Che t’ha saputo fa’ ‘nu quarto ‘e luna!

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Che t'ha saputo fa' 'nu quarto 'e luna


                                                               


di


                                                      


                                                                                                                                                                                                          

PERSONAGGI

                            LARELLO                             LARE DI CASA EUCLIONE

                            LARONE                               LARE ISPETTORE

                            EUCLIONE                           VECCHIO SPILORCIO

                            MEGADORO                        VECCHIO RICCO

                            EUNOMIA                             SUA SORELLA

                            STAFILA                               MOGLIE DI EUCLIONE

                            ANTRACE                                     CUOCO

                            LICIA                                     CUOCA

                            PITODICO                                      SERVO DI LICONIDE

                            LICONIDE                             FIGLIO D'EUNOMIA

                            LUCREZIA                                     SUGGERITORE

                            MAGO’                                  MAGA

        

                            EULESIA                              ANIMATRICE

                            PLAUTO                               AUTORE DELLA COMMEDIA


LA SCENA

LA SCENA RAPPRESENTA UNA PIAZZA AI CUI LATI (DX E SN. DELLO SPETTATORE, VI E’ UNA CASA) DA ENTRAMBE TRASPARE LA SITUAZIONE ECONOMICA DEI CASIGLIANI. IN QUELLA DI SINISTRA, PIUTTOSTO MODESTA, ABITA EUCLIONE, VECCHIO SPILORCIO. QUELLA DI DESTRA MOSTRA TUTTA L'OPULENZA DEL RICCO MEGADORO.

SUL FONDO LARGA SCALINATA - FONDALE DI CITTÀ’ ROMANA CON COLONNATO

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PARTE LA MUSICA E SI APRE IL SIPARIO: LA SCENA E’ SCARSAMENTE ILLUMINATA. GLI ATTORIi, (CINQUE O SEI, ESCONO , DALLE QUINTE ALTERNATIVAMENTE DA DESTRA E DA SINISTRA, ACCENNANDO QUALCHE PASSO DI DANZA: SI POSIZIONANO IN VARI PUNTI DELLA SCALINATA: NEL MOMENTO IN CUI SI FERMANO, VENGONO INQUADRATI DALL’ALTO DA UNO SPOT. QUANDO L’ULTIMO ATTORE SI E’ POSIZIONATO, IMMOBILE COME GLI ALTRI, DA UNA QUINTA SI ODE UNA NACCHERA.(SCENDE UN SIPARIETTO DAVANTI ALLE SCALE SULLE QUALI VA A POSIZIONARSI IL CORO)  DALL’ALTRA QUINTA IL SUONO DI UN’ALTRA NACCHERA COME SE RISPONDESSE AD UN RICHIAMO: COSI’ UNA TERZA ED INFINE UNA QUARTA. SUBITO DOPO LA PRIMA NACCHERA VOCE FUORI CAMPO:

1° voce :Che so’  ‘sti nacchere?

2° voce :...Il flamengo!

1° voce: E che ce azzecca?

2° voce : Niente, ma me piace! .

1° voce: (Come se inveisse) Ahhhh!

DOPO L’ULTIMO SUONO DI NACCHERA LE RAGAZZE ENTRANO DA DESTRA E SINISTRA E BALLANO UN  FLAMENGO.

SUBITO DOPO IL FLAMENGO  MUSICA. DAL FONDO DELLA SALA

ENTRANO GLI ATTORI CON DELLE LAMPADE IN MANO. ATTRAVERSANO LA SALA E SALGONO SUL PALCO, POSIZIONANDOSI AI LATI DELLO STESSO. CONTESTUALMENTE ENTRANO IN SCENA LE RAGAZZE CHE BALLANO, IL SIPARIETTO SI ALZA ED IL CORO CANTA CON GLI ATTORI: “ L’ORO NON SERVE A NIENTE”

L'oro  nun  serve  a  niente

Si comme a nuje te piace 'e fa' teatro,

nun si' felice si nun staje cca' 'ncoppa,

te siente sulo pure miezo 'a folla,

pecchè chesta platea non è mai troppa!

Ma il dramma che ci assilla, sai qual'è?

Cosa proporre ora per te:

e allora,'o ssaje c’avimmo ‘a fa’?

'Na storia allera te facimmo ascoltà!

E' storia antica e mo pure va bbona,

pure si po' è passato tantu tiempo

e spiega ca però l'oro de 'o munno,

non serve cchiù, si duje bbene se vonno,

e che 'e denare assaje nun so' mai niente,

si 'mpietto tiene 'o core ca è pezzente...

ca è meglio campà cu chist'uocchie 'a fore,

suffrenno  'a famma, però cu' tanto ammore!

 

(Alla fine della canzone gli attori escono dalle quinte cala il siparietto per consentire al coro di andare via. Le luci scendono di intensità insieme alla musica, che nel momento di cessare, SALE DI VOLUME E  diventa  allegra. Si alza il siparietto: il Lare è seduto su di una sdraio; sta mangiando un hot dog, beve Coca Cola ed ascolta musica dalle cuffie di un walk man. Le luci tornano piene; IL suggeritore entra in scena, si accorge che il sipario è aperto e cerca di attirare l’attenzione del Lare, che quando si accorge che lo spettacolo è cominciato è notevolmente imbarazzato; dà la sdraio, il panino e le cuffie al suggeritore, poi gli tira un orecchio)

LARE – ISPETTORE – SUGGERITORE

Sugg: (Si nota che è effeminato)Ahi, ahi… violento e manesco

Lare: (Verso le quinte) Me facite sempe fesso! Non mi potevate avvisare? (Al pubblico) Chiedo scusa per il deprecabile inconveniente tecnico, ma ora subito entriamo nel vivo della commedia!

Ispe: (Entra dal fondo della sala e man mano che dialoga con il Lare sale sul palcoscenico) Prima di ogni cosa, sarebbe opportuno che tu ti presentassi.!

Lare: Mi sembra giusto! (con orgoglio) Sono il Lare domestico di questa casa!

Ispe:  Il Lare? Spiegati meglio!

Lare: Non sai chi è il Lare,  (Con sufficienza) quanto sei ignorante! Il Lare è.... Come si può dire...(E’ in evedente difficoltà)….

Ispe: Nun 'o ssaje manco tu!

Lare: Amico, oltre che spiritoso assaje, sei in malafede (in tono di sfida) pecchè 'o ssaccio, solo che non riesco ad esprimere a parole il pensiero...Aspetta, aspetta... me sta venenno.....

Ispe: ‘Na mossa! (Preoccupato) Ti senti male, c’è un medico in sala? Chiamo un'ambulanza? (Al pubblico) Chiamate un’ambulanza!

Lare:  (La interrompe) Nossignore, quale ambulanza, (Marcando) mi sta venendo la spiegazione.......e non è facile…(Assume una posa con gli occhi chiusi come se si sforzasse)

Ispe: Mo se fa sotto.

Lare: (Si rischiara la voce) Il Lare è .... (si blocca)

Ispe: Ccà facimmo notte!

Lare: Il Lare è... (Chiede aiuto al suggeritore. Gli bisbiglia) Dammi un aiutino…

Sugg: (Entra in scena e canta insieme all’ispettore) Dagli, dagli, dagli un aiutino…

Lare: (Canta anch’egli) Fallo per favor, fallo per favor…

Sugg: (Sempre insieme all’ispettore) Dagli, dagli, dagli un aiutino…

Lare: Dammi un aiutino, per favor…

Sugg: (Con l’ispettore) Si, segnor!

Lare: (Si riprende) Ma che mi fate fare…(Al suggeritore) E allora?

Sugg: Il Lare è la divinità della casa e a lui è caro il focolare!

Lare: Grazie amico, non andare via  perché, dopo, ti offro il caffe'!

Sugg:  Grazie signore, l'aspetto dopo lo spettacolo; naturalmente insieme al suo amico! (Con la punta delle dita lancia un bacio al Lare.)

Ispe: (Sfottente) Va bene Lucrezia! (Poi al Lare) Hai fatto una conquista, complimenti !

Lare: Grazie ! (Cacciando via il suggeritore ) Ma mo’ vattenne ! (Lo spinge)

Sugg: Sta fermo con queste manacce untuose! ‘A conquista , nun tenevo  che fa!

Lare: (Sfottente) ‘A femmena è troppo ‘e conseguenza! (Tutto d'un fiato) Il Lare è la divinità della casa ed a lui è sacro il focolare perchè....

Ispe: Se cucina 'a coppa!

Lare: Ma tu che vuo’ ? Io nun te cunosco e non hai fatto altro che insultarmi da quando sei venuto ,.... cosa vuoi, chi sei?

Ispe: Sono Larone, ispettore capo, addetto alla sorveglianza dei Lare! Sono qui per controllare se onori  il posto che occupi o devi passare alla categoria di merito inferiore.

Lare: (Con voce strozzata) Che, Ispettore? E che bisogno avevi di incomodarti! Io ho sempre fatto il mio dovere, e po’ addò sta una categoria di merito inferiore alla mia!

Ispe: Lo credi tu! Il mio compito è anche quello di provocarti per valutare se sai mantenere la calma, quindi  attenzione a come rispondi! Continua!

Lare: Dunque stavo dicendo:... (si blocca perché non ricorda quello che deve  dire ed allora si rivolge verso la quinta dov’è il  suggeritore per avere l’imbeccata.)  Dunque, stavo dicendo….(non riceve aiuto ed allora…) Uhè!

Sugg:  (Esce dalla quinta con uno specchietto e un piumino che strofina in viso) Che vuò?

Ispe: Lo vedi che s’è scurdato quello che deve dire, vuoi suggerire?

Sugge:  Già, devo suggerire uffà!

Lare: Scusate se vi abbiamo disturbato, ma che staje facenno?

Sugge: Sto incipriandomi il viso, non vedi sciocco?

Ispe: E ti sembra questo il momento?

Sugge: Ogni momento è buono per farsi bella!

Lare: Poi dici che uno commette un omicidio! Allora, vuoi suggerire?

Sugge: E un momento, datemi il tempo! (Va verso  la quinta, prende il copione e ad alta voce suggerisce) A me è sacro il focolare non inteso come cucina, ma come famiglia, della quale io sono il protettore.....

Lare: E nun alluccà, il suggerimento si deve bisbigliare, deve essere simile ad un volo di farfalla…

Sugge: Siente papillon, invece di rompere, ‘mparata ‘a parte!(Via)

Lare:Tu si’ ‘a schifezza dei suggeritori!

Ispe:  No scusa, mo me pare pare che ave ragione…Allora, il suggerimento lo hai avuto, continua…

Lare: (Riprendendo il suggerimento ) Agli ordini! Dunque a me è sacro il focolare, ma non inteso come cucina, bensì come famiglia, della quale sono il protettore….

 

Ispe: 'Na specie 'e ricuttaro!

Lare: (Infuriato si rivolge al suggeritore) Per favore mettitelo 'na cosa mmocca, nun 'o facite parlà cchiù se no, ispettore e buono ne faccio carne ‘e maciello! (Piange) Nun voglio perdere 'a libertà!

Sugg: Nun te preocupà, mo 'nce penso io! Te staje zitto o no, 'o vuò fà parlà? (Al Lare in tono languido) Vaje avanti  rosa senza spine! (via)

Lare: Scarto  fruscio e piglio  primmera! Calma Lare, calma, ricordati che sei 'nu Dio...

Ispe: ‘E che?

Lare: Una divinità, e per una divinità ci vuole un pò di rispetto... e che cazzo!

Ispe: Pure sboccato sei!

Lare: Basta, me ne vaco!.. 'A facite cu 'o…(sta per dire cazzo, ma si trattiene) co... co... co...

Ispe: Cocò, cocò, cocò! ......Se te ne vai,devi rimborsare i soldi dei biglietti!

Lare: E va bene, ma statte zitto! Ascoltami per lo meno due minuti!... (CANTA)

IL LARE

Sono il Lare e son contento,

perchè questo gran fetente:

tene 'na figlia ca è 'na ciaciona

che mi regala incenso e corona!                                  Coro: E gli regala incenso e corona!

Io veglio, vigilo e mi sto attento

'ncopp''a ,casa ogni momento,

Ed Euclione che ne è il padrone

è viecchio, tirchio e un grande cafone!                      Coro: Tu sei il Lare ?

                                                                                                          Lare: Sono il Lare

                                                                                                          Coro: Tu sei il Lare ?

                                                                                                                  e che faje pe’ campà ?

                        .                                                                                 Lare: Sono il Lare,

                                                                                                                      e in quanto tale,

                                                                                                                      passo il tempo...

                                                                                                      Coro:.sulamente a strafugà!

Nun tene 'e llire, ma sta chino d'oro,

dint'a pignatta 'nce sta' 'nu tesoro...

ma pe' paura d''e mariuole,

'a tene annascosta luntana da 'o sole!

Ma pè fa bene a' ‘sta figlia ciaciona,

ammesco 'e ccarte e 'a faccio scuvà...

accusì 'o viecchio 'a 'ntrasatta se trova:

ricco, putente e fà 'a figlia spusà!                                Coro: Tu sei il Lare ?

                                                                                                          Lare: Sono il Lare

                                                                                                                      ve l’ho detto...

                                                                                                          Coro: E ‘sta storia

                                                                                                                      ‘nce ‘a raccontà!

LARE - ISPETTORE - SUGGERITORE

Ispe: Sta bene!

Lare: Allora io sono il Lare ed in quanto tale sono…  (Con enfasi) come il capo di casa.... Ah!

Ispe: E tanto 'nce voleva?

Lare: Se mi facevi parlare, si te stive 'nu poco zitto, 'nce spicciavamo primma…Dunque abito in questa casa   da quando era vivo il nonno...

Sugg: E quant'anne tiene?

Ispe: 'Nu cuofono.......

Sugg : Dduje cuofene

Ispe: Tre cuofene...

Sugg: (Insieme all’ispettore) 'E munezza!

Lare: (Con pazienza) Sei ispettore e devo sottostare! Andiamo avanti con pazienza!...Il nonno mi affidò un tesoro, lo sotterrò mmiezo 'o fuculare e mi pregò di custodirlo....

