Con tutto il bene che ti voglio

 


Commedia brillante in tre atti

diLUCIANO LUNGHI

PERSONAGGI:

ARTURO Marito

LUCREZIA Moglie

PATRIZIA Suocera

GIACOMO Amico dottore

SIG.A PINA Vicina di casa

SIG.A CHIARA Una vedova

Impiegato agenzia di pompe funebri

Commesso del negozio di scarpe

Agente assicurativo

La scena uguale per tutti gli atti, cambia solo la disposizione dei mobili. l'interno di una sala da pranzo di un appartamento. Per il primo atto sulla sinistra c' un tavolo con alcune sedie, sulla destra una zona con divano o poltrone e un mobile alla parete. Ci sono due uscite, una che d all'esterno sulla destra della scena, e una che d verso le altre stanze dell'appartamento sul fondo.


ATTO PRIMO

Arturo (Seduto sul divano sta leggendo il giornale)

Lucrezia (Entra dal centro indossando una brutta vestaglia e con i bigodini in testa; si avvicina silenziosamente ad Arturo e quando gli alle spalle urla) Arturoooo!!!!

Arturo (Si spaventa e dopo poco si fa aria con il giornale senza voltarsi) Di tutte le tue trovate questa la pi imbecille.

Lucrezia Non una trovata, pi di mezz'ora che ti chiamo, solo che tu mentre stai leggendo il giornale non senti mai nulla; potrebbero anche portarmi via che tu non te ne accorgeresti.

Arturo Stai tranquilla che me ne accorgerei, ci sarebbe troppa tranquillit in casa per non accorgersi che manchi. E poi chi avrebbe il coraggio di rapirti sapendo che poi dovrebbe avere a che fare con tua madre?

Lucrezia Molto spiritoso!

Arturo (Si gira e vedendola si spaventa di nuovo)

Lucrezia Cosa c' adesso?

Arturo Cosa c'? Ma ti sei guardata allo specchio? Voi mogli non vi rendete conto di quanto siete orribili, conciate in quel modo. Per forza sono gli uomini a morire pi frequentemente di cuore, perch siete voi donne a portare quei cosi. (Indicando i bigodini)

Lucrezia Ma come siamo di buon'umore questa mattina, siamo in vena di fare gli spiritosi?

Arturo Se mi chiamavi perch avevi bisogno. Cosa vuoi?

Lucrezia Esatto, avevo bisogno, ne! senso che avevo bisogno mezz'ora fa quando ti chiamavo, adesso non mi servi pi.

Arturo Se per questo, tu mi chiami sempre, anche per le stupidate,

Lucrezia (Prendendolo in giro) Si vede che ho sempre bisogno di te, amore mio. (Ritornando seria) E poi quali sarebbero le stupidate per cui ti chiamo sempre? Fammi degli esempi.

Arturo Vado in ordine alfabetico o vado a caso?

Lucrezia A caso.

Arturo Quando mi chiami per assaggiare la pasta...

Lucrezia Sei tu che vuoi la pasta rigorosamente al dente.

Arturo Non sono io che la voglio rigorosamente al dente, ma la pasta stessa che lo pretende. Quello che ha inventato la pasta ha preteso copie garanzia, prima di affidare il proprio segreto al pubblico, che fosse sempre cotta al dente; non come fai tu che invece dovresti lavorare come esperta in una fabbrica di colle per tappezzeria.

Lucrezia Se non ti sta bene come cucino perch mi hai sposata?

Arturo Perch non ti ho sposato per come cucinavi, nessuno avrebbe avuto tanto coraggio, ti ho sposato perch...

Lucrezia Perch?

Arturo Lasciami pensare, ci deve pur essere un motivo per cui ti ho sposato, almeno uno c' senz'altro.

Lucrezia (Andandosene verso l'uscita di fondo) Se tu pensi che io abbia voglia di stare qui ad ascoltare le tue spiritosaggini di questa mattina, hai sbagliato di grosso.

Arturo Ma dove vai amore, se stai qui un'altra oretta vedrai che lo troviamo prima o poi un motivo per cui ti ho sposata.

Lucrezia (Uscendo dal centro) Scemo!

Arturo (Riprendendo a leggere il giornale) Ecco, prima mi fa le domande e se rispondo con sincerit lei si arrabbia. Ah le donne, mai contente. Veramente una che si accontenterebbe c': mia suocera. Sono sicuro che lei sarebbe contentissima se sapesse che sono morto.

Patrizia (Entrando da destra) Sbagli, per essere contenta mi basta anche solo la certezza che un giorno o l'altro tu... (Mette le mani vicino ai fianchi e imita le ali di un angioletto mentre con gli occhi guarda verso il cielo)

Arturo (Alzandosi e facendo alcuni gesti di scongiuro) arrivato il gufo. Ma non si usa suonare quando si entra nella casa degli altri? Avrei anche potuto essere in mutande.

Patrizia Non si usa suonare quando si hanno le chiavi. (Mostrando un mazzo di chiavi). E io ce! e ho. Per quanto poi riguarda la faccenda delle tue mutande puoi star tranquillo, la mia et e soprattutto il tuo fisico ci mettono al riparo da qualsiasi pericolo!

Arturo Per quanto riguarda il mio fisico non sei certo tu la persona che deve giudicare.

Patrizia Per tua fortuna no, ma non ti illudere, chi deve giudicare sta incominciando ad aprire gli occhi.

Arturo Per quanto riguarda la faccenda delle chiavi, non capisco perch tu devi avere le chiavi di casa nostra.

Patrizia Semplice, perch questa casa mia.

Arturo No, mia cara, qui ti sbagli. La casa ce l'avete regalata un po' di anni fa tu e tuo marito, quel poveretto, pace all'anima sua. Quindi non pi tua, ma nostra!

Patrizia Se non vuoi che abbia le chiavi di casa di mia figlia, perch non ti compri un'altra casa? E gi che ci sei, perch non ci vai anche a vivere?

Arturo (Acido) Perch i miei genitori mi hanno insegnato le buone maniere, e quindi non bisogna mai rifiutare un regalo, anche se non ci piace dobbiamo accettare. (Si siede trionfante sul divano)

Patrizia Cosa intendi dire con "non ci piace"?

Arturo Intendo dire, cara suocerina, che avresti potuto scegliere di meglio per il regalo al tuo genero.

Patrizia Vero, ma qui in citt non c'erano porcili in vendita!

Arturo Ma come, avresti mandato la tua dolce bambina a vivere in un porcile...

Patrizia Visto che ha voluto scegliere come compagno un maiale...

Lucrezia (Rientra dal centro senza bigodini ma sempre in vestaglia) Quando la finirete di scambiare effusioni voi due? Ciao mamma!

Patrizia Ciao gioia, ma non sei ancora pronta?

Lucrezia Un attimo ancora e arrivo, purtroppo ho dovuto fare tutto da sola. (E guarda in malo modo Arturo)

Arturo Eh gi, non l'ho aiutata con i bigodini e ferretti sulla testa.

Da questo momento parlano tutti e tre contemporaneamente.

Patrizia Senti gioia, io te l'ho gi detto almeno un milione di volte che questo rimbambito non era l'uomo giusto per te. Cos carina come sei. finire con un individuo simile. Ma prova a guardarti intorno un attimo e troverai centinaia di uomini disposti a buttarsi ai tuoi piedi e mica gente qualsiasi, ma fior di laureati, di professori, di gente che conta insomma, altro che questo smidollato. A stare con lui ti sei ridotta uno straccio; con tutta la fatica che ho fatto per farti cos bellina, mi piange il cuore a vederti cos. Ah se ci fosse ancora qui tuo padre, lui saprebbe come mettere a posto le cose e tu, gioia, non dovresti sopportare le angherie di questo dittatore che non vede altro che il proprio tornaconto...

Lucrezia Non avevo certo bisogno del tuo aiuto per mettermi i bigodini, anche se ci sono tante mie amiche i cui mariti le aiutano durante la messa in piega, passando loro i bigodini o l'asciugacapelli, ma chiedere questo a te pretendere troppo. Avevo bisogno del tuo aiuto pi semplicemente per stendere la biancheria che c' in lavatrice; siccome sono lenzuola del letto matrimoniale mi risulta difficile farlo da sola e poi se queste lenzuola vengono stese bene quando sono ancora bagnate, pi facile stirarle poi. Ma questi sono concetti che tu non puoi recepire, figuriamoci se tu consideri un qualsiasi lavoro in casa degno della tua attenzione, per te esiste solo il divertimento e gli amici, mentre tua moglie deve far andare avanti la baracca da sola. Ma guarda che prima o poi...

Arturo Sentitemi bene tutt'e due, non vi sarete messe d'accordo oggi per venire a rompere le scatole insieme vero? Guardate che non tollero di essere sbomballato in stereo. Gi faccio fatica a sopportarvi una alla volta, figuriamoci assieme. Una vestita da stracciona con i bigodini in testa, l'altra che entra in casa di altri senza neanche bussare: e pretendono di dare lezioni di stile. A furia di guardare le pagliuzze che ci sono nel mio occhio, non vedete le travi che ci sono nei vostri di occhi. Dopotutto che cosa mi aspettavo? Da una madre cosi non poteva venire fuori che una figlia cos. Per forza quel pover'uomo di mio suocero morto giovane, per cercare un po' di pace; solo che avrebbe dovuto dirmi che razza d eredit mi lasciava, avrebbe dovuto mettermi sull'avviso...

La Signora Pina entra da destra, con gli occhi sbarrati e come in trance, e si ferma a fissare i tre che stanno parlando tutti assieme.

Sentendosi osservati, Lucrezia, Patrizia e Arturo smettono di parlare e guardano la signora Pina. Dopo qualche secondo di silenzio.

Lucrezia Signora Pina, tutto bene?

Signora Pina (Guarda Lucrezia senza parlare e sempre con gli occhi sbarrati)

Arturo (Avvicinandosi alla signora Pina) Signora Pina, tutto a posto? (E comincia ad agitare una mano davanti al viso della signora Pina)

Signora Pina (Guarda prima Arturo e poi la mano davanti al viso senza parlare)

Arturo (A Lucrezia) andata. Ci siamo giocati la vicina di casa.

Lucrezia (Avvicinandosi alla signora Pina) Signora Pina, cosa successo?

Signora Pina (Si riprende e guarda in faccia tutte le persone presenti, poi a Lucrezia) L'ho visto!!

Arturo Cosa?

Lucrezia Come?

Signora Pina L'ho visto!

Lucrezia Chi?

Signora Pina Ercole!

Patrizia Chi che ha visto? Ercole?

Arturo Ah no, non incominceremo ancora con questa storia vero? (E si allontana)

Patrizia Ha visto Ercole? E chi questo Ercole?

Lucrezia Suo marito.

Patrizia (Ad Arturo) Deve essere un altro come te, se questa signora fa quella faccia tutte le volte che lo vede.

Arturo E lei che come te, vedova, e come te, d i numeri. convinta di vedere ancora il marito che gira per casa.

Lucrezia Venga signora Pina. (La fa accomodare sul divano) Si sieda qui e ci racconti bene cosa successo.

Signora Pina (Si siede sul divano)

Arturo Cosa fai, le dai anche corda?

Lucrezia (Prende da parte Arturo per non farsi sentire) Il dottore stato chiaro, bisogna lasciarla sfogare senza crearle ulteriori traumi, anzi bisogna spingerla a sfogarsi, qualsiasi siano i suoi modi per farlo.

Arturo S, ma non pu tutte le volte torturarci con il tormentone del marito morto che cammina per casa.

Patrizia (Si avvicina per sentire)

Lucrezia Qualsiasi siano i suoi modi per farlo!!

Patrizia Volete spiegare anche a me cosa succede?

Lucrezia La signora Pina la nostra vicina di casa che rimasta vedova da poco, e da quando successo lei convinta che il marito non se ne sia andato completamente, ma che ogni tanto si rifaccia vivo in casa con improvvise apparizioni. (Sedendosi di fianco alla signora Pina) Su, ci racconti cosa successo!

Signora Pina Ero in cucina che stavo piangendo...

Patrizia Per il dolore...

Signora Pina No, per le cipolle.

Arturo Morte anche loro?

Lucrezia Arturo!!

Signora Pina Stavo tagliando le cipolle e avevo gli occhi che mi lacrimavano quando a un tratto...

Patrizia A un tratto?

Lucrezia Su, signora Pina, cosa successo?

Arturo Che suspense, che thrilling!!

Signora Pina Lui!

Lucrezia Ercole!

Patrizia Il marito!

Signora Pina No, il pomodoro!

Patrizia Il pomodoro??

Arturo Cipolle, pomodori, cos', la ricetta di un minestrone di verdure?

Signora Pina Il pomodoro ha incominciato ad alzarsi dal tavolo.

Arturo Probabilmente aveva finito di mangiare, per quello si alzato dal tavolo!

Signora Pina No, si alzato nell'aria davanti a me!

Patrizia Un pomodoro?

Lucrezia Il pomodoro s' alzato, e poi?

Signora Pina Mi sono fermata un attimo perch avevo gli occhi annebbiati dalle lacrime, ma dopo averli asciugati con il grembiule ho visto benissimo il pomodoro per aria!!!

Arturo Allora ha chiamato di corsa le carote perch venissero a tirarlo gi usando il sedano.

Lucrezia Basta Arturo, falla finita.

Patrizia Mai che sia capace di stare zitto!

Arturo Il bue che d del cornuto all'asino!

