di Samuel Beckett
Premio Italia 1959
Traduzione di Amleto Micozzi
(su Il Dramma, n. 282 - Marzo 1960)
Le persone
HENRY
ADA
IL MAESTRO DI MUSICA
L'INSEGNANTE DI EQUITAZIONE
ADDIE
Quando nel 1953 il sipario del parigino Thtre de Babylone, del quale era animatore Roger Blin, si chiuse sull'ultima battuta di En attendant Godot, primo lavoro teatrale del poco noto romanziere Samuel Beckett, erano in molti fra spettatori e critici ad essere convinti che alla commedia sarebbe stato concesso solo un successo di stima. Invece, di l a pochi giorni, En attendant Godot si dimostr un ottimo affare per l'impresario. Alla luce di questi sorprendenti risultati, e considerata la scarsa diffusione delle sue opere narrative, vien lecito chiedersi se il Beckett drammaturgo si sia preoccupato, assai pi del Beckett romanziere, di assicurarsi in qualche modo il consenso del pubblico.
A proposito della produzione teatrale, cos difficile e chiusa anch'essa, del cinquantatreenne autore franco-irlandese, una simile domanda appare del tutto fuori posto. In effetti i personaggi di Beckett, tanto quelli della scena quanto quelli dei romanzi, appartengono tutti ad uno stesso genere (che non si pu definire, tout court, umano). Essi parlano e parlano, sono costretto a parlare, non tace mai, mai dichiara il protagonista di un romanzo, L'Innommable eppure il loro parlare si riduce ad una semplice articolazione di suoni emessi per uso strettamente privato: la parola in sostanza non serve pi per comunicare o per stabilire rapporti, a meno che questi non rientrino nell'ordine dei pi elementari e primitivi, dettati cio da bisogni fisiologici, dalla fame, dalla paura. Perch dunque questa logorrea? Da una parte, per darsi l'impressione di esistere , e dall'altra per potersi consentire un minimo di evasione fantastica, una specie di illusa possibilit di autoconservazione, ridotti tutti come sono, giovani o vecchi o decrepiti, da mali orrendi e degradanti, all'immobilit totale o a un moto senza scopo (che diviene anch'esso un'immobilit dinamica), prigionieri, a causa di eventi tanto catastrofici quanto inesplicabili, di un universo che ha confini limi-tatissimi.
Ora proprio nel diverso uso che i personaggi di Beckett fanno della possibilit di evasione consentita dalla parola (e nella parola) che si pu individuare una differenziazione fra scena e romanzo. Stabilito che Beckett, pur ponendo le sue creature in una desolata e squallida condizione, spesso e volentieri fa scattare la scintilla di un humour nero e tragico, va osservato che i personaggi dei romanzi adoperano questo humour per ridere di se stessi, mentre i personaggi della scena lo adoperano per far ridere il pubblico. Ma esiste un altro Beckett, l'autore di Tous ceux qui tombent e di questo Ceneri, che pur non mutando di una virgola la sua tematica, trova modo di adeguare sapientemente alle sue necessit un terzo mezzo d'espressione. Qui l'humour scompare del tutto, mentre il linguaggio di Beckett viene restituito nella sua interezza, senza la mediazione dell'effetto scenico. Il protagonista di Ceneri Henry, un vecchio che tenta disperatamente di individuare fra i suoi ricordi (o almeno ci che di essi rimane, frasi staccate, suoni, gesti) un momento in cui sia stata possibile un'apertura, una comunicazione fra se stesso e gli altri. Gli altri sono i membri della sua famiglia, suo padre, sua moglie, sua figlia, gente con la quale questo contatto avrebbe potuto essere pi facile e logico: ma la ricerca del vecchio, seduto sulla spiaggia, di fronte al mare, non approdava a nessun risultato. Se d'altra parte la stessa realt tangibile che lo circonda, il paesaggio, si presenta agli occhi della moglie in un modo diverso da quello che a lui appare, come possibile ristabilire una verit attraverso frammenti di memoria, deformati dal tempo? Ma il vecchio non desiste, cerca un'altra soluzione (che appunto la chiave del parlare che i personaggi di Beckett fanno), vale a dire quella di oggettivare la sua condizione in un racconto del quale egli stesso sia il protagonista non apertamente dichiarato (qualcosa di simile al racconto di Hamm in Fin de partie). Ma anche questo tentativo fallisce: il vecchio del racconto non sa cosa dire al suo interlocutore, si chiude nel silenzio ed anche per Henry, l'autore, non ci sar risposta alle sue ostinate domande, ultime faville di vita, braci che si spengono, ceneri.
