Chi è l’assassino?

Chi lassassino?

di Vincenzo Rosario Perrella Esposito

(detto Ezio)

02/09/2010

Personaggi: 10

Commissario Fred Sospettoso

Il Giudice per le indagini preliminari

Marcello Di Donato agente polizia

Margherita Alforno agente di polizia

Adolfo Tedesco maggiordomo

Italia Sedesta cameriera

Innocente Lo Giuro amico

Mino Rato testimone

Anna La Sorella medico legale

Elsa Della Spada vedova signor Rossi

Napoli, quartiere Psillipo: un giallo in chiave comica, in cui vi sono tutti gli elementi del tipico noir americano: una vittima di omicidio (il signor Rossi), quattro potenziali assassini (tra cui la vedova della vittima), un commissario (Fred Sospettoso), un giudice per le indagini preliminari (per sordo), un medico legale, il tutto avvenuto nella location suggestiva della villa della vittima. Non mancheranno eqivoci e sorprese, specialmente nelle indagini.

Numero posizione SIAE 233047

Per contatti Ezio Perrella 3485514070 ezioperrella@libero.it

Napoli, Posillipo, giardino con gazebo, sotto cui vi un tavolo con quattro sedie ed una sdraio a fianco, della villa del dottor Rossi. Al giardino vi si accede da una porta a sinistra (che conduce dentro casa). Una porta a destra conduce allesterno della villa.

ATTO PRIMO

1. [Commissario Fred Sospettoso, Marcello, Anna e Margherita Alforno]

Sdraiato in terra c lagente Marcello Di Donato (in borghese). Intorno a lui:

il medico legale Anna La Sorella, il commissario Fred Sospettoso e lagente

Margherita Alforno (in divisa).

Anna: Commissario, non c dubbio. (E non aggiunge altro)

Fred: E di che cosa, dottoressa? Finisca il concetto.

Anna: Il dottor Rossi stato ucciso.

Fred: (Ironico) Ah, s? Pensavo fosse morto di fame! Guardi un po.

Anna: (Si alza in piedi) Commissario, la vittima deceduta tra le ore 11 e le 13.25!

Fred: Ah, 25 minuti dispari?!

Anna: S, ed stato ucciso con un corpo contundente, ma larma del delitto non c.

Fred: E dov?

Anna: E che ne so? Lo vuol sapere da me?

Fred: Senta, ma perch oggi, come medico legale c lei? Dov finito il dottor Lai?

Anna: Non so. Io sono Anna La Sorella.

Fred: La sorella del dottor Lai?

Anna: La Sorella in generale!

Fred: Di tutti?

Anna: No, io non ho fratelli, n sorelle.

Fred: Scusi, lei ha detto che Anna La Sorella.

Anna: Confermo!

Fred: Ma la sorella di chi?

Anna: Di nessuno.

Fred: Ma allora che dice a fare che Anna la sorella?

Alforno: Chiedo scusa, commissario, posso?

Fred: Dici aspetta, come ti chiami?

Alforno: Agente Margherita Alforno!

Fred: (Perplesso) Margherita Alforno? E che mi devi dire?

Alforno: La dottoressa si chiama Anna La Sorella ed il nuovo medico legale.

Fred: E quella mi sembra veramente la sorella! Non farmi dire di chi, per! Bene,

torniamo al defunto dottor Rossi, qui in terra.

Di Donato: (Da terra, alza la testa) Commissario, posso rialzarmi?

Fred: Agente Marcello Di Donato, non ti devi muovere.

Di Donato: Ma io non ce la faccio pi. Ci sono le formiche che mi entrano nelle orecchie!

Fred: Non me ne frega niente. Io ti avevo detto di non lasciar portare via il morto

dalla polizia mortuaria, ma tu hai fatto di testa tua. E allora gi, marsch!

Di Donato: E va bene. (Esegue lordine)

Fred: E allora, dottoressa La Sorella, faccia esami approfonditi sul deceduto.

Anna: Far lautopsia.

Di Donato: (Spaventato, si alza in piedi) Che cosa? Lautopsia su di me? No, no, non ci sto!

Fred: Di Donato, ma che ti lamenti a fare? Sei il deceduto, tu?

Di Donato: No!

Fred: E allora sdraiati di nuovo!

Di Donato: Agli ordini! (Torna gi)

Fred: Dunque, dottoressa La Sorella, esegua pure lautopsia su Di Donato ehm

sulla vittima, poi mi faccia sapere.

Anna: Va bene. Col suo permesso, io vado.

Fred: Vada, vada!

Anna esce via da sinistra. Fred la osserva, poi si confida con Alforno.

Eppure preferisco il dottor Lai. Io e lui ci facciamo sempre un sacco di risate!

Alforno: Commissario, dentro ci sono delle persone da interrogare. Le faccio venire qui?

Fred: Chi abbiamo?

Alforno: La moglie della vittima dottor Rossi, il maggiordomo e la cameriera.

Fred: Va bene, agente agente tu sei nuova e non mi ricordo come ti chiami.

Alforno: Margherita Alforno!

Fred: Me staje facenno ven famme! E meglio che te ne vaje!

Alforno: Agli ordini!

Alforno esce a destra. Poi Fred osserva Di Donato.

Fred: E tu staje ancora nterra?

Di Donato: (Si rialza in piedi) E me lha detto lei.

Fred: Va bene, va bene. E allora, quando arriva il giudice per le indagini preliminari?

Di Donato: Il GIP? Tra pochi minuti.

Fred: E come si chiama?

Di Donato: Giovanni Gip!

Fred: Il GIP si chiama Gip? E come viene?

Di Donato: In Jeep!

Fred: Il GIP Gip viene in Jeep?! Roba da matti! E che tipo ?

Di Donato: Beh, commissario (Comincia a contorcersi)

Fred: Che c? Tiene le pulci?

Di Donato: No, commissario, ho un lombrico nei pantaloni! Mi entrato quandero a terra.

Fred: E vai in bagno, vai. Per corri subito qua.

Di Donato: Naturalmente! Con permesso.

Corre via a destra. Fred lo osserva perplesso.

Fred: Posso avere degli agenti normali?!

Si siede sulla sdraio ed aspetta.

2. [Fred, Alforno, Di Donato, Adolfo, Italia ed Elsa. Infine, Innocente]

Da destra, torna Alforno seguita da Adolfo il maggiordomo, Italia la cameriera

e la signora Elsa, vedova della vittima dottor Rossi.

Alforno: Commissario, ecco la vedova Rossi, il maggiordomo e la cameriera.

Fred: Ah, benissimo. Voglio conoscere la moglie della vittima.

Alforno: Venga avanti.

Elsa: (Si avvicina a Fred, poi supplichevole) Commiss, che disgrazia, che disgrazia!

Fred: S, s, va bene, va bene. Si rialzi e torni al suo posto.

Elsa: Va bene. (Cos fa)

Fred: Poi chi abbiamo? Venga avanti la cameriera.

Alforno: Prego, prego.

Italia: (Si avvicina a Fred, poi supplichevole) Commiss, che disgrazia, che disgrazia!

Fred: Pure? Torni al suo posto.

Italia: Va bene. (Cos fa)

Fred: Ed infine, venga avanti il maggiordomo.

Alforno: Prego, prego.

Adolfo: (Va da Fred, supplichevole con accento tedesco) Che disgrazien, che disgrazien!

Fred: Ancora? Torni pure al suo posto.

Adolfo: Va bene. (Cos fa)

Fred: Abbiamo finito?

Alforno: Credo di s.

Elsa: Veramente, c ancora il miglior amico della buonanima di mio marito.

Fred: Agente Alforno, e perch non lhai fatto venire qua?

Alforno: Non lho visto.

Elsa: Veramente, quello sta nella mia camera da letto nellarmadio!

Fred: Nellarmadio? E che sta facendo l?

Elsa: Eh, beh

Fred: E fatelo venire subito al mio cospetto.

Torna Di Donato da destra.

Di Donato: Rieccomi.

Fred: No, aspetta, Di Donato, resta dove sei! Devi andare in camera da letto,

nellarmadio. Allinterno c una persona che mi devi portare qui.

Di Donato: E che sta facendo nellarmadio?

Fred: Che ne so io? Vallo a prendere e ce lo dir lui.

Di Donato: Agli ordini!

Torna via a destra.

Fred: Bene, io intanto interrogher voi tre, uno per volta. Alforno, riportali dentro.

Resti solo la vedova.

Alforno: Agli ordini. Seguitemi!

Alforno conduce di nuovo via a destra Italia e Adolfo.

Fred: Signora, si accomodi. Io resto sulla sdraio perch comodissima!

Elsa: (Si siede su una sedia sotto il gazebo: provata dal dolore) Commissario, dica.

Fred: Signora, qual il suo nome e il suo cognome?

Elsa: Elsa Della Spada.

Fred: Ecco. E qual era il suo rapporto con la vittima?

Elsa: Eravamo marito e moglie!

Fred: S, s, ho capito. Ma io voglio sapere se andavate daccordo o litigavate spesso.

Elsa: Andavamo daccordo, per litigavamo spesso!

Fred: (Ironico) Complimenti! E dove si trovava oggi tra le ore 11 e le 13.25?

Elsa: La mia estetista mi stava facendo la pedicure. Infatti i miei piedi non puzzano

pi. Vuol sentire?

Fred: No, no, per carit! Mi fido ciecamente. E mi dica una cosa: secondo lei, chi

potrebbe aver ucciso suo marito?

Elsa: Il suo migliore amico.

Fred: Quello che chiuso nellarmadio? A proposito, ma perch si trova l?

Elsa: Boh!

Da destra torna Di Donato, tutto affannato.

Di Donato: Commissario, commissario!

Fred: Che successo? Sei tutto affannato.

Di Donato: No, niente, ho corruto!

Fred: Che corruto? Tu hai corso. E perch hai corso?

Di Donato: Perch c un tizio chiuso nellarmadio.

Fred: E perch non lhai portato qua?

Di Donato: Perch la porta dellarmadio si incastrata.

Fred: Sfondala!

Di Donato: Ma larmadio fatto in noce.

Fred: E allora piglia nu schiaccianoce!

Di Donato: Agli ordini!

Torna via a destra.

Fred: Signora, e perch mai suo marito sarebbe stato ucciso dal suo migliore amico?

Elsa: Per colpa di un prestito che mio marito gli ha fatto. Quel bastardo non gli ha

voluto restituire i soldi e per evitare denunce, secondo me, lha ucciso.

Fred: Poi vedremo. Bene, pu andare. Resti a disposizione.

Elsa: Sissignore. (Si alza in piedi) Con permesso!

Fred: A proposito, la prego, mi faccia portare un succo darancia dallagente Alforno.

Elsa: Agli ordini ehm cio, va bene.

Esce via a destra. Fred invece si gode la sdraio.

3. [Fred, Alforno e Italia. Poi Adolfo]

Da destra torna Alforno seguita dalla cameriera Italia Sedesta.

Alforno: Commissario, ecco la cameriera.

Fred: Falla accomodare, per favore.

Alforno: (La fa sedere con forza) Si accomodi!

Italia: Ehi, piano piano!

Fred: Alforno, ma che maniere!

Alforno: Chiedo scusa. Con permesso!

Torna a destra.

Fred: Bene, mi dica il suo nome e cognome.

Italia: (Ha accento argentino) Italia Sedesta!

Fred: Dellelmo di scipio s cinta la testa! Complimenti per i suoi dati anagrafici!

Italia: Grazie.

Fred: Solo che noto uno strano accento nel suo modo di parlare.

Italia: Sono argentina.

Fred: Ma no. Unargentina che si chiama Italia Sedesta. Questa poi. Lei la cameriera.

Italia: S, da cinque anni.

