaglie e si avvia verso la porta di ingresso.

SCENA DODICESIMA

Nello stesso momento si apre la porta di ingresso ed entra Andrea, fa qualche passo in scena poi si ferma, si guarda intorno stupito dal radicale cambiamento. Al colmo dell’incredulità, torna indietro, riapre la porta di ingresso e legge il nome sulla targa esterna per essere sicuro che sia casa sua. Contemporaneamente Davide torna indietro, depone le tovaglie sul tavolo e guarda indispettito il fratello.

            DAVIDE - Hai finito di arieggiare la casa?

Andrea chiude la porta e guarda stupito il fratello.

            ANDREA - Ma che t’è successo? Hai deciso di farti prete?

            DAVIDE - (brusco) Perdi sempre l’occasione per stare zitto.

Dalla cucina esce Bianca.

            BIANCA - M’era sembrato di sentir parlare… ah, sei tu!

            ANDREA - Ma che sta succedendo in questa casa?

Davide e Bianca si guardano tra loro.

            BIANCA - Hem… ci stiamo sbrigando perché entro un’ora dobbiamo consegnare le tovaglie per il ristorante del marito di Maria… tuo fratello mi dà una mano.

Andrea guarda stupito Davide.

            ANDREA - Tu… cosa?!

            DAVIDE - Hem… dovresti dare una mano anche tu!

            ANDREA - Che mi venga un colpo! Tu ed il lavoro non siete mai andati d’accordo!

            BIANCA - (brusca) Dovresti cominciare ad andarci d’accordo anche tu!

In quel momento esce Irina da dietro la tenda con un’altra pila di tovaglie stirate, raggiunge il tavolo e ve le deposita. Andrea segue la manovra a bocca aperta.

            ANDREA - E questa chi è?

            BIANCA - Hem… Irina, questo è Andrea l’altro mio figlio, (a Andrea) lei è Irina… è russa… è un’amica… le ho chiesto di darci una mano con le tovaglie.

            ANDREA - (che non riesce a staccare gli occhi da Irina) Le… le tovaglie?

            IRINA - (squadrando Andrea) Tu tornato da scuola?

            ANDREA - S… sì….

            IRINA - Bene, tu aiutare tuo fratello a portare tovaglie in ristorante.

            ANDREA - Ma io…

            BIANCA - Andrea, lascia qui zaino e libri e aiuta tuo fratello!

            ANDREA - (cercando di protestare) Io devo…

            BIANCA - FORZA! Senza discutere! Via!

            DAVIDE - (battendo una mano sulla spalla di Andrea) Forza Superman, una pila per uno.

            ANDREA - (insofferente) Ma va’ al diavolo!

Davide ed Andrea afferrano le tovaglie ed escono dalla porta di ingresso. Bianca segue esterrefatta l’uscita dei due ragazzi.

            BIANCA - È… è la prima volta che mi danno retta!

            IRINA - (sorridendo) Perché tu non avere otto fratelli come me!

            BIANCA - Otto fratelli?!

            IRINA - Sì, e se io non tenere duro, loro approfittare.

            BIANCA - Me ne sono accorta.

            IRINA - Io finire di stirare.

Irina, che si trova sulla sinistra del tavolo, si gira per tornare dietro la tenda e, per un attimo, si trova di fronte alla porta di ingresso.

SCENA TREDICESIMA

In quel preciso momento Gilberto entra dalla porta di ingresso e si trova di fronte Irina, resta perplesso per un attimo, non si accorge di Bianca in quanto è coperta da Irina, fa per dire qualcosa, poi si guarda intorno confuso.

            GILBERTO - Oh… mi scusi, devo aver sbagliato appartamento.

Gilberto fa per andarsene.

            BIANCA - Gilberto, sono qua, non ha sbagliato casa.

Gilberto guarda stupito Bianca, poi Irina

            BIANCA - Questa è Irina, mi sta dando una mano con le tovaglie. Irina, questo è Gilberto, mio marito.

            GILBERTO - Pia… piacere.

            IRINA - Tu tornato ora da lavoro?

            GILBERTO - (avviandosi verso il bagno) Sì e vorrei andarmi a fare una doccia.

            IRINA - Alt!

Gilberto si blocca, Bianca sorride sotto i baffi.

            IRINA - Entro prossima ora noi dovere consegnare tutte tovaglie.

            GILBERTO - Tovaglie? Quali tovaglie?

            BIANCA - Quelle che tuo figlio ha macchiato con il caffellatte!