Andrea Camilleri
C E N E R I
(Mare appena udibile. Passi di Henry sulla ghiaia della riva. 1 passi si arrestano. Mare un poco pi forte).
Henry Avanti.
(Mare. A voce pi alta) Avanti!
(Egli si riavvia. Passi sulla ghiaia. Mentre avanza) Fermo.
(Passi sulla ghiaia. Mentre avanza, pi forte) Fermo!
(Si ferma. Mare un foco pi forte) Seduto.
(Mare. A voce pi alta) Seduto!
(Scricchiolio della ghiaia mentre lui siede. Il mare si udr, sempre debolmente, durante le pause che seguono) Chi adesso accanto a me?
(Pausa)
Un vecchio, un vecchio cieco e insensato. (Pausa) Mio padre: di ritorno dai morti per stare con me. (Pausa) Come se non fosse morto. (Pausa) No, solo di ritorno dai morti per stare con me, in questo luogo strano. (Pausa) Mi sentir? (Pausa) S, deve sentirmi. (Pausa) Per rispondermi? (Pausa) No, non mi risponde. (Pausa) Sta soltanto con me. (Pausa) Senti questo rumore? E' il mare. (Pausa, pi forte) Ho detto che questo rumore il mare. Siamo seduti sulla riva. (Pausa) Lo dico perch un rumore cos strano, cos diverso da quello del mare, che se tu non avessi visto quel che lo produceva non lo riconosceresti. (Pausa)
Zoccoli! (Pausa, pi forte) Zoccoli!
(Zoccoli che scalpitano al passo su fondo duro e che rapidamente si allontanano. Pausa)
Ancora! (Zoccoli come prima. Pausa. Con eccitazione) Addestrateli a segnare il passo! Ferrateli con l'acciaio e chiudeteli in un cortile, e che scalpitino tutta la giornata! (Pausa) Un mammut di dieci tonnellate di ritorno dai morti, ferratelo con l'acciaio e che sprofondi gi tutta la terra! (Pausa) Ascoltatelo! (Pausa) E ascolta la luce, adesso, tu che hai sempre amato la luce: passato da poco mezzogiorno e gi tutta la costa in ombra e il mare distante come, quell'isola. (Pausa) Tu non saresti mai vissuto da questa parte della baia, tu volevi il sole sull'acqua per quel bagno pomeridiano che hai preso una volta di troppo. Io invece, come saprai, appena ereditati i tuoi soldi mi ci sono trasferito. (Pausa) Il tuo corpo non l'abbiamo pi ritrovato, lo sai. Ci fecero sospirare una eternit prima di rilasciare il certificato di morte. Chi ci assicura che non v'abbia piantato in asso tutti quanti, dicevano, e che non sia vivo e vegeto sotto falso nome in Venezuela o chiss dove? Oh, fu un gran dolore per mamma. (Pausa) S, in questo t'assomiglio: che non posso starne lontano, anche se non entro mai in acqua... anzi, mi pare che l'ultima volta fu proprio con te. (Pausa) Solo stargli vicino. (Pausa) Oggi calmo, ma spesso lo sento su in casa o quando sto per la strada e allora mi metto subito a parlare. Oh, giusto per non sentirlo; nessuno vi fa caso. (Pausa) Mi metterei a parlare in qualunque posto, adesso. Una volta andai in Svizzera per allontanarmi da quella maledizione e tutto il tempo che rimasi non mi fermai un momento. (Pausa) Non che avessi bisogno di qualcuno, solo di me, delle mie storie. Ce n'era una molto lunga su un vecchio compagno, un certo Bolton. Ma non la finii mai, non ne ho mai finita nessuna, non ho mai finito niente, tutto non ha fatto che continuare all'infinito. (Pausa) Bolton. (Pausa, pi forte) Bolton! (Pausa) L, davanti al fuoco. (Pausa) Davanti al fuoco con tutte le imposte... no, tende, con tutte le tende tirate e la luce... macch luce, solo la luce del fuoco e lui seduto l... no, in piedi, in piedi l sul tappeto al buio davanti al fuoco con le braccia sulla pietra del camino e la testa sulle braccia, l in piedi al buio in attesa davanti al fuoco nella sua vecchia vestaglia rossa e in casa nessun rumore di nessun genere, tranne quello del fuoco. (Pausa) Eccolo l, in piedi nella sua vecchia vestaglia rossa che potrebbe andare a fuoco