Cena a portar via

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CENA A PORTAR VIA

di

Ester Annetta

CENA A PORTAR VIA

Una divertente commedia degli equivoci ambientata in una lussuosa residenza per ricchi anziani solitari, ancora tanto vitali da creare situazioni paradossali e grottesche di cui, a turno, tutti si ritrovano ad essere protagonisti.

E così, tra zitelle petulanti, personaggi svampiti, incalliti dongiovanni ed altri personaggi improbabili che di tanto in tanto si ricordano di essere inventati e di prestarsi – da attori – alle intenzioni di un bislacco autore che viene puntualmente  chiamato in causa, la commedia getta un ponte tra palco e platea, evocando lo spirito goliardico che sempre accompagna il lavoro di preparazione di una messa in scena.

(ESTER ANNETTA

Via del Casale Giuliani n. 46

00141 Roma

Cell. 339 3034840

Posizione SIAE n. 212341 – Sez. D.O.R. Autori)

PERSONAGGI:

MISS SANDRA

MISS HELEN

GASTON

PHILIP

RUDOLF

IL DIRETTORE

ROSETTA

MISS LISA

MISS LINDA

MISS BRITNEY

BELEN

ATTO PRIMO

Scena Prima

Serenhouse, un prestigioso residence per attempate persone benestanti, una mattina di primavera.

La sala comune, inondata di sole; sul fondo, procedendo da sinistra: un camino, un divano e due poltrone la porta a vetri d’ingresso,  uno scrittoio con un telefono, una tv. Al centro, un grande tavolo rotondo rivestito da una lunga tovaglia e sedie intorno. 

Sulla destra, un’uscita va verso gli alloggi dei residenti; sulla sinistra, un’altra uscita da’ nella zona degli uffici dell’amministrazione, cucina , sala da pranzo.

Una vecchina è seduta ad uno dei tavoli: infagottata con cappotto, sciarpa e cappello, ma scalza. E’ intenta in una partita a poker, da sola; mima il gioco, e ad ogni cambio di mano si sposta di sedia impersonando di volta in volta un diverso giocatore…

SANDRA

- Giorgina, tocca a te! Ma com’è che sei così distratta stamattina?

(GIORGINA) (Sandra si sposta alla sedia alla sua destra; assume l’aria svampita, la vocetta squillante)

- Scusa Sandra, è che ho dormito male stanotte e sono un po’ stordita. Tu, poi, con questa pretesa di fare la rivincita appena fatto giorno!

Una carta.

(Sandra torna alla posizione iniziale e dà una carta a Giorgina)

(GEORGE) (Sandra si sposta di un’altra sedia; voce grave, aria boriosa)

- Ah-ah, solo una carta! Si vede che la tua fortuna si è svegliata prima di te!

Una carta anche a me.

(Di nuovo Sandra torna alla sua posizione e da’ una carta a George)

SANDRA (dalla sua sedia; guardando di fronte a se’)

- George, oggi manca il quarto, giochiamo col morto….! (ridendo)

Ti dispiace fare la parte di Giò?

(quindi si sposta alla sedia alla sua sinistra ma facendo l’intero giro del tavolo, passando prima dalla postazione di George, dove si ferma un momento per rispondere:)

(GEORGE)

- Nient’affatto, Sandra cara!

(GIO’)

- Io invece sono servito.

SANDRA (tornata al suo posto)

- Bene, allora tocca a me…

In quel momento entra Miss Helen, supervisore della struttura, una donna sulla quarantina, composta e pratica. Si occupa di assicurare l’efficienza dei servizi comuni e lei stessa a volte attende a qualche mansione. Sta infatti spingendo un carrello con la colazione.

MISS HELEN

- Miss Sandra, ho portato la colazione che hanno preparato per lei… e i suoi amici. Ho pensato di servirla io stessa qui anziché farla portare in camera da pranzo. Su, sospendete la partita.

(Sandra, senza opporsi, si alza dalla sedia; Miss Helen raccoglie le carte e poi si rivolge agli ospiti immaginari)

Come dice Miss Giorgina? Ha già fatto colazione? Anche loro signori? Ah, bene, allora preparo solo per Miss Sandra!

SANDRA

- (Rivolta agli amici immaginari) Cari, accomodatevi pure sul divano, sempre che non preferiate andare a fare una passeggiata in giardino mentre io faccio colazione. Anzi, se vedete il giardiniere, George, ditegli di controllare le mie petunie: stanotte quel cagnaccio di George il Terribile era molto agitato, correva ed abbaiava come una furia: non vorrei che le avesse calpestate! Quel nome gli calza proprio a pennello!

(poi, rivolta a Miss Helen) Grazie Georgiana, può andare.

(In quel mentre entra Gaston, altro ospite del residence; sulla settantina, ma ancora agile e scattante; ha l’aria di un dongiovanni ancora in carriera, veste con eleganza, ha modi raffinati e galanti)

GASTON

(Con fare scherzoso)

- Buongiorno Georgiana! Ha portato la colazione per la nostra cara Sandra?

MISS HELEN

(lo guarda furiosa)

- Helen. Mi chiamo Helen!

Miss Sandra può chiamarmi Georgiana, perché è rimbambita e perché George e ogni qualsivoglia derivato di quel nome sono gli unici che ricorda.

Ma lei no!

Non posso mica assecondare le stravaganze di ogni matto che incontro! (esce indignata)

GASTON

(ride divertito)

- Buongiorno Sandra! Beh, com’è andata la rivincita?                                           

SANDRA

- Per carità, George caro! Avevo una mano pessima: quattro assi uno diverso dall’altro! Eh, non ci sono più i bei mazzi di carte di una volta…!

Per fortuna è arrivata Georgiana con la colazione ed ha interrotto la partita, altrimenti avrei perso anche la sciarpa e il cappello. Ieri ho perso gli stivali.

Perché l’hai fatta arrabbiare?

GASTON

- Perché l’ho chiamata Helen invece che Georgiana! Ma come mi sarà venuto in mente….! E’ molto permalosa.

SANDRA

- A quella donna serve un marito!

Scena Seconda

Entrano Philip e Rudolf. Il primo è un altro ospite della struttura, un bell’uomo sulla sessantina, elegante, dal garbo aristocratico e dalle movenze effeminate; Rudolf è invece il custode della struttura, un uomo massiccio, più rozzo, disinvolto e gaudente.  

PHILIP

- Eccoci Gaston. Qual è l’urgenza di questa convocazione? Detesto schiacciare pulsantini col manicure appena fatto, ma non smettevi di far trillare il mio telefonino!

RUDOLF

-Ti dico solo che ho dovuto fermare la partita: stavo giocando nella guardiola con la Play, l’ultimo livello di GTA! Non so se capisci…

GASTON

- Calmi! Ora vi spiego tutto, ma assicuriamoci che nessuno ci ascolti (e fa cenno verso Sandra, ancora seduta al tavolo della colazione, che continua ad imburrare la stessa fetta di pane con lo sguardo perso nel vuoto)

PHILIP

- Oh, stai tranquillo: è talmente svampita che ormai non distingue più la realtà dalle sue fantasie!

RUDOLF

- Vero! State a vedè: Saaandraaaa, il calesse col tiro a quattro è pronto sul viale per portarti nel Paese dei Balocchiiii; fai presto, o tornerà ad essere una zucca legata a dei topolini! il Bianconiglio dice che è tardiiii….!

SANDRA

- Santo cielo, vado di corsa! Grazie George, non mi ero accorta che fosse già mezzanotte! (esce)

GASTON

- (ridendo) Siete degli esseri ignobili!

Allora, ascoltatemi bene: vi ricordate di Belen?

RUDOLF

- Rodriguez? Eeeeh! C’ho pure il calendario! Se parlasse…

PHILIP

- Rudolf, sei uno zotico! Ma del resto cosa aspettarsi da uno lasciato dalla moglie perché di nascosto si fingeva impresario per provinare ballerine di lap-dance?! Pompeo Magno si faceva chiamare…Ridicolo! Finchè un giorno si è presentata a fare il provino niente meno che sua nipote! Verginesantissima che vergogna!

RUDOLF

- Aho’, ma che ho detto?

E poi quella, mia nipote, aveva telefonato dicendo di chiamarsi Long Desire… Aveva tradotto il suo nome: Desiré Longo, si chiama. Suo padre è italiano…

PHILIP

- Philip, siamo tutti italiani qui! Dio solo sa perché l’autore di questa commedia ha voluto darci dei nomi stranieri!

GASTON

- (Interrompendoli) Oooooh! Basta adesso!

