Cuore
CUORE
Commedia in quattro atti
di HENRI DUVERNOIS
PERSONAGGI
GIAN MARIA FOUQUET
IL DOTTOR BOLESTAN SHOKERPUITZ
FERDINANDO
CHELLION
IL PADRONE
IL CAMERIERE
IL PIANISTA
IL DOMESTICO DEL DOTTORE
CLAUDIA
YVONNE
LU PROTIN
GILBERTA SHOKERPUITZ
LA CAMERIERA
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
Montmartre. Place du Tertre. In fondo, un piccolo caff-ristorante. Davanti all'ingresso del caff, alcuni tavoli. A fianco dei tavoli, un pianoforte. Tra i tavoli e la ribalta, la strada. Il pianista carezza svogliatamente la tastiera. Tutti i tavoli sono vuoti: nemmeno un cliente. Il cameriere, scoraggiato anche lui, si seduto a un tavolo. Il proprietario dei locale scruta ansiosamente l'orizzonte.
Il cameriere - (stendendo una mano) Padrone...
Il padrone - Cosa c'?
Il cameriere - Ho sentito una goccia...
Il pianista - Ancora una?
Il padrone - Non niente: una nuvola.
Il cameriere - Era una goccia molto grossa.
Il padrone - (al pianista) Fate attenzione, signor Blique.
Il pianista - Arrivano dei clienti?
Il padrone - No, volevo semplicemente dirvi che state stonando.
Il pianista - E che cosa ne sapete voi, se stono o no?
Il padrone - Non mi intendo di musica, ma sento il mio cane che abbaia.
Il pianista - Non capisco come faccia, un uomo come voi, a credere a tutte queste cose. I cani che abbaiano quando sentono stonare. I gatti che si carezzano l'orecchio quando sta per piovere. Tutte sciocchezze... Volete piuttosto che vi suoni qualcosa di pi allegro?
Il padrone - Triste o allegro, fa lo stesso. Quello che mi interessa che suoniate forte. L'ho comperato apposta un pianoforte infracassabile.
Il pianista - Vi assicuro che il vostro pianoforte assomiglia molto pi a una casseruola che a un pianoforte.
Il padrone - Come! se un pianoforte di grande marca!... Una grande firma del pianoforte.
Il pianista - Questo non impedisce che quando lo si tocca si metta a singhiozzare come una capra.
Il padrone - Io so soltanto che ho questo pianoforte da pi di quindici anni e che non ho mai avuto bisogno di chiamare l'accordatore. ( Il pianista smette di suonare) Andiamo, suonate!... Vedo dei clienti...
Il cameriere - (sbalordito) Dei clienti?
Il padrone - Cos mi pare... S, s, sono dei clienti... Andate. (Il cameriere si alza e passa il tovagliolo sul braccio) Emilio, sapete quel che dovete fare, non vero?
Il cameriere - Perfettamente: il trucco della bandiera.
Il padrone - E' la mia ultima grande trovata commerciale. A trenta metri di distanza, io riconosco la nazionalit dei clienti e faccio sventolare da Emilio la bandiera del loro paese. E' una piccola cosa da nulla, ma fa tanto piacere ai clienti. Il commercio vive di questi piccoli riguardi sentimentali. E voi, signor Blique, suonate un po' pi forte. Eccoli... (Il cameriere fa sventolare una piccola bandiera americana) Signor Blique, musica allegra. Cercate di ricordarvi che siamo a Montmartre e non in un cimitero.
La voce di Lu - (avvicinandosi) Io mi domando se ti rendi esattamente conto di quello che dici.
La voce di Gian-Maria Fouquet - Come sei noiosa e insopportabile, oggi.
Il padrone - Inutile sventolare... Gli americani sono dei francesi.
Il cameriere - (abbassando la bandiere) Allora, niente cocktails... Acqua minerale. (Il proprietario rientra nel caff, con un'aria scoraggiata).
Gian-Maria Fouquet - Potremmo sederci l... Vuoi venire?...
Lu - Se non sono di troppo...
Gian-Maria Fouquet - Tu sei una di quelle donne che non sono mai di troppo. (Si siedono) Cameriere.
Il cameriere - Signori.
Lu - Due mezze bottiglie di acqua minerale.
Il cameriere - Indovinato.
Lu - E un sandwich... Prosciutto... E adesso, dimmi un po' una cosa, francamente: che cosa diavolo vieni a fare a Montmartre?
Gian-Maria Fouquet - Ti giuro che non ho nessun appuntamento... Sono venuto a Montmartre prima di tutto perch non la stagione in cui la gente va a Montmartre... Poi perch in questo caff c' il pianoforte pi raffreddato di Parigi... Poi perch cerco dei ricordi.
Lu - Dei ricordi?
Gian-Maria Fouquet - S, ma non ricordi d'amore... Esistono, nella vita, anche dei ricordi che non sono d'amore... Io venivo quass quando ero alto cos.
Lu - Dovevi essere carino... Occhi enormi... Bocca piccola... Nasetto da bugiardo inguaribile... (Il cameriere rientra).
Gian-Maria Fouquet - Allora, Montmartre odorava di lill, di aperitivo e di bucato. Delle canzoni uscivano dai pianini girovaghi...
Lu - Come sei poeta, quest'oggi... Lasciami almeno chiudere gli occhi, per sognare meglio. (Sorride scetticamente).
Il cameriere - Un sandwich e due acque minerali.
Gian-Maria Fouquet - Togliete il ghiaccio, per favore. (Il cameriere si dispone a ubbidire con le mani) ...Cercate di togliere il ghiacci servendovi del cucchiaio. I cucchiai sono ancora le mani pi comode che ci siano.
Il cameriere - Ecco fatto.
Lu - Non credere che io non abbia pi voglia di farti una scenata, per il semplice fatto che ho voglia di mangiare questo sandwich... Non ti fare delle illusioni.
Gian-Maria Fouquet - La gelosia un sentimento che rinforza l'appetito. Ma insomma, ti perdono.
.lu - Allora perdonami come si deve e vieni a darmi un bacio dietro l'orecchio.
Gian-Maria Fouquet - Lu, ci sono dei momenti nella vita, dei momenti molto cretini, molto vuoti, lo riconosco, ma nei quali non si ha nessuna voglia di posare un bacio dietro l'orecchio di una donna.
Lu - Prova lo stesso... Non si sa mai.
Gian-Maria Fouquet - Sono dei momenti in cui ci si sente stanchi di tutto, ingiusti con tutti, dei momenti in cui non si ha pi che una voglia: quella di rimanere soli.
Lu - Li conosco, questi momenti.
Gian-Maria Fouquet - Vedi che sei una donna ragionevole: li conosci anche tu.
Lu - Gi, ma a me la voglia di rimaner sola viene solamente quando sono con mio marito. Ma quando sono con un uomo che conosco appena da sei settimane, questa voglia di rimanere sola io non la sento. E' triste, ma io sono una donna normale.
Gian-Maria Fouquet - Smettila, cara, sarebbe tanto meglio... Sii buona, fai finta di aver capito quello che ti ho detto e vai al tuo banchetto.
Lu - Il mio banchetto non comincia che verso le otto e mezzo. Dunque, ho tempo fino alle dieci meno un quarto... Se ci tieni a saperlo, ti dir che il banchetto al Cucii... Molte persone... Banchetto organizzato da una coppia inglese: il signor Walverton e la sua signora.
Gian-Maria Fouquet - Benissimo, vai al banchetto e divertiti...
Lu - Vuoi che non ci vada?
Gian-Maria Fouquet - Per carit... Chiss che cosa direbbero i Walverton?
Lu - Cattivo! (Piagnucola).
Gian-Maria Fouquet - Fammi il piacere: non piangere.
Lu - Tanto lo so, che te ne infischi delle mie lagrime... Va bene, stai tranquillo: andr al banchetto... Ma prima lascia che ti auguri una cosa, di tutto cuore. Ti auguro di innamorarti di una donna... Ma di innamorartene sul serio, fino alla pazzia, fino a perderci la salute.
Gian-Maria Fouquet - Non pi in l?
Lu - E allora saprai che cosa vuol dire... (Si avvia ad uscire).
Gian-Maria Fouquet - Lu, non voglio che tu te ne vada cos... Se ti ho dette delle parole un po' cattive, scusami. Molte volte, si cattivi senza volerlo. Sei un tesoro.
Lu - Ricordati, che si tratta di un tesoro che ritroverai sabato alle tre.
Gian-Maria Fouquet - Me lo ricorder.
Lu - E adesso ti mando un bacio colla mano, come se stessi prendendo il treno.
Gian-Maria Fouquet - E siccome io sono sul marciapiede della stazione, agito il fazzoletto.
Lu - (scimmiottando i gesti di chi si trova su di un treno in partenza) Scrivi subito... E non mi mandare dei telegrammi... I telegrammi arrivano sempre a delle ore impossibili.
Gian-Maria Fouquet - Va bene.
Lu - (indietreggiando) Oppure telefona: Passy 23-07... (Va a urtare in Ferdinando, che arriva con un mandolino) Scusate, signore.
Ferdinando - Non c' di che... Ma perch camminate all'indietro, come un gambero?
Lu - Per amore... Addio, cattivo! (Esce).
Ferdinando - (a Gian-Maria) La signora vi ha salutato.
Gian-Maria Fouquet - Cameriere.
Il cameriere - Ancora un'acqua minerale?
Gian-Maria - No, un bicchiere di porto.
Ferdinando - (gratta sul mandolino un ritornello).
Il pianista - Vai via, cosa fai l?... Non vedi che dai fastidio al signore?
Gian-Maria Fouquet - Ma no, lasciatelo suonare... Non mi disturba affatto.
Ferdinando - Grazie, signore... Ma guarda un po'... Solamente perch ha una cravatta larga, crede di essere un grande musicista!... Ognuno fa il suo mestiere, non vero?... Tu vendi i tuoi cavoli fiori... Io vendo la mia insalata... Il signore lo dir da s, se preferisce i cavoli fiori o l'insalata.
Il pianista - Se vuoi cantare qualche cosa, ti accompagno. Tanto per fare la pace.