Ispe: E invece te lo sei pappoliato!

Lare: Nossignore, tenni fede al mandato affidatomi dal nonno il quale non volle che rivelassi al figlio l'esistenza della pentola!

Ispe: Bellu fetente!

Lare: Hai ragione.! Gli lasciò solo 'nu piezzo 'e terra che l'ha dato a campà a botta 'e stiente!

Ispe: E tu che sei il protettore della casa e dei suoi abitanti non le putive da' 'o tesoro?

Lare: No! Pecchè 'o figlio era cchiù fetente e tirchio d'o pate e mi lesinava i dovuti onori: mai un sacrificio, mai un riguardo e allora pecchè ll'aveva fà bene io ad isso?

Ispe: Pecchè tra fetiente ve putiveve capì!

Lare: Tu sei l’ispettore ?

Ispe: Si !

Lare: E m’aggio ‘a sta’!  Dunque, 'stu piezzo 'e carogna, quando morì lasciò la casa e la terra al figlio che è cchiù fetente del padre e d'o nonno mise 'nzieme!  Inoltre, pensa che è cosi’ sospettoso che della pentola non ha detto niente neanche a Stafila

Ispe: E chi è?

Lare : ‘A mugliera!

Ispe: Nientemeno, possibile?

Lare: Eppure è cosi’! Fortunatamente nun tene figli maschi!

Ispe: Menu male, si no chissà che carugnone sarebbero stati!

Lare: Però tene 'na figlia ca è asciuta fore razza: è  simpatica,  rispettosa affettuosa, bellella….

Sugge: (Con moto di stizza, misto a gelosia) ….zucculella…

Lare: (Senza raccogliere)E’ tanto bellella e  ogni giorno mi sacrifica incenso, vino e tante altre belle cusarelle, mi offre corone...

Sugg: (Entra in scena dalla quinta  ed è visibilmente ingelosito per gli elogi che il Lare ha fatto alla ragazza) Pur'io te 'a purtasse 'na curona, ma 'o campusanto!

Lare: Io sono immortale, figliolo....

Sugge: (Risentito) Tu pato a me?  A parte il fatto che tra me e te è tutto finito, nun te permettere certe confidenze! E' overo ca se sei immortale  nun te pozzo accidere, ma attento a te!

Ispe: Calma, ricordati che sei una signora!

Lare: Non preoccuparti non sono tuo padre, anzi, nel tuo caso, mater certa est...pater tuus nunquam !

Sugg: Il mio babbo si chiama Michele ! Il signor nunquam non fa parte del mio albero ginecologico ! (Il Lare e l’ispettore si guardano e ridono)

Ispe: Nunquam significa che il tuo babbo, è un illustre sconosciuto!

Sugg:  Uh, mio padre un illustre sconosciuto? (E’ indignato, accenna ad un tentativo di avventarsi sul Lare, ma mantiene la calma: Fa cenno all’ispettore di cedergli il passo. Questi si fa da parte, compiaciuto, nella certezza che il suggeritore possa picchiarlo, invece Lucrezia va verso la quinta, si ferma quando incrocia il Lare) Non ti picchio perché è da uomo, non ti graffio perché è da donna, ma ti odio, ti odio, ti odio! (Senza dargli il tempo di rispondere  gli sputa in un occhio ed esce per la solita quinta.)

Lare : (Asciugandosi l’occhio) Ma vedite che aggia suppurtà!

Ispe: Colpa tua! Comunque vai avanti, Cocco!

Lare: (Lo guarda incredulo) Avesse ‘nfettato pure a te?

Sugg: Benvenuto in famiglia!

Ispe: Grazie! (Al Lare) Continua!

Lare: Dunque io per ricompensare questa ragazza ho fatto trovare al padre la pentola del tesoro....

Ispe: E perchè al padre?

Lare: Così può dare la dote alla figlia per farle fare 'nu bbuono matrimonio.

Ispe: E quanno se sposa?

Lare: Aspetta, nun gghi 'e pressa.. nun è facile.. le cose si sono complicate perchè una notte, durante una festa in onore della dea Cerere, un giovane di buona famiglia l'ha fatt'a...

Ispe: ....'A festa!

Lare: Appunto! Sapete com'è quelli sò giovani: 'o sango volle; 'o bicchieriello 'e vine, ... 'o quarto 'e luna...

Sugg: Che t'ha saputo fà 'nu quarto 'e luna!

Lare: Ma 'o fatto cchiù 'mpicciuso è che lui sa chi è 'a guagliona, ma essa nun sape chi è isso!

Sugg: Ma comme, s'è fatto fà 'o trave 'e fuoco senza neanche farselo presentare?

Lare: E io che ne saccio? Questi so giovani moderni e a queste cose non ci tengono! Comunque metterò tutto a posto... Farò in modo che quell'altro vecchio ca sta 'e casa ccà vicino e che è lo zio d'o guaglione la chieda in sposa e accussì s'appara 'o fatto!

Sugg: Comme appare belle! 'A faje spusà a 'nu viecchio!

Ispe: Mo’ ave ragione Lucrezia!

Lare: Famme fa a me'! (Grida dalla casa) 'O vi lloco, mò accummencia! sta alluccanno a chella povera vecchia d'a mugliera  perchè se mette paura che trova la pentola con l'oro. Io me ne traso, nun 'o voglio vedè (via )

A T T O    P R I M O

EUCLIONE – STAFILA

Eucl: (esce di casa, spingendo Stafila) Iesce, jesce fore spiona, pare ca tiene ciente uocchie e io mme sento tutte quante 'ncuollo!

Staf: Ma che ti ho fatto, pecchè me vuò vattere?

Eucl: Pecchè ...pecchè.... 'o ssaccio io 'o pecchè!

Staf: 'O vvì ca nun 'o ssaje manco tu!

Eucl: E invece saccio quanno sì brutta! 'E passà na mala vicchiaia pe' quanno si' brutta!

Staf: (Sfottente) Ha parlato Apelle figlio di Apollo che (cantilenante) fece una palla di pelle di pollo e tutti i pesci vennero a galla, per vedere la palla di pelle di pollo, fatta da Apelle figlio di Apollo!

Eucl: E brava, sai pure cantare....E quando hai imparato?

Staf: Ho fatto un corso accelerato al conservatorio di S. Pietro a Patierno!

Eucl: Ma dimme ‘na cosa,…… me vulisse  sfottere?

Staf: ‘Na vota tanto m’’e capito subito! (Ridendo fa per tornare in casa)

Eucl: Addò vaje, jesce fore e muovete si no te faccio correre a furia e mazzate!

Staf: (Canticchiando) Famme chello ca vuo’, ma indifferentemente....

Eucl: (la guarda incredulo)

Staf: (Senza dargli il tempo di rispondere) Ma fa’ ambresso perchè devo andare a fare i servizi!

Eucl: I servizi ed i sottoservizi sono sospesi! Tu per oggi non servi, anzi, se vogliamo essere esatti,(La squadra dall’alto in basso tendenzioso) dicimmo ca nun sierve cchiù!

Staf: Oinì mi vide ogge ca sò 'na scarpa vecchia, ma quann'ero figliola ll'uommene quanno me vedevano….

Eucl: …Te tiravano ‘e cuppetielle ‘areto!

Staf:….Rimanevano 'ncantate! Tenevo ‘a folla appriesso, ma io ho voluto (Mostra Euclione) il principe azzurro! Per quanto ti riguarda nun voglio servìre più nè ogge, nè maje Meglio morta ca sta ‘nzieme a ‘nu frullocco comme a te!

Eucl: Morta? E allora t’accido….te faccio ‘a piezze e te metto sotto terra!

Staf: No, sotto terra no! Accideme, ma famme cromà!

Eucl: (Al pubblico) E’ diventata una marmitta catalitica!

Staf: Ignorante, famme cromà, nel senso famme appiccià, famme arrusto, fammi diventare cenere….(lamentosa)  Nun voglio essere mangiata da ‘e vierme!

Eucl: Sta senza pensiero, ca pure ‘e vierme, quanno te vedeno, te schifano e se ne fujeno!

Staf:  Pe’ mo’ me ne fujo io, ca io mo’ tengo che fa’!  Puozze muri’ acciso! (Fa per entrare in casa) 

Eucl:  Fermati spiona! Uh chella me 'o vò fa' sott'all'uocchie! Muore accisa tu, ma ccà fore! (entra in casa).

Staf: Ma chisto è scemo? Overamente 'e cervelle nun l'ha tenute maje a posto, ma mo nun 'o capisco proprio! Jesce fore, trase dinto, jesce fore, trase n'ata vota! E questo facciamo tutto il giorno! Nun ce 'a faccio cchiù! Tengo, 'e piede, chine ’e calle uno  cchiu’ tuosto ‘e nato  e che parono ddoje papaccelle rosse!

LARE STAFILA

Lare: (Entrando dalla quinta) E ti lamenti? A Natale te le fai ‘a ‘nzalata!

Staf: ‘Nzieme a ‘o capitone! Ma cosa vuoi straniero, come ti permetti di parlare ad una signora di sesso femminile  che non conosci….chi sei?

Lare: Nun te preoccupa’, sono amico tuo e della tua famiglia, sono il Lare domestico che veglia su di voi e nun ve fa mancà niente!

Staf:  Nun ‘nce fa mancà niente, sciu’...pe’ ‘a faccia toja!

Lare: Non vi faccio mancare niente in base al budget in  mio possesso!

Stafi: E va be’ ma mo’ cerca ‘e ce aiuta’ ‘nu poco ‘e cchiu’, falle mettere ‘e cervelle, fallo calmà ‘nu poco! Pensa ca pure ‘a notte nun trova e nun me fa truvà pace: nun dorme, va annanze e areto... pare 'na sentinella! Dint’o meglio d’o suonno me tuzzulea....io chiena ‘e speranze penso che ha bisogno delle mie grazie femmena calda e sensuala....Addo’, vo’ sulo appurà si sto durmenno!

Lare: Forse sta nervoso pecchè ha saputo che 'a figlia tene 'a panza 'nturzata!

Staf: No, nun è chesto! Nun sia maje 'o sapesse.... Quello un altro poco è, e pò se appura 'o fatto,.... e allora, 'è meglio che faccio 'a mappatella e m'à squaglio!

Lare: E faje proprio bbuono! Ma non preoccuparti, tengo io mmano ‘a situazione e sta senza pensiero che tutto andrà per il verso giusto ! (Via dalla quinta dalla quale è entrato)

EUCLIONE – STAFILA

Eucl: (Uscendo di casa) Me sento meglio... è tutto a posto... (A Stafila) Adesso puoi entrare e mi raccomando, fà bbuono 'a guardia!

Staf: M’ha pigliato pe’ ‘nu cane !... E po’ che devo sorvegliare si nun tiene niente?

Eucl: Sorveglia quel niente che ho!

Staf: Aggio capito: mi devo stare attenta ca 'e surece ca se puzzano 'e famma e che camminano cu 'e scolle 'nfronte, nun se anna magnà 'e feline!

Eucl: Sisignore, devi fare la guardia a 'e surece e 'a e feline...

Staf: Quelle sono pezzi di antiquariato!

Eucl: E se sape!  Mi raccomando, quando non ci sto non deve entrare nessuno. Chiunque viene a chiedere qualcosa, dirai ca so’ venute 'e mariuole e che nun 'nce sta niente cchiù... Pure se vengono a cercare l’acqua dirai ca s'è seccato 'o puzzo!

Staf: Ma chi vene a te cercà niente, sei conosciuto da tutti, ... Ccà po' venì sulo 'a miseria...anzi si trase 'a vie' 'e dinto si muove a compassione e te fà essa 'a llemmosina a tte!

Eucl: Fa ‘a lemmosina essa a me?

Staf: Si!

Eucl: Falla entrare! Basta, statte zitta e va 'a via 'e dinto!

Stafi: Me ne vaco, me ne vaco....(Via)

Eucl: E 'nzerra 'a porta cu 'o palillo arete! (Al pubblico) Mi allontano con la morte nel cuore. Ma che aggio a fa'! Oggi  vicino al tempio distribuiscono monete d'argento per i poveri.... e che faccio, nun m''e vvaco a piglià?

LARE – EUCLIONE

Lare: (Esce dal fondo): Quello che si lascia è perduto e po' si nun ce vaje pensano ca nun ne haje bisogno pecchè chissà che tiene.…possono pure pensare che tieni tanto oro!

Eucl: (Sobbalza) Chi sei, che vuoi? Io non posseggo euro, sterline, dollari, rubli…

Lare: Yen?

Eucl: …No,…. venenno…insomma io non posseggo neanche una moneta d’oro!

Lare: Non preoccuparti, da me non hai nulla da temere! Sono il Lare  che protegge la tua casa! Songh’io che ti ho fatto trovare la pentola…

Eucl: Il Lare di casa mia, chillo ca me ha fatto truvà ll’oro?

Lare:  (Soddisfatto) Si!

Eucl: ‘E ‘a murì ‘e subbeto!

Lare: Come…e pecchè?

Eucl: ‘A Quanno ll’aggio truvata sto passanno sulo guaje!

Lare: Chesta è ‘a riconoscenza!

Eucl: (Gli fa cenno di avvicinarsi) Nun è ca me ne putisse fa’ truvà ddoje o tre?

Lare: (Lo spinge) Va, va a piglià le monete al tempio!

Eucl: Allora io vaco! Devi campa’ mill’anne!...! Da quando ho trovato quella fortuna pare ca tutte quante me teneno ll'uocchie 'ncuollo e sanno 'o fatto! Basta mo me ne vado così torno presto....Permettete...(Via dal fondo)

LARE – ISPETTORE – SUGGERITORE

Lare: (All’ispettore che esce dal fondo) Hai visto si nun avevo ragione? E' o no n'ommo 'e quatte solde?

Ispe: Non gli dire che vale tanto, pecchè è capace 'e se vennere!

Lare: Lo sai che, ispettore a parte, me staje addivintanno simpatico?