Lucrezia Piantatela voi due! (Alla signora Pino) Forza Signora Pina, ci racconti il seguito.

Signora Pina Sono rimasta a guardare il pomodoro che volteggiava in cucina quando ho sentilo un forte rumore provenire dalla camera da letto. Allora ho lasciato il pomodoro e sono corsa in camera e...

Patrizia E...

Signora Pina E... non c'era niente; allora torno di corsa in cucina e... sorpresa!

Lucrezia Cosa? Il pomodoro non c'era pi?

Signora Pina S, il pomodoro c'era ancora, ma non volava pi, era fermo sul tavolo. Al suo posto stavano volando una mela, una pera e una banana!

Arturo La macedonia volante! Venghino signori venghino, il primo orto-volante della storia!

Signora Pina Ma non capisce? lui che li fa volare!

Patrizia Il pomodoro?

Signora Pina No, Ercole!

Arturo una delle sue famosissime fatiche.

Lucrezia E perch secondo lei suo marito si metterebbe a far girare la frutta?

Arturo Probabilmente quando era vivo gli girava qualcos'altro!!!

Signora Pina Non mi credete, vero? (Alzandosi dal divario e dirigendosi verso l'uscita di destra) Seguitemi, venite in casa mia a vedere se non tutto vero... (Ed esce a destra)

Patrizia (Esce dietro alla Signora Pina)

Lucrezia (Avviandosi verso destra si rivolge ad Arturo) Non vieni?

Arturo Stai scherzando? Sono sicuro che la manifestazione aerea gi terminata, e poi non ho neanche pagato il biglietto...

Lucrezia Capacit di comprensione zero!!! (Ed esce a destra)

Arturo (Rifacendole il verso) Capacit di comprensione zero! Figuriamoci, sono quattro mesi che quella ci tormenta con questa storia! Una volta la frutta che vola, un'altra i cassetti che si aprono, un'altra i tubetti che si schiacciano; e tutte le volte che si va di l a vedere, i fenomeni sono scomparsi. Quella suonata, altro che fenomeni para-normali!!! (Si risiede sui divano con il giornale) Dovrei suggerire alla signora Pina di scrivere romanzi dell'orrore o di fantascienza, qualcosa tipo "Melanzane Spaziali", oppure "Chi ha spremuto quel tubetto?" che ha un non so che di macabro.

Suona il campanello d'ingresso.

Arturo (Si alza ed esce a destra da dove rientra poco dopo con)

Giacomo (Entra dietro ad Arturo)

Arturo (Si risiede sul divano)

Giacomo (Resta in piedi a guardare Arturo)

Arturo (Dopo un po' lo guarda) Beh?

Giacomo Niente, ti stavo guardando.

Arturo Stai cercando di capire se sono il tuo tipo?

Giacomo Se anche mi piacessero gli uomini non mi metterei mai con uno che ha un fisico cos!

Arturo Stamattina ce l'avete tutti con il mio fisico?

Giacomo Ti stavo guardando proprio per quello: hai una bruttissima cera e delle occhiaie che mi sembrano delle borse da viaggio. Quando hai fatto le ultime analisi?

Arturo Sei qui in veste d'amico o in veste di dottore?

Giacomo Fa differenza?

Arturo S, di fattura! L'amico mi farebbe credito, il dottore non so.

Giacomo Non ti farei credito perch con la cera che hai mi sa che non durerai ancora tanto.

Arturo (Allarmato) Sono davvero cos conciato?

Giacomo Ma non ce l'hai uno specchio? Ogni giorno che passa ti invecchia sempre di pi. C' qualche cosa che non mi hai detto? Hai qualche disturbo?

Arturo Ma possibile che voi medici vediate sempre e solo le malattie del corpo e non quelle della mente?

Giacomo Allora c' qualcosa, avevo visto giusto!

Arturo Certo che c' qualcosa.

Giacomo (Sedendosi sul divano vicino ad Arturo) La cosa che mi dispiace di pi che tu non me ne abbia parlato prima, in fondo sono il tuo migliore amico da quando eravamo bambini, pensavo non ci fossero segreti tra noi.

Arturo Infatti non ho nessun segreto, la causa della mio deperimento la conosci anche tu, visto che sei stato il testimone dell'inizio.

Giacomo Io?

Arturo Certo, sei stato o no il mio testimone di nozze? Tutto cominciato allora!

Giacomo Guarda che sto parlando sul serio, sono veramente preoccupato per te.

Arturo Anch'io sto parlando sul serio, la causa del mio deperimento la guerra che tutti i giorni sono costretto a combattere qui al fronte, sempre in prima linea da venticinque anni a questa parte, mai un giorno di licenza, e da quando poi morto mio suocero le cose sono peggiorate, adesso devo combattere su due fronti.

Giacomo Hai litigato ancora con Lucrezia?

Arturo No che non ho litigato, chi litiga si presuppone che prima sia in pace, mentre noi non sappiamo neanche cosa sia la parola pace. E poi l'ultima discussione l'ho avuta sull'altro fronte.

Giacomo Patrizia?

Arturo E chi se non l'adorata suocerina? Se non fossi un pauroso avrei gi studiato lasoluzione per un delitto perfetto, solo che sono sicuro che piuttosto che lasciarmi tranquillo sarebbe capace di ritornare dall'ai di l, magari per farmi girare la frutta in cucina...

Giacomo (Lo guarda strabiliato) Cosa in cucina?

Arturo Non preoccuparti, non sono ancora diventato matto, stavo solo pensando alla vicina.

Giacomo Hai litigato anche con la vicina?

Arturo No, la vicina che ha continuamente delle visioni che riguardano il marito morto, e quella di questa mattina la frutta che vola in cucina.

Giacomo Meno male che c' qualcosa che vola oggi, anche se c' lo sciopero degli uomini radar, quasi quasi vado di l e chiedo un passaggio per Palermo.

Arturo Appunto, non dovevi essere a Palermo per un convegno?

Giacomo Vallo a dire agli scioperanti; forse domani.

Arturo E perch non sei andato in ospedale?

Giacomo Ormai avevo gi preso una giornata di ferie per cui... ma se ti disturbo me ne posso anche andare.

Arturo Non dire stupidate, che mi sembrava strano vederti a casa in un giorno feriale.

Giacomo Mica tutti hanno la fortuna di essere un baby pensionato.

Arturo Ti ci metti anche tu?

Giacomo Scherzavo; cosa mi stavi dicendo della vicina, che ha le visioni?

Arturo Altro che visioni, sono proprio delle allucinazioni.

Giacomo Dicono che ci sono delle spiegazioni scientifiche per questi fenomeni, quando il legame dei coniugi era fortissimo e uno dei due...

Arturo Ma quale fortissimo, litigavano pi di me e Lucrezia.

Giacomo Non andavano d'accordo?

Arturo Assolutamente no. Ricordo che certe volte per poter litigare con Lucrezia dovevo urlare a squarciagola per coprire gli strilli che venivano dai vicini.

Giacomo Questo proprio buffo, chiss come mai ha le visioni allora, forse per compensare inconsciamente un senso di colpa.

Arturo Cosa intendi dire?

Giacomo Che forse la tua vicina si sente in colpa per come finita la storia tra lei e il marito, che lui sia morto senza rappacificazione, e la sua mente crea delle situazioni in cui lo spinto del marito torna a pretendere giustizia; in pratica sta rivalutando tutta la sua figura e ben presto giunger ad ammettere a se stessa di essersi comportata malissimo con il coniuge, di essere l'unica responsabile di tutti i loro litigi, e quando alla fine giunger a questa conclusione finiranno senz'altro anche le visioni.

Arturo Peccato per che nei frattempo Ercole se n' andato.

Giacomo Chi?

Arturo Ercole, il marito della visionaria, per essere apprezzato dalla moglie ha dovuto tirare le cuoia.

Giacomo Questo inevitabile, come tutte le cose: ti accorgi del loro vero valore solo quando non le hai pi.

Arturo Vuoi dire che per accorgermi del valore di mia suocera dovrei eliminarla; potrei proporglielo.

Giacomo Non vero che anche tua suocera ha cominciato a parlare bene del marito solo dopo che lui era morto?

Arturo (Riflettendo) vero, anche quel poveruomo ha avuto una vita piena di discussioni con la megera, e poi quando se n' andato, per la perfida era l'uomo migliore del mondo. Che false queste donne!

Giacomo Non questione di falsit, ti posso assicurare che quello che prova tua suocera verso il ricordo de! marito un sentimento autentico.

Arturo Allora era falsa prima, quando continuava a criticarlo.

Giacomo No, anche allora era sincera, solo che era accecata dalla collera e dal risentimento e aveva perso di vista i propri sentimenti che sono emersi di nuovo prepotentemente alla sua morte.

Arturo Questo vuol dire che per ritornare a essere apprezzato da Lucrezia dovrei morire?

Giacomo Non mi sembra il caso. Io sto solo parlando genericamente, dico solo che le persone capiscono pienamente il valore di chi sta loro accanto solo quando queste persone non ci sono pi.

Arturo Appunto, morte.

Giacomo Non necessariamente, anche lontane fisicamente.

Arturo (Si alza e comincia a passeggiare avanti e indietro riflettendo tra s) No, la minaccia del divorzio otterrebbe l'effetto contrario, sicuramente aumenterebbe l'astio nei miei confronti, no quello che ci vuole qualcosa che sembri molto pi definitivo.

Giacomo Cosa stai borbottando?

Arturo Sono sicuro che, credendomi morto, senz'altro Lucrezia cambier il suo atteggiamento nei miei confronti. (Girandosi verso Giacomo) Devo morire!!!

Giacomo (Guardandolo strano) Cosa?

Arturo Mi devi uccidere!

Giacomo (Spalancando gli occhi) Ma tu sei scemo, ti sei bevuto il cervello?

Arturo No, proprio come dici tu, solo se io morissi le due donne cambierebbero atteggiamento nei miei confronti.

Giacomo Mi sembra una soluzione un po' troppo radicale, non trovi?

Arturo Ma non capisci? Devo solo far finta di essere morto!

Giacomo Hai detto niente, e come pensi di fare?

Arturo Mi serve il tuo aiuto.

Giacomo (Alzandosi e allontanandosi velocemente verso destra) Scordatelo, non mi presto a questi giochetti.

Arturo (Lo blocca) Guarda che non c' nulla da temere, si tratta solo di recitare Una commedia per diciamo... un paio di giorni, dopo di che ritorner in vita miracolosamente e...

Giacomo Lucrezia e sua madre prima menano te e poi vengono da me...

Arturo chiaro che dovremo far credere veramente che io sia morto, giustificando la mia rinascita come conseguenza di un fenomeno di morte apparente.

Giacomo (Lo guarda bene negli occhi) Non stai parlando sul serio vero?

Arturo Non sei stato tu a dirmi che sei preoccupato per la mia salute?

Giacomo S.

Arturo E non sei stato tu a dirmi di essere il mio migliore amico?

Giacomo S.

Arturo Ed essendo tu un medico non sei forse la persona pi indicata a redigere un finto certificato di morte?

Giacomo No.

Arturo Scusa, non capisco di che cosa ti preoccupi.

Giacomo (Infervorandosi) Non capisci di che cosa mi preoccupi? Ma sei sicuro di non essere impazzito? Secondo te io dovrei fingere che tu sia morto, di fronte a tua moglie e a tua suocera redigere un certificato di morte, aspettare che tu rinasca e poi dichiarare candidamente di essermi sbagliato? Ma lo sai quante formalit e quante pratiche sono legate a un certificato di morte? Cominceremmo con la denuncia alla polizia e all'ufficio d'igiene, denuncia di decesso all'anagrafe, denuncia di decesso all'assicurazione e quelli sono gli ossi pi duri, denuncia di decesso a...

Arturo Stop! Non saranno necessarie tutte queste formalit.

Giacomo Lo dici tu che non sono necessarie.

Arturo Certo, perch organizzeremo tutto per la giornata di domenica prossima, quando tutti gli uffici sono chiusi e non possibile fare nessuna denuncia, poi al luned mattina finger di riprendermi e tu giustificherai il lutto alle due donne dicendo che sicuramente si trattato di un rarissimo caso di morte apparente e che si devono ritenere fortunatissime che sia stata loro concessa questa opportunit pi unica che rara di riavere la persona cara ancora accanto.

Giacomo (Guarda Arturo in faccia e dopo qualche attimo di silenzio) No, non ci sto, troppo rischioso, se dovesse intervenire qualcun altro.

Arturo Ma chi vuoi che intervenga, siamo sempre noi quattro la domenica e tu potrai fermarti qui a controllare che tutto vada nel migliore dei modi.

Giacomo E se dovesse esserci qualche intoppo?

Arturo Potremmo sempre dire di esserci messi d'accordo per uno scherzo e stai tranquillo che mi addosserei io tutta la colpa.

Giacomo (Rassegnato) Sono sicuro che Lucrezia mi toglier il saluto.

Arturo Anzi, quando mi vedr rivivere ti sar riconoscente per tutta la vita; forse mia suocera un po' meno, ma sono sicuro che in fondo in fondo Lucrezia mi vuole ancora bene e questa faccenda servir a farci ripartire di nuovo con il piede giusto.

Giacomo Se lo dici tu...

Arturo sicuro: ecco, mettiamola cos, stai facendo un'opera di bene.

Giacomo Invece io penso di essere sul punto di fare una grossa stupidata.

Arturo Eh, ma che razza di pessimista!

Patrizia (Rientra da destra) Buongiorno Giacomo, come stai?

