CATENE

Commedia romantica in un prologo e tre atti

di ALLAN LANGDON MARTIN

Versione italiana di Vinicio Marinucci

PERSONAGGI

KATHLEEN DUNGANNON

MOONYEEN CLARE

KENNETH WAYNE

JEREMIAH WAYNE

JOHN CARTERET

Dott. OWEN HARDING

WILLIE AINLEY

SARAH WAYNE

MARY CLARE

ELLEN

Alcuni invitati

Il primo atto nel 1914, il secondo nel 1864, il terzo nel 1919.

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PROLOGO

Il sipario si leva sulla scena oscura. Una luce eterea e fantomatica sorge lentamente e rivela il vecchia muro di un giardino, tutto ricoperta' di verde e picchiettato di fiori, in una estate avanzata. Nel centro del muro un cancello, strano ed antico, attraverso il quale sintravede il giardino, come lo si potrebbe vedere dallo stesso cancello che, nella scena successiva, dar collocato a sinistra. Il muro con il cancello verr posto presso la ribalta, dinanzi al giardino gi preparato per gli atti seguenti, e la veduta interna sar costituita da un fondale. Le luci riavrebbero suggerire nell'interno dei giardino un sole brillante (il sole della realt) al di fuori di esso lombra della irrealt, carne se il cancella fosse il confine tra questo mondo e il monda dello spirito.

(Dinanzi al cancello stanno due dolci figure di fantasmi: Mary Clare, una calma, giovane e bella irlandese, e Sarah Wayne, che d l impressione, pur senza apparirlo, di essere stata molto pi vecchia di Mary quando mor, Sarah vestita di un grigio nebbioso e Mary di un blu etereo, nei costumi indimenticabili dellera vittoriana. Le due figure sono disposte armoniosamente quando il sipario si leva e guardano attraverso il cancello, osservando qualcuno che nel giardino. Nella voce di Mary la pace di una eterna spersonalizzazione; in quella di Sarah vibra un maggior calore umana, perch la donna morta recentemente, e non conosce ancora quello che Mary sa).

Sarah - (guardando attraverso il cancello) E cos difficile perdonargli tutto l'odio che ha verso il mio ragazzo.

Mary - Anche questo avr fine nel tempo dovuto.

Sarah - (volgendosi a lei) Vorrei poter vedere le cose come te con tanta chiarezza. Orni, non sento altro che egli lo odia, come ha odiato suo padre prima di lui. Sono cinquantanni da che nato quell'odio, ed ancora cos forte, cos forte! ((Guarda nuovamente nel giardino).

Mary - (con dolcezza) Oh, lo so, ma il suo cuore buono. Vedi, lho conosciuto bene, quando ero in vita. Era giovane, allora... Ed ha avuto tanta cura della mia bambina...

Sarah - Da quanto tempo si trova con lui?

'Mary - Quando io morii aveva cinque anni... da allora. Oh, che dolore provai nel lasciarla! E' tanto cara, la mia Kathleen! Crto, io sono sua madre, ma la verit.

Sarah - (con gentile orgoglio) Per non pi cara dei mio ragazzo! Noi madri pensiamo sempre questo, lo so, ma vedi, io ho vissuto abbastanza da poter vedere il mio Kenneth farsi un uomo... ed straordinario!

Mary - E come si amano! (Sorridono entrambe) Se potessi far capire a John che essi appartengono l'uno all'altro! Ho cercato tanto!

Sarah - (tristemente) E io! Ma non mi ode nemmeno...

Mary - E neppure me. Ma non dobbiamo desistere...

Sarah - Non potremmo chiedere un aiuto... alla donna che gli am tanto? Egli l'ascolta, lei, non vero?

Mary - Si, molto spesso, da quando morta. Ma ella non pu far nulla pi di noi, perch il cuore di lui pieno d'odio, e lei non vi pu giungere, per quanto abbia provato...

Sarah - (guardando attraverso il cancello) Eppure, ha l'aspetto di un vecchio cos buono...

Mary - E lo , nel suo cuore. Soltanto, non ha imparato ancora a vincere l'odio... Ci vuole tanto tempo, per loro... le piccole pene e i dolori degli uomini sembrano cos veri a loro...

Sarah - (sorridendo) Ricordo come sembravano veri miei, a me.

Mary - E cos sembrano veri i dolori dei bimbi, quando perdono le loro pietre colorate o rompono i loro giocattoli... ma se questi poveri fanciulli grandi potessero soltanto imparare che le loro pietre variopinte non vanno mai perdute, e che i loro giocattoli non possono rompersi mai...

(Le luci scompaiono lentamente. Si odono le note di a Smilin' through , suonate da violini. Le luce si riaccendono lentamente. Il nutro e il fondale sono stati tolti e si rivela il giardino).

Fine del prologo

ATTO PRIMO

II giardino di Carteret, nell'agosto 1914. E un bel giardino, con un'antica casa nel fondo placida e solida, ricoperta di piante rampicanti, che hanno cessato di fiorire perch Vestale gi inoltrata. La porta della casa - la porta posteriore, naturalmente, che la facciata sulla strada - un po' a destra, nel centro, ed circondata di piante, alcune delle quali in fiore. Circa ad altezza d'uomo v' una piccola scatola a guisa di nicchia con dentro una marionetta che si muove con un filo; una lieta piccola figura di una signora del 1860. A sinistra della casa c' un muro coperto di viti, con un cancello che conduce alla strada. Il muro continua fino alla ribalta. Tra il cancello e la casa un cancel-letto pi piccolo, che conduce a un giardino adiacente. A destra, dalla ribalta al fondo, un altro muro, anche questo ricoperto di verde, eccetto in un punto, dove sono stati posti alcuni gradini mobili. Questi vengono usati da Kathleen per raggiungere pi rapidamente il giardino degli Ainley, suoi vicini.

Nel giardino una bella tavola di legno dipinto e due sedie, a destra. A sinistra una panchina e una bassa sedia a sdraio con dei cuscini: tutto nell'atmosfera delicata e affascinante di un'antica bellezza - una. vecchia casa appartenente a persone di gusto, che non suggerisce, tuttavia, lidea di una grande ricchezza.

(Al levarsi del sipario, John Carteret, il proprietaria della casa, e il dottore Owen Harding, suo vicino, medico e intimo amico di tutta la sua vita, seggono accanto al tavolo, giocando a domino. Entrambi sono dei magnifici tipi di vecchi sani e vigorosi. Ammettono di essere giunti ai settanta, ma potrebbero essere pi giovani, a giudicare dal loro aspetto. Il dottor Harding uno splendido uomo, gentile, equanime e leale. John Carteret brusco, simpatico e senza nessun controllo di se stesso; ha un bel viso e una bella testa d vecchio; i suoi occhi, onesti e fedeli, fanno scorgere un passato di dolore vinto dalla saggezza e dalla pazienza. I pi grandi difetti di Carteret sono l'ostinazione e una volont che diviene quasi spietata nella sua forza; ma essi sono generalmente temperati dalla tenerezza? dallo spirito, dalla finezza di tutto il suo essere. Chiunque lo conosce lo ama, ma cerca di prenderlo dal lato migliore, se possibile. Per alcuni momenti la scena muta. Il doti. Owen studia la mossa nel gioco e intanto John Carteret si appisolato. Owen finalmente gioca, guarda trionfalmente il suo avversario e lo scopre addormentato. Prende allora il bastone, che ai suoi piedi sull'erba, e tocca John con esso. John si sveglia di soprassalto)

John - (a sinistra della tavola, con tono di scusa) Ehm, ehm... Cosa c'? Oh, tocca a me...?

Owen - (di buon umore) Oh, che gioco emozionante! Ti addormenti ad ogni mossa.

John - (giocando) Dodici pi tre quindici, pi cinque, venti. (Segna su di una carta) Io non dormivo, Owen.

Owen - (disgustato) E allora, se non dormivi, perch non hai giocato quel doppio sei l, com'ero certo che avresti fatto?

John - (considerando il gioco) Abbiamo giocato insieme per cinquanta anni e dovresti avere imparato che non laccio mai quello che gli altri si aspettano che io faccia. (Allegro) E adesso spicciatevela un p, mio bravo dottore!

Owen - (deve cedere; considera e mormora tra se) Io non so come diavolo fai... (Finalmente fa una mossa) A che ora ti aspetta Sam stasera, John?

John - Alle otto e mezzo, ma io non vengo. (Guarda il cielo).

Owen - Non vieni? E perch? Tu non rifiuti mai l'occasione di poter giocare una buona partita...

John - (in tono estatico) Ci sar luna piena, stanotte. Luna piena! Io non posso andar via quando c' luna piena...

Owen - (din una esclamazione, si alza e fa qualche passo verso destra, poi si volge a John) Ah! Tu non sai che strano senso mi fa sentirti dire certe parole!

John - Parole?

Owen - Si, quando vuoi dire che resterai a casa e tirerai fuori dalla nicchia quella dannata marionetta e ti metterai... a invocare gli spettri! Sei vecchio abbastanza per fare simili cose! Non Io sai che cosa pensa la gente?

John - (ridendo) Che sono un po' toccato, non vero?

Owen - Questo giocare col soprannaturale...

John - (con semplicit) Non c' nulla di soprannaturale. E tutto cos vero, e cos bello... (Owen lo guarda, poi scuote il capo. John sempre in un atteggiamento sognante).

Owen - Bah, se ti fa piacere... (Siede) Ma non credo che ti faccia alcun bene... (Ellen, una simpatica, anziana governante, entra in scena dalla casa. Ha un vassoio con una caraffa e due bicchieri),

Ellen - Ho pensato di far bene a portare un po' d'acqua di orzo... Fa tanto caldo... (Poggia su di un tavolinetto accanto alla sedia di Owen) Spero che non giocherete fino a tardi. Fino a dopo l'ora del t, voglio dire... Ieri me l'avete fatto rovinare. (Versa lacqua d'orzo per Owen e glie la porge. John la rifiuta).

Owen - (bevendo un sorso) E' colpa sua., che si addormenta... (John sbuffa).

Ellen - Non mi meraviglio che si addormenti! Giocate sempre lo stesso gioco da cinquanta anni! Miss Kathleen gli dice sempre di fare un sonnellino il pomeriggio invece di giocare!

Owen - (poggiando il bicchiere) Non vi preoccupate, che lo fa ugualmente! (Ellen esce, rientrando nella casa. Owen riflette sulla prossima mossa. John chiude gli occhi, poi li riapre rapidamente, per paura che Owen lo abbia visto, vede che Owen intento al gioco e li richiude di nuovo. Owen fischia leggermente) Maledetto gioco! Io voglio un sei, un sei. (Prende due domini) A proposito, John, dov' Kathleen? Non l'ho vista tutto il giorno... (Guarda e si accorge che John si addormentato. Grida) Dov' Kathleen?!

John - (mormora) Eh?! Oh... Dorme...

Owen - (disgustato) Bah...! (Prende il bastone e tocca di nuovo John).

John - Che? Kathleen, volevi dire?

Owen - Perch, che cosa ho detto?

John - (allegro) Davvero non lo so. Owen, tu mastichi le parole in un modo, che non si pu mai essere sicuri...

Owen - Ho detto: dov' Kathleen? '

John - E' andata a portare alcuni lavori a maglia che ha fatto per Bobby Datchet. Parte stasera per la Francia, lo sai.

Owen - S. Sua madre in uno stato...

John - (mischiando i domini) E' l'unico figlio che ha... E pensare che una donna deve sacrificare cos suo figlio, quando ci sono magliaia di giovanotti inutili come... (Esita sul nome) Quando c' della gente che, se sparisse, non la piangerebbe nessuno.

Owen - (prendendo dei domini) Suppongo che vuoi alludere a Kenneth Wayne.., Tocca a me, non vero? (John non risponde) Beh, se intendi Kenneth Wayne, lui ha dei parenti, in America, che gli vogliono bene

John - (accigliato) E allora, perch diavolo non rimasto con loro Avremmo potuto fare benissimo a meno di lui, qui.

Owen - (studiando il gioco e disponendo i domini) Questo quello che pensi tu, lo sappiamo, ma naturale che di ragazzo abbia voluto tornare per accudire alla propriet di suo padre... Stava andando in [rovina, dopo... (Si appoggia indietro sulla sedia) Santo Dio, John, quanti anni sono che Jeremiah Wayne scomparso?

John - (con calma) Cinquanta. Il diciotto dello scorso giugno. (Gioca un domino).

Owen - [Davvero... Cinquantanni! Non sembra... Una donna interessante, la signora Wayne... L'hai mai vista?

John - (brusco) No.

Owen i - Io s, un paio di volte. La prima volta quando arriv con Kenneth, un anno fa, e l'ultima volta un mese dopo, prima che morisse... (Otven guarda i suoi rimanenti domini e gioca) Non aveva mai saputo, prima di portare qui suo figlio, che Jeremiah fosse stato colpevole di...

John - (interrompendolo irato) All'inferno, Owen! Non voglio mentire chiacchiere su Jeremiah Wayne, sua moglie e suo figlio! E' un argomento che stato chiuso cinquanta anni fa e che io non voglio riaprire mai pi!

Owen - (dopo un momento, con intenzione) L'argomento pu venire riaperto tuo malgrado, John... e dopo tutto, il ragazzo non responsabile di ci che ha fatto suo padre.

John - Che vorresti dire.- l'argomento pu venire riaperto mie malgrado? Se alluda al fatto che quel buono a nulla fa gli occhi dolci alla mia Kathleen, sei un vecchio pazzo! E assurdo! Non lo conosce che da qualche mese! E poi sa bene che non mi piace n lui, n il suo nome.

Owen - E sa anche il perch?

John - Certo che non lo sa. Perch dovrebbe saperlo? Non mi disubbidisce mai.

Owen - Ricordati che irlandese, John! (Gioca).

John - E con questo? Non so come si possa giocare chiacchierando in questo modo... Ce ne stiamo qui seduti con calma, con un tempo magnifico e tu cominci come una vecchia cicala infernale a insinuare questo e quello.- Al diavolo, non gioco pi! (Si alza e si allontana indignato. Poi vi volge a Owen) E mettiti bene in testa che, per quanto riguarda questa casa, Kenneth Wayne avrebbe potuto benissimo essere morto e sepolto insieme a suo padre in America! (Traversa a sinistra, poi torna m centro a destra).

Owen - Va bene, John. Scusami. (John cammina su e gi, brontolando) ;Sai che al tuo cuore fa male agitarti cos...

John - Al diavolo il mio cuore! Di chi stata la colpa? E tu sei il mio dottore? Dovresti saperlo bene... (Si interrompe e comincia un altro discorso) Kathleen irlandese, vero, ma... In un pomeriggio come questo, con tutto il giardino in fiore... Oh, non si pu cacciar via un'idea a volont - Perch hai tirato fuori quest'argomento? Se c' qualcosa che debbo sapere, faresti meglio a dirla subito, tanto, la scoprir egualmente! Non sfugge niente, a me!

Owen - Non volevo alludere a nulla, John... Soltanto, cinquant'anni sono troppi per conservare un odio, e se tu potessi mostrarti un po' pi gentile verso il giovane Wayne...

John - (bruscamente) E perch tutta questa simpatia per lui, all'improvviso?

Owen - Perch,., tanto solo Nessuno qui pu perdonare quello che fece suo padre, ma egli non ne sa nulla... Ed orgoglioso, e soffre.