da un momento all'altro, come da bambino... ma no, allora era il suo pigiama... eccolo l in piedi, in attesa, al buio, nessuna luce tranne la luce del fuoco, e nessun rumore di nessun genere, solo il fuoco e un vecchio in grande angoscia. (Pausa) Suonano quindi alla porta e lui va alla finestra, scosta le tende e vede l fuori un bel tipo di vecchio, robusto, ben piantato, splendida notte invernale, neve dappertutto, freddo tagliente, mondo bianco, rami di cedro curvi sotto il peso, e poi, mentre alza il braccio per suonare ancora, lo riconosce... Holloway... (Lunga pausa) S, Holloway, riconosce Holloway, e scende ad aprire. (Pausa) Tutto immobile, fuori, non un rumore, un ramo che geme o la catena del cane giusto se rimani l in ascolto, mondo bianco, Holloway con la sua borsa nera, non un rumore, freddo tagliente, la luna piena piccola e bianca, la traccia obliqua delle galoscie di Hollowav, Vega verdissima nella costellazione della Lira. (Pausa) Vega verdissima. (Pausa) E poi sulla soglia, anzi nella stanza, nel centro della stanza, e poi nel centro della stanza la conversazione seguente. Holloway: E' gi mezzanotte passata, mio caro Bolton, vuoi essere cos gentile... , non va oltre. Bolton: Per favore!... Per favore! . E poi silenzio di tomba, non un rumore, solo il fuoco, ora si abbassa, gi tutto di braci. Holloway presso il camino che cerca di farsi arrostire le natiche e Bolton, dov' Bolton, niente luce solo il fuoco, Bolton alla finestra, la schiena alle tende che tiene scostate con la mano per guardar fuori, mondo bianco, perfino la guglia, bianca fino alla punta, cosa straordinaria, in casa silenzio, non un rumore, solo il fuoco, senza fiamma ora, braci. (Pausa) Braci che si spengono. (Pausa) E il loro suono stremato, sfuggente, come furtivo, agghiacciante. Holloway presso il camino, bel tipo di vecchio, perlomeno uno e ottanta, corpulento, gambe divaricate, mani dietro la schiena che sollevano le falde del suo vecchio pastrano e Bolton alla finestra, alta figura di vecchio nella sua vecchia vestaglia rossa, con la schiena alle tende e la mano tesa che allarga l'apertura per guardare, fuori, mondo bianco, angoscia, non un suono, tranne che di braci, il suono di un calore che si spe-gne, che muore, ceneri, Holloway, Bolton, Holloway, Bolton, vecchi, angoscia, grande angoscia, mondo bianco, non un rumore. (Pausa) Ascolta! (Pausa) Chiudi gli occhi e ascolta, che cosa credevi che fosse? (Pausa, veemente) Uno stillicidio!
(Stillicidio che rapidamente si amplifica e di colpo si interrompe)
Ancora.
(Si ripete lo stillicidio. Ha di nuovo inizio l'amplificazione)
Basta!
(Stillicidio interrotto. Pausa)
Padre! (Pausa. Agitato) Storie, storie, anni e anni di storie, fino a che non mi venne il bisogno di qualcuno che stesse con me, uno qualunque, un estraneo, per parlare, per immaginare che mi sentisse, questo per anni e poi, ora, di qualcuno che... mi abbia conosciuto nel passato, uno qualunque che stia con me, immaginare che mi senta, quello che sono, adesso. (Pausa) Tutto inutile lo stesso. (Pausa) Anche in quel modo. (Pausa) Riproviamo. (Pausa) Mondo bianco, non un rumore. (Pausa) Holloway. (Pausa) Holloway dice che se ne va, sia dannato se resta in piedi tutta la notte davanti a un fuoco spento, non capisce, si manda a chiamare uno, un vecchio amico, per un bisogno urgente, si porta la borsa, poi neanche una parola, nessuna spiegazione, niente riscaldamento, niente luce, Bolton: Per favore! Per favore! , Holloway, nemmeno un bicchierino, nemmeno un saluto, gelato fino alle midolla, da restarci secco, non riesce a capire, strano modo di fare, un vecchio amico, dice che se ne va, non