Cenerentolo

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CENERENTOLO

CENERENTOLO

DI  ALDO CIRRI

BREVE FARSA IN UN ATTO

PERSONAGGI :

CENERENTOLO

LA MATRIGNA

LA FATA

La vicenda si svolge in un tempo immaginario

SCENA

La scena può essere rappresentata da pochissimi elementi: due sedie che delimitano l’azione scenica ed un tavolino che farà da scrivania della matrigna-commercialista.

SIPARIO

SCENA PRIMA

Da sinistra entra Cenerentolo, è vestito dimessamente e porta con se una scopa di saggina (una di quelle da netturbini) si mette a spazzare il pavimento canticchiando “I sogni son desideri”. Dopo qualche secondo entra anche la matrigna, si ferma, si guarda intorno, poi guarda Cenerentolo con sufficienza e disprezzo.

MATRIGNA        - (arricciando il naso e sedendosi alla scrivania) Cenerentolo!

CENERENTOLO   - (fermandosi) Sì?

MATRIGNA        - Sono pronti i 730 per i tre porcellini?

CENERENTOLO   - Ma…

MATRIGNA        - Guarda che domani arriva Biancaneve, le serve il nuovo contratto minerario per i sette nani, vedi di farmelo trovare pronto!

CENERENTOLO   - S… sì…

MATRIGNA        - Hai telefonato al gatto con gli stivali?

CENERENTOLO   - Il ga… gatto?

MATRIGNA        - (fa un gesto di disperazione) Io come devo fare con questo? Sì, il gatto! È caduto con gli stivali ed è sotto infortuni.

CENERENTOLO   - (timidamente) Ha telefonato Pollicino…

MATRIGNA        - Non mi dire! Ha fatto fallire il nuovo panificio?

CENERENTOLO   - S… sì

MATRIGNA        - Ti pareva, a forza di spargere briciole…

La matrigna solleva le carte su cui sta scrivendo e passa un dito sul tavolo.

MATRIGNA        - (schifata) Questa scrivania è polverosa!

CENERENTOLO   - Ma l’ho appena pulita.

MATRIGNA        - Silenzio! Se dico che sopra questa scrivania c’è polvere, vuol dire che c’è polvere!

Cenerentolo abbassa la testa e riprende a spazzare. La matrigna torna ad occuparsi delle carte, scrive qualcosa, poi si alza.

MATRIGNA        - Cenerentolo!

CENERENTOLO   - (fermandosi di nuovo) Si?

MATRIGNA        - (rapidamente) Quando hai finito, c’è da lavare il pavimento dello studio, da archiviare i documenti, da attaccare i francobolli, da fare i versamenti Inps per i quaranta ladroni, da scaricare le spese mediche per lifting al naso di Pinocchio, e da sturare il water… a proposito hai preparato il mio abito da sera per il gran ballo dei commercialisti?

CENERENTOLO   - S… sì, è di là.

MATRIGNA        - (alzandosi rivolta all’altra) Bene, vado a prepararmi, (vanitosa) questa sera voglio essere splendida. Al gran ballo ci saranno i professionisti più belli ed i più giovani della contrada,… (maliziosa) ed anche i più scapoli.

La matrigna esce da sinistra. Cenerentolo si ferma per un attimo osservandola con tristezza mentre esce, poi si rimette a scopare il pavimento mentre da fuori scena si sente la matrigna ridere e canticchiare. Dopo qualche minuto la matrigna caccia un urlo e rientra furiosamente in scena da sinistra in sottoveste e ciabatte con un vestito da sera in mano.

MATRIGNA        - Cenerentolo!

CENERENTOLO   - (timidamente) S… sì?

MATRIGNA        - (inviperita) Se non sbaglio ti avevo detto di stirarmi il vestito per il gran ballo!

CENERENTOLO   - (c.s.) L’ho fa… fatto.

MATRIGNA        - (c.s.) E questo lo chiamo un vestito stirato? Sembra la curva sud dell’Olimpico dopo un derby!

CENERENTOLO   - Se vuole … glielo stiro di nuovo.

MATRIGNA        - (c.s.) Che cosa? Per carità, combineresti un altro disastro! Ora per colpa tua mi toccherà arrivare in ritardo al ballo!

La matrigna fa per uscire da sinistra, poi si ferma un attimo e si rivolge a Cenerentolo.

MATRIGNA        - (sprezzante) Si vede che sei abituato a maneggiare solo gli stracci!

Esce furente da sinistra. Cenerentolo abbassa la testa appoggiandosi timidamente alla scopa resta così per qualche secondo, poi risolleva lentamente la testa sorridendo ad occhi chiusi come se sognasse.

CENERENTOLO   - (sospirando) Come vorrei poter andare al ballo!

Chiude gli occhi e canticchiando “I sogni son desideri” lentamente comincia a ballare con la scopa. Improvvisamente da sinistra compare la Matrigna con indosso un elegante abito da sera.

