Maria Lanciotti
COME ANDARONO I FATTI
2006 Come andarono i fatti
di Maria Lanciotti
Maria Lanciotti
Come andarono i fatti
Riduzione e adattamento del romanzo La sacca del pastore di Maria Lanciotti
Consulenza creativa e teatrale di Piero Avallone
Personaggi
Sarina personaggio fantasma
Italo il marito di Sarina
Silvio compagno dinfanzia di Sarina
Voce femminile fuori campo
Quattro donne: la bonaria, la saggia, la pettegola, la maligna
Un uomo e una donna personale medico
Anselmo il custode
Danilo, Chiara, Mattia figli di Italo e Sarina
Giada figlia di Silvio e Irene, moglie di Mattia
Due bambini figli di Giada e Mattia
Irene moglie di Silvio
Giovanna madre di Sarina
Tempo attuale, localit centro Italia.
ATTO PRIMO
Scena prima
(Silvio, Italo, voce femminile)
Un gioco di luci separa lo spazio scenico: a sinistra luce tremolante di ceri, a destra chiarore lunare. Silvio - magro, la faccia segnata da rughe che ne denotano il carattere diffidente e pessimista, lo sguardo a tratti vacuo, a tratti intenso - si muove nell'ambiente a destra scrutando di sovente il cielo. Di tanto in tanto lancia unocchiata - furtiva, angosciata, impaurita all'ambiente adiacente rischiarato dalla luce spettrale, si ferma e resta pensoso, in ascolto, come volendo afferrare una memoria labile o lontana. Il suo non sar un parlare, ma un pensare. Inoltre,parler riferito al suo interlocutore invisibile, una donna - in terza persona e solo verso la fine in maniera diretta.
Il personaggio che si muove nellambiente a sinistra Italo, alto, massiccio, sulla sessantina, chioma folta bianca leonina, lineamenti squadrati, rude nellinsieme cammina in tondo davanti alla porta di una stanza da cui trapela la luce tremula. Appare incerto, desideroso e insieme timoroso di entrare. Al contrario di Silvio discorrer con la donna e la prender di petto come se questa potesse tenergli testa.
Sarebbe importante rendere la diversit sia fisica che comportamentale dei due principali personaggi maschili, luno antitetico allaltro.
(Luce su Italo)
Italo (Socchiude la porta della stanza, resta sulla soglia). Fammi parlare tutto quello che mi passa per la testa, come facevo sempre (avanza di alcuni passi).
Finalmente amore mio, finalmente ti rivedo!
Posso rimanere? me lo chiedevi sempre, ricordi? Dicevi: ho paura di restare sola, in quellultima notte. Dicevi: chiss che succede in quelle ore di transito, magari sbaglio strada o faccio brutti incontri, magari dimentico qualcosa e non posso tornare a prenderla tu vedi di esserci, per qualunque evenienza. Certo, ti dicevo io, ci puoi contare per quel momento e per tutti i momenti della vita, lo sai che altro non ho per la mente che te, bambolina. (Pausa).
Ti offendevi, quando ti chiamavo cos non sentivi la tenerezza che cera in quel modo mio di chiamarti
Eri donna o bambina, quando ti vidi per la prima volta? Stavo seduto a un tavolino del bar. Giocavo a carte sempre con gli stessi amici, posta: caff per tutti. Tu camminavi svelta, guardando dritto davanti a te... i capelli ti volavano attorno, la veste ti svolazzava sulle ginocchia... quelle tue ginocchia ti mancava solo la corona, per essere una principessae la figlia di un re non mi avrebbe mai degnato di uno sguardo! mi dissi allora. E perch non mi dovrebbe guardare, mi risposi io, che mi manca? Cavolo! ti avevo appena vista e gi minfuriavo senza motivo...
S, tu mi hai fatto sempre infuriare.
Voce femminile La tua stessa tenerezza, era furore.
Italo (Non rilevando linterferenza).Da quel giorno aspettavo ansioso di vederti arrivare. A carte perdevo sempre e pagavo sempre io il caff per tutti. Potevo trovare altri modi per vederti, casa mia era vicina alla tua. Ma proprio la vicinanza creava la distanza, le mura di casa erano un divieto, l dentro tu eri al sicuro da me. Sai quello che intendo. (Pausa). Io non sono cattivo ma non posso prevedere quello che mi pu capitare in certi momenti. Scusa se ne parlo, sei lunica persona che sa ogni cosa di me, adesso, e anche la sola che mi sta a sentire, adesso, e lunica con la quale voglio parlare. Dicevo. Io sono un tipo concreto, come si dice? pragmatico. Io, le cose, secondo come mi si presentano le affronto senza starmi troppo a scervellare, tale e quale a mio padre a mia madre e ai miei parenti. (Pausa). Ti ricordi i miei parenti? il bene che ti volevano e zio Righetto? sempre con la fotografia del figlio morto in guerra fra le mani, lunico figlio e lo aveva perso nella steppa russa. Gli portava i fiori al cimitero e li sistemava davanti alla lista dei caduti. Il nome del figlio scritto in oro lo inorgogliva, il figlio morto da eroe (scuote la testa in segno di commiserazione). E zio Guido, il socialista? fu lui che affam la famiglia, in nome dei suoi ideali. Era il mio padrino di battesimo, scelse lui il mio nome...
Voce femminileItalo...
Italo I miei parenti... il bene che ti volevano (Pausa). Parlo troppo... come sempre, eh? La mattina ti svegliavo per raccontarti tutto quello che mi si era accumulato nel cervello durante la notte. Tutto, ma proprio tutto. Tu mi stavi accucciata sul petto e mi ascoltavi, no? Io ti tenevo stretta, sempre... guai se non ti sentivo tutta mia... una carne sola, come dice il vangelo. (Pausa). Tu invece mi raccontavi i sogni. Ma dove andavi a prenderli, tutti quei sogni... roba che da svegli nemmeno si riesce a immaginare!
Certe volte la notte smaniavi e gridavi, mi svegliavi se dormivo, mi dicevi
Voce femminile Stringimi stringimi stringimi...
Italo Avevi la fronte, quando facevi brutti sogni, e per il resto sembrava che avessi la febbre i brividi la sete...
Voce femminile La sete...
Italo Eccoti lacqua amore mio ti dicevo, e tu piangevi e mi bagnavi il petto (Pausa. Poi come tornando sul discorso). Eri donna o bambina, quando ti vidi per la prima voltaquando mi folgorasti per la prima volta? e adesso una bambina una donna
Oh, (perentorio) dormi o sei sveglia?
Non pretendo che mi guardi, non te lo chiedo, ma sapessi quanto vorrei essere guardato da te oggi, per come sono oggi! (Buio).
(Luce su Silvio)
Silvio (Come ripiombando di colpo nella realt). Che le ha fatto stanotte, che le ha detto? Io l'ho seguito, l'ho visto entrare glielo potevo impedire
Voce femminile (Diversamente che con Italo, interloquir con Silvio parlando di lui in terza persona) e non lha fatto.
Silvio (Come sotto leffetto di unallucinazione uditiva che lo disorienta). Ho pensato che era la sua punizione, la mia e pure quella di Sarina. Anche stavolta mi restano spiccioli di tempo quello che lui non mi ha sottratto!Fra un paio dore questa camera sar aperta ai visitatori sfileranno commossi, i visitatori
Mi sembra tutto un brutto sogno. del resto ho sempre sognato troppo, io.
Quanto avevo pochi annie nel sonno vedo quei tre passerotti sul tetto sotto una tegola. E la mattina vado sul tetto, sollevo quella tegola e trovo il nido. Coi tre passerotti. Coincidenza o che altro? Cera una qualche corrispondenza fra quello che sognavo di notte e ci che mi accadeva di giorno?
