Camomilla a colazione

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TRE ATTI BRILLANTISSIMI DI

CAMOMILLA A COLAZIONE

TRE ATTI BRILLANTISSIMI DI

UMBERTO CASTALDI


PERSONAGGI e INTERPRETI

(In ordine di entrata)

GIULIETTA, Cameriera                                   

MICHELE, Cameriere                                       

PASQUALINO, Ex spasimante di…                    

ANGELINA SOLIMENE                         

ENRICO CONFESSORE, Marito di Angelina      

ERMINIA SOLIMENE, Madre di Angelina         

GERVASIO SOLIMENE, Padre di Angelina                  

MONSIGNOR PORPORELLA                    

MARTA FONTANELLA, Un’invitata                   

GIGLIOLA, Amica di Angelina e figlia di Marta   

BETULLA BELLAMORTE, Amica di famiglia        

FILIPPO BELLAMORTE, Suo marito                           

LOU LOU FLORIANE, Canzonettista                

SUOR POMPILIA                                


ATTO PRIMO

Il salotto di un villino di Positano. Ampia comune ad arco al centro, sul fondo, dalla quale si intravede la terrazza a picco sul mare; una porta a destra e una a sinistra. Arredamento piuttosto elegante: divano, due poltrone. Cesti di fiori bianchi, come si conviene per un matrimonio.

All’alzarsi del sipario, Michele è disteso sul divano. Entra dal fondo Giulietta con un altro cesto di fiori, lo poggia; nota Michele.

SCENA PRIMA

(Giulietta e Michele)

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Miche‚Äô‚Ķ Miche‚Äô‚Ķ Michele‚Ķ Ueh! Che faje spaparanzato ‚Äėncoppa ‚Äėo divano?

Michele        Mi riposo!

Giulietta      Fra poco arrivano gli sposi, i genitori e tutti gli invitati: saje che sfizio si te trovano accussì!?

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Giulie‚Äô, ‚Äėo padrone mio, don Enrico, oggi si sposa, tene quasi vint‚Äôanne cchi√Ļ d‚Äô ‚Äėa mugliera e stasera, capisce a me, deve stare riposato‚Ķ

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Io chesto ‚Äėo ccapisco: ma tu che c‚Äôazzecchi?

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ignorante, gli devo essere vicino spiritualmente e quindi aggio ‚Äėa sta‚Äô riposato pure io!

Giulietta      Ma vattenne, nun me fa’ ridere: aizete, fa’ ampressa, aiutami a mettere a posto le ultime cose.

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Alzandosi) Uff√†, e quanto si‚Äô scucciante! (Con rimprovero) ‚ĶSe per√≤ le cose non vanno come devono, la colpa √® ‚Äėa toja!

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėA mia? Diciamo che il tuo padrone √® vicchiariello rispetto alla signorina Angelina e pu√≤ darsi che non √® all‚Äôaltezza della situazione!

Michele        Vicchiariello? Nun arriva a cinquant’anni, è vicchiariello?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† No, ma sei tu ca staje facenno tutte ‚Äėsti vuommeche‚Ķ (Rifacendo il verso) Deve stare riposato‚Ķ Nun s‚Äôhadda affatica‚Äô‚Ķ Se le cose non vanno come devono‚Ķ Ma che hadda ji‚Äô a ffa‚Äô, ‚Äėna battaglia?

Michele        Eh, eh, eh, nenne’, non sottovalutiamo lo sforzo fisico e psichico…

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† E allora per lo sforzo fisico, dalle ‚Äėnu bellu zambaglione ‚Äėe dudece ove‚Ķ Per quello pisichico... Pissico‚Ķ Psichedelico‚Ķ Insomma comme he‚Äô ditto tu, o tene ‚Äėa sustanza, o √® meglio ca se ne va a ffa‚Äô‚Ķ

Michele        (Interrompendola) …Che cosa?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† ‚Ķ‚ÄôO viaggio ‚Äėe nozze sul‚Äôisso!

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Che l‚Äôha ascoltata con sufficienza) ‚ÄėO padrone mio nun have bisogno ‚Äėe niente, pecch√® nun le manca niente, tene tutte cose: sustanza, piso e qualit√†! Per√≤‚Ķ

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† (Interrompendolo) ‚ÄėO vide ca ce sta ‚Äėnu per√≤?

Michele        (Riprendendo) …Però la prudenza nun è maje troppa!

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Siente a me, prude‚Äô‚Ķ ‚ÄėO fatto √® ca ogge l‚Äôuommene so‚Äô tutti pappamolla comme a tte!

Michele        Comme a me? Mò te faccio vede’ io… (Cerca di abbracciarla, Giulietta ridendo scappa e sulla comune si scontra con Pasqualino che in quel momento sta entrando)

SCENA SECONDA

(Pasqualino e detti)

Pasqualino¬†¬† (Classico cafone ricco, vestito con goffa eleganza) Eh‚Ķ Un poco di attenzione! Io gi√† tengo ‚Äėe guaje pe‚Äô conto mio‚Ķ Ce mancasse pure ca cado e me rompo ‚Äėna coscia! (Sguardo d‚Äôintesa tra Giulietta e Michele che a stento soffocano una risata)

Michele        Buongiorno don Pasquali’, come maje state già qua? La cerimonia è già finita?

Pasqualino   La cerimonia è già finita?

Michele        Non lo so, lo sto chiedendo a voi: già è fernuta?

Pasqualino   No Miche’, ma quando il padrone tuo ha infilato…

Michele        Che ha infilato?

Pasqualino¬†¬† ‚ĶL‚Äôanello ad Angelina mia, anzi ex mia, non ho retto pi√Ļ! ‚ÄėE ccosce se ne so‚Äô fujute ‚Äėa sotto e si nun ce steva ‚Äėa seggia cadevo ‚Äėnterra. Accuss√¨ pe nun fa‚Äô fa‚Äô ‚Äėe nummere dinta ‚Äėa chiesa me ne so‚Äô venuto.

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† E va bene don Pasquali‚Äô, nun ‚Äėa facite tragica: ce stanno tanti ffemmene ‚Äėncoppa‚Äôa faccia d‚Äô‚Äėa terra‚Ķ

Pasqualino¬†¬† Comme Angelina mia, anzi ex mia, no! Sulo si penso che ha ditto si a ‚Äėn ato, Giulie‚Äô, mi devi credere, me sento male! √ą comme si tenesse ‚Äėnu buco‚Ķ Ma che dico, ‚Äėna voragine‚Ķ Ma che dico, ‚Äėnu burrone‚Ķ Ma che dico‚Ķ

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Fermateve, si no jate abbascio e nun facimmo niente cchi√Ļ!

Pasqualino¬†¬† (Seccato) Miche‚Äô, levame ‚Äėsti mmane ‚Äôa cuollo e pigliate poca confidenza: me pare ‚Äėnu purpo! Insomma Giulie‚Äô: dinto ‚Äôo stommaco tengo un vuoto che non si pu√≤ colmare!

Giulietta      Don Pasquali’, mò ce penso io, venite con me al buffet… Vedete che il vuoto lo riempiamo!

Pasqualino¬†¬† Neanche si me magno ‚Äėnu puorco sano sano se regne‚Ķ (Cambia tono) Dove sta il buffet?

Giulietta      Nella sala da pranzo.

Pasqualino   (Con rassegnazione) E facciamo questo tentativo… Ah, Giulietta mia, io so’ sempe stato sfortunato!

Giulietta      Ma di che cosa vi lamentate? Siete giovane, ricco…

Michele        (Con sfottò) …Bello, simpatico…

Pasqualino¬†¬† (Inorgoglito, gli d√† dei soldi) Grazie Miche‚Äô, so‚Äô gli occhi tuoi! So‚Äô ricco, √® vero: pap√† tiene la pi√Ļ grande catena di vendita di baccal√† di Napoli e provincia. M√≤ pap√† ha fatto mettere pure ‚Äėo nomme mio: (con enfasi) ‚ÄúDa Cosimo e Pasqualino: Pesce Atlantico‚ÄĚ! E non solo pesce: aulive, chiapparielle, papaccelle, alice salate‚Ķ

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Eh, avimmo fatta ‚Äėa ‚Äėnzalata ‚Äėe rinforzo!

Pasqualino¬†¬† Qua‚Äô ‚Äėnzalata! Si vulesse tenesse ‚Äėe ffemmene a centinare‚Ķ E invece Angelina mia‚Ķ

Michele        (Sfottendo) …Ex mia.

Pasqualino¬†¬† (Riprendendo) ‚ĶHa preferito un altro! Quella non ha pensato che, sposando me, tutte ‚Äėe ssere, quanno me ritiravo, io ‚Äėa purtavo‚Ķ

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚Ķ‚ÄôA puzza ‚Äėe baccal√† dinta ‚Äėa casa! (Giulietta ride)

Pasqualino   (Marcando) …Tutto l’incasso della giornata e lo mettevo in mano a lei!

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† E va bene, che ci volete fare, vuol dire che i soldi ve li tenete voi e diventate ancora pi√Ļ ricco!

Pasqualino¬†¬† No Giulie‚Äô, io ‚Äėe schifo ‚Äėe denare, pecch√© non danno la felicit√†. Tengo ‚Äėe solde, √® vero, ma tutto quello che desidero mi va sempre male‚Ķ Per esempio, a scuola sono stato sempre l‚Äôultimo della classe‚Ķ Non ho mai avuto fortuna!

Michele        Forse studiavate poco…

Pasqualino   Io studiavo poco?

Giulietta      Studiavate assaje?

Pasqualino   Io studiavo assaje?

Michele e Giulietta          (Mimando con le mani) Accussì accussì?

Pasqualino   No, non studiavo proprio!

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† E allora ‚Äėo ghiate truvanno dalla fortuna?

Pasqualino   E se sape! La fortuna, cara Giulietta, consiste proprio nel non far niente ed essere sempre e comunque il primo! (Si sente il rumore di un’auto)

Giulietta      Forse so’ loro… (Va ad affacciarsi) Si, so’ gli sposi!

Pasqualino   (Melodrammatico) So’ loro? Allora io vado a colmare il mio vuoto, a soffocare la mia tristezza al buffet… Permettete… (Esce dal fondo inciampando. Giulietta e Michele ridono)

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Ma quanto √® curiuso‚Ķ Figurammoce se ‚Äėa signorina Angelina se spusava a isso!

SCENA TERZA

(Angelina, Enrico e detti)

Angelina       (Entra dal fondo in abito da sposa insieme ad Enrico che indossa un abito scuro) Eccoci qua!

Giulietta      (Le va incontro, festosa) Auguri, auguri, signorina… (si riprende) Oh, scusate, signora!

Michele        Auguri e figli maschi!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Grazie, Miche‚Äô, grazie, ma chianu chianu, nun ghiammo ‚Äėe pressa!

Angelina       Giulie’, aiutami a togliere il velo. (Giulietta fa per eseguire ma viene fermata da Enrico)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E no, ‚Äėnu mumento, a questo ci penso io (A Michele e Giulietta) Voi due andate di l√† a vedere se tutto √® pronto, fra poco arrivano i miei suoceri con gli invitati. (Mentre parla toglie il velo alla moglie e lo porge a Giulietta) Ecco fatto, portalo di l√†.

Giulietta      (A Michele) Jamme, Miche’, i due piccioncini vogliono restare soli (Via con Michele)

Enrico           Ma quanto è invadente!

Angelina       Che vuoi, mi conosce da bambina… Ma adesso pensiamo a noi: sei felice?

Enrico           E me lo chiedi? (L’attira a sé e la bacia appassionatamente)

Angelina       (Dopo un po’ si svincola dall’abbraccio) Imprudente, può entrare qualcuno!

Enrico           E chi se ne frega: ora sei mia moglie! (L’attira nuovamente a sé per baciarla)

SCENA QUARTA

(Pasqualino e detti)

Pasqualino   (Entra, ha la bocca, in mano un piatto pieno di pasticcini, vedendo i due abbracciati si strozza) Aaah!

Angelina       (Divincolandosi) Pasqualino!

Enrico           (Indicando il piatto) Avete fatto il pieno!

Pasqualino   (A bocca piena) Signore, preferisco non rispondervi! (Ad Angelina) Donna senza cuore, non vedi come soffro?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Soffrite perch√© mangiate troppo e non bevete: fatevi ‚Äėna bella bevuta e vedete che non vi annozzate!

Pasqualino   Mi annozzo per soffocare il grido di dolore, l’amaro che viene da qua! (Indica lo stomaco)

Enrico           Se tenete l’amaro là, vuol dire che il fegato non funziona, avete la milza ingrossata e forse l’ulcera: fatevi curare!

Pasqualino   Oh Dio, sono moribondo! (Mette un altro pasticcino in bocca) Ma non morirò, alla faccia vostra! Come soffro! (Via dal fondo)

Enrico           (Sfottente) Avresti dovuto sposare lui…

Angelina       (Imbronciata) Sei già pentito di averlo fatto tu?

Enrico           (L’attira a sé) Sciocchina! (Si abbracciano)

SCENA QUINTA

(Erminia, Gervasio, Monsignor Porporella, Marta, Gigliola, Betulla e detti)

Erminia         (Entra dalla comune seguita da Gervasio, Monsignor Porporella, Marta Fontanella, sua figlia Gigliola e Betulla Bellamorte. Sul fondo, si rivolge a degli invitati che non si vedono) Accomodatevi, accomodatevi tutti nel salone, qualche minuto e sarò da voi insieme agli sposi. (Va incontro ad Angelina) Amore di mamma, siete già qua? (Abbraccia anche Enrico. Stessa scena con Gervasio. Scambio di convenevoli con gli altri invitati)

Gervasio       (Ad Erminia) Con il tuo permesso vado a vedere se tutto è in ordine. (Ad un cenno di assenso della moglie esce dal fondo)

Erminia         (Rivolgendosi agli invitati) Ma prego, accomodatevi! (Erminia andrà a sedersi sulla poltrona di destra, sul divano a destra siederà Betulla, al centro Marta, a sinistra Gigliola, sulla poltrona di sinistra Mons. Porporella. In piedi resteranno Enrico a sinistra ed Angelina a destra)

Porporella   Tanti cari auguri di ogni bene e felicità.

Angelina       Caro Monsignore, come sono contenta che siate potuto venire!

Porporella   Non potevo certo mancare al matrimonio della mia figlioccia, di quella bambina che ho visto nascere, che ho battezzato, cresimato e che oggi, finalmente, vedo sposa felice. A te Angelina, al tuo sposo, alla tua famiglia, impartisco la mia paterna benedizione.

Tutti              Amen!

Marta            (Andando verso gli sposi) Posso fare anch’io gli auguri a questa bella coppia? (Va a sedersi)

Angelina       Grazie signora Fontanella, e vostro marito?

Marta            Ci teneva tanto a venire, ma purtroppo è a letto con l’influenza. Mi è dispiaciuto lasciarlo solo, ma ho dovuto, non potevo certo mancare e poi dovevo accompagnare Gigliola… E chi la manteneva a casa?

Gigliola        Siamo cresciute insieme, avresti avuto pure il coraggio di non accompagnarmi? Sei sempre la solita despota!

Marta            E tu la solita scostumata!

Betulla         Ma insomma, dovete litigare proprio ora e per così poco?

Marta            Avete ragione, Betulla, non dobbiamo turbare una così bella giornata ad Angelina, ma non ho fatto altro che avere il mio quotidiano scambio di affettuosità con mia figlia!

Enrico           Beh, ora, se permettete, io e mia moglie vorremmo andare a rinfrescarci un po’.

Marta            Fate, fate pure. (Enrico ed Angelina vanno via uscendo dalla porta a sinistra)

Erminia         Qualche minuto di riposo prima di cominciare un’altra battaglia!

Porporella   E così, cara Erminia, la vostra Angelina ha trovato il partito che avete ritenuto adatto a lei…

Marta            …Anche se ero convinta che avrebbe sposato Pasqualino, il commerciante di baccalà.

Gigliola        (Sfottente) Pesce atlantico!

Marta            (Riprendendola) Gigliola, smettila! (Ad Erminia) Quello è innamorato di vostra figlia ed è ricchissimo!

Gigliola        (Con un sospiro) Cosa vuoi che siano i soldi di fronte all’amore?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Have ragione ‚Äėa criatura. A parte tutto anche Enrico, mio genero, sta buono di posizione, ma quello che pi√Ļ conta √® che √® un uomo eccezionale: certo, non √® pi√Ļ giovanissimo, ma tiene una grande qualit√†‚Ķ

Gigliola¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Interrompendola sospirando) ‚Ķ√ą bellissimo!

Erminia         A parte quello, io e lui sembriamo una persona sola: ragiona comme a mme… (Sospira anche lei) Ah, non è un uomo eccezionale?

Betulla         Certamente!

Erminia         Figuratevi che pure per il viaggio di nozze ho deciso tutto io! Per prima cosa ho voluto che il matrimonio si celebrasse qui a Positano.

Gigliola        (Estasiata) Cielo, mare, sole, stelle e tanto amore!

Erminia         Appunto!

Porporella   Sono sicuro che non mancheranno di andare a Roma per fare una visitina a Sua Santità!

Marta            A parte quello, dove andranno, all’estero, a fare una crociera o un bel viaggio in auto?

Erminia         No, niente viaggio, troppa fatica: oggi qua, domani là…

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėO sposo √® meglio che si riposa (Monsignor Porporella mostra evidenti segni di imbarazzo)

Marta            (Divertita) Certamente… e allora?

Erminia         Come vi dicevo, ho voluto io che il matrimonio si celebrasse qui, per evitare agli sposi la fatica del viaggio di nozze. Ho affittato questa villa così, dopo la festa, invece di partire loro, ce ne andremo noi e gli sposini saranno già in luna di miele!

Marta            Così lo sposo risparmierà energie che potrà dedicare alla sposina…

Erminia         Appunto!

Betulla         Ermi’: sei una donna eccezionale!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Compiaciuta) Lo so. Tra due giorni, poi, Angelina sicuramente avr√† bisogno ‚Äėe mamm√† sua, quindi io e Gervasio ritorneremo qui per finire tutti insieme la luna di miele.

Betulla         Ho capito, venite a controllare…

Marta            (Senza darle il tempo di continuare) …Se lo sposo ha reso felice la sposa!

Porporella   (Quasi con rimprovero) …Se sono state rispettate le sue disposizioni!

Erminia         E se sape! Voi lo sapete, io so’ fatta accussì: il mio unico scopo è quello di fare felici gli altri. Ma ora scusatemi, mi allontano un minuto per fare una telefonata… (Via a destra)

Betulla         Non invidio certo lo sposo!

Marta            Neanche io! (Risata generale)

SCENA SESTA

(Pasqualino e detti)

Pasqualino   (Entra dal fondo con la bocca piena e, in mano, un piatto pieno di pasticcini) Buongiorno!

Tutti              Buongiorno. (Gigliola rimane estasiata da Pasqualino e va a sedersi sulla poltrona di destra: è sull’orlo di uno svenimento ma nessuno la nota)

Marta            Caro don Pasqualino, tutti mi aspettavo di trovare al matrimonio di Angelina, tranne il suo ex spasimante!

Pasqualino¬†¬† (Va a sedersi sul divano tra Betulla e Marta, facendosi largo tra le due) Non mettete il dito sulla piaga, signora Marta‚Ķ Ma come, io non ci posso pensare: chella ‚Äėnfama, chell‚Äôingrata s‚Äô√® scurdata che per pi√Ļ di tre anni, ogni gioved√¨ le mandavo miezu chilo ‚Äėe curuniello e stocco!

Betulla         Avreste dovuto provare…

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Interrompendola) ‚ĶCu‚Äô ‚Äėna scella ‚Äėe baccal√† sana sana!

