Autore: Niccol Matcovich

Mail: n-matcovich@hotmail.it

Cellulare: 3283724237

Posizione SIAE: 232450

Codice SIAE: 918891A

Chatters (chiacchiericcio)

PERSONAGGI:

Andrea Poretti, ragazzo suicida, 27 anni.

Alda Fata, giornalista e conduttrice televisiva del talk show E invece io ne parlo. Bella

presenza, 50 anni portati con eleganza. Calca lo studio come un domatore nel proprio circo.

Romano Poretti, 57 anni, padre di Andrea.

Paolino Barini, 45 anni, tuttofare.

Sandro Moreni, 23 anni, speedy-pizza. Amico stretto di Andrea.

Sofia Reno, 25 anni, parigina di nascita. Abita a Roma col sogno di diventare fotografa.

Dario Beretta, 23 anni.

Rosa, 53 anni, madre di Andrea.

ATTO UNICO

Studio televisivo a pianta circolare.

Una semicirconferenza occupata dagli spalti a pi gradinate per gli spettatori, al contempo teatrali e televisivi.

Non sono presenti attrezzature tecniche (telecamere ecc).

Sul fondo, uno schermo di grandi dimensioni; davanti allo schermo, cinque sedie, tre sulla sinistra e due sulla destra.

Alda Fata tiene sotto controllo la situazione pre-diretta, poi occupa il centro esatto dello studio, guardando fisso davanti a s, come fosse in camera, un cono di luce che illumina soltanto lei. Si accende sullo schermo la scritta on air.


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ALIDA: (leggendo di tanto in tanto la cartellina) Poco prima di sospendere le cure, scegliendo di morire, mio marito mi ha detto Non accanirti mai, combatti fino a quando vuoi combattere, con te stessa e con gli altri. Cosa avrebbe detto Andrea, come avrebbe reagito ascoltando queste parole come fossero parole di un padre?

Andrea ha combattuto fino a quando lha voluto, o forse potuto, con se stesso prima che con gli altri; Andrea si tolto la vita, in un monolocale disordinato nei pressi della stazione Tiburtina, Roma; Andrea era un ragazzo di 27 anni, un ragazzo che, come tanti altri, aveva dei sogni, degli interessi, delle ambizioni: voleva fare lo scrittore, voleva essere un artista. Una vita difficile, la sua; una vita che sembra avergli sorriso poco.

A dirvi questo e molto altro, Mani da fata, La regina degli allocchi, Malafemmina, Il gufo oscuro, nomi che ancora oggi leggo etichettarmi da molti, dai cattivi, come dicono le fiabe; ma io non mi accanisco, e continuo a combattere, per il bene di voi che ci guardate e di chi non riuscito ad arrivare fino in fondo.

Una storia scomoda, spinosa, i cui nodi stanno per venire al pettine.

Cantava il poeta E Andrea lha perso, ha perso lamore, la perla pi rara; e Andrea ha in bocca un dolore, la perla pi scura; e a parlarci damore ecco chi, in un modo o nellaltro, gli stato vicino nei diversi momenti della sua vita.

Ancora una volta, da Alda Fata, buonasera e bentornati a E invece io ne parlo.

Luce diffusa in studio.

Alda lascia la posizione centrale e si muove ampiamente per lo studio.

ALIDA: Il tempo tiranno e padrone; (rivolgendosi allimmaginaria regia) fate partire il timer.

(dopo pochi secondi) Scusate, c un ritardo in regia. Ragazzi, per piacere, il timer.

Sullo schermo appare, in rosso, il timer, che segna trenta secondi.

Come sempre, mezzo giro dorologio, il semi-cerchio perfetto, questa volta per un primo, rapidissimo tuffo nel passato, nel ricordo, nella memoria. Romano, di nome e di fatto, 57 anni, padre di Andrea.

Entra Romano, passo rapido, sguardo sfuggente. Occupa la posizione iniziale di Alda, il cono di luce su di lui, e lo stesso faranno gli altri a seguire. Parte il timer col conto alla rovescia.

Romano resta in silenzio, guardando in camera e ai lati, di sfuggita, sentendosi osservato. a

disagio, emozionato, ma non lascia la posizione.

Stop al timer. Luce diffusa.

Romano si va a sedere.

ALIDA: Il rumore del silenzio: come non capirlo


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Paolino Barini, 45 allanagrafe, tuttofare romano e da poco scrittore di romanzi.

Entra Paolino, sorride e saluta il pubblico. goffo, impacciato, a disagio, ma raggiunge la posizione con sicurezza.

Il suo monologo durer pi di trenta secondi. Sar Alda a stopparlo una volta finito il timer, interrompendolo.

PAOLINO: Ciao a tutti, ciao Alda. In realt so de Manziana, per va beh, tanto vivo a Roma da un sacco de tempo Dove guardo? Dritto l ve? (guarda fisso in camera e dondola sui piedi. Parte il timer) Primo, Andrea era forte. Cio, tipo che era serio, professionale. Scusate se metrema la voce ma so un po emozionato. Va beh, vado avanti. Allora, con Andrea se semo visti in un bar sotto casa sua e gli ho dato la bozza del romanzo, perch io scrivo! Ha detto che mi voleva incontrare di persona, non gli piaceva che gliela mandavo tipo via internet. Abbiamo deciso un paio dappuntamenti al telefono, poi niente. andato. Porca vacca So brutte ste cose. Cio, non me laspettavo. Grazie a tutti.

ALIDA: (interrompendolo dopo trenta secondi esatti) Tempo scaduto: mi scusi, ma sono costretta ad interromperla.

PAOLINO: Scusa Alda, me so lasciato prende

Paolino si siede sulla sedia centrale a sinistra.

ALIDA: No, di l. Accanto a Romano.

PAOLINO: Oddio, chai ragione.

Si sposta e, prima di sedersi, porge la mano a Romano.

ALIDA: Unamicizia nata per caso, preziosa e importante. Sandro, 23 anni, la casa al piano superiore rispetto a quella di Andrea.

Entra Sandro, emozionato, mani nelle tasche.

Guadagna la posizione, gli occhi lucidi.

Parte il timer.

SANDRO: (tira fuori dalla tasca un foglio piegato e, schiarendosi la voce, legge Il tuo silenzio di stella, cos lontano e semplice, poi, commuovendosi) Andre, ma che cazzo hai fatto? Sandro guarda Alda e non si muove.

