…Ci pensa Alberto

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La Compagnia Teatrale

… CI PENSA ALBERTO

COMMEDIA IN DUE ATTI

Anteprima: Villanova di Fossalta di Portogruaro il 1 maggio 2007

Prima rappresentazione: Concordia Sagittaria il 25 maggio 2007


Personaggi[1]

MARIA, stiratrice

OTTAVIO, marito di Maria

NADIA, sorella di Ottavio

VANNI, amico di Ottavio

LUCA, figlio di Ottavio

RITA, figlia di Ottavio

ELEONORA, figlia di Ottavio

OLGA, moglie di Vanni

TADDEO, innamorato

FEDORO, fidanzato di Rita

ALFONSO, padre di Taddeo, ricco industriale

MISS LILLIPUT, direttrice dell’Ospizio

SESTO, padre di Ottavio

LARA, figlia di Alfonso

DON OSVALDO, sacerdote

L’azione si svolge ai giorni nostri, nella casa di Maria e Ottavio.


ATTO PRIMO

Stanza soggiorno di casa Semenzato: a sinistra un vecchio tavolino con due sedie e una piccola credenza con vetrina, dentro la quale s’intravvedono dei bicchieri e qualche bottiglia; a destra uno scalcinato divanetto a due posti. Al centro della scena un asse da stiro con vecchio ferro a vapore il cui ruolo dominante è evidenziato dalla presenza di alcuni oggetti simbolici legati al lavoro di stireria riprodotti «fuori scala», in grandi dimensioni (appretto, presa di corrente, molletta). Ovunque, sul pavimento, cestoni di biancheria da stirare.

Una finestra nel fondo e due porte laterali permettono l’accesso a destra alle altre stanze dell’abitazione e, a sinistra, alla strada.

PROLOGO

MARIA e DON OSVALDO

Penombra: entra Maria, assonnata, con un cumulo di vestiti da stirare, li getta sul divano, accende la luce e il ferro da stiro, controlla i panni stesi ad asciugare, rovista nel cesto della biancheria ancora sgualcita e ne trae un abito da sposa.

MARIA          Oh! Eccolo qua …(ammira l’abito, pausa, poi lo accosta al proprio petto con aria sognante )…, eppur me par ieri…

Cambio di luci per sottolineare lo scarto temporale[2] e apparizione di Don Osvaldo alla finestra

DON OSVALDO      … e tu, Maria Schiavon, vuoi prendere il qui presente Ottavio Semenzato…nella cattiva e buona sorte, finché morte non vi separi? (Breve pausa, quindi con tono via via più deciso)… Dunque Maria lo vuoi? Dico a te Maria Schiavon… lo vuoi, sì o no?

MARIA          (scuotendosi e rivolgendosi al sacerdote) Eeeeeh?… Don Osvaldo, me domanda se vojo sposar quel tanghero de Ottavio e far la fine del sorcio sotto montagne de roba da stirar? No, grasie! (Pochi istanti di pausa, la luce torna normale, l’azione prosegue al tempo presente, mentre Maria riprende nervosamente a stirare). Questo dovevo dire quella volta a don Osvaldo e inveçe me son fatta abbindolare da quel tanghero vestìo da principe azzurro… azzurro… grigio piombo! Busìe, imbrogli… un drìo l’altro! Se lo avessi qua…

SCENA PRIMA

OTTAVIO, MARIA e RITA

Mentre Maria brandisce con aria minacciosa il ferro da stiro entra il marito Ottavio

OTTAVIO      Ciao Maria…

MARIA          Va a remengo tuo…[3]

OTTAVIO      Scometo che te geri drio pensar a mi.

MARIA          Si pensavo proprio a ti, testimoni loro (indica il pubblico).

OTTAVIO      Gavè visto che tesoro de femena che go sposà… la me pensa sempre.

MARIA          (con aria dolce)…Pensavo a come sarìa bel far un gemellaggio.

OTTAVIO      Un gemellaggio? E tra chi, tra cossa?

MARIA          (seria agitando minacciosamente il ferro da stiro)… Tra el me fero da stiro... e il to çervel!

OTTAVIO      Via, Maria, te ga sempre voia de scherzar…piuttosto… dime, el lavoro come va?

MARIA          (seccata) El mio, a gonfie vele (mostra la montagna di biancheria)… e il  tuo?

OTTAVIO      (esitante e con aria fintamente afflitta) Beh… anca oggi niente… par noi camerieri i xe momenti duri: i ristoranti quasi tuti serai, le tratorie le lavora col personale al minimo. Par trovar lavoro, bisogna augurarse che mora qualcun…

 

MARIA          Invesse de farlo morir, te podaria augurarghe qualcosa de meno tragico…che so:  ̓na gamba rotta, un sfogo de Sant’Antonio, un sbroco de pelagra… giusto el tempo de tirar su quatro schei par pagar 'na parte dei debiti che gavemo.

OTTAVIO      Maria se vede che no te me conossi. Mi, anca se non pratico, son un bon cristian e no posso augurarghe mal a nessun.

MARIA          Ai altri no... ma a ti… pur de no lavorar el sarìa bon de farse venir una paralisi dalla testa ai pie.

Maria stira molto nervosamente mentre Ottavio legge e commenta alcune offerte di lavoro da un giornale di annunci.

OTTAVIO      (legge) «Azienda rinomata a livello nazionale cerca operatore disponibile a orari flessibili»… (commenta) ma cossa sarà mai 'sta flessibilità? (Legge) «Fabbrica di cuscini cerca cucitore», (commenta) cossa sarà un cucitore? (Legge) «Impresa di pompe funebri cerca collaboratore»…

MARIA          (ironica) Massa confusion…

OTTAVIO      Come xe diffissile la vita: a farghe del ben al prossimo te passi da scansafadighe e voia de far niente… (breve pausa, quindi riprende con aria da gran filosofo) eh,le grandi anime no le xe de questa terra…

MARIA          E alora prova quell’altra tera, pol darsi che là te trovi da far mejo.

(Ottavio tace e con un mazzo di carte che aveva in tasca fa un solitario. Maria, ironica, incalza) Ah scusa, me meravejo de mi… nell’aldilà, niente carte, niente amici… niente nottolate passae a perdere quel che no te ga mai guadagnà in vita tua! 

OTTAVIO      Beh le carte me le posso portar drìo…e per quanto riguarda i me amici te assicuro che posso farne anca a meno.

MARIA          Forse ti te riessi a farne a meno, ma loro no! Loro i ga bisogno de ciucciar el sangue goccia a goccia… El tuo no perché, secondo mi, ti nelle vene te ga… diserbante! El mio i ciuccia, giorno dopo giorno! Vampiri xe i to amici!

OTTAVIO      Te go dito mille volte de no ciamar vampiri i me amici…

MARIA          Oh scusa tanto… forse go esagerà… volevo dir sanguisughe!

OTTAVIO      Ecco… sanguisughe xe già meno offensivo… Comunque sia no fasemo niente de mal… ogni tanto 'na scaletta, un pokerino, così par divertimento, tanto par passar el tempo.

MARIA          Se dà el caso che quel divertimento ne costa el to misero sussidio de disoccupato s-p-e-c-i-a-l-i-zz-a-t-o e quasi tutta la pension de to pare, con tutto quel che ghe ne consegue par la fameja … e par mi!

OTTAVIO      (quasi piagnucolante) Xe vero, Maria, non posso negar quel che te disi: lo so, le carte xe la me rovina. Go provà tante volte a smettere ma inutilmente, non posso proprio farne a meno… par mi le xe come, come… 'na droga… ecco cosa son, son un drogà…

MARIA          (rotea il ferro da stiro minacciosa) Gavarìa mi la cura giusta!

OTTAVIO      Ghe vol altro… la droga xe 'na malattia seria… lo sa tuti… mi son malà e come tale go bisogno de cure e de comprension, da parte tua e de tuta la fameja… (con le carte in mano poggia la testa sul tavolo)

Entra Rita, la figlia maggiore, ipocondriaca e maniaca dell’igiene.

RITA  Buongiorno mamma, buongiorno papà… (rivolta a Maria, incalzandola con continue domande senza lasciare il tempo per replicare) allora mammina… il mio abito da sposa? E la stanza del nonno? Non vorrei essere ripetitiva, ma io e Fedoro, tra meno di un mese ci sposiamo e vorremmo avere il tempo di mettere in ordine il nostro nido d’amore.

MARIA          Ecco il tuo bel vestito… ancora due colpi di ferro ed è perfetto… Per quanto riguarda il vostro nido d’amore, Ritina non devi preoccuparti, tra qualche giorno il nonno avrà liberato le sue stanze… vero, Ottavio, che el nonno a giorni cambierà domicilio?

OTTAVIO      Cambierà domicilio? Ah sì, sì… tra qualche giorno, sì…

RITA  (rivolta a Ottavio)… papi, cos’hai?… (rivolta alla madre)… sta male?

Rita si avvicina al padre e gli mette una mano sulla spalla.

MARIA          Ah niente, niente de preoccupante… se trata solo de droga e vampiri!

Rita, sconvolta, con un grido si ritrae di scatto e si allontana di due passi

RITA  Ahhh! …Droga? Vampiri? Mio Dio…! Mio Dio! (Scappa in camera)

SCENA SECONDA

OTTAVIO, MARIA, ELEONORA e NADIA

OTTAVIO      Ma non te sarà mica bevuda el çervel: spaventare in 'sta maniera la nostra piccola! Te sa che la xe ansiosa e che la ga paura anca della so ombra!

MARIA          Xe ora che la nostra piccola la cambi e la se levi da la testa tutte 'ste manie de malattie. Co 'sta storia, la ga fato scampar tre morosi! Invece de far la cartella clinica ai morosi, che la «limoni»! Una volta maridada, del limon resta solo che l’acido![4]

OTTAVIO      Adesso la ga Fedoro e tra un mese i se sposa.

MARIA          Un mese xe longo e pol succedere tante robe… Piutosto le analisi del nono xele pronte? Te sa che sensa de quele nol pol entrar in ospissio.

NADIA          (entra curandosi le unghie, sembra non ascoltare ma ripete meccanicamente a voce alta) El papà ga da andar all’ospissio? (con aria trasognata si siede sul divano)

OTTAVIO      No te devi mai pronunciar quela parola, no xe un ospissio, se tratta de un college inglese, un hotel a cinque stelle. La direttrice me ga spiegà che in Inghilterra ormai funziona da ani e che gli anziani i se realizza e i vive più a lungo.

MARIA          Va ben ciamelo come te pare, l’importante xe che el nono liberi le stanse e al più presto.

OTTAVIO      Ma sì, xe question de giorni, le analisi del sangue xe fate, manca quele dell’urina…da sol no l’è riussio a… farla.

MARIA          E parchè nol se ga fato dar 'na man dall’infermiera?

NADIA          Ghe mancava solo che l’infermiera ghe metesse anca 'na man…

Eleonora, la figlia minore, aspirante attrice, entra in scena, consegna un copione al padre e inizia a declamare il finale tragico dell’Otello.

ELEONORA-DESDEMONA          (concentrandosi) Ah, sei tu, Otello?

OTTAVIO-OTELLO            (non guarda neppure il copione e mostra di conoscere le battute meglio della figlia: ha un atteggiamento distratto dando l’impressione che la scena si ripeta spesso) Sì, sono io, Desdemona.

ELEONORA-DESDEMONA          (presa dalla sua foga, tradisce talvolta una recitazione insicura e inespressiva)

«Ohimè, signore, che volete dire?

perché! Mi parli di uccidere?

Oh, il cielo, allora, abbia pietà di me!

Ho paura. Tu mi fai paura

quando fai rotear gli occhi in quel modo.

Perché questa paura, non lo so:

perché so che non ho nessuna colpa.

Quella morte che uccide per amare

è cosa innaturale.

Ohimè, perché ti mordi così il labbro?

Sei tutto scosso da un’ira di sangue.

Son brutti segni; ma io spero, spero

che non si volgano contro di me.

Ah, lui tradito, ahimè, ed io finita!

Ah, mio signore, scacciami da te,

ma non uccidermi!»


[5]

OTTAVIO-OTELLO            «Giù, malafemmina!»

ELEONORA-DESDEMONA          «Uccidimi domani, lasciami vivere ancora stanotte.»

OTTAVIO-OTELLO            «Che! Vuoi lottare?»

ELEONORA-DESDEMONA          «Mezz’ora soltanto...»

OTTAVIO-OTELLO            «È deciso. Nessuna dilazione»

ELEONORA-DESDEMONA          «Il tempo di una prece…»

OTTAVIO-OTELLO            «Troppo tardi!»

Si riprende seccata il copione ed esce, con atteggiamento da grande attrice.

SCENA TERZA

MARIA, OTTAVIO, LUCA e NADIA

MARIA          Visto che classe, che talento, un giorno la vedaremo calcare i più famosi teatri del mondo… la Pernice de Venexia! Pensa, Ottavio, che emoxion co saremo sentai tra el pubblico, tra gli applausi (Maria e Ottavio applaudono e da dietro le quinte tutti acclamano) se sentirà la gente domandarse: «Ma chi è quel fenomeno?» E mi ghe risponderò: xe Eleonora Semensato Schiavon… e mi sarìa la mamma…

OTTAVIO      E mi sarìa so…

MARIA          Lassa perder, a la gente no ghe interessa e po̓ la mamma è certa el pare… chissà! A proposito, dove te ga lassà to pare?

OTTAVIO      Lo go lassà in piassa, alla posta, par ritirar la pension.

NADIA          (in preda ad una crisi isterica e con un tono eccessivamente alterato) Quante volte go dito! No bisogna lassarlo solo, ché el se magna tutti i schei in merlot!

OTTAVIO      Tutta la pension in osteria? El dovaria berse tuta la cantina.

Entra il terzo figlio, Luca, futuro avvocato portando una sorta una specie di parapetto da tribunale e finge un dibattimento giudiziario in cui il padre è l’imputato. Maria ascolta il figlio estasiata.