Ferdinando - No, grazie, non ce la faresti a seguirmi. (Tira fuori di tasca una striscia di feltro nero) Signore e signori, con questo piccolo pezzo di feltro nero, io avr l'onore di eseguire tutta una serie di magnifiche trasformazioni... Lei dalla modista... (Dispone il pezzo di feltro intorno alla testa, fino a farne una specie di cappello per signora e accenna due o tre passi femminili) Napoleone sul campo di battaglia, ad Austerlitz. (Dispone il cappello alla Napoleone. E cos di sguito negli esercizi seguenti) ..L'accademico... La mia amante quando arriva in casa mia... (Cappello in ordine) La mia amante quando esce da casa mia... (Cappello in disordine) Ferdinando, quand' che ti deciderai a comperare uno specchio? . La mia amante, quando esce dalla casa del mio vicino. Notate il rimorso, prego. Lo sai che ti voglio molto pi bene che a lui? . Allora perch vai da lui? . Oh bella, perch un altro!... . Il cappello dell'ottimista... Il cappello del pessimista... La cugina nel tramvai... L'ultimo sospiro di Arlecchino... Il cappello del distratto... Il berretto di Alfredo Binda... Signore e signori, con questo semplice nastro di feltro io posso far sfilare davanti a voi trecentoventotto personaggi diversi, con le loro precise fisonomie e nelle loro pi tipiche espressioni. Niente trucchi e niente inganni, la massima semplicit... Il segreto delle mie trasformazioni mi stato trasmesso da mio padre e mio padre lo aveva ricevuto in .eredit da mio nonno e mio nonno lo aveva comperato per seicento grammi di gruviera da un filosofo del tempo di Napoleone.
Gian-Maria Fouquet - Bevete qualche cosa.
Ferdinando - Grazie, signore... Una birra... Il signore desidera che io faccia il suo profilo? (Tira fuori le forbici e un foglio di carta nera) Un minuto di posa... L'ultimo trionfo del ritratto artistico.
Gian-Maria Fouquet - No, grazie.
Ferdinando - Allora, colla massima simpatia e per fare in modo che non si parli mai pi di denaro fra di noi, (tira fuori una conchiglia) se volete contribuire modestamente alle spese dei mio numero artistico...
- (Gian-Maria, mette un biglietto da cinque franchi nella conchiglia e legge: Ricordo di Langrune-sur-Mer).
Ferdinando - Ci sono andato il quindici agosto dell'anno scorso... Allora, non ero ancora un artista... Cio, lo ero, ma non del tutto... Cantavo gi delle canzonette, ma nello stesso tempo ero aiuto contabile e signorina stenodattilografa in una ditta di colli e cravatte, in via d'Aboukir... Tutto un romanzo.
Il cameriere - (portando la birra) Una birra.
Ferdinando - Posate sul tavolo... Grazie... Per tornare a quello dicevo, sono le donne che mi hanno rovinato... Come l'avrete capito guardando il mio (pronuncia come se sternutisse) sketch, io non sono stato troppo fortunato nella vita... Le donne... Permettete?... Alla vostra...
Gian-Maria Fouquet - Alla vostra.
Ferdinando - Le donne... Sto cercando una espressione lapidaria, ma non la trovo... Le donne... Le donne sono, in fondo, una bella porcheria... Io vengo spesso quass, a Montmartre, e giro per i caff e le osservo... Quando ascoltano la musica, non c' verso... Le donne possono essere magari col pi bel giovanotto di questo mondo... Ma io leggo subito nei loro occhi, che pensano ad un altro... E' pi forte di loro, poverine... (Alza il bicchiere verso il pianista) Alla tua salute, direttore d'orchestra... Signore, la birra di questo locale sa un po' di muffa, ma io vi ringrazio lo stesso... (Si allontana canticchiando).
Gian-Maria Fouquet - Bel tipo!
Il pianista - Ognuno campa come pu... Volete che suoni qualche cosa?
Gian-Maria Fouquet - S, suonate la Serenata di Gian-Maria Fouquet... La conoscete?
Il pianista - S, la conosco, ma preferisco Mozart.
Gian-Maria Fouquet - Anch'io.
Il pianista - La Serenata di Gian-Maria Fouquet un pezzo che non quasi mai richiesto.
Gian-Maria Fouquet - Ah.
Il pianista - Ma le mie dita hanno una buona memoria.
Gian-Maria Fouquet - Allora per evitare delle amnesie, lasciate che mi sieda io al piano.
Il pianista - Volentieri, ma badate che il padrone detesta i dilettanti... Dice che quando hanno bevuto troppo poco, non fanno abbastanza rumore, e quando hanno bevuto troppo, rovinano il pianoforte. Ognuno ha le sue opinioni musicali.
Gian-Maria Fouquet - Ma io non sono un dilettante.
Il pianista - Ah.
Gian-Maria Fouquet - Non mi riconoscete?
Il pianista - (dopo averlo guardato fissamente) Ma certo... E io che non ci avevo nemmeno pensato... Voi siete Gian-Maria Fouquet, in carne ed ossa... Scusate... Ma certo, sedetevi... Vado ad avvertire il padrone...
Gian-Maria Fouquet - (sedendosi al piano) Ve ne prego.
Il pianista - In incognito?
Gian-Maria Fouquet - In incognito.
Il pianista - Capisco.
Gian Maria Fouquet - (suonando) Quando ero giovane, ho fatto anch'io delle canzoni... Trasformavo ognuno dei miei amori in una canzone. Ho scritto questa Serenata per una ragazza che si chiamava Elena. Era una fanciulla ubbriaca di vita... Rideva tutto il giorno, sempre... Rideva talmente, che alla sera finiva coll'addormentarsi... Quando si risvegliava era un incanto... Si apriva alla luce del mattino, come un fiore... Povera fanciulla, povero fiore!... L'hanno troppo respirata... Si appassita subito... Io ne usufruivo in compagnia di due soci: un industriale e un dentista... Ma quel terzo di lei, che era mio, mi bastava... A quell'epoca non facevo ancora il difficile... Andate al banco a prendere qualcosa per conto mio... Tornerete dopo... (Continua a suonare. Claudia-Yvonne entra).
Claudia-Yvonne - Scusate, signore
Gian-Maria Fouquet - Signora.
Claudia Yvonne - E' bene il ristorante Salviati questo?
Gian-Maria Fouquet - No, signora.
Claudia-Yvonne - E io che ho detto allo chauffeur di andarsene!...
Gian-Maria - Il ristorante Salviati nella prima piazza, a destra.
Claudia-Yvonne - Grazie.
Gian-Maria - Signora, permettete... Sta per piovere... Entrate... Fra poco torner il mio sostituto... Allora, se volete, vi accompagner con l'ombrello fino al vostro ristorante.
Claudia-Yvonne - Grazie... Ma che cosa stavate suonando?
Gian-Maria Fouquet - Una vecchia canzone... La Serenata di Gian-Maria Fouquet.
Claudia-Yvonne - E' vero.
Gian-Maria Fouquet - Vi piace?
Claudia-Yvonne - Abbastanza... La Serenata una delle migliore cose che ha fatto Gian-Maria Fouquet... Le canzoni che scrive adesso non valgono pi niente... Vedo che a Montmartre si rimane ancora fedeli al vecchio repertorio.
Gian-Maria Fouquet - La Serenata di Gian-Maria Fouquet del 1920... Disgraziatamente, proprio dal 1920 che gli anni passano pi in fretta.
Il cameriere - La signora desidera?... Cocktail alla Poincar... Un sidecar?... Un ice cream?... (Sottovoce) Signora, il pianista mi ha detto di dirvi che il signore non il pianista del locale... E' il compositore Gian-Maria Fouquet in carne ed ossa...
Claudia-Yvonne - Possibile?... (Ad alta voce) Una granatina di seltz.
Il cameriere - Una granatina al seltz... (Gian-Maria continua a suonare).
Claudia-Yvonne - Anche il pezzo che state suonando adesso di Gian-Maria Fouquet?
Gian-Maria Fouquet - S, signora.
Claudia-Yvonne - Siete dunque un suo ammiratore?
Gian-Maria Fouquet - S, e no... Cio, ci sono dei momenti in cui mi domando se invece di essere quello che sono, non avrei fatto meglio ad essere Gian-Maria Fouquet... Lo conoscete?
Claudia-Yvonne - Molto bene.
Gian-Maria - Davvero? E suona bene?
Claudia-Yvonne - Come pu suonare un compositore.
Gian-Maria FouqUet - E canta anche come, di solito, cantano i compositori: cio, male?
Claudia-Yvonne - Malissimo.
Gian Maria Fouquet - E privatamente, com'?
Claudia-Yvonne - Quando vede una donna che non conosce, purch questa donna non sia una centenaria, n gobba, comincia a farle la corte con degli occhi languidi da sultana. Fa molto meglio il nodo della sua cravatta che i suoi affari e fa la corte a tutte le sue alunne.
Gian-Maria Fouquet - (alzandosi) Signora, vedo che mi conoscete molto bene... Come se fossimo dei vecchi amici... A chi ho l'onore?
Claudia-Yvonne - Il mio nome non vi direbbe assolutamente nulla di importante.
Gian-Maria Fouquet - Non mi direbbe nulla di importante, ma mi direbbe certamente il vostro nome.
Claudia-Yvonne - Mi chiamo Alessandra Heurtelot.
Gian-Maria Fouquet - Aspettate... S... Mi ricordo... Vostro marito...
Claudia-Yvonne - Infatti, sono vedova.
Gian-Maria Fouquet - Gi vedova?
Claudia-Yvonne - Da due anni.
Gian-Maria Fouquet - Che tristezza... Sopra tutto per il morto... Partire da una donna come voi morire due volte, invece di una sola.
Claudia-Yvonne - Che cosa ne sapete voi?
Gian-Maria Fouquet - Lo so, perch vi ho guardata bene.
Claudia-Yvonne - Grazie, ma vi prevengo che non amo i cioccolatini. (Fa per uscire. Gian-Maria la trattiene).
Gian-Maria Fouquet - Signora...
Claudia-Yvonne - Signor Fouquet.
Gian-Maria Fouquet - Permettetemi ancora una domanda: una sola... Pensate davvero ci che avete detto a proposito delle mie ultime composizioni?
Claudia-Yvonne - S, forse s, lo penso... Ma che cosa pu mai importarvi la mia opinione musicale?... Ci sono dei critici che dicono male perfino di Beethoven.
