Tre atti
di Oreste Biancoli
PERSONAGGI
Franca Sandi, 35 anni, moglie di
Paolo Sandi, 41 anni
Bianca Fondi, 46 anni, sorella di Franca e moglie di
Gerolamo Fondi, 50 anni
Avv. Marco Gastaldi, 45 anni
Comm. Guido Roberti, 41 anni
Laura Marchi, 33 anni
Una Cameriera
A Roma. Giorni nostri.
Rappresentata dalla Compagnia Ricci-Adami
all'Argentina di Roma, nel 1937
GHERARDO CASINI EDITORE
ATTO PRIMO
La Scena: Un salotto. L'arredamento, la disposizione dei mobili, dei vari oggetti, dei quadri, dei vasi con i fiori, indicano pi della ricchezza, il buon gusto e l'amorosa cura della casa, superfluo stabilire fin d'ora la disposizione delle porte e delle finestre; di questa ce ne deve essere una larga, ariosa, moderna; di quelle, tre, di cui una aperta ad arco e le altre due normali.
Sono le sei del pomeriggio, in un giorno del mese di dicembre.
Gerolamo (Uomo al di l della cinquantina, ma che, nella cura della persona e dell'abbigliamento impeccabile e ricercato dimostra il desiderio di apparire pi giovane. seduto su una poltrona, vicino a un tavolo sul quale una bottiglia di wisky, sifone, bicchieri e secchiello del ghiaccio) - Visto che me l'hanno lasciato a portata di mano, ne approfitto... Vuoi un altro wisky?
Marco (di qualche anno pi giovane di Gerolamo, ma pi serio e posato) - No, no... Uno per me gi straviziare!
Gerolamo (che si servito la bevanda ed ora la sorseggia) - Mi fai pena!...
Marco - Debbo pensare al mio fegato!... Gi a colazione ho mangiato tartufi...
Gerolamo - Allora, stasera, a letto presto e con la boule d'acqua calda?
Marco - E' probabile, non sono giovane come te!...
Gerolamo - Lo stato civile lascialo dov'... Gli anni non contano! E positivo, per, che se debbo andare a letto con qualcuno, non scelgo certamente una boule.
Marco - Lo sappiamo!... Lo sappiamo!... Ma non ne hai abbastanza?...
Gerolamo - Abbastanza? Ma come si pu usare una parola simile parlando della cosa pi artistica, pi perfetta pi deliziosa che il mondo abbia creato: la donna. Vedi: alla mia et, c' chi passa ore a correre dietro i quattrini per accumularne di pi e perderli; c' chi, per mantenersi sano, corre dietro alla pallina del golf, io preferisco correr dietro ad una donna.
Marco - Una?
Gerolamo - Una alla volta... Come il whisky. A te ne basta uno, a me invece ce ne vogliono due, tre...
Marco - Di wisky?!.,.
Gerolamo - Di tutto!...
Marco - (dubbioso) Uhm.
Gerolamo - C' poco da fate: uhm!... Non ho voglia di vantarmi con te, ma...
Marco - Ti dispenso... Se ai tartufi unisco una tua confessione amorosa, scusa, sai, ma non mi basterebbe pi la boule d'acqua calda...
Gerolamo (finendo di bere) - Non aver paura! I miei segreti non li svelo a nessuno...
Marco - Per tutti li sanno... Anche tua moglie.
Gerolamo - Quella come lo stato civile: lasciala dov'...
Marco - Povera signora Bianca!...
Gerolamo - Ma no; non credere... Anche lei, a modo suo, felicissima. Bianca nata madre... Prima lo stata per sua sorella, adesso lo per me. Ed io le d la gioia di dover essere ancora protetto, educato, sgridato, perdonato... Come un bambino...
Marco - Un po' stagionato... (si avvicina all'arco che da nell'altra stanza) Franca e Laura stanno facendo una partita interminabile...
Gerolamo - Una cosa che non riesco a capire...
Marco - Quale?
Gerolamo - L'amicizia di quelle due donne... E bada che la
morale non c'entra: amicizia tra mogli ed ex-amanti del marito, ce ne sono parecchie e sono le pi stabili perch basate sugli stessi gusti... Ma che Franca, innamorata com' di Paolo... Perch non credo che lo ignori...
Marco - Ma se non vero!...
Gerolamo - Ecco un altro idealista... Non ci mancavi che tu. Tutti sognatori, tutti santi. Paolo che ha vissuto puro come un angioletto e ha inventato l'amore per donarlo alla moglie; Franca che, dopo un primo matrimonio di sofferenze e di pene s risposata - trionfo della speranza sull'esperienza - sognando l'amore... Laura, una specie d Maddalena pentita, tu che tutto questo credi ed incensi...
Marco - Tu che non capisci niente...
Gerolamo - Fra i santi, non ci sono da un pezzo, io. (a Paolo che entra dalla porta opposta all'arco) Oh! Avrai scritto un intero romanzo in tutto questo tempo?
Paolo (uomo di quarant'anni, volto sereno, giovanile quasi) - Una lettera solamente, ma complicata, d'affari. E Franca e Laura? Sempre al back-gammon ?
Marco - Sempre.
Paolo - Una pessima ospitalit la nostra. Scusate...
Marco - Figurati! Momo aveva il wisky, io la sua compagnia condita dal racconto di fortune in amore..
Paolo (a Gerolamo) - Come tutte le fortune, anche quella in amore, alla tua et specialmente, fa spesso comparire i carabinieri: seduzioni di minorenni, oltraggio al pudore...
Gerolamo - Eh... Eh... (Ride) Per ieri per poco non ci finivo per davvero...
Paolo - Ti hanno pescato al cinematografo?
Gerolamo - S... Addirittura in piazza... No., un marito geloso.
Paolo - Peggio! (a Marco) Tu che sei avvocato, quanti anni l'adulterio?...
Gerolamo - Che parolone... Adulterio!... Curiosit dei piaceri di un'altro... Ecco tutto.
Paolo - Teoria comoda... Ma forse quel marito la pensava diversamente... (si serve anche lui un -wisky).
Gerolamo - Ringraziando il cielo, me la sono cavata bene...
Marco - Quanto? Duemila?
Gerolamo (Sorridendo) - No... la met.
Marco - Mille? B, per una donna di classe e un marito geloso, non c' male.
Gerolamo - S, ma credo che non fosse marito...
Paolo - Ecco, pi probabile.
Gerolamo - Comunque ho preferito pagare.
Paolo - Con uno dei tuoi soliti messaggi d'amore, scritto sul libretto dei chques...
Gerolamo - Non tutti possiamo scrivere dei romanzi... Per ti prego di non raccontare nulla a Franca. Di bocca in bocca poi finisce che lo viene a sapere anche mia moglie...
Paolo - Credo che lo sappia d gi...
Gerolamo (spaventato) - No!... chi te lo ha detto?...
Paolo - Me lo ha accennato Franca stamane... tornata a casa inquieta, nervosa, mi ha detto che aveva incontrato la sorella...
Gerolamo - ...che sapeva tutto?
Paolo - S, mi sembra...
Gerolamo - Fortuna che non sono andato a colazione... Ma da chi pu averlo saputo Bianca?.., Io non l'ho raccontato che al circolo,,,
Marco (ridendo) - A proposito!... I segreti, tu, non li sveli!...
Gerolamo - Comunque io prego... Prove non ce ne sono... ho stracciato tutto...
Paolo - Sei ben sicuro?...
Gerolamo - Sicurissimo... (resta pensieroso)... Quasi quasi, per; resto fuori anche a pranzo... (a Paolo) M'inviti?
Paolo - Volentieri, ma con Franca abbiamo deciso di cenare - dopo teatro. E poi bada che Bianca ha annunciato una sua visita...
Gerolamo - Ormai tardi...
Paolo (guardando l'orologio) - Non sono nemmeno le sette... Bianca aveva una riunione alla Maternit...
Gerolamo - E poi veniva qui?
Paolo - Mi sembra... Franca, ripeto, mi ha appena accennato...
Franca (entra con Laura. Sono due donne sulla trentina: Laura modernissima nell'eleganza, negli atteggiamenti, Franca,pi modesta, pi signora. Ha i capelli lunghi) - Vi avevamo dimenticato...
Laura - Colpa di Franca. Era talmente distratta oggi e si accaniva a voler vincere!
Franca - E tu a fare i raddoppi...
Laura - Ah, il back-gammon, io l'adoro...
Gerolamo - Perch si chiama cos... Prima quando si chiamava tric-trac, non lo conosceva nessuno...
Laura (meravigliata) - Esisteva gi?..
Gerolamo - Lo giocava anche il giovin signore ...
Laura - Chi era?
Gerolamo - Uno che le avrebbe fatto la corte!
Laura - Non c' pi? Che peccato!
Paolo - Ma c' Gerolamo.. un personaggio pariniano anche lui...
Gerolamo (avvicinandosi a Laura) - In confidenza? L'ha mai sentito nominare Parini?
Laura - Che scemo!
Gerolamo - Va be, sar scemo, ma lei non mi ha risposto...
Laura - Era un prete...
Gerolamo - S, un parroco...
Laura - Ma non mi confonda le idee, adesso...
Franca (avvicinandosi a Paolo) - Il commendator Dondi, non venuto?
Paolo - No. strano...
Franca - Sai, Laura, che fanno un film con l'ultimo romanzo di Paolo?
Gerolamo - A proposito di film...
Marco - Momo ha una ragazza da sistemare...
Gerolamo - Hai indovinato. bellissima... Ha ventidue anni, bionda, non troppo alta, con tutte le sue cosine ai posto giusto, si chiama Adriana... fa la mannequin... aspetta, devo avere qui... (Cava il portafoglio).
Marco - ...la fotografia.
Gerolamo - No!... Macch!... l'indirizzo. (cercando) Adriana... Adriana... oh! ecco. (Legge un biglietto) Adriana Fiorini, via del Leoncino, 14, scala interna. Tieni, (lo porge a Paolo) non perderlo... Se non va bene quella ne ho delle altre...
Franca (seccata) - Smettila con queste stupidaggini!
Paolo (meravigliato) - Franca!...
Franca - Scusa sai, Momo, ma oggi non ti sopporto...
Gerolamo - Scappo subito... Tanto pi che mi han detto che deve venire Bianca... (suonata di campanello) ...Oh Dio!... eccola! Franca, per carit, nascondimi in un tuo armadio. Ci sto benissimo...
Cameriera (entrando) - Il Commendator Dondi...
Gerolamo (tirando un sospiro) - Ancora salvo...
Paolo - L'hai fatto passare nello studio?
Cameriera - Sissignore.
Paolo - Vengo subito... (cameriera via).
Gerolamo (a Franca) - Oh! Complimenti per la nuova cameriera! un amore... Per quelle calze di filo... Regalagliene un paio delle tue di seta... un peccato, con quelle belle gambine diritte.
Laura (ridendo) - proprio incorreggibile...
Gerolamo - Scappo, se n anche Franca mi bastona. (Bacia la mano a Franca) Mi perdoni? (Mentre saluta gli altri) Tu, Marco, mi accompagni? Ho paura di incontrare mia moglie sul portone.
Marco - Come coraggio ne hai da vendere...
Gerolamo - Mitragliatrici come quelle non c'erano nemmeno in guerra... (Stringendo la mano a Paolo) Mi raccomando, non perdermi quel biglietto: mi rovini l'archivio privato!... Andiamo Marco... sono nelle tue mani!...
Marco (che intanto ha salutato Franca e Lama) - Vengo, vengo, ciao Paolo.
Laura - Che tipo!
Franca - insopportabile!
Paolo - Esageri!.. Ma oggi mi sembri un po' nervosa.
Franca - No, penso a quella disgraziata di mia sorella.
Laura - Chiss poi perch Bianca se la prende cos... Ormai quello che fa Gerolamo non si pu pi nemmeno chiamare tradire...
Franca - No, ma...
Laura (sorridendo) - La gelosia in voi dev'essere un male di famiglia...
Franca (un po' piccata) - Sbagli, dovresti esserti accorta che io non lo sono affatto!
Laura - Va l, va l!... Vorrei che Paolo te ne desse motivo... Perch sei capitata in un uomo come lui!...
Paolo - Tale giudizio mi lusinga, ma non metta la mano sul fuoco... Sono un uomo... E dicono che Dio si sia pi volte pentito di aver fatto l'uomo, mai di aver fatto la donna.
Laura - E invece, forse, proprio la donna che fa bruciare pi facilmente la mano...
Paolo - Pu darsi... Ma io quando dico donna , dico Franca .
Franca (nervosa) - Dimentichi che di l c' il commendator Dondi...
Paolo Ah, vero!... (A Laura) La ritrovo?