Ispe: Veramente? Ma nun ce mettere 'o pensiero perchè sono innamorato!

Lare: Ma guarda un po’!…. E di chi?

Ispe: Di Lucrezia, la suggeritrice!

Sugg: (Esce da una quinta) Lo sai che sei un buongustaio? Comunque ti voglio dire che anche per me …(Guarda il Lare)…dopo un piccolo insignificante flirt, è stato un amore a prima vista!

Lare: (Spingendo fuori il suggeritore) E va bè', allora visto che su queste tavole è nato un grande amore, quann'è ca facimmo 'na bella festa?

Ispe: Dopo che ho parlato cu papà e mammà!

Lare: Sta bene e allora auguri e figli maschi! Ma mo' rientriamo nella trama della commedia: quelli che adesso usciranno sul palcoscenico, sono il futuro aspirante anziano sposo e la sorella! Guardate, guardate 'e femmene ca se fidono 'e fa'... (via)

Euno: (Uscendo dalla casa di Megadoro insieme a questi canta)

Eunomia e Megadoro

Eunomia:     Io te llaggio a‘ di’, nun è 'na cosa justa

                                   ca te si' fatto viecchio e staje tu sulo...

                                   si te vaje 'a 'nzurà certo  può sta sicuro

                                   che 'a vita te parrà 'na bella festa!

                                                                       Coro: Si primma nun te fa essa po’ ‘a festa

Megadoro:   Ma che viene a di’ cu’ sti parole strane

                                   i' stongo accussì allero comme a ‘nu rre,

                                   Nun faccio suffri’ a capa senza scuorno

                                   e 'a notte,  quanno voglio, 'nzieme a 'o juorno

                                                                       Coro: Alla TV guardi i programmi porno!

Megadoro: Ma tu che vuo’,

                        sacc’io comme me ‘a sbroglio!

Eunomia: 'o ssaccio ca tu si'‘nu malandrino

                        te piacciono 'e figliole e non te arrienne

Megadoro: Nun so' poi tantu fesso e stagionato

                        e corro ancora comme a 'nu suldato!

Eunomia: Ma quale stagionato, tu si' viecchio...

                        e 'o nicissario  'o vide 'a dint'o specchio!!!

Coro: Nun ce sta cchiu’ niente ‘a fa ! !

Euno: Nun me chiammà 'ntricante: lo sai che ti voglio bene e se mi permetto di darti un consiglio, è solo perchè sono tua sorella!

Mega: Ma qua' 'ntricante, ... sulo ca si femmena e in quanto  tale sei un pò pettegola!

Euno: (Si imbroncia) ... E grazie assaje!

Mega: Ma no, nun te piglià collera, damme 'a mano, donna  meravigliosa!

Euno: (Si guarda intorno): E addo' sta?

Mega: Ma sei tu, sorellina cara!

Euno: 'A vicchiaia t'ha dato 'ncapo, ...meravigliosa è un aggettivo non adatto a ‘na femmena!

Mega: Se lo dici tu, vuol dire che è la verità!

Staf: (Esce da casa ed incuriosita ascolta)

Euno: Proprio così, io donne meravigliose nun ne conosco.... 'e femmene so' una peggio 'e n'ata....

Sugg: (F.C.)L’uommene so’ n’ata cosa ........

Staf: Quanno so’uommene , (sospira) Ah!

Mega: (Va in battuta mentre si gira perchè ha sentito la voce di Stafila) Per me tu sei meravigliosa!

Staf: (Interpetrando per se’ il complimento) Grazie, so’ gli occhi vostri!

Mega:  O che? Veramente mi riferivo a  mia sorella.....

Staf: (Delusa) Ah!

Eun: E allora, visto che la pensi così, voglio darti un  consiglio...

Mega: Che sono pronto ad accettare...

Euno: Devi prendere moglie, diteglielo anche voi Stafila!

Mega: Hai ragione, femmene  meravigliose nun ce ne stanno, ma si' asciuta pazza?

Staf: Vi vuole fare andare mmiezo 'a na via!

Euno: Ma è un consiglio disinteressato.....

Mega: No, è un'istigazione al suicidio: quanno sarrà, voglio murì, ma zetiello, pure solo fra quaranta, cinquanta anni!

Staf: (Sfottente) In  tenera età!

Euno: Ma pensa alle alle gioie che una donna può darti!

Mega: E dalle! ... Va be' prendo moglie, ma a condizione che oggi  me la sposo e domani l'atterro!

Euno:  Tu sposatella, e se è destinato po' l'attierre!

Mega:  Ma addò 'a trovo 'na mugliera 'e spicce?

Stafi: (A parte) All'Euromercato, stanno in saldo!

Euno: E secondo te, la sorellina tua non ha pensato pure a te  procurà 'a mugliera?

Mega: E chi è?

Euno: 'Na bella e brava femmena, 'nu poco appassiulatella, ma  sta buono a denare!

Mega: Appassiulatela, vuò dicere vecchia?

Euno: Di mezza età!

Staf: (Ride) Megado’, vuje state già a tre quarti, essa è  di mezza età, fate attenzione a nun scarica’ 'na  carretta 'e figli!

Mega: Saje che recrio!

Euno: Ma quella è ricca....

Staf: (Invogliante) Allora la cosa cambia aspetto! Se è ricca....

Mega: Me ne fotto 'o stesso! Sono ricco pure io e se proprio aggio 'a fa 'a ciucciaria, permettete che me la prendo  giovane e fresca, pure si nun me porta niente!

Euno:  Pensandoci bene, qualche cosa sempe te porta!

Mega: Che cosa?

Staf:  (Con Eunomia) 'Nu canisto chino ‘e corna!

Mega: Fa parte del rischio... Comunque si m'aggio 'a spusà, 'a  voglio giovane e fresca!

Euno: E addò 'a truove?

Mega: L'ho già trovata!

Euno: (Interessata) 'Overo? e chi è?

Staf: Chi è, chi è ?

Mega: ‘E vi’ lloco ‘e mpechere !

Euno: E su, dimmelo, ti giuro ca nun 'o ddico a nisciuno!

Mega: E va bene......(Guarda teneramente Stafila)

Stafi: (Sorpresa) Se fosse nnammurato ‘e me ! ...Guardate Megado’ nun ce mettite ‘e speranze pecchè io sono ....infelicemente sposata....

Mega: Ma no, che avete capito....(Vezzoso e fanciullesco ) Mammà !

Stafi: (Insieme ad Eunomia) Mammà?

Mega: Si, mi voglio sposare vostra figlia !...(Come un bambino) Non mi dite di no, non mi dite di no, non mi dite di no ! ( La guarda speranzoso)

Euno: Ll’avisseve dicere ‘e no?

Stafi: (E’ esterefatta, non risponde)

Mega: Allora ?

Stafi: No!

Mega:  (Come un bambino deluso) Mi ha detto di no, mi ha detto di no, mi ha detto di no,…Uffà!

 

Euno: Ma chella nun tene niente....

Mega: 'O ddice tu! (Riferendosi alle forme della ragazza) Tiene  tutto quello che può fare felice n'ommo, spicialmente si è  viecchio.....

Stafi: E rattuso! (Via in casa)

Euno: No, tu nun sei viecchio, si' solo pazzo! Che gli dei te la mandino buona! (Via dal fondo)

Mega: (Compiaciuto) Cchiù bbona 'e chella addò 'a trovo? Appena vedo Euclione  'nce parlo...Ora vado a fare un riposino…Si se quaglia ‘o fatto, devo stare fresco e tosto (Entra in casa cantando) Ah l’ammore che fa fa’…

(Si spengono le luci tranne quelle che inquadrano il coro che nel frattempo si è posizionato. Un solista canta)

‘A FURTUNA

Solista: 'A furtuna è sempe stata,

             che vuò fà, tu sai bendata...

             e talvolta che truvata,

             l'uocchie 'e tene fravecate...

                                                                    Coro: Euclione s’è allummato

                                                                              Pe’ chist’oro c’ha truvato….

                                                                              Di combatter s’è stancato

                                                                              nun ce ‘a fa’ mo cchiu’ a campa’!

Solista: E’ un continuo lamento

              Ogni ghiurno, ogni mumento…

              Neh furtù, tu vuò pazzià?

              E va vide a chi 'e 'ncuità!

                                                              Coro: Chesto è certo, vo’ pazzià e

                                                                          proprio a isso vo’ ‘ncuità !

                                                                          Ma sta attenta pecchè  po’

                                                                          Te scomma ‘e sango primma ‘e mo’ !

Solista: Vieni a prender le monete

             fuori al tempio stamattina

             Lui ci va,  ma che vuò,

             nun 'nce sta nisciuno, ohibò!

                                                     

             Ed allor, con grande affanno,

             se ne torna pe appurà,

             se qualcun nella sua assenza

             la credenza gli vuotò!    

                                                                                Coro: Ma pecchè tiene paura,

                                                                                tanto ‘o ssaje ‘e mariuole

                                                                                niente te ponno arrubbà !

                                                                      Euc: Niente certo, sta sicuro

                                                                                Ma che vuò, che ce aggio ‘a fa’...

                                                                                Nun ‘nce voglio neanche pensà !

EUCLIONE – MEGADORO - SUGGERITORE

Eucl: E io lo sapevo, me lo sentivo... So' gghiuto pe' senza  niente! (Al pubblico) 'E avuto niente tu?

Dalle quinte: No!

Eucl: E manch'io! Nun s'è visto nessuno e mo' sto in pensiero per quello che aggio lasciato 'a casa!

Mega: Caro Euclione, devi campare cento anni cu 'na bbona salute!

Eucl: Tu cientocinquanta! (Parlottando fra se’sottovoce) Ma comm'è ca se piglia tanta  cunfedenza, vuoi vedè che ha saputo che tengo ll'oro?

Mega: Ma che fai, parli da solo?

Eucli: E' la fame, la miseria che mi fà parlare da solo: nun tengo niente... tengo sulo 'na figlia in età da marito, ma  chi vuoi che se la piglia senza 'nu soldo!

Mega : Non ti preoccupare, io ti sono amico... abitiamo vicino da tanti anni, dimme che te serve?

Eucli: Ah! (Al pubblico) Mo' vene 'a botta! : se vo' arraffà il mio oro! (A Megadoro) Te ringrazio! Cosa vorresti darmi, e che vuoi in cambio?

Mega: Ascoltami bene: io e te facciamo un affare ca jammo bbuone tutte e dduje!

Eucli: (Al Pubblico) Ha truvato 'a caccavella mia e mo' chissà che vuole per restituirmela! (Si avvia verso casa)

Mega: Addò vaje?

Eucli: 'Nu mumento 'a casa ... Aggio appurà 'na cosa e po' torno! (Via in casa)

Mega: Sta più nervoso del solito! Forse e meglio che parlo chiaro se no quello chissà che se pensa! E’ meglio che vado subito al sodo!(Riflette)E’ ‘na parola!.Comunque appena lo incontro gli chiedo in moglie la figlia e speriamo in bene!       

Eucl: (Uscendo di casa) Meno male, sta tutto a posto! Caro Megadoro, in che cosa posso servirti?

Mega: Dimme 'na cosa...(gli sorride ed assume una posa equivoca) Cosa pensi di me?

Eucli: (al Pubblico) Fosse addivintato frou frou?

Sugge: Euclio’, guardati le spalle!

Eucl: Beh, sei un buon partito e....staje chino 'e denare!

Mega: E come mi giudichi in quanto a moralità?

Eucl: (In difficoltà) Beh... accussì...accussì....

Mega: E saje quanti anni tengo?

Eucl: 'Nu cuofeno!

Mega: (Sempre equivoco) Spiritosone!

Sugge: 'O vi' lloco mo' se dichiara!

Mega: (Invitante) Euclione bello.....

Eucl: (Scostante) Megadò, che vvuò?

Mega: (Guardandolo negli occhi) Fammi sposare tua figlia!

Eucl: (A parte) Puozze jttà 'o sango! (Verso il suggeritore) Altro frou frou! : mi vuole rapinare con la scusa della dote! (A Megadoro) Megadò, pecchè mi prendi in giro, nun sta bene!

Mega: Ma io sono sincero!

Eucl: Nun è 'overo, tu sei ricco ed io non tengo niente da darti!

Mega: Hai l'onestà, come me! Caro Euclione, quanno si imparentano due persone oneste è la cosa cchiù bella d'o munno! Dammi tua figlia!

Eucl: Ma chella nun tene dote...

Mega: E chi se ne fotte : tiene tante altre qualità!

Eucl: No, pecchè io te voglio avvisà: non ho trovato nessun tesoro!

Mega: 'O ssaccio, allora cosa rispondi? (Rumori dalla casa di Euclione)

Eucl: Puozze murì?

Mega: Cosa?

Eucl: Che cos'è stu rumore? (Si precipita in casa)

Mega: Eucliò, addò vaje? Lo sapevo, nun m'ha pigliato sul serio, crede che 'o voglio sfottere! Nun ce sta niente ‘a fa’, e puveriello so' sempe in mala fede!

Eucl: (Esce parlando.  Stafila è alle sue spalle) Embè, si nun te taglio 'a lengua me faccio taglià 'o.....

Stafi: (Sull’uscio) Pe’ chello ca te serve....

Mega: Eucliò' e nun sta bene... non solo non hai risposto alla mia domanda, ma mi parli 'e chesta manera...

Eucl: Nun ce l'ho con te, ma cu' chella vecchia scuffata!

Mega: Allora, vuoi farmi sposare tua figlia?

Stafi: (Controscena di disappunto)

Eucl: Senza dote si!

Mega: Tu fai di me l'uomo più felice del mondo! Papà....

Eucl: Si figlio mio....

Mega: (Fanciullescamente) E ci possiamo sposare oggi stesso?

Eucl: Certamente figliolo! (Al pubblico) Comme sta allummato!

