Cassandra

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CASSANDRA

Titolo

Eventuale sottotitolo

Cassandra

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti  poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

19 .08.2017

Anno di stesura

2017

Genere

Dramma

Atti

2

Durata (min)

60

Lingua

italiano

Personaggi maschili

4

Personaggi femminili

2

Minimo attori maschili

Minimo attrici femminili

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563 Codice Opera 929426A

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi  SIAE

100%

100%

SINOSSI:  Angeletti nel  dramma vede “ Cassandra” in  un duplice ruolo, prima schiava in catene nella tenda di Agamennone , ma subito dopo amante e confidente del condottiero acheo, che sente  per lei prima un grande legame affettivo perché la principessa troiana ha il solito viso, il solito tono di voce  e la solita dolcezza della figlia Ifigenia , un giorno lontano sacrificata dallo stesso duce di Micene per ottenere l’assenso degli dei per ingraziarsi i venti favorevoli per far salpare le navi greche in rotta verso la città di Priamo: ma nello stesso tempo vede in Cassandra una focosa amante che lo fa con il suo amore rinverdire i fasti giovanili : tanto che la troiana diventa una morbosa concubina, che continua non creduta a lanciare le sue funeste profezie:  il dramma differisce dal mito seguendo una nuova creativa evoluzione: Agamennone non vede e non sente la voce di Achille che dall’Ade profetico gli sentenza l’imminente e tragica fine, ma è la voce della principessa e la perplessità di Calcante che travolti dal tragico destino sentono la loro vita piano piano fuggire.

GIULIANO ANGELETTI

Numero Posizione SIAE 198563

Codice Opera 929426A

CASSANDRA

DRAMMA

Atti 2

PERSONAGGI

CASSANDRA  

AGAMENNONE 

POLIDORA  

MENELAO

ODISSEO

CALCANTE

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

CASSANDRA , POLIDORA

(  Cassandra è vestita con una tunica bianca : i capelli lunghi e scomposti , scalza : incatenata  ad una caviglia con una catena a sua volta vincolata ad un ceppo che permette un movimento di circa due metri alla prigioniera)

( scena: fondo neutro, sacchi di juta sparsi per il palco: una brocca e una scodella in terracotta )

La pièce strutturalmente può essere rappresentata in modo cinematografico proiettando sul fondo scene di distruzione, di fuoco e di morte : paralellarmente alla voce registrata di Cassandra , presagio di catastrofici eventi

Cassandra bellissima principessa troiana è incatenata al ceppo a suo lato una ciottola e una brocca in ceramica .

CASSANDRA: ( disperata)

io sono la Principessa Cassandra, figlia del re Priamo e della regina Ecuba, io avevo previsto tutto  ma sono rimasta inascoltata: potevo essere una semidea: potevo essere tutto , il dio Apollo mi ha dato il dono della profezia, come pegno del suo amore supremo, ma io non lo volevo: non sentivo niente per lui . Il mio cuore non palpitava impazzito: non mi dicevano niente le sue parole e per questo mi ha punito e condannato ad essere per sempre  profetessa inascoltata : ma le mie parole sono vere e sono un dono di un dio.   Un dio che mi ha lasciata in disparte, quasi dimenticata

(pausa)

Io avevo previsto tutto : la nascita di mio fratello Paride ,  era il preludio della fine di Troia

(pausa)

Si la fine di Troia … la caduta delle torri , io vedevo il fiero popolo troiano fatto schiavo e deportato

( pausa)

Il re mio padre e mia madre Ecuba, nel sentire la mia profezia ,  non mi credettero anzi pensarono che io fossi gelosa della nascita di mio fratello , e invidiosa della sua grande bellezza

( pausa)

Per fortuna Esaco , dall’alto della sua saggezza riconobbe la mia arte e convinse il re a confinare il neonato portatore di sventura sul monte Ida

(pausa)

Ma purtroppo mio fratello si salvò e ritornò a Troia per partecipare ai giochi: solo io lo riconobbi e chiesi di farlo condannare a morte … ma il re lo riconobbe come figlio e lo accettò a corte e lui ritornò principe …

( pausa)

Tutto filò liscio fino al giorno che mio fratello partì per Sparta …

fui li che io vidi la vera sciagura …

( pausa)

Gli scongiurai di non partire …. Di non andare … ma non mi ascoltò

( pausa)

E quando tornò con Elena

(pausa)

(grida)

La fine di Troia era vicina ….

( pausa)

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O CASSANDRA NOI DEI PROTETTORI DELLA CITTA’ DI TROIA ,

TI ABBIAMO DONATO IL DONO DELLA VEGGENZA,

E TRAMITE LA TUA VOCE PROFETICA 

ABBIAMO AVVERTITO  LA GENTE

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

E STATO IL POPOLO NELLA SUA STOLTEZZA CHE NON E’ RIUSCITO A COMPRENDERE CHE DENTRO IL LEGNO  SI CELAVA L’INGANNO

( entra Polidora ancella della principessa, ha con se un unguento e acqua e panni puliti, Cassandra è stata appena violentata dal guerriero acheo Ajace Di Locride)

POLIDORA:

principessa … principessa: ( le due si abbracciano e Polidora si siede accanto alla sua principessa )

CASSANDRA:

mia cara Polidora, sei viva : sei viva e questa è la migliore notizia che potevo avere : grazie dei per avere fatto si che Polidora sia stata risparmiata dall’ orda achea …

            ( si abbracciano ancora)

dimmi come hai fatto a fuggire al fuoco e ai dardi nemici

POLIDORA:

io mi sono nascosta, tra le statue votive, vicino al tempio del dio Ade , proprio dietro alla statua che omaggiava il dio dei morti, anche le orde achee hanno avuto rispetto e timore per il dio :  e li mi sono nascosta ma quando dopo un giorno sono uscita e:   nascondendomi tra le rovine stavo raggiungendo le porte  Scee e raggiungere la libertà: mi hanno catturato:  ma vista la mia non più giovane età non mi hanno violentato … mi hanno gettato in una buca insieme alle altre donne

           

( pausa)

(piange)

che strazio vedere tutte le giovani nobili di Troia ridotte peggio delle schiave , dentro buche con grate dove anche al sole era proibito entrare, infatti ne lambiva solo i bordi

(piange)

poi la notte, gli achei ubbriachi tiravano su la grata e prendevano le donne, più belle, più giovani e le violentavano: alcune di loro ancora fanciulle  morirono, dalle violenze subite e dal dolore …

           

CASSANDRA:

Polidora mia cara come facevi a sapere che io sono qui prigioniera

POLIDORA:

non sapevo, tutti pensavano che tu principessa fossi stata uccisa ,  o al limite fossi stata fortunata e riuscita a fuggire e scampare al giogo acheo

CASSANDRA:  ( nel sentire tutto ciò grida e piange , ma poi ride isterica senza darsi pace)

un principe Acheo è scampato all’eccidio e alla distruzione della stirpe di Priamo, e in questo momento dopo aver liberato i fanciulli troiani prigionieri e rubato una nave achea dopo aver incendiato le altre . .. sta cercando un nuovo lido per fondare un’altra città

( di nuovo ride isterica)

POLIDORA:

mia principessa, ma la tua nuova profezia non è funesta, ma mi protende  ad essere speranzosa …

CASSANDRA: (triste)

passeranno ancora molte stagioni prima che un popolo con  sangue troiano torni potente

POLIDORA: (implora gli dei)

o Zeus fa che tutto questo avvenga e  che questi scempi vengano vendicati

CASSANDRA:  ( nel sentire tutto ciò grida e piange , ma poi ride isterica senza darsi pace)

il principe Enea con i giovani troiani scampati fonderà una nuova città, una nuova stirpe che dominerà il mondo …

POLIDORA:  ( curiosa)

principessa raccontami, come hai fatto a salvarti; corre voce che tutti i membri della famiglia di Priamo siano stati trucidati , o torturati ed uccisi senza nessuna pietà non un vecchio, non un bambino si è salvato dalla morte : cli achei avevano l’ordine di cancellare ogni traccia e ogni erede dei signori di Troia.

Gli Achei hanno distrutto tutta la stirpe …

(pausa)

Le voci dicevano che il principe Enea dopo aver saputo che suo figlio e suo padre erano morti, dopo aver fatto strage di greci, dalla disperazione si gettò nelle fiamme della reggia, maledicendo Elena e tutti gli achei …

( pausa)

Invece: se tu dici … e gli dei ti hanno parlato

(pausa)

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O CASSANDRA NOI DEI PROTETTORI DELLA CITTA’ DI TROIA ,

TI ABBIAMO DONATO IL DONO DELLA VEGGENZA,

E TRAMITE LA TUA VOCE PROFETICA 

ABBIAMO AVVERTITO  LA GENTE

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

E STATO IL POPOLO NELLA SUA STOLTEZZA CHE NON E’ RIUSCITO A COMPRENDERE CHE DENTRO IL LEGNO  SI CELAVA L’INGANNO

 

( pausa)

POLIDORA: 

principessa raccontami!

( Cassandra piange, Polidora cerca di consolarla)

POLIDORA:

figliola parla, sfogati ci sono io con te , non aver paura

( Cassandra in preda ad una crisi isterica, grida, si agita , si alza in piedi: cerca di fuggire ma è incatenata quindi cade si nuovo a terra supina ,  la sua ancella si piega accanto a lei: l’accareza ma la ragazza trema ancora)

(pausa)

( infine Cassandra si calma)

POLIDORA: ( l’abbraccia)

Parla tesoro mio parla, raccontami tutto

( Cassandra racconta la sua violenza alla sua ancella )

CASSANDRA: ( con un singulto)

A pensare che tutto questo si poteva scongiurare

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O CASSANDRA NOI DEI PROTETTORI DELLA CITTA’ DI TROIA ,

TI ABBIAMO DONATO IL DONO DELLA VEGGENZA,

E TRAMITE LA TUA VOCE PROFETICA 

ABBIAMO AVVERTITO  LA GENTE

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

E STATO IL POPOLO NELLA SUA STOLTEZZA CHE NON E’ RIUSCITO A COMPRENDERE CHE DENTRO IL LEGNO  SI CELAVA L’INGANNO

Polidora hai sentito questa voce

POLIDORA:

no principessa, io non ho sentito niente …

CASSANDRA:

sono gli dei che parlano con me e solo io posso capire

(piange)

Perché solo io posso capire, io non volevo il cavallo dentro le mura, io non volevo Paride, io non volevo Elena

( grida)

Io odio gli achei !

POLIDORA: ( cerca di calmarla)

Calma, principessa: ci sono io a proteggerti: ora tranquillizzati e bevi un po’ d’acqua

( passa la brocca a Cassandra che beve avidamente)

CASSANDRA: ( piange di nuovo ma racconta)

Quando le bestie achee sono entrate nella reggia, saccheggiando e depredando ogni cosa, io sono fuggita in un posto che io ritenevo a torto sicuro:

(piange)

Il tempio della dea Pallade , protettrice anche della Grecia. Infatti gli achei passavano, guardavano la statua della dea e a malincuore passavano oltre … perché nessun acheo timoroso dell’ira degli dei osava superare la soglia del tempio.

Io mi sentivo al sicuro, ero nascosta proprio dietro alla statua bronzea della dea che ammonendo gli umani imperiosa sovrastava il luogo sacro, perché nessun uomo poteva profanare il tempio sacro a Pallade

( piange)

Ma tra le orde achee c’era un uomo che non rispettava gli dei , come non rispettava gli umani, lui era un uomo che non aveva regole, irascibile e violento: il suo nome era Aiace di Locride

(piange)

POLIDORA: ( cerca di consolarla)

Dai… principessa … dai ( la prende tra le braccia)

CASSANDRA:

Aiace entrò nel tempio, solo attratto dall’oro e dall’argento che c’era ai piedi e attorno alla statua,  ma mentre stava rubando l’oro e mettendo tutto ciò che trovava di valore dentro un sacco

(piange a dirotto)

io ero nascosta dietro la pelle di cervo …

tremavo come una foglia

(pausa)

Non ricordo come fece a vedermi

(pausa)

Ricordo solo i suoi occhi che mi fissarono

(piange)

Le sue mani sudate e sporche di sangue troiano

(piange)

Mi strapparono tutte le mie vesti

(grida)

Il suo sesso, su di me …

(piange )

Mi ribellai

(piange)

E allora botte … botte … ancora botte

(piange)

Io non volevo … non volevo

(piange)

Piantò il suo aratro nel mio giardino

( piange)

Chiusi gli occhi

( pausa)

Sperando che finisse presto

(pausa)

E quando finì … mi lasciò a terra .. piangente

Preso come era dalla sua avidità: dopo essersi rubato il piacere, si chino a riempire il sacco d’oro sotto la statua …

(pausa)

Quando la dea Pallade decise di vendicare il mio oltraggio e la profanazione del suo sacro tempo ela statua cadde sopra il vile acheo, uccidendolo

( pausa)

Lo vidi anche trafiggere da un “ ferro”

( grida)

La dea Pallade mi aveva vendicato.

