Con la testa fra le nuvole

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE

CON LA TESTA FRA LE NUVOLE

Una de-mente e brillante commedia

di

Marco Tringali

Liberamente ispirata a problemi notturni e fobie quotidiane

Vizi e virtù di questo e di un mondo vicino

PERSONAGGI:

La fantasia

Il personaggio

L'intelligenza                (Genio)

L'animalità                            (Animale)

La sensibilità                (Dolcino)

L'ansia                         (Pulce)

L'accompagnatore       (Antonio)

S. Pietro

Lucifero

La telefonata

Due scene parallele che potrebbero avere degli elementi comuni: in una vivrà il personaggio (però non gli ho scritto neanche una battuta) nell'altra vivranno i suoi pensieri. Ad inizio spettacolo la Fantasia vestirà i panni di un desueto prologo per raccontare il favoloso mondo psichico di ognuno. Quanto rumore faccia e in quale felice circostanza, invece, rimane del tutto in silenzio. Dopo questa breve apparizione, Ansia, Animale, Intelligenza e Sensibilità prenderanno vita.

Prologo

La fantasia -    Voi, signori, sapete cosa fa un uomo quando rimane con lo sguardo fisso nel vuoto, assente, gli occhi sgranati, la faccia di pesce lesso? Quando rimane in una posa statuaria e le sue labbra sembrano scolpite? Quello che mi chiedo è: cosa diavolo succede poco prima che l'uomo riesca a parlare? Quando resta in silenzio perché è rimasto da solo? Oppure quando non parla perché è un uomo timido, tragicamente convinto che nessuno lo starebbe ad ascoltare, che non direbbe neanche una parola interessante? Cosa credete che faccia l'uomo che non parla? Nulla? No, pensa! Si, credetemi, siamo tutti costretti a farlo... Bene, e adesso eccoci alla fatidica domanda: cosa diavolo succede quando questo accade, quando l'uomo pensa? Me lo sono chiesto anch'io, mille volte, e ho trovato una risposta: nella nostra testa rimbomba come un coro di voci dissonanti, mille pensieri si rincorrono, gridano o bisbigliano ciò che hanno da dire, apertamente si scontrano, oppure si consigliano e si sostengono l'un l'altro, per potersi risolvere, per potersi decidere. E talvolta nel breve volgere di un battito di ciglia, altre volte dopo aver discusso per una vita intera, trovano un comune accordo o un compromesso e spingono l'uomo ad agire. Esiste un solo momento, breve quanto intenso, in cui tutto questo non accade, durante il quale l'uomo può mettere a tacere tutti quelle voci e, finalmente può smettere di pensare. E' quando in bagno si fa la pipì. In una volta sola abbiamo messo a tacere tutte le nostre preoccupazioni, sospeso ogni facoltà di giudizio, risolto qualunque conflitto, dimenticato ogni dolore. Fatela spesso, fatene tanta, è un momento durante il quale tutti ci abbandoniamo ad una dolce e irresistibile pace. Vi do un consiglio: se siete uomini, provate a far pipì seduti, aumenterà il piacere e dilaterà gli effetti di cui vi parlo.

(Buio).

Scena I.

E' l'inizio di una sbronza. Animale e dolcino hanno bevuto più di tutti. Genio e Pulce ben presto li seguiranno

Ansia -                        Non ti sembra che abbiamo bevuto un po' troppo?

Animale -        Pulce non rompere le palle.

Intelligenza -   Invece credo proprio che abbia ragione. Uno stato d'ebbrezza indotto artificialmente tramite l'assunzione di droghe, stupefacenti o alcool comporta benefici solo apparenti, temporanei, in definitiva, illusori. E' una mentita panacea. Tra l'altro, l'utilizzo di queste sostanze creerebbe a lungo andare conseguenze spiacevoli e deleterie per il nostro organismo. Il nostro fisico rischierebbe dipendenza, complicazioni cardiocircolatorie, correlato aumento delle probabilità di infarto, invecchiamento precoce della pelle, cirrosi epatica, decadimento celebrale, alitosi… E tutti questi sono gli svantaggi a medio e lungo termine, a breve termine invece avremo nausea, vomito, cefalea e una prepotente e inarrestabile diuresi.

Ansia -            Di... che...?

Intelligenza -   Pipì, Pulce, pipì!

Ansia -                        Ah, certo, scusa.

Animalità -      Genio, grazie, adesso che hai completato questa tua dettagliata cartella clinica, potresti ficcartela nel culo!?

Intelligenza -   Volgare e scurrile come sempre, ma non dirmi che non ti avevo avvertito.

Sensibilità -     Ma lasciateci perdere, e soprattutto alzate un po' la musica. (Animale si alzerà per farlo, nella scena reale lo farà anche il personaggio) Guarda che ho trovato... una bottiglia di whisky (lo stesso accade anche nella scena reale, il personaggio troverà la stessa bottiglia) ...con questo potremmo mettere fine una volta e per tutte ai nostri problemi.

Ansia -                        Ma quello è un super alcolico, lo sapete che non li riusciamo a reggere, vi prego, non lo fate, poi ci sentiamo male. E soprattutto abbassate un po' la musica, mi stanno scoppiando le orecchie.

Animalità -      Dolcino vieni e fatti dare un bacio.

(Animale e dolcino balleranno un po', ballerà di conseguenza anche il personaggio

Non credo sia il caso di aggiungere battute, provate a immaginare una sbronza collettiva. Dovete sapere solo che l’alcool non ha risparmiato nessuno. Pulce balla e canta strane filastrocche, sembra il più scatenato, Genio parla  in latino...)

Intelligenza  -  (del tutto brillo) Io lo sapevo che sarebbe stata una cattiva idea. Non mi dite che non ve lo avevo detto, io ve lo avevo detto, che cosa vi avevo detto...? Ah si... che era una cattiva idea. Però si dice che in vino veritas. Odi et amo puttana! Catullo. Liriche amorose per una bagascia, carme n° (si addormenta improvvisamente)

Ansia -            Mi sento leggero come una piuma. Pulce di qua, Pulce di là, salto come un grilletto. Pulce di qua, Pulce di là, che bell'effetto che fa'.

Sensibilità -     Perché continua a girare tutto, sembriamo dentro una lavatrice, chi è stato a premere la centrifuga, mi si restringono i vestiti così, sono capi delicati. (Anche lei si addormenta improvvisamente)

Ansia -            Salto di qua, salto di là, se... se... se... Che bella la “s”… se…sembro un bel folletto...

Animalità -      Pulce statti fermo o ti strozzo, ti uccido con le mie mani... (si addormenta improvvisamente anche lui)

Ansia -            Si sono addormentati tutti. Sssssss... (a bassa voce) sssalto di qua, salto di là, tutti che fanno la nanna... Ninna nanna, ninna oh, questo bimbo a chi lo do, se lo do alla... (russa)

(Tutti i pensieri adesso si sono assopiti, con loro anche il personaggio)

Scena II.

Sulla scena i personaggi di prima. Comincia il sogno. Si sveglieranno tutti tranne Ansia.