Fred: E dove si trovava oggi tra le ore 11 e le 13.25?

Italia: Mentre lavavo a terra, parlavo al telefono con mia sorella Belen, in Argentina!

Fred: Si chiama Belen come Belen?

Italia: Esatto. E mentre parlavo, piangevo. Tengo ancora i fazzoletti pieni di lacrime

sulla tavola! Li vuole vedere?

Fred: Lasci stare, non li voglio vedere! E tutto il tempo lei ha lavato a terra?

Italia: S. Mentre lavavo, ho telefonato pure a mia madre e a mia cugina. E piangevo!

Fred: E chi sa come pianger la signora Elsa quando arriver la bolletta!

Italia: Appunto!

Fred: Mah! E senta un po, signorina Italia, secondo lei chi ha ucciso il dottor Rossi?

Italia: Per me stato el maggiordomo. Pensi, una volta ha cercato di avvelenare el

signor Rossi con un succo de patata. Lo aveva preparato lui.

Fred: E perch voleva avvelenarlo?

Italia: El signor Rossi tifava Napoli.

Fred: E scommetto che invece il maggiordomo juventino!

Italia: Come lo sa?

Fred: Intuito! Ma adesso lo sistemo io! Vada pure, vada. E resti a disposizione.

Italia: Che vuol dire?

Fred: Non scappi via!

Italia: Ah, ho capito. (Si alza in piedi) Con permesso!

Italia esce via a destra.

Fred: Nun c male a cameriera! (Poi chiama) Alforno, ci muoviamo?

Alforno torna con un bicchiere contenente una bevanda, con cannuccia. E

seguita dal maggiordomo Adolfo (vestito come Hitler)

Alforno: S, commissario. Vuole il prossimo sospettato?

Fred: No, voglio il succo darancia!

Alforno: Eccolo qua. (Glielo porta)

Fred: Ma Di Donato che sta facenno cu chillarmadio in noce? So sta magnanno?

Alforno: Lo vado a chiamare. Con permesso!

Torna via a destra.

Fred: Bene, veniamo a noi. Il suo nome e il suo cognome, per favore. (E succhia la

bevanda con la cannuccia)

Adolfo: (Ha accento tedesco) Adolfo Hessler, di Bolzano!

Fred: Scusi, ma lei nazista?

Adolfo: No, sono ebreo!

Fred: E non pu essere: si chiama Adolfo di nome, tiene i baffetti come Hitler, pure

juventino! Come fa ad essere ebreo?

Adolfo: Glielha detto la cameriera che sono juventino, non cos? E scommetto che le

ha detto pure che ho cercato di avvelenare il dottor Rossi col succo di patata.

Fred: Ed vero?

Adolfo: S. E come succo di arancia che sta bevendo lei adesso!

Fred: (Si preoccupa e non beve pi) S?

Adolfo: (Cattivo) Beva, beva!

Fred: Grazie, non ne voglio pi. Ma torniamo a noi: dovera lei tra le ore 11 e le 13.25?

Adolfo: Sono andato a fare spesa a supermercaten. Ma quando sono tornato qua, ho notato

su scontrino che la cassiera si sbagliata e mi ha fatto pagare di pi.

Fred: E cos tornato al supermercato. Non cos?

Adolfo: Bravissimo! Come lo sa?

Fred: Intuito da commissario! E dica, secondo lei chi ha assassinato il dottor Rossi?

Adolfo: La cameriera. S, vero, io sono juventino ma lei milanista!

Fred: Aeh, manca solo linterista e abbiamo completato la serie dei domestici Giuda!

Adolfo: Commissarien, linterista ci sta: giardiniere. Per in viaggio di nozze.

Fred: Forse si sposato la sorella di Moratti! Bene, vada pure. E resti a disposizione.

Adolfo: Come vuole. (Si alza in piedi e fa il saluto nazista) Heil!

Ed esce via a destra.

Fred: A questo punto, manca solo lamico del defunto dottor Rossi. Sempre che Di

Donato sia capace di estrarlo dallarmadio!

Fred osserva dubbioso il succo darancia nel bicchiere.

Ma sarr bona staranciata? Io me naggio bevuto miezu bicchiere! Speramme

che nun avvelenata!

4. [Fred, Di Donato ed Innocente Lo Giuro. Poi Alforno]

Mentre Fred continua a guardare il suo bicchiere, non notato, da destra, torna

Di Donato che conduce Innocente Lo Giuro: ha occhiali da vista spessi.

Di Donato: (Stanco) Venga, venga, il commissario sta di qua.

Innocente: Ma sicuro?

Di Donato: E certo, signor coso!

Innocente: Che signor coso? Io mi chiamo Innocente Lo Giuro. E sono molto miope!

Di Donato: S, va bene, non me ne frega. Commissario, ce lho fatta: ho aprito larmadio!

Fred: Si dice aperto. E quello il tizio che era chiuso nellarmadio.

Di Donato: Esatto.

Fred: Ah, finalmente! Adesso sentiamo cosha da dire. Fallo accomodare.

Di Donato: Si sieda.

Innocente: Dove?

Di Donato: (Lo fa sedere con modi spicci) E gghiamme bello, jamme!

Fred: Di Donato, vuoi un poco di succo di arancia?

Di Donato: No, grazie.

Fred: E invece bevi, bevi!

Di Donato: E va bene. (Va da lui, gli prende il bicchiere e beve tutta la bevanda) Ecco qua!

Fred: Non ti senti niente?

Di Donato: No!

Fred: Fai una cosa, non te ne andare. Voglio vedere che reazione ha su di te!

Di Donato: Agli ordini. (Si mette dietro la sdraio di Fred e sorseggia il succo di patata)

Fred: E dunque, veniamo a lei. Voglio sapere chi .

Innocente: Commissario, io sono Innocente Lo Giuro!

Fred: Dicono tutti cos. Ma io nun so fesso! Per cui, mi dica il suo nome e cognome.

Innocente: (Commosso) Sono Innocente Lo Giuro!

Fred: (Stufo) Ancora? Questo lo stabiliremo. Invece voglio sapere lei come si chiama.

Innocente: (Disperato) Ma io sono Innocente Lo Giuro! Posso dimostrarlo.

Fred: E va bene. Me lo dimostri.

Innocente: Adesso la accontento. (Mette la mano nella tasca della giacca)

Fred: (Si impressiona) Oddio, ci vuole sparare! A terra!

Si butta a terra, Di Donato fa lo stesso, vicino a lui, bagnando di bevanda Fred.

Thanna accidere, mhe nfuso cu o succo e arancia!

Di Donato: (Gli parla in faccia da terra) Scusi!

Fred: Puozze pass nu guajo, mhe sputato pure nfaccia!

Innocente: Commissario, ma ve ne siete andati?

Fred: Tolga subito quella mano dalla tasca della giacca, altrimenti le sparo!

Innocente: No, ma io devo prendere un documento.

Fred: (Rialzandosi) Un documento? Ma non vuole prendere una pistola?

Innocente: Ma che pistola? (Dalla tasca della giacca estrae la carta di identit) Ecco a lei.

Fred: Di Donato, che cacchio fai ancora a terra? Vai a prendere quel documento.

Di Donato: (Si alza in piedi) Sissignore! (Poi, indeciso, si avvicina ad Innocente) Ehm

senta, non faccia movimenti inconsulti. Ha capito?

Innocente: Ma ce lha con me?

Di Donato: (Ironico) No, cu o scarrafone che sta passanno nterra e piede mie! (Gli tira

di mano la carta didentit e scappa dietro Fred) Commissario, lho preso!

Fred: E che fai? Ti nascondi dietro di me? (Gli prende la carta didentit) Metti qua.

(La apre e controlla) Allora, questa una carta didentit. Bene, bene, vedo!

Di Donato: Che c scrivuto?

Fred: Scritto! Dunque, nome: Innocente; cognome: Lo Giuro. (Realizza) Ma ma

allora lei si chiama Innocente di nome e Lo Giuro di cognome! Cio, nuje ce

amme miso mezora sulo pe cap stu fatto!

Di Donato: Ma io gi lo sapevo che si chiamava cos, perch lui me lha diciuto prima!

Fred: (Lo guarda male) Detto! E quanno mo ddice? Comunque, la carta didentit

sequestrata. (Gironzolando) Ed ora mi dica: che cosa ci faceva lei chiuso

nellarmadio? Dica la verit: si nascondeva da noi della polizia!

Innocente: No, commiss, veramente io sono molto miope, non ci vedo bene.

Fred: E con ci?

Innocente: Aggio scagnato llarmadio po bagno! E ci ho fatto pure i bisogni dentro!

Fred: (Inorridito) Va bene, meglio lasciar stare i particolari! Piuttosto, signor Lo

Giuro, dovera lei tra le ore 11 e le 13.25?

Innocente: Nellarmadio! Se non fosse stato per lagente Di Donato, starei ancora l dentro.

Di Donato: Confermo!

Fred: Senta, Lo Giuro

Innocente: No, no, non giuri niente, io le credo!

Fred: No, Lo Giuro lei. Parliamoci chiaro, chi ha ucciso il dottor Rossi?

Innocente: E che ne so? Io ero chiuso nellarmadio! Per sospetto fortemente della moglie.

Fred: Perch, era romanista o laziale?

Innocente: No! Pi volte ho assistito a loro due mentre litigavano!

Di Donato: Commiss, ma lui non un testimone attendibile! (Gli mima gli occhiali)

Fred: Per dipende. Molto spesso, questi vedono meglio di chi ha una vista perfetta!

E senta, signor Lo Giuro, che mi dice del suo debito col dottor Rossi?

Innocente: No, caso mai, lui aveva un debito verso di me: 52.000 Euro e 321 centesimi!

Di Donato: Azz, e che precisione!

Fred: Di Donato, zitto! Signor Lo Giuro, ma la moglie asserisce il contrario.

Innocente: E per forza, il marito le ha mentito! E io sono stato al gioco del dottor Rossi.

Fred: Beh, vada, vada! Resti a disposizione, e mi mandi lagente Alforno, per favore.

Innocente: Subito!

Innocente va a destra, andando a sbattere dappertutto.

Fred: Ah, gi. Di Donato, aiuta il signore.

Di Donato esegue, i due escono a destra. Fred si siede sulla sdraio, pensieroso.

5. [Fred, Di Donato e Alforno. Poi Elsa, Italia, Adolfo ed Innocente. Infine, il GIP Gip]

Fred riflette sulla sdraio. Parla da solo.

Fred: La moglie accusa il migliore amico della vittima, il quale a sua volta accusa la

moglie. Il maggiordomo accusa la cameriera, la cameriera accusa il

maggiordomo. Tutti e quattro hanno un alibi di ferro. La signora faceva il

pedicure, il miglior amico del dottor Rossi si era chiuso nellarmadio, il

maggiordomo ha fatto la spesa due volte e la cameriera ha chiamato amici e

parenti in Argentina, asciugando le proprie lacrime con lo straccio. Che casino!

Da destra riecco Di Donato e Alforno: confabulano.

Di Donato: Agente Alforno, guarda, ho qualche formica dietro il collo e dietro le orecchie?

Alforno: Non ti fissare, non hai niente. Piuttosto, nota il commissario com concentrato.

Di Donato: Uh, non me nero accorgiuto!

Alforno: Accorto!

Di Donato: Appunto. (Va da lui) Vieni con me.

Alforno: (Cos fa) Commissario, allora, cos emerso dagli interrogatori?

Fred: Adesso ve lo faccio sapere. Facciamo tornare i quattro interrogati.

Alforno: Agli ordini!

Alforno torna a destra. Di Donato invece si tocca il collo.

Fred: Che c, Di Donato?

Di Donato: Niente, devo tenere ancora qualche formica addosso!

Fred: E il lombrico?

