Condominio
palazzo Tamburrino
3Atti di Bruno Alvino
Personaggi (In o.a.)
Cristina
Eleonora
Isabella
Benito Del Duce
Severino Marte
Cristoforo Sagliocco
Federico Giglio
Lucilla Della Torre (vedova Tamburrino)
Ragionier Balestra
Ciro Scannapieco detto Rambo
La scena (uguale per entrambi gli atti)
Ci troviamo nellatrio di un palazzo, stile rinnovato ventennio costruito intorno agli anni sessanta. Le pareti in marmo opaco, come era in voga in quel periodo. Al centro della parete di fondo vi il finestrino della portineria con vetro scorrevole, dietro il quale si intravede un tavolino che funge da scrivania con oggetti poggiati , pi in fondo una parete con qualche quadro. In alto, sul finestrino, il cartello: Portineria; la porta che immette nellabitazione di Benito Del Duce, portiere dello stabile di palazzo Tamburrino si immagina che sia a sx sul corridoio che dallingresso del palazzo immette nellatrio, a sx del finestrino, appesa alla parete, esternamente, una bacheca con tanti piccoli settori dove il portiere mette la posta dei condomini, al suo fianco unaltra piccola bacheca a quadro con appesi alcuni avvisi; davanti al finestrino un piccolo ballatoio delimitato da un muretto di circa due metri spostato circa un metro in avanti dal finestrino, , vi inoltre su uno dei due lati, un tavolino con due sedie di fianco. Sulla parete di sx vi la porta , con tanto di insegna laterale, che immette nello studio del Dott. Sagliocco, tra questa parete e la parete di fondo il corridoio che porta allesterno del palazzo, Sulla parete di dx, invece vi la porta dellascensore, in fondo, si intuisce vi sia scala con balaustra che porta ai piani. In alto su entrambi le pareti : un finestrone.
Primo Atto
Scena 1
Cristina, Eleonora, indi Isabella e Benito
(Allapertura del sipario, la scena vuota e inortineria, casa Del Duce, il televisore, che dal pubblico si intravede, acceso su un programma qualsiasi, chiaramente non datato. Dopo un po Cristina, giovane assistente del Dottor Sagliocco entra e si avvicina al ballatoio parlando verso linterno della portineria.)
Cristina: Buongiorno, signora Eleonora, mi piglio la posta.(prende e sfoglia)
Eleonora: (da dentro. Il volume del televisore viene abbassato) Buongiorno Cristi, piglia. Vedi che ce sta pure na raccomandata. Ha firmato Benito per la ricevuta.
Cristina: Ho visto. Ho visto.
Eleonora: O duttore sta gi dentro, arrivato cinque minuti fa.
Cristina: A s? E non lho incontrato. Lha fatto e notte. Vabbuo mo vado purio dentro incomincio ad aprire. Ci vediamo dopo.(si avvia)
Eleonora: Il portone lhai chiuso?
Cristina: Sissignora. Se non ci credete, andate a controllare.
Eleonora: Tu pare che la prima volta ca o lasci aperto lingresso.
Cristina: Se lo avessero aggiustato non lo potevo lasciare aperto perch si chiudeva da s. A dopo. (si infila nello studio)
Eleonora: (Dopo un attimo si affaccia dal finestrino. E la moglie di Benito Del Duce. Insieme al marito tiene il portierato del palazzo. Una bella donna, sulla cinquantina. Appariscente, ben vestita e sempre truccata vistosamente. Crede di avere capacit di veggenza, per questo pensa di poter leggere nella vita delle persone. Le piace canticchiare, cosa che far spesso e che ogni tanto usa per commentare i fatti con un motivetto appropriato, ma non sempre conosce il testo e allora inventa..) Io non capisco, vuole avere pure ragione. Ma quanto indisponente.
Isabella: (Indossa una tuta, essendo in tenuta da casa; non pi giovanissima ma ben curata. Gelosissima, impertinente, la croce di Federico suo marito. Ha sempre un proverbio da citare, che spesso non ha attinenza col discorso. Sopraggiunge dallesterno di seguito a Cristina) Infatti. Mo ce vo. Buongiorno Eleono.
Eleonora: Lavete sentita? Tu pecch o purtone scassato lo vuoi lasciare aperto. Ce abbruciato che glie lho ricordato.
Isabella: Ho sentito, ho sentito, io stavo dietro.E chillo comme se dice: o serpe dice damme tutte e nun me da ncapa. Quanno a ripigliano le vanno strette e scarpe.
Eleonora: E chella poi lassistente del Dottor Sagliocco, se crede che tutto le dovuto. (canticchia) <Se bruciasse la citt, da te da te io me ne andrei>
Benito: (Un uomo di oltre cinquantanni,. Dotato di profondo acume e ironia, ama fare spesso esternazioni di tipo filosofico sui fatti e sulla vita in generale. Venendo dallesterno.)Da te io correrei, ne cunuscisse una giusta di canzone. Buongiorno, sento che stamattina la copertina non dedicata alla signora Lucilla, Come mai? Forse per via del lutto che lha colpita, avete deciso di tenerla un poco fuori dairiflettori.?
Isabella: Madonna e che abbiamo detto? Perch non vero che indisponente?
Eleonora: Indisponente e presuntuosa. Chella lassistente fa, prepara a seggia, pulezza a machina e lecografia, pulezza e fierre, emb si parla co essa pare nu miedeco laureato. Qualsiasi cosa dici, nun saccio. nu dolore, nu fastidio a qualsiasi organo del corpo, essa te fa a diagnosi
Benito: Il dottor House..(entra in portineria)
Eleonora: Chella se trova dinto studio grazie alla buonanima,,
Isabella: Ah s?
Eleonora:: Certamente. Fuie larchitetto ca ce a presentaie ao duttore Sagliocco. Pecch nun o sapive?
Isabella: No!
Benito: (affacciandosi al fianco della moglie)Vi sfuggita..
Eleonora: Comme, io a mano ncoppe o fuoco nun ce a metto. Per tengo nu presentimento ca vuie capite a me.a fosse mise a fatica dinto palazzo pe nun a perdere e vista
Isabella: Nientedimeno? La buonanima? Larchitetto Tamburrino.(fa il gesto per dire : era lamante) co Cristina. Ges, io nun o crero proprio.
Benito: (dallinterno)Chiso nu nciucio o una notizia che ti viene dai tuoi poteri di veggenza?
Eleonora: Ma qua veggente, cartomante e chiromante, aggio a vede si a fernisce e fa o spiritoso su questa cosa Oh. (di nuovo a Isabella) Neh, signo, che ne putimme sape. Certo Chella natu poco le po essere figlia
Isabella: Bohe che volete fare..il mondo bello perch vario
Eleonora: Avetecapito larchitetto, e questo non un condominio, ca stamme a Beutiful, larchitetto ca a segretaria, a mugliera e larchitetto co o duttore fuochi incrociati
Benito: (uscendo di nuovo verso il portone dingresso con paletta per la spazzatura)Il silenzio dei saggi! Isabe questo proverbio non lo conoscete?
Isabella: Comme nun o cunosco..?! Ma saccio pure ca Voce e popolo voce e Dio.
Benito: (dallesterno)Ma noi questa voce lascoltiamo solo quando non ci tocca, quando parla di altri il popolo allora voce e Dio, se invece parla di noi allora sulo voce e popolo, non vero niente. (rientrando con scopa e paletta)Lo stesso proverbio, la stessa frase, lo stesso concetto lo usiamo per affermare e per negare. Fateci caso..
Eleonora: (canta) Finch la barca valasciala andare
Benito: Ecco la canzoncina.
Scena 2
Severino, Eleonora, Isabella, Benito
Severino: (dalle scale. Un uomo di mezza et, giacca, cravatta e borsa. E lamministratore di palazzo Tamburino, nonch commercialista del defunto architetto Tamburrino. Tipo simpatico con un passato da attore comico, attivit che evoca continuamente con nostalgia. Ha un parlare veloce da isterico)Buongiorno, buongiorno a tutti. Che facciamo? Adunata sediziosa? U u questo un condominio serio.
Benito: Questo stavamo dicendo!(rientra in casa)
Isabella: Quando maie, Severi. Stammo facendo doie chiacchiere. Vedite ca a mugliera e Bardella si lamentata unaltra volta dellascensore.
Severino: Si lo so, lha detto pure a me.
Benito: Lo disse pure a me.(da dentro)
Eleonora: Se per questo lavr detto a tutto il palazzo. Severi, qu si lamentano tutti di questascensore che non si aggiusta, compreso a signora Lucilla.
Severino: Se lamentano o non si lamentano. Io ho fatto quel che mio dovere. Ho chiamato la ditta, caspita se lho chiamata; quelli mi hanno detto che stanno aspettando un pezzo. Che devo fare? Che devo fare? Ditemi voi che posso fare! Laggio accunci io lascensore? Io faccio lamministratore mica il manutentore. Vuol dire ca fanno nu poco e ginnastica, compreso a signora Lucilla.
Eleonora: Se mantiene in forma. Quella da quando morto larchitetto non sta andando manco in palestra.
Severino: Va be del resto domani fa un mese, ha tenuto da fare: funerale, visite, si sa
Eleonora: A proposito, la messa di trigesimo alle sei o alle sei e mezzo?
Severino: Sei e mezzo. Fa caldo, ce laggio ditto aa signora Lucilla, meglio una mezzora pi tardi.
Benito: No pecch o vuleva sape Petrocelli o secondo piano.
Isabella: Ma mo tutte e pigioni vanno direttamente alla signora Lucilla? Severino: E certo, non ci sono figli. A signora Lucilla erede diretta. Io gi .ho incominciato la pratica di successione di tutti i beni.
Eleonora: A villa e Ravello, i terreni, tutto il palazzo(Benito esce e va ad armeggiare vicino alla bacheca)
Severino: Vabbe poi si vede
Benito: Si vede? Ma perch non le tocca tutto?
Severino: Si, .in un certo senso.
Isabella: Tutto, tranne o studio e Sagliocco. Quello suo di propriet, no?.
Severino: Si, glie lo lasci la buonanima della madre.
Eleonora: Povera. donna mor cos giovane. Ca po come se lo trovava questappartamento non lho mai capito.
Benito: Strano. Emb..la devi colmare questa lacuna
Severino: Appartamento, .. due stanze e accessori.
Eleonora: Comunque per lo studio so pi che sufficienti.
Isabella: Adesso ci fa lo studio, ma quelli ci hanno abitato pe tanti anni.
Severino: Come se lo trovava, come se lo trovava,.ve la colmo io la lacunaquella la madre di Sagliocco lavorava per la buonanima del padre dellarchitetto, Giovanni Tamburrino, uomo buonoquando lei rimase incinta, ragazza madre insomma, per aiutarla la mise in questo appartamentino a piano terra e se lo fece scontare dagli stipendi senza interessi, Un opera buona per una ragazza madre, sedotta e abbandonata
Benito: Altri tempi. Le opere buone si facevano ancora e le case costavano pure poco .
Isabella: Intanto,povera ragazza fece laureare il figlio, se o crescette sola, senza padre.., quello Sagliocco il cognome della madre, dice che il padre spar e non lo volle neanche riconoscere. . non furono capaci di sapere che fine abbia fatto, eclissato!
Severino: Infatti,eclissato!
Isabella: Erano cos amici lui e larchitetto. Quante ne hanno fatte insieme quanno erano giuvane. Poi larchitetto si spos co a signora Lucilla, si calmarono un poco se sape, il matrimonio
Eleonora: Larchitetto si calm, ma il dottoree che ce teneva. Ve site scurdata? Un uomo non offendendo bellissimo, simpatico, attraente
Severino: Un don Giovanni insomma?
Isabella: Proprio, . ma quelli ne hanno fatte di tutti i colori. Chillo nun vedite non ne parla pi di Vittorio, il dolore lo porta dentro ma quello gli voleva bene come a un fratello.
Eleonora: Tutti e due figli unici, mo ce vo.(a Severino) E quindi state facendo la pratica di successione?
Severino: Caspita se la sto facendo, chi la deve fare se non io? Sono amministratore unico, amministratore e amico fidato. Pi che amico fidato.
Benito: Va be, ma pi di amico fidato nun ce sta niente.
Severino: Conosco pi segreti io dellarchitetto che la moglie stessa.
Eleonora: Sono quelli della moglie che non conoscete.
Severino: Che cosa?
Eleonora: I segreti.
Severino: Pecch tene e segreti a signora Lucilla?
Eleonora: Uh, Ges, e chi che non ha . Severi.
Severino: (perplesso)Gi, ...... e comunque dicevo amministratore unico.io tenevo un futuro da attore e invece larchitetto mi volle a tutti i costi con lui a lavorare. Figuratevi che non mi ero neanche diplomato ancora.La laurea me la so presa mentre gi lavoravo con lui.
Benito: E mi pare che fece due cose buone: a voi vi evit lafame e lui guadagn un ottimo commercialista.
Severino: Sul commercialista avete ragione, ma sulla fame dellattore vi sbagliate, guardate che io ero bravo. Potete chiedere a Federico, o marito da signora Isabella, caspita se potete chiedere, nellambiente si parla ancora di me, caspita se si parla.. Attore comico e trasformista. Pe quanto riguarda lascensore, ad ogni modo, state tranquilli che saggiusta, saggiusta, caspita se saggiusta.
Isabella: Pe me.po sta pure accuss lascensore, io abito a primo piano.
Benito: Ecco vedete. lo spirito di condominio. Qu il proverbio non ce lo mettete? <Sta bene il mio ventre sta bene tutta la gente> (rientra in casa)
Severino: Ma quando maie, quando maie. Laggiustiamo. Ma mo fatemi andare ca tengo a che fa. Caspita se tengo da fare. A signora Lucilla, po, mi ha chiesto pure di passare dalla tipografia per ritirare le pagelline, mo me ne scendo direttamente pe via Santo Stefano cos mi trovo preciso a piazza Mercurio, accosto vicino a tipografia piglio e pagelline e me levo o pensiero. Ci vediamo oggi alla messa. (sospira) E chi se lo poteva mai pensare, un mese fa lo tenevamo con noi e oggi celebriamo la messa di suffragio, a dicere che la mattina ci sentimmo per telefono: <Vado un momento a Pomigliano, ci vediamo verso luna>, e invece .. Be io vado, arrivederci (esce)
Isabella: Ci vediamo (esce)
Eleonora: Qu stiamo (scompare in casa, parte una musica,un tango che accompagna le luci che si abbassano fino al buio per un attimo per poi tornare a luce piena a significare che passa un tempo.Cessa la musica, luce piena sulla scena vuota.)
Scena 3
Sagliocco, Eleonora
Sagliocco: (Distinto, piacente, brillante. Fa il ginecologo, E passato un mese. Da sx recando una pianta di ortensia) Sig. ra Eleonora? Benito? C qualcuno? (Attende)
Eleonora: (dal finestrino) Dottore Sagliocco, buongiorno. Dite, che vi serve? Che bella pianta di ortensia
Sagliocco: Infatti, lho presa mo proprio da Arturo qua fuori, per la sig. ra Lucilla.
Eleonora: E s. Lo so, io tutto vedo, tutto so, a me nulla sfugge. E certo che vaggio visto, vaggio visto e parcheggi ma nello studio non siete entrato e mi sono domandata: o duttore addo va?
