Tiziano Scarpa
Comuni mortali
Una commedia in due atti e una cerimonia funebre
Personaggi
LAPPRENDISTA
LA DIRETTRICE
LA CLIENTE
LIMPRESARIO
LApprendista un giovane sui venticinque, trentanni. La stessa et della Cliente.
LA Direttrice una donna matura, ha quaranta, cinquantanni, come Limpresario.
Di altri tre personaggi, che non si vedono in scena, si sentono solamente le voci:
IL SUICIDA.
Due partecipanti a un funerale, IL VECCHIETTO e IL COLLEGA DEL MORTO.
Al centro della scena c una cassa. Di lato, un tavolo, con due sedie.
In alternativa a questa scenografia, ci potr essere anche soltanto una cassa, al centro, che funge di volta in volta da tavolo, automobile, pedana, cassa da morto, ecc.
PRIMO ATTO
Prima scena
Prove di lutto
LA DIRETTRICE seduta al tavolo, la sua scrivania. LAPPRENDISTA le siede di fronte.
LAPPRENDISTA: Allora io devo mettermi l? (indica la sedia della Direttrice)
LA DIRETTRICE: E io mi siedo al posto suo. pronto?
LAPPRENDISTA: S.
LA DIRETTRICE: Bene. Cominciamo.
La Direttrice si alza, si dirige verso la parte opposta della scena.
LAPPRENDISTA: Esce?
LA DIRETTRICE: Esco e rientro. Facciamo le cose per bene.
LApprendista si alza e va a sedersi dietro alla scrivania, in quello che era il posto della Direttrice.
La Direttrice esce di scena. Rientra dopo un secondo si siede in quello che era il posto dellApprendista. Il dialogo seguente molto meccanico. I due stanno palesemente improvvisando una situazione inventata.
LA DIRETTRICE: Buongiorno.
LAPPRENDISTA: Buongiorno. Si accomodi.
LA DIRETTRICE: Sono venuto Per mia moglie.
LAPPRENDISTA: (molto perplesso) Sua moglie?
LA DIRETTRICE: Avevo telefonato oggi
LAPPRENDISTA: Ah, certo. S Mi Mi dispiace molto.
LA DIRETTRICE: (sospira enfatica) Lamavo cos tanto!
LAPPRENDISTA. Eravate sposati da molto tempo?
LA DIRETTRICE: (frigna) Ventidue anni!
LAPPRENDISTA: Ma lei cos giovane
LA DIRETTRICE: Ci siamo conosciuti alle scuole medie. Lho baciata a tredici anni, amata a quindici, messa incinta a diciassette Non ho mai frequentato altre donne. Mai desiderato nessuna!
LAPPRENDISTA: Devessere stato un rapporto molto intenso.
LA DIRETTRICE: Eravamo in simbiosi, sa? (scoppia a piangere teatralmente)
LAPPRENDISTA: Gradisce qualcosa? Caff, liquore
LA DIRETTRICE: Un anima e un corpo solo.
LAPPRENDISTA: Caff o liquore?
LA DIRETTRICE: Caff.
LAPPRENDISTA: (accenna ad alzarsi, tornare con un vassoio che non c e di versare un caff inesistente) Ecco.
LA DIRETTRICE: Grazie.
LAPPRENDISTA: Qui c lo zucchero. (indica goffamente una zuccheriera inesistente)
LA DIRETTRICE: Me lo metterebbe lei? Mi trema la mano. Lo rovescerei tutto. Lo zucchero deve stare al suo posto, una disgrazia spargerlo. Non capisco perch dicono che spargere il sale porti male
LAPPRENDISTA: Forse perch dove si sparge il sale non cresce pi niente. E poi lo buttavano sulle citt distrutte. Cartagine
LA DIRETTRICE: (improvvisamente seria, rapida, come uscendo dalla parte improvvisata del vedovo inconsolabile e ritornando nel ruolo del datore di lavoro che valuta un curriculum. Botte e risposte secche fra i due) Studi classici?
LAPPRENDISTA: Liceo scientifico.
LA DIRETTRICE: Laurea?
LAPPRENDISTA: Lingue e letterature straniere.
LA DIRETTRICE: Inglese?
LAPPRENDISTA: Russo.
LA DIRETTRICE: Spassiba tovarish! Perestroika glasnost! Dasvidanie!
LAPPRENDISTA: (interdetto) Eh
LA DIRETTRICE: (ritorna a fare il personaggio del vedovo lacrimevole) Poi lo zucchero impesta tutto, cos difficile da pulire, non si toglie pi.
LAPPRENDISTA: Quanto ne prende?
LA DIRETTRICE: Ancora.
LAPPRENDISTA: Ecco.
LA DIRETTRICE: Ancora.
LAPPRENDISTA: Ancora?
LA DIRETTRICE: Ancora.
LAPPRENDISTA: Bisogno di dolcezza
LA DIRETTRICE: che non mangio pi. Ho bisogno di tirarmi un po su con gli zuccheri.
LAPPRENDISTA: Fa bene.
LA DIRETTRICE: stato un colpo durissimo Una parte di me mi stata strappata via. Mi trema un braccio Laltro non lo sento pi, come paralizzato. E ho delle fitte
LAPPRENDISTA: Da che parte?
LA DIRETTRICE: Al braccio sinistro.
LAPPRENDISTA: Stia attento! Meglio farsi visitare. Potrebbero essere le avvisaglie di un di uno scompenso cardiaco
LA DIRETTRICE: Il cuore, gi. come se mi avessero tolto il cuore. Mia moglie batteva dentro di me. Era il mio motore, il mio ritmo.
LAPPRENDISTA: Oh (si commuove davvero)
LA DIRETTRICE: Ventidue anni insieme, capisce? Pi cinque anni di fidanzamento, una cosa travolgente. Facevamo lamore ogni giorno.
LAPPRENDISTA: (sinceramente toccato) Che dolcezza
LA DIRETTRICE: Anche quando aveva le mestruazioni. Sempre. Abbiamo saltato solo il giorno della rielezione di
LAPPRENDISTA: Di?
LA DIRETTRICE: Non me lo faccia nominare. Eravamo cos depressi. Lunica volta in cui non mi sono accoppiato con mia moglie. In ventisette anni.
LAPPRENDISTA: Capisco.
LA DIRETTRICE: No, non pu capire! Lei non sa che cosa vuol dire fare lamore per ventisette anni con la stessa donna, ogni giorno, non pensare che a lei, non vivere che per lei
LAPPRENDISTA: Avrete avuto anche dei figli, immagino.
LA DIRETTRICE: S, tre. Tre figlie. Ma io le consideravo propaggini di mia moglie.
LAPPRENDISTA: Ma i figli sono indipend
LA DIRETTRICE: Ne ha, lei?
LAPPRENDISTA: No
LA DIRETTRICE: (improvvisamente seria, rapida, tagliente, uscendo di nuovo dalla parte del vedovo) Sposato?
LAPPRENDISTA: No.
LA DIRETTRICE. Fidanzato?
LAPPRENDISTA: Attualmente no.
LA DIRETTRICE: Omosessuale?
LAPPRENDISTA: Non vedo che cosa scusi ma
LA DIRETTRICE: Lasci stare. Ha intenzione di fare figli?
LAPPRENDISTA: Mah diciamo che in questo periodo non il mio pensiero principale.
LA DIRETTRICE: (ritorna a fare il vedovo tragico) Per un uomo un figlio come un uovo. Uno vede questa bolla che cresce nella pancia della moglie, e allimprovviso esplode, esce fuori un cosino casinista
LAPPRENDISTA: Deve fare una gran tenerezza!
LA DIRETTRICE: una cosa che appartiene alla madre. Un pezzo di madre e nientaltro.
LAPPRENDISTA: Non hanno legato con lei, le sue figlie?
LA DIRETTRICE: Eccome! Abbiamo sempre trascorso tutto il nostro tempo insieme. Una vera famiglia. Ma io le vedo come satelliti di mia moglie come se mia moglie si fosse moltiplicata per tre, per quattro
LAPPRENDISTA: Ma le assomigliano?
LA DIRETTRICE: A chi?
LAPPRENDISTA: A sua moglie.
LA DIRETTRICE: Uguali.
LAPPRENDISTA: E come carattere?
LA DIRETTRICE: Precise. Per fortuna che c il tab dellincesto
LAPPRENDISTA: Eh?
LA DIRETTRICE: Faccio per dire, stia tranquillo. Capisce che cosa significa essere innamorato cos tanto di una donna, non desiderare che lei, per un quarto di secolo, vederla dappertutto, addirittura nelle figlie!
LAPPRENDISTA: meraviglioso!
LA DIRETTRICE: (recriminando) tremendo! Non pensi che alla moglie, alla famiglia. Il resto del mondo non lo vedi pi, non hai pi interessi personali, non ti rendi conto del valore delle cose. Concentri tutto sul tuo amore, ossessivamente!
LAPPRENDISTA: E e quando ti viene a mancare la persona amata ti manca la terra sotto i piedi
LA DIRETTRICE: E cominci a volare!
LAPPRENDISTA: A precipitare, vuol dire!
LA DIRETTRICE: No no, a volare. Volare libero, finalmente!
LAPPRENDISTA: Ma che cosa dice? E poi le restano ancora le figlie.
LA DIRETTRICE: Infatti, prima o poi far fuori anche loro
La Direttrice scoppia a ridere.
LApprendista esita, sorpreso, ma poi si accoda un po artificialmente, per pura convenienza, alla risata della Direttrice.
La Direttrice gli fa cenno di alzarsi.
LApprendista si rimette al suo posto, seduto.
Anche la Direttrice si alza e si muove verso la propria sedia, ma rimane in piedi vicino allApprendista. Da qui in avanti la recitazione ritorna pi fluida.
LA DIRETTRICE: S, ma non va mica bene, sa.
LAPPRENDISTA: Ho sbagliato?
LA DIRETTRICE: Lei si immedesima troppo nei fatti degli altri! Non deve dare cos tanta corda! pagato per vendere un servizio, non per ascoltare vita morte e miracoli di chiunque entri qui dentro. Me lo asseconda troppo, il cliente! Lo deve indirizzare al pi presto verso laffare.
LAPPRENDISTA: Pensavo che fosse conveniente metterlo a suo agio, prima. E poi, (si guarda intorno) non c mica fretta, no?
LA DIRETTRICE: Ce n invece! Abbiamo sempre appuntamenti, chiamate improvvise, urgenze.
LAPPRENDISTA: Mi dica dove posso migliorare, allora.
LA DIRETTRICE: Intanto, il saluto. Se entra un cliente, scusi, non che deve farmi quella faccia da funerale.
LAPPRENDISTA: Credevo che, data la situaz
LA DIRETTRICE: Eh, ma lei ragiona per clich
LAPPRENDISTA: Cosa devo fare, un sorrisone?
LA DIRETTRICE: Ma certo! La vita continua!
LAPPRENDISTA: Ah be, sarei io quello che ragiona per clich
LA DIRETTRICE: Continua, eccome se continua! La vita dilaga, sempre, nonostante tutto! Non sente che erotismo si respira qui dentro? (fa un gesto largo, abbracciando lagenzia)
La Direttrice si avvicina allApprendista e gli accarezza la nuca.
LAPPRENDISTA: Mi scusi ma preferirei che non mi tocc
LA DIRETTRICE: (ritraendosi con alterigia) Si figuri. Lei sessualmente mi disgusta
LAPPRENDISTA: Be, insomma! Moderi un po i termini. Non mi sembra di fare ribrezzo
LA DIRETTRICE: Non aveva paura che la assaltassi, un attimo fa, solo perch ho parlato di erotismo e le ho fatto una carezza?
LAPPRENDISTA. S, ma c modo e modo
LA DIRETTRICE: Si decida. Vuole piacere ma non troppo? Vuole essere desiderabile e contemporaneamente al riparo dalle insidie?
LAPPRENDISTA: Vorrei essere rispettato, almeno sul lavoro.
LA DIRETTRICE: Esagerato! Io stavo parlando della reazione eccitata che si ha quando si entra in posti come questo. Ai banchetti dei funerali, non c mai stato? Sono tutti in fregola. Una vitalit che
LAPPRENDISTA: Pi che vitalit, la definirei
LA DIRETTRICE: Come?
LAPPRENDISTA: Be
LA DIRETTRICE: Lo dica.
LAPPRENDISTA: Cio
LA DIRETTRICE: Scaramanzia? Jella?
LAPPRENDISTA: S insomma
LA DIRETTRICE: Parli chiaro. Non mi offendo.
LAPPRENDISTA: No, che
LA DIRETTRICE: Si toccato quando entrato qui dentro?
LAPPRENDISTA: Come?
LA DIRETTRICE: Voglio dire, ha toccato ferro
LAPPRENDISTA: N-no.
LA DIRETTRICE: Lho vista che si messo una mano in tasca.
LAPPRENDISTA: E allora?
LA DIRETTRICE: Un piercing fastidioso ai testicoli, suppongo.
LAPPRENDISTA: Macch! Lei piuttosto, si trova a suo agio?
LA DIRETTRICE: Non si vede?
LAPPRENDISTA: Ma fin dal primo giorno?
LA DIRETTRICE: Dal primo istante! Ci ho fatto il callo! E chi mi ammazza pi, a me? Sono come loperaio che ha lavorato per dieci anni accanto al nocciolo duranio di Cernobyl. Sono la Madame Curie della morte! Fradicia di radiazioni funebri! A me la foto che mi metteranno sulla lapide sar per forza vuota, trasparente (si mette in posa) Gerarda Rognoni: non pervenuta! Non deceduta
LAPPRENDISTA: S s metafore spiritosaggini.
LA DIRETTRICE: Fatti, caro mio. Fatti.
LAPPRENDISTA: Mi d gi del tu?
