Comprese le mamme e le sorelle


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Commedia in un atto

di Umberto Simonetta

Arnoldo Mondadori editore - Milano 1984

Personaggi

Andrea, 16 anni

Daniele, suo fratello, 15


(La camera di Andrea e Daniele Due letti che formino un angolo, fra i due letti un ripiano su cui è posta una lampada Qualche altro accessorio qua e là ma senza concedere troppo alla moda giovanilistica di questi anni, meglio senza rifare il verso a questa moda. Risparmia-moci dunque i manifesti alle pareti: niente Lucio Dalla o Snoopy o Peter Gabriel. I due protagonisti hanno 16 e 15 anni: inutile sottolinearlo, lo si vede da sé. In questa camera accadrà di tutto: gli altri ambienti si formeranno qui, saranno soprattutto le luci a disegnarli, da qui a scena conclusa spariranno quando la camera tor­nerà a essere camera. Andrea è sdraiato sul suo letto, Daniele inginocchiato in mezzo alla stanza sta sfoglian­do un grosso dizionario. C'è una musica in sottofondo e ci sarà quasi sempre per tutta la durata della narrazione)

Andrea(dopo una lunga pausa) Nicola è un nome barese.

Daniele          Eh?

Andrea           Nicola. È un nome barese, Nicola.

Daniele          E allora?

AndreaNiente, dicevo così per dire. Ne conosco tre, uno che sta al Lorenteggio, un altro che abita lì così dietro alla chiesa e un altro che viene sempre giù ai giardi­netti con la moto:  si chiamano Nicola tutti e tre e infatti i suoi sono tutti pugliesi. (Si alza e cerca di pren­dere il volume al fratello) Fai vedere un po'...

DanieleNo lascia, sto guardando io...

AndreaDài, fai vedere un po' anche a me... (Gli ha tolto il dizionario e lo apre alla prima pagina) « Vocabolario della lingua italiana... compilato da Nicola Zingarelli... editore Nicola Zanichelli, Bologna. » Si chiamano tutti Nicola.

DanieleSì ma se dice che è di Bologna non può essere di Bari. Editore Zanichelli Bologna.

AndreaSì però Nicola è un nome barese. Sarà un immi­grato. « Nuovissima edizione aggiornata e annotata a cura del professor Giovanni Balducci, arricchita di un repertorio di abbreviazioni, sigle e simboli e di un'ap­pendice di forestierismi... »

DanieleForestierismi?

Andrea(annuisce continuando a leggere) « Neologismi e tecnicismi... »

DanieleForestierismi viene da forestiero, no?

AndreaEh sì, eh. Da dove vuoi che venga?

DanieleDài, vai avanti. Leggi.

AndreaAllora, dunque... « Fianco... Fiandrone... Fianta... »

DanieleCos'è il fiandrone?

Andrea(legge) « Fiandrone... soldato delle Fiandre... Spac­cone, millantatore, che racconta prodezze compiute in paesi lontani »... Un ballista.

Daniele          E fianta?

Andrea           Che ti frega di fianta...

DanieleMa no, dai, mi frega... cos'è?

Andrea« Fianta... sterco di cavalli, in gergo militare... »

Daniele          Vai avanti.

AndreaCalma, calma. Dunque... « Fiasca, fiasco, fibbia, fi­bra, fibula, ficaia... luogo piantato a fichi... Di fico, atti­nente al fico... Ficalbo, ficaie, ficame... »

Daniele          Ficame?

Andrea« Quantità di fichi... Ficata... » 

DanieleDài, dài!

Andrea« Colpo che si dà scagliando un fico... »

DanieleColpo che si dà scagliando un fico?

AndreaEggià, no?  Tu prendi un fico glielo sbatti  ad­dosso a uno: pam! gli dài una ficata, no? come una scarpata. (Riprende a leggere) « Ficazzola... cosa sgual­cita, schiacciata, pesta... Ficazone:  erba contenente mol­to ferro? erba che faceva venir l'appetito? »

DanieleNon chiederlo a me, leggi lì...

AndreaNiente, non dice niente, c'è il punto di domanda... Vedi?... Ficazone...

Daniele(legge) « erba contenente molto ferro? erba che faceva venir l'appetito? »... Boh. Vai avanti, dài.

Andrea« Ficcanaso... ficcare... cacciar dentro, configgere, metter dentro a forza... »

DanieleMettere dentro a forza, qua ci avviciniamo, dài!

Andrea« Conficcare un palo in terra, un chiodo... Pianta­re il ramo innanzi alla casa della fidanzata la prima mat­tina di maggio, a notte... »

DanieleLa prima mattina di maggio a notte? che cazzo vuol dire?... se è mattina non è notte, no?

AndreaMa no scemo, il ramo lo pianti di notte, la prima mattina di maggio... cioè la notte prima, la notte del trenta aprile tu vai lì innanzi alla casa della fidanzata e pianti il ramo...

DanieleE perché devi far tutto sto casino?

AndreaCome perché, perché così lei quando va lì all'alba trova il ramo, no?

Daniele(ironico) Chissà che salti di gioia.

Andrea(riprende la lettura) «Ficcabile... che si può fic­care... Ficcamento: atto del ficcare... Ficcante: che fic­ca... »

DanieleFiccante che ficca, dài!

Andrea« Ficcato, ficcatoia, ficcatura... »

DanieleCos'è la ficcatoia?

Andrea« Ficcatoia... Terreno paludoso in cui s'affonda. Ficchino... » Oh, ecco qua... « ficchino »: niente. « Ficchino: che s'intriga dei fatti altrui »... Poi c'è « ficedula, fichereto, fico... » niente. Fica non c'è. Non ce l'hanno messa fica.

Daniele  E figa?

Andrea           E figa... adesso vediamo... Figa, dunque...

DanieleFai vedere un po' a me...

AndreaMa no, stai buono... Allora... « Fièvole... fifa... figagnolo, figaro, figgere... » niente. Non c'è nemmeno figa. Però sono degli stronzi. Ti mettono figagnolo e non ti mettono figa. Che cazzo vuol dire figagnolo? (Legge) « Specie di porro che viene alla fordella e spesso in tutto il corpo del cavallo... » che schifo.

DanieleFigagnolo! ma saranno scemi. Uno compera un dizionario per andare a vedere se c'è su figagnolo!... Però è strano che un dizionario così importante come questo non metta né figa né fica. Perché non le hanno messe secondo te?

AndreaMa perché così, no?... perché non vogliono com­promettersi...

DanieleCome compromettersi, compromettersi in che modo?

Andrea(non sa rispondere) Eh... che poi magari, non so... gli dicono che è un dizionario porno...

DanieleGuarda se c'è cazzo.

Andrea(riprende a sfogliare il dizionario) « Cazza: tazza scodella...  Cazzabagliore...  cazzare...  cazzascotte... »

Daniele(appoggiando un braccio sulle spalle del fratello) Cazzascotte? cos'è?

Andrea(legge) « Cazzascotte: specie di bitta a rastrellie­ra dove sono più pulegge o ganci per le scotte da casso­ne in diverse direzioni... »che cazzo vuol dire?... specie di bitta... cos'è la bitta? fammi vedere bitta... (Sfoglia rapido) «Bistecca... bistraccola... bistrare... bitorzolo... bitta! Traversa. Colonna di legno o di ferro, alla prua della nave per avvolgerci le gómene... »

Daniele          Gomene!

AndreaE chi se ne frega... « Per avvolgere le gomene » o quel cazzo che è « e le catene delle ancore, o sulle banchine dei porti... » O sulle banchine dei porti. Boh. Morale: non c'è neanche cazzo. Nicola Zingarelli, Nicola Zanichelli. due bei deficienti... (Sbatte il dizionario sotto al letto)

DanielePerò se ci pensi su un momento Andrea guarda che è giusto che non ci sono.

Andrea           Perché giusto?

DanieleMa sì perché sul dizionario uno cosa va a cer­care? le parole che non conosce, no? che non sa cosa vuol dire, che vuol sapere... vuol sapere che significato hanno... Bitta, cazzascotte, quelle troiate lì. Invece caz­zo e figa cosa vuol dire lo sanno tutti, anche i bambini. Giusto o no?

AndreaAh beh sì forse in quel senso lì sì. Io però ce li avrei messi. Cinque o sei righe su figa ci stavano. Sostan­tivo femminile, molto usato.

DanieleAndrea..

Andrea           Oh?

DanieleSecondo te, riflettendoci bene, che differenza c'è tra figa e fica?

Andrea           Che differenza?

Daniele          Pensaci bene.

AndreaBoh. Che differenza vuoi che ci sia. Nessuna. (Do­po un attimo) O meglio... anzi... sì... figa è più...