John - Ah! Se capace di provare qualche altro sentimento all'infuori dell'arroganza e dell'egoismo, sar il primo Wayne che... Al diavolo, m'hai rovinato tutta la giornata! E un argomento chiuso per sempre (Si raddrizza nelle spalle e fa una smorfia, camminando su e gi. Oven lo guarda divertito; egli si accorge dello sguardo di Owen, e) Lo vuoi capire una buona volta?

Owen - (sorridendo) Ma certamente, John...

John - Razza di vecchio somaro! Non voglio parlarne mai pi!

Owen - (calmo) D'accordo. (Canticchia e costruisce una casetta coi pezzi del domino).

John - (ali'improvviso) E che cosa t'ha messo in testa tutto quel mucchio di sciocchezze su Kathleen, poi? (Owen non risponde) D?! (Fa cadere la casetta che Owen aveva fatto coi domini) Santo Dio, adesso non ed pu pi fare nemmeno una semplice domanda!

Owen - (ridendo) Oh, no, John... Soltanto, non volevi pi parlarne...

John - (rivolgendosi al cielo) Oh, Dio, Dio! Quest'uomo mi far morire prima del tempo! (John d un calcio a un cestino e passeggia su e gi). Non c' niente di pi disastroso che un vecchio pettegolo

Ellen - (entra dalla casa e guarda dove avrebbe dovuto essere il cestino) Scusatemi, signore, ma avete visto un cestino...

John - No! Non l'ho visto! (Owen fa una risatina. John lo fissa. Ellen si volge per andar via) Ma so dov'.

Ellen - (tornando) Dov', signore?

John - In quell'aiuola l...

Ellen - Oh, santo cielo! Avr rovinato tutti i fiori! Chi ce l'avr potuto mettere?

John - (ruggendo) Io, ce lho messo, io! E con questo ?

Ellen - Niente, signore... Non importa, non importa...

John - E di chi questo cestino, vorrei sapere? Gi, e polche ci siamo, di chi sano quei fiori? Posso strapparli tutti, se voglio, o avete qualche obiezione?

Ellen - Certamente no, signore...

John - E vorrei farvi anche un'altra piccola domanda...

Ellen - (portando agli occhi il grembiule) Se ai tratta della maniglia del cassetto grande del com della stanza degli ospiti, sono stata io, signore... Ma caduta quasi da sola...

John - Non si tratta della maniglia del cassetto grande del com della stanza degli ospiti... non me ne importa un accidente di chi ha rotto la maniglia del cassetto grande- quello che voglio sapere : chi il capo di questa casa?

Ellen - Ma, voi, signore...

John - (a Owen con aria di trionfo) Hai visto? E c' qualcuno in questa casa che oserebbe disubbidire ai miei ordini?

Ellen - Nessuno, signore... (John fa un gesto di vanto).

John - Eh? Hai sentito?

Ellen - All'infuori di miss Kathleen, naturalmente... (John sbuffa).

Owen - (trionfante) Oh, allora la signorina Kathleen non un nodello di obbedienza, vero, Ellen?

Ellen - (sorridendo) No, signore, non si pu dire... Ma, sapete, irlandese... (Owen ride, John manda fiamme) E poi, non ha che venti anni... Il pi bel tempo della vita, non vero, signore? (Prende dal cestino delle forbici e comincia a tagliare dei fiori. John si getta sulla sua sedia e spreca un cerino dopo l'altro per accendere una pipa che ha estratto di tasca, gi riempita).

John - (a bassa voce) Le sciocchezze che dice quella donna...

Owen - (osservandolo, e vedendo che egli non guarda, si volge a Ellen) Ehi, Ellen... Volevo domandarvi.

Ellen - (guardandosi intorno) Dite, signore... (Owen si mette un dito sulle labbra e fa segno di volerle dare qualcosa che John non deve vedere. Ellen sorride e fa cenno di s, avvicinandogli. E chiaro che fin da prima sono stati d'accordo su qualche cosa).

Owen - (per distrarre John) Sembra che le vostre piante siano state rispettate dagli insetti. Le mie, invece... Avete adoperato qualcosa?

Ellen - (con finta indifferenza) Abbiamo provato che il mezzo pi efficace era il sapone. (Guarda John per vedere se stia attento).

Owen - Il sapone, davvero? (Sempre guardando John, estrae di tasca un biglietto e lo porge a Ellen) E corte avete fatto? (Ellen fa per prendere il biglietto).

John - (volgendosi bruscamente) Le abbiamo lavate, non hai capito? (Vede che stanno passandosi U biglietto. Ellen sussulta e lo fa cadere. Owen rapidamente si curva e lo riprende) E adesso, che cos' questo?

Owen - Cos' cosa?

John - (sospettoso) Quello che stavi facendo. Passavi un biglietto di nascosto, se non sbaglio...

Owen - (innocente) Un biglietto, John?

John - S, un biglietto! Non sofisticare, adesso! Hai un biglietto in mano, s o no?

Owen - Bene, sembra un biglietto, John, ma...

John - Lo sai bene quello che ! (Guarda dall'uno all'altro, poi ride) Spero, Ellen, che non abbiate dei rapporti segreti... Alla vostra et... (Si accende la pipa).

Ellen - Oh, signore!

Owen - (esplodendo) Non fare l'idiota!

John - (sorridendo) Beh, non si sa mai...

Ellen - Oh, signore, non si tratta di me, affatto...

Owen - (a Ellen) Sss! (Mentendo senza convinzione) Io... Son andato alla posta, John, e ho portato questo per Ellen...

John - Ma se ha detto che non era per lei...

Owen - Beh...

John - Quindi dev'essere per me... dammelo, allora!

Owen - (con fermezza) Non per te. (Ellen scivola in casa senza farsi notare).

John - Adesso devi dirmi tutto. Dammi quella lettera!

Owen - No, vorrei morire piuttosto...

John - Oh, davvero... (Un'idea lo colpisce) Kathleen! Per Dio! Da parte di qualche cascamorto... E tu l'aiuti... Devi rispondermi. Chi l'ha scritta?

Owen - Io non l'ho Ietta, quindi non posso saperle.

John - Davvero... Ma puoi sapere chi te l'ha data.

Owen - John, ti prego, non costringermi...

John - Maledizione! Ora capisco! E' per questo che hai fatto tutte quelle chiacchiere prima. Dammi quella lettera. E' di Kenneth Wayne, non vero? Dammela subito!

Owen - No, John. Non e tua. (John fa per prenderla. Owen rapidamente la strappa e si mette in tasca i pezzi, fissando con fermezza John. Si guardano a lungo, duramente, poi, Owen, con gentilezza) Mi dispiace, John. Forse ho fatto male a nascondertelo. Ma col tuo maledetto carattere!

John - Maledetto, eh?

Owen - Si, perch questa volta avresti torto in pieno. Io non voglio dire che quel biglietto era di Kenneth Wayne (John fa un gesto di impazienza) ma se lo fosse stato, e la ragazza fosse innamorata di lui... Chi sei tu per comandare al suo cuore? E' un ottimo giovane, sotto tutti i riguardi...

John - (tremando per l'emozione repressa) E' il figlio dell'uomo che mi ha dato il pi grande dolore della mia vita, e tu lo sai! E' suo figlio. Lo stesso sangue. Lo stesso nome. E in questo giardino... cinquant'anni fa. Ceri anche tu... E hai visto il volto di lei impallidire, E hai visto vivere me, qui, per cinquantanni, senza di lei. E ora, osi portare dei biglietti di suo figlio alla mia Kathleen!

Owen - Andiamo, John.

John - Non parlarmi, Owen! Non posso sentire pi nulla! (Si volge verso la casa. Quando arriva sui gradini, parla senza voltarsi) Pu darsi che carabi pensiero, ma in questo memento spero di non farlo mai., non ci saranno pi partite, dottore.

Owen - Ma John... Non essere il solito vecchio ostinato.

John - (commosso ma inflessibile) Io sono un vecchio ostinato. Te l'assicuro. Buona notte. (Esce senza voltarsi. Owen guarda dietro a lui, poi appoggia il capo contro il braccio sullo stipite del cancello; se fosse un ragazzo piangerebbe, ma, siccome non lo , prende U fazzoletto di tasca e si soffia il naso. Estrae di tasca dei pezzi della lettera e l guarda, poi li rimette dentro con un lieve triste sorriso, I suoi occhi cadono sulla marionetta nella piccola nicchia; la prende lentamente, guardandola. Di lontano giunge una voce di ragazza).

Kathleen - (fuori scena, gridando) Oh, fermatelo, fermatelo!

Una voce - (fuori scena) Attenta!

Kathleen - Fermatelo! (Si odono dei rumori e Kathleen appare in cima al muro, ansante) Sia lodato) Iddio!

Owen - Kathleen! Che succede?

Kathleen - Il toro dogli Ainley mi ha inseguita attraverso tutto il campo dei pomidoro. (Guardando oltre il muro) Via! Via col tuo padrone! M'ha fatto morire di paura! (A Owen) Aveva certi occhi! Willie, mandalo via! Datemi la mano, dottore, vi prego; voglio scendere.

Owen - (aiutandola) Ecco, di qui.

Kathleen - (scende per i gradini) Devo avere nella gonna uno strappo grande quanto tutta la provincia. (Si volge a guardare) Forse non tanto. Beh, proprio un miracolo che io sia ancora qui. Dov' zio John?

Owen - In casa. (Va a prendere il suo bastone).

Kathleen - Ho della marmellata casereccia per il suo t,., me l'ha data la vedova Datchet. Venite con me, caro dottore.

Owen - Io... Credo di no, Kathleen. (Si volge).

Kathleen - Che c', dottor Owen? Avevate sempre un sorriso per me, prima. V'ho fatto qualcosa, forse?

Owen - No, cara.

Kathleen - Sapete, ne faccio tante, che... E allora, cosa c'? Brutte notizie?

Owen - Ho avuto un grave litigio... con tuo zio.

Kathleen - Oh, se per questo... A me succede ogni giorno e due volte la domenica! Non niente! Allegro! Venite e farete la pace... (Lo prende per mano per condurlo m casa).

Owen - No, 'cara... Mi ha gi detto di non venire mai pi qui.

Kathleen - Bene, non siete mica venuto, ci siete ancora. (Gli d un'altra tiratina).

Owen - (desideroso di essere pregato) Oh, io lo so quando la mia presenza non gradita.

Kathleen - Ma siete proprio dei ragazzini! Non posso lasciarvi soli cinque minuti, che saltate l'uno al collo dell'altro! Che cosa successo, stavolta: avete litigato per la partita?

Owen - No, per te.

Kathleen - Per me?

Owen - E per Ken! (Kathleen sussulta) Temo di essermi comportato da stupido. Avevo un altro biglietto di Ken per te, ho cercato di passarlo ad Ellen, ma lui l'ha visto.

Kathleen - Che disgrazia! E l'ha letto?

Owen - No.

Kathleen - Dio sia lodato! Dov'?

Owen - Nella mia tasca.

Kathleen - Datemelo, vi prego.

Owen - E' a pezzi. (Mostra i pezzi)

Kathleen - L'avete addirittura triturato!

Owen - Ho dovuto farlo, cercava di strapparmelo..

Kathleen - Beh, non importa. Sono tutti uguali, potrei leggerli a occhi chiusi. S' arrabbiato assai? (Owen fa cenno di s) Beh, ormai fatta! Il problema ora un altro: come si comporter lui verso di noi?

Owen - Ha detto una quantit di parole dure contro di me, e credo che ora sia la volta tua...

Kathleen - Ma dottore... Perch odia tanto Ken, che non gli ha fatto mai nulla?...

Owen - Bene, io... ehm... Io credo che John te lo spiegher quando lo creder opportuno.

Kathleen - E voi non volete accennarmi proprio nulla?

Owen - No.

Kathleen - Appena qualche cosa... Non pi di tanto... (Spiega con le dita).

Owen - Non posso farlo, senza il suo permesso.

Kathleen - Io ho capito questo... Che si tratta di qualcosa che riguarda il padre di Ken e la fidanzata di zio John, mia zia Moonyeen, anni e anni fa. Oh, che mondo strano. (Va a sinistra per sedersi) C' sempre qualcuno che ama un altro che non ha diritto di amare... e appena vi si dice che non dovete avere una persona, proprio quella che volete avere... (Siede sulla panchina).

Owen - Kathleen!

Kathleen - E' cos! Se do avessi ricevuto un biglietto da Willie Ainley, zio John gli avrebbe fatto tutt'altra accoglienza.

Owen - Preferirebbe lui, non vero? (Prende il bastone).

Kathleen - Preferirebbe? Ma se me lo getta al collo mattina e sera! Lasciate che vi domandi una cosa, dottore: avete mai ricevuto una dichiarazione?

Owen - (sorridendo) Disgraziatamente, no.

Kathleen - Io invece s... dieci minuti fa. (Si stringe nelle spalle).

Owen - Il giovane Ainley?

Kathleen - (facendo cenno di s) Nei suoi campi di pomidoro.

Owen - E che osa t'ha detto?

Kathleen - Che cosa non m'ha detto, vorrete dire... A farla breve, per lui io sono Santa Cecilia ed Elena di Troia unite insieme, e lui non dorme pi la notte per la passione...

Owen - E allora?

Kathleen - Allora, potr anche morire d'insonnia, per quanto mi riguarda.

Owen - E glielo hai detto?

Kathleen - Stavo per dirglielo, quando quel benedetto toro ci ha interrotti!

Owen - Che peccato!

Kathleen - Non vero? Ma lasciate che ve lo dica... quel toro un gentiluomo, ecco quello che ! Egli ha capito che io non voglio sposare Willie! Credo proprio che sia un toro irlandese!

Owen - Ma se ti ha inseguita!

Kathleen - Gi, ma per liberarmi di lui!

Owen - Via, Kathleen, non essere cos cattiva con Willie... E' un aro ragazzo.

Kathleen - S, lo , ed anche un partito ideale, che offrirebbe tutte le .garanzie per l'avvenire... Lo so a memoria, ormai, caro dottore. Ma morirei dal ridere alla sola idea di sapermi sposata a Willie.

Owen - Temo di aver fatto male ad incoraggiarti con Kenneth Wayne, (Si avvicina olla marionetta).

Kathleen - Caro dottore, non avevo bisogno dei vostri incoraggiamenti... C' bisogno di incoraggiare il sole perch splenda? Oh, ascoltatemi, chi avrebbe mai pensato che io potessi arrivare.

Owen - ... Fino a questo punto?.

Kathleen - E anche pi oltre!

Owen - (prende la marionetta) E Ken, ente anche lui come te?

Kathleen - Credo di s, altrimenti dovrebb'essere un grande attore. (Nota la marionetta in mano ad Owen) Oh, dottore, non dovete mai toccarla! Date qui. (La prende) E la prima cosa che ho imparato venendo dallo zio. Non toccare mai la signora del minuetto.

Owen - (considerando la marionetta) Kathleen, e una cosa che non mi piace, questa. Vorrei che non la tenesse.

Kathleen - Che Dio ci guardi, lo vorrei anch'io. Ma egli preferirebbe staccarsi da lutto, piuttosto che...

Owen - Ma... malsano, questo suo attaccamento verso quel giocattolo, e le sue idee sulle notti di luna. Quando lei gli appare nel giardino...

Kathleen - E' vero... Ho quasi paura delle notti di luna, ora. C' qualcosa di strano. Era... sua, non vero?

Owen - Di Moonyeen? S, credo di s... Un ricordo di un ballo, mi sembra che abbia detto...