Laura - Non credo, gi tardi...
Paolo (Baciando Franca sulla, fronte) - E tu ricordati che abbiamo il palco all'Opera, preparati in tempo...
Franca - Faccio sempre prestissimo, lo sai...
Paolo (con un sospiro) - ...Andiamo a parlare di affari...
Franca - Attento, che Dondi furbo, non farti imbrogliare!
Paolo (sulla parta) - Non te lo prometto. (Via).
Laura - Cosa danno stasera all'Opera?
Franca - Il Tristano.
Laura - La mia passione! Ogni volta che ascolto quella musica, sempre pi mi sembra che sia stata scritta per insegnare ad amare...
Franca (ironica) - Sei romantica!
Laura - Sono innamorata dell'amore... E non ce l'ho!
Franca - Perch non lo vuoi avere...
Laura - O non lo posso avere... pi esatto...
Franca - Non credo... sei divorziata, libera..
Laura - Che vuol dire! Se mi accontentassi anch'io, come tante... Ma non amore quello... Io ti amo... tu mi ami... . Si crede, si spera, fino a noi non ci amiamo pi ... sempre cos!... Sarebbe molto pi semplice dire: Io ti piaccio, tu mi piaci, vieni a letto con me .
Franca - A questo punto sei?...
Laura - Ti spaventa?
Franca - Mi fai pena! Ma non lo credo... sei giovane.
Laura - La sola cosa a cui tengo. La vecchiaia mi spaventa quasi pi della morte. Per questo curo pi il corpo dell'anima...
Franca - Perch credi che nessuno la veda?... E' cos difficile poter nascondere qualche cosa... e anche se gli altri non vedono, basta che tu lo sappia...
Laura - Perch? Io posso guardare nella mia anima; solo non voglio che gli altri ci guardino, per vanit femminile... Non c' crayon, massaggi, pomate che servano per le sue rughe.
Franca. - E se ti dicessi che io l'ho vista? S, l'ho vista... anche poco fa, nei tuoi occhi... come negli occhi di tutte le donne che amano.
Laura - una mania! Tu vuoi che ami a tutti costi. Sei come quelle persone che essendo felici, vogliono vedere felici tutti intorno a loro...
Franca - No, perch so che anche tu ami... Mi bastato uno sguardo per capirti... poco fa... una sguardo e una tua frase...
Laura - Non la ricordo... (si guarda nello specchietto).
Franca - Io invece benissimo... Anche tu ami, ma siccome dopotutto sei una donna onesta...
Laura - Grazie per il dopotutto .
Franca - ...pensi che ti sono amica...
Laura - Non ti capisco...
Franca (aspra) - S, mi capisci benissimo, e ti dir di pi; il tuo sguardo tanto pi mi ha colpita, in quanto, proprio in quel momento pensavo che Marco, in fondo, avrebbe potuto essere un ottimo compagno per te...
Laura - Ah no. Grazie tanto... ne ho gi avuto uno dei mariti pedanti, basta... Ma chi ho guardato cos sfacciatamente?
Franca - Si fa presto: Marco no... Gerolamo nemmeno... Gli uomini erano tre...
Laura - Paolo?
Franca (sforzando il sorriso) - Paolo. E ti ricordo anche la frase detta con una certa sottile ironia, a proposito della famiglia gelosa...
Laura - (imbarazzata) - Ma tu fantastichi...
Franca - Perch negare? Sei innamorata di Paolo, e da parecchi anni... Prima ancora che lo sposassi io.
Laura - E se fosse?
Franca - Mi piace questa tua galantomeria...
Laura - Forse perch ci trovi una certa tranquillit...
Franca - Anche. Non si pu mai giurare su nulla...
Laura (con una certa ironia) - No!... Nessuna donna pi sicura di te!...
Franca - Sbagli!... D piuttosto che nessuna donna pu capirti meglio di me... Come vedi, non sono gelosa...
Laura - Non mi dai, cos, il rimorso di aver turbato la tua pace, con una confidenza stupida.
Franca - Non credere... Forse l'hai turbata... Ma che Importa!... Anche se la tua confidenza mi avesse detto di pi non sarei lo stesso capace di considerarti una rivale...
Laura - Vuoi umiliare la mia vanit?
Franca - Tutt'altro!... Ne soffrirei da morire... Sei pi bella, pi giovane di me!... Ma, non so, forse ti vedo pi come una complice. E accetterei tutto... Perdonando.
Laura - Perdonando?
Franca - S... Perdonando!... Ma per poter essere felice ancora di pi!
Laura - Come sei complicata, oggi!... Era meglio non cadere in questo discorso...
Franca - Perch?
Laura - Odio la nebbia... Non vederci chiaro m'irrita i nervi...
Franca - Vuoi calmarli con la musica del Tristano ? Vieni con noi stasera...
Laura - Ah no!... Stasera no.
Franca - Ora sei tu che mi dai il rimorso di averti fatto del male.
Laura - Del male?... No!... Mi hai messo in imbarazzo... Bisogna che mi abitui a respirare questo nuovo clima che le tue parole hanno creato nella nostra amicizia...
Franca - Perch nuovo? Perch mi hai detto ci che gi sapevo?... la stessa cosa... Nulla cambiato... E tu stessa me lo devi dire accettando l'invito per il teatro.
Laura - Ti ringrazio... Ma stasera non ne ho voglia.
Bianca (Entra con Paolo. una signora di 50 anni. Elegante. Molto rumorosa per, e loquacissima. Quando tace, continua ad essere agitata e a muoversi) - Mi fa piacere che ci sia anche tu... (saluta Laura) Ciao, Laura... (si bacia con Franca) - Sapete darmi notizie di quel manigoldo?...
Paolo - stato qui da noi, anzi ti ha aspettata...
Bianca - Non vero... Ha saputo che dovevo venire ed scappato. Conosco i miei polli, io!...
Franca - Sei stata finora alla Maternit?...
Bianca - Macch!... A casa tutto il giorno... Avevo la bile gonfia cos... Ho frugato nelle carte di Momo...
Paolo - Ma non sta bene!
Bianca - Ah! Sta bene fate quello che ha fatto lui?... lasciarsi sorprendere con una donnaccia?
Franca - Non fai certo una buona rclame a tuo marito!
Bianca - Perch c' Laura? Ma anche lei lo conosce... Chi non lo conosce quel vecchio matto?... Lui, vuol fare il giovanotto, ma ne ha quasi sessanta.
Paolo - Adesso non sei generosa!
Bianca - E la prima donna che passa, lo fa stravedere. Io dico che una malattia.
Franca - Molte cose, per, ormai le immagini per tuo conto...
Bianca - Le immagino? Guarda! (estrae dalla borsa un biglietto) Ieri... l'ho trovato nel taschino del gilet!
Paolo - A proposito che aveva stracciato tutto!
Bianca - E poi sar anche capace di negare... Incominci a tradirmi e a mentire che eravamo in viaggio di nozze!
Franca - B... non ci pensare!... Vuoi un cocktail?
Bianca - No, grazie
Franca - E tu Laura? Scusa, sai, ma quei discorsi di poco fa, mi hanno fatto dimenticare di offrirtelo.
Laura - Era meglio se tacevamo... Ora tardi, debbo scappare!
Franca - Allora vieni al Tristano ?
Laura - Ti ho detto di no... Grazie... ho un altro impegno...
Franca - una bugia... A te si legge tutto negli occhi!
Laura (sorridendo forzata) - un bel guaio, per!... (saluta Bianca).
Franca (salutandola) - Se rifiuti ancora, dico a Paolo il perch.
Laura (audace) - Contenta tu!... (si dirige verso Paolo).
Paolo - Come siete misteriose!
Laura - E' sua moglie che oggi un po' stramba.
Franca - Diglielo tu, Paolo, di venire... Le belle donne vogliono essere pregate dagli uomini...
Paolo (Facendo l'atto d'inginocchiarsi) - In ginocchio?... Vada a casa si metta una delle sue pi belle toilettes e alle otto e venti passiamo a prenderla... Ma puntuale, eh?...
Laura - Debbo ancora pranzare...
Paolo - Ceniamo dopo.
Laura (a Franca) - Se accetto, perch tu non abbia rimorsi... Mi telefonate quando uscite di casa?
Paolo - Certo,
Laura (che intanto si incamminata verso la porta seguita da Paolo, si volge e diretta a Franca, con ironia) - Se intanto vuoi svelare il mistero a tuo marito...
Franca - Forse preferisco che glielo sveli tu, a quattr'occhi... Per me un segreto.
Laura - Anche per me... (stringe la mano a Paolo) Allora alle otto e venti...
Paolo - Con due minuti di tolleranza... Ma non di pi.
(Escono. Le voci, frammiste a una risata di Laura si perdono).
Bianca - Non so perch insiste tanto a tenerti quella donna fra i piedi!
Franca - simpatica... E poi piace a Paolo...
Bianca - Appunto per questo!... Paolo perfetto, ma non pensare che sia addirittura un Sant'Antonio...
Franca - Penso che bisogna mettere di fronte al pericolo l'essere amato, per avere l'illusione di riconquistarlo...
Bianca- - Eh! che acrobazie!
Franca - Tu sta zitta!... In fatto di abilit coniugale, non sei certamente un esempio!...
Bianca - Perch? mia la colpa se Momo...?
Franca - Tua, sicuro, proprio tua!
Bianca - Io a spingerlo tra le braccia della prima che capita?
Franca - Certo... Tutto serve per sfuggire la noia.
Bianca - Quale noia?
Franca - Quella di cui hai sempre circondato tuo marito, s da non fargli desiderare che una cosa sola: star fuori di casa...
Bianca - Ma se si accontentasse di star fuori di casa!... e tutto il resto?... Ieri, per esempio...
Franca - No, Bianca, non ricominciare, ti prego; non ho voglia di ascoltare i tuoi racconti, i tuoi sospetti, le tue certezze... Tutti abbiamo le nostre pene da sopportare e le tue sono ancora invidiabili, credi...
Bianca - Ma che ti prende?... Stamane, quando ti ho incontrato, eri come sempre, comprensiva...
Franca - Oggi non lo sono pi... Si pu anche cambiare, no?...
Bianca - S, s... ma mi preoccupi... Vorrei sapere cos'hai...
Franca - Nulla!... Sai, alle volte certi tormenti, certe angosce s'ingigantiscono al punto che ti sembra di soffocare... Vorresti poter essere sola... in una strada deserta, e camminare, camminare nella speranza di poter evadere quasi da te stessa... Ti ho detto prima che tu hai circondato di noia la vita di tuo marito?... Ebbene, in un certo senso, anch'io mi rivedo in te... Con in pi che mentre Gemiamo, prende il cappello e va fuori a di-strarsi, Paolo invece si chiuso qui dentro come un frate nel tempio della sua fede.
Bianca - Ma non far paragoni!... Paolo ti ama...
Franca - S, ma fino a quando? Nulla pi temerario che credere nell'eternit. Mi ama, anzi mi adora... Ma sono io quella che ama, che adora, o quella donna ideale che egli ha creato in s stesso e che solamente vede?
Bianca - Mi pare che ti diverta a complicare la vita...
Franca - No... Ci sono dei giorni che ci si lascia vivere; degli altri, invece, che si sente quasi l'impossibilit di vivere... come oggi, per me!... Paolo mi adora... s... ma il merito tutto suo... Quando l'ho incontrato, dopo tutto quello che avevo sofferto, non credevo di avere un cuore capace di amare tanto... E ne sono rimasta meravigliata... Che so?... Come se avessi visto un bambino fare improvvisamente uno sforzo d'atleta... Ma il merito suo, solo suo... Non c' gesto, non c' parola, non c' sfumatura, che egli non colga per crearmi attorno un'atmosfera di sogno, per mettermi sempre pi sull'altare della sua fede cieca.
Bianca - E non sei contenta?... Cosa ti macca?
Franca - A me?... niente... Ma a lui?
Bianca - Niente.
Franca - O tutto!... Gli manca me stessa, la mia verit... Vive come in un sogno... E poi purtroppo, ci si sveglia... E vorrei essere io a risvegliarlo e dirgli... Ecco, vedi : cos sono come tu mi hai voluto... Ma posso essere anche diversa: un'altra: una donna anch'io, come tutte... Ho recitato finora la parte che tu mi hai scritto, senza modificare un gesto, senza cambiare una sillaba... E tu mi hai applaudita, hai riempito di fiori la mia ribalta... Ma quegli applausi, quei fiori, non sono che per l'attrice, mentre la donna che li vorrebbe! Quella che tunon vuoi vedere ma che esiste, con le sue debolezze, le sue cattiverie, i suoi peccati, capace anche - perch no? - di poterti fare del male...
