Come Camus

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come camus

COME CAMUS

di

Paolo Trotti

Paolo Trotti

Alzaia Naviglio Grande 156, 20144 Milano

02 – 4233665    339 5324748

Camus: Ivoriano di circa quarant'anni

Jazz: Fotografo di 42 anni

Anna: Amica, segretaria di Jazz.  35 anni

Madou: Figlia di Camus. 6 anni (solo evocata)

Drago: Commerciante di carni. 35 anni

Uomo: Autista di Drago, 37 anni

Donna ( Katharina ): Juke box umano  24 anni

Satana: Signore delle aree dismesse, 48 anni

Siria:  Sua moglie  40 anni

Baby:  Sua figlia  14 anni

I

Una porzione della scena è il cassone di un camion. Camus è legato ad una cassa munita di rotelle che si muove a scatti, inaspettatamente, seguendo le asperità della strada. Fiotti di luci entrano ed escono da questa prigione momentanea. Il rombo del motore del camion è a tratti assordante, talvolta arriva l'eco della musica che l'autista sta ascoltando. In sottofondo, costante e continuo il suono di parole biascicate. Camus canta.

CAMUS

Torna Madou

sul mio sorriso

dormi serena

dormi e sorridi

Smette di cantare

Ancora ! Se taccio muoio, l'ha detto Yoop. La mia anima sarà avvolta dal muro di buio e mi spegnerò come un stoppino.

Canta

Dormi Madou

il tempo è breve

dormi bambina

io vengo lì.

Smette di cantare

Sono due giorni che non sento più Yoop.

Canta ma adagio. Se ti sentono da fuori sono bastonate, m'ha detto.

Dormi Madou... rovi, piante, sabbia, acqua, mura. Mura alte che arrivano al cielo. Mura con guardiani decapitati.

Non importa quello che dico. Basta il suono, per stare sveglio.

Il tropico l'ho lasciato alle spalle da giorni. Anche il mare se ne è andato e questo freddo è arrivato la  notte scorsa. Sono abituato al freddo, non mi spaventa. Credo, che fosse notte. E' stato quando Yoop ha smesso di cantare. Le luci entrano di traverso. Dal silenzio direi che è notte e che siamo in autostrada.

grida

Quanto manca ? Quanto manca ?

Ho sete. Ho fame e ho sete.

Vi ho detto che non sarei scappato prima dell'arrivo ma mi avete legato lo stesso.

La cassa su cui è legato si sposta violentemente, Camus geme di dolore

Non parlare, non muoverti, non ruttare. Se ci fermano torni a casa in una cassa da morto. Come faccio a ruttare che non mangio da cinque giorni.

Rutta

Aria.

Lo stomaco mi fa male.

Ci sei ?  Ci siete ?

Colpi continui alle mani e ai piedi. Devo arrivare.

Gli arrivano dei grugniti

Chi è ? Chi c'è ? Yoop ? Yoop, sei vivo ? Chi sei ?

Maiali.

Hanno da mangiare nelle gabbie.

Sono malati, non ne arriveranno molti, vivi.

L'autista non ne capisce di animali e l'hanno fregato.

Maiali clandestini.

Malati.

Che non sopravviveranno.

Chi si nutrirà di voi ?

A chi attaccherete la  morte ?

Yoop dice che era ricco, prima della guerra, e mandava i figli a studiare in Europa. Adesso sta là. Non parla da due giorni. Era un uomo allegro, sempre con la tavola imbandita, montoni e galline e zucche. E' stata la guerra a rovinarlo. Yoop ! Vai a raggiungere i tuoi figli ? Sei sicuro che ti vorranno ? Yoop !

Non lo sai. E hai paura, per questo taci. Magari i tuoi figli sono cresciuti e fanno un lavoro che ti disonora, oppure hanno una famiglia e lo sai che le case sono più piccole. Cosa ne sai poi ? Cosa ne so ?

Sono solo speranze.

Che c'è dietro questo muro di buio e questi fasci di luce ?

Che regione è ? Come vivono ?

La cassa si muove di nuovo, sbatte più volte, con violenza. A ogni colpo un gemito.

Le strade sono piene di buchi anche qui. Entra più luce. Dobbiamo essere vicini ad un paese.

Si spegne il motore. La musica della radio si alza. I maiali grugniscono più spavaldi.

Ha ancora fame l’autista. Si ferma ogni tre o quattro ore a mangiare e questi iniziano a urlare. Hanno paura. Sanno.

Buoni. State zitti. Buoni, buoni, perfavore, buoni.

Bastardi !

La sagoma di un uomo senza testa danza sulle casse. In sottofondo i rumori di due che scopano.

Sei tornato.

L'aria è piena di anime intrappolate che vogliono fuggire. Fermati. Parla. Sono stanco, da solo non ce la faccio. Hai ancora la casacca bucata. E' sempre l'alba per te. Quanti erano ? Venti ? Quaranta ? E noi ? Noi eravamo tanti ma senza armi. Perché non ti sei nascosto ? Nessuno ti ha aiutato. I francesi tra gli alberi guardavano in silenzio. Quanti occhi hai contato ? Io almeno cento. Mentre i machete ci spaccavano a metà i pensieri, loro si accendevano sigarette e ascoltavano musica. Decine di accendini che esplodono in una fiamma, il fumo che esce. Bastava così poco. Fermati e abbraciami. Ho bisogno di un tuo consiglio.

Sono

solo

io.

Lo vedi Yoop ? Lo vedi ? Yoop !

E’ mio fratello!

La sagoma scompare. Le casse si urtano con violenza. I maiali strillano. Camus ne imita il verso. I maiali tacciono.

E' paura. Senti come puzzano ?

Yoop ! Come fai a dormire ?

Jazz m'ha preso mia figlia, Madou. Via dal pericolo, ha detto.

Però via.

Voleva adottare anche me, ma non è possibile. Troppo grande. Anche per i miei vestiti sono troppo grande, per le pareti della mia casa, per il mio villaggio. Mia madre mi guardava e diceva sempre: Sei troppo grande Camus, il mondo non riesce a contenerti. Io guardavo la ciotola e le dicevo: Se sono troppo grande perché ho la ciotola più piccola. E' il mondo che va così, mi rispondeva e rideva. Ridevano tutti in casa. Non è poi così divertente. Le leggi non hanno buon senso, tu cosa dici ?

Cosa vuoi dire, sei morto ! 

Sei morto ?

Yoop !

Dormi ?

Jazz è venuto a fotografare il villaggio. E ha visto Madou. L'ho accolto in casa mia, tu cosa avresti fatto, Yoop ? Poi ha fatto quello che ha fatto ed è dovuto partire. Con Madou.

...

Anch'io ho sonno ma ho paura a dormire. Non è così che deve essere per un uomo. Non bisogna aver paura, ma siamo tra noi, Yoop, lo so che  dormi dalla paura. Non vergognarti.

Dei colpi sul cassone fanno tacere gli animali.

Il cassone del camion si apre. I maiali cominciano a grugnire, disperati. Entra un uomo. Ha in mano una pistola. E' ubriaco.

UOMO

Silenzio !

I maiali smettono.

Sentito, negro ?

Sentito come m'ubbidiscono. C' hanno paura. Alzati negro.

CAMUS

Sono legato. Avevo detto che non scappavo, ma non mi avete creduto.

UOMO

Siete sempre pronti a fotterci.

L'uomo cerca tra le casse.

Negri di merda. Da dove vieni ?

CAMUS

Burkina.

UOMO

Non reggete, voialtri. Guarda qui. Un carico di morti. Adesso mi tocca fermarmi e scaricarli. Non siete abituati al freddo. Tutte fighette. Chi lo sente il capo, adesso. Pezzi di merda. L'hanno fatto apposta. Mi vien voglia di spararti. Meglio dire che ho perso l'intero carico. Devo ammazzare anche i maiali per colpa tua. Meglio se morivi, testa di cazzo. Meglio, si. Non è un autobus questo. Vi ho capiti appena vi ho visti. Mai un giorno di lavoro. Si vede dalla schiena. Chi ce l'ha dritta non ha mai lavorato. E voi tutti come con un bastone nel culo.

L'uomo inizia a perquisire i morti. Li spoglia. Fa dei mucchi. Trova dei soldi e li mette in tasca.

Un viaggio a vuoto. Cinquecento dollari ! Dove cazzo credeva di andare con cinquecento dollari ! Meglio che niente. E questo non ha soldi ? E' bello grasso. Magari se li è messi nel culo. Dove ho messo i guanti, porcocazzo, i guanti ! Mica vi metto le mani nel culo senza guanti. Chissà cosa c' avete. I guanti, mai che.. eccovi !

CAMUS

Yoop ! Yoop ! Muoviti ! Svegliati ! Yoop !

UOMO

Taci ! Lo stronzo è morto. Gelato.

CAMUS

Yoop ! Yoop!

Carica la pistola e gliela punta.

UOMO

Vuoi svegliare tutto l'autogrill ? Facciamo un lavoro in silenzio. Tranquillo. Magari non t'ammazzo.

Mette i guanti e fruga il culo di Yoop.

Che bel culetto morbido. Qui c'è di sicuro qualcosa. Ecco, ecco. Proprio in fondo. Merda. Da vivo è più facile.  Il tuo amico si portava dei diamanti nel culo.

Camus si agita, prova a liberarsi, urla. L'uomo gli punta nuovamente la pistola.

Se ci sentono ti devo ammazzare. A me non mi frega niente. Taci e lasciami lavorare.

CAMUS

Bisogna seppellirli.

UOMO

See ! Adesso mi fermo e scavo buche in mezzo all'autostrada...

CAMUS

Lo faccio io.

UOMO

Tu non fai un cazzo e se continui a parlare ti mando a raggiungere i tuoi amici. Scavare buche in mezzo all'autostrada, che idea.

CAMUS

Erano uomini di valore.

UOMO

Tu eri un uomo prima, se sei fortunato le sarai anche dopo, ma ora no. Ora sei sul mio camion e sei mio. Questa è terra di nessuno e se muori nessuno viene a chiedere il tuo corpo. Sette e cinquanta e sessanta e settanta, settantuno, settantadue, e cinquanta... morti di fame, pezzenti. Mi hai sentito ? Tu quanto hai ? Quanto paghi per non farti ammazzare ?

CAMUS

Non ho più niente. Ho già pagato. Ero d'accordo.

UOMO

Con chi cazzo eri d'accordo ? Con me ? Mi hai chiesto qualcosa ? Sei salito sul mio camion come un signore, neanche un saluto. La testa alta e gli occhi… quegli occhi sparsi tutt'attorno a giudicare. Dico, ero davanti a te, ti ho legato e tu niente. Potevo stringere di più le corde, potevo tirare dritto e non fermarmi a farvi pisciare. Ho un'anima io, si che ce l'ho. C'ho delle maniere. Non sono un selvaggio. Venite qui e pensate di essere dei padroni. Certo non potevo fermarmi sempre, ho degli orari da rispettare, ma sei abbastanza largo di corde da poter fare le tue cose senza sporcarti. E l'odore è quello dei maiali. Nessuno ci fa caso.

CAMUS

Non volevo offenderti.

UOMO

Ti dispiace perché ho una pistola e sei legato. Se fossi libero... cosa mi faresti se fossi libero ?

CAMUS

Ti spezzerei in due con le mie mani e guarderei le tue ossa spuntare dalla carne.

Smette di frugare i morti e si alza.

UOMO

Forse lo faresti davvero. No. Non te ne darei il tempo. Ne ho schiacciati così tanti come te che non mi fai paura. Credi di farmi paura. Impara dei maiali. Io entro e loro tacciono. Sanno bene che chi urla sarà il primo. Non voglio rotture di coglioni sul mio camion. Se non avessi famiglia non vorrei neanche voi. Poi devo lavare via tutto. Sempre quell'odore di merda. Me lo porto in giro per colpa vostra. Che cazzo ci vieni a fare qui ? Lo capisci che sei di troppo. Muscoli del cazzo per lavori del cazzo. Quanti anni credi di avere davanti ? Uno, due...

Vuoi una birra ?

CAMUS

Non voglio niente,

UOMO

Una birretta. Io e te. Per farci compagnia mentre passa la notte.

CAMUS

No. Voglio dell'acqua.

UOMO

Come vuoi. Acqua non ce n'è.

...

Mi sono appena fatto una pelle, sai ? La vuoi provare? Che dici ? Te la porto ? Magari ti fa un lavoretto anche da legato. E' russa, le russe sono brave con la bocca. Me l'ha scaricata un amico. E' pulita. Il capo la fa controllare ogni mese.

Sicuro di non volerne un goccio ?

L'uomo si avvicina a Camus e lo fa bere con la forza.

Forza. Forza.

Attento a non berne troppa che poi ti viene sete.

Facciamo che io te la porto lo stesso e poi tu decidi... una donna è una donna anche se è russa e le russe si sa...oppure tu... non ci voglio neanche pensare...te la porto.