Sagliocco: Brava, o duttore addo va? Sempre attenta. Subito vi siete fatta la domanda! E la risposta? No, dico la risposta ve la siete data?
Eleonora: Sicuro che me la sono data. Emb, io faccio la portiera. Voi avete studio stamattina o me sbaglio?
Sagliocco: E come, oggi giovedi.
Eleonora: (riferendosi alla pianta)Aspettate, mo esco e ma piglio.(esce dalla porta a fianco. Prendendo la pianta.)Dunque, mi sono detta: se oggi gioved e il dottore tiene studio ma nello studio non ci va ancora, vuol dire ca nu fatto do suoio deve fare prima. Giusto?
Sagliocco: Esatto.(le consegna lortensia e fa per andare)
Eleonora: Ma vi devo dire la verit, per quante domande e ragionamenti mi sono fatta, non so riuscita a trovare la risposta.
Sagliocco: Ges e quanto mi dispiace sig.ra Eleonora., vi siete scervellata, me limmagino, lattesae io che nun turnavo, <E quanno torna o duttore? E quanto tempo ci mette? E chi sa dove andato? E che cosa andato a fare> Cosa a se taglia e vene, emb le vostre capacit divinatorie non vi hanno aiutata?
Eleonora: Non questo il campo. Comunque, solamente adesso vedennove cu sta pianta nmano riesco a dare una spiegazione a tutte le mie supposizioni. Sagliocco: Meno male, avreste passato una giornata dinferno se non foste riuscita a soddisfare la curiosit. Cristina arrivata?
Eleonora: Mo proprio. (appoggiando lortensia)
Sagliocco: Grazie. (fa per andare)
Eleonora: Prego. (canta)<Grazie, scusi grazie, prego, scusi, tornernza nza nza nza.> Ah ah aha.(riferendosi allortensia) Questa sarebbe proprio buona da leggere.
Sagliocco: (torna curioso)Lortensia? E che nu libro? Ma pecch voi leggete pure fiori e piante?
Eleonora: E certo, fiori, piante, alberi. Tutti gli esseri viventi che hanno un linguaggio sconosciuto alle persone normali.
Sagliocco: invecevoi.che siete.anormale.voglio direuna chiromante
Eleonora: ..diciamo veggente, per esempio in questa ortensia io ci vedo solo guai..
Sagliocco: Guai? Per chi la riceve?
Eleonora: Infatti, purtroppo.
Sagliocco: In questo caso la signora Lucilla. (divertito) E mo mi dispiace che regalando lortensia a Lucilla le offro inconsapevolmente una sorta di amuleto portatore di guai io credevo che voi leggeste solo la mano..invece pure fiori e piante?(fa per andare)
Eleonora: (canta) <Prendi questa mia mano zingara, dimmi pure il destino che avr.. > (risatina) Spiritosoo duttore,.(curiosa)E come mai?
Sagliocco: (alla porta dello studio)Come mai che cosa?
Eleonora: No, dico, un omaggio vostro? Che le devo dire?
Sagliocco: Niente, del resto c il biglietto, ditele che lha lasciata il Dottor Sagliocco per lei.(fa per entrare)
Eleonora: Lei, la padrona? Lei.la sig.ra Lucilla?
Sagliocco: Sissignora.(c.s.)
Eleonora: Ho capito, lei gi sa.?!
Sagliocco: (torna )Che cosa? Nun sape niente che deve sapere..
Eleonora: No, dico o mutivo..di questo omaggio floreale.
Sagliocco: Quale motivo, nessun motivo particolare. Parlando una volta disse che le piaceno lortensie, oggi il suo compleanno.. e ho pensato di regalarle unortensia.
Eleonora: (canta) <Grazie dei fior, tra tutti quanti li hai portati a me>
Sagliocco: Nata canzona.. No signo, lo so che scherzate, ma vi prego di non fare castelli su questa cosa.
Eleonora: Ma ve pare?.... State tranquillo., io mi faccio i fatti miei , che poi io non capisco che ci sarebbe di male, daltronde vedovavoi siete singolo
Sagliocco: Perci, se sono single un motivo ci sar?Non mi sono legato fino a questa et.
Eleonora: Legato seriamente no, ma quanti cuori avete infranto..(dopo una pausa)Allora mo sai quante ortensie arrivano..
Sagliocco: Perch?
Eleonora: No, dicomo i condomini sanno che le piaceno lortensie e va a finire che ognuno glie ne regala una, sette inquilini, sette ortensie, o non lo sanno? Voglio dire una confidenza quella che vi ha fatto o di pubblico dominio?.....
Sagliocco: Che ne so, io lo so., ohvoi lo sapevate?
Eleonora: E che nu scioglilingua? No, io non lo sapevo, eppure mo so tantanne che la conosco, ma che le piacevano particolarmente le ortensie non lo sapevo, devo chiedere un poco agli altri condomini.
Sagliocco: Infatti. Fate un sondaggio, una statistica, i risultati poi li esponete in bacheca, cos tutti possiamo sapere quante sono le persone nel palazzo a conoscenza del fatto che a signora Lucilla le piaceno le ortensie.
Eleonora: Esagerato,iammo dotto, c bisogno da bacheca? Io li vedo tutte le mattine i condomini, glie lo chiedo direttamente, ah ah ah,. sto scherzando, ma ve pare che mi metto a chiedere a tutto o palazzo stu fatto e lortensie. ah s? E cos oggi il suo compleanno. Guarda nu poco voi lo sapevate e io che abito nel palazzo no.
Sagliocco: Mi meraviglio, forse nella lettura vi sfuggito qualche rigo?
Eleonora: Voi fate ironia, lo so. Comunque,, io indovino quello che una persona dice col suo linguaggio offuscato, ad altri sconosciuto. La data di nascita una cosa a conoscenza di tutti e leggibile attraverso il linguaggio formale. E poi il compleanno una cosa che nun fa parte della mia competenza, la mia specialit sono le malattie, i guai, il lavoro, lamore. Eppure dotto voi non mi avete dato mai il piacere.
Sagliocco: Quale piacere?
Eleonora: E me fa leggere nu poco a mano vosta.
Sagliocco: Nun ce sta scritto niente.
Eleonora: Si, o crero proprio. Col lavoro che fate.vorrei proprio leggere la vostra linea dellamore.
Sagliocco: E gi, perch faccio il ginecologo. Toglietevelo dalla testa, io le donne le visito e basta, mica me ne devo innamorare. E poi, alla mia et. Ma mi avete visto? (indica il suo corpo appesantito dallet)
Eleonora: (canta)<Non c ho let, non cho let per amare>.ah aha ah Questo vero, .
Sagliocco: che so vecchio?
Eleonora: ..no, quando mai, non mi sarei permessa. Li portate cos bene i vostri anni. Non siete pi giovane, certo, un po appesantitocertoma siete piacente, simpatico. No io dicevo : questo vero, o fatto dei ginecologi. se volessero fare i zezi co tutte le donne che visitano
Sagliocco: Non avrebbero manco una cliente
Eleonora: Proprio,. mo ce vo.. Per lo dovete ammettere.
Sagliocco:: Che devo ammettere?
Eleonora: La vedova Tamburrino.la sig. ra Lucilla vi particolare.non c mica bisogno delle mie capacit di veggente per capirlo.
Sagliocco: Allora parliamo seriamente: a parte che voi non avete nessuna capacit di veggenza e questo ve lo dico non da adesso,, se la sig.ra Lucilla mi fosse particolare ..cara Sig.ra Eleonora non lo verrei a dire a voi..
Eleonora: perch sono la portiera e lo direi a tutto il palazzo. Ho capito.
Sagliocco: Ma che avete capito. Io ho regalato semplicemente unortensia auna mia cliente, a una mia amica, ecco.. Del resto se ci fosse qualcosa..non glielavrei fatta consegnare da voi lortensia. Ma po quanti fatti., me pare che ne stiamo parlando pure troppo!
Eleonora: Ah, pe lammore e Dio.. si parlava,.cos del resto quella da che muorto larchitetto, buonanima, mo so gi due mesi, me pare o barbiere di Siviglia
Sagliocco: O barbiere di Siviglia?
Eleonora: Ae, sar perch ancora una bella donna, giovanile voglio dire, sar perch si pensa, ha ereditato tutto, senza figli capite, comunque tutti la vogliono, tutti la chiedono.
Sagliocco: E perci, lo vedete? A concorrenza sarebbe troppa. Vi saluto. Lingresso esterno lo avete aperto?(si avvia)
Eleonora: Sissignore. La signorina Cristina gi sta dentro e ci sono quattro visite.
Sagliocco: Allora ci vediamo pi tardi pe o caf. Mi raccomando non lo fate dolce, poco zucchero, poco zucchero. (Si avvia ancora una volta per lo studio) Eleonora: (dopo un tempo, verso linterno al marito) Stu televisore, se non lo vedi pecch nun o stute? (Il televisore, finora in sottofondo, viene spento)
Benito: (da dentro) Cercavo e sent nu telegiornale.
Sagliocco: E c bisogno Don Beni? Voi tenete vostra moglie.
Eleonora: Spiritoso(Rientra in casa con lortensia canticchiando la famosa strofa ) <tutti mi vogliono, tutti mi chiedono, tara ttattro, tarattara, sono un barbiere, sono un barbiere, la qualit, la qualit>
Sagliocco: La cantante dovevate fare, la cantante (ride; sinfila nello studio)
Scena 4
Federico, Isabella, indi Benito
Federico: (Ha pi di cinquantanni, veste molto elegante, fascicollo e giacca a doppio petto; Nel parlare molto pieno di s. Vuole mostrarsi grande impresario teatrale, ma alla fine fa il mediatore per le feste di piazza locali. Ama parlare bene, ma non essendo poi molto istruito di tanto in tanto esibisce termini senza attinenza al suo discorso. Dalle scale, parlando alla moglie che evidentemente sulluscio) Isabe ti ho detto che non lo so. Tanto pu essere che torno e tanto il contrario. Tanto che torno e tanto il contrario. Tanto che torno e tanto il contrario (Entrando in scena, va verso la bacheca della posta)
Isabella: (Da dentro) E quando me lo fai sapere? Mi fai uno squillo?
Federico: Ae si, ti faccio uno squillo. (Prendendo una lettera dalla bacheca) E chesta che ? (la guarda) La corrente. (Alla moglie)Tieni, scinne nu mumento, pigliate sta bolletta.
Isabella: (Scendendo le scale.) La corrente? Noi mo labbiamo pagata. O mese scorso. (la apre)
Federico: Ma quando mai , Isabe.Due mesi fa, due mesi fa, labbiamo pagata. O mese scorso era il telefono. Un mese il telefono e un mese la corrente, una vita che cos: telefono e corrente, telefono e corrente.. (Alle moglie che intanto ha aperto la busta) Quant?
Isabella: (Legggendo) Centosedici euro. Poco.
Federico: E certo. Quello era lo scaldabagni. Hai visto da quando lo abbiamo tolto non superiamo i centoventi euro di corrente..
Isabella: O scaldabagno sarebbe potuto restare se tu non ti facessi due docce al giorno.
Federico: Quello il mio lavoro che me lo impone, il mio lavoro.
Isabella: Ma che faie o minatore. E po voglio ammettere a sera, uno vene a mieza a via, se fa na doccia, ma la mattina dimmi tu la mattina che cazzecca a doccia?
Federico: Quella corrosiva, la doccia del mattino serve per caricarsi, per il primo scatto.
Isabella: Se se, te o faccio fa io o scatto, e gi. la sera minatore e la mattina fao fotografo. La verit che esci sempre pulito e profumato perch devi fare il zeza con le signorine. Ma io te lho detto: chi la fa laspetti.
Federico: E chi non la fa se piglia o GUTTALAX.
Eleonora: Si, fa o spiritoso tu. ..Allora me lo fai lo squillo?
Federico: Si, ti ho detto che te lo faccio, se ti ho detto che te lo faccio, te lo faccio
Isabella: E a che ora me lo fai?
Federico: E nun o saccio Isabe, dipende da come va la mattinata. Tengo tre quattro appuntamenti che potrebbero sembrare inservienti, ma ti dico a te sono appuntamenti letteralmente imparziali, non posso mancare. Quindi, dipendese sono puntuali, se si tira per le lunghe, se faccio presto presto, . dipende., Madonna tutti i giorni le stesse spiegazioni. E una vita. tutti i giorni le stesse spiegazioni, tutti i giorni le stesse spiegazioni.
Isabella: E io una vita cheaspetto indicazioni tue per cucinare, per mangiare, per uscire. Aspettare e non venire una cosa da morire. Lo sai tu, quello che vai facendo, mai un orario certo. Ogni giorno appuntamenti, ma io lo so co chi ce li hai gli appuntamenti.
Federico: Ecco qua, Ecco qua Ecco qua, nata vota, me facevo meraviglia, me facevo meraviglia, me facevo meraviglia che stavo quasi per uscire e ancora non avevi fatto la tua. interazione. quotidiana di gelosia.
Isabella: Gelosia? Te la faccio vedere io la gelosia. Lascia che ti incoccio e ti faccio vedere tua moglie che si fira di combinarti: Occhio per occhio, dente per dente.
Federico: Alla tua et? Alla tua et vorresti adulterarmi? E chi ti figura?
Isabella: Ha parlato o giuvenuttiello, e poi..che centragallina vecchia fa buon brodo.
Federico: No, Isabe gallina vecchia prima o dopo muore, Isabe, Isabema io non ce la faccio con te, sempre le stesse cose, sempre le stesse cose, ma vedi un poco se a prima mattina nellatrio del palazzo si devono fare certe discussioni, e mamma mia, quanto sei imperturbabile. Io nun saccio chi mi da la forza di sopportarti.
Isabella: E va be hai ragione tu, i panni sporchi si lavano in famiglia, ma ricordati che chi di spada ferisce.(esce)
Federico: piglia 14 anni con la condizionale!!! (Vede Benito passare dal finestrino) Buongiorno Beni
Benito: (rientrando)Scusate non volevo sentire i fatti vostri, o meglio non li volevo sentire in diretta, perch da dentro si sentono bene, mancano le immagini ma laudio ottimo. ..
Federico: Ma figurati Ben, manco fosse una novit. Mia moglie mi stava salutando come tutte le mattine con i suoi .esternamenti .assillanti di acredine e gelosia.
Isabella: (da dentro)Buongiorno Beni, scusateci tanto.
Benito: (da dentro)Assolutamente signora Isabella. Fate bene, fate bene, vostro marito deve essere tenuto al guinzaglio, nu mascalzone.
Federico: E dalle, Beni chella na vuttata vo.
Benito: (Sporgendosi dal finestrino) Ma quando mai, quella lo sa la signora Isabella che io scherzo. Signo io scherzo.
Isabella: Vi saluto,permettete. A te, fammi lo squillo. Di nuovo Ben.(Esce),
Benito: Fate, fate, chiudete. (dopo un attimo il rumore di una porta che si chiude)
Federico: Un guaio passato, .dico io, alla nostra et, figli sposati e sistemati, potremmo fare una vita serena, una vita serena, tranquilla, no, ogni giorno trova nu mutivo pe fa storie. Ogni giorno, ogni giorno, dico io non puoi fare che so un giorno s e un giorno no? Niente da fare : ogni giorno.
