Cornuti, amanti e gigolò!

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Commedia brillante in 2 atti di SALVATORE SOTTILE

Personaggi:

FRANCO  LAMONACA

SILVIA  LAMONACA (sua moglie)

SILVIA  CHIESA (altrimenti detta “Tintarella di luna” )

SILVESTRO  CHIESA (suo marito)

AMEDEO BELLADONNA ( “attempato ed improbabile gigolò )

ONORIO  LO GIUSTO  (dirigente d’azienda, altrimenti detto “Zebra a pois” )

MAFALDA  FALSAPERLA  ( detta “Le mille bolle blu” )

SABINO  (portiere al bureau dell’Hotel Desirè, “leggermente” effeminato)

A  Piera

Questa commedia rappresenta un ulteriore contributo al genere della pochade, tanto caro al pubblico e ai teatranti. Quello che innesca la classica girandola di equivoci è solitamente una o più relazioni extraconiugali, e il tentativo da parte dei fedifraghi di nasconderle ai rispettivi coniugi . Nel caso di quest’ultima ciò che innesca il meccanismo delle situazioni è una recentissima  sentenza della corte di cassazione, la n. 6855 del 13 aprile 2015 la quale dispone la sospensione dell’erogazione dell’assegno alimentare al coniuge separato o divorziato che abbia instaurato una nuova convivenza. Nuova disciplina rispetto al passato, quando solo il nuovo matrimonio contratto dal beneficiario dell’assegno alimentare, ne giustificava la sua sospensione . Quindi partiamo da un dato vero, e si dà il caso che tale dott. Franco Lamonaca, separato da qualche anno, sulla base della nuova normativa, voglia crearsi i presupposti per non pagare più gli alimenti alla moglie. L’impresa non è facile, perché la sua ex vive da sola, e non si ha notizia di alcuna sua convivenza o nuova relazione. A questo punto, non resta che aguzzare l’ingegno, assoldare una sorta di improbabile e attempato “accompagnatore”, tale Amedeo Belladonna, e indurlo a corteggiare la sua ex col preciso intento di farsi scoprire con lei in una stanza d’albergo . Questa prova, unitamente ad altre , potrà giustificare da parte del giudice la sospensione della corresponsione dell’assegno alimentare. Sulla carta il piano sarebbe ben congegnato e darebbe affidamento se , però, non intervenissero a guastarlo i classici imprevisti del caso. Da qui una serie infinita di situazioni esilaranti, fino ad un finale a sorpresa. Non mancano, quindi, le forzature, perché caratteristica peculiare del teatro brillante è proprio quella di fondarsi sul paradosso e spesso sulla caricatura; perché ripeto: si parte da un elemento reale, ossia la pronuncia della Corte di Cassazione, ma poi si procede per un’altra via, quella della farsa e del divertimento. Fanno fede a sostegno di questa tesi una serie infinita di commedie, che, rispetto a questa, non prendono nemmeno l’avvio da un  dato reale, ma costruiscono le situazioni su basi di pura fantasia. Un esempio per tutti: “Taxi a due piazze”! A meno che non si voglia dimostrare – non so come! – che nel nostro paese è prevista la bigamia, si deve prendere come elemento di pura fantasia che il protagonista della piece, Mario Rossi, sia regolarmente coniugato contemporaneamente con Carla e Barbara, e risieda con ciascuna delle due sue mogli in due appartamenti diversi, ubicati in due piazze romane, distanti tra loro, qualche chilometro.

Il teatro, per sua natura produce questi miracoli. Se poi l’autore è affermato, nessuno avrà nulla da ridire! Gli autori non affermati, invece, devono faticare non poco per fare accettare dai colleghi e dagli attori alla ricerca del pelo nell’uovo, anche il dato o elemento più verosimile!  Sic est!

ATTO  PRIMO

L’elegante hall dell’Hotel Desirè, tre stelle. A sinistra ingresso con porta girevole; a seguire, ampio bureau; quindi arco che introduce alle scale, e a destra ascensore. Un tavolino con due poltroncine a sinistra, divano a tre posti a destra.

FRANCO   -  Mi scusi, è arrivata la signora Lamonaca?

SABINO     -  Lamonaca?

FRANCO   -  Sì, la presidentessa del comitato di beneficenza. So che si

                        dovrebbero riunire qui.

SABINO     -  Infatti li aspettiamo, solo che è ancora presto.

FRANCO   -  Bene.

SABINO     -  Ha altre domande?

FRANCO   -  No, grazie.

SABINO     -  Vuole che appena arrivino faccia loro presente che lei li ha

                        cercati?

FRANCO   -  No! Assolutamente no! Noi non ci siamo parlati! Noi non ci

                        siamo visti! Noi non ci conosciamo!

SABINO     -  Non è molto chiaro…

Franco estrae dal portafoglio una banconota da cinquanta euro e la consegna a Sabino.

SABINO     -  Ora è chiarissimo!

FRANCO   -  Non ne avevo dubbi.

Dall’ingresso principale entra Amedeo Belladonna. E’ un tipo singolare. Giacca molto elegante ma leggermente pacchiana, camicia di pregio, aperta oltre misura in modo da lasciar vedere una vistosa collana d’oro; pantaloni di pelle, stivaletti. Ciuffo alla “Little Tony”, bracciali e anelli alle dita, completano il suo look. Ha i classici modi del gigolo di periferia, affascinante, ma un po’ ruspante.

SABINO     - (ad Amedeo) Prego?

AMEDEO  -  Belladonna!

SABINO     -  Non comprendo, mi scusi…

AMEDEO  -  Belladonna!

SABINO     -  Se allude a me, sono lusingato! Grazie!

AMEDEO  -  Io sono Belladonna!

SABINO     -  ( con intenzione )Anche lei dei nostri?

AMEDEO  -  Accura cchi’ paroli, pirchì altrimenti cci scippu…

SABINO     -  (speranzoso) Cosa?

AMEDEO  -  Tutto tranni chiddu ca ti piacissi a tia!

FRANCO   -  E lei Belladonna?

AMEDEO  -  Amedeo Belladonna!

FRANCO   -  E’ lei il mio uomo!

SABINO     -  ( sempre con intenzione ) State insieme?

AMEDEO  - Ummazzu, quent’è vero ca mi chiamu Amedeo!

FRANCO   - E’ il mio uomo nel senso che è lui che aspettavo!

AMEDEO  - L’unico senso possibile!

SABINO     - Quindi, se qualcuno mi chiede se vi conoscete…

FRANCO   - Dovrà rispondere di no! Assolutamente no!

SABINO     - Speriamo che non me lo dimentichi…

Franco estrae un’altra banconota dal suo portafoglio e la consegna a Sabino.

SABINO     - Non lo dimenticherò!

AMEDEO  - Sì, ma se lo dovessero chiedere  a mia, putissi aviri macari ju

                      un attimo di amnesia…

FRANCO  - Nel conto sono previsti anche eventuali attimi di amnesia!

AMEDEO – Lei mi conferma la cifra che abbiamo pattuito?

FRANCO  - Se farà bene il suo lavoro le darò anche di più!

AMEDEO  - Stia tranquillo! Ccu mia rimangono tutte soddisfatte! Giovani,

                      mature…anche vecchie!

FRANCO  - Anche vecchie?

AMEDEO – Certamente! Io sono un professionista serio!

FRANCO  - Comunque, con mia moglie è fortunato, non è vecchia!

AMEDEO – Ah, no?

FRANCO  - Ed è anche una bella donna!

AMEDEO  - Macari?

FRANCO   - Affascinante!

AMEDEO  - Bellissimo! Ma mi dica una cosa, come mai lei, il marito, si

                      è preoccupato di contattarmi per sua moglie!  Da quando

                      esercito, è la prima volta che un marito si metta le corna da

                      solo! Ora, dico io, ci sarà un motivo. Mi guardi negli occhi:

                      non ce la fa! I pruvau tutte, Viagra compreso, ma niente!

FRANCO  - Lei è fuori strada. Io ce la faccio, eccome! E poi con mia moglie

                      siamo separati .

AMEDEO   - Questo mi dispiace.

FRANCO    - Non si preoccupi. Dicevo che ho bisogno di scoprire mia moglie

                       in compagnia del presunto convivente, in modo tale da essere in

                       condizione di …                   

AMEDEO –  Di…..?

FRANCO  - Questi, se permette, sono affari miei.

AMEDEO  - Anche questo è giusto!

FRANCO   - Mia moglie  verrà in questo albergo. Si occupa di

                       beneficenza, ed oggi si riunisce qui il suo comitato. Lei la dovrà

                       corteggiare ed indurla a seguirla in camera da letto. Una volta

                       in camera, lei non dovrà fare altro che farmi uno squillo ed io mi

                       precipiterò!

AMEDEO  - Ma allora, io devo o non devo consumare? Non l’ho capito!

FRANCO   -  Faccia un po’ come crede…

AMEDEO  -  Appunto, tanto sue sono le corna!

FRANCO   -  L’importante che io vi scopra a letto!

AMEDEO  -  Stia tranquillo! Le faccio un servizio che non se lo dimenticherà!

FRANCO   -  Io adesso scappo. Di tanto in tanto mi farò vedere, ma con molta

                        prudenza! Mia moglie non mi deve scoprire, altrimenti..

AMEDEO  -   Giusto!

FRANCO   -  E si ricordi: mia moglie si chiama Silvia, Silvia Lamonaca.

AMEDEO  -  Perfetto.

FRANCO   -  Lei cerchi di non dare molto nell’occhio. Nell’attesa che arrivi,

                        si vada magari a prendere qualcosa al bar, si legga il giornale..

AMEDEO  -  Tranquillo.

FRANCO   -  Bene. Adesso vado. Mi raccomando.

AMEDEO  -  Non si preoccupi! Faccia cuntu ca già cci ll’avi!

FRANCO   -  Che cosa?

AMEDEO  -  I corna!

FRANCO   -  Che simpatico!

Franco esce veloce.

AMEDEO  -  Cchi cretinu!

SABINO     -  Se le interessa, il bar è al piano di sotto.

AMEDEO  -  Quasi quasi.

SABINO     -  Può prendere l’ascensore.

AMEDEO  -  Grazie.

SABINO     - Anzi, l’accompagno!

AMEDEO  - No, non si incomodi! Ci vado da solo in ascensore.

SABINO     - E’ sicuro?

AMEDEO  - Non ho paura dell’ascensore!

Amedeo via per l’ascensore. Dopo qualche secondo entra Silvia Chiesa.

SABINO     - Buongiorno.