LUCAVostro onore, a questo punto del processo chiedo di avvicinarmi al teste per controinterrogarlo: siamo a Berlino ed è il 9 luglio 2006 ore 22 e 18… Signor Yazuid Zinedine Zidane , non è forse vero che lei colpì allo sterno certo signor Materazzi Marco? E non è forse vero che è stato oltremodo provocato con accuse del tipo… tu sei un giocatore da Inter?

Vostro onore, ho appena dimostrato con i fatti che il mio cliente ha agito per legittima difesa e quindi in base all’articolo venticinque, paragrafo due, comma sette, linea quattro del nostro amato Codice Penale chiedo che il mio cliente venga assolto per non aver commesso il fatto!

comunque, mio caro Zizou, si ricordi che il cielo è azzurro sopra Berlino!

E, come ricorda Martellini:

campioni del mondo…

campioni del mondo…

campioni del mondo…

campioni del mondo… [6]

OTTAVIO      Hai visto Maria che padronanza della parola, che sicurezza, che bravura… el diventerà el novo Perry Manson… me par già de vederlo in corte d’assise, mentre come publico ministero, sarà impegnà in una requisitoria difficile e alla fine el concluderà tra gli applausi de tutti,

(Maria e Ottavio applaudono e tutti, dietro le quinte, acclamano) compresi quei dell’imputato… e mentre tuti i applaude, la gente in aula se domanderà: «Ma chi è mai ̓sto portento?»… Xe Lu…

MARIA          Xe Luca Semensato Schiavon… e mi sarìa la mamma…

OTTAVIO      E mi sarìa… (le parole vengono interrotte dallo sguardo di rimprovero di Maria) lassemo perdere!

Il figlio riprende l’arringa accusatoria e si avvicina alla porta mentre entra nonno Sesto.

LUCAEd è quindi dall’art. 25 che si evince che… (riprende la sua requisitoria, ma s’interrompe quando si accorge della presenza del nonno) vostro onore, chiedo inoltre ai membri della giuria di guardare attentamente questa faccia (indica con gesto plateale il nonno Sesto): potrebbe sembrare simile a tante altre che incontriamo tutti i giorni in chiesa, dal giornalaio, al supermercato, una faccia, come si suol dire… insignificante.

Ecco, signori della giuria, qual è la forza del nostro imputato… la sua faccia insignificante… tale da farlo passare inosservato tra gente comune perché lui e sempre lui, vipera dei boschi pronta a colpire l’ignaro e tranquillo vicino (con un crescendo d’enfasi) perché signori (pausa) dietro questa faccia trasandata, consunta, insignificante si cela il più abile e perfido attore del crimine, pronto ogni volta ad immergersi nel solito copione che porta ad un solo e unico epilogo… il delitto!

Luca soddisfatto esce tra gli applausi dei genitori che poi, con fare interrogatorio, guardano il nonno Sesto.

SCENA QUARTA

OTTAVIO, MARIA, SESTO e NADIA

OTTAVIO      (si avvicina e rivolge al padre…) 'Sta volta, trent’anni no te li leva nessun…

SESTO           Trent’anni? E par cossa? Par do ombre che go bevuo e par 'na pisada sul porton del sindaco?

MARIA          Basta ed avansa! Piuttosto, signor suocero, quante ombre de merlot galo bevuo in osteria?

SESTO           Signora nuora, ghe giuro sulla cosa più cara che go ordinà solo gassosa.

MARIA          Ma se el spussa de vin lontan un chilometro!

SESTO               No xe colpa mia se la gassosa gera finia!

MARIA             Comunque sia vedé questa… serve per le analisi de l’urina. (Gli consegna una provetta)

SESTO           (guarda con attenzione la provetta poi il foro e)… Dovarìa riempirla par…qua?

MARIA          E par dove se no?

SESTO           Par sto buso no ghe riuscirò mai, gnanca co l’impiria.

Maria, stizzita, prende un pacco di indumenti già stirati ed esce per consegnarli ai clienti. Restano soli Ottavio e Sesto.

SESTO           Mi no capisso a cossa serve tute 'ste analisi… no se podeva far come el solito, con quel dottor, to amigo, quel che odora da capra e che ogni mese me visita e me da le medicine?

OTTAVIO      No! Stavolta le analisi le serve per n’altra roba: te go già spiegà che tua nipote Rita tra poco se sposa con Fedoro e…

SESTO           … E mi go da lassarghe la me stansa col bagno, devo far le valigie e andar da 'n'altra parte, magari sotto un ponte!

OTTAVIO      Ma non te scherzerà mica, quale ponte, te go trovà una sistemasion speciale… se trata de un hotel a 5 stelle, zona tranquilla, aria bona, con piscina e vista mare… Certo, me costa un ocio dela testa ma, par fortuna, se traterà solo de qualche mese, giusto el tempo che i genitori de Fedoro i ghe compra l’appartamento novo…

SESTO           Meno mal…(resta un po’ pensieroso e stupito ancor più dopo le parole di Nadia)

NADIA          Ma se Fedoro xe orfano de pare e de mare!(ignorando le reazioni esce)

OTTAVIO      Ma te sta sempre a vardar el pelo, cossa te interessa se Fedoro l’è orfano… l’importante xe che i sui ghe compri l’appartamento novo.

SESTO           Speremo! Ma le analisi mie, in tuto questo, a cossa servele?

OTTAVIO      A cossa che le serve? Te par che in un hotel a 5 stelle, coa pissina e vista mare, pol entrar cani e porci? Eh no! Caro mio, là entra solo gente par ben ed in bona salute!

SESTO           E alora mi no posso entrar, la me salute l’è cagionevole, el dottor ogni mese el dise che le go tute: el diabete bollito, la prostata, la gotta, la mastite, la forfora, la canfora e….

OTTAVIO      Tute monae che dise i dotori, te vedarà che co ste analisi verà fora che ti xe san come un pesse…

SESTO           Spero proprio de no! Meio malà in casa mia che san in un hotel a 5 stelle.

Nadia esce guardando tutti come fossero matti; il nonno si ritira e osserva la provetta sconsolato, seguito da Ottavio. Entra Rita.

SCENA QUINTA

RITA e OLGA

Bussano alla porta: Rita va ad aprire ed entra Olga, la moglie di Vanni l’amico di gioco di Ottavio, agghindata con gioielli che ostenta sfacciatamente

RITA  (a debita distanza accoglie Olga che tende la mano per il saluto) No! No! Cosa fa? Non si usa più… è pericoloso: nella mano ci sono milioni di batteri, invisibili infidi animaletti pronti a passare da una mano all’altra, portatori di malattie…la peste, non è stata portata dai topi ma dalle strette di mano…

OLGA            Non ghe avevo mai pensà.

RITA  Basta che sul palmo della mano esista una piccola ed insignificante ferita, ed è fatta. Quella piccola ferita, per i piccoli voraci virus è come un portone aperto, entrano a milioni: neri, bianchi, gialli, di tutte le razze e specie. Ognuno va poi ad occupare il posto preferito: chi nel fegato, chi nello stomaco, chi nei polmoni, chi nel cervello… insomma ovunque ci sia la possibilità di creare danni e malattie loro vivono e prolificano.

OLGA            (Olga si controlla le mani e scopre dei taglietti) Toh! Ho anch’io… un piccolo taglietto, ma va e viene…

RITA  Questa non ci voleva… È già stata infettata…

OLGA            Vuole dire che sono grave?

RITA  Non so… è difficile prevedere l’evolversi dell’infezione… potrebbe essere troppo tardi.

OLGA            Va bene, intanto che speto la fine, me diga, so fradel Luca xelo in casa? Dovaria domandarghe un consiglio legale su una certa miniera…

RITA  Certo che è in casa, però stamattina non l’ho visto molto bene, camminava male e aveva delle strane macchie sulla fronte, non vorrei, ma potrebbe essere…

OLGA            Cooo… (Rita la interrompe)

RITA  Di più …

OLGA            Davvero?… Ma intanto me fassa el piaser de ciamarlo, fosse mai per l’ultimo saluto.

RITA  Vado, vado, ma a suo rischio e pericolo. Nel frattempo, stia attenta a papà!

OLGA            Perché… galo anca lu i taglietti, piccoli piccoli?

RITA  No, no… è un vampiro e per giunta tossico… (Rita esce)

SCENA SESTA

MARIA, OLGA, LUCA e LARA

Olga rimane sola e si guarda attentamente le mani mentre entra da fuori Maria e vedendo Olga rsi avvicina un po’ seccata e parla con tono ironico.

MARIA          Oh, che onore… la signora... Oh ma che eleganza, varda picandoli, la par la Madonna del Petrolio![7]

OLGA            Cara mia, devo confessarghe che da un po’ de tempo va tuto a gonfie vele, me mario nol vol dirmelo ma el ga d’aver trovà na miniera d’oro, non so dove o come, ma questo ghe permette de farme viver nel lusso più «sfondrato»…[8]

MARIA          Eh, ma cara signora, anca le miniere prima o dopo le se esaurisse e …

OLGA            Non afferro proprio el ragionamento, comunque sia sono qua perché volevo veder el so Luca, me interessa aver un consiglio de legge, par via de quea miniera… ma se el sta mal torno n’altra volta, sperando che el guarissa.

MARIA          Ma quale mal, me fio non ha nessun problema, l’è sano come un pesse

Esce dalla sua camera Luca, vestito da donna

MARIA          (sorpresa)… Luca?

LUCA-           Ciao mamma (va davanti allo specchio per controllare il trucco), buongiorno signora Olga,dovete scusarmi ma sono in forte ritardo per la festa… non pensavo che ci volesse tutto questo tempo per il trucco… che fatica essere donna…(Le due donne lo guardano con grande stupore). Domani ho la tesi di laurea e stasera voglio proprio divertirmi e rilassarmi con i miei amichetti… Ciao mamma, non aspettarmi stasera, farò tardi…

Saluta e se ne va… breve silenzio d’imbarazzo durante il quale Maria cerca di darsi un contegno.

OLGA            Aveva ragion so fia Rita, basta un taglietto piccolo piccolo ed entra de tutto… i se installa nel fegato, nei reni, nel çervel e… perché no, anca in quel posto! E così cambia tutto, povera mi, altro che consiglio legale, son rivada tropo tardi, tropo tardi…

MARIA          Ma cosa dite, mio figlio è a posto in tutto per tutto, io sono la mamma e lo so…

OLGA            Cara Maria la capisso, son mamma anche mi e so quanto sia difficile ammettere che el proprio fio xe… xe… coraggio,coraggio… questa non ghe voleva, specie dopo la disgrassia che già gavè in casa.

MARIA          Quale disgrassia?

OLGA            So marìo!

MARIA          Ah sì, me marìo, sì xe vero, l’è proprio una disgrassia.

OLGA            Eh sì, un marìo tossico e par giunta vampiro… un fio cussì… vado, vado. Cossa che me dispiase… (Olga se ne va, ripetendo l’ultima battuta più volte con un tono ironico e fintamente partecipe. Maria, esterrefatta e pensierosa rimane per qualche istante sola in scena)

LARA Èpermesso, signora Maria? Le porto un lavoro molto impegnativo quest’oggi. Ho dei p-a-r-a-m-e-n-t-i molto preziosi cui bisogna riservare la massima cura. Guardi la bellezza di questa stola… amido! E che dire di questa pianeta, tutta dorata. Deve splendere, mi raccomando: amido! E poi, e poi il pezzo forte della collezione di papà… un piviale! Mi raccomando signora… amido!

Lara se ne va ed entra Rita che accorre verso la madre seduta…

SCENA SETTIMA

RITA, MARIA e FEDORO

RITA  Mammina… non ti vedo bene, forse ti si è alzata la glicemia?

MARIA          Rita par carità sta bona che oggi non go voia de sentir el bolettino medico. Sto male a causa del tossico de to pare e del… del… de to sorea…

RITA  Eleonora? Ti preoccupa? Non volevo dirtelo, ma ho notato da giorni che ha…

MARIA          Lassa perdere Eleonora che la sta ben… parlavo de to sorea… Luca! (Maria si ritira)

RITA  Mia sorella Luca? Che strano! La mamma non sta bene, i sintomi sono fin troppo evidenti, vedrò di trovare una cura adatta… piuttosto il mio Fedoro non è ancora arrivato, non vorrei che fosse a letto con l’influenza, ieri sera non aveva una buona cera…

Si sente bussare ed entra Fedoro incespicando sulla soglia

FEDORO       Ciao amore, scusa il ritardo ma c’era parecchio traffico. (Porge a Rita un mazzo di fiori)

RITA  (si infila dei guanti ed una mascherina. Si prende con fare schizzinoso i fiori e li lancia lontano). Non ero preoccupata per il tuo ritardo ma perché temevo fossi a letto…

FEDORO       E perché mai avrei dovuto essere a letto?

RITA- Beh, ieri non avevi proprio una bella cera, del resto nemmeno oggi. Mi sa che stai covando qualcosa, speriamo non sia quello che penso…

FEDORO       (preoccupato) A cosa stai pensando?

RITA  Niente, niente, lasciamo perdere, non voglio preoccuparti prima del tempo.

FEDORO       Amore, se continui così mi ammalerò sul serio, anzi mi sento già qualcosa… (si siede premendo con la mano un punto dolente alla schiena)

RITA  Che ti dicevo? Vado a prendere una cosina che fa al caso tuo… (esce precipitosamente di scena e rientra immediatamente portando scatole di farmaci) Ecco prendi queste, ti faranno bene… due a digiuno, una subito prima dei pasti, tre dopo i pasti, una alla sera, e due al mattino prima di colazione…

FEDORO       (divertito) E mentre dormo, niente?

RITA  Scherza, scherza…

FEDORO       Allora amore è confermata la data per sabato 25 maggio: prete, chiesa, pubblicazioni, è già tutto in moto.

