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Nota dell'autore: il seguente sketch fa parte di una raccolta di 5 corti comici intitolati “5W”, ed ispirati alle 5 domande fondamentali della vita, nonché del giornalismo. Nell'ordine di rappresentazione: Perché, Dove, Quando, Chi e Come.

Gli sketch sono in ogni caso a se stanti, e anche se nel caso dell'ultimo (Come) alcuni riferimenti sono più comprensibili se si conoscono i precedenti, è in questa forma autonoma che li pubblico sul sito. Ovviamente chi volesse riproporre lo spettacolo originario, pensato per un gruppo di 3 attori maschili e 2 femminili, può farlo riunendo nell'ordine i 5 sketch.

DAVIDE ORIOLI

Chi?

(E chi lo sa...?)

M1: Personaggio maschile 1

M2: Personaggio maschile 2

M3: Personaggio maschile 3

F1:  Personaggio femminile 1

F2:  Personaggio femminile 2

Aldo de Ioveri                        : Vip  (M1)

Nico Trasgon                         : Ispettore di polizia (M2)

Carlo Panedale                      : Morto (M3)

Tania Godot                           : Vedova (F1)

Genni Vasava                         : Ragazza (F2)

(Salotto di una villa ben curata. in mezzo al palcoscenico è sdraiato un cadavere immobile. Dopo qualche secondo entra Aldo. Ha in mano una bottiglia di vodka semivuota e barcolla vistosamente. Dopo qualche secondo nota senza troppo spavento il cadavere. Con estrema calma lo ispeziona girandoci intorno 2 o 3 volte)

ALDO: Bah, strano... Giurerei che ieri sera non c'era. (sbadiglia). Ma guarda, ma guarda te che schifo, il mio parquet, il mio parquet di legno d'acacia venezuelana. Mi ha sporcato il parquet di sangue. Mi hai sporcato il parquet, bastardo. (fa per tirargli un calcio) No, non posso. Che questa è una prova, e se poi ci trovano sopra le mie impronte digitali... Già, ma sui piedi non ci sono mica le impronte digitali. Tieni, toh, così impari a crepare in casa mia.

GENNI: (entra dalla stessa quinta finendo di rivestirsi) Cos'è quell'affare.

ALDO: Come, non lo vedi cos'è?

GENNI: Uno che dorme?

ALDO: E' un cadavere, un cadavere in casa mia, sul mio parquet.

GENNI: Un cadavere?

ALDO: Si.

GENNI: (inizia a correre per il palco urlando a squarciagola) Ahhh, aiuto, aiuto, un cadavere morto, che schifo, ahhhh, aiutooooo.

ALDO: Stai calma.

GENNI: Chiama la polizia, Aldo, chiama la polizia.

ALDO: Si, adesso la chiamo, basta che stai zitta. Ti immagini se vengono a saperlo in giro, che finisco sui giornali: "Uomo assassinato in casa di noto attore". Quindi cerca di non urlare, che c'ho i paparazzi incollati alle finestre.

(pausa)

GENNI: Ma… l'hai ammazzato tu?

ALDO: Ma no che non l'ho ammazzato io. Io credevo che l'avessi ammazzato tu.

GENNI: E che centro io. Questa è casa tua. Ma... Ma come mai hai una pistola in tasca?

ALDO: Ho sempre una pistola con me. Sono un attore di successo, devo sempre avere una difesa, sennò il primo imbecille che entra in casa mia e mi vuole ficcare un pugnale nel cuore, e io che devo fare, gli dico "oh si bravo, mira bene, qua." Ho sempre una pistola con me. Ma dove avrò messo il cellulare... Eccolo. (compone il numero)

GENNI: E' occupato?

ALDO: No, no, risponde.

NICO: (fuori campo: “Risponde la segreteria telefonica della Polizia di stato. Se volete denunciare un omicidio, premete 1; se volete denunciare un furto, premete 2; se avete intenzione di commettere crimini nel prossimo quarto d’ora e volete consultare prima un esperto di crimini, premete 3. Se volete parlare direttamente con un operatore, premete 4… Avete selezionato: 4. Se volete parlare con un operatore alto, premete 1; se volete parlare con un operatore grasso, premete 2… Bzzzz)

NICO: Pronto, qui è il comando di polizia, chi parla?

ALDO: Ehi iniziamo a tenere bassi i toni, guarda che sei tu quello che stava parlando, va bene?

NICO: Uff... Qui è l'ispettore anticrimine Nico Trasgon, della squadra omicidi, e lei?