Giacomo Buongiorno Patrizia. (Si danno la mano) Sto bene, grazie, e tu?

Patrizia Bene grazie, a parte qualche piccola seccatura (Guardando Arturo)

Arturo (Fa le boccacce a Patrizia)

Giacomo Mi diceva Arturo che la vicina non sta tanto bene...

Patrizia S, soffre di allucinazioni.

Arturo Non volava la frutta?

Patrizia No.

Giacomo Per forza, c' lo sciopero.

Patrizia Come?

Arturo (A Giacomo) come ti dicevo, tutte le volte si corre di l e poi non succede mai niente.

Giacomo Io vado, provo a fare un salto in ospedale per vedere se hanno bisogno.

Arturo (Lo prende sottobraccio e l'accompagna all'uscita di destra) Allora siamo d'accordo per quella cosa, vero? Ti chiamo al telefono per mettere a punto gli ultimi dettagli.

Giacomo Sei proprio convinto?

Arturo Certo, e vedrai che anche tu poi mi dirai che avevo proprio ragione.

Giacomo A me basterebbe non dovermene pentire. (A Patrizia) Arrivederci.

Patrizia Arrivederci, Giacomo, tante buone cose.

Giacomo Speriamo. (Ad Arturo) Ciao, ci vediamo. (Ed esce a destra)

Arturo Ciao e mi raccomando, su con la vita!

Patrizia Mi sembrava un po' abbattuto, forse successo qualcosa?

Arturo No, che lui fondamentalmente un pessimista e allora assume sempre quella espressione anche se tutto va a meraviglia.

Patrizia Mi sembri stranamente di buonumore...

Arturo Grazie a voi due che siete state lontane per un po' di tempo.

Patrizia Alle menti piccoline bastano delle piccole gioie per essere felici.

Arturo Meglio avere una mente piccolina che non averla affatto. Dov' Lucrezia?

Patrizia Si fermata ancora un po' dalla signora Pina. Poverina, proprio sconvolta, dev'essere stato proprio un grand'uomo suo marito per soffrire cos tanto per la sua mancanza.

Arturo Come sempre ci rendiamo conto del vero valore delle persone quando queste non ci sono pi.

Patrizia (Lo guarda un po' strano e poi) Cosa aspetti a darci questa gioia?

Arturo Sono sicuro che quando sar morto sarai la prima a rimpiangermi.

Patrizia Proviamo!

Arturo Proviamo!

FINE PRIMO ATTO


ATTO SECONDO

La scena la stessa del primo atto, solamente sulla sinistra al posto del tavolo con le sedie, c' un catafalco con un lenzuolo funebre grigio e un cuscino, Intorno al palco funebre ci sono quattro grossi candelabri con le candele spente. Tra il catafalco e il resto della scena c' un grosso paravento che nasconde la zona funebre dalle altre zone della sala. In scena ci sono Arturo e Giacomo che stanno discutendo. Arturo vestito con un doppio petto grigio e camicia bianca con cravatta, e scarpe nere lucidissime.

Giacomo Stupido che sono stato ad accettare. Non dovevo lasciarmi coinvolgere.

Arturo Guarda che hai proprio stufato; non capisco di che cosa ti preoccupi, tutto sta andando come previsto. Le due donne sono cascate nell'inganno, mi credono effettivamente morto, quello delle pompe funebri non ha minimamente sospettato, lasciamo che oggi le cose maturino per benino e domani poi far la mia resurrezione miracolosa con il tuo avallo medico e tutti saremo felici e contenti.

Giacomo La fai facile tu; solamente il fatto della tua morte apparente ci attirer addosso una valanga di curiosi che, con la scusa pi o meno valida dell'informazione scientifica, ci tempesteranno di domande.

Arturo Ma come, tutti i medici farebbero follie per potersi assicurare un'intervista sulle migliori riviste mediche, e tu che ne hai l'occasione sei spaventato?

Giacomo Non sono spaventato, sono atterrito! Cosa dovrei dire secondo te in queste interviste? Che sono stato testimone d un rarissimo caso di morte apparente? E quando mi chiederanno che tipo di analisi ti ho fatto cosa gli dico? Dir loro che per redigere il certificato di morte ho utilizzato i migliori sistemi che la moderna tecnologia mi metteva a disposizione, vaie a dire lo specchietto davanti al naso per vedere se si appannava col respiro. Ma fammi il piacere. Mi sento come un condannato a morte che aspetta solo di sapere quando e come verr giustiziato.

Arturo Boom!!!

Giacomo Ridi, tanto tu non hai niente da perdere vero? Se per caso dovesse saltar fuori la verit, tu potresti sempre giustificarti dicendo che era uno scherzo, ma cosa racconterei io ai miei colleghi dell'Ordine dei medici?

Arturo Che hai condotto un esperimento di carattere psicologico su alcune pazienti di sesso femminile di mezza et, per studiare le reazioni dei soggetti agli stimoli provocati da una forte emozione.

Giacomo Potrebbe perfino sembrare vero.

Arturo Vedi?

Giacomo S, solo che un ortopedico come me non fa ricerche psicologiche!!!

Arturo Sai qual il vero problema? che tu sei sempre stato un pessimista e anche quando le cose vanno secondo programma, temi sempre una qualche difficolt. Per una volta nella tua vita cerca di essere un po' pi ottimista; in fondo la parte pi complicata del piano l'abbiamo superata in modo egregio, ormai sono belle defunto a tutti gli effetti...

Giacomo Appunto, non conosciamo tutti gli effetti.

Arturo (Si avvicina a sinistra e si sdraia sul catafalco) Con te inutile cercare di ragionare.

Giacomo Adesso sono io che non voglio ragionare! Ma guardati: vestito di tutto punto per il tuo funerale, con tanto di palco funebre e candele, ma con il piccolo particolare che all'attore principale del dramma manca una caratteristica importantissima, non morto.

Arturo (Sdraiato completamente con la testa sul cuscino) Mi dispiace, ma noi morti per definizione non possiamo parlare con persone senza spirito. (Si mette a ridere)

Giacomo Ridi, ridi, speriamo che tu abbia ancora voglia di ridere quando tutto questo sar finito. E mi vuoi spiegare perch diavolo ti sei sdraiato adesso? Non mi va di parlare con te in questo modo, mi fa impressione.

Arturo (Rialzando la testa) Ma tu non devi parlare con me, io sono morto!

Giacomo Senti, continua a fare lo spiritoso che ti uccido sul serio.

Arturo Non sto facendo lo spiritoso, ma siccome questa casa in pratica un porto di mare dove vicine, suocere e chiunque altro lo voglia pu entrare liberamente, meglio che sia sempre pronto a un'eventuale entrata a sorpresa. Dove hai detto che andata Lucrezia?

Giacomo Non me lo ha voluto dire, mi ha detto solo che si sarebbe assentata per un'ora e mi ha chiesto di fermarmi qui a vegliarti.

Arturo Vedi che sta gi cambiando? Non voleva che restassi da solo!

Giacomo Veramente aveva paura che cominciassi a mandare cattivo odore.

Arturo (Guardandolo malissimo) A volte mi domando se non sarebbe meglio vivere da soli piuttosto che circondati da certi parenti e certi amici!

Giacomo Mettiti gi che cos ti alleni, ricordati che dovrai recitare per tutto il giorno davanti a chiunque venga a porgerti l'estremo saluto. Adesso accendo le candele cos la messa in scena sar...

Arturo Non sognarti nemmeno di fare una cosa simile. Ricordati della mia allergia, pensa che bello se durante la veglia funebre dovessi incominciare a starnutire.

Giacomo Oh no, non mi ricordavo pi delle tue allergie al fumo e alla polvere. Lo sapevo che prima o poi qualcosa saltava fuori.

Arturo (Sbuffando) Ma lo sai che sei proprio insopportabile? Ma come ho fatto per tutti questi anni a non mandarti a quel paese? Ti ho gi detto che non accadr niente, e per le mie allergie basta stare attenti: non credo che con un morto in casa qualcuno abbia voglia di fare la polvere e per quanto riguarda le candele basta non accenderle.

Giacomo Ma che diavolo ti saltato in mente di mettere le candele se poi non bisogna accenderle?

Arturo E gi, secondo te avrei dovuto alzarmi dal catafalco e dire a quello delle pompe funebri che per il mio funerale non gradivo le candele in quanto ne ero allergico.

Giacomo Sarebbe bastato dirlo a me.

Arturo Cosa avresti detto? Che il tuo amico ti ha parlato dall'oltretomba per far togliere le candele? Ma siamo seri. (Si sdraia di nuovo in posizione orizzontale coti le mani giunte sopra il petto e resta immobile)

Giacomo Non saremmo in questa situazione se avessimo fatto i seri! (Si appoggia allo spigolo del paravento con la schiena verso il resto dell'appartamento e continuando a parlare con Arturo) Spero che mio padre lass stia facendo qualcos'altro e non abbia il tempo per guardare cosa sta combinando quaggi il suo adorato figliolo, lui che ha speso tutto quello che poteva e anche di pi per farmi diventare un affermato professionista.......

Lucrezia (Entra da destra e vedendo Giacomo che parla si avvicina lentamente senza far rumore)

Giacomo ... e io guarda che cosa gli combino. Sai che cosa mi impedisce di andarmene da questa scena patetica? Solo il rispetto che porto per la nostra amicizia e che mi obbliga a mantenere gli impegni che ho preso con te e con tua moglie. Ma ricordati che l'ultima volta che mi presto a queste cose, il prossimo funerale te l'organizzi da solo, senza candele e senza polvere, cos non rischierai di starnutire e di mandare a monte la tua resurrezione.

Lucrezia (Appoggiandogli da dietro una mano sulla spalla) Giacomo...

Giacomo (Si spaventa e lancia un urlo)

Lucrezia Giacomo, tu sei in uno stato pietoso, il dolore ti sta facendo sragionare. Giacomo Pe... pe... pe... perch?

Lucrezia Ma ti rendi conto di quello che dici? Il funerale organizzato dal morto, resurrezioni fallite, ma ti sembra normale? vero che tu e Arturo, pace all'anima sua, eravate molto legati e anche per me stato un duro colpo, ma io non mi comporto certo cos.

Giacomo (Tentennante) che sono ancora scombussolato...

Lucrezia (Lo prende sottobraccio e l'allontana dal paravento) Su, non ci pensare e aiutami; sar qui tra qualche minuto l'assicuratore che dovr constatare...

Giacomo (Allarmato) Chi? Chi deve venire?

Lucrezia (Lo guarda strano) L'assicuratore!

Giacomo (Spaventato) E cosa viene a fare l'assicuratore in casa tua?

Lucrezia (c.s.) Secondo te cosa viene a fare? Non dirmi che non sapevi dell'assicurazione sulla vita che Arturo si era fatto due anni fa!

Giacomo Non mi ricordavo...

Lucrezia Poco male, comunque sta per salire e ti chiedo di riceverlo tu mentre vado un attimo di l in camera...

Giacomo De... vo... ri... ce... ve... re... io...

Lucrezia S, per favore, sar di ritorno in un attimo e...

Giacomo Ma domenica!

Lucrezia Questo ti crea degli impedimenti di carattere religioso?

Giacomo Eh?

Lucrezia Voglio dire che credo tu possa intrattenere un agente assicurativo per qualche minuto anche se non un giorno lavorativo.

Giacomo Appunto, non un giorno lavorativo, cosa viene qui a fare questo di domenica?

Lucrezia Ma che differenza vuoi che faccia se l'accertamento viene fatto di domenica invece che di luned?

Giacomo Una differenza enorme, come tra la vita e la morte!

Lucrezia Cosa?

Giacomo Mi spieghi come hai fatto a trovarlo?

Lucrezia L'agente? Me ne aveva parlato una mia collega sul lavoro...

Giacomo No, non lui, cio s lui, ma oggi che domenica, come hai fatto a rintracciarlo?

Lucrezia Ma una precisa clausola del contratto: appena viene a verificarsi l'infausto evento della morte della persona assicurata, telefonare immediatamente al numero indicato per un rapida constatazione dell'avvenuto decesso. Il numero in funzione ventiquattro ore su ventiquattro.

Giacomo incredibile, per avere l'efficienza tanto agognata da vivi, bisogna essere morti.

Lucrezia (Lo guarda perplessa, poi allontanandosi verso l'uscita di fondo) Non mi pare adesso il momento di stare ad ascoltare i tuoi ragionamenti, che tra l'altro non mi sembrano molto coerenti. Ti chiedo solo di aspettare qui. il tempo che lui salga mentre mi assento un attimo. Torno subito (Esce al centro)

Giacomo (Controlla che Lucrezia sia uscita e poi si avvicina al paravento coti le spalle, tenendo d'occhio le due entrate) Complimenti!

Arturo (Resta immobile)

Giacomo (Si affaccia al paravento) Ce l'ho con te; meglio che ti alzi subito da l e che anticipi a oggi la tua resurrezione.

Arturo (Si alza legger mente e sussurra) Non posso, non ancora il momento.

Giacomo Ma sei completamente impazzito? Mai sentito chi sta arrivando?

Agente assic. (Entra da destra) permesso?

Arturo (Si rimette gi in posa)

Giacomo (Si guarda in giro spaventato, poi si nasconde dietro il catafalco)

Agente assic. permesso? C' nessuno?

Arturo (Prende Giacomo per il colletto e lo spinge a uscire)

Giacomo (Fa resistenza e a gesti fa intendere di non volere uscire)

Agente assic. C' qualcuno in casa?