RITA  Bene,bene non vedo l’ora, io sono pronta al grande giorno, ma tu Fedoro devi riguardarti, non vorrei che proprio il 25….

FEDORO       Ma ti prego, non fare l’uccello del malaugurio, una volta tanto lascia perdere! (Mentre si gira accusa dolore)…Ahi!!!

RITA  (allarmata) Hai visto? Scherza, scherza, lo supponevo… è difficile che mi sbagli… aspetta, vado di là a prenderti una pomatina che fa al caso tuo…(Esce).

SCENA OTTAVA

SESTO, FEDORO e RITA

Entra il nonno con la provetta in mano e scuote la testa

SESTO           Lo savevo che non podevo farghela, xe come centrar un passero a 100 metri, ghe vorìa un canon…

FEDORO       Buon giorno sior Sesto, qualche problema?

SESTO           No no, xe che con l’età la mira non è più quela de una volta.

FEDORO       Capisco… A proposito (con totale assenza di tatto nei confronti del vecchio): quando può liberare la stanza? Sa, oramai al 25 maggio manca poco e noi avremmo intenzione di fare dei lavori di ristrutturazione…

SESTO           Cari i me fioi, me dispiase de procurarve tanti disagi, ma son drio spetar che se liberi un ponte al piano tera. Questione de giorni e toglierò el disturbo… quel che no capisso xe perché non andè voi nell’hotel a cinque stelle, vista mare, che me par più giusto. (Attimi di silenzio. Il nonno gira intorno a Fedoro e lo osserva bene). Fedoro, adesso che te vedo ben, no te ga proprio una bela cera. Mi sa che te son drio covar qualcossa che no me piase proprio par niente… proprio adesso, che se rivai alle soglie del matrimonio! Speremo ben, speremo ben.

FEDORO       (stupito per la domanda risponde dapprima sicuro) Ma, ma io mi sento bene… (poi riflette e fa una piccola smorfia) a parte quel dolorino al fianco, forse un semplice strappo…

SESTO           Scometo che te senti pungere proprio soto le coste, all’altezza dello sterno, un po’ a sinistra… (Fedoro annuisce)

FEDORO           Perbacco: è proprio in quel punto!

SESTO           Come una puntura… Che va e che vien, specie de note…

FEDORO       (comincia a preoccuparsi) È vero, come una puntura, di notte va e viene.

SESTO           (rivolgendosi al pubblico con un tono drammatico) Come Amedeo… (di nuovo verso Fedoro parlandogli con tono più tranquillo) el me più caro amico: el diseva anca lu: sarà un semplice strappo, col tempo passa…

FEDORO           (breve silenzio poi con voce preoccupata)… Era… uno strappo!

SESTO           Purtroppo no!

FEDORO       (sempre più preoccupato)…Qualcosa.. di grave? E adesso… come sta?

SESTO           (con tono allegro, divertendosi a vedere la faccia sempre più preoccupata di Fedoro) Adesso… passà tutto, (quindi parla in italiano con grande enfasi) non ha più nessun problema…

FEDORO       (tira un sospiro de sollievo)… Ahhh.

SESTO           Lo vado a trovar tutte le settimane e… (sembra sia incerto su cosa dire, poi pronuncia la frase seguente molto velocemente) ghe passo la cera sul marmo.

FEDORO       (impallidisce, balbetta e barcolla) Cera?…(farfuglia dall’ansia) Sui pavimenti di casa?

SESTO           Caasa…(con tono grave e riflessivo)

Fedoro sembra rincuorarsi alla notizia della casa, sorride e sta per dire qualcosa ma viene interrotto da Sesto che con gesti ampi e solenni mimando con le mani proferisce

SESTO           Un metro par do!!

FEDORO       (Sobbalza, impallidisce, deglutisce a fatica e parla con voce tremante) Vado a casa…

SESTO           Va, va a casa e curate… Addio Fedoro.

Rientra Rita con le medicine e si stupisce non vedendo il fidanzato.

RITA  Nonno, ma Fedoro dov’è finito?

SESTO           Nol se sentiva ben, così el xe corso a casa.

RITA  Glielo avevo detto che non stava per niente bene, e proprio ora, che manca un mese al matrimonio!

Rita esce indispettita.

SESTO           (Rivolto al pubblico con aria soddisfatta per lo scherzo tirato a Fedoro) Nol ghe riva a un mese, nol ghe riva…

SCENA NONA

SESTO, OTTAVIO e VANNI

SESTO           (Tra sé osservando pensieroso la provetta) Intanto però devo riempirla. Me ricordo che me nono la faseva drento el vaso da notte e dopo el travasava su una bottiglia (si guarda attorno e vedendo un bel bottiglione col buco grosso)… 'sto bottiglion par fato apposta. (Afferra il bottiglione e si ritira contento nella sua stanza.)

Rientra Ottavio accompagnato dal suo amico Vanni, marito di Olga, falso sedicente dottore in combutta con Ottavio per spillare soldi al nonno. Ha una vecchia borsa e sono intenti in una discussione animata.

OTTAVIO      Ma cosa sarìa 'sta storia che son drogà e che lo sa tutto el paese?

VANNI          Così i dise in giro… (Si siedono e Ottavio estrae delle carte da gioco per una partitina veloce.)

OTTAVIO      E la storia che me fiol Luca xe passà da quell’altra sponda? Ma quale sponda, quela del Brenta? Che novità sarìa questa? Xe cinque anni che par andar all’università el passa de là del Brenta…

VANNI          Mah! A dir el vero el Brenta nol centra. (Parlano giocando a carte. Ogni tanto interrompono il discorso con frasi di gioco)

OTTAVIO         Tris de assi…

VANNI          (sorride, guarda con sufficienza Ottavio) Full de donne… 20 euro, grassie.

OTTAVIO      Ale volte me vien el sospeto (mette le mani in tasca per prendere i soldi )… che me mojer la gabia ragion.

VANNI          A proposito de cossa?

OTTAVIO         Ma niente, se parlava de vampiri…

VANNI          A proposito de affari… oggi xe el 10! El nonno ga appena tirà la pension: ghe femo el solito trattamento?

OTTAVIO      Si ma xe l’ultima volta (diventa pensieroso)… fra qualche giorno lasserà la casa par andar in un…. college per ansiani, xe un posto lussuoso e la pension coprirà appena el costo della retta. Par questo motivo niente più visite e niente più prelievi… se semo capii?

VANNI          Una bea notissia te me dà. E mi come farò sensa la pension del nonno?

OTTAVIO      Come sarìa a dir, casomai mi come farò sensa quei schei: non podarò più passar el tempo coi amici, niente più partitine, niente pokerini, sarà 'na vita d’inferno.

VANNI              A chi te ghe lo disi …

Entra Maria e quando vede Vanni…

MARIA          Oh chi se vede! Prima la moglie, adesso el marìo… manca solo che vegna a trovarne le so cavre e dopo semo al completo…

VANNI          (molto ossequioso) Buongiorno siora Maria, passavo de qua e go pensà de venirve a trovar… per un salutino…

MARIA          Ma varda… e mi che pensavo che l’andasse in giro…. (mima il volo di un vampiro) solo de notte!

VANNI          Inoltre volevo farle omaggio de 'ste ricottine de capra fresche. L’è puro latte caprino, sensa conservanti. Se le fa stagionare par do tre mesi… dopo le pol grattare come el grana sulla pasta. Sentirà che prelibatessa.

MARIA          Ah! Se me dise così le metto insieme a quelle del mese scorso, a invecchiare. (Afferra il pacchettino e lo getta dalla finestra)

MARIA          Ecco le ricottine le xe al sicuro.

OTTAVIO      Maria ghe go dito a Vanni del nono che a giorni lasserà la casa.

MARIA          Ah si? E come mai no ghe xe ciapà un colpo?

OTTAVIO      Me mojer la scherza sempre Vanni, adesso Maria se te pol lassarne soli. Dovemo parlar de affari. Ti intanto va a consegnar la roba stirada ala siora Matilde…

MARIA          Vado, vado (rivolta quindi a Vanni) el me saludi la siora Olga e… (molto ironica) ghe diga pur che la miniera d’oro… è e-s-a-u-r-i-t-a… e ti, Ottavio, (minacciosa) sta attento… che son più esaurita della miniera[9] (Maria prende la cesta ed esce).

VANNI          Sai, Ottavio, Maria l’è un po’ strana, non la capisso… del resto in ’sta casa sicuramente ghe se qualcosa che non va… ti tossico e to fiol de là del Brenta, mah!

OTTAVIO      Non incominciar con ’ste storie, mi non son tossico, xe un modo de dir… «drogà par le carte da gioco». Adesso mi vado a ciamar me pare e ti fa la to parte… ma me raccomando ’sta volta non esagerare, ansi dighe che dall’ultima visita el xe migliorà.

VANNI          Va ben farò come te disi, casomai ghe darò meno medicine, ma aumenterò el prezzo. (A soggetto, Vanni elenca gli «ferri del mestiere» contenuti nella sua borsa: penna, stetoscopio, lastre radiografiche ecc.)

Ottavio va a chiamare il nonno e poi si ritira nella sua camera. Nel frattempo Vanni si infila un camice bianco per sembrare un dottore.

SCENA DECIMA

SESTO e VANNI

Entra il nonno soddisfatto con una bottiglia dove ha raccolto il campione per le analisi e lo mette sul tavolo. Si rivolge al (falso) dottore.

SESTO           Oh, caro dotor … come và?

VANNI          Dotor Spritz, prego… Comunque mi bene, grassie. Lu piuttosto, me diga come ha passato il mese.

SESTO           Ghe dirò che nonostante tute le medicine che me ga propinà son riussio a tirar avanti, voio dir che son ancora vivo e purtroppo me sento ben… Digo «purtroppo» perché  ̓sto fatto alla fine me portarà a dover lassar  ̓sta casa per un hotel a cinque stelle, con pissina e vista mare.

VANNI          Beh! caro sior Sesto no mettemo el carro davanti ai buoi, se xe un che deve decider della so salute son proprio mi, el so dotor. Dunque vedemo un po’ cossa dise le carte…

Sesto porge le analisi del sangue a Vanni.

SESTO           Manca solo quele delle urine ma ghe le mando al più presto. (Accarezza il bottiglione.)

VANNI          (Con aria professionale legge i referti, poi sbotta) Caro el mio Sesto… cossa el galo combinà? la cosa xe seria… vardi el «crostorolo», i «triciceriti» e poi… guardi questo: ticket, 36! In base a quel che sta scritto qua lu el dovaria esser già morto da do mesi![10]

SESTO           Ma va? Son morto da do mesi e nessun me ga dito niente?

VANNI          Nol xe el momento de scherzare, vedemo un po’: fasemo una visitina completa e dopo vedremo il da farse. (Armeggia con lo stetoscopio senza ben capire come funziona.) Dica trentatré (il paziente viene invitato ad alzare sempre di più il volume perché Vanni non ha applicato bene l’auricolare dello stetoscopio. Sesto alla fine se ne accorge e gli indica il modo corretto di usare lo strumento.[11] A soggetto), apra la bocca… bene, tiri fuori la lingua, respiri profondo, espiri, inspiri, sospiri. (Mentre lo visita il dottore si versa un bicchiere… dal bottiglione che Sesto ha lasciato incustodito.)

SESTO           Dotor cossa falo el me beve la me… (Il vecchio cerca di dissuaderlo, ma non può proferir parola: gli viene intimato di rimanere a bocca aperta con lingua di fuori).

VANNI          Certo che bevo perché mi… posso…lu inveșe, caro Sesto, con la salute che se ritrova anca 'na goccia sarìa veleno. (Beve, tossisce e fa delle smorfie. Sesto assume un’espressione schifata e non ha il coraggio di spiegare il contenuto del bicchiere) adesso ghe prescrivo mi do medicine… vedrà che con queste tuto andrà a posto…

SESTO           Ben, intanto che lu el me fa il conto, vado de là a prendere i soldi. (Sesto si ritira nella sua stanza)

VANNI          (A voce alta mentre scrive la prescrizione continuando a tossire e a schiarirsi la voce) Due alla mattina… due al pomeriggio e quattro alla sera…

SESTO           (Rientra e dalla tasca estrae la busta della pensione) Go tirà la pension proprio stamattina, 500 euri tondi tondi.

VANNI          (Fa un po’ di conti) Ma varda che coincidensa, xe proprio 500 euri tondi tondi (strappa la busta e lascia in mano ad Sesto il conto)…

SESTO           (Resta sorpreso)… A dir el vero no xe 500 euri tondi, manca le do ombre che go bevuo in osteria!

VANNI          Do ombre? Ma gnanca parlar: le do ombre le offro mi.. Alla prossima sior Sesto e me raccomando… ghe do un consiglio… el vin el xe caldo… lo tegna al fresco perché co se lo manda zo el spunta parfin! (Si alza, saluta ed esce)

SCENA UNDICESIMA

SESTO e LUCA

SESTO           (Osserva perplesso la bottiglia) Xe caldo... el spunta… ma cossa pretendelo? A mi el me vien cussì. (Entra tutto trafelato Luca ancora con abiti da donna e senza una scarpa)

SESTO           (Accorgendosi del nuovo ingresso ma senza riconoscere il nipote) Ma chi xela, come xela entrada?

LUCA Taci nonno, taci, sono io.

SESTO           (Prende un bastone) Io chi?

LUCA Sono Luca, tuo nipote, ma nonno non mi riconosci?

SESTO           (Si avvicina e lo guarda bene) Par carità, Luca, cossa te xe successo?

LUCA Ero andato ad una festa con gli amici dell’università, sai prima della tesi di laurea si usa…

SESTO           Vestìo cussì?

LUCA Sì! Era una delle solite feste goliardiche, ci si divertiva un sacco poi ad un certo punto un ragazzo, mai visto, mi guarda, mi fissa, mi parla, e questo sempre dietro, insistente, appiccicaticcio… finché mi ha preso alla sprovvista e… mi ha bloccato sul divano.