Gigliola        (Sospirando) Ma quale baccalà: con i fiori, piuttosto!

Pasqualino¬†¬† E che se mangiava, ‚Äėe fiori?

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Canzonandolo) No, no, per carit√†‚Ķ Le putevano rimane‚Äô ‚Äėncoppa ‚Äėo stommaco!

Pasqualino¬†¬† (Con convinzione) Appunto! (Risata generale) No, per favore, non ridete del mio dolore‚Ķ E poi, jamme, preferire a me uno che ha vent‚Äôanni pi√Ļ di lei!

Betulla         Veramente sono diciannove!

Pasqualino   Quest’anno! Ma l’anno prossimo saranno venti… Li so fare i conti io, cara signora: la matematica era l’unica materia nella quale andavo bene!

Marta            Meno male! Figuriamoci che campione eravate nelle altre!

Porporella   Ma benedetto figliolo, non è stata certamente Angelina che non vi ha voluto…

Marta            …Il fatto è che non vi siete saputo conquistare la mamma!

Betulla         In questa casa quella che comanda e decide tutto è donn’Erminia!

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Dovevate fare la corte a lei: glielo dovevate mandare a lei, ‚Äėo baccal√†!

Gigliola¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E dalle cu‚Äô ‚Äėstu baccal√†: i fiori, i fiori!

Pasqualino¬†¬† Signuri‚Äô ma allora siete cretina? I fiori si portano a ‚Äėe muorte!

Gigliola        (Si alza) Idiota! (Via a sinistra)

Pasqualino   (Quasi piangendo) Neh, ma che ha passato?

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Niente, √® cos√¨ giovane, dovete scusarla‚Ķ (Sfottente) Non √® ancora in grado di capire la finezza di un dono come ‚Äėna scella ‚Äėe baccal√†!

Pasqualino¬†¬† E se sape! Ma donn‚ÄôErminia lo capiva, pecch√© se ‚Äėo strafucava pur‚Äôessa‚Ķ Ah, ma io so‚Äô capace di farla andare in galera per appropriazione continuata e indebita di baccal√†! (Rivolgendosi a Betulla) Vostro marito √® avvocato, dove sta? Mi rivolger√≤ a lui!

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Purtammo ‚Äėo curuniello in tribunale! Ma che cosa credete di ottenere?

Pasqualino¬†¬† Nunn‚Äô‚Äėo ssaccio, ma non devo essere il solo a soffrire‚Ķ (Si riempie la bocca di pasticcini) A dover mangiare continuatamente per riempire il vuoto che tengo qua! (Indica lo stomaco)

Betulla         (Si alza, cerca di rincuorarlo) Ma via, siete giovane, non ci pensate: prendetevi una vacanza!

Pasqualino   Pure dite bene: forse me ne vado a trovare un mio parente a Formia…

Betulla         (Vacilla, sta per svenire) Formia, oh Formia… (Siede)

Marta            (Soccorre Betulla sotto lo sguardo esterrefatto di Monsignor Porporella) Betulla, ti senti male?

Betulla         (Riprendendosi) No, niente, solo un capogiro!

Pasqualino   (Con espressione da ebete) Niente, ha avuto solo un capogiro!

Marta            Hai bisogno di qualcosa? Ti accompagno al buffet?

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† No, grazie, ci vado da sola. (Ripete pi√Ļ volte come se stesse sognando ad occhi aperti) Oh Formia‚Ķ Formia‚Ķ Formia‚Ķ (Via dal fondo mentre tutti si guardano con aria interrogativa)

Pasqualino   Mò sapete che faccio? Ci vado pure io!

Tutti              A Formia?

Pasqualino   No, al buffet: ho quasi finito tutto ma il vuoto è ancora vuoto! (Ai due) Sapete, per combinazione so dov’è il buffet: se volete vi accompagno!

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Si, grazie. Per√≤, avete notato la stranezza? Appena avete detto ‚ÄúFormia‚ÄĚ Betulla si √® sentita male!

Porporella   Già, è vero!

Pasqualino   Forse qualche dolce ricordo, qualche bella mangiata! Sapete, a Formia c’è il pescio freschissimo! (Via dal fondo insieme a Marta e a Monsignor Porporella)

SCENA SETTIMA

(Enrico ed Erminia)

Enrico           (Entra dalla sinistra, mentre Erminia entra dalla destra) Cara mammà, vi fate desiderare: lo sapete che non posso stare a lungo senza di voi!

Erminia         Quanto sei caro! Ascolta, visto che c’è un momento di calma voglio dirti tutto quello che ho previsto per la vostra permanenza a Positano.

Enrico           (Con rassegnazione) Si mammà. (Siedono sul divano)

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Carezzandolo sul viso, materna) Dunque: noi tutti andremo via intorno alle venti, minuto pi√Ļ, minuto meno.

Enrico           Bene mammà.

Erminia         Voi due uscirete per una breve passeggiata e vi fermerete ad un bar dove consumerete un tè leggero e basta.

Enrico           (Sfottente ma con classe) Magari con qualche biscottino…

Erminia         Sei pazzo? Avrai mangiato e bevuto abbastanza durante il rinfresco, quindi non dovrai consumare null’altro per non andare a letto con lo stomaco pieno!

Enrico           (C.s.) Un attimo mammà, permettetemi di prendere nota: (Scrive su di un notes) breve passeggiata e solo un tè leggero…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ritornerete verso le ventidue, farete una bella doccia ristoratrice e poi a letto! Ho gi√† impartito gli ordini ai domestici che stanotte, per lasciarvi pi√Ļ liberi, dormiranno in albergo; domattina verranno in tempo per prepararvi la prima colazione

Enrico           (Che nel frattempo ha continuato a prendere appunti) Benissimo: come farei senza di voi! Desiderate altro?

Erminia         No, per il momento niente. Sei un bravo, diciamo, giovane e voglio la tua felicità anche perché sei il genero che avevo sempre sognato!

Enrico           E voi la suocera che non avevo neppure osato sognare! (Le bacia le mani) Ma ora permettetemi di ritirarmi: forse mia moglie ha bisogno di me.

Erminia         Va’ pure.

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Esce a sinistra, alzando gli occhi al cielo, non visto) Aggio passato ‚Äėo guaio!

SCENA OTTAVA

(Gervasio e detta)

Gervasio       (Entra dal fondo con una bottiglia bianca in mano) Erminia, scusami…

Erminia         Dove vai con quella bottiglia?

Gervasio       Volevo portarla nella stanza degli sposi: è VOV!

Erminia         VOV? E perché?

Gervasio       Quello è zambaglione col liquore, è fortemente energetico: Enrico oggi si è affaticato molto e può darsi…

Erminia         Che cosa? Enrico è un vero uomo e non ha bisogno di niente!

Gervasio       Ma per prudenza… Ti ricordi che quando ci sposammo pure noi ci portammo una bottiglia di VOV?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Nun me ‚Äôo ricurda‚Äô! Aveva bisogno del supporto energetico, lo sposo! Venette meno ‚Äėncoppa ‚Äėa sagliuta e per acquistare forza se ‚Äėa bevette tutta quanta e se ‚Äėmbriacaje: che bella primma notte!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Va be‚Äô, va be‚Äô, nun ne parlammo cchi√Ļ‚Ķ (Mortificato) Scusami se mi sono permesso, non capiter√† pi√Ļ!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Voglio sperare: so‚Äô vint‚Äôanne ca facimmo sempe ‚Äėe stessi storie! Fino a quando ci sar√≤ io penser√≤ a tutto io e questo solo per il vostro bene, per la vostra felicit√†. Siamo intesi?

Gervasio       (Timido) Si, Erminia, si: tu pensi solo alla nostra felicità…

Erminia         Meno male che lo riconosci. Tu sei il capo di casa? E pensa a fare solo il capo! (Via a destra)

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Inebetito) Com‚Äô√® bello fare il capo di casa‚Ķ So‚Äô vint‚Äôanne ca ‚Äėo faccio e acchiappo sulo mazzate: ma ‚Äėnu juorno ‚Äėe chiste me vesto ‚Äėe carattere e‚Ķ (cambia tono) Va a ferni‚Äô ca vaco deritto deritto ‚Äėo ‚Äėspitale!

SCENA NONA

(Filippo Bellamorte e detto)

Filippo           (Entra dal fondo) Ecco dove ti eri nascosto! Come va vecchio martire?

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėNa schifezza! Mia moglie diventa ogni giorno sempre pi√Ļ insopportabile.

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Colpa tua! Fin dal primo momento dovevi farle capire che i pantaloni li porti tu‚Ķ Lo so, sei vittima del tuo carattere: d‚Äôaltronde, ci sono uomini che nascono per essere schiavi delle donne, come te‚Ķ Ed altri che invece se le arravogliano e ‚Äėregneno pure ‚Äėe corna, comme a me!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Interessato) Pecch√©, tiene ‚Äėn‚Äôata femmena?

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Gerva‚Äô, nun faccio a tiempo a fa‚Äô ‚Äėna conquista, che un‚Äôaltra si butta tra le mie braccia!

Gervasio       E mò quante amanti tieni?

Filippo           Una sola. Ma che femmena, Gerva’: vale pe’ ciente!

Gervasio       Overo? E… Se po’ sape’ chi è?

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E come no? √ą un‚Äôartista, se chiamma Lou Lou Floriane: canta, balla e‚Ķ Se spoglia! (Canticchia e mima uno spogliarello: si toglie la cravatta, poi la giacca, sta per sbottonarsi la camicia quando entra Erminia)

SCENA DECIMA

(Erminia e detti)

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Si ferma un attimo e guarda incredula ci√≤ che sta accadendo) Avvoca‚Äô, siete pazzo! Che fate, vi spogliate nel salotto? (Al marito) E tu, depravato, che fai con quello sguardo compiaciuto? M√≤ che il VOV non basta pi√Ļ te fusse menato sull‚Äôaltra sponda?

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ermi‚Äô, VOV o nun VOV, io so‚Äô ‚Äėnu masculone!

Erminia         Silenzio tu! (A Filippo, con il tono con cui durante un processo il giudice dà la parola ad un avvocato) A voi la parola avvocato: discolpatevi!

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Che nel frattempo si sar√† ricomposto) Si, vostro onore‚Ķ Ma che stammo facenno, ‚Äėnu pruciesso? Ma qua‚Äô discolpa‚Äô signo‚Äô! (Cercando le parole) ‚ĶOggi fa caldo‚Ķ So‚Äôarrivato tutto sudato e in disordine e‚Ķ Mi stavo riordinando un po‚Äô, ecco tutto!

Erminia         Qui nel salotto? (Imperiosa) Andate nel bagno a ricomporvi!

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Subito, vostro onore‚Ķ (Riprendendosi, intanto si √® gi√† ricomposto) Ma non ce n‚Äô√® pi√Ļ bisogno, come vedete‚Ķ Anzi permettetemi, vado a salutare gli sposi e a bere un bicchiere di champagne alla loro salute. (A Gervasio) Accompagnami, vieni a brindare pure tu.

Erminia         A Gervasio niente champagne: solo acqua minerale e non gasata, mi raccomando!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma come, brindo alla felicit√† di mia figlia cu‚Äô ll‚Äôacqua ‚Äėe funtana?

Erminia         Quella non ti fa male.

Filippo           Che fortuna avere una moglie come voi… (A Gervasio) Vieni, andiamo (Via dal fondo)

SCENA UNDICESIMA

(Giulietta e detta, poi Lou Lou Floriane)

Giulietta      (Entra dal fondo) Signo’, scusate, è venuta la padrona della villa che vuole parlare con voi.

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E che ghieva, ‚Äėe pressa? Falla accomodare.

Giulietta      Va bene. (Esce per rientrare dopo un po’ con Lou Lou) Prego, accomodatevi.

Lou Lou¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (√ą una donna molto bella, veste con gusto ed eleganza) Cara signora, vogliate scusarmi, ma se avessi saputo che il matrimonio era oggi, non sarei certo venuta ad importunarvi.

Erminia         Ma per carità, accomodatevi signora… Non ricordo il vostro nome...

Lou Lou         Luisella Cammarota, in arte Lou Lou Floriane… Ma voi chiamatemi pure Lou Lou.

Erminia         Ah, siete un’artista… Cantate?

Lou Lou         Canto, ballo e… Mi spoglio. (Mima)

Erminia         Stateve ferma, per carità: oggi ho già avuto la mia razione di spogliarello… Questa è una casa seria!

Lou Lou         Non vi preoccupate, scherzavo…

Erminia         Sono scherzi che non mi piacciono! (Poi, cambiando tono, interessata) E… Quando vi spogliate restate in calzamaglia o in biancheria intima?

Lou Lou         Niente, mi spoglio tutta!

Erminia         (Con voce strozzata) Rimanete con la foglia?

Lou Lou         (Canticchiando) …Anche quella vola via…

Erminia         (Interrompendola) Ho capito… Ma a che debbo l’onore della vostra visita?

Lou Lou¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ero venuta per riscuotere l‚Äôaffitto del ‚ÄúVillino Eugenio‚ÄĚ, ma se non siete comoda, posso ritornare‚Ķ

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† No, no, per carit√†, vi servo subito‚Ķ (Pensando) Ma non si chiama ‚ÄúVillino Luciano‚ÄĚ?

Lou Lou         Ah, si, che distratta: confondo sempre il nome con quello degli altri!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Perch√©, ne avete pi√Ļ di uno?

Lou Lou         Si signora, tanti…

Erminia         Allora lo spogliamento vi rende bene?

Lou Lou         No, signora, io i villini non li compro…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Incredula) V‚Äô‚Äėe pporta ‚Äėa befana?

Lou Lou         No, signora, sono regali dei miei spasimanti che, quando mi lasciano per un altro amore, pagano la loro infedeltà regalandomi un villino che io battezzo col nome del donatore.

Erminia         Una specie di liquidazione…

Lou Lou         Un’indennità per fine prestazioni occasionali…

Erminia         …Al posto delle marchette…

Lou Lou         …Appunto: a quelle provvedo io!

Erminia         Ora scusatemi, vado a prendere i soldi.

Lou Lou         Prego, fate pure. (Erminia esce dalla destra)

SCENA DODICESIMA

(Enrico e detta)

Enrico           (Entra dalla sinistra) Vediamo un po’ se riesco a riposarmi qualche minuto… (Nota Lou Lou) Oh, pardon… Ma voi siete… Ma tu sei…

Lou Lou         Lou Lou Floriane, ma perché, mi conosci?

Enrico           E quale uomo amante della bellezza non ti conosce?

Lou Lou         (Inorgoglita) Adulatore! (Lo squadra attentamente) Anche tu però non sei male… Che fai stasera?

Enrico           Avrei un piccolo impegno… Sono lo sposo!

Lou Lou         (Delusa) Lo sposo? Peccato: ti avrei proposto un programmino tutto pepe… Pazienza, sarà per un’altra occasione

Enrico           Mi dispiace, ma non ci sarà un’altra occasione: ho intenzione di essere un marito fedele.

Lou Lou         Gli uomini… Dicono tutti così il giorno delle nozze! Ne riparleremo tra qualche tempo.

Enrico           Si vedrà… ora scusami, devo andare a rinfrescarmi. (Via a destra)

Lou Lou         (Sospirando) Che peccato… Non era mica male il piccioncino… Avrei accettato volentieri un suo ricordino, magari, così, a caso… Un bel villino!

SCENA TREDICESIMA

(Erminia e detta)

Erminia         (Rientra con dei biglietti di banca che porgerà a Lou Lou) Ecco quanto vi devo.

Lou Lou¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Estrae dalla borsetta una ricevuta) Ed ecco la ricevuta per il fitto del ‚ÄúVillino Osvaldo‚ÄĚ.

Erminia         (Riprendendola) Luciano!

Lou Lou         (Sorpresa) Come? Ah, già, Luciano, che sbadata… Chi sarà quest’Osvaldo, poi…

Erminia         (Rifacendole il verso) …E se non lo sapete voi?

Lou Lou¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Gi√†, comunque da domani sar√≤ al ‚ÄúVillino Michele‚ÄĚ

Erminia         Michele, sicuro?

Lou Lou         Sicuro, sicuro, è l’ultimo e non potrei dimenticarlo… Ancora. Partirò domattina presto, se avete bisogno di me sapete dove trovarmi.

Erminia         D’accordo, vi accompagno così poi raggiungo gli invitati. (Escono parlottando dal fondo)

SCENA QUATTORDICESIMA

(Angelina e Gigliola)

Angelina       (Entra dalla sinistra con Gigliola, sua amica e coetanea) Allora, ti piace il mio bel maritone?

Gigliola        (Estasiata) Quant’è bello! (Sospira) Aaah! (Vacilla)

Angelina       (Preoccupata) Ti senti male?

Gigliola        No, pensavo ai meravigliosi giorni che ti attendono…

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Impacciata) Gi√†‚Ķ Comunque cerca di non pensare pi√Ļ in questo modo languido: mi hai fatto mettere ‚Äėna paura!

Gigliola¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Tu che vuo‚Äô ‚Äėa me: io quando mi illanguidisco, deliquio‚Ķ Ma torniamo a noi: sei sposata gi√† da qualche ora e non mi hai raccontato ancora niente‚Ķ

Angelina       Che vuoi che ti dica: sono felice!

Gigliola        E ci credo… ma ora devi farmi una promessa.

Angelina       Quale?

Gigliola        Al ritorno del viaggio di nozze devi farmi un resoconto dettagliato di come sono andate le cose!

Angelina       Ma…

Gigliola        Niente ma: voglio sape’ tutto e… Quando dico tutto, intendo proprio tutto!

Angelina       (Dolce) Vedi Gigliola, certe cose devono far parte di noi stessi, devono rimanere chiuse nel nostro cuore…

Gigliola        (Imbronciandosi) Cattiva, cattiva, cattiva!

Angelina       Su, via quest’aria triste: partecipa alla mia gioia! Dimmi, piuttosto, credi che Enrico pensa che io sia bella?

Gigliola        E per forza! Tu già sei bella, poi sei una sposa, e le spose, si sa, sono tutte belle, anche quelle brutte… (Si rabbuia) Solo io non ho proprio nessuna speranza!

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma no, dai, vedrai che anche tu al pi√Ļ presto troverai il tuo principe azzurro.

Gigliola¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Angeli‚Äô, devo dirti che non ho preferenze per il colore: azzurro o verde, rosso, giallo o paonazzo, non fa differenza: l‚Äôimportante √® trovarlo presto e pure si nun √® ‚Äėnu principe nun me passa manco pe‚Äô ‚Äėa capa: basta ca √®‚Ķ (Marcato) Un bel maschione come dico io!

Angelina       (Fingendo un falso pudore) Gigliola, un po’ di contegno!

Gigliola        E se mi contegno va a finire ca rimango zitella! (Ridono entrambe) Ora permetti, vado di là a tentare di sedurre qualche maschio libero. Uomini, tremate, arriva Gigliola la conquistatrice! (Via dal fondo ridendo)

Angelina       (Ride) Finalmente un po’ di pace! (Va a sedersi sul divano)

SCENA QUINDICESIMA

(Gervasio e detta)

Gervasio       (Entra dal fondo, vede la figlia, sorride compiaciuto) Ma che bella donna, sembra una sposa!

Angelina       Papà cattivo, non ti sei curato di me neanche un momento!

Gervasio       Ma che dici, amore mio: tu sei sempre nei miei pensieri, ed io sto male al solo pensiero che tra poco lascerai la nostra casa!

Angelina       Dai, fra qualche giorno ci raggiungerai a Positano con la mamma…

Gervasio       Non me lo ricordare, rimarrò solo con la mamma per qualche giorno: sono terrorizzato!

