Cappuccetto Rosso

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CAPPUCCETTO ROSSO

Di Patrizia Parisi (pseudonimo S.I.A.E. LEO SURYA)

PERSONAGGI:

Narratore

Cappuccetto

Mamma

Lupo

Dottore

Nonna

Alberi e funghetti

Spettacolo d’attore in due tempi.

Rielaborazione del testo classico dei Fratelli Grimm, lo spettacolo è arricchito con musiche originali, canzoni e passaggi coreografici.

E’ messo in rilievo soprattutto il mondo della natura e l’attenzione all’aspetto ecologico.

I personaggi si connotano per una spiccata  dose di ironia.

Durante il viaggio nel bosco, Cappuccetto Rosso incontrerà nuovi pericoli e nuovi amici che, interagendo con i piccoli spettatori, li aiuteranno a compiere un passo avanti nella propria evoluzione.

TESTO DEPOSITATO S.I.A.E.

Lo spettacolo è stato rappresentato a Roma presso l’Anfiteatro Quercia del Tasso, al teatro Anfitrione, al Teatro Verde e al Teatro Parioli. Ha partecipato al Festival Teatro Ragazzi di Padova.

Per contattarci: Tel. 06 57 50 827 – e-mail: la plautina@gmail.com

ATTO PRIMO

NARRATORE:           Ciao! Ciao bambini! E ciao genitori e professori e ciao a tutti, sono molto, ma proprio molto felice di vedervi qui! E spero che anche voi  siate felici di essere a teatro e di assistere a questo spettacolo. Oggi siete stati buoni? Ah! Ah! Ah! Non sento risposta …  Avanti bambini ditemi la verità: siete stati buoni?                        Lo immaginavo e quelli che sono stati più capricciosi ora avranno modo di vedere cosa succede ai bimbi che non ascoltano i loro genitori.

                                    In un lontano paese … Che poi lontano non è … Perché tutto il mondo è paese … E noi sappiamo bene il perché …                      C’era una strana usanza, la sera delle nozze, la sposa, dopo aver mangiato brindato e ballato a lungo, prima di congedarsi e salutare parenti e amici, doveva raccontare a tutti gli invitati una storia, una storia che le era capitata e fu così che molti anni fa, in una bella giornata di aprile, una fanciulla che quel dì si era maritata, raccolti tutti gli inviati sotto un bell’albero di ciliegio, tenendo per mano il giovane sposo, iniziò a narrare ….                   La sua storia fu così straordinaria che dopo tanti anni ancora è sulla bocca di tutte le mamme ed è per questo che oggi io ve la voglio raccontare …

                                    C’era una volta in un villaggio, una bellissima bambina (appare Cappuccettorosso)

CAPPUCCETTO:      Che bellissima giornata! Stamane mi sono svegliata proprio di buon umore … come ieri del resto e come l’altro ieri, si perché io sono sempre allegra!

MAMMA:                 Cappuccettorosso ti sei già alzata?

CAPPUCCETTO:      Sì mammina … baci baci baci!

MAMMA:                 E ti sei lavata?

CAPPUCCETTO:      Certo mammina, le mani con la saponetta, i denti con lo spazzolino, il viso con l’acqua frescolina e i capelli ordinati con la spazzolina!

NARRATORE:           Ovunque andasse questa graziosa bambina indossava sempre una mantellina rossa con il cappuccio, che la nonna con tanto amore le aveva confezionato, e per questo tutti in paese la chiamavano Cappuccettorosso.

CAPPUCCETTO:      Poi mi sono vestita, mammina e ho indossato …

MAMMA:                 La tua mantellina rossa, ti piace proprio tanto bambina mia!

CAPPUCCETTO:      Oh! Sì è bellissima! Non vorrei togliermela mai neanche per andare a dormire, non vedi come mi dona? E sta bene con le mie lentiggini!

NARRATORE:           Il villaggio dove abitava la bambina era vicino ad un bosco, e al di là del bosco viveva la nonna alla quale Cappuccettorosso era molto ma molto affezionata.

MAMMA:                 Non essere vanitosa bambina mia, e ricordati di ringraziare la nonna del bel regalo che ti ha fatto!

CAPPUCCETTO:      Certo mammina! Ma quando posso andare a trovarla? E’ tanto tempo che non la vedo, voglio mostrarle la mantellina, voglio darle un grosso bacio, voglio parlare con lei, voglio …

MAMMA:                 Oggi credo proprio sia il giorno più adatto!

CAPPUCCETTO:      Davvero mamma?!

MAMMA:                 E’ una bella giornata e stamane mi sono svegliata di buon mattino e ho preparato questa torta con la marmellata di more, prendi il tuo cestino, porterai questi dolci alla nonno che non si sente molto bene, sarà felicissima di vederti!

NARRATORE:           la bambina non aspettava altro, a lei piaceva passeggiare e aveva davvero voglia di riabbracciare la nonna.

CAPPUCCETTO:      Ecco cosa era quel profumino che sentivo in cucina stamane; prendo il cestino … lo riempio di tante cose buone e poi andrò dalla nonna, resterò con lei e le farò compagnia!

MAMMA:                 Prendi anche quelle vivande e la bottiglia …

NARRATORE:           Cappuccettorosso era una bambina di buon cuore, ma la mamma si preoccupava perché la nonna abitava lontano in una graziosa casetta al di là del bosco.

MAMMA:                 (riempiendo il cestino) Mi raccomando Cappuccettorosso, il bosco è pericoloso e ci vorrò del tempo per attraversarlo …

CAPPUCCETTO:      Sì mammina stai tranquilla!

MAMMA:                 Non perdere del tempo come il tuo solito, non ti fermare …

CAPPUCCETTO:      No mammina non mi fermerò per nessun motivo.

MAMMA:                 Il sole è già alto nel cielo e non hai molto tempo.

CAPPUCCETTO:      Sì mammina non ho molto tempo!

MAMMA:                 E non parlare con gli sconosciuti, non raccontare tutti i fatti tuoi!

CAPPUCCETTO:      Non parlerò con nessuno te lo prometto, prometto, prometto!

MAMMA:                 Si possono fare brutti incontri nel bosco, tira dritta per la tua strada e a passo sostenuto, se incontri qualche viandante dì: buongiorno e non fermarti a parlare con nessuno! Mi raccomando tu sei così chiacchierina … hai capito?

CAPPUCCETTO:      Ma sii mammina, ho capito tutto, non ti devi preoccupare, farò presto presto, dirò a tutti buongiorno e neppure una parola di più!

MAMMA:                 Sarà molto difficile per te …

CAPPUCCETTO:      Oggi è una bellissima giornata e fra tre giorni sarà il mio compleanno, sono grande ormai!

MAMMA:                 (preoccupata) Non so se fidarmi … Hai preso tutto?

CAPPUCCETTO:      Sì mammina!

MAMMA:                 Stai attenta a non perdere il cestino!

CAPPUCCETTO:      Sì mammina!

MAMMA:                 Aspetta ancora … ti debbo dire …

CANZONE

CAPPUCCETTO:      Nel mio cestino

                                    Ho messo la crostata

                                    Tovagliolo pane e vino

                                    Burro miele marmellata

                                    Due ciliegie per la nonna

                                    Quattro fragole per me

                                    Ti saluto dolce mamma

                                    Un bacione grosso a te

MAMMA:                 Cappuccetto vieni qua

                                    Ti devo ancora dire

                                    Cappuccetto vieni qua

                                    Aspetta non partire

                                    Tante cose tu non sai

                                    Devi stare sempre all’erta

                                    Non fidarti quasi mai

                                    E non stare mai scoperta

CAPPUCCETTO:      Cara mamma stai tranquilla

                                    Io so bene quel che faccio

                                    Tiro dritta per la strada

                                    E mi levo da ogni impaccio

                                    Non temere non pensare

                                    Quando sono dentro il bosco

                                    Io mi metterò a cantare

                                    Quella strada la conosco

MAMMA:                 Hai preso la crostata?

CAPPUCCETTO:      Sì! Sì! Sì!

MAMMA:                 Tovagliolo pane e vino?

CAPPUCCETTO:      Sì! Sì! Sì!

MAMMA:                 Burro miele marmellata?

CAPPUCCETTO:      Sì! Sì! Sì!

MAMMA:                 Il salame e la frittata?

CAPPUCCETTO:      Sì! Sì! Nooooooo! (Torna indietro, apre il cestino e aggiunge un pacchetto poi ribacia la mamma)

NARRATORE:           E fu così che Cappuccetto dopo aver riempito il suo cestino, e aver messo dentro tutto, ma proprio tutto, quello che doveva portare alla nonna, si avviò verso il bosco canterellando felice!

CAPPUCCETTO:      (Saltando e cantando Cappuccetto raggiunge il centro scena dove alberi e cespugli formeranno il bosco)

                                    Nel mio cestino

                                    Ho messo la crostata

                                    Tovagliolo pane e vino ….

                                   

NARRATORE:           Buona passeggiata Cappuccettorosso e ricordati le raccomandazioni della mamma! Niente, non mi sente, e già io sono il narratore e come tale solo voi potete ascoltarmi!