Arturo (Sempre cercando di spingere fuori Giacomo) S. sono qui! (E si rimette gi in posa)

Giacomo (Resta come bloccalo guardando verso il paravento)

Agente assic. (Andando verso il paravento e girandogli attorno) Scusate, ma la porta era aperta e la signora mi aveva invitato... (Vedendo Giacomo bloccato si ferma un attimo, poi studiandolo bene) Sciatalgia vero? Una delle peggiori piaghe dell'umanit; si immagini che almeno il venticinque percento della popolazione mondiale soffre o ha sofferto di sciatalgia. Si calcola che il fenomeno sia in deciso aumento grazie anche al fatto che ormai la stragrande maggioranza di occidentali da considerarsi sopra peso, quindi con una notevole pressione a carico delle vertebre che si schiacciano infiammando il nervo sciatico e aprendo di fatto la strada alla cronicit della malattia. Infatti sembra che nell'antichit fossero solo le persone pi ricche a patire questa infermit; era come la gotta una malattia che non tutti potevano permettersi, con quello che costava sia il procurarsela, sia il debellarla. Solo che lei, guardandola meglio, non mi sembra il tipo, voglio dire che non vedo un notevole sviluppo della sua massa corporea da giustificare una patologia a carico della spina dorsale; sono pi propenso a tenere in considerazione un'ipotesi di dislocazione vertebrale dovuta a improvvisa e violenta sollecitazione. Ha per caso fatto degli sforzi ultimamente?

Giacomo (Per tutto il discorso rimasto fermo a guardarlo e solo adesso si rende conio della posizione assunta, si rimette dritto e cercando di mantenere un certo contegno) Prego?

Agente assic. Domandavo se per caso ultimamente ha dovuto sottoporre il suo fisico ad alcuni lavori pesanti a cui non era abituato.

Giacomo S, proprio come ha detto lei.

Agente assic. Potremmo darci del tu, non sei d'accordo? In fondo c' lui (Indicando Arturo immobile sul catafalco) che ci accomuna. Lei parente?

Giacomo Non proprio...

Agente assic. Semplice conoscente?

Giacomo Veramente io sarei...

Agente assic. Un amico del defunto, un grande amico.

Giacomo Ecco, appunto.

Agente assic. Ed era a conoscenza del fatto che il suo pi caro amico avesse stipulato con la mia compagnia un'assicurazione sulla vita?

Giacomo Sapevo qualcosa perch la sua compagnia, come le altre per carit, prima di assicurare un cliente fa tutta una serie di ricerche sul suo stato di salute, andando dal suo medico personale per fargli alcune domande.

Agente assic. E cosa c'entra lei in lutto questo?

Giacomo Io sono il suo dottore, ecco cosa c'entro.

Agente assic. (Si avvicina ad Arturo e lo squadra un attimo, poi a Giacomo) E cos lei sarebbe il medico curante? Non mi sembra che abbia fatto un buon lavoro, visto come conciato questo poveraccio.

Giacomo (Seccato) Lei si preoccupi del suo lavoro, che al mio ci penso da solo.

Agente assic. Appunto! Vediamo allora di cominciare a lavorare, visto che mi pagano per questo.

Giacomo Devono anche pagarla bene se si permettono di disturbarla anche nei giorni festivi.

Agente assic. Lei sta scherzando? Per un ispettore delle compagnie d'assicurazione non esiste la domenica, il Natale, la Pasqua e nemmeno il ferragosto. La nostra una specie di missione: quando il morto chiama la nostra risposta dev'essere pronta!

Giacomo E perch mai c' bisogno di tutta questa urgenza? Non credo che i vostri clienti siano nelle condizioni di avere premura!

Agente assic. Prima di tutto noi dobbiamo accertarci che il nostro cliente sia veramente tale e non un impostore! La premura nasce dal fatto che il cliente potrebbe fingere il decesso per incassare il cospicuo premio dell'assicurazione.

Giacomo (Deglutendo rumorosamente) Beh... non mi sembra... questo il caso.

Agente assic. Lei non ha idea di quanti truffatori girino per le nostre strade, persone senza scrupoli che mirano solo a imbrogliare il prossimo; il compito del sottoscritto quello di consegnare questi farabutti alla giustizia!

Giacomo (Guardandolo tentennante) Addirittura alla giustizia?

Agente assic. Certo, alla giustizia. D'altronde la legge parla chiaro: per reati di truffa patrimoniale ai danni di compagnia di assicurazione prevista una pena di anni cinque di detenzione e una sanzione pecunia-ria che si aggira attorno al centinaio di milioni!

Giacomo (Barcollando) Oh mio Dio!!!

Agente assic. (Si avvicina premuroso) Cosa succede? Non sta bene? Lei non ha mica una bella cera sa? lo le do due consigli: primo si faccia una bella assicurazione sulla vita, che non si sa mai. e poi vista la fine che ha fatto il suo amico, io cambierei dottore. A proposito, dato che lei il medico curante, l'ha redatto lei il certificato di morte?

Giacomo (c.s.) Eh?... Come?... Chi morto?

Agente assic. Come chi morto? Ma lui no? (Indicando Arturo) Non lui il morto?

Giacomo morto? Ma quando?

Agente assic. Se non lo sa lei, io non saprei a chi chiederlo.

Giacomo Forse alla moglie?

Agente assic. (Prendendolo sottobraccio e portandolo verso il divano) Per carit, lasciamo la signora all'oscuro di questa nostra piccola indagine.

Giacomo Ma se stata la signora a dirmi del suo arrivo...

Agente assic. Ah, bene informata la signora, chiss chi l'ha avvertita.

Giacomo Ma non stato lei a dirle che sarebbe arrivato subito, pur essendo domenica, per la constatazione del decesso?

Agente assic. Vedo che ormai la cosa di dominio..pubblico e questo non rende certo facile il mio lavoro! (Estrae dalla giacca un blocchetto per appunti e una penna) Dunque posso farle qualche domanda?

Giacomo (Esitante) Di che genere?

Agente assic. Qui le domande te faccio solo io, va bene? Cosa mi dice della moglie del morto? ,

Giacomo Cosa c'entra adesso la moglie?

Agente assic. Ma lo sa che con lei impossibile lavorare? Continua a tempestarmi di domande!

Giacomo Ah, sarei io a tempestarla di domande?

Agente assic. Un buon ispettore non tralascia mai nulla, uno dei nostri motti : Se sei sicuro che ormai il morto giace, cerca di scoprire chi coi soldi si d pace!

Giacomo Il detto non era proprio cos.

Agente assic. Vuole insegnarmi il lavoro? Vuole fare lei? (Gli porge il blocchetto con la penna)

Giacomo No. per carit, vada pure avanti lei che cos bravo.

Agente assic. (Riprendendo un tono professionale) In questi casi la prima persona a essere sospettata la moglie.

Giacomo Sospettata di cosa?

Agente assic. Potrebbe aver soppresso il marito per intascare i soldi della polizza.

Giacomo Le assicuro che questa volta .si sbaglia di grosso.

Agente assic. cos sicuro? Chi non le dice die la signora non abbia un amante? E che questi non l'abbia spinta a commettere qualcosa che da sola non avrebbe mai avuto il coraggio di fare?

Giacomo Di certo non Lucrezia!

Agente assic. Si chiama Lucrezia? Beh, il nome non l'aiuta!

Giacomo Vuole denunciarla per il suo nome di battesimo?

Agente assic. A volte il destino di una persona racchiuso nel suo nome!

Patrizia (Entra da destra)

Giacomo Lucrezia una signora per bene e il suo rapporto con il marito era splendido.

Patrizia Questa bella, ma se ormai non si sopportavano pi!

Agente assic. Ah... ah...

Giacomo Ma Patrizia cosa dici? normale che in una famiglia ci siano occasionali molivi di disaccordo, ma sono sicuro che (Aumentando il tono della voce) all'ISPETTORE DELLA COMPAGNIA DI ASSICURAZIONE questi momenti di disaccordo non interessano.

Patrizia Momenti di disaccordo? Ma se lo sanno tutti che litigavano dalla mattina alla sera, la mia gioia e quel... dittatore, pace all'anima sua.

Agente assic. (Scrivendo sul blocco) Ah... ah...

Giacomo Suvvia non esagerare, l' ISPETTORE DELLA COMPAGNIA DI ASSICURAZIONE non interessato ai piccoli bisticci familiari...

Agente assic. Sono interessato s. (Prendendo sottobraccio Patrizia) Quindi secondo lei esistevano dei motivi di disaccordo?

Patrizia No, non esistevano proprio dei motivi d'accordo, era una guerra continua.

Agente assic. E secondo lei questa guerra a lungo andare pu aver esasperato gli animi?

Patrizia Ma certo, ormai erano arrivati a un punto tale di discordia da giustificare qualsiasi atto estremo.

Agente assic. (Illuminandosi) E quale atto estremo?

Giacomo (Intervenendo) Anche il divorzio si pu considerare un atto estremo.

Agente assic. Non stavo parlando con lei!

Patrizia (A Giacomo) Ma chi il signore?

Giacomo l'ispettore della compagnia di assicurazione, Arturo aveva stipulato un'assicurazione sulla vita e il signore l'incaricato dell'accertamento.

Agente assic. (A Giacomo) Ma chi la signora?

Giacomo la mamma della moglie del... defunto!

Agente assic. Comunque devo constatare che la situazione parecchio confusa, un amico medico che non un gran che. una signora Lucrezia esperta di veleni che potrebbe avere un amante...

Patrizia (A Giacomo) La mia stellina ha unamante?

Giacomo (Scuotendo la testa indica l'agente delle assicurazioni puntandosi l'indice alla tempia)

Agente assic. ... e una suocera che mal sopportava il genero, tanto da poter giungere a commettere qualche atto estremo. L'unica cosa certa che quel poveraccio morto!

Giacomo (Tra s) Se tu sapessi quanto ti sbagli!

Agente assic. Diceva?

Giacomo Che lei non prende abbagli!

Agente assic. Cerco di fare il possibile perch non mi si inganni. Allora, ricapitolando: lei ha redatto il certificato di morte?

Giacomo No!

Agente assic. Perch no?

Patrizia Perch no?

Giacomo Perch... Perch... Perch domenica.

Agente assic. E cosa c'entra con il certificato di morte?

Giacomo Al contrario di lei, caro ispettore, io non lavoro mai di domenica!

Patrizia Ma se certe domeniche sei di turno all'ospedale.

Giacomo Certe domeniche! Questa non una di quelle certe!

Agente assic. Ma il morto non ... Non era un suo amico?

Giacomo S, ma io non mescolo mai il lavoro al piacere.

Agente assic. Le fa piacere redigere un certificato di morte?

Giacomo Certo che no, quello il lavoro.

Agente assic. E allora il piacere la morte del suo amico?

Giacomo Il piacere una buona brioche con un buon cappuccino.

Agente assic. Ma che cavolo di risposta ?

Giacomo Ma che cavolo di domanda la sua!

Agente assic. stato lei a parlare per primo di piacere.

Giacomo Ma mi faccia il piacere!

Patrizia Dico, ma avete bevuto voi due?

Giacomo Perch?

Patrizia dieci minuti che parlate senza dire niente di sensato, fate discorsi senza n capo n coda.

Agente assic. Sono concorde con lei, signora, questo soggetto elabora dei concetti sconclusionati.

Patrizia Mentre lei...

Agente assic. Io non mi permetterei mai.

Patrizia Perfetto! Ha finito?

Agente assic. Cosa?

Giacomo Il suo discorso!

Patrizia Il suo lavoro!

Agente assic. Ma non ho mai fatto un discorso sul mio lavoro.

Giacomo Ma se non sta parlando d'altro.

Agente assic. Siete voi che parlate d'altro, io voglio solo accertare il decesso.

Patrizia E lo faccia una buona volta, invece di continuare a chiacchierare.

Giacomo (Mettendosi tra l'ispettore e il catafalco) Nemmeno per sogno!

Agente assic. (A Patrizia) Vede? Mi impedisce di svolgere regolarmente il mio lavoro!

Giacomo Le impedisco di svolgere il suo lavoro semplicemente per il fatto che lei non possiede i requisiti necessari per poter giudicare obiettivamente l'avvenuto decesso.

Agente assic. Mi sta dicendo che non saprei riconoscere un morto da un vivo?

Giacomo S, forse quello s, ma lei ignora per esempio che ci sono persone molto pi vive, tra i morti, dei vivi stessi, e persone molto pi morte, tra i vivi, dei morti stessi!

Patrizia (Guarda esterrefatta Giacomo e poi l'ispettore)

Agente assic. (Guarda esterrefatto Giacomo e poi Patrizia)

Giacomo Comunque mi lasci il recapito del suo ufficio, che provveder io stesso a farle avere il certificato, una volta che l'avr redatto.

Agente assic. (Estrae dalla giacca un biglietto da visita e sempre guardando Giacomo sbigottito gli d il biglietto) Tenga, spero che sia una faccenda rapida.

Giacomo Ma ha sempre fretta lei?

Agente assic. Lo dico per voi, prima apriamo la pratica e prima sar possibile saldare il premio.

Giacomo la prima volta che sento di un'assicurazione che ha fretta di pagare.

Agente assic. Finger d non aver sentito questa frase ironica.

Giacomo Molto bene, adesso pu lasciarci soli, per favore?

Agente assic. Vuole cacciarmi fuori dalla porta?

Giacomo Io preferirei la finestra, ma la mia professione e il giuramento che ho fatto me lo impediscono.

Patrizia Ma Giacomo!