Gian-Maria Fouquet - Gi, ma Beethoven se ne infischia.
Claudia-Yvonne - E poi, per essere sincera, io ho adorata la vostra musica una volta, quando ero ancora romantica... Quello che ho detto poco fa, non l'ho detto per odio... L'ho detto sopra tutto per rimpianto... Non sono pi cos sentimentale, come quando mi piaceva tanto la vostra Serenata e la suonavo tutto il giorno.
Gian-Maria Fouquet - La suonavate con queste dita?
Claudia-Yvonne - Precisamente le stesse... Suonavo la vostra Serenata e ci sentivo delle cose molto intime, molto mie, delle cose che forse voi non ci avevate messe neppure.
Gian-Maria Fouquet - Ma s che ce le avevo messe... (Il cameriere torna con la bottiglia di sciroppo e il sifone di seltz) Lasciate... Servir .io la signora.
Claudia-Yvonne - Grazie.
Gian-Maria Fouquet - Voi avete cos orribile opinione di me, che dovete certamente conoscere quasi tutti i miei amici... Andate, per esempio, ai gioved della duchessa di Prunes?
ClaudiaYvonne - Non frequento che dei modesti borghesi.
Gian-Maria Fouquet - Allora aiutatemi voi.
Claudia-Yvonne - Conoscete Gevilliers, l'architetto?
Gian-Maria Fouquet - Quello che tradito da sua moglie?
Claudia-Yvonne - Proprio quello: mio fratello.
Gian-Maria Fouquet - Non lo conosco, come del resto quello che vi ho detto sul conto di sua moglie vi dimostra chiaramente.
Claudia-Yvonne - Quello che mi avete detto a proposito di sua moglie mi dimostra invece che lo conoscete benissimo... Ma siccome lui non sa di essere tradito, effettivamente come se non lo fosse.
Gian-Maria Fouquet - E poi, quando c' la salute...
Claudia-Yvonne - Tutto il resto una questione di sfumature... Conoscete i Walverton?
Gian-Maria Fouquet - Ne ho sentito parlare.
Claudia-Yvonne - Questa sera appunto sono invitata dai Walverton ad un banchetto... Chiss come sar pieno di 83.
Gian-Maria Fouquet - Che cosa sono gli 83?
Claudia-Yvonne - Gli 83 sono le coppie per bene... Lui ricco, ma obeso: 8. Lei coperta di perle, ma colle spalle un po' curve: 3
Gian-Maria Fouquet - E' aritmeticamente esatto... Scriver un tango e lo intitoler: Tango 83... (Claudia-Yvonne fa per alzarsi) Ve ne andate?
Claudia-Yvonne - Potrebbero passare dei conoscenti... Vedermi qui, con voi...
Gian-Maria Fouquet - Restate ancora un poco... Il vostro desiderio di andar via qualcosa di spaventevole per me... Voi dovete essere una di 'quelle donne, molto rare, che quando dicono di andarsene, se ne vanno sul serio.
Claudia-Yvonne - Sentite, signor Fouquet, dal momento che ci tenete ad avere delle informazioni sul mio conto, ve le dar tutte.
Gian-Maria Fouquet - Grazie.
Claudia-Yvonne - Prima di tutto, dovete sapere che io non ho affatto bisogno di avere mal di cuore, per sapere che possiedo un cuore anch'io. Io amo la tranquillit, i piaceri da pochi soldi, gli abiti lunghi, le pettinature decise e le coscienze che si lavano col sapone. Preferisco Voltaire a Nietzsche e preferisco i difetti delle persone che conosco da molto tempo alle virt delle persone che non conosco affatto... E, infine, preferisco la pi brutta delle verit alla pi seducente delle menzogne.
Gian-Maria Fouquet - E ci malgrado siete felice?
Claudia-Yvonne - Non domando alla vita che dei minimi di felicit.
Gian-Maria Fouquet - E andate a pranzo dai Walverton?
Claudia-Yvonne - I Walverton sono delle persone molto per bene... Poi, al banchetto, ci saranno molti amici... L'avvocato Desjardins... Chellion, un eccellente ragazzo... Una mia antica compagna di scuola, che a scuola si chiamava Luciana Virevolle, ma che adesso si chiama Lu... Sono tanti anni che non la vedo.
Gian-Maria Fouquet - La ritroverete probabilmente un po' cresciuta.
Claudia-Yvonne - Probabilmente. E finalmente ci sar al banchetto il famoso dottore Shokerpuitz e sua moglie.
Gian-Maria Fouquet - Shokerpuitz?
Claudia-Yvonne - S, il famoso psichiatra, discepolo di Cou... L'autosuggestione... Un uomo di genio... Del resto che cosa vi dicevo?... Eccolo.
Gian-Maria Fouquet - Chi? Il psichiatra?
Claudia-Yvonne - No, l'avvocato Desjardins.
Gian-Maria Fouquet - Allora, se non volete farvi vedere, vi nascondo... (Ferdinando entra).
Claudia-Yvonne - Ma no, andiamo... Mi compromettete... E' ridicolo.
Ferdinando - (fermandosi davanti ai due) Signora...
Gian-Maria Fouquet - Bravo, riparateci.
Claudia-Yvonne - Passa.
Gian-Maria Fouquet - E' passato... Meno male.
Ferdinando - Signore e signori...
Gian-Maria Fouquet - No, per carit.
Ferdinando - Un po' di linee nella mano?
Claudia-Yvonne - E' un'idea.
Ferdinando - Datemi la vostra sinistra... Che cosa vedo?... Una linea di cuore che non finisce mai... Cuore a destra... Cuore a sinistra... Cuore davanti... Cuore di dietro... Cuore da per tutto... Avrete molto da fare col vostro cuore i quest'estate.
Claudia-Yvonne - Sar divertente.
Ferdinando - Divertente o no, io vi ho avvertita... Prendete quindi a tempo le precauzioni necessarie. Volete, per cortesia, dirmi il vostro nome?
Claudia-Yvonne - Ne ho due... Mi chiamo Claudia Yvonne.
Ferdinando - Benissimo... Le Claudie Yvonne sono generalmente bionde e graziose, piuttosto piccole, bocca sorridente, occhi languidi. Adorano il profumo di rosa, i marrons glacs, le docce fredde, le valigie-armadio e i libri in cui si parla d'amore e tutte le pagine.
Claudia-Yvonne - Benissimo.
Ferdinando - Le Claudie Yvonne sono fedeli, a condizione s'intende che incontrino un signore di loro gusto. Sono capaci di essere molto affezionate e i principali avvenimenti della loro vita si verificano vrso la fine di settembre e quasi sempre di gioved.
Claudia-Yvonne - Verso le otto di sera e ad un caff di Montmartre.
Ferdinando - I Gian Maria, invece, sono alti, ben costruiti e quasi sempre artisti. Amano il porto, il profumo del cuoio e le donne bionde. Bisogna sempre cercare quello che pensano sotto quello che dicono... Adesso, le due mani vicine, in modo che io possa fare il confronto... La stessa linea... Perci, (mette la mano di Claudia-Yvonne in quella di Gian-Maria) se avete voglia di fare qualche cosa in collaborazione potete farlo senza complimenti. Io, per conto mio, non posso fare altro che benedirvi in nome della chiromanzia.
Gian-Maria - (lanciando un biglietto da cinque franchi) E adesso, vattene!
Ferdinando - (andandosene) Anche gli uomini pi bene educati, quando sono con una donna, sentono subito il bisogno di diventare maleducati... Misteri della psicologia. (Esce).
Claudia-Yvonne - Penso a quello che ha detto quell'uomo... Non ha detto poi delle sciocchezze. Mi ha detto, che sono capace di essere fedele, a condizione di incontrare un uomo di mio gusto. E' vero... Chiss che non lo incontri... Addio, signor Fouquet.
Gian-Maria - Dirmi addio dopo il vostro proposito di incontrare l'uomo ideale, una specie di offesa per me.
Claudia-Yvonne - Allora, arrivederci...
Gian-Maria - Non andate a pranzo con quei noiosi... Restate qui con me... Telefoner che avete l'emicrania.
Claudia-Yvonne - Non il mio genere, l'emicrania... N l'emicrania, ne le altre malattie... Io non sono di quelle che hanno mal di testa quando stanno benissimo.
Gian-Maria - Sono infelice.
Claudia-Yvonne - Infelice? E in che modo?
Gian-Maria - Credete forse che ci siano due modi diversi di essere infelice?
Claudia-Yvonne - S.
Gian-Maria - Non mi pare.
Claudia-Yvonne - S, si pu essere infelice per un grande amore incompreso... Il modo classico, atroce... E poi si pu essere infelice per una piccola contrariet da nulla... Voi siete infelice in questa seconda maniera... Ma siccome io non voglio che lo siate, vi invito a pranzo a casa mia per una di queste sere.
Gian-Maria - Naturalmente alla presenza di venti o trenta persone.
Ciaudia-Yvonne - Non pi di sette od otto, ve lo prometto.
Gian-Maria - Grazie, ma non una buona ragione per lasciarmi tutto solo questa sera... Proprio questa sera, che sono pieno di idee nere, di pensieri suicidi... (Il dottor Shokerpuitz entra. Vestito di nero. Cappello di feltro. Scarpe gialle. Cravatta bianca. Sorride a Claudia-Yvonr ne e volge le spalle a Gian-Maria).
Il Dottore - Ebbene, signora?
Gian-Maria - Cosa volete?
Il Dottore - Ma chi questo signore?
Claudia-Yvonne - Scusate, dottore.
Gian-Maria - (fra i denti) Accidenti!
Il Dottore - Presentatemi al signore, cara amica.
Claudia-Yvonne - Gian-Maria Fouquet... Il dottore Shakerpuitz...
Il Dottore - Signore.
Gian-Maria - Felicissimo.
Claudia-Yvonne - Il signor Fouquet il famoso compositore... L'autore della Serenata.
Il Dottore - Scusate, ma mi occupo pochissimo di musica.
Gian-Maria - Anch'io sar sincero... Non sono mai malato.
Il Dottore - Si crede di non essere mai malati.
Gian-Maria - Io sto benissimo, ve lo assicuro.