Kathleen - Ogni volta che lo vedo guardare dalla finestra se la luna si levata, mi vengono i brividi.

Owen - Tutte superstizioni, (Fa per prendere la marionetta) Avrei una voglia di fracassarla.

Kathleen - (ritirandola) Oh, per carit! Non vi perdonerebbe mai!

Owen - Ma assurdo! Farsi giudicare un pazzo, da lutti, e giustamente...

Kathleen - Se sapeste quello che fa certe notti in questo giardino!

Owen - Che cosa fa?

Kathleen - (guardandosi intorno per essere certa di non essere udita) Si siede qui (indica una sedia accanto al tavolo) e quando la luce della luna arriva fino al cancello prende la piccola signora - l'ho visto dalla mia finestra - e la tiene in alto nel raggio della luna, finch l'ombra d lei non cade sul cancell. 1

Owen - E allora?

Kathleen - Allora, non so che cosa succeda. Ho troppa paura per guardare. Ho cercato di raccogliere tutto il mio coraggio, ma... E qualcosa... l'oltretomba.

John - (dallinterno della casa) Sei tu, Kathleen?

Kathleen - Si zio. Hai bisogno di me? (Rimette la marionetta nella nicchia).

Owen - Io vado... (Si dirige al cancello).

Kathleen - No rimanete!

John - (entrando) L'ora del t gi passata. Mi stavo domandando... (Vede Owen) Oh, scusami. Credevo fossi sola. (Si volge e rientra).

Kathleen - No, zio, perch? (Vieni un momento.

John - Che?

Kathleen - Un momento, da me... (John si volge con grande dignit) Andiamo, siete un paio di gentiluomini dignitosissimi, ma sapete che penso di voi?

John - No, e non voglio saperlo!

Kathleen - Lo saprai ugualmente! Io penso che siete anche un paio di cari, ostinati ragazzi (Owen e John si volgono a lei) e che avreste ragione di vergognarvi d voi stessi! (Owen e John si volgono di nuovo) Oh, la vita cos breve, e ne avete passata tanta parte insieme, l'uno accanto all'altro, in questo - (vecchio giardino, che il cuore non vi reggerebbe se dovesse accadere qualcosa a uno di voi. Non cos, forse?

John - Non ti riguarda.

Kathleen - Come puoi dirlo, se sono stata io la causa di tutto?

John - (prorompendo) Di chi era quel biglietto?

Kathleen - Come posso saperlo, se non l'ho mai ricevuto?

John - Finiscila di parlare cos!

Kathleen - Bene, signore. Dunque, stavo dicendo.

John - Rientra in casa!

Kathleen - Dopo che tu avrai fallo pace col dottore!

John - Al diavolo se la far!

Kathleen - E allora, al diavolo se rientrer!

John - (gridando) Io non voglio che il figlio di Wavne ti mandi dei biglietti! Non lo permetter mail

Kathleen - Bene, allora la prossima volta che lo vedr, glielo dir...

John - E non voglio che tu lo veda!

Kathleen - E come posso fare a dirglielo se non lo vedo?

John - Gli puoi scrivere!

Kathleen - Davvero? Allora, posso...

John - No, non puoi scrivergli! E' una cospirazione.

Kathleen - Ma no!... E semplicemente che il dottor Owen ha incontrato Ken, e Ken probabilmente gli avr detto: (Vorreste portarmi questo bigliettino? e il dottor Owen probabilmente avr risposto: No. Ma Ken avr insistito: Kathleen mi ha detto che l'avreste fatto... . E allora, siccome il dottor Owen non capace di rifiutarmi nulla... Quindi, tutta colpa mia, lo vedi? E allora... Amici, no? (Non rispondono e si volgono entrambi) Oh, ma andiamo, la verit! Io non dimenticher mai, anche se voi lo potete, che i mio caro dottor Owen stato seduto tutte le notti accanto a me, a vegliare questo benedetto zio John, quando sembrava che volesse lasciarci, l'anno scorso, e come gli scendessero le lagrime, quando il pericolo era passato... e anche se voi due l'avete dimenticato, io ricorder sempre che lo zio mise un'ipoteca su questa vecchia casa per fare del danaro, quando il suo pi grande amico ne aveva bisogno...

Owen - (meravigliato) M!a John! Mi avevi detto che erano dei risparmi! Perch non mi hai detto la verit?

John - (nervoso) E perch avrei dovuto dirtela? Vuoi sapere sempre tutto tu! E poi, mi hai restituito il denaro, quindi...

Kathleen - Gi, e tutto questo dev'essere dimenticato per uno stupido litigio!... Non c' staila un po' di felicit che voi due non abbiate raddoppiata per averla divisa insieme! Questo giardino sar come un deserto se di dottor Owen non vi entrer pi... Oh, tutti e due mi avete allevata. Siete runica famiglia che abbia mai avuta... (Convinciti a piangere).

John - Kathleen, piccola mia...

Owen - Oh, andiamo, cara... (Entrambi laccarezzano).

John - (guardando Owen al disopra della testa di lei) Owen, ma come diavolo non riesci a dominare il tuo caratteraccio! Hai fatto piangere la mia bambina, ora, maledizione!

Kathleen - (abbracciandoli) Oh, cos va meglio! Lo sapevo che avrei rotto il ghiaccio e ti avessi strappato una imprecazione! L'amicizia di ognuno importante per d'altro... ed soltanto questo che conta! (Entrambi sono incerti) Avanti, il t pronto e ci aspetta. Invita il dottor Owen a entrare. Voglio vedervi entrare insieme... (Li guarda supplichevole).

John - (dopo un momento, ostentando indifferenza) Bene, bene,.. Vuoi un po' di t, Owen?

Owen - (casuale) Beh, una tazzina... (Una pausa imbarazzata, poi John prorompe),

John - Bene, e che aspetti, allora? Diventer un veleno, quel t! E1 un quarto d'ora che aspetta! (Entrano in casa insieme),

Kathleen - (ridendo) Dite a Ellen di darvi quella torta che ho fatto stamattina! (Va al cestino sulla panchina e ne prende le forbici, Willie Ainley appare in cima al muro).

Willie - Ehi, Kathleen, sei sola?

Kathleen - Credevo di esserlo...

Willie - Posso parlarti?

Kathleen - Se non c' il toro dietro di te, si.

Willie - Oh, ma non fa male a nessuno... Mi dispiace che ti abbia spaventata!

Kathleen - Non mi ha spaventata, mi ha semplicemente fatto correre... Andiamo, non startene lass, scendi. .

Wlllle - (venendo gi) Dov' il signor Carteret?

Kathleen - In casa, col dottor Owen.

Willie - E torner subito?

Kathleen - Temo di no.

Willie - Come dici?

Kathleen - Volevo dire... credo di no.

Willie - Poco fa, non hai risposto alla mia domanda, Kathleen...

Kathleen - II tuo toro non me lha permesso, che Dio lo benedica...

Willie - Oh, andiamo, Kathleen, non burlarti di me! Non mi hai lasciato dire nemmeno la met di quello che volevo.

Kathleen - Oh, per me, hai detto anche il doppio.

Willie - Ci conosciamo da anni...

Kathleen - Questo il male, forse...

Willie - Vuoi dire, che non vuoi nemmeno pensarci?...

Kathleen - Ho pensato... ma i miei pensieri continuano ad andare come in un circolo e a tornare sempre alla stessa parola. Ed no... Willie caro.

Willie - Ma io sono un uomo semplice, sicuro. Tu potrai affidarti a me ed essere certa che io rimarr sempre lo stesso. Io non cambier mai.

Kathleen - Di questo sono certissima, Willie!

Willie - Beh, questo deve aver valore, per una donna... Oggi, con gli uomini, bisogna pi faticare per tenerli che per prenderli...

Kathleen - E d'altra parte, vi sono uomini di cui non ci si riesce a liberare...

Wlllle - Certo, chi si sposa, oggi, corre dei rischi... Le donne cambiano tanto facilmente, dopo il matrimonio...

Kathleen - Tu conosci cos bene le donne, Willie...

Willie - Oh, non dico per te - Anche se sei un po' facile ad accenderti soltanto perch nessuno ti ha mai guidato... Ecco, tu sei come la mia piccola Betty... tutti dicevano che sarebbe rimasta per sempre un animaletto selvaggio, e ora, invece, pi docile di un agnellino!

Kathleen - Ma, vedi, io preferisco rimanere un animaletto selvaggio... E' inutile, Willie, non posso sposarti...

Willie - Mi dispiace. Ma penso che tu faccia uno sbaglio. (Il dottor Owen appare sui gradini).

Owen - Kathleen! Non avevi detto di dire a Ellen... Oh, come stai) Willie?

Willie - (cupo) Bene, dottore, grazie. (Accende una sigaretta).

Owen - Meglio cos. (A Kathleen) Non avevi detto di dire a Ellen di darci una certa torta che avevi fatto stamattina?

Kathleen - S..,

Owen - Ah, lo dicevo, io! John non ha sentito e non voleva che la chiedessi.,.

Kathleen - Ditegli che ve l'ho detto io... E tutta piena di canditi...

Owen - Davvero! Vado a dirglielo subito. (Si volge per andare. Ode un fischio dall'altra parte del muro e anche Kathleen lo ode) Che uccello sar mai questo!

Kathleen - (innocente) Cosa? Non ho sentito nulla, dottore... (Si avvicina al cancello. Improvvisamente qualcosa viene gettato oltre il muro. E una rosa lanciata da Kenneth, e cade ai piedi di Kathleen, che la prende rapidamente e si volge a Owen) Correte, caro dottore, e fate che zio John rimanga in casa pi ch' possibile. Dir una preghiera speciale per voi!

Owen i - Ci prover. Ma sai bene com'... (Kathleen spinge il dottor Owen in casa. Willie nota la rosa in mano di Kathleen, crede che sia per lui e le si avvicina con un gran sorriso).

Kathleen - Non mi avevi detto di avere delle compere da fare in citt, Willie?

Willie - Compere? Non credo. No.

Kathleen - No, lo credo anch'io... (Si volge al cancello. Kenneth Wayne entra gaiamente).

Kenneth - Salve, Kathleen!

Kathleen - Ciao, Ken.

Kenneth - E lui in vista?

Kathleen - Lo zio? E' in casa... E una fortuna che io sia sola. (Willie tossisce).

Kenneth - (vedendo Willie) E allora, Willie soltanto la tua ombra.

Willie - Buongiorno, Wayne... Ehm, Kathleen.... Credo di aver da fare qualche compera. Mi scusi?

Kathleen - Oh, vuoi proprio andare, Wiillie?

Willie - Si. Devo far presto... Arrivederci Wayne. Arrivederci, Kathleen... Se dovessi cambiare idea, per quello che t'ho detto. (Kathleen sta sorridendo a Ken e non risponde) Bene... Ciao... (Salta sul muro e scompare).

Kathleen - (dopo che Willie uscito) Ma perch sei venuto qui? Mi scorticher viva e lo sapr.

Kenneth - (guardandosi intorno) Che bel giardino.

Kathleen - Non ti sembrer pi tanto bello, quando arriver lui...

Kenneth - Hai ricevuto il mio biglietto?

Kathleen - No.

Kenneth - Io t'ho mandato...

Kathleen - L'ha ricevuto lui...

Kenneth - Oh, Dio...

Kathleen - Che mi dicevi?

Kenneth - Di venirmi incontro vicino alla chiusa... Ho aspettato tanto...

Kathleen - Bene, non aspettare pi, ora. (Finge di spingerlo fuori) Devi andar via, Ken...

Kenneth - Non puoi venire con me?

Kathleen - Non posso. Potrebbe chiamarmi da un momento all'altro...

Kenneth - Allora rester un altro poco... (Si avvicina alla panchina).

Kathleen - Oli, che il cielo ci protegga! Non puoi restare!

Kenneth - (sorridendo) Stai a vedere, allora! (Siede sulla panchina).

Kathleen - Oh, Dio... Dopo quello che successo.

Kenneth - Andiamo, siedi anche tu, e dimmi.

Kathleen - (cedendo) Che faremo se verr?

Kenneth - (sorridendo) Fingerai -di non vedermi.

Kenneth - (sedendo accanto a lui) Zio John sa che ed vedo bene, specialmente per quanto riguarda te.

Kenneth - Kathleen, davvero?. Kathleen . Davvero cosa?

Kenneth - Vedi bene. quello che riguarda me?

Kenneth - (indicando la distanza tra di loro) Sai, sono un po' miope...

Kenneth - (avvicinandosele) Va bene cos?

Kathleen - Io. Io. Vieni al ballo con Drak? Potremo vederci l. Non ho un vestito adatto, ma ci andr lo stesso,

Kenneth - (ricordando quel che veniva a dirle) Oh, io volevo parlarti.

Kathleen - Ci sar un'orchestra venuta apposta dalla citt e un servizio di rinfreschi ordinato dal pi grande pasticcerei Oh, bello essere ricchi! Io riserver qualche ballo per te.. Se tu lo vuoi, Ken...

Kenneth - Certo che lo voglio. Soltanto...

Kathleen - Soltanto?. Oh, se c' un soltanto, non necessario.

Kenneth - Kathleen, cara, tu sai come vorrei.

Kathleen - Io so che hai detto soltanto .

Kenneth - Ma non hai capito.

Kathleen - Vuoi ballare con me s o no?

Kenneth - Oh, certo che lo voglio! E tutte le danze!

Kathleen - Cos va meglio!

Kenneth - Soltanto.

Kathleen - Dio ti salvi! Faresti meglio a dire tutto... (Si alza) Io me ne vado.

Kenneth --------------- - (si alza anchegli e le prende la mano) Kathleen!

Kathleen - No. Devo andare.

Kenneth - Se andrai via... Io dovr partire domani senza averti salutato.

Kenneth - (fermandosi) Che dici?

Kenneth - E per questo che sono venuto, e che t'ho scritto quel 'biglietto... Certo, sarebbe tanto bello poter danzare con te, ma. (Kathleen fa un gesto di stizza batte il piede e si volge bruscamente, come per rientrare in casa. Egli la segue) Kathleen, cara... Io non sar pi qui. Partir domani... Forse per sempre!

Kenneth - (volgendosi) Kenneth!

Kenneth - E' vero, cara... e non potevo andar via senza averti riveduta. Qualsiasi cosa tuo zio possa avere contro di me. noi... Tra noi. E potrebbe darsi che io non tornassi.

Kathleen - Vai via dalla tua casa?

Kenneth - S, Kathleen.

Kathleen - E potresti... non tornare mai pi?

Kenneth - Beh, pu darsi anche di no.

Kathleen - Ken. Ma... non capisco.

Kenneth - Devo raggiungere il mio corpo. Devo andare a combattere, Kathleen.

Kathleen - Oh, la guerra... Sai, per un momento ho creduto che ti sposassi, o qualcosa del genere.

Kenneth - (ridendo) Niente di tutto questo! (Le si avvicina) Io non potrei chiedere a nessuna ragazza di sposarmi e poi partire e lasciarla sola. Potrei tornare - mutilato. O addirittura non tornare. E non sarebbe giusto.

Kathleen - Io non pensavo.,, a qualsiasi ragazza

Kenneth - Ma posso dirti questo... Se io volessi sposarmi, non avrei bisogno di andare lontano, per farlo.

Kathleen - No?.

Kenneth - No. Mi basterebbe rimanere qui.

Kathleen - Non vuoi dirmi che.

