Cinelandia


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CINELANDIA

di Maria Mancani

Personaggi:

RAGAZZINA

PC

GLORIA SWANSON

INGRID BERGMAN

SAM

HUMPHREY BOGART

PHILIPPE NOIRET

ROBIN WILLIAMS

BACO

CHARLOT 1

CHARLOT 2

TOTÒ

RAGAZZA BOND

BOND

CLOUSEAU

BELLO

BRUTTO

CATTIVO

JAKE

NOVECENTO

SALOMÉ

CLEOPATRA

MAMY

ROSSELLA

JOSEPHINE

DAFNE

MARILYN

MILIARDARIO

1º UOMO

2º UOMO

3º UOMO

PRIMO ATTO

SWANSON

RAGAZZINA - (si aggira smarrita per il palcoscenico) Ma dove sono? Dove accidenti mi trovo? (urta camminando all’indietro il computer) Devo essermi persa! Dove sono gli altri! Professoressa! Certo, quando ho imboccato quella stradina, devo averli persi, lasciati dietro… (urta il computer)

PC - “Bip Bip”. Processo avviato. “Bip Bip”. Programma Cinema serie 8, dischetto 71. Bip Bip.

RAGAZZINA - Chi ha parlato?! (con un balzo si mette nell’angolo; un riflettore illumina una donna al centro del palco, di spalle. Ai lati ci sono Bergman, Sam e ragazzina, ma non illuminati)

VOCE FUORI CAMPO - (musica del Viale del Tramonto) Era quello un luogo strano, una di quelle costruzioni solenni che inorgoglivano un tempo i magnati del cinema. Una casa abbandonata fa sempre un effetto sinistro. Questa poi era un rudere: aveva l’aria di una di quelle vecchie gentildonne decadenti cariche di antichi veli sdruciti e di cianfrusaglie fuori moda, che vivono isolate dal mondo fra i fantasmi di un passato fastoso.

SWANSON - (di spalle, si gira lentamente) Questa è la mia vita e lo sarà per sempre. Non esiste altro, solo noi e la macchina da presa, e nell’oscurità il pubblico ci guarda in silenzio. Eccomi a voi, sono pronta per il mio primo piano… (la luce si smorza, la musica pure; si illumina la donna con il pianista)

BERGMAN - Suona la nostra canzone, Sam, come a quel tempo.

SAM - Ah, non conosco cosa dite, signorina.

BERGMAN - Suonala ancora, Sam, suona “Mentre il tempo passa”. (comincia musica Casablanca; entra Bogart)

BOGART - L’hai suonata per lei, ora suonala per me.

NOIRET - La vita, figliuolo, non è quella che hai visto al nuovo cinema Paradiso: è ben più difficile! (ricomincia la musica. Musica si smorza, luci si smorzano. Si illumina Williams. Parte la musica Attimo fuggente)

WILLIAMS - Cogli l’attimo, cogli la rosa quando è il momento! Accostatevi, ascoltate! Carpe, Carpe diem! Cogliete l’attimo ragazzi!

SAM, BOGART, SWANSON e BERGAMAN - (si alzano e gridano all’unisono) Oh capitano! Mio capitano! (la musica di Attimo fuggente si incrocia con altre musiche e cresce di volume)

SWANSON - Sono pronta per il mio primo piano. Ahimè, sono sul viale del tramonto. (ripetuta 5 volte in climax)

BERGMAN - Suonala ancora Sam. Suona quel pezzo. (5 volte)

NOIRET - La vita è ben più difficile.

WILLIAMS - Carpe diem! Cogli l’attimo! (5 volte)

TUTTI - Capitano, mio capitano… (Muoversi di personaggi sul palco. Crescendo di voci e musica. Entra il Baco e si mette al centro, come direttore d’orchestra con un gesto delle braccia ferma tutto: musica e parole. Gli attori si oscurano ed escono)

BACO - (sogghigna) Ce l’ho fatta, finalmente! Mi sono intrufolato nel circuito informatico! Non vedo l’ora di infettare tutti i programmi di questo cervello di gallina elettronico! Non avete ancora capito chi sono? Permettete che mi presenti: sono Hacker, il baco, il verme, il virus, insomma, l’incubo della rete. Adesso, miei cari cyberspettatori, creerò casini, minestroni, confusioni, omissioni, insomma, interpreterò anch’io il mio ruolo! Vediamo un po’… (preme alcuni tasti del computer)

PC - Dischetto 15… serie H… bzzz, bip bip bip… zzz… serie comico, bip… in lingua originale con sotto, sotto, sottotitoli, bip… comico italiano… allarme, allarme… pericolo contagio virale… rettifica contagio virale… comico, comico…

BACO - (soddisfatto) Eh, eh! (si abbassano le luci ed esce)

CHARLOT

Musica. Entra Charlot in pensione e si siede.