Daniele Più? più cosa?

AndreaPiù... così... più normale. È più senza impegno. Figa! la puoi usare eventualmente anche come esclama­zione. T'è piaciuto quel film? Figa!... Invece fica no. Fica è un termine sessuale.

Daniele          Beh ma anche figa è un termine sessuale...

AndreaSì, ma meno di fica. Senti anche il suono.

Daniele          Sei sicuro?

AndreaSicurissimo. Fica è più intenso, più profondo. Almeno io la vedo così. Tu no?

Daniele          Mah, non so. Ci devo ancora ragionare sopra.

(La musica sale per qualche istante. I due ragazzi, ognu­no sul suo letto, sembrano assorti in riflessioni lontane)

Daniele(riprende il discorso) Come ti è andata poi con quella là di giovedì?

AndreaAh quella là di giovedì... Come vuoi che sia an­data? bene, no?

DanieleSei riuscito a combinare?

AndreaEbbè certo, no? ... e tu con quella là del bar?

DanieleQuella là del bar?

Andrea           Eh.

DanieleAh sì, sì. Anch'io.

AndreaTutto bene?

DanieleTutto bene.

AndreaSiamo due galli.

Daniele(imbarazzato) Beh,  insomma...  ci  arrangiamo.

AndreaNo, no, siamo due fortissimi. Va' che non ce ne sono mica tanti in giro come noi.

DanieleTu dov'è che l'hai portata?

AndreaEh, c'era la casa del Franchino libera... l'ho por­tata su a casa sua. Poi una volta su ho cominciato a li­monarla un po', no? lei subito non ci voleva stare, ave­va già fatto delle storie per venir su in casa... Poi io ho incominciato a accarezzarla, a baciarla, a strizzarle un po' le tette... mi son messo un dito in bocca e ho continuato a strofinarglielo sul capezzolo... alla fine non ha capito più niente... le bave, sai, le bave...

Daniele(ha ascoltato rapito le parole del fratello) Ma sei riuscito a fare tutto?

AndreaEh beh direi di sì. Eh. Siamo rimasti su tre ore.

Daniele          Tutto tutto?

AndreaMa logico, no? perché? tu non sei riuscito a fare tutto?

DanieleChi, io?... no, no, figurati!... anch'io. Tutto, tutto. Ho fatto come te, no? l'ho portata su a casa del Massimo che  era libera... prima ho cominciato così a limonarla, l'ho baciata, le ho strizzato le tette...

AndreaE il dito bagnato?

DanieleSì, sì, mi son bagnato il dito e gliel'ho strofinato sul capezzolo un sacco di volte... otto o nove volte... alla fine non capiva più niente... anche le bave... tale e quale come te.

AndreaAlle donne basta strizzarci un po' le tette eh? non capiscono più niente. È una zona molto erogena.

Daniele          Esatto.

AndreaÈ il loro punto debole, no? (Si siede accanto al fratello) Cominci a strizzarle un po' le tette e pac! ca­dono in estasi, attaccano a mugolare... Però bisogna stare attenti, bisogna saperci fare... Non le puoi brancare una tetta e cominciare a stringergliela così come se fosse un limone... Devi avere la mano leggera, altri­menti non godono, gli fai male...

DanieleCerto, devi avere la mano leggera... Tu Andrea con quante donne sei stato?

AndreaIo? Eh, beh. E tu?

Daniele          No dài, prima tu.

AndreaBeh io, sai... come si fa a quantificare... Comun­que un bel mucchio.

DanieleVenti?

AndreaBeh no, venti no...

Daniele          Diciotto ?

AndreaNon lo so... adesso è complicato dover star lì a far dei conti... non ricordo... e tu?

DanieleBeh, io... io meno di te...

AndreaÈ normale, sei molto più giovane. Un anno conta. Ma all'incirca?

Daniele          Beh dunque... c'è stata questa qua del bar... poi quella volta là al mare...

Andrea           Ma quella volta là al mare ci avevi tredici anni!

DanieleE allora?

AndreaCosa vuoi aver combinato a tredici anni?

DanieleNo, no, ho combinato...

AndreaMa sì l'avrai baciata, l'avrai toccata un po'...

DanieleNo dài, ti prego Andrea!

Andrea           Ma cosa vuoi aver fatto di più a tredici anni!

DanieleDài Andrea non mi fare incazzare, porco zio!... Se ti dico di sì! Non mi credi?

AndreaMa sì ti credo, non t'incazzare Daniele.. certo che ti credo. Vuoi che un ragazzo di tredici anni non ab­bia già scopato? uno come te, poi! con un fratello come me!

Daniele(in adorazione del fratello) Certo che tu sei uno che ci sa fare parecchio con le donne... Vero?

AndreaBeh oddio, insomma... Sai, cosa vuoi, lì è tutta questione di tattica.

Daniele          Eggià.  Cioè?

AndreaLa tattica, no? fai conto che con ogni donna ci vuole la sua tattica precisa. A seconda del tipo che è, no? devi cercare d'inquadrarla. Devi capire subito al volo con chi hai a che fare. Se è una frigida, se è una timida, se è una complessata...

DanielePresempio se una è amorfa?

AndreaAppunto, applichi la tattica che funziona in que­sti casi, per le amorfe. Cerchi di farla uscire dal suo guscio, no?

DanieleE se una è libidinosa?

AndreaTattica opposta. Guarda bisogna far ragionare il cervello. Se tu nella vita vuoi scopare molto devi appli­carti seriamente, non ci sono santi. Devi studiare ogni singolo caso, non puoi mica affidarti all'improvvisazione. È come una missione. Guarda, non ci sono altre vie: devi usare il cervello, è tutto lì. Per scopare ci vuole il cervello.

DanielePerò ci sono anche di quelle che sfuggono alle tattiche, vero? le hai conosciute tu?

AndreaBeh sì, esistono quei fenomeni lì. Sono quelle che non riesci a incasellare.

Daniele(prendendo la chitarra e cominciando a suonarla a tratti) Secondo te la figlia della Coperchini appartiene a quella categoria lì, di quelle che non riesci a incasellare?

AndreaQuella appartiene alla categoria delle gran fighe! Che figa, ragazzi! La figlia della Coperchini per me è il massimo della figa.

Daniele          Secondo me ci sta anche.

AndreaCome fai a dirlo?

Daniele          Non so... come una sensazione.

AndreaNo, è una sensazione sbagliata. Quella lì non è così facile. Io l'ho studiata quella lì, l'ho messa a fuoco proprio bene... È una battaglia dura.

DanieleChe tattica applicheresti con quella lì?

AndreaCon la figlia della Coperchini? Eh non lo so, lì c'è poco da tatticare...

Daniele.         Eppure tu di' quello che vuoi ma io sono con­vinto che quella se tu ciai pazienza di starle un po' dietro, quella alla fine te la dà...

AndreaHmmm. C'è un vagone di ragazzi pieni di pa­zienza che le stanno dietro però finadesso risulta che non c'è mai stata con nessuno...

Daniele(continuando a suonicchiare la chitarra) Certo che è una gran figa...

AndreaEcco, presempio: vedi la differenza che domandavi prima? la figlia della Coperchini è una fica, con la c...

DanieleCioè molto di più?

AndreaMoltissimo di più. Immensamente di più. Guar­da: quelle con la "c" al posto della "g" sono in testa alla classifica. Basta una "c" al posto della "g" e ti cam­bia tutto come dal giorno alla notte...

DanieleÈ strano, eh?

AndreaÈ strano, no: non è strano. È così, è la vita.

(Accompagnandosi alla chitarra iniziano a cantare una canzone rock americana: però sostituiscono le due prime frasi dell'originale inglese con queste altre due, eviden­temente di loro invenzione: « La figlia della Coperchini / è proprio una gran figa... ». Riprendono poi a cantare il testo originale. A un certo punto si fermano)

DanieleNon facciamo troppo casino che poi si svegliano...

AndreaOh anche se si svegliano sono contenti...

(Riprendono a cantare e escono. Rientrano subito dopo: nella camera ci sarà stato un cambiamento di luce. È diventata infatti la camera dei loro genitori. Si sente, incisa su nastro, la canzone che cantavano prima. Due parrucche e Andrea è diventato la madre, Daniele il padre)

Andrea(riferendosi alla canzone) Li senti, Maurizio?

DanieleSì, li sento Gisella.

AndreaCome cantano bene i nostri figli!

DanieleSì Gisella, cantano bene.

AndreaHanno proprio un bel timbro di voce. Maschio e dolce. Non ti sembra che Andrea assomigli un po' a Bob Dylan?