si muove, non un rumore, il fuoco che si spegne, pallido, bianco un raggio dalla finestra, scena lugubre, non fosse mai venuto, tutto inutile, fuoco spento, freddo tagliente, grande angoscia, mondo bianco, non un rumore, tutto inutile. (Pausa) Tutto inutile. (Pausa) Tutto inutile. Non pu sopportarlo. (Pausa) Ascolta questo! (Pausa) Padre! (Pausa) Non mi riconosceresti adesso, ti pentiresti di avermi avuto, un fallimento, ma lo ero gi, l'ultima cosa che mi dicesti: un fallimento. (Pausa. Imitando la voce del padre) Vieni a farti un bagno? . No . Andiamo, vieni . No! . Mi guarda con rabbia, raggiunge pesantemente la porta, si volta, mi guarda con rabbia: Un fallimento, ecco quello che sei, un fallimento! . (Violenta sbattuta di porta. Pausa) Ancora! (Sbattuta. Pausa) Sbattersi la vita alle spalle cos. (Pausa) Un fallimento. (Pausa) Magari l'avesse fatto lei. (Pausa) Ada non l'hai mai vista, vero? O s? Non mi torna in mente, ma fa nulla, chi la riconoscerebbe adesso. (Pausa) Che cosa l'avr messa contro di me, eh?, la bambina scommetto, quella terribile piccola creatura, magari non l'avessimo mai avuta, ricordo quando la portavo a spasso nei prati, Dio che cosa tremenda, non voleva lasciarmi la mano e io che non vedevo l'ora di parlare da solo. Perch non vai laggi adesso, Addie, va' a guardare gli agnellini . (Imitando la voce di Addie) No, pap . Vacci, su, vacci . (Lamentosamente) No, pap! . (Violento) Fa' quel che ti si dice, va' a guardare gli agnellini! . (Pianto dirotto di Addie. Pausa) Ada, lo stesso, la conversazione con lei, quello s che sarebbe qualche cosa, un anticipo di come sar l'inferno, quattro chiacchiere perdute nel mormorio del Lete sui bei tempi in cui avremmo voluto essere gi morti. (Pausa) Il prezzo della margarina cinquantanni fa. (Pausa) E adesso. (Pausa. Con solenne indignazione) Il prezzo d'un accidenti adesso! (Pausa) Padre! (Pausa) Sono stufo di parlare con te. (Pausa) Sempre cos anche allora, su e gi con te per le montagne a chiacchierare in continuazione per poi ammutolirmi tutt'a un tratto e a casa con la morte nel cuore senza pi fiatare per settimane, piccolo bestione ingrugnato, meglio morto, meglio morto. (Lunga pausa) Ada. (Pausa, pi forte) Ada!
Ada (la sua voce bassa e remota) Eh?
Henry E' da molto che sei l?
Ada Non tanto. (Pausa) Perch t'interrompi, non far caso a me. (Pausa) Vuoi che me ne vada? (Pausa) Dov' Addie? (Pausa).
Henry Con il maestro di musica. (Pausa) Ti va di rispondermi oggi?
Ada Non ti fa mica bene stare su quei sassi freddi, con i gonfiori che hai. Aspetta, ti metto sotto lo scialle. (Pausa) Va meglio cos?
Henry Non c' paragone, non c' paragone. (Pausa) Ti siedi accanto a me?
Ada S. (Nessun rumore mentre lei si siede). Cos? (Pausa) O preferisci cos? (Pausa) Non te ne importa. (Pausa) Fa piuttosto freddo, spero proprio che ti sia messo la maglia pesante. (Pausa) Henry, ti sei messo la maglia pesante?
Henry E' che succedeva cos: che la mettevo e poi la levavo e poi la rimettevo e poi la rilevavo e poi la rimettevo e poi...
Ada Ma adesso ce l'hai?
Henry Non so. (Pausa) Zoccoli! (Pausa, pi forte) Zoccoli! (Zoccoli al passo su fondo duro. Si spengono rapidamente) Ancora. (Zoccoli come prima. Pausa).
Ada Li sentivi?
Henry Non molto bene.
Ada Al galoppo?
Henry No. (Pausa) Pu un cavallo segnare il passo? (Pausa).
Ada Scusa, ma non afferro.
Henry (con irritazione) Pu un cavallo essere ammaestrato, da fermo, a segnare il passo con le quattro zampe?
Ada Oh. (Pausa) Be', quelli che ho allevato io lo facevano tutti. (Ride. Pausa) Ridi, Henry, non mi capita sempre di fare la spiritosa. (Pausa) Ridi, Henry, fallo per me.
Henry Vuoi che rida?
