CRISTO DEGLI ABISSI
Atto unico
di EZIO DERRICO
PERSONAGGI
UGO, scrittore.
GIORGIO, intellettuale.
ELIO, sindacalista.
ELENA, immagine di fanciulla lontana.
ALBERTA, insegnante.
ADRIANA, operaia.
MAGDA, turista.
ORRAO, nazifascista.
RISCIAR, missino.
PESCATORI.
FRONTALIERI.
MISSINI.
UN PO' DI FOLLA.
Commedia formattata da
(Casa di Ugo nelle mura di Ventimiglia vecchia, sotto il mare. Studio con scrivania, divani, grammofono, libri, bottiglie, bicchieri, oggetti vari dell'ambiente di un letterato).
Ugo - Sei venuto a discutere.
Giorgio - Con gli altri non parlo bene come con te.
Ugo - Non ho pi voglia di parlare.
Giorgio - Si dice sempre cos, il peso delle parole.
Ugo - A volte cos.
Giorgio - Potrebbe anche essere. Ma non credo ti manchi la vita.
Ugo - Se la vita c' o manca dipende da tutto e da tutti, non particolarmente da noi. Quando si vuole una cosa, un'altra non va, non basta.
Giorgio - Lo so che hai sempre avuto desideri netti, sai essere consapevole di te stesso, ci accade di rado.
Ugo - Direi che oggi accade meno di una volta.
Giorgio - Sei meno abbronzato del solito, come mai, non vai pi in mare?
Ugo - (ironico) Il mare cura la psiche.
Giorgio - I meridionali hanno trovato il pesce spada, i nostri non sapevano che ci fosse nel nostro mare, potrebbe essere una pesca nuova anche per te.
Ugo - (un poco estraniato) A volte ci si pu anche curare, ma pu accadere che non sia pi possibile... E' orribilmente lento arrivare a questo punto. L'estate sta per finire e questo mi terrorizza.
Giorgio - Avremo ancora un lungo autunno, lucente.
Ugo - (rumore di mare in burrasca) Senti? Sono le prime burrasche, quelle che si portano via l'estate. Ma non voglio pensare all'inverno. Un attimo di sollievo pu salvare. Dovrei nuovamente viaggiare, ma non ne ho voglia.
Giorgio - Non ci credo, questo per te pu essere un momento, soltanto un breve periodo.
Ugo - Per me? Cosa ne sai...
Giorgio - S proprio tu! Ma avevo notato in te qualcosa di strano.
Ugo - All'incredibile, si arriva lentamente, non certo per un colpo solo o in un colpo.
Giorgio - Cosa?
Ugo - Molte cose, non una.
Giorgio - Ma tu... Tu forse legato soltanto ad un'immagine, mi sembra assurdo, impossibile, non pu essere, non ti pu bastare.
Ugo - E' proprio questo, non mi basta, non sono nato per il delirio.
Giorgio - Cos sempre Elena?
Ugo - Non ho altro che realmente mi prenda.
Giorgio - E' perch non l'hai pi vista. Se tu fossi stato sempre con lei...
Ugo - Non dire cos... tutto mi sembra odioso senza la sua presenza. Non faccio che pensare ai mesi passati con lei. Non ho pi sopportato altre donne. Non ne ho pi trovate. Gi stanco prima di cominciare.
Giorgio - Mi pare impossibile.
Ugo - Devi credermi.
Giorgio - Ma Alberta?
Ugo - (ironico) Ha troppe pustole.
Giorgio - In faccia non si vedono.
Ugo - (ironico) Peggio, le ha sul corpo, mai ben lavato.
Giorgio - E quella Magda?
Ugo - La conosco poco... Un animale dal sedere pesante e dalla testa da burattina.
Giorgio - Quest'estate niente pesca e poca caccia.
Ugo - Una tedesca, fu soltanto un gioco sportivo.
Giorgio - Le italiane hanno corpi per la riproduzione, le nordiche corpi sportivi, le americane del sud e le parigine sono molto pi erotiche, si sente che il loro corpo per noi. A Montecarlo ho una amica deliziosa, ha molte amiche, vieni con noi, te le presenter.
Ugo - Programma allettante. Ma quando si cerca non si trova, si trova soltanto all'improvviso, dipende solo dalla fortuna, e pu accadere in qualsiasi paese del mondo. (Lentamente) S, spesso siamo salvati dal caso. Non vorrei ammetterlo, non mi piace dirlo, ma realmente spesso cos. A forza di volere essere assolutamente libero, si pu finire di restare soli. Non posso liberarmi da un'intransigenza spietata, non so mutare. Non vorrei neppure diventare un altro. Mi sono formato cos, realizzando la mia natura, esprimendola.
Giorgio - E' stata la tua fortuna.
Ugo - Non poteva essere diversamente. Ma Elena soltanto uno dei motivi, sia pure significantissimo, ma forse non assolutamente determinante. Dopo aver gi molto vissuto, se ne pu anche fare a meno... Per un giovane diverso. La vita anche in un certo senso (lento) la morte. S anche la morte avevo visto durante la guerra e la rivolta. Ero ragazzo allora, ma ricordo tutto, fanno parte del mio mondo, tu queste cose le hai lette sui libri, viste al cinema, tu ne hai soltanto un'idea, impossibile che voi pi giovani le possiate conoscere nella loro realt, vorreste, vi sforzate di capire, avete buone intenzioni, ma alla fine si conosce realmente solo il vissuto, anche la morte ignorate ancora, io invece l'ho gi vista, e forse per questo mi tenta, mi tenta proprio perch l'ho vista.
Giorgio - Se vado all'obitorio, la morte la vedo anch'io...
Ugo - No, cos non vedere.
Giorgio - Non t'interrompo. Scusa.
Ugo - Quello che mi lacera, non credo che tu possa intenderlo, dipende da tutta una vita; impossibile cogliere il vuoto dopo la vita. Voi siete rassegnati, perch non avete mai dovuto dire di s o di no sino in fondo.
Giorgio - Questo tuo carattere ha il suo fascino: tu lo eserciti anche inconsciamente. Per questo Alberta innamorata di te. Cerca di uscirne, ma non ci riesce. E spesso vaneggia.
Ugo - Amo Elena.
Giorgio - Una donna innamorata di un uomo finisce sempre per vincerla, tutti apprezzano l'amore, per questo spesso gli uomini italiani si fingono innamorati per sedurre le nostre donne che sono piuttosto dure. Ma tu ora?
Ugo - Odio l'assurdo e lo rifiuto, eppure ci sono colato dentro contro la mia volont. (Tono alto)Vorrei l'atto giusto! Ed questo che non trovo pi. Comunque l'inazione inaccettabile.
Giorgio - Abbiamo di fronte un muro invalicabile.
Ugo - Rifiuter sempre l'accettazione logica.
Giorgio - Ma cos vivere diventa impossibile.
Ugo - (volubile) Forse... Sicuramente... Ma ieri c'era uno splendido sole. Mi son fatto un bagno lungo, ho nuotato. Poi ho camminato sulla collina, un tramonto di fuoco e aria cos leggera. Non mi sono mai staccato dal mio mondo. Quando sono lontano, in viaggio, spesso la malinconia mi afferra la gola, e che gioia tornare, ma forse avrei bisogno che fosse sempre estate, tra poco avremo il novembre, un mese pieno di pioggia.
Giorgio - In novembre potresti partire. Va a trovare i tuoi amici a Roma e a Parigi.
Ugo - Quante volte ho gi fatto cos. Mi vorresti far ripetere nuovamente il gioco?
Giorgio - Ti riposava.
Ugo - Tutto l'inverno ho passato qui a casa, senza muovermi, sentivo che viaggiare non mi serviva I a nulla.
Giorgio - Quanto hai sprecato e dire che oggi tutti sfruttano sino all'osso le loro possibilit.
Ugo - Non do pi importanza a me stesso, cornei se la parola fine cominciasse per me ad avere uni significato ben preciso.
Giorgio - Tu puoi essere partecipe di tante situazioni, non ci sar mai fine o conclusione per te.
Ugo - Se non riesco pi a vivere, s.
Giorgio - Non dimenticare quanto puoi essere! utile a molti.
Ugo - Non c' che putrefazione.
Giorgio - Non manca la putrefazione ma c' ani che la lotta, lo sai meglio di me.
Ugo - Si pu lottare in molti modi, si pu mutare modo se si sente in modo diverso... Ma certe ho le mie radici qui, in un certo senso ignoro le lingue foreste, e non saprei ridurmi al magnete fono o alle traduzioni... Pi mi annullo di fuor pi sento quanto le mie radici siano profondi inalterate. Il contrasto forte. Mi trovo colato tra esso. Evadere non ha senso.
Giorgio - Non sei mai stato il tipo di farlo.
Ugo - Ho sempre disprezzato le evasioni, ma ho sempre saputo che c' un margine insidioso di razionale, ho sempre cercato di portare tutto alla consapevolezza, appunto assumendomi ogni responsabilit. Gi da ragazzo sentivo cos, a diciotto anni ho ucciso il primo uomo, un italiota che era diventato invasore della nostra terra, l'ho colpito nel volto, ho sempre detestato il suono secco della pallottola che sibila, ma di colpi d'arma allora era pieno il mondo.
Giorgio - Ce ne sono anche adesso.
Ugo - I piccoli massacri sono condannabili come i grandi.
Giorgio - Potrebbero ricominciare anche i grandi
Ugo - Se uno si sentir il pi forte.
Giorgio - Le alleanze girano a vuoto.
Ugo - Anche le rotture... Oggi i problemi sono pi sottili di una volta, da qui potrebbe anche nascere, dall'ambiguit della situazione, quella consuetudine che tanti risentono ed in modo particolare i giovani.
Giorgio - Noi siamo riusciti ad avere un gruppo affiatato.
Ugo - Molti che vivono in gruppi sono invece egualmente soli, non sanno crearsi dei rapporti realmente umani, tutto sta diventando terribilmente falso.
Giorgio - Meccanico, abbiamo molta tecnica.
Ugo - Troppa tecnica e poca scienza.
Giorgio - L'uomo sta diventando un miserevole piccolo robot. Ma noi qui siamo ancora pi liberi di altri.
Ugo - Se si riesce a vivere d'espedienti e non incatenati, ma anche questo finir, sono le ultime isole pi o meno indipendenti che si stanno distruggendo.
Giorgio - Forse ne nasceranno altre.
Ugo - E' iniziata una vasta trasformazione, gi dentro a tutto, uomini e cose. Trapela una crisi affliggente che mi pu esasperare, ho di nuovo collera nel mio cuore, e non vorrei, collera, quando pensavo che non avrei mai pi risentito di questo stato d'animo nefasto, il mio animo stato nuovamente invaso e violentato, anche se il mio corpo ancora abbastanza libero, cos oggi.
Giorgio - L'uomo ancora vivo.
Ugo - L'animo una sublime dismisura, per questo possiamo pensarlo eterno, ma in ogni caso proprio l'anima che richiede un gesto assoluto un gesto giusto, forse in ricordo dell'eterno e come un'aspirazione all'ignoto. Molti si chiedono: siamo scelti o scegliamo? Ma questo in fondo conta relativamente, conta alla fine ci che abbiamo inevitabilmente raggiunto. La consapevolezza del nostro agire prima irrazionale, la volont di conoscenza integrale.
Giorgio - Disperazione umana, ci si arriva per un atto giusto, come per uno assurdo o falsificatore.
Ugo - Per vivere quante persone abbiamo danneggiato, lo sai che ognuno di noi ha il suo piccolo cimitero, possiamo allora sognare l'estrema misura, l'omega liberatrice... La mostruosit in ognuno di noi... dentro... subdola e a volte irriconoscibile, insopportabilmente.
Giorgio - Disperazione di Dio.
Ugo - Chi ha conosciuto gesti estremi e attivi pu accontentarsi dell'ombra delle parole, delle finzioni, evidentemente no, la sua ricerca insaziabile, ma se qualcosa s'infrange e non c' pi nulla da costruire perch tutto o quasi tutto ci sembra falso e mistificato... Allora, ecco, vogliamo che non sia, che non sia! Perch infatti non .
Giorgio - Amleto poneva forse un'alternativa al non-essere, ma tu proprio pi nulla.