Kenneth - Non ho bisogno di dirtelo.

Kathleen - E... Che cosa ti fa credere che potresti trovare qui una buona moglie?

Kenneth - Oh, c' un motivo.

Kathleen - Gi, ma questo non un motivo! Naturalmente, ci sono parecchie belle ragazze nei dintorni...

Kenneth - Ce ne sar una sola per me... quando verr il tempo.

Kathleen - Quando verr il tempo? Evidentemente tu non credi al proverbio che dice di raccogliere il fieno quando il sole alto... Ho una notizia per te... C' qualcuno che vuole sposarmi!

Kenneth - (sorridendo) Questa non una notizia!

Kathleen - E probabilmente gli dir di s.

Kenneth - (equivocando e sorridendo) Ma perch non aspetti che egli te lo chieda?

Kathleen - Me l'ha gi chiesto... Mezz'ora fa.

Kenneth - (improvvisamente geloso) Qualcuno ti ha chiesto di sposarlo?

Kathleen - Eh, gi, il significato era quello. Bench la mia idea di una proposta.

Kenneth - (furibondo) Chi ? Bert Heailey?

Kathleen - No, verr anche la- sua volta, probabilmente, ma non lui.-

Kenneth - Bob Datchet, allora?

Kathleen - No, non ne ha il coraggio... Ma come stavo dicendo, la mia idea di una proposta ...

Kenneth - Ma vuoi dirmi dunque chi ?

Kathleen - E tu vuoi ascoltare prima qual' la mia idea di una proposta? Non si sa mai, potrebbe servirti, un giorno...

Kenneth - Oh, cara... Vuoi dire...

Kathleen - II giovanotto deve dapprima sincerarsi che le sue intenzioni non siano completamente sgradevoli per me.

Kenneth - Naturalmente.

Kathleen - Hai preso nota di questo?

Kenneth - Certo... Vai avanti...

Kathleen - Poi, dopo avere scelto un posto adatto... Diciamo, un giardino, o qualche luogo del genere... e un'ora opportuna... Beh, come questa o gi di l...

Kenneth - Si?...

Kathleen - Dovrebbe dire: E' mia intenzione da lungo tempo di farvi una domanda.

Kenneth - (annuendo) Molto rispettoso e corretto.

Kathleen - E dopo che io abbia risposto: Oh, caro... Che cosa interessante... Che sar mai? , egli dovrebbe prendere gentilmente la mia mano e dirmi in un tono tremante per la forza del suo sentimento: Miss Dungannon... Kathleen... Posso chiamarvi Kathleen? . Cosi dovrebbe cominciare una proposta come si deve... lho letto in un libro.

Kenneth - Allora, vediamo se ho capito bene. Il giardino c'...

Kathleen - S...

Kenneth - E anche l'ora giusta.

Kathleen - S.

Kenneth - Come incomincia?

Kenneth - (scherzosa) E' mia intenzione da lungo tempo di farvi una domanda...

Kenneth - (avvicinandosele) Oh, s. E' mia intenzione da lungo tempo... (John appare sui gradini. Kenneth lo vede).

Kathleen - Vai avanti... Lo dici bene... (Vede lo sguardo di Ken, si volta e scorge lo zio) Santi del paradiso! Ecco rio John! Salve, zio. Noi... Kenneth Wayne qui... (John fissa Kenneth) E venuto solo per un minuto... E stato qui isolo un minuto... E andr via tra un minuto...

Kenneth - (con rispetto) Signor Carteret... (John lo guarda con grande sforzo).

John - Mi dispiace, Kathleen, di constatare che hai una memoria debolissima.

Kathleen - Davvero, zio

John - Volete essere cos gentile da lasciarci, signor Wayne?

Kenneth - Voi avete il diritto di congedarmi, signore, naturalmente, ma vi prego... Non crediate che io voglia mancarvi di rispetto... D'altra parte, Kathleen ha il diritto di scegliere i suoi amici.

John - Finche Kathleen vive sotto il mio tetto, io ho il diritto di scegliere i suoi amici... Mi dispiace di non poter essere ospitale con voi, ma vi prego di intendere chiaramente che nell'avvenire voi non sarete il benvenuto qui.

Kathleen - Zio John... E' colpa mia...

Kenneth - Un momento, Kathleen! Signor Carteret, potr venire un giorno nel quale io chieder a Kathleen di sposarmi. E se lei vorr...

John - (dominandosi a stento) Kathleen, vuoi andare in casa, per favore?

Kathleen - Oh, zio John, caro...

John - Ti prego...

Kathleen - Bene. (Si volge a Ken) Mi spia-ce, Ken.

Kenneth - Anche a me. (Kathleen va in casa con esitazione).

John - Ed ora, signor Wayne.

Kenneth - Signor Carteret, davvero io non so di meritare di essere trattato da voi in questo modo...

John - Questione di opinioni.

Kenneth - Voi siete -conosciuto per un uomo giusto,

John - Lo spero.

Kenneth - Ma non lo siete con me.

John - E perch mai?

Kenneth - La vostra avversione contro di me irragionevole.

John - Sono io che devo giudicare idi questo, signor Wayne.

Kenneth - Voi dovete avere verso di me dei pregiudizi senza fondamento...

John - Voi siete un Wayne... E questo il fondamento.

Kenneth - Ma un'ingiustizia!

John - Non credo.

Kenneth - Se per qualcosa che mio padre vi ha fatto... Io non so di che si tratti, ma so che mio padre.

John - Anch'io lo so.

Kenneth - E' stato sempre considerato un uomo d'onore.

John - Spero che voi possiate continuare a crederlo...

Kenneth - Voi non avete il diritto, signore...

John - Io sarei pronto a dirglielo in viso, se fosse vivo! ...

Kenneth - Ad ogni modo io ho diritto di essere giudicato per quel che sono, e se voi avete avuto un disaccordo con mio padre.

John - (aspro) Voi parlate con molta leggerezza del disaccordo tra me e vostro padre, e posso scusarvi soltanto perch dite di non conoscere i fatti.

Kenneth - Ho avuto qualche accenno... Ma ora voglio conoscerli...

John - E vostra madre non vi ha detto nulla prima di morire?

Kenneth - No, signore. E' stata molto infelice -durante il suo soggiorno qui, ma non ho saputo mai il perch.

John - Evidentemente ha voluto risparmiarvelo. Non giusto che io vi sveli un segreto che ella ha voluto conservare. Perdonatemi, signor Wayne, ma il mio tempo limitato. (Si volge per andar via).

Kenneth - Un momento, signor Carteret.

John - (volgendosi rapidamente a lui) E inutile. Vi prego di comprendere chiaramente che non ei potr mai parlare di matrimonio tra voi due.

Kenneth - Un momento, signore... Mi dispiace di essere costretto a pregarvi... Ma io devo partire per il fronte domani, e potrei... non tornare. Posso dire addio a Kathleen, soltanto addio?

John - No, non col mio permesso...

Kenneth - E allora, signore, ho il diritto di dirvi che la saluter anche senza il vostro permesso, se potr riuscirvi.

John - Temo che man vi riuscirete.

Kenneth - Questo ancora da vedere! Spero che non dobbiate pentirvi un giorno, signor Carteret, della vostra ingiustizia verso di me. Io amo Kathleen e anche lei mi ama.

John - Ve l'ha detto?

Kenneth - Non ancora, signore, ma vi sono delle cose che non hanno bisogno idi essere dette- E vi consiglio a non contare troppo sulla possibilit che io non ritorni, perch, guerra o non -guerra, io torner, signor Carteret, e Sposer Kathleen, con il vostro consenso o no! (Esce rapidamente).

John - (rimane immobile a guardare dietro a lui. ha luce si smorza rapidamente. Katlileen esce guardinga dalla casa, va verso il cancello e vi appoggia il capo, piangendo dolcemente. John si volge a guardarla. Quando parla, la sua voce esita per la tenerezza) Kathleen, cara, e a me, non vuoi pi bene?...

Kathleen - S, zio, ma amo lui, anche -

John - Vieni qui, bambina... (Siede. Ella gli si avvicina lentamente) Non hai fiducia in me? Io sono stato vicino a te fin da quando eri piccola piccola.

Kathleen - Ma ora sono una donna, e il mio cuore

John - Il tempo ti guarir...

Kathleen - E ha guarito te, forse?

John - Che vuoi dire?...

Kathleen - Non ancora vivo il tuo odio contro il padre di Ken? E non racchiudi ancora in te un amore che non muore per la bella Moonyeen? H tempo non ha distrutto nulla.

John - (dopo una pausa) Kathleen, tempo che tu sappia la verit sul padre dell'uomo che dici di amare. Forse avrei dovuto dirtela prima. Ma non potevo pensare che ti saresti andata a innamorare proprio di un Wayne! (Stringe le mani inconsciamente. Owen appare sulla porta).

Owen - (sui gradini) Ti disturbo, John?

John - No, anzi sono lieto che tu sia qui... Kathleen deve sapere ci che accadde in questo giardino cinquanta anni fa. C'eri anche tu, quella sera... Siedi, Owen... (Owen siede) Vieni, Kathleen, vicino a me... (Kathleen si inginocchia alla sinistra di lui) Cinquanta anni fa, era il diciotto giugno, questa casa era in preda all'eccitazione. Era una bella sera d'estate, come 'questa. U giardino era tutto in fiore, molto pi d ora... Tutto era lo stesso, tranne alcune lanterne messe qua e l. Era la sera in cui io Moonyeen avremmo dovuto sposarci... Lei era arrivata quel .giorno con sua sorella Mary, tua madre... Io avevo avuto il desiderio sentimentale di sposarmi nella casa di mio padre e del padre di mio padre e lei aveva acconsentito... Mentre il tramonto svaniva nell'oscuro, la vecchia casa era illuminata da migliaia di candele (alle finestre della casa appaiono delle luci), scoppi di risa e un eccitato 'Chiacchierio giungevano nel giardino (si odono delle voci, sempre pi chiaramente), e qualcuno suonava qualcosa di molto dolce, sull'arpa (si ode un arpa suonare . Smilin' through . Mi sembra ancora di sentirla - Era la sua musica preferita... Quella canzone che anche tu bai imparato a cantare per me. (Numerosi invitati in costume di cinquantanni prima appaiono nella casa) Mancava ancora un'ora alla cerimonia, quando improvvisamente si ud una violenta scampanellata al cancello. (Il campanello suona. Larpa continua a suonare, mentre si spengono tutte le luci e scende lentamente il sipario).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

(Il sipario si leva sul giardino, come era cinquanta anni prima. In scena Mary Clare e sei invitati (tre uomini e tre donne) stanno terminando le decorazioni del giardino; appendono delle lanterne).

Il primo Uomo - (a un uomo che salito sopra una sedia per appendere lultima lanterna) Non cos, vedi!

Il secondo Uomo - L'avrei fatto tanto meglio io!

Mary - Questo il posto adatto, Edward. (Il terzo uomo oscilla sulla sedia) Attento a non cadere!

La prima Donna - Se lo meriterebbe davvero!

Il terzo Uomo - Oh, Alicia!

La prima Donna i - E non sarebbe la prima volta!

La seconda Donna - (a Mary) Mary, potremmo dare un'occhiatina a tua sorella?

La terza Donna - (eccitata) S, fateci vedere Moonyeen! Moriamo dalla voglia!

Mary - Non si deve, lo sapete! E poi, sono preoccupata per una cosa!

Tutti - Che cos'? Qualcosa che va male? (Parlano a soggetto).

Mary - Ha perduto un portafortuna che aveva con s fin da bambina e non abbiamo potuto ritrovarlo!

Il terzo Uomo - Beh! ormai non c' da preoccuparsi! Nulla potr pi impedire il matrimonio! (Guarda l'orologio) Manca appena mezz'ora!

Mary - Dio mio! C' ancora tanto da fare! (Alla terza donna) Vuoi venire ad aiutarmi, per favore? (Agli altri) E anche voi, mi raccomando! Sono tutte accese le lanterne?

Il terzo Uomo - Tutte splendenti!

Il secondo Uomo - Dobbiamo preparare i confetti! (Fa per uscire col primo uomo).

Il primo Uomo - E trovare un paio di scarpe vecchie! Sapete, il proverbio...

Mary - E' vero! (Entra nella casa).

La terza Donna - E anche un bel campanaccio per la carrozza degli sposi! (Va anche lei in casa, seguita dal primo e dal secondo uomo).

La seconda Donna - lo non capisco come ci possa essere della gente che dice di odiare il matrimonio! (Segue gli altri in casa e la prima donna va dietro a lei).

Il terzo Uomo - (che ha rimesso a posto vicino al tavolo la sedia su cui era salito) Alicia! (Le fa cenno di aspettarlo ed entra in casa con lei. Il campanello del cancello suona due volte. Dalla casa giunge una musica e un canto di donna. Ellen, pi giovane di cinquanta) anni, esce dalla casa, aggiustandosi la veste).

Ellen - (andando al cancello) Meno male! arrivato il dolce, finalmente! Era tempo! (Apre il cancello e il dottor Owen, giovane anch'egli, entra senza fiato).

Owen - ... 'sera, Ellen... Non ho fatto tardi, vero?

Ellen - No, il dolce che fa tardi!

Owen - Ellen... Sapete annodare una cravatta? (Fa cenno alla sua cravatta) Sono cos nervoso che non ho potuto riuscirci! Avete mai fatto da testimone a qualche matrimonio, Ellen?

Ellen - (facendogli di nodo alla cravatta) No signore. E nemmeno da damigella d'onore! (Termina di annodargliela).

Owen - (frugandosi nelle tasche) Se uscir vivo da tutto questo giuro che mai... Dio! I/ho perduto!

Ellen - Cosa, signore?

Owen - L'anello! L'anello!

Ellen - Oh, impossibile, signore! avrete lasciato a casa!

Owen - L'avevo lasciato a casa, ma poi ano tornato indietro e l'ho preso. Ho tenuto la mano in tasca per tutta la strada per paura di perderlo, e ora! (Cerca disperatamente) Come far a comparire dinanzi a John! Io non capisco che gusto ci sia a sposarsi, ecco! (Prende il fazzoletto per asciugarsi il sudore. Ellen vede Vanello al dito mignolo di lui).

Ellen - Eccolo, signore Alla vostra mano...

Owen - Ecco cosa?

Ellen - Ma, l'anello, signore!

Owen - (lo vede) Ma come mai avr potuto far questo...

Ellen - Mettetelo nel taschino del panciotto, signore, sar meglio...

Owen - (esegue) Ma non ci rester, vedrete. Salter fuori... Maledizione!

Ellen - Cosa c' ora, signore?

Owen - E' scivolato nella fodera! Doveva esserci un buco... Che devo fare, ora?...

Ellen - Toglietevi il panciotto e lo faremo venir fuori...

Owen - (si sbottona il panciotto e cerca di levarselo tema togliersi la giacca) Il maledetto coso non si vuole levare, adesso!

Ellen - Se non vi togliete prima la giacca, signore..,

Owen - E vero! (Si toglie prima la giacca e poi il panciotto, appoggiandoli sulla panchina) Se non fossi uno scapolo convinto basterebbe stasera a decidermi per sempre! (Ellen rovescia il panciotto, lo scuote e ne fa cadere lanello).

Ellen - E ora fate attenzione, signore!

Owen - Grazie. Prover. (Mentre Ellen lo aiuta a rivestirsi, Mary Clare entra in scena dalla casa. Due altre signore si fanno sulla porta).