LA DIRETTRICE: una questione di vitalit.
LAPPRENDISTA: Che centra?
LA DIRETTRICE: Vede qui nellimpresa, cio C gi stato un confronto generale.
LAPPRENDISTA: Non la seguo.
LA DIRETTRICE: Ci conosciamo bene tutti, ecco.
LAPPRENDISTA: Che cosa significa?
LA DIRETTRICE: Ci conosciamo singolarmente, molto a fondo. E riteniamo che questa sia una delle premesse per fondare delle solide basi per una proficua collaborazione fra colleghi.
LAPPRENDISTA: Cosa intende?
LA DIRETTRICE: Oh, insomma! Abbiamo gi scopato tutti con tutti! Ecco.
LAPPRENDISTA: Che dice!? Prima regola: mai intrecciare relazioni nel luogo di lavoro.
LA DIRETTRICE: Sbagliato! Mai scopare soltanto con alcuni colleghi. Bisogna scopare con tutti! Per azzerare la tensione.
LAPPRENDISTA: Non mi sembra il modo migliore per
LA DIRETTRICE: Certo! Inutile innescare tensioni irrisolte, si sa come va a finire: gelosie, recriminazioni, vendette Molto meglio sbolognare questi surplus di energia fin da sbito. Niente pi sottintesi, niente pettegolezzi Altrimenti si creano troppi fraintendimenti: uno crede che il tuo collega si sta lamentando perch non gli hanno approvato il piano ferie e invece la vera causa del suo scontento che non sei ancora andata a letto con lui, mentre gli rode che sei gentile con
LAPPRENDISTA: La sto a sentire solo perch voglio proprio vedere dove riesce ad arrivare, la prima volta che ci vediamo, in
LA DIRETTRICE: Si figuri, lei mi sessualmente mi ripugna, le assicuro.
LAPPRENDISTA sbuffa alzando le spalle.
LA DIRETTRICE: Le consiglio anzi di andare a letto al pi presto con tutto lorganigramma di questimpresa, uomini e donne.
LAPPRENDISTA: Che sarebbero?
LA DIRETTRICE: (si mette in posa un poco provocante) Io, per il momento.
LAPPRENDISTA: E il principale?
LA DIRETTRICE: Arriver anche lui. (guarda lorologio) ancora presto.
LAPPRENDISTA: (infastidito) Senta
LA DIRETTRICE: Ma poi ci sono i fornitori esterni, il personale tecnico Lo faccio solo per facilitarle le cose. (si avvicina e lo accarezza ancora, questa volta pi invasivamente) un consiglio spassionato.
LAPPRENDISTA: Lei una una!
LApprendista si alza in piedi, si divincola ma la Direttrice lo tiene per un braccio.
Squilla il telefono.
LA DIRETTRICE: S? Dove? Ancora! Vengo subito
(rivolta allApprendista) Dobbiamo uscire.
LAPPRENDISTA: Io debbo uscire! Io voglio uscire! Me ne voglio andare da qui!
LA DIRETTRICE: Ma la smetta! Venga con me, su. Basta scherzare!
Seconda scena
Sul carro funebre
LA DIRETTRICE e LAPPRENDISTA salgono in automobile (per esempio sopra la cassapanca al centro della scena).
LAPPRENDISTA: (sballottato da velocit e curve brusche) Non potrebbe andare pi piano?
LA DIRETTRICE: (alla guida) Non possiamo perdere neanche un secondo.
LAPPRENDISTA: Mi fa un certo effetto andare a cento allora su un carro funebre.
LA DIRETTRICE: Perch?
LAPPRENDISTA: Non immaginavo nemmeno che potessero andare cos veloci. Credevo che li costruissero con dei motori speciali, pi flemmatici. Il tachimetro di un carro funebre dovrebbe arrivare al massimo a dieci chilometri allora. A passo duomo. Pensavo che la morte cio, che traghettare i morti fosse una faccenda pi lenta. Pi solenne.
LA DIRETTRICE: Siamo rapidissimi, invece! Dobbiamo essere pronti a intervenire fulmineamente. E poi noi due stiamo traghettando noi stessi, non siamo mica mort (rumore di frenata brusca)
LAPPRENDISTA: Non per molto, se non sta pi attenta!
LA DIRETTRICE: Non si preoccupi, sono allenata.
LAPPRENDISTA: (voltandosi indietro, guardando la strada dietro le sue spalle) Stava per investirlo.
LA DIRETTRICE: Oh be, lavrei caricato su. Posto ce n. (sghignazza)
LAPPRENDISTA: (severo) Molto divertente.
LA DIRETTRICE: Un collega una volta ci rimasto secco.
LAPPRENDISTA: Investito da un carro funebre?
LA DIRETTRICE: No, a bordo del carro funebre, di propriet della sua agenzia. Era al volante. Ha fatto un incidente ed morto sul colpo. D da pensare, no? Uno praticamente si trasporta al cimitero da s.
LAPPRENDISTA: Stava andando al cimitero?
LA DIRETTRICE: Mi pare di s.
LAPPRENDISTA: Le pare?
LA DIRETTRICE: Non sono sicura, me lhanno raccontata. Per ne conosco meglio unaltra perch capitata a me. Ci ho fatto un tamponamento, con questo carro.
LAPPRENDISTA: Vede che deve guidare con prudenza!
LA DIRETTRICE: Non era colpa mia. Io ero ferma, a un semaforo. Mi hanno tamponata. Avevo a bordo il morto.
LAPPRENDISTA: Sgradevole.
LA DIRETTRICE: Eh, ma il bello che era uno morto in un incidente stradale. Mi sono voltata verso la cassa e non ho resistito, ho detto al morto: Ma allora un vizio!
LAPPRENDISTA: Dovrei ridere? (guarda la strada davanti a s) Occhio!
Terza scena
Caduta libera
Gli stessi personaggi in scena, pi una voce di un personaggio che non si vede.
LAPPRENDISTA segue la scena con preoccupazione, sta accanto alla DIRETTRICE che tiene un megafono in mano. La donna parla verso lalto, dialoga con la voce del SUICIDA, che sporge da un altissimo cornicione e non si vede mai: sentiamo soltanto la sua voce che piove dallalto.
LA DIRETTRICE: Torna dentro, spaccone!
IL SUICIDA: Va via! Andate via!
LA DIRETTRICE: Ma smettila!
IL SUICIDA: Togliti da l!
LA DIRETTRICE: Falla finita!
IL SUICIDA: La faccio finita s! Spostati che mi butto!
LA DIRETTRICE: Ma vaffanculo, coglione!
LAPPRENDISTA: (scandalizzato, alla Direttrice) Ma che cosa dice?
IL SUICIDA: Ma vaffanculo tu!
LAPPRENDISTA: (sempre rivolto alla Direttrice) Non vede che un povero disperato!
LA DIRETTRICE: Ritorna dentro quella finestra e non rompere i coglioni.
IL SUICIDA: Guarda che ti spiaccico anche a te, se non ti sposti!
LA DIRETTRICE: Ma cosa vuoi spiaccicare, mezzasega!
LAPPRENDISTA: (scandalizzato) Cosa mi tocca sentire?
LA DIRETTRICE: (continua a insultare il Suicida) Cagasotto!
LAPPRENDISTA: Quello si vuole suicidare e lei lo tratta cos!
LA DIRETTRICE: (imperterrita, ignora lApprendista e continua a rivolgersi al suicida) Vai a cagare, va.
IL SUICIDA: Ma vai a cagare tu!
LAPPRENDISTA: Ecco, mi pareva.
LA DIRETTRICE: No, va a cagare tu, rientra dentro quella finestra e vai a cagare!
IL SUICIDA: Ma che cazzo vuoi? Lasciami morire in pace, fatti gli affari tuoi.
LA DIRETTRICE: Mi ascolti quando ti parlo? Vai a cagare! Rientra dentro quella finestra, trovati un cesso, tirati gi le braghe e caga!
IL SUICIDA: Ma che cazzo dici?
LA DIRETTRICE: Dico che se ti uccidi, con tutta la merda che hai in corpo, i bacilli intestinali ti corrodono prima la pancia e poi quella testa di cazzo che ti ritrovi!
IL SUICIDA: Ma cosa ti salta in mente?
LA DIRETTRICE: da l che comincia la decomposizione, che ti credi? Perch pensi che i santi si conservino? Perch con tutte le loro penitenze mangiano mezzo biscotto al giorno e cagano un ciottolo secco ogni mattina! Intestino pulito, zero batteri nelle trippe Si disseccano, da morti, si trasformano in prosciutto, in bresaola stagionata!
IL SUICIDA: Ma lasciami stare!
LA DIRETTRICE: Vai a cagare, ti dico, che allora s che ti sbarazzi della morte! Lascia perdere i cornicioni e i tuffi, coglione!
IL SUICIDA: Ma che cosa vuoi che me ne freghi a me di
LA DIRETTRICE: Te ne deve fregare, invece, ignorante! Non lo conosci il subbuglio che hai dentro il buco del culo? Un miliardo di batteri, c! Non vedono lora di mangiarti! Non sei tu che vuoi morire, la merda che hai dentro che vuole moltiplicarsi. lei che ti fa muovere il culo per farti saltare gi da basso, scemo! La merda sta facendo un colpo di stato! Ti digerir, ti metabolizzer, ti far diventare come lei questo che vuoi, eh? Diventare sterco?
IL SUICIDA: Ma chi ti ha chiamato, a te!
LA DIRETTRICE: Lo sai che coshai dentro?
IL SUICIDA: Me ne sbatto, ormai
LA DIRETTRICE: Te ne devi sbattere, se hai deciso di morire. Stai per trasformarti in un bel mucchio di escremento, coglione. In una secchiata di cacca liquida, di diarrea
IL SUICIDA: Ma guarda te se una stronza deve venire a rompere i coglioni a uno che si ammazza! Ma non hai rispetto tu? Eh, deficiente? Non hai rispetto?
LA DIRETTRICE: Vallo a dire allEscherichia coli, di avere rispetto!
IL SUICIDA: A chi?
LA DIRETTRICE: AllEscherichia coli, il batterio delle feci! A lui, e a tutti gli altri germi che ti covi in pancia. Chai dentro un condominio di bacilli che non vede lora di trasformarti in una vasca di sterco, stronzetto!
IL SUICIDA: Che cosa stai blaterando?
LA DIRETTRICE: Comincia a fare amicizia con i tuoi nuovi amichetti. Escherichia coli, Bacillus cereus, Campylobacter jejuni
IL SUICIDA: Smettila, spostati!
LA DIRETTRICE: Clostridium perfringens, Eikenella corrodens, Enterobacter cloacae
IL SUICIDA: Basta!
LA DIRETTRICE: Pasteurella multocida, Serratia marcescens, Vibrio cholerae, Vibrio vulnificus, Yersinia enterocolitica, Yersinia pestis
IL SUICIDA: Sei pazza!
LA DIRETTRICE: Vai a cagare, ti dico, fidati!
IL SUICIDA: (con voce meno alterata) Ti odio
LA DIRETTRICE: Ecco, bravo, cos.
LAPPRENDISTA: Sta rientrando rientrato! Lo ha convinto!
LA DIRETTRICE: (smette di parlare dentro il megafono, si rivolge allApprendista, ma senza guardarlo perch continua a tenere lo sguardo verso lalto) Aspetti, non detta lultima parola.
LAPPRENDISTA: (la guarda in faccia) Lo ha gi fatto con altri suicidi?
LA DIRETTRICE: (continua a guardare verso lalto mentre prosegue la conversazione) Tante di quelle volte
LAPPRENDISTA: E ogni volta si mette a parlargli dei batteri fecali?
LA DIRETTRICE: Dipende.
LAPPRENDISTA: Funziona sempre?
LA DIRETTRICE: Quasi.
LAPPRENDISTA: E quando non funziona?
LA DIRETTRICE: Una volta uno si abbassato i pantaloni e mi ha defecato addosso.
LAPPRENDISTA: Ma di.
LA DIRETTRICE: Giuro.
LAPPRENDISTA: E non si scansata.
LA DIRETTRICE: Mi ero distratta un attimo, non me ne ero accorta. Stavo discutendo con un pompiere che non approvava i miei metodi. Avevano tanto da ridire, i pompieri!, ma adesso mi chiamano ogni volta che c qualcuno che vuole buttarsi di sotto
LAPPRENDISTA: Ma, quella volta, il proiettile lha centrata?
LA DIRETTRICE: Dal quinto piano.
LAPPRENDISTA: Che mira!
LA DIRETTRICE: E che botto.
LAPPRENDISTA: Fa male?
LA DIRETTRICE: Se tiene conto che laccelerazione di gravit di nove virgola ottantuno metri al secondo elevato al quadrato Praticamente stato come ricevere in testa una martellata.
LAPPRENDISTA Una martellata di
LA DIRETTRICE: Fa uno strano effetto, poi, sentirsi il bernoccolo
LAPPRENDISTA: Che schifo!
LA DIRETTRICE: Stia zitto un attimo Aspetti. proprio rientrato. Ha addirittura chiuso la finestra.
LAPPRENDISTA: (applaude infantilmente) Brava, brava!
LA DIRETTRICE: (guarda in faccia lApprendista) Eh, ma prima lei mi remava contro!
LAPPRENDISTA: Non mi era chiaro dove voleva arrivare. Lei usa certi sistemi
Quarta scena
Vendere la morte
LA DIRETTRICE e LAPPRENDISTA tornano in agenzia. Fanno un tratto a piedi, poi in macchina, poi di nuovo a piedi.
LA DIRETTRICE: (tira fuori dalla borsetta un fascio di foglietti) Tenga, sparga qualche volantino.
LAPPRENDISTA: Ci facciamo pubblicit?