DanieleHai ragione amore... E Daniele mi ricorda molto Donovan...

AndreaBob Dylan... Donovan... ti ricordi Maurizio?

DanieleOh se mi ricordo... Bob Dylan...

AndreaDonovan...

DanieleCome passa il tempo. Forse è banale dirlo ma il tempo passa.

AndreaSiamo già a ieri. Li senti?... se cantano in que­sto modo io credo che sia un segno positivo... Significa che sono in pace con se stessi, che hanno saputo affron­tare e risolvere i loro problemi dall'interno...

DanieleSì, io credo che la tua analisi sia corretta, Gi­sella. D'altra parte non poteva che essere così. I nostri figli hanno trovato in famiglia un terreno ideale su cui muoversi e sprigionare tutto il loro potenziale creativo. Tutto quello che hanno da tirar fuori.

AndreaÈ vero, Maurizio. Certo oggi è di moda deridere la famiglia. E, intendiamoci: io sono d'accordo se la si vede  come  un'istituzione  arcaica,  superata,  restrittiva. Deridiamo pure, giustamente, l'ottusa famiglia ottocen­tesca... con i suoi padri severi ma buoni, le mamme tre­pidanti, i figli riconoscenti... Ma quando la famiglia è come la nostra... qualcosa che unisce profondamente, qualcosa che serve a non farti sentire terribilmente solo... quando è così io credo che anche loro, questi nostri figli, si accorgano che la famiglia è una realtà meravigliosa... Difficile forse qualche volta, ma meravigliosa...

DanieleÈ bello sentirti parlare così, Gisella. Effettiva­mente io penso che noi due siamo una coppia di genitori perfetti. Non abbiamo mai imposto a Daniele e Andrea la nostra autorità... non li abbiamo mai repressi...

AndreaNon ci siamo mai comportati con loro come si erano comportati con noi i nostri genitori...

DanieleCi siamo fatti ascoltare ma prima li abbiamo sempre ascoltati...

AndreaPiù che genitori per loro siamo due amici...

DanieleDue amici, ecco sì...

AndreaDue compagni...

DanieleDue compagni leali...

AndreaChe fortuna hanno avuto a trovare due genitori come noi!

DanieleChe fortuna!

AndreaE sai, perché, Maurizio? Perché noi abbiamo ca­pito che il mestiere di genitore è un mestiere difficile, che va affrontato con serietà, con professionalità...

DanieleCon serenità...

AndreaCon umiltà, con duttilità...

DanieleCon caparbietà...

AndreaCon modernità...

DanieleGisella...

AndreaMaurizio...

DanieleTu credi che i nostri due ragazzi abbiano già avuto rapporti?

AndreaFra loro?

DanieleIntendevo rapporti con altri...

AndreaCon altri ragazzi?

DanieleCon donne, Gisella. Rapporti sessuali.

AndreaCome puoi dubitarne. È noto, da sempre, che le nuove generazioni copulano, sempre, a dodici anni.

Daniele          A dodici anni?

AndreaI ritardatari a tredici. Sull'argomento sono stati scritti numerosi saggi. Nel 1940 si diceva che le nuove generazioni di allora erano molto precoci a scopavano prestissimo.  Per via della guerra.

Daniele          Eh, la guerra rende precoci.

AndreaDieci anni dopo, nel 1950, si diceva che le nuove generazioni di allora scopavano prestissimo. Per via del dopoguerra.

DanieleAnche il dopoguerra rende precoci.

AndreaNei primi anni del '60 si apprese che le nuove ge­nerazioni scopavano prestissimo per via del boom economico...

Daniele          Anche il boom economico rende precoci.

AndreaOtto anni più tardi, nel '68, ci si accorse che le nuove generazioni scopavano prestissimo. Per via della rivoluzione... sì, anche la rivoluzione può rendere pre­coci. Insomma in qualsiasi epoca siano nate le nuove generazioni a scopare sono sempre state precoci. Dei ful­mini: zàc-zàc.

Daniele          Quindi anche i nostri figli.

AndreaCertamente. Anche i nostri figli. Io sono convin­ta che Daniele e Andrea abbiano già trovato una loro giusta collocazione, un loro piccolo spazio nell'ambito della sfera sessuale.

DanieleCome padre non posso che esserne felice.

AndreaFigurati io come madre.

DanieleGuai se i figli di genitori aperti e avanzati come noi avessero dei ritardi nel settore.

AndreaGuai. Sarebbe una contraddizione in termini. (Escono)

(Cambia la luce nella stanza: si ritorna nella camera dei ragazzi. E infatti loro rientrano senza parrucche)

DanieleAndrea..

Andrea           Oh.

DanieleSecondo te il papà e la mamma scopano ancora?

AndreaFra loro?

Daniele   Sì.

Andrea   Boh.

DanieleTu te la scoperesti la mamma?

Andrea(un attimo sconcertato) La mamma?

DanieleNo, non la mamma. Una donna come la mamma. Una donna di quarant'anni.

AndreaUna donna  di quarant'anni?  Beh, se  non è un cesso.

Daniele          Io sì. Hanno molta più esperienza.

AndreaDaniele.

Daniele    Eh?

AndreaTi sei accorto di un fatto? il papà e la mamma sono molto preoccupati.

DanieleMe ne sono accorto sì. Perché secondo te?

Andrea           Per i figli.

Daniele   Noi?

AndreaÈ normale. I figli sono sempre stati la costante preoccupazione dei genitori.

DanieleMa noi non gli abbiamo mai dato alcuna preoc­cupazione. Che motivo hanno per essere preoccupati?

AndreaAppunto. Ecco il motivo. Noi non gli abbiamo mai dato alcuna preoccupazione. In casa tutto regolare, d'amore e d'accordo, grande comprensione reciproca. A scuola idem, grossi problemi non li abbiamo mai tirati fuori, casini non ne abbiamo mai suscitati...

DanieleE allora?

AndreaE allora, secondo loro, c'è qualcosa che non fun­ziona. Alla nostra età tutti i figli normali di genitori nor­mali che vivono in famiglie normali qualche normale casino l'hanno fatto. Hanno già combinato tutti qual­cosa di grave, possibilmente di irreparabile. Noi niente. Noi buoni come il pane.

Daniele          E questo li preoccupa?

AndreaLogico, li angoscia. Ma rifletti un attimo. Tutti gli altri genitori amici loro possono vantarsi di avere dei figli che gli hanno combinato una serie di disastri e che continuano ad alimentare le loro indispensabili ansie. Invece quando qualcuno chiede al papà o alla mamma: « Come vanno i vostri ragazzi? ».

Daniele(che ha indossato la parrucca del padre) Bene, molto bene, terrificantemente bene. Sono dei bravissimi figlioli. Mai un pensiero, mai una preoccupazione, sono proprio esemplari. E noi siamo orgogliosi di loro. E vi­viamo serenamente, vero mamma?

Andrea(con la parrucca di madre) Serenamente è l'av­verbio più indicato per descrivere il nostro quotidiano stato d'animo. (Si toglie la parrucca e riprende a parlare come Andrea) In queste condizioni come possono pre­tendere di trovare conforto nei loro amici? sono lì che ci terrebbero tanto a essere vittime e noi niente. Poveracci.

DanieleDobbiamo fare qualcosa per aiutarli.

AndreaCi ho pensato anch'io. Ma cosa?

DanieleSe bigiassimo a scuola per un mese?

AndreaNon dire stronzate. Come vuoi che s'acconten­tino! Bigiare è una sciocchezza. Pinocchio bigiava a scuo­la. È la marachella codificata. Come minimo noi dovrem­mo spaccare la faccia a un professore.

DanieleÈ meglio a una professoressa.

AndreaBeh certo è più elegante. Ma siamo sempre nel settore indisciplina scolastica. Roba archeologica.

DanieleSe ci facessimo scoprire mentre ci facciamo uno spinello?

AndreaSi metterebbero lì a fumare con noi. Papà c'inse­gnerebbe come si rolla.

DanieleUn po' di eroina?

AndreaNon voglio che prendano il vizio. Poi non ne ver­rebbero più fuori. Dovremmo mandarli da qualche parte per disintossicarli.

DanieleSe scappassimo di casa?

AndreaPer carità, scappassimo di casa! Metterebbero su­bito un avviso sui giornali, lo vedo già: « Andrea e Daniele tornate a casa! se abbiamo avuto dei torti nei vo­stri confronti siamo pronti a discuterne con voi, a chia­rire tutto, a chiedervi perdono. L'importante è che tor­niate. Vi supplichiamo in ginocchio. Babbo sta male. Perdonateci. Siamo delle merde ».

