Chiudete il sipario, inizia lo spettacolo

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* T A I N A N A' *

* CHIUDETE IL SIPARIO, INIZIA LO SPETTACOLO *

COMMEDIA IN TRE ATTI

di: Rocco Chinnici

           

Tainanà era unu ca riscurria e pinsava a troffa”. Così recita il testo all’inizio.

E in realtà, nella memoria dei belmontesi, almeno di quelli che giovanissimi oramai non sono più, Toinanà, questo il vero nome, era un personaggio realmente esistito che non solo non parlava e non si comportava come “normalmente” fanno gli altri, ma indossava anche abiti “sui generis”, cioè non alla moda. Spesso ancora oggi, si sente dire infatti a uno che non veste appunto alla moda: “pari un toinanà”. Quindi era uno non propriamente inserito, uno che stava a metà fra l’idiota e il pazzo. Se si vuole uno di quei tanti individui che per le loro condizioni psichiche, spesso vivono, nella nostra realtà, la più completa emarginazione.

Ora, Rocco Chinnici, nella sua “Tainanà”, recupera questa figura che a buon diritto entra nella cultura belmontese, se non altro per il fatto che esso viene sovente accostato a chi esprime una opinione apparentemente senza senso. E ne viene fuori una commedia irresistibile che attraverso le battute della suocera, del suocero e dello stesso Toinanà, conduce attraverso i tre atti come in un viaggio che si vorrebbe non finisse mai. Ci si trova così immersi in una serie di dialoghi ricchi di vocaboli e modi di dire, purtroppo obsoleti, che facevano parte del lessico tipicamente belmontese. Espressioni deliziose, quindi, come “Intillicchiarisi comu u baruni ri setti cannola, o pararisi comu ‘na vestia ca si porta a fera”, vanno ad arricchire quella che nell’opera è una superba e sapiente esposizione della lingua belmontese.

Toinanà, personaggio chiave della commedia, come sempre capita in questi casi, ci pone il solito dilemma: scemo o furbo? Pazzo o saggio? Il Toinanà di Rocco in verità assume delle tinte più nette e così diventa ora analitico e segace, ora ironico e sferzante. Ne esce fuori alla fine un autoritratto dell’autore il quale spesso ironizza sugli intellettuali – evanescenti e poco concreti -. Ottima per altro la trovata della distinzione tra risata colta e risata popolare. Si delinea così un Rocco impegnato da un lato, in un’opera di denuncia, e dall’altro, in un’opera di revendicazione. Denuncia ovviamente dei politici, i quali troppo impegnati nelle autocelebrazioni, sono spesso insensibili alla vita culturale del paese e rivendicazioni, per avere mezzi sufficienti per continuare a fare teatro.

                                                                       Francesco La Barbera

PERSONAGGI

REGISTA

MARIA

ANGELO

ANDREA

LAURA

GIOVANNI

I. MACCHINISTA

II. MACCHINISTA

TOINANA'

SUOCERO

SUOCERA

I. SPETTATORE

II. SPETTATRICE

SPETTATORE

CARABINIERE

II. SPETTATORE

SINDACO

CONSIGLIERI

BANDITORE

P R I M O  A T T O

 (E' finita da poco la rappresentazione dell'ultimo lavoro. Dopo i ringraziamenti al pubblico, il sipario si chiude sul lavoro. Dopo un po’ il sipario viene riaperto. Gli operai iniziano a smontare la scena e gli attori si struccano).

REGISTA

(Mentre si riapre il palcoscenico comincia ad uscire i libretti agli attori che stanno togliendosi il trucco) Bene, bravi, avete visto anche stasera che pubblico?

TUTTI

Eh già!

REGISTA

Volevo dirvi, prima di dare inizio alla lettura del nuovo copione, che per domani sera è fissata la riunione di direttivo.

TUTTI

Cosa? Di cosa?

REGISTA

Di direttivo! Siete pregati quindi di non prendere nessuno impegno. Me lo ha ricordato il presidente dell’associazione, mentre mi premuravo a recarmi qui.

Allora...?

MARIA

Mi scusi, maestro, io... vede, credo che non potrò venire; sa, il mio fidanzato, giusto domani, compie gli anni...

ANGELO

Scusate, ma proprio domani! Porcaccia della miseria! Capisco che le riunioni si devono fare, ma giusto il sabato! Maestro, cerchi di capire, noi siamo giovani.  Domani veramente si esce, si va a mangiare fuori con gli amici... le ragazze... si può far tardi anche, e si va incontro alla domenica. Con tutta una settimana che c'è, giusto domani si deve fare questa benedetta riunione, dico!

ANDREA

Va beh, dai! Sei sempre il solito! Non stare a farla lunga adesso, cosa vuoi che succeda se per questo sabato non si va, non casca di certo il mondo!

ANGELO

Ma si, ma si, non facciamola lunga! Figurarsi poi, se dovesse mancare per me, apriti cielo!

REGISTA

Angelo... Andrea... poche polemiche. Dunque, chiarito questo, volevo dirvi che questa volta, visto la rappresentazione delle due ultime commedie… diciamo un po' difficilotte! Per il nostro pubblico, che, onestamente dobbiam dire, non ci ha mai deluso...

TUTTI

Vero é, vero è!

REGISTA

Ho pensato, e vediamo se tutti siamo d'accordo, (distribuendo i copioni) di preparare, come prossima rappresentazione, un lavoro brillante.

TUTTI

Brillante! Brillante!

REGISTA

Eh! Che ne dite?

ANDREA

Oh, era ora! Vediamo, (il regista inizia a consegnare i libretti) mi faccia vedere?

MARIA

(Avuto il suo libretto) Anche a me pare sia una buona idea. E poi, su via! Cerchiamo di non farlo stancare questo nostro fidato pubblico.

LAURA

(Riceve il suo libretto) Giusto! Mi trovate molto d’accordo con questo lavoro. (Indicando il libretto) Finalmente faremo una commedia brillante!

TUTTI

Brillante!

REGISTA

Anche se… devo dire, che per questi ultimi due lavori, come ha accennato il maestro, la gente è rimasta ugualmente entusiasta.

ANGELO

(Riceve il suo libretto) A me, a dire il vero,  è sembrato proprio il contrario.

ANDREA

Ma il pubblico era lì, la sala era piena, che questo forse non conta?

ANGELO

Dove volevi che andassero le persone! Al museo? In qualche auditorium a sentire della bella musica? O magari al cinema? Cerchiamo di non illuderci. La gente sente il bisogno di uscire, ama ritrovarsi e stare assieme.

REGISTA

Scusa Angelo, noi che abbiamo fatto? Non abbiamo forse permesso loro, anche con il nostro lavoro, le nostre commedie insomma, di realizzare anche queste cose che tu dici? E allora!

GIOVANNI

Scusate, sicuramente Angelo voleva... (Entrano i due macchinisti da un lato del palcoscenico. Portano ciascuno una scala che useranno per arrampicarsi e smontare le scene. Il secondo è un po’ tonto. Parlano come a continuare un discorso cominciato fuori).

I. MACCHIN.

Non può essere ti dico! Scusa, la commedia qui dice (mostrando il libretto) che Tainanà...

II. MACCH.

Toinanà?

I. MACCHIN.

Tainanà!

MARIA

Toinanà,Tainanà! Di chi stanno parlando?

LAURA

(A Maria che legge il titolo del libretto) Ma è il personaggio del lavoro che dovremmo iniziare! Scusa, tu, non lo hai ancora letto il  titolo del copione?

MARIA

Ah, eccolo qua! Si vero, hai ragione, hai ragione! Tainanà.

I. MACCH.

Qui (indicando il libretto), t’ho detto qui! Dove guardi? Dice che...

TUTTI

Che?

II. MACCH.

Tainanà?

I. MACCH.

E chi mia sorella? Sempre lui, si, so, Tainanà! (Al regista) Senta maestro, per favore, non potrebbe assegnarmi un collaboratore un poco più... più sveglio?

REGISTA

Dove vuoi che vada a prendertelo! (Al II macch.) E poi scusa, giusto stasera devi iniziare a idearti la scena? Non credo sia tanto difficile, sai! Potreste comunque iniziarla più in là!

II.MACCH.

(Scende la scala e la sposta) Piu' in là! qui va bene?...

I.MACCH.

Piu' in là, dice, come tempo, non come spazio; cretino!. Madonna del Carmelo! A questo, forse è meglio parlargli nostrano, maestro. Se no voialtri, la commedia l’avete bella e pronta e noi ancora dobbiamo inventarcela la scena.

GIOVANNI

Stavo dicendo... Angelo, sicuramente voleva dire che, se in paese ci fossero stati altri punti d'incontro, probabilmente la gente stasera non sarebbe venuta a sentire noi; avrebbe potuto scegliere.

ANGELO

Mi pare così chiaro!

LAURA

Che state a dire adesso! Abbiamo, o no, rappresentato due bellissimi testi?

ANGELO

Bellissimi per noi! Dai, su... sempre gli stessi discorsi dobbiamo fare! La gente in teatro viene… diciamocelo chiaro, e quando viene, vuole divertirsi, diamine! Vuole ri-de-re!

ANDREA

E la cultura? Allora diciamoci anche questo! Dove la mettiamo la cultura?

REGISTA

Si può anche far ridere facendo della cultura. Certo, sappiamo benissimo che la risata può, a volte, nascondere il messaggio dell'autore, ma... non succede poi a tutto il pubblico di essere travolti dall'aspetto eccessivamente comico della commedia. Castigat ridendo mores.

