Che pastiss a Vila Beatriss!

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Che pastiss

a Vila Beatriss!

commedia comicissima in due atti di

TREMAGI

(Posizione SIAE n° 103597)

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PERSONAGGI

Dotor Primo Neurotti, médich

PRI

Renata, soa fomna

REN

Dotor Giulio Squarta, chirurgi

GIU

Dotor Livio Reuma, médich

LIV

Gilda Chiappa, ex inferméra

GIL

Sergio, fieul ëd Gilda

SER

Prof. La Salma, diretor dla Vila

PRO

Tòta Orsolina, cap-inferméra

ORS

N’inferméra

IN1

(l’infermiera può essere una sola)

N’àutra inferméra

IN2

(l’infermiera può essere una sola)

Civich

CIV

Monsù Garetto, degent

GAR

Sandra Reuma, sorela ‘d Livio

SOR

Scena:

L’azione si svolge nello studio dei medici della Casa di Cura e Riabilitazione Funzionale “Villa Beatrice”. Sul fondo, grandi finestroni al centro danno sull’esterno, per cui si deve vedere il paesaggio: case, alberi, una porzione del nosocomio o simili a piacere. L’esterno delle finestre sarà utilizzato dagli attori per cui dovrà essere agibile. A fianco delle finestre, da un lato una libreria e dall’altro un poster o grande quadro di tema medico. Una porta sulla parete alla sinistra del pubblico dà sul corridoio che va ai reparti, una sulla parete di destra permette l’accesso ai servizi igienici. Un paio di scrivanie, mobiletto con telefono, quadri, riviste, magari una bacheca con appesi estratti, circolari e avvisi. Vicino alla porta del corridoio un attaccapanni con appesi cappotti, impermeabili, giacche, ecc. Sui mobili vi sono oggetti e strumenti vari di uso medico.


Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 1°

PRIMO ATTO

Scena I

(Primo e Giulio)

(UN  OROLOGIO   A  PARETE  SEGNA  LE    10.45  E  L’ORA  AVANZA  INSIEME

ALL’AZIONE DELLA COMMEDIA)

PRI    (È SEDUTO ALLA SCRIVANIA E SCRIVE; DOPO UN MOMENTO SI ALZA IN PIEDI E

DECLAMA IL DISCORSO CHE EVIDENTEMENTE STAVA SCRIVENDO) “…e per

questo, in un’epoca in cui tutto il mondo si rivolge alla professione medica come a

una  guida  e  a  una  sicurezza  che  sia  garante  dei  più  alti  livelli  di  tecnica,

professionalità,   dedizione…  ehm…”    (LEGGE  SUI  SUOI  FOGLI)  “…ed  anche

insegnamento, io chiedo a voi, amici neurologi, ed ai colleghi che da lontano e da

molti paesi…” (INDICA COL DITO VARI PUNTI DELL’IMMAGINARIO UDITORIO)

“…Australia, Canada, Pakistan, Bulgaria… a voi tutti chiedo di ricordare le parole

del giuramento di Ippocrate...” (ENTRA IL DOTT. GIULIO SQUARTA CON UN

VASSOIO DI DOLCI)

GIU   La torta i veuj tajéla mi, neh… i veuj pròpi dijlo, a col chirurgo taja-tripe, ch’as

riserva ‘l cotel per tajoché ij cristian… ëd dani a na fa già an sala operatoria ch’a

basto  e  a  vanso.  (RIDACCHIA;  PRIMO  GLI  LANCIA  UN’OCCHIATACCIA)  Mè

carissim coléga dotor Primo Neurotti… cerèa col ësgnor!... It veule na pasta?

PRI      Lassme perde, Squarta. It vëdde nen ch’i l’hai da fé?

GIU    E mi no? A l’è già ‘ncamin ch’ai riva ij primi congressista e i soma ‘nt le curve con

ij preparativ… Da sì tre dì a j’è ‘dcò la recita per ij “degenti” e i l’oma ancaminà le

preuve mach ier sèira… A propòsit… it sas se tòta Orsolina a l’ha lassame ‘mbelessì

ij costum?

PRI       (MOSTRANDOGLI I FOGLI) I son ancamin ch’i cerco da ‘mparé sossì a memòria, at

dispias?

GIU   Còs a l’è? Ël discors ëd presentassion ëd la recita?

PRI      A l’è ‘l mè discors per ël congress dë stamatin.

GIU    (DISINTERESSATO) Ah, col discors-lì? (CERCA IN GIRO PER VEDERE SE CI SONO

I COSTUMI) Pijëtla pì tranquila… chi ‘t veule ch’a nomino primari dla neurologia,

se nen ti, ch’i të s-ciame “dotor Primo Neurotti”?

PRI      It veule dì che ti it fase ‘l chirurgo mach perché i të s-ciame “Giulio Squarta”?

Magara at anteresserà savèj che ij mè coléga neurologi, dal Perù al Giapon, a

treuvo ch’a vala la pen-a ‘d fesse ‘n viagi fin-a ‘mbelessì ‘dcò per sente la mia

relassion!

GIU     Euh, i lo chërdo!... Tute le spèise pagà, viagi comprèis… Tre dì a gratis al Grand

Hotel… disné e sin-a… (PRIMO RIPRENDE A STUDIARE IL SUO DISCORSO,

INTANTO GIULIO HA TROVATO I COSTUMI; DURANTE IL DIALOGO CHE SEGUE

LI TIRA FUORI E CONTEMPORANEAMENTE MANGIA UN DOLCE) Ecco… Bele fàit.

A che ora ch’as ancamin-a?

PRI    (CONCISAMENTE) Mesdì.

GIU     Ah, beh… (GUARDANDO L’OROLOGIO) A j’è ‘ncora pì ‘d n’ora... Bon-a fortun-a.

PRI    Grassie.

GIU   It ses agità?

PRI    Sì.

GIU     E dài!… Preòcupte nen… S’it l’avras da manca d’un tranquilànt, con dosènt

neurologi lì davanti an sala, ëd sicur quaidun al-l’avrà da dete!


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Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 1°

PRI      (GLI DÀ UNO SGUARDO GELIDO E RITORNA AL SUO DISCORSO) “…di più alti livelli di tecnica, professionalità, dedizione e insegnamento, io vi chiedo… cari colleghi e amici neurologi…”

Scena II

(Renata, Primo e Giulio)

REN   (ENTRANDO) Scusa ‘n moment, Primo...

PRI    (ESASPERATO) Òhi, Renata!… Ma it bute ‘dcò ti?

REN     (SENZA DAR MINIMAMENTE PESO ALL’ACCOGLIENZA CHE IL MARITO LE HA

RISERVATO, PORGENDO UNA BANCONOTA) It l’has da cambié? Mi servono per il

parchimetro.

PRI    Sto cercando di prepararmi per il discorso... (CERCA IN TASCA LE MONETE)

REN     Si, certo… scusa, eh… i vorerìa nen pijéme na bela multa… Ciao, Giulio...

GIU   Buongiorno, Renata... It ses ëvnùita per la… (CON ENFASI) “Tavola Rotonda”?

REN   Beh, as capiss!... È naturale, no? Potevo mancare al grande giorno di mio marito?

PRI    Il grande giorno di tuo marito sarà un fiasco se i ‘mparo nen ës discors…

REN   Ma se ier sèira it lo savìe benissim…

GIU   (PORGENDO IL VASSOIO) It veule na pasta?

REN   No, grassie.

GIU   A son na bontà! A l’ha faje la suora dël reparto “Malattie Infettive”.

REN   (RIFIUTA CORTESEMENTE) Grazie, no... Li mangerò durante il rinfresco.

PRI    (HA CONTINUATO PER TUTTO IL TEMPO A CERCARE NELLE TASCHE) Squarta, it

l’has pa ‘d moneda? (A RENATA) Come mai sei venuta così in anticipo?

REN   Il professor La Salma mi ha chiesto se potevo stare con te a dare il benvenuto ai

partecipanti e accompagnarli nella sala delle conferenze.

GIU   (PORGENDO LE MONETE A RENATA) Ses euro. A basto?

REN   (PRENDENDOLE) Benissim, grassie. At jë rend peuj Primo, neh… (A PRIMO) Visto

che poi magari avremo altro a cui pensare, it faso adess j’augùri per la toa

relassion. (GLI STRINGE LA MANO E LO BACIA SULLA GUANCIA)

PRI    (DISSIMULANDO) Grassie, grassie…

REN   Sarai bravissimo.

PRI    Grassie…

REN   It ses nervos?

PRI    Sì.

REN   Dottor Squarta, ci vediamo nella sala conferenze.

GIU   No, Renata. Mi i ven-o nen al congress. Ho da fare cose ben più importanti.

PRI    Grassie, Squarta…

GIU   (SEMPRE A RENATA) Devo fare le prove della recita per i degenti.

REN     Ah, già… la recita che preparate tutti gli anni nell’anniversario di “Villa Beatrice”!

Chissà  che   bel  lavoro   che   preparate   quest’anno   che   la   clinica     compie

cinquant’anni!... It la fase ‘dcò ti st’ani, Primo?

PRI    (SECCAMENTE) Còs i duvrìa fé, mi?

GIU   La recita dij sinquant’ani ‘d Vila Beatriss.

PRI       I l’hai già fàit la gavada d’organisé ‘l congress ëd neurologia, per ij sinquant’ani ‘d

Vila Beatriss… fin-a con ël mè discors inissial e na mia relassion sientìfica… davanti

a dosent specialista da tut ël mond… i l’hai pròpi nen temp per le vòstre boricade!

REN   A dite la verità… mi sa che i duecento neurologi sarebbero molto più contenti se

invece della conferenza tu li portassi alla recita. (ESCE RIDENDO; RIDE ANCHE


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Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 1°

GIULIO, CHE PERÒ SUBITO SI BLOCCA, NOTANDO LO SGUARDO RAGGELANTE DI PRIMO)

Scena III

(Primo, Livio e Giulio)

PRI    (RIPRENDE) “Vi chiedo, cari colleghi ed amici neurologi…”

LIV       (ENTRA SALUTANDO VERSO L’ESTERNO RENATA, APPENA USCITA) Arvëdse,

madamin… (VERSO PRIMO) Ah, it ses sì…

PRI    (SCONFORTATO) Oh, vaca tèra!...

LIV       (SI TOGLIE IL CAMICE E PRENDE LA GIACCA DALL’ATTACCAPANNI) Ciao, Giulio.

GIU   Ciao, Livio. It vade pa via, no? A j’è le preuve dla recita…

LIV       No, no, ij son… (A PRIMO) I veuj fete j’auguri pì sincer.

PRI      Grassie, grassie…

LIV       I vurerìa nen esse a tò pòst…

PRI    (CONTINUANDO A CONCENTRARSI SUI SUOI FOGLI) I lo sai.

LIV       Grande giorno, eh?

PRI    Sì.

LIV       It ses agità?

PRI    Sì! Ma con dosent neurologi ant la sala, un tranquilant i lo treuvo ‘d sicur.

LIV       (INGENUAMENTE) It l’as da manca d’un tranquilant?

PRI    (ALZANDO LA VOCE) No! Livio, i son ancamin ch’i cerco ‘d prepareme ‘l discors!

LIV       Ah, giust. Alora it lasso ‘ndé avanti...

PRI    Grassie tante. (PRIMO SI CONCENTRA NELLA LETTURA DEI FOGLI)

LIV       (DOPO UN MOMENTO) Ma it veule ‘mparélo tut a memòria?

PRI    Almeno ij preuvo!

LIV       (IMPRESSIONATO) Bòja, che testa! E pensé che mi i treuvo dificil ricordéme la mia

part ëd la recita!... Dì, Giulio… come a të smija ch’a sìo ‘ndàite le preuve, ier sèira?

GIU     Bin, bin… A l’era mach la prima vòlta ch’is trovavo…

LIV       (A PRIMO) Deh, i deuvo intré… andé da l’inferméra dl’ortopedìa, ch’a fa la part

principal e dije: “Stretta di prua e larga di poppa!”… (RIDE; POI SI FA SERIO,

COLTO DAL DUBBIO; A GIULIO) Ma it ses sicur ch’a farà rije?

GIU   As pisseran a còl.

LIV       (PERPLESSO) Mah… mi sta batùa i la capisso nen…

PRI    (CERCA DI CONVINCERLO AD ANDARSENE) Livio, ma ti it duvrìe nen esse ant ël

tò gir ëd visite?

LIV       I l’hai pen-a finì. (GUARDANDO PRIMO CON AMMIRAZIONE) Che gran giornà! Chi

a l’avrìa mai dìlo, quand ch’i fasìo l’Università, che ‘n bel dì, ansima a col pùlpit, it

sarìe stàje ti?...

PRI    Già… ma s’it la piante nen lì da ciaciaré, ansima a col pùlpit i starài ciùto come ‘n

buràcio.

LIV       Ah, già… scusa… It veule ch’it pija quaicòs da bèive? Un cafè?

PRI    (SPAZIENTITO) No, grassie!

GIU    (CERCA DI CONVINCERE PRIMO) Ma s’ai fùissa mach da fé la comparsa… sensa dì

gnente… am mancherìo tre o quatr personagi… per esempi ël mòrt…

PRI    Per cola part lì ciamje al professor La Salma!... Sent, fame ‘l piasì, cheuj tuti ij tò

strass e va a canté ant n’àutra cort!

GIU      I l’avìa pensà che i podìo pijè un mòrt da le camere mortuarie, ma coj dl’anatomia

patologica a l’han nen vorsùne savèj… ròbe da mat, gnanca s’a fùissa ròba soa!


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Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

Scena IV

(Orsolina, Primo, Giulio e Livio)

ORS

(ENTRA SPINGENDO UNA BARELLA CON SOPRA QUELLO CHE PARE UN CORPO

COPERTO DA UN LENZUOLO) Buongiorno, dottori…

PRI

(SBOTTA) Ma ‘nsoma, là!... A smija da esse al pronto soccorso!

ORS

Euh, che neuròlogo nervos!...

PRI

Tòta Orsolina, costassì a l’è la “Sala Medici” e a duvrìa esse privà.

ORS

(CON NONCURANZA) Sì, i lo sai.

GIU

(A PRIMO) Ma per piasì, i soma pa al “Sancta Sanctorum”… (A ORSOLINA) A l’ha

fàit benissim a vnì sì, Orsolina… ch’a së scusa nen.

ORS

Scuseme? Am passa gnanca per l’anticamera!

LIV

(RIFERENDOSI ALLA BARELLA) A l’è un ch’i conòsso?

ORS

(SOLLEVANDO IL LENZUOLO) Ij premi dla loterìa… (LA BARELLA È CARICA DI

PACCHI, GIOCATTOLI E ROBA VARIA)

LIV

Ah, bene! A l’ha damanca ‘d na man?

ORS

Grassie, dotor Reuma... Li terremo nella camera mortuaria fino a dopodomani.

GIU

Orsolina, as ricòrda che i l’oma le preuve?

ORS

Che preuve?

LIV

Le preuve dla recita per ij malavi, no?

ORS

No, no… st’ani i l’hai nen temp. I l’hai d’àutr da fé che la recita, mi. (ESCE CON LA

BARELLA)

LIV

(ESCE DIETRO DI LEI) Orsolina… magara chila a peul spieghéme còs a veul dì

“Stretta di prua e larga di poppa”...

GIU

A l’è nen possibil che tute le vòlte ch’as fa na batùa a dopi sens a venta spieghéila

mila vòlte a Livio…

PRI

(IMPERATIVO) Giulio! It veule piantéla lì e sté ‘n pòch ciùto? O magara andétne a

le preuve dla recita?

GIU

(CANZONATORIO) Bòja fàuss, che autorità!... It vëddo pròpi bin, come primari dla

neuro, dotor Neurotti…

Scena V

(La Salma, Giulio e Primo)

PRO

(ENTRA) C’è il dottor Neurotti da qualche parte? (SI FERMA NEL VEDERE GIULIO,

CHE NON RICONOSCE) E lei chi è?

GIU

Il dottor Giulio Squarta, professore. Chirurgia Generale. Ehm… Gradisce un dolce,

professore?

PRO

(IMPERATIVO) Esca. Devo parlare al dottor Neurotti. (SI SERVE DA BERE)

GIU

(RADUNA  I  COSTUMI  PER  PORTARSELI  VIA)  Subito,  signore.  Posso  intanto

cogliere l’occasione per augurarle un buon Cinquantenario?

PRO

Vada via.

GIU

(SI AVVIA, MA SI FERMA) Non le piacerebbe fare la parte del morto, professor La

Salma? (LA SALMA LO GUARDA MALISSIMO E GIULIO ESCE)

PRI

Buongiorno, professore.

PRO

(IMPAZIENTE) Sì, certo, certo. Senta, dottor Neurotti… non è necessario che le

ricordi l’importanza di questa conferenza…

PRI

Certo che no, Professore.


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Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

PRO

Non m’interrompa.

PRI

Ch’a më scusa…

PRO

Come Presidente del Consiglio di Amministrazione ed ex primario di questa clinica,

mi considero in una posizione unica…

PRI

Ah, beh, as capiss. (INDICA UNA SEDIA) Si accomodi, Professore.

PRO

(IGNORANDO LE SUE PAROLE) …una posizione unica al momento di scegliere il

relatore. Quest’anno, dottor Neurotti, non è un segreto per nessuno che lei è stato

la nostra ultima scelta per quel ruolo. Una specie di ripiego.

PRI

(SUPERFICIALMENTE) Sì, avevo sentito dire che non ero proprio il primo della lista

dei candidati…

PRO

Era l’ultimo. Comunque, contrariamente al mio parere, quest’anno è stato scelto

come soggetto della conferenza la neurologia. Lei in quel campo, per anzianità, è

il nostro specialista. Ipso facto, il conferenziere è lei.

PRI

Non la deluderò, Professore.

PRO

Lo spero bene. Nel suo discorso c’è per caso qualche riferimento all’attuale

governo?

PRI

Assolutamente no, Professore.

PRO

E allora ce lo metta, Neurotti!

PRI

Ah, bene. Che riferimento devo mettere? Qualcosa in particolare?

PRO

Dei complimenti, no? Ci sarà anche l’Assessore, probabile futuro Ministro della

Salute… e noi abbiamo bisogno di un nuovo apparecchio per la TAC.

PRI

(SCRIVENDO) Sissignore, un mucchio di complimenti.

PRO

E pianga miseria.

PRI

Miseria. As capiss.

PRO

Ma non faccia capire che siamo al verde.

PRI

(CONTINUA A SCRIVERE) Va bene. Non al verde, ma piangere miseria.

PRO

E sia breve. Non voglio vederli dormire tutti. Venga da me tra cinque minuti.

Voglio dare un’occhiata al suo discorso.

PRI

Cinque minuti. Grassie, professor. Molto gentile.

PRO

(DOPO UN ATTIMO DI ESITAZIONE) Questa conferenza potrebbe essere per lei il

trampolino per il posto di primario, lo sa, no?

PRI

(CON  FALSA  MODESTIA)  Beh,  professore…  non  mi  sarei  mai  permesso  di

immaginare un tale balzo in avanti per la mia carriera professionale…

PRO

Non dica stupidaggini. So benissimo che lei sta tramando da anni per questa

promozione.

PRI

(GLI FA L’ECO, COLPITO NEL SEGNO) …mozione.

PRO

Come pensa che abbia fatto io per la mia carriera?

PRI

(DI SFUGGITA) Eh, i son sempre ciamàmlo…

PRO

(NON HA CAPITO VERAMENTE) Come dice?

PRI

Niente, niente, professore…

PRO

Cinque minuti! (ESCE)

PRI

(IMMEDIATAMENTE RICOMINCIA A PARLARE AL SUO INVISIBILE PUBBLICO

LEGGENDO GLI APPUNTI) “Cari colleghi ed amici neurologi, in questo paese

abbiamo la fortuna di avere sufficienti fondi per sostenere… ehm… (CORREGGE SCARABOCCHIANDO SUL FOGLIO) …un robusto servizio pubblico di Previdenza Sociale. Ciononostante, vedo che abbiamo fra noi oggi l’Assessore Intrighi… ed a lui mi rivolgo per… piangere miseria.” (HA UN CENNO DI DINIEGO E CORREGGE)


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Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 1°

Scena VI

(Gilda e Primo)

(GILDA ENTRA NON VISTA)

PRI       (RIPRENDE) “…E dunque, vorrei essere breve, ma devo in questa sede e di fronte

a questo insigne consesso, complimentarmi con il governo per… ehm…”

GIL    Mi scusi...

PRI    (SUSSULTANDO) Ma vaca tèra!...

GIL    Oh, mi scusi… non volevo…

PRI    (INTERROMPENDOLA) Questa è la Sala Medici.

GIL    Sì, lo so.

PRI      La sala d’attesa dei pazienti è al piano terra.

GIL    Ma mi i vorìa parlé con chiel, dotor Neurotti.

PRI    (DISTRATTAMENTE    CERCA  DI  LIQUIDARLA)  Ch’a   cerca   la  caposala,  tòta

Orsolina. Ai darà n’apontament. A deuv fesse fé l’impegnativa dal sò medich.

GIL    Ma dotor Neurotti, am riconòss pì nen? I son Gilda.

PRI    Gilda? (POI ALL’IMPROVVISO, REALIZZANDO CON GIOIA) Ma a l’è nen possibil!

Gilda Chiappa! L’infermera Gilda Chiappa!

GIL      E già ch’a l’è passàine ‘d temp, neh? Pì ‘d disdeut ani…

PRI      Ma dài? Disdeut ani!... A l’è incredibil! It ses sempre l’istessa! It ses nen cambià

per gnente!

GIL      Ah, ecco… (RIDACCHIANDO) A l’è per lòn ch’it l’has nen riconossùme subit?

PRI    Sì, sì… it ses nen anvejà d’un dì… L’infermera Gilda Chiappa… la pì brava e pì bela

ëd tuta la neurologia…

GIL      Beh, sossì it l’has sempre dìlo a tute le infermere…

PRI    Eh, no, Gilda!... (SI AFFRETTA A CHIUDERE LA PORTA) Lòn ch’a l’è staje tra mi e

ti… a l’è nen ròba ch’as fa con tute j’infermere...

GIL    Mach con quadun-a…

PRI Infermera Chiappa!... Mi adess i son marià… marià e bin content da esslo… GIL Anche disdeut ani fa it j’ere marià e bin content da esslo…

PRI    Sì, sì, va beh… Ma a më smija nen da ricordé che a ti at dèissa tròp fastidi la mia situassion, ansi…

GIL      As  capiss…   (SOGNA  AD  OCCHI  APERTI)    Eravamo   così  meravigliosamente

colpevoli e romantici. A torné ‘mbelessì im ricòrdo torna tut…

PRI    Ma guarda mach che sorprèisa… A l’è bel rivëdse dòpo tuti sti ani… (GUARDA

L’OROLOGIO CON APPRENSIONE) A dì la vrità… i l’avrìa nen tant temp… i son un

pòch ëd corsa, perché i deuvo fé na relassion al congress ëd neurologia ch’a j’è

stamatin…

GIL    (SI FA SERIA ALL’IMPROVVISO) I l’avrìa dovùtlo dì disdeut ani fa!…

PRI    Che ròba?

GIL    Non ti sei mai chiesto come mai ho lasciato l’ospedale così all’improvviso? Sensa

gnanca saluté?

PRI      Maaa… i savrìa nen…

GIL    I spetava…

PRI    Còs i të spetave?

GIL    Dopo quello che avevamo fatto, cosa vuoi che stessi aspettando?

PRI      Mi sì ch’i sai… Na promossion?

GIL      I l’hai lassà la clinica per avèj un cit.

PRI    (RIDACCHIANDO) Normalment as fa ‘l contrari. Cioè, le fomne a ven-o an clinica

per avèj ij cit… (DI COLPO REALIZZA) Un cit?


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Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

GIL

Sì, un cit.

PRI   (STORDITO) I l’oma avù ‘n cit?

GIL   A l’è stàita colpa mia… N’infermera ch’a resta ‘ncinta!...

PRI   Beh… ‘dcò ‘l dotor… Scusa, neh… ma i deuvo setéme. (SI SIEDE)

GIL

It veule bèive quaicòs?

PRI

(ALZANDOSI) I deuvo ‘ndé dal professor La Salma da sì sinch minute! (GUARDA

L’OROLOGIO) A son già bele passà! (SI SIEDE) E mia fomna a sta per rivé sì! (SI

ALZA) Oh, vaca tèra! Mia fomna! (SI SIEDE) Còs a dirà mia fomna? (SI ALZA) Ma

a pudrìa anche nen esse me, infermera Chiappa...

GIL

I son sicura. A j’era gnun d’àutri.

PRI

(SI SIEDE) A pòst. I son panà.

GIL      Mi i vurìa ditlo antlora… ma poi ho pensato che non era giusto mettere nei pasticci anche te e la tua vita. Tu avevi le tue giuste ambizioni… volevi fare la specializzazione…

PRI      Gilda… costì a l’è ‘n moment ch’i l’hai tant da fé… un baron ëd ròbe… Perché it

l’has decidù ëd dimlo pròpi ancheuj… improvisament… dòpo tut ës temp?

GIL    Per Sergio.

PRI    Sergio chi?

GIL    Nòstr cit.

PRI    Nòstr cit a l’è ‘n mas-ciòt? E vaire ch’a pèisa?

GIL    Un maschietto di diciotto anni. A pija pì nen ël làit.

PRI    Già ch’a l’è vera…

GIL       Ansoma, là… io ho sempre detto a mio figlio che il nome di suo padre era Chiappa

e che io ero la signora Chiappa.

PRI      (MEDITABONDO) Giust. Madama Ciàpa…

GIL    E che monsù Chiappa a l’era mòrt che chiel a l’era cit.

PRI      Ël cit a pupava…

GIL    Scalando il Musiné.

PRI    (TRASALE) Ël Musiné?

GIL    Trovavo che era bello che un bambino immaginasse suo padre come un eroe

romantico...

PRI      Sì, ma… ël Musiné… (PAUSA) almeno ‘l Ròciamlon…

GIL    Ma poi ieri ho raccontato a Sergio tutta la verità!

PRI    (TURBATO) E chiel?

GIL      Ier a fasìa disdeut ani…

PRI      E ti it l’has faje ‘n bel regal…

GIL    Avevo deciso da anni, che quando avrebbe compiuto diciott’anni gli avrei detto la

verità su suo padre!