            GILBERTO - (brusco accenna a tornare sui suoi passi) Ecco, brava, mandaci tuo figlio a portarle!

            BIANCA - Già fatto!

Gilberto si blocca.

            GILBERTO - (stupito) Come?!

            BIANCA - Tuo figlio Andrea sta consegnano un carico di tovaglie pulite al ristorante del marito di Maria…

            GILBERTO - Incredibile, almeno servisse da esempio per quell’altro vagabondo!

            BIANCA - (proseguendo come se non l’avesse sentito)… seguito da tuo figlio Davide con un altro carico.

Gilberto le guarda entrambe esterrefatto.

            IRINA - E se tu portare questo carico, noi avere quasi finito!

            GILBERTO - (riprendendo la via del bagno) Non ci penso nemmeno!

            BIANCA - E mi raccomando, prima di prendere le tovaglie, lavati le mani!

            GILBERTO - (fermandosi) Ma io sono…

            IRINA - Fra un’ora consegna deve essere finita.

            GILBERTO - (cercando di reagire) Io non ho nessuna intenzione di…

            BIANCA/IRINA - (all’unisono indicando il bagno) LE MANI!

            GILBERTO - Ma…

            BIANCA - Su, veloce!

Gilberto entra nel bagno, si sente scorrere l’acqua e, dopo un secondo è di nuovo fuori.

            IRINA - Le tovaglie!

            GILBERTO - Le… to… tovaglie… sì.

Gilberto afferra le tovaglie e si avvia verso la porta, Bianca va ad aprirgli.

            IRINA - Gilberto?

            GILBERTO - S… sì?

            IRINA - Tu sbrigare, fra venti minuti pronto altro carico per consegna.

            GILBERTO - S… si…

Gilberto esce. Bianca chiude la porta e si volta verso Irina. Le due donne si guardano tra loro per un attimo, poi scoppiano a ridere. Il sipario si chiude sulle loro risate.

SIPARIO

FINE PRIMO ATTO


SECONDO ATTO

SCENA

La comune dell’appartamento. Parete di sinistra: tra la porta di ingresso e quella della cucina, un mobile da ufficio a schedario con sopra una fotocopiatrice. Parete di fondo: il tavolo da lavoro è stato spostato sulla destra, parallelo al fondale, occupa metà circa dell’apertura ad arco, sulla sinistra del tavolo un pianale a ruote sul quale stanno appoggiati diversi pacchi di biancheria pronta per la consegna. Dall’arco due catenelle sostengono un grande cartello recante la scritta:

CAMBIO DI STAGIONE s.n.c.

Lavanderia, Stireria e Tintoria

Siamo specializzati in riordino stagionale di guardaroba a domicilio

voi pensate a girare il calendario che al vostro armadio pensiamo noi!”

L’apertura ad arco è chiusa da un nuovo tendaggio. Parete di destra: il divanetto è scomparso, al suo posto, parallela alla parete, una scrivania da ufficio con poltroncina, computer, telefono ecc. L’intera scena ha un aspetto più fresco, pulito e ordinato rispetto a quella del primo atto.

SCENA PRIMA

Mattina. Diversi mesi dopo la vicenda del primo atto. Dietro il tavolo da lavoro Andrea e Davide stanno preparando ed imballando della biancheria pronta per la consegna, I due ragazzi indossano due camice uguali con la sigla C.D.S. ricamata sul taschino. Irina, alla scrivania, sta battendo sulla tastiera del PC, indossa anche lei la camicia della ditta, gonna, tacchi, occhiali e capelli raccolti, il tutto le dona un’aria decisamente professionale. Squilla il telefono sulla scrivania, Irina solleva la cornetta e risponde.

            IRINA - “Cambio di stagione” buon giorno! (ascolta) Sì? (ascolta) Solo riordino stagionale o anche pulizia capi invernali? (ascolta) Capito, volere servizio completo. (ascolta) Quante persone famiglia? (ascolta e scrive) Che dimensioni armadio? (ascolta e scrive) Due armadi? Bene. (ascolta e scrive) Quando? Un momento, vedere impegni. (copre la cornetta e si rivolge a Davide) Spostato appuntamento giovedì via Garibaldi?

Davide controlla un’agenda.

            DAVIDE - Sì, l’abbiamo sostituito anticipando quello con i signori Galimberti di lunedì.

            IRINA - Quindi lunedì libero?

            DAVIDE - (sfogliando l’agenda) Sì, ma mi avevi detto di tenerlo disponibile per gli Strudel.