RAGAZZINA - (al pubblico). Oddio, è Charlot! Che emozione! E se gli facessi delle domande? Insomma un’intervista… farei una bella figura con i miei compagni! (a Charlot) Buon giorno, signor Charlot! (delusa perché Charlot non risponde). Mi dica… è da molto che non la vediamo sugli schermi, possiamo sperare di vederla presto? Quali sono i suoi progetti per il futuro? Io sono una sua ammiratrice “Luci della ribalta”, “Il monello”… (al pubblico) Ma che sia muto?

CHARLOT 2 - (giunto sul palcoscenico) Sì, è muto, muto signori, l’avete dimenticato? E non ci sono neanche le didascalie? Miracolo della tecnologia, ci sono io, il suo clone. Risponderò io per lui, farò il suo interprete.

RAGAZZINA - (fra sé) Due Charlot? Ho un cerchio alla testa!

CHARLOT 2 - Niente storie, ragazzina! Se hai domande da fare, sbrigati (guarda l’orologio) mi aspettano sul set del nuovo film.

RAGAZZINA - Dunque signor Charlot, come mai non la vediamo più sugli schermi? Lei era un grande!

CHARLOT 1 - Sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo.

RAGAZZINA - Una cosa è certa: non si fa vedere…

CHARLOT 1 - Sono disoccupato dal 1930, da quanto è nato il sonoro… ora sono in cassa integrazione, da 300 mesi non mi pagano, sono morto di fame…

RAGAZZINA - Beh, i tempi sono cambiati!

CHARLOT 1 - Non esistono più le quattro stagioni… si stava meglio quando si stava peggio…

RAGAZZINA - Quando?

CHARLOT 1 - Quando giravo tempi moderni. (si commuove e singhiozza)

RAGAZZINA - Non pianga! La prego! La vita è bella!

CHARLOT 1 - Questa cosa non mi è nuova!

RAGAZZINA - Ma allora conosce Benigni?! Cosa ne pensa del cinema di oggi? Quale film del neorealismo italiano preferisce: “Roma città aperta”? “Ladri di biciclette”? E cosa ne pensa degli Oscar?

CHARLOT 1 - Mi hai davvero scocciato! Lasciami riposare!

CHARLOT 2 - Ma come ti permetti di parlare?! Sono io il grande dittatore! (entra Totò)

TOTÒ - “Dittatore!” Ma mi facci il piacere, mi facci! È un barbiere è! Ma non si preoccupi, i dittatori non mi sono mai piaciuti. (Escono tutti, entra Baco)

BACO - Ma quanto mi sono divertito, ma quanto mi sono divertito… (Rientra Totò)

TOTÒ - Questa è una battuta di Totò, mia! Ladro di battute! Per dindirindina, siamo uomini o caporali? Ogni limite ha la sua pazienza!

BACO - Mi scusi, Principe! (Esce intimidito. Si sente la musica di Roger Rabbit)

TOTÒ - Oddio! La malafemmina! (esce. Entra Jessica muovendosi a passo di musica)

Jessica - Ma io non sono cattiva! È che mi disegnano così! (Si sente la musica “Ammazza la vecchia…”) Chi ha incastrato mio marito, Roger Rabbit? Ha bisogno di me! Scusate… (esce)

BOND

La ragazza si guarda intorno. Baco dorme in un angolo.

RAGAZZINA - Finalmente! Adesso posso divertirmi io… (prende una serie di dischetti e inserisce) Vediamo un po’…

PC - Codice errato. Interagisco con dilettante! (la ragazza inserisce un altro dischetto) Serie giallo, avventure, western…

RAGAZZINA - Che bello! (musica e balletto Bond. Finito il balletto spara a tutte e va nel fondo. Occhio di bue)

RAGAZZA BOND - Oh James, sei la spia più affascinanti del mondo. Non ti lascerò mai!