PRI    Vaca tèra!…

GIL    Non gli ho detto proprio esattamente che eri tu… cioè, i l’hai nen dije ‘l nòm…

PRI      (INTIMORITO) Còs it l’has dije ‘d precis?

GIL    Che avevo avuto una storia con un dottore della clinica Villa Beatrice quando

facevo la scuola da infermiera e che lui era già sposato.

PRI    Giust.

GIL    No, per niente. I l’avìa nen calcolà bin come a pudìa reagì. A l’è andait avanti tut

ier con sta stòria… i l’avìa mai vistlo ant un ëstat parej... A rijìa… peuj a piorava…

E siccome era il suo compleanno… i l’oma beivù ‘n pòch ëd moscato... PRI Ma ‘l mè nòm it l’has nen dijlo, eh?


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Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 1°

GIL    No, ma stamatin, pòr fieul… era in pessime condizioni. Ieri sera aveva preso delle

pillole per dormire e siccome non gli facevano effetto… a l’ha fàit che finì la bota

dël moscato…

PRI      Beh, per un pòch ëd moscato…

GIL      …e mesa bota ‘d branda.

PRI    Còsa? Moscato, branda e sonnifero?

GIL    É.

PRI      S’it l’avèisse falo ti disdeut ani fa, ades i l’avrìo nen ës problema…

GIL      A l’era completament fòra ‘d testa. Continuava a dire che era tutta colpa tua.

PRI    Colpa mia?

GIL    E già, eh?... Ma s’it l’avèisse vistlo stamatin! Oltretut a l’ha ‘ncora ‘l feuj reusa…

PRI    (DOPO UNA PAUSA) Ël feuj reusa?

GIL       As capiss! A l’ha ‘ncor nen la patente. E a l’ha decidù dë vnì an clinica an machina…

per scoprire chi è suo padre!...

PRI    (TERRORIZZATO) Cosa?

GIL    Prima che lo potessi fermare, a l’è sautà an machina e a l’è partì! I l’hai pijà ‘n taxi

el’ho inseguito... È giù al pianterreno. Nell’ufficio informazioni. PRI Nell’ufficio informazioni?

GIL Oh, già… Anvece ‘d pòchi òss sperdù per la Val ëd Susa, adess as ritreuva ‘n pare viv e a completa disposission!...

PRI No, no… un bel gnente, cara la mia Gilda!... I sarai magara viv, ma a disposission pròpi no, neh!... I l’hai da fé ‘l discors al congress!

GIL   Mach sinch minute… sinch minutin-e…

PRI    Ël professor La Salma a l’è ‘nt ël so ufissi ch’a më spéta per lese ‘l mè discors.

Dame ‘l numer ëd telefono ‘d tò fieul. Ant ël dòpmesdì i vëdrai da telefonéje.

GIL      No, no… it deuve parléje adess!

PRI    Adess i peuss nen. Dòpmesdì. Adess pòrtëtlo a ca.

GIL    I peuss nen.

PRI    Euh, già, it peule nen...

GIL    I peuss nen. Ij civich a l’han arestàlo.

PRI    Ij civich?

GIL      Ma  sì…  a  l’han  fermalo  ij   civich…  guidava    ubriaco,  senza  patente,  senza

assicurazione e a l’è passà con ël ross. A vurìo fèje la multa… ritirargli il foglio

rosa… allora lui si è infuriato e… a l’ha daje në s-giaflon a la vigilëssa…

PRI      A ‘n civich fomna?

GIL       A j’ero sì tacà, così l’hanno lasciato in custodia all’usciere ed i vigli sono andati al

pronto  soccorso.  (PRIMO  SI  SIEDE  SCONSOLATO)  Credo  che   stavolta   lo

denunceranno...

Scena VII

(Livio, Primo e Gilda)

LIV       (ENTRA) Ah, Primo...

PRI      Nen adess, Livio… i pàiro nen…

LIV       (NONCURANTE, A GILDA) Mi scusi... (A PRIMO) La Salma a dis ch’a l’è ‘ncamin

ch’a të spéta ant ël sò ufissi.

PRI      Disje ch’i rivo subit… mach un moment…

LIV       A veul parléte prima dla conferensa…

PRI      Disje ch’i rivo…


10


Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 1°

LIV

Eh, no… i vado nen dëdlà… i son ampegnà con le preuve dla recita... (DECLAMA)

“Stretta di prua e larga di poppa!” (RIDE) Ah, ah, ah! Giulio Squarta a l’ha

spiegàme ‘l dopi sens! I l’avìa pa capilo! (SGHIGNAZZA, POI SI GIRA VERSO

GILDA E SMETTE DI COLPO) Giuda bastard!... Ma a l’è l’infermera Chiappa! (LE

STRINGE LA MANO)

PRI

It la conòsse?

LIV

Ma ‘s capiss! A l’è l’infermera… (PENSA UN ATTIMO) Gilda!... Gilda Chiappa!

GIL

Ciao, Livio… it vëddo con piasì…

PRI

I savìa nen ch’iv conossìe… It j’ere già ‘dcò ti a Vila Beatriss, disdeut ani fa?

LIV

Disdeut ani? Bòja, disdeut ani… che giovo ch’i j’ero… mi i l’avìa… (CI PENSA UN

PO’) Disdeut ani ‘d meno!

PRI

A va? ‘Dcò mi.

LIV

I  j’ero  tuti  ‘mbelessì  anséma!  E  vojàutri  doi  i  smijave  pròpi  doi  colombòt!

(RIDACCHIA INNOCENTEMENTE)

PRI

(CERCA DI MINIMIZZARE) Mah… pròpi doi colombòt…

LIV

Come no!... Sempre anséma a schersé!... A fùissa nen già stàje Renata, i l’avrìa dit

che… (GUARDANDO GILDA CON AMMIRAZIONE) Ma che bel! A l’è magnifich

podèite rivëdde!

GIL

‘Dcò mi i son contenta, Livio…

LIV

Già… it l’has pròpi fame ‘n bel regal, a fete rivëdde dòp tuti sti ani!...

PRI

É… a l’ha fame ‘n bel regal ‘dcò a mi…

GIL

It ses nen cambià per gnente.

LIV

Nooo, dis nen parej per feme piasì… altro che… Ij cavej… Le rupie…

PRI

Beh, it j’ere nen tant bel gnanca da giovo… (RIDONO TUTTI E TRE)

LIV

Disdeut ani?...

PRI

Disdeut ani.

LIV

(AMMIRANDOLA ANCORA COMPIACIUTO) Disdeut ani…

GIL

Disdeut ani… (CON INTENZIONE) …e neuv mèis.

LIV

Gilda Chiappa… L’inferméra Ciàpa…

PRI

Sì, a l’è pròpi chila… (VUOLE CHIUDERLA) ma adess a basta, là!...

LIV

Ma it ses sì per travaj o per rivëdde j’amis?

GIL

J’amis…

PRI

Travaj…

>  (INSIEME; POI, DOPO UN MOMENTO)

GIL

Travaj…

PRI

J’amis…

>  (INSIEME)

PRI

Metà e metà. A l’è vnùita a fene j’augùri per i sinquant’ani dla clinica… e a vorìa

savèj s’i l’avìo quaiche pòst da infermera liber, che però il-l’oma nen.

LIV

Ma no! I l’oma tant da manca d’infermére!...

PRI

Ehm… (GLI VIENE UN’IDEA) Sì, però giovo. (RIVOLTO A GILDA) I l’hai già

spiegatlo, no? I l’oma da manca ‘d fòrse neuve e nen d’infermére già ‘n pòch…

ehm… madure. (CERCA DI TAGLIARE CORTO) Scusa, neh, Gilda… Ti it l’has tanta

pressa e noi it foma perde temp. (ACCOMPAGNANDOLA ALLA PORTA) Torna prest

a trovene, neh…

LIV

Ma no!... I son sicur ch’at manca nen ël temp per fermete con noi almeno per

l’aperitiv…

PRI

L’inferméra Ciàpa a bèiv nen.

LIV

Ma se antlora, a fin servissi, i ‘ndasìo sempre ansema al bar per un vermouth!...

PRI

Antlora a fasìa tante ròbe che adess a fa pì nen.

LIV

(RIDACCHIANDO) E che bele feste ch’i fasìo!... Che ‘d rijade!... Che companìa!...

(A GILDA) Chissà che marì fortunà ch’it ses trovate!


11


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

GIL

Beh… ansoma…

PRI

(FRETTOLOSAMENTE) A l’ha pròpi fàit parej.

LIV

Eh, im lo imaginava... E che travaj ch’a fa tò òmo?

GIL e PRI   (INSIEME) A l’è mòrt.

PRI

Ades Gilda a l’ha nen tanta veuja ‘d conté ij sò afé, Livio… A l’è tant giù ‘d còrda…

A l’ha pen-a contame che so òmo a l’è precipità mentre a scalava ‘l Musiné.

LIV

Ël Musiné? Ma ròbe da mat! Che tragedia! (A GILDA) E quand a l’è capità?

GIL

(CERCA DI STARE AL GIOCO) Eh… tanto tempo fa…

LIV

Ah, ecco… E ades… it l’has quaiche…?

PRI

(INTERROMPENDO) No, al-l’ha nen. Guarda, it conto peuj mi, neh… A l’ha dime

tut. Gnun marì, gnun moros e gnun cit. Senza famiglia. A l’è a tòch. A l’è fin-a

vnùme le lacrime a mi…

LIV

Mama, che ròba! A l’è terìbil! (SINCERAMENTE AFFLITTO)

PRI

(PROVA A SPINGERE LIVIO VERSO L’USCITA) Va via, ch’it rive tardi a le preuve

dla recita!

LIV

(SI OPPONE DISTRATTAMENTE ALL’USCITA) It reste almeno per la relassion ch’a

farà Primo?

GIL

(FELICE DI AVER TROVATO UN APPIGLIO) I j’era pròpi ‘ncamin ch’i pensava…

PRI

Ma peuj a l’è ricordasse ch’a podìa nen. A deuv pronté da disné per la famija.

LIV

Ma it l’has nen dit ch’a l’è sensa famija?

PRI

Sì… ma a l’ha tanti amis che per chila a son diventà come na vera famija.

(FINALMENTE RIESCE A SPINGERE LIVIO FUORI) Oh, là!…

Scena VIII

(Primo e Gilda)

PRI

(PRENDE IL SOPRABITO E LA BORSETTA DI GILDA E GLIELI PORGE) Bele fàit.

GIL

3282189314.

PRI

(NON CAPISCE) Còs a l’è?

GIL

Ël numer ëd Sergio.

PRI

Sergio? Che Sergio?

GIL

Nòstr fieul. 3282189314.

PRI

Ah, già… (PRENDE DA SCRIVERE) Come a l’è?

GIL

3282189314. (PRIMO SCRIVE) E còs i foma?

PRI

Quand?

GIL

(SPAZIENTITA) Che intension ch’it l’has con Sergio?

PRI

Ij telefono pen-a ch’i peuss…

GIL

E ij civich?

PRI

I telefono anche a lor, a la polissia e ai carabinié, a va bin?... (UN DUBBIO LO

ASSALE) Ma tò fieul… ai civich… a l’avrà pa dije gnente ëd tut ës trigo?

GIL

Beh, per fòrsa!

PRI

(TRASALE) Còsa?

GIL

Già… Ma a l’ha contaje mach lòn ch’a sa… Che suo padre è un dottore di qui.

PRI

Ah, beh…

GIL

Comunque i vigli gli hanno detto che ai na frega gnente ‘d savej chi a l’è so pare.

Ma vogliono portarlo in centrale per fare il test dell’alcol.

PRI

Giust. Bon-a idea.

GIL

Ma Sergio dice che ha il diritto di essere accompagnato da suo padre!

PRI

Vaca tèra!


12


Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 1°

GIL      A l’è per lòn che mi i son ëvnùita sù.

PRI    Ma mi i peuss nen, adess!... Disje a Sergio ch’a vada da sol. E ch’a vada pì che ‘mpressa, sednò a lo arésto… (APRE LA PORTA) E se ‘l mè discors e la conferensa a ‘ndaran a rabel, a sarà mach grassie a monsù Sergio!

Scena IX

(Gilda, Primo e Renata)

(NELL’APERTURA    DELLA   PORTA   APPARE   RENATA;   PRIMO   LA   CHIUDE

VELOCEMENTE FUORI; POI RIMANE PARALIZZATO UN ATTIMO, ANCORA CON

LA  MANO  SULLA  MANIGLIA  DELLA  PORTA;  DOPO  UN  MOMENTO  RIAPRE;

RENATA È ANCORA LÌ)

PRI    (PARLA FORTE, PERCHÉ RENATA SENTA) Certo!... Grazie, signora Sergio... Mi ha

fatto molto piacere vederla, signora… ehm… Sergio. (GUARDA RENATA COME SE

LA VEDESSE SOLO ADESSO) Ma ciao, cara!... (A GILDA) Signora Sergio, questa

è… ehm… mia moglie. (A RENATA) Renata, cara… questa è la signora… ehm…

GIL    (SOGGHIGNANDO) La signora Sergio.

PRI      Signora Sergio, sì… (PRESENTANDO RENATA) E questa è la signora… ehm…

REN   (DIFFIDENTE) Neurotti.

PRI      Già… Sì... La signora Neurotti. Come mi, Neurotti. Mia fomna. (A RENATA) Che

bello vederti, cara! (ABBRACCIA RENATA, CHE È MOLTO SORPRESA; DIETRO LA

SCHIENA DI RENATA FA SEGNO A GILDA DI ANDARSENE; GILDA SORRIDE E

SCUOTE LA TESTA DICENDO DI NO) Allora cara, che cosa hai fatto in tutto questo

tempo?

REN   (PERPLESSA) I l’ha postegià la macchina.

PRI    Brava, brava… (L’ABBRACCIA DI NUOVO E FA ANCORA SEGNO A GILDA DI

ANDARE VIA; LEI SCUOTE LA TESTA DI NUOVO E VA A SEDERSI SU DI UNA

SEDIA) Bene!...

REN   (CAUTA, CERCA DI AVVIARE UNA CONVERSAZIONE) Fa parte del personale

medico, signora Sergio?

GIL    Veramente, no.

PRI    No, la signora Sergio… ehm… è venuta… a fare una visita! Sì. È venuta a trovare

suo marito. È un paziente ricoverato in quest’ospedale! Sì. La signora… ehm…

GIL    Sergio.

PRI    Grazie, sì… Monsù Sergio a l’è ‘nt ël reparto B… a l’ha bin dit parej, no, madamin

Sergio?

GIL    Sì, reparto B.

PRI       Ah, che bel… Sì, un bel reparto, ël reparto B... (A RENATA) Comunque, madamin

Sergio stava tornando a casa, ma nel corridoio le sono venute delle palpitazioni

improvvise… E quando dico che le sono venute le palpitazioni nel corridoio…

voglio dire che era nel corridoio, quando le sono venute le palpitazioni…

REN   (PERPLESSA) Ho capito benissimo cosa volevi dire, Primo.

Scena X

(La Salma, Primo, Renata e Gilda)

PRO   (ENTRANDO ARRABBIATO) Dottor Neurotti!...

PRI    (CORDIALMENTE) Oh, professor La Salma… sarò da lei tra un attimo.


13


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

PRO

Avevamo detto cinque minuti, Neurotti!

PRI

Sì, cinque minuti.

PRO

Già! Un quarto d’ora fa!

PRI

Ah, sì? (CERCA DI CAMBIARE DISCORSO) Questa signora è mia moglie.

PRO

La conosco, la signora Neurotti!

REN

Buongiorno, professore…

PRI

E questa è la signora Sergio. (A GILDA) Signora Sergio, il professor La Salma è il

Presidente del Consiglio di Amministrazione della Clinica Villa Beatrice. Ehm… (A

LA SALMA) Un piccolo problema, professore. Alla signora Sergio sono venute le

palpitazioni nel corridoio. (A GILDA) Non si deve preoccupare…

GIL

(SORRIDE SERENA) No, tranquillo… Non sono per niente preoccupata.

PRI

Bene, sì… Gradisce qualcosa da bere, professor…

GIL

La Salma.

PRI

Professor La Salma?

PRO

(IRRITATO) No.

PRI

(CERCANDO DI APPARIRE DISTESO) Il discorso è tutto rivisto, professore… (GLI

SERVE QUALCOSA DA BERE) Dal punto di vista politico, voglio dire... Un giusto

equilibrio fra povertà da una parte e bancarotta dall’altra, eh, eh, eh!... (AMMICCA

CON RICERCATA COMPLICITÀ, PORGENDO IL BICCHIERE)

PRO

(NON PRENDE IL BICCHIERE E SI RIVOLGE A RENATA) Signora Neurotti, dopo

essersi occupato delle palpitazioni della signora Sergio, suo marito avrebbe fatto

meglio a correre nel mio ufficio a discutere il discorso per la conferenza!...

PRI

(SI SCOLA IL BICCHIERE) Giust! Perché allora non si porta mia moglie, nel suo

ufficio… e discute il mio discorso prima con lei? (IL PROFESSORE ACCENNA A

REAGIRE, POI ESCE BRUSCAMENTE)

Scena XI

(Renata, Primo e Gilda)

REN

Non eri così nervoso quando sei uscito di casa stamattina...

PRI

I  son  pa  nervos...  Bene,  mi  pare  che  si  sia  ripresa  bene,  signora  Sergio.

L’accompagno. (SI AVVIA)

GIL

E ij civich? (RENATA LA GUARDA STUPITA)

PRI

Ij civich?... Ah, sì, dica che suo marito quest’anno non potrà essere presente alla

festa del Corpo. (A RENATA, MELLIFLUO) Monsù Sergio a l’è ‘n civich an pension…

Cara Renata, madamin Sergio a veul ch’ij la conta ‘n pòch d’ij problema ‘d sò

òmo… ti ‘ncamin-a a ‘ndé, vah…

REN

Ma chi è il suo medico curante?

PRI

Eh? (EDUCATAMENTE) Còs it l’has dit, scusa?

REN

Chi è il dottore di suo marito?

PRI

Chi è il dottore di suo marito?... Reuma.

REN

Livio?

PRI

Ehm… Sì, Livio.

REN

(A GILDA) Posso garantirle che il dottor Reuma è più che competente.

PRI

(A GILDA) Ha visto? Còsa ij disìa? Il dottor Reuma è bravissimo per i reumi e le

altre malattie reumatiche.

GIL

(SPAZIENTITA) Dottore, ha cinque minuti di tempo?

REN

Senta, parli dei suoi problemi con la caposala, signorina Orsolina.

GIL

(CON VOCE PIÙ FORTE) Non ho nulla da discutere con Orsolina!


14


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

PRI

Heullallà!... Ch’a së scàuda nen parej madamin Sergio… E peuj… davanti a mia

moglie… È molto sensibile…

REN

(TAGLIANDO CORTO) Finisci di rivedere il tuo discorso. Io accompagnerò la

signora al reparto B. (A GILDA, CERCANDO DI CONCILIARE) E se non riusciamo a

trovare la caposala, ne parleremo al dottor Reuma, neh…

PRI

(TRASALE) No! (CERCA DI CALMARSI) La signora Sergio non vuole parlare con il

dottor Reuma... Non si fida di lui.

REN

Ma è lui che sta curando suo marito…

PRI

A veul gnanca pì vëdlo!

REN

Sciocchezze... Il dottor Livio Reuma è un ottimo medico.

Scena XII

(Primo, Livio, Renata e Gilda)

(LIVIO ENTRA NON VISTO)

PRI

Livio Reuma a l’è mach un badòla!...

LIV

(INCONSAPEVOLE) Quaidun a l’ha ciamàme? (VEDE RENATA) Oh, ciao, Renata…

REN

Buongiorno, Livio.

PRI

(CERCA DI LIQUIDARLO) Sì, sì, ciao… va a le preuve, ch’i l’oma da fé…

LIV

(A GILDA, CORDIALE) Oh, ancora sì?

REN

È molto agitata per suo marito…

LIV

Eh, i lo chërdo…

PRI

Chi non lo sarebbe?

REN

Si chiama Sergio.

LIV

A va? Sergio? E ‘d cognòm?

REN

No, no… Sergio è il cognome. È nel reparto B.

LIV

(DOPO UNA BREVE PAUSA) Chi?

REN

Il marito della signora Sergio. (PRIMO È SEMPRE PIÙ SCONSOLATO, NON SA CHE

DIRE; GILDA INVECE È SEMPRE PIÙ DIVERTITA)

LIV

Ma s’a l’è mòrt…

REN

Oh, mamma mia! (ANGOSCIATA, SI COPRE LA BOCCA CON UNA MANO)

PRI

Ma… Livio!

LIV

Cò a j’è?

PRI

A të smija nen d’esse ‘n pòch… indelicà?

LIV

Perché? Còs i l’hai fàit?

PRI

Ma come… Dé na notissia parej ant ësta manéra... (IMITANDOLO) “Ma s’a l’è

mòrt”!... Non hai un briciolo di sensibilità?

LIV

Sensibilità?

REN

Sì, è vero, Livio… sei stato brusco… dirlo in quel modo… (A GILDA) Mi dispiace…

Si sieda un momento…

PRI

A peul nen. A deuv andé via.

GIL

Non sarebbe una cattiva idea, sedermi un attimo. Giusto per riavermi dalla cattiva

notizia. (SI SIEDE)

PRI

(LA COSTRINGE A RIALZARSI) No!... Quando uno ha avuto uno shock non deve

sedersi! Aria fresca! Aria fresca ci vuole! Molta e subito!

LIV

Mi i na capisso pì gnente. Ma còs a l’è rivàje, alora?

REN

Ma insomma, Livio!... Le è morto il marito!...

LIV

Sì, i lo sai. A l’è robatà dal Musiné.

PRI

Oh, vaca tèra!


15


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

REN

(MERAVIGLIATA) Caduto dove?

LIV

An sël Musiné…

REN

E come ci è arrivato, sul Musiné?

LIV

Beh… i chërdo andasand sù da Caslëtte…

REN

Ma se era qui al Villa Beatrice fino a cinque minuti fa!…

LIV

Ma chi?

REN

Non essere così ottuso, Livio! Il marito della signora!...

LIV

(SEMPRE PIÙ CONFUSO) Il marito di Gilda Chiappa?…

PRI

(INTERROMPE DISPERATAMENTE) Ma sì, Livio! (LO PRENDE SOTTOBRACCIO E

LO TIRA IN DISPARTE) It vëdde… a l’è staje ‘n pòch ëd confusion… (SI SFORZA DI

RACCOGLIERE LE IDEE) L’òmo ‘d madamin a l’è mòrt robatand giù da la terìbila

“parete ovest” dël Musiné… ma col-lì a l’era ël “prim” marì!... Ël second, monsù

Sergio…

REN

(SOLLEVATA) Ah, il secondo marito…

LIV

(SORPRESO) Scond marì?

PRI

Sì. Scond marì. Monsù Sergio. Che al momento attuale è un paziente della nostra

stimata casa di cura.

LIV

A sì?

PRI

(RAPIDAMENTE) Comunque, la buona notizia è che il marito della signora non è

morto, ma va recuperando magnificamente. Pertanto lei può lasciare subito Villa

Beatrice più sollevata.

GIL

Subito?

PRI

Alla svelta!

LIV

(A GILDA) Ah, alora stamatin it j’ere an visita?

PRI

Pròpi parej! E ades l’oràri dle visite a l’è passà.

LIV

Ah, ecco… (QUASI DELUSO, A PRIMO) mi i chërdìa ch’a fùissa vnùita a trovéne

noi…

PRI

Ma ‘s capiss ch’a l’è vnùita a trovéne noi!... I soma ij dotor ëd sò òmo, no? (A

RENATA) Insomma… Livio è il medico curante ëd sò òmo, pa vera?...

LIV

Chi, mi?

REN

Sergio. Signor Sergio. Reparto B.

PRI

Ma a fa gnente, an che reparto a l’è, Renata…

LIV

Sergio?... Sergio?...

GIL

(SORRIDENDO A PRIMO) Sì, Sergio.

PRI

I podoma pa pretende ch’it ricòrde ij nòm ëd tuti ij tò passient, no?...

LIV

Ma no… normalment per ij nom i l’hai bon-a memòria… Per che motivo è qui?

PRI

Analisi.

GIL

Un’operazione.

>  (INSIEME; POI, DOPO UN ATTIMO)

PRI

Un’operazione.

GIL

Analisi.

(INSIEME)

PRI

Monsù Sergio a l’è rivà ‘n clinica per fé d’analisi e noi i l’oma decidù ch’a deuv esse

operà.

REN

Oh, mamma...

LIV

(A PRIMO) E a l’era rivà mach per fé d’analisi?

PRI

Sì, sì… gnente ‘d grave… A sarà mach un po’ ‘d gòta... ehm… uricemia àuta…

LIV

E noi i l’oma operàlo?

GIL

Sì. Di emorroidi. (SORRIDE A PRIMO CHE LA GUARDA SBIGOTTITO; RENATA È

AMMUTOLITA)

LIV

(NON SI CAPACITA) I l’oma ricoveràlo per la gòta?


16


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

PRI

(IN GRAVE DIFFICOLTÀ) E abbiamo scoperto che aveva anche le emorroidi! Livio,

vaca tèra! It lo sas che contròj ch’i foma ambelessì, no? E ades piantla lì da

agitète! (LIVIO LO GUARDA COME A DIRE “E CHI SI MUOVE?”)

Scena XIII

(Primo, Livio, Renata e Gilda)

(SQUILLA IL TELEFONO)

(

LIV

(RISPONDE) Sala Medici… La signora Chiappa? Sì, subito… (PASSA LA CORNETTA

A GILDA) È la reception, giù al pianterreno.

GIL

Grazie. (AL TELEFONO) Pronto? Sono la signora Chiappa.

REN

(CONFUSA) Credevo che si chiamasse Sergio...

PRI

È la signora Sergio... Ma il tipo che è caduto dal Musiné si chiamava Chiappa…

Succede, cosa vuoi… a volte la chiamano Sergio e a volte Chiappa… o almeno così

mi ha detto lei…

LIV

(STORDITO) It veule dì che ‘l prim marì dl’infermera Chiappa a së s-ciamava

Chiappa ‘dcò chiel? (MOMENTO DI SILENZIO) Doe ciàpe?

PRI

(RENATA OSSERVA PRIMO, INCURIOSITA; DOPO UN’ALTRA PAUSA) Prima che la

signora Sergio si sposasse con il signor Chiappa faceva l’infermiera e si chiamava

infermiera Chiappa…

GIL

(AL TELEFONO) Sì. Lo aspetto al telefono. Me lo passi.