MAMMA:                 (sventolando il fazzoletto saluta la figliola che si allontana) Ciao! A domani e ricordati quello che ti ho detto! (Via in casa)

NARRATORE:           Allora bambini, vogliamo proseguire con la nostra storia? … Sì!? O no?! Lasciamo sparire Cappuccetto nel bosco senza sapere come la nostra fiaba andrà a finire?! Suvvia bimbi ditemi cosa volete, andiamo avanti? Sì?! Ho capito! Ho capito non sono mica sordo! Ebbene, la fanciulla si avviò come vi stavo dicendo cantando e saltando nel bosco, cammina e cammina, il paesello si allontanava alle sue spalle (si vedrà sparire la casa) e davanti ai suoi occhi si apriva il bosco, con i suoi alberi, i suoi animaletti i suoi uccellini canterini! Era proprio una bella mattina, e l’aria ispirava buon umore! Ben presto vicino al sentiero che Cappuccetto andava percorrendo si estendeva una radura assolata coperta di bianche margheritine.

CAPPUCCETTO:      Chissà come sarà contente la nonna se con il cestino le perterò anche un mazzolino di margherite!

                                    Però la mamma mi ha raccomandato di non fermarmi e di non fare come il mio solito!

                                    Qui però è tutto così bello, il sole filtra tra i rami i suoi raggi dorati, lontano sento delle voci amiche e dietro i cespuglietti vedo dei coniglietti curiosi, e un merlo mi fa la serenata, sarebbe proprio un peccato non fermarsi un minuto, riposarsi un po’ e cogliere due fiori!

                                    Oh! Bimbi sono così indecisa ….

                                    Quei fiori sono così belli e attraenti …

                                    Cosa faccio, mi fermo? …

                                    La vocina della mia coscienza mi dice di no; il sole è a metà del suo percorso e io appena all’inizio, non dovrei lasciare il sentiero!

                                    Voi cosa mi consigliate bambini, mi fermo? Sì o no?

                                    Cosa mi può capitare di male se mi fermo e ritardo un po’!

                                    Ora colgo una margheritina e lo domando a lei! (Sfogliando una margherita) Si, no, si, no, si, no! Questa non vale, mi dice di non fermarmi; adesso provo con un’altra: sì, no, sì, no, sì, no!

                                    Proverò con quella: no, sì, no, sì, no, sìììììì! Evviva, mi fermo!

NARRATORE:           Mentre Cappuccetto raccoglieva i fiori, disubbidendo alle preziose raccomandazioni che la mamma le aveva fatto, il profumino della torta e delle altre cose buone che aveva nel cestino, si era diffuso nel bosco e aveva attirato tanti animaletti!

CAPPUCCETTO:      Buongiorno mamma coniglia, buongiorno papà coniglio e buongiorno, buongiorno, buongiorno … coniglietti, non dico altro perché la mamma mi ha detto di non parlare con nessuno!

NARRATORE:           Il profumino però bambini miei carissimi, oltre innocue creature aveva attirato anche un famelico sconosciuto! Brrr! Un’ombra sinistra dietro un albero spiava tutte le mosse della bambina!

CAPPUCCETTO:      Che gran silenzio improvvisamente! La famigliola di conigli è fuggita di gran carriera e anche gli uccellini non cantano più! Chissà perché?!

NARRATORE:           Fortunatamente il sole non era ancora tramontato e in lontananza si sentiva la voce di qualche viandante; qualunque intenzione avesse l’ombra sinistra, doveva per il momento state molto cauta!

CAPPUCCETTO:      Pensando e ripensando trovo che qualche bel papavero rosso nel mio mazzolino di margherite starebbe molto bene, darebbe una nota di colore e a me i colori sono sempre piaciuti, mi fanno tanta allegria!

                                    Bambini cosa dite mi soffermo ancora un po’ e raccolgo anche dei papaveri? (a soggetto in base alle risposte dei bambini) Va bene! Va bene ho capito, ne prenderò solo un paio; sarò veloce veloce! La mamma me lo dice sempre che sono una birba! (cogliendo i papaveri) Due soli … non tre … al massimo quattro … ne colgo cinque … e dopo il sesto riprendo il sentiero che porta dalla nonna!

NARRATORE:           L’ombra sinistra non staccava i suoi occhi famelici dalle movenze della fanciulla. Lunghi affilati denti bianchi brillavano sotto i raggi del sole pomeridiano, e una lunga coda nera si agitava nervosamente! Mamma che paura! Sbrigati Cappuccetto non indugiare ancora, non ti accorgi che sei in pericolo! Dimentico sempre che lei non può sentire e solo voi spettatori sentite la mia voce! Idea! Perché non provate voi bambini a dire a Cappuccetto che è in pericolo?! Ditegli che deve riprendere il sentiero e raggiungere subito la nonna senza perdere altro tempo! Più forte! …. Coraggio! … Così a voce piena! … Nulla! Non sente nemmeno voi, è troppo occupata a raccogliere papaveri e margherite! (Si ode un grugnito) L’ombra sinistra sta diventando impaziente, fatevi coraggio bambini, ora vi debbo proprio presentare questo misterioso personaggio!

                                    Che bocca famelica!

                                    Che sguardo astuto!

                                    Che …. Che …. Che …. Eccolo!

CANZONE

LUPO:                        Io sono il lupo

                                    Sono cattivo selvaggio affamato astuto!

                                    Io sto in campagna

                                    Ma ho tanti parenti che vivono al mare città e montagna

                                    Di tutte le fiabe io sono i re

                                    E non c’è mai da mangiare per me!

                                    Io sono il lupo

                                    Vi mangio tutti in un boccone della foresta sono il padrone

                                    Io sono il lupo

                                    Faccio paura a grandi e piccini state attenti ai miei dentini

                                    Son cattivo son crudele

                                    Sono amaro come il fiele

                                    Di tutte le fiabe io sono il re

                                    Ma non c’è mai da mangiare per me!

CORO FUNGHETTI:           E’ il padrone della foresta

                                               Dove va guasta la festa

                                               Pesta i piedi e i calli a tutti

                                               Ruba i polli ed i prosciutti

                                               Quando dormi o fai la siesta

                                               Ti spaventa e ti molesta

                                               Se lo incontri per la via

                                               Cambia strada e così sia!

LUPO:                        Io sono il luuuuuuupo!!!

                                    Che buon profumino! Solletica le mie finissime narici, sniff! Sniff! Dentro quel cestino ci sono tante cose appetitose … mi sento già l’acquolina in bocca … ma il boccone più buono è quella vivace bimbetta, con il vostro permesso gentili bambini, io me la pappo subito con tutta la sua mantellina rossa! Ih! Ih! Ih! (ride cattivo)

NARRATORE:           Attento lupacchione, il sole non è ancora tramontato del tutto, e qualcuno potrebbe udire le grida della bimba spaventata e spararti una bella fucilata sul fondo schiena … Non credo ti farebbe molto piacere? Non credete anche voi bambini?

LUPO:                        Un momentino … un momentino … Bisogna essere riflessivi, si, così mi hanno insegnato quando andavo a scuola … Ora che ci penso ero un tantino somarello (ride vergognoso) Ricordo la mia maestra, diceva sempre …. Prima di agire bisogna riflettere … poi … poi … poi si può sbagliare tranquillamente … (ride)

NARRATORE:           Questo devi averlo aggiunto tu, lupacchione!

LUPO:                        Dunque … debbo essere cauto e astuto; prima di mangiarmi la pollastrella debbo aspettare che il sole sia calato del tutto, poi potrò agire indisturbato, mi eviterò qualche tiro mancino, non voglio mettere in pericolo la mia meravigliosa coda, sono così orgoglioso della mia codona … Rispondete sì, o vi mangio tutti! (ride)

NARRATORE:           Vanitoso e prepotente!

LUPO:                        (con falsa modestia) Sì sì lo so, sono proprio belloccio! Questa mia splendida coda fa invidia a tutti, Sapete bimbi, noi lupi delle favole simo sempre in contatto con i cattivi di fiabe e leggende! Ezechiele per esempio, il lupo dei tre porcellini è mio cugino di primo grado! Ci scriviamo delle cartoline, specie a natale! Per non parlare del gatto e la volpe di Pinocchio! Andiamo a giocare al biliardo, a carte … io a dir il vero perdo sempre … ma come si dice … il lupo perde il pelo ma non il vizio! (ride)

CAPPUCCETTO:      Che bel mazzolino di fiori … se però potessi trovare un bel mughetto profumato, potrei renderlo più odoroso!

LUPO:                        Questo bocconcino appetitoso continua a perdere tempo, e io farò in modo che ne perda di più! Ho rubato poco fa questi vestiti ad uno sciocco spaventapasseri, che ora se ne sta tutto nudo in mezzo ad un campo e non spaventa nessuno; conciato così la bimba non potrà riconoscermi, mi scambierà per un innocuo viandante.

NARRATORE:           Non credo, la tua codona e le tue orecchie ti tradiranno!

