Carriera di un angelo custode

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CARRIERA DI UN ANGELO CUSTODE

                              CARRIERA DI UN ANGELO CUSTODE

ATTO UNICO

DI ROBERTO TEMPERINI 

PERSONAGGI:

GIULIO VERNACCHIA    avvocato di successo

ANNA                                               moglie

CINZIA                                 figlia

ELENA                                  amica della moglie

RENZO OCCHETTI            l'amante dell'amica della moglie

ROBERT                               cameriere

RAFF                                     angelo custode

GABRI                                  II angelo custode

                                                          

                                  

E' sera. Siamo nell’appartamento dell' avv. Giulio Vernacchia; esattamente nello studio dove

egli abitualmente lavora. La scena è composta da: una scrivania, posta sulla destra del

palco con una poltrona vecchio stile; di fronte alla scrivania vi sono due sedie; sullo sfondo

vi è una libreria con a fianco una finestra; di fronte, sulla sinistra, due porte, una che dà in

cucina e l'altra alle camere, sulla destra a fianco della scrivania vi è un'altra porta che dà al

bagno; il telefono ed un campanello sono poggiati sulla scrivania insieme a scartoffie varie,; in terra vi è un largo tappeto persiano; una pianta esotica e dei quadri fanno da sfondo.

                                                           SCENA I^

                                               GIULIO - ROBERT - RENZO

(Giulio è intento al suo lavoro. Suona il campanello; poco dopo entra in scena Robert)

ROBERT        Dica?

GIULIO         Fai passare quel signore in attesa...

ROBERT        ...da due ore!  (sottolinea)

GIULIO         E allora? Ho avuto da fare...Non debbo rendere conto a te!

ROBERT        (uscendo)  Poi ci lamentiamo che c'è poco lavoro...

GIULIO         Mi sembra che il tuo stipendio corre...e come corre!   (parlando tra sé)

                        Questo cameriere, è stata l'ultima scoperta di mia moglie. Lo voleva

                        chic all'inglese...Eccolo qua, altro che inglese! Questo di straniero

                        ha solo il nome e quell' "OK" che ogni tanto butta là.

                       

                        (entra Renzo)

RENZO          Avvocato, Buongiorno!

GIULIO         (gli stringe la mano)  Buongiorno!  Prego si accomodi.

RENZO          Grazie.

GIULIO         Con chi ho il piacere di parlare?

RENZO          Mi chiamo Renzo, Renzo Occhetti...Sono venuto qui per una questione

                        di estrema importanza...

GIULIO         Mi dica...non abbia timore; noi avvocati siamo, talvolta, come il confessore..

RENZO          La ringrazio avvocato, ma, in effetti, non è di me che le volevo parlare...

GIULIO         No? Forse di qualche suo amico o parente? ...Sua moglie?

RENZO          Veramente... sono qui per parlare di lei.

GIULIO         Di me?

RENZO          Si, di lei...

GIULIO         ...Mi sembra di non aver avuto mai il piacere.....

RENZO          Infatti. Lei non mi conosce, ma io si.

GIULIO         Ebbene?

RENZO          Ha presente una certa Elena?

GIULIO         (imbarazzato) ...Certo...certo. E' la migliore amica di mia moglie...

RENZO          ...E la sua!

GIULIO         Certo anche la mia. E' naturale, che essendo amica di mia moglie..lo

                        sia anche per me.

RENZO          E già! Così sarebbe tutto a posto! Se non fosse per il fatto che, Elena,

                        è anche la mia donna!

GIULIO         (impietrito)  Sua donna?!

RENZO          Sorpreso?

GIULIO         ...Ma...ma mi ha sempre assicurato che....

RENZO          ...Che nella sua vita non c'era altro uomo che lei?

GIULIO         Eh!

RENZO          La stessa cosa che ha sempre detto a me.

GIULIO         (Cadendo sulla sedia) Questo non me lo sarei mai aspettato...da Elena,

                        così dolce...così sincera...

RENZO          Così puttana!

GIULIO         Non esageriamo. Forse c'è un errore di persona...

RENZO          Nessun errore! Ormai, con Elena, ho già avuto delle spiegazioni;

                        ed è lei, che dopo una mia forte pressione, ha fatto il suo nome.  Così ho

                        preso informazioni sul suo conto. E, debbo dire che, in effetti, risultava                                       essere una persona onesta; tutto casa e lavoro...invece...

GIULIO         Può accadere...mi creda, può accadere....

RENZO          Ma tra tante donne al mondo, a lei, doveva piacere proprio la mia amante?

GIULIO         (pausa) Ho capito bene, amante?...Sarebbe a dire che anche lei è sposato?

                        Tale e quale a me?

RENZO          Non proprio come lei. Io sono un operaio, guardi le mie mani, (le mostra). La-

                        voro saltuariamente ...quando posso...ed oltre una moglie ho anche due figli.

GIULIO         Ed è venuto qua per fare la morale a me? Quando lei, sta nelle identiche con-

                        dizioni mie, se non peggio.

RENZO          Peggio! Peggio! Ha detto bene! Perché io, a differenza sua, sono veramente

                        innamorato di Elena!

GIULIO         Chi le dice che io non lo sia?

RENZO          E' semplice. Lei è ricco; e sicuramente, per lei sarà un capriccio...La lasci...

                        Dia retta a me. Con i suoi soldi ne può trovare mille di donne disposte a farle

                        piacere.

GIULIO         Mi rammarica deluderla; ma io non ho nessun’intenzione di lasciarla! Perché,

                        lei non mi crederà, ma io la amo come non ho amato nessuna donna al mondo!

                        Non posso vivere senza di lei.

RENZO          (pausa) Come vuole. Allora: "muoia Sansone con tutti i Filistèi!"

GIULIO         Che vuol dire?

RENZO          Visto come stanno le cose, sicuramente, tra i due, Elena sceglierà lei. Per

                        forza! Avvocato con un sacco di soldi! Credo di avere poche probabilità. Ed

                        allora, io dico: non l'avrò io, ma non l'avrà nemmeno lei!

                        (tira fuori una pistola gliela punta contro)

GIULIO         Fermo! E' impazzito!  (con atto di coraggio gli si butta addosso e ne nasce una

                        colluttazione parte un colpo) Robert! Robert! (Robert accorre)

ROBERT        Che succede?! Ho udito uno sparo! Accidenti! Ma questo è armato! (gli toglie

                         di prepotenza la pistola che poggia sulla scrivania)  Lo tenga fermo!

RENZO          Mi lasci! Mi lasci!  (sguscia dalla presa e fuggendo si gira  e grida) ...Non

                        creda che sia finita qui! Ci rivedremo! (esce)

                                                           SCENA II

                                  

                                                    GIULIO - ROBERT

GIULIO         Un momento!..Parliamone! (gli urla dietro)

ROBERT        Che tipaccio! E' ferito?

GIULIO         No, parrebbe di no...strano in quell'attimo ho avuto la sensazione che fosse

                        finita per sempre...

ROBERT        Vedrà che la pistola è caricata a salve. (la prende, controlla i proiettili) Altro

                        che! Questi sono dei proiettili calibro nove, ed hanno l'aria di essere idonei

                        ad abbattere un rinoceronte.

GIULIO         Mi avrebbe ucciso senza pietà !(incredulo) Quel tizio è un potenziale assassino!

                        ...Guarda, guarda , (indicando un foro nella zampa della scrivania) Guarda

                        dove si è conficcato quel male...che dico?! Benedetto proiettile!

                       

ROBERT        Non ci resta che chiamare la polizia e denunciare...

GIULIO         (lo interrompe bruscamente) No! Assolutamente no!

ROBERT        Mi scusi, avvocato, se insisto, ma quel tizio, anche se non so per quale motivo,

                        credo che ce l'abbia a morte con lei: E se per questa volta ha fatto fiasco, non

                        è detto che non ci riprovi..

GIULIO         No!  Non ha importanza ...E' una cosa che si aggiusterà...almeno spero.

ROBERT        Ok, ok, come vuole. D'altronde la mia preoccupazione era rivolta, sempli-

                        cemente al mio stipendio. In ogni modo, se mi volesse confidare il motivo di

                        tutto quello ch'è successo...rimarrebbe tra me e lei...

GIULIO         Sono affari che non ti riguardano!

ROBERT        Si, però, quando ha avuto bisogno, dico, in quel momento, non ha esitato a

                        fare il mio nome...

GIULIO         Lo credo bene! In casa oltre me, c'eri soltanto tu, non vedo chi altri avrei

                        potuto chiamare!

ROBERT        Che so, io. Lì c'è una finestra..si sarebbe potuto affacciare e chiedere aiuto al

                        primo poliziotto che passava...

GIULIO         Va bene, ho capito...(tira fuori un biglietto da centomila lire e glielo porge)

                       

                        Ecco! Per il tuo intervento eccezionale.

ROBERT        (arraffa i soldi) Ok! Se proprio insiste...

GIULIO         Oh! Però, riguardo a questa storia, mi raccomando! Non te ne uscire con nessuno

                        della famiglia!

ROBERT        (con le dita fa la croce sulle labbra) Muto come un pesce.

GIULIO         Bene. (guarda l'orologio) Tra un po’ dovrebbe rientrare mia moglie. Io

                        esco. Tu apri la finestra ché c'è odore di polvere da sparo. Non vorrei

                        che, sospettosa com'è, ti facesse delle domande imbarazzanti...

ROBERT        ...Anche se fosse...dico...io non parlo!