Alda fa cenno alla regia di stoppare il timer.

Luce diffusa.

ALIDA: Acqua?

SANDRO: No grazie, a posto.

ALIDA: Siediti. Scegli tu dove.

Sandro si va a sedere sulla sedia centrale delle tre a sinistra.


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Mi rendo conto che difficile trattenere lemozione, ed giusto non farlo: siamo qui per questo; e con altrettanta emozione andiamo avanti: Sofia per la Loren, francese di nascita e romana di cuore, come lei stessa ama definirsi; 23 anni, aspirante fotografa, Sofia Reno.

Entra Sofia, passo sicuro. Va ad abbracciare Sandro e poi raggiunge la posizione.

Parte il timer.

SOFIA: E tu chi cazzo sei? Scherzo, entra! Non fare la mummia. Ha aperto cos, la sera del rendez-vous. Ho avuto un effetto strano. Era simpatico, per anche scorbutoco; si dice? Comunque non si toglieva dalla porta, anche quando mi ha detto entra!. Io non amavo molto quel comportamento. Per aveva un bel sorriso, devo dirlo. Ho amato presto il suo sorriso.

Stop al timer. Luce diffusa.

Si va a sedere.

ALIDA: Dalla campagna laziale, Dario Beretta, 23 anni, fornaio a fianco del padre.

Entra Dario, asciugandosi il sudore da ansia con un fazzoletto e aggiustandosi gli occhiali.

Parte il timer.

Con voce rotta, prova a cantare un pezzo di Summer time nella versione di Janis Joplin. Stona, si ferma, riprende, e cos per i trenta secondi.

DARIO: Lho conosciuto cos: e chi se lo scorda!

Stop al timer. Luce diffusa.

Si va a sedere.

ALIDA: Immaginate una sesta sedia, una sedia vuota, o forse piena di unassenza, perch Rosa, 53 anni, prima cameriera poi commessa, ma soprattutto madre di Andrea, ha rifiutato linvito in trasmissione; e io non obbligo nessuno, n tanto meno supplico; ma sono convinta che da casa anche lei ci sta seguendo.

Un benvenuto ufficiale ai nostri ospiti e atmosfera! Si abbassano le luci, creando unatmosfera pi raccolta.

ALIDA: Conosciamoci, conoscetevi. Se non ora, quando? Romano, mi aggancio subito a lei. Il

suo stato un silenzio eloquente: era emozione o riservatezza?

ROMANO: Nessuno dei due.

ALIDA: E cosa, allora?

ROMANO: Mi mancavano le parole.

ALIDA: Beh, s, capisco Spesso lemozione a strozzare il fiato in/

ROMANO: /Non sono uno che parla molto.

ALIDA: (accomodante) Per stasera sar il suo compito, parlare di Andrea. Lo sa, vero?

ROMANO: Lo so.


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ALIDA: Preferisce che prima faccio alcune domande ai ragazzi?

ROMANO: S, sono curioso quanto lei.

SANDRO: (piano) Cominciamo bene

ALIDA: Sandro, vorrei partire da te.

SANDRO: S.

ALIDA: Andrea era un tuo grande amico. So che vi siete conosciuti per caso; ti va di raccontarcelo?

SANDRO: Andre stava nel mio palazzo, e io lavoravo, che poi ci lavoro ancora, nella pizzeria sotto casa. Un giorno mi ordinano pizza e coca ed era lui. ALIDA: Quindi sei praticamente tornato a casa

SANDRO: In che senso?

ALIDA: Che hai consegnato la pizza nel tuo stesso palazzo.

SANDRO: S, esatto. Lui stava al piano sotto di me, roba che a volte dalla mia stanza sentivo la musica, che poi la metteva bella sparata.

ALIDA: E fino a quel momento qual era il vostro rapporto?

SANDRO: Mah, niente, un ciao per le scale, e qualche bestemmione quando non mi faceva studiare per il volume sparato. (sorride con tenerezza)

ALIDA: Quindi ascoltava spesso la musica?

SANDRO: S s, in pratica tutto il giorno

ALIDA: e la notte?

SANDRO: No dai, in realt rispettava le regole, a parte il volume

ALIDA: E dopo quella sera?

SANDRO: Dopo quella sera sempre insieme, pappa e ciccia. Quando potevamo, ovviamente.

ALIDA: E che facevate insieme?

SANDRO: Boh Ci svaccavamo da lui: musica, film, chiacchierate A volte anche ognuno per cavoli suoi.

ALIDA: E quali erano i suoi, di cavoli?

SANDRO: (sorride, poi) Andre scriveva un botto, e passava una fracca di tempo al computer.

ALIDA: Sul Forum?

SANDRO: S, anche

ALIDA: (a tutti) Andrea ha creato un Forum, tempo fa; un Forum che si chiamava il Club dei 27/

SOFIA: /Club 27, senza dei.

DARIO: (piano) Sofi


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Sofia gli fa la linguaccia.

ALIDA: Su questo Forum si discuteva di arte, di musica, di prospettive, (dopo una pausa) e di morte. (dopo una pausa) Sofia cosa indica questo 27?

SOFIA: Sono tutti artisti morti a 27 anni.

ALIDA: Facciamo un po di nomi?

SOFIA: Bon Janis Joplin Jim Morrison Kurt Cobain Amy Winehouse

ALIDA: Dario, per Janis Joplin che hai provato a cantare Summer time nella tua presentazione?

DARIO: Provato mi sembra la parola giusta (sorride). Comunque Andrea stava in fissa con

Summer time, e pure con Janis: sul Forum ne parlava sempre!

ALIDA: Allora torniamo fra poco sullargomento, ma prima una virata su Paolino: come nato il rapporto con Andrea?

PAOLINO: Oddio, na domanda difficile. Scherzo, dai. nato su internet. Le case editrici

cavevano la puzza sotto il naso, poi quelle piccole vogliono tipo un sacco di soldi che magari il

tuo libro manco te lo leggono. Allora me so messo a cercare tipo su e-bai e ho trovato un po di

gente che correggeva bozze come lavoro, tipo da privati. Lui me sembrava quello pi serio e

allora gli ho voluto fa legge la mia.