LUPO:                        Forse dovrei celare la mia superba cosa … Mi spiace però! Da un tono così aristocratico! Sarà bene mimetizzare anche le orecchie … ecco, così ora sono veramente insospettabile!

NARRATORE:           dovete sapere bambini che spesso i cattivi, non solo quelli delle favole, spesso sono anche molto furbi.

LUPO:                        (al pubblico) Ora osservate la strategia. (a Cappuccetto) Buongiorno bella bambina.

CAPPUCCETTO:      Buongiorno signore. (Fa un inchino e poi fa per allontanarsi)

LUPO:                        Che grazioso mazzolino di fiori che hai!

CAPPUCCETTO:      Di nuovo buongiorno, signore! (come sopra)

LUPO:                        La bimba fa la sostenuta, ma io non mi arrendo facilmente! (alla bimba) Sarei proprio felice di scambiare due parole con una sì graziosa fanciulla!

CAPPUCCETTO:      Buongiorno signore! (come sopra)

LUPO:                        (piagnucolando) Povero me, debbo essere proprio brutto se nessuno mi rivolge parola … io poi che sono così sensibile … mi sento così solo nel bosco!

CAPPUCCETTO:      Oh! Signore non sia così triste …

LUPO:                        Mi viene da piangere … sniff … sniff …

CAPPUCCETTO:      Io non volevo affatto essere scortese con Lei, tenga il mio fazzolettino, si asciughi le lacrime …

LUPO:                        Grazie, molto gentile ( si soffia rumorosamente il naso)

CAPPUCCETTO:      Debbo però mantenere la promessa che ho fatto alla mamma!

LUPO:                        Quale?

CAPPUCCETTO:      Quella di non parlare con gli sconosciuti.

LUPO :                       Ma io non sono uno sconosciuto … io mi conosco molto bene … sono un tipo tanto buono … sono …. Un … un lupo solitario … ehm … ehm … un uomo solitario volevo dire … (tra se) mi stavo tradendo! Proprio perché sono un solitario che ogni tanto cerco compagnia, e voglio scambiare due parole, due … con qualche viandante!

CAPPUCCETTO:      Se proprio ha bisogno di un po’ di compagnia possiamo fare un po’ di strada assieme …

LUPO:                        Con molto piacere … ma … ma ho certi piedoni gonfi … mi fanno male e preferirei riposarmi un po’.

CAPPUCCETTO:      Caspita che piedoni!

LUPO:                        E’ tutto il giorno che cammino nel bosco con la speranza di incontrare qualche animella gentile.

CAPPUCCETTO:      A dire il vero anche io cammino da stamane, ma non ho i piedoni che avete voi … va bene mi fermerò un minuto con voi e così mi riposerò; stamane ho lasciato la mia casetta che si trova in quella direzione per andare a trovare la nonna che abita in quell’altra direzione, proprio alla fine del bosco …

LUPO:                        Ma va?!

CAPPUCCETTO:      La nonna non sta molto bene questi giorni, e io le porto delle cose buone da mangiare, sono dentro questo cestino …

LUPO:                        Ma va?!

CAPPUCCETTO:      Non sentite il profumo?

LUPO:                        (affamato, fingendo di non sentire) Veramente non sento nul …

CAPPUCCETTO:      (aprendo il cestino e cacciandoci dentro il naso del lupo) Come no! Metti qui il tuo nasone e ti verrà l’acquolina in bocca!

LUPO:                        (smaniando e leccandosi i baffi) Se ti dico che non sento nulla! … debbo essere raffreddato!

CAPPUCCETTO:      Ecco perché hai il nasone così gonfio! Peccato, la crostata ha un profumino da far girare la testa!

LUPO:                        Perché il salame e la frittata????

CAPPUCCETTO:      Allora non sei proprio raffreddato!?

LUPO:                        (mascherando) Noooo, dicevo che non ho molto appetito, ho finito da poco di mangiare una bella …. Ma sai, non mi andava proprio giù … quando uno non sta bene … non ha appetito! (tra se) Io in realtà godo ottima salute perché ho sempre fame,  debbo stare all’erta però mi stavo per tradire …

CAPPUCCETTO:      Io invece sento un certo languorino allo stomaco!

LUPO:                        (svenendo dalla fame) a chi lo dici …

CAPPUCCETTO:      Hai detto qualcosa?

LUPO:                        Sì … a chi lo dici … io mi sento lo stomaco gonfio … ma tu dicci … dicci … (tra se) debbo far parlare la pollastrella!

CAPPUCCETTO:      E cosa posso dirti …

LUPO:                        Ma quello che vuoi piccina, io ti ascolterò con piacere!

CAPPUCCETTO:      Solo due paroline però!

LUPO:                        Mi basteranno.

CAPPUCCETTO:      Sarò breve!

LUPO:                        Come vuoi tu non ti forzerò.

CAPPUCCETTO:      Dunque … dunque … E’ da stamane che cammino nel bosco e ho incontrato una famigliola di simpatici coniglietti, e ho sentito gli uccelli cinguettare; la mia casa è di qua e io vado di là; ho colto questo mazzolino di fiori: margherite e rossi papaveri, fiori bellissimi ma non profumano … vorrei trovare dei mughetti odorosi da aggiungere, sono certa che qui vicino …

LUPO:                        Se ben ricordo … ne ho visti laggiù … guarda segui il mio ditone … ecco là vicino a quel grande albero.

CAPPUCCETTO:      E’ un po’ lontano a dir il vero … perderei altro tempo e la mia mamma mi ha raccomandato di non fermarmi per nessun motivo; mi ha detto anche di non parlare con nessuno … ma tu sei così gentile … il sole però sta quasi tramontando …

LUPO:                        Ma no!

CAPPUCCETTO:      Ma sì! A quest’ora dovrei già essere arrivata dalla nonna, mi piacerebbe che tu la conoscessi!

LUPO:                        Questa sì che ì un’idea, bambina!

CAPPUCCETTO:      E’ tanto buona sai …

LUPO:                        (tra se) Se mi dice che è buona io quasi quasi mi pappo anche la nonnina …

CAPPUCCETTO:      E’ un amore … dolce dolce …

LUPO:                        (tra se) Tanto dolce non credo, sarà sempre più dolce la pollastrella! (ride ebete)

CAPPUCCETTO:      E’ lei che mi ha regalato questa bella mantellina rossa non trovi mi stia molto bene? Il rosso mi dona, fa contrasto con le mie lentiggini!

LUPO:                        (tra se) Vanitosetta la piccina!

CAPPUCCETTO:      Dici qualcosa?

LUPO:                        Sì, pensavo che sei proprio una bella piccina!

CAPPUCCETTO:      Oh! No!

LUPO:                        Perché non sei bella?

CAPPUCCETTO:      Sììì intendevo che non sono più piccina! Sono grandicella ormai! Fra tre giorni sarà il mio compleanno, e la mamma mi preparerà una grande torta rosa, con la crema e il cioccolato, sopra ci saranno le candeline ed io con un soffio le spegnerò tutte, poi inviterò le mie amiche e indosserò il vestito della festa …

LUPO:                        Ma va!

CAPPUCCETTO:      Certo! Ma sopra avrò sempre la mia mantellina rossa però! E tutti mi faranno dei regali … e mi canteranno in coro tanti auguri … poi giocherò nel giardino …

LUPO:                        Quanto chiacchiera però! E non va al sodo!

CAPPUCCETTO:      Ehi! Mi stai ascoltando?

LUPO:                        Sì, sì, pensavo …

CAPPUCCETTO:      Mi sembravi distratto! (lo scuote) A che pensavi?

LUPO:                        Pensavo che potresti andare a cogliere i mughetti, il sole ti aspetterà un po’, gli chiederò io questo favore, sai … io ho delle amicizie molto importanti!

CAPPUCCETTO:      Davvero? A vederti non si direbbe, sembri più uno spaventapasseri con quei vestiti …

LUPO:                        Mi vesto così per non dare nell’occhio, tutti mi chiedono sempre favori …

CAPPUCCETTO:      Capita sempre così alle persone troppo buone e generose!

LUPO:                        Lo so! Lo so! Sono troppo … troppo … troppo …

CAPPUCCETTO:      (scuotendolo) Ti sei incantato?

LUPO:                        (tra se) Che impertinente … per fortuna non doveva parlare con nessuno! Questa chiacchiera e on mi fa lavorare in pace!

CAPPUCCETTO:      Un personaggio come te non dovrebbe indossare questo straccetto di vestito … capisco il motivo per cui lo fai ma … chissà che begli abiti possiedi! E che casa lussuosa …

LUPO:                        Veramente non amo vantarmi troppo …

CAPPUCCETTO:      Io invece non ho molti vestiti, ti piace la mia sottana?

LUPO:                        (fa per rispondere ma viene subito interrotto dalla bimba)

CAPPUCCETTO:      Chissà che casa con specchi e velluti … e che cucina grande piena di cibo e vivande deliziose ..

LUPO:                        Veramen …

CAPPUCCETTO:      E che gran camino sempre acceso d’inverno, e che calde coperte di lana soffice? …

LUPO:                        Verament…

CAPPUCCETTO:      E che biancheria ricamata, e tovaglie e tovaglioli … ?