(pausa)

Poi devo essere svenuta, perché non  mi ricordo più niente e mi sono ritrovata qui incatenata: prigioniera di non so chi ?

POLIDORA:  (compassionevole)

Povera ragazza, neppure io so chi è il mio nuovo padrone, io sono stata mandata qui da una guardia, ma ti giuro che non pensavo di essere al tuo cospetto principessa …

Ma adesso fatti vedere, sei tutta piena di ecchimosi , tieni …

( immerge un panno nell’acqua e pulisce il viso della principessa Cassandra)

Ecco ora stai meglio

( poi la guarda attentamente e vede che Cassandra che si copre le zone intime)

POLIDORA: ( la nota)

Principessa, che cos’ hai: fatti vedere …

(la ragazza scoppia a piangere a dirotto)

( Polidora nota il sangue  sulla veste bianca, il sangue copre tutte le zone intime)

POLIDORA: ( preoccupata)

Figliola, ma tu hai un’emorragia: ( con ansia)

Bisogna subito, lavare e pulire la ferita e poi tamponare il sangue con bende pulite

aspettami che torno subito

( la donna fa l’atto di uscire di scena, ma viene fermata da Agamennone)

( la donna al cospetto del duce acheo, si inginocchia in segno di sottomissione )

AGAMENNONE:  ( autoritario)

Dove vai troiana, hai così paura del condottiero che ha distrutto la tua città e sottomesso il tuo popolo …

POLIDORA: ( in ginocchio)

Si mio re, o mio nuovo padrone!

AGAMENNONE: ( compiaciuto)

Si io sarò il tuo nuovo padrone, perché tu e la principessa Cassandra sarete veramente mie schiave

POLIDORA: ( sottomessa e ancora in ginocchio)

E’ un onore servire il re dei re acheo: ordina mio re ed in breve io esaudirò ogni tuo desiderio

AGAMENNONE : (autoritario)

Questo è il mio primo ordine Polidora

POLIDORA: ( sempre in ginocchio)

A tuo servizio mio re

AGAMENNONE: (autoritario)

Il mio primo ordine è quello di occuparti della principessa troiana

POLIDORA:

sarà fatto mio re

(esce di scena)

SCENA SECONDA

CASSANDRA , AGAMENNONE, POLIDORA

( nel vedere Agamennone la ragazza piange)

AGAMENNONE: ( altezzoso)

Principessa Cassandra, prostrati davanti al tuo nuovo re e padrone

CASSANDRA: ( piange, cercando pudicamente di nascondere l’intima emoraggia)

 chi è a contatto con gli dei e  ne è la voce non ha padroni

AGAMENNONE: ( altezzoso)

Se sei veramente a contatto con gli dei allora sai chi sono

CASSANDRA: ( soffocando il pianto)

Tu sei il Re di Micene, Agamennone capo della lega degli achei che ha distrutto la mia città e reso schiavo il mio popolo

AGAMENNONE:

prostrati davanti al tuo re

CASSANDRA: ( ribelle)

Io sono una principessa e non una schiava

AGAMENNONE: ( alterato)

Adesso tu non sei più principessa, ma solo schiava quindi prostrati!

CASSANDRA:

preferirei morire che essere tua schiava

( Agamennone prende una frusta )

AGAMENNONE: ( con la frusta in mano)

Cassandra, inginocchiati davanti al tuo re e chiedi grazia e pietà

CASSANDRA: ( orgogliosa)

Preferisco morire

( allora Agamennone comincia a frustare la ragazza fino che lei esausta non chiede pietà)

AGAMENNONE:  ( getta via la frusta)

Cassandra Principessa troiana prostrati davanti al tuo re e chiedi perdono e pietà

( Cassandra stremata si inginocchia davanti al re acheo, cercando di nascondere l’emorragia, vaginale)

CASSANDRA:  ( stremata e  con un filo di voce )

Re di Micene io principessa Cassandra sono tua schiava e tu sei il mio unico re e padrone

AGAMENNONE: ( soddisfatto)

Anche i cavalli selvaggi quando sentono la voce della frusta diventano docili come agnelli

( il re si avvicina a Cassandra e la libera dalle catene , poi voglioso di sesso l’avvicina a se e la stringe ma la sua mano si sporca di sangue emorragico fresco, così il re si libera dalla stretta)

( Agamennone si inginocchia davanti alla principessa, tira su la tunica e vede lui stesso le condizioni della vagina ancora sanguinante)

( Cassandra piange)

AGAMENNONE: ( mosso da pietà)

Principessa, da quando ha questa emorragia?

CASSANDRA:  ( piange)

Da quando Aiace di Locride ad abusato di me

AGAMENNONE: ( preoccupato)

Ma allora è da tre giorni , e non hai detto niente?

CASSANDRA: ( singhiozzando)

Come mai il re di Micene e l’uomo più temuto della terra si preoccupa della salute di una schiava ?

AGAMENNONE:  ( accarezzandola)

Tu per me sei una donna importante

CASSANDRA: ( stupita)

Io importante : non direi ! solo pochi minuti fa mi hai fatto sentire la voce della frusta

AGAMENNONE: ( preoccupato)

Adesso tu devi essere curata, via per sempre le catene …  farò venire la tua ancella con un unguento, non preoccuparti passerà presto , poi ti porterò da mangiare e tanto cibo, non le razioni da schiava, perché devi rigenerare il sangue che hai perso … e devi anche fare un bagno e avrai vesti degne di una principessa … ma guarda quel cane di Aiace cosa ti ha fatto

CASSANDRA:

ma la dea Pallade lo ha punito, la statua è caduta sulla sua testa e lui è morto forse trafitto dal suo stesso ferro

AGAMENNONE:

Principessa la mano che impugnava il ferro che ha trafitto Aiace non era dalla dea ma il mio, adesso andiamo

( la principessa sviene e Agamennone la prende in braccio e la porta fuori scena)

( musica)

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O PRINCIPESSA

CHE HAI  IN  DONO  LA VEGGENZA,

E TRAMITE LA VOCE PROFETICA 

SEI SENTINELLA 

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

A MICENE

L’ ACQUA DIVENTERA’ ROSSO  SANGUE

(musica con canti achei)

ATTO  DUE

SCENA PRIMA

POLIDORA, CASSANDRA, AGAMENNONE

( entra in scena Polidora porta delle lenzuola bianche e le stende ordinatamente su un talamo )

( dopo Polidora silenziosamente esce di scena)

( entra in scena Cassandra, vestita come una principessa troiana, il suo stato di salute è migliorato molto , la ragazza è ben pettinata e molto profumata)

( entra in scena Agamennone il suo comportamento nei confronti della principessa è mutato , tanto che la ragazza non è più considerata sciava ma amante)

AGAMENNONE: ( entra disarmato ed è molto premuroso )

Cassandra!