Bianca - E tutto questo, perch?
Franca - Per avere la coscienza di meritare il bene, perch il male - se esiste -- stato perdonato... per liberarmi dal tormento di questa eterna finzione...
Bianca - E vorresti distruggergli un sogno, per un tuo stupido tormento?... Cara mia, questo si chiama egoismo!
Franca - Ti sbagli!... L'egoismo nel cullare quel sogno... Quante volte, sapessi, le parole mi vengono su, su dal cuore, fino alle labbra e poi taccio per paura di poter distruggere questa felicit... la sua felicit, bada...
Bianca - Non devi farlo!
Franca - Io so... Ma poi penso che questo mio tormento che cerco di nascondere con una dedizione, una devozione forse eccessiva, che questo mio voler apparire pi santa di quello che non sono, questo mio volto, questi capelli lunghi, questi miei occhi, che per quanto io mi sforzi di far sorridere, chiedono pur sempre un perdono, penso che rutto ci finisca per diventate noioso, monotono, s da allontanarlo, un giorno, lo stesso, da me...
Bianca - Non pensi che delle cose astruse...
Franca - Perch sento di sacrificarlo. Per la paura di scoprire al di l della finzione, il dolore, gli ho tolto la possibilit di nuove sensazioni... Chiuso qui dentro, egli vive vicino ad una donna che non sa essere che ima, sempre una, e non tutte quelle che la sua sensibilit pu desiderare.
Bianca - E per questo cerchi fra le tue amiche chi ti completi?
Franca - No... Vorrei poter perdonare anch'io...
Bianca - Come sei stupida!... Scusa, sai: ma proprio le vuoi... Ma come?... Dopo quello che hai sofferto: dopo un passato cos triste, oggi che la vita ti sorride, e che hai davanti agli occhi un cristallo trasparente, cerchi di appannarlo?... Io dico che bisogna essere pazzi!... Ah, per fortuna, cara, devi fare i conti anche con me, sicuro: anche con me. Non sei pi lontana, in capo al mondo, come allora... No... sei qui... vicino a me, vicino a chi ti ha fatto da madre, e, come quando eri piccina, certi capricci, sa (con un gesto espressivo) come punirli.
Paolo (Entrando. E' in frac... ma con la cravatta da fare) - Ancora cos, sei? Sai che odio di arrivare tardi a teatro...
Bianca - Son stata io a farle perder tempo.
Paolo (avvicinandosi a Franca) - Mi fai il nodo... Non ti dico Bianca, di venire anche tu con noi... Penso che desideri un tte--tte con Momo...
Bianca - Momo?... In questo momento me ne ero dimenticata!... No, no... Non ho lo spirito per essere una compagnia sopportabile... Divertitevi voi... E siate felici!... Almeno che possa godere un po' di famiglia anch'io, venendo a trovarvi... Capito, Franca?
Franca - Vieni domani a colazione con Gerolamo.
Bianca - Telefonami in mattinata... Se non ci siamo scannati!... Ciao. (via).
Paolo - Scusa se non ti accompagno... (a Franca.) Non hai finito ancora?
Franca - Ti faccio il pi bel fiocco della tua vita... Come facevi quando non c'ero io?
Paolo - Non so... Ma non sono mai uscito senza...
Franca - C'era chi te lo faceva?
Paolo - Forse.
Franca - Una che ti voleva bene come me?
Paolo - Anche di pi... Ma era molto pi vecchia d te... (Franca gli da un bacio) Bianca stata finora a sfogarsi contro Gerolamo?
Franca - No!... Povera Bianca: le ho parlato di me... Bianca mi adora, ed ha subito dimenticato le sue pene, per occuparsi delle mie... (ha finito la cravatta) Ecco fatto!
Paolo - Hai delle pene che preferisci confidare a tua sorella piuttosto che a me?
Franca - No... mi venuto fatto di dire a Bianca una cosa a cui pensavo da parecchio tempo.
Paolo - Cio?
Franca - Cio... che ti sacrifico... E non ho pi n la bellezza, n la giovinezza per poterlo fare...
Paolo - Davvero?... Ma guarda!... Comunque, ammesso che un simile dubbio possa esistere in te, non hai che correre davanti a uno specchio.
Franca - Non ho bisogno di guardarmi per sapere come sono. Allo specchio si chiede solamente di dirci come gli altri ci vedono.
Paolo - Bellissima, giovanissima!...
Franca - Perch ti piaccio!... Ma io vorrei essere anche tutte quelle che potranno piacerti, o che ti sono piaciute...
Paolo - Ma che non ho sposare...
Franca - Forse sei un illuso, Paolo... Ed io un'egoista... S, me lo ha detto anche Bianca poco fa... Un'egoista... E arriver fino a pretendere non solo che tu non veda pi, ma che non pensi pi... E sono sulla strada, bada... Gi mi accorgo di avere come isterilito la tua immaginazione... Non lavori pi, non mi parli pi dei tuoi progetti...
Paolo - Ah s?... Ma allora, scusa, cosa credi che faccia nelle lunghe ore che sto chiuso nel mio studio?... Che insegua col naso all'aria gliangeli e i rondoni , o le meno poetiche mosche, anche quando non ci sono? Lavoro!... S, forse, inseguo un angelo, un angelo che ha i capelli lunghi, gli occhi azzurri, come te.
Franca - Come me?
Paolo - Come te! Cos, come sei... Saggia, limpida, semplice, fedele, devota, onesta...
Franca - Quanti aggettivi!... Troppi per una donna sola... E pericolosi...
Paolo - Pericolosi?
Franca Eh s!... Rifletti. La saggezza un merito quando non si innamorati. E tu sai che io ti amo... La semplicit pu essere una civetteria di buon gusto, la fedelt, l'onest, una fortezza sicura finch non assediata, la devozione, l'ultimo amore... Non pericoloso tutto ci?
Paolo - Vorresti turbare la mia pace?
Franca - No... Vorrei che tu mi conoscessi meglio...
Paolo - Non ti conosco?... Presentati, allora!...
Franca - Non scherzare!
Paolo - Non scherzo affatto!... Presentati. Nome, cognome, paternit, luogo di nascita. Ti risparmio l'et perch su quella una donna pu anche mentire...
Franca - Solo su quella?
Paolo - Veramente le donne mentiscono anche su altre cose, ma tu non sei una donna, sei mia moglie...
Franca - Posso esserlo stata, un giorno...
Paolo - Donna? Certo: ma virtuosissima sempre.
Franca - Sia pure! Ma non credi che anche nella purezza della virt possa capitare a una donna di sbagliare?
Paolo - Se lo credo?... Ne sono certo, anzi. So, per esempio, d una donna virtuosa che si era proposta di non voler ascoltare mai delle parole d'amore, poi, avendole dovute ascoltare, aveva trovato un rifugio nel non rispondere, per non incoraggiare l'uomo, che gi la turbava, neppure con uno sguardo. Se non posso dominare un sentimento, si era detta, posso certamente essere padrona dei miei gesti... E ne era convinta, bada, convintissima. Sennonch un bel giorno lo sguardo fu lanciato, la parola fu detta, l'appuntamento accordato... Ma ancora una risorsa c'era per lei, per la sua virt... L'amo, perdo la testa, non posso vivere senza vederlo, ma morirei piuttosto di essere sua ... E invece vive ancora... L'ho conosciuta, l'ho amata, l'ho sposata... soffrendo per lei anche ]a gelosia di me stesso.
Franca - Di te stesso?
Paolo - S, di me stesso... Tutto sapevo di te... Venivi dalla sofferenza, dall'umiliazione, dalla rinuncia... Non chiedevi che d rinascere, di vivere... Il dolore ti vestiva d purezza... il peccato avrebbe tutto distrutto, nuovamente... Dovevo amarti, non soltanto averti... Ah!... Ma perch mi fai pensare ancora a cose che voglio dimenticare!... La gelosia del passato forse la pi crudele, quella che tormenta di pi perch tutta in un'immaginazione che non ha confini... S, ci sono degli uomini che non si curano, che non vogliono sapere nulla di ci che esistito nella vita della donna che amano... Ma io non sono uno di quelli: e tu lo sai, perch, pur amandoti pazzamente, l'ombra di un uomo che nella vita esistito prima di me, sia pure legittimamente, stata l'unica nube nel nostro azzurrissimo cielo...
Franca - E Dio sa se l'ho odiato...
Paolo - Vivendoci insieme, per... L'odio non scancellava la sua presenza dal mio pensiero, dalla mia immagine-Solo l'amore, rifacendoti nuova, e la tua sincerit, hanno saputo calmare e distruggere il tormento della mia gelosia...
Franca - Fatta di orgoglio...
Paolo - La gelosia, non si nutre di altro. Nasce quasi sempre dai sensi pi che dal cuore. Infatti se si trattasse di solo amore, non si spiegherebbero i delitti che sa suggerire. Uccidere, o comunque privarsi dell'essere amato perch io si ama. sarebbe un. non senso, no?... Si uccide perch l'orgoglio che non sa perdonare, mentre l'amore s...
Franca - E tu mi uccideresti?
Paolo - Stasera non di certo, perch alla galera preferisco il teatro... (tira fuori l'orologio) Guarda che ora abbiamo fatto!... Vatti a vestire... Mancano pochi minuti e dobbiamo passare a prendere Laura... Gi per suo conto quella non mai puntuale...
Franca - Ti ha fatto aspettare altre volte?
Paolo - Lo sai anche tu... Siamo sempre usciti insieme...
Franca - No... Prima che ci sposassimo?...
Paolo - Chi se ne ricorda!...
Franca - Perch tu sei stato molto amico di Laura!... vero? E ti piaciuta, anche? Non negare!
Paolo (spingendola verso l'uscita) - S, s, non lo nego.
Franca - Tu, a lei, piaci moltissimo... Lo so...
Paolo - Pazienza!
Franca - Eppure, guarda, ti perdonerei...
Paolo (come sopra) - Buono a sapersi... ma faresti malissimo... Vatti a vestire, vatti a vestire...
Franca (fa alcuni passi, poi ritornando su stessa si avvicina a Paolo, lo prende per i baveri del frac. Lo guarda lungamente) - Paolo!...
Paolo - Cosa?
Franca - Nulla.
Paolo - Ma che ti prende stasera?
Franca - Non so... Ho voglia di farti del male... (gli morde una mano).
Paolo - Ahi! Ahi!... Me ne fai davvero!... Guarda, che denti che hai... A momenti usciva il sangue...
Franca (materna) - No povero, caro... Aspetta!... (gli copre la mano di baci).
Paolo - Ecco, cos passato...
Franca - Davvero? Ma fammi anche tu del male...
Paolo (un po' seccato) - Che idee!...
Franca - S... Fammi del male... (Gli stende la mano. Paolo gliela bacia) No... cos. no... Mi hai fatto ancora del bene e non potrai perdonarmi il male che ti ho fatto io...
Paolo - Ti ho perdonata... (energico) Ma ti vai a vestire... s o no?
Franca - No... Non ho voglia di venire a teatro!
Paolo - Non fare capricci!... Allora non ci vado neppure io...
Franca - No... Abbiamo invitato anche Laura...
Paolo - Appunto per questo... Io e lei, in palco...
Franca - Sarete bellissimi... Laura sempre elegantissima...
Paolo - noioso!... senza contare poi che Laura se ne avr a male se tu non ci sei...
Franca - Credi? Invece sar contentissima...
Paolo - Ma smettila!
Franca - Scherzo!... Ma vuoi che parli sul serio?
Paolo - Voglio che tu venga.
Franca - S, vi raggiungo... mi vesto con calma, tu intanto vai a prendere Laura, e io vi raggiungo a teatro. Va bene cos?
Paolo - Ti rimando la macchina, allora?
Franca - Ecco!
Paolo - Per vieni davvero?... Ti faccio trovare il palco pieno di violette...
Franca - Grazie. Ma a Laura offrile degli altri fiori... Le violette sono solo per me, sono i miei fiori... Promettimelo... Ci tengo. (e poich Paolo s avviato) Te ne vai senza darmi nemmeno un bacio?
Paolo (ritornando) - Te lo do, (la bacia sulla fronte) ma sono arrabbiatissimo... (si avvia e sulla porta si ferma) Franca!... Te lo ricordi il richiamo?... (accenna il motivo di Rose-Marie) Ciao bella!... Ti aspetto! (esce).