PRI

Veramente,  signora  Sergio…  non  potrebbe  fare  telefonate  private  da

quest’apparecchio…

GIL

Mi hanno chiamato loro. Il vigile mi vuole parlare.

PRI

Molto bene! Vada giù e gli parli personalmente.

REN

E cosa c’entrano i vigili, adesso?

PRI

Massì… Il signor Sergio è un ex vigile… ehm… in pensione… e c’è un vigile… in

servizio, che vuole invitare il signor Sergio ad andare alla festa del Corpo...

GIL

(AL TELEFONO) Sì, lo so, ma qui di sopra ho avuto un problemino…

PRI

(A LIVIO, CON PROFESSIONALITÀ) Dotor Reuma, it l’avìe nen dit a monsù Sergio

che le sue condizioni non gli permettono di essere presente alla festa dei vigili

urbani?

LIV

(CONFUSO) No.

GIL

(TAPPANDO IL RICEVITORE) Oh, no!... Sergio a l’è torna ‘ncamin a fé ‘l mat!... (AL

TELEFONO) Per piacere, se ne occupi lei finché arrivo…

PRI

(ALLEGRAMENTE, A RENATA) Anche nevrotico, a quanto pare…

GIL

(AL TELEFONO) Va bene! Scendo subito!... (RIATTACCA) I l’avìa dilo mi, che

Sergio prima o poi sarebbe di nuovo scoppiato!...

PRI

(SPERA CHE SIA LA VOLTA BUONA) Vada, vada… vada subito a consolarlo!...

GIL

Sicuro di non volerlo vedere? Gnanca per un momentin?

REN

Il suo medico è il dottor Reuma.

LIV

Chi, mi?

PRI

Mi metterò in contatto con lei più tardi, signora Sergio…

REN

(A GILDA) Il dottor Reuma la accompagna all’ascensore.

PRI

(A LIVIO) Ma mach fin-a a l’assenseur, neh… E fa ‘n pressa ch’it deuve torné subit

a le preuve!

LIV

Prego ven con mi, Gilda... (GILDA GUARDA FISSO PRIMO E POI SCAPPA VIA

SEGUITA DA LIVIO)


17


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

Scena XIV

(Primo, Orsolina, Renata e infermiera 1)

REN

Gilda?

PRI

Si ch’i sai? Livio a l’era nen tant ant ël sò, ancheuj, neh?

REN

Beh, anche ti it ses nen pròpi tut an quàder, neh…

PRI

(CON NONCURANZA) It treuve? Mah… a sarà… (FORZOSAMENTE RAGGIANTE)

Bòn! Andoma dal professor La Salma a dije doe paròle e peuj… drit al congress!

ORS

(ENTRA) Dotor Neurotti, ch’a më scusa. Ël professor La Salma a l’è ‘ncassià come

na bestia e a dis che s’a va nen subit dëdlà ‘d corsa a ven sì chiel e… (IMITANDO

LA SALMA) “Lo rivolto come un calzino quant’è vero il Padre Eterno!”

PRI

Sì, sì, tòta… i soma ancamin a ‘ndé…

REN

Ah, signorina Orsolina, sa qualcosa del signor Sergio? (PRIMO TRASALE)

ORS

Sergio? E poi?

REN

No, “Sergio” di cognome. Dovrebbe essere nel reparto B.

PRI

Renata, a l’è nen ch’a sìo nòstri afé…

ORS

Mah… non mi viene in mente nessuno…

PRI

(CONCISAMENTE) A fa gnente, Orsolina...

REN

Può fare un controllo, per favore? Il signor Sergio è stato ricoverato per la gotta,

ma è stato operato di emorroidi...

PRI

Renata, la caposala ha tanto da fare…

ORS

È stato ricoverato per…

PRI

(LA INTERROMPE URLANDO) Emorroidi, sì, emorroidi! Ch’am disa nen ch’a l’ha

mai sentù parlé dle moròidi! Uno stato varicoso del retto! Ël tafanari ch’a sagna!

(ESCE FURIBONDO)

ORS

(ALLIBITA) Ma… veramente…

REN

(IMBARAZZATA) Lo scusi, signorina… A l’è ‘n pòch agità… (ESCE IN FRETTA PER

RAGGIUNGERE PRIMO, CHIAMANDOLO) Primo!...

ORS

(SI SIEDE, ANCORA COLPITA DALLO SCATTO DI PRIMO, QUANDO SI SENTE

BUSSARE ALLA PORTA) Avanti...

IN1

(ENTRA) Buongiorno, caposala… Cercavo il dottor Neurotti...

ORS

Non è qui. È appena uscito. Comunque, è meglio non disturbarlo in questo

momento. Cercalo alla fine del congresso di neurologia. Adesso, no. È di umore

nero. Ah, dì un po’… sai qualcosa di un certo signor Sergio?

IN1

Sergio? E poi?

ORS

È il cognome. Dovrebbe essere nel reparto B. Non so altro.

IN1

Non mi viene in mente nessun Sergio…

ORS

Il dottor Neurotti vuole vederlo.

IN1

Per che cosa è ricoverato?

ORS

Non ho capito bene… Gotta o emorroidi, non so...

IN1

Vado subito a cercare. (ESCE)

PRI

(ENTRA E VA A PRENDERE LA GIACCA SULL’ATTACCAPANNI; È AGITATISSIMO)

I l’hai dismentià la giaca. (GUARDA ORSOLINA) Vaca tèra, còs i jë smìjo?

ORS

Uno stato varicoso del retto. (ESCE, LASCIANDOLO DI STUCCO)


18


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

Scena XV

(Primo, Sergio e infermiera 2)

PRI

(VA AL TELEFONO E COMPONE UN NUMERO) Dottor Neurotti… sì, buongiorno. La

signorina Chiappa è ancora lì?... Sì, grazie… Gilda, còs it fase ‘ncora sì?... Ma còs

it dise, quand it ses calà giù… Sergio… E ‘ndoa ch’a l’era?... Come, a l’è vnùit a

cerchéte?... E come a l’ha fàit a scapéje ai civich?... A l’ha daje ‘n causs andoa?...

Oh, vaca tèra!… No, no, a l’è nen sì… (LA PORTA SI APRE E APPARE SERGIO; I

DUE SI GUARDANO PER UN MOMENTO; SERGIO HA IL FIATO CORTO E HA

L’ARIA DI ESSERE IN UNO STATO D’ANIMO DISTURBATO) I pudrìa cambié

l’ultima frase?

SER

È questa la Sala Medici?

PRI

Sì,  è  questa…  Ma  è  strettamente  riservata  ai  dottori.  (SERGIO  IGNORA

L’AFFERMAZIONE ED ENTRA CHIUDENDOSI LA PORTA ALLE SPALLE; DURANTE

IL SEGUITO, SERGIO ESCE IN BAGNO PER UNA BREVE ISPEZIONE) Sì, i son

ancora sì… Sì, sì!… (OSTENTA DI PARLARE PROFESSIONALMENTE) La diagnosi

che ha fatto delle sue condizioni era assolutamente esatta… No, lei rimanga lì e si

assicuri che quel… “suo amico” rimanga lì anche lui. (RIMETTE A POSTO LA

CORNETTA E UNA VOLTA ANCORA SI SCRUTANO A VICENDA)

SER

(TORVO) Stavo cercando mia madre.

PRI

(È IMPAURITO, MA OSTENTA DISINVOLTURA) Sua… madre?

SER

Era salita qui per parlare con uno dei dottori.

PRI

Ah, sì... Una signora che stava scendendo mentre io arrivavo. Probabilmente è

scesa in ascensore mentre lei saliva per le scale…

SER

Lei è uno dei dottori di qui?

PRI

(ESITA UN MOMENTO, POI, GENTILMENTE) Mi scusi?

SER

(ALZANDO LA VOCE) A l’è ‘n dotor ëd la clinica?

PRI

Ehm… no! No, i son pa ‘n dotor... No. (VIVACEMENTE) I son un malavi.

SER

Un paziente?

PRI

Eh, sì, ai va tanta passiensa… cioè, sto facendo la passiensa… cioè, sì, sto facendo

la convalescenza… Gotta ed emorroidi, sì... E a quelli che sono in convalescenza

gli fanno fare un po’ di lavoro di segreteria… Segreteria riabilitativa. Perché non va

fuori a cercare la sua mammina?

SER

Col crin schifos! (SBATTE IL PUGNO SUL PALMO DELL’ALTRA MANO)

PRI

(ARRETRA TIMOROSO) Calma, calma giovinotto!...

SER

È un porco maledetto!

PRI

Chi sarebbe il maialino?...

SER

Quel porco di mio padre.

PRI

(CERCANDO DI CALMARLO) Ma no… non dica così al papalino... non è mica un

porco…

SER

E ti come ch’it fase a savèilo?

PRI

Beh… i son sicur ch’a l’è nen un crin… diamine… a l’è sò papà…

SER

E mè pare ‘nvece a l’è pròpi ‘n crin! Am piaserìa pròpi tant s-ciapéje tuti j’òss na

bon-a vòlta! (SBATTE DI NUOVO IL PUGNO)

PRI

Ma no... ch’a fasa nen parej…

IN2

(ENTRA) Dottor Neurotti?

PRI

Non c’è.

IN2

(STUPITA) Come, “non cè”? Mi scusi, eh, ma lei…

PRI

(LA   INTERROMPE)   Qui   non   c’è   nessun   dottor   Neurotti!   (AMMICCA

ALL’INFERMIERA) Non c’è, capito? Il dottor Neurotti è in ferie!


19


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

IN2

(UN PO’ STRANITA, STA AL GIOCO) Volevo solo dire al dottor Neurotti, che il

professor La Salma lo vuole urgentemente nel suo ufficio.

PRI

(SBRIGATIVO) Va bene. Quando torna dalle ferie glielo dirò. (LA SPINGE FUORI)

SER

Non me ne andrò da qui finché non avrò visto tutti i medici dell’ospedale!

PRI

Ch’a na parla prima con soa mamina…

SER

(SI SIEDE CON UNA MANO SULLA FRONTE) Mi sento male…

PRI

No, nen adess… Ch’a s’àussa, su…

SER

Mi sento male…

PRI

Se as sent mal as sentirà motobin mej ansema a la soa mamina…

SER

(ALL’IMPROVVISO SI AGGRAPPA A PRIMO) Prima i veuj trové mè pare! (CADE IN

GINOCCHIO E SI AGGRAPPA AD UNA GAMBA DI PRIMO)

PRI

Ch’a scusa, neh… la gamba a sarìa mia… i n’hai da manca…

Scena XVI

(La Salma, Primo, Sergio e Orsolina)

PRO

(ENTRA) Quanto devo aspettare ancora? (SI BLOCCA AMMUTOLITO, VEDENDO

SERGIO IN GINOCCHIO AGGRAPPATO ALLA GAMBA DI PRIMO)

PRI

(IMPACCIATO, A SERGIO) Abbia pazienza, caro… Mi lasci andare, di grazia… (LA

SALMA HA UN CENNO DI REAZIONE, POI SE NE VA, SGOMENTO)

SER

Mi sento male…

ORS

(ENTRA) Ch’a më scusa, i vorìa mach… (VEDENDO SERGIO) Oh…

PRI

Ehm… a l’è ‘n pòch… ehm… bolversà…

ORS

Bolversà?

PRI

Gnente ‘d grave... A l’è che… ehm… a l’ha soa mama ricoverà sì.

ORS

(A SERGIO) In quale reparto?

PRI

Ch’as preòcupa nen, Orsolina… Ij penso mi.

SER

(SI ALZA; A ORSOLINA) I cerco mè papà…

ORS

Ah… ‘dcò ‘l papà? An che reparto a l’è?

PRI

Tòta Orsolina, i l’hai dije ch’ij penso mi! Ch’a vada a fé ‘l sò travaj!

ORS

Sì, dotor… I j’era tornà mach na minuta… per scusarmi del mio commento un po’

offensivo di poco fa.

PRI

A fa gnente…

ORS

Sono stata veramente molto rozza.

PRI

(SPINGENDOLA VERSO LA PORTA) Bin gentila. Le scuse a son acetà.

ORS

Grassie, dotor. (ESCE)

SER

(STUPITO) A l’ha ciamàlo “dotor”…

PRI

Eh?... Già ch’a l’è vera!...

SER

A l’avìa dit d’esse ‘n malavi…

PRI

E i lo son. I son malavi… tant malavi… ehm… E ‘dcò dotor. An teologia.

SER

Teologia?

PRI

(RIDENDO) Ma chiel a l’è giovo… a savrà gnanca còs a l’è un “dottore in teologia”,

no?

SER

(SERIO) Un prèive.

PRI

(SMETTE DI RIDERE) Esatto!... I son un prèive… in via di guarigione… gòta e

moròidi. E ades ch’a vada a cerché sua mama.

SER

Mi i vado nen da gnun-a part, fin ch’i l’abia nen trovà mè pare! (SI SIEDE SUL

PAVIMENTO A BRACCIA CONSERTE IN ATTEGGIAMENTO DI PROTESTA)


20


Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 1°

PRI      Ma ‘mbelessì a peul nen ësté… La sala medici è strettamente privata… ah, beh… ij malavi an convalessiensa a peudo intré… come mi…

Scena XVII

(Livio, Primo, Sergio e infermiera 1)

LIV       (ENTRA) Che piasì, rivëdde la Ciàpa!... (VEDE SERGIO E SI BLOCCA) Oh…

PRI    (RIFERENDOSI A SERGIO) No, a l’ha pa gnente… A l’ha mach perdù la mama…

LIV       Oh, pòr fieul! E ‘d còs a l’è mòrta?

PRI      Lassa perde…

LIV       (SI AVVICINA A SERGIO) “Dio dà e Dio toglie”.

PRI      S’i l’hai dite ‘d lassé perde, lassa perde, no?... Giutme a portelo sota...

SER   (A LIVIO) Ch’am lassa sté! E dica al padre di lasciarmi stare anche lui!

LIV       (GUARDANDOSI INTORNO) Padre? (GUARDA PRIMO, CHE SI GUARDA INTORNO

ANCHE LUI)

PRI    La mòrt ëd soa mama… evidentement a l’ha dàje ‘n pòch a la testa…

SER     A l’è mè pare ch’i l’hai perdù!

LIV       Ëdcò ‘l pare!

PRI      (CERCA DI MINIMIZZARE) A treuva pì nen sò pare, tut sì…

LIV       Ah, beh… meno male… Perché perde doi genitor ant l’istess dì a sarìa stàit terìbil...

IN1    (ENTRANDO) Mi scusi dottor Neurotti, le volevo dire che…

PRI    (ALLEGRAMENTE, CON CALMA) Il dottor Neurotti non è qui. (l’INFERMIERA E

LIVIO SI GUARDANO STUPITI)

IN1    Mi scusi?

PRI    Il dottor Neurotti non è qui. Il dottor Neurotti era qui… ma il dottor Neurotti

adesso è in vacanza... in ferie…

IN1    Ma io volevo solo chiedere se i premi della lotteria…

PRI    Bene. Lo chieda al dottor Neurotti quando torna dalle vacanze. Vada pure, cara.

IN1    E poi volevo anche dire che nel reparto B non si riesce a trovare nessun signor

Sergio.

PRI    Ecco,  sì,  grazie.  Lo  diremo  al  dottor  Neurotti  quando  torna.  Via,  via,  via...

(L’INFERMIERA ESCE CONFUSA)

LIV       (PREOCCUPATO) Primo… ma it ses sicur dë sté bin?

PRI    (NELLA PARTE DEL FINTO PAZIENTE PRETE) No, dotor, i lo sai nen. E prima i

torno ant ël mè let… ant ël mè reparto… e mej a sarà…

LIV       Let?... Reparto?…

PRI      Let! Let! It sas còs a l’è ‘n let?

LIV       Reparto?...

PRI    (RINGHIANTE) Sì, reparto! Giutme a tiré su chielsì!

LIV       (DANDO DELLE PACCHE SULLA SPALLA DI SERGIO) “Dio dà e Dio…”

PRI    E mòl-la, vaca tèra!

Scena XVIII

(Renata, Primo, Livio e Sergio)

REN   (ENTRANDO) Primo!…

PRI    (LASCIA ANDARE SERGIO E SI AVVIA CORDIALE VERSO RENATA) Sì, cara?

REN   Ma che cosa hai fatto per far arrabbiare così il professor La Salma?


21


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

PRI

Mi? Gnente…

REN

Ha detto di non contare più su di lui e sul suo aiuto per rivedere il discorso… e che

se alla conferenza farai degli sbagli… che Santa Beatrice ti protegga!

PRI

(LA SPINGE GENTIMENTE VERSO LA PORTA) A va bin. Tu intanto vai a prendere

posto nella sala conferenze.

REN

Guarda che a s’ancamin-a tra… (VEDE SERGIO) Chi ch’a l’è chiel-lì?

PRI

Chi?... Ah, gnente…

LIV

(A RENATA, TRAGICO) Gli è appena morta la mamma. (A PRIMO CEDONO LE

GAMBE)

REN

Oh, no!... (SI AVVICINA A SERGIO) Poverino… “Dio dà e Dio…”

LIV

È!... A l’è lòn ch’i l’hai dije ‘dcò mi!

SER

Voglio vedere il mio papà!...

PRI

Ai manca mach pì ij nòno!...

SER

Il mio papà è qui da qualche parte… i son sicur!...

REN

Certo… adesso devi essere tu il conforto di tuo padre. (LO CONSOLA)

PRI

Renatina… Lascia che ce ne occupiamo noi. (SI CORREGGE) Cioè, se ne occuperà

il nostro dottore qui. (INDICA LIVIO)

REN

Era una paziente?

PRI

Chi?

REN

La mare d’ës fieul…

PRI

No, era M.A.A.

LIV

Oh, la malora!...

REN

M.A.A.?

LIV

(IN CONFIDENZA, CHE NON SENTA SERGIO) “Morta All’Arrivo”.

REN

Ma no!... E di che cosa è morta quella poveretta?

PRI

(TAGLIANDO CORTO) A l’è finìa sota ‘l tranvaj, a va bin? A l’ha ciapulàla come na

siola!

SER

Mi sento male…

PRI

Ma vaca tèra!...

LIV

I lo compagno ant ël cess… (GUIDA SERGIO VERSO IL BAGNO, MA RIESCE A

REGGERLO A MALAPENA)

REN

I vado a ciamé n’infermera!

PRI

Ecco, brava!... (RENATA SULLA PORTA SI IMBATTE IN GIULIO CHE ENTRA)

Scena XIX

(Giulio, Renata, infermiera 2, Primo, Livio e Sergio)

GIU

(ENTRA PORTANDO UN VASSOIO DI PASTICCINI, DEI QUALI NON NE RIMANE

CHE UNO) Andoma, Livio!... A j’è le preuve! I spetoma mach pì ti!...

REN

Ssst! (INDICA SERGIO, CHE LIVIO STA SOSTENENDO) Gli è appena morta la

mamma...

GIU

(A LIVIO CON TONO CONSOLATORIO) Oh, am dispias, Livio…

PRI

Squarta, vaca tèra! Piantla lì ‘dcò ti!...

LIV

(INDICANDO SERGIO) “Soa” mama...

GIU

Ah, ecco…

REN

Quando è arrivata al pronto soccorso era A.C.M.. (ED ESCE; PRIMO, LIVIO E

GIULIO RIMANGONO UN PO’ INTERDETTI)

LIV

Verament a l’era M.A.A…. (POI, A GIULIO) It am giute a portélo ant ël cess?

PRI

Ma a sarìa nen mej portelo ant un reparto?


22


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

GIU

(OFFRENDO IL VASSOIO A SERGIO) Mangia na pasta, vah!...

LIV

Ma s’a l’ha veuja ‘d gumité…

GIU

E bin? A lo farà sté mej…

IN2

(ENTRA E VA A SOCCORRERE SERGIO) Che cos’ha?

LIV

Ma gnente… A l’è mòrtje la mama e alora a l’è vnùje veuja da gumité!

SER

I veuj vëdde mia mama...

IN2

Non ti preoccupare… (ALZANDO GLI OCCHI AL CIELO) Lei adesso è in mani

migliori delle nostre…

SER

È andata al pianterreno…

IN2

(GENTILMENTE) No, caro… Abbi fede… Sono sicura che è andata lassù, da

qualche parte… (ALZA DI NUOVO GLI OCCHI AL CIELO)

SER

No, no… me l’ha detto il padre… (INDICA PRIMO) Il padre mi ha detto che era

scesa dalle scale... (L’INFERMIERA GUARDA PRIMO, CHE SORRIDE E SI STRINGE

NELLE SPALLE)

LIV

Ës fieul a l’ha da bzògn ëd sò pare.

PRI

No! An n’ha pròpi gnun bisògn!

SER

Sì ch’in n’hai da bzògn, anvece! (SI SIEDE CON ARIA DECISA SU UNA SEDIA)

IN2

Ma suo padre è qui in clinica?

SER

Sì… era qui che parlava con mia madre, poco fa... (GLI ALTRI SI SCAMBIANO UNO

SGUARDO)

IN2

Sua madre parlava con suo padre? Ma non è morta?

PRI

(LA TRAE IN DISPARTE) Prima che morisse!

GIU

(BISBIGLIANDO) Credevo che fosse M.A.A….

PRI

Lo era, sì… ma pare che uno dei dottori le abbia praticato la respirazione bocca a

bocca e l’abbia fatta ritornare in vita… il tempo di dire poche parole… (CHIUDE

RAPIDAMENTE) Poi è spirata di nuovo e definitivamente!

SER

Ehi, voi! Che cosa state complottando?

PRI

Niente, niente… Tutto bene!...

LIV

(GENTILMENTE, A SERGIO) Sì, niente di strano… Tua mamma ha detto a tuo

padre poche parole, le ultime… e poi è morta serenamente. (PRIMO HA UN

CEDIMENTO)

SER

(ALLARMATO) La mamma è morta?

LIV

Mah… parej a diso…

SER

La mamma ha parlato a papà ed è morta?

IN2

Molto serenamente.

SER

(ALL’IMPROVVISO, IN UNO STATO DI RABBIA) Quel maledetto bastardo ha

ammazzato mia madre!

PRI

(INDIETREGGIANDO TIMOROSO) Fermo… fermo…

LIV

(CERCANDO DI CALMARE SERGIO) No, no… a l’è finìa sota al tranvaj!...

PRI

Oh, già… È stato un incidente…

SER

Altro che incidente!... Quel porco assassino! (SI ALZA RABBIOSAMENTE E CERCA

DI SCAPPARE)

GIU

Calma, calma…

LIV

Sta tranquil... (GIULIO E LIVIO LO TENGONO FERMO)

PRI

(ALL’INFERMIERA) Vai a chiamare la caposala e dille di preparare una siringa di

Dormiben.

IN2

Dormiben, sì, va bene…

PRI

50 milligrammi. No, anzi, meglio 100. E portatela qui subito. (L’INFERMIERA ESCE

RAPIDAMENTE)


23


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

Scena XX

(Sergio, Giulio, Livio, Primo e Orsolina)

SER

Mi sento male…

PRI

(IMITANDO LA CANTILENA) It l’has già dilo…

SER

Ho voglia di vomitare…

GIU

Sì, ma nen ambelessì! (INSIEME A LIVIO CERCA DI PORTARE SERGIO VERSO IL

BAGNO)

SER

(SI OPPONE) La ignora per diciotto anni… e peuj a la buta sota con ël tranvaj!...

LIV

(MINIMIZZANDO) Ma no… as peul nen dé la colpa a tò pare, se mamina a l’è fasse

ciapulé dal tranvaj…

SER

Mio padre!... S’a podèissa, a vorerìa masséme ‘dcò mi! (PRIMO FA SEGNO DI SÌ

CON LA TESTA COME UN MANIACO) Voglio andarlo a cercare! Devo vedermela

con lui!

GIU

(LOTTANDO CON SERGIO) Fermo! (A LIVIO, IRONICO) Credo che sarebbe il caso

che ci desse una mano anche il dottor Neurotti...

LIV

E già ch’a sarìa ‘l cas…

PRI

(CON CALMA, ALLEGRAMENTE) Il dottor Neurotti è in vacanza. (LIVIO E GIULIO

SI GUARDANO STUPITI) A l’è n’ora ch’i lo diso a tuti, ma gnun a më scota. Il dottor

Neurotti è in ferie.

GIU

(A LIVIO, RIFERENDOSI A PRIMO) Ma second ti, a l’è tut ant ël sò?

LIV

Mah?...

PRI

Per lòn ch’i na sai ël dottor Neurotti a sta benissim, ma a l’ha gnun-a veuja da

travajé, quand ch’a l’è ‘n ferie. Semplicissim, no?

GIU

(A LIVIO) Andoma. (PORTANO SERGIO VERSO IL BAGNO)

PRI

Tenìlo lì ‘ndrinta… E parléje nen. Guernélo bin, ch’a scapa nen.

GIU

(A LIVIO) È la terapia normale per un paziente in stato di shock?

LIV

A mi a l’han pa mostrame parej…

SER

Come a l’avrà fait mè pare a robé ‘n tranvaj? (VIENE SPINTO FUORI E I TRE COSÌ

ESCONO CHIUDENDOSI IN BAGNO)

(SQUILLA IL TELEFONO)

(

PRI

(RISPONDE AL TELEFONO) Sala medici… Gilda, sì i son mi… Ël civich a l’è ‘ncamin

a vnì su? Ma i l’avìa dite da tenlo sota!… No, no, ti speta lì. (PRIMO RIATTACCA)

ORS

(ENTRA PORTANDO UNA SIRINGA SU UN VASSOIO DI ACCIAIO) A l’han dime ‘d

preparé na siringa ‘d Dormiben per un ragazzo nevrotico.

PRI

Benissim.

ORS

Ma è assolutamente fuori dalle regole! Non ho visto la sua cartella clinica, non ne

so niente…

PRI

Orsolina, ch’a fasa ‘l sò dover sensa tante ciance.

ORS

Ch’a guarda, dotor Neurotti, che anche tòta Orsolina può diventare cattiva, neh...

PRI

S’i l’oma dije ‘d fé ‘l Dormiben a j’è ‘n motiv. Ch’a vada lì ‘ndrinta e ch’a së sbreuja.

A j’è ‘dcò ij dotor Reuma e Squarta...