Benito: (affacciandosi)E quella unabitudine ormai che tiene, come i galli .. tutte le mattine cantano e te scetano , ma loro non lo sanno, loro non cantano per svegliarti , cantano per loro stessi.per abitudine, per naturaIo ve lo dico sempre, col mestiere che fate frequentate troppe donne belle, e a signora Eleonora se fa pigliare dalla gelosia.
Federico: Lo so, lo so. E dico la verit, io le occasioni le tengo pure, del resto modestamente, faccio ancora la mia figura, faccio ancora la mia figura non sono da buttare, voglio direno Beni? Tu che pensi? Sono da buttare? (Benito, lo guarda e non risponde)Sono da buttare? (idem) Beni, tu me guarde, ti ho chiesto se sono da buttare. Sono da buttare?
Benito: .Ma voi queste domande, le venite a fare proprio a me? Che ne so io se siete da buttare, che. sono femmina?
Federico: Ma io dicevo cos per dire, un parere sconvolto, spassionato.(si aggiusta) Sono da buttare? (idem)
Benito: Federi se proprio la volete sapere la verit,.io alla frase toglierei il punto interrogativo.
Federico: Non ho capito.
Benito: Voi avete detto: sono da buttare? Punto interrogativo. Togliete il puntointerrogativo.
Federico: sono da buttare., ho capito, ..non me lo vuoi dire,. comunque sappi che se volessi la mia scappatella potrei farmela, la mia scappatella potrei farmela, ma penso agli affari, io quando parlo con una attrice, una ballerina, una cantante, sai nel mio ambiente incontro persone di alto livello, artiste nazionali e internazionali, registe, attrici,che quelle sono persone che non hanno nessun preconcetto, nessun pregiudizio, nessuna occlusione, , io ci parlo come se fossero alberi. Tu mi capisci?
Benito: Ma perch parlate agli alberi?
Federico: Ae, parlo agli alberi, e che so S. Francesco?
Benito: Veramente S. Francesco parlava agli animali, agli uccelli, ..
Federico: che comunque stanno sopra agli alberi, o vi.. , insomma voglio dire che a me le belle donne, se parlo di affari, non mi fanno nessun effetto non mi fanno nessun effetto. (dalle scale viene la sig. ra Lucilla)
Scena 5
Lucilla e detti
Lucilla: (E la sig. Della Torre vedova Tamburrino, personaggio eccentrico, tipo oca giuliva, per niente segnata dalla sua recente vedovanza, veste con un elegante tailleur di un colore chiaro. Giovanile sebbene ha un et intorno ai 45 anni. Uscendo dallascensore) Buongiorno Benito, buongiorno Federi
Federico: (vedendola affrettata) Buongiorno. Buongiorno. Che stato? Avete fretta?
Lucilla: E quando mai io posso non avere fretta. Il tempo sempre poco, non basta mai. La ragazza non viene oggi; io non capisco perch il giovedi questa deve fare festa e io ho tante cose da fare. Alle undici mi devo trovare al circolo per la consegna del collare d'argento per il concorso del cane pi bello, alla mezza devo vedere Romina e Veronique per prendere appuntamento per stasera a casa di Vittoria, all'una e mezza l'aperitivo e cc ....'a jurnata avesse 'a essere quarantott'ore.
Benito: E voi fate una domandaal ministero degli interni che mettono una legge che la giornata venga portata a 48 ore, cos le settimane diventano di tre giorni, i mesi di quindici e lanno dura 6 mesi, eh eh, signora Lucilla, non vi dannate, linterpretazione serena dei nostri impegni alla base dell'equilibrio psico-fisico che ogni essere umano, maschio o femmina, adulto, adolescente, bambino, deve avere per stare sempre in pace con se stesso e con gli altri.......il problema non correre , non avere fretta, il problema : perch corriamo, perch abbiamo fretta? Risposta: perch dobbiamo arrivare prima degli altri, e il premio qual ? Non lo sappiamo. Limportante solo arrivare primi, ma se tutti quanti vogliamo arrivare primi, mi dite chi che arriva secondo? Ve pare? Un secondo ci deve essere se no neanche il primo primo. Giusto?
Federico: Lo vedete? Lo sentite signora Lucilla? Ti lascia senza parole. Per ogni argomento Benito ha un ragionamento saggio e razionato.
Benito: Bravo. Ne diamo un poco a ciscuno
Federico: Che cosa?
Benito: O ragionamento, lo razioniamoFederi, forse volevate dire saggio e razionale.
Federico: S, e invece come ho detto?
Lucilla: Saggio e razionato, ..ih ih ih
Federico: Invece come si dice?
Benito: Razionale, saggio e razionale..
Federico: E va be a stessa cosa, ci siamo capiti.
Lucilla: E comunque la buonanima lo diceva sempre, se Benito avesse studiato poteva raggiungere qualsiasi traguardo, altro che portiere
Benito: Il centravanti, il centravanti potevo fare. Invece io so cuntento accuss, so contento di arrivare secondo, terzo, do spazio a quelli che devono arrivare primi.., larchitetto Tamburrino, buonanima ..mi voleva bene, teneva una predilezione per me.
Federico: Predizione, predizione si dice Beni, per devo ammettere che nonostante tutto ti esprimi sempre bene.
Benito: Nonostante tutto cosa?
Federico: Che non hai studiato..
Benito: Ma chi ve lha detto che non ho studiato?
Federico: Uh Ges, lha detto mo la signora Lucilla, che lo diceva la buonanima del marito, ma nun ce sta mica da offendersi Beni
Lucilla: Ma che cosa, Vittorio mio voleva dire che nonostante ne avesse le capacit, non aveva concluso i suoi studi non so con una laurea.
Benito: Infatti, Federi io tengo tanto nu diploma di perito industriale. Mio padre sera fissato che quella era la strada mia, ma a me piacevano gli studi classici.
Lucilla: E guardate come mi fate fare tardi, poi lo sapete che di Vittorio mio non ne voglio parlare, devo rimuovere ad ogni costo dalla mente il pensiero che lui non ci sia pi. (scoppia in pianto accademico) Io glie lo dissi pure, ah se mi avesse ascoltato quella mattina, mo lo tenevo ancora con me. Vitto telefona, gli dissi, ti conviene di andarci a posta a Pomigliano? Quelli si saranno sbagliati
Federico: Eh, il fatto della fattura, che non si trovava. Quello larchitetto era un tipo preciso, .insolente
Lucilla: Ehmsolerte forse volete dire, e cos fece, ..prese la macchina e and, e non lho visto pisenza poter saper che cosa sia successo quella mattina. (piange)
Federico: Ma i carabinieri ? Vi hanno fatto sapere qualcosa?
Lucilla: e quelli manco loro ci hanno capito niente.linfarto c stato, ma vai a capire se prima o dopo, se stato causato dalla paura che la macchina non frenava pi, se invece prima ha sbattuto e poi sopraggiunto linfarto, vai a capirecome si facome si fa(piange)
Benito: Si, ma m smettetela di piangere, se no ve se squaglia o trucco e dovete tornare sopra a truccarve nata vota. Il cane pi bello vi sta aspettando , glie lo volete consegnare questo collare dargento?
Lucilla: (improvvisamente smette di piangere) Ma pecch mi si squagliato o trucco? Beni guarda bene
Benito: No il trucco ha retto, intatto, ma ce lavite fatta iusto iusto, un altro poco che piangevate e se ne scendeva la decorazione.
Lucilla: Meno male, sa che soddisfazione quelle canese mi presentavo col trucco sfatto. Gi me le sento: lhai vista a Lucilla Della Torre vedova Tamburrino? . tutta sfatta, non curatada quando l morto o marito sta sfiorendo, selaggio a fa schiatt. Quelle questo aspettano, che la vedovanza mi fa appassire. Stanno come le iene per prendersi il posto di presidente del circolo
Benito: (ironico)Non sia mai, il posto di Presidentequello vostro e come ve lo tolgono?
Lucilla: Ma se quello il giorno del funerale, nuie nun lavimme manco atterrato a Vittorio mio, quella faccia di gesso della signora Terracciano,
Federico: .faccia di gesso?
Lucilla: Si, faccia di gesso, quando una ha la faccia senza espressione, pallida e senza espressione, capite?
Fedrico: Si, pallida e senza espressione, faccia di gesso, una faccia ineluttabile, ho capito.
Lucilla: quella faccia di gesso non mi viene vicino, fintamente compta
Federico: Non si dice compiuta?
Benito: Compta, compta Federi.
Lucilla: ..e me fa:< .e col circolo m come si fa? Chi te la da la forza? Va a finire che devi passare la mano> .ti, te piacesse. Il dolore si porta nel cuore, non una cosa che si esibisce, le risposi, questa tragedia non mi distoglier dai miei doveri di Presidente, trover la forza per continuare e non far mancare la mia guida ai soci E va fa ntripoli, va. Quanno ce vo, ce vo. Io po cos so fatta. Quanno te laggio a da a risposta te la do, ma senza offendere mai.
Federico: Ma si, senza mezzi terni.
Benito: Si dice. senza mezzi termini. Federi che significa mezzi terni?
Federico: Io ho detto sempre senza mezzi terni. Mezzo terno, Nel senso che ci vai vicinoma il terno non lo fai.mezzo terno, perci si dice: senza mezzi terni, cio che le parole sono certe, sicure, quelle e basta e no che ci vai vicino.
Benito: Oh, convinto, io me credevo che si era sbagliato. Vabbe Federi la tua pu essere una spiegazione, ma non si dice cos. Si dice senza mezzi termini
Lucilla: (scorgendo Eleonora allinterno.) Eleonora..buongiorno, di la verit abbiamo interrotto qualche lettura gialla, ih ihi hih, quanto so spiritosa,qualche lettura ..gialla, romanzi giallilettura giallaih ih ih
Scena 6
Eleonora e detti,
Eleonora: E romanzi gialli, a prima mattina? Niente affatto signora Lucilla. Ve pare che la mattina tenimmo o tiempo e leggere? So piaceri che non mi posso concedere. No, che non vi avevo sentito, solo adesso ho sentito la vostra voce e so uscita per farvi gli auguri. Oggi il vostro compleanno?
Lucilla: Uh quanto siete gentile. Ve siete ricordata? Come lo sapete?
Eleonora: Io so tutto.
Federico: Davvero? E allora tanti auguri signora Luci(la bacia)
Benito: Ah, il compleanno? Auguri.
Lucilla: E s. Ma non ho nessuna intenzione di festeggiare. Con quale capa mi viene di festeggiare.no,no, oggi una giornata normale
Benito: Collare, Veronique e aperitivo
Lucilla: Infatti. ih ih ih
Eleonora: (esce dalla porta di casa con ortensia)Qua ci sta pure un omaggio floreale per voi. (la bacia)
Lucilla: Unortensia?
Eleonora: Dice che ne andate pazza.
Lucilla: Effettivamente. E chi me lha regalata? ih ih ih
Eleonora: Leggete il biglietto.
Federico: (anticipandola, prende il biglietto)Ecco a voi. Leggete.
Lucilla: Davanti a tutti. Scusate, don Federi, ma penso che questi siano fatti personali. Io mo devo far sapere a voi chi mi regala i fiori?
Benito: Ecco qua, ti ha messo a posto. Unaltra espressione senza mezzi terni.
Eleonora: Signora Luci ma..il datore del biglietto lha consegnata direttamente lui la pianta, a me, con le proprie mani, pregando di farvela avere con i suoi migliori auguri. Per indi poi anche se il biglietto non lo leggete in presenza del pubblico, sappiate che almeno io sono a conoscenza dellomaggiatore.
Benito: E quindi tutto il palazzo.
Lucilla: Emb? Lo sapete, non lo sapeteio nun tengo niente da nascondere. E poi penso che non ci sia nulla di male se qualcuno mi regala un ortensia nel giorno del mio compleanno. Ecco qua, mo apro il biglietto e lo leggo in presenza vostra.
Federico: Ma no, signora Lucilla. Voi non avete nessun dovere, nessun obbligo. Mo nce vo so fatti vostri, una questione di ricercatezza.
Benito: Infatti.una questione di (guardando Federico con intenzione) ri ser va te zza!!!!
Lucilla: Ma qua riservatezza. Ecco qua: (legge) <Con cuore sincero ti offro questi fiori, affinch possano lenire la tua sofferenza nel primo compleanno senza lamato sposo. Auguri . Umberto Sagliocco.> Ah, o duttore , il dottor Sagliocco, quanto gentile, che bel pensiero .
Eleonora: Che pensiero affettuoso
Lucilla: E certo, quello il mio ginecologo da quando mi so sposata.Il ginecologo si sa, per una donna deve essere innanzitutto un amico o no? ih ih ih E poi amico di lunga data co Vittorio mio,
Benito: Signora Luci, ma quante spiegazioni, (verso la moglie) quello mia moglie a volte crede di essere simpatica e dice cose che non le competono. Su, fate presto se no o cane aspetta. Lortensia ve la porto sopra?
Lucilla: No, no, regalatela a qualcuno, vedete chi la vuole. Poi mi spiego io col dottore.
Eleonora: Non la volete?
Lucilla: No, le ortensie non tanto mi piacciono.
Eleonora: Ma se proprio adesso avete detto che ne andate pazza!
Lucilla: Io?
Federico: Infatti ! Eleonora ha detto: dice che ne andate pazza e voi avete risposto: effettivamente.
Lucilla: Ah s. Ma io volevo dire effettivamente un bel fiore ma a me so fiori che mi ricordano troppo i crisantemi, E mo fatemi scappare che veramente si fatto tardi. Buongiorno a tutti, ci vediamo. (esce a sx)
Federico: Pure io maggio a spicci. Mo me ne vengo pure io. (salutando esce dietro Lucilla)A pi tardi.
Eleonora: (canta) <Straziami, ma di baci saziami.>Si spiega lei col dottore. E gi, si spiega leipovero larchitetto che ha mise e spalle nterra.
Benito: Ma vedi un poco se cosa ca tu ti devi intrigare dei fatti privati della gente.
Eleonora: (verso la pianta) Larchitetto non se lo meritava.
Benito: Ma questa na supposizione tua.
Eleonora: Nessuna supposizione, io vedo lontano. Io vedo quello che tu non riesci a vedere.
Benito: Ah gi, la negromante. Comunque tu qua sei la portiera, quello che vedi e quello che senti, vicino o lontano so fatti ca nun te interessano.
Eleonora: Ma se quella per sviare il sospettoha detto che nun ce piaceno lortensie. (toccando i fiori)Vide nu poco, chillo Sagliocco, quando me lha consegnata ha detto che ne va pazza.
Benito: E pecch nun po essere che o duttore a dire buge, magari per vantarsi di stare in confidenza della signora. Il fatto che tu vedi corna da per tutto, se fosse pe te questo condominio potrebbe essere una casa dappuntamento.
Eleonora: Tu la difendi perch pure a te non ti indifferente.
Benito: Chi?
Eleonora: Chi? Madama Butterfly, la vedova inconsolabile. Una che da due mesi manco che le morto il marito, pensa alla vita mondana, al circolo, agli amiciIo vorrei vedere se morissi tue io facesse o stesso, che cosa diresti.