Compilai, addirittura! una specie di statistica per stabilire se ci fosse un nesso fra sogno e realt.
Voce femminile Addirittura!
Silvio (Visibilmente disturbato dalla pur brevissima interruzione che sembra fargli il verso). Poi rinunciai. Mi tenni la zona del sogno come una vita parallela, migliore di quella cosciente. Di giorno recitavo la mia parte come tutti la notte... era la libert! Allora alzavo il tiro e mi avventuravo in viaggi sperimentali. (Riprendendo a contemplare il cielo). Luniverso lho studiato tanto punto dinizio fu il ragionare sulla notte e il giorno, poi sulla rotazione di pianeti stelle e galassie e il pensiero si allunga, e riflette sullenorme distanza fra quei corpi...
Voce femminile (Come a chiusura della frase)visibili ma non raggiungibili...
Silvio (Con un gesto stizzito della mano come volendo allontanare un insetto molesto continua nel suo ragionamento). Le stelle... guardo una stella e guardo nel passato e penso che trovandomi io su quella stella potrei forse rivedere tutta la mia vita passata e comunque non potrei cambiarla.
Che cosa rifarei, che cosa annullerei, se potessi, della mia vita?
Le cose rimandate, le cose evitate...
Voce femminile ... il tempo perduto ...
Silvio (Allimprovviso frenetico). Sto bruciando il tempo, ancora! Io sono qui e lei l dentro. Lei non pu venire e io non voglio andare. Vorrei scappare...
Voce femminile ...e non pu!
Silvio (Determinato). Devo assolutamente vederla. E lultima occasione. (Poi inquieto, a disagio). Mi sento come se portassi la camicia a rovescio... e non fossi capace di rivoltarla. Non posso presentarmi a lei cos! che sensazione tragica!
Voce femminile Ma di che parla?
Silvio Ma di che parlo? Lei ormai non mi pu pi biasimare nessuno pu! (Si guarda intorno spaurito). Comincia il canto degli uccelli, gi tremano gli alberi (Buio).
(Luce su Italo. La luce si sposter da un personaggio allaltro ogni qualvolta prenderanno la parola)
Italo Mi ascolti? Quella sera ricordi? Io dietro a te fino a casa e tu non ti voltasti mai eh s, che i miei passi facevano rumore!
Imboccasti il portone che si richiuse sbattendo un portone che ti sbatte in faccia fa un frastuono che non ti dico!
Restai l, a succhiarmi la sigaretta che aveva il sapore del fieno e... dun tratto... un dolore, quel dolore, sempre quello, mi attravers il cervello: il maledetto dente del giudizio. Presi a tirare pugni sul muro bozzoloso... (sempre pi concitato) le nocche sanguinavano ma non sentivo dolore e seguitavo a battere ma quel muro mi resisteva e allora lo presi a capocciate come un lottatore sul ring, sempre pi veloce, e a un tratto non vidi pi niente e mi ritrovai a terra a grattare alla tua porta chiusa. Mi ricordo che c'era uno che mi sorreggeva, uno del palazzo... scapp via, stavo per spaccargli la faccia senza uno straccio di motivo!
Silvio (Vago).Vorrei dormire, fare un lunghissimo sonno... sognare ancora...
Voce femminile (Insofferente)ancora la sua vita parallela
Silvio L'uomo blu mi veniva a trovare tutte le notti. Una persecuzione. Sentivo i suoi passi, vedevo la porta aprirsi piano e il corpicciolo azzurro stagliarsi nel vano. Lo vedevo ai piedi del letto e poi arrampicarsi per venirmi sopra a soffocarmi col suo peso. Terrore... sento ancora le mie urla mute...
Voce femminile ... allucinazioni.
Italo (Insolente). Mi sfogavo con Natalia. Lei al mio cenno saltava sulla vespetta e si faceva portare in mezzo all'erba alta. Mi sfamava, mi dava tutto e non mi chiedeva niente. Gran donna, Natalia. Tu al confronto eri una bambina... eppure facevi perdere la testa!
S, io persi la testa per te!
Un giorno andai dal sarto pi rinomato della citt e mi feci fare su misura il vestito di lino color panna era destate. Mi stava a pennello. Scarpe intonate, camicia sbottonata sul petto, sbarbato e profumato. Pronto per la battaglia
Voce femminile vincere o morire
Italo Mica solo per la Patria, si vince o si muore! O s? tu, la mia patria...
Quella sera ti seguii a pelo arrivati a casa tua ti superai d'un balzo e mi buttai fra te e il portone a braccia spalancate: da qui non passi, stasera da qui non passi, questo ti volevo dire!
E tu, piccolina, mi guardasti senza battere ciglio; senza dire parola m'insultasti. Cos, dal basso in alto. Restai l come un fesso mentre mi voltavi le spalle e sparivi nell'oscurit. E giurai, lo giurai quella sera crocefisso al tuo portone chiuso, che ti avrei avuta per sempre e a modo mio. Quella sera ti scrivesti il destino da sola, principessa. (Pausa). E adesso che posso te lo dico, principessa: il pensiero di te rimasto sempre associato al mal di denti. E alla furia omicida!
Silvio (Ripete ossessivo). Che le ha fatto stanotte, che le ha detto?
Voce femminile (Irridente). Che mi ha fatto stanotte, che mi ha detto?
Silvio Io lamavo da sempre e lei mi fece credere qualcosa che non era... no, non doveva farlo! Ma lo fece, e doveva pagare. Ora l, ma i conti restano aperti. (Pausa). Adesso entro, la guardo, la guardo bene, e metto un sigillo a questa storia. Poi me ne vado, finalmente, sono davvero stanco. (Si dirige verso lambiente a sinistra con lo sguardo rivolto al cielo).
Voce femminile Ecco che sorge Venere. (Buio).
Scena seconda
Luce crepuscolare. Quattro donne, sedute una accanto all'altra, intente a svariate occupazioni manuali. Per la diversit di atteggiamento si distingueranno i loro precisi caratteri: la pettegola, la bonaria, la maligna e la saggia. S'intrecciano bisbigli e preghiere recitate in latino maccheronico.
(Luce sulle donne)
Saggia E luce perpetua luceatte.
Tutte Ammn.
Bonaria Povera Sarina! Non ha mai avuto una vita facile. Il padre se ne scapp che era appena nata
Pettegola Certo che il padre le mancato tanto, a Sarina.
Bonaria Sar per questo che avr sposato Italo? grande, grosso, con tanti anni pi di lei... forse per avere un padre?
Maligna Va a capire! Certo per che quella un po' strana era, eh
Saggia Beh, strana, poi! Assente... spaventata...
Maligna Parlava anche da sola, da piccola e si rispondeva pure!
Pettegola E' vero, Giovanna, la madre, lha detto anche a me. Sarina parlava sempre di un padre che andava per mare, tutto vestito di bianco, che la riempiva di regali ogni volta che tornava a casa...
Bonaria Sarina ha sempre fantasticato troppo passava troppo tempo da sola, poverina!
Saggia Si sposata cos giovane... non poteva capire quel che faceva...
Maligna Prima per era stata con quell'altro, il ragazzino...
Pettegola Silvio, s. Da piccoli erano inseparabili...
Bonaria ... eh, cos' la vita! E poi? Ch successo, che successo?
Pettegola Quello che succede agli amoretti di giovent: fuochi di paglia.
Saggia (Intona le orazioni con il palese intento di richiamare all'ordine le compagne che si lasciano andare a considerazioni poco benevole. Cosa che si ripeter anche in seguito). Libbera meddomine...
Tutte Ammn. (Buio).