Mary - (sorridendo) Oh, dottor Harding! Ma che cosa fate, vi vestite in giardino?! E dinanzi a Ellen, anche!

Owen - (confuso) Io. E' colpa sua... E' lei che mi ha svestito!

Mary - (scendendo) Dottore!

Owen - Voglio dire... Ho bisogno di vedere John. (Fa per andare).

Mary - Non ancora pronto. (Egli si ferma) Avete l'anello?

Owen - Spero, ma non ci giurerei. S, eccolo qui. (Le signore rientrano in casa).

Mary - Perch non entrate? Stanno ballando tutti... E' arrivato il dolce, Ellen?

Ellen - No, signorina. Dobbiamo mandare qualcuno?

Mary - Ma certo, mio Dio! (Ellen rientra in casa) Com' concepibile una festa di nozze senza il dolce?

Owen - (borbottando) Io la preferirei senza testimoni...

Mary - Oh, dottore, se vi sentite cos ora, come starete quando verr il vostro matrimonio?

Owen - Che Dio mi scampi! (Mary ride. John entra dal centro).

John - Oh, (finalmente! Un bell'amico, sei! M'hai lasciato solo tutto il giorno., dove sei stato?

Owen - Avevo degli ammalati da visitare... Scusami...

John - Cara Mary, tutto pronto?

Mary - Tutto, tranne il dolce. Non ancora venuto.

John - Oh, s' mai sentito un matrimonio senza il dolce? Com' che non sei con Moonyeen?

(Mary - Ha voluto rimaner sola un momento. Torno da lei ora. Vuoi che le dica qualcosa?

John i - S, a meno che la notizia non l'emozioni troppo... (Le si avvicina) Dille che solo ora imi accorgo di quanto l'amo. (Mary ride).

Mary - Oh, certamente svenir per l'emozione! (Entra in casa).

John - Bene, Owen...

Owen - (cercando di sorridere) Bene, John...

John - (avvicinandoglisi) ,So quello che tu pensi, vecchio mio...

Owen - Doveva succedere. Ma spero che non ti dimenticherai di me per questo...

John - Owen! (Mette un braccio sulla spalla di Owen) Tu ai che nessuno potr mai prendere il tuo posto...

Owen - Eppure, tutto sar diverso... Oh, anch'io voglio bene a Moonyeen, un angelo, ma... Tutto il giorno sono stato a pensare come potr ricostruire il mio piccolo mondo... senza di te!

John - Ma non sar necessario! Saremo tre invece di due, ecco tutto!

Owen - Forse cos - E ora, John, devo dirti una cosa.

John - D?

Owen - Sono entrato nel caff di Dragoni, prima di venire qui, per prendere qualcosa per i miei nervi

John - Ebbene?

Owen - Wayne era l. Beveva pi del normale... e parlavadi lei...

John - Maledetta canaglia! (Fa un passo verso il cancello. Owen lo trattiene).

Owen - Non devi far nulla, ora! Ho voluto metterti in guardia soltanto. Aveva l'aria di chi capace di eseguire le sue minacce. Non l'hai invitato al matrimonio, naturalmente?

John ------------------- - Certamente no!

Owen - Eppure non so se abbiate fatto bene. (John fa per parlare) Oh, so quello che pensi di lui e nessuno ha il diritto di minacciare per essere stato rifiutato da una donna, ma Wayne un carattere strano, esaltato... e credo che l'averlo messo in disparte... Non volevo dirtelo dapprima, ma...

John - Hai fatto bene. Se sar necessario, lo affronter... Ma questi tipi d uomini generalmente non fanno che chiacchiere. (Il campanello del cancello suona violentemente)

Qualche altro invitato - Vieni nel mio studio, ne parleremo con calma. (Ellen entra in scena, John e Owen escono andando in casa).

Ellen - (avviandosi al cancello) Finalmente questo sar il dolce! (Parla mentre apre il cancello) Proprio .all'ultimo momento... Ci avete tenuti tutti in orgasmo... (La porta aperta e vi appare Jeremiah Wayne, che si appoggia contro lo stipite, ridendo. E leggermente malfermo ed ha la calma mortale dellira trattenuta) Oh, il signor Wayne! (fillen sorpresa, spaventata) Credevo fosse il dolce...

Wayne - (con la lingua un p grossa) No, io non c'entro con questo matrimonio, a quanto pare... (Fa per entrare).

Ellen - (parandogli dinanzi) E allora, che volete, signore? Noi abbiamo tutti molto da fare...

Wayne - Per prima cosa, voglio entrare! (La spinge via ed entra).

Ellen - (seguendolo) Ma voi non siete invitato, signore...

Wayne - (ridendo) Lo so! (Risa nella casa) Non c' posto al matrimonio per gli innamorati respinti, vero? Il suo grande delitto stato quello di amare la sposa, mentre la sposa non lo amava.

Ellen - (a bassa voce, per timore di essere udita) Voi... avete bevuto, signor Wayne... Perch non andate via tranquillo, invece di venire qui proprio stasera!

Wayne - (prende un biglietto di tasca e glie lo porge) Datele questo biglietto... Aspetter.

iEllen - (cercando di respingerlo) Ma si sta vestendo, e non potr ascoltarvi!

Wayne - (minaccioso) Fate quel che vi dico!

Ellen - (con pi coraggio) No, signore... Oh, ma perche non volete andar via...

Wayne - Io voglio che le sia portato il mio biglietto... Prima del matrimonio... Capito? Lo deve leggere, lo deve! (Ellen si volta ed egli la prende per il braccio) Ehi, un momento! Non dite a nessuno che io sono qui!

Ellen - (sforzandosi di restituirgli il biglietto) Andate via, signore, subito... O io... dovr chiamare il Signor Carteret... (Wayne d in una gran risata. Ellen, terrorizzata, gli mette quasi la mano sulla bocca. Mary dare appare sui gradini).

Mary - Sei tu, Ellen? (Vedi fillen e Wayne) Oh, ma che succede?

Ellen - E' il signor Wayne...

Mary - Oh!

Wayne - (con un breve inchino) I miei rispetti, signorina. Voi siete stata sempre cos gentile... cos .giusta verso di me... Volete avere la bont di consegnare questo biglietto a vostra sorella? (Le porge il biglietto).

Mary - (senza dare importanza al biglietto) Jeremiah Wayne, voi non avete di diritto di venire qui. Non colpa di Moonyeen se essa non vi ama... Perch non volete rassegnarvi, da uomo, e venite a darle dolore nel giorno pi bello della sua vita? (Egli tace).

Ellen - Oh, signor Wayne, se vero che l'amate lasciate che si sposi in pace...

Wayne - (con improvvisa astuzia) Se voi le porterete il mio biglietto e mi lascerete attendere la risposta, io andr via tranquillamente. Se no... rimarr per tutta la cerimonia e non vi garantisco quello che dir ne quello che far. Che preferite?

Mary - (dopo una pausa, prendendo il biglietto) Va bene. Aspettate qui. (A Ellen) Cerca di impedire al signor Carteret di scendere in giardino. (Ellen entra in casa) Signor Wayne, lo faccio a malincuore. Mi date la vostra parola d'onore che farete ci che avete promesso se io consegner il biglietto?

Wayne - (inchinandosi) Io andr via quando avr avuto la risposta...

Mary - (desolata) Oh, Dio! (Entra in casa. Si ode la voce di Moonyeen che canta Smllin' through ; il suono giunge da una stanza al primo piano. Poi si interrompe. Jeremiah si lascia cadere in una sedia accanto al tavolo, col capo tra le mani, e Moonyeen, in abito nuziale, appare sulla soglia. Mary con Ellen e cerca di trattenerla per paura di Wayne. Moonyeen le fa segno di rientrare e Mary torna in casa).

Moonyeen - (fissa Jeremiah per un momento, poi scende i gradini) Jerry, sei stato gentile a venire... Sapevo che non mi sarebbero mancati i tuoi auguri... (Jeremiah ha sussultato violentemente al suono della voce di lei, stringe i pugni ma non la guarda. Ella gli si avvicina e tende la mano con calma. Egli vede la mano e lentamente, tremando, porge la sua per prenderla, poi improvvisamente cade in ginocchio ai suoi piedi, nascondendo il capo nelle pieghe della sua gonna) Jerry! Jerry!

Wayne - (rialzandosi) Tu non devi posarlo, non devi! Dimmi che non vero, che non vero!

Moonyeen - Oh, non devi riprendere questo discorso!

Wayne - Non lo permetter! Io posso offrirti tutto quello che lui pu darti! Sono stato un pazzo a cedere senza combattere! Ma non ancora tardi! Tu devi venire con me, subito!

Moonyeen - Jerry! Jerry! (Lo fissa a lungo).

Wayne - Non guardarmi cos... Come se tu ma odiassi... Io ti amo, e non posso sopportarlo! Per amor di Dio, Moonyeen! Io non posso... Lo so che mi comporto da pazzo, ma lo sono... Pazzo d'amore e di gelosia! Io non so pi... Non so pensarlo... devo impedirlo, devo impedirlo in qualche modo! Egli non deve averti, non deve!

Moonyeen - (gentile) Quanto mi ami, Jerry?

Wayne - (con passione) Pi di tutto il mondo, pi della vita... E non posso cederti a lui...

Moonyeen - Ascoltami, allora. Sai che devi fare per provare il tuo amore? Devi lasciarmi Con coraggio... E augurarmi di esser felice... Se tu mi ami, devi lasciarmi sposare l'uomo che amo...

Wayne - Non posso! (Si volge).

Moonyeen - Lo puoi... Lo devi... Lo farai, Jerry! Guardami, ora (egli si volta e la guarda) e dimmi che tu vuoi soltanto che io sia felice, anche se questo debba essere a prezzo della tua infelicit...

Wayne - (con sofferenza) Io posso sopportarlo quando sono vicino a te, Moonyeen, ma quando sono solo.

Moonyeen - Quando sei solo, devi ripetere a te stesso: Io lo faccio per lai... E allora tutto sar bene... Vuoi provare, Jerry?

Wayne - ( dopo una pausa, annuendo) Prover...

Moonyeen - (gentilmente conducendolo al cancello) Cos devi! Lo so che sar triste per te e che non lo meriti, ma devi farlo. Me l'hai promesso...

Wayne - E non dovr vederti mai pi?

Moonyeen - Quando vorrai, invece... Ma devi ricordarti di ci che hai promesso...

Wayne - (rimane presso il cancello, giocherellando con i fiori) Rose di giugno... E una sposa di giugno... Oh, mio Dio!

Moonyeen - Augurami d'essere felice... Sinceramente... (Gli porge la mano. Wayne si volge lentamente e la stringe. Ma il suo contatto lo accende di nuovo, la prende tra le braccia, la piega indietro e la bacia violentemente, assetatamente, come un pazzo, poi respingendola, corre attraverso il cancello e scompare. Moonyeen ha dato un piccolo grido e quando egli la lascia si appoggia semisvenuta al cancello. Si ode la voce di John che la chiama. Egli appare sui gradini ed ella cerca di riprendersi).

John - Moonyeen! Moonyeem! Sei qui, Moonyeen?

Moonyeen - S...

John - (con ansia) Chi era con te?

Moonyeen - Un... un augurio... da parte di uno che non poteva assistere alla cerimonia...

John - (ridendo) Oh, davvero! Credevo che tutto il mondo fosse arrivato! Non ci si pu muovere, in casa... (Ella gli si avvicina, ed egli, nella luce che si diffonde dalla porta, la vede per la prima volta nel suo abito nuziale ed ha un'esclamazione di gioia e di meraviglia) Oh, la mia splendida rosa! (Lentamente labbraccia. Ella comincia a tremare per il pianto ed egli laccarezza) Piangi? Oh, lo so... Anch'io...

Moonyeen - Tienimi sempre cos... Tra le tue braccia...

John - Non c' che amore intorno a te... (Ella non piange pi e gli sorride, cerca il fazzoletto ed egli le d il suo) D un po', eredi che sia in regola, questo? Io non avrei dovuto vederti osi prima del momento solenne.

Moonyeen - Lo so, ma...

John - Ormai fatto! Sei davvero meravigliosa! Quando ti sei avviata verso di me, immersa in quella luce d'argento, sembravi come un'apparizione, venuta gi lungo un raggio di luna per salutarmi...

Moonyeen - Non sono un fantasma, John, ma ti amer fino al giorno che lo sar, e anche dopo... (Sorride attraverso le lagrime) Sono cos felice che non posso fare a meno d piangere!

John - Ed io sono cos felice che ho paura di dirlo, perch mi sembra che non possa durare!

Moonyeen - Durer in eterno...

John - Cara... (Le bacia le mani. Si ode la voce di Owen dall'interno, insieme ad altre voci eccitate).

La voce di Owen - Devono essere in giardino...

Moonyeen - Cercano noi.

John - Nascondiamoci.

Moonyeen - Ma non dobbiamo.

John - E perch no? C' ancora mezz'ora, e voglio passarla tutta con te... (La conduce sotto un albero e vi si nascondono).

Owen - (entrando in scena dalla casa) John, vorrei che tu facessi un po' pi di attenzione al tuo matrimonio... S' rotto il filo che reggeva la ghirlanda e il parroco quasi svenuto. (Si guarda intorno) Oh, non sono qui... (Moonyeen ride. John le fa segno di tacere) Dove diavolo si saranno cacciali... John! John! (Fa per rientrare e si urta con Ellen che stava per uscire).

Ellen - E venuto il dolce?

Owen - No! Avete visto il signor tarteret?

Ellen - No, signore. E voi, avete visto la signorina Moonyeen?

Owen - No.

Ellen - E avete l'anello?

Owen - Non lo so! Dio, che notte! (Rientrano entrambi. Si odono voci di invitati nella casa. Moonyeen e John guardano furtivamente, poi vanno alla panchina. John la conduce per mano, seggono e si sorridono lun laltro).

Moonyeen - Io dovrei essere in casa. (Fa per andare).

John - (trattenendola) Non ancora! E' cos divertente fare quello che non si dovrebbe! Avanti, (fingiamo qualcosa!

Moonyeen - (sorridendo) Cosa?

John - Fingiamo che io non t'abbia ancora chiesto di posarmi, e che tu non abbia accettato...

Moonyeen - In questo caso... come osi tenere un braccio intorno a me?

John - Oh, non sei mai stata cos severa!

Moonyeen - (ridendo) John! E perch non fingiamo che sia il primo giorno che ci siamo incontrati...

John - Mi sono innamorato di te appena ti ho veduta... Ricordi... Ti ho chiesto di sposarmi in quello stesso giorno... E tu mi hai detto di s...

Moonyeen - Non osi presto... voglio dire, il mio s...

John - No, ma... poco dopo... Non sapevi nemmeno il mio nome, ancora!

Moonyeen - E tu non sapevi il mio!

John - Ti ho guardata e il mio cuore ha cessato di battere. Mi son detto: Che ragazza straordinaria! In tutto il mondo Tunica per me! . E tu, cos'hai pensato?

Moonyeen - Io ho pensato: Che giovanotto presuntuoso e arrogante. Non bisogna dargli importanza! .

John - Ah, cos? Allora rientrer subito e interromper la cerimonia. (Si alza).

Moonyeen - Oh, John, perdono! Ritiro tutto! (Egli siede) Io ho pensato... Non lo ricordo pi, ma so che i mie occhi hanno guardato dentro i tuoi e vi hanno visto la felicit, la casa. E ho capito che eri l'unico al mondo per me...