GIULIO         Ci credo, ci credo...Ma sai tante volte, la carne è debole...e di fronte a

                        qualche centone...

ROBERT        (offeso) Lei mi offende!

GIULIO         Va bene, va bene...Come non detto.   (esce)

                                               SCENA III

                                   ROBERT - ANNA - CINZIA

Robert apre la finestra e mette un po’ d'ordine per la stanza parlando tra sé.

ROBERT        Hai capito, l'avvocato! Il professionale!... Il serio! Non vuol far sapere

                        il fatto alla mogliettina! E' chiaro, che una persona che non aveva nulla da

                        nascondere, dopo uno spavento del genere, minimo avrebbe chiamato i

                        carabinieri! Qui gatta ci cova. Ed io non posso restare all'oscuro. Lo faccio

                        per il suo bene.

                        (fruga nelle carte sul tavolo alla ricerca di qualche prova. Rimette tutto in

                        ordine, sentendo la voce di Anna che lo chiama.)

                        Accidenti! Quell'arpia  è già qui!

ANNA                       (f.c.) Robert! Allora …? Dove ti sei cacciato?

ROBERT        Sono nello studio di suo marito.

                        (Anna entra)

ANNA                       Bene Robert! Bravo! Vedo che hai messo tutto in ordine. Ora se non ti di-

                        spiace, dovresti pensare alla cena.

ROBERT        (accentuando un'inflessione inglese) Certo Signora: provvederò immediata-

                        mente. (fa per andare)

ANNA                       Un momento! Vieni qua! (Robert le si avvicina ed Anna gli aggiusta il farfalli-

                        no) Sai quanto ci tengo! Devi essere sempre in ordine!

ROBERT        Mi scusi, signora, non succederà più. ....E' stato un attimo di noncuranza.

ANNA            E no! Non è così semplice! Ora, per farti perdonare, mi devi dire dove è

                        andato mio marito questa mattina.

                       

                        (entra Cinzia sulla frase di Anna)

ROBERT        Veramente...non saprei...

CINZIA         Mamma, (voce puerile) la finisci con questa tua gelosia ossessiva!

ANNA                       Gelosa? La mia è pura informazione di una moglie che chiede di suo

                        marito: Mi sembra di essere nel pieno diritto...

CINZIA         E' sempre la stessa storia. Ma chi vuoi che se lo prende papi? Con

                        quel pancione e quella testa pelata che si ritrova!

ROBERT        Giusto!

ANNA                       Come?

ROBERT        Dicevo che è arrivato giusto il momento che io vada in cucina a preparare

                        la cena..

CINZIA         Ricordati che io debbo mangiare leggero...la mia linea...

ROBERT        Ok. (riprendendosi) Certamente, come sempre, trota al vapore con contorno

                        di purè di patate.

CINZIA         Bravo!  Ora puoi anche andare.

ROBERT        Grazie. (esce)

                                               SCENA IV

                                          ANNA - CINZIA

ANNA                       La devi smettere di riprendermi davanti a Robert! Non sta bene.

CINZIA         Che cosa ho detto di male? E poi, Robert, da buon cameriere, fa sempre

                        finta di non sentire.

ANNA                       Lo dici tu. Sapessi le storie che mi ha raccontato sulla famiglia dove prestava

                        servizio prima di venire qui da noi...

CINZIA         Per forza! Lo hanno cacciato in una maniera così brutale...

ANNA                       Ah si? E a te chi te lo ha detto?

CINZIA         Lui.

ANNA                       Sei arrivata a tal punto di confidenza? (siede dietro la scrivania al posto di Giulio)

CINZIA         Certo, che male c'è?

ANNA                       C'è...c'è...che lui è il servitore e tu sei la padrona. Devi mantenere le distanze...

CINZIA         Che idee! Come sei antiquata!

ANNA                       (notando la pistola sopra la scrivania) E questa da dove è uscita fuori?

CINZIA         Cos'è?

ANNA                       Da quel poco che me ne intendo; sembrerebbe una pistola!

CINZIA         Una pistola? Ma papi non ha mai avuto pistole...

ANNA            Che avesse intenzione di uccidere qualcuno?

CINZIA         Forse sarà di un suo cliente che se l'è dimenticata.

ANNA                       Voglio sentire Robert. Vuoi vedere che lui n’è a conoscenza.

CINZIA         Ma lui che c'entra, poverino...

ANNA                       (suona  il campanello e ad alta voce chiama Robert più volte) Robert!

                        Robert!

                                               SCENA V^

                                   ROBERT - ANNA CINZIA

ROBERT        (Robert entra) La Signora ha chiamato?

ANNA                       Volevo chiederti, se tu sai nulla al riguardo. (gli mostra l'arma)

ROBERT        (finto imbarazzo) Quella?...Quella?...  Ma certo, è una pistola.

ANNA                       Lo so da me. Conosci, per caso, la storia di questa pistola ed il motivo

                        per il quale è finita sulla scrivania di mio marito?

ROBERT        Sinceramente...no...

CINZIA         Dai, Robert! Non dire bugie, ti si legge in volto che menti.

ROBERT        Non è mia abitudine mentire!

ANNA                       D'accordo. Diciamo, allora, che vuoi mantenere un segreto.

ROBERT        (furbescamente) E' probabile.

CINZIA         Se proprio non vuoi dirci la verità, almeno, facci sapere se c'entra

                        mio padre.

ROBERT        (indeciso) Vede signorina..sono cose molto delicate...non saprei....

                        (Giulia gli mette in mano una banconota da 10 mila lire. Robert le

                        guarda) E' una verità che è ancora lontana...(Giulia gli mette in mano

                        una banconota da 50 mila). ..Quella pistola in effetti riguarda il sig.

                        Giulio, ma non so bene di cosa si tratti..(Giulia gli mette in mano una banconota

                        da 100 mila. In quel momento Robert diventa più che mai confidenziale)

                        Ora rammento! Prima che veniste voi, stava per accadere una tragedia!

ANNA - CINZIA (insieme) Una tragedia?

ROBERT        Eh si! Proprio una tragedia! E se non fossi intervenuto io, sicuramente ci

                        sarebbe scappato il morto!

ANNA                       Addirittura?!

ROBERT        Eccome no! Suo marito era in studio con un signore, che io avevo fatto entrare

                        poco prima . Un brutto ceffo. Ma sa, l'avvocato, ne conosce di questi tipi...

ANNA                       Fa parte del suo lavoro...

ROBERT        Infatti, lì per lì, non ci ho fatto caso; e l' ho fatto accomodare. Se non che, poco

                        dopo...poco dopo...

CINZIA         Poco dopo?

ANNA                       E forza! Non farci stare sulle spine!…Poco dopo?

ROBERT        (si guarda intorno) Dalla stanza ho udito un colpo di pistola e subito dopo

                        la voce dell'Avvocato che m'implorava "Robert! Robert!" Naturalmente io

                        sono accorso immediatamente e l' ho trovato che lottava con quel tizio...

CINZIA         E' rimasto ferito?

ROBERT        Chi?

CINZIA         Come chi? Ma papi! .

ANNA                       E' grave? E' per questo che non lo abbiamo trovato in studio (spaventata)

                        Sarà andato in ospedale per farsi medicare...

ROBERT        (le rassicura) Macché! Neanche un graffio! E modestamente, anche per

                        merito mio!

CINZIA         Bravo Robert! L' ho sempre pensato che sei gagliardo!

ANNA                       Cinzia! Che maniere! Stai al tuo posto!…(a Robert) E poi che altro è

                        successo?

ROBERT        Nient’altro. Quel tizio se n'è andato minacciando l'avvocato, che si sarebbe

                        fatto rivedere.

ANNA                       Ma dico io, anche mio marito, mi avrebbe potuto aspettare per raccontarmi

                        un fatto del genere!..Poteva chiamare la polizia!

ROBERT        Gliel' ho suggerito, ma non ha voluto.

CINZIA         E perché?

ANNA                       Già! Non riesco a capire, un avvocato esperto come lui...Adesso appena

                        rientra  gliene dico quattro...

ROBERT        La prego, signora! Suo marito mi ha ordinato di non parlare con nessuno di questa                      storia; e se lei...

ANNA                       Con nessuno!? Neanche con me?!

ROBERT        Soprattutto! (si tura la bocca consapevole di essersi tradito)

ANNA                       Ah! E' così! Allora , sicuramente mi nasconde qualcosa. Il cuore mi dice che

                        c'è di mezzo sicuramente un'altra donna!

CINZIA         Oddio! Mamma! Sempre con questa tua assurda gelosia!

ANNA                       (arrabbiatissima) E allora? Mi dici, cosa sono tutti questi segreti che ha   

                        nei miei confronti?! E non è la prima volta! Anche in altre occasioni  mi ha

                        mentito; sempre scuse. Un giorno aveva a che fare con dei clienti; un altro

                        con il tribunale; poi tornava a casa tardi per delle cene di lavoro...Insomma,

                        questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso! Lo aspetterò! Mi deve dei

                        chiarimenti! Dovessi anche restare in piedi tutta la notte!

ROBERT        (vedendo la mal parata) Se lei permette, signora, io vado.

ANNA                       Vai pure...e grazie!

                        (Robert esce e Cinzia sta per andare con lui; Anna la ferma)

                                              

SCENA VI

ANNA - CINZIA - GIULIO

ANNA                       No! Cinzia! Tu resti con me!

CINZIA         Ma che vuoi che resti a fare?

ANNA                       Sei adulta e devi venire a conoscenza di che pasta d'uomo è fatto tuo padre!