LIV

(SPUNTA DAL BAGNO) A l’è ‘ncamin ch’a gumita.

ORS

Ma… i treuve nen che 100 milligrammi a sìo ‘n pòch tròp?

PRI

Ch’ai fasa sta pontura e basta! A meuirerà pa per sent miligrama ‘d Dormiben, no?

LIV

Soa mama a l’è rivà an clinica M.A.A….

ORS

M.A.…?

PRI

(INTERROMPENDO) Ciapulà da ‘n tranvaj! Ch’ai fasa sta pontura, rassa ‘d na… (SI

INTERROMPE; ORSOLINA LO GUARDA TORVA ED ENTRA RAPIDA IN BAGNO;


24


Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 1°

POI, A LIVIO) E s’ai na vansa, pija la siringa e piàntaila ant na ciàpa a la caposala! (SPINGE LIVIO NEL BAGNO)

Scena XXI

(Vigile, Primo e Livio)

CIV    (ENTRA) Mi scusi, signore…

PRI    Buongiorno. Dottor Primo Neurotti. (GLI PORGE LA MANO, MA IL VIGILE FA IL

SALUTO MILITARE, ALLORA FA IL SALUTO, MA IL VIGILE GLI PORGE LA MANO;

COSÌ PER DUE O TRE VOLTE, POI LASCIANO PERDERE) Posso fare qualcosa per

lei?

CIV    Sto cercando un ragazzo.

PRI    Ah, ecco... Uno in particolare o un ragazzo qualsiasi le va bene?

CIV    (DECIDE DI IGNORARE LA DOMANDA) Circa diciott’anni, statura media, capelli

scuri…

PRI    (FA LO SPAVALDO, PER NON TRADIRE LA TENSIONE) Segni particolari?

CIV      Ha lo sguardo… come dire… spiritato...

PRI    Spiritoso?

CIV    (BURBERO) Non faccia lei lo spiritoso, dottore! È una cosa seria. La mia collega è

ancora in traumatologia col naso che sanguina… (POI RIPRENDE) È piuttosto in

cattivo stato, molto eccitato. Qualcosa che ha a che fare con suo padre.

PRI      E già… che cosa avrà mai a che vedere suo padre con quest’ospedale?

CIV    Il ragazzo ha raccontato una storia confusa… suo padre sarebbe uno dei dottori

che lavorano qui a Villa Beatrice…

PRI    (CON IRONICA SORPRESA) Ma no!...

CIV    Ma sì!

PRI      Ma basta, là…

CIV    La madre del ragazzo è anche lei giù all’ingresso della clinica.

PRI - Ma no!

CIV    Ma sì!

PRI      Ma basta, là…

CIV    Il ragazzo vuole trovare suo padre. Ma da quel che mi sembra di capire, questo

medico non è tanto ansioso di essere ritrovato.

PRI    Già... Io comunque qui non ho assolutamente visto nessun ragazzo... È stata una

mattinata  molto  tranquilla.  Ma  se  dovessi  imbattermi  in  un  ragazzo  un  po’

eccitabile, glielo farò subito sapere, neh…

CIV    Le consiglio di non fare tentativi per fermarlo, dottore. Ha dato una sberla alla mia

collega, un calcione dove non le dico a me… ed è riuscito a scappare!

SER   (DA FUORI) Aaah! Tochéme nen!

ORS   (DA FUORI) Stai calmo! Rilassa il muscolo!

SER   (DA FUORI) Lasséme sté!

LIV       (DA FUORI) Sta ferm! Guarda ch’it na giro un, neh!

GIU   (DA FUORI) Fòrsa con sta pontura! Gli sto seduto sopra!

ORS   (DA FUORI) Ma no! È su di me che sta seduto!

LIV       (ENTRA AFFANNATO DAL BAGNO) Dì, Primo, i l’oma da manca ‘d na man…

PRI    (CON CALMA ESAGERATA) Le presento il mio caro collega, il dottor Reuma. Come

a van le preuve dla recita, Livio?

LIV       (DOPO UNA PAUSA) Le preuve dla recita?


25


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

PRI

Còs a l’è, una scena di “Dolce morte”? (LIVIO RIMANE ATTONITO) O avete

preparato “Jack lo Squartatore”? (AL VIGILE) Ai pazienti quella che piace di più è

“Stretta di prua e larga di poppa”! (RIDACCHIA)

ORS

(DA FUORI) Gli tiri giù i pantaloni!

PRI

No. Deve essere qualcosa di più piccante… (AL VIGILE) Mi dispiace… non posso

esserle di aiuto.

CIV

(STRANITO) Allora la saluto… e me ne vado.

PRI

Molto gentile. (LO SPINGE FUORI DALLA PORTA)

LIV

(DOPO UNA PAUSA) I son un pòch preocupà per ti, Primo…

PRI

Va!... Va dëdlà e féje sta pontura! (SPINGE LIVIO NEL BAGNO)

Scena XXII

(Gilda, Primo, Livio e Orsolina)

GIL

(ENTRA) Primo Neurotti!...

PRI

(CON UN SOPRASSALTO) Non colpevole! (REALIZZANDO) Ti?... Ma it veule torné

giù subit a ten-e d’euj coj civich?

GIL

I son tant preocupà per Sergio…

PRI

Sergio a sta benòne.

LIV

(RIENTRANDO ANGOSCIATO) A l’è rampià fòra dla fnéstra!

PRI

Còsa?

GIL

Chi?

LIV

Un fieul ch’a l’ha perdù soa mare...

GIL

No!

LIV

Sì. A l’è an sël curnison e a veul nen torné ‘ndrinta.

PRI

(FURIOSAMENTE) Vaca tèra!

LIV

A dis ch’a intra nen fin ch’ij portoma nen sò pare.

GIL

(A PRIMO) Ades it duvràs pròpi dijlo…

ORS

(RIENTRA  DAL  BAGNO  TUTTA  SCOMPOSTA  E  CON  LA  SIRINGA  IN  MANO)

Quaidun ch’a vada a ciamé ij carabinié!

GIL

Còs a l’è rivàje?

PRI

I  l’oma  gnun  dë  bzògn  dij  carabinié.  Calma.  (FA  UNA  BREVE  PAUSA  DI

AUTOCONTROLLO) Siamo perfettamente in grado di occuparci di uno squilibrato.

ORS

Infatti attualmente non è del tutto in equilibrio… su quel cornicione…

GIL

(RISOLUTA) Dico a quel vigile di venire su. (ALZA LA CORNETTA)

PRI

No! Còs a peul fé ‘l civich?...

GIL

Sergio è in serio pericolo. (AL TELEFONO) L’ingresso, per favore…

PRI

(PIANO, IN DISPARTE, A GILDA) Ma a j’ëvnirà fòra tuta la vrità…

GIL

Am dispias. (A ORSOLINA) Caposala, vada a parlargli… gli continui a parlare…

ORS

Ma lei chi è, signora?

GIL

Sono sua madre.

ORS e LIV   (INSIEME) Sua madre?

PRI

(DISPERATO) Ma vaca tèra…

GIL

(AL TELEFONO) Pronto? C’è un vigile urbano lì giù, da qualche parte?… Potete

mandarlo  alla  Sala  Medici?  È  un’emergenza...  Sì,  grazie…  (RIATTACCA  LA

CORNETTA)

ORS

(ALLIBITA) Ma la madre del ragazzo… non era M.A.A.?

GIL

(IRONICA) La madre del ragazzo a sta benòne e a l’è pròpi ‘mbelessì andoa ch’i la

vëdde. (CORRE NEL BAGNO, SEGUITA DA ORSOLINA)


26


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

Scena XXIII

(Livio e Primo)

LIV

(CERCANDO DI CAPIRE) Ma… tòta Ciàpa a l’è la mama ‘d col giovnòt?

PRI

Beh… i chërdo ch’a sia rivàje ‘l moment…

LIV

Per còsa? (PRIMO FA SEDERE LIVIO)

PRI

Per féte na confidensa. Stame bin a sente, neh… a riguarda Gilda Chiappa...

LIV

Madamin Sergio…

PRI

Fame nen perde ‘l fil! Sta ciuto e scota!

LIV

Ah, sì… scusa…

PRI

Gilda a l’è la mama ‘d col fieul.

LIV

Ma s’a l’avìa dit ch’a l’era sensa famija…

PRI

A l’era… na cita busìa… it deuve capì… a l’è ‘n fieul “illegittimo”…

LIV

Illegittimo?

PRI

A l’è mai mariasse.

LIV

Come, mai mariasse?... E chiel-là mòrt an sël Musiné?

PRI

Boricade.

LIV

E ‘l sò scond marì? Col… Sergio… con la gòta?

PRI

Boricade.

LIV

E le moròidi?

PRI

Boricade! Moròidi ‘n còrno! A l’è mai stàita marià! Ël fieul… lì… a l’è ‘l risultà ëd na

soa stòria con un dotor ëd la Vila Beatriss… disneuv ani fa…

LIV

La malora!...

PRI

It lo spetave nen, eh?

LIV

Gnanca per seugn.

PRI

Alora sta bin lì setà còmod, perché ades ai riva ‘l bel… Ël pare dël fieul a l’è…

LIV

A l’è? (PRIMO GUARDA LIVIO FISSAMENTE)

PRI

(DOPO PAUSA AD EFFETTO) It ses ti.

LIV

(PERPLESSO, DOPO UN MOMENTO) Chi?... Mi?

PRI

Sì, ti.

LIV

(SI RISCUOTE, PROTESTANDO) Ma it lo garantisso, Primo! Mi i l’hai mai fait cole

ròbe là con tòta Ciàpa!

PRI

I lo sai benissim!... Ma i peus pa ‘ndé ‘n gir a dì che ‘l fieul a l’è mè?...

LIV

(INSISTENDO) Mi it giuro che mai e peuj mai i l’hai tocà… (SI INTERROMPE

REALIZZANDO DI COLPO QUEL CHE PRIMO HA APPENA DETTO) A l’è tò?

PRI

E già, no?... Renata am mangerìa tut… la conferensa a sarìa finìa prima da

‘ncaminé… la promossion a primari ‘d neurologia i podrìa dësmentiémla… sensa

parlé dël cavalierato…

LIV

No, no, speta ‘n moment… it veule dime che ti it sarìe ‘l pare ‘d col fieul dëdlà?

PRI

It vëdde ch’it ses rivàje?

LIV

E che ti e la Gilda Ciàpa…

PRI

Beh… it lo sas come ch’as fan ij cit, no?

LIV

Ma se col fieul at conòss gnanca…

PRI

Giust. L’unica ròba ch’a sa a l’è che sò pare, disneuv ani fa, a l’era ‘n dotor ch’a

fasìa pratica ‘mbelessì e che ‘ncora ancheuj a travaja a Vila Beatriss. Pròpi come ti.

A corispond perfetament.

LIV

Ma con na cita diferensa… i son nen ëstàit mi a ciapé la Ciàpa!

PRI

Va nen a sèrne le gran-e ‘d ris… a sarìa pro piasùte, vah…

LIV

Lòn a veul nen dì gnente...


27


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

PRI

Livio! Cercoma ‘d capisse! Ormai a l’è tard! I l’hai dije ch’i son un prèive an

convalessiensa, malavi ‘d gòta e operà ëd moròidi.

LIV

Còs it l’has dije?

PRI

E dài, Liviuccio! Ti it l’has gnente da perde!

LIV

Come a sarìa, ch’i l’hai gnente da perde?…

PRI

Ansoma, it deuve pa ‘ndé ti a ten-e la conferensa a mesdì?...

LIV

No, a va bin, ma…

PRI

(INSISTE) E it ses pa ti ch’it deuve diventé primari, no?

LIV

No, a va bin, ma…

PRI

E it ses pa an lista per diventé cavajer?

LIV

No, a va bin, ma…

PRI

E it ses pa marià, no?

LIV

No, a va bin, ma… (SI FERMA, POI VEDE CHE PRIMO HA FINITO E PROSEGUE)

ma còsa a peul dì mia soréla?

PRI

Toa  soréla?  (PIÙ  FORTE)  Toa  soréla?  (INDICANDO  L’USCITA  VERSO  IL

CORRIDOIO) Mia fomna a l’è lì fòra ch’a va su e giù!

LIV

E mia soréla a l’è a ca ch’a fa j’agnolòt!

PRI

Se Renata a ven a savèj dël fieul, am buta mi, ant j’agnolòt!

LIV

It l’avìe mach da penséje prima. A l’è piasùte la bici? Pedala!

PRI

Ma a l’è mach per n’ora o doe… Ti it deuve mach andé da Sergio…

LIV

Sergio? E chi ch’a l’è Sergio?

PRI

Sergio. Ël fieul?

LIV

Ma… Sergio… ëd nòm o ‘d cognòm? (PRIMO SI DISPERA) A l’era nen chiel-là con

la gòta e le moròidi ch’a së s-ciamava Sergio?

PRI

(LO FA DI NUOVO SEDERE) Sent, Livio… A j’è gnun monsù Sergio. A j’è gnun pare

mòrt an montagna e gnun-a mare mòrta sota al tranvaj… cancela tut! Libera la

ment!... Sergio a l’è ‘l nòm ëd col fieul, nen ël cognòm. Ti it deuve mach andé da

‘s badòla, dije ch’it ses sò pare e compagnélo dai civich.

LIV

(MOLTO PERPLESSO) Dai civich?

PRI

(MINIMIZZA) Massì… Doe o tre iregolarità con la machina…

LIV

Oh, bòja fàuss!

PRI

Pen-a finìa la conferensa i rivo e ij diso tuta la vrità.

LIV

I sai nen s’i peus fideme…

PRI

Sensa conté la létera ch’i faràj consegné già stassèira al professor La Salma…

LIV

Che létera?

PRI

Ëd racomandassion per ël tò incarich da “Aiuto Primario”…

LIV

(SI STA CONVINCENDO, MA CERCA DI RESISTERE) Ma costassì a l’è corussion...

PRI

Giust. It l’has tacaje. Le toe diagnosi a son sempre precise al milim.

LIV

Ma i soma gnanca se Gilda Ciàpa a l’è d’acòrdi.

PRI

No. I lo soma nen. Ma a pudrà nen fé divèrs.

Scena XXIV

(Livio, Primo, Sergio, Orsolina, Giulio e Gilda)

(FUORI DALLA FINESTRA, SUL CORNICIONE, DALL’ANGOLO VERSO IL BAGNO

SPUNTA SERGIO; SI TIENE FATICOSAMENTE IN EQUILIBRIO CON LA FACCIA

SCHIACCIATA CONTRO I VETRI)

LIV

No… i son nen bon a fé ste ròbe…

PRI

Ma ‘s capiss ch’it ses bon. A l’è mach per na mesorëtta al massim.


28


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

LIV

No, dabon… i peuss nen…

PRI

A peul pa capitéte gnente…

LIV

Eh… i son già stàit fregà tròpe vòlte!...

(ORSOLINA  APPARE  SUL  CORNICIONE  SEGUENDO  SERGIO  IN  MODO

ALTRETTANTO PRECARIO E CON ANCORA IN MANO LA SIRINGA; COMINCIANO

A LOTTARE FRA DI LORO)

PRI

Livio, it ses la mia unica possibilità…

LIV

Ciàmje ch’a lo fasa Giulio Squarta.

PRI

Dis nen ëd gavade… A l’è mach tre o quatr ani ch’a travaja sì…

LIV

Possibil ch’ai sìa gnun d’àutri da ciaméje?... (GLI VIENE UN’IDEA) La Salma!

PRI

A j’è pì nen temp!

LIV

I deuvo penséje…

PRI

A j’è nen temp, it diso… E a j’è gnun d’àutri, mach ti.

LIV

(SI  ACCORGE  DELLA LOTTA  FUORI  DALLA  FINESTRA)  La  malora!  Orsolina!

(CORRE ALLA FINESTRA)

PRI

(NON HA ANCORA REALIZZATO) Ma ti ‘t ses fòl! La caposala? Ma a l’è na fomna!

Come a fa a fé ‘l pare? No, no, Livio… it deuve félo ti… (FINALMENTE SI GIRA E

VEDE LA SCENA; COME LIVIO) Vaca tèra! Orsolina!

LIV

(HA APERTO LA FINESTRA E STA CERCANDO DI AIUTARE SERGIO E ORSOLINA

AD  EVITARE  DI  CADERE  GIÙ;  PRIMO  CORRE  IN  AIUTO)  Ch’as  ten-a  fòrt,

caposala!

ORS

A l’ha pijàme la siringa! (SERGIO HA EFFETTIVAMENTE IN MANO LA SIRINGA

CHE HA STRAPPATO A ORSOLINA) Non fare lo stupido!

SER

Va via!

ORS

Vieni qui! Torna dentro!

SER

Lassme sté! (PIANTA LA SIRINGA NEL SEDERE DI ORSOLINA)

ORS

Ahhh! (SI MASSAGGIA LA NATICA; PRIMO E LIVIO SONO ATTERRITI)

SER

I l’avìa ditlo d’andé via!...

ORS

Mi ha iniettato 100 milligrammi di Dormiben!

GIU

(ENTRA DI CORSA DAL BAGNO E SI DIRIGE VERSO LA PORTA DEL CORRIDOIO)

I vado a ciamé ‘n dotor!

PRI

Giulio! Ma ti it ses, un dotor!

GIU

N’àutr dotor!… I seufro ‘d lordison… (ESCE DI CORSA)

GIL

(APPARE ALL’ANGOLO SUL CORNICIONE) Sergio, tesor!...

ORS

S’i lo ciàpo, it vëdde còs ij faso al tò tesor!

SER

Mama!

GIL

Sì, sì, caro... La tua mamma è qui… (POI, ARRABBIATA) Ma chi a l’è stàit col beté

ch’a l’ha dite ch’i j’era finìa sota a ‘n tranvaj?

SER

(INDICANDO PRIMO) Col beté lì!

Scena XXV

(La Salma, Primo, Livio e Orsolina)

PRO

(ENTRANDO AUTORITARIO) Neurotti! (PRIMO E LIVIO, CON UN MOVIMENTO

VELOCE, CHIUDONO LE TENDE DELLA FINESTRA; PRIMO CORRE DA LA SALMA E

LIVIO RIMANE IN PIEDI DAVANTI ALLA FINESTRA, COME A COPRIRLA)

PRI

(TUTTO GENTILE) Ah, eccola qua, professor La Salma!...

PRO

(CON STUDIATA CALMA) Dottor Primo Neurotti… lei è perfettamente libero di

ignorare la mia offerta di aiuto per il suo discorso…


29


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

PRI

Grazie, professore… Non c’è nessun bisogno di aiuto.

PRO

(CERCA  DI  CONTROLLARSI)  E  comunque…  adesso  sono  le

11,38!  (N.B.:

L’ORARIO CHE SEGNERÀ L’OROLOGIO AL MURO)

PRI

(GUARDA  IL  SUO  OROLOGIO  DA  POLSO)  Io  faccio  le  11,37…  (N.B.:  O

COMUNQUE UN MINUTO IN MENO DI QUANTO DETTO PRIMA)

PRO

I primi colleghi stanno cominciando ad arrivare per la conferenza…

PRI

(CON ECCESSIVO OTTIMISMO) E non se ne pentiranno, perché sarà di quelle

buone!

ORS

(DA FUORI) Aaah! I sghijo! Scivolo! (LA SALMA E PRIMO GUARDANO VERSO LA

FINESTRA, CHE LIVIO CERCA ANCORA DI SCHERMARE CON LE TENDE)

LIV

(IMITANDO ORSOLINA) I sghijo! Scivolo!

PRI

(NONCURANTE,  E  SORRIDENTE)  Mi  permetta  di  offrirle  qualcosa  da  bere,

professore...

PRO

Lasci perdere, Neurotti!... È il conferenziere che deve accogliere i colleghi medici.

(FA SEGNO A PRIMO DI AVVIARSI)

PRI

Ehm… Stavolta cambieremo!... L’attrazione della conferenza sono io… e sarà

meglio se mi vedranno per la prima volta quando farò la mia entrata in scena!...

PRO

(DUBBIOSO) Ah, beh… forse…

ORS

(DA FUORI) Aiuto! (SI GIRANO A GUARDARE LIVIO DAVANTI ALLA FINESTRA)

LIV

(IMITANDO ORSOLINA) Aiuto!

PRI

(AUTORITARIO) Livio! Piantla lì da interompe! It vëdde nen ch’i son ancamin ch’i

parlo con ël professor? (POI SORRIDE AMABILE A LA SALMA)

ORS

(DA FUORI) No! Mi fai cadere! Idiota!

LIV

(IMITANDO ORSOLINA) Idiota!

PRO

(GUARDANDO PRIMO, CHE SORRIDE EBETE) Idiota! (ESCE A GRANDI PASSI)

Scena XXVI

(Vigile, Primo, Livio, Sergio e Orsolina)

(PRIMO CORRE DA LIVIO E INSIEME APRONO LE TENDE PER VEDERE COSA STA

ACCADENDO; ORSOLINA E SERGIO STANNO LOTTANDO)

CIV

(ENTRA) E allora, dov’è finito quel ragazzo? (PRIMO E LIVIO IMMEDIATAMENTE

CHIUDONO LE TENDE)

PRI

(CAMMINA SORRIDENDO SERENO IN DIREZIONE DEL VIGILE, MENTRE LIVIO

RIMANE DAVANTI ALLA FINESTRA COME  PRIMA) Buongiorno un’altra volta,

signor maresciallo...

CIV

Non sono maresciallo… Che cosa è successo, dottore?

PRI

Che cosa è successo? Niente. Una mattinata tranquilla… tranquillissima…

CIV

Mi hanno detto giù che ha chiamato quella signora… com’è già che si chiama?...

Diceva di salire qui urgentemente!

PRI

Ah, quella signora, sì…. Era urgente… Ma adesso non lo è più.

CIV

Che cos’era? Quel suo figlio un po’… suonato?

PRI

Sì, sì… niente di grave. Sua madre lo ha convinto ad andare dai carabinieri…

CIV

Alla caserma qui vicino?

PRI

Cioè… alla Polizia…

CIV

A quale commissariato sono andati?

PRI

Quello in centro, credo... ma è da un po’, che sono partiti, neh…

CIV

Chissà perché così lontano… mah! Corro lì subito anch’io, allora.

PRI

Ecco, bravo!... Vedrà, lo troverà mansueto come un bebero…


30


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

ORS

(DA FUORI) Sto scivolando! (PRIMO E IL VIGILE GUARDANO LIVIO)

LIV

(IMITANDO ORSOLINA) Sto scivolando! (POI SI METTE A CANTARE, SEMPRE

CON  LA  VOCE  IN  FARSETTO)  “Scivolando  sugli  sci,  scivolando  sugli  sci,

scivolando… sugli sci…” (IL VIGILE ALLIBITO GUARDA PRIMO)

PRI

(APPLAUDE CON GENTILEZZA) Grazie, dottor Reuma, molto bene. (AL VIGILE)

Sono  le  prove  della  recita...  (POI  LO  PRENDE  SOTTOBRACCIO)  Grazie,

maresciallo. Vada pure alla centrale di Polizia in centro.

SER

(DA FUORI) Mamma! (PRIMO E IL VIGILE GUARDANO LIVIO)

LIV

(CANTANDO)  “Mamma!  Solo  per  te  la  mia  canzone  vola!”  (SI  METTE  IN

GINOCCHIO) ”Mamma! Sarai con me, tu non sarai più sola!”

PRI

(APPLAUDE CONVINTO) Molto bene! Neanche Pavarotti! Bravissimo! (AL VIGILE)

La recita… Faccia un salto qui anche lei...

CIV

Ehm… vedrò… se non capita qualche guaio… Adesso vado alla polizia.

PRI

Ecco, bravo… poi mi dica, neh… (IL VIGILE ESCE FRASTORNATO)

Scena XXVII

(Orsolina, Gilda, Livio, Primo, Infermiera 1 e Garetto)

ORS

(URLA) Aaah! (PRIMO E LIVIO SUSSULTANO, POI CORRONO ALLE FINESTRE;

GILDA, SERGIO E ORSOLINA SONO ANCORA LÌ, MA DI ORSOLINA ORA SI

VEDONO SOLTANTO LE BRACCIA E LA TESTA PERCHÉ È SCIVOLATA GIÙ DAL

CORNICIONE E SI TIENE ATTACCATA AL DAVANZALE)

GIL

È scivolata giù!

LIV

Come a sta, tòta Orsolina?

PRI

Che domanda stupida...

LIV

Orsolina, ch’a mòla nen, neh… im racomando!...

ORS

Ah, beh, as capiss, no?

PRI

Livio, anvece da dì ‘d tavanade, va sota e guarda s’i të riesse a ciapéla!

LIV

Subit! (PARTE, POI SI FERMA) Còs it dise? Ciapéla da sota?...

PRI

E sbreuite! (SPINGE FUORI LIVIO, POI TORNA ALLA FINESTRA) Orsolina, ch’a

vëdda se a riéss a deurbe la fnéstra dël pian da sota con un càuss!

SER

(QUASI PIAGNUCOLANDO) Mama, am ven le furmìe ant le man!...

PRI

S’i të staghe nen ciuto it jë faso vnì ‘nt ël daré, le furmìe!...

ORS

Non posso resistere ancora per molto…

PRI

Ch’a ‘ncamin-a nen ‘dcò chila, neh…

ORS

Sto cominciando a sentirmi intontita. (L’EFFETTO DELL’INIEZIONE)

PRI

Ël Dormiben, vaca tèra! Ch’a mòla nen! (SI SPORGE FUORI DALLA FINESTRA)

Livio! Ma ‘ndoa ch’a l’è finì, col balengo?

IN1

(ENTRA SPINGENDO UNA SEDIA A ROTELLE SU CUI È SEDUTO GARETTO) Mi

scusi, dottor Neurotti…

PRI

Il dottor Neurotti non c’è. È in ferie.

IN1

(PROSEGUE) Senta, la caposala mi ha detto di trovare il signor Sergio e noi lo

abbiamo trovato.

PRI

(CONFUSO) Il signor Sergio?

IN1

Sì, soltanto che non era nel reparto B. Era nel reparto C. Signor Sergio Garetto.

PRI

Chi?... Ma Sergio era il cognome…

IN1

Noi, questo abbiamo. Sergio Garetto. E non si tratta né di gotta né di emorroidi…

solo un pochino di Alzheimer...