Benito: Io? E che te dicesse; da morto che ti potrei dire?. Niente.. Anzi, non poter parlare con te sarebbe lunico vantaggio che potrei ricevere in caso di morte.(rientra in casa)
Eleonora: Guarda che non sei obbligato a parlare con me, neanche da vivo. Io mo di questa pianta che ne devo fare. Adesso vedo se a vo a signora Isabella. (Si avvicina al finestrino e fa un numero dal telefono..) Signora Isabella, che state facendo? .Ah s? E potete scendere un attimo?....No niente, vi devo chiedere una cosa., no, quando volete, come no. Eh, vabbe io sto qua.(riaggancia e torna alla pianta)Guarda qua, quello questi petali parlano cos chiaro , si legge cos chiaramente che chi li ha donati tiene un sentimento
Federico: (rientrando frettolosamente, ha urgenza di andare in bagno) Eleonora: (vedendolo)Ah. Proprio voi Federi, e che successo? Pecch sta pressa?
Federico: (imbarazzato, non intende svelare il vero motivo della sua fretta)No, niente, ho dimenticato una cosa. (fa per andare)
Eleonora: Aspettate un momento. Io mo proprio ho chiamato a signora vosta.
Federico: Ah, si? E mo la faccio scendere(fa per andare)
Eleonora: E non c bisogno, state voi qua, adesso spiego a voi
Federico: Daccordo, io subito scendo. (fa per andare)
Eleonora: No, meglio che vi spiego adesso, se no dopo dovete salire unaltra volta.
Federico: Si, per in fretta.(fa per andare)
Eleonora: E in fretta, ma si vuie nun ve fermate, ma che tenete? Dunque, apprimma, o duttore Sagliocco ha portato questa pianta di ortensia per la Signora Lucilla, voi eravate presente al fatto, oh, avete sentito pure che per a signora, Lucilla ha detto che le ortensie nun le piaceno. (Federico continua comicamente a contenersi)Io non so a chi credere di tutte e due. Voi a chi credete?
Federico: Nun o saccio, venite al dunque. (fa per andare)
Eleonora: Addo iate? (prende lortensia) Lortensia, quella ha detto che non le piacciono? Ha detto che la potevo dare a chiunque? Lo ha detto? E io ho pensato di mandarla a vostra moglie. A vostra moglie le piaceno lortensie?
Federico: (prendendo la pianta) Si. (fa per andare)
Eleonora: Ma fa che dovete andare in bagno?
Federico: Eleono, secondo me da quando fate la chiromante questa la prima volta che ci azzeccate. (Scappa)
Eleonora: E lo potevate dire subito. Mamma mia, che male ci sta. (Canta) Mi scappa la pip, mi scappa la pip pap.(rientra).
Federico: (dalle scale) No, non quello. Peggio ancora, peggio ancora Eleono (rumore di porta, riparte la musica, sipario sul primo atto.)
Secondo Atto
Scena 1
Balestra , Benito
Balestra: (Sulla quarantina. Indossa una giacca e un pantalone decisamente stretti, un maglioncino a v con camicia bianca e cravatta. Un cappello, una borsa sotto braccio e un paio di occhiali spessissimi, per via di gravi problemi alla vista, completano lidentit del personaggio. E il ragionier Balestra. Dallingresso principale) Buongiorno, (si gira intorno e poi avanza verso la portineria, urtando contro il muretto del ballatoio, quindi laggira e arriva al vetro del finestrino. L otocca) )Ma che ? Vuoi vede ca me so sbagliato, so entrato in banca. C qualcuno?
Benito: (aprendo il finestrino) Buongiorno. Dite.
Balestra: Siete il direttore?
Benito: Dipende, in un certo senso, si!
Balestra: In che senso, scusate?
Benito: Che cosa in che senso?
Balestra: Avete detto: <In un certo senso, si!>, Io vi chiedo: in che senso. in un certo senso: s. Non so se avete capito il senso della mia domanda, perch io non ho capito il senso della vostra risposta.
Benito: Ah, nel senso che direttore vero e proprio non mi posso definire , ma tutto passa per le mie mani e soprattutto sotto i miei occhi e per le mie orecchie.
Balestra: Ho capito siete il vice, e come in quasi tutti i casi il titolare non ha voglia di fare niente. Daccordo, allora scusate, e sapete dirmi dove sta palazzo Tamburrino?
Benito: Palazzo Tamburrino? E questo!
Balestra: Allora non mi ero sbagliato. E voi che ci fate?
Benito: Io? Ci lavoro , scusate!
Balestra: Quindi la banca si trova allinterno del palazzo?
Benito: Quale banca?
Balestra: La vostra. Voi siete il direttore, o meglio il vice?
Benito: Io? No!
Balestra: Ges. E che fate in banca?
Benito: Ma quale banca?
Balestra: Questa, non la banca?
Benito: Nossignore, questo palazzo Tamburrino.
Balestra: Ah, ecco qua. E me lo volete dire! Non ci eravamo capiti, la banca non centra, non ci sta.. E che direttore siete?
Benito: Il direttore del palazzo intendevo dire. Io sono il portiere.
Balestra: Ecco qua, chiarito lequivoco, meno male, io ho detto:< vuoi vedere che so entrato in banca>
Benito: E vi pare una banca questo? Scusate.
Balestra: Effettivamente, poteva essere pure laccettazione dellospedale, lufficio anagrafe, il botteghino del cinema, lequitalia
Benito: Tutto tranne che unaportineria.!?!? Eppure c scritto sopra.
Balestra: (alza lo sguardo verso la scritta, tira fuori dalla borsa una grossa lente di ingrandimento e legge) Ah s: portineria. Ma mo per quanto tempo ne vogliamo parlare.? E che io avevo sentito il vetro sotto mano. Ma voi non vedete? Dico, non avete visto che non ci vedovoglio dire non vedo bene.
Benito: Infatti, vedo che avete rotto due bicchieri e vi siete fatto gli occhiali.
Balestra: E quello se non fosse per questi due .bicchieristarei peggio di un cieco.
Benito: Peggio di un cieco?
Balestra: Nel senso che sarei cieco e senza cane.
Benito: Senza cane?
Balestra: Si, il cane per ciechi. Non lo potrei avere. Ho paura dei cani, non li posso nemmeno guardare.
Benito: Lo credo bene. Comunque ditemi tutto (scompare dal finestrino per avviarsi alla porta dove riappare dopo un attimo)
Balestra: (allungando la mano verso il finestrino) Giusto. Dunque io sono il ragionier Balestra.
Benito: (uscendo dalla porta)Dite pure ragionie
Balestra: (voltandosi verso di lui) No, stavo parlando con il direttore, voglio dire col portiere, ma se ne andato e mi ha lasciato comme a nu fesso, ma io non capisco la gente, chisto ha da essere nu tipo strano.
Benito: Lui?
Balestra: Si. Voi lo conoscete?
Benito: E comme, il mio fratello gemello.
Balestra: Ah ecco, pecch tenete la stessa voce. E non lo potete chiamare. Sapete io non vedo molto bene, riesco giusto ad individuare le sagome delle persone.
Benito: (restando al gioco, apre la porta e parla verso linterno) <Beni esci che ti vogliono.> <E chi mi vuole? > < Un signore, dice che mo stavi parlando con lui e sei scomparso.> < Ah gi, me lero scurdato, subito esco.>(entrando e riuscendo) <Eccomi dite.>
Balestra. Ah voi state l.Per siete un bel tipo, mentre parlate con una persona scomparite, e po subito vi dimenticate. Io a bello e buono non vi vedo pi.
Benito: Non mi vedete pi, perch prima s?.
Balestra: E inutile che fate dello spirito.Sapete, io le sagome le distinguo, ma locchio ha bisogno di un attimo in pi per individuarle. Lo stesso succede se una sagoma si sposta. Si chiama tempo di accomodamento. Quindi non che non vedo bene, e poi, porto sempre con me una lente di ingrandimento e mapparo. Ma vostro fratello se n andato?
Benito: S.
Balestra: Naltro scostumato. Se ne va senza salutare. Comunque, .. dicevo: io sono il ragionier Balestra, piacere. Cercavo proprio voi, voi vi chiamate Benito del Duce, giusto?
Benito: Giusto. Benito del Duce e vi prego di non fare battute scontate sul mio nome e sul mio cognome. Mio padre si chiamava Alberto del Duce di Benito, stato partigiano e mal sopportava il suo cognome, figuratevi quando nacqui io e mi dovette chiamare per forza Benito.
Balestra: Per forza?
Benito: Il padre glie lo fece promettere in punto di morte.
Balestra: .ho capito. Va be ma non ci sta niente di male. Che battute si possono fare?
Benito: Io lo dico per prevenire.Sapete, siccome sentendo il mio nome e cognome a ognuno le piace e dicere a parulella
Balestra: .ma io non mi sarei permesso. Voi, poi, manco dovete fare di tutta lerba(si accorge troppo tardi di quello che sta per dire).un fascio. Scusate, lho fatta, ma involontariamente. Allora, .veniamo a noi, dicevo, sono il ragionier Balestra e lavoro per il notaio La Zoccola.
Benito: Natu bellu cognome. Tiene figli?
Balestra: S, due femmine: Iolanda e Patrizia, ma loro lo pronunciano con la zeta dolce, cos si avverte meno. Iolanda La Zoccola, Patrizia La Zoccola Mo statemi a sentire: voi siete Benito del Duce e siete il portiere di questo palazzo?
Benito: Precisamente.
Balestra: Presso larchivio del notaio vi era depositato questo documento (prende una lettera dalla borsa) da parte dellarchitetto Vittorio Tamburino da consegnare a voi nel caso che il suo decesso avvenisse prima del vostro.. Dal certificato di aggiornamento delle mortalit, che noi ogni 6 mesi richiediamo allufficio anagrafe del comune, risulta che il Signor Tamburrino deceduto il 29 luglio di questanno.
Benito: S, un incidente, ma non si appurato se c stato un infarto che ha causato lincidente o lincidente ha procurato linfarto.
Balestra: Ad ogni modo morto di infarto. Io quindi, visto che a quanto pare voi siete ancora vivo, adesso, vi devo consegnare questa lettera, come volont del defunto, ce lavete un documento?
Benito: Una lettera? (tira fuori dal portafoglio la carta didentit) Ecco qu.
Balestra: Si, dove ci possiamo appoggiare?
Benito: (indicando) Qua, o vedite ce sta o tavolino.
Balestra: Dove? (cerca con difficolt il tavolino) Sar una sagoma bassa.
Benito: Infatti.Sta facendo il passo del giaguaro.
Balestra: Chi?
Benito: O tavulino. Qu, qu, lo vedete
Balestra: Ah si, mo lho inquadrato.(si avvicina e si siede. Legge con laiuto della lente e scrive) Il sottoscritto Benito del Duce nato a Ravello il 31 maggio del 1956.riceve.pra pa pa pa , ...ecco qua, una firma. Questa la ricevuta per noi, che vi ho dato la lettera e che voi ve la siete presa.
Benito: (firma e restituisce ) Ecco fatto.(vedendolo armeggiare con la sua lente di ingrandimento) Ma come fate a fare il ragioniere con questo problema alla vista?
Balestra: (riponendo la ricevuta) Ci riesco, ci riesco. Faccio di necessit virt. La lente, lesperienza.ma vi pare che se non ero in grado il notaio mi teneva nel suo studio per venticinque anni. Lui senza di me un notaio finito. Io sono il suo archivio vivente, il suo braccio destro, i suoi occhi.
Benito: Voi i suoi occhi? Ma almeno il cane lui ce lha?
Balestra: Eh eh, lho capita sapete. State tranquillo, nonostante il problema io riesco a vedere anche per il notaio.Da venticinque anni al suo servizio. Una vita dedicata al lavoro.
Benito: Male. Sbagliato. Vedete io penso che la vita sia il composto di quattro elementi: il lavoro, la famiglia, la salute e il divertimento. Questi quattro elementi devono essere sempre equilibrati tra loro, guai se uno dei quattro predomina sugli altri, la vita si squilibra, gli altri tre elementi ne soffrono. Questo noi non lo vogliamo capire, o esageriamo nel lavoro o nel divertimento o troppo alla famiglia, o badiamo in modo spasmodico alla salute e ci dimentichiamo, ci priviamo degli elementi e facciamo, chi per un motivo, chi per un altro: una vita di merda!
Balestra: Bella filosofia. Mi piace. Be, dunque torniamo a noi. (rovista nella borsa e tira fuori il documento)Questo il documento, allegato ci sta questo foglio attaccato, staccatelo e datelo a me. (gli da il foglio e la lettera attaccati tra loro da nastro biadesivo) Fate piano, ci sta del nastro biadesivo, non fate strappare la lettera. (Benito esegue, restituisce il foglio e poggia la lettera sul tavolino) Ora datemi il foglio e ascoltate quello che ci sta scritto, (prende foglio e lente) una dichiarazione autografa, vedete aperta, senza sigillare , perch non latto, ma una comunicazione allo studio notarile, da parte del defunto architetto Tamburrino che deposit presso di noi, noi labbiamo gi letta : (servendosi della lente incomincia a leggere) Il sottoscritto Vittorio Tamburrino, nato a San Giorgio a Cremano, etc etc.. nel pieno possesso delle sue facolt mentali , dispone che la lettera sigillata e allegata alla presente dichiarazione, depositata presso lo studio notarile La Zoccola, venga consegnata in caso di mia morte, al signor Benito del Duce, portiere dello stabile Palazzo Tamburrino, mia attuale residenza, sito in via etc etc E mia volont che il signor Benito del Duce, legga il documento ricevuto e istruisca lo studio relativamente al suo contenuto, affinch lo studio La Zoccola possa disporre secondo legge per la successione dei miei beni. Ecco qua, adesso si rivolge direttamente a voi. Caro Benito, dice, ti starai chiedendo perch proprio tu.. Semplice: perch sei uomo saggio e giusto, ci che io non sono stato, poi capirai perch, tra tutti io mi fido solo di te. Tu sei neutrale ai miei interessi e sono sicuro che svolgerai questincombenza, cosa che io non ho e non avr mai il coraggio di fare perch sono un vigliacco. E cos? Dico, vi risulta? Era un vigliacco?
Benito: Che ne so, nun me pareva continuate.
Balestra: Si, dunque allora..Come mai non direttamente al notaio? Risposta: E una mia stravaganza, era stravagante?
Benito: Questo s. Un tipo bizzaro, imprevedibile.
Balestra: (riprendendo) Dunque dove stavo, ah..ecco. E una mia stravaganza e poi gli uomini sono corruttibilitu no! Un ultima cosa, se stai leggendo vuol dire che mi sei sopravvissuto e quindi ti domanderai: e se io fossi morto
Benito: Io questo dico, e se io fossi morto?
Balestra: (riprende) Giusto! Ecco lo ammette pure lui, Giusto Lo dice, . Be se tu fossi morto, al momento non lo so, spero di trovare nel tempo il coraggio di fare ci che mio dovere. Vedete, poi c la data, circa dieci anni fa e la firma, ecco qu.(gli mostra il foglio) Come avete capito, evidentemente le volont del defunto circa leredit sono diverse dalle norme previste per la successione diretta, cio o c un testamento olografo o qualcosa di simile noi lo dobbiamo sapere e voi ne sarete testimone a salvaguardiadella nostra corruttibilit. Mi sembra eccessivo:..un notaio corruttibile? E che notaio sarebbe? Ma se questa la sua volont. E ora leggete la lettera e fatemi sapere.