ALDO: Bene, io sono Aldo de Ioveri, e c'è il caso che sdraiato qui...

NICO: Aldo de Ioveri, l'attore di teatro?!?

ALDO: Si, si sono io. Ciao fan (immediatamente si dimentica del fattaccio e si intrattiene col fan)

NICO: Salve, incredibile, Aldo de Ioveri. Lo sa, lo sa signor  de Ioveri che ho visto tutti i suoi spettacoli?

ALDO: Bene, sono contento.

NICO: Anche all'ultimo, mi sono divertito tantissimo. Pensi che ho portato anche mia moglie con la figlia.

ALDO: Ah, ecco chi erano i 3 spettatori dell'ultima replica. E senta...

NICO: Lei è veramente un grande attore, per me è una persona così straordinaria.

ALDO: Grazie, fan, è lo stesso anche da parte mia.

NICO: Davvero? Lo dica.

ALDO: Ok, sono una persona così straordinaria...

NICO: Adesso sta facendo qualcosa, sta lavorando a qualcos'altro?

GENNI: (mostrando grave imbarazzo) Aldo... Il cadavere morto.

ALDO: Si, si adesso glielo dico.

NICO: A me piace tantissimo quell'attore che lavora con lei, barbuto, con la voce impostata.

ALDO: Ah quello. Si', lo metto sempre a fare la voce fuori campo perché non è capace, comunque...

NICO: E quello che fa sempre lo stupido, alto...

ALDO: Ah si, è morto.

NICO: Come???

ALDO: Cioè, volevo dire, c'ho un morto in casa.

NICO: Un morto in casa sua?

ALDO: Si.

NICO: Oh,… Beh… (silenzio)… mi dispiace.

ALDO: (sempre con la massima calma)  Anche a me, non s'immagina quanti...

GENNI: (strappa il cellulare) Senta, c'è un cadavere qui in sala, vuole venire a vedere cosa è successo o glielo dobbiamo portare in centrale?

NICO: No, in centrale no, non saprei dove metterlo.

GENNI: (ormai sull’orlo di una crisi nervosa) Ma mica dicevo sul serio, era una battuta.

NICO: Ah, allora non c'è nessun morto.

GENNI: (Esasperata) No, il morto è vero!!!

ALDO: Scusa. (si riprende il cellulare) Signor Trasgon, sarò molto felice di regalarle un biglietto omaggio per tutta la famiglia per il mio prossimo spettacolo, se viene a portarci via questo uomo morto dal mio salotto in stile barocco del tardo '800.

NICO: Ah, va bene, allora volo. Aspettatemi, sarò lì in poco tempo.

ALDO: Bene, Via degli artisti numero 1.

NICO: Numero 1?

ALDO: Indubbiamente. L'aspetto. (riattacca) Visto come si fa?

GENNI: E' incredibile. Ma ti rendi conto di cosa significa questo? Ma chi è questo, un ladro?

ALDO: Non lo...

GENNI: (straparlando senza lasciare il tempo di essere interrotta) Adesso finiremo su novella 3000, tutti sapranno che ti porti le fans a letto a mi faranno le foto e mi intervisteranno per chiedermi se sei un assassino, e monterà uno scandalo, e io come faccio col lavoro, perderò il lavoro...

ALDO: Si, ma...

GENNI: I familiari di questo tizio mi faranno causa, non potrò più vivere, tu te ne fregherai di me, tutti penseranno che sono una cattiva ragazza, i miei non mi vorranno più in casa, le mie amiche mi lasceranno...

ALDO: Gen...

GENNI: Quel ragazzo della 5b che mi piaceva tanto non mi filerà più, tutti mi vedranno come un mostro...

ALDO: Bastaaaa! (tira fuori la pistola e spara un colpo in aria. Rumore di legno infranto)… Il mio tetto di Mogano del Borneo!!!

GENNI: Ulp, ma sono già le otto di mattina, dovrei entrare a scuola a quest'ora. I prof del Liceo telefoneranno ai miei... (si avvia verso la porta)

ALDO: Liceo? Tu fai il liceo?

GENNI: Si.

ALDO: Ma scusa, quanti anni hai?

GENNI: 17.

ALDO: 17? Tu, sei minorenne?

GENNI: Si.

ALDO: Ah, ah ah. (ride isterico) Sono rovinato. Ma perchè ieri sera non me l'hai detto.

GENNI: Te l'ho detto, ma tu eri ubriaco...