CASSANDRA: ( contenta)

Agamennone !

( i due si abbracciano e si baciano)

AGAMENNONE:

tesoro mio come stai

CASSANDRA:

io bene grazie a te e a tutte le cure che mi  hai fatto fare

AGAMENNONE:

eri ridotta come uno straccio, quell’animale di Aiace meritava solo di morire

CASSANDRA:

Aiace era un senza dio, ha osato profanare il tempio di Pallade, la dea non tollera chi abiura il suo nome e con opere disprezza i valori sacri agli dei

AGAMANNONE:

io ho preso i tesori del tempio di Pallade, ma ti assicuro che gli argenti i gli ori non saranno fusi e distribuiti ai guerrieri achei come bottino, ma saranno donati al tempio di Atena a Micene e sarai tu stessa a donarli

CASSANDRA:

io non sono più principessa ma presto diventerò schiava e ad una schiava non è permesso niente

AGAMENNONE:

io sono l’uomo più potente della terra, e a me è permesso tutto  anche di elevarti al rango di sacerdotessa

CASSANDRA:

io stavo per diventare sacerdotessa

AGAMENNONE:
quando saremo a Micene prima abiterai con me nella reggia, dopo  se vuoi entrerai nel tempio di Pallade Atena … o se non sei contenta costruirò un tempio solo per te

CASSANDRA: ( grida e piange )

Ti prego Agamennone non partire … ti prego mio signore non partire per Micene

(grida)

Non partire … non partire …

( musica)

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O PRINCIPESSA

CHE HAI  IN  DONO  LA VEGGENZA,

E TRAMITE LA VOCE PROFETICA 

SEI SENTINELLA 

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

A MICENE

L’ ACQUA DIVENTERA’ ROSSO  SANGUE

AGAMENNONE:

ma cosa ti prende, cosa ho detto di male, perché dovrei non partire per la mia patria che mi accoglierà come re e vincitore ?

CASSANDRA:

il ritorno, per te e per me sarà funesto

AGAMENNONE:

guarda Cassandra, io a differenza di altri: sono stato forse il più che ti ha creduto e ti crede tuttora, perché tu sei una donna che ha delle doti straordinarie … ma questa volta non ti posso credere perché tutto è pacifico a Micene,  i miei emissari mi hanno informato che non ci sono sommosse, le rotte dei mercanti sono tornate ad approdare nel mio porto e gli scambi commerciali sono tornati fiorenti, i ragazzini di un tempo sono ora uomini virili pronti ad ogni evenienza se si tratta sia di difendere le mura della città da truppe nemiche che per ora non ci sono : e al limite per poter depredare le navi fenice che passano sotto costa  cariche di merci preziose.

Micene è una città tranquilla e pacifici sono anche i suoi possedimenti, sia in Asia che in Dalmazia ed anche le polis in Italia ….

(pausa)

So solo che la mia famiglia è felice : mio figlio Oreste sta crescendo con lo spirito guerriero del padre: tra i suoi coetanei è un vero capo : è bravo nella lotta, nella spada, nel lancio del dico e del giovellotto, bravissimo nella caccia e perfino nella lotta contro i tori … sono orgoglioso di mio figlio Oreste

(pausa)

Mentre Elettra, è una vera figlia di un re, tesse la tela benissimo ed in più si diletta nella poesia e nel canto… mia figlia è illuminata dalle Muse , ed in più mi adora ed io adoro lei

( pausa)

Di mia moglie Clitennestra ,   invece ho notizie contrastanti: dal punto di vista politico sta amministrando bene il regno: addirittura è riuscita a rimpinguare le casse dello stato, cosa che prima con me erano in perdita

Ha istituito una tassa per l’attracco delle navi e uno sgravio per i mercanti che vendono al mercato di Micene

(pausa)

(sorride compiaciuto)

A con lei al potere i giorni di mercato sono diventati tre alla settimana invece di uno … per cui, più giorni più soldi …. Sono proprio contento

(pausa)

Per quanto riguarda il suo decoro, dal punto di vista formale è ineccepibile, non ha un amante, non ha niente … prima aveva solo un gran odio per me, per il fatto che per partire per la guerra contro il tuo popolo, le navi in Aulide erano tutte armate e pronte per partire, ma i venti non si alzavano e se non si alzano i venti le vele non riescono a solcare. Quindi abbiamo dovuto consultare i sacerdoti e i sacerdoti ci hanno consigliato di sacrificare mia figlia Ifigenia .

( pausa)

( Agamennone ha un singulto)

Ma di questo fatto preferisco non parlarne, la ferita che ho nel core è troppo grande talmente grande che penso proprio che mai si rigenerà.

( Agamennone piange e Cassandra lo consola) 

CASSANDRA:  (cerca di consolarlo, si avvicina e lo abbraccia)

Agamennone, non piangere, ti capisco: volendo potevi evitare di giustiziare la tua bambina e forse se non lo facevi la guerra non scoppiava quel giorno … ma il destino di Troia era solo rimandato, di un anno, forse due , o tre o dieci … e se non erano gli Achei era una grande pestilenza una pestilenza portata da mercanti venuti da lontano

(pausa)

Avevo visto nel sonno perire tutta la mia famiglia e con loro tutta la mia stirpe … solo un nobile troiano si sarebbe salvato e lui con un piccolo gruppo di giovani scampati avrebbe fondato prima una città in un posto lontano e dopo i suoi eredi avrebbero conquistato il mondo

(pausa)

Ed è quello che sta succedendo in questo momento!