John - Cara. (Le bacia di nuovo la mano) E mentre noi due pensavamo queste cose meravigliose, ti ricordi che sciocche parole ci dicemmo?

Moonyeen - (annuendo) Eravamo vicini al cancello... Io entrai...

John - Tutta tanca... E avevi un tale vestito.

Moonyeen - Rosa, era...

John - Gi, e non ne ho mai visto uno simile! Dicesti: Chiedo scusa, ma Jessica Wayne aiuta qui? .

Moonyeen - E tu rimanesti un minuto senza rispondere. Non facevi che guardare.

John - S, e alla fine dissi: No, abita- un miglio pi su, lungo la strada .

Moonyeen - E io risposi: Oh Dio, sono venuta da tanto lontano per vederla. Non 'era nessuno alla stazione, e ho camminato fino a qui .

John - E io: Mi dispiace, ma la signorina Wayne partita ieri pei la citt. Non l'avevate avvertita? . E tu: Le ho scritto, ma non avr ricevuto. Che devo fare, ora? .

Moonyeen - Tu dicesti: E un peccato non riposarvi un po', ora 'che siete qui. Pomo- offrirvi qualcosa, e quando il mio uomo ritorner con i cavalli, vi far accompagnare .

John - E i cavalli erano nella stalla fin da allora Avevo una paura che nitrissero!

Moonyeen - Oh, John, non me l'hai mai detto!

John - Dovevo pure trattenerti, in qualche modo!

Moonyeen - Poi mi offristi dello sherry...

John - E un'ape cerc di pungerti - (con finto eroismo) e io ti salvai da lei, e la mia mano ti sfior.

Moonyeen - E allora...

John - E allora io dissi: Siete sposata... o fidanzata... o innamorata di qualcuno? .

Moonyeen - E io scossi il capo.

John - E allora io dissi: Voi 'Sposerete me! .

Moonyeen - E io... Pu darsi. Ed ora siamo qui!

John - (attirandola a s) E niente ci divider mai! Promettimelo!

Moonyeen - (con passione) Nemmeno la morte! Perch se io dovessi morire e lasciarti, John, avrei tanto desiderio di te, che ritornerei, e tu non rimarresti senza di me per un solo minato!

John - Amore! (La bacia lentamente. Il cancello si apre. Wayne irrompe. John lascia la stretta e alza gli occhi).

Moonyeen - Jerry!

John - (duramente) Che volete?

"Wayne - Ho detto che sarei andato via. Ma non l'ho fatto... Sono rimasto fuori tutto questo tempo. (A Moonyeen) Va in casa. Devo parlare con lui.

Moonyeen - Oh, Jerry, mi avevi promesso...

Wayne - (a John) Fatela andar via, volete?

John - (traendo Moonyeen) Vai, Moonyeen

Moonyeen - - Non voglio lasciarti.

John - Ti prego!

Moonyeen - Devo sapere prima quello che vuole!

John - Se siete venuto per creare disordini al matrimonio...

John - Non ci sar alcun matrimonio.

John - Minacce come queste non serviranno a nulla. Vi siete sempre comportato ida pazzo, fin da quando avete capito che Moonyeen preferiva me a voi.- Mi dispiace per voi, ma se cercate ancora di offuscare la sua felicit, dovrete vedervela con me. Intanto vi prego di uscire.

Wayne - Ce la vedremo subito, invece. (Estrae una pistola) Non sono stato buono ad impedirvi di portarmela via:, ma, per Dio non riuscirete a sposarla. (Si ode uno scoppio di risa dalla casa. Egli mira a John)

Moonyeen - No! No! (Wayne spara e il colpo ferisce Moonyeen. he sue braccia si abbandonano ed ella cade).

John - Moonyeen!

Moonyeen - Oh, che dolore! Qui. (Si accascia sulle ginocchia).

Wayne - (mentre ella cade) Io non volevo questo! Dio mio, io non volevo questo! (Mary ed Ellen entrano in scena dalia casa in tempo per vederlo con la pistola fumante, prima che egli salti dal muro e fugga).

Mary - Moonyeen! John! Che succede!

rEtLEN - Dio! L'ha uccisa!

John - (tenendo il corpo ripiegato di Moonyeen) Il dottore... Chiamate Owen... (Ellen corre in casa. John si volge a Mary) Qualcuno deve inseguirlo! Non deve fuggire, non deve! (Mary, singhiozzando istericamente, corre in casa).

Moonyeen - John.

John - Oh, cara, mia piccola rosa, cerca di aiutarmi, con tutte le tue forze... Owen sar qui tra un momento...

Moonyeen - E' troppo tardi, lo so... E un peccato, vero?

John - Ma solo una ferita... Owen sapr guarirti.

Moonyeen - (debolmente) Io ho detto... che nemmeno la morte... E' strano, a pensarci... Come un presentimento...

John - Moonyeen! Tu non devi lasciarmi!

Moonyeen - Non aver paura... Un amore. come il nostro... Non pu morire... Io trover una via... per tornare a te... Aspettami... e vedrai! (Entrano Mary e Owen. Owen le si avvicina in silenzio. Mary si inginocchia accanto, singhiozzando).

John - Owen, tu solo...

Owen - Prover.(Esamina Moonyeen. Poi si alza e volge il capo).

John - (comprendendo) No! In nome di Dio, no! (Owen china il capo, scosso da impotenti singulti).

Moonyeen - John... Mio John... Io t'amo... Questo solo importa... Ti prego. Non essere triste. Io. trover una via... Caro...

John - S...

Moonyeen - Sono stata sempre cos vanitosa... e non posso fare a meno di pensare. che fantasma 'grazioso sar... (Sorride appena, e si solleva un poco) Dove sei? Hai... l'anello? (Owen glie lo porge).

John - Si, cara... (Mooyeen alza la mano, egli le infila l'anello e lo bacia appassionatamente).

Moonyeen - Ascolta! C' un cancello piccolo, verde - dietro al quale aspetto il mio amore - mentre due occhi sinceri ed ardenti - vengono e mi sorridono per sempre . John.., Io sar l... ad attenderti. Dietro il cancello... dove finisce la via... (Ricade indietro, morta).

(La scena lentamente si oscura e si odono le note dell'arpa che suona Smillin througk , mentre la luce lentamente si riaccende e rivela di nuovo il giardino come allinizio del racconto, con John seduto, gli occhi coperti da una mano tremante).

Kenneth - (gentilmente) Povero zio John... Povera Moonyeen...

John - Un amore come quello, Kathleen, come il sorriso di Dio... Quando esso ti tolto, come se nulla pi sorridesse nel inondo...

Kathleen - E' vero...

John - Io raccolsi tutte le sue cose... Le vesti, le trine, ogni piccolo oggetto... Sono ancora idi sopra, in un baule... E poi sedetti qui, dove sono ora, per tutta la notte... Cento volte ho pensato di finirla e idi seguire lei... Ma ogni volta qualcosa mi ha fermato. Ed ora so che fu lei a fermarmi - Oh, non sorridere, Kathleen!

Kathleen - Non sorrido per te, zio caro... Soltanto... Vorrei che fosse vero, per la tua felicit...

John - Figlia mia... la sola verit. In tutti questi anni ella sempre tornata... A volte, nelle notti di luna... e sempre, quando io avevo bisogno di lei, ella stata al mio fianco. II suo conforto era cos grande, che poco importava che io fossi vissuto un anno o cento anni pi di lei... (La sua voce si frange. Kathleen gli accarezza la mano) Dapprima credevo che non avrei resistito... Ma poi una notte... un anno dopo che lei... Ero seduto qui nel giardino, con questo suo giocattolo, e la luna ne disegnava l'ombra sul muro e sul cancello... All'improvviso, come venisse dalle folate del vento, io udii - capisci, Kathleen, udii - le parole della sua dolce canzone: Mentre due occhi sinceri ed ardenti vengono e mi sorridono per sempre ... Poi, sentii la sua piccola risata e dopo, il cancello si apr lentamente e sulla soglia era lei, con i suoi occhi sinceri ed ardenti... e sorrideva a me, per sempre!

Kenneth - (si alza) Zio, se tu hai potuto amare cos, per tutti questi anni, e dopo la morte... come puoi essere cos crudele verso il mio povero amore?

John - Perch tu sei dello stesso sangue di Moonyeen, e lui del sangue dei Wayne, e mai...

Kathleen - Ma io lo amo!

John - Devi dimenticarlo!

Kathleen - Ma c' soltanto lui nel mio cuore!

John - Devi scacciarlo!

Kathleen - Non puoi chiedermelo.

John - Lo devi!

Kathleen - No, non posso. Tu dici che l'amore il sorriso di Dio, ma Dio non ha sorriso soltanto su di te. Anche su me, e su Ken... Se io non credessi che Moonyeen venuta da le soltanto nei tuoi sogni, vorrei che non tornasse pi da te, per punirti di questa ingiustizia!

John - Kathleen!

Kathleen - Sarebbe quello che tu bai voluto!... (Si ode oltre U muro il fischio di Ken. Kathleen sussulta e si volge per andar via).

John - - Kathleen! Dove vai?

Kathleen - Da Ken!

John - Te lo proibisco!

Owen - John!

Kathleen - Deve partire per la guerra... Potrei non rivederlo mai pi. Io devo andare a salutarlo! (Esce di corsa scavalcando il muro).

John - Kathleen!

Owen - John lasciala andare... E? il suo diritto!

John - ( dopo una pausa) Ancora contro di me ? Dopo che io ho ricordato quello che accadde cinquanta anni fa, in questo stesso luogo, tu sei ancora contro di me?

Owen - Tutto questo accaduto, cinquanta anni fa!

John - Ma suo figlio!

Owen - Non colpa sua!

John - E Kathleen la sua carne e il suo sangue!

Owen - Nemmeno questo colpa di Kathleen! Essi si amano... Tu sei crudele, John, e io sar sempre contro di te! Tu fai una cosa ingiusta e un giorno te ne pentirai amaramente! Buona notte.

John - (si alza) Un momento, Owen. Per la prima volta in vita nostra noi ci guardiamo come estranei. Tu dici che io sono ingiusto e crudele perch non posso dimenticare che la donna che ho amato fu assassinata sotto i miei occhi e non posso perdonare al figlio del suo assassino... Bene, non posso! Forse sar tutto quello che tu dici, ma io rimarr sempre fedele a lei, fino alla fine, e non permetter che si insulti la sua memoria con questo mostruoso matrimonio!

Owen - E chi dovr pagare il prezzo della tua fedelt?

John - Hai parlato abbastanza, Owen. Tra di noi non c' pi nulla da dire. (Pausa, poi si volge).

Owen - Vuoi dire... che finita, John?

John - Credo di averlo detto chiaramente.

Owen - E vuoi continuare a sacrificare tutto ci che vi di bello nella vita, come l'amicizia e l'amore, per una memoria d'odio che dovrebbe essere dimenticata?

John - Non devo aggiungere pi nulla.

Owen - Bene, John. Uno di noi deve aver torto. Io non ritorner finch non saremo d'accordo su chi lo abbia. (Esce dal cancello).

John - (abbattuto, prende la marionetta e la solleva. Lombra cade sul cancello. Egli si volta verso di essa, attende... Moonyeen non appare. Egli attende ancora un p, poi) Moonyeen... (Quasi in un sussurro. Nessuno risponde) (Non torna pi... la amia piccola rosa... (Si abbandona nella sedia, affranto. Il cancello si apre, Moonyeen entra. Egli non la vede).

Moonyeen - (parla con una voce come una musica lontana. Egli incapace di vederla e di sentirla) Oh, John, John... E' dunque tanto difficile per te imparare ad amare? Finche l'odio sar nel tuo cuore, tu non potrai pi vedermi! Esso rompe l'incanto... Io so che tu mi invochi... John, mio John... E sono qui... Ma tu dovrai deporre la vendetta e l'odio dai tuoi pensieri, perch quel velo ci impedisce di parlare... Il mio amore non basta... Le nuvole dell'ingiustizia e dell'ira non debbono oscurarlo... L'amore deve splendere ovunque...

(Svanisce lentamente, mentre John solleva il capo, come se avesse udito qualcosa che non ha potuto intendere chiaramente).

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

Il giardino. Quattro anni dopo.

(Il sipario si alza sulla scena vuota. E sera, dopo cena. La casa illuminata. Dopo una pausa, Kathleen, in un abito semplice e con il viso pallido e grave, entra lentamente dalla casa, fermandosi sui gradini. Si odono dei passi avvicinarsi e Kathleen corre al cancello. Nella cassetta vi sono due lettere; ella le scorge rapidamente, ma sono tutte e due per John. Delusa, apre il cancello e chiama)

Kathleen - Postino!

Una Voce - (a breve distanza) Dite, signorina...

Kathleen - Non mi avrete dimenticata anche stavolta, vero?

La Voce - Niente per voi, signorina, mi spiace...

Kathleen - Ne siete certo? Avete visto bene?

La Voce - S, signorina, non c' proprio nulla...

Kathleen - (dopo una breve pausa) Oh, non importa... Domani, forse... (Chiude il cancello e vi appoggia U capo. Ellen entra dalla casa con una vassoio di caff, che poggia sul tavolinetto. Si volge e vede Kathleen, che cerca di asciugarsi gli occhi e di fingere di non aver pianto).

Ellen - (avvicinandosele rapidamente) Oh, cara, no, no!

Kathleen - Oh, sei tu, Ellen.

Ellen - Che cos', piccola... Ditelo alla vecchia Ellen

Kathleen - Nulla.. Suonavo il piano, poi, non ho pi potuto... Un mal di capo...

Ellen - Ma voi piangete!

Kathleen - No! E perch dovrei? Zio John e il Sgnor inley sono ancora a tavola?

Ellen - S, finiscono il Borgogna... Ma voi piangevate...

Kathleen - Non vero... E se anche lo fosse?...

Ellen - Nessuna lettera...? (Kathleen scuote il capo) Oh, povera cara...

Kenneth - (disperata) Mi ha dimenticato, ecco la verit!

Ellen - Io non lo credo!

Kenneth - (con impeto) Oh, dillo ancora!

Ellen - Io non lo Credo e non lo creder mai! Non d quelli che dimenticano, lui!

Kathleen - No, vero? E' leale, sincero... Anche tu lo pensi, vero? Ma allora perch, perch...

Ellen - Cara, io ho vissuto tanti anni e mi sono accorta che ogni cosa ha la sua ragione e tutto finisce giustamente... Bisogna aver pazienza... L'amore non ha dubbi!

Kenneth - (sorridendo tra le lagrime) L'amore non ha dubbi... E' vero, vero!

Ellen - Brava! (Le batte sulla spalla, maternamente) Non piangerete pi, vero? Promettete?

Kathleen - Prometto!

Ellen - Cos va bene! (Kathleen Labbraccia. Ellen, commossa) E dove mai sar vostro zio, ora! Il caff diventer di ghiaccio! (Fa per rientrare e si incontra con Willie che esce. Willie in giacca da sera).

Willie - La signorina Kathleen, Ellen? (Ellen indica Kathleen, poi esce) Oh, sei qui! Credevo che rientrassi...

Kenneth - (andando al tavolo) Ho voluto prendere un po' d'aria... Fa caldo per essere appena maggio, non vero? Caff, Willie?

Willie - Non ora, grazie. Senti, Kathleen, io vorrei proprio che tu ci ripensassi e venissi alla festa, stasera... Avevi detto Che saresti venuta...