ALDO: (sul proscenio) Ah, ho un uomo morto in casa, arriva la polizia, e mi trova con una minorenne. Sono rovinato. Addio, mondo crudele.

(Fa per spararsi, ma la pistola si inceppa)

ALDO: …La mia pistola Colt del 1860…

( Driiin)

ALDO: Cavolo, sono veloci quelli della polizia. Buongiorno.

TANIA: Buongiorno.

ALDO: Lei è l'ispettore Nico Trasgon?

TANIA: No, non mi pare. E qui quel donnaiolo infedele?

GENNI: Chi?

ALDO: Lo sanno già tutti, aiuto.

TANIA: Mio marito, ieri sera se ne è uscito di casa furioso dicendo che sarebbe venuto qui. (passa sopra il cadavere senza nemmeno accorgersene)

GENNI: Quest'uomo morto sarebbe suo marito?

TANIA: Morto? Come sarebbe a dire morto.

GENNI: Guardi lei.

TANIA: Carlo? Carlo!!! (si getta sopra in ginocchio) Ma chi è stato.

GENNI: Boh. Sta arrivando un ispettore della polizia, così adesso faremo chiarezza.

TANIA: Ma non è possibile..Carlo...Morto...

ALDO: (si avvicina) La informo che sta inondando di lacrime un preziozissimo tappeto iraniano del XIII secolo.

TANIA: Me ne frego. Mio marito è morto, si rende conto? Sniff. (scoppia in lacrime)

ALDO: E io, che dovrei dire io? Dovrò rifarmi il tetto, il parquet, il tappeto... E' stato commesso un assassinio in casa mia, la mia immagine è irrimediabilmente rovinata.. Sniff. (si inginocchia a fianco e piange anche lui)

GENNI: Su, dai non fate così, mi spiace, io non centro niente però se vi mettete a piangere, mi viene...Da piangere.. Pure a me... Sniff.

(entra Nico mentre i 3 piangono in ginocchio a semicerchio; osserva la scena con attenzione e stupore, poi si inginocchia unendosi al cerchio e inizia a piangere pure lui; Aldo  si alza e lo nota, Nico continua a piangere da solo, poi si rialza. I due si guardano per 2 secondi, poi si abbracciano e si mettono di nuovo tutti a piangere)

NICO: (ancora singhiozzando) La porta era semiaperta e sono entrato. Sono l'ispettore anticrimine Nico Trasgon.

ALDO: Ah, salve.

NICO: (improvvisamente solenne) Prima di tutto: (normale) mi farebbe un autografo? Con dedica a mia figlia, se possibile.

ALDO: Certo, non c'è problema. Come si chiama?

NICO: Ehm… Nico. Bene, adesso cominciamo ad indagare. La caverò fuori da questo pasticcio, signor De Ioveri. Dunque, lei chi è, confessi.

GENNI: Mi chiamo Genni Vasava.

NICO: E cosa ci fa qui?

GENNI: Sono venuta ieri sera...

ALDO: (imbarazzato) A fare le pulizie. Si. E' la donna delle pulizie. Solo che stamattina è tornata perchè ha dimenticato una cosa... (prende Nico sotto braccio e lo porta verso l’altro lato del palco)

NICO: Cosa?

(insieme)

ALDO: Il detersivo

GENNI: L'aspirapolvere

ALDO: (sempre più imbarazzato) Il, ehm… Il detersivo… che aspira la polvere. E' un prodotto nuovissimo. Glielo lo vado subito a prendere.

NICO: Non si disturbi, resti qui sul luogo del delitto. E lei, cosa ci fa qui.

TANIA: Io sono Tania Godot, e sono la moglie del morto.

NICO: E cosa ci fa qui.

TANIA: Ieri sera ho avuto una lite con mio marito, Sa, faceva il misterioso con me. Ma non è importante, perchè tanto avevo già scoperto tutto. Mi tradiva con una ragazzina del liceo, capisce. E io non l'avevo ancora visto in faccia questa puttanella. Ma adesso ho chiaramente capito chi è. Vero? (da qui in poi alzano progressivamente i toni)

GENNI: Che c'hai tu da guardare.

TANIA: Confessa, tu avevi una relazione con mio marito!

GENNI: E tu come fai a dirlo.

TANIA: Perché lui è venuto qua sicuro di trovarci te.

NICO: Calma, calma. (si frappone tra le due evitando lo scontro)

GENNI: E anche se così fosse, cosa vorrebbe dire? (entrambe urlando)

TANIA: Vorrebbe dire che lui è venuto, ti ha fatto una scenata e tu l'hai ammazzato.