BOND - “Mai dire mai” mia cara…

RAGAZZA BOND - Oh James, hai ricevuto la mia cartolina? Te l’ho spedita dalla Russia con amore.

BOND - Hai sbagliato il codice d’avviamento postale: il mio è 007. (si volta e le uccide. Musica Pantera Rosa. Entra Clouseau)

CLOUSEAU - Ehi, ehi, cos’è tutto questo casinò. Mi mostri documenti prego. Je suis la polìce!

BOND - Stia tranquillo, Clouseau! Il mio nome è Bond, James Bond e ho licenza di uccidere.

CLOUSEAU - Ah! Pardon allor! Quand’è così… Bonne chance e adieu.

BOND - Essere un agente segreto è dura! Miei cari… (al pubblico) troppi incarichi, troppi inseguimenti, troppi nemici. Ma ce n’è uno, il più cattivo, il più pericoloso; vorrei farlo secco, come il mio Martini, l’uomo dalle dita d’oro… (Musica Goldfinger. Dopo la canzone, Bond sente passi) Cos’è questo rumore? Goldfinger? (Entrano da diverse parti. Musica Il Buono, il brutto e il cattivo)

BELLO - Io sono il bello!

BRUTTO - Io sono il brutto!

CATTIVO - Io sono il cattivo!

BOND - Ma non era “Il buono, il brutto e il cattivo”?

BELLO - E queste mèches che mi sono fatto fare apposta per questa scena non mi rendono forse bello? Me le hanno fatte per un pugno di dollari.

CATTIVO - Poche storie, cowboy! Il mondo si divide in due: chi ha la pistola e chi non c’è l’ha. (Il brutto e il cattivo fanno un passo verso Bond con la pistola puntata)

BOND - Vorreste farmi fuori solo per qualche sterlina in più?

CATTIVO - Per qualche dollaro in più, gringo! Qui siamo nel west!

BOND - (spara al brutto e al cattivo) C’era una volta il west

BELLO - (al cadavere del cattivo) Quando si spara, si spara, non si parla!

BOND - Andiamo bello! Sono le cinque in punto! Appena in tempo per “un tè nel deserto”.

TITANIC

BACO - Chi ha manomesso i programmi? Chi ha osato? (quasi piangendo) È l’unico sito dove mi sia riuscito il gioco?

PC - Apri finestra… bip… cancella… incolla… bip… sfoglia, bip bip bip!

BACO - E stai zitto tu, e non guardarmi così… con quella faccia da fax. (lo zittisce premendo un tasto. Pantera rosa. Baco indietreggia ed esce, escono pantere)

PC - Avviare programma… bip… Sto scoppiando… bip… bip… (si avvicina con circospezione la ragazzina)

RAGAZZINA - (al pubblico) Che faccio? E se viene il baco? (Il pc continua a emettere suoni)

PC - Bip… urgente… ente… bip.

RAGAZZINA - (scegliendo fra più dischetti, si ferma su uno) Serie colossal, drammatico, catastrofico… Oh, mamma mia! Che sarà mai?! (inserisce. Musica titanic)

JAKE - Sono il re del mondo! Jauuhh…

NOVECENTO - Amico! Non sei mai veramente fregato nella vita se hai una storia da raccontare e qualcuno a cui raccontarla!

JAKE - Io sono il re del mondo e tu chi sei?

NOVECENTO - Sono Novecento.

JAKE - Ma 900 è un numero. Ah! Ho capito sei 900 di Bertolucci. Niente male come film, un po’ lungo, ma…

NOVECENTO - No, sono 900 di Tornatore.

JAKE - Non ci capisco più nulla.

NOVECENTO - Neppure io. Però ho tante storie da raccontarti.

JAKE - E dove le hai imparate?

NOVECENTO - Sulla mia nave, Il Virginia. Ho conosciuto città e paesi straordinari.

JAKE - Sulla nave? Non è possibile.

NOVECENTO - Le ho lette negli occhi dei viaggiatori, che brillavano come stelle…

JAKE - Ma allora sei “L’uomo delle Stelle”?!

NOVECENTO - Quello è un altro film di Tornatore, io sono il pianista.

JAKE - Si, quello che è capace di suonare il piano solo se ha l’Oceano sotto il sedere.

NOVECENTO - Appunto.