Intelligenza -   Andiamo... sù... è ora di lasciar quest'alcova madida di sudore, ricomporre le intorpidite membra e ritrovar forza, vigore. Ci aspetta una nuova alba, un giorno nuovo ci attende. Alzati! homo herectus, la tua specie si è evoluta non per lasciarti in un fondo paludoso di letto ma per sostenere il tuo peso sulle gambe in un apollineo equilibrio. Questo dionisiaco torpore farebbe impallidire le gote della più severa matrona, arrossirebbe anche la più navigata puttana. Alzati! e ritrova la tua dignità, il ruolo che più ti si addice in questo mondo tra le mille specie invertebrate che popolano la terra.

Animalità -      Dai svegliati, devo andare a pisciare.

Sensibilità -     Ma per favore, che modi! Siete i soliti! Nessun riguardo, nessuna cortesia, mai un sorriso sulle vostre labbra. Tesoro... te ne prego lascia il letto, abbandona il pergolato di sogni che ti fa dormir sereno, per cortesia... mollalo, esci fuori dai. Il letto è un cattivo compagno di strada, chi si lega a lui nulla stringe tutto il giorno.

(Nel frattempo più assonnato degli altri pensieri, si sveglia anche Ansia)

Ansia -            Ma che ora è? L'una?! Oh... sveglia, sveglia, sveglia... per favore, Dio come è tardi.

Intelligenza -   Lasciatelo perdere, è una vergogna. Lasciamolo dormire. Facciamo almeno in modo che quell'unico neurone che gli è rimasto in vita si riposi. Che si ristori dalle tante fatiche a cui la sua tragica sorte di unico superstite lo ha condannato. Gli si spegne pure questo è finita, restiamo come un calamaio senza inchiostro.

Animalità -      Ha ragione il genio: rimaniamo come la pasta con le seppie senza nero. Sentite io la faccio a letto.

Ansia -            Ma sei pazzo?! Chi avrà più il coraggio di mettere il naso fuori, poi?

Animalità -      Ma perché, tu non la devi fare?

Ansia -            Si, ma mi vergogno a farla qui. Che direbbero di noi se sapessero che a trent'anni pisciamo ancora il letto. Poi bagniamo le lenzuola, lasciamo una macchia gigante sul materasso che non si asciuga più e per mesi farebbe una terribile puzza.

Intelligenza -   L'ammoniaca, il principale costituente del liquido uroico, ha invero un potere detergente, in alcuni casi è lenitivo quasi come un farmaco... ma in questo caso sono anch'io dell'idea che puzzeremmo un po'.

Sensibilità -     E se mettessimo un pannolone, domani?

Ansia -            O mio Dio!... Stiamo tornando bambini. Il pannolone no!!!

Sensibilità -     Tesoro mio dolce, preme un po' anche a me la vescica. Amore mio adorato svegliati, il sole è alto sulla nostra testa, la giornata è splendida. Per dindirindina non farmi arrabbiare!

Animalità -      Per dindirindina?!? Ma perché non puoi dire cazzo come tutti?

Sensibilità -     Perché in bocca alla gente non sta bene, tanto più a una dolce e sensibile ragazza come me.

Intelligenza -   La pressione alle pareti della nostra vescica non fa che aumentare, sono preoccupato. Il nostro argonauta potrebbe fare un piccolo viaggio nel cesso e poi ritornarsene a letto. Oppure vuole farci morire tutti nelle basse acque di queste lenzuola? Così, signori, rischiamo un tracollo osmotico.

Ansia -            Cosa rischiamo?

Animalità -      Un traforo nordico.

Intelligenza -   Sareste indigesti persino alla vostra ignoranza, ho detto un tracollo osmotico e non un traforo nordico. E poi cosa diavolo c'entrerebbero i buchi nei versanti alpini all'una di pomeriggio, costretti nel piccolo letto di un'infuocata stanza della Sicilia orientale?

Animalità -      Wuau... l'enciclopedia interattiva ha contratto la rabbia. Se mordi mi trasmetti il virus...?

Ansia -            E che cosa sarebbe questo tracollo osmotico? una malattia contagiosa incurabile che ci costringerà per tutto il resto della nostra vita a letto, intubati dalla testa ai piedi, con cateteri, flebo e pappagalli?!

Animalità -      Magari ne avessimo uno!

Sensibilità -     Veramente neanch'io so che cosa significa.

Intelligenza -   Ma perché sono nato in questa testa di...

Sensibilità -     Non provare ad offendere!

Intelligenza -   Se no che mi fai: non mi saluti più col bacio?

Animalità -      Dolcino ha ragione, senza di noi saresti un barboso e antipatico topo di biblioteca,

avresti come amici soltanto libri e copertine.

Intelligenza -   Ma almeno concluderei qualcosa.

Ansia -                        Se non la finite avrò un attacco di panico!

Intelligenza -   E va bene, devo sempre spiegarvele mille volte le cose per farvele capire: un tracollo osmotico è una compenetrazione di liquidi. Alla fine la nostra vescica gonfia rilascerebbe i muscoli delle valvole che impediscono la fuoriuscita del corrotto liquido ammoniaco per espellere quanto dal nostro organismo è stato filtrato per tutta la notte e il tutto accadrà senza che nessuno di noi possa porvi alcun rimedio.

Ansia -            Comincio ad avere paura.

Animalità -      E quindi?

(Genio  avvilito guarda Dolcino  che distoglie lo sguardo, nessuno pare aver capito)

Intelligenza -   ah... che infinita tortura! Ci pisciamo sotto!

(A soggetto lo mandano tutti a cagare)

Ansia -            Sentite, io non resisto più, la faccio. La faccio, la faccio, la faccio…

Animalità -      Anch’io… piscio, piscio, piscio…

Intelligenza -   Urino, urino, urino…

 

Sensibilità -     No, fermi! E va bene... brutto, bavoso, melmoso, appiccicaticcio caccoso, bolla d'alito putrido che non sei altro, se non scendi immediatamente da questo schifo di letto, che tra l'altro non ti sei mai rifatto, io ti prendo le gambe e te le rotolo al collo finché non assumi una qualche forma di palla!

Intelligenza -   Dolcino?!?

Animalità -      Beh... non male.

Ansia -            Dolcino stai bene?

Sensibilità -     Non romper le palle, pulce!

Animalità -      Zitti, si muove! Forse finalmente ci alziamo...

Intelligenza -   A soltanto cambiato posizione, non ha neppure sollevato le palpebre perché i recettori a cono del nostro bulbo oculare… (lo guardano tutti perplessi) Non aperto gli occhi.

(Dopo averlo mandato a cagare si lasciano cadere sul divano, tutti  tranne Ansia)

Ansia -            Posso venire anch'io?

Tutti -              Non muoverti da lì!

Ansia -            Va bene. (Dopo un lungo silenzio e con un filo di voce) forse siamo in coma?

Animalità -      Questa volta lo uccido.

Ansia -                        Esistono un sacco di casi di persone che sono andate a letto la sera prima convinte che il giorno dopo si sarebbero rialzate e poi non hanno più riaperto gli occhi.

Intelligenza -   Sono eventualità talmente rare che la scienza delle probabilità non le prende neppure in considerazione, pulce non farti prendere dal panico.

Ansia -            Un'eventualità rara è un'eventualità improbabile, non è un'eventualità irrealizzabile o del tutto impossibile.