31


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

PRI

(IMPERIOSO) Fuori di qui! (L’INFERMIERA 1 SCAPPA FUORI LASCIANDO LA

SEDIA CON GARETTO)

GAR

(SI  GUARDA  INTORNO  SORRIDENTE)  Alora,  a sarìa costassì  la  mia  stansia

privà?... Ueilà, che lusso! A j’è fin-a ël bar… (SI ALZA DALLA SEDIA A ROTELLE E

VA A SERVIRSI UN LIQUORE)

PRI

(FUORI DALLA FINESTRA) Ch’a ten-a dur, Orsolina! Gli aiuti stanno arrivando!

ORS

Mi i l’hai mach pressa d’andé a deurme...

PRI

(LA SCUOTE) No! A deuv nen deurme ades!

GIL

(RIESCE AD ENTRARE E SALTA GIÙ DAL DAVANZALE) Vado a cercare qualcosa

per aiutarla a tirarsi su…

SER

No, mama! Lassme nen da sol con ël prèive...

GIL

(SI GUARDA INTORNO) Che prèive?

PRI

Va a cerché! (GILDA CORRE IN BAGNO)

SER

(GRIDA) Mama! Lassme nen sol!

PRI

Ma it veule sté ciùto?... (GLI DÀ UNO SCAPPELLOTTO)

SER

Ahia! (SERGIO LASCIA ANDARE LA PRESA PER UN ATTIMO PER METTERSI LA

MANO SULLA TESTA E SEMBRA PERDERE L’EQUILIBRIO)

ORS

(SPARISCE  DALLA  VISTA)  Aaah!  (PRIMO  GUARDA  DAL  PARAPETTO  CON

ORRORE; C’È UNA PAUSA)

PRI

(GRIDA) Brav, Livio! Gnanca Buffon!... Ecco… tirla ‘ndrinta!... Perfetto!

Scena XXVIII

(Giulio, Primo, Sergio, Garetto, Gilda e Livio)

GIU

(ENTRA SPINGENDO UNA BARELLA) Ecco! A l’è per butèje ‘nsima Orsolina…

(GUARDA VERSO LA FINESTRA) Ma ‘ndoa ch’a l’è finìa?

PRI

A l’è volà giù.

GIU

(COPRENDOSI IL VOLTO) No!... Oh, no!...

PRI

Ma Livio a l’ha ciapàla al vòl! A son sì sota. Va a deje na man, vah…

GIU

I sai nen come ch’as senta Orsolina, ma mi i son a tòch… (ESCE LASCIANDO LA

BARELLA IN SCENA)

PRI

(A SERGIO) E ti, ven andrinta!

SER

(RISOLUTO) Io non mi muovo da qui finché non viene mio padre!

PRI

Tuo padre sta arrivando e sarà qui fra poco. A l’ha avù ‘n ritard...

SER

E come ch’a fa chiel a savèilo?

PRI

A l’ha dimlo an confession! Fòrsa, ven andrinta!

SER

Quando arriva mio padre.

PRI

(SI ARRABBIA) Ma it vëdde nen, che tuo padre è tutto occupato a fare l’eroe?...

SER

L’eroe?

PRI

A l’ha pen-a salvà la caposala!...

SER

(FELICEMENTE  INCREDULO)  A  l’è  col-lì  mè  papà?  (SI  SPORGE  FUORI  PER

VEDERE GIÙ)

PRI

As capiss, no? Dai, adess… ven andrinta.

SER

Col ométo dròlo a l’è mè pare? (SI SPORGE ANCORA DI PIÙ; POI LO CHIAMA)

Papà!

PRI

Atent! (TIRA DENTRO SERGIO E CHIUDE LA FINESTRA)

SER

(VA VERSO GARETTO CHE SI È APPENA RISEDUTO SULLA SUA SEDIA A ROTELLE

COL  BICCHIERE  DI  LIQUORE  IN  MANO)  Ho  appena  ritrovato  mio  padre!

(GARETTO SI GUARDA INTORNO NELLA STANZA) È fantastico! (SERGIO SCUOTE


32


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 1°

LA MANO DI GARETTO TUTTO ECCITATO; DI CONSEGUENZA, L’ALTRA MANO

MALFERMA FA ANDARE PER ARIA TUTTO  IL CONTENUTO DEL BICCHIERE;

SERGIO NON SA SE RIDERE O PIANGERE) È impressionante! È meraviglioso!

(RIDENDO E PIANGENDO VA A SCUOTERE LA MANO DI PRIMO) Veramente

impressionante! I l’hai trovate, papà! (POI SI METTE A PIANGERE SUL SERIO E SI

AGGRAPPA A PRIMO)

PRI

(A SERGIO) Fa nen parej, dai… ch’i t’im bagne tuta la giaca… Andoma sota, vah…

ch’it compagno da tò papà…

GIL

(ENTRA CON UNO SCOPINO DA WC) Sossì a peul andé bin?

PRI

Lassa perde, Gilda… a serv pì nen…

SER

(SORRIDENDO  FRA  LE  LACRIME)  Mama,  i  l’hai  trovà  papà...  (È  ANCORA

ABBRACCIATO A PRIMO)

GIL

(NATURALMENTE PENSA CHE PRIMO ABBIA DETTO LA VERITÀ AL RAGAZZO)

Sono così felice… per tutti e due!...

SER

Ma non è fantastico? (LASCIA PRIMO E CORRE AD ABBRACCIARE GILDA)

LIV

(ENTRA) Tòta Orsolina a l’è al pronto soccorso. Taj e niss…

SER

(VA VERSO LIVIO, INDICANDOLO) Il mio eroe! (LIVIO SI GUARDA D’INTORNO

PER CAPIRE A CHI SI RIFERISCE; SERGIO GLI SI AVVICINA, LO ABBRACCIA, LO

BACIA; LIVIO, ATTONITO, CERCA DI LIBERARSI) Ciao… papà! (LIVIO REALIZZA

E GUARDA PRIMO, CHE ANNUISCE SORRIDENDO)

LIV

Ciao… figlio mio! (APRE LE BRACCIA E SERGIO LO ATTIRA A SÉ)

CALA IL SIPARIO

FINE DEL PRIMO ATTO


33


Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 2°

ATTO SECONDO

Scena I

(Garetto, Sergio, Gilda, Primo, Livio e Infermiera 2)

(LA SCENA CONTINUA DAL PRIMO ATTO; DURANTE L’INTERVALLO L’OROLOGIO

AL MURO È STATO FERMATO)

GAR   (OSSERVA LIVIO E SERGIO ANCORA ABBRACCIATI) Ma, scuseme, neh, brava

gent… i peude nen andévne da ‘nt la mia stansia e lasséme ‘n pòch tranquil?

SER   L’ho sempre saputo che doveva essere un campione di coraggio!...

GIL    Chi?

SER   Il mio papà! (ABBRACCIA LIVIO)

GIL    (SORPRESA) Papà? Ël dotor Reuma?

SER    Oh, come am pias ël nòm! Reuma! (A LIVIO) Papà Reuma! (SI METTE A RIDERE;

LIVIO FA DEL SUO MEGLIO PER RIDERE ANCHE LUI)

GIL    (A PRIMO) Ma che boricade it l’has contàje?

PRI      Lòn ch’a l’ha sugerìme Reuma… Che chiel a l’è ‘l pare ‘d Sergio…

SER    Come i stoma bin ansema, neh papà? (SERGIO RIDE RAGGIANTE; LIVIO È UN PO’

PERPLESSO, MA CERCA DI MOSTRARSI FELICE)

PRI    (GIOIOSO) It vëdde? Che bela cobia, sti doi!... E adess, andé dai civich, fòrsa, ch’a

vë speto…

GIL    (A LIVIO) Perché it dise gnente?

GAR   (CREDENDO CHE PARLI CON LUI) Ah, mi i l’hai gente da dì, pròpi gnente…

GIL      Livio! Dis quaicòsa…

GAR    E comsissìa, im ciamo nen “Livio”…

SER   Livio! Livio Reuma! I savìa gnanca ‘l nòm!... Che ‘d ròba ch’i l’oma da contesse,

neh papà?

LIV       Eh, sì...

GIL    (A PRIMO, IN DISPARTE) Ma i podoma nen lassé ch’a chërda…

PRI    (LA INTERROMPE) Ma ‘s capis, ch’i pudoma! Ma it vëdde nen come a son content?

(SERGIO ABBRACCIA LIVIO, RAGGIANTE) A l’è nen la completa felicità, ch’it veule

per tò fieul? Ma guardje… Guardje tuti doi! (SERGIO È ESULTANTE, LIVIO UN PO’

MENO) Ansoma… Sergio, almeno… D’ògni mòdo, per ël moment a l’è la còsa

miglior da fé, it lo garantisso…

GIL    La còsa miglior per chi?

PRI      Per Sergio… It veule pa ch’a daga torna ‘d testa come prima, no? (ALZA LA

CORNETTA E SCHIACCIA UN BOTTONE) Pronto?...

GAR   (VICINO A PRIMO) Pronto!

PRI    (LO GUARDA MALISSIMO, POI AL TELEFONO) Portineria?... Neurotti… Sì, sì,

buongiorno… Chiami un taxi per il dottor Reuma, immediatamente… No, non

possiamo aspettare due minuti. È una emergenza... S’i riesse nen a trové ‘n taxi a

pijeran  l’ambulansa!...    (METTE  GIÙ  LA  CORNETTA  E  VA  A  PRENDERE  IL

SOPRABITO DI LIVIO)

SER   Perché tuta sta pressa? (A LIVIO) I l’eve bin dime tut, eh, papà?

LIV       Sì, sì… ansi, per ancheuj a më smija ch’i l’abio fin-a dite tròp, tesòr…

SER     Senti, se sei preoccupato per il passato…

LIV       No, no… semmai per l’immediato futuro.

PRI    Ël dotor Reuma av compagnerà sota a speté ‘l taxi… (DURANTE LA SCENA CHE

SEGUE, TOGLIE IL CAMICE A LIVIO E GLI METTE IL SOPRABITO)

IN2    (ENTRA) Sergio Garetto?

GAR   (SALUTA MILITARMENTE) Comandi!


34


Che pastiss a Vila Beatriss!                                                                                                                                 Atto 2°

IN2      Venga… La devo riportare al suo reparto.

GAR   Gnanca per seugn! Ant la mia neuva stansia im treuvo benissim! (SI GUARDA

INTORNO) Anche se… per dìla tuta… a j’è ‘n pòch tròpa gent…

IN2      A me è stato detto che lei deve tornare al “Reparto C”. Su dai, nonno! Non fare

storie…

GAR   (STIZZITO) Tì, porila… s’it ven-e ‘n moment dëdlà it faso vëdde mi, còsa ch’at fa

‘l nòno… E d’ògni mòdo, mi da sì im bogio nen! (INCROCIA LE BRACCIA IN

ATTEGGIAMENTO DI SFIDA)

IN2    La vedremo! (ESCE ADIRATA)

GAR    Ël  cine,  i  vëdroma…  (POI  SI  RASSERENA  E  RIPORTA  L’ATTENZIONE  SUI

DISCORSI DEI PRESENTI, CHE CONTINUANO COME SE NULLA FOSSE)

SER    Papà, a j’è tante ròbe ch’i vorerìa savèj… Mi sento come un libro a cui mancano le

prime pagine…

PRI    Le prime pagine a son sempre le pì noiose…

SER   Per esempi… adess i l’avrài ëd parent neuv…

PRI      As capis!... Ma tò papino at conterà tut, neh… Adess andé!... Bogéve!...

SER   Ehi! Devo avere anche dei cugini, sparsi per tutto il mondo…

PRI    Sì, tant lontan. Arvëdse a tuti.

SER   Non capite cosa vuol dire per me?... Cusin! I l’oma lë stess sangh!

PRI      É. I foma peuj na bela trasfusion, neh… ma adess andé giù!

SER   (METTE UN BRACCIO SULLE SPALLE A GILDA E L’ALTRO A LIVIO) Voglio che

sappiate tutti e due che adesso sto bene… sono a posto. Sono veramente,

veramente, veramente felice!

PRI      Oh, là… finalment. Siamo tutti felici.

GAR     No! Mi i son nen “felice” per gnente. (TUTTI SI GIRANO VERSO DI LUI) In n’hai a

basta, d’avèj tuta sta gent ant la mia stansia!

PRI      Giust! A l’ha rason!... Fòrsa! Andé via tuti da la stansia dël monsù!

Scena II

(Renata, Garetto, Sergio, Gilda, Primo e Livio)

REN   (ENTRA) Per l’amor del cielo, Primo… ma còs a l’è ‘ncamin ch’ai capita?

PRI    (CON ARIA INDIFFERENTE) Perché? No… gnente dë special… (FA A RENATA UN

SORRISO GENTILE) Na giornà tranquila tranquila, per ël moment…

REN   Ma Primo! (INDICANDO LA FINESTRA) La caposala è caduta di là!

PRI    Da là? Ah, sì… da cola fnéstra lì, sì…

REN   E la toa conferensa a ‘ncamin-a da sì quindes minute... (N.B.: O COMUNQUE I

MINUTI CHE SULL’OROLOGIO MANCANO ALLE 12)

PRI    (ALLEGRAMENTE)  Giust.  It  l’has  rason.  (A  LIVIO)  Vojàutri  ‘ndé  pura  giù…

scuséme s’iv compagno nen…

SER     Don, i spero ch’a guarissa ‘n pressa da la gòta e da le moròidi...

REN   (GUARDA PRIMO CHE SORRIDE ALLEGRAMENTE, POI CERCA INTORNO IL PRETE

IMMAGINARIO; A SERGIO) Sono riusciti a trovarlo tuo padre?

SER   (AL SETTIMO CIELO) Sì!

REN   Che sollievo!

SER   Ma non le posso dire chi è.

PRI    Infatti.

REN   E si occuperà di te?

SER   Oh, sì, certo!


35


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

REN

Ma non puoi dirmi chi è.

SER

No.

PRI

Nessuno può dirlo.

GAR

Sì, mi i peuss dilo. A l’è chiel-là. (addita LIVIO; RENATA È ALLIBITA; A PRIMO)

Neh, ch’i l’hai anduvinà?

PRI

(FRA I DENTI) Oh, sì! It merite pròpi ‘n bel premi! (E FA IL GESTO DI COLPIRLO)

REN

(MERAVIGLIATA) Speta ‘n moment!... (A SERGIO) Livio Reuma a l’è tò pare?

SER

Beh, non volevo dirlo… ma guardi il profilo... (SI METTE DI PROFILO ACCANTO A

LIVIO)

REN

Livio? (LIVIO È AMMUTOLITO)

PRI

(A RENATA) Sì… Ma a j’è na spiegassion semplicissima… (COMINCIA A PERDERE

LA CALMA; A GILDA) It veule pijé tò fieul e sò pare e ‘ndé dai civich, vaca tèra?

REN

Dai civich?

SER

Ehi! Non parli a mia madre in quel modo!

REN

Chi? Tua “madre”? Credevo che tua madre avesse avuto un tragico incidente con

un tram…

(SQUILLA IL TELEFONO)

(

PRI

(ALZA LA CORNETTA, NERVOSO) Pronto?

GAR

Pronto! (PRIMO LO GUARDA MALE)

PRI

(AL  TELEFONO)  Sì,  benissimo!  (METTE  GIÙ  IL  TELEFONO  SBATTENDOLO)

Andrete con l’ambulanza! (GILDA LO GUARDA STUPITA)

LIV

(MARCATAMENTE DISINVOLTO) Alora, i seve pront?

GIL

It ses sicur, Livio?

LIV

Ij civich a në speto!...

GIL

A va bin… alora, andoma.

REN

NON SA COSA PENSARE) Ma che cosa è successo dall’ultima volta che sono

venuta qui?

GIL

Non si preoccupi. (GUARDANDO PRIMO) Il parroco le spiegherà tutto. (ESCE)

REN

Livio?

LIV

Ah, ciam-me nen a mi… i deuvo andé dai civich… at lo spiega peuj ël parco.

SER

(A LIVIO) Andiamo papà. Non ti dilungare…

LIV

Dis, gagno!... Tension a come it parle con tò pare, neh… (I DUE SI PREDONO PER

MANO ED ESCONO)

REN

Che peuj… ai passa gnun tranvaj sì davzin…

PRI

Ma còs at anteressa, adess, lolì… A l’ha gnun-a ‘mportansa!...

GAR

Ma pensa mach che ròba dròla… Col fieul a l’ha lë stess mè nòm… Sergio… ‘dcò mi

i më s-ciamo Sergio…

PRI

(LO GUARDA BURBERO; POI A RENATA) Alora, andoma a sta conferensa, là!…

REN

Sì, mach un moment... (A GARETTO) Ma alora… monsù Sergio… a l’è chiel?

GAR

As capiss!... Ma j’amis am ciamo “Garèt”… e a sa perché?

REN

(SINCERAMENTE CURIOSA) No... perché?

GAR

(DI COLPO SI ALTERA) Perché a l’è ‘l mè cognòm, no? Ël mè cognòm… “Garetto”…

“Garèt”…   che   diamine!   (RENATA   È   PERPLESSA;   GARETTO   TORNA

IMMEDIATAMENTE AFFABILE) Ma chila ch’am ciama pura “monsù Sergio”…

REN

(A PRIMO) Aspetta un attimo... Ma quella donna… la mamma di quel ragazzo… a

l’è la fomna d’ës monsù sì?

PRI

(CERCANDO DI SPINGERLA FUORI) Esatto…

REN

La donna che è andata via adesso, insieme a Livio?

GAR

(GUARDANDO VERSO L’USCITA) Cola là a l’era mia fomna?

REN

È venuta a trovarla stamattina…


36


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

GAR

Dabon? A më smijava ‘d ricordé ch’a fùissa andasne già tanti ani fa…

PRI

Renata… andoma, vah…

REN

Ma ‘l dotor Livio Reuma… in tutto questo, che c’entra?

PRI

Pòch, pòch… quasi gnente…

GAR

I deuvo dì la vrità… se cola là a l’è dabon mia fomna, i ‘ncamin-o fin-a a stè mej…

Scena III

(Primo, Livio, Renata e Garetto)

PRI

(A LIVIO, CHE ENTRA SBUFFANDO ACCALDATO) Ma còs it fase torna sì? (LIVIO

NON RIESCE A PARLARE PERCHÉ GLI MANCA IL FIATO) E parla! Còs a j’è ch’a va

nen? (LIVIO CI PROVA, MA ANCORA NON RIESCE A PARLARE) Brute notissie?

(LIVIO ANNUISCE ANSIMANDO) Ëd tò fieul? (LIVIO CONFERMA A GESTI; A

RENATA) Va avanti ti… disje al professor La Salma ch’i tardo ‘ncora doe minute…

REN

Ancora?...

PRI

(CON ARIA COMPUNTA) Scusa, eh, Renata… ma Livio a l’è ‘l mè pì car e vej amis…

e  a  l’ha  ‘n  gròss  problema,  pa  vera,  Livio?  (LIVIO  ANNUISCE;  PRIMO

ACCOMPAGNA RENATA ALLA PORTA) Ij problema ‘d Livio i peuss ëscotéje mach

mi… mi e gnu d’àutri… a son confidense da medich a medich…

REN

Primo… a saran tuti lì ch’a speto mach ti per ancaminé…

PRI

I lo sai…

REN

Ma còsa ij conto, mi, al professor?

GAR

Ch’ai disa ch’a j’è n’epidemìa dë scarlatin-a… (LO GUARDANO TUTTI)

PRI

Disje lòn ch’it veule… (LA SPINGE FUORI; A LIVIO) Perché it ses nen dai civich?

LIV

Sergio!

GAR

Comandi!

PRI

(CON IMPAZIENZA) Còs a l’è rivaje?

LIV

I j’ero ‘ncamin ch’i intravo ‘nt l’ambulansa ch’a l’è rivàje col civich e a l’ha ciapalo.

PRI

Ma a duvìa nen esse an centro dai carabinié?

LIV

Mentre a surtìa da la clinica a l’ha aussà j’euj e a l’ha vist Sergio e Orsolina an sël

curnison.

PRI

Oh, vaca tèra!...

LIV

Adess a veul arestélo per “tentato omicidio”… o “tentato suicidio”… o tuti doi...

PRI

E a va bin, a basta ch’as lo pòrto via da sì ‘ndrinta!...

LIV

No. A l’ha seràlo ‘nt ël ripostiglio e a veul tenlo lì ‘ndrinta fin ch’a l’ha nen anterogà

Orsolina.

PRI

Orsolina?

LIV

É. A speta mach ch’a seurta dal pronto soccorso.

PRI

Vaca tèra! Al pronto soccorso?

LIV

Comossion cerebral e ‘n brass al còl. E mi? Còs i faso? Sergio a l’ha contaje al

civich che mi i son sò pare! Tuta la clinica a savrà  che mi i  l’hai

un fieul

“illegittimo”...

PRI

It duvrìe esse content che a penso ch’it peusse esse bon a fé ‘n fieul!… Sent, i

duvoma fé ‘n manera che Orsolina a sìa nen anterogà da ‘s civich.

LIV

E come i foma?

PRI

I lo sai nen. I speto ch’am riva n’ispirassion.


37


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

Scena IV

(Giulio, Primo, Garetto, Livio e Infermiera 1)

GIU

(ENTRA, TRAVESTITO DA DONNA) Eccoci.

PRI

(PRIMO GUARDA DA GIULIO A LIVIO E DA LIVIO A GIULIO, SORRIDENTE; LIVIO

NON CAPISCE) Guardla sì, la mia ispirassion!...

GIU

Bòja, a l’era pròpi nen ël moment, che Orsolina a finièissa al pronto soccorso!... A

duvìa esse la “prima donna” dla recita e mi intré con chila…

GAR

(RIFERENDOSI A GIULIO) A l’è costassì mia fomna?

PRI

No.

GIU

Adess i deuvo trové quaidun ch’a fasa ‘l mòrt...

PRI

(ADDITANDO GARETTO) Gnun problema, a lo fa chiel!...

GAR

Mi i faso tut lòn ch’i veule, a basta ch’im lasse sì tranquil ant la mia stansia.

PRI

(A GIULIO, CON ARIA ESPANSIVA) Dotor Giulio Squarta, carissim coléga…

GIU

Sì, Primo?...

PRI

It ij farìe nen un gròss piasì al tò amis, dotor Livio Reuma?

GIU

Ant ës moment i l’hai pròpi tant da fé…

PRI

Ai sarìa da butesse an sacòcia… disoma… dosent euro!…

GIU

Beh… disoma ch’i pudrìa libereme…

PRI

A ti at pias travestite, no?

LIV

(CERCA DI INTROMETTERSI, SUBODORANDO GUAI) No, pròpi per gnente.

GIU

(GONGOLANTE) I son bravissim a travestime.

PRI

Bravissim? Mach? Ti it ses meraviglios! Pì che tut quand it traveste da fomna.

GIU

O già! Dle vòlte i l’hai fin-a faje chërde al publich ch’i j’era na fomna dabon!

LIV

A pudrà mai fonsioné!...

PRI

(NON ASCOLTA; SEMPRE A GIULIO) It l’has pa idea da ‘ndoa trové ‘n vestì da

caposala?

GIU

Un vestì da caposala?... Mah… magara an lavanderia!…

PRI

Fantastich!

GIU

Ma it ses ancamin ch’it pense ‘d feme fé la caposala ant la recita?

PRI

É. Disoma n’afé parej…

GIU

E per fé la caposala ant la recita t’im daras dosent euro?

PRI

E se a ven bin… ëdcò ‘n bel premi. Is trovoma an lavanderia da sì na minuta.

GIU

Esse pagà per recité! Ël mè seugn! (ESCE DI CORSA)

LIV

Ma it jë studie ‘d neuit o it amprovise? (PRIMO VA AL TELEFONO E SCHIACCIA UN

PULSANTE)

GAR

A l’è bin gentil, da part vòstra, avèj preparà tut ës divertiment per mi e mia

fomna…

PRI

(AL TELEFONO) Pronto?

GAR

(TUTTO CONTENTO) Pronto!

PRI

Sono il dottor Neurotti... Sì, buongiorno… Credo che lì da voi ci sia un agente dei

vigili urbani, potreste mandarmelo su per favore?… In sala medici, sì. Gli dica che

la caposala lo sta aspettando qui da noi. (RIATTACCA)

LIV

(CON RIMPROVERO) Bòja… ma Livio!...

PRI

(AIUTA LIVIO A TOGLIERSI IL SOPRABITO) Telefona al pronto soccorso e disje

ch’a ten-o lì Orsolina pì ch’a peulo.

LIV

Se mia sorela a ven a savèj ëd tut ës trigo, ai pija ‘n colp!...

IN1

(ENTRA) Signor Sergio Garetto? (GARETTO SI TIRA SULLA TESTA LA COPERTA

CHE, SEDUTO SULLA SEDIA A ROTELLE, AVEVA SULLE GAMBE; L’INFERMIERA SI

GUARDA INTORNO, IMITATA DA PRIMO E LIVIO) Avete visto il signor Garetto?


38


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

LIV

Chi?

PRI

(SBRIGATIVO) Questa è la Sala Medici, non il Pronto Soccorso!

IN1

(STRANITA) Ma dove sarà finito? (ESCE)

PRI

Mi i vado ‘n moment an lavanderia a giuté Giulio. Bon-a fortun-a…

LIV

Grassie (POI REALIZZA) Come a sarìa a dì “bon-a fortun-a”?

PRI

Ma gnente… Sta atent che tut a vada per ël sò vers!...

LIV

Ah, no! Mi i resto nen ambelessì!

PRI

E già?... It ses ti ël pare!... Quand che Giulio a dirà ch’a l’era an sël curnison mach

per fé në schers… parej per rije… ti it deuve deje rason.

LIV

Giulio? Ma Giulio a l’era pa an sël curnison!

PRI

Ma adess a fa finta d’esse Orsolina e chila an ël curnison a j’era, badòla!

Scena V

(Professore, Primo, Livio e Garetto)

PRO

(ENTRA FUMANTE DI RABBIA) Neurotti!

PRI

(CON CALMA) Sì, professore?

PRO

Sto aspettando per presentarla, dottore!

PRI

Mancano ancora cinque minuti... (N.B.: O IL TEMPO CHE SEGNA L’OROLOGIO)

PRO

Venga subito! Immediatamente!

PRI

Sì, sì… immediatamente… devo solo fermarmi un attimo in lavanderia. (ESCE)

PRO

Me ne faccia ancora una e la metto di servizio, in lavanderia! (ESCE) Neurotti!