(pausa)

AGAMENNONE: ( preoccupato)

Gli eroi troiani sono tutti morti , la stirpe di Piramo non esiste più … tu sei l’unica scampata

CASSANDRA: ( sorride)

Quel nome un giorno non lontano sarà il terrore di tutta la Grecia, non più libera

AGAMENNONE:  (pensa)

Ci sono stati troiani che sono fuggiti, perché mentre la città era in fiamme? Può essere: perché mentre  il popolo acheo saccheggiava e depredava ogni cosa, le navi vennero abbandonate dal personale di guardia perché tutti i marinai si precipitarono anche loro dentro le mura  smaniosi di fare anche  loro  bottino

CASSANDRA:  ( pacata)

Ma quando carichi di bottino voi Micenei, e tutti gli altri Achei siete tornati alle navi, vi siete accorti che mancavano sei navi e tante erano bruciate

(pausa)

AGAMENNONE:  ( pensoso)

Si … abbiamo trovato Achei morti, e navi bruciate : ma abbiamo pensato non essendo rimasto nessuno vivo a testimoniare che fosse scoppiata una rissa tra di loro, e le risse con spargimenti di sangue sono molto usuali negli accampamenti achei …

( pausa)

Mancavano si delle navi, e sicuramente qualche disperato sarà riuscito a rubarle, ma che paura ci può incutere un gruppo di sbandati e come dici di ragazzini

CASSANDRA: ( pacata)

Neppure se l’eroe troiano che conquisterà tra molti anni il mondo è Enea

AGAMENNONE: (preoccupato)

Enea è vero: nessuno ha mai trovato il suo corpo di Enea , ne quello di Ascanio : lo abbiamo cercato ma invano:

a pensare che Neottolemo, aveva giurato di averlo visto morire avvolto tra le fiamme

( Agamennone si alza)

Adesso mi dici dove è diretto: armo le navi e tutti gli achei devono partire alla caccia di Enea. Voglio che me lo portino, vivo o morto: anzi meglio morto: voglio che mi portino la sua testa per poterla infilare in un palo e godere nel vederla divorare dai corvi

( grida)

 

Si pagherò in oro il peso della sua testa !

( minaccia Cassandra)

Adesso dimmi dove è diretto !

CASSANDRA:  ( fredda)

Io non dirò niente: preferisco morire che tradire il mio popolo, e poi anche se io ti dicessi dov’è in questo momento come andresti a prenderlo

( sorridente)

Senza una nave! Ci vanno mesi per ripararle !

AGAMENNONE:  ( perplesso)

Qualcuno durante il saccheggio ha bruciato le navi, e per ripartire dovranno essere di nuovo riparate, ma non basteranno

( soddisfatto)

Dovremo costruirne di nuove, per portare via tutto l’oro e gli schiavi della tua città

CASSANDRA:  ( grida) Troia non è morta, troia vive …  e la nuova Troia si chiamerà Roma e  Roma conquisterà il mondo

AGAMENNONE:  ( beffardo)  e  dove si trova questa Roma è la prima volta che sento questo nome, tu ne parli come se esistesse

( beffardo)

Mi sono informato, ho chiesto in tutto il campo greco, persino tra i prigionieri e gli schiavi

La tua città non esiste …

(pausa)

Non solo, non esiste neppure nessun villaggio né di pastori né di pescatori con questo nome, la tua città è solo frutto della tua fantasia

(pausa)

Mi meraviglio solo di me che ti do ascolto

CASSANDRA: ( grida) quante volte ti ho detto che questa città deve essere ancora costruita , ma quando sentirai il suo nome ti conviene raccomandarti ai tuoi dei e pagare un gallo ad Esculapio

AGAMENNONE:  ( beffardo)  per quello che dici meriteresti quaranta frustate e gettata per venti giorni nella fossa degli schiavi,  perché a pensarci bene tu stessa non sei più principessa ma ormai schiava

CASSANDRA:  ( beffarda)

Io posso essere la tua schiava, ma sono sempre di sangue nobile, perché dentro di me scorre il sangue di Priamo re di una grande città

AGAMENONE: (ironico)  una grande città che ormai non esiste più

( pausa)

Non ti frusterò per quello che hai detto, né ti manderò per punizione nella fossa degli schiavi

( pausa)

Il perché non lo so … forse perché ti voglio bene , e penso che sia la prima volta che provo queste sensazioni

CASSANDRA:  ( lo riprende) Clitennestra, Criseide, Briseide ed io : questa è  la quarta volta, e questa volta il tuo innamoramento ci sarà fatale

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O PRINCIPESSA

CHE HAI  IN  DONO  LA VEGGENZA,

E TRAMITE LA VOCE PROFETICA 

SEI SENTINELLA 

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

A MICENE

L’ ACQUA DIVENTERA’ ROSSO  SANGUE

CASSANDRA:  Agamennone  hai sentito la voce degli dei

AGAMENNONE:  ( non sente)  io non ho sentito né voce di uomo è voce di dio

CASSANDRA:  (implora)  non partiamo per Micene ti prego non partiamo per Micene

AGAMENNONE:  partiremo, amore mio: partiremo con calma ma un giorno partiremo

( pausa)

Intanto i re achei hanno già prearato le navi: non sono stati a dormire come i miei marinai, loro si sono accaparrati i legni migliori e hanno riparato le falle e domani partiranno per la loro patria

CASSANDRA: ( curiosa ) chi partirà domani?

AGAMENNONE: domani partiranno le navi di Diomede e Nestore … quaranta navi di Diomede partiranno domani all’alba per Argo, e subito dopo partiranno le sessanta navi di Nestore il re di Pilo … Nestore un grande eroe, molto prudente nelle parole, molto onesto e non menzognero, un uomo da ammirare: un guerriero stimato sia dai greci che dai troiani … sono contento che parta carico d’oro e di schiavi

CASSANDRA: ( tranquilla) Diomede e Nestore, godono dell’ auspicio degli dei il loro ritorno in patria sarà tranquillo e i venti saranno loro favorevoli. Lo stesso Poseidone calmerà le onde e mitigherà le correnti per accompagnare le navi achee nei porti amici : perché  Diomede e Nestore sono guerrieri leali e durante i dieci anni di guerra hanno rispettato i templi … ma non per tutti sarà così

AGAMENNONE:  ( alterato)  non ci vuole una tua profezia per parlare di Nestore e Diomede: loro oltre ad essere degli eroi, sono anche degli ottimi marinai, conoscitori dei venti e delle stelle. Nestore pur essendo anziano e quindi ricco di esperienza, è  anche un ardito marinaio capace di navigare sia di giorno che di notte , tanto conosce a menadito ogni ansa, ogni fondale ed ogni scogliera da Troia a Pilo, navigare con lui o sotto la sua guida è una sicurezza: e Diomede che anch’esso è un buon navigante, è stato astuto a seguire il suo consiglio di armare le  navi ed approfittare dei venti e delle onde favorevoli

CASSANDRA:  le onde e i venti possono essere favorevoli, ma che decidono sono sempre gli dei

AGAMENNONE:  ( abbraccia e bacia) quando arriveremo a Micene, io ti voglio al mio fianco ora e per sempre

CASSANDRA:  e sarà per tutta la vita

AGAMENNONE:  ( bacia Cassandra che a sua volta lo ribacia)

