Capriccio teatrale

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CAPRICCIO TEATRALE

Atto unico

di

Giovanni Tesoriere

(e di Fred Moller)

P E R S O N A G G I

Fred Moller Commediografo

Un medico

Un’infermiera

Arthur Phill Regista, poi Mr. Smith

Henry Kook Attore, poi Otello

Jonathan Grey Attore, poi Cirano

Mary Gradford Attrice, poi Miss.Smith

Jenny Palmer Attrice, poi Sonja

Stella Bed Attrice, poi Mirandolina

Primo Spettatore

Secondo Spettatore

Una Spettatrice

In un ospedale di Chicago.

Ai giorni nostri.

Interno di una stanza di ospedale.

Al centro, un lettino, dove si trova Fred Moller, con il capo fasciato, un braccio ingessato e le gambe in trazione. Sulla destra, un grande paravento; dietro, una finestra, dalla quale si intravvedono altri padiglioni dell’ospedale. Sulla sinistra, un comodino con alcuni oggetti e un armadietto. Sparse un po’ qua e un po’ là alcune sedioline metalliche. Una sola porta sulla destra.

Al levarsi della tela, da una parte e dall’altra del lettino vi sono un medico e un’infermiera, entrambi in camice bianco.

SCENA PRIMA

Fred Moller, un medico, un’infermiera

MEDICO - ( Dopo aver tastato il polso di Fred Moller ) Abbastanza regola

re. Non ci possiamo lamentare. I segni di ripresa sono evidenti.

( Si avvicina al paziente e, alzando un po’ il tono della voce )

Lei come si sente ‘stamattina?

MOLLER - ( Facendo un gesto con l’unica mano libera e con voce molto

flebile ) Così così.

MEDICO - Coraggio. Il peggio è passato. Ora ci vuole solo un po’ di pa-

zienza.

MOLLER - ( Lungo gemito )

MEDICO - ( Misurando la pressione e rivolto all’infermiera ) Massima

100...minima 75...

INFERMIERA - ( Prendendo appunti sulla cartella clinica ) 100...75... Si con-

tinua con la solita terapia?

MEDICO - Non c’è motivo di cambiarla. Sta dando ottimi risultati.

INFERMIERA - ( Leggendo dalla cartella ) Iniezione ogni sei ore... pillole ogni

quattro...

MEDICO - ...sedativi al bisogno. Mi raccomando, il braccio va medicato

spesso. Non voglio sorprese.

INERMIERA - Sarà fatto.

SCENA SECONDA

Detti e Arthur Phill

PHILL - ( Facendo capolino dalla porta ) E’ permesso? Si può?

MEDICO - Chi è?

PHILL - ( Indicando Moller ) Sono un vecchio amico di quel coccio

rotto.

MEDICO - Allora entri. Non stia lì sulla porta. Oltretutto c’è corrente

d’aria. ( Phill esitante rimane sulla soglia) Ha sentito?

Avanti, avanti.

PHILL - Sì, ho sentito...Vede, dottore, il fatto è che...non sono solo,

ecco. C’è qualcun altro con me, e non vorrei...

MEDICO - ( Secco ) Quanti siete?

PHILL - Oh, sei...solo sei..in rappresentanza della compagnia.

Se fossimo venuti tutti, non sarebbe bastata questa stanza.

( Si decide ad entrare, richiudendo la porta alle spalle, e

porge la mano al dottore ) Permette? Arthur Phill, regista.

( Rivolto all’infermiera ) Buongiorno, signorina.

INFERMIERA - Buongiorno a lei.

MEDICO - ( Stringendo la mano di Phill) Piacere. ( Con un certo imba-

razzo ) Regista, ha detto? Di...di...cinema...?

PHILL -( Con tono fiero, e forse anche un po’ risentito)No,no!

Di teatro. ( Indicando Moller ) Fred Moller, ne avrà

sentito parlare, è commediografo, il "nostro" comme-

diografo. Ha scritto "La casa a due piani", ricorda? E "Quan-

do ci incontrammo": tutti enormi successi!

MEDICO -Sì, certo...teatro...teatro...

PHILL -( Sottovoce ) Come va? A vederlo così sembra piuttosto mal

ridotto.

MEDICO -Non si deve impressionare per le fasciature. L’intervento è sta

to abbastanza difficile. L’abbiamo dovuto rimettere assiemepezzo per pezzo, ma ormai è fuori pericolo.

PHILL - ( Con un sospiro di sollievo ) Meno male! (Cambiando tono)

Che il diavolo se le porti tutte le macchine da corsa, e anche

chi le ha inventate! Non condivido la passione di Fred per

queste porcherie...( Pausa ) E per i miei amici che si fa?

MEDICO - Beh, a sole quarantotto ore dall’intervento, si dovrebbe scon-

sigliare la presenza di molte persone...però, se mi promettete

di usare discrezione, di non farlo stancare...

PHILL - Ci mancherebbe! Capisco benissimo e la ringrazio, dottore.

( Aprendo la porta ) Forza, ragazzi, entrate. Semaforo verde.

Ma senza fare confusione.

SCENA TERZA

Detti, poi Kook,Grey, Gredford,Palmer e Bed

Kook, Grey, Gredford, Palmer e Bed entrano uno alla volta, portando chi vistosissimi mazzi di fiori, chi grandi scatole di di cioccolattini, chi pacchi di sigari, ecc.

Per ciò che accadrà nelle scene successive è necessario che tutti, compreso Phill,

indossino abbondanti impermeabili o cappotti e pellicce.