Belen Rodriguez non c’entra e non mi importa un fico secco di Pompeo Magno e Long Desire!

Belen…quell’altra…: insomma, è fatta!

(Nel frattempo è rientrata Sandra; si muove come in cerca di qualcosa, mormorando tra sé):

 

SANDRA

- Non trovo più le mie scarpette di cristallo…

(I tre uomini non si accorgono del suo ritorno, ma attirati dall’ultima frase di Gaston, gli si sono stretti attorno curiosi.

Passando accanto alla tavola ancora imbandita della colazione, Sandra si siede nuovamente e riprende ad imburrare la fette di pane)

RUDOLF

- Aspetta un momento: vuoi dire quella Belen che hai rimorchiato su Facebook? Ao’ a me nun l’hai mai fatta vedè…!

GASTON

- Proprio lei.

PHILIP

- Vuoi dire quella shampista - con tutto il rispetto per le shampiste - con quelle bocce da paura, due gambe che fanno concorrenza alle torri gemelle e un sedere che oserei dire poliglotta perché ti parla in tutte le lingue?

RUDOLF

- (Incredulo) ‘ A Philippeee…mbeh? Che t’è successo? Mo’ vuoi vedè che c’hai pure er testosterone!!!

PHILIP

- Piantala Rudolf, fammi sentire le prodezze di questo stallone attempato!

GASTON

- Beh, ecco, da quando l’ho conosciuta, circa quattro mesi fa, ci siamo sentiti ogni giorno…

PHILIP

- (Interrompendolo) Conosciuti? Sentiti? Gaston, ma sei fuori di testa? Hai solo visto delle foto – che potrebbero essere anche false – e scritto fiumi di chat insulse!

Potrebbe esserci chiunque dall’altra parte: una vecchia, una racchia, un uomo, un serial killer…..

RUDOLF

- (Lo provoca) Ma come? E la shampista poliglotta con le torri gemelle….?

GASTON

- Finitela di interrompermi!

Io e Belen abbiamo comunicato molto: (rivolto a Philip) Va bene così? Abbiamo condiviso link; scambiato foto; partecipato ad eventi….

RUDOLF

- Seeentilo come parla…! Ma che è ‘sta roba?

GASTON

-…insomma, ieri Belen mi ha chiesto di incontrarmi!

RUDOLF e PHILIP

- Oh ca…

GASTON

- Ma c’è un problema: Belen sa che sono un artista, un regista, e vivo in una grande casa di campagna circondata da un parco….

RUDOLF e PHILIP

- Oh ca..

GASTON

- …e che ho 50 anni…

RUDOLF e PHILIP

- Oh ca…

GASTON

- …e l’ho invitata qui…

RUDOLF e PHILIP

- E no, eh! E che cavolo!!!

(si guardano l’un l’altro e poi rivolti al pubblico):

RUDOLF

- Qui però ‘na parolaccia ce sarebbe stata mejio, ve’?

PHILIP

- E no?! Ma quello ci ha fatto inglesi…!

GASTON

- Ragazzi, vi prego, dovete aiutarmi!

RUDOLF

- Ma tu sei proprio fulminato!

Tu porti qui quella, fai passa’ ‘sto posto ppe’ casa tua di campagna e, ti ringiovanisci pure di vent’anni?

PHILIP

- Lei potrebbe essere tua nipote! Dalla foto non dimostra più di trent’anni!

GASTON

- 26. Ne ha 26.

RUDOLF

- E che pensi de fa’? Ti tingi i capelli e la vai a prendere alla fermata dell’autobus col giubbotto di pelle e la Harley Davidson?

PHILIP

- Ma non potevi darle appuntamento in un altro posto? Un ristorante in città, un bar…

Almeno avresti preso un po’ di tempo fino ad un successivo appuntamento!

GASTON

- Belen non ha mai visto una mia foto, per lei sono “l’uomo del Mistero”.

E poi è proprio quello il punto: se non ci fosse un altro appuntamento?

Devo giocarmi il tutto per tutto, senza farle dubitare che non sia un artista, che questa casa non sia mia…

RUDOLF

- …e che non hai 50 anni ma 72!

E come pensi di farlo ‘sto miracolo?

GASTON

- La invito a cena e proprio quella sera, sfortunatamente, ci sarà un black out. Troverà la casa al buio, illuminata solo dalle candele: nella penombra le sarà difficile darmi la giusta età…!

PHILIP

- Ma questa è Black Comedy! Autoreeee….

RUDOLF

- Si, vabbè, mo’: io sono il custode e te reggo il gioco; ma con Miss Helen, il Direttore, gli altri ospiti del residence, quella rimbambita di Sandra….

Come te metti?

GASTON

- E’ per questo che mi serve il vostro aiuto: voi dovrete fare in modo che Belen non incontri nessuno; e se dovesse capitare, dovrete essere pronti ad intervenire improvvisando qualunque scusa che giustifichi le altre presenze.

Tu, Philip, fingerai di essere mio fratello minore che sta trascorrendo qui la sua convalescenza perché è appena guarito da un esaurimento nervoso;

tu, Rudolf, sarai invece il mio maggiordomo.

RUDOLF

- Il maggiordomo? Ma che, nel 2014 ci stanno ancora i maggiordomi? E poi perché io?

PHILIP

- E perché no?! Prima di essere Pompeo Magno sei stato capo cameriere al Ritz; anche se non si direbbe, l’etichetta la conosci!

Io piuttosto, perché proprio il fratello matto?

GASTON

- Perché se, per far fronte a qualche imprevisto, dovessi fare qualche stranezza, saresti giustificato dalla tua condizione!

RUDOLF

- Ma, di preciso, che dobbiamo fare?

GASTON

- Anzitutto tu, Rudolf, farai saltare la luce manomettendo la centralina. Poi dirai al direttore di aver chiamato il pronto intervento ma che ti hanno detto che il guasto è diffuso ed è più grave del previsto, quindi non riusciranno a ripararlo prima di domani.

Io e Belen ceneremo a lume di candela; comprerò tutto già pronto alla tavola calda take away.

Berremo molto: prima di cena, durante la cena e dopo cena, mentre racconterò a Belen dei miei viaggi, delle persone famose che ho conosciuto…insomma: un sacco di sciocchezze che a quelle stupide ochette come lei piacciono molto.

Poi, quando Belen sarà abbastanza brilla, la porterò nell’appartamento in fondo al corridoio: è il più isolato ed è vuoto; a nessuno verrebbe mai in mente di entrarci.

 

RUDOLF

- Tutto ‘sto casino ppe’ ‘na…. Per portartela a letto?

Ma ‘gna poi fa?

Non stai più sicuro con ‘na visita a quella santa donna di Lory La Rossa, come famo tutti?

(poi guardando Philip) Tu no, ovviamente!

PHILIP

- Non essere volgare Rudolf! Ma non vedi la poesia di tutto questo? Il piacere della conquista…la sottile arte della seduzione…l’esaltazione della bellezza…l’oblio del presente…fino alla sublimazione dei sensi?

RUDOLF

- Sarà, ma per me resta sempre ‘na…

GASTON

- (Interrompendolo) Rudolf, sei davvero molto greve.

Tuttavia… caro Philip…. devo convenire che…... ha ragione: alla fine, quello è!

PHILIP

- E, di grazia, quando dovrebbe avvenire codesta…congiunzione?

GASTON

- Domani sera! (Philip e Rudolf lo guardano allarmati, non riescono a parlare)

E’ venerdì e come ogni fine settimana gli ospiti di questo posto andranno a rinverdirsi con un po’ di mondanità.

Su, su: avete un giorno intero per elaborare i dettagli.

Forza, andiamo a metterci all’opera!

RUDOLF

- “L’uomo del Mistero”…! Stavo tanto bene con GTA...!

 

Scena Terza

I tre escono dalla stanza da destra, con una certa concitazione, vociando; intanto da sinistra sta rientrando Miss Helen col carrello; li scorge e li accompagna con lo sguardo diffidente.

Sandra è ancora seduta al tavolo.

MISS HELEN

- (Alza gli occhi al cielo sconsolata) Miss Sandra, ma non ha ancora finito la colazione? I suoi amici la stanno aspettando in giardino da un pezzo! (intanto sparecchia).

(Tra se’, ma con un tono udibile) Chissà cosa stanno confabulando quei tre ragazzacci! Ogni volta che stanno insieme, ci sono guai in vista!

Se il direttore sapesse che Rudolf ha lasciato la guardiola incustodita, gli farebbe una bella lavata di testa.