DanieleOrrendo. Se svaligiassimo un negozio?

AndreaRifonderebbero subito il danno con gli interessi e ci spedirebbero in Inghilterra in qualche college per farci dimenticare lo shock. Ci vuole qualcosa di più forte.

DanieleTu non potresti mettere incinta una ragazza?

AndreaCaso mai dovresti farlo tu che sei più giovane. Ma non servirebbe. Il loro avvocato in tribunale riuscireb­be a dimostrare che quella era una gran puttana che ti ha corrotto.

DanieleE se tu venissi a casa con un negro e lo presen­tassi come il tuo fidanzato?

AndreaDirebbero: « sta attraversando un momento mol­to difficile... dobbiamo stargli sempre vicini per aiutarlo a superare... l'importante è non insinuargli nessun senso di colpa... ». Poi darebbero un assegno al negro perché sparisca di nuovo nel Senegal o da dove è venuto...

DanieleCerto che è difficile dargli delle preoccupazioni a quei due, sono talmente permissivi!

AndreaPensare che ci terrebbero tanto che gli rovinas­simo la vita!

DanieleCome possiamo fare per aiutarli?

AndreaNon c'è soluzione purtroppo. L'unica è cambia­re genitori. Bisogna riuscire a trovare dei genitori meno disponibili, meno tolleranti, meno comprensivi...

DanieleVa Beh ma come si fa a cambiare genitori? è im­possibile.

AndreaBasta eliminare quelli che abbiamo adesso.

DanieleSarebbe carino ma come si fa a eliminarli?

AndreaA me è venuta una mezza idea... una di queste notti potremmo... (Gli bisbiglia qualcosa all'orecchio: ri­dono )

(Si spogliano e s'infilano a letto  Qualche attimo per far passare la notte. Poi si risvegliano)

Daniele(stirandosi) Andrea..

(Andrea non risponde)

Daniele          Sei Sveglio?

(Andrea risponde con un grugnito)

Daniele          Dài che sono le sette...

(Andrea si tira la coperta sugli occhi)

DanieleAndrea..

Andrea(scoprendosi, ormai rassegnato) Eh?

DanieleLe sette.

AndreaChe palle la mattina. Io credo che se tutti quelli che la mattina non hanno voglia di alzarsi non si alzassero...

Daniele(dopo aver aspettato invano qualche secondo che il fratello concludesse) Beh? cosa succederebbe?

AndreaEh, non mi viene. Stavo facendo una riflessione ma non sono buono di concluderla. Io credo che se tutti quelli che la mattina non hanno voglia di alzarsi non si alzassero...  niente, rimarrebbero a  letto e buonanotte.

Daniele          Non è una grossa riflessione.

AndreaNon lo è, no. È che la mattina io sono troppo imbranato. (Si alza, imitato da Daniele) Eppoi ciò sempre l'uccello duro.

Daniele          Anch'io. Quante fighe ti sei sognato stanotte?

AndreaQuattordici. E tu?

DanieleIo diciannove.

AndreaPerò. Ti dai da fare.

DanieleAndrea..

Andrea   Oh.

Daniele          Volevo chiederti una cosa.

Andrea   Forza.

Daniele   Perché una di queste sere non andiamo a put­tane?

AndreaA  puttane?

Daniele          Eh.

Andrea           A puttane puttane?

Daniele   Sì.

Andrea           Io e te?

Daniele          Eh. Ci andiamo una di queste sere?

Andrea           Mah, non so... (Ride)

Daniele          Perché ridi?

AndreaNo niente, così. Mi è venuto in mente un film che ho visto un po' di tempo fa. Era la storia di tre fratelli...

Daniele          Tre?

AndreaCapisco, ma quelli erano tre. C'era il più piccolo che quando ha compiuto i diciotto gli altri due maggiori lo hanno portato a scopare... però sul più bello mentre lui era lì che si dava da fare con una puttana sono piom­bati dentro la stanza l'hanno brancate tutti e due per le gambe e l'hanno tirato via... Una scena da crepare...

DanieleC'è da spaccargli la faccia a uno che ti fa uno scherzo del genere! T'immagini mentre sei lì che... e ar­rivano loro due a tirarti via!... può venire uno shock che ti rimane tutta la vita! A me se mi succedesse una situazione così mi prenderebbe il rifiuto della figa.

AndreaA me no.

Daniele          Allora ci andiamo una di queste sere?

Andrea           Non è un'idea che mi entusiasma.

Daniele          Perché?

Andrea   Mah,  così.

Daniele          Ci sei mai stato tu?

AndreaIo sì. Cioè no. Quasi. Una volta dovevamo andarci con degli amici poi invece ci abbiamo ripensato. E tu?

DanieleAnch'io. Dovevamo andarci poi ci abbiamo ri­pensato.

AndreaPerò... mah.

Daniele          Cosa c'è?

AndreaNo, niente, pensavo... non so se è tanto nor­male che due fratelli si raccontino tutti questi particolari così intimi...

Daniele(affettuoso) Perché? T'inibisce?

Andrea(imbarazzato) No, non m'inibisce, però... ci sa­ranno in giro tanti fratelli che si raccontano le cose così come ce le raccontiamo io e te? su certi argomenti di solito tra fratelli non c'è molta confidenza...

Daniele(abbracciandolo) Ma noi due siamo affiatati al massimo.. Vero?

Andrea(lievemente a disagio cerca di sottrarsi all'abbrac­cio: ma senza che il fratello se ne accorga e si mortifi­chi) Sì, è vero... certo, siamo molto affiatati noi due...

(Buio e musica. Quando la luce torna Andrea e Daniele indossano due vistose parrucche da donna: sono due put­tane. In piedi, ciascuno nel suo angolino)

DanieleCiao Tamara. Come ti è andata stasera?

AndreaBene, Samanta. E a te?

DanieleOh, anche a me, molto bene. Pensa: sono stata con due fratelli!

AndreaIncredibile. Anch'io. Due ragazzi davvero straordinari. Confesso che in tutta la mia lunga carriera di me­retrice non ho mai incontrato due tipi così focosi. Due autentici virtuosi dell'erotismo. Ci hanno saputo fare con tanta abilità che alla fine non ho voluto nemmeno essere retribuita.

DanieleNeanch'io. Mi hanno fatto talmente divertire che ho rinunciato volentieri al mio onorario. Erano così attraenti, vigorosi...

Andrea Oh, anche i miei due: aitanti, floridi...

DanieleInstancabili... impetuosi... incandescenti...

AndreaE in possesso di una tattica straordinaria: sai co­s'hanno fatto a me? prima hanno cominciato a acca­rezzarmi, a baciarmi, a strofinarmi il capezzolo con un dito bagnato, poi mi hanno strizzato le tette... alla fine non ho capito più niente. Ho fatto le bave.

DanieleIl dito bagnato sul capezzolo... le tette strizza­te... la stessa precisa identica tattica che hanno usato con me...

AndreaMa dove l'avranno imparata?

DanieleChissà. Saranno doti naturali. Ti hanno detto come si chiamano?

AndreaSì, non li dimenticherò mai: Andrea e Daniele.

DanieleAndrea e Daniele! ma sono gli stessi che sono venuti con me!

AndreaI famosi fratelli Sormani!

DanieleChe fortuna abbiamo avuto, Tamara! e chissà che invidia le nostre colleghe quando glielo diremo...

AndreaOh, non ci crederanno, vedrai. Le conosco.

DanieleI famosi fratelli Sormani... (Escono)

(Entra Daniele Si butta sul letto, sfoglia un giornalino. Poco dopo rientra anche Andrea)

DanieleE allora? com'è andata?

AndreaCalma, calma.

DanieleMacché calma, voglio sapere! Com'è andata?

AndreaEh, è andata.

DanieleBene?

AndreaBenissimo.

DanieleLe hai parlato?

AndreaCerto.

DanieleE poi?

AndreaEh, e poi... Le ho parlato, no?

DanieleFantastico. È stato difficile?

AndreaNo, insomma, sì, abbastanza.

DanieleDài, raccontami.

AndreaEh, niente... Appena l'ho vista io ho fatto finta di far l'indifferente ma in maniera che lei capisse che facevo finta, no? ma che in realtà non ero indifferente... cioè ho fatto finta che non me ne fregava niente ma fa­cendole capire che invece era il contrario cioè che ci tenevo parecchio... È un po' complicato, non so se ca­pisci...

DanielePraticamente hai fatto finta di fingere...

Andrea(sorpreso della risposta, dopo un attimo) Ecco, tu ci hai molta più sintesi di me. Io alle volte parto deciso poi mi perdo.