Di Donato: Era arrivato nelle mie mutande. Per lho cacciato via: lho espulgato!

Fred: Espulso!

Di Donato: Appunto!

Fred: Peccato, era lunica cosa viva che tenevi addosso!

Da destra torna Alforno con Elsa, Italia, Adolfo ed Innocente.

Alforno: Commissario, le ho riportato gli interrogati.

Fred: Molto bene. (Si alza in piedi e gironzola davanti a loro, come in rassegna) E

dunque, signori, nonostante larma del delitto sia sparita e non ancora ritrovata,

dopo avervi ascoltato, valutato i vostri alibi, elaborato i vostri rapporti con la

vittima, ora so chi ha ucciso il dottor Rossi. Lassassino il maggiordomo!

Adolfo: (Gli si inginocchia davanti, afferrandogli i pantaloni, supplichevole) Nooooo!

Fred: E invece s. In ogni giallo che si rispetti, lassassino sempre il maggiordomo!

Adolfo: Commissarien, ci essere sbaglio! Io non ho ucciso dottor Rossi. Io amavo lui!

Fred: In che senso?

Adolfo: In senso di volere bene!

Fred: (Finge di ridere) Ma io scherzavo! Mi lasci i pantaloni, torni al suo posto.

Adolfo: Ja, ja! (Torna al suo posto)

Fred: Che cosa ja? Dove devo andare?

Adolfo: Ma no, in tedesco, ja significa s!

Fred: Ah, ecco. Allora adesso vi comunico, il vero assassino del dottor Rossi la

vedova, signora Elsa Della Spada!

Elsa: (Gli si inginocchia davanti, afferrandogli i pantaloni, supplichevole) Nooooo!

Fred: E invece s. In ogni giallo che si rispetti, la moglie uccide il marito per i soldi!

Elsa: Ma mio marito non era ricco. La ricca sono io!

Fred: (Finge di ridere) Signora, ci cascata! Mi lasci i pantaloni, torni al suo posto.

Elsa: S, s, subito! (Torna al suo posto)

Fred: Del resto, lassassina la cameriera, signorina Italia Sedesta!

Italia: (Gli si inginocchia davanti, afferrandogli i pantaloni, supplichevole) Nooooo!

Fred: E invece s. In ogni giallo che si rispetti, la cameriera vuol nascondere un

adulterio. E quando viene scoperta, uccide il suo datore di lavoro!

Italia: Commissario, no puede ser! Para mi era como un padre!

Fred: (Finge di ridere) Mica dicevo sul serio? Mi lasci i pantaloni, torni al suo posto.

Italia: S, s, subito! (Torna al suo posto)

Fred: La verit una sola e lho lasciata per ultima: lassassino

Innocente: (Gli si inginocchia davanti, afferrandogli i pantaloni, supplichevole) Nooooo!

Fred: Un momento, non ho detto ancora niente.

Innocente: Ma lei vuole dire che sono rimasto solo io. E invece io ero chiuso nellarmadio!

Fred: (Finge di ridere) Ma lei un ingenuo! Mi lasci i pantaloni, torni al suo posto.

Innocente: S, s, subito! (Torna al suo posto)

Fred: Facciamo cos, vado in bagno. Quel succo di arancia mi sta facendo effetto!

Di Donato: Commissario, vuole che la accompagni?

Fred: Di Donato, ce la faccio anche da solo!

Esce via a destra.

Alforno: Signora, mi scusi, c un bagno di servizio?

Elsa: S, dalla parte opposta del corridoio.

Alforno: Io non lho detto al commissario, ma il succo darancia lho bevuto pure io!

Esce pure lei via a destra.

Di Donato: Signora, non c anche un terzo bagno?

Elsa: No, ne ho solo due!

Di Donato: Allora vado fuori al cancello della villa, dietro il cespuglio. Con permesso!

Mannaggia il succo darancia!

Esce via a sinistra.

6. [Elsa, Innocente, Adolfo ed Italia. Poi Fred, Di Donato e Alforno]

I quattro si guardano. Poi Elsa si porta in disparte Innocente.

Elsa: Perch hai incolpato me della morte di mio marito?

Innocente: E perch tu hai incolpato me?

Elsa: Tu dovevi dare la colpa al maggiordomo.

Innocente: E tu dovevi incolpare la cameriera.

Elsa: Per carit. Lei pu dire che ha trovato il rossetto sul colletto della tua camicia.

Invece potevi incolparla tu.

Innocente: E io che dico, chaggio truvato o russetto ncoppa a cammisa soja?

Elsa: Ma perch, mio marito portava il rossetto?

Innocente: Senti, ascolta bene la mia idea. Dunque

Confabula con lei. Intanto Italia si porta Adolfo in disparte.

Italia: Perch hai incolpato me della morte del dottor Rossi?

Adolfo: E perch tu hai incolpato me?

Italia: Tu dovevi dare la colpa alla signora Elsa.

Adolfo: E tu dovevi incolpare il signor Innocente.

Italia: Io non so dire le bugie.

Adolfo: E allora devo dirle io?

Italia: S, perch lassassino del dottor Rossi sei tu!

Adolfo: No, no, no, sei tu!

Italia: E allora la signora Elsa!

Elsa: (Accorre) Come ti permetti? Lassassino di mio marito Innocente!

Innocente: (Accorre) Di nuovo? Guarda, che lassassina sei tu!

Elsa: E allora il maggiordomo!

Adolfo: E allora il signor Innocente!

Innocente: E allora la cameriera!

Italia: E allora la signora Elsa!

Da destra entra e zittisce tutti Fred, dal cui retro dei pantaloni esce una

striscia lunga di carta igienica.

Fred: Bastaaaa! Ma che succede qui? Facciamo le persone serie!

I quattro notano la carta igienica e ridono, prendendolo in giro. Li fa smettere.

Ho detto bastaaaa! Io vi sbatto dentro per oltraggio a pubblico ufficiale! (Nota

che gli altri hanno smesso di ridere) Avanti, adesso ditemi perch litigavate.

Elsa: Commissario, aveva ragione lei: lassassino di mio marito il maggiordomo!

Adolfo: No, no. Aveva ragione lei: lassassino del dottor Rossi il signor Innocente!

Innocente: Ma per carit, aveva ragione lei: lassassino del dottor Rossi la cameriera!

Italia: Non vero. Aveva ragione lei: lassassina del dottor Rossi la signora Elsa!

Elsa: Disgraziata!

Italia: Assassina!

Adolfo: Farabutten!

Innocente: No, farabutto tu!

I quattro si spintonano e Fred, nel mezzo, cerca di dividerli.

Fred: Uh, uh, uh, ma che fate? Fermatevi! Di Donato, Alforno, aiutooo, accorrete!

I due agenti accorrono, lui da sinistra e lei da destra.

Di Donato: Calma, calma!

Alforno: Fermi!

Ma alla fine, al centro degli spintoni dei sei, si trova il solo Fred.

Fred: No, aspettate, state picchiando me! Che centro io?

Fred corre per il giardino, inveito e picchiato dai quattro sospettati, mentre

Alforno e Di Donato non sanno chi fermare. Fred, sofferente, allora urla.

Alt! Signori, forse il succo darancia era avvelenato. Tengo nu malo e panza!

Di Donato: (Sofferente) E pure io!

Alforno: (Sofferente) E pure io!

Elsa: Presto, portiamoli nei miei due bagni.

Fred: Ma noi siamo in tre!

Adolfo: E noi questi abbiamo! Su, andiamo.

I quattro indagati portano sottobraccio i tre doloranti e lamentanti, a destra.

FINE ATTO PRIMO

Giardino di casa Rossi: unora dopo. La situazione sembra essersi calmata.

ATTO SECONDO

1. [Fred, Alforno, Anna e Di Donato. Poi il GIP Giovanni Gip]

Seduto sulla sdraio, c Fred ancora sofferente. Seduto al gazebo Di Donato.

Fred: Ah, mamma mia! E unora che entriamo e usciamo dal bagno. Ma che ci stava

in quel succo di arancia? La candeggina?

Di Donato: (Anche lui dolorante alla pancia) No, commissario, era solo avvelenato. I suoi

sospetti erano fondati.

Fred: E gi. Teniamo docchio quel maggiordomo. Sar un leghista! Non c dubbio.

A proposito, ma Alforno dov?

Di Donato: In bagno! Ha bevuto il succo di arance alle sue spalle, commissario!

Fred: E allora, ben le sta!

Da destra giunge Alforno con un cellulare in mano.

Alforno: Commissario, c la dottoressa La Sorella al telefono.

Fred: Un momento, ma quello il mio cellulare. Come te lo trovi tu?

Alforno: Lo ha dimenticato lei in bagno! (Glielo cede) Tenga, risponda.

Fred: (Mette il viva voce) Pronto!

Anna: Commissario, salve! Ho cominciato lautopsia sulla vittima.

Fred: E allora? Non lasci sempre le frasi a met.

Anna: La vittima stata colpita violentemente alla testa da un oggetto di terracotta.

Fred: Ne sicura?

Anna: S. Ci sono dei residui sulla camicia.

Di Donato: Non che forfora?!

Fred: Ma fai silenzio!

Anna: Scusi, come si permette?

Fred: No, dicevo allagente Di Donato. Senta, dottoressa, prosegua il suo lavoro. Pi

tardi poi le far portare del succo di patate.

Anna: Ah, grazie!

Fred: Grazie un cacchio! E avvelenato!

Anna: Cosa? Vuol mandare del veleno a me? Allora (Riaggancia)

Fred: No, no, dottoressa! Ma che ha fatto? Si offesa? Abbi pazienza, Di Donato, fai

un salto allospedale e porta quel succo di patate a questa deficiente. Se quella

bevanda veramente avvelenata, il maggiordomo sta nei guai!

Alforno: Un momento, ma il dottor Rossi non morto avvelenato.

Fred: No, ma Adolfo sta nei guai lo stesso, perch ha cercato di avvelenare me e voi!

Di Donato: Commissario, ho raccolto un campione del succo di arance in una bottiglina.

Fred: Bravo, ora vai.

Di Donato: Agli ordini! (Poi cammina lentamente verso sinistra)

Fred: Ma che stai camminando sulla luna? E te vuo movere?

Di Donato: Non ce la faccio.

Alforno: Va bene, dai la bottiglina a me che ci vado io. (Se la fa consegnare)

Fred: Ecco, brava, vacci tu!

Alforno: A pi tardi, commissario!

Ma anche lei cammina lentamente a sinistra. I due la osservano. Lei esce.

Fred: Chesta cchi moscia e te! A proposito, Di Donato, ma questo GIP Gip?

Di Donato: Doveva stare gi qua.

Da sinistra, silenzioso, arriva proprio il GIP, con la valigetta che posa sul

tavolo ed apre. I due lo notano.

Fred: E lui?

Di Donato: S.

Fred: (Si alza in piedi) Oh, finalmente, signor giudice. La stavamo aspettando. E un

grande onore lavorare con lei. Io sono il commissario Fred Sospettoso. E poi

Il giudice continua a fare le sue cose e non risponde. Fred si insospettisce.

Di Donato, ma perch il giudice non mi risponde?

Di Donato: Perch sordo!

Fred: E tu adesso me lo dici? E come faccio io a parlare con questo?

Di Donato: A gesti, come fanno tutti!

Fred: Bene, se proprio devo! Facciamo cos: tu vai a prendere i quattro sospettati.

Di Donato: Per far cosa?

Fred: Li disporrai uno accanto allaltro, in questo modo per me sar pi semplice

spiegare tutto al giudice.

Di Donato: Molto ingegnoso! Vado e torno.

Esce a destra. Cosicch Fred si concentra sul giudice.

