CHI LO HA LASCIATO?

Titolo: CHI LO HA LASCIATO Autore: Antonio Vitale Email: anthonyart.ph@gmail.com Genere: Commedia brillante – Surreale – Filosofica in atto unico Codice SIAE: 234087 Uomini: 4 Donne: 1 Generici: 0
CHI LO HA LASCIATO
di Antonio Vitale

📌 PERSONAGGI

  • Giacomo — nervoso, controllante, logico (ingegnere informatico)
  • Fabio — rilassato, ottimista, curioso (coinquilino di Giacomo)
  • Sara — sarcastica, meta-teatrale, filosofica (amica di Mario ed ex di Fabio, cameriera)
  • Mario — enigmatico, osservatore, catalizzatore metafisico (informatico, collega di Giacomo)
  • Valter — allegro, leggermente caotico (amico di tutti)
📌 Scena unica – Soggiorno di un appartamento moderno in un condominio. Tavolo al centro con sedie. Divano, poltrone, tavolino. Luce calda concentrata sul tavolo.

Note: ritmo serrato ma non urlato; i personaggi parlano mentre pensano e pensano mentre parlano.
Tono: misto comico-surreale intellettuale; serio nelle riflessioni, leggero nell’ironia e nei meta-commenti.
Clima: surreale, filosofico e comico.