Ada Il tuo riso era cos simpatico una volta, credo che sia stata la prima cosa che mi piacque in te. Insieme con il tuo sorriso. (Pausa) Su, Henry, sar come ai bei tempi. (Pausa. Egli si prova a ridere, ma non riesce).
Henry Macch. Forse meglio cominciare col sorriso. (Pausa per il sorriso) Ti piaceva? (Pausa) Adesso riprovo. (Risata raccapricciante e prolungata) Ispira ancora un po' di simpatia?
Ada Oh, Henry! (Pausa).
Henry Ascoltalo! (Pausa) Ti lambisce e, ti agguanta! (Pausa) Bisogna che fugga via! Dove non possa raggiungermi! Nel Tibet!
Ada Calmati.
Henry E ci vivo pure sull'orlo! Ma perch, perch? Per obbligo professionale? (Risatina) Motivi di salute? (Risatina) Legami familiari? (Risatina) O una donna? (Risata a cui si unisce quella di lei) O qualche vecchia tomba da cui non so strapparmi? (Pausa) Ascoltalo! A che assomiglia?
Ada E' come un rumore che sentivo una volta.
(Pausa) Come un altro tempo, nello stesso posto. (Pausa) Era agitato, allora, e gli spruzzi arrivavano fin sopra a noi. (Pausa) Strano che dovesse essere agitato allora. (Pausa) E calmo adesso. (Pausa).
Henry Alziamoci e andiamo via.
Ada Andare? Dove? E Addie? Pensa che dolore se si accorge che te ne sei andato senza di lei. (Pausa) Come mai non ancora qui?
(Brusco colpo di bacchetta sulla cassa di un pianoforte. Malcerta, Addie esegue la scala ascendente e discendente di la bemolle maggiore, prima a due mani e quindi invertendo. Pausa).
Il Maestro di Musica Santa Cecilia!1
Addie E ora posso suonare il mio pezzo? (Pausa)
Il maestro di musica batte due misure, a tempo di valzer, con la bacchetta sulla cassa del piano. Addie esegue le battute iniziali del 5 Valzer in La Bemolle Maggiore e mentre suona il maestro batte delicatamente il tempo con la bacchetta. Alla quinta battuta del primo accordo di basso, Addie suona mi al posto di fa. Energico colpo di bacchetta sulla cassa del pianoforte. Addie cessa di suonare).
Il Maestro di Musica (con violenza) Fa!
Addie (col pianto in gola) Come?
Il Maestro di Musica (con violenza) Fa! Fa!
Addie (col pianto in gola) Dove?
Il Maestro di Musica (con violenza) Qua! (Colpendo pesantemente la nota) Fa!
(Pausa. Addie riprende a suonare, accompagnata dal maestro che batte delicatamente il tempo con la bacchetta. Giunta di nuovo alla quinta battuta, commette il medesimo errore. Ancora pi energico colpo di bacchetta. Addie cessa di suonare e piange. Il maestro di musica con frenesia) Fa! Fa! (Martellando la nota) Fa!
(La nota martellata, il fa del maestro e il pianto di Addie amplificati fino al parossismo, quindi di colpo interrotti. Pausa).
Ada Sei taciturno oggi.
Henry Non bastato metterla al mondo, adesso deve suonare il pianoforte.
Ada Deve imparare. Imparer. Il pianoforte... e l'equitazione. (Zoccoli al passo).
L'Insegnante di Equitazione Attenzione, signorina! Gomiti in dentro, signorina. Mani in basso, signorina! (Zoccoli al trotto) Attenzione, signorina. Spalle erette. Ginocchi in dentro, signorina. (Zoccoli al piccolo galoppo) Attenzione, signorina! Pancia in dentro! Mento sollevato, signorina. (Zoccoli al galoppo) Attenzione, signorina, sguardo in avanti! (Addie si mette a piangere) Attenzione! Attenzione, signorina!
(Gli zoccoli al galoppo, l' Attenzione signorina! dell'insegnante e il pianto di Addie amplificati fino al parossismo, quindi di colpo interrotti. Pausa).
Ada A che cosa pensi? (Pausa) Io non l'ho mai imparata, finch fu troppo tardi. L'ho rimpianto tutta la vita.
Henry Qual era il tuo cavallo di battaglia, l'ho dimenticato.
Ada Oh, la geometria, mi pare, piana e solida. (Pausa) Soprattutto quella piana. (Scricchiolio di ghiaia mentre lui si alza) Perch ti alzi?