L'uomo esce. Camus rimane in silenzio. Si sentono delle urla. Camus prova a liberarsi ma non ci riesce. Giace stanco sulla cassa. Altre urla. L'uomo rientra

con una donna. Non è una ragazzina. Prova a urlare ma l'uomo la zittisce con una sberla.

UOMO

Taci ti ho detto !

Ti presento Camus.

Camus, Katarina.

Ti aspettava, gli ho parlato di te. Bevi un goccio, brava.

La donna beve e sputa addosso a Camus la birra

DONNA

Preferisco i maiali. Con un negro non ci vado. Lasciami andare.

UOMO

Parliamoci chiaro, quello che vuoi non conta un cazzo, qui. E' il mio turno e posso fare quello che voglio. Mi hai stancato. Voglio guardare.

La donna sputa a Camus

DONNA

Io li odio i negri.  Sono bestie.

L'uomo ammanetta la donna vicino a Camus. Lei tenta di divincolarsi. L'uomo

slega le gambe di Camus.

UOMO

E tu cosa sei ?

Contante. Soldi. Merce. Se voglio comprarmi una macchina, ti scambio. Per una fiat, sai che bell'affare. Non vali di più. E tra qualche mese neanche un motorino mi danno. Sei roba deperibile. Carne che va a male.

Smettila di strillare.

E tu, fattela !

CAMUS

Non voglio !

UOMO

Mi vuoi offendere ancora ? Devi essere umile, come me. Faccio quello che posso per la famiglia, è un lavoro e nel lavoro è importante divertirsi, non bisogna timbrare il cartellino, se lo fai è finita. Adesso basta parlare, il viaggio è ancora lungo.

Mette la donna sotto Camus. Di schiena. Abbassa i pantaloni a Camus. Stappa le calze della donna. Poi li lega assieme.

DONNA

Lasciami andare !

UOMO

Finiscila !

L'uomo si siede a bere e li guarda. Attorno i rumori dell'autogill. I due cominciano.

La natura vince sempre. Anch'io che pure ho dei figli e rispetto mia moglie, quando mi capita non mi faccio mancare niente. Non bisogna vergognarsi. E' la natura. Non possiamo farci niente. E' inutile combattere. Divertitevi. E' breve la vita. Dateci dentro. Forza.

La scena prosegue nel silenzio di Camus e della donna. L'uomo ogni tanto beve e canta una canzone d'amore. Camus viene.

DONNA

a Camus

Bastardo !

L'uomo beve e li lascia legati uno sopra l'altro. Li guarda.

UOMO

E' ora di andare.

Statemi bene.

DONNA

Ti prego. Ti prego. Tutto quello che vuoi. Non lasciarmi qui.  Ti prego.

UOMO

Non ho tempo e poi ormai... inutile parlarne adesso. Meglio non parlarne per niente. Lui passa, ma tu devi fare ancora parecchi viaggi... ci siamo capiti ?

DONNA

A Camus

Bastardo !

L'uomo esce. I due rimangono in silenzio. Il motore del camion si rimette in moto.

Esci ! Spostati !

CAMUS

Sono legato.

I due provano a liberarsi

DONNA

Ti strappo il cuore a morsi e me lo mangio.

...

Mi cola tutto. Bastardo negro. Mi cola tutto addosso. Dentro. E non viene via. Mi hai sporcato. Appiccicato dentro i tuoi germi. E' come avere un fango che mi corrode il corpo. Una malattia. Se volevano ammazzarmi potevano sparare. Preferisco. Farmi saltare in aria. Dio mio, tutto quel caldo che ha iniziato a salire e mi scioglie le budella. Mi uscirà dalla bocca e sputerò sperma di negro. Esci! Esci !

...

Ti piace stare lì. Scoparti una bianca. Che godimento per te. Perché ti odio. L'hai capito ? Mi senti ? Ti odio ! Voglio vederti bruciare. Spero che ti spezzino la schiena, dove sei diretto. Voglio vederti cadere da un'impalcatura, morire di una qualsiasi malattia dolorosa.

...

Non ho goduto ! Non ti ho neanche sentito. Non mi sono accorta di niente. Non esisti. Non è mai successo. Non ci sei. Credi che sia sufficiente per essere un uomo ? Sei soddisfatto ? Vuoi che ti porti un sigaro e un bicchiere di vodka ?

 

CAMUS

Siamo nella stessa situazione. Ci hanno obbligato.

DONNA

Tu ti sei sentito obbligato di fottermi. Hai visto la morte e hai avuto paura e allora una scopata è una scopata.

La donna inizia a piangere

Esci.

Esci ti prego. Non farmi male anche tu. Mi scopano otto volte al giorno. Senza orari. Da soli, in gruppo. Sempre. Io aspetto. Non so quando avranno voglia. Lo capisco, ma non ne sono mai davvero sicura. Per loro sono un'ombra che aspetta e neanch'io riconosco più la mia faccia. E' sempre scuro.

...

Voglio strapparmi le vene e impiccarmi. Uno di questi giorni ne castro uno a morsi. Tanto gli piace che glielo prenda in bocca. E vogliono sentirmi godere. E io godo. Come un juke box. basta infilare la monetina nella fessura e selezionare. Posso urlare. Posso sussurrare. So stare zitta. Chiedere pietà. Dire ancora-ancora. In italiano, in russo, in serbo, in greco. Come si dice nella tua lingua ?

La cassa con i sue si muove violentemente. I maiali piangono.

Mangio piccole dosi di merda e veleno. E morfina. E coca.

Piangono !

...

Cosa fai ? Cosa Fai ? Ti è venuto duro, negro di merda. Come ti permetti ?  Fermati  !

...

Ho detto di smetterla. Fatti una sega. Esci ! Esci !

CAMUS

La tua pelle mi stringe. Si muove attorno.

DONNA

Ti sei eccitato per quello che ho detto ! Bastardo. Esci.

CAMUS

Non ascoltavo. Sentivo solo la tua pelle e il dondolare del camion.

DONNA

Sei una bestia come tutti i negri. Ceceni, arabi, africani, mongoli. Tutti col cazzo duro e la bava alla bocca. Ti stanno macellando. Alla fine del viaggio c'è un chiodo in fronte ! Esci !

Un colpo del camion li libera, la donna, ammanettata inizia a colpire Camus che si riveste

Se mi tocchi ti strappo gli occhi e me li mangio.

Allontanati ! Lasciami dormire.

Bastardo.

I due si sdraiano tra le casse, provano a dormire. Dalla cabina arriva una musica .

CAMUS

Perché dovrei provare pietà ? Mi hai detto negro di merda, pensi di essere diversa. Siamo tutti negri finché stiamo su questo camion. Guardali, anche i maiali sono negri. Il buio là in fondo è negro e nessuno può vederci dentro. Le città là fuori sono negri morti e noi siamo in mezzo alla tempesta senza un albero per ripararci.

DONNA

Taci schifoso.

Il camion ha uno scossone

CAMUS

Bisogna stare svegli.

...

Yoop si è addormentato e guardalo là.

DONNA

Non è il freddo, sono i pensieri. Se parli non pensi. Se non pensi non muori. Parla in silenzio. Prega. Fai il cazzo che vuoi. Ma fallo lontano e da solo.

CAMUS

Ho un amico che mi aspetta, Jazz. Mi ha dato lui i soldi del viaggio. Un vero amico, ha adottato mia figlia per tirarla via dalla guerra. Io sono ricercato e non posso prendere l'aereo.

DONNA

Non mi importa di chi ti aspetta.

CAMUS

Io l'ho aiutato. Ho ucciso mio fratello. Jazz stava facendo foto nella foresta. Ha fotografato i trafficanti di armi. Volevano ucciderlo e l'ho protetto. Mio fratello è un soldato. Addestra i bambini, non era cattivo. Cosa c'è oltre i maiali ?

DONNA

Niente.

CAMUS

Il camion è pieno di voci.

DONNA

Non sento niente. Non parlami.

CAMUS

Sono anime imprigionate tra le assi.

DONNA

Non c'è niente oltre i maiali. Sono solo maiali.

CAMUS

Hanno voci umane.

Uno scossone muove le casse.

DONNA

Come le nostre. Ho sete.

CAMUS

Deve essere la birra. Ne hai bevuta ?

DONNA

Birra e vodka.

Ho la gola che brucia.

CAMUS

A che punto siamo ?

DONNA

Dopo l'autogrill si esce dall'autostrada. Sono un centinaio di chilometri ma in statale. Due ore. Tre.

CAMUS

E poi ?

DONNA

Torno indietro. Una corsa con roba elettrica per andare a fare un altro carico, poi domattina alle dieci la visita.

CAMUS

E io ? Cosa succede quando si arriva ?

DONNA

Vi lasciano in una stazione abbandonata. O in una fabbrica. Bruciano i morti e ti prendono i documenti. Poi non lo so. Con me hanno fatto così. Ancora due anni e sono libera. Non avevo i soldi per il viaggio.

CAMUS

Chi li brucia ?

DONNA

Che ne so ! I trasportatori, degli operai, altri viaggiatori.

CAMUS

E le famiglie ?

DONNA

Che cazzo te ne frega di sapere tutte queste cose. Non ci sono famiglie, non c'è più nessuno. Quando parti ti dimentichi, come la vodka, il viaggio e la vita qui sono una lunga sbronza. Poi un giorno è finita. Sia che ti risvegli o no è finita.

 

CAMUS

Jazz doveva adottare anche me, diceva che ormai eravamo una famiglia, abbiamo fatto i documenti e ha messo Madou su un aereo. Poi le foto, ho ucciso mio fratello e siamo dovuti scappare. Lui in aereo, io qui.

Hai figli?

DONNA

Fra qualche anno. Qui ho i pasti garantiti e una casa dove dormire. Tra due anni ci penso. Mi hanno promesso un matrimonio con un uomo serio, in una piccola città del nord. Un contadino. Se sono fortunata riuscirò ad avere un figlio.

So che ha cinquant'anni. Spero che per quando ci sposiamo gli tiri abbastanza da mettermi incinta.

Il camion ha uno scossone, le casse si muovono, il brusio di  aumenta d'improvviso per poi tornare in sottofondo.

CAMUS

Hai sentito ?

DONNA

No.

CAMUS

Le voci !

DONNA

Non ho sentito niente.

CAMUS

In fondo. Verso la cabina. Là dove è più buio. Oltre i maiali. Vado a vedere.

DONNA

Ci sono solo altri maiali.

CAMUS

Erano voci. Umane. Magari qualcuno è ancora vivo.

Camus si sposta verso la cabina del camion.

DONNA

Torna indietro. Non c'è niente da vedere. Vieni qui.

CAMUS

Sono più forti, qui.

DONNA

Non lasciarmi sola. Se torna e non ti trova mi ammazza.

CAMUS

Tacciono. Non si sente più niente.

DONNA

Non ti vedo più. Torna.

CAMUS

E' come se avessero sentito la mia presenza.

DONNA

E' solo il suono delle ruote. A volte sembrano grida. E' un richiamo ma non bisogna cedere. Sono solo ruote che corrono. E' pericoloso. Si rischia di cadere giù.

CAMUS

Che silenzio ! Mi senti ?

DONNA

Non ti vedo. Ho paura !

CAMUS

Sono oltre i maiali. La mia voce rimbalza. Mi arriva l'eco. E' una grande vallata buia. Sento delle presenze. E' pieno di persone silenziose.

DONNA

Torna indietro ! Non lasciarmi qui sola.

La voce di Camus sbiadisce lentamente.

CAMUS

Ogni tanto degli echi...rumori sotterranei. Serpenti... Non riesco più a sentirti...E' caldo... caldissimo... sono al centro della...

DONNA

Camus ! Camus ! Camus !

Bastardo. Adesso chi mi fa coraggio. Sola e al buio con tutti questi maiali che piangono. Tacete ! Zitti ! Zitti maledetti.

La donna colpisce le casse. il pianto dei maiali aumenta.

Basta ! Voglio silenzio. Non sentirvi più. Stiamo arrivando tutti alla fine del viaggio. E il chiodo è lì che ci aspetta. Ognuno il suo. Un chiodo enorme di muscoli e ossa. Senza sorriso. Un chiodo pronto a caricarmi per un altro viaggio. Avanti e indietro, su e giù. Altri due anni. Un juke box di carne che trema e aspetta. Due anni.

Camus ! Camus !

...

canta per farsi coraggio

Come Camus

Fai come Camus

Pianti di neve

erba ghiacciata

pane e silenzio

sorso nell'acqua.

Come Camus

Sono come Camus

Camus ritorna dalla donna. E' abbattuto.

CAMUS

Cinesi.

Tanti cinesi.

DONNA

Dove ?

CAMUS

Dappertutto sotto i nostri piedi. Decine di cinesi morti asfissiati dal caldo. Ci camminiamo sopra, li calpestiamo.

DONNA

Siediti.

CAMUS

Ho detto...