DanieleNo, non è che ti perdi è che ti scoraggi. Tu sen­ti che la frase comincia a franarti in bocca e ti arrendi, molli tutto.

AndreaSì, io non sono un uomo di parole, io sono un uomo d'azione.

DanieleEsatte, invece io sono più per la teoria. Ci completiamo molto noi due.

(Andrea ha un gesto affettuoso verso Daniele, gli accarezza i capelli)

DanieleAllora, dài, racconta. Hai combinato?

Andrea           Sì.

DanielePer quando?

AndreaDomenica.

DanieleSera?

AndreaPomeriggio.

Daniele          Dove?

AndreaDavanti al « Golden ».

DanieleA che ora?

AndreaLe quattro.

Daniele(emette un urlo di soddisfazione, alla maniera di un personaggio dei fumetti.  Poi dopo  una brevissima pausa) Ci sarà, vero?

Andrea           E perché non dovrebbe esserci? se mi ha dato l'appuntamento.

DanieleGiusto. Ti hanno detto dello zio Riccardo?

AndreaMe l'ha detto la mamma, sì. Poveretto.

Daniele          Poverino.

AndreaPerò io sono troppo figlio di puttana.

Daniele          Tu?

Andrea           Io,  SÌ.

DanielePerché dici così?

AndreaPerché l'ho provato anche oggi. Quando lei mi guardava negli occhi...

DanieleLei la Camilla?

AndreaCecilia non Camilla!

Daniele          E vabbè... Cecilia o Camilla è lo stesso...

AndreaMa come è lo stesso, sei scemo? se una si chiama Cecilia perché tu la devi chiamare Camilla?

DanieleTanto...

Andrea           Cosa tanto?

DanieleEh, tanto a te non è il nome che t'interessa. No?

AndreaCosa c'entra, che discorsi sono. Se uno a te in­vece di Daniele ti chiamasse, non so... Danilo... in effetti Daniele e Danilo sono abbastanza simili... No, ti chia­masse, metti... Leonardo. Eh? Giusto o no?

Daniele          Non succederebbe niente.

Andrea   Cosa non succederebbe niente?

DanieleSe viene lì qualcuno e mi chiama Leonardo inve­ce di Daniele a me non me ne frega niente.

AndreaLasciamo perdere, non hai capito il senso della questione.

DanieleSecondo te è ancora vergine?

AndreaCome faccio a indovinarlo.

DanielePrima mi stavi dicendo che sei troppo figlio di puttana. Perché?

AndreaMa sì perché io sono troppo... Quando quella lì mi guarda negli occhi, io... A me che manca è la pu­rezza. Mi piacerebbe pensare a un sacco di cose spirituali e invece porca eva se la guardo fisso negli occhi mi vien voglia di saltarle addosso subito e sbatterla in un letto... Io sono troppo schifoso, penso solo al lato materiale...

DanielePerché tu credi che quando io guardo negli oc­chi una figa sono lì che penso al cielo e alle stelle? o alle rose? agli uccellini che fan cip cip? io se guardo negli occhi una figa penso alla figa!

AndreaCazzo ma tu non dai sentimento per niente!... sei un animale.

DanieleMa se hai finito adesso di dirmi che anche tu...

AndreaSì, ma c'è modo e modo!... «Se guardo negli occhi una figa penso alla figa » ... cazzo non hai un mo­mento di finezza!... Io non è che penso subito alla figa, penso all'amore complessivamente... nelle sue strutture generali... C'è sotto tutto un discorso erotico, fatto di sottintesi, di allusioni... Ma te i film giapponesi non li hai mai visti? L'impero dei sensi, quei film lì... Eh, lì è tutta una sublimazione dell'atto materiale... Se no sei una bestia, un gorilla...

DanielePerché tu se guardi negli occhi la Coperchini pensi ai film giapponesi?

AndreaSì! ...Beh adesso non è che penso a tutti i film giapponesi, però mi vengono in mente certi fotogrammi, certe dissolvenze... Insomma per me il sesso non è solo a livello figa.

DanielePer me abbastanza.

(Buio. Musica. Quando torna la luce sono nella stanza dei genitori: hanno naturalmente indossato le parruc­che. Daniele/Maurizio ha in mano la chitarra)

AndreaSai Maurizio, mi chiedo spesso se i nostri ragazzi si siano mai posti il problema se noi facciamo ancora l'amore insieme oppure no...

DanieleMe lo sono chiesto tante volte anch'io, Gisella. Sì, io credo che sia normale che i figli si pongano domande di questo genere: papa e mamma scopano ancora fra loro?... è una tipica curiosità dei figli.

AndreaE non credi che sarebbe giusto esaudire questa loro curiosità?

DanieleCosa vorresti fare? parlargli dei nostri amplessi?

AndreaNo. Basterebbe lasciare aperta la porta della no­stra stanza qualche notte... Io sono convinta che per loro può essere stimolante sapere che il papà e la mam­ma si amano ancora... Quando io ero bambina e vedevo il papà e la mamma che si baciavano ero felice... Felice!

DanieleForse hai ragione, Gisella. Per i ragazzi può es­sere un trauma benefico... può essere un messaggio che gli arriva limpido, preciso... Vedrebbero l'immagine di una coppia sana, in tutti i sensi... una coppia ancora gio­vane. La prossima volta lasceremo aperta la porta. Di­struggiamo gli ultimi tabù.

(Cantano, accompagnati alla chitarra, la canzone di Bob Dylan: The answer in the wind poi, sempre cantando, escono. Rientrano subito dopo, di nuovo nei ruoli di Andrea e Daniele, reggono una grande corona di fiori e camminano a piccoli passi. Il sottofondo musicale po­trà essere un blues. Sono infatti al funerale dello zio Riccardo)

AndreaDaniele…

Daniele          Sì...

AndreaSecondo te il papà e la mamma scopano ancora?

DanieleSecondo me sì.

AndreaAnche secondo me.

DanieleÈ un po' squallido però.

AndreaNo, perché squallido? Ridicolo.

(La musica sale e loro fanno un piccolo passo avanti)

DanielePovero zio Riccardo.

AndreaPoveretto. Era simpatico.

DanieleQuanti anni aveva?

AndreaCinquantadue. (Sottovoce) Hai visto la sua don­na? che figa.

Daniele          Cazzo. Era la sua seconda moglie?

AndreaNo, non erano sposati. Lei è molto più giovane di lui, non vedi? Ci avrà vent'anni.

DanieleE come faceva a andare con uno di cinquan­tadue?

AndreaLo zio Riccardo ne dimostrava meno. Eppoi era uno che ci sapeva fare moltissimo con le donne. Non hai sentito il papà che diceva che era un tipo mezzo suo­nato? voleva dire che era uno che non pensava che a scopare.

Daniele          Secondo te è morto scopando?

Andrea           Logico. Come vuoi che sia morto?

Daniele          Hanno detto d'infarto.

Andrea           Per non sputtanarlo.

DanieleD'altra parte un uomo di cinquantadue con una di venti.

AndreaPoi una come quella lì. Hai visto che occhi, che tette, che culo.

(Daniele annuisce con un sospiro)

Andrea           Povero zio Riccardo... che bella morte!

DanieleDavvero. Dev'essere stato stupendo morire così. Tu sei lì che sei al massimo della felicità e improvvisa­mente stop te ne vai senza una piega, senza accorgerti di niente. Ti piacerebbe fare una morte così?

AndreaSì, ma non subito. Non ho tutta sta fretta.

DanieleChe c'entra, io dico quando deve venire il mo­mento. Ecco, se io sapessi di poter schiattare così non avrei paura della morte.

Andrea           Perché, tu hai paura della morte?

DanieleInsomma... paura paura no ma un po' di rispetto sì.

(La musica torna a salire: altro piccolo passo avanti) 216

AndreaSssst, parla piano che ci stanno guardando. Secon­do te quanto tempo ci metterà quella lì per consolarsi?

DanielePer consolarsi?

Andrea           Sì, per rimettersi in pista.

Daniele          Boh, chi lo sa. Poco.

AndreaIo me la farei subito. Questa è un'altra dì quelle con la "c".

DanieleAnch'io me la farei ma se le piacciono quelli sui cinquanta...

AndreaNon vuoi mica dire. È tutta una questione di tattica.

DanieleDobbiamo entrare in chiesa anche noi?

AndreaEh, per forza, non vorrai mica star fuori. Siamo i nipoti.

(La musica sale: un altro passo avanti. S'inginocchiano, si segnano)

Daniele          Hai visto? ha guardato in qua.

AndreaNon farti accorgere che parliamo... Certo che per una così si può anche morire.

Daniele          Secondo te gli voleva bene allo zio?