SILVIA C.  – Buongiorno.

SABINO     - Posso esserle utile?

SILVIA C.  – Aspetto una persona. Grazie.

SABINO     - Prego.

Silvia C. estrae dalla borsetta il suo smartphone e digita un numero.

SILVIA C.  – Pronto….Sì, sono arrivata…Ancora non c’è nessuno…Mah,

                       speriamo bene…sai, è la prima volta che cedo ad incontrare

                       uno conosciuto in chat…speriamo che sia all’altezza, non

                       vorrei rimanere delusa…

Dall’ascensore esce Amedeo.

AMEDEO  -  Tengono il bar, e manca il banconista..

SILVIA C.  – Ne ho fatta tanta di beneficenza con gli uomini..

Alla parola beneficenza, Amedeo strabuzza gli occhi.

SILVIA  C.  -  Comunque, questa è l’ultima volta, parola di Silvia..

AMEDEO – E’ lei!!!

SILVIA  C.  -  Te lo ripeto: la sottoscritta Silvia, con oggi ha finito con la

                       beneficenza, va bene?....Okay, ti saluto!

Silvia chiude la conversazione. Amedeo le si avvicina.

AMEDEO -  Ci permette, signora?

SILVIA       - Prego.

AMEDEO  - Ho sentito quello che ha detto poc’anzi sulla beneficenza,

                      e se mi permette, sono d’accordo con lei!

SILVIA  C. – Mi fa piacere! Perché a certi uomini glielo dovrebbero tagliare!

                       Giusto?

AMEDEO  - Giusto? E non lo so, signora..Spero di non essere mai fra

                       quelli!

SILVIA  C. – Non si può mai sapere!

AMEDEO  -  Ppi favureddu, signora!

SILVIA C.  – Ma, mi tolga una curiosità: lei è quello della chat?

AMEDEO  -  In che senso, scusi?

SILVIA C.  -  Io sto aspettando uno che ho conosciuto in chat! Non è lei,

                        vero?

AMEDEO  - No, non sono io! Specialmente si cci ‘a tagghiari..Matruzza!

SILVIA C.  – Peccato!

AMEDEO  - Mi dispiace..

SILVIA  C.  –Mah! (a Sabino) Avete il bar?

SABINO      - Sì, è al piano di sotto. Può prendere l’ascensore, se vuole.

SILVIA C.   – Grazie! (si dirige verso l’ascensore, e prima di entrarvi, rivolge un

                        ultimo sguardo ad Amedeo ) Eppure, è un vero peccato che non

                        sia lei! Avremmo dato insieme un taglio al passato! (entra e

                        sparisce)

AMEDEO  -  T’avissi piaciutu! Tiè! Hai capito, la signora Silvia? Altro che

                        beneficenza! Ci voli fari i corna a so marito! Quando ci chiamo.

Amedeo estrae dalla sua tasca lo smartphone e digita il numero di Franco.

AMEDEO  -  Pronto..

FRANCO  -  (solo la voce) Belladonna! Che succede?

AMEDEO  -  Succede che lei è già cornuto!

FRANCO   - Siete già in camera? Avete fatto così in fretta?

AMEDEO  - Ma cosa ha capito? Io non ho fatto niente!

FRANCO   - E allora?

AMEDEO  - Lei è cornuto di suo!

FRANCO  -  Come sarebbe a dire?

AMEDEO  - Sarebbe a dire che la sua signora ci ha già pensato lei a

                      cornificarlo, con uno conosciuto in chat!

FRANCO  -  E lei come fa a sapere queste cose?

AMEDEO  - Me le ha dette sua moglie.

FRANCO   - Allora, l’ha conosciuta?

AMEDEO  - Certo che l’ho conosciuta! Altrimenti come avrei fatto a

                      parlarle?

FRANCO  - Ha ragione. A questo punto come si fa?

AMEDEO  -Cchi sacciu?! Ju vogghiu essiri pavatu ‘u stissu!

FRANCO  - Questi sono dettagli…

AMEDEO  - Quali dettagli?!

FRANCO  - Senta, lei non molli! Io sto arrivando!

AMEDEO  - Che significa, non molli?

FRANCO   - Significa che è ancora in servizio. Mi aspetti.

AMEDEO  - Come vuole. Però, sia chiaro, ad andare a letto con sua moglie

                      ci posso rinunciare, ma ai piccioli no!

FRANCO  - Va bene! Sto arrivando!

Amedeo chiude la conversazione e si va a sedere sul divano a tre posti. Per ingannare il tempo sfoglia il giornale che ha trovato sul tavolino. Entra Onorio Lo Giusto seguito da Silvestro Chiesa.

ONORIO       - Quindi, mi raccomando ! Desidero che tutti gli atti di

                          vendita vengano perfezionati nel più breve tempo

                           possibile

SILVESTRO   - Stia tranquillo, Presidente. Lei mi conosce da parecchi

                           anni, e sa quanto sono pignolo e preciso!

ONORIO        - Infatti è il mio notaio di fiducia.

SILVESTRO   - Troppo generoso, Presidente!

ONORIO        - Un’altra cosa. Per quanto riguarda la mia presenza oggi

                           qui, confido nella sua discrezione e riservatezza!

SILVESTRO   - Ci mancherebbe…

ONORIO        -Noi in questo momento non siamo qui…

SILVESTRO   - Come sarebbe, scusi?

ONORIO        - Di questo nostro incontro non deve restare traccia!

SILVESTRO  -  Ho afferrato il concetto!

ONORIO       - Sa com’è? Mi sparo queste ultime cartucce…

SILVESTRO  - E fa bene! La vita è una, e non ci si deve privare di nulla!

ONORIO       - E infatti, io non mi privo di nulla!

SILVESTRO  - Bene. A questo punto non le rubo altro tempo, ingegnere.

ONORIO       - E’ stato un piacere! E mi saluti tanto la sua signora che non ho

                          purtroppo il piacere di conoscere.

SILVESTRO  - Vedrà che non mancherà occasione.

ONORIO        - Non ne dubito.

SILVESTRO   - La saluto e…in bocca al lupo!

ONORIO        - Crepi!

Silvestro esce. Onorio si rivolge a Sabino.

ONORIO        - Buongiorno.

SABINO         -  Buongiorno a lei. Desidera?

ONORIO         - Desideravo una stanza. Ma bella, ariosa, dotata di tutti i

                            conforts!

SABINO          - La sessantanove risponde a queste caratteristiche!

ONORIO         - Già, la sessantanove! E mai numero fu più galeotto!

SABINO          - La vuole?

ONORIO        -  E me lo domanda?

SABINO         -  Favorisca i documenti, per favore.

ONORIO       -   Eccoli.

SABINO        -   Bene. Qui c’è la chiave. Secondo piano.

ONORIO       -   Grazie.

 Onorio digita un numero sul suo smartphone.

ONORIO        - Pronto…

SILVIA C.       – (solo voce) Chi parla ?

ONORIO        - Io sono….una zebra a pois…

SILVIA C.       – Ed io…tintarella di luna !

ONORIO         - Io sono qua…

SILVIA C.       -  Sei arrivato?

ONORIO        -  Sì! E non vedo l’ora di conoscerti!

SILVIA C.       -  Anch’io!

ONORIO        -  Ma dove sei precisamente?

SILVIA C.      -   Io sono al bar.

ONORIO        -  Meraviglioso! Ti raggiungo subito!

SILVIA C.      -  No, aspetta. E’ meglio non dare nell’occhio. Hai preso una

                           stanza?

ONORIO       -  E me lo domandi? Certo che l’ho presa!

SILVIA C.     -   Perfetto. Ti raggiungerò io li.

ONORIO      -   E’ la numero sessantanove.

SILVIA C.     -   Benissimo. Tu Sali e aspettami.

ONORIO      -   Saranno eterni i minuti che ci separano!

SILVIA C.     -   Serviranno ad aumentare il desiderio!

ONORIO      -   Io sto bruciando!

SILVIA C.     -   Anch’io! Ma dimmi: come sei?

ONORIO      -   Come sono? Sono…sono…mi scoprirai!

SILVIA C.     -   Anche tu!

ONORIO       -  Vieni, amore mio!

SILVIA C.      -  E se poi non ti piacessi?

ONORIO       -  Potrei essere io a non piacere a te!

SILVIA C.     -   Ho un’idea!

ONORIO       -  Quale?

SILVIA C.      – Tieni le luci abbassate! Nella penombra si perdono i

                           dettagli…

ONORIO      -  E si da libero sfogo alla fantasia!

SILVIA  C.    -  Bravo!

ONORIO      -  Ottima idea! Farò come tu dici!

SILVIA C.    -  Speriamo bene.

ONORIO     -  A proposito, mi vuoi dire come ti chiami?

SILVIA C.    -  Tintarella di luna!

ONORIO     -  Il tuo soprannome già lo conosco. Io intendevo il nome.

SILVIA C.    -  Mi chiamo Silvia.

ONORIO     -  Oh, Silvia! Come la Silvia del Leopardi!

SILVIA C.    -   A presto…zebra a pois!

ONORIO     -   A presto, splendida Silvia, alias tintarella di luna!

Onorio chiude la conversazione.

ONORIO     -   (a Sabino) Avrebbe un bicchiere d’acqua?

SABINO      -   Certo.

Sabino versa l’acqua in un bicchiere, e Onorio estrae una compressa blu da un porta pastiglie, e la mette sulla lingua; quindi beve.

SABINO      -  Viagra?

ONORIO    -   Sa perché mio nonno è campato cent’anni?

SABINO     -   Perché?

ONORIO    -   Perché si è sempre fatto i fatti suoi!

Onorio entra dentro l’ascensore e sparisce. Dopo qualche secondo, rientra dall’ingresso principale Franco.

FRANCO   -  Sono qua.

AMEDEO  -  La situazione sta precipitando!

FRANCO   -  Bisogna salvare il salvabile!

AMEDEO  -  C’è poco da salvare, l’amante di sua moglie la sta aspettando in

                        camera!

FRANCO   -  E lei?

AMEDEO  -  Ju sugnu ccà!

FRANCO   -  Ma non lei lei! Io intendevo lei, mia moglie, dove si trova in

                        questo momento?

AMEDEO  -   Sua moglie è al bar.

FRANCO   -  Perfetto! Bisogna prendere tempo. Faccia una bella cosa:

                        vada al bar e intrattenga mia moglie!

AMEDEO   -  Sì, ma veda che è pericolosa!

FRANCO    -  Pericolosa? Mia moglie? Ma che dice?

AMEDEO   -  Mi creda! Avi certi intenzioni…Idda tagghia!