GENNI: Io? Dì piuttosto che tu l'hai ammazzato e poi hai portato qua il suo corpo morto.

ALDO: Ehm, ehm... (quiete) Nel frattempo qualcuno vuole un tramezzino? Ho avanzato della roba dal party di ieri...

NICO: C'è tonno e carciofini?

ALDO: Certo.

NICO: Allora io uno lo prendo.

(va verso Aldo e, non facendo più diga tra le due, da modo alla rissa di ricominciare)

GENNI: Scusate, vogliamo andare in fondo alla faccenda, prima di mangiare?

NICO: Uff, e va bene. Dunque, lei è la moglie, lei è l'amante, lei è il padrone di casa. Apparentemente è impossibile capire chi è l'assassino, ma io ho un metodo che smaschererà il colpevole. Anzi so già chi è l'assassino, in realtà. (gelo totale)

ALDO: (delirante) Non sono stato io, io non c'entro niente. E' stata lei.

TANIA: Io? Ma se non ti conosco nemmeno.

ALDO: Però hai gli occhi da omicida.

NICO: Calma, adesso scopriremo il colpevole. (inizia a roteare le braccia) Ditemi stop.

GENNI: (Stupefatta) Stop.

NICO: 7. 1,2,3,4,5,6,7. Tu, confessa. Sei stata tu ad ucciderlo.

TANIA: Non vale, perché ha detto stop lei? Adesso lo rifacciamo e dico stop io.

ALDO: Non dovevo chiamare la polizia. Dovevo chiamare la croce verde...

NICO: E va bene, rifacciamo.

TANIA: Stop.

NICO: Di nuovo sette.

TANIA: Maledizione. (proscenio) E va bene, va bene, confesso. Sono stata io. Ieri sera, prima che uscisse, gli ho messo del veleno nel caffè. In modo che morisse dopo qualche ora. Se lo meritava, era un bugiardo.

NICO: Bene, signori, il caso è risolto. Adesso posso confessare che anch'io sono un bugiardo. La seconda volta che abbiamo fatto la conta in realtà era uscito 8.

TANIA: Ah si? E allora ritratto. Non è vero, non sono stata io. Gli ho messo del veleno, ma era una dose non mortale. Era solo per fargli capire che aveva sbagliato, ma dopo l'avrei perdonato.

NICO: E allora chi è stato? (minaccioso nei confornti di Genni)

GENNI: E va bene, ok. Sono stata io. E' inutile fingere. (proscenio) Signori, dovete sapere che questo verme d'uomo voleva scappare in Honduras con me, ma prima doveva divorziare dalla moglie. Ieri pomeriggio ci siamo incontrati, e lui ha detto di non volere più chiedere il divorzio. Abbiamo avuto un violento litigio, e ci siamo lasciati.

NICO: E allora?

GENNI: Allora questa notte, quando sono scesa in soggiorno per prendere un drink...

NICO: Un drink?

ALDO: (che beve continuamente da una bottiglia e inizia a farneticare) Eh si, ha fatto le pulizie tutta la notte, poi viene sete, e allora un drink ci sta bene.

NICO: Scusi?

ALDO: Io infatti dico sempre alla donna delle pulizie di farsi un drink in piena notte se gli venisse sete...

NICO: Signor de Ioveri, mi sta forse nascondendo qualcosa?

ALDO: Io? Noooo… Anzi, si, le nascondo il fazzoletto, se vuole; indovini in che mano è?

NICO: Io penso che lei sia ubriaco. Comunque, andiamo avanti. E' scesa a prendere un drink, e quindi?

GENNI: E me lo sono trovato davanti…

NICO: Il drink?

GENNI: No, il morto!

NICO: Aahhh, allora era già morto!

GENNI: No, il morto prima di morire… Insomma, e allora ho avuto paura perchè pensavo... Non so cosa pensavo. Fatto sta che ho preso la prima cosa che avevo in mano...

TANIA: Le mutande.

GENNI: ... E l'ho colpito stordendolo. Quindi l'ho portato in cucina e ho aperto il gas, mettendogli il tubo in bocca. Sono stata io ad ucciderlo.

NICO: Bene, ma c'è qualcosa che non quadra. Se lei l'ha ucciso in cucina, come mai il cadavere è qui? Ce l'ha portato lei?

GENNI: No.