Kook, Grey, Gredford,Palmer e Bed ( Tutti assieme, creando una gazzarra incre

dibile) ‘Giorno dottore - Ehilà,vecchio! - Si può? - Oh,poveretto!

Su con la vita! ( e simili )

PHILL - Sttt! Zitti! Dove credete di essere? Sul palcoscenico? Mettetevi a

sedere, buoni buoni, e parlate una alla volta, ( urlando ) piano!

Tre siedono a destra, tre a sinistra del lettino di Moller.

INFERMIERA - ( Rivolta a chi ha dei fiori ) E’ meglio che questi rimangano di

là, nel corridoio. ( Fa cenno di consegnarglieli con aria perento

ria e li prende alla rinfusa, senza alcuna grazia) Date a me!

GREDFORD - ( A Palmer ) L’avevo detto, io, di non portare fiori!

PALMER - Beh, fa lo stesso. O qua...o là... Ne ho visti un mucchio dietro

ogni porta.

MEDICO - Se lor signori permettono...devo completare il mio giro...

( A Phill ) Non lo affaticate, intesi?

PHILL - Vada tranquillo. Ne rispondo io.

MEDICO - Bene, bene. Allora vado. Arrivederci.

Il medico esce, seguìto dall’infermiera, che prima di richiudere la porta alle sue spalle getta un’occhiataccia su tutti i visitatori.

SCENA QUARTA

Detti, meno il medico e l’infermiera

PHILL - ( Sedendosi vicino al letto di Moller ) Fred, Fred! Che bestia sei!

Ma si può sapere che cosa diavolo combini? Questa volta ci hai

spaventato veramente. Io ho visto tutta la scena alla TV e, credimi,

sono rimasto inorridito. La macchina scende dal rettifilo a folle

velocità, imbocca la curva... e là, tutt’a un tratto... bam! contro il

gard raill, poi dritto nel prato, doppia carambola, ribaltamento e

infine.. incendio...Ma dico, non potresti rimanertene buono buono

a teatro...o almeno sceglierti un hobby meno pericoloso? ( Moller

scuote il capo) Non ti vanno questi discorsi, eh? ( pausa ) Sai?

C’è mancato poco che oggi si facesse a pugni per stabilire chi dovesse venire qui. Gli esclusi sono rimasti male, molto male; ma,

fra qualche giorno, un po’ alla volta si capisce, rivedrai anche loro

Intanto, ti porto i saluti e gli auguri di Chester, di Lorman, di Glo-

wer, di Stewart, di Sam l’elettricista...dimentico qualcuno? Insom

ma, di tutti...

MOLLER - ( Con fatica ) Ringraziali tanto da parte mia.

KOOK - ( Mostrando a Moller una scatola di sigari ) Vedi? Sono quelli

che preferisci. Confezione gigante! Li fumerai...appena potrai

( Pone il pacco sul comodino).

GREDFORD - Ma che sigari e sigari! In queste circostanze ci vogliono dei dol-

ci per tirare su. ( Mostra una scatola ) Deliziosi. Ne vuoi uno,

Fred? Piccolo, piccolo... ( Moller rifiuta con la testa) No? Beh,

fa lo stesso. Per ora mi servo io... ( apre la scatola, prende un

cioccolattino e lo mangia ).

PALMER - ( A Moller ) Ma, insomma, Fred? Cos’è accaduto esattamente?

Ancora non l’ho capito. E’ scoppiata una gomma o che altro?

GREY -( A Palmer ) Lascia stare, Jenny. Forse non lo sa neppure lui...

oppure non ricorda...

BED -Giusto. Evitiamo di fargli domande, e di impegnarlo in qualsiasi

discorso. Teniamogli soltanto un po’ di compagnia, parlando,

così, tra di noi.

Breve pausa di silenzio.

PHILL - ( Scuotendo il capo, come parlando a se stesso)

Non ci voleva, non ci voleva proprio in questo momento.

Chissà quando potremo avere la nostra commedia.

GREY - ( A Phill ) Quella che Fred doveva preparare per la prossima

stagione?

PHILL - Già, proprio quella. Quante volte Fred mi ha ripetuto la stessa tiritera: "Non chiedermi nulla. Mi sta nascendo in testa un po’

alla volta. Ma non dubitare: alla fine di ottobre potrai incomin

ciare le prove". I conti senza l’oste! Ci siamo, ora, alla fine di

ottobre. E la commedia dov’è? Il suo autore è impalato in

un letto d’ospedale...e io non so davvero che pesci pigliare.

( Agli altri ) Non rimane che replicare quella stopposa pièce

di Wilder... ( guardando di traverso Gredford )... anche se

con la critica negativa che ci siamo tirati addosso,ci troveremo

alla fine soli a recitarla...e soli a sentirla...

GREDFORD - Guarda, è inutile che ti rivolgi a me, Arthur. Sai benissimo

che ho interpretato alla perfezione il ruolo di Ermengarde.

( Indica Grey ) Chiedi a lui, piuttosto, perchè non ha dato

alcun’anima a Horace Vandergelder.

GREY - Oh, sentitela! Ma che anima si può dare a un personaggio

così scialbo, così insulso?

GREDFORD - Scialbo, insulso, se non lo si sa rendere. Se cambiassi tono

di voce ogni tanto, e facessi qualche gesto in più...

GREY - Mi vuoi insegnare a recitare? Su, fatti sotto, maestrina dei

miei stivali!

PHILL - Per favore, Jonathan.

GREY - Non fa che ripetere a macchinetta quelle idiote osservazioni

del New Telegraph.