Scena terza
La luce sale lentamente inquadrando Silvio e Italo che si muovono nello stesso ambiente senza mai incrociarsi
SilvioIo la volevo sposare. Lavevo deciso da quando andavamo insieme allasilo. quanti dispetti mi faceva!
Voce femminile E lui voleva picchiarmi
Silvio (Ora la voce sembra non disturbarlo pi, anzi come se laiutasse a riordinare il pensiero). Mi disse poi che le facevo paura i miei occhi
Voce femminile Come mi guardava
Silvio I miei silenzi
Voce femminile La sua bocca cucita
Silvio Poi lei divenne grande da un giorno all'altro. Un salto: lei di l e io rimasto di qua del tempo. Vivere da uomo dentro un corpo da ragazzino una tragedia. Lei alta, slanciata, le mammelle appuntite... io con le brache corte e i foruncoli. Mi sentivo ridicolo e gi arretravo. Fu lei un solo sguardo e mi fece crescere di botto. Un comando, ela superai in altezza e mi spunt la barba. E una fame canina delle sue carni dorate. (Pausa). Perch si serv di me? Che voleva dimostrare, a quel cicisbeo, che aveva il giullare? Mi baci sulla bocca davanti a quello! E dopo alz un muro fra di noi. (Pausa). Nessuno minvit, ma fui presente alle nozze. Nascosto dietro a una colonna volevo far crollare il tempio e sotterrare tutti me compreso. Peccato, non sono Sansone. Comunque giurai che non lavrebbero passata liscia, quei due.
Avevo una ferita addosso che no, non sarebbe guarita mai
Voce femminile Una ferita infetta
Silvio Non dormivo, vomitavo bile, non combinavo pi niente. Dovetti andare dal medico ma non serv!
Italo Tutte le sere sedevo sul muretto davanti a casa tua, dallaltra parte della strada. Volevo che ti portassi dentro casa l'immagine del poveruomo sfocato nel crepuscolo col fiato che diventava vapore. Un cane fedele che aspetta solo il fischio del padrone per accorrere scodinzolando... e una di quelle sere arrivasti con lui...
Voce femminile Quel ragazzino
Italo Un ragazzino. Parlando, ridendo insieme e quello pendeva dalle tue labbra, quello allungava il braccio e ti passava la mano fra i capelliquelloti abbracci! e tu... tu lo baciasti guardando me!
Voce femminile (Con pedanteria). Che stavi dall'altra parte della strada.
Italo Te lo ricordi, donnina donnaccia? Io lo sento come fosse adesso, quel freddo dacciaio che mi si piant in gola. (Accompagnando con una goffa mimica le azioni che andr a dire). E allora saltai dal muretto e me ne andai, me ne andai per i fatti miei, a ubriacarmi, e poi caricai Natalia e girato il primo angolo le feci vedere le stelle e bere tutta la mia asprezza, ne ero pieno fino all'orlo. Natalia rideva appassionata ed io ridevo con lei, come una iena! (Rientrando in s). Quanto parlo!
Voce femminile (Sempre di pi si porr come intimo contraddittorio arrivando a condurre il gioco dialettico). Ho freddo.
Italo (Premuroso). Chiss se hai freddo... fuori l'aria tiepida... (con amaro sarcasmo) d, ci verresti a passeggiare con me sotto la luna? ah, questa buona! Sai che faccio? vado fuori a fumarmi una sigaretta! Tanto ti ritrovo qui! (Esce).
Scena quarta
(Luce sulle donne)
Pettegola Certo che una bella donna, Giovanna.
Maligna Eh s, si mantiene bene la madre della povera Sarina!
Pettegola E' vero, sempre tutta aggiustata, ci tiene proprio!
Saggia Liberameddomine da morte eterna...
Tutte Ammn!
Bonaria Povera Giovanna, con tutto quello che ha passato... senza padre n madre, allevata dai nonni in cima a una montagna... eh, cos' la vita...
Saggia Indiesilla tremenda...
Pettegola Beh, la montagna la lasci presto. Gi da ragazzetta scese a lavorare in citt.
Maligna S, a fare la serva in casa di quegli zii... pidocchi rifatti, che la trattavano come una pezza da piedi...
Saggia Quando celimovendi suntetterra...
Tutte Calamitate e miseria...
Bonaria Poi and a lavorare in fabbrica; fu l che conobbe Giulio, il padre di Sarina.
Pettegola Bel ragazzo, Giulio! Tutte gli correvano dietro. Lui si prese Giovanna, le fece fare una figlia e spar.
Maligna E ammn...
Tutte (mormorio di disapprovazione)
Saggia Ha lavorato come un mulo, Giovanna, ma alla fine si sistemata. Alla figlia non ha fatto mai mancare niente.
Maligna A parte il padre!
Saggia Chirieleison.
Tutte Cristeleison. (Buio).
Scena quinta
(La luce si riaccende alternativamente su Italo e Silvio in scena)
Italo (Guardando lorologio da polso).E tardi.Dormi amore, io non ho sonno. (Muovendo pochi passi avanti). Vorrei stringerti, sentire il tuo odore... il tuo odore anche quando non c'eri io lo sentivo (Pausa). Dicono che gli odori sono speciali per risvegliare i ricordi... la mia mente piena di te, Sarina, del tuo odore (Sembra dopo questa frase cadere nella prostrazione).
Voce femminile (A riscuoterlo). La Madonna del Buon Consiglio il prete claudicante
Italo La foto sul sagrato con parenti e amici e dopo
Voce femminileLa nostra prima notte
Italo Sentivo lacqua scrosciare e avevo paura... s, piccolina, io avevo paura. Si pensa sempre alla paura delle donne al timore delle vergini e mai a quello che prova un uomo. Io sudavo freddo, mentre tu stavi chiusa nel bagno. E quando saresti uscita? Non sapevo da dove cominciare. Mi ero scordato come si prende una donna e non sapevo come si prende una sposa. (Lapidario). Tu prendesti me.
Voce femminile Piangendo.
Italo Ma perch piangevi? E la mattina dopo la tua treccia l, sul mio comodino la tua bellissima treccia... perch? Sapevi che ero innamorato dei tuoi capelli e li avevi tagliati, perch? Troppo difficile da capire...
Voce femminile da spiegare
Italo Ti portavo il caff a letto, la mattina. Aprivo le finestre, spegnevo la luce e tu non svanivi. Non chiedevo altro averti con me, sempre...
Era bella la nostra casa
Voce femminile dalla cucina si vedeva il tramonto
Italo La mattina uscivamo insieme: io nella mia bottega di barbiere e tu nella tua scuola (di colpo tagliente) maestrina
Silvio Studiavo indefesso. E appena pronto aprii il mio studio. L dove avevo deciso. Punto strategico diventai anche cliente del barbiere
Voce femminile Il pi assiduo.
Silvio Mi facevo sbarbare da lui ogni mattina, dopo che la moglie era passata. Insegnava in una scuola l vicino
Voce femminile vicino al suo studio.
Silvio Mi passava davanti almeno due volte al giorno io sempre appostato dietro la tendina
Voce femminile spiava
Silvio Aggiustando i tempi potevo controllare tutti e due. Praticamente vivevamo insieme. Chiss se lei lo sapeva. (Con perfidia). Ma certo che lo sapeva, che dietro la tendina cero io! E lo sapevano i suoi fianchi! (Con rabbia). Mai una volta per che si fosse girata dalla mia parte, mai!
Voce femminile Mai mai mai!
SilvioContinuo a parlare da solo come un imbecille. Tra me e me. E lultima occasione e ancora rimando. (Dandosi forza con le parole). Parlale! Falle sentire la tua voce! butta fuori i tuoi nefasti pensieri
Voce femminile la muffa introversione...
Silvio E chiss che questo non mi possa aiutare!