Animalità -      Ma cosa diavolo sta dicendo?

Intelligenza -   Troppi avverbi di luogo… non è cosa per te.

Ansia -                        Voglio dire che anche se le probabilità di cui parla Genio sono basse, o, come dice lui, del tutto assurde per essere seriamente prese in esame, quel ridicolo caso che uno sviluppo probabilistico non prenderebbe neppure in considerazione potrebbe essere il nostro, potremmo essere noi quella ridicola percentuale che nessuno si è preso la briga di calcolare, perché ovviamente chi muore non è che poi possa lamentarsi del fatto che sia morto senza che nessuno abbia pubblicato una statistica in cui compare il suo nome! Quindi direi che sia assolutamente il caso di preoccuparci di quella possibilità, anche se del tutto rara, perché potrebbe benissimo riguardare noi!

Animalità -      Se non lo fate stare zitto, lo lego, gli metto un bavaglio e lo chiudo per sempre nella stanza dei ricordi.

Sensibilità -     Pulce devi calmarti, non c'è nessun motivo di perder la testa.

Ansia -            Non dovete dormire, non dovete chiudere gli occhi, se ci addormentiamo tutti è finita, non ci sveglieremo più.

Animalità -      Basta Pulce!

Ansia -            Si. (Dopo un lungo silenzio) e poi con tutto questo chiasso ci saremmo dovuti svegliare, neanche quando abbiamo preso la nostra prima sbronza abbiamo dormito così tanto. Si, io ho vomitato per una settimana, Dolcino non riusciva neppure a stare in piedi ma voleva baciarci tutti quanti in bocca, tu Genio leggevi riviste di cronaca rosa e scrivevi poesie erotiche, però, dopo un'orribile nottata, e con un terribile mal di testa, la mattina dopo ci siamo svegliati!

Intelligenza -   Non farmi ricordare quei giorni, ancora arrossisco di me.

Ansia -            Genio per favore non chiudere gli occhi, continua a studiare. Potresti rileggerti la Divina commedia?

Intelligenza -   La conosco a memoria in tutte le lingue romanze.

Ansia -            Allora la Gerusalemme liberata, l'Orlando furioso... scrivi una favola, delle poesie, un trattato filosofico, traduci dal greco ma non dormire...

Intelligenza -   Pulce sono stanco, io torno a letto.

Ansia -            No... fermo. Almeno tu, dolcino, che cosa vuoi fare...? Vuoi che ripassiamo insieme tutti i nomi dei fiori… la rosa, la margherita, l’edelweiss…

Sensibilità -     (Anche lei vinta dal sonno) ma chi è?

                                             

Ansia-             Rileggiamo le lettere d'amore che abbiamo scritto?

Sensibilità -     Mi stai torturando.

Ansia -            Animale... pensa a una donna, metto una videocassetta? la scegli tu... vi prego, vi prego, vi prego, non dormite!

Animalità -      Basta Pulce! (Lo scuote con vigore, Pulce sta per calmarsi)

Ansia -                        Ti prego, un altro pochino. (Animale lo scuote un altro po') Grazie, sto meglio.

Sensibilità -     (Anche lei un po' preoccupata) ...e se pulce avesse ragione, e se fossimo morti?

Animalità -      (Del tutto esasperato) Dolcino!

Sensibilità -     Perché non abbiamo mai avuto così tanto sonno, magari stiamo veramente morendo.

Animalità -      Genio si è riaddormentato. Non lo so, comincio ad avere paura anch'io, la nostra parte razionale è lui, è lui che riesce sempre a convincerci, noi siamo puro istinto. Adesso lo sveglio.

(Tutti i tentativi di svegliare Genio sono vani. Nel frattempo si addormenta anche Pulce)

Sensibilità -     Animale ho paura!

Animale -        Vieni qui, non preoccuparti, ci sono qua io. (la abbraccia e le tocca il sedere)

Sensibilità -     Animale!

Animale -        Scusami, è l'abitudine.

(Buio.)

Scena III.

Da una valigia sul fondo uscirà l'accompagnatore, un'improbabile Caronte dal forte accento partenopeo. Sveglierà tutti senza il minimo riguardo. Deve condurli al cospetto di S. Pietro.

L'accomp. -     Allora vogliamo svegliarci sì o no? Abbiamo un lungo viaggio da fare. Questo pomeriggio ho ancora un sacco di persone da accompagnare, sù! Non mi fate perdere tempo. Mi raccomando non mi fate domande inutili, non cominciate coi soliti pianti, non facciamo le solite tarantelle e soprattutto non fate richieste impossibili, va buo'!

Eccoci qua... ho dimenticato c'aggia fa'. Ah... abbiamo un lungo viaggio da fare, si.

Ansia -                        Questo qui è più spostato di me!

Intelligenza -   Mi perdoni se avanzo l'irriverente mia perplessità in relazione alla vostra inattesa e improvvisa apparizione...

(Tutti i pensieri si guardano sgomenti)

L'accomp. -     Qualcuno di voi è in grado di tradurre l'alieno?

Animalità -      Ci provo io.

(Animale e intelligenza si appartano per qualche istante. Tutti aspettano che Animale chiarisca il

concetto...)

Animalità -      Che cazzo ci fate qui?

Intelligenza -   Che poi è un riassunto plebeo di quello che avevo già detto.

L'accomp. -     Dunque, a capo, facciamo una cosa stupenda e bellissima, va buo'. Dunque, un'altra volta a capo, risponderò io alle vostre domande prima ancora che voi me le facciate, così facciamo prima e non perdiamo tempo. Tanto domandate tutti le stesse identiche, precise cose. Dunque, due punti, Uno: no, non state sognando. Due: si, siete morti. Tre: però siete stati fortunati, stiamo salendo in paradiso. Quattro: non potete salutare nisciuno, non potete portare niente con voi. Cinque: le richieste possono essere: ’na sigaretta ma non fumate,  nu poco e caffè ma me l'aggia scurdato. Se volete potete pure fare reclamo ma tanto e a me che verrà indirizzato dunque, questa volta virgola, io vi risponderò nuovamente ca me l'aggia scurdato. Va buo', che dobbiamo fare? ah... si, abbiamo un lungo viaggio da fare. Allora se dovete lavarvi la faccia fate presto, (poi rivolto ad animale) tu è meglio che ti fai la doccia, figlio mio; non volete? non fa niente, salite sporchi e basta. Io metterei a questo punto, un punto esclamativo e mi incamminerei finalmente in direzione del meritato paradiso.

Animalità -      In realtà credo che nessuno di noi abbia ancora capito.

L'accomp. -     Va buo’, vediamo se così sono più chiaro: voi siete morti, schiattati, deceduti, scomparsi per l'eternità, trapassati all'altro mondo.

Ansia -            Noi saremmo morti, schiattati, deceduti, scomparsi per l'eternità, trapassati all'altro mondo?

L'accomp. -     La risposta è, supence, rullo di tamburi: si.

Intelligenza -   E noi ci rifiutiamo fermamente di credere a quello che lei ha ora, testé, immantinente annunciato.

L'accomp. -     Ma io in mattinata non v'ho detto nulla.