GAR

(A LIVIO, CHE VA AL TELEFONO E SCHIACCIA UN PULSANTE) A sa, dotor? I son

mai divertime parej…

LIV

(AL TELEFONO) Pronto?

GAR

Pronto!

LIV

Pronto soccorso? Sono il dottor Reuma. La caposala Orsolina è ancora da voi?…

Bene… No, non la rilasciate. Voglio che le siano fatti tutti gli esami possibili: il

cuore, le urine, gli esami completi del sangue, insomma, tutti… non c’è fretta. Un

controllo completo. Arrivederla. (RIATTACCA, MENTRE BUSSANO ALLA PORTA)

GAR

(MOLTO ALLEGRO, QUASI CANTICCHIANDO) Avanti, entrate! Chiunque voi siate!

CIV

Permesso? Buongiono… (CERCA INTORNO) Credevo di trovare la caposala, qui…

LIV

Sta arrivando.

CIV

E lei intanto potrebbe andare da quel suo figliolo, dottore…

LIV

Sergio? Si sta agitando di nuovo?

CIV

Sua madre sta facendo quello che può, ma potrebbe essere un brutto affare quello

in cui si è messo suo figlio…

LIV

Le assicuro che è tutto un malinteso…

CIV

Mah… vedremo cosa ha da dire la caposala.

LIV

No, non si preoccupi per la caposala…

GAR

Fin ch’a la guarda nen an facia, alora sì ch’as preòcupa… (IL VIGILE E LIVIO

GUARDANO GARETTO CHE SORRIDE BEATO)

CIV

Chi è? Un degente?

GAR

Monsù Garèt, per gli amici. Ma lei può chiamarmi signor Sergio.

CIV

(PENSA) Sergio… Sergio… Dove ho già sentito…?

LIV

(INTERROMPENDO) Il signor Garetto è un nostro paziente a lungo termine.

Monsù Garèt, perché a torna nen al sò reparto?

GAR

No, i preferisso stemne sì. Dëdlà im diverto nen parej… e peuj a l’è tornaje mia

fomna, dòpo tuti sti ani ch’a l’era mòrta!


39


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

CIV

Come?

LIV

(A GARETTO, PER CALMARLO) Sì, adess ij faso portè su un let matrimonial, neh…

GAR

Antant ch’a vada giù e ch’ai disa da vnì ‘n moment da mi…

LIV

Chi a l’è ch’a duvrìa vnì sì?

GAR

(AL VIGILE) Mah… sti dotor a l’avran studià tant, ma a smìjo mach ëd beté!... (A

LIVIO) Mia fomna, no?

LIV

(NON GLI DA PESO) Ah, si! Ma as capiss, soa fomna…

GAR

(AL VIGILE) Beté. Na banda ‘d beté. (A LIVIO) Ch’ai disa dë vnì su. Im la ricordava

nen bela an forma parej… (FA GESTI ESPLICITI CON LE MANI)

LIV

A peul nen, adess. A deuv speté sota con sò fieul Sergio…

CIV

(PRENDE LIVIO DA PARTE, SCONCERTATO) Mi scusi, dottore… la signora che

aspetta giù… è la moglie del signor Garetto?

LIV

A dire la verità, sono un po’ confuso sui dettagli esatti… ma mi pare di sì.

CIV

Mi sembrava di aver capito che siccome lei e la signora eravate i genitori del

ragazzo… voglio dire, è lei il padre del ragazzo, no?

LIV

Anche su questo mi piacerebbe essermi confuso, ma purtroppo non posso.

CIV

(RIFERENDOSI A GARETTO) Allora lui sarebbe… il patrigno del ragazzo?

LIV

Sì, va beh… ma lasciamo perdere…

CIV

Certo che si è trovato una moglie… giovane e attraente…

LIV

Eh, già...

CIV

(A GARETTO) Si è sistemato proprio bene, lei…

GAR

Eh, se pensa che ho cominciato a tredici anni dietro al banco del negozio…

CIV

Boh… devo dire che qui a Villa Beatrice, con tutto quello che succede… sembra di

stare in una telenovela...

LIV

Come le dicevo… ehm… le parentele in questa clinica per il momento sono un po’

confuse…

CIV

Già. Le mie, invece… sono molto chiare.

LIV

Le sue cosa?...

CIV

Le mie parentele in questa cilnica... Mio nipote lavora qui.

LIV

Davvero?

CIV

Certo. E lei probabilmente lo conosce. Il dottor Squarta. Giulio Squarta.

LIV

(HA COME UN MALORE; POI, SORRIDENDO NERVOSAMENTE) Il dottor Squarta?

Livio è suo nipote?

CIV

Già, il figlio di mio fratello.

LIV

(SI SQUOTE) Mi scusi. (CORRE AL TELEFONO E SCHIACCIA UN PULSANTE;

PARLANDO  NELL’APPARECCHIO)  Dottor  Neurotti  in  Sala  Medici.  Subito.  È

un’emergenza.

CIV

Che cosa è successo?

LIV

Devo  mettermi  in  contatto  con  il  dottor   Neurotti.  Mi  sono  accorto

improvvisamente che abbiamo fatto delle prescrizioni sbagliate.

CIV

Prescrizioni sbagliate?

LIV

Per la caposala. Per le condizioni della caposala. (PARLANDO NEL TELEFONO)

Mayday, Mayday, Mayday!

Scena VI

(Livio, Vigile, Primo, Giulio, Garetto e Infermiera 2)

(NON VISTO DAL VIGILE, ENTRA GIULIO VESTITO DA CAPOSALA, CON LA PARRUCCA FEMMINILE E CON UN BRACCIO AL COLLO)


40


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

LIV

(URLA) No! (CORRE A BLOCCARE IL VIGILE PERCHÉ NON SI VOLTI; GIULIO

CAPISCE E SENZA CHE IL VIGILE LO VEDA, SI GIRA ED ESCE DI NUOVO; LIVIO

LASCIA ANDARE IL VIGILE CHE È MOLTO SORPRESO) No! Non può lavorare

serenamente, così! Prenda qualcosa da bere!

CIV

Mah, veramente… in servizio…

LIV

Come crede… (VA AL TELEFONO)

GAR

Magara i na pijo na stissa mi, vah… (SI ALZA DALLA SEDIA CON LA SUA COPERTA

E SI VA A SERVIRE DA BERE)

LIV

(NEL TELEFONO) Dottor Neurotti! Aiuto!

PRI

(ENTRA CORRENDO) Còs a l’è ‘ncamin ch’ai capita?

LIV

(INDICANDO DI NASCOSTO IL VIGILE) Abbiamo fatto la prescrizione sbagliata!

PRI

(PERPLESSO) Prescrizione sbagliata? La Salma a l’era a metà dla presentassion ëd

la conferensa quandi ch’a l’è sentusse la toa vos ant l’altoparlante ch’a sbraitava

“Mayday, Mayday, Mayday!”

LIV

Certo. Glielo stavo dicendo al maresciallo Squarta. (MARCATO) È vero, maresciallo

Squarta?

CIV

Non sono maresciallo… (PRIMO RIMANE INERTE)

LIV

Stavo offrendo da bere al maresciallo Squarta! (MARCATO)

CIV

Non sono maresciallo…

PRI

(CONTINUA A NON CAPIRE) A va bin… Daje da bèive…

IN2

(ENTRA) Signor Sergio Garetto? (GARETTO, IN PIEDI, SI METTE LA COPERTA

SULLA TESTA E RIMANE IMPALATO) Ma dov’è finito?

PRI

(FURIOSO) Sì a j’è gnun Garèt! Questa è la Sala Medici! Se ne vada subito!

IN2

Eh, va bene, va bene… che modi… (ESCE MORTIFICATA; IL VIGILE È ALLIBITO)

PRI

(A LIVIO) Alora, còs a l’è st’emergensa? Mi i l’hai da ten-e na conferensa… e la

caposala Orsolina… (SI GUARDA INTORNO) andoa ch’a l’è?

LIV

Andoa ch’a l’è? Eh? Ah, già! A sarà con ël dotor Squarta! (MARCATO) Con il dottor

Giulio Squarta! (GARETTO A TEMPO SI È LEVATO LA COPERTA DALLA TESTA)

PRI

Ma còs at taca?

CIV

Avete fatto la prescrizione sbagliata, mi pare...

LIV

(ESULTA) Sì! Sì! La prescrizione sbagliata! È vero, maresciallo Squarta! Grazie,

maresciallo Squarta! Ben detto, maresciallo Squarta!

CIV

Non sono maresciallo…

PRI

Piantla lì ‘d crijé, Livio!

LIV

No, no! I crijo nen “Livio”! I crijo “maresciallo Squarta”!

CIV

Non sono maresciallo… (GARETTO SORRIDE BEATO E SI VA A SEDERE)

PRI

Sent… mi i l’hai da ‘ndé a ‘ncaminé la conferensa…

LIV

Prima dobbiamo dare qualcosa da bere al “maresciallo Squarta”! (INDICANDOLO

CON CHIARI GESTI)

CIV

Non sono maresciallo…

PRI

Squarta? (FINALMENTE REALIZZA E GRIDA) Squarta!

LIV

Come il nostro caro Giulio! Il maresciallo è lo zio di Giulio Squarta!

CIV

Non sono maresciallo…

PRI

Zio!... Barba civich!...

GAR

Alora, foma na cita pausa? Beivoma quaicòs? (PRIMO E LIVIO LO GUARDANO

STORTO)


41


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

Scena VII

(Livio, Vigile, Primo, Giulio e Garetto)

(GIULIO RIENTRA, ANCORA VESTITO DA CAPOSALA)

PRI

(URLA ATTERRITO) No! Nen adess, vaca tèra! (GIULIO, DI CUI IL VIGILE NON SI

È ACCORTO, FA UNA PIROETTA SU SE STESSO ED ESCE DI NUOVO)

CIV

(SUSSULTA AL GRIDO DI PRIMO) È nervoso, dottore?

LIV

Il dottor Neurotti ha lavorato troppo, ultimamente…

PRI

(CERCA DI DARSI UN CONTEGNO) Eh, sì… stamattina ho già fatto… ehm… 12

prescrizioni!…

CIV

Ah, però!... E quante ne ha sbagliate?

PRI

(RIDE FORZOSAMENTE) E già… Quante ne ho sbagliate?

LIV

Una, solo una… Quella che abbiamo fatto insieme…

CIV

(SPAZIENTITO) Insomma, quando arriva ‘sta caposala?

PRI

(A LIVIO) Già, andoa ch’a l’è ‘ndàita a finì cola benedeta dòna? Va ‘n moment a

vëdde còs a fa… (LO SPINGE VERSO LA PORTA, MENTRE ENTRA GIULIO, SEMPRE

TRAVESTITO DA CAPOSALA; URLA) No! Va via!

GAR

Am dis a mi, dotor? (PRIMO SPINGE LIVIO ADDOSSO A GIULIO, I DUE SI

ABBRACCIANO E CON UN GIRO DI VALZER ESCONO)

CIV

Perché diavolo state tutti gridando?

PRI

Io? Stavo gridando? In che senso?

CIV

(SI GUARDA INTORNO) Ma… il dottor Reuma dov’è andato?

PRI

(PRENDE TEMPO) Chi? Il dottor Reuma?... Vuole dire il dottor Livio Reuma? (IL

VIGILE  ANNUISCE)  Lo  hanno  chiamato  per  un’emergenza...  Non  ha  sentito

l’altoparlante?

CIV

No.

PRI

Ah, no?

CIV

(STUFO) Senta, se la caposala non arriva, andrò io a cercarla al pronto soccorso.

PRI

(CON UNO SCATTO) No! (POI SI CALMA) Cioè… la caposala sta arrivando…

CIV

Ma quando?

PRI

Bravo! Bella domanda. Io penso… ehm… penso… Penso che forse sarebbe meglio

che andassi a cercarne una… ehm… a cercarla! (ESCE RAPIDAMENTE)

CIV

(GLI GRIDA DIETRO) Dottor Neurotti!

GAR

(MOLTO DIVERTITO) Sa, è tutto a spese della Mutua. Tut a gratis…

Scena VIII

(Renata, Vigile, Garetto e La Salma)

REN

(ENTRA AFFANNATA) Per l’amor del cielo, qualcuno ha visto il dottor Neurotti?

GAR

A sarà per lì ‘n girola a sbaglié quàiche prescrission…

CIV

È andato a cercare la caposala.

REN

la signorina Orsolina?

PRO

(ENTRA FURIBONDO) Ma che cosa sta succedendo in quest’ospedale?

GAR

(RIDENDO) S’i ‘ncamin-o a contéilo adess, i finioma doman matin…

PRO

Dov’è andato quell’idiota?

GAR

Col? Sì ‘ndrinta a l’è pien, ëd borich!...

REN

Ehm… professor La Salma… c’è stata un’emergenza…


42


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

PRO

Lo spero bene! Ho già dovuto ripetere tre versioni diverse del mio discorso

inaugurale… Della conferenza non si è sentita ancora una sola parola … e i

partecipanti stanno già facendo la pausa caffè!

REN

Vado a cercare di intrattenere il futuro Ministro della Sanità.

PRO

Non si tratta di intrattenerlo, ma di tenerselo buono.

REN

Sì… Ci penserò io. (ESCE; LA SALMA LA SEGUE USCENDO ANCHE LUI, FURIOSO)

GAR

(AL VIGILE RIDENDO SODDISFATTO) Chissà còs a l’han preparane, adess?…

Scena IX

(Garetto, Vigile e Giulio)

(GIULIO VIENE SPINTO DENTRO DA QUALCUNO, INVISIBILE; È VESTITO DA

CAPOSALA, CON LA PARRUCCA PETTINATA IN AVANTI A COPRIRE IL VOLTO ED

IL BRACCIO AL COLLO; IL VIGILE, CHE HA COMINCIATO A PRENDERE APPUNTI

SU DI UN BLOCCHETTO NOTE, NON HA ANCORA VISTO GIULIO, MA GARETTO SI

AVVICINA CON LA SEDIA A ROTELLE ALLA FINTA CAPOSALA PER VEDERLA

MEGLIO; GIULIO FA SEGNO ESPLICITO A GARETTO DI LEVARSI DI MEZZO, MA

LUI NON SI MUOVE E SORRIDE; FINALMENTE GIULIO DA UN LEGGERO COLPO

DI TOSSE PER ATTIRARE L’ATTENZIONE)

CIV

(VOLTANDOSI) Ah, deve essere la caposala...

GIU

(CON VOCE IN FARSETTO) Sì, sono la signorina Orsolina. Come sta?

CIV

Vigile Scelto Squarta. (PRECISANDO) Non sono maresciallo… (FA PER DARLE LA

MANO)

GIU

(RITRAENDOSI) No! Non si avvicini troppo!... Ehm… C’è il colera, in ospedale.

CIV

Il colera? Oh, perbacco... Mi scusi… (IL VIGILE FA DUE O TRE PASSI INDIETRO)

GIU

È che stamattina non ho ancora avuto tempo di lavarmi le mani. Stia più in là, per

piacere.

CIV

(SI ALLONTANA ANCORA) Allora… si tratta di quel giovane che l’ha attirata sul

cornicione della finestra…

GIU

(ALLEGRAMENTE) Ah, quel ragazzo... Ma stavamo scherzando!

CIV

Signorina… ho assistito all’incidente… e lei stava lottando con quel giovane…

GIU

No, no. Non stavamo lottando... ehm… Era un abbraccio. Ecco, sì, un abbraccio…

È che forse avevo esagerato con lo spumante del congresso e quel giovane…

ehm… mi aveva un po’ eccitata!

CIV

(INCREDULO) Ah, sì… Capisco. (SCRIVE)

GAR

(SI AVVICINA A GIULIO E RIFERENDOSI AL SUO SENO, IN CONFIDENZA) Ch’a

scusa, neh… còs a l’ha butà lì ‘ndrinta? Doi portigaj o ‘n giornal?

GIU

(ACCENNA A DARGLI UN CEFFONE, MA IL VIGILE HA FINITO DI SCRIVERE;

SORRIDENDO, AL VIGILE) Non ci sarà mica una denuncia, no? Per uno scherzo…

CIV

(METTE VIA PENNA E NOTES) Se lei è d’accordo, signorina…

GIU

(FELICE) Certo! D’accordo! D’accordissimo!

CIV

(ESITANTE) Forse, però… è meglio che chieda prima anche al prete.

GIU

(DOPO UNA PAUSA DI STUPORE) Il prete? Che prete?

CIV

Il ragazzo ha dichiarato che c’era un prete presente, quando sono successi i fatti.

GIU

(SFORZANDOSI DI RICORDARE) Non mi pare…

GAR

E già ch’a j’era. Un prevòst an borghèis, con la gòta e le moròidi.

GIU

Ah, col prèive…

CIV

Non lo interrogherò a lungo... È malato, no?

GIU

Beh, sì… molto malato… ehm… ma è veramente necessario?


43


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

CIV

Certamente… così potrà confermare la sua dichiarazione.

GIU

(NON SA CHE FARE) Certo, certo… ma… ma è che…

CIV

Prima lo vedo e prima me ne andrò di qui.

GIU

Giusto. Allora, se aspetta qui… (SI AVVIA)

Scena X

(Primo, Garetto, Vigile, Giulio e Livio)

PRI

(ENTRA VESTITO DA CAPOSALA CON IL BRACCIO AL COLLO) Allora, dov’è quel

vigile?

GIU e PRI   (INSIEME, VEDENDOSI) Aaah! (IL VIGILE È ALLIBITO; LE DUE CAPOSALA

SI GUARDANO ATTONITE, MENTRE IL TEMPO SI FERMA PER UN ATTIMO)

CIV

Non me l’avevano detto che ci sono due caposala…

PRI

Ah, no?... Lei è della medicina, mentre io sono di Chirurgia. Ehm… La collega che

cosa ha dichiarato esattamente?

GIU

È stato solo un abbraccio e un bacio innocente...

PRI

(STUPITO) An sël curnison ëd la fnéstra?

GIU

É.

PRI

Ma i j’ere cioch?

GIU

(TAGLIA CORTO) Bene… se volete scusarmi, vado a cercare il prete.

PRI

Ël prèive?

GIU

Col prèive malavi…

GAR

Gòta e moròidi!

GIU

(INDICANDO IL VIGILE) Vuole interrogare anche lui.

PRI

E come?...

GIU

Non si preoccupi, cara collega… Ci penso io… (ESCE)

PRI

Dunque, se Medicina le ha già spiegato la situazione…

CIV

(AVVICINANDOSI) Comunque, io non riesco ancora a capire…

PRI

No! Non si avvicini troppo!... Ehm… C’è stata un’epidemia di tifo, al terzo piano…

CIV

Tifo?

PRI

Già… ma ora è sotto controllo. Resta ancora qualche caso di peste, ma dovremmo

farcela...

CIV

Come mai anche lei ha il braccio al collo?

PRI

Che strano, neh?... Lei che cosa ne pensa?...

GAR

Mi i penso ch’it ses nen ampinite bin le pupe...

CIV

(UN PO’ SPAZIENTITO) Come ha fatto a farsi male al braccio, infermiera?

GAR

Sentoma ‘n pòch come as la gava ades?

PRI

(CON LA SUA VOCE) Chiel ch’a staga ciùto, se no ij faso ‘n clistere. (GARETTO

VELOCEMENTE SI ALLONTANA SULLA SUA SEDIA A ROTELLE)

LIV

(È SPINTO DENTRO DA QUALCUNO; INDOSSA UNA VESTAGLIA, UN COLLARE DA

PRETE ED HA UN PIEDE BENDATO QUASI COME UNA INGESSATURA; SI È MESSO

ANCHE DEGLI OCCHIALI DA SOLE E DEI BAFFI; PRIMO LO SCRUTA E CHIUDE GLI

OCCHI ANGOSCIATO) Buongiorno, figlioli… è questa la Sala Medici? (PRIMO ALZA

GLI OCCHI AL CIELO)

GAR

Ch’a intra pura, sor pievan. Ch’as unissa a la combricola!

LIV

Non voglio avvicinarmi troppo. La mia epatite non è ancora completamente

guarita…

CIV

Mamma mia, che ospedale poco salutare!...

PRI

(TORNA A PARLARE IN FARSETTO) Padre…


44


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

LIV

Dimmi pure, figlio mio… (VELOCEMENTE, SI CORREGGE) figlia mia…

PRI

Il signor vigile vorrebbe sapere se lei può confermare…

CIV

Il  “signor  vigile”  può  parlare  anche  da  solo,  infermiera.  (A  LIVIO)  Lei  può

confermare che il giovane non aveva intenzioni criminali durante l’incidente di cui

lei è stato testimone, sul cornicione della finestra?

LIV

Sì, in verità.

PRI

A l’ha vist? Còs ij disìa?

CIV

Eppure… c’è qualcosa che non mi convince…

PRI

(FACENDO FINTA DI PIANGERE) Questo è veramente troppo! Non ce la faccio più!

Lavoro ventiquattr’ore al giorno per curare i malati e questo è il ringraziamento!...

Basta una piccolissima mancanza… ed ecco che la povera e indifesa infermiera

viene calunniata nel peggiore dei modi! (SCOPPIA A PIANGERE)

LIV

(LA CONSOLA) Andiamo, andiamo, cara figliola...

CIV

Accidenti…  mi  scusi…  non  volevo…  Forse…  date  le  circostanze…  posso

considerare  chiusa  qui  la  mia  inchiesta  e  portare  il  ragazzo  in  sezione...

(IMMEDIATAMENTE PRIMO SMETTE DI PIAGNUCOLARE E SPALANCA UN AMPIO

SORRISO; ANCHE LIVIO È RAGGIANTE)

LIV e PRI   (INSIEME) Grazie, maresciallo!

CIV

Non sono maresciallo…

LIV

Sarai ricompensato nell’aldilà, figlio mio.

CIV

Allora, Padre… forse potrebbe chiamarmi il dottor Reuma.

LIV

Il dottor Reuma?

CIV

Lui è il papà del ragazzo… Deve venire con noi in sezione.

PRI

(GLI INDICA L’USCITA) Se aspetta giù all’ingresso, io le chiamo il dottor Reuma

col cercapersone e glielo mando immediatamente.

CIV

Va bene. Allora faccia una cosa rapida.

PRI

Non si preoccupi, verrà molto subito… ehm… prima che ‘mpressa.

GAR

A l’è già là!... (LO SQUADRANO TUTTI E TRE; POI IL VIGILE ESCE A GRANDI

PASSI)

LIV

(SI TOGLIE I BAFFI) I pudrài mai perdonéte per lòn ch’it l’has combinà ancheuj!

GIU

(COMPARE SULLA PORTA; SI È CAMBIATO) Mè barba a l’è ‘ndasne?

PRI

Giulio! Perché it l’has mai dine ch’it l’avìe ‘l barba civich?

GIU

Beh… i l’oma mai parlane…

PRI

Che gadan!...

CIV

(RIENTRA DI COLPO) Ho lasciato il mio notes con gli appunti sul… (LIVIO SI

RIAPPICCICA  FRETTOLOSAMENTE  I  BAFFI,  MA  SOTTO  LE  LABBRA  E  NON

SOPRA; PRIMO ATTIRA GIULIO IN UN ABBRACCIO, PER IMPEDIRE AL VIGILE DI

VEDERGLI  LA  FACCIA;  IL  VIGILE  SI  FERMA  VEDENDO  LA  CAPOSALA  CHE

ABBRACCIA UN GIOVANE RECALCITRANTE; LIVIO ESITA UN ATTIMO, POI ESCE;

IL VIGILE SCUOTE LA TESTA INCREDULO, MA POI SI SOFFERMA A GUARDARE

MEGLIO PRIMO E GIULIO)

GAR

Ancheuj sta caposala a l’ha pròpi n’aptit da sonador, neh?

CIV

(SI AVVICINA ALLA SCRIVANIA, MOLTO PERPLESSO) Ero venuto a prendere il

mio blocchetto degli appunti…

PRI

(CON VOCE DA DONNA) Andiamo, faccia presto, che abbiamo da fare... (IL

VIGILE PRENDE IL SUO NOTES ED ESCE SBIGOTTITO)


45


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

Scena XI

(Renata, Giulio, Livio, Garetto e Primo)

(PRIMO E GIULIO FANNO APPENA IN TEMPO A SEPARARSI)

REN

(ENTRA) Primo, i congressisti stanno diventando… (AL SUONO DELLA SUA VOCE

PRIMO SI BUTTA CARPONI PER TERRA E COMINCIA A PULIRE IL PAVIMENTO)

Ma caposala… cosa fa? (PRIMO SI METTE A PULIRE FURIOSAMENTE) Signorina

Orsolina!... (NON OTTENENDO RISPOSTA, SI RIVOLGE A GIULIO) Dotor Squarta,

it l’has vist Primo?

GIU

(ESITANTE) A sarà nen al congress?

REN

No!... Sent, s’it lo vëdde prima ‘d mi, disje che i delegati a son ancamin a perde la

passiensa…

LIV

(ENTRA E VA DA PRIMO CHE CONTINUA A PULIRE IL PAVIMENTO; SI È RIMESSO

I SUOI VESTITI, MA HA ANCORA I PANTALONI ARROTOLATI E I BAFFI FINTI

APPICCICATI AL MENTO) A va bin… alora mi adess i vado dai civich e… (SI

IMMOBILIZZA, SENZA VOLTARSI, RENDENDOSI CONTO DELLA PRESENZA DI

RENATA)

REN

Livio?...

GAR

Ah, che bel! Vëddoma ‘n pòch adess come ch’a la rangia!...

LIV

(È ANCORA BLOCCATO IN POSA; GIULIO GLI VA DAVANTI E SI TOCCA IL

MENTO; LIVIO SI METTE LA MANO SUL MENTO E SI TROVA I BAFFI FINTI; SI

RILASSA, SI VOLTA, SORRIDE GENTILMENTE A RENATA E SI SPOSTA I BAFFI

DAL MENTO A SOTTO IL NASO) Scusa ‘n moment... (FA PER USCIRE)

REN

(AUTORITARIA) Livio!

LIV

(SI FERMA, CON NATURALEZZA) Sì, Renata?

REN

Ma i seve vnù tuti mat, sì ‘ndrinta?