JAKE - Anch’io ho una storia da raccontare… la conoscono tutti… modestamente il mio Titanic ha appassionato un’intera generazione… ma te la voglio raccontare lo stesso passeggiando in questo bel fondo oceanico…

NOVECENTO - Comincio prima io?!

JAKE - Ma mi darai la parola prima o poi? (Musica Pianista)

VOCI - L’America, L’America!

NOVECENTO - Succedeva sempre che ad un certo punto uno alzava la testa… Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille e sempre tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso noi, verso la nave, verso tutti e gridava…

VOCI - L’America, l’America! (Musica Titanic)

JAKE - Mi piace svegliarmi la mattina e non sapere cosa mi capiterà o chi incontrerò, dove mi ritroverò. Proprio l’altra notte ho dormito sotto un ponte ed ora mi trovo qui, sulla più imponente nave del mondo. Secondo me la vita è un dono, non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno ancora alla prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene… così ogni singolo giorno ha il suo valore. (Musica Pianista)

NOVECENTO - E suonavamo perché l’Oceano è grande e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo e si dimenticasse dov’era e chi era… suonavamo per farli ballare perché se balli non puoi morire e ti senti Dio. E suonavamo il jazz perché è la musica su cui Dio balla quando nessuno lo vede.

VOCI - L’America, L’America…

JAKE - Ladies and gentlemen, meine Damen und Herren, signore e signori, mesdames et messieurs.

NOVECENTO - Benvenuti su questa nave, su questa città galleggiante che assomiglia in tutto e per tutto al Virginia!

JAKE - Al Titanic… benvenuti sull’Oceano… a proposito, che diavolo ci fate qua? A trecento miglia da qualsiasi fottutissimo mondo e a due minuti dalla prossima tempesta?

NOVECENTO - Pardon madame! Scherzava! Si fidi… se ne va questa nave come una biglia sul biliardo dell’Oceano… tac… ancora sei giorni, due ore e quarantasette minuti e… plop! In buca.

JAKE E NOVECENTO - New Yoooork… (Balletto New York New York. Diapositiva della statua della libertà)

SIPARIO

SECONDO ATTO

VOCE FUORI CAMPO - Benvenuti ad Hollywood. Tutti vengono qui! Questa è la terra dei sogni! Qual è il vostro sogno? (Balletto Josephin Baker. Alla fine entra Baco)

BACO - Come si sta bene in questo sito: si strimpella, si sbraita, si entra, si esce, si vola nel tempo, si corre nello spazio, si mescola il tutto e… zacchete! (preme più tasti e introduce più dischetti)

PC - Bip… bip… bip; non riconosco, bip… sta scoppiando il sistema.

CLEOPATRA E ROSSELLA

Partono immagini sovrapposte e finalmente una piramide.

PC - Serie colossal… bip… bip… Cleopatra, Rossella… ella… ella… bip… bip… (Squillo del telefono, entra Cleopatra)

CLEOPATRA - Salomé… Salomé rispondi tu? Salomeeeé, Salomeeeé… (Musica Salomé, entra Salomé e si prostra davanti alla regina) Stupida schiava giudea… dove ce l’hai la testa oggi? Cosa ti avevo detto stamattina?

SALOMÉ - Ch’io possa morire soffocata da un cammello, mia regina… non ricordo.

CLEOPATRA - Meno male che mi sono preso un geroglifico sulla mano. Avanti, che c’è scritto?

SALOMÉ - Occhio, mano, anfora, mucca, fuoco, casetta… pizzetta!

CLEOPATRA - Pizzetta?! Ma che pizzetta d’Egitto. Guarda bene, è una… Luna, una Luna! E allora leggimi il senso compiuto, leggimi la frase… dai…

SALOMÉ - Ma non so leggere io…

CLEOPATRA - C’è scritto: guarda di svegliare la regina con del latte caldo quando sorge la Luna… ’gnorante!! Testa di Tutankaiser… e allora, cosa aspetti?! Fatti mandare dalla Mummia a prendere il latte. (Salomé esce) Mai più, mai più una schiava giudea. La prossima volta farò invadere le Filippine… La mia carissima amica Agrippina mi ha mandato un geroglifico e-mail da Roma, tre lune fa e m’ha geroscritto che le colf filippine sono le migliori ancelle. (Arriva Salomé con un’anfora) Porgimi il mio astuccio d’oro, Salomé.