LA DIRETTRICE: Certo, quale occasione migliore? Abbiamo appena sventato un suicidio. Abbiamo dimostrato che non ci accaparriamo clienti a qualsiasi costo. (come se stesse rivolgendosi a un capannello di gente intorno) Visto? Non siamo mica avvoltoi! Non ci avventiamo sulla carogna, per seppellirla.
LAPPRENDISTA: La cuociamo a fuoco lento! (lancia in aria un fascio di volantini)
LA DIRETTRICE: Non faccia dello spirito. Il problema serio. Il mercato al capolinea. In agonia. Malato terminale.
LAPPRENDISTA: La gente non muore pi?
LA DIRETTRICE: Sopravvivono, sopravvivono un casino! Vivono fino a novantacinque anni.
LAPPRENDISTA: Non mi sembra che la morte abbia smesso di fare il suo lavoro. pieno di gente che se ne va da questo mondo.
LA DIRETTRICE: S, ma perch dovrebbero venire da noi piuttosto che dagli altri?
LAPPRENDISTA: Come fanno a venire se sono morti
LA DIRETTRICE: Cretino. I parenti.
LAPPRENDISTA: Uh, giusto.
LA DIRETTRICE: (salendo in macchina) Guida lei?
LAPPRENDISTA: Meglio di no. Mi fa un certo effetto
LA DIRETTRICE: Non ha la patente?
LAPPRENDISTA: S, ma
LA DIRETTRICE: Sempre meglio essere al volante, piuttosto che fare il passeggero di un carro funebre, no? (ridacchia)
LAPPRERNDISTA: Con lei al volante, poi
LA DIRETTRICE: Su, coraggio. (lo fa sedere al volante) Mi raccomando, una guida nervosa, spavalda. Strombazzi, sgommi. Bisogna far sapere che esistiamo.
LAPPRENDISTA: Non si potrebbe scegliere altre occasioni?
LA DIRETTRICE: Ma dove, come, se non possiamo farci pubblicit? Tutto il mondo si fa pubblicit, ogni mercato si espande grazie alla pubblicit, solo noi non possiamo!
LAPPRENDISTA: E perch no?
LA DIRETTRICE: Mi prende in giro? Le pare che si possa fare pubblicit alla morte?
LAPPRENDISTA: Nei dovuti modi, nei luoghi adatti
LA DIRETTRICE: Se la fai sulla pagina degli annunci mortuari sei uno sciacallo. Se metti i cartelloni vicino ai cimiteri o agli ospedali, idem.
LAPPRENDISTA: Non c nessuno che abbia trovato una soluzione?
LA DIRETTRICE: Un nostro concorrente stampa cataloghi di casse da morto con le modelle sorridenti, nude.
LAPPRENDISTA: Tipo donne e motori!
LA DIRETTRICE: Gioie e dolori. Donne e sarcofaghi
LAPPRENDISTA: Gioie e Gioie e
LA DIRETTRICE: Vede? Niente rima. Non funziona.
LAPPRENDISTA: A parte che, se funziona per le automobili Per un sacco di gente le auto diventano bare a quattro ruote. Bare semoventi, gi belle e pronte.
LA DIRETTRICE: Non me ne parli. Abbiamo ricomposto alla cazzo di cane cadaveri incidentati, inestirpabili dalle lamiere, grovigli di spinterogeni, costole, parabrezza, cuoi capelluti, volanti, polpacci, portiere
LAPPRENDISTA: Immagino.
LA DIRETTRICE: Non stia a immaginare. Non sano.
LAPPRENDISTA: Oh, non mi fa impressione. Non sono una mammoletta Mi racconti il caso peggiore.
LA DIRETTRICE: Il barbone tritato.
LAPPRENDISTA: Tritato?
LA DIRETTRICE: Ma s, ce n sempre qualcuno che dorme nei cassonetti delle immondizie, dinverno. Passano i netturbini e svuotano tutto nel camion tritarifiuti.
LAPPRENDISTA: Orrore.
LA DIRETTRICE: Sapesse quante volte li abbiamo spalati dentro le bare, i barboni tritati.
LAPPRENDISTA: Spalati?
LA DIRETTRICE: Spalati. Con la vanga, insieme alle bucce di verdura e ai barattoli macinati dal tritarifiuti, cos, a palate, tanto per riempire la bara di qualcosa. Immondizia, fino allorlo. Chi vuole che si metta l a separare mezza unghia umana da un osso di pollo? Alla fine la cassa da morto non che un metro cubo di monnezza
LAPPRENDISTA: Che impressione.
LA DIRETTRICE: Eh, cosa vuoi fare pubblicit, con queste belle premesse.
LAPPRENDISTA: Ma nessuno vi ha mai chiesto una sponsorizzazione?
LA DIRETTRICE: Una volta. Un festival di poesia. Ah, i poeti!
LAPPRENDISTA: Come mai si sono rivolti a voi?
LA DIRETTRICE: Forse per il caratteristico clima lugubre che contraddistingue le serate di poesia.
LAPPRENDISTA: E com andata?
LA DIRETTRICE: Disastro.
LAPPRENDISTA: Mi racconti.
LA DIRETTRICE: La serata si intitolava Amore e morte.
LAPPRENDISTA: Ah, ecco.
LA DIRETTRICE: Mi aspettavo peggio. Non era poi cos noioso. Sono arrivati dei tipi che hanno occupato il palco perch non erano stati invitati a declamare le loro poesie. Sono ferocissimi, i poeti. Divisi in fazioni, lividi, incazzati. Una guerra.
LAPPRENDISTA: saltato tutto, allora.
LA DIRETTRICE: No, hanno fatto leggere anche loro. Il pubblico partecipava, li incitava. Una bolgia. Le cose che gridavano gli spettatori erano molto pi belle delle poesie.
LAPPRENDISTA: E cosa dicevano?
LA DIRETTRICE: Forza, poeta! Dagli una svegliata allamore! Fallo uscire dal guscio!
LA DIRETTRICE: E sulla morte?
LAPPRENDISTA: Fagliela vedere! Cantagliele in faccia, poeta! Coraggio! Spaccale il culo, alla morte!
LAPPRENDISTA: E i poeti?
LA DIRETTRICE: Bah. Se la cavavano. Tranne uno che si emozionato troppo.
LAPPRENDISTA: Se l fatta sotto?
LA DIRETTRICE: morto leggendo una poesia intitolata Contro il decesso.
LAPPRENDISTA: Oh.
LA DIRETTRICE: Infarto. Lei capisce che la nostra sponsorizzazione non ha giovato alla causa.
LAPPRENDISTA: Capisco.
Scendono dallauto. Sono arrivati davanti allagenzia.
LA DIRETTRICE: (indica davanti a s) Che effetto le fa?
LAPPRENDISTA: Che cosa?
LA DIRETTRICE: La vetrina.
LAPPRENDISTA: Be Non male.
LA DIRETTRICE: Sia sincero.
LAPPRENDISTA: Cosa vuole che le dica. la vetrina di unagenzia di pompe funebri
LA DIRETTRICE: Cio una non-vetrina.
LAPPRENDISTA: E poi, avere vicino un negozio di arredobagno non aiuta.
LA DIRETTRICE: Diciamo che tra una vasca e una bara con lidromassaggio
LAPPRENDISTA: La gente preferisce la bara! (ridacchia) Quanto coster?
LA DIRETTRICE: Che cosa?
LAPPRENDISTA: Una vasca con lidromassaggio. Che meraviglia!
LA DIRETTRICE: Non ne ho idea.
LAPPRENDISTA: Entriamo dentro a chiedere?
LA DIRETTRICE: Ha bisogno di un idromasagggio?
LAPPRENDISTA: No, ma sono cos belle, queste vasche. Magari, un giorno, in una casa come dico io
LA DIRETTRICE: Vede, cos che devessere!
LAPPRENDISTA: Cosa?
LA DIRETTRICE: Il desiderio! Come al centro commerciale! Uno esce di casa senza sapere che cosa comprer, ma di una cosa sicuro: che il centro commerciale gli far avere il desiderio di comprare qualche cosa. Nei centri commerciali non si compra nulla: si paga per avere avuto dei desideri! Si remunera il centro commerciale che ha inventato tanti desideri inesistenti dentro di noi!
LAPPRENDISTA: Vuole aprire unagenzia in un centro commerciale?
LA DIRETTRICE: Perch no? Ho in mente grandi cose. Una vetrina luminosa, luci intermittenti. Facilitazioni, saldi! Rateizzazioni, finanziamenti a tasso zero. Devo riuscire a vendere la morte! A tutti i costi. Con qualche accorgimento ironico, magari, che al giorno doggi fa funzionare tutto.
LAPPRENDISTA: Tipo?
LA DIRETTRICE: Tipo a cominciare dallinsegna, un nome spiritoso, non so, Agenzia Toccoferro, scritto bello colorato, squillante.
LAPPRENDISTA: Scusi se glielo dico, ma non mi sembra un gran che.
LA DIRETTRICE: Facevo cos per dire, poi uno deve avere una trovata brillante, si capisce. Fare in modo che la gente sia attirata dal mio negozio, abituarla a considerare la morte una merce come unaltra, far s che provino spontaneamente un fascino mortuario.
LAPPRENDISTA: Vuole istigare al suicidio!
LA DIRETTRICE: Ma no. Un consumatore deve godere del suo istinto di morte mentre passa davanti al mio negozio. Deve intravedere una possibilit, una fantasticheria, un progetto: un desiderio! Come per lei la vasca dellidromassaggio. Immaginarsi in una bella bara, in una tomba graziosa, rabbrividire Ma anche sorridere allidea di essere vivo, e di riuscire a pensarsi morto, e a immaginarsi ancora vivo, da morto. Deve desiderare di essere contemporaneamente vivo e morto, capisce? E poi pagare per questo desiderio, senn un desiderio che non ha valore perch non costa nulla, come non averlo avuto. Accaparrarsi un bel loculo al sole, con una minuscola rata mensile, assicurarsi una cassa da morto come si deve, con le finiture di lusso, abbonarsi a un bollettino con gli ultimi modelli Uno esce dal negozio rivitalizzato, corroborato, pronto a vivere pi intensamente.
LAPPRENDISTA: Pensare alla morte fa bene alla vita!
LA DIRETTRICE: Bravo! Ha trovato lo slogan.
LAPPRENDISTA: La conosce la favola di Esopo?
LA DIRETTRICE: Ce ne sono tante.
LAPPRENDISTA: C un vecchio che torna dal bosco con un pesantissimo carico di legna. cos faticoso trasportarlo che il vecchio invoca la morte.
LA DIRETTRICE: E schiatta?
LAPPRENDISTA: Non esattamente. La morte gli si presenta di persona. Eccomi qua, vecchio. Perch mi hai chiamato?.
LA DIRETTRICE: E lui?
LAPPRENDISTA: No no, niente, volevo che mi dessi una mano a portare la legna.
LA DIRETTRICE: E la morte lo aiuta?
LAPPRENDISTA: Mah Esopo non lo dice. La storia finisce qui.
LA DIRETTRICE: Sempre cos, le favole. Manca sempre qualcosa.
LAPPRENDISTA: Credo che dopo aver visto la morte in faccia, il vecchio sopporti il carico di legna senza lamentarsi pi. Il pensiero della morte lo ha aiutato a
LA DIRETTRICE: Ma questo non basta ancora! qui che interveniamo noi. Nella favola che faremo vivere ai nostri clienti, la morte prende met del carico di legna e lo porta a casa del vecchio, per una modica tariffa oraria, un tanto al chilometro. una nicchia di mercato che si spalanca. Prendiamo in affitto la catasta di morte che vi portate addosso per tutta la vita, ve la trasportiamo noi!
Quinta scena
Curriculum mortis
LA DIRETTRICE e LAPPRENDISTA sono seduti di nuovo al tavolo dellagenzia, una di fronte allaltro.
LA DIRETTRICE: La sa quella dei due becchini?
LAPPRENDISTA: No.
LA DIRETTRICE: C un becchino che fa a un altro: Gli affari come vanno? Non mi posso lamentare, e tu? Male Perch? Non hai clienti? No no, i clienti li ho E allora? solo che, non capisco li tratto benissimo eppure quelli non mi tornano pi! Ah ha ah ha ah! (ride sgangheratamente) E quellaltra, quella dello zombie?
LAPPRENDISTA: (serio, non si diverte affatto) Non la so.
LA DIRETTRICE: Uno zombie entra in un agenzia di pompe funebri: Oh, buon giorno signor Fetecchia! Come va? Ha bisogno di qualcosa? (con voce cavernosa:) S, ma questa volta mi fate lo sconto! Ah ha ah ha ah! E quella della mummia che
LAPPRENDISTA: Per favore, la pianti!
LA DIRETTRICE: Preferisce i casi clinici?
LAPPRENDISTA: Che cosa sono?
LA DIRETTRICE: Barzellette che non fanno ridere, praticamente.
LAPPRENDISTA: Ah be, perch le altre, invece!
LA DIRETTRICE: C il caso dello zombi narcisista.
LAPPRENDISTA: Sarebbe?
LA DIRETTRICE: Uno che risorgeva continuamente perch gli piaceva partecipare al suo funerale. Da protagonista, ovviamente. Funeralcompulsivo. Un vanitoso.
LAPPRENDISTA: E poi?
LA DIRETTRICE: Poi finito, basta. un caso clinico. Non ha un finale a effetto come le barzellette.
LAPPRENDISTA: No, dico altri casi.
LA DIRETTRICE: La mummia ingessata.
LAPPRENDISTA: Invece delle bende?
LA DIRETTRICE: Gesso da fratture.
LAPPRENDISTA: Non vedo dove sta il caso clinico.
LA DIRETTRICE: Nei famigliari. Il caro estinto si era fracassato rotolando gi da una scarpata, e i parenti hanno preteso che venisse ingessato da morto. Non sopportavano lidea lo scheletro non fosse intero, perci gli hanno fatto fare un carapace, un esoscheletro.