            IRINA - (batte due tasti al PC) Hum… quelli essere tedeschi se avere detto che confermare per oggi, vuol dire che confermare per oggi! (di nuovo al telefono) Appuntamento per mercoledì prossima settimana. (ascolta) No, dispiace, noi non potere venire prima. (ascolta) bene, noi mandare incaricato per sopralluogo e per accordi. (ascolta) Prezzo? No, io potere dire solo dopo sopralluogo. (ascolta) bene, dare nome e numero telefono, noi confermare tutto tra due giorni. (ascolta) Non preoccupare… sì, sì, bene dasvidania… hem arrivederci (riattacca il telefono).

Durante tutta la scena precedente Bianca esce una volta da dietro la tenda con una pila di biancheria lavata e stirata, la deposita sul tavolo da lavoro, parlotta con Andrea che la prende in consegna per preparala. Bianca scompare di nuovo oltre la tenda. Irina finisce di scrivere poi si rivolge ai ragazzi.

            IRINA - (uscendo da dietro la scrivania) Finire di preparare prossima consegna, poi tu (a Andrea) aiutare tuo padre a finire consegne e tu (a Davide) oggi andare a fare preventivo per i Gatti.

            DAVIDE - I gatti?! (sorridendo) Abbiamo aperto anche una toilette per animali?

            IRINA -  No, essere nome cliente che appena telefonato.

Da dietro la tenda spunta Bianca con una pila di biancheria.

            BIANCA - (ansimando) Ragazzi, questo è l’ultimo.

            ANDREA - Metti qui, ci pensiamo noi.

            IRINA - (annotando qualcosa su un notes che ha in mano) Prima di preparare nuova consegna, caricare questa su furgone.

            ANDREA - (sorridendo) Sì capo!

            IRINA - (storcendo la bocca) Tu troppo spiritoso!

            ANDREA - (c.s.) E tu troppo “boss”!

Irina fa per controbattere quando, dalla porta di ingresso, entra Gilberto.

SCENA SECONDA

Anche Gilberto indossa la camicia con la sigla della ditta. Si avvicina al bancone con alcuni fogli in mano. Tutti fanno capannello intorno al bancone.

            GILBERTO - Ciao a tutti… dunque… Irina, queste sono le consegne fatte… (consegna alla ragazza dei fogli che sfoglia controllandoli)… questi sono i nuovi ordini… (consegna altri fogli)… c’è anche una richiesta di preventivo di due cambi di stagione dei proprietari di due ristoranti…

            DAVIDE - Fantastico!

            GILBERTO - (tirando fuori diversi assegni) E questi… sono i pagamenti delle ultime fatture.

Gilberto, orgoglioso, stende sul banco gli assegni e tutti li guardano senza proferir parola.

            GILBERTO - (con un ghigno) Beh? Vi si è seccata la lingua?

            DAVIDE - (prendendone uno con due dita e sollevandolo) Oh cazz…

            GILBERTO - (c.s.) Guarda che non morde mica!

Bianca, Davide e Andrea guardano rapiti l’assegno.

            BIANCA - (a bocca aperta) Gi… Gilberto… sia… siamo per caso diventati ricchi?

            GILBERTO - (c.s.) Tu che dici?

Irina, recupera veloce tutti gli assegni, lasciando il gruppo deluso.

            IRINA - Basta così! Questi servire anche a pagare spese!

            ANDREA - (sorridendo) Hei boss, non è che fuggi in Russia con i capitali?

Bianca esce dal bancone e si avvicina a Irina sorridendo.

            BIANCA - (mettendole le mani sulle spalle commossa) Il cambio di stagione che facciamo negli armadi degli altri non è niente in confronto a quello che tu hai fatto in questa famiglia!

            IRINA - Stesso cambio che voi fatto a me!

Irina abbassa la testa commossa, Bianca l’abbraccia e tutti applaudono. Poi Irina si riprende, si asciuga furtivamente i lucciconi e torna il boss di prima.

            IRINA - FORZA! TUTTI IN LAVORO!

            ANDREA - (a Davide) Eccola là, ti pareva!

            IRINA - (a Andrea e Gilberto) Voi andare a fare consegne, (a Andrea) tu iniziare a preparare prossima, poi venire con me per giro di preventivi cambi stagione, (a Bianca) tu iniziare lavatrici.

            GILBERTO/BIANCA/DAVIDE/ANDREA - (all’unisono) SI CAPO!

Pausa. Irina li guarda sorridendo.

            IRINA - Venire qui, dare me “cinque”!

Tutti si avvicinano a Irina e tutti insieme (o uno per volta) battono il loro palmo con quello di Irina scambiandosi un “cinque”.

            GILBERTO - Noi andiamo, (a Andrea) dai facciamo scendere il carrello.

Andrea carica l’ultimo pacco sul carrello e Gilberto apre la porta d’ingresso, i due afferrano il carrello e cominciano la manovra per farlo uscire, nel momento in cui stanno per attraversare la porta, dalla stessa spunta Maria.

SCENA TERZA

            MARIA - Oh scusate!

            GILBERTO - Prego Maria entri pure.

Maria entra scambiando qualche parola a soggetto con Gilberto e Andrea. Irina torna alla scrivania. Gilberto e Andrea escono dalla porta di ingresso spingendo il carrello.

            MARIA - (esitando) Non… vorrei disturbare

DAVIDE - (a parte alla madre) Oh porc… e questa che vuole?

            BIANCA - (a parte a Davide sorridendo) Lo sai benissimo che vuole… (poi a Maria) Venga Maria, mi scusi ma io ho un po’ da fare di là, per qualsiasi cosa c’è Davide.

            MARIA - Sì… grazie!

BIANCA - (a parte a Davide sghignazzando perfida) Divertiti!

            DAVIDE - (fra i denti alla madre) Ma vaffa…!

            IRINA - (avviandosi seguendo Bianca sul retro della tenda) Bianca… io aiutare per preparare consegna.

            DAVIDE - (fra i denti a Irina) Vigliacche vi siete coalizzate!

Bianca e Irina escono di scena sparendo dietro la tenda ridacchiando fra loro.

            DAVIDE - (sospirando rassegnato) Mi dica Maria, le serve qualcosa? Suo marito ha necessità di lavare le tovaglie del ristorante?

            MARIA - (melliflua) No, no, gliel’avete consegnate già tutte ieri… mio marito è molto soddisfatto del vostro servizio.

            DAVIDE - Grazie, ringrazi anche suo marito.

            MARIA - (guardandosi intorno) Beh… vedo che la ditta è ben avviata!

            DAVIDE - Sì, un po’ di fortuna e l’impegno di tutti hanno fatto il miracolo… fra qualche settimana cambieremo sede e assumeremo qualche dipendente.

            MARIA - (stupita) Davvero?!   

            DAVIDE - Sì, abbiamo bisogno di più spazio, da soli non riusciamo più a smaltire tutto il lavoro… e sta aumentando sempre di più.

            MARIA - Bene… sono veramente contenta per voi. (pausa, Maria cerca le parole per affrontare l’argomento successivo) E… quella ragazza… Irina… è… la tua ragazza?

            DAVIDE - (sospirando) No… è solo una collaboratrice della ditta.

            MARIA - (fra sé) Bene, (poi a Davide) hem… sai che mia figlia è diventata primo assistente chirurgo?

            DAVIDE - (che non gliene frega niente) Ah, davvero fantastico!

            MARIA - Le ho parlato tanto di voi.

            DAVIDE - Beh il nostro non è certo un lavoro paragonabile a quello di sua figlia.

            MARIA - (suadente) Non è detto sai… ora che state per diventare industriali!

            DAVIDE - Non esageri! (perfido) Ma… sua figlia non stava insieme a quel medico…?

            MARIA - (storcendo il naso) Non più… non era un buon partito per lei… (riprendendo foga) tu invece…

            DAVIDE - … io invece?

            MARIA - Beh… vi conoscete da anni…

            DAVIDE - Non ci siamo mai frequentati, ed molto che non la vedo, sarà sicuramente impegnatissima.

            MARIA - Altri tempi, a… a lei piacerebbe molto rivederti.

            DAVIDE - (cercando una scusa per tagliare corto) Beh… qui siamo sempre aperti.

            MARIA - (entusiasmandosi) Allora posso portarla…

            DAVIDE - (interrompendola) Signora Maria, non vorrei essere scortese, ma… sono molto impegnato in questo periodo… l’avvertirò io quando avrò un minuto.

            MARIA - (raggelandosi) Ah… va bene… magari, ripasso… quando?

            DAVIDE - Le faccio sapere io Maria, venga che l’accompagno.

            MARIA - Sì, grazie.

Davide accompagna Maria alla porta. La donna prima di uscire si volta.

            MARIA - Ma, mi raccomando… ci conto!

            DAVIDE - (spingendola fuori con garbo) Non dubiti signora.

            MARIA - Arrivederci.

            DAVIDE - Arrivederci.

Maria esce, Davide chiude la porta ci si appoggia con le spalle, chiude gli occhi e fa un gran sospiro.

SCENA QUARTA

Da dietro la tenda escono Bianca e Irina che scimmiottano l’incontro.

            BIANCA - Venga signor Davide che c’è mia figlia disponibile!

            IRINA - Sono moltissimo impegnatissimo, non so quando possibile!

            DAVIDE - (sbuffando sempre appoggiato alla porta) Avete finito?

            BIANCA - Allora ripasso?

            IRINA - Sì fra cento anni!

Le due donne ridono.

            DAVIDE - Andate al diavolo!

Si dirige deciso verso il bancone e riprende a lavorare. Bianca si avvicina.

            BIANCA - Non te la prendere, dovresti essere contento: ci hanno snobbato per anni, ti hanno sempre considerato un nullafacente e, ora che sentono odore di soldi vengono a farti la corte!

            DAVIDE - (cupo) Lascia perdere.

            BIANCA - (scrollando le spalle) Lo dicevo per te. (poi sospirando) Ok, ok, come non detto, (lanciando un’occhiata a Irina) io torno di là.

Bianca esce sparendo dietro la tenda. Davide continua a lavorare imballando la biancheria con malgarbo, Irina si avvicina.

            IRINA - Perché tu arrabbiare?

            DAVIDE - (senza guardarla) Non sono arrabbiato!

            IRINA - Allora perché continuare a trattare male carta da imballo?

            DAVIDE - (si ferma sbuffando) Ma perché vi prodigate tanto per me, sarò padrone di decidere quello che voglio e che non voglio fare?!

            IRINA - Dottoressa figlia di Maria essere bella ragazza, buona posizione, e…

            DAVIDE - (sbottando) E BASTA! MA NON AVETE ALTRO DA FARE CHE PREOCCUPARVI TUTTI PER ME?!

Silenzio glaciale, Irina solleva le mani.

            IRINA - Ok, ok, scusa, io non volere far incazzare.

           

Pausa.

            DAVIDE - (sospirando) No… scusa tu, ma… non sopporto che mi si dica cosa devo e non devo fare.

            IRINA - Io dare solo consiglio.

            DAVIDE - (continuando a lavorare) La figlia di Maria…non è la ragazza che… mi interessa.

            IRINA - (che ha capito) Io… andare di là… tua madre bisogno di aiuto.

Irina si avvia spedita verso la tenda. Davide smette di lavorare.

            DAVIDE - Improvvisamente non ti interessano più i miei progetti?

            IRINA - (bloccandosi ad un passo dalla tenda risponde senza voltarsi) Sei tu che non volere più parlare.

            DAVIDE - Certo che voi russi siete piuttosto scarsi di immaginazione.

Irina, ferma davanti alla tenda, abbassa la testa, resta ferma per un attimo, si volta e si avvicina a Davide.

            IRINA - (ad un palmo dal viso del ragazzo) Guardami. (Davide esegue) Tu non… immaginare quanto anch’io volere, ma… non posso.

            DAVIDE - (rianimandosi) Perché?

            IRINA - Non… posso… non chiedere altro… prego.

            DAVIDE - (docilmente) È inutile spiegarti cosa sono stati tutti questi mesi per me, viverti accanto e aver creato tutto questo insieme a te è stato molto più che innamorarmi di te e tu questo lo hai sempre saputo, non negarlo!

            IRINA - Sì… ma io non potere…

            DAVIDE - (sbottando) Maledizione, ti faccio così schifo?!

            IRINA - (istintivamente si avvicina ancora di più e tappa la bocca a Davide) NO… no, non dire questa cosa, io… tu…

            DAVIDE - (le accarezza il viso e la guarda negli occhi) E allora qual è il problema?!

Irina per un attimo ricambia intensamente lo sguardo, Davide si avvicina lentamente per baciarla, Irina per un attimo si lascia andare, ma quando le labbra stanno per toccarsi, la ragazza abbassa la testa e il bacio di Davide va a finire tra i suoi capelli.

            IRINA - (confusa si divincola dall’abbraccio) Io… io… non potere…

Irina fugge da Davide e esce dalla porta di ingresso.

            DAVIDE - Irina! (corre alla porta l’apre e urla fuori) IRINA!

Da dietro la tenda esce Bianca agitata.

            BIANCA - Che succede?!

            DAVIDE - (appoggiandosi allo stipite della porta affranto) Se n’è andata… io… io, non posso fare a meno di lei.

            BIANCA - (calmandosi) Lei lo sa benissimo.

            DAVIDE - (agitandosi) E allora perché non vuole?!

            BIANCA - Davide… Irina non ha avuto una vita facile, ma… sa cosa vuol dire amare e se non te lo può dire un motivo ci deve essere.

            DAVIDE - (sbottando) Io invece non ho fatto altro che divertirmi! Al diavolo!

Davide, furibondo, sparisce dietro la tenda. Bianca si appoggia al bancone abbattuta. Dalla porta di ingresso rientrano Gilberto e Andrea.

SCENA QUINTA

            ANDREA - (allegro) La ditta “Cambio di stagione” ha colpito ancora!

            GILBERTO - (sventolando due assegni) Hei gente, abbiamo altre due fatture pagate e tre nuovi appuntamenti per riordino guardaroba… (vedendo Bianca si raggela) Ma che succede?

            BIANCA - (abbacchiata) Niente.

            GILBERTO - Come “niente”? Hai una faccia che sembra una crisi di governo.

            BIANCA - Irina se n’è andata.

            GILBERTO - (allarmandosi improvvisamente) CHE COSA?!

            ANDREA - Come?

            GILBERTO - (agitatissimo) QUANDO È USCITA?

            BIANCA - Du… due minuti fa,… ma che ti prende?

            GILBERTO - (c.s.) MALEDIZIONE NON DEVE USCIRE!

            ANDREA - Perché?

            BIANCA - Ha discusso con Davide ed è uscita…

            GILBERTO - DAVIDE!

Davide esce dalla tenda.

            DAVIDE - (scocciato) Che c’è?

            GILBERTO - (prendendolo per il bavero) DEVI DIRMI DOVE È ANDATA IRINA!

            DAVIDE - (esterrefatto) Hei ma che ti prende!? Sei diventato matto? Che ne so dov’è andata?

            GILBERTO - VIENI SUBITO CON ME, DOBBIAMO TROVARLA!

            DAVIDE - MI VUOI DIRE CHE TI PRENDE?!

            GILBERTO - Maledizione, Irina non può uscire da sola… SE LA PRENDONO L’AMMAZZANO!

            DAVIDE - CHE?!

            BIANCA - (portandosi le mani alla bocca) Oh mio dio!

Davide fa per uscire di corsa, ma Gilberto lo trattiene per un braccio.

            GILBERTO - Aspetta un momento! (tira fuori velocemente un cellulare e compone un numero, un secondo dopo qualcuno risponde) Sì, sono io, è uscita da sola, non abbiamo potuto fermarla (ascolta) Sì… speriamo bene… scendiamo subito! (ripone il cellulare) Presto, andiamo!

            ANDREA - Vengo anch’io!

            DAVIDE - No, tu stai qui, se Irina rientra deve trovare qualcuno! (a Gilberto) con chi parlavi al cellulare?

            GILBERTO - Te lo spiego dopo andiamo!

Davide e Gilberto escono di corsa.

SCENA SESTA

            ANDREA - (spaventato) Ma che sta succedendo?

            BIANCA - (c.s.) Non lo so… o meglio, forse lo so, ma non lo vorrei sapere!

            ANDREA - Che vuoi dire?

            BIANCA - Poi te lo spiego…

            ANDREA - (sbottando) POSSIBILE CHE IO SIA L’UNICO STRONZO A NON SAPERE NULLA?!

           

Bianca istintivamente gli tira uno schiaffo.

            BIANCA - (cercando di calmarsi) Stai calmo e non alzare la voce! Siamo già tutti abbastanza tesi e spaventati!

Improvvisamente da fuori si sentono delle urla. Bianca e Andrea sobbalzano, dalla porta di ingresso entra di corsa Irina, si capisce che sta fuggendo da qualcuno, è scarmigliata, affannata e spaventata. Subito dietro di lei entra di corsa Rodolfo, indossa jeans giubbotto di cuoio ed occhiali scuri, si capisce subito che si tratta di un delinquente. Bianca e Andrea si allontanano istintivamente spaventati. Irina fa qualche passo incespicando, viene subito raggiunta da Rodolfo che l’afferra per i capelli. I due finiscono al centro della scena, Bianca e Andrea si allontanano spostandosi sulla destra. Rodolfo afferra Irina per un braccio, tira fuori un coltello a serramanico, fa scattare fuori la lama e la punta alla gola di Irina.

            RODOLFO - (fra i denti minaccioso) Dove credevi bellezza? È un bel po’ che ti stiamo dietro, aspettavamo solo che l’uccellino uscisse dal nido!

            ANDREA - (fa un passo avanti) LASCIALA STARE!

            RODOLFO - Uh, che paura! Il ragazzino alza la voce! (poi di nuovo minaccioso) Ancora un passo e ti potrai legare le scarpe con le budella di questa troia!

Irina cerca di divincolarsi, Andrea fa un altro passo verso i due, Rodolfo la stringe ancora a sé spingendo il coltello sulla gola. E comincia ad indietreggiare verso la porta di ingresso.

            RODOLFO - Stai ferma! Ora facciamo un patto: io mi porto via questa cagna, voi ve ne state lì buoni buoni dove siete, sapete ho alcuni amici che hanno la mania di dar fuoco a tutto,  è meglio che non gli faccia venire la voglia.

            ANDREA - (furente) Non ci fai paura, chiameremo la polizia.

            RODOLFO - (con un ghigno) E cosa gli racconterete che avete tenuto in casa una clandestina? Saranno cazzi vostri!

Dalla porta di ingresso entra trafelato Davide trovandosi alle spalle di Rodolfo e di Irina.

            DAVIDE - (con rabbia repressa) Lasciala stare!

Rodolfo, tenendo sempre stretta a sé Irina, si volta.

            RODOLFO - (con un ghigno) Guarda, guarda, Davide! Che sorpresa! Non mi dire che fai parte della famigliola?

            DAVIDE - (fra i denti) Se le torci un capello ti ammazzo!

            BIANCA - Davide… lo… conosci?

            RODOLFO - Eh sì, signora, io e suo figlio siamo stati soci in affari.

Rodolfo minacciato da Davide, trascinando Irina, indietreggia sempre di più verso la tenda sul fondo della scena.

            BIANCA - Davide!

            DAVIDE - Non dargli retta, non senti come puzza? Puzza di morto ed io sono tra i vivi da un pezzo!

            RODOLFO - (ironico) Uh! Siamo anche filosofi! Perché non racconti a tua madre che affari d’oro che facevamo con la polvere?

            BIANCA - (allarmata) Davide!

            DAVIDE - Stai tranquilla mamma, l’unica volta che mi sono trovato in tasca quella merda è andata a finire direttamente nel cesso! E tutto questo grazie a Irina, (minaccioso a Rodolfo) lasciala andare se non vuoi che ti riduca la faccia in poltiglia!

            RODOLFO - Ah, bene! Ti sei innamorato di questa troia!

            DAVIDE - (intensamente) Sì… e… non immaginavo che si potesse amare così intensamente. Ciò che hai tra le mani ha cambiato la mia vita e la vita di tutta la mia famiglia, ci sono cose rare al mondo, cose che lasciano il segno!

            RODOLFO - Ma che bel quadretto! Bene, ora noi due usciamo dalla finestra della camera e ce ne andiamo dalla scala antincendio e voi ve ne state tranquilli.

Rodolfo fa per allontanarsi oltre la tenda trascinando Irina con sé, ma Davide con una battuta lo blocca.

            DAVIDE - Dimmi una cosa? Avevi una ragazza anche tu una volta, che fine ha fatto?

            RODOLFO - (adombrandosi) Vai a farti fottere!

            DAVIDE - Se non sbaglio se n’è andata all’altro mondo grazie proprio a quel lerciume che spacci da anni!

            RODOLFO - (infuriato) FATTI I CAZZI TUOI!

            DAVIDE - (comincia ad avanzare lentamente verso Rodolfo) Perché Ti arrabbi? Eppure conosci bene l’effetto che fa. Non ti sei preoccupato quando l’hai vista vomitare lo stomaco, rantolare, puzzare…

            RODOLFO - (c.s.) STAI ZITTO!

            DAVIDE - … fino a farsi scoppiare il fegato, fino a rigurgitare sangue perfino dagli occhi..

            RODOLFO - (stravolto) ZITTOOOO!!!

SCENA SETTIMA

La scena successiva avviene in sequenza rapida: Rodolfo, accecato dall’ira, lascia per un attimo la presa su Irina, la ragazza si divincola e fugge in direzione di Davide, da dietro la tenda spuntano due poliziotti in borghese che, veloci come fulmini, afferrano Rodolfo puntandogli addosso due pistole.

            PRIMO POLIZIOTTO - (mostra il distintivo) Polizia! Stai buono e non si farà male nessuno!

            SECONDO POLIZIOTTO - Appoggia il coltello sul tavolo tenendo le mani bene in vista.

Rodolfo esegue. Mentre Irina si rifugia tra le braccia di Davide.

            PRIMO POLIZIOTTO - Metti la mani dietro la schiena.

Rodolfo esegue ed il secondo poliziotto lo ammanetta. Poi entrambi si avviano per scortarlo fuori della porta di ingresso. Prima di uscire il secondo poliziotto si ferma un attimo sulla porta.

            SECONDO POLIZIOTTO - State tranquilli non vi darà più fastidio, era un bel po’ che gli stavamo dietro e, grazie a Irina, siamo riusciti a incastrarlo.

            IRINA - (esterrefatta) Io? Ma… io… io non avere fatto nulla… io… io (abbassando la testa) battevo strada per lui…

Da dietro la tenda esce Gilberto.

            GILBERTO - Sono stato io.

Tutti si voltano stupiti verso di lui.

            GILBERTO - Quando Irina è arrivata in casa, sono andato alla polizia a chiedere informazione su di lei… scusami Irina, ma dovevo farlo… quando hanno saputo che si trattava della preferita del “Sultano”, il padrone assoluto della prostituzione in città, mi hanno suggerito di tenerla d’occhio: sarebbe servita da esca per farlo uscire allo scoperto, loro l’avrebbero protetta fuori e io in casa, fino a quando non lo avessero preso.

            SECONDO POLIZIOTTO - (trascinando via Rodolfo e passando davanti a Irina) Stai tranquilla nessuno ti metterà più le mani addosso e potrai restare in Italia finché vorrai.

I due poliziotti escono trascinando via Rodolfo.

SCENA OTTAVA

GILBERTO - (prende il coltello a serramanico e lo chiude) Questo lo terremo per ricordo.

Bianca si avvicina a Rodolfo e l’abbraccia con le lacrime agli occhi.

            BIANCA - Sono fiera di mio marito!

            ANDREA - Scusatemi, io non sapevo nulla… scusami Irina!

Irina, ancora scossa, fa un cenno di assenso con la testa.

            DAVIDE - (carezzando la testa di Irina ancora abbracciata a lui) Ora non hai più nessun motivo per andartene… questa è casa tua.

Irina si scioglie dall’abbraccio e si allontana qualche passo da Davide che la guarda perplesso.

            IRINA - No Davide… questa purtroppo non favola che finisce bene… io non potere restare…

Tutti si avvicinano a Irina sgomenti.

            BIANCA - Ma… ormai non corri più nessun pericolo!

            GILBERTO - Sei stata tu a creare “Cambio di stagione”, perché te ne vuoi andare?

            ANDREA - La tua vita è qui… siamo la tua famiglia!

Irina li guarda uno per uno.

            IRINA - Io… voglio bene a tutti, voglio bene a te Davide, ma… non potrei amare come persona normale.

            DAVIDE - (prendendola per le spalle) Irina guardami! (la ragazza esegue) Una volta per tutte: dimmi c h e  c o s a  c’ è?

Irina lo guarda angosciata, è impacciata e non riesce a parlare.

            BIANCA - (mettendo un braccio sulle spalle) Davide, Irina è scossa e spaventata, non la stressare ancora, lasciamo che riposi un po’ ora.

            IRINA - (staccandosi da Bianca) No, voi dovere sapere. (si avvicina a Andrea e gli accarezza il viso) Io sono pericolo per te… io ho… AIDS.

Sulla scena scende il gelo. L’unico rumore che si sente è il coltello che dalla mano di Gilberto cade a terra. Poi Davide sorride prende tra le sue la mano di Irina e la guarda negli occhi.

            IRINA - Io… condannata.

            DAVIDE - (dolcemente) Quando nella vita di una persona si verificano i “cambi di stagione”, portano con sé cose belle e cose meno belle ma, come considerarle, dipende solo dal nostro modo di affrontare, l’importante è saperle accettare perché anche la cosa più misera, più semplice, più dolorosa può diventare magnifica. Tu hai portato il più grosso cambiamento di stagione nella vita di questa famiglia e nella mia… anzi tu stessa sei il nostro cambio di stagione ed il tuo posto è qui con noi.

Davide abbraccia Irina che ricambia.

   

SIPARIO

FINE DELLA COMMEDIA

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