Agente assic. Lo lasci dire, signora, i ragli dei somari non arrivano al cielo.

Giacomo Per fare una tale asserzione bisogna che i casi siano due: o lei stato in cielo e ha sentito che i ragli non arrivavano, oppure l'ipotesi pi probabile, lei ha provato a ragliare e il cielo non l'ha sentita!

Agente assic. (Andando verso l'uscita di destra) Visto come si continua a trattarmi in questa casa, preferisco allontanarmi, ma promettendo tuttavia di interessarmi a questa pratica personalmente.

Giacomo E se vuole intervistare il morto si ricordi di ragliare pi forte che pu, altrimenti in cielo non la sentono.

Agente assic. (Uscendo a destra) Maleducato cafone!!!

Patrizia Ma che ti preso?

Giacomo Scusami, ma quell'idiota mi ha letteralmente fatto perdere la calma.

Patrizia Stava semplicemente cercando di svolgere il proprio lavoro.

Giacomo Mi domando come fanno ad arrivare a certe posizioni talune persone...

Patrizia Ma quella persona potrebbe esserci utile per la riscossione dei soldi...

Giacomo (Guardando verso il paravento) Stai tranquilla che quella persona non vi servir, per lo meno non adesso, forse in futuro, ma non ora.

Patrizia Se lo dici tu. (Cambiando argomento) Sai dov' la mia bambina?

Giacomo di l in camera, ha detto che avrebbe fatto in un attimo; per fortuna!

Patrizia (Andando verso l'uscita di fondo) Voi uomini non potrete mai capire.. . (Ed esce dal fondo)

Giacomo (Andando verso il paravento) C' poco da capire, tra gli uomini e le donne esiste un differente concetto di tempo: per le donne far aspettare dieci minuti significa avere a disposizione come minimo venti minuti; per gli uomini dover aspettare dieci minuti significa che cinque sono gi troppi. Impossibile andare d'accordo..(Si volta verso le due uscite prima di girare dietro il paravento per controllare che non ci sia nessun altro, poi verso Arturo) Spero che adesso tu sia soddisfatto!

Arturo (Si alza leggermente) Di che cosa?

Giacomo Perch adesso si metter in moto tutto l'apparato burocratico e dovrai sudare le proverbiali sette camicie per sistemare tutto quanto.

Arturo Devo ringraziare anche te, non potevi trattare quel povero diavolo in modo peggiore.

Giacomo lui che se l' cercata.

Arturo un problema in pi che dobbiamo affrontare.

Giacomo No caro mio, un problema in pi che affronterai da solo perch per quanto mi riguarda sono arcistufo di questa storia, ho intenzione di tornarmene a casa a passare la mia meritata domenica di riposo davanti al televisore...

Patrizia (Rientra dal centro) Sei proprio sicura?

Arturo (Si rimette sdraiato come era prima)

Giacomo (Si riparla verso il soggiorno incontro alle due donne)

Lucrezia (Rientra dietro la madre, vestita a lutto con tailleur e calze nere) S mamma, preferisco fermarmi a casa.

Patrizia Ma scusa, chiss quando capiter di trovare di nuovo tutti i negozi aperti alla domenica!

Lucrezia Ti prego mamma, non insistere, e poi non sta bene che una signora vada a fare compere quando il marito appena morto!

Patrizia Dipende dal marito! (Indicando il catafalco) Quello riesce a rompere le scatole anche da morto!

Lucrezia Mamma!

Patrizia E quelle belle scarpe che avevi visto? Sono sicurissima che oggi senz'altro qualcun'altra finir per comprarle e cos tu resterai senza.

Lucrezia Non ti devi preoccupare, lo sai che Leopoldo un carissimo amico.

Patrizia Certo che lo so. e so anche che ha un debole per te, ma non credo che se qualcuna gli chiede le scarpe che ha in vetrina lui non le venda solo per fare un favore a te.

Lucrezia No, lui fa di pi, mi ha promesso che se lo chiamo mi porter lui stesso qui a casa le scarpe da provare per evitarmi il disagio di uscire, basta solo che gli dia un colpo di telefono. E visto che dovr partecipare anche al funerale, mi far portare anche qualche modello nero.

Patrizia E cosa aspetti a chiamarlo? Vuoi che qualcun'altra ti rubi quelle scarpine?

Lucrezia Adesso lo chiamo, appena sei uscita, promesso.

Patrizia E cos mi fai andare in centro da sola?

Lucrezia (Andando verso Giacomo e prendendolo sottobraccio) No, ti accompagner Giacomo.

Giacomo Io? Ma io non voglio andare a far compere!

Lucrezia Su, ho pensato che in fondo ti far bene distrarti un attimo; da quando successo il fatto non ti sei mai allontanato un attimo da Arturo. So che lui apprezzer tutto questo, ma hai bisogno di riposarti un poco e i ragionamenti che facevi prima mi dimostrano che non sbaglio.

Giacomo Ma io non posso andare via, Arturo ha bisogno...

Lucrezia (Spingendolo verso l'uscita di destra) Resto io a casa con Arturo, non ti preoccupare, pensa solo a distraili un po' senza pensarci troppo.

Giacomo (Facendo resistenza) Ma il mio migliore amico e poi...

Patrizia (Prende sottobraccio Giacomo e lo tira energicamente verso l'uscita di destra) Andiamo su, quante storie, sembrerebbe quasi che ti dia fastidio venire a fare quattro passi con me.

Giacomo Non questo, che...

Patrizia (Lo butta letteralmente fuori a destra) E allora andiamo su. (Poi voltandosi verso Lucrezia) Guarda che puoi ingannare lui, ma non la tua mammina che ti conosce bene.

Lucrezia Cosa intendi?

Patrizia Sai benissimo cosa intendo: fai venire qui Leopoldo con la scusa delle scarpe e ci cacci tutti fuori di casa, comincio a pensare che quello dell'assicurazione non aveva tutti i torti!

Arturo (Si alza leggermente guardando verso il paravento con la faccia allarmata)

Lucrezia Ma cosa stai dicendo mamma? Non ti capisco.

Patrizia Capisco io bambina mia, capisco io. Ciao, ci vediamo (Ed esce da destra)

Lucrezia (Guarda uscire la mamma poi va verso il telefono) Certo che questo lutto sta sconvolgendo un po' tutti, persino la mamma, che sembrava essere la pi distaccata, si comporta in modo strano.

(Prende la rubrica del telefono, cerca un numero e poi prende la cornetta, compone il numero e aspetta)

Pronto Leopoldo?... Ciao, s sono io... Sei sempre molto galante... Ti ringrazio, anche a me fa sempre piacere sentirti... S, mi sono permessa di disturbarti per via di quelle scarpe tanto carine che avevo provato l'altro ieri... Esatto, quelle... s, avrei deciso di comprarle, per al momento non posso venire in negozio... non vorrei crearti troppo disturbo... ma chi lasceresti in negozio se vieni ora?... No, anzi mi faresti un grosso favore, io dicevo per te... A furia di farmi tutti questi complimenti mi tarai arrossire... S, sempre se non era troppo disturbo, avevo bisogno anche di un paio di scarpe eleganti nere... Non ha importanza, decidi tu... Va bene, ti aspetto, grazie ancora, ciao. (Appende la cornetta e comincia a sistemarsi i capelli e l'abito)

Arturo ha seguito tutta la telefonata in piedi nascosto dietro il paravento e adesso segue con sospetto i movimenti della moglie. Suona il campanello della porta a destra.

Lucrezia Non pu gi essere Leopoldo, l'ho appena sentito! (Esce a destra)

Arturo Leopoldo di qui, Leopoldo d l. ma chi diavolo questo Leopoldo?

Lucrezia (Rientra da destra) Prego si accomodi.

Arturo (Si precipita a sdraiarsi sul catafalco)

Vedova (Entra da destra, vestita in modo molto eccentrico, tiene in mano un urna cineraria di media grandezza con il coperchio) Buongiorno.

Giacomo (Entra dietro la vedova) Mi ha chiesto se sapevo dove abitavi e ho deciso di accompagnarla su.

La Vedova si ferma, toglie il coperchio all'urna, mette una mano dentro e prende una manciata di polvere grigia dal vaso, tenendola sul palmo detta mano la soffia poi per tutta la stanza, ripete tutta l'operazione per altre due volte, una verso il pubblico e una verso Arturo.

Giacomo (Si precipita spaventato verso il catafalco) La polvere!!!

Vedova (Rigirandosi verso Lucrezia) Sono la presidentessa del comitato cittadino delle vedove combattenti.

Lucrezia Vedove combattenti?

Vedova S, combattiamo affinch cessi immediatamente la barbara pratica di seppellire i nostri mariti nella nuda terra!

Arturo (Si alza leggermente e annusando l'aria comincia ad allargare le narici come per starnutire)

Giacomo (Vedendo che Arturo sta per starnutire comincia a prepararsi a sua volta per starnutire) Eh... eh... eh...

Vedova Noi preferiamo che i nostri cari compagni siano...

Arturo (Starnutisce)

Giacomo (Finge di starnutire rumorosamente per coprire il rumore fatto da Arturo)

Vedova Salute! Preferiamo che i nostri compagni siano...

Arturo (Starnutisce)

Giacomo (Finge di starnutire rumorosamente, prende un fazzoletto dai pantaloni e inizia a soffiarsi il naso rumorosamente, andando dietro ti paravento)

Vedova Salute! Credo che lei si stia prendendo qualcosa, farebbe meglio ad andare da un dottore.

Giacomo (Urlando da dietro il paravento) gi la seconda volta che me lo consigliano oggi.

Arturo (Starnutisce ripetutamente)

Giacomo (Cerca di coprirgli la bocca e intanto fa tutta una serie di rumori con il naso, la gola e la bocca)

Vedova (Guarda Lucrezia)

Lucrezia (Guarda la vedova, poi andando verso il paravento) Sei sicuro di sentirti bene? Non hai bisogno...

Giacomo (Urlando si precipita fuori dal paravento per fermare Lucrezia) Noo, no, sto benone, solo un po' di allergia. (Ritorna fingendo di starnutire dietro il paravento)

Arturo (Starnutisce)

Giacomo (Finge di starnutire di nuovo rumorosamente)

Lucrezia Non sapevo che soffrissi di allergie.

Giacomo (Urlando da dietro il paravento) Nemmeno io.

Vedova Forse colpa mia, forse allergico alla cenere.

Arturo (Starnutisce)

Giacomo (Finge di starnutire) Ecco s, sono allergico alla cenere!

Lucrezia Ma cosa c'entra la cenere adesso?

Vedova quello che stavo cercando di spiegarle...

Arturo (Starnutisce)

Giacomo (Finge di starnutire e incomincia a cercare di coprire, con le braccia e con il corpo. il viso di Arturo per non farlo starnutire)

Vedova (Prende sottobraccio Lucrezia) Rappresento tutte le vedove combattenti della citt, donne che si battono per liberare l'umanit da secoli di pregiudizi.

Lucrezia E cosa ho a che fare io con tutto questo?

Vedova Lei non vedova?

Lucrezia S, ma da meno di ventiquattr'ore!

Vedova Proprio per questo sono arrivata subito, perch sono convinta sia meglio agire subito e mettere i nostri avversari davanti al fatto compiuto.

Lucrezia Ma di quale fatto parla? Cosa vuole fare?

Vedova Ma semplice mia cara, voglio bruciare suo marito!

Lucrezia Cosa?

Giacomo (Si alza spaventato per quello che ha sentito guardando verso il paravento)

Arturo (Che ha il naso libero starnutisce)

Giacomo (Resta interdetto con la bocca aperta sempre guardando il paravento)

Vedova Salute!

Arturo Grazie.

Giacomo (Si riprende e cerca di nuovo di coprire Arturo)

Lucrezia Ma perch vuole bruciare mio marito?

Vedova Perch morto!

Lucrezia Cosa vuol dire, io preferirei una normale sepoltura.

Vedova E io sono qui proprio per spiegarle i vantaggi della cremazione. Posso accomodarmi?

Lucrezia Certo, anzi mi scusi, ma mi ha colto un po' di sorpresa.

Vedova (Sedendosi sul divano) La capisco benissimo. Dunque le stavo dicendo quali sono i vantaggi del bruciare il marito...

Lucrezia Detto cos fa un po' impressione.

Vedova Pensi che qualcuna ci ha chiesto se potevamo farlo anche se il marito non era ancora morto!

Lucrezia Ma un omicidio!

Vedova Loro lo chiamavano un favore. Ma non siamo qui per parlare di queste povere sfortunate, ma per parlare di quelle donne che avendo avuto un compagno splendido per tutta la vita, preferiscono non separarsi del tutto da lui, ma continuare a conservarlo vicino, nella casa dove hanno vissuto, visitando assieme i luoghi dei loro ricordi pi cari.

Lucrezia Ma come possibile questo?

Vedova Semplicemente non seppellendo il proprio uomo, ma cremandolo e conservando quindi le sue ceneri. (Accarezza con amore l'urna)

Lucrezia (Indicando l'urna) Mi vuol far credere che quello suo marito?

Vedova Beh, quello che ne resta.

Lucrezia E lei lo porta sempre con s?

Vedova Certo, altrimenti come faremmo a continuare a stare insieme?

Lucrezia Ma allora quella polvere che lei soffiava prima...

Vedova Sono le ceneri del mio amore.