NICO: E allora, la spiegazione plausibile e che in realtà non è morto asfissiato, ma si è ripreso dalla botta ed è rientrato in soggiorno. Potrebbe essere invece morto per un colpo di arma da fuoco. (Aldo è a testa in giù su una poltrona, si sente osservato)

ALDO: Ehi, perchè guardate tutti me?

TANIA: Perchè sei l'unico che ha una pistola.

ALDO: Vabbè, ma che centra. Migliaia di italiani hanno una pistola in casa.

GENNI: Si, ma in questa casa ce l'hai solo tu.

ALDO: Oh, e va bene, ok. (proscenio) Era notte fonda. Sono sceso in soggiorno subito dopo Gen... La donna delle pulizie, per prendere la vodka.

NICO: Per prendere la vodka?

GENNI: Si, senza vodka non riesco a pulire bene negli angoli.

ALDO: Comunque mi trovo davanti questo tizio, e allora ho pensato fosse un ladro, o uno che voleva farmi fuori. Ci sono un sacco di attorucoli che vorrebbero farmi fuori per prendere la mia parte negli spettacoli. E allora non c'ho pensato su due volte e gli ho sparato, mamma mia che sarà mai.

NICO: Bene, finalmente abbiamo risolto il caso.

ALDO: Però va anche detto che ero ubriaco, e non so se l'ho preso, probabilmente l'ho mancato.

GENNI: In effetti in quella porta là c'è un foro di proiettile. Forse invece che colpire Carlo, hai tirato più a sinistra e hai forato la porta.

ALDO: Ho forato la mia porta in avorio della Costa d'Avorio?

NICO: (Uscendo dietro una quinta)  Si, e poi il proiettile ha proseguito la sua corsa... Ehi, ma cos'è tutta quest'acqua.

ALDO: Il mio acquario coi pesci della Papuasia!!!

TANIA: Ha ucciso un pesce tropicale, incredibile.

ALDO: Il mio acquario in vetro olandese, ho sparato al mio acquario. (esce di corsa anche lui)

NICO: Questa volta, signor de Ioveri, ha proprio fatto un buco nell'acqua. (Tutti escono dalla rispettiva quinta) Vabbé, potrò farla anch'io una battuta, no? (rientrano) Comunque, torniamo a noi: di positivo c'è per lei che almeno non è un omicida. A meno che, non abbia sparato più di un colpo. Dica, si ricorda quante volte ha sparato?

ALDO: No, francamene no.

GENNI: Beh, tagliamo la testa al toro. Giriamo il cadavere e vediamo se ha un proiettile nella schiena.

NICO: No, non lo toccate.

TANIA: Perchè?

NICO: Perché...è una prova fondamentale.

ALDO: Vabbè, ma che centra, non lo spostiamo mica, lo giriamo un attimo e poi lo rimettiamo com'era.

NICO: Ho detto di non toccarlo.

GENNI: Ma perché?

NICO: Perché... (incerto) perchè una volta una chiromante mi ha predetto...

ALDO: Eh?

NICO: (ancora più incerto) Perché secondo il manuale della giovani marmotte...

GENNI: Eh...

NICO: (non sa più che pesci prendere) Perché c'è scritto sul kamasutra...

TANIA: Come?

NICO: E va bene, va bene lo confesso. (proscenio) Quella penna che ha nel taschino... Non è una penna. E' un congegno esplosivo in dotazione alle squadre anticrimine italiane. Si chiama "Superbombapennaesplosiva". Ha all'interno un detonatore con temporizzatore, ed era sintonizzato per deflagrare alle 22 di ieri sera. Però, non so perché, non è esploso. Probabilemente è difettoso.

TANIA: E quindi?

NICO: E quindi questo cadavere è una mina vagante, non bisogna urtarlo in nessun modo, potrebbe esplodere da un momento all'altro.

ALDO: Ah. Ma, scusi... Sta supervaccataesplosiva ce l'ha messa lei nel taschino del tipo qua?

NICO: Si, glielo infilata furtivamente ieri pomeriggio durante il nostro ultimo incontro.

GENNI: Quindi vi conoscevate...

NICO: Si.

ALDO: Ed anche lei voleva ucciderlo?

NICO: Esattamente. Lo confesso, volevo eliminare il signor Carlo Panedale perché mi ricattava, aveva scoperto tutto.

TANIA: Ehm... Tutto cosa?

NICO: E' inutile, cara, continuare la farsa: io e Tania avevamo da tempo una relazione. Tutto andava liscio, anche perché sapevo che lui stesso tradiva Tania con un'altra donna, e presto avrebbe chiesto il divorzio. Ma poi, circa un mese fa, ha scoperto la nostra relazione. Ha rinunciato alla richiesta di divorzio per potermi ricattare ed estorcere del denaro. Questo è tutto.