2. [Fred, il GIP Gip, Di Donato, Elsa, Italia, Adolfo ed Innocente]

Fred prova a farsi notare dal GIP che lascia la sua borsa e gironzola.

Fred: E come faccio a farmi notare da questo? (Muove le mani) Signor giudice, sono

io! Si volti verso di me. (Gli si avvicina da dietro e tenta di picchiettarlo sulla

spalla. Poi desiste) Un momento, ma non pare brutto toccarlo?

Da destra torna Di Donato coi quattro sospettati.

Di Donato: Signori, schieratevi tutti e quattro davanti al muro. Commissario, tutto pronto!

Fred: Ah, OK. (Va da Di Donato) Ora fai una cosa: sdraiati di nuovo a terra.

Di Donato: Giusto, cos gli faremo capire che stato ucciso il dottor Rossi. (Va a sdraiarsi)

Commissario, sono pronto!

Fred: Bene, ora tocca a me. (Va a picchiettare sulla spalla del GIP) Signor giudice!

GIP: (Si volta e lo nota) S?

Fred: (Indica Di Donato e poi i quattro) Guardi l!

GIP: (Va da Di Donato) Oh, bene, bene, abbiamo un morto! (Poi va dai quattro) E

voi quattro dovete essere i poliziotti che stanno indagando. (Poi si volta verso

Fred) E lui sicuramente lassassino!

Fred: Io?

GIP: Su, arrestatelo, cos lo interrogo!

I quattro si guardano perplessi, poi vanno a bloccare Fred.

Fred: Sci, ma che state facenno?

GIP: (Va da Fred) Senta, non opponga resistenza. Ora facciamo quattro chiacchiere.

Fred: Ma no, aspetti, c un equivoco.

GIP: Ah?

Fred: Io non sono un assassino. Sono il commissario Fred Sospettoso.

GIP: Ah?

Fred: Aspetti, adesso le faccio vedere. E lasciatemi, voi quattro! (Si libera e corre da

Di Donato) Su, Di Donato, alzati in piedi. Non ha funzionato.

Di Donato: (Esegue) Agli ordini!

GIP: (Sconvolto) Oddio! Ma ma ha risuscitato un morto!

Fred: Ma che risuscitato? Aspetti un momento. (Dalla tasca estrae una carta di

identit) Legga qua, per favore. (Gliela cede)

GIP: (Legge) Innocente Lo Giuro! Ho capito, vuole dirmi che un uomo innocente!

Fred: Ma no, ho sbagliato documento, quello di quel tizio l. (Dalla tasca prende il

documento giusto) Il mio questo, invece. (Glielo cede)

GIP: (Controlla) Commissario Fred Sospettoso? E perch non me lha detto subito?

Fred: Di Donato, si pu sputare in faccia a un giudice?

Di Donato: No!

Fred: Peccato! (Si riprende con stizza il documento)

GIP: E devo presumere che questuomo accanto a lei sia un poliziotto in borghese.

Di Donato: Agente Marcello Di Donato, agli ordini!

Fred: Tanto, non ti sente!

GIP: Scusatemi per il ritardo, ma sto appena arrivando da un altro caso: un omicidio.

E avvenuto qui di fronte, in un campo di patate. Cerano pure i RIS.

Di Donato: E che facevano i RIS in un campo di patate?

Fred: Facevano RIS e patate! Che te ne frega, a te?!

GIP: E mi scusi, commissario, ma allora chi sono quei quattro signori fermi l?

Fred: Eh, e adesso come glielo spiego che sono i quattro sospettati dellomicidio del

dottor Rossi? (Mima: indica quattro dita) Ehm

GIP: (Cerca dindovinare) Quattro! Sono i quattro dellAve Maria! No, i quattro

cavalieri dellapocalisse! I quattro palazzi! I quattro formaggi!

Fred: Noooo! (Mima qualcuno che segue una persona e lo colpisce alla testa)

GIP: Ah, ho capito: cercavano di colpire una zanzara una mosca unape un

calabrone una libellula un piccione!

Fred: Noooo! Di Donato, mettiti davanti a me.

Di Donato d le spalle a Fred, il quale mima di andargli dietro e colpirlo.

GIP: Ah, ecco: uno dei due uomini andato dietro questa persona per atti sessuali. E

uno dei due ha alzato il proprio fallo! Lha messo in alto! Era lunghissimo!

Fred: (Seccato) E bastaaaa! (Sferra un colpo dietro il collo di Di Donato)

Di Donato: Ahia, commissario!

GIP: Ah, ho capito: uno di quei quattro ha ucciso una persona!

Fre&DiD.: (Soddisfatti) Oh, finalmente!

GIP: Uomo o donna?

Fred: Uff! (Indica s stesso)

GIP: Uomo? E come lhanno ucciso?

Fred: E una parola! (Grida) Con un oggetto di terracotta! Un oggetto! Di terracotta!

GIP: Con la ricotta?

Fred: Ma che ricotta?

GIP: E come si chiamava la vittima?

Fred: Ehm (Indica qualcosa di rosso e poi fa il segno due con le dita)

GIP: Rossi? Ho capito. Commissario, ma lei ha gi interrogato i quattro sospettati?

Fred: (Aiutandosi col gesto del capo) S!

GIP: Molto bene, adesso tocca a me.

Fred: Ah, sai che ne esce fuori?

GIP: E lei verr con me, commissario. Mi servir da interprete!

Fred: Eh? Io?

GIP: S. Voglio capire come hanno fatto ad uccidere un uomo con la ricotta!

Fred: Ancora con questa ricotta?

GIP: Su, andiamo allinterno della villa. Non si fanno gli interrogatori esternamente,

a causa di occhi e orecchi indiscreti. Solo i fessi interrogano allaperto!

Fred: Ehm bene. (Ai quattro) Signori, precedeteci.

I quattro vanno via a destra. Poi il GIP li segue. Fred parla a Di Donato.

Di Donato, gli interrogatori si fanno al chiuso. Hai capito?

E segue gli altri. Di Donato lo osserva perplesso. Poi si siede sulla sdraio.

3. [Di Donato e Alforno. Poi Fred. Infine il GIP. Infine i quattro sospettati]

Da sinistra torna Alforno che nota Di Donato sulla sdraio e va da lui.

Alforno: Di Donato, ma se ne sono andati tutti?

Di Donato: No, sono allinterno della villa.

Alforno: E perch?

Di Donato: E perch non si fanno gli interrogatori esternamente, a causa di occhi e orecchi

indiscreti. Solo i fessi interrogano allaperto!

Alforno: Lha detto il commissario?

Di Donato: No, il commissario il fesso! Lha detto il GIP Gip che venuto qui in Jeep.

Alforno: Di Donato, ma il succo darancia ti ha dato alla testa?

Di Donato: A proposito di succo darancia, che ti ha detto la dottoressa La Sorella?

Alforno: Una cosa particolare: nel succo darancia, non cera solo il succo darancia.

Di Donato: (Preoccupato, si alza in piedi) Oddio! E che altro cera? Il cianuro?

Alforno: No, saremmo gi morti.

Di Donato: Arsenico?

Alforno: Ma sei pazzo?

Di Donato: Curaro?

Alforno: No.

Di Donato: Olio di ricino?

Alforno: E mica un veleno?

Di Donato: Ah, scusa! E allora che altro ci stava?

Alforno: Succo di patata.

Di Donato: Succo di patata? Ma perch, velenoso?

Alforno: No, serve a curare le ulcere gastriche.

Di Donato: Scusa, ma non ti seguisco.

Alforno: Non ti seguo!

Di Donato: Appunto! Insomma, il succo darancia era addizionato al succo di patata, per il

primo non fa male e il secondo cura le ulcere gastriche. E allora?

Alforno: Di Donato, ma che ne so io? Non capisco neanche perch in un succo darancia

qualcuno ci possa mettere il succo di patata. Se solo ci fosse il commissario!

Di Donato: S, e quando si muove, quello?!

Ma da destra, esce lui di corsa, parlando al cellulare, con preoccupazione.

Fred: Capisco, dottoressa La Sorella, mi tenga informato. Arrivederci! (Chiude il

cellulare) Di Donato! Ah, ci sta pure Alforno. Ascoltate, mi ha chiamato la

dottoressa La Sorella. In quel succo darancia cera del succo di patata.

Alforno: Lo so, lha detto pure a me. E allora?

Fred: Pare che in quelle patate ci fosse una forte presenza di solanina.

Di Donato: Allora era una sola?!

Fred: Idiota, la solanina una cosa che fa venire i mal di pancia! Che ne so?!

Alforno: Peccato che non sappiamo che la solanina un alcaloide glicosidico tossico. E

peccato che non sappiamo che prodotto solo da alcune solanacee. E peccato

che non sappiamo che presente nelle patate. E peccato che non sappiamo che

le patate sono tuberi!

Fred: E gi, che peccato che non sappiamo tutte queste cose!

Di Donato: Un momento, Alforno, ma per caso hai detto che la patata un tubero?

Fred: Hai detto proprio cos?

Alfonro: Lho detto.

Fred: Lhai detto? E allora ci serve un esperto di tuberi. Di Donato, vallo a cercare.

Di Donato: Agli ordini!

Esce via di corsa a sinistra. I due sentono una puzza nellaria.

Fred: Ora capisco perch quel deficiente corre tanto: ha sganciato una puzza!

Alforno: Commissario, ma i quattro sospettati?

Fred: Li sta interrogando il GIP Gip.

Alforno: Ah, ma allora esiste davvero!

Fred: E certo. Esiste, esiste! Ma credo che il suo interrogatorio sia piuttosto lungo.

E invece da destra torna il GIP dubbioso.

GIP: Mah!

Alforno: Commissario, lui?

Fred: S.

GIP: Ah, commissario, lei qui. (Va da lui, nota Alforno e la addita) E stata lei?

Alforno: A fare che?

GIP: S, stata lei? La arresti, commissario, la arresti!

Fred: No, no. (Indica la divisa e il cappello da poliziotta) Ha la divisa, dei nostri!

GIP: Ah, ecco, una poliziotta.

Fred: (Fa segno con le dita del numero quattro) Signor giudice, e linterrogatorio?

GIP: Non interrogo pi quei quattro. Si sono avvalsi della facolt di non rispondere!

Ma i quattro escono protestando.

I quattro: Signor giudice, signor giudice

GIP: (Lui prosegue incurante di loro) Pensi, commissario, io facevo le domande, ma

nessuno di loro mi rispondeva. Stranamente, da quando lei uscito qui fuori.

Elsa: Ma non vero, commissario. Glielo giuro.

Innocente: E pure io lo giuro: di cognome e di fatto! Io ho fatto solo uno starnuto, ma lui ha

detto che mi denuncer per offesa a giudice.

Adolfo: Io rispondevo alle domande, ma lui non mi faceva terminare, perch subito ne

faceva unaltra!

Italia: Io pure rispondevo alle domande, solo che lui si guardava intorno e non sentiva!

Fred: Oh, mamma mia, come mi sono allontanato io, successo un casino!

GIP: Lassassino? Ha trovato chi ha ucciso la vittima?

Fred: No, no, no, sto dicendo unaltra cosa. (Mima) Insomma, signor giudice, loro

quattro, vogliono parlare con lei. Ha capito?

GIP: Troppo comodo, adesso vogliono parlare. Mi sa che li sbatto tutti dentro!

I quattro: (Disperati) No, no, no, no! (Si inginocchiano davanti al GIP)

GIP: Volete parlare? E va bene, vi dar unultima possibilit. Ma se stavolta non

parlerete, mi sa che dovrete affidarvi ai vostri avvocati. Su, parliamo qua fuori!

Fred: (Mimando) Un momento, signor giudice, ma lei non ha detto che gli

interrogatori si fanno dentro?

