Commedia

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Atto unico

di

Samuel Beckett

Personaggi

D1, prima donna

D2, seconda donna

U, uomo


Sul proscenio, al centro, contigue, tre giare grigie identiche, alte un metro circa, da cui escono tre te­ste, dal collo strettamente serrato nell'imboccatura. Sono quelle, da sinistra a destra viste dall'uditorio, di D2, U e D1. Restano rigorosamente di faccia e immobili dal principio alla fine dell'atto. Volti sen­za età, come obliterati, appena più differenziati del­le giare. Ma niente maschere.

Estorce la parola ai tre un proiettore che illumina i volti soltanto.

Il passaggio della luce da una faccia all'altra è im­mediato.

Niente buio (oscurità quasi totale dell'inizio) salvo dove indicato.

La reazione alla luce è istantanea. Volti impassibili. Voci atone, salvo dove un'espres­sione sia indicata. Dizione rapida.

All'apertura del sipario, oscurità quasi totale. S'in­dovinano le giare. Cinque secondi. Proiettori deboli simultaneamente sui tre volti. Vo­ci deboli, quasi inintelligibili.

D1, D2, U insieme:

D1    Sì, strano, l'ideale il buio, e più è buio peggio è, fi­no al tutto buio, allora tutto bene, finché dura, ma ci arriveremo, l'ora verrà, la cosa è là, la vedrai, lasciami perdere, lasciami in pace, tutto buio, tutto fermo, tutto finito, cancellato -

D2    Sì. probabilmente, un po' tocca, non dico di no, certi direbbero, poveretta, un po’ tocca, appena un tantino, nella testa (debole risata angustiata), appena un tantino, ma io ne dubito, non per davvero, me la cavo, ancora me la cavo, faccio del mio meglio, quel­lo che posso -

U      Sì, la pace, ci contavamo, tutto spento, tutta la pe­na, tutto come se... mai stato. Ci arriveremo - (col­po di singhiozzo) pardon - insensato, oh si, lo so, ma nonostante ci contavamo, sulla pace, non soltanto tutto finito, ma come se... mai stato -

I proiettori si spengono. Buio. Cinque secondi. For­ti proiettori simultaneamente sulle tre facce. Voce di forza normale.

D1, D2, U insieme:

D1    Gli dissi, Lasciala perdere -

D2    Una mattina; mentre stavo cucendo -

U      Non era molto che stavamo insieme -

I proiettori si spengono. Buio. Cinque secondi. Proiettore su D1.

D1    Gli dissi, Lasciala perdere. Gli giurai su quel che avevo di più sacro -

Proiettore da D1 a D2.

D2    Una mattina mentre stavo cucendo, davanti alla fi­nestra aperta, lei arrivò in tromba e mi investi. La­sciatelo perdere, urlò, è mio. In fotografia ci guada­gnava. Vedendola allora per la prima volta da capo a piedi e in carne e ossa, capii che lui potesse prefe­rire me.

Proiettore da D2 a U.

U      Non era molto che stavamo insieme, quando lei sentì puzza di bruciato. Lascia perdere quella svergogna­ta, disse, o mi taglio la gola - (singhiozzo) pardon - quant'è vero che Dio mi vede. Sapendo che di pro­ve non ne poteva avere, risposi che non avevo idea di che cosa stesse parlando.

Proiettore da U a D2.

D2    Di chi state parlando, dissi, continuando a cucire come se niente fosse. Qualcuno che sarebbe vostro? Lasciar perdere chi? L'avete impestato, urlò lei, puz­za di cagna.

Proiettore da D2 a D1.

D1    Lo feci pedinare per mesi da un uomo di fiducia, ma mai l'ombra d'una prova. E dovevo riconoscere che lui aveva per me le stesse... premure di sempre. Que­sto, e il suo orrore dei rapporti puramente platonici, mi facevano temere certe volte di accusarlo a torto.