SALOMÉ - Ecco, mia faraonessa…

CLEOPATRA - Faraona, cretina! Quando imparerai l’egiziano; e dire che t’ho iscritto pure al CEPU.

SALOMÉ - CEPU?!

CLEOPATRA - CEPU, sciocchina dai sette veli! Corso d’Egiziano Per Ultrascemi. (Cleopatra, sospirando, apre l’astuccio, prende una cannuccia e fa una smorfia) Per tutte le foci del Nilo… questo latte sa di limo! Controlla la scadenza, imbecille!!

SALOMÉ - Quinta dinastia, mia regina.

CLEOPATRA - Roba da non crederci! Volevi avvelenarmi, danzatrice di quart’ordine?

SALOMÉ - Certo che no, mia faraonessa!

CLEOPATRA - Ho un triangolo alla testa! Sparisci!! In nome di Ramsete, volatilizzati!! (Salomé esce e squilla il telefono)

CLEOPATRA - Siii?!… Antonio! Mi porti a Roma?… Nooo! Ma è fantastico! Che ne pensi se indosso l’ultimo bikini che mi hai regalato, quello color sabbia del deserto?… Sii! Sii! Ciao amore, arrivederci. Salomééé, Salomééé. (Salomé arriva di corsa) Prepara subito un bel bagno di latte. Fra due ore parto. (Salomé esce. Cleopatra, gridando) Latte Karmalat, che mi calma i nervi; quello che mi ha regalato quell’ancella di Bombay. E attiva pure l’idromassaggio! (Cleopatra esce. Musica Via col Vento. Entra Rossella con valigia “I LOVE TARA”. Dalla parte opposta entra Cleopatra con valigia “I LOVE ROMA”)

ROSSELLA - Tara… Tara… Tara…

CLEOPATRA - Roma… Roma… Roma…

ROSSELLA - Tara, Tara, Tara!

CLEOPATRA - Roma, Roma, Roma!! (Entra Mamy)

MAMY - (rivolta a Rossella) Miss Rossela, dove vai? Tara brucia! (Rivolta a Cleopatra) Roma brucia!

CLEOPATRA - Per tutte le aspidi! A Nero’… ma che sta’ a ‘fa?

ROSSELLA - Anche Tara brucia! Per dindirindina! Che idea!! Farò la gatta sul tetto che scotta.

CLEOPATRA - Me sa che arrivi tardi, a bella georgiana. Tarata de Tara!! Sudista! Farò io “la gatta sul tetto che scotta”. Ho già fatto il provino a Keopecittà! Con le raccomandazioni di Marcantonio, il ruolo è mio.

ROSSELLA - Sì, la gatta d’Egitto!

CLEOPATRA - Per l’appunto!

ROSSELLA - St’ambalsamata!

CLEOPATRA - St’asmorfiosa!

ROSSELLA - Mummia!

CLEOPATRA - Scimmia!

MAMY - (al pubblico) Donne sull’orlo di una crisi di nervi. (Si pone in mezzo alle due. Rivolta a Rossella) Tu non essere una signora. (Rivolta a Cleopatra) Tu non essere una regina. (Ambedue danno le spalle a Mamy)

PC - In tutti i casi litigare è superfluo! Il ruolo è stato assegnato a Liz Taylor.

ROSSELLA - (Rivolta a Mamy) Oh Mamy, che ne sarà di me?

CLEOPATRA - (Girandosi di scatto) Francamente me ne infischio! (ridando le spalle)

ROSSELLA - Non voglio pensarci adesso; ci penserò domani. Dopotutto domani è un altro giorno… (Escono tutti ed entra Clouseau)

CLOUSEAU - Mon Dieux! Il caos… (poi rivolto alle pantere) Dovete prenderlo questo virus della malora! Ne siamo tutti contagiati! (Clouseau esce e l’ultima pantera uscendo urta il Pc)

PC - Esatto! Bip… bip… commedia americana… fascino… banditi e pupe… gioielli… bip… bip… interpretata da cani…

A QUALCUNO PIACE CALDO

VOCE FUORI CAMPO - Due musicisti spiantati, testimoni involontari del massacro di S. Valentino, per sfuggire ai gangster che li vogliono eliminare, fuggono travestiti da donne e si nascondono in un orchestra tutta femminile. (Entrano in scena quasi correndo, tenendosi i cappellini due uomini travestiti da donna con un contrabbasso e un sax. Parlano con voce maschile)

JOSEPHINE - (guardando dietro le quinte, agitato) Credi che li abbiamo seminati?