Angelina       Ma la mamma ti vuole tanto bene!

Gervasio       Troppo! Vuole a tutti i costi la mia felicità: ma a modo suo…

Angelina       (Ride) Mammà e fatta così, vuole a tutti costi la felicità degli altri…

Gervasio       E dimmi, tu, sei felice?

Angelina       Si papà, (si rabbuia) ma…

Gervasio       Ma?…

Angelina       Una sciocchezza… Papà sono gelosa!

Gervasio       Tutte le donne lo sono… Ma pensi che Enrico non sia fedele?

Angelina       No, questo no, ne sono sicura… Mi ama tanto!

Gervasio       E allora?

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† Pap√†, ti sembrer√≤ una sciocca, ma io so‚Äô gelosa del suo passato, del suo primo amore‚Ķ (Canticchiando) ‚ÄėO primmo ammore nun se scorda maje!

Gervasio       Queste sono fantasie di una giovane donna innamorata.

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† Forse hai ragione, ma se fossi sicura sarei pi√Ļ tranquilla. (Guarda il padre) Pap√†, tu mi vuoi bene, √® vero?

Gervasio       Ne dubiti?

Angelina       No, e allora devi farmi un favore: chiedi a Enrico qual è stato il suo primo amore e, soprattutto, se lo ha dimenticato!

Gervasio       Ma…

Angelina       Te ne prego… (Vede entrare Enrico) E… ssst, mi raccomando! (Esce canticchiando dal fondo e butta un bacio al marito)

SCENA SEDICESIMA

(Enrico e detto, poi Erminia e Betulla)

Enrico           Avete visto quant’è bella?

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Lo dici proprio a me? (Lo guarda imbarazzato, non ha il coraggio di parlare, poi, finalmente ridacchia) Eh, eh, eh‚Ķ Ma lo sai che la mia prima esperienza amorosa l‚Äôho avuta cu‚Äô ‚Äėna campagnola ‚Äėncoppa a ‚Äėnu fienile in aperta campagna? T‚Äô ‚Äėo ccredive tu, t‚Äô ‚Äėo ccredive tu, t‚Äô ‚Äėo ccredive tu? Eh, eh, eh‚Ķ

Enrico           Papà, ma vi sentite bene?

Gervasio       Mai stato meglio… E mò che ti ho fatto questa confidenza, dimme, dimme, qual è stata la tua prima avventura, il tuo primo amore?

Enrico           Ma papà, vi sembra proprio il caso?

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Hai ragione, ma sai com‚Äô√®‚Ķ Io so‚Äô curioso, e poi‚Ķ Sai com‚Äô√® Erminia, vuole la felicit√† di tutti‚Ķ Mi vuole bene‚Ķ Non ho bevuto neanche lo champagne‚Ķ (Si ferma perch√© Enrico lo guarda inebetito) Sto dicenno ‚Äėnu cuofano ‚Äėe fesserie, √® overo? Allora √® meglio ca te dico ‚Äėa verit√†: Angelina √® gelosa del tuo passato, vo‚Äô sape‚Äô qual √® stato il tuo primo amore e, soprattutto, se te lo ricordi ancora‚Ķ

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Sorridendo) Angelina po‚Äô sta‚Äô sicura: pi√Ļ che un primo amore, la mia prima donna √® stata un‚Äôavventura, e di quell‚Äôesperienza non mi √® rimasto nulla: non so chi fosse, di dov‚Äôera, n√© se era sposata, niente di niente!

Gervasio       Possibile?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Stateme a senti‚Äô! (Entra Erminia, si ferma un attimo incuriosita e vedere i due che parlano) Vi racconto tutto ma non dite niente a vostra moglie‚Ķ (Sempre pi√Ļ incuriosita si nasconde per ascoltare. Dal fondo appare Betulla, √® turbata, vede Erminia che le fa cenno di fermarsi e di tacere, quindi si ritira facendo capolino di tanto in tanto per ascoltare) Diciannove anni fa, la prima domenica di Novembre, ero in treno, diretto a Roma; nello scompartimento c‚Äôera solo una signora, bella o brutta, bionda o bruna non so, perch√© aveva un cappellino con la veletta. Superata la stazione di Formia scoppi√≤ un temporale con lampi e tuoni; contemporaneamente nell‚Äôentrare in un tunnel incrociammo, con un rumore assordante, un altro treno: la sconosciuta, impaurita, strill√≤, si butt√≤ tra le mie braccia e‚Ķ Vi rimase fino a Roma‚Ķ

Betulla         (Dal fondo vacilla, sta per svenire, ma poi si riprende) Oddio, è isso! (Via dal fondo)

Gervasio       (Interessato) E poi?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Arrivati a Roma, lei scese e non l‚Äôho mai pi√Ļ vista n√© sentita.

Gervasio       Allora posso rassicurare Angelina?

Enrico           Si, potete tranquillamente dire a quella sciocchina che non amo che lei.

Gervasio       Sei proprio un bravo giovane. (Erminia, compiaciuta, sta per intervenire quando…)

Enrico           E voi un poveraccio succube di quell’arpia di vostra moglie (Erminia si ritira di nuovo ma restando in ascolto)

Gervasio       Te ne sei accorto?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E ci voleva tanto? √ą chiaro che lei √® una tiranna e voi un martire!

Erminia         (Solo a gesti,) Ah!

Gervasio       Tu pure, però, hai accettato questa situazione…

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Per il momento‚Ķ Ho capito che per non avere problemi con Angelina, m‚Äôavevo conquista‚Äô primma ‚Äėa mamma. Ma al rientro dal viaggio di nozze s‚Äôhadda cagna‚Äô tutte cose, ed io sar√≤ un vostro fedele alleato!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Figlio mio! (Si abbracciano, Erminia, solo nascosta, fa capolino come a dire ‚ÄúHai capito‚Ķ‚ÄĚ)

Enrico           Ed ora, caro suocero, andiamo a berci un bicchiere di champagne!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėNu bicchiere? Me ne voglio bere ‚Äėna votta sana sana! (Escono insieme dal fondo)

SCENA DICIASSETTESIMA

(Erminia, poi Filippo, indi Betulla)

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Esce dal suo nascondiglio) E questo sarebbe il genero ideale? E mio marito l‚Äôuomo per cui mi sono sacrificata una vita intera? Aaah, ma m√≤ v‚Äôacconcio io pe‚Äô ‚Äėe ffeste: m‚Äôe l‚Äôaggia magna‚Äô vive‚Ķ M‚Äôe l‚Äôaggia fa‚Äô arrosto‚Ķ M‚Äôe‚Ķ

Filippo           (Dal fondo) Scusate, donn’Erminia, avete visto mia moglie?

Erminia         (Agitata) No, mi dispiace, avvoca’… (cambia tono) Avvocato bello, venite qua, capitate a proposito: spiegatemi una cosa…

Filippo           Lieto di potervi essere utile…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Grazie, sempre galante‚Ķ Dunque, mi serve un‚Äôinformazione, non per me, sapete, ma‚Ķ per una mia amica: ‚Äėa figlia si √® sposata oggi, proprio come Angelina, e solo all‚Äôuscita dalla chiesa, l‚Äôamica mia ha saputo cierti ccose ca nun se ponno manco dicere, sul conto del genero. Disperata mi ha telefonato per sapere come fare per rompere il matrimonio. Secondo voi si pu√≤ fare qualcosa?

Filippo           Ma certamente, come no… Praticamente… Niente, a meno che quest’uomo non abbia fatto delle cose infamanti, per esempio… Ha rubato?

Erminia         Peggio!

Filippo           Assassinato?

Erminia         Peggio, peggio!

Filippo           Ha violentato l’Esercito della Salvezza?

Erminia         Peggio, molto peggio!

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma levateme ‚Äėna curiosit√†: ‚Äėsta guagliona a chi s‚Äô√® spusata, a Enrico Ottavo?

Erminia         Peggio, avvoca’, peggio!

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Donn‚ÄôErmi‚Äô, facimmo cchi√Ļ ampressa si me dicite st‚Äôommo che ha fatto!

Erminia         Ha… (Cerca un motivo valido, senza trovarlo) …Non ve lo posso dire: ho giurato di non dirlo!

Filippo           E allora non se ne può fare niente! Ora scusatemi, vado a cercare mia moglie (Fa per andare quando entra Betulla)

Betulla         Ah, stai qua?

Filippo           Venivo appunto a cercarti…

Betulla         Volevo dirti, e visto che c’è pure Erminia dò anche a lei la bella notizia, che ho deciso di rimanere anche io qualche giorno a Positano. (Erminia, assorta nei suoi pensieri, annuisce meccanicamente)

Filippo           A Positano, e perché?

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Cos√¨‚Ķ √ą un posto incantevole, e po‚Äô‚Ķ (Facendo la micina) Non vuoi fare contenta a Betulla tua? Solo una settimana‚Ķ E poi dopodomani torna pure Erminia e cos√¨ ci faremo buona compagnia (A Erminia) Non √® vero?

Erminia         (Sempre assorta nei suoi pensieri, distratta) Si, si…

Betulla         Vieni, andiamo a prenotare l’albergo: resto qui già da stasera, tu te ne torni a casa, fai una valigia delle mie cose e me la mandi. Ciao cara! (Si salutano, Filippo e Betulla vanno via)

Erminia         Anche la legge è contro di me, ma non mi do per vinta! Che pozzo fa’, che pozzo fa’? (Si ferma, pensa e sorride, come quando si ha un’idea brillante) …Diciannove anni! (Contando) Novembre, Dicembre, Gennaio… (Arriva al nono mese) Ma sì, è possibile! (Via a destra)

SCENA DICIOTTESIMA

(Angelina e Gigliola, poi Pasqualino)

Angelina       (Entra dal fondo insieme a Gigliola che è molto agitata e tenta di spiegare qualcosa) Ma calmati, non ho capito niente, spiegati meglio!

Gigliola¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Angeli‚Äô, Angeli‚Äô, il giorno pi√Ļ bello della tua vita coincide con quello della mia felicit√†!

Angelina       Ma che cosa ti è successo?

Gigliola        Ho trovato il principe… (Si ferma) Beh si fa per dire… Il principe azzurro!

Angelina       Veramente? E chi è?

Gigliola        (Estasiata) Un giovane meraviglioso, che solo a guardarlo sprigiona un alone di mistero: (Pausa) Pasqualino!

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† Pasqualino! (Ride) Veramente pi√Ļ che un alone di mistero, sprigiona un olezzo molto ben definito

Gigliola        Alludi forse a quell’odorino penetrante che si porta addosso?

Angelina       L’hai sentito anche tu?

Gigliola        Beh, certo, è difficile non accorgersene, ma dimmi una cosa: è sempre così intenso?

Angelina       Oh, no, non sempre…

Gigliola        Meno male!

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ĶIl pi√Ļ delle volte √® molto pi√Ļ intenso!

Gigliola        (Spaventata) Mamma mia! (Si riprende) Ma che fa… Quando c’è l’amore si supera tutto e poi… Si sa, l’amore è cieco!

Angelina       Ma in questo caso è puzzolente!

Gigliola¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Angeli‚Äô, e comme ‚Äėa fai difficile: un buon profumo e si rimedia a tutto!

Angelina       Contenta tu…

Gigliola        E po’ Pasqualino ha tante altre qualità: è bello… (Riflette) Quanto basta, simpatico ed istruito.

Angelina       Istruito? Su questo, consentimi, ho seri dubbi.

Gigliola        Angeli’, quello in meno di mezz’ora mi ha fatto una lunga dissertazione tra baccalà, stocco e curuniello…

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Divertita) ‚ÄėO ssapevo. Ma dimmi una cosa: sei certa che abbia intenzioni serie?

Gigliola        E come no? Mi ha fatto una corte asfissiante e tra un rustico, un pasticcino ed una fetta di torta mi ha dichiarato tutto il suo amore…

Angelina       Hai capito a Pasqualino? E meno male che stava soffrendo per me!

Pasqualino   (Chiamando dall’interno) Gigliola… Gigliola… (Entra dal fondo) Gigliola… Ah, eccoti qui… ma come giglietto mio, già mi hai abbandonato?

Gigliola        Ma no, passione ardente… Sono qui tutta per te… Stavo solo dicendo ad Angelina quanto sono felice!

Pasqualino   (Guardando Angelina con sufficienza) Hai visto, donna senza cuore?il mio fascino di baccalaiuolo latino ha colpito ancora!

Angelina       Sono felice per tutti e due.

Pasqualino   (Ignorando Angelina) Vieni giglietto mio adorato, andiamo ad abbandonarci nel vorticio della danza!

Gigliola        Si, mio principe!

Pasqualino¬†¬† (Quasi offeso) Principe a me? Io sono l‚Äôimperatore dell‚Äôamore! (Guarda estasiato Gigliola) Come sei bella e candida, amore mio‚Ķ Il tuo candoro √® cos√¨ bianco ca pare il ciore che porta il tuo nome e ca sta appoiato ‚Äėncoppa a ‚Äėnu piezzo ‚Äėe curuniello

Gigliola        (Andando via verso il fondo abbracciata a Pasqualino) Che poeta! Non è adorabile?

Angelina       Chi l’avrebbe mai detto: Pasqualino e Gigliola (Esce divertita a sinistra)

SCENA DICIANNOVESIMA

(Erminia e Pasqualino, poi, da fuori, Enrico)

Erminia         (Entra dalla destra) Il piano è perfetto, devo solo metterlo in atto: non ha la vita facile chi si mette contro di me!

Pasqualino   (Rientrando) Ma addo’ è ghiuta? (Chiama) Gigliola… Gigliola… (vede Erminia) Ah, voi state qua?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Scostante) E ‚Äėo papa sta a Roma‚Ķ Pasquali‚Äô, vattenne ca sto nervosa e me ‚Äėa piglio cu‚Äô tte!

Pasqualino   (Impaurito) No, per carità calmatevi… Me ne vaco subito! (Fa per andare via)

Erminia         (Ha un’idea) Fermati, addo’ vaje? (Pasqualino si ferma, Erminia cambia atteggiamento) Ma lo sai che sei un bel giovane?

Pasqualino¬†¬† Se fosse ‚Äėnnammurata ‚Äėe me? Ma allora perch√© non mi avete voluto come genero? Sono ricco, bello, simpatico‚Ķ Lo dicono tutti!

Erminia         Tutti?

Pasqualino   Beh, quasi… Dunque, rispondete alla mia domanda: perché? Perché? Perché?

Erminia         (Spazientita) Pasquali perché… Perché… Perché… (Cambia tono) Perché sono una cretina: tu eri il genero ideale per me!

Pasqualino   (Inorgoglito) Avete visto?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma non tutto √® perduto, Pasquali‚Äô: non disperare, rimani pure tu a Positano per un paio di giorni e non ti preoccupare: staje ‚Äėmmano a me!

Pasqualino¬†¬† ‚ÄėMmano all‚Äôarte!

Erminia         Appunto. Angelina si separerà e dopo sposerà te.

Pasqualino   (Con sufficienza) Ha, ha, ha… Siete arrivata tardi, donna: il mio cuoro è ormai impegnato con un’altra donna. Sono fidanzato con…

Erminia         (Furente) Come, osi contraddirmi? Ma tu non sei innamorato di Angelina?

Pasqualino   (Confuso) Si... Ma…

Erminia         Non c’è ma che tenga: disdici tutti gli impegni, ritira tutte le promesse… (Imperiosa) Sposerai Angelina!

Pasqualino   (Alzando la mano destra) Obbedisco!

Erminia         Noto con piacere che hai ripreso a ragionare.

Pasqualino¬†¬† Per√≤ voglio dicere ‚Äėna cosa: se m√≤ Angelina va in viaggio di nozze e consuma il matrimonio‚Ķ Io, cunsumata, nunn‚Äôa voglio!

Erminia         Non consuma, non ti preoccupare, non consuma… Parola di Erminia Solimene!

Enrico           (Da fuori) Porta su i bagagli!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† √ą isso! (A Pasqualino) Vattenne e nun dicere niente a nisciuno!

Pasqualino   Me ne vado (Impettito) Tutto è perduto, fuorché… Fuorché… (Cerca la parola adatta)

Erminia         E te ne vuo’ ji’!

Pasqualino¬†¬† ‚ĶFuorch√©‚Ķ ‚ÄėA famma! (Via dal fondo)

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ed ora, mio caro futuro ex genero, vedimmo chi ‚Äėa sponta!

SCENA VENTESIMA

(Enrico e detta)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entrando dal fondo) Ma come, mamm√†, ci avete lasciati proprio nel momento pi√Ļ tragico? Lo sapete che senza il vostro permesso non si muove una foglia in questa casa‚Ķ

Erminia         Hai ragione, figlio mio. Prima che ve ne andate, però, ti devo dire una cosa che mi pesa sulla coscienza e tu, da galantuomo quale sei, devi giurare di non dire niente a nessuno.

Enrico           (Turbato) Ve lo giuro… Ma parlate, è una cosa grave?

Erminia         (Tragica) Gravissima! So’ stata zitta pe’ tantu tiempo, ma ora che ho visto che tipo sei e che provi per me un grande affetto che ricambio, ho deciso di liberare la mia coscienza con te.

Enrico           Parlate, vi ascolto.

Erminia         Ecco… (cercando le parola) Angelina… Non è figlia di mio marito!

Enrico           Come sarebbe? E di chi è figlia?

Erminia         Eh, di chi è figlia? Non lo so… (Enrico sbigottito) Il padre è uno sconosciuto.

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Ignaro e cercando di dare un senso logico alle affermazioni di Erminia) √ą forse un‚Äôorfanella ‚Äėe Pumpei che avete adottata?

Erminia         No, non hai capito: Angelina è figlia solo a me!

Enrico           E no, permettetemi di contraddirvi, ma per fare certe cose ci vuole collaborazione…

Erminia         Fammi parlare. Devi sapere che diciannove anni fa, per motivi familiari, mi recai da sola a Roma. Era la prima domenica di Novembre, presi il treno. Nello scompartimento eravamo da soli io ed un giovane; dopo aver attraversato la stazione di Formia, scoppiò un violento temporale, e in un tunnel…

Enrico           (Con voce strozzata) …E in un tunnel, che successe?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Incrociammo con un rumore assordante un altro treno, manc√≤ la corrente, e per la paura mi rifugiai tra le braccia di quello sconosciuto. Non capii pi√Ļ niente e quando mi ripresi sentii il capostazione che gridava: Roma‚Ķ Roma‚Ķ

Enrico           (Lasciandosi cadere su di una poltrona) Roma… Roma…

Erminia         Si, e dopo nove mesi… Nacque Angelina.

Enrico           Ma è mostruoso!

Erminia         Lo so. Ma ora, da uomo serio quale sei, giurami che questo segreto rimarrà tra noi due!

Enrico           (Inebetito farfuglia) Vi giuro che rimarrà nel tunnel… A Roma… Con lei… No, con lui… Insomma, sarò muto come una tomba… Come un pesce… Come un pesce in una tomba!

Erminia         Grazie, grazie, figlio mio! (Lo abbraccia)

Enrico           (Esce dal fondo ripetendo come inebetito) Mia figlia… muglierema è mia figlia!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ed ora caro futuro ex genero, voglio proprio vedere che te fidi ‚Äėe fa‚Äô!

BUIO E SIPARIO

FINE DEL PRIMO ATTO


ATTO SECONDO

Stessa scena del primo atto. Ci sar√† in pi√Ļ un tavolino con due sedie.

SCENA PRIMA

(Giulietta e Michele)

Giulietta      (Esce dalla sinistra. Parla rivolta verso l’interno) Ho capito: servirò la prima colazione verso le otto e mezzo!