SESTO           Luca! No te gavarà mica ceduo?

LUCA No: (assumendo il tono solenne delle requisitorie) l’avvocato Luca Semenzato Schiavon si è disvincolato… e son fuggito via.

SESTO           Meno male.

LUCA Ho corso a più non posso, ad un certo punto pensavo mi seguisse, ma forse era solo un’ombra.

SESTO           Beh! Adesso va in camera tua a cambiarte che vestio cussì te me fa impresion. Te ricordi quel completin che te go ciolto mi par la Cresima?

LUCA (Uscendo) Nonno!

Luca esce seguito dal nonno

SCENA DODICESIMA

ELEONORA, TADDEO e SESTO

Entra in scena Eleonora recitando l’ormai abituale monologo dell’Otello… qualcuno bussa alla porta e sempre recitando apre, ed entra Taddeo.

ELEONORA-DESDEMONA          (Declama rapita)

«Quella morte che uccide per amare

è cosa innaturale.

Ohimè, perché ti mordi così il labbro?

Sei tutto scosso da un’ira di sangue.

Son brutti segni; ma io spero, spero

che non si volgano contro di me.

Io mai t’ho offeso in tutta la mia vita;

io non ho amato mai Michele Cassio

se non di quell’onesto amor del prossimo

che il ciel consente ad ogni essere umano!»

TADDEO       (Cerca di parlare ignorato da Eleonora che continua a declamare rivolgendosi a lui come se fosse Otello) Chiedo scusa signorina, sono Taddeo, Taddeo De Dominicis della premiata ditta Dedominicis-Miravalli, pelletterie e arredi sacri… lei deve aiutarmi.

Questa sera, ad una festa di laureandi, ho conosciuto una ragazza stupenda: mi ha subito colpito ma… mentre stavo per conoscerla, mi è sfuggita, direi scappata. Io l’ho rincorsa e… mi pare d’averla vista entrare proprio in questa casa.

ELEONORA (seccata dell’interruzione e ignorando il motivo della visita) Dica… lei è forse un attore di teatro?

TADDEO       (imbarazzato e confuso, insiste nel cercare di farsi dare ascolto) No signorina, io sono Taddeo, Taddeo De Dominicis della premiata ditta De Dominicis-Miravalli, pelletterie e arredi sacri.Miravalli è il nonno materno mentre De Dominicis è il babbo, che si chiama Alfonso, mentre io mi chiamo Taddeo, così non ci si confonde.

ELEONORA (sempre più seccata) Senta caro Alfonso…

TADDEO       Prego Taddeo, Taddeo…

ELEONORA Miravalli?

TADDEO       (sempre gentile e paziente) No, Taddeo, Taddeo De Dominicis: Miravalli era il nonno materno.

ELEONORA (ignorandolo e parlando tra sé) Che strana famiglia ,tutti con lo stesso nome... (Si rivolge quindi infastidita a Taddeo) comunque sia, lei della premiata ditta… sta forse parlando di mia sorella Rita?

TADDEO       (illuminandosi speranzoso) Rita? Non so… forse sì, è possibile vederla?

ELEONORA Certo che è possibile, anche se la cosa è a suo rischio e pericolo… però prima, favore per favore, deve darmi una mano con il mio provino: ecco il copione… lei è Otello ed io Desdemona.

TADDEO       Ma signorina, io per la recitazione sono decisamente negato, pensi che quand’ero piccolo avevo problemi anche a dire le poesie di Natale…

ELEONORA-            (passandogli un copione) Ma che importa, Natale è lontano e poi basta che lei legga…sono solo poche battute… facili facili.

ELEONORA-DESDEMONA          (con esagerata enfasi)

«Ah, sei tu, Otello?»

TADDEO       (completamente disorientato) No signorina, sono Taddeo. Mi chiamo Taddeo, De Dominicis…

ELEONORA (seccatissima) E chi se ne frega se ti chiami Taddeo, ora il tuo nome è Otello. Hai capito? O-t-e-l-l-o! Ricominciamo.

ELEONORA-DESDEMONA (riprende a recitare)

«Ah, sei tu, Otello?»

TADDEO–OTELLO (intimidito) Sì, sono io… Otello… (si confonde nuovamente) De Dominicis Miravalli della premiata ditta…..

ELEONORA Ma quale De Dominicis Miravalli, babbeo… Tu sei Otello, Otello e basta! Ricominciamo… e attento…

ELEONORA-DESDEMONA

«Ah, sei tu, Otello?»

TADDEO-OTELLO

«Sì, sono io… Otello…»

ELEONORA-DESDEMONA         

«Ohimè, signore, che volete dire?

Mi parli di uccidere?

Oh, il cielo, allora, abbia pietà di me!

Ho paura. Tu mi fai paura

quando fai rotear gli occhi in quel modo.

Quella morte che uccide per amare

è cosa innaturale.

Ohimè, perché ti mordi così il labbro?

(invita Taddeo a mordersi il labbro)

Sei tutto scosso da un’ira di sangue.

Ah, mio signore, scacciami da te,

ma non uccidermi!»

TADDEO-OTELLO        (con grande enfasi, quasi trasformato)

«Giù, malafemmina!»

ELEONORA- DESDEMONA

«Uccidimi domani,

lasciami vivere ancora stanotte.»

TADDEO-OTELLO     (sempre più partecipe al dramma) «Ché! Vuoi lottare?»

ELEONORA-DESDEMONA

«Mezz’ora soltanto...»

TADDEO–OTELLO

«È deciso. Nessuna dilazione!»

ELEONORA–DESDEMONA         (implorante)

«Il tempo di una prece...»

TADDEO-OTELLO        (Taddeo, ormai immedesimato nel ruolo di Otello mette le mani al collo di Eleonora e ripete…)

«Troppo tardi!

È troppo tardi…

è troppo tardi…»

In quel momento esce dalla sua stanza Sesto e vedendo Taddeo aggredire Eleonora, equivoca e lo prende a bastonate.

SESTO           Ah brutto maniaco assassino, no te bastava Luca, adesso anca la me piccola Eleonora! Ciapa… e ciapa questo e ancora questo….

Urla e grida di Taddeo bastonato che scappa inseguito da Sesto, mentre Eleonora imperterrita continua a recitare il monologo dell’Otello.

FINE PRIMO ATTO


ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

MARIA, RITA e OTTAVIO

L’azione si svolge al mattino. Maria compare sulla scena assonnata e si avvia ad iniziare una dura giornata di lavoro.

MARIA          Chi dise che i sogni non i se avvera mai el sbaglia… per mi xe il contrario. Mi de note sogno montagne… de roba da stirar e la matina co me svejo… ecco il sogno se realizza!

RITA  (entra sbadigliando) Mamma, cosa fai in piedi a quest’ora? Sono appena le cinque e fuori è ancora buio.

MARIA          Insonnia da esubero de ferro…[12]

RITA  (allarmandosi) Nel sangue, mamma?

MARIA          Ferro da stiro! Non riuscivo a dormir, forse la giornata de ieri la xe stada tropo movimentata… così per rilassarme un po’ go pensà ben de metarme a stirar 'sti 20 o30 chili de strasse…

RITA  Beata te mamma che almeno riesci a trovar il modo per rilassarti, io invece sono tesa, forse dipende dal matrimonio imminente…

MARIA          Rita, non avrai per caso ancora dubbi su Fedoro! Guarda che è un bravo ragazzo:miseria ne ha tanta, ma almeno ha un lavoro onesto.

RITA  Sì, lo so, lo so, ma ho sempre l’ansia che all’ultimo momento succeda qualcosa… Beh cambiando discorso, papà come sta? Ha ancora quei sintomi da vampiro?

MARIA          (alterandosi al pensiero del marito) E chi lo sa, anche stanotte el xe rimasto fora… come tuti i vampiri…

RITA  Fra un po’ farà chiaro, dovrà per forza rientrare…

Si sentono dei rumori: è Ottavio che rientra.

MARIA          Eccolo!

RITA  (spaventata) Il vampiro?

MARIA          No! Questo xe el pinguin de to pare.

Entra Ottavio: è vestito con un vestito da sera e ha il papillon allentato. Ha appena trascorso una notte al gioco.

OTTAVIO      Buongiorno. Cosa faseo ancora alsade?

RITA  Ma papà, dove sei stato?

MARIA          (ironica e senza lasciare ad Ottavio il tempo di replicare) All’ufficio de collocamento!

RITA  Ma di notte è chiuso!

MARIA          Così non rischia de trovar lavoro!

OTTAVIO      (fingendo di non raccogliere la provocazione) Maria, te ga sempre voja de schersar… Son un fià stancheto… sarà mejo che vada a dormir qualche ora.

MARIA          Va pure caro ma non in camera mia, go pena tirà su el leto.

OTTAVIO      E alora dove vado?

MARIA          Te pol andar zo in cantina, e accomodarte drento el casson dei pomi cotogni… no xe come essere dentro 'na bara, ma come vampiro in erba te pol accontentarte.

OTTAVIO      Va ben alora mi vado a schiacciare un pisolino, varda che dovaria rivar quea del college per anziani, quea inglese… la dottoressa Lilliput… me raccomando se la riva ciamame che i xe afari de vampiri… voevo dir de omeni…

Ottavio se ne va in cantina, Rita torna in camera ed entra in scena Luca, in pigiama.

SCENA SECONDA

MARIA, LUCA e NADIA

LUCA Buongiorno mamma, sei già al lavoro?

MARIA          (ironica) Stanotte non son riussida a dormir e alora go preferito alzarme un po’ prima per rilassarme…

LUCA Beata te, mamma, che trovi il modo per rilassarti…  io invece ho dormito poco e male. Sarà che sono nervoso per la tesi di domani… o forse per l’incontro di ieri…

MARIA          Bravo! Contame de ieri: come mai te xe saltà in mente de vestirte da donna… la signora Olga te ga ciapà per…

LUCA Sono andato alla festa vestito da donna per gioco, tra laureandi è normale: chi si vestiva da donna, chi da mummia, chi da prete, insomma tutti mascherati, per puro divertimento…

MARIA          (rincuorandosi) Ma sì, lo avevo capìo subito che era un gioco…

LUCA Era un gioco.. ma poi è successa una cosa strana. Nel bel mezzo della festa, mentre seduto sul divano mi è venuto accanto un ragazzo mai visto prima… mi guarda, mi fissa in modo insistente… appiccicaticcio… al punto che ho pensato: xe un attaccabrighe…

MARIA          I soliti attaccabrighe, ubriaconi…

LUCA No, no, non era il solito attaccabrighe e non era nemmeno ubriaco, anzi era lucido e continuava a fissarmi ed una volta mi ha pure accarezzato…

MARIA          Par carità Luca, el te caressava?… Un gaio?

LUCA Ma no mamma, accarezzava me..

MARIA          Appunto…

LUCA Ma io ero vestito da donna.

Entra Nadia e, senza intervenire nel dialogo tra madre e figlio, lentamente deposita della biancheria dentro un cesto a terra e si siede sul divano.

MARIA          E nol se ga accorto de niente, magari mentre el te caressava… no so, forse…

LUCA Ma no, il tutto è durato pochi minuti… io mi sono sottratta, sottratto subito a quelle attenzioni e son fuggito…

MARIA          Bravo te ga fato ben, come che dise sempre to pare «mejo tajar el tacon quando le robe se mette mal»…[13]

LUCA Sì, però probabilmente non è finita lì, perché penso che mi abbia seguito. Se così fosse ora sa dove abito…

SCENA TERZA

MARIA, LUCA, NADIA, SESTO ed ELEONORA

Entra Sesto che, tenendo una bottiglia in mano, ascolta con attenzione le ultime parole

SESTO           Se te parli de quel tipo che te importunava ieri sera, niente più preoccupazioni… sistemato per le feste, penso che nol metterà più pie in 'sta casa.

LUCA Ma cosa stai dicendo nonno, come sarebbe a dire non metterà più piede in questa casa?

SESTO           Sarìa a dire che quel bel tipo che te pensavi te seguisse…e l te gavea seguìo…

LUCA Allora la mia sensazione era giusta… ma come ha fatto ad entrare in casa?

SESTO           Non lo so forse ga sonà el campanelo e qualcuno ghe ga verto.

Nadia esce dopo aver raccolto dell’altra biancheria stesa ad asciugare. Entra Eleonora e sentendo i discorsi, interviene.

ELEONORA Certo che ha suonato ed io ho aperto, quella specie di babbeo cercava mia sorella, comunque era un vero strazio, come attore valeva zero, per il resto non so…

SESTO           Eh! Se non gera par mi quel maniaco el te avarìa tirà el collo come a una galina.

ELEONORA-            Ma che dici nonno, quel tipo maniaco? Gli avevo chiesto io di aiutarmi nel copione, doveva fare la parte di Otello, io lo incitavo a stringermi il collo e lui con quelle sue manine delicate non faceva altro che accarezzarmi e farmi il solletico.

LUCA Manine delicate… è lui, lo riconosco!

MARIA          Suocero… suocero (incalzante e sempre più minacciosa) el ga menà el moro de Venexia?

SESTO           Ah mi non so se gera el moro de Venexia… mi so solo che prima dele bastonae gera bianco, solo dopo el ga scominsà a diventar moro, ansi par la precision, più che moro me parea viola…

MARIA          Non lo gavarà miga copà?

SESTO           Ucciso no, ma una bela ripassatina penso proprio di sì.

LUCA (sbottando) Ma che figura, chissà cosa avrà pensato di noi… Non ci si comporta così!(Se ne va contrariato).

MARIA          Ma cossa ghe xe saltà in mente de menar un poro cristian in quea maniera… spero par lu che el fiol nol abia conseguenze gravi parchè stavolta la galera no ghe la toglie nessun.