Staf: E' 'a giuventù, 'o sango volle! (Contrariata va in casa)

Eucl: Megado’ tutto a posto, io mo’ me vaco a organizzà! (Entra in casa)

MEGADORO EULESIA

Mega: Allora m’aggio ‘a organizza’ pure io, per  i preparativi! E comme faccio da solo? Ci vorrebbe un’aiuto, che so un’animatore, un’organizzatore, un’hostess!!!

Eule: (Entra dal fondo. E’ un tipo dinamico, parla come un’imbonitrice)(Nella battuta seguente usa lo stesso tono di Raffaella Carrà, quando, nella trasmissione:”Carramba, che sorpresa” annuncia a qulacuno la presenza di un familiare che si credeva lontano). ..E l’hostess è qui!

Mega: Cazzomba, che sorpresa! Chi sei?

Eule: Eulesia, quella che quando passa lascia odor di fresia…

Mega:….E vieni dalla Polinesia?

Eule: No, perché?

Mega: Niente, per fare la rima!

Eule: Sei un simpaticone, in cosa posso esserti utile?

Mega: Eule’, mi voglio sposare…

Eule: …E vuoi la sposa! (Senza dargli il tempo di rispondere) Eulesia te la da!

Mega: No, ce lo già! Voglio una festa meravigliosa..

Eule: Eulesia te la da!

Mega: Voglio Tante cose saporite, su di una tavola riccamente imbandita…

Eule: Eulesia te la da!

 

Mega: Voglio tanta  bella musica…

Eule: Eulesia te la da!

Mega: Voglio una notte d’amore infuocata…

Eule: Eulesia… (Riferendosi alle capacità dello sposo) nun te ‘a po’ da’!

Mega: E allora, comme aggio ‘a fa’?

Eule: Eulesia ti salverà! Ad onta di tutto, avrai la tua notte d’amore infuocata! 

Mega:  (Felice)  E come? Nun è ca me staje pigliando in giro?

Eule: Eulesia ha sempre il rimedio pronto: nella mia equipe ho una collaboratrice preziosa:  MAGA MAGO’ , una lontana parente di MAGA MAGHELLA, che tra qualche secolo farà impazzire di gioia gli italiani, sotto le spoglie di Raffaella Carrà!

Mega:  (Speranzoso) E cosa potrà fare?   

Eule: Il miracolo! Abbi fede e prega, perché anche se  ogni tanto, avvengono ancora!

Mega: Me lieve ‘nu pisemo ‘a coppa a ‘o stommaco! Nun è ca (Allusivo) nce vo proprio ‘nu miracolo, ma stammo sott’o cielo! Sai com’è, l’emozione..…. l’età….Insomma è meglio ca vaco ‘ncoppa ‘o sicuro!

Eule: Non preoccuparti, tu concentrati solo per fare lo sposo! Aurevoire, In qualunque momento, in qualunque occasione, qualunque cosa, Eulesia ve la da! (Esce per il fondo!)

Mega : Speriamo  che  Maga Magò riesca ad esaudire i miei desideri! Nun è ca me preoccupo,  ma nun se po’ maje sapè! (Canta) Jamme, jamme, jamme a ce spusà….(Va verso casa, poi si ferma) Sarebbe opportuno, però andare dal barbiere…E si, perché stasera devo essere splendido in tutta la mia bellezza…

Dalle quinte: (Fragoroso pernacchio)

Mega: Resta interdetto, poi si riprende. Si rivolge alla quinta da dove è venuto il pernacchio) E me ‘o faje fa’, o no? (Entra in casa)

EUCLIONE  STAFILA

Eucl: (Esce di casa  ed ha un moto di stizza)  Guarda a chillu viecchio ‘nzallanuto, zumbettea ca pare ‘nu cardillo!  Nun ce sta niente ‘a fa’: l'oro fa tornare giovane: avite visto comme era contento? Ha saputo ca tengo 'na tiana chiena d'oro e se lavuole pappulià cu la scusa di sposarsi pure senza dote! 'E capito a 'o viecchio?....Viecchio si, ma fesso no! Ma io 'o ssaccio chi ha parlato, chella vecchia 'mpechera! (Strillando) Scungiglio travestuto 'a vecchia addo' staje? Stafila, Stafila!

Staf: (Uscendo di casa) Ma che allucche a fa', 'nce sento, che vuò?

Eucl: Pripara la casa, pulisci tutto quello che c'è da pulire, perchè oggi mia figlia se sposa!

Staf:  (Ben sapendo che si tratta di Megadoro) Famme capi’ buono, cu chi?

Eucl: Cu' Megadoro!

Staf: Cu' chillu viecchio? Ma si' asciuto pazzo? Chella è figliola ha bisogno di un giovane comme a essa!

Eucl: Fatte 'e fatte tuoje! Così ho deciso e...

Staf: L'udienza è finita|!: Ha parlato Sante Lichieri,...... ma che stammo a Forum?

Eucl: Così ho deciso e così sarà! Va, va a fa...

Staf: Neh uè?

Eucl: Vai a fare quello che ho detto, io vaco  ‘o mercato, ma subito torno. (Via)

Staf: E mo' come faccio? Quella n'atu ppoco parturisce e se vene a sapè tutte cose.... E mo' comme 'o mettimmo a nomme?

Sugge: (solo testa) Si è masculo Mandrake!

LARE-STAFILA-SUGGERITORE

Lare: (E, guarda con rimprovero il suggeritore, poi si rivolge a Strafila)..Sta tranquilla, ti assicuro che tutto finirà par il meglio e ce facimmo ‘na bella magnata !

Stafi: E chi tene genio! Megadoro è viecchio e pure 'nu poco abbunato, ma lo sa comme se fanno 'e figlie e quanto tempo ci vuole pe' ffa' nascere.... Nun se farrà fa’ fesso!

Lare: Gli può far credere che 'a furia de 'a guardà e d'a pensà l’ha misa incinta nove mise fa!

Staf: Si, per corrispondenza!

Sugg: Forse ha fatto un corso con Radio Elettra!

Lare: (Soffoca una risata)

Staf: Vulesse putè ridere pure io, ma sto ‘ntussecata e me ne vaco a via 'e dinto! Devo preparare tutto per le nozze!  Lare, me arraccumanno a te !(Entra in casa)

LARE-ISPETTORE-SUGGERITORE

Lare: Benissimo, tutto va per il giusto verso! (Caccia un panino e comincia a mangiare)

Ispe: (Dal fondo) Ma tu magne sempe?

Lare: Cosa vuoi, la mia è una reazione nervosa: quando sono eccitato sento un vuoto qui (Mostra lo stomaco) e cu qualche cosa l'aggio 'a regnere!

Ispe: E che 'nce faje cu' 'nu panino?  Cu ‘a famma ca tiene, 'nce vo' 'na pagnotta ‘e nu quintale!

Lare: Embè, me aggio accuntetà! Comunque hai visto come sto manipolando bene le cose?

Ispe: Assaje!....... 'Na guagliona incinta di nove mise che sposa un vecchio.... Quello, secondo te non se ne accorge che 'a guagliona tene 'o difetto? E quanno se ne accorgerà, se starrà zitto secondo te?

Lare Non preoccuparti, sta andando tutto, secondo i miei piani….La cosa più importante è che Eulesia riesca ad organizzare  un pranzo che ce po’ fa’ alleccà ‘e baffe !

Sugg: Pensi sulo a te abbuffà!

Lare: A proposito 'e abbuffà, dateme 'o permesso devo andare a controllare a che punto sono i preparativi per il banchetto nuziale!

Ispe: Vai, vai e fai ' cose buone!

Lare : Non preoccuparti,  so’ sicuro ca chella guagliona ce sape fa’! Sicuramente oltre ad una grande abbuffata, avrà organizzato suoni, canti e balli! (Canta) Vorrei danzar con te, la la lala la la (Contemporaneamente incomincia a ballare. Nell’azione si alza la tunica e si vede che indossa dei mutandoni verdi)

Sugg: (Entra in scena e si mete a ridere) Tene ‘e mutande verde! (Ride)

Lare: E che ridi a fare ? Pecchè tu comme ‘e tiene?

Sugg: (Alza la tunica e le mostra) Bianche e merlettate, come si conviene ad una  signora!

Lare: E io ‘e tengo verde, come si conviene quando c’è un perchè!

Sugg: E qual’è?

Lare: Sono il simbolo, la bandiera della mia idea politica!

Sugg:  Tene ‘a bandiera dint’a mutanda!

Ispe: (Incredulo) Le mutande sono il simbolo della tua idea politica??

Lare: Proprio cosi’! Ascoltami, qual è l’obiettivo politico di Umberto Bossi?

Ispe: L’indipendenza della Padania!

Lare: Ed ha fatto mettere ai suoi le camicie verdi, perchè sta al nord...

Sugg: E tu che stai al sud hai messo le mutande verdi!

Lare: Bravo!

Sugg: Aggio capito: le mutande cosi’ diventano il simbolo per la ciuccessione della Campania!

Ispe:  (Al lare) Forse vuole dire la secessione!

Lare: Il termine ha poca importanza ! Una cosa è certa : io e la CAMPANIA ce avimmo ‘a spartere dall’ITALIA!

Ispe: E’ meglio ca facite proprio ‘o divorzio! Va, va a  fa’ chello che ‘e ‘a fa’ !

Lare: Volo....(Canta e balla) Vorrei danzar con te, la la la la la la......(VIA insieme al suggeritore)

Ispe: (Sorride , fa le spallucce, guarda il pubblico) Perdonatelo!  Soperiamo soltanto che tutto finisca a : ”Tarallucce e vino”

(Musica; tutti gli attori,  il balletto e il coro cantano intervallandosi con il Lare)

A TARALLUCCE E VINO

(Attori): Statte senza pensiero

non tutto mo' è perduto,

perchè il nostro amico

sa bene quel che fà!

E ccose mo' ha 'mbrugliate

così alla perfezione,

e tu può sta sicuro

ca tutto po' accuncià!

(Lare) Pure si sposa a 'o viecchio,

gli ho dato un gran consiglio

per non venire meno

e stare più sereno....

con l'amido ha trattato il bidè

quando l'ha usato!

(Attori)           Ma sta' senza pensiero

pecchè mo' sta guagliona

se spusarrà senz'altro

cu chi s'adda spusà!

E a tarallucce e vino

sta certo ca fernesce,

e, con grande banchetto,

una festa se farrà!

(Lare) Sta senza pensiero,

la sposa certo avrà, lo so,

sicuro grande festa, amor,

banchetto e tante cose ancor!

BALLETTO - BUIO E SIPARIO


A T T O      S E C O N D O

(Stessa azione del primo atto: Si apre il sipario, parte la musica. Il fondale è coperto da un siparietto.)

Dalle quinte escono gli attori che allineati cantano: "L'arcano scoprirai." Potrebbe essere previsto l'inserimento di un balletto che sostituirebbe nell'azione gli attori.

L'arcano Scoprirai

Vi è piaciuto l'atto

che è finito poco  fà?

O sarà più bello

questo qui che poi verrà?

Non è un'avventura,

ma ci fa paura

se non viene in tempo

quell'applauso si sa!

E proprio per questo

ci accingiamo a recitar,

con il cuore in gola

aspettando il battiman,

che verrà si spera

come un gran fragore,

pecchè tanta gioia

nuje te avimmo 'a fa' pruvà!

E chissà se poi

a Megadoro riuscirà

il suo grande intento

ed a nozze convolar!

Ma si' staje assettato

ed un poco attento,

siente a me,

questo arcano certo,

con pazienza scoprirai!

LARE ISPETTORE

Lare: (A sipario aperto la stessa azione del primo atto: è su di una sdraio, mangia, beve ed ascolta musica)

Ispe: Stai ancora mangiando, .... ma allora non vuoi far niente altro?

Lare: (Si accorge in ritardo dell'apertura del sipario e si ricompone frettolosamente: Al pubblico) Mi dovete scusare, ma la...(Si riprende)...il siparista suggeritore, attore è un buontempone, le piace 'e pazzià....Dopo lo spettacolo pure io però lle faccio 'na pazziata 'e cazzotte 'nfaccia!

Dalle quinte: Bruto, villano e carrettiere!

Ispe: Lascia perdere e proseguiamo, ca me  sto sfasterianno!

Lare: Questa volta hai ragione : andiamo avanti pecchè ... mo' vene 'o bello....

Ispe: E gghiammo bello!

Lare: Agli ordini! Dunque oggi Megadoro sposa la figlia di Euclione e quindi  fervono i preparativi per le nozze....Lo sposo non sta piu’ in se’ dalla gioia, ed anche Euclione  gongola perché non gli sembra vero di sposare la figlia, senza cacciare neanche un centesimo. Come vedi la trama si infittisce ed i colpi  di scena non mancheranno! Concentrati sulla storia e non perdere neanche una sillaba di quello che si dirà!

(Musica pubblicitaria, colpi di luce)

EULESIA – ISPETTORE – SUGGERITORE -  LARE

Eule: (Entra dal fondo, ha in mano un mazzolino di fresie) Eccomi qua, sono la vostra Eulesia!

Ispe: (Viene avanti. Si posiziona con le spalle alla quinta dov’è il suggeritore) Quella che in mano ha sempre la fresia?

Eule: Per l’appunto, sono qua per voi!...Volete una serata mondana? Eulesia ve la da! ….Volete una compagnia se vi sentite soli? Eulesia ve la da! Volete....

Ispe: Si, la voglio!

Eule: Eulesia ve la da ...

Sugg: (Entra alle spalle dell’ispettore) ...’Na mazzata ‘ncapo ! (Gli da qualcosa in testa) ma come già mi cornifichi? Brutale, vigliacco e mentitore! (Gli da un’altra botto in testa e va via)

Eule: Brava o...bravo?

Sugg: (F.c.) Faccia lei!

Eule: Beh, diciamo signora! Dimostri, qualora ce ne fosse ancora bisogno che il sesso forte siamo noi! Bando alle chiacchiere, sono qui per organizzare il ricevimento in occasione del matrimonio di Megadoro! Sarà una festa memorabile! Inizieremo i festeggiamenti con riti propiziatori e sacrifici in onore del dio Lare!

Lare: (Viene avanti) Che brava guagliona!