Benito: Adesso?
Balestra: Se voletesarebbe meglio, cos risparmiamo telefonate e tempo. Poi fate voi, l ci stanno scritti tutti i nostri recapiti. Lincombenza della consegna andava fatta di persona e io lho fatta.., leggete e istruitemi..
Scena 2
Federico e detti
Federico: (da dx con lortensia) Ue, Beni
Benito: Dimmi tutto Federi (alzandosi) Chiedo scusa ragionie.(verso Federico)
Balestra: Fate, fate, io aspetto. (comicamente rimette a posto le carte. Dopo di che si alzer passeggiando a tentoni verso lo studio e ritorno, Benito lo guarda con intenzione)
Federico: Pgliate stortensia, mia moglie non la vuole. Dice ca nun tene tempo di curarla. Me lha data prima Eleonora, io me credevo che le faceva piacere, me credevo e chella invece nun a vo. Non la vuole..
Benito: (a Federico) E va be, appoggiamola un momento qua sopra, Dopo co mia moglie vediamo cosa ne dobbiamo fare. (Federico la poggia sul tavolino, fa per uscire e incrocia Balestra)
Balestra: (a Federico) Ma nel palazzo quanti appartamenti ci sono?
Federico: (sorpreso)Sette, pi quello dellavedova Tamburrino otto pi quello dello studio del Dottor Sagliocco fanno nove in tutto.
Balestra: Pi il vostro fanno dieci. O no? Voi dove abitate?
Federico: Qu.
Balestra: Allora so dieci, labitazione del portiere non lavete contata.
Federico: Giusto, quella del portiere no.
Benito: (facendosi notare)Ragionie, ragionie, avete sbagliato bersaglio. Io sto qua. Lui non il portiere.
Federico: Infatti, sono un inquilino, io sono un inquiilino, ..volevo dire.: Vuoi vedere che ho avuto una mesamorf una meramorto..
Balestra: Metamorfosi.
Federico: Bravo. Non la riesco mai a dire questa parola.
Balestra: Ma siete arrivato adesso?
Federico: Mo proprio, ho portato lortensia. A quanto pare non ci vedete tanto bene? Siete fortemente abulico?
Benito: Che ce azzecca abulico?
Federico: Quando uno no ci vede bene!
Balestra: Miope?
Federico: Ah gi miope. E comme m venuto: abulico?
Benito: Stoqua, ragionie,mi avete perso di vista, stavo posando lortensia.
Balestra: (meravigliato)Lortensia?
Benito: Ae, lortensia, e che ho detto di male?
Balestra: E la lettera? No, dico voi dovete leggere la lettera vi mettete a coltivare le ortensie.
Benito: Ma qua coltiva ragionie . Don Federico mi ha dato lortensia e io lho poggiata.
Balestra: Ho capito, o meglio non ho capito che centra un ortensia a bello e buono. Questo signore il fioraio o un inquilino?
Federico: Quale fioraio? Inquilino, sono Federico Giglio.
Balestra: E con questo cognome non fate il fioraio?
Federico: No!
Balestra. E che fate?
Federico: Lagente teatrale! Mi occupo di distribuzione di spettacoli.
Balestra: Spettacoli teatrali?
Federico: Teatrali, musicali, insomma eventi spettacolistici in generale.
Balestra: Ho capito, facite o masto e festa.
Federico: O masto e festa?
Balestra: Eche ci facevate con lortensia?
Federico. La moglie di Benito laveva data a mia moglie, per mia moglie non lha voluta.
Balestra: Pecch? Non le piacciono?
Federico: Si , per non tiene il tempo di curarla.
Balestra: E impegnata? E che fa?
Federico: Si fa i cazzi suoioh, e scusate..ma voi chi siete?
Balestra: Ch? Vi siete incazzato?
Federico: E mi pare. Voi mi fate tutte queste domande.Tutte queste domande. Peggio della Santa Disquisizione.
Balestra: Santa.disquisizione.?!?
Federico: Eh! . che lappicciavano a tutti quanti.
Benito: Ragionie lasciate staretorniamo a noi
Balestra: Va b, comunque non volevo essere impertinente, domandavo cos,.. tanto per dire. Signor Beni la lettera dove sta?
Benito: Sta l. (indica il tavolino, contemporaneamente Eleonora esce dalla porta)
Scena 3
Eleonora e detti
Balestra: (fa un gesto ad indicare la lettera allungando la mano inconsapevolmente verso Eleonora) Leggete!
Eleonora: (facendo la sostenuta) Mo non tengo tempo , se aspettate un attimo, devo avvertire il dottore Sagliocco per il caff. Ma chi ve lha detto? Mio marito?
Balestra: (seguendo la sagoma) Chi vostro marito?
Eleonora: Benito, il portiereio sono la moglie.
Balestra: E che mi doveva dire?
Eleonora: Che leggo la mano!
Benito: (intervenendo)Se per questo anche le ortensie. Ma c stato un equivoco ragionie.
Balestra: Nata vota lortensia?
Eleonora: (vedendola)Sta nata vota cc?
Federico: Si, mia moglie non la vuole, non tiene tempo di curarla.
Eleonora: E a chi la devo dare sta pianta?
Balestra: Se non tenete che farne me la prendo io.
Eleonora: Se la volete, .ma guardate che vi ho letto nei petali segnali di guai .(si avvicina alla porta dello studio e bussa)
Balestra: Se per questo io non sono superstizioso. (va a tentoni verso lortensia)
Federico: Segnalidi guai?E me a vuliveve da a me?
Benito: Federi i guai mia moglie li vede da per tutto, un poco pessimista. E poi la gente se gli dai una previsione ottimistica non ci crede, cchi cuntenta se gli preannunci un guaio. Mia moglie va sul sicuro perch un guaio prima o poi lo passano tutti.
Scena 4
Cristina e detti
Balestra: Bravo, proprio cos.
Cristina. (dalla porta dello studio a Eleonora) E pronto il caff?
Eleonora: Si, se te lo vieni a prendere.(Cristina si avvia) Sta la guantiera in cucina. Il tuo e quello del dottore.
Balestra: (incrociando Cristina) E allora me la posso prendere questortensia?
Cristina: Lortensia? Che ne so io dellortensia.
Federico: Ragionie non lei, questa la segretaria di Sagliocco non la signora dellortensia. Avete preso una cartonata avete preso.
Eleonora: Lortensia ve la potete prendere.
Balestra: E mi volete leggere la mano? Sono curioso.
Eleonora: Con piacere. (gli prende la mano, gli altri osservano divertiti, Cristina entra in portineria) Voi fate il ragioniere?
Balestra: Brava. Ci sta scritto pure questo?
Benito: Ma nossignore, Federico vi ha chiamato ragioniere e lei ha sentito.
Eleonora: (osserva la mano)No questo non c scritto, lho sentito. Dunquee bravo o ragioniere.siete un donnaiolo?
Balestra: Insomma le donneme piaceno, come piaceno a tutti immagino.
Eleonora: No, che io qu ne vedo due? Avete lamante? Dite la verit.
Balestra: Lamante? Impossibile, sono scapolo. Le due donne saranno mia madre e mia sorella nubile che vivono con me. Viviamo tutti e tre, insieme al cagnolino, teniamo pure un cagnolino. Di cani non ne parla?
Eleonora: No, cani no.
Balestra: Forse perch piccolo, sapete quei cani piccoli piccoli..
Federico: Ho capito, lo gnocchi sciairo
Balestra: Si, lo.york shire
Eleonora: Ci sta pure che avete avuto un problema di saluteun problema alla vista.
Benito: E c bisogno e leggere a mano? (Cristina ritorna con un vassoio con una tazzina di caff) Ragionie la vogliamo sbrigare allora questa incombenza?
Balestra: Sono subito a voi. (a Eleonora) Signo lasciamo stare (libera la mano) Magari unaltra volta cerchiamo di vederci pi chiaro.
Eleonora: Come volete. (A Cristina che passa) Il tuo te lo sei gi preso?
Cristina: E certo, questo del dottore.
Balestra: Un po di caff per me non ci sta. Lo prendo volentieri.
Benito: Come no. Un po di caff o ragioniere, Federi mo ti trovi pigliati una goccia di caff.(Eleonora entra in casa)
Federico: Si ma presto presto, me ne devo andare me ne devo, ho lasciato la macchina messa male e non vorrei acchiappare na multa.
Balestra: E che macchina avete?
Federico: Perch?
Balestra: Cos, niente domandavo
Federico: Costanto per dire.? Come linterogatorio di prima? Comunque tengo una vecchia Opel Cesson Va, la tengo da quasi ventanni, la comprai nuova, ma la pagai quattro soldi, un affare,era gratinata .
Balestra: Gratinata?
Benito: Il tetto rovinata dalla gratinegratinata.
Balestra: Ah, ho capito.
Eleonora: (rientrando con il caff)Ecco serviti, prendete.(I presenti si servono, dallingresso intanto arrivano Lucilla e Severino)
Scena 5
Severino, Lucilla e detti
Federico: (preso il caff) Vi saluto (esce)
Balestra: (Preso il caff) Beni allora che fate, questa lettera la volete leggere adesso o mi fate sapere?
Benito: No, no, la leggiamo adesso, tanto che adesso ci stanno pure Severino e la signora Lucilla: lamministratore e la vedova ereditiera.
Severino: Non ho capito, di che si tratta?.
Lucilla: Una lettera? Che lettera. Chi il signore?
Balestra: (orientandosi comicamente fra le sagome) Mo siete diventati troppi, difficile. ( Presentandosi ai due nuovi arrivati) Signora, sono il ragioniere Balestra, Emilio Balestra dello studio notarile La Zoccola e figli, presso di noi era depositato un atto relativo alla successione dei beni del fu architetto Vittorio Tamburrino che dovevo consegnare al sig. Benito Del Duce per volont del defunto. Io lho consegnato, lui lo deve leggere e ci deve istruire.
Lucilla: E qu ci sta Severino, lui il nostro amministratore.Severi voi che dite? Leredit? Ma voi non stavate facendo la pratica di successione?
Severino: Si, caspita se la sto facendo, ma se c un testamento o qualcosa del genere la pratica si deve bloccare.sentiamo questa lettera.
Balestra: Per per me si fatto tardi. Me ne devo andare. Beni leggetevi la lettera con calma e istruiteci, a quanto pare il defunto si fidava di voi. Aspettiamo vostre indicazioni, per dovete esibirci la lettera, noi ci fidiamo della parola ma pa legge serveno e carte. (in giro comicamente) Lortensia, dove sta?
Eleonora: (le prende e glie la da)Eccola qua!
Lucilla: Lortensia?
Balestra: Perch la volete voi?
Eleonora: No, a signora nun le piaceno le ortensie..(rientra canticchiando la famosa canzone di Caterina Caselli) ..e proprioallimprovviso arrivi tuse bacio te.. sono bugiarda..bugiardalo so
Lucilla: (turbata)Infatti, non mi piacciono.
Balestra: Allora.Arrivederci a tutti (Comicamente esce)
Scena 6
Benito, Lucilla, Severino
Severino: Beni dunque, leggiamo questa lettera.
Benito: E quella sta qu. (indica il tavolino, vi si avvicina) No qu non ci sta. Ma io ce lavevo in manolho poggiata qu sopra.(incomincia a cercare)
Lucilla: E voi una cosa cos importante non vi ricordate dove lavete messa?
Benito: Qu stava signora Lucilla (continua a cercare) Eleono, ma hai presa una lettera da qu sopra?
Eleonora: (da dentro)Io non ho preso niente.
Severino: E troviamolaquello il notaio mo blocca la successione
Benito: (lo osserva) Ma che ? Adesso la troviamo! Vi vedo preoccupato.
Severino: Chi io? .E perch? (parte una musica mentre la luce lentamente si abbassa per poi ritornare piena. Gli attori dapprima fanno azione di ricerca della lettera e al buio poi escono.)
Il giorno dopo
Scena 7
Lucilla e Sagliocco, indi Eleonora
Lucilla: (dalle scale parlando al cellulare) No, Alessa non se ne parla proprio. Ti voglio bene non me lo chiedere. E un fatto di principio. (In scena-) Certo, certo, se mi chiede scusa un altro paio di maniche. Per quanto mi riguarda lha fatta grossa. (Vedendo Sagliocco entrare dal portone lo saluta) Buongiorno. ..
Sagliocco: Buongiorno.
Lucilla: No a te ho salutato Cristoforo Sagliocco. (A Cristoforo) Aspetta(Sagliocco si sofferma vicino alla porta dello studio) no a te, ce lho co luisto nellatrio del palazzo. E comunque hai capito? Non lavesse saputo, una dice va benon lo sapevama io te ne ho parlatote lho spiegato pure comera fatto. Lo sapevi che erano uguali, lha fatto apposta, ti dico lha fatto apposta .. E comunque adesso ti devo lasciare (Ascolta) ma quando mai, (civettuola)no, no, nessuna possibilit, si, si, solo quello e basta va be ti saluto poi ne parliamo,stupida. non di questo.del fatto di Magda. Ciao, ciao, ciao ciao. Un bacio.(Chiude)
Sagliocco: Chi che ti fa innervosire?
Lucilla: Nessuno, stavo discutendo co Alessandra di un fatto che successo ieri alla premiazione.
Sagliocco: E che successo? E un segreto?
Lucilla: Nessun segreto. Segreti? Con te segreti? Niente, quella spudorata di Magda Barretta, ieri, alla premiazione, s, che facemmo la premiazione del collare dargento, n quella si presentata con un vestito uguale identico al mio? Io glie lo dico..e quella mi rispondesai co quella faccettina da chi-wawa che si ritrova: (imitandola)<Pu darsi pure che sei tu che ti sei messa lo stesso vestito mio> Roba da roba da prenderla per i capelli. A parte che il vestito lho comprato prima io, ma po me lo so messo pure, lhai vistodice non lo sapevama mo mi hai visto, vai a casa e vatti a cambiare. O no?
Sagliocco: (divertito) Ma guarda un poco. Invece non si andata a cambiare?
Lucilla: Ma qua, si messa in prima filacafonaperch quella questo una cafona, si trova nel circolo grazie allavvocato Tursi ssttthh, se crede che nessuno lo sa.e il marito, chillu pachiochieronon vede e non sente.
Sagliocco: Va be daiquesto non si dice. Non ne sei sicura le apparenze possono ingannare.
Lucilla: Che me ne importa.e poisenza contare che io sono il presidente del circoloil vestito se lo doveva cambiare lei..
Sagliocco: Adesso non ci pensare pi, allora che mi dovevi dire?
Lucilla: Io?
Sagliocco: Mi hai detto: <aspetta>.
Lucilla: E s. Ti volevo chiedere scusa per ieri. Tu poi mi vai a omaggiare dellortensiaho dovuto dire che non mi piacevano le ortensie e lho regalata.
Sagliocco: Lhai regalata?
Lucilla: (abbassando la voce) S, per forza..quella fattucchiera di Eleonora, si mise a fare tante battute, insinuazioni..