Franca (restata sola, canticchiando il motivo, guarda per un momento dalla parte dalla quale uscito Paolo, poi si avvicina al telefono, mette la spina e fa il numero) -Pronto... Sei tu Laura?... Paolo venuto a prenderti... Io?... No, non vengo... Ho un'emicrania tremenda... Come? No, vacci, vacci... Tanto la musica di Tristano non ha pi niente da insegnarci... Ma no, non arrabbiarti... Per a cena non bere troppo... Perch?... Eh, sai, lo champagne sa aprire il cassetto dei segreti... No... no... non ho paura..... Anzi!... Mi dispiace di non esserci... invisibile per... Vedere senza essere vista... Ecco... precisamente... Non mi conoscevi cos?... Sai, ogni tanto bisogna cambiare... Han suonato?... Sar lui... Corri gi, presto... Paolo si secca di aspettare... anche una bella donna come te. Non fargli far tardi e... (ride) Perch rido?... Perch stavo per dirti... dagli un bacio... Ciao!... (poggia il microfono, continua a ridere, poi a poco a poco, il riso si fa convulso fino a scoppiare in un pianto disperato che Franca, gettandosi su un divano, nasconde fra le mani).
cala rapidamente la tela
ATTO SECONDO
La Scena: Lo studio di Paolo. - Molti libri alle pareti. Una finestra sulla parere di destra, molto larga, moderna, simile a quella della scena precedente. Due porte. Mobili comodi. Sulla scrivania appoggiata alla parete di fondo, una fotografia in cornice che. per cos dire, volta le spalle al pubblico. Un mobile-bar trasportabile. - Un pomeriggio di fine gennaio.
Franca (in scena, accomoda dei libri in uno scaffale).
Bianca (entra) - Non n al Circolo, n in amministrazione. Chiss dove pu essere andato?...
Franca - Credo che, anche pensandoci, sar difficile immaginarlo...
Bianca - No, no; non difficile...
Franca - Pensi che sia una bruna?
Bianca - Ecco.
Franca - E invece sbagli; una bionda...
Bianca - Perch? Dimmi; sai qualche cosa?
Franca - Ma no!... Scherzo!... Non capisco per che gusto ci provi a scoprire i segreti che ti danno fastidio... (suona il campanello).
Bianca - Macch fastidio!... Penso che se ne stia a gironzolare
Franca - Vedrai che sar a curarsi... con qualche bella massaggiatrice. (alla cameriera che entrata) Riporta qui il telefono.
(La cameriera via).
Bianca - Aspetti Paolo per uscire?
Franca - No, no... Ho delle commissioni da fare e vorrei tornar a casa presto... Paolo andato da Dondi per quel benedetto film... Sta litigando con il regista che vuoi cambiare tutto il romanzo.
Bianca - Non vorrei che quel regista si chiamasse Laura...
Franca - Come vivi ad occhi chiusi!... Ancora pensi che Laura?...
Bianca - So che ritornata da Cannes... E certi ritorni...
Franca - Non sono pericolosi... Paolo troppo marito e Laura troppo donna per non essersi sentita umiliata da tanta fedelt... Per questo partita e ha pensato di consolarsi con un altro, un cileno che ha incontrato a Cannes e che l'ha seguita... Me lo disse subito appena ritornata... quasi per vendicarsi... Povera Laura!... In fondo fu la sola vera vittima di unmio momento di pazzia..... o meglio di presunzione : credevo di poter comandare il destino... E il destino invece vuoi agire da solo: colpirci, magari quando meno ce l'aspettiamo...
Bianca - Ecco: e per questo bisogna aspettarci tutto...
Franca - Tutto... D'accordo... Meno una cosa: precisamente quella che hai pensato tu... Che Paolo possa essere in questo momento con Laura.
Bianca - Dicevo cos per dire...
Franca - Paolo si rimesso a lavorare; questo mi rende serena e cerco di ovattargli la vita... Non penso pi ad altro. (La cameriera intanto ha portato il telefono ed ha innestato la spina) Allora vado a mettermi il capello e usciamo...
Bianca - S, s... Anche Momo ormai non verr pi.
(Suonano il campanello).
Franca - Eccolo...
Bianca - No... Sar Paolo.
Gerolamo (entrando con Laura) - Se ho fatto tardi, la colpa tutta sua... (saluti a soggetto).
Franca - Oh, Laura, che piacere. (a Bianca) Hai visto che avevo ragione?
Laura - Cosa?
Franca - Nulla... Dicevo a Bianca che saresti venuta...
Laura - Com'hai fatto a indovinarlo? Ho incontrato Momo dal profumiere, mi ha detto che veniva qui e mi ha invogliato ad accompagnarlo... per salutarti. un secolo che non ti vedo!
Franca - Peccato che debbo uscire...
Laura - Ti accompagno... Ho un appuntamento alle sette con Guido...
Gerolamo - Come vorrei essere Guido!... Chi ?
Laura - Il parrucchiere!
Gerolamo - Ho sempre invidiato il suo parrucchiere e pi ancora ilsuo dottore...
Laura - Il mio dottore?
Gerolamo - Eh s!... Se Guido pu mettere le mani nei capelli, il dottore...
Franca - Gerolamo!...
Bianca - Sei proprio un vecchio schifoso!...
Gerolamo - Sempre gentile la mia mogliettina. E il letterato dov?...
Franca - uscito
Gerolamo - Devo parlargli...
Franca - Ha detto che tornava subito a casa... Anzi, non voglio far tardi nemmeno io... (si avvia per uscire).
Laura - Mentre ti metti il cappello, voglio provare le nuove ciglia... Sai, finalmente ho trovato quelle di Parigi... (escono, il discorso si perde).
Bianca (con tono inquisitorio) - Cosa sei andato a fare dal profumiere?
Gerolamo (con lo stesso tono) - A comprare dei saponi e dell'acqua di colonia che troverai a casa...
Bianca - E prima?
Gerolamo - Sono passato in amministrazione...
Bianca - Non vero... Non hai ancora pensato che dopo l'invenzione del telefono pi difficile dire bugie?
Gerolamo - Macch bugie!... In amministrazione mi hanno detto, infatti, che avevi telefonato.
Bianca - Non mi dirai che dopo sei stato al Circolo...?
Gerolamo - No... Non lo dico... Ho incontrato Monsignor Santi, e siamo andati a prendere un caff...
Bianca - Che ti fa male!
Gerolamo - E poi mi ha accompagnato dal profumiere...
Bianca - Chi?
Gerolamo - Monsignor Santi...
Bianca - S... e c'era anche il cardinale... Ma fammi il piacere!
Gerolamo - Ma scusa, che c' di strano?!... E poi chiedilo a Laura. (Laura sta entrando con Franca) Dica lei a mia moglie se, quando mi ha incontrato, ero solo o in compagnia...
Laura (scherzosa) - Non so nulla, io, non voglio dir nulla... solo non era certamente... Una sottana, l'ho vista...
Bianca (trionfante) - Ecco!...
Gerolamo - Ma non sarai mica gelosa di un monsignore!
Laura - No, questa volta posso testimoniare io... (avvicinandosi a Gerolamo) Ha visto come sono belle queste ciglia... Lei che diceva!...
Gerolamo - No, no... Insisto... Odio le cose finte... Ma non avete paura di perdere qualche cosa in uno slancio d'amore e dover poi cercarlo per terra, nel letto?
Franca - Ma non pensi mai ad altro, tu!... Vieni a farci da cavaliere? (suona il campanello).
Gerolamo - No, aspetto Paolo... (saluta Laura e a Bianca) Ciao, tesoro. (Bianca fa una spallata ed esce con Laura.
La cameriera entra).
Franca (alla cameriera) - Ricorda di mettere un posto di pi per il pranzo. C' il signor Marco...
Cameriera - Va bene...
Franca - Arrivederci, Momo. (Esce, seguita dalla cameriera).
Gerolamo (Rimasto solo, guarda l'orologio, poi accende una sigaretta. La cameriera rientra, attraversa la sala. Gerolamo la segue con lo sguardo. Poi:) - Dimmi un po', bella figliola?...
Cameriera - Desidera?...
Gerolamo - Eh... desidererei...! Ma levami una curiosit... di dove sei?
Cameriera - Di Bologna.
Gerolamo - Ah... (imitando il dialetto) Di Bulogna... Bella citt!... Tagliatelle e donne belle... E avrai l'amoroso...?
Cameriera - Sissignore... Ho il fidanzato... Ma a Bologna...
Gerolamo - E sei qui sola? Poverina!... Cos non puoi nemmeno andare al cinematografo...
Cameriera - Oh! Ci vado qualche volta, la domenica, con un'amica... Ma costano cos cari!... E mi piacciono tanto quei bei fatti d'amore!...
Gerolamo (levando il portafogli) - B... intanto tieni queste... (le d cinquanta lire).
Cameriera - Eh... ma perch mai vuol stare a disturbarsi...
Gerolamo - Per il cinematografo... e per comprarti delle calze pi belle... Poi un giorno ti ci accompagno io a vedere quei bei fatti d'amore...
Cameriera - Lei scherza!... Ma mi vergogno, io!...
Gerolamo - Perch? Sei una bella figliuola... Se no mica rimanevo qui, solo... Per: acqua in bocca, eh? Non dir niente alla padrona! (le si avvicina) E adesso...
(Suonano).
Cameriera - Adesso vado ad aprire...
Gerolamo - Gi!...
(Cameriera esce).
Paolo (entrando con Guido) - Oh, Gerolamo, come mai qui solo? (consegna un mazzo di violette alla cameriera) Mettile in camera della signora...
Gerolamo - Sono uscite tutte... E io... volevo salutarti e dirti anche che quel titoli li ho fatti depositare ieri in banca come volevi tu.
Paolo - Grazie... Ma me lo avevi gi detto per telefono...
Gerolamo - S... ma credevo non avessi capito...
Cameriera - Debbo servire il t?
Paolo (a Guido) - Lo vuoi?
Guido - No... Grazie.
Paolo - Tu, Momo?
Gerolamo - io... Io scappo subito.
Paolo (alla cameriera) - Allora nemmeno io... (cameriera via) Scusate... Voi non vi conoscete?... Mio cognato, il Comandante Roberti... un vecchio compagno di scuola.
Guido (a Gemiamo) - Lei certo non si ricorda di me... Ma io di lei. si... a Livorno... Ero in Accademia...
Gerolamo - Ahi!... Ahi!... Come andiamo lontani!... Livorno?!... Livorno?!... Quanti anni!... Mi invecchia troppo lei!... Meglio che scappi!... Tanto piacere. Comandante... (Gli stringe la mano) Arrivederci, Paolo...
Paolo - Ciao... E grazie ancora... (L'accompagna alla porta poi ritorna verso Guido).
Guido - fratello di tua moglie?
Paolo - No, no... Ha sposato una sorella di mia moglie...
Guido - Il mio ricordo forse non gli ha fatto piacere... Ma da allora non cambiato affatto. Era l'uomo alla moda... Il gallo nel pollaio del Pancaldi...
Paolo - Gi... E poidicono che una certa vita invecchia anche i giovani!... Ma tu, piuttosto?... Tatti vedere... Quanto tempo passato, eh?... Si dice: il caso; ma se non entravo da quel tabaccaio, chiss quanti altri anni saremmo stati senza vederci! E son parecchi, sai!
Guido - Una ventina...
Paolo - No, no; molto di pi. Eravamo in quarta ginnasio, quando tu entrasti in Accademia, a Livorno...
Guido - S, ma ci siamo rivisti a Monfalcone... quando ero al battaglione San Marco .
Paolo - Gi. vero... Andavo in linea con la mia compagnia. Fui io, per, a riconoscerti anche allora, come oggi.
Guido - Per forza!... Eri coperto di fango dalla resta ai piedi!...
Paolo - Colore locale... Terra del Carso... Mi avvicinai per chiederti non mi ricordo che indicazione: tu mi guardasti... Roberti!... Sandi!...
Guido - E non ci potemmo scambiare che poche parole... Cominciarono a sparare come dannati...
Paolo - E io scappai da una parte, tu dall'altra... Arrivederci!... Arrivederci!... Tre giorni dopo fui ferito sull'Ermada... Se quella pallottola fosse stata meno intelligente, non ci saremmo rivisti pi nemmeno oggi... (indica il petto) Qui... due centimetri pi sotto e buona-notte... Bei tempi, per! Se debbo ricordare delle ore liete, bisogna che risalga a quel periodo della vita... S, paura, disagi, pidocchi... tutto quello che vuoi, ma, non so, un senso di serenit... Forse il merito era tutto della giovinezza. Come quando eravamo al liceo... Ricordi il professore di greco?... (rif la voce) Sandi... Roberti, loro fanno sempre la burletta...
Guido - E noi si giuocava sotto il banco a filetto !