Eule: Gli regaleremo corone e spargeremo incenso e profumi di ogni tipo!

Ispe: (Tendenzioso) E quelli ci vogliono!

Lare: Neh, ispetto’!

Ispe: Per un fatto augurale!

Lare: A, ‘mbe’! Veramente avrei preferito ‘na zuppa ‘e suffritto e ‘na ‘mpepata ‘e cozze!

Ispe: E invece magnete ‘o profumo ! (Via dal fondo con il Lare)

EULESIA – LICIA - ANTRACE

Eule: Ho preparato un menu’ luculliano per cui ho ingaggiato i migliori cuochi reperibili sulla piazza! Come on boys….

(Entrano Licia ed Antrace. Questi è lo stesso attore che ha intepetrato il ruolo del suggeritore. Ha una parrucca con buccoli biondi ed è vistosamente truccato. Tutti e tre cantano)

E' gghiuorno 'e festa

Eulesia: Jammo bello giuvinò

                        ca è gghiuorno 'e festa...

                        Megadoro cu 'na nenna

                        mo' se 'nzora!                    

Antrace:       Ma pecchè chillo vo' fa'

                                                                                              'sta ciucciaria....

                                                                                              siente a mmè falle capì

                                                                                           ca è 'na pazzia!

Licia:             Quello è vecchio

                                   e sott'o sforzo p''o crepà...

                                   nun 'o ssape ca nun tene

                                   cchiù ll'età....

                                                                       Eulesia: Che volete chillo sta

                                                                                              tutto allummato,

                                                                                              p''o banchetto e pe' 'sti spese

                                                                                  mo s'è 'nguaiato...

                                                                                  Cuochi, ancelle

                                                                                  ballerine  e musicante

                                                                                  l'ha pavate sultanto isso

                                                                                  tutte quante!!!

Tutti e tre: Cu 'a speranza ca è felice notte e gghiuorno

                                               e che 'a nenna nun 'o regne sulo 'e corne!!!

                                               Cu' 'a  speranza ca è felice notte e gghiuorno....

                                               e che 'a nenna nun 'o regne sulo 'e corne!!!

Eule: La spesa è fatta ... i cuochi l'aggio affittate.... i musicanti arrivano più tardi, devo solo spartere la spesa!

Antr: A me nun me sparte, ... chi mi vuole deve prendermi integro, tutto di un pezzo!

Licia: Ha ragione buccoli d’oro!

Antr: Giovanotta, non abusare che anche tu fai parte del gentil sesso, pecchè me pozzo scurdà di essere una signora e ti malmeno e ti maltratto!

Licia: Statte ferma, malamente!

Eule: Calma, quello, quella...cerca chi 'a mmappucea e 'a sparte mità e mità!

Licia: E chi se 'a sparte!

Eule: Basta finitela, abbiano da fare! Oggi Megadoro si sposa...

Antr: Cosa da non credere... chillo è viecchio, si fa pure il bisognino 'ncoppa 'e piere e se sposa? (ride)

Licia: ….E pure cu' 'na bella figliola: la figlia di Euclione!

Antra: Poverina, (sospirando) Notti insonni e senza senso attendono la sventurata! Ahhh!

Eule: Finitela! Megadoro è felicissimo e nun ha badato a spese! Pensa che ha comprato tutto lui per il banchetto e mi ha ordinato di darne la metà ad Euclione.

Licia: …La figlia si sposa e non ha fatto neanche a spesa? Lo so ,quello   piange sempre miseria! Pensa ca è così tirchio che quando dorme se mette 'na borsa vicino 'a vocca!

Antra: E perchè?

Licia: Per non perdere ‘o ciato!

Antra: E allora deve otturarsi  pure 'o ...

Eule : Neh amico, embè?

Antra: Il naso, po' sfiatà pure per il naso!

Licia: Si è pe' chesto pure d'e rrecchie!

Eule: Ma insomma, La vogliono finire? Dunque, ritornando ad Euclione, pensa ca quanno se lava non butta l'acqua pecchè gli può servire ancora!

Antra: Che schifo! Allora non possiamo sperare di avere neanche 'na mazzetta?

Eule: 'Na mazziata, è sicura! Da quella mano nun esce niente! Pensa ca l'ultima volta ca sì è tagliato le unghie se l'è conservate!

Antra: Pe se fa' 'a 'nzalata!

Licia: Niente di più facile!

Eule: Ma mo nun pensammo cchiù a 'stu muorto 'e famma! (Ai due) Chi di voi due è il più bravo?

Antra: E c'è bisogno di chiederlo? Sono io! Pensa che ho interrogato gli dei ed ho saputo che le mie ricette arriveranno fino al 2000, tramite un mio discendente che farà il capocuoco all'Excelsior... e llà parliamo di oltre cinque stelle, non so se mi spiego!

Licia: Buffona! Un tuo discendente al massimo potrà vennere 'e panini cu sasicce e friarielle una volta alla settimana miezo 'o mercato 'e Poggioreale!

Antra: (Con sufficienza) Quella è l'invidia che ti fa' parlare....Ma quale cuoco, tu sei capace solo di rubare....Ladrona, ladra, ladrina....

Licia: …Ladrina sarraje tu e tutta ‘a razza toja!

Antra: Uh, ladrina a me ! Vespasiano di campagna! (Stanno per azzuffarsi)

Eule: Finitela, si sta facendo tardi : pensiamo al menu’!

Antra: (Stizzoso) E pensiamo al menu’!

Eule: (Ad Antace) Tu ti occuperai delle carni!

Antra: Veramente la mia specialità è le poisson!

Licia: Che?

Antr: Il pesce!

Eule: E questa volta ti occuperai e preparerai le carni (A Licia) Al pesce ci penserai tu!

Licia: Lo cucinerò in tutte le salse, ve aggio ‘a fa’ alleccà pure ‘e dete!

Antra: Uffà, sempre  la  solita fortunata!

Eule: (Ad Antrace) Tu inoltre ti occuperai delle insalate, dei contorni e, mi raccomando, i finocchi!

Antr: Stanno in buone mani, li manipolerò, come si conviene, con le mie ditine d’oro!

Licia: Non sei gelosa della concorrenza?

Antra: Non temo confronti!

Eule: Basta, al lavoro, ...Adesso io vado a scritturare i musicanti, e le suonatrici di flauto...(A Licia) Tu vai in cucina in casa di Megadoro, (Ad Antrace) Tu in quella di Euclione! Quando torno voglio trovare tutto pronto! E ricordate, in qualunque circostanza, qualunque cosa, in qualunque momento, Eulesia...

Antr: (Insieme a Licia) ....Ve la da!

Eule: Appunto ! Andate , andate a lavorare!

         (Antrace va in casa di Euclione e Licia in quella di Megadoro)

Eule: Benissimo, tutto è a posto…. (Elenca) I cuochi, le suonatrici, le ballerine… Oh, Dimenticavo la cosa più importante: Maga Magò…(Guarda verso una quinta) Meno male, sta venendo…

        ( Le luci calano di intensità, assumono un colore bluastro. Musica, fumo, balletto. Entra Maga Magò con un grosso pentolone dal quale esce altro fumo. Canta. Eulesia si posiziona su di un lato e guarda compiaciuta )

MAGA MAGO’

Io son la maga

e chi mi paga

sta sicuro

che la pe’ llà

il suo problema

è bello e risolto già!

Perché son maga

di qualità!                                                                Coro:        Perché sei maga di qualità,

                                                                                                               di qualità…di qualità!

Io son la maga

e Megadoro

in un momento

faccio turnà

giovane, forte

come fu già tempo fa!

Per la sua sposa

un toro sarrà!                                                         Coro:    Per la sua sposa un toro sarà,

                                                                                                                  toro sarà…toro sarà!

Maga:   Sono una maga di qualità

             riesco in tutto, ma comme va?

                                                                                  Coro:         Perché sei maga di qualità,                                                                                              di qualità, nun c’è che fa’!

Coda di ragno

mischiata a cianuro

e partirà come un siluro…

Sangue di vespa, coda di rospo

e sta sicuro consumerà…

Ma comme va?                                                      Coro:              Sei una maga di qualità,

                                                                                                  riesci in tutto, nun c’è che fa!

                                                                                                           Sei una maga di qualità,

                                                                                                  riesci in tutto, nun c’è che fa!

           

(Magò da una provetta ad Eulesia che durante tutta la canzone è rimasta in disparte a guardare)

Magò: (Canta) Perché son maga di qualità, riesco in tutto, nun c’è che fa! (Via)

Eule: Benissimo, anche questa è fatta! Megadoro può stare tranquillo, anzi è meglio rassicurarlo…(Lo chiama) Megadoro, Megadoro!

Mega: (Esce di casa) Cosa vuoi?

Eule: (Gli porge la provetta) Tieni!

Mega: Cos’è?

Eule: La tua notte d’amore infuocata!

Mega: Benissimo, devo berla subito?

Eule: No, un’ora prima della prestazione…Conservala in luogo fresco e asciutto!

Mega: Vado a metterla in frigorifero! Già mi sento tutto eccitato! (Via in casa)

Eule: Ora mi sembra proprio tutto a posto! (riferendosi ai cuochi) Chissà quei due che stanno combinando! (chiama) Licia, Antrace..

Licia: (Uscendo di casa) Cosa c’è?

Antr:  Che vuoi?

Eule: Come procede la cucina?

Licia: A meraviglia!

Antr: Come può andare in casa di un pidocchioso!

Eule: Fate del vostro meglio, io intanto vado…Mi raccomando! E ricordate…..  

Antr: (Insieme a Licia) In qualunque momento, qualunque cosa… Eulesia ve la da!

Eule: Nun ve l’avite  maje scurdà! (Via dal fondo)

LARE –  LICIA - ANTRACE – ISPETTORE

Lare: (Entra dal fondo con l’ispettore: Si frega le mani compiaciuto)

Licia: (Sfottente ad Antrace) Io che vengo da scuola alberghiera, vado a cucinare nella casa del ricco, tu invece ca sei cuoco da zeppole e panzarotti, può sulo ‘nzevà ‘e caccavelle nella catapecchia d’’o muorto ‘e famma!

Antr: (Fa per avventarsi, l’ispettore che ha seguito la scena, lo blocca abbracciandolo.. Licia scappa in casa di Megadoro. Antrace approfittando della posizione, bacia l’ispettore che, con moto di disgusto lo spinge: Il cuoco cade a terra e si lamenta)

Antra: (Si alza aiutato dal Lare) Ahi, ahi.....(Si tocca il fondo della schiena) Che dolore,...che dolore...(Riferendosi a Congrione) E tutto per colpa di quel bifolco! (Si tocca il sedere) Il mio povero sederino!

­

Lare: Non dargli retta....jammo bello ca se sta facenno notte  e tu devi ancora cominciare a cucinare! Va, va a fa’ ‘o speziale pure tu! (Lo spinge verso la casa di Euclione toccandogli il sedere)

Antr: E dalle cu ‘sti mane!

Ispe: S’è pigliato ‘o passaggio, è rattuso!

Lare: E basta mo! (All’ispettore) Lo so tu sei l’ispettore che mi deve giudicare e va           bene, ma con rispetto parlando,  me l’hai proprio ucciso! (Via)

Antra: Assassino!

Ispe: Io me ne vado, mo te ‘o vide tu e ‘a vecchia! (Via)

Antr: Meglio con la vecchia che con un maniaco! (Chiama) Stafila, Stafila....

ANTRACE – STAFILA

Staf: (Esce di casa ed insieme ad Antrace canta)

Stafi: Chi me sta' chiammanno mo' ?

Antr: Sono Antrace

Stafi: E che vuò ?

CUOCO A SEI STELLE

Antr: Devo rendere la festa

            appetitosa senza pasta

            ed il piecuro più chiatto

            cucinar devo d'un botto

            tra salsicce ed i bignè,

            come se lui fosse un re !

Stafi: Ma chi si' nun t'è' spiegato

Antr: Sono un cuoco blasonato

            dei più grandi rinomato

            con sei stelle laureato

            ch'è mai stato screanzato

            e che non ha mai rubato

            a chi poi se l''e affittato!

Stafi: E che vuo' da questa casa

            addò nun se fa maje a spesa,

            si nun vene finemese,

            per mangiar senza pretese.

Antr: Ma qui tutto è ormai pagato!

            anche se non cucinato!

Stafi: E che parli allora a fa'?

            Trase dinto a cucenà!

Stafi: Insomma, chi sei?

Antr: Sono Antrace, il più grande cuoco che esiste.....

Stafi: Ah si? E invece questa è la casa d'o cchiù grande muorto 'e famma! Che vuò?

Antr: Ho portato, per ordine di Megadoro tutto il necessario per il pranzo di nozze!

Stafi: E con che accendo il fuoco? Cca' nun 'nce sta manco 'na mazza!

Antr: Qualcuno che mi da una mazza e un po’ di fuoco, lo trovo, no ?

Staf: Vulisse appiccià 'a casa?

Antr: Perchè no? Allora, Je mon ve’…

Staf: ‘O che?

Antr: Vado a cucinè…

Staf: Va be’, trasè…..

Antr: Comme vulè….(Entra in casa di Euclione)

EUCLIONE STAFILA

Eucli: (Entrando in scena)  Stafila, Stafila……(La vede) Ah, tu staje ccà?

Stafi:   Che vuo’ ?

Eucl: E' inutile, nun se po' accattà niente cchiù! In occasione del matrimonio di mia figlia non volevo bada' a spese, e invece....

Stafi: 'Nce penzato 'a coppa!

Eucl: Ma non per cattiva volontà! Per un pesce fetente e puzzolente non avrei potuto comprare niente più per tutto il mese... Allora avevo pensato a 'nu piecuro...

Stafi: 'Nce staje già tu e nun l'e accattato...

Eucli: (Non raccogliendo).... 'o piecuro, 'o puorco, 'a vacca, tutto caro....

Stafi: Ma pecchè se custava poco l'accattave?

Eucli: No, pecchè era sempe caro pe' uno comme me ca denare nun ne tene....Però pensandoci bene è meglio ca faccio accattà tutte e cose a Megadoro....