Italo Rientravo e trovavo la casetta in ordine, la tavola apparecchiata, il tuo sorriso... la tristezza del tuo sorriso! Emai che mi fossi venuta incontro sulle scale, mai una volta! (Pausa).E nacque Danilo. Tu odoravi di latte e di ginestre sconvolgente...
Voce femminile Poi nacque Mattia.
Italo (Passando dallesaltazione allabbattimento). Io sbarbavo e fischiavo, a bottega. Avevo tutte le fortune di questo mondo. S, mi sentivo potente, amore mio!
La notte sta passando, gioia. Ti farei una domanda se ne avessi il coraggio. Una domanda che non ti ho fatto mai... e non ti faccio adesso. (Pausa. Poi con tono doloroso e fermo). Io per ti amo.
Voce femminileTu mi ami?
Italo (Sulla difensiva). Che dovevo fare, chiederti se avevi un altro? e se mi avessi risposto di s? Io potevo giocarmi la vita sulla tua fedelt, questo sapevo e questo mi feci bastare. Giusto o sbagliato andata cos. Stavo avvinghiato a te, che altro potevo fare? E tu docile mi lasciavi fare quello che volevo...
Voce femminile Del mio corpo
Italo A volte piangevi, ma cos piano che io potevo anche non sentire... e non sentivo! Perch piangevi, ti facevo male? Ma tu ti rifiutavi di baciarmi!
Voce femminileOgni notte...
Italo Ti volevo ogni notte da morire. E tutu mi stavi convulsa fra le braccia una bambola di pezza snodata che puoi posizionare come pi ti piace... e questo io facevo con te! Per colpa tua!
Voce femminile Quel giorno
Italo era domenica i bambini stavano da tua madre. Venne mio fratello a trovarci Lillo ventanni meno di me, bello, gioioso... Disse: mi tagli i capelli? E a te: mi fai lo sciampo? Vi sentivo ridere come ragazzini, chiusi nel bagno. Chiss che storie allegre ti raccontava il mio fratellino! Non ti avevo mai sentito ridere cos... dio, che modo di ridere! Io me ne stavo come un cane accucciato dietro la porta chiusa e la rabbia che mi cresceva dentro fino a soffocarmi. Spalancai con un calcio la maledetta porta... e che vidi? tu amorevole gli sfregavi lasciugamano in testa, a quel figlio di buona donna! E a me? me li avevi mai lavati i capelli, a me? o ti eri mai fatta una risata alle mie barzellette? Al pi un sorrisetto scemo, tanto per farmi contento! Mio fratello disgraziato animale, mi disse! - ti scost e fece un passo avanti
Voce femminile A proteggermi
Italo Voleva forse proteggerti da me? e perch? Gli detti un pugno, un destro dei miei... violento lui vacill e tu lo sorreggesti. Perch lo sorreggevi? Il braccio ripart e stavolta era per te, bambolina: con una manata ti feci girare la testa dallaltra parte! Tu con me non ridevi mai!
Voce femminile Mai.
Italo (Tenero, ora, dopo la terribile sfuriata). Vorrei portarti lontano da qui, lontano da tutto... tornare indietro, ricominciare da capo, noi due, insieme.
Voce femminile (Con tono inappellabile). Da qui non si torna indietro.
Italo (Scavando dentro di s alla ricerca disperata di accuse e giustificazioni). Fammi pensare... quand' che trovai quel quaderno? Blu cartonato. Solenne e duraturo, pensai. Lo presi con ribrezzo manco fosse stato una vipera cornuta... (Ripete urlando). Cornuta! (Poi, un po vergognoso). Non dico a te, non te la prendere
Voce femminile Caro marito.
ItaloCaro marito iniziava cos con la tua tiritera. Caro marito.Al caro ritardato marito impartivi la tua bella lezione di raggiunta maturit (con spregio) maestrina! Illuminata dalla consapevolezza ripercorrevi la tua vita la nostra vita...
Voce femminile Uno sbaglio infilato nellaltro...
Italo Che colpo, mi atterr. Buon per te, buon per tutti. Altrimenti quel giorno sarebbe stato di tragedia. Avevi ragione su tutto. Date e fatti. Considerazioni. Il tuo ordine mi disorientava la mente. Ci eravamo adattati, da miserabili
Voce femminile Tutti e due.
Italo Grandi e belle parole! Ma poi? Tu il tuo rimedio lavevi, chiaro come il sole, ma io? A me avevi pensato? Sarina, che tu possa morire non una ma mille volte! Fra gli stessi tormenti del ghiaccio e del fuoco che a me divorarono il cuore, quella mattina maledetta! Ma quello che pi mi colp leggendo nel tuo quaderno dei quaderni fu il versetto d'addio... diceva sfortunato compagno
Voce femminile ... di un viaggio sbagliato...
Italo Ci voleva poco a capire che ti facevo pena... magistra. Ma quello che non capivo erano le tue intenzioni, e se ne avevi
Ora mi scuserai ma devo uscire da qui. Non sopporto pi la tua vista. (Pausa). Uscire e per andare dove? A questora nemmeno i cani vanno in giro. Che freddo... il freddo mi entrato nelle ossa...
Voce femminile non andare...
Italo (Strizzando nervosamente il pacchetto delle sigarette). Due, mi sono rimaste due sigarette. E che altro? Tu, Sarina. Nessuno potr cavarti mai fuori da me, mai! E non venirmi a dire quello che so gi!
Voce femminile (Insinuante). Con i sentimenti non si ragiona...
Italo Mi hai rovinato, piccolina. Me, i nostri figli. Te lo ricordi, almeno, che io dovevo chiedere come un mendicante? Nella mia casa nel mio letto alla mia donna io chiedevo favori, quando sentivo che sarei esploso se non mi accoglievi. E ogni volta possedevo la nebbia! non mi dicevi mai di no
Voce femminile mai di s...
Italo non reagivi non fiatavi nemmeno, qualunque cosa io ti facessi. Tutto quel silenzio mi ossessionava, volevo sentire almeno un urlo... e urlasti, infatti! (Buio).
Scena sesta
(Luce sulle donne)
Tutte(Mormorio di preghiere) Ammn.
Bonaria A letto fra loro era una guerra. Botte insulti e sputi in faccia per la povera Sarina anche sotto gli occhi dei figli. E se intervenivano le buscavano pure loro insieme alla madre. Il padre poi usciva, a qualunque ora della notte, e loro si ritrovavano tutti e tre abbracciati a piangere nel letto.
Pettegola Italo se ne scappava dall'altra da Natalia! Certo che con quella se la spassava proprio, eh? senza pudore! Pareva che lo facesse apposta, a farlo sapere a tutti!
Maligna E faceva pure il geloso!
Bonaria Quando un uomo tradisce c' sempre una ragione. Si vede che anche la moglie aveva qualcun altro per la testa...
Saggia E' rimasta sempre al suo posto, Sarina. Chirieleison.
Pettegola Questo quello che si dice. Cristeleison.
Maligna Italo and sempre pi a peggiorare. Sembrava fuori di testa... un toro infuriato... tornava sempre all'alba, dopo i bagordi e ogni volta era l'inferno. I vicini non ne potevano pi.
Bonaria Quando un uomo si riduce cos, c' sempre una ragione. Eh, cos' la vita
Saggia Paternoster...
Tutte Quiesinceli(Buio).
Scena settima
(Luce su Italo solo sulla scena)
Italo Passeranno gli anni, il tempo sciuper la tua bellezza, ma io ti ricorder sempre cos, finch vivr. Te lo giurai durante la nostra luna di miele, te lo ricordi amore?
Voce femminile Amore?
Italo E andata davvero cos, io come allora ti vedo e ti sento, e tu come allora non mi vedi e non mi senti.Infame! Te ne dovevi andare, se il tuo posto non era accanto a me. Forse me ne sarei fatto una ragione. (Pausa). No, non me ne sarei fatta mai una ragione. Ti avrei scovata ovunque...