Il Dottore - Benissimo: ma per chi? Per voi che siete un profano. Ma non basta... Volete un esempio?
Claudia-Yvonne - Sedetevi, Bolestan.
Il Dottore - Un momento, mia cara... Volete un esempio della vostra cattiva salute?... La vostra sorpresa di poco fa, quando io sono arrivato... Avete mormorato: Accidenti!... Perch avete mormorato: Accidenti? A quale stato d'animo corrispondeva quel vostro: Accidenti?
Gian-Maria - A nessuno stato d'animo... Non sapevo che voi foste arrivato... Non sapevo che voi foste un amico della signora... Un po' di sorpresa...
Il Dottore - Siete di una ingenuit medica meravigliosa, signor... signor...
Claudia-Yvonne - Gian-Maria Fouquet.
Il Dottore - Signor Marifouquet... Voi soffrite semplicemente di verbigerazione... Non sapete mai esattamente quello che dite... Parlate cos, a caso, a parole confuse... Vi indicher un regime meraviglioso per il vostro disturbo. Molto sonno... Naturalmente, del sonno da dormire da solo... Dei pistacchi salati e dell'acqua di noce... Poi, ripetere quaranta volte al giorno: Io ho delle idee molto chiare... Io ho delle idee molto chiare... . Tutto questo, a finestre chiuse, con dell'acqua calda sul Viutre e colla testa poggiata su di un cuscino... Capito? (Si siede) E voi, cara amica, come vi sentite?... Euforia, non vero?
Claudia-Yvonne - Molto bene, grazie a voi... E Gilberta?... (A Gian-Maria) La signora Shokerpuitz adorabile.
Gian-Maria - Shokerpuitz?
Il Dottore - Bel nome, non vero? Un po' .lungo, ma in compenso molto bello... Avevo pensato di raccorciarlo un po'... Ma Shoker tropo inglese e Puitz poco corretto. Ma sopra tutto, non domandatemi la mia nazionalit, giovanotto.
Gian-Maria - Non ci penso neppure a farvi una domanda simile.
Il Dottore - Invece, io vi dico che voi ci pensate... Io so sempre quello che voi pensate, quello che un altro pensa.
Claudia-Yvonne - Il dottore una specie di mago.
Il Dottore - Vi dir la mia nazionalit precisa... Fate finta di essere a una crocevia... Un po' di Ungheria, un po' di Svezia, un po' di Spagna e una goccia di Abissinia.
Gian-Maria - Ma voi non siete un uomo: siete la Societ delle Nazioni.
Il Dottore - Nove citt d'Europa si disputano l'onore di avermi veduto nascere e quando morir...
Claudia-Yvonne - Che orrore!
Il Dottore - Grazie, amica mia, ma vi prego di non interrompermi. Quando morir, sette nazioni saranno costrette ad abbrunare le loro bandiere. Parlo una ventina di lingue, come i camerieri dei grandi alberghi, e dopo aver fatto quattro volte il giro del mondo, ho fissato definitivamente le mie tende al numero 27 di via "Sainte Croix de la Betonnerie, Parisi, primo piano, a sinistra. Non domandate alla porti naia, perch non le do quasi mai delle mance.
Gian-Maria - (imbarazzato) Un bicchiere di porto.
Il Dottore - Un bicchiere di porto. Me lo immaginavo.
Gian-Maria - E voi, dottore, che cosa prendete?
Il Dottore - Del succo d'arancio, in due bicchieri di Scotch Whisky... Del vero Scotch Whisky, cameriere, altrimenti denunzio il locale per truffa. (Osserva attentamente il cameriere) Il tipo classico del bruto. Degli zigomi da degenerato. Atavismo. Giovanotto, alzate un do' il braccio destro.
Il Cameriere - Il braccio destro?
Il Dottore - (fissandolo ipnoticamente) S, il destro.
Il Cameriere - (tenta di sollevare il braccio destro, ma non ci riesce) E' incredibile: non posso alzarlo.
Claudia-Yvonne - Non abbiate paura... Un semplice esperimento ipnotico.
Il Dottore - Finito... Alzate il braccio, a-desso.
Il Cameriere - (lo alza) Meno male!... (E-sce).
Il Dottore - Ottimo soggetto, ma non il casi di intenerirci. E' un uomo che serve, ma clinicamente parlando, non serve a niente. Campione umano da sopprimere.
Claudia-Yvonne - Il dottore ha una forza ipnotica straordinaria... Se volesse, potrebbe fare con voi quello che ha fatto con il cameriere, signor Fouquet.
Gian-Maria - Non credo.
Il Dottore - Il signore ha l'aria di essere un meraviglioso soggetto ipnotico.
Claudia-Yvonne - Sono sicura, che la prima volta che il signor Fouquet si sente fare un simile complimento.
Il Proprietario - (portando il whisky e il succo d'arancio). Vi servo io, perch il cameriere non ha voluto venire. Dice che gli avete fatto paura, che lo avete ipnotizzato.
Il Dottore - Niente di grave. Spruzzategli un po' d'acqua di seltz sulla faccia.
Il Proprietario - Va bene, signore.
Il Dottore - Dottor Shokerpuitz. Via Sainte Croix de la Betonnerie, 27 - primo piano a sinistra.
Il Proprietario - Va bene. (Esce).
Gian-Maria - La cosa vi stupir, caro dottore, ma io ho studiato un po' di ipnotismo.
Il Dottore - Delizioso... Lasciatelo parlare, cara amica.
Gian-Maria - Secondo me i metodi ipnotici non danno dei risultati, che quando sono applicati su delle anime semplici, abituate a lasciar sfiorare il loro subcosciente.
Il Dottore - Vedo che avete letto il libro di qualche mio avversario. Che cosa fate voi, esattamente, nella vita?
Claudia-Yvonne - Il signor Pouquet compone della musica. La Serenata.
Il Dottore - Benissimo. Dunque, signore della Serenata, io vi dico in maniera formale, che il vostro bicchiere pesa undicimila chili e vi proibisco di alzarlo. Provate ad alzarlo.
Claudia-Yvonne - Provate.
Gian-Maria - Volentieri... (Tenta di alzare il bicchiere, ma non ci riesce) Effettivamente... Ma tutto ci cretino.
Il Dottore - Ve l'avevo detto che il vostro bicchiere pesava centomila chili. E' inutile che guardiate sotto la tavola... Non ci sono trucchi.
Claudia-Yvonne - Che cosa ne dite, signor Fouquet ?
Il Dottore - Non potrete perci bere il vostro bicchiere di porto, che quando io ve ne dar il permesso, colla mia volont. Andiamo, bevete!
Gian-Maria - Grazie, non ho pi sete.
Il Dottore - Vedete che non ridete pi? Voi pretendete, che il mio metodo non riesce, che quando applicato sulle anime semplici. Concludete... Ma si pu nello stesso tempo fare il musicista e avere un'anima semplice, come si pu nello stesso tempo fare lo spazzino e avere un'anima raffinata. Lo scherzo del bicchiere non niente... Un piccolo scherzo di fisica divertente... Passatempo di societ.
Claudia-Yvonne - La cosa pi meravigliosa quando il dottore cambia il carattere di una persona.
Il Dottore - Infatti, io sono capace di modellare un carattere umano, cos come modellerei una briciola di pane. Senza andare a tirar fuori dei ricordi troppo penosi, vi dir che il marito della signora, il povero signor Heurtelot, era un uomo estremamente irascibile. Non poteva dire tre parole, senza battere dei pugni sul tavolo.
Gian-Maria - Ebbene?
Il Dottore - Ebbene, in otto giorni io l'ho trasformato in un agnello mansueto. Il signor Heurtelot diceva sempre di no. Io gli ho insegnato a dire sempre di s. Diceva sempre di s a tutto, negli ultimi tempi. Faceva colla testa cos, continuamente, come un cavallo. S, signore... S, signora... S, mio caro, S, mia cara. Diceva di s al cameriere che gli portava le triglie pi immangiabili del mondo... Diceva di s a tutto e a tutti... Disgraziatamente, ha detto di s anche alla morte... E' morto sorridendo... E' strano, ma ho l'impressione che Montmartre non sia pi cos allegro come una volta... Ecco mia moglie...
Gilberta - Finalmente... Ti sto cercando da per tutto... Claudia, che piacere!
Claudia-Yvonne - Buongiorno, Gilberta... Il signor Gian Maria Fouquet... La signora Shokerpuitz.
Gian-Maria - Ma...
Gilberta - No, non vi sbagliate affatto... Sono proprio io, la vostra peggiore allieva... Gilberta Appuy... Vi ho mandata la mia partecipazione matrimoniale ma probabilmente ricevete tante lettere...
Gian-Maria - Scusate In ogni modo, anche se sono in ritardo di qualche anno vogliate accettare tutte le mie congratulazioni. Vostro marito un uomo sbalorditivo.
Gilberta - Ho capito... Vi ha fatto il trucco del bicchiere che pesa undicimila chili.
Il Dottore - Ti spiego, mia cara.
Gilberta - Hai fatto al signor Fouquet il trucco del bicchiere?
Claudia-Yvonne - Su mia richiesta.
Gilberta - Vi chiedo scusa per mio marito, signor Fouquet.
Gian-Maria - Non c' di che... La cosa mi ha interessato moltissimo.
Il Dottore - Eravamo qui... Non sapevamo, che cosa fare, come passare il tempo...
Gilberta - Pranzate con noi, signor Fouquet?
Gian-Maria - I Walverton non mi hanno invitato.
Gilberta - Dopo le otto di sera, i Walverton non sanno mai esattamente chi hanno invitato. Venite lo stesso. I Walverton saranno felicissimi.
Gian-Maria - Grazie, signora, ma rester qui.
Gilberta - Avete torto. E' tuo questo bicchiere, Bolestan?
Il Dottore - S.
Gilberta - Benissimo. (Beve al bicchiere del marito) Cos sapr quello che pensi.
Gian-Maria - Come mai, dottore, non potete impedire a vostra moglie di bere nel vostro bicchiere e di leggere cos nei vostri pensieri?
Il Dottore - Tutta la mia scienza e tutta la mia forza ipnotica si fermano davanti a mia moglie.
Gian-Maria - Strano!
Gilberta - E niente scherzi ipnotici durante il pranzo, hai capito, Bolestan? Ci tengo a non passare per la moglie di un saltimbanco. Avanti... Vai ad avvertire che noi stiamo arrivando.