SANDRA

(che pur sembrando persa nel suo mondo ha ascoltato il pensiero di Miss Helen)

- No, Georgiana, non si dia pena: hanno chiamato una, ….una shampista! Si, credo che sia un’estetista di una casa di bellezza: Face…Face…qualcosa; è anche una sportiva: gioca a bocce; e poi parla molte lingue!

Farà il servizio a George e anche a suo fratello e al maggiordomo.

Domani sera.

Chissà poverina come farà a lavorare al buio….!

Miss Helen l’ascolta incuriosita e pensierosa, come se intuisse che qualcosa di vero può esserci in quel discorso folle. La sua attenzione viene distolta dall’ingresso del Direttore (da sinistra).  

DIRETTORE

- Miss Helen, è qui! La stavo cercando.

Buongiorno Sandra.

SANDRA

- Buongiorno George!

DIRETTORE

(scuote la testa sconsolato; poi, abbassando il tono di voce, si rivolge a Miss Helen portandola in disparte):

- Ecco, Miss Helen, devo parlarle proprio di Sandra.

Lei certamente si è accorta che ultimamente è sempre più strana ed è complicato lasciarla rimanere qui: questo posto è un residence per persone autosufficienti, che hanno ancora una vita autonoma, dei contatti, delle frequentazioni libere, una vita sociale regolare anche all’esterno.

Sandra ormai neppure è più in grado di capire dove si trovi.

MISS HELEN

- Ha ragione. Proprio poco fa stava raccontando una storia molto strana…

DIRETTORE

- Ho parlato con il nipote, e verrà a prenderla per portarla in una struttura più idonea alle sue esigenze.

Arriverà domani sera. Dormirà qui da noi e ripartirà con Sandra l’indomani.

Dovrebbe essere così gentile da far preparare l’appartamento in fondo al corridoio e di occuparsi del bagaglio essenziale di Sandra. Il resto verrà a prenderlo una ditta di traslochi venerdì prossimo.

MISS HELEN

- Non si preoccupi, dirò subito a Rosetta di pulire l’appartamento e preparare il letto.

(Volgendo uno sguardo intenerito a Sandra) Però…mi mancherà, ‘sta rompicoj…questa cara signora svampita!

(Rivolta al Direttore) Sarà pure strana, ma a me fa tanto divertire!

DIRETTORE

- Bene Miss Helen, torno nel mio ufficio. Se ha bisogno…

Buona giornata. (Esce  da sinistra)

Scena Quarta

Dal fondo, dalla porta a vetri d’ingresso, irrompe nella stanza Rosetta, la cameriera degli appartamenti. E’ una ragazza un po’ frivola e ridanciana.

Ha in mano un cesto pieno di fiori.

Entra quasi barcollando, ridendo sonoramente.

MISS HELEN

- (Con finta aria severa mentre con un cenno del capo indica nella direzione da cui è appena uscito il Direttore) Rosetta! Ma che modi sono?! Un po’ di contegno, ragazza!

ROSETTA

- (Che non ha capito il gesto di miss Helen) Aho’, ma come parli? E che è ‘sto cipiglio acido? So’ i giorni tua?

MISS HELEN

- (Sottovoce) ‘A Rose’, ho capito che quello t’ha lasciato ‘sto nome der ciufolo, ma dovemo fa finta d’esse inglese puro se semo de Roma.

(Poi, ammiccando in direzione dell’uscita di sinistra, temendo che il Direttore possa ancora essere vicino): il Direttore mi ha appena lasciato degli ordini per te.

ROSETTA

- Certo, Miss Helen!

Eccomi, Miss Helen!

Sono a sua disposizione, Miss Helen!

(Ha usato appositamente un tono di voce più alto, come per farsi sentire oltre la porta. Poi con tono più basso e seccato, aggiunge rivolta al Miss Helen)

Così annava bene?

MISS HELEN

- (Che intanto è andata verso l’uscita di sinistra a sbirciare che nessuno sia nei pressi) Ma che diavolo t’è preso? Che avrai avuto mai tanto da ridere? E quei fiori?

ROSETTA

- Quel Gaston: è proprio un polipone! M’ha detto che tu gli avevi detto che doveva dirmi che dovevo raccogliere dei fiori in giardino per “abbellire la sala comune” (gli fa il verso), che mo’ è primavera. Allora sono andata a raccoglierli nelle aiuole. E quello sempre dietro.

Io mi abbassavo, e quello sempre dietro. Ed ogni volta che mi abbassavo, quello mi guardava sotto la gonna, e mi diceva delle cose tanto gentili, tipo che ho un lato posteriore poli… poli….

SANDRA

- (Che intanto ha ripreso la sua partita immaginaria) Poliglotta!

ROSETTA

- Ecco, proprio quella cosa lì! Non è gentile?

MISS HELEN

- Si, come no!

Rosetta, io non ho affatto chiesto a Gaston di dirti di raccogliere dei fiori; ma visto che ora li hai raccolti, lasciali qui e penserò a sistemarli. Tu intanto accompagna Miss Sandra in giardino, e…..assicurati che trovi i suoi amici! (ridacchia).

Ah, usa la sedia a rotelle che è dietro la vetrata: Sandra si è giocata di nuovo le scarpe…!

ROSETTA

- Questo è tutto? E il Direttore si è scomodato a venire fin qui per dirti di dirmi che dovevo portare Sandra in giardino?

MISS HELEN

- Oh! ma no, certo, dimenticavo: devi preparare la stanza in fondo al corridoio. Domani sera arriverà il nipote di Miss Sandra e si fermerà qui per una notte. (Le fa cenno di avvicinarsi e prosegue, avvicinando lesi all’orecchio) Porterà via sua zia in una clinica per disturbi mentali.

ROSETTA

- Noooo! E gli amici di Sandra lo sanno?

SANDRA

- (Seguendo i suoi pensieri) Mio nipote George è un caro ragazzo e sa fare un sacco di cose: cucina, lava, stira, e coltiva pure un piccolo orto sul retro della sua casa!

Passa però un po’ troppo tempo con quel suo amico un po’ bizzarro; se lo porta dappertutto!

Dovrebbe invece cercare una brava ragazza e mettere su famiglia.

ROSETTA

- Eh, cara Sandra, sarà un po’ difficile finché George continuerà a coltivare finocchi…!

MISS HELEN

- Rosetta!

ROSETTA

- Che ho detto?

Ma poi, ‘sto nipote, si chiama George pure lui?

MISS HELEN

- E’ l’unico che si chiama davvero George!

Su, ora andate.

ROSETTA

- Venga Sandra, ci sono tutti quei Giorgi che l’aspettano in giardino. (Escono dalla porta a vetri in fondo).

Scena Quinta

Da destra entrano Miss Lisa e Miss Linda; sono due sorelle di mezza età, anch’esse ospiti della struttura; zitelle e praticamente simbiotiche, tanto che persino quando parlano l’una completa le frasi dell’altra. Spesso però si beccano….  

MISS LISA

- Buongiorno cara Miss Helen….

MISS LINDA

-…come sta? Splendida giornata…

MISS LISA

- …vero? Ma che bei fiori! Deve averli colti in giardino!

MISS LINDA

- E perché dovrebbe averli colti in giardino? Non potrebbe averli comprati da un fiorista o avuti in regalo da un ammiratore? Dai sempre tutto per scontato!

MISS LISA

- (ignorandola) E’ una bellissima idea quella di adornare la sala comune!

MISS LINDA

- Lo vedi? Dai sempre tutto per scontato! Ma cosa ne sai tu se Miss Helen vuole adornare la sala comune?

MISS LISA

- (irritata) E allora dovrebbe! (Poi, sorridendo, rivolta a Miss Helen): Così renderà più allegro l’ambiente per la serata che abbiamo organizzato per domani…

 

MISS LINDA

- (Sovrapponendosi) Si, quella del nostro gruppo del cineforum….

MISS LISA

- (c.s.)…abbiamo invitato i nostri soliti tre amici a vedere il film qui: lo danno in TV…!

MISS LINDA

- (c.s.) E prepareremo anche un un rinfresco…

 

MISS LISA

- (c.s.) …veramente l’abbiamo ordinato alla tavola calda take away!

(Alla sorella) Tiè, becca!

MISS HELEN

- (Un po’ confusa e seccata da quel battibecco) E’ un’idea fantastica! Badate però di non fare troppa confusione, domani sera ci sarà un ospite: George, il nipote di Miss Sandra, probabilmente con il suo fida…to amico.

MISS LINDA

- Oh, non si preoccupi Miss Helen, saremo discreti e non faremo troppo rumore!

MISS LISA

- (Alla sorella) Ehi, parla per te!