GIP: Solo i fessi fanno gli interrogatori dentro. Gli interrogatori si fanno allaperto!

Fred: Ammazza, che coerenza! (Mima) Signor giudice, ma meglio tornare dentro.

Qui fuori tra un po viene a piovere.

GIP: Non ho capito lultima parola.

Fred: Perch, il resto lhai capito?! (Mima) Senta, ci vuole lombrello. Ci vuole

lombrello. (Fa il gesto dellombrello) Lombrello!

GIP: (Offeso) Cosa? A me? Badi bene, adesso vado dentro e interrogo questi signori.

E poi dopo io e lei riparliamo di questo spiacevole episodio! Signori, a me!

Il GIP si avvia a destra.

Elsa: Commissario, che dice? Andiamo?

Fred: E per forza.

Innocente: Ma il giudice non ci sente. Sembra sordo!

Fred: E adesso lha capito?

Italia: Ma se lui non ci sente, noi come ci discolpiamo?

Fred: Provi a parlargli in spagnolo, forse il GIP capisce le lingue straniere! Ed ora

andate. Anzi, rimanga un momento qui solo il maggiordomo. Voialtri andate!

Elsa, Italia ed Innocente tornano a destra. Adolfo resta l, perplesso.

4. [Fred, Adolfo ed Alforno. Poi Di Donato e Mino Rato]

Fermo al centro, Adolfo osserva preoccupato Fred che gli gironzola intorno.

Fred: E cos lei ha cercato di avvelenarci con la sostanza nociva delle patate. E cos?

Adolfo: No, io non avere fatto nulla, commissarien!

Fred: Silenzio! Lei ha mischiato il succo darancia con del succo di patate per non far

notare la differenza. Pensa che non me ne sia accorto?

Adolfo: No, io ho mischiato succo darancia con succo di patate per fare coctail.

Fred: Ma che coctail? Adesso mi dice tutto quello che sa, altrimenti la denuncio.

Adolfo: E va bene. Commissario, io ho comprato patate in terra di contadino di fronte.

Alforno: Quello che morto?

Fred: Alforno, abbi pazienza, ci sono io a fare le domande.

Alforno: Agli ordini.

Fred: Dunque, lei sta parlando del contadino qua di fronte? Quello che stato

trovato morto dal GIP una mezzora fa?

Adolfo: Oh, no, io non ho ucciso lui!

Fred: E si capisce, lei era qui insieme agli altri. In questo caso ha un alibi. Insomma,

lei comprava la frutta dal contadino qui di fronte.

Adolfo: S.

Fred: Per lei mi aveva detto che faceva la spesa al supermercato.

Adolfo: Commissario, io non potevo dire che facevo spesa da contadino qui di fronte,

perch dottor Rossi aveva litigato con lui.

Fred: Quindi lei ha mentito al suo datore di lavoro e pure a me. E intanto, la frutta del

contadino di fronte contaminata.

Alforno: Commissario, speriamo che Di Donato abbia trovato lesperto di tuberi.

Fred: Gi. Fai cos, riaccompagna il signor Adolfo dagli altri. Dopo ne riparliamo.

Adolfo: Commissario, io sono innocente.

Fred: Questo poi lo vediamo. Andate, andate.

Alforno: (Va da lui) Venga con me.

I due tornano via a destra. Fred fa riflessioni da solo.

Fred: La storia sta diventando sempre pi intricata. E entrato in mezzo pure il

contadino di fronte, che per stato trovato morto. Centra qualcosa con

lomicidio del dottor Rossi? Ce lo dir lesperto di tuberi.

Da sinistra ecco Di Donato e lidraulico Mino Rato (in tuta e borsa lavoro).

Di Donato: Commissario, eccomi di ritorno.

Fred: Ah, finalmente. (Osserva lidraulico) Ma quello un idraulico.

Di Donato: Esatto.

Fred: Ma io avevo chiesto un esperto di tuberi, non un esperto di tubi!

Di Donato: E io non ho cercato lesperto di tuberi. Appena sono uscito qua fuori, davanti

ai miei occhi comparuto lui!

Fred: Ma che comparuto? E comparso! E allora chi sarebbe, un fantasma?

Di Donato: No, un testimone. Dice di sapere tutto.

Fred: (Interessato) Facciamolo sedere subito.

I due lo spingono a sedersi sulla sdraio.

Di Donato: Allora, ci dica il suo nome.

Fred: Un momento, sono io che faccio le domande. Come si chiama lei?

Mino: Commissario, io sono Mino Rato!

Fred: E se minorato, come fa a fare il testimone?

Di Donato: E come fa a fare lidraulico?

Mino: No, ma io non sono proprio minorato. Sono Mino Rato!

Fred: E non si emozioni. Io lho capito, lei un tipo che si emoziona.

Di Donato: Infatti, un tipo emorroide!

Fred: Fai silenzio, tu! Se il signore minorato, non colpa sua.

Mino: Commissario, ma come lo devo dire? Non sono minorato in senso di minorato,

sono Mino di nome e Rato di cognome.

I due: Eh?

Mino: Mio padre mi voleva chiamare Indo, ma poi insieme al mio cognome, Rato,

avrei fatto Indo Rato!

Fred: E fritto!

Mino: Invece mia madre mi voleva chiamare

Fred: Ma cosa ce ne frega a noi di come la volevano chiamare i suoi genitori?

Insomma, che cosa vuole testimoniare?

Mino: Io ho visto tutto. Mi trovavo davanti al lago artificiale di San Giovanni a

Teduccio, quando ad un tratto ho visto un corpo che galleggiava sullacqua.

Di Donato: E che faceva?

Mino: La corrente lo portava via.

Fred: La corrente nel lago?

Mino: S! Ad un certo punto sono arrivati i cavalloni che lo hanno affondato!

Fred: I cavalloni in un lago?

Mino: E certamente. Cos mi sono spogliato nudo e mi sono lanciato nel lago, ma il

corpo non cera pi. Allora sono uscito e me ne sono andato.

Fred: E che centra con lassassinio del dottor Rossi e del contadino qua di fronte?

Mino: Niente, io vi ho raccontato unaltra cosa!

Fred: Ma allora non ha visto lassassinio del contadino e del dottor Rossi?

Mino: Certo che li ho visti entrambi.

Fred: E allora non ci racconti le cose inutili. Vada al sodo.

Mino: Dunque: dopo essere stato al lago artificiale di San Giovanni a Teduccio, ho

deciso di venire qua, perch il contadino di fronte era mio cliente. Ma pure il

dottor Rossi lo era. Ad un certo punto, ho visto una mano colpire il contadino!

Fred: E a chi apparteneva?

Mino: Non lo so, io ho visto solo la mano!

Di Donato: Ma non esiste una mano senza la persona.

Fred: Appunto! E il dottor Rossi?

Mino: Ho visto la stessa mano che colpiva il contadino, colpire il dottor Rossi.

Fred: Ah, ecco! Ci siamo, finalmente. Allora adesso la facciamo parlare col GIP!

Mino: E ho visto la stessa mano che colpiva il contadino e il dottor Rossi, colpire

anche il GIP!

Fred: Ma che dice? Su, si alzi. A proposito, io sono il commissario Fred Sospettoso.

Mino: (Alzandosi in piedi) E ho visto la stessa mano che ha colpito il contadino, il

dottor Rossi e il GIP colpire anche il commissario Fred Sospettoso!

Fred: Senta, ora venga con me. Di Donato, tu aspetta qua.

Di Donato: Agli ordini!

Mino: (Avviandosi a destra con Fred) E ho visto la stessa mano che ha colpito il

contadino, il dottor Rossi, il GIP e il commissario Fred Sospettoso, colpire

anche Di Donato!

Fred! E basta!

Escono via a destra.

5. [Di Donato e Alforno. Poi il GIP e Fred. Infine Anna]

Di Donato, rimasto solo, si siede sotto il gazebo. Sul tavolo nota una rivista.

La prende e la legge, interessato. Da destra torna Alforno. Va da lui.

Alforno: Di Donato, ma ti pare il momento di metterti a leggere le riviste?

Di Donato: Statti zitta, Alforno. Sto leggendo una notizia clamorosa.

Alforno: E cio?

Di Donato: Le veline si sono fidanzate con due calciatori!

Alforno: E che ci sta di clamoroso?

Di Donato: Ah, non ci sta niente di clamoroso? E va bene. (Posa la rivista sul tavolo e si

alza in piedi) Piuttosto, il commissario ha portato lidraulico dal GIP?

Alforno: S. E sta raccontando cose incredibili.

Di Donato: La storia del lago di San Giovanni?

Alforno: No, peggio! Per io non ti ho detto niente.

Di Donato: Va bene, ma racconta.

Alforno: Pare che lidraulico, ogni volta che venuto qua, ha sorpreso in bagno il

maggiordomo e la cameriera mentre facevano sesso.

Di Donato: Hanno fatto sesso?

Alforno: Esatto!

Di Donato: Hai capito? Quei due hanno spazzato!

Alforno: Ma che spazzato? Si dice in un altro modo, ma non farmi dire come. E

questa tresca fa pensare che loro due tramassero contro il dottor Rossi.

Di Donato: E il signor Lo Giuro con la signora Elsa? (Intrigato) Racconta, dai, racconta!

Alforno: Dunque, praticamente

Ma da destra tornano il GIP e Fred. I due agenti fanno finta di nulla.

GIP: Commissario, la storia che ha raccontato quellidraulico non mi molto chiara!

Fred: E io lo sapevo!

GIP: Ah?

Fred: No, niente, parlavo da solo. Giudice, che le devo dire?

GIP: Commissario, facciamo cos: lei porti avanti le indagini, poi mi chiama sul

cellulare ed io torno.

Fred: Speriamo che lo riesca a sentire, il cellulare.

GIP: Appena sento la vibrazione, mi catapulto qui e sento come stanno le cose.

Fred: Va bene. Allora arrivederci.

GIP: E non mi saluta?

Fred: Sto dicendo arrivederci.

GIP: Ma guardi, non educazione non salutare la gente.

Fred: (Alza la voce) Ho salutato!

GIP: Il salute dellangelo!

Fred: (Stufo) E te ne vuoi andare?

GIP: Io poi sono un giudice e i giudici vanno salutati!

Fred: (Spazientito) Basta!

GIP: Ma com antipatico lei! Solo perch le ho chiesto di salutarmi. A dopo, allora.

Esce a sinistra, imbronciato.

Fred: Ma come devo parlare, con questo? A proposito, s scordato di darmi il suo

numero di cellulare. E come lo chiamo, dopo?

Alforno: (Va da lui) Ce lho io, commissario.

Di Donato: (Va da lui) E gi, ce lho anchio.

Fred: Ah, bravi. Allora dopo lo chiamate voi se lui vi sente!

Alforno: (Interessata) Ehm e com andata a finire la testimonianza di quel tizio?

Di Donato: (Interessato) Ha detto qualcosa di interessante?

Fred: (Li osserva un momento) E cos tutto questo interesse? Comunque, ci sono

sviluppi interessanti. Il testimone ha detto di aver sorpreso il signor Innocente

con la cameriera e la signora Elsa col maggiordomo.

Alforno: Ma come, non aveva detto il contrario?

Fred: Hai capito male. E questo vuol dire una sola cosa: lassassino in questa casa!

Di Donato: (Perplesso) E questo lo sapevamo gi.

Fred: Ehm io direi di fare una cosa: chiama una volante col tuo cellulare. Anzi,

chiama un cellulare col tuo cellulare. Cio, chiama un furgone col tuo

telefonino. Cos continueremo le indagini in questura. Affider il caso al

questore e al procuratore e mi levo dai casini!

Da sinistra giunge, allarmata, la dottoressa Anna La Sorella.

Anna: Nooo!