Giacomo (Si alza da Arturo e incomincia con un'espressione inorridita a spazzolarsi il vestito con te mani)

Arturo (Anche lui con una espressione inorridita cerca di togliersi la polvere dal vestilo, ma cos facendo ricomincia a starnutire)

Giacomo (Ritorna a coprire Arturo)

Lucrezia (Che nel frattempo aveva cercato di spolverare il proprio vestito in modo pi discreto) Ma... come... si chiamava suo marito?

Vedova Pino Amato!

Giacomo Ecco perch si sentiva come un vago profumo di resina!

Vedova No, quello il profumo della legna con cui stato bruciato.

Lucrezia (Inorridita) Ma viene arso su un rogo di legna?

Vedova Certo che no, esistono dei forni appositi, solo che esiste la possibilit di poter bruciare, insieme alle amate spoglie, anche una certa quantit di legna aromatica a scelta del coniuge.

Lucrezia E per quale motivo?

Vedova Nel mio caso un motivo essenzialmente pratico: dovendo spolverare mio marito in qualsiasi ambiente io venga a trovarmi, lei capisce che ho bisogno di una discreta quantit di cenere.

Lucrezia Ma lei spolvera suo marito dovunque si trova?

Vedova Certo, solo cos sono sicura di avere sempre al fianco il mio Amato Pino.

Lucrezia Da quanto tempo rimasta vedova?

Vedova (Sospirando) Da ormai quindici anni.

Giacomo Caspita, ma quanta cenere ha gi consumato?

Vedova Sono ormai quasi vicina al quintale.

Lucrezia Scusi, ma allora le sar anche capitato che qualche volta invece di soffiare suo marito, lei abbia soffiato solo della cenere di legna.

Vedova E qui che si sbaglia, perch in tutta la cenere che possiedo presente l'anima di mio marito, la sua essenza.

Giacomo La famosa essenza di pino.

Vedova Amato!

Lucrezia Gi, Amato Pino.

Vedova Allora, che ne dice, non la trova una soluzione splendida? Pensi solo al vantaggio di non doversi recare tutti i giorni al cimitero, magari lontanissimo, magari con il brutto tempo, a dover spendere una montagna di soldi per organizzare il funerale, per comprare un posto ai camposanto, per i fiori tutti i giorni, per la lapide e! a sua fotografia, per le mance al custode perch non spariscano i suoi lumini, per non parlare poi...

Lucrezia Basta, per carit, gi stata abbastanza esauriente.

Vedova Allora lo bruciamo? Posso farle avere delle splendide urne come questa a dei prezzi veramente stracciati.

Lucrezia Le prometto che ci penser, mi dica dove posso rintracciarla se eventualmente decidessi per... l'essenza.

Vedova (Alzandosi dai divano estrae dalla borsa un biglietto da visita enorme) Ecco, qui ci sono tutti i possibili recapiti miei e di mio marito. (Andando verso l'uscita di destra) Le assicuro che se dovesse decidere di rinunciare alla tradizionale sepoltura sar la donna pi felice della terra.

Lucrezia E' un concetto difficile da accettare per una novella vedova.

Vedova Stia su di morale, la vedovanza solo un concetto mentale, non si lasci ingannare dalle apparenze: suo marito ancora vivo e pi vicino di quanto lei creda.

Giacomo E anche di quanto lo crede lei.

Vedova (Urlando verso il paravento) Arrivederci signore, e si riguardi che con la salute non si scherza.

Giacomo (Urtando da dietro il paravento) Non si preoccupi, se mai dovessi ammalarmi seriamente, le prometto di sposarmi prima di morire, per potermi trasformare in essenza d Giacomo per la mia mogliettina.

Vedova Bravo! (Ed esce a destra)

Lucrezia (Uscendo dietro di lei) Aspetti che l'accompagno.

Giacomo (Rialzandosi da Arturo) Ti passata?

Arturo (Passandosi un fazzoletto sotto il naso) A momenti per non farmi starnutire mi soffocavi.

Giacomo Avremmo risolto tutti i nostri problemi in un colpo solo.

Arturo Poi avresti dovuto sopportarmi sotto /orma di essenza.

Lucrezia (Rientra da destra) Giacomo...

Giacomo (Rimette gi Arturo, gli prende il fazzoletto e se lo mette in tasca, poi uscendo da dietro il paravento) Eccomi.

Lucrezia Ti passata l'allergia?

Giacomo Sembra di s; ceno che ne passa di gente strana in casa tua, prima l'assicuratore, poi questa matta,..

Lucrezia Guarda che non so nemmeno chi sia questa pazza, (Leggendo il biglietto da visita grande che le rimasto in mano) "Comitato cittadino delle vedove combattenti, per un giusto riconoscimento e una appropriata valutazione del concetto di essenza, raggiungibile solo attraverso la purificazione delle spoglie mortali con l'ausilio di una combustione provocata, atta a liberare quell'entit immateriale presente in ogni mortale... "

Giacomo Cos' un biglietto da visita o un saggio sulla cremazione?

Lucrezia ... "Amato Pino e Chiara Rosa aspettano..."

Giacomo Amato Pino e Chiara Rosa?

Lucrezia Sembra che si chiamino cos!

Giacomo Aveva ragione l'assicuratore, certe persone hanno il destino nel nome.

Lucrezia "Amato Pino e Chiara Rosa aspettano ardentemente... " proprio il caso di dirlo "Ardentemente una tua chiamata ecc. ecc." Il mondo bello perch vario, dicono. (Stracciando il biglietto che ha in mano) Mi domando solo come abbia fatto a trovarmi e soprattutto a sapere che sono diventata vedova.

Giacomo Secondo me stato l'impiegato delle pompe funebri.

Lucrezia (Cambiando discorso) Ma dove hai lasciato la mia mamma?

Giacomo (Dandosi una pacca sulla fronte) Porca miseria, me ne ero dimenticalo. (Si precipita verso l'uscita di destra) Adesso chi la sente? ancora gi che mi aspetta. Ciao! (Ed esce a destra)

Lucrezia Ciao. (Sedendosi sul divano) Comitato delle vedove combattenti. Mah!!!

FINE SECONDO ATTO


ATTO TERZO

La scena identica a quella del secondo atto.

Lucrezia (Seduta sul divano nello stesso posto dove si era seduta alla fine del secondo atto. assopita con la testa rivolta all'uscita di destra)

Arturo (Entra di soppiatto dall'uscita di fondo con in mano due mele, un pezzo di pane e una lattina di birra, e dopo aver guardato Lucrezia, cammina in punta di piedi verso il paravento)

Lucrezia (Parlando nel sonno) No, non farlo!

Arturo (Che era con le spalle verso Lucrezia si blocca spaventato con gli occhi sbarrati verso il pubblico)

Lucrezia (c.s.) Come fai a comportarti cos? Non hai un briciolo di compassione?

Arturo (Sempre fermo com'era, deglutisce rumorosamente)

Lucrezia (c.s.) Basta, ti prego, non resisto pi, ah Leopoldo!

Arturo Leopoldo? (Si volta verso Lucrezia e s'accorge che sta dormendo)

Lucrezia (Sempre addormentata borbotta qua/cosa di incomprensibile)

Arturo (Si avvicina in punta di piedi a Lucrezia dicendo sottovoce) Cosa? Non ho capito!

Lucrezia (Borbotta di nuovo qualcosa di incomprensibile)

Arturo (Giunto ormai vicino a lei) Parla pi forte, non si capisce!

Suona il campanello.

Arturo (Si blocca con la faccia attenua e guarda terrorizzato Lucrezia)

Lucrezia (Continua a dormire)

Arturo (Si gira lentamente e sempre molto lentamente in punta di piedi si dirige verso il paravento)

Suona di nuovo il campanello.

Arturo (Si precipita di corsa dietro il paravento e si sdraia nascondendo le cibarie sotto il catafalco)

Lucrezia (Si sveglia) Santo cielo, mi sono addormentata. (Si alza in piedi e si riassetta il vestito) E che sogno strano che stavo tacendo.

Suona di nuovo il campanello, un po' pi a lungo.

Lucrezia (Esce a destra)

Arturo Chiss che sogno strano facevi, mi piacerebbe saperlo. Leopoldo; te lo do io Leopoldo!

Lucrezia (Rientra da destra) Entra caro Leopoldo, entra.

Arturo (Balza seduto sul catafalco)

Leopoldo (Entra da destra, un bell'uomo della stessa et di Lucrezia e vestito molto bene, tiene in mano una grossa busta con dentro almeno quattro scatole di scarpe tutte della misura di Lucrezia. di cui un paio colorate e tre paia nere con tacco di misure diverse) Cara Lucrezia, come va?

(Si china e le bacia una mano) Ho sentito del tuo terribile lutto, le mie pi sincere condoglianze.

Arturo (Al pubblico) Che ipocriti!!!

Lucrezia Ti ringrazio Leopoldo, sei sempre cos... Cos...

Arturo Verme!!!

Lucrezia ... Delicato con me.

Leopoldo I fiori vanno trattati con estremo amore per non rovinare la loro magia, e dove esiste fiore pi magico di te?

Lucrezia Sai sempre come toccare il cuore di una donna!

Arturo Deve solo provarci a toccare qualcos'altro.

Leopoldo (Comincia a estrarre le scatole dal sacchetto) Ti ho portato quello che mi avevi chiesto!

Lucrezia Che premura, suvvia, mettiti comodo, non gradisci almeno un caff prima?

Leopoldo S, grazie, un caff loprendo proprio volentieri.

Lucrezia Vado subito a prepararlo. (Ed esce sul fondo)

Leopoldo (Si guarda un po' intorno, poi si dirige lentamente verso il paravento)

Arturo (Non sentendo pi nessun rumore, scende dal catafalco e si avvicina lentamente al paravento per spiare)

Lucrezia (Si affaccia dall'uscita di centro ad alta voce) Ti scaldo anche un po' di latte?

Arturo (Si precipita di nuovo a sdraiarsi)

Leopoldo (Si blocca di colpo e tornando verso l'uscita di centro risponde) No, grazie, va benissimo solo il caff.

Lucrezia (Esce di nuovo dal centro)

Leopoldo (Si riavvicina lentamente al paravento)

Arturo (Si alza e non sentendo nessun rumore si avvicina lentamente al paravento)

Lucrezia (Rientra dal centro) II caff sul fuoco, vuoi un dolce o un biscotto5

Arturo (Si precipita a sdraiarsi)

Leopoldo (Cerca di assumere un aspetto indifferente) Meglio che non prenda dolci, alla mia et ormai non posso pi permettermi certi capricci.

Lucrezia Ma se sembri in gran forma, a guardarti sembri un giovanotto.

Leopoldo Sei troppo buona, tu piuttosto, mi sembri splendida!

Arturo (Al pubblico) S vede che le fa bene il lutto, le dona!

Lucrezia Ti ho gi detto di non esagerare con i complimenti o mi farai arrossire. (Sedendosi sul divano) Vieni, accomodati: hai tempo o devi ritornare subito in negozio?

Leopoldo (Si accomoda vicino a Lucrezia con un enorme sorriso e le prende una mano) Non ho nessuna premura, ci pensa Daniela a chiudere.

Lucrezia Ma ti fidi a lasciare le chiavi alla tua commessa?

Leopoldo Sono ormai tanti anni che lavora con me, con lei sono tranquillo. Ma che mani fredde che hai!

Arturo Chi gli ha detto di toccare?

Lucrezia una mia prerogativa, sia mani che piedi sono sempre letteralmente gelati.

Leopoldo (Le previde anche l'altra mano) Lascia che te le scaldi un attimo.

Arturo (Scende dal catafalco) Cosa vuole scaldare quello?

Lucrezia (Si alza improvvisamente dal divano e corre fuori dal centro) Mi stavo dimenticando del caff!!!

Arturo (Si precipita di nuovo sul catafalco)

Leopoldo (Si alzato quando Lucrezia scappata e, rimasto solo, si annusa le mani come per cogliere il profumo di lei, poi si avvicina lentamente al paravento)

Arturo (Non sentendo pi nessun rumore, si alza e si avvicina lentamente al paravento)

Leopoldo (Arrivato al bordo del paravento, ci appoggia una mano e si volta verso l'uscita di centro per vedere se rientra Lucrezia)

Arturo (Vedendo terrorizzato la mano di Leopoldo, si appiattisce contro il suo lato del paravento)

Leopoldo (Dopo aver controllato che non arrivi nessuno, si affaccia per vedere il catafalco e resta alquanto stupito di vederlo vuoto)

Lucrezia (Rientra dal centro con un vassoio dove ci sono due tazze di caff e una zuccheriera) Ecco qui: non sar una specialit, per come piace a te, forte da resuscitare i morti.

Leopoldo (Girandosi verso Lucrezia) Per caso ne hai data una tazza anche a lui? (E indica il catafalco)

Arturo (Si precipita a sdraiarsi)

Lucrezia (Guarda Leopoldo in modo strano) Cosa?

Leopoldo Dicevo se per caso di quel caff ne hai dato... (Si blocca perch rigirandosi vede Arturo sul catafalco dove prima non c'era nessuno)

Lucrezia Ma cosa stai dicendo?

Leopoldo Eh... (Guarda ripetutamente prima Lucrezia e poi Arturo)... mi sembrava... (Andando verso Lucrezia) Penso proprio di aver bisogno di quel caff. (E prende la tazzina del caff, aggiunge dello zucchero e con la tazzina si siede sul divano a bere)

Lucrezia (Appoggia il vassoio al mobile, aggiunge lo zucchero al proprio caff e con la tazzina si siede anche lei sui divano) Come vanno gli affari?