Non si preoccupi Miss Helen, saremo discreti e non faremo troppo rumore!

 

MISS HELEN

- E qual è il film che avete in programma? (ma già è pentita ad aver fatto quella domanda aspettandosi una nuova piena di chiacchiere)

MISS LINDA

- “La cena dei cretini”! E’ un film molto divertente; racconta la storia….

MISS LISA

- Lo dico io!

…di un gruppo di amici ricchi e annoiati che ogni mercoledì organizza “la cena dei cretini”…

MISS LINDA

- (intervenendo)…in pratica ognuno di loro deve portare una persona che crede stupida che diventerà la vittima della serata, per poterne ridere sadicamente….

MISS LISA

- (Interrompendo) Sei la solita prepotente! Lo diceva sempre pure la mamma!

(Poi continua con Helen il filo del racconto, come se niente fosse)…però si innescano tutta una serie di complicazioni e di equivoci che coinvolgono una girandola incredibile di personaggi …

MISS LINDA

- …mogli, amanti, donnaioli impuniti, ispettori delle tasse…

MISS LISA

- …polizia…

MISS LINDA

- (Alla sorella) Ma quando mai? Non ci sono poliziotti!

Fai sempre vedere che sai tutto invece non sai proprio niente! E sei pure bugiarda! (continuano a beccarsi parlandosi l’una sull’altra).

MISS HELEN

- (Interrompendole) Va bene, va bene, basta così, non rivelatemi anche il finale: magari potrei aver voglia di vederlo!

Ora vado a cercare qualche altro vaso per i fiori. Permettete. (Esce in fretta da sinistra)

MISS LINDA

- (Sorpresa) Lisa, non sembrava anche a te che Miss Helen avesse una certa fretta di andar via?

MISS LISA

- Certo! Se invece di fare la prepotente le avessi chiesto di partecipare alla nostra effervescente serata….

Questi giovani d’oggi, non sanno proprio divertirsi!

MISS LINDA

- Credo che stavolta tu abbia ragione… Forse si è offesa!

MISS LISA

- Andiamo a cercarla e rimediamo.

(Escono da sinistra. Sipario.)

Fine primo atto

 

ATTO SECONDO

Scena Prima

La sera del giorno dopo. Stessa scena del primo atto. Vasi ricolmi di fiori sono distribuiti un po’ dappertutto.

In scena ci sono Gaston, eccitatissimo, Rudolf e Philip.

 

GASTON

- Miss Helen ha fatto proprio un bel lavoro con i fiori: questa stanza sembra molto più viva ed accogliente.

PHILIP

- Se solo immaginasse di essersi resa complice del patetico tentativo di un vecchio bavoso in preda a manie adolescenziali di…

RUDOLF

- (interrompendolo) …aprire la gabbia dell’uccello e lasciarlo librare per acerbe praterie…

PHILIP

- Però, Rudolf! Dove l’hai sentita questa?

RUDOLF

- (Vago)…Mah…in un film. Di quelli…impegnati, (ironico) molto impegnati…!

GASTON

- Insomma, smettetela! Non sarete mica un po’ invidiosi…?!

Forza, sistemiamo le ultime cose. Tu, Philip, vai alla tavola calda a ritirare la cena: l’ho ordinata per le otto e mancano solo dieci minuti.

Rudolf, tieniti pronto al cancello. Belen arriverà alle nove con il taxi che le ho prenotato; l’accompagnerai qui, le dirai di aspettarmi e, intanto, andrai a staccare la corrente; poi farai la telefonata al Direttore.

Ora salgo nel mio appartamento a prendere le mie preziose Royal Copenhagen, i Baccarat e le posate d’argento per preparare la tavola…

RUDOLF

- Seeee! Ma che ce fai? Che ne vole capì quella?

Ppe’ mme ce facevi più figo co’ l’Happy Meal di Mc Donald’s! C’ha pure il giocarello!

PHILIP

- (canzonatorio) Vado a controllare che la servitù abbia dato da mangiare ai Minipony…

RUDOLF

- (c. s.)…ed io c’hanno attaccato al cancello i palloncini con ‘a scritta “E’ qui la festa”!

GASTON

- Ma che simpaticoni!

I due escono dalla porta a vetri. Da sinistra intanto entra Rosetta portando delle lenzuola ripiegate ed un cuscino. Vedendo Gaston, gli rivolge un saluto provocante ridendo giuliva:

Scena Seconda

ROSETTA

- Bonsoir, Monsieur Gaston…

GASTON

- (Sorriso maliardo) Ah, non sei poliglotta solo da dietro…!

Vieni qua, bella pollastrella…(e inizia a rincorrerla divertito intorno al tavolo, mentre lei lancia dei gridolini. Infine Rosetta scappa uscendo da destra. Gaston si ferma un po’ trafelato) Mannaggia, non c’ho più il fiato!

(Poi riprendendosi) Certo che pure a questa, ‘na botta……

(Accenna due passi di danza, si liscia i capelli, ed esce da destra.

Dalla porta a vetri in fondo entrano intanto le due vecchie sorelle; ognuna ha in mano un sacchetto della spesa).

MISS LINDA

- Mi sembra che non abbiamo dimenticato nulla: tovaglioli di carta, piatti, bicchieri e posate di plastica…

MISS LISA

- …così nessuno dovrà preoccuparsi di lavare i piatti, con la cucina chiusa per il fine settimana!

Su, sistemiamo tutto su questo lato della tavola e lasciamo quell’altro libero per poggiare le pietanze che abbiamo ordinato.

MISS LINDA

- E no! io preferisco che sistemiamo tutto su quel lato della tavola e lasciamo questo libero per poggiare le pietanze che abbiamo ordinato.

(e così dicendo trascina le busta verso di sé. Inizia così un tira e molla tra le due vecchiette)

MISS LISA

- (Di colpo) Bastaaa! (guardando l’orologio) sono già passate le otto, le pietanze saranno pronte; siamo un po’ in ritardo!

MISS LINDA

- E’ colpa tua! E’ sempre colpa tua! Usciamo subito.

(E, continuando a battibeccare, escono dal fondo lasciando il contenuto delle buste sulla tavola.

Rientra intanto Gaston da destra con uno scatolo in mano su cui si legge la scritta “Fragile”. Vedendo quella roba sulla tavola si ferma un attimo prima di avvicinarsi):

GASTON

- (risata sarcastica) Ah, ah, ah! Ma quanto sono divertenti quei due buontemponi…!

(Quindi posa lo scatolo sulla parte libera del tavolo e ne estrae le sue preziose porcellane e cristallerie; le sistema, e ripone nello scatolo le stoviglie di plastica).  

Questa roba la porterò in cucina, potrà servire per qualche festicciola.

Diamine! Non trovo i tovaglioli ricamati….devono essermi caduti venendo qui… (ed esce di nuovo da destra, lasciando lo scatolo sulla tavola).

(Dal fondo rientra intanto Philip con i vassoi della tavola calda, che va a posare sulla tavola. Vede i due posti ben apparecchiati e sbircia nello scatolo).

PHILIP

- (Tra sé) Scommetto che questo è uno scherzo di Rudolf: deve aver pensato di sostituire le stoviglie con questa robaccia.

(Chiama, sottovoce): Rudolf! Rudolf!...Vorrà dire che gli darò una mano…(e, ridacchiando, tira di nuovo fuori dalla scatolo il contenuto e ripone le stoviglie. In quel mentre sente la voce di Gaston che sta rientrando, ed esce di corsa dal fondo)

GASTON

- (E’ al telefono e lo si sente parlare fuori scena mentre rientra da destra) …sei un bugiardo straordinario, Rudolf! Comunque è stato uno scherzo molto carino…! Si…si…Ciao…(rientra distrattamente riattaccando il telefono, dirigendosi verso la tavola, per posare i tovaglioli che ha in mano. Alzando lo sguardo, si immobilizza)  

Ma so’ proprio du’ stronzi!!!

Beh, almeno quella checca di Philip ha portato la cena. L’andrò a sistemare in  cucina (dicendolo, toglie dallo scatolo le porcellane e i cristalli e rimette dentro la roba di plastica. Poi prende i vassoi ed esce da sinistra, lasciando sempre lo scatolo).

Rientra Rosetta da destra; ha in mano delle lenzuola ammucchiate, quelle che ha tolto dalla stanza che ha appena risistemato. Passando accanto alla tavola la osserva con aria perplessa, poi prosegue uscendo da sinistra.

In quel mentre dalla porta a vetri rientrano vociando le due vecchie sorelle.

Scena Terza

MISS LINDA

- …ed io invece ti dico che il pepe non si mette!