Intelligenza -   Ho detto immantinente non in mattinata.

L'accomp. -     Sentite, mettiamo in chiaro una cosa: io l'alieno non lo parlo, va buo'. Perciò se volete parlare con me vi prego di tradurre prima, non dico in napoletano, sarebbe esagerato, ma almeno in un dialetto italiano, o in francese, parlate o francese voi?

Animalità -      Lei ci sta dunque dicendo che non potremo più andare a letto con le donne? Che questa galoppante carriera di maschio latino è archiviata, definitivamente chiusa e sepolta, sarà solo un commovente ricordo?

L'accomp. -     Suspence, rullo di tamburi... Sì.

Intelligenza -   Che sono finiti i nostri giorni?

L'accomp. -     Suspence, rullo di tamburi... Sì.

Ansia -            Che siamo morti, schiattati, deceduti, scomparsi per l'eternità, trapassati all'altro mondo?

L'accomp. -     L'ho detto prima, si.

Sensibilità -     In paradiso posso ancora ricamare cuscini.

L'accomp. -     (Esasperato) Penso di si, non lo so, non perdiamo altro tempo, per favore, va buo', abbiamo un lungo viaggio da fare, dunque, basta! (Intimoriti i pensieri tacciono. L'accomp. fa due soli passi) O mamma mia che faticata... siamo arrivati.

Intelligenza -   Dove?

L'accomp. -     Alle porte del paradiso.

Animalità -      Erano a casa nostra e non lo sapevamo!

L'accomp. -     Allora, gentilmente adesso vi prego di non pazziare più. Dobbiamo chiedere udienza a S. Pietro. 'O maestro è troppo occupato, non facciamogli perdere tempo. Vi ascolterà prima tutti insieme, poi ad uno ad uno. Mi raccomando, non lo fate incazzare, perché se quello si incazza è finita.

Animalità -      Non è che potremmo fare prima pipì, avremmo una certa urgenza?

L'accomp. -     Ma vi sembra questo il momento?

Sensibilità -     Veramente noi non resistiamo più, è da stanotte che cerchiamo di farla.

L'accomp. -     I bagni sono vicino al purgatorio, ormai non fate più in tempo.

Ansia -                        O mamma mia, passiamo l'eternità senza fare pipì?!.

L'accomp. -     Maestro, posso disturbarvi un attimo? State mangiando? Siete o 'caffé? No, no, non vi disturbate... è appena arrivata un'altra anima di chi ha lasciato i vivi per venire qua, insomma un'altra anima di chi t'a muorto!

S. Pietro -        Antonino non vi preoccupate, ho appena finito di mangiare. Come è trapassato il defunto?

L'accomp. -     Ma niente, è morto di sonno. E' schittato 'dinto o letto.

S. Pietro -        Quanti anni aveva?

L'accomp. -     Guardate, se dobbiamo tenere conto  dei suoi pensieri gliene darei tre, però credo che ne abbia una trentina.

S. Pietro -        E cosa faceva nella vita?

L'accomp. -     Praticamente... faceva... stava... niente. Li faccio accomodare, possono conferire con voi?

S. Pietro -        Fateli passare.

L'accomp. -     Dunque, allora, vi spiego tutte le formalità: voi dovete mettere una firma sul registro prima d'entrare, compilare i moduli che trovate sulla destra, di fronte c'è lo studio di Leonardo vi fate fare una bella fotografia, poi, prima di salire le scale passate dall'ufficio registri, voi quanti siete? Quattro, bene, comprate allora quattro marche da bollo, e già ma o tabacchi celeste quello è chiuso, oggi è domenica... dunque, trattino, voi fate una cosa: uno di voi scende in purgatorio, così, almeno, può fare la pipì...

Tutti -              Vado io, io, io!

L'accomp. -     Per cortesia... scendete tutt'e quattro, va buo'... dunque, ricapitolando, comprate quattro marche da bollo, dicevo, a bbascio trovate tutt'aperto, per espiare i peccati lavorano pure la domenica. Comprate le marche, salite, tornate all'ufficio registri, compilate un'altro modulo, vi fate fare la tessera, apponete fotografia e marca da bollo, la firmate... (prende aria, poi di nuovo...) ...poi andate all'ufficio protocollo, vi fate autenticare la firma, lasciate i vecchi documenti e le impronte digitali, 'a dichiarazione dei peccati non la vogliamo più, basta un'auto certificazione...

Ansia -            Non è che per caso avreste un block notes, sa prendiamo qualche appunto qua e là...

L'accomp. - ...e... si a cartoleria! State nu poco attenti... è facile. Allora avete fatto l'auto certificazione?

Sensibilità -     Veramente no, noi siamo rimasti con lei tutto il tempo, non ci siamo mai mossi da qui.

L'accomp. -     Dicevo idealmente, concettualmente... nell'excursus panoramico mentale di quello che dovete fare, mamma mia. Dolcino stai ’nguaiata proprio. Dunque, due punti tre volte, allora avete fatto l'autocertificazione...? Bene, la consegnate a me, io la firmo, la sottoscrivo e abbiamo finito.

Animalità -      Genio... dopo di te!

Intelligenza -   Senta, mi perdoni... rimango del tutto affascinato dalla sua proprietà di linguaggio e chiarezza espositiva, anzi, sono rimasto senza parole, che dico, basito, dalla sua logorroica vena verbale e ridondante verbosità partenopea...

L'accomp. -     O mamma mia, è tornato l'alieno!

Ansia -            Genio vorrebbe dire che noi, alla fine, non abbiamo capito nulla.

L'accomp. -     Lo sospettavo... va buo', voi parlate con sua mastità... sua sanità... sua santità... ed io vi prendo tutti i moduli d'o paradiso, torno qui e poi v'accompagno, va buo'... che giornataccia!

(L'accompagnatore va via, i pensieri rimangono soli in presenza di S. Pietro, che potrebbe anche

 non vedersi. Dopo un evidente imbarazzo...)

Animalità -      Vostra maestà, vostra santità, vostro esimio e incomparabile poeta... ahi! (Genio lo zittisce con una gomitata)

L'accomp. -     Fermi, fermi tutti! 'O Maronna...

S. Pietro -        Antonio!

L'accomp. -     Ho detto Maronna? No, no signore, vi siete sbagliati voi, con tutto il rispetto, si capisce, io volevo dire ma ro' vai? ma dove andate? Ecco questo volevo dire.

S. Pietro -        Antonio lo sai che qui le bugie non si possono dire!

L'accomp. -     Ma questa non era una bugia. Sua sanità vi prego di credermi! ...eh che il caffè da quando non ve lo faccio più io vi lascia l'amaro in bocca e nu leggero sentimento di rancore che forse vi fa essere sospettoso. Non mi permetterei mai di mancare di rispetto alla gentile signora. Quella è 'na santa donna, su questo non ci stanno dubbi, però, diciamocelo francamente 'o caffè non lo sa fare.

S. Pietro -        Antonio, non abusare della mia santa pazienza, per favore. E dimmi piuttosto per quale motivo sei ricomparso, così turbato. Tra l'altro il caffè non lo ho neanche bevuto, me lo hai fatto cadere di mano quando sei ritornato facendo quel chiasso infernale.