Leopoldo Non posso proprio lamentarmi, sento in giro che alcuni miei colleghi devono chiudere, a me per fortuna! e cose vanno bene.

Lucrezia Forse perch sei sempre gentile e disponibile verso i tuoi clienti.

Arturo Pi le clienti che i clienti!

Lucrezia E poi senz'altro perch hai sempre dei bellissimi articoli con i prezzi che non sono mai esagerati.

Leopoldo Cerco sempre di accontentare chi si rivolge a me, perch vero che si deve sempre accontentare il cliente, ma per sopravvivere bisogna fare in modo che il cliente ritorni per altri acquisti, altrimenti...

Lucrezia (Prendendogli la tazza del caff e portandola con la sua sul vassoio) Conme ci sei riuscito perfettamente, non vado da nessun'altra parte quando devo comprare scarpe o borse.

Leopoldo Ti ringrazio, ed proprio per questo che per te uso un trattamento che non riservo a nessun altro.

Arturo Sono le stesse parole che ha usato Giuda con Ges.

Leopoldo Se ti accomodi proviamo le scarpe. (E si inginocchia davanti a una poltrona mettendosi vicino le scatole con le scarpe)

Lucrezia (Sedendosi) Giusto, in fondo sei venuto per questo.

Arturo Comincio a dubitarne.

Leopoldo (Prende un piede di Lucrezia e le sfila la scarpa) Caspita, avevi proprio ragione, hai i piedi freddissimi.

Lucrezia Te l'avevo detto.

Leopoldo (Comincia a massaggiare il piede) Non puoi certo provare le scarpe cos, perdi di sensibilit col piede freddo.

Lucrezia (Sospirando) Che mani belle calde, e come le muovi bene.

Arturo (Balza dal catafalco e si avvicina al paravento per spiare)

Lucrezia (Si sfila anche l'altra scarpa e dando il piede a Leopoldo) Non puoi certo fare delle differenze.

Leopoldo Me ne guardo bene. Allora, quali vuoi provare prima?

Lucrezia Prima il dovere, proviamo quelle nere.

Leopoldo Bene, ho portato tre dcollet classiche con tre misure di tacco, da dove vuoi iniziare?

Lucrezia Tacco alto!

Leopoldo Tacco alto! Sono le pi femminili. (Le infila un paio di scarpe nere con tacco alto)

Lucrezia (Si alza e fa qualche passo guardandosi le scarpe) Come ti sembrano?

Leopoldo Splendide, ti stanno d'incanto e ti slanciano la figura.

Lucrezia (c.s.) S, ma non posso fare tutta la processione del funerale con questi tacchi. Proviamo anche quelle col tacco medio. (E si risiede)

Leopoldo Vero, potresti soffrire un po'.

Arturo Non sia mai detto che al mio funerale qualcuno debba soffrire.

Leopoldo (infilandole un paio di scarpe nere con lacco medio) Queste mi sembrano andare bene.

Lucrezia (Si alza e fa qualche passo guardandosi le scarpe) In effetti sono molto comode, morbide, e non mi sforzano il piede, ma sono belle da vedere?

Leopoldo Ti assicuro che con le bellissime gambe che hai, non c' scarpa che non ti stia bene.

Arturo (Va a recuperare le mele che aveva nascosto sotto il catafalco) Adesso a quell'imbecille gli tiro una mela.

Lucrezia Non riesco mai a capire se Mai parlando alla donna che c' in me o alla cliente che ti deve comprare le scarpe.

Arturo E tu fui pure le civetterie? Aspetta che resusciti e poi... (Si avvicina al paravento con in mano le mele)

Leopoldo Sto parlando alla donna, sono convinto veramente che tu abbia delle splendide gambe e ti assicuro che dalla mia posizione di gambe ne vedo tantissime tutti i giorni.

Lucrezia Mi hai convinto, prendo queste che mi sembrano un giusto compromesso tra eleganza e comodit.

Leopoldo Ottima scelta; proviamo adesso quelle che ti piacciono tanto?

Lucrezia (Sedendosi) Certamente, mi sono rimaste nel cuore da quando le ho viste.

Arturo Per forza non c' posto per me ne! suo cuore, pieno di scarpe!

Leopoldo Non posso darti torto, sono veramente belle. (Ed estrae un paio di scarpe colorate con una tinta pastello e le infila a Lucrezia)

Lucrezia Aspetta, non posso certo provarle con questi colori cos funerei, meglio che mi vada a cambiare un attimo. (Ed esce al centro)

Leopoldo (Si alza e si avvicina al paravento)

Arturo (intuendo le intenzioni di Leopoldo, corre a sdraiarsi, nascondendo una mela tra le gambe e presto dal panico mettendosi l'altra in bocca)

Leopoldo (Guarda oltre il paravento e vedendo Arturo si tranquillizza ma mentre sta per tornare indietro si accorge della mela ii bocca, e con aria strabiliata si avvicina per controllare)

Lucrezia (Gridando fuori scena) Leopoldo, ho qualche problema con la cerniera del vestito, puoi venire ad aiutarmi?

Leopoldo (Dimenticandosi della mela e sfregandosi le mani dalla contentezza si avvicina all'uscita di fondo) Ma certamente, arrivo subito. Ma cosa far mai alle donne. (Ed esce dal fondo)

Arturo (Allarmatissimo si alza dal catafalco, recupera le due mele e con circospezione si dirige verso l'uscita di fondo) Non ci posso credere, a casa mia e con me presente si fanno queste cose? Ma io li ammazzo a colpi di mela. (E comincia a far saltare una mela in mano)

Signora Pina (Entra da destra e si ferma con gli occhi sbarrati a guardare Arturo)

Arturo (Vedendo la Signora Pina si blocca anche lui guardandola con gli occhi sbarrati)

Signora Pina La frutta?

Arturo (Ricordando) Ma certo, la macedonia volante! (E incomincia a far saltare nelle mani le mele)

Signora Pina Anche tu come Ercole?

Arturo Certo, tutti noi adoriamo far girare la frutta! (E le si avvicina minaccioso)

Signora Pina (Spaventata comincia ad urlare) Aaaaaah!!!!

Arturo (Si avvicina preoccupato) Shh, non urlare!

Signora Pina (Spaventata comincia a correre per scappare da Arturo) Aaaah. Il fantasma! Aaaah. Lasciami in pace spirito inquieto! Aaaaah!

Arturo (inseguendola) Smettila di urlare, per carit, non strillare!!!

Lucrezia (Gridando fuori scena) Chi c'? Chi sta urlando?

Signora Pina (Sentendo la voce di Lucrezia si precipita fuori dall'uscita di centro)

Arturo (Tornando a sdraiarsi sul catafalco) Ma si pu essere pi suonate di questa? I fantasmi!!!

Lucrezia (Entra dal fondo indossando una vestaglia e con tono paziente) Dove signora Pina? Dov'?

Signora Pina (Rientra dietro Lucrezia) qui, che fa girare le mele!

Lucrezia Ma qui non c' nessuno.

Signora Pina (ispeziona tutta la stanza e guarda dietro il paravento)

Leopoldo (Entra dal fondo e guarda Lucrezia in modo interrogativo)

Lucrezia (Fa segno a Leopoldo che la signora Pina matta)

Signora Pina Eppure ti assicuro che era qui. Comincio a pensare di avere dei poteri particolari se vedo delle cose che voi altri non siete in grado di vedere.

Lucrezia (Assecondandola) sicuramente cos, anzi, perch non prova a vedere nella sua cucina se Ercole sta facendo girare altra frutta? Signora Pina Ma certo, se ho visto Arturo perch ormai ho raggiunto il punto esatto di maturazione, sono pronta per questa esperienza mistica, e questo vuoi dire che anche Ercole adesso in grado di rendersi visibile ai miei occhi!

Lucrezia (Spingendo la signora Pina verso l'uscita) Sono sicura che le cose stanno proprio come le ha descritte lei adesso, pur cui non posso certo trattenerla dal continuare, nella sua cucina, quegli esperimenti atti a dimostrare a tutti che lei ha ragione e che non devono pi permettersi di prenderla in giro.

Signora Pina Parole sante, Lucrezia, parole sante. (Ed esce a destra)

Lucrezia (Esce con la signora Pina per rientrare subito dopo) Ho chiuso la porta altrimenti quella svitata si ripresenta con qualcun'altra delle sue teorie.

Arturo (Al pubblico) Per fortuna ero io quello con capacit di comprensione zero.

Suona il campanello.

Lucrezia Oh no, spero non voglia invitarmi nella sua cucina.

Leopoldo Basta non aprire!

Arturo Ti piacerebbe eh? Ma non conosci Lucrezia! Aprir senz'altro.

Lucrezia Hai ragione, meglio non aprire.

Arturo (Letteralmente sbigottito) Eh?

Suona il campanello.

Lucrezia Aveva ragione Arturo su! conto della signora Pina.

Arturo Sono dovuto morire per sentirmi dare ragione da mia moglie.

Leopoldo Ma chi questa signora?

Lucrezia Una vedova che convinta di poter parlare ancora cui marito.

Leopoldo E cosa c'entri tu?

Lucrezia una nostra vicina e il fiuto di averla assecondata su consiglio del medico ci ha fatto passare ai suoi occhi come le uniche persone in grado di comprenderla.

Suona il campanello con un suono pi lungo.

Lucrezia (Esce a destra) Non posso lasciarla fuori dalla porta.

Arturo Volevo ben dire, figuriamoci se non conosco mia moglie.

Lucrezia (Rientra da destra) Prego si accomodi, mi scusi l'abbigliamento ma non aspettavo nessuno.

Arturo O meglio, chi aspettava gi arrivato.

Impiegato (Entra da destra con una valigetta di pelle tipo dottore) Non si preoccupi, signora, anzi sono io a dovermi scusare. Sono l'impiegato dell'agenzia di pompe funebri.

Lucrezia Mi ricordo di lei, era all'ufficio l'altro ieri.

Impiegato Esatto, mi deve perdonare per non essere potuto venire ieri quando il mio collega ha preparato la cara salma.

Lucrezia Ma io non sapevo che sarebbe dovuto venire anche lei.

Impiegato Fa parte anche il mio servizio del pacchetto "Diletto congiunto" che lei ha richiesto alla nostra agenzia e che, a mio modesto avviso, uno dei pi riusciti.

Arturo Pacchetto "Diletto congiunto"?

Lucrezia Ho capito, ma mi vuol spiegare in cosa consiste il suo servizio?

Impiegato un argomento un po' delicato, che a volte urta le suscettibilit dei parenti della cara salma.

Lucrezia Cio?

Impiegato (Appoggia la borsa a terra e ne estrae un'enorme siringa contenente un liquido giallo chiaro) Dovrei sottoporre la cara salma al "trattamento".

Lucrezia (Indietreggiando inorridita) Oh mio Dio!!!

Leopoldo Santo cielo!!!

Arturo (Si alza preoccupato sul lettino)

Lucrezia Ma che accidenti quell'attrezzo?

Leopoldo Fa letteralmente impressione!

Arturo (Si avvicina al paravento per spiare)

Impiegato Non vi dovete preoccupare, questo che vedete un normale apparecchio per iniettare liquidi medicinali all'interno dell'organismo.

Lucrezia Una siringa!

Impiegato Giusto.

Lucrezia Ma enorme.

Impiegato (Estrae dalla borsa un camice verde tipo chirurgo e una mascherina che si applica alla bocca) Osservazione pertinente. Vede, questa siringa non serve esattamente a iniettare liquidi attraverso la pelle, ma usa un sistema diverso.

Lucrezia Si spieghi meglio.

Impiegato (Imbarazzato) Vede, anche se la cara salma defunta, le sue cellule hanno continuato a vivere per un ceno tempo, producendo inevitabilmente delle scorie che l'organismo riesce ugualmente a considerare nocive, e che quindi cerca in ogni modo di espellere. Ora questa evacuazione potrebbe verificarsi, se non controllata, in qualsiasi posto e in qualsiasi momento.

Lucrezia Mi scusi, ma lei per scorie intende quelle che penso io?

Impiegato Esattamente signora.

Lucrezia Ma allora quello che deve fare un semplice clistere!

Impiegato Preferisco non usare mai quel termine, lei non sa quanta permalosit c' nelle persone.

Leopoldo Ma come mai cos... Cos...

Impiegato Di dimensioni cos ragguardevoli? Beh, considerando che ormai la cara salma non pi in grado di sentire dolore, preferiamo andare sul sicuro utilizzando strumenti equini. Arturo (Sbarra lo sguardo atterrito)

Lucrezia In pratica mi sta dicendo che sta per fare a mio marito un clistere da cavallo?

Arturo In parole crude, s. (Comincia a cercare preoccupatissimo un posto dove nascondersi o una via di fuga)

Impiegato Comunque le posso assicurare che il tutto per il bene della cara salma.

Arturo Tua sorella!!! Quella cosa te la infili tu, me non mi cucchi di certo.

Lucrezia Capisco, ma mi perdoni, proprio necessario usare una siringa di quelle dimensioni?

Arturo Meno male che le rimasto un briciolo d'affetto.

Impiegato Posso capire benissimo la sua reticenza iniziale, ma le assicuro che una volta visto il risultato del trattamento, non potr che congratularsi con noi per il felice esito dell'operazione.

Leopoldo Ma perch queste cose non le dite al momento del contratto? Uno avrebbe modo di prepararsi psicologicamente.

Arturo Tutto sommato non poi cos antipatico il tipo!