GREDFORD - Il fiasco è dipeso da te, da te e da te!

GREY - Bada, non ti permetto...

PHILL - Diamine! Finitela. Vi pare questo il posto adatto per litiga-

re?

KOOK - ( A Phill ) Può darsi che Fred, riprendendosi, possa finire

per tempo la commedia.

PHILL - Può darsi...può darsi...Io devo contare sulle certezze, non

sulle probabilità. Che cosa scrivo nel cartellone: "Può darsi

che la Compagnia Gli Imperiali riesca a rappresentare una

nuova commedia di Moller"? La vedi tu la faccia della

gente?

GREY - Non ti agitare. Ci impegneremo a fondo con Wilder.

BED - Studieremo tutto daccapo.

KOOK - E questa volta la critica dovrà ricredersi.

PHILL - Lo spero veramente, altrimenti...

SCENA QUINTA

Detti

Tutti continauno a parlottare, sempre più piano, fino al punto che non si possano più distinguere le parole.

La luce va diminuendo progressivamente.

Finchè un riflettore illumina Kook, il quale si toglie lentamente l’impermeabile ed appare nel costume di Otello.

Ciò che segue dovrà sembrare concepito dallo stesso Moller nel suo stato di infermità e di dormiveglia.

Ogni personaggio, che via via apparirà, verrà illuminato da apposita luce e si comporterà come Kook.

KOOK-OTELLO - Eccomi qua. Mi riconoscete? Sono Otello, il Moro di

Venezia. Dice di me Shakespeare: " uno che nel troppo

amore non sa essere savio; uno non facile a ingelosirsi,

ma che, aizzato, perde ogni ritegno; uno, la cui mano,

come quella del povero indiano, gitta via una perla, più

preziosa di tutta la sua tribù; uno dai cui occhi abba-

gliati piovono lacrime come dai pini le gocce d’incenso". Un grande condottiero...ma più fragile di un bam-

bino... ( Si fa da canto presso un angolo del palcosce-

nico ).

GREY- CIRANO -( Con un inchino al modo dei moschettieri )

" Astronomo, filosofo eccellente.

Musico, spadaccino, rimatore,

Del ciel viaggiatore

Gran maestro di tic-tac.

Amante - non per sè - molto eloquente...

Cirano Ercole Savignano Signor di Bergerac".

"...Il sentimento

che m’invade terribile, geloso, violento,

è certo amor: ne ha tutto, tutto il triste furore;

è amor, ma l’egoismo non ha, no dell’amore".

Almeno, così ha voluto papà Rostand!

BED - MIRANDOLINA - Signori! Signori! Ma che discorsi son questi! Fate

piuttosto un brindisi; un brindisi con la Mirandolina

di Goldoni:

"Viva Bacco, e viva Amore:

L’uno e l’altro ci consola;

Uno passa per la gola;

L’altro va dagli occhi al cuore.

Bevo il vin, cogli occhi poi...

Faccio quel che fate voi" (risata argentina ).

PALMER - SONJA -A me, Sonja, Cechov fa dire melanconicamente:

" Che vuoi farci, bisogna vivere! Noi, zio Vanja,

comunque vivremo. Vivremo una lunga, lunga serie

di giorni, di lunghe serate;sopporteremo con pazien

za le prove che il destino ci manderà; ci affatichere-

mo per gli altri e adesso e da vecchi, senza conosce

re tregua, e, quando verrà la nostra ora, moriremo

con mansuetudine, e di là, dalla tomba, diremo che

abbiamo sofferto,che abbiamo pianto,che sentivamo

tanta amarezza, e Dio avrà pietà di noi, e io e te,zio, caro zio, vedremo una vita luminosa, stupenda,

meravigliosa, ne saremo contenti e ci volteremo a

guardare le nostre disgrazie d’oggi con tenerezza,

con un sorriso...e riposeremo.

GREDFORD- MISS SMITH - Mi chiedo, da signora Smith - così come mi ha con-

cepito Jonesco - perchè tante complicazioni, tanti

problemi; perchè questa gente non è tranquilla, pa-

cifica come noi, come i Martin?

PHILL- MR.SMITH -E’ semplice, cara; perchè, altrimenti, non farebbero

storia.

GREDFORD-MISS SMITH - E noi allora non la facciamo, la storia?

PHILL- MR SMITH - Certo, come tutti; però, loro, la fanno, come dire,

in un modo particolare.

GREDFORD- MISS SMITH - Quando dici certe cose, non ti capisco. Per me è

troppo.

KOOK - OTELLO - Amore- gelosia.

GREY - CIRANO - Amore- nascondimento.

BED - MIRANDOLINA - Amore- trappola.

PALMER - SONJA - Amore- sacrificio.

GREDFORD-MISS SMITH - Amore...non saprei...

PHILL- MR.SMITH - Come, non saprei?

GREDFORD-MISS SMITH - ...un uomo e una donna, che si vogliono bene,

ecco; che si sposano e abitano una casa come

la nostra...

PHILL- MR.SMITH - Questa non è una definizione.

GREDFORD-MISS SMITH - E perchè dovrebbe esserci una definizione?

Una cosa è una cosa, anche se non si definisce.

MOLLER - ( Tendendo una mano ) Deve essere la febbre.

Ho le allucinazioni! Non ho mai visto personag

gi così diversi, riuniti in un solo posto.

I personaggi prendono a girare intorno al letto di Moller.

KOOK - OTELLO - Noi siamo il teatro...

GREY- CIRANO - ...nella sua evoluzione...