Fred: Che successo? Dottoressa La Sorella, ma che fa? Perch grida?

Anna: In questura non si pu andare. Sono stati colpiti tutti quanti dal morbillo!

Fred: Pure? E allora mi sa che devo completare io le indagini. Che sfiga!

Anna: Commissario, anche se non mio compito chiederlo, ci sono novit?

Fred: La novit che abbiamo un testimone. In pratica, la cameriera nei guai.

Anzi, Di Donato, Alforno, prendetemi i quattro sospettati e il testimone.

I due: Agli ordini.

E si allontanano a destra.

6. [Fred, Anna, Elsa, Adolfo, Innocente, Italia, Di Donato, Alforno e Mino]

Fred gironzola e spiega il tutto alla dottoressa La Sorella.

Fred: Cara dottoressa, il caso non facile da risolvere. E intricato. Fin quando la

polizia scientifica non fornir le prime risultanze del loro lavoro, non potremo

fare nessuna valutazione definitiva. Per adesso, tutto conduce alla cameriera.

Anna: E cos lei pensa che la cameriera sia la sospettata numero uno. Non cos?

Fred: Perch, lei ha unidea diversa?

Anna: Beh, il signor Innocente Lo Giuro non mi sembra da meno.

Fred: E gi: prima se la fa con la signora, poi con la cameriera. E un donnaiolo con

la d maiuscola. Dottoressa, cosa penserebbe di lui, se lei fosse donna?

Anna: Scusi, ma perch, io non sono donna?

Fred: No, nel senso di donna non del campo scientifico. E diverso.

Anna: Ma nientaffatto. Noi donne siamo tutte uguali.

Fred: E quel che dico anchio.

Anna: Insomma, commissario, se io fossi donna cio, sono donna quello l mi

interesserebbe perch affascinante. Ecco!

Fred: E questo volevo sentirle dire.

Da destra escono Di Donato, Alforno, Elsa, Innocente, Italia, Adolfo e Mino. I

due agenti schierano i quattro sospettati luno accanto allaltro.

Di Donato: Commissario, eccoli. Li abbiamo prenduti!

Alforno: Presi!

Di Donato: Appunto!

Fred: Bene, dottoressa, lui il testimone del quale parlavo.

Anna: Cosa? Ma quello il mio idraulico.

Fred: Pure? Ma stidraulico tiene il monopolio di tutti i bagni di Napoli!

Mino: Modestamente!

Fred: Stia al suo posto, lei! Piuttosto, venga avanti la cameriera.

Italia: (Cos fa) Cos successo, commissario?

Fred: (Passa alla sua destra e le parla) Mia cara cameriera argentina, lei non mi

aveva detto della sua passione per il signor Innocente.

Elsa: (Guarda male Innocente) Cosa? Bastardo!

Fred: (Insospettito da Elsa) Signora Elsa, ma a lei cosa interessa? Non aveva detto

che tra lei e il signor Innocente non cera nulla?

Elsa: Ehm ma certo. Che facciano ci che vogliono.

Innocente: (Viene avanti un po a stento, per la sua pessima vista) E va bene, lo ammetto.

Mi sono appassionato alla cameriera argentina, perch mi ricorda Belen!

Italia: (Imbarazzata) No, ma cosa dici? Anzi, cosa dice?

Innocente: Ma s, che ci importa? Sveliamo a tutti la nostra passione. Ora voglio baciarti la

mano! (Ma prende quella di Fred che si imbarazza) Oh, amore mio, lascia che

io ti baci le labbra davanti a tutti! (E gli si avvicina)

Fred: No, no!

Innocente: (Si ritrae, deluso) Non vuoi baciarmi? E allora facciamo lamore stesso qui!

Fred: Aoh!

Innocente: Ma perch fai questa brutta voce? Stai tranquilla, il commissario ci autorizza.

(Parla ad Italia) E vero, commissario?

Elena: Ma che commissario?

Fred: (Tira via la mano) Insomma, basta! Noi siamo nellambito di una indagine per

un omicidio e voi quattro siete degli indiziati. Quindi, manteniamo un certo

contegno. Capito? E a lei, testimone Mino Rato, ripeta ai presenti quello che sa.

Mino: Quando ieri ho aggiustato il sifone del bagno del dottor Rossi, ho visto il signor

Innocente e la cameriera fare sesso.

Fred: E cos, signora Elsa, per evitare che suo marito scoprisse la tresca tra la

cameriera e il suo migliore amico lei lo ha ucciso!

Elsa: Io avrei ucciso mio marito perch la cameriera e Innocente hanno fatto sesso

nel mio bagno? Commissario, lei in confusione.

Mino: Ma io sono andato pure nel bagno di servizio e cos ho visto la signora Elsa

insieme al maggiordomo in una posizione sconveniente!

Fred: Ha sentito, signora? E allora portiamo tutti in questura!

Anna: No, le ho detto che in questura hanno il morbillo.

Fred: E allora al carcere di Poggioreale!

Alforno: Ma non abbiamo lordinanza del giudice.

Fred: E allora andiamo tutti in sala autopsia dalla dottoressa La Sorella!

Anna: Da me?

Fred: S, non me ne frega niente.

Anna: Ma ma

Fred: (Estrae la pistola e la brandisce, minaccioso) Ho detto di uscire tutti, se no vi

scarico la pistola addosso. Capito?

Con un brusio generale di protesta, tutti escono via a sinistra, tranne Fred, il

quale, rimasto solo, fa una considerazione finale.

Oh, non c niente da fare: se uno non caccia fuori la pistola, non ascoltato.

(Soffia sulla canna della pistola e la ripone) Seh! (Poi esce pure lui a sinistra)

FINE ATTO SECONDO

Giardino di casa Rossi: unora dopo. La situazione sembra essersi calmata.

ATTO TERZO

1. [Il GIP e Fred con Adolfo. Poi Di Donato e Alforno]

Fred seduto sotto il gazebo, il GIP gli cammina intorno. Sullo sfondo, Adolfo seduto

di spalle. I due per non lo notano. Anzi, il giudice richiama Fred, senza guardarlo.

GIP: Commissario, mi dispiace dirglielo, sono molto deluso da lei.

Fred: S, ma io

GIP: Le avevo chiesto di portare avanti le indagini e poi contattarmi telefonicamente. E lei

invece cosa fa? Va via e porta con s tutti gli indagati. E perch?

Fred: Perch io

GIP: Ecco, lei non mi risponde. (Si arrabbia) Ma perch non mi risponde? (E gironzola)

Fred: (Lo segue) Ma io le sto rispondendo.

GIP: Insomma, le rinnovo la fiducia. Lei continui le indagini e poi ne riparliamo. Va bene?

Fred: Certamente.

GIP: Ma io non capisco il suo mutismo! Io le faccio delle domande e lei non mi risponde.

Fred: Come non le sto rispondendo?

GIP: Guardi che io sono un giudice. E maleducazione non rispondere ad un giudice. Va

bene, non fa niente. La perdono. (Si ferma e volta verso lui) E ora mi dica unultima

cosa: hanno fatto progressi le sue indagini? (E torna a camminare)

Fred: S, stanno facendo progressi.

GIP: No? Non stanno facendo progressi?

Fred: Ho detto di s.

GIP: Ma mi vuole rispondere?

Fred: (Spazientito, gli afferra il bavero e gli grida) Le sto rispondendo! Ha capito? Le sto

rispondendo! Le ho detto che sto continuando le indagini e che sto facendo progressi

e le giuro, s le giuro, che risolver questo caso. OK? (Gli lascia il bavero)

GIP: (Dopo una breve pausa) Ma perch mi parla sottovoce?

Fred: (Demoralizzato) Oddio mio!

GIP: Bene, a questo punto la lascio alle sue indagini. Faccia del suo meglio.

Fred: Va bene.

GIP: A proposito, pu interrogare di nuovo i quattro sospettati?

Fred: S, lo faro.

GIP: Io intanto mi rileggo le loro dichiarazioni precedenti che paragoner a quelle che

rilasceranno a lei. Va bene?

Fred: Daccordo.

GIP: Arrivederci, allora. (Si avvia a sinistra, poi si ferma) Ah, a proposito, pu interrogare

di nuovo i quattro sospettati?

Fred: Ma come, ho appena risposto di s!

GIP: Io intanto mi rileggo le loro dichiarazioni precedenti che paragoner a quelle che

rilasceranno a lei. Va bene?

Fred: Daccordo.

GIP: Allora arrivederci.

Stavolta va via sul serio a sinistra. Fred tira un sospiro di sollievo.

Fred: Meno male, se n andato. (Gli squilla il cellulare) Il cellulare? E chi adesso?

(Risponde) Pronto!

GIP: Commissario, sono ancora il GIP. Pu interrogare di nuovo i quattro sospettati?

Fred: Ancora? (Grida verso il telefono) Mi stai rincoglionendo! (E spegne il

cellulare) Oh, finalmente ho spento il cellulare!

Da destra arriva Alforno con un cordless in mano.

Alforno: Commissario, una telefonata per lei. (Gli lascia la cornetta e va via a destra)

Fred: Per me? S, chi ?

GIP: Commissario, sono ancora il GIP. Pu interrogare di nuovo i quattro sospettati?

Fred: (Grida verso il telefono) Bastaaaaa! (E getta il cordless sul tavolo) Ma questo

una persecuzione!

Ad un tratto, da sinistra, giunge un razzo di carta. Atterra nei pressi di Fred.

E che sto coso? (Lo raccoglie, apre e legge) Commissario, sono di nuovo il

GIP. Pu interrogare di nuovo i quattro sospettati?. (Strappa il foglio e grida)

Lo ammazzo, lo ammazzo! (Gironzola nervosamente) Non fa niente che un

giudice. (Poi nota Adolfo di spalle) Adolfo Hessler? E che ci fa l? (Va da lui

Signor Adolfo, lei non dovrebbe stare qua. Torni insieme agli altri. Ah, ma noto

che lei morto! (Poi, sconvolto, si getta in terra, gridando) Aaaaah!

Da destra accorrono Di Donato e Alforno e vanno da lui.

Di Donato: Commissaro, che succede?Che ci fa l in terra?

Alforno: Ma che ti importa? Lascialo stare. Se lui vuole stare in terra?!

Fred: (Indica verso Adolfo, ma non riesce a parlare) E mo E mo

Di Donato: Ah, c il signor Adolfo? Oddio, ma questo moruto!

Alforno: No, morto.

Di Donato: No, no, proprio moruto!

Alforno: Cretino, si dice morto.

Di Donato: (Tira su una corda tagliata che al collo di Adolfo) Guarda, una corda tagliata.

Alforno: Questo vuol dire che qualcuno lo avr impiccato e poi lo avr portato qui per

mostrarlo al commissario.

Di Donato: Non c dubbio, in questa casa c un assassino!

Alforno: Presto, aiutiamo il commissario a rimettersi in piedi.

I due si mettono ai lati di Fred e lo aiutano a rialzarsi in malo modo.

Di Donato: Commissario, si sente bene?

Fred: Uff!

Di Donato: Guardi, commissario! (Nel gesticolare, gli sferra un pugno) Cosa facciamo?

Fred: Chiamate la polizia mortuaria.

Alforno: Ci penso io.

Esce via a sinistra.

Fred: Come pensi tu, Di Donato, in casa c un assassino.

Di Donato: E io credo di averlo anche visto poco fa.

Fred: Cio?

Di Donato: Commiss, prima hanno bussato alla porta. Cos io sono scenduto e ho aprito.

Fred: Ah, sei sceso ed hai aperto. E poi?

Di Donato: Cera un tizio che voleva entrare per forza, ma io lho respingito.

Fred: Respingito? Respinto!

Di Donato: S, e poi lho mandato via: lho espulgato!

Fred: Espulgato?