Voce femminile Una vita da pazzi.
Italo Te la facevo pagare cara, quella vita da pazzi. I lividi li sapevo solo io. E le ferite che non si vedevano - ma io sapevo che cerano, nel tuo corpo - davano sollievo alle mie. Ero forse un mostro? No, ero preda di una gelosia atroce. Motivata, mogliettina, motivata. Solo che il mio rivale doveva essere un fantasma, perch per quanto facessi non vi ho mai colti in fallo.
Voce femminile Fantasmi illusionischerzi della gelosia.
Italo I fantasmi sono i ladri peggiori, ti spogliano di tutto e non puoi farci niente cos come non puoi stritolare le illusioni. Ma quel maledetto era sempre presente, te lo portavi addosso... te lo portavi dentro! Ma non mai corso a difenderti quando ti torturavo per colpa sua, eh s! che lo doveva sapere, anche i muri lo sapevano!
Voce femminile Quanto odio...
Italo Tutto quell'odio mi levava il respiro.
Voce femminile Quella notte...
Italo ero disperato, ti cercai e al solito mi ritrovai a stringere la nebbia (prende a stringere e ad allargare i pugni, a mimare poi le gesta raccapriccianti che rievoca dun fiato). Non ci capii pi nulla, ti afferrai per i capelli e ti sollevai come se la tua testa non fosse attaccata al corpo, tanta era la mia forza che tu non pesavi niente, e mentre ti tenevo in piedi stretta per i capelli come fili di una marionetta ti battevo con la mano a taglio sui reni un colpo qua un colpo l - e tu dondolavi, dondolavi e guaivi ma non mi facevi nessuna pena, no nessuna pena! tu mi dovevi chiedere perdono mi dovevi chiedere piet, io non ne avrei avuta ma tu me la dovevi chiedere lo stesso, piet, piet!
Voce femminileUn demonio.
Italo Colpa tua, Sarina Non mi hai mai denunciato, perch?
Voce femminile Pensaci, Italo.
Italo Stavamo dentro casa nostra, che ne possono sapere gli altri di quello che succede dentro le mura di una casa? Chi pu giudicare dall'esterno? I panni sporchi si lavano in famiglia, cos si dice, no?
Voce femminile Cos si dice, s.
Italo (Stremato). Ero venuto con buone intenzioni, ma tu mi fai montare il sangue alla testa anche adesso. Certo che strano trovarmi qui nel cuor della notte. Fortuna quel custode per un centone e senn come entravo? sta porta di ferro, mica lavrei scardinata facilmente! sai che chiasso della madonna avrei fatto! mavrebbero messo la camicia di forza trascinato via (Pausa). Adesso per sono stanco di stare qua e poi troppi odori. Sai che faccio? Sgombro tutto! (Esce con una bracciata di fiori. Rientra dalla parte opposta della scena, depone i fiori in terra guardandosi intorno. Si accendono sullo sfondo riquadri di luce smorzata, di tipo notturno). Quante finestre... e tutte illuminate. In questi posti si dorme poco di notte, ma in compenso si soffre tanto
(Si odono risatine e bisbigli provenire da un angolo buio. Un uomo e una donna entrambi in camice bianco vengono avanti abbracciati. Quando s'imbattono in Italo si ricompongono in fretta).
Uomo (Autoritario per mascherare limbarazzo).Che ci fa lei, qui?
Italo Ho bisogno di aiuto.
Uomo Che genere di aiuto?
Italo Del genere... non so, ecco, vediamo... ma che ti venga un colpo! di che potrei avere bisogno, secondo te, della camicia pulita? di latte e fiocchi davena? Di un amico, ho bisogno, ecco di che!
Uomo e donna Un amico?
Italo S, s, un amico che mi schiodi dal palo, che mi lavi le ferite, che non mi abbandoni...
Uomo Chi pensa di essere, Cristo Ges?
Italo Pezzo didiota, non lo vedi che sono uno come te? come tutti quelli che stanno l dentro a chiamare mamma e a farsela addosso? Che ho di diverso, io, dai poveri ammalati?
Donna (Rivolta all'uomo in camice)Che dici, chiamo il medico di guardia?
Italo Chiama chi ti pare ma lasciatemi in pace! ... Razza di lavativi! (I due allibiti escono, Italo rivolto al pubblico:)Un medico... un medico? Un giudice? (Buio).
CALA IL SIPARIO
ATTO SECONDO
Scena prima
(Le donne)
Tutte (Mormorio di preghiere e chiacchiere).
Bonaria E dopo tutte quelle tragedie misero al mondo pure il terzo figlio...
Pettegola Una femminuccia.
Maligna Ah ah, Chiara. (Fa il gesto dindicare una gravidanza avanzata). Quella adesso ha la pancia, ma senza marito. Avr ripreso dalla nonna Giovanna...
Bonaria E il padre sputata.
Maligna Intanto nata per sbaglio.
Saggia Che modo di dire!
Bonaria Italo lo diceva a tutti, che quella notte aveva un mal di denti che se lo portava via che non ragionava, insomma.
Maligna Che novit!
Saggia Io non mi sento di giudicare nessuno.
Bonaria Che Sarina stata una sposa e una madre esemplare, io mi sento pure di giurarlo.
Pettegola Si dice sempre cos, davanti alla morte.
Saggia Requiescatte in pace.
Tutte Ammn.
Scena seconda
Semibuio. Silvio si trova ora nell'ambiente a sinistra. Vi entrato di soppiatto dopo che Italo uscito imbracciando i fiori. La luce schiarisce lentamente rivelando una camera ardente. Il feretro ricoperto da un fitto velo bianco ricamato in oro. Silvio, stravolto in viso, tenendosi a una certa distanza si rivolger alla defunta, parlandole ora direttamente. Si avr una specie di botta e risposta dove luomo esprimer le sue ragioni e la voce femminile controbatter con arguzia animosa, arrivando a provocare risposte facendo leva su determinati spunti.
Silvio Comodo, andartene cos. Ma tu certe cose le devi sapere. Te le devi portare dietro per leternit.
Voce femminileTi ascolto, caro.
Silvio Sappi che mi volevo perfino ammazzare, per te.
Voce femminile Ah s?
Silvio Ma non ti volevo dare questa gran soddisfazione.
Voce femminile Ah no?
Silvio Meglio cancellarti e voltare pagina, decisi invece.
Voce femminile Ma poi?
Silvio Ma poi no, tu dovevi scontare tutti i tuoi peccati! avrei pensato io a castigarti per bene, sapevo io come fare...
Voce femminile Quel tuo progetto...
Silvio la tela del ragno, per dirla in breve.
Voce femminile Ingegnoso...
Silvio Volevo che mimplorassi, questo volevo che implorassi il mio abbraccio
Voce femminile e a quel punto
Silvio e a quel punto ti avrei voltato le spalle una volta per tutte. Libero come l'aria, finalmente!
Voce femminile I tuoi esperimenti
Silvio Ma prima dovevo impadronirmi della tua mente. Quella volta... ricordi? colsi come per caso una spiga di quellerba bursa pastoris ricca di virt... miracolosa contro le emorragie, ti dissi, e me la passai sul cuore...
Voce femminile ... che sanguinava per me, dicesti...
Silvio E tu la riponesti nel petto
Voce femminile come una reliquia
Silvio Un filo d'erba! S, ormai potevo prevedere ogni tua reazione. Il piano funzionava
Voce femminile mossa dopo mossa
Silvio anello dopo anello
Voce femminile mi avvincevi
Silvio Sapevo quanto grande fosse il tuo tormento e dolorosi i conflitti che ti scatenavo dentro
Voce femminile brividi di piacere
Silvio i tuoi patimenti erano il mio godimento! Ci provavi, a tornare indietro, a sfuggirmi ci provavi e allora io mi facevo di gomma e aspettavo con la pazienza di Giobbe.