Impiegato Lei deve pensare che chi si rivolge a noi ha appena avuto un dolore, e non proprio il caso di parlargli nei minimi termini del trattamento che bisogna riservare alla cara salma, mentre la cosa detta in un secondo tempo assume dei connotati che la fanno sembrare meno terribile.

Arturo Allora perch non te lo fai tu il clistere elefantiaco?

Lucrezia Comunque, se lei dice che una cosa da fare.

Arturo Ma chi l'ha detto che necessario?

Impiegato Allora posso procedere?

Arturo No!!!

Lucrezia S!!!

Impiegato Grazie. (E prendendo la sua borsa si avvia verso il paravento)

Arturo (Sempre pi atterrito si ferma a guardare il paravento trattenendo il fiato)

Leopoldo Un momento!

Arturo (Sbuffa di sollievo)

Leopoldo Aspetti un attimo, (Comincia a raccogliere le scarpe rimaste e a metterle nel suo sacchetto) preferisco non essere presente nel momento in cui succeder. (A Lucrezia) Queste allora le porto via, ti lascio solo quelle nere e quelle fucsia.

Lucrezia Grazie ancora, poi passo in negozio per pagartele.

Leopoldo Quando vuoi, sei sempre ben accetta. Ciao. (All'impiegato) Arrivederci, anzi no, a non rivederci. (Ed esce a destra)

Impiegato Posso procedere allora, signora?

Lucrezia Prego.

Arturo Ma come prego! Adesso ti sistemo io! (Si sdraia immobile sul catafalco)

Lucrezia Ci vorr molto tempo?

Impiegato No, vedr che far in un attimo. (E gira dietro il paravento)

Lucrezia (Si siede sul divano trattenendo a fatica delle risate)

Impiegato (Si sistema dietro il catafalco in modo di avere il volto verso il pubblico, appoggia la borsa e ne estrae un grosso telo che dispiega ai piedi del catafalco, poi mentre si gira e prende la siringa)

Arturo (Si alza e in silenzio comincia a fargli delle boccacce)

Impiegato (Si blocca e lo guarda inespressivo)

Arturo (Vedendo che non c' reazione da parte dell'impiegato, si ferma un attimo e poi riprende a fare boccacce)

Impiegato (Senza cambiare espressione, raccoglie il telo e lo mette nella borsa, si toglie la mascherina e la mette nella borsa, si toglie il camice e lo infila nella borsa, mette la siringa nella borsa e una volta chiusa la borsa si avvia verso l'uscita di destra)

Lucrezia (Vedendolo passare) Gi fatto?

Impiegato (Senza cambiare espressione e senza proferire parola esce a destra)

Lucrezia (Si alza e ridendo segue con lo sguardo l'impiegato che esce) Caspita, stato proprio di parola, ha fatto in un lampo. (Poi si nasconde dietro la poltrona in modo di non essere vista)

Arturo (Nel frattempo s ripreso e non sentendo alcun rumore si affaccia con circospezione dal paravento e, non vedendo nessuno, va verso l'uscita di centro e sempre molto guardingo esce dal centro)

Lucrezia (Dopo aver visto uscire il marito, corre a sdraiarsi sul catafalco)

Suona il campanello d'ingresso.

Arturo (Torna precipitosamente in scena, ma costretto ad uscire di nuovo dal centro perch......)

Patrizia (Entra da destra)

Giacomo (Entra da destra seguendo Patrizia) Perch mi hai fatto suonare se avevi le chiavi?

Patrizia Perch avremmo potuto disturbare. E poi erano inutili anche le chiavi visto che la porta era aperta. (Lascia la borsetta sulla poltrona e andando verso l'uscita di centro) Faccio in un attimo, poi riprendiamo il nostro giro... (Ed esce dal centro)

Giacomo (Urlando verso l'uscita del centro) Veramente avevo pi urgenza io... (Camminando tenendo le gambe strette come per trattenere un bisogno e avvicinandosi al paravento) Sar meglio che interrompa questa cura disintossicante, non ho pi l'autonomia nemmeno per una passeggiata. Ormai quasi ogni ora... (Guarda dietro il paravento e vede Lucrezia)... devo essere nelle vicinanze di un bagno per... (Si rende improvvisamente conto di quello che ha visto e si blocca, torna indietro e riguarda dietro il paravento, poi si gira e comincia ad agitarsi)

Patrizia (Rientra dal centro) MaLucrezia non c'......

Giacomo (La prende per le spalle e la spinge verso l'uscita di destra) S, uscita, andiamo di corsa a cercarla, potrebbe aver bisogno di noi......

Patrizia Ma non sono ancora andata al bagno, e poi non eri tu che avevi bisogno...

Giacomo (Uscendo e tirando Patrizia che lascia la borsetta sulla poltrona) Dopo, adesso pi importante uscire... (Ed escono)

Lucrezia (Scende dal catafalco e si avvicina al paravento)

Arturo (Rientra con circospezione dal centro e non vedendo nessuno corre a nascondersi dietro il paravento)

Lucrezia (Vedendo arrivare Arturo. si nasconde dietro il catafalco)

Arturo (Rimane a spiare da dietro il paravento)

Patrizia (Rientra da destra) Figuriamoci se posso andare in giro senza la mia borsetta...

Arturo (Vedendo la suocera, corre a sdraiarsi sul catafalco)

Giacomo (Rientra da destra sempre tenendo le gambe strette e invito impaziente) Hai preso la borsa? Andiamo?

Patrizia (Si ferma pensierosa) Per strano che Lucrezia non sia in casa...

Giacomo (c.s.) Sar uscita a prendere un po' d'aria, andiamo?

Patrizia No. c' qualcosa che non va. non sarebbe uscita lasciando la porta aperta... (Andando verso il paravento) Non si sar mica addormentata qui dietro..

Giacomo (c.s. si precipita tra il paravento e Patrizia) No!!!!

Patrizia No cosa?

Giacomo (c.s.) Non c' Lucrezia qui dietro!!!

Patrizia (Gli d una spinta e lo allontana) Tu a furia di frequentare certi elementi ti stai rincretinendo. (Si affaccia al paravento e vede Arturo)

Giacomo (Si mette le mani nei capelli temendo il peggio)

Patrizia (Si gira e lo guarda strano)

Giacomo (Allontanandosi indietreggiando con le gambe strette) Posso spiegarti tutto...

Patrizia Ecco bravo, spiegami.

Giacomo Hai presente la vicina e i fenomeni paranormali?

Patrizia Ma quali fenomeni, tu hai guardato prima, ecco perch lo sapevi.

Giacomo Cosa sapevo?

Patrizia Che l dietro non c' Lucrezia.

Giacomo (Incredulo) Non c'? Non l? (Si precipita con te gambe strette a guardare oltre il paramento e vedendo che tutto normale) Non c', no che non c' (Ridendo istericamente) Hi hi... uscita... Non c'... Hi hi... (tornando serio di colpo) Vado in bagno. (Ed esce dal centro)

Patrizia (Resta a bocca aperta a guardare l'uscita di centro)

Arturo (Non sentendo alcun rumore si alza dal catafalco e si avvicina al paravento spiando Patrizia)

Lucrezia (Esce da dietro il catafalco e si avvicina silenziosamente alle spalle di Arturo e poi urlando pi forte possibile) Arturo!!!

Arturo (Spaventato esce urlando dal paravento) Ahhhhhh...

Patrizia (Urlando a sua volta) Ahhhh...... (Poi vedendo Arturo si ammutolisce di colpo e sviene)

Lucrezia (Corre verso Patrizia) Mamma... Mamma...

Giacomo (Rientra precipitosamente dal centro sempre tenendo le gambe strette e si blocca davanti alla scena che si trova davanti)

Lucrezia (Si china su Patrizia e le fa aria con la marzo) Mamma... Mamma...

Giacomo (Riprendendosi, ma sempre camminando con le gambe strette) Miracolo!!! ritornato in vita!!! Miracolo!!!

Arturo (Intuendo il tentativo dell'amico) vero, sono rinato!!! Miracolo!!!

Lucrezia Finitela di fare gli stupidi, e tu, Giacomo, dammi una mano con mamma.

Giacomo (Camminando sempre a gambe strette va verso le due donne)

Arturo Ma non capisci Lucrezia, sono ritornato in vita!

Lucrezia Perfetto! Adesso se non la smetti ti faccio morire io a forza di schiaffoni. Aiutami a portare la mamma di l sul letto!

Patrizia (Riprendendosi leggermente) L'ho visto, anch'io come la vicina l'ho visto!

Giacomo (Aiutato da Arturo solleva Patrizia e seguito da Lucrezia escono tutti verso dal centro)

Lucrezia (Rientra dal centro seguita da... )

Arturo (Entra con la faccia mogia dietro a Lucrezia) Ma allora tu sapevi tutto?

Lucrezia Certo che sapevo tutto! Devi proprio considerarmi una stupida per pensare di potermi imbrogliare con una storia del genere.

Arturo Ma allora perch mi hai fatto continuare?

Lucrezia Ero curiosa di vedere dove volevi andare a finire. E poi non ti nascondo che tutta la faccenda ha avuto i suoi lati divertenti. Ho fatto una fatica terribile a non ridere quando ho visto quel tipo con in mano quella specie di cannone, che voleva farti il trattamento.

Arturo (Ridendo) Dovevi vedere la faccia che aveva quando gli ho fatto le boccacce. Penso di essere stata la prima "cara salma" a trattarlo cos.

Lucrezia (Ridendo a sua volta) E dal modo in cui uscito sono sicura che andato di corsa a dare le dimissioni.

Arturo (c.s.) E la Signora Pina? Avresti dovuto vederle gli occhi quando mi ha visto in piedi con in mano le mele. (Facendole il verso) come il mio Ercole, come il mio Ercole...

Lucrezia (c.s.) Non ci libereremo pi di lei, vorr sapere come ho fatto a farti rinascere.

Arturo (Tornando serio) A proposito, sai perch avevo in mano le mele!

Lucrezia Avevi fame?

Arturo Le avevo prese per quello, ma stavo venendo a tirarle a te ea quel Leopoldo del... (Intuendo improvvisamente) Ma allora anche tutta hi questione con lui, le scarpe, la cerniera, era tutta una messa in scena?

Lucrezia Certo. Tu hai voluto mettermi alla prova fingendo d'essere morto, e io ho voluto metterti alla prova facendoti ingelosire.

Arturo (Si rimette a ridere)

Lucrezia Ti fa ridere il fatto che possa avere un amante?

Arturo No, mi ritornata in mente la faccia della cara suocerina. Anche questa stata una bella soddisfazione.

Lucrezia Senti, parliamoci subito chiaramente: tutta la faccenda servita ad aprirci gli occhi su quello che di bello stavamo buttando al vento con il nostro stupido comportamento, per adesso sarebbe ancora pi stupido continuare con certi atteggiamenti, non trovi?

Arturo E che cosa proponi?

Lucrezia La prima cosa da fare chiamare Leopoldo.

Arturo (Stupito ed arrabbiato) Cosa?

Lucrezia Certo, lui conosce un ottimo fabbro che con poche lire ci cambier la serratura della porta.

Arturo Vuoi dire che...

Lucrezia Che le chiavi di casa NOSTRA devono essere solo nostre.

Arturo Ma le serrature di sicurezza hanno tre chiavi; una a te, una a me e la terza...

Lucrezia Diamoci da fare affinch la terza persona ad avere le chiavi non sia mia mamma, ma qualcuno della nostra famiglia!

Arturo (L'abbraccia sollevandola e facendola roteare) Valeva la pena fare tutta questa messa in scena se questo il risultato.

Giacomo (Rientra dal centro camminando sempre con le gambe strette) Vedo che tutto gi stato risolto.

Arturo Vieni, Giacomo, vieni a festeggiare anche tu; non andata proprio come avevamo previsto, per il risultato che ci aspettavamo l'abbiamo raggiunto.

Lucrezia Come sta la mamma?

Giacomo (c.s.) Si sta riprendendo. Mi permettete di assentarmi un attimo? Non ne posso proprio pi.

Lucrezia Un attimo solo, volevo dirti due paroline a quattrocchi: tu, Arturo, vai per favore di l a tenere compagnia alla mamma.

Arturo Io a tenere compagnia alla suocera?

Lucrezia (lo guarda in modo interrogativo)

Arturo (Intuendo) Certo, vado immediatamente a tenere compagnia alla mia cara suocerina. (Ed esce dal centro)

Giacomo (c.s.) Sei arrabbiata con me?

Lucrezia Veramente devo ancora decidermi se perdonarti o no.

Giacomo (c.s.) Ma non ti ha spiegato nulla Arturo? L'idea stata sua...

Lucrezia Stavo scherzando, lo so che stata tutta opera di Arturo, volevo solo stuzzicarti un po'.

Giacomo (c.s.) avvicinandosi a Lucrezia) Allora domani al solito posto e alla solita ora? (Cerca di abbracciarla)

Lucrezia (Sottraendosi all'abbraccio) meglio di no. (E si allontana verso l'uscita di centro)

Giacomo Perch no?

Lucrezia Un giorno ti spiegher.

Giacomo Allora finita?

Lucrezia Non avrebbe mai dovuto cominciare.

Giacomo Ma Lucrezia...

Lucrezia (Mettendosi l'indice sulle labbra nel classico segno del silenzio) Shshshshshsh!!!! (Ed esce dal centro)

Giacomo (Mettendosi le mani all'inguine ed assumendo un espressione beata) Non dovevi... ah... fare quel verso... ah... non ora,... non ora!

F I N E

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