Kathleen - Mi dispiace, Willie, ima non posso davvero... Non mi sento...

Willie - Ti distrarrai! E poi, stata data quasi in tuo onore, lo sai...

Kathleen - Ti prego, Willie, non insistere.. (Siede).

Willie - (fissandola) Sai che ti trovo cambiata, molto? L'ho notato appena arrivato...

Kathleen - Cambiata... come?

Willie - Oh, in ogni modo! (Triste) Eccetto uno. Non vero, forse?

Kathleen - Willie, se tu mi chiederai di nuovo di Sposarti, stasera, non o quel che far!

Willie - Beh, sarebbe sempre qualcosa! Meglio dell'indifferenza...

Kathleen - Oh, tu sei tanto caro, davvero... E vorrei poterti amare, ima vedi, cos...

Willie - Posso chiederti una cosa?

Kathleen - D...

Willie - Ce... qualcun altro?

Kathleen - Perch lo chiedi?

Willie - Cos, per saperlo. Ma non affar mio, lo so, e puoi anche non rispondermi... Indovina chi ho visto prima di lasciare la citt?

Kathleen - Non so... Chi?

Willie - Kenneth Wayne... (La osserva attentamente. Ella trasale).

Kenneth - (con sforzo) Davvero? E quando?

Willie - Circa un mese fa. Era appena uscito dall'ospedale. Certo saprai che tornato piuttosto mal ridotto.

Kathleen - S, l'ho .sentito. E hai 'detto idi averlo visto un mese fa...?

Willie - Circa. Perch me lo chiedi?

Kathleen - Cos, curiosit. Quindi, tornato -da un mese.

Willie - Gi. (La fissa a lungo ed ella non riesce a trattenere le lagrime. Willie siede accanto a lei e le parla con gentilezza.) Dovevo saperlo, ed stata una cattiveria da parte mia! Scusami, cara, non lo dir mai pi! Mi dispiace, davvero. Perdonami.

Kathleen - Avrei dovuto dirtelo prima.

Willie - Sarebbe stato meglio. Ti avrebbe risparmiato tutte le mie chiacchiere. Beh, non importa. D buona notte per me al signor Carteret. (Si alza).

John - (entra dalla casa) Non vorrete andar via, Willie? (Guarda le tazze) Non avete ancora preso il caff...

Willie - Grazie, non lo desideravo. Perdonate, ma devo andare...

John - (gettando sulla tavola i pezzi del domino) E non avete nemmeno un po' di tempo per una partita? (Siede e mischia i pezzi).

Willie - Temo di no. La festa mi attende, a casa, e, bench mi annoi, devo andare. Grazie, signore. Buona notte. (Esce scavalcando il muro).

Kathleen - Buona notte, Willie.

John - Buona notte. (Kathleen si avvicina al cancello di sinistra) E' proprio quello che io 'chiamo un bravo ragazzo. M' .sempre piaciuto. Kathleen, che fai dinanzi al cancello del dottor Owen? Vieni, cara.

Kathleen - Oh, zio, osi triste senza di lui... E anche tu lo rimpiangi...

John - Posso fare benissimo a meno di Owen!

Kathleen - Non vero, tu hai bisogno di lui! Nessun altro ha potuto sostituirlo, ne come amico n come medico...

John - E perch io non prendo le loro dannate medicine!

Kathleen - E la tua partita! Io non posso prendere il posto del dottor Owen. Tu non puoi nemmeno imprecare liberamente con me!

John - Io sto meglio senza di lui! Razza di vecchio asino...

Kathleen - Non vero, zio...

John - Ti dico di s, invece... Se non lo fosse, sarebbe tornato, e mi avrebbe chiesto scusa...

Kathleen - E perch non tu a lui...?

John - Basta coi rimproveri, Kathleen! Il mondo ha fatto la guerra per quattro anni e io e lui non possiamo fare la nostra piccola guerra? A me piace cos!

Kathleen - Ma anche nella grande guerra, stato firmato l'armistizio! Non puoi far pace con lui? Oh, avete perduto tanto tempo...

John - Con quel vecchio pazzo e ostinato? Rester sempre cos...

Kathleen - L'altra sera, lho visto passeggiare su e gi davanti alle sue rose, e ogni volta che arrivava al cancello, guardava con tanto desiderio verso di te che il cuore mi faceva male. Infine arrivato a mettere la mano sulla maniglia... Oh, io credo che darebbe qualsiasi cosa al mondo pur di avere il coraggio di entrare...

John - Vecchio Owen... (Ella gli si avvicina. Poi, irritato) Ma posso fare benissimo a meno di lui! Posso fare a meno idi tutti! (Con commozione) Tranne che idi te, cara...

Kathleen - Tranne che di me...

John - Oh, per amor di Dio, sorridi, Kathleen! Non posso vederti cos! Non crederai mai che io ho agito per il meglio?

Kathleen - Tu lo pensi...

John - Io non ho altri che te, ora che Owen andato via... E ho perduto anche lei... Non viene pi, ora, da tanto...

Kathleen - Ed per questo che hai tolto dalla nicchia la piccola signora?

John - (annuendo) S. La sua ombra non torna pi a vivere, ormai...

Kenneth - (a bassa voce) Mi dispiace... E questo mi rende pi difficile dirti quello che da giorni ho cercato di dire... (John la guarda timoroso) Zio John... Quando il dottor Owen mi ha detto due mesi fa che Kenneth era stato gravemente ferito, e che forse non c'era pi speranza che tornasse come prima, io gli ho scritto...

John - E vi siete scritti regolarmente, per tutto questo tempo?

Kathleen - Io gli ho scritto, regolarmente...

John - E lui?

Kathleen - Non sempre... Ma quando ho saputo che era cos grave, ho pensato che pi che mai aveva bisogno di me... E allora gli ho scritto che, quando fosse uscito dall'ospedale, se mi avesse voluta, io sarei andata con lui, dovunque... (John la fissa, smarrito) Lui... non ha ancora risposto... ma quando lo far... (lo guarda con coraggio) io andr con lui. (John improvvisamente si copre il viso con le mani. Kathleen gli poggia una mano sulla spalla ed egli la stringe) Zio caro!

John - Anche tu mi lascerai, allora...

Kathleen - Se tu volessi che Ken restasse qui, con noi...

John - Non torniamo ad aprire questo argomento...

Kathleen - Come vuoi. (Si avvicina al tavolo) Ecco il caff. L'avevo dimenticato.

John - Non lo voglio. (Il cancello a sinistra si apre e Owen entra rapidamente, chiudendosi il cancello dietro, come se avesse paura di perdere il suo improvviso coraggio. Rimane a guardarli in silenzio. Kathleen d un piccolo grido di gioia. John si irrigidisce, bench il suo cuore batta da scoppiare).

Kathleen - Zio John! Il dottor Owen qui! E' tornato qui! (Con una preghiera disperata) Il caro dottor Owen...!

John - (alzandosi) . Lo vedo. Ebbene?

Kathleen - E'... tutto quello che trovi da dire?

John - E che cosa ha da dire lui a me?

Owen - Parecchie cose. (A Kathleen) Non mi stato facile mettere da parte l'orgoglio e venire qui, ma ho qualcosa di cos importante da dire a tuo zio che l'orgoglio non conta. Kathleen, mia cara, vuoi andare in casa, per favore? Devo parlare a lui solo...

Kenneth - (con gli occhi pieni di lagrime) S... (Si volge supplichevolmente a John) Caro... E' la tua Kathleen che te lo chiede... Ti prego... Cerca di ricordarti ora... come potranno essere tristi e desolati gli anni... (Si volge a Owen, cerca di sorridere, gli accarezza un braccio, poi corre via in casa. Il viso di John rispecchia tutto il suo interno conflitto; le sue mani si tendono involontariamente verso Owen, ma egli le ricaccia indietro).

John - (dopo una lunga pausa) Sei venuto a dirmi di aver torto?

Owen - No.

John - Ah, l'avrei giurato! E allora...?

Owen - Allora dovrai ascoltare quello che debbo dirti!

John - Credo che nulla di ci che tu possa dire mi interessi, all'incuori delle tue scuse... (Fa per andare in casa).

Owen - (seguendolo) Ma credo che questo ti interesser: Kenneth Wayne tornato (John si ferma, tremante) E' a casa mia, ora.

John - Ebbene?

Owen - Che cosa pensi?

John - Quello che pensavo quattro anni fa (Si volge).

Owen - Lo temevo. Ma ti piaccia o no, quei quattro anni hanno tolto a ciascuno di noi qualcosa che non torner pi e a Kenneth Wayne hanno distrutto la cosa pi grande nella vita... la speranza (John si volta e lo guarda) E tornato molto diverso da come and via... tanto nel fisico che nel morale. Ha passato prove terribili, John.

John - Che c'entra tutto questo con.

Owen - Vuole vederti.

John - E perch?

Owen - Non lo so precisamente... Ma credo che non rifiuterai.

John - Non voglio vederlo.

Owen - Devi vederlo, o non rispondo delle conseguenze. Egli tornato con una sola idea nella mente sopra di ogni altra, e come suo medico io non posso permettere che gli venga negato,

John - E io ti dico...

Owen - John, ti avverto! La lotta idi questo ragazzo la mia, perch... perch nessuna stata mai pi giusta! Voglio che tu senta questa lettera. (Prende di tasca una lettera).

John - Non voglio sentirla!

Owen - E invece la sentirai! E del chirurgo che l'ha curato all'ospedale. (Legge) La ferita gli ha causato un impedimento nel camminare che non potr mai scomparire. Ma il suo problema pi grave combattimento morale, come in tutti i 'colpiti dalle bombe. Egli convinto di essere un inutile avanzo, un rottame. Kenneth Wayne ha compiuto in ogni momento il suo dovere e per quattro anni stato in un inferno che non si pu descrivere a parole . John, tu non puoi essere spietato con un uomo come questo!

John - (cercando di rimanere rigido) Ti ho detto che non voglio vederlo! Non abbiamo nulla da dirci!

(Il cancello si apre e Kenneth vi appare. Egli si appoggia ad un bastone e dimostra gli effetti della sua infermit).

Kenneth - (Con calma dignit e rispetto) Scusatemi, signore... Non ho potuto fare a meno idi sentire quello che avete detto, e non vi costringerei se non lo credessi necessario.

John - Sono io che devo giudicare...

Kenneth - (mentre Owen fa un gesto verso John come per parlare) E' giusto, dottore. Il signor Carteret ha pienamente ragione di provare del risentimento verso di me, e io... (esita) non lo biasimo. (John lo guarda, un po' sorpreso del suo atteggiamento) Ma quando egli sapr ci che sono venuto a dirgli, certamente sar lieto che io sia venuto... (John lo guarda per un momento e non risponde, poi siede lentamente accanto al tavolo, e la mano gli corre con un lieve gesto verso il cuore. Ken fa cenno a Owen, che si volta e rientra nel suo giardino)

John - Ebbene?

Kenneth - (con profonda sincerit) Prima di cominciare, vorrei che credeste quanto sono dolente.

John - Vi prego idi omettere tutto ci che non ha importanza.

Kenneth - (dopo una breve esitazione) Bene, signore. (Prende una lettera di tasca e la porge a John) Se leggerete questa, mi risparmierete di dirvene il contenuto.

John - (guarda la lettera e non la prende) Lo conosco.

Kenneth - Kathleen vi ha detto? (John annuisce, senza guardarlo) Non le ho risposto.

John - Mi ha detto anche questo.

Kenneth - Ho deciso di venire, invece. Mi sembrato meno vile.

John - Sono lieto che definiate cos la vostra persecuzione di mia nipote...

Kenneth - Ma io non perseguito vostra nipote... Cerco di fuggire da lei, invece.

John - (riflettendo stupito) E siete venuto a dirmi questo ?

Kenneth - Si, signore.

John - (ancora sospettoso) E a dirlo anche a Kathleen?

Kenneth - No, a voi soltanto. Preferirei non vedere Kathleen e che voi le spiegaste... Non dico di non avere coraggio, ma. (Ha un momento di lotta, poi) Sarebbe meglio che non la vedessi.

John - Non sar certo io a contraddirvi. (Kenneth si muove debolmente, per lo sforzo di mantenersi in piedi. John lo nota) Fareste meglio a sedere. Soffrite ancora per la ferita.

Kenneth - Grazie... Un momento solo. (Siede sulla panchina. Nel sedersi, piega la gamba lentamente. John fa quasi un gesto per aiutarlo, ma si trattiene in tempo, tanto pi che Kenneth pu fare da solo).

John - Spero che vi rimetterete completamente al pi presto...

Kenneth - Non so... Ma per ora, sono un uomo inutile... E forse lo sar per sempre. E' questo che dovete dire a Kathleen. Fatele capire che io non avrei niente per compensarla di tutto ci che perderebbe...

John - E se lei volesse vedervi ugualmente?

Kenneth - Allora, dovrete mentirle. Dovete dirle che io non sono lo stesso uomo che l'ha lasciata qui, in questo giardino, quattro anni ^... 'Che la 'guerra produce molti cambiamenti nell'animo di un uomo, e che io... (pausa) non sento pi come una volta... Ho aperato che l'avrebbe supposto dalle mie lettere, e invece, siccome lei ne incapace, non pu pensarlo di me.

John - Quindi voi... non volete pi sposare Kathleen?

Kenneth - Io non ho pi il diritto di sposare nessuna donna. Guardatemi...

John - (la sua onest gli vieta di nasconderlo) Ma a lei non importerebbe nulla.

Kenneth - Deve importare. Dobbiamo pensarci noi a che importi... Io sono lieto che voi mi abbiate impedito di sposarla prima... Ora, non sarei che un misero peso per lei...

John - Questa possibilit non aveva nulla a che vedere col mio rifiuto.

Kenneth - Lo so. Ma a volte un movente sbagliato agisce per il meglio, in me... E non vi biasimo per il vostro rifiuto... Sareste pi che umano se poteste perdonare il delitto di mio padre...

John - Voi sapete.-?

Kenneth - S, il dottor Owen mi ha detto... Ed meglio cos. Capir anche questo, un giorno. Ora vado. (Si alza) Non vorrei incontrarla. Non ne ho il coraggio.

Owen - (entra, guardando dalluno all'altro) Bene? Allora, tutto a posto?

Kenneth - S, signore, tutto. Volete aiutarmi, per favore? Sono un po' stanco...

Owen - Ma non vorrete andar via senza aver visto Kathleen...?

Kenneth - S.

Owen - Al diavolo, no, invece! Se quel vecchio ostinato non ve ne ha dato il modo, ci penser io! (Chiama ad alta voce) Kathleen! Vieni, c' qualcuno che vuol vederti!

Kenneth - No, dottore, no!

John - Come osi...!

Owen - Farei qualunque cosa per Kathleen!

Kenneth - Non importa, signor Carteret, io vado.

Owen - No, invece, resterete!

Kenneth - (entrando) Dite, dottore.

John - (a Owen) E cos, conduci tu l'affare, eh? Benissimo! (Va in casa sdegnato).

Kenneth - (spalancando gli occhi) Ma cos', dottore...?

Owen - Fermati l, e non osare di muoverti! (Va al cancello) Aspetta finch torno! Un minuto solo! (Spinge dentro gentilmente Ken ed esce).

Kathleen - Ma io non capisco... (Vede Ken. Il suo volto si sbianca) Ken! Oh, Ken!

Kenneth - Come stai, Kathleen? (Le si avvicina).