L'accomp. -     Allora è per questo che siete nervoso.

S. Pietro -        Antonio basta! Dimmi perché ci hai interrotto.

L'accomp. -     Aggia sbagliato! Stavo combinando un guaio dell'altro mondo! Non so com'è successo, è la prima volta che mi capita. Vi chiedo umilmente perdono. E questa, secondo me, è la mole di lavoro schiacciante e esagerata che mi date, sono trecento anni che faccio avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro, senza neanche un momento di riposo, di ristoro...

S. Pietro -        Ma nessuno vi obbliga ad accompagnare tutti, è stata una vostra libera scelta.

L'accomp. -     Lo so', ma che ci posso fare, questo è il mio carattere, non so dire di no. Se mi posso rendere utile, lo faccio. Comunque, per tornare al nostro problema, questi sono degli scomunicati, non hanno né il battesimo, né la cresima, non sono mai entrati in una chiesa. O fatto un pasticcio con le carte, stavo portando in paradiso 'o diavolo. State fermi, Lucifero vi aspetta da ieri sera. E che avevate nu pensiero fisso che vi tratteneva sulla terra.

S. Pietro -        L'importante è che tu te ne sia accorto in tempo. A proposito di tempo… non è che avresti un secondo libero, magari più tardi... appena puoi, un attimo solo, io, comunque, posso aspettare...

L'accomp. -     Maestro ma che vi serve?

S. Pietro -        Una tazza di caffè che non sia acqua colorata.

L'accomp. -     Ma non me lo dovete neppure chiedere. Io li lascio in sala d'attesa e salgo subito da voi. Andiamo, fetenti!

(Buio). 

Scena IV.

In scena i pensieri sono rimasti da soli. L'accompagnatore tornerà in seguito per rimediare all'errore.

Sensibilità -     Siamo stati condannati all'Inferno, nessuno di noi sa perché sia successo, e voi non avete neppure protestato? Cosa facciamo con ansia?

(Pulce giace svenuto sul divano, Genio ed Animale si contorceranno per la pipì)

Animalità -      Siamo finalmente rimasti in santa pace e tu vorresti svegliarlo?

Intelligenza -   Animale ha ragione, lascialo dormire.

Sensibilità -     Ma non sta dormendo, è svenuto!

Animalità -      L'importante è che stia zitto. Devo pisciare, non ce la faccio più! Genio, ma secondo te come sarà l'Inferno?

Intelligenza -   A dire il vero non pensavo neppure che esistesse l'Inferno.

Animalità -      Ci sarà molta gente? Che male, non posso neppure muovermi, ho la vescica grossa come un dirigibile.

Intelligenza -   Considerando il fatto che anche noi l'abbiamo meritato, ritengo sia gremito.

Animalità -      Pensi che esistano diavoli donna?

Sensibilità -     Ma vi state rendendo conto? Siamo stati condannati a patire le pene dell'Inferno, come se fossimo dei criminali, dei maniaci, o degli efferati assassini… Come è potuto accadere? Non ho mai detto una brutta parola, non ho mai mentito a nessuno, non so neppure cosa vuol dire mentire. Sono sempre stata cordiale, cortese, disponibile. Mai un cattivo pensiero. Non faccio altro che curare fiori e ricamare cuscini. Cuscini a forma di cuori, a forma di fiori, l'unica cosa che nella mia vita mi sono permessa di trattare male è stata la gomma piuma... E adesso, o appena scoperto, che Lucifero, il diavolo in persona, l'essere più malvagio e disgustoso del creato, il mare in carne e ossa, è da ieri che ci aspetta!

Animalità -      Per favore, lasciatemi pisciare!

(Dalla sala o da una quinta  entra spedito l'accompagnatore con una strana luce negli occhi. Su un carrello con le ruote trascina un gabinetto chiuso con un catenaccio)

L'accomp. -     Dunque, tre puntini di sospensione, avete fatto buon viaggio?

Intelligenza -   Ma se non ci siamo neppure mossi?

L'accomp. -     Ma come devo dirvelo, lo spazio è un concetto relativo... e poi quale migliore Inferno di casa vostra? Siete chiusi, stretti fra queste quattro pareti, (indicando Pulce) tenete pure l'ansia, ma che volete di più dalla vita eterna? Non solo...  da oggi potrete litigare nei secoli dei secoli, finché morte non vi separi, solo che la morte non vi separa più. Tra l’altro sarà facile litigare. Adesso che vi abbiamo separato dal corpo, non avete più motivo di mettervi d’accordo. Non avrete più uno scopo comune, un comune obbiettivo. Siete rimasti soli, abbandonati a voi stessi. Attori di una farsa che non avrà fine. Non ci sarà nient’altro che vi terrà uniti, se non queste quattro pareti che potete pure dipingere d'azzurro, mettete o cielo, e nuvole, ma resteranno sempre pareti. Dunque, da oggi, nessun contatto con l'esterno, nessuna telefonata, nessun coinvolgimento, nessun sogno, nessun avvenire... E ancora, dulcis in fundo, ciliegina sopra la torta, tazzuliella e 'ccafè dopo un pranzo faraonico... vedete un bagno, qui? No, infatti, ecco qua l'estro artistico e diabolico, il genio sottile e perfido del maestro dei castighi, a fantasia delirante dell'artista, non potete mai più fare neppure una piccola pipì!

Intelligenza -   Ma voi non eravate l'accompagnatore delle anime dei beati.

L'accomp. -     Eh per questo dico che la mole di lavoro è schiacciante... A me m'avevano detto: “Antonino, puoi accompagnare le anime dei beati, però ci sta qualche problema, abbiamo qualche difficoltà per pagarti in tempo, le sovvenzioni celesti portano sempre un poco di ritardo”.

Sensibilità -     In Paradiso vi pagano per il lavoro che fate?

L'accomp. -     E' normale, nell'aldilà pagano pure buono, però non pagano certo in denaro, pagano con soddisfazioni, appagamenti, beatitudini. Solo che in Paradiso arrivano un poco in ritardo, all'Inferno invece o pagamento è puntuale. E poi è un lavoro di responsabilità. Anche artistico, se vogliamo...li, in cielo fai il buono, accompagni tutti, sei disponibile, puntuale, qui, invece, devi fare il fetente, li fai aspettare, li devi prendere in giro, pensare già a qualche piccola punizione, na cosa leggera, n'antipasto prima della portata del grande chef,... e così via. (nel frattempo Ansia si ridesta)  Oh... si è svegliato il pargolo. (l'accomp. va ad abbracciarlo) Sù, vieni qui da mamma tua... quante volte ti ho detto di non dormire fino a tardi, che chi dorme non piglia pesci.

Ansia -            (Ancora del tutto incosciente) Mamma scusa, ma ho fatto un terribile sogno.

L'accomp. -     Ma quale sogno, sei proprio all'Inferno, figlio mio.

Ansia -            Ma tu non sei la mamma!

L'accomp. -     Ma guarda che intuito il nostro piccolo Sherlock Homles, tiene proprio ’nu talento sprecato. Figlio mio, tu non devi stare qui, tu qua non sei valorizzato, apprezzato. Tu devi assolutamente collaborare col grande capo, essere il suo consigliere, il suo braccio destro. Il tuo posto non è qui, è accanto a Lucifero.

