Come mosche in un barattolo

Stampa questo copione

COME MOSCHE IN UN BARATTOLO

TRAMA: Martha e Giles hanno una pensione in fallimento alla periferia di una città non definita nella quale è appena accaduto un delitto. Stranamente gli abiti descritti come quelli del killer sono uguali a quelli di Giles e Martha è colta da forti dubbi. Inoltre, una notte, tre attori di teatro capitano da loro in cerca di camera dopo aver rifiutato l'orribile ostello che il teatro metteva loro a disposizione. Un giorno dopo anche uno strano individuo arriva a bussare alla loro porta, dice di aver avuto un incidente e vuole fermarsi per la notte e dopo di lui arriva anche un altro uomo apparentemente ipocondriaco. Incredibilmente la pensione ha avuto i suoi primi clienti proprio in quel periodo e tutti loro hanno qualcosa di sospetto...Saranno arrivati solo per una coincidenza o hanno qualcosa a che fare col delitto iniziale?

Il testo è ispirato a “Trappola per topi” di Agatha Christie.

PERSONAGGI:

Martha Gladstone: la padrona di casa, gentile coi clienti, ma piena di lamentele, sempre nervosa, ha il tic di mordersi le unghie. Instancabile e sempre in movimento. Abbreviato M.

Will Gladstone: Il marito, affabile, ma anche abbastanza irascibile, ama leggere il giornale e cucinare. Abbreviato W.

Charles Wire: baronetto snob e schizzinoso, ha un tono di voce e dei modi di fare sempre altezzosi. Abbreviato CW.

Albert Moore: un ragazzo acqua e sapone, molto buono e sempre pronto a mediare. Canticchia sempre un motivetto infantile. Abbreviato AM

Tom Boyle: ragazzo che sta molto sulle sue, non si fa mai prendere troppo dagli eventi e ha un fare abbastanza menefreghista. Ascolta spesso musica dalle cuffie di un i-pod. Abbreviato TB.

Andrea Paravicini: enigmatico e tenebroso, parla in modo teatralmente molto marcato e sinistro, ha sempre una luce di follia negli occhi. Abbreviato AP.

Edward Porter: all'inizio ipocondriaco, parla balbettando e tremando, ma ha un fare abbastanza sospetto e viscido sin da subito. Si rivela poi essere altezzoso, pronto a fare humour di scherno contro gli altri, pieno di sé e dalla parlata anch'essa marcata e molto teatrale. Abbreviato EP.

ATTO PRIMO

PROLOGO

Le luci in sala si stanno per spegnere e il sipario è ancora chiuso. Parte una traccia musicale che

ha mixate delle voci e delle urla, quindi cala il silenzio di colpo. Qui si può mandare un video con su un delitto (uno strangolamento in una periferia urbana vicino a una stazione) o inscenare lo stesso sul palco.

SCENA PRIMA

Si alza il sipario.

Siamo in una stanza arredata all'antica, ma in modo semplice: un divano verdone , un tavolino

in legno con un vaso di fiori e un cordless a destra del tavolo, di sfondo un muro con carta da parati scarlatta.Si immagina che sulla sinistra della scena (rispetto alla platea) ci sia l'ingresso e la scala per la cantina, sulla destra una scala che porti da quella sala alle camere per gli affittuari salendo e scendendo alla cucina.

Tutto va al centro e bisogna illuminare soltanto questi elementi usando i fari centrali, in modo da lasciare al buio le parti laterali del palco, così da trasmettere anche visivamente in modo forte il senso di prigionia che sentiranno i personaggi. Essi reciteranno comunque come se avessero tutto il palco a disposizione, col risultato che spesso saranno in ombra.

Entra Martha, che si toglie un cappotto pesante da cui spunta un giornale e lo getta sul divano,

quindi sparisce dalla parte opposta per rientrare senza guanti e cappello.

Mentre lei è fuori entra Giles, che vede la giacca e sorride.

Lei rientra e ha un sussulto.

W: Che hai?

M: Mi hai fatto spaventare, non entrare più così di soppiatto!

W: Non sono mai uscito a dir la verità!

M: Allora non ti ho sentito in casa, scusa tesoro (ride sforzata e lo abbraccia)

W: Trovato qualcosa per la tua amica?

M: Macchè, code chilometriche fuori da ogni negozio e poi a me sembra che non vendano niente di

bello! A Natale, però, si sa, non conta cosa prendi, ma fare regali e basta, così la gente compra

schifezze senz'anima, giusto per fare la sua parte col minor impegno possibile!

W: Su, qualcosa troverai. Hai acceso i caloriferi? Si congela!

M: A chi lo dici! In coda ai magazzini pensavo di perdere per sempre l'uso delle dita dei piedi!

La donna si siede sul divano, toglie le scarpe, prende delle pantofole da sotto il sofà e sparisce a

portar fuori il cappotto, mentre il marito si siede e legge il giornale.

La donna rientra.

M: ha chiamato nessuno per affittare?

W: Macchè, quel telefono è più silenzioso di una tomba!

M: Forse dovresti appendere dei nuovi volantini per le strade, che dici?

W: Domani lo farò.

M: Non conviene tu vada oggi? Tra poco è Natale, uno che cerca un posto per dormire per fare

qualche giorno da solo con l'amata lo cerca ora, non c'è tempo da perdere!

G: Cosa vuoi che cambi un giorno in più o uno in meno? E' anche sera!

M: Cambia Will, abbiamo bisogno di soldi e abbiamo tenuto questa seconda casa da mia zia

proprio per ricavare qualcosa trasformandola in pensione! Per ora, invece, ci ha solo prosciugato di

liquidi in tasse.

W: (adirandosi)  te l'ho detto da subito che non era un affare!

M: Non ricominciamo tesoro, mi fai questo favore o no? Se no esco io!

L'uomo sbuffa, quindi si alza ed esce con un impermeabile.

W: Non metti il giaccone? Prenderai freddo!

M: Piove già Martha.

Lei guarda la finestra.

W: Oh Dio, che inverni schifosi!

Si salutano e lui esce. Appena lui esce di casa la donna corre fuori a destra in preda al panico e rientra con un pastrano scuro, una sciarpa chiara e un cappello di lana,

quindi li butta in modo che siano ben visibili sul divano e prende il giornale, che legge ad alta

voce.

M: E' stato trovato nella sera del 15 dicembre il cadavere di Maureen Lyon, uccisa nei pressi di

Culver Street a un'ora che si crede essere compresa tra le diciotto e le diciannove e trenta. La polizia

sta cercando un uomo che è stato avvistato nei paraggi. Indossava un cappotto pesante scuro, una

sciarpa chiara e un cappello di lana.

La donna rallenta man mano la lettura e la sua angoscia cresce osservando i vestiti accanto a sé.

Fuori inizia ad alzarsi il vento.La donna rabbrividisce e squilla il telefono lacerando il silenzio,

facendola trasalire.

Va a rispondere, ma dall'altra parte della cornetta non c'è nessuno.

La scena si ripete due o tre volte.

Rimette giù l'ultima volta, angosciata, finchè dei colpi violenti alla porta non la mettono in allarme.

Le bussate sono violente e dall'altra parte della porta si odono voci confuse e insistenti.

La donna è spaventata, ma si avvicina pian piano alla quinta alla sinistra degli spettatori finchè non esce dal palco in silenzio.

Dopo un poco, vocio e la donna entra con tre ragazzi al seguito.

M: Chiedo scusa, ma mi sono un attimo agitata!

Piega in fretta il giornale e raccoglie gli indumenti del marito, dunque scompare dall'altra parte

scusandosi un attimo.

I tre ragazzi si guardano in giro, incuriositi, riscaldandosi con le braccia e posando a terra tre

valigie.

La donna torna e si presenta a tutti.

M: mi dicevate che volete affittare l'appartamento, vero?

CW: Esatto. L'ostello che ci avevano prenotato era pieno di scarafaggi ed era sporchissimo. Va bene

che siamo solo ragazzi, però c'è un limite a tutto! Così abbiamo vagato un po' in cerca di cartelli che

indicassero affitto, ma non ne abbiamo visti, fino a che siamo capitati qui e abbiamo letto delle

camere libere.

M: Siete nel posto giusto. E' un po' piccola come pensione, ma le stanze sono accoglienti e il prezzo

è buono. Poi, essendo i primi, vi faremo anche uno sconto!

TB: Scusi, perchè parla al plurale se è sola?

M: Oh, a breve tornerà anche mio marito.

AM: (ridacchiando) Svelato il mistero!

CW: (ignorando la battutaccia dell'altro e lanciandogli un'occhiataccia) Intanto, vorremmo affittarlo se possibile da stanotte fino al 20.

M: Nessun problema per noi!

Si sente la porta ed entra il marito.

W: Non mi dire che...

M: Già, sono i primi clienti!

G: Favoloso!

Tutti si presentano di nuovo, quindi si spengono le luci calando.

SCENA SECONDA

I ragazzi sono seduti sul divano a parlare.

TB: quindi, dicevo, che io vengo dal nord, voi?

AM: io da un paesino sulla costa.

CW: Io abito in campagna, a trenta chilometri da qui.