Ugo - Non alludo ai dollari di lusso di cui gonfia e traculenta la paroletta di oggi; costoro non sono mai stati dentro alla realt, non cercano la misura spaziale in cui vivere sempre. In sostanza, molti sofismi per della cronaca spicciola. Ma noi oggi siamo scienziati, potenzialmente almeno, e i manierismi non ci possono pi bastare.
Giorgio - Neppure le nevrosi, gi appartengono ad un mondo superato... (si versa da bere). Con te non si perde mai tempo, sei sempre imprevedibile. Nessuno capisce bene chi sei. Sempre nuovo anche quando parli di morte.
Ugo - Pi antico dell'universo.
Giorgio - Pi vivo dei vivi. E' sai non essere enigmatico, ma aperto. Non potrai distruggerti!
Ugo - Distruggermi? Ma questo non dipende da me.
Giorgio - Intuisci che tutto da noi va alla malora.
Ugo - M'inchiodo.
Giorgio - Anche altri faranno cos.
Ugo - La caduta delle illusioni pi fonda della caduta delle credenze.
Giorgio - Tutto pu ricominciare.
Ugo - Tutto sempre ricomincia nell'umanit. L'umanit sempre bambina o vecchia, raramente matura.
Giorgio - Non so se l'amo o la detesto.
Ugo - Mi piace che oltre alla determinante fortuna nel destino individuale, ci sia per anche una certa logica nel destino di tutti, cos ognuno ha la sua responsabilit e complicit. Ma ci lasceranno parlare sino in fondo, oppure ci toglieranno di nuovo la parola? Liberare e non condannare l'uomo. Io voglio parlare pubblicamente.
Giorgio - Dopo il grande Giovanni, credenti o non credenti devono poter parlare sino in fondo.
Ugo - Una totale mancanza di valutazione in moltissimi, e forse anche il gusto di far male, un vizio atavico, spesso preso col latte familiare... e scolastico... Dobbiamo riconquistare con esattezza il senso del male, sapere individuare chiaramente dove si trova il male, in cosa oggi possa consistere, un tecnicismo scellerato tende a tutto coprire a livellare, la putrefazione si diffonde.
Giorgio - Il torrente in piena, la tensione aumenta sino allo spasimo, la mia vita si arricchisce, non lasci dormire nulla, detesti anche il riposo.
Ugo - Soffro d'insonnia. (Allegro) Buono questo nostrale, non sapevi che come finisce l'estate non posso pi quasi dormire, due o tre ore per notte al massimo, da anni cos, e dire che nella canicola di luglio dormivo sette otto ore.
Giorgio - Versiamoci ancora da bere, il giorno andato a farsi benedire, la burrasca finita, il vento si calmato (guarda a una finestra che d verso il mare), ritorna l'autunno, il settembre tiepido.
Ugo - (s'avvicina alla grande finestra) Puoi goderti un tramonto rosso, vedi nascere la notte, le stelle, l'aurora e il sole, questi fenomeni mi attraggono sempre, non mi stancano mai, i colori non sono mai eguali, la natura sempre diversa. Un'epoca nuova di fronte a noi, lentamente nasce e cresce. Non la potr pi vedere. Ho distrutto un secolo, m'interessa soltanto quello che sorge, ma so che non pi il mio, come anche quello passato non stato mai mio, perch non era pi vivo, non era pi vivo in me.
Giorgio - L'estrema rivolta del pensiero ardente, vitale.
Ugo - Tutto vissuto, estenuato.
Giorgio - La ribellione profonda dell'animo. La vita dell'animo, non la morte.
Ugo - Quale sogno per gli uomini: la morte che non esisterebbe pi. La vita eterna non per follia ma per supremo realismo...
Giorgio - Follia nella realt, chi ne esce?
Ugo - L'uomo. L'uomo divino di carne e sangue. (Suona una campanella).
Giorgio - Saranno Elio e Adriana, ma hanno detto che sarebbero venuti dopo il lavoro. (Ugo apre).
Ugo - Vi aspettavamo. (Entrano Elio, Adriana, Magda).
Elio - Ho fatto un po' tardi ma alla Camera del Lavoro c'era pi gente del solito.
Giorgio - Sei meritevole di prodigarti tanto.
Ugo - E con le difficolt che ci sono ora. Come stai Adriana?
Adriana - Io sto bene.
Elio - Adriana stata molte ore all'ospedale.
Adriana - S, devo pur dirtelo; ieri notte Alberta ha cercato di suicidarsi!
Ugo - Come? Ma adesso salva? Fuori pericolo?
Adriana - Sicuramente s.
Ugo - Respiro.
Giorgio - Fortuna.
Ugo - Non l'avrei creduto possibile, non l'avrei creduto. Parlava a volte di suicidio. Ma proprio non l'avrei creduto.
Giorgio - L'ho veduta qualche giorno fa, sembrava normale, altre volte era molto pi nervosa, inquieta.
Magda - Non la conosco, ma non capisco come si possa giungere ad un'idea simile, e poi quando si giovani...
Giorgio - Non conta l'et.
Magda - (giovane donna di bellezza appariscente un po' banale). Forse sono un'intrusa qui, ma Adriana mi ha detto che potevo venire.
Ugo - Ma certo. Scusi se non mi sono occupato di lei, per la, notizia. (Girano ancora per la stanza, cominciano a sedersi) Ora beviamo vino o whisky? (Versa da bere ma sempre rivolto ad Adriana) Datemi particolari.
Elio - E' viva per miracolo. Per fortuna i vicini hanno sentito e all'ospedale s' trovato subito un medico. Le hanno praticato forti lavaggi.
Ugo - Se penso che... ma adesso?!
Adriana - Sono stata molto con lei, mi pare che si sia realmente ripresa, mi ha detto: che follia, che follia, sono contenta d'essere ancora in vita. Ora capisco la vita meglio di prima . Mi sono accorta che si riattaccata alla vita. Era calma, spossata, ma calma.
Ugo - Non credo che avesse una vera ragione per uccidersi.
Adriana - Infelice in amore; capita, non la prima.
Ugo - Non posso accettare l'idea di un uomo che si ammazzi per una donna, d una donna che si ammazzi per un uomo. Esiste l'amore, esistono gli amori, la vita. Pi complesse semmai devono essere le ragioni.
Adriana - Quali?
Ugo - Inestricabili.
Giorgio - La vita non mai esaurita.
Ugo - Se ne pu sentire la fine, ineluttabilmente. Avere addosso una malattia mortale che ci fa molto soffrire e ci distrugge, sappiamo di morire e non vogliamo pi soffrire, l'animo lacerato, il corpo putrefatto. Cos, insomma, sarebbe correggere la stupida natura che resiste ancora, un cuore che batte in un fisico paralitico, come un vecchio cilindro di una macchina scassa. (Magda un po' ascolta, un po' gira per la stanza, vede il giradischi, sarebbe tentata di mettere un disco, ma si trattiene).
Giorgio - Dobbiamo capire meglio Alberta. Intanto spero che le notizie rassicuranti di Adriana siano esatte, che Alberta non abbia mentito.
Adriana - Mi pareva assolutamente sincera, era anche molto spaventata.
Ugo - Ora si pu ancora entrare all'ospedale?
Adriana - No, sino a domani mattina.
Ugo - Ci andr domani mattina.
Elio - In giornata trover un'ora libera.
Giorgio - Tutti le saremo molto vicini.
Magda - L'importante che la vostra amica sia viva, mi far piacere conoscerla, sentirla parlare, non ho mai conosciuto suicidi. (Tutti la guardano un poco stupiti per questa uscita superficiale).
Elio - Sei curiosai
Ugo - (estraniato e duro) La morte... Chi non hai paura della morte? Ma chi vuole abbandonare la vita, perch la vita impossibile, vince anche la paura.
Elio - Non rasentiamo l'idolatria. La nostra forza ne sarebbe diminuita.
Adriana - La fantasia non diminuisce la forza.
Giorgio - Il fideismo s.
Ugo - Soprattutto il settarismo uccide, non lai ragione, non l'immaginazione, non la fede. oggi nessuno ha completamente ragione, per questo occorre essere tolleranti. Ma io aspiro ad una azione chiarificatrice e irripetibile nel caos chi ci annulla.
Giorgio - Ambizione.
Ugo - Contro la mortificazione.
Magda - Vorrei capirvi, s... mi sento...
Ugo - Spesso la bellezza se ne sta fuori dalli realt, i suoi occhi sono belli, ma deve vedere dentro alle cose.
Adriana - Siamo molto deboli. E come debole Alberta...
Ugo - Non si potrebbe andare da lei adesso?
Adriana - Sicuramente no, ho gi chiesto pensando che avresti voluto andarci subito, a meno che non facciano eccezione per te.
Giorgio - Il tentato suicidio debolezza?
Ugo - In quasi tutti i casi s. Non si tratta tanto d una protesta, semmai di una estrinsecazione senza compromessi che ci permette di vare una nuova misura di noi e di tutto.
Magda - La vostra amica adesso salva, ma a di me. Mi trovo troppo male in questa vita per potere trovare parole buone, non vorrei che mi venissero fuori solo sermoni, come quando si ha poco o nulla da dire. Purtroppo mi sto distaccando da tutto, e ci troppo nuovo per me, non m'era mai accaduto.
Elio - Perch non ti sei mai occupato di noi?
Ugo - Come puoi dire questo, anche in questa direzione lascio qualcosa di molto evidente...
Elio - Dico proprio come sindacalista.
Ugo - Non ci s'improvvisa sindacalisti, non lo sarei mai, non ne ho le caratteristiche.
Elio - Non so se le ho, eppure ci lavoro dentro.
Ugo - Altre manifestazioni pi vicine al mio essere mi hanno sempre completamente preso. Ma forse oggi potrebbe anche essere giusto avvicinarmi maggiormente alla tua organizzazione e meglio capirne la sua esistenza.
Elio - Saresti apprezzato.
Ugo - Temo tutto quello che non si pu fare, le delusioni che ne derivano per i lavoratori.
Elio - E' a questo punto che comincia la lotta pi difficile. (Magda ha girato spesso nervosamente. Ora d'improvviso ha messo un disco di ritmi africani).
Adriana - Cosa ti viene in mente Magda?
Magda - Un po' di musica.
Elio - Stavamo discutendo.
Magda - E non concludendo.
Giorgio - (indicando le forme di Magda) Almeno lei, beata, conclusa.
Magda - (abbassando il tono del disco) C'ero anch'io qui, ma non lo sapevate. Questa musica ottima; del resto il disco era qui in casa del maestro, dunque vi piace.
Ugo - Sfotte adesso.
Magda - Vorrei sapere tutto quello che sapete voi, ma penso che ne farei un uso diverso. (Stacca il disco).
Adriana - Quale?
Magda - Diverso ho detto?
Adriana - Questo lo abbiamo capito.
Ugo - In verit, Magda non ho capito. Se lei fosse come Adriana, Giorgio, Elio, cosa farebbe? Ha una forza magica... Quando passa per strada tutti si voltano. Fischi e complimenti riceve... (Ironico) Capisce la sua forza?
Madga - La smetta. Perch mi tratta cos, non sono del tutto idiota. Perch Adriana mi hai detto di venire qui?
Adriana - Tu mi hai detto che t'interessava di vedere dentro questa casa, che ti pareva gi strana vedendola di fuori.
Ugo - Ha fatto bene a venire.
Magda - E' vero; m'interessava anche conoscere chi ci abitava, ne avevo sentito molto parlare. Tutto strano.
Giorgio - Legga i suoi libri.
Ugo - Qui gi ci abitavano i miei genitori, ci sono nato. Non c' nulla di strano.
Elio - La sua famiglia: marittimi e coltivatori: tutto molto normale, nostro.
Madga - Il mare, il mare, quest'atmosfera calda e carica, intimamente libera, e voi che parlate sempre, a volte vi aggredite, a volte pare che vi capiate.
Ugo - Ora le metto il mio disco preferito. (E' un disco di un ballo africano) Le piace?
Magda - Molto. (Si mette a ballare modernamente con estrema lentezza ritmata, poi accelera. Balla bene).
Ugo - Siete molto brava. (Magda balla davanti a Ugo, come danzasse per lui. Ugo sorridendo divertito) Ballerina, potreste diventare. (Gli altri bevono e guardano. Magda continua a ballare come per Ugo).