LAPPRENDISTA: Pazzi!
LA DIRETTRICE: Ma non quanto linumatore folle.
LAPPRENDISTA: Sarebbe?
LA DIRETTRICE: Il necrofobo di Piacenza.
LAPPRENDISTA: Ma non si dice necrofilo?
LA DIRETTRICE: No, quelli sono quelli che vanno a letto con i morti. Brutta razza
LAPPRENDISTA: E il necrofobo?
LA DIRETTRICE: Lhanno scoperto che rubava cadaveri
LAPPRENDISTA: Come i necrofili, no?
LA DIRETTRICE: Lasci finire. Li rubava per seppellirli nella sua tomba.
LAPPRENDISTA: Da morto?
LA DIRETTRICE: Da vivo!
LAPPRENDISTA: In che tomba, scusi, se era vivo
LA DIRETTRICE: Appunto! Aveva gi una tomba di famiglia, con il posto riservato, il pensiero lo ossessionava e andava a metterci sempre qualcun altro. Per riempire il posto.
LAPPRENDISTA: Chiss cosa si credeva.
LA DIRETTRICE: Eh, magari che quando alzavano la lapide per seppellire lui, qualcun altro da sotto dicesse occupato!.
LAPPRENDISTA: Che cretinata!
LA DIRETTRICE: Mai quanto il caso delle gemelle siamesi.
LAPPRENDISTA: Attaccate per cosa.
LA DIRETTRICE: Per il culo.
LAPPRENDISTA: Scomodo.
LA DIRETTRICE: Sempre a discutere, E andiamo di qua, No, andiamo di l, E andiamo al cinema, No, facciamo una passeggiata, E io voglio guardare in faccia chi mi bacia, perch devo sempre fare lamore girata? Perch sei brutta, Un battibecco continuo. Un giorno una dice allaltra: Faccio testamento, Perch?, Mi ammazzo, Non puoi, Sono una persona libera, Ma cos ammazzi anche me!, Se muoio finalmente ci staccano, Mi uccideresti! Assassina e la strangola.
LAPPRENDISTA: (butta indietro le braccia facendo il gesto di strangolare qualcuno dietro le proprie spalle, molto perplesso) Da dietro?
LA DIRETTRICE: Uh, che petulante. un caso clinico no? Pieno di bizzarrie.
LAPPRENDISTA: Mi faccia capire: la sorella che voleva sopravvivere strangola quella che voleva uccidersi, per impedirle di ammazzarsi e di far morire anche lei, di conseguenza?
LA DIRETTRICE: Pi o meno.
LAPPRENDISTA: Quindi muore anche lei!
LA DIRETTRICE: No. qui che subentra il caso clinico.
LAPPRENDISTA: Le staccano?
LA DIRETTRICE: No. La gemella strangolata muore, ma di morte clinica, perch essendo attaccata alla gemella viva come se fosse collegata a una macchina dellospedale, un polmone artificiale Viene mantenuta in coma.
LAPPRENDISTA: E come va a finire?
LA DIRETTRICE: La gemella viva si mette in lutto.
LAPPRENDISTA: (sarcastico) Che storia triste.
LA DIRETTRICE: Che puttanata.
LAPPRENDISTA: Sono tutte inventate, vero?
LA DIRETTRICE: Sono storielle che girano nellambiente.
LAPPRENDISTA: Ma sono finte.
LA DIRETTRICE: Ne vuole una verissima?
LAPPRENDISTA: Sarebbe ora.
LA DIRETTRICE: Una che ho visto con i miei occhi.
LAPPRENDISTA: Successa qui?
LA DIRETTRICE: Anche qui.
LAPPRENDISTA: Dica.
LA DIRETTRICE: Lindossatrice di bare!
LAPPRENDISTA: Fanno le sfilate con le bare?
LA DIRETTRICE: Lindossatrice di bare frequenta le agenzia di pompe funebri, e si distende dentro le casse da morto.
LAPPRENDISTA: Ma e voi la lasciate fare?
LA DIRETTRICE: Il cliente ha sempre ragione.
LAPPRENDISTA: Non vi accorgete che se ne sta approfittando?
LA DIRETTRICE: Allinizio no. Lindossatrice di bare ti circuisce con una storia commovente, molto scaltra, si inventa una scusa per entrare nella bara, poi se ne sta l, tranquilla
LAPPRENDISTA: A fare un sonnellino?
LA DIRETTRICE: A fare degli incubi!
LAPPRENDISTA: Ma davvero, si addormenta?
LA DIRETTRICE: Di solito non ne ha il tempo. Quando finalmente ci rendiamo conto, la cacciamo. Ma sempre sgradevole constatare che un cliente ti sta prendendo per il culo
LAPPRENDISTA: Non credo che lo faccia per scherzo
LA DIRETTRICE: Certo che no, matta
LAPPRENDISTA: Be, insomma, non liquiderei cos una sofferenza dellanima
LA DIRETTRICE: Sempre cos patetico, lei! Ma com tenerone! Ma dov cresciuto? Nel paese dei peluche?
LAPPRENDISTA: Che ne dice, perch non parliamo di di
LA DIRETTRICE: Di un argomento qualsiasi, giusto?
LAPPRENDISTA: Non proprio qualsiasi.
LA DIRETTRICE: Guardi, in questi casi si dice perch non cambiamo discorso? Non maleducato.
LAPPRENDISTA: Non volevo dire questo
LA DIRETTRICE: Sono i primi giorni, sa?
LAPPRENDISTA: Cosa vuol dire?
LA DIRETTRICE: Che di lavoro si parla solo nei primi giorni! Poi largomento passa in secondo piano. Diventa unattivit qualunque. La vita, la morte il campionato, le ferie (alza le spalle) Routine.
LAPPRENDISTA: Non dica cos.
LA DIRETTRICE: Mass. Invece lei La invidio. Per lei tutto sconcertante, nuovo!
LAPPRENDISTA: Lo fa apposta.
LA DIRETTRICE: Che?
LAPPRENDISTA: Dica che lo fa apposta a scioccarmi.
LA DIRETTRICE: Ma cosa vuole scioccare
LAPPRENDISTA: Si prende gioco di me.
LA DIRETTRICE: Al contrario: godo della tua condizione! Ha tutto senso, qui, per te. tutto pertinente, capisci? Tutto quello che vedi, adesso, emanazione di unagenzia di pompe funebri. Questi muri, questo tavolo Io! Succede sempre nei nuovi posti di lavoro. Come nei paesi stranieri: vai per la prima volta in Ungheria, tutto ti sembra ungherese. Vedi un gatto, oh! Un gatto ungherese! Una nuvola, guarda, una nuvola ungherese!
LAPPRENDISTA: Lei ungherese?
LA DIRETTRICE: In questo momento s! Per te s! Sono esotica! Sono funebrese!
LAPPRENDISTA: Stramba, forse, questo s.
LA DIRETTRICE: No no, tu hai fatto ingresso in un paese straniero! tutto nuovo per te, qui! Questa penna biro, per te la penna biro di unagenzia di pompe funebri!
LAPPRENDISTA: una normale penna a biro.
LA DIRETTRICE: Ma tu la pompefunebrizzi!
LAPPRENDISTA: Perch?
LA DIRETTRICE: Pensi che sia nera perch si trova in unagenzia di pompefunebri, e invece casuale.
LAPPRENDISTA: Le usate rosa shocking, di solito?
LA DIRETTRICE: Le usiamo blu, nere, rosse Come capita. Ma anche tu, insomma, a presentarti qui, cos
LAPPRENDISTA: Perch?
LA DIRETTRICE: Ma di, andiamo! Un ragazzo giovane, come te Venire a intombarsi in un lavoro simile
LAPPRENDISTA: Eh ma
LA DIRETTRICE: Non lo dire, per favore
LAPPRENDISTA: No, ma che al giorno doggi
LA DIRETTRICE: Non lo dire!
LAPPRENDISTA: Che cosa?
LA DIRETTRICE: Non sopporto il patetismo!
LAPPRENDISTA: Che cosho detto?
LA DIRETTRICE: Che cosa stai per dire!
LAPPRENDISTA: Che cosa?
LA DIRETTRICE: Ti prego di risparmiarmelo.
LAPPRENDISTA: Va bene, va bene, taccio.
LA DIRETTRICE: Lo so gi: (enumera annoiata) il precariato, la difficolt di trovare un impiego, la buona volont, i giovani che non hanno pi voglia di fare certi lavori Hai lasciato il tuo curriculum in tutte le agenzie interinali, hai cotto hamburger, imbiancato appartamenti, pulito il culo ai vecchi, venduto abbonamenti telefonici al telefono, bla bla bla
LAPPRENDISTA: Ma no che
LA DIRETTRICE: Non dirlo! Hai studiato per ventanni, hai una laurea inutile, e con questo pezzo di carta adesso
LAPPRENDISTA: No, io ero ben consapevole che scegliendo quella facolt di studi mi sarei preclu
LA DIRETTRICE: Ma ragazzo mio, lo sapevi che presentandoti qua si richiedeva una figura professionale di un certo spessore!
LAPPRENDISTA: Io ho esperienza umana
LA DIRETTRICE: A quanti morti hai chiuso gli occhi, tu?
LAPPRENDISTA: Chiusi no, ma
LA DIRETTRICE: Quante persone hai visto morire?
LAPPRENDISTA: Non viste, ma
LA DIRETTRICE: Immaginate, certo E hai conosciuto il dolore del mondo nella morte di tua nonna, del tuo gatto, del tuo compagno di scuola che si schiantato in macchina tornando ubriaco dalla discoteca! (derisoria) Oh quanto hai sofferto, figlio mio!
LAPPRENDISTA: (sbotta) Io lavoravo in un obitorio! Durante luniversit! Per cinque anni di seguito! Mi sono pagato gli studi, cos! Ho lavato migliaia di cadaveri! Nei sotterranei dellospedale, in quelle stanze di metallo, al freddo, con quella luce al neon che illividisce qualsiasi cosa, e non sai se lei a raggelare i corpi o lelemento attivo della loro decomposizione, una luce che smangia, corrode, da tanto marcia, allucinata! Per me questo lavoro in agenzia un avanzamento di carriera! Altro che umiliazione! Per me qui un luna park, rispetto a dove stavo prima! come passare dalla catena di montaggio allufficio personale, dallaltoforno allamministrazione!
LA DIRETTRICE: (scuote la testa) Troppo pathos, ragazzo mio.
LAPPRENDISTA: Ma vaff
LA DIRETTRICE: Ti vorrei pi distaccato. Pi filosofico.
LAPPRENDISTA: che dopo tutto quello che ho visto
LA DIRETTRICE: Ti detesto, mi costringi a pronunciare solo banalit. Proprio tutto quello che hai visto dovrebbe averti temprato
LAPPRENDISTA: E invece a me non ha temprato affatto. Non vero che ti tempra. Ti distrugge!
LA DIRETTRICE: Senti, mi stai annoiando. Sono allergica a certi discorsi. Se proprio ci tieni, vai a farli al principale.
LAPPRENDISTA: Dov?
LA DIRETTRICE: Arriver.
LAPPRENDISTA: Quando?
LA DIRETTRICE: (guarda lorologio). ancora presto. Adesso abbiamo il funerale di un cliente.
LAPPRENDISTA: Che dobbiamo fare?
LA DIRETTRICE: Niente. Andare l e controllare che sia tutto a posto. Che il morto insoddisfatto del servizio non si metta a dare ginocchiate contro il coperchio (si alzano, vanno verso luscita di scena) Che la vedova inconsolabile non voglia farsi seppellire insieme al marito (escono di scena)
INTERVALLO
Sesta scena
Al funerale
Mentre il pubblico sfolla dalla sala, si sentono dei richiami, dei rumori di fondo, degli inviti al silenzio (ssshhh!).
Si sentono le voci di UN VECCHIETTO e del COLLEGA DEL MORTO che chiacchierano durante la funzione e il seppellimento in cimitero (ricorrono gli ssshhh! fra un siparietto e laltro, come se gli altri partecipanti al funerale intimassero loro di smetterla di disturbare). Questi personaggi non compaiono mai in scena n altrove (le loro voci possono essere registrate). Sono piccoli frammenti di conversazione, che vanno intervallati da rumori, o musiche, o pause di silenzio.
Le voci del Vecchietto e del Collega del morto accompagnano il pubblico nel foyer e negli altri locali del teatro tramite altoparlanti (eventualmente, La Direttrice e LApprendista possono comparire fugacemente invitando il pubblico a muoversi, dirigendolo fuori). Il pubblico diventa idealmente una folla di partecipanti a un funerale.
In alternativa, la scena pu essere recitata da due attori in carne e ossa, in scena o altrove nel teatro.
IL VECCHIETTO: ancora una bella donna.
IL COLLEGA DEL MORTO: Ha gli occhiali scuri per non far vedere che ha pianto.
IL VECCHIETTO: O per non far vedere che non ha pianto.
* * *
IL VECCHIETTO: Lha fatto morire di crepacuore.
IL COLLEGA DEL MORTO: Chi, sua moglie?
IL VECCHIETTO: No, il suo commercialista.
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Ha sbagliato il nome!
IL VECCHIETTO: Chi?
IL COLLEGA DEL MORTO: Il prete! Lha chiamato Filippo!
IL VECCHIETTO: E come si chiama?
IL COLLEGA DEL MORTO: Mi prendi in giro?
IL VECCHIETTO: E chi lo conosceva? Io sono qui per la vedova.
* * *
IL VECCHIETTO: Eh, daltronde, senza i preti, sarebbe cos triste.
IL COLLEGA DEL MORTO: Molto meno solenne!
IL VECCHIETTO: Molto meno divertente.