Proiettore da D1 a U.

U      Di che cosa ti lamenti? dissi. T'ho forse trascurata? Come potremmo stare insieme come stiamo, se ci fosse una... donna nella mia vita? Amandola come l'amavo, voglio dire con tutto il cuore, non potevo che compiangerla.

Proiettore da U a D2.

D2    Temendo che passasse a vie di fatto, suonai per far­la riaccompagnare da Battista. Le sue ultime parole, come lui potrebbe testimoniare, se vive ancora, e non ha dimenticato, andando e venendo sulla terra, ad accompagnar gente dentro e fuori, lasciavano in­tendere che m'avrebbe fatto la pelle. Confesso d'es­serne stata un po' scossa, sul momento.

Proiettore da D2 a U.

U      Lei non restò persuasa, avrei dovuto aspettarmelo. Quella t'ha impestato; diceva sempre, puzzi di put­tana. A questo, non c'era modo di rispondere. La presi dunque tra le braccia e le giurai che non avrei potuto vivere senza di lei. Lo pensavo, del resto. Sì, ne ero convinto. Lei non mi respinse.

Proiettore da U a D1.

D1    Giudicate dunque del mio sbigottimento quando una bella mattina che me ne stavo chiusa con la mia pena nei miei appartamenti, me io vidi arrivare con le orecchie basse, cadere in ginocchio davanti a me, nascondermi la faccia in grembo e... passare alle confessioni.

Proiettore da D1 a U.

 

U      Lei mi mise alle costole un agente privato, ma io gli dissi due parole. Fu contentissimo del supplemento.

Proiettore da U a D 2.

D2    Perché non la pianti, dicevo, quando lui comincia­va a gemere sulla vita che lei gli faceva, tanto fra voi è finita. O c'è ancora qualcosa?

Proiettore da D2 a D1.

D1    Il mio primo movimento fu, lo confesso, di mera­viglia. Che maschio!

Proiettore da D1 a U. U apre la bocca per parlare. Proiettore da U a D2.

D2    Ancora qualcosa tra noi, diceva, ma per cosa mi prendi, per una macchina da cosare ? E con lui, certo, nessun pericolo d'amore spirituale. Allora per­ché non la pianti? dicevo. Mi domandavo certe vol­te se non restasse con lei per via dei suoi soldi.

Proiettore da D2 a U.

U      Poi ci fu la spiegazione tra le due. Che non si per­metta più di piombare in casa mia, a minacciare di darmi la morte. Io dovetti avere l'aria incredula. Do­manda a Battista, disse lei, se non mi credi. Ma è a se stessa che lei minaccia di darla, dissi. Non a te? disse lei. No, dissi io, a se stessa. Divertente im­broglio. Abbiamo proprio riso.

Proiettore da U a D1.

D1    Poi gli perdonai. Di quali bassezze l'amore non è capace! Proposi, tanto per festeggiare, una puntata sulla Costa Azzurra, o fino alla nostra adorata Gran Canaria. Lui era pallido. Scavato. Ma non fu possi­bile, al momento. Impegni professionali.

Proiettore da D1 a D2.

D2    Lei tornò un'altra volta. Entrò come in casa sua. Tutta miele. Leccandosi le labbra. Poveretta. Io mi stavo facendo le unghie, davanti alla finestra aper­ta. Lui m'ha detto tutto, disse lei. Chi lui, dissi io, sempre limando come niente fosse, e tutto che co­sa? So quali torture dovete provare, disse lei, e so­no venuta a dirvi che non ho rancori. Suonai per Bat­tista.

Proiettore da D2 a U.

U      Poi mi misi paura e le dissi tutto. Aveva preso un'aria sempre più disperata. S'era messa a girare con un ra­soio nella borsetta. Adulteri, un consiglio: non con­fessate mai.

Proiettore da U a D1.