Elio - Questo ci voleva. Volevo parlarti, Ugo, ma ci rivedremo domani.
Ugo - Togliamo il disco. (Lo stacca) Magda, lasciamo parlare Elio.
Elio - Fra una settimana avremo uno sciopero difficile, ti chiediamo di essere al nostro fianco.
Ugo - Fai bene a chiamarlo sciopero difficile, anche da questo punto di vista oggi ci vedo poco chiaro. Vorrei intendermene di pi. Comunque, bisogna sempre prendervi parte, mai astenersi, anche se sbaglia. Disprezzo i transfughi, i moralisti che lasciano un'idea soltanto perch ci furono errori nel tradurla in pratica. Ho scelto seguendo la mia natura, la mia intelligenza, e non potr mai mutare, ma quanti errori. Certo non mai finita, si pu anche arrivare alla stanchezza.
Elio - Con noi potrai tentare molto, ne sono certo, il tuo non mai stato isolamento, ma semmai concentrazione per arrivare a meglio capire, e poi comunicare. Nuovi motivi quotidiani, situazioni che si sviluppano ogni giorno, ti potranno arricchire.
Giorgio - C' qualcosa che Ugo non conosca?
Ugo - Quanti mestieri ho fatto, anche da giovane nel mondo, a quell'et si viaggia volentieri, Africa, Francia, Germania e il Nord... Ma ho sempre odiato che la mia vita diventasse un mestiere, perci mutavo. Ogni denuncia diventava particolarmente mia. Questa fu la mia forza vitale per anni e anni; cosa sarei, se alla fine si fosse esaurita?
Elio - Ma perch dovrebbe essersi esaurita.
Ugo - E' accaduto ad altri.
Giorgio - Si pu essere stroncati.
Ugo - Nasce un uomo; costui un pazzo e giunge al comando supremo: milioni di uomini vengono assassinati. La stupidit generale spesso sanziona questi delitti immaginati in fondo da pochi. La complicit la responsabilit pi sporca ambigua. Come non essere complici di oggi? Non lo fui ieri. Non sono venuto al mondo per il mondo.
Magda - Nessuno sa perch qui.
Adriana - Gli animaletti non lo sanno. Se io amo, so perch vivo.
Magda - Tu ami... io non sarei nulla... Ti dai delle arie, Adriana, perch sei con i tuoi interessanti ma inconcludenti amici.
Adriana - Per te cercare di capire inutile.
Ugo - (bruscamente) Magda lei sbaglia.
Magda - Continui sempre a darmi del lei? (Tutti fanno per uscire, Elio e Adriana stanno molto vicini, poi sottobraccio).
Ugo - Tu sbagli Magda.
Magda - Forse.
Ugo - Le conclusioni facili sono di quelli che ignorano la critica.
Giorgio - Gl'italiani medi vivono senza saper mettere a fuoco un problema.
Magda - Non ho capito cosa volevate stabilire. Guarda, Ugo; se ne vogliono andare. Ma io non ho premura, potrei restare ancora qui, tu potresti spiegarmi. Forse mi avete intossicata, ho voglia anch'io di capire.
Giorgio - Devi cambiare pelle.
Adriana - (a Ugo) Domattina andrai da Alberta.
Ugo - Avr molto bisogno di voi. Domattina presto sar da lei. (Si salutano, Ugo li accompagna alla porta, resta soltanto Magda). Ebbene? Che storie sono queste? Sei entrata facendo finta di non conoscermi, per farti piacere son stato al gioco, tutto ci stupido.
Magda - Non ho detto loro che gi ci conoscevamo, che ero gi stata qui.
Ugo - Cose senza importanza. Per noi ognuno libero di fare quello che vuole.
Magda - Non ti piaccio pi, mi avevi detto che ti piacevo.
Ugo - Fosse vero e profondamente.
Magda - Non sono il tipo per questo profondamente , vedi che io non voglio pensare, no non amo pensare, i miei nervi non reggono, se penso verrebbe fuori una Magda tutta diversa.
Ugo - Non facile per nessuno saper pensare. Resta come sei; prenditi un fusto con la fuoriserie, divertiti.
Madga - E' quello che ho sempre fatto... Tu m'insulti.
Ugo - Sei tu che hai parlato, chiesto; io prima a te non ho detto nulla.
Magda - Non mi stimavi degna.
Ugo - Mi aveva sedotto il tuo corpo, ecco. Perch adesso giochi a tormentarti e a tormentarmi? Mi esasperi e per niente.
Magda - Non voglio essere presa sino in fondo.
Ugo - Cosa cerchi di salvare... va bene... la tua reputazione. Un giorno ti sposerai, farai figli, tutto in ordine signora Rossi.
Magda - Non mi puoi vedere.
Ugo - Questo non vero, vedere ti posso vedere, e come.
Magda - Sono gi stata seriamente fidanzata, ho rotto il matrimonio. Era un giovane che mi piaceva, lavorava anche, i miei genitori erano contenti se mi fossi sposata con lui.
Ugo - Perch non l'hai fatto? Chiarisci il filo che si rotto tra voi... sei stata tu o lui?
Magda - T'interessa questo?
Ugo - A conferma della tua psicologia.
Magda - Avrei bisogno di uno psicanalista.
Ugo - Posso provarci.
Magda - L'avevo tradito, lui sospettava, poi un suo amico gli ha aperto gli occhi. Era un giovane ingenuo.
Ugo - E ne approfittavi. morte in gue Pi reale,
Magda - Ma gli volevo bene; era un marito. Non ero innamorata, e ho ceduto a un tipo assai peggiore, ma che mi emozionava.
Ugo - Storie solite e vecchie. Ma non ti puoi ancora innamorare.
Magda - Perch?
Ugo - Non conosci te stessa, non conosci nulla, sei solo curiosa ed emotiva, hai fatto bene a non sposarti, sarebbe stata una rovina per lui e per te. La vita oggi con le sue mille sollecitazioni in superficie distrugge ogni vincolo sacro, questo fa anche parte della volgarit animalesca dell'epoca. Le donne vogliono sposarsi quasi sempre per sentirsi a posto, perch mancano di personalit. Pare che le pi giovani siano migliori. A volte si cercai anche di rompere la solitudine.
Magda - S, questo s.
Ugo - Ma passa il tempo, poi la solitudine ci afferra di nuovo alla gola, terribilmente.
Magda - Ho capito di aver fatto bene a non sposarmi, anche se non mi sento mai a posto. Anche tu per me sei un irregolare, tu sei un uomo che sfuggi a tutto.
Ugo - Non lo credo.
Magda - Eppure ti posso piacere.
Ugo - Penso ad Alberta.
Magda - E lei che ami?
Ugo - Assolutamente no.
Magda - Menti.
Ugo - Non avrebbe senso, amo un'altra, mi sembra di avertelo gi detto. Alberta sar per ma sempre e soltanto amicizia. E' bella ma non bai sta. Non ho avuto per lei neppure un... come chiamarlo?
Magda - Capriccio.
Ugo - Vada per capriccio.
Magda - Cos so che ti piace vedermi... (Comincia a svestirsi lentissimamente con gesti precisi, lasciandosi a poco a poco scoprire, ma non troppo. Occorre molto stile) Dico che tutto tra noi no finito.
Ugo - Ti contemplo.
Magda - Sei freddo? Proprio...
Ugo - Penso...
Magda - Ma chi ami tu?!
Ugo - Una donna lontana che non rivedr mai pili
Magda - Pazzo.
Ugo - Spero di rivederla. (Concitato) E' molto bella. Nessuna di voi pu starle a confronto, nessuna. (Magda lo guarda fissamente e comincia a rivestirsi. Lui l'accarezza) Posso prenderti freddamente.
Magda - No. (Si ricompone) Mai pi, mai. Un giorno mi potrai anche pregare, ma ti dir sempre di no.
Ugo - Cercher di non disturbarti.
Magda - Mi colpisci nei nervi, ma basta. Basta (Come per riprendersi) M'ero fermata qui per discutere. Spiegami cosa vi turbava.
Ugo - C' una morte accidentale, crudele, la morte in guerra per esempio. E c' la morte direi pi reale, quella in cui l'uomo, anche senza incidenti, realmente finito.
Magda - Di questo discutevate?
Ugo - In fondo s. Anche Alberta aveva suscitato in noi reazioni in questo senso.
Magda - Con voi tutto possibile.
Ugo - Naturalmente. Un groviglio... Ma il fondo resta sempre quello di voler dare un senso alla vita: ed proprio qui che ineluttabile interviene la morte, quando si sogna un mondo del tutto diverso e nuovo. Ma a me non basta il sogno, purtroppo. Come uscirne?
Magda - Credo di capirti. Sai che mi sento mutare, ma ho paura, tanta paura, forse non cam-bier mai, ho paura. Non trovo parole per spiegarmi.
Ugo - Quando realmente si sa, si trovano anche le parole. Ma tagliando certi limiti, non ci sono pi spiegazioni logiche: l'umanit ha i suoi spazi disperati, e risente anche in modo straziato della fine. Forse non possiamo proprio farci nulla, come dice Giorgio. (Pausa) Vieni usciamo, andiamo a cenare insieme.
ATTO SECONDO
(La stessa scena dell'atto primo).
Alberta - Sono venuta a restituirti la visita.
Ugo - Tre giorni dalla tua tentata morte... Ma sei qui viva! (Le va incontro, l'abbraccia con tenerezza).
Alberta - Perch quando sei venuto in clinica non mi hai quasi parlato?
Ugo - Ero colpito. Pensavo che avrei anche potuto non vederti pi, parlarti. Mi sentivo affranto, con un peso enorme dentro. Da tempo non avevo provato nulla di simile. La clinica non facilita le parole: triste come un'anticamera del cimitero, non c' pi rapporto umano.
Alberta - Fu un momento atroce. Ora come essere rientrata in una vita nuova; ah, sono proprio contenta di essere con te.
Ugo - Il suicidio non avrebbe proprio senso?!
Alberta - Penso di no, poco almeno; no, credo proprio di no.
Ugo - Ti saranno tutti pi vicini. Adriana, Elio, Giorgio come erano scombussolati, come si rimproveravano di non averti saputo aiutare, s tutti noi, e tu sola, sola sino a questo punto! Ma tu puoi ancora credere nella vita, perch tu non hai ancora realmente vissuto.
Alberta - Mi sono sentita a zero... sotto zero.
Ugo - Pensa alla grande differenza di et tra me e te, quasi quasi potrei essere tuo padre.
Alberta - Questo non conta nulla.
Ugo - Non si batte la natura, tu saresti donna giovane ancora, quando sarei ormai uomo anziano.
Alberta - Mi basterebbe qualche anno buono con te, poi ti curerei... non ho mai vissuto come hanno vissuto i giovani... Insegno e scrivo per mio conto senza pensare a pubblicare; cosa vuoi che importi a me delle solite cose, tu lo sai che avevo genitori impossibili, ora vivo sola per mio conto, sto gi meglio cos... e se avessi te? Ma perch non puoi amarmi, se ti amo tanto e tu sei cos solo?
Ugo - Credi che non l'abbia desiderato? Eppure, quando ci siamo incontrati non amavo nessuna donna, qualche passionacela fisica che durava poco, ma non amore. Dunque ero disponibile, ho sentito per te una dolce umanissima amicizia. Non poco questo! perch non volerlo capire, diminuire uno stato d'animo tanto raro, significante?
Alberta - Il mio cuore soffre e il mio corpo si ritorce in se stesso.
Ugo - Questa notte verrai da me.
Alberta - Questo mai. Dovr per forza cercare altro, anche quello che non trover. Ma tiemmi un poco qua con te. Potrei pregarti, non me ne farebbe nulla di pregarti. Non mandarmi via troppo presto. (Piange) Non potrei sentirmi sola come prima. A volte eri cos insofferente nei miei riguardi, perch? Non l'ho mai capito.
Ugo - Neppure io. Tu mi devi dire che avrai la forza di resistere, ti aiuter, s, ma mi devi promettere...