BED- MIRANDOLINA - ...nella sua varietà...

PALMER- SONJA - ...nella sua infinita ricchezza.

GREDFORD- MISS SMITH - Certo, non solo noi...

PHILL - MR.SMITH -...anche tanti altri. Ma non possono esserci

tutti, per ragioni di spazio...

MOLLER - E perchè...perchè proprio da me?

KOOK - OTELLO - Perchè puoi avere bisogno di noi...

GREY - CIRANO - E noi di te!

BED- MIRANDOLINA - Tu delle nostre esperienze...

PALMER - SONJA - ...noi del tuo estro...

GREDFORD- MISS SMITH - ...della tua fantasia...

PHILL - MR. SMITH - ...della tua capacità creativa.

MOLLER - Non ci capisco un’acca. Tutto questo è

frutto della mia confusione mentale...

KOOK - OTELLO - Vedi, noi siamo già stati creati, così come

siamo. Ci sono stati attribuiti dei senti-

menti; ci sono state date delle parole...

GREY - CIRANO - ... ma nulla impedisce che qualcun altro

ci lavori ancora, ci rimpasti, ci ripropon-

ga...

BED - MIRANDOLINA - ...mettendoci magari in relazione gli uni

con gli altri... Che ne dici?

PALMER - SONJA - Non c’è alcun limite per un’operazione

del genere. Si può costruire addirittura

una commedia, usando noi come perso

naggi...

GREDFORD-MISS SMITH - ...oppure, che so, Giulio Cesare assie-

me a Mackie Messer e al Signor Jour-

din...

PHILL - SMITH - ...o Amleto con Olga, Masa ed Irina.

KOOK - OTELLO - Nel teatro si può tutto.

GREY - CIRANO - E’ un caleidoscopio di personaggi e

di situazioni...

BED - MIRANDOLINA - ... di infinite combinazioni.

PALMER - SONJA - Teatro nel teatro.

GREDFORD-MISS SMITH - Di più. Teatro "dal" teatro.

GREY - CIRANO - Poesia...

PALMER - SONJA - ... sogno...

KOOK - OTELLO - ... illusione.

PHILL - MR.SMITH - Su, mettiti alla prova. Mettici alla prova.

MOLLER - Ma che dite? Ne verrebbe fuori un pasticcio

tremendo!

KOOK-OTELLO - Sul piano del reale, forse sì. Non su quello

dell’immaginazione...

GREY - CIRANO - Lì tutto è possibile.

BED - MIRANDOLINA - Non vi è regola che tenga.

PALMER- SONJA - Spazio e tempo non hanno senso.

GREDFORD- MISS SMITH -E’ esclusa ogni coerenza...

PHILL-MR.SMITH -... ogni logica.

GREY - CIRANO -Plasmaci.

BED-MIRANDOLINA - Rifondaci.

PALMER- SONJA - Noi siamo pronti.

GREDFORD-MISS SMITH - Basta che tu lo voglia.

PHILL- MR.SMITH - Coraggio!

MOLLER - Un momento. Non riesco a connettere. Vi

vedo e non vi vedo; vi sento e non vi sen-

to...

KOOK - OTELLO - Credimi, è la condizione migliore per un’o

perazione del genere.

GREY - CIRANO - Siamo ombre...

BED- MIRANDOLINA - ... ricordi...

PALMER - SONJA - ... schegge di ricordi...

GREDFORD-MISS SMITH - ... vaghi, confusi...

PHILL- SMITH - che emergono solo un istante nella tua mente e

si dissolvono... per assumere subito dopo nuo-

ve e diverse forme. Ti scoppiamo nella testa

come un fuoco d’artificio.

MOLLER - Delirio.

KOOK-OTELLO - Sì, pure.

GREY-CIRANO - Incubi...

BED-MIRANDOLINA - ... figurazioni distorte...

PALMER - SONJA - ... irreali.

GREDFORD-MISS SMITH - Anche questo è teatro.

PHILL-MR.SMITH - Se hai colto il senso del nostro discorso, puoi

darti da fare.

MOLLER - No,no. Voi appartenete al passato! Non siete

"miei". Andate via, sparite!

KOOK-OTELLO - Perchè fai così?

GREY-CIRANO - Perchè ti ribelli?

BED -MIRANDOLINA - L’idea si è già impossessata di te...

PALMER - SONJA - ...e non ti abbandonerà finchè non l’avrai

realizzata.

GREDFORD-MISS SMITH - Qualsiasi cosa succeda...

PHILL-MR.SMITH - ...te ne libererai soltanto attuandola.

KOOK-OTELLO - Fallo!

BED-MIRANDOLINA - Forza!

PALMER-SONJA -Su!

GREY - CIRANO - Coraggio!

MOLLER - E sia! Come volete! Disponetevi tutti da questa par

te ( indica la destra; i personaggi eseguono )

Non c’è scena... siamo in un mondo assoluta-

mente fantastico... fatto solo di luci e di ombre..

di effetti sonori... ( si ode una musica, meglio

se elettronica, che cesserà quando Moller avrà

finito di parlare ). Evanescenza...massima rare-

fazione...ecco...come un quadro astratto...così!

Costumi, situazioni, linguaggi, sentimenti...tutto

dentro un crogiuolo...e quando la liquefazione è

avvenuta, emergete...uno alla volta...nuovi...di-

versi...voi e non più voi... pronti per una nuova

opera teatrale, la "mia" opera...Ora è tutto pron

to per la rappresentazione...almeno credo...Ba-

sta che mi concentri ancora un poco. Va bene!