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O PRINCIPESSA

CHE HAI  IN  DONO  LA VEGGENZA,

E TRAMITE LA VOCE PROFETICA 

SEI SENTINELLA 

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

A MICENE

L’  ACQUA DIVENTERA’ ROSSO  SANGUE

CASSANDRA: ( preoccupata ) gli dei hanno parlato

AGAMENNONE: e cosa vogliono da noi gli dei, io non ho sentito niente …

CASSANDRA:  ( con angoscia) amore mio gli dei se noi torniamo a Micene ci hanno riservato una orrenda fine: io e te moriremo facendo il bagno nel nostro sangue …

AGAMENNONE:  ( cerca di calmarla)

Mia cara, tutte le volte mi ripeti la solita cosa ed io non riesco mai ad assicurarti che non hai nulla da temere, scusa volevo dire che noi due non abbiamo nulla da temere

( pausa)

Come tu mi hai consigliato, ho preso le mie precauzioni: ho mandato degli emissari a Micene : e loro mio al ritorno mi hanno riferito che la città in mia vece ora è nelle mani di Clitennestra : la regina sta governando bene, il mercato è fiorente ed è sempre colmo di gente, le merci sono varie e attraccano navi da tutta l’Attica …

E non solo per la prima volta sono approdate navi etrusche e fenice,  e perfino navi persiane colme di tappeti e mercanti egiziani

E tutti hanno portato prosperità nel nostro regno

(pausa)

Poi ho saputo

( ride di gusto)

CASSANDRA:  ( curiosa) cosa hai saputo?

AGAMENNONE: mia moglie ha un amante e passa i giorni e le notti sempre con lei. Mi viene da ridere solo a pensare chi è

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O PRINCIPESSA

CHE HAI  IN  DONO  LA VEGGENZA,

E TRAMITE LA VOCE PROFETICA 

SEI SENTINELLA 

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

A MICENE

L’ ACQUA DIVENTERA’ ROSSO  SANGUE

CASSANDRA:

( grida disperata)

Egisto! Egisto …  Egisto e Clitennestra si macchieranno le mani di sangue

AGAMENNONE:  ( si avvicina a Cassandra abbracciandola) amore mio la devi smettere di preoccuparti per cose che non accadranno mai: le tue visioni sono troppo lugubri, vedi negatività anche nella positività …

( pausa)

( abbraccia Cassandra)

Cosa pensi, che il fatto che mia moglie ha un amante che ha quasi la metà dei suoi anni provoca in me gelosia e rancore: ( ride) ma cosa potevo pretendere che una donna ti rimanga fedele dopo che sei partito per una guerra durata dieci anni …

( ride)

Ma lei è una donna libera come lo sono io : il nostro era un matrimonio fatto per puro interesse

( ride)

Io adesso sono qua con te, ti amo … ma sono sicuro che lei a Micene sa tutto e non ne è sicuramente gelosa

( pausa)

Noi due, io e la regina dobbiamo solo vivere di apparenza, poi sai bene anche se sei solo una ragazza ma sei vissuta a corte e quindi sei smaliziata : che la vita matrimoniale di per se è solo un accumulo di doti e proprietà … l’amore anche quando è presente in una coppia non rimane Eterno

CASSANDRA: ( riflessiva) rimane eterno, come quello  tra  Orfeo ed Euridice … come Eros e Thathos …

( pausa)

Solo i tragici amori sono eterni, tutti gli altri rimangono volubili perché sono governati dal Fato

e gli dei sono talmente volubili  che giocano a loro piacimento con i sentimenti dei mortali

AGAMENNONE:  ( beffardo) ma io che non conosco gli dei ma conosco gli uomini : e ti posso assicurare che la maggior parte di loro sono creduloni : basata che gli fai credere che un dio è con loro e sono disposti a dare perfino il sangue per ottenere uno scopo e per quello scopo perfino a morire

( pausa)

A morire per la cupidigia di un loro re, che li manda a “ scannarsi” per niente o per trarne guadagno … ma naturalmente con la benedizione di un sacerdote  prezzolato che porta a loro la parola di un falso dio …

( pausa)

E sapessi come inforcano le armi, e come battono con i ferri gli scudi prima di andare a morire

( pausa)

Il minimo che posso fare io per loro è conservare una parte di “ bottino”  da far arrivare alla famiglia dell’eroe Miceneo morto combattendo

(pausa)

E questo io l’ho sempre fatto con tutti i miei uomini caduti in battaglia per rendere Micene ancora più potente: altri re non lo fanno : ma io si !

Ecco perché io sono un re molto amato e non solo a Micene… ma in tutta l’Attica …

(pausa)

Ed ecco una delle ragioni perché tutta la gente achea , e di conseguenza anche i loro re mi hanno nominato per acclamazione con un grande plebiscito

Il re di tutti re achei e capo di tutta la spedizione contro Troia

CASSANDRA: ( calma ) e questo solo per il volere degli dei

AGAMENNONE: ( quasi piangendo) io ho smesso di credere negli dei, quando ho dovuto sacrificare per fare alzare i venti  delle navi ( piange) mia figlia Ifigenia

CASSANDRA: ( cerca di calmarlo) potevi anche non farlo!

AGAMENNONE: ( piange) dovevo lasciare il comando : deporre le armi , prendere la mia gente,  e tornarmene a Micene in pace

CASSANDRA: ( calma) tanti achei ti avrebbero seguito, ed i re più bellicosi si sarebbero trovati senza armati e quindi la guerra non si sarebbe fatta quel giorno, e per qualche tempo si sarebbe vissuto senza lutti e in pace, ma purtroppo gli dei hanno voluto cosi

( piange)

Hanno voluto che mio fratello nascesse e scampasse alla morte; hanno voluto che conoscesse Elena … hanno voluto che io sapessi e lo gridassi , hanno voluto che le mie parole rimanessero ascoltate … ma le mie parole erano dettate dagli dei : ma il popolo … il mio popolo nella sua stoltezza invece di ascoltarmi mi ha fatto passare per pazza ed ora mi ritrovo: senza più un popolo , senza più niente …fino a poco tempo fa avevo il mondo tra le mie mani ed ora mi ritrovo : sola senza una famiglia, schiava ed innamorata di un uomo, un uomo che ha distrutto il mio popolo ma mi ha reso succube del suo grande amore

( Agamennone nel sentire tutto ciò abbraccia appassionatamente Cassandra )

AGAMENNONE: ( appassionato) amore mio: ecco quello che volevo sentirti dire ! Io ti amo Cassandra : non sei tu succube del mio amore, sono io succube del tuo!