ALDO: Però!

GENNI: Quindi... Quindi lui, non voleva scappare con me, perchè non poteva divorziare da lei, per poter ricattare te che avevi una relazione con lei?

NICO: (ripercorre gestualmente tutte le fasi del ragionamento. Dopo 5 secondi) Si, esatto!.

GENNI: Non potrò scappare in Honduras per colpa vostra. (piange)

ALDO: Se vuoi puoi venirci con me in Honduras; devo andarci per comprare della moquette di Tegucicalpa.

TANIA: (sbotta) Oh basta. Alla fine, siamo tutti colpevoli, è chiaro. Ma l'assassino, chi è sto cavolo di assassino.

NICO: Bisogna ragionare; andiamo in ordine cronologico: ieri pomeriggio, io gli ho messo la penna bomba nel taschino, ma non è esplosa. Quindi non sono stato io.

ALDO: Ok, fin qui è chiaro.

NICO: Poi, è arrivata Tania, e alla sera gli ha messo del veleno nel caffè. Il problema è: quanto veleno hai messo?

TANIA: Non lo so, sono andata a braccio.

GENNI: Insomma, era una dose mortale o non mortale?

TANIA: Ma che ne so io, è la prima volta che ammazzo mio marito. Comunque, erano pochi grammi.

NICO: Continuiamo: dopodichè, è venuta Genni che ha tentato di asfissiarlo col gas.

GENNI: Giusto.

NICO: Ma lui si è ripreso dalla botta in testa prima di svenire del tutto, e, probabilmente stordito, è tornato in salotto. Nel frattempo, era ridisceso in salotto Aldo; il quale, visibilmente ubriaco, gli ha sparato.

TANIA: Io ancora non ho capito perchè gli hai sparato. Non vi conoscevate neppure.

GENNI: Già

NICO: Giusto.

ALDO: Adesso non mi rompete. Perchè gli ho sparato? Voi parlate? Questa l'ha avvelenato, l'altra l'ha asfissato, sto qui lo esplode e io adesso non posso nemmeno sparargli? Ma cosa sono, il più stupido qui in mezzo?

NICO: Su questo siamo tutti d’accordo, signor de Ioveri. Comunque l'ha mancato trapassando la porta e colpendo l'acquario, e una mensola lì vicino.

ALDO: Come una mensola lì vicino. Ho preso anche la mensola?

NICO: Si, c'erano cocci di un vaso per terra.

ALDO: Vuole dire il mio preziosissimo vaso tribale della Siberia occidentale?

NICO: Può darsi.

ALDO: Ah beh, pazienza, era solo una copia. L'originale lo tengo davanti all'acquar... Merda!!!

GENNI: Ma alla fine, quindi, se non l'ho ucciso io, e non l'ha ucciso lei, e non l'hai ucciso tu, e nemmeno lui. Ma allora sto poveraccio, chi l'ha ucciso?

NICO: Ho un metodo infallibile per scoprirlo: ditemi stop.

ALDO: (Dopo una decina di secondi) Stop.

NICO: 47: 1,2,3,4,5,6,7,8,9..10..11..

CARLO: (Mentre l'ispettore conta e tutti sono distratti nel guardarlo, si alza a sedere) Sniff. Ma che puzza di gas che c'è qui!

(tutti lo notano e fanno un salto indietro)

TANIA: Tu... Tu sei vivo?

GENNI: E' un fantasma!

CARLO: Chi è un fantasma?

ALDO: Adesso anche i fantasmi. Cosa diranno i giornali.

GENNI: Come mai sei ancora vivo?

ALDO: Già, ti abbiamo avvelenato, asfissiato, sparato... Dovresti essere morto.

NICO: Questo è il caso più incredibile che mi sia mai successo. 4 assassini e non c'è nemmeno il morto.

ALDO: Ma tu di stanotte non ti ricordi proprio niente?

CARLO: Adesso che me lo dite, in realtà qualcosa mi ricordo. Solo che ho preso una botta in testa, e poi che c'era un caffè con un sapore strano, e anche di un rumore di uno sparo. Forse posso spiegarvi tutto, se riesco... (Escono tutti. Da dietro le quinte) Dunque, prima di tutto, ieri sera ho avuto un litigio con Tania, allora ho preso la giacca e sono usci... Ehi, ma cos'è questa penna nel taschi...

(BOOOOOOM)

FINE

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