SCENA UNICA

📌 Un campanello suona con insistenza. Giacomo entra in scena inciampando in un tappeto.
📌 Apre la porta. Non c’è nessuno. A terra, un pacco avvolto in carta da pacchi anonima e nastro adesivo.
📌 Giacomo prende il pacco e lo posa sul tavolo. Luci sul tavolo. Giacomo in piedi, immobile davanti al pacco come un archeologo davanti a una reliquia egizia, poi si sposta a chiamare dal citofono.
📌 Giacomo ritorna al tavolo a fissare il pacco, entra Fabio con una tazza di tè in mano.
📌 Giacomo lo guarda come se avesse appena assistito a un crimine logico.
📌 Giacomo sospira, gira intorno al pacco come un detective.
📌 Pausa. Giacomo si volta lentamente verso Fabio.
📌 Giacomo prende un metro da un cassetto e misura il pacco con precisione. Poi prende la scopa che è appoggiata alla credenza e col manico scuote il pacco.
📌 Giacomo si siede sul divano, serissimo.
📌 Giacomo drizza la testa e si alza.
📌 Fabio apre lo stesso cassetto di prima, tira fuori un taglierino.
📌 Giacomo va per aprire il pacco.
📌 Aprono il pacco, dentro… un altro pacchetto più piccolo.
📌 Giacomo toglie il pacchetto più piccolo e lo appoggia sul tavolo, il pacchetto più piccolo non viene aperto. Dentro al pacco grande c’è una busta per lettere.
📌 Giacomo guarda verso il pubblico, sospeso. Luci leggermente giù.
📌 Giacomo lo fissa, lotta interiore evidente.
📌 Le luci si abbassano mentre i due discutono a voce bassa. Si riaccendono, Giacomo in piedi che osserva il pacco, Fabio seduto sulla poltrona a bere ancora il suo tè.
📌 Breve silenzio. Non ha senso, ma Giacomo lo dice con tono razionale.
📌 Giacomo estrae una seconda lettera più piccola dalla busta. La apre. Legge.
📌 Giacomo posa il foglio accanto all’altro foglio.
📌 Si sente un singolo e deciso bussare al campanello della porta. Secco, fuori tempo comico.
📌 Secondo bussare, identico. I due si immobilizzano. Poi Fabio si schiarisce la voce.
📌 Silenzio. Nessuno dei due sa chi sia “io”. Giacomo indica a Fabio, come a dire: vai tu. Fabio non vuole andare ma poi va, apre la porta di pochi centimetri.
📌 Fabio spalanca la porta per far entrare Sara, poi va verso il tavolo e inizia a fissare il pacco insieme a Giacomo, Sara resta un attimo ferma sull’uscio.
📌 Sara entra, zaino, giubbino, in mano una bottiglia di vino, sguardo stanco ma ironico. Nota immediatamente la scena del pacco con i due che lo fissano. Si ferma. Osserva.
📌 Sara si versa del vino.
📌 Giacomo prende nuovamente la lettera più grande. La gira. Sul retro c’è una scritta: “NIENTE È CASUALE”. Giacomo la legge ad alta voce, i due lo guardano.
📌 Le luci si abbassano leggermente. Atmosfera quasi da stanza di interrogativi, ma comica.
📌 Fabio scuote la testa, i due odiano la frase ma in modo diverso.
📌 Breve pausa. Sara beve.
📌 Fabio guarda Giacomo, sinceramente incuriosito.
📌 Giacomo apre di nuovo la busta: nota una seconda lettera piccola piegata all’interno, sottilissima. La tira fuori.
📌 Giacomo dispiega il foglietto.
📌 I tre si zittiscono. È una domanda strana, elegante, leggermente disturbante.
📌 Silenzio. La tensione si addensa. Poi Sara rompe laconicamente.
📌 Sara va a prendere altri due calici dalla credenza e versa il vino. Fabio prende il suo bicchiere e beve, Giacomo no.
📌 Sara sorride. Giacomo riflette seriamente.
📌 Fabio cerca con gli occhi la reazione di Sara.
📌 Giacomo osserva la lettera, come se cambiasse forma.
📌 Breve pausa. Si sentono dei passi fuori la porta. Nessuno si muove. Poi ancora. Un urlo.
📌 Giacomo si avvicina alla porta lentamente, si avvicina con l’orecchio. Non sente nulla, ritorna al tavolo.
📌 Sara posa il bicchiere. Tono più basso.
📌 Giacomo si gira verso Fabio.
📌 Ancora silenzio. Poi un leggerissimo bussare al citofono. Si abbassano le luci.
📌 La stanza è sospesa dopo il piccolo “click” proveniente dal citofono. Nessuno parla. All’improvviso il telefono di Fabio vibra. È un suono comune, ma dopo tutto ciò risulta quasi minaccioso. Tutto sottovoce.
📌 Il telefono continua a vibrare. Sara prende l’iniziativa e lo afferra.
📌 Sara risponde e mette in viva voce.
📌 I tre si guardano, come se la voce avesse violato la scena. È Mario, quarto amico.
📌 Questa risposta semplice li disarma.
📌 Sara e Fabio lo guardano perplessi.
📌 Si sente un breve silenzio al telefono, poi Mario accetta la richiesta.
📌 Fabio attacca. Ora i tre stanno immobili, in attesa del citofono. Il tempo sembra allungarsi. Poi finalmente… driiiii. Un suono comune, ma adesso densissimo.
📌 Fabio si avvicina al citofono. Si ferma. Guarda Sara.
📌 Fabio sorride, apprezza la frase.
📌 Fabio risponde al citofono.
📌 Suonano il campanello della porta.
📌 Sara va alla porta, guarda dallo spioncino.
📌 Sara apre la porta. Mario entra e chiude la porta. Monospalla, aria tranquilla, come se non ci fosse nulla di strano in corso.
📌 Mario nota il pacco, le lettere, il vino, l’atmosfera quasi investigativa.
📌 Mario si toglie il monospalla lo appoggia sulla poltrona e siede sull’altra poltrona senza che nessuno glielo chieda. Come se fosse già dentro la scena.
📌 Giacomo si alza, gli gira intorno e lo osserva più attentamente.
📌 Questa frase, detta con naturalezza, è un piccolo detonatore.
📌 Fabio applaude piano.
📌 Giacomo prende la busta e l’appoggia al centro del tavolino vicino alle poltrone davanti a Mario.
📌 Mario lo guarda.
📌 Mario legge le domande prima in silenzio, poi ad alta voce.
📌 Mario posa lentamente la lettera.
📌 Giacomo esce dalla comune e si dirige in bagno.
📌 Silenzio lungo. Molto più lungo di quelli comici.