DONNA

Hai detto delle parole, adesso siediti.

Camus si avvicina alla Donna. La abbraccia.

CAMUS

Voglio solo riportare a casa mia figlia. Chiudo gli occhi e tappo le orecchie.

DONNA

Dormi.

I due rimangono abbracciati. Il camion frena. Le casse si muovono.  I portelloni del camion vengono aperti. Entra una luce bianchissima. La Donna si allontana da Camus.

UOMO

Capolinea. Tutti quelli vivi in piedi. I morti possono stare dove sono.

Entrano l'Uomo e Drago, la donna si getta al collo di Drago.

DONNA

Drago. Drago. Ammazzalo!

Mi ha violentata. Mi ha sbattuta sulle casse dei maiali e me l'ha infilato.

Io urlavo, gli dicevo di non farlo, lui continuava. Dice che vuole scopare tutte le slave che incontra, che siamo tutte troie e non meritiamo che il cazzo. Avevo paura. Chiamavo. L'autista non sentiva. I maiali piangevano. Anch'io piangevo e ti chiamavo. Ammazzalo ! Ammazza quel negro schifoso !

DRAGO

Cosa ci faceva nel retro ? Doveva stare con te.

DONNA

C'era un controlla di polizia. Ho voluto nascondermi dietro. Non si sa mai. Poi sono costretta anche con loro.

DRAGO

Hanno perquisito il camion ?

UOMO

No..i documenti sono in regola e poi i maiali urlavano. Gli faceva schifo entrare a controllare.

DRAGO

Sono una buona copertura i maiali.

UOMO

Urlano. Nessuno vuole averci a che fare.

DRAGO

Il resto del carico ?

DONNA

Il negro li ha visti. Dice che sono tutti morti.

DRAGO

Hai visto i cinesi ?

CAMUS

Si signore.

DRAGO

Sono morti ?

CAMUS

Si signore. Tutti.

DRAGO

Perché ti sei scopato Katrina ? E' per i miei uomini. Adesso devo farla visitare. Altre spese.  Con voi ci sono sempre problemi.

CAMUS

Nessun problema signore. Quell'uomo mi ha costretto.

Ci ha legati insieme. Guardi i polsi. Ha ancora le manette.

DONNA

Me le ha messe lui. E poi ha urlato. Mi ha strappato i vestiti e urlava. E' peggio dei maiali. Me l'hai messo dentro. Ti ho chiesto di non farlo. Ti ho pregato.

CAMUS

E' la verità. Eravamo legati insieme. Quell'uomo guardava.

DONNA

Ammazzalo, Drago.

DRAGO

Non si può. C'è qui fuori quello che ha pagato per il suo viaggio.

E' uno ricco. Coi ricchi meglio non averci a che fare.

CAMUS

Jazz è qui fuori ? Jazz ! Jazz !

Drago lo colpisce

DRAGO

Taci ! Ti devo consegnare ma prima c'è del lavoro da fare.

Scaricate i corpi!

UOMO

C'è una fuga di gas dal termostato.

DRAGO

Sei pronto a lavorare ?

CAMUS

Si signore.

DRAGO

Allora comincia a portare giù i tuoi amici.

DONNA

Non lo ammazzi ?

DRAGO

Per quello che vali... mi serve che scarichi, dovete ripartire.

UOMO

E il termostato.

DRAGO

Che ci frega del termostato.

Camus si carica il corpo di Yoop sulle spalle e inizia a trasportarlo fuori, in una fabbrica dismessa. I tre aguzzini si siedono su poltrone improvvisate e aprono una bottiglia. Bevono. Ridono. Drago manda l'uomo ad aiutare Camus e rimane con la donna. Le dà della coca. La donna inizia a ridere e singhiozzare. Drago si fa fare un pompino. L'uomo carica tre corpi alla volta sulle spalle di Camus.

DRAGO

Forza lavoro e volontà. Ecco quel che ci vuole, quanti maiali sono morti?

UOMO

Una decina. Le casse sono troppo piccole. Devono essere malati.

DRAGO

Scaricateli. Qualcuno se li mangerà.

UOMO

Macelliamoli e vendiamoli.

DRAGO

Troppo pericoloso. Scaricate e non pensarci. Che viaggio di merda !

UOMO

Hai sentito ? Tiriamo giù anche i maiali. Sbrigati.

CAMUS

Li devo togliere dalle casse ?

UOMO

Con le gabbie ? Quelle possiamo riutilizzarle.

DRAGO

Le gabbie, tutto quanto. Se sono infette non possiamo rischiare di fotterci un altro carico. Scaricali tutti. Vivi o morti. Tutti. E' un giorno di merda.

Drago e la donna osservano la scena bevendo. Decine di corpi sono ammucchiati tra le gabbie dei maiali.. Camus ha finito di trasportarli. E' sfinito.

DRAGO

Adesso Bruciali.

CAMUS

Non c'è benzina.

DRAGO

Allora dovrai stare qui a fare la guardia fino a quando non te la portano.

CAMUS

Ma io devo andare, mi aspettano.

DRAGO

Adesso ti aspettano solo questi. Fai la guardia, dì qualche preghiera e canta. Voi cantate molto. Ma sottovoce. Non voglio che i passanti chiamino la polizia per schiamazzi. Sono sotto la tua responsabilità.

CAMUS

Per quanto ? Quando posso andare.

DRAGO

Il tempo... chi se ne frega del tempo. Il tempo per te è solo pioggia o sole. Ti manderò qualcuno.

CAMUS

Dov'è Jazz ? Avevi detto che era qui.

DRAGO

Da qualche parte là in fondo. E' meglio che non sappia come finiscono certi viaggi. Per la sua sicurezza, dico.

Adesso devi pagare per Katarina.

CAMUS

Non ho fatto niente.

DRAGO

Il tuo niente è sempre troppo. L'hai voluta e te la sei presa. Non c'è niente di male. Posso capirti. Anch'io non riesco a stare senza scopare. Ma se non paghi, capisci, tutto va a puttane.

CAMUS

Non ho soldi.

DRAGO

Non parlo di soldi. Lei sta con me, coi miei autisti. Serve a rendere più piacevole le sgradevolezze del viaggio. Poi arriva un negro e se la fa. Se non ti ammazzo è per il tuo amico. Ma devi pagare in qualche modo. Ho un rispetto da difendere.

CAMUS

Non capisco. Ti ho detto che non ho soldi.

DRAGO

I soldi sono si importanti. Ma anche la credibilità. L'ho imparata qui questa parola. Vedi come parlo bene. Quasi non ho accento. E' importante non avere accento. Confondersi. Devi pagare la mia credibilità. Porta il manganello elettronico ! Non lascia segni, capisci ? Ti restituiamo come nuovo.

UOMO

Ho solo un bastone.

DRAGO

Porta il bastone.

UOMO

Eccolo.

DRAGO

Ehi puttana, vieni qui. Prendi il bastone.

Drago e l'uomo immobilizzano Camus

DONNA

Ti mangio il cuore.

DRAGO

E' un pò troppo. Limitati a colpirlo. E colpisci il giusto. Colpisci per tutto il male che ti ha fatto, non di più, non di meno. Colpisci il corpo, le gambe, le braccia ma non toccare la faccia. Non l’hanno ancora pagato tutto.

CAMUS

Io non ti ho fatto male.

DONNA

Cosa ne sai, negro, di quello che hai fatto.

La donna comincia a colpire Camus. I due uomini devono inginocchiarsi per reggere il suo peso. Camus manda piccoli gemiti. I tre sono zitti. La donna infierisce. Quando smette Camus è a terra privo di sensi.

DRAGO

Così tanto male ti ha fatto ?

DONNA

Odio i negri.

DRAGO

Andate. Ci vediamo tra due giorni.

UOMO

E i morti ?

DRAGO

Qui non ci torniamo più.

I tre escono lasciando Camus esanime.

II

Camus giace. Una sagoma danza sul cumulo di morti. Si avvicina a Camus, gli versa dell'acqua sulla testa. Lo bacia. Lo accarezza. Si allontana.  Compare dal buio Jazz con Anna. I due guardano Camus ma non si avvicinano.

ANNA

Com'è conciato. Sembra morto.

JAZZ

Respira, a fatica ma respira. Ha la pelle dura. Gente come lui è abituata alle botte, non si spaventa, non ha paura... che straordinario contrasto, se non avessimo assistito al pestaggio potremmo scambiare il suo coma per sonno. Guardalo, piegato come un bambino in attesa di nascere, e questo luogo orribile è il ventre che lo ospita. Noi non siamo niente per lui, siamo estranei a questa bellezza.

ANNA

Mi ha fatto male guardare, hai visto come lo picchiava ? Sembrava avesse la lava dentro le braccia. Sbrighiamoci che c'è buio e non mi piace qui.

JAZZ

Hai sentito anche tu, non torneranno. Troppi morti. Devono cambiare posto. Sono bestie, questa gente, non hanno niente di umano. Quando sono andato a trattare con Drago ho dovuto lasciargli i miei documenti. Ho avuto paura, ce l'ho ancora, sa dove vivo, me l'ha detto guardandomi gli occhi, io li ho abbassati, non è gente con cui scherzare.

ANNA

L'hai fatto per lui. Un amico. Non so chi altri l'avrebbe fatto. E' una questione di valori. Tu ce li hai... Ti ammiro per questo.

JAZZ

Mi ha salvato la vita e ha ucciso suo fratello per me. Mi ha dato sua figlia, io che non ne posso avere.

ANNA

Pensi davvero di portartelo a casa ?

JAZZ.

Che puzza quei maiali...non sopporto il loro pianto.  Tu non li vedi ma ci sono decine di occhi puntati su di noi. Aspettano che ce ne andiamo per macellarli.

ANNA

Torniamo allla macchina, non mi piace qui.

JAZZ

Non abbiamo nulla da temere. Attenta a dove metti i piedi, a terra è pericoloso. Ci sono pezzi di battaglie per sopravvivere, armi abbandonate. Di giorno è peggio perché vedi tutto. Ogni più piccolo oggetto è frantumato in migliaia di piccolissimi pezzi. Sono andato a fare un sopralluogo in un'area come questa per delle fotografie, era pieno di bambini che giocavano tra la ruggine e i vetri.

ANNA

Non ho le scarpe giuste.

JAZZ

Noi siamo intrusi, osservatori passivi. Intrusi nella vita, anche nella nostra. Senti questi sussurri, i passi affrettati alle nostre spalle ? Il mondo è pieno, affollato di occhi che spiano le nostre esistenze e le invidiano. Eppure qui ci sentiamo impotenti. A volte vorrei davvero fermarmi e conoscere cosa si nasconde dietro la superficie.

ANNA

Mi metti paura...Non c'è niente dietro lo strato che è sotto i nostri occhi, il mondo si forma ogni giorno ed è lì da afferrare. Le cose sono quelle che sono, non mi sento un'intrusa nella mia vita, me la sono guadagnata, pezzo dopo pezzo. Sai quanto ho faticato, è' occorso del coraggio per salire la cima.

JAZZ

Ascolta... senti gli sfegolii…dietro i rumori, ci sono le facce. Sono facce che si incontrano negli uffici la mattina presto, nei parcheggi, sulle impalcature. Facce sempre in equilibrio sul vuoto con gli occhi sgranati, pronti a cadere. Li hai mai guardati ? A volte mi sorprendo a spiarli mentre fanno i mestieri in casa e cantano e si soffermano su un oggetto che appartiene alla loro cultura...pensa cosa sarebbe per noi trovare una Chaise Longue in una capanna in Africa...

ANNA

Apre gli occhi, si muove.

JAZZ

Camus..

Alzati Camus.

...

Camus !

...

Come sei conciato !

ANNA

Forse non è in grado di sentire.

CAMUS

Jazz ! Sei tu Jazz ? Non ti vedo.

JAZZ

E' il buio, Camus, è solo il buio... non avere paura.

CAMUS

Non ho paura. Mi tenevano fermo, non ho neanche provato a difendermi, so che è peggio.

JAZZ

Ho visto. Ero qui. Nel buio.

CAMUS

Si sono presi i miei amici. Sono tutti morti. Li ho dovuti trasportare nel mucchio.

JAZZ

Ho visto. Ero qui.

CAMUS

Yoop e Seidu e Rimà. Li ho conosciuti in viaggio e li ho persi. Non ho potuto oppormi, ero legato ai maiali. E tutti quei cinesi, ci camminavo sopra e non sapevo che stavano morendo.  Non ci vedo.  Parlami, guidami con la tua voce...

JAZZ

E' il buio. Non preoccuparti.

ANNA

Tiriamolo su.

CAMUS

Chi c'è con te ? Sento un' altra voce.

JAZZ

Un'amica. Non avere paura.

CAMUS

Non ho paura è che non vedo. Ho immaginato mio fratello che danzava sui morti e poi mi veniva a baciare la fronte per perdonarmi. Ti ricordi mio fratello, Jazz ?