CINZIA         Ma io desidero andare a vedere la televisione..C'è Stallone! E non me lo voglio

                        perdere! (fa per andare)

ANNA                       No! Ho detto che resti con me e resti! Chiaro!

CINZIA         Uffa!  Che lagna!    (siede piagnucolando su una sedia)

                        (squilla il telefono. Anna risponde)

ANNA                       ...Studio Avvocato Vernacchia...pronto?..Pronto?...Pronto! (alla figlia)

                        Visto! L'amichetta, ha sentito la mia voce ed ha riattaccato!

CINZIA         Ma quale amichetta! Sarà stato qualcuno che ha sbagliato.

ANNA                       Povera ingenua, che cosa credi? Gli uomini sono la peggiore specie che ci sia

                        sulla terra.

CINZIA         A me piacciono! 

ANNA                       Lo credo, te ne accorgerai quando sarai sposata...

                        (entra Giulio si ferma sulla porta)

GIULIO         Che cosa fate qui nello studio? Non è ora di cena?

ANNA                       E' ora di cena anche per te! Dove sei stato?

GIULIO         Anna, per favore, non ricominciamo con i soliti interrogatori...

CINZIA         Ha ragione! Non se ne può più!

ANNA                       Non certo per colpa mia. Il signorino qui, da un po' di tempo a questa parte

                        ha dei segreti!

GIULIO         Ma quali segreti...Io lavoro tutti i santi giorni! E mi sembra che non vi faccia

                        mancare nulla!

ANNA                       Lavoro?! Lavori in casa; quando esci; e anche quando fai a revolverate con

                        questa? (gli mostra la pistola)

CINZIA         (preoccupata) Mamma, attenta! Potrebbe essere carica!

GIULIO         Te l' ha raccontato, te l' ha raccontato eh? Il tuo " Fido". Adesso capisco quella

                        tua smania di assumere un cameriere "inglese"! Ma non è come pensi tu!

ANNA                       (con sfida) A no? E allora sentiamo la vera versione dei fatti!

GIULIO         E' semplice...Ho perso una causa...e quel signore voleva vendicarsi...

CINZIA         ...Ti avrebbe ucciso per così poco?

ANNA                       Allora mi spieghi perché non hai chiamato la polizia?

GIULIO         Sono uscito, poco prima, proprio per denunciarlo ai carabinieri, ma poi

                        strada facendo, ci ho ripensato...

ANNA                       E perché?

GIULIO         Semplicemente, perché quel tizio, tutto sommato, è più disperato di me.

CINZIA         Bravo papi! Tu sì che sei buono...

ANNA                       Cretino! Direi; cretino! Dove lo metti il fatto che potrebbe tornare ancora

                        e, questa volta, accopparti sul serio?

GIULIO         E' un rischio che debbo correre.

ANNA                       Voglio augurarmi che tutto quello che mi hai detto è vero. Ma guarda! Ti

                        avverto, se c'è qualche altra svergognata sotto questa storia, come già altre volte

                        è capitato e tu lo sai bene, non avrò più comprensione per te. Ti lascerò per

                        sempre!

GIULIO         Che cosa dici?! Certe cose davanti alla bambina...

ANNA                       Bambina?! Cinzia, ha più che l'età per capire. E già! Tu, in tutti questi anni,

                        non hai vissuto in questa casa. Tua figlia ti è cresciuta sotto gli occhi e non te

                        ne sei accorto!

GIULIO         Adesso basta! Lasciami in pace! La tua gelosia mi ha stancato!

ANNA                       Certo! Me ne vado! Ma ricordati che la cosa che mi dà più fastidio è di dover

                        passare da idiota! (a Cinzia) Andiamo! Robert dovrebbe aver preparato la

                        cena.

                                               (le due si avviano in camera)

CINZIA         Mamma, ti vuoi calmare! Cerca di ragionare...

ANNA                       ..Lo conoscerai tuo padre! Eccome se lo conoscerai!

                                                          

SCENA VII

GIULIO - RAFF - ROBERT

GIULIO         Lo dovevo immaginare, quel fetente di un cameriere! E non lo posso licenziare

                        perché Anna lo protegge. Per forza! Le fa la spia in continuazione. Sicuramente

                        le avrà raccontato ogni mia piccola avventura passata..

                        (dal fondo della stanza; dal bagno compare un essere piuttosto piccolo

                        e vestito con un manto bianco ed una cintura dorata e con dei riccioli biondi.

                        E' alle spalle di Giulio che non lo nota e continua nel soliloquio)

                        Ma questa volta starò molto attento. Nessuno dovrà sapere del mio amore per                             Elena. Se poi, Anna scoprisse che si tratta della sua migliore amica...

RAFF             Ehi! Ehi!

GIULIO         Chi è? (si guarda intorno spaventato)

RAFF             Ehi! Sono qui!

GIULIO         E lei chi è? Guardi se cerca soldi, non li tengo mai in casa! E attenzione! Ho

                        anche una pistola! (la prende in mano minacciandolo)

                       

RAFF             (voce puerile) Con quella non ci fai nulla; è scarica.

GIULIO         ( prova a sparare la pistola fa clic)Cosa vuole da me? E com'è conciato?!

RAFF             Quante domande? Una alla volta!

GIULIO         Chi è lei? Com' è entrato? E' un sicario di quel Renzo Occhetti ed è venuto

                        per uccidermi? E come fa a sapere che la pistola è scarica?

RAFF             OK ! Vediamo di rispondere a tutte queste tue curiosità. Naturalmente non ci

                        crederai, ma io sono il tuo Angelo custode. Lo so; mi vedi, sono di carne ed

                        ossa, ma, questo vale solo per te: quindi, non sono entrato; sono apparso e

                        naturalmente non ho nessuna intenzione di ucciderti. Scherzi! Mi rovinerei

                        la vita eterna! Quindi puoi anche capire come mai sapevo che la tua pistola era

                        scarica. Come adesso ti posso dire che stai per ricevere una telefonata da par-

                        te di una tua cara amichetta...

                        (squilla il telefono)

GIULIO         (lo fissa incredulo mentre va a rispondere al telefono) Pronto? (si addolci-

                        sce) Sei tu? ...Ti ho cercato qualche ora fa. Dove eri?...Va bene...D’accordo!

                        Certo!  Per poco non mi ammazza!...Se non è niente per te, per lui non è così!

                        ...Mi preoccupo, eccome!  Mia moglie?...Ancora  non sa chi sei, (lancia delle                                occhiate a Raff) Non posso..non sono solo....un tipo strano ...pensa dice di

                        essere il mio Angelo custode...(ridacchiando) Dovessi vedere come è vestito!                              (parlando sottovoce)

RAFF             Giulietto bello! E' inutile che parli sotto voce, ti sento ugualmente!

GIULIO         Accidenti!...No! ...Non ce l' ho con te...Bene ora ti saluto. Ci vediamo domani

                        così decidiamo il da farsi. ...Vieni pure al mio studio...si ...si ...si ...certo...

                        a domani..(gli manda dei baci per telefono, notando che Raff lo osserva, posa

                        il ricevitore con imbarazzo)

RAFF             Bravo! Lo sai che questo è adulterio?

GIIULIO        Senta lei! Come diavolo si chiama! Se ne vuole andare! L'uscita è di là!

RAFF             Mi chiamo Raff! Lascia in pace Belzebu', che, a nominarlo troppo spesso, po-

                        trebbe esserci il pericolo di vederselo comparire. Sai, a lui, piacerebbe..mo-

                        strarsi; non gliene dare occasione...anche se...

GIULIO         Anche se?

RAFF             Finché io sono qui, non oserebbe.

GIULIO         Senta, glielo chiedo con le buone, prima che chiami i carabinieri, la prego

                        se ne vada!

RAFF             Pur di farti contento lo farei, ...ma ...non posso.

GIULIO         Perché, non può? E' facile, quella è la porta, esce....

RAFF             Non è così semplice per un Angelo....

GIULIO         (credendo di aver a che fare con un pazzo decide di assecondarlo) Come 

                        sarebbe? Non volano, forse, gli Angeli?..Eh?... Certo! Hanno le ali apposta!

                        Così lei vola per il corridoio; scende in strada ed è libero di andare dove vuole,

                        magari a cercare qualche altra anima più bisognosa delle mia!

RAFF             Non posso!

GIULIO         (spazientito) Perché no?!

RAFF             Perché sono stato assegnato a te.

GIULIO         Senti, ragioniamo! Posso darti del tu? (pazientemente)

RAFF             Devi! _Siamo quasi la stessa persona....

GIULIO         Certo... certo...Allora. Tu dici di essere un Angelo; io dico di no. Tu, allora,

                        per dimostrarmi che lo sei, mi devi dare una valida ragione per crederti...almeno

                        una prova, per intenderci...Ma, se io riesco a smontare questa tua prova...

                        in tal caso...in tal caso.... te ne vai tranquillamente. D’accordo?

                       

RAFF             D’accordo!

GIULIO         Dunque...(pensandoci) Ah! Ecco!...Da ragazzo mi piaceva fare una certa cosa...

                        Che cosa?

RAFF             Ma, naturalmente fornicare! Altro se fornicavi!

GIULIO         Troppo facile! Quello lo fanno tutti i ragazzi!

RAFF             E quella  passione per le fanciulle bionde con gli occhi azzurri? Dove la metti?

GIULIO         Facile! A chi non piacciono certe ragazze?!

RAFF             Giusto, giusto ...Ed il tuo debole per i fichi d'india,  allora? Non lo puoi negare:

GIULIO         Poi questa! Trovane una migliore!