MISS LISA

- Vuoi sempre averla vinta tu! Adesso ne assaggiamo un pezzo e vediamo!

MISS LINDA

- E no! I vassoi li apriremo solo quando arriveranno… (improvvisando) Adam….Leonard e… Bradley, per il film!

(Al pubblico) ho detto tre nomi a caso, tanto non si vedono mai…!

MISS LISA

- (che intanto si è avvicinata alla tavola). Mi spieghi cosa vuol dire questo?

MISS LINDA

- (Avvicinandosi) E perché dovrei saperlo? Io stavo con te!

MISS LISA

- Oooooh! Lasciamo stare, tanto con te è inutile discutere!

MISS LINDA

- Sarà stata Miss Helen! Avrà preparato per gli ospiti di Sandra.

Guarda che lusso…! (sollevando in controluce uno dei bicchieri)

Intanto Lisa ha nuovamente tirato fuori dallo scatolo le stoviglie di plastica e le sta sistemando sulla tavola accanto ai vassoi.

Entra Philip dal fondo. Le due donne sono affaccendate attorno alla tavola, ricoperta dalle stoviglie e dai vassoi della tavola calda (che sono assolutamente identici a quelli lasciati da lui).

PHILIP

- (Preoccupato) Buonasera belle signore! Cosa state facendo qui?

 

MISS LISA

- Stiamo preparando per “La cena dei cretini”!

PHILIP

- (Tra se’) Già, come altro si potrebbe definirli! (Poi le guarda con aria interrogativa). Ma voi come lo sapete?

MISS LINDA

- Cosa?

PHILIP

- Della…cena dei cretini (sarcastico).

MISS LISA

- Gaston! Ci tiene sempre informate quando c’è qualcosa di divertente da vedere!

 

PHILIP

- (Perplesso e sbrigativo) Oh, siete meravigliose! Ma forse ora dovreste andare a cambiarvi, mettervi qualcosa di carino…

MISS LINDA

- Ecco, vedi Lisa: ce l’ha con te. Sta dicendo che sei sciatta e trasandata. Te lo dico sempre anch’io. Su, forza, saliamo in casa a darci una sistemata.

PHILIP

- Brave! E mi raccomando anche il trucco e i capelli, sono importanti! Non preoccupatevi del tempo che ci vorrà: indugiate, rifinite, stupite!!!

(E così dicendo le sospinge verso l’uscita di destra).

Fiuuuu! C’è mancato poco. Belen starà per arrivare.

(Va alla tavola e raccoglie le stoviglie di plastica, rimettendole nello scatolo, che poi posa a terra) Ora basta anche con questo scherzo!

Scena Quarta

La porta a vetri in fondo si apre ed entra Rudolf impeccabile nel suo abito da maggiordomo. 

RUDOLF

- (Tenendo aperta la porta) Prego signorina, entri pure. Prego, si accomodi.

Entra una donna sulla quarantina, di aspetto non proprio gradevole.

Rudolf lancia un’occhiata interrogativa a Philip.

Ah, Le presento il signor Philip…

PHILIP

- (Philip, andando incontro alla donna, assume un’espressione un po’ inquietante:occhi sgranati, movimenti lenti, voce profonda) Buonasera signorina, la stavamo aspettando. Prego si accomodi pure qui (la guida verso una delle poltrone. La donna sembra spaventata).

(Scostandosi in disparte) Rudolf…

(Rudolf si avvicina). (Tornando se stesso, sottovoce): Visto che era una bufala?!

RUDOLF

- (Sottovoce) Ma che bufala: è na cozza! Altro che bocce e torri gemelle!

Tiè, guarda cchedé!

PHILIP

- (Ritornando nel ruolo dello psicopatico) Vuol essere così gentile da andare a chiamare il signore?

RUDOLF

- Certamente. Con permesso. (Ed esce da destra)

PHILIP

- Signorina, voglia scusarmi. Stavo facendo un po’ d’ordine. Porto via questi fagotti (prende i vassoi dal tavolo ed esce da sinistra).

Entra Miss Helen dalla porta in fondo. Indossa soprabito e borsa. Si dirige verso lo scrittoio accanto all’uscita di destra, senza accorgersi della donna seduta in poltrona sul lato opposto. Si ferma per un momento a guardare la tavola apparecchiata. Poi si avvicina al telefono che si trova sullo scrittoio, solleva il ricevitore e compone un numero.

MISS HELEN

- Rosetta? Ma perché non rispondi mai al cellulare?!...E certo che non lo senti: c’hai “il ronzio della zanzara in amore” per suoneria, che voi sentì?!

…E, infatti …sono dovuta tornare indietro per citofonarti…

Comunque…vedo che qui la tavola è apparecchiata….stupiscimi: dimmi che avevi capito che dovevi far cenare il nipote di Miss Sandra! ...No?...Ecco, appunto!…Mi sembrava strano…. E allora che so’ sti piatti?...Ooooh, senti…è meglio che vieni qua. …Ma come qua dove?...Nella sala comune! Velooooceeee!

Mette giù il ricevitore con stizza e si volta trovandosi di fronte la donna che, durante la conversazione, si è avvicinata.

Aaaaaaaah!

E lei chi è?

BRITNEY

- Mi scusi, non volevo spaventarla…

Sono Britney Opkins, la nipote di Miss Sandra Opkins.

So che aspettavate mio fratello, ma ha avuto un imprevisto all’ultimo momento e sono venuta al suo posto.

Non ho ancora avuto modo di parlare con nessuno; ho incontrato solo persone un po’…strane.

MISS HELEN

- Sono desolata…

Helen Sparks. Sono la coordinatrice.

Ora mi occuperò io di lei. Ho appunto chiamato la cameriera: la farò accompagnare nell’appartamento che le ho fatto preparare. E intanto penserò alla sua cena.

BRITNEY

- Grazie, Miss Helen.

Quando potrò vedere mia zia?

MISS HELEN

- Beh, Miss Sandra in genere va a letto presto…per via dei tranquillanti che prende. Credo che ormai dorma da un pezzo.

La vedrà senz’altro domattina.

In quel momento va via la luce. Si ode un tonfo e poi un urlo.

Scena Quinta

ROSETTA

- Mortacci de’ Pippo!!!

MISS HELEN

- Rosetta! Ma che succede?

ROSETTA

- Ho dato ‘na tranvata da qualche parte! Oddio la capoccia. Aho’, ma ‘ndo’ stai? Aspè, che faccio luce col telefonino.

(Si accende una tenue luce;Rosetta è a terra, vicino allo scatolo).

MISS HELEN

- Rosetta, c’è qui la nipote di Miss Sandra, la signorina Britney. Potresti accompagnarla nell’appartamento degli ospiti, facendoti un po’ di luce?

Vado intanto a sentire da Rudolf se c’è qualche problema con la centralina.

(A sua volta tira fuori il telefonino e, facendosi luce, esce dal fondo. Contemporaneamente entrano da destra Gaston e Rudolf e da sinistra Philip; reggono tutti delle  candele. La scena quindi si rischiara.)

PHILIP

- (Che si è accorto della presenza di Rosetta, assume di nuovo l’aria da psicopatico, dirigendosi verso di lei) Lo so, è venuta a cercarmi per l’iniezione.

Va bene, non protesterò certo di fronte ad un ospite. Andiamo.

(Prende Rosetta da un braccio e la trascina via da destra mentre lei tenta di protestare).

(Voltandosi mentre sta per uscire) Ah, Rudolf, dovresti andare a controllare la cena di là in cucina …mi sembra che le quantità siano…raddoppiate…!

(Rudolf e Gaston si guardano interrogativi)

 

GASTON

- (Intanto si è avvicinato a Britney e si è accorto che non assomiglia affatto alla ragazza di Facebook. Nel dubbio, però, cercando di capire se sia stato ingannato, recita la sua parte). 

Cara, ben arrivata! Scusami tanto. Quello è mio fratello Philip. E’ appena uscito da un tremendo esaurimento nervoso e sta trascorrendo da me la sua convalescenza. Non badare alle sue stravaganze.

Puoi scusarmi un momento, cara? Rudolf…

(Si apparta con Rudolf) Non è proprio ‘na cozza, però certo m’aspettavo un po’ di meglio…

RUDOLF

- Vedi che Philip ‘na volta tanto c’ha avuto ragione?

E mò? Che famo, je damo foco?

BRITNEY

- Scusatemi, io avrei bisogno della toilette. Potreste indicarmi la strada? Posso prendere una delle vostre candele?