Entra Will.

W: Scusate, volevo dirvi che le vostre tre camere sono pronte e...Ho per caso sentito la vostra

conversazione. Ho scoperto che non vi conoscete!

TB: esatto. Siamo qui nella capitale per fare un corso di recitazione al Teatro Futuro e saremmo dovuti essere compagni di stanza in un ostello convenzionato col teatro. Il problema è che, come le ha detto il mio collega, appena aperta la porta della nostra camera e visto in che condizioni avremmo dovuto stare ci siamo subito rifiutati di stare lì e siamo venuti via. Ci siamo conosciuti un po' per strada, ma prima di due ore fa ignoravamo uno l'esistenza dell'altro.

W: Ho capito! Complimenti comunque, mi sembrate molto giovani per entrare già a recitare in un

teatro così importante, dovete essere davvero bravi!

AM: abbiamo tutti 18 anni appena compiuti. La selezione era per la compagnia giovanile.

W: capisco. E che parti recitate di solito?

TB: Io finora ho fatto solo comparse...

CW: (sarcastico) ci credo bene...con quella faccia!

AM: Io sono un ottimo Puck...

W: chi?

AM: Puck!

W: io...

AM fa per parlare, ma CW lo interrompe sempre con fare saccente.

CW: Sogno di una notte di mezza estate...

W: ehm...

CW: William Shakespeare!

W: ah cavolo! A questo punto le chiedo se me ne può recitare un pezzettino!

AM: ah, volentieri!

CW fa una smorfia.

AM recita:

Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,

immaginate come se veduti

ci aveste in sogno, e come una visione

di fantasia la nostra apparizione!

Tutti tranne CW applaudono e lui ringrazia.

W: e lei?

CW: Io posso fare qualunque parte, naturalmente. Anche se sono il miglior Romeo che ci sia

attualmente in Inghilterra!

W: Così giovane già fate Romeo?

CW: certo ignorante! Nel pensiero di Shakespeare la coppia aveva quattordici anni!

W: oh, non lo sapevo, non sono esperto di teatro!

CW: ho notato, se no non avrebbe applaudito a lui! Io questi qui ce li vedo a recitare al massimo

nell'Atto senza parole di Beckett...Ma lasciamo stare, ormai certi concorsi li vince chiunque!

AM: vedremo chi avrà la parte principale! Scommetto che la avremo noi, la otterrò ad ogni costo

pur di vederti in secondo piano sulla stessa locandina dove comparirà il mio nome!

CW: è una sfida?

AM: apertissima!

Si stringono la mano.

W: su ragazzi, non siate così antagonisti sin da subito! Comunque, volevo dirvi che se volete andare a letto e riposare, è tutto pronto. Io raggiungo Mollie che si è già coricata. Buonanotte. Se avete

bisogno qualcosa noi siamo nell'appartamento al piano ancora sopra rispetto alle vostre camere.

CW: Una cosa sola signore...

W: Dica!

CW: Non è che per caso avete i tarli qui?

W:(indignato)Nossignore!

CW: Eppure abito in campagna e lo riconosco.

W: Che cosa?

CW: (secco) Il rodere dei tarli. Buonanotte a tutti.

Si alza e se ne va stizzito.

TB: Avete molti spigoli in casa?

G:(sbigottito) Spigoli? Ma signori, che domande mi fate!

TB: sì, per il bene di quello là, Charles. Se ne prende uno esplode, gonfiato com'è!

Risate forzate alla battuta.

TB: Bene, me ne vado anch'io a dormire, sono parecchio stanco.

Si alza e se ne va.

AM: Li conosco da due ore e già ringrazio Dio che l'ostello fosse uno schifo. Piuttosto che dormire

con quelli sarei stato sotto questo temporale!

Esce anche lui. Calano le luci su Will.

SCENA TERZA

Will è sul divano a leggere il giornale, quindi entrano scaglionati i tre ospiti, in pigiama e

pantofole, dal viso assonnato. Il primo è Charles, quindi Tom e Albert.

W: Buongiorno!

CW: Scherza? Quei tarli facevano più rumore di una sega circolare!

W: Impossibile!

TB: Non si sentiva volare una mosca da me. Se vuoi facciamo cambio stanza.

CW: E' un'idea. Appena cambiano le lenzuola e ripuliscono un po' sposto la mia valigia.

W: Ehm, mi dispiace, ma temo che le lenzuola non si riescano a cambiare oggi. Mia moglie è via

per una visita medica stamane e io non sono pratico di queste cose.

CW:(sbigottito) Intende dire che non avete servitù?

W: Certo che no! L'attività è appena avviata!

CW: Incredibile! E pensate che continuerà con una gestione così? Era quasi meglio l'ostello! Legno

marcio alle pareti, niente cambi in camera e questo tempo schifoso!

W: Cosa possiamo fare noi per il tempo?

CW: Avete almeno uno spazzolino da denti? In camera non c'è!

W: Ah, certo. Mia moglie deve essersene dimenticata, lei non li usa.

CW: Io invece sì, e che sia abbastanza morbido!

AM: Basta fare chiasso per nulla! Ho fame, direi di preparare tutti assieme una bella colazione, che

dite?

TB: Finalmente uno che parla col cervello collegato!

CW: Se proprio volete una mano io tosto il pane.

W: Ci organizzeremo in cucina dai.

Calano le luci e si riaccendono su Mollie che torna a casa e fa le pulizie, parlottando spaventata

tra sé e sé per la strana situazione in cui si trova suo marito.

Intanto che fa le pulizie ascolta il “Preludio” da “Rigoletto” di Verdi e riceve ancora un paio di telefonate senza risposta, finchè alla terza qualcuno risponde.

M: pronto? Ah sì, era lei che chiamava le altre volte?...Ah capisco, sì, la linea in questi giorni ha qualche problema. Mi sente ora? Ok, urlo un po' di più...Dicevo che ci sono solo due stanze libere, abbastanza piccole però...Nessun problema...ok, allora sono 30 a notte...Sì, venga quando vuole...Ok, domani pomeriggio alle 4 sarà ad aspettarla! (Mollie si blocca un attimo) Ah, alle quattro stanotte? Ok...orario un po' strano ma...va bene! Non suoni allora che ho altri ospiti, le aprirò io. Lei dia solo una leggera bussata. Sia puntuale, la prego, non mi piace stare sola al buio! Perfetto, grazie e arrivederci!

Mollie posa la cornetta e si morde le unghie, nervosa.

Riaccende la musica e termina le pulizie.

SCENA QUARTA

E' sera e tutto è buio quasi totale. Di sottofondo alla scena c'è una musica di suspese.

Mollie va ad aprire alla porta. Entra un uomo in abiti scuri, con una valigia e un giornale, che

posa accanto ai fiori. Si stringono la mano, parlano sussurrando e bisbigliando, quindi lui porge a

lei dei soldi, molti, in contanti e si fa accompagnare fuori scena verso le camere.

La donna sembra angosciata.

Poco dopo un uomo compare dall'ombra uscendo dalla zona delle stanze, prende il giornale, lo legge, lo strappa ed esce di scena da dove era entrato.

SCENA QUINTA

La scena si apre con un'altra musica che susciti tensione.

Colpi assidui e grida dalla porta rompono all'improvviso il silenzio notturno.

Dopo un po' di tempo appare Will, in vestaglia, con una torcia elettrica in mano, unica fonte di luce per tutta la scena.

Va alla quinta dove dovrebbe esserci la porta e parla con chi sta idealmente dall'altra parte.

W: Chi è?

AP: Ho avuto un incidente qui davanti, posso usare il vostro telefono?

W incerto.

W: Che tipo di incidente?

AP: Stavo cercando un albergo da queste parti e la mia Alfa Romeo è uscita di strada a causa del

maltempo e di una buca. Si è ribaltata e avrei bisogno di un carro attrezzi!

W attende, poi apre.

W: entri pure. Le faccio luce con questa e non urlo perché ho ospiti che dormono.

AP: nessun problema.

AP segue W davanti al divano, dove posa uno zainetto.

W: Lì c'è il telefono, faccia pure.

AP: Grazie. Ascolti, ha detto di avere ospiti, quindi questa è una pensione giusto? Avete camere libere per caso?

W: Sì, una sola, non molto grande però.

AP: Andrà benissimo.

W: E l'albergo dove doveva andare?

AP: Era per un colloquio di lavoro. Sono un cuoco. Non potrei permettermi nemmeno un pisolino

pomeridiano in una camera di quelle! (sorride)

W: capisco. Allora le preparo la stanza?

AP: Si grazie. Qui non risponde nessuno dannazione! Non c'è più linea!

W: Siamo anche in una via isolata. C'è un bosco a pochi metri dal nostro giardino.

AP: Sì, ci sono passato attraverso ahimè. Una paura! Comunque la strada ora è del tutto inagibile.

Ci sono venti centimetri di neve e la bufera continua!

W: Neve? Bufera?

AP: Oh sì, ha cominciato questa sera alle nove e in otto ore ha coperto tutto. Fa freddissimo anche,

sicuramente gelerà a breve.

W: Che tempaccio santo Iddio! E i suoi bagagli?