RAFF             Ebbene! Tuttora, fai dispetti al gatto del tuo vicino tirandogli la coda!

GIULIO         No..no..Lo fa un sacco di gente.

RAFF             (pausa) Poc'anzi; ti ho salvato la vita, deviando il corso della pallottola,

                        che altrimenti ti avrebbe ucciso.

GIULIO         (sbalordisce) Come fai a sapere di quel fatto?

RAFF             Arrenditi al tuo Angelo!

GIULIO         No, non ci credo!

                        (in quel mentre entra Robert)

ROBERT        Ha bisogno di qualcosa?

GIULIO         No, no...grazie...Anzi; vieni, vieni, dimmi: conosci questo signore?

ROBERT        (guarda intorno sbalordito) Quale signore?

GIULIO         Vuoi dirmi che non vedi nessuno?

ROBERT        (guarda bene intorno poi rivolto a Giulio) Farebbe meglio ad andare a cena, in-

                        vece di starsene qui tutto solo a rimuginare l'accaduto!

GIULIO         Così vuoi farmi credere che oltre me non c'è nessun'altro in questa stanza?

ROBERT        Come no! Lì c'è Cappuccetto Rosso; là il Lupo cattivo e qui la Strega che

                        sghignazza! (ridendo ) Buonanotte! Avvocato! Vada a dormire se non ha fame!

                        Evidentemente la paura di oggi l' ha messa in agitazione!

                        (esce parlando tra sé) Sarebbe meglio non bere se non si regge l'alcol!

RAFF             Visto! Ora sei convinto!

GIULIO         Così ti devo la vita...

RAFF             Non c'è niente di male. Dopo tutto sono il tuo Angelo...

GIULIO         Bene. Perché hai deciso di farti vedere? Non mi sembra che ciò accada

                        a chiunque?

                       

                        (dalla porta che dà sulla camera si vede Cinzia che fa per entrare e poi

                        si ferma ad ascoltare. Giulio non la nota)

RAFF             Questo è vero. Infatti, di solito ci facciamo vedere da coloro che ci chiamano.

GIULIO         Vorresti dire che basta chiamarti e tu ti presenti?

RAFF             Diciamo che non è così semplice...Prima di tutto bisogna credere alla nostra

                        esistenza....

GIULIO         Se è per questo, io ancora sono piuttosto scettico...

RAFF             Aspetta! Dicevo: prima di tutto bisogna credere alla nostra esistenza; dopo di che

                        ci vuole tanto amore....Guarda che ogni angelo custode è più vicino ad ogni essere

                        umano di quello che pensi....occorre sopratutto essere buoni con gli altri..

GIULIO         Bene! Allora, debbo pensare che io sono in questo tipo di condizione...

RAFF             Il tuo caso è diverso...

GIULIO         Mi pareva.

RAFF             Per te è stata un'eccezione.

GIULIO         Cosa ho fatto, allora, di tanto interessante per meritarmi questo onore?

                       

RAFF             Questa mia presenza terrena, che soltanto tu, comunque hai il privilegio di

                        vedere, è stata una mia scelta. Sono andato contro le regole del Cielo..dicia-

                        mo....per necessità.

GIULIO         Che genere di necessità?

RAFF             Necessità tue e nello stesso tempo mie.

GIULIO         Non ti capisco!

RAFF             Lo so: E non sarà facile fartelo capire. Ma, se mi stai a sentire con molta atten-

                        zione, forse ci riusciamo; soprattutto devi credere a quello che sto per dirti.

                        (Cinzia, sempre di nascosto, rientra in camera)

GIULIO         Ci proverò. Comincia!

RAFF             Devi sapere che, quando ti fui assegnato, cioè, subito dopo la tua nascita. Io ero

                        un Angelo da poco...

GIULIO         A giudicare dall'aspetto non mi sembri migliorato...

RAFF             Infatti! A questo, in ogni caso, hai contribuito anche tu!

GIULIO         Che vorresti dire, che la colpa del tuo aspetto è mia?

RAFF             In buona parte!

GIULIO         Non diciamo eresie!

RAFF             Noi Angeli diciamo sempre la verità! E non ti permettere di contraddirmi!

GIULIO         Va bene, va bene, non ti arrabbiare...continua. Un momento! (si sentono le

                        voci di Cinzia e Giulia, a soggetto, che si avvicinano) Stanno per venire mia moglie e

                        Cinzia. Non mi va di vederle! Vieni! Andiamo di là. (esce)

                       

RAFF             Aspettami!  (lo segue)

                                                           SCENA VIII

                                               CINZIA - ANNA - ROBERT

(entrano provenienti dalla cucina Cinzia e Anna)

CINZIA         (Guarda; non vedendo nessuno bussa alla porta del bagno) Papi!

                        (non sentendo risposta l'apre) Non è neanche qui.

ANNA                       Sei sicura di averlo sentito parlare?

CINZIA         Lo giuro! Ti ripeto; mentre stavo per andare in camera mia, dal corridoio,

                        ho sentito la sua voce. Ho pensato che colloquiava con Robert. Poi, Robert mi è

                        passato vicino e mi ha dato la buona notte. Allora ho pensato che papi stesse

                        parlando al telefono. Ma, affacciandomi, ho notato il telefono al suo posto...

ANNA                       Forse, stava preparandosi per un'arringa!

CINZIA         No! Perché poi,sempre senza farmi notare, mi sono affacciata e ho visto che stava

                        parlando con qualcuno, ma, in effetti, non c'era nessuno!

ANNA                       Cioè, parlava da solo?

CINZIA         Si.

ANNA                       Come i pazzi!...Oddio mio!...Vuoi vedere che Giulio è impazzito! Fammi chiamare

                        Robert, forse egli sa qualche cosa!

CINZIA         Ma, mamma! Robert è andato a dormire poco fa!

ANNA                       E' una questione di estrema importanza...E poi Robert è pagato anche per questo!

                        (suona il campanello più volte) Lo sapevo che Giulio, con quel suo modo di

                        vivere stressante, prima o poi avrebbe ceduto! (suona ancora il campanello)

                        (nel mentre entra Robert in pigiama)

ROBERT        La signora ha chiamato?

ANNA                       Ce ne hai messo di tempo!

ROBERT        Veramente, mi ero appena addormentato...(sbadiglia) Mi scusi.

CINZIA         Però, non sei mica male in pigiama!

ROBERT        Troppo gentile!

ANNA                       Non ti ho chiamato per un semplice capriccio.

ROBERT        Lo voglio ben sperare..

ANNA                       La cosa potrebbe essere grave...Non hai notato, ultimamente, nulla di strano

                        nel comportamento di mio marito?

ROBERT        No, sinceramente, no...anche se, in effetti, poco fa...

CINZIA         Vedi che ho ragione?

ANNA                       Lascialo dire!

ROBERT        Prima di andare a dormire, attirato dalla sua voce, sono entrato qui in studio e

                        l'avvocato, appena mi ha visto, mi ha chiesto, se in questa stanza, oltre lui,                                   non vedessi altre persone?  Al che: ho risposto di no: poi ci ho scherzato su

                        pensando che avesse bevuto un liquorino di troppo...e gli ho dato la buona notte.

                        Perché è successo qualcosa?

CINZIA         Pare che papi stia impazzendo!

ANNA                       E' stato quello spavento che lo ha sconvolto al punto da fargli perdere la ragione..

ROBERT        Ma cosa dite. Vedrete sarà una cosa passeggera..

CINZIA         Ma se parla ad alta voce con qualcuno che non c'é!

ROBERT        Dice davvero?!

ANNA                       Così sembrerebbe. Lo ha visto lei mentre parlava da solo…

CINZIA         Lo posso giurare su...su ...su... insomma lo giuro!

ANNA                       Caro Robert, voglio che tu, d'ora in avanti lo controlli più da vicino.

                        Naturalmente senza farti notare. Cinzia ed io faremo altrettanto! E poi vedremo

                        se è il caso di farlo visitare da uno specialista...

CINZIA         Io non posso! Debbo studiare!

ANNA                       D’accordo, d’accordo. Agirai nel tuo tempo libero. Robert, faccio affidamento

                        molto sulla tua discrezione...(uscendo) Ed io che lo tormentavo con la mia

                        assurda gelosia! Che guaio! Che guaio!

                                                    SCENA IX

                                               CINZIA - ROBERT

ROBERT        Se non serve altro, mi ritirerei nella mia stanza...

CINZIA         Serve altro. Si, serve altro.

ROBERT        OK! A disposizione OK! (spazientito)

CINZIA         Robert, Vorrei chiederti alcune cose...

ROBERT        Veramente l'altro giorno mi era sembrato di aver risposto esaurientemente

                        a tutte le sue domande, anche alle più confidenziali...ricorda?

CINZIA         Si, è vero. E, di questo, te ne sono grata. Ora, però, vorrei che mi aiutassi

                        a capire una cosa.

ROBERT        Se posso...

CINZIA         (fa la gatta) Certo che puoi...

ROBERT        Mi dica.

CINZIA         (prendendola alla larga) Tu pensi che i miei genitori si amino?

ROBERT        Credo di sì...

CINZIA         Sii sincero.

ROBERT        ...No, anzi credo proprio di no.

CINZIA         Si sopportano...si sopportano per amor mio!

ROBERT        Ha centrato il bersaglio.

CINZIA         E allora, come pensi che una figlia di genitori che non si amano possa essere

                        felice?

ROBERT        Non vedo perché queste cose le deve chiedere proprio a me?