( si abbracciano appassionatamente)

SCENA SECONDA

CASSANDRA, AGAMENNONE, MENELAO, ODISSEO

( entra Menelao)

MENELAO :  ( saluta il re) o re di Micene e duce  che ci ha condotto valorosamente alla vittoria sono venuto per renderti un ultimo omaggio: le mie navi sono riparate e le mie stive sono colme di schiavi e oro: domani all’alba appena si alza il vento le mie navi solcheranno fino a raggiungere la nostra amata Sparta

AGAMENNONE:  ( saluta il re di Sparta)  vai e che gli dei ti siano propizi e guidino la tua rotta  ammaestrando venti e correnti

MENELAO:  ( sorpreso per l’indifferenza mostrata da Cassandra)  la tua schiava o re di Micene mi sembra alquanto insolente, non fa un cenno di saluto : o pensa ancora di essere una principessa, futura regina di un regno che non esiste più o ha bisogno di una trentina di frustrate

AGAMENNONE:  ( prende le parti di Cassandra) Cassandra, per me è una principessa , non una schiava: non essere insolente nei suoi confronti

( pausa)

MENELAO: ( sorpreso) questa donna ti ha trasformato, ero convinto di rivedere il prode Agamennone : il condottiero temuto e coraggioso ed ora ti trovo in balia di una schiava

(pausa)

AGAMENNONE:  sono passati dieci anni di guerra, e dopo questo tempo tu riparti vincitore portando con te il frutto più dolce , la donna più bella del mondo Elena che come tutte le femmine è talmente volubile che ha già dimenticato Paride ed è tornata tra le tue braccia più innamorata di prima

(pausa)

Cassandra, tesoro mio cosa vedi e quali voci profetizzano gli dei, in merito al viaggio di Menelao

( Cassandra si alza in piedi e con il dito indice, indica minacciosa il volto di Menelao, che indietreggia)

CASSANDRA:  ( profetizza)  il tuo viaggio o Menelao, sarà funestato da una grande tempesta che ti farà perdere schiavi e oro e ti getterà naufrago con poche decine di uomini in terra d’Egitto dove ripartirai per Sparta dopo vari anni ; questo è il volere degli dei

MENELAO: ( alterato, sfodera la spada) io questa donna l’uccido: permettimi di tagliarle la testa e come compenso o re di Micene ti darò venti giovani schiave e tutte giovanissime con le quali potrai soddisfare tutti i tuoi bollori

( Agamennone si frappone tra Menelao e Cassandra facendone scudo)

AGAMENNONE:  ( alterato) Menelao, riponi il ferro nella custodia, questa è la mia tenda  ed è come se fossa casa mia … e in casa mia l’ospite è sacro, ora calmati

MENELAO: ( ripone il ferro) va bene, mi calmo ma tu liberati di questa portatrice di sventura …

( Menelao esce di scena)

( entra in scena odisseo )

ODISSEO:  ( entra in scena) grande condottiero sono venuto a salutare il duce anziano del popolo Acheo

AGAMENNONE: ( pacato) parti anche tu Odisseo

ODISSEO: le mie navi sono pronte da dieci lune, abbiamo solo aspettato i venti favorevoli e le correnti propizie e la partenza di Nestore grande conoscitore dei mari ha consigliato tutti noi di imitarlo

AGAMENNONE:  spero almeno che abbiate lasciato legno per ricostruire e riparare le navi degli altri eroi

ODISSEO: sai benissimo che i tuoi calafati stanno già approntando le tue navi che riparate presto torneranno a solcare il mare

AGAMENNONE:  ma per vincere Troia abbiamo distrutto le foreste

ODISSEO: il legno scarseggia, non tutte le navi possono essere riparate: molti re hanno preferito raggiungere i loro regni via terra facendo lunghe carovane

AGAMENNONE:  ora non dovrebbero essere più pericolose

ODISSEO:  ora tutti i barbari temono gli Achei , nessuna tribù o popolo si azzarderà ad attaccare o provocare i nuovi padroni del mondo

CASSANDRA:  ( nel sentire tutto ciò ride ironica)

ODISSEO:  (alterato) come si permette la principessa Cassandra , ora ridotta ad umile schiava a  ridere di un re acheo

CASSANDRA: ( ironica) nessun acheo dominerà il mondo,  presto altri popoli domineranno altri popoli e non saranno greci

ODISSEO: ( alterato) meriteresti di essere messa ai ferri per le tue  profezie e frustata per la tua insolenza invece sei qua in questa alcova ad assecondare le voglie del tuo padrone, ma sai che questo non durerà in eterno … quando sarete a Micene : tu principessa tornerai ad essere schiava !

( lunga pausa)

AGAMENNONE: ( prende di nuovo le difese della donna) Odisseo, cerca di calmarti e non serbare rancori in un giorno che deve essere lieto perché volge lo sguardo speranzoso verso le tue case la tua Itaca che starà già festeggiando e preparando grandi libagioni per il tuo ritorno da re e vincitore

( pausa)

Non rovinare questo fausto giorno, solo per una affermazione che non è detto che non corrisponda al vero

ODISSEO: ( alterato) nessun popolo in questo momento è in grado di oscurare la potenza achea, ed ora carico di schiavi e di bottino parto per la mia patria e per la mia adorata moglie Penelope che  mi aspetta con ansia

( pausa)

Hai ragione Agamennone una schiava non può rovinare né appannare la gloria di un Eroe

AGAMENNONE:  ( accondiscendente) si amico mio e re di Itaca, adesso vai e porta i miei saluti alla saggia e fedele Penelope e tuo figlio Telemaco che ormai sarà diventato uomo

ODISSEO:  ( sorride)  si! Telemaco … Telemaco era più che un bambino quando sono partito con tutti i giovani di Itaca, lasciando l’isola indifesa … erano rimaste solo donne, vecchi e bambini : però nessuna nave fenicia ha approdato e saccheggiato la mia patria …

AGAMENNONE: come non hanno attaccato nessuna delle nostre città , perché i fenici erano ben consci che noi uniti siamo invincibili e potevamo distruggere le loro navi, le loro città e i loro porti

ODISSEO: ( agitato) adesso vado, perché la smania di partire è molto forte e non ho più la voglia di rimanere: ieri abbiamo fatto i dovuti sacrifici agli dei e in ogni nave è stata posizionata sull’albero maestro una nuova pelle di iena,  per allontanare i fulmini e i marosi

AGAMENNONE:  ( curioso) Calcante ha benedetto la tua partenza

ODISSEO: ( smanioso) no! Il sacerdote Parioleo,  ha officiato, i nostri sacrifici :  Calcante sono tre giorni che con scende dalle rovine di Troia: la sua mente e le sue membra mi sembrano molto provate e malgrado io avessi più volte auspicato la sua presenza per dare forza e sicurezza agli equipaggi, lui ha sempre declinato ogni invito , anzi è tornato su  nelle rovine della città di Priamo a parlare con le macerie fumanti e   con i suoi fantasmi.