Alberta - Oh s... adesso non tenter mai pi, mai pi! Ho capito adesso il valore di tutta la vita, e come si debba sempre tentare, ricominciare anche, i miei nervi non mi tradiranno pi, almeno sino a questo punto. (Fuma con nervosismo) Non fraintendermi, non avere paura per me, non sentire responsabilit. Tu non hai colpa. Noi ci vedremo spesso. Devo darti da leggere dei foglietti nuovi che ho scritto, come ho fatto altre volte; li leggerai con attenzione? uno intitolato: Il passo della morte. Mi dirai, mi spiegherai, discuteremo, ed anch'io ho da dire molte cose. Dobbiamo esistere, vivere. Ora so meglio di prima, ci che vale tutto questo.
Ugo - Lo stai anche insegnando a me, quale enorme aiuto mi dai, mi fai nuovamente amare cose che mi erano divenute insignificanti, che s'erano come annullate in me, dopo essere state cos necessarie alla mia giornata.
Alberta - Pensavo di poterti essere utile in questo senso; erano i miei vaneggiamenti nelle lunghe ore di clinica, mentre uscivo dal male, e mi rendevo conto anche meglio di prima che stavi attraversando un periodo molto difficile.
Ugo - Impossibile, puoi dire. Vivere anche se siamo immersi nel male sino alla gola? Questo per i molti sopportabile.
Alberta - Ci aiuteremo.
Ugo - L'aiuto mi viene da te, insperato ed improvviso; pochi giorni fa non l'avrei neppure creduto, ora come se la tua terribile esperienza fosse passata anche dentro di me, come se l'avessi vissuta in parte anch'io, il colpo ricevuto forte davvero, ne sono penetrato, risento a fondo del tuo gesto. (Mutando di tono) Gesto estremo pagare la vita sino in fondo, redimerla, rompere le complicit che mi portano alla disperazione pi sorda. L'amore deve essere tra tutti, soltanto cos la vita pu realmente esistere.
Alberta - Si parte da due e si pu giungere a tutti, all'unit. Ormai lo so, ma nonostante tutto, si pu anche cadere nel vuoto.
Ugo - Il nostro particolare ha molte, forse troppe pretese. Quasi mi pare a volte che l'amore per essere realmente tale non debba quasi pi avere peso. Se decidessi di morire sarebbe in mare.
Alberta - L'abbiamo nel sangue.
Ugo - Andr ancora in mare. Ora pescano il pesce spada. Ritorner con un piccolo equipaggio che conosco, andr via con loro, lavorer ogni giorno ed ogni notte sistematicamente. Un atto di volont ancora in questa direzione, la sola forse per me possibile, legata al mio sangue. E tu l'hai resa ancora possibile, bench mi sembrasse frantumata. Almeno vorrei che fosse cos.
Alberta - Che sia cos. Tante volte ti ho visto allegro, quasi frenetico, ritornare a riva.
Ugo - Ora sono commosso dalla tua presenza, e tutto mi sembra possibile.
Alberta - Questo mi d conforto, questo mi giustifica di fronte a me stessa, questo mi d speranza. Temevo di non servire pi a nulla! Cerchiamo di capire insieme nuovamente la vita.
Ugo - S hai ragione! (Accorato) Anche se non basta capire, cos facile capire, ma occorre che tutto diventi necessario, intimamente vitale, crudelmente semplice.
Alberta - Anche le cose pi complesse sono possibili, a volte non sono possibili quelle pi semplici. Basta che sia realmente accaduto qualcosa che abbia mutato la situazione. Un attimo pu salvarci, un attimo pu perderci.
Ugo - La verit che infinite cose ci superano; il mondo si apre e non ancora noto.
Alberta - Dicono che tu temi di esserti fermato.
Ugo - L'azione.
Alberta - A volte diventi oscuro. Molti ti sono vicini e ti ascoltano.
Ugo - Non posso deluderli.
Alberta - Non lo sono, hanno compreso i tempi, sanno che tu disprezzi chi cede, chi non ricerca, sanno che resisterai sempre. Non potresti mai accettare di disprezzarti, io lo so, ti conosco, per questo ti amo... scusami non posso fare a meno di dirlo... Ma seguir il tuo consiglio, cercher, senza isolarmi, non lo voglio neppure. Anche le avventure potrebbero servire?
Ugo - Se riescono, distendono i nervi; in caso contrario intossicano.
Alberta - Fuoco di paglia, il fuoco brucia altrove, come quando l'incendio divora le pinete. Tu d'estate hai sempre vissuto pi intensamente.
Ugo - D'inverno si scrive meglio.
Alberta - Non posso capire come fai a infischiartene delle tue affermazioni. Nessuno ho visto cos, sino a questo punto.
Ugo - Il libro che mi ha fatto diventare scrittore volevo distruggerlo, se lo avessi fatto forse mi sarei completamente perduto, sarei stato uno zero tagliato.
Alberta - Ma chi ti ha consigliato di non distruggerlo?
Ugo - Subito dopo la guerra, a Parigi. Una parigina che conosceva anche l'italiano ed era nel giro, aveva il senso dei valori internazionali, non si sbagli, dopo un anno il mio nome ebbe valore e notoriet.
Alberta - E' un aiuto morale.
Ugo - La prima volta s. La mezzacultura, l'industrializzazione bloccano. Lo stesso costume ne resta alterato. Ma sempre la mia sola ragione di vivere fu forse soltanto e tutto la vita stessa, e mi perseguita sempre la volont di demistificare. Per questo sento che potrei anche diventare implacabile, come quando da giovanotto infossai l'invasore. Pu bastare farne fuori uno per simbolo. Molti ci prendevano gusto. Ho invece sempre detestato la violenza e il sangue. Per questo non posso dimenticare il passato. Ho ricordato sempre l'uomo) caduto di fronte a me. La prima volta non volli dargli modo di difendersi, lo sorpresi. M'ero fatto) una mia teoria, mi dicevo che un guerrigliero doveva combattere alla traditora per compensare alla mancanza d'organizzazione massiccia e capii lare. Quando il nemico cadde mi parve semplicemente un uomo come gli altri, non provai odio per lui. Ma il mio cuore era diventato irrimediabilmente duro, e un segno terribile in me rimase] per causa proprio degli uomini come quello colpito. Prima avevo sempre sognato di farmi una ragazza nera di capigliatura, bianca di pelle, e di bere molto.
Alberta - Io sono bionda! Se avessi i capelli neri; mi desidereresti? ho sempre sentito dire che era il mio fisico che non ti prendeva.
Ugo - Lascia stare...
Alberta - Scusami, ma a noi donne interessa: anche i particolari futili.
Ugo - E non lo sono... Dopo quella prova, mi di che non bastava e che ora dovevo affrontar altre lealmente, a viso aperto, di fronte. Ne sol presi uno solo, sulla collina: si dava la caccia all'uomo allora e non ero certo tipo per agirei grossi reparti. Gli detti tempo per accorgersi I me, il primo colpo lo sparai a filo della sua testi ricordo ancora la sua faccia, poi si riprese e li spar contro, fui ferito come sai alla gamba striscio, ci demmo la caccia tra gli ulivi, lui cadde morto.
Alberta - Spari cos bene?
Ugo - (ridendo) M'ero nuovamente allenato pi della nostra guerra partigiana. Ma mio padre e un campione di tiro e mi aveva insegnato a mane giare le armi. Mio padre mi rimproverava perch non amavo la caccia, mi diceva che mi comportai come una femminetta. Mor in guerra, sul fronte russo e non sospett neppure di essere un invasore. Non amava la guerra, ma fu costretto a partire. Sai anche che non ho mai conosciuto mia madre, morta nel mettermi al mondo. Quei ricordi sempre tornano... Ho avuto anni meravigliosi a Parigi come a Roma ed anche qui, a non ricordavo pi nulla... Poi improvvisamente ricordi tornano e non ti danno pace.
Alberta - Tu ed io abbiamo visto la morte. E torno con questo mio pensiero. Cattiva compagnia. Ti lascio al tuo lavoro. (Scompare improvvisamente pi che uscire).
Ugo - Cosa potevo dire di meglio o di pi ad Alberta? Anche nei momenti estremi la vita non si risolve in un pensiero assoluto, quasi mai trova un gesto inconfondibile... Ci creiamo solo parole e miti, si farnetica, potremmo distruggere tutto. Ma forse Alberta ha capito. Quando la stagione avanza, ci frantuma, ci annulla, e il nulla appare perentorio. Cosa ci pu far rientrare nel flusso permanente della vita? Le ferite non si rimarginano. (Estraniato e dolce) Elena il mio desiderio in sogno ti chiama e ti vuole, l'amore libero, sconvolgente, non conosce ostacoli. (Estraniato e duro) Non ho ancora rinunciato a te. Ma il mio animo non fatto per la rassegnazione e l'attesa. Deliro e attendo da mesi il rinnovo delle ore felici che abbiamo passato qui, Elena, qui con me. Attendo notte e giorno. So che devi scendere dalla collina e raggiungere il mare; so anche che la famiglia decide, che non ti lascia muovere, perch essi credono che la tua rovina qui. L'imbecillit umana non ha limiti, ed ogni uomo nascendo ricomincia. (Pausa) Elena. Elena. Elena. Ora comincio a vederti. Ti vedo. (Entra Elena, fanciulla bellissima, spirituale). Finalmente sei qui, vivi nei miei occhi. Nel regno della fantasia esasperata tutto possibile: il miracolo e l'eternit, infranti il tempo e i confini... (Si alzato, la fanciulla a pochi passi da lui, si guardano in silenzio).
Elena - Ho tardato a venire da te, stretta dalle circostanze e forse dalla mia indecisione.
Ugo - Dalla tua intima e delicata debolezza.
Elena - Debole ma mai completamente rassegnata. Con te avevo intravista la vita, quella vita che non conosco ancora, e che tu mi avevi cominciato a rivelare. Mesi e mesi affliggenti sono passati... io chiusa terribilmente nelle ore, nei minuti.
Ugo - Quanto tempo consumato.
Elena - Ho letto e riletto le tue lettere, mi furono sempre di grande aiuto. Ma sono rimasta come affranta. Volevo soprattutto capire cosa fosse il male. Ogni tua parola in questo senso era completamente diversa da quanto tutti per anni mi avevano detto.
Ugo - Ma chi ti aveva insegnato? La societ retta dai pochi, non da tutti e forse in modo diverso da una volta. Solo quando accade che i migliori comandano, la societ si salva, a poco a poco progredisce, potrebbero cos sparire la violazione e la violenza. L'ambiente in cui vivi ti ha fatto male, molto male, esso cerca di distruggerti e lo fa in modo tremendo in quanto inconsapevole, e tutti ti diranno che lo fanno per il tuo bene. Non devi credere alle parole non misurate e non provate; devi imparare a capire chi hai di fronte, rispettare solo chi veramente merita rispetto.
Elena - Ci vuole molto coraggio.
Ugo - Il tuo animo sensibilissimo, il tuo cuore delicato sono stati violentati dalla paura che ti hanno imposta quando eri ancora bambina. Avete avuto un'educazione completamente sbagliata, la paura e la menzogna distruggono.
Elena - Avevo bisogno di sentirti parlare, la tua parola mi ha sempre dato un intimo sollievo. Sentivo il bisogno della tua presenza fisica, anche nello spasimo ti chiamavo. Ma uscivo da un sogno dolce ed ero in tormento.
Ugo - Chi ti vive vicino ha posto la disperazione nel tuo cuore e nel mio, questo gi il segno del male perfettamente riconoscibile. Devastano l'intelligenza e lo spirito, e si richiamano alla religione, dicono di conoscere il male e il peccato, di tutto fanno idolatria e zizzania, si pu dubitare della loro buona fede, certo che calcolano in modo gretto come i farisei.
Elena - Ho cominciato a capire il loro comportamento falso nei miei riguardi, non si preoccupavano mai di capire come sentivo, essi mi dicevano che mi sarei rovinata , mentre non mi ero mai sentita tanto bene. E quella sciocca di mia sorella Grazia anche lei si messa contro di noi.
Ugo - Una presuntuosa che non sa e non capisce.
Elena - Si preoccupa della sua reputazione in paese. Vede solo dal di fuori: bastava che si fosse parlato tra noi di matrimonio e tutto sarebbe stato a posto. Ma credo che la societ mi condannerebbe, anche se ho capito che non avrebbe motivo di farlo.