LUPO:                        (al pubblico) Ma questa non ti fa parlare! Meno male che ha esordito con: Sarò breve!

CAPPUCCETTO:      E che parco pieno di fiori e di alberi da frutto e di piante preziose dai fiori esotici …

LUPO:                        Sì … questa va avanti per conto suo … io però debbo scoprire dove abita questa famosa nonna di Cappuccetto … vediamo se riesco a carpire l’indirizzo! Ho in mente un piano perfetto!

CAPPUCCETTO:      …e usignoli dentro le gabbie che cantano le serenate (prendendo il lupo per il braccio), mi ascolti amico non ti distrarre … la mattina immagino ti laverai con l’acqua calda e con saponette profumate …

LUPO:                        Perdona piccina se ti interrompo un attimo …

CAPPUCCETTO:      Non sono piccina, tra tre giorni sarà il mio compleanno e la mia mamma mi farà una grande torta rosa con la crema e …

LUPO:                        (sfinito e terrorizzato che ricominci daccapo) Il cioccolato, e sopra ci saranno le candeline … lo so me lo hai già detto poco fa, ti prego non ricominciare daccapo col vestito la mantellina la casa piena di amiche che ti cantano tanti auguri …

CAPPUCCETTO:      Vedo che mi hai ascoltato con attenzione!

LUPO:                        Non avevo scelta! Ti dicevo …

CAPPUCCETTO:      Dimmi pure

LUPO:                        Non mi interromperai per un attimo?

CAPPUCCETTO:      Stai tranquillo!

LUPO:                        Inizio???

CAPPUCCETTO:      Prometto!

LUPO:                        Se tu continui così bambina mia …

CAPPUCCETTO:      Non sono una bambi …

LUPO:                        (le mette una mano sulla bocca per farla tacere) Se tu continui così verrà notte, sei chiacchierina assai! Io ho pensato così, mi ascolti?

CAPPUCCETTO:      (annuisce)

LUPO:                        Io mi avvio, ti faccio strada fino alla casa della nonna, tu intanto coglierai i tuoi mughetti laggiù, senza fermarti a parlare però! Io mi avvio, così se lungo il cammino incontro dei malintenzionati li farò fuggire, sei d’accordo? (toglie la mano dalla bocca della bimba)

CAPPUCCETTO:      Ma sei veramente buono!

LUPO:                        Sì sì! Lo so! Sono troppo … troppo … troppo ..

CAPPUCCETTO:      Si è incantato un’altra volta! ( gli dà una botta)

LUPO:                        (al pubblico) Mi mangerò la nonna come antipasto, Cappuccettorosso come pietanza e il cestino per dessert! (ride cattivo, ma Cappuccetto lo strattona per un braccio)

CAPPUCCETTO:      Allora ti devo dire dove abita la nonna, se no come fai a farmi strada!?

LUPO:                        Ma cer….

CAPPUCCETTO:      (interrompendolo) Dunque, dunque, te lo spiego in due parole!

LUPO:                        Sarà difficile, credo!

CAPPUCCETTO:      Posso darti del tu? Siamo amici ormai!

LUPO:                        Ma cer…

CAPPUCCETTO:      Allora inizio pure! Tu devi oltrepassare tutto il bosco, ma proprio tutto tutto tutto! Sempre seguendo il sentiero arriverai presso un mulino, mi stai seguendo?

LUPO:                        Ma cer …

CAPPUCCETTO:      Ora, arrivato al mulino che si trova vicino al fiume, un bel rivoletto dalle acque fresche e pulite, troverai un ponticello, mi stai seguendo?

LUPO:                        Ma cer…

CAPPUCCETTO:      Non perdiamoci in chiacchiere allora, superato il ponticello vedrai una grande fontana bianca di pietra che rappresenta una bocca di leone. Tu devi andare sempre avanti, poi ecco stati attento, vedrai due case bianche, una con le persiane verdi una con le persiane rosse, quella con le persiane verdi è la casa della nonna, l’altra del dottore! Hai capito bene?

LUPO:                        (annuisce e non parla per paura di essere interrotto come sempre)

CAPPUCCETTO:      che fai non mi rispondi? Hai forse perso la voce? Allora hai capito?

LUPO:                        Ma cer…

CAPPUCCETTO:      Tu allora devi entrare nel prato della casa della nonna, quella con le finestre verdi, ricorda, bussi alla porta, tre volte però; se non la nonna non ti apre, bisogna stare molto attenti sai, nel bosco gira un lupo cattivo, è pericoloso sai anche tu devi stare attento! Dopo avere bussato aspetta un po’, la voce della nonna ti chiederà il nome e tu dovrai dirle che ti mando io, che sto arrivando e che le porto tante cose buone!

NARRATORE:           Cappuccetto chiacchierava, chiacchierava, chiacchierava e il tempo passava, e lei dava a quella volpe di lupo tutte le notizie che gli servivano per compiere le sue malefatte! Alla fine il lupo era così sfinito dalle chiacchiere della bambina e così affamato che pensò di tagliare corto.

LUPO:                        Ho capito! Ho capito tutto!

CAPPUCCETTO:      E allora ripeti!

LUPO:                        Il sentiero, il mulino, il ponticello, la fontana, la casa con le persiane versi, so tutto come vedi, non ho bisogno d’altro! Tu cogli pure i tuoi mughetti profumati, io come ti ho detto mi incammino e faccio strada!

CAPPUCCETTO:      Sei proprio gentile, quando ci incontreremo dalla nonna ti offrirò un bicchiere di vino e una fetta di torta!

LUPO:                        Oh! Grazie anche tu sei molto buona (si lecca i baffi) Molto, molto buona … ciao a presto!

CAPPUCCETTO:      Non ti preoccupare farò in un attimo, non perderò tempo in chiacchiere!

LUPO:                        (tra se) lo spero proprio, se no mi salta la cena!

CAPPUCCETTO:      Ciao, ciao ciao! Amico!

LUPO:                        La tenera pollastrella ha abboccato; quanto parla! In compenso ora so tutto quello che mi serve per mettere in atto il mio piano! So dove abita la nonna …. So cosa debbo fare per farmi aprire la porta … So come mangiarmela! (ride ebete) Fra pochissimo sarà buio, tutti entreranno nelle loro case, ed io finalmente potrò mangiare! Lo so! Sono proprio tanto … tanto …. Tanto …

NARRATORE:           Si è incantato!

LUPO:                        Tanto cattivo!!! Ma così cattivo che mi faccio quasi schifo! (si avvia)

CAPPUCCETTO:      (da lontano) In bocca al lupo, amico!

LUPO:                        (sobbalzando) In bocca al lupo a te, piccina!

                                    (Poi al pubblico) che spavento! Credevo mi avesse riconosciuto! Invece mi stava solo augurando buona fortuna!

CAPPUCCETTO:      Quanti fiori! Mi fermerò a coglierli tutti, mi sento tranquilla e sicura, ora che ho trovato un amico; ora che ci penso non gli ho chiesto neppure come si chiama, appena lo rivedrò gli chiederò subito il nome, perché io sono sicura che ci rincontreremo! Ne sono certa!

NARRATORE:           I due si separano, ognuno va per la sua strada, entrambi canticchiano felici; cosa mai accadrà, bambini! Ma! Lo sapremo solo alla fine dello spettacolo! Noi ascoltiamo insieme questa canzone!

CANZONE

LUPO:                        Nel suo cestino

                                    C’era la crostata

                                    Tovagliolo pane e vino

                                    Burro miele marmellata

                                    Tutto quanto mangerò

                                    Con la nonna e col caffè

                                    Vai tranquilla Cappuccetto

                                    Un boccon farò di te!

NARRATORE:           Povera Cappuccettorosso, non sa cosa la aspetta! Lei si sta allontanando dalla strada maestra per raggiungere quegli alberi alti laggiù, dove spera di trovare i mughetti, canta e saltella la poverella, e parla alle formiche laboriose ai timidi scoiattoli, ad un vispo topolino di campagna, la sua ingenuità castigata sarà!

CAPPUCCETTO:      Che bel boschetto! E quanti animaletti simpatici ho incontrato! Una lunga fila di formiche preparava le provviste per l’inverno, una aveva un filo d’erba, una un chicco di grano, una un seme di girasole più grande di lei, e a tutte ho detto: ‘buongiorno formichina’, e loro a me: ‘oramai è sera mia piccina, noi andiamo a dormire’, allora io: ‘buonasera formicone’ e per salutarle tutte … mi sono svociata! Quante erano! Poi ho incontrato un topolino che aveva appena rubato un pezzo di cacio, che scaltrezza, e che furbizia! Poi una scoiattolina con i suoi cuccioli, ben cinque ne doveva sfamare, ma aveva con se una grossa noce e si preparavano a cenare, anche a loro ho detto buona sera, e poi gli uccellini vivaci e canterini, mia nonna dice sempre che sono gli occhi del creatore, bambini la natura è proprio straordinaria, va amata e rispettata! La pensate anche voi come me?

ALBERO:                   Ehi! Piccina non ti stai dimenticando di noi?!