Voce femminile Protervo e ostinato.
Silvio Avevo le mie certezze. Tutto appassisce meno che il desiderio insoddisfatto. E io te ne avevo appiccato tanto, di desiderio, dentro e fuori...
Voce femminile Un incendio...
Silvio ... e senza nemmeno sfiorarti le labbra, che per non smettevo di fissare con lo sguardo dun lupo...
Voce femminile (Incisiva)... o di un bimbo affamato
Silvio (Perde sicurezza, la sua voce assume toni striduli). Quand' che mi s'incepp la mente? che il gioco mi scapp di mano? ma che forse restai preso nella mia stessa rete?
Voce femminile Forse.
Silvio Io luomo degli atti mancati. Delle occasioni perdute. Nemmeno adesso riesco a metterti le mani addosso.Mi ripugna il tuo gelo.
Voce femminile Ottimo motivo.
Silvio Mi sei sfuggita senza sciogliere i nodi. Ho desiderato per te la fine pi atroce, e adesso...
Voce femminile e adesso?
Silvio Adesso... provo solo invidia...
Voce femminile Dillo!
Silvio... mia insopportabile perdita! (Rumore di passi. Esce).
Scena terza
Semibuio. Rientra Italo. Si pone ai piedi del feretro. Il dialogo si svolger fra morbosit e tenerezza su piani a un certo punto diversi.
ItaloEccoci qua. Te l'avevo detto che avrei fatto presto, no? Sai quanto tempo ci resta?
Voce femminile Tempo?
Italo Tempo, s! io ho bisogno di parlare, di dire!
Voce femminile E allora parla.
Italo Beh, ammetto di non essere stato uno stinco di santo... e ho pure rischiato grosso, per la legge! ma un uomo un uomo, mica un pezzo di legno! E invece niente, niente significava niente, io ero niente e nessuno! Quand che te ne vai? arrivasti a chiedermi. Ed io per tutta risposta ti ridussi una polpetta, Sarina.
Voce femminile (Squillante, come di bimba)Mio padre veste di bianco, capitano di lungo corso e solca tutti i mari del mondo
Italo E tu non mi denunciasti nemmeno quella volta. Te ne andasti, portandoti via anche i miei figli.
Voce femminile e quando lui torna mi porta collane e conchiglie
Italo Inutile continuare a rimestare la piaga.Devo andare... lasciarti... prima di giorno...
Voce femminile lui vorrebbe restare sempre con me ma non pu, senn la nave non pu ripartire
Italo (Tirando fuori dalla tasca un pacchetto). E per te, del tuo colore preferito.
Voce femminile Mio padre mi porta vestiti di seta color del mare...
Italo Ti piacer (poi sconcertato dalle sue stesse parole infila il pacchetto sotto il velo ai piedi della morta). Tieni, amore, per te...
Voce femminile Mio padre dice che i pirati veri, quelli con la gamba di legno e l'occhio di vetro, non sono cattivi ma sono pericolosi...
Italo (Vinto) ...la mia carezza eterna... (se ne va).
Scena quarta
(Le donne)
Saggia La povera Sarina sembrava avvolta in un maleficio.
Pettegola Pure Italo e Silvio. Un bel terzetto, eh? bello impicciato!
Bonaria Silvio spar da un giorno all'altro. Chiuse baracca e burattini e se ne and.
Pettegola Si seppe poi che aveva sposato una bella donna... una dottoressa medico legale...
Maligna ... e va be', sar stata pure bella e brava... ma ... una che lavora all'obitorio... oddio, mi fa venire i brividi!
Bonaria Gli era nata pure una figlia, a Silvio, lha chiamata Giada...
Saggia Giada... pietra dura... i primitivi ci facevano le armi. E forse per lui quella figlia era un'arma... un' arma di difesa.
Maligna Pu essere. Cervellotico com'...
Bonaria Italo invece, dopo che tutta la famiglia laveva abbandonato, viveva come un orso.
Pettegola Gi, gi. E Sarina, dopo aver lasciato il marito, si trasfer dove stava Silvio, proprio nella casa dirimpetto alla sua. Certo che strano, no?
Maligna Eh, che combinazione.
Pettegola E non solo. Divent la migliore amica della moglie, frequentava la loro casa insieme ai figli.
Bonaria Tant che poi sono diventati parenti: un figlio di Sarina, il secondo, ha sposato la figlia di Silvio, hanno gi due bambini.
Maligna Ma quante belle combinazioni!
Bonaria Eh
Tutte (anticipandola)... cos' la vita! (Buio).
Scena quinta
Rientra Silvio. Si addentra di pi nella stanza rispetto a prima.
Silvio Non dovrei essere qui. Questa lora che non c e io sono quello che non e parlo con chi pi non . Che confusione.
Voce femminile Gi, che confusione.
Silvio Ti pare facile spiegare? (Pausa). Io pago le colpe dei padri! (Escono a valanga cose credute sepolte. Variabile il tono della voce, che arriver ad avere talvolta modulazioni infantili). Puttana e figlia di puttana io ti ammazzo, urlava mio padre a mia madre mentre la prendeva a calci e pugni. Lei si parava senza fiatare... quasi nuda la camicia stracciata le sue grandi tette i capelli come serpi nere sul cuscino e mio padre terribile, ripeteva sempre la stessa parolaputtana, puttana
Voce femminile Brutta scena
Silvio Era stato mio nonno, quel vecchio satiro, a infilarsi nel letto nuziale. Lo sapevano tutti e tutti si fecero i fatti loro. Nessuno difese mia madre nemmeno io che ero presente lei non si difese, e dunque aveva ragione mio padre, pensai in quel momento, e mi schierai dalla sua parte
Voce femminile Quella del pi forte
Silvio Ma non mi serv a niente schierarmi, persi madre e padre quel giorno stesso. Fui bravo solo a pisciarmi addosso mentre diventavo orfano... e (stenta a pronunciare la parola drammaticamente rivelatrice)... e fobico!
Flashback
Dialogo fra due bambini: Silvio e Sarina da piccoli
Lui Per me il padre meglio se non ce lhai.
Lei Davvero?
Lui Certo. Pure la madre meglio se non ce lhai.
Lei N padre n madre? ma perch?
Lui Non te lo posso dire.
Lei Io so mantenere i segreti, giuro.
Lui Allora te lo dico: le femmine sono tutte puttane e i maschi tutti cornuti, padri e madri compresi.
Lei Non vero! Vattene via, bugiardo!
Lui Io non te lo volevo dire, sei stata tu a insistere.
Lei E' troppo brutto quello che hai detto! Non ti voglio pi sposare, da grande!
Lui Ma per noi diverso: tu sei sincera e pura come un angelo.
Lei Tu... credi negli angeli?
Lui E per modo di dire.
Lei Io credo nell'angelo custode. Mi dice sempre quello che devo fare. Sta sempre alle mie spalle e quando io dormo lui veglia.
Lui Allora sei il mio angelo custode, perch mi parli sempre, anche nel sonno.
Lei E che ti dico?
Lui Che di te mi posso fidare, che tu non mi tradirai mai.
Lei Che vuol dire?
Lui Che noi due saremo sempre insieme, sempre!
Alla fine del flashbacksi ripropone la scena precedente
Silvio (Ora va a spiegarsi con fatica e disgusto certe sue repulsioni). Mia madre dorm con me nel mio letto, dopo... respirai per tutta la notte odore di piscio e sudore le mie orine... le sue ascelle... (con voce stridula) io ero piccolo! (Poi con tono fermo rivolto al feretro). Non impietosirti su di me, non cerco carit. Vorreispiegarmi a me stesso, solo questo.