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Esce dalla destra. Anche lui¬† rivolto verso l‚Äôinterno) Si, non vi preoccupate, vado a comprare i giornali‚Ķ No, nun m‚Äô ‚Äėo scordo, anche mezzo chilo di bromuro‚Ķ (Tra s√©) Bromuro? E che √® ‚Äėsta schifezza?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Ah, tu staje cc√†? Ma dimme ‚Äėna cosa: da quanto tempo cunusce a don Enrico?

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Eh, ‚Äėa cchi√Ļ ‚Äėe diece anne, pecch√©?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Pecch√©‚Ķ (Cerca le parole) Come dire‚Ķ Nun me pare ‚Äėna perzona normale! Secondo me, o tene quacche cosa ca nun funziona oppure‚Ķ Nun le piacciono ‚Äėe ffemmene!

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Giulie‚Äô, donn‚ÄôEnrico, dopo Casanova, √® stato il pi√Ļ grande amatore della storia! N‚Äôha fatte chiagnere femmene‚Ķ Nessuno pi√Ļ di lui ha corso la cavallina‚Ķ

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† E se vede che a furia ‚Äėe correre se sarr√† stancato! (Ride)

Michele        Che vuo’ dicere?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Ma √® mai possibile ca s‚Äô√® spusato tre ghiuorne fa e dorme separato da ‚Äėa mugliera? Isso dint‚Äôa ‚Äėna stanza e essa dint‚Äôa ‚Äėn‚Äôata?

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėStu fatto me pare strano pure a me. Nun ce capisco niente: √® nervoso, pe‚Äô niente se ‚Äėnquarta‚Ķ Pensa ca primma, quando so‚Äô stato dinto ‚Äėa cammera soja, jeva annanze e areto, comme ‚Äėnu lione dinto ‚Äėa gabbia‚Ķ Diceva: ‚ÄúNon √® possibile, non √® possibile‚Ķ San Genna‚Äô, aiutame tu!‚ÄĚ

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėO va truvanno ‚Äėa San Gennaro? Allora aggio ragione io!

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma no, forse la ragione √® un‚Äôaltra! Chiss√† che le passa pe‚Äô ‚Äėa capa‚Ķ Vedrai che quanto meno ce l‚Äôaspettammo, piglia ‚Äėa mugliera‚Ķ (Accompagna le parole con l‚Äôazione) ‚Äėa guarda dint‚Äôall‚Äôuocchie, se ‚Äėa porta dinto ‚Äėa stanza soja e‚Ķ Tanno ‚Äėa lascia quando hadda parturi‚Äô! (Enrico entra dalla destra, vede i due abbracciati, lancia uno sguardo di rimprovero. Michele per darsi un contegno canticchia un tango e lo balla sotto gli occhi esterrefatto di Enrico che, pazientemente, aspetta la fine del ballo. Poi, facendo il casqu√©) ‚ĶZz√† zz√†!

SCENA SECONDA

(Enrico e detti)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E bravo Rodolfo Valentino: te manca sulo ‚Äėa rosa ‚Äėmmocca!

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Donn‚ÄôEnri‚Äô, scusatemi, ma Giulietta voleva vede‚Äô comme se fa ‚Äėo tango, e poich√©, vuje ‚Äėo ssapite, so‚Äô stato parecchi anni in Argentina‚Ķ

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ĶLe stive facenno ‚Äėnu corso accelerato di ballo! Siente Miche‚Äô, in questa casa sono vietati il ballo, i baci, gli abbracci ed ogni contatto carnale, specialmente annanze a me! Io gi√† tengo ‚Äėe farfarielle ‚Äėncapa pe‚Äô cunto mio, aggia sulo vede‚Äô a tte ca faje ‚Äėo rattuso!

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† (Che fino a questo momento √® stata in disparte mortificata, si risente) E gi√†, io po‚Äô facevo fa‚Äô ‚Äėo rattuso a isso! Ma quanta cunfidenza‚Ķ Donn‚ÄôEnri‚Äô, pensate a ‚Äėe farfarielle vuoste!

Enrico           Come ti permetti?

Michele        Donn’Enri, scusatela, è stato un frainteso, non vi arrabbiate…

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† No, no, non mi arrabbio, e sai perch√©? Perch√© sono gi√† arrabbiato, anzi arrabbiatissimo! (Cerca di dominarsi) Ma voi due non c‚Äôentrate‚Ķ Anzi, famme ‚Äėnu piacere, per colazione fammi preparare una camomilla.

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Una camomilla? E ‚Äėo bromuro?

Enrico           Lo metti al posto dello zucchero.

Giulietta      Ma comme…

Enrico           Insomma basta! Avessa da’ cunto pure a vuje?

Giulietta      No, per carità… Andiamo, Miche’, andiamo ad eseguire gli ordini (Escono dal fondo)

SCENA TERZA

(Angelina e detto)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Rimasto solo fissa la stanza della moglie) Non √® possibile‚Ķ Mia moglie √® mia figlia, ovvero mia figlia √® mia moglie. Ma che d‚Äô√®, ‚Äėna tragedia greca? No, √® ‚Äėa verit√†! (Riflette) Ma √® figlia moglie o moglie figlia? In ogni caso nun pozzo fa‚Äô ‚Äėo marito. Basta, basta: me sento ‚Äėe asci‚Äô a ‚Äėmpazzi‚Äô! Meno male che oggi arrivano i suoi genitori e‚Ķ Ma chella povera creatura che starr√† facenno‚Ķ Che penser√† di me?

Angelina       (Esce dalla sinistra in vestaglia sexy) Ah, stai qua?

Enrico           Buongiorno tesoro. (Le va incontro, lei allarga le braccia ma lui la bacia sulla fronte)

Angelina       (Delusa) Tutto qui? Mi aspettavo ben altro che un bacio sulla fronte.

Enrico           (Ebete) Ah… Eh?… (A parte) Un bacio paterno!

Angelina       Ma Enrico…

Enrico           Scusami cara… Permetti cara… Torno appena possibile… (Va verso la camera a destra e, sotto la porta) Ah, San Gennaro mio… San Genna’… (Via a destra)

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Siede affranta) ‚ÄėN‚Äôata vota, se n‚Äô√® scappato ‚Äėn‚Äôata vota‚Ķ Ma comm‚Äô√® possibile? Appena arrivo se ne va. Nun me vo‚Äô cchi√Ļ bene. O‚Ķ (Pensa) ma fosse friddo ‚Äėe chiammata? √ą vero che le statistiche dicono che il venti per cento degli uomini non √® pi√Ļ quello di una volta‚Ķ Ma m‚Äôaveva capita‚Äô proprio a me? (Piangendo) Che l‚Äôaggio fatto io alle statistiche? (Sente il suono del campanello, si asciuga gli occhi) Chi sar√†?

SCENA QUARTA

(Michele e detta, poi Betulla)

Michele        (Entra dal fondo) La signora Betulla, la moglie dell’avvocato

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† Uff√†, ‚Äėn‚Äôata vota? Ma quant‚Äô√® scucciante, ieri √® gi√† venuta due volte‚Ķ Dille che non ci siamo, che siamo gi√† usciti. (Via a sinistra)

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Don Enrico sicuro √® asciuto pazzo‚Ķ Cu‚Äô ‚Äėna femmena comme a chella vicino, io stesse ‚Äėnzerrato dinto ‚Äėa stanza ‚Äėe lietto fino al giudizio universale!

Betulla         (Entra dal fondo con un grosso fascio di rose) I piccioncini stanno ancora tubando?

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† No, se so‚Äô ghiuti a ffa‚Äô ‚Äėna tubata‚Ķ (Si riprende) ‚Ķ‚ÄôNa cammenata ‚Äėncoppa ‚Äėa spiaggia!

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Sospira) Certo, in riva al mare √® tutto pi√Ļ romantico‚Ķ Ah! Michele, ‚Äėnu vaso‚Ķ

Michele        E si vene l’avvocato?

Betulla         Ma che avete capito? Un vaso, io dicevo un vaso per mettere queste rose! (A parte) Io po’ me vasavo a isso…

Michele        Ah, un vaso per i fiori… (Uscendo dal fondo) Io po’ me vasavo a essa… (Guardandola) …Si!

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Agitata) Sta ‚Äėncoppa ‚Äėa spiaggia‚Ķ E che starr√† facenno? La star√† carezzando‚Ķ. No, no, io nun pozzo cchi√Ļ campa‚Äô accuss√¨‚Ķ Da quando ho saputo che in treno, diciannove anni fa √® stato lui a donarmi il pi√Ļ bel ricordo d‚Äôamore, io nun campo cchi√Ļ‚Ķ Lo desidero, lo bramo, lo voglio, lo‚Ķ (Vede entrare Enrico e resta come paralizzata)

SCENA QUINTA

(Enrico e detta, poi Michele)

Enrico           (Entra da destra) Cara donna Betulla, voi qui?

Betulla         Oddio! (Vacilla)

Enrico           (Sorreggendola) Vi sentite male?

Betulla         (Divincolandosi ma non eccessivamente) No, nulla, mi avete fatto paura!

Enrico           (Scherzoso) So’ accussì brutto?

Betulla         No, anzi… (Civettuola) Solo che non mi aspettavo di trovarvi… (Entra Michele con un vaso) Il vostro cameriere mi aveva detto che eravate usciti.

Enrico           Miche’, e pecché?

Michele        (Cercando le parole) Mi era parso… Forse me lo ha detto Giulietta…

Enrico           Va buo’, va buo’, ma mò vattenne! (Michele posa il vaso e poi via dal fondo)

Betulla         (Speranzosa) Vo’ rimmane’ sulo cu’ mme!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Galante) Scusatemi, ma questa servit√Ļ diventa ogni giorno pi√Ļ insopportabile!

Betulla         Ma vi pare… Anzi, sono io che devo scusarmi per l’ora inopportuna, ma ho visto queste belle rose rosse ed ho pensato di portarle alla sposina… Le metto a posto e vado via. (Esegue)

Enrico           Ma no, ma no, ora state qui e rimanete con noi, anzi, accomodatevi. (La fa sedere) Aspetterete con noi l’arrivo dei miei suoceri che a momenti saranno qui.

Betulla         Se proprio insistete…

SCENA SESTA

(Angelina e detti)

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entra da sinistra. A parte) Uff√†, ‚Äėn‚Äôata vota chesta! Oh, signora Betulla, da quanto tempo non ci vediamo‚Ķ

Enrico           Cara, guarda che belle rose rosse ti ha portato la signora!

Angelina       (Contrariata) Voi mi viziate!

Betulla         Non mi permetterei mai, per questo c’è il vostro maritino!

Enrico           (Imbarazzato) La signora aspetterà qui con noi l’arrivo dei tuoi genitori…

Betulla         (Falsa) Io non volevo, ma ha tanto insistito… (Siede)

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ah, sei stato tu‚Ķ Ma quanto sei invadente‚Ķ √ą cos√¨ presto e la signora certamente avr√† da fare‚Ķ

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Si rialza, delusa) √ą giusto‚Ķ La sposina vuole restare da sola con il suo passerotto‚Ķ (Ad Angelina) Gli uomini peccano di sensibilit√†, mia cara‚Ķ (Ad Enrico) E voi, mi raccomando, non fatela affaticare troppo‚Ķ Guardate com‚Äô√® palliduccia‚Ķ Ah, don Enrico, ma che ci fate voi alle donne...

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėO vulesse sape‚Äô pure io!

Enrico           E perché, io no?

Angelina       (Rivolta a Betulla) Vi accompagno.

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† A pi√Ļ tardi, mandrillone! (Via dal fondo con Angelina)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Io a chella ‚Äėa scommo ‚Äėe sango!

SCENA SETTIMA

(Angelina e detto, poi Michele)

Angelina       (Rientra, consumando la battuta sul fondo) Amore mio, sto qua. Per fortuna ha capito che volevo restare da sola con te!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† M√≤ ricumincia ‚Äėo turmiento! (Va a sedersi sul divano. Angelina si siede accanto, cerca di abbracciarlo. Le luci si abbassano, musica soft. Angelina si avvicina pi√Ļ volte ad Enrico che puntualmente si scosta. Enrico si alza, Angelina fa lo stesso, si trovano di fronte: Angelina gli offre le labbra, Enrico √® sul punto di capitolare, quando‚Ķ)

Michele        (Entra con la colazione. Luci, stop alla musica) La colazione è servita!

Enrico           (Si riprende, lascia la moglie e, in modo demenziale) Ah, ah, ah, la colazione! Vieni, Michele, poggia tutto sul tavolo.

Michele        (Esegue, poi) I signori desiderano altro?

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Acida) Ca ve ne jate primma ‚Äėe m√≤!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (A parte a Michele) Trase ogni duje minute cu‚Äô ‚Äėna scusa. (Michele annuisce, fa un inchino ed esce) Ed ora facciamo colazione.

Angelina       (Nervosa) E facciamo colazione! (Mette dello zucchero in un bricco, lo annusa) Ma questa è camomilla?

Enrico           (Calmo) Si, è per me.

Angelina       (Preoccupata) Per te? Ma pecché, nun te siente buono? Hai forse bisogno di un medico?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† No, no, non √® niente. √ą solo che l‚Äôaria di mare mi rende nervoso‚Ķ

Angelina       E perché, amore mio? (Lo prende per mano e lo trascina sul divano) Cosa c’è che ti tormenta? Parliamone un po’… (Vede la remissività del marito e cambia tono) No, anzi, baciami! (Lo abbraccia, Enrico sta per cedere quando…)

Michele        (Entra, tossisce) Coff, coff…

Enrico           (Si svincola dalla moglie) Che c’è?

Michele        Volevo sapere se la camomilla è di vostro gradimento o è troppo forte…

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Precede la risposta del marito) √ą buona, √® ottima, √® squisita, ma m√≤ jatevenne! (Michele esce) Cretino! (Poi, dolce, ad Enrico) Amore‚Ķ

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Si alza, andando al tavolo) ‚ÄėNu mumento, famme piglia‚Äô primma ‚Äėa camumilla‚Ķ (La beve, gli va di traverso, tossisce) Coff, coff‚Ķ

Angelina       (Gli si avvicina) Oh, povero caro, bevi piano piano! (Lo accarezza, Enrico sembra gradire la cosa quando…)

Michele        (Entra, tossisce) Coff, coff…

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† E chisto tene ‚Äėa tosse convulsiva, e faciteve cura‚Äô! Che c‚Äô√® ancora?

Michele        Volevo sapere se la camomilla è abbastanza dolce…

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† √ą dolce, √® dolcissima, √® talmente chiena ‚Äėe zucchero ca si le fanno l‚Äôanalisi tene ‚Äėo diabete a trecento! E m√≤ jatevenne e non entrate se non siete chiamato!

Michele        Va bene! (Ad Enrico) Allora non devo entrare ogni tanto con una scusa qualunque?

Enrico           Animale, che vaje dicenno… Vattenne! (Michele via)

Angelina       (Trasale) Esigo delle spiegazioni!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma quali spiegazioni‚Ķ Quell‚Äôimbecille ha capito male, gli avevo detto: ‚ÄúNon entrare ogni due minuti cu‚Äô ‚Äėna scusa qualunque!‚Ä̂Ķ Ora scusami, voglio andare a fare un po‚Äô di ginnastica. (Via di corsa dal fondo)

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma no, aspetta‚Ķ (Avvilita) Se n‚Äô√® ghiuto, s‚Äôarrangia cu‚Äô ‚Äėa ginnastica‚Ķ (Siede affranta sul divano)

SCENA OTTAVA

(Giulietta, Angelina, Gervasio e detta)

Giulietta      (Dal fondo) Signo’, sono arrivati i vostri genitori.

Angelina       Già so’ arrivati? E addo’ stanno?

Erminia         (Entra dal fondo con Gervasio) Sto qui, figlia mia bella! (La abbraccia)

Angelina       (Ricambiando l’abbraccio) Mammina mia adorata!

Gervasio       E a me niente?

Angelina       (Abbracciando anche lui) Ma si, paparino mio, sono tutta tua!

Erminia         (Rivolgendosi a Giulietta) Occupatevi dei bagagli.

Giulietta      Va bene! (Via dal fondo)

Erminia         (Ad Angelina) E tuo marito?

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Mesta) √ą andato a fare ginnastica.

Gervasio       Quello è uno sportivo! (Malizioso) Vuole tenersi in forma per te…

Erminia         Gervasio, non essere volgare, non vedi che la fai arrossire? (Guarda la figlia) Che c’è, ti vedo triste, qualcosa non va?

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† √ą stato violento? Ti ha maltrattata? Sicuramente ha bevuto troppo VOV!

Angelina       No, papà, non è stato violento… Non è stato proprio! (Piange)

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Come sarebbe‚Ķ Ma s‚Äôha bevuto ‚Äėo VOV?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma che vuo‚Äô tu e ‚Äėstu VOV‚Ķ Angeli‚Äô, bella ‚Äėe mamm√†, ma allora tu‚Ķ (Le fa segno ‚Äúniente‚ÄĚ)

Angelina       Niente, mammà, niente: sono ancora la signorina Solimene! (Piange)

Gervasio       Ah, quel mascalzone…

Erminia         (A parte) Sapevo che non l’avrebbe toccata… (Falsa) Ma spiegati meglio, facci capire…

Angelina       C’è poco da capire: da quando siamo qui è agitato, nervoso, dorme in un’altra stanza, evita qualsiasi contatto con me e… Beve camomilla a colazione!

Erminia         E non gli hai chiesto spiegazioni?

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† Si, ma lui mi ha risposto che l‚Äôaria di mare lo rende nervoso‚Ķ Non mi ama pi√Ļ! (Piange)

Gervasio       Ma no, al contrario: ti ama troppo!

Erminia ed Angelina         Troppo?

Gervasio       Si, è un fenomeno ricorrente: mi ricordo che quando ci sposammo noi, tua madre mi intimidiva e solo dopo sei giorni fece effetto il VOV…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ancora tu e ‚Äėstu VOV? Ma non dire sciocchezze! Cosa vuoi che importi ad Angelina?

Gervasio       Ma io parlavo solo per rassicurarla… (Guarda la figlia) Insomma, non so come spiegarti, ma vedrai che tutto si metterà a posto. Su, asciuga questi occhioni belli!

Angelina       Si, papà. (Poi, rivolta alla madre) Anche tu pensi che mi ama troppo?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Nun ‚Äėo ssaccio! Ora vai nella tua stanza, ti raggiungo subito. (Angelina via a sinistra, Erminia si rivolge al marito) Ne cumbinasse una justa!

Gervasio       Ma io lo facevo per la felicità di Angelina…

Erminia         A quella ci penso io, capito?

Gervasio       Signorsì!

Erminia         (Uscendo a sinistra per raggiungere Angelina) Nun avevo purta’ pure a isso!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Rimasto solo si ringalluzzisce) E che ne parlammo a ffa‚Äô: io songo ‚Äėo pato‚Ķ Io ce aggia pensa‚Äô‚Ķ Chella cumbina sulo guaje‚Ķ E po‚Äô addo‚Äô ‚Äėo trovo n‚Äôatu genero disposto a cumbattere chella vufara?

SCENA NONA

(Enrico e detto)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entra dal fondo tutto affannato) ‚ÄėN‚Äôatu ppoco arrivavo a Surriento‚Ķ Speramme ca serve a quaccosa

Gervasio       Enrico!

Enrico           (Sorpreso) Papà, state qua? E avete visto Angelina?

Gervasio       Si, ora è di là con la mamma. Abbiamo ricevuto anche la bella notizia…

Enrico           (Balbettando) Quale?

Gervasio       Abbiamo saputo che fai il podista, invece di fare il marito!