Paolo - E poi un bel zero tondo, tondo in profitto e condotta!... Dicono che i ricordi d'infanzia siano un giorno di festa per gli infelici!... Io sono felicissimo, eppure, oggi, per me, l'averti incontrato, un giorno di gran festa... Ti assicuro, nel tuo volto ritrovo ancora tutti i segni dell'infanzia... (ride) Mi pare perfino di rivederti come quando venivo da te per studiare, e invece con le piume vecchie di tua madre sul cappello, un bastone per spada, facevamo i tre moschettieri !
Guido - In due!...
Paolo (come declamando) - Fate luogo signor Porthos!... - Mai vi ceder il passo signor d'Artagnan... E gi botte da orbi!
Guido - Una volta per facemmo un duello per davvero...
Paolo - A cazzotti... ricordo... Eravamo innamorati rutti e due della stessa compagna... Come si chiamava?... Aspetta.
Guido - Ah, sai, non ho una memoria cos forte...
Paolo - Ma s!... Aspetta..., Casati?... Casali?
Guido - S... Press'a poco...
Paolo - Una bella ragazza!... Chiss dove sar finita... Magari avr una dozzina d figli... Ma veramente non posso offrirti niente?
Guido - Grazie... Niente.
Paolo - Nemmeno un grappino? Scommetto che il grappino tenta il lupo di mare...
Guido - Vada per il grappino...
Paolo (dirigendosi verso il mobile-bar) - Ti fermi qualche giorno o sei di passaggio?
Guido - Di passaggissimo... (Paolo versa in due bicchieri la grappa) Sono stato a Venezia a prendere i bauli che avevo lasciato l in deposito... (E poich Paolo gli porge il bicchiere) Grazie... e li ho spediti a Taranto dove li raggiunger "domani...
Paolo - Parti stasera, allora?
Guido - Non ho ancora visto l'orario, ma credo che debbo partire stasera. Almeno che non ci sia un treno anche domattina...
Paolo - S, s. parti domattina... Cos stasera stiamo insieme...
Guido - Sarebbe un piacerone... Ma sai, alle nove di dopodomani, debbo presentarmi al Comando di Squadra...
Paolo - T'imbarchi?
Guido - S... Prendo il comando di una squadriglia di siluranti.
Paolo - Contento?
Guido - Molto... Sono a terra da pi di due anni nei vari Comandi, e non ho scelto certo la vita di mare per questo...
Paolo - Capisco... Per, parti domattina, eh?... Chiediamo al telefono l'orario... Cos resti a pranzo con noi e posso presentarti a mia moglie (come chi ha, finalmente, ritrovato nella memoria) Ah!... Adele Lovati!
Guido - Chi ?
Paolo - Il nostro amore di un tempo...
Guido - Gi., vero... Chiss se ha conservato le tue poesie? Eri romantico...
Paolo - Vizio che gli anni non hanno cambiato... Romantico fino al punto di sposarmi...
Guido - Lo chiami romanticismo?
Paolo- S, almeno per me...
Guido - T'invidio. Credo che non ci sia niente di pi bello dell'amore nel matrimonio...
Paolo - Perch non lo cerchi?
Guido - Sai, io...
Paolo - Capisco... La tua vita randagia... Un amore in ogni porto...
Guido - No... Anche questa una leggenda... Nella nostra vita, come in tutte, non c' che un solo amore, forse... Ma bisogna crederci.
Paolo - E cos bello credere... L'amore una specie di religione...
Guido - Pu darsi... Anzi certo... E ti dir di pi: da quando ho perduto la povera mamma e sono rimasto solo, ho pensato molte volte al matrimonio come a un sicuro rifugio... Ma una volta che potevo anche crederci, mi mancata la fede...,
Paolo - E oggi sei pentito?
Guido - No. Credo che se anche rivedessi quella donna... se ricominciassi, sarei forse ancora un miscredente... Non sono un uomo come sembri tu, impastato di solo spirito...
Paolo - Ma lei ti amava?
Guido - Lei? Lo diceva... Ma siamo sempre l, crederei... Forse anche lei parlava d'amore per non offendere con altre espressioni la castit delle orecchie...
Paolo - Il cinico che ritorna a galla...
Guido - Un marinaio deve sapere nuotare... Ma non cinismo... E' una valutazione diversa dei sentimenti : ci che tu chiami amore, io la chiamo pelle. questione d'intendersi... E anche nel ricordo, ora, ripensandoci, pi che una eco vaga e malinconica di parole, risento quasi il tocco lieve di una carezza, il sapore di un bacio...
Paolo - Che non hai pi ritrovato...
Guido - Precisamente!
Paolo - E non sai pi niente di lei?
Guido - Niente!
Paolo - Ma non l'hai nemmeno rivista?
Guido - S, una volta, qualche mese fa, mi sembr fosse lei... La inseguii, ma scomparve... Mont su un tassi. Dovevo anche allora partire, ma restai un giorno di pi nella speranza di rivederla alla stessa ora, nello stesso punto... Volli lasciare tutto al caso, ma il caso volle che non la rivedessi... E, in fondo, meglio cos... Una cosa, quando finita...
Paolo - Finita per volont tua?
Guido - Mi vuoi trascinare sul terreno delle confidenze?
Paolo - No., Penso solamente che ti possa far piacere di parlarne.
Guido - Piacere?... Ripensare ad un bene che non si ha pi, come prenderlo un'altra volta...
Paolo - Mi diventi romantico anche tu!
Guido - Forse, nel ricordo. l'unica donna che non dimenticher mai. E sono passati gi circa cinque anni da quando lasciai la Cina...
Paolo - Una cinese?
Guido - No, un'italiana! Non un fiore esotico; un fiore dei nostri giardini, che si fatto cogliere laggi... Un viaggio un po' lungo vero!
Paolo - Si vede che ne valeva la pena. Peccato che col fiore tu non abbia colto anche l'occasione di sposarti...
Guido - proprio una propaganda matrimoniale la tua!
Paolo - Pi che una propaganda, un'apologia!
Guido - Sei sposato da molto?
Paolo - Da tre anni! Ma non vuoi dire. e sar sempre come il primo giorno! Una donna deliziosa... perfetta! Questa casa il nostro regno... A volte penso perfino che abbia le mura troppo sottili, le finestre troppo fragili; vorrei quasi ridurla una fortezza inespugnabile per difenderla questa nostra felicit... Ci amiamo come due ragazzi!... E se l'amore non fosse vecchio come il mondo, non mi vergognerei a dirti che l'ho inventato io.
Guido - Beato te!...
Paolo - Vedi : di solito, a diciottenni si adora, a venti si ama, a trenta si desidera, a quaranta si riflette. B, io ho passato i quaranta, ma adoro...
Guido - Bisogna essere anche fortunati...
Paolo - Anche... Ma soprattutto trovare nella donna che si ama la sposa che si deve amare... Io l'ho trovata... e tu pure, forse l'avresti trovata, laggi in Cina...
Guido - Chiss?... Comunque, per, allora non l'avrei neppure potuta sposare...
Paolo - Perch?
Guido - Semplicissimo : era gi sposata... Una povera creatura che viveva a Shangai...
Paolo - A Shangai?
Guido - S, a Shangai. Legata ad un uomo che non amava, un poco di buono che speculava in affari loschi.
Paolo (quasi a se stesso) - Affari loschi?...
Guido - S... Non so precisamente in che trafficasse, ma credo dall'oppio al contrabbando di armi, ci fosse un po' di tutto. Era quasi sempre a Pechino. Ebbi anzi un richiamo perch frequentavo la loro casa. Mi aveva ammaliati i sensi... Una specie di droga... Ma poi ho levato l'ancora e il mare mi ha guarito...
Paolo - E se la rivedessi?
Guido - Chiss... Chiss se ancora cos bella?...
Paolo - Aveva i capelli lunghi?
Guido - S... Perch?
Paolo - Cos... (prende una fotografia) Guarda... (Guido sentendosi osservato nasconde in tiri ostentata indifferenza la sorpresa) Come vedi, dal tempo di Adele Lovati, abbiamo conservato gli stessi gusti... Per non ci prendiamo pi a cazzotti come allora! Forse perch siamo diventati, anche noi, pi civili.
Guido - Ma sei pazzo!... Di piuttosto perch non si tratta come allora, della stessa donna... E' pi esatto.
Paolo - Gi... Della stessa donna!... (e poich Guido, per nascondere l'imbarazzo beve l'ultimo sorso di grappa) Un altro grappino?
Guido (alzandosi) - Grazie... Debbo andare... Ho da sbrigare alcune cose prima di partire...
Paolo - Non vuoi che ci informiamo dell'orario?
Guido - No... Penso che partendo domani, viaggio di giorno... Ma ritorno, ...s, debbo venire al Ministero e per allora accetto il tuo invito a pranzo... Stasera, proprio non posso...
Paolo - Mi dispiace... Ti volevo presentare a Franca.
(Suonano) Ah! Forse lei... Il caso!...
(Franca entra sorridente e coma vede Guido, il suo volto muta, si fa serio. Non ha n il coraggio n la forza di dirigere lo sguardo a Paolo. Solo l'apparente calma di Guido, la tranquillizza. Tutto questo avviene in un attimo; un attimo carne un improvviso colpo di revolver che sfiora e poteva uccidere)
Franca... Il Comandante Guido Roberti, mio vecchio amico e compagno di scuola...
Franca (stendendo la mano) - Piacere!...
Paolo - Ci siamo incontrati dopo vent'anni, per caso... L'ho pregato di restar con noi a pranzo, ma non vuole... Forse se glielo dici tu, accetta...
Franca (con un certo impaccio) - Ma certo!... Resti...
Guido - Grazie, signora... Paolo sa benissimo che ho le ore contate e debbo partire per Taranto...
Paolo - Treni ce ne sono anche in nottata, o domattina...
Guido - Non posso! Ti assicuro...
Franca - Perch insisti?... Se non pu...
Guido - Veramente!... Anzi, mi perdoni, se debbo scappare subito... ma il tempo, in compagnia di un vecchio amico, mi volato... (le bacia la mano) Addio Paolo...
Paolo - T'accompagno. (escono).
Franca (rimasta sola, si passa una mano sul volto, come volesse scancellare una triste visione, s'incammina verso la sua stanza. Ma il ritorno di Paolo la fa fermare).
Paolo (si dirige alla finestra, la spalanca e respira a pieni polmoni).
Franca - Che fai?... Fuori si gela!...
Paolo (sempre alla finestra) - Un po' d'aria pulita... C'era molto fumo qui dentro...
Franca - Prenderai una polmonite!... (e poich Paolo non risponde, s avvia nuovamente per dove era incamminata).
Paolo (richiude la finestra) - Franca! (Franca che sta gi per varcare la soglia della porta s ferma al richiamo) Franca, senti!...
Franca (sforzandosi a nascondere l'angoscia) - Cosa?...
Paolo - Nulla!... Non mi dici, come sempre, dove sei stata?
Franca (sforzandosi) - Ah!... Ho fatto delle commissioni con Bianca e poi ho accompagnato Laura dal parrucchiere.
Paolo - Potevi farti tagliare i capelli...
Franca (avvicinandosi) - Sei stanco di vedermi cos?
Paolo - In questo momento, non ti vedo nemmeno...
Franca (tentando di fargli una carezza) - Paolo... (Paolo allontana villanamente il braccio d lei) - Eh!... Che modo!... Volevo farti una carezza...
Paolo - Appunto per questo...
Franca - la prima volta!...
Paolo - Tutto avviene una prima volta, no?
Franca (allontanandosi) - S, ma triste... molto triste... (si avvia).
Paolo (come richiamandola) - Franca! Non te ne andare!... Non lasciarmi!... Porse dovrei restar solo, s, solo con i miei pensieri, con il mio tormento, vedere in me stesso... per superare, per superarmi... Ma non posso!... Ho bisogno di averti vicino, di parlare... S, ho bisogno di parlare... ma non riesco a trovare le parole. Non so come incominciare... E il silenzio mi spaventa... Forse dovresti parlare tu. dirmi...
Franca - Dirti?
Paolo - Che non sei mai stata a Shangai per esempio... Ma non puoi... Lo so!... Ci sei stata, e per molto tempo...
Franca - Paolo!...
Paolo (con ima -voce in cui trema il pianto) - Perch mi hai .mentito... Perch?... Cosa ero io, allora, per te?... Un ignoto, senza volto ne nome... Il mio amore, dopo, non ti ha chiesto che la verit per costruire il suo sogno, e avrebbe saputo comprendere tutto, e tu lo sai, e invece gli hai risposto con una menzogna... Perch?... Perch hai mentito? Per paura?... Per piet?...
Franca - No, Paolo... Non vero!