SESTO           In galera o in ospizio a cinque stelle, che differensa fa? No cambia niente… Meto qua la bottiglia per le analisi e me raccomando… (Esce e torna in camera mentre Maria, rimasta da sola, continua a stirare borbottando).

SCENA QUARTA

LILLIPUT e MARIA

Si sente suonare alla porta. Entra Miss Lilliput, direttrice dell’ospizio.

LILLIPUT      (Si rivolge a Maria, scambiandola per la domestica di casa) Buongiorno, sono la dottoressa Lilliput dell’Istituto Geriatrico Casa Serena. Ho un appuntamento con il signore: mi può annunciare?

MARIA          Il signore? Ma… non può ora… el xe in cripta. [14]

LILLIPUT      In cripta?

MARIA          (ironica) Sì! In cripta c’è la cappella di famiglia!

LILLIPUT      Capisco, non può scendere in cripta ed annunciarmi?

MARIA           Chi, mi, andare in cripta? Gnanca morta, a noi della servitù xe vietato.

LILLIPUT      Anche la signora, deduco, si alzerà tardi.

MARIA          Quale signora?

LILLIPUT      Ma la sua padrona naturalmente.

MARIA          Ah sì! Sì! Certo: la signora si alza… alle undici… (a soggetto si esagerano le abitudini oziose della presunta padrona di casa) e se si sveglia prima è un guaio: giornata rovinata.

LILLIPUT      Lo so, lo so, il signor Ottavio me ne ha parlato… meglio non svegliar il can che dorme…

MARIA          Ma chi sarebbe il can che dorme?

LILLIPUT      Ma la moglie, naturalmente.

MARIA          Ah! Il signore le ha parlato della moglie? La cosa si fa interessante: prego si accomodi… e cosa le ha riferito?

Maria fa accomodare miss Lilliput e le si siede accanto incuriosita con atteggiamento improvvisamente cordiale.

MARIA          Oh! Che sbadata! Posso offrirle qualcosa? Una banana, un limone, un bicchiere d’acqua…

LILLIPUT      A quest’ora del mattino prendo il mio solito drink, un «Manhattan gin», please.

Maria si guarda attorno e scusandosi per non essere in grado di soddisfare la richiesta della sua ospite porge alla direttrice un bicchiere vuoto. Mentre cerca nella credenza qualche bevanda da offrire, miss Lilliput si versa da bere… il contenuto della bottiglia lasciata da Sesto e tossisce dopo aver trangugiato il primo sorso.

MARIA          (cercando di darsi un contegno) Bon? Lo fasemo in casa… Ma mi racconti del can che dorme… cioè della signora.[15]

LILLIPUT      (con un sorrisino complice) Suvvia, non faccia finta di niente, lei la conosce meglio di me: da quanti anni è al suo servizio?

MARIA          Dalla sera stessa del matrimonio!

LILLIPUT      E allora… lei è già al corrente di tutto…

MARIA          Sì, sì, so tutto ma sono discreta.

LILLIPUT      Capisco! Dicevo che una personcina come mister Ottavio schiavo di una… una…v-i-p-e-r-a.

MARIA          Vipera?

LILLIPUT      Sì! Ha usato proprio questa parola: vipera. E poi ha detto anche un’altra parola… che la moglie è… b-o-n-a…

MARIA          Bona me va ben, mejo che niente.

LILLIPUT      Brava, proprio così ha detto della moglie: bona… da niente. E alla fine mi ha anche confidato (abbassando la voce con tono insinuante) dei suoi momenti di intimità.

MARIA          Perbacco questa me xe nova… che mi sappia gli unici momenti di intimità del signore sono quelli che ha quando si ritira in bagno…

LILLIPUT      (sussurrando) Ma no quelli, si parlava di letto…

MARIA          Cossa ghe ga contà che el fa a letto, con la moglie?

LILLIPUT      Più di quello che fa, di quello che non fa… (a voce alta) la moglie è completamente frigida ed ha sempre il mal di testa.

MARIA          Brutto porco …

LILLIPUT      Mi ha anche confidato che il maschio che è dentro di lui lo porta a trovare pace altrove…

MARIA          (comincia ad alterarsi) Ri-porco! ghe dago mi la pace, ma quela eterna…

LILLIPUT      (un po’ sorpresa dalla reazione di Maria) Non capisco… Certo che questo particolare del maschio inappagato mi stuzzica, sa io sono single e al giorno d’oggi è così difficile trovare uomini veri!

MARIA           Senta cara signorina, in sta casa de omeni veri, come la dise ela, no ghe ne xe! Mi lo so: se proprio vol saverla tuta ghe svelo un particolare, ma che rimanga tra di noi… Quandoil signore non è impegnato… con il cassone dei pomi cotogni, entra in camera mia e... s’infila nel mio letto…

LILLIPUT      (sempre più interessata) Che storia eccitante! Ma… mi dica, se posso: com’è… com’è a letto… un vero stallone?

MARIA          Dalla puzza dirìa de sì… ma per il resto…

LILLIPUT      Perbacco! Non mi dica! A letto… non è all’altezza?

MARIA           Né all’altezza, né alla lunghezza… né niente. Z-e-r-o!

LILLIPUT      Vuole dire ( divertita) che... non c’è materia, che… è un bluff di uomo?

MARIA          Uno scherzo della natura.

LILLIPUT      E… i figli che ha avuto dalla signora?

MARIA           Lo Spirito Santo.

LILLIPUT      Perbacco!Povero mister Ottavio!

MARIA           Mi dirìa: povera signora!

LILLIPUT      Certo ma… forse la colpa è anche della moglie, ora che ricordo bene mi ha lui stesso rivelato di avere dei problemi di coppia proprio perché la moglie, come donna, non lo stimola, non lo eccita… ha definito la signora un o-s-s-o.

MARIA          Avrà inteso dire «osso duro».

LILLIPUT      No, no , ricordo bene: ha detto osso e basta. (Maria prende in mano un battipanni e si avvia verso la cantina). Ma dove va?

MARIA          Vado in cripta, ghe fasso vedere mi chi che xe un osso. Esce di scena con incedere minaccioso.

LILLIPUT      Questa servitù italiana… sempre troppo invadente. Tornerò più tardi. Esce

SCENA QUINTA

SESTO

Entra cercando la bottiglia per le analisi. La scorge sopra il tavolo.

SESTO           Ma chi ga spostà le me analisi? (Scuote la bottiglia e si accorge che il contenuto è diminuito) Porca vacca, e adesso? Ma per chi i me ga ciapà par 'na distilleria? (Rientra in camera con la bottiglia borbottando.)

SCENA SESTA

MARIA, OTTAVIO e LUCA

Si sentono dei colpi e dei lamenti che provengono dalla cantina. Improvvisamente entrano in scena Ottavio mezzo svestito e Maria che lo insegue brandendo un battipanni.

MARIA          (furiosa) «Osso», «bona da niente» a mi? A mi che sfadigo dala matina ala sera? E par cossa… par un drogà de marìo? Férmate che te svampirizzo, férmate…

Attirato dal clamore entra in scena Luca e assiste al battibecco tra i genitori.

OTTAVIO      Maria férmate ti piutosto, pensa ai nostri fioi: orfani de pare e con la mare in galera! Come i farà a vivere in 'sto mondo da soli?

MARIA          (si ferma) …E perché mai dovarìa metterme in galera?Mi me speto 'na medaja, se non altro per aver liberà el mondo da un bon a niente, drogà e vampiro.

LUCA (con tono solenne come fosse in tribunale) Con le attenuanti generiche prevalenti ecc…ecc… (rivolto quindi a Maria) potresti avere minimo 20 anni, che con il patteggiamento si ridurrebbero a 15…

OTTAVIO      Bravo Luca dighelo che 15 anni de galera no ghe li toglie nessun!

MARIA          Quindese anni in galera? (Detto tra sé poi rivolta a Luca) Vitto e alloggio gratis?Niente più montagne de strasse da stirar? (Riflette per un istante poi a voce alta) Accetto me va più che ben! (Riprende ad inseguire Ottavio)

OTTAVIO      E i to fioi? Pensa a loro, povere creature, sballottai da un orfanotrofio all’altro…

LUCA Se è per quello noi siamo già maggiorenni, ci arrangeremo in qualche modo.

OTTAVIO      Ecco i me ga abbandonà anca i fioi, co tuti i sacrifici che go fato per loro.

MARIA          Ma quali sacrifici? Se son sempre stata mi l’unica a portar avanti la famegia!

LUCA Via, mamma, calmati torna in te e lascia perdere, 15 anni son sempre 15 anni.

MARIA          E va ben, ma stavolta non la passa lissa, qualcosa devo farghe…

OTTAVIO      Ma varda come son ridotto, no te basta tutte le martelade che te me ga da? Contentete!

MARIA          Luca quanto i me pol dar per le martelade?

LUCA Considerando le lesioni non gravi e guaribili in 10 giorni e considerando le attenuanti generiche prevalenti… diciamo 6 mesi… che con la condizionale si ridurrebbero ad una sanzione amministrativa.

MARIA          'Na semplice multa?… La pago! (Ricomincia ad inseguire e a picchiare Ottavio. Escono)

SCENA SETTIMA

ALFONSO, TADDEO, MARIA, LUCA e NADIA

Luca con indifferenza che tradisce l’abitudine alle sfuriate tra i genitori si sostituisce alla madre nel lavoro di stiratura. Entrano in scena Taddeo accompagnato dal padre Alfonso. Vedono uscire di corsa Ottavio e dopo un attimo di perplessità si rivolgono a Maria, nel frattempo rientrata.

ALFONSO     Sono Alfonso De Dominicis della premiata ditta De Dominicis-Miravalli, pelletterie e arredi sacri e… se lei crede di farmi uscire da questa casa nelle stesse condizioni in cui è uscito ieri mio figlio e… quel povero signore che abbiamo or ora incontrato… lei si sbaglia di grosso perché avrà a che fare con i miei legali… (Entra Taddeo con i lividi delle percosse ricevute da Sesto).

MARIA          Ma di cosa sta parlando, e cosa vuol dire che suo figlio è uscito da questa casa in brutte condizioni?

Quando Luca vede entrare Taddeo lo riconosce, si nasconde dietro la madre, le sussurra qualcosa all’orecchio e poi fugge via nascondendo il volto.

MARIA          Oh perbacco, ora ho capito… le chiedo subito scusa per quello che è successo ieri sera a suo figlio, ma si è trattato di un deprecabile malinteso. Il nonno ha pensato ad un’aggressione verso la nipotina e così, purtroppo, ha fatto quel che ha fatto.

ALFONSO     Spero proprio sia un malinteso… È meglio così perché pensavo ad un inspiegabile rifiuto a che mio figlio incontrasse sua figlia. Questo non l’avrei mai accettato anche perché non si tratta in questa maniera un De Dominicis Miravalli, una delle famiglie più stimate e conosciute della regione.

MARIA          Ha detto: De Dominicis?

ALFONSO     (tira fuori un biglietto da visita e si annuncia) Precisamente.

TADDEO       (Allo stesso modo tira fuori il biglietto e si presenta)

MARIA          Ora è tutto chiaro e faccio nuovamente le mie scuse.

ALFONSO     Bene, ora che è stato chiarito il tutto, veniamo al sodo e al motivo più importante per cui siamo qua… si tratta del mio figliolo e sua figlia.

MARIA          Mia figlia chi?

TADDEO       Non sono nemmeno riuscito a conoscerne il nome, è scappata allo scoccare della mezzanotte, come Cenerentola… L’ho inseguita e rincorsa finché l’ho vista entrare in questa casa. Di lei non possiedo che la scarpetta persa nella fuga… (Mostra una scarpa enorme e Maria riconosce la calzatura che Luca indossava vestito da donna).

ALFONSO     Vede signora, io non ho mai visto mio figlio Taddeo così preso da un incontro, devo anche dirle che è la prima volta che si interessa ad una ragazza, fino ad ora è sempre stato impegnato nel lavoro. Inutili le mie sollecitazioni a svagarsi un po’, a conoscere ragazze, a pensare ad una famiglia! Le confesso che ero oramai rassegnato.

TADDEO       Signora, le chiedo il permesso di rivedere sua figlia, non m’importa delle botte che ho preso, per lei sarei disposto a prenderne ancora. Dentro di me è cambiato tutto: solo ieri le donne non mi interessavano, anzi la loro presenza mi infastidiva…

ALFONSO     Capirà, signora, come vivevo io, che sono il padre, questa situazione: avere un figlio a cui non interessavano le donne! Può immaginare le chiacchiere! Non ci dormivo la notte. Così dopo quel suo annuncio ho ricominciato a rivivere.

MARIA          (commossa) Sembra un film, 'na telenovela… (rivolta a Taddeo) però la vita è ben altro che un film… penso che nessuna delle mie figliole, abbia una scarpa così.

NADIA          (entra con biancheria, vede Alfonso e lo osserva estasiata, cercando di attirare la sua attenzione) Buongiorno…

ALFONSO     Buongiorno (sbrigativo verso Nadia poi di nuovo rivolto a Maria) Ma, cara signora, mio figlio è sicuro di averla vista entrare in questa casa.

TADDEO       Sono sicuro: l’ho vista coi miei occhi…

MARIA          Ma era notte, forse si è sbagliato… (pausa) se vuole posso farle vedere le mie figliole così non avrà più dubbi. (Chiama la figlia maggiore con voce carezzevole) Rita!.. Ritaa!

Nessuno risponde.

NADIA          (lanciando un urlo spropositato) Ritaaa!! (Si siede sul divano perfettamente calma, nuovamente in adorazione di Alfonso)

RITA  Ehh! (stizzita entra)

MARIA          Rita, conosci questo ragazzo, lo gai mai visto?

RITA  (osserva Taddeo girandogli attorno) Mi pare… anzi, ne sono certa: l’anno scorso terzo padiglione, quarto piano, primo reparto malattie infettive… sospetta SARS… l’influenza dei polli…

ALFONSO     Ma no, no, mio figlio non ha mai visto un ospedale, è sano come un pesce.