Sagliocco: E a te che te ne importa? Lasciala stare. E una vita che tiene il sospetto su di noi, fa battute. Pure con me quando la portai fece tante domande. E cos che si alimentano i sospetti:negando levidenza! Non c niente di male nel regalare unortensia ad un amica perch sai che le piacciono, lortensia te lho regalata, evidente, tutti lhanno vistoma se tu neghi fai il loro gioco. A te piacevano le ortensie?
Lucilla: Si!
Sagliocco: E allora? Perch non te la sei presa?
Lucilla: Si, hai ragione, ma adesso fatta. Ti chiedo scusa.
Sagliocco: Ma figurati, quali scuse, che bisogna sottrarsi da questo gioco, se no la gente continuer sempre a pensare che un uomo e una donna non possono essere amici. Continuer sempre a pensare che se un uomo e una donna stanno in confidenza sono amanti. Se la nascondi la confidenza, lamiciziafai il loro gioco: Non c niente di male Lucilla, io e te siamo amici
Lucilla: Si amici. Solo amici.
Sagliocco: E non potremo essere altro. Ma se anche io mi fossi innamorato di tenon ci sarebbe potuto essere altro, perch tu sei la moglie di Vittorio Tamburrino, il mio migliore amico e lamicizia per me lunico valore in cui ancora riesco a credere. C qualcosa al mondo pi importante dellamicizia? Luci..tu sei la moglie di Vittorio! (cambiando discorso) E allora? Che fine ha fatto questortensia?
Lucilla: Non lo so. Se la port quel Balestra...o ragioniere, che poi ha portato un altro impiccio.
Sagliocco: Che impiccio?
Lucilla: Non lo soha portato una lettera autografa di Vittorio depositata presso lo studio del Notaio La Zoccola, io non ne sapevo niente. Anzi due lettere, in una, quella autografa consegnava a Benito unaltra lettera che avrebbe dovuto leggere e poi istruire il notaio circa il contenuto.
Sagliocco: Ah s! Questa era la lettera? Ieri sera Eleonora mi chiam a casa. Voleva sapere se avevo trovato una lettera. Lhanno trovata? Benito, lha letta?
Lucilla: Niente, non la riescono a trovare, sparita. Lui dice che laveva poggiata sul tavolino l, ma non si stati pi capaci di ritrovarla. Il bello che siccome questa lettera autografa di Vittorio mio parlava di successione, , il ragioniere, che poi lassistente di La Zoccola, ha detto che loro sono obbligati a bloccare la pratica di successione. Hai capito?
Sagliocco: S, cio poco e niente. E adesso?
Lucilla: E adesso non lo so, si deve trovare questa lettera, poi se lo vede Severino, io non ci capisco niente. Cristo adesso ti saluto, devo scappare
Sagliocco: Si ..e fammi sapere
Lucilla: Sapessi quanti impegni, mamma mia parrucchiere, sarta, circolo. Non ce la faccio pi... Ci vediamo eh? Ma come mai qu? Tu oggi mica hai studio?
Sagliocco: No, devo mettere a posto certe cose.(dal finestrino si vede passare Eleonora, che evidentemente affaccendata in casa. Li vede e saluta con la mano)
Lucilla: Ah ecco, volevo dire.Ciao, allora, ciao, eh ciao ciao ciao (esce giuliva a sx. da dentro al voce di Eleonora che canta:)
Eleonora: (da dentro) <Tu mi fai girar, tu mi fai girar,come se fossi una bambola, poi mi butti gi (sfuma)
Sagliocco: (scuotendo la testa)Ciao. Ciao Luci
Scena 8
Sagliocco, Federico, indi Severino e poi Benito
Federico: (sopraggiungendo dalle scale) Dotto buongiorno.
Sagliocco: Buongiorno Federi.
Federico: Che si dice?
Sagliocco: Niente di nuovo. So venuto a mettere a posto un po di cose. Approfitto che non ho studio. Non ci sta mai tempo.
Federico: A chi lo dite. A chi lo dite! Sempre una corsa contro il tempo. Oggi unaltra giornata campata, per peggio di ieri, ieri, appuntamenti saltati, ritardiil lavoro mio questo che ci volete fareavere a che fare con gli artisti dottore mio un guaio..
Sagliocco: Immaginobe col vostro permesso (si avvia verso lo studio mentre dallingresso sopraggiunge Severino)
Federico: Fate, fate, buona giornata.
Severino: (frettoloso)Buongiorno Federi, dottore illustrissimo
Sagliocco: Buongiorno, buongiorno.(esce)
Federico: Severino
Severino: (avvicinandosi al finestrino chiama) Benito. Beni vi potete affacciare?
Benito: (dallinterno) Si, Severi eccomi a voi.
Federico: Ch? Pure voi di fretta?
Severino: E quando mai, quando mai. La mia vita tutta una corsa.
Federico: Questo stavamo dicendo col dottore. Questo stavamo dicendo. Lascensore? Novit?
Severino: Nessuna novit.
Benito: (dalla porta di casa, salutando)Severi
Severino: N, Beni, lavete trovata questa lettera?
Benito: Ma che vuoi trovare, che vuoi trovare. Io non so pi dove guardare.
Severino: Ma cheste so cose e pazze.
Benito: Proprio. Io sto scemunenno.
Federico: Ma avete perso qualcosa?
Benito: Eh, na lettera, che port ieri quel ragioniereBalestra, non so pi capace di sapere addo gghiuta a ferni
Severino: Ma se lavesse pigliata isso ..o ragioniere..per errore se l messa naltra volta in borsa.
Benito: Niente, niente. Lho telefonato ieri pomeriggio, ma dice che lui non ce lha.
Severino: Emb, che ha detto?
Benito: Dice che la dobbiamo trovare, aspetta fino a oggi se non la troviamo loro devono fare comunicazione allufficio competente per bloccare la pratica.
Scena 9
Eleonora e detti
Eleonora: (affacciandosi dal finestrino) La lettera stata rubata.
Severino: Rubata?
Benito: E chi sa pigliava?
Eleonora: Chi? Qualcuno che tiene interesse a che niente venga modificato.bastaio non ho detto niente!
Severino: A signora Lucilla? Ma per lamor di Dio. Quella non ha ancora capito neanche bene di che si trattae po stava vicino a me.
Federico: Ma che lettera erache lettera era?
Benito: Una lettera dellarchitetto?
Federico: E arrivata adesso? Un ritardo postale? Un ritardo?
Severino: No, non si tratta di questo. E una cosa lunga.
Eleonora: A lettera comunque qua non ci sta!
Severino: Benisi deve trovare.
Benito: E come? Dove devo vedere pi? Ce vulesse nu mago!
Federico: Sim sala bingoa parola magica!
Eleonora: Sim sala bimFederi,.comunque io ripeto: non c bisogno del mago. Severi, ma a voi che ve ne importa?
Severino: Caspita se mi importa. Io devo fare la pratica di successione. Devo curare gli interessi della signora.
Eleonora: Della signoramica i vostri. Emb non se ne importa lei..vi volete dannare voi?
Benito: Ma po dico io, mettiamo che la lettera non si trova pi, che lhanno rubata , ..come dice leiche cosa succede?
Severino: Che succede. Che succede? Caspita che succedeil notaio blocca la successione e fa aprire uninchiesta giudiziaria.
Benito: E se manco con linchiesta giudiziaria si trova la lettera?
Severino: Che ne so che ne so. I beni vengono congelati..e poi .non lo so
Federico: Vi andate a impegolarenelle sabbie mobili dei capilli giudiziari
Severino: .a meno chea meno che il notaio non volesse collaborare.
Benito: Questo no! Mi dispiace ma larchitetto si affidato a me perch teneva fiducia in me perch mi stimava quale persona incorruttibile!
Severino: E va be aspettiamo, se nessuno lha presa prima o dopo la lettera esce.
Benito: Infatti.
Severino: Allora Beni ci vediamo pi tardi. (si avvia verso lascensore) Me ne salgo sopra.
Federico: A piedilascensore guasto.
Severino: Lo so(via per le scale)
Eleonora: (rientra canticchiando) <Sar capitato anche a voi, di avere una musica in testa, (sfumando dallinterno mentre il marito rientra pensieroso) sentire una specie di orchestrasuonare suonare suonare suonare zum zum zum
Federico: Beni a proposito tieni il giornale di ieri?
Benito: Si. Mo ve lo prendo.(entra in casa e dopo un attimo dal finestrino glie lo porge) Ecco qua tenete.
Federico: Grazie Beni dopo te lo do. Stammi bene. (esce a sx)
Benito: Lo potete pure tenere(solo) come ve lo tenete tutti i giorni.Ca po io non lo soquesto si legge le notizie del giorno prima.(Scompare in casa)
Scena 10
Sagliocco,Ciro, indi Benito
Ciro : (entra nel palazzo e va alla porta di Sagliocco e bussa. E il ragazzo del parcheggio di fronte al palazzo. Tipo strano, occhiali da sole e abbigliamento estremamente casual. A Sagliocco che dopo un attimo appare)Dutto vi ho messo a posto la macchina, e chiave stanno cc, tenite, laggio sistemata.
Sagliocco: (prendendo le chiavi)Va be grazie, ma io mo tra poco esco unaltra volta. Tieni (gli da degli spiccioli)
Ciro: (rifiutando) Lasciate sta dutto facciamo un conto dopo. Ve la devo cacciare?
Sagliocco: Mo che esco vediamo..
Ciro: A, uh ammena da miseria, a..aiere sera o pulman nun pattuto propio, pecch nun ce steve o bigliettaio.e lautista, cio o conducente e linea s rifiutato e patt쒅.a ggente era assai..e che succieso.a. Cose e pazzi
Sagliocco: Benissimo, tutti a piedi.
Ciro: E che ne sapete?
Sagliocco: Me li immagino! .
Ciro: Ah ve lo immaginate? Io invece ho visto, stavo l.
Sagliocco: Ah, stavi l? Bravo Ciro.
Ciro: Questi traspotti so na cosa insoppottabile. Mo latro giorno..No, dico ioCose e pazzi, cose da pazzun treno che deve pattire alle undici e quarantadue, arriva nella stazione alle undici e quarantatr, e come fa a ripattire alle undici e quarantadue se arrivato alle undici e quarantatr?.
Sagliocco: Guardate, da non credere.
Ciro: Dutto ha da mur mamm, azzo da no credere.io stavo l., dentro alla stazione..
Sagliocco: Ti ci trovi sempre?
Ciro. In una stazione poi, di grande impottanza turistica, dove ce stanno centinaia di stranieri che aspettano stu treno: inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli, americani, giapponesi, ca loro so abituati aa precisionetu te presiente co o ritardo?
Sagliocco: Aggio capito. Daccordo, vabbe Ciro, ti saluto. Devo andare, non posso perdere altro tempo.
Ciro: E siccome faceva troppo ritardo io me ne iette a pere, pecch io cammino sempe a pere. o sapite comme me chiamamene a me? (mettendosi un coltello tra i denti) Rambo!
Sagliocco: Ah, bravo. Non ti chiami pi Ciro, mo ti chiami Ambo.
Ciro: No Ambo, Rambo..
Sagliocco: Ah, nun avevo capito, e che ti devo dire , tu fai o lampo e io faccio o tuono. Ma adesso devo andare.
Ciro: (Togliendosi il coltello) Ae, no.lampo. cio fulmine, saetta, Rambo!.
Sagliocco: Ah, Rambo,. e tu parli co stu curtiello mmocca..
Ciro: E che faccio Rambo senza curtiello? E chiedetemi : pecch te chiammano Rambo?
Sagliocco: Ciro, Ciro,io tengo da fare,
Ciro: E chiedetemi: pecch te chiamano Rambo?
Sagliocco: E che pacienza! Pecch te chiammano Rambo?
Ciro: Pe o fisico, no?
Sagliocco: Ah, gi, ..pe o fisico. Infatti, . tieni o fisico e Tarzan
Ciro: Ve pare o no? Ma pure pecch io mi aRRambico Allora da arrambigare benuto Rambo.
Sagliocco: Ti arrampichi?
Ciro: No, no, mi arrambigo, e se no mavesseno a chiamm Rampo.
Sagliocco: Giusto, quindi ti arrambichi? Come lalbinista? Come lo sgaladore?
Ciro : Ve pare o no? E comunque avete capito o fatto do treno? Questa lItalia.
Sagliocco: E chesta lItalia.
Ciro: .. siamo il paese ogganizzato pi disogganizzato del mondo, e chille veneno e se fanno e risate ncoppe e spalle noste Noi italiani nun tenimmo manco idea di come saspetta un treno, di come si campa allestero, io ci sono statoho girato tutto il mondo: Londra Madrid, Barcellona, tutto il mondo ho giratosht! A Barcellona, io ce so stato a Barcellona, col treno per, pecch a piedi troppo luntano, so stato pure a Crotone..
Sagliocco: E che centra Crotone? A cosa bella che o sto pure a sent!
Ciro: Niente. Accuss.. So stato pure a Secondigliano, ci andavo sempre a piedi: da qua a Secondigliano 55 minuti..
Sagliocco: Ua, e chi Rambo?
Ciro: Appunto, ce so gghiuto tutta a settimana
Sagliocco: A Secondigliano? E oggi nun ce putive i?
Ciro: Si, ma po aggio pensato, che cazzo ce vaco a fa tutte e iuorne a Secondigliano ? Ve pare, o no? Comunque stevo dicennoAllestero quando un treno arriva in ritardo. Ca nun arriva mai in ritardo, si no nun fosse lestero ma fosse lItalia, a gente aspetta e zitta, perch sa che c un motivo ca o treno fa ritardo, invece nuie cc subito reclamammo
Sagliocco: Si, ma io mo ti devo lasciare, statte buono Ciro,.(avvicinandosi alla guardiola) Benito, Beni Beni vide si te puo tene nu poco a Ciro. Stammatina se chiamma Rambo. Ciao Ciro, cia, ce vedimmo (Di nuovo nello studio)
Ciro: (inseguendolo)Rambo e pure Ciro. Ciro Scannapieco.
Benito: (apparendo dal finestrino)Rambo solo il nome di guerra?
Ciro: E si, pecch Rambo americano e gli americani teneno sempre na guerra a fa.
Benito: E mica colpa loro. Quelli so provocati.,
Ciro: Infatti, a u anema da miseria, ve pare o no? Piglia all iracheni, dichio vuie site nu popolo ca nun tene manco tremila anne e storia, e mericane cu tutta a civilt loro ve vonno mpar a camp,. Vuie che facite: No vulimme camp a modo nuosto
Benito: .allora vulite a guerra?
Ciro: Ve pare o no? Oh, sempe accussi, sti poveri americani hanno i facendo guerra pe tutto o munno, ca nisciuno e vo sta sentere Chille e suddate americani, dice ca se drogano pe combattere, vuie site drogato?
Benito: No,
Ciro: E manco io, io nun so drogato
Benito: E chello ce o vulesse a te, pure nu poco e cocaina..
Ciro: Meglio a coca colave pare o no? Allestero se ci sta scritto: non attraversare, nessuno attraversa; se ci sta scritto: Pericolo di motte nessuno muore, pecch pericolo di motte significa. che si muore , allestero se uno si fa male, subito lo soccorrono, qua invece se uno si fa male subito corronoa ved che succieso! (dallesterno arriva balestra recando lortensia)
Scena 11
Balestra e detti
Balestra: Buongiorno.