LIV

(ALLEGRAMENTE) Sì. Cioè, it l’has rason… ant ës moment i soma nen pròpi an

quader… (ED ESCE; RENATA SCUOTE LA TESTA, CONFUSA; DOPO UN ATTIMO

ESCE ANCHE LEI)

GAR

Beh… a l’è ‘ncora gavasla discretament…

PRI

(SI ALZA E, MENTRE PARLA, SI TOGLIE IN FRETTA L’UNIFORME E SCOPRENDO

I PANTALONI ARROTOLATI FINO AL GINOCCHIO) Squarta! Fa porté ‘s vej da

‘ndoa ch’a l’è rivà!... Speroma mach che giù al congress ai sìa ‘ncora quaidùn…

GIU

(A GARETTO) Andoma.

GAR

No, dài… ‘mbelessì i stago benissim… am basta ch’i fase vnì su mia fomna e ch’im

pòrte ‘n bel let matrimonial…

GIU

Gnun-e stòrie… it pòrto bele subit al reparto C.

GAR

E a va bin, passiensa… con lòn ch’i l’hai veddù ‘mbelessì, in n-hai da conté da ten-e

su ‘l moral a tut ël reparto!... (GIULIO LO SPINGE FUORI ED ESCONO)

Scena XII

(Orsolina, Primo e Livio)

ORS

(ENTRA; HA UN BRACCIO IMMOBILIZZATO; VEDE PRIMO ANCORA INTENTO A

TOGLIERSI LA DIVISA DA CAPOSALA) Oh, la miseria!...

PRI

(SI RENDE CONTO CHE PORTA ANCORA LA PARRUCCA) I son mi, Orsolina... (SI

TOGLIE LA PARRUCCA)

ORS

(TITUBANTE) Dotor Neurotti, a l’han dime ch’a j’è ‘n civich ch’a veul parléme…


46


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

PRI

A  l’è  vera.  Ma  a  l’è  già  ‘ndàit  via.  Pienamente  soddisfatto.  A  peul  torné

tranquilament a le soe facènde… (CERCA DI RICOMPORSI)

ORS

Eh, le mie faccende… ho qualche dubbio… i son tuta rota... I l’hai ancora col

“Dormiben” ch’a gira… (SI SIEDE)

PRI

Bin. Ch’as ripòsa ‘n pòch. (CON TONO DA ORATORE) “Cari colleghi medici, cari

amici neurologi, signore e signori… benvenuti!...” (TRAE UN PROFONDO RESPIRO

E, SENZA RENDERSENE CONTO, PRENDE LA PARRUCCA E SE LA METTE IN

TESTA, POI ESCE, CON I PANTALONI ANCORA ARROTOLATI)

ORS

I  l’hai  da  manca  d’un  pòch  d’aria…  (SI  ALZA,  MA  VACILLA  E  TORNA  AD

APPOGGIARSI ALLO SCHIENALE DELLA SEDIA, TENENDOSI LA TESTA E DANDO

LE SPALLE ALLA PORTA)

LIV

(IRROMPE IN PREDA AL PANICO E SI PRECIPITA DA ORSOLINA, CHE NON VEDE

IN VOLTO) Fa ‘n pressa! Gavte la vesta! (LE DÀ UNA MANATA SUL SEDERE;

ORSOLINA SI TASTA IL DIDIETRO SCONCERTATA) Dài! Dësbreuite, ch’i l’oma

nen temp da perde! (FA PER SBOTTONARE IL CAMICE, MA ORSOLINA GLI MOLLA

UNO SCHIAFFO SULLA MANO) Fa nen dë stòrie! Giù a j’è ‘n casin ch’a finiss pì!...

(IMPALLIDISCE QUANDO ORSOLINA SI VOLTA E LUI LA RICONOSCE; CERCA DI

ESSERE NATURALE) Tòh, guarda… Orsolina… Come ch’a sta?

ORS

(STIZZITA) A l’è chiel ch’a sta nen bin, dotor Reuma! (MA CONTINUA AD ESSERE

INTONTITA DAL DORMIBEN)

LIV

(NEL TELEFONO) Datemi il dottor Neurotti!

ORS

Dottor Reuma… credo che lei mi debba una spiegazione.

LIV

Ma ‘s capiss… subit. (NEL TELEFONO) Dottor Reuma al dottor Neurotti! Dottor

Reuma al dottor Neurotti! Rispondi, Neurotti!

ORS

Alora?

LIV

Alora còsa?

ORS

Un moment fa chiel a l’è sautame adòss e a l’ha preuvà a disvestime!

LIV

É. I lo sai. E alora? (NEL TELEFONO) Reuma chiama Neurotti! Reuma chiama

Neurotti! Neurotti, la malora!

ORS

(PRENDE L’UNIFORME DA CAPOSALA LASCIATA DA PRIMO E GLIELA MOSTRA) E

sossì, còs a l’è?

LIV

(CERCA DI MINIMIZZARE) Na vestimenta da caposala…

ORS

(VUOLE INDAGARE, SOSPETTOSA) Cosa ci fa qui?

LIV

Maaah… i savrìa nen… a l’è na stòria longa… na stòria da nen chërde…

ORS

Chiel ch’a preuva a contémla… peuj mi i decido se chërde o no.

LIV

Chila a chërderà ch’a son ròbe da mat…

ORS

Ch’a j’ero ròbe da mat i l’avìa già capìlo.

LIV

(GLI VIENE L’IDEA) L’aministrassion ëd l’ospidal… per risparmié… a veul ch’is cuso

le divise ognidun per sò cont… e parèj… i j’ero ‘ncamin ch’i guardavo…

ORS

A l’ha rason, dotor.

LIV

Che ròba?

ORS

Ij chërdo nen. (LO GUARDA TORVA ED ESCE)

LIV

(AL TELEFONO) Dottor Neurotti! Ven subit! Ovunque tu sia!


47


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

Scena XIII

(Garetto, Livio, Primo e Infermiera 1)

GAR

(ENTRA CON LA SUA SEDIA A ROTELLE) Guardme sì ch’i son rivà. Còs i son

perdùme?

LIV

Oh, no!... Ma perché a l’è tornà ‘mbelessì?

GAR

Perché a j’è pì da divertisse!

PRI

(ENTRA DI CORSA; NON HA PIÙ LA PARRUCCA E HA SROTOLATO I PANTALONI)

Còs it fase ‘ncora sì? It duvrìe esse dai civich con Sergio…

LIV

(VEDENDOLO, È SOLLEVATO) Oh, meno male!

PRI

Còs at capita? I j’era a metà dël mè discors, ch’a l’è sentusse la toa vos ch’a

brajàva ant l’altoparlante!

LIV

Ma còs it veule ch’am n’anfasa dël tò discors? Giù a l’intrada a l’è scatenasse

l’infern!

PRI

(NON LO ASCOLTA) A l’era già ‘ncaminà mal quand i son presentame con la pruca

e le braje tirà su…

LIV

(CONTINUA A RIFERIRSI AI PROBLEMI ALL’INGRESSO) Là sota a l’è ‘n disastro…

PRI

Ël professor La Salma a l’era fin-a verd… a continuerà chiel la mia relassion…

LIV

E còs ij diso a mia sorela?

PRI

A sarà già bele vers la fin… (SI RENDE CONTO) Come? Toa sorela?

LIV

I j’ero ‘ncamin ch’i surtìo per andé dai civich… quandi ch’a l’è rivàme lì… an sle

croste…

PRI

(PREOCCUPATO) Faje nen savèj gnente! Fala torné subit a ca!

LIV

Tròp tardi! A l’è presentasse al civich, ch’a l’ha presentaila a Sergio… It capisse?…

Adess a penso d’esse dl’istess sangh!

PRI

Livio… costassì it deuve vëddetla ti.

LIV

Mi? E come i faso? Sergio a piora come ‘n bocin e mia sorela a l’è svenùa...

IN1

(ENTRA AFFANNATA) Signor Garetto? (GARETTO SI COPRE CON LA COPERTA)

PRI

(FURENTE) Vatne subit fòra da sì! Va via!

IN1

Ma dottore… abbiamo perso un paziente…

LIV

(CERCA  DI  CONCILIARE)  Va  beh,  passiensa…  Ai  na  j’è  tanti  d’àutri…  (LA

ACCOMPAGNA VERSO L’USCITA; L’INFERMIERA ESCE SCONSOLATA)

PRI

(A GARETTO, CHE SI È SCOPERTO) Chiel! Ch’a torna ant ël sò reparto!

GAR

Ma va!... A l’è pien ëd vej!

PRI

E alora? ‘Dcò chiel a l’è ‘n vej balord!

GAR

E peuj ambelelà mia fomna a vnirìa nen. A l’è giovo, chila.

PRI

Ch’a torna dëdlà sednò i lo pòrto mi a sgiaflon daré ‘d j’orìe!

LIV

Lassa perde ‘s roclò, adess… It deuve vnì a contéje la vrità a Sandra.

PRI

A chi?

LIV

A Sandra, mia sorela.

GAR

(SODDISFATTO) I lo savìa, mi, ch’a j’era da divertisse…

Scena XIV

(Gilda, Garetto, Primo e Livio)

GIL

(ENTRANDO) Livio!...

GAR

Guardla sì, mia fomna… Dotor? A më scriv cole pastiglie bleuve? (SI ALZA E

COMINCIA A FARE ESERCIZI GINNICI)

PRI

(A GARETTO) It veule stè ferm?


48


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

GAR

(SEMPRE FACENDO ESERCIZI) I deuvo tenme ‘n forma per cola fomnin-a lì…

(PRIMO LO SPINGE A SEDERE SULLA SEDIA A ROTELLE)

GIL

(A LIVIO) Livio… a dis ël civich che s’it torne nen subit sota av aresta tuti doi, ti e

Sergio.

LIV

E mia soréla?

GIL

A l’han cogiàla ans na barela.

GAR

(TUTTO CONTENTO) La sorela an barela, che dròlo!...

LIV

O monsù! A veul andé, per piasì?

GAR

No, grassie. I son già ‘ndàit stamatin.

PRI

E adess a va torna. (SPINGE GARETTO NEL BAGNO E CHIUDE LA PORTA)

LIV

(A GILDA) Ma Sandra a sta mej?

GIL

Sì, sì, benissim. Chila e Sergio a van d’acordissim. A son ambrassà ch’a pioro tuti

doi…

PRI

Benòne. Alora i peus torné a la mia conferensa.

LIV

Sandra e Sergio a deuvo savej chi ch’a l’è ‘l ver pare. (ADDITA PRIMO)

PRI

A lo san già, chi ch’a l’è ‘l pare. It ses ti e a lor ai va benissim.

LIV

No! Mi i peus nen andé avanti parej!

GIL

No, Livio… Sergio at veul na bin ëd l’anima…

LIV

Ades a j’è d’an mes ‘dcò mia sorela!...

GIL

Livio! Sergio a l’ha da manca ‘d ti! Tu sei il suo sostegno!

LIV

E ‘l mè “sostegno” chi ch’a l’è?

GIL

Pensa nen ch’it sìa nen riconossènta per lòn ch’it l’has fàit fin-a ades… Sei stato

magnifico... Più che magnifico!

LIV

(COMPIACIUTO, MA IMBARAZZATO) Beh, magnifich… As fa lòn ch’as peul…

GIL

It l’has pròpi tocame ‘mbelessì… (SI METTE UNA MANO SUL CUORE)

LIV

(REAGISCE) No, eh? Mi i l’hai nen tocà gnun!

Scena XV

(Sergio, Gilda, Garetto, Primo, Livio e Sandra)

SER

(ENTRA) Ah!… I seve ‘ncora tuti sì…

PRI

Oh, vaca tèra!

SER

A j’è col civich maledet ch’am cor d’apress...

LIV

Perché?

SER

Beh, la caposala a l’è rivà sota, no…

PRI

Orsolina? Ma vaca tèra!...

SER

Quand a l’ha dit ch’a l’era staita possà giù dal curnison, ël civich a l’ha fait un sàut

ch’a smijava na cavalëtta...

PRI

Ël civich? Ma vaca tèra!...

SER

Poi ha cominciato con me.

LIV

No! A l’ha pa fate gnente ‘d mal?

GIL

Poverino…

PRI

Poverino? Ma guarda ‘l cine ch’a l’ha combinane stamatin, vaca tèra!…

SER

Ma te lo voglio dire papà, la zia è stata troppo forte!...

LIV

Dabon?

SER

Sì. Quand la caposala as la piava con mi, a l’ha daje ‘n mordion.

PRI

(BURBERO, A SERGIO) Ti, gagno… stame fòra dai pé fin ch’i l’avrài nen finì la

conferensa. (FA PER USCIRE, MA SULL’USCIO SI BLOCCA, PERCHÈ)

SOR

(ENTRA) Dov’è Sergio?


49


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

LIV

Sandra, it duvìe nen ëvnì su…

SOR

(MOLTO AUTORITARIA) Zitto. Se il ragazzo ha delle noie con i vigili, ha bisogno

dell’assistenza dei suoi cari.

LIV

Fa ‘l piasì… le ròbe a son nen pròpi come a peudo smijéte…

SOR

Io le cose le capisco al volo, Livio! Anche se, effettivamente… non credevo che ce

l’avresti mai fatta, ad avere figli!

LIV

Sandra!...

SOR

Comunque, sono molto contenta che sia una ragazza  piacevole  come Gilda

Chiappa.

GIL

Grazie.

PRI

Sono contento che si sia riunita la famiglia, ma io ho altro da fare… (APRE LA

PORTA  ED  ESCE,  MA  RIENTRA  SUBITO  SCOSSO)  Vaca  tèra!  (RICHIUDE

RAPIDAMENTE LA PORTA) Orsolina e ‘l civich!

SER

(NASCONDENDOSI DIETRO A LIVIO) Papà, ës civich am fa gnun-a paùra!

LIV

A mi, sì.

PRI

Se a ven a savej còs it fasìe an sël curnison… tentato suicidio e tentato omicidio!

SOR

Tentato suicidio o tentato omicidio?

LIV

E adess ch’a sa ch’a j’è mach na caposala… a vorerà torna vëdde j’àutre!...

GIL

J’àutre?

PRI

E a vorerà torna ‘nteroghé ‘l prèive!

SOR

Che prete?

GAR

(RIENTRA DAL BAGNO) Gnente. I l’hai possà tut lòn ch’i pudìa, ma…

PRI

(URLA) E alora torna lì ‘ndrinta, gadan!

GAR

(VEDE LA SORELLA) E ti d’andoa të s-ciòde, bela manzòta?

SOR

Non faccia il villano. Sono la sorella del dottor Reuma.

GAR

Oh, guarda… a j’è torna col fieul… come a va, Sergio?

SOR

È lei il prete?

LIV

Lassa perde, Sandra… (SI SENTE BUSSARE ALLA PORTA; TUTTI SI GIRANO)

PRI

(TENENDO LA PORTA CHIUSA, SOTTOVOCE A GARETTO) Vatne subit ant ël cess!

LIV

E va ‘dcò ti, Sandra… mach un moment…

SOR

Non voglio andare al bagno, io!

LIV

Mach un moment… i l’oma da parlé an privà! (LA SPINGE GENTILMENTE DENTRO

AL BAGNO; A GARETTO) Ch’a vada ‘dcò chiel con mia sorela…

GAR

A va bin. Ma a l’è na sorela vera… o a l’è come le infermére ‘d prima?

LIV

Va via! (SPINGE GARETTO NEL BAGNO E CHIUDE LA PORTA)

Scena XVI

(Vigile, Orsolina, Sergio, Gilda, Primo, Livio e Sandra)

(SI SENTE DI NUOVO BUSSARE ALLA PORTA)

CIV

(DA FUORI) Dottor Neurotti!

PRI

(GRIDA) Non c’è nessuno! Sono tutti al congresso! (LIVIO E GILDA AIUTANO

SERGIO A SDRAIARSI SULLA BARELLA E LO COPRONO CON IL LENZUOLO, POI

GILDA SI SIEDE INNOCENTEMENTE SU UNA SEDIA E PRIMO LASCIA LA PORTA)

CIV

(ENTRA CON ORSOLINA) Arriveremo presto in fondo a tutto questo, non si

preoccupi…

ORS

Le assicuro che non c’è nessun’altra caposala, in questa clinica.

CIV

(A LIVIO) Dov’è suo figlio, dottor Reuma?

GIL

(IN FRETTA) È sceso giù all’ingresso proprio un attimo fa...


50


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

CIV

Bene. Gli devo chiedere ancora molte spiegazioni... Allora, dottor Neurotti… pare

che ci sia un po’ di confusione quanto al numero di caposala, in quest’ospedale…

ORS

Una sola!

CIV

Vorrei sentire ancora un attimo quelle altre due…

PRI

Ci dispiace… vorremmo poterla aiutare, ma…

CIV

E quel prete così strano.

PRI

Ma non è questo il momento per…

CIV

Voglio arrivare in fondo a questa storia! E subito!

PRI

La prego!... Siamo in presenza di uno scomparso... (INDICA IL CORPO COPERTO

DAL LENZUOLO SULLA BARELLA; ANCHE LIVIO INDICA IL CORPO, MA CON

MENO CONVINZIONE)

CIV

Oh, scusate...

ORS

E chi è?

PRI

(TRATTIENE IL FIATO, NON SA CHE DIRE) Chi è, dottor Reuma?

LIV

(DOPO UNA PAUSA) È del povero signor Sergio Garetto.

CIV

Il signor Garetto?

LIV

(INIZIANDO A SPINGERE LA BARELLA, CERCA DI SVICOLARE) Scusatemi…

CIV

(FERMA LA BARELLA) Chi? Quel povero vecchietto sulla sedia a rotelle?

LIV

(PAUSA) Proprio lui.

ORS

Scusé mach un moment, neh… ma col Dormiben… (SI SIEDE SU UNA SEDIA ED

IN BREVE SI ADDORMENTA, SOTTO L’EFFETTO DEL CALMANTE)

PRI

Abbiamo dovuto consolare la povera signora Garetto...

GIL

(SINGHIOZZANDO) Oooh! (TIRA FUORI IL FAZZOLETTO E SOFFIA IL NASO)

LIV

(LA CONSOLA) Su, su…

CIV

Ma se poco fa saltellava su e giù…

PRI

Proprio per questo. Gli è venuto un attacco cardiaco.

GIL

(ESAGERANDO) Oooh!

CIV

Povero  vecchio...  (ALZA  IL  LENZUOLO  PER  VEDERE  IL  VOLTO,  MA  GILDA,

GEMENDO, GLI SI BUTTA ADDOSSO E LIVIO RICOPRE BENE IL CORPO)

PRI

La signora l’ha presa molto male, vero dottor Reuma?

LIV

Non c’è da stupirsi. Suo marito è stato ricoverato per gotta, l’hanno operato di

emorroidi ed è morto per un attacco di cuore…

GIL

(GEMENDO) Oooh!

PRI

Dottor Reuma, può portare via il corpo e prepararlo per l’autopsia. (SERGIO SI

ALZA A SEDERE E LIVIO LO SBATTE GIÙ DI NUOVO SULLA BARELLA)

SER

(SBATTENDO  LA  TESTA  SULLA  BARELLA)  Ohi!  (ORSOLINA  E  IL  VIGILE  SI

VOLTANO)

LIV

Ohi! (SI TIENE LA SCHIENA SIMULANDO UN DOLORE) Che mal, bòja fàuss!...

PRI

Cosa le succede, dottore? La sua lombaggine un’altra volta?

LIV

Temo di sì, caro collega... Viene di colpo. È che mi piego troppe volte, nelle visite,

per esaminare i pazienti… (SI PIEGA) Ohi!

PRI

Sono  certo  che  la  signora  Garetto  l’accompagna  volentieri  fino  alla  camera

mortuaria, dottor Reuma… così le da una mano…

GIL

(GEMENDO) Grazie…

CIV

(A PRIMO) Può far portare il signor Garetto nella camera mortuaria da qualcun

altro. Ho bisogno di lei e del dottor Reuma per farvi qualche altra domanda a

proposito del ragazzo e della caposala. (INTANTO GARETTO ENTRA DAL BAGNO; LIVIO SEMPLICEMENTE LO RIGIRA E LO RISPINGE DENTRO, CHIUDE LA PORTA E CI SI APPOGGIA CONTRO, SORRIDENDO INNOCENTEMENTE AL VIGILE)


51


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

PRI

Dottor Reuma, faccia una cosa… lasci il cadavere nel corridoio… (LASCIA LA

PORTA DEL BAGNO E NE ESCE SANDRA)

LIV

(VISTA  SUA  SORELLA,  DOPO  UN  ATTIMO  DI  ESITAZIONE  SI  GIRA

CORDIALMENTE VERSO IL VIGILE) Lei ha già conosciuto mia sorella, vero?

CIV

(ATTONITO) Dottor Reuma, cosa ci fa sua sorella nel bagno qui di sopra?

PRI

Sandra, è meglio che aspetti Livio al piano terra.

SOR

Sì, è meglio. Non mi trovo a mio agio con quel signor Garetto.

PRI

(ESITA UNA FRAZIONE DI SECONDO, POI CON TONO CONCILIANTE) Ma ‘s

capiss… E chi a sarìa a “proprio agio”? (PRENDE SANDRA SOTTOBRACCIO E

L’ACCOMPAGNA ALLA PORTA)

CIV

Poveraccio… ha finito di soffrire, vah... (SANDRA ESITA; PRIMO, LIVIO E GILDA

SONO IMPIETRITI, POI PRIMO, UN PO’ RUDEMENTE, SPINGE FUORI SANDRA)

Scena XVII

(Vigile, Orsolina, Sergio, Gilda, Primo, Livio, Garetto e Infermiera 1)

PRI

Va  bene,  dottor  Reuma…  vada  a  mettere  il  signor  Garetto  nel  corridoio.

(GARETTO APPARE SUL CORNICIONE FUORI DALLA FINESTRA E, DURANTE IL

DIALOGO CHE SEGUE, CAMMINA IN EQUILIBRIO PRECARIO SUL CORNICIONE)

LIV

(VEDE GARETTO E SOBBALZA) Ah! (CORRE IN BAGNO)

CIV

(SI SPAVENTA PER L’URLO DI LIVIO) Ohi!

PRI

(CERCA DI MINIMIZZARE) Glielo dico sempre di non pranzare in mensa…

CIV

(VUOLE  CONCLUDERE)  Allora...  Cerchiamo  di  trovare  un  senso  alle  cose...

Signorina caposala!... (DURANTE IL DIALOGO SEGUENTE, GILDA FA SEGNO A

GARETTO DI TORNARE INDIETRO; GARETTO LA SALUTA ALLEGRAMENTE CON

LA MANO, COSÌ SCIVOLA E RIMANE APPESO NEL VUOTO) Signorina Orsolina!

ORS

(DORMIVA SEDUTA SU UNA SEDIA, INTONTITA PER L’INIEZIONE DI DORMIBEN)

Sì? Chi ch’a l’è? Sto bene, adesso… sto meglio.

PRI

(PROVA AD ESSERE ALLEGRO) E si sentirà ancora meglio domani.

CIV

Signorina, se potesse darmi per un attimo la sua attenzione…

ORS

Ma certo!… (SI SIEDE DI NUOVO SULLA SEDIA E SI ADDORMENTA SUBITO)

CIV

Grazie.  (LIVIO  APPARE  SUL  CORNICIONE  DELLA  FINESTRA  CON  UN

ASCIUGAMANO; GARETTO RIESCE A RISALIRE SUL CORNICIONE, AD APRIRE LA

FINESTRA  E  A  SEDERSI  SUL  PARAPETTO,  CON  LE  GAMBE  PENZOLONI

ALL’INTERNO DELLA STANZA; LIVIO GLI BUTTA L’ASCIUGAMANO SULLA TESTA;

I DUE SI METTONO A LOTTARE CON GARETTO CHE VUOLE ENTRARE NELLA

STANZA E LIVIO CHE LO VUOLE TENERE FUORI) Allora, signorina Orsolina…

(VEDE CHE SI È ADDORMENTATA UN’ALTRA VOLTA) Orsolina!

ORS

(RISVEGLIANDOSI DI SOPRASSALTO) Sì? Còs a j’è?…

CIV

Può confermarmi la dichiarazione che lei è l’unica che lavora in quest’ospedale

come caposala? (INTANTO ORSOLINA SI È ADDORMENTATA DI NUOVO)

PRI

Non sta bene... Non la si può interrogare…

CIV

Orsolina! (ORSOLINA RUSSA) Porca miseria!

IN1

(ENTRA) Scusate, qualcuno ha visto il signor Sergio Garetto? (VEDE GARETTO E

LIVIO ALLA FINESTRA E LI ADDITA ESTERREFATTA) Ah!

CIV

(SUSSULTA) Accidenti!

IN1

Dottor Reuma! (TUTTI SI VOLTANO A GUARDARLO)

LIV

(DOPO UN ATTIMO DI SGOMENTO) Non si preoccupi, maresciallo! I l’hai ciapàlo!

(LIVIO SPINGE GARETTO DENTRO ALLA STANZA, MA INTANTO CONTINUA A


52


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

TENERE L’ASCIUGAMANO STRETTO INTORNO ALLA TESTA DI GARETTO, CHE

CERCA DI TOGLIERSELO; L’INFERMIERA CHIUDE LA FINESTRA)

LIV

(A GARETTO) E sta ferm un moment!...

IN1

Che è successo? (LIVIO NON SA CHE DIRE)

PRI

Insomma, che è successo?

CIV

Il responsabile qui sono io! Sono io che faccio le domande! (A LIVIO) Che è

successo?

LIV

L’ho sorpreso sul cornicione della finestra del bagno…

PRI

Ah! Gino il guardone!

LIV

(A GARETTO) Ferm lì, ti!

PRI

Bravissimo, dottor Reuma... È lui quello che negli ultimi mesi ha importunato tutte

le infermiere… Lo porti subito giù e lo consegni alla forza pubblica!...

LIV

Subito!...

CIV

Aspettate un momento…. Qui chi dà gli ordini sono io. E poi… sono io, la forza

pubblica!... Ma prima lo voglio vedere in faccia! (MENTRE IL VIGILE SI AVVICINA

PER TOGLIERE L’ASCIUGAMANO DALLA TESTA DI GARETTO, LIVIO LO SPINGE

VERSO LA PORTA, FACENDO FINTA CHE GARETTO GLI STIA SCAPPANDO)

LIV

Torna indietro! (LIVIO FA FINTA DI TIRARE INDIETRO GARETTO, MENTRE IN

REALTÀ  LO  SPINGE  FUORI)  Ti  ho  preso,  eh?  No,  no!  Torna  indietro!  (LO

INSEGUE, A SUA VOLTA SEGUITO DALL’INFERMIERA 1)

CIV

(URLA) Ehi!