AP: Sono due cose, le lascio in macchina per ora. Chi vuole che li rubi adesso? Quello che mi

occorre è tutto in questo zainetto!

W: Ne è sicuro?

AP: Certo!

W: E il carro attrezzi?

AP: Aspettiamo. Non si può muovere in queste condizioni. Domattina lo richiamerò sul presto.

Metterò la sveglia al cellulare.

W aggrotta le sopracciglia.

W: La accompagno alla camera, venga.

AP: Avete molti ospiti? (ride in modo sinistro e si porta al centro del palco, attirando su di sé l'attenzione della platea. Will lo illumina dal lato con la torcia, creando un gioco di luci-ombre sul suo volto e passando con la luce su tutta la sua figura, esaminandone i vestiti logori.)

Lo so, lo so...Sono l'ospite inatteso, colui che viene dall'ombra, dal nulla, precipitando qui dalla

tempesta! Cosa sapete di me? Nulla! Chi sono io? Chi dico di essere, ma perchè credermi? Sono

l'uomo del mistero che arriva a chiudere gli arrivi, perchè ora siamo bloccati qui, al limitare della

città, dove le strade sfumano in serpeggianti sentieri che strisciano come bisce sotto le volte del

bosco.

Va quasi in proscenio.

Siamo in trappola. Un pugno di mosche in un barattolo di vetro!

Ride a lungo.

D'accordo, mi mostri la mia camera.

Perfetto. Perfetto!

Escono di scena, con Will molto a disagio.

SCENA SESTA

CW si aggira per il palco indicando il pavimento e storcendo il naso, TB sbuffa e AM canticchia

un motivetto, una sorta di nenia infantile.

TB: Hai finito di fare Sherlock Holems in versione checca?

AM ride di gusto.

CW: Bravi, bravi, prendetemi in giro. Io vi dico che qui sono entrate due persone dall'esterno

stanotte! Ed è incredibile che non solo non sia stato pulito tutto questo accumulo di germi e microbi,

ma che non ci abbiano nemmeno avvertiti di altri ospiti in arrivo! E se fossero sgraditi?

AM: Più di te? Non scherziamo!

CW si avvicina ad AM: senti bello, ho capito che sei solo invidioso di me, ma abbassa la cresta per

favore, intesi?

AM: a me lo dici? Chinati che tocchi il lampadario.

CW: Questo è troppo!

Si spintonano e CW alza per il bavero del pigiama CW, ma TB li divide.

TB: E basta! Scendiamo a fare colazione e non lamentiamoci più. E' quasi Natale, pensiamo a

rasserenarci! Se ci sono altri ospiti, allora ci presenteremo!

AM: ben detto.

CW abbassa le mani e si ricompone il pigiama.

CW: Uno l'ho intravisto. Vestiva in modo patetico, con dei jeans e una felpa lunga nera. Sembra

straniero...Straniero e strano. Io non mi sbaglio mai!

AP: c'è sempre una prima volta, amico. La mia felpa è blu, non nera.

AP entra in scena e sorride beffardo a tutti.

AP: Mi chiamo Alberto Paravicini, piacere. Sono un cuoco.

Giro di presentazioni.

CW: Grazie a dio qualcuno che forse sa come si fa un pasto decente. Qui si mangia solo scatolame

mascherato da cibo casalingo!

Siamo forse cani?

AP: No, direi più mosche.

TB: Mosche?

AP: Oh sì, siamo tutti mosche in un bel barattolo di vetro sigillato.

AM: Cosa vuole dire?

AP: Che la bufera di neve continua e la strada ormai è coperta per quasi mezzo metro. La linea del

telefono non è tornata e manca il campo anche ai cellulari. Siamo quasi in campagna, lontano dalla

città, isolati da tutto e da tutti.

CW: In trappola, insomma.

AP: Già, divertente vero?

AM: Se lo dice lei. Almeno le mosche nel barattolo sono al riparo.

AP: Si sbaglia. C'è un nemico invisibile che le ucciderà prima o poi, una per una.

CW: Oooh, interessante, quale sarebbe? La loro sete omicida che verrà scatenata dalla loro

prigionia?

Da lontano entra un altro uomo, è EP, di cui ancora si ignora l'identità.

EP: (balbettando) E' la carenza di ossigeno forse?

Tutti si voltano e AP ride e applaude.

AP: Bravissimo.

EP si presenta, quindi entra anche Martha, con Will.

M: Eccovi tutti! Venite con me, ho preparato una colazione speciale! Così ci conosceremo meglio

tutti.

Escono verso la cucina, tutti titubanti e sospettosi verso le due nuove figure.

SCENA SETTIMA

Will e Martha sono spaparanzati sul divano, esausti. Durante il loro dialogo si sente, a tratti, la nenia fischiettata da AM provenire da fuori scena e la donna, ogni volta che la ode,si agita.

W: Che fatica! Forse ha ragione quel ragazzo, ci conviene prendere una cameriera per il

futuro.

M: Quel ragazzo è insopportabile, è senz'altro un viziato figlio di papà!

W: Già, ma ci paga come tutti e va trattato bene.

M: Non lo nego, ma la voglia di tirargli un ceffone a volte è quasi incontenibile! Come prima a

colazione, che si lamentava che non conosce gli altri ospiti.

Ha risposto bene lo straniero: qui nessuno sa nulla di nessuno. Nemmeno loro sanno di noi,

potremmo essere una coppia di trucidatori come si vede in certi film americani!

Ridono.

W: Lasciamolo parlare. Tanto non è ben visto da nessuno.

M: Già. Comunque quel ragazzo che è arrivato mi piace poco. E' troppo strano. E poi hai notato che

vestiti logori?

W: E con ciò?

M: Uno così guida un' Alfa Romeo?

Pausa.

W: Già. A essere sinceri, poi, è entrato chiedendo del telefono, ma quando gli ho mostrato la camera

ha detto che sarebbe andato subito a dormire e avrebbe messo la sveglia al cellulare per richiamare

al mattino presto il carro attrezzi.

M: E allora a cosa gli serviva il telefono?

W: Esatto. E c'è un' altra cosa che trovo sospetta...

M: tesoro, mi spaventi!

W: Perchè non ha ancora ripreso la valigia? Ha davvero tutto in quello zaino?

M: Cosa pensi Gile? Che sia l'assassino che cercano?

L'uomo scoppia a ridere.

W: Martha! Ma che dici? Penso solo che potrebbe essere il classico cliente che finge di arrivare di

corsa, si fa piazzare in un albergo senza che si approfondiscano generalità e dati personali e poi

scappa senza pagare.

M: Teniamolo d'occhio. Dov'è la sua macchina?

W: sai che non lo so? Non ne ha più parlato!

M: Puoi andare a cercarla intanto che sono in città?

W: a piedi, con questo tempo?

M: Tesoro, se è arrivato qui di notte dev'essere vicina!

Martha lo guarda preoccupata.

G: D'accordo, esco.

L'uomo scompare e torna con l'impermeabile e le scarpe, abbraccia la moglie e poi esce di casa.

La donna esce di scena dal lato delle camere e si vede, al limite del palco, nel buio creatosi dopo che sono calate le luci, abbracciare qualcuno tra pianti e singhiozzi.

SCENA OTTAVA

Mollie è seduta rilassata a bere un té quando entra EP tremante e agitatissimo.

EP: S- signora Lyon?

M: (perplessa) Prego?

EP: Oh, mi scusi, volevo dire Gladstone! S- sono venuto a scusarmi p-per questa notte...Ho disturbato?

M: che intende?

EP: sa, mi sono alzato per andare alla t-toilette e n-non trovando la luce ho vagato un po'...Ho sbagliato e ho f-fatto cadere il vostro ap-appendiabiti! G-giuro che se ho r-rovinato qualche c-cap-potto ripago il danno!

Si siede accanto a lei.

M: Oh, non ho fatto caso a nulla, stia tranquillo! Per i giubbotti non credo si rovinino per così poco!

Continua a leggere il giornale.

M: (ride) ah, Lyon è la donna uccisa in città, mi ha confuso con lei!

EP: n- non volevo scusi! Solo che qu-quella storia mi ha s-scosso molto...Un as-assassino qui, vicino a noi, non fa mai piacere! Ho l-letto poi che la storia ha radici ben p-profonde. Prima la donna si chiamava Helen S- Shire, ricorda?

M: no...

EP: il caso del “Lago silenzioso”, come lo chiamarono i media...

M: non ricordo mi spiace...

EP ruba un biscotto dal piattino del tè, lo mangiucchia e lo bagna nel tè della donna, che lo guarda inorridita. Inizia poi il racconto e Martha si morde l'unghia e si fa pallida e spaventata dalla vicenda e dall'atteggiamento inquietante del nuovo arrivato, che parla in modo lento e teatrale.

EP: in breve u-una famiglia adottò due bambini e vissero per un po' felici nella loro casetta sulle  sponde di questo laghetto, finchè si scoprì che uno di loro, il m-minore, era stato annegato nel lago e anche l'altro era scampato solo per miracolo a questa fine. P-pare che le torture sui pic- coli furono continue. Il signor Stanning disse che sua moglie, tale Helen Shire non era al corrente delle sue

violenze sui figli né partecipò al delitto. Dopo sei mesi di carcere fu rilasciata dichiarata innocente,

uscì di galera con questo nuovo nome e il 15 dicembre, esattamente sei mesi dopo, a un anno dal delitto, viene strangolata.