Di Donato: Lho espelluto!

Fred: Ah, lhai espulso. Insomma, lhai cacciato. Ma che aspetto aveva?

Di Donato: Niente, teneva un cappello in testa ed una borsa a tracolla.

Fred: Un cappello in testa ed una borsa a tracoll! Cretino, quello era il postino!

Di Donato: Il postino assassino?

Fred: No, postino e basta. Speriamo solo che lagente Alforno faccia presto a

Alforno: (La si sente gridare da sinistra) Aaaaah!

Fred: Presto, Di Donato, andiamo a vedere!

I due corrono a sinistra, pistola in pugno.

2. [Mino Rato**, Adolfo*, Fred, Di Donato, Italia ed Elsa]

Da destra entra un figuro** con un passamontagna. Ha un vassoio con delle

mele tra le mani. Lo lascia sul tavolo, prende una mela e la cosparge di veleno

che tiene in una boccetta che estrae dalla tasca del giubbotto. Ripone il frutto

nel vassoio. Poi estrae dal giubbotto un congegno a forma di scatola che

posiziona sotto la sdraio. Quindi va da Adolfo* morto, gli sghignazza in faccia.

Figuro*: Ih ih ih ih!

Poi esce a destra. Da sinistra, si sentono Fred e Di Donato gridare spaventati.

I due: Aaaaaah!

Cos da sinistra tornano verso il gazebo, spaventati.

Fred: (Sconvolto) Oddio, Di Donato, Lagente Alforno stata uccisa.

Di Donato: Povera amica mia.

Fred: Non dovevo lasciarla andare a chiamare la polizia mortuaria.

Di Donato: E gi. Ne valuta la pena?

Fred: Si dice ne valsa la pena?! E che ti devo dire? Che ne sapevo che lavrebbero

uccisa? (Si siede al tavolo) Tengo una gola secca! Vorrei un po dacqua.

Di Donato: Le vado a prendere un bocchiere?

Fred: Che mi vai a prendere?

Di Donato: Un bocchiere!

Fred: E a che serve?

Di Donato: Per lacqua.

Fred: E allora un bicchiere.

Di Donato: S, ma lacqua come si beve? Per bocca!

Fred: Non ci avevo pensato! Comunque, si chiama bicchiere. No, lascia stare,

restiamo vicini. Piuttosto, vammi a prendere la signora Italia.

Di Donato: E se vado a prendere la signora Italia, poi non restiamo pi vicini.

Fred: Ah, gi. Va bene, vacci lo stesso, per tornare presto.

Di Donato: Agli ordini.

Di Donato esce a destra timorosamente. Fred allora si d una calmata e

prende una mela (quella avvelenata), sta per addentrarla, poi per la ripone, si

alza puntando la pistola ovunque e prende il cellulare.

Fred: Dottoressa La Sorella, lei? Senta, la prego, corra subito alla villa. C lagente

Alforno che morta. S, stata uccisa dallassassino. Non lo so chi . Non

faccia domande inutili. Allora io la aspetto. Va bene? Grazie. (Posa il cellulare)

Mamma mia, che tensione che tengo! (Guarda verso sinistra)

Da destra intanto riecco Di Donato ed Italia che vanno dietro Fred.

Di Donato: Commissario!

Fred: (Si spaventa) Aaaaah!

E parte accidentalmente un colpo di pistola verso Italia che si accascia a terra.

Di Donato: Co-commissario che ha fatto?

Fred: Io? No, niente!

Di Donato: Come? La cameriera stata uccisa dal fuoco amico!

Fred: Che fuoco amico? Mica stiamo in guerra? Tu mi hai spaventato ed partito un

colpo dalla mia pistola. Per la cameriera non sanguina. Come mai?

Di Donato: Forse tiene il sangue trasparente!

Fred: Idiota! (Si inginocchia al capezzale di Italia e sente se respira) E ancora viva,

allora lho mancata. Hai visto? Non lho uccisa. E solo svenuta. Su, aiutami a

farla sedere sulla sdraio.

Di Donato: Subito.

I due la fanno sedere sulla sdraio.

Fred: Bene, ora cerchiamo aiuto.

Ma appena i due si allontanano verso destra, da sotto la sdraio parte una

scarica che fulmina Italia

Italia: Aaaaaah!

I due, spaventati, si tengono per le mani.

Fred: Che-che su-successo?

Di Donato: La cameriera ha preso la corrente.

Fred: Sei sicuro?

Di Donato: Cos sembra.

Fred: E allora andiamo a vedere.

I due si tengono stretti e quasi ballando un Tango, vanno verso Italia.

Di Donato: Commissario, guardi sotto la sdraio.

Fred: C un lombrico!

Di Donato: No, a fianco al lombrico.

Fred: C una scatola nera. Emb?

Di Donato: Quello un alimentatore elettrostatico. Deve aver diretto una scarica elettrica

sulla povera cameriera Italia. Cosa facciamo, adesso?

Fred: Vai a chiamare la signora Elsa.

Di Donato: Oh, no! Proprio lei?

Fred: Perch? Ti sta antipatica?

Di Donato: E certo. Quella donna unarpa!

Fred: Unarpia! Quale arpa? Valla a chiamare lo stesso.

Di Donato: E va bene. Con permesso.

Di Donato esce a destra, blaterando frasi impronunciabili. Fred, un po

intimorito dalla solitudine, si siede al tavolo e parla con decisione.

Fred: Io non ho paura di nessuno! Se incontro lassassino, gli faccio fare una brutta

fine. Adesso mi mangio una mela, alla faccia sua!

Prende la solita mela dal tavolo e sta per morderla, quando da destra torna Di

Donato con Elsa.

Di Donato: Commissario, ecco la signora.

Fred: Ah, eccola.

Di Donato: Signora, guardi la sua cameriera Italia. E guardi l, c il signor Adolfo morto.

Elsa: Oddio mio!

Fred sta per addentare la mela, quando Elsa dice qualcosa che lo interrompe.

Secondo me, c una mela marcia!

Allora Fred si guarda la mela inorridito, la ripone piano nel vassoio sul tavolo

e si alza in piedi, facendo qualche passo avanti.

Fred: Signora, lei deve fare attenzione.

Elsa: A cosa?

Fred: A dove compra le mele! Comunque, al di l della mela marcia, in questa villa

c un assassino.

Elsa: (Si siede al tavolo, dovera seduto Fred) E che intenzioni avr?

Fred: Vorr ucciderci tutti.

Elsa: (Prende la mela lasciata da Fred) Commissario, la prego, lo trovi. (La morde)

Fred: Non si preoccupi. Nessun altro morir in questa casa!

Elena: Aaaaah!

Il grido di sofferenza di Elsa spaventa i due che scappano in direzioni opposte,

gridando. Intanto la donna si accascia, morta.

3. [Adolfo*, Alforno*, Italia* ed Elsa*, Fred e Di Donato, poi Innocente. Poi Mino Rato**]

Sullo sfondo si notano i copri senza vita di Adolfo*, Italia* ed Elsa* (mentre

quello dellagente Alforno* fuori dalla villa, a sinistra. Da sinistra torna Di

Donato, timoroso. Da destra torna Fred, quatto, quatto. Vanno da Elsa, morta.

Di Donato: Ma moruta!

Fred: Di Donato, si dice morta.

Di Donato: Capisco. Signora, ci dispiace che lei sia morta, per dovrebbe essere cos

cortese da seguirci allinterno della villa!

Fred: Oh, ma che fai? Parli con una che morta?

Di Donato: Ah, gi. Non ci faccia caso, il nervosismo. E ora cosa facciamo?

Fred: Ci sono gi quattro morti. Fai una cosa: vammi a prendere il signor Innocente.

Di Donato: Commissario, sicuro?

Fred: E vai!

Di Donato: Agli ordini!

Di Donato va a destra. Fred, nervoso e impaurito, prende il cellulare e chiama.

Fred: Dottoressa La Sorella, sono di nuovo il commissario Fred Sospettoso. Ma dove

sta? Ah, ecco, sta arrivando con una volante della polizia, per finita la

benzina. Andiamo proprio bene. Faccia presto a venire qui, che le cose si

mettono male! Sono circondato di morti. Senta, quando verr, poi le racconter.

Da sinistra si intravede lo strano figuro** di prima col passamontagna. Ha

una freccia ed un arco. Ad un tratto scaglia una freccia che sfiora Fred (il

figuro fugge via). Fred allora parla ad Anna al telefono.

Oddio, dottoressa, sono attaccato dagli indiani! E certo, una freccia mi ha

appena sfiorato! Ora vado a vedere chi me lha lanciata. A dopo!

Sbuffa e spegne il cellulare. Poi corre a sinistra con la pistola in pugno. Da

destra intanto tornano Di Donato ed Innocente, che protesta.

Innocente: Ma insomma, io ho un sacco di cose da fare. Devo andare al lavoro.

Di Donato: Ah, s? E che lavoro fa?

Innocente: Gestisco unimpresa funebre!

Di Donato: E allora qui fuori ha voglia di trovare clienti! Guardi qui.

Innocente: Ma ma che successo?

Di Donato: Sono morte la signora Elsa, la cameriera Italia, il maggiordomo Adolfo e pure

la mia povera collega Margherita Alforno.

Innocente: E il commissario dov?

Di Donato: Oddio! Non c pi. Sar morto pure lui. (Corre verso sinistra) Commissario!

Commissario, la prego, non muoia. Prima dobbiamo arrestare lassassino.

Innocente: Lassassino? Ma io non sono un assassino.

Di Donato: Lei stia zitto! Io sto chiamando il commissario, nonostante sia morto.

Da sinistra, dietro Di Donato, torna Fred!

Fred: Ma che morto?

Di Donato: (Si spaventa) Aaaah! Uh, commissario, lei. Meno male, non ancora morto!

Fred: S, ma c mancato poco. Qualcuno mi ha scagliato una freccia.

Di Donato: E non lha colpita?

Fred: E sarei ancora vivo?

Di Donato: Credo di no. Ma io non capisco, chi stato?

Fred: (Va da Innocente) Io credo di saperlo. Guarda caso, sono morti il maggiordomo,

la cameriera e la signora Elsa. Chi aveva interesse a vederli morti?

Innocente: Un momento, ma non penser mica a me? Io ero allinterno della villa. Come

potevo impiccare Adolfo, fulminare la cameriera, avvelenare la signora Elsa ed

uccidere lagente Alforno?

Fred: E lei come fa a sapere come sono morti tutti e quattro?

Di Donato: Gi, come faceva a sapere?

Innocente: Ehm come facevo a saperlo? Niente, mi sono buttato ad indovinare.

Di Donato: Ah, ecco!

Fred: Ma sei scemo? E tu gli credi pure? Io ho capito tutto: lassassino lui!

Innocente: No, commissario, non ci sto. E allora sa cosa faccio? Fuggooooo!

Corre via a destra (nella villa).

Fred: Presto, prendiamolo!

I due corrono nella villa e dopo un po di baldoria, tornano portando Innocente

(che, sofferente, tiene con le mani un coltello conficcato nella pancia).

Ah, finalmente abbiamo preso il colpevole. Di Donato, io chiamo una volante,

mentre tu gli metti le manette.

Innocente: (Sofferente) Commissario, non so-no io!

Cade in terra, morto.

Fred: E morto.

Di Donato: E com morto?

Fred: Non vedi? Ha un coltello piantato in pancia.

Di Donato: Ed morto per cos poco?

Fred: Cos poco? Ora capisco tutto: lassassino nella villa. Presto, andiamo. Armati!

I due si muniscono di pistola ed entrano a destra.

4. [Adolfo*, Alforno*, Italia*, Elsa*, Innocente*, Fred, Di Donato, Anna, il GIP, Mino**]

Da sinistra entra Anna, pensando di trovare Fred, cos lo chiama.