Sensibilità -     Lascia stare Pulce, non lo torturare.

L'accomp. -     Se no, che mi fai: non mi saluti più col bacio?

Intelligenza -   Ma questo è un diavolo.

L'accomp. -     Eh... si fa presto a dire diavolo, ma voi l'avete mai visto? Lo sapete che significa sostenere il suo sguardo, riuscire a stare in sua presenza? Guardate non lo augurerei neppure al mio peggior nemico. Liberate pure il vostro odio e rancore più accecante, sarà sempre niente in confronto al suo e non vi preoccupate non potete farlo incazzare più di quanto sta incazzato già. A proposito (trascinando il gabinetto chiuso col catenaccio) vi ho portato un regalo... volete metterlo al centro della stanza, come arreda la casa un gabinetto voi non lo potete neppure immaginare.   Non si deve neanche pulire, dal momento che non potete sporcarlo. Adesso vi saluto, devo andare via. Però mi dispiace, lo faccio a malincuore, siete così simpatici.

Animalità -      Che stronzo, figlio di pu...

Sensibilità -     Animale non peggiorare la nostra situazione.

L'accomp. -     Dicevate a me?

Animalità -      No, pensavo ad alta voce.

L'accomp. -     Guardate che qui si sentono pure i pensieri.

Ansia -            O mamma mia, ma questo è l'Inferno.

L'accomp. -     Arrivi sempre un poco in ritardo figlio mio, ma a te il talento non ti manca.

Ansia -            Lo pensate davvero?

L'accomp. -     Qualche volta me lo scordo, però lo penso veramente. E secondo me tu qui sei sprecato.

Ansia -            Che cosa volete dire, pensate che io possa andar via?

L'accomp. -     Certo, non subito, ma ascolta il consiglio, tu scrivi una bella lettera al Principe, che quello a mamma ti risponde. Passeranno un migliaio di anni, ma lo fa, stai tranquillo, ti prende. Lui ti dà un impiego di responsabilità, quello appena ti vede rimane accecato, folgorato.

Ansia -            Mi state prendendo in giro.

L'accomp. -     Allora alla mamma tu vuoi dare un dolore! Vuoi spezzare il cuore alla mamma tua! Non ti potrei mai prendere in giro. Tu si ’nu genio, e che non t'hanno mai valorizzato.

Ansia -            Questo non lo pensa nessuno. Mi trattano sempre male.

L'accomp.-      Lascia stare quello che ti dicono gli altri, quella, dolcino, è una puttanella, l'alieno poi è ’nu strunzo. Animale non mi dispiace, ma non ha la tua stoffa, il tuo spessore.

Ansia -            Però a me ogni tanto mi prendono dei leggeri attacchi di panico.

L'accomp. -     Ma tu dimmi oggi giorno a chi non prende ogni tanto qualche piccolo attacco di panico. Le persone che lo tengono inesploso rischiano malamente. Morirebbero prima dei loro giorni se non avessero un po' di panico. Tu si ’nu salvagente, un eroe. Sei come un allarme sofisticato. Tu fiuti il pericolo da lontano e cominci a suonare. Certo ogni tanto rimani incantato. Ma che vuoi fare nessuno è perfetto, figlio mio. E poi ogni scarrafone è bello a mamma soia.

Intelligenza -   Adesso abbiamo proprio perso la pazienza, se lei non scompare subito dalla nostra vista...

L'accomp. -     Che fate?

Intelligenza -   Scrivo... una lettera di protesta e la invio...

L'accomp. -     A chi? O capocondomine? Ma fateme o piacere! Sentite adesso vi debbo proprio lasciare. Sua malvagità ha già aspettato troppo. Non vi preoccupate, sarà inclemente pure con voi!

Scena V.

Compare Lucifero. Con l'aiuto di quel "demonio" di Antonio coinvolgerà tutti in un bizzarro quiz.

Lucifero -        Sono qui, sono seduto in terza fila. (Luce in sala) Non è vero, scherzavo, sono in fondo alla sala. Ma che diavolo di vizio, ho detto un'altra bugia. (Si spengono le luci della sala) Sono in regia, dove diavolo potevo essere!

Ansia -                        Ma chi diavolo sei!

Lucifero -        Appunto! Sono il diavolo, il mostro, l'essere deforme, il crudele criminale, il cattivo delinquente, il male fatto corna. Il diavolo! Diavolo di un cane... Non avete ancora afferrato? Non capite bene la parola? Non la articolo bene, per caso? Vi faccio un spelling, allora. Siete pronti? Avete carta e penna? Bene: D come diavolo, i come inferno, a come a 'n vedi che fetente, v come velo dicevo che esistevo, o come oh oh oh oh come ride bene il diavolo, lo come sillaba finale della parola diavolo. E' facile. D-i-a-v-o-l-o. Vi vedo smarriti, come vi aiuto, avete già comprato tutte le vocali! Posso fare un'inera puntata di Quark se volete, l'argomento non mi annoia.

Intelligenza -   Abbiamo capito, siete il diavolo.

Lucifero -        Tu devi essere Genio, vero?

Intelligenza -   Si.

Lucifero -        E la cara Ansia?

Ansia -            Sarei io.

Lucifero -        Bello di mamma, quanto sei caro. Se non mi sbaglio, Animale dovresti essere tu. Ripongo grandi speranze in te, non mi deludere. E, dulcis in fundo, ultima, ma non per importanza, la dolce, sensibile, graziosa ed amabile dolcino.

Sensibilità -     Siete troppo gentile, grazie. Non sono abituata ai complimenti. Divento tutta rossa quando me li fanno. Loro non me li fanno mai. Io invece li riempio. La notte, perché di giorno non potrei mai farlo, io faccio finta di addormentarmi, poi mi alzo, piano piano mi avvicino e li bacio tutti per un quarto d'ora, poi per cinque minuti gli accarezzo i capelli, e per mezz'oretta rimango a guardarli.

Tutti -              Che schifo!

Sensibilità -     Anche quando litighiamo faccio lo stesso. Io faccio finta di addormentarmi, poi mi alzo piano piano...

Lucifero -        Adesso basta idiota!

Sensibilità -     Certo... (indietreggia, poi rivolta a Lucifero) possiamo scoppiare in lacrime per un attimo?

Intelligenza -   Non credo sia il momento opportuno.

Sensibilità -     Va bene, mi trattengo.

Lucifero -        Bene, adesso che abbiamo finito le presentazioni... che lo spettacolo abbia inizio!

Animalità -      Quale spettacolo?

Lucifero -        Ma il vostro!

Intelligenza -   Il nostro??

Lucifero -        Si, dunque, vi spiego, adesso faremo un bel gioco, una sorta di quiz televisivo. Voi sarete i concorrenti, io sarò il presentatore e Antonio farà il notaio... e però così manca ancora del personale... va be’, si… Antonio farai anche la valletta e il gobbo. E tutto chiaro?

L'accomp. -     ’A valletta gobba! E pero è difficile!

Lucifero -        Le regole me le invento strada facendo. Antonio possiamo cominciare.

L'accomp. -     Sempre a vostra disposizione dotto'. Dotto' faccio pure il pubblico?