Enrico           Papà, ma…

Gervasio       (Lo interrompe) Ma quando uno è nervoso non va a fare la luna di miele vicino al mare: va in collina, in montagna.. Che so… Sul Faito… Sul Vesuvio… Sull’Epomeo…

Enrico           Sul Monte Bianco…

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Sul Monte B‚Ķ No, no, l√† fa troppo freddo‚Ķ Insomma che d‚Äô√® ‚Äėsta storia? Angelina crede ca nun ‚Äėa vuo‚Äô bene!

Enrico           Che sciocchezza! Il fatto è che…

SCENA DECIMA

(Giulietta, Monsignor Porporella e detti, poi, da dentro, Erminia)

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† (Entra dal fondo) √ą arrivato Monsignor Porporella!

Enrico           Sulo isso ce mancava!

Gervasio       E invece capita a proposito: confidati con lui, forse te po’ aiuta’… (Senza dargli il tempo di replicare, si rivolge a Giulietta) Fallo entrare.

Giulietta      (Resta sul fondo facendo cenno a Porporella) Prego, accomodatevi! (Esce)

Porporella   (Entrando dal fondo) La pace del Signore sia con voi e regni sempre in questa casa dove tutto profuma d’amore!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (A parte) Sulo chello ce sta, ‚Äėo profumo!

Enrico           (A disagio) Monsignore, quale gioia, a che dobbiamo tanto onore?

Porporella¬†¬† L‚Äôonore √® tutto mio! Mi sono preso una vacanza e sono ospite nel convento dei frati Limoncini, che si trova poco lontano da qui. Passando davanti al villino mi sono chiesto: ‚ÄúPerch√© non fare una visitina ai due giovani sposi, per ricordare loro di non amarsi solo materialmente, ed esortarli a tenere fede all‚Äôimpegno che hanno preso davanti a Dio: ‚ÄėAmatevi s√¨, ma crescete e moltiplicatevi‚Äô?‚ÄĚ

Gervasio       In aritmetica è stato rimandato…

Porporella   Non capisco…

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† S‚Äô√® scurdato comme se fa l‚Äôaddizione, figuratevi ‚Äėa moltiplicazione!

Porporella   Ah, è vero figliolo?

Enrico           Si, ma…

Porporella   …Ma è naturale!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Rincuorato, a Gervasio) √ą naturale!

Gervasio       (A Monsignore) Ne siete convinto?

Porporella   Certamente! (Ad Enrico) In questo momento tu sei nello stato d’animo di un bambino che ha ricevuto un bel giocattolo e non ci gioca per paura di romperlo…

Enrico           Non è paura, è che…

Porporella¬†¬† ‚Ķhai quasi vent‚Äôanni pi√Ļ di tua moglie ed il grande amore che provi per lei, e quindi il desiderio immane che hai di possederla, si tramuta in un senso, quasi doveroso, di protezione. Tu in questo momento, pi√Ļ che un marito, senti di essere un padre.

Enrico           Bravo, proprio così, avete centrato il problema: me sento pato! Mò dite a me: può mai un padre rompere il giocattolo di una figlia? E no… Che padre sarebbe?

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma ‚Äėo pato songh‚Äôio, tu sei il marito! (Tendenzioso) Il giocattolo ti appartiene: ne puo‚Äô fa‚Äô chello ca vuo‚Äô, azz√≤!

Porporella   Don Gervasio!

Gervasio       (Con un sorriso ebete, riprendendosi) …Volevo dire…  Caspita!

Porporella   Don Gervasio ha esagerato un po’, ma sotto sotto ha ragione!

Enrico           Ma comme faccio?

Porporella¬†¬† E te l‚Äôaggia dicere io? Figlio mio, quando starai solo con tua moglie, scuordate d‚Äô ‚Äėo munno‚Ķ (Invasato) Pensa ca te muore ‚Äėe famma, tiene ‚Äėnu bellu piatto ‚Äėe maccarune annanze, ‚Äėo guarde, ‚Äėo zumpe ‚Äėncuollo e‚Ķ Aumma: fanne unu muorzo (Soddisfatto) Ah!

Enrico e Gervasio  He’ capito a Monsignore?

Porporella   (Si riprende) Scusatemi se mi sono lasciato un po’ andare… (Sempre eccitato) Ora devo lasciarvi, sono in ritardo per il Rosario: mi attende Suor Pompilia! (Si avvia di fretta senza dar loro neanche la mano) Sia lodato Nostro Signore! (Via dal fondo)

Enrico e Gervasio  (Inebetiti) Sempre sia lodato!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Comme s‚Äô√® allummato ‚Äėo Monsignore! Povera Suor Pompilia: sai che Roario concitato che sar√† costretta a recitare?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Da dentro) E non piangere pi√Ļ‚Ķ Basta, non ti preoccupare: m√≤ acconcio io tutte cose!

Gervasio       Mia moglie! Non dirle che ci siamo visti… E ricordate ch’ha ditto Monsignore: aumma, unu muorzo! (Via dal fondo)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Aumma‚Ķ √ą una parola!

SCENA UNDICESIMA

(Erminia e detto, poi Giulietta)

Erminia         (Entrando da sinistra) Che belle novità che ci fai trovare!

Enrico           Donn’Ermi’, per carità, lasciate che vi spieghi…

Erminia         Non è me che devi delle spiegazioni, ma a tua moglie

Enrico           No: a voi, a voi! Vi ricordate che il giorno delle nozze mi avete fatto delle confidenze sul vostro passato?

Erminia         Si, ma tu che c’entri?

Enrico           C’entro… (Balbettando) Perché quel giovane sul treno…

Erminia         (Falsamente agitata) Ebbene?

Enrico           (Con voce strozzata) …Ero io!

Erminia         No! (Finge di svenire, Enrico la sorregge, si riprende) Nun è overo… Dimme ca nun è overo!

Enrico           Non ve lo posso dire, perché è vero, è maledettamente vero! E questo è il mio dramma: ho sposato mia figlia. Mò mettetevi nei miei panni: potevo mai… (Allusivo) Cu’ mia figlia? Che consumazione sarebbe stata?

Erminia         Certo, certo, su questo hai ragione… (Risoluta) Ma ora bisogna trovare una soluzione… (Pensa un po’, poi) Ho trovato!: faremo annullare il matrimonio!

Enrico           Ma che bella penzata!

Erminia         (Senza ascoltarlo) Angelina è giovane… Troverà un altro uomo e si risposerà!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Mestamente) Si risposer√†‚Ķ √ą giusto‚Ķ Si risposer√† e tutte le domeniche io andr√≤ a pranzo a casa loro‚Ķ

Erminia         Overo? E in quale veste?

Enrico           In quella di padre per lei e di suocero per lui!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma chesta √® ‚Äėna barzelletta! A pranzo con il primo ed il secondo marito?

Enrico           Oggi bisogna essere originali, moderni…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Basta con le chiacchiere: bisogna trovare una scusa valida per l‚Äôannullamento e pe‚Äô salva‚Äô ‚Äėa faccia‚Ķ (Pensa) Ho trovato: rifiuto da parte del marito di consumare il matrimonio!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Comme l‚Äôaggio salvata bella ‚Äėa faccia‚Ķ No, donn‚ÄôErmi‚Äô: truvate n‚Äôata scusa!

Erminia         E comme si’ pipì! E va bene, diremo… Che la maltrattavi: le darai uno schiaffo in pubblico… Ma non troppo forte, però.

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E gi√†, io m√≤ che ho trovato mia figlia, per la gioia ‚Äėa dongo ‚Äėnu pacchero‚Ķ No, no, truvammo n‚Äôata scusa!

Erminia         E va bene, ma è l’ultima… Ti troverai un’amante!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E chi ‚Äėa tene ‚Äėa forza‚Ķ

Erminia         Un’amante solo di nome… Faremo trovare nella tasca di un tuo vestito una bella lettera compromettente che poi io stessa consegnerò ad un avvocato.

Enrico           Si, questo può andare…

Giulietta      (Entra dal fondo) Signo’, scusate, ma c’è di là la proprietaria della villa ca ve vo’ parla’.

Erminia         Uffà, proprio mò… (Riflette) Ma no, è una soluzione… Tutto è risolto: abbiamo anche l’amante! (A Giulietta) Tra qualche istante falla entrare. (Mentre Giulietta va via, ad Enrico) Tu di’ a Michele di andare dall’avvocato Bellamorte per pregarlo di venire qui.

Enrico           Sì, subito… Angelina mia, perdonami! (Via dal fondo)

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E cos√¨ t‚Äôaggio fatto sale e pepe, strapazzasuocere da quattro soldi! Mi voleva domare, il signorino‚Ķ E che cumpare che s‚Äôera scegliuto: il mio signor marito! A te, caro Gervasio, penser√≤ dopo: t‚Äôaggia fa‚Äô ca manco ‚Äėe cani t‚Äôaddorano!

Giulietta      (Entra dal fondo con Lou Lou Floriane) La signora Floriane (Via)

SCENA DODICESIMA

(Lou Lou Floriane e detta)

Lou Lou         Scusate il disturbo, ma ero ansiosa di sapere se tutto era di vostro gradimento.

Erminia         Ma quale disturbo… Fa sempre un piacere ricevere una grande artista!

Lou Lou         (Lusingata) Voi mi confondete…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† √ą la verit√†. Sapete, vi ammiro molto, anche per la storia dei donatori dei villini‚Ķ Voi sicuramente sarete una donna di spirito e, pertanto, mi permetto di chiedervi.. Mi viene da ridere solo a pensarci‚Ķ Se insieme a me volete fare uno scherzo ad un amico.

Lou Lou         Oh, io adoro gli scherzi! Sono a vostra disposizione, ma in che cosa consisterebbe questo scherzo?

Erminia         Una lettera! Una lettera scritta di vostro pugno nella quale rievocate le belle ore trascorse insieme… Quello può darsi che ci crede e chissà che non ci scappi qualcosa di bello per voi.

Lou Lou         Magari… Un villino!

Erminia         E perché no, allora?

Lou Lou         La cosa mi diverte: accetto!

Erminia         (Accompagna Lou Lou al tavolino, prende carta e penna) Ecco, scrivete.

Lou Lou         Mi dettate voi?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Se volete‚Ķ Allora: ‚ÄúAmore mio, √® ancora vivo in me il ricordo delle ore trascorse fra le tue braccia questa notte e l‚Äôaltra‚Ķ‚ÄĚ

Lou Lou         Piano, piano… (Sospirando) Sto così bene tra le sue braccia…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Continuando a dettare) ‚Ķ‚ÄúTi aspetto alla stessa ora per offrirti, con le mie lbbra, tutto il mio amore‚Ķ Tutto!‚ÄĚ Firmate.

Lou Lou¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Ripetendo) ‚ĶTutto‚Ķ Tua, Lou Lou Floriane! (Rilegge la lettera) √ą proprio un bel biglietto d‚Äôamore‚Ķ Ma far√† effetto?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Sicuramente, e poi‚Ķ Cosa c‚Äô√® di pi√Ļ bello di un biglietto d‚Äôamore?

Lou Lou         Un bel biglietto di banca… Ma bisogna accontentarsi.

Erminia         Certamente, e… Se son rose fioriranno!

Lou Lou         Allora, arrivederci. Aspetto con ansia sue notizie.

Erminia         Ve le comunicherò appena ci saranno… Vi accompagno. (L’accompagna al fondo e rientra, Lou Lou via) Benissimo, e anche questa è fatta!

SCENA TREDICESIMA

(Filippo e detta, poi Gervasio)

Filippo           (Entra dal fondo) Cara donn’Erminia, buongiorno: mi avete fatto chiamare… Eccomi qui, a vostra completa disposizione

Erminia         (Finge di piangere) Caro avvocato, solo voi potete salvare quella povera creatura…

Filippo           Creatura? Quale creatura?

Erminia         Mia figlia, Angelina…

Filippo           Angelina… Ma calmatevi, spiegatemi… Cosa è successo?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Mentre dal fondo entra Gervasio) √ą successo che ha sposato una canaglia‚Ķ Un miserabile‚Ķ Un assassino‚Ķ

Gervasio       Esagerata! Solo perché…

Erminia         …Perché non sai niente! (Gli mostra la lettera) Guarda, guarda che cosa ho trovato nella tasca del suo pigiama!

Gervasio       (Prende la lettera, la legge, poi la passa a Filippo) Ha un’amante!

Filippo           (La legge, trasale) …Ed è Lou Lou Floriane! Ah, vigliacco: questa è una pratica da istruire subito! Non vi preoccupate: me ne occuperò io personalmente!

Erminia         E quando avrà ottenuto la separazione sposerà Pasqualino! Vado immediatamente a telefonargli. (Via a sinistra)

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėA vo‚Äô fa‚Äô spusa‚Äô cu‚Äô scella ‚Äėe baccal√†‚Ķ No! (Si abbatte sul divano)

Filippo           (A parte) Cornuto… So’ cornuto… E della peggiore specie! E sì, perché se da una moglie le corna si possono pure sopportare, da un’amante no! No, no… Che disonore! Ma non finisce qua… Non finisce qua! (Via dal fondo)

Gervasio       Ma qua’ separazione… Qua’ Pasqualino… Chillo è muollo muollo… E chi mi aiuterà a domare la belva? No, no, aggia parla’ cu’ Enrico!

SCENA QUATTORDICESIMA

(Enrico e detto)

Enrico           (Entrando dalla destra, vede Gervasio) Oh, voi! (A parte) Il padre putativo!

Gervasio       Ma come, dico io, sei proprio un fesso? Tu tieni un’amante e…

Enrico           (Interrompendolo) Tengo un’amante? (Realizzando) …Ah, già… Tengo un’amante… E che amante… (A parte) Sapessi almeno chi è…

Gervasio       Ah, non lo neghi?

Enrico           No!

Gervasio       Allora per questo non ti curi di lasciare lettere compromettenti in giro?

Enrico           Quali lettere?

Gervasio       Una lettera che ha trovato Erminia!

Enrico           (Tra sè) Già ha fatto? Pensiero e azione!

Gervasio       Come?

Enrico           Niente, niente, ero soprappensiero…

Gervasio       (Con tono confidenziale) Ma non ti preoccupare, figlio mio… Metterò io tutto a posto: dirò ad Angelina che è stata solo un’avventura, che sei pentito e che vuoi bene solo a lei. Mia figlia è giovane, ti ama… Ti perdonerà.

Enrico           (Deciso) No, io non voglio essere perdonato! Io amo quella donna e non ho nessuna intenzione di lasciarla! Mi sono sposato per dimenticarla, ma è stato tutto inutile.

Gervasio       Allora sei un porco?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Si! E anche di pi√Ļ! (Gervasio vorrebbe replicare ma non riesce a trovare le parole)

SCENA QUINDICESIMA

(Angelina, Erminia e detti)

Angelina       (Entra dalla sinistra seguita da Erminia) Papà!

Enrico e Gervasio  (Insieme) Sì, figlia mia!

Gervasio       (Ad Enrico, stupito) Tua figlia?

Enrico           (Imbarazzato) No… Moglie… Volevo dire moglie…

Angelina       (Stizzita) Moglie? Ancora per poco! Anzi, colgo l’occasione per dirti che ti odio così quanto prima ti amavo!

Enrico           (A parte) Odia suo padre! (Ad Angelina) Mi odi?

Angelina       Sì, perché non solo mi hai ingannata e mi hai tradita… Ma mi hai portato addirittura a fare la luna di miele nella casa della tua amante!

Enrico           Ma io veramente non lo sapevo… La casa l’ha affittata donn’Erminia!

Erminia         (Pronta) Tu menti! (Poi in disparte) Assecondami: è lei che ho fatto passare per tua amante.

Angelina       E allora?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† √ą vero, ho mentito: Lou Lou Floriane √® la mia amante per lo meno da cinque anni!

SCENA SEDICESIMA

(Michele, Lou Lou Floriane e detti)

Michele        (Entra dal fondo) La signora Lou Lou Floriane!

Tutti              Lou Lou Floriane?

Lou Lou         (Entrando) Cara signora, ho riflettuto…

Enrico           (Abbraccia Lou Lou mettendole una mano sulla bocca per non farla parlare) Amore mio! Ti amo, ti desidero, ti adoro… Lo sanno tutti, ormai!

Angelina       (Sviene) Aaaah!

Gervasio       Non guardare… Non ascoltare… (Alla moglie) Aiutami a portarla dentro!

Erminia         Sì, sì, andiamo! (Eseguono portando Angelina nella camera a sinistra)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Sempre pi√Ļ infervorato) Io sono tuo, tu sei mia, egli √® suo, noi siamo nostri, voi siete vostri‚Ķ

Lou Lou         (Divincolandosi) Essi sono loro… Ma insomma, ti ha dato di volta il cervello? Tu non sei il marito che si professava fedele nei secoli?

Enrico           E com’è possibile con una donna come te? Andiamo, scappiamo: la mia vita e… (Melodrammatico) Tutto il mio regno ai tuoi piedi!

Lou Lou         (Estasiata) Sì, mio sovrano! (Riprendendosi) Se le cose stanno così, accetto. Dammi solo il tempo di liberarmi di una persona…

Enrico           Un uomo?

Lou Lou         Si, ma non preoccuparti… Ti aspetto fra poco alla stazione. (Lo bacia, esce dal fondo)

Enrico           Si, alla stazione! (Siede affranto sul divano)

SCENA DICIASSETTESIMA

(Betulla e detto, poi Pasqualino)

Betulla         (Entra dal fondo con altri fiori) Dov’è la sposina felice? Le ho portato altri fiori!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† La sposina non √® pi√Ļ felice‚Ķ Perch√© tra poco ci separeremo!

Betulla         (Interessata) Vi separerete… E perché?

Enrico           (Meccanicamente, senza rendersi conto di quello che dice) Perché diciannove anni fa, sul treno Napoli-Roma, poco dopo Formia… (Riprendendosi) Oh, ma che dico… (A parte) Stavo per tradirmi!

Betulla         (Felice) Per questo?

Enrico           La prego, dimentichi quello che ho detto, dimenticate… Me lo prometta!

Betulla         (Estasiata) Ve lo prometto.

Enrico           (Con effusione) Grazie, grazie! (L’abbraccia e va via dal fondo)

Betulla         (C.s.) Mi pensa ancora… (Sospira) Me vo’ bene… (Altro sospiro) Dopo diciannove anni!

Pasqualino   (Entra dal fondo) Angelina… Angelina… (Vede Betulla) Oh, signora Betulla!

Betulla         E tu che ce faje ccà?

Pasqualino¬†¬† So‚Äô venuto pecch√© m‚Äôha telefonato donn‚ÄôErminia‚Ķ Me vo‚Äô fa‚Äô spusa‚Äô cu‚Äô Angelina pecch√© chillu puorco de ‚Äėo marito tene ‚Äėn‚Äôamante!

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėN‚Äôamante?

Pasqualino¬†¬† Si, ‚Äėa ‚Äėnu cuofano d‚Äôanne‚Ķ E ‚Äėa vo‚Äô bene ancora!

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Come invasata) ‚ÄėA vo‚Äô bene ancora‚Ķ ‚ÄėA vo‚Äô‚Ķ (Via dal fondo)

Pasqualino¬†¬† (Ripete) ‚ÄėA vo‚Äô bene ancora‚Ķ Ma chesta √® scema!

SCENA DICIOTTESIMA

(Angelina e detto, poi Gigliola)

Angelina       (Parla alla mamma fuori scena) Sì mamma, farò quello che vuoi tu! (Entra da sinistra, vede Pasqualino. Contrariata) Ah, tu stai qua?