Paolo - Ecco: aspettavo quest'inutile frase... E in carattere con tutto il resto... Le donne come te non sanno dir altro... Cosa, non vero?... Se so tutto!... Era l, seduto, un momento fa, e senza neppure immaginare di chi parlava e a chi parlava, mi ha detto tutto!... Tutto!... Se avessi voluto, anche in quale nascosta via di Shangai era la casa dove di giorno e di notte, andavi da lui per...
Franca - No!... Basta, Paolo!...
Paolo (prendendole i polsi) - Che ne so di te ormai? Mi sono sempre illuso... il caso che mi ha aiutato facendomi incontrare lui, se no chiss fino a quando avrei continuato a credere a questi occhi che anche ora - mentre ti guardo e non debbono fingere - sembrano pieni di candele e invece hanno visto tutto!... tutto!... Anche lo schifo... (allontanando Franca da s con sdegno) No!... No!... Vattene!... Vattene via!... Che non ti veda pi!... Che non ti veda pi... pi!... (cade su una poltrona coprendosi il volto con le mani).
Franca - S, me ne andr... se lo vorrai... Ma prima devi sapere...
Paolo - Delle menzogne, ancora?...
Franca - No, sarebbero inutili! Non tento nemmeno di difendermi... E Io potrei... Se c' la colpa, ci sono anche le attenuanti... E tu lo sai... Ma se guardassi veramente questi miei occhi, vedresti che non sanno nemmeno pi piangere... perch hanno pianto troppo! Quante volte ho tentato di confessarti tutto, io... E bada: non nella speranza che tu avresti potuto perdonarmi, ma che avresti saputo dimenticare, un giorno... Per te, solo per te... Non per me... Io sentivo di non meritarla la tua fiducia e se anche nel tormento segreto, nell'angoscia di ogni ora. di ogni minuto, la colpa sempre pi s'ingigantiva, tutto, tutto accettavo come giusta punizione... Solo pregavo, pregavo Dio di farmi la grazia che tu non sapessi mai nulla!... Nel rimorso; solo io, dovevo scontarla, la mia pena, non tu che mi davi tanta ricchezza di bene. Ti amavo tanto, Paolo, ti amo tanto... Eppure sono arrivata persino a desiderare che tu mi tradissi. Non so, volevo perdonare anch'io... ricevere da te un male come quello che ti avevo fatto... E te Io chiesi, ricordi? Ma tu mi baciasti... Fu la sera che dovevamo andare al Tristano... Ogni minuto della nostra vita fissato nel mio cuore... Quella sera ero decisa a tutto; avevo passato una giornata terribile... La mattina avevo rivisto lui... da lontano...
Paolo - Lo so... E ti ha cercata anche...
Franca - Montai su un tassi, per sfuggirlo... E forse sbagliai... Ma volli correre a casa, vicino a te, quasi per paura che l'aria potesse parlarti prima d me...
Paolo - E sconfessarti...
Franca - No... volevo dirtelo io... E arrivai al punto di raccontarti tutto, ricordi? Ma, a un certo punto, capii, come sempre, che le mie parole ti avrebbero fatto troppo male... Eri cos lontano dal poterlo anche solo supporre...
Paolo - Ero illuso...
Franca - No. Tu mi vedevi come mi avevi fatto...
Paolo - Non cos come ora... come ti vedo, ora come vi vedo... Ah!... che orrore!... E l'oscenit non pi nemmeno un'immagine della gelosia... Non il dubbio... l'ignoto... No: la persona viva, anatomicamente viva... E la mano che un momento fa hai stretto, che conosci, e che vedi accarezzare il corpo nudo della donna che tua...
Franca - Paolo!... No... Non vero!...
Paolo (continuando) - la bocca che bacia... sono questi tuoi occhi che svaniscono, cos come sempre li ho visti anch'io... Che orrore!... Che orrore!...
Franca - No, Paolo!... Basta!...
Paolo (incalzando) - Perch il gesto sempre lo stesso, quando il piacere che inebria, giuoca negli occhi, nella pelle, sulle labbra... lo stesso... anche se non si ama... Perch tu non l'hai amato?... No... ti sei data, come una donna qualunque... e nemmeno per denaro... (sforzando una risata) - Eio, stupido, che per averti, ho scomodato la legge... dandoti il mio nome anche... Ma perch non l'ho capito?... Perch?... Dovevo, s... dovevo capirlo... La memoria, ora, sottolinea ogni cosa... la sapienza del tuo primo bacio che, ricordo, mi sorprese... l'arte nel far scendere la veste per scoprire i seni...
Franca - Taci, Paolo... Taci!... Uccidimi piuttosto... (scoppia in pianto).
Paolo - Ucciderti? Se tutti quelli che uccidono per amore, invece di seguire l'istinto potessero riflettere anche un solo minuto, credo che diventerebbero tutti dei suicidi, come me!... E tu puoi anche piangere, mentre io non ne sono capace!...
Franca (piangendo) - Lasciami andare!...
Paolo - No... Devi restare, ora... Voglio sapere... sapere...
Franca - Cosa?
Paolo - Tutto!... Devi dirmi tutto... rispondermi... vero che non l'hai amato? vero?... Perch, vedi, se l'avessi amato, una giustificazione ci sarebbe... potrei anche capirti... Invece no... Vi siete lasciati cos come dopo un'anonima ora d'amore, e il ricordo per lui non che una bianchissima pelle, per te un rimorso... vero che cos?... Che non l'hai amato?... Che non l'hai amato? Ma rispondimi, per Dio!... (la scuote per le braccia).
Franca (tra i singhiozzi) - S s... (materna) ti fa bene se parlo?... se ti dico?...
Paolo - Dove l'hai conosciuto? A Shangai...
Franca - No, prima a Spezia... Ero ancora signorina. Da Levanto andammo una sera a un ballo al Circolo della Marina. Me lo presentarono... Ballammo molto insieme...
Paolo - E poi?
Franca - Non lo rividi che a Shangai... Molti anni dopo. Non mi ricordavo nemmeno di averlo conosciuto... Fu lui a dirmelo un giorno che c'incontrammo a un t dal Console... Mi fece piacere! ...Ero cos soia laggi, vicino ad un uomo che disprezzavo, ed ogni cosa che mi riportava, alla mia giovinezza, mi rendeva felice... Diventammo presto amici... Cominci a frequentare la mia casa...
Paolo - E fu a casa tua che...?
Franca - Lascia, se vuoi sapere, che ricerchi nella memoria... tremendo, sai!... Non ho desiderato e voluto per tutto questo tempo che dimenticare ogni cosa, ed ora mi pare di dover cercare nella vita di un'altra...
Paolo (impaziente) - Continua!...
Franca - Frequentava la mia casa, e si rese conto di come ero infelice. La sua amicizia, a poco a poco, divent un conforto...
Paolo - Amicizia!...
Franca - S, amicizia... Ero nata onesta, Paolo... E malgrado tutto ero una moglie fedele...
Paolo - Fino al giorno che...
Franca - Che un cuore ha reclamato i suoi diritti...
Paolo - O i sensi?...
Franca - Anche... Perch negarlo? Non sono un'ipocrita, io... Avevo vicino un uomo devoto che lusingava la mia vanit, che riaccendeva la mia femminilit spenta, umiliata, non avevo intorno a me che esempi di male, e ho ceduto, anch'io, come tante... Fu un giorno che avevo avuto una delle solite scenate con mio marito... Lui venne a trovarmi... Ero rimasta sola... Piangevo... Non mi disse nulla... camminava nervosamente per la stanza. Poi venne a sedersi sul bracciuolo della mia poltrona... sentii la sua mano sfiorarmi la fronte, i ca-pelli, e quasi mi adagiai sotto quella carezza. Allora...
Paolo - Allora?
Franca (stentatamente) - Mi baci...
Paolo - Sulla bocca?
Franca - No, qui sul collo, mi sembra... Mi alzai convulsa, agitata... Il cuore mi batteva forte nelle tempie. nei polsi, nella gola... Sentivo come una strana angoscia che non avevo provato ancora... Volevo lottare, difendermi, vincere me stessa... Ma non potevo... E quando lui... No, Paolo... Basta!... Non posso!...
Paolo (morboso) - Quando lui?... continua! Quando lui...?
Franca - Non posso... Non ricordo... come un'ubriacatura...
Paolo - E il giorno dopo?
Franca - Stetti molto senza rivederlo!... Ero offesa... Non volevo... Ma lui mi telefonava quasi ogni giorno... Ci rivedemmo. Ero dominata, un'altra voce parlava in me, mi comandava e non era quella della mia coscienza...
Paolo - Andasti tu da lui... In una casa segreta... lo so... Ci andavi tutti i giorni Non poteva vivere senza vederti... Me l'ha detto...
Franca - No... tutti i giorni no...
Paolo - Quante volte?
Franca - Non so, non ricordo... spesso si andava a. fare insieme delle commissioni...
Paolo - Sottobraccio, come due innamorati?
Franca - Non voleva mai parlate d'amore...
Paolo - Ti voleva, solamente... E tu ci andavi anche di notte, quando l'altro partiva... E ti spogliavi davanti ai suoi occhi...
Franca - No, Paolo... mostruoso!...
Paolo - Mostruoso?... No... volgare... Una stanza, tu entri... un primo bacio... un vestito che cade... ti sfili le calze... ti abbandoni sul letto... E vicino a te lui... Lui che ti abbraccia... No!... No!... (nasconde il volto fra le mani).
Franca - Non soffrire cos!... Non immaginare. Vedimi solo cos, come sono veramente, rinata nel tuo amore...
Paolo - Amore?... una parola troppo bella per essere detta dalle tue labbra!...
Franca - No... l'amore non l'ho mai tradito... tu non eri ancora nella mia vita... Forse ho tradito un sogno nel quale non potevo pi credere, perch non speravo pi nemmenod'incontrare te, un giorno...
Paolo - Come hai potuto distruggere rutto?
Franca - Non ho distrutto che me stessa Tu potrai dimenticare lontano da me... dimenticarmi perch il tuo non nemmeno amore deluso, ma orgoglio, orgoglio ferito... Io dovr invece ricordare, tutto, sempre, anche il male, perch ormai legato al tuo amore-Solo vorrei che tu non soffrissi pi!... (e poich Paolo col volto fra le mani piange ancora, nascostamente essa si avvicina per carezzargli il capo) Paolo!...
Paolo - Vattene!... Vattene!...
(Franca lo guarda, poi prende il cappello, la borsa ed esce silenziosamente - Paolo rimane con le mani al viso, poi si guarda attorno, si trova solo; come un automa si dirige alla finestra, guarda lungamente fuori - suona un campanello - Paolo si volta un momento, poi ritorna a guardare fuori dalla finestra).
Marco (entrando) - Ciao... Mi sembrato, o ho visto Franca che usciva?
Paolo (sempre alla finestra, come parlando a s stesso) - Infatti, l'ho vista anch'io laggi... svoltare l'angolo... Aveva la borsetta sotto il braccio... Camminava in fretta... Un'altra la seguiva... precisa... comminava con lo stesso passo... Forse aveva anche lo stesso volto...
Marco - Che dici?
Paolo - Nulla.
Marco - Ti vedo come stordito. successo qualcosa di grave fra voi...?
Paolo - Di grave? No... Cose che accadono sempre e chiss a quanti!...
Marco - Ma ritorna Franca?
Paolo - casa sua, questa...
(Suona il telefono).
Marco - Suona il telefono...
Paolo - Ho sentito... Ma andiamocene... Qui tutto troppo triste...
Marco - Ma rispondi. (fa per prendere il microfono, ma Paolo gli ferma il braccio).
Paolo - No... inutile... So chi ... Perch rispondere? Andiamo (Prende Marco per un braccio, lo trascina quasi fuori, mentre nella scena vuota il telefono continua a chiamare insistentemente).
cala la tela
ATTO TERZO
La Scena: Una camera d'albergo. Una finestra. Una porta che d sul corridoio; una, pi piccola, nel bagno. Una valigia ancora mezzo sfatta. Una mattinata serena di novembre.
Paolo (In vestaglia. E' alla finestra. Si bussa) - Avanti!...
Marco (entrando) - Paolo... (si abbracciano).
Paolo - Ma quanto hai tardato!
Marco - Scusami. La ma telefonata mi ha sorpreso nel bagno.
Paolo - Sempre mattiniero!... Ho aspettato le dieci...
Marco - Sai. Alzarmi presto sempre un grande sacrificio. Comunque per te l'avrei fatto, ma ero mille miglia lontano dal!'immaginarti a Roma. Quando sei arrivato?