Ugo - La societ non soltanto formata dal tuo paese, e ci sono nel mondo mille modi di vivere... Il nostro rapporto ci umanamente necessario: insieme abbiamo gi avuto quella vita che ci fu donata da un dio liberatore, non da un mostro che sempre condanna, come se lo sono immaginato certi cervelli perversi. Senza di te non so tornare alla vita, con me formavi la tua evoluzione, realizzavi a poco a poco te stessa uscendo dall'adolescenza e diventando donna, cadeva un'educazione falsa e mistificatrice, trovavi il tuo animo nella carne e nel sangue umanissimi. Questo gi il bene, onorare la vita, la partecipazione assoluta e attiva.
Elena - E' facile cadere nel male, credendo che non sia tale.
Ugo - Perch ti hanno alterata, gi da quando eri bimba. Ma ora il tuo peggior pericolo di cadere nel male dell'ignavia e dell'assenza; se invece partecipi alla vita, rompi l'isolamento che corrompe il cuore, e puoi cominciare a scegliere e a conoscere.
Elena - Non ho tanta esperienza.
Ugo - Analizza la tua vita, la qualit delle tue azioni: cosa fai adesso, cosa facevi prima, cosa farai domani, chi vedi, con chi vivi, e chi sono quelli con cui stai. Tu devi arrivare a comprendere la profonda differenza che c' tra le persone, il valore dei fatti e degli avvenimenti; questo imparare, e cos capirai cosa ti pu rovinare e che cosa invece ti pu formare. Non mai facile uscire dall'adolescenza, ma ora tu devi farlo; la tua adolescenza fu anche troppo prolungata.
Elena - Accanto a te mi sento un'altra.
Ugo - Devi trovare te stessa; coloro che ti sono vicini ti hanno distrutta al punto che non riuscivi pi a trovarti. Un giovane deve invece essere aiutato. Tu pensi di diventare un'altra? Questo sarebbe impossibile; stai invece diventando te stessa. E' ci che conta.
Elena - Lo posso fare solo con te, col tuo aiuto. (Pausa, tono evasivo) Ma non sarebbe forse questo il matrimonio? Tu mi dicevi di non accettare il matrimonio.
Ugo - I documenti... le catene... le imposizioni...
Elena - E se finisse? Io vorrei fosse per sempre.
Ugo - La vita fluisce, non tutte le evoluzioni avvengono nello stesso modo o sono prevedibili: si pu convergere, ci si pu unire, ci si pu dividere.
Elena - Ma allora questo potrebbe anche accadere a noi! Non deve finire, voglio che sia per sempre o nulla. Non cadere in colpa.
Ugo - Nessuna colpa. Non possono esserci colpe. Noi cerchiamo disperatamente l'assoluto, come un ricordo astratto antico atavico di una verit perduta. Ma occorre essere modesti, non uscire dalla nostra imperfetta umanit, e non fare leggi disumane. So che oggi posso vivere solo con te. Devo fare in modo che questo duri al massimo, anche il sempre possibile, ma non dimenticare mai che la perfezione rarissima.
Elena - Io credo che il sempre pu esistere.
Ugo - Sei in buona fede perch molto giovane.
Elena - Io ho paura di pensare al pericolo che tra noi il sempre...
Ugo - (duramente) Il rischio deve venire accettato. Solo i nefasti farisei calcolano tutto, il presente e l'avvenire, cos nulla creano di significante, ma soltanto sfruttano abilmente facili situazioni. Tu hai paura di rischiare, questo veleno te l'hanno messo in corpo tua madre e Grazia. Detesto il livellamento delle teste. La libert un'azione quotidiana che si vive ora per ora, minuto per minuto.
Elena - E' vero, ora lo capisco, una volta non me ne rendevo conto.
Ugo - Eri... sei bambina... ancora: l'urto con la realt ci determina e ci matura. Questo vuole dire crearsi.
Elena - Sono riapparsa per questo. Ma forse non ci credo ancora... e cos dovr di nuovo sparire...
Ugo - Se non credi, ti annullerai di nuovo.
Elena - Com' difficile liberarsi.
Ugo - Pochi ci riescono, ma tu riuscirai.
Elena - Esito, mi sento ombra.
Ugo - Dal vuoto spesso nasce l'immagine! (Elena immobile, estatica) Sarebbe l'inferno e la mia morte. Quale ambiguit nascondevi nel tuo animo? Quale sottile menzogna ricoperta di fiori. La bellezza ineffabile, il fascino della tua adolescenza, di una vita nuova che nasce in un corpo vergine, una forma intatta che diventa meravigliosamente vivente. L'amore perduto e ritrovato che supera le contraddizioni. Tu invece soltanto immagine... (Elena comincia a dileguarsi; a poco a poco la sua immagine entra nell'ombra e sparisce) Mi sono drogato per credere ancora nella vita che non mi recupera? Come un atto inconsulto prima del fallimento intramontabile della miseria assoluta? No! all'immagine devo urlare. (Tono alto) No. Essa soltanto un'illusione mortificante, il delirio pu essere un attimo stravagante. II sogno porta sollievo e ci lascia straziati. Una inesorabile condanna mi stringe? In me non so pi cosa porto e cosa distruggo. La logica scardinata. (Entrano Magda, Elio, Giorgio, Adriana).
Magda - La porta era spalancata.
Adriana - (a Ugo) Sei pallido, non stai bene?
Ugo - (in piedi di fronte a loro, trasognato) No, sto bene, fisicamente sto sempre bene. Una fortuna davvero. Ma non tutto.
Elio - Ugo, vuoi ascoltare Magda? Siamo venuti per un tuo giudizio, sa recitare, almeno a noi sembra che sappia farlo come professionalmente; ma se tu vorrai ascoltarla, il tuo giudizio potr essere utile e determinante per lei. Noi non abbiamo saputo darle soddisfazione.
Ugo - Puoi farlo, Magda. Ti ascolto volentieri.
Magda - Davvero? Grazie. Sono proprio venuta per essere ascoltata. E' un poema ed ha titolo Fuoco . (Inizia la sua recitazione) Eri di fuoco / E nulla per la morte / Rincuorami / Fuoco d'occhi neri / Si fanno miracoli / Nel cielo di occhi splendenti / - Tu chimera perduta / In me sempre bruciavi / Fummo uccisi dalla tua et / Dalla lontananza / Fin in me la grazia che crea / Rompo l'ergastolo / Infrango il destino / Il mare di sangue riprende ritmo / Finire in mare / Materia andr nel nulla / Illudendomi di rivivere / - Ma sei riapparsa con passi di gazzella / Disinvolta ti sei adagiata nel mio cuore / Spezziamo i confini) della morte / Tutta di fuoco / Ancora / Tutta di fuoco / Ancora / E' ritornato il sole sulla terra divina. (Tutti ascoltano la recitazione di Magda con attenzione). Arcuata la costa rotta dal mare / Una stella una stella di fuoco / Il cielo della vita delira in noi / Nell'ossessione del deserto / I mostri si mettono a maledire? / - Uccidili.
Ugo - Dove hai letto questo mio testo?
Adriana - In casa era pubblicato su una rivista, Brava Magda, fai sul serio ora. Prima facevi solo la buffona.
Ugo - Non te la cavi mica male, anzi...
Magda - Lo so che non mi stimate.
Adriana - Ma no, hai recitato bene.
Ugo - Quante possibilit si sprecano, spesso sol tanto a causa dell'ambiente in cui hanno vissuto molti non riescono a farcela.
Magda - (guardandolo) L'ambiente favorevole me lo sarei trovato, certo non avevo mai incontrato tipi come voi. Nelle citt si molto pi soli.
Giorgio - Tipi come noi li trovi anche nelle citt forse pi numerosi di noi.
Adriana - Il nostro amore di libert, dove lo trovi pi nelle citt?
Elio - Nelle grandi citt la contraddizione pi forte che da noi, la schiavit pi forte ma molti si battono, anche se oggi tutto tende a fare dimenticare quanti siano ancora i poveri.
Giorgio - Chi riesce ancora a vivere la libert?
Elio - Forse noi. E forse perch noi abbiamo meno fabbriche, due fabbrichette in tutto, la chimica e le scarpe? Ne dubito!
Ugo - Quanti sono i frontalieri?
Elio . Quelli che vanno ogni giorno a lavorare in Francia sono pi di tremila, anche molte ragazze.
Adriana - Far la frontaliera.
Elio - Molti meridionali.
Ugo - Iscritti ai sindacati mi hai detto che sono circa duemilacinquecento.
Elio - S, e alla chimica lavorano pi di duecento, alle scarpe pi di cento.
Adriana - Alla chimica ci tengono come apprendiste, cos ci pagano poco, quando abbiamo diciotto anni ci scacciano.
Elio - (sorridendo) Queste ragazzine, lo sciopero a volte se lo fanno per loro conto, come l'altra settimana.
Ugo - (offrendo a tutti da bere) Racconta Elio, tu hai sempre qualcosa da dire con quel tuo lavoro importante.
Elio - Osserva... sono in tante come Adriana... non so se sono proprio operaie. Tutte hanno un pezzo di terra nelle valli, se va male con la fabbrica, si mettono a lavorare in campagna.
Adriana - Piccole proprietarie, con terra che non basta per un'intera famiglia. Possiamo mangiare a rate e comprarci un vestitino l'anno.
Giorgio - Potete essere egualmente desiderabili.
Elio - La direzione aveva dato una penalit esagerata ad una loro compagna.
Adriana - Una multa di tremila lire.
Ugo - Cosa avevano fatto?
Adriana - Cosa vuoi mai che avessimo fatto... Niente! Una era giunta un poco in ritardo, Lena e cos l'hanno multata. Avevamo lavorato un po' fiaccamente, ma a volte ne abbiamo proprio abbastanza di quelle pastiglie. Tremila lire per Lena erano troppe, ci mettiamo tre giorni per guadagnarle.
Elio - Due giorni e tre quarti...
Ugo - Allora?
Elio - Si organizzano da sole uno sciopero, non avvertono neppure la Camera del Lavoro, una cinquantina di ragazzine cos piantano il lavoro, se ne vanno a casa, a vangare e innaffiare.
Adriana - E Lena non ha pagato la multa.
Ugo - Un successo, forse un po' troppo spontaneo, ma un successo, avete dimostrato d'essere in gamba, di avere della stoffa.
Adriana - Diciotto anni li ho da qualche mese, ora me ne vado con i frontalieri, almeno cambio lavoro, due anni chiusa l dentro ne avevo proprio abbastanza.
Magda - Non c' mai un lavoro che piace.
Giorgio - Cosa potrebbe essere un lavoro che piace?
Magda - Quello di Ugo.
Ugo - Non tutti possono fare gli scrittori, fortunatamente.
Magda - Perch vivi qui, non te ne vai nelle grandi citt?
Ugo - Ci sono stato per anni. Qui il mio mondo, quando sono lontano mi manca molto, non credo negli sradicati, i viaggi mi hanno servito, i confronti sono indispensabili, ho anche capito meglio cos le mie radici... Sono internazionalista, non un cosmopolita alla moda... Mai taglier le mie radici! le trovo sempre pi fonde e profonde. Io semmai me le taglier morendo, non altri, a morte il robot! (Presente e secco) Questa la mia lotta, a morte il robot!
Magda - Guadagneresti un sacco di soldi.
Ugo - Non importa dei soldi, ho questa casa che era dei miei, e per mangiare e bere di quattrini ne trovo sempre.
Elio - Espedienti.
Magda - Leciti o illeciti.
Elio - Non conta.
Giorgio - Essere sempre liberi.
Magda - Sto leggendo un tuo romanzo, Ugo.
Ugo - Forse non ti piacer, tutti amano soltanto evadere, fuggire.
Magda - Non valgo nulla per te, nulla!
Ugo - Sei come una farfalla, puoi piacere.
Magda - Ai cretini.
Ugo - Devi valere per te, non per me o altri.
Giorgio - Conquista una vita tua, reale.
Magda - Quale? Non ho voglia di fare... Ma gi voi invece... comincio a capire... voi conoscete la vita, i valori dite, e fate una grossa differenza tra quelli che capiscono e quelli che non capiscono la vita. Questi ultimi voi li disprezzate. Ma sar poi proprio vero che voi capite?
Giorgio - Chi non cerca di formarsi mente a se stesso ed a tutti, diventa schiavo. Trovare la parola giusta che comunica. Odio le regolette o giochetti oggi nuovamente di moda. Si tratta di chiarire all'uomo delle verit fondamentali alla vita stessa, che ora si stanno perdendo.