Pasqualino¬†¬† (Sillabando) A-ge-li-na‚Ķ Qua ‚Äėsta Pas-qua-li-no tuo ca te vo‚Äô tan-tu be-ne! Pensa che per correre da te ho lasciato la colazione appena alla quarta portata!

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† (A parte) Nun me ‚Äėo ricurdavo accuss√¨ scemo‚Ķ (A Pasqualino) E Gigliola? √ą venuta anche lei?

Pasqualino   Noo, abbiamo rotto il fidanzamento!

Angelina       E perché?

Pasqualino¬†¬† √ą troppo azzeccosa‚Ķ Sempe areto‚Ķ Io le donne troppo voliose non le sopporto! √ą vero ca √® difficile resistere a un maschio come me‚Ķ Ma il troppo √® troppo! (Angelina soffoca in una risata)

Gigliola        (Entra dal fondo, nervosa a Pasqualino) Lo sapevo che stavi qua!

Angelina       Gigliola… Come sono felice di vederti!

Gigliola        (Acida) Veramente? Non credo… Comunque ti chiedo scusa per essere venuta qui a turbare i tuoi amori!

Angelina       (Non capendo) I miei amori?

Gigliola        Sì: tuo marito e st’atu bellu coso! Non ti bastava Enrico? E già, chillo è vicchiariello… Sempre meglio avere il maschio di scorta… (Inveendo) Mangiatrice di uomini!

Angelina       Gigliola, ma cosa dici? (Piange) Io ho già tanti problemi per conto mio… Perché ti ci metti anche tu?

Gigliola        Non mi commuovi… Le tue sono lacrime di coccodrillo! (A Pasqualino che fino a questo momento ha seguito il dialogo delle due ragazze con aria soddisfatta) In quanto a te, puzzolente baccaiuolo latino, esco per sempre dalla tua nauseabonda vita. Addio! (Via dal fondo)

Pasqualino¬†¬† (All‚Äôindirizzo di Gigliola) ‚ÄėE quello, quando la gatta non arriva al lardo, dice ca fete‚Ķ (Poi, soddisfatto) Donne, tremate: Pasqualino Pesce Atlantico √® sceso sul piede di guerra per fare strage di cuori!

SCENA DICIANNOVESIMA

(Enrico e detti)

Enrico           (Da dentro) Miche’… Portami la valigia in macchina!

Angelina       Oddio, è isso!

Pasqualino   E tu, donna ca nun capisce niente di uomini, approfitta adesso se mi vuoi… (Allarga le braccia. In quel momento entra Enrico dal fondo)

Angelina       (Vedendo Enrico) Si, amore mio: abbracciami!

Pasqualino¬†¬† (Goffamente esegue) Eccomi, amore mio‚Ķ Il tuo profumo √® inebrianto come‚Ķ Come‚Ķ ‚ÄėNu cuncentrato ‚Äėe curuniello! Baciami!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Sentendo le ultime parole) Come ti permetti? M√≤ ti abboffo ‚Äėe pacchere! (Pasqualino si rifugia dietro ad Angelina)

Angelina       Ma che t’importa di quello che faccio con il mio fidanzato?

Enrico           (A parte) Mio genero…

Pasqualino   (Sempre da dietro ad Angelina) Tu non mi fai paura, capito?

Enrico           Pasquali’… Pasquali’… Giurami che la farai felice… Giuramelo!

Pasqualino   (Sbigottito, fa capolino dalle spalle di Angelina) Che?

Enrico           Giuramelo, figlio mio!

Pasqualino   (Uscendo allo scoperto, abbraccia Enrico) Si, papà!

BUIO E SIPARIO

FINE DEL SECONDO ATTO


ATTO TERZO

Stessa scena del secondo atto.

SCENA PRIMA

(Giulietta, poi Pasqualino, indi Gervasio)

Giulietta      (Sta sdraiata sul divano sfogliando un giornale) E tie’, tie’… So’ tutti disgraziate ll’uommene!

Pasqualino¬†¬† (Entra dal fondo) Giulie‚Äô: ma √® mai possibile ca dinta a ‚Äėsta casa s‚Äôadda fa‚Äô il Digiuno Eucaristico? Preparame ‚Äėna ‚Äėmpustarella, jamme!

Giulietta      (Sfottendo) Avete delle preferenze?

Pasqualino   Fa’ tu: comunque, tra le altre cose, ddoje fette biscottate…

Giulietta      Ddoje?

Pasqualino   …Ddoje, tre, quatto…

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† ‚Ķ‚ÄėNa cascia‚Ķ

Pasqualino¬†¬† (Riflettendo) No, ‚Äėna cascia √® assaje‚Ķ Due o tre pacchi. Po‚Äô prosciutto, burro, marmellata e una frittatina di tre uova.

Giulietta      Tenete ospiti?

Pasqualino¬†¬† No, √® per me: justo pe‚Äô mantene‚Äô ‚Äėo stommaco fino all‚Äôora di pranzo‚Ķ

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† √ą giusto, si no putite sbattere ‚Äėnterra pe‚Äô ‚Äėa famma‚Ķ Ma non avete gi√† fatto colazione?

Pasqualino   Si, ma poiché ce vo’ tiempo pe’ magna’, che faccio?

Giulietta      V’abbuffate!

Pasqualino¬†¬† Ma tu che vuo‚Äô ‚Äėa me? So‚Äô felice, e quanno so‚Äô felice magno‚Ķ Po‚Äô sono innamorato, e quanno m‚Äôinnamoro se scatena ‚Äėa famma‚Ķ E po‚Äô a completare il quadro, l‚Äôaria ‚Äėe mare m‚Äôarape ‚Äėo stommaco!

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Ma vuje tenite ‚Äėo verme sulitario!

Pasqualino¬†¬† Si! Ma m√≤ ‚Äėa ‚Äėna cosa passammo a ‚Äėn‚Äôata: tu si‚Äô femmena‚Ķ (Riflette, poi, interrogativo) Si‚Äô ‚Äėna femmena?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Accuss√¨ sta scritto ‚Äėncoppa ‚Äėo certificato ‚Äėe nascita!

Pasqualino   E allora dammi un consiglio: (Le dà una moneta) Io so’giovane, bello, ricco, simpatico…

Giulietta      (Guardando la moneta) …E perucchiuso!

Pasqualino   (Non raccogliendo) …Ma comm’è che non riesco a conquistare Angelina?

Giulietta      E perché… Perché… Perché non avete argomenti che possono interessare una donna!

Pasqualino   Non capisco…

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Vuje arapite ‚Äėa vocca, oltre che per mangiare, solo per parlare di baccal√† o per lamentarvi ca ve murite ‚Äėe famma!

Pasqualino   Chesto è overo… Ma di che altro potrei parlare… Che putesse fa’ per scardinare il suo cuore?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Per prima cosa faciteve ‚Äėnu bellu bagno dinto all‚Äôacqua raggia!

Pasqualino   (Mortificato) Pecché, se sente qualche odorino sgradevole?

Giulietta      Un odorone!

Pasqualino   Va be’, vada per il bagno… Ma po’ che le pozzo dicere?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Purtatela fore ‚Äėo terrazzo‚Ķ (Romantica) Fatele notare il cielo all‚Äôora del tramonto‚Ķ Fatele notare il sole che si bacia con il mare?

Pasqualino   E si chiove?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† (Stizzosa) Nun chiove! Dunque, stavo dicendo, dopo che si √® creata un‚Äôatmosfera di sogno, parlatele del vostro amore, ma senza fare paragoni cu‚Äô ‚Äėo baccal√†, ‚Äėo curuniello e ‚Äėe papaccelle, e ditele che i suoi occhi sono caldi e profondi, che i suoi occhi sembrano fili di seta, che la sua pelle √® vellutata, che i suoi occhi‚Ķ

Pasqualino¬†¬† (Interrompendola) Basta, basta‚Ķ Me staje facenno suda‚Äô friddo! (Si asciuga) ‚ÄėO vvi‚Äô? E m√≤ he‚Äô fatto ‚Äėo guaio: mi hai eccitato e‚Ķ S‚Äô√® scatenata ‚Äėa famma! Va‚Äô, va‚Äô a prepararmi qualcosa ‚Äėe sostanzioso e pesante.

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėNa palla ‚Äėe chiummo!

Pasqualino   E che ne faccio?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Ve l‚Äôattaccate ‚Äėncanna e ve jettate a mare!

Pasqualino¬†¬† Accuss√¨ piglio ‚Äėna brunchite! Va‚Äô, va‚Äô ca me moro ‚Äėe famma! (Giulietta via dal fondo)

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entra dal fondo sulle ultime parole di Pasqualino) Ma tu tiene ‚Äėo sfunnolo, figlio mio‚Ķ (Riflette e si incupisce) Gi√†, figlio mio‚Ķ (A parte) Famme vede‚Äô se me lo posso fare amico o, per lo meno alleato, per la rivendicazione dei miei diritti coniugali‚Ķ Pasquali‚Äô, vieni qua, siediti vicino a me, scambiamo due chiacchiere‚Ķ

Pasqualino   (Ebete) Sì, papà!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Ripete) Pap√†‚Ķ E gi√†, sarai mio genero‚Ķ E dimme ‚Äėna cosa: che ne pensi di tua suocera?

Pasqualino¬†¬† Donn‚ÄôErminia? √ą una donna unica!

Gervasio       Pe’ fortuna! E lo sai che in casa nostra tiene ilo monopolio…

Pasqualino¬†¬† Fa‚Äô ‚Äėa tabaccara?

Gervasio       Nossignore, tiene il monopolio del comando: è l’unica che ha il diritto di pensare, comandare e decidere per tutti!

Pasqualino   (Raggiante) Overo? Come sono felice!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Deluso) Calmati, si no ‚Äėa felicit√† te fa‚Äô scatena‚Äô ‚Äėa famma‚Ķ Ma come, sei felice di obbedire?

Pasqualino¬†¬† Sentite: io, ‚Äėa quanno so‚Äô nato, nun aggio maje fatto niente, e poi‚Ķ Pensare, lavorare, decidere‚Ķ Sono le uniche cose ca me fanno passa‚Äô ‚Äėa famma‚Ķ Quindi non chiedo altro che fare quello che gli altri decidono.

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Disgustato) Ma ‚Äėo ssaje ca si‚Äô ‚Äėn‚Äôommo ‚Äėe tre sorde? Me faje schifo! (Via dal fondo)

Pasqualino   (Inebetito) Papino… Papino… Ma che l’aggio fatto?

SCENA SECONDA

(Erminia e detto, poi Giulietta)

Erminia         (Entra dal fondo pronta per uscire) Pasquali’, che è stato?

Pasqualino   (Piagnucolando) Vostro marito ha ditto ca gli faccio schifo!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Lo guarda, poi a parte) Tutte ‚Äėe tuorte nun have! (A Pasqualino) Overo? E comme s‚Äô√® permesso?

Pasqualino¬†¬† Si √® permesso‚Ķ Ma dite ‚Äėna cosa: non √® che non mi far√† sposare Angelina?

Erminia         E che ce azzecca isso? Queste sono decisioni che spettano solo a me!

Pasqualino   (Rincuorato) Meno male… E ditemi, mammà, ma state uscendo? Dove andate?

Erminia         A parlare con il Vescovo per l’annullamento del matrimonio di Angelina.

Pasqualino   (Raggiante) Per matrimonio contratto e non consumato?

Erminia         Appunto… Non consumato.

Pasqualino   (Dubbioso) Ma siamo sicuri? No… Sapete com’è: Angelina risulta… E quindi è… Come dire… Usata… Perciò si me l’aggia piglia’ usata… Voglio l’usato sicuro!

Erminia         (Con disprezzo) e allora devi andare alla FIAT!

Pasqualino¬†¬† E che m‚Äôaggio accatta‚Äô, ‚Äėna macchina?

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Cos√¨ pare! Comunque, nun te preoccupa‚Äô: m‚Äô ‚Äėo vech‚Äôio! (Via dal fondo)

Pasqualino¬†¬† Si, s‚Äô ‚Äėo vede essa‚Ķ S‚Äô ‚Äėo vede o nun s‚Äô ‚Äėo vede, io ho il diritto allo stato d‚Äôuso. E chre ne parlammo a ffa‚Äô‚Ķ Quest‚Äôangoscia angosciosa e angosciata, ‚Äėa famma m‚Äôha scetata!

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† (Entrando dal fondo) E io pe‚Äô chesto ‚Äėa marennella v‚Äôaggio priparata

Pasqualino   E tu fa’ cunto ca già me l’aggio magnata! (Uscendo dal fondo) Pancia mia fatti capanna…

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Ma comme s‚Äô ‚Äėo sposa a chisto (Lo segue)

SCENA TERZA

(Enrico, poi Michele e Filippo, indi Giulietta)

Enrico           (Entrando dalla destra, sente suonare il campanello) E mò chi sarrà?

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Dal fondo) L‚Äôavvocato Bellamorte! Tene ‚Äėnu nomme ca mette allegria! (Via dal fondo)

Filippo           (Entrando dal fondo) Egregio signore, vi comunico che rappresento la famiglia Solimene nella pratica di separazione tra voi ed Angelina. Vostra suocera ha trovato nella tasca del vostro pigiama una lettera…

Enrico           (Interrompendolo e tutto d’un fiato) …Una lettera che non lascia dubbi, io ho un’amante, si chiama lou Lou Floriane e con lei me ne andrò in giro per il mondo alla faccia del suo vecchio amante, che ella considera come un padre e che invece è cotto di lei come un cretino!

Filippo           Ah, è così? (Lo schiaffeggia) Uno è per il padre, e l’altro è per il cretino!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Disorientato) E a vuje che ve ne ‚Äėmporta?

Filippo           Si dà il caso che il padre cretino sono io! (Via dal fondo)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Aggio fatto ‚Äėn‚Äôatu guajo‚Ķ E m‚Äôaggia tene‚Äô pure ‚Äėe pacchere, per il bene di mia figlia!

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entrando) Donn‚ÄôEnri‚Äô, vi aspetto gi√Ļ‚Ķ (Lo vede toccarsi il viso) Ma che avete?

Enrico           Niente… Le gioie della paternità! (Via dal fondo insieme a Michele)

SCENA QUARTA

(Angelina e Gervasio, poi Michele)

Angelina       (Entra dalla porta di sinistra, mentre Gervasio entra dal fondo. Lo vede e va verso di lui) Oh, papà: come sono infelice!

Gervasio       Ti capisco figlia mia… Ma non sei la sola a soffrire. Pensa a me: tua madre è in piena azione bellica e chissà come va a finire…

Michele        (Entra dal fondo con una lettera) Un ragazzino ha portato questa lettera per il signor Enrico.

Angelina       Dammi qua, sarà della sua amante! (A Michele) Puoi andare. (Michele via dal fondo. Angelina legge febbrilmente) Tesoro mio… (Guarda il padre) No, non ce la faccio… Leggi tu.

Gervasio       (Leggendo) Tesoro mio, anche se sono trascorsi ben diciannove anni, neanch’io ti ho dimenticato…

Angelina       …Il suo primo amore…

Gervasio       Già! (Riprende a leggere) …Penso sempre ai bei momenti trascorsi con te sul treno ed a quello che successe nel tunnel dopo Formia. Per puro caso ho saputo che anche tu mi ami ancora, per cui sono pronta a lasciare la mia casa, mio marito ed a fuggire con te. Ti aspetto alle due alla stazione di Sorrento. Ti amo… La sconosciuta del treno.

Angelina       (Mesta) Hai visto, papà? Il primo amore non si scorda mai!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Dopo diciannove anni‚Ķ √ą inaudito!

Angelina       (Riflette) …Allora ha due amanti: la canzonettista e la sconosciuta… Ah, miserabile!

Gervasio       (Ripete inebetito) Due amanti… Che mascalzone! Due amanti… Che fetentone! Due amanti… Ma che mazzo!

SCENA QUINTA

(Michele, Giulietta, Filippo e detti, poi Enrico)

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entra dal fondo) Oggi √® giorno di allegria‚Ķ ‚ÄėN‚Äôata vota Bellamorte! (Rivolgendosi a Gervasio) Ma fosse ‚Äėo rappresentante ‚Äėe Bellomunno?

Giulietta      (Entra dal fondo, ad Angelina) Signo’, signo’, sta venenno vostro marito! (Via dal fondo)

Filippo           (Entrando dal fondo si scontra con Michele che sta uscendo, si rivolge a Gervasio) Gerva’, è tutto sotto controllo…

Angelina       (Restituisce furtivamente la lettera al padre che la nasconde in tasca) Avvoca’, capitate a proposito, voi che avete una bella voce, accompagnatemi con questa canzone:

Se dice ca l’ammore, chillo overo,

nasce quanno le pare e addo’ se trova,

senza rilorgio, vierno o primavera,

si ‚Äėncielo ce sta ‚Äėo sole o ‚Äėa luna nova.

Si ‚Äėncielo ce sta ‚Äėo sole o ‚Äėa luna nova.

E specialmente quanno √® ‚Äėo primmo ammore

Te siente tuzzulia‚Äô cchi√Ļ forte ‚Äėo core

Nun arraggiune cchi√Ļ e senza scuorno

Te miette a suna’ pure quanno è ghiuorno.

Chesto s’è sempe ditto, ma chi sa,

si √® veramente chesta ‚Äėa verit√†.

Nun so’ sulo parole e saje pecché?

‚ÄėStu fatto √® capitato pure a me.

Tante anne so‚Äô passate ‚Äėa quanno √® stato‚Ķ

Me pare ajere ca pe’ mme è succieso…

‚ÄėStu primmo ammore nun me ‚Äėo so‚Äô scurdato,

e ‚Äėo porto ‚Äėmpietto a mme pe‚Äô sempe appriesso.

E ‚Äėo porto ‚Äėmpietto a mme pe‚Äô sempe appriesso.

E quanno ‚Äėa notte, specie dinto ‚Äėo scuro,

cchi√Ļ scuro pare ‚Äėo munno ca sta attuorno,

cu‚Äô ‚Äėstu ricordo, pozzo sta‚Äô sicuro:

tutto rischiara e pare miezujuorno.

Chesto s’è sempe ditto, ma chi sa,

si √® veramente chesta ‚Äėa verit√†.

Nun so’ sulo parole e saje pecché?

‚ÄėStu fatto √® capitato pure a me.

Nun so’ sulo parole e saje pecché?

‚ÄėStu fatto √® capitato pure a me.

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entrando dal fondo si ferma ad ascoltare, poi, mentre il coro abbassa la voce per non coprirgli la battuta, a parte) Quanto so‚Äô belli‚ĶPare ‚Äėo coro delle voci bianche della messa cantata! (Rivolgendosi ai tre) Posso fare il controcanto, o disturbo?

Angelina       Ma quale disturbo…Stavamo appunto cantando in onore al vostro primo amore…

Gervasio       I bollenti spiriti che ritornano…

Angelina       …’O primmo ammore ca nun se scorda maje…

Enrico           Ce vulesse capi’ qualcosa!

Gervasio       Ah, non capisci? E pe’ forza! (Mostrandogli la lettera) Non l’hai letta… Ti ama, capisci, dopo diciannove anni ti ama ancora… E che cacchio!

Enrico           (Inebetito) Cacchio a parte, chi vi ha dato quella lettera?

Angelina       Non importa, l’ho intercettata io e mi ha fatto bene rileggerla: mi ha messo di buon umore… Non ho mai riso tanto in vita mia… Vi ama tanto! Andate, andate da lei, non fatela aspettare… Ha già aspettato diciannove anni…

Enrico           Ma chi?

Angelina       La sconosciuta del treno! E pensare che forse la conosco…

Enrico           (Deciso) No, non la conosci!