RUDOLF

- Certamente signorina! Prego, prenda la mia. Trova la toilette nell’appartamento in fondo al corridoio, di là…

GASTON

-…anzi, cara, mettiti pure comoda: quell’appartamento è a tua completa disposizione. Ti aspetto per la cena, jolie coeur!

Britney continua a guardarli sempre più perplessa mentre si avvia verso l’uscita di destra.

Nel frattempo rientra Miss Helen dal fondo.

 

Scena Sesta

MISS HELEN

- Rudolf, non sei mai dove dovresti essere! Si riesce a capire perché è saltata la corrente?

DIRETTORE

- (Entrando da sinistra, anche lui con una candela) Per l’appunto! Hai dato un’occhiata alla centralina?

Ma…come ti sei vestito?

RUDOLF  

- Beh…no…ecco…è che…stavo provando l’abito per…una gara….di valzer…! Si! …Domenica, ho una gara di valzer…E la luce è andata via.

Si, Direttore, ho guardato la centralina…

GASTON

- (Sibilando, sottovoce) La telefonata al Direttore…: non era la prima cosa che ti avevo detto di fare?

RUDOLF

- (Sottovoce) No! La prima era staccare la centralina!

(Poi, rivolto al Direttore) Ho anche chiamato il pronto intervento della Società Elettrica e mi hanno detto che il guasto è diffuso e probabilmente non riusciranno a ripararlo prima di domani.

(A Gaston, sottovoce):Tiè, cche cce vo’?

GASTON

- (c.s.) Serviva a non farlo venire qui…!

 

DIRETTORE

- Miss Helen, io avrei una certa urgenza di tornare a casa, ho degli amici a cena.

Può essere così gentile da aspettare lei l’arrivo del nipote di Miss Sandra e del suo …amico?

Gaston e Rudolf si guardano terrorizzati

MISS HELEN

- Oh, dimenticavo di dirle che è già arrivato. O meglio, è arrivata sua sorella, Miss Britney. Da sola. Credo che ora sia con Rosetta nell’appartamento che le abbiamo fatto preparare, in fondo al corridoio.

Vada pure Direttore. Penserò a tutto io.

 

DIRETTORE

- Lei è un angelo, Miss Helen! Allora, buon week end a tutti! (Esce dal fondo)

MISS HELEN

- (Tra i denti) Un angelo un par de palle…! C’avrò pur’io un po’ de’ cavoli mia da fa’ de venerdì sera!

Gaston e Rudolf ora sono nel panico.

GASTON

- Mi scusi, Miss Helen, ha detto che c’è la nipote di Miss Sandra ed alloggia nell’appartamento degli ospiti?

MISS HELEN

- Già. E credo che vi siate pure visti: ha detto di aver incontrato personaggi …strani!

(Tra sé, ragionando) Diamine, dovrei prepararle qualcosa per cena, ma se non torna la luce…

Un momento: posso chiedere a Miss Lisa e Miss Linda di invitarla al rinfresco del cineforum! Del resto devono essere state loro ad apparecchiare per gli ospiti di Sandra, sapevano del loro arrivo.

(Verso Gaston e Rudolf) Che carine, avevano invitato persino me alla loro “effervescente serata”!

GASTON

- Co..co..cos’è questa storia del cineforum? …Miss Lisa…Miss Linda…?

MISS HELEN

- Ma come? Non siete invitati anche voi a “La cena dei cretini”?

RUDOLF

- ‘A bella, ma mo’ perché ci devi offendere?

MISS HELEN

- Rudolf, è il titolo di un film. Sei il solito ignorante!

RUDOLF

- E già, ha parlato ‘a Montessori!

GASTON

- Vuol dire che Miss Lisa e Miss Linda hanno invitato qui qualcuno a vedere il film e hanno pure organizzato un rinfresco? Stasera? Quindi i piatti di plastica…

MISS HELEN

- Credevo che anche lei, Philip e Rudolf  foste loro ospiti!

RUDOLF

- E mo’ so cazzi!

GASTON

- Oddio mi sento male…! (e si lascia cadere su una poltrona; Rudolf accorre) Rudolf, dobbiamo fare qualcosa!

RUDOLF

- Si, si. Ora ci pensiamo. Tu però non agitarti.

MISS HELEN

- Mi spiegate cosa sta succedendo? Voi due avete combinato qualcosa, l’ho capito!

RUDOLF

- T’ho spiego dopo. Mo’, portiamolo in infermeria.

Rudolf solleva Gaston dalla poltrona e si fa mettere un braccio attorno al collo. Lo stesso fa Miss Helen dall’altra parte. Quindi escono da sinistra, facendosi luce col telefonino.

Qualcuno intanto bussa alla porta in fondo, che dopo un po’ di insistere, si apre facendo apparire una figura femminile, anch’essa con un telefonino in mano a farsi luce. E’ Belen: giovane, attraente, molto oca.

Scena Settima

BELEN

- C’è nessuno? Gaston?

(In quel mentre sta rientrando Philip da destra, che intravede la ragazza).

Gaston, sei qui? Sono io, sono Belen!

(Philip trasale e, preso alla sprovvista, gli viene in mente di fingersi Gaston. L’agitazione lo fa leggermente balbettare).

 

PHILIP

- (Con leggera intonazione francese)Ah, ma cherie! Be- benvenuta.

Escusez-moi s-se non ho mandato il maggiordomo a riceverti, ma è andato a controllare la ce-centralina elettrica.

BELEN

- (Che mastica freneticamente un chewingum, con conseguente dilatazione delle vocali nel parlare) Ho visto che non c’è luce. Cioè…non ho visto, visto che la luce non c’è…Visto che non c’è la luce non ho visto…Insomma…Meno male che c’erano le fiaccole sul vialetto e il cancello era aperto!

Allora, tu sei Gaston, l’Uomo del Mistero! Perché non mi hai mai voluto mandare una foto? Cioè…insomma…mi sembri…normale! Oddio, non è che ti vedo bene però con questa luce; ma hai una bella voce...

PHILIP

- Ma petite! Tu invece sei ancora più bella delle foto.

Prego cherie, accomodati pure…

BELEN

- Scusa, Gaston, dov’è il bagno?

PHILIP

- I-il ba-bagno dici? Si, certo, il bagno…Ah, e-ecco, si, si, ce n’è uno per di qua, vicino alla cucina. Vieni cherie, ti accompagno, mentre vado a controllare la cena… (Escono da sinistra. Entrano intanto le due vecchiette, vestite elegantemente e ben pettinate; hanno delle torce in mano).

MISS LINDA

-  C’è qualcuno qui? Philip…?

MISS LISA

- Ma sarà andato via, no? Sei stata un’ora ad imbellettarti, credevi davvero che restasse qui ad aspettarti?

MISS LINDA

- SIAMO state un’ora ad imbellettarci perché eravamo al buio …e Dio solo sa come ci siamo conciate….

MISS LISA

- Stiamo benissimo! (intanto si è avvicinata alla tavola e ha visto lo scatolo a terra) Adesso spiegami perché hai tolto i piatti di plastica! Sei dispettosa come una scimmia: solo perché non ti ho fatto scegliere su che lato metterli! E dove hai nascosto i vassoi?

MISS LINDA

- (Avvicinandosi a sua volta) Ma se sono stata con te tutto il tempo! Quando sarei venuta quaggiù a fare questo dispetto? E per giunta al buio?

MISS LISA

- E allora chi dovrebbe essere stato? C’era soltanto Philip oltre a noi due…

MISS LINDA

-…Già, e c’erano questi due posti così raffinatamente apparecchiati…

(Si guardano di colpo come se avessero avuto una rivelazione improvvisa): Un momento…Vuoi vedere che Philip si stava organizzando per una seratina intima?

MISS LISA

- Ma certo! Ecco perché non vedeva l’ora di mandarci via! Dobbiamo avergli complicato un po’ le cose con “La cena dei cretini”!

MISS LINDA

- Sarei proprio curiosa di vedere chi è l’ospite di Philip…Devo confessarti, Lisa, che ho qualche dubbio circa le sue preferenze! (ridacchia)

MISS LISA

-  Sei una serpe, Linda!

Beh, comunque ora abbiamo un problema: i nostri ospiti stanno per arrivare e a quanto pare Philip non ha capito che questa sala è già occupata.

Credo che dovremo andare ad avvisarlo.

MISS LINDA

- Detesto doverti dare ragione, ma hai ragione. Andiamo a vedere se è in cucina …e forse troveremo anche i nostri vassoi!