Andrea           Perché no.

DanielePerò non cià l'aria di essere molto affranta. Non piange neanche.

AndreaCosa significa, si può essere dispiaciuti senza la­crime. Alle volte le lacrime non ti escono fuori. Le tieni dentro.

DanieleNo, per me quella lì non soffre per niente. Non ce le ha le lacrime dentro quella lì.

Andrea           Ma come fai a dirlo con così tanta sicurezza?

DanieleMa perché non vedi che faccia che ha? ha una faccia da puttana.

AndreaNon vuol dire, tutte le donne hanno un po' la faccia da puttana. Tranne le mamme e le sorelle naturalmente.

DanieleTranne? non si dice comprese?

AndreaMa no, il proverbio dice tranne.

DanieleAndrea..

Andrea           Oh.

DanieleGuarda che se la guardi bene da vicino non è poi questa gran figa.

Andrea           Lo è,  lo è.

DanieleMa sì, è carina però c'è di meglio.

AndreaIn questo momento in questa chiesa qui di meglio non vedo nessuno.

DanieleSai a chi assomiglia?

AndreaSentiamo.

DanieleA quella là dell'autoscuola.

AndreaLa biondina del cane?

Daniele          Sì.

AndreaMa va'. Questa qua è molto più figa. Com'è che si chiama?

Daniele          Chi?

AndreaQuella del cane.

DanielePatrizia.

AndreaMa ci sta?

DanielePer me senz'altro.

AndreaCome fai a dirlo?

DanieleSi vede, no?

AndreaNon essere sempre superficiale! Si vede, no? da cosa lo vedi?

DanieleDalla faccia. Cià una faccia...

AndreaCalma, abbiamo appena finito di dire che tutte le donne cianno un po' quella faccia lì... Sssst zitto che ci guardano!

DanielePovero zio Riccardo.

AndreaPoveretto. Però morto è morto bene.

(Si segnano, mentre la musica sale. Escono sempre por­tando la corona di fiori. Rientrano subito e si buttano sul letto)

AndreaPresempio: per te la Ornella Muti è una gran figa?

DanielePerché, per te no?

AndreaNo, no, anche per me. È un'altra di quelle con la "c". Io farei di tutto per una così, giuro.

DanieleIo per una così potrei anche ammazzare mio padre.

AndreaSì manon a parole, eh? potrei proprio ammaz-zarlo sul serio. Ma ci pensi te trovarti a letto con l'Ornella Muti? ma cosa vuoi di più dalla vita?

DanieleSai perché mi fa arrapare da matti a me la Muti? perché cià il tipo un po' orientale, no?

AndreaAh beh le donne orientali sono il massimo Poi la donna orientale è una che a letto rende bene.

DanieleLascia perdere che anche le nordiche...

AndreaMeno delle orientali. La donna orientale verso l'uomo ha una dedizione completa, invece la nordica è più calcolatrice. Cioè la donna orientale ha l'abitudine alla sottomissione, no? è stata tirata su così. Invece la nordica è diverso:  pretende un rapporto alla pari...

DanieleAnche le negre hanno l'abitudine alla sottomissione...

AndreaLe arabe, non le negre.

DanieleNo, no, guarda che anche le negre... Per loro l'uomo è dio, no?

AndreaMa vedi anche lì dipende... non puoi semplificare il discorso... Non puoi dire « le negre »... dipende se sono negre africane o americane... È un problema completamente diverso.

DanieleQuelle che devono essere caldissime sono le spagnole...

AndreaMa guarda io non mi lascerei suggestionare dai miti... Tutte le donne sono caldissime se tu ci sai fare. È questione di tattica. Tu domani incontri una finlan­dese che le vai a genio e pac! diventa caldissima anche lei.

DanieleÈ vero, è proprio così. Mi piacerebbe andare con una finlandese. Tu ci sei mai stato?

Andrea           Con una finlandese? no, con una finlandese mai.

DanieleE con una svedese?

Andrea           Mai, mai.

Daniele          Dev'essere bellissimo.

AndreaCerto che le scandinave, vuoi mettere la libertà che c'è là... Benché anche qua... L'importante è riusci­re a trovare una propria dimensione.

(Per qualche attimo restano in silenzio, ognuno segue i propri pensieri)

DanieleAndrea..

Andrea           Oh.

DanieleTu quando scopi ti piace il buio o la luce?

AndreaBeh, sai... Dipende. Delle volte la luce delle vol­te il buio. Dipende. E a te?

Daniele          Beh sì, anch'io. Però alla luce è più giusto.

AndreaEh sì perché le vedi in faccia, no?

Daniele   Esatto, le vedi in faccia.

AndreaPerò ripensandoci bene né al buio né alla luce. L'ideale è la penombra...

DanieleBeh certo che la penombra...

AndreaLa penombra rende tutto più poetico, no? tu sei lì, nella penombra...

DanieleSecondo te sulla terra per ogni uomo quante fighe ci saranno?

Andrea           Non lo so... tante... Tantissime.

(Buio, musica che sale. Quando torna la luce Andrea è in ginocchio in mezzo alla stanza. Sfoglia il dizionario)

Andrea« Trofeo... trofico... trogiolatura... troglio... »

DanieleCosa stai cercando?

AndreaSta buono... « Trogloditi... trogolo... troia... » Ec­co, volevo vedere se c'era...

DanieleCosa dice?

Andrea« D'ignota origine... o dal porcus troiano... por­chetta ripiena... scrofa... malafemmina... ammasso di cose sudicie... »

Daniele          Andrea..

Andrea           Oh.

DanieleGuarda se c'è incesto.

Andrea           Incesto? perché?

DanieleCosì. Guarda cosa dice.

AndreaMa com'è che ti viene in mente incesto?

DanieleSe te lo dico poi mi prendi per il culo.

Andrea           Ma no, dài... dillo.

Daniele          Eh, stanotte no? mi sono sognato... ma no che poi mi prendi per il culo...

Andrea           Non ti prendo niente... ti sei sognato?

DanieleChe facevamo l'amore.

Andrea           Chi?

DanieleEh, io e te. Ma sì dài, non fare quella faccia... I sogni sono balordi, vengono così come capita capita, non puoi mica programmarli... dài, guarda cosa dice...

AndreaAllora, incesto... « Incerrare... incerto... incespare... incesso... incestare... incesto», eccolo qua. «Con­giunzione carnale tra persone di sesso diverso legate da tale vincolo di parentela o di affinità che costituisca im­pedimento al matrimonio: delitto represso dal codice penale quando vi sia pubblico scandalo. » Contento?

DanieleTra persone di sesso diverso... Quindi, per mo­do di dire, se lo facciamo io e te non è incesto perché noi non siamo di sesso diverso...

Andrea(sconcertato) Eggià. Non è incesto perché noi non siamo di sesso diverso... Mah, a me sto Zingarelli e sto Zanichelli non è che mi convincono proprio tanto... Poi basta col dizionario, sembriamo due ragazzini! (Lo butta sotto al letto, poi esce seguito dal fratello)

(Musica, cambio di luce: è la stanza dei genitori. Andrea e Daniele rientrano infatti indossando le parrucche)

DanieleSì, Gisella: credo che abbiamo fatto bene a ri­pensarci e a non lasciare la porta aperta...

AndreaBeh non so, Maurizio... Sì, no... quello che io avrei voluto, capisci? quello che io avrei voluto era venire incontro alle loro curiosità, perché sono sicura che ce l'hanno la curiosità di sapere se... se noi scopia­mo ancora fra noi, se...

DanieleSì, forse c'è questa domanda di sapere se il pa­pà e la mamma... forse è un loro pensiero ricorrente...

AndreaO forse no, forse se ne fottono... sai qualche vol­ta faccio fatica a immaginare quali possano essere i pen­sieri che agitano Andrea e Daniele.. a volte mi sembrano così spensierati, senza... a volte invece li vedo come an­gosciati... Non so, vorrei capirli di più... mi sforzo ma è difficile, Maurizio... forse è anche inutile...

DanieleDaniele e Andrea hanno i pensieri che hanno tutti i ragazzi della loro età: la scuola... la musica... un po' di politica forse, il futuro, le ragazzine... i soliti eterni problemi di sempre... Io non sono certo un cro­ciano, cazzo, tu lo sai... però non aveva poi mica tanto torto il Croce quando diceva che il problema dei giovani è quello di crescere...