ALIDA: Ha avuto difficolt a contattarlo?

PAOLINO: No pe niente. Jho mandato un messaggio e mha risposto tipo subitissimo.

ALIDA: Questo lascia intuire che ci teneva a quel lavoro

PAOLINO: Avoja, era serio quel ragazzo. Anima e cre.

ALIDA: Su questo non ci piove. Dario, torniamo al Forum?

DARIO: Mh mh.

ALIDA: Tu e Sofia avete conosciuto l Andrea: com successo?

DARIO: Andrea era lamministratore del Forum: laveva creato lui.

SOFIA: Dario invece era il rompiscatole. (ride)

DARIO: Grazie, sempre carina tu.

SOFIA: Je te moque, ti prendo in giro.

DARIO: Lo so. (sorride) Comunque vero, un po rompevo perch lidea non mentusiasmava.

ALIDA: Quale idea? Dario, ricordati che siamo in diretta, e la gente non sa nulla di Andrea.

DARIO: Ah gi Cera un megatopic/

SOFIA: /Un topic una discussione, linguaggio della rete.

DARIO: Sofi, mi lasci parlare? Questo megatopic era un po un sunto dei sunti si dice?

ALIDA: Credo di no, ma ti capiamo. (sorride)


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DARIO: Insomma, era un po un riassunto delle cose che si parlavano sul Forum, dove si parlava di un megaprogetto che caveva in testa Andrea. Scusate, ma quando mi emoziono parlo malissimo.

ALIDA: Non ti preoccupare, allinizio succedeva persino a me. Sofia, qual era il megaprogetto?

SOFIA: Da, parli del flash?

DARIO: Oui madame.

SOFIA: Bon. Andrea voleva una rivoluzione artistica, come la chiamava lui: un mega flash mob.

ALIDA: Dario, proviamo a spiegare a chi del nostro pubblico non lo sa che cos un flash mob.

PAOLINO: Io non lo so! (ride)

ROMANO: (piano) Idiota

ALIDA: Allora lo spieghiamo al signor Paolino.

DARIO: Oddio Non so come dirlo E una specie di evento-lampo organizzato da un po di gente, che magari ballano insieme, o fanno qualcosa di protesta, o si pigliano a cuscinate. ALIDA: Non so se sia chiarissimo Diciamo quindi che una forma di manifestazione collettiva? Che pu essere di protesta, artistica, o anche senza uno scopo preciso.

DARIO: Ecco, volevo dire quello. (sorride e guarda Sofia, che gli strizza locchio)

ALIDA: Dunque, Sofia, questo flash mob era piuttosto particolare. Ma possiamo anche dire estremo.

SOFIA: Oui, molto estremo.

ALIDA: Qual era la proposta?

SOFIA: (dopo una pausa) Un suicidio collettivo.

Un lungo silenzio. Alda osserva attentamente tutti gli ospiti.

ALIDA: Romano lei ne sapeva qualcosa?

ROMANO: No

ALIDA: Se la sente di parlarne un po?

ROMANO: No.

ALIDA: Rispetto i suoi tempi, torno dai ragazzi.

SANDRO: Ridicolo

ROMANO: Scusa?

PAOLINO: Ha detto ridicolo.

SANDRO: Niente.

ROMANO: Ah, ecco. Mi era sembrato

PAOLINO: Boh, va beh


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ALIDA: (per smorzare) Dario, tu come hai risposto allappello di Andrea? Se possiamo chiamarlo cos

DARIO: Stavo sempre dietro al topic, senza perdere una virgola. A me allinizio mi sembrava tutta una cazzata, scusa una cavolata, cio uno scherzo. Poi sta cosa si faceva seria, la gente discuteva

ROMANO: E tu con loro.

DARIO: Beh, s. Li seguivo, insomma.

ALIDA: Ed erano tutti daccordo con la proposta, Sofia?

SOFIA: Del flash? No, per niente. Tanti erano incavolati, gli dicevano sei matto, devi farti

vedere da uno bravo.

ALIDA: E voi?

SOFIA e DARIO: Io/

Ridono.

DARIO: Vai.

SOFIA: Merci. Io ero appassionata.

ROMANO: Appassiona una proposta del genere?

SOFIA: Beh, largomento era fico

ROMANO: Ah beh

SOFIA: Cio, volevo andare a fondo. Lui ha proposto il rendez-vous a casa sua/

ALIDA: /Scusa se ti interrompo, ma volevo arrivare proprio qui. Il rendez-vous di cui ha parlato Sofia anche nellintroduzione stata una serata organizzata a casa di Andrea. Per cosa, Sandro?

SANDRO: Perch io?

ALIDA: Perch se non sbaglio non eri daccordo

SANDRO: (sospirando) Andre era super serio con quel progetto, ci credeva un botto. Quando ha visto che cera gente interessata ha deciso di preparare stincontro a casa sua per per farlo, il flash mob.

ROMANO: E voi tutti dietro a fare le pecore.

ALIDA: Aspetti, Romano, mi scusi. Tu, Sandro, sapevi tutto?

SANDRO: Io la pecora non lho mai fatta in vita mia. Comunque non proprio: lui mi raccontava ogni tanto, mi diceva che voleva fare stincontro e che io dovevo starci per forza. E infatti cero.

ROMANO: Appunto, la pecora.

SANDRO: Madonna questo


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ALIDA: (per smorzare) Romano, e del Forum, o della riunione, cosa sapeva?

ROMANO: Io? Purtroppo niente.

ALIDA: Ma com possibile?

ROMANO: Andrea non mi raccontava niente. Forse era troppo impegnato con il gregge

SANDRO: O forse non sapevi/

ROMANO: /Stai zitto.

ALIDA: Buoni Romano, e la madre?

ROMANO: Una stronza colossale.

ALIDA: Ricordo che siamo in televisione Comunque vi sentivate?

ROMANO: Sono anni che non la sento.

ALIDA: Vi siete lasciati male?

ROMANO: E finita quando nato mio figlio.

ALIDA: Se posso per colpa di suo figlio?

ROMANO: Non ci amavamo.

ALIDA: E Andrea?

ROMANO: Andrea cosa?

ALIDA: Che ha fatto?

ROMANO: Stava con lei, e quando ha finito il liceo venuto a Roma.

ALIDA: Quindi gi vi vedevate poco?

ROMANO: Il giusto.

SANDRO: Pf

ALIDA: E com cambiato il suo rapporto con Andrea da quando lui si trasferito a Roma?

ROMANO: Suo di chi?

ALIDA: Di lei, Romano.

ROMANO: Beh, ci siamo sentiti molto poco e/

SANDRO: /Non si sono sentiti manco una volta. Andrea se n andato per/

ROMANO: /per cercare fortuna a Roma. Io avevo il ristorante, a Milano. Gli avevo anche detto di venire a lavorare da me, ma lui voleva fare lartista. SANDRO: Ma per piacere!

ROMANO: (a Sandro) Hai problemi?

ALIDA: Allora, siamo qui per capire tutti insieme. Sandro, mi sembra che tu abbia avuto il tuo spazio/

SANDRO: /C poco da/

SOFIA: /Non interromperla.


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DARIO: No, invece continua, perch qui giusto che si dicono le cose. Scusa, Sofi, ma qui/

PAOLINO: /Va beh, allora famo il t coi pasticcini triccheballacche e semo tutti pi contenti!

ALIDA: (richiamando gli ospiti) Per piacere Per-piacere! Cos non si capisce niente! E che

diavolo. (si ristabilisce il silenzio) Oh, allora, Romano. Ecco, mi sono persa. Ah, s: Andrea era

convinto di venire a Roma?

ROMANO: Assolutamente.

ALIDA: Ma lei crede che stava fuggendo dalla madre?

ROMANO: S, probabile.

SANDRO: (piano) Che bastardo

ALIDA: (per smorzare) E lei, Paolino, sapeva del flash mob?

PAOLINO: No no, zero. Mi ripeto, fino a cinque minuti fa manco sapevo che era, un flash mob. Cio, non sapevo che se chiamava cos, perch poi ogni tanto tipo su iutubb ne ho visti un po. ALIDA: Insomma, Andrea teneva ben separate la vita virtuale da quella reale. Anche se poi il flash mob lo stava organizzando davvero Sofia, su questo, comera Andrea la sera della riunione?

SOFIA: Mh Comera Andrea Bon, era un po matto: andava su, poi gi, poi su, poi gi

DARIO: Io invece lo trovavo un figo, tutto sprintoso, pieno di vita! Oddio, che gaffe

ROMANO: Non ho parole

DARIO: Va beh, nel senso che comunque non si stava fermo un attimo. E poi era super-accogliente, gentile.

ALIDA: Sandro, tu che puoi dirlo, era diverso dal solito?

SANDRO: Quando si fomentava era sempre cos, per hai ragione Sofi: ad un certo punto si buttava gi, si deprimeva, ma era fatto cos di carattere ALIDA: Era un ragazzo ambiguo, insomma

SANDRO: No, era un ragazzo solo.

Silenzio.

Alda, come sopra, guarda le reazioni degli altri ospiti.

ALIDA: Secondo te, perch il flash mob?

SANDRO: Per spaccare il mondo.

ROMANO: Poteva spaccarti la faccia, piuttosto.

ALIDA: (smorzando) Spaccare il mondo in che senso?

SANDRO: Mo te la spacco io.

ALIDA: (alzando il tono) Spaccare il mondo in che senso?


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SANDRO: Era sempre insoddisfatto. Scriveva, faceva i concorsi, chiamava gli editori, ma niente.

PAOLINO: Sai quante ne ho passate io!

SANDRO: E allora voleva svoltare, come diceva lui. Voleva un testamento da paura.

ALIDA: Cio?

SANDRO: Cio lasciare qualcosa di grande, dato che nessuno riconosceva il suo lavoro, i suoi interessi, le sue passioni artistiche, le sue opere. ALIDA: Unazione di scandalo, insomma?

SANDRO: Ma no, non tanto di scandalo Cio, sarebbe stata scandalosa, per il suo obiettivo era pi di protesta che di scandalo. Una protesta scandalosa. Va beh, ci siamo capiti Ecco, era tipo un grido di disperazione.

ALIDA: E perch coinvolgere altri ragazzi?

SANDRO: Mh Secondo me perch per lui era importante non restare solo in questa cosa. La sua idea di arte comprendeva anche la condivisione, e lui sapeva benissimo che campare di arte oggi pi o meno impossibile, soprattutto per i giovani. Certo, mi rendo conto che in questo caso una condivisione un po esagerata Per voleva sconvolgere tutti, e da solo non gli bastava.

ALIDA: Beh, lo ha fatto.

SANDRO: (risoluto) Molto pi di quanto pensate.

Un silenzio.

ALIDA: Dario, la serata com finita?

DARIO: Abbiamo parlato di un botto di cose, eravamo tutti un po mbriachelli, poi niente, il

gioco delluva.

ALIDA: Che sarebbe?

DARIO: Tutti a casa insomma.

ALIDA: Ah, ecco Curiosa come espressione.

DARIO: Mi sa che si dice solo da noi

ALIDA: E perch tutti a casa?

DARIO: Mh Boh. (dopo una pausa) Cio, io non pensavo che

SOFIA: Neanchio

ROMANO: Lavete fregato, insomma.

Silenzio. I due ragazzi si guardano smarriti.

ALIDA: Sandro?

Sandro non risponde.


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ALIDA: Tu sei andato via insieme agli altri?

SANDRO: Poco dopo

ALIDA: E cosa successo in quel poco tempo?

Sandro non risponde.

ROMANO: Dai che ce la fai

ALIDA: Sandro?

SANDRO: Mi ha detto che si uccideva lo stesso. (si commuove)

ROMANO: Ma che ti piangi? Eh? Che ti/

SANDRO: /Beh, permetti che/

ROMANO: /No, non permetto proprio niente! Prendi una cosa tanto alla leggera/

SANDRO: /alla leggera?

ROMANO: e adesso piangi? Perch tu mica ci credevi che lavrebbe fatto davvero.

SANDRO: Cosa?

ROMANO: Piantala, che sei ridicolo!

SANDRO: Vuoi che ti vomito in faccia un/

ROMANO: /Ma che hai da vomitare?

SANDRO: Ah guarda ti assicuro/

ROMANI: /E non darmi del tu perch ho un po di anni e di esperienza pi di te.

PAOLINO: Si plachi, Romano.

ROMANO: E te stai zitto che chiacchieri solo a sproposito.

PAOLINO: Ma come si/

ROMANO: /Ma dove lavete pescato questo, si pu sapere?

SANDRO: Che schifo! Poi uno dice perch ci si ammazza.

SOFIA: Sandro, non esagerare.

ROMANO: Ehi, ragazzino, non ti permettere perch te le faccio vedere.

SANDRO: Che fai te?

ROMANO: Ti aspetto fuori dallo studio, eh. Hai capito?

SANDRO: Ma non vedo lora, guarda!

ROMANO: Non ti permettere! Perch qui la colpa pi vostra che mia!

Sandro accusa e resta in silenzio.

ALIDA: E con questo silenzio, qualche minuto di respiro: pubblicit.

Si spegne la scritta on air.

ALIDA: (a tutti) Prendiamo un po daria che meglio.

Alda esce.


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Romano si alza nervoso, aggiusta la giacca, borbotta.

SANDRO: Che uomo di merda.

ROMANO: Ancora? Tu te le cerchi, eh. Vieni qua vieni.

Sandro si alza.

SANDRO: Che vuoi fare? Sputtanarti anche in televisione?

SOFIA: Sandro, calmati.

DARIO: S Sofi per guarda cio.

SOFIA: La smetti?

DARIO: Scusa Per/

ROMANO: /Io ti ammazzo.

Romano scatta verso Sandro ma Paolino lo blocca. PAOLINO: No no no no no no! Mo basta! SANDRO: Sei ridicolo! Ridicolo!

Dario e Sofia trattengono Sandro.

ROMANO: (a Paolino) Lasciami o ti spacco la faccia pure a te.

PAOLINO: Non me pare il mo/

ROMANO: /Non mi toccare!

SANDRO: Raga io me ne vado. Non ce la faccio a sta qua.

DARIO: Sa, ricordati che siamo qui per Andre.

SOFIA: Bravo Dariuccio.

SANDRO: Ma lo vedi? Guardalo!

ROMANO: Ancora che insisti?

SANDRO: E te credo che insisto!

ROMANO: Ma vai a rompere i coglioni a qualcun altro!

DARIO: Senta, non si permetta!

SOFIA: La smettiamo?

PAOLINO: Ma do sta Alda?

ROMANO: I body-guards

SOFIA: (pi forte) La-smettiamo?

Rientra Alda.

ALIDA: Scusate! Ma che un circo? Possibile che me ne vado un secondo e vi sbranate? Ma siamo al Colosseo? Questa televisione, eh! Ci sono delle regole, qui. Peggio dellasilo! E che cazzo! S, ho detto cazzo: quando ci vuole ci vuole. Oh. Allora. Rimettetevi a sedere perch fra poco torniamo in diretta. Ma guarda te La maestra delle elementari, stasera.


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I ragazzi si siedono. Romano fa un altro giro per lo studio, poi un cenno minaccioso a Sandro, poi si decide a sedersi.

ALIDA: Oh, grazie. Qualcuno vuole acqua?

SANDRO: Ma dategli una tisana!

ROMANO: Ricominci?

ALIDA: Adesso basta davvero!

SOFIA: Sandro, arrte!

DARIO: Ciccia, pure te per. Non che ha due anni.

SANDRO: Ragazzi, non vi ci mettete pure voi che qua non se ne esce.

PAOLINO: Posso di na/

ALIDA: /No, mi scusi Paolino ma mancano pochi secondi alla diretta.

PAOLINO: No va beh, solo che me dispiace tutto sto casino.

ROMANO: Ecco, ci mancava langelo della pace.

ALIDA: (decisa) Cinque alla diretta!

Si riaccende la scritta on air. Assumono tutti una posa pi composta, ma Sandro e Dario dialogano animatamente sottovoce.

ALIDA: (ostentando calma e sicurezza) Bentornati ai molti e benvenuti ai pochi che solo adesso iniziano a seguirci! Questa serata dedicata ad Andrea, lo ricordiamo per il bene di tutti.

SOFIA: (piano agli altri due) Ragazzi smettetela. Dai, Da

ALIDA: Abbiamo imparato a conoscerlo un po grazie agli ospiti di questa sera. Ma adesso, A bruciapelo, dove i nostri ospiti (verso gli ospiti) Sh! (Dario e Sandro si zittiscono. Alda di nuovo al pubblico) diventano protagonisti con tre domande scottanti cui rispondere solo s ono. Dario, partiamo da te. A seguire, per la regia, Sandro, Sofia, Romano e Paolino. Dario, prenditi il tempo che vuoi, ma solo s o no, in tutta sincerit. DARIO: Ok. Quindi posso pensarci?

ALIDA: S, ma sincero.

DARIO: Ok.

ALIDA: Luci, grazie.

Buio in studio. Un fascio di luce che cala su Dario e uno su Alda. ALIDA: Dario, sei stato bene la sera della riunione a casa di Andrea? DARIO: S.

ALIDA: Hai mai pensato che ti saresti davvero ucciso con lui?

DARIO: (dopo una pausa) No


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ALIDA: Pensi di averlo illuso?

DARIO: Oddio

ALIDA: Solo s o no, Dario. Nientaltro.

DARIO: Forse/

ALIDA: /Solo s o no.

DARIO: (dopo una pausa) S. (sottovoce) Un po

Si spegne il fascio di luce su Dario e si accende su Sandro.

ALIDA: Sandro, ritieni di essere stato davvero un buon amico per Andrea?

SANDRO: S.

ALIDA: Pensi che avevi davvero capito il suo malessere, quando era ancora in vita?

SANDRO: (dopo una pausa) No

ALIDA: Ti ritieni in parte responsabile della morte di Andrea?

Un lungo silenzio.

SANDRO: No.

ROMANO: Io avrei detto s.

ALIDA: (urlando) Silenzio assoluto!

Si spegne il fascio di luce su Sandro e si accende su Sofia.

ALIDA: Sofia, pensi che Andrea avesse qualche disturbo mentale?

SOFIA: (dopo una pausa) S.

DARIO: (piano) Ma sei impazzita?

ALIDA: Per-piacere!

DARIO: Scusa. (piano a Sofia) Dopo ne parliamo.