CAPPUCCETTO:      E come potrei?! Tu sei un albero, e sei il saggio della natura!

ALBERO:                   Esatto, e spesso gli animali vengono da noi a chiedere consiglio, soprattutto da noi querce, noi abbiamo una grande tradizione sai?!

CAPPUCCETTO:      Lo so! Si vede, avete un aspetto che incute rispetto!

ALBERO:                   Non vorrei sembrare vanitoso ma … io ho ispirato tanti poeti!

CAPPUCCETTO:      Lo so! Avete un aspetto tanto ispirato! E quell’albero laggiù è un cipresso, vero?!

ALBERO:                   Sì, anche loro sono simpatici! Lunghi, lunghi e allampanati, sono simpatici assai! E quello lì è un abete, a Natale passa dei brutti momenti …

CAPPUCCETTO:      Eh già! Ma io lo scorso Natale ho comperato un alberello con tutte le radici e ora cresce rigoglioso nel mio giardino, tutte le mattine io lo innaffio e lui mi ringrazia con il suo profumo di fresco!

ALBERO:                   Mi sembri proprio una brava bambina!

CAPPUCCETTO:      Non sono più una bambina, fra tre giorni sarà il mio compleanno … ma …. Mi sembra di sentir fischiare … cosa è questa musichetta che arriva da lontanto?

ALBERO:                   Mi stavo quasi dimenticando … deve essere l’ora del coro! Ma sì! È proprio così!

CAPPUCCETTO:      Cosa vuol dire l’ora del coro?

ALBERO:                   Tutte le sere d’estate e d’inverno all’ora del tramonto arriva il vento dal mare, e ci fa da orchestra, e noi alberi della foresta cantiamo tutti insieme; tu signorinella è meglio che riprendi il tuo cammino; è tardi, e non è bene che una fanciulla come te giri di notte per il bosco.

CAPPUCCETTO:      Oh! Non ti preoccupare per me, ho un amico che mi aiuta lungo la strada!

ALBERO:                   Se è così allora ti puoi fermare ad ascoltare i nostri canti!

                                    Pronti amici? Il vento incalza e l’orchestra batte il tempo! Uno due tre via!

CANZONE

CORO ALBERI:         Noi siamo gli alberi della foresta

                                    E quando è sera facciamo festa

                                    Quando c’è il vento balliamo il tango

                                    Le nostre fronde fanno su e giù

                                    Noi siamo amici di tutti quanti

                                    E in questa terra non siam più tanti

                                    Vi diamo aria e felicità

                                    Bimbi chiedeteci di più in città

CAPPUCCETTO:      E’ vero che aria pulita e odorosa! E quanti fiori e cespugli e quante creature vivono in questa natura! E voi alberelli aiutate tutti!

LUPO:                        Io sono il lupo della foresta

                                    Se vien qualcuno gli fo la festa

                                    Mattina e sera sto sempre qui

                                    Anche di sabato e di venerdì!

ALBERI:                     Se c’è la pioggia noi siamo ombrelli

                                    E diam casa a tanti uccelli

                                    Per i pittori i migliori modelli

                                    Noi stiamo buoni fermi così!

                                    Anche se i lupi fan pipì

                                    Insiem facciamo l’armonia

                                    Di questa grande sinfonia

                                    Chissà la musica come sarà

                                    Se porta gioia e felicità

                                    Noi ringraziam devotamente

                                    Il suo gran Compositore

                                    E promettiam umilmente

                                    Sarem più puoni direttore!

                                    Sì! Sarem più buoni direttore!

LUPO:                        Qui bambini finisce il primo tempo, durante l’intervallo io raggiungerò la casa della nonna, voi invece se volete potete fare merenda! Ciao!

FINE PRIMO ATTO.

ATTO SECONDO

CANZONE

NONNA:                   Sono la nonna a a a

                                    Di Cappuccetto o o o

                                    Causa gli acciacchi i i i

                                    Sto sempre a letto o o o

                                    Mi brucia gli occhi i i i

                                    Ho male al petto o o o

                                    Dolore ai calli i i i

                                    E al mignoletto o o o

                                    Ma qualche volta

                                    Mi sento arzilla

                                    Come un gorilla

                                    Io so saltar

                                    Oggi mi sento o o o

                                    Un po’ acciaccata a a a

                                    La testa stanca a a a

                                    Addormentata a a a

NARRATORE:           Il lupo miei cari bambini, fu velocissimo a raggiungere la casa della nonna, lui non si fermò a perder tempo e in quattro salti uscì dal bosco, superò il mulino e seguendo le istruzioni che molto incautamente gli aveva dato Cappuccetto, individuò subito la bianca casetta della nonna con le persiane verdi! Zitto zitto in punta dei piedi si avvicinò alla porta …

LUPO:                        Toc! Toc! Toc!

NONNA:                   Ma qualche volta

                                    Mi sento in gamba

                                    Ballo la samba

                                    E il tip tap!

LUPO:                        (più forte) Toc! Toc! Toc!

NONNA:                   Mi è sembrato di sentire un miagolio …

LUPO:                        (fortissimo) Toc! Toc! Toc!

NONNA:                   Ma no! E’ la porta! Chi bussa?

LUPO:                        (camuffando la voce) sono io nonnina Cappuccettorosso, aprimi …

NONNA:                   Chi?! Non sento bene … Parlate più forte!

LUPO:                        (c.s.) Sono io nonnina, Cappuccettorosso, aprimi!

NONNA:                   Il Capogrosso?

LUPO:                        (urlando con il vocione) Sono io nonnina Cappuccettorosso, ti porto il cestino che mi ha dato la mamma pieno di tante cose buone … frittata …

NONNA:                   Insalata?

LUPO:                        Salame …

NONNA:                   Catrame?

LUPO:                        Crostata …

NONNA:                   Ancora insalata …

LUPO:                        Pane burro e marmellata!

NONNA:                   (dubbiosa) A sentir bene la voce non mi pare quella della mia nipotina!

LUPO:                        (camuffando ancora la voce) Come no!?

NONNA:                   Non so?!

LUPO:                        Ho bussato tre volte come mi avevi raccomandato non ti ricordi?

NONNA:                   Ho capito! Ho capito non c’è bisogno di urlare tanto! Non sono mica sorda!

LUPO:                        E indosso la mantellina rossa che tu con le tue mani mi hai confezionato.

NONNA:                   Ho capito! Non c’è bisogno di urlare così.

LUPO:                        E allora apri la porta!

NONNA:                   Non so se fidarmi! Voi cosa mi consigliate bambini? Apro?! Non sento bene … sapete alla mia età … si diventa un po’ pigri d’orecchi ma laboriosi di cervello … allora cosa mi consigliate?

LUPO:                        La nonna fa la difficile … devo essere più convincente, nonnina cara fammi entrare … su! Tira il saliscendi!

NONNA:                   Bisogna essere prudenti da queste parti gira un lupo furbacchione.

LUPO:                        Per questo voglio che tu mi apra subito, fuori è buio e io ho paura!

NONNA:                   Cosa????

LUPO:                        E’ buio e io ho paura! (poi tra se) Di non riuscire a mangiarti! (ride)

NARRATORE:           E fu così che a forza di insistere il lupo riuscì a convincere la nonna, e appena lei aprì il saliscendi il lupacchione con un grosso salto entrò in casa!

Balletto mimato, si vede la nonna che tocca il lupo, poi lo ritocca, il lupo soffre il

Solletico, infine la nonna realizza che non è la sua nipotina, il lupo ghigna soddisfatto

NARRATORE:           La vecchina nonostante non vedesse molto bene capì immediatamente la situazione, beh … forse non proprio immediatamente, capì dopo alcuni minuti la situazione e subito pensò come affrontare il lupo. (Durante questa scena il narratore parlerà e dietro si vedranno le scene che lui racconta.

NARRATORE:           Prima la nonnina colpì il lupo con le ciabatte.

LUPO:                        Ahi! Ahi! Ma questa picchia forte!

NARRATORE:           A nulla valsero i suoi sforzi! Allora passò alla scopa …

LUPO:                        Ma è proprio agguerrita …

NARRATORE:           Poi alla padella … (si vede sempre il lupo che le prende)

NONNA:                   Tieni brutto ingannatore!

NARRATORE:           Infine esausta la vecchina tentò di fuggire, scappò di qua, e di là, ma era stanca … troppe botte aveva dato al lupo, e era affaticata; il lupo invece, era ancora tutto arzillo! ( poi guardando il lupo che malconcio si tocca i bernoccoli in testa e ansima, inseguendo la nonna) Beh! Forse non proprio tutto arzillo! Allora … stavo dicendo … ah sì, la nonna fugge di qua, fugge di là, fugge di su, fugge di giù, alla fine bambini miei carissimi, il lupo la raggiunge, e proprio dietro quella tenda, apre la sua grande bocca famelica e in un sol boccone la inghiotte!

Appare il lupo con un grosso pancione.