Anna: Commissario, eccomi giunta qua! (Si guarda intorno) Ma dov andato? (Va

pi al centro, guarda verso destra) Commissario, sono la dottoressa La Sorella.

Intanto, da dietro, giunge il solito figuro** misterioso col passamontagna, con

un coltello in mano.

Mino: Non pu sentirti!

Anna: (Si volta) Chi ?

Mino: Colui che sta mettendo le cose a posto.

Anna: Sei tu lassassino del dottor Rossi?

Mino: Solo del dottor Rossi? Non vedi quanta bella gente c qui in giardino? E non

hai visto lagente Alforno l fuori? Ed ho anche inquinato le colture del campo

del vicino dei signori Rossi. E lho anche ucciso.

Anna: Il commissario Sospettoso ti fermer.

Mino: S, ma quando verr qui fuori, trover il tuo corpo.

La colpisce in pieno ventre, lei tiene con le mani il coltello e piano si accascia.

Anna: Perch stai facendo tutto questo?

Mino: Che ti importa? Tanto, tu stai morendo.

Anna muore inginocchiata, mentre il figuro** si avvia a sinistra ridendo e si

urta col GIP che in quel momento sta arrivando proprio da l.

GIP: E che maniere! Guarda dove cammini!

Cos il figuro esce via. Il GIP allora va da Anna.

Dottoressa La Sorella, ma cosa fa con quel pugnale piantato nello stomaco? Oh,

no, ma questa morta! (Le tira via il pugnale e lo tiene in mano) Dottoressa!

Da destra tornano Fred e Di Donato. Confabulano.

Fred: Di Donato, ora basta, non deve morire pi gente!

Ma i tre si notano e si guardano perplessi.

Di Donato: Commissario, guardi! Il GIP ha ucciso la dottoressa La Sorella!

Fred: Presto, fermiamolo.

Fred e Di Donato vanno dal GIP.

GIP: No, no, un momento, io lho trovata gi morta.

Fred: Non dica balle, signor giudice. Io e Di Donato labbiamo presa in flagranza.

GIP: Ah?

Fred: (Alza la voce) In flagranza! Ah, gi, questo sordo!

Di Donato: Commissario, per il giudice non ha tutti i torti. Io non credo che lui avrebbe

ucciso frontalmente la dottoressa La Sorella.

Fred: Ah, no? E come lavrebbe uccisa?

Di Donato: Adesso le mostro. Scusi, signor giudice, le prendo un momento il pugnale.

(Glielo sfila di mano) Ecco qua, commissario. Il giudice lavrebbe uccisa di

spalle: cos!

Colpisce alle spalle il GIP che cade in terra.

Fred: Disgraziato, che hai fatto? Hai accoltellato il giudice?

Di Donato: Ma che? Io ho solo dimostrato come il GIP ha ucciso la dottoressa La Sorella.

Fred: Ma stai zitto! (Si inginocchia al capezzale del GIP) Giudice, mi sente? Resista!

GIP: (Con voce sofferente) Commissario, arresti Di Donato!

Fred: E perch? Lo ha detto lei: in Italia c il perdono!

GIP: Ah?

Fred: (Alza la voce) Il perdono!

GIP: No, quale perdono? Niente perdono! (E muore)

Fred: (Si rialza) Di Donato, hai ucciso un giudice. Mi stai deludendo. Pensavo fossi

una persona perbene, e invece sei un criminale!

Di Donato: Io?

Fred: S, tu. Ho capito tutto: tu hai fingiuto!

Di Donato: No, ho finto!

Fred: Come osi correggermi?

Di Donato: Commissario, ma come posso essere io lassassino, se quando sono morte tutte

queste persone, io ero con lei?

Fred: (Dubbioso) Ehm lo sai che hai ragione? Per il GIP lhai ucciso tu.

Di Donato: S, ma come se lavesse ucciduto lassassino!

Fred: Ucciso! E gi, hai ragione. Scusami per aver dubitato di te

Di Donato: Commissario, mi sono offenduto!

Fred: Offeso! Va bene, basta. E allora cerchiamo subito lassassino, quello vero.

Di Donato: E appena troviamo lassassino, gli faccio pagare daver ucciso lagente Alforno.

Ma qualcuno spara alle spalle di Di Donato che si inginocchia davanti a Fred.

Fred: Che c?

Di Donato: (Sofferente) Commissario, mi hanno sparato. Sto morendo.

Fred: Proprio adesso devi morire? Senti, ti ordino di non morire! Capito?

Di Donato: Non ce la faccio. Mi hanno cogliuto! (E muore)

Fred: Ti hanno colpito! Uh, Di Donato, svegliati! (Lo osserva shockato)

Scena Ultima. [Fred e Mino Rato. Poi tutti i personaggi]

Fred osserva Di Donato morto in terra, poi si guarda intorno.

Fred: Per dindirindina! Acciderbolina! Sono rimasto io solo.

Da destra entra il losco figuro col passamontagna.

Mino: No, ci sono anchio.

Fred: Scusi, ma ci conosciamo?

Mino: (Toglie il passamontagna e mostra il suo volto) S!

Fred: Ah, lei, lidraulico. Meno male, va.

Mino: Idraulico? A me?

Fred: E certo. Ma lei lo sa che c un assassino in questa villa? Dobbiamo scappare!

Mino: E secondo lei, chi sarebbe questo assassino?

Fred: Ho la certezza assoluta che non lei. (Poi, dubbioso) O lei?

Mino: Lo sono, lo sono!

Fred: (Sconvolto) Che?

Mino: Ma non si preoccupi, non potr dirlo a nessuno, perch tra breve morir anche

lei. (Gli gironzola intorno, guardandolo con sguardo assassino) Si sta

domandando perch ho architettato tutta questa storia?

Fred: Perch non le piace fare lidraulico! Ci ho preso?

Mino: Fuochino! In verit, sono arrabbiato, perch nessuno mi prendeva mai sul serio.

E soprattutto il dottor Rossi e il suo vicino, il signor Bianchi. Mi avevano

promesso di assumermi in una delle loro fabbriche, ma non lhanno mai fatto. E

io li ho eliminati! Contento?

Fred: (Intimorito) Uff! Ma lo sa che ha fatto bene? In fondo, erano antipatici!

Mino: S, ma ho preferito eliminare anche lagente Alforno. Mi aveva visto in volto. E

E sa come ho fatto? Colpendola al pomo di Adamo e al tallone di Achille.

Fred: Il pomo di Adamo e il tallone di Achille? Scusi, ma se il pomo era di Adamo e

il tallone era di Achille, perch morta lagente Alforno?

Mino: Non so! Comunque, lei far la stessa fine.

Fred: Io? E perch pure io?

Mino: Perch ei nato il 15 maggio. Ed io ammazzo tutti quelli del segno del toro.

Fred: E vero, io sono toro per sono ascendente pesci!

Mino: Silenzio! (Estrae la pistola) Sa in questa pistola quanti colpi ci sono?

Fred: Ma che cos, il gioco dei fagioli di Raffaella Carr? Non lo so, quanti colpi ci

stanno in quella pistola? Dieci?

Mino: Bravo!

Fred: Ho indovinato? Meno male. Allora io adesso andrei, perch mi aspettano.

Mino: No, commissario, lei resta vivo in un solo caso: se la fortuna con lei. Con

questa pistola, ho gi usato un colpo per uccidere lagente Di Donato. Per cui,

restano ancora nove colpi. Allora adesso io e lei giochiamo alla Roulette Russa

al contrario!

Fred: Ah, ecco. La Roulette Russa. Allora adesso servirebbe la pallina.

Mino: Commissario, muoia con dignit. Avremo un solo tentativo a testa. A quel

punto, o moriremo entrambi, oppure uno di noi si salver. Comincio io.

Fred: Prego, faccia pure con comodo!

Mino: (Si punta la pistola alla tempia) Uno due tre! (Preme il grilletto, ma non

parte nessun colpo. Cos tira un sospiro di sollievo) Bene, ora tocca a lei.

Addio per sempre, commissario! (Gli cede la pistola)

Fred: (Prende larma) No, no, ma io non posso. La mia religione vieta il suicidio!

Mino: Metta la pistola alla tempia e stia zitto!

Fred: E va bene, non si arrabbi. (Esegue) Certo, per, che culo che ho avuto! Nove

proiettili su dieci tutti per me! E uno e due e (Ha un malore) Oddio, mi

sento male! Sto morendo. (Sviene)

Tutti i morti si muovono, raggiungono il capezzale di Fred e lo applaudono.

Tutti: Bravo, commissario! Commissario, commissario, commissario!

Adolfo: Un momento, fermi tutti! Ma il commissario non si muove. E morto.

Anna: (Constata) Ma che morto? E solo svenuto per il troppo spavento.

Di Donato: Commissario, sveglia!

Italia: (Senza accento argentino) Ma non cos. Ci vuole un po di dolcezza. (Va da

Fred e gli parla dolce) Commissario, la prego, si svegli. (Poi volgare) Uh,

jamme bello, jamme!

Fred: (Rinviene) Ah, che succede?

Di Donato ed Adolfo lo aiutano a rialzarsi.

Ma dove sono? In Paradiso? Siete tutti morti ed io sto insieme a voi.

Anna: Ma no, commissario, lasci che le spieghi. Le vede tutte queste persone? Lei non

la signora Elsa. E lei non la cameriera Italia. E lui non lidraulico Mino

Rato. Cos come lui non il signor Innocente Lo Giuro. E il nuovo questore di

Napoli e gli altri sono tutti della polizia.

Fred: Che cosa? Hanno tutti finto di essere dei potenziali assassini? Ma allora anche

il GIP non veramente un GIP?

Innocente: S, lui veramente un giudice.

Fred: Allora ha finto di essere sordo?

GIP: Ah?

Di Donato: No, commissario, lui veramente sordo!

Fred: Dottoressa La Sorella, ma allora lei non una dottoressa?

Anna: Certo che lo sono. Gli unici a mantenere la propria identit siamo stati io, Di

Donato e lagente Alforno.

Fred: Che ancora viva?

Alforno: E certo! Perch dovevo morire io sola?

Fred: Un momento, ma se il signor Innocente in realt il nuovo questore, chi il

signor Adolfo? Un poliziotto tedesco?

Adolfo: (Con accento italiano) Ma che tedesco? Io sono il nuovo vicequestore.

Fred: Aspettate, ma fatemi capire tutti: e il dottor Rossi? E il signor Bianchi?

Anna: Non esistono. Ecco perch non ha trovato il corpo del dottor Rossi.

Fred: Ma a che pro avete organizzato tutta questa finzione?

Elsa: Ma normale: le abbiamo fatto uno scherzo per farci conoscere da lei!

Fred: Uno scherzo?

Innocente: E certo. Lo abbiamo fatto per ridere un poco.

Fred: Ho capito. Sicch adesso io dovrei divertirmi!

Tutti: S!

Fred: E ridere come un matto!

Tutti: S!

Fred: E allora adesso mi faccio quattro risate! (Estrae la propria pistola)

Di Donato: (Dubbioso) Ehm commissario, come mai ha tirato fuori la sua pistola? Che

cosa ci deve fare?

Fred: Devo ridere, e per ridere devo divertirmi, e per divertirmi devo spararvi!

Fred fa un passo avanti e gli altri ne fanno uno indietro a sinistra, intimoriti.

Adolfo: Ma cosa fa, commissario? E impazzito?

Fred: No, no!

GIP: Commissario, ma in Italia si perdona tutto!

Fred: E allora cominciate a perdonarmi e a morire!

Gli altri gridano e fuggono via verso sinistra, inseguiti da un furibondo Fred.

FINE DELLA COMMEDIA

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