Ugo - Delle verit fondamentali... anche alla morte dell'uomo, perch abbiamo dimenticato tanto spesso la morte? Ma dico che ha un significato oscuro e terribile che va chiarito per liberare l'uomo dal male che lo soffoca, per liberarlo da ogni condanna, da ogni male. Per secoli quante rovine, e pochi momenti validi: ma sono questi che contano e a cui occorre riallacciarsi. Anche le migliori idee, quando entrano nel circuito della storia si corrompono, spesso diventano infami, la forza spesso decide della storia, ma la morte resta oscurissima. Pochi uomini creano per tutti, molti rovinano tutto, e l'uomo sempre mortificato...
Giorgio - Aspiri ad un uomo divino.
Ugo - Abbiamo lottato per un uomo integro e reale, non per una caricatura d'uomo o per un burattino. Molti ci hanno tradito.
Elio - Perdoneresti anche ai traditori?
Ugo - No.
Giorgio - Allora condanni.
Ugo - No.
Giorgio - Sei in contraddizione.
Ugo - Forse, se non dovessi morire.
Magda - Chi vi capisce pi?
Adriana - Non interrompere. Possiamo vendicarci del male che ci fanno?
Ugo - Non basta la vendetta, occorrono leggi giuste.
Giorgio - Tu hai rifiutato sempre le leggi.
Ugo - Ho distrutto quelle false.
Giorgio - Nasce una legge... giusta... dopo un po' gi falsa.
Ugo - E' qui che la storia non regge.
Elio - Uomini lottano, nei tuoi libri...
Ugo - Ci fu un tempo in cui parola e azione coincidevano, un tempo duro ma reale. Ora tutto s'in-volve e si mistifica, sino alla bugiarderia pi spicciola; questo odioso e per me insopportabile. Tutto tende a frantumarsi, a spegnersi.
Elio - Non credo che tutto sia perduto, nel mondo una lotta gigantesca, una realt che prende e prender tutti alla gola e con la quale non si potr sempre barare.
Ugo - Vecchio mondo, non si capisce mai se domina la cattiva fede o l'ignoranza.
Adriana - Non amiamo la vita moderna, fa soltanto rincarare i prezzi... I nonni vivevano meglio: mia nonna vestita di stracci con la cesta sulla testa e sempre a piedi per raggiungere il mercato, ma almeno non avevano padroni. Noi abbiamo tre vestiti e il ragazzo che ci viene a prendere in macchina, intorno a noi tanta gente ricca, e possiamo, volendolo, andare a ballare al Pirata come turiste, ma poi cosa muta, cosa c' di meglio? Mi sono bruciata anch'io l'anno scorso, ero presa di suggestioni, ho sperimentato, poi ho conosciuto Elio e mi sono meglio capita, pi equilibrata, ho trovato con lui un rapporto con la vita reale, che ho cominciato a capire, ci siamo amati per un anno senza veramente amarci, ma siamo stati bene, stiamo ancora bene insieme, ma lui non si legner mai a nulla, ora lo so, ora capisco, non avete fiducia in nessuno... Ho conosciuto un giovane semplice, credevo d'essermene innamorata, Giovanni...
Ugo - Che tipo questo Giovanni?
Adriana - Un giovane serio che lavora in banca e vorrebbe sposarsi, mettere su famiglia, un tipo tutto positivo.
Ugo - Non basta, deve capirti.
Adriana - Lo speravo... ma non pu... Io m'ero perduta, l'anno scorso... lui questo non potrebbe mai ammetterlo.
Ugo - Non c' nulla da rimproverarti.
Adriana - Dovr lasciarlo, forse l'ho gi lasciato, non voglio mentirgli, eppure non sono nel vizio, almeno non lo sono pi, ne sono sicura.
Ugo - Il tuo uomo Elio, non Giovanni. Quanti anni ha Giovanni?
Adriana - Ventidue. Ma sembra un bambino.
Ugo - Troppo per te.
Elio - Perch non ce lo fai conoscere, non lo porti nel nostro giro, pu cambiare. Giorgio - Quello rester cos, marcir invecchiando.
Adriana - Pensavo di portarlo nel nostro giro, ve ne ho parlato per questo, ma diffidente e non so davvero come reagir. Eppure le sue idee positive mi piacciono. E' anche un ragazzo forte.
Ugo - Ma non lo ami pi.
Adriana - Una breve illusione, lo capisco, ho bisogno di tempo per meglio capirmi.
Elio - Sei giovane, non ti manca il tempo.
Magda - Non avete mai paura delle parole?
Giorgio - E' la nostra forza.
Ugo - Non precipitare... vivi e attendi... non bisogna mai avere fretta di concludere.
Magda - Come sapete sempre non credere... sempre nelle sabbie mobili con voi. Ma cosa esiste per voi?
Giorgio - La vita.
Magda - Grande parola.
Giorgio - Realt precisa, concreta.
Ugo - Non amiamo ridurre la vita a mestiere,) Un poeta mio amico scrisse in un poema che ili migliore sepellitore di morti non il becchino professionista, la sepoltura dovrebbe essere fatta dagli amici del defunto, non da uno specialista in funerali.
Magda - Oggi l'epoca degli specializzati anche per la morte.
Adriana - Buona la risposta, Magda comincia al farsi.
Magda - Bene, ma mi sfuggite, come si pu capire Ugo? Perch Ugo sei cos solo?
Ugo - Non ho mai desiderato la solitudine, anzi l'ho sempre odiata: questi miei amici, sono dimostrazione dell'odio che porto per la solitudine! eppure sono maledettamente solo.
Adriana - Un amore infelice, oggi l'epoca amori mancati, molti si salvano perch non sono consapevoli per mancanza di cervello, mai ho compreso certe tue poesie... Ma tu molte volte hai detto che non esiste l'amore, ma esistono gli amori.
Giorgio - E i vizi.
Ugo - Ero in paradiso e l'ho perduto, forse pel che non si vaglia abbastanza e perch tutta la societ ancora troppo falsa. Eppure non avrei voluto perderlo, avrei saputo coltivare anche il mio giardino... a volte l'irrazionale ci condanna ci libera, e pare che non possiamo farci nulla qui la disperazione nasce, si pu crepare.
Giorgio - (bruscamente) Cosa ti pu fare ancora vivere?
Ugo - I fogli che scrivo, questa a volte diventa la mia sola realt; dopo un periodo di secca, mi sono rimesso a lavorare, il colpo che ci ha dato Alberta ha suscitato in me nuove emozioni. In questo senso sto un po' meglio di prima, la ragione ha vinto l'irrazionale, non so per quanto tempo.
Giorgio - Siamo mutilati.
Elio - Troppo manchevoli.
Adriana - Una terribile insufficienza.
Ugo - Elio, volevo discutere con te alcune cose riguardanti i sindacati.
Elio - Ho con me delle note.
Magda - Ecco, ci siete ai vostri sindacati. Ed ioche ho in serbo ancora una poesia... me ne vado.
Ugo - E dilla. Ti ascoltiamo.
Magda - (lieta) E' breve, breve. Ma bella. Ascoltate.
Giorgio - Avanti.
Elio - Su, avanti.
Magda - (recita con particolare rilievo) Paese di morte / Sulla collina alta / Nell'uliveto denso/ Nella terra rossa di sole / Le nere ulive / E il vino che guarisce / Paesello di vita / Perinare, sulla collina alta / Domini le valli arcuate / Da forme spaccate / Al passo indocile dei muli / Tra pietre nere / Le nere ulive / E il vino che guarisce.
Giorgio - Due cadenze molto nostre.
Ugo - Sono sempre il tuo autore, ma devi anche leggere e recitare altri.
Adriana - Impegnati, migliora, affermati, daresti un senso alla tua vita.
Elio - Non ti manca il talento.
Ugo - Prendi ancora lezioni, leggi molto, molto.
Magda - Non far mai nulla; ma ora me ne vado... Ugo, maestro mio, quando ti posso vedere? Mi accompagneresti una sera in Francia? Ti vengo a prendere con la macchinetta e si fila via; dicono che a Mentone c' un bel locale tra i pini... Vi saluto tutti... Bona, bona, bona, come dite voi al posto di ciao...
Ugo - Va bene bona, se inteso alla romana...
Magda - Inteso, col desiderio che mi prende di gettarmi in mare.
Elio - Fa attenzione al pesce spada.
Ugo - Attacca solo quando ferito.
Magda - Anche tu sei ferito.
Ugo - E' possibile.
Magda - Tutto possibile. E in un altro modo... comincio a capire tante cose nuove... Rimarr ancora qui, ci rivedremo, arrivederci (esce).
Ugo - Non so se la sua sia una crisi reale, una crisi di crescita, oppure una nuova commedia che si gioca per suo stesso divertimento.
Giorgio - Un poco di buona fede in un mare di menzogne.
Adriana - Si mente facilmente anche a se stessi, Magda sa mentirsi... ma anche gli attori mentono.
Ugo - Credono in quello che recitano o mutano con arte. Ma Elio volevo chiederti, si parla di nuovi scioperi, la perequazione degli assegni familiari per i frontalieri merita uno sciopero?
Elio - S, e dovremo lottare ancora, ma credo che la spunteremo, assolutamente giusto che i lavoratori giornalieri nella zona di confine percepiscano gli stessi assegni dei lavoratori permanenti. Il governo gi cede, avverr presto.
Adriana - Tutte le ragazze faranno uno sciopero disciplinato e questa volta dirette da voi.
Elio - Non ne dubitavo, sar per la prossima settimana: tutti i sindacati aderiscono.
Ugo - Me ne voglio occupare anch'io.
Giorgio - Anch'io sono con voi.
Elio - Avremo bisogno di aiuto, tu Ugo devi scrivere per noi un articolo preciso, ho degli appunti da darti (estrae dalla tasca foglietti).
Ugo - (prendendoli) Bene, bene, me li legger, li studier, poi scriver l'articolo.
Elio - E' proprio questo che vogliamo.
Ugo - Non si tratta di dare a ciascuno secondo i propri meriti, ma soprattutto di fare vivere tutti in armonia. La macchina dovrebbe aiutare la liberazione dell'uomo, non annientarlo, la tecnica che gira a vuoto e senza precisione scientifica, le leggi della giungla di una concorrenza spietata stroncano l'uomo, lo fanno a poco a poco impazzire, alterandolo, mai il mondo stato squilibrato come oggi: si va sulla luna e milioni di uomini soffrono ancora la fame. (Voci, clamori di folla, ma festevoli).
Giorgio - Cosa accade? (Adriana corre alla finestra a vedere).
Adriana - Quanta gente, venite a vedere: portano verso il mare la grande statua del Cristo.
Ugo - Il vecchio rito che anche quest'anno si ripete, avevo dimenticato che fosse per stasera. La grande statua scende nel mare: Cristo degli abissi. Marinai e pescatori lo fanno con grazia terrestre presi dall'acqua e dall'onda, lasciano che la statua conquisti il mare mollando a poco a poco le corde, poi rischiano scendendo in mare, e la fissano agli scogli e gran catene di ferro e chiodi, e il nome di marinai morti in naufragio... Questa una fantasia popolare che continua. (Entra Magda eccitata).
Magda - Portano la statua di Cristo in mare, venite, venite a vedere!
Giorgio - Cosa molto vecchia per noi.
Elio - Andiamoci, frontalieri e pescatori non mancheranno, un rito seguito da tanti.
Magda - Vieni Ugo, vieni.
Ugo - Andiamo. Andiamoci tutti.
ATTO TERZO
(L'atto che si svolge a due piani, a seconda del dialogo, delle voci, dei movimenti e dei gesti. La scena formata da uno spiazzo e banchina sul mare, una gru, un muretto sul mare, scogli, palme. Pescatori e frontalieri, che si esprimono con voci dure e amare, trasportano la statua del Cristo di forma plastica scultorea e si servono della gru per inabissarla. In primo piano il dialogare dei personaggi. Sono Ugo, Giorgio, Elio, Alberta, Adriana, Magda, che guardano il rito e le loro parole s'alternano alle voci e ai movimenti degli altri. Quando il rito compiuto, pescatori, frontalieri, folla, se ne vanno via. Restano gli altri e entrano in scena prima Orrao, poi Risciar e i missini).