FRANCO    -  Non faccia il bambino e segua le mie istruzioni!

Amedeo sparisce per l’ascensore.

FRANCO    -  (a Sabino) Mi sa indicare la toelette?

SABINO      -  In fondo a destra.

FRANCO    -  Grazie.

Franco esce. Rientra dall’ingresso principale Silvestro che forma un numero sul suo smartphone.

SILVESTRO – Pronto…

SILVIA C.     – (solo voce ) Dove sei?

SILVESTRO -  Io sono all’aeroporto, tesoro.

SILVIA C.     – Ma non dovevi essere già partito?

SILVESTRO – Se sapessi, cara, cos’è successo! Ci eravamo imbarcati,

                          stavamo per decollare, quando all’improvviso: contrordine!

                          Una telefonata anonima aveva annunciato che sull’aereo c’era

                          una bomba! Non ti dico il panico! Ci hanno fatto scendere

                          dall’aereo, e hanno cominciato a fare i controlli. Per fortuna

                          si è trattato di un falso allarme e fra poco ci imbarcano di

                          nuovo. Tu, piuttosto, dove sei?

SILVIA C.     – Io? A casa, dove vuoi che sia?

Entra dall’ingresso principale Silvia Lamonaca. Silvestro se ne accorge.

SILVESTRO  - Bene. Ecco, adesso ci stanno avvisando che possiamo tornare

                           sull’aereo. Ti saluto, cara.

SILVIA C.      – Fai buon viaggio, caro.

SILVESTRO  - Ti telefono quando arrivo. Ciao.

SILVIA C.      – Ciao.

Silvestro chiude la conversazione con la moglie e va incontro a Silvia.

SILVESTRO  - (con slancio) Silvia, cara!

SILVIA           - (cercando di contenersi e invitando Silvestro a fare altrettanto) Oh,

                           caro notaio…(a mezza voce) Stai attento, ci possono scoprire!

SILVESTRO  - (anche lui a mezza voce) Hai ragione! (a voce piena) Carissima

                           Signora, che piacere! Ma che combinazione! Incontrarla qui!

SILVIA           - Oggi abbiamo la riunione del comitato di beneficenza! Le

                           nostre orfanelle attendono il nostro aiuto!

SILVESTRO  -  La vostra opera caritatevole è sublime…(a mezza voce)

                           Speriamo che il piano funzioni!

SILVIA           - ( Appartandosi con Silvestro, di modo che Sabino non la possa

                           sentire )L’abbiamo organizzato nei minimi dettagli. Non può

                           fallire. Piuttosto, cerca di sparire dalla circolazione. Se

                           qualcuno ti dovesse vedere e lo dice poi a mio marito…

SILVESTRO  -  Quello si mangia la foglia!

SILVIA           -  Bravo! E noi dobbiamo scongiurare questo pericolo!

                            (riassumendo un tono ufficiale, con intenzione) Penso che lei,

                             notaio, dovrà rientrare subito al suo studio.

SILVESTRO  -   Ha ragione. Lo studio mi chiama.

SILVIA           -  E non lo faccia aspettare!

SILVESTRO  -   Ben detto. (a mezza voce) Vedi che di tanto in tanto torno per

                            vedere come vanno le cose…

SILVIA           -  (Interrompendolo ad alta voce per evitare che continui il discorso)

                            La prego, notaio, non faccia attendere i suoi clienti!

SILVESTRO  -   La saluto!

SILVIA           -  Arrivederci!

Silvestro esce dall’ingresso principale.

SILVIA            -  (a Sabino) Avete il bar?

SABINO          -  E’ al piano di sotto. Può prendere l’ascensore se lo gradisce.

SILVIA            -  No, preferisco le scale. Ho sempre avuto paura

                             dell’ascensore.

SABINO          -  Le scale sono in fondo a destra.

SILVIA            -  Bene.

Silvia esce. Poco dopo dall’ascensore escono Amedeo e Silvia C.

AMEDEO       -  A questo punto, che ne diresti di approfondire la nostra

                            conoscenza in un luogo appartato, lontano  da sguardi

                            indiscreti…

SILVIA C.       -  E di “zebra a pois” che ne facciamo?

AMEDEO       -  Di “zebra a pois”? Lo mandiamo allo zoo!!

SILVIA C.       -  Che stupido! Dài, non scherzare! Mi sembra male,

                            piantarlo in asso così!

AMEDEO       -  E tu lasceresti il certo per l’incerto?

SILVIA C.       -  Non ti capisco…

AMEDEO       -  Tu mi hai detto che non lo conosci, giusto?

SILVIA C.       -  E allora?

AMEDEO       -  Viceversa, a mia mi hai conosciuto! Chi ti dice che lui

                             non sia peggio di me?

SILVIA C.       -  Chi ti dice che non sia meglio?

AMEDEO       -  Tu provami, e poi tu’ fazzu vidiri si non sugnu megghiu!

SILVIA            -  Quasi quasi…

AMEDEO       -  Prendiamo una camera. (a Sabino) Vorremmo una camera.

SABINO         -   Favorite i documenti.

AMEDEO       -   Eccoli.

SABINO         -   La numero diciassette, primo piano.

AMEDEO      -   La diciassette ce la dia a sua sorella! Va bene?

SABINO        -    Sono figlio unico.

AMEDEO      -   E allora, gliela dia a chi càspita vuole lei, tranne a mia!

SABINO        -    Va bene la ventitré, terzo piano?

AMEDEO     -   Con la ventitré cominciamo a ragionare! (a Silvia C.) Andiamo,

                           amore mio!

Amedeo e Silvia C. entrano in ascensore e spariscono. Dalla parte delle scale entra Onorio in vestaglia.

ONORIO        - Mi scusi…

SABINO         - Prego.

ONORIO        - Sto aspettando in camera una certa signora Silvia, ma ancora

                           non è arrivata. Per caso lei l’ha vista?

Dalla parte delle scale rientra Silvia Lamonaca.

SABINO      -  Ha detto che si chiama Silvia?

ONORIO    -  Sì, si chiama proprio Silvia, e credo che si trovasse al bar,

                        almeno fino a qualche minuto fa.

SILVIA       -  Veramente, io mi chiamo Silvia, e vengo dal bar.

ONORIO   -  (Tra sé) Oh, mamma mia! E’ bellissima!

SABINO    -   Forse il signore la sta cercando.

SILVIA      -   (languida) Cercava me?

ONORIO  -   Che emozione! Non ti spettavo così.

SILVIA      -   Così, come?

ONORIO  -   Così bella e affascinante!

SILVIA      -   Grazie.

ONORIO  -   E tu?

SILVIA      -  Io, cosa, scusa?

ONORIO   -  Come mi aspettavi?

SILVIA      -  ( mal celando una certa delusione )Neanch’io ti aspettavo così!

ONORIO  -  Spero che non sia rimasta delusa.

SILVIA      - (con intenzione) Delusa non è la parola!

ONORIO  -  A questo punto torno in camera ad aspettarti! La numero

                      sessantanove! (canticchiando il motivo) Una zebra a pois…

Onorio si allontana dalla parte delle scale allegramente.

SILVIA       - (sconfortata) Oh, mio Dio!

Silvia digita il numero di Silvestro sul suo smartphone, e si allontana dal bureau per non farsi sentire da Sabino.

SILVIA        -  Pronto…

SILVESTRO  – (solo voce) Tesoro…

SILVIA          - L’ho conosciuto!

SILVESTRO  – Ti piace?

SILVIA           - Per niente proprio!

SILVESTRO  - Ma a te non deve piacere, cara, perché tu con quello non

                          ci devi fare proprio niente. Devi soltanto salirci in camera,

                          e farti sorprendere da tuo marito! Questo solo!

SILVIA           - Sì, ma è vecchio!

SILVESTRO  - Belladonna è vecchio? Non mi sembra.

SILVIA           - Ti dico che è vecchio. Non sono scema!

SILVESTRO  - Che strano…Mah! Comunque, porta pazienza, tesoro. Appena

                          sali in camera, fammi uno squillo. Quello sarà il segnale

                          perché io avverta tuo marito  che ti dovrà venire a scoprire.

                          D’accordo?

SILVIA          -  Sì, ma a mio marito cosa gli dici?

SILVESTRO – Che vuoi che gli dica? Che tu sei in dolce compagnia.

SILVIA          - Sì, d’accordo, ma certo non gli dirai che te l’ho detto io.

                         Lui non deve sapere che siamo d’accordo. E’ chiaro?

SILVESTRO – Ma certo, ci mancherebbe! Lui di noi non sa niente! E’

                         convinto che io sia dalla sua parte e che il piano sia

                         esclusivamente a suo favore.

SILVIA         -  Sì, però, io continuo a non capire.

SILVESTRO -  Cosa, tesoro?

SILVIA          - Mio marito, credendo che io gli sia fedelissima, vuole

                         scoprirmi in compagnia del convivente per avere un motivo

                         valido  per non pagarmi gli alimenti, giusto?

SILVESTRO  - L’ultima sentenza della corte di cassazione l’ha stabilito. Una

                          volta il coniuge era esentato a pagare gli alimenti all’altro,

                          solo se quest’ultimo si risposava. Adesso, invece, basta che

                          lo stesso si sia rifatta una vita. La nuova convivenza sospende

                          gli alimenti!

SILVIA           - E se io – faccio per assurdo – volessi dimostrare che con

                           questo tipo non convivo, quale altro elemento avrebbe

                           mio marito per dimostrarlo davanti al giudice?

SILVESTRO  - Hai un conto in banca cointestato con lui!

SILVIA           - Ecco perché mi hai fatto firmare tutte quelle carte…

SILVESTRO  - Brava!

SILVIA           - E se questo si volesse fregare i soldi?

SILVESTRO  - Cinquanta euro? Un magro bottino!

SILVIA           - E fin qui, ci siamo. Ma tu, scusami, che interesse hai in

                           questa faccenda? Non mi poteva scoprire direttamente con

                           te, e facevamo prima?

SILVESTRO  - Ma sei pazza? A parte che io sono sposato…

SILVIA           - Ma  è da una vita che mi dici che hai intenzione di

                          lasciare tua moglie….

SILVESTRO  - Sì, cara, ma non è questo il momento. E poi, tuo marito è uno

                          dei miei clienti. E a sua volta, il suo datore di lavoro, il

                          Presidente, che tu non conosci,è un mio cliente…Non posso

                          in questo momento scoprire la nostra relazione..