ANGELO

Beh, se è per questo ci sarebbe da ricordare il caso di quei due intellettuali che mentre il pubblico crepava dalle risate, per delle battute che lasciavano anche riflettere, loro due, solo loro due, rimanevano invece seri, troppo seri, ricordate? Di una serietà, ora che ci penso, patibolare, che quasi stupiva; (imita gli intellettuali e gli altri sorridono)

GIOVANNI

Io, veramente, quando li vidi arrivare, mi sarei giocato tutto che per nulla al mondo avrebbero accennato a un chè minimo sorriso in tutta la serata. Forse perché credendosi intellettuali, intendevano dimostrarlo con la loro ostentata serietà; e la sciocca battuta... non avrebbe così stimolato (ironico) il loro cervellone alla risata. “Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi, avranno pensato”.

LAURA

Ma la battuta, quella a cui ti riferisci, non fu creata per suscitare la risata, ma per una ragione logica di quel testo. Se quelli non hanno riso, credo, invece, sia stato perché, prima che iniziassimo la commedia, si saranno imposti a non ridere di proposito. Quando sono venuti non lo sapevano che non rappresentavamo Shakespeare?

REGISTA

Va la, va la, Laura! Che forse Shakespeaere non scrisse anch'egli dei testi dove alloggia bene la risata? Certo è, che anche la risata ha una sua  espressione culturale, ad esempio, se  essa, la risata, viene  sollecitata da una  battuta di un testo molto famoso, e allora si riderebbe in maiuscolo, se viceversa trattasi di un testo o meglio di un testino, diciamo... sconosciuto, allora si riderà in minuscolo.

TUTTI

(Provano le risate) Ah! Ah! Ah! Eh! Eh! Eh! Ih! Ih! Ih!

LAURA

Ma... attenzione! Allora bisognerebbe grammaticarla la risata! Darle una certa dizione, che so: ih! ih! ih! sarebbe dizione colta; ah! ah! ah! dizione, diciamo, popolare, e così in ogni commedia il pubblico saprà, quando deve ridere, se ridere da colto o da cretino!

TUTTI

Da cretino!

(RISATA GENERALE)

I. MACCH.

(Al secondo macchinista che si rifiuta ostinatamente di capire le spiegazioni) Broccolone che non sei altro! Toinanà era uno..., comu dire..., che discuteva alla “sanfrasò” (ad muzzum), capisci tu sanfrasò cioè per i fatti suoi, come gli veniva meglio! Ora guarda che fai, ti siedi qui bello e tranquillo e ascolti la storia… senza parlare! (lo porta in mezzo agli attori).

II. MACCH.

Ah, senti! glielo hai detto della scena?

I. MACCH.

Che scena? (Ricordandosi) Ah, va beh! Poi se ne parla. Siedi ora e ascolta.

REGISTA

Di che scena state parlando? Ci sono forse problemi?

I. MACCH.

No, niente maestro, e solo che... dice, il tonto... perché, cosa vuole è un pò... (facendo segno che capisce poco).

REGISTA

Tu dimmelo lo stesso, che dice?

I. MACCH.

Lei mi scuserà, ma..., dice: (imitando il collega) cosa dobbiamo guardare a fare la scena, se dopo non ci sono i soldi per realizzarla?

REGISTA

E perché è convinto di questo?

I. MACCH.

Perchè dice, sempri questo..., che (imitando c.s.) i soldi del fondo cassa dell’Associazione se li son divisi quelli (fa cenno ud uso di imbrogli) del consiglio direttivo.

REGISTA

Quelli che? Ma, ma, ma finiamola!

GLI ATTORI

Allora, vogliamo iniziare o no!

LAURA

Non dia ascolto a quello, maestro! Ne dice tante di stronzate. Le sente dire in giro da quelli come lui e da buon cretino le beve e le ripete; non s'accorge invece di tutte le attrezzature che l'Associazione ha comprato, no! Se gli dicessimo che sono venute per virtù dello Spirito Santo, quello non solo ci crederebbe, ma sarebbe anche capace di convincere gli altri! Mi creda, facciamo storie, anche quando si tratta di pagare l'affitto del locale... diciamo locale, più angusto di così!

REGISTA

Sua via, non facciamoci caso! Avanti che proviamo! Allora vediamo di cominciare la lettura del testo. Dunque…

GLI ATTORI

Dunque

REGISTA

Dunque lo dico io!

GLI ATTORI

Dunque, lo dice il maestro!

REGISTA

Tainanà era...

TOINANA'

(Usciranno o da dentro una grossa e vecchia cornice, come se fosse un quadro, o verrano dal pubblico, parleranno cercando di italianizzare le parole, essendo di poca cultura) Ancora! E ci batte col pupo! Ci ho detto che non lo volessi!

SUOCERO

Zittoti, santo diavolone! Avessimo a far ridere le persone? Che giusto quani, santo Dio?

TOINANA'

(Inizia a scendere) Voscenza si facesse gli affari suoi, ca con la scusa di mettere sempre la buona, la qua presente sua signora ha preso troppo campo.

SUOCERA

(Segue Toinanà) Gran pezzo di malacondotta! Sparte, io ho pigliato campo!

I SPETTAT.

Ma insomma! Che succede?

II SPET/ce

Non so! Non capisco perché quei due tirano a litigare. Giusto qua in teatro dico!

TOINANA'

(Comincia a scendere dal quadro o venire dal pubblico) E insiste! Ci ho detto no e tanto basta, oh! Ma con chi mi volesse imbarcare; (al pubblico) signori mei, con quella scimmia devo ammogliarmi?  (Alla suocera) Ma perché non la va a inchiudere alla Villa Giulia!

SUOCERA

(Si alza e segue Toinanà che cerca di raggiungere le prime file) Alla mia figlia, alla Villa Giulia? Grandissimo avanzo di prigionìa, tieni qua! (Colpo di borsetta).

REGISTA

Insomma cosa sta succedendo là in fondo? Volete fare un po’ di silenzio per favore, non vedete che qui si sta cercando di lavorare!

GIOVANNI

Maestro, non pensa lei che sia il caso di chiudere il sipario!

REGISTA

Che sipario e sipario, lascia stare!   

MARIA

Guardate quelli! Hanno interrotto le prove. Nessuno c'è che s'incarica di mettere un po’ d'ordine?

TOINANA'

Sperassi in San Calogero ca questa cassapanca che havi per figlia ci deve restare in capo la pancia per peso; e voscenza è un grandissima bandiera di canovaccio! Prima mi dice una cosa, e poi nel mentre ne volesse un’altra.

SUOCERO

(Che aveva seguito la scena) Stai attento a come discorri colla mia mogliera, sennoni... (agli spettatori vicini) Scusati voiavotri per il cortigghio chi ha cominciato a fare il quantunque presente, Toinanà. (Scende e raggiunge gli altri).

REGISTA

Ehi voi! Come avete detto? Vuole ripeterlo?

SUOCERO

Toinanà!

LAURA

Sentiteli! Maestro, non è il titolo della commedia che stiamo preparando?

REGISTA

Voi, voi, voi, come avete detto?

SUOCERO

Ma quali voi e voi! La comeddia quisto la sta facenno. Cosa di ballarici sopra la panza! Te ne accorgessi che cosa stai comminanno?

TOINANA'

Ma parlasse come sa parlare! Le parole aceto le sta facenno addiventare! Lei cosa di venire allo teatro eni? Vadi a faresi una passeggiata! (Ironico) Ha da faresi vedere ca viene allo tiatro, quisto filosofo.

SUOCERO

Incollati questa boccaccia! Non te ne accorgessi quello che stai conbinanno?

I° SPETTATORE

(Quello vicino) Dico vogliamo smetterla! Se queste sono maniere! State facendoci perdere lo spettacolo.

TOINANA'

Io sto facendoci perdere lo spittacolo? Manco dice questo  (alla suocera) bello quadro! (ai due) Andate via, sciò! sciò!

REGISTA

(Verso i tre che hanno preso posto tra il pubblico) Per favore! vi rendete conto che state disturbando il pubblico? Cosa vi costa fare un po' di silenzio.

TOINANA'

(Al regista) Signor… como si chiama, ci lo dicisse lei (guardando la suocera) che smammano.

SUOCERA

A mia? E che ave da dirrmi quel cristianuzzo bello, montagna di rifiuti che non saresti altro. Io, per tua normalità, sono una perfettissima signora!

TOINANA'

(Ridendo a crepapelle) Una perfettissima signora! (ride) Ma che incocchia! Chi ci vole fare credere a quille persone! Una signora! Voscenza signora lo dicesse soltanto percheni lo ha ntiso dire, ma di socco significa, sicuramente non lo immagina, grandissimo animale del bosco!

II SPET/ce

La lasci stare, su! Vi rendete conto di cosa state combinando?

TOINANA'

Io ce lo discevo a questi due 'nchiappitalà: statevi a casa che lo teatro non eni cosa per voi, no! (ironico) Noiavotri ci abbiamo di venire pure! Si sono lustrati, vedete?  (Al suocero) Lui si è lostrato che paresse il barone dei sette cannoli; nel qual mentre lei si è parata come quelli animali che portano alla fiera di bestiame.

REGISTA

Signori miei! Volete smetterla di disturbare? E’ mai possibile che non ci sia proprio nessuno, capace di mettere un po’ d'ordine in sala.

CARABINIERI

Ci siamo noi! Siamo qui signore! Noi, veramente, pensavamo, in un primo tempo, che questi facessero parte della vostra compagnia! (Al gruppetto) Su, finitela con questa confusione o saremo costretti ad invitarvi a seguirci!