JAZZ

Me lo ricordo.

CAMUS

Credi che bisogna avere paura dei morti ?

JAZZ

I morti sono morti. Prova ad alzarti.

CAMUS

Non bisogna averne. Mai.

...

Mi fa male dappertutto, ho bisogno di dormire.

Camus si alza a fatica. Si avvicina a Jazz e Anna. Tocca il volto di Anna, il collo, il seno. Lei lo lascia fare.

Sei una donna. Chi sei ?

ANNA

Anna. Mi chiamo Anna.

CAMUS

Sei morbida, un cuscino di piume. E' un buon risveglio. Inaspettato.

ANNA

Adesso lascia.

Camus continua a carezzarle il seno

CAMUS

Sto immaginando come sei fatta. Dentro. La tua anima è come la curva del naso o dura come i tuoi seni ? Sono cieco in un posto buio, devo abituarmi all'idea, al nuovo mondo che ho davanti. Come sei fatta dentro ?

Anna si scosta e porta con sé Jazz, mentre Camus fatica a rialzarsi.

ANNA

Guardalo. Non riesce a stare in piedi, è sporco e malato, non abbiamo i mezzi per prenderci cura di lui. Servono dei medici, un ospedale forse, comunque attenzione costante ventiquattr'ore su ventiquattro. Chi se ne fa carico ?

JAZZ

Noi. E' nostro dovere accoglierlo, pulirlo...

ANNA

E' un tuo dovere.

JAZZ

Vivi a casa mia. 

ANNA

Non è questo il punto.. Hai sentito cosa ha detto la russa. L'ha violentata. E' una bestia, non puoi portarlo a casa. Pensa alle conseguenze.

JAZZ

Lo farò alloggiare da amici, qui non può stare, rischia la vita.

ANNA

E' il luogo ideale. Sta morendo e non posiamo farci niente. Sai quante domande in un ospedale, te la senti di affrontare i medici, la polizia, e tutti quelli che vorranno saperne di più ? Qui se siamo fortunati lo scannano con i maiali. Ammettilo ! E' un peso. Non sapresti cosa fartene. Pensa a Madou, a noi. Andiamocene. Se sopravvive non ci troverà in una città che gli è sconosciuta. Mollalo qui e tanti saluti.

JAZZ

Mi ha soccorso...

ANNA

E' stato tanto tempo fa, in un altro luogo.

Camus si rialza in piedi, i due si avvicinano

CAMUS

Mi sta tornando la vista, avevi ragione, è solo il buio, bisogna abituare gli occhi.

JAZZ

Hai un posto dove passare la notte ?

CAMUS

Dove posso andare ? Non conosco nessuno. Avevamo un appuntamento ma sei qui e pensavo...

JAZZ

Ora non posso portarti da me. C'è Anna, quando ti ho invitato non ci ho pensato. A volte si compiono delle azioni dettate solo dal cuore, senza pensare alle conseguenze...Ho sentito che ti hanno ordinato di rimanere qui a controllare che nessuno metta il naso tra i morti. Ho sentito che arriverà presto qualcuno con la benzina per bruciarli. Hai aspettato tanto. Aspetta ancora un pò. Bisogna avere pazienza.

CAMUS

E Madou ?

JAZZ

Sta bene, chiede continuamente di te.

Tieni. Sono cinquecento euro. Per comprarti da mangiare mentre ci aspetti.

CAMUS

Non so dove andare. Devi portarmi tu da mangiare.

JAZZ

Prendili. Troverai qualcuno qui che uscirà per te.

CAMUS

Ti aspetto domani. Fammi sapere, io aspetto.

JAZZ

Non so se sarà domani. Appena posso. Lo prometto. Si tratta di pochi giorni, poi ti troverò una sistemazione.

Jazz e Anna si allontanano

CAMUS

Cosa c'è qui fuori ?

JAZZ

La superstrada.

CAMUS

La città è lontana ?

JAZZ

A piedi qualche ora.

CAMUS

Qualche ora...

ANNA

Sono strade pericolose da fare a piedi, è pieno di animali schiacciati, la gente corre e non ci vede. Resta. Ti dirà  Jazz quando uscire. Arrivederci Camus.

CAMUS

Arrivederci.

I due escono. Camus rimane da solo nella fabbrica. Il buio si mangia i contorni dei morti, delle gabbie di maiali e infine, mentre si sdraia esausto per dormire, anche quelli di Camus. Rimangono solo i pianti dei maiali. Dei rumori forti di colluttazione e poi anche i maiali tacciono. All'alba il sole filtra all'interno dell'area industriale. Camus dorme, i cadaveri e i maiali sono spariti, rimangono le gabbie vuote. 

Un uomo di cinquant'anni, Satana, una donna di quaranta Siria, sua moglie, irrochita e quasi afona dal troppo gridare e una ragazzina di quattordici anni, Baby stanno mangiando attorno ad una tavola apparecchiata con cura. Tutt'attorno ci sono i detriti di oggetti comuni ridotti ai minimi termini. Rumori di passi improvvisi, di animali e grida soffocate fanno parte dell'area dismessa.

SATANA

Non ce la può fare.

SIRIA

Il difficile è la prima notte, il resto viene da sé. Se sopravvive ci darà una mano, c'è un sacco di lavoro da fare.

SATANA

E' dieci ore e non si muove. S'è pure pisciato addosso. No. Non ce la fa. Ho visto uomini come lui morire di vergogna per aver avuto paura. Quante ne abbiamo viste, vero Mà?

SIRIA

Vero, vero. Anche più giovani.

Almeno Drago e i suoi sgherri non tornano più, sono stati i camion ad attirare l'attenzione della polizia. Non si poteva vivere a quel modo.

BABY

Cazzo dite ? Drago se l'intende con gli sbirri, no, non è colpa sua per la retata. Saranno stati quelli dell'autostrada che vogliono farci un autogrill, qui.

SIRIA

Sarà ! Ma le donne stanno diventando noiose. Hanno voglia di uomini.

SATANA

Come se non ne avessero abbastanza. Per quello che erano poi...

BABY

Un uomo ti dà coraggio. Lo so io.

SATANA

Tu stagli lontana. Hai visto l'ultima volta. Stiamo ancora aspettando che esca di galera. Se poi è davvero in galera. Magari se ne è andato e basta. Hai visto che tipo era, eh Mà ? Da non fidarsi. Si guardava attorno come se prendesse le misure per fare chissà poi che cosa ? Una casa ! voleva farsi una casa qui dentro. Meglio, molto meglio che sia scomparso, ti metteva strane idee in testa.

BABY

Lucio è al carcere. Sono andata a trovarlo.

SATANA

Te l'hanno fatto vedere ? L'hai visto o no ?

BABY

Che t'importa se l'ho visto ? No che non l'ho visto, lo sai, ma è là.

SATANA

Hai parlato col suo avvocato ?

BABY

Quale avvocato. L'hanno messo dentro e hanno buttato via la chiave.

SATANA

Non me la racconta giusta. Per me è sparito. Andato. Partito. Ha avuto paura ed è scappato.

BABY

Sono stufa di dover parlare di lui ogni giorno. Non c'è. Fine della storia.

SIRIA

Però vostro figlio lo tiro su io.

BABY

Nostro figlio, nostro figlio ! Se è nostro dobbiamo essere in due, altrimenti è solo mio. Quando esce è anche suo.

SIRIA

Ma sono io che vado ai supermercati per il latte, mica tu. Tu stai tutto il giorno ad aspettare che quello torna. Ha ragione papà, scordatelo !

SATANA

Voglio che tu stia lontano da quello lì. Hai troppo cuore e ti fai intenerire da quelli che soffrono.

BABY

Lucio non soffriva, era felice con me. Adesso che è in galera so che mi pensa e se soffre è perché non può stare con me. So come vanno le cose.

SATANA

Io te lo dico e tu lo sai. Stai lontano da quello. Buona sta roba !

SIRIA

Ha cotto tre ore. Però devi scavare una buca più profonda. Se no ce la fregano.

SATANA

Qui nessuno frega niente se non voglio.

SIRIA

Non si sa mai. Meglio chiudere bene le nostre cose con tutti questi occhi in giro. Puttane !

SATANA

Scaverò una buca più profonda e ci metterò sopra quelle gabbie.

SIRIA

E' per la tranquillità. Non si sa mai.

SATANA

Ho detto che lo faccio.

SIRIA

Oggi ? Quando ?

SATANA

Appena ne ho l'occasione. Non posso mettermi a scavare di giorno con gli occhi di tutti addosso. Potrebbero pensare che non ci fidiamo.

SIRIA

Ma noi non ci fidiamo !

SATANA

Le apparenze, Mà, bisogna salvare le apparenze.

SIRIA

Ah!

BABY

Vado a svegliarlo ?

SATANA

Finisci di mangiare prima di alzarti.

BABY

Ma ho finito.

SATANA

Non ci si alza finché non abbiamo finito tutti. Poi sparecchi.

BABY

Agli ordini ! State sempre a dirmi cosa devo fare, sono stufa.

SIRIA

Non rispondere a tuo padre a quel modo.

BABY

Allora passami il vino.

Beve, bevono tutti da un cartone

SIRIA

A che ora cominci il giro ?

SATANA

Oggi non vado.

SIRIA

Che novità è ?

SATANA

Nessuna novità, oggi rimango a casa.

SIRIA

Possiamo approfittare per sistemare un pò.

SATANA

Se rimango a casa vuol dire che non ho voglia di lavorare, non che mi spacco la schiena qui. Oggi è festa !

SIRIA

Chi l'ha deciso ?

SATANA

Io. E non ti devo spiegazioni.

SIRIA

Per me quando è festa, me lo sai dire ?

BABY

Non cominciate o me ne vado ?

SIRIA

E' tuo padre !

SATANA

Un uomo ha diritto a un pò di riposo.

SIRIA

Quando lavora si.

SATANA

E con questo ?

SIRIA

Con questo, se tu lavori puoi festeggiare, altrimenti sei solo un peso.

BABY

Me ne vado !

SATANA

Ti siedi e taci.

BABY

Ma mamma ..

SIRIA

Ha ragione tuo padre. Siediti !

BABY

Spero che Lucio esce presto e mi porta via.

SATANA

Brava ! Ma finché non esce stai qui e ubbidisci.

I tre mangiano e bevono senza guardarsi. Tra i rumori di fondo si alza più forte il vagito di un neonato.

SIRIA

Vado a dar da mangiare al bambino.

BABY

Vengo con te.

SIRIA

No ! Tu sparecchi.

BABY

Non me lo fai mai vedere.

SIRIA

Perché non sei abbastanza grande per giocare alla mamma. Pensa a sparecchiare e poi  vai a dividere la carne dei maiali, dobbiamo conservarla.

BABY

Ma sono abbastanza grande per fare un bambino.

SATANA

Bello sforzo. Sparecchia.

Satana rutta fragorosamente

SIRIA

Porco.

Baby imita il padre

Belle cose insegni a tua figlia.

Siria esce. Baby sparecchia la scatola di cartone e i piatti. Satana si avvicina a Camus.

SATANA

Dorme.

BABY

Tu credi davvero che Lucio è scappato ?

SATANA

Credo che ha avuto paura, come tutti.

BABY

Se vado al carcere me lo devono fare vedere.

SATANA

Non sei parente, non ti fanno entrare.

BABY

Io mi lego ad un palo e urlo fino a morire.

SATANA

Così mettono dentro anche te.

BABY

Non voglio andare dentro.

SATANA

Appunto. Quindi aspetta. Stiamo tutti aspettando.

BABY

Quanto ?

SATANA

Il tempo che ci vuole.

.......

BABY

Respira ?

SATANA

Respira, respira !

BABY

Uno in più fa comodo.

SATANA

Se è un lavoratore si. Hai visto come l'hanno conciato. E i suoi amici.... mai fidarsi dico io.Stavano nascosti nell'ombra e guardavano. Non è roba da cristiani.

BABY

Mi sembra un poveretto.

SATANA

Non affezionarti, attenta !

BABY

Ho capito, ho capito. Non sono più una bambina.

SATANA

Si sta svegliando. Portami un pezzo di maiale.

BABY

Ma papà...

SATANA

Ho detto di portarmi un pezzo di maiale. Dei nostri.

BABY

Poi Mà si incazza, ce n'è già poco per noi.

SATANA

Tua madre fa quello che dico io.

BABY

See ! E da quando ? Tieni. Ma non voglio che litigate ancora... E' bello, vero ?

SATANA

Non so.. con gli uomini non capisco.

BABY

A me sembra bello.

SATANA

Senti...C'è la storia dei soldi... li ha addosso...

BABY

E ?

SATANA

Bisognerebbe prenderli. Tanto lui cosa se ne fa ?

BABY

Prendili !

SATANA

Bisogna che sia lui a darli... è grosso, lo vedi... capace che se la prende con qualcuno se non li trova... non dire niente a mamma... forse tu...non so... ti va ?