Benito: (lo vede ) U ragionie mo subito esco (esce)
Ciro: (vede Balestra e gli si avvicina)Lo sapete come si chiama l'ultimo film con Dracula?
Benito: Chi siete? Scusate?..
Ciro: Endovena chi viene a cena...
Benito: (dalla porta di casa)Endovena chi viene a cena..., bella questa. Ragionie non ci fate caso, Ciro il ragazzo del parcheggio Le piace e pazzi. Ch? Avete riportato lortensia? Avete cambiato idea?
Balestra: Non io, mia sorella, dice che teniamo troppe piante in casa, che pare un vivaio. Quando lha vista si messa a fare la pazza.
Benito: E nun fa niente. Non ci sono problemi. Date a me. (prende la pianta) Ciro fa na cosa, piglia sta pianta e portala ao terzo piano, a Luparelli, dice: ve la manda Benito, poi vi spiega lui.
Ciro: (prendendo lortensia) Corro Beni. (a Balestra) Ma vuie facite o saldatore? Ah ah ah,
Balestra: Se alludi ai miei occhiali giovano sappi che non sei affatto spiritoso.
Benito: Ciro!
Ciro: Schezzavo.
Benito: E vai?
Ciro: Corro. (verso lascensore)
Benito:E guasto.
Ciro: Ah gi. (su per le scale con lortensia)
Balestra: La lettera lavete trovata?
Benito: Io no e voi?
Balestra: Scusate, se ve lo sto chiedendo a voi? Ve pare che io avevo trovato la lettera e ve chiedevo a vuie se lavevate trovata?
Benito: Giusto! No niente da fare.
Balestra: (guardando comicamente un po da per tutto)Ma avete guardato bene? Dietro le piante, per terra, sotto o tavulino?
Benito: (correggendone continuamente la traiettoria)Ma ve pare? Da per tutto ho cercato, io, mia moglie, Severino. Niente!
Balestra: E come si fa? Per quanto ci riguarda io tengo la firma vostra che la lettera ve lho data e voi lavete ricevuta. .Come studio stiamo a posto, in una botte di ferro. Ma vi devo dire pure che agli atti abbiamo una copia del messaggio che vi ha scritto larchitetto Tamburrino e che voi avete letto. Quindi noi come studio notarile sappiamo ufficialmente che il documento a voi consegnato contiene indicazioni che potrebbero variare i termini delleredit e per legge siamo obbligati a metterne a conoscenza l autorit giudiziaria che potrebbe ipotizzare un reato da parte vostra se il documento non esce! Chiaro?
Benito: Si. Per fermateve nu poco. Assettateve.
Balestra: E s. Ci pigliamo un altro caff. Io tengo a che ff! Che vi devo dire diamo un altro sguardo.(prende la lente dalla borsa)
Benito: (ironicamente)E s, pu darsi che con la lente la trovate.(Parte una musica e le luci si abbassano, i due vanno alle scale e salgono alla ricerca della lettera. Buio ,poi di nuovo luce.)
Scena 18
Isabella, Cristina e detti
Isabella: (sopraggiungendo con Cristina dallesterno) Piccere, vide ca a signora Luparelli ha ditto ca aiere he lasciato nata vota o motorino annanze a porta do garage suoio. Ha fatto a pazza. Non la finiva pi, voleva pe forza chiamma e guardie. Ma addo te ne iste? (salutando i presenti) Buongiorno.( i due continuano a guardare in giro)
Cristina: Addo me ne iette. Dopo lo studio arrivaie un momento ao quarto piano, aveva da na canmicetta a Rossella, a figlia da signora Patrizia, me la vide addosso laltro giorno. <Uh e quanto sfiziosa. Addo lhe accattata? Me a piglio pure a me?>
Isabella: Ah o vi, pecch io chiammaie pure pe te o fa spust, ma lo studio era chiuso gi. Buongiorno Beni.Io ho salutato. ( a Balestra)Buongiorno pure a voi.
Balestra: La voce non mi sembra di vostra moglie.
Benito: Infatti. E la signora Isabella, a mugliera e Federico.
Balestra: Ah, o masto e festa.
Isabella: Agente teatrale! Prego.
Balestra: Signora, non volevo essere irriverente. Ieri ho conosciuto vostro marito e gi mi ha spiegato il lavoro che fa. Beato a lui sempre circondato da belle ragazze. Vi dovete stare attenta.
Benito: Ragionie per favore non toccate questo tasto.
Balestra: E gelosa la signora? Non credo, del resto che si pu aspettare, se il marito fa quel mestiere. Chi va pe sti mare chisti pisci piglia.
Isabella: A cielo sereno nun c paura e trone.
Balestra: Siete preparata?.
Cristina: Unenciclopedia.(a Isabella riprendendo il discorso interrotto)Ma pecch, doveva uscire? Doveva entrare?
Isabella: No, quella stava a piedi. Si stava ritirando.
Cristina: E allora? Mamma mia quanto pesante.
Isabella: E pesante? Figlia mia, quella tutte e tuorte manco tene,
Benito: Metti che serve allimprovviso la macchina dal garage, che hanno a correre o spitale, che devono scappare pecch se ne sta cadenno o palazzo, che hanno i urgentemente a casa del suocero che sta morendo,
Balestra: E tutte sti guaie hanno succedere proprio quanno ce sta o motorino da signurina annanze o garage? E mamma mia come siete catastrofico..
Cristina: Mi bussa allo studio e glie lo sposto. Non lo so, per quanno se ce mette o duttore con la macchina sua, non le da fastidio.
Isabella: E che centra o duttore o duttore. Tu comunque, comme se dice <Nun leva a coppola a capa ao zelluso>
Crisitna: Ecco qua, vedete? A signora Isabella un proverbio per ogni circostanza.
Isabella: E se sape.. tu nun ce o mettere cchi o motorino, ca io nun me fido da sentere. Io non capisco pecch po chiamma a me.
Cristina: Infatti ., ma io non lo so, ma chi ce lo mette mai. Quello chi sa comme capitato due giorni di seguito. Mo lho messo di fronte, annanze o tabaccaro. Speriamo che la signora Luparelli non deve comprare urgentemente le sigarette.
Isabella: Tu te ne staie saglienno e cape piccere, va, va. Buona giornata.(esce)
Scena 2
Ciro e detti, indi Eleonora
Ciro: (Dalle scale con ortensia a Cristina che si avvia) Cristi vuoi diventare la mia ragazza?
Cristina: Ciro? Accuss? A bello e buono?
Ciro: Schezzavo!
Cristina: Voglio sperare!(via nello studio)
Benito: Nata vota lortensia?
Ciro: Non lha voluta?
Benito: E vide si a vo Veneruso.
Ciro: Gi visto! Nun a vo!
Balestra: Che peccato, chella accuss bella. Ma lhanno vista?
Ciro: Loro s. Ah ah ah..
Balestra: Naata vota? Giovano ma tutta sta confidenza?
Ciro: Schezzavo. Come siete pemmaloso.
Benito: (chiamando allinterno) Eleono, Eleonora?!?
Eleonora: (da dentro) Che stato?
Benito: Che navimme a fa dellortensia?
Eleonora: (uscendo dalla porta di casa)Pecch Balestra non lha voluta? (vedendolo) Ragionie voi state qua?
Balestra: Mia sorella dice ca nun cosa e ve lho riportata.
Eleonora: Emb vide Luparelli.
Ciro: Gi visto e neppure Severino lamministratore.. Nisba.
Benito: (a Ciro)Fa na cosa a Benito. Fatto tutto o palazzo e vide si quaccheduno a vo.
Ciro: Ma che vulite fa attacca e file ncapo ogge cu sta pianta? E ponun ce a faccio cchi!
Benito: Ma comme? Rambo nun ce a fa a se fa quatto scale?
Ciro: (toccato)Corro.Sapete perch le donne stanno tanto al telefono?
Benito: Madonna , nun o saccio, dillo tu..(cerca di accompagnarlo verso le scale)
Ciro: Per mantenere la linea... e qual il colmo per un meccanico?
Benito: Rimanere a piediche ne so. Vai.
Ciro: No..
Balestra: Farsi uno shampoo senza frizione.
Ciro: sbagliato, aa u anema da miseriavi arrendete,?
Benito: Si ,si, piet
Ciro: Il colmo per un meccanico : Mangiare un gelato nella Panda appena montata..e perch i barboni per dormire preferiscono i cartoni della pasta ?
Benito: Perch dove c Barilla c casa.
Ciro: (deluso)La sapevate?
Benito: A sanno tutti quanti. Vai.
Ciro: Corro. Per facite accuncia lascensore. (via per le scale)
Balestra: E qual lanimale che fa: Muuuu Miaoo, chicchirichi bau bau e cip cip.
Benito: Pure voi ragionie?.
Balestra: La mucca pazza,
Benito: Ragionie, io rischio di andare in galera e voi vi mettete a scherzare.
Balestra: La lettera non lho perduta io.
Eleonora: Niente da fare?
Benito: Niente. Balestra dice che se non si trova rischio di passare un guaio.
Balestra: E certo! Si pu ipotizzare che voi occultiate un documento per favorire qualcuno.
Eleonora: E chi?
Balestra: Gli eredi legittimi.
Eleonora: Ah,ho capito: Madama Butterfly . (vedendola sopraggiungere dallingresso) A vedite llocco. (canta)<Donna felicit..non ha lamore..donna felicit..si sente sola>
Scena 3
Lucilla e detti, indi Severino, Federico e Ciro
Lucilla: Buongiorno. Ragionie pure voi qua? Novit? Avete trovato la lettera scommetto!.
Eleonora: No, non si trovata. E se non si trova Benito va in galera.
Lucilla: Emb, Beni non vi preoccupate, le sigarette ve lo porto io.Ih ih ih
Benito: Grazie. Non fumo.
Lucilla: Ma voi veramente fate?
Benito: Balestra cos dice.
Lucilla: Ma che cosa? Benito in galera? Eleono chiamate a Severino fatelo scendere.
Eleonora: (va verso lesterno per parlare al citofono) Guardate che pure Severino preoccupatoper la scomparsa di questa lettera (dallesterno) Severi la signora Lucilla dice se scendete un momento. (riattacca)
Balestra: Vedete signora Lucilla, il fatto serio. Noi abbiamo una ricevuta firmata da Benito dove dice che ha ritirato il documento.
Lucilla: E la strappate. Ih ih ih..
Balestra: E la dichiarazione autografa dellarchitetto?
Lucilla: Strappate pure quella. Ih ih ih (improvvisamente addolorata emette un ridicolo lamento)Tanto Vittorio mio non torna pi.
Eleonora: E gi. Cos vi fate la pratica di successione e tutto a posto. Cacciate la lettera.
Lucilla: (ricomponendosi immediatamente) Io? La lettera? Ma che dite?
Eleonora: Si, voi e Severino.. tengo una premonizione.
Balestra: Oltre a leggere la mano tiene pure poteri occulti la signora?
Severino: (dalle scale verso Lucilla)Eccomi qu. Dite.
Lucilla: Severino, e qui la lettera non si trova, Balestra dice che Benito pu andare in galera e la signora Eleonora sostiene che la lettera ce labbiamo noi.
Severino: Noi? E che interesse teniamo? (a Eleonora)Scusate, se la lettera non si trova a signora Lucilla non pu ereditare. Anzi nostro interesse, .suo interesse che a lettera esce.
Benito: Ma s Severi,. mia moglie ha avuto .unapremonizione sbagliata.., comunque io la lettera la poggiai sul tavolino, potuta cadere a terra non lo metto in dubbio ..ma qu doveva stare.
Lucilla: A meno che non lha trovata qualcuno. E non ce lha detto ancora. Scusate non pu essere?
Eleonora: No, non pu essere perch io personalmente ieri sera mi so fatta tutto il condominio palazzo Tamburrino, eh! Uno per uno a domandare; nessuno lha vista. Ho telefonato pure a Sagliocco a casa.
Federico: (dallesterno)Ma ci sta Ciro? Ciro sta ancora qu?
Benito: S, sta nel palazzo, sta cercanno e piazz lortensia.
Federico: In macchina, non trovo pi la borsa. Io ci tengo i contratti dentro.
Benito: E quello mo scende salito da parecchio.
Federico: Voglio chiedere se lha vista. Anzi (si avvia allesterno) mo busso a Isabella. Lavesse lasciata ncoppe? E che ce vo? Unassociazione allidea Tante volte.. uno crede di fare una cosa e non lha fatta, (fuori) Isabe ma per caso ho lasciato la borsa da lavoro sopra? (aspetta) Vedi e fammi sapere, sto gi. (rientra)
Lucilla: Insomma vogliamo vedere di trovarla? Che cosa si deve fare? Io tengo mille impegni.
Eleonora: (con sarcasmo) Poveretta.
Federico: Mo la troviamo signo,quella o sta sopra o stava in macchina.
Lucilla: Ma chi, che cosa?
Federico: A borsa!?
Lucilla: Ma quale borsa on Federi. Noi non troviamo la lettera.
Eleonora: Io dico che qualcuno la tiene. (intanto Ciro sopraggiunge dalle scale con lortensia)
Federico: (vedendolo) Hai visto la borsa?
Ciro: (affannatao)La tengo io! Vabbe?
Severino: La lettera?
Federico: La borsa?
Scena 4
Ciro e detti indi Isabella
Ciro: Lortensia. Dico : nessuno la vuole, ma tengo io , basta ca nun me facite sagli e scennere cchi, se no accunciate a scensore
Isabella: (dalle scale con la borsa) Ecco la borsa milordino. Vulesse sape a chi piense?
Federico: Stava sopra? Io ero convinto ca lavevo lasciata dinta macchina e qualcuno laveva rubata. (prende la borsa)
Isabella: (osservando i presenti) Ch? C riunione di condominio stamattina?
Severino: Come se fosse.
Ciro: Per primma ca accuminciate a riunione pigliateve sta cosa a mano ca pesa.
Benito: (prendendo la pianta dalle mani di Ciro) Damme a me
Ciro: E ditemi come si chiamano i pompieri in Giappone.
Benito: Col telefono
Ciro: Ma vuie e sapite tutte quante?
Benito: Si per mo devi andare, tieni e machine a sistema .
Ciro: Mo vaco, ma chelle stanno tutte a posto,
Balestra: Io nun saccio a gente comme le da a macchina nmano...
Ciro: (uscendo finalmente) A me sapite comme me chiammeno? Me chiammeno Schumaker
Balestra: Schumaker? Bravo. E vai vai, che forse devi fare il pit stop. (Benito va verso lo studio di Sagliocco e bussa)
Lucilla: Che fate?
Benito: Lortensia lha portata Sagliocco, voi non la volete e Sagliocco se la riprende.
Balestra: Voi pensate allortensia?
Benito: Ragionie una cosa alla volta.
Scena 5
Sagliocco e detti, indi Cristina
Sagliocco: (dalla porta dello studio) Beni, ditemi.
Benito: Dutto scusate se vi disturbo, ma ci sta questortensia che non sappiamo che fine la dobbiamo far fare. La signora Lucilla, nun a vulette e ci chiese di regalarla a qualcuno, ma dopo un lungo giro, constatato che nessuno la vuole ho pensato di farla tornare al punto di partenza.