SUOCERA

(Al carabiniere) Calasse le mani! Che per sua norma non avessi ancora ammazzato nessuno, anche se a questo ci mangiasse la gola. Sei propria Toinanà! 

TOINANA'

Ma a chi, a chi! E conducetevela via nella giungla! (Facendo il verso della scimmia) Eh! Eh!

CARABINIERE

Adesso basta! E cerchi di smetterla lei, ha capito?

SUOCERO

(Cercando di mettere la buona parola) Sentisse, lassasse stare che ora ce ne andassimo tutti, belli calmi calmi.

CARABINIERE

E senza perder tempo, mi raccomando, altrimenti vi portiamo via noi. (Mima le manette).

REGISTA

(Al pubblico) Chiediamo scusa per questo piccolo incidente che s'è venuto a creare, e, nell'augurarci che quanto avvenuto non venga più a ripetersi, adesso, diamo inizio alla lettura del copione. Dunque, stavamo dicendo, che... Tainanà, era...

TOINANA'

Ccillenza, lei mi fa indisponire quanno dice Tainanà. Lo nome è Toinanà, Toi! Toi! Ha capito? Toinanà!

REGISTA

Come si permette! Ci vuole lasciare continuare? Lei ancora non si è reso conto di quello che ha combinato: ha interrotto, e continua a farlo, le prove di recitazione. E’ lei, mi scusi, che non sarebbe dovuto venire a teatro, non sua suocera.

SUOCERA

(applaude il regista) Bravo! Bravo! Bravo Ccillenza! (a Toinanà) Inghiottisci, montagna di concime!

REGISTA

Calma, calma! Stiamo comodi e buoni, buoni. Per l'ultima volta, finiamola di disturbare; altrimenti vi faccio accompagnare fuori. (Torna la calma) Oh! Allora...

ANGELO

Maestro, mi scusi, intanto iniziamo a leggere?

REGISTA

Ma sì, ma sì! E forse è meglio, anziché spiegare i personaggi subito, passare  direttamente alla lettura del copione.

ANGELO

E... mi scusi, la didascalia… visto che siamo alla prima prova, dobbiamo leggerla lo stesso?

REGISTA

Sì, sì certo! Che domande! Mi raccomando forte e chiaro.

ANGELO

Qua è scritto: Tainanà, uomo di media età, veste indumenti del popolo...

TOINANA'

Senta signorinello che legge, vedesse che intanto, io mi chiamo Toinanà, e li vestiti a me non me li ha dato nessun popolo, ha capito? Vedesse che io così sono nasciuto, non cominciamo a ‘mbrogliare le carte.

REGISTA

(Fa cenno al carabiniere di intervenire) Prego!

CARABINIERE

Adesso basta, favorisca con me. Lei mi sta costringendo a portarla dentro, abbia pazienza!

SUOCERA

Ohhh! Ma non facesse cerimonie, sentisse me, se lo portasse, se lo portasse!

CARABINIERE

(Tiene Toinanà che si divincola) Insomma, dico! Che dobbiamo fare?

II SPET/ce

Se questa è civiltà! Dove viviamo! (al carabiniere) E se li porti pure tutti dentro, diamine! Se no, qui, non capiamo più niente!

TOINANA'

(Alla spettatrice) Ma chi cosa volesse capire, mi scusasse, che già quello ha detto Tainanà e lei subitu se lo inghiotte? E sparte mi pare un poco alletterata!

REGISTA

(A Toinanà) Senta per favore, (al pubblico) scusate voi, (a Toinanà) salga sul palcoscenico, ho da chiederle qualcosa. (al carabiniere) Lo lasci!

TOINANA'

Certo che venissi, era ora!

SUOCERA

(Mentre Toinanà raggiunge il palco, all'altro carabiniere che poi li fa passare) Eh, no! Iu pure ci dovessi venire, (rivolta al suocero) e magari lui! Anche se la sua parte, esserci e non esserci è la stessissima cosa.

SUOCERO

(Mentre si avvia verso il palco) Senti, cammina, dovessi incominciare con te, pure! O qualmente ti pare che mi hanno inventato per scherzo¸ io, per esser qua la ragione volesse dire ca c’è. Se tu invece hai più battute di me, si vede che la cosa dovesse andare così, per ora. Manco dice che sorta di mala figura che stassi facendo per davanti a questi signori.

SUOCERA

Nelle mani ci doveva venire a quello che mi ha messo in barca con voi; se mentre mi avesse messo in un altra barca di nobili, a quest’ora sarebbi una regina!

TOINANA'

(Dal palco) Una regina, la lava piatti! (intanto che sale) Voscenza guardi dove mette gli zoccoli, prima che cade e si rompe il collo. (Ironico l'accoglie sul palco) Maestà!

SUOCERA

(Non appena mette piede sul palco) Per tua norma, devi sapere che il mio portamento è pompa magna.

TOINANA’

Che cosa?

SUOCERA

Ma già, che ti dico magna, per te magna è mangiare, mangiare e pensare per la ventre!

I TRE PERSONAGGI SALGONO IN SCENA

MARIA

Maestro, e questi chi sono? Si può sapere da quale continente arrivano? Usano un linguaggio!

REGISTA

Cosa vuoi che ne sappia io! (al suocero che cerca anch'egli di salire) Senta, non occorre che salga pure lei, già è tanto che salgono loro.

SUOCERO

(Salendo sul palco) Ma che sta dicendo! Io non potessi restare qua, mi dasse ascolto, noi sarebbimo assieme, attaccati… giunti va!  

TOINANA'

(Agli attori) Baciamo le mani! (al regista) Allora, illustrissimo cristiano, mi dicesse. (osserva attentamente il regista) Lo sape che a guardarlo da vicino ha una bella lontananza? (Alla suocera, dopo averla osservata) A voscenza è inutile guardalla, perché di vicino o sottosopra eni sempre la stessa cosa.

SUOCERA

Ccillenza, ce la dia una boffa!

REGISTA

Stia zitta lei! (a Toinanà) Allora, poco fa ha finito di dire di chiamarsi Toinanà, dunque, lei si chiama così?

TOINANA'

Mi scuserebbe, (guardandosi attorno) ma parla con me?

REGISTA

E con chi allora! Lei si chiama o non si chiama così?

TOINANA'

Che io come farebbi a chiamarmi a me che sono sempre la stessa persona, devo guardarmi allo specchio? Forse lei penzasse che io… (facendo il segno come se fosse pazzo) Scusasse che forse lei usa che si chiama lei stesso?

REGISTA

La smetta, e risponda semplicemente alla mia domanda, e cerchiamo di farla finita!

TOINANA'

Me lo dicesse all’orecchio se ci sembra male, che ceni di strano se uno si chiama o parla da solo? Il male è non avere il coraggio ammetterlo davanti a tutti. Chi sa quante volte ci è successo di ridere mentre siamo soli, e magari guardaresi intorno se qualche altro ci stava guardando.

REGISTA

Che sta dicendo! E poi come si permette! Insomma vuole rispondere alla mia domanda si o no?

SUOCERA

Ccillenza ancora non ha visto il bello, pià avanti deve vedere che spicchio di mandorla amara che è!

REGISTA

Più avanti! Più avanti dove? E di cosa parla? E non mi chiami Ccillenza! Allora, lei diceva di chiamarsi...?

TOINANA'

E continua a mungere la pecora strippa! Ma come, lei non si chiama, e io mi devo chiamare a qualunque costo!

ANDREA

Senta, mi scusi, sta facendo un mare di confusione. Il Maestro vuole dire, in sostanza, qual’è il suo nome?

TOINANA'

E ci voleva tanto! Io sono Toinanà, non ce l’ho detto poco fa! Ma questo non è il mio nome quello per vero, quello è unaltro.

LAURA

Oh, bella! E allora perché si fa chiamare cosi, se quello non è il suo vero nome?

TOINANA'

Scaltra è lei! O pensa che avessi avuto questo piacere? (riferendosi allo scrittore) Me lo hanno dato questo nome, e me lo devo tenere per l’eternità. Come mi fossi persuaso mai a mettermelo io! Nella vita, cara signorinella, si sa come si nasce, ma nessuno sa come poi cresce. Io, volendoci fare un esempio, sono nato così… com’è ci viene da ridere, vero? Ma la mia è… una eccezione.

SUOCERA

Egli è un pezzo raro, da collezione.

TOINANA'

Certu, e voscenza lo sa, è solo che ci fa raggia ca è personaggio di secondo piano. Voscenza, con (al suocero) quest’altro annusa cassetti, dovesse baciare le mani a me se in questo momento vi trovate qua, vivi, a parlare, farsi sentire, farsi conoscere… anche se per conoscere lei, mi dovesse credere, non c’era proprio bisogno d’ispirazione. Una suocera di quelle che si chiama suocera! Mi ha capito, o è rimasta sciroccata, sua altezza reale. (Al suocero) A lei tocca parlare, a cosa penza? Anche se ha due sole battute...

SUOCERO

Ora, finiscila!

REGISTA

Senta se l'ho fatta salire qui è perché voglio cercare di capire. Perché, vede, stiamo preparandoci a portare in scena una commedia tratta da un testo giusto dal titolo Tainanà.

TOINANA'

Sentisse me, se Tainanà… come dice lei, vuol dire io, il me presente, allora guardi ch’è scritto sbagliato, perché si dice To, no Ta, ha capito? Mentre se poi Ta vuol dire che è tradotto in italiano, allora vuolesse dire che non mi intrometto più.