Lucifero -        Ah sporca canaglia che non sei altro, tu ne sai sempre una più… di me, e bravo ad Antonino.

L'accomp. -     Dotto’ voi così mi lusingate, voi così mi date l'ebbrezza... Voi ’o sapete che io non merito tanto, sono soltanto un vostro umile servitore.

Lucifero -        No no no lascia fare, lascia dire. Voi, invece, avete qualche domanda da fare?

Ansia -            Posso farne una che le comprenda tutte?

Lucifero -        Bello di mamma non ti trattenere.

Ansia -            Perché siamo qui?

Lucifero -        Ma per giocare con me!

Sensibilità -     E perché, invece, non possiamo giocare con gli angioletti?

Lucifero -        Come?

Sensibilità -     Ricamare cuscini… io sono bravissima, potrei insegnarle il punto cro... il punto e basta!

Lucifero -        Voi volete sapere perché avete meritato l'inferno.

Animale -        Che cazzo ci voleva a capirlo!

Lucifero -        Che persuasiva e raffinata proprietà di linguaggio. Genio, dovresti imparare un po' da lui.

Animale -        E’ quello che gli dico sempre anch'io!

Lucifero -        Volete sapere la verità…? Bene, voi siete qui semplicemente perché nella vita avete sprecato il vostro tempo, lo avete buttato e allora me lo sono preso io. Quando eravate ancora sulla terra sapevate mettervi d'accordo soltanto per cose futili, banali, quando invece si trattava di cose importanti avete sempre rimandato, avete sempre litigato. La vostra vita passava, voi non facevate nulla per darle un senso e allora il senso mi sono preoccupato di darglielo io. Bene, cerchiamo di non perdere altro tempo, dunque, è facile, vi ho già detto che è un quiz, dunque io vi farò delle domande. Antonio sta già preparando i pulsanti per potervi prenotare. Chi risponde esattamente avanza di uno, chi sbaglia si ferma un giro, chi arriva primo, guadagna una pisciata (tra l’esultanza generale) e che non si dica mai più che io sono cattivo. E' tutto chiaro? Le vostre facce perplesse rispondono per voi. Antonio è tutto pronto?

L'accomp. -     Stavo proprio aspettando voi, posso procedere?

Lucifero -        Fate pure.

Lucifero -        Prima di iniziare, faremo una prova pulsanti. Antonio spiega tu ai concorrenti come fare.

(Antonio nel frattempo ha liberato il gabinetto dall’ingombrante catenaccio. Sarà utilizzato dai

concorrenti per prenotarsi)

L'accomp. -     Allora, è facile, voi dovete aprire la tazza come nella speranza di fare pipì e poi la chiudete di colpo. Bene, proviamo. Va bene... può bastare così. Ho detto basta. State fermi. Animale se continui stai fermo un giro. (Si distrae un attimo. Genio darà un nuovo colpo di tazza) Animale sta fermo un giro, io ti avevo avvertito già.

Animalità -      Ma non sono stato io, puttana della miseria, è stato quell'idiota...

L'accomp. -     Non mi interessa e soprattutto non ti credo (fa indossare ad Animale il sigillo di igiene). Alla prima domanda potranno rispondere tutti tu, invece, devi restare zitto.

Animalità -      (Solo labiale) Vaffanculo, pezzo di merda, coglione, testa di minchia...

Lucifero -        Per cominciare vi faremo una domanda di cultura generale. Siete pronti? Un consiglio di gabinetto è: un consiglio da buttar via. Un organo di coordinazione politica. Un modo gentile di invitare gli altri a far pipì?

(Intelligenza si prenota per primo)

Lucifero -        Genio si è prenotato per primo. Tocca a lui rispondere.

Intelligenza -   Semplice: in uno stato democratico il consiglio di gabinetto è la riunione dei ministri presieduta dal presidente del Consiglio Un organo collegiale di cooperazione fondamentalmente in grado di accelerare il processo legislativo di cui i ministri, strumento della cieca sovranità popolare, sono gli unici effettivi promotori. In definitiva il loro mandato...

L'accomp. -     Dovevi semplicemente rispondere ad una domanda. Non ti abbiamo chiesto una tesi di laurea. E comunque la risposta è giusta. Genio può avanzare di uno. Alla prossima può rispondere pure Animale.

Lucifero -        Bene adesso una domanda di geografia. Il fiume più lungo della terra è: il Nilo, il Pississipi, il Rio delle amazzoni incontinenti o il fiume giallo Pipìncincòhiaiumbo'.

Intelligenza -   Con i suoi innumerevoli affluenti ed un imprecisato numero di chilometri il bacino del Nilo...

L'accomp. -     Se non aggiungi nient'altro ti diamo il punto, se no stai fermo un giro pure tu.

Intelligenza -   Serro la bocca come un forziere!

L'accomp. -     Meno male. Dotto' la domanda di storia la posso fare io?

Lucifero -        Fai pure Antonio.

L'accomp. -     Grazie dotto'. Pipino il breve, figlio di Carlo martello e padre di Carlo bagno, in seguito all'abdicazione dell'insopportabile fratello Carlo 'o cesso, nel 751 riunificò sotto il suo comando l'impero franco. Scese due volte in Italia perché era fissato coi Longobagni, ma li trovò tutti occupati e allora, col martello che gli aveva lasciato il padre, costruì 'o stato pontificio per fare pipì. E' vero o falso?

Animale -        E' vero.

L'accomp. -     Infatti è falso. Perché l'imperatore aveva già fatto pipì prima di scendere in Italia. Animale sta fermo un altro giro.

Lucifero -        Problema di aritmetica, state attenti: se ho una vescica di quindici litri, e un pannolino in condizioni ottimali riesce a trattenere soltanto 0,7 litri di pipì, quanti pannolini mi devo cambiare per non bagnare il letto?

Ansia -            Ventidue.

L'accomp. -     I maronna che culo! Ha dato la risposta esatta.

Ansia -            Ho tirato a indovinare.

Lucifero -        Antonio...

L'accomp. -     Dotto’…

Lucifero -        Antonino...

L'accomp. -     Dotto’.

Lucifero -        Antonio, Antonio, Antonio...

L'accomp. -     Dotto’ se voi continuate a chiamarmi ma non aggiungete nemmeno una parola io non posso capire che cosa volete.

Lucifero -        Antonio stanno rispondendo a tutte le domande. Non potevi scriverle un po' più difficili.

L'accomp. -     Dotto’ ma chello è perché tengono na fortuna sfacciata.

Lucifero -        E noi adesso questa fortuna gliela togliamo. Ho pensato una cosa!

(Si parlano all'orecchio)

L'accomp. -     Dotto’ le vostre capacità mi abbacinano, mi danno tanti piccoli baci. Siete proprio nu fetente.

Lucifero -        Grazie Antonio. Adesso lascia fare a me.

L'accomp. -     Volete i tamburi?

Lucifero -        Non c'è alcun bisogno, grazie. Antonio, le cuffie ai concorrenti.

Sensibilità -     A me piace la musica classica.

Lucifero -        Zitta idiota o ti mangio.

Sensibilità -     L'idiota sta zitta se no viene mangiata. Posso almeno consigliarvi una ricetta saporita e sbrigativa, genuina ed economica?