LUPO:                        Che faticaccia! E quante ne ho prese! Ma alla fine … (ride) Slapp! Me la sono pappata! Un po’ duretta a dire la verità, ma tra poco … Ic! (singhiozzo)       Tra poco mi mangerò un bocconcino tenero tenero! (ride) Ic! E’ proprio indigesta! Ci vorrebbe un po’ di bicarbonato! Ora attenderò che Cappuccetto arrivi, speriamo non tardi molto, e che non si sia fermata a parlare … Io ho ancora fame!

NONNA:                   (da dentro la pancia) Brutto prepotente! Non penserai di mangiarti anche la mia dolce nipotina?!

LUPO:                        Certo! Proprio perché è dolce!

NONNA:                   Brutto cattivo mascalzone!

LUPO:                        Ic! Zitta tu che sei nel mio stomaco! (si dà una gran botta nella pancia)

NONNA:                   Ahi! Ahi!

LUPO:                        Ahi! Ahi! Mi sono fatto male! Ic! Ora mi preparo, devo trovare qualcosa per camuffarmi, non vorrei prendere altre botte prima di mangiarmi la bimba! Ho la testa piena di ficozzi! Ic!

NARRATORE:           E fu così che il lupo cercando cercando trovò dentro un bauletto una bella camicia da notte della nonna, una cuffietta con i merletti e un vecchio paio di occhialini, indossò tutto in fretta e furia poi vanitoso come era si andò a guardare davanti allo specchio …

CANZONE

LUPO:                        Son proprio bello

                                    Con il cappello

                                    Sono carino

                                    Col camicino

                                    Mi dona il rosa

                                    Mi dona il bianco

                                    Con la mia coda

                                    Sono uno schianto!

NONNA:                   (veloce) Sei cattivo prepotente

                                    Pagherai ogni fendente

                                    Non si tratta la gente così

                                    Domenica sabato e venerdì!

LUPO:                        Zitta nonnina

                                    Ormai ti ho mangiata

                                    Come antipasto t’ho consumata

                                    Come mi donan pizzi e merletto

                                    Or sono stanco e vado a letto!

LUPO:                        Un momento, prima di coricarmi voglio prepararmi sul comodino l’occorrente per un buon pranzetto … Ic! Ecco il sale … non vorrei che la piccola fosse un po’ sciapa … il pepe e l’olio extra vergine di oliva, così la mangerò condita … (ride cattivo e la risata si spegne con un singhiozzo) IC!

NARRATORE:           E fu così che il lupo dopo aver apparecchiato la tavola si infilò nel letto, si tirò le coperte fino al nasone, spense la candela per creare un po’ di penombra e con l’uscio accostato si mise in attesa!

LUPO:                        Ic! Non digerisco la nonna!

NARRATORE:           E non dovette aspettare poi molto infatti … poco dopo si udirono in lontananza i passi leggeri della bambina … eccola Cappuccettorosso è arrivata! Attenta, attenta, non ti fidare quella nel letto non è la nonna anche se indossa gli occhiali e la cuffietta! Ma perché urlo … mi dimentico sempre che non mi possono sentire … Io sono il narratore!

CAPPUCCETTO:      Toc, toc, toc

LUPO:                        (imitando la voce) Chi è????

CAPPUCCETTO:      Sono io nonnina cara, Cappuccettorosso, ti ho portato il cestino che mi ha dato la mamma, è pieno di tante cose buone: frittata …

LUPO:                        Insalata?

CAPPUCCETTO:      Salame …

LUPO:                        Catrame?!

CAPPUCCETTO:      Crostata …

LUPO:                        Ancora insalata?! Ic!

CAPPUCCETTO:      Credo cambi il tempo, oggi la nonna sente meno del solito!

LUPO:                        La pollastrella non sospetta nulla!

CAPPUCCETTO:      Aprimi nonnina …

LUPO:                        Ma certo, ma certo piccina mia, sono qui per questo! Entra, entra pure … l’uscio è aperto, è solo accostato, io sono a  letto …

CAPPUCCETTO:      E’ vero la porta è aperta … non hai paura …

LUPO:                        Figurati chi vuoi che faccia del male a una dolce vecchina come me …

NARRATORE:           Che falso …. Non fidarti!

CAPPUCCETTO:      Hai ragione! Ciao! Ciao nonnina ….

LUPO:                        Ciao piccina mia …

CAPPUCCETTO:      Come stai?

LUPO:                        Ic! Non ho digerito bene … debbo aver mangiato un boccone pesante, ma sono sicura che presto starò Ic! Molto meglio …

CAPPUCCETTO:      me lo auguro anche io!

NONNA:                   Io no! Sarò un macigno nel tuo stomaco …

CAPPUCCETTO:      Hai detto qualcosa?

LUPO:                        (dandosi una gran botta in pancia) Ahi! Ahi!

NONNA:                   Ahi! Ahi!

LUPO:                        Non ho parlato, è lo stomaco che mi borbotta!

CAPPUCCETTO:      Che buio che c’è qui dentro … accendo la candela?

LUPO:                        No non ora mi bruciano gli occhi … perché non poggi il tuo cestino cara, sarà pesante … (tra se) non vorrei dovermi mangiare anche la paglia!

CAPPUCCETTO:      Lo faccio subito nonna.

LUPO:                        Che nipotina ubbidiente che ho!

CAPPUCCETTO:      La mamma non la pensa proprio così … ma tu sei proprio buona …

LUPO:                        Ma cosa dici mi commuovi … (tra se) fra un po’ me la mangio …

CAPPUCCETTO:      Ed è per questo che ti ho portato anche un mazzolino di fiori.

LUPO:                        Che cara … e che profumo … (tra se) la bimba ancora non si avvicina!

CAPPUCCETTO:      Ci sono margherite, papaveri e dei profumatissimi mughetti, un simpatico viandante mi ha indicato dove trovarli!

LUPO:                        (al pubblico) vedete lo dicono proprio tutti che sono simpatico! (poi) hai fatto proprio bene ad ascoltarlo, io amo moltissimo i mughetti … (il lupo fa per afferrare Cappuccetto, ma proprio in quel momento la bimba si sposta e va a mettere i fiori in un bicchiere)

CAPPUCCETTO:      Non è venuto ad avvisarti che stato arrivando?

LUPO:                        cosa?

CAPPUCCETTO:      (un po’ più forte) non è venuto ad avvisarti del mio arrivo?

LUPO:                        Oh! Sì, sì! È stato tanto gentile!

                                    Non si è voluto fermare per non disturbare (ride singhiozzo) Bimba mia perché non ti fermi un momentino e non ti siedi sulla sponda del letto qui vicino a me!

CAPPUCCETTO:      Che voce grossa che hai?!

LUPO:                        Sono raffreddata …

CAPPUCCETTO:      Anche il nostro amico …

NARRATORE:           Cappuccetto scienza nulla sospettare ubbidì felice si avvicinò alla nonna … cioè al lupo e quando gli fu accanto lo osservò bene tra le coperte. Nonostante il lupo fosse ben camuffato certo le sembianze non erano proprio quelle della nonna … il lupo incominciava a diventare impaziente e la bimba incuriosita …

CAPPUCCETTO:      Oh nonna che braccia lunghe che hai!?

LUPO:                        (prendendo il sale e versandolo addosso ad arte) Per abbracciarti meglio, piccola mia …

CAPPUCCETTO:      Oh nonna, che occhi rossi e grandi che hai!?

LUPO:                        (Versa l’olio) per vederti meglio, piccola mia (ride) Ic!

CAPPUCCETTO:      Nonnina ora che ridi vedo che hai dei dentoni grossi …

LUPO:                        Sono per mangiarti meglio sciocca bambina che sei …

NARRATORE:           E così dicendo il lupo uscì dal letto, balzò addosso a Cappuccetto, la bimba finalmente si accorse dell’inganno e spaventatissima iniziò a fuggire. Fuggì di qua, fuggì di là, fuggì di su, fuggì di giù, ma a nulla valse. Il bestione in un sol boccone divorò anche lei! Povera Cappuccetto e povera nonna, chissà come staranno strette nello stomaco del lupo! E che buio! Vedete bimbi cosa capita a fidarsi troppo degli sconosciuti!? Voi come vi sareste comportati? Tu per esempio?! E tu invece? ….

LUPO:                        Mi sento le palpebre pesanti, la testa ovattata … Ic! Le gambe che fanno giacomo giacomo …

NARRATORE:           Il lupo finalmente sazio volle schiacciare un pisolino prima di andarsene; ne aveva proprio bisogno: con quel pancione riusciva a stento a camminare! (infatti durante l’inseguimento il lupo dietro le quinte si sarà riempito con un altro cuscino la camicia da notte della nonna)

LUPO:                        Ic! Vorrei mangiarmi anche il contenuto del cestino, ma … a dir il vero mi sento un po’ sazio, questo tenero bocconcino era un po’ salato. Dovrò stare più attento in futuro. Ic! Mi sento così intorpidito … Ma quello laggiù è un letto se non sbaglio e sembra mi chiami … Sì ne sono certo (parlando sempre più addormentato) sento la voce del letto dirmi … vieni vieni qui cucciolone … insieme ci faremo un pisolone … e quando ti sveglierai il cestino mangerai … Ic! Colazione con crostata …. Pane burro marmellata … Ronf! Ronf! (crolla russando nel letto, ride russa e ogni tanto ha il singhiozzo)

NARRATORE:           Sazio come era, chiuse gli occhi iniziò a russare, ma così forte … ma così forte .. che il dottore che abitava nella casa accanto sentendo tutto quel rumore si spaventò!