SILVIA          - Voglio vedere fino a quando mi porterai per le lunghe…

SILVESTRO – Il tempo che ci vuole, mia cara! Abbi fede!

SILVIA          - Mah! E poi continuo a non capire perché mi dovrei prestare

                         A questa farsa?

SILVESTRO  - Farsa la chiami?

SILVIA           - Sì, perché è farsesco, per non dire grottesco, farmi passare

                          Per una di quelle..

SILVESTRO   - Lo fai per me, mia cara, solo per me!

SILVIA           - Ripeto: continuo a non capire!

SILVESTRO  - E non ti sforzare, cara!

SILVIA           - Io sono già preoccupata…

SILVESTRO – Stai tranquilla che tutto andrà a gonfie vele.

SILVIA         -  Speriamo che il vecchio non mi salti addosso! (lei si riferisce a

                           Onorio, mentre Silvestro pensa che si tratti di Amedeo Belladonna)

SILVESTRO – Tienilo a bada, cara! Mi raccomando!

SILVIA          -  Okay!

SILVESTRO –  Tu non hai bisogno degli alimenti di tuo marito! Ci sono

                           io per te!

SILVIA           -  Di’, piuttosto, che ti ha lautamente pagato perché tu gli

                           procurassi quello che deve fare la parte del mio amante!

SILVESTRO     - Questi sono dettagli….

SILVIA             -  Sappi che ti do ancora un anno di tempo! Se entro detto

                             termine non lasci tua moglie, fra noi è tutto finito!

SILVESTRO    -  Stai tranquilla!

SILVIA            -  Voglio vedere! Io l’amante a vita non la faccio!

SILVESTRO   -  Ci mancherebbe!

SILVIA           -  Ti saluto!

Silvia chiude di scatto. E si dirige verso le scale. Dalla toelette esce Franco.

FRANCO      - Maledizione! Mi si è scaricato il telefono!

SABINO       -  Lo ricarichi.

FRANCO     -  Purtroppo non ho dietro il carica batterie.

SABINO       -  Che sfortuna.

FRANCO     -  Lo può ben dire. Aspettavo una telefonata. Porca miseria!

SABINO       -  E’ sempre così. Quando si ha bisogno, si scarica la batteria!

Dall’ascensore esce Amedeo.

AMEDEO    -  Senta, mi scusi, non so da quanto la chiamo e lei non risponde.

SABINO       -  La linea è guasta.

AMEDEO    -  Quindi se uno vuole ordinare una bottiglia di champagne,

                          si po’ stujari ‘u mussu?

SABINO       -  Scende e me lo viene a dire.

AMEDEO    -  Che bella organizzazione! (accorgendosi soltanto ora di Franco)

                          Oh, mi scusi, non mi ero accorto che c’era lei.

FRANCO    -   Come stanno andando le cose?

AMEDEO   -    E’ a media cottura. Tempo un quarto d’ora e può intervenire.

FRANCO    -    Ma lei che intenzioni ha?

AMEDEO   -    In che senso, scusi?

FRANCO   -    Dico…non andrà oltre certi limiti, vero?

AMEDEO  -    E che le interessa, scusi? Che io vada fino in fondo, o mi

                          fermi a mezza strada, cosa cambia? Lei sempre cornuto è!

                         Anzi, lo era già da prima! Non dimentichi che io ho distolto

                         sua moglie da zebra a pois! Non so se mi spiego, vero!

FRANCO  -  Zebra a pois?

AMEDEO – (Canticchia la famosa canzone) “Una zebra a pois…” (a Sabino)

                       Mi faccia portare lo champagne.

FRANCO  -  Sarà fatto.

Amedeo raggiunge l’ascensore continuando a canticchiare la canzone, e sparisce.

SABINO    - Ma mi scusi, quel signore è in camera con sua moglie?

FRANCO  - Senta, la prego, non ci si metta anche lei! Se sapesse quanti

                      cavoli ho per la testa!

SABINO    - Più che cavoli, parlerei di corna!

FRANCO  - Faccia meno lo spiritoso, e pensi alle sue, di corna! Sempre se

                      ce l’ha!  

SABINO    - Le ho avute! Altrochè se l’ho avute! Poldo mi ha tradito con

                      una donna! Capisce? Che poi, vorrei sapere io, che cosa avesse

                      più di me ‘sta squinzia! Basta! Non ce l’ho fatta più , l’ho

                      lasciato, e sono tornato single. In attesa di new entry!

FRANCO  - Se guarda me come new entry, casca proprio male! Non sono

                      interessato!

SABINO    - E intanto bisogna provare tutto nella vita!

FRANCO  - Entro certi limiti!

Dall’ingresso entra Silvestro.

SILVESTRO – Mi si è scaricato il telefono!

FRANCO      - Che coincidenza! Anche il mio si è scaricato!

SILVESTRO – Sì, ma è una tragedia, capisce? Non sappiamo quando deve

                          intervenire.

FRANCO      - Fra poco.

SILVESTRO – E lei come lo sai?

FRANCO      - Ho parlato poc’anzi col nostro uomo.

SILVESTRO -  Quindi sono già in camera?

FRANCO      - Certo. E già sono a media cottura.

SILVESTRO  - L’importante è che intervenga prima che possano andare oltre.

FRANCO       - A questo punto che importanza può avere?

SILVESTRO  - Come, che importanza può avere? Lei non deve permettere

                          a quel tipo di oltrepassare certi limiti con sua moglie!

FRANCO      - Sei io devo passare per tradito, non mi interessa…

SILVESTRO – Ma interessa a me!!!

FRANCO      - A lei? Che c’entra lei, scusi?

SILVESTRO -  Che c’entro io?

FRANCO      - Appunto! Fino a prova contraria io sono il marito e tradisce

                          me!

SILVESTRO – A lei sembra!

FRANCO      - Non la sto capendo, signor notaio! Lei parla come persona

                          interessata, quasi fosse lei il marito, o l’amante!

SILVESTRO  - Io? Amante? Ma per carità! Come le può venire una cosa

                          del genere in mente! Lo dicevo solo per lei!

FRANCO      - Egregio Dottor Chiesa, le vorrei ricordare il senso e motivo

                          di questa nostra macchinazione. Io devo dimostrare che

                          mia moglie abbia un’altra relazione per non pagarle più gli

                          alimenti, giusto?

SILVESTRO  - Esatto!

FRANCO       - Quindi non ci resta che scoprire lo scandalo, simulare orrore

                           e costernazione! Mi lasci andare!

SILVESTRO  -  Ecco, appunto, vada!

Franco si dirige verso l’ascensore, ma lo vede aprirsi davanti a lui: esce Amedeo, pieno di tracce di rossetto sul volto, lividi! Insomma è provato! Barcolla vistosamente.

FRANCO       - Che è successo?

AMEDEO      - (ansima perché è vistosamente provato) Tutto!

SILVESTRO  - (urlando) Cosaaa?

AMEDEO      - Ha sentito benissimo! Mi ha messo k.o.!!!

SILVESTRO  - Ma come si è permesso? Lei si doveva limitare soltanto ad un

                          timido approccio, nell’attesa dell’irruzione del marito!

AMEDEO      - Senta, non facissi vuci! E poi, mi scusi, a lei cchi cci interessa?

                          Semmai è il marito ca s’avissi a siddiari, non lei! Non

                          cunfunnemu i roli! (a Sabino) Appoi, ‘u Chapagne ‘u stamu

                          ancora aspittannu! Adesso mi urge un poco di acqua

                          e zucchero!

SILVESTRO – Ora andiamo su e facciamo un macello!

FRANCO      - Io vado su a fare un macello!

SILVESTRO  - Era per darle una mano!

FRANCO       - Non ne ho bisogno! So quello che devo fare!

AMEDEO      - Da certi punti di vista direi proprio di no! Ma’ scusare, vero?

                          Ma so mugghieri è una donna insoddisfatta! Appena visti a

                          mia s’allippau comu ‘u pisci palamitu! Lei avissi a cuntari

                          menu barzelletti, e fare i fatti!

FRANCO       - Io e mia moglie siamo separati da anni

AMEDEO      - E allora, chi per lei!

SILVESTRO – Chi per lei li fa i fatti, stia tranquillo! (si accorge subito di aver

                           Fatto una gaffe)

AMEDEO     -  Se allude all’eventuale amante della signora, mi pari

                          scarsiceddu macari iddu!

SILVESTRO – Non si permetta di offenderlo! Va bene?

FRANCO      - (a Silvestro) Ma chi non deve offendere?

SILVESTRO  - Già, chi?

AMEDEO      - (a Franco) ‘U voli ‘n cunsigghiu? Si taliassi intornu, alluvoti

                           ‘u trova!

SILVESTRO    - Lei è un insolente!!!!

FRANCO        - Veda che la mia quasi ex moglie è fedele più di un cane

                            Da caccia! Non ci saremmo rivolti a lei!

SILVESTRO   - Appunto!!!!

Dall’ascensore esce Onorio, in vestaglia, foulard, e tracce di rossetto nel viso. Barcolla vistosamente.

FRANCO        - Presidente!!!

ONORIO        - Ciao, caro!

FRANCO       -  Facciamo sedere il presidente!

Tutti si adoperano per fare accomodare il presidente su una poltroncina.

ONORIO       -  C’è anche lei, notaio?

SILVESTRO  -  Sì, sto assistendo un mio cliente.

ONORIO       -  L’avvocato Lamonaca è un suo cliente?

FRANCO      -   Mi onoro di avvalermi delle sue prestazioni da parecchi anni.

AMEDEO     -   (A Sabino) Un bicchiere di acqua e zucchero anche per il

                            Presidente!

ONORIO      -   (ad Amedeo) Grazie, caro. Noi non ci conosciamo, vero?

AMEDEO    -    Amedeo Belladonna! Piacere!

ONORIO     -    Molto lieto, Lo Giusto.

FRANCO     -    Si sente bene?

ONORIO      -   Mai stato meglio! Se sapeste! Una donna straordinaria!

                           Mi ha fatto rinascere! Mi sembra di essere tornato a vent’anni!

                           E credo che sia quella giusta.

SILVESTRO  -  Quella giusta?

ONORIO       -  Sì, me la sposo!

SILVESTRO  -  Congratulazioni!

ONORIO       -  C’è soltanto un piccolo particolare.

SILVESTRO  -  Quale?

ONORIO       -  Deve divorziare dal marito. Ma per questo basterà un buon

                           avvocato.

SILVESTRO  -  Ed io gliene posso consigliare più di uno.

ONORIO       -  E se permettete, oggi vorrei avervi tutti miei ospiti a pranzo.