Frontaliere - E' una vita da cani alzarsi cos presto tutte le mattine, viaggiare ogni giorno un paio d'ore per portarsi sul lavoro, odio i treni, si lavora meglio da noi.
Frontaliere - Se ci fosse lavoro...
Frontaliere - Sappiamo di averne meno ancora di prima. Si parla alla fabbrica di scarpe e alla chimica di licenziamenti o di diminuzioni d'ore. Allora in fondo stiamo meno peggio noi.
Frontaliere - Si sperava di migliorare e invece... solo scritto su certi giornali, ma questi qui - (indica i pescatori) forse se la cavano meglio di noi.
Frontaliere - Il pescatore l'ho fatto per anni, occorre passione, non neppure un mestiere tanto poco si guadagna. Loro lo vendono a ottocento e al mercato sale a duemila; altri guadagnano che stanno a terra, non chi sta in mare.
Frontaliere - Ma se licenziano alla chimica alle scarpe verranno con noi, pi saremo e peggio ci tratteranno, questo sicuro.
Il Pescatore - Il vostro mugugnare non serve a nulla, ora dovete darci una mano. (Arriva la statua portata a spalle dai pescatori, lavorano per posarla a terra, legarla alla gru, fanno tutto lentamente, a fatica, c' un po' di folla intorno, entrano Ugo e gli altri).
Giorgio - Le loro anime saranno... in pace, potranno anche naufragare.
Ugo - Potranno naufragare... naufragare anche raggiungere la pace del cuore.
Magda - Temo che non ci sia la pace del cuore.
Elio - Agire... agire... fare... Tutti vogliono dimenticarsi.
Adriana - Illudersi.
Ugo - Non accetto il conforto per me, ma in fondo lo capisco per gli altri.
Magda - (vivacemente) Tu vuoi sempre entrare negli altri come se fosse possibile, ma ognuno sta in se stesso, chiuso, e neppure riesce a sfiorare la vita degli altri.
Adriana - Piccola cinica, guarda come questa gente crede.
Giorgio - Lo vorrebbero.
Ugo - Si vive e non si cerca altro che la distruzione.
Giorgio - Distruggiamo allora, distruggiamo senza piet, con decisione, sapendo dove vogliamo arrivare. Ma usciamo da punti morti impensabili, assurdi, che tormentano pi della distruzione.
Ugo - Se tu dovrai provare quello che dici, inorridirai.
Giorgio - Questo vecchio rito!
Ugo - L'uomo che dolora sogna la pace, il rito un loro sogno di pace. L'uomo si sente sempre sull'orlo d'una catastrofe (giunge Alberta, cammina veloce, nervosa).
Alberta - Ho colto l'ultima parola Ugo, catastrofe hai detto. E sempre cos?
Ugo - Piaccia o no.
Alberta - Guarda come lavorano intenti, convinti, bello vederli cos. Valgono pi di noi, che non sappiamo dove metterci, cosa fare, che proviamo tante cose disperatamente, per trovarci sempre a zero. Cristo ha vissuto pi degli altri perch ha saputo conoscere l'amore e la pace per tutti. L'amore che non troviamo pi. La pace nel cuore che non sappiamo pi avere. Sempre sull'orlo della follia, agitati come mostri.
Giorgio - Se avessi quella calma beatificata di cui parlate non saprei cosa farmene.
Alberta - Tu no, ma altri, molti, s.
Magda - Potrebbe bastare a tutto l'amore.
Elio - Non basta parlar d'amore, bisogna averlo.
Alberta - Loro credono almeno nei loro gesti.
Giorgio - Non tutti, pochi forse.
Ugo - Tutti credono nella morte, cos il nostro popolo, pensa pi alla morte che alla vita, e nulla stato fatto perch questo non avvenga.
Elio - Si peggiora.
Ugo - Non si migliora... Gli uomini si uniscono in un rito, il loro modo di salvarsi e di comunicare.
Elio - Adorare non vivere.
Giorgio - Idolatrare.
Magda - Guarda quella donna piegata in due come prega.
Adriana - Magda non farai adesso la caccia alle streghe.
Alberta - Quasi sempre le suggestioni sono false.
Giorgio - Paura della morte, sempre paura della morte, presente in tutti gli uomini, paura che pu diventare una terribile punizione gi in questa vita.
Adriana - Meritiamo sempre castighi, dagli uomini o da Dio? Non si vale proprio nulla? Oppure di quale assurda ingiustizia siamo vittime?
Ugo - Vittime dell'incomprensibile, ognuno a suo modo, questi pescatori come noi, come me anche \ se credo di sapere. Tutti eguali, fatalmente tutti uomini: nella morte, credenti e atei, possono capirsi.
Alberta - Come?
Ugo - Inconoscibilit di Dio anche secondo i teologi... ma una garanzia contro l'idolatria. Viviamo dell'ignoto, nell'abisso, nell'abisso della morte, e vedi? nell'abisso il Cristo viene gettato affinch! diventi di nuovo uomo di carne e sangue.
Magda - Con voi si crede sempre di aver toccato! il fondo...
Alberta - Bloccati senza svincolo, senza libert
Magda - Misericordia, misericordia... Chi vi tiene dietro?
Giorgio - Fermi con la morte di fronte.
Ugo - Siamo passati attraverso la carneficina. Quale punto di demarcazione, tra il barbaro chi cavalca come avesse paura della sua ombra, ; l'amore? Tra la menzogna e la verit? Non voglie vivere come un automa senza gioia e senza malinconia, senza ricordi. Preferisco questo rito a tutte le panzanate d'oggi, preferisco i riti dei popoli africani, asiatici, al benessere ridotto a mania, e che non ti lascia pi respirare, non ti di un profondo intimo sollievo. Dobbiamo diventare civili! Ma allora dominare la macchina... Ma unfatto evidente che in tutte le manifestazioni sono ancora gli uomini a essere dominati dagli idoli (Pausa) Non ho pi voglia di aspettare, gi troppo tempo stato consumato, sono diventato impaziente.
Elio - Anche l'amore per l'ozio insegna a non diventare un ammasso di carne in agitazione, essere sempre asserviti alle cose terribili, essere sempre complici del niente.
Giorgio - La vita vive, la logica ha la sua fantasia, il salto emotivo nell'irrazionale. Tutto etera e vive in forme e deformazioni continue e molteplici. Soltanto l'uomo muore. Proprio l'uomo ci da secoli stanco di morire.
Ugo - A volte gli uomini cercano la morte e non la trovano, desiderano di morire e la morte fugge da loro.
Giorgio - Lo spirito ci prende, tradisce, inventa, ci crea... Ma troviamo anche la vita perfettamente fisica .
Ugo - Il corpo s'ammala e si guasta, trova la sua angoscia sorda senza via d'uscita. La sfida non ha limite. Non annullarsi... Vorremmo... (Sullo sfondo illuminato si staglia nel cielo, presa dalla gru, la statua che poi a poco a poco verr calata in mare).
Voci della folla - Ora la statua nel cielo.
La statua in mare.
La statua in mare, inchiodata alle rocce.
Scritti i nomi dei marinai morti.
Cristo degli abissi proteggi padri e figli.
I pescecani non verranno pi a riva.
Le onde non saranno pi distruttrici.
Voci di frontalieri - Il destino rotto.
Nulla sappiamo.
Ci lamentiamo.
Urliamo forzatamente, perch forzati siamo.
Voce di Giorgio - (quasi un urlo) Sono il primo e l'ultimo, l'alfa e l'omega.
Voci di pescatori - Ogni onda un canto selvaggio nero. Noi viviamo nel tormento della notte. Un angelo nero vers la coppa in mare ed il mare divenne sangue come di corpo morto. Ed ogni anima vivente mor in mare.
- Tu sei il sole che entra miracolosamente in mare. Tu sole della giustizia e dell'amore. Tu sole risplendi contro i superbi e i maligni. Portaci la vita celeste che non avremo mai. Siamo asciugati all'ultimo sangue. La nostra pelle bagnata dal mare. L'onda nera si riversa su di noi. Folgori della tempesta. Vogliamo Cristo per noi poveri. Un Dio senza superbia e vendetta. Cristo di carne e sangue.
Per noi poco pesce e poco pane. Per noi molto dolore. Per noi catene e tormenti.
Quando rinasce si compir il segreto di Dio. Noi la vita celeste non l'avremo mai.
Un angelo vers la coppa sopra il sole e pot ardere uomini col fuoco.
Ha detto che ha le chiavi della morte.
Agnello.
Non avremo mai la vita celeste.
Pietra di diaspro. Tu che sei che eri che hai da venire.
Non avremo mai la vita celeste, mai.
Fa che l'oceano ci restituisca i morti e che pi nessuno sia condannato.
Noi vogliamo essere liberi.
Non avremo mai la vita celeste, mai.
Noi vogliamo essere uomini.
Non avremo mai la vita celeste, mai.
Voci della folla - Sfiora l'acqua.
S'inabissa in mare. - . In mare, in mare.
La statua chiara.
L'acqua nera.
Cristo vive anche in mare.
La statua sparisce.
Cristo degli abissi.
C' soltanto pi il mare deserto morto.
Voci di frontalieri - Un'altra fatica finita.
Non c' pi nulla.
Possiamo andarcene.
Andiamocene.
Voci di pescatori - Cristo il tuo respiro il maestrale.
- Cristo il tuo occhio il sole. (A poco a poco pescatori, frontalieri e folla se ne vanno).
Giorgio - Piccola sapienza triste dell'ecclesiaste che a tutto rinuncia.
Ugo - Con la vita si comincia.
Giorgio - La rinascita?
Elio - Infantile.
Giorgio - L'inferno?
Elio - Che crudelt.
Ugo - Il male esiste e ci sono i delitti! Fondo e nero il nostro inferno. Assurdit nel sapere e nel non sapere... Il sacrificio nell'esaltazione della vita che cerca l'ultima possibilit dopo le delusioni violente.
Giorgio - Siamo appesi al tempo come impiccati.
Elio - Ci chiudono la bocca con un pezzo di terra.
Alberta - Il passo della morte.
Adriana - La durezza della vita.
Magda - Non pensare, non pensare mai!
Giorgio - Ci schiacciano con terra.
Ugo - Ci bruciano.
Alberta - In qualsiasi modo ma vivere, vivere sino al limite del possibile, dell'estenuazione. Quest'anno a scuola insegner cose nuove, former nuovi caratteri, nuove piccole donne sempre in crescita. Questo meglio di tutto. Molto meglio. Ora lo so. Non ne sono mai stata cos sicura. Formare nuove personalit contro il pregiudizio e l'ignoranza. (Giunge Orrao, ambiguo, circospetto).
Orrao - Tu Alberta finalmente ti trovo, lo sapevo che eravate tutti qui, tutto il gruppo, (a bassa voce) Risciar aveva ragione. Tu Alberta che non ti sei fatta pi viva! Ugo con cui avremo molto da parlare... (Concitato) Loro... i cristiani... dicono di essere. Ma saraceni sono. Avremo una spiegazione completa dopo anni di attesa. Questi Soloni.
Elio - (calmo) Anch'io ti conosco.
Orrao - Tu benefattore del popolo. Quante volte mi hai scocciato.
Elio - Sono mesi che non ti vedo, dove eri?
Orrao - Vicino un buon posto a Sanremo, non mi lamento.
Elio - Ci sai fare.
Orrao - Pare di s. Alberta cosa fai tu con mia figlia, cosa le insegni, trovo che sta mutando, non mi va, mia figlia deve diventare come voglio io.
Alberta - Le insegno a essere libera.
Orrao - Ha soltanto dodici anni, poi che libert del cavolo, non esiste mai.
Alberta - Per te forse.
Orrao - Signor Ugo, eccoci qui, finalmente vi vedo molto da vicino, lui il grande uomo che ha... rovinato... Alberta. (Ugo non risponde, lo guarda con stupore e cercando di capire una situazione che ancora gli sfugge). Alberta mi ha riportato tanti tuoi discorsi, le tue prediche, che agnello sei diventato tu che sei un lupo a chi vuoi darla ad intendere? (Furioso) Amo Alberta che tu soltanto rovini!