(VOCE IN FONDO ALLA SALA)

Allora, com’è finita in chiacchiere! La vogliamo iniziare o no questa benedetta commedia, altrimenti ce ne andiamo. E' una vergogna; ha avuto proprio ragione quel tizio, quando disse che qui si fa teatricchio. Vedete se questo è modo di far teatro!

REGISTA

Ha ragione; hanno ragione! (Avviandosi al proscenio) Chiediamo nuovamente scusa a questo nobile pubblico per questo piccolo incidente. Chiediamo solo il tempo necessario per potere chiarire alcune cose con questi signori e, non preoccupatevi, riprendiamo subito con la lettura del testo. Sipario,

SPETTATORE IN FONDO ALLA SALA

(Il regista sta per chiudere il sipario) Eh no! (Il regista riapre lentamente metà di sipario guardando in mezzo al pubblico quello che succede) Bisogna prendere seri provvedimenti, si farà una raccolta di firme e la porteremo al Comune, deve decidersi il Sindaco a cambiare questo stato di cose! Che modi sono questi!

ALTRO SPET.

Il Sindaco! E che c'entra? Che forse è il Sindaco a decidere quale cultura dobbiamo avere? Creiamo una commissione in grado di capire il livello culturale del paese, e, in base a quello, decidiamo il da farsi.

SPETTATORE IN FONDO ALLA SALA

Perché non chiediamo intanto a qualcuno degli spettatori, cosa ne pensa del teatro.

ALTRO SPE.

Io vado a chiamare il Sindaco, l'Assessore al ramo e qualche altro responsabile dell'Amministrazione Comunale. Qualcuno deve decidersi a venire ad assistere per rendersi conto di queste cavolate!

SPETTATORE

Vai, vai! Io continuo a sentirmi i pareri della gente.

(SI VA INTERVISTANDO IN ATTESA DELL'INIZIO DEL II ATTO)

S E C O N D O   A T T O

TOINANA'

Potesse stare sicuro, Ccillenza, che non parlo più. Vorrebbi sentire che dice questo vostro Tainanà.

REGISTA

(Alla suocera che intanto si fa trovare seduta su di un'alta seggiola) Qui voi non potete stare, scendete.

SUOCERA

Chi, io? Scendo? Che scendo! Se questo non si muove di qua, io non vado proprio in nessun posto! Allura, mi scusasse, lei non l'ha capito proprio; tutti e tre siamo la stssa cosa.

SUOCERO

(Rivolgendosi alla moglie e al genero) Sentite a me,  facciamo come dicesse  quel signore, scendiamo.

TOINANA'

Dove? Lo ha dimenticato? Da qui, noi, non scendiamo più! Rimaneremo in scena fino alla fine. Ognuno deve fare la sua parte. (al suocero che tenta di andare via) Ma che personaggio è lei! Questi signori (Indicando gli attori), se vogliono, possono pure fare la nostra parte, ci sono abituati. L’uomo recita tante parti, però sconosce quella che è veramente la sua parte; ma noialtri no! Noi siamo personaggi! Compito nostro è l’onesta di fare ognuno la propria parte, quella vera; (al regista che sta a sentire) lei non può capire.

REGISTA

Mi scusi, secondo lei, io sto recitando qualche parte?

TOINANA'

Non ora, ma domani o domani appresso, appena si ci offre l'occasione lei recita l'altro, entra nell'altro, e non sto parlando di teatro, voscenza sa intendermi.

REGISTA

(Meravigliato) Boh! Che vuole dire?

 

TOINANA’

(Il regista ha cenni di incomprensione) Per carità non si allambicchi il cervello per quello che dico: la verità fa male. Mi ascolti, l’ammetta, l’ammetta a che le offro la possibilità di farlo! Perché il danno di voscenza non è quello d’aver sbagliato, ma quello del mancato rossore in faccia che le viene. Ecco! Perché insisto sul nome “Toinanà”, io, non posso apparire ciò che non sono; io non posso… io.

REGISTA

(Agli attori) Avete sentito? Hanno inteso bene le mie orecchie? Egli dice di “essere” quel Tainanà! (indicandolo nel libretto).

SUOCERA

(Girando su se stessa) Per carità signor registro, non ci mmettesse altri pidocchi in testa che già il quadro è bello com’è.

TOINANA'

Guardate chi parla di quadro! (riverente) Stesse attenta a non perdere il prospetto, (ironico) altezza reale.

ANGELO

Allora... che facciamo? Se non dobbiamo più leggere il copione e se per stasera abbiamo finito... io vado, vado!

GLI ATTORI

Anche noi andiamo, se non si deve più continuare?

REGISTA

No, no, aspettate! Non capite? Questo... tizio, dice di essere...

TOINANA'

E torna prete e soffia! Senta signor... come si chiama, io non sono nemmeno tizio, ma...

REGISTA

Ma tizio indica... va beh! va beh! Lasciamo stare. Lei dice, dunque, di essere quello del copione... mi pare, o sbaglio?

TOINANA'

Sentisse, io cerco solo di prendere le difese a questo Toinanà, che sarebbe me, perché sa, se ne dicono già tante in giro… (all'orecchio del regista) Ciuciuciù, ciuciuciù ciuciuciù!

REGISTA

(Meravigliato, ripete il ciuciuciù) Ciuciuciù?

TAINANA’

Ciuciuciù!

REGISTA

La finisca, come si permette! A che c'era poteva anche dirlo forte!

TOINANA'

Chi, io? (guardando la suocera) Alla presenza della corte, della regina? E lei  è questo che va cercando, la signora, sentirmi dire queste cose; vastasa!!!

REGISTA

Si vergogni! (gli altri ridono)

GLI ATTORI

Vergogna!

TOINANA'

A me guardate? E a lei che dovete guardare! (alla suocera) Non si vergogna della di lei persona?

CARABINIERE

(Dal pubblico) Mi scusi! (al regista) Senta, posso gentilmente interromperla?

TOINANA'

Perché già non m’ha interromputo così, mi scusasse?

CARABINIERE

(Al regista) Se li portassi fuori, non pensa lei che si risolverebbe la situazione? La gente mi pare, che tra le altre cose, si sia pure stancata e se ne stia andando via!

TOINANA'

Certo! Se tutti avessero avuto le sedie per sedersi, si sarebbero stancati di meno, ma già, cosa ci dico! Chi sa quanti l’avranno già detto prima di me il discorso delle sedie.  

REGISTA

Su, scendete! Ora basta! Andate via!

TOINANA'

Come! Prima dice di voler sapere se sono quello del libretto, e ora mi dice d’andar via! Senta, io ora mi siedo qui a terra, in un angolo, perché a questo punto me la volessi sentire davvero tutta questa storia.

REGISTA

(Alla suocera) Andate via voi due!

SUOCERA

E come ce ne andiamo! Noialtri... (rivolgendosi al marito) E parla tu botta di veleno! Sempre io devo parlare?

TOINANA'

Come vuole che parli, se non ha avuto scritte battute! (al regista) Ah, scusasse tanto lei ... potessivo cominciare. (al suocero) Si siedesse qua! (Dopo essersi seduti, al regista) Prego!

REGISTA

(Agli attori) Sentitemi bene, (ai tre) e voi, mi raccomando! (agli attori) Dunque cerchiamo di leggere il testo con molta attenzione, così mi faciliterete il compito per l'assegnazione delle parti. Intesi? (ai tre) Intesi?

ANDREA

Maestro, Inizio io! (Legge la didascalia) Tainanà… è di media età...

REGISTA

No Andrea, forse è meglio che la lettura la facciamo iniziare ad Angelo, perché la prima battuta è di Tainanà, e non credo poi che tu possa..., beh insomma, voglio dire che il personaggio è molto spigliato e tu, invece, avendo un carattere piuttosto chiuso... (tronca la spiegazione).

ANDREA

Un carattere chiuso ... dice?

REGISTA

Insomma, vedi… non hai il carattere che ha Angelo! Potresti quindi non rendere alla sua stessa maniera, su.

ANDREA

Lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo! Il solito gioco di parole per poi ritrovarsi, come sempre, a coprire il ruolo di secondo attore.

LAURA

Via, maestro! La faccia leggere lo stesso a lui la parte, tanto, si è solo all'inizio.

ANGELO

Ma sì, tanto siamo alla prima lettura e poi dobbiamo ancora capire il testo; c'è tanto tempo maestro, e può anche darsi che Andrea alla fine riesce a sorprenderci tutti.

MARIA

Sì certo! Andrea! Andrea! Andrea!

ANDREA

(Risentito. Al regista) Forse è giusto quanto ha finito di dire lei maestro. (Agli altri attori) Non perdiamo altro tempo, che già ne abbiamo perso abbastanza.

REGISTA

Leggendo, più avanti, ti renderai conto che il carattere del suocero è piuttosto chiuso e riservato, tanto che l'autore ha scritto per lui pochissime battute.

ANGELO

Allora... (legge, affrettato, la didascalia) Avevamo detto… Tainanà: di media età, veste indumenti popolari...

TOINANA'

E... (il regista gli fa cenno di silenzio).

REGISTA

Per favore! Buoni, buoni!

ANGELO

(Riprende la lettura della didascalia)...Tainanà, solo in scena, fa avanti e indietro borbottando: (recitando e mimando male la parte di Toinanà) le angurie, mia carissima suocera, si comprano a prova!