Voce femminile (Sollecita, tenera). Prova
Silvio Noi seduti sul muretto i piedi nell'erba i pettirossi che ci saltellavano attorno i nostri nomi che avevo inciso sul grande platano la voglia di toccare di sentirsi toccare leggeri
Voce femminile come farfalle
Silvio Poi il desiderio dintimit ci nascondevamo
Voce femminile quel portone, ricordi?
Silvio Quella sera
Voce femminile (Incalzante). Quella sera?
Silvio Stavamo abbracciati stretti troppo a lungo abbracciati (in falsetto) che vergogna
Voce femminile Racconta, Silvio.
Silvio Io con la faccia affondata nel tuo petto e tu che e succede che
Voce femminile Racconta.
Silvio (D' un fiato) Un lampo squarcia l'oscurit dell'androne e vedo sdoppiarsi la figura oscena e scopro mia madre in te ma davvero un lampo e non capisco di che si tratta e poi tutto prende a vorticare al contrario e io mi risento bagnato fra le gambe come quando me la feci addosso davanti a mia madre nuda ma non si tratta di lei e di allora ma un dolcissimo fuoco che mi cola ora lungo le cosce mentre lei mi serra la testa sul petto e mi bacia e la vergogna e il disgusto e l'odio prendono il sopravvento e il movimento finisce e anche il pensiero finisce, e tu mi stai davanti e hai visto tutto e mia madre invece sparita, mia madre puttana si messa fra noi e tu l'hai lasciata fare, puttana lei e puttana anche tu!
Voce femminile S, and cos.
Silvio (Barcolla, cerca un appiglio che non trova, si riprende. Sferzante). Io non ti ho detto niente, ho solo pensato per mio conto. Ma se anche ti avessi fatto delle confidenze tu non le avresti sentite per il semplice fatto che sei pronta per la sepoltura. Fra poco saranno tutti qui ed io non voglio vedere nessuno. Ti dico addio adesso, addio per sempre. (Muove alcuni passi ma prossimo all'uscita si ritorna. Le parla ora con voce appassionata). Perch non pronunci il mio nome, perch non mi richiami indietro, dimmelo che mi vuoi vicino, dimmelo che sono stato il tuo solo amore, dimmi qualcosa! (Pausa). Lo so, tardi per tutto ma non per questo
Voce femminile S?
SilvioIo ti voglio bene compagna dinfanzia, io ti amo compagna dei miei inferni. Io ti voglio bene e ti amo, Sarina. E credo ancora che qualunque cosa accada nell' universo poi continui a viaggiare in eterno. (Buio).
EPILOGO
(La luce si accende sul custode Anselmo nella camera ardente)
Custode (User in privato un linguaggio farcito di inflessioni dialettali, e parler in corretto italiano in presenza di altri). Anselmo di qua e Anselmo di l... co quello che me pagano... e chi 'a vo' cotta e chi 'a vo' cruda, e chi te chiede questo e chi quello... e chi te se mette a piagne... io poi so' troppo bbono, non so d de no a nessuno. Er marito voleva passa la notte co la moje? emb, che c' de male, 'n fondo? Bene pe' lui, bene pe' tutti! Certo, il favore va pagato. Oh, io mi rischio il posto di lavoro, a lascia' la porta aperta! Che andrebbe chiusa eh? E pure a doppia mandata! E oltre al marito, c'era pure quell'artro, robba che ha fatto na trincea, a furia de cammina' qua fuori stanotte. E quello manco ha pagato, eh? Un euro che un euro! e che voi fa'? i furbi ce so' sempre stati e sempre ce saranno. Ah, i fiori, ando' stanno i fiori? toh, l'hanno levati! (Esce cercando i fiori, iniziano a entrare i visitatori che si disporranno lungo il perimetro della camera ardente, chi seduto chi in piedi. Il custode rientra quasi subito, rimette i fiori nei vasi con aria intrigante. Osserva e ascolta girando e attardandosi per la stanza. Commenta sottovoce rivolto al pubblico con aria complice). Madonna che spreco! vabbe' che pure i fiorai c'hanno famiglia. E i parenti poi? quelli pi spendono e pi so' contenti. Guarda i fiori c'hanno comprato! poi dopo li prendi e li butti! e le casse, allora? faggio rovere pino castagno, tutto bono pe' i vermi. Ma la famiglia ci tiene, eccome: la cassa dev'essere di lusso, costi quel che costi! il morto deve fare la sua bella figura, per la pace e la buona reputazione del parentado dolente. (Aggiustando l'ultimo fiore). Ecco qua, tutto a posto.
Sintrecciano monologhi e dialoghi bisbigliati con sporadiche interferenze del custode
(Danilo Chiara e Mattia)
Danilo (Il figlio maggiore di Sarina, impalato ai piedi del feretro sempre coperto dal velo.Cara mamma, avrai avuto i tuoi guai, ma ce li hai fatti passare pure a noi. Senza rancore, non ti vengo certo a rimproverare adesso, che senso avrebbe? per ti potevi anche sacrificare di pi, per la pace domestica. Non ho moglie e non avr nessun figlio, lo giurai in una di quelle notti che tappavo le orecchie a Mattia perch non sentisse i tuoi gemiti e i grugniti di pap; mi sentivo responsabile di mio fratello piccolo, ma anch'io ero piccolo. Vi ho odiati, tu e pap. Nessuno mi ridar il tempo dei giochi perduti. E costruire sul vuoto impossibile.
Chiara (La sorella, col pancione, alle sue spalle). Piangi, fratellino, se ne hai voglia.
Danilo Al diavolo! L'aereo mi parte fra un paio d'ore!
Chiara (Accarezzandolo piano). Da quanto tempo non vedevi la mamma?
Danilo Un anno... forse due.
Chiara Di, come ti vanno gli affari?
Danilo A gonfie vele.
Chiara E lamore?
Danilo Uccel di bosco. E tu? come ti va la vita, sorellina?
Chiara Va.
Danilo Quando nasce il bambino?
Chiara A Natale, come Ges.
Danilo Credevo prima, a vederti...
Chiara Pu darsi che sono due...
Danilo Due?!
Chiara Dai, scherzavo. E uno, maschio. E che ingrasso, mangio troppo.
Danilo Io invece fumo troppo. E bevo troppo. Whisky. Per di marca.
Chiara Attento a non esagerare con Bacco e tabacco.
Danilo Dimentichi Venere.
Chiara Ho limpressione che sia tu, a dimenticarla. O mi sbaglio?
Mattia (Rivolto ai suoi fratelli). In queste ore ho rivisto tante immagini, confondo le foto con i ricordi. Si potrebbe fare un albo di famiglia, che ne dite?
Danilo Bella idea!
Chiara Bella cosa, la famiglia!
Mattia (Rilevando lamaro cinismo in contrasto con la condizione della sorella).Ma seaspetti un figlio!
Chiara Uno per nascere ha bisogno di unaltra persona.
Custode Hai capito!
(Mattia e la moglie Giada)
Mattia Non piangere, amore. Mi fai stare male.
Giada Mi dispiace tanto che hai perduto tua madre cos.
Mattia Cos come?
Giada Beh, allimprovviso, no?
Mattia Tanto meglio. Io non sopporto veder soffrire la gente.
Giada E che uno vorrebbe tentare limpossibile, per salvare le persone care.
Mattia Mamma non ci ha dato questa possibilit.
Giada Tuo padre stravolto, fa paura.
Mattia Mi ha fatto sempre paura, mio padre.
Giada Eppure sembra un tipo affettuoso, affabile
Custode S, s.