Ma in quel mentre entra proprio Philip, da sinistra:

MISS LISA

- Philip! Stavamo giusto venendo a cercarti…

MISS LINDA

-…crediamo che ci sia un problema…

PHILIP

- (Preoccupatissimo; guarda verso l’entrata da cui è appena apparso in evidente stato di agitazione) Mi-miss Lisa, Miss Li-linda…co-come avete fatto ad arrivare qua-quaggiù al bu-buio?

MISS LISA

- (In disparte, alla sorella) Non ricordavo che fosse balbuziente…! Sii delicata, non aiutarlo mai a completare le frasi su cui incespica e non imitarlo.

(Poi, rialzando il tono) Avevamo delle to-torce in ca-casa! (Linda le dà una gomitata).

MISS LINDA

- Philip, per caso stai aspettando qualcuno? Abbiamo visto quei bei piatti…

MISS LISA

- …mentre i nostri sono finiti in quello scatolo….

MISS LINDA

- … e non troviamo più i vassoi per “La cena dei cretini”…

PHILIP

- Ah, s-si…i piatti…e i va-vassoi…Beh…ecco…io… Si! A-aspetto una persona… Mia nipote! Si, mi-mia nipote Belen. E’…di passaggio in città…e stasera ceniamo insieme. Qui.

MISS LISA

- Una nipote! (Ammiccando) Linda, hai sentito? Philip ha una nipote….

MISS LINDA

- Oh, ma che bello! Da parte di madre? da parte di padre? Da parte di fratello? Da parte di sorella?...

MISS LISA

- (Interrompendola) …A parte tutto, Philip, non offenderti, ma dobbiamo spiegarti meglio qualcosa a proposito de “La cena dei cretini”…

MISS LINDA

- …prima guardiamo, poi commentiamo…

MISS LISA

-...e intanto ceniamo…

PHILIP

- (Confuso) Guardate? Ma cosa? Chi?

MISS LINDA

- Ma la TV, no?! Oh, ma i nostri ospiti sono discreti! Spero che a te e a tua nipote non dispiaccia…

MISS LISA

- Linda, sei la solita confusionaria! Philip, ti spiego meglio…

PHILIP

- No, non occorre! C-credo di aver capito abbastanza.

(tra sé) Devo avvisare Gaston!

Si sente un urlo; Belen si precipita in sala spaventata.

Scena Ottava

BELEN

- Gaston! C’è qualcuno di là nel corridoio. Viene da questa parte.

PHILIP

- Sa-sarà il maggiordomo, cherie.

BELEN

- No! E’ una donna, continua a chiamare un certo George e dice che qualcuno le ha nascosto le carte…

PHILIP

- Sa-santi numi! (Tra sé’) Sandra!

MISS LINDA

- (A Lisa) Lei dev’essere Belen! Ma perché chiama Philip “Gaston”?

MISS LISA

- Cara, sai come sono questi giovani d’oggi: sono contrari agli schemi, non chiamano più neanche i genitori “mamma” e “papà”, ma li chiamano per nome!

MISS LINDA

- Si, ma Philip non si chiama Gaston!

MISS LISA

- Già! Detesto dire che hai ragione, ma hai ragione!

In quel momento da sinistra compare Sandra.

SANDRA

- Quella dispettosa di Giorgina! Lo so che è stata lei a nasconderle… (poi, vedendo Philip): George! Grazie a Dio, George caro, sei qui!

MISS LINDA

- (Ridacchiando)…E non si chiama nemmeno George! (Seria) O cielo! non sarà che anche quella ragazza è svampita come Sandra?! 

BELEN

- (a Philip) George? …Non capisco… c’è qualcosa che devo sapere?

MISS LINDA

- Certo: Gaston non è il nome di George!

MISS LISA

- Ma nemmeno George!

PHILIP

- Zitte voi due! Un momento…o-ora ti spiego, Belen…

SANDRA

- Oooh, la shampista! Bonsoir, ma cherie! How are you?

Non vorrei approfittare della tua disponibilità, liebe junge, ma visto che sei qui, avrei bisogno anch’io della messa in piega!

BELEN

- Cosa? Io shampista? Io...io…io sono un’artista!

SANDRA

- Ah si? Credevo giocassi a bocce!

PHILIP

- Sandra, cara, pe-perché non va a sedersi lì sul divano insieme ai suoi amici del poker? E voi due, si-signore, perché non andate a preparare di là in sala da pranzo “La cena dei cretini”?...co-cominciano ad essere davvero troppi!!!

MISS LINDA

- Ma non ci sono abbastanza candele per illuminare la sala!

PHILIP

- Allora chiamate i vostri amici e annullate la cena! Tanto, senza luce, non si può guardare la TV.

MISS LISA

- (Guarda Linda) Detesto dire che ha ragione, ma ha ragione!

Improvvisamente torna la luce. Stupore generale. Entra dal fondo il Direttore furioso.

Scena Nona

DIRETTORE

- Dov’è Rudolf?

Entra Miss Helen da sinistra.

MISS HELEN

- Si calmi, Direttore, sarà qui da qualche parte.

DIRETTORE

- Miss Helen, ha trovato Rudolf? Esigo una spiegazione su cosa diamine sta succedendo! Subito!

Il guasto non era affatto diffuso; fuori di qua, la luce c’è ovunque. Sono tornato indietro apposta e…sorpresa: la centralina era staccata! L’ho chiamata appena l’ho scoperto… Quel Rudolf! Ora si che avrà una bella lavata di testa!

SANDRA

- Ma no, non serve che lo faccia tu, George! (Indicando Belen) Lei è qui apposta! Hai fatto bene a far tornare la luce: lo dicevo io che al buio non poteva far nulla, poverina!

DIRETTORE

- Cosa... (Accorgendosi di Belen) Oh, mi perdoni lo sfogo… Sono successe cose alquanto bizzarre stasera! Lei dev’essere Miss Britney, la nipote di Sandra. Miss Helen mi ha informato che è arrivata al posto di suo fratello. Le hanno già mostrato il suo appartamento?

PHILIP

- (Guarda implorante Miss Helen; si avvicina a Belen e le dà una leggera gomitata) Certo Direttore, ho accompagnato io stesso la signorina insieme a Rosetta. Ora ci stavamo organizzando per la cena; le signorine Bristol mi stavano dando una mano…Ecco, ora che è tornata la luce, sareste così gentili da andare di là in cucina a prendere i vassoi?

MISS LINDA

- Ma veramente…

(E’ interrotta dal trillo del telefonino) Pronto? Adam? Sei tu Adam? …Si, ti sento…Come dici? Ma certo che ti sento…Si, ma non capisco… Che non ti capisca non vuol dire che non ti sento: ti sento ma non ti capisco….(Lisa le strappa il telefono di mano)

MISS LISA

- Linda, sei davvero petulante! (Al telefono) Adam sono Lisa, dì pure a me… Come?...No, io ti sento…e capisco!…Ma davvero? (in crescendo, come se stesse ascoltando una notizia terribile)…Oh…! ….O mio Dio….! No, non posso crederci….! E’ terribile…! …quanto mi dispiace… (Poi secca): Ok, ciao.

(Chiude la comunicazione. Silenzio; tutti la guardano aspettando che dica qualcosa)

MISS LINDA

- Che c’è?

PHILIP

- Miss Lisa, è successo qualcosa di grave?

MISS LISA

- Nooo, nulla! Era Adam.

MISS LINDA

- Lo sappiamo che era Adam, ma cosa ha detto?

MISS LISA

- Ah, sciocchezze!

La macchina non è partita; Leonard e Bradley sono senza ed è tardi per chiamare un taxi… Insomma, non vengono più. Ecco.

MISS LINDA

- (Con aria mesta) Oh, ma è davvero terribile! Sono così….sono così…sono così…

MISS LISA

- Dispiaciuta?

MISS LINDA

- Nooo…! Affamata! (Seccata) Quei tre rimbambiti potevano anche avvisare prima!

Su, andiamo in cucina. (Escono da sinistra)

MISS HELEN

- (Lanciando uno sguardo minaccioso a Philip) Direttore, perché non va un momento a rilassarsi nel suo ufficio? Io intanto le preparo una camomilla.

DIRETTORE

- Miss Helen, lei è così premurosa e gentile… (si siede affranto sul divano accanto a Sandra) Sa, non è un buon periodo per me, sono un po’ sotto pressione: mia madre ha lasciato mio padre per fuggire col suo maestro di salsa; mia moglie è in crisi perché tutte le sue amiche si sono rifatte qualcosa e lei ancora no; il mio miglior amico è in coma per aver preso un ritorno in testa ad una gara di boomerang, ed io non riesco a trovare Balotelli…si, Balotelli, capisce?...quell’ultima, maledetta figurina per completare l’album dei calciatori…

(urlando, all’improvviso) Mi dice cosa ci faccio con una camomilla?