BABY

Devo farmi dare i soldi ?

SATANA

Eh !

BABY

Subito ?

SATANA

Subito no... prenditi il tempo che ti serve, ma senza farti vedere da mamma.. lo sai che su queste cose lei la pensa in modo diverso... bisogna fare quel che c'è da fare per prenderli ed è più facile che sia tu a farteli dare... sei una donna.. lui magari si fida... però fai tu.. come credi.. ci farebbero comodo, ma se non te la senti lo capisco...E' un bell'uomo hai detto, magari non ti è difficile...però come ti senti. Te la senti ? Non voglio forzarti ma ci farebbero davvero comodo... cinquecento euro... non devo andare a fare il giro per un pò, possiamo stare insieme, magari andare da qualche parte...pagare un avvocato per sapere se Lucio è al carcere... se non hai voglia, niente, ci penso io..

BABY

Devo scopare con lui ?

Satana le da una sberla

SATANA

Non voglio sentire quelle parole in bocca a te... farai come credi.. non mi interessa...quei soldi ci farebbero comodo... e non dire più scopare in mia presenza.

BABY

Hai detto le stesse cose con Lucio.

SATANA

E adesso abbiamo un bambino da mantenere.. bell'affare abbiamo fatto per tremila euro.

BABY

Ero più piccola.

SATANA

Non mi interessa come.. dimmi se te la senti o no.

BABY

Quanto mi spetta ?

SATANA

Cento.

BABY

Duecentocinquanta. Si sta svegliando.

SATANA

Non più di cento venti.

BABY

Si sveglia, prendili da solo.

SATANA

Duecento.

BABY

Due e cinquanta e lo faccio. Apre gli occhi.

SATANA

Due e cinquanta ! E non dire niente a mamma.

Camus si sveglia e apre gli occhi.

BABY

Benvenuto, hai dormito tutta la notte qui al freddo. Come ti chiami ?

CAMUS

Camus.

BABY

Benvenuto Camus, io sono Baby.

CAMUS

Ho fame.

BABY

Tieni, l'ho preparato per te. Lui è Satana, mio padre.

SATANA

Benvenuto.

CAMUS

Satana ?

SATANA

Un soprannome che mi danno qui…

Camus comincia a mangiare, tossisce, sputa.

CAMUS

Che roba è ?

BABY

Maiale. Stracotto di maiale. C'è il rosmarino che cresce qui dentro. Non ti piace ?

CAMUS

Non mangio da giorni e lo stomaco non è più abituato al cibo. Mi viene da vomitare ma devo tenerlo giù. Acqua. Ho bisogno di acqua. Dammi dell’acqua.

BABY

Credevo che eri musulmano.

CAMUS

No.

BABY

Allora vado a prenderti del vino.

Baby esce

SATANA

Non abbiamo problemi coi musulmani, noi.

CAMUS

Mi hanno tirato su alle missioni cattoliche.

SATANA

Capisco.

CAMUS

Cosa capisci ?

SATANA

Le missioni, anch'io sono stato cresciuto da loro. I preti, i loro giochetti, metterti uno contro tutti se non eri d'accordo con loro. So come funziona con quelli. Immagino che da dove vieni sia stato tutto più difficile.

CAMUS

A volte. Dove sono i morti ?

SATANA

Li abbiamo portati via. Meglio così.

CAMUS

Dovevo stare di guardia. Mi hanno detto che tornano.

SATANA

Non tornano. Questo posto è bruciato. Il tuo amico... colpa sua. Ha visto e sa, non possono tornare.

CAMUS

Allora sono libero ?

SATANA

Sei libero. Se vuoi metterla così.

CAMUS

Già...

SATANA

Cosa ?

CAMUS

Libero di che ?

SATANA

Qui puoi restare.

CAMUS

Non ho viaggiato per nascondermi in un buco.

SATANA

Non torneranno.

CAMUS

Ho capito.

SATANA

I tuoi amici, intendo, non torneranno.

CAMUS

Ho capito.

SATANA

Non sei il primo. Ce ne sono stati altri abbandonati qui. Qualcuno ce l'ha fatta, gli altri.. non ci sono più, gli altri.

CAMUS

Puoi aiutarmi ?

SATANA

Fuori di qui non sono nessuno. Ma qui è sicuro, credi...non so...cosa vuoi fare ?

CAMUS

Raggiungere la città, prendermi mia figlia e continuare il viaggio verso la Francia. Là ho dei parenti, mi aiuteranno.

SATANA

Magari tornano a prenderti.

CAMUS

Non tornano, non possono farlo. L'avevo già capito durante il viaggio, nessun amico ti costringe a stare con i maiali. Era buono il maiale, anche se malato era buono. Spero che fosse uno vivo. Quelli morti.. sono morti, meglio non toccarli.

SATANA

L'ho sgozzato con le mie mani e li ho divisi in due mucchi diversi.

CAMUS

Mi aiuti ?

SATANA

Aspetta qualche giorno, poi vediamo. Rimettiti in forze, ne avrai bisogno, là. Adesso vai a cercarti un posto buono per la notte. Non puoi restare a dormire qui in mezzo e nella mia casa non ho posto. Mi spiace. C'è mia figlia e Mà non apprezzerebbe se ti invito.

Camus si avvia verso il fondo dello stabile e scompare nel buio. Entra Siria.

SIRIA

Non può restare qui.

SATANA

Non cominciare, Mà.

SIRIA

Non può restare ! Baby si è vestita e non si è vestita per andare a fare compere. Quello le piace. Non voglio che sta con lui. Chissà che idee le hai messo in testa, perché le idee peggiori vengono sempre da te.

SATANA

Ti prego, Mà. Possibile che in vent'anni che stiamo insieme non hai ancora imparato  parlare ?

SIRIA

Non mi serve parlare per rubare. Tu con tutto quello che sai dove mi hai portata. Tante promesse e sono cinque anni che stiamo qui. Promesse, sei pieno di promesse, ma fatti, niente. Giusto buono a andare in galera. Non è venuto niente di buono da te e adesso hai così paura di finire dentro un'altra volta che ti sei chiuso qui dentro e non fai un cazzo.

SATANA

Tu non ci sei stata, non puoi parlare.

SIRIA

Certo, non posso parlare, e quando mai ? Solo il signore può parlare. E' quello che dici, quello che hai in testa, che è merda. Perché non vai a fare il tuo giro ? Sono pochi soldi ma ci servono, non posso rubare tutto.

SATANA

Oggi ho in mente un'altra idea.

SIRIA

La conosco la tua idea, mandare tua figlia a letto con il negro per farsi dare i soldi. Ma ce l'ho io un'idea più buona, sgozziamolo e prendimogli tutto.

SATANA

Devo scavare le buche, tirare su le baracche. Da solo non riesco.

SIRIA

Poi lo scanniamo, promesso ? Chi vuoi che se ne accorge.

SATANA

I suoi amici ! I suoi amici se ne accorgono. Se tornano e non lo trovano...

SIRIA

Ci inventiamo che se ne è andato. Non mi sembra gente che si danna a cercarlo.

SATANA

Cosa ne sai tu ? Cosa ne vuoi sapere ? Sempre la tua presunzione di capire la gente. Non sai un cazzo.

SIRIA

Vedremo se non so un cazzo ! Quelli non tornano e tua figlia a letto col negro non ci va.

 SATANA

 Per te manderei mia figlia a letto con uno sconosciuto per pochi soldi che possiamo farci in altro modo ? Chi credi che sia ?

SIRIA

Spero che  dici la verità, altrimenti, quant'è vero Dio, ti spacco la testa.

SATANA

Vai a preparare la cena, vai !

SIRIA

Vieni a scavare la buca. Subito. Non voglio altre scuse.

SATANA

Vengo ! Vengo !

SIRIA

Satana ?

SATANA

Si ?

SATANA

Crepa !

I due spariscono nel buio continuando a insultarsi.

E' di nuovo notte. Camus mangia e tenta di coprirsi con una coperta troppo corta. Canta per pregare o per ingannare il tempo. Gli si avvicina Baby in un vestito cortissimo. I capelli sciolti. Ha in mano un cartoccio di vino. Barcolla. E' già ubriaca.

BABY

M'inviti ?

CAMUS

Siediti.

BABY

Hai sete ? Ho del vino, qui la sera hanno tutti sete, in genere.

Dà il cartoccio a Camus che beve

Non c'è altro da fare quando sono rientrati dal lavoro. Si va a letto presto ma prima si beve e poi si scopa e poi si beve e poi si scopa e poi si beve e si spera di dormire. Non è una gran vita, insomma, c'è chi sta meglio, molto meglio. Io voglio stare meglio e se capita scopo anche. Con Lucio in genere, quando c'è, ma è sparito. Forse per via del bambino. Ho un figlio sai. Lo tira su mia madre, io non voglio vederlo. Volevo abortire ma mia madre non ha voluto. Non so. Veramente non lo il perché. Aveva paura che non posso avere altri figli. Cazzo mi frega di altri figli. Lei dice che ora non me ne frega ma poi... e lascia la frase a metà, come se poi può andare meglio. Qui siamo e qui restiamo. Meglio godere quello che c'è finché c'è. Fino a un mese fa avevamo la televisione, poi c'è stata la retata e hanno scoperto che rubiamo la corrente alla società delle autostrade. Hanno arrestato tutti gli uomini, mica per la corrente, per via dei furti. Avevamo televisori grandi come case e alcuni anche la tv via cavo. Non chiedermi come cazzo facevano. C'era anche un telefono. Hanno chiuso anche quello. Bastardi di merda, i poliziotti. Vengono a rompere i coglioni ai poveracci, mica ai ricchi.

...

Io voglio fare la cantante. Ti ho sentito cantare, canti bene, ma anch'io. E' che non mi ricordo mai le parole. Però sono brava, me lo dicono tutti qui. Lucio era fiero di me. Mi faceva sempre cantare la sera. Mica come mia madre che non sa fare un cazzo. Io so cosa fare. E' che da qui è difficile. E se si tratta di darla via io non ho problemi. Anche il culo, non c'è problema. Un pò con la bocca mi fa schifo ma se bevo prima allora non c'è problema.

CAMUS

Quanti anni hai ? Venti ? Ventuno ?

BABY

Sembra, vero ? Ne ho quattordici ma mi dicono tutti che sembro più grande. Una donna. E' perché mi vesto da donna. Non aspetto come quelle ragazzine che vedi in giro ancora coi pupazzi attaccati alle borse. Che poi per me sono delle vere troie loro. A scuola mi piaceva portargli via i ragazzi. E loro rosicavano. Mi odiavano perché io gliela facevo anche toccare. Che vita di merda ! Non ti sembra una vita di merda ?

CAMUS

Sono appena arrivato. Non conosco nessuno.

BABY

Te ne accorgi appena arrivi in città. Una vita di merda la loro. Chiusi nelle case che hanno paura a uscire. In metropolitana mi guardano tutti e sorridono tra di loro. Coglioni.

Coglione anche mio padre che c'ha vissuto con quella gente. Per fortuna ero troppo piccola per ricordarmelo. Qui si sta bene, solo mi manca Lucio.

CAMUS

C' è sempre così buio, qui dentro ?

BABY

E' tutto chiuso, dopo la retata. Fuori c'è la tangenziale. Almeno la polizia non torna. Prima stavamo in città, ma i vicini si sono lamentati, dicevano che c'erano urli tutta la notte e furti nelle case, ma non eravamo noi. Chi è così scemo da rubare nella sua zona ? Era una scusa per sbatterci fuori. Stiamo aspettando una casa dal comune, ma io no ci voglio andare in una pidocchiosa casa del comune. Ce l'avevamo già. Meglio qui, piuttosto. Voglio una vera villa. Lontano dalla città. Voglio...Voglio andare via, come te.

CAMUS

Andiamo in città, ho un amico, mi aiuti ? Devo farlo presto, subito, tuo padre dice di aspettare ma più aspetto, più è facile che il mio amico parta. Devo andare , come faccio ? Aiutami.

BABY

Puoi pagare ? Dico ce l'hai i soldi ? Non è facile uscire di qui. Sembra che nessuno ti guarda ma tutti ti stanno con gli occhi incollati per vedere cosa fai. I cazzi loro mai. Poi senza uomini è ancora peggio. Quanto c'hai ? Dai !

CAMUS

Cinquanta euro. Me li ha lasciati il mio amico. Dice che devono servire per comprarmi da mangiare.

Baby ride sguaiata e si butta addosso a Camus

BABY

Così, dice ? Che ci compri da mangiare ? E come fai ? Attraversi la tangenziale e vai al primo negozio ? Da come sei vestito chiamano subito la polizia. No, deve andarci uno di noi. Ci conoscono e non fanno casini con noi, sanno che non gli conviene. E comunque per aiutarti sono troppo pochi. Se mi becca mio padre sono cazzi. Gli servi per dividere i maiali sani da quelli già morti.