DOTTORE:                E che sarà mai tutto questo fracasso! Tremano persino i vetri della casa; conosco bene la nonna di Cappuccetto non ha mai fatto tutto questo fracasso, andrò a vedere cosa sta succedendo…

NARRATORE:           Si infilò la sua papalina, prese la borsa e bussò al suo uscio.

DOTTORE:                E’ permesso? … signora nonna siete in casa? Che strano la porta è aperta ma nessuno risponde. Signora nonna siete voi che russate così forte … vi siete presa un bel raffreddore se è così … ma chi c’è dentro il letto? ! la camicia è della nonna , la cuffietta è della nonna, gli occhialini anche, ma tutto il resto a dir il vero mi sembra forestiero … Voglio vedere meglio, ultimamente mi si è abbassata  la vista non vorrei commettere dei pasticci! Eh ma signora nonna, che panciona … vi avevo raccomandato di non mangiare troppo, ma che peloni … che orecchie lunghe … sembrate un lupo … questi  benedetti occhiali … non vedo chiaro (si toglie gli occhiali e guarda bene poi si avvicina poi riguarda alla fine tocca) Ma perdindirindina! Questa non è la nonna, questo è il lupo che qualche volta ho visto gironzolare nel bosco qui vicino!

NARRATORE:           Finalmente ve ne siete accorto signor dottore! Comperatevi degli occhiali nuovi!

DOTTORE:                Della nonna, se la vista non mi inganna, non c’è traccia! Non sarà per caso sotto il letto? No, non si trova neanche lì … non sarà nel bauletto? No ….. ma … ma … per dirindindina vuoi vedere che questa bestiona se la è mangiata?!

NARRATORE:           Certo signor dottore … ho visto io con i miei occhi; e anche i bambini qui presenti hanno visto! E’ nella pancia del lupo …

NONNA:                   Sì! Sì! È proprio così, sono qui signor dottore, sono nel pancione del lupo e con me c’è anche la mia nipotina …

DOTTORE:                Ma cosa è questa voce?! Parmi provenire dalla pancia!

NONNA:                   E’ proprio così!

DOTTORE:                Vi ha mangiate tutte e due?

NONNA:                   No non un bue … ha mangiato me e la mia nipotina!

DOTTORE:                Siete nel ventre del bestione?

NONNA:                   No! Non nel dente del casso!

DOTTORE:                Dovrò dare alla nonna delle gocce per le orecchie per dirindindina mi sembra un po’ sordina! State tranquille ci penso io, in quattro e quattr’otto vi tirerò fuori!

NARRATORE:           Fu così che il dottore si rimboccò le maniche, cercò dentro la sua borsa che portava sempre con se e tirò fuori un martello …

DOTTORE:                (dandolo in testa al lupo) Anestesia! Così dormirai meglio!

LUPO:                        Ahi! Ahi! Il mio capoccione … Ronf! Ronf!

NARRATORE:           Poi prese delle forbicione e iniziò a tagliare la pancia del lupo.

DOTTORE:                Un bel taglio qui … no! Più in là … no! Meglio se lo faccio qua! Ho la vista un po’ pigra!

NARRATORE:           e dopo un po’ di incertezza ecco che alla prima forbiciata esce Cappuccettorosso, alla seconda la nonna! Un po’ malconce ma sane e salve!

NONNA:                   Meno male signor dottore che è passato e ci ha salvate, non so proprio come sdebitarmi!

CAPPUCCETTO:      Oh nonnina cara è stata colpa mia! Mi son fidata di un lupo ozioso e solo ora ho capito quanto fosse pericoloso!

DOTTORE:                Per fortuna siete sane e salve, aiutatemi ora a ricucire la pancia del lupo non possiamo lascialo così, ma prima datemi quel grosso sasso, voglio metterlo nel suo stomaco, ecco così, sono certo che in futuro non potrà più dire di avere la pancia vuota!

NARRATORE:           E così dopo essersi abbracciati tutti felicemente iniziarono a ricucire la pancia del lupo!

DOTTORE:                Ago e filo per favore, date a me che son dottore!

CAPPUCCETTO:      Infilato lo vuole dottore?

DOTTORE:                Infilato sissignore!

CAPPUCCETTO:      (cerca di infilarlo e non riesce, lo passa alla nonna ma anche lei non ci riesce, il dottore sbuffa e lo prende, come per dire ci penso io. Ma sbaglia clamorosamente. Tutto su musichetta, intanto il narratore è impaziente, raggiunge gli attori infila l’ago e lo dà al dottore) Mai più mi fermerò nel bosco a parlare con degli sconosciuti; d’ora in poi ubbidirò sempre alla mamma. Che paura che ho avuto!

NONNA:                   hai bevuto?

DOTTORE:                Faccio il punto catenella, datemi quella bacinella!

CAPPUCCETTO:      (alla nonna) Perché fa il punto catenella?

NONNA:                   Io lo conosco da tanti anni e il punto catenella è quello che gli è sempre venuto meglio, fin dall’asilo!

DOTTORE:                Ecco, questo è l’ultimo punto, faccio un nodo … Mi è venuto proprio bene, sembra un ricamo! (Poi gettando dell’acqua sulla ferita e in faccia al lupo) Sveglia, sveglia! Dorme ancora come un ghiro! ( gli dà due schiaffi)  Cappuccetto passami la boccettina rossa che trovi dentro la mia borsa, voglio dare al lupo, prima che si svegli del tutto una buona dose di purgante!

CAPPUCCETTO:      E’ questa dottore?

DOTTORE:                E’ proprio questa sissignore! Olio di erba rossa, il bestione avrà una tale lezione che imparerà a non mangiare più la gente! Bevi … Su un suorsino o due …Ehi! Ma! Ma! Cosa fai? Basta … ma quanto beve, si è finito tutta la bottiglia!

LUPO:                        Grazie… grazie … avevo proprio bisogno di un po’ di vino … che sete … Ahi! Che bernoccolo in tasta! Ic! Ahi! Che sete … ma quanti ficozzi! Ma … voi … voi chi siete?! Ma che strano sogno! Io quella me la sono mangiata! E anche l’altra poco fa ne ho fatto un bel boccone! Perché ora sono davanti i miei occhi? Che siano i rimorsi? Ahi! La testa!

CAPPUCCETTO:      Siamo noi in carne ed ossa!

NONNA:                   Non stai sognando lupacchione!

LUPO:                        Sarà la digestione che fa dei brutti scherzi! Ma … la mia pancia cosa è successo? Ho la pancia tutta rammendata a punto catenella … Oh! Che dolore, e che figura farò con gli altri lupi, sembro una tendina ricamata!

DOTTORE:                Sì, mi è venuto proprio un bel ricamo! D’ora in poi ogni volta che ti guarderai la pancia ti ricorderai di lasciare tranquille le brave persone!

LUPO:                        Ma tu sei il dottore? … e mi hai tagliato il mio bel pancione? … e hai tirato fuori la mia … colazione …

DOTTORE:                Esatto, per dirindindella ti ho aperto le budella!

LUPO:                        E sia! Prometto che non mangerò più nessuno, anche perché mi sento un certo peso nello stomaco!

TUTTI:                       (Ridono)

LUPO:                        Vi dirò, mi sento quasi sazio … prometto solennemente che mangerò solo insalatina e formaggini! Era da tempo che pensavo di mettermi a dieta io!

DOTTORE:                Credo proprio che dovrai fare così, anche perché prima di svegliarti ti sei bevuto un litro di purgante!

LUPO:                        Un litro di che?

DOTTORE:                Un litro di olio di erba rossa … ricordi quante volte da bambino te lo dava la mamma e tu non volevi prenderlo, ebbene oggi nel sonno te lo sei scolato a garganella, io volevo dartene di meno ma tu ingordo come sei ti sei scolato la bottiglia!

LUPO:                        Oh! No! Io non sopporto il purgante! Non è possibile … mi fa correre di gran carriera … oh! Oh! Mamma mia sento … sento … sento un certo movimento! …. Dov’è?! … dov’è …

TUTTI:                       (ridendo) Cosa?

LUPO:                        Il bagno dov’è?!

TUTTI:                       Di là! (indicano e il lupo corre con le ginocchia strette e tutti ridono)

NONNA:                   Cappuccetto or che tutto è finito bene prepara la tavola così mangeremo insieme la torta e le altre cose buone che ti ha dato la mamma.

CAPPUCCETTO:      (preparando) Sì! Con gran piacere, anche io ho appetito!

NONNA:                   Anche il dottore mangerà con noi? Vero?

DOTTORE:                Per dirindindina non mangio da stamattina!

NONNA:                   No,non credo ci sia insalatina …

DOTTORE:                Debbo ricordarmi di darle le gocce per le orecchie!

NONNA:                   E anche il lupo, se si sentirà potrà mangiare una fetta di dolce!