TOINANA'

(Alla suocera) E questa è la prima. (Il regista lo guarda. I due si scambiano cenni).

MARIA

Maestro, posso?

REGISTA

(Fa cenno di sì)

MARIA

(Leggendo e recitando bene sia la didascalia, che la battuta)...La suocera, alza la sedia e gliela tira dicendo: prova questa sulle corna, grandissimo stronzo! A mia figlia a prova! E che ti pare ch’è la cagna di zio Nicola?

LAURA

Maestro... (al cenno del regista legge) Mamà lascialo perdere che Nanuccio lo fa apposta... (ridendo; al regista) Mi scusi maestro, ma… questo nanetto?

TOINANA'

(Risentito) Che nanetto e nanetto!

REGISTA

Allora!

TOINANA'

Allora! Come allora? Certu, a lei non ci bruciasse. A quella signorinella ci volesse dire che nanetti non ce ne sono, e che questo… Nanuccio sono me, Toinanà; quello è il mio restrittivo, ha capito, signorinella bella? E poi mi scusasse ancora, ma perché non ce la facesse fare a noi questa commedia, siamo qui per questo!

REGISTA

Cosa volete fare voi, la commedia? Ma stia zitto per favore!

TOINANA'

(Ride) Ah, io devo stare zitto? Il tempo a noi non costa niente e possiamo aspettare; ma si ricordasse che noiavotri…

REGISTA

Ecco, visto che di tempo ne avete e potete aspettare, fatelo in silenzio, se no… (fa l'ennesimo segno di scendere).

ANDREA

(Alza la mano) Posso? (Il regista fa segno di sì)  Interviene il suocero: santo diavolo! Ma sempre...

REGISTA

(Lo corregge) Diavolone, santo diavolone; dai su, leggi bene; andiamo avanti!

ANDREA

(Saltando le didascalie) Santo diavolone... bla! bla! bla!

REGISTA

(Non approva il modo di leggere le battute) Va beh, va beh! Andiamo avanti.

ANDREA

(Legge c.s.) Santo quello che ... eccetera, accetera, ma sempre...

MARIA

E no, scusa! (innervosita) quello che è no, eh no! Se dobbiamo leggere, dobbiamo leggere tutto e bene!

ANDREA

Senti Maria non incominciamo! non credo proprio ci sia motivo di alterarsi tanto, scusa, è la prima volta che lo leggo, e poi in quest'altro linguaggio! (ri dà le giuste intonazioni schiarendosi la voce) Dunque, e speriamo di farcela: (ripete tra se un paio di volte la battuta e poi la dice correttamente) santo diavolone, ma sempre questo discorso dobbiamo pigliare?

Gli attori adesso leggeranno tutti correttamente

ANGELO

Ah! Perché secondo voscenza, io prima non devo vedere cio che devo pigliare? Guardasse che io, gatti dentro il sacco non ne compro! Non devo sapere, facendo l’esempio, se: sa cuocere? Boh! Sa far le faccende? Boh! Sa cucire? Boh! E poi un’altra cosa importantissima, ma… di dota, sua figlia cosa porta?

MARIA

Come che porta! Ci ho fatto cosa ho potuto: il comò, il cantaràno, la cassettiera, e tutta la biancheria che ha conservata a due paia a due paia.

SUOCERA

(Scattando e interrompendo nuovamente le prove) E no, signurina mia, e no! Perché questo (indicando Toinanà) vero ci crede! Sono tutte cose a tre paia a tre paia! Guardasse bene quello che c’è scritto perché ancora manca il lume di rame, ricordo della buon’anima di mia nonna. Poi c’è la cassapanca…

MARIA

La cassa… che?

SUOCERA

La cassapanca! Mi scusasse, perché lei come la chiama?

REGISTA

(Alla suocera) Senta signora, lasci stare il lume e la cassa... qui (sventolando il libretto) nel copione non vi  è annotato nient'altro, quindi...

SUOCERA

Ma quali quinti e sesti, s'hanno di trovare queste cose, legga legga bene;  (piagnucolosa) perché sono il ricordo della buon’anima.

REGISTA

Guardate un po’! Anche il dramma ora!

SUOCERA

Vedesse che se non si trovano queste cose, la signorina è inutile che continua ad andare avanti.

REGISTA

(Sfogliandogli davanti il libretto) Senta qui non trovo scritti nè il lume e nè la cassaforte… cassa panca volevo dire! Come vuole che glielo spieghi, se non ci sono, non ci sono, no!

SUOCERA

Non può essere che se li hanno dimenticato a scriverli! Guardasse, guardasse bene, mi dasse ascolto.

REGISTA

E anche se così fosse, cosa vuole che cambi se mancano il lume e la cassapanca?

TOINANA'

(Al regista) Sentisse, se volesse andare avanti, deve decidere: o l’uovo, o la gallina, perché qua, con questa lei introzzerà (scontrerà) spesso. (Il regista mostra di non capire) 'Ntrunzerà! 'Ntronzare, va, lo stesso è!

SUOCERA

A la facciazza di don Nunzio! Sentitelo questo allocco! Nun ti ricordi, quando dentro casa mia s’è dovuto pegnorare pure il vaso da notte, e tu hai detto: (quasi piangendo) mamà, non ce li facesse prendere per nulla cosa al mondo il lume e la cassapanca, perché mi piacciono tanto. (Riprendendosi) Ora che fai, lo hai scordato?

TOINANA'

Non ci facesse caso, la di questa, parla del tempo che fu, di quando le cimici si vendevano a tumulo, e le formiche si tiravan su le brache con le carrucole; allora, allora, voscenza! Cosa ci in crocchia ora al signor registro!

REGISTA

Che registro! Regista.

SUOCERA

Al signor registro, per tua norma, io ci ricordassi che sino che manca il lume è un conto, ma… la cassapanca non può mancare.

TOINANA'

E perché?

REGISTA

Perchè?

SUOCERA

Perché salta la parte della rubatìna, e tu lo sai meglio di me, ladro! 

REGISTA

(Agli attori) Che cosa! La rubatina? Quale rubatina?

ANDREA

Cosa c'entra ora il furto!

SUOCERA

Vede! E’ inutile: la campana che non sente a prima voce, è segno che il discorso non le piace.

TOINANA'

Cosa volesse chene sappia il signor registro dei soldi e della cassapanca!

SUOCERA

Allora salta pure la parte dei carabinieri!

REGISTA

Per favore signora sia chiara, perché qui non ci si raccapezza più.

SUOCERA

Sentissi, se lei… lasciamo perdere il lume, ma se non trova la cassapanca, come fa a fare la parte della rubatina? Che dopo scopersimo con mia figlia chi erano i ladri; mio marito (il marito si gira e abbassa lo sguaro) con la complicità di questo lurido scroccone, che con i miei risparmi se ne andavano all’osteria a berseli tutti con gli amici. Cosa ne sapesse voscenza! Hanno avuto pure il coraggio di far venire in casa i carabinieri quando mi sono accorgiuta che mancavano i soldi. Quale ladro dovevano trovare i carabinieri, se i ladri li avevo in casa!

TOINANA’

(Al suocero) Ch’è, non parla lei, ah! Con la scusa che le han dato poche battute, la terra dalla fossa devo uscirla da me! (Alla suocera) Sa cosa mi diceva, (alludendo alsuocero) “poche battute”: “chi ha un’occasione e non sene serve (il suocero abbassa ancora lo sguardo) / non c’è confessore che l’assolve. Questo mi diceva, e così, ogni tanto, infilavamo la mano (facendo il verso di rubare) dentro la cassapanca è andavamo in osteria a bere e mangiare con gli amici alla facciazza sua!

SUOCERA

Di quella brutta zoccolona di tua sorella! E quelle bevute che vi siete fatte alle mie spalle, speriamo in san Calogero, dovrebbero seccarvi per sempre la lingua.

LAURA

Maestro, maestro, E’ vero! E' qui, a pagina ventuno! terzo rigo, la didascalia dice: (fan finta di leggere mentre i carabinieri rovistano).

CARABINIERI

(Salgono i carabinieri e rovistano sulla scena. Non trovando nulla se ne vanno) Sì è tutto come nel copione, tutto in ordine!

LAURA

Entrano i carabinieri e controllano attentamente tutta la cassapanca, ma trovano tutto in ordine. Ah, ma allora, non mentono, non stanno farneticando, il testo lo conoscono!

TOINANA'

Sentisse me, (al regista) cambiasse il titolo, ci mettesse: Toinanà.

SUOCERA

(Approvando) Certo, Toinanà!

SUOCERO

(Avvicinandosi dal regista) Che significa Tainanà mi scuserebbe!

REGISTA

(Preso alla sprovvista cerca di dare una improvvisata spiegazione) Credo il nome di  quella persona, che, per le sue stranezze e il suo modo di vivere, ha suscitato nell'autore quell'interesse e quella ispirazione, che gli ha concesso alla fine la stesura del testo. Questo! (Mostrando il libretto)

TOINANA'

Che significasse noi tre: Rullo di tamburo; (facendo il verso del tamburo) signori... i personaggi: Gaspare, (poi al suocero) Baldassarre, (alla suocera) e labbro molle.

REGISTA

Allora… lei ha ancora voglia di scherzare, vedo! Intanto il testo dice "Tainanà", e in quanto ai personaggi del copione ne ha...  (controllando il libretto) dunque... uno, due, tre, quattro sarebbero i protagonisti; mentre le...