CAMUS

Ho qualcos'altro, ma te li do solo quando siamo fuori.

BABY

Quanto ?

CAMUS

Altri cento.

BABY

Troppo poco. Tu mi racconti un sacco di stronzate perché ho bevuto un pò. So che ce l'hai i soldi. Mio padre li vuole, mia madre li vuole e li voglio anch'io. Come si fa? Facciamo a metà e io ti porto fuori. in città. E ti aiuto pure a cercare il tuo amico.

CAMUS

Ci devo pensare.

BABY

Pensaci, vuoi scopare ?

CAMUS

Quanto pago ?

BABY

Oh! Mi prendi per una puttana ? Bastardo negro del cazzo, se ti chiedo di scopare è solo per scopare, mica per i soldi. Per quelli ci siamo appena messi d'accordo, mi pare.Allora ti va o no ? Dai che faccio morire d'invidia tutte quelle che ci stanno guardando.

urla

Crepate d'invidia tutte, puttane ! Fate tra di voi, che vi piace !

A Camus dolcemente nell'orecchio

Le odio. Quando c'era Lucio gli sbavavano dietro alle mie spalle. Sono state loro a farlo scappare. Puttane. Dai che le facciamo morire d'invidia. Fammi entrare sotto la coperta.

CAMUS

Domani mi aiuti ?

BABY

Non l'ho mai fatto con un negro.

CAMUS

Mi porti in città ?

BABY

Cazzo si, t'ho detto !

CAMUS

E mi aiuti a cercare la casa di Jazz.

BABY

Che cazzo di nome. Sai anche il cognome, almeno ?

CAMUS

Lo so. Ma te lo dico domani.

BABY

Fammi urlare. Fammi dimenticare che Lucio se ne è andato via.

Camus la accoglie sotto la coperta. Mentre scopano il buio inghiotte il fabbricato. La mattina c'è solo la coperta, di Camus e Baby nessuna traccia. Arriva Satana con la moglie.

 

SIRIA

Baby! Baby!

L'hai lasciata andare ! Quanto ti ha dato, dimmi quanto ti ha dato per farla scappare. Lei è il nostro tesoro, quante volte te l'ho detto e tu le hai sempre fatto fare di testa sua. Chi ci pensa a me, adesso ? E al bambino ? Quanto ti ha dato ? Avete fatto a metà ?

SATANA

Non mi ha dato niente.

SIRIA

Coglione. Almeno a metà potevate fare. La mia Baby !

SATANA

Fai sempre finta di non sapere e non vedere. Cosa pensavi stesse facendo, Mà ? Scopava. Scopava per avere i soldi per trovare Lucio. Ho messo la testa sotto il cuscino e ho provato a dormire mentre la mia bambina... cosa vuoi capire tu, per te il mondo è solo i soldi che riesci a rubargli. Non hai sentimenti, Mà. Proprio per niente.Non eri così quando ci siamo sposati. No. Eri proprio un'altra cosa.

SIRIA

Sono stati i tuoi affari sballati a ridurmi così. Mi avevi promesso una casa e ce l'avevamo, una casa. Del comune, certo, ma quattro mura dentro un palazzo. Con una cucina e un frigorifero e un televisore e il bagno. E  tu l'hai affittata per quattro soldi e ci fai vivere qui. Hai mandato tutto a puttane.

SATANA

Vedrai che con i maiali ci risolleviamo.

SIRIA

Andiamo a fare le porzioni, tra poco è ora di pranzo e cominciamo il giro. Ma voglio i soldi subito, niente credito, questi pezzenti non pagano mai.

SATANA

Niente credito, Mà.

SIRIA

E teniamo ben divisi quelli sani.

SATANA

La buca è profonda. Andiamo.

Il buio si mangia i contorni dei due che escono.

III

Luce. L’appartamento di Jazz è una foresta di betulle. Un tavolo è nascosto dalle fronde. Anna è sdraiata su una chais longue  immersa nella vegetazione. Anche i rumori sono quelli di una foresta. Raggi di luce filtrano dall’alto. In lontananza squilla un telefono. Camus e Baby camminano nell’appartamento.

BABY

E che cazzo di posto è questo? Dì l’hai mai vista una casa così? Io mai. Anche a me piace la natura, ma un vaso di fiori, non credi, un vaso di fiori si, questo è come essere nel parco… neanche nel parco ho mai visto tanti alberi… una foresta… ecco l’ho vista in televisione una cosa così ma era in Africa o in Cina… casa tua è così? Fa paura… Non mi sembra normale…Ci sono anche gli urli degli uccelli ma non ci sono uccelli… è tutto fermo…senza vita…

CAMUS

(grida)

Madou! Madou!

BABY

Vuoi mica svegliare tutti. E’ un condominio questo, c’è gente che si fa gli affari suoi negli altri appartamenti e tu mica puoi arrivare e metterti a urlare come Tarzan, dammi la mano, proviamo a ritrovare la porta, voglio uscire.

Camus

(chiama sottovoce)

Madou! Madou!

Nessuno di nuovo. Anche a casa mia così. Chiamo e nessuno che risponde. Hanno paura dei cecchini, ce ne sono a decine sugli alberi lasciati indietro dai francesi e dai mercenari. Sono più dei frutti e delle scimmie. E tirano come le scimmie. Chiudono gli occhi e sparano. Hanno più paura loro. E sparano la loro paura. Sono ragazzini, bambini come te.

Madou! Madou!

Questa notte ho sognato che una grande nave arrivava fino alla porta di casa mia e io sentivo la chiglia sbattere contro il legno, non aprivo, ma sapevo che c’era. E Madou chiamava dalla nave. E la porta non si apre, non si apre e non la posso raggiungere…

Ho la febbre. Mi deve aver punto qualche insetto. Dammi un fazzoletto. Sudo… Trova dell’acqua. C’è il rumore di un ruscello. Lo senti?

BABY

Non sento niente. No! c’è un telefono che squilla.

CAMUS

E’ un allarme. Adeso arriveranno i paracadutisti. Nascondiamoci, vieni, sbrigati…. Aiutami, sono bloccato. La febbre mi ha bloccato… non riesco a muovere le gambe. Ho le pupille che si rimpiccioliscono. Aiutami. Trova dell’acqua.

BABY

Alzati, presto

Pronto?

Pronto!

Non si sente, ci sono dei disturbi alla linea.

Non si sente! Provate a richiamare.

Pronto!

Appende

Di nuovo le linee intasate. Non si riesce a comunicare.

Devo partire. Subito. Sento che torna la paura, mi tremano le dita, mi si stringe il cuore. La vedo che corre verso di me a braccia aperte, con le mascelle spalancate, è un grosso lupo senza fame che si diverte a tormentarmi, la paura.. Oh! So che non mi farai niente, ma non posso smettere di tremare e quando tutto sarà finito troverò di nuovo il coraggio. Ma dopo. Quando sarà finito. Ora il lupo corre veloce e io ho le gambe piccole piccole. Vieni, corri, fatti più nero del mantello di un assassino, più feroce della fame dei ladri, vieni subito. Azzanna alla gola. Corri. Corri veloce che sto partendo. Corri la tua corsa inutile.

Ecco! Calma.

Poco alla volta, lentamente, con cura.

Una mano dopo l’altra, passo a passo. Senza scossoni…invisibile agli invisibili dopo anni di prigione senz’aria… lo diceva mio marito di non fidarmi… è per lavoro, dicevo io, il lavoro davanti a tutto e tutti sempre. Che fregatura il lavoro…rende liberi… Fuori da qui, al più presto… questa volta si…il lupo corre, corre…

A piccoli passi. In silenzio. Voglio affondare nell’ombra….la pupilla rossa della paura mi spia…per la prima volta non sa cosa fare, non mi riconosce…che sensazione…Mano e poi piede, come una scalata… lentamente, senza perdere il coraggio…fino in cima…quant’è meschina la mia cima…

Ho chiuso, giuro, con uomini che danno, danno e poi pretendono indietro. Raggiungo Camus e via insieme…via con la bambina, con quel che rimane della vita…niente indietro e niente davanti… No, davanti si, davanti si.

Le cade la valigia che si rovescia a terra, è piena di scarpe di tutti i tipi.

Inconvenienti. Basta controllare le mani. Controllare il respiro. Ecco. Il respiro.

Respira a fondo. Si china. Inizia a raccogliere le scarpe.

Muovi le mani e non pensare, muovi le mani e non pensare, muovi le mani, muovi le mani, non pensare.

Sbatte una finestra

Si? Chi c’è? Chi c’è? Chi c’è lì?

Le ombre mi si mangiano l’anima se non mi muovo.

Cade un pezzo di finestra

Arrivano silenziose alle spalle, si mangiano il tempo che mi rimane, i ricordi, gli istanti che ho creduto felici.

Suona il telefono. Anna va a rispondere ma è impedita dai vestiti caduti.

Pronto?

Pronto!

Non sento, ci sono interferenze sulla linea. Pronto?

Mi sentite?

Riprovate, non sento niente.

Anna abbassa la cornetta e attende. Il telefono non suona, da fuori entrano rumori feroci, Anna torna alla valigia e butta tutto dentro alla rinfusa. Chiude la valigia. Il telefono suona nuovamente.

Pronto?

Pronto?

Strappa il filo del telefono

Non è nessuno. Non c’è nessuno. E’ solo suggestione.

Entra Jazz

JAZZ

Che succede qui? Ci sono stati di nuovo i ladri?

ANNA

I ladri? No. Perché? Non c’è nessuno. Solo io e la bambina. Nessuno, davvero. Sto sistemando i miei vestiti, devo disfarmene, ho gli armadi pieni. Non so cosa farne. C’è tanta gente che non ha niente e io ho gli armadi pieni, non è giusto…con tutto quello che succede fuori è il caso di occuparsi di più del prossimo…Scarpe, troppe scarpe, non le metto nemmeno più, non so che farmene. Mi aiuti?

Anna raccoglie i suoi vestiti dentro dei sacchi

JAZZ

Parti?

ANNA

No. No. Sto facendo un sacco per la croce rossa, sai il telefono continuava a suonare e io non riesco a concentrarmi, continuo a chiedermi cosa tenere e cosa dare via. Ci sono dei ricordi impigliati in qualche scarpa. Questi tacchi sono così alti che non riesco a credere di averli messi. Davvero. Dove andavo con i tacchi così alti?…No, non credo che alla croce rossa serviranno, le tengo per ricordo, qualcosa devono pur ricordarmi.

JAZZ

Parti…

ANNA

Credimi, non mi muovo. Sono qui, come sempre. Hai bisogno che ti sbrighi qualche lavoro, che so, devi scrivere a qualcuno, hai bisogno che vada in posta, posso rimandare, non è urgente, dopotutto se hanno aspettato fin’ora possono aspettare ancora e se poi non avessi sentito il comunicato della croce rossa non lo saprei, quindi non è urgente. Ci pensi? Se non lo sapevo non starei qui con la casa tutta all’aria. Chissà in quanti non lo sanno. Saranno in molti?

JAZZ

Non lo so. Non ho sentito nessun comunicato.

ANNA

Certo, eri fuori per lavoro, certo. E’ pericoloso andare in giro, ho sentito. C’è una specie di coprifuoco. Lo fanno per noi, mica per imprigionarci, per noi. Anzi non dovresti uscire per niente, fai come me. Me ne sto qui e preparo i sacchi. Dicono di non fare la coda ai supermercati che è una situazione passeggera, non bisogna avere paura. Non bisogna. No.

JAZZ

Anna?

ANNA

Jazz?

ANNA

Sono stato alla fabbrica.

ANNA

Hai fatto bene. Come sta Camus? E’ morto?

JAZZ

E’ scomparso questa notte. Se ne è andato con una ragazzina. C’erano i genitori preoccupati, gli ho lasciato dei soldi, mi avvertono se torna.

ANNA

Perché?

JAZZ

Gli ho promesso altri soldi. E’ gente che per un euro si ammazza e si fa ammazzare. M’hanno detto che chiamano se torna.

ANNA

Una ragazzina dici? E’ andato via con una ragazzina? E sua figlia? Si è fatto tutto questo viaggio per Madou e adesso scappa con una ragazzina figlia di ladri e forse anche assassini? Ti hanno mentito. L’hanno ucciso e sperano di spillarti altri soldi. Non devi credere a quello che dicono. L’hanno ucciso di sicuro. Poveretto. Tutto quel viaggio per morire in una fabbrica in demolizione.

Anna chiude l’ultimo sacco. Si muove in fretta. Molto. Troppo.

JAZZ

Sei pronta..

ANNA

Pronta.

JAZZ

A che ora hai il treno?

ANNA

Che treno? Non prendo il treno, non parto, te l’ho detto. E’ un interrogatorio? Cosa vuoi sapere ancora? Cosa ti devo dire per farti star bene?

Jazz la colpisce, Anna cade tra i sacchi.

JAZZ

Finiscila. Stai ferma lì: Non muoverti e taci.