Alberta - (attonita, nervosa) Sono uscita con te un paio di volte perch me lo hai chiesto e non c'era ragione di non farlo, ma non sapevo che Ileana fosse tua figlia, poi mi hai detto di essere sposato, poi ho capito le tue intenzioni...
Orrao - No! Non mi hai capito, poich ti amo. (A Ugo) Tu l'hai rovinata, perch l'hai abbandonata. Ora io vorrei... perch con Alberta diverso che con mia moglie, ma sempre in Alberta trovo te, Ugo, e mi sfugge per causa tua, tua, che l'hai portata al suicidio. Di questo tu sei colpevole, e questa accusa te la faccio io, io, l'ex-fascista Orrao!
Alberta - Non ti sapevo pazzo.
Ugo - Lascialo ancora dire, vediamo dove vuole arrivare, penso che questo solo il principio.
Orrao - Infatti, capisci subito tu.
Ugo - Forse.
Orrao - Ma oggi sono io che ti accuso, che faccio il processo a te a voi, che avete avuto la mania di fare i processi a noi. Io che ho ragione.
Ugo - (duramente) Tu non avrai mai ragione in nulla. Non farti illusione di esistere. Siete sempre fuori fase. E non hai saputo riprenderti; di nuovo e sempre fuori strada.
Orrao - Perch voi sareste in fase... Guardate l'Italia in che stato , polemiche a non pi finire e mezza miseria e miseria, crisi una dopo l'altra, come un corpo malato, abbiamo i brividi e battiamo i denti.
Elio - Pi nessuno vi rimpiange, siete cadaveri.
Orrao - Non ditelo troppo presto. Si pu essere finiti, come dite voi, e finirne invece ancora parecchi. Intanto io sono qui.
Ugo - (incisivo) Quanti uomini hai alle spalle?
Orrao - Cosa vuoi dire?
Ugo - Hai capito benissimo. Quanti?
Orrao - Ma nessuno, nessuno...
Ugo - Quanti.
Orrao - Voi siete in tre... io solo...
Ugo - No! Quanti? Perch voi siete pi di tre. Ho fiuto, non dimenticarlo, e sento gente intorno, vicino... l... (Indica gli scogli) Forse dietro gli scogli alti, potrei anche pensare che stanno avvicinandosi, e tu chiacchieri per perdere tempo e lasciarli arrivare.
Orrao - (confuso) Non ho pi paura di nulla io... Voi avete paura! Tu hai paura che gi ti credi circondato come ai tempi della guerriglia.
Ugo - Uomini sono giunti dietro agli scogli, piccole pietre sono state mosse e sono cadute, i rumori li sento bene, ho buoni orecchi, occhi buoni.
Orrao - (mutando tono) Solo la gamba ti fa male, la gamba ferita, qualche volta ti ho visto zoppicare, quando piove e fa umido: un nostro ricordo, quello.
Elio - Ora basta, andiamocene.
Adriana - Guarda Magda come fila via! (Si vede di scorcio Magda che cerca di scappare. Orrao la blocca).
Ugo - Non muoverti
Elio - (Elio fa per andarsene) Non muoverti, tu non sei Magda, tu non attraverseresti vivo lo spiazzo, contro di noi gi puntata l'artiglieria.
Giorgio - Hai voglia di fare lo spiritoso...
Elio - Mitra e rivoltelle le chiama artiglieria, come ai vecchi tempi.
Ugo - Tempi vecchi, tempi nuovi; tempi e basta!Ma questa davvero inaspettata. Mi dibattevo in un groviglio atroce, e mi arriva addosso costui a scioglierlo. Ora siamo come statue di sale, non possiamo pi muoverci.
Giorgio - Naturalmente la polizia qui stanotte non passer pi, c' gi stata tanto tempo, prima; penseranno che ormai tutto finito, tutto tranquillo. (Magda si getta per terra nervosa singhiozzando, Alberta e Adriana le sono vicino).
Orrao - Ho sempre contato su questo, mi sonodetto: un momento buono per intrattenermi con loro.
Elio - Sei un cane, ci hai chiusi qui a tradimento,
Orrao - Parole grosse. Anche quelli l (indica Ugo) non ci hanno usato trattamento migliore. Mai, Un vecchio conto che s'intreccia con uno nuovo, E tutto diventa finalmente da maschi, in fondo siamo sempre noi che ci spariamo. Ugo le tue mani sono sporche di sangue come le mie.
Giorgio - Tu sei un delinquente comune; niente altro. Voi avete ignorato tutte le leggi umane, Ma basta, andiamocene!
Ugo - Non muoverti Giorgio.
Alberta - Basta, basta.
Adriana - Via, andiamo via. (Le due ragazze stanno vicine a Magda semisvenuta).
Ugo - Nessuno muova, vi dico, fate quello che vi dico. Stanno arrivando, ritardano un poco Orrao, ma sono gi l, ormai sei tranquillo.
Orrao - Non darti delle arie scrittore dalle mani sporche di sangue, i cristiani lo sai che devono porgere l'altra guancia al nemico, noi le tue prese le conosciamo bene, e c' uno qui a pochi passi che le conosce meglio di me. Ora hai paura ma una volta colpivi senza tanti riguardi. Ti dico che sar sempre tra noi che ci uccideremo, altri non sanno fare nulla. Non abbia paura signorina Alberta, sono qua io a proteggerla, e anche le sue amiche... Russia e Cina si distrugga ranno...
Giorgio - Non capiter.
Orrao - Cina e Stati Uniti si distruggeranno.
Giorgio - Non capiter.
Orrao - Tutti temete l'atomica, noi no!
Alberta - Pazzo. (Appaiono all'improvviso dagli scogli alcuni uomini, sono missini, in testa il giovane Risciar con la rivoltella in pugno).
Ugo - Eccoli qua.
Orrao - Era ora, quello che io avevo da dire, lho detto, non sapevo pi come intrattenerli.
Risciar - (gettandosi contro il gruppo) a noi
Ugo - Questo non l'ho mai visto.
Risciar - Guardami bene.
Ugo - Vi vedo bene tutti.
Risciar - Guarda, guarda bene, questo mio naso.
Ugo - Ce ne sono tanti cos.
Risciar - Ora ti parlo e ti dico che sei un rinnegato e un porco, ascolta il suono della mia voce. Orrao mi ha detto che eguale a quella di mio padre, e anche il mio naso eguale a quello di mio padre. Quando mio padre fu assassinato ero in fasce, non posso ricordare il suono della sua voce, ma dalle fotografie so che gli rassomiglio, soprattutto nel naso. Ascolta la mia voce e guarda il mio naso. Devi indovinare chi sono. Devi indovinare. Questa rivoltella deve farti ricordare, e pi furbi devono anche diventare i tuoi compagni che mi pare tremino. Mi spiace signorine per voi, tremate, non vi sar torto un capello, ma non posso certo lasciarvi allontanare perch chiamereste la polizia, ma in fondo un po' di spettacolo, anche per voi, pu essere utile. Ora sar io a fare la legge. Ugo indovina. E voi (a Giorgio e Elio) fermi, se no vi faccio suonare dai miei. (/ missini puntano le rivoltelle).
Orrao - Tu Risciar devi stare ai patti, Ugo, capito, e nessun altro!
Risciar - Va bene, ti rispetto, se non ci fossero stati anziani come te, non ci sarebbero neppure giovani come me, se i due stanno fermi non li toccheremo. Ma tu Ugo parla, devi indovinare... perch questa notte contro di te rinato un uomo assassinato, guardalo Ugo te Io trovi inaspettatamente davanti quando certo non lo credevi pi possibile, una grande sorpresa.
Giorgio - Addio alla ragione.
Risciar - Addio a tutto, s a tutto quello che avete costruito, certo perch la normalit la odio come odio te Ugo, non ho mai vissuto attimi pi belli di questi, ma tu bagascia fai il diplomatico e non vuoi parlare, fai il furbo - (Ugo sta immobile, calmo, in silenzio), non vuoi comprometterti, non vuoi ricordare, sei calmo, ma niente ti servir, sei calmo, ma non hai capito che ti sparer, sei condannato, condannato; questa rivoltella la vedi puntata contro di te, voglio vederti avere paura, non uno scherzo, tante pallottole ti entreranno in corpo, parla, ricorda.
Ugo - (estraniato e duro) Sarai tu che scapperai non io.
Risciar - (ridendo sguaiatamente) Buona questa, tu secco in terra non fuggirai pi.
Ugo - Appunto: tu sparerai e fuggirai.
Risciar - Tu presto sarai mangiato dai vermi.
Orrao - Va avanti, non perdere tempo, non fidiamoci troppo.
Risciar - Voglio che si ricordi perch deve sapere chi lo uccide. Ti uccider chi tu stesso hai ucciso.
Ugo - Io non ho mai ucciso.
Risciar - Carogna bugiarda.
Ugo - Voi avete voluto la guerra, solo voi, voi avete aggredito e assassinato. Io so di non avere ucciso.
Risciar - Traditore bastardo.
Orrao - Rettile.
Risciar - Io ero in fasce quando mio padre fu ucciso, guarda questa fotografia, ti ordino di guardarla. (Ugo gira la testa altrove). Tu devi guardarla. (Ugo alza la testa al cielo) Guarda la fotografia. (Ugo alza la testa al cielo) E' la fotografia di mio padre che tu hai aggredito e assassinato. Guardala! (Ugo tiene alta la testa al cielo). Guardala! (Risciar colpisce Ugo con il calcio della rivoltella, gli altri uomini stringono da vicino con le rivoltelle Elio e Giorgio) Orrao era con mio padre e ti ha riconosciuto, prima non voleva che mi vendicassi, ma pochi giorni fa ha parlato, mi ha detto che sei stato tu, tu, fingi di non avere paura, ma forse non hai ancora capito cosa sta succedendo. Io sparo e tu sarai inchiodato qui.
Ugo - Non ho pi ragione di muovermi.
Elio - Non la farete franca, non sfuggirete anche voi alla vendetta, anche se noi dovessimo restarci tutti.
Giorgio - Nostri compagni vi colpiranno.
Risciar - Quanto siete idioti, noi in poche ore siamo a Marsiglia e poi in Africa, laggi c' molto lavoro per noi, interessante, ma prima di lasciare l'Europa, regolo il conto. Ugo assassino di mio padre sei nelle mie mani, mi piace tenerti un poco cos nelle mie mani, vedere il tuo volto che diventa pallido.
Ugo - Tu non puoi nulla contro di me.
Risciar - Mandarti all'altro mondo: molto.
Ugo - Tu perdi anche quando credi di vincere. La mia vita era gi finita prima del tuo apparire, forse anzi sei giunto al momento giusto, desiderato, mi fai un grande piacere.
Orrao - Liquidalo Risciar, adesso cerca d'ingannarti.
Alberta - No, finitela, finitela, basta adesso, ora noi urliamo, l c' gente che arriva. (Urla, anche Adriana si agita, Magda si alza un po' come stordita, gli uomini s'avventano sulle donne e le imbavagliano).
Risciar - Ora voglio vederti tremare. (Gli punta la rivoltella al capo).
Ugo - (estraniato e dolce) La notte fantastica, calma, dolce, tiepida, notte di mare, quante notti nella mia vita.
Risciar - Ora per te soltanto pi pallottole. Viva noi, abbasso Moro e i mori.
Ugo - Fa anche lo spiritoso.
Giorgio - Maledizione, non possiamo far nulla. (Gli uomini tengono a bada Elio e Giorgio, li picchiano) Nulla!
Ugo - Gerusalemme o Babilonia.
Risciar - Vendico mio padre. (Tre colpi, Ugo cade. 1 missini fuggono al di l degli scogli. Elio, Giorgio e le donne intorno a Ugo per terra).
Elio - Sangue.
Giorgio - Cuore.
Alberta - Abolire i misteri, abolire l'orribile morte.
Elio - Tutte le pallottole nel suo corpo.
Giorgio - Il cuore spento.
Adriana - Abbiamo perduto per sempre Ugo.
Magda - Ugo, Ugo.
Alberta - Ugo, Ugo. Ora ti devo chiudere gli occhi.
Adriana - Non sentiremo pi la voce, non ascolteremo pi la sua parola.
Alberta - Non vedremo pi i suoi occhi. (Le donne piangono). Cristo degli abissi, proteggi tutti noi per sempre.
FINE
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