TOINANA'

E quattro saressero! Il quarto..., anzi la quarta, sarebbe la mia ex futura consorte, (verso la suocera) lei dice, ma non ciriesce. Essa, non ha potuto essere qui medesima, perché… dice sempre la medesima: che apparire in mezzo alle persone si vergogna, si afflige! Ha capito quale occasione me ne avesse dovuto venire, come qualmente me l’avesse sposata? E così non si è muovuta di casa. Si è seduta, tutta bella parata, col cappellino in testa, sui gradini che portano al piano di sopra, col velo che le copre la faccia se eventualmente dovesse venire qualcuno. Non so se lei lo avesse già capito che ella, la qualmente va! quando c’è, c’è solo per fare ombra! 

SUOCERA

Ma cosa credi che il signor registro è un pappamosche? Perché non li narri per il verso giusto le cose?

SUOCERO

(Al regista) Lei ci deve scusarci, ma la colpa del traccheggio (il regista non capisce), lo traccheggio inzomma, come dice lei, che si sta combinando, non è di lor due medesimi, ma di chi li ha inventati così: nudi e crudi…  (il regista è sbalordito) Non capisce?

REGISTA

Io ho solo capito che a voi piace esibirvi e per farlo non badate a spese.

SUOCERA

Sentissi, lei si sta prendendosi di certo una cantonata addosso. Noiaotri, vorebbi dire io con questi due cosi, per disgrazia, appartenenti a me, non avessimo pròprio questo bisogno di farecci guardare. Siamo qua, se lei ancora non l’avesse capito, perché lo volessimo aiutare. Noiavotri, già, se lei lo volesse sapere, fossimo stanchi d’apettare, ha capito?

REGISTA

Io... che cosa?

ANDREA

Maestro! La faccia provare a loro la commedia. Si, il quarto personaggio… la fidanzata, che poi non è sicuro se compare in scena, o no, eventualmente la prova Laura; noi, se i colleghi (agli attori) sono d'accordo, proveremo le comparse. Io, se stavolta non le dispiace..., vorrei togliermi lo sfizio di fare il Sindaco!

REGISTA

Il Sindaco! Quale Sindaco?

LAURA

Mi scusi maestro, ma..., il copione nemmeno lei lo conosce bene! Qua dice, (indicando il libretto) a pagina..., dunque... pagina venticinque: entra il Sindaco seguito dalla Giunta e da alcuni consiglieri...

REGISTA

(Mentre gli altri guardano il libretto. fra se) Ah, ecco qui!, il Sindaco... con  tutti... (agli attori) e, scusate, dove andiamo a prenderli tutti questi personaggi?

TOINANA'

(A tutti) Sono venti, ma venti che dovessero sapere recitare, se no voscenza (al regista)  non avesse fatto niente... mi scusasse... si scopre subito lo imbroglio! Perché una cosa è come qualmente fare provare la parte di un personaggio, mentre unaltra è quella di fare provare un consigliere o assessore; nel mentre che per il sindaco, no! Il sindaco.. è facile! Il personaggio è di facile adattamento, nun ci vuole un carattere forte, perché c'è quando dovesse dire si e c’è nel mentre quando… a malincuore,  deve dire no! Due battute: si, no.

ANDREA

(Provando alcune intonazioni da sindaco) Si, no, no, si, si, si, no. Io sono capace anche di dire sni!

REGISTA

Mi scusi, che significa?

ANDREA

Ne si e ne no! Ma sì, ma sì! Io Sono sicuro di saperlo fare! Per favore, mi lasci provare.

MARIA

(Indicando il libretto) E Tutti questi personaggi? dove li troviamo gli attori?

REGISTA

Quali personaggi, quali attori; li faremo vivere nella fantastica immaginazione della gente, basta creare loro le giuste situazioni e... oph! Eccoti i personaggi! Faremo finalmente scegliere dalla gente stessa gli amministratori più vicini al loro gusto.

TOINANA'

Questa è dimocrazia! Bravo ccillenza!

REGISTA

Ma quale eccellenza! Finiamola! Eccellente, semmai, è stata solo la trovata. (Ai tre) A voi sta bene dunque, visto che i ragazzi provano il ruolo delle comparse, interpretare la parte dei protagonisti?  (Agli attori) Beh, che ve ne pare?

ANDREA

Sì, sì certo!

(Ci si scambiano i ruoli. A questo punto senza mai dare inizio alle prove i tre si beffeggiano)

TOINANA'

(Alla suocera) E’ andata a finire che, qualmente, è riuscitaa farsi conoscere di persona.

SUOCERA

Preparati! Perché ora passiamo alle fatti, e la gente che ti conosceva nel libro, ora ti conoscesse di presenza, e non mancasse a me di farecci sentire pure lo scricchiolìo della seggiola che devo romperti sulle corna, gran pezzo di Toinanà!

TOINANA'

Non ho mai avuto paura di coloro che facessero ginnastica con la lingua, figurarsi di una come a voscenza che la ginnastica vera la sapesse fare solo nella foresta, saltando da una liana a l’altra. (facendo il verso della scimmia).

SUOCERA

A sì! E allora ncominciati a prendere questa (con la borsetta) sulle corna, gran mammalucco che non sei altro! (e lo insegue).

SUOCERO

(Portandosi le mani tra i capelli) Misericordia, gridarono i grilli quando si son bruciate le frascume.

SPETTATORE

(Si sta per chiudere il sipario...) A dirè la verità non ci ho capito niente! Quel tipo, quello ch’è salito sul palco con gli altri due, chi è?

II SPETTAT.

E lo vieni a chiedere a me! Bisognerebbe chiederlo a quel tipo li sopra che insiste nel volere iniziare la commedia e poi, non ho capito bene perché, si perde in discussioni con tutti gli altri; ma questi come mai sono saliti li sopra interrompendo lo spettacolo? Io ho girato il mondo e le devo dire che sono cose che accadono solo nel nostro paese! E poi ci vengono a dire di "avvicinarsi al teatro", ma come si fa!

SPETTATORE

Certo, che questi lo fanno solo per i soldi il teatro; e poi..., pretendono anche i contributi! Ma per farne cosa! Dov'è il teatro, scusi, dov'è? Ha ragione l'assessore della commissione al Comune che contributi non gliene vuole dare più a queste associazioni. Un hobby dice, e noi non possiamo pagare gli hobby!, a momenti va a finire, che dovremmo finanziare anche quelli che vanno la Domenica a pescare! Che lo facciano da se il teatro, se lo vogliono!

II SPETTAT.

Ci lasciassero capire qualcosa, almeno! Lei, sì, sì (ad un terzo spettatore) lei! Mi scusi, che ha capito? Cosa si aspetta ancora di vedere, non pensa che abbiano finito? Lei dice no? E cosa s'aspetta ancora? Va beh! Staremo a vedere...

III SPETTATORE

Non ho capito niente, ma è profondo! (Gli attori fanno un applauso mentre il regista chiude il sipario).

F I N E    S E C O N D O   A T T O

T E R Z O   A T T O

TOINANA'

(Solo in scena fa avanti e indietro accingendosi a recitare la sua parte) Le angurie, mia cara, anzi, mia carissima suocera, e tricheco delle paludi africane, si comprano a prova!

SUOCERA

(Entrando) Come, come come come come?!

TOINANA'

Sissignora…, dicamo… signora! Cosa crede che come arrivo, e senza guardarla, la sposo?

SUOCERA

(Gli tira la borsetta addosso) Per intanto prenditi questa addosso… a prova, gran cane di mandria! A mia figlia a prova! Cosa credi che fosse la cagna di zio Bartolo?

REGISTA

Laura, tocca a te nella parte della figlia

LAURA

(Entra, facendo la parte della figlia, e si trattiene dal ridere) Mamma, lascialo perdere, che Nanu... (ride) lo facesse appos... (ride da non potere proseguire, interviene il regista).

REGISTA

E allora... ci risiamo... come è finita?

LAURA

Mi scusi tanto maestro, ma, vede… è questo...” Toi...nanuccio" che... (continua a ridere) mi fa ridere.

TOINANA'

Mi scusassi, ma, chi havi di ridiri a signurina? Ha veduto il sacco colli pupi?

REGISTA

Giusto, ha detto bene!

LAURA

Non so cosa mi è preso, vi prego di scusarmi, cercherò di stare più attenta. (al regista) Ma un suggeritore, dico, non possiamo prenderlo? Come faccio a ricordarmi le battute lette poco prima, dietro le quinte. Non pretenderete mica che reciti già la parte a memoria!

REGISTA

(Chiama Angelo come suggeritore) Angelo! Angelo!

ANGELO

(Entrando) Sì, maestro!

REGISTA

Senti, mettiti a suggerire tu intanto.

ANGELO

Da dove devo iniziare?

LAURA

Da dove entro io!

(Angelo occupa il posto di suggeritore)

REGISTA

(Alla suocera) Prego, le dia la battuta finale! (esce)

SUOCERA

A mia figlia a prova! Cosa credi che fosse la cagna di zio Bartolo?

ANGELO E LAURA

(Laura rifà l'ingresso; Angelo suggerisce) Mamma... (ride trattenendosi) ...lascialo perdere, che Nanuccio lo fa apposta, per farti arrabbiare.

(Entra il suocero e si piazza in mezzo la scena)

SUOCERO

(Al regista che intanto lo ha seguito incuriosito) Lei ha da scusarmi, ma a questi loro discorsi, io ho da essere presente; lei mi ha detto che io starebbe fuori… 

REGISTA

Certo che deve stare fuori! Entrerà non appena sua figlia… cioè Laura, inizia la sua battuta.