Paolo - Stamane alle otto. Roma mi ha accolto nel sole... di buon augurio... A Parigi pioveva, faceva freddo... Qui, invece, un paradiso. Non sembra nemmeno di essere in novembre... Quando sei entrato ero alla finestra incantato da questo cielo... Lontani, nel grigiore del resto del mondo,, ci si dimentica per sino che possa esisterne uno cos azzurro... Per sembriamo due conoscenti a corto di argomenti... Fa freddo... fa caldo... c' il sole... E invece abbiamo tante cose da dirci!
Marco - Gi!...
Paolo - Dimmi di Franca...
Marco - Lo sa che ci sei?...
Paolo - L'aspetto da un momento all'altro... Sono impaziente. Dopo tanti mesi di lontananza, questi ultimi minuti che mi separano ancora da lei, mi sembrano eterni... Rivederla; risentirla vicino... Come sta veramente, ora?
Marco - Meglio molto meglio... quasi completamente guarita. Appena tu mi hai telefonato ho subito chiamato il numero di tua cognata...
Paolo - Ah, eri tu? Per questo era sempre occupato. Eri tu che davi la notizia...
Marco - No... Non ho parlato con lei... Ero perplesso sul da farsi per paura di emozionarla troppo e ho voluto consigliarmi con la sorella... E voi, vi siete parlati?
Paolo - S, mi ha chiamato lei...
Marco - Si vede che glielo ha detto la signora Bianca.
Paolo - Meglio cos del resto... stato tutto molto pi semplice... Ma tu un pezzo che non la vedi?
Marco - Tre giorni fa, mi pare. Appena tornata da Villa d'Este. Durante la malattia per, le sono stato sempre vicino quando era in casa di salute e, dopo, dalla sorella. Perch non ha mai pi voluto rimettere piede nella sua, nella vostra casa...
Paolo - S, lo so... Bianca mi ha sempre informato di tutto...
Marco - Anche lei ti ha scritto?
Paolo - Una cartolina e un telegramma il giorno del mio compleanno...
Marco - I medici non volevano che s stancasse... Le tue lettere, per, le portavano la vita... Il giorno che le riceveva lo si capiva subito... Era come trasfigurata!
Paolo - Troppo poche. Ne ho rimorso... Ma avevo paura di scriverle. Avevo tante cose da farmi perdonare...
Marco - E s'informava sempre se nel giornale c'era un tuo articolo. Voleva che glielo leggessero. C' stato un periodo che non poteva pi nemmeno leggere. Fenomeni nervosi. Anzi ti devo chiedere scusa per quella lettera che ti scrissi da Budapest...
Paolo - Per fortuna la ricevetti dopo il telegramma e la telefonata di Bianca.
Marco - Fu Franca a volere che la sorella ti telegrafasse, ti parlasse, quando le confessai di averti scritto... Divent furibonda contro di me... Non voglio che venga!... Non voglio che mi veda cos!... Non deve soffrite lui! gridava... E si calm solo quando seppe che Bianca ti aveva parlato... Ma ti assicuro che eravamo rutti spaventati... Anche i medici non sapevano cosa pensare... Non chiedeva che una cosa sola, sempre: di lasciarla morire o di toglierle di dosso la sua pelle. Era come fissata! Fu per ci che Bianca finalmente decise di metterla in una casa di cara.
(Suona il telefono).
Paolo - Scusa... Pronto?... S... Come?... Non importa... Costassero anche un milione, le voglio subito in camera... Subito! Capito?... (foggia il telefono) S il portiere disperato perch non trova le violette. Ma voglio che Franca ritrovi anche qui in questa stanza anonima, le sue violette...
Marco - Non le sono mal mancate. Ho ubbidito in tutto a quanto mi avevi lasciato scritto in quella lettera. Le pi belle violette di Roma, sono sbocciate per Franca. Ma sai che quella tua lettera che mi annunciava la tua improvvisa partenza l'ho riletta tante volte, a distanza anche di tempo, sempre con la stessa meraviglia?... Non ho mai osato d chiedere nulla. S, sapevo che Franca era andata dalla sorella... capii che fra voi era successo qualcosa, ma immaginai che si. trattasse di una di quelle nubi che l per l fanno un po' d'ombra, poi se ne vanno subito per scoprire un sole ancora pi bello, pi caldo... Ma come? - mi dicevo - Paolo non pu stare un minuto senza Franca; Franca un secondo senza Paolo... si separano cos improvvisamente! Lui parte... lei lascia la casa... Un mistero! un mistero!... Tu, lei, il tuo viaggio, la sua malattia; un mistero!... E ancora oggi se mi domando il perch, non so rispondermi...
Paolo - Sai... Come quei bambini che per vedere come fatto dentro ungiocattolo lo guastano e poi piangono perch non ce l'hanno pi.
Marco - Bambini capricciosi!...
Paolo - O psicologi precoci... (si bussa) Avanti!... (un liftier entra con unmazzo di violette, Paolo le prende) Va bene... (il liftier via) Non sono molte..., proprio il caso di dire che basta il pensiero!... (le mette in un vaso).
Marco - Ma adesso lascia che t'informi un po' dei tuoi affari. Ho qui tutti gli incartamenti...
Paolo - Figurati se in questo momento ho voglia di parlate d'affari!... Vuoi dirmi che non c' pi un soldo di quelli che t'ho lasciato?
Marco - Ci sono ancora tutti. La signora Bianca ha voluto pensare lei alle cure per la sorella.
Paolo - No?... Perch?
Marco - Sai, la malattia di Franca l'ha talmente assorbita da farle dimenticare tutti i suoi piccoli tormenti. E anche Momo diventato pi caro con lei. In ogni modo vi metterete d'accordo fra voi... Allora se passi dal mio studio, ti restituir tutto.
Paolo - Si, c' tempo... Domani, fra un mese, fra cent'anni.
Marco - E allora aspettiamo il 2037. Ciao...
Paolo - No... Resta ancora.
Marco - Viene Franca...
Paolo - Resta... Far piacere anche a lei trovarti qui... un po' la casa che si ricostruisce.
Marco - Ho paura che, passata la nube, il sole troppo forte mi accechi... E poi questa volta batterei veramente il record del terzo incomodo!... Verr a trovarti quando ritornerete nella vostra casa... Cio presto, spero...
Paolo - Lo decider Franca...
49
Marco - Non sogna altro... Pensa sempre che si rovini a stare cos chiusa, e se ne addolora.
Paolo - Ma a riaprirla, sar faticoso per lei... Lo faremo a poco a poco, standocene qui in albergo... Non voglio che si stanchi.
Marco - Ormai non ha pi nulla, sta tranquillo. La montagna quest'estate, le ha fatto benissimo... Ma tu piuttosto... Non abbiamo ancora parlato di te!
Paolo - Mi vedi...
Marco - Se ti dicessi che sei ringiovanito, mentirei... Non so, mi sembra che tu abbia quasi un altro viso... pi segnato...
Paolo - Pi capelli bianchi?... Che vuoi farci? Sai come dice Gerolamo... La giovent viene con gli anni... Ma la vecchiaia pu venire anche coi giorni, con le ore...
Marco - E stato interessante il tuo viaggio?
Paolo - S... Specie la Russia... Un mondo completamente nuovo, ma triste, molto triste. Forse stato a furia di specchiarmi in quei volti che incontravo ogni giorno, che anche il mio ha preso i segni della loro sofferenza... Brutto vivere!... In fondo, viaggiare come conoscere molte donne... serve a convincersi che l'unica veramente bella quella che si ama... (si apre la porta e compare Franca) Franca!... (le corre incontro e la stringe fra le braccia coprendole il volto di baci) No... Perch piangi?... Non voglio... Devi ridere... Sono qui... siamo qui, noi due... C' anche Marco, vero... Ma scommetto che piange anche lui!... Guardalo!... Lo vedi che non sbaglio?... Ecco, brava... Sorridi...sorridi... Vieni qui!... Siediti, amore... (la porta verso una poltrona) Sarai stanca... Aspettare pi faticoso che camminare... Curioso, per!... Stavo dicendo a Marco che l'unica donna veramente bella quella che si ama... e tu sei entrata... Come per un miracolo!... per un'invocazione... Ai fanatici non pu apparire che cos la Madonna...
Franca (mettendogli una mano sulla bocca, come rinfran-cata) - Non dire eresie... Scusi, Marco, se non l'ho salutata...
Marco - Ma per carit!... (le bacia la mano).
Franca - Sa... sono un poco stordir...
Paolo - Non parlare!... Stai calma!... Non devi stancarti!...
Franca - Perch?... Non sono mica malata!
Paolo - Lo vedo!... Sei sempre pi bella!... A me, Marco, invece, mi ha trovato pi vecchio...
Franca - No, non vero... Hai il viso un po' stanco... Forse il viaggio...
Paolo - Non ho chiuso occhio per tutta la notte... Sapevo di rivederti...
Franca - Anch'io se l'avessi solamente immaginato...
Paolo - Ho voluto farti l'improvvisata!... Per dalla telefonata ne sono passati di minuti!... e lunghissimi... malgrado avessi la compagnia di Marco!...
Franca - Ti dir... Ieri la sarta mi aveva mandato questo vestito... ma faceva un difetto qui, all'allacciatura... Ho voluto farmelo accomodare stamattina stessa, prima che tu mi vedessi... Ricordavo che tu te ne accorgi subito...
Marco - E scommetto che c' stata una visiona anche dal parrucchiere!
Franca (sorridendo) - Anche... (a Paolo) un amico, sai, Marco... un buon amico...
Paolo - Lo so,
Marco - Tanto amico da esser lieto di rivedervi cos, ma (bacia la mano a Franca) ancor pi lieto di lasciarvi soli... Quando mi volete, una telefonatina... e io corro... Ciao, Paolo.
Paolo - Arrivederci, (lo accompagna) E grazie ancora... (appena chiusa la porta, ritorna vicino a Franca, s'inginocchia ai suoi piedi, le prende le mani e le copre di baci) Come ho sciupato la vita in tutti questi giorni lontano da te!... Si soffre, ci si avvelena l'anima, si arriva persino a ridere dei propri sentimenti pi belli, si tenta di negare una vita per ricrearne un'altra, poi, un bel momento, che so. sul ponte di un piroscafo o al finestrino di un treno, ci si ritrova ancora incantati ad ammirare un chiaro di luna... Nulla cambia... Passa solo del tempo e nasce qualche nostalgia di pi! Non bisognerebbe partire, mai...
Franca - E restare? Non forse pi triste? Il tempo lo si misura troppo quando ogni mattina, svegliandosi; si deve salutare lo stesso cielo... Solo cos l'eternit si mostra veramente spaventosa... Partire invece, vuoi dire anche tornare... salutare un cielo che si riconosce, sentire nell'aria lo stesso profumo...
Paolo - Cos, come lo sento io, ora... Non sai quante volte mi sono trovato sulla banchina di un porto o in una stazione ferroviaria a vedere piroscafi ed i treni che partivano per l'Italia... E il mio cuore se ne andava con loro!...
Franca - Il cuore!...
Paolo - S. Lui solo non ha mai cessato di essere quello che era, di contare col suo battito eguale le liete e le tristi ore d'amore. Io no... Non potevo partire... Domandavo il biglietto per un paese dove quei treni non fermavano perch i viaggiatori erano tutti uomini come me... senza pace... Ma finalmente, poi, uno mi ci ha portato.
Franca - Fino a quando?
Paolo - Per sempre...
Franca - Tante volte ho temuto di non poterti rivedere pi!...
Paolo - Ma ora tutto passato!... Vero? Il male non bisogna ricordarlo pi... nessun male... Siamo noi due, ancora. Non ci siamo lasciati che per un'ora, tu mi hai aspettato a casa e io sono ritornato sbrigando in fretta i miei affari... E riprendiamo i nostri discorsi, dalla stessa parola in cui li avevamo troncati...
Franca (si alza, turbata, si avvicina alla finestra) - Perch non usciamo? C' un magnifico sole, oggi... (guarda le violette).
Paolo - Un sole che novembre ha chiesto in prestito alla primavera, per far fiorire delle violette...
Franca - Le ho viste subito, entrando...
Paolo - E io che credevo che non te ne fossi nemmeno accorta!... E volevo mostrartele, ma non sapevo come fare, cosa dire. Sai che a Londra sono tornato in quel teatro dove sentimmo Rose-Marie... Ricordi? Ho rivisto quella fioraia che mi offr finalmente delle violette... le avevo cercate tutto il giorno nella nebbia di Londra e la sera sbocciarono da quelle mani...
Franca (come ripensando) - Rose-Marie.