CINZIA         Fai conto, per un attimo, di non essere il mio servitore, ma un mio amico...

                        il mio intimo amico...ci stai?

ROBERT        Se proprio lo desidera ci proverò…

CINZIA         Ebbene, lo sai quanti ragazzi ho amato?

ROBERT        Non saprei.

CINZIA         Dì pure una ventina.

ROBERT        Accidenti!..Oh, mi scusi.

CINZIA         Non ti preoccupare. E' normale per una ragazza...Se vuoi, puoi darmi del tu.

ROBERT        Non potrei...non saprei...

CINZIA         Sei o non sei il mio amico?

ROBERT        D’accordo...come vuoi.

CINZIA        Perché tra tanti ragazzi non riesco a trovare quello giusto?

ROBERT        Forse non hai incontrato ancora il tuo ideale...

           

CINZIA         Anch'io credevo che fosse così... invece...

ROBERT        Invece?

CINZIA         Invece, ho capito che in me c'è una grossa carenza d’affetto...

ROBERT        Davvero?

CINZIA         Si. Si..(disperata) E la colpa è dei miei genitori che non amandosi non

                        mi hanno insegnato ad amare e ad essere amata...(piange)

ROBERT        (Robert, approfittando della situazione l'abbraccia) Su, su... non fare così.

                        Vedrai che alla fine troverai qualcuno disposto ad amarti.

CINZIA         No, so che sarà impossibile...mi sento sempre più sola e disperata...(piange

                        a dirotto)

ROBERT        Ma cosa dici? Sei giovane e carina...vuoi che non trovi la tua anima

                        gemella?                    

CINZIA         Io so soltanto, che tutti i ragazzi che ho avuto, dopo aver ottenuto

                        una certa cosa, mi hanno lasciata ...

ROBERT        Che mascalzoni!...(pausa)  Senti, io credo di poterti aiutare ad uscire da

                        questa situazione...

CINZIA         Davvero?  E come?

ROBERT        Ti servono, semplicemente, alcune lezioni di comportamento!

CINZIA         Che genere di comportamento?

ROBERT        Senti. Questa notte, senza farti vedere dai tuoi, naturalmente, fai un salto in

                        camera mia e vedrai che...

CINZIA         Sei furbo tu...

ROBERT        (ipocrita) Ma cosa hai pensato?  D’altronde, sono o non sono il tuo amico?

CINZIA         Ok..Ok..Ma solo lezioni di comportamento verbale...va bene?

ROBERT        Certo che va bene!  Allora, ci vediamo tra un'oretta. Ciao!

                        (esce)

CINZIA         (tra sé) Crede che sono scema. Come se non avessi capito cosa vuole da me.

                        Però non è così male come uomo. Sarà che a me piacciono tutti... (esce)

           

                                                           SCENA X

                                                       RAFF - GIULIO

(entrano parlando animosamente)

GIULIO         Mi hai raccontato un sacco di cose. Mi dici come posso credere che siano

                        tutte vere?

RAFF             Ma come? E' il tuo Angelo che ti parla! Non sono mica l'ultimo arrivato!

GIULIO         Senti, in ogni modo, Angelo o no, sappi che io non potrò scendere ad un simile

                        compromesso...

RAFF             Devi! Ascoltami. Lasciala! E' una donna peccatrice!

GIULIO         Io l'amo proprio per questo!

RAFF             Ricordati che hai già una donna! L' hai sposata davanti a Dio!

GIULIO         Me la chiami donna? E' una piattola! Non la sopporto più!

RAFF             Ma no! E' una donna come le altre...Cosa cambia?

GIULIO         Cosa cambia? Se ti dicessi soltanto che quando siamo nell'intimità...

                       

RAFF             Fermo, fermo..l'intimità non m'interessa...

GIULIO         ...Beh! ...E' un bel pezzo di ghiaccio...

RAFF             Per così poco...

GIULIO         Chiamalo poco! Già tu che ne puoi sapere..tu sei nella spiritualità..

                        (ripensandoci) Possibile che non ti ricordi proprio nulla?!

RAFF             Indovina perché il mio nome è Raff?

GIULIO         Non saprei...

RAFF             Ebbene; il mio nome avrebbe dovuto essere Raffaele. A me piaceva molto.

GIULIO         E allora? Ti ci potevi far chiamare!

RAFF             No! Non è stato possibile: perché io sono un mezzo Angelo!

GIULIO         In effetti sei un po' piccolino...

RAFF             Esatto! E questo lo sai perché?

GIULIO         Perché?

RAFF             Perché non sono ancora riuscito a far cambiare a te, uomo terreno, il tuo modo

                        di pensare....

GIULIO         E no! Non ricominciamo. E' inutile che insisti! Io, Elena, non la lascerò mai!

RAFF             Ti chiedo soltanto di provare!...Ti prometto che, poi, quando sarò un Angelo

                        intero...cioè, molto più alto e più bello, grazie a te, ti aiuterò a realizzare

                        la tua felicità terrena!

GIULIO         Non insistere! La mia felicità la vedo soltanto con Elena!

RAFF             Come vuoi. Ma rispondi a una mia domanda...se io non ti avessi salvato la

                        vita?

GIULIO         Tu me l' hai salvata per via della tua carriera!

RAFF             Anche, anche... lo ammetto. Ma, d’altronde, se tu fossi morto, sarebbe andata

                        male a tutti e due. Ne convieni?

GIULIO         (pensandoci) Questo è vero...

RAFF             Visto. Ora invece siamo ancora in tempo per riparare. In fin dei conti questa

                        Elena ti ama per i tuoi soldi…

GIULIO         Ma che dici! Mi ama sul serio!

RAFF             E allora dimmi: quanti regali le hai fatto sino ad oggi?

GIULIO         Non mi ricordo...Certamente molti.

RAFF             Se pensi poi, che ha spolpato e ridotto alla disperazione anche quel poveraccio

                        di quell'operaio che ti voleva uccidere....

GIULIO         Ma quello non lo ama...

RAFF             E' una doppiogiochista! Dai retta a me!

GIULIO         Ora basta! Sono stufo dei tuoi sermoni! Ho sonno e voglio andare a dormire!

                       

RAFF             Vai, vai pure. Speriamo che la notte ti porti consiglio...

                        (Giulio esce)

RAFF             E' cocciuto! C'era da aspettarselo! Un uomo che ha pensato sempre e solo al

                        lavoro ed ai divertimenti terreni...Ma lo farò rinsavire! A costo di compromette-

                        re la carriera!

                                   ((esce)

                                                           BUIO

                                              

                                                          

                                               SCENA XI

                                          ROBERT - CINZIA      

Mattina del giorno dopo. Solito ambiente. Robert sta spolverando lo studio. Entra Cinzia.         

CINZIA         Robert! Robert! Buongiorno!

ROBERT        (girandosi) Si?…Ah! è lei! (riprende a lavorare) Buongiorno.

CINZIA         E' questa l'accoglienza? (gli si avvicina) Dopo quello che è successo questa

                        notte, speravo in qualcosa di meglio!

ROBERT        Non ricordo nulla.

CINZIA         Come sarebbe?! Non ricordi nulla!

ROBERT        Esattamente quello che ho detto.

CINZIA         Ah! E' così! Me lo dovevo aspettare da un cameriere da quattro soldi come

                        te! Credo che parlerò con mia madre e ti farò licenziare.

ROBERT        Faccia pure: anche se non so se le conviene. Dovrà confessare di essere stata

                        a letto con il sottoscritto.

CINZIA         Dirò che mi hai violentata...che mi hai ingannata...

ROBERT        E io dichiarerò la verità e racconterò anche di quei venti giovanotti...

                        sopratutto che lei è una mangiatrice di uomini.

CINZIA         Sei un maledetto infame! Ti ucciderò!

ROBERT        Perché pensare ad una cosa del genere quando tutto si potrebbe accomodare...

                        (le si avvicina) Potremmo rimanere amici e tu potresti venirmi a trovare tutte

                        le notti che vorrai...

CINZIA         (speranzosa) Dici davvero?

ROBERT        Certo. Solo mi devi aiutare a risolvere un mio piccolo problema.

CINZIA         (gli si butta tra le braccia) Farò qualsiasi cosa per te...

ROBERT        (la discosta) Non qui! Potrebbero vederci...

CINZIA         Hai ragione. Scusa.

ROBERT        Allora, devi sapere che, per vari motivi che non sto a spiegarti, mi trovo con

                        un debito di gioco di dieci milioni e se non li trovo entro breve tempo, per me

                        finisce male...

CINZIA         Ma io non ce li ho tutti quei soldi!

ROBERT        Tu no, ma tuo padre si.

CINZIA         Sbagli, anch' egli non tiene soldi in casa...

ROBERT        Eppure dietro quel quadro c'è nascosta una cassaforte. Vuoi affermare che lì non ci sono soldi? (indica un quadro addosso alla parete)

CINZIA         Soldi no, qualche gioiello di famiglia...credo...

ROBERT        E tu conosci la combinazione?

CINZIA         La conosciamo tutti: io, mamma e papi.

ROBERT        Bene! E allora dimmela!

CINZIA         Ma è una brutta cosa...non so se...

ROBERT        Vuoi essere mia per sempre?

CINZIA         Certo! Non chiedo altro...(lo abbraccia)

ROBERT        E allora, dimostramelo! Dimmi la combinazione della cassaforte!

CINZIA         (estasiata) "18 a - 15 e - due giri a destra e uno a sinistra…"Amore mio!