Stafi: (A parte) All'anema d'o pover’ommo!

Eucl: Però qualcosa ho comprato...

Stafi: Cosa ?

Eucl: Solo per un fatto augurale ho comprato un po' d'incenso e qualche fiore…

Staf: Pare ‘o menù de ‘a zi’ Teresa….Si banchetta a incenso e fiori!

Eucl: Li ho comprati in onore del Lare di casa nostra….

Lare: (Voce fuori campo) Ed io te ringrazio assaje……. muorto 'e famma!

Eucli: (Guardando la casa) La porta è aperta? (Agitato) E che d'è st'ammuina, fossero 'e mariuole?

Antra: (Da dentro) Ci vuole una pentola piu’ grande! Ora vado a prenderla!

Eucli: 'A pignata... Hanno arrubbata 'a pignata! (Entra in casa)

Staf: Eucliò aspetta…. Ahè, mo trova a franfellicca dint’a casa e ‘o farrà a piezze, ca manco ‘e cane ll’addoreno, senza neanche dargli il tempo ‘e se spiegà! 

Eucl: (Esce di casa picchiando Antrace)

Staf: (Al pubblico) Che vi avevo detto? (Via in casa)

Antr: Aiuto, aiutatemi, ho tutte le ossa rotte:! Il vegliardo sclerotico ha fatto scempio della mia pelle vellutata ! E' meglio che faccio la ritirata strategica. (Fa per scappare, ma Euclione lo mantiene)

Eucli: Non c’è bisogno, come ritirata sei perfetta! Addo' vaje, addò fuje? Che ci     facevi in casa mia?

Antr: Ero venuto, per ordine di Megadoro, a cucinare il pranzo di nozze!

Eucl: Pe' cucenà, o pe’ arrubbà?.... Stive mettenno tutte cose sotto e 'ncoppa nella speranza di trovare chissà che! Mo' vattenne si no te fenesco 'e scassà ll'ossa! (Entra in casa)

Antr: (Va verso la casa. Ad Euclione) Fammi per lo meno piglià 'a robba mia! (Al pubblico) So' venuto ccà pe' me abbusca qualche cosa 'e solde e invece aggio sulo abbuscato... E mo' il medico chi me lo paga? La mutua nun è stata ancora fatta! (Riflette) Pe' chello che da' 'a mutua, po’!

Eucl: (Uscendo di casa con la pentola dell'oro tra le mani) Bella, quanto si' bella...Da questo momento non ti lascio più,... ti porto sempre con me! (ad Antrace) Mo può trasì a cucenà... Jammo bello, va a faticà!

Antr: E come posso lavorare in questo stato e po'  chi m''e pava 'e mazzate che aggio avuto?

Eucli: T''e faje pavà 'a soreta e si nun te staje zitto te dongo 'o riesto!

Antr: Ah si ? Allora telefono al 166 66 66!

Eucl: (Minaccioso) E che d’è ilo numero  verde di Bellumunno ?

Antr: Sciocco,... è il telefono rosa in difesa delle donne! Se ti denunzio, te ‘o faje cu’l’uovo ‘a trippa e cu’ ‘a pummarola ‘a coppa! Un gettone, una scheda, un cellulare, chi mi da un cellulare? (Via)

EUCLIONE –  EUNOMIA -MEGADORO

Eucli: Aspetta, e mo chi cucina…Forse è meglio ca se n’è gghiuto... E che 'nce vo' pe' salvà 'sta miseria (Indica la pentola). Tra gli altri pure Megadoro nun me ‘a conta justa, chillo me vo' fa' fesso!....(Scorge Megadoro che entra dal fondo con Eunomia) Parlanno 'do diavolo accumpareno 'e ccorna! Ah, ‘nce sta pure ‘a sora? Famme sentì che diceno! (Si mette in disparte)

Euno: Megado’, fratello mio caro, pensaci bene!

Mega: Eunomia, sorella mia adorata, ho riflettuto già abbastanza ed ho deciso: mi sposo ‘a pullanchella!

Euno: (Alterata) Nun vuo’ proprio ragiunà: mo’ tutto è chiaro: ‘a vicchiaia te ha fatto ascì pazzo e t’ha ‘ncrippato , pure ‘e cervelle! Lo vuoi capire che le puoi essere nonno?

Mega: E con questo? Me piace ‘a nipotina e me ‘a voglio spusà!

Dalle quinte: Pedofilo!

Euno: Ma ragiona...

Mega: E dalle! E po’ tutti quelli che hanno saputo chi sposo hanno detto ca faccio buono, perchè oltre che bella e giovane è pure ‘na brava guagliona....

Euno: Al momento, ma fra qualche tempo...(Accenna alle corna)...

Mega: E che fa’, ’e corna portano furtuna, so’ contro ‘e maluocchie de ‘a casa...

Euno: (Ride) Sei cotto a questo punto?

Mega: Cotto, stracotto e...biscotto....

Euno: E chella po ‘e solde tuoie se fott...Te mannarrà mmiezo ‘a ‘na via!

Mega: Sbagli, perchè' quanno 'na femmena porta 'e denare, spende sempre di più di quello che ha portato. Si nun tene niente, niente cerca!(Via in casa)

Eucli: (Andandole incontro) Proprio così, ha mille ragioni!

Euno: Ah, il papà della sposa, mettiteve scuorno!

Eucl: Eh, la sorella dello sposo, e pecchè?

Euno:Ma che state al mercato? Vendere vostra figlia come se fosse una pecorella!

Eucl: Si era ‘na pecurella era meglio, pecchè ‘overo me ‘a vennevo e facevo ‘nu buono affare!

Euno: ‘O facite ‘o stesso l’affare!

Eucl: Mo’ ‘overo site asciuto pazza! Nun me trase manco ‘nu soldo dint’a sacca

Euno: Però sistemate vostra figlia senza manco caccià ‘nu centesimo!

Eucl: ‘Na vota tanto so’ stato furtunato!

Euno: Depravato, questo si!

Eucl: Io?

Euno: Voi e quell’altro sporcaccione di mio fratello! Basta, vado via! Che gli dei vi diano i lumi! (Via dal fondo)

Eucl: E che ne faccio, ‘a currente elettrica nun ce sta ancora!

Mega: Ah, tu stai qua? Ma quanno te vaje a vestì?

Eucl: Pecchè, così non sto bene?

Mega: Fai schifo!

Eucl: (Lo interpetra come un complimento) Modestamente!

Mega: Pare 'nu pezzente e, per le nozze di tua figlia, devi essere non dico elegante, ma vestito per lo meno decentemente!

Eucli: E addò 'o piglio n'atu vestito? I poveri come me non tengono niente di più di quello che mostrano! (Cerca di coprire la pentola)

Mega: Invece io sono convinto che hai ben altri beni. Eh, eh, eh!

Eucl: (A parte) 'A vecchia ha parlato! A chella l'aggia arravuglià 'o vellicolo 'nganna! (A Megadoro) Ma cosa dici? .... Sono io che devo farti dei rimproveri!

Mega: Perchè?

Eucl: E me lo chiedi? Mi hai mandato in casa 'nu mariuolo vestito 'a cuoco...

Mega: Ma che po' arrubbà! Ti ho mandato un cuoco, provviste di ogni genere: carne pesce, e, finanche un agnello!

Eucl: Pelle e ossa... è talmente sicco ca è trasparente.... si vedono le budella.... E' già pronto per essere atterrato e non ci sarà neanche bisogno d'o scavà, tanto già è asciutto! (Ride)

Mega: Ho capito, sei allegro, vuoi scherzare,....vieni! facimmoce 'nu bello quarto 'e vino...

Euc: (A parte) Me vo’ ‘mbriacà! (Diffidente) Ti ringrazio, ma mo' nun tengo sete!

Mega: Po' mumento, ma doppo? Ti faccio portare subito 'na votta 'e vino!

Eucl: Nun 'a voglio, Oggi voglio bere solo acqua!

Mega: (Scherzoso) Ed io te faccio 'mbriacà pure cu ll'acqua...... Ora permetti, me ne vaco...me voglio fa' 'nu bagno per prepararmi al sacrificio! (Sospira) Ah!

Eucl: Chisto dimane ammatina 'o tterrano 'nzieme 'o piecuro!(Bacia la pentola) Ah, pentuluccia mia adorata, quanta nemici ca tiene.... Ma comme devo fare, addò te aggio a nasconnere? (Si guarda intorno, vede il tempio della Buona Fede) In un luogo sacro se fa peccato a trasì! La nasconderò nel Tempio! (Entra nel tempio)

                        (Le luci scendono di intensità. Pito: (Entra dal fondo e canta)

A LIBERTA’

S'è sempe ditto che 'a libertà

è 'a cosa assaje cchiù bella ca 'nce sta'!

Se sape tu può fa' chello ca vuò

senza 'ncuità maje all'ate,

senza acalà maje 'a capa,

specie quanno haje ragione!

Io songo nato servo e che aggio 'a fà,

si nun me tocca manco 'a libertà

'e ridere quanno voglio pazzià

o chiangere pe' chesta 'nfamità!

Ma ogge stongo allero e ssaje pecchè?

Me sento ca succede pure a me,

ca sti' catene mo' pozzo spezzà

e conquistare la mia libertà!

Il mio padrone, sai s'è innamorato

ed anche lui se sente 'ncatenato,

mo' vuò vedè ca po' me da' ragione

e mi regala la liberazione!

PITODICO – ISPETTORE – LARE - EUCLIONE

Pito: finalmente, 'nu poco 'e pace !

Ispe:  (Entra dal fondo insieme a Lare) E tu chi sei ?

Pito: Sono Pitodico, il servo di Eunomia e di Liconide....

Ispe: Quello che si è fatto fa' fesso da 'o quarto 'e luna?

Pito: Lo sai pure tu ?

Ispe: Si, il Lare mi ha raccontato tutto !

Lare: Mo 'nce vaco io pe' sotto !

Pito: (Guarda il Lare) Che vocca  aperta…. E po' parlano d''e femmene !

Lare: Non dare ascolto alle malelingue! (Guarda l’ispettore)

Ispe: Non dimenticare mai chi sono !

Lare: Il mio capo che mi deve giudicare e io songo .....‘na vocca aperta !

Ispe: Bravo! (A Pitodico) Ma che ci fai qua ?

Pito: Sto aspettando il mio padrone che deve parlare con Megadoro per confessargli 'o fatto de 'a guagliona!

Ispe: Sicuramente mo' 'o viecchio se 'ncazza!

Pito: No, il mio padrone è 'o nipote !

Ispe: 'O padrone tuojo ? Allora sei il servo di Liconide ?

Pito: Si, e purtroppo anche il suo schiavo! Ah, se potessi trova' un po' di soldi pe me accattà 'a libertà !

Ispe: Nun te perdere 'e curaggio .....Nasconditi, guarda e ascolta quello che succede: può darsi ca vaje bbuono tu !

Lare: E po' 'a vocca aperta songh'io !

Ispe: Hai qualcosa da obiettare ?

Lare: No, tu sei il capo ed io devo essere giudicato! (A Pitodico)

Pito: (Nascondendosi) Passasse l'angelo e dicesse:"AMEN!”

Euclione: (Dall’interno del tempio) Io me ne vaco, me arraccumanno a te!

Lare: Sta ascenno, nun ce facimmo vedè! (Si nascondono dietro ad una quinta)

 

Eucl: (Esce dal tempio:) Buona Fede, parlammoce chiaro : io ti ho affidato la pentola con il mio oro, ma guai a te se la fai trovare a qualcun altro : se mi fai qualche dispetto te votto 'o tempio 'nterra e te faccio cadè 'e diente 'a vocca ! Ora per ingraziarmi i tuoi favori vado a compiere un sacrificio: me vaco a fa' 'nu bagno in attesa che arrivi mio genero per sposare mia figlia. (Entra in casa).

Pito: (Esce dal nascondiglio) Ho sentito bene? Il vecchio ha nascosto 'na tiana chiena d'oro dint'o tempio?

Ispe: (Entra insieme al Lare)Te l'ho detto che il tuo desiderio si poteva realizzare!

Pito: Grazie, grazie e, se trovo l'oro te dongo 'na bella mazzetta! (Entra nel tempio)

Lare: (Inveisce contro l’ispettore) Neh  ispetto’ è vero chillu fatto lla’ ca io me aggi’a sta, ma nun te pare che staje esagerando?

Ispe: Ti permetti di sindacare il mio operato?  E po’a te che te ne 'mporta ?

Lare: Ah, nun me ne adda 'mpurtà secondo te? Ne va del mio futuro...Io avevo predisposto le cose in modo tale che la pentola cu' ll'oro l'aveva truvà Liconide, che l'avrebbe restituita ad  Euclione che, per riconoscenza, gli faceva sposare la figlia !

Ispe: Non preoccuparti che accussì va a fernì!...Stamme a senti’: facendola trovare a Pitodico, facciamo      facciamo una buona azione pecchè se po' accattà 'a libertà.

Lare: E se invece Pitodico se ne fuje cu ll'oro ?

Ispe: Nun se ne fuje, nun te preoccupà !

Lare: Speriamo, se no come faccio a finire la commedia? (Via)

Eucl: (Esce di casa, non l’ispettore) Ma chi me lo fa fare 'e me fa' 'o bagno? L'ho fatto poco tempo fa!..Nun  è passato manco 'n'anno !

Ispe:  (Ad Euclione) 'O ssaje comme addure?

Eucl: La mia pelle odora di rosa!

Ispe: Usi qualche profumo particolare?

Eucli: Certamente, ascella selvaggia!  Mo però è meglio ca nun perdo tiempo....Devo andare a vedere se ll'oro sta ancora dove l'ho lasciato! (Entra nel tempio)

Ispe: Mo succede ‘o pata pato ‘e ll’acqua! (Via)

Eucl: (Esce dal tempio con Pitodico: Lo sta picchiando) Iesce fore mariuò, che stavi cercando?

Pito: Niente, stavo tributando onori alla Buona Fede!