DAFNE - (levandosi un tacco a spillo e massaggiandosi un piede) Non lo so; ti rendi conto che tutti i gangster di Chicago ci danno la caccia? (poi guardandosi i piedi) Ma come fanno le donne a dondolarsi su questi trampoli? Spero che nessuno mi abbia notato…

JOSEPHINE - Con quelle gambe? Ah! Ah! Non credo proprio.

DAFNE - Senti, ci ho messo due ore a togliere ogni pelo superfluo (poi guardandosi le gambe, con fare vezzoso) e ora non sono affatto male… e poi la mia parrucca è più bella della tua! (toccandosi i capelli) Si sa che gli uomini preferiscono le bionde.

JOSEPHINE - Quando la moglie è in vacanza.

DAFNE - (aggiustandosi la gonna) Come odio questi spifferi… sento un freddo, sento… (intanto Josephine si massaggia i piedi. Inizia musica Jazz. Entra Marilyn, vestito stretto, nero, cappellino anni venti, piuma, guanti neri, tacchi a spillo e l’ukulele in mano. Ancheggiando)

MARILYN - Saaalve.

DAFNE e JOSEPHINE - (con voce maschile) Sì, sì, salve… (poi si girano di scatto e con voce femminile) Saalve.

MARILYN - Voi dovete essere i nuovi musicisti che aspettavamo.

DAFNE - Esattamente, mia cara. Io sono Dafne e questo è Joseph… Joseph…

JOSEPHINE - Josephine, cocca!

MARILYN - Io sono Zucchero, Zucchero candito.

DAFNE e JOSEPHINE - Zucchero candito?

MARILYN - Beh! Il mio vero nome è Kandisky.

JOSEPHINE - Ah… polacca!

MARILYN - Sì, credo… (ride) mia mamma era pianista e mio padre dirigeva.

DAFNE - E in quale orchestra?

MARILYN - Ma no!! Dirigeva il traffico. Ma io ho una sola passione: il mio Ukulele e… il Jazz.

JOSEPHINE - Anch’io suono jazz… jazz caldo.

MARILYN - Beh, a qualcuno piace caldo… personalmente preferisco quello classico. (Entra un uomo elegantemente vestito, andatura spavalda, canticchiando)

MILIARDARIO - Salve bambole! Come va, pupattole? (poi guardando Dafne dalla testa ai piedi con attenzione) Sei uno schianto, bellezza!

DAFNE - Screanzato! (dandogli un colpo di borsetta)

MILIARDARIO - Mi piacciono le donne decise.

DAFNE - Sparisci, mostriciattolo!

MILIARDARIO - Mi piacciono le donne sincere.

DAFNE - Senti Cocco, evapora!

MILIARDARIO - (Uscendo gioielli vari si inginocchia) Sposami!

MARILYN - Posso sposarla io se vuole! (ride) Io ho un debole per i diamanti, sono i migliori amici di una ragazza. (Il miliardario ignora Marilyn e continua a fissare Dafne. Delusa, Marilyn si avvicina a Josephine e la prende sotto braccio)

MARILYN - Andiamo Josephine. Lasciamoli soli.

JOSEPHINE - Non ci penso neppure! E poi, dove andare?

MARILYN - A fare colazione da Tiffany: ci sono le mie amiche Thelma e Louise che mi aspettano. (escono)

MILIARDARIO - E allora, bellezza? Sei roba da 2002 notti!

DAFNE - (con voce condiscendente) Senti bello, voglio essere leale con te. Non possiamo sposarci affatto.

MILIARDARIO - E perché no?

DAFNE - Beh, in primo luogo non sono una bionda naturale.

MILIARDARIO - Non mi importa!

DAFNE - E fumo… fumo… fumo come un turco napoletano.

MILIARDARIO - Non mi interessa!

DAFNE - Io dico parolacce irripetibili.

MILIARDARIO - Non mi scandalizzo.

DAFNE - Ho il busto pelosissimo!

MILIARDARIO - Provvederemo in un centro estetico.

DAFNE - Mi puzza l’alito!

MILIARDARIO - Esistono pastiglie in commercio.

DAFNE - Ho un passato burrascoso.