                        Quanto mi piaci!”

ROBERT        Anche tu..."18 a - 15 e - due giri a destra e uno a sinistra".(ripete più volte)

                        (suona il campanello della porta d'ingresso. I due si scostano bruscamente)

CINZIA         Chi sarà?

ROBERT        Vediamo subito. (va ad aprire)

                                          

                                               SCENA XII

                                   CINZIA - ELENA - GIULIO

ROBERT         (f.c.) Buongiorno signorina Elena

ELENA          (f.c.) Buongiorno, Robert. C'è l'avvocato?

ROBERT        (f.c.) Si accomodi in studio. Ora l’avviso che lei è qui.

                        (Elena entra in scena, sorpresa nel vedere Cinzia)

ELENA          Ciao, cara.

CINZIA         Ciao.

                        (si baciano)

ELENA          Pensavo di trovare tuo padre già all'opera...invece…

CINZIA         E' un po' prestino.

ELENA          Hai ragione: è ancora l'alba; ma avevo urgente bisogno di parlargli.

CINZIA         E' una cosa grave?

ELENA          Abbastanza... E tua madre? Sta bene? E' parecchio che non ci sentiamo.

CINZIA         Dovrebbe essere di là. Ora te la vado a chiamare.

ELENA          Non la disturbare...Vengo di là con te...

CINZIA         Come vuoi. Accomodati...

                                                   (escono)

                                              

SCENA XIII

ROBERT - POI GIULIO - RAFF

Robert entra in scena per avvertire Elena che tra breve l'avvocato sarebbe andato in studio.

ROBERT        Signorina Elena, l'avvocato tra poco sarà qui...(si guarda intorno e non vedendo

                        nessuno, apre la cassaforte  e si appropria dei gioielli,che nasconde sotto

                        la giacca, giusto in tempo)

GIULIO         (entra e nota Robert) Robert! Allora? Non doveva esserci la signorina Elena?

                        (entra anche Raff)

ROBERT        Sicuro. C'era anche la signorina Cinzia. Forse sono di là a spettegol...parlare

                        con la signora.

RAFF             Questo tizio è infido.

GIULIO         Un'altra invenzione di Anna!

ROBERT        Come?

GIULIO         Niente! Piuttosto. Ultimamente non mi sei piaciuto!

ROBERT        Perché?

GIULIO         Non hai tenuto fede alla promessa testé fattami: rammenti? Il centone?

ROBERT        Ha ragione, avvocato..chiedo umilmente perdono...sono stato costretto.

GIULIO         Certo! Ti hanno messo ai ferri (ironico)...

RAFF             Costui nasconde qualcosa.

GIULIO         Cosa?

RAFF             E' un soggetto losco; non riesco ad analizzarlo...

GIULIO         Anche tu hai delle difficoltà... a quanto vedo.

RAFF             Te l' ho detto! Ancora non sono un Angelo completo!

ROBERT        Mi scusi ma che genere di difficoltà? Non capisco…

GIULIO         Niente, niente...piuttosto va a vedere se la Signorina Elena è

                        di là con mia moglie..e dille che io sono in studio...sbrigati!

ROBERT        Ok vado, vado. Ma usi le dovute maniere, altrimenti mi licenzio!

GIULIO         Dio volesse!

                        (Robert esce)

RAFF             Guardati da quel tuo maggiordomo.

GIULIO         E' un po' strafottente... ma per il resto...e poi piace ad Anna.

                                  

RAFF             Come ti pare. D’altronde, io non posso intervenire direttamente nelle tue

                        decisioni.

GIULIO         Ci mancherebbe solo questo. Da quando ti sei presentato non hai fatto altro

                        che assillarmi riguardo al mio comportamento!

RAFF             Perché sei sulla via sbagliata...Mi devi dare ascolto se vuoi  salvare l'anima...

GIULIO         ...e la tua carriera! Questo perché non lo dici?

RAFF             L' ho già confessato, mi pare. E poi, dopotutto, la tua coscienza non è così

                        combinata male...basterebbe che fai quel piccolo fioretto...

GIULIO         ...ti ripeto che per me, è un grosso sacrificio: e se proprio lo vuoi sapere,

                        avevo progettato di fuggire con Elena ...

RAFF             Lo so, lo so, ed è per questo che ho deciso d' intervenire di persona...

GIULIO         E tu cosa ci puoi fare? Hai detto, giusto poc'anzi, che non puoi manovrare

                        il mio destino...

                       

RAFF             Questo è vero. Ma avevo speranza che tu capissi, ti ravvedessi...insomma

                        ti facevo più intelligente!

GIULIO         Mi dispiace ma non attacca!

                                                           SCENA XIV

                                   ROBERT - RAFF - ANNA - ELENA - CINZIA

                        Entrano Anna, Elena e Cinzia parlottando (a soggetto)

                       

ANNA                       Eccolo! Il mio caro marituccio! Sempre al lavoro! Come va caro?

GIULIO         Bene! (a Raff) Che l'è preso?

RAFF             Ti credono pazzo!

GIULIO         Pazzo?!

CINZIA         (a Elena)Vedi.  E' come dico io!

GIULIO         Perché? Cosa avete raccontato a Elena?

ANNA                       Niente di niente! Caro.

GIULIO         (a Elena) Cosa ti hanno raccontato sul mio conto?!

ELENA          Semplicemente, che ultimamente hai lavorato un po' troppo

                        e ora...

GIULIO         ...e ora?

RAFF             Sei diventato matto!

GIULIO         Matto io?

ANNA                       Nessuno ha detto questo! Vero, Cinzia?

CINZIA         Matto proprio no...Ma un po' scemo siiii.

RAFF             Non vuoi mai credermi.

GIULIO         Brave! E da cosa avete dedotto questo?

ANNA                       (non rispondendo, vedendo che le cose si mettono male) Senti, caro,

                        non ti agitare. Noi ti lasciamo solo con Elena, che ha un problema da porti...

                        Cinzia, andiamo!

CINZIA         Mi raccomando, Elena, stai attenta!

GIULIO         (ironico) Si, attenzione! Potrei essere pericoloso!

                        (Anna e Cinzia escono)

 

                                               SCENA XV

                                   RAFF - GIULIO ELENA

RAFF             Ti sei messo in un bel pasticcio.

GIULIO         Tutto merito tuo!

ELENA          Scusa amore, ma , io, cosa centro?

GIULIO         Infatti non ce l' ho con te!

ELENA          Ah, no?

RAFF             Spiegaglielo un po'.

GIULIO         Senti, cara. Lo sai quanto ti amo. (la prende per le mani)

ELENA          Sì certo, ma anch'io ti voglio tanto bene.

GIULIO         Allora occorre che mi stai a sentire attentamente.

ELENA          Sono tutt'orecchi.

RAFF             Sprechi il tuo fiato!

GIULIO         Vedremo!

ELENA          Che cosa vedremo?

GIULIO         Scusa cara: Dicevo tra me...Dunque (si concentra    prendendo tempo)

                        Ora ti faccio una domanda...

ELENA          Dimmi tesoro!

GIULIO         ...e voglio che mi rispondi con tutta sincerità...senza remore...senza tenten-

                        namenti. Assicurami che sarai sincera!

ELENA          Certo! Caro.

GIULIO         Elena!

ELENA          Si?

GIULIO         (la prende per le braccia) Guardami bene negli occhi!

ELENA          Si! (lo fissa negli occhi)

GIULIO         Che cos'é quel Renzo Occhetti per te?

ELENA          Più che nulla! Caro, credimi! Lo conobbi qualche mese fa. Venne a farmi

                        un lavoretto a casa...

RAFF             (accavallando la voce) Sapessi che lavoretto!

GIULIO         Taci tu! Lasciala dire!

ELENA          Cos' hai? Ti senti bene?

GIULIO         Bene, bene...continua, continua...

ELENA          (lo guarda sospettosa)  Niente! Da quel giorno non mi ha dato più pace,

                        ti giuro che tra noi non c'è stato niente di niente, ma ti pare che io

                        mi sarei messa con un soggetto del genere. Ma l' hai guardato bene!

RAFF             Per soldi si fa questo ed altro...

GIULIO         Ti prego! Fai silenzio per un attimo!

ELENA          Sei tu che mi hai fatto la domanda!

GIULIO         Si, si, cara, hai ragione. Sai, ho dei momenti di confusione: cerca di capirmi. In fin

                        dei conti quel tipo è venuto qui per uccidermi! Puoi immaginare il mio sta-

                        to d'animo…

ELENA          (lo coccola) Povero caro! Chissà che spavento! Per farmi perdonare

                        questa notte sarò tua come non mai...

GIULIO         Io, veramente, pensavo di attuare, quel nostro progettino...

                       

ELENA          Quale? Quello di fuggire insieme lontano?

GIULIO         Si, amore mio. Lontano...lontano. Voglio ricominciare tutto da capo...

RAFF             Anche la tua professione?

GIULIO         Come?

ELENA          Non ho detto niente!

GIULIO         Ah!

ELENA          Lasceresti anche la tua professione?

                        (Raff ride soddisfatto)

GIULIO         Quando dico tutto. Intendo tutto!

RAFF             E con cosa vivi?

GIULIO         Sono affari miei!

ELENA          Con chi ce l' hai?

GIULIO         (imbarazzato) Ce l' ho ...ce l' ho...con me stesso..con la mia coscienza..

RAFF             Ben detto!

GIULIO         Uffa!

ELENA          Vuoi dire che ti ho stancato?