Eucl: Scavando pe' terra ?

Pito: Ognuno fa gli onori a modo suo !

Eucl: Mariuo' dammillo !

Pito: (Non capendo) Che cosa ?

Eucli: Hai capito bene! (Cerca di essere gentile. Con fare equivoco) Dammelo!

Pito: (Equivocando) A chi ? ''Stu viecchio zuzzuso !

Eucl: Nun fa vedè ca nun capisce, dove l'hai messo ?...'Ncuollo, nun 'o può tenè....

Pito: Ma chisto 'overo è scemo !

Eucl: Fammi controllare se il mio oro sta ancora dinto! (Entra nel tempio)

Ispe : (Esce da solo ed ascolta)

Pito: Ho perso l'occasione, mo quello prende la pentola con il tesoro e chissà  addò va a nasconderla...Addio libertà !

Ispe:  Quando esce seguilo e vide addò va!

Pito: Hai ragione! Così faccio e se  tutto va come spero, nun me scordo 'e te ! (Va a nascondersi)

Eucl: (Esce dal tempio. Si rivolge alla Buonafede) Buona Fe', si si cazzo che mi rivolgerò più a te! Ora sto punto e a capo, .....Dove posso nascondere il mio tesoro? (Riflette)…In un posto deserto, sicuro...dove nun 'nce va maje nisciuno…. Lo porterò nel bosco di Capodimonte, fuori le mura della città.

Pito: (Esce dal suo nascondiglio) Ora vado al bosco di Capodimonte per la scorciatoia...’A sagliuta de ‘o Muiariello! Mi nascondo su di un albero e aspetto 'o viecchio! (Via)

Lare: (Con le mani sui fianchi guarda con rimprovero l’ispettore)

Ispe: Statte zitto, nun parlà, ci penso io ...

Lare: Se le cose non andranno comme 'e pensato tu, Euclione mi caccia di casa....(Con la voce rotta dal pianto) E io addo' vaco?

Ispe: Vieni a fare il Lare a casa mia!

Lare: (Rassicurato) Ah, Il Lare nella casa dell’ispettore dei Lare? Gaudium magnum! Va bene , allora stiamo a posto! ( Via insieme all’ispettore)

LICONIDE – EUNOMIA POI  STAFILA

Lico: (Esce dalla casa di Megadoro. Si abbassano le luci; Viene inquadrato da un occhio di bue e canta. Sul fondo appare Eunomia che ascolta , commossa, il figlio)

E’ STATO ‘O QUARTO ‘E LUNA

E' stato 'nu mumento,

senza sape' pecchè,

ca 'nce simmo truvate

'na cosa sola io e te !

E' stato 'o quarto 'e luna

che 'nce  ha fatto 'mbriacà

e mo chi 'nce 'o perdona

chello ca è stato già !

Accussì, nun po' durà 'sta storia,

pecchè mo’ chisto è ammore

e ha da tenè dimane !

Nun può di' ca è stata colpa  mia

pecchè te voglio bene

e soffro senza 'e te!

Ma quanno 'a pecundria te astregne 'o core,

tu pensa ca ‘stu suonno nun è stato

sultanto 'a nuvità 'e n'ato ammore,

e ogni dimane sarrà cchiù bello 'e n'ato !

(Si spegne l'occhio di bue, le luci aumentano di intensità. Eunomia si asciuga una lacrima e va verso il figlio)

Euno: Liconide, figlio mio, tu soffri ‘e chesta manera ?

Lico: (Dopo la canzone aveva assunto un atteggiamento pensieroso, sentendo la voce della mamma si scuote e si rivolge a lei)

Staf: ( Esce da casa ed ascolta)

Lico:....Si, mo ti spiego tutto...

Euno:  Non c’e bisogno, lo so,l’ho capito: il padre  della creatura che sta pe’ nascere sei tu! Ora dobbiamo parlare subito  con Megadoro pe le fa’ capì pecchè nun se  'a po' spusà !

Lico : Ma nun tengo ‘o curaggio!

 

Euno:  E no, figlio mio, se sei  tu il responsabile di questa situazione, è giusto che ti prenda le tue responsabilità: devi essere tu a riparare! Comunque, parlerò con mio fratello e speriamo bene !

Staf: (Si avvicina ai due) Dobbiamo fare presto, ‘a creatura mia po' parturì 'a nu mumento 'a n'ato !

Euno: Si, facimmo ambresso……. Vieni, trase 'nzieme a me e parliamogli !

Lico: Avviati, vengo subito....voglio solo vedere se riesco a truvare Pitodico, il nostro servo! (Via fondo)

Euno: Ma vedite che se passa !

Staf: Mo’ voglio vedè comme facimmo cu’ Megadoro!

Euno: Eh, fossero tutte cheste ‘e guaje!

STAFILA – EUNOMIA - MEGADORO

Mega: (Esce da casa, vede Stafila) Oh mammina cara, come state?

Staf: A lutto!

Mega: E perché? Oggi è il più bel giorno della mia vita!

Euno: Megado’, t’aggio ‘a parlà!

Mega: Eunomia, sorella mia, stai qua? Non finirò mai di ringraziarti!

Euno: Davvero, e perchè?

Mega: Perchè grazie a te, prendo moglie e non sarò piu’ solo! Pensa che ho sempre considerato ‘a mugliera come una palla al piede, come una malattia infettiva, e invece...

Euno: (Interrompendolo) Lo è, ...lo è!

Staf: (Con lo stesso tono) Lo è...

Euno: Tu non puoi credere che sciocchezza ca stai facenno !

Staf: (c.s.) Non potete credere!

Mega: Che d’è, s‘e cagnata ‘a scena ? Proprio tu, stamattina mi hai convinto a prendere moglie !

Staf: Le donne mo dicono ‘na cosa e doppo ‘nu mumento cagnano idea!...Pensatece buono, Megado’! La ragazza oggi è felice perchè va via di casa e le manca ‘o nicissario, ma domani...(Tendenziosa) lle mancherà qualche altra cosa!

Mega: (Scherzoso) A quello ci penso io, non preoccuparti... so bene come fare,...il Lare mi ha istruito a dovere !

Euno: Lo so, ho trovato la fattura! T’e  accattato ‘nu quintale d’amido!

Staf: E che ce facite? Pe’ gghi sicuro, ‘nce vulessero dduje quintali ‘e cemento armato!

Mega: Comme site bellelle tutt’e ddoje! E poi ho deciso: Mi sposo! (Come un fanciullo) Non sono mai stato cosi’ felice!

Euno: Felice, perchè pensi che la sposa è ‘na bella guagliona; ma già domani, dopo la prima notte di nozze ti sentirai...

Mega: ‘Nu lione...

Staf: ..Muorto !

Mega: ...Ma sul campo di battaglia!

Euno: Megadoro, a questo punto c’è una cosa che devi sapere....

Mega: Va bene, ma fa ambresso perchè devo terminare la toilette! Le massaggiatrici mi attendono per frizionarmi il corpo con la crema “ FUOCO SULLA PELLE” Stanotte, aggio ‘a fa’ concorrenza a ‘o Vesuvio!

Staf: Ci vuole poco,....è stutato!

Mega: Ma io no!

Euno: Megado’, sienteme buono:...(In evidente imbarazzo) comme te ‘o ddico....la sposa....non è piu’ comme l’ha fatta ‘a mamma !

Staf: E’ di seconda mano, è usata e non sta piu’ in garanzia !

Mega: (Deluso) Nun è cchiu’ comme l’ha fatta ‘a mamma?

Euno: No!

Staf: Meglio accussì Megado’! Nun ce pensate cchiù e forse, sparagnate ‘na brutta figura!

Mega: (Fra se’) Chesto pure è ‘overo…. anche se, trovando la strada più praticabile, facevo ‘na fatica mancante! E va bene, ma poichè sono anziano, sono anche saggio! Certo nun putevo sperà che ‘a figliola aspettava a me! Sarò comprensivo e perdonerò!

Euno: (Facendosi coraggio) Ma quella è gravida!

Staf: Infortunio sul lavoro, la pratica è all’INAIL!

Mega: (Con voce strozzata) Gravida? (Si riprende) E va bene, acceterò questo figlio come un dono degli Dei !

Staf: Chille fanno sempe guaje!

Euno: E che dirà la gente ?

Staf: Facite ‘a figura d’o piecuro !

Mega: Diremo....(Pensa) che dopo la prima vulcanica notte con il sottoscritto, subito ha concepito e, se partorirà prematuramente, diremo.....

Staf: Ca è caduta ‘a coppo ‘a scala cu ‘a panza ‘nterra!

Euno: (Sgomenta) Ma chella deve partorire oggi !

Mega: (Meravigliato) Oggi?

Staf: Frienno,  magnanno!

Mega: (Deluso) E allora come si fa?

Euno: Nun se po’ fa’! E poi devi sapere che il padre d’o creaturo è.......(Temporeggia)   Nun te può maje immaginà....

Mega: Nun me tenè ‘ncopp’e spine, chi è?

Staf: (Pronta) Liconide!

Mega: Mio nipote ? Tradito dal mio stesso sangue!

Staf: Sfidatelo a duello!

Euno: Ma chillo che ne sapeva che te vulive spusà! Sono giovani, se vonno bene e se vonno spusà e vogliono la tua benedizione!

Staf:  (A parte) Curnuto e mazziato!

Mega: (Tentenna)...E va bene, trattandosi di mio nipote, rinuncio alle gioie matrimoniali, ed inoltre (Solenne) il banchetto che si doveva fare per le mie nozze, si farà lo stesso!

Staf: (Piange) Che core buono !

Lare: ( Fuori campo) Pe’ fortuna se magna!

Euno: (Piange anche lei)

Mega: Che piangi a fare, si tratta di un matrimonio, non di un funerale!

Euno: Quanto sei buono, fratello mio caro! Stafila,  andate a dare ‘a bella notizia ai ragazzi!

Staf: Volo! (Via in casa di Euclione)

MEGADORO- EUNOMIA _ EULESIA

Mega: ‘A verità ? So’ sicuro che aggio scansato ‘o fuosso!....Il fatto ‘e me spusà, me faceva piacere solo perchè quella è una giovane pullanchella! Me sposo, e chi me ‘o fa fa’ ! Quanno voglio ‘na pullanchella....

Eule: (Entra dal fondo)...Eulesia ve la da! Oh, ecco Megadoro ! Fra poco arriverà il sacerdote, consacrerà le nozze e, benedirà quanto piu’ possibile, con i limiti che anche i miracoli hanno, il qui presente vegliardo, nonchè gagliardo: sposo!

Euno: Che non è piu’ sposo!

Eule: Come?

Euno: Proprio cosi, ‘nce  ha pensato ‘a coppa!

Eule: E il ricevimento, i cuochi, le suonatrici e  per tutto il resto il denaro, dove lo prendo?

Mega:  Megadoro te lo da….

Euno: Cambia lo sposo, ma tutto resta come prima!

Eule: Benissimo, allora Eulesia , gran maestra di cerimonie, va a mettersi all’opera! Volete una sposa nuova? Eulesia ve la da (Andando verso il fondo) Volete una cosa impossibile?

Mega: Eulesia ve la da !

Eulesia: Senza ve fa’ spandecà! (Via)

Mega: (Rincorre Eulesia) Eulesia....Eulesia...

Euno: Vide ‘e nun carè, ‘o fuosso già l’’e scansato ‘na vota! Via in casa di Euclione)

PITODICO – LARE – ISPETTORE

Pito: (Arriva tutto trafelato con la pentola in mano)

Lare: (Entra  dall’altro lato del fondo con l’ispettore) Mannaggia 'a capa 'e ...(Guarda l’ispettore) chi non posso nominare!...L'ha trovata !

Pito: Sicuramente sono più ricco del mio padrone!

Ispe: Hai fatto come ti ho consigliato io?

Pito: Sissignore....quando se n'è andato, prima l'ho seguito e aggio visto dove sotterrava la pentola. Appena se n'è gghiuto,  ho scavato e me so' pigliato 'o tesoro!

Ispe: Statte accorto, 'o viecchio sta turnanno!

Pito: Grazie, mo vado a casa a nascondere 'sta tiana! (Via)

Eucl: Mannaggia chi m'ha allattato! M'hanno straziato 'o core, m'hanno fatto 'a carne felle felle, m'hanno acciso!

Ispe: Che t''è succiesso?

Eucl: Aiutame e nun me scordo ‘e te....vaje, curre, acchiappalo, uccidilo!

Ispe: Ma chi?

Eucli: Ah, tu nun saje niente? Tu staje sempe ‘ntridice…. Basta che non sei stato proprio tu! (Il Lare gongola sperando che Euclione possa fare qualcosa di male all’ispettore. Va sul fondo) Ma io t'affogo con le mie mani!

Ispe: (Prevenendolo gli da uno schiaffo)

Lare: (Gesto di disappunto. Via)

Eucl:(Disorientato, si rende conto che sarebbe perdente e si calma) Ma no, nun può essere stato tu....ti credo....tiene 'a faccia d''o brav'ommo! (Riflette)

Ispe: (Via)

Eucl:Ma allora chi è stato a rubarmi la vita, la pentola con l'oro. Aggio fatto chilli sacrifici, aggio campato a botta 'e stiente e mo un altro se ne vede bene! (Piange)

LICONIDE –  EUNOMIA -EUCLIONE

Euno: (Esce da casa Megadoro con Liconide) Chi è che piange? Ah, è Euclione....Vuò vedè che ha saputo tutte cose?

Lico:  Che devo fare?  Me ne vaco o l'affronto ?

Eucl: (Continua a piangere. Alza il tono nelle pause) Ih, ih, ih!

 

Euno:  Fa l'ommo,  bello di mamma sua!

Lico: Hai Ragione, ma tu non te ne andare, aiutami!

Euno: Non preoccuparti, mammina tua nun te lassa…. sto vicino a te!

Eucl: (Avverte la presenza dei due) Chi è?

Lico: 'Nu scunsulato!

Eucl: Tu? E che dovrei dire io c'aggio avuta una grande disgrazia!