Azione!

SCENA SESTA

La commedia di Fred Moller

Phill, Kook,Gredford, Palmer e Bed si portano dietro le quinte o dietro il paravento.

Grey si siede e, preso un giornale, si mette a leggere. Dopo qualche istante esce da dietro il paravento Kook-Otello, con una valigetta. Finge di bussare a una porta inesistente (ma i colpi si sentono egualmente) e di aprirla.

KOOK - OTELLO - E’ permesso? C’è qualcuno?

GREY - CIRANO - ( Senza distogliere lo sguardo dal giornale, con

aria distratta ) Chi è ?

KOOK - OTELLO - ( Avvicinandosi ) Sono Otello...sì, insomma,

l’Otello di Shakespeare...

GREY - CIRANO - ( Abbassando il giornale e squadrandolo dalla

testa ai piedi ) Ah, bene, Otello.

KOOK - OTELLO - Con chi ho il piacere...

GREY - CIRANO - ( Alzandosi ) Cirano Ercole Savignano Signor di Bergerac.

KOOK - OTELLO - Mai sentito, in verità.

GREY - CIRANO - Naturale. Ci dividono parecchi secoli.

KOOK - OTELLO - ( Posando a terra la valigetta ) Mi hanno detto che questa

è una specie...una specie di casa di riposo per personaggi

di teatro.

GREY - CIRANO - Verissimo.

KOOK - OTELLO - La cosa mi ha interessato, e così sono venuto. ( Pausa )

Devo ammettere che la prima impressione è ottima ( Si

guarda attorno compiaciuto) Tutto qui è così fresco,

pulito... E poi fuori c’è un giardino meraviglioso... mi è

parso quasi un angolo di Cipro, ai tempi in cui frequenta-

vo quei siti.

GREY - CIRANO -Bello, eh? Sono contento che ti piaccia. Ti ci troverai

benissimo. Benvenuto tra noi.

KOOK - OTELLO -Un momento. Prima di prendere una decisione, vorrei

qualche chiarimento.

GREY - CIRANO - Cioè?

KOOK - OTELLO - Vorrei sapere anzitutto com’è nata questa idea, questa

iniziativa.

GREY - CIRANO - Ci vuol poco a dirlo. Uno di noi, stanco di dover ripete

re la sua parte, sera dopo sera nei teatri di tutto il mon-

do, ha deciso di smettere, di ritirarsi. E’ venuto fin

quassù, e molti lo hanno seguito.

KOOK - OTELLO - Il mio stesso problema! Speravo, trafiggendomi, di por

re fine alle mie pene. Macchè! Sono rimasto legato per

sempre al ruolo di marito geloso, violento e vendicati-

vo. Per milioni di volte mi sono fatto ingannare da Ja-

go - sempre con lo stesso stratagemma, quello del fazzolet-

to - e per milioni di volte ho ucciso ancora Desdemona

Uno potrebbe pensare, va beh, almeno con parole

diverse,con mezzi diversi...E invece,no. Le medesime

battute, i medesimi gesti... Se non dici le

stesse cose e non ti comporti allo stesso modo,c’è

addirittura qualcuno che ti richiama all’ordine,

e diventa come un matto finchè non ripeti esattamen-

te quello che sta scritto nel copione e non ti muovi co-

me il copione vuole. Condizione più infelice non si

può immaginare: condannato a due inferni, quello che

mi sono procurato per ciò che ho fatto un tempo, e

quello che mi tormenta per la continua celebrazione

della mia storia.

GREY - CIRANO - Se vieni a stabilirti da queste parti, troverai la pace che

cerchi. Io, per esempio, non mi preoccupo più

del mio naso sproporzionato, nè di Cristiano nè di

Rossana. Finito.

Ho riposto una volta per tutte la spada nel fodero, e

me ne sto tranquillo per conto mio .

KOOK - OTELLO - Ma come è possibile? Nessuno se ne accorge? Nessu-

no reclama più la nostra presenza?

GREY - CIRANO - Nessuno. Uno come noi, che si apparta in questo luo-

go, sparisce...sparisce non solo dai teatri, ma anche

dai libri, dal ricordo stesso della gente...

KOOK - OTELLO - Come può essere?

GREY - CIRANO - Non te lo so spiegare esattamente. E’ come...come se

si passasse da una dimensione in un’altra... Un perso-

naggio di teatro, che viene qui, rappresenta una specie

di buco nero nella cultura.

KOOK - OTELLO - Ma è sicuro che nessuno ci scovi, ci costringa a tor-

nare?

GREY - CIRANO - Uffa , come sei noioso. No. Ti dico di no...e basta!

KOOK - OTELLO - Che cosa devo fare per essere ammesso?

GREY - CIRANO -Non ci sono molte formalità. Basta che tu apponga

la firma su questo registro ( glielo porge). Sai firma

re, spero.

KOOK- OTELLO - ( Esitando ) Ma non ci saranno, per caso, Jago e

Desdemona?

GREY- CIRANO - ( Consultando il registro ) No, non ci sono. E an-

che se ci fossero, per te sarebbe lo stesso. Avresti

a che fare con personaggi non più interessati al loro

passato. Allora?

KOOK - OTELLO - Va bene, firmo. Non credo di avere altre alternative.

Dove?

GREY - CIRANO - Qui...subito dopo Faust...(Kook-Otello firma) Bravo!

Phill, Gredford, Palmer e Bed escono da dietro il paravento (o dalle quinte), cantando e ballando (a soggetto) attorno a Kook- Otello. Meglio se avranno il viso coperto con delle maschere.