Il Dottore - (a Gian Maria) Via Sainte Croix de la Betonnerie, 27.
Gian-Maria - Va bene.
Il Dottore - Primo piano a sinistra.
Gilberta - Non domandate nulla alla portinaia.
Il Dottore - Arrivederci. (Esce).
Claudia-Yvonne - Lo trattate bene vostro marito.
Gian-Maria - Siete la sola a non aver paura della sua forza ipnotica.
Gilberta - Sfido: sono sua moglie!
Claudia-Yvonne - Questa volta arrivederci sul serio, signor Fouquet.
Gian-Maria - Arrivederci, signora.
Gilberta - Sarete ancora qui quando ripasseremo ?
Gian-Maria - Credo di no.
Gilberta - Avete l'aria annoiata... Sempre melanconico come una volta... Credo che abbiate effettivamente bisogno di mio marito.
Gian-Makia - Non dico di no.
Gilberta - Arrivederci. (Esce).
Gian-Maria - Arrivederci. (Trattiene Claudia-Yvonne) Io rester qui ancora un'ora... Un'ora... Venite... Altrimenti, mi sentir come un povero corpo senz'anima.
Claudia-Yvqnne - Un corpo senz'anima gi meno grave di un'anima senza corpo.
Gian-Maria - Cattiva.
Claudia-Yvonne - (vedendo Chellior) Chellion.
Chellion - Io..
Claudia-Yvonne - Venivate a cercarmi?
Chellion - Io...
Claudia-Yvonne - I Walverton sono gi arrivati?
Chellion - Io...
Claudia-Yvonne - Il signor Chellion... Il .signor Gian-Maria Fouquet.
Chellion - Io...
Gian-Maria - Anch'io, signore
Claudia-Yvonne - (a Chellion) Per cominciate sempre le vostre frasi dicendo - Io... Finirete col far credere di essere un egoista.
Chellion - Io...
Claudia-Yvonne - Buon appetito, signor Fouquet.
Gian-Maria - Grazie... (Claudia-Yvonne esce con Chellion).
Il Proprietario - Il signore vuol cenare?
Gian-Maria - S.
Il Proprietario - Un solo coperto?
Gian-Maria - Uno solo.
Il Proprietario - Abbiamo un'ottima lista. Antipasto... Vitello in casseruola... Insalata...
Gian-Maria - Va bene
Il Proprietario - E come vino?
Gian-Maria - Quello che avete di pi secco come champagne.
Il Proprietario - Allora, dell'Asti spumante.
Gian-Maria - Se vi fa piacere. (Ferdinando entra).
Ferdinando - Voi vedete in me una specie di messaggero d'amore, con le ali... Mi ha mandato quella signora.
Gian-Maria - Quella a cui avete lette le linee della mano?
Ferdinando - S... Mi ha detto che non potr venire, che non dovete assolutamente aspettarla... E' una donna molto per bene... Nonostante quello che mi ha detto, verr... Questa la mia opinione... Sono cos bugiarde, le donne per bene!
Gian-Maria - Grazie... Tieni... (D un biglietto da cinquanta franchi).
Ferdinando - Cinquanta franchi... Che bella invenzione l'amore... Sopra tutto la prima sera. (Esce. Gian-Maria voltato e non vede entrare Lu. Questa copre dal didietro, con le mani, gli occhi di Gian-Maria).
Gian-Maria - (carezzando le mani di Lu) Lasciate... E' cos dolce... Voi avete capito che ero triste, che vi aspettavo...
Lu - Puoi anche darmi del tu.
Gian-Maria - (scattando e riconoscendo Lu) Come: sei tu?
Lu - Allora, puoi darmi del voi.
Gian-Maria - Perch hai lasciato i Walverton?
Lu - Hanno fatto telefonare al ristorante... I Walverton hanno avuto un incidente automobilistico a Saint-German... Sono leggermente feriti... Stanno prendendo un cocktail all'ospedale... Ci hanno pregati di raggiungerli... Gli invitati sono andati tutti via... Meno male... Senza i Walverton, eravamo tredici. Delle tersone molto per bene... C'era una vedova Heurtelot, che quando eravamo a scuola insieme mi aiutava a fare i componimenti... C'era anche un accademico in bassa tenuta.
Gian-Maria - Come, in bassa tenuta?
Lu - Aveva solamente le decorazioni all'occhiello. E poi c'era un medico che mi fa paura... Vuol sempre paralizzarmi la gamba destra... Chiss poi con quali intenzioni. E le tue quali sono, caro?
Gian-Maria - Io ti consiglio di andare al Teatro dell'Opera.
Lu - Che cosa fanno?
Gian-Maria - Non lo so, ma faranno certamente un'opera come si deve. Prendi due posti. Lasciane uno allo sportello e aspettami.
Lu - Poi mi spiegherai?
Gian-Maria - Ti spiegher.
Lu - E dopo?
Gian-Maria - Dopo, che cosa?
Lu - Dopo l'Opera?
Gian-Maria - Vedrai... Sarai contenta.
Lu - Allora, un bacio.
Gian-Maria - S, ma presto.
Lu - Come al cinematografo... Un bacio di trenta secondi, alla Greta Garbo... Good by.
Gian-Maria - Good by.
Lu - Prender un palco.
Gian-Maria - Come vuoi. (Lu esce). Pianista... Qualche cosa di molto serio, di molto definitivo...
Il pianista - Allora del Bach.
Gian-Maria - Vi,dir io quando dovrete incominciare. Padrone, un altro coperto e dei fiori.
Il Proprietario - Il signore aspetta gualcano?
Gian-Maria - Forse... Chi sta venendo?
Il Proprietario - Un signore e una signora.
Gian-Maria - Capito... Andate (Il proprietario esce).
Il Dottore - Bastava passare per la scala... Perch poi ritornare qui... C' un odore di cucina insopportabile e non c' nemmeno un cane.
Gilberta - (dopo aver guardato) Effettivamente non c' nessuno.
Il Dottore - Nemmeno il tuo suonatore di pianoforte.
Gilberta - Il signor Fouquet non un suonatore di pianoforte: un compositore. Bolestan, non ti permtto di dir male di lui.
Il Dottore - (chiama) Chellion!
Gilberta - No, te ne prego... Lascialo stare dov'.
Il Dottore - Perch? E' tanto bravo quel giovanotto... Chellion?...
Chellion - lo...
Il Dottore - S, mio caro, .ma non agitatevi... Venite con noi: ci divertiremo... Andremo a Montparnasse, in un piccolo cabaret che conosco. Vi presenter un giovanotto, delizioso ragazzo. Il migliore dei miei soggetti ipnotici. Tutto quello che esiste di pi fine, di pi colto, di pi artista. Artista fino alla punta delle unghie. Un po' effeminato...
Gilberta - Bolestan...
Chellion - Io...
Il Dottore - Adagio, non vi sforzate... Riflettete prima di parlare... Poi, parlerete meglio... Voi siete vittima della vostra fretta... Prendete mia moglie per un braccio... Io la prendo per l'altro... E andiamo... E non dimenticate di dire ottantasei volte al giorno, preferibilmente alla mattina: lo sono molto eloquente... Io parlo benissimo... Io sono molto eloquente... Io parlo benissimo... Io domino le folle con la mia violenza oratoria... (Escono).
Il Proprietario - E' sempre necessario il secondo coperto?
Gian-Maria - Pi che mai. Andate... Pianista... Della musica.
Il Pianista - Bach?
Gian-Maria - S... Abbastanza forte, in modo che non possiate sentire quello che noi diremo... Abbastanza piano, in modo da non disturbarci troppo. (Si alza per andare incontro a Claudia-Yivanne).
Gian-Maria - Che sogno!
Claudia-Yvonne - (indicando i due coperti) Aspettavate me?
Gian-Maria - La domanda cos inutile, che preferisco non rispondere neppure.
Claudia-Yvonne - I Walverton hanno avuto un incidente automobilistico.
Gian-Maria - Benissimo.
Claudia-Yvonne - La fatalit... La forza del destino...
Gian-Maria - La fatalit una persona molto per bene. Sa sempre quello che fa.
Claudia-Yvonne - S, ma non sa quello che ci costringe a fare.
Gian-Maria - Non contate sulla mia collaborazione per fare dello spirito. Io sono troppo commosso per poter fare lo spiritoso. Ero solo e pensavo a voi. Non osavo sperare niente. Poi, tutto, ad un tratto, la meraviglia, l'incanto, la favola... Sedete... Volete prendere qualcosa?
Claudia-Yvonne - Non ho appetito.
Gian-Maria - Qualcosa di freddo?
Claudia-Yvonne - No.
Gian-Maria - Vi sentite bene?
Claudia-Yvonne - Benissimo.
Gian-Maria - Allora, potete prendere un po' di antipasto.
Claudia-Yvonne - Grazie.
Gian-Maria - E' un momento psicologico molto delicato... Capisco... E io non sono un mago come il vostro dottore. Ma indovino lo stesso quel che pensate.
Claudia-Yvonne - Dite.
Gian-Maria - Voi, in questo momento, state pensando all'incidente automobilistico dei Walverton e domandate a voi stessa: Che cosa diavolo sono venuta a fare qui, con questo individuo ?
Claudia-Yvonne - E' vero.
Gian-Maria - Avete un po' di fiducia in me?
Claudia-Yvonne - S.
Gian-Maria - Meno male.
Claudia-Yvonne - Ho fiducia in voi, quando voi ridete o quando io vi faccio una domanda...
Gian-Maria - Ma... Sento che sta per arrivare un ma, un terribile ma...
Claudia-Yvonne - Ma quando voi cercate di diventare tenero, prendete invece un'espressione feroce.
Gian-Maria - Ah se potessi, per un secondo, per un istante solo chiamarvi: Claudia invece di dirvi: Signora...
Claudia-Yvonne - Per un secondo solo, ve lo autorizzo.
Gian-Maria - Claudia, voi mi fate l'impressione di un uomo... Un uomo che sul punto di lasciarsi convincere da una professionista...