📌 Fabio si appoggia allo schienale. Si concede un sorriso incredulo. L’atmosfera si addensa. Poi un piccolo dettaglio surreale: si sente lo scarico del bagno. Nessuno lo commenta. Nessuno lo ignora.
📌 Giacomo rientra, non parla. Mario lo nota.
📌 Questa gli entra sottopelle. Giacomo non risponde, ma lo sguardo cambia. Si siede.
📌 Sara applaude ironica.
📌 Sara ride. Poi si fa di nuovo seria.
📌 Silenzio. Sembra una frase semplice, ma ha strati. Fabio la mastica con lentezza.
📌 Giacomo si alza, nervoso, ma non rabbioso. Cammina verso il pacco. Lo guarda come un oggetto neutro.
📌 Giacomo prende il pacchetto in mano, vorrebbe aprirlo ma non lo fa. Per ora lo osserva.
📌 Fabio si sporge.
📌 Giacomo lo guarda male.
📌 Breve pausa. Qui arriva la micro-espansione concettuale.
📌 Giacomo si blocca. Punta lo sguardo su Fabio.
📌 Sara si gira verso il pubblico — rottura della quarta parete leggera e naturale.
📌 Riporta lo sguardo agli altri, senza commentare l’inciso.
📌 Fabio beve. Giacomo resta in piedi. Sara prende una sigaretta dal pacchetto che non accende. La tiene tra le dita come gesto e non come vizio.
📌 Silenzio. Teso, ma non cupo. Il pubblico sente che manca ancora qualcosa.
📌 Si abbassano le luci.
📌 Si riaccendono le luci. Continuano dal silenzio finale. Giacomo sempre in piedi, Fabio seduto, Sara con la sigaretta in mano, Mario rilassato.
📌 Giacomo odia risposte così, ma stavolta non interrompe. Si muove invece verso la finestra. Non la apre. La guarda.
📌 Questa battuta è metafisica sottile senza effetti. Mario annuisce, quasi impercettibile.
📌 Twist di ruolo. Sara e Fabio si voltano verso Mario.
📌 Silenzio. Tensione. Fabio si massaggia le tempie.
📌 Questa frase è perfettamente ambigua. Nessun soprannaturale, ma molto verosimile.
📌 Giacomo lo osserva come un detective che ha trovato una crepa nel racconto.
📌 Mario prende lo zaino, lo apre piano. Dentro non c’è nulla di spettacolare: un quaderno qualsiasi. Lo posa sul tavolo. Non lo apre.
📌 Fabio si irrigidisce.
📌 Sara ora non scherza più.
📌 Questo è un punto perfetto: intensificazione psicologica. Giacomo si siede. È il primo segno di resa simbolica.
📌 Mario prende fiato. Questa non è più una scena comica. Fabio lo guarda, serio.
📌 Giacomo ora capisce, almeno in parte.
📌 Fabio lo guarda con affetto e preoccupazione insieme.
📌 Mario sorride appena. Non dice.
📌 Silenzio. Molto bello. Molto carico. Nessuno si muove. Nessuno deve muoversi. Si abbassano le luci.
📌 Si accendono le luci, stessa stanza, stesso ordine. Nessuno si muove per qualche secondo. L’atmosfera è densa ma non pesante.
📌 Fabio è ironico, ma è la sua difesa.
📌 Sara invece non distoglie lo sguardo da Mario.
📌 Giacomo lo ignora.
📌 Mario prende tempo. Guardare l’orologio è un gesto che lo umanizza.
📌 Fabio si immobilizza. Quella frase lo tocca più del previsto.
📌 Silenzio. Fabio è inquieto.
📌 Sara non ha più la cintura ironica addosso.
📌 Giacomo non parla. Mario resta in attesa. Anche il pubblico.
📌 Giacomo non risponde subito. Va alla finestra di nuovo. Stessa finestra, ma ora è diversa per lui.
📌 Silenzio lungo.
📌 Silenzio dopo la dichiarazione dei desideri interni di ciascun personaggio. L’aria è densa, ma tutti respirano leggermente più pesante. Poi, all’improvviso, il telefono di Giacomo squilla. Non vibra: squilla. L’aria cambia.
📌 Sara prende il telefono.
📌 Sara mette in viva voce. La voce dall’altra parte è allegra, caotica.
📌 Giacomo sbuffa. Sara ride.
📌 Mario prende il pacco e lo inclina leggermente verso il telefono, come se volesse “mostrare” qualcosa.
📌 Il telefono smette di squillare. Pausa brevissima. Poi il campanello: DIN DON. Tutti saltano leggermente.
📌 Fabio fa un gesto teatrale verso il pubblico.
📌 Sara sorride. Giacomo scuote la testa.
📌 Mario ride piano.
📌 Tutti guardano la porta. Silenzio. Poi Fabio si avvicina e apre.
📌 Entra Valter, allegro, un po’ confuso, con uno marsupio e un cappello ridicolo. Si ferma a guardare i quattro.
📌 Mario ride.
📌 Valter si guarda intorno. Nota il pacco.
📌 Valter fa un gesto teatrale verso il pubblico.
📌 Tutti ridono leggermente. L’atmosfera è alleggerita, ma la tensione filosofica resta.
📌 Valter si siede senza chiedere, come se fosse sempre stato parte della scena.
📌 Si abbassano le luci.
📌 Si accendono le luci, il soggiorno è pieno di tensione sospesa: Giacomo in piedi vicino al pacco, Fabio sul divano, Sara con la sigaretta, Mario appoggiato al tavolo, Valter seduto a gambe incrociate. La luce è calda ma concentrata sul tavolo.
📌 Valter cammina lentamente intorno al tavolo.
📌 Silenzio. Tutti si fissano a vicenda. Poi Fabio sorride ironico.
📌 Giacomo sospira. Sara annuisce. Mario sorride enigmatico. Valter sembra divertito.
📌 Pausa. Tutti ridono piano, per la prima volta insieme davvero.
📌 Sara indica il pubblico.
📌 Valter guarda il pacco e poi gli altri.
📌 Fabio prende il pacco, lo inclina leggermente verso sé stesso, poi verso gli altri.
📌 Silenzio. Tutti si guardano. Poi, come un gesto collettivo, tutti toccano il pacco. Nessuno lo apre. Un momento surreale: il pacco sembra vibrare leggermente sotto le loro mani. Poi… nulla.
📌 Risatina collettiva. Luci che calano lentamente, lasciando il pacco al centro, simbolo di tutte le possibilità.
📌 Le luci si riaccendono, tutti i personaggi sul proscenio rivolti verso il pacco ma vicini al pubblico.
📌 Nessuno risponde. Si spegne la luce sopra il tavolo, tutti si siedono sul divano comodamente a parlare sorridendo.
📌 Buio lento.
——— SIPARIO FINALE. APPLAUSI. ———