PHILL- MR.SMITH - Vieni, Otello...

GREDFORD-MISS SMITH -... sarai libero, veramente libero...

PALMER - SONJA - ... solo se sfuggirai all’autore...

BED- MIRANDOLINA - ... agli interpreti, al regista, al pubblico, alla criti-

ca...

KOOK - OTELLO - Basta, per favore! Mi gira la testa!

Cessa il girotondo. I quattro personaggi si sistemano in vario modo all’interno del palcoscenico.

GREY - CIRANO - ( A Kook-Otello) Abbi pazienza. E’ l’ebrezza della

libertà riconquistata che li rende così euforici.

KOOK-OTELLO - Ma passate il tempo sempre così. cantando e

ballando?

PHILL-MR.SMITH - Oh,no. Quando arriva un amico, si capisce, faccia-

mo un po’ di baldoria...

GREDFORD-MISS SMITH- ...ma normalmente viviamo...come meglio possiamo.

PALMER- SONJA - Si parla,anche, sai, si discute...

BED-MIRANDOLINA - ... ci si scambia delle idee, delle esperienze...

PHILL-MR.SMITH - Cerchiamo, insomma,di essere finalmente noi stessi.

GREDFORD-MISS SMITH - Senza preoccuparci di essere fedeli a un testo.

PALMER - SONJA - Qui, per fortuna, non ci troviamo ingabbiati in al-

cuno schema tradizionale.

BED-MIRANDOLINA - Questo ci aiuta ad arricchirci, a migliorarci, a su-

perarci.

KOOK - OTELLO - A che pro? Se per il mondo non esistiamo più...

GREY-CIRANO -Ma per noi stessi, corpo di mille bombe! Vedi co

me ti ha ridotto la condizione in cui finora hai ver-

sato? Al punto di non considerare più te stesso,

ma solo gli altri, il pubblico, i lettori...

PHILL- MR.SMITH - E’ bello, ma che dico, esaltante, giudicare ad esem-

pio, il testo dal nostro punto di vista; verificare se

in esso ci rispecchiamo appieno o se possiamo an-

che essere diversi, almeno in parte, da come siamo

stati descritti.

PALMER-SONJA - In questa analisi occorre, però, essere assolutamen-

te sinceri.

BED-MIRANDOLINA - Tanto tra di noi la finzione non vale.

KOOK-OTELLO - Parlate, parlate. Sono curioso di sapere dove si

può arrivare per questa strada.

Parlottio tra i personaggi

GREY - CIRANO - Per quanto mi riguarda, dopo averci riflettuto sopra pa-

recchio, sono giunto alla conclusione che, se nessuno mi

avesse - come dire? - forzato in un certo modo, avrei avu-

to subito l’ardire di dichiarare il mio amore a Rossana e

di scalzare quell’inutile Cristiano.

PHILL-MR.SMITH - Devi tener conto che in questo modo non saresti risulta-

to un personaggio romantico.La famosa scena del balcone

e tutto il resto avrebbero perso il loro fascino.

GREY-CIRANO - Qui sta il punto. L’autore ha cercato l’effetto e se ne

è infischiato della vita. Mi ha fatto soffrire oltre misura

perchè il pubblico si divertisse, si commuovesse...Chi fossi io effettivamente, che cosa sentissi, che cosa

potessi realizzare non interessava proprio a nessuno.

Eppure, l’impasto tra la consapevolezza della mia de-

formazione, il temperamento irruento, l’ingegno lette-

rario e un amore, anche se faticosamente, conquista-

to, avrebbero prodotto egualmente qualcosa di inte-

ressante, senza farmi violenza. Quanto alla scena del bal

cone, tutte le espressioni sarebbero rimaste inalterate,an

che se rivolte direttamente, e non per intreposta persona,

alla mia bella.

GREDFORD-MISS SMITH- Cirano ha ragione. Io pure sono vittima dello stesso

meccanismo. Sono stata concepita come capa -

ce di esprimere soltanto luoghi comuni, frasi fatte, tau-

tologie - mi pare che si dica così- e mi si è voluto far ap

parire come una donna inutile, svampita. Tutto questo

per creare un "tipo" per la scena. Avrei potuto essere

concepita, più semplicemente, come una persona comu

ne, una brava donna di casa, una madre di famiglia, co-

me ce ne sono tante in Inghilterra e in tutto il mondo, e

come mi sento di essere. Oltre al negativo era bene che

apparisse anche il positivo della mia vita piccolo-borghe

se. C’è poco da ironizzare: chiunque sa che è molto

più difficile affrontare il quotidiano, che vivere un’im-

presa eroica.

PHILL-MR.SMITH -Una volta tanto sono d’accordo con te. Anch’io sono

stato fissato per sempre nel clichè del signore di mezza

età, dell’impiegato medio, condizionato dalle abitudini,

senza alcuna personalità, senza alcuna idea da esprime-

re. Per denunzia, dicono. Ma denunzia di che? No, bi-

sogna cambiare tutto: devo riscrivermi. E qui avrò il

modo e il tempo per farlo.

PALMER- SONJA -Anch’io sono tutt’altro che soddisfatta. Non mi sento

quel personaggio patetico, lacrimoso, che per tanto

tempo ho dovuto portarmi addosso. Vorrei provare a

rivivere la mia storia in modo più concreto, più aderen-

te alla mia personalità.