Claudia-Yvonne - E' un po' vero, amico mio, quello che dite... Mi sento proprio come un brav'uomo deciso a dire di s ad una donnaccia che lo ha fermato di notte, in mezzo alla via... (Ferdinando passa canticchiando una canzone alla moda e pizzicando il suo mandolino
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
In casa del dottor Shokerpuitz. li gabinetto delle consultazioni. Due giorni dopo il primo atto. E' l'una del pomeriggio. Il dottore versa a-morosamente del caff nella tazza di sua moglie. Gilberta seduta in una poltrona.
Il Dottore - Un quarto di tazza?
Gilberta - No, la tazza piena.
Il Dottore - Mezza tazza?
Gilberta - Non il caso di mercanteggiare. Ho detto: piena.
Il Dottore - E i tuoi nervi, mia cara?
Gilberta - Lasciali stare.
Il Dottore - Allora bevi finch il caff caldo, bambina mia... Mettiti questo cuscino sotto i piedi... Starai pi comoda... Ricompensa? (Porge le labbra, ma Gilberta offre solo la fronte).
Gilberta - Non fare il pazzo. Calmati e pensa che l'anticamera piena di clienti che aspettano.
Il Dottore - Lasciali aspettare. Pi i clienti di un dottore aspettano e meno lavoro ha il dottore. Nell'attesa, la volont del cliente si fa pi docile, pi malleabile. Dove vai quest'oggi?
Gilberta - Dalla sarta.
Il Dottore - Dalla signora Fenoule?
Gilberta - Non ne ho altra.
Il Dottore - E ti ha dato appuntamento?
Gilberta - Per l'una e mezza, esattamente. ; Come vedi, non sono in anticipo.
Il Dottore - La tua sarta, signora Fenoule, ti ha dato un appuntamento per oggi, all'una e mezza precise. E' strano, perch a mezzo giorno preciso la signora Fenoule si marita alla Chiesa di Saint-Augustin.
Gilberta - Ne sei sicuro?
Il Dottore - Sposa un signor Desperan, ingegnere alle Acque Potabili.
Gilberta - Chi che ti ha raccontata questa storia ?
Il Dottore - I giornali di Parigi.
Gilberta - Naturalmente... Tu passi tutta la tua mattinata a imparare a memoria i giornali. Quando finalmente me li portano da leggere, i giornali hanno perduto tutto il loro interesse. Ecco perch io non riesco mai a saper nulla e ho sempre l'aria di una cretina, al di fuori del mondo... Almeno ti accontentassi di leggere un giornale alla volta! Invece hai la mania di leggerli tutti insieme... Ma le cose cam-bieranno, te lo giuro.
Il Dottore - Dunque, tu hai un appuntamento con la tua sarta all'una e mezza precisa. Ti prevengo, che dopo la cerimonia ci sar un piccolo lunch.
Gilberta - Sar certamente invitata... Ma siccome sei tu che prendi tutta la posta... E' inutile che tu faccia per me gli stessi occhi che fai per i tuoi clienti. Con me, non attacca! Che cosa dimostra tutto quello che mi hai detto? Dimostra semplicemente, che la signora Fenoule lavorer anche oggi, nonostante il suo matrimonio. Un .esempio da imitare... Se tutte le persone facessero cosi, il mondo andrebbe a-vanti molto meglio.
Il Dottore - Disgraziatamente, il giornale avverte, che i magazzini della signora Fenoule resteranno chiusi tutto il giorno.
Gilberta - Ma se te lo dico io, che non so mai nulla! Ebbene, quando la signora Fenoule mi ha dato appuntamento per oggi, aveva probabilmente dimenticato che invece doveva prendere marito. Cose che succedono!
Il Dottore - La signora Fenoule probabilmente una donna molto metodica, proprietaria di un taccuino da cinquanta centesimi.
Gilberta - Insomma, caro Bolestan, che cosa significa tutto questo interrogatorio poliziesco?
Il Dottore - Per tutti i colpevoli del mondo, fare delle domande significa imporre un interrogatorio. Psicologia criminale.
Gilberta - Colpevole?... Ma insomma, che cosa ti sei messo in testa?
Il Dottore - Una visione... Un divano... Su questo divano, mia moglie... Accanto a mia moglie, un signore in pigiama che non sono io...
Gilberta - Della gelosia in piena regola.
Il Dottore - Forse.
Gilberta - La gelosia come il raffreddore: si pu curare. Buona sera.
Il Dottore - (trattenendola per un braccio) Dove vai?
Gilberta - Vado da un'altra sarta. Da una sarta, che non prenda marito questa mattina... E poi non me la sento pi di sopportare, dalla mattina alla sera, gli insulti di uno straniero.
Il Dottore - Quale straniero?
Gilberta - Tu... Ti conoscevo forse sei anni or sono?
Il Dottore - No.
Gilberta - Fai forse parte della nostra famiglia?
Il Dottore - No.
Gilberta - Siamo forse dello stesso paese?
Il Dottore - No.
Gilberta - E allora?... Pi straniero di cos... E adesso basta... Arrivederci.
Il Dottore - Arrivederci, Luciana.
Gilberta - Arrivederci.
Il Dottore - Come, ti ho chiamata Luciana invece di chiamarti Gilberta e non te ne sei neppure accorta?
Gilberta - Non cercare di appiopparmi qualche nuova malattia mentale. Con me, non attacca... E non aspettarmi prima delle otto. Fai vedere la lista dei clienti, che aspettano in anticamera... La signora Pfotin... Chellion... La contessa Houpont... Claudia-Yvonne... Che cosa viene a fare Claudia Yvonne da te?
Il Dottore - Non lo so, cara.
Gilberta - Me lo dirai, dopo?
Il Dottore - No.
Gilberta - S.
Il Dottore - S.
Gilberta - Il signor Gabardin... Quanta gente... Quanta povera gente... Non ti stancare troppo... A stasera... Porto via la mia tazza di caff... Una tazza di caff, nel gabinetto di un medico, non cosa seria... Buon lavoro...
Il Dottore - (non appena Gilberta uscita) La sua sarta... (Si guarda ad uno specchio). Statura alta. Torso erculeo... Volto energico... occhi dominatori. Guadagni legalmente dichiarati: settecentomila franchi all'anno. Pu un simile individuo essere ingannato dalla propria moglie? No e poi no! Io non posso essere ingannato... Io non posso essere ingannato... (Si avvicina alla porta, per aprirla) Io non posso essere ingannato...
Chellion - (entrando) Io...
Il Dottore - Buongiorno giovanotto, come va?
Chellion - lo...
Il Dottore - Fate finta che io non sia qui... Che voi siate solo: sar meglio... E un buon consiglio... In qualunque circostanza, non date mai retta a quello che pu dire il vostro interlocutore o la vostra interlocutrice... Della disinvoltura, della decisione... Riprendiamo la lezione di ieri... Dunque, questa sedia rappresenta la signora alla quale voi state facendo la corte... La sedia una signora maritata o una signorina?
Chellion - Ma...
Il Dottore - Maritata o signorina, decidetevi...
Chellion - Quasi maritata...
Il Dottore - Benissimo... Allora dicevamo: la sedia, che alla vostra sinistra, una signora che non maritata. La sedia, che alla vostra destra, rappresenta invece un ricco banchiere, al quale voi avete il desiderio di fare una importante proposta finanziaria. Il banchiere nascosto nell'ombra... Voi, invece, siete in piena luce.
Chellion - Oh.
Il Dottore - E' l'uso. Il banchiere si tolto gli occhiali. Ha posato un occhio sul pendolo della stanza e pensa alla sua piccola amica che lo sta aspettando. Avete imparato a memoria il brano che vi ho indicato? S?... Dunque, andiamo: uno, due e tre... Marche!
Chellion - Uno, due, tre... (Recita) Signore, io vi porto qualcosa di meglio che della buona volont: io vi porto una volont. Voi avete davanti a voi, in questo momento, ci che c' di pi raro a questo mondo: Vale a dire un carattere. Io sono precisamente l'intermediario di cui voi avete bisogno, per svolgere le vostre trattative con i pezzi grossi della finanza internazionale, con gli ambasciatori, con i monarchi... Dotato di un possente fluido magnetico, che devo alle assidue cure del dottor Shokerpuitz...
Il Dottore - Via Sainte Croix de la Betonnerie, 27 primo piano... Avanti...
Chellion - ...io mi metto a vostra disposizione per redigere tutto ci che vi necessario nello svolgimento dei vostri affari...
Il Dottore - Prendete una sigaretta e accendetela... Un. vero uomo d'affari non aspetta mai che gli venga offerta una sigaretta... Se la prende...
Chellion - Ma io non fumo.
Il Dottore - Voi fumate... Comperate un accenditore automatico e imparate ad accender, lo con un colpo di pollice... Adesso, voltatevi a sinistra, verso la sedia che rappresenta la donna amata... Continuate a fumare... Asfissiate la nemica... Siccome d'altra parte anche la donna amata fuma, voi col fumo della vostra sigaretta dovete avere un po' l'aria di rispondere al suo fumo... Avanti!...
Chellion - Cara, cara, mille volte cara... Poggiate la vostra testa e i vostri pensieri su questo vasto torace maschile...
Il Dottore - Che cosa cercate?
Chellion - Un portacenere: la sigaretta mi paralizza i movimenti... (Continuando) Voi avrete cos un cuore tutto vostro, un cuore sempre pronto a consolarvi, a proteggervi, a cullarvi teneramente... Non abbiate paura... (Urla) Ah!
Il Dottore - Che cosa succede?
Chellion - La sedia si mossa.
Il Dottore - Questo fa parte dell'esercizio clinico. La sedia si mossa, perch legata ad un filo invisibile, che finisce sotto il mio scrittoio... Voi vi siete turbato inutilmente... Tutto da capo... Bisogner che ritorniate domani, giovanotto. Verso le quattro... (Chellion tira fuori il suo portafogli) No... no...
Chellion - Davvero?
Il Dottore - Nella tasca dei calzoni i biglietti da cento, se volete fare un buon esercizio di volont... Gettatene due sul tavolo adesso... Con un gesto deciso e indifferente...
Chellion - Duecento franchi, allora?