Henry Stavo pensando di azzardarmi fino al bordo dell'acqua. (Pausa. Con un sospiro) E ritorno. (Pausa) Tanto per sgranchirmi queste vecchie ossa. (Pausa).
Ada Be', che aspetti? (Pausa) Non stare l a pensarci. (Pausa) Non stare l a fissare in quella maniera.
(Pausa. Lui si avvia verso il mare. Passi sulla ghiaia: dieci, poniamo. Si arresta sul bordo dell'acqua. Pausa. Mare un poco pi forte. In distanza) Non bagnarti le scarpe buone. (Pausa).
Henry Quello no, questo no...
(Mare d'un tratto burrascoso).
Ada (vent'anni prima, che implora) Questo no! Questo no! .
Henry (idem, con pressanza) Cara! Adorata! .
Ada (idem, pi flebilmente) Questo no! .
Henry (idem, esultante) Adorata! .
(Mare in burrasca. Ada singhiozza. Singhiozzo e mare amplificati e di colpo interrotti. Fine della rievocazione. Pausa. Mare calmo. Lui ripercorre la riva in erta salita. Passi affaticati sulla ghiaia. Si ferma. Pausa. Si rincammina. S arresta. Pausa. Mare calmo e debole).
Ada Non stare l a bocca spalancata. Siediti. (Pausa. Scricchiolio di ghiaia mentre lui siede) Sopra lo scialle. (Pausa) Hai paura che ci si tocchi? (Pausa) Henry?
Henry S.
Ada Quel tuo parlare da solo. Dovresti andare da un medico. Peggiori. Chiss che dev'essere per Addie. (Pausa) Lo sai che disse una volta, quando era ancora piccola, mi disse: Perch, mammina, il babbo non la smette mai di parlare? . Ti sent nel bagno. Non seppi che dirle.
Henry Il babbo! Addie! (Pausa) Ti avevo detto di dirle che pregavo. (Pausa) Che recitavo preghiere a Dio e ai suoi santi.
Ada E' una cosa assai brutta per la bambina. (Pausa) Ed sciocco dire che cos non lo senti, perch non vero e, anche se fosse, la verit che non lo dovresti sentire, sar qualcosa che non funziona nel tuo cervello. (Pausa).
Henry Questo! E' questo che non dovrei sentire!
Ada Io non credo che tu lo senta. Ma seppure che c' di male, in fondo un rumore dolce, piacevole, delicato, come pu ripugnarti? (Pausa) E se ti ripugna tanto perch non te ne allontani? Perch vieni sempre quaggi? (Pausa) Perch vieni sempre quaggi? (Pausa) Ci sar qualcosa che non funziona nel tuo cervello, dovresti andare da Holloway, ancora vivo, no? (Pausa).
Henry (selvaggiamente) Di scosse ho bisogno io, di colpi! Come questo! (Fruga tra la ghiaia, prende due grosse pietre e le sbatte l'una contro l'altra) Pietra! (Cozzo delle pietre) Pietra! (Cozzo. La parola pietra e il rumore del cozzo amplificati e di colpo interrotti. Pausa. Rumore di una pietra gettata che cade) Quella vita! (Rumore dell'altra pietra gettata che cade) Non questo... (pausa) ... succhiamento!
Ada E perch mai la vita? (Pausa) Perch la vita, Henry? (Pausa) Vedi nessuno in giro?
Henry Non c' anima viva.
Ada Proprio come pensavo. (Pausa) Quando volevamo star soli c'era sempre qualcuno, qui. E ora che non importa pi sempre deserto.
Henry S, avevi sempre una paura matta di farti vedere in galante compagnia. Al primo filo di fumo all'orizzonte subito ti rassettavi il vestito e ti sprofondavi nel Manchester Guardian. (Pausa) La buca ancora l, dopo tutti questi anni. (Pausa. Pi forte) La buca ancora l! Ada Quale buca? Qui pieno di buche.
Henry Dove finalmente ci fermammo la prima volta.
Ada Ah s, adesso ricordo. (Pausa) Non cambiato nulla.
Henry Oh s che lo , io lo vedo. (In tono rivelatorio) E' in atto un livellamento! (Pausa) Quanti anni ha la bambina, ora?
Ada Ho perso il conto del tempo.
Henry Dodici? Tredici? (Pausa) Quattordici?
Ada Non saprei dirtelo, Henry, francamente.