BED-MIRANDOLINA - Mi conoscete. Sapete qual’è il mio lato debole. Ebbene

il ruolo della donna adorata, corteggiata, mi è congenia-

le. Ma non mi si attagliano gli intrighi, le macchinazio-

ni, che si è preteso di attribuirmi. ( Rivolta a Kook -

Otello ) Ora che hai sentito le nostre opinioni, dicci

la tua.

KOOK- OTELLO - Vi ho ascoltato con molto interesse, ma non sono an-

cora in grado di esprimermi. Devo abituarmi a questa

nuova condizione. Ma continuate pure nei vostri

discorsi.

GREY - CIRANO - Ci sono tante altre questioni che ci stanno a cuore e di

cui spesso parliamo; ad esempio, del teatro in sè...

PHILL-MR.SMITH - ...un teatro, che oggi come oggi non fa che ripetersi...

GREDFORD-MISS SMITH - E nessuno può dirlo meglio di noi.

BED-MIRANDOLINA - Basta dare uno sguardo ai cartelloni.

PALMER - SONJA - Sempre gli stessi autori...

PHILL-MR.SMITH - ...e le stesse commedie...

GREY-CIRANO - ... e gli stessi personaggi!

PALMER - SONIA - Una noia mortale.

BED -MIRANDOLINA -Sarebbe l’ora che apparisse sulle scene qualcosa di

nuovo, di diverso.

GREY-CIRANO -Forse la nostra scomparsa aiuterà il teatro a trovare

quello che ci vuole.

KOOK-OTELLO -Ma noi rappresentiamo qualcosa di immortale, di universale! Siamo, per così dire,dei prototipi, validi per ogni epoca e per ogni paese. E poi, è innegabile che il teatro abbia fatto dei progressi attraverso i secoli, abbia tentato vie sempre nuove, nuove forme espressive...

GREDFORD-MISS SMITH - Sì, va bene; non dico di no...Ma poi tutto pare

essersi fermato, bloccato...mentre il progresso

dovrebbe continuare. Bisogna cambiare...

PALMER-SONJA - ... offrire qualcosa di più aderente ai tempi.

PHILL-MR.SMITH - I problemi non mancano.

GREY-CIRANO - Forse mancano gli autori.

BED-MIRANDOLINA -O semplicemente il coraggio di farli emergere.

PALMER-SONJA -E’ colpa degli impresari, che non voglio-

no correre rischi con nomi che non dicono ancora

nulla.

PHILL-MR.SMITH -Di chiunque sia la colpa, occorre finirla. Ci

vuole una bellissima ventata d’aria fresca.

BED-MIRANDOLINA -E che dire poi degli attori, le persone che ci sono

più vicine, perchè hanno il compito di calarsi nei

nostri panni e di interpretarci?

PALMER- SONJA -Solo pochi sono all’altezza di farlo con una certa

dignità.

PHILL-MR.SMITH - Gli altri hanno la tendenza ad esagerare...

GREDFORD-MISS SNITH - ...ad enfatizzare gesti e parole...

GREY -CIRANO - ...scostandosi completamente dalla vita vissuta.

BED MIRANDOLINA - Così il teatro diviene sinonimo di falso...

PALMER- SONJA - ...qualcosa di poco credibile...

PHILL-MR.SMITH - ...e questo allontana il pubblico, che non si ri-

specchia più nè nelle situazioni rappresentate

nè nei personaggi che gli attori gli propongono.

GREDFORD-MISS SMITH - Dovrebbero imparare dal cinema...

GREY-CIRANO - ...che cattura subito l’interesse dello spettatore...

BED-MIRANDOLINA - ... per la sua naturalezza...

PALMER - SONJA -...per il tipo di parole usate, che sono quelle co-

muni, quelle parlate da tutti...

PHILL-MR.SMITH -...per le questioni affrontate...

GREDFORD-MISS SMITH - Anche se il cinema, naturalmente, rimane

tutt’altra cosa: un’arte a sè...

GREY-CIRANO - Ma insomma, il teatro è prima di tutto comunica-

zione...e se questa difetta...è spacciato...

BED-MIRANDOLINA - Penso che per cambiare le cose come vogliamo

noi, ce ne voglia di tempo!

PALMER-SONJA - Occorre una nuova generazione di autori, di in-

terpreti, di registi.

PHILL- MR.SMITH - Aspetteremo. Tanto qui il tempo non esiste. Non

ci sono nè orologi nè calendari.

KOOK-OTELLO - Devo riflettere su ciò che avete detto. Ora come

ora, mi sento confuso...

GREDFORD-MISS SMITH - Non ti preoccupare.E’ abbastanza naturale che

che sia così. Importante per ora è che tu abbia raggiunto questa dimensione...

GREY-CIRANO - ...che ti senta libero come noi, senza riflettori,

suggeritori, fischi ed applausi.

SCENA SETTIMA

Detti, primo e secondo spettatore, una spettatrice

1° SPETTATORE - ( Balzando in piedi, di scatto ) Come, come? Ma

che andate dicendo! E noi allora chi siamo, che ci

stiamo a fare qui? Ci avete preso per degli imbecil-

li. E’ dall’inizio che sentiamo solo sciocchezze. Ora

basta! ( Brusìo in sala )

2° SPETTATORE - Ha perfettamente ragione. E’ un’indecenza. A che

punto siamo arrivati. Dovremmo andarcene subito

e farci rimborsare il biglietto.

KOOK-OTELLO - ( Al pubblico ) Come...come osate parlare in questo

modo? ( Ai suoi compagni ) Ma non mi avevate det-

to che saremmo spariti dal mondo, che non avremmo

mai più avuto a che fare con il pubblico?