RITA               Dicono tutti così, ma le malattie hanno decorsi strani, mute e silenti per anni e poi… bummm!

Rita esce. Taddeo nega che sia lei. Entra Eleonora, riconosce in Taddeo il ragazzo che l’aveva aiutata ad interpretare l’Otello e gli si rivolge come Desdemona.

ELEONORA-DESDEMONA         

«Ah, sei tu, Otello?»

TADDEO       Taddeo, signorina, mi chiamo Taddeo De Dominicis… si ricorda?

ELEONORA-DESDEMONA          (ignorandolo)

«Io mai t’ho offeso in tutta la mia vita;

io non ho amato mai Michele Cassio

se non di quell’onesto amor del prossimo

che il ciel consente ad ogni essere umano»

TADDEO       Ma signorina, non ricorda ieri sera …

ELEONORA-DESDEMONA              

«Ohimè, signore, che volete dire?

Ho paura. Tu mi fai paura

quando fai rotear gli occhi in quel modo.»

TADDEO        Ma non deve aver paura. Io sono Taddeo De Dominicis, volevo solo…

ELEONORA-DESDEMONA         

«Ah, lui tradito, ahimè, ed io finita!

Ah, mio signore, scacciami da te, ma non uccidermi!»

(breve pausa, poi si riprende e recita)

«Uccidimi domani,

lasciami vivere ancora stanotte.»

Taddeo resta rigido mentre Eleonora-Desdemona si butta sul divano, dov’era seduta Nadia che si alza ed esce. Eleonora aspetta invano che il ragazzo interpreti la parte di Otello, poi sbotta indispettita)

ELEONORA E allora dillo, dillo che non lo vuoi fare, che non vuoi aiutarmi, che non te ne frega niente del mio provino, della mia carriera.Eppure ieri sera mi sembrava avessi capito… quando dico: «uccidimi domani lasciami vivere ancora stanotte» devi mettermi le mani al collo… possibile che non ti entri in testa?

Eleonora esce, seccata e delusa.

TADDEO       No, non era lei… Eppure sono sicuro che è entrata in questa casa… (annusa l’aria) mi sembra di sentire il suo profumo…

MARIA           (Maria resta un attimo incerta poi riprende più sicura) Certo…il profumo può essere, le mie clienti… spesso vengono qui a prendersi i panni stirati e… può essere che quella ragazza sia una delle mie clienti…

TADDEO        Può essere… signora, può essere… se non le spiace le lascio la scarpetta, magari se vede qualche sua cliente, può fargliela provare… non si sa mai…

Alfonso e Taddeo escono.

SCENA OTTAVA

MARIA, LUCA, LARA, TADDEO e RITA

MARIA          (con aria soddisfatta, rivolta a Luca che dopo la partenza degli ospiti è rientrato) Gesù Giuseppe Maria, questa po la xe granda… la premiata ditta: aziende, filiali, tuto el ben de Dio… e... el se ga innamorà de ti…

LUCA             (Aiuta la madre nel lavoro di stiratura) Ma non di me mamma, Taddeo ha preso una sbandata per quella che io ero ieri sera.

MARIA           Ah xe vero, pecà… Taddeo sarìa sta un bon partito, una ditta premiata, benessere e futuro per ti e tuti noi… pecà che nol sia el to tipo.

LUCA             Ma mamma, cosa dici?

MARIA           Ma valà che scherzo… però a pensarghe ben quel povero fiol… Taddeo, me fa proprio pena, così un bravo ragasso e… anca belo, intiligente, studià, sior. (Pausa e dopo un sospiro). Pecà che Taddeo nol gabbia 'na sorea…

LUCA             Se avesse una sorella...

Si sente suonare alla porta. Madre e figlio, intenti nella conversazione non prestano particolare attenzione al nuovo ingresso.

LARA Signora Maria, è permesso? Sono pronti i paramenti sacri che le ho portato ieri? (Vede Luca e si emoziona).

LUCA    (si accorge di Lara e cerca di conquistarla con frasi gentili) Vado io, mamma. Sono Luca Semenzato Schiavon, signorina… per servirla.

LARA (confusa e lusingata dalle attenzioni di Luca) Ecco, avevo portato una stola (pausa in cui guarda rapita Luca)… e una pianeta dorata, mi sembra…

LUCA (lancia in aria la biancheria che trova sul suo cammino affrettandosi a trovare i paramenti richiesti) Le serve altro?

LARA             Mi sembra ci fosse… un piviale…

LUCA             (esagerando gesti di cortesia) Rosso passione… (porgendo il mantello a Lara, indugia nel contatto fisico)

LARA             (cercando di trattenere l’emozione e rivolgendosi a Maria che aveva osservato la scena con aria sorniona) A presto signora Maria. Tornerò presto… spero. Arrivederci. Esce.

MARIA           Luca, mi sembra che la ragazza ti piaccia…

LUCA             (cercando di cambiare discorso) Mi è sembrato di aver lasciato una finestra accesa di là… Esce.

Maria prende della biancheria stirata e segue Luca. Entra Ottavio con fare circospetto.

SCENA NONA

OTTAVIO e VANNI

OTTAVIO      Ma cossa ghe gavarà ciapà alla Maria? De punto in bianco darme tute quele martelade… forse le gera martelade retroattive, par qualcosa che go combinà in passato…

Bussano alla porta: entra Vanni con dei documenti in mano.

OTTAVIO      Oh eccote qua: hai trovato quello che ti ho chiesto?

VANNI          (guardando bene l’amico) Ottavio, cossa te xe successo? No sarà miga i effetti dela droga!

OTTAVIO      Senti, alevatore de piegore, quante volte te devo dir che no son drogà… e gnanca vampiro… son solo cascà dale scale. Dame piuttosto le carte che fra un po’ riva la direttrice…

VANNI          Eccole, e stai tranquillo: le xe le analisi dell’Agnese. Naturalmente xe sta cambià el nome e l’indirizzo…

OTTAVIO      Agnese? La perpetua de don Osvaldo?

VANNI          Sì! Proprio ela: no la beve, no la fuma, no la magna, sempre serada in canonica… la gavarà le analisi de una putela de tre anni.

OTTAVIO      Bravo, te ringrazio, ti xe proprio un amigo.

VANNI          Ma par così poco… con quel dell’ufficio analisi go combinà con do ricotte e 'na scamorza che le valeva sì e no 20 euri, ma par ti lo go fato volentieri… se no se se aiuta tra noi… però do giri de poker se podaria farli, tanto per tenerse in caldo.

Organizzano velocemente una partita a carte che Ottavio perde, come di consueto.

OTTAVIO      Porca miseria, possibile? Go perso ancora! E sì che avevo bele carte… beh, come al solito vero?

VANNI          Sì, i soliti 20 euri.

OTTAVIO      (paga la vincita) Ecco… Ciao, se vedemo e… Grazie ancora… te xe proprio un amigo…

VANNI saluta ed esce.

SCENA DECIMA

SESTO OTTAVIO LILLIPUT e NADIA

Entra il nonno Sesto con in mano la provetta e la bottiglia.

SESTO            Ecco Ottavio, finalmente la provetta la xe piena.

OTTAVIO      No serve più, go gombinà lo stesso, xe tuto a posto. Le analisi le go qua già pronte…

SESTO            E come pol esser?

OTTAVIO      Papà, te son rimasto indrìo coi tempi… adesso con gli sms, le mail, internet se fa tuto da casa: basta strucar un boton.

SESTO            Ah, go capio: xe come el teletrasporto de Startrek…  ma varda che roba.

OTTAVIO      Varda che tra un po’ arriva la direttrice dell’hotel a 5 stelle: non sta farme far bruta figura e rispondi sempre gentilmente.

SESTO           Va ben go capìo, anca se me costerà el posto, sarò gentile… d'altronde ormai xe scritto che devo andar via da 'sta casa…

OTTAVIO      (a voce alta e rivolto al padre che si sta rifugiando in camera sua) Adesso torna de là in camera e vien fora solo co te ciamo… e me raccomando: comportate ben… gentilmente...

Si sente bussare alla porta: entra la direttrice dell’ospizio, miss Lilliput.

OTTAVIO      Oh signorina, miss Snak, la ringrazio di esser venuta, prego si accomodi…

LILLIPUT      (con tono sbrigativo) Grazie, ma cerchiamo di fare in fretta perché stamaniho altri appuntamenti e qui ho già perso troppo tempo… (guarda bene in faccia Ottavio) … ma che orribile aspetto ha oggi, cos’è successo?

OTTAVIO      Ah niente di grave, sono solo caduto dalle scale…

LILLIPUT      Quelle che portano in cripta?

NADIA          (entra e parla con un fil di voce) Ciao Ottavio, dove xe Maria? (Getta la biancheria sul divano e ignora Lilliput che invece la saluta credendola la moglie. Quindi con scatto improvviso d’ira) Quante volte te go dito de no prender le bottiglie che xe in cantina? (Esce lasciando sbalordita Lilliput).

LILLIPUT      (Dopo un momento di smarrimento prende carta e penna, e rivolta a Ottavio) Allora, veniamo al sodo… ecco questo è il contratto. Come d’accordo lei verserà un anticipo di 1.000 euri, poi verserà sul conto corrente ogni mese la somma di 300 euri comprensiva di vitto, alloggio, assicurazioni, spese mediche, e tutto ciò che servirà al suo congiunto per passare nel modo più tranquillo e sereno gli ultimi anni…

OTTAVIO      Bene, affare fatto! Dove firmo?

LILLIPUT      Un momento, prima vediamo le cartelle cliniche, poi il congiunto. (Prende la cartella, comincia a leggere, poi, d’improvviso)… perbacco… non ci posso credere… (risatina)

OTTAVIO      Ha visto? È come le dicevo: tuto in ordine, le analisi de 'na putela, cioè de un putel de tre anni.

LILLIPUT      (cambiando tono) Tutto in ordine? Caro signor Ottavio dipende dai punti di vista, queste cartelle dicono tante cose, tranne che sia tutto in ordine.

OTTAVIO      Qualcosa non quadra?

LILLIPUT      Qualcosa che non quadra? Sì! Qualcosina, un piccolo dettaglio… ma sufficiente a far sì che il suo caro congiunto non potrà mai far parte del mio college… E con questo me ne vado: in questa casa ho perso fin troppo tempo. La saluto e… colgo l’occasione per farle le mie felicitazioni.

OTTAVIO      Felicitazioni? Ma par cossa?

LILLIPUT      Ma per il lieto evento… suo padre è in stato interessante... (si dirige verso la porta) tre mesi!

OTTAVIO      Me pare in tre mesi? (A voce alta rivolto alla signorina Lilliput che si ferma sulla soglia) Ma signorina miss, deve essere tutto un equivoco: mio padre è una persona per bene, non avrebbe mai fatto una cosa del genere, cerchi di capire… e poi può verificare lei stessa… Papà!! Papà!! (Chiama il nonno Sesto che entra in scena con una vistosa pancia e cammina come le donne in gravidanza).

SESTO            Ahi ahi (si tiene la schiena spingendo avanti la pancia), stamattina non sto proprio ben, go la schiena a pezzi e 'na strana sensazion… che parte dal stomaco e va su su…

LILLIPUT      Nausea!

SESTO           Ecco: proprio nausea, no me vegneva la parola.

OTTAVIO      Ma papà che rassa de commedia saria questa?

SESTO            (Estrae dalla tasca locandina… e legge il titolo della commedia in scena) «Ci pensa Alberto»... commedia in tre atti di Alberto Borra.

OTTAVIO      Miss Lilliput ma digo, no ghe crederà mica a me pare?

LILLIPUT      Io credo alle cartelle cliniche e a quello che vedo, perciò per quanto riguarda l’internamen… cioè il ricovero di suo padre non se ne fa nulla.

OTTAVIO      Ma signorina omissis, me par chiaro che semo di fronte ad un errore, forse i ga scambià le analisi in laboratorio.

LILLIPUT      Non son cose che mi riguardano, se c’è errore sta a lei rimettere tutto a posto, per ora io ho finito, good moorning. Esce.

OTTAVIO      Ma signorina… (la segue inutilmente poi rivolto al padre) e bravo el nostro furbetto, te ga origlià drio la porta e co te ga sentio la dottoressa dir che te geri incinta te ghe ne ga subito profità! Bravo ma no finisse qua… questa te me la paghi.

SESTO           Eh quante storie te fa, invece de esser contento!

OTTAVIO      Contento de cossa?

SESTO           Contento che tra sie mesi te darò un altro fradelin!

Ottavio sta per slanciarsi con l’intenzione di colpire il padre ma si ferma perché trattenuto dalle parole di Luca che entra in scena in quel momento.

LUCA Lesioni gravi per futili motivi, con l’aggravante, patteggiando: tre anni.

OTTAVIO      Ma come, a to mamma per dieci martelade ricevue 'na semplice multa e a mi tre anni par una sola?

LUCA L’aggravio di pena è perché la vittima è anziano…

SESTO           E par giunta in stato interessante ….(mostra con orgoglio la pancia) tre mesi !

LUCA-           Ma nonno cosa stai dicendo? Ti….. tre mesi? Fatti vedere…(lo fa alzare dal divano e lo osserva) …perbacco, è vero…. (torna verso la sua stanza, passa accanto ad Ottavio e gli sussurra)… Anziano, per giunta in questo stato: raddoppio della pena… sei anni senza condizionale.

OTTAVIO      (disperato si accascia sul tavolo e prende tra le mani le cartelle) E queste sarìa le analisi de 'na putela de tre anni?Tanghero de un capraio… vatti a fidar degli amici. Ah, ma se me vien a tiro lo…

SCENA UNDICESIMA

MARIA, OTTAVIO e SESTO

Sesto e Ottavio sono seduti l'uno sul divano l'altro sulla sedia. Entra Maria.

OTTAVIO      El ricovero el xe saltà... leggi qua, Maria (consegna a Maria la cartelle con le fasulle analisi di Sesto).