GIULIO         No! Ci mancherebbe! Se ti ho appena confessato che vorrei fuggire con te!

ELENA          Questo l' ho capito! E purtroppo ho anche capito che lasceresti la tua professione!

GIULIO         Per l'appunto!

ELENA          E come intendi vivere?

GIULIO         Questa domanda l' ho appena sentita! (guarda Raff con disappunto)

ELENA          Senti, caro, io ti amo ...ma non intendo vivere da eremita per il resto dei miei

                        giorni...

GIULIO         Saremo un cuore e una capanna...

RAFF             Questa di capanna, conosce soltanto un bell'attico di cinque stanze; doppi

                        servizi e accessori vari...

ELENA          Giulio, stammi bene a sentire, una volta per tutte. La sottoscritta di fame ne ha fatta già tanta da ragazza ed ora, guarda caso, ha voglia di vivere agiatamente! Ed io, da te, quello mi aspettavo! Quindi se è tua intenzione di riportarmi nella miseria… allora sai cosa ti dico? Addio! (fa per uscire)

RAFF             Bene!

GIULIO         Aspetta! Non staremo senza soldi! Guarda cosa ho qui dentro! (va al quadro

                        dove è nascosta la cassaforte) Qui ce n'è da star bene per il resto dei no-

stri giorni! Ci sono tutti i gioielli di famiglia, per centinaia di milioni! (apre la cassaforte e notando che era vuota) Oddio! Oddio mio!

                        (cade sulla sedia senza fiato Elena gli si avvicina preoccupata)

ELENA          Giulio! Che cos' hai?

GIULIO         Tutti...rubati...tutti...

ELENA          Tutti cosa?

GIULIO         I gioielli...tutti ...per centinaia di milioni....

RAFF             Visto che molte cose s'accomodano da sole?

GIULIO         Sei stato tu?

RAFF             Io? Non saprei cosa farmene di quel materiale...

GIULIO         L' hai fatto apposta per rovinarmi il piano!

RAFF             Stai delirando...

ELENA          Con chi ce l' hai? Stai delirando? Ora chiamo tua moglie...

GIULIO         No! Elena!  Non mi lasciare solo con costui!

                       

                        (suona il campanello d'ingresso)

ELENA          (si guarda intorno e decide di assecondarlo) Si...si certo caro...se

                        però stai un attimino calmo, io in due minuti chiamo Anna e torno su-

                        bito…

                        (dall'ingresso si sentono delle voci esagitate)

                                              

SCENA XVI

                        GIULIO - RAFF - ELENA - RENZO - ROBERT - ANNA - CINZIA

ROBERT        (f.c.) Veda di andarsene!

RENZO          (f.c.) Mi lasci entrare!

ROBERT        (f.c.) Chiamo la polizia!

RENZO          (f.c.) E mi lasci entrare!

                        (entra Renzo seguito da Robert che cerca di fermarlo)

ROBERT        (afferrandolo per un braccio) Esca immediatamente!

RENZO          (vedendo i due vicini) Eccoli! Eccoli! I piccioncini!

ELENA          Renzo! Chi ti ha dato il diritto di venire qua!

GIULIO         Renzo Occhetti! (si nasconde)

                        (entrano dalla cucina, attirate dal trambusto, Anna e Cinzia)

ANNA                       Cos'è questa confusione?

GIULIO         I gioielli! Che fine hanno fatto i gioielli!

CINZIA         (a Robert) Brutto mascalzone! Ci sei riuscito!

ROBERT        Non sono stato io! Lo giuro!

RAFF             (rivolto verso il pubblico) Mi sto proprio divertendo! E se tutto

                        andrà come io credo...

RENZO          (si avventa su Giulio e cerca di strozzarlo) Ti ammazzo!

                        Ti ammazzo!

                        (a soggetto tutti urlano e  si gettano su Renzo per cercare di fermarlo)

RAFF             (Urla a squarciagola) Alt! Alt! Fermi tutti! La violenza mai!

TUTTI            (si bloccano  e a soggetto) E questo da dove è uscito fuori? Com' è buffo!

                        E' un pagliaccio! Chissà di quale circo è?

ANNA                       Mi dica! Lei chi é? E che cosa ci fa in casa mia?  E anche lei! piombato qui

                        con idee bellicose? (rivolta prima a Raff e poi a Renzo)

RAFF             ( a Giulio) A te l'onore delle presentazioni.

GIULIO         (riprendendosi a malapena dallo shock) Non so che dire...Ti vedono?

RAFF             Si. Ora anche loro possono vedermi.

ANNA                       E no! Caro! Adesso dici quello che c'è da dire! Chi sono questi signori?

ELENA          Ma Anna, che vuoi che importanza abbia chi siano? E' chiaro che sono due

                        emeriti maleducati!

CINZIA         Forse cercavano i gioielli di famiglia? Vero Robert?

ROBERT        (imbarazzato) Io dei gioielli non so niente!

ANNA                       I gioielli di famiglia?! (rivolta a Giulio) Non dovevano essere nella cassetta

                        di sicurezza della nostra banca?

GIULIO         Li avevo prelevati io per fare un piccolo inventario...

RAFF             La verità non la sai proprio dire...

RENZO          La verità ve la dico io!

ELENA          Vedi di fare silenzio altrimenti...

RENZO          Altrimenti cosa? Lo sai che ti amo!

CINZIA         Elena! Conosci questo signore?

ANNA                       Già com'è che lo conosci?

RAFF             Adesso viene il bello!

ELENA          Abbiamo avuto delle cose in comune...

ANNA                       Cose in comune...che genere di cose? ...Affari?

ELENA          Chiamiamoli così?

RENZO          Io non li chiamerei così: i baci appassionati che mi davi in quelle notti

                        che passavamo in casa tua ...

GIULIO         Allora è vero! Altro che non era niente per te? Bugiarda! Traditrice!

ANNA                       Giulio! Giulio! Ma che dici?! Sei impazzito! Io sono qui! Sono io tua

                        moglie!

GIULIO         Ma lasciami in pace!

RAFF             E no! Qui precipita tutto! Addio alla mia carriera! (rivolto ad Anna) Non

                        consideri quello che dice! Lei capisce? E' rimasto scioccato dal furto dei

                        gioielli!

ANNA                       I gioielli?! Hanno rubato i gioielli! Oddio mio! Trecentocinquanta milioni

                        di valore rubato!

CINZIA         Trecentocinquanta milioni! (ripete incredula) Trecentocinquanta milioni!

ROBERT        Trecentocinquantamilioni! (fa per uscire)

CINZIA         (Lo blocca) Robert! Robert! Dove credi di andare? Pensavo che quei gioielli

                        valessero qualcosa, ma non immaginavo così tanto! (gli si avvicina parlandogli                            all'orecchio) Se non vuoi che chiami la polizia vedi di rimetterli al loro posto!

ROBERT        Vuoi che racconti tutto a tua madre?

CINZIA         Fai pure. A questo punto non m'interessa più nulla!

                        (pausa)

ROBERT        Ma come faccio? Se li restituisco ora mi farebbero arrestare...

CINZIA         Ok! Ci penso io!

RAFF             Brava figliuola!

CINZIA         Caro papà e mamma...i gioielli non li ha rubati nessuno.

GIULIO         A no?! Sono spariti da soli?

CINZIA         Li ho semplicemente presi io per farli lucidare da Robert, che ora li tiene

                        in camera sua...Vero Robert?

ROBERT        Sicuro! ...Sicuro...

ANNA                       Ma poteva dirlo subito!

RAFF             E' evidente che doveva essere una sorpresa.

CINZIA         Grazie, lei è proprio un Angelo!

RAFF             E' la prima che ci crede!

GIULIO         Robert! Per favore, riportami i gioielli  immediatamente!

ROBERT        Veramente li dovrei finire di lucidare...

CINZIA         Robert! Fai come dice papi! Anzi: andiamo a prenderli insieme.

ROBERT        (sconsolato) D’accordo.

                        (escono)

                                               SCENA XVII

                        ELENA - ANNA - GIULIO - RAFF - RENZO

ELENA          (rivolta ad Anna) Tutto è bene quel che finisce bene..Abbiamo ritrovato

                        il tesoro...Io ora vado ...

RENZO          Vengo con te...

ANNA                       Un momento! Prego! Ci sono diversi punti che non mi sono ancora

                        chiari!

GIULIO         Lasciali andare non vedi che sono l'uno per l'altro?

ANNA                       Tu stai zitto! Voglio sentir parlare la mia migliore amica! (ironica)

ELENA          C'è poco da dire...

RAFF             Infatti! Andate, su, su andate voi due...(li spinge all'uscita)

ANNA                       (rivolta a Raff) Si faccia gli affari suoi! Queste sono faccende che

                        non la riguardano! Se ne vada lei! Piuttosto!

RAFF             Giulio vuoi spiegare la mia posizione...

GIULIO         Come vuoi, ti accontento subito: questo signore, deve restare...perché...perché...

                         è il mio Angelo custode...

TUTTI            (sorpresi a soggetto) Angelo custode?

RENZO          Protettore! Ha avuto paura che lo uccidessi e si è fatto proteggere da un

                        gorilla!

RAFF             (si guarda poi rivolto a Giulio) Ho del gorilla io?

GIULIO         E' un vero Angelo custode. So che è difficile credermi, ma è così..

                       

ELENA          (prende in disparte Anna) E' proprio come mi avevi raccontato.

                        Hai visto? Dà i numeri!

ANNA                       Dici che sono tutte sue invenzioni? Potrebbe anche essere vero...