Il Dottore - Non mi interrompete... E non uscite coll'aria triste e colpevole, come se aveste rubato qualche cosa... Stretta di mano energica... Passo sicuro... Uno... due... Uno... due... Io sono molto eloquente... Io sono molto eloquente.,.. (Suona un campanello) Vedrete che andr tutto benissimo... Per fortuna, siete molto intelligente... (Chellion esce senza dir nulla)
Il Dottore - (scrivendo su di un registro) Il cretino timido, duecento franchi. (Apre la porta) Avanti a chi tocca... Fiducia... Fiducia... Ci vuole fiducia...
Lu - (entrando) Ma certo, dottore.
Il Dottore - Signora, i miei omaggi.,
Lu - Gilberta, in casa?
Il Dottore - No, andata dalla sua sarta, la signora Fenoule.
Lu - Oggi?
Il Dottore - Doveva provare un vestito.
Lu - Voi dovete senza dubbio domandarvi quale pu essere lo scopo della mia visita.
Il Dottore - Guarigione della timidezza.
Lu - No, ho molti difetti, ma non ho quello di essere timida.
Il Dottore - Soppressione di qualche idea fissa?
Lu - Nemmeno... Come siete curioso!... Ebbene, vi dir una cosa, che senza dubbio vi sorprender molto: io ho un amante.
Il Dottore - Uno solo?
Lu - Il primo.
Il Dottore - Possibile?
Lu - Il primo, dopo Vittorio... Voi lo avete conosciuto Vittorio.
Il Dottore - Un essere fiacco, insignificante, scolorito.
Lu - Ci siamo lasciati senza rimpianti, senza far del teatro... Voi capite la mia situazione.., Da una parte, mio marito... Dall'altra, Vittorio...
Il Dottore - Quanto durato, Vittorio?
Lu - Sette mesi... Poi, ho conosciuto Gian-Maria Fouquet... Voi sapete che io non sono una donna facile... Io non cedo mai prima di due settimane, tre al massimo... Con Gian-Maria Fouquet, invece, sono stata pi veloce... Molto veloce... Ero contenta e credevo che per tutta l'estate"sarei stata a posto.
Il Dottore - E invece... Gian-Maria Fouquet si gi stancato di voi.
Lu - S... Ora, io ci terrei a rimanere, davanti ai suoi occhi, quella che effettivamente sono: cio una donna superiore.
Il Dottore - E' facilissimo. Mettetevi un po' al mio posto... (Gesti ipnotici) Voi non siete pi Lu Protin...
Lu - Io non sono pi Lu Protin...
Il Dottore - Voi siete il dottore Shokerpuitz.
Lu - Io sono il dottore Shokerpuitz... Tutto ci mostruoso... Io sono il dottore Shokerpuitz e ciononostante sono pazzamente innamorata di Gian-Maria Fouquet.
Il Dottore - Svegliatevi... Lei non pensa che a lui... Io non penso che a lei... L'esperimento non pu assolutamente riuscire... (Le soffia sul volto).
Lu - Dove diavolo ero?... Dunque, come vi dicevo, io ci tengo a comportarmi come una donna superiore.
Il Dottore - In questo caso, sentite... Voi mi piacete molto... Poco fa, nel salutare mia moglie, l'ho chiamata Luciana... Il vostro nome...
Lu - Gilberta sar furente contro di me.
Il Dottore - Vi voglio proporre una cosa molto seria... Un flirt sensazionale fra me e voi... Lo strimpellatore di pianoforte si irriter e io, non ve lo nascondo, ho bisogno di irritare un poco Gilberta.
Lu - E' un rimedio troppo vecchio... Non si usa pi... E' vero che delle volte i vecchi rimedi sono i migliori... Il consulto finito?
Il Dottore - S.
Lu - Arrivederci, Bolestan, (Esce a destra).
Il Dottore - (scrive sul suo registro) Avere, da Lu Protin, cento franchi... (Apre la porta) Il primo...
Claudia-Yvonne - Buongiorno, dottore.
Il Dottore - Buongiorno, Claudia.
Claudia-Yvonne - Non Lu Protin che uscita poco fa?
Il Dottore - No, era una principessa indiana.
Claudia-Yvonne - Eppure, mi era parso di sentire la voce di Lu.
Il Dottore - Vi siete ingannata... Avete aspettato molto?
Claudia-Yvonne - No... Il domestico mi aveva fatto entrare nella sala da pranzo. Non voleva assolutamente credere, che venivo come cliente... Io l'ho pregato di non avvertire Gilberta... Gilberta sta bene?
Il Dottore - Sta molto bene, ma non sta mai in casa... Insomma, io ho dato a Gilberta una personalit, un rango sociale, ma non le ho mica dato tutte queste belle cose perch vada a mostrarle tutto il giorno fuori di casa...
Claudia-Yvonne - Sono cose che succedono a tutti gli inventori... Uno inventa una cosa e poi gli altri ne profittano.
Il Dottore - Grazie. E adesso veniamo a voi. Che cosa succede? Qualcosa di guasto nell'anima?
Claudia-Yvonne - S... Quando ci siamo lasciati otto giorni or sono, dopo una cena, in un ristorante di Mntmartre io vi ho detto che tornavo a casa... Ho mentito... Non sono tornata a casa... Sono andata a raggiungere il compositore. Debbo dirvi tutto?
Il Dottore - Tutto.
Claudia-Yvonne - Dopo aver pranzato, abbiamo discesa insieme, a braccetto, la scalinata della Butte... Dei taxi passano... Io fermo il terzo... Perch era un taxi chiuso... Capite? sono stata io la prima a dargli del tu... Lui mi ha proposto di andare con lui a casa sua... E adesso, porto il suo ricordo nel mio cuore, come le altre, una specie di uniforme sentimentale... Mi sono fatta piccola piccola, cos piccola che lui finir col dimenticarmi...
Il Dottore - Non avevate mai provato niente di simile con Heurtelot?
Claudia-Yvonne - Chi Heurtelot?
Il Dottore - Vostro marito... Il signor Heurtelot...
Claudia-Yvonne - No.
Il Dottore - Dunque, la crisi cominciata otto giorno or sono... La temperatura sempre la stessa?
Claudia-Yvonne - Sempre la stessa... Mi sento come inebetita...
Il Dottore - Capisco... L'ebetudine. Avete tuttavia ancora molti mezzi a vostra disposizione... Ucciderlo, per esempio.
Claudia-Yvonne - Non un mezzo: un fine.
Il Dottore - Anzi, una fine. Allora difendervi.
Claudia-Yvonne - E' per questo che sono venuta da voi... Io sono una povera donna molto rude, molto sincera... Trasformatemi... Fate di me una donna come tutte, scaltra, furba, bugiarda, pericolosa... Voi date del coraggio ai timidi... Datemi un'arma. Io so quello che lui pensa di me... L'ho ascoltato senza farmene accorgere, mentre stava parlando con un amico... L'amico gli raccomandava di trattarmi con un po' di delicatezza, di diffidare della mia brutalit. Lui ha risposto: Claudia-Yvonne!... Ti assicuro, che non sapr mai stringere i pugni, che per riaccomodare le mie calze .
Il Dottore - Aveva fatto i conti senza Shokerpuitz. Ne faccio una questione personale... Avrete il vostro compositore, prigioniero della vostra volont, di tutte le vostre volont... E' un debole... Gli uomini troppo amati sono tutti dei deboli... La forza, ce l'hanno gli altri... L'hanno inutilmente, ma l'hanno loro... Lasciate che io vi guardi... Siete deliziosa.
Claudia-Yyonne - Oh.
Il Dottore - Cominciate col mettervi bene in testa, che voi siete la pi graziosa delle donne.
Claudia-Yvonne - No...
Il Dottore - Riflettete... Vedrete, che pressa poco quello che pensate... Andiamo... Ieri, ero gi bellissima... Ma domani lo sar ancora di pi. Tutti gli uomini sono costretti ad avere le vertigini quando mi guardano... Il mio amante mi adora.
Claudia-Yvonne - Un po' a modo suo.
Il Dottore - Debbo dunque profittare d questa sua adorazione, per fargli capire, che gli Altri esistono, gli Altri colla maiuscola e al plurale.
Claudia-Yvonne - Gli Altri... La gente?
Il Dottore - S.
Claudia-Yvonne - Ma io sono fedele per temperamento e gli Altri mi danno noia.
Il Dottore - Gli Altri esistono. Bisogna che esistano. La cosa non vi far piacere, ma necessaria. Gli Altri esistono... Chellion molto giovane e ha la grazia dell'innamorato debuttante... Il dottor Shokerpuitz non molto bello, ma ha il fascino del genio... Il passante che incontrate per la strada una specie di Antinoo, di Apollo... Come vedete, non esiste solamente Gian-Maria-Fouquet... E' dell'omeopatia. A domani alle due: arrivederci.
Claudia-Yvonne - A domani alle due. Grazie.
Il Dottore - Benissimo Come vedete, non pi la stretta di mano dell'amica che voi mi offrite... Constatate... Voi offrite la vostra mano da baciare, come offrireste una cosa molto rara, un gioiello.
Claudia-Yvonne - Un movimento involontario.
Il Dottore - Tanto meglio.
Claudia-Yvonne - E' strano, ma sento effettivamente qualche cosa di nuovo in me. E' meraviglioso... Ecco, per esempio, una parola -meraviglioso - che non fa parte del mio vocabolario... Mi sfuggita... Sono le donnicciuole, che parlano sempre a grandi aggettivi... In ogni modo, fate che io non diventi troppo pericolosa... Lasciatemi un po' di tenerezza, un po' di bont, come si lascia un po' di caffeina nel caff decaffeinizzato e un po' di nicotina nel tabacco dolce... Se diventassi una di quelle donne che non pensano che a se stesse, sarebbe spaventoso!
Il Dottore - Sarebbe delizioso, invece. A domani.
Claudia-Yvonne - A domani. (Esce).
Il Dottore - Ci sono delle signore in anticamera?
Il domestico - No, signore.
Il Dottore - Peccato. (Suoneria di telefono) Pronto... Il dottore Shokerpuitz...
Il domestico - Hanno telefonato dalla casa Fenoule e ho passata la comunicazione.
Il Dottore - Pronto... Non sento bene... La casa Fenoule riceve oggi le sue clienti?... Ne sono felicissimo... Grazie... No, non posso avvertire la signora Shokerpuitz... La signora uscita... E' venuta da voi.. Aspettate... I miei complimenti alla signora Fenoule... In fondo, il matrimonio una invenzione eccellente. Un po' imperfetta come tutte le invenzioni umane, ma eccellente... Sono io... Grazie... (Si stropiccia le mani) Fate entrare a chi tocca. Chi ?