Henry Ci volle un bel po' per averla. (Pausa) Per anni ed anni ci siamo accaniti. (Pausa) Ma infine ce la facemmo. (Pausa) Ascoltalo! (Pausa) Non cos tremendo quando ci riesci a star sopra. (Pausa) Probabilmente dovevo entrare nella marina mercantile.
Ada Solo in superficie cos, Io sai. Sotto c' un silenzio totale, come un sepolcro. Non un rumore. Giorno e notte, mai un rumore. (Pausa).
Henry Adesso mi porto dietro il grammofono. Oggi per l'ho dimenticato.
Ada Che sciocchezza. (Pausa) E' una sciocchezza cercare di soffocarlo. (Pausa) Va' da Holloway. (Pausa).
Henry Vuoi venire in barca?
Ada In barca? E Addie? Pensa che dolore se si accorge che sei andato in barca senza di lei. (Pausa) Con chi eri fino adesso? (Pausa) Prima di chiamarmi?
Henry Cercavo di stare con mio padre.
Ada Oh. (Pausa) Non tanto difficile.
Henry Voglio dire: cercavo di fare in modo che stesse con me. (Pausa) Oggi, Ada, sembri un po' pi grossolana del solito. (Pausa) Gli stavo domandando se ti aveva mai incontrato, non riuscivo a ricordare.
Ada Ebbene?
Henry Non risponde pi.
Ada Devi averlo proprio logorato. (Pausa) Lo sfinisti da vivo e ora lo stai logorando da morto. (Pausa) Arriva un momento che proprio non ti si pu pi parlare. (Pausa) Arriver il momento che non ti parler pi nessuno per niente, anche chi non ti conosce affatto. (Pausa) Resterai completamente solo con la tua voce, non vi sar altra voce al mondo che la tua. (Pausa) Mi senti? (Pausa).
Henry Non riesco a ricordare se t'incontr.
Ada Lo sai che m'incontr.
Henry No, Ada, mi dispiace ma non lo so. Ho dimenticato quasi tutto quel che ti riguarda.
Ada Tu non eri presente. Solo tua madre e tua sorella. Ero venuta a prenderti, come d'accordo. Dovevamo fare il bagno assieme. (Pausa).
Henry (con irritazione) Va' avanti, continua! Perch la gente non deve mai finire quello che dice?
Ada Nessuno sapeva dove ti fossi cacciato. Il tuo letto era intatto. Sbraitavano tutti l'uno contro l'altro. Tua sorella voleva andarsi a buttare dalla scogliera. Alla fine tuo padre si alz e usc sbattendo la porta. Io uscii subito dopo e lo sorpassai sulla strada. Lui non mi vide. Stava seduto su un sasso e scrutava il mare. Non dimenticher mai la sua posizione. Eppure era del tutto normale. La assumevi anche tu certe volte. Forse, solo quella immobilit, come se fosse diventato di sasso. Non me lo sono mai spiegato. (Pausa).
Henry Continua, continua! (Implorante) Non arrestarti, Ada, ogni sillaba un secondo guadagnato.
Ada Tutto qua, temo. (Pausa) Seguita tu, adesso, con tuo padre o le tue storie o qualunque cosa stessi facendo, non fare pi caso a me.
Henry Non posso! (Pausa) Non ne sono pi capace!
Ada Ma lo facevi un momento fa, prima di parlare con me.
Henry (rabbiosamente) Ormai non sarei pi capace! (Pausa) Ges! (Pausa). Ada Insomma, capisci quel che voglio dire? Certi atteggiamenti restano nella memoria per ragioni chiare, precise. Il modo di tenere la testa, per esempio, curva quando l'avresti detta sollevata e viceversa, oppure una mano sospesa a mezz'aria, come abbandonata. Cose di questo genere, con un punto di riferimento. Con tuo padre seduto sul sasso quel giorno niente di simile, invece, nessun particolare su cui poter mettere il dito, per dire: Ecco, cos! No, non me lo sono mai spiegato. Forse, come ti dicevo, solo l'assoluta immobilit di tutto il corpo, come se non vi fosse pi fiato. (Pausa) Ma t'aiutano, Henry, queste stupidaggini? (Pausa) Se vuoi, posso continuare ancora un po'. (Pausa) Non vuoi? (Pausa) Allora sar meglio che torno.