D1    Quando ebbi la certezza che tutto era finito, tor­nai da lei a godermi la scena. Una sgualdrina di bas­so conio. Che cosa mai avesse potuto trovarci, quan­do aveva me -

Proiettore da D1 a D2.

D2    Quando lui tornò ci fu la grande spiegazione. Io mi sentivo morire. Mi fece tutto un esposto. Perché aveva dovuto vuotare il sacco. Troppo rischioso, ec­cetera. Non la finiva più. Questo voleva dire che s'era rimesso con lei. Rimesso con quella là!

Proiettore da D2 a D1.

D1    Faccia di pagnotta, gonfia, pustolosa, bocca due salsicce, pappagorgia, mammelle da farvi -

Proiettore da D1 a D2.

D2    Non la finiva più. Sentivo una tosaerba. Una vec­chia tosaerba a mano. Lo interruppi dicendo che se, nonostante tutto quello che provavo, non avevo del­le sciocche minacce da brandire, non avevo neanche molto appetito per i rilievi della signora. Questo gli diede da riflettere un momento.

Proiettore da D2 a D1.

D1    Dei polpacci da guardia svizzera –

Proiettore da D1 a U.

U      Quando la rividi, lei sapeva. Aveva l'aria - (sin­ghiozzo) - distrutta. Pardon. Un cretino qualunque tosava il suo praticello. Una piccola corsa, poi un'al­tra. Si trattava di convincerla che tutto questo non comportava però un... rinnovo d'intimità. Non ci riuscii. Avrei dovuto immaginarmelo. La presi dun­que tra le braccia e le giurai che non avrei potuto continuare a vivere senza di lei. Non credo che avrei potuto.

Proiettore da U a D2.

D2    Una sola soluzione, andar via insieme. Mi giurò che lo avremmo fatto appena avesse messo in ordine i suoi affari. Nell'attesa, non c'era che da continuare come prima. Con questo, intendeva del nostro meglio.

Proiettore da D2 a D1.

D1     Eccolo dunque di nuovo mio. Tutto mio. Ero di nuovo felice. Cantavo dal mattino alla sera. Il mon­do-

Proiettore da D1 a U.

U      A casa, una sola parola d'ordine - aprirsi il cuore, passare la spugna e voltare la pagina. Ho visto per caso la tua ex puttana, disse lei una sera, sul cusci­no, meno male che te ne sei liberato. Piuttosto fuo­ri luogo, pensai. Infatti, amore mio, dissi, infatti. Dìo, che schifose le donne. Grazie a te, angelo mio, dissi.

Proiettore da U a D1.

D1     Poi si rimise a piazzare. Già.

Proiettore da D1 a D2.

D2    Finì per non venire più. Ero preparata. Più o meno.

Proiettore da D2 a U.

U      Alla fine, era proprio troppo. Non potevo letteral­mente -

Proiettore da U a D1.

D1    Prima che avessi il tempo di dire amen, spari. Que­sto significava che aveva vinto lei. Quella troia ! Non potevo crederlo. Restai prostrata per delle settima­ne. Finalmente tirai fuori la macchina e andai da lei. Tutto chiuso e sbarrato. Grigio di brina. Tornando a casa per Borgomalo e Villacenere -

Proiettore da D1 a U.

U      Non potevo letteralmente -

Proiettore da U a D2.

D2    Era il giorno dei Santi. Bruciavano ìe foglie mor­te. Feci un pacco delle sue cose e lo buttai nel fuo­co. Lo sento puzzare tutta la notte, mentre si con­sumava.

Il proiettore si spegne. Buio. Cinque secondi. Proiet­tori forti la metà di prima, simultaneamente sulle tre facce. Voci proporzionalmente più deboli.

D1. D2, U insieme.

D1     Pietà, pietà -

D2    Dire che non sono -

U      Quando cominciò ad abbassarsi -

I proiettori si spengono. Buio. Cinque secondi. Proiettore su U.

U      Quando cominciò ad abbassarsi la prima volta, rin­graziai Dio, lo giuro. Pensai, E fatto, è detto, ades­so tutto si spegnerà –

Proiettore da U a D1.

D1    Pietà, pietà, ancora sete di pietà. Arriverà. Tu non m'hai vista. Ma mi vedrai. Poi arriverà.

Proiettore da D1 a D2.

D2    Dire che non sono delusa, no. Lo sono. Contavo su qualche cosa di meglio. Di più riposante.

Proiettore da D2 a D1.

D1    O tu ti stancherai di starmi addosso.

Proiettore da D1 a U.

U      Spegnersi, si, affondare, nel buio, la pace arriva, pen­sai, dopotutto, infine, avevo ragione, dopotutto, Dio sia lodato, quando cominciò ad abbassarsi la prima volta.

Proiettore da U a D2.

D2    Di meno sconvolto. Di meno sconvolgente. Però preferisco sempre questo a... l'altra cosa. Decisa­mente. Ci sono dei momenti sopportabili.

Proiettore da D2 a U.

U      Pensai.

Proiettore da U a D2.

D2    Quando tu ti spegni - e anch'io mi spengo. Un gior­no ti stancherai e ti spegnerai - per sempre.

Proiettore da D2 a D1.

D1    Chiarore infernale.

Proiettore da D1 a U.

U      La pace, sì. certo, una specie di pace, e tutta quella pena come se... mai stata.

Proiettore da U a D2.

D2    Mi lascerai perdere, come un caso disperato e te ne andrai ad assillare qualcun altro. D'altra parte —

Proiettore da D2 a D1.

D1    Lasciami perdere! (Con veemenza) Lasciami in pace!

Proiettore da D1 a U.

U      Arriverà. Deve arrivare. Non può durare, questo stato.

Proiettore da U a D2.

D2    D'altra parte le cose potrebbero peggiorare, esiste questo pericolo.

Proiettore da D2 a U.

U      Oh, naturalmente adesso lo so –

 

Proiettore da U a D1.

D1    Sarebbe forse che non dico la verità, sarebbe questo, che un giorno finalmente bene o male dirò la verità e allora niente più luce, finalmente, contro la verità?

Proiettore da D1 a D2.

D2    Potresti arrabbiarti fino all'incandescenza e fon­dermi il cervello, non è vero?

Proiettore da D2 a U.

U      Adesso lo so, tutto quello non era che.., commedia. E tutto questo? Quando sarà che tutto questo...

Proiettore da U a D1.

D1    Sarebbe questo ?

Proiettore da D1 a D2.

D2    Non è vero?

Proiettore da D2 a U.

U      Tutto questo, quando sarà che tutto questo non sarà stato che... commedia?

Proiettore da U a D1.

D1    Non posso fare più niente,.. per nessuno... Dio sia lodato. Per conseguenza non può trattarsi che d'una cosa da dire. Come la ragione funziona ancora!

Proiettore da D1 a D2.

D2    Ma ne dubito. Non è precisamente il tuo genere. E devi sapere che faccio del mio meglio. O non lo sai?

Proiettore da D2 a U.

U      Forse sono diventate amiche. Forse il dolore -

Proiettore da U a D1.

D1    Ma ho detto tutto quello che potevo. Tutto quello che tu permetti. Tutto quello che –

Proiettore da D1 a U.

U      Forse il dolore le ha avvicinate.

Proiettore da U a D2.

D2    E se facessi lo stesso errore dì quando era il sole a brillare, l'errore dì voler trovare un senso là dove non può essercene nessuno?

Proiettore da D2 a U.

U      Forse sì trovano per chiacchierare davanti a una taz­za di quel té verde che piaceva tanto a tutt'e due, senza latte, né zucchero, nemmeno una goccia di li­mone

Proiettore da U a D2.

D2    Ma mi ascolti? C'è qualcuno che mi ascolta? Cè qualcuno che mi guarda? C'è qualcuno che si da il minimo pensiero di me?

Proiettore da D2 a U.

U      Nemmeno una goccia -

Proiettore da U a D1.

D1    O che si tratti di una cosa da fare con la faccia, di­versa dal parlare? Piangere?

Proiettore da D1 a D2.

D2    Sono diventata tabù, mi domando. Non necessa­riamente, adesso che ogni pericolo è allontanato. E quella povera creatura - la sento di qui - e quella po­vera creatura –

Proiettore da D2 a D1.

D1    Tagliarmi la lingua d'un morso e inghiottirla? Spu­tarla ? Questo ti placherebbe ? Dio come la ragione funziona ancora!

Proiettore da D1 a U.

U      Per chiacchierare, ora nell'una delle care vecchie di­more, ora nell'altra, paragonando tormenti - (sin­ghiozzo) pardon - e ricordi di felicità.

Proiettore da U a D1.

D1    Se soltanto potessi pensare; neanche questo ha sen­so, il minimo senso. Non posso.

Proiettore da D1 a D2.

D2    E quella povera creatura che voleva sedurti, come sarà andata a finire, secondo te ? - la sento di qui. Poveretta.

Proiettore da D2 a U.

U      Personalmente preferivo il Lipton.

Proiettore da U a D1.

D1    E che tutto cade, è sempre caduto fin dal princi­pio, nel vuoto. Che non si chiede nulla. Che nessu­no mi sta chiedendo nulla.

Proiettore da D1 a D2.

D2    Sarebbero addirittura capaci di compiangermi, se potessero vedermi. Ma mai come io compiango loro.

Proiettore da D2 a D1.

D1    Non posso

Proiettore da D1 a D2.

D2    A baciarsi dei loro baci agri.

Proiettore da D2 a U.

U      Le compiango in ogni caso, si, paragono la mia sor­te con la loro, per dolce che sia, e le -

Proiettore da U a D1.

D1    Non posso. La ragione lo vieta. Bisognerebbe che la perdessi. Sì.

Proiettore da D1 a U.

U      Compiango.

Proiettore da U a D2.

D2    A che cosa giochi quando ti spegni? A passare al setaccio?

Proiettore da D2 a U.

U      Nascondo forse qualche cosa? Ho forse perduto -

Proiettore da U a D1.

D1    Lei di soldi ne aveva, ho l'impressione, anche se vi­veva come una porca.

Proiettore da Di a D2.

D2    Come un gran rullo da trascinare in un giorno di canicola. Lo sforzo per smuoverlo, ecco che viene -

Il proiettore si spegne. Buio. Tre secondi. Proietto­re su D2.

D2  Bloccato. Nuovo sforzo.

Proiettore da D2 a U.

U      Ho forse perduto la cosa che cerchi? Perché spe­gnerti? Perché non -

Proiettore da U a D2.

D2    E tu che magari mi compiangi, che pensi. Poveret­ta, ha bisogno di tirare il fiato.

Proiettore da D2 a D1.

D1     Forse lei l'ha portato a vivere... da qualche parte al sole.

Proiettore da D1 a U.

U      Perché calare ? Perché non -

Proiettore da U a D2.

D2    Non lo so.

Proiettore da D2 a D1.

D1    Forse è là da qualche parte, seduta davanti alla fi­nestra aperta, le mani giunte sui ginocchi, lo sguar­do perduto nella lontananza, di là dagli ulivi -

Proiettore da D1 a U.

U      Perché non continui a fulminarmi senza sosta? Po­trei mettermi a delirare e - (singhiozza) - sputare il rospo. Par -

Proiettore da U a D2.

D2    No.

Proiettore da D2 a U.

U      Don.

Proiettore da U a D1.

D1    Di là dagli olivi, poi il mare, domandandosi perché sia tanto in ritardo, sentendo il freddo entrarle den­tro. E sopra a tutto l'ombra che scivola. Che stri­scia. Sì.

Proiettore da D1 a U.

U      Pensare che non fummo mai insieme -

Proiettore da U a D2.

D2    Non sono già un po' incrinata ?

Proiettore da D2 a D1.

D1    Poveretta. Poveretti.

Proiettore da D1 a U.

U      Che non ci svegliammo mai insieme, nel bel mese di maggio, il primo a svegliarsi che svegliava gli altri due. Poi in un piccolo dingley -

D1    Penitenza, si. a rigore, redenzione, c'ero rassegna­ta, ma no, non ha l'aria d'essere neanche questo.

Proiettore da Di a D2.

D2    Dico. Non sono già un po' incrinata ? (Con speran­za) Un tantino? (Pausa). Ne dubito.

Proiettore da D2 a U.

U      Un piccolo dingley -

Proiettore da U a D1.

D1    Silenzio e buio, non chiedevo di più. Be', ne rice­vo un po'. e dell'uno e dell'altro, dato che fanno una cosa sola. Forse è peccare ancora implorarne di più.

Proiettore da D1 a U.

U      Un piccolo dingley, sul fiume. Lascio i remi e guar­do le mie due beltà, sdraiate a poppa sui cuscini gon­fiabili. A fil d'acqua. Ah, sogni.

Proiettore da U a D1.

D1    Chiarore infernale.

Proiettore da D1 a D2.

D2    Un po' tocca. Nella testa. Appena un tantino. Ne dubito.

Proiettore da D2 a U.

U      Non sapevamo vivere.

Proiettore da U a D1.

D1    Sete di buio da morire. E più fa buio peggio è. Strano.

Proiettore da D1 a U.

U      Sogni. Per il passato. E adesso -

Proiettore da U a D2.

D2    Io per me ne dubito.

Ha un breve scoppio di risa, debole e smarrito, al quale il proiettore taglia corto passando a D1.

D1    Sì. e la cosa è là, tutta intera, a meno d'essere cie­chi. Tu la vedrai. Mi lascerai perdere. O ti stanche­rai.

Proiettore da D1 a U.

U      E adesso che tu non sei che... occhio. Che puro sguardo. Sulla mia faccia. A eclissi.

Proiettore da U a D1.

D1    Ti stancherai di giocare con me. Mi lascerai per­dere. Sì.

Proiettore da D1 a U.

U      Che cerca qualche cosa. Sulla mia faccia. Qualche verità. Nei miei occhi. Ma neanche.

Proiettore da U a D2, che ha lo stesso riso di pri­ma a cui il proiettore taglia corto di nuovo passan­do a U.

U      Puro occhio. Senza cervello. Che s'apre e si richiu­de su me. Posso pensare d'essere almeno -

Il proiettore si spegne. Buio. Tre secondi. Proietto­re su U.

U      Posso pensare d'essere almeno... visto?

Il proiettore si spegne. Buio. Cinque secondi. De­boli proiettori simultaneamente sulle tre facce. Vo­ci deboli, in gran parte inintelligibili.

D1       Sì, strano, ecc.

D2       (insieme)  Sì, probabilmente, ecc.

U         Sì, la pace. ecc.

Ripetizione della commedia.

U         (in chiusura della ripetizione) Posso pensare d'essere almeno... visto?

Il proiettore lascia U. Buio. Cinque secondi. Forti proiettori simultaneamente sulle tre facce. Voci di forza normale.

D1       Gli dissi, Lasciala perdere -

D2       (insieme) Una mattina, mentre stavo cucendo -

U         Non era molto che stavamo insieme -

I  proiettori si spengono. Buio. Cinque secondi. Proiettore su U.

U         Non era molto che stavamo insieme -

Il proiettore si spegne. Buio. Cinque secondi. Proiet­tore su U.

Sipario.

LUCE

La fonte di luce è singola e non deve essere situata al di fuori del luogo ideale (la scena) occupata dalle sue vittime.

La posizione ottimale per il proiettore è al centro del proscenio, per modo che le facce siano illuminate da vicino e dal basso.

Quando eccezionalmente tre proiettori sono neces­sari per illuminare le tre facce simultaneamente, l'ef­fetto dovrebbe comunque essere di un singolo proiettore che si dirama in tre.

Questi momenti a parte, dovrà essere usato un sin­golo proiettore mobile, ruotante alla massima velo­cità da una faccia all'altra secondo le occorrerle. Il metodo consistente nell'assegnare a ciascuna fac­cia un distinto proiettore fisso non è soddisfacente, perché meno espressivo di un unico inquisitore di quanto lo sia un singolo proiettore mobile.

CORO

D1     Si strano l'ideale il buio e più è buio peggio è

D2    Sì probabilmente un po' tocca non dico di no cer­ti direbbero

U      Si la pace ci contavamo tutto spento tutta la pena

D1    fino al tutto buio e allora tutto bene finché dura ma ci arriveremo

D2    poveretta un po' tocca appena un tantino nella te­sta u tutto come se mai stato ci arriveremo (singhiozzo) pardon

D1    l'ora verrà la cosa è là la vedrai

D2    (risata-) appena un tantino ma io ne dubito

U      insensato oh lo so ma nonostante

D1    lasciami perdere lasciami in pace tutto buio tutto fermo

D2    ne dubito non per davvero me la cavo ancora me la cavo

U      ci contavamo sulla pace non soltanto tutto finito

D1     tutto finito cancellato

D2    faccio del mio meglio quello che posso

U      ma come se mai stato

GIARE

Affinché le giare non siano più alte di un metro bi­sognerà ricorrere all'uso di botole, grazie alle quali gli attori potranno recitare stando in piedi sotto il livello del palcoscenico; oppure dovranno restare in ginocchio per tutta la durata della commedia me­diante l'uso di giare aperte nella parte posteriore. In mancanza di botole, e se la posizione inginocchiata dovesse risultare impraticabile, gli attori sta­ranno in posizione eretta e le giare saranno ingran­dite a misura d'uomo e arretrate a metà scena; le di­mensioni delle giare si conformeranno, per l'altez­za, alla statura dell'attore più alto, e per la larghezza, all'attore più corpulento.

Far sedere gli attori all'interno delle giare è una so­luzione che darebbe luogo a un effetto inaccettabilmente voluminoso e che non va quindi presa in con­siderazione.

RIPETIZIONE

La ripetizione può essere una replica perfetta, o può essere variata. In altri termini, la luce può compor­tarsi la seconda volta esattamente come la prima (re­plica perfetta), o può cambiare metodo (variazione). A Londra e a Parigi è stata adottata la variazione, nel modo seguente:

1.  Introduzione d'una metà di coro, tagliato sulla ri­sata di D2, prima di iniziare la seconda ripetizione.

2.  Riduzione della luce, e per conseguenza del volu­me vocale, nella ripresa; ciò che da lo schema se­guente, A essendo il livello luminoso e vocale più alto, E il più basso:

C Primo coro

A Prima parte di I     

B Seconda parte di I

D Secondo coro                           )

B Prima parte di ripetizione 1       ) Ripetizione 1

C Seconda parte di ripetizione 1 )

E Metà dì coro    )

C Frammento       ) Frammento di ripetizione 2 

   di ripetizione 2 )

3.Voci ansimanti dal principio della ripetizione 1, in crescendo fino alla fine della commedia.

4. Ordine delle battute modificato nella ripetizione per quanto ciò è compatibile con la immutata con­tinuità individuale dì ciascun attore. Per esempio, l'ordine di interrogazione D1, D2, U, D2, D1, U all'inizio di I, diventa D2, D1, U, D2, U, D1 all'inizio della ripetizione, e cosi di seguito a vo­lontà.

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