MATRIGNA        - (urlando) Cenerentolo!

Cenerentolo sobbalza e, nel finire il giro di valzer, inciampa nella scopa e cade per terra.

MATRIGNA        - (brusca) Cenerentolo, io vado ballo, al mio ritorno lo studio deve essere uno specchio, ricordati di pulire il giardino, di accendere il fuoco e di farmi trovare l’acqua calda per il bagno… ne avrò sicuramente bisogno per ritemprarmi dalle follie della festa… (maliziosa) … e di togliermi l’odore dello champagne che mi avranno versato addosso!

La matrigna ride.

MATRIGNA        - (riprendendo il tono brusco) Ci siamo dunque capiti?

CENERENTOLO   - (timidamente) S… sì…

MATRIGNA        - Non voglio scuse, siamo intesi? E ricordati che domani dovranno essere pronte le buste paga per le guardie di palazzo!

La matrigna fa per uscire, poi ci ripensa e si ferma.

MATRIGNA        - (velenosa) Ti piacerebbe venire con me al gran ballo?

CENERENTOLO   - (speranzoso) Oh sì!

MATRIGNA        - Bene, te lo dirò io quando sarà il momento, per ora allenati con la scopa!

La matrigna scoppia a ridere ed esce da sinistra. Cenerentolo resta solo e per reazione getta la scopa con rabbia verso sinistra.

CENERENTOLO   - (stizzito) Brutta cattiva! Ti scoppiasse una ruota della carrozza… no, anzi… ti mettessero una taglia nella bacheca dell’Ispettorato del lavoro… ti… ti radiassero da corte…

Cenerentolo si ferma abbassando tristemente la testa.

CENERENTOLO   - Già, ma io intento resto qui e il mio sogno di entrare un giorno a corte non avverrà mai… oh come sono infelice!

SCENA SECONDA

Cenerentolo corre al tavolo, vi si appoggia e scoppia a piangere. Dopo qualche secondo da sinistra della scena appare la fata. È un po’ imbranata, butta per aria una manciata di coriandoli luccicanti per fare scena. Poi, per assumere un tono dolce con la voce, fa alcune prove ripetendo la stessa frase più volte: in falsetto, normale, profonda ecc.

FATA                    - Chi è che… (si schiarisce la voce) … chi è che piange… (a parte) … no, aspetta… chi è che piange ed è così triste?

Cenerentolo si volta di scatto smettendo di piangere.

CENERENTOLO   - E tu chi sei?

FATA                    - (dolcemente) La fata madrina.

CENERENTOLO   - Ma come, l’antifurto non è scattato!

FATA                    - Quale antifurto?

CENERENTOLO   - Quello che la befana ha installato nello studio.

FATA                    - (compiacendosi) Figurati se una fata come me può preoccuparsi di un allarme.

CENERENTOLO   - Sono proprio per quelle come te che è stato messo l’allarme.

FATA                    - Che vuoi dire?

CENERENTOLO   - Che da quando la fata turchina ha deciso la riduzione del personale del bosco, per venti giorni ci siamo ritrovati asserragliati dentro lo studio assediati da cinquanta fra gnomi, folletti e spiritelli decisi a darci fuoco insieme alla lettera di licenziamento!

FATA                    - (riprendendo il tono dolce) Ma la fata madrina è qui perché ha sentito piangere grandi lacrime di tristezza.

CENERENTOLO   - (perplesso) Piangere?

FATA                    - (cambiando tono stile “coatto” romanesco) A Cenere’, voi anna’ ar ballo o a fa’ la colf ai sette nani ?

CENERENTOLO   - (riprendendosi) No… no…

FATA                    - E ‘annamo!

CENERENTOLO   - (riprendendo il tono da favola) Oh fata madrina, se tu potessi fare in modo di realizzare il mio desiderio.

FATA                    - Dimmi qual è questo tuo desiderio?

CENERENTOLO   - (a parte) Come se non lo sapesse, (poi alla fata) oh fata madrina, come vorrei partecipare al gran ballo di corte!

FATA                    - Ma ci sono qui io, le tue dolci lacrime mi hanno commosso e voglio realizzare il tuo desiderio.

CENERENTOLO   - Davvero?

FATA                    - Certo!

CENERENTOLO   - (triste) Ma io non ho neanche un abitino firmato.

FATA                    - Ti andrebbe bene un “Dolce & Gabbana” da pomeriggio?

CENERENTOLO   - Non avresti un “Valentino” da sera?

FATA                    - (ci pensa un attimo) Facciamo un “Armani” da cocktail e non parliamone più!

CENERENTOLO   - (riprendendo il tono da favola) Ma come ci arrivo a palazzo, non posso prendere il 105?

FATA                    - (dolcemente) Non ti rattristare, ti farò avere la più bella carrozza che tu possa sognare!

CENERENTOLO   - Davvero?