PRI

(URLA)  Ehi!  (FA  FINTA  DI  INSEGUIRE,  MA  DI  FATTO  FA  DI  TUTTO  PER

OSTACOLARE IL VIGILE) Mi scusi, mi scusi… dopo di lei... (COSÌ IL VIGILE NON

RIESCE AD USCIRE ALL’INSEGUIMENTO)

Scena XVIII

(Vigile, Orsolina, Sergio, Gilda, Primo, Livio e Giulio)

LIV

(RIENTRA QUASI SUBITO, SEMPRE IN LOTTA CON UNO CON L’ASCIUGAMANO

SULLA TESTA) Ti ho preso! Stai fermo! Questa volta non mi scappi!

PRI

(PREOCCUPATO) Còs it ses tornà a fé, vaca tèra?

LIV

Il maresciallo lo vuole interrogare.

CIV

Non  sono  maresciallo!  (STRAPPA  VIA  L’ASCIUGAMANO  E  SCOPRE  GIULIO;

PRIMO È PIACEVOLMENTE SORPRESO)

ORS

(SBADIGLIANDO) Dotor Squarta!

PRI

(RAGGIANTE) Bravissim, Livio!

CIV

Giulio!

GIU

(STRINGENDOGLI LA MANO, VIVACEMENTE) Ciao, barba! Che piasì!

CIV

Che diavolo stai progettando?

GIU

(ALLEGRAMENTE) A dire la verità… non lo so neppure io.

PRI

(FA IL SORPRESO) Dottor Squarta! I son pròpi ambajà! Chiel? Pròpi chiel?... A spié

tute le nòstre infermére?...

GIU

Infermére?

CIV

Giulio… ma è vero?

PRI

Ma ‘s capiss ch’a l’è vera. (A GIULIO, ALLUDENDO AL PREMIO IN DENARO)

Immagino  che  lo  faccia…  perché  lo  considera  molto  gratificante,  vero?  (SI

AVVICINA E GLI FA IL GESTO SFREGANDOSI POLLICE E INDICE)

GIU

(SORRIDENDO IMPROVVISAMENTE) Ah, sì! Gratificante…

PRI

Le dà qualche cosa in più, non è vero? (RIPETE IL GESTO)


53


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

GIU

Certo, ha certamente i suoi vantaggi…

CIV

(A GIULIO) Di questo ne parleremo dopo, Giulio... E adesso, fila!

GIU

Sì, zio. Grazie, zio. (VEDE IL CORPO SULLA BARELLA) E questo chi è?

GIL

(RIPRENDE IMMEDIATAMENTE A PIANGERE) Mio marito…

GIU

Mi dispiace… Deve essere stato improvviso…

PRI

Sì, è stato improvviso.

LIV

Molto improvviso.

GIU

Comunque, ha avuto una bella vita... (ALZA IL LENZUOLO)

PRI

Giulio! (ACCENNA A FERMARLO)

LIV

Sta ferm! (PRIMA CHE RIESCANO A BLOCCARLO, GIULIO GUARDA IL FINTO

CADAVERE; C’È UNA BREVE PAUSA, POI GIULIO RIMETTE GIÙ IL LENZUOLO)

PRI

Ehm… Giulio… proabilment ti it ciameras perché…

GIU

(CAPISCE AL VOLO E STA AL GIOCO) No, no!... Chi sono io per svelare i misteri

della vita e della morte?

PRI

(RIENTRA  FELICE  NEL  PERSONAGGIO)  Naturalmente  riceverà  un  rapporto

patologico completo. Anzi, vedrà che lo troverà molto gratificante. (RIPETE IL

GESTO DEL DENARO)

GIU

(SODDISFATTO) Vuol dire… ancora più gratificante?

PRI

Certo!... Adesso, per cortesia, accompagni la signora ChiappaSergioGaretto nel

corridoio e porti il caro estinto per la… (SI PIEGA SUL CORPO PER TRATTENERLO

CORICATO) autopsia… Mi affido a lei per affrontare questa situazione…

GIU

Non c’è problema. (A GILDA, CHE RIPRENDE IL PIANTO) Prego, signora... (VEDE

ORSOLINA CHE DORME) Ha tirato le cuoia anche lei?

CIV

Il figlio del dottor Reuma le ha fatto un’iniezione.

GIU

(GUARDA SORPRESO LIVIO) Il figlio del dottor Reuma?

LIV

Sì, mè fieul! Perché? It l’has quaicòs an contràri?

GIU

No, no… gnente… (A PRIMO, CON TONO PROFESSIONALE) Sono certo che mi

metterà al corrente della situazione appena potrà. (SPINGE FUORI LA BARELLA)

GIL

(USCENDO AL SEGUITO, EMETTE UN SONORO GEMITO) Oooh!...

Scena XIX

(Vigile, Orsolina, Primo, Livio e La Salma)

CIV

Beh, cari dottori… avrei piacere di sentire da voi qualcosa di sensato…

PRI

Da noi?

LIV

Noi?

CIV

Mi pare che se c’è qualcuno che dovrebbe sapere quante caposala ci sono in

quest’ospedale, siete voi…

PRI

Lo sappiamo. Ce ne sono tre. (CONTA CON LE DITA) Neurologia, Chirurgia e…

(INDICANDO ORSOLINA) tòta Orsolina.

CIV

Lei dice che è la sola caposala di questa clinica!

PRI

Logico. Lei è la capo-caposala e ci tiene moltissimo… (IL VIGILE NON HA L’ARIA

MOLTO SODDISFATTA DELLA RISPOSTA, MA PRIMA DI POTER FARE OBIEZIONI)

GAR

(ENTRA CON FARE CIRCOSPETTO) As peul? Come a l’è la situassion? (VEDE IL

VIGILE) Ceréa… (DOPO BREVE PAUSA SCAPPA FUORI)

CIV

(A PRIMO E LIVIO, CHE CERCANO DI SORRIDERE) Suppongo che la prossima

volta il cadavere camminerà sulle acque, non è vero? (ALL’IMPROVVISO GRIDA)

Ehi, torni indietro! (FA PER CORRERE FUORI DIETRO A GARETTO, QUANDO ENTRA DECISO LA SALMA; HA IN MANO IL FOGLIO COL DISCORSO DI PRIMO; IL


54


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

VIGILE SI FERMA ED APOSTROFA IL PROFESSORE) E magari anche lei potrebbe

dare qualche spiegazione! (ESCE RAPIDO; LA SALMA OSSERVA IL VIGILE CHE SE

NE VA E POI SI GIRA VERSO PRIMO)

PRI

(VIVACEMENTE) Gliel’ho detto, Professore, che era un altro caso di emergenza…

La caposala ha avuto un collasso. Soffre spesso di questi attacchi…

PRO

(SI PREOCCUPA) La caposala ha degli attacchi?

PRI

Sì, causati dall’affaticamento eccessivo per il troppo lavoro.

PRO

(SI RASSERENA) Comunque, le farà piacere sapere, dottor Neurotti, che, in sua

assenza, la conferenza l’ho terminata io per lei.

PRI

(AFFLITTO) Mi dispiace molto, professore...

PRO

Già… (SORRIDENTE) e devo dire che mi sono enormemente divertito.

PRI

Non so come scusarmi… (SI INTERROMPE) Come, scusi?

PRO

Certo! Un discorso eccellente il suo, Neurotti!… Caro collega!… (DÀ A PRIMO IL

FOGLIO DEL DISCORSO)

PRI

(RAGGIANTE) Oh! La ringrazio, professore!... Gradisce qualcosa da bere? (VA A

SERVIRE UN LIQUORE)

PRO

Ma certo! Perché no?... Sa che le dico? Aveva ragione a proposito della sua

entrata. Li ha fatti alzare dritti in piedi, i delegati. E il futuro Ministro della Sanità!

Pantaloni arrotolati e parrucca spiritosa. (RIDE) Potrei provarla anch’io per il mio

discorso di chiusura! (ARROTOLANDOSI IL FONDO DEI PANTALONI) Pantaloni

arrotolati, molto bene! E una parrucca! (BEVE DAL BICCHIERINO OFFERTO DA

PRIMO) Grazie. È il primo oggi… (MENTRE SI AVVIA) “Stimatissimi colleghi… di

tutto il mondo. Vorrei ringraziarvi dal profondo del cuore…” (ESCE)

Scena XX

(Sandra, Sergio, Orsolina, Primo, Livio, Giulio, Garetto e Renata)

(ENTRA   SANDRA   CON   SERGIO   E   SI   BLOCCA   VEDENDO   ORSOLINA

ADDORMENTATA)

LIV

Sent, Sandra… e s’it fèisse che ‘ndé a ca?

SOR

(INDICANDO LA CAPOSALA) Ha tirato le cuoia?

PRI

No.

SER

Papà, i vorìa mach dite ch’a l’è nen necessari ch’it ven-e con mi dai civich.

LIV

Ah, no? E perché?

SER

Ai ven magna, con mi…

LIV

Sandra! Non farti coinvolgere così!

SER

Ma a l’è ancora sì ës prèive? (PRIMO SORRIDE IMBARAZZATO)

SOR

(SI GIRA INTORNO A CERCARE UN PRETE CHE NON C’È) Perché? Vedi dei preti?

SER

(ADDITANDO PRIMO) Lui.

SOR

No, caro… lui è un dottore…

SER

Sì, lo so… dottore in Teologia. (SANDRA GUARDA PRIMO)

PRI

(ALLEGRAMENTE) Per ancheuj mi i dirìa ch’a basta, no? Còs i na dise?

GIU

(ENTRA AFFANNATO) Barba civich a l’è ‘ncamin ch’a ven sì a cerché monsù Garèt!

SOR

Barba civich?

GAR

(ENTRA SENZA FIATO) A j’è col civich ch’am cor dapress!...

PRI

Ma chiel a duvìa nen esse mòrt?

GAR

Ah, s’a va avanti parej, am resta pì nen tant temp… (VEDE ORSOLINA) Chilassì

anvece a l’è s-ciopà dabon?

PRI

No! Ch’a vada ant ël cess!


55


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

GAR

(PROTESTA) Ma i l’hai passà mesa matinà, ant ël cess!...

PRI

Benissim. Ch’ai passa l’àutra metà! (SPINGE GARETTO IN BAGNO, POI COMINCIA

AD ALZARE ORSOLINA) A sarà mej portela giù al pronto soccorso prima ch’ai

torna barba civich. Fòrsa, Livio… dame na man…

REN

(ENTRANDO) Primo, il professor La Salma era assolutamente entusiasta del… (SI

FERMA VEDENDO ORSOLINA) Bòja! A l’è mòrta?

PRI

No, a l’è nen mòrta… a l’ha avù ‘n collasso.

SER

Papà!...

PRI

Ti stà lì ciuto e brav un moment… (A GIULIO) Va e cerca ‘d ten-e barba civich

ocupà ‘ntant che noi i ‘ndoma a stermé col vej ant ël sò reparto.

GIU

A va bin. (ORSOLINA SI ALZA, COME SONNAMBULA)

PRI

E già ch’it jë ses, parchegia Orsolina da quàiche part.

GIU

(ALLUNGA LA MANO E STA PER DIRE QUALCOSA, MA CAMBIA IDEA E RITIRA LA

MANO) OK. Stavòlta i euffro mi. (SPINGE FUORI ORSOLINA ED ESCE)

PRI

(GRIDA VERSO L’ESTERNO A GIULIO CHE È USCITO) E s’it l’has ëd problema con

tò barba civich…

Scena XXI

(Vigile, Gilda, Sandra, Sergio, Primo, Livio e Renata)

(IL  VIGILE  ENTRA  MENTRE  PRIMO  DICE  L’ULTIMA  FRASE  E  GLI  SI  PARA

DAVANTI, BURBERO)

PRI

(HA UN ATTIMO DI ESITAZIONE, POI SORRIDE STUPIDAMENTE AL VIGILE)

Stavamo proprio dicendo: “Che fine avrà fatto il maresciallo?…”

CIV

(LO GUARDA STORTO) Non sono maresciallo!... Dov’è il signor Garetto?

GIL

(ENTRA DI CORSA) Col biòvo d’un civich… (VEDE IL VIGILE E SI INTERROMPE)

CIV

“Col biòvo d’un civich” è qui davanti a lei… Benissimo! Eccoci tutti qui, allora… (A

GILDA) Stavo appunto cercando suo marito...

GIL

(GEMENDO IMPROVVISAMENTE) Oooh!...

CIV

(FREDDAMENTE) Forse le farà piacere sapere, cara signora, che ho rincorso il suo

ultimo marito su e giù per i corridoi dell’ospedale e che il suo ultimo marito correva

almeno veloce quanto me.

GIL

(FELICE) Oh… ma è un miracolo!

CIV

(IRONICO) Non mi dica!...

REN

Mi scusi… ma veramente!... Inseguire un povero vecchio come quello… Gli può far

venire un infarto!

CIV

Stia tranquilla, signora… per il momento sopravvive benissimo!

SER

Un’altra persona a cui potrà venire un infarto… sarà la moglie del mio papà...

Dovremo raccontarle tutto molto delicatamente… (TUTTI GUARDANO SERGIO)

SOR

(STUPITA) La moglie di Livio?

SER

Certo, zia. La mamma mi ha detto che mio padre era sposato. (LIVIO E PRIMO,

ANGOSCIATI, CHIUDONO GLI OCCHI)

CIV

Chi di voi due mi vuole raccontare come va a finire questa telenovela?

SOR

Livio!... Mi hai nascosto anche che avevi una moglie?

LIV

Ormai i l’hai perdù ‘l cont ëd lòn ch’i l’hai stermà…

SER

Papà, prima mi presenti tua moglie e meglio è.

LIV

(DECISO) Non ce n’è alcun bisogno!

SER

E invece sì, papà!

LIV

No, Sergio, non è necessario!


56


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

SER

Perché no?

PRI

(INTROMETTENDOSI) Perché sono divorziati. (LIVIO LO GUARDA INCREDULO E

SI ACCASCIA SULLA SEDIA)

SOR

Divorziati?

SER

Ma è grandioso! (A LIVIO) Niente potrà impedirmi d’ora in poi di vedervi tutti i

giorni, tu e la zia! Anche per te, papà, questo è stato il più bel giorno della tua vita,

no? (LIVIO GLI RIVOLGE UNO SGUARDO VUOTO)

PRI

(AL VIGLE, INDICANDO RENATA) Beh, visto che in tutto questo mia moglie non

c’entra, penso che vorrebbe tornarsene a casa…

CIV

Sua moglie potrà tornarsene a casa quando le avrò fatto qualche domanda. Come,

per esempio… perché la caposala aveva una siringa di dodici centimetri infilzata

nel fondoschiena?… E come mai le altre caposala sono scomparse? Perché il

dottor Neuro ha una moglie di cui non sa nulla? Un’amante che lui chiama tòta

Ciàpa, madamin Sergio e madamin Garetto? Perché i dottori in questo ospedale

fanno resuscitare i pazienti dopo morti e di altri pazienti invece non sanno

neanche se sono stati operati o se sono finiti sotto un tram? Come fa un uomo ad

uccidersi cadendo dal Musiné senza che nessuno ne sappia niente? Perché io sto

cominciando a pensare che siete tutti una manica di matti?

PRI

(DOPO CONGRUA PAUSA) Qual era la prima domanda?

Scena XXII

(Garetto, Vigile, Gilda, Sandra, Sergio, Primo, Livio e Renata)

GAR

(ENTRA DAL BAGNO CON CIRCOSPEZIONE) I peuss seurte sensa pericol? (VEDE

IL VIGILE) Oh, ceréa… che piasì… (CORRE DI NUOVO IN BAGNO)

CIV

Ehi! (INSEGUE GARETTO NEL BAGNO)

PRI

(CHIUDE IN FRETTA LA PORTA E METTE LA SEDIA SOTTO ALLA MANIGLIA)

Renata… Dovrò essere breve… I chërdo ch’a sia rivaje ‘l moment ëd contete la

verità su col fieul… Sergio...

GIL

Dottor Neurotti…

SOR

La sappiamo, la verità su Sergio.

PRI

(A GILDA) I podoma nen andé avanti parej... Renata, preparati a uno shock.

REN

Primo, còs a j’è?

PRI

It vëdde… ës fieul… (VIENE INTERROTTO DA UN GRAN BACCANO, PERCHÉ

BUSSANO ALLA PORTA DEL BAGNO E CERCANO DI APRIRLA)

CIV

(DA FUORI) Ehi! Aprite la porta!

PRI

Si è bloccata, maresciallo... Aspetti un attimo. (A RENATA) Renata… ël pare ‘d col

fieul…

SER

(INTERROMPENDO)  È  il  più  grande!  Il  migliore!  Ecco  chi  è  mio  padre!

(ABBRACCIA LIVIO)

PRI

Ës fieul sì…

REN

Sì?

PRI

A l’è mè!

REN

(CON STUPORE) Tò?

SOR

(ALLIBITA) Suo? (BUSSANO DI NUOVO ALLA PORTA DEL BAGNO)

CIV

(DA FUORI) Cosa sta succedendo lì dentro?

PRI

(VERSO IL BAGNO) Abbiamo mandato a chiamare la manutenzione!...

REN

It veule dì… ch’it l’has falo ti?... A l’è tò fieul?...

PRI

Mè… e dl’inferméra Gilda Chiappa.


57


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

REN

Gilda Chiappa?

PRI

Pijëtla nen con chila… Mi i j’era giovo, bel… (A LIVIO CHE LO GUARDA CON

RIMPROVERO) Un tipo, là…

REN

Còs a veul dì, sòn?

PRI

A veul dì che Gilda a pudìa nen resiste a la tentassion...

REN

Ti sì, però!... (ALTRI COLPI ALLA PORTA DEL BAGNO)

CIV

(DA FUORI) Aprite immediatamente questa porta!

PRI

(VERSO IL BAGNO) La manutenzione sta arrivando!

SER

(A PRIMO) Cosa sta cercando di insinuare?

PRI

Insinuare?

SER

Mia mama a podrìa mai avèj na relassion con un prèive!…

REN

(SEMPRE PIÙ STUPITA) Con un prèive?

PRI

Lassa perde… A l’è passaje disneuv ani, Renata...

SER

(A GILDA) È il dottor Reuma mio padre, vero? (ABBRACCIA LIVIO)

GIL

(NON SA CHE DIRE) Sergio…

SER

(INSISTENDO) Lui è buono, gentile e sensibile, generoso, amorevole… ed è un

eroe! (RIFERENDOSI A PRIMO) Chielsì a pudrìa mai esse mè pare!...

PRI

Magara… e ‘nvece purtròp i lo son. (ALTRI COLPI ALLA PORTA DEL BAGNO)

CIV

(DA  FUORI)  Aprite  questa  porta  o  chiamo  i  vigili!...  (SERGIO  SCOPPIA  A

PIANGERE; SANDRA, LIVIO E GILDA CERCANO DI CONSOLARLO)

GIL

Sergio... tesoro…

SOR

Su, su… non fare così…

LIV

Piora nen parej, ch’i t’am bagne la camisa… (BUSSANO DI NUOVO ALLA PORTA)

CIV

(DA FUORI) Ehi, là dentro!

PRI

(URLA VERSO IL BAGNO) Stà ciuto!

SER

Mama, dime ch’a l’è na busìa!

GIL

Sergino…

SER

Dimmi che è una bugia… che il mio papà l’ho trovato, che è il dottor Reuma, eh?

LIV

Ma ‘s capiss!... It l’has rason, Sergin… As capiss ch’i son mi!... (TUTTI SI GIRANO

A  GUARDARLO;  LIVIO  STESSO  È  SORPRESO;  POI  CORAGGIOSAMENTE

CONTINUA) A l’è motobin mej fé che dì tuta la verità…

GIL

Cosa?

LIV

Grassie, Primo… ma a fa pì nen damanca ch’it pije ‘d responsabilità ch’a son mie.

PRI

(CONFUSO) Ehm… ant che sens?

LIV

Sì, a fa pì nen damanca… la responsabilità a l’è tuta mia… mach mia…

SER

(RAGGIANTE) I lo savìa!

SOR

Anch’io!

SER

(ABBRACCIA LIVIO) Il mio papà non dice bugie! A l’è vera, papà?

LIV

Assolutamente no. (A PRIMO) It ringrassio per tut lòn ch’it l’has cercà da fé per

salvé la mia reputassion… ma adess… a l’è tut finì. Se i l’hai quàiche colpa, a l’è

giust ch’im la grata da sol. E am va benissim la situassion parej come ch’a l’è.

PRI

(NON CREDE ALLE SUE ORECCHIE) Ma… s’it ses content ti…

LIV

Sì… i son content parej.

PRI

E s’a l’contenta l’inferméra Gilda Chiappa…

GIL

(CON IRONIA) L’inferméra Ciàpa a l’è contenta.

SOR

(GIOIOSA) Ed è felice anche la zia Sandra!

PRI

Maaa… miii… i pensava che ant le mie condission… econòmiche, ecco… potevo

provvedere al meglio per il futuro del fanciullo, ecco…

LIV

(SOLENNE) È stato un gesto molto generoso, da parte tua, caro collega...

REN

(MERAVIGLIATA) Sì… molto strano per te, Primo… di solito sei così egoista…


58


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

PRI

Egoista?... (SI SCUOTE) Beh, pròpi egoista... (ESPANSIVO) Ansoma, là… i vorìa

mach dé na man al mè car amis Livio!

SER

Noi i l’oma nen dë bzògn dij sòld ëd gnun. A l’è vera, papà?

GIL

Assolutamente no.

LIV

Mah… una piccola donazione non sarebbe inopportuna, veramente... (LIVIO

AMMICCA CON INTENZIONE A PRIMO; NUOVI COLPI ALLA PORTA DEL BAGNO)

CIV

(DA FUORI) Se non aprite questa porta, la butto giù!

LIV

Ci   stiamo   appunto   occupando   della…   “manutenzione”...   (DICENDO

“MANUTENZIONE”, FA IL GESTO DEL DENARO CON DUE DITA E UN SORRISO

SIGNIFICATIVO A PRIMO)

PRI

(SORRIDE A SUA VOLTA) Lòn ch’a l’è giust, a l’è giust! A veul dì ch’i saraj per ës

fieul… come dì… na specie ‘d parin…

LIV

A va bin. Alora… foma che ‘ndesne tuti a ca nòstra!

GIL

E come i foma con col civich?

PRI

(A LIVIO) O già!... Guarda che chiel-là a cherd mach pì a lòn ch’i t’ij conte ti, neh…

LIV

Sì, sì, i l’hai già pensaje… Giulio Squarta a l’è nen sò nëvod?

PRI

E con lòn?

LIV

E a l’è nen Giulio Squarta ch’a l’han veddù an sël curnison a guardé le infermére?

PRI

(COMINCIA A CAPIRE) Pròpi chiel.

LIV

Beh, i chërdo nen che a col civich ai fasa piasì che sò ‘nvod as cuca na denunsia

per… “guardonaggio”!

PRI

Livio! It meriterìe na midaja!

LIV

Per adess am basta la… “manutenzione”…

PRI

It la merite! It ses un genio!

SER

Certo che lo è. È il mio papà!... Andiamo, zia!

LIV

Sì, andoma!... (a GIL) Dopo di lei, signora Reuma…

GIL

Vorrebbe essere una proposta?

LIV

E perché no? I l’oma già fin-a ‘n fieul an comun!... (LIVIO OFFRE IL BRACCIO A

GILDA ED ESCE CON LEI; ALLO STESSO TEMPO, SERGIO OFFRE IL BRACCIO A

SANDRA E ESCONO)

Scena XXIII

(Renata, Primo, Garetto e Vigile)

REN

Mi pare che lei mi debba delle spiegazioni, Reverendo…

PRI

(SVICOLA) Sì, sì… ma prima andoma a vëdde còs a fan ij delegati al congress…

(SPINGE RENATA PER FARLA INCAMMINARE)

REN

(SI ARRESTA) Ma j’euj ëd col Sergio… a son celest…

PRI

E alora?

REN

Livio e l’inferméra Gilda a l’han j’euj maròn…

PRI

(DISTOGLIE LO SGUARDO) Còs a veul dì? La genetica a l’è pa… ehm… e peuj…

magara ij nòno… a ‘ndarìa vëdde… Dài, andoma.

REN

E la boca… e ‘l nas…

PRI

Perché? Còs a l’ha ‘l nas? I l’hai pa notalo…

REN

(LO OSSERVA) Ma it sas ch’a l’è bel pensé che na vòlta it j’ere quasi… uman?

PRI

(ACCUSA IL COLPO) Còs it veule dì? (BUSSANO ALLA PORTA DEL BAGNO)

CIV

(DA FUORI) Aprite la porta!

REN

It j’ere meno nojos quand it l’avìe le toe… “avventurette occasionali”…

PRI

(FALSAMENTE SCANDALIZZATO) Ma come it peude dì na ròba parej?


59


Che pastiss a Vila Beatriss!

Atto 2°

REN

A saran almeno… des ani, ch’it l’has piantàla lì, no?

PRI

(IMBARAZZATO) Eh… i sai nen… im ricòrdo pa…

REN

Im lo ricòrdo mi. Sei sbollito anche con me a quell’epoca…

PRI

(SORPRESO) Come, sbollito?

REN

(GLI DA UN BACIO SULLA GUANCIA; PRIMO RIMANE STECCHITO, A BOCCA

APERTA) Andoma, vah… andoma dai delegati… (SI AVVIA, MA SI FERMA ANCORA

UN ATTIMO) Dopo tutto… cosa credi che facessimo io e il professor La Salma

mentre tu te la spassavi con le infermiere? (ESCE)

PRI

(LENTAMENTE  LA  BOCCA  GLI  SI  RICHIUDE,  MENTRE  RIMUGINA  CIÒ  CHE

RENATA VOLEVA INSINUARE CON LA SUA ULTIMA FRASE) Come a sarìa a dì? (SI

PRECIPITA A RINCORRERLA, CHIAMANDO A GRAN VOCE) Renata!...

(MENTRE INIZIA LA MUSICA DI CHIUSURA, GARETTO APPARE FUORI DALLA

FINESTRA, SUL CORNICIONE, SEGUITO DAL VIGILE; GARETTO LO AGGUANTA

PER NON CADERE NEL VUOTO E COMINCIANO A LOTTARE, MENTRE)

CALA IL SIPARIO

FINE DELLA COMMEDIA


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