SANDRA

- (Candidamente) George, non dovresti agitarti così, potrebbero esploderti le coronarie…!   

BELEN

- Gaston, mi sento un po’ confusa… Come mai c’è tutta questa gente in casa tua? Non doveva essere una cena intima? E…sono tutti così strani…

E poi perché non mi ha detto della tua balbuzie? Credevi che non me ne sarei accorta? Guarda non sono mica una stupida ochetta. Ai corsi serali avevo voti altissimi: ho anche una testa, mica soltanto le tette e le gambe…

SANDRA

- Già! Le torri gemelle sono altissime!

DIRETTORE

- (In disparte a Miss Helen) Ma siamo sicuri di poter affidare Miss Sandra a sua nipote? Non mi sembra che abbia molto più cervello della zia! E anche lei sbaglia i nomi…

MISS HELEN

- Po’ esse…!

Cioè, volevo dire che può darsi! Oppure è solo un po’ stanca per il viaggio e questa situazione un po’ insolita - la luce…la zia così peggiorata…- devono averla provata.

Direttore, vada a riposarsi di là.

(E lo accompagna verso l’uscita di sinistra; lei ritorna).

PHILIP

- Cherie, c’è una co-cosa che non ti ho detto e de-devi assolutamente sapere…: ho un fratello, che vive qui con me. S-si chiama…Philip!

Ha avuto un brutto esaurimento ne-nervoso ed è ancora co-convalescente.

Mi-miss Helen è la sua…infermiera! (Guarda Miss Helen con aria implorante come a domandarle di non smentirlo).

Il guaio è che sta-stasera, a mia insaputa, ha invitato qui un po’ di pe-persone che ha conosciuto nella clinica do-dove è stato ricoverato: ora so-sono tu-tutte guarite, ma a volte hanno ancora delle pi-piccole stranezze comportamentali…

Mi dispiace ta-tanto per la nostra serata, cherie. Forse è meglio che tu va-vada.

Ti chiamo un taxi.

(Rientra il Direttore da sinistra)

 

Scena Decima

DIRETTORE

- Miss Helen, non trovo più il mio cellulare, devo averlo lasciato in macchina.

Oddio, chi la sente ora quella! Devo avvisare che sto tardando…

(Entra Miss Britney da destra)

 

MISS BRITNEY

- Scusatemi, mi sono po’ appisolata…Forse ora è tardi per la cena? (Poi, vedendo Sandra): Zia Sandra, ma ci sei anche tu?! Come stai zietta?

SANDRA

- Oh, non parliamone! Avevo solo sei anni quando mi hanno tolto le tonsille; poi, a dieci, è stata la volta dell’appendice; a giugno dell’anno dopo ho scoperto di avere una carie al terzo superiore; al liceo sono diventata miope; ho avuto un’infiammazione al trigemino nell’autunno del ‘92; i calcoli alla cistifellea nel ’99 e tre anni dopo ho cominciato ad avere problemi con la cervicale; poi…

MISS BRITNEY

- (La interrompe) Su, su zietta cara, il peggio è passato. Mi sembri in forma adesso!

SANDRA

- Beh, si, non mi lamento; a parte qualche piccola amnesia di tanto in tanto…sai, l’età! Ma tu chi sei?

DIRETTORE

- Sarei curioso di saperlo anch’io!

MISS BRITNEY

- Zia, sono Britney, tua nipote! La sorella di George…

SANDRA

- Ma che dici? La sorella di George si chiama Georgette!

MISS BRITNEY

- (Rivolta a Miss Helen, abbassando il tono) Non immaginavo che fosse peggiorata così…

DIRETTORE

- (Intervenendo, rivolgendosi a Belen) Ma allora siete venute entrambe! Mi scusi Miss Georgette, Miss Helen deve avermi informato male!

(Poi rivolto a Miss Britney) Benvenuta Miss Britney, sono Paul Grant, il Direttore.

MISS BRITNEY

- Piacere di fare la sua conoscenza, Direttore; devo però informarla che non conosco invece questa signorina, e ritengo che sia molto sospetto che si sia spacciata per una nipote della mia ricca zia….!

DIRETTORE

- “Corpo di mille balene!” (tra sé) No, così non mi piace: fa troppo Braccio di Ferro.

“Tuoni e Fulmini!” (c.s.) No, così è troppo Dio dell’Olimpo;

“Perdindirindina” (c.s.) E no, così è proprio da cojone!

Vabbè, Autore: tagliamo!

(A Belen) E allora, signorina, posso sapere chi è lei o devo chiamare la polizia?

(Tra sé) Quanto me piace sta parte…!

BELEN

- (Rivolta a Miss Helen) Infermiera, forse dovrebbe dare un calmante al signore…

DIRETTORE

- Cosa? Ma come si permette? Cosa ne sa lei! Mia madre è fuggita col suo maestro di salsa; mia moglie….

MISS HELEN

- (Lo interrompe) Direttore la prego, non si agiti. Si sieda e mantenga la calma…

(Urlando) Philip ora bastaaaaa! Spieghi cosa sta succedendoooooo!

PHILIP

- Miss Helen la prego, non si agiti. Si sieda e mantenga la calma….

(Urlando) Gastooon, Gaston aiutoooo!

BELEN

- Si chiede aiuto da solo?

(Entrano le due sorelle Bristol ridendo, con i vassoi)

MISS LINDA

- Philip, è successa una cosa divertentissima di là: i vassoi della cena sono raddoppiati! Ma certo, perché evidentemente anche tu avevi comprato le vivande al take away per tua nipote! E sai invece cos’ha detto questa sciocca di mia sorella?

MISS LISA

- Smettila Linda, perché devi prendermi in giro?!

MISS LINDA

- “Miracoloooo! Miracoloooo!”

PHILIP

- Vi prego signore, basta anche voi!

E va bene, ora vi racconto ogni cosa.

Questa non è mia nipote; è un’ospite che di Gaston; io non sono Gaston e loro non sono matti. Io avrei dovuto fingermi matto, ma non doveva esserci nessuno qui. Invece c’era “La cena dei cretini” ed è arrivata pure Miss Britney. Nessuno mi ha avvisato e Miss Helen ha cercato di coprirmi perchè Gaston e Rudolf sono spariti . E poi il Direttore ha scoperto che non era vero che mancava la luce: era buio solo perché Gaston ha 72 anni!!!

SANDRA

- Ah, ma allora siamo qui per il compleanno! Evviva!

Da fuori campo si sentono le voci di Gaston e Rudolf. 

GASTON

- Non possiamo fare altrimenti e dobbiamo mandare via Belen…

(poi, entrando) Ah, bene, visto che siete tutti qui, devo dirvi qualcosa….

SANDRA

- Auguri George caro, buon compleanno!

BELEN

- Dunque Gaston sei tu!

(poi, vedendo Rudolf) E no, Un’altra volta! Zio Rudooolf!

RUDOLF

- Desiré, noooo!!!

Tutti fermi. Il sipario inizia a chiudersi. Dalle quinte si sente la voce di Rosetta che irrompe in scena

ROSETTA

- E no, scusate, ecchè se fa così? io so’ uscita a pagina 31 e nun rientro più manco per il finale? Ce state tutti in scena, io sola so’ fijia der coniglio?! Almeno na battuta…

PHILIP

- Ma sul copione non è scritta!

ROSETTA

- Embhè, s’anventamo: tanto all’Autore chi gl’o dice?

MISS BRITNEY

- Hai già in mente qualcosa? Un intervento ad effetto… un colpo di scena…

ROSETTA

- Eeeh no?! State a sentì: ridateme da “E no! Un’altra volta? Zio Rudoooolf!!”

BELEN

- Vabbe’, va! Pronti?

“E no! Un’altra volta? Zio Rudoooolf!!”

RUDOLF

- Desirè? Nooooo!

ROSETTA

- Signori, la cena è servita!

TUTTI

- Ma va, va…! (E le tirano addosso tutto quello che capita)

RUDOLF

- (Guardando verso il fondo della platea, sovrastando la confusione)

Autore, si volevi fa ‘na commedia inglese alla Neil Simon me sa che nun t’è venuta bene! (e fa il gesto dell’ombrello)

Dal fondo della platea si sente la voce di qualcuno che avanza

AUTORE

-  E te credo, co’ sta crisi ho travato solo sta decina d’attori coatti!

Domani intanto ve cambio er nome a tutti.

‘Nnamo, va’, chiudete ‘sto sipario!

Buio.

FINE

  

 

 

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