MARIA           Dottor... no capisso el nome... specialista ginecologo… E par chi sarìa 'sto specialista?

SESTO           … Par mi, Maria.

MARIA           El ginecologo par lu?

OTTAVIO      Me pare el xe in... (segna con le mani un pancione) de tre mesi!

SESTO            No capisso come possa esser successo... e sì che son sta sempre attento!

OTTAVIO      El fa el furbo, con 'sta scusa xe andà a monte el so ricovero... la direttrice non la ga vossuo sentir scuse... tutto in balon…

MARIA           Ah così xe la storia! El ga combinà un’altra dele sue eh? Ma sta volta... incinta o non in cinta el ricovero ghe lo fasso mi, e d’urgensa… al pronto soccorso…(prende in mano il ferro da stiro e si avvicina minacciosa al nonno, ma viene fermata da Ottavio).

OTTAVIO      Ferma… Anziano per giunta in 'sto stato, sie anni sensa condissionale! Varda Maria le analisi: probabilmente xe sta uno sbaglio de cartele, a volte capita!

MARIA           (avvicina le cartelle per leggere meglio e si stupisce dell'odore «poco ospedaliero» della carta) … Ma da dove vien 'ste analisi… (annusa)...cavra, odor de cavra! Adesso go capìo! Bon da niente, te te son fidà de quel tanghero de de… beh ghe ne parleremo dopo (si rivolge a Sesto) e…lu caro suocero in stato interessante, cossa galo da dire? Avanti, parli !

SESTO            Ah mi no centro niente: voi che me gavé messo in sta condission interessante, voi con tute le robe moderne: internet, «esse messe», «limei» [16]e tuto el resto, sensa parlar del teletrasporto de urina! Qualcosa de sicuro no ga funsionà: sta de fato che adesso mi a ottanta anni me trovo a dover portar avanti 'sta gravidanza… altri sie mesi col mal de schiena, vomito, nausee… e in 'sto momento, tanto par cambiar, me xe vegnua anca voja de gelato... al tamarindo!

MARIA           Gatu sentio Ottavio? El continua a ciaparne pal… Ah ma me xe vegnua anca mi 'na voja… 'na voia de spacarghe la…(Maria prende il ferro da stiro, ma viene fermata da Ottavio).

OTTAVIO      Lassa star Maria sistemo tuto mi… Vado da quel tanghero che me ga dato 'ste analisi e... se nol rimete tutto a posto lo riduco allo stato de 'na formagella…(esce).

MARIA           (nervosamente stira e con tono stizzito si rivolge a Sesto)… Se el crede, coi so trucheti, de farla franca, el se sbaglia de grosso! In qualsiasi modo colle bone o colle cattive prometo che doman el sarà fora da questa casa… e quando mi prometo… mantegno, perché se lu non lo sa la Maria la xe un «osso duro».

SCENA DODICESIMA

OLGA, MARIA, OTTAVIO, SESTO e LUCA

Si sente suonare alla porta. Entra Olga senza attendere risposta.

OLGA             Permesso? Gera la porta aperta… buongiorno siora Maria, buongiorno sior Sesto.

Olga a differenza della sua prima apparizione non porta né pellicce né abiti vistosi. Si mostra molto umile e dimessa. Porta della biancheria da stirare.

MARIA           Oh, varda chi se vede…(osservando con ironia l'aspetto un po' trasandato di Olga) E i picandoli?[17]

OLGA             'Na disgrassia ,cara Maria ,'na disgrassia! La miniera... se ricorda? Esaurita!

MARIA          (con malcelata soddisfazione) Ah, cossa che me dispiase!

OLGA             Da un momento all’altro, dall’oggi al domani… esaurita… finita! Roba da non creder!

MARIA           Dalle stelle alle stalle... go capìo (le prende la biancheria da stirare). Beh, par un po’ de tempo ve farò credito!

OLGA             Grassie la xe de bon cuore… mi devo scusarme par quell’altra volta, per avere pensà male de so fio Luca e de so marìo Ottavio... Go savuo dopo che era tuto uno scherzo... sono stata un po' precipitosa a tirar le conclusioni ma sa, coi tempi che corre, se ghe ne sente de tuti i colori... e non xe da meravigliarse de niente, proprio de niente.

Si sente la voce di Luca che parla dalla sua stanza.

LUCA Mamma…dov'è il fondotinta?

MARIA           Sulla mensola vicino alla finestra, caro… (con grande imbarazzo si ricorda della presenza di Olga e cerca di giustificare il figlio) Sa par via dell’esame... el xe tanto pallido...

LUCA Mamma e la lacca, dov’è la lacca?

MARIA           Vissin al rimmel caro… ghe tien tanto ad aver i cavei in ordine…

SESTO            La xe dove che metto la dentiera de notte!

Sesto si alza dalla sedia e si ritira in camera. Camminando a fatica, tiene una mano sulla pancia e l'altra sulla schiena.

OLGA             Ma cossa xe successo al sior Sesto… nol sarà par caso malà?

MARIA           Magari fosse malà!

OLGA             E alora cossa galo?

 

MARIA           Ah niente, robe de femene… el xe (indica la pancia) incinta de tre mesi.

OLGA             Incinta de tre mesi? E de chi?

MARIA           No dovarìa dirghelo... Provi a chiedere a so marìo!

OLGA             Chi, Vanni ?

MARIA           Sì!

OLGA             (Montando in collera) Ah bruto porco, e mi che me fidavo ciecamente! El me tradiva e chissà da quanto tempo! Ah ma questa nol la passa lissa... stavolta la paga par tutte!

MARIA-         Brava, xe ora che noi mogli se svejemo e ciapemo in man la situazion!

Esce dalla sua camera Luca vestito da donna, attraversa la stanza tranquillamente, incurante della presenza della signora Olga.

MARIA           (Stupita) Luca dove vai?

LUCA             (Con tono risoluto) Vado da Taddeo, non posso lasciarlo in quelle condizioni: lui mi ama e soffre. È mio dovere chiarire la nostra situazione... è il minimo che io possa fare …(esce)

OLGA             Par carità… Ma alora xe vero… Luca el xe un un…

MARIA           Un bravo ragasso, buono e sensibile come pochi e Taddeo no el xe da meno... un fiol de ottima fameJa, col futuro assicurà… basta che i se voja ben…

OLGA            (Scandalizzata) Che storie… Ottavio tossico, Luca «invertio», el nono in cinta…

MARIA           E perché non aggiunger a 'sta storia anca so marìo?

OLGA             Ah sì, me ricordo, me marìo Vanni ,quel brutto traditore fedifrago! Ah ma adesso vado a casa e lo sistemo par le feste…

Rientra Ottavio di ritorno da Vanni e incrocia sulla soglia Olga furiosa.

OTTAVIO      Ma siora Olga dove vala tuta de corsa?

OLGA             Mentre lu sistema le so robe de fameja, mi sistemo le mie!

OTTAVIO      (Rivolto a Maria) Mai visto la siora Olga cussì rabiada!

MARIA           L’andava a sistemare le so robe... e ti le tue... le hai sistemate?

OTTAVIO      Certo, tuto a posto xe bastade tre martelade date ben... el se ga convinto subito... Tra poco el sarà qua con le cartelle in regola.

OTTAVIO      (Parlando a voce alta e rivolto a Sesto che si trova nelle sue stanze) Papà, fra mezz’ora arriva la dott.ssa Lilliput. Fatte trovar pronto e vestìo... metti tutta la to roba drento la valigia… (mentre finisce di parlare, il nonno si presenta con i bagagli già pronti e si siede sul divano, in silenzio).

OTTAVIO      Bravo, vedo che te ga capìo la situassion... così sarà più facile par tutti.

Ottavio si ritira in camera e Sesto resta seduto immobile: entra da fuori Luca che, vedendo il nonno vestito e con la valigia, si avvicina.

LUCA             Ciao nonno. Come mai vestito e con la valigia?

SESTO            Ciao Luca. Niente…. aspetto che rivi el me momento.

LUCA             Ma mancano ancora sei mesi.

SESTO            Non più.

LUCA             Come non più?

SESTO            Non son più… gera 'na gravidanza isterica, a volte capita.

LUCA             Forse è meglio così!

SESTO            Sì, forse… ma ti piuttosto, cossa te fa vestìo così?

LUCA             Niente, sono uscito per sistemare una faccenda di cuore, sai quel ragazzo che mi aveva seguito?

SESTO            El povero Otello?

LUCA             Sì, ho avuto un incontro chiarificatore con lui e ci siamo lasciati da buoni amici.

SESTO            Son contento che tuto sia finìo ben.

LUCA             Beh, adesso vado a cambiarmi che è tardi. Sai, nonno, domani discuto la tesi finale e... (assumendo un tono formale e professionale) da domani mi si aprirà il palazzo dove la legge è uguale per tutti.

SESTO            Bravo Luca, bravo va a cambiarte adesso vestìo cussì te me fa impression. Te te ricordi el completino della Prima Comunione?

LUCA             Nonno! (Uscendo) Ci vediamo.

SESTO            Addio Luca… addio. (Sesto esce e la scena rimane per qualche istante vuota).

SCENA TREDICESIMA

ELEONORA,TADDEO e LUCA

Suonano alla porta entra velocemente dalle stanze di famiglia Eleonora che va ad aprire. Si presenta Taddeo con un mazzo di fiori.

ELEONORA-DESDEMONA

«Ah, sei tu, Otello?»

OTELLO-TADDEO

«Sì, sono io, Desdemona.»

ELEONORA-DESDEMONA

«Ohimè, signore, che volete dire?

Che! Mi parli di uccidere?

Oh, il cielo, allora, abbia pietà di me!

Ho paura.

Tu mi fai paura

quando fai rotear gli occhi in quel modo.

Quella morte che uccide per amare è cosa innaturale.

Ohimè, perché ti mordi così il labbro?

Sei tutto scosso da un’ira di sangue.

Ah, mio signore, scacciami da te,

ma non uccidermi!»

OTELLO-TADDEO

«Giù, malafemmina!»

ELEONORA-DESDEMONA

«Uccidimi domani,

lasciami vivere ancora stanotte.»

OTELLO-TADDEO

«Che? Vuoi lottare?»

ELEONORA-DESDEMONA

«Mezz’ora soltanto...»

OTELLO-TADDEO

«È deciso. Nessuna dilazione!»

ELEONORA-DESDEMONA

«Il tempo di una prece...»

OTELLO-TADDEO

«È troppo tardi!»

Taddeo mette le mani al collo di Eleonora, si avvicina al viso di lei e ripete…

TADDEO       È troppo tardi… è troppo tardi… (rimane avvinghiato a lei)

ELEONORA (Divincolandosi dolcemente) Otello, ma cosa fai?

TADDEO       Perdonami Desdemona, perdonami per non essermi accorto prima di te...

ELEONORA (Con dolcezza) Taddeo, oggi sei stato veramente bravo... ma come hai fatto?

TADDEO       Non lo so nemmeno io... un’improvvisa interesse verso l’arte?

ELEONORA O verso di me?

Taddeo si alza prende i fiori e li dona ad Eleonora.

TADDEO       È vero: l’arte non centra… (Si abbracciano, entra Luca che osserva la scena)

LUCA Ciao Taddeo, ciao Eleonora. (Imbarazzati i due ragazzi restano immobili). Beh cosa fate lì impalati? Non mi fate gli auguri per l’esame?

Eleonora e Taddeo in modo un po' impacciato gli fanno gli auguri per la discussione della tesi di laurea.

LUCA Grazie, grazie e… altrettanti auguri a voi… piccioncini… (Poi, rivolto a Taddeo) Prima ho visto il nonno girare per casa... non vorrei si ripetesse...

Luca esce. Taddeo, ricordando l'aggressione ad opera di Sesto, decide di andarsene e si trattiene il tempo di un veloce ma affettuoso saluto ad Eleonora.

Eleonora, rimasta sola, volteggia con i fiori in mano assumendo un'espressione estasiata. Mentre si dirige verso la sua stanza incontra Ottavio: lo abbraccia euforica e lo bacia tutta felice.

SCENA QUATTORDICESIMA

OTTAVIO e VANNI

OTTAVIO      Che strana espression, non la go mai vista cussì… mah speremo che no ghe sia altre novità… Quel tanghero de Vanni no se vede ancora…

Bussano alla porta: entra Vanni, dolente, con evidenti segni di percosse.

OTTAVIO      Oh, eccote qua, sempre in ritardo, come al solito.

VANNI          Ahi! Ahi! Che botte, ragassi, che botte! E che mal che mal… varda me xe saltai anca tre denti, e con 'sto ocio non vedo più niente…

OTTAVIO      No te vorrà mica dirme che tuto sto lavoro xe opera de le tre martelade che te go da!

 

VANNI          Le to martelae le gera caresse… ben che dopo xe rivà la femena! Inspiegabilmente la ga comincià a darmele de santa rason… i colpi i me rivava da tute le parti… Ahia, ah che mal.

OTTAVIO      Va ben, lassa perdere 'ste robe che non interessa a nessun: piuttosto le cartelle le gatu procurade?

VANNI          Quali cartelle non so, mi me ricordo solo delle botte … e che botte!

OTTAVIO      Ciò, tanghero, tira fora le cartele o finisso mi l’opera de siora Olga.

VANNI          Eccole, eccole. Stavolta xe tuto in regola, go controlà de persona.

OTTAVIO      Semo sicuri, no te me fa lo scherzo de quelle altre?

VANNI          E come podevo saver che all’Agnese, tuta casa e ciesa, ghe fosse vegnuo el morbin tuto su un colpo…

OTTAVIO      Va ben, l’importante xe che le robe le vada par el verso giusto… adesso va a casa e dighe alla to signora che el nonno sta ben e nol xe più incinta, che xe sta tutto un equivoco e che ti no te centri.

VANNI          Va ben ghe dirò così… ma se la me mena ancora?