SUOCERO

Mai Maria! Sbaglio ci fosse! Io, per sua normalità, devo assistere allo batti becco (indicandoli) del cane e gatto; non posso mancare, perché vedesse, quando fu a suo tempo, io ero presente.   

SUOCERA

Senti, sarebbe meglio che tu non aprisse per nulla bocca, ti faccio vedere io se sono gatta!

REGISTA

(Ai due) Per favore finitela! (al suocero) Esca e rifaccia bene l'ingresso!

SUOCERO

E parlate voialtri! Ce lo volessivo dire al registro, ‘nvece di accapigliarevi, che siamo stati sempre insieme.

TOINANA'

Certo ch’è stato sempre con noi! E’ solamente che, parlando poco, non si nota; ma la sua presenza è importante, per qualmente… stando presente, sentirebbe i discorsi e potesse rispondere a tono in base allo raggionamneto che si va facendo; avesse saputo intendermi?

REGISTA

(Guardando il libretto) Sì, sì, ha ragione; la didascalia del copione, infatti, riporta che è presente. Continuiamo... continuiate.

SUOCERO

(Richiama il regista che sta per uscire) Sentisse a me, lei, se volesse fare una cosa, dovesse correggere solo alla signorina, a noiavotri non ci pensasse proprio!

REGISTA

Ah, vuol pure insegnarmi il mestiere adesso! Io sono il regista, io ho l'arte di disporre, in scena s'intende, ognuno al suo posto, mi lasci fare quindi il mio lavoro e si stia zitto, oh! (Esce e dato che i tre non iniziano, urla da fuori) Allora... volete  continuare o no?

SUOCERO

E va bene, va bene! Non si arrabbiasse! Dunque, io avessi stato qua con voiavotri. Lei signorina diceva... mamma lascialo perdere, che Nanuccio lo fa apposta, per farti arrabbiare. E nel qual mentre io dico: santo diavolone! Sempre questi discorsi dovessimo fare!

TOINANA'

Ah, perché secondo lei non dovrebbi vedere, la merce che dovessi pigliaremi, prima?

REGISTA

(Venendo da fuori) Senti, senti! Il tono... il timbro di voce...! Credimi sono impeccabili, ma..., la grammatica, si, la grammatica, dov’e?

SUOCERA

(Al regista) La che cosa?

REGISTA

La grammatica, la lingua italiana, la dizione teatrale! Sarebbe stato meglio, avesse detto: secondo lei, prima, non devo vedere la merce che ho da pigliare?

TOINANA'

Collo suo modo di dire, forse, cioeni di quelli che la cosa non ce ne fotte niente. Ma a me che la cosa mi abbrucia, mi urgi, non tanto lo mosaico di la grammatica come dicesse lei, ma lo sapere subito quello che di più mi interessa di dire.

REGISTA

E la cultura allora? Dove la mettiamo la cultura? Lei forse non lo sa, ma il teatro è cultura.

ANDREA

Giusto!

TUTTI

Giusto, cultura!

TOINANA'

Cullittura? Ma quale cullittura! Cari signori, sentissero, noi popolani, fossimo come la gente di la pleba, (il regista non comprende) di la pleba va! Che non avessimo la stessa maniera di parlare, di pensare. Per esempio, noiavotri, quando dovessimo fare un discorso di gente più stroita, come dire… in ‘ntaliano, andiamo prendendo due parole da una parte, due da unavotra parte, e costruiamo un discorso fatto piùne… diciamo di… monosillabbe… ha capito?

REGISTA

Monochè?

TOINANA'

Ce lo faccio capire meglio. Mettiamo come quando si deve lavorare un pezzo di terra, lei che fa?

REGISTA

Che faccio? Che ne sò! Lavoro mica la terra io?

TOINANA'

Male! Per primissima cosa scioglie il muolo dalla stalla, poi prende gli  armamenti e lo imbraca... (il regista si volta verso gli attori meravigliato) Inbracare, no! Imbraca l’animale col pettorale e il sottopancia e lo aggancia all’aratro…, non si scordi di metterci il saccoccio con la biada legato al collo; poi che fa, tira le redini e subito comincia a vedere il colore e la bellezza del terrno arato.

REGISTA

Mi scusi che c'entra adesso l'imbragare con la cultura e il bel discorso?

TOINANA'

C'entra, c'entra! Perché il popolare qui presente, accanto a sua ccillenza, per fare un bel discorso, che per me è come arare la terra, deve prendere tutti questi armamenti per coltivare un un discorso di monosillabe.

REGISTA

Ma basta solo istruirsi! Leggere, confrontarsi.

TOINANA'

E ci torna prete e soffio! Lo confronto, come dicesse lei, sono i danari! I danari sono. Cosa ne sa voscenza. Un giorno di un’altra storia, mi ebbi trovato a fare un viaggio col treno in cerca di lavoro;  nel mentre che ero seduto nel vagone a parlare con un signore, mi sono sentito dire dallo spizzica biglietto… il bigliettaio insomma: “lei qui non può stare, è in prima! Lei vada!”  Sì, vada mi pare che avessi sentito, (agli altri due) dico giusto?

REGISTA

Sì, certo, vada, vada.

TOINANA'

Allora io, nel qual mentre…, che figuraccia, avesse da credermi!  Raccolgo tutte quelle barattelle, saluto quella persona con la quale parlavo, e vado. Ma, appena arrivo in seconda classe… nessuno, non c’era anima viva, solo, mi son guardato allo specchio e mi sono confrontato col me presente; mi sono detto: “c'è forse la vita di prima classe e quella di seconda classe?” Manco ho avuto più l’occasione di finire lo raggionamento con quella persona. Ora lei che pensa che se io avrebbi avuto i soldi mi muovevo di la? No! Avrebbi continuato a parlare tranquillo, confrontandomi con quel signore!

REGISTA

Seguito a non capire che c'entra tutto questo!

TOINANA

(Sentenziando) Se le cose del popolo, voscenza non conosce, / parlare è tempo perso, son cose che non capisce. Ma ritorniamo a noi, stavamo dicendo… dov’eravamo giunti?

SUOCERA

(Ironica) Alla stazione!  In prima classe, il nobile! Nel carro bestiame ti facessi viaggiare! Stavi dicendo che volevi sapere se la mia figliola sapesse cuocere, saprebbe lavare, avesse saputo…

REGISTA

(Uscendo) Su, via, continuiamo e cerchiamo di non interrompere più.

TOINANA'

(Riprendono) Ah, ...vorrebbi sapere poi della dote, che ci fa?

SUOCERA

Che ci faccio? Ci faccio quello che ci posso fare! Un cantarano, un bellissimo lume di rame, una cassapanca con la biancheria conservata a tre paia a tre paia; poi c’è…

REGISTA

(Da fuori) E come la mettiamo con il copione, che quì c'è scritto, a due paia a due paia!

SUOCERA

(Al regista) Ma cosa vuole che devo dirci! (Ai due) Bah! mi ha ‘nterrotto nel meglio del discorso! Era come se avrebbi avuto le cose per davanti a me. (Al regista) Lasciasse stare, mi daresse ascolto a me, e lasciasse perdere quello che c’è scritto nel libretto. Nella mente di chi allora scriveva i fatti, si vede che la sua mano, senza manco fallo apposta, scrisse a due paia a due paia! E la mano ha pure abbondato, perché io, se proprio lo volesse sapere,  per come ce l’ho qui (indicando la pancia), non gli darebbi nemmeno uno spicchio d’aglio, proprio niente; ma, siccome non sono io a decidere, dovrebbi per forza dire così.

SUCERO

Quanto la state tirando a lungo!

MARIA

(Da fuori scena) E allora! O si va avanti con questo copione o ce ne andiamo! Che dobbiamo fare?

REGISTA

(Entra solo) Hanno ragione, silenzio per favore! (a Toinanà) Tocca a lei.

TOINANA'

A me? Veramenti, ora, tocca al sindaco e ai consiglieri.

REGISTA

Ma quale Sindaco e consiglieri! Un'attimo... non trovo più la pagina...

MARIA

(Da dietro le quinte) A pagina venticinque, ricorda maestro! Entra il Sindaco seguito dalla Giunta e da alcuni consiglieri.

REGISTA

Ah, si, ecco! Dunque, pagina venticinque, qua c'è scritto nella didascalia... dunque... (esterefatto) Entra il Sindaco…

(Entra  il Sindaco con alcuni consiglieri inneggiando: cultura)

CONSIGLIERI E SINDACO

Vogliamo cultura! Vogliamo cultura! Cultura volendo, volendo cultura!  Cultura vogliamo! Vogliamo cultura!

REGISTA

(Andando loro incontro) Eih, voi! Un attimo, dove andate?

CONSIGLIERE

(Parla, dal fondo sala, come se si trattasse di un discorso elettorale, mentre il sindaco intercala a sua volta alcuni si e no)  Noi, siamo venuti, perchè, chiamati, da alcune persone, che hanno lasciato, in gran fretta, la sala.

SINDACO

No, no, si, si, no, no

CONSIGLIERE

Ci hanno riferito, che voi, state facendo, cose, che quì non potete fare!         

SINDACO

(Andando avanti) Carabinieri! Bloccate l'uscita agli attori.

(I carabinieri salgono  e bloccano gli ingressi alle quinte)

TOINANA'

(Al regista) Ce l’avevo detto, io! E questa è la botta mastra!

REGISTA

La botta a che?..