FATA                    - Certo! Portami una bella zucca!

Cenerentolo esce rapidamente da sinistra.

CENERENTOLO   - (da fuori scena) Fa lo stesso una banana?

FATA                    - Vuoi andare al ballo in gondola?

Breve pausa.

CENERENTOLO   - (c.s.) Un cocomero?

FATA                    - Ci vuoi andare con un TIR!

CENERENTOLO   - (c.s.) No, aspetta… l’ho trovata!

Cenerentolo rientra con una zucca su cui sono stati intagliati bocca, occhi e naso. La fata lo guarda con commiserazione.

FATA                    - Con questa al massimo ti posso tirar fuori una panda!

CENERENTOLO   - Non ho altro.

FATA                    - Hmmm, vediamo… portami due topolini bianchi.

CENERENTOLO   - Per fare cosa?

FATA                    - Li vuoi due superbi cavalli bianchi o preferisci spingerti la carrozza da solo?

Cenerentolo esce da sinistra.

FATA                    - (alzando la voce) E vedi che siano due topolini bianchi, non portarmi lucertole o rane se non vuoi arrivare al ballo con la carrozza tirata da due tapiri!

CENERENTOLO   - (da fuori scena) Questa volta ce li ho.

FATA                    - Ma va?

Cenerentolo rientra in scena tenendo in mano a penzoloni una trappola per topi con attaccati due topolini bianchi presi per la coda. Cenerentolo solleva la trappola mostra il tutto alla fata che allarga le braccia sconsolata.

FATA                    - (sospirando) Va bene, dammi qua!

Cenerentolo si avvicina alla fata e le consegna la zucca. La fata prende la zucca con la sinistra, mentre con la destra impugna la bacchetta magica. La trappola con i topolini restano in mano a Cenerentolo.

FATA                    - (toccando la zucca con la bacchetta magica) Biddidiboddidibù, una gran carrozza sarai tu!

Si sente un suono di campanelli, la fata posa in terra la zucca.

FATA                    - Ed ora i cavalli!

Cenerentolo porge alla fata la trappola con i due topolini. La fata fa per prenderli, poi schifata ci ripensa.

FATA                    - Mettili accanto alla zucca.

Cenerentolo esegue.

FATA                    - (toccando i topolini con la bacchetta magica) Biddidiboddidibù, due bianchi cavalli avrai tu! (ancora il suono dei campanelli)… Ed ora Cenerentolo una cosa importante…

CENERENTOLO   - Lo so, l’incantesimo durerà fino a mezzanotte e dopo tutto ritornerà come prima, cavalli, carrozza e vestito.

FATA                    - No, perché dopo mezzanotte il ballo si sposterà dai saloni alla discoteca del palazzo, a quel punto nessuno si accorgerà di quello che avrai in dosso, no… il fatto è che…

CENERENTOLO   - …devo stare attento a perdere la scarpina per poi farmi ritrovare dalla principessa.

FATA                    - No, questa volta andrai al ballo con due camperos così è sicuro che non ti sfileranno dai piedi,… quello che volevo dirti è…

CENERENTOLO   - (guardandosi intorno circospetto come per riferire un pettegolezzo)… che alla principessa puzzano i piedi…?

FATA                    - (spazientita) Nooo, È che l’incantesimo si realizza solo dopo alcune condizioni!

CENERENTOLO   - Cioè?

La fata fa il segno dei soldi con l’indice e il medio della mano destra.

CENERENTOLO   - Ma io sono povero!

FATA                    - Sie…, dite tutti così, e stai tranquillo, mica sono il fisco!… Comunque facciamo il nostro bel contrattino, tu ti impegni a tenermi la contabilità gratis per i prossimi quattro anni ed io mi impegno a farti sposare la principessa con annessi e connessi.

CENERENTOLO   - Come?

FATA                    - Certo, tu fai il tuo bel matrimonio di interesse ed io risolvo il problema dell’amministrazione.

CENERENTOLO   - Ma io non posso tenerti la contabilità.

FATA                    - (stupita) E perché?

CENERENTOLO   - Perché io sono solo un praticante!

FATA                    - (esterrefatta) Un praticante? E tu mi hai fatto fare tutta questa manfrina… e alla fine non sei nemmeno abilitato?

CENERENTOLO   - … Ma… io…

La fata senza rispondere raccoglie zucca e topi e si dirige stizzita verso sinistra.

CENERENTOLO   - Ma… il gran ballo a palazzo?

FATA                    - (avviandosi verso sinistra senza voltarsi) Vai al “Gilda” che ti diverti di più.

CENERENTOLO   - E la principessa?

FATA                    - (c.s) Gli puzzano i piedi!

CENERENTOLO   - E la carrozza… i cavalli?

FATA                    - Prendi il 64! Ciao!

Con quest’ultima battuta la fata esce da sinistra e Cenerentolo resta con le braccia rivolte a sinistra.

SIPARIO

FINE

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