                           (a Franco) Anche lei, Lamonaca. Sebbene, mio

                          dipendente, sarà dei nostri. E’ noto il mio spirito democratico.

FRANCO       -  Io non so come ringraziarla.

ONORIO        -  E se mi aiuterà, io le garantisco la promozione ed un aumento

                           di stipendio!

FRANCO       - Farò tutto quello che vuole.

ONORIO        - A tempo debito le spiegherò nei dettagli. Mi limiterò soltanto

                          ad una anticipazione. Si dovrà occupare del marito. Di

                          questo…me lo lasci dire: cretino! Non soddisfa una splendida

                          donna come la moglie! Un imbecille! Lei lo dovrà convincere

                          ad astenersi da qualsivoglia forma di stalking! D’accordo?

FRANCO    -  Sarà fatto.

AMEDEO   -  Se si tratta di minacce, intimidazioni, estorsioni, rivolgetevi

                        pure a me…

SILVESTRO – (interrompendolo) Lei torni a fare il suo lavoro!

AMEDEO     -  Ava ‘a pigghiari tanticchia di ciatu?

SILVESTRO -  Mi sembra che ne abbia preso abbastanza!

AMEDEO     -  E va bene! Torno sul campo di battaglia!

SILVESTRO -   ( a Franco )E lei lo segua , e subito pronto ad intervenire!

Amedeo e Franco si dirigono verso l’ascensore, ma non fanno in tempo a raggiungerlo che dalla parte della scala arriva Silvia. Silvestro se ne accorge prima di Franco ed emette un urlo. Poi si accascia su una poltrona!

SILVESTRO  -  (urlando) Signoraaaa!!!!!

ONORIO       -  (a Silvia) Tesoro!!

FRANCO      -   (interdetto più che mai) Oh mio Dio!!!

ONORIO       -  Vi posso presentare la creatura che mi ha ridato la giovinezza,

                            nonché mia futura sposa?

FRANCO e

SILVESTRO – (insieme) Cosaaa?

AMEDEO     -  Sturatevi l’aricchi! Ha detto ca chista iddu sa’ sposa!

FRANCO e

SILVESTRO – (insieme) E come fa?

AMEDEO      - Come, come fa? Ma su’ scemi chisti?

ONORIO       - Forse i signori si riferiscono al fatto che momentaneamente

                          non è libera. (a Silvia) Giusto , tesoro? Ma si rimedia! Tra

                          l’opera di un buon avvocato, e i servigi che mi renderà il

                          qui presente mio dipendente, Franco Lamonaca, tutto si

                          sistemerà! Dico bene, Lamonaca?

Franco non riesce a rispondere. Emette solo un fonema che sa più di rantolo dipendente dal classico attacco d’asma.

ONORIO      -  Si sente bene, Lamonaca?

Lamonaca sta per avere un mancamento, e viene prontamente soccorso da Onorio e Amedeo, i quali lo sorreggono fino a condurlo sul divanetto, dove già si trova Silvestro, e sopra al quale andrà a rovinarsi con tutto il suo peso . Prevedibili le reazioni di Silvestro, subissato dalla mole di Franco. Silvestro emette un urlo, e il suo volto si dipinge di una smorfia di dolore.

AMEDEO    -  Acqua e zucchero anche per Lamonaca!

ONORIO     -   Coraggio, Lamonaca! Ed anche lei, Notaio! Ma cos’è

                          un’epidemia?

AMEDEO   -   Effettivamente la signora toglie il fiato tanto è bella! (A

                          Silvia) Permette, Belladonna!

SILVIA        -  Che sfacciato!

AMEDEO   - Sfacciato? Cchi dissi? Mi presentai: piacere…Belladonna!

Sabino porge due bicchieri rispettivamente a Franco e Silvestro.

SILVIA        - E insiste! Chi gliela dà tutta ‘sta confidenza? Stia al suo posto

                        perché io sono una donna morigerata e fedele!

A sentire le parole di Silvia, Franco e Silvestro che stavano cominciando a trangugiare l’acqua e zucchero, si affogano improvvisamente.

ONORIO    - Lamonaca, signor Notaio, cosa mi combinate?

SILVIA       - (ad Onorio) Caro, io vado sotto, al bar. Ho bisogno di mangiare

                       qualche cosa…

ONORIO   -  (con intenzione) Se è per questo anch’io! Modestamente ne ho

                       consumate di energie…

SILVIA      -  Ne abbiamo!

ONORIO  -  Già, scusa, ne abbiamo!

AMEDEO -  Come vi capisco…

SILVIA      -  ( ad Amedeo ) Ancora?

ONORIO   - Perdona, cara, ma forse sei rimasta vittima di un equivoco. Il

                      signore si chiama Belladonna! Amedeo Belladonna , se non

                      sbaglio. Quindi non voleva essere irriverente nei tuoi confronti.

SILVIA      -  Se le cose stanno così ,la prego di scusarmi.

AMEDEO – Da una bella staccato donna come lei, si può accettare di tutto.

ONORIO   - ( a Silvia) A questo punto puoi precedermi al bar, io ti

                      raggiungerò quanto prima.

SILVIA      - Non mi fare attendere molto, tesoro!

ONORIO  - Stai tranquilla, cara. Il tempo di scambiare due parole con questi

                     signori, e poi ti raggiungo.

SILVIA      - Ti aspetto!

Silvia si allontana per le scale ed esce.

ONORIO  - L’avete vista? Una donna straordinaria! Una dolce creatura che

                     riassume in sé dolcezza e sensualità, candore e passione! Ed io

                     mi domando: può una donna così essere trascurata dal marito?

                     Ma io lo vorrei conoscere questo cretino!

FRANCO – Magari, è una donna separata, e il marito non c’entra!

ONORIO   - E anche se fosse? Mi ha detto che il marito era una frana!

SILVESTRO – Appunto!

FRANCO   - ( a Silvestro) Ma che ne sa lei?

ONORIO   - E poi, anche avesse avuto un amante, me lo vorrei trovare

                     in questo momento davanti, per dirgli: imbecille! Idiota!

                     Impotente!

SILVESTRO – Ah, quindi non solo al marito, ma anche all’amante?

ONORIO      - Sì, anche all’amante!!

FRANCO  - (di scatto, noncurante della gaffe) Questo no!

ONORIO   - Questo sì! E poi, mi scusi, a lei che gliene frega? Mica stiamo

                      parlando di lei!

FRANCO  - Era soltanto per solidarietà col marito…

ONORIO   - Solidarietà con una sottospecie di uomo! Questo deve dire! Ma

                      come, disponi di una tal grazia di Dio, e non ne approfitti?

AMEDEO – Lasciandola al primo cretino che incontra?

ONORIO   - Cos’ha detto lei?

AMEDEO  - Mi scusi, forse, mi sono espresso male… forse, lei non

                      è il primo…

FRANCO  - (guardando Silvestro) Appunto!

ONORIO   - Innanzitutto, io non sono un cretino! E moderi i termini quando

                      si riferisce a me. E poi, ammesso che ce n’e siano stati altri,

                      prima di me, saranno certamente stati più imbranati del marito!

FRANCO  - Sottoscrivo! Sottoscrivo pienamente!

SILVESTRO – (a Franco) Ma che ne sa lei? Parla così, senza sapere!

ONORIO      - Appunto!

AMEDEO    - A questo punto, io torno in camera. (A Franco) Lei mi segua e

                        stia pronto ad intervenire.

FRANCO e

SILVESTRO – (insieme) Non c’è bisogno!

AMEDEO     - Come sarebbe, scusi?

FRANCO      - Non c’è più bisogno!

SILVESTRO – Tanto, ormai….

AMEDEO      - (a Silvestro) Io a lei non la capisco! Bedda matri, non la capisco!

                          Si pigghia i corna da terra e si metti ‘nta testa!

FRANCO      - (con intenzione) Già il servizio è stato fatto…

AMEDEO     -  Veramente, ju ancora non ho finito…

SILVESTRO – Basta e avanza!

AMEDEO     - (a Silvestro) E sempri ca si metti ‘nto menzo!

ONORIO      -  Scusate se vi interrompo , ma la mia dolce metà mi aspetta.

                          stasera vi voglio tutti miei ospiti al ristorante dell’albergo.

                          Puntuali alle nove. Con permesso.

FRANCO e

SILVESTRO – (insieme) Prego!

Onorio si allontana in direzione dell’ascensore per entrarvi e sparire.

AMEDEO     -  Mi volete spiegare cchi sta succidennu?

FRANCO      - (in lacrime) Sono un cornuto!

AMEDEO     -  Questo è che glielo dico!

SILVESTRO -  Anch’io sono cornuto!

AMEDEO     -  N’autra vota! Ma come è possibile? Siti gemelli? (A

                           Silvestro) Mi scusi, ma sua moglie l’ha tradita?

SILVESTRO – No!

AMEDEO      - E allora pirchì si metti avanti? Aspetti che lo faccia, appoi

                           si nni parra! Io adesso vado!

FRANCO       - Ma dove va?

AMEDEO      - Come, dove vado? Da sua moglie!

SILVESTRO  - Ma quale moglie?!

AMEDEO      - Ora ni sta niscennu ‘n’autra! Non è sua moglie?

AMEDEO e

SILVESTRO   - (insieme) No!

AMEDEO       - Ma scusate, avete una moglie in coperativa? Perché

                           rispondete insieme? E comunque, se non è la moglie

                           del signor Franco Lamonaca, chi è?

FRANCO       -  Appunto! Chi è? Mia moglie, no di certo!

Dall’ascensore esce Silvia C. Al suo apparire Silvestro Lancia un urlo.

SILVESTRO  -  Silviaaaa!!!!!

SILVIA  C.     -  Silvestroooo!!!!!

AMEDEO      -  Tombola!!!!

Silvestro si accascia sul divano.

Sipario velocissimo.

F I N E    D E L    P R I M O    A T T O

                

ATTO  SECONDO

La stessa scenografia dell’atto precedente.

L’azione riprende esattamente da dove si era interrotta

SILVESTRO  -  Silvia! Che ci fai qui?

AMEDEO      -  Ma che domande fa, mi scusi…

SILVESTRO  -  (Interrompendolo) Silenzio! (A Silvia C.) Ti ripeto la

                           domanda: Silvia, che cosa ci fai qui?!! Non dovevi essere

                           a casa?

AMEDEO      -  A casa?

FRANCO       -  (Ad Amedeo) Per favore!!!

SILVIA C.       – E tu non dovevi essere all’aeroporto? Anzi, sull’aereo

                            direttamente? Come vedi, anche tu mi hai mentito!

SILVESTRO   -  Sì, ma non è la stessa cosa!

FRANCO       -  Non solo, ma come è finita in stanza col qui presente

                            Amedeo?

SILVIA C.      -  Ma di che si impiccia lei?

AMEDEO      -  Appunto! Se tu sapessi, si intricano dei fatti reciproci!

FRANCO       -  Lei era pagato per salire in camera con mia moglie…

SILVESTRO  -  E non con la mia!

FRANCO       -  Appunto!

SILVIA C.      – (ad Amedeo) Cosaa? Ti hanno pagato per venire con me?

AMEDEO      -  E torna! Non dovevo venire con te, ‘u capisci?

SILVIA C.      -  E allora perché ci sei venuto?

AMEDEO      -  Perché mi piacevi…

SILVESTRO  -  (ad Amedeo, interrompendolo) Io l’ammazzo!

AMEDEO      -  Oh, insomma, ju mi cunfunnìi! Sapeva ca la signora

                           si chiamava Silvia…

FRANCO       - (interrompendolo) Lamonaca! La mia era Lamonaca!

AMEDEO      -  E invece mi purtai n’autra Silvia!

SILVESTRO  -  Che non era quella che doveva essere!

FRANCO       -  Appunto! Lei ha scambiato la Chiesa per Lamonaca!

AMEDEO      -  Cchi sacciu, ju prima vitti a idda…

FRANCO      -  E lei se ne va con la prima Silvia che trova?

SILVESTRO -  Appunto!

FRANCO      -  Che peraltro non è nemmeno all’altezza di quella con cui

                           doveva andare?

SILVESTRO -  Che c’entra ‘sto discorso, scusi? Con questo cosa vuole

                           intendere, che sua moglie è meglio della mia?

AMEDEO     -  Su questo vi posso garantire che la sua signora è fantastica…

SILVESTRO  - Le ho detto che la deve smettere di parlare di mia moglie!

AMEDEO      - Sì, ma adesso io che debbo fare?

SILVESTRO  - E me lo domanda? Non lo capisce da solo?

AMEDEO      - (a Silvia C.) Amuninni, bedda, torniamo in camera…

SILVESTRO e

AMEDEO      - (insieme) Fermo!!!

FRANCO      -  (Ad Amedeo) Ma allora lei è scemo, me lo lasci dire!

AMEDEO     -  Perché?

FRANCO      -  Non l’ha capito che non serve più?

SILVESTRO -  Siamo rovinati!

FRANCO      - Ma io più di lei!

SILVESTRO  - Perché, scusi? Alla fine lei il suo problema l’ha risolto.

FRANCO       - In che senso, scusi?

SILVESTRO   - Lei ha fatto tutto questo per non pagare più gli alimenti

                          a sua moglie, giusto? Adesso sua moglie, mettendosi col

                          Presidente, non avrà più bisogno di lei; inoltre, il Presidente

                          stesso se la sposa…Meglio di così! Il peggio è capitato a me:

                          doppiamente cornuto!

AMEDEO      - Perché doppiamente, scusi?

SILVESTRO  - Perché? Perché lo so io!

AMEDEO      - Lei è un sadico masochista! Se lo lasci dire!

FRANCO       - E invece, quello rovinato sono io!  Perché io al Presidente non

                           gli posso fare niente! Lei, al qui presente Amedeo, lo può

                           anche ammazzare se vuole…

AMEDEO    -   Non dia suggerimenti, ppi favureddu!

FRANCO     -  Il signor Notaio non è persona che fa queste cose…

AMEDEO    -  Meno male!

SILVESTRO – Questo ancora è da vedersi!

FRANCO      - Ma io? Posso io andare dal Presidente e dirgli che quella che

                          lui si è portato a letto è mia moglie? Che mi direbbe?

AMEDEO     -  Gliel’ha già detto: cretino, imbecille, impotente!

FRANCO      - Non solo, ma che figura ci farei?

AMEDEO     - Quella del cornuto!

FRANCO      - Beh, cornuto, poi…In fondo siamo separati legalmente…

SILVESTRO  - Fino a quando non interviene una sentenza di divorzio è

                          il marito!

AMEDEO      - Quindi, cornuto!

FRANCO      - Oltre al fatto, che non me la potrei nemmeno prendere

                          con lui! Che faccio, rischio il posto di lavoro? Quello mi

                          licenzierebbe dallo studio!

AMEDEO     -  Non solo cornuto, ma anche disoccupato…

FRANCO     -  Appunto, esodato!

AMEDEO    - E macari sudatu, certu!

FRANCO     - (a Silvestro) Io a lei dovrei ammazzare! A lei, che mi ha convinto

                         ad organizzare questo piano! Ha visto cos’è successo? Mia

                         moglie mi ha tradito con la persona sbagliata!

SILVESTRO – E mia moglie mi ha messo le corna!

FRANCO      - Ma chi se ne frega!

SILVESTRO – A lei, non gliene frega!

FRANCO      - Infatti! Non mi importa un accidente che sua moglie l’abbia

                          tradito! Anzi, godo!!!!

AMEDEO     - Si voli gudiri cchiù assai tornu in camera con la signora!

SILVESTRO – Ma basta! Per chi l’avete presa mia moglie?

SILVIA C.     – Mio marito ha ragione!

AMEDEO      - Eh, no, signori miei! Qui bisogna mettere le cose in chiaro

                          ‘na vota ppi’ tutte! La qui presente Silvia, prima che io la

                           corteggiassi, aveva un appuntamento con “Zebra a pois”!

                           Non sacciu si mi spiegu!

FRANCO      -  E chi è questo Zebra a pois?

SILVESTRO -  Questo interessa a me, non a lei! Chi è questo zebra a pois?  

FRANCO      -  (imperioso) Chi è questo Zebra a pois?

SILVESTRO -  (a Franco) Le domande a mia moglie, gliele faccio io!!!

Dall’ingresso entra Mafalda.

MAFALDA  -  (è intenta ad una conversazione con lo smartphone) Ha chiuso il

                           telefono! Maledizione! Ma ora ci lascio un messaggio nella

                           segreteria telefonica! “Sono “Le mille bolle blu”! Arrivai

                           nell’albergo! Dammi un segnale di vita, mio “Zebra a pois”!

TUTTI           -  (insieme) Zebra a pois?!!!

MAFALDA  -  Lo conoscete?

AMEDEO     -  Altrochè!

MAFALDA  -  E dov’è?

FRANCO      -  Ma lei chi è?

MAFALDA  -  Lo devo dire a lei chi sono?

FRANCO      -  E io lo devo dire a lei dov’è?

AMEDEO     -  Appunto!

SILVESTRO -  (ad Amedeo) Stia zitto lei, che più che danni non ha combinato!

MAFALDA  -  E comunque, io adesso pretendo di sapere dov’è Zebra a pois!

FRANCO      -  Se si parte così, dubito che qualcuno le risponda!

MAFALDA  -  Benissimo! Vorrà dire che l’informazione che cerco me la darà

                          il portiere. (a Sabino) Senta , lei, mi vuole dire dove si trova

                          Zebra a pois?

SABINO        - Io non conosco nessuno Zebra a pois. Se lei vuol essere così

                          gentile da dirmi il cognome del signore.

MAFALDA  -  Cchi sacciu comu si chiama?! In chat io l’ho conosciuto come

                          Zebra a pois!

SILVIA C.     -  In chat?

MAFALDA  -  Sì, in chat. Perché, lo trova strano?

SILVIA C.     -  Hai capito, il mandrillo? Non si accontentava di chattare con

                          “Tintarella di luna”!

MAFALDA  -  E chi è “Tintarella di luna”?

SILVIA C.     -  Sono io!

MAFALDA  -  Quindi, macari lei chattava con “Zebra a pois”?

SILVIA C.     -  (rabbiosa) Anch’io!

SILVESTRO -  (disperato) Ma cose da pazzi! Tu chattavi con questa “Zebra a

                           Pois”?

MAFALDA   - (a Silvestro) E a lei cchi cci interessa?

SILVESTRO  - (A Mafalda) Ma si faccia gli affari suoi!!!!

MAFALDA   - Anche lei!

SILVESTRO  - Ma infatti questi sono affari miei! Purtroppo!! (A Silvia C.)

                          Come hai potuto?! Mi domando: Come hai potuto?

AMEDEO      - Ha potuto!

MAFALDA   - Sì, ma a questo punto, ju vulissi sapiri com’è questo Zebra

                          a pois. E’ bello? Giovane? Muscoloso?

SILVIA C.     – Non lo so com’è. Io ci ho solo chattato e parlato al telefono.

MAFALDA  - Maledizione! Ora ci riprovo a chiamarlo, potrebbe avere

                         riaperto il telefono.

Mafalda digita il numero sul suo smartphone.

MAFALDA  - Matruzza! Ha riaperto! Pronto…

ONORIO      - (solo voce) Pronto…

MAFALDA – Gioia mia! Zebra a pois!

ONORIO      - Ma chi parla?

MAFALDA – Sono io…Non mi riconosci?  La tua..”Le mille bolle blu”!

ONORIO      - ( sempre solo voce, freddo e sbrigativo) Ecco, cara, forse questo

                         non è il momento…

MAFALDA  - Come, non è il momento?

Dall’ascensore esce Onorio che sta continuando a parlare con Mafalda , e per qualche attimo, non si accorge che la sua interlocutrice è a pochi passi da lui.

ONORIO      - (uscendo dall’ascensore) Senti, guarda, ti ritelefono, perché in

                         questo momento sono in riunione e….

Onorio si accorge di Mafalda.

MAFALDA  - In riunione, vero? E tu saresti Zebra a pois?

TUTTI           - Lui?!!!

SILVIA C.     – Zebra a pois non è un giovane, bello e muscoloso?

MAFALDA  - Ma quale giovane, bello e muscoloso! E’ un vecchiu sdisiccatu!

SILVIA C.   -  E così, io avrei chattato con uno che mi potrebbe essere

                        padre?

MAFALDA – E perché, io, allora?

SILVESTRO – Ben vi sta! Sto godendo! Giuro che sto godendo!

AMEDEO     -  (a Silvestro) Ma è sicuro di non essere sadomaso?

MAFALDA  - Ma quale sadomaso? Quello è solo cornuto!

FRANCO      - (A Mafalda) Si faccia gli affari suoi!

MAFALDA  - Veramente, io parlavo col suo amico!

AMEDEO     - Sono tutti una cosa! Sembrano gemelli!

ONORIO      - (urlando) Adesso, basta! Mi avete scocciato!