Sagliocco: (prendendo lortensia) Nessuno la vuole?
Benito: Nessuno!
Sagliocco: (dopo una breve pausa beffardo)A signora Lucilla nun a vulette?.
Eleonora: Disse che le ortensie non le piacevano.
Sagliocco: (con molta ironia)Lucilla, ma come non ti piacciono le ortensie? Ma se mi hai sempre detto che ne vai pazza?! Iammo confessa. Dillo che siamo
amanti, ci amiamo segretamente da una vita ma che non potevamo svelare il nostro amore al mondo perch cera tuo marito, ma adesso tuo marito morto, anzi lo abbiamo ucciso e finalmente possiamo coronare il nostro sogno. Iammo, confessa, dillo che teniamo un figlio nascosto, anzi una coppia di gemelli, a signora Eleonora, Isabella, tutto o condominio non aspettano altro. La citt, il popolo non aspetta altro. Vogliono sapere se il dottore Sagliocco e Lucilla Della Torre sono amanti. E tu li vuoi deludere? Loro hanno sempre sostenuto questo, non li possiamo smentire. Giusto Eleono? Isabe voi che dite?
Isabella: Che ne saccio, tanto, comme se dice: chello ca nun se fa nun se sape
Eleonora: Io? Io lho sempre saputo!
Sagliocco: Lo vedi? Quella lha sempre saputo. Eravamo stati scoperti e non ce ne siamo accorti, continuavamo a parlare , a stare insieme..convinti che nessuno lo sapesse e che nessuno sospettasse. Invece il condominio, lha sempre saputo. Lo sapeva il mondo che eravamo amanti.solo noi non lo sapevamo.. S, perch il condominio un microcosmo, il mondo in miniatura. E vero Severi?
Severino: Caspita se vero! Ma adesso non ci perdiamo appresso a questi pettegolezzi di palazzo. Dobbiamo trovare la lettera, caspita se la dobbiamo trovare, io penso che sia importante questo.
Lucilla: Madonna Severi e quanta premura, la lettera mo la troviamo . Ch, vi mettete paura di perdere laffare? Ih, ih, ih
Severino: (sorpreso dallingenuit di Lucilla, rimane imbarazzato e cerca di minimizzare) Laffare? Io? Laffarequale affare eh eh ehper lamor del cielodite dite continuate dotto.
Federico: Si, prego dotto mi piacevaquestecursionesul condominio
Sagliocco: Vi piaceva eh? Ma io avevo finito. NienteIl condominio sa tutto, il condominio ti controlla, il mondo. ci controlla, siamo tutti sotto controllo reciproco. Pure la storia di Cristina e Vittorio. Vergognatevi, sospettare un storia tra Cristina e Vittorio. Lo so, lo so, so pure questo., ma non vero! Vi siete sbagliati, anche su questo.! Smettetela, smettiamola, liberiamoci dal controllo e viviamo liberi, liberi di essere e di mostrarci per quel che siamo. Senza la paura, .. che le nostre azioni siano controllate, controllate e interpretate dal. Dal condominio.
Benito: Dotto, dotto., non ve la prendete. E vero il condominio un piccolo mondo, ma il mondo bello perch vario. Come dice Isabella. Lo dovete ammettere, al mondo c il nero ma c anche il bianco, c la bugia, ma c anche la verit , ma qual la bugia, qual la verit? Non si sa! C linterpretazione dei fatti, eognuno se la fa a modo suo. Per esempio io non ho mai sospettato che ci fosse qualcosa tra voi e la signora Lucilla e oggi voi me ne date ragione, ma pu esser pure che mi sbagliavo, che aveva ragione Eleonora, Isabella, qualcun altro. E un gioco.un gioco che ci tramandiamo dalleternit, linterpretazione di ci che vediamo fa parte del gioco, le regole sono queste ma un eternit che non riusciamo a cambiarle Non ve la prendete,state al gioco. Iammo. Signora Lucilla, .pigliateve lortensia.
Lucilla: Ma s pigliamoci questortensia. Alla faccia di EleonoraIh ih ih,
Eleonora: Alla faccia mia? Signora Lucilla, forse le parole di mio marito non le avete capite. E un gioco, voi giocate, io gioco, giochiamo tutti quanti e le regole queste sono. Il numero a volte esce e a volte non esce. Tutto qui..(canta) <Bisogna sapere perderenon sempre si pu vincere>
Isabella: Chi va pe chisti marichisti pisce piglia. Eh che ci volete fare..
Sagliocco: Il proverbio non manca mai
Federico: Sono laricchezza dei popoli, un tesoroinguaribile.
Balestra: Va be, Federico voleva dire forse inestinguibile, comunque scusate, io mi sono trovato non volendo in una riunione di condominio straordinaria, che spero sia servita a mettere un po ordine tra i condmini, ma qu si sta facendo tardi e noi dobbiamo trovare una soluzione a questo fatto. Se la lettera non esce io devo procedere. (sente il segnale di sms al suo cellulare) Vediamo chi ? (Comicamente legge il messaggio)
Sagliocco: Allora io vi lascio, Luci prenditi lortensia e tienila bene esposta
Lucilla: Dai a me. (nel prendere lortensia, mette una mano sotto la pianta e avverte la presenza di qualcosa)
Balestra: O viera il notaio, mi chiede di sbrigarmi.
Lucilla: Uh, che ci sta qu sotto? (mostra la lettera)
Benito: La lettera?!? Ragionie guardate dove era andate a finire la lettera.
Severino: Sera azzeccata sotto lortensia.
Balestra: Ve lo dissi pure che cera il nastro biadesivo.
Isabella: Vide nu poco. Nessuno ci ha pensato, da ieri sera sta lettera avanti e indietro, a rischio da perdere veramente.
Federico: Guardate mo non me ne fate andare pi.
Isabella: E nun te na vai? Chi te tene?
Federico: Che centra? So curioso e sape che ce sta scritto.
Severino: E gi.. Mo mettiamo i manifesti, caspita. Questo un documento che va letto nelle opportune sedi.penso.
Balestra: Il defunto non lo specifica.
Lucilla: Io non ci trovo niente di male.
Sagliocco: Io vado dentro.
Severino: Pure io. me ne salgo
Lucilla: No, stai Cristo, pure voi Severi ..aspettateci togliamo il pensiero.
Benito: Posso leggere?
Tutti: (quasi in coro)Leggete, leggi
Benito: Dunque..(apre la lettera, una lettera in una busta commerciale, scritta di pugno su un normalissimo foglio protocollo. Legge) <Carissimo figlio, non sono, e non lo sono mai stato, un uomo di grande fede. Ciononostante mi accorgo, nel momento in cui sto per lasciare questo mondo, che dentro di me, e penso dentro il cuore di ogni essere umano, alberga una gran paura della morte. Una paura che capace di farci riconsiderare tutta la nostra vita, le nostre azioni, le nostre debolezze, una paura non della morte come momento di cessazione della vita, ma come il momento in cui si viene sottoposti al giudizio definitivo per il nostro trascorso. C chi teme il giudizio divino, chi dellumanit, chi, come me, di se stesso, e quindi, se si teme per la fine della vita significa che per un verso o per laltro ognuno ha fede in unentit superiore, crede in qualcosa pi grande di se stesso. Ti accorgi in questi momenti che la vita, che pur sembra cos lunga, dura un attimo.
Grazie a questo mio seppur tardivo ravvedimento non voglio andarmene senza avere, in piccola parte, riparato ad un mio grande errore. Ti prego, fallo tu per me, io non ne ho pi il tempo n il coraggio.
Hai sempre saputo di essere il mio unico figlio, sei cresciuto nel bene e hai goduto di tutto ci che sono riuscito a conquistare e a preservare. E stato giusto, ne avevi il diritto in quanto figlio inconsapevole. Oggi sento il bisogno di svelarti la verit: non sei figlio unico, hai un fratello: tua madre buonanima non me lo avrebbe perdonato, spero che tu possa farlo. Hai un fratello che non conosce suo padre e da poco rimasto senza madre: quel giovane dottore di cui sei amico, Cristoforo intendo. Sagliocco il cognome della madre, come sai; lui tuo fratello e dunque parimenti a te mio erede legittimo.
Nacque da una breve storia damore, da un flirt come si dice adesso, tra me e la mia giovane segretaria. Sono riuscito a tenerlo nascosto a tua madre e a te per tutti questi anni, regalando alla mia giovane amante lappartamento in cui viveva in cambio del suo silenzio. Un atto ignobile e vigliacco a cui spero tu oggi possa finalmente porre rimedio. Ho aspettato troppo e me ne pento. Ti affido queste righe con la preghiera di recapitarle ad un notaio affinch egli possa regolarizzare il vostro rapporto consanguineo anche davanti alla legge. Io pagher le mie colpe davanti ad un pi alto tribunale, che mai come adesso spero che esista.
Mi sono testimoni alla firma Alberto il giardiniere di Ravello e sua moglie Caterina. Un abbraccio per te e per Cristoforo.
Tuo padre
Giovanni Tamburrino, I testimoni: ( a fatica)Alberto Cardisio, Caterina Faldone 27 aprile 1982> Trentanni fa?
Balestra: Date a me. (prende la lettera che Benito gli porge, la controlla comicamente, mentre i presenti sbigottiti rimangono in silenzio) A quanto pare larchitetto non ha rispettato la volont paterna. La lettera se l tenuta nascosta, da noi lha depositata solo due anni fa. Dotto, ma voi avete capito? (Gli passa la lettera)
Sagliocco: (cupo,amareggiato, estremamente provato dalla rivelazione)Come non ho capito. (dopo un gran sospiro, come a riprendere forza, con ironia) Evidentemente era vizio di famiglia tenersi il rospo in corpo. E bravo a .a pap.e bravo.a Vittorio.
Lucilla: Ma chi? Vittorio mio ha fatto questo? Non lo ha detto maineanche a me. Severi voi ne sapevate niente?
Severino: Io? No, niente signora Lucilla.
Lucilla: Dio mio. Io sono stata vicino a un uomo per tanti anni che teneva questo mariuolo in corpo?
Isabella: Effettivamente. Tu capisci? Povera signora Lucilla. E va be comme se dice: < Non tutti mali vengono per nuocere>
Federico: come dice il dottore per illudere il malato.
Eleonora: La mia premonizione. Lavevo detto che lortensia portava guai.
Lucilla: E adesso che si fa?
Balestra: Che si fa, che si fa. La lettera per noi un testamento olografo retroattivo. Si devono fare dei conti, risarcire il dottore di tutto: il mancato usufrutto dei propri beni, gli interessi, insomma un casino.
Lucilla: E quindi Severi io non vi do pi niente Non vi posso dare pi niente!
Balestra: Che centra Severino?
Severino: Infatti. Io questo dico: che centro?.
Lucilla: No, perch Severino ..diceva che nella pratica della successione si intestava la villa di Ravello a lui e lui faceva una dichiarazione che non avrebbe avuto pi nulla pretendere per la sua liquidazione.
Balestra: La liquidazione?
Severino: (imbarazzato)E si, cio,siccome io lavoravo, lavoro ancora per gli interessi di Vittorio Tamburrinoallora..caspitasi era pensato.caspita
Balestra: Da quanti anni?
Severino: Diciotto anni!
Balestra: E gi volete la liquidazione? Una villa? Cos senza valutarla, senza fare conti?
Severino: Ma era un ideasolo unidea
Balestra: Una bella idea. Non c che dire!
Benito: Severi, voi perci avevate fretta di trovare la lettera. Se no perdevate laffare?
Severino: Ma no quando mai? Le avrei fatto tutti i conti alla signora Lucilla. Caspita se li facevo, ma vi pare possibile.
Sagliocco: Degno discepolo di..mio fratello.,(gli sorride) fate aggiustare lascensore, invece di fare conti, (facendosi serio)imbroglione. Luci non dare niente a nessuno, pigliati tutto.
Lucilla: Come tutto?
Sagliocco: Si tutto. Io non voglio niente! (strappa la lettera) Ecco qua, tutto come prima. Luci sei lunica erede, io non esistocome non sono esistito mai nella famiglia Tamburrino.
Benito: Dotto ma che fate?
Balestra: Che ha fatto?
Benito: Ha strappato la lettera.
Balestra: Uh Ges, quella loriginale, non ci sono copie.
Sagliocco: E non fa niente ragionie. Se questo mio padre, se questo mio fratello preferisco rimanere figlio di madre nubile. Cristoforo Sagliocco, il cognome di mia madre. Eleono, questa premonizione qua non lavete avuta? Avete visto quali sono le cose, i segreti veri? Questo linganno, il tradimento vero: rinnegare il proprio sangue per per e chi lo sa perch. Non ci arrivo. Non voglio niente! Ma vi pare che dopo cinquantanni uno trova il padre, un padre che lo ha nascosto, dimenticato. e cambia tutta la sua vita? No! I figli sono di chi se li cresce. Tutti i beni, gli interessi,. lusufrutto ragionie,.. ma secondo voi possono ripagare un uomo per la mancanza del padre? Per i pianti di sua madre a cui da piccolo non sapeva dare una spiegazione? E lei li giustificava dicendo che non si sentiva bene, che aveva mal di pancia, mal di denti, mal di testa. Chi, che cosa ti pu ripagare per le notti intere passate a chiedere dove stava tuo padre? Che fine aveva fatto? E quello stava qu, dentro il palazzo. Quelluomo che quando mi incontrava mi diceva: u guagliuncieera mio padre.Come ti possono ripagare, per aver dato, per tanti anni, fiducia, affetto, amicizia ad uno che parlava con te, che rideva con teche beveva con te.e non ti diceva:Io sono tuo fratello. Ma vi pare poco? (urla) No, dico : vi pare poco? (si calma)Pigliati tutto Luci non voglio niente.
Lucilla: Madonna mo che lo sanno al circolo..sai come vogliono ingrassare, non me lo doveva fare, questo , Vittorio, non me lo doveva fare.
Benito: (imbarazzato, timidamente)Si, scusate, forse non il momento e se avessi la preparazione da signora Isabella citerei un proverbio per giustificarmi, . ma adesso con questa lettera strappata, io come lo dimostro che ho eseguito la volont del defunto? Cio Ragionie so sempre candidato a passare un guaio?
Sagliocco: (silenzio)La lettera? Si ricompone Beni.(silenzio, mentre tutti lo osservano ammutoliti) Ragionie preparate un atto di donazione a favore di Lucilla della Torre, vedova Tamburrino, e per qualsiasi cosa, qualsiasi dichiarazione, io sto a disposizione,Beni non te lo faccio passare un guaio. Proprio a te? Comunque il proverbio poteva essere:<e ciucce se appiccicano e e barile se scassano> Che ne dite Isabe? Benito non centra niente. La lettera lho strappata io. (alza gli occhi verso il cielo) Guardate, guardate, si so affacciati tutti. Lo vedete? Ragionie siete copertoper testimone avete tuttoil condominio! (scompare nello studio. Buio in scena dopo un attimo riparte la stessa musica del primo atto sostenuta da una luce psichedelica che accellera le azioni degli attori in scena i quali per tutta la durata entreranno ed usciranno a soggetto in un azione continua e frenetica di andirivieni, di saluti e capannelli, a significare il passare dei giorni. Cessa la musica, buio.)
FINE
13 settembre 2011
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