( Cassandra sembra assente guarda ma rimane immobile fissando il vuoto)

AGAMENNONE:  ( preoccupato) povero Calcante,   ormai  la sua mente vacilla come i suoi passi .

Buon viaggio Odisseo e che tu abbia il vento in poppa

ODISSEO:  ( ossequioso)  e che gli dei siano favorevoli e te e accompagnino la tua partenza verso Micene

( Odisseo esce di scena)

AGAMENNONE: (  rivolto alla sua amata) tesoro mio, tu non dici niente: le parole di Odisseo di hanno ferito oppure io devo comportarmi come l’eroe di Itaca per domarti ed amarti

CASSANDRA: ( sorridente)  io non avevo nulla da dire ad Odisseo,  per me  parleranno gli dei  appena leverà le ancore e punterà la prora verso Itaca

AGAMENNONE: vuoi dirmi che gli dei sono adirati anche con lui:  ( sorride) Cassandra  sei troppo pessimista, e Odisseo non è il tipo che si lascia troppo condizionare: hai fatto bene a non parlare lo avresti fatto solo ancor più irritare.

 

SCENA TERZA

CASSANDRA, AGAMENNONE, CALCANTE

AGAMENNONE:  ( vede in lontananza arrivare Calcante)

Ecco Calcante lo vedo arrivare dal passo stanco e claudicante,  vengono tutti a trovarmi ormai siamo giunti al momento degli addii

CALCANTE:  (ad Agamennone e Cassandra) mio duce sono venuto a salutare te e la tua divina creatura che giace con te ed ha il dono del divino sapere

AGAMENNONE:  come tu divino Calcante:  io in questo momento non mi sento re , ma umile servo tra voi due che avete il dono di parlare con gli dei

CASSANDRA: ( a Calcante) divino Calcante è un piacere per me ascoltare le tue profezie sperando con il cuore che contraddicono le mie

CALCANTE: ( a Cassandra)  divina Cassandra spero che il mio presagio non sia il tuo presagio

( Agamennone ascolta poi interviene)

AGAMENNONE:  saggio indovino , allora hai deciso veramente di partire !

CALCANTE: si ho deciso di partire e di partire via terra con i miei achei, non per via mare: ormai sono troppo vecchio e le mie membra sempre più pesanti, la mia schiena è ricurva tanto che ho bisogno di un bastone per sorreggermi:

(pausa)

Agamennone ormai sono un povero vecchio !

AGAMENNONE: ( cerca di tirargli su il morale) Calcante, tu sei ancora un giovanotto , i vecchi sono ben altri …

CALCANTE:  non cercare di confortarmi, io so quale è la mia vita e il futuro che mi aspetta !

adesso, però mio duce,  chiedo a te un favore

AGAMENNONE:  un favore non si può negare a Calcante: chiedi qualunque cosa e ti posso assicurare che non sarà negata

CALCANTE: ( timidamente) io vorrei parlare in privato con la principessa Cassandra.

AGAMENNONE:  ( servizievole) se è solo per questo, io vi lascio: intanto vado al porto a vedere come procedono il lavori di riparazioni alle navi

CALCANTE: sapevo che andavi al porto e per questo ho deciso di fare a te un dono i legni intatti delle mie navi …

AGAMENNONE: ma questo non dovevi farlo, noi i legni te li paghiamo io oro o in schiavi

CALCANTE:  così ho detto !  E questo è il mio ultimo dono prima di partire, per ringraziarti di non aver messo catene alla voce degli dei

AGAMENNONE: ( contento) no le catene a Cassandra no, le ho tolte subito , perché io non la considero una schiava ma molto di più: e per il legni io non so come ringraziarti , e in quanto all’ultimo dono,  appena ritorno in patria io mi sdebiterò …

(pausa)

Ma per adesso, buon viaggio mio buon Calcante, io vado a vedere le navi

( Agamennone esce di scena)

( rimangono in scena Calcante e Cassandra)

( appena sono soli Calcante abbraccia la ragazza ed entrambi piangono )

CALCANTE: questo è per noi il nostro ultimo abbraccio, perché purtroppo

CASSANDRA:  noi moriremo il solito giorno e la salita ora, io ho visto la tua morte  a Colofone

CALCANTE: ed io ho visto la tua morte e quella di Agamennone a Micene per mano di Clitennestra e di Egisto

CASSANDRA: ( grida ) Egisto, Clitennestra è  da quando sono schiava di Agamennone che in testa ho questi nomi, e tu invece di impedire al re di andare a Micene gli ha ragalato perfino il legno delle tue navi per farci morire prima

CALCANTE:  non si possono ingannare gli dei !

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O PRINCIPESSA

CHE HAI  IN  DONO  LA VEGGENZA,

E TRAMITE LA VOCE PROFETICA 

SEI SENTINELLA 

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

A MICENE

L’  ACQUA DIVENTERA’ ROSSO  SANGUE

CASSANDRA:  la senti anche tu questa voce

CALCANTE: si ! Quella è la voce degli dei !

CASSANDRA: perché gli dei sono così crudeli!

CALCANTE: a volte sono più crudeli che gli uomini !

( si abbracciano)

( torna euforico Agamennone)

( i due sciolgono l’abbraccio e Calcante si mette in disparte e piano piano,  esce di scena)

AGAMENNONE:  ( euforico) le navi sono pronte , partiamo per Micene

CASSANDRA : (grida) per Micene no ! Non voglio! Noooo!

AGAMENNONE:   andiamo amore mio, andiamo a Micene

( la ragazza si rotola sul palco, si agita isterica: Agamennone la prende di forza se la carica sulle spalle e la porta fuori scena )

( canto di morte acheo)

( VOCE REGISTRATA DI CASSANDRA )

O PRINCIPESSA

CHE HAI  IN  DONO  LA VEGGENZA,

E TRAMITE LA VOCE PROFETICA 

SEI SENTINELLA 

DEL PERICOLO INCOMBENTE ,

A MICENE

L’ ACQUA DIVENTERA’ ROSSO  SANGUE

SIPARIO

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