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Tu vorresti che parlassero cos di te?
IL VECCHIETTO: Me lo prometti che me lo fai tu il discorso?
IL COLLEGA DEL MORTO: Ma va l, vecchia roccia! Ci seppellirai tutti.
IL VECCHIETTO: Ok, allora a te il discorso te lo faccio io.
IL COLLEGA DEL MORTO: E che dirai?
IL VECCHIETTO: Be, ridendo e scherzando s fatto mezzogiorno. Andiamo a farci un goccetto alla salute di questo figlio di puttana!
* * *
IL VECCHIETTO: Ah, ma vi siete sprecati!
IL COLLEGA DEL MORTO: Con cosa?
IL VECCHIETTO: La corona di fiori.
IL COLLEGA DEL MORTO: Sai com. Le collette non suscitano mai entusiasmo
IL VECCHIETTO: Taccagni!
IL COLLEGA DEL MORTO: Ha avuto molto pi successo il mazzo di rose per la vedova.
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Senti, ma dio secondo te ti lascia scegliere il posto in paradiso?
IL VECCHIETTO: Dio non esiste.
IL COLLEGA DEL MORTO: Appunto. Quindi uno muore e si sceglie il paradiso che vuole lui.
IL VECCHIETTO: Nei quartieri alti ci vanno i ricchi, nelle periferie i poveri.
IL COLLEGA DEL MORTO: Manca il sindaco.
IL VECCHIETTO: Manca qualsiasi autorit.
IL COLLEGA DEL MORTO: Non c la polizia.
IL VECCHIETTO: N lesercito.
IL COLLEGA DEL MORTO: Solo milizie private, per difendere le ville dei ricchi.
IL VECCHIETTO: Ricchi che vivono nellincubo per paura di una rivolta dei poveri.
IL COLLEGA DEL MORTO: Poveri che muoiono di fame e malattie, perch chi ha voglia di lavorare in paradiso?
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Che sciocca.
IL VECCHIETTO: Non ha spento il cellulare!
IL COLLEGA DEL MORTO: Sai com, lo strazio Certi particolari possono sfuggirti.
IL VECCHIETTO: Sta rispondendo.
IL COLLEGA DEL MORTO: Ma pazza!
IL VECCHIETTO: Che gran donna. Una vedova di classe.
IL COLLEGA DEL MORTO: Che dice?
IL VECCHIETTO: Che hanno sbagliato numero. il cellulare del morto!
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Hanno figli?
IL VECCHIETTO: Non lhai vista?
IL COLLEGA DEL MORTO: Dove?
IL VECCHIETTO: Quel pezzo di gnocca
IL COLLEGA DEL MORTO: Parla piano!
IL VECCHIETTO: (mormora) Quel pezzettino di gnocchetta l.
IL COLLEGA DEL MORTO: Ssshhh!
IL VECCHIETTO: (sussurra) Quella rilevante particella del fascino sparso nel creato che lo galvanizza impalpabilmente conglomerandosi talvolta in queste fighe della madonna
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Talis mater talis filia.
IL VECCHIETTO: Chiss quanti amanti la madre e quanti amichetti la figlia.
IL COLLEGA DEL MORTO: Uno con una moglie e una figlia cos fighe
IL VECCHIETTO: Cera da fargli le condoglianze da vivo!
* * *
IL VECCHIETTO: Senti, ma in azienda chi lo sostituisce?
IL COLLEGA DEL MORTO: Nessuno.
IL VECCHIETTO: Come, nessuno?
IL COLLEGA DEL MORTO: Hanno detto che insostituibile.
IL VECCHIETTO: Ma una scusa!
IL COLLEGA DEL MORTO: Fanno cos, adesso, Chiudono a poco a poco, per esaurimento dei ruoli. Per spossatezza
IL VECCHIETTO: Ma in questo modo, alla lunga.
IL COLLEGA DEL MORTO: Chiuderanno lazienda dicendo che era talmente concorrenziale che era impossibile rinnovarla.
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Tu hai firmato?
IL VECCHIETTO: Dove?
IL COLLEGA DEL MORTO: Sulla lista di condoglianze.
IL VECCHIETTO: Eh certo! Senn a che serve venire? Devono saperlo che hai messo il naso qua dentro.
IL COLLEGA DEL MORTO: Io mi sono dimenticato.
IL VECCHIETTO: Mi raccomando. Firma leggibile. Pagabile a vista al portatore.
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Fa unimpressione
IL VECCHIETTO: Che cosa?
IL COLLEGA DEL MORTO: Il loculo. Cos, stretto. E poi la lapide, il cemento. Brrr!
IL VECCHIETTO: Quanto vorresti per passare una notte l dentro?
IL COLLEGA DEL MORTO: Come?
IL VECCHIETTO: Una sfida. Accetti di passare la notte chiuso in un loculo.
IL COLLEGA DEL MORTO: Ma si soffoca!
IL VECCHIETTO: Facciamo che ti lasciano un buco per respirare.
IL COLLEGA DEL MORTO: Ma sei matto?
IL VECCHIETTO: Ah, io lo farei anche di mestiere, guarda. Se mi dessero un tot a notte, preferirei cos che lavorare in quella merda di azienda.
IL COLLEGA DEL MORTO: Mah, e lumidit, il freddo.
IL VECCHIETTO: Be, mi attrezzerei.
IL COLLEGA DEL MORTO: Ma perch dovrebbero pagarti per una cosa del genere, scusa?
IL VECCHIETTO: C gente che prende soldi per stare immobile, in piazza. La statua umana una specie di morto, no? Io invece farei il morto per davvero!
IL COLLEGA DEL MORTO: Un artista di strada!
IL VECCHIETTO: Un artista di cimitero. Uno che durante lorario dapertura
IL COLLEGA DEL MORTO: Ah, ma allora lo faresti di giorno! Di notte avresti paura.
IL VECCHIETTO: Macch, a me cosa mi cambia? Stare l dentro, al buio, giorno o notte, lo stesso Lo farei per praticit, per venire incontro alle esigenze dei visitatori, che in cimitero ci vengono di giorno.
IL COLLEGA DEL MORTO: E che verrebbero a fare? A pregare? A cambiarti i fiori?
IL VECCHIETTO: Uno viene in cimitero e sa che almeno in una tomba c un essere umano vivo. pur sempre una consolazione
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Mi sono stufato.
IL VECCHIETTO: Durano sempre un po troppo.
IL COLLEGA DEL MORTO: Andiamo via?
IL VECCHIETTO: Aspetta, devo baciare la vedova.
IL COLLEGA DEL MORTO: Io vorrei farmi presentare la figlia, ma non mi sembra il momento.
IL VECCHIETTO: Scherzi? il momento migliore! Sar tutta eccitata.
IL COLLEGA DEL MORTO: Sei un cinico.
IL VECCHIETTO: Sono un etologo. una reazione naturale: vai a un funerale, e ti viene fame, voglia di sesso.
IL COLLEGA DEL MORTO: Calmati.
IL VECCHIETTO: (mormora) Assisti a delle esequie, e provi appetito, ti punge vaghezza di commerci carnali
IL COLLEGA DEL MORTO: Ho detto calmati!
IL VECCHIETTO: (sussurra) Presenzi a una tumulazione, e secerni acquolina enzimatica digestiva, ti si desta luzzolo di confricare le pudenda nel pi propinquo opercolo di foemina sapiens
* * *
IL VECCHIETTO: Ho unamica teologa che va ai funerali per eccitarsi e scopare meglio. E tu?
IL COLLEGA DEL MORTO: Io ho un amico filosofo che va alle feste per deprimersi e pensare meglio. E tu?
IL VECCHIETTO: Io vado a puttane.
* * *
IL COLLEGA DEL MORTO: Io ho concepito mio figlio il giorno in cui morto mio padre.
IL VECCHIETTO: Io mi sono fatto una sega.
* * *
IL VECCHIETTO: Che mortorio.
IL COLLEGA DEL MORTO: Durano sempre troppo.
IL VECCHIETTO: Dovrebbero curare la regia.
IL COLLEGA DEL MORTO: Affidarsi a dei professionisti.
IL VECCHIETTO: Mettersi daccordo prima.
IL COLLEGA DEL MORTO: Preparare un copione.
IL VECCHIETTO: Almeno un canovaccio.
IL COLLEGA DEL MORTO: (sospira) Fanno apposta. Come se essere impacciati fosse la prova della spontaneit.
IL VECCHIETTO: La castroneria dimostra che stai soffrendo cos tanto che non riesci a pensare alla cerimonia, che agisci spontaneamente, sbadatamente, rovinando le procedure.
IL COLLEGA DEL MORTO: Una cerimonia rovinata una cerimonia riuscita.
IL VECCHIETTO: Gli diamo una mano?
IL COLLEGA DEL MORTO: Come?
IL VECCHIETTO: Cacciamo un urlo. Scateniamo una rissa. Palpiamo il culo alla vedova. Contemporaneamente, in due. Io a destra, tu a sinistra.
IL COLLEGA DEL MORTO: Taci, ti sentono!
IL VECCHIETTO: (sussurra) Valutiamo tattilmente la consistenza della massa gluteica della consorte del defunto.
* * *
IL VECCHIETTO: Allora arrivederci.
IL COLLEGA DEL MORTO: Ci si rivede?
IL VECCHIETTO: Bah perch no.
IL COLLEGA DEL MORTO: Hai un numero?
IL VECCHIETTO: No.
IL COLLEGA DEL MORTO: Ti do il mio?
IL VECCHIETTO: Non ho telefono.
IL COLLEGA DEL MORTO: Neanche a casa?
IL VECCHIETTO: Senti, non so
IL COLLEGA DEL MORTO: (piccato) Va bene, scusa. Se non ti va, come non detto.
IL VECCHIETTO: No che, sai
IL COLLEGA DEL MORTO: Capisco benissimo, per carit. Ci frequentiamo cos poco.
IL VECCHIETTO: Ma no, mi va bene che ci rivediamo.
IL COLLEGA DEL MORTO: E come?
IL VECCHIETTO: Mi trovi qui ogni sabato mattina, dopo le dieci. Un funerale c sempre. Non me ne perdo uno.
SECONDO ATTO
Settima scena
Rifarsi il trucco
LA DIRETTRICE e LAPPRENDISTA di nuovo per la strada.
Squilla il telefono. LA DIRETTRICE estrae il cellulare dalla borsetta.
LA DIRETTRICE: Oh, Eugenio! Grazie che hai richiamato. No no, ci sono appena stata. Avrei bisogno di un ritocco Dove sei? Hai tutto con te? Ma certo, va bene anche nella camera ardente. Ci mettiamo in un angolino Allora, ti dispiace se passo? Ok, fra venti minuti sono l. (chiude la telefonata; si rivolge allApprendista) Vado a farmi bella.
LAPPRENDISTA: Dal parrucchiere?
LA DIRETTRICE: Dal tanatoprattore.
LAPPRENDISTA: E chi ?
LA DIRETTRICE: Uno dei nostri migliori professionisti! Specializzato in acconciatura e trucco dei cadaveri. Elimina i cattivi odori e i vapori nauseanti, igienizza la salma prevenendo da possibili contagi, favorisce la conservazione temporanea del defunto prolungando i tempi di veglia per i parenti e gli amici del morto.
LAPPRENDISTA: E che ci va a fare lei da uno cos?
LA DIRETTRICE: Se capace di far sembrare ancora vivo un cadavere, figurarsi che cosa pu tirar fuori da una vecchia salsiccia come me!
LAPPRENDISTA: E io?
LA DIRETTRICE: Vuoi farti spolverare un po di tinta sul muso? Sei un po pallido.
LAPPRENDISTA: No, io che faccio adesso? Me ne torno a casa
LA DIRETTRICE: Neanche per sogno. ancora presto e devi conoscere il principale.
LAPPRENDISTA: Quando arriva?
LA DIRETTRICE: Verso sera.
LAPPRENDISTA: E nel frattempo?
LA DIRETTRICE: Torni in agenzia!
LAPPRENDISTA: Ma e lei? Mi lascia cos?
LA DIRETTRICE: Oh, te la caverai benissimo!
LAPPRENDISTA: E se viene qualcuno?
LA DIRETTRICE: Chi vuoi che venga? Al massimo telefonano.
LAPPRENDISTA: E cosa gli dico?
LA DIRETTRICE: Che aspettino un attimo!
LAPPRENDISTA: Ma come?
LA DIRETTRICE: Ma s! Che agonizzino ancora un po.
LAPPRENDISTA: Saranno i famigliari a chiamare, no?
LA DIRETTRICE: Di che aspettino anche loro.
LAPPRENDISTA: A fare cosa?
LA DIRETTRICE: A staccare la spina al moribondo.
LAPPRENDISTA: Ma se il ma se la persona in questione gi?
LA DIRETTRICE: Se gi morto? Gli dica di non andarsene subito, che stia l insieme ai sopravvissuti. Non c niente di pi solo di chi ha appena perso una persona cara. dovere del morto fare un po di compagnia a chi gli ha voluto bene. Addio! (La Direttrice esce di scena).
Ottava scena
La pura commozione
LAPPRENDISTA ritorna in agenzia. Rientrando trova LA CLIENTE seduta da sola, davanti al tavolo.
LAPPRENDISTA: Buonasera.
LA CLIENTE: Buo
LAPPRENDISTA: Desidera?
LA CLIENTE: Niente. Non desidero pi niente.
LAPPRENDISTA: Su, non faccia cos.
LA CLIENTE: Guardi, capisco che il suo mestiere, ma non ci provi.
LAPPRENDISTA: (stupefatto, un po offeso, e giustificandosi) Ci sto provando? Non mi pare.
LA CLIENTE: Non ci provi a consolarmi. Sbrighiamo questa faccenda al pi presto.