Angelina       (Fatale) Ma poi, che importanza ha? La vita è bella, sto per risposarmi e sono felice. Papà… Avvoca’… Venite, andiamo di là. (Escono dal fondo tutti e tre canticchiando qualche verso della canzone)

Enrico           Cantate, cantate… Si sapessero chi è… mano male che non hanno riconosciuto la scrittura… (Cambia tono) He’ capito? Mia suocera mi ama e vuole scappare con me… Ma chi? Ma è asciuta pazza! Mah, povero don Gervasio, ha perso ogni dignità (Via a destra)

SCENA SESTA

(Michele e Filippo, poi Betulla)

Michele        (Entra dal fondo seguito da Filippo) Dite, avvoca’, volevate parlarmi?

Filippo           Dentro non potevo parlare… Sapete se è venuta la signorina Lou Lou Floriane?

Michele        No, signore, almeno io non l’ho vista… Posso chiedere al signor Enrico, se volete…

Filippo           No, no, non fa niente… Ora, per favore, lasciami solo, devo riflettere.

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (A parte) Chisto ne √® n‚Äôato ca pare asciuto da ‚Äėo manicomio! (Via dal fondo)


Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Passeggia nervosamente per la stanza) C‚Äôaggia fa‚Äô‚Ķ C‚Äôaggia fa‚Äô? Accido a essa‚Ķ Accido a isso‚Ķ Ma che, accido a tutti e dduje‚Ķ Ma a chi‚Ķ Ho trovato: l‚Äôammazzer√≤ con la penna‚Ķ √ą pi√Ļ letale la penna che la spada: le scrivo una lettera! (Va verso il tavolino) ‚ÄėNu pato, mi considera ‚Äėnu pato‚Ķ Io che le avevo fatto provare l‚Äôamore come nessun altro‚Ķ (Si ferma) Per lo meno cos√¨ m‚Äôaveva detto‚Ķ (Si accinge a scrivere) Poche parole ma sentite: ‚ÄúMia carissima‚Ķ‚ÄĚ (Si ferma) Carissima? E se sape, pe‚Äô chello ca m‚Äô√® custata! (Maltratta il foglio, lo getta, ne prende un altro e riscrive) ‚ÄúMia cara‚Ķ‚ÄĚ (Si ferma di nuovo) Ma che cara e cara, non mi √®pi√Ļ cara quella l√†! (Maltratta il foglio ed esegue la stessa azione di prima) ‚ÄúMia‚Ķ‚ÄĚ Ma che mia e mia‚Ķ (Piagnucolando) Nun √® cchi√Ļ d‚Äô ‚Äėa mia!

Betulla         (Entra dal fondo, vede il marito, si incuriosisce e, senza farsi notare, ascolta) Mio marito? E a chi sta scrivendo?

Filippo           Ho trovato! Signora, ho saputo tutto: voi mi tradite con Enrico Confessore! (Betulla vacilla) Tornatevene da mammà e restateci per sempre! Firmato, papà… (Si riprende) Ma che papà e papà… Firmato, l’avvocato Filippo Bellamorte, principe del Foro partenopeo e dintorni, nonché grande amatore! (Soddisfatto rilegge la lettera)

Betulla         Ha capito tutto! (Con un grido) Filippo… (Filippo sobbalza, cerca di nascondere la lettera mentre Betulla si getta ai suoi piedi aggrappandosi ai pantaloni che cadono. Mentre Filippo tenta di ricomporsi) Perdonami, Filippo! Eravamo soli nello scompartimento… Io ero inesperta… Poi entrammo nel tunnel… Il rumore assordante di un treno che veniva in senso inverso mi buttò tra le sue braccia… Complice galeotta, la luce andò via… Ed egli abusò di me!

Filippo           Allora sei tu la sconosciuta del treno?

Betulla         Si! (Riflette) Ma perché me lo domandi se sai tutto? Me lo hai addirittura scritto…

Filippo           (Impacciato) Scritto? Eh… Ah… Perché… (Melodrammatico) Perché volevo sentirlo dire dalle tue labbra tumide di peccato…

Betulla         Ebbene sì, confesso! Sono però trascorsi diciannove anni e… Il fatto è andato in prescrizione… Tu sei avvocato e lo sai…

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Le corna no, non vanno in prescrizione! Anzi, sai che faccio? Vado a lavare l‚Äôonta col sangue! (Sempre pi√Ļ melodrammatico) Enrico Confessore: a noi! (Mima un duello brandendo una fantomatica spada) Sei un uomo morto‚Ķ (Sia avvia al fondo per uscire)

Betulla         (Seguendolo) Filippino… Filippino…

Filippo           Seh… Coreano… Coreano (Via al fondo seguito da Betulla)

SCENA SETTIMA

(Enrico e Giulietta, poi Gervasio)

Enrico           (Entra dalla destra con una lettera in mano, mentre Giulietta entra dal fondo.) Giulie’, giusto a tempo… Fatemi una cortesia: consegnate questa lettera a donna Erminia

Giulietta      Va bene!

Enrico           Grazie. (Le dà dei soldi) Questi sono per voi, però, mi raccomando, consegnategliela quando non ci sono né il marito, né la figlia: loro non la devono leggere assolutamente!

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† State tranquillo, non dubitate e‚Ķ (Alludendo ai soldi) Grazie! (Poi in disparte) Ato che chillu perucchiuso ‚Äėe Pasqualino!

Enrico           Prego, non è nulla… Anzi, voglio darvi un consiglio: voi siete giovane e sicuramente vorrete sposarvi. Ebbene, se lo fate… Non sposate vostro padre!

Giulietta      (Non capendo) Mio padre? Ma che ghiate dicenno? Dtate bene o questa situazione con la signorina Angelina vi fa soffrire eccessivamente?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ebbene s√¨, soffro comme a ‚Äėnu dannato, tant‚Äô√® vero che ora parto con la mia amante! (Va via a destra)

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Chisto, o √® scemo, o √® ‚Äėnu depravato! Mi era cos√¨ simpatico, e invece m√≤ nun ‚Äėo pozzo cchi√Ļ vede‚Äô‚Ķ Si le putesse fa‚Äô ‚Äėnu dispietto ce ‚Äėo faciarria cu‚Äô tutto ‚Äėo core! (Entra Gervasio dal fondo, Giulietta guarda la lettera e sorride. Ha un lampo di genio)

Gervasio       Quel bel tomo di mio genero è partito?

Giulietta      Non ancora, ma sta a momenti… (Soddisfatta) Ha lasciato questa lettera per voi… (Gliela porge)

Gervasio       (La prende e legge sulla busta) Per donn’Erminia… Ma è per mia moglie!

Giulietta      (Falsa) Uh… Guardate… Non me n’ero accorta… Ma voi siete il marito, che fa… Leggetela!

Gervasio       E se poi chella me struppea?

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† Voi l‚Äôaprite piano piano, senza romperla‚Ķ La leggete, l‚Äôazzeccate ‚Äėn‚Äôata vota e accuss√¨ donn‚ÄôErminia non se ne accorge.

Gervasio       (Tastando la busta) Ma non ce n’è bisogno: è aperta… (Prende il foglio) Fammi leggere. (A parte) Cara Erminia…

Giulietta      (Che ha origliato) La chiama Erminia…

Gervasio       (Continuando a leggere) …La tua lettera…

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† ‚ĶLe d√† ‚Äėo tu‚Ķ

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Mah! (Riprende a leggere) ‚ĶLa tua lettera √® stata letta da tuo marito e da tua figlia. Per fortuna non l‚Äôhai firmata e loro non hanno riconosciuto la tua calligrafia. Dimenticami, cara Erminia: il nostro √® stato un amore fuggevole, la fatalit√† ci ha spinti l‚Äôuna nelle braccia dell‚Äôaltro. Sono stati momenti meravigliosi, ma dimenticami! Addio, Enrico. (Ripete inebetito) ‚ĶAddio, Enrico‚Ķ Ma allora tengo ‚Äėe ccorna!

Giulietta¬†¬†¬†¬†¬† E va buo‚Äô! ‚ÄėO necessario √® che ce sta ‚Äėa salute‚Ķ

Gervasio       So’ curnuto… So’ curnuto… (Piange poi, con lo stesso tono, passa alla risata) So’ curnuto... So’ curnuto…. (Felice) Che gioia… Che felicità… Allora mi posso separare… (Abbraccia Giulietta e balla canticchiando. Entra Michele dal fondo)

SCENA OTTAVA

(Michele e detti, poi Angelina)

Michele        Eilà, c’è ripetizione di tango? (Giulietta si divincola e scappa via dal fondo)

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Miche‚Äô, dimme ‚Äėna cosa: qual √® il pi√Ļ bell‚Äôalbergo di Positano?

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄúLa gabbia d‚Äôoro‚ÄĚ

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄúLa gabbia d‚Äôoro‚Ä̂Ķ E dimme ‚Äėn‚Äôata cosa: pullanchelle ce ne stanno?

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Comme dinto a ‚Äėnu gallenaro!

Gervasio       Benissimo, allora vammi a prenotare una gabbia a questo gallenaro… Una camera a questo albergo e portaci la mia valigia.

Michele        E i bagagli della signora Erminia

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Jettali dint‚Äô ‚Äėo ce‚Ķ Buttali a mare! Mia moglie non viene perch√© io e lei‚Ķ (In quel momento entra dal fondo Angelina) Ci separeremo!

Angelina       Separeremo? Ma che staje dicenno, papà?

Gervasio       Angelina… (A Michele) Fa’ ambressa, va’!

Michele        Come il signore desidera. (Via dal fondo)

Angelina       Ma che scherzo è questo?

Gervasio       Non è uno scherzo: io e tua madre ci separiamo!

Angelina       Ma perché?

Gervasio       (Cerca una scusa plausibile) Perché… Per maltrattamenti e sevizie! (Assume un aspetto truce) Tu non lo immagini proprio, ma io ho un carattere impossibile: quando eravamo soli ho sempre torturato, picchiato e seviziato tua madre!

Angelina       (Incredula) Tu?

Gervasio       Si! Angelina, io non sono quello che sembro, quindi, per il mio bene, è meglio così!

Angelina       (Non capendo) Per il tuo bene?

Gervasio       Il suo… Volevo dire il suo bene… Ma non preoccuparti, perché verrò sempre a trovarti ogni volta che uscirò dal pollaio…

Angelina       Pollaio? Ti dai alla pollicoltura?

Gervasio       No, tesoro, volevo dire… Ogni volta che uscirò di casa…

Angelina       (Risoluta) Basta! Appena vedo la mamma le parlerò e ti farò perdonare! (Via a sinistra)

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† No, Angeli‚Äô‚Ķ Fatte ‚Äėe‚Ķ Fatte touje‚Ķ ‚ÄėA voglio cuncia‚Äô io pe‚Äô ‚Äėe feste‚Ķ (Via dal fondo canticchiando) Pollanchelle, pio pio‚Ķ Sto arrivando, pio pio‚Ķ

SCENA NONA

(Enrico e Betulla, poi Lou Lou Floriane)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entra dalla destra agitato) No, no, no e poi no! Non posso andare via cos√¨, senza salutare Angelina‚Ķ (Riflette) Ma comme ‚Äėa saluto: come marito o come padre?

Betulla         (Entra dal fondo) Ah, stai qua, amore mio?

Enrico           (Incredulo) Pardon?

Betulla         (Lo abbraccia) Finalmente di nuovo tra le tue braccia!

Enrico           (Tentando, senza riuscirvi, di divincolarsi) Ma signora Bellamorte…

Betulla         Betulla, chiamami Betulla… Sarò la tua fanciulla!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Riesce a divincolarsi) Ma pe‚Äô ‚Äėa capa che vi frulla?

Betulla         Hai ragione, ti spiego tutto, ascolta: (Racconta come se fosse una favoletta) c’era una volta, diciannove anni fa, una bella ragazza sul treno Napoli-Roma… Di fronte a lei, nello stesso scompartimento, c’era un giovane niente male… Dopo Formia, mentre il treno attraversava un tunnel, il rumore di un altro treno che veniva in senso inverso, e l’improvvisa mancanza della luce, fecero impaurire la donna che cercò protezione nelle braccia del giovane, e invece trovo… L’amore!

Enrico           (Che l’ha ascoltata inebetito) E voi che ne sapete?

Betulla         Lo so… Lo so… Perché…

Enrico           (C.s.) Perché…

Betulla         Perché la giovane impaurita… (Raggiante) Ero io!

Enrico           Ne siete certa?

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† √ą ancora vivo il ricordo‚Ķ

Enrico           (Cercando di realizzare) Ma allora… La lettera…

Betulla         L’ho scritta io. La sconosciuta del treno sono io!

Enrico           Allora donn’Erminia ha mentito! Angelina non è mia figlia e mia suocera non è mia… (Riflette) Già, mia suocera… Ma perché ha fatto tutto questo? (Sviene sul divano)

Betulla         Oddio, l’emozione è stata troppo forte! Come si vede che mi ama ancora come allora… Ma ora come faccio?

Lou Lou¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entra dal fondo) √ą un‚Äôora che aspetto quel bellimbusto!

Betulla         Oh, signora, la prego, mi aiuti: il signor Enrico è svenuto!

Lou Lou         Non vi preoccupate, ci penso io… (Apre la borsetta e prende una boccettina di profumo) Un buon profumo e si riavrà. Ecco… (La porge a Betulla) Forse il caldo…

Betulla         No, signora: è la gioia… L’emozione di partire con la donna amata…

Lou Lou         Oh, come sono felice!

Betulla         (Incuriosita) E perché?

Lou Lou         Perché la donna amata sono io!

Enrico           (Annusando il profumo intanto si è riavuto e, pensando di avere Pasqualino accanto a sé) Pasquali’, fatti a llà… (Poi, riprendendosi del tutto, mentre le donne discutono, senza farsene accorgere, va a nascondersi sotto il tavolino)

Betulla         Ne siete certa?

Lou Lou         Certissima, perché?

Betulla         (Confusa) Perché… Perché so che doveva fuggire con una mia amica e…


Lou Lou¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Non √® possibile‚Ķ Ma chiediamolo a lui‚Ķ (Non lo vedono pi√Ļ sul divano) Ma dov‚Äô√®‚Ķ Era qui poco fa‚Ķ Andiamo a cercarlo! (Fa per andare, poi si ferma) Per√≤, volevo pregarvi‚Ķ Se incontriamo l‚Äôavvocato Bellamorte‚Ķ Non diciamogli niente‚Ķ Perch√© √® lui il mio vero amante‚Ķ Puccio!

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ah! Puccio faceva ‚Äėe schifezze cu‚Äô chesta capa ‚Äėe ciuccio? E bravo: ‚Äėo voglio cuncia‚Äô io pe‚Äô ‚Äėe feste!

Lou Lou         E voi che c’entrate?

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† C‚Äôentro, pecch√© io‚Ķ Songo ‚Äėa mugliera‚Ķ ‚ÄėE Puccio!

Lou Lou¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Oh, no, oggi √® la mia giornata sfortunata‚Ķ Gi√† so come andr√† a finire: Puccio non mi regaler√† pi√Ļ il villino! (Va via dal fondo piangendo)

Betulla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E bravo il mio signor marito‚Ķ Tene ‚Äėn‚Äôamante‚Ķ Ed io, cretina, che gli ho detto tutto‚Ķ Adesso l‚Äôarravoglio comme dich‚Äôio! (Riflette) Gli dir√≤ che‚Ķ Avendo scoperto il suo adulterio, ho inventato tutto per vendicarmi! Grazie dell‚Äôinformazione, signorina Lou Lou: ‚Äėo villino te ‚Äėo puo‚Äô tuzzulia‚Äô areto ‚Äėa capa‚Ķ E bravo a Puccio‚Ķ Se teneva ‚Äėa capa ‚Äėe ciuccio! (Via dal fondo. Enrico, intanto, fa per uscire dal nascondiglio ma vede entrare dal fondo Erminia e Pasqualino e si ritrae)

SCENA DECIMA

(Pasqualino, Erminia e detto)

Pasqualino   Allora, avete telefonato al vescovo?

Erminia         Questi sono affari che non ti riguardano: ci penso io. Tu pensa solo ad ubbidire!

Pasqualino   Certo, certo, mammina cara…

Erminia         E sia ben chiaro: fila diritto, se no ti faccio fare la fine del mio ex genero! Enrico e quel buono a nulla di mio marito volevano domarmi… Volevano fare l’alleanza mascolina… Per fortuna ho sentito in tempo i loro discorsi ed ho potuto agire di conseguenza…

Pasqualino   Mammina cara, siete proprio una donna meravigliosa… Una grande donna… Unica, insuperabile!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Inorgoglita) E nun te ‚Äėo scurda‚Äô maje! Adesso cerca di conquistarti Angelina‚Ķ Falle un regalino‚Ķ Ma non la solita scella ‚Äėe baccal√†, mi raccomando‚Ķ

Pasqualino   Non vi preoccupate, ho già provveduto: è di là, l’ho già comprato…

Erminia         E allora vallo a prendere e comincia il corteggiamento (Va via a sinistra)

Pasqualino¬†¬† E s√¨‚Ķ M√≤ vaco a piglia‚Äô ‚Äėo regalino e po‚Äô ce dico pure ‚Äėe parole ca ha ditto Giulietta‚Ķ (Va via dal fondo)

Enrico           (Fa capolino da sotto al tavolo) E brava donn’Erminia! Adesso è tutto chiaro: si è voluta vendicare ed ha ordito chistu poco contro di me… Ma adesso scendo in campo pure io e passo al contrattacco!

Pasqualino¬†¬† (Rientra dal fondo con un grosso fascio di fiori) Che esagerazione: quattro fiori, diecimila lire! E quanto avessa custa‚Äô ‚Äėnu chilo ‚Äėe curuniello? Diecimila lire‚Ķ (Sospira) Ah! Quanta zeppole e panzarotte me putevo accatta‚Äô‚Ķ

Enrico           (Esce da sotto al tavolo) Ah, il futuro sposo…

Pasqualino   (Con lo stesso tono) Ah, il mancato sposo…

Enrico           Vi stavo aspettando…

Pasqualino¬†¬† Sotto ‚Äėo tavolo?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† S√¨, perch√© si sta pi√Ļ freschi‚Ķ Oggi fa molto caldo‚Ķ Ma parliamo d‚Äôaltro: dove sta donn‚ÄôErminia?

Pasqualino   Mammina è andata dal vescovo per fare annullare il matrimonio!

Enrico           Annullare?

Pasqualino   Pe’ forza! Non consumatum est matrimonium…

Enrico           (Rifacendone il verso) Non consumatum est… E già!

Pasqualino¬†¬† Neh, ma pecch√© facite ‚Äėo pappagallo? E po‚Äô ‚Äėa me che vulite?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Furioso) Ca te lieve m√≤ m√≤ ‚Äėa nanze all‚Äôuocchie mieje!

Pasqualino   (Impaurito, cerca un rifugio) Non mi fate paura… Non mi fate paura… (Si ritrae) Me ne vaco… Me ne vaco… (Via di corsa dal fondo)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Prende i fiori e glieli getta) E puortate chisti, pu√≤ darsi ca ‚Äėa paura te fa sceta‚Äô ‚Äėa famma‚Ķ

SCENA UNDICESIMA

(Filippo e detto)

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Vedendo Filippo entrare dal fondo) ‚ÄėN‚Äôata vota chisto?

Filippo           Signore…

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma vuje che vulite ‚Äėa me? Vi giuro che Lou Lou Floriane non √® mai stata la mia amante!