OTTAVIO      Vol dir che non la te ga creduo.

Vanni esce. Entra qualche istante dopo la dottoressa Lilliput.

SCENA QUINDICESIMA

OTTAVIO, LILLIPUT e SESTO

OTTAVIO      (Ossequioso) Buongiorno miss Lilliput, non so come ringrassiarla par essere corsa subito…

LILLIPUT      Lasci perdere e mi dia le cartelle… (le osserva bene)… mi sembra tutto a posto. Ecco il contratto, firmi qui. (Con tono inespressivo e velocemente) Le regole dell’istituto sono precise: potrà far visita al congiunto una volta ogni sei mesi e potrà rimanere non oltre dieci minuti; è vietato inviare pacchi contenenti viveri, sigarette, indumenti e altro; le eventuali spese funebri sono completamente a carico suo,;alla firma deve versare la prima rata annua … ecc. ecc… Adesso può chiamare il congiunto.

OTTAVIO      Ciamo el congiunto, che sarìa me pare…

Sentito il proprio nome Sesto esce dalla sua stanza ed entra in scena.

SESTO           Eccome, no serve ciamarme: son pronto.

LILLIPUT      Oh eccolo qui il nostro nonno sprint… vedo che la pancia non c’è più! Ha fatto qualche cura?

SESTO           Gera 'na gravidanza isterica.

LILLIPUT      Ecco, metta una firmetta qui e siamo a posto…

Sesto guarda Ottavio aspettando speranzoso che il figlio lo trattenga…

OTTAVIO      Firma tranquillo:xe tuto a posto. Te vedrà che te trovarà ben.

LILLIPUT      Bene caro signor Sesto ora lei fa parte dell’istituto college Casa Serena dove il nostro motto è «ora et labora». Benvenuto tra noi.

Sesto esce accompagnato da Lilliput. Ottavio si siede pensieroso.

SCENA SEDICESIMA

OTTAVIO e MARIA

Entra Maria. Vede Ottavio seduto.

MARIA          (Con sarcasmo) Eccolo qua, mai 'na volta che te trovo indaffarà su qualcosa, el massimo to impegno fisico xe perder tempo.

OTTAVIO      No te cambiarà mai… va de là nella stansa del nono.

MARIA          (esce e rientra istantaneamente) To pare nol xe più! E gnanca i vestiti, vol dire che el xe già…

OTTAVIO      … sistemato. El xe già bel che sistemà!

MARIA          (con dolcezza) Bravo, Ottavio devo ricrederme su de ti. Non pensavo te fossi in grado de sistemare 'sta faccenda così velocemente…

OTTAVIO      Forse Maria xe sta fato tuto tropo velocemente, forse se podeva trovar un’altra sistemassion. Magari se sistemava el nono in cripta drento a cassapanca, lu el sarìa sta contento lo stesso…

MARIA          No sta aver 'sti pensieri, dove che el xe adesso el sta sicuramente mejo che in cripta drento 'na cassapanca.

OTTAVIO      Speremo che sia come te disi ti, Maria… Adesso scusame, ma son stanco… vado a buttarme un po’ sul letto.

MARIA          Certo caro, va pure: stavolta el riposo te lo meriti tutto.

SCENA DICIASETTESIMA

MARIA, ALFONSO, OTTAVIO, TADDEO, LUCA, LARA ed ELEONORA

Maria sta piegando della biancheria quando bussano alla porta. Entra il signor De Dominicis.

MARIA          Oh,… signor De… De… Dode…?

ALFONSO     De Dominicis, Alfonso Dedominicis della premiata ditta «De Dominicis-Miravalli…»

MARIA          «De Dominicis-Miravalli pelletterie ed arredi sacri», ormai lo so a memoria…

ALFONSO     Certo, signora… signora… non ricordo…

MARIA          Maria, Maria Schiavon Semensato della premiata ditta «Stiro e Ammiro, Ammiro e stiro»…

ALFONSO     Cara signora Maria, oggi per me è un grande giorno.

MARIA       Ma va?

ALFONSO     Sì! E la mia felicità voglio condividerla con tutti voi.

MARIA          Cosa mai sarà successo oggi de tanto importante?

ALFONSO     L’ha trovata… finalmente l’ha trovata.

MARIA          Cossa?

ALFONSO     Ma la ragazza che cercava!

MARIA-         Ah sono proprio contenta par so fiolo. Me dispiaseva vederlo in quelle condission, e… dove la ga trovada?

ALFONSO     Ma benedetta signora Maria, aveva ragione Taddeo quando asseriva di averla vista entrare in questa casa.

MARIA          Eh, ma allora ghe ricaschemo… quante volte devo ripeterghe: quel che cerca so fio non vive in questa casa, me sembrava d’essere stata chiara.

ALFONSO     Non capisco perché mai lei si ostini a negare l’accaduto.

MARIA          Quale accaduto?

ALFONSO-   Mio figlio e sua figlia si sono incontrati non più tardi di mezz’ora fa, proprio in questa casa, e da quest’incontro è sbocciato l’amore.

MARIA          (temendo si parlasse di Luca, deglutisce imbarazzata)… La la l’amore?

ALFONSO     Certo, e so anche che alla fine i due piccioncini si sono scambiati un tenero bacio.

MARIA          I piccioncini si… si sono baciati? Povera mi! Me sembra de vivere un incubo! Chi ghe lo dise adesso a Ottavio…

In quel momento entra Ottavio, assonnato, dalla camera da letto.

OTTAVIO      Non riussivo a dormire… massa pensieri… e go anca fato un incubo…

MARIA          In confronto alla realtà el to incubo nol xe niente… Ottavio questo xe el signor De….

ALFONSO     Alfonso De Dominicis-Miravalli della «premiata ditta De Dominicis-Miravalli pelletterie e arredi sacri», buongiorno. (Porge un bigliettino da visita).

OTTAVIO      Buongiorno… pelletterie e arredi? No, no… mi dispiace, fosse stato in un altro momento ghe avaria anca comprà qualcosa, ma adesso no me serve niente. El provi più avanti...

MARIA          Ma cossa te disi, tanghero, no xe un che vende porta a porta, xe De Dominicis l’industriale delle pelli.

ALFONSO     Molto onorato di fare la sua conoscenza io sono il papà di Taddeo e come dicevo poc’anzi a sua moglie, oggi è un giorno memorabile per me e spero per tutti voi. I nostri due figlioli si sono incontrati e si sono da subito amati.

OTTAVIO      Ben, son contento par i suoi due figlioli, ma noi cossa centremo?

MARIA          Ma come cosa centremo… i nostri due figlioli sarìa i nostri… de tuti e due… sarìa dire che so fio Taddeo e nostro…  nostra fia …i se ga fidansà.

OTTAVIO      Adesso go capìo: so fio, Taddeo De Dominicis-Miravalli della premiata ditta…

MARIA          «Pelletterie e arredi sacri…»

OTTAVIO      El se ga fidansà, con nostra fia… quale delle due?

MARIA          Me permeta, sior De Dominicis che ghe digo do parole a 'sto ebete…

Maria mima la vicenda di Luca e Taddeo tra l’incredulità di Ottavio

OTTAVIO      Maria Vergine, questo xe el colpo de grassia, go pena perso el pare e adesso vegno a saver che… el fio xe andà definitivamente «de là del brenta» insieme agli arredi sacri e le pelletterie! Che disgrassia!

ALFONSO     Non capisco di cosa dobbiate preoccuparvi, mio figlio saprà rendere felice vostra figlia e magari entro breve, potrebbero darci la gioia di un bel nipotino.

OTTAVIO      El  me diga, tanto per capir, chi… chi… (farfugliando per l’emozione) metterà al mondo 'sto bel nipotino?

ALFONSO     Via, signor Ottavio, lei ha voglia di burle: chi mai se non la sua figliola?

MARIA          E no! Me fio… fia no! No xe proprio possibile!

ALFONSO     E come sarebbe a dire «niente nipotino»? Volete dirmi che la mia azienda e tutte le filiali dopo Taddeo non avranno più continuità, che tutto il patrimonio andrà perso?

OTTAVIO      (Rivolto alla moglie) Via, Maria, no essere così inflessibile, in qualche modo te vedrà che risolveremo anche 'sto problema e così faremo contento el nostro Alfonso.

Luca e Taddeo entrano allegri e abbracciati come due vecchi amici. Parlano animatamente della brillante discussione della tesi di laurea appena sostenuta da Luca. Salutano i presenti: mentre Alfonso rimane tranquillo, Maria e Ottavio restano perplessi ed imbarazzati ad osservare i due giovani.

TADDEO       (si avvicina alla futura suocera, le prende la mano e parla con tono galante e cerimonioso) Signora, bacio colei che generò la più bella creatura di questa terra…

MARIA          (si avvicina ai due ragazzi con un misto di rassegnazione e imbarazzo) Caro Luca, caro Taddeo, vivemo in un mondo strano dove non si sa bene cosa sia giusto e cosa non lo sia, però ghe xe solo una certezza… l’amore, quello con la «A maiuscola» e se el vostro xe quel vero… andé pure avanti par la vostra strada (prende le mani di Luca e Taddeo e le unisce). E con questo la mamma ve benedisse e ve augura tanto ben, tanta felicità e…

OTTAVIO      e figli maschi. (Maria gli lancia un’occhiata di rimprovero. Ottavio, sottovoce ribatte). Lo go dito solo par far contento Alfonso…

Luca e Taddeo per un secondo restano sorpresi poi capiscono l’equivoco e sbottano in una sonora risata…

LUCA Ma mamma, cosa hai capito? Io e Taddeo siamo amici e... ci vogliamo bene, ma come due fratelli, anzi sarebbe meglio dire come cognati…

Entra Lara, ignorata dai presenti, tutti presi dalle parole di Luca.

LARA Ancora un po’ di più. Buonasera papà. Permette che mi presenti ufficialmente, signora Maria? Sono Lara De Dominicis Miravalle, della «premiata ditta De Dominicis Miravalle pelletterie e arredi sacri», ecco qua. (Le porge l’ennesimo biglietto da visita). Venivo in questa casa a portarle delle cose pregiate, e invece… il tesoro era qui! Qui ho trovato la cosa più bella e preziosa: Luca!

MARIA          Go d’aver perso qualche puntata de 'sto «beautifull»… ma alora de chi se ga inamorà Taddeo?

LUCA (va di là e porta in scena la sorella)… Eleonora, guarda chi c’è!

Entra Eleonora che recita Desdemona con bravura e passione. Taddeo si cala nel ruolo di Otello…

ELEONORA Ah, sei tu, Taddeo?

TADDEO       Sì, sono io, Eleonora.

DESDEMONA-ELEONORA

«Ohimè, signore,

siete qui forse per uccidere?

Oh se è così il cielo,

abbia pietà di me!»

OTELLO-TADDEO Potrei io, Eleonora, pensare a cosa così assurda? Potrei mai soffocare con queste mani tanta grazia e bellezza?

ELEONORA Ah, mio signore, allora non mi scacciate? Non mi uccidete?

TADDEO       Scacciarvi? E da dove, dal mio cuore? Perdervi ora che siete parte di me, dei miei pensieri, dei miei desideri? È troppo tardi, troppo tardi... ormai io vi amo…

Durante il dialogo entrano anche Lara, abbracciata a Luca, e Rita che tiene per mano Fedoro.

ELEONORA Oh, Taddeo!

TADDEO       Eleonora!

Eleonora e Taddeo si baciano tra l’approvazione degli altri.

ALFONSO     E allora, festeggiamo!

Afferra la bottiglia usata dal nonno per le analisi.

TUTTI        NOOO!!!!!

FINE


[1] … Ci pensa Alberto         personaggi ed interpreti:

Maria

Alida Miot

Ottavio

Ottavio Drigo

Nadia

Nadia Schiesaro

Vanni

Alberto Stevanato

Luca

Giulio Cesco

Rita

Isabella Bucciol

Eleonora

Elisa Bortolusso

Olga

Tecla Floss

Taddeo

Paolo Moni Bidin

Fedoro

Dennis Blasigh

Alfonso

Gabriele Scatolini

Lilliput

Laura Tonin

Sesto

Roberto Davide Valerio

Lara

Lara Bortolusso

Don Osvaldo

Loris Civiero

Regia e adattamento del testo

Angelo Tabaro

Scene

Elisa Bortolusso;Gabriele Scatolini e Paolo Moni Bidin

Costumi e trucco

Riccarda Bianco e Paola Steffanon

Luci e audio

Paolo Moni Bidin

[2] Il breve prologo costituisce una sorta di flash back, evidenziato dalla variazione di colorazione della luce in scena. Tra sogno e ricordo Maria ripercorre i momenti salienti della sua cerimonia di nozze.

[3] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali.

[4] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali.

[5] William Shakespeare, Otello, il Moro di Venezia, atto V, scena II.

[6] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali.

[7] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali.

[8] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali per accentuare le caratteristiche di Olga, un’arricchita che ostenta il lusso.

[9] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali.

[10] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali. Vanni, finto medico, deve padroneggiare a fatica i termini clinici.

[11] A soggetto, gli attori accentuano il carattere paradossale della scena: Vanni è scopertamente  maldestro e rivela scarsa dimestichezza con la strumentazione medica mentre Sesto, pur forse dubitando dell’effettiva competenza del… medico per interesse, mantiene per convenienza le apparenze, nel tentativo di evitare il ricovero presso la casa di riposo.

[12] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali.

[13] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali.

[14] Maria allude al marito, per lei una sorta di vampiro, dal momento che dissipa al gioco l’esiguo patrimonio di famiglia.

[15] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali.

[16] Sesto, per evidenziare la sua estraneità alla tecnologia storpia i termini «sms» ed «e-mail», che indicano, rispettivamente, messaggi che s’inviano dal cellulare e via internet.

[17] Variazione introdotta durante le rappresentazioni teatrali.

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