Henry Ancora no! Non c' bisogno che parli. Ascolta soltanto. Nemmeno. Sta' solo con me. (Pausa) Ada! (Pausa, pi forte) Ada! (Pausa) Ges! (Pausa) Zoccoli! (Pausa, pi forte) Zoccoli! (Pausa) Ges! (Lunga pausa) Sicch lei usc subito dopo, ti sorpass sulla strada, e non la vedesti perch scrutavi... (Pausa) Ma come poteva vedere il mare? (Pausa) Ammenoch non abbia fatto il giro dall'altra parte. (Pausa) Eri andato dalla parte della scogliera? (Pausa) Padre! (Pausa) Credo proprio di s. (Pausa) Lei resta un momento ad osservarti, poi scende per il viottolo fino alla fermata, sale sul tram e siede davanti. (Pausa) Siede davanti. (Pausa) D'un tratto presa dall'agitazione, ridiscende dal tram, ripercorre il viottolo e non ti trova pi. (Pausa) Rattristata e piena d'agitazione si aggira un attimo l intorno, non c' anima viva, dal mare viene un vento freddo, riscende per il viottolo e torna a casa col tram. (Pausa) Torna a casa col tram. (Pausa) Ges! (Pausa) Mio caro Bolton... . (Pausa) Se vuoi una iniezione, Bolton, tirati gi i pantaloni che te la faccio, alle nove ho una panisteroctomia , intende l'anestetico naturalmente. (Pausa) Fuoco spento, freddo tagliente, mondo bianco, grande angoscia, non un rumore. (Pausa) Bolton ora si trastulla con la tendina... no, con la tenda, difficile a descriversi, la apre... no, come se la raccogliesse verso di s e la luna irrompesse dentro, poi la fa ricadere, quella pesante cosa di velluto, e la stanza ripiomba in un nero di pece, poi ancora verso di s, bianco, nero, bianco, nero, Holloway: Per amor di Dio piantala, Bolton, vuoi farmi morire? . (Pausa) Nero, bianco, nero, bianco, da impazzire. (Pausa) Poi all'improvviso accende un fiammifero, Bolton lo accende, fa lume alla candela, la alza sopra la testa e va a fissare Holloway negli occhi. (Pausa) Non una parola, solo lo sguardo dei suoi vecchi occhi azzurri, vitrei, vitrei, le palpebre sottili, oramai, le ciglia scomparse, tutt'un affare acquoso e la candela che gli trema al di sopra della testa. (Pausa) Lacrime? (Pausa. Lunga risata) Dio buono no! (Pausa) Non una parola, solo lo sguardo dei suoi vecchi occhi azzurri, Holloway: Se vuoi una puntura dillo, cos me ne vado con Dio. (Pausa) Ci siamo gi trovati in questa situazione, Bolton, non chiedermi di affrontarla un'altra volta. (Pausa) Bolton: Per favore! . (Pausa) Per favore! . (Pausa) Per favore, Holloway! . (Pausa) La candela che trema e sgocciola per tutta la stanza, pi bassa, ora, il vecchio braccio stanco, la piglia con l'altra mano e la solleva ancora in alto, cos, stato sempre cos: notte e le braci spente, ceneri, fredde ceneri, e il lume che trema nel tuo vecchio pugno mentre dici: Per favore! Per favore! . (Pausa) Mentre chiedi l'elemosina. (Pausa) A chi povero. (Pausa) Ada! (Pausa) Padre! (Pausa) Ges! (Pausa) La solleva ancora in alto, mondo crudele, fissa Holloway cogli occhi ora sommersi, non chieder pi, solo lo sguardo, Holloway si copre la faccia, non un rumore, mondo bianco, freddo tagliente, scena lugubre, vecchi, grande angoscia, tutto inutile. (Pausa) Tutto inutile. (Pausa) Ges!
(Pausa. Scricchiolio di ghiaia mentre si alza. Passi sulla ghiaia. Si arresta sul bordo dell'acqua. Mare un poco pi forte)
Ecco, un piccolo libro. (Pausa) Questa sera. (Pausa) Niente questa sera. (Pausa) Domani... domani... lo stagnino alle nove, poi niente. (Pausa. Perplesso) Lo stagnino alle nove? (Pausa) Ah s, il guasto. (Pausa) Parole. (Pausa) Sabato... niente. Domenica... domenica... niente tutto il giorno. (Pausa) Niente, tutto il giorno niente. (Pausa) Tutto il giorno e tutta la notte niente. (Pausa) Nemmeno un rumore. (Mare).
* Copyright Samnel Beckett 1960.
1 N.del T. L'originale dice in didascalia: Con accento italiano .
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