Paolo (canticchia il motivo) - Divent il leit-motiv del nostro amore... il nostro richiamo... Bastava che io lo cantassi e tu mi rispondevi cantando. Rispondimi ancora cos... Vuoi?... (riaccenna il motivo e Franca gli risponde) S... La voce non mutata... Ti ho ritrovato, franca! Non sai quante volte quel motivo mi venuto alle labbra... Ed et un tormento perch tu non eri l a rispondermi... Ma pi io volevo scacciarlo, pi diventava insistente, crudele... come un rimorso... Perch non ti togli il cappello? la giacca?... Si direbbe quasi che tu voglia restarmi estranea... O forse sono io che ho sbagliato a farmi trovare cos, in vestaglia?... Certo... hai ragione. Non sta bene ricevere una signora, per la prima volta, in una stanza d'albergo, con tanta intimit... Ma vedi, forse temevo di non saperla riguadagnate subito, quest'intimit... E invece m'accorgo di avere creato, senza volerlo, un clima di peccato per la tua sensibilit...
Franca - Non dici che delle sciocchezze!... (si toglie il cappello) Potrebbe darsi che quello che tu chiami clima di peccato, non sia per me che un clima di sogno... E si finisce con l'aver paura di sognare ancora...
(Suona il telefono).
Paolo (seccato) - Ma chi adesso!... (al telefono) Pronto!... S... Ah, la faccia salire... (a Franca) Bianca!... A proposito, mi ha detto Marco che non ha mai voluto essere rimborsata delle spese, anche della casa di salute...
Franca - S... Ma bisogna regolare tutto... Sono state delle cifre...
(Si bussa).
Paolo - Avanti!...,
Bianca (entrando) - Non mi mandate al Diavolo... Scappo subito... Homo gi che mi aspetta... Mi ha dato lui, prima di voi, della scocciatrice... E non ha voluto salire per non disturbarvi. Paolo - ha detto - lo saluter un altro giorno... Questo non il momento!...
Paolo - Ma che idee! Avrei rivisto anche lui con tanto piacere...
Bianca - Adesso non fare il cerimonioso. Scommetto che, quando ha suonato il telefono, non ti ha fatto nessun piacere...
Paolo (sorridendo) - Forse, ma non sapevo che eravate voi...
Bianca - Lascia andare!..... Per una volta tanto do ragione a Gerolamo... I colombi, del resto, volano sui campanili per non essere disturbati.
Paolo (scherzoso) - per questo che ho preso una stanza all'ultimo piano...
Bianca - un campanile con ascensore, purtroppo... Ci sono arrivata anch'io! Ma non sarei nemmeno venuta se quella sventata di tua moglie, non avesse dimenticato a casa la medicina che deve prendere prima dei pasti. (a Franca) E siccome penso che non tornerai, anzi che non tornerete a casa per colazione, cos te l'ho portata io... Eccola. (la mette sul tavolo) E ora, tanti saluti...
Franca - Pensi sempre a tutto.
Bianca - Per questa volta sei perdonata!... Anzi, che tu la abbia dimenticata, ti dir, mi ha fatto piacere... Vuol dire che avevi dei pensieri pi belli... pi lieti... Infatti ti vedo sorridente... Vi vedo sorridenti... Tutto bene quello che finisce bene!... Arrivederci!... (si avvia verso la porta).
Paolo - No, no : un momento... Vuoi scappare perch non hai la coscienza tranquilla...
Bianca (fermandosi) - Io?...
Paolo - Sicuro!... (a Franca) Diglielo anche tu... Abbiamo dei conti da regolare... Quelli, per esempio, delle medicine, dei dottori, della casa di salute...
Bianca - Uh!... Tutto qui?... Un patrimonio, credi, un patrimonio... Ma non mi ricordo nemmeno... Vuoi dire che un giorno, se incontrerai per la strada ima povera vecchia che ti stende la mano, dalle un soldino perch sono io e saremo pari... E ciao... No, anzi, arrivederci. Ti fermi Paolo?
Paolo - Si, s... Avrei dovuto imbarcarmi domani a Napoli, sul Rex, per l'America... Mi hanno gi prenotato la cabina. Ma ormai non parto pi... Sto bene qui...
Bianca - Ma certo... straccia il biglietto... (abbraccia Franca) E arrivederci... (via).
Franca - Volevi andare in America?
Paolo - S... Non speravo di ritrovarti...
Franca - Ma ora, come puoi dire di no?
Paolo - Semplicissimo. Il giornale non mi paga che gli articoli e male... Io viaggio a mie spese e posso benissimo fare come dice Bianca: stracciare il biglietto...
Franca - Ci rimetti i denari...
Paolo - Mi accorgo che non hai perduto nemmeno la saggezza... No... credo di essere ancora in tempo a restituirlo... Comunque una cosa certa; per questa volta la cabina del Rex non avr il mio corpo... Sono stanco di seguire le orme dell'ebreo errante in cerca di una patria. La mia patria io l'avevo, ed bastato infatti che ritornassi da dove ero partito per ritrovarla bella come l'avevo lasciata. Solamente per molto tempo mi mancato il coraggio di ritornarci. L'avevo bestemmiata... Mi sentivo colpevole come un disertore e temevo la fucilazione nella schiena. E invece, sono stato accolto con unbacio. E non poteva essere che cos, dato che aveva il tuo volto...
Franca - Che non pi quello che hai lasciato.....
Paolo - Perch?... Se non fosse questa camera d'albergo, quella valigia, quest'aria di provvisorio, di poco nostro, mi sembrerebbe di non averti mai lasciata, di rivederti cos come sempre, quando rientravi a casa e venivi, curiosa di me, del mio lavoro, a cercarmi nello studio... Chiudi gli occhi un momento, non guardare quello che ti sta attorno e non ci appartiene, e ascolta solo la mia voce, senti le mie carezze... Non vero che nulla, nulla cambiato?
Franca (lasciandosi accarezzare) - Come vorrei essere pi giovane, pi bella, per il tuo amore!...
Paolo - Mi piaci, Franca!
Franca - Non sai quante volte, stamattina, prima di venire qui da te mi sono guardata allo specchio!... E con quanta malinconia ogni volta!
Paolo - Cerchi dei complimenti?
Franca - No. la verit. Odio questo mio volto, questi occhi, questi capelli lunghi...
Paolo - Sai quanto liammiri...
Franca - Volevo tagliarli, durante la malattia... M'infastidivano...
Paolo - Non pensavi a me...
Franca - Avrei voluto non pensarci... Ma era impossibile! Vivevi in me!
Paolo - Come un male?
Franca - Forse!... L'amore per me ormai non era che un male... (guarda sul comodino una piccola fotografia) E questa, dove l'hai trovata?
Paolo (si siede sul letto) - L'ho sempre tenuta nel portafogli... Non ne avevo un'altra da tenere vicino al letto o sul tavolo, quando lavoravo... Te la chiesi, ma tu non me l'hai mandata... E allora ho messo questa in cornice... un giorno a Berlino.
Franca - Quando ci sei stato a Berlino?
Paolo - Prima di Londra, venendo da Mosca... Avevo progettato di andare in Oriente con la transiberiana, ma poi per ritornare, avrei dovuto imbarcarmi a Shangai... e sarebbe stato un viaggio troppo faticoso. (e poich Franca ha rimesso gli occhi sulla fotografia) Ricordi? Te la feci io a Venezia... C'eravamo sposati da pochi giorni... Tu eri timida, riservata, piena di mille paure... Lo si vede anche nella fotografia...
Franca - E tu prepotente... egoista...
Paolo - Come l'amore...
Franca - Pieno di pazzie...
Paolo - O desideri... Come adesso, come sempre... (le prende le mani) Queste tue mani... Quante volte le ho sentite nel sogno sfiorarmi la pelle!... Quante volte!... Due cuori uniti come i nostri, non si separano, s strappano... E ora mi pare quasi che non sia veto... di averti vicino, di poter scolpire ancora con le mie carezzequesto tuo meraviglioso corpo, (le prende il volto tra le mani e la guarda negli occhi) di aver ritrovato le mie stelle!... Quanto le ho cercate nelle notti di solitudine, di disperazione!... sono indimenticabili questi tuoi occhi, quando si accendono, palpitano e svaniscono quasi, cos come ora... E non ero il solo a cercarli, a ricordarli...
Franca (supplichevole) - No. Paolo!...
Paolo - S, lo so... Non ero il solo... Altri occhi si sono perduti nei tuoi, altre mani hanno tenuto il tuo volto, cos, come io. ora... Certo... Non c' gesto che non possa essere gi stato fatto...
(Le mani scendono dal volto alle braccia).
Franca - No... Paolo... Sono tua, non sono stata che tua...
Paolo - Come non c' parola che non sia gi stata detta... Mia... tua... E in quel momento sono vere anche se non lo sono pi dopo...
Franca - No!... ti supplico...
Paolo - Perch!... ti sento pi donna... Mi piace questo profumo della tua pelle, della tua bocca... Baciarti qui sul collo, anch'io...
Franca (alzandosi indignata) - No... orribile!
Paolo - Orribile?... Non pi nemmeno orribile!... Anche un dolore pu diventate un piacere...
Franca (con uno scatto) - Taci, Paolo!... Basta... Il tuo volto mi spaventa. La tua non pi una pena d'amore, un tormento di gelosia... no... il dolore della ferita ha creato in te una nuova volutt.
Paolo - Franca, che dici?
Franca - Certo... Un sadismo, quasi... Bada, non avrei mai sperato che tu mi potessi perdonare, un giorno... Ma poich il tuo interessamento per me, nella lontananza cresceva, si pu dire, ogni giorno di pi, fino a cercarmi a chiamarmi stamane... mi sono illusa che tutto fosse stato voluto dimenticare...
Paolo - Un dolore si dimentica solamente vivendolo... Io non sono che un malato, Franca... E voglio te, solo te, vicina.
Franca - Come potrei curarti? Sono ormai come una eco e non saprei che ripetere il tuo dolore.
Paolo - E l'amore?
Franca - Tu non mi ami... Paolo! Ti piaccio..., pi esatto. Ti ho portato un'anima e tu non hai visto che il corpo. Se tu mi amassi, non mi offenderesti... Avresti saputo dimenticate o rinunciare... Poco fa hai detto che nulla cambiato... Non vero, Paolo, tu sei cambiato: nel tuo distacco, che quasi mi uccideva, c'era ancora una prova del tuo amore, perch quell'odio assomigliava alla tua fierezza... Tornando, dopo un momento d'illusione, non mi hai saputo dare che un senso di piet... Vivere cos, sarebbe un inferno, credi! Non farei che ammalarti sempre di pi... (prende il cappello e fa per uscire).
Paolo - No... Franca... Non lasciarmi pi solo... Vedrai... Te lo prometto... sapr dimenticare tutto... Rester vicino a te come un fratello, se lo vuoi, ti adorer come un'immagine... Mi credi?... Ci aspetta la nostra casetta... Lavorer per te... e tu mi aiuterai, come un giorno... Anzi, senti, andiamoci adesso... Tu prima volevi uscire, no? Faremo due passi a piedi... e, se ti sentirai stanca, prenderemo una carrozzella... per goderci questo sole. Vuoi? Far bene anche a me... Poi andremo in un ristorante, noi due soli... Come se fossimo in un'altra citt in viaggio di nozze... ancora. Si pu sempre ricominciare la vita! No?..., Ti va il programma?... S?... Un minuto... Il tempo di completare la toilette... per essere degno di te... di questo tuo magnifico vestito!... M'aspetti?... (entra nel bagno e continua a parlare) In che ristorante vuoi andare?... Scegli.
Franca - Non saprei!... (ha preso le viole dal vaso, toglie la fotografia dalla cornice, la straccia).
Paolo - Ce ne deve essere uno buono a Ponte Milvio... Gi che c' il sole, meglio stare all'aperto... Non credi?
Franca - S... Come vuoi! (La sua voce rotta dal pianto, sta per uscire. Vicino alla porta c' nell'attaccapanni il soprabito, la sciarpa di Paolo. Franca la prende, ci tuffa il viso per baciarla, poi esce lasciandola cadere a terra).
Paolo (voce) - Ecco fatto, son pronto... (accenna il motivo d Rose-Marie...) Non mi rispondi?... (appare sulla porta vestito... spruzzandosi in una mano dell'acqua di colonia) Te ne sei dimentic... Franca!?... Franca?!... (va alla porta, la apre, non vede nessuno la chiude e poi quasi a s stesso) Franca?... Franca!... (va al telefono) La portineria... (vede il vaso senza le violette, e a terra la fotografia stracciata, ne prende un pezzettino) S... pronto... volevo sapere se... c' subito un treno per Napoli... Fra cinquanta minuti?... Va bene!... Mi faccia preparare il conto... (si alza e macchinalmente, canticchiando il motivo d Rose-Marie, si mette a fare la valigia, mentre
cala la tela
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