Non puoi aggiungere nulla alla situazione. Non c’entri nemmeno, non so perché ti ho coinvolta. Sono affari che devo sbrigare da solo. Mie preoccupazioni.Tu taci e stai ferma, lasciami pensare.

ANNA

No! Non sono un frullatore che c'ha l'off, voglio vedere cosa c’è in fondo al pozzo che hai aperto ai miei piedi…buttarmici dentro…

JAZZ

Devo pensarci io.

ANNA

Tu non vuoi salvarlo, vuoi che te ne sia grato…invidio la tua capacità di dimenticare.

JAZZ

Preferisci che arrivi e si prenda la figlia?  Dio come sei cieca quando fai la cieca, diventi stupida e abbai come un maiale.

ANNA

Stai mandando tutto in pezzi

JAZZ

Tutto…

ANNA

Per anni me ne sono stata buona nella casella che mi hai dato, ho archiviato ogni tua fotografia e guardato coi tuoi occhi, ma io vedevo davvero cosa c’era dietro lo sguardo… Tu ti prendi l'anima. Hai mai spedito una delle foto che hai promesso a quei poveretti? L'hai mai fatto?

JAZZ

Erano pastori, profughi, dove le indirizzavo, non avrei saputo come...

ANNA

Dico, ci hai mai provato veramente a pensarci! Scommetto che hai le tasche piene degli indirizzi di quei poveracci. Un recapito qualsiasi. Un posto che per te è niente e loro che fanno chilometri su chilometri per giorni e mesi, prima di capire che non arriverà mai un cazzo dal simpatico uomo che li ha fotografati e che hanno accolto a casa loro. Dico, quanto ti pesano le tasche !

JAZZ

Nessuno di loro avrà mai fatto un solo metro per avere la foto.  Tu non conosci la vita in quei posti, è orribile, non c'è la certezza del cibo, figuriamoci se aspettano una foto.

ANNA

Come facevi a mentire sapendo che non avresti mantenuto una sola delle tue promesse?

JAZZ

 E' sempre stato uno scambio alla pari. Offrivo loro dei soldi o delle medicine o quello di cui avevano bisogno. Non mi devo giustificare con te.

ANNA

Con me e con tutti quelli che hanno avuto a che fare con te.

Lo accarezza

E’ stato tutto un fallimento, un teatrino e noi ci abbiamo creduto...devo andare… lasciami partire.

JAZZ

Parti allora…

ANNA

Parto. Aspetto solo che lui venga a riprendersi la figlia per partire.Lasciaci andare!

JAZZ

Ecco perché tutto in fretta, di nascosto.

ANNA

Parto, si…non di nascosto. Sono qui, mi vedi…ecco…devo trovare i vestiti giusti…andremo al caldo sicuro. Al caldo. Ovunque lontano da questa città.

JAZZ

E’ così…rilassante illudersi. Non fa male, un’illusione, non la si nega a nessuno…

ANNA

Le sue mani, piene di desiderio e di forza, erano reali… se tu non fossi stato lì avrei passato la notte con lui, sotto gli occhi di tutta quella gente…avrei avuto paura forse…non lo posso sapere…ma l’avrei fatto. Ero disposta. Appena ho incontrato i suoi occhi accecati ho capito…

JAZZ

E' l'altra vita che non abbiamo vissuto ad attirarci. I tranelli e le trappole. In Burkina è successa la stessa cosa. Rimani… c’è la bambina ora.

ANNA

Tu davvero pensi che possa crescerla sapendo cosa abbiamo fatto al padre? Forse la tua coscienza è tranquilla, hai fatto uno scambio e c’hai guadagnato, ma io non posso, io che i figli li posso fare davvero, non posso. Ogni momento la guarderei negli occhi cercando di comprendere cosa sa veramente di noi, sentirei il suo sguardo addosso e mi immobilizzerei, come uno scarafaggio. Ecco. Si. Mi sento uno scarafaggio. Ho la mia corazzetta e mi credo invincibile, nel pericolo posso sempre fingermi morta e sperare che tutto passi…velocemente.. o che la morte arrivi presto. No. Non è la mia vita.

JAZZ

E’ quella che hai sempre fatto. 

ANNA

Ma adesso ho paura. Il mondo mi fa paura, gli sguardi, i pensieri, tutto mi fa accapponare la pelle. Mi guardo sempre alle spalle, non accendo la televisione per non sapere quel che accade. Non voglio anche questo peso. E’ tuo. Riprenditelo.

JAZZ

E’ normale avere paura.

ANNA

No! Non è normale. Non è normale. No. Non voglio credere che sia normale. Non voglio che lo sia, dicono tutti così, tutti mi ripetono che è normale avere paura ma non è vero.

JAZZ

Ti sei sempre potuta fidare di me.

ANNA

Lasciaci andare.

JAZZ

Vai.

Scendi le scale e vai. Aspettalo là fuori, nel buio, tra gli spari. Tieni. Mille euro per la felicità, è la tua liquidazione, ti spetta. Sono soldi tuoi, prendili. Li hai guadagnati con la fedeltà. Prendili, che aspetti! Hai paura che siano pochi? Non bastano per i tuoi desideri? Hai dei desideri costosi, vuoi scappare ma con la sicurezza d’arrivare…

ANNA

Fai smettere tutta questa sofferenza, non ne posso più delle parole; quei suoni continui in sottofondo, lo stridere delle armature, dei cingoli. Le televisioni che sfrigolano sintonizzandosi. Falli smettere…

JAZZ

Non ci riesco. Non sono abbastanza forte. Ho la sensazione della sabbia che scivola tra le dita con la risacca. Piccole cose come la rottura di oggetti ai quali tenevo, la scomparsa di fotografie che mi erano care...

ANNA

Fai la valigia, parti con noi.

JAZZ

Questa è casa mia, l’ho messa insieme pezzo a pezzo, è il mio tempo, il mio denaro. Tutte le speranze che avevo e che si sono realizzate. Sarebbe come tradire la mia vita. Non posso venire via.

ANNA

Allora lasciami andare. Tu sei abituato alla paura e alla guerra, te la sei portata fin qui così non hai che da affacciarti e fotografare.Lui è tutti quelli a cui hai fatto promesse e non le hai mantenute. E' venuto a riprendersi la sua vita. Sono questi i segni che vedi...ho paura per te.

 JAZZ

Possiamo…

ANNA

Non possiamo più…

Mi ricostruisco una vita lontano dai tuoi sguardi. Mi serve un uomo…qualcuno che finalmente si prenda cura di me… Ho sempre avuto paura…anche di te.. soprattutto di te e delle tue decisioni. Lo aspetto qui sotto e spero che mi porti con lui.

JAZZ

Per scoprire che ha altre due mogli al paese.

ANNA

Lui non torna,non può più. Per colpa tua o sua, non ha importanza, ma ha ucciso il fratello. Non torna.

JAZZ

Prendi le tue cose e vai. Ma stai attenta a prendere solo le tue. Quelle con cui sei arrivata. Nient’altro. Vai a riprenderti la tua vita…la tua luce è riflessa, senza di me sei buio.

ANNA

E' il tuo sguardo infallibile?

JAZZ

Il mio dono è guardare, un dono prezioso, l’occhio, ruba l’anima. E’ una mano invisibile che si poggia sui cuori e ne ascolta i battiti.

 

Anna si versa da bere. Jazz la guarda, aspetta che si sia allontanata dal ripiano delle bottiglie e va a versarsi da bere pure lui. Beve. I due si guardano e non parlano.

ANNA

Avremmo potuto essere una famiglia

JAZZ

Non mi interessa. Ho avuto la figlia che volevo. Questo è quanto. 

Mette il cappotto

ANNA

Dove vai?

JAZZ

Alla polizia. Quando torno non voglio trovar traccia di te.

Esce.

ANNA

Ognuno si prende quello che vuole.

Si versa da bere e beve e accende la radio. Si sdraia sul divano. La radio manda un notiziario di guerra.

VOCE DELLA RADIO

...le vittime del mercato sarebbero undici, secondo una stima degli alleati, quaranta secondo fonti del ministero della...

Va via la luce. Anna rimane al buio. Le finestre risplendono dei bagliori di una guerra lontana.

ANNA

Non è così che doveva andare la vita.

Anna smette di fare la valigia e apparecchia la tavola mentre arrivano suoni di canti, di cingolati, di voci di bambini, di passaggi di tram, di vento. Un forte vento. Cade un pezzo d'intonaco.

Jazz ! Chi c'è ?

Alza le spalle e raccoglie un pezzo del muro caduto. Un urto e un tonfo, Anna impugna un coltello. La porta che cade e Camus entra.Anna posa il coltello.

Mi hai spaventato… potevi suonare.  Stavo per preparare la cena. Rimani?

CAMUS

Dov'è Madou ?

ANNA

All'asilo. Deve stare con altri bambini, ha sofferto e la notte nel sonno si agita e si scopre. Forse stando con altri della sua età...

CAMUS

Dove?

ANNA

A un asilo, con un bel prato recintato, è sicuro, molto costoso.

CAMUS

Deve stare con me.

ANNA

I bambini hanno bisogno di stare con i bambini. Ti fermi a cena ?

CAMUS

Aspetto Jazz.

Anna continua ad apparecchiare. I due si fuggono gli occhi ma sono avidi di conoscersi.

ANNA

Sarebbe meglio che tu la lasciassi qui.

CAMUS

Meglio per chi? Ho un treno tra due ore.

ANNA

Puoi stare anche tu, con noi. Ti troviamo una stanza qui vicino.

CAMUS

Ho visto come fate! Mi volevate lasciare là, poi qualcosa sarebbe successo. Con tutti quei soldi addosso, magari mi ammazzavano nel sonno. La vostra carità è una condanna a morte, no grazie!

ANNA

Jazz è venuto a cercarti. Abbiamo trovato un piccolo appartamento per te, bisogna solo trattare l'affitto, questione di pochi giorni.

CAMUS

Non mi piace questo posto, non lo immaginavo così e credo che siete stati voi a farlo diventare  lurido. Non è per una bambina.

ANNA

Rimani a cena. Tra poco Jazz dovrebbe tornare. Ti porto da bere. Siedi.

Anna esce e va a prendere da bere. Camus guarda la casa. Va alla fontana e si bagna le mani nell'acqua. Quando Anna rientra si ferma ad osservarlo.

CAMUS

Non avevo mai visto una fontana in casa. Da noi abbiamo il pozzo vicino, ma è per tutti.

ANNA

Verso?

CAMUS

Versa, versa.

Camus, bagnato, va al tavolo. Anna prende uno straccio e asciuga per terra. Camus beve.

Scusami.

ANNA

Sono abituata.

CAMUS

Ci metterà molto?

ANNA

Non credo, è qui vicino.

CAMUS

Bevi anche tu.

Anna si avvicina e si versa da bere. Bevono.

CAMUS

Sei sua moglie?

ANNA

Un'amica. Gli faccio da segretaria. Vivo qui per comodità.

CAMUS

Scopate?

ANNA

Non sai niente di noi, è meglio se te ne vai.

 CAMUS

Partiamo questa sera alle due. C'è un treno. Un treno con le cuccette, per me e Madou.

ANNA

Ci sono carte e leggi, non puoi farci niente. E' nostra. L'abbiamo iscritta a scuola e crescendo si dimenticherà del posto da dove viene, lo spero per lei, altrimenti ci saranno degli psicologi, gente che l'aiuterà a dimenticare. Se la porti via è rapimento.

CAMUS

Un padre non può rapire sua figlia.

ANNA

Lei non è più tua figlia. Non metterci ancora in imbarazzo. Vattene via. Vuoi dei soldi? Cosa vuoi? Che ti paghi il viaggio fino a Parigi, vuoi tornartene a casa tua ? Ti faccio un assegno, no,

ti do dei contanti, si dei contanti, cinquemila dovrebbero bastare. Basta che te ne vai. Ti prego. Ora. Esci e non tornare. Non hai più una figlia ma sei abbastanza giovane per farne altre, trovati una donna, quello che vuoi, parti, torna, io non vivo più da quando so che sei qui. Non ti conosco, non ti odio, non provo nessun sentimento per te, sei uno straniero e non ti voglio conoscere. Non è colpa di nessuno.

CAMUS

Mi dici di non sporcare pavimenti che sono già luridi.

ANNA

Come?

CAMUS

Parole. La tua bocca ne dice tante ma i tuoi occhi vogliono altro.

ANNA

Non ti capisco, davvero, non capisco il senso di quello che dici. Parla chiaro. Non sei più in Africa. Se devi dire qualcosa, dilla.

CAMUS

Tu hai paura. Non di me. Non sono un pericolo e lo sai. Non fisicamente almeno. Parli e ti affanni a dire cose che non hanno senso, riempi i silenzi con la paura. C'è carne?

ANNA

No. Non c'è carne, non c'è pesce, non si mangia! Tu non mangi qui ! Tu te ne vai.