Kenneth - (porgendogli le mani) Oh, Ken! Sei tornato! Credo... credo di svenire. Oh, no... credo di piangere... (Sfiora la sua manica).

Kenneth - Oh, Kathleen... Io non sono degno delle tue lagrime... (Kathleen ride e piange, felice) Terribilmente felice di vederti, per... Ti trovo bene...

Kathleen - Davvero? Oh, Ken! Sei tornato! Sei vivo! Fatti guardare! Sei stato cos male, caro, non vero? Sei un po' pallido, ancora... E io che ti faccio stare in piedi! Siedi, siedi... (Lo fa sedere) Se do potessi smettere di piangere per un minuto e vederti meglio!

Kenneth - Non vedresti gran che... temo...

Kathleen - Tu ei tornato... Non sei felice di vedermi? Non l'hai ancora detto, sai!

Kenneth - Certo che lo sono...

Kathleen - Quando io ti guardo, come se quei terribili quattro anni non fossero pi nulla, come se tu fossi partito soltanto ieri... Ti ricordi quando cercasti di mandarini il tuo ultimo biglietto e lo zio lo scopri?

Kenneth - (stringendo i denti) S... Come eravamo buffi, allora...

Kathleen - (sorpresa dal suo tono) Buffi?

Kenneth - Gi... Immagino che tutti i giovani attraversino quei periodi.

Kathleen - Si dice che l'amore da giovani porti ai migliori matrimoni.

Kenneth - Davvero?

Kathleen - Ed giusto che quando si amato qualcuno per tutta la giovent, si continui ad amarlo per sempre. Non vero? (Kenneth tace. Kathleen continua) Se io volessi sposare qualcuno, vorrei farlo finche sono giovane, e non vorrei aspettare un minuto pi del necessario... Non credi anche tu, Ken?

Kenneth - Dipende, Kathleen. Che musica questa? (Fa cenno verso il muro divisorio).

Kenneth - (sorpresa) Oh, una festa, da Willie. (Dopo una pausa) Non credi che i lunghi fidanzamenti siano una perdita di tempo?

Kenneth - Credo che lo siano spesso...

Kathleen - E allora, non c' ragione perch tu... (Si interrompe, ride) Non ci sarebbe ragione perch tu... Oh, se tu amassi qualcuno, non ci sarebbe alcuna ragione sulla terra... (Non pu continuare, si guarda in-torno smarrita) Oh, guarda... un'ape sul caprifoglio!

Kenneth - (si volge a guardare) Davvero! E com' indaffarata...! (Un momento di silenzio. Kathleen sta per parlare, esita, poi).

Kathleen - Dicevamo? (Ken non risponde. Ella sta per piangere di scoramento, ma continua) Ti ricordi quella sera che mi dicesti addio lungo la strada... Ma ora la guerra finita, tu sei tornato e non c' pi nulla che ci possa dividere...

Kenneth - (alzandosi) Io non avrei dovuto venire...

Kenneth - (senza capire) Non avresti dovuto venire? (Si alza).

Kenneth - No, andr via.. Ho gi i miei progetti... Tu mi dimenticherai... Io speravo... che non ti ricordassi pi di me .

Kenneth - (immobile, bianca) Perch tu... non vuoi pi-

Kenneth - Oh, devi capirmi... Io non ne ho il diritto...

Kathleen - Oh, ora vedo... Dio mio, per un momento m'avevi spaventata! E perch hai paura di non guarirti, vero? Ma soltanto una tua immaginazione! Tutti i medici dicono...

Kenneth - No, Kathleen... Non posso pi sentire...

Kenneth - (sorridendo) E tu hai creduto davvero che questo importasse per me? Io t'amo, Ken... Come ti ho sempre amato... e sempre ti amer... E' stato grande da parte tua volermi sciogliere dalla promessa, ma vedi, do... io non voglio essere sciolta...

Kenneth - Kathleen, tu devi credere che la mia profonda, eterna amicizia l'unica cosa che posso offrirti, ora e sempre...

Kenneth - (dopo una lunga pausa, affranta) Un momento, caro... fammi pensare... Non perch tu... sei ammalato... ma perch. hai cambiato...

Kenneth - Tutto cambiato... Speravo che l'avessi capito, quando ho smesso di scrivere...

Kenneth - (pallida) No. Vedi, avevo tanta fiducia. Ma quattro anni sono lunghi, e un uomo pu cambiare. Pu anche darsi che ami qualche altra, non vero?

Kenneth - (appassionatamente) Non devi credere questo!

Kathleen - Oh, che importa se tutto cambiato...! (Cerca di riprendersi, con grande sforzo) Beh, ho dato un bello spettacolo di me stessa. Che sciocca! Ero cos emozionata. Ma non devi credere che io abbia voluto saltarti al collo cos. Sarebbe stato troppo stupido.

Kenneth - Kathleen...

Kathleen - Ed ora... ti prego... Vai...

Kenneth - Forse meglio... Addio, cara.

Kathleen - Addio... E, ti prego, dimentica quello che ho detto... (Kenneth esce disperato. Kathleen si abbandona su di una sedia, piangendo istericamente. Dopo una pausa, John entra e le si avvicina).

John - (affranto) Kathleen... piccola naia. non piangere cos... no...

Kenneth - (balzando in piedi) No! E tutta colpa tua! Tu ci hai divisi perch sei crudele ed egoista, ed ora lui non mi vuole pi! Tu l'hai portato via da me come Jeremiah Wayne ti strapp la tua Moonyeen! Ed ora il ratio cuore pi solo e pi triste del tuo!

John - (disperato) Kathleen!

Kathleen - E' inutile, zio! Andr via, per sempre... E non torner mai pi, per tutta la vita! (Si rifugia in casa, piangendo istericamente).

John - (la guarda abbattuto, fa un gesto come per prendere la marionetta dalla nicchia, si ricorda che non c' pi, si commuove al pensiero di essere rimasto completamente solo. Improvvisamente si alza e si avvicina al cancello del dottor Owen) Owen! Owen!

La voce di Owen - (dopo un momento, fredda) Cosa c'?

John - Ho qualcosa da dirti.

La voce di Owen - Bene, il cancello aperto... Non vorrai che io venga da te.

John - Perch non ci veniamo incontro al cancello? (Owen si avvicina sospettoso al cancello) Non vorresti entrare?

Owen - Nemmeno un passo

John - (con difficolt) Nemmeno... e ti chiedessi scusa? Ecco, al diavolo, l'ho detto!

Owen - John! John! (Apre il cancello ed entra) Oh, John, caro vecchio testardo (Si abbracciano commossi),

John - (meravigliato) Guarda, non stato cos difficile come pensavo. Anzi, stato cos facile che voglio rifarlo... (Con grandezza) Voglio chiedere perdono a tutti... E per primo a quel ragazzo... Dov'?

Owen - Oh, lo chiamo io! Kenneth! Kenneth! Venite, presto! (Si avvicina al cancello, si ferma, torna indietro) E risolverai tutto fra lui e Kathleen?

John - Certo che lo far! Per chi mi prendi?

Owen - Finalmente! Avresti potuto pensarci quattro anni prima!

John - Vuoi cominciare -di nuovo?

Owen - No, che Dio ci protegga! (Kenneth appare sul cancello) Entrate, entrate... Eccolo qui, John... Il signor Carteret ha qualcosa da dirvi,

Kenneth - (Kenneth entra).

John - Vieni, ragazzo.(Con esitazione) Io non sono molto eloquente in materia di scuse, ma proprio ora ne ho chiesto una a Owen. e voglio chiederne anche a voi.

Kenneth - Non c' bisogno, signor Carteret...

Owen - (con decisione e dignit) Kenneth, figlio idi Jeremiah Wayne, io ti chiedo perdono. Vuoi? (Ken gli serra la mano).

Kenneth - Oh, signore!

Owen------------------ - (per rompere la tensione) John, ora so perch ci siamo combattuti per tanto tempo. Non ci si pu combattere che tra uomini grandi...

John - Modesto, vero, Owen?

Owen - Ed ora, voglio essere io a dirlo a Kathleen... (Si dirige alla casa).

Kenneth - Un momento, dottor Owen... Voi dimenticate...

Owen - Io non dimentico che Kathleen ha aspettato per anni questo momento!

Kenneth - S, ma ora. E troppo tardi... Io non posso...

Owen - Non potete, santo cielo! In meno di un mese, con tutta la felicit che avrete, giocherete a tennis e salterete gli ostacoli!

Kenneth - Ma, dottore...!

Owen - Se sono il dottore, lo sapr! (Si ode la voce di Kathleen che parla con Ellen).

Kenneth - (nell'interno della casa) E inutile insistere, Ellen. Ho deciso. (La risposta di Ellen giunge inintelligibile- John fa un gesto a Kenneth e ponendogli un braccio intorno alla spalla lo conduce alla porta. Essi sono di fronte a Kathleen mentre ella esce. Kathleen li vede vicini e non pu credere ai suoi occhi. John spinge gentilmente Ken verso di lei e facendo cenno a Owen, va con lui fuori del cancello. Kathleen e Kenneth si guardano a lungo, poi)

Kenneth - Ti ricordi come m'insegnasti quattro anni fa? E' mia intenzione da lungo tempo....

Kathleen - Ma avevi detto che i quattro anni laggi avevano cambiato il tuo cuore...

Kenneth - Il mio cuore non stato laggi... E' rimasto qui per tutti quegli anni

Kathleen - Hai detto che non volevi pi... L'hai detto poco fa-.

Kenneth - Non pensarci pi, ora... E' mia intenzione da lungo tempo -di farvi una domanda... .

Kathleen - Oh, caro, che cosa interessante... Che sar mai? .

Kenneth - (prendendole la mano) Miss Dungan-non... Kathleen... Posso chiamarvi Kathleen...? . Non mi hai insegnato il resto... Posso finire a modo mio?

Kathleen - Se vuoi...

Kenneth - Allora... Se puoi trovare nel tuo cuore un po' d'amore per un .infelice, misero...

Kathleen - Come osi parlare in questo modo dell'uomo che amo?

Kenneth - (indicando il ginocchio) Questo, sai, rimarr sempre cos...

Kathleen - Ma l'altro sar forte abbastanza per ; tutt'e due!

Kenneth - Potrei non guarire mai pi.,.

Kenneth - (sorridendo) Io sono una meravigliosa infermiera!

Kenneth - Allora... Vuoi sposarmi?

Kathleen - Non c' niente che potr impedirmelo! (Kenneth le tende le braccia ed ella vi s abbandona. Lentamente, oltre il muro, appaiono le teste di John e di Owen, che non possono resistere alla tentazione di guardare. Kathleen alza il capo dalla spalla di Ken e li vede) Zio! Dottor Owen! (John e Owen fingono di guardare il cielo).

Owen - Vedi come brilla Giove, stasera, John.

John - Non Giove, Venere!

Kathleen - Zio!

John - (fingendo di udirla per la prima volta) D, cara, mi hai chiamato?

Kenneth - (imperiosa) Venite subito qui, ad abbracciarmi! (John e Owen scendono),

Kenneth - Ci sposeremo pregio?

Kathleen - Oh, non troppo!

Kenneth - Tra un mese?

Kathleen - Che ne diresti di... domani? (John ed Owen entrano) Zio caro! Devo chiederti casa per tutto.

John - (interrompendola) Impossibile. Basta con le scuse, stasera, vero, Owen? (Kathleen lo abbraccia).

Kathleen - Sei lo zio pi meraviglioso del mondo.

John - Che?

Kathleen - Oh, non so, sono cos felice. (Abbraccia Owen).

Owen - Falla entrare, Kenneth. Sar bene che il tao piede riposi un po'...

Kenneth - (asciugandosi gli occhi) Oh, vero, ma a che pensavo? Lascia che ti aiuti. Ken...

Kenneth - (poggiando il braccio sulla spalla di lei) Il solo aiuto di cui ho bisogno sei tu. Strano, imi sembra gi di sentirmi meglio...

Owen - Che vi dicevo ? Che Dio vi benedica! (Kathleen lo guarda con un radioso sorriso ed entra in casa con Ken. J due vecchi rimangono a guardarli, poi, insieme, si soffiano il naso. Quando parlano, cercano di apparire indifferenti).

John - (con un braccio intorno a Owen) Bene, orinai fatta!

Owen - E... hai dimenticato di giocare a domino, John?

John - Posso batterti ancora, se voglio! Una partita prima di andare a letto? (La musica della festa degli Ainley va sempre crescendo).

Owen - S. Tanto, non si pu dormire con tutto quel fracasso!

John - Credi che ci si possa vedere anche eri za lampada? (Nella casa si scorgono Kathleen e Kenneth).

Owen - (sedendo) Beh, per me, ci vedo. Se tu non vedi, vuol dire che una volta tanto potr vincere io. (Cominciano a giocare. Owen cerca di fischiettare la melodia).

John - Faremo le nozze in questo giardino. Cos tatto verr cancellato.

Owen - (dopo una mossa) Sai, John, credo che lei approverebbe quello che hai fatto. Ne sono certo.

John - Anch'io, Owen. (Dopo un momento, appoggiandosi indietro sulla sedia) Quando la rivedr, sar felice. - (Il suo capo si reclina, come se si addormentasse. Lentamente la luce si abbassa e si odono le note di Smilin through).

Owen - E' troppo scuro per vederci ancora. (Si accorge che John dorme) Vorrei proprio riuscire a giocare una partita senza che tu ti addormentassi ad ogni mossa! (Vede che il capo di John piegato sulle braccia, sopra U tavolo. S alza in punta di piedi, guardando con tenerezza l'amico) Caro vecchio John! (In silenzio scompare nella casa. Improvvisamente il giardino inondato da una luce d'argento. John sempre seduto come prima, con al capo sul tavolo. Il cancello si apre e Moonyeen appare nel suo abito nuziale).

John - (comparendo da dietro un cespuglio) Oh, cara! Sia ringraziato Iddio! Sei tornata, finalmente!

Moonyeen - Io sono stata sempre vicino a te. Soltanto, tu non potevi pi vedermi.

John - Ed ora, non andrai pi via? Vedi, ho aggiustato tutto.

Moonyeen - Non ti lascer pi!

John - Sei come in quella sera. Cos bella, giovane, fresca. Come se cinquantanni non fossero che un giorno. Ma io... Io sono vecchio, vecchio! Oh, cara, cara! (Si copre U volto con le mani).

Moonyeen - Ma io non so di che parli!

John - Oh, come puoi dirlo. Il mio viso tutto rughe.

Moonyeen - Io non vedo nessuna ruga!

John - I miei capelli sono tutti bianchi.

Moonyeen - Ma se sono castani come sempre!

John - E sono curvo, debole.

Moonyeen - (sdegnata) Tu sei alto e forte come un pioppo!

John - Tu mi vedi cos?

Moonyeen - Tu sei cos!

John - Ma un miracolo!

Moonyeen - E l'amore!

John - Tu non mi hai mai risposto... Dimmi, Moonyeen. Quando saremo insieme, per sempre?

Moonyeen - (con una piccola risata) Guarda. (Indica la figura di John piegata sulla sedia).

John - Oh! Allora... E' questo che si dice morire?

Moonyeen - S. E non sciocco aver paura?

John - Io non ne ho mai avuta...

Moonyeen - Ma alcuni ne hanno tanta... Eppure, anch'essi andrebbero sorridendo attraverso tutti i loro anni, se sapessero quello che li attende, alla fine della via.

FINE

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