Onorio, con mossa fulminea, cerca di correre verso l’ascensore per scappare, ma viene preceduto da Amedeo che gli si para davanti per impedirgli di entrare.

AMEDEO    -  Mi dispiace, ma da qui non si passa!

ONORIO     -  Si levi e mi lasci passare!

AMEDEO    -  Mi dispiace, ma finchè non si chiarisce la situazione, di qua

                         non si muove! Che nessuno si muova!

Su una musica da film poliziesco Amedeo assume i tipici atteggiamenti da inquirente.

AMEDEO    - Le uscite sono bloccate, non potete scappare! Finche è aperta

                         l’indagine siete tutti indiziati!

MAFALDA  - Ma chi si crede di essere lei? Il commissario Montalbano?

AMEDEO    - Alberga in me l’animo del poliziotto!

MAFALDA – Dello sbirro, semmai!

AMEDEO    -  Chiamatelo come volete, ma me lo sento che sarei stato meglio

                         del Commissario Montalbano!

MAFALDA – Comunque, non ci perdiamo in chiacchiere. Qui la situazione è

                         fin troppo chiara! Il qui presente “Zebra  a pois” voleva tenere

                         il piede in due scarpe!

Dalla parte delle scale appare Silvia.

AMEDEO     - In tre scarpe!!!

SILVIA          - Ma che succede? (ad Onorio) Caro, come mai sei lì davanti

                         l’ascensore?

SILVIA C.     – Glielo spiego subito. Il caro Zebra a pois voleva fare tris!

SILVIA          - Ma chi è Zebra a pois?

ONORIO      - Alla signora questo non interessa!

SILVIA C.     – Interessa, invece! Perché è arrivato il momento di fare

                          chiarezza!

SILVESTRO  - (a Silvia C.) Cara, ti prego, non mi sembra il caso!

SILVIA           - Cara? (A Silvestro) Cara? Tu hai chiamato la signora, cara?

FRANCO       - (a Silvia) E come mai tu hai dato del tu al signore? Lo

                           conosci?

SILVESTRO  - (a Silvia C.) A questo punto, io mi domando: perché stare

                           a sottilizzare?  

FRANCO      - Eh, no! Qui bisogna sottilizzare!( a Silvia) Io voglio sapere se

                          tu conosci il signore!

SILVIA C.     -  Questo interessa anche a me!

SILVIA          -  (a Silvia C.) E perché interessa anche a lei?

SILVIA C.     -  Perché io sono la moglie!

SILVIA          -  Di chi?

SILVESTRO -  Ma chi se ne importa? Una moglie è una moglie! Anche lei è

                           una moglie! Tutte sono mogli!

MAFALDA    -  Io non sono moglie!

SILVESTRO   -  L’eccezione che conferma la regola!

FRANCO       -  Basta! Comincio a capire!

SILVIA           -  (a Silvestro) E questa sarebbe la moglie brutta di cui tu

                            ti saresti voluto liberare per metterti con me?

SILVIA C.      -  (a Silvestro) Io sarei la moglie brutta?

FRANCO       -  (a Silvestro) E lei avrebbe avuto il coraggio di tradire la mia

                            fiducia?

SILVESTRO  -  Una domanda alla volta, per pietà!

SILVIA           -  (a Silvestro) Sei un essere spregevole! Mi fai schifo! Hai tradito

                            tutti: tua moglie, il tuo cliente, la sottoscritta!

SILVIA C.      -  (a Silvia) Ma anche lei non gli è da meno! Ha tradito suo

                            marito!

MAFALDA   -  Ma pirchì, ju non sugnu stata tradita da Zebra a pois?

SILVIA C.      -  Da lui anch’io!

AMEDEO     -  (a Franco) A questo punto, me lo lasci dire: l’unico cretino

                            che non mise i corna a nuddu è lei!

FRANCO     -  Sapesse che primato! C’è da vantarsene!

SILVESTRO – E comunque, la colpa di tutto questo è del dott. Franco

                          Lamonaca!

FRANCO      - Colpa mia?

SILVESTRO  - Sì! Perché se non avesse deciso di non pagare più gli alimenti

                          alla moglie, nessuno avrebbe scoperchiato queste pentole!

ONORIO       - Ben detto! Pirandellianamente, non sapendo….

FRANCO      - Ma è inutile che date la colpa a me! La responsabilità

                          è della sentenza che ha disposto che il coniuge che si è

                          rifatto una vita non ha più diritto all’assegno di

                          mantenimento!

SILVIA          - Ah, certo! Hai fiutato l’occasione, e come si suol dire, ne

                          hai approfittato!

FRANCO     -  Cornuto sì, ma fesso no!

SILVIA         -  E comunque, non c’era bisogno che ingaggiassi il qui

                          presente Amedeo Belladonna, al fine di  farmi corteggiare,

                          per poi cogliermi in flagrante adulterio!

FRANCO    -   E tu come fai a saperlo? Chi te l’ha detto?

SILVESTRO – (intervenendo) Ma che importanza ha chi gliel’ha detto!

SILVIA          -  Me l’ha detto lui! Faceva il doppio gioco con te!

FRANCO      -  Cosa? Lurido, infame che non sei altro…

SILVESTRO  - Non ci davamo del lei?

FRANCO       - Taci! Infame! Disgraziato! Ti sei portato a letto mia moglie;

                            hai fatto la parte dell’amico, del consulente; ti sei anche

                            preso un sacco di soldi! Sei un mostro , ecco quello che sei!

                            Io ti ammazzo!!!

Franco si avventa su Silvestro, sta per nascere una colluttazione, quando il grido di Onorio li blocca.

ONORIO       - Basta! Finitela! Siete uno spettacolo disgustoso!

AMEDEO      - Sta parrannu…

ONORIO       - Sì! Sto parlando! Perché in questo momento l’ultima parola

                          spetta a me! Tocca a me concludere questo fosco e losco

                          intrigo! Intrigo – intendiamoci – di cui, per certi versi, ho

                          fatto parte anch’io! Ma quelli come me – lo sanno tutti –

                          cascano sempre in piedi! A quelli come me si perdona tutto!

                          E sapete perché? Perché abbiamo il potere! Abbiamo il

                          denaro! Se un povero ha l’amante è un debosciato! Se tradisce

                          una donna del popolo, è una poco di buono! Ma tutto cambia

                          se gli stessi peccati li commettiamo noi! L’uomo

                          si concederà, una distrazione; la donna, una evasione! Perché

                          il danaro condiziona anche la morale! E’ il lavacro lustrale in

                          cui si sana tutto! O quasi! Poveri stupidi! Lo so che non è

                          giusto, ma è sempre stato così! E lo sarà chissà per quanti

                          millenni! Avete tutti commesso un’ingenuità, una grossissima

                          ingenuità! Dovevate capire che la soluzione migliore sarebbe

                          stata quella di lasciare il mondo com’era! Tanto la frittata era

                          stata fatta,  cosa pensavate che potesse cambiare?  Quando uno

                          come me deve pagare gli alimenti, non ha problemi! Non si

                          deve fare i conti di quello che gli resta! Pensate che io ne pago

                          quattro di assegni alimentari, e non mi scompongo! Perché ho

                          la fortuna di non avere problemi! Il dottor Lamonaca,

                          giustamente, vivendo di stipendio – lauto, ma sempre

                          stipendio!- qualche problema se lo pone! Eh, cari miei, avete

                          commesso la più grande delle fesserie! Avete voluto

                          pestare nel mortaio! Perché io lo so che, in qualche misura, un

                          pizzico di senso morale alberga ancora in voi! Io, purtroppo,

                          me lo sono lasciato dietro le spalle qualche decennio fa!

                          E sapeste quante volte mi volto dall’altra parte per non

                          soffermarmi sulle meschinità, sulle bassezze, che, ormai

                          per riflesso incondizionato, commetto quotidianamente!

                          Da anni ho mandato in ferie la mia coscienza! E non mi

                          faccio più domande! Adesso cosa dovrei fare? Fingere che non

                          è successo nulla? Ma pensavate veramente che io non sapessi

                          che la  signora era la moglie del Dottor Lamonaca? Ho fatto

                          finta di non saperlo, e per un po’ di tempo saremmo andati

                          avanti così, tenendoci nascoste le reciproche verità! Fino a

                          quando il rapporto non ci fosse venuto a noia! Poi, sotto un

                          pretesto qualsiasi, avremmo trovato modo di concluderlo,

                          senza morti, né feriti! Badando alle apparenze!

                          Pirandello docet! Ma ora? Dico: adesso che tutto è venuto

                          a galla? Avete il coraggio di tornare indietro? E lo domando

                          a voi, perché voi li avete ancora certi scrupoli morali! Io,

                          invece…..

Onorio scoppia in una fragorosissima risata e, in un crescendo di ilarità, lentamente, si guadagna l’ingresso in ascensore. Tutti sono interdetti e per qualche secondo non hanno il coraggio di parlare. Le luci si abbassano e Amedeo si guadagna la ribalta rivolgendosi al pubblico.

AMEDEO    -  Avete visto? Cci siccau ‘a lingua! Non hanno il coraggio di

                         parlare! E ci credo! Cosa potrebbero dire? Ma la cosa più

                         curiosa è sapere cosa ne sarà di loro. Perché secondo voi

                         come va a finire questa storia?

Si crea il buio dietro le spalle di Amedeo, illuminato, lui solo, da un sagomature.

AMEDEO    -  Lo volete sapere? Macari ca non vi interessa, ju vu’ mostru

                         ‘u stissu! Taliati!!!!

Buio. Luce. Dopo un certo lasso di tempo.

Dall’ingresso principale entra Silvestro e Franco.

SILVESTRO  - Buonasera.

SABINO        - Dottor Chiesa.

FRANCO      - Ci si rivede.

SABINO       -  Con piacere, dottor Lamonaca.

SILVESTRO – Vorremmo una stanza…

SABINO        - (interrompendolo) Una stanza? Per tutti e due? Che meraviglia!

                           Finalmente anche voi siete dei nostri!

FRANCO      - Ma cosa ha capito? Noi vogliamo una stanza per uno.

SILVESTRO – In pratica: due stanze!

SABINO        - Che peccato! Mi era sembrato…

FRANCO      - Mi dispiace, ma noi siamo fedeli alla nostra parrocchia!

SABINO        - E come le volete le stanze? Singole?

SILVESTRO  -  No, matrimoniali.

SABINO         -  Ho capito. Attendete due leggiadre fanciulle?

SILVESTRO e

FRANCO       -  Esatto!