Filippo           Non si tratta di Lou Lou, ma di mia moglie. Prima mi ha confessato di avere avuto con voi un’avventura diciannove anni fa; adesso nega giurando di avermelo detto per vendicarsi dopo aver saputo che Lou Lou era la mia amante…

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Rincuorato) √ą proprio cos√¨. Anzi, per rassicurarvi, voglio farvi una confidenza; esigo per√≤ la vostra parola d‚Äôonore che manterrete il segreto su quanto vi dir√≤‚Ķ

Filippo           La donna del treno era una signora… Diciamo… Anziana…

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄėNa vecchia?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Vecchia vecchia proprio no‚Ķ Puteva avere ‚Äėna sessantina d‚Äôanne‚Ķ

Filippo           Ma come avete fatto?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Che volete‚Ķ Male non era‚Ķ Poi la giovent√Ļ‚Ķ I sensi‚Ķ Il sangue bollente‚Ķ

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E comme ha vulluto ‚Äėstu sangue‚Ķ

Enrico           Mah! Comunque ho la vostra parola…

Filippo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ĶDi gentiluomo ed avvocato. Arrivederci! (Uscendo dal fondo) Non vedo l‚Äôora di andare al circolo e di raccontare ‚Äėstu fatto‚Ķ ‚ÄėNa vecchia‚Ķ Ges√Ļ, Ges√Ļ‚Ķ ‚ÄėNa vecchia‚Ķ

SCENA DODICESIMA

(Erminia e detto, poi Pasqualino)

Erminia         (Entra dalla sinistra, vede Enrico) Voi state ancora qua?

Enrico           Sì, vi aspettavo…

Erminia         E perché?

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Per parlarvi e per darvi una buona notizia. Si √® risvegliato in me l‚Äôistinto paterno, quindi non parto pi√Ļ e dir√≤ tutto ad Angelina

Erminia         (Agitata) Ma pensate alle conseguenze…

Enrico           Quali conseguenze, quella finalmente di poter abbracciare mia figlia e di poterle dire che sono suo padre?

Erminia         Ma tu sei pazzo!

Enrico           Forse… Ma è la voce del sangue che urla in me!

Erminia         E non pensi a me? Come potrei guardare in faccia mia figlia, sapendo che ella sa di essere il frutto di una mia debolezza, di un mio peccato?

Enrico           Angelina è buona, vi perdonerà… E poi io ho intenzione di regolarizzare la nostra posizione: (Le prende le mani) tu farai annullare il tuo matrimonio e finalmente potremo sposarci!

Erminia         (Ritirando le mani) Ma Gervasio morirà di crepacuore!

Enrico           Forse… Ma la storia è piena di vittime e di eroi… (Tenero) Lo ricorderò sempre con affetto Gervasio, per esserti stato vicino e per aver cresciuto mia figlia con tanto amore.

Erminia         Enrico, ascoltami…

Enrico           Non è il momento, ascoltami tu: Angelina, dopo l’annullamento del matrimonio si risposerà, ma non con quel fesso di baccalaiuolo.

Erminia         (Timida) Ma gli ho dato la mia parola…

Enrico           Male! Dovevi consultare prima me… Suo padre!

Erminia         Ma fammi parlare…

Pasqualino   (Entra dal fondo) Mammina cara, vulevo sape’ se c’è qualche bella notizia…

Enrico           Sì, mammina cara ha una bella notizia per te…

Pasqualino   Parlate, mammina bella… Vi ascolto…

Erminia         Ma…

Enrico           Ho capito, volete che parli io… (A Pasqualino che lo guarda con aria interrogativa) Dunque, caro Pasqualino, tu sei molto simpatico sia a donn’Erminia che a me…

Pasqualino   Della vostra simpatia non me ne fotte proprio!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Gli d√† un buffetto) E pecch√© faje ‚Äėo scustumato? Comunque non importa, mi sei simpatico lo stesso‚Ķ Specialmente a tavola‚Ķ Ma quantunque ci√≤ non siete il marito adatto per‚Ķ (Dice ‚Äúmia figlia‚ÄĚ ma contemporaneamente Erminia strilla)

Erminia         No!

Enrico           (Riprendendosi) …Mia moglie.

Pasqualino   E vuje che diritto avete su Angelina?

Enrico           Donn’Erminia ha voluto consultarmi sulla scelta del mio successore e quindi voi siete stato scartato perché… (Stringendogli il mento) Il vostro simpatico musetto non mi piace!

Pasqualino   Ma come… Mammina bella… Mammina cara… Il mio simpatico musetto adda piace’ a isso?

Erminia         Pasquali’… Perdoname… Che t’aggia dicere… Se ha deciso accussì…

Pasqualino   E no, arrivato a questo punto… Saccio io c’aggia fa’… (Enrico fa dei gesti minacciosi) Me ne vaco… Addio!

Erminia         Enri’… Ma ragiunammo… (Entra Michele dal fondo con delle valigie) Zitto… (A Michele) Michele…

SCENA TREDICESIMA

(Michele, Gervasio e detti, poi Monsignor Porporella e Suor Pompilia)

Michele        Comandate…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Di chi so‚Äô ‚Äėsti valigie, e addo‚Äô ‚Äėe ppuorte?

Michele¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Sono di vostro marito e le porto all‚Äôhotel ‚ÄúLa gabbia d‚Äôoro‚ÄĚ!

Erminia ed Enrico¬† ‚ÄúLa gabbia d‚Äôoro‚ÄĚ? (Musica trionfale. Gervasio entra dal fondo vestito con eleganza: fazzolettoo nel taschino e fiore all‚Äôocchiello; ha l‚Äôaria spavalda; Michele esce dal fondo con le valigie)

Erminia         Ma comme te si’ cumbinato?

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† √ą il mio nuovo abbigliamento, si chiama ‚ÄúL‚Äôabbigliamento della libert√† ritrovata‚ÄĚ (Aggressivo) Messalina!

Erminia         Messalina a me? (Fa per avventarglisi contro ma Enrico la trattiene)

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Serafico) Scusami, non volevo offendere Messalina, che mai si sarebbe gettata tra le braccia di uno sconosciuto ‚Äėncoppa a ‚Äėnu treno‚Ķ (Rivolgendosi ad Enrico) Complimenti: che bella prima avventura che hai avuto‚Ķ

Erminia         (Ad Enrico) Gliel’hai detto tu?

Gervasio       (Prima che Enrico possa parlare) No, nun m’ha ditto niente, ho letto la tua lettera! (Enrico assiste compiaciuto alla discussione) Noi due ci separeremo ed Angelina…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Minacciosa) Ci separiamo? Ma allora te si‚Äô proprio ‚Äėnzallanuto? Te si‚Äô scurdato quello che ha detto il prete quando ci ha sposati? ‚ÄúNon divida l‚Äôuomo quello che Dio ha unito!‚ÄĚ

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Canticchiando) Parole, parole, parole‚Ķ E po‚Äô‚Ķ So‚Äô passati tanti anni‚Ķ Chi se lo ricorda pi√Ļ‚Ķ

Enrico           Veramente, se non erro, l’ha detto anche Monsignore quando ha sposato me ed Angelina…

Gervasio       Giusto (Ad Erminia) E tu vuo’ fa’ spartere Angelina!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Falsa) Volevo‚Ķ Ma ce aggio pensato ‚Äėa coppa e‚Ķ

Enrico           E no! Angelina s’adda spartere pe’ forza!

Gervasio       E no, mio signo’: hai giurato davanti a Dio! Ah, si te sentisse…

Michele        (Entrando dal fondo) Monsignor Porporella… (Via dal fondo)

Enrico           Mò sì che il quadro è completo…

Porporella¬†¬† (Entra dalla comune ed √® in abito civile) Buongiorno a tutti (Tutti rispondono a soggetto ma con aria interrogativa, poi ad Enrico) Grazie, grazie, fratello mio! √ą solo merito tuo se ho fatto luce nel mio animo se ho capito il vero significato dell‚Äôamore‚Ķ

Pompilia        (Entra dalla comune, anche lei in abiti civili; è una donna molto avvenente) …Che diventa tale solo nel momento in cui si esercita! Non basta predicarlo. Buongiorno a tutti (Risposta generale come sopra)

Gervasio       E chesta mò chi è?

Pompilia        (Presentandosi) Nobildonna Gertrude De’ Monzis…

Porporella   …Meglio conosciuta come…

I tre               (Realizzando, all’unisono) Suor Pompilia!

Pompilia        Noto con piacere che sono già famosa…

Gervasio       Sì, specialmente per i Rosari concitati che insieme a Monsignore usate… Recitare

Pompilia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Infatti, come si dice‚Ķ ‚ÄúGaleotto fu il Rosario che dopo un po‚Äô ad altro fece posto‚Ķ‚ÄĚ

Enrico           E così… Tra una postula ed un’altra…

Pompilia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚Ķ√ą nato l‚Äôamore.

Porporella   O meglio, scoccò la scintilla…

Pompilia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ĶChe m‚Äôha fatto‚Äô piglia‚Äô fuoco! (Indicando Porporella) E tutto per merito suo! (Sospira) Aah! (Nota lo sguardo incredulo di tutti; quasi aggressiva) E nun me metto scuorno d‚Äô ‚Äėo dicere!

Erminia         Pe’ carità… E che scuorno ce sta’!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† E bravo Monsignore‚Ķ (A Enrico, tendenzioso) He‚Äô capito? L‚Äôha fatta piglia‚Äô fuoco isso‚Ķ (A Pompilia) √ą overo?

Pompilia        (Abbassando gli occhi) Sì, quello tiene certe qualità… Certi argomenti… Certi attributi… Ed è impossibile resistergli!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Teniveve astipato ‚Äėstu ppoco ‚Äėncuorpo‚Ķ

Gervasio       (Guardando Enrico ma riferendosi a Porporella) Chisto è n’ommo overo…

Porporella¬†¬† Troppo buono‚Ķ Ma devo onestamente riconoscere ca ‚Äėa miccia l‚Äôha appicciata essa!

Enrico           (Amaro) E brava Suor Pompilia!

Pompilia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Riprendendolo) Non pi√Ļ‚Ķ Ora sono solo Gertrude!

Erminia         Già, ma ora come farete con i vostri superiori?

Pompilia        Già sono a conoscenza che ci siamo già spogliati…

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† √ą ovvio, certe cose non si fanno vestiti‚Ķ E dove √® successo, nella vostra cella?

Pompilia        (Senza riflettere su quello che dice) Un po’ ovunque… (Riprendosi) Ma che mi fate dire…

Porporella   (Cercando di aiutarla) Ci siamo spogliati degli abiti talari per vestire quelli civili rinunziando così ai voti.

Pompilia        Il Cardinale ha capito ed intercederà per noi…

Porporella   (Fanciullescamente) Per far sì che possiamo coronare il nostro sogno d’amore… (Cambiando tono) E poter unire anche i nostri corpi, oltre che le nostre anime.

Enrico           (Ingenuamente) Perché, l’unione non è stata ancora perpetrata?

Pompilia        (Maliziosa) Meglio non scendere in particolari…

Enrico           Mi sembra giusto.

Gervasio       (Ad Enrico) Come vedi non sono tutti come te che ti fai tanti scrupoli…

Enrico           (Guardando Erminia) E grazie assaje!

Pompilia        Ora vi lasciamo perché oggi il Rosario non l’abbiamo detto…

Porporella   Ed anche senza veste…

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Pronto) √ą pi√Ļ eccitante!

Pompilia        (Riprendendolo) Ed anche senza veste talare…

Porporella   Ottemperiamo al nostro dovere di buoni cristiani! (A Pompilia guardandola languidamente) Andiamo Pussi?

Pompilia        Sì, Cicci…

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (A parte) M√≤ le faccio ‚Äėna resata ‚Äėnfaccia!

Porporella¬†¬† (Ad Enrico) E ricordati che la fiamma √® bella, brucia, scotta‚Ķ Appiccia ‚Äėo sango dinte ‚Äėe vvene‚Ķ

Pompilia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ĶE sulo isso m‚Äô ‚Äėa po‚Äô stuta‚Äô (Via dal fondo con Porporella vezzeggiandosi)

Enrico           (Guardando incredulo gli altri) Cose da non credere… Se torno a nascere me faccio prevete!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Tendenzioso) Ma te ‚Äėe ‚Äėmpara‚Äô pirmma a dicere ‚Äėo Rusario!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Offeso) Nun ve preoccupate, pecch√© ‚Äėo ssaccio dicere e pure bbuono!

Gervasio       Fino ad ora non lo hai dimostrato…

Enrico           E no, mò basta!

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Lo interrompe, strillando) No! M√≤ basta lo dico io! Nun ce ‚Äėa faccio cchi√Ļ‚Ķ Nun √® overo‚Ķ Nun √® overo niente‚Ķ (Piange)

Enrico           (Calmo) Forse donn’Erminia ci deve delle spiegazioni… Deve confessari qualcosa…

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† S√¨, √® vero, devo confessarvi tutto: ho sentito il vostro discorso il giorno del matrimonio e, quandoho sentito che volevate allearvi contro di me, ho architettato tutto. Aggio ditto e fatto ‚Äėnu cuofano ‚Äėe fesserie‚Ķ

Enrico           Meno male, tutto è chiarito!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Deluso) Ma allora nun so‚Äô cchi√Ļ curnuto?

Erminia         (Dolce) No, non lo sei stato mai!

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Furioso) E m‚Äô ‚Äėo dici accuss√¨‚Ķ Senza prepararmi‚Ķ Senza un po‚Äô di riguardo?

Erminia         Gerva’, ma che ti piglia… Nun si’ felice?

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma che felice‚Ķ (Melodrammatico) Addio sogni di gloria‚Ķ Addio castelli in aria‚Ķ Addio ‚ÄúGabbia d‚Äôoro‚Ä̂Ķ Addio pullanchelle‚Ķ Addio peccati‚Ķ

Erminia¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† M√≤ t‚Äô ‚Äėe dongo io ‚Äėe peccati e ‚Äėe pullanchelle‚Ķ (Fa per avventarsi contro Gervasio)

SCENA QUATTORDICESIMA

(Angelina e detti, poi Pasqualino)

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Entra dalla sinistra) Dai, mamma, perdonalo‚Ķ Vedrai che pap√† cambier√†‚Ķ Non sar√† pi√Ļ cattivo e manesco con te‚Ķ Mi ha promesso che non ti render√† pi√Ļ infelice!

Erminia         (A Gervasio) Comme, tu l’he’ ditto…

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† S√¨, dovevo trovare una scusa per la separazione‚Ķ Nun ce putevo dicere ‚Äėa verit√†‚Ķ

Erminia         E bravo! Nun te cunuscevo pe’ accussì buono: hai fatto una bella cosa e perciò ti perdono!

Gervasio       (Contrariato) Ma pienzece buono…

Erminia         (Imperiosa) Vieni, abbracciami! (Gervasio va tra le braccia della moglie come un bambino sottomesso va tra le braccia della mamma. Erminia si rivolge quindi ad Angelina) E tu va’… Abbraccia tuo marito…

Angelina¬†¬†¬†¬†¬†¬† No, io nun ‚Äėo perdono‚Ķ Certi ccose non se ponno scurda‚Äô!

Erminia         (Prende la figlia per un braccio e la porta da Enrico) Non hai nulla da perdonargli, abbraccialo: è stato tutto un frainteso.

Angelina       Ma…

Erminia         (Dolce) Vai…

Angelina       (Convinta si getta tra le braccia di Enrico) Amore!

Enrico           (Ricambia l’abbraccio) Figlia mia… (Riprendendosi) Ma che figlia… Moglie… Moglie mia adorata…

Pasqualino¬†¬† (Entra dal fondo sulle ultime battute, agitato) E no, che ne parlammo a ffa‚Äô‚Ķ Cc√† fernesce tutto a tarallucci e vino e sulo io rimmango diuno e muorto ‚Äėe famma‚Ķ Voglio il risarcimento danni per sottrazione illecita di futura moglie!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ah, s√¨? Vuo‚Äô ‚Äėo risarcimento? E viene ‚Äėa cc√†, ca te ‚Äėo dongo io‚Ķ (Sta per avventarsi contro Pasqualino quando entra dal fondo Gigliola)

SCENA QUINDICESIMA

(Gigliola e detti, poi, per il finale, tutti gli attori)

Gigliola        (Agitata) Un momento, fermi tutti!

Angelina       Gigliola… Che ci fai di nuovo qui?

Gigliola        Non ti aspettavi di rivedermi, vero?

Angelina       Ad essere sincera no, ma lo speravo!

Gigliola¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Lo speravi, e perch√©? Forse il gioco a tre non ti diverte pi√Ļ, volevi il quarto per il poker?

Tutti              (Guardandosi con aria interrogativa) Poker?

Gigliola        Ora basta: è d’uopo che io mi spieghi.

Pasqualino   (Non capendo) Fa l’uovo e poi si spiega?

Erminia         Ci spiega il motivo della sua visita, vero Gigliola? Perché non l’abbiamo capito.

Tutti              (Con fare affermativo) Eh!

Gigliola        Vengo subito al dunque. Visto che la mia cara amica d’infanzia, con sotterfugi, sortilegi e, non escludo, fatture, mi ha rubato il fidanzato, sono venuta a proporre uno scambio: Pasqualino per Enrico

Tutti              Che?

Gigliola        (Come un imbonitore) Pasqualino per Enrico, e credetemi, ci rimetto: non per quattro, non per tre, non per due, a scambio alla pari!

Pasqualino   (Con lo stesso tono) Aggiudicato!

Erminia         Un corno, statte zitto

Gervasio       Statte zitto!

Erminia         (A Gervasio) E statte zitto pure tu!

Gervasio       Eccomi rientrato nei pieni poteri di padrone di casa!

Erminia         Cara Gigliola, la tua promessa non ha senso…

Enrico           Angelina è mia moglie e non la cambio!

Angelina       Enrico è mio marito e me lo tengo ben stretto!

Gigliola        E Pasqualino?

Gervasio¬†¬†¬†¬†¬†¬† (All‚Äôunisono con Erminia, Enrico ed Angelina) Te ‚Äėo puo‚Äô piglia‚Äô!

Gigliola        (Raggiante) Che gioia!

Pasqualino¬†¬† Eh, eh, ‚Äėnu mumento‚Ķ Ma che stammo, ‚Äėo mercato? Ma che stammo vennenno, ‚Äėnu puorco? Voleto almeno sentire primma il mio parero? (Pavoneggiandosi) Io sono l‚Äôoggetto maschio del desiderio e posso anche rifiutare qualsiasi ingaggio e trasferimento!

Enrico¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma chi si‚Äô, ‚Äėnu calciatore?

Pasqualino   No! Sono un amatore! (Risata generale di tutti. Pasqualino continua) Sono un amatore e le mie prestazioni le dongo a chi voglio io!

Tutti              E allora? (Pasqualino con fare da superuomo non risponde, tenendo tutti col fiato sospeso)

Gigliola        E allora nun me vuo’?

Pasqualino   Fanciulla… Per motivi tecnici, biologici, batteriologici, etnologici, enologici nonché ginecologici dovrei rifiutare, ma…

Tutti              Ma…?

Pasqualino   Noi, nella mia nostra infinita bontà… Accettiamo: te voglio spusa’! (Abbraccia Gigliola che ricambia)

Tutti              Evviva gli sposi!

Angelina       Dai, papà, metti un bel disco per festeggiare il fidanzamento di Gigliola, il mio ritrovato matrimonio ed il perdono di mammà! (Tutti applaudono e formano un girotondo intorno a Gigliola e Pasqualino. Entrano in scena, per l’occasione, tutti gli altri attori e, girando, canticchiano il motivo della quadriglia. Dopo qualche istante, buio e lampada strobo. Dopo un po’…)

BUIO E SIPARIO

FINE DEL TERZO ATTO

F I N E

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