Mattia Ha la doppia personalit.
Giada Poverino...
Mattia Poverino un corno. Anche tuo padre, per, mica il cervello ce lha tanto a
posto!
Conversazione a mo' di litania o filastrocca - fra i figli di Mattia e Giada, zittiti poi da una voce
(Due bambini)
Primo bambino Zio Danilo, zia Chiara e pap sono fratelli.
Secondo bambino E sono i figli di nonna morta.
Primo bambino E di nonno col mal di denti.
Secondo bambino Mamma invece figlia unica.
Primo bambino Nonna viva la madre di mamma.
Secondo bambino E il padre di mamma nonno Silvio.
Primo bambino E la bisnonna Giovanna la mamma di nonna morta.
Secondo bambino Ma nonna morta, ce la fanno vedere?
Primo bambino E che ne so? ma non credo, a noi piccoli i morti non ce li fanno vedere.
Secondo bambino E perch?
Una voce Sstzitti bambini, dite piuttosto una preghierina per nonna Irene.
I bambini in coro Stiamo parlando della famiglia: non come pregare?
Custode Carucci, 'sti regazzini... eh, beata innocenza!
(Dialogo fra Irene e la vecchia Giovanna)
Irene Giovanna, tua figliaaveva un gran cuore.
Giovanna Che devo dirti? Mi pare di conoscerla troppo poco, proprio adesso che non c pi...
Irene Succede.
Giovanna E tuo marito?
IreneSilvio ha passato una nottataccia, non si reggeva in piedi. Gli ho dato un sedativo, ora dorme.
Custode (rivolto al pubblico) S, s, proprio una nottataccia e cos poi la moglie lha messo a dormire che impicci, madre mia
Irene Giovanna, tua figlia nemmeno si accorta, di morire.
Giovanna E tu come lo sai?
Irene Sono un medico stato un infarto, no? linfarto ti lascia almeno questa consolazione
Entra Italo sbandando. Abiti in disordine, la barba lunga, la faccia deformata dal mal di denti. Avanza verso il feretro ma poi si volta di scatto ed esce a capo basso. Tutti lo seguono fuori temendo che possa commettere qualche pazzia, tranne Irene e il Custode.
Primo finale
Irene (Seduta accanto al feretro rivolta al custode). Scusi, potrei avere un bicchier dacqua?
Custode Certo, signora (esce).
Irene (Si guarda intorno per accertarsi di essere sola, scosta circospetta il velo, resta a fissare la defunta, ha delle reazioni strane tra la commiserazione e risatine nervose di sarcasmo). Ho sempre saputo tutto, Sarina. Non ne abbiamo mai fatto parola, ma io sapevo. Voi due tu e mio marito malati luno dellaltra che pena. Beh, ora mi toccher pensare a quelle due birbe di nipoti, a raccontar loro le favole come facevi tu ci prover. (Il custode rientra, le porge il bicchiere con lacqua, lei beve accennando appena il gesto dun brindisi con espressione subdola, maligna. (Buio).
Scena illuminata a giorno. Tutti i personaggi sfileranno in corteo in un clima solenne e festoso. Paradossale. Silvio al braccio di Irene, Italo tra i figli Danilo, Chiara e Mattia, Giovanna sostenuta da Giada, i due bambini giocando a rincorrersi. Il custode assiste, fermo sulla porta.
Il custodeE anche questa fatta. Nellinsieme una gran bella cerimonia. (Arrivano per ultime le donne parlando fra loro). Sempre i soliti ritardari mah, ce vo pazienza
Maligna Vatti a fidare delle acque chete!
Pettegola Proprio vero, mai fermarsi alle apparenze!
Bonaria Eh! cos la vita!
Saggia (annuendo stavolta allintercalare della compagna). La vita, la morte i sentimenti
Pettegola E stata proprio una storia inquietante fumosa
Bonaria Io ancora non ho capito come veramente andarono i fatti.
Saggia I fatti? Non si mai saputo, come andarono i fatti...
Cala il sipario
Finale alternativo
Custode(Come avendo fatto due pi due, raccogliendo notizie qua e la, si accosta al feretro incuriosito, dice come fra s). Madi che morta poi, sta povera crista? dicono infarto! e ti pareva? (Si avvicina alla defunta, la scruta in viso, resta poco convinto, esclama) Boh!
Irene (Segue attenta ogni mossa ed espressione del custode, sospettosa si accosta al feretro, solleva un pizzo del velo, resta a fissare impietrita la defunta, poi indietreggia e si affloscia su una sedia come colta da malore. Mormora) Oddio oddio
Custode (Accorrendo).Signora, tutto bene?
Irene (Indicando il feretro). Sarina...
Custode Che dice, signora?
Irene Ma lei, che razza di custode ?
Custode Che intende dire, signora?
Irene La morta non la persona che abbiamo tutti creduto, ecco che intendo!
Custode Lei scherza, vero? Io sono molto scrupoloso, non succedono mai errori di persona, dove ci sono io!
Irene Stavolta successo.
Custode Vedremo. Badi, potrebbe pentirsi di quel che dice (corre via, torna con un fascio di fogli che prende a scartabellare, agitatissimo. Strappa dun sol colpo il velo dal feretro, legge il nome sul cartellino, esulta). Visto? che le dicevo? Qui non ci sono errori! Legga qui il cartellino, legga qui le generalit!
Irene (Stranamente conciliante). Non se la prenda cos se errore c, forse voluto
Custode Si spieghi, per carit!
Irene Caro signore, so come vanno le cose in certi ambienti. Sa, io ci lavoro. L'errore possibile... volendo si possono mischiare le carte...
Custode Ma si spieghi, per favore!
Irene Per esempio... facciamo un'ipotesi (prende da parte il custode, gli si accosta e parlandogli allorecchio inizia una lunga spiegazione).
Custode Ma che mi dice? Io ho visto gente disperarsi, qua dentro! proprio certa? Ma perch, poi, tutto questo questo raggiro?
Irene Oh, i perch basta cercarli, i perch
Custode (Incredulo, adirato). Che mondo! io dico: saranno pure stati commessi errori trascuratezze, poi si vedr, ma com possibile, dico, che tutti voi quanti siete nessuno nessuno che si sia accorto dello sbaglio?
Irene (Sentenziando). La verit che siamo tutti perfetti estranei, da vivi e da morti. Perfino a noi stessi.
Custode (Lasciandosi andare al linguaggio gergale). E mo chi glielo dice ai parenti?
Irene (Intrigante). ... Mettiamo che non lo vengano a sapere, che nessuno li informi... mettiamo... che io non abbia detto nulla...e se io e lei non ci fossimo mai parlati?
Custode (Stralunato e come sollevato). Noi? No! Parlati con lei? No, no! (Sistema il velo lisciandolo con pedanteria, riprende in mano il fascicolo, chiude la cartella con lelastico, la mette sotto braccio, esce).
Irene (Rimasta sola, in tono di blando rimprovero). E brava Sarina!Per, andartene cos, senza salutare nessuno nemmeno i tuoi nipotini (Sorride con espressione enigmatica, complice, poi in tono spicciolo). Partita chiusa comunque saldata. (Entrano fischiettando due uomini in tuta col saldatore, buio).
(Luce sulle donne)
Maligna Un funerale coi fiocchi, fiori a sfascio
Pettegola Mica un lusso di tutti i giorni!
Bonaria Un po di rispetto, via
Saggia E un giorno che ci tocca passare a tutti. Meglio farsi trovare pronti
Pettegola Pi pronti di cos! Roba che la povera Sarina il giorno cera e la notte non cera pi!
Bonaria Io ancora non ho capito come veramente andarono i fatti.
Saggia I fatti? Non si mai saputo, come andarono i fatti...
(Cala il sipario)
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