CAMUS

Prima mi inviti e poi mi cacci.

ANNA

Ho cambiato idea. Rimango qui.

CAMUS

Mi metto alla fontana e aspetto, magari passa un pesce e tu lo cucini

ANNA

Se non te ne vai chiamo la polizia.

Camus va alla fontana, Anna non sa cosa fare. Va e viene per la stanza. Guarda fuori dalla finestra. Entra Jazz.

JAZZ

Anche la porta si è rotta... Camus...Ce l’hai fatta !

CAMUS

Da solo, di nuovo. Adesso ho fame.

JAZZ

Certo, la cena. Anna prepara anche per lui.

ANNA

Hai fatto?

CAMUS

Cosa hai fatto?

Anna e Jazz si scambiano uno sguardo.

JAZZ

Sono stato alla polizia.

CAMUS

Mi hai denunciato  ?

JAZZ

Per il bene di tutti, non puoi restare. Ti cercano.

CAMUS

Perché? Per la bambina?

JAZZ

No.

CAMUS

Perché allora? Ti ho salvato la vita, ti ho dato mia figlia, ho fatto un viaggio tra i maiali, tutto per una promessa che hai fatto da solo. Non ti ho chiesto niente. Mio fratello l'avrei ucciso comunque, non poteva continuare a mandare bambini a morire. Tu mi hai detto di casa tua e che potevo venirci a stare, non ti ho chiesto niente.

JAZZ

A volte si commettono sbagli.

CAMUS

Non c'è debito tra gli amici.

JAZZ

Non eravamo amici.

CAMUS

Questo lo capisco.

JAZZ

La situazione era coinvolgente e poi è saltata fuori tua figlia. La possibilità di adottarla.Io volevo una figlia e la volevo subito. Avrebbe sistemato le cose.

ANNA

Quali cose?

Jazz guarda Anna

CAMUS

Quando si ospita qualcuno sotto la propria tenda non si chiede indietro niente. Si passa la sera insieme e ci si racconta. Non c'è alcun dovere se non far stare bene l'ospite. Ma l'ospite non può rubare la tenda.

ANNA

Smettila di parlare in quel modo, non lo sopporto.

JAZZ

Non stavi facendo le valigie?

ANNA

E’ andata via la luce.

JAZZ

Manca in tutto il quartiere.

ANNA

Preparo la cena.

 Anna esce

JAZZ

Mi dispiace, sono mortificato.

...

Mi ci sono trovato in mezzo. Non immaginavo che avrei avuto paura, Camus. Perché ho avuto paura quando ti ho visto disteso là a terra. Paura di essere giudicato, di perdere quello che ho guadagnato. Il rispetto.

CAMUS

Anche l'uomo che mi ha fatto picchiare ha parlato di rispetto, è una stoffa che scaccia la paura, ma solo per un momento, poi torna e ritorna e non va mai via.

JAZZ

Lo capisco e mi spaventa ancora di più. E' che non posso tornare indietro, ci sono troppe carte firmate e troppi compromessi. Mi sono sentito il boia, là tra i maiali e i cinesi. Non me lo merito.

CAMUS

Io me ne vado, Jazz. Prendo mia figlia e me ne vado. Queste leggi non sono le mie.

Rientra Anna con un piatto di riso e carne

ANNA

E’ pronto

CAMUS

Dov'è mia figlia?

ANNA

E' nostra figlia, ora.  Non ti ha detto niente Jazz ? Non ha avuto il coraggio di dirti la verità ?

CAMUS

Quale verità? Qui ognuno ha la sua.

JAZZ

Ho dovuto, Camus. Abbiamo adottato Madou. Ma è un matrimonio così, immaginario, valido solo per le leggi di questo stato. Mi dispiace.

CAMUS

Dov'è ? 

JAZZ

Diglielo.

Anna si siede a tavola e mangia.

Diglielo. Non volevi partire con lui? Non lo aspettavi col cuore in gola? Adesso è qui. Parlagli. Digli dov’è sua figlia.

ANNA

Ho fame, ora.

Se devo viaggiare, devo mangiare.

JAZZ

Da vicino non è più così esotico, ti spaventa…

ANNA

Sedetevi e mangiate. Si fredda.

I tre si siedono e mangiano al buio. Si guardano e mangiano. Il silenzio è spezzato solo dal passaggio di sirene nella strada di sotto.

Entrano Baby e Lucio. Lucio ha in mano una pistola.

BABY

Sono loro.

LUCIO

Bella riunione. Che mangiate?

BABY

Cose di classe, di sicuro.

JAZZ

Chi siete? Fuori, andate fuori.

LUCIO

Vogliamo solo mangiare con voi e poi magari anche i vostri soldi.

BABY

Via da qui per sempre, vero Lucio?

LUCIO

Vero Baby. Per sempre.

CAMUS

Immaginavo che saresti venuta. L'ho visto nei tuoi occhi quando guardavi la casa. Sono dei poveracci, non c'è nulla da prendere. Perdete il vostro tempo.

JAZZ

Li conosci ?

CAMUS

Me li hai fatti conoscere tu. Al capannone. Dove mi hai abbandonato.

Lucio mangia dal piatto di Anna. Beve dal suo bicchiere. Non le toglie gli occhi di dosso.

LUCIO

Vino da signori. Senti Baby, provalo, scommetto che non l'hai mai assaggiato uno così.Vedrai che ne compriamo a chili coi loro soldi..

ANNA

Non toccare il mio bicchiere.

LUCIO

Taci puttana, poi mi occupo di te. Vero Baby ?

BABY

Ti ho detto che non abbiamo scopato, abbiamo fatto solo finta, per far incazzare tutte le donne.

LUCIO

See !

BABY

Diglielo Camus.

CAMUS

E' troppo piccola per me.

LUCIO

Non voglio sentire cazzate, i patti erano chiari, tu hai fatto delle cose e io potevo ricambiare. Non puoi tirarti indietro. Come credi che mi sento a vedere la faccia di quest'uomo? Mi viene da sparargli per la rabbia. Ma abbiamo un patto e io lo rispetto. Capito, negro? Non ti ammazzo perché ho dato la mia parola.

BABY

Prendiamo i soldi e andiamo via.

 LUCIO

Non sono solo i soldi...

ANNA

Dagli i soldi, Jazz.

JAZZ

Quanto vuoi ?

LUCIO

Hai sentito, Baby? Mi prende per una puttana. Quanto voglio? Voglio tutto quello che hai in casa. Voglio i quadri, i tappeti, la fontana, la casa. Ecco cosa voglio veramente, questa casa con tutto quello che c'è dentro. Potete prendere il nostro posto in quel cimiciaio di fabbrica abbandonata. Certo dovrete lottare con Satana e sua moglie, ma c'è spazio, tanto, molto più di qui.

JAZZ

Non ho molto, cento, duecento..

LUCIO

Non mi hai ascoltato! Voglio la casa, i vostri conti in banca, le vostre camicie, le vostre vite. Ecco. E quelle me le posso prendere facilmente. Bastano due colpi precisi e io ho preso il vostro posto. Il tuo no, Camus, te ti lasciamo andare, non voglio la tua vita, è peggio di quella che ho addosso.

BABY

Smettila di dire queste cose. Prendiamo solo i soldi, abbiamo un bambino in macchina, non voglio rubare per tutta la vita. Dateci quel che avete e andiamo via. Per sempre.

Lucio colpisce il tavolo con forza. Il tavolo si rompe.

ANNA

Daglieli subito.

LUCIO

Si, dammeli e vi lascio la vostra vita. Questa casa cade a pezzi, non vale granché.

JAZZ

Ecco. Tutto quello che ho.

LUCIO

Allora mi faccio la tua donna finché non tiri fuori il resto. Qui davanti ai tuoi occhi, così vedi bene cosa compri.

ANNA

Ti prego, Jazz !

JAZZ

E' tutto. Mi spiace. Non tengo contanti in casa. Non uso quasi mai il denaro...

BABY

Ti ho detto che non l'ho toccato. Siamo venuti subito via.

LUCIO

Tu che dici ? Andiamo di là o qui davanti a tutti.

ANNA

Jazz ! Ti prego.

JAZZ

Non volevi una famiglia?

BABY

Rovini tutto. Prendi quei soldi !

LUCIO

Taci.

BABY

Questo non è giusto. Cosa c'hai? Cosa c'hai? Perché fai così! Ti ho detto che non è successo niente.

 CAMUS

Dategli tutto quello che avete. Devono partire, hanno fretta.

ANNA

Li vado a prendere.

LUCIO

Taci e non muoverti, ti muovo io più tra poco.

CAMUS

Lasciala andare. Non ha niente di suo è tutta roba rubata ad altri.

Lucio  afferra Anna e la costringe ad alzarsi

LUCIO

Muoviti.

ANNA

Lasciami, Jazz! Jazz!

Camus fa per alzarsi ma la pistola di Lucio lo blocca, Anna è costretta a seguirlo nell’altra stanza, Jazz continua a mangiare.

BABY

Voglio andare via da qui ! Sai, è per quell'altra vita, insomma la villa o quel che sarà... vieni con noi. Lucio ha passato dei brutti momenti, stava per lasciarci la pelle per una rapina... è spaventato...e poi c'è il bambino, è nostro, non posso lasciarlo crescere coi miei.

CAMUS

Dov'è mia figlia ?

JAZZ

Nell’altra stanza.

CAMUS

Certo. Non poteva essere altrimenti.

JAZZ

Vattene. Prendi la bambina, i tuoi amici, i soldi e vattene via. Non c’è altro, siamo pari.

CAMUS

Qualcosa di più che pari.

Cade un pezzo del muro esterno, la luce comincia a filtrare.

BABY

Conosco tutte le strade che portano fuori città. Non ci fermeranno ai controlli. Posso darti dei documenti, prenderemo il treno, cambieremo nome, ci compriamo una casa in campagna e avremo degli alberi da frutta. Tu sai come fare con gli alberi da frutta. Ci aiuterai, noi siamo sempre vissuti qui non conosciamo niente, non siamo niente…ma tu. Hai viaggiato, hai visto e qualcosa avrai imparato. Noi no. Non ci è stato permesso. Quelli come lui ce l’hanno impedito.

JAZZ

Vai con loro, subito, lascia qui Anna ti sarebbe di peso.

CAMUS

Sarà lei a decidere.

JAZZ

Non sa cosa vuole. Vive nel terrore che il mondo cambi, non reggerebbe lontana da casa.

Anna e Lucio rientrano. Anna tiene Madou in braccio.

ANNA

Abbiamo raggiunto un accordo.

Mi ha aiutato a fare la valigia. Sono pronta, Camus.

LUCIO

Lei ce l’ha i soldi, Baby, lei. Non quello lì. Lei.

ANNA

Conti in banca, obbligazioni, depositi in cassette di sicurezza. Ho tutto io, a nome mio, tu non potevi sporcarti coi soldi, è tutto mio. Tranne la casa.

JAZZ

La casa?

Camus si alza da tavola. Anna passa la bambina a Camus, indossa il cappotto, i guanti e un cappello.Non guarda mai dalla parte di Jazz che è immobile. Lucio finisce di mangiare dal piatto di Anna e beve il vino.

CAMUS

Ha bisogno di stare solo.

Anna raccoglie le sue cose.

Ti ho già salvato una volta adesso tocca a te salvarti da solo. Vendi la casa, brucia tutte le foto e parti. Vai via. Scegli un bel posto, in riva a un fiume e stacci. Prova a vivere davvero, adesso.

JAZZ

Solo un altro giorno. Finché non torna la luce. Rimani.

ANNA

E’ un’occasione come un’altra, questa. Non provo più alcun sentimento, nemmeno il ribrezzo. Mi hai lasciata vuota. Come una bottiglia che galleggia.

JAZZ

Ancora un’ora. Finché fa giorno.

ANNA

E’ già giorno.

Anna lo bacia.

Andiamo.

Escono. Jazz rimane da solo.

JAZZ

Fuori è pericoloso.Io lo so. Ci sono stato. Non c’è più niente, ferro che sbatte contro altro ferro, fuochi e gente che scappa avvolta in fagotti. Nessun volto. Neanche un sorriso, solo la paura e case che crollano.

Jazz prende il telefono ma si accorge del filo spezzato. Si apre un altro buco nel muro di casa. Jazz prende la macchina fotografica e la posa di fronte a sé. Si copre il volto con un tovagliolo in modo che aderisca ai lineamenti. Schiaccia la polpetta. Flash.  

EPILOGO

VOCE OFF

Quasi una strage di senza tetto nell'area dismessa dell' ex Magneti Marelli. Accertate al momento trentotto donne intossicate da cibo avariato. I vicini sostengono di aver sentito dei maiali piangere alcune notti fa. Un uomo e una donna sono stati ricoverati in stato confusionale in ospedale, il comune assegnerà loro una sistemazione provvisoria in attesa dell'assegnazione di un alloggio popolare.

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