ELENA          Vero? Ma ti pare che questi abbia l'aspetto di un Angelo? Ma dico,

                        l' hai guardato bene?

ANNA                       (esaminandolo attentamente) In effetti...credo che tu abbia proprio ra-

                        gione...gli Angeli sono molto alti e molto belli...questo è brutto..piccolo...

RAFF             (rivolto a Giulio) Hai visto? E tutto questo per colpa tua!

ELENA          E' chiaro! Come hai potuto pensare che io e Giulio...

ANNA                       E quello lì?(indica Renzo) Perché lo voleva uccidere?

RAFF             (Interviene) Causa persa!

ELENA          Lei è un Angelo!

RAFF             Prima dice che non lo sono e poi...contraddizioni di comodo...

ELENA          Beh! Se non vi dispiace, è ora che vada (rivolta a Giulio) Ciao Giulio!

                         Ci sentiamo...quando starai un po' meglio.

GIULIO         Addio!

ELENA          Arrivederci! Perché addio? Non siamo mica morti!

RAFF             Ha detto addio e sarà addio! (a Giulio) Stai sulla buona strada!

RENZO          (pentito) Mi dispiace di tutto quello ch'è successo. Avvocato, buona

                        fortuna! Signora, mi scusi l'intrusione.

RAFF             Ecco così va bene, ora andate...vi accompagno...non si sa mai..

                        (escono Elena, Renzo seguito da Raff)

                                               SCENA XVIII

                         ANNA - RENZO POI ROBERT - CINZIA POI RAFF

                       

ANNA                       (si avvicina a Giulio) Caro, come ti senti?

GIULIO         Bene. Mai stato così bene.

                        (entra Robert con un sacchetto in mano e Cinzia lo segue)

ROBERT        Ecco i suoi gioielli, Avvocato. Li può controllare sono tutti "ok".

                        (entra Raff)

GIULIO         Mettili lì sopra e fai le valigie. Sei licenziato!

ANNA                       Ma Giulio!

GIULIO         Niente ma!

CINZIA         Papi, non puoi...

GIULIO         Posso eccome!

RAFF             Bravo! E' così che si fa! Mi vedo già un grandissimo Angelo! Alto…

                        biondo...e con gli occhi azzurri..

ROBERT        Ho diritto alla liquidazione...

GIULIO         Avrai tutto quello che ti spetta. Via! E ringrazia Dio che non chiamo la polizia!

                        (Robert esce impaurito)

CINZIA         (lo segue urlandogli dietro) Robert! Robert! Ascoltami...non dargli retta...

                                               SCENA XIX

                                        ANNA - GIULIO - RAFF

ANNA                       Dimmi la verità caro. Vuoi che chiami un dottore?

GIULIO         Ripeto. Mai stato così bene!

RAFF             Sei grande Giulio!

ANNA                       Allora ti chiedo di ascoltarmi...per quanto concerne Robert...

GIULIO         Non voglio più sentirti. Anzi, vai di là che voglio restare solo!

ANNA                       Solo? E questo allora? (indica Raff)

GIULIO         Questo chi?

RAFF             Ma, io, no? Chi altri? Ci sono solo io.

ANNA                       Per l'appunto!

GIULIO         Per l'appunto cosa?

ANNA                       Questo, questo che dicevi che era il tuo Angelo custode!

GIULIO         Questa è bella! Ora esistono gli Angeli custodi. Ma lo sanno tutti

                        che gli Angeli custodi non si fanno vedere. Ti ripeto di andartene

                        voglio rimanere da solo!

ANNA                       (impaurita credendo il marito sempre più pazzo) Sì, sì, certo, caro,

                        come vuoi vado, vado...(esce) Oddio mio! Oddio mio! E' proprio uscito

                        di senno!

SCENA XX

GIULIO - RAFF

                       

RAFF             Bravo! Ora però devi passare dal padre padrone al padre comprensivo.    

                        Dal marito tenace al marito amoroso...e tutto andrà a posto...

GIULIO         Dammi tempo...(sconsolato)

RAFF             Certo...ne avrai...

GIULIO         Sono curioso Di sapere una cosa da te....

RAFF             ...perché mi sono mostrato anche agli altri?

GIULIO         Esatto! Che bisogno c'era?

RAFF             Ho temuto, per un attimo, che le cose precipitassero...anche se, come hai

                        visto non mi hanno preso sul serio. E' sempre così: alla verità evidente,

                        se sorprendente, nessuno mai crede.

GIULIO         Lo sapevo...Non hai voluto perdere questa partita così importante per te.

RAFF             Per me, ma sopratutto per te...ora ti lascio...

GIULIO         Hai detto che basta che ti si chiami e tu vieni...

RAFF             Certo. Ma non sarà più così semplice. Ora, anche grazie a te, sono un Angelo

                        sul serio. E sarò affidato a compiti più importanti...Tu, in ogni modo, non devi

                        temere. Avrai la tua protezione celeste come sempre...

GIULIO         Dimmi, Raff! Sarò, finalmente, felice anch'io?

RAFF             Certo. Devi soltanto perseverare. Una grossa tappa l' hai raggiunta e anche

                        se il traguardo è ancora lontano; devi avere sempre fiducia in te stesso...ora

                        debbo andare...Ricordati sempre di me...Giulio. Addio!

GIULIO         Addio!

                        (buio - fumogeno - lampi- Raff scompare uscendo di scena)

GIULIO         (pausa di disperazione e sconforto)   Sarà difficile convincersi che tutto

                        questo sia realmente accaduto! Vero Raff! (urla) Raff! Non mi lasciare! Mi

                         sento più che mai solo! Raff! Tu la tua carriera l' hai fatta! Ma io cosa faccio adesso!

RAFF             (f.c.)Grazie! Giulio! Ora sono bellissimo e grandissimo! Mi credi?

GIULIO         Sì, ti credo! E come non potrei crederti!

RAFF             (f.c.) Adesso so che il Signore mi perdonerà per la mia piccola scappa-

                        tella

GIULIO         Ma la felicità che mi hai promesso? Dov'è? Dov'è senza la mia Elena?

                        (piange disperato) Come posso essere felice, se l'unica cosa che

                        mi aiutava a vivere non c'è più?!

RAFF             (f.c.) Abbi fede! Vedrai che ciò che ti ho detto avverrà. Sarai felice

                        per il resto dei tuoi giorni! Credimi!

GIULIO         Voglio rivederti!

RAFF             (f.c.) Potrai rivedermi soltanto alla fine della tua vita...forse...

GIULIO         Come forse?

RAFF             (f.c.) Devi sapere, ora te lo posso dire, che da questo momento in poi

                        non sarò più il tuo Angelo custode...

GIULIO         Come sarebbe?

RAFF             (f.c.) Non ti allarmare. Sai...io avendo fatto "carriera" come dici tu, sono

                        stato assegnato ad altri compiti più idonei...e così...

GIULIO         No! non è possibile!. Come essere umano, mi ribello! Faccio ricorso a Dio!

                        Ho diritto al mio Angelo custode! Non posso rimanerne sprovvisto!

RAFF             (f.c.) Ma certo, Giulio, calmati...ti pare...Hanno provveduto a sostituirmi con

                        Gabri..

GIULIO         Gabri?! E chi è?

                       

(in quel mentre, vestito nella stessa maniera di Raff entra dal bagno un altro Angelo

                        custode)

RAFF             (f.c.) Se guardi dietro di te, avrai modo di conoscerlo

           

GIULIO         (si gira e nota Gabri) Tu saresti il mio nuovo Angelo custode?

GABRY         Sì, mi chiamo Gabri, anche se io avrei preferito chiamarmi Gabriele....

GIULIO         Davvero?  E come mai non ti sei fatto chiamare Gabriele se ti piaceva?

                        ..No! Non dirmelo! Provo ad indovinare...Forse perché non sei riuscito

                        ancora a redimere qualche anima...

GABRI           Esatto! (sorpreso) Accidenti! Che intuito!

GIULIO         E io sarei la tua anima predestinata...

GABRI           Ma sei un fenomeno!

GIULIO         Eppure mi era parso di essere già a posto.

GABRI           Dicono tutte così..ma poi..

GIULIO         Chi, dicono tutte così?

GABRI           Ma le anime!

GIULIO         Anche la mia ?...Anch'io? Insomma non ci capisco più nulla!

GABRI           Voglio dire, che per salvare la propria anima ce ne vuole...

GIULIO         Bene! Bene! Ed io ne sono veramente orgoglioso...e per la contentezza ...

                        sai cosa faccio?

GABRI           Che cosa fai? (ride) Sono proprio curioso.

GIULIO         (va verso la scrivania, dove prende la pistola con i proiettili) La vedi que-

                        sta?

GABRI           Carina. Che cos'è?

GIULIO         Una semplice pistola, che ora vado a caricare...

GABRI           Ah! Ho capito. E' quell'arnese che gli uomini usano per uccidere...(intuendo)

                        Hei! Ma che intenzioni hai?!

RAFF             (f.c.) Giulio! Che cosa fai?! Finisci per rovinare tutto!

GIULIO         La carico per benino ...e poi...

GABRI           E poi?

GIULIO         Ti ammazzo! Ti disintegro! (spara all'impazzata, mentre Gabri fugge correndo di                        qua e di là) E d'ora in avanti ucciderò tutti gli Angeli custodi che si faranno vedere

                        dalla propria anima! (intervengono, urlando a soggetto, Anna e Cinzia, mentre

                        il sipario si chiude)

                       

                                                                 F  I  N  E

                                                          

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