C’era una volta Leonardo

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M: Ma che Inventi famme senti che inventi ia tu so tre ore si inventa,si inventa, ca si inventa

C’ERA UNA VOLTA LEONARDO

(Tratta dal film “Non ci resta che piangere)

(molti termini usati nella scenetta sono tipicamente dialettali. Sono stati riportati in questo modo nel testo, per aiutare la pronuncia, l’accento e le sfumature sono un dono…. )

MARIO:  Ma che Inventi famme senti che inventi ia tu  so tre ore si inventa,si inventa, ca si inventa?

SAVERIO:  Tutto si può inventare tutto

MARIO:  E famme sentì.No no tutto famme senti na cosa

SAVERIO:  Ne vuoi sentire una  la lampadina,la luce ce l’hanno?

MARIO:  La lampadina, sai fa la lampadina tu?

SAVERIO: Perchè non hai mai visto una lampadina in vita tua?

MARIO:  Io l’aggio vista ma a casa è na cosa ca tu tà e s’appiccia tu a sai fa?

SAVERIO:  Ci vuol tanto l’interruttore, fai la lampadina col filo la spina attenti alla scossa,tà tà...

MARIO:  E tu a sai fa ? Sai fa a lampadina?

SAVERIO:  Che c’entra io si dice ad un elettricista qualsiasi....

MARIO:  Ah c’è l’elettricista? Non ci sta a lampadina ci stà...allora imbecille devi inventà  prima l’elettricista poi inventà a lampadina. L’unica cosa ca si potesse inventà ca ca fanno proprio schifo n’avessimo bisogno è il gabinetto...

SAVERIO:  Ah il gabinetto. Quello si sa fare.

MARIO:  Quello è facile è na tazza a poi fa pure i legno si non ce sta a ceramica. Vai la poi tiri u sciacquone e l’acqua si porta via...gia è na cosa più vicina

SAVERIO:  Lo sciaquone è un mistero, perchè va via l’acqua poi ritorna da se

MARIO:  E’ un mistero, la ci sarà un sistema di comunicanti vasi...

SAVERIO:  E’, c’è il sistema, anche nella lampadina c’è il sistema

MARIO:  Si ma la è facile è meccanico, l’acqua va via e l’altra acqua pia u posto…

SAVERIO:  Lo sai fare o non lo sai fare?

MARIO:  U sciacquone?

SAVERIO:  Eh?

MARIO:  No...cioè per adesso no, si io se mi ci metto u riesco...,anzi no si fa u gabinetto poi si pia nu secchio d’acqua e si butta dentro

SAVERIO:  E butti l’acqua sempre lì poi vien fuori no, devi fare un buco...

MARIO:  fai nu buco ,na ramificazione

SAVERIO:  E questa sarebbe l’invenzione del gabinetto

MARIO:  Oh io solo questo m’è venuto, io non saccio fa niente tu sai fa qualcosa? Inventa poi vieni a me e muo dici

SAVERIO: Mario! Ho trovato! Che imbecilli! Si può andare a parlare con il grande Leonardo Da Vinci

MARIO: Mamma mia proprio lui, Leonardo Da Vinci?

SAVERIO: Certo Mario vieni ha la bottega qui vicino…..andiamo…

(Nella bottega di Leonardo)

MARIO:  Oh ammo a parlà oh no, io gli dico guarda a noi ci serve questo, questo e questo, no, la puoi costruire?

SAVERIO:  Ma che gliene frega a lui, imbecille, bisogna andà la lui deve capire che noi siamo due scienziati, dobbiamo dire cose che lui rimane e questo chi  gliel’ha detto…

MARIO:  E’ appunto…

SAVERIO:  Due scienziati , noi se ne sa tante di cose

MARIO:  Esatto io dico qualunque cosa

SAVERIO:  Scientifica informazioni scientifiche

MARIO:  Vai vai

SAVERIO:  Scientifiche, te le ricordi o no?

MARIO:  Vai vai qualunque cosa ca noi sapimmo e loro no

SAVERIO:  Vai calmo stai calmo

MARIO:  Ma nove per nove farà ottantuno? Ma sei scemo..accumingi natra vota..

SAVERIO:  Bella è finito con Leonardo, chiuso

MARIO:  Ma come nove per nove fa ottantuno o no?

SAVERIO:  Ma che va a dire le tabelline a Leonardo da Vinci

MARIO:  E’ a prima cosa che m’è venuta

SAVERIO:  Le tabelline, cose scientifiche , scienza, stai zitto fa parlà a me….nell’arancio c’è la vitamina c…

MARIO:  buongiorno..

LEONARDO:  buongiorno

MARIO:  Buongiorno ingegnere…

LEONARDO:  Chi siete?

MARIO:  Siamo due diciamo colleghi no?

SAVERIO:  Si

MARIO:  Colleghi perché siamo anche noi ingegneri scienziati scopritori abbiamo fatto questo, abbiamo fatto un sacco di brevetti , inventiamo mettiamo insieme facciamo un sacco di cose

SAVERIO:  Che sta facendo qua?

LEONARDO:  Un esperimento con le palette e l’acqua…le palette girano

MARIO:  La corrente!