(Da questo momento, dopo ogni intervento di Euclione Liconide cerca di intervenire, a sua volta, ma viene , con suo  visibile rammarico dalla mamma)

Euno:  Lo so, perchè la causa d''e guaje tuoje  è lui!

Eucli: (Incredulo) Ch'’è ditto?

Lico: 'A verità!

Eucl: E tenite 'o curaggio 'e me 'o dicere 'nfaccia?

Euno: Non è stata colpa sua ! E' stato qualche Dio  che lo ha guidato e attratto verso lei!

Eucl: Ah! Sicuramente sarà stato quella faccia verde del Lare!

Lare: (Fuori campo) E io 'o ssapevo! 'E guaje 'e faccio semmp'io!

Eucl: Ma se avrò il piacere di incontrarlo 'o scommo 'e sango!

Lare: (Sempre fuori campo) Io me faccio  'a mappatella e me ne vaco 'a Svizzera!

Lico: Riconosco che ho sbagliato e ti prego di perdonarmi!

Eucl: Ma come ti sei permesso 'e te piglià 'na cosa che non è tua?

Euno: Il volere degli Dei! Se loro non avessero voluto non sarebbe successo niente!

Eucl: Il Lare, semp’isso!

Lare: (F.C.) E dalle, io nun ce azzecco!

Lico: Il Lare non c'entra!

Lare: (F.C) Meno male!

Eucl: Allora perchè hai preso una cosa mia?

Euno: Colpa del vino, dell'amore della gioventù e de 'o quarto 'e luna!

Eucl: 'A luna chiena ce 'a chiavo areto 'e rine!

Lico: Però devi apprezzare che vengo a cercarti scusa!

Eucl: Ma che scusa e scusa, chella è robba mia e basta!

Euno: Va be', però ormai 'o fatto è fatto, perdonalo!

Eucl: No, no e no, nun ‘o pozzo perdonà!

Lico: Non fare così, nun ce pensà cchiù !

Eucl: O che ? Chella è 'a vita mia!

Lico: Lo so, ma si nun me 'a piglio io, chi se la piglia più?

Euno: Dopo quello che è successo si comporta da uomo e se la  tiene!

Eucl: Ah si ? E io lo denunzio, lo porto dal Pretore e così mi restituisce chello ca s'è pigliato!

Lico: E comme te lo restituisco?

Eucli: So' fatte tuoje, mariuò!

Lico: (Isterica) Mariuolo ‘o figlio mio? Nun ve permettete pecchè nun s’è' arrubbato niente!

Eucl: (Ironico) Ah, nun s'è arrubbato niente, 'o piccirillo!

Euno: (Perplessa) Ma di che state parlanno?

Eucl: Della pignatta chiena d'oro che ha confessato di avermi rubato!

Lico: Io? Io non ho confessato niente, perchè nun aggio arrubbato niente!

Eucl: Niente ? E la pentola che hai rubato nel bosco ‘e Capodimonte? Se me la restituisci non ti denunzio!

Euno: Voi non denunziate nessuno, siete pazzo! (A Liconide che cerca di intervenire) Sta un po’ zitto, famme dicere ‘na parola! (Ad Euclione) Io parlavo di un'altra cosa molto più importante!

Eucl: Più importante d''a tiana mia? E che cos'è?

Euno: Appena vi siete calmato, o guaglione vi dice tutto!

Eucl: (Sgomento) Dimme 'a verità, ....veramente non l’hai rubata tu?

Lico:  (Alla mamma) Posso rispondere?

Euno: Concesso!

Lico: (Ad Euclione) Nun ‘o ssaccio e si  ‘o sapesse , te lo direi!

Eucl: Sei proprio un bravo giovane,... ma turnammo a nuje, che mi devi dire?

Lico: (Cerca di parlare, ma non ci riesce) Mammà………

Euno: Mo’ ci pensa mamma tua……(Ad Euclione) dovete scusarlo, ‘o guaglione è timido ed emozionato....Dunque, Liconide è mio figlio e, di conseguenza, il nipote di Megadoro!

Eucl: 'O saccio!

Euno: Voi tenete una figlia!

Eucl: 'O saccio!

Euno: E l'avete i promessa in sposa a Megadoro!

Eucl: (Spazientito) E pure chesto 'o ssaccio! Se non mi dovete dire altro vado a cercà a caccavella mia…

Euno. Quello che vi devo dire,...mantenetevi forte..... è che Megadoro mi ha incaricato di dirvi che rinunzia a lei!

Eucl: Che cosa ? Tutto è  pronto pe 'o matrimonio e si tira indietro? Chillu piezzo 'e....(Si morde le mani) Ah! Ma ora che ci penso, la colpa è sua  se aggio perduto ll'oro! Comme so' sfurtunato! (Piange)

Licon: Non piangere Eucliò'....mo ti do una bella notizia!

Eucl: (Speranzoso) 'E truvate 'o mariuolo?

Licon: No! Ascoltami bene....

Euno:...Che ti intrometti tu, queste sono cose per grandi, famme fa a me!

Lico: ...Forse è meglio!

Euno:  Benissimo,....ascoltatemi bene Euclione.....Liconine ha........(emette dei suoni incomprensibili)

Eucl: Nun aggio capito!

Euno: (Cerca di prendere coraggio) Liconide ha...(Parole incomprensibili) vostra figlia...

Eucli: Liconide….. ch’ha fatto cu’ mia figlia’?

Lico: (Prendendo coraggio) Ho violentato tua figlia!

 

Eucli: (Inviperito) 'Stu piezzo 'e caliota !...E chesta è 'a bona notizia?

Euno: No! La buona notizia è che, consapevole della sua colpa e la chiede in sposa! ‘E guagliune si sono lasciati un po’ andare durante la festa notturna in onore di Cerere....Sapete com'è...il vino, la gioventù 'o sango ca volle, 'o quarto 'e luna!

Eucli: Che te ha saputo fa' 'nu quarto 'e luna! Povero a me!

Euno: Ora che ti lamenti a fare? Tutto 'na botta tua figlia esce incinta, se sposa e tu diventi nonno!

Eucl: Prendi tre e paghi due!...Nonno?

Lico: Si, è partorita poco fa!

Eucl: L’'e 'mpastato, l''e 'nfurnato e l''e cacciato? L’'e fatto con il BIMBY ?

Lico: Su allegro...che vuò cchiù?

Eucl: Il mio oro! Mo vaco 'a via 'e dinto....Devo controllare se hai detto la verità! (Va in casa)

Euno: (Al figlio) Andiamo anche noi (Entrano in casa Euclione)

 

PITODICO - EUNOMIA

Pito: (Da dx). So' ricco...so' ricco... e so' felice! (Si frega le mani) 'Na vota tanto che mazzo che aggio avuto! Appena veco 'o padrone mio gli dico la fortuna che mi è capitata e quanto vuole pe me lascià libero...

Euno:  (Esce da casa Euclione) Ah, tu staje ccà? Dove ti eri cacciato?

Pito: Padrò....aggio truvata....

Euno: Che cosa?

Lico: (Esce da casa casa di Euclione ed ascolta)

Pito: Una pentola piena d'oro!

Euno: (Con rimprovero) Ah, l'e truvata eh?

Pito: (Sornione) Veramente me l'aggio fottuta da Euclione!

Euno: E dove l'hai messa?

Pito: A casa, dint'a 'na cascia: ora vorrei che tu mi rendessi la libertà!

Lico: (Che ha ascoltato abbastanza) Ed io dovrei lasciare libero 'nu mariuolo?

Pito: Mariuolo a me? (Cambia tono) Ho capito, vuoi farmi arrestare pe te pappulià tutte cose tu....(Con riso da ebete) ....eh, eh, eh,....Ma io ho scherzato,...nun aggio truvato niente....me lo sono inventato!

Euno: Nun è possibile! Va a prenderla, ci penserà Liconide a restituirla!

Lico: Ci penserò io!

 

Pito: (Ingenuo) E addò sta'?

Euno: Dint'a 'na cascia, l'hai detto tu!

Pito: Ma io aggio pazziato....te lo ripeto!

Lico: Ah, 'e pazziato? E io pe’ pazzià ti affogo !(Gli mette le mani al collo)

Euno : (Esce dal fondo insieme al Lare) Fai piano se  lo ammazzi, pierde l'oro e pure il servo!

Lico: (Calmandosi) E' 'overo, ma come devo fare per convincerlo a restituì quello che ha rubato?

Euno: Promettigli la libertà in cambio del tesoro !

Lico: 'A libertà?

Euno: Si! ’A libertà è la cosa più bella ca ll'ommo po' tenè....

Lico: E' va bene! (A Pitodico) Se ti rendo la libertà, restituirai la pentola con l'oro?

Pito: Se mi liberi si, ma lo devi giurare 'nnanzo a gente!

Euno: E giusto! (Si rivolge  prima verso casa Megadoro, poi quella di Euclione)  Megadoro,  Stafila  venite, v'aggio a dicere una cosa !

MEGADORO – EUNOMIA -  STAFILA -PITODICO – LICONIDE

Mega: (Esce da casa insieme ad Eunomia) Chi me vo'? Ah, Liconide.....

Staf: Sto qua, ch’ato è succiesso?

Pitod: Mi servono due testimoni....Io tengo 'na pentola chiena d'oro....La do a Liconide se si impegna a restituirmi la libertà!

Mega: E' 'overo ?

Lico: Si....(A Pitodico) Spicciati, va a piglià ll'oro!

Pito: (Via)

Lico: Speriamo che Euclione me fa spusà 'a figlia se gli restituisco la pentola cu ll'oro!

Euno: Certamente, stai tranquillo!

Pito: (Ritorna con la pentola) Ecco qua !

       

  (Eunomia e Stafila si fanno da parte e guardano compiaciute commentando tra loro)

Lico: (Prende la pentola e ne guarda il contenuto)Alla  faccia del ca...ciocavallo..., quasi quasi !

Pito: E no, nun fa' ll'ommo 'e me....zaparte!

Lico: Haje ragione! (Chiama) Euclione, Euclione.....

Eucli: (Uscendo di casa) Chi è ?

Lico: Sono io...ecco la pentola!

Eucl: (Sospettoso) E ll'oro?

Lico: Sta dinto!

Eucl: (Prende la pentola e guarda dentro) E' 'overo! Allora gli Dei hanno avuto pietà di un povero vecchio?

LARE – ISPETTORE – EUCLIONE – ATTORI TUTTI

Lare: (Uscendo dal fondo, va vicino all’ispettore) Pure si nun te 'o mmierete !

Eucl: Ma oltre gli dei devo ringraziare te, Liconide! Tu hai dimostrato di essere 'nu bravo guaglione e perciò, 'sta pentola che mi è tanto cara, te la regalo e ti lascio sposare mia figlia!

Tutti: (Meravigliati) Che ?

Eucli: No, nun sto 'mbriaco! (A Liconine) Tieni figlio mio! (Gli da la pentola)

Lico: Grazie, l'accetto volentieri!

Ispe: Ce ha fatto 'a grazia!

Lare: Ha ittato l'uosso a 'o cane!

Eucli: Ed ora che ti ho dato quello che avevo, nun me jettà mmiezo a 'na via!

Lare: Jettalo dint'a munnezza!

Ispe: Contegno Lare, contegno!

Lico: Casa mia, sarà casa tua, suocero mio caro....Che tu sia il benvenuto!

Pitod: Padrò, nun te scurdà 'e me!

Lico: Non preoccuprti, tu sei libero!

Euno: Aspetta…un ultimo favore ti chiedo: da’ ‘na mano ad apparicchià 'a tavola e servi il pranzo che era stato preparato!

Pito: Subito, padrona mio!

(Le luci si spengono gradadamente ed un solo faro inquadra il Lare  e l’Ispettore, mentre gli altri si fanno da parte formando un solo gruppo)

Lare: (All’ispettore) E tu mo nun parli più? Non ti fa piacere che tutto è finito a tarallucce e vino?

Ispe: Certamente ca me fa piacere!

Lare: E 'a commedia t'e piaciuta, ti sei divertito?

(DAL FONDO DELLA SALA ENTRA UN ATTORE IN COSTUME COME GLI ALTRI)

 

Attore: Un momento, un momento (Si accendono tutte le luci, anche quelle in sala) Un momento, prima di chiudere il sipario, voglio chiedere una cosa! (Sale sul palco) Vorrei sapere chi ha elaborato questa commedia!

           

            (Sono usciti sul palco tutti gli altri attori, posizionandosi in semicerchio dietro il Lare)

(Scende il siparietto per consentire al coro di posizionarsi)

Lare: Ma io ti conosco, chi sei?

Atto:  TITO MACCIO PLAUTO!

Tutti: (Meravigliati) Ohhhhhh !!!

Plauto: Allora chi è stato?

Tutti: (Indietreggiano ed isolano l’autore. Lo indicano) LUI !!! (Plauto ed il Lare ora sono uno di fronte all’altro isolati, dal resto del gruppo)

Plauto: (Incalza, mentre l’altro si rannicchia su se stesso. Alza la mano, sembra voglia colpire il responsabile del rifacimento della sua commedia, invece gliela porge) Complimenti!

Tutti: (Rincuorati) Pecchè, t’è piaciuta ?

Plauto: (Stringe la mano a ll’altro autore) Si, assai!

(Si alza il siparietto)

Autore: (A MILLE) L’è piaciuta l’e piaciuta .....(rivolgendosi al pubblico) e a te?

(PARTE LA MUSICA E TUTTI GLI ATTORI CANTANO)

SBATTE ‘E MANE ‘NZIEME A ME!

T'è piaciuta, t'è piaciuta,

dico a te che staje assettata

'ncopp'a seggia accucciuliata e

ca ride comme a che !

Perchè siete tanto allegri,

ch'è succiesso, vuò vedè

ca si nuje po' ccà turnammo

tu po' tuorne a ce vedè ?

E si' vuò ca nuje turnammo

sbatte 'e mmane 'nzieme  a mmè !!!

IL SIPARIO SI CHIUDE LENTAMENTE

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