Il marito, lo saprà, si impiccò in cella.

EP: Che storia orribile! (smette di leggere il giornale) Si fermi per favore, non ne voglio sapere nulla!

EP: Mi s-spiace averla spaventata, ma, sa...è bene lei lo sappia forse...

M: per quale motivo?

EP: vede, sistemando i vestiti di suo marito ho notato che...sì, insomma...

M: non si permetta di dire che...

EP: corrispondono a quelli che s-secondo l'identikit indos- indossava il

M: vada via! SUBITO! Come si permette?

EP: no! No! No! Non penso certo male di voi, persone così garbate e cortesi...dico s-solo che mi spiacerebbe a- avere a che fare con la polizia. Nel caso vengano s-se lo sa prima mi a- avvisi, soffro di cuore e nel caso prendo in anticipo qualche pastiglia.

M: (secca) lo farò. Arrivederci!

EP: scusi il disturbo. E...sa, i suoi biscotti da soli sanno di poco, ma nel té sono ottimi!

Esce ridacchiando.

Mollie finisce il tè quasi in lacrime, quindi si sente un rumore e da sinistra entra Will, che si scuote della neve dal giaccone e va a sussurrare qualcosa alla moglie, che si porta alla mano alla bocca ed emette un gridolino.

SCENA NONA

Al centro della scena è stata portata la cassettiera e AM sta mischiando un mazzo di carte da poker.

CW e TB sono seduti sul divano, lui su una sedia al lato sinistro della cassettiera centrale.

AM: allora gocate?

TB: io ho poca voglia però...

CW: allora in due non gioco nemmeno io, sarebbe troppo facile vincere!

AM: dai Tom, così lo smerdiamo subito!

CW: figuratevi!

TB: va bene, accetto la sfida, ma chi fa croupier?

CW: io gioco e farò anche da croupier, non c'è problema...

TB: non sarebbe permesso...

CW: almeno se perdete potete attaccarvi a qualcosa come scusa,no?

AM: dai, allora prego.

Mischia e dà le carte, quando arriva anche Martha.

M: uh, posso unirmi a voi?

CW: che invadenza!

AM: ma certo, con piacere!

TB: più siamo meglio è, tanto con questo tempo siamo segregati qui dentro e almeno passiamo il

pomeriggio!

CW: allora le carte adesso le rifate voi!

AM: sai proprio come farti apprezzare dalle persone eh?

Gli strappa le carte, le rimischia e le ridà.

Dopo qualche mano in silenzio in cui CW batte spesso i pugni sul tavolo, il ragazzo si alza di colpo e se ne va, ma urta contro il tavolino e si sente un forte rumore metallico.

CW: questo tavolino sempre in mezzo ai piedi lo lasciate!

Esce.

Gli altri sbuffano e lo guardano male, ma continuano a giocare.

TB: sbaglio o si è sentito un rumore strano?

AM: non lo so, quando c'è lui dal nervoso mi fischiano le orecchie e sento meno!

Risatine e continuano un po' il gioco.

M: dai, parlatemi un po' di voi, così tanto per curiosità...come siete messi a donne?

Si guardano imbarazzati.

AM: bè...Io ammetto che ho una donna di picche!

TB e M ridono.

TB: per donne diceva fidanzate scemo!

AM: aaah scusate, ero preso dal gioco! Bè, intanto questa mano la vinco e prendo altre fiches eheh

Comunque la fortuna in amore mi ha abbandonato da tempo!

M: ti rifarai dai! E tu?

TB: da me non è mai passata!

CW: ci credo bene, con quella faccia! (facendo il verso a CW nella scena seconda)

Tutti ridono.

TB: e lei e suo marito? Mi sembra andiate molto d'accordo!

M: è un bravo marito, ma essendo un uomo ha una marea di difetti!

AM: così ci sentiamo colpiti nell'orgoglio però!

M: voi siete ragazzi! E' dal matrimonio in poi che inizia la metamorfosi critica!

TB: allora mi sa che ci manca un po'!

Giocano ancora una mano, quindi cala il buio.

Al riaccendersi delle luci il tavolino è vuoto e in salotto c'è solo Paravicini che legge il giornale.

Entra EP tremando.

Paravicini ride.

P: buongiorno signor Porter, cercava il giornale? O un po' di valeriana?

EP: (acido) nessuno dei due, solo la signora Gladstone!

P: era in cucina a preparare dei biscotti credo, se ci fa caso se ne sente un po' l'odore dolciastro

nell'aria.

EP: ho un po' di raffreddore, non sento nulla purtroppo.

P: è conciato bene devo dire, nel complesso!

EP: non faccia lo spiritoso!

P: ha letto?

EP: cosa?

P: che il delitto Lyon risale forse a qualcosa legato al caso di “Lago silenzioso”...Quello della strana

coppia che adottò e picchiò...torturò...annegò un bambino di 7 anni appena.

EP ad ogni parola rabbrividisce, quindi guarda male Paravicini, che alla fine scoppia a ridere.

EP:che ha da ridere lei? Non le sembra il caso di essere meno brutale?

P: ma certo...signorina. Comunque, se le interessa, il giornale adesso è tutto suo.

Ah, non legga le notizie sportive, c'è la foto di un calciatore che commette un fallo da espulsione in

scivolata. Uno come lei, potrebbe impressionarsi.

Ride ancora ed esce.

EP prende il giornale e legge. Cala il buio.

SCENA DECIMA

Sotto a tutta la scena ci sarà una musica adatta.

Si sentono dei passi ovattati, il palco è buio e da dx si sente arrivare CW che va dalla zona delle

camere verso il divano parlottando.

CW: E' indaudito che uno debba scendere da solo a prendersi dell'acqua se ha sete durante la notte!

Insomma, per cosa pago io? Per una pensione che a breve sarà divorata dai tar...

Un gemito, come se qualcuno l'avesse afferrato alle spalle, quindi rumori di lotta, quindi uno sparo di arma da fuoco e il rumore di qualcosa che si rompe e di qualcuno in fuga.

Sipario.

FINE ATTO PRIMO

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

Si apre il sipario e la scena è uguale a prima, solo non c'è il vaso sul tavolino e ci sono alcune sedie accanto al divano. In sottofondo andrà una musica triste. A turno entrano i personaggi dopo diversi secondi di silenzio e di palco vuoto di attori: Martha e Will, Tom, Albert e molto dopo Paravicini. Tutti hanno un bigliettino in mano e si guardano attorno spaesati e in silenzio, in preghiera vicino a dove avvenne il delitto, parlando a bassa voce come fossero in chiesa, con gesti leggeri e stando spesso tutti in silenzio a capo chino.

Entrato Paravicini, che sogghigna, tutti cercando di capire se abbia anche lui il bigliettino e alla fine lo mostra.

Appena fa vedere il biglietto irrompe EP, con aria seriosa, senza tremori e dal viso assai sicuro, completamente trasformato.

Ora parla lento, cadenzato e con fare borioso.

EP: Sono felice che abbiate accettato il mio invito, vi ringrazio molto.

W: lei ha scritto questi biglietti?

EP: sì, per riunirvi qui e fare...quattro chiacchiere amichevoli.

Tira fuori un sigaro.

M: non si può fumare qui!

EP: mi conceda di tenerlo fra le labbra spento allora, giusto per fare un po' di scena in più, sa, signora Gladstone, anche questo fa parte del mio ruolo,no?

M: cosa sta dicendo? E cosa vuole da noi?

AP: stiamo forse giocando all'assassino amico?

EP: Purtroppo sì, ma chi perde muore davvero, ragazzo mio.

TB: Che stupidata è questa? Lei dovrebbe dirigere le indagini? E perchè mai?

Silenzio, EP ride, quindi estrae un taccuino e un distintivo.

EP: Perchè sono un sergente di polizia.

Mostra il distintivo e tutti sbiancano in viso, compreso Will, che tocca dentro la moglie come per

chiedere se sapesse. Lei nega tremando.

EP: Sono venuto in borghese, apposta per anticipare il killer che sapevamo sarebbe venuto qua. Purtroppo,la mia sorveglianza non è stata sufficiente. Mi scusi signora Gladstone se mentre lei beveva il suo tè mi sono un po' divertito a calcare la mia parte, ma era per lavoro, capisce? Dovevo recitare bene per non farmi capire!

M: (acida e velenosa) certo, capisco!

AM: Va bene, ma lei  pensa di risolvere il caso da solo, stando qui?

ST: Sì, perchè l'omicida è uno di voi!

TB: (nervoso) è ridicolo, non ci siamo mai visti prima d'ora! Perchè avrei dovuto ucciderlo?

AM: (come Tom) era odioso e spocchioso, ma non si uccide per questo, siamo attori di teatro, non dei barbari!

AP: Io sono capitato qui per caso, come potevo sapere che sarebbe stato con me cliente di questi

signori? Io mi tolgo dai sospettati, se permette!

L'aria si fa pesante e tutti ora sono nervosi e agitati.

TB: Non permettiamo noi carino! Anche noi siamo capitati qui per caso, perchè abbiamo rifiutato

l'ostello assegnatoci!

EP: Calmi, signori. Siete tutti indagati, compresi i padroni della locanda.

W: Ma è assurdo! Nessuno di loro aveva prenotato, come avrei potuto sapere che sarebbero finiti

qui?

M: ha ragione mio marito, sergente!

AP: Mi dica, perchè allora non possiamo sospettare di lei? Magari il distintivo è finto!

EP: Lo esamini!

AP: Fosse anche vero, quello non assicura che chi lo indossa sia immune dal commettere crimini!

EP: Vero, sospettiamo tutti l'uno dell'altro, ma sappiate che prima che questa tempesta sarà passata e potranno arrivare altri agenti, io avrò già individuato il colpevole!

Pausa di silenzio.

EP: E ora parlo io. La vittima era Charlesr Wire,18 anni. Il suo nome mi diceva assai poco fino a stamattina. Infatti, all'alba, ho ripreso gli appunti sul caso Lyon e su quello degli Stanning che mi sono portato appresso in valigia per le indagini. Vi spiegherò tutto daccapo dopo.

W: sarebbe il caso!

EP: Il signor Wire è stato colpito con il vaso di fiori che stava su questo tavolino e poi strangolato

con del filo di nylon. Ha lottato, però, col suo assassino, tentando anche di ucciderlo con un colpo

di pistola, ma ha mancato il bersaglio, perchè colpito dal vaso che l'ha ucciso.

W: Sta dicendo che Wire aveva un'arma illegale con sé?

TB: ecco il rumore che si era sentito quando aveva sbattuto contro il tavolino...forse era la pistola che portava legata alla caviglia!

AM: vero! Ma perché aveva un'arma illegale?

EP: Non illegale. Egli aveva il permesso e anche diverse ragioni per averla, ma ve le spiegherò.

Maureene Lyon, uccisa il 15 dicembre a Culver Street, aveva segnati due indirizzi sul suo taccuino,

ritrovato sulla scena del crimine. Uno è quello dov'è stata trovata morta, l'altro... è questo. Ecco

perchè sono venuto qui come un semplice cliente: sapevo che il killer sarebbe arrivato anche qui,

prima o poi.

TB: Primo, cosa c'entra la signora Lyon con questo delitto, secondo, perchè mai quell'assassino

doveva uccidere ancora?

EP: perchè prima la vittima altri non è che la signora Stanning, moglie dell'uomo di Montelungo!

Conoscete il caso o lo devo spiegare in breve?

TB: la sanno anche i muri quella storia, ce la risparmi!

EP: pare che invece le televisioni, la radio o i muri non abbiano chiacchierato proprio con tutti...Vero signora Gladstone?

La donna lancia un'occhiata furibonda. Il detective ridacchia.

AM: D'accordo. Così la donna sarebbe la signora Stanning, che immagino cambiò nome. Bene,

quindi?

EP: quindi pensiamo alla vendetta dell'altro figlio, che senz'altro ha subito le stesse torture, sebbene

non in modo mortale. Ovviamente anch'egli ora vive una seconda, falsa, identità.

AP: L'altro sarebbe uno di noi?

EP: Esatto.

W: E cosa vuole da me e mia moglie? Se questa è la sua tesi siamo decisamente fuori età, non le

pare?

EP: Vero buon uomo, ma l'uomo commette degli errori e tra questi il peggiore è non avere previsto

alcuni modi per correggere gli stessi.

W: E' ridicolo.

TB: Chiedo scusa, ha saltato i dettagli del delitto di questa notte. Cosa c'entrava con queste storie il

povero Christopher?

EP: Il cognome, dicevo, non mi fece venire in mente nulla. Almeno, fino a stamattina, quando

rileggendo gli appunti ho compreso che Wire doveva farmi suonare un campanello d'allarme

importante: è infatti il nome del giudice che scagionò la signora Stanning, Helen Shire da nubile e Maureen Lyon nella sua seconda vita. Il giudice Wire probabilmente emise una sentenza poco gradita al figlio, che era fuggito di casa prima dell'arresto dei genitori e del delitto del fratello. Il vostro collega attore senz'altro è il figlio di questo giudice, punito per contrappasso: lasciò libera la madre che tanto fece soffrire col marito il nostro killer nell'adolescenza, dunque viene costretto a vedere il proprio figlio morto di sofferenze. Il giudice ormai è in pensione anticipata per malattia, dunque soffre già abbastanza a stare in vita: ucciderlo voleva dire alleviargli una pena che certo il nostro omicida non voleva risparmiargli.

W: E' una coincidenza impossibile!

EP: Non così tanto. Per esempio...Dov'è la sua macchina, signor Paravicini?

AP: Era incidentata lungo la via. Così ho chiamato un carro attrezzi e l'ho fatta rimuovere.

W: Non c'è nessun segno nella neve, però!

EP: Qui parlo io, adesso!

W: Mi scusi.

EP: La questione è interessante però: dove sono i segni nella neve? Nessuno li ha visti, come mai?

AP: Perchè ormai sono quasi 32 ore che la macchina è stata spostata, la neve fresca ha coperto

tutto!

EP: Nessuno sapeva che aveva chiamato il carro attrezzi, però!

AP: E allora? Io pago per dormire qui e seguo le regole sugli orari e il decoro richiesti. Nulla dice

che debba raccontare i fatti miei ai gestori!

EP: Sta bene. E voi? Sicuri che sia una coincidenza il vostro essere qui?

AM: E' logico! Nessuno di noi sapeva di questo posto e nessuno di noi immaginava che fosse un

tale schifo l'ostello.

TB: E poi è stato Christopher a insistere per andare via, noi nemmeno volevamo spostarci all'inizio.

EP: E così ha fatto pressione lui, eh? Come mai?

AM: E' uno schizzinoso da far venire il vomito.

EP: capisco. E vi siete imbattuti qui. Un po' fuori mano per chi cerca alloggio, no? Specie se si è in inverno e camminare la sera, al buio e al freddo, non è certo la cosa migliore, mi sbaglio?

TB: E' stato Alan a guidarci, chieda a lui, sergente.

EP: lei?

AM: Avevo visto degli annunci appesi fuori dalla metropolitana e dato che la pensione era fuori

mano ho immaginato fosse libera almeno per tre camere.

EP: e con quel cielo che minacciava tempesta siete arrivati fino a qui? Perchè non tentare prima?

TB: E' quello che gli abbiamo detto noi, ma era sicuro e, in effetti, aveva ragione.

AM: ha volte ho delle sensazioni e io le seguo sempre (facendo spallucce).

EP: Mi dica allora, Nostradamus, che sensazioni ha su questo duplice omicidio?

AM: Sento che non amo il sarcasmo e che siamo qui a perdere tempo, possiamo andarcene?

TB: vorrei pranzare santo cielo!

W: Devo cucinare per i miei ospiti!

M: Ho le spese della corrente da pagare!

EP: Fermi tutti. Un ultimo momento. Adesso vi spiego i dettagli del delitto commesso in questa

sede, esattamente sul divano dove siete seduti voi!

Suona il telefono del detective.

EP: ah, vogliate scusarmi...

Esce di scena verso le stanze.

Tutti sobbalzano e si agitano ancora di più. Mollie scoppia in un pianto nervoso. Gli altri si alzano e girano come leoni in gabbia, camminando in tondo nervosamente.

Per un poco ci sarà un silenzio tombale e imbarazzato, con Will che consola la moglie, quindi è Tom a parlare per primo.

TB: che modo di fare insolente quel detective! Potrebbe essere meno pieno di sé e burbero...

AP: a me sta simpatico

AM: tu devi sempre distinguerti vero? Sbruffone...

TB: piuttosto dicci come mai parlavi già di prigionia e mosche uccise PRIMA del delitto, sai qualcosa forse?

W: ha ragione lui!

AP ridacchia.

AP: io non so nulla, ma, sinceramente, ho notato qualcosa che non va...

TB: parla!

AP: no. Dirò tutto solo al detective.

W: bastardo bugiardo!

Tutti si avvicinano a cerchio contro Paravicini, ma rientra il detective che si blocca e invita tutti a risedersi.

EP: continuiamo!

W: Mia moglie è a pezzi, non lo vede?

EP: Dobbiamo procedere per forza.

TB: Siamo tutti a pezzi, signore! Mica siamo abituati ad essere coinvolti in delitti!

M: (asciugandosi le lacrime) Ha ragione il commissario, procediamo.

W: Sicura cara?

M: Certo.

EP si schiarisce la voce.

EP: Bene, tornando a noi, il signor Wire è stato ritrovato ucciso questa mattina alle ore

otto da lei, signor Paravicini, sbaglio?

AP: (col solito fare teatrale e un tono quasi divertito) Io so di aver sceso la scala per andare a dissetarmi e di aver trovato un ostacolo steso a terra.

Ho acceso la luce dal generatore, che era abbassato e si trova all'ingresso, dunque a due passi dal

divano, e ho visto... L'orribile scena. Se qualcuno abbia notato il cadavere prima di me e non l'abbia

riferito, questo non lo posso sapere.

TB: Io dormivo fino a che il vostro trambusto e le urla della signora non mi hanno svegliato.

EP: E lei, signor Metcalf?

AM: Anch'io dormivo ancora, il vino di ieri sera era piuttosto pesantino e mi ha dato una forte

sonnolenza.

EP: Bene. Signor Paravicini, lei è ufficialmente lo scopritore del cadavere.

AP: Ottimo, si vince qualcosa, commissario?

EP lo guarda torvo, ma non risponde, quindi parla passando oltre.

EP: Wire è stato colpito con il vaso di fiori e poi strangolato, come vi ho già detto. Per quanto

riguarda la pistola, invece, sono sicuro la tenesse per difesa personale: aveva capito subito da solo o

dopo una chiamata del padre chi era la prima vittima e il rischio di finire nel mirino dell'assassino

era abbastanza elevato. Si è procurato grazie alla posizione del padre un'arma e con una scusa ha

deciso di lasciare l'ostello: voi avete vinto una selezione e sul giornale c'era un trafiletto coi vostri

nomi. Sarebbe stato troppo facile rintracciarvi. Ecco perchè ha accettato, anche a costo di

vagare nella pioggia, cosa che uno come lui non avrebbe mai fatto, di cercare alloggio in piena

periferia.

Il delitto è stato commesso questa notte, poco dopo che tutti abbiamo sentito gli spari e siamo usciti

dalle nostre stanze. Per l'assassino è stato facile, nella confusione e nella penombra, mischiarsi agli

altri che accorrevano dalle loro stanze.

Bene,deduco che nessuno di voi abbia un alibi, è corretto?

AP: Se essere in stanza a dormire non vale come alibi, credo proprio di sì. Perchè lei ce l'ha,

commissario, un alibi? Dov'era all'ora del delitto?

EP: (gelido) Dormivo, come tutti,no?

TB: Insomma, siamo tutti sospettati direi. Chiunque poteva commettere questo delitto! Bastava

sorprendere alle spalle il nostro povero ex collega e soffocarlo con del filo di nylon o simili, è

corretto?

EP: Esattamente. Vi chiedo, perciò, di restare chiusi nelle vostre stanze almeno fino a stasera. Il

campo nei cellulari è tornato e stanno sgomberando le strade. Entro dodici ore potrete lasciare la

pensione, se volete. E lasciate su questo tavolino i vostri cellulari.

AM: E perchè mai dovremmo stare tutto il giorno chiusi in camera? Chi è lei per dirci cosa fare? E

per tenerci i cellulari?

M: Abbiamo queste persone da gestire!

EP: Non si discute! Ci potrebbero essere altri delitti!

W: Ma è ridicolo!

TB: Bene, allora io inizio ad andare in camera mia. Ci tengo alla mia pelle! Questo è il mio

telefono.

EP: fareste meglio a seguirlo.

AP: ( anche stavolta recita in proscenio, in modo calcato, osservando il pubblico in platea) E' il momento in cui tutti si dividono, credendosi al sicuro, ogni mosca in un luogo diverso del

barattolo. Prima o poi, però, soffocheranno tutte o si riincontreranno in un breve volo per

sgranchirsi le ali, così piene di paura e di terrore che si uccideranno l'un l'altra.

Chissà chi avrà mani così insanguinate da non riuscire a lavarsele mai più!

Buona indagine, commissario, io vado in camera mia a leggere qualcosa. Un giallo, forse.

Ride sonoramente e se ne va.

AM: Me ne vado anch'io a questo punto, ma ci lasci pranzare!

EP Porterò io il pranzo nelle vostre stanze.

M: Io ne approfitto per dare una pulita all'ingresso allora e per svuotare i cestini!

EP: Io sorveglio il salotto.

W: Io inizio subito a cucinare Martha, così mi distrarrò. Farò dello stufato di manzo con le cipolle, che dici? La carne è in scatola, ma la cipolla sembra buona, l'ho trovata nella nostra cantina.

M: Ottimo. Venga Albert, la accompagno in stanza.

Mollie esce con AM e gli mette una mano sulla spalla.

EP la guarda sospettoso.

SCENA SECONDA

Martha fa le pulizie di casa, sempre con aria disperata, quindi porta via delle tazze di tè e i biscotti da un tavolino.

Sta pulendo mentre finge di sentire qualcosa dal piano di sopra, come dei rumori.

Poco dopo scendono i tre ragazzi.

AM: signora Gladstone, le andrebbe di giocare di nuovo a carte tutti assieme?

M: oh certo, vado a prendere alcune sedie, spostate il tavolino intanto. Ah, giocherà anche mio marito credo, lo vado a chiamare!

Martha porta le sedie, quindi esce e sta fuori un po', gli altri sistemano la scena e preparano tutto. Albert mentre aiuta e nella pausa fischietta il suo motivetto.

Martha torna poi con Will, mentre Paravicini, Albert e Tom sono già pronti.

M:scusate, ma avevo le due lavatrici da far partire.

TB: si figuri.

Giocano un po' nel mezzo e Will si adira spesso perchè perde.

W: ah, scusate! Anche se tra poco è ora di cenare, che ne dite di un bicchiere di vino da accompagnare alla giocata?

M: Will! Non siamo mica in un'osteria!

La donna però vede i ragazzi che sorridono.

M: gli state dando ragione?

AP: bè, un buon rosso non si rifiuta mai!

Martha sbuffa e dà l'ok al marito che esce dalla sinistra.

Il gioco si ferma ancora, quindi tutti attendono con pazienza, ma all'improvviso scende il buio sul palco, salta la luce.

Caos e paura in scena, Tom accende un accendino per far luce e lo usa per controllare che tutto sia a posto, imponendo agli altri di non muoversi e di tenere le mani alte e lontano dalle tasche. Martha urla spaventata.

M: oddio, l'assassino vuole colpire! Will! Will! Ehi, chi mi ha toccato alle spalle?

TB: la smetta e riaccenda la luce anziché continuare a spaventarci per nulla!

M: silenzio, ho un brutto presentimento!

TB osserva bene Martha e poi Albert.

AM: hai visto le mie mani? Siamo a posto!

Sono tutti e tre in piedi, quasi in cerchio, ma manca Paravicini.

M: Dov'è il sig. Paravicini?

Silenzio breve, poi risatina.

AP: mi sono solo seduto.

Martha torna al divano e lo illumina. Paravicini è seduto sereno e ridacchia.

La donna continua ad aggirarsi a guardare tutti con l'accendino, che poi spesso si spegnerà, quindi si riaccende la luce e poco dopo sale Will con una bottiglia di rosso.

W: Martha, spegni qualche elettrodomestico perchè è saltato il salvavita per sovraccarico! Poi urli come una bambina...Cos'hai acceso?

Risate nervose da tutti e distensione dei nervi.

M: cavolo...le due lavatrici, la lavastoviglie e il forno!

W: mancava solo che ti stessi fonando i capelli!

M: spiritoso...mi sono dimenticata! Torniamo a giocare dai, così mi passa lo spavento.

W: dove siamo rimasti?

TB: l'ho battuta con tris di re su tris di donne.

W: cazzo...

Buio su loro che continuano a giocare.

SCENA TERZA

Entra Mollie, sconvolta, con due biglietti del pullman spiegazzati in mano.

M: Will? Will dove sei!

Poco dopo appare il marito, col grembiule da cucina.

W: Che c'è da urlare tesoro?

M: Dov'è il commissario?

W: E' a portare la cena in camera agli ospiti.

M: Non ci sente se parliamo,vero?

W: Non credo, perchè?

La donna allunga i biglietti tra le mani del marito.

W: Cosa sono?

M: Erano nel cestino della carta Will. Accartocciati. Sono biglietti del pullman, timbrati il 15

dicembre uno alle 18.02 e l'altro alle 19.04 sull'autobus della linea 24, quella che ha una fermata a

pochi passi da Culver Street, dov'è stato commesso il delitto Lyon!

W: Scherzi? Allora dobbiamo avvertire il detective, magari ci saranno le impronte dell'assassino sopra!

M: Non serve amore. Erano nel cestino sotto al lavello della cucina. Solo io e te abbiamo accesso a

quel locale.

L'uomo sbianca.

W: Non starai pensando che...

La moglie si morde un unghia.

M: Ho capito tutto, mi dispiace.

Will  e Mollie si guardano, quindi si sentono delle voci e loro due escono di scena.

SCENA QUARTA

Entrano da destra AM e TB, con i cappotti addosso, che si dirigono verso la quinta sinistra.

AM:devi proprio fumare adesso? Perchè poi mi hai chiamato per venire con te?

TB:primo, dopo cena la sigaretta è d'obbligo e me ne frego se il detective non vuole che usciamo dalle stanze. Secondo,volevo parlarti, anche per quanto riguarda i delitti...

AM: Su quello sai come la penso...Quello straniero mi piace poco. E' comparso così dal nulla e ha un modo di fare che mi mette i brividi. Se dovessi scommettere su un eventuale assassino, direi il suo nome!

TB: In parte concordo con te, ma ammetto che essendo tu un attore saresti in grado di mascherare

bene la tua colpevolezza!

AM: (basito e irritato) ah sì? E tu che lavoro fai scusa?

TB: Infatti se io fossi in te sospetterei di me. Cosa sappiamo uno dell'altro? Nulla!

AM: Lo stesso vale per Paravicini allora!

TB: E per i gestori della pensione

AM: bene, se sospetti di tutti allora torna in camera. Perchè mai hai voluto la mia compagnia per

fumare?

Si fermano e TB non risponde.

AM: Bè, hai qualcosa da dirmi?

TB esita con una strana luce negli occhi. Le sue mani estraggono dalla tasca il filo delle cuffie e lui lo avvolge  sui polsi e lo tende come fosse un filo con cui strangolare qualcuno.

AM: Perchè mi hai fatto uscire?

TB porta il filo davanti a sé e fa per strangolare AM, ma appena gli è vicino scoppia a ridere.

AM: ma sei scemo a farmi uno scherzo del genere?

TB: scusa, usciamo e...No, aspetta, lo senti?

Pausa di silenzio.

AM: qualcuno qua sopra è ancora sveglio. Chi dorme qua?

TB: il detective!

AM: io torno in camera, mica che pensa qualcosa di strano!

TB: e la sigaretta?

AM: fuma di nascosto in camera!

TB scuote il capo e segue AM.

AM lo guarda strano, poi TB ride e i due escono.

SCENA QUINTA

Entra in scena il detective che si siede a fumare sul divano e dopo un poco cade nel sonno.

Il detective ha un incubo che si materializza in scena (magari tramite un video proiettato): tutti i sospettati si muovono nel buio andando verso di lui e chiudendolo in un cerchio. In mano hanno un filo di nylon fosforescente ben teso e sanguinante e cercano di soffocarlo con sguardo colpevole. Osserva Tom, Paravicini, Will, Albert e Martha.

Una volta circondato e aggredito si dimena, urla e si sveglia. Scosso esce di scena.

SCENA SESTA

Nella penombra un uomo, con un telefono in mano, bisbiglia qualcosa, cercando di non farsi

sentire. Poco dopo un urlo rompe il silenzio, l'uomo corre fuori scena.

SCENA SETTIMA

Il detective è in piedi al centro del palco ora illuminato, fuma e ride di gusto. Poco dopo entrano tutti, tranne AP.

EP: Bene, eccovi arrivati tutti. Grazie per avermi ascoltato, ho molte cose da raccontarvi.

Purtroppo, come avrete capito, il signor Paravicini è stato ucciso nella sua stanza. Anch'egli

strangolato.

AM: Stessa dinamica del primo delitto, insomma...

M: Non possiamo andare avanti così! Lasciate tutti la pensione e poi tra poco in Centrale parlerete e

farete altri interrogatori! Non si può continuare a parlare con supposizioni mentre la gente muore.

TB: Concordo. Il povero Paravicini aveva ragione, finiremo per farci del male l'un l'altro!

EP: Invece chiudiamo la storia proprio qui, su questo divano, se la cosa non vi dispiace.

W: Che intende dire? Che ce ne dobbiamo stare qui tutto il giorno?

EP: No. Semplicemente che ho risolto il caso!

Occhiate perplesse tra tutti, il sospetto cresce tra uno e l'altro.

EP si schiarisce la voce e inizia a raccontare al pubblico in sala la spiegazione del caso.

EP: Bene, come si sono svolti i fatti dei primi due delitti vi è già stato mostrato e non ho nulla da

aggiungere o modificare.

Quanto al delitto più recente, il povero Alberto Paravicini era un giovane ragazzo italiano, dal

carattere strano e ambiguo, ma nella sua camera, che ho controllato con la

scusa di portare il pranzo, non c'era nulla di sospetto.

W: Andiamo commissario, lei riesce a perquisire una stanza in così poco?

Ep lo guarda malevolo.

TB: Lo lasci finire, che prima mettiamo una croce sopra a questa situazione e meglio è per tutti!

AM: concordo.

EP: Grazie. Dicevo che ho cercato tutti i nessi possibili tra il nostro ospite e il caso Staning o

anche solo la signora Lyon o il signor Wire. Risultato? Nessun nesso.

AM: E allora la sua pista è caduta!

EP: Tutt'altro, ho indovinato tutto. L'eccezione, si sa, conferma la regola.

M: Che sta dicendo commissario? Parli chiaro o io non la seguo più!

EP: Quando in una catena di delitti se ne inserisce uno fuori posto i casi sono due: o qualcuno

approfitta per eliminare un nemico sperando che quel delitto finisca per essere attribuito al killer

della catena, oppure qualcuno finisce per uccidere una persona a caso per proteggerne un'altra.

Gelo tra tutti.

TB: Venga al sodo, il fatto di avere un assassino vicino e non sapere chi sia non mi piace molto, sa?

EP: La capisco e sarò breve. Vi ricordate la mia supposizione, che il figlio rimasto libero della

coppia di “Lago silenzioso” fosse qui tra voi? Bene, con orgoglio e un pizzico di superbia dico che avevo fatto centro.

Bisbigli e pausa di attesa.

EP: Signor Moore, si alzi, prego.

W: Lui?

EP: Esattamente. Lui è il figlio rimasto libero!

TB: Sporco assassino!

W si alza e lo prende per il collo, TB sta per sferrare un pugno, ma EP divide tutti.

EP: Fermi! Lui è davvero il ragazzo che cercavamo, ma non è l'assassino!

Tutti si rilassano e tornano a sedersi increduli.

W: Cosa?

EP: Ha capito bene cos'ho detto. Signor Moore, nega di essere la persona che cercavamo?

AM abbassa gli occhi.

AM: No, ma sono innocente commissario!

EP: Lo so già, glielo ripeto. Lei ha guidato costoro fino a questa locanda non sulla base di una

sensazione o quello che ci ha voluto far credere lei, ma perchè qui doveva incontrare una persona

precisa!

W: Ma la pensione era vuota, a meno che non parla di Paravicini, che allora sarebbe venuto qui

volontariamente inventandosi la storia della macchina!

EP: Paravicini ebbe davvero un incidente e davvero venne a prelevare il veicolo un carro attrezzi.

Ho chiamato io stesso la Centrale stanotte per avere queste informazioni.

TB: E allora? Di altri clienti c'eravamo solo noi e lei!

Pausa.

EP: (gelido) Nessuno parla di clienti qui.

I gestori tremano e tutti si rivolgono verso di loro. AM si morde le unghie e anche M. Momento di attesa.

ST: Ecco qua, guardateli, hanno lo stesso vizio. Tale madre, tale figlio.

Shock.

TB: (sconvolto e sorridendo per la notizia sconvolgente) e io che quando dovevo uscire a fumare volevo chiederti se avevate una relazione! Avevo notato feeling nei vostri sguardi!

W: (furibondo) Voi delirate! Mia moglie non era sposata prima di me!

EP Vero. Da quanto siete sposati, signor Gladstone?

W: Quasi due anni.

EP: Quanti anni avete?

W: 36.

EP: E prima di sposarvi, per quanto vi siete frequentati?

W: 3 anni. Ci siamo conosciuti in ospedale, io andavo a trovare mia madre e Martha era in stanza

con lei. Reparto tumori.

W: Cosa sa di sua moglie prima di quell'incontro?

Will tace.

EP: sono in attesa.

W: solo che è orfana da quando ha sedici anni, ma lei si sta sbagliando! Diglielo Martha, diglielo!

Martha tace e Will trema.

EP: Sua moglie tace perchè ho ragione, signor Gladstone. A quanto pare lei non le ha detto che ha

avuto una relazione sin da giovanissima con un uomo da cui ha avuto due figli. La signora non si

era sposata perchè la famiglia non era credente, hanno semplicemente convissuto. Poi, però, la

tragedia, e l'uomo, da solo con due figli ancora piuttosto piccoli in casa, un giorno fugge e non si fa

sentire più: non aveva il coraggio di pensare a una vita senza la moglie in suo aiuto.

Martha è costretta a dare i figli in affido e la signora Stanning, la nostra prima vittima, si offrì

presentandosi assieme al marito come madre perfetta. Martha le credette e diede in affido i figli, si

curò in ospedale e guarì miracolosamente, riprendendo la fede. Lì conobbe anche lei: un doppio

miracolo.

Putroppo, però, a questo mondo il male compensa la parte luminosa della nostra esistenza: dalla

televisione della sua stanza d'ospedale aveva appreso la notizia della morte del figlio minore e dei maltrattamenti che la famiglia riservava ai suoi figli. Sconvolta, decise di non dire nulla del suo passato a lei per meditare vendetta.

E così è stato, a Culver Street, il 15 di questo mese.

Con una scusa diede appuntamento alla donna, forse le ha detto che le avrebbe indicato il luogo di

residenza del figlio maggiore, quindi l'ha strangolata nel buio di un vicolo.

La signora Lyon, però, aveva anche scoperto dove lei ora risiedeva, dunque aveva appuntato anche

il suo attuale indirizzo, Wood Road, accanto a quello fissato per l'appuntamento, nel caso una delle

due avesse mancato.

Dopo quel delitto la sorpresa: arrivano ospiti da lei tre ragazzi, uno dei quali è proprio il figlio del

giudice che scagionò la donna.

Mi dica, voleva da subito uccidere il ragazzo o le è venuto in mente dopo?

Martha tace.

EP: In ogni caso lei cerca di strangolarlo, ma l'uomo è troppo forte, si libera del filo e sta per

fuggire. Ecco perchè deve colpirlo necessariamente con il vaso di fiori alla nuca. Ho sbagliato a

pensare che prima l'avesse colpito e poi strangolato. E' successo il contrario! Se avessi osservato

bene i segni sul collo mi sarei dovuto accorgere che erano troppo poco profondi per aver provocato

il soffocamento. Infatti Wire si era liberato di lei, rischiava di mandare a monte tutto, il vaso è stato

un gesto istintivo a posteriori e le ha anche salvato la vita: per poco non veniva uccisa dal ragazzo,

che era armato, a sua insaputa. Se avessi capito subito la vera sequenza delle cose, avrei capito

senz'altro che l'assassino doveva essere una persona con scarsa forza fisica, dunque una donna.

Non ha avuto problemi con la signora Lyon poiché anch'essa era davvero una donna esile.

W: Lei delira! E cosa c'entra il povero signor Metcalf? Perchè mai sarebbe il figlio di Mollie?

EP: L'ho capito grazie a tre momenti: primo,quando, quel pomeriggio quando vi ho invitati a salire

nelle stanze, lei l'ha chiamato per nome e l'ha accompagnato di sopra mettendogli una mano sulla

spalla. Un gesto troppo amichevole per essere fatto ad un estraneo. Secondo,quando una delle prime

sere sentii due persone parlare in salotto e sua moglie piangere. E' stato il momento in cui lui ha

confessato alla madre la sua vera identità, ignaro che fosse lei l'assassino.

Vero?

Pausa.

AM: (rassegnato) Non nego

EP: Terzo, e questo è molto curioso e buffo,dopo uno strano incubo, in cui lui si trovava ad uccidermi schierato a fianco della

signora, mettendosi a dividerla addirittura dal marito. La mia mente aveva già inconsciamente associato le due persone tramite un legame più profondo addirittura dell'amore e solo lì ho compreso tutto!

E lei? Quando ha capito che questo ragazzo era suo figlio, da subito o quando lui ha confessato?

M: Una madre sa come riconoscere il proprio figlio. L'ho capito sentendolo fischiettare spesso una

filastrocca che io gli cantavo come ninna nanna. L'avevo inventata io, dunque solo mio figlio poteva

ricordarla!

AM: Ecco dove avevo già sentito quella filastrocca!

M: Già, da me.

AM: Commissario, come vede abbiamo confessato tutto e non ho nulla da nascondere! Ci lasci in

pace, io sono innocente e nemmeno questa donna avrebbe potuto commettere quei tre delitti!

EP: Purtroppo sì, invece, ragazzo, anche se non tutti...

Pausa.

 EP: Il giovane Paravicini, infatti, è stato ucciso da lei... Will Gladstone!

W: Ma cosa sta dicendo? Nemmeno lo conoscevo!

Mollie sussulta.

M: Non può essere commissario! Lui era del tutto ignaro delle vicende di “Lago silenzioso” e di chi fosse Paravicini!

W: esatto, non vedo cosa c'entro io!

EP: Proprio per quello detto da sua moglie lei aveva tutte le ragioni per uccidere. Lei era sul luogo

del delitto, è stato visto e la descrizione data da alcuni testimoni degli abiti del killer combacia con

quella dei suoi, tanto più che poi è uscito sempre in impermeabile, malgrado le basse temperature.

Non poteva farsi rivedere con la giacca, il cappello e la sciarpa dell'uomo visto sulla scena del

crimine.

Lei, però, non era l'assassino, ma il miglior testimone: ha visto sua moglie commettere il delitto, ma

ha fatto finta di nulla. Martha, lei sapeva che suo marito l'aveva vista?

Silenzio, poi, dopo un po', risponde.

M: No, ma ho avuto sospetti da subito, vedendo i suoi indumenti e leggendo la descrizione sul

giornale. Combaciavano alla perfezione. Comunque, ho avuto la certezza solo ieri, quando ho visto

i biglietti dell'autobus timbrati intorno alle 18 e alle 19 su un pullman della linea 24, che ha una

fermata vicino a Culver street.

W: Non dire più nulla amore!

M: Non serve, il commissario ha indovinato tutto. Confesso di aver ucciso la signora Lyon, una

donna meschina e crudele come il marito, e di aver ucciso Charles Wire, capitato qui per caso

assieme a mio figlio Albert, anche se pensavo di uccidere suo padre. Poi, come ha detto lei, ho capito che il vecchio avrebbe sofferto più la morte del figlio, promettente attore, che la sua.

EP: Molto bene. E lei, Will, per proteggere la sua amata, non ha esitato a uccidere Paravicini, la

persona più esterna possibile alla vicenda! Per rendere tutto più credibile, ha usato la stessa arma

dei due delitti precedenti. Ovviamente, essendo lei un uomo, non ha avuto problemi di forza nello

strangolare il dormiente, dunque le è bastato usare il filo di nylon, ma questo contrastava col

secondo omicidio: vero che Paravicini dormiva, ma si sarebbe facilmente liberato del killer proprio

come Wire. A meno che, a uccidere, stavolta, non fosse Mollie.

M: E' davvero andata così? Non può essere Will, dimmi che non l'hai ucciso tu!

W: Certo che no! Quest'uomo farnetica, accusa a vanvera ma non ha le prove! (alzandosi)

EP: Oh sì che le ho.

Will sbianca e si risiede.

EP: Nel collo della felpa di Paravicini è stato trovato un pezzo di buccia di cipolla.

G ride.

G: Ma sta scherzando? Tutti abbiamo mangiato cipolla ultimamente!

EP: vero, ma la buccia era completamente cruda!

M si porta le mani alla bocca per prima, quindi anche W capisce e sbarra gli occhi.

TB: E con ciò?

EP: solo chi ha cucinato, ossia il signor Gladstone, poteva averla addosso, magari sotto le unghie.

Nega? Se fosse un pezzo proveniente da un piatto avrebbe dovuto essere cotto.

M: amore...

W: L'ho fatto per il tuo bene, sapevo fossi tu l'assassino!

M: Oh, Will! (pausa, quindi abbraccia il marito e si rivolge al detective) In ogni caso, non ha

prove contro di me e nemmeno l'arma del delitto!

EP: (sbuffa) Mi chiedo sempre perchè questa boria degli assassini, che credono che il detective non

abbia mai le prove, lo sfidano altezzosi e poi crollano come castelli di carte quando il vento della

verità si abbatte impetuoso su di loro. L'arma del delitto, che cercavo nelle altre stanze, è qualcosa

di abbastanza usuale e facile da portare, sottile, resistente e filiforme.

AM: Può essere un filo qualunque commissario!

EP: No, dev'essere qualcosa che si tiene in borsa, ma anche in casa, abbastanza a portata di mano.

Una signora che perquisita si fa trovare con un filo da pesca, di nylon o simili in borsa senza alcun

utilizzo finirebbe subito nella lista degli indiziati.

AM: E allora cos'è? Ce lo dica lei!

EP: Diamo il colpo finale, signori ?O volete dircelo voi!

M: Non ho nulla di simile in casa!

TB dopo un poco salta su.

TB: Un momento! Appena arrivati, tra le lamentele del povero Charles, c'era l'assenza di spazzolini

nei bagni. Il signor Gladstone si scusò dicendo che sua moglie se n'era dimenticata perchè non ne fa

uso. Quindi potrebbe essere...

EP:  Complimenti davvero! E' così, ragazzo. L'arma del delitto...è un rotolo di filo interdentale! La signora ha tolto il filo tradizionale e l'ha sostituito con del filo di nylon. Un'arma perfetta da poter portare con sé senza problemi, vero signora?

Silenzio, poi Martha scoppia in lacrime, così come Will, che la abbraccia e la bacia.

Fuori si sente la sirena della polizia in arrivo.

EP: Mi dispiace, siete in arresto.

M va da AM.

M: Figlio mio, dovevo vendicarmi del male che vi hanno fatto quei due, quell'uomo e quella donna

senz'anima!

AM: Così facendo, mamma, sei diventata ancora peggiore di lei.

Silenzio, i coniugi escono a capo chino seguendo EP. Restano solo i due ragazzi superstiti.

TB: Che storia amico mio. La prossima volta non rifiuterò mai più nessun alloggio già pronto.

AM: A chi lo dici! Torniamo all'ostello e dimentichiamoci tutto!

TB: Già, tuffiamoci nel lavoro, è il modo migliore per noi! A

proposito,sai qual è il primo spettacolo che dovremmo mettere in scena?

AM ride.

AM: “Trappola per topi” di Agatha Christie.

Calano le luci. Sipario.

FINE

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 1 volte nell' ultima settimana
  • 3 volte nell' ultimo mese
  • 72 volte nell' arco di un'anno