CAPPUCCETTO:      Come sei buona nonnina!

LUPO.                        (entrando) Grazie … grazie! La accetto proprio volentieri.

DOTTORE:                Ma non dovevi mangiare solo cacio e insalata?

LUPO:                        In effetti mi sento un po’ pesante (si tocca lo stomaco) ma vorrei festeggiare con voi!

DOTTORE:                E sia faremo la prima eccezione!

LUPO:                        Bene bene! Qual è il mio posto?

CAPPUCCETTO:      E’ lì, signor Lupo.

LUPO:                        Grazie carina puoi darmi del tu!

NONNA:                   Allora taglio la torta …

LUPO:                        (fa per sedersi poi) Dov’è? Dov’è?!

TUTTI:                       (ridendo) Cosa??

LUPO:                        Il bagno, dov’è?

TUTTI:                       (c.s.) Di là!

NARRATORE:           Eh sì bambini e mie dolcissime bambine, siamo quasi alla fine della nostra fiaba … tutto ì andato per il meglio, come vedete e i nostri personaggi si preparano a festeggiare e banchettare tutti assieme felici, non sempre nella vita è così … ma spesso … più di quanto si possa immaginare! Io spero proprio vi siate divertiti! Eh sì! Il teatro è un simpatico amico che sempre ci fa compagnia! Veri attori che giocano per voi e con voi! Io prima che inizi il coro mi voglio unire ai personaggi della nostra commedia, finalmente potrò cantare con loro, a voi mando un grosso bacio anche a nome di tutti i miei amici! Ciao!  Bimbi! Arrivederci a prestoooo!!!

MUSICA – BIMBI IL TEATRO –

La la la la la Teatro che sarà …

La la la la la teatro che vivrà!

Bimbi il teatro è una maestra

Bimbi il teatro è una gran festa

Fatta di tante tante persone

Bimbi il teatro è un’emozione

Prima arrivan attori e registi

Poi ci sono gli elettricisti

Qui noi abbiamo costumi e scene

E ringraziamo gli artefici insieme!

La la la la la la teatro che sarà

La la la la la la teatro che vivrà!

Bimbi il teatro è una finestra

Bimbi il teatro è una minestra

Fatta di tante cose assai buone

Bimbi un po’ meno di televisione

Poi ci sono gli autori del testo

E il musicista che è un grande maestro

I ballerini ed i cantanti

Bimbi noi siamo davvero tanti!

La la la la la la teatro che sarà

La la la la la la teatro che vivrà!

Bimbi il teatro è una famiglia

Come il profumo della vaniglia

Fatto di tante tante persone

Che tutte insieme fanno un’unione

Bimbi il teatro è una famiglia

Come il profumo della vaniglia

Fatto di tante tante persone

Certo che sì,  anche con voi anche con voi …

Che siete qui ….

FINE.

            CURRICULUM VITAE DELL’AUTRICE

Nome:            PATRIZIA PARISI

Titolo di studio: Laurea in Giurisprudenza conseguita con il massimo dei voti nel 1979

Corsi di specializzazione:

Ha frequentato l’ Accademia Nazionale di Arte Drammatica Pietro Sharoff e lo studio Fersen

Ha frequentato il corso di sceneggiatura di Leo Benvenuti presso l’ A.N.A.C.

Ha frequentato corsi di danza classica e moderna tip tap

Attività svolte:

Inizia a recitare professionalmente nel 1977 in varie compagnie

Interpreta ruoli di protagonista quali:

“Mirandolina” nella “Locandiera” di Goldoni (Quercia del Tasso a Roma, e all’estero “Teatro dell’Opera” del Cairo ,”Teatro Manoel” di Malta con recensioni prestigiose nel “The Times” ) “Dorina” nel “Tartufo” di Molìere, “Lillina” nel “Pensaci Giacomino” di Luigi Pirandello Partecipa al Festival Pirandelliano di Agrigento con la commedia

      “ Non è una cosa seria” diretta da Arnaldo Ninchi,

“ Caterina” nella “Bisbetica domata” di Shaekespeare al Teatro Anfitrione di Roma numerosi ruoli sempre da protagonista nelle commedie di Plauto: Anfitrione, Miles Gloriosus, Menecmi ecc… numerosi ruoli in commedie moderne : “Vite Private “ di Coward  “Arsenico e vecchi merletti”; “ L’ anatra all’arancia”;  “Pupo e pupa della malavita” di Stern: commedia musicale tratta da Feydeau ; “ GAZEBO”

·  nel 2000 firma la regia della commedia  “Mia MOGLIE IN POLE POSITION” con Sergio Ammirata, dove interpreta il ruolo di Alice

 nel 2003 il ruolo di Giulia nella commedia “ADORABILE GIULIA” di Marc Gilbert Sauvajon,  riduzione e adattamento di Giovanni Antonucci con lusinghiere recensioni. Sempre  nel  2003 interpreta il ruolo del Colonnello nella commedia di Giovanni Antonucci e Carlo Alighiero “La Cipria del Colonnello”, regia di C. Alighiero,  con grande successo. Nel 2004 ha il ruolo di Mirrina nella “CÀSINA” di Plauto all’Anfiteatro della Quercia del Tasso Nel 2004 interpreta “MATA HARI” di Mario R. Parboni, regia di Francesco Branchetti Nel 2005 interpreta, presso il Teatro Anfitrione, il ruolo di Mary Morgan nella commedia “IL PRINCIPE E LA BALLERINA “ di T. Rattigan nell’adattamento di S. Jacquier Nel 2005 ha il ruolo di Titania, in “SOGNO DI UNA NOTTE DI  MEZZA ESTATE” di W, Shakespeare, all’Anfiteatro della Quercia del Tasso, Roma  Nel 2006 protagonista nel ”ARMADIETTO CINESE“ di Aldo De Benedetti Nel 2007 protagonista  “LA CICOGNA SI DIVERTE” diAndrè Roussin Nel 2009 protagonista di “UN DIABOLICO DIVORZIO” di Antonucci e Sante Stern Nel 2010 protagonista  “TREDICI A TAVOLA” di M. Gilbert Sauvajon Nel 2011 protagonista e regista dello spettacolo  “STASERA ALLE 21.00” di Patrizia Parisi e Achille Campanile Nel 2011 al Teatro Manzoni interpreta “LA PUPAZZA” di Barillet e Gredy con Carlo Alighiero ed Elena Cotta. Nel 2012 protagonista in “GLI ULTIMI CINQUE MINUTI” di Aldo De Benedetti Nel 2013 protagonista in “L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU’” di Luigi Pirandello. Regia di Sergio Ammirata, in scena all’Anfiteatro Quercia del Tasso nella stagione estiva e al Teatro Anfitrione nella stagione invernale. Nel 2014 protagonista e regista dello spettacolo “MIA MOGLIE IN POLE POSITION” di Colin Bostok-Smith. Stagione estiva 2014 “L’AVARO” da Molière. Regia S. Ammirata, in scena all’Anfiteatro Quercia del Tasso

Interpreta il ruolo della Monaca Di Monza nei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni per la RAI con la regia di Mario Procopio

E la parte di Chiara nel film di Cesare Zavattini “ La verità”

Nel 1983 debutta come autrice Teatrale.

Scrive diverse commedie rappresentate in vari teatri romani; i titoli sono:

GIALLO CANARINO

UN FANTASMA A CIEL SERENO segnalato al premio Fondi la Pastora

SOGNO DI SUSANNA che ottiene una segnalazione al “Premio Candoni

e viene realizzato al Palazzo delle Esposizioni di ROMA

FRUTTO D’ AUTUNNO

 

Vince il premio di poesia Talia con la liricaa  ”Mio figlio nato morto”

Vince nel 2003 il 24° Premio Internazionale “Fontane di Roma”

Vince nel 2004 la rassegna corti teatrali  il premio Mirandolina

Scrive anche una serie di spettacoli per i bambini con musiche e canzoni tratti dalla novellistica europea e anche testi originali: “Cappuccetto Rosso”, La Bella Addormentata”, “Sulle orme dei dinosauri”, “Sicuri sulla strada” “L’usignolo dell’imperatore” e altri; centinaia sono state le repliche ai teatri :

PARIOLI
ATENEO
ANFITRIONE
VERDE ecc.

Di questi spettacoli cura anche la regia.

Dirige in una società il  “TEATRO ANFITRIONE“ di Roma

Ed è molto attiva anche a livello organizzativo all’interno della sua compagnia  “La Plautina” con la direzione artistica di Sergio Ammirata.

Ha diretto dei corti in digitale.

Ha lavorato come sceneggiatrice sotto la guida di Benvenuti e De Bernardi con la TITANUS  scrivendo delle fiction che sono state realizzate per la RAI e MEDIASET.

Patrizia Parisi  ha tenuto il corso : “QUALIFICAZIONE E RIQUALIFICAZIONE NELLA PROFESSIONE DELL’ATTORE” vincendo il bando “PROGETTO E FORMAZIONE LAVORATORI OCCUPATI” misura Di1 del FSE della Provincia di Roma annualità 2007.

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