ALIDA: Andrea ti metteva a disagio?

SOFIA: (dopo una pausa) S.

ALIDA: Avevi immaginato che si sarebbe ucciso anche da solo?

SOFIA: (dopo una pausa) S.

Si spegne il fascio di luce su Sofia e si accende su Romano.

ALIDA: Romano, se potesse tornare indietro, cambierebbe qualcosa nel rapporto con suo

figlio?

ROMANO: No.

ALIDA: Se potesse tornare ancora pi indietro, rifarebbe un figlio con Rosa?

ROMANO: No.

Dopo un silenzio.

ALIDA: Pensa di essere stato un buon padre?


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ROMANO: (dopo una pausa) S.

SANDRO: Buffone

ALIDA: (urlando) Ho detto silenzio!

Si spegne il fascio di luce su Romano e si accende su Paolino.

ALIDA: Paolino, si fidava della professionalit di Andrea?

PAOLINO: Avoja!

ALIDA: Solo s o no.

PAOLINO: S s.

ALIDA: Il suo romanzo le sembra migliorato con gli interventi di Andrea?

PAOLINO: Avoja! Ce lho qui per caso e/

ALIDA: /No, mi spiace, non/

Paolino, alzandosi e senza ascoltare Alda, mostra la bozza del proprio romanzo Essere e tuttofare. Le voci si sovrappongono. Gli altri ospiti restano allibiti.

PAOLINO: /Aspettavo sto momento da anni. Grazie Alda perch me lhai servito.

ALIDA: Paolino, la smetta!

PAOLINO: Essere e tuttofare: il capolavoro della mia vita.

ALIDA: Si fermi immediatamente!

PAOLINO: Non un romanzo, un viaggio interiore, na ragione desistere.

ALIDA: Adesso basta!

PAOLINO: la pagina che tutti vogliono leggere, che tutti ci piace annusare.

ROMANO: (sbottando a ridere) Questo sta fuori come un balcone!

SOFIA: Che faccio, chiamo la polizia?

PAOLINO: La mejo autobiografia che potete trova.

ALIDA: Regia, staccategli il microfono.

SANDRO: Ma stiamo scherzando?

PAOLINO: (sfogliando la bozza) 100 pagine de godimento pe 10 euro de portafoglio.

DARIO: Raga, non so se ridere o piangere, vi giuro.

ALIDA: Regia, il microfono!

PAOLINO: Barini Paolino: n omo, nesperienza.

ROMANO: (continuando a ridere) Siamo alla frutta!

SANDRO: Ma che ti ridi? Digli qualcosa piuttosto!

ROMANO: Ah guarda, io me ne lavo le mani.

ALIDA: Paolino, non mi costringa a mandare la pubblicit.

PAOLINO: Niente editori tra le palle: prezzo amico che ho deciso io medesimo.


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ALIDA: Assurdo! Mai avuti ospiti tanto indisciplinati e ignoranti!

DARIO: Oh Sa, che famo?

SANDRO: E che devi fare?

SOFIA: Picchialo, Dario! Fallo per me! (ridacchia)

PAOLINO: (sorridendo) Se comprate la bozza cavete anche lautografo. E la foto mia in copertina dietro.

ALIDA: Pubblicit. Regia, pubblicit!

Si spegne la scritta on air.

Gli altri ospiti applaudono.

PAOLINO: (cambiando completamente umore) Emb? Che sta cosa?

ALIDA: Questo siparietto nauseante.

PAOLINO: Ma che davero? So venuto solo pe questo e me se nterrompe pure?

ALIDA: La invito immediatamente a lasciare lo studio.

Un silenzio.

ALIDA: Sono serissima.

PAOLINO: (sbattendo in terra la bozza del romanzo) Ma vaffanculo va, voi e sta trasmissione de mmerda.

ALIDA: (nel rumorio generale) Porti rispetto, per me, per la trasmissione e per gli ospiti. E soprattutto per Andrea.

PAOLINO: Ma sti cazzi di Andrea, tanto schiattato!

Sandro ha uno scatto dira e si alza per andargli contro, ma Dario e Sofia riescono a trattenerlo. SANDRO: Io tammazzo!

ROMANO: (a Paolino) Ma vedi di sparire va!

Esce. Sbaglia uscita.

PAOLINO: Da do cazzo se esce?

Esce sbraitando.

Romano raccoglie la bozza e gliela tira contro.

ROMANO: Pulisciti il culo con questa, coglione!

ALIDA: Chiedo scusa al pubblico in studio, ma evidentemente la colpa non mia. (agli ospiti) Vi prego di riprendere posto e ristabilire la calma. Uno cos non merita niente. (sbottando allimprovviso verso il lato da cui uscito Paolino) Coglione! (si riaggiusta riacquistando unapparente calma) Voglio vedere se riusciamo ad andare avanti

SANDRO: Io se lo rivedo gli rompo il culo.

ALIDA: Stiamo tranquilli. Risolveremo tutto. (tra s) Che c adesso? Ah, s.


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SOFIA: Non possiamo interrompere la trasmissione?

ALIDA: (sbottando) Adesso basta, eh!

DARIO: (tra s) Ahia

ALIDA: (tirando un grande sospiro e riaggiustandosi) Dieci alla diretta. Vi prego di mantenere la calma. Mai successa una cosa simile. Assurdo Regia, voglio i contatti di quelluomo, sia chiaro.

Si accende la scritta on air.

ALIDA: (nervosa ma contenuta) Questo un programma libero, ma le poche regole che lo strutturano devono essere rispettate. Come vedete, un ospite ha lasciato lo studio, e non penso che meriti spiegazioni. Tengo solo ad informarvi che mai ho incontrato una persona tanto incivile e irrispettosa. Ma adesso, andiamo avanti, grazie anche alla pazienza degli ospiti che sono ancora qui con noi. Come sapete, arriva il momento Jolly, un ultimo evento-sorpresa di cui gli ospiti non sono a conoscenza. Regia, luci. (una striscia di luce precisa nella zona centrale del palco) Prego tutti e quattro di venire qui in piedi e guardare lo schermo. (i quattro si alzano e si dispongono in riga) Quando la regia pronta Appare sullo schermo una foto in primissimo piano di Andrea sorridente.

SANDRO: (emozionato) E questa come c finita qui?