LEONARDO:  La corrente palette acqua, tutto

MARIO:  La corrente, noi abbiamo fatto delle cose con la corrente, la corrente per esempio è pericolosa, è pericolosa la corrente perchè trascina no, è na cosa..se lei prova un esperimento, a nuotare controcorrente, niente non ce la fa la corrente ti trascina un’altra volta, puru forte uno prova, niente, ti trascina un’altra volta, pericoloso, non per gli ingegneri ma per chi nuota controcorrente

SAVERIO:  Senta noi ha sentito abbiamo parlato di queste cose, volevamo sviluppare queste cose scientifiche che abbiamo detto con lei se lei ci desse un po’ di tempo, possiamo

MARIO:  Niente vorremmo fare diciamo un consulto se così si può chiamare, un consulto tra intelligenti

LEONARDO:  Eh andiamo nella tenda studio

(tenda studio di Leonardo.In scena Mario Saverio e Leonardo)

SAVERIO:  Grazie Leonardo allora, non c’è da peredere tempo Leonardo, sono emozionato perché è la prima volta che vedo…allora…Noi le cose che ti abbiamo detto la questi concetti scientifici c’è da costruirci sopra, fare apparecchiature

MARIO:  A noi sarebbero come per dire, noi da parte nostra mettiamo le idee, lavoriamo con l’intelligenza, tu costruisci, tanto tu c’hai la cosa ta tata, quello che viene fuori, alla fine, metti che viene un articolo che incontra, va bene noi alla fine per carità si divide cinquan..cioè trentatrè trentatrè e trentatrè uguale..meglio metttere in chiaro ca dopo succedano..guarda lui, ti spiega lui

SAVERIO:  Quante ce n’è di queste invenzioni che abbiamo in archivio…attento, la gente va a piedi o va a cavallo? Non è vero che si va a piedi o  a cavallo, c’è anche un’altra maniera, come, col treno….

LEONARDO:  Treno!

SAVERIO:  Bravo! Visto? Il treno è costruito così Leonardo, due binari più facile di così si muore, ma lunghi, puoi arrivare anche in Africa, te non ti preoccupare se te finisce subito è binario morto…du pezzi di ferro di due pezzi di ferro li sapete fare, di ferro duro di ferro duro con du cose di legno dentro, va bene vai co sti du pezzi di ferro dove ti pare curvi quando c’è da curvare, salisci scendi, Leonardo ora disegno io disegno peggio di lei scusi se mi permetto eh? Allora ecco, za e za ecco bello fatto i binari, queste so legno e sopra c’è il treno, tutto di ferro, fumo che sbuffa ciuf ciuf

LEONARDO:  Treno!

SAVERIO:  Treno! Come fa ad andà il treno, si butta le legna nella caldaia il calore sviluppa energia ed il treno va..

LEONARDO:  Ma allora anche il caminetto va?

SAVERIO:  Bravo, no il caminetto non va, gia come mai il caminetto non va…va beh..

MARIO:  No perché c’è un meccanismo diverso no, del caminetto

SAVERIO:  Buttando legna si move, si move , buttando legna, anche con la corrente ma quella è un’altra cosa…poi allora questo abbiamo detto, l’operaio Marx, l’operaio, il capitalista sfrutta l’operaio che non lo sa di essere operaio, la coscienza di classe, lo sciopero è scioperare oh quanto mi vuoi far lavorare a me, lo sciopero ci vuole

MARIO:  Guarda , guarda lui

SAVERIO:  Freud dice questo tavolo questo tovolo, che cos’è lapsus freudiano,,, la tua mamma ti piaceva complesso di Edipo Freud l’inconscio, dentro di te c’è l’inconscio

MARIO:  Scusa Leonardo guarda un momento a me na cosa semplice facilissimma, termometro, u  termometro, facilissima no, u termometro è na cosa di vetro, mercurio, tutti numerini dentro serve per vedere se c’hai la febbre, si mette qua sotto, o in bocca, se il mercurio arriva, guarda a me, 35 debole, 36 nomale, so tutte lineette eh? 36 e mezzo 36 e quattro puoi avere 37 meno 1, 37…..

SAVERIO: Rosso

MARIO: 37 già rosso? 37 rosso un po’ di febbre, 38 ancora un po’ di febbre, 30 si sta a casa, non esci, si prende freddo, 39, 40, 41, 42 rossissimo, grave, ospedale, capito? Uno misura..39 e mezzo, pe carità, ospedale..

LEONARDO: 35?

MARIO: 35 fiacco debole, mi sento che mi gira la testa…

LEONARDO: 38!

SAVERIO: 38….Leonardo, 38 te l’ha detto prima è febbre, a 38 c’hai la febbre…va be grazie andiamo si va via tanto non c’è verso…No se vuoi rimani te io vado…

(musichetta)

MARIO: Hai capito? No, non di hai capito poi non hai capito niente, me lo dici io rispiego un’altra volta. Ma non fa quello che hai capito ! Hai capito o no?

LEONARDO: Ho capito….

MARIO: Ho capito, però ti vedo con la faccia di quello che non ha capito….vabbè allora proviamo, a regola di prima, fai attenzione, mazzo di 40 carte, tatata tatata, mischio metto qua e alzo…

LEONARDO: Alzo per non imbrogliare

MARIO: Bravo è per non imbrogliare eh ho alzato…3 carte a te, 3 carte a me, per terra…attenzione guarda Leonardo non me fa….per terra c’è sette bello asso di denari e otto di spade, tu in mano tieni otto di bastoni, che pigli?

LEONARDO: Sette bello asso di denari!

MARIO: Bravo sette bello asso di denari! Allora vidi ca non hai capito niente e dici si si ho capito. T’aggio ittu quando ci stà otto per terra non poi piglià sette e una otto devi piglià per forza otto!

LEONARDO: Ma perché?

MARIO: Ma perché? Mamma mia, è a regola du gioco che proprio di ce che a cusì non se può a piglià.

SAVERIO: Andiamo Mario vieni tanto…

MARIO: Andiamo, ma nemmeno a scopa, mamma mia però Leonà…

(un grazie a Roberto Benigni e Massimo Troisi)

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