AndreaSì, forse hai ragione tu, Maurizio, forse io mi scAldo troppo... Ma sì vaffanculo sono problemi che hanno avuto tutti: la scuola, la politica, la musica, but­taci dentro anche la droga, i divertimenti, le ragazzine...» Beh quelle non credo proprio che siano un grosso pro­blema per loro... sono così attraenti... eppoi al gior­no d'oggi le ragazze... leggevo su « Panorama » che or­mai è difficile trovarne una di quindici anni che sia an­cora vergine... sono delle belle troiette... non è per mo­ralismo che lo dico, tu lo sai...

DanieleAbbiamo fatto anche noi la nostra parte a suo tempo, Gisella...                                                                 

AndreaSì Maurizio, ora tocca a loro...                            

(Si guardano affettuosamente poi sopraffatti da tenera  nostalgia intonano una vecchia canzone di Joan Baez. Escono cantando. Con un cambio di luce la camera dei genitori torna ad essere la stanza dei ragazzi. Daniele rientra, si siede sul letto: ha un'aria ansiosa e soddi­sfatta)

DanieleEcco... a quest'ora sarà già lì che l'avrà sbat­tuta sul letto, le avrà già strizzato le tette col dito ba­gnato e lei lì con le bave che non capisce più niente... Avrà già fatto la prima a quest'ora... No, Andrea non è il tipo che si sbriga subito: Andrea è uno che gli piace di tirarla in lungo... Pagherei qualsiasi cosa per vederlo mentre è lì che fa l'amore... è uno che ci deve saper fare parecchio, uno serio... secondo me l'Andrea in quei momenti lì non lo ferma nessuno... è scate­nato... è una bestia.

(Andrea è in strada, davanti al cinema « Golden ». Aspetta. La strada, ricordiamocelo, è nella stanza: Andrea sarà dunque in un angolo, convenientemente illuminato)

AndreaMa tu pensa sta stronza. Aveva detto alle quattro sono le quattro emmezza capace che non viene più. Cazzo ma io quella lì quando la rivedo le spacco la faccia. Ma come ti permetti, scema? mi dai un ap­puntamento e non vieni? oh, ma chi sei?... capace che poi va anche in giro a dirlo: mi sputtana per tutta la zona. Non avrà potuto. Può essere. Non avrà potuto. Perché poi dovrebbe non aver potuto? i suoi la la­sciano sempre libera, brutta troia. Ma come, mi dici di sì e poi non vieni? Domenica alle quattro davanti al « Golden » e non ti fai vedere? ... Ecco, io non vorrei trarre delle deduzioni amare da questa storia però è chia­ro che io sono uno dei due o tre più sfidati d'Italia... (Guarda l'orologio) Ma poi chi se ne frega, io non l'aspetto neanche più. Peggio per lei. Posso aspettare al massimo altri venti minuti... se per le cinque non viene vado via.

(Luce di nuovo su Daniele)

DanieleVoglio che mi racconti tutto di com'è andata. Tutto quanto, nei minimi particolari, dal principio alla fine. È che a lui non gli piace tanto parlare delle sue storie... ci sono dei ragazzi che quando fanno una sco­pata continuano a menarla per settimane, per mesi... l'Andrea invece è uno che parla poco... Normale: di so­lito quelli che parlano poco...

(Luce su Andrea, sempre in attesa. Guarda l'orologio)

AndreaBeh uei buonasera, io vado. A star qui a aspettare ci faccio anche una figura di merda. No, non vorrei che avesse mandato nei paraggi qualche sua amica a spiarmi per controllare quanto tempo l'ho aspettata. Comunque questa me la paga, eh. Come la vedo le do un frac­co di botte. Cazzo le insegno io a stare al mondo a quella lì. Beh io vado. Potrei fermarmi al massimo fino alle cinque emmezza. Tanto, per quello che ho da fare No, però non è giusto. Vado via. Un po' di dignità, cazzo!

(Esce per rientrare subito dopo.  Daniele gli corre incontro)

Daniele          Allora, com'è andata? racconta, dai!

Andrea           È andata che non è andata.

Daniele          Come non è andata?

Andrea           Non è venuta. Quella brutta troia mi ha fatto il bidone.

Daniele          Non dir stronzate, dài. Raccontami, su.

Andrea           Non sto dicendo stronzate. Mi ha fatto il bidone.

Daniele          A te? ma figurati!  Se non ti va di parlare è un altro discorso, posso anche capire che vuoi essere discreto però non farmi passare per un cretino. Beh va Beh non parlarne. Io aspettavo solo che tu tornassi per sentirti raccontare tutto. Pazienza, a monte, va bene lo stesso. Però almeno dimmi dove l'hai portata.

AndreaDaniele non ti sto raccontando delle palle. Quel­la stronza non è venuta sul serio. L'ho aspettata un'ora e non s'è fatta vedere.

DanieleMa com'è possibile... come mai? le sarà suc­cesso qualcosa.

AndreaSperiamo. Speriamo che sia andata sotto a una macchina. O più semplicemente ci avrà ripensato.

DanieleMa allora... non hai scopato?

AndreaE con chi scopavo?

DanielePorco zio... e io che ci tenevo tanto!... Cristo, non è giusto!

Andrea(stupito) Ma a te cosa te ne frega, perché ti scal­di tanto?

DanieleSe ti fanno i bidoni a te figurati a me!... Io ci contavo che tu oggi la scopassi la Coperchini... era im­portante... Io... io ti vedevo che eri già lì in azione, che le strizzavi le tette, che le facevi venir le bave... ero tutto contento, ero gasato anch'o e invece... cazzo invece è la fine...

Andrea(va vicino al fratello e lo abbraccia) Ma no dài Daniele non fare così... scherzavo, no? l'ho scopata, certo che l'ho scopata, stai tranquillo... cosa vuoi che non l'abbia scopata?

Daniele(ride felice) Cazzoche stronzo che sei!... io lo sapevo che scherzavi!... te l'ho detto subito... dài, rac­contami... com'è nuda?

AndreaBeh... insomma...

DanieleÈ una gran figa, eh? di quelle con la "c"...

AndreaSì in effetti...

DanieleSecondo me di tutte quelle che tu hai scopato questa è una delle più fighe, vero?

AndreaSì, certo che è una...

DanieleEra vergine?

Andrea           Sì, oddio...

DanieleL'hai sverginata?... cazzo tu sei un figlio di put­tana tremendo!

Andrea           No, non l'ho sverginata. Io... Daniele, io... quel­la là, la Cecilia non l'ho scopata...

DanieleAdesso la meni un po' troppo... dài, racconta.

AndreaDaniele io non ho mai scopato nessuna donna.

DanielePiantala.

AndreaNessuna. Mai. È la verità. Non ho ancora mai scopato.

DanieleNon sei spiritoso, mi stai rompendo i coglioni con le tue stronzate. Raccontami di oggi pomeriggio, dài.

AndreaIo non ho mai scopato. Sei padrone di non cre­derci se vuoi ma è così. Mai scopato. Una volta ci sono andato vicino poi lei ha cambiato idea. Io mi sono sem­pre fatto delle gran seghe. Ci credi adesso, sei convinto? delle gran seghe. Da anni.

DanielePerché... santo cielo perché non me l'hai detto prima?

AndreaCosa ti dovevo dire deficiente, perché cazzo ti devo venire a raccontare tutto quello che faccio io?

DanieleMa com'è possibile che tu non abbia mai... com'è possibile?

AndreaÈ possibile, è possibilissimo. Tant'è vero che è così.

DanieleMa porca d'una brutta puttana che schifo!... Nem­meno io ho mai scopato!... Mai!... Mai, capito?... Mai!...

AndreaE allora cosa me la meni a me?

DanieleIo speravo che almeno tu... Tu sei più grande, sei quello che ci sapeva fare di più... Io non ho mai sco­pato ma mi consolavo col fatto che scopavi tu... era un po' come se scopassi anch'io...

AndreaL'eroe che cade... piantala, non è mica un film... Non sono Stallone.

DanieleIo non ti vedevo come un eroe... ti vedevo come uno migliore di me...

AndreaE adesso siccome non ho mai scopato sono peg­giore... Bella logica. Idee chiare.

DanieleNon sei peggiore, sei uguale. Uguale a me e uguale a tantissimi altri illusi che parlano sempre di fighe e non scopano mai...

AndreaScoperanno. Un giorno o l'altro scoperanno an­che loro. Scoperemo anche noi.

DanieleTu non capisci proprio niente... (Afferrando il fratello per un braccio) Perché me l'hai lasciato credere?

Andrea(respingendolo deciso) Cosa t'ho lasciato credere? ma chi ti ha mai lasciato credere qualcosa a te?... sei tu che l'hai voluto credere!

Daniele(rissoso) Sì adesso è facile rivoltarla come vuoi tu... Ma chi è che si è sempre vantato delle sue donne?... chi è che giocava a fare il fratello maggiore?... bel fra­tello maggiore!

Andrea(violento) E tieni giù le mani pirla o ti faccio fare uno di quei voli...

DanieleNo tu a me non fai fare nessun volo...

AndreaStai buono porca troia o ti spacco il culo!

DanieleProvaci!... forza, provaci...

Andrea(scostandolo definitivamente) Dài fila, fila, dài... Non facciamo cazzatefra noi... Deficiente.

(Sono andati a sedersi sulla sponda dei rispettivi letti. Per qualche istante stanno zitti, ansimano senza guar­darsi)

DanieleSei una carogna. Io non ci voglio più stare in questa stanza qua assieme a te.

AndreaBenissimo, vai a dormire al cesso...

DanieleNo, a dormire al cesso ci vai tu... Ti odio.

AndreaE chi se ne frega... Ti odio anch'io.

(Ancora qualche istante in silenzio. Poi Andrea si gira a guardare il fratello. Ha un'espressione di rassegnazione e d'impazienza... si alza, gli va vicino, lo abbraccia)

AndreaDài scemo piantiamola... Eppoi cosa vuol dire? anche se non abbiamo mai scopato siamo lo stesso due galli, no? potenzialmente.

Daniele(rabbonito) Certo che tu sei un bel fiandrone.

AndreaUn che cosa?

DanieleEh, un soldato delle Fiandre... quello là del dizio­nario... il ballista...

AndreaAh, il fiandrone, il soldato delle Fiandre... com'è che diceva?

DanieleSpaccone, millantatore...

AndreaSì, sì mi ricordo... Comunque quella brutta stronza quando la rivedo le spacco la faccia....

(È sera: si spogliano e s'infilano a letto. Parte una mu­sica molto dolce che si tramuta in tempestosa. Mentre loro dormono si sentono le voci dei compagni: voci ado­lescenziali, qualcuno infantile. Andrea e Daniele si agi­tano, si rigirano nei letti, nascondono le teste sotto ai cuscini..)

Prima voce (ridendo) Avete sentito?... la Coperchini gli ha fatto il bidone!

Seconda voceGli ha dato l'appuntamento al « Golden » e poi è andata a scopare con un altro...

Terza voceLo sanno tutti che l'Andrea è uno che non scopa...

Prima voce  Nemmeno il Daniele.. Nessuno dei due ha mai scopato.

Voci       Mai...  mai...  mai...

Seconda voceI famosi fratelli Sormani!

Terza voceSapete perché sono famosi? perché non han­no mai scopato! (Ride)

Prima voceSono gli unici qua in zona che non hanno mai scopato...

Seconda voce   Perché  hanno un  pistolino  così... hanno vergogna a tirarlo fuori...

Terza voceCome l'Andrea ha tirato fuori il suo pistolino la Coperchini s'è messa a ridere e è scappata via... (Ride)

(Le risate si moltiplicano. Daniele si alza dal letto traso­gnato, va dal fratello e con un gesto rabbioso gli strap­pa le lenzuola)

Andrea(svegliandosi di colpo) Oh... cosa c'è?

DanieleFammi vedere se ce l'hai!

Andrea           Eh?... ma sei scemo?... fammi dormire... ma che ora è?

(Daniele confuso torna nel suo letto. Si sentono ancora le risate dei compagni che sfumano mentre musica e luce ci segnalano che è mattina. I due si risvegliano)

Daniele          Andrea..

AndreaOh?... ciao bello... (Si alza, va allo specchio) Che disastro. Io ho sempre delle occhiaie esagerate.

DanieleAnch'io.

Andrea           Vedere?... no, tu meno.

DanieleSecondo te le donne si masturbano come noi?... voglio dire con la stessa intensità?

Andrea           Beh... Credo che... Ma sì, perché no?

DanieleTi sta spuntando la barba.

Andrea           Che palle doversela fare tutti i giorni.

DanieleIo stanotte ho dormito malissimo. Ho fatto un sacco di sogni malefici. E tu?

AndreaNo, io no. Ho dormito benissimo.

DanieleCi hai in mente qualcosa per sabato? è l'ultimo giorno di carnevale.

Andrea           Già, bisognerà organizzarsi in qualche modo.

Daniele          Gli altri vanno a ballare all'« Happy Days ».

AndreaA me di andare a ballare in quel letamaio mi rom­pe le balle.

DanieleAnche a me. Poi non ci sono donne. Cioè ci sono ma sono cessi.

AndreaAndiamo al centro.

DanieleA fare?

AndreaCosì. A vedere di racimolare un po' di figa.

DanieleIo avrei un'idea. Perché non ci vestiamo in ma­schera anche noi?

AndreaIn maschera?

DanieleVestiamoci da donna. Lo fanno tutti. Così tanto per ghignare un po'. (Esce e torna con alcuni abiti fem­minili) Prendiamo i vestiti della mamma.

(Cominciano a provarseli)

Andrea  Sì però dobbiamo conciarci per far ridere. A me non mi va di vestirmi come un travestito.

(Si aiutano a vestirsi: si sono messi anche dei reggiseni: continuano a parlare mentre si vestono e vanno allo specchio per mettersi il rossetto sulle labbra)

DanieleTu ci sei mai stato con un travestito?

AndreaIo? no, mai.

DanieleCi andresti?

AndreaCon un travestito?

DanieleCosì, per provare.

AndreaBeh sai bisogna stare attenti... Presempio ce n'è una lì così in piazza Firenze, una certa Lula...

DanieleAh sì, la Lula...

AndreaBeh quella a vederla sembra proprio una gran figa. Poi però l'Antonio, il Mariolino, il Leo, il Paolo e tutti gli altri ragazzi che ci sono stati insieme hanno detto che tira fuori una bestia...

(Sono pronti: vestiti da donna con rozza approssimazio­ne, come due ragazzoni di periferia durante il carnevale. Ridendo si aggiustano reciprocamente i seni)

DanieleCome sto?

AndreaE io?

DanieleTu benissimo.

AndreaAnche tu.

DanieleAndiamo?

AndreaAspetta. Compriamo un po' di palline da sbatte­re in faccia alla gente.

DanieleE prendiamo anche i martelli di gomma.

AndreaNo, io sono contrario a pestare le ragazze.

DanielePerché? lo fanno tutti.

AndreaMa a me sembra una gran stronzata.

DanieleMa se loro sono in giro apposta per farsi dare le martellate in testa...

AndreaDài, andiamo...

(Vanno in pieno centro, sul corso principale: fanno cioè tre passi avanti, verso il proscenio. Macchine, gente, ma­schere... Si guardano in giro incuriositi)

AndreaChe casino. C'è un casino bestiale.

DanieleA me non piacerebbe abitare al centro.

AndreaA me sì.

DanieleC'è troppo casino in centro.

AndreaMa dove stiamo noi ce n'è troppo poco. Un po' di casino è giusto.

Daniele(guarda verso un ipotetico gruppetto di giovani che li sta prendendo in giro) Uei ma che cazzo vogliono quelli lì?

AndreaCi hanno preso per due froci.

DanieleÈ per via dei vestiti.

Andrea(verso il gruppetto) Beh e allora? cosa c'è da guar­dare? che cazzo volete?

DanieleChi?... noi?... guarda che ti sbagli, eh...

AndreaMa ti sbagli forte... Siamo pieni di figa fin qua noi... (Al fratello) Diglielo un po'...

DanieleLascia perdere.

Andrea(agli interlocutori immaginari) Capito?... se ci siamo conciati così è per ghignare, no? carnevale ogni scherzo...

Daniele(quasi implorando) Dài...

AndreaÈ banale, eh?

Daniele          Beh...

AndreaIo vorrei dire delle cose un po' profonde, ci terrei da matti: ma non mi vengono. Non so perché. Forse non sono così intelligente come credo.

Daniele Cosa dici, Andrea.. Tu sei intelligentissimo.

AndreaMah, mica tanto. No, la questione è che in città a volte incontri della gente che ti va d'incontrare delle volte invece incontri gente che non vorresti incontrare per niente...

DanieleBella scoperta.

AndreaUna puttanata anche questa, eh?... oggi non me ne viene bene una.

Daniele(indica un punto) Te va' che figa quella là...

Andrea           Dove?

DanieleLà, sul marciapiede...  quella là... Andrea Cazzo, una di quelle con la "c"...

(Si precipitano verso la ragazza)

AndreaUei ciao... sei in giro da sola?... guarda che è pe­ricoloso di carnevale... ci sono in giro quelli che ti pe­stano in testa coi martelli. Io mi chiamo Andrea, lui è mio fratello, si chiama Daniele.. Tu com'è che ti chiami?

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