ALIDA: (continuando) Per questa sera ho pensato al Parla con lui. Vi invito a guardarlo, prendere il vostro tempo e, quando volete, rivolgervi direttamente a lui, con tutta la sincerit che vi appartiene. Questa volta non sono davvero ammessi interventi degli altri. Non c un ordine preciso: chi vuole, quando vuole, se vuole.

Un lungo silenzio in cui i quattro ospiti non staccano gli occhi dalla foto, ma esitanti non riescono a prendere parola.

SOFIA: Va bene inizio io. Non facile. (una lunga pausa) Forse sono stata un po dura

stasera. Rivederti qui mi fa impressione: la stessa foto che mi hai mandato quando ci siamo sentiti en priv sul Forum (Dario la guarda perplesso). Quando lho aperta pensavo che sei bello. (Dario la guarda di nuovo) La sera del rendez-vous non te lho detto, ma tu mi ricordi il mio ex; anche lui era un artista, per lui riuscito a fare il tour per lEuropa, vivendo per strada con la chitarra e le palline da giocoliere e lasciandomi qua, toute seule. La libert bisogna conquistarla, no? (una pausa) Quella sera ci sono stata DARIO: (piano) Ma che cazzo

ALIDA: Sh!

SOFIA: perch mi ricordavi lui, moltissimo. Appena ho visto la foto lho pensato. E sono stata male. Per finita l. Eri pazzo, Andrea, o forse lo eri diventato. (una pausa) Un mio


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amico mi ha chiesto se ho sentito le farfalle nello stomaco; non sapevo che voleva dire. Adesso

lo so. Ma non montarti la testa. (sorride)

Un lungo silenzio. Dario si incupito.

SANDRO: E incredibile (pausa) Io me lo ricordo quel sorrisone. Stavi facendo il caff, e io facevo il cretino con la tua reflex. Il mega-zoom venuto per sbaglio, non sono molto capace con ste cose; poi ti sei girato e hai spalancato la bocca. Ti ho acchiappato al volo, perch poi ti sei coperto la faccia con la mano. Ti lamentavi sempre di quanto venivi male in foto, e io quella volta ti ho fatto stare zitto. Ti ricordi? Ti ho detto Ma quanto sei bello!. E non stavo scherzando. Poi quella sera mi hai dato la copia delle tue chiavi di casa. Cazzo, che regalone.

Dopo un silenzio.

ROMANO: Io neanche lo riconosco.

Un lungo silenzio, in cui Sandro si prende la testa tra le mani.

DARIO: Boh La vita ci frega sempre. Tu ti fai unidea della gente (guarda Sofia), delle cose, ti fai delle sicurezze, e ti fai delle illusioni, poi (pausa) Sandro prima ha detto che avevi pochi amici; anchio ho pochi amici. (pausa) Quella sera pensavo di aver trovato un amico, un amico di cui fidarmi. (pausa) Ma la vita ci frega sempre.

Un lungo silenzio.

ROMANO: Voglio dirti unultima cosa, ora che posso guardarti in faccia. Voglio dirti che tutta colpa di tua madre, che non merita neanche di essere chiamata cos, e io e te questo lo sappiamo benissimo. tutta colpa sua perch lei che ti ha tirato su, per modo di dire. E infatti ti ha tirato su male, (Alda passa lo sguardo dalla regia a Romano: la regia le fa segno che Rosa ha chiamato in studio) ti ha riempito la testa di briciole, e ti ci ha fatto finire lei cos. leiche ti ha ammazzato.

ALIDA: (subito) Mi rendo conto dellimportanza delle cose che avete detto ma attenzione perch manca un ultimo intervento importante: dalla regia mi dicono che abbiamo in collegamento Rosa, la madre di Andrea.

Luci in studio.

ALIDA: Buonasera Rosa, mi sente?

ROSA: (in voce) Buonasera un cazzo. Ho visto la puntata

ALIDA: Moderiamo le parole!

ROSA: perch volevo guardare in faccia luomo che sta l e che non so dove trova il coraggio

di dire certe cose e di offendermi cos.

ROMANO: Quanto tempo!

Problemi col collegamento telefonico.


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ALIDA: Regia, non la sentiamo pi. ancora al telefono?

ROSA: (continuando il discorso, come se non si fosse accorta dei problemi alla linea) quindi ripeto che una trasmissione vergognosa e aggiungo che mio figlio non un pupazzo che si pu sbattere e potete sputtanarlo davanti alla gente che vi guarda. ALIDA: Moderazione!

ROSA: E mi riferisco a tutti voi, nessuno escluso, anche il pubblico in studio che sta l come deficienti

ALIDA: Non mi costringa a chiudere la/

ROSA: senza dire niente e la gente da casa che per ridere delle sciagure della gente non

vuole cambiare canale.

ALIDA: Mi lascia rispondere?

ROSA: No non lascio proprio niente, tanto ho finito.

ALIDA: Le ricordo che/

ROSA: /Non mi interrompa! Se no mi perdo il filo.

ALIDA: La interrompo invece, perch lei ha rifiutato linvito/

ROSA: /S va beh va beh.

ALIDA: Guardi che le sto facendo un favore!

ROSA: Ma quale favore! Non sia ridicola anche lei!

ALIDA: La fiera degli incivili stasera!

ROSA: E finisco appunto/

ALIDA: /Eh, finisca in fretta va.

ROSA: (alzando il tono) Finisco dicendo a quello l che in televisione si pulito la coscienza

ROMANO: Non mi sono pulito un bel niente!

ROSA: che mi fa schifo e che stasera non si di certo salvato il culo

ROMANO: (sfottendo) Ellall

ROSA: perch una donna non si tratta come una puttana

ROMANO: Ma fammi il piacere!

ROSA: sbattendola quando gli pareva e facendo le sue porcate trattandomi come una

bambola gonfiabile

ROMANO: Ma stai zitta!

ALIDA: Romano, la lasci finire.

ROSA: cos come ha fatto con tutte le cameriere del ristorante

ROMANO: Scusa?


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ROSA: perch bisogna dirlo che quando la sera mi scopava il giorno se ne era fatte almeno due nel cesso del ristorante.

ROMANO: Perch non vieni a dirmele in faccia queste stronzate?