SABINO         -  Vanno bene la sessantanove e la ventitré?

SILVESTRO  -  Vanno benissimo. Io mi prendo la sessantanove.

FRANCO       -  Mi va bene la ventitré. Adesso  secondo te cosa dovremmo

                           fare? Le aspettiamo qui o in camera?

SILVESTRO  -  Io direi in camera.  Tanto il nostro numero ce l’hanno.

FRANCO       -  Mi è toccato comprare un’altra scheda sim.

SILVESTRO  -  Anch’io l’ho comprata. Sai com’è, la prudenza non è mai

                           troppa. Piuttosto, con tua moglie com’è finita?

FRANCO       -  Come vuoi che sia finita? Abbiamo fatto pace. Del resto,

                            parliamoci chiaro, ho saputo come sono andate veramente

                            le cose.

SILVESTRO  -  In che senso, scusa?

FRANCO       -  Nel senso che col Presidente non è successo niente.

SILVESTRO  -  Come, non è successo niente?

FRANCO       -  Qualche anno fa il presidente – ma ti prego, resti fra di noi,

                            mi raccomando – è stato operato di prostata. Non lo sa

                            nessuno. Glielo ha confidato a Silvia, raccomandandole

                            il silenzio in cambio di qualche regalino. Hai capito?

SILVESTRO   -  Quindi, allora, col presidente…

FRANCO       -   L’hanno fatto credere per mantenere la sua fama di

                            conquistatore, ma “rien ne va plus”!

SILVESTRO  -   Hai capito, il donnaiolo.

FRANCO       -  Anche con te, poi…

SILVESTRO  -  Con me, poi? Che ti ha raccontato?

FRANCO       -  Cosa vuoi che mi abbia raccontato? La verità. Si è

                            sempre negata ai tuoi appuntamenti, lasciandoti

                            perennemente nella speranza di conquistarla!

SILVESTRO   - (tirando un sospiro di sollievo) Ah, ecco!

FRANCO       -  E devi ringraziare Iddio che sia andata così. Perché in

                           caso contrario…

SILVESTRO  -  In caso contrario?

FRANCO       -  Non so cosa ti avrei potuto fare!

SILVESTRO  -  Stai tranquillo che è andata proprio così!

FRANCO       -  Ci mancherebbe! Piuttosto, con tua moglie, invece?

SILVESTRO  -  Con mia moglie? Ah, tutto risolto, tutto chiarito! Quel

                           Belladonna è un bluff. Ci ha fregato solo i soldi…

FRANCO       -  Mi ha fregato i soldi!

SILVESTRO   -  Certo, ti ha fregato i soldi.

FRANCO       -  No, sai, tanto per puntualizzare.

SILVESTRO  -  E comunque, come ti dicevo, quell’impostore di Belladonna

                           non aveva gli attributi…

Completa dicendogli la parte restante all’orecchio.

FRANCO       -  No!

SILVESTRO  -  Sì! E quindi ha chiesto a mia moglie di stare al gioco, almeno

                           fino a quando non avesse preso i soldi!

FRANCO       - Farabutto!

SILVESTRO  - Ma in compenso, anche con lui non è successo niente!

FRANCO       - Quindi anche tua moglie ti è stata fedele?

SILVESTRO  - Ma certo! Fedele come un cane da caccia.

FRANCO      - Sì, però…

SILVESTRO -  Però, che cosa?

FRANCO      -  C’è un però…

SILVESTRO -  E parla, spiegami.

FRANCO      - Come la mettiamo con la chat? Perché tua moglie ha chattato.

                          Ed è venuta in questo albergo per incontrarsi con Zebra a

                          pois, sotto le false spoglie di Tintarella di luna. Non lo

                          dimentichiamo!

SILVESTRO  - Ma è una sciocchezza. L’ha fatto così, per gioco. Era attratta

                          dalla curiosità. L’intenzione era quella di adescare questo

                          Zebra a pois, per , poi, lasciarlo a bocca asciutta. Hai

                         capito?

FRANCO      - Certo, come gioco è divertente. Un po’ pericoloso, ma

                          divertente.

SILVESTRO – Caro Franco, diciamocelo francamente: dobbiamo essere

                          fieri e orgogliosi delle nostre mogli!

FRANCO      - Due sante! Ecco quello che sono, due sante!

SILVESTRO -  Bravo! Mi hai tolto la parola di bocca! Due sante!

FRANCO      - Quelle che aspettiamo, invece, non sono sante.

SILVESTRO – Speriamo proprio di no. Del resto, a parte qualche

                          eccezione come mia moglie, chi puoi conoscere in chat?

FRANCO      - Ma certo! Donne spregiudicate. Le stesse che una volta

                         mettevano l’annuncio sul Mercatino o sul quotidiano.

SILVESTRO – Nella rubrica “rapporti personali”.

FRANCO      - Certo, mettevano, l’annuncio, ti indicavano un fermo posta..

SILVESTRO – E ne passava di tempo prima del fatidico incontro.

FRANCO      - Infatti.

SILVESTRO – Naturalmente parlo per sentito dire, non per esperienze

                          personali!

FRANCO     -  Anch’io, ci mancherebbe!

SILVESTRO – Con internet è diverso.

FRANCO      - E’ tutto più breve, rapido. Anche se si può correre il rischio

                          di qualche sgradita sorpresa.

SILVESTRO  -Bisogna stare molto attenti.

FRANCO       - Comunque, io in chat mi chiamo Mazinga. E tu?

SILVESTRO   - Io? Pokemon!

FRANCO        - Fantastico!

SILVESTRO   - E sai a chi ho dato appuntamento? A Biancaneve.

FRANCO       -  Naturalmente è il suo soprannome.

SILVESTRO  -  Certo. I nostri veri nomi e cognome non ce li siamo scambiati.

FRANCO       -  Così ho fatto anch’io con colei che aspetto qui oggi.

SILVESTRO  -  Come si fa chiamare?

FRANCO       -  Banana!

SILVESTRO  -   Banana? Che strano come soprannome.

FRANCO       -  Perché?

SILVESTRO  -  Perché? Non lo so. Potrebbe preludere a qualcosa di strano.

FRANCO       -  In che senso? Spiegati.

SILVESTRO  -  Sei sicuro che sia una donna?

FRANCO       - Spero proprio di sì. Ma perché mi fai questa domanda?

SILVESTRO  - Sai com’è, da una che si fa chiamare “Banana”ci si può

                          aspettare di tutto.

FRANCO       - Ti prego, non mi mettere strane idee in testa!

SILVESTRO  - Comunque, sai ora che faccio? Le mando un messaggio e le

                          dico di salire, appena arriva, alla stanza sessantanove.

FRANCO      - Altrettanto faccio io.

Silvestro e Franco digitano rapidamente i messaggi.

FRANCO      - (a Sabino) Aspettiamo due signore. Banana alla ventitré…

SILVESTRO  - E Biancaneve alla sessantanove…

SABINO        - Stiano tranquilli. Appena arrivano ve le mando.

FRANCO      - La ringrazio.

SILVESTRO – E mi raccomando, massima discrezione.

SABINO        - Certamente.

Silvestro e Franco vanno per gli ascensori. Dopo qualche secondo, dall’ingresso principale entrano Silvia e Silvia C.

SILVIA          -  E alla fine che cosa dovevo fare? Ho salvato il matrimonio.

SILVIA C.     -  Se è per questo, anch’io.

SILVIA          -  Certo, non è stato facile. Il vecchietto, a dispetto dell’età,

                           è stato fantastico! Io non ci avrei mai creduto! Un fascino,

                           una passionalità! Ti dico: unico! Se poi aggiungiamo che ha

                           pure i soldi!

SILVIA C.     – Credo proprio che non sia stato facile rinunciarvi.

SILVIA          -  Brava! E’ stato proprio un atto di eroismo!

SILVIA C.     -  Anch’io con quel Belladonna ho vissuto un’esperienza

                          travolgente! Mi ha fatto toccare il cielo con un dito!

                          Cosa che con mio marito non è mai successo! E tu ne

                          dovresti sapere qualcosa!

SILVIA          -  Mi rimproveri ancora il fatto che io e tuo marito…

SILVIA C.     -  Ma no, che c’entra? L’abbiamo chiarito. Era soltanto

                          per farti capire quanto sia stato difficile per me tornare

                          alla normalità! Belladonna mi ha portato alle stelle..

SILVIA          -  Con tuo marito sei tornata alle stalle…

SILVIA C.     -  Ecco, brava, hai colto il senso del discorso.

SILVIA          -  Fatto sta che abbiamo salvato la famiglia!

SILVIA C.     -  Questo sì!

SILVIA          -  Siamo due sante!

SILVIA C.     -  Brava!

SILVIA          -  Piuttosto, secondo te come saranno quelli che dovremo

                           conoscere?

SILVIA C.     -  Non so proprio. Il mio si fa chiamare Mazinga.

SILVIA          -  Il mio, invece, Pokemon.

SILVIA C.     -  E se non ci piacciono?

SILVIA          -  Inventiamo una scusa e ce ne andiamo.

SILVIA C.     -  Sì, ma che scusa?

SILVIA          -  Vedrai che sul momento qualcosa ti verrà in mente. Intanto

                           auguriamoci che siano di nostro gradimento.

SILVIA C.     -  Questo sì.

SILVIA          -  Al resto ci penseremo.

SILVIA C.     -  Adesso andiamo.

Stanno per dirigersi verso il bureau, quando irrompe da qualsiasi parte della scena Amedeo e blocca l’azione.

AMEDEO     -  Stop!

L’azione, quindi, si blocca come in un fermo immagine.

AMEDEO    - (al pubblico) Qualcuno si domanderà come va a finire. C’è chi

                         si chiederà come resteranno le due Silvie quando scopriranno

                         che Mazinga e Pokemon, in realtà, sono i loro rispettivi

                         legittimi consorti; e come reagiranno, a loro volta, questi ultimi

                         trovandosi di fronte le loro mogli. Beh, se qualcuno si è posto

                         queste domande, rispondo che si po’ stujari ‘u mussu! Non

                         vi dicu nenti! Vi raccomando soltanto: accura! State attenti

                         alle vostre mogli! Quando navigano su internet, quando

                         telefonano….E’ una parola! Perché ammesso che uno ci

                         mettesse i mezzi,  va come deve andare! E spesso la realtà

                         supera la fantasia! Mah!  E’ proprio vero, siamo circondati da

                         cornuti, amanti e gigolò! Buona notte! 

Sipario velocissimo.

F I N E    D E L L A    C O M M E D I A

              

        

                  

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