Lucifero -        Antonio il bavaglio finché non ho finito di spiegare. Bene, il quiz continua ma questa volta sentirete in cuffia alcune registrazioni. Saranno rumori quotidiani che per la vostra attuale condizione psicofisica purtroppo avranno conseguenze nefaste e catastrofiche. Voi dovete ascoltarli, sopportarli e riconoscerli. Si aggiudica il punto chi per primo avrà capito di che si tratta. Bene, prova cuffie... sentite niente?

Animalità -      Un cazzo?

Lucifero -        Animale... accattivante e convincente come sempre. Antonio metti la base se no, non sentono nulla.

L'accomp. -     Dotto' avete ragione, ma non trovo la cassetta. Eccola qua!

(Sbagliando Antonio metterà la tammuriata nera)

Lucifero -        Antonio che cosa mi combini...?

L'accomp. -     Dotto’ scusate ma qui ci sta soltanto la mia musicassetta e 'na cassettina anni settanta.

Lucifero -        Non dirmi che hai trovato la cassetta... senti fai una cosa: metti prima questa, ci godiamo un piccolissimo stacchetto. Da quanto tempo non la sentivo... Metti la seconda traccia del lato A, faccio una cosa piccolissima, nel frattempo cerchi gli effetti che ti ho chiesto.

(Lasciate ancora sbagliare Antonio: potrebbe mettere la base di Jesus Christ super star. Godetevi le reazioni di Lucifero quando si accorgerà dell'errore)

Lucifero -        (Con fare minaccioso e voce sofferente e disgustata) Antonio... Antonio!

L'accomp. -     Mannaggia a San Pietro! Dotto’ ho trovato la cassetta degli effetti, la metto?

Lucifero -        Mettila e riprendiamo col nostro quiz, puoi togliere il bavaglio a Dolcino.

(1° supporto audio: l'inizio di un temporale)

Sensibilità -     E' un forte temporale che si scaglia su di noi.

Lucifero -        Bravo dolcino. Ascoltiamo la seconda registrazione

(2° supporto audio: l'acqua della doccia)

Sensibilità -     Divento tutto rosso: è qualcuno che si fa la doccia?

Lucifero -        Un altro punto per Dolcino. Attenzione... terza registrazione.

(3° supporto audio: una bottiglia che si riempie d'acqua)

Ansia -            Non ce la faccio più mi sto pisciando sotto. Dio mio che tortura…

Lucifero -        (Indiavolato) Chi si è prenotato?

(Tutti indicano Ansia terrorizzati)

Ansia -            Io.

Lucifero -        Squalificato!

Ansia -            (Timidamente) Una bottiglia d'acqua?

Lucifero -        No!

Ansia -            Un bicchiere?

Lucifero -        Nemmeno.

Intelligenza -   Che si riempie?

Lucifero -        Un altro punto per Genio!

(4° supporto audio: un tuffo dal trampolino)

Genio -            E' un tuffo dal trampolino.

Lucifero -        Esatto è S. Tommaso che cerca ancora di camminare sulle acque. Ultimo supporto audio. Mi raccomando Genio è ormai ad un passo dalla vittoria.

(5° supporto audio: il suono di un piccolo ruscello che sfuma lentamente)

Genio -            E' un ruscello.

Lucifero -        La risposta non è completa, chiediamo al notaio di controllare...

L'accomp. -     Chello a dire il vero è San Gennaro che fa la pipì. Ogni volta però fa proprio nu ruscello, quindi penso che la risposta la possiamo pure accettare.

Lucifero -        A questo punto non ci resta altro che decretare il vincitore: Genio ovviamente è emozionato, ti prego però di crederci e di alzarmi la tazza così finalmente posso premiarti...

Intelligenza -   Come alzar“vi” la tazza, non avevate detto…

Lucifero -        Un momento, non incominciamo con le solite storie. Io non vi ho mai detto che la meritata pisciata sarebbe stata la vostra. Non mettetemi in bocca parole che non ho mai proferito. Antonio l'ho detto? No, appunto. Questi manderebbero in galera pure un onesto criminale come me.

(Buio.)

Scena VI.

Il personaggio ed i suoi pensieri si svegliano di soprassalto.

Sensibilità -     E' stato solo un brutto sogno!

Animale -        Vorresti dire un terribile incubo.

Ansia -            Io ve lo dicevo che ci avrebbe fatto male bere così tanto.

Intelligenza -   Se non siamo ancora morti vuol dire che possiamo finalmente andare in bagno!

Animale -        Hai ragione, che stiamo aspettando ancora. Su alziamoci, andiamo a pisciare.

(Il personaggio si alza, sta per andare in bagno. Nella sua testa i pensieri fanno lo stesso ma, poco prima di poter far pipì squilla il telefono. Attimo di panico: il personaggio resta immobile, i suoi pensieri anche)

Animale -        Che nessuno si azzardi a prendere quel cazzo di telefono o glielo spacco in testa.

(Nel frattempo si aziona la segreteria telefonica e una voce femminile lascia un messaggio)

Bip... -                         Ciao... Sapevo che alla fine avrei dovuto lasciare un messaggio in segreteria. Non sei mai a casa…

Ci ho pensato a lungo e sono arrivata alla conclusione che ho fatto la cosa giusta.

Tornare insieme sarebbe un errore…

(Il personaggio si riabbottona e si avvicina alla segreteria, ovviamente non ha ancora fatto pipì. Nella sua testa Genio, Pulce e Dolcino fanno lo stesso. Soltanto Animale rimane nel cesso)

Animale -        Ma per quale fottuto motivo vi siete alzati. Lo sapete che da solo non posso pisciare. Puttana Eva ritornate qui. Stupidi, idioti, sentimentali idioti, mannaggia, mannaggia, mannaggia.

(Si riabbottona e si rialza anche lui, non aveva alternative)

Bip... -                         Sei la persona più egoista ed indecisa che io conosca. Sei sempre dentro le tue fantasie come se il mondo attorno non esistesse neppure. Vivi in un mondo tutto tuo… Pensi di fare qualcosa, sembri deciso, un attimo dopo hai già cambiato idea. Sono stanca!

(la voce ha messo giù)

Animale -        Non vorrete per caso risentirlo? Per favore andiamo a pisciare, non resisto più. Sono soltanto pochi secondi, dopo possiamo tornare a preoccuparci di tutto, ve lo prometto, di lei che alla fine è partita, di questo appartamento che è un cesso, della fame nel mondo, ma andiamo a pisciare vi prego. Sapete com'è... noi stiamo zitti solo quando pisciamo, gli daremo così un attimo di tregua, per pochi secondi finalmente nessuno di noi dirà più una cazzo di parola, e lui avrà uno dei pochi momenti di reale silenzio e di pace, glielo dobbiamo, solo il tempo di una pisciata e poi ricominciamo...

La Fantasia -   Signori, se vi scappa, assecondatela, lasciatela scappare... metterete d'accordo tutti i vostri pensieri. Potreste finalmente farli tacere.

                                                                                                                             

                                                                                                                                                                                                                                                                              Catania 28 dicembre 2004

                                                                                                                                             Marco Tringali

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