GREY-CIRANO - ( Smarrito ) Così avrebbe dovuto essere.

1° SPETTATORE - Se non siamo spettatori, cosa siamo? Fantasmi,forse?

2° SPETTATORE - ( Urlando ) Buffoni! Buffoni! ( Mormorio crescente

in sala)

BED-MIRANDOLINA - ( Al pubblico ) Prego, un po’ di silenzio.Abbiate ri-

spetto almeno per le signore!

1° SPETTATORE - Mi faccia il piacere!

PALMER-SONJA - Faccia il piacere lei!

PHILL-MR.SMITH - Scusate se mi intrometto, ma qui ci vuole una spie-

gazione.

GREDFORD-MISS SMITH -Ecco quello che ci vuole: una bella spiegazione.

1° SPETTATORE -E la vorreste dal pubblico la spiegazione? Ora si pas

sa ogni limite!

2° SPETTATORE -Cose da pazzi!

KOOK-OTELLO -La voglio io,la spiegazione. Ma come? Mi si dice,

mi si assicura che qui c’è finalmente la pace, la se-

renità; che si cade nell’oblio assoluto...e, invece,mi

ritrovo davanti...davanti a un pubblico che rumoreg-

gia, che scalpita. Ma che panzane mi avete raccon-

tato?

1° SPETTATORE - Panzane, caro Otello. Hai detto bene. Ti hanno pre

so per il naso e tu ti sei lasciato abbindolare come

uno sprovveduto qualunque. Mi meraviglio di te,

che sei una persona seria.

SPETTATRICE - Mi scusi, signore...sì, proprio lei...che diritto ha di

interrompere la recita, di interloquire in modo così

...così inopportuno...e così inurbano?

1° SPETTATORE -Ne ho tutto il diritto. E non devo certo delle spiega

zioni a lei!

SPETTATRICE - La verità è che lei non ha capito niente; e fa tutto

questo fracasso per il dispetto che prova.

1° SPETTATORE - Non vorrà dire, per caso, che, invece, lei ha capito

qualcosa di tutta questa porcheria?

SPETTATRICE - Fino a quando non si è messo ad urlare, stavo se -

guendo...ora mi ha fatto perdere il filo...

1° SPETTATORE - Ah, sono io che le ho fatto perdere il filo...senti,

senti...

2° SPETTATORE - ( Prendendo per un braccio la sua compagna, e

facendosi strada tra gli spettatori ) E’ troppo.

Andiamocene. Permesso...permesso... ( esece

ancora protestando ).

KOOK-OTELLO - ( Ai compagni ) Insomma, si può sapere dove sono

finito? Volete dire qualcosa?

1° SPETTATORE - Che cosa vuoi che ti dicano? Dovevi immaginare che

non saresti potuto sparire così,all’improvviso,senza

lasciare traccia...un personaggio di teatro del tuo

stampo! E difatti non sei sparito. Sei in un teatro.

Perchè questo, se non te ne sei accorto, è proprio

un teatro, con tanto di regista, di suggeritore, di sce-

nografo e, ti piaccia o non ti piaccia, anche di pub-

blico!

GREY-CIRANO - ( Sconsolato ) Ci eravamo illusi di poter sfuggire

a questa macchina infernale. Tutto inutile!

1° SPETTATORE - Logico. Nessuno di voi può vivere di vita propria.

Per essere, anche così come siete, penosamente tra-

sformati, avete avuto bisogno di un autore e di un

apparato scenico.

SPETTATRICE - Ora basta, per favore. Lei ha rotto completamente

l’incantesimo, l’atmosfera di sogno che si era crea-

ta. L’unico difetto di questo lavoro è che non è fat-

to per gente come lei.

1° SPETTATORE - Ah,sì? E allora sa che cosa le dico? Che glielo la-

scio volentieri, a lei e agli intellettualoidi come lei.

Arrovellatevi la testa con tutti questi falsi problemi.

Per me Otello è Otello e Cirano è Cirano...e basta!

KOOK-OTELLO - ( Al 1° spettatore ) Ma non capisce che io soffro

in questo ruolo maledetto?

PALMER-SONJA - Io non ne posso più!

1° SPETTATORE - E allora non fate niente, che è meglio. Non afflig-

gete la gente! ( Rivolto alla platea ) Non so che

cosa ne pensiate voi. Io seguo l’esempio di quel

signore che se n’è già andato( sfila tra le poltrone

ed esce)

SPETTATRICE - Oh, finalmente! Così si potrà riprendere da dove

si era rimasti.

KOOK-OTELLO - Non ne ho la minima intenzione.

GREY-CIRANO -Nemmeno io.

PHILL-MR. SMITH -E adesso che si fa?

GREDFORD-MISS SMITH - Se c’è salvezza, è solo dietro le quinte!

Tutti corrono a nascondersi dietro il paravento.

SCENA OTTAVA

Phill, Kook, Grey, Gredford,Palmer, Bed e Moller

La luce in scena ritorna alla tonalità iniziale.

Phill, Kook, Grey, Gredford, Palmer e Bed escono da dietro il paravento,indossando ora i loro impermeabili, cappotti e pellicce come nella prima scena, e si dispongono in silenzio a sedere attorno al letto di Moller.

MOLLER - ( A Phill ) Arthur, avvicinati...

PHILL - ( Avvicinandosi ) Sì, Fred. Che c’è?

MOLLER - Stai tranquillo, Arthur. La nuova commedia è pronta.

Nel dormiveglia mi è parso addirittura di vederla reci-

tare. Ti assicuro: sarà un successo, un grande successo.

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