MILIARDARIO - Lo dici a me? È il mio sesto matrimonio.

DAFNE - Non potrò mai e poi mai avere bambini.

MILIARDARIO - Ne adotteremo un po’.

DAFNE - Ma non capisci niente. (poi togliendosi la parrucca) Sono un uomo!!

MILIARDARIO - Nessuno è perfetto. (Nella diapositiva un taxi)

DAFNE - Taxi, fammi uscire da questo film. (scappa inseguito dal miliardario. Si abbassano le luci. Entrano Baco e la ragazza. Avvicinandosi al Pc)

RAGAZZINA - Mi piacerebbe vedere qualcosa di Fellini.

BACO - Eccoti accontentata. (digitando qualche tasto. Musica Fellini e diapositiva)

PC - Materiale mancante! È stato saccheggiato dalla terza E, anno scolastico 1994–1995. Vedere archivio scuola Quasimodo.

RAGAZZA - Ma allora un Musical… (Balletto “Cantando sotto la pioggia”. Alla fine entra Clouseau)

CLOUSEAU - Oui, Oui… ordinerò chiusura per disinfestazione locale.

PC - Ben detto! Allegria! Bip… bip… gli alunni saranno felici… seguirà seggio elettorale… ballottaggio… referendum… Vacanzeee… Vacanze Romane, con Audrey Hepburn.

CLOUSEAU - Ma fatelo tacere, quel cervello di gallina!

PC - Parla chi non ne ha mai posseduto uno… bip… bip… (Entrano tre uomini ed una gamba)

1º UOMO - È questa la scuola Quasimodo?

CLOUSEAU - Ma voi chi siete?! C’è abbastanza confusione qui! Via, via…

2º UOMO - Abbiamo ricevuto l’invito. (Consegna un foglio a Clouseau)

CLOUSEAU - “Cari Aldo, Giovanni e Giacomo/Uno spettacolo stiamo preparando/ma non sappiamo come e quando/venite per favore in nostro aiuto/il teatro rischia di restare muto./Per voi miliardi in serbo abbiamo/a chi l’abbiamo presi?/Ad un capitalista di Milano/speriamo li accetterete/appuntamento al CEPU./La missiva non sapete di chi è?/Ma della Quasimodo la 3°E” E credete che la scuola vi paghi? (ride)

3º UOMO - Vada via Clouseau, torni nei suoi film! (Clouseau esce continuando a ridere. Entra la ragazza e si arresta stupita. I tre in coro, dicono)

I 3 UOMINI - Buongiorno principessa.

RAGAZZINA - (rivolta al pubblico) Oddio. Sono venuti veramente… Allora il successo del nostro spettacolo è assicurato. Ci vuole un brindisi. (Entra Baco con bottiglie e bicchieri)

I 3 UOMINI - Brindiamo all’amicizia. (brindando. Cominciano ad entrare uno dopo l’altro i personaggi)

RAGAZZINA - Al successo.

BOGART - (Rivolto a Bergman con la quale entra) Alla tua salute, bambina!

MARILYN - Crepi la miseria.

ROSY - Alla vita, la magnifica, pericolosa, breve, stupenda vita ed al coraggio di viverla.

VITO - La mamma diceva sempre: “la vita è una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”.

SACCÀ - E allora al valore di ogni singolo cioccolatino.

TANIA - Al valore di ogni singolo giorno.

GABRIELE - Al mondo ideale privo di compromessi.

ANNALIA - Con l’augurio, amici, che il meglio del vostro passato sia il peggio del vostro futuro.

FLAVIO - Chi non beve con me peste lo colga.

BACO - Questo si chiama il brindisi di Maso, che era pieno di whisky dagli stinchi al naso, finché un rene gli rose ed il fegato gli esplose.

ALESSIA - Bevo a noi, sulla vetta del mondo.

FURIA - (rivolto ad Eleonora con la quale entra) Ai suoi occhi.

ELEONORA - Al suo setto nasale.

ROSSELLA - Skol! Alla nostra.

IVANA - Alla buona salute.

MELUCCIA  - Alla buona salute ed alla felicità.

LORENA - Al vero amore, di qualunque forma e dimensione si presenti a voi.

MARIA ELENA - A tutti voi, miei cari; al vostro futuro! Niente è scritto.

MARY - È una festa la vita… viviamola!

SIPARIO

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