Il domestico - Il signor Gian-Maria Fouquet.
Il Dottore - Gian-Maria Fouquet?
Il domestico - Ha chiesto se era venuta la signora Heurtelot.
Il Dottore - Ah.
Il domestico - Gli ho risposto che non sapevo.
Il Dottore - Fate entrare... Aspettate... Fra dieci minuti, ridomandate la casa Fenoule e poi passate la comunicazione qui.
Il domestico - S, signore.
Il Dottore - Io sono molto contento di voi, Battista. Vi d un aumento di cinquanta franchi.
Il domestico - Grazie, signore.
Il Dottore - Cinquanta franchi all'anno.
Il domestico - Grazie lo stesso. (Esce).
Il Dottore - (guardandosi allo specchio come poco prima) Che cosa avevo detto io? Che cosa ti avevo detto, caro Bolestan... Diagnosi infallibile... (Apre la porta).
Gian-Maria - Dottore.
Il Dottore - Buongiorno, signore.
Gian-Maria - Non so se mi riconoscete... Montmartre... Il bicchiere di undicimila chili.
Il Dottore - Un piccolo scherzo.
Gian-Maria - Non vorrei disturbarvi...
Il Dottore - Ve ne prego... Avvicinatevi.
Gian-Maria - La signora Heurtelot mi aveva pregato di venire a cercarla qui. Dovevamo andare insieme ad una Esposizione di quadri.
Il Dottore - La signora Heurtelot stata qui, ma gi andata via.
Gian-Maria - Andata via? Eppure io non sono in ritardo che di un quarto d'ora. E non ha lasciato detto niente? Vi chiedo scusa, dottore.
Il Dottore - Ve ne andate? Avrete bene un minuto di tempo.
Gian-Maria - Temo di abusare.
Il Dottore - Io invece vi invito a profittare di quel minuto di tempo che avete.
Gian-Maria - In questo caso...
Il Dottore - Una sigaretta? E' del tabacco forte.
Gian-Maria - Allora, se permettete, preferisco le mie.
Il Dottore - Preferite il tabacco dolce... Del fieno...
Gian-Maria - Lascia un gusto migliore.
Il Dottore - Per il bacio, s.
Gian-Maria - Anche per il bacio.
Il Dottore - Siete effettivamente molto elegante, signor Fouquet.
Gian-Maria - Grazie... Trasmetter i vostri complimenti al mio sarto... Il mio sarto ne sar felicissimo.
Il Dottore - Credete che il vostro sarto se la caverebbe bene, anche con un cliente delle mie dimensioni?
Gian-Maria - Potreste sempre provare.
Il Dottore - (dopo una piccola pausa) Deliziosa donna, Claudia-Yvonne!
Gian-Maria - Deliziosa.
Il Dottore - Prima di entrare da mia moglie, passata da questa stanza per salutarmi..,! Si seduta l, su quella sedia... Ah.
Gian-Maria - Che cosa succede?
Il Dottore - La sedia si mossa.
Gian-Maria - Lo credo... E' legata ad al filo che finisce sotto il vostro tavolo.
Il Dottore - Temperamente scettico, incredulo, annoiato. E' precisamente quanto volevo sapere... Sia detto tra noi, signor Fouquet... A proposito di Claudia... Quando penso che una simile deliziosa creatura pu perdersi con un giovanotto cos insipido come Chellion!
Gian-Maria - Cosa dite?
Il Dottore - Ho scherzato.
Gian-Maria - Divertente il vostro scherzo,
Il Dottore - Vedo che voi avete nervosamente spezzato la vostra sigaretta. C' ancora speranza.
Gian-Maria - Quale speranza? Non capisco...
Il Dottore - Io mi interesso molto di Claudia-Yvonne... Voi pure.
Gian-Maria - S, anch'io.
Il Dottore - Si dice che un artista un amante ideale, solamente fino a quando l'oggetto della sua fiamma non gli ha detto di s.
Gian-Maria - Dopo il s, bisogna che la donna, l'oggetto della fiamma come dite voi, si renda conto che essa, pur essendo molto nella vita dell'artista che diventato il suo amante, non tuttavia tutto. Bisogna cio che questa donna abbia l'abilit di comparire e di scomparire a tempo, senza bisogno n di dirle: Vieni n di dirle: Va via . Bisogna che eviti le spiegazioni, le scenate, le lagrime; bisogna che sappia servirsi intelligentemente del silenzio, che ammetta senza nessuna restrizione quell'atmosfera di lusinga e di adulazione nella quale un artista, qualunque artista, ha bisogno di vivere. Io sono il primo a riconoscere tutto il ridicolo di questa atmosfera, ma riconosco anche che senza quest'atmosfera, un artista non pu pi re spirare, cio lavorare.
Il Dottore - Secondo quello che voi dite, il vostro mestiere mi ha l'aria molto complicata.
Gian-Maria - No, un mestiere che va amato molto.
Il Dottore - Tutto questo molto bello, ma la verit un'altra, a quanto pare. Voi martirizzate Claudia-Yvonne.
Gian-Maria - Claudia-Yvonne se ne lagnata con voi?
11 Dottore - No, ma voi la martirizzate.
Gian-Maria - Se ne fossi sicuro, mi troverei odioso ed insopportabile.
Il Dottore - Ebbene, siatene sicuro.
Gian-Maria - Ne sono desolato... Una donna cos fine, cos leale, cos debole, cos disar-mata... Cogli altri...
Il Dottore - La vostra desolazione vi onora moltissimo... Insomma, se capisco bene, Claudia-Yvonne ha superato le vostre attese... Eravate partito per prendere un piccolo bagno di mare nel Mediterraneo e invece siete stato soffocato dall'Oceano furioso. Signor Fouquet, volete avere fiducia in me?
Gian-Maria - Perch?
Il Dottore - Voi siete inconsistente, legge ro, provvisorio, lunatico e superficiale. Io far di voi un uomo serio, fedele, sincero. Prestatevi a questo esperimento clinico. L'esperimento ha un suo lato piacevole, un lato di cui vi accorgerete pi tardi... Quando sarete guarito e quando mi considererete come il vostro benefattore... Lasciamo da una parte la questione sentimentale...
Gian-Maria - Lasciamola pure da una parte... Sapete che cosa penso? Penso che una trasformazione simile potrebbe portare alla mia musica, come una giovinezza nuova, un senso di rinnovamento... Io non sono di quelli che credono, che bisogna essere infelice per essere un grande artista, ma certo si che un essere troppo fortunato si addormenta pi facilmente... Un cambiamento brutale o una grande emozione possono effettivamente aprire ad un artista degli orizzonti nuovi.
Il Dottore - Dunque, per merito mio, voi abbandonerete i piccoli giardini musicali della melodia facile.
Gian-Maria - Per entrare nella maest delle marce funebri... Debbo prima pensarci un poco.
Il Dottore - No, bisogna decidersi subito, come dal dentista... Un piccolo lavoro di persuasione preliminare... Non sentirete nessun dolore... Prima di tutto, voi non siete un uomo irresistibile, come credete.
Gian-Maria - D'accordo.
Il Dottore - Fate un passo indietro nella vostra memoria e vedrete che con la vostra musica, con le vostre occhiate languide, con la vostra voce e con le vostre cravatte, voi ad eccezione di Caudia-Yvonne, non avete sedotto che delle signorine molto stupide, delle vecchie signore, delle ammiratrici, delle alunne... Voi pensate: erano pazze di me. Limitatevi invece a pensare: erano pazze. Pensate fortemente quanto vi ho detto.
Gian-Maria - Erano pazze.
Il Dottore - Come vi sentite?
Gian-Maria - Pi forte e pi debole nello stesso tempo... E' strano.
Il Dottore - Prendete una sigaretta... Niente accenditore automatico... Dei fiammiferi comuni, banalissimi... Portate delle scarpe solide e autorizzate la vostra amante a scegliere le vostre cravatte.
Gian-Maria - Ma chiss quali orribili cravatte comprer?
Il dottore - Benissimo... E adesso, ripassate mentalmente quello che vi ho detto.
Gian-Maria - Mi raccolgo.
Il Dottore - E tenete presente questo: s pu essere sicuri di amare, ma non si pu mai essere sicuri di essere amati... In questo stesso momento o per capriccio o per furore o pernoia o per vendetta, la vostra amante pu benissimo essere sdraiata su di un divano, accanto ad un signore in pigiama... Vi raccomando questo quadro, se volete guarire... Un minuto di silenzio...
Gilberta - (entra improvvisamente) Bolestan, sono stata dalla sarta...
Il Dottore - Un momento, non vedi che c' gente?
Gilberta - Scusa, non avevo veduto... Mi ritiro.
Gian-Maria - Ve ne prego, signora... I miei omaggi.
Gilberta - Ah siete voi? Buongiorno, signor Fouquet.
Gian-Maria - Ero venuto a chiedere a vostro marito il permesso di invitarvi al mio concerto.
Il Dottore - Andiamo, cara, sii un po' pi parigina... Io ho scherzato... Uno scherzo di cattivo gusto, se vuoi... Apri... Ti chiedo scusa... Il rumore che far la porta nel riaprirsi sar il pi bel rumore della mia vita, te lo giuro... (Gilberta apre la porta) Ah!
Gilberta - Hai uno strano modo di fare degli scherzi.
Il Dottore - Lo riconosco.
Gilberta - E metti via subito subito quelle cose... E che non se ne parli mai pi!
Il Dottore - Non se ne parler mai pi... Te lo prometto... Vuoi farmi un favore?
Gilberta - Prima di andare a pranzo?
Il Dottore - Un piccolo favore... Vieni sulle mie ginocchia, l... Bambina...
Gilberta - Cattivo!
Il Dottore - Mia piccola bionda, troppo bionda...
Gilberta - Che cosa venuta a domandarti Claudia- Yvonne ?
Il Dottore - Un rimedio per amare un po' meno Gian-Maria Fouquet.
Gilberta - E Gian-Maria Fouquet?
Il Dottore - Un rimedio per amare un po' d pi Claudia-