SINDACO

(Andando verso il palcoscenico) Per prima cosa, i lor signori, favoriscano tutti i documenti che vi autorizzerebbero alla rappresentazione dello spettacolo. (Al seguito) E d'ora in poi voglio sapere chi ha e chi non ha le carte in regola di agibilità per fare teatro. (Ai consiglieri) Domani a questi prepariamo una di quelle belle delibere che non se la scordano. (Ai consiglieri) Che ne dite? (preoccupato) Pensate che questa mia decisione trovi consenso, un domani, tra la massa degli elettori ?

CONSIGLIERI

Sì, signor sindaco, certo! Nel libretto, alla fine, è scritto: il pubblico approva e saluta il sindaco con un lunghissimo applauso di ovazione.

SINDACO

Meno male!

REGISTA

Allora è proprio la serata! Scusi, di che carte e documenti sta parlando! Io, per sua norma e regola sono il regista..., ma in fondo cosa sto a dirle chi sono io, se mi avesse riconosciuto non me lo avrebbe certo chiesto. Eppure, si ricordi… (alla giunta) anche voi, che io sono molto conosciuto nel mondo del teatro.

ANDREA

(Entra in scena, seguito dagli attori) Che succede maestro? (Entrano gli attori).

SINDACO

E questi altri chi sono?

REGISTA

Tanto per non fare poi dire di lei che di teatro non ne capisce niente, venga, glieli presento subito, (il sindaco e il consigliere salgono sul palco) questi, sono i miei attori. (Il sindaco e il consigliere fanno un applauso).

SINDACO

(Rivolgendosi ai tre) E allora questi chi sono?

REGISTA

I personaggi.

SUOCERO

(Al sindaco, e agli altri che non hanno applaudito) E a noiavotri… niente? (Applaudono  anche loro). Ora dovete scusarci (al regista), è arrivata l’ora che dovessimo andare, il nostro lavoro è bello e finito.

SUOCERA

Ma di dove li prendi dal sacco certi discorsi? (Va verso il sindaco) Ogni tanto pure lui parla… e tira numeri.

TOINANA'

(Al sindaco) Ora, si sente a disaggio la signora, come la figlia del resto. (Al suocero) Ecco, perché avrebbe preferito restare in casa! (Alla suocera) Voscenza sapeva della venuta del sindaco... (esprimendosi verso il sindaco) figghia di zoccola! E io...

SINDACO

Che maniere! Ma cos'è questo linguaggio! Dico! Alla mia presenza, in un teatro!

CONSIGLIERI

Giusto signor sindaco! Cos' è questo linguaggio!

REGISTA

Intanto volete dirci, perchè siete venuti e ci avete fatto interrompere la commedia?

SINDACO

La commedia... Non ditemi che stavate recitando? Se non sbaglio sul palcoscenico, quando siamo arrivati, non c'erano i vostri attori, ma questi tre, diciamo… signori.

REGISTA

Oh bella! questa sì che è buona. (Agli attori) Voi che ne dite, rispondete voi, stavamo recitando o no?

LAURA

Io dico solo... che stavamo... forse... finendo di recitare... Andrea, parla tu.

ANDREA

(Al sindaco) Per favore, lasciateci finire di leggere il copione, sono rimaste solo poche battute!

TOINANA'

(Intromettendosi nella conversazione. Agli attori) Sentissivo! Noialtri cominciamo col fare strada; se volessivo; potete venire con noi (al sindaco) sino a dove arriva il libretto… scritto, s’intende. (scendono lentamente seguiti dagli attori).

REGISTA

Dico, (al sindaco) vede anche lei, le sembra mai possibile? (agli attori che poi tornano indietro) Aspettate, dove andate? (ai tre) Tornate qui voi!

TOINANA'

Mi dispiace signor registro, noi non possiamo rimanere, mi credesse, e guardasse bene il libretto. (Tornado verso il sindaco) E' qui che noi usciamo di scena. (Ritorna dagli altri).

SINDACO

(I tre sono lontani, gli attori comininciano a prepararsi per uscire dal teatro) Allora avevate finito? Carabinieri mettete i sigilli! (I carabinieri  mettono scotch dappertutto) Ma chi erano quelli? Che volevano? Che ci facevano quì?   

REGISTA

(Si prepara anche lui per andare via) A dir la verità non ci sto capendo più nulla, ma sicuramente, quella, è della gente alla quale deve piacere molto il teatro.

SINDACO

Senta, mi scusi se insisto: perchè, voi, quì, fino adesso, che avete fatto?

REGISTA E ATTORI

...Una commedia. La commedia dell’arte!

SINDACO

Che mi pare di avere capito, era già finita… quando siamo arrivati noi!

REGISTA

A dir la verità ancora no.

GLI ATTORI

Eh già! Ancora no.

SINDACO

E allora perchè non state recitando? Il pubblico non è ancora forse in sala? E gli attori non ci siete tutti?

REGISTA

Lei forse non se n’è ancora reso conto ma..., noi, davanti a questo pubblico, stiamo facendo teatro! Perchè, quando a qualcuno gli si da l'occasioni, vive la vita dell’altro, recita la parte dell’altro...

SINDACO

(Al consigliere) Lei sta forse vedendomi recitare la parte di un altro?

CONSIGLIERI

Mi pare proprio di no, Certo che no! No di certo! Certo che no!

TAINANA'

(Mentre attraversa il pubblico) E a quella dota, può darci fuoco, e sua figlia si potesse fare monaca! Anzi, visto che delle persone si affligge, la facesse fare monaca di clausura!

SUOCERA

Gran pezzo di porco e crasto che non sei altro! Ma di quale convento sei sbarcato fuori: di Mazzarino? Monacando di crastura! Tieni (gli da un colpo di borsetta), prenditi questa sulle corna! Toinanà, grandissimo figlio di puttana!

SUOCERO

(Al pubblico) Scusate, ce ne stiamo andando. E’ questi, come il gioco… d’artificio, sono i mortaretti finali, le ultime battute (vanno via).

SINDACO

(Ai consiglieri)  Ma, non se n'erano andati? (Ai tre) Che significa ancora questa vergogna?

REGISTA

(Guardando in fondo, dispiaciuto e scandendo le parole) Sono  -  andati -  via.

SINDACO

L'ultima battuta. Questi signori, dunque, hanno recitato pure?

REGISTA

Certamente!

SINDACO

Ma finiamola, con quel..., diciamo con quel...

REGISTA

Dica, dica pure! Lei vorrà sicuramente riferirsi a quel linguaggio volgare, fatto di...  monosillabe?

SINDACO

Per l’appunto!

REGISTA

E' il linguaggio dei personaggi della commedia, senza di cui la trama non avrebbe avuto logica.  Pensi... il testo che parla!

 

SINDACO

Come? E’ inaudito, un'indecenza, è una vergogna!

REGISTA

Una vergogna lei dice! E' la realtà della commedia la vera vergogna! L'autore ha solo portato in scena e fatta conoscere a tutti noi la triste verità della "commedia" della vita! Lei, mi scusi, ama forse vivere questa "realtà"?

SINDACO

Certamente no!

REGISTA

E allora! Mi stia a sentire, non si adiri per nulla! Mi dia ascolto, provi a cambiare "questa"  realtà! L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. (Come è scritto sul frontespizio del Teatro Massimo di Palermo) -Vano delle scene è il diletto ove non miri a preparar l’avvenire. (Agli attori) E voi! Cosa aspettate? Sù ch'è  tardi, andiamo.

LAURA

Infine, maestro, s'è capito qual'era il vero nome, Toinanà o Tainanà?

(gli attori escono attraversando il pubblico)

ANDREA

La cassapanca, ilcantarano. (Il regista e gli attori ridono) Ah, ah, ah! Vi era anche la dote!

LAURA

E che suocera. Pigliati questa, pezzo di mammalucco!

MARIA

Non ho capito, maestro, perchè il suocero parlava poco, forse era timido?

REGISTA

Chissà, forse l'autore ha cercato di creare, con quel silenzio del suocero, l'attimo di riflessione sul teatro, sul testo, oppure... la catassi.  Beh! Problemi loro, andiamo, su!. (Si avviano per uscire).

ANDREA

Problemi nostri, maestro, saranno invece quelli che ci ritroveremo davanti tornando di nuovo in quel localino, angusto e senza servizi, a cercare di preparare un nuovo lavoro. Il sindaco da domani proibirà pure di recitare, chissà se non sia il caso di dirlo veramente noi: vergogna!!!

REGISTA

(Il regista invità ad intonare in vari modi la parola vergogna) Bravo! Perchè non la grammatichiamo?

ATTORI

Si, si maestro! Vergogna! Vergogna! Vergogna! (escono).

BANDITORE

(Con un tamburo a tracolla, entrerà da in fondo la sala; ogni tanto, mentre bandizza, fa un rullo di tamburo). Udite, udite! Per volontà del sindaco e di tutta la giunta comunale: da domani saranno approvate tutte le rappresentazioni di teatro, perché il sindaco i soldi ce l’ha, la giunta i soldi ce l’ha, mentre i consiglieri ce li hanno pure loro! Questo avevo da dirvi e questo vi ho detto!

ATTORI

(Tutti sul proscenio si guardano meravigliati) Non è vero! Quando mai! Ma che dice? Non  è vero!

BANDITORE :           

Se non è vero potrebbe esser vero!

ATTORI

Se non è vero potrebbe esser vero! L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene è il diletto ove non miri a preparar l’avvenire.

BANDITORE

(Riesce) Udite gente, udite! Per volontà del sindaco...

                               

           

* * *  Fine * * *

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