ROSA: A un figlio non si sbatte la porta in faccia; Andrea non si tratta come un aborto, e non si

compra con i soldi di un men per turisti.

ROMANO: Bella questa! Quasi quasi me la segno!

ROSA: E davanti a un figlio non si scappa cagandosi addosso come ha fatto quello, che si fatto aspettare, perch qui le cose bisogna dirle, per un mese! Tutti i giorni al ristorante senza mai farsi vedere

ROMANO: Mai sentito la parola impegni?

ROSA: e quel povero cristo che continuava ad andare e sperare di trovarlo. (urlando) Vigliacco!

ROMANO: Vigliacco a me non me lo dici, hai capito?

ROSA: Io non smetto mai di pensare a mio figlio (si commuove e alza il tono), perch gli sono

stata una madre affettuosa e piena damore.

ROMANO: Guarda come lha conciato il tuo amore!

ROSA: Stai zitto bastardo! Io ho sbagliato solo di non capire la sua passione artistica che non si trovava bene con questo mondo di merda! Lunica cosa che mi vergogno rivedere la faccia di quello l

ROMANO: E cambia canale, no?

ROSA: che non stato un padre n un compagno n niente; una vergogna che mi resta

finch non vado da mio figlio in paradiso.

ROMANO: E vedi di andarci presto!

ROSA: Quello l invece brucer allinferno, perch spero che esiste un inferno, e se non esiste spero che qualcuno lo inventa per lui. quello che merita.

ROMANO: Brava! Poi voglio nome e cognome di chi ti ha scritto questo pezzo. Io me ne vado.

SANDRO: (tra s) Che teste di cazzo tutti e due

ALIDA: Un momento, per cortesia. Rosa, ancora in linea? Rosa? (alla regia) E ancora in

linea? Niente. Io mi permetto di dire che se Rosa vuole instaurare un dialogo civile, e

sottolineo civile, pu richiamare in trasmissione, perch sarebbe bene capire un po di cose da

tutto ci che ha appena detto.

ROMANO: E stato un piacere.

ALIDA: Romano, la prego di restare, anche perch siamo a fine trasmissione.

ROMANO: Queste sono calunnie! Io la denuncio per diffamazione!


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ALIDA: Romano, la prego di restare.

SANDRO: Che fai, scappi con la coda tra le gambe?

ROMANO: Non mi sfidare, ragazzino. (ad Alda) Resto, ma lei mi lascia rispondere a quella

donna. Mi lascia rispondere?

ALIDA: Se abbiamo/

ROMANO: E una domanda retorica: lei mi lascia rispondere.

Romano si siede, nervoso.

SANDRO: E che altro avresti da dire?

ROMANO: (sbottando) Ti spacco la faccia!

SOFIA: Possiamo dimostrare tutti un po di civilt?

DARIO: A Sofi, non ricominciare con le tue sparate, eh.

SOFIA: Che c, ti brucia che lho baciato?

DARIO: Ma che vuoi?

ALIDA: Calmi tutti!

SOFIA: Voglio che ti accorgi che hai la testa tra le nuvole.

DARIO: Quanto sei falsa

SOFIA: Ti sei fatto strane idee.

DARIO: Eh s, campate dal nulla, vero?

SOFIA: Che vuol dire?

ALIDA: Ragazzi, adesso basta!

DARIO: Che me le sono inventate, le strane idee?

SOFIA: S.

DARIO: E perch non mi hai detto niente?

SOFIA: Non sei il prete dove confessarmi.

DARIO: E quando facevi la carina?

ALIDA: Ho detto basta!

SOFIA: E il mio carattere.

DARIO: Fai cos con tutti?

SOFIA: Beh, s. E tu lhai presa troppo seriamente.

DARIO: Certo Ho gli occhi foderati di prosciutto, no?

SOFIA: S.

DARIO: Che stronza

ALIDA: (urlando) Insomma! E tutte cos stasera

DARIO: Io questa non la voglio pi vedere.


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SOFIA: Sai quanto ci perdo

DARIO: Vaffanculo!

SANDRO: (frapponendosi) Alda, posso fare unultima richiesta? Avrei un omaggio per la famiglia di Andrea.

ROMANO: Ancora che parli? Io pretendo di rispondere a quella donna.

ALIDA: State buoni, per cortesia. Allora, prima lintervento di Sandro, poi la risposta di Romano.

ROMANO: Che cazzo significa? Non ha senso.

ALIDA: Romano, adesso a lei che sto facendo un favore: chiuder la trasmissione.

ROMANO: Va beh Libero di dire quello che voglio, per.

SANDRO: (tra s) Vediamo che avrai da dire ancora.

Alda guarda la regia e d lok a Sandro, che va verso il centro dello studio.

ROMANO: (ironico) Stupiscimi, ragazzino.

DARIO: Che fai, Sa?

SANDRO: Tappo la bocca a tutti quanti.

ROMANO: (tra s) E vai con lo show Da quanto te leri preparato?

Sandro tira fuori la Biografia di un uomo qualunque scritta da Andrea e dedicata al padre. ROMANO: Bene! Pronti a cacciarne un altro?

SANDRO: La Biografia di un uomo qualunque lunico libro compiuto di Andrea, e non sto qui per pubblicizzarlo. la biografia di suo padre, o meglio, del padre che avrebbe sempre voluto avere.

ROMANO: (tra s) Dio santo

SANDRO: (senza curarsi di Romano) Andrea lha fatta leggere alla signora che abbiamo sentito poco fa, non avendo del padre neanche lindirizzo mail. La risposta di sua madre stata Tuo padre non cos. Tuo padre non esiste. Non credo di dover aggiungere altro. Questa bozza quella originale, firmata da lui; lho raccolta con le mie mani a casa sua. (dopo una pausa e stringendo la bozza tra le mani) Andre, questo il tuo flash mob.

Sandro d un ok alla regia e si siede. Calano le luci in studio e parte un video sullo schermo, che tutti i partecipanti alla trasmissione, Alda inclusa, si voltano a guardare: Andrea in casa; stringe in mano la bozza della biografia e, guardando nella piccola telecamera che lui stesso ha fatto partire, dice Per mamma e pap; per unItalia piccola cos.

Si avvicina al soppalco del letto e si stringe una sciarpa appesa a cappio intorno al collo.

Buio.


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