LAPPRENDISTA: Sar difficile, se lei mi prende alla lettera.
LA CLIENTE: Ma quando mai?
LAPPRENDISTA: Le ho detto desidera, e lei mi ha detto che non desidera pi niente.
LA CLIENTE: Io sono in lutto, posso permettermi questo e altro. Di fronte alla morte tutte le manfrine cadono, ci viene sbattuta in faccia la nostra condizione di esseri gracili, appesi a un filo, e la nostra reazione uno scossone di verit verso tutte quelle ipocrisie che
LAPPRENDISTA: Bla bla bla! Sai che impresa! Che cosa crede di aver fatto? Io le ho chiesto semplicemente desidera. Ha irriso unespressione di cortesia. Non c niente di pi facile.
LA CLIENTE: Io sto male e ho il diritto di sputare addosso alle espressioni di cortesia
LAPPRENDISTA: Andiamo, si sa com! Sono parole di circostanza
LA CLIENTE: Le parole di circostanza! Quando lunica, la sola circostanza che noi siamo mortali! E mi meraviglio di lei, che queste cose dovrebbe saperle in qualit di
LAPPRENDISTA: (parecchio irritato) In qualit di questa minchia! Oggi il mio primo giorno di lavoro, qui. Non so ancora se mi assumeranno, sto aspettando che arrivi il principale per presentarmi, ho corso a destra e a manca a fare mille servizi, senza avere avuto uno straccio di istruzioni, lei la prima cliente che mi trovo ad affront
LA CLIENTE: La prima e lultima! Dov il principale? C un direttore, un responsabile, qui?
LAPPRENDISTA: La direttrice via, e il principale verr pi tardi. Lo sto aspettando anchio.
LA CLIENTE: Ah bene! questo il servizio che fornite ai vostri clienti? Mandano le persone meno preparate ad accogliere chi ha il cuore oppresso dalla sofferenza
LAPPRENDISTA: Ma che cosa credete, voi? Perch vi morto qualcuno che avete conosciuto, pensate di avere il diritto di venire qui a fare quello che volete? Perch la morte vi ha toccato da vicino, siete convinti di diventare immediatamente dignitosi, di avere il monopolio del rispetto? Pensate che tutto diventi improvvisamente serio intorno a voi, solo perch siete freschi di morte altrui?
LA CLIENTE: Ma che altrui! Che ne sa lei? Mi morta una parte di me
LAPPRENDISTA: (beffardo) Sono proprio curioso. Sentiamo che cosa mi tira fuori.
LA CLIENTE: morta mia sorella.
LAPPRENDISTA: Mi fa un baffo, guardi.
LA CLIENTE: Gemella.
LAPPRENDISTA: Oh, come sono commosso.
LA CLIENTE: Sa come ci chiamavamo?
LAPPRENDISTA: Come faccio a saperlo. Racconti e si spicci.
LA CLIENTE: Ombra.
LAPPRENDISTA: Di nome? Tutte e due?
LA CLIENTE: S.
LAPPRENDISTA: Genitori bizzarri ma anche piuttosto pigri.
LA CLIENTE: Ci chiamavamo cos io e mia sorella, come nomignolo intimo! Tu sei la mia ombra, ci dicevamo.
LAPPRENDISTA: Oh, che tenerezza.
LA CLIENTE: Non cera bisogno di mettersi daccordo su niente, eravamo contemporaneamente una persona e la sua ombra.
LAPPRENDISTA: Ma chi era lombra di chi?
LA CLIENTE: Tutte e due di entrambi! Ognuna era lombra dellaltra. Lo sa lei che cos unombra?
LAPPRENDISTA: Mi prende per scemo?
LA CLIENTE: No che non lo sa.
LAPPRENDISTA: Lombra quella cosa che se indichi la luna con un dito, la tua ombra per terra indica una cacca di cane.
LA CLIENTE: E viceversa, romanticone.
LAPPRENDISTA: Che ci posso fare. Io ho unombra prosaica. Ma personalmente, di mio avrei una tendenza poetica. Io indico la luna. la mia ombra che mi frega.
LA CLIENTE: Io e mia sorella eravamo una lombra dellaltra. Di conseguenza eravamo anche una il corpo dellaltra. Andavamo in avanscoperta luna per laltra, eravamo al traino, reciprocamente, ci portavamo in braccio, e al guinzaglio, se ce nera bisogno.
LAPPRENDISTA: E giocavate a cavalluccio?
LA CLIENTE: Non mi manchi di rispetto. Mi appena morta mia sorella.
LAPPRENDISTA: E a me morto il gatto.
LA CLIENTE: Lei un insensibile. Non capisco perch sto qui a farmi
LAPPRENDISTA: Infatti. Ma perch non se ne va? Ce n un sacco di agenzie. Trover di sicuro qualcuno che le proporr una bella bara a idromassaggio
Squilla il telefono.
LAPPRENDISTA: (risponde) S? S No guardi, sono occupato, sto parlando con una cliente Non mi interessa. Vegliatelo! A maggior ragione! Una notte in pi Vegliatelo ancora. Se vi viene sonno, sognatelo Cosa? Ma come si permette! Affanculo anche a lei. (mette gi)
LA CLIENTE: Allora le interesso!
LAPPRENDISTA: Mi interessa la storia di sua sorella.
LA CLIENTE: Era quello che io non ero capace di essere. Faceva quello che io non avevo il coraggio di fare. E lo stesso facevo io per lei.
LAPPRENDISTA: Immagino. La solita storia delle gemelle che si scambiano i fidanzati, una va allappuntamento fissato dallaltra, la prima volta che fanno lamore
LA CLIENTE: Non dica fesserie.
LAPPRENDISTA: Non cos? Non si mai presentata a un esame al posto di sua sorella gemella? Non ha mai partecipato a un concorso spacciandosi per lei?
LA CLIENTE: Lei non capisce.
LAPPRENDISTA: Che cosa c da capire?
LA CLIENTE: Perch morta lei? Io non avevo mica paura! Sarei morta volentieri al posto suo!
LAPPRENDISTA: Sua sorella si sacrificata?
LA CLIENTE: Che intende dire?
LAPPRENDISTA: Non so, lei ha detto al posto suo. Sembra quasi che avrebbe potuto fermarla, sostituirla, non so. Sua sorella si suicidata, si offerta come riscatto? Si
LA CLIENTE: Una meningite fulminante.
LAPPRENDISTA: Ah.
LA CLIENTE: Ieri era qui, oggi non esiste pi. Capisce? Tutto cos, allimprovviso. Mi hanno amputato la mia ombra. Adesso non so pi per chi faccio le cose che faccio. Non sapr pi che cosa voglio fare, perch non c pi chi lo faceva per me, prima di me, al posto mio
LAPPRENDISTA scoppia a piangere, a dirotto, disperatamente.
LA CLIENTE: Che cosa c?
LAPPRENDISTA: Mi dispiace, mi dispiace tanto!
LA CLIENTE: Ma?!
LAPPRENDISTA: (lagnoso e lacrimevole) Mi perdoni! Faccio tanto il duro, ma perch mi conosco! Va sempre a finire che mi commuovo! Non ho un minimo di contegno. Mi impietosisco sempre. E siccome lo so, cerco di arginare questa marea che mi cresce dentro, imponendomi una posa da indifferente. Ma peggio: se trattengo la piet, poi quando scoppia mi devasta Devo difendermi dalla mia compassione per
LA CLIENTE: Oh, su Non volevo.
LAPPRENDISTA: (geme, singhiozza) Non ci faccia caso.
LA CLIENTE: E come faccio a non farci caso? Lei strilla!
LAPPRENDISTA: Cercher di limitarmi. Singhiozzer.
LA CLIENTE: Cosa posso fare per lei?
LAPPRENDISTA: Mi ignori.
LA CLIENTE: S, ma se
LAPPRENDISTA: Mi dia qualcosa da fare.
LA CLIENTE: Non so Si comporti per quello che .
LAPPRENDISTA: Se mi comportassi per quello che sono, ululerei dal dolore, guardi.
LA CLIENTE: Intendevo: faccia lagente di pompe funebri. Mi mostri un catalogo. Mi illustri qualche cassa da morto. I costi del funerale.
LAPPRENDISTA: Non so da che parte cominciare.
LA CLIENTE: Quella cassa l, per esempio. (indica la cassa)
LAPPRENDISTA: Non ho idea di che cosa sia.
LA CLIENTE: Be, una bara, no?
LAPPRENDISTA: S, ma non so di che materiale . Se di lusso, o se
LA CLIENTE: Me la faccia vedere.
LAPPRENDISTA: Prego.
Si alzano in piedi, raggiungono la cassa.
LA CLIENTE: Posso provarla?
LAPPRENDISTA: Come?
LA CLIENTE: Sa, per il rapporto che mi lega a mia sorella. Vorrei capire dove si sta inoltrando, di che cosa andata in avanscoperta, questa volta. Mi ci stendo solo per qualche minuto.
LAPPRENDISTA: (sbalordito) Lei !
LA CLIENTE: Non mi sono ancora presentata, scusi.
LAPPRENDISTA: Lei lindossatrice di bare!!
LA CLIENTE: Come?
LAPPRENDISTA: Lei quella pazza maniaca che frequenta le agenzie di pompe funebri, racconta storie patetiche infinocchiando il personale, e tutto per starsene distesa cinque minuti in una bara!
LA CLIENTE: Chi le ha raccontato questa storia?
LAPPRENDISTA: La direttrice del negozio! Insieme al caso del necrofobo di Piacenza e allo zombie che S Cio (si ricrede) In effetti una storia assurda. Mi scusi. Mi scusi!
LA CLIENTE: una storia vera. proprio cos. Sono io.
LAPPRENDISTA: Lei? Lei va davvero nelle agenzie per stare distesa nelle casse da morto?
LA CLIENTE: S. Non mi odi.
LAPPRENDISTA: E perch dovrei?
LA CLIENTE: Perch le ho raccontato una storia falsa. Perch lho fatta piangere per un dolore inesistente.
LAPPRENDISTA: Mi scusi, ma questo semmai dovrebbe farmi affezionare tantissimo a lei!
LA CLIENTE: Perch?
LAPPRENDISTA: Non c niente di pi prezioso che commuoversi per una storia falsa. Il dramma finto, ma proprio per questo, a maggior ragione, la commozione vera. lunica cosa vera di tutta la faccenda! Capisce? Lei mi ha fatto piangere di commozione!
LA CLIENTE: Mi vergogno. Come faccio a sdebitarmi?
LAPPRENDISTA: Ma no! Sono io che sono in debito con lei.
LA CLIENTE: Allora Mi farebbe?
LAPPRENDISTA: Dica.
LA CLIENTE: Mi farebbe restare distesa qui dentro per un po? Mi bastano cinque minuti. Sto buona buona. Non disturbo.
LAPPRENDISTA: sicura?
LA CLIENTE: Prometto.
Nona scena
Disintossicarsi
LA CLIENTE apre il coperchio della cassa. Ne esce fuori LIMPRESARIO. un vampiro, ha dei denti canini grottescamente lunghi.
LAPPRENDISTA: Oh!
LA CLIENTE: Oh!
LAPPRENDISTA: E lei chi ?
LIMPRESARIO: Chi siete voi! Io sono il proprietario.
LAPPRENDISTA: Della cassa?
LIMPRESARIO: Del negozio! Sono il padrone di tutta questa impresa.
LAPPRENDISTA: Anche mio, allora.
LIMPRESARIO: E perch mai? Chi la vuole a lei?
LAPPRENDISTA: Ma come! Sono lapprendista il nuovo assunto Insomma, non ancora assunto Sono in prova
LIMPRESARIO: E chi lha chiamata?
LAPPRENDISTA: La direttrice!
LIMPRESARIO: Gerarda?
LAPPRENDISTA: La dottoressa Rognoni, Gerarda Rognoni.
LIMPRESARIO: E perch la vuole?
LAPPRENDISTA: Ho mandato il mio curriculum.
LIMPRESARIO: Mmh. Non abbiamo bisogno di nuovi agenti.
LAPPRENDISTA: A me sembrava di s.
LIMPRESARIO: (indicando la Cliente) Si portato qui la morosa?
LAPPRENDISTA: Veramente
LA CLIENTE: Sono una cliente.
LAPPRENDISTA: La signorina desiderava collaudare cio, provare questa cassa per qualche minuto. Vorrebbe ospitare nel modo migliore il cadavere il corpo di sua sorella gemella.
LA CLIENTE: La mia ombra, la mia povera ombra
LIMPRESARIO: Mi spiace ma questo il mio letto. Mi avete svegliato proprio sul pi bello.
LA CLIENTE: Stava sognando?
LIMPRESARIO: No.
LA CLIENTE: E allora?
LIMPRESARIO: Perci dico che mi avete interrotto sul pi bello. Dormivo senza sognare.
LAPPRENDISTA: Mi scusi, ma non un po presto per dormire?
LIMPRESARIO: Che ore sono?
LAPPRENDISTA: Guardi un po lei. sera.
LIMPRESARIO: Ho fame.
LA CLIENTE: Esce a cena?
LAPPRENDISTA: Dobbiamo chiudere?
LIMPRESARIO: Ma di che simpiccia lei?
LAPPRENDISTA: Cercavo di rendermi utile.
LIMPRESARIO: Lei qui non conta nulla. (alla Cliente) Lei meno che meno. Sgomberate, via.
LA CLIENTE: Mah! Le sembra il modo?
LIMPRESARIO: Voglio restare solo. Ho fame. Vi consiglio di andarvene.
LAPPRENDISTA: Mangia da solo?
LA CLIENTE: Cenare in solitudine, che tristezza.
LIMPRESARIO: Non cena per me, ma colazione.
LA CLIENTE: Le ordino un cappuccino al bar?
LIMPRESARIO: (perentorio, scandendo le parole) Vi consiglio caldamente di andarvene. Lo dico per voi.
LAPPRENDISTA: Vuole che facciamo portare qualcosa dalla pasticceria?
LIMPRESARIO: Vada di l, dovrebbe esserci qualcosa in frigo.
LA CLIENTE: Vado io!
LAPPRENDISTA: Ma no
LIMPRESARIO: Lasci lasci, che le donne si diano da fare
LA CLIENTE esce.
LAPPRENDISTA: (a bassa voce) Quella capace di chiudersi nel frigo!
LIMPRESARIO: E perch mai?
LAPPRENDISTA: pazza! Le piace stare chiusa nelle casse da morto, nelle bare!
LIMPRESARIO: E che cosa c di male?
LAPPRENDISTA: (rendendosi conto della gaffe) Oh, niente
LIMPRESARIO: La frequenta da molto?
LAPPRENDISTA: Pochi minuti. Ci siamo conosciuti qui.
LIMPRESARIO: E le piace?
LAPPRENDISTA: Avrebbe potuto essere un idillio, se lei non ci avesse interrotti.
LIMPRESARIO: Volevate spassarvela nella mia alcova?!
LAPPRENDISTA: Ma no! Per le cose si stavano mettendo bene Con quattro chiacchiere quella ragazza riuscita a emozionarmi fino alle lacrime
LIMPRESARIO: Una donna che ti fa morire dal ridere. la moglie perfetta!
LAPPRENDISTA: Ma che ridere? Piangere!
LA CLIENTE ritorna in scena. Ha un bicchiere e una scodella.
LA CLIENTE: Ecco qua. Ho portato anche la mozzarella, ma forse lei voleva solo il latte.
LIMPRESARIO: No no, benissimo cos.
LA CLIENTE: Preferiva dei biscotti? Ho trovato solo queste cose. Non c altro, di l.
LIMPRESARIO: Mi basta un bicchiere di latte e una mozzarella.
LA CLIENTE: (passandogli il bicchiere e la scodella li annusa) Che profumo! di bufala.
LIMPRESARIO: Veramente no.
LA CLIENTE: Di capra?
LIMPRESARIO: Di un altro mammifero.
LAPPRENDISTA: Yak? Orango? Canguro? Foca?
LIMPRESARIO: Di latte umano.
LA CLIENTE: Vuol dire che?
LIMPRESARIO: S. (comincia a bere dal bicchiere e a sbocconcellare la mozzarella) Latte di donna. E formaggio di donna. Qualcosa che non va?
LA CLIENTE: Mi fa un po di disgusto.
LIMPRESARIO: Non lha bevuto anche lei da piccola?
LA CLIENTE: S, ma che centra
LIMPRESARIO: Eh, sto cercando di disintossicarmi.
LAPPRENDISTA: Da cosa?
LIMPRESARIO: Dal dallalcol.
LAPPRENDISTA: Con il latte umano? Devessere dura.
LIMPRESARIO: Finch si tratta di colazione, si pu sopportare.
LA CLIENTE: E chi glielo fornisce?
LIMPRESARIO: Gerarda.
LAPPRENDISTA: (alla Cliente) la direttrice del negozio.
LA CLIENTE: Ah.
LIMPRESARIO: Ed anche la mia la mia consorte.
LAPPRENDISTA: Allora era vero!
LIMPRESARIO: Che cosa?
LAPPRENDISTA: No, che c una certa intimit fra tutti fra alcuni professionisti del ramo.
LIMPRESARIO: Intimit daffetti, ma non identit di vedute.
LA CLIENTE: Non andate daccordo?
LIMPRESARIO: (mentre parla, latmosfera si fa sempre pi sognante, le luci si smorzano, sale una musica, si siedono tutti e tre) Ci vediamo cos poco Una volta eravamo sempre insieme. Andavamo a procacciare clienti per le agenzie nei reparti dei malati terminali. Che tempi Ci siamo conosciuti cos, al capezzale di un moribondo. Il primo bacio io e Gerarda ce lo siamo dati mentre quello esalava lultimo respiro, dopo aver firmato per un funerale di prima classe. Digiunavamo insieme, io e Gerarda, scopavamo tutto il giorno negli sgabuzzini dellospedale, per avere la faccia pi smunta, pi contrita, e le occhiaie profonde, partecipavamo al dolore di quei derelitti, facevamo amicizia con i famigliari degli agonizzanti, nelle corsie Guadagnavamo la loro fiducia Firmavano contratti, ci affidavano la sepoltura del morto Si combatteva cos, letto per letto, moribondo per moribondo, contro i concorrenti, tutta una folla di agenti delle pompe funebri. Cortei di agenti nelle corsie dellospedale che vezzeggiavano malati e parenti, consolavano, compativano, per entrare nelle loro grazie. Gerarda era bravissima. Pi che ai parenti, lei puntava ai moribondi soli, senza nessuno. In qualche caso riuscita addirittura a farsi intestare eredit, gruzzoli mica da poco, appartamenti Io non ci ero molto tagliato. Una volta, s, ho conosciuto una vecchia che mi faceva gli occhi dolci. Oddio, dolci Erano occhi storti, orribili Tutto il suo corpo era storto, accartocciato. Mi sussurrava che le ricordavo il suo primo amore, me lo diceva con quella voce raschiata, che veniva da un altro mondo, da unaltra epoca, lontanissima Diceva che le procuravo il batticuore di una volta. Fai lamore con me, mi ha chiesto, fammi lamore, unultima volta. Un desiderio impossibile da esaudire. Anche tecnicamente, voglio dire. Pesava trenta chili. Lavrei schiantata, sbriciolata. Allora bevimi, mi ha detto. E mi ha indicato la flebo della dialisi. Ho gi fatto testamento Se bevi quello che entra nel mio cuore, ti lascio tutto quello che ho, quello che sono.. Era sera, faceva gi scuro, come adesso, nel reparto non girava nessuno, cerano solo larve di esseri al capolinea, lemuri rantolanti, con gli occhi sbarrati. Ho staccato la cannula dal braccio della vecchia, mi sono lasciato colare qualche goccia in gola. Poi ho chiamato linfermiera perch gliela rimettesse, ma intanto la vecchia stava avendo la sua ultima crisi cardiaca Il batticuore, le tornato il batticuore fortissimo nel vedere me che succhiavo il suo plasma. morta cos. Con leredit della vecchia e quello che tirava su Gerarda, abbiamo deciso di metterci in proprio. Ma io sentivo che non ero pi lo stesso. Fare lamore con quella vecchia mi aveva sconvolto Sentivo il bisogno di rifarlo. Ma non era possibile. La vecchia non cera pi Vagavo per gli ospedali, di notte, fingendomi parente di quelle vecchie larve sole al mondo Rubavo qualche goccia di linfa a quei moribondi ma non era pi lo stesso. Mi intristivo. Illanguidivo. Di mattina non avevo pi voglia di alzarmi ad affrontare la vita. Mi veniva naturale restare disteso al chiuso, nel regno dellamore vero. Gerarda allinizio mi ha dato una mano mi ha dato tutta se stessa. Mi ha dissetato. Ma non potevamo andare avanti cos. Sta cercando di disintossicarmi. Bevo il suo latte, mangio il suo formaggio. Lei si occupa delle incombenze pratiche, sbriga il lavoro grosso in agenzia. Io mi stendo qui di giorno, e dentro la cassa evito di sognare, per ritornare nel mondo del mio unico vero amore, la vecchia con gli occhi storti (le luci in scena si abbassano sempre di pi) L, in assenza assoluta di pensiero, di coscienza, di luce, capisco tante cose. Capisco tutto, senza sapere di capirlo, che lunico modo di capire. Non c nulla, neanche langoscia. Mi sveglio nel cuore della notte e progetto nuove bare, nuovi modi di abitare linabitabile. Limportante non siamo noi. Limportante sono le cose che ci sopravviveranno. Bisogna che siano fatte bene, perch le povere cose stanno a contatto con il nostro sfacelo. Non devono soffrire, le cose. Le bare lussuose chi se ne frega. Non quello che conta. Conta che ci sia qualcosa che ci stia accanto, e non soffra al posto nostro. Bisogna preservare almeno le cose, almeno loro, dal dolore. Sono cos caritatevoli, le cose, si prendono cura di noi anche quando nessuno ci vuole pi, quando tutti ci buttano via come spazzatura. E invece questa culla affettuosa, questo guscio duovo (accarezza la bara) Mi piacerebbe fare un guscio duovo, immergere i morti come tuorli (sempre pi sognante) Un tuorlo sospeso nellalbume, dentro un guscio Farlo decollare, fluttuare nellatmosfera, come un palloncino. Seppellire i morti in aria, dentro piccole mongolfiere, palloni aerostatici Lasciarli vagare nelle profondit del cielo, spaziare in lungo e in largo, nel vento Lho sognato oggi, senza sognarlo Lho capito senza capirlo. Prima di essere svegliato, di essere interrotto Mi basta solo stendere un progetto Un piano di fattibilit Non difficile. Li faccio produrre in Cina, in Birmania, nelle fabbriche dove lavorano tutti quei bambini vivacissimi, pullulanti Non costa niente
LA CLIENTE: Io le collauderei volentieri!
LIMPRESARIO: (come riscuotendosi) Eh? Che ci fate voi qui?
LAPPRENDISTA: Ma come, siamo lapprendista e la la cliente, cio, lindossatrice di bare che
LIMPRESARIO: Perch siete venuti qui?
LAPPRENDISTA: Mah ci ha portati qui
LA CLIENTE: Il destino!
LAPPRENDISTA: I casi della vita!
LIMPRESARIO: Andate via!
LA CLIENTE: Perch ci vuole cacciare?
LIMPRESARIO: Sento che vi state innamorando!
LA CLIENTE: Oh be, non corra cos!
LIMPRESARIO: (con un principio di eccitazione) Vi sta ribollendo il sangue! Credete che non me ne sia accorto?
LA CLIENTE: (allApprendista) Vi siete messi daccordo, voi due?
LAPPRENDISTA: (alla Cliente) Le giuro di no, anche se non nego che lei mi sia molto simpatica. Ma non gli badi, non vede che non sta bene? Delira.
LA CLIENTE: (allApprendista) Non esageriamo Che anche lei sia piuttosto attraente, non lo definirei un giudizio delirante
LIMPRESARIO: (agitato) Non dite cos che mi Mi fate sentire dov il latte? Altro latte, ho bisogno di altro latte!
LA CLIENTE: Non ce n pi. Neanche di l in frigo.
LIMPRESARIO: Venga qui lei,
Le mette le mani sul seno.
LA CLIENTE: Ma che fa?!? Si calmi.
LAPPRENDISTA: Stia fermo!
LImpresario addenta la Cliente sul collo. LApprendista la aiuta a divincolarsi, ma stupidamente si concentra sulle mani del vampiro che toccano il seno e il sedere della ragazza. LImpresario addenta al collo anche lui. Si alza una musica, tamburi africani, concitazione. I tre personaggi hanno delle convulsioni. Il ragazzo e la ragazza si baciano incontrollabilmente, come se le loro labbra fossero incollate da una forza magnetica, mentre il resto dei loro corpi arretra, vorrebbe staccarsi, allontanarsi. LImpresario da ora in poi non ha pi i denti da vampiro.
LA CLIENTE: (allApprendista) Mi scusi, stato pi forte di me.
LAPPRENDISTA: Anche di me
LIMPRESARIO: Mi sento strano (indica qualcosa dentro o vicino alla cassa da morto) Che cosa ci fa quello spazzolino da denti l?
LA CLIENTE: suo!
LIMPRESARIO: Mio?
LAPPRENDISTA: Ci ha dormito lei qui dentro!
LIMPRESARIO: Io?
LA CLIENTE: Da anni!
LIMPRESARIO: Sicuri?
LAPPRENDISTA: Cos crediamo di aver capito.
LIMPRESARIO: Mi successo qualcosa Forse Magari!
LA CLIENTE: Ha un aspetto decisamente migliore di mezzora fa.
LIMPRESARIO: Bisogna avvertire Gerarda! Dov?
LAPPRENDISTA: Mi aveva detto che andava Non mi ricordo Ah s, a rifarsi il trucco!
LIMPRESARIO: (terrorizzato) Da chi?
LAPPRENDISTA: Dal dallestetista dei morti.
LIMPRESARIO: (sempre pi sconvolto) Dal tanatoprattore!?
LAPPRENDISTA: Ecco, s.
LIMPRESARIO: Oggi Gerarda ha dissuaso un suicida dallammazzarsi, per caso?
LAPPRENDISTA: S. Come fa a saperlo?
LIMPRESARIO: Fa sempre cos. Quando salva qualcuno poi si sente in colpa verso la morte.
LA CLIENTE: Come la capisco!
LIMPRESARIO: Non c tempo da perdere! Si ricorda dove si svolto lo sventato suicidio?
Decima scena
Forza di gravit
Come nella scena dellaspirante suicida. Questa volta LIMPRESARIO ad avere un megafono in mano. Parla con LA DIRETTRICE, di cui sentiamo la voce piovere dallalto, ma non la vediamo. LAPPRENDISTA e LA CLIENTE sono accanto allImpresario.
LA CLIENTE: (allApprendista, riferendosi alla Direttrice fuori scena) Ma com truccata? Sembra una prostituta.
LAPPRENDISTA: Eh, sono cosmetici particolari
LIMPRESARIO: (verso lalto, alla Direttrice) Amore, su, fa la brava.
LA DIRETTRICE: Lasciami stare.
LIMPRESARIO: Di, sono qui. Sono venuto.
LA DIRETTRICE: Non dovevi. Vattene.
LIMPRESARIO: Ess.
LA DIRETTRICE: Lvati o ti riduco in poltiglia.
LIMPRESARIO: Amore mio, non mi sposto finch non rientri dentro quella finestra e scendi dalle scale.
LA DIRETTRICE: Che cosa sei venuto a fare?
LIMPRESARIO: A prenderti.
LA DIRETTRICE: Non te ne importa niente di me.
LIMPRESARIO: Ma s che me ne importa, sono qui.
LA DIRETTRICE: Sei qui perch non mi prendi sul serio.
LIMPRESARIO: Se non ti prendessi sul serio non correrei ogni volta da te. Saprei che non ti butteresti mai, e lascerei perdere.
LA DIRETTRICE: Sei un egocentrico. Pensi che la mia morte riguardi te e vieni a rubarmi la scena persino quando voglio uccidermi.
LIMPRESARIO: Ma no, ma no Non dire cos. Vengo qui perch non voglio che muori. Non posso vivere senza di te.
LA DIRETTRICE: Sono io che posso morire senza di te! Vattene via!
LA CLIENTE: (allApprendista) Questi due hanno uno strano modo di volersi bene.
LAPPRENDISTA: (alla Cliente) Sono cos romantici!
LA CLIENTE: (allApprendista) Macch. Sono solo due persone annoiate.
LIMPRESARIO: C una novit.
LA DIRETTRICE: Sei incinto?
LIMPRESARIO: Eh?
LA DIRETTRICE: Solo le femmine possono dire c una novit. Tutto il resto una parodia di novit.
LIMPRESARIO: Ah be, scusa se non sono abbastanza interessante!
LA DIRETTRICE: Non sei n interessante n insignificante. Semplicemente non sei. Togliti dai coglioni e lasciami morire in pace.
LIMPRESARIO: Non mi sembri pacificata.
LA DIRETTRICE: Eh?
LIMPRESARIO: Non lo chiamerei morire in pace, questo qui.
LA DIRETTRICE: Sono cazzi miei.
LIMPRESARIO: Insomma, cosa vuoi ancora? Che devo fare per dimostrarti che ti amo? Sono qui, che ti aspetto a braccia aperte.
LA DIRETTRICE: Allora mi butto!
LIMPRESARIO: No, non ti aspetto in quel senso! Rientra dentro la finestra e scendi per le scale.
LA DIRETTRICE: Prima mi dici la novit. Se ne vale la pena.
LIMPRESARIO: Non noti niente nel mio sorriso? (toglie il megafono dalla bocca e sorride tirando i muscoli facciali)
LA DIRETTRICE: il solito ghigno da coglione.
LIMPRESARIO: Ma se sono guarito! Guarda.
LA DIRETTRICE: Non sei pi?
LIMPRESARIO: No! Lamore mi ha risanato! Il tuo amore.
LA DIRETTRICE: Ruffiano!
LIMPRESARIO: Ti giuro. Ed talmente contagioso che ha travolto anche questi due bravi giovani.
LA DIRETTRICE: Uno un incapace e laltra una povera pazza.
LAPPRENDISTA: (alla Cliente) La conosce?
LA CLIENTE: (allApprendista) Ero unhabitu dellagenzia Sa com
LIMPRESARIO: Ma ora si amano! Grazie a te! Alla tua cura!
LAPPRENDISTA: (allImpresario) Senta, ci vada piano. A me questa tipina mi sta simpatica, una bottarella gliela darei volentieri, ma non mi pare il caso di fare gli annunci col megafono
LA CLIENTE: (allApprendista, offesa) Grazie tante! (allImpresario) Lei prima ci ha fatti andare su di giri, ci ha ci ha come ipnotizzati, facendoci agire contro la nostra volont.
LA DIRETTRICE: Vedi? Mi racconti balle.
LIMPRESARIO: Ti giuro! Non lo sanno ancora ma si amano!
LA DIRETTRICE: Che me lo dimostrino.
LIMPRESARIO: (ai due giovani, senza megafono) Baciatevi.
LA DIRETTRICE: Altrimenti mi butto.
LIMPRESARIO: Altrimenti si butta! Forza, datevi un bacio.
LAPPRENDISTA: (alla Direttrice) E cosa mi date in cambio?
LA CLIENTE: (allApprendista) Ma come, un mio bacio non le basta?
LAPPRENDISTA: Non mi assumete?
LIMPRESARIO: (indica la Cliente) Penso che assumer lei. pi portata.
LA CLIENTE: Ma io non voglio mica lavorarci, nel suo mortorio! Solo farci un pisolino ogni tanto.
LIMPRESARIO: Allora assumer tutti e due. Ve la far gestire a voi, lagenzia. Io e il mio amore andremo in giro per il mondo alle spalle vostre, ce la spasseremo con il sudore della vostra fronte.
LAPPRENDISTA: Un benefattore.
LA DIRETTRICE: Basta chiacchiere, mi butto!
LIMPRESARIO: (ai due giovani) Fatela finita e datevi questo cazzo di bacio.
LAPPRENDISTA e LA CLIENTE si baciano con poca convinzione.
LIMPRESARIO: Visto come si amano? La tua cura ha funzionato! Fai innamorare tutti quelli che incontri. Salvi la vita ai suicidi. Rinnovi la dentizione agli adulti. Secerni siero che (indica s) risana e (indica i due giovani) appassiona. Sei unica, amore mio! Guarda come mi hai cambiato. Potr coprirti di baci senza ridurti uno straccio!
LA DIRETTRICE: Vieni qui a darmene uno!
LIMPRESARIO: Solo se tu rientri dentro la finestra, scendi per le scale e mi apri il portone!
LA DIRETTRICE: Arrmpicati tu.
LIMPRESARIO: Ma pericoloso!
LA DIRETTRICE: Se mi vuoi vieni a salvarmi.
LIMPRESARIO: (si rivolge ai due giovani) Non muovetevi da qui.
LAPPRENDISTA: Ma, e se si butta?
LIMPRESARIO: Non lo far se qualcuno resta sotto. E poi ormai lho ammansita.
LImpresario si arrampica su una quinta ed esce di scena dallalto.
LA CLIENTE: (allApprendista) Ce ne andiamo?
LAPPRENDISTA: Abbiamo promesso che stavamo qui sotto finch non la raggiungeva e rientravano dentro la finestra.
LA CLIENTE: Io non ho promesso nulla.
LAPPRENDISTA: Ma non lha commossa tutta questa passione?
LA CLIENTE: Puah. E poi lei mi deve un bacio.
LAPPRENDISTA: Ne vuole un altro?
LA CLIENTE: Al contrario. Me lo deve restituire perch me lha estorto.
LAPPRENDISTA: Ma stato il principale a farci baciare!
LA CLIENTE: Non mi interessa. Lei se ne approfittato e me lo dovr ridare indietro.
LAPPRENDISTA: Ma un bacio impossibile da restituire. Non vorr farmi arrampicare anche lei a
Cade gi qualcosa. La Cliente raccoglie, guarda bene: un paio di mutande femminili.
LA CLIENTE: (indicando in alto) Guardali l.
LAPPRENDISTA: Come sono teneri, cos abbracciati.
LA CLIENTE: Due vecchi patetici. Alla loro et, tutte queste scene
LAPPRENDISTA: Io li invidio, invece. Ancora cos appassionati, dopo tanti anni di matrimonio
LA CLIENTE: Sono solo due esibizionisti. Ci stanno dando dentro sotto gli occhi di tutti
LAPPRENDISTA: Fare lamore sul cornicione A venti metri daltezza Che coraggio!
LA CLIENTE: Si vede che riescono a eccitarsi solo cos, ormai. Tutta questa manfrina, queste finte, mi butto, no non buttarti, vieni a salvarmi, aspettami amore e tutto per una scopata! Ci hanno infinocchiati per bene! Ci hanno usati
LAPPRENDISTA: Sei cos fredda.
LA CLIENTE: E tu sei un ingenuo!
LAPPRENDISTA: Guarda come si amano.
LA CLIENTE: Smettila di fissarli! Guardone!
LAPPRENDISTA: Ammetterai che non uno spettacolo che si possa ammirare tutti i giorni.
La Cliente prende il megafono da terra. Mentre parla, cresce lansimare della Direttrice e dellImpresario che si stanno accoppiando sul cornicione, amplificato assai di pi di quel che sarebbe il volume realistico delle loro voci.
LA CLIENTE: (comincia con un tono conflittuale ma non urlato, a poco a poco si infervora sempre di pi, fino a diventare assatanata, ossessa) Siete soddisfatti, adesso che avete il vostro pubblico? Vergognatevi! Abbiate il coraggio di andare fino in fondo! Sempre a scherzare, in bilico sulla vita e sulla morte. Fateci vedere quello che siete! Siate frivoli fino in fondo! Buttatevi mentre state venendo! Fate vedere al mondo che sapete amarvi alla grande! Chiudete la bocca una volta per tutte a (indica il pubblico, come se intorno a lei ci fosse un capannello di gente) questi curiosi da quattro soldi! Basta cos poco per morire! Un piede in fallo, un affondo dentro la fica, un gemito, uno scompenso, un acuto, uno sconquasso (grida, infervorata, ossessa, cavalcando le sue stesse parole lanciate al galoppo) Venitemi addosso! Moritemi addosso! Eroi di questa minchia! Fatemi venire addosso il vostro amore, sborratemi addosso la morte, figli di puttana metafisici, cabarettisti dellabisso, troiette vertiginose, cazzoni dellEssere! Spiaccicatevi cos, fondetevi nel tutto e nel niente, sentite il massimo dentro il minimo, fate esperienza del pieno nellistante della sottrazione! Morite!, venite!, arrivate!, partite!, esplodete!, scomparite!, glorificatevi! Siate!, siate!!, siate!!!
Nel frattempo, gli affanni orgasmici dei due sul cornicione sono cresciuti di intensit, fino a raggiungere quasi lo stesso livello del volume delle grida della Cliente. Allapice orgasmico, mentre la voce della Direttrice e dellImpresario si lacerano godendo, dallalto piombano due fantocci di pezza addosso alla ragazza. La Cliente cade a terra, travolta, ma si rialza quasi subito.
In alternativa alla caduta dei due fantocci, dallalto non piove fisicamente nulla, ma si sentono le voci della direttrice e dellImpresario gridare come durante una caduta, e un tonfo finale (rinforzato da effetti, luci o ombre che precipitano sul fondale, ecc.). La Cliente cade comunque a terra travolta e si rialza. Il resto dei dialoghi rimane cos com.
LAPPRENDISTA: (si china sui fantocci) Non respirano pi. Sono morti!
LA CLIENTE: Non sono mai stati vivi. Non vedi che sono due fantocci?
LAPPRENDISTA: Perch sei cos dura?
LA CLIENTE: Due pupazzi non diventano pi solenni solo perch sono morti.
LAPPRENDISTA: Li hai uccisi tu!
LA CLIENTE: Li ho salvati.
LAPPRENDISTA: Stai bene?
LA CLIENTE: (alza le spalle) Ero pronta a tutto.
LAPPRENDISTA: Anche a questo? Sapevi che ti avrebbero obbedito?
LA CLIENTE: Lavevo messo in conto.
LAPPRENDISTA: Ma tu sei unassassina!
LA CLIENTE: E allora? C di peggio.
LAPPRENDISTA: Non c niente di peggio.
LA CLIENTE: S che c.
LAPPRENDISTA: Sentiamo.
LA CLIENTE: Lasciarsi uccidere a poco a poco dal mondo cos com, facendo finta di non accorgersene. Essere vittime per pigrizia, per quieto vivere
LAPPRENDISTA: (alza le spalle, sbuffando) Come sei moralista. E io che mi ero illuso di poter trovare qualcosa in te Di poterti amare.
LA CLIENTE: (ride spavalda) Tu? Me?
LAPPRENDISTA: Voglio molto pi bene a questi due (indica i morti).
LA CLIENTE: Bravo, seppelliscili, allora. Chiama lagenzia. (ride)
LAPPRENDISTA: Non fare del sarcasmo.
LA CLIENTE: Senti, sono stufa. Me ne vado a dormire.
LAPPRENDISTA: Finisce cos?
LA CLIENTE: E come dovrebbe finire?
LAPPRENDISTA: Dammi almeno il tuo numero di telefono.
LA CLIENTE: E anche te lo dessi? Credi che significherebbe qualcosa? Sei convinto che sarebbe una promessa di intimit?
LAPPRENDISTA: Non so, ma permetterebbe avviare qualcosa in direzione dellintimit
LA CLIENTE: Se proprio ci tieni, io sono sullelenco.
LAPPRENDISTA: Che nome?
LA CLIENTE: Ispettorato del lavoro, Sezione commercio, Ufficio verifica prestazioni dopera.
LAPPRENDISTA: Non sei una maniaca indossatrice di bare!
LA CLIENTE: Stilo referti sulla qualit del servizio.
LAPPRENDISTA: E pensare che mi avevi affascinato, con quella tua attrazione per la morte, il pisolino nella bara
LA CLIENTE: Senti, la stiamo tirando veramente troppo lunga. stata una giornata pesante, oggi. Diciassette agenzie di pompe funebri. (si avvia verso luscita di scena) E domani devo girare tutti gli arredibagno della citt. Dentro e fuori dalle vasche di idromassaggio. Mi si roviner la pelle.
LA CLIENTE esce di scena.
LAPPRENDISTA resta a guardare i due pupazzi. Li ricompone a terra, li mette distesi in parallelo. Poi li avvicina, li mette abbracciati. Poi si stende accanto a loro. Poi li abbraccia. Poi si scioglie dallabbraccio. Poi si alza e se ne va.
In alternativa (nella versione senza fantocci) lApprendista resta a guardare un po a terra, nel punto dove sono caduti la Direttrice e lImpresario, guarda in alto, verso il cornicione, guarda di nuovo min basso, poi se ne va.
- Questo copione è stato visto:


