COME POMODORI IN UNA CRUNA
Tragicommedia in 6 quadri
Di
Paolo Mazzarella
Atto unico
Brillante
U(1) D(1)
Per contatti: Paolo Mazzarella, vicolo Palermo n3 81100 San Benedetto di Caserta (CE)
e-mail: mazzarella1001@yahoo.it
La scena come divisa in due: la comune al centro sul fondo; a destra una poltrona e una sedia, o comunque due sedute, simulano un soggiorno con a proscenio un televisore rivolto verso linterno del palco; a sinistra una serie di cubi fanno da ripiano per la cucina e, pi arretrato, un tavolo con due sedie.
Quadro N1
Allapertura la donna seduta a destra della scena guardando il televisore. Laudio, altissimo, rimanda le battute di attori di una soap opera. La donna indossa una vestaglia da casa corta e aperta sul davanti. E un indumento vistoso, che unito a ciabatte con tacchi, trucco e acconciatura, la rendono goffamente sexy.
Al momento dellinizio, quando la scena sar illuminata, sar immersa nella visione commentando con gesti e voce la scena cui assiste.
Suonano il campanello di casa. Qualche istante di pausa e il campanello suona ancora. La donna di nuovo non sente, perci ad un terzo squillo segue la voce di un uomo che grida.
U: C nessuno? Signora, in casa? Mi apre la porta?
D: Uh! Un attimo, arrivo. Si alza di scatto e va alla comune.
Luomo entra con una tuta da operaio e una cassetta degli attrezzi. E visibilmente contrariato.
D: Mi scusi tanto. Sa, stavo guardando la TV. Era una scena molto importante, cos
U: Cos si dimenticata che io stavo fuori dalla porta.
D: Si. Cio, no. E solo che, deve sapere, io sono unappassionata: quando mi prende una cosa mi isolo, come se stessi in una scatola in un altro mondo.
U: E devo dire la verit, mentre stavo fuori pure io la immaginavo cos: allaltro mondo, dentro una scatola di legno
D: Di legno?
U: Si, e magari di mogano. Una bella scatola lunga da poterci stare comodi distesi.
D: Ma che centra adesso. La mia era una metafora, la forma di un desiderio.
U: E pura la mia, signora. Pure la mia.
D: Il fatto, vede, che io sono una romantica.
U: Ha!
D: E divertente?
U: No, ridevo per la scena
D: Ma come? E un momento tragico: lui le sta dicendo che non lama pi!?
U: Si vede che io, invece, non sono romantico.
D: Si vede!
U: Piuttosto, signora, vediamo di stringere?
D: Finisco di vedere qui.
U: E io non ci vedo pi!
D: Come sarebbe?
U: Voglio dire che poi si fa buio e io non riesco pi a vedere dove devo mettere le mani. E abbiamo perso solo tempo.
D: Va Be. Visto che va di fretta. Mi dica.
U: Veramente, signora, lei che deve dire a me.
D: Mi scusi, io non la conosco nemmeno, cosa vuole che le dica?
U: Non lo so. Vogliamo cominciare con le capitali dEuropa? Oppure facciamo i fiumi del Piemonte? Se no, un argomento a piacere e non se ne parla pi!
D: ma che sta dicendo? Io non capisco.
U: E di questo ce ne siamo accorti. Voglio dire, signora, mi dica dove sta il problema. Lei mi ha chiamato perch cera un problema con il tubo.
D: Io no. Mio marito, forse.
U: suo marito ha un problema con il tubo?!
D: No, che dice? Lavr chiamata mio marito!?
U: E va bene; mi avr chiamato suo marito. Ma adesso suo marito in casa non c
D: Ha!
U: E divertente.
D: Si. Mio marito non in casa, e neanche ritorna.
U: Come non torna? E dove va? Vede che torna, torna.
D: Lo so che torna. Ma adesso, dico, ora: impossibile che torna. Perci abbiamo tutto il tempo per metterci allopera e risolvere il problema.
U: Del tubo?
D: Esatto! Venga che le faccio vedere che cosa ho qui sotto. Mi segua, da questa parte. Non faccia il timido, su. Provi a sentire con le mani.
U: Beh, si sente gi che umido, bagnato. Forse meglio se do unocchiata da vicino.
D: si accomodi, faccia pure.
U: Abbassandosi sotto il cubo che fa da cucina. Ecco qua. Si capisce subito che c un problema e bello grosso pure. Ma troppo scuro: qua non si vede un tubo. Ha ha ha.
D: Che nel frattempo si girata a guardare la TV, grida. No!
U: Alzandosi di scatto e battendo la testa sotto il ripiano. Ah!
D: Uh, si fatto male?
U: Mamma mia! Ma che successo?
D: Lei ha battuto la testa.
U: Io? Lei , ivece, ci nata cos? Ha cacciato quellurlo.
D: E vero. E che stavo guardando la TV e cera una scena importante: la protagonista stava per baciare il fratello del marito.
U: E lei grida a quel modo?
D: E che ci posso fare. Glielho detto: (insieme) sono romantica! (intanto va a prendere un bicchiere dacqua con un panno) Venga qui, su, mi faccia vedere.
U: (Proteggendosi dagli schizzi che lei gli butta in faccia) Lasci perdere, non niente.
D: (Insistendo) Lasci fare, senta a ma; meglio mettere lacqua fresca, altrimenti le cresce un bombolone.
U: (Togliendole il panno) Poi ci mettiamo pure una graffa e un cornetto e facciamo colazione domani mattina! Caso mai un Bubbone, signora, non un bombolone. Un bubbone!
D: E va be: bubbone o bombolone. Certo che per essere un idraulico fa troppo il saputello. Mi sembra mio marito.
U: E questo non buono?
D: Non ho detto questo. Ma se una donna ha davanti un uomo non si aspetta che sia lo stesso uomo che ha davanti tutti i giorni. (Lui la guarda interrogativo) Il concetto grave. Forse meglio che rimetta la testa sotto.
U: Forse meglio che stavolta mi appoggio con la schiena a terra. (Si abbassa supino sotto il ripiano mentre lei ritorna a guardare la TV dandogli la schiena, con i gomiti appoggiati al tavolo) Infatti, da questo punto si riesce a vedere anche meglio. E credo proprio di avere individuato il problema: sta tutto quanto qua dietro (alzandosi e trovandosi col viso allaltezza del sedere di lei). Prover prima a stringerlo con le mani
D: Faccia come crede meglio.
U: Poi dovr tirare fuori lattrezzatura.
D: (Afferrando la cassetta degli attrezzi che lui ha lasciato sul tavolo e voltandosi di scatto) Oh, tenga. Gliela prendo io!
U: (Colpito in faccia dalla cassetta) Ah! Mamma mia!
D: Mi dispiace, mi dispiace. Non lho fatto apposta volevo darle una mano.
U: Ho visto. Solo che insieme alla mano arrivata pure tutta la cassetta.
D: Sono mortificata, perch mi ero distratta unaltra volta.
U: (Alzandosi in piedi) unaltra scena importante? Che successo stavolta? Il marito scappato con la cugina della moglie? O ha scoperto che madre in realt un uomo?
D: (Mentre va a riprendere lacqua con il panno) Ma allora pure lei lo guarda?
U: Veramente no. Basta gi mia moglie.
D: Comunque niente di tutto questo: era solo la pubblicit.
U: Speriamo di non essermi rotto il naso.
D: (Tirandogli il naso) mi lasci guardare. Nooo, niente di rotto! Baster mettere solo un poco dacqua fresca e tutto passa. E poi, cos, siamo sicuri che non crescer nessun bubbone.
U: (Infastidito dal panno in faccia) Un bubbone, signora? Sul naso?
D: No? Un bombolone allora? Basta mettersi daccordo.
U: Esatto, signora. A me pare proprio che non riusciamo a metterci daccordo in nessun modo. E meglio, a questo punto, che prenda la mia roba e me ne vada.
D: Ma no, perch?
U: Tanto in queste condizioni non penso che riusciremo a combinare nulla.
D: Guardi, mi dispiace di tutto quanto, perci insisto che rimanga. E poi venuto con la tuta e lattrezzatura, non se ne pu mica andare senza fare niente?! (Avvicinandosi a lui) facciamo cos: adesso lei si siede; io le offro qualcosa da bere, cos si rilassa e magari riesce a fare quello per cui venuto.
La donna si avvia a prendere una bottiglia ed un bicchierino, mentre luomo resta seduto e guarda verso la TV.
U: Forse una cosa da bere quello che ci vuole. Certo, per, che pure quelli che le scrivono certe cose: come si fa a pensare situazioni cos assurde?!
D: (Tornando verso il tavolo) Che centra: solo finzione. Certe cose non accadono nella realt. E per questo che ci piacciono!
U: Ti! Questo adesso chi ? Il nonno che rea stato rapito dagli alieni? Il fantasma di un amico dinfanzia venuto a vendicarsi?
D: Non lo so. E un personaggio nuovo, e bisogna capire che funzione tiene nella storia.
Restano entrambi incantati a guardare la TV, mentre lei versa nel bicchiere che lui regge il contenuto della bottiglia.
U: Ma che ?
D: Zitto, che non si capito ancora!
U: (Scattando allindietro) Ma che diavolo?
D: (Accorgendosi di averlo bagnato) Ma che ha combinato?
U: Io?
D: Mannaggia! Bisogna pulire.
U: Basta!
D: (Ancora con il panno) Ma cos si leva tutto.
U: (Strappandole il panno di mano) Basta, hai capito? Basta!
D: Ma come?
U: Ma come lo dico io. Mi sono stancato: gi la terza volta. E dici che non lo fai apposta.
D: Ti giuro che non volevo.
U: Non volevo, non volevo. Neanche io volevo farla questa stronzata!
D: ma perch dici cos? Sta andando un po strana ma
U: Un po strana? Se io fossi stato veramente lidraulico ti avrei gi ammazzata. Come tuo marito, ti avviso, non faccio solo perch sarei il primo a essere sospettato!
D: Dai, su, non esagerare: sempre pi complicata la prima volta.
U: (Avviandosi alluscita) E stai sicura che questa era anche lultima!
D: (Gridando verso luscita) Non puoi fare cos. Lo sai che tutto questo fa bene al rapporto? (Pausa) Mi ascolti? Il 57% delle coppie sposate ritrova lintesa sessuale perduta proprio attraverso il gioco e il travestimento. Lo sapevi? Tu che fai tanto il sapientone! (Pausa) Lo hanno detto pure a Porta a Porta.
U: (Da fuori) Vaffanculo. Tu e Porta a Porta!
La donna resta da sola in scena. Ripulisce la tavola, poi va verso il televisore e rialza il volume. Si sentono le battute di un film in cui una donna ammazza il marito. Lei guarda interessata, poi spegne la TV e, dopo aver raccolto la cassetta degli attrezzi, si avvia verso luscita.
D: Caro, sei di la? Mi dispiace, caro. Vengo per farmi perdonare. Non voglio pi litigare con te. Mai pi.
Buio.
Quadro N2
A buio si sente la sigla del telegiornale e, poi, la voce che annuncia un fatto di cronaca: lomicidio di un uomo i cui sospetti sono tutti concentrati sulla moglie.
SI accende la luce blu del televisore che illumina luomo seduto in poltrona; gradualmente, poi, luci piazzate.
U: (Verso lesterno) E cominciato il telegiornale. (Pausa) Mi senti? E ora di pranzo! (Pausa) Allora? Ti ho detto che ora di pranzo; gi cominciato il telegiornale e io ho fame! (Ancora nessuna risposta) Insomma! Che ti successo? Sei Morta? Dimmi che sei morta, perlomeno; cos hai una buona scusa per non avere ancora preparato il pranzo.
D: (Entrando trafelata) Eccomi, eccomi. E subito pronto.
U: Non sei morta, allora?
D: No, ma che morta! Stavo di l.
U: E che centra. Tante volte pure se una sta di l pu succedere: una scivolata nel bagno, si batte la testa oppure lasciugacapelli: cade nellacqua quello un attimo, che ti credi? Non ci vuole mica una vita per morire.
D: Si ma in questo caso te ne saresti accorto subito, perch sarebbe saltata la corrente.
U: E meno male allora! Sai che disdetta: non solo senza pranzo, ma senza neanche il telegiornale.
D: Una vera disgrazia. Per il telegiornale, voglio dire!
U: Ma che mi illudo a fare. Tanto lo so che tu non muori.
D: Gi, perch io che sono un angelo non posso morire.
U: No, non per questo. E, a parte che tu al massimo saresti un angelo caduto, anche tu morirai. In quel senso moriamo tutti.
D: E chiaro: oggi a te, domani a me.
U: E esattamente quello che volevo dire: che tu non morirai prima di me; non prima di avermi sotterrato.
D: Volesse il cielo! Verr a piangere sulla tua tomba tutte le domeniche, amore mio.
U: Hai gi messo in pratica il tuo piano diabolico: farmi morire di fame.
D: Con te ci vorrebbe troppo tempo. Vieni a tavola che pronto.
U: (Alzandosi per andare verso la cucina) Ma ti conviene calcolare bene le tue mosse. Sai che gli omicidi in famiglia sono sempre pi frequenti? E la polizia si sta specializzando a risolverli. Proprio oggi hanno trovato un uomo ammazzato e tutti i sospetti ricadono appunto sulla moglie.
D: Si vede che non stata abbastanza brava. Come lha ammazzato?
U: Una pugnalata in pieno petto.
D: Classica donna debole. Confesser comunque.
U: E tu che ne sai?
D: Perch non ha pensato a quello che faceva. Ha agito dimpulso. Si fatta dominare dalla rabbia che provava verso il marito. E, invece, la rabbia che va dominata; va covata dentro finch non diventa rancore, poi, il rancore si trasforma in odio. E lodio un veleno che non conosce antidoto. (Mette la pentola a tavola)
U: Come lamore!?
D: (Versando il cibo nei piatti) Uguale. Lodio ti insegna ad aspettare, a capire che la vendetta non si consuma tutta in una volta, ma si assapora a poco a poco. Per esempio: una piccola quantit di veleno ingerita tutti i giorni non lascia tracce e non uccide, subito. Con il tempo, per, la morte arriva, puntuale e inevitabile. E, soprattutto, senza colpe.
U: (Lasciando di scatto le posate nel piatto) Mi passato lappettito.
D: Ma come sei suscettibile!
U: Suscettibile o no, io mi rifiuto di mangiare. A questora, poi! Lorario di pranzo passato, e cos pure la mia fame.
Luomo si alza e la donna, mortificata, comincia a sparecchiare.
U: Questo il ringraziamento. Un povero cristo suda, fatica, tira la carretta per portare il pane a casa e quello stesso pane non gli deve neanche essere servito come merita. Ogni uomo ha il suo proprio metabolismo che come un orologio; e se a quellorologio si spostano le lancette sai che succede?
D: Che mette lora legale?
U: Che mette lora legale. No. Succede che lorologio si sballa: comincia ad andare avanti, e poi va indietro, fino a che non si ferma e addio. E se invece di imbottirti il cervello con le stronzate che vedi alla TV, ogni tanto guardassi un programma istruttivo, culturale, lo sapresti anche tu.
D: Secondo me la stronzata la stai dicendo tu. Ci sono quelli che il tuo benetto orologio lo mettono in continuazione avanti e indietro; quelli che viaggiano sempre i piloti daereo, per esempio.
U: E infatti quella tutta gente strana, gente che non sta bene.
D: Io, invece, li trovo molto romantici. Come Andy Garcia in quel film dove faceva il pilota di linea e, tra un volo e laltro, cerca di salvare la moglie dallalcoolismo.
U: E non ti sei mai chiesta perch lei si alcoolizzava?
D: Non c niente da fare, sei sempre lo stesso.
U: Io vorrei che mi spiegassi una buona volta cosa vuol dire: sei sempre lo stesso.
D: Come? Stai dicendo che c qualcosa che tu non capisci?
U: No. Per capire lo capisco, ma mi pare unidiozia grossa quanto una casa; unaffermazione che pu fare solo un fesso o un bambino di tre anni. E come dire che il Sole caldo o che lacqua bagnata. E chiaro che io sono sempre lo stesso!
D: E se non avessi le mani impegnate, a questo punto scatterebbe lapplauso per lacutezza e la profondit del tuo pensiero.
U: Sta a vedere che devo farmi sfottere da una che passa la sua vita davanti alla tv, credendo che tutto quello che vede sia reale. Una che non capisce che pure quegli attori che vede tutti i giorni fare personaggi diversi sono persone che quando tornano a casa sono sempre le stesse, uguali, tutti i giorni della loro vita.
D: Come al solito tu mi fai pi scema di quello che sono. Io non parlo della televisione, parlo della vita, dove uno pu cambiare, crescere, pensare di avere sbagliato e tornare indietro. Provare a essere diverso, assaporare cose nuove. E poi lo dice pure quel libro che hai tu: ognuno pu essere o nessuno o un milione di altri.
U: A parte il fatto che Uno, nessuno e centomila, ti sei confusa ancora una volta.
D: E va be, mi sono confusa con uno zero in pi.
U: No, hai confuso ancora la realt; perch se invece di leggere solo la copertina, male tra laltro, avessi letto anche il libro, ti saresti accorta che un romanzo.
D: E allora?
U: E allora ancora una volta uninvenzione, una storia di fantasia, proprio come il cinema, la televisione, il teatro. Una cosa creata per il divertimento di chi scrive e, quando va bene, di chi legge o guarda. Non ci sono persone vere, sono solo personaggi che esistono tra linizio e la fine. Mettitelo in testa: non la vita. La vita unaltra cosa. La vita questa; un uomo che torna a casa dopo il lavoro e trova il suo bel telegiornale, e lunica avventura sapere se la moglie avr preparato il suo meritatissimo pranzo oppure no.
D: E adesso dove vai?
U: Esco. Torno per cena, se sar pronta!
Quadro N3
La donna sola in scena. Allapertura della scena si trova seduta davanti al televisore, che per spento. Dopo aver reclinato la testa allindietro comincia a mugolare un motivetto (la sigla di Love Boat), poi ride e, alzandosi, canta e si dirige verso il tavolo. La sua camminata incerta, infatti sul tavolo c una bottiglia con un bicchiere; lo riempie e beve tutto dun sorso. E ubriaca o cerca di ubriacarsi, ma con difficolt visto che non abituata a bere.
D: (cantando) Mare, profumo di mare, con lamore io voglio giocare. E colpa del mare, del cielo e del mare, sento che sto lasciandomi andare. Questo sole che cosa pu fare(beve schifata un lungo sorso dal bicchiere)(parlando ad un interlocutore assente) Dice che una donna che si addormentata al sole per otto ore, quando si svegliata, si ritrovata gravidadi due gemelli! (facendo il verso) perch se il sole pu fare nascere i vermi dalla carogna di un caneSignore, avete una figlia voi? No esponetela troppo al sole! Attento, signore, attento (scatta sullattenti in posa militare) Sissignore! Obbedisco, signore! (ride) Certo, signore, i panni sono tutti lavatie stirati, anche! La cena pronta, signore e sar servita alle 19 e 00 in punto! (beve) (si sposta verso il televisore e si rivolge allo schermo spento) E tu? Che fai, eh? Non dici niente? Signor giudice, sia messo a verbale che il testimone non risponde perch le sue dichiarazioni potrebbero incriminarlo. ( Si accascia sulla poltrona) Attento, signore, attento: concepire un bene, ma nel caso di vostra figlia (pausa) - Gli uomini sono tutti furfanti! Non ti fidare mai degli uomini -. Me lo diceva sempre mio padre. - Non ti pare un controsenso? Anche tu sei un uomo - gli dicevo io. E lui lo sai come rispondeva? Appunto -. Mi rispondeva. Diceva: - Guarda me, ti sembro onesto eppure potrei dire di averne fatte tante che sarebbe stato meglio non fossi mai nato -. Ma a me mi pareva un controsenso. Comunque, gli ho dato ragione; ho fatto come mi diceva: non mi sono fidata di lui, voglio dire! (pensa. beve) Bevo. Come Meg Ryan nel film. (si alza e va verso il tavolo) E aspetto. Lui, poi, entrer dalla porta, con la divisa blu e le ali attaccate sul petto. Bello, con la cravatta un po slacciata, mi verr vicino e mi toglier il bicchiere dalla mano. Poi, guardandomi negli occhi, mi dir che mi ama ed io rider io pianger anche forse io io (di scatto verso la TV) che centro io? Che cosa posso fare) Gli uomini non si cambiano, e tu lo sai! Quante volte lo hai detto proprio tu? Si fa prima a cambiare uomo che a cambiare un uomo! (pausa) Come? No, no non cambiare discorso Hai parlato?! Si! Eh, si che hai parlato! Ti ho sentito, sai? E inutile che adesso fai finta di niente uno deve imparare a prendersi le proprie responsabilit! Tu lo hai detto! e a me mi pare un buon consiglio: Devo andarmene da questa casa! Devo! (Pausa perplessa) E tu dici che funziona? Deve funzionare! Peggio di cos E io mi fido mi voglio fidare! Tanto che sei uomo tu? No, appunto! E allora lo faccio e pace pure allanima di mio padre.(esce):
Buio.
Quadro n4
Allapertura della scena il palco vuoto. Luomo entra dalla comune al centro; viene da fuori: vestito ed ha il cappello. Da sotto il cappello si intravede una vistosa fasciatura intorno alla testa. Poco stabile sulle gambe si avvia verso la poltrona davanti alla TV e si siede. Accende la TV e comincia a fare zapping, ma il suo sguardo rivolto a terra. Dopo poco la donna entra da destra, vestita e con le volige in mano; appena vede luomo si ferma, alle sua spalle, e posa le valige a terra.
U: Sei tu?
D: No, la regina dInghilterra! Certo che sono io; chi volevi che fosse?!
U: Volevo dire: stai qua?
D: Pi o meno.
U: Che significa pi o meno? o ci stai o non ci stai. E se mi rispondi vuol dire che ci stai!
D: Per il momento
U: Stai uscendo?
D: Qualcosa del genere.
U: Insomma, vai di fretta? Torni presto?
D: Ma perch tutte ste domande?
U: E che ne so? Tu fai tutta la misteriosa. Tutte ste domande e ancora non ho capito niente.
D: Perch non c niente da capire. Solo non mi aspettavo che fossi gi tornato. Tu sei sempre cos preciso con i tuoi orari
U: Ma tu dici sempre che uno deve cambiare, cos ho voluto farti una sorpresa.
D: Che carino!
U: Sei contenta?
D: Pi che altro mi hai colto alla sprovvista.
U: Comunque se stavi uscendo non fa niente. Ti aspetto.
D: E perch? Se mi devi dire qualche cosa dimmela adesso; dopo chi lo sa?
U: Che cosa?
D: No, dico, dopo chi sa se non te la dimentichi?
U: Veramente c qualcosa. E qualcosa che ho in testa da un po
D: Il cappello?
U: No, che centra? Il cappello, si , ce lho in testa, ma questa una cosa che tengo dentro la testa.
D: Passando sopra a quello che, secondo me, tieni dentro al testa, dicevo: il cappello, com che non lo hai tolto?
U: Mi mantiene la testa.
D: Perch? Hai paura che se scappi?
U: ma lascia perdere il cappello! Perch ti interessa cos tanto?
D: E che non sono abituata a tutte queste novit, tutte insieme poi! La prossima volta avvisami: mi potrebbe venire uno shock!
U: Ha ha ha
D: Guarda che la mia non era una battuta.
U: Mica rido per la tua battuta; mi hai fatto venire in mente una cosa.
D: Unaltra?
U: ti ho mai parlato del mio amico Annibale?
D: Il chiattone con i capelli rossi
U: Aveva questo mare di ricci rossi
D: ma mica un rosso normale?
U: Noo, erano rosso acceso(insieme) parevano di fuoco! E poi questa faccia rotonda come un pallone. Se solo lo vedevi ti crepavi dalle risate: sembrava un porcospino in fiamme.
D: Scusa, ma che c da ridere in un povero animale che brucia?
U: Perch non ne hai mai visto uno!
D: Perch tu si?
U: Giochi di bambini
D: E come giocavate? Con la scatola del piccolo serial killer?
U: Comunque, Annibale era uno spasso. Una volta, avremo avuto undici anni
D: Sei sicuro? Non che fossero tredici?
U: Hai ragione, avevamo proprio tredici anni.
D: Hai visto?!
U: Portammo Annibale a casa di una vecchia
D:che viveva sola
U:tutta sola in mezzo alla campagna.
D: ma stava proprio sola sta vecchia?
U: Noo, aveva quattro cani
D: E basta?
U: e pure dieci gatti.
D: Ah, ecco!
U: Il bello che vivevano tutti insieme in una sola stanza
D: Sai che puzza?
U: Una puzza! (insieme) non si poteva respirare! Facemmo entrare solo Annibale
D: E lui che faccia fece?
U: Fece una faccia ma te lho gi raccontato?
D: Noo, solo che stavo andando
U: E vabb, se devi andare vai.
D: Grazie. Vado prima di l a prendere una cosa. (esce)
U: vai, vai. Io sto qua. (togliendosi il cappello) e chi si muove di qua. Mamma mia.
D: (rientrando e notando la fasciatura) Che hai combinato?
U: Io? Niente. Non mi sono proprio mosso!
D: Alla testa dico. Che cosa hai fatto alla testa?
U: Ah! Niente, un incidente.
D: (avvicinandosi a lui) Come un incidente? Che successo?
U: Sai che sono uscito e volevo andare al bar? Bene, ho fatto la strada che faccio di solito io faccio sempre la stessa strada-
D: Non avevo dubbi.
U: Oggi, per, sul marciapiede ho trovato unimpalcatura
D: Unimpalcatura?
U: Si, quella dei muratori.
D: E l ti caduto qualcosa in testa?
U: Ma che?! Io proprio per evitare sono andato allaltro marciapiede, quello di fronte.
D: Hai fatto bene.
U: Si, ma pure l unaltra scena! Sono capitato in mezzo a una rissa.
D: Una rissa?
U: Due tizi che si stavano prendendo a mazzate.
U: E tu ti sei messo in mezzo per dividere e hai avuto una botta in testa!?
U: E mica sono scemo!? Mi sono accostato a uno che stava l per chiedere che cosa succedeva. Mi ha detto che uno dei due era un ladro che aveva scippato la collana a una signora, e laltro era il marito.
D: Il marito del ladro?
U: Il marito della signora, che aveva acchiappato il ladro.
D: Meno male.
U: Ma il bello che in mezzo a tutte quelle mazzate la collana non si trovava pi.
D: Che peccato.
U: Gi, lho pensato anchio: un vero peccato. Infatti, me ne sono andato guardando sempre a terra, per vedere se cera la collana della signora. Cammina e guarda, guarda e cammina, sono arrivato allincrocio e non ho visto che il semaforo era rosso.
D: Allora ti hanno investito?
U: Quasi. Mi hanno fatto una suonata di clacson e mi sono fermato giusto in tempo. Per sono arrivato al bar, credimi, ancora tutto sconvolto, cos ho pensato di tornarmene a casa.
D: Ma, allora, scusa, come ti sei fatto male?
U: Sono scivolato. Qua, sotto al palazzo: la portiera aveva appena lavato a terra
D: Ma tu guarda un po!
U: IL dottore mi ha detto che una bella botta; che devo stare a riposo; che ho bisogno di cure.
D: (premurosa) E non ti preoccupare. C qui la tua mogliettina che si prende cura di te. Facciamo cos: io adesso vado di l a mettere a posto un po di cose e tu, intanto, ti fai un riposino. Quando torno ti preparo la cena, e alla fine ce ne stiamo tutti e due qui a guardare la televisione. Ti piace cos?
U: Si, si mi piace.
D: Adesso riposati per. (esce)
Quadro n5
Luomo resta da solo in scena, illuminato soltanto dalla luce blu del televisore. Farfuglia frasi sconnesse mentre la donna esce e si addormenta. Partono suoni indistinti, misti a voci, come a creare unatmosfera di sogno. Silenzio. Buio. Luomo ora si trova al centro della scena, in piedi, illuminato da una luce rossa che viene dal basso (probabilmente da dietro la poltrona). Si guarda intorno; chiaramente confuso.
U: E permesso? Scusate, c nessuno? (tra se) ma che posto questo? (si sente come un piccolo tuono) Chi ? Oh!? Dite a me? No, che pensavo non ci fosse nessuno. Io? Non lo so. Io, veramente, ero a casa mia mi ero messo sulla poltrona e ma, scusi, lei chi ? Ah gi! Io mi chiamo e lei come fa a saperevabb, allora vale la pena che ci presentiamo: con chi ho il piacere di parlare? (ride) Esagerato! No, non mi fraintenda, non per mancanza di rispetto ma che mi sembra un po troppo, ecco! (ride ancora) Penso a mia moglie, sa? Questa la dovrebbe sentire con le sue orecchie; dice sempre che io sono presuntuoso, che mi credo di essere chi sa chi per io a questi livelli non ci sono mai arrivato. (ride, poi si sente come un tuono forte) E vabb, non c bisogno di arrabbiarsi. Tra laltro uno non se lo aspetta che allimprovviso si trova davanti a no, no quale delusione? E solo che abbiamo sempre immaginato, noi esseri umani voglio dire, con tutta quella solennit: la luce bianca abbagliante, le campane, i cori angelici e poi il vecchio dai lunghi capelli bianchi, e la barba ancora pi lunga cos uno fa un po pi fatica a un momento! Ma, allora, se le cose stanno cos vuol dire che io che sono No? Quindi questo non il il limbo?! Mh strano, per! Assomiglia tanto al soggiorno di casa mia. Avevo sempre pensato che questa casa fosse un inferno, ma non credevo di esserci andato cos vicino! Allora scusate Maest cio no Santit neanche la prima volta: uno non sa come deve Ci diamo del tu? Bene. Democratico! Allora, dicevo, se non sono morto, e questo non il Paradiso, che ci faccio io qui? Dante? Come no! Chi non lo conosce?! Nel mezzo del cammin di nostra vita (tuono) Ho capito: la sai pure tu. (tra se) Democratico, ma incazzoso! No, niente: riflettevo su Dante. Nel Limbo mi pare ce ci fossero i bambini morti senza il battesimo quelli che non avevano fatto niente n di bene n di male, ma sempre morti erano, e poi mi pare che ci fosse si, il giudizio delle anime! Grazie. Avevo sette in italiano Aspetta! Io che centro? Non hai detto che sono ancora vivo? Allora quale giudizio? Come? Una seconda possibilit? Ancora con questa storia! No, non ce lho con te; c gi mia moglie che tutti i giorni mi assilla: dice che devo cambiare, devo essere diverso; ogni giorno una novit, una sorpresa. Pensa tu che mi accusa di essere sempre lo stesso! Capisci? Ascolta: non faccio per contraddirti figuriamoci, non mi permetterei mai!- ma io davvero non so perch dovrei cambiare; mi sento bene, sono soddisfatto della mia vita cos com. Certo ogni tanto qualcosa non va, ma penso che sia normale no? E poi, per lo pi, sempre colpa di mia moglie; lei e tutte quelle sue manie sulla televisione, la vita come fosse un telenovela...! si, si bravo Andy Garcia e tutte quelle altre stron scusa: cretinate, gi. Aspetta. Tu come fai a sapere? Te lha raccontato lei? No, no dimmi: stata lei che ti ha detto che io ho bisogno di cambiare!? Perch io la vedo, sai? Quando si mette l a pregare, nascosta senza farsi sentire. E questo quello che fa! Mi accusa, punta il dito! Chiss quante ne racconta su di me!? non ti preoccupare, questo un problema mio! Tu non centri con rispetto parlando la cosa me la sistemo io! ma quale errore? Anzi, hai fatto bene a dirmelo! ora capisco tutto. A questo punto vale la pena che parlo pure io si. Aspetta a me non mi vuoi ascoltare? Vabb, non ho seguito la procedura ma visto che ci siamo ascoltami(tuono fortissimo e buio)
Quadro n6
Luomo abbattuto sulla poltrona illuminato solo dalla luce blu del televisore. Dopo poco la luce piazzata accompagna la voce fuori campo della donna.
D: Caro spero tu stia riposando bene. Tra poco la tua mogliettina verr a prendersi cura dite, amore! (pausa. Entra da destra) eccomi qua! Ora, mentre tu continui a rilassarti, io ti preparo una bella cenetta: faccio la carne in scatola con tante verdurine tagliate sottili sottili sottili, e, visto che hai bisogno di energie, ti preparo anche il primo. Che ne dici? Ho comprato quei piatti pronti che fanno vedere in televisione. Hum (avvicinandosi a lui) possiamo farli con i funghi, col prosciutto, con le vongole, con gli asparagi (vedendo che non risponde) Hops! Stai dormendo? Vabb, faccio io allora. (prende il telecomando e fa per spegnere il televisore).
U: (afferrandole la mano) Ferma!
D: Oh, scusa! Credevo che stessi dormendo
U: No. Ma seppure fosse stato ormai
D: Continua a vedere la TV, allora. Io, intanto, mi metto ai fornelli.
U: Ai fornelli? Per preparare quella roba?
D: Guarda che la pasta bisogna saltarla in padella, mica la puoi mangiare cos?!
U: Ah, adesso capisco! Saltata deve essere una vera squisitezza! Avevo pensato che la mangiavamo direttamente dalla busta.
D: Che stupido! Direttamente dalla busta?
U: E invece no
D: No, assolutamente. Bisogne riscaldarla.
U: Cos diventa commestibile!? Certi miracoli fa la scienza!
D: Sono contenta: vedo che non hai perso il tuo spirito. Adesso, per, lasciami andare che altrimenti si fa tardi.
U: No, no, aspetta un poco. Devo chiederti una cosa.
D: A me? dimmi, che cosa?
U: Prima, quando sono tornato, dove stavi andando?
D: Da nessuna parte. Perch?
U: E tu per andare da nessuna parte andavi cos di fretta?
D: E che volevo fare una passeggiata e tornare in tempo per preparare la cena. Ecco tutto.
U: E che? Avevi paura di perdere troppo tempo per aprire la scatoletta?
D: Non capisco perch fai cos: se faccio tardi fai scenate; se mi preoccupo di essere pronta in tempo ti metti a fare tutte ste domande
U: Che centra? E giusto per sapere. Non capisco perch ti agiti.
D: Non mi sto agitando! Ora posso andare?
U: Aspetta. Unaltra cosa: e prima che facevi?
D: Prima di che?
U: Prima che io tornassi, voglio dire, che cosa hai fatto?
D: (accorgendosi di avere lasciato la bottiglia sul tavolo) Niente. Che vuoi che abbia fatto? Sono stata a casa, come solito ho guardato la televisione (si avvia a togliere la bottiglia senza farsi notare)
U: Hmm e non hai parlato con nessuno?
D: Che?
U: (alzandosi) Dico: hai parlato con qualcuno?
D: E con chi dovevo parlare?
U: Non lo so. Dimmelo tu.
D: Sono stata qui tutto il tempo da sola. Te lho detto: a casa, come sempre.
U: Pensaci bene. Magari hai fatto una telefonata, hai scambiato quattro chiacchiere
D: Vuoi che non mi ricordi se ho parlato con qualcuno?
U: No. E proprio il contrario: io voglio che ti ricordi, invece.
D: Si, ma come posso ricordare quello che non ho fatto? Secondo me la botta in testa ti ha fatto proprio male. Stai delirando; meglio se ti rimetti a sedere.
U: Invece sto benissimo. Non sono mai stato meglio in vita mia. Ora finalmente vedo tutto chiaro. Ora so chi sei e che cosa pensi di me.
D: E quando mai non sei convinto di sapere sempre tutto!?
U: La sfortuna di avere a che fare con unignorante come te, che non capisce niente.
D: Su questo hai ragione; perch se avessi capito qualche cosa ora non starei qui!
U: Staresti a fare la sguattera rimbambita da qualche parte.
D: Perch, qui che faccio? la principessa?
U: E ci mancherebbe! Non hai la classe, ti manca leleganza e la cultura.
D: E con te mi manca pure la speranza di averle.
U: Con me ci hai solo acquistato: io ti ho sollevata.
D: No, tu mi hai affossata! Mi hai chiusa in una casa a fare la serva per te; mi hai tolto tutto: lallegria, la spensieratezza mi hai tolto lamore
U: Lamore? E come vuoi che a un uomo venga la voglia di fare lamore con una che sta sempre con la testa fra le nuvole, a vivere nel mondo dei sogni e non si nemmeno pi di avere un uomo accanto?
D: La tua soltanto una scusa perch sei impotente.
U: (alzando la mano per darle uno schiaffo) Non ti permettere!
D: (anticipandolo e schiaffeggiandolo) Vuoi sapere dove stavo andando prima? Via da qua. Ti stavo lasciando.
U: Ha ha ha
D: (dandogli un altro schiaffo) E vuoi sapere con chi parlavo? Da sola! Anzi no, con il televisore; perch diventato lunico modo per fuggire da questa vita di merda!
U: (dopo una pausa) Mi hai fatto male.
D: Pure tu!
U: (ritrovando la calma) Ma che successo?
D: Non lo so. Ci siamo persi forse ci siamo troppo abituati (Pausa)
U: Io, per, non sono impotente!
D: ma non c pi desiderio
U: e il desiderio importante?
D: Ho letto che molte coppie hanno lo stesso problema.
U: E per questo che aumentano i divorzi!
D: Si, ma molte lo risolvono.
U: E come?
D: Con il travestimento, per esempio.
U: Travestimento?
D: Si. Si inventano dei personaggi, delle situazioni si da vita a delle fantasie.
U: E non ti pare che siamo un po troppo vecchi per giocare al dottore?
D: Perch, dov il problema?
U: Il problema che stai di nuovo con le fantasie in testa. Adesso ti vorresti pure mettere a recitare
D: E che c di male? Se la vita non pi stimolante perch non inventarsene unaltra?
U: Non mi pare una buona idea.
D: E invece si. (uscendo entrambi verso destra) Per esempio: potremmo fare che tu sei lidraulico che viene ad aggiustare il tubo e io, che sto sola in casa, invece
Buio.


