Camminando con Francesco

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CAMMINANDO CON FRANCESCO

con le musiche di Forza Venite Gente

di A. Paulicelli

Personaggi:

Marito: signore di mezza età, ben vestito con eleganza per un ricevimento o festa. Potendo, indossa un frac, sciarpa bianca e bastone da passeggio.

Moglie: signora un poco più giovane del Marito, anche lei vestita molto elegantemente, coperta di collane, braccialetti e, se possibile, con diadema in testa.

Barbone: vestito di stracci, barba lunga, chioma arruffata e ai piedi scarpe sfondate. Il viso però è giovanile e radioso. Sprizza serenità da tutti i pori.

Cristina: ragazza molto giovane, vestita modernamente, ma senza ostentazione. Occhi vivi e pieni di interesse.

La scena rappresenta un marciapiede su cui dorme di traverso un uomo. Nel fondale porte di ingresso ad abitazioni. In alto delle finestre. Potendo, un lampione illuminato.

All’inizio della scena, la gente che passeggia guarda l’uomo disteso per terra, alcuni scuotono la testa e se ne vanno dopo un’occhiata furtiva. Qualcuno getta una moneta ai suoi piedi. In seguito, per non disturbare la scena, si potrà evitare il passeggio della gente.

PRIMO ATTO

INTRODUZIONE

Marito e Moglie entrano in scena: sono vestiti elegantemente ed hanno un aspetto decisamente snob. Devono andare ad una festa in un locale molto alla moda e si atteggiano da persone altolocate alle quali i soldi non mancano affatto. In mezzo al palco è sdraiato un "Barbone" che beatamente dorme, impiegando dei fogli di giornale come coperte.

Marito:          - Oh cara, questa sera sei decisamente magnifica! I preziosi gioielli che indossi ti donano e ti fanno sembrare una regina!

Moglie:         - Oh grazie, pucci-pucci. (Caricando molto il personaggio, meglio se impiega la erre moscia)Sei sempre molto gentile con me, ma anche tu non sei niente male. La tua cravatta di Armani ti da un tocco di classe unico, farai morire di invidia tutte le signore presenti al ricevimento e, mi raccomando, guai a te se farai il cascamorto con una di loro, capito?

Marito:          - (con enfasi estrema) Questo non accadrà mai! Tu per me sei la Venere di Milo, la Primavera del Botticelli, la Beatrice di Dante, la Laura del Petrarca!

Moglie:         - Quando mi dici queste cose mi sento una DEA!

Marito:          - Ma tu lo sei, in tutta la tua pienezza! Presto, affrettiamoci, non vedo 1’ora di far morire di invidia tutti gli invitati. (Nel camminare urtano il povero Barbone, che, nel frattempo, stava beatamente dormendo).

Barbone:       - Ahia!!! Ma che modi! State attenti a dove mettete i piedi, qui sotto c'è gente che dorme, capito?

Moglie:         - Ma caro, chi è costui? (Sniffando nella direzione del Barbone) Emana un odore decisamente poco gradevole ed indossa abiti a dir poco insoliti.

Barbone:       - Oh, mia cara signora, ci tengo a rimarcarle che il puzzo, ehm, il profumo da me "emanato” deriva dalla lozione ”Eau de clochard" che impiego per profumare la mia pelle delicata e che i miei abiti appartengono alla collezione “Casual-Fogn”, Autunno-Inverno. Sapete, è molto faticoso seguire tutte le tendenze della moda attuale.

Moglie:         - (Indispettita) Screanzato! Non si risponde così ad una signora del mio rango, vero tesoro?

Marito:          - Già, bada bene a come parli, altrimenti…

Barbone:       - Calma, calma ho semplicemente cercato di rispondere a tono ai commenti poco lusinghieri della sua signora sul mio, diciamo così, aspetto che fa tendenza.

Marito:          - Su andiamo cara, è solo un povero straccione ed io non ho tempo da perdere con questa gente.

Barbone:       - Un momento, un momento miei cari signori. Voi siete entrati abusivamente nelle mia dimora, avete calpestato il mio fantastico letto stile hippie anni sessanta e, dulcis in fundo, mi sono anche beccato dello straccione, ma non vi siete mai guardati allo specchio voi due?

Marito:          - Ehi bello, guarda che noi siamo decisamente meglio di te: innanzitutto ci laviamo, vestiamo alla moda, abbiamo un sacco di soldi e non siamo dei mantenuti della società.

Moglie:         - Giusto, ben detto, pucci-pucci, quando ti infervori così sei più “macho” di Taricone!

Marito:          - Grazie tesoro! Ti volevo dire anche un’altra cosa (Rivolto al Barbone): li vedi questi?(Tira fuori delle banconote dal portafoglio) Con loro hai il mondo in pugno! Vuoi mangiare, divertirti, essere considerato, avere tante belle ragazze al tuo fianco, (Mimando l’atto del pagare) tac, tac, tac! Hai capito come funziona il mondo? Neanche il Genio della lampada di Aladino potrebbe realizzare tutto ciò che i soldi ti consentono di ottenere.

Moglie:         - È proprio così, mio caro: soldi, potere, look rampante, queste sono le cose che ti fanno appartenere al nostro rango di privilegiati.

Barbone:       - Accidenti, questi due sono proprio un caso da ricovero! Ehm, se le vossignoria me lo consentono, si potrebbe sapere dove andrete nell'immediato futuro così ben vestiti?

Marito:          - Dobbiamo andare ad un ricevimento pieno di vip; sai, persone molto importanti che tu manco potresti avvicinare.

Barbone:       -Oh, non sono interessato ai vostri vip. Io già ne conosco uno che li batte tutti!

Moglie:         - Caro, non conoscerà mica Agnelli in persona?

Marito:          - Non dire sciocchezze, cara. Questo qui di agnelli conosce solo i piccoli delle pecore. Come si chiamerebbe questo tuo vip?

Barbone:       - Il suo nome è Francesco.

Marito:          - (Interrompendolo) Francesco Guccini?

Barbone:       - No!

Moglie:         - Francesco de Gregori?

Barbone:       - Nooo! Non siamo mica al Festival di S. Remo! Santo cielo, ma sono proprio un caso disperato questi due. Il Francesco che conosco io è vissuto nel 1200 ed era un Santo. Il suo nome è Francesco: San Francesco d'Assisi.

Marito:          - Per carità, un santo! Sarà stato uno di quei soliti invasati che predicano amore e povertà. Ma quale povertà, solo la ricchezza rende felici! Giusto cara?

Moglie:         - Certo, pucci-pucci.

Barbone:       - (Rivolto al Marito con tono ironico) Senti, pucci-pucci, tu, Francesco, non lo conosci nemmeno e già pretendi di giudicarlo. Voi due siete proprio come tutti gli altri: non riuscite mai a guardare le persone con gli occhi del cuore, ma solo alla luce di quello che hanno o che sembrano!(Pausa, si rivolge poi ai due imitando uno di quei maghi che fingono di saper leggere il pensiero). Percepisco, percepisco nitidamente che vi siete incuriositi e che volete conoscere Francesco.

Marito:          - Ma tu sei fuori di testa! Prenditi un deca (Lo porge al Barbone cheimmediatamente lo prende) e non rompere più le scatole. Noi siamo in ritardo, vero tesoro?

Moglie:         - No, no, aspetta un momento, non è così tardi. Che ne dici di ascoltarlo, anche solo per un po'? Lo sai meglio di me che la serata si scalda solo sul tardi.

Marito:          - E va bene, visto che ci rimane un po' di tempo, siamo disposti ad ascoltare qualcosa riguardante questo tuo Francesco. Almeno così, raccontandoci di lui, potrai dire di aver guadagnato onestamente il deca che ti ho appena dato.

Barbone:       - Ma voi due pensate sempre con il portafoglio!! Va bè, non voglio più perdere tempo, è finalmente giunto il momento di iniziare il nostro viaggio nella realtà in cui ha vissuto Francesco (Pausa, riprende poi con tono narrativo). Dovete sapere che egli era figlio di Pietro di Bernardone, un mercante molto facoltoso dell'Assisi del 1200; da giovane era uno scapestrato: divertimenti, belle donne, banchetti e bagordi di ogni tipo erano all'ordine del giorno. Ma poi la sua vita ha una svolta decisiva; Francesco decide di riempirla con 1’amore, ma non quello fittizio e passeggero degli uomini. Lui voleva quello vero per poi donarlo gratuitamente a tutti. Però, per coglierlo, era necessario compiere un passo difficile, ma decisivo; doveva spogliarsi di tutte le sue illusioni, che poi sono anche le nostre illusioni. La sicurezza economica, la carriera, il successo personale, la bellezza, la competitività, sono i mattoni di un muro impenetrabile che ci impedisce di percepire la luce calda e gioiosa dell’amore. Ora vedremo insieme come Francesco ha vissuto questo momento di svolta, dai contrasti insanabili con il padre all'incomprensione degli amici, riuscendo, alla fine, ad abbattere questo maledetto muro!

FORZA VENITE GENTE

STANOTTE RAGAZZI


PRIMA SCENA

(Marito, Moglie e il Barbone rientrano in scena subito dopo l’uscita dei personaggi della coreografia.)

Marito:          - (Con aria ironica) Quel tuo Francesco era proprio "fuori come un balcone"! Suo padre, quella povera anima di Pietro di Bernardone, aveva ragione nel definirlo “figlio degenerato”. Come si fa ad abbandonare la famiglia, gli amici, il lavoro e le ricchezze per una vita umile fatta di stenti e povertà?

Moglie:         - Oh caro, come sei profondo. (Rivolgendosi poi al Barbone) Già, mio Marito ha detto una cosa molto sensata: come è possibile rinunciare a tutte le comodità che i soldi ti possono offrire? È come se io rinunciassi alla fine di una giornata molto faticosa al mio idromassaggio a getti profumati e variabili per usare una normalissima vasca da bagno in ferro smaltato.

Marito:          - E poi, come si potrebbe fare a meno dei DVD, del computer, di internet e soprattutto del telefonino? Che vita infelice sarebbe?

Barbone:       - Per voi sì, ma per lui no!

Marito:          - Scusa, ma come faceva per le proprie minime necessità, non dirmi che si nutriva d’ aria; ha, ha, ha, ha (Ride di gusto).

Barbone:       - Ovviamente non si nutriva d’ aria, ma nemmeno andava dai vari McDonald o da Spizzico.

Moglie:         - Allora chi lo aiutava per tutto ciò che gli serviva?

Barbone:       - Dovete sapere che Francesco poteva contare su di una preziosa alleata, anzi, direi di più, Lei era per lui come una sorella.

Marito e Moglie: (Insieme) Una sorella??

Barbone:       - Sì, Sorella Provvidenza, alla quale lui si affidava nei momenti di difficoltà e di bisogno.

(I tre personaggi escono di scena, lasciando il palco libero per le coreografie della canzone " Sorella Provvidenza").

SORELLA PROVVIDENZA

SECONDA SCENA

(Al termine della canzone i tre personaggi rientrano in scena.)

Marito:          - (Ancora molto scettico) Interessante questo suo "escamotage” della Provvidenza. (Ora ironico) Ma lui ne aveva forse 1' esclusiva?

Moglie:         - Caro, ma che battuta magnifica! La tua sottile ironia mi inebria tutta.

Barbone:       - (Un po’ indispettito) Nel mio caso, più che inebriarmi, origina grossi problemi al mio stomaco che non vede cibo da almeno un giorno! (Pausa) La Provvidenza ha aiutato non solo Francesco, ma anche tutti quelli che lo hanno seguito.

Marito:          - (Stupito) Non mi verrai a dire che ha anche avuto dei compagni che lo hanno seguito.

Barbone:       - Certo che sì; con il suo esempio di umiltà e povertà aveva aperto il cuore a molte persone, che abbandonando come lui la vita di un tempo, si erano decise a percorrere i suoi passi.

Moglie:         - C’erano anche delle donne?

Barbone:       - Ovviamente, il suo insegnamento era ed è donato a tutti! In particolare, una di loro, che si chiamava Chiara, lo aveva seguito con amore (Qui viene interrotto dal Marito).

Marito:          - Lo sapevo che c’era di mezzo un inciucio, il lupo perde il pelo ma non il vizio!

Barbone:       - Non siamo mica a Beautiful o a Baywatch, voi due vedete troppe telenovela!

Moglie:         - Ma allora chi era questa, come si chiamava, ehm...., Chiara?

Barbone:       - Chiara, imitando 1'esempio di Francesco,anche lei si spogliò di tutto. Era una giovane fanciulla che lasciò alle spalle la vita opulenta e sicura della casa paterna, consacrandosi ai valori della povertà, della castità e del servizio. Francesco e Chiara erano uniti da un grande amore, che non era certo quello che avete immaginate voi. Loro condividevano 1'amore per Gesù che sempre ha ispirato e guidato la loro vita.

I MIEI CAPELLI, 24 PIEDI SIAMO


TERZA SCENA

Dopo il termine della canzone"24 Piedi Siamo” i tre personaggi rientrano in scena.

Moglie:         - (Riferendosi a quanto ascoltato nella canzone “24 Piedi Siamo”). Ma allora hanno avuto anche 1' approvazione del Papa.

Barbone:       - I valori di cui Francesco e Chiara furono 1'esempio vivente non potevano non essere condivisi dal Santo Padre. Egli, infatti, consentì ed approvò la formazione dell'Ordine dei frati Francescani.

Marito:          - Sembra proprio che questo tuo "amico” sia un personaggio buono, amorevole, privo di peccato, ma, se non ricordo male, non era forse lui che aveva parlato addirittura con un lupo, notoriamente bestia feroce e sanguinaria?

Barbone:       -Sì, ma… (Interrotto dal Marito).

Marito:         E che, durante le Crociate, si era recato in Terra Santa a trucidare un bel po’ di musulmani?

Barbone:       - No, lui ...(Interrotto questa volta dalla Moglie).

Moglie:         - (Sorpresa e poi spaventata) Caro, ma allora quell’ individuo era in realtà un mostro, un sanguinario, un crudele. Le mie orecchie non possono più sentire altre nefandezze!

Barbone:       Nefandezze? No, un momento… (Interrotto ancora dal Marito).

Marito:          - Hai visto tesoro, sono riuscito a smascherare questo impostore! Su andiamocene.

Barbone:       - Fermi! Un momento, soltanto un momento! Quali impostori? Quali nefandezze? Avete visto troppi film di Alien voi due! Mi sa tanto che dovrò farvi un corso accelerato su come andarono realmente le cose.

Moglie:         - Allora sapientone, si può sapere una volta per tutte che cosa accadde realmente?

Barbone:       - Poco fa vi ho detto che Francesco aveva rinunciato a tutto per Amore; ebbene questo Amore si estendeva a tutte le creature che Dio ci ha donato, da quelle più innocue, come gli uccelli che lui tanto amava, a quelle più feroci, come il Lupo. Dovete sforzarvi di valutare tutto ciò che vi circonda con occhi diversi.

Marito:          - Con occhi diversi?

Barbone:       - Certamente, io vi suggerirei di guardare la realtà con gli occhi di Francesco. Ad esempio, gli uccellini, con i loro canti armoniosi, simboleggiano la gioia e la felicità che alberga nei cuori puri e non corrotti. I Lupi fanno paura, è comprensibile, ma sono parte integrante del creato; è ammirevole la lealtà e la solidarietà che manifestano nel loro branco.

Marito:          - Come la mettiamo con le Crociate?

Barbone:       - Francesco partecipò alle spedizioni in Terra Santa per liberare Gerusalemme non certo come un soldato! Egli soccorse tutti senza distinzioni di razza e religione, guadagnandosi, con il suo esempio, la stima e la fiducia del Sultano.

Moglie:         - Aveva quindi simpatizzato con quella specie di “Vu Cumpra”?

Barbone:       - Definirlo “Vu Cumpra” non è certo molto corretto, dal momento che era un Sultano nobile e molto ricco. Si cade sempre nello stesso errore: si ha sempre paura del diverso e lo si giudica senza appello prima di conoscerlo veramente.

Marito:          - Non ci posso credere, non ho mai conosciuto nessuno che avesse come amici lupi, Sultani, uccellini....è pazzesco!

Barbone:       - Forse per tutti noi, ma per Francesco era una cosa naturale. Che ne direste di continuare questo nostro viaggio immaginario con lui, conoscendo più da vicino questi suoi splendidi amici?

Marito:          - Perché no?

(Escono tutti, iniziano poi le coreografie di “Volare-Volare”).

VOLARE VOLARE

POSSO DIRE AMORE A TUTTI

IL LUPO

LA LUNA


SECONDO ATTO

PRIMA SCENA

(Luci in scena. Marito e Moglie si trovano al centro del palco, il Barbone è ancora fuori scena.)

Moglie:         - Oh caro, prima mi sembrava di essere al circo.

Marito:          - Al circo?

Moglie:         - Saraceni che sembrano fachiri e uomini che parlano con animali si trovano solo al circo. Comunque ora mi sono stufata di ascoltare la storia di quell' individuo; che ne dici di andare alla festa?

Marito:          - Sì, ma non è molto carino andare via senza salutare...ehm...come si chiama? Accidenti non gli abbiamo chiesto nemmeno il nome.

Moglie:         - Che importanza ha? Andiamocene, tanto quello sarà sicuramente andato a fare bisboccia con qualche suo compare.

Marito:          - E va bene, tanto hai sempre ragione tu!

Moglie:         - A volte sei proprio acido... (Guarda l’orologio) Oh no!

Marito:          - Cara, cosa c’è che non va?

Moglie:         - (Sempre più disperata) Oh no, oh no, oh no!!!

Marito:          - (Continuando a non capire cosa sta succedendo) Ma cosa ti prende? Si è forse fermato 1' orologio?

Moglie:         - (Esasperata) Chi se ne frega del funzionamento di questo coso! (Mettendogli l’orologio sotto il naso) Ma non vedi?

Marito:          - (Sempre più titubante e confuso) Si, ecco, ci sono le lancette dei minuti, quelle dei secondi, dodici tacche per le ore...

Moglie:         - (Iperspazientita) Ma ti sei completamente rincitrullito!!! Non vedi che ore sono? Sono le 23 e quindi siamo tagliati fuori dalla festa. Lo sai come sono fiscali! Chi non si presenta entro le 22,30 non può più essere ammesso!

Marito           - Che importa, cara? Tanto era solo una festa. Vorrà dire che passeremo una serata io e te soli come due piccioncini innamorati.

Moglie:         - Ehi bello, tieni a freno i bollori prima che ti venga un infarto! Io ci tenevo moltissimo ad andare a quella festa; era 1’occasione per conoscere la contessa Albini, poi dovevo mostrare i miei nuovi orecchini alla Signora Lasperini e la mia sfavillante collana alla Signora Trillini!

Marito:          - Accidenti, ma si sono tutte messe d’accordo per terminare il proprio cognome con “ini”?

Moglie:         - Sei un bruto insensibile! Non capisci il mio turbamento. (Piange disperata).

Barbone:       (Entrando in scena) Che cosa sta succedendo qui? Mi è parso di sentire una sirena singhiozzante provenire da questa parte. (Rivolgendosi alla Moglie) Guardi che qui non possiamo permetterci di comperare i tappi per le orecchie!

Marito:          - I1 fatto è che siamo troppo in ritardo per andare alla festa, ci siamo fatti distrarre dal tuo racconto.

Barbone:       - Oh santo cielo, che immane tragedia! Tutto questo baccano solo per una festa mancata. Devo quindi dedurre che avrete una serata libera, non è vero?

Marito:          - A questo punto sì.

Barbone:       - Benissimo!!! Mi è venuta in mente una splendida idea: che ne direste di continuare il nostro viaggio con Francesco sino alla fine?

Marito:          - A me l'idea non dispiace, quel Francesco comincia ad essermi simpatico.

Moglie:         - Tanto la serata è compromessa, quindi…

Barbone:       - Ottima scelta miei cari amici: allora... dove eravamo rimasti? Ah, sì, agli amici di Francesco. Dunque, per continuare, volevo farvi sapere cosa lui consiglia quando ci si trova di fronte alle difficoltà, che non sono certo le vostre feste mancate.

Moglie:         - Già, come ci si deve comportare?

Barbone:       - Beh, usando le parole di Francesco direi: "Con Perfetta Letizia". (I tre escono, lasciando spazio alle coreografie)

PERFETTA LETIZIA, POVERTÀ


SECONDA SCENA

(I tre personaggi rientrano in scena dopo la coreografia della canzone "Povertà ").

Moglie:         - (Rivolgendosi al Barbone) Tu e quel Francesco siete completamente pazzi! Ma come si fa ad accettare con "Perfetta Letizia" le avversità della vita? Ehi sveglia! Smettetela di sognare, la realtà è ben altro. E poi quella sua utopica e risibile scelta della povertà! Io la rifiuto, solo chi ha denaro può aspirare ad una vita realmente felice! Me ne vado, sono stanca dei vostri discorsi strampalati!

Marito:          - Scusa cara, aspetta. Il suo racconto non è ancora terminato e poi Francesco non ha tutti i torti quando dice che… (La Moglie lo interrompe con veemenza).

Moglie:         - Ma cosa stai blaterando? Ti sei fatto abbindolare anche tu da quell'invasato? No, io non ci sto, me ne vado a casa! (Esce di scena).

Marito:          - Ma cara, non capisci... (Questa volta è il Barbone a interromperlo).

Barbone:       - Lasciala andare, lei non è ancora pronta; il messaggio di Francesco è molto bello, ma anche molto radicale. Non tutti sono pronti ad accoglierlo senza riserve, spesso occorre un cammino duro e faticoso che può durare anche un’intera vita.

Marito:          - Lo so, solo che voglio ascoltarti sino alla fine (Entra una giovane ragazza, che di nascosto aveva seguito con attenzione il racconto del Barbone).

Cristina:        - Ti prego, continua a raccontarci di Francesco.

Barbone:       - Oh santo cielo, chi sei tu?

Cristina:        - Mi chiamo Cristina e, mentre stavo passando per andare dalle mie amiche, mi sono messa lì dietro ad ascoltare ciò che stavi dicendo.

Barbone:       - Perché ti sei nascosta? Come puoi ben vedere (Le mostra la bocca con i denti) non ho le fauci del lupo di Gubbio. Non puzzo nemmeno così tanto, vero?

Marito:          - Su questo avrei qualche dubbio.

Cristina:        - La verità è che mi vergognavo: non volevo farmi vedere dalle mie amiche mentre ascoltavo i discorsi di un..., di un...

Barbone:       - Di un Barbone.

Cristina:        Non volevo offenderti, io...

Barbone:       - No, no, no, non ti devi scusare, ho già dimenticato tutto!

Cristina:        - Desidererei chiederti una cosa.

Barbone:       - Sono tutto orecchi.

Cristina:        - Perché Francesco ha scelto la povertà, perché anche tu vivi da povero? Io non riesco a capire a cosa serve tutto ciò.

Barbone:       - Ti potrei rispondere con un motto molto semplice, ma assai significativo: bisogna perdere per ritrovare e solo se si è poveri, si può diventare veramente ricchi!

Marito:          - (Sconsolato) Adesso sono io a non capire, mi sembra un rebus.

Barbone:       - Cercherò di essere più chiaro: la povertà ci aiuta a non essere schiavi del superfluo, ci libera dalla dipendenza delle cose materiali e dalle false illusioni della nostra mente. Questa è la grande sfida: dovete avere la forza di estirpare dalla vostra testa i pregiudizi, i modelli, le idee che ci sono state inculcate sin dalla nascita dall' educazione, dalla società, dai mezzi di comunicazione. Mi hanno fatto credere fin dalla più giovane età che per essere accettato devo essere competitivo, avere una carriera brillante, emergere, devo sempre avere una linea perfetta, essere in forma; sembra che da noi sia vietato fallire, ammalarsi, invecchiare! LUI ci ama per quello che siamo veramente, non per come ci adeguiamo a quanto ci viene imposto; quindi, amici miei, viva la povertà! (Pausa) Però, mi raccomando, state attenti, il nemico è sempre in agguato... (Il Barbone esce).

Cristina:        - Quale nemico, aspettaci!!! (Cristina e il Marito rincorrono il Barbone).

SEMPLICITÀ “POVERO VECCHIO DIAVOLO”


Intermezzo della Morte

Cristina e il Barbone rientrano subito dopo la canzone “Povero Vecchio Diavolo“.

Cristina:        - Accidenti, che tipo stravagante.

Barbone:       - Attenta, non farti ingannare dalle apparenze! Lui è molto più pericoloso di quanto tu possa immaginare!

Cristina:        - Ora che cosa succederà?

Barbone:       - Francesco dovrà affrontare la prova più difficile.

Cristina:        -(Titubante)... la morte?

Barbone:       - Sì, anzi, usando ancora le parole di Francesco direi “Sorella Morte”.

Cristina:        - Sorella Morte? No, un momento: ora proprio non capisco. Passi per la Provvidenza che, in effetti, potrebbe essere vista come una sorella, ma la Morte no! Lei porta solo tristezza e dolore, separandoci definitivamente dalle persone che amiamo.

Barbone:       - È comprensibile questa tua posizione, comunque penso che la cosa migliore sia quella di vedere come Francesco 1’ha affrontata, cercando di imparare dal suo esempio.

I due escono ed inizia la canzone“Sorella Morte.

SORELLA MORTE

PIANSERO I LUPI DEL BOSCO


TERZA SCENA

Il Marito e il Barbone rientrano in scena dopo le coreografie di "Piansero i lupi del bosco "

Barbone:       - Perché sei così imbronciato?

Marito:          - Mi ero immaginato un altro finale; in fondo lui è morto come un poveraccio qualunque tra grandi stenti e povertà.

Barbone:       - Pensavi forse che Francesco dovesse morire come un Faraone o come un importante capo di stato con funerali solenni e uno sfarzoso seguito di cortigiani al suo capezzale?

Marito:          - No, però…

Barbone:       - Però, però, però c'è sempre un però! Ma è così difficile capire? Povertà, semplicità, amore incondizionato verso ogni creatura furono i cardini fondamentali della sua esistenza. Egli, come Gesù, che fu il suo unico modello di riferimento, volle vivere in pienezza questi valori sino alla fine.

Marito:          - Scusami, ma è così difficile capire ed accettare una vita come la sua.

Barbone:       - Oh, non ti devi scusare mio caro amico; è comprensibile questo tuo smarrimento. Chi non sarebbe confuso di fronte ad un ribaltamento completo di tutto ciò che ci è stato inculcato nel capoccione? L'esercizio dell’amore richiede grande impegno e perseveranza. Sono convinto che se sapremo rinunciare un po’ al nostro egoismo, ai nostri pregiudizi, alle nostre convinzioni, piano a piano potremo imparare ad amare così come ha fatto lui!

Marito:          - Ti prometto che farò tesoro di quanto mi hai raccontato e che cercherò di guardare sempre di più la mia vita con gli occhi del nostro amico Francesco. Ora io devo proprio andare, grazie di tutto e.. In bocca al Lupo! (Esce di scena dopo aver abbracciato il Barbone).

Barbone:       - A questo punto il nostro viaggio immaginario con Francesco è proprio finito. Però, prima di lasciarvi, vi voglio fare una domanda da un milione di dollari, anche se non siamo al Quiz Show. Secondo voi che cos’è l’amore? Siccome è tardi ve lo dirò io: Francesco mi ha suggerito all'orecchio di dirvi che non esiste sulla Terra una definizione dell'amore: 1'amore va semplicemente vissuto! Beh, ora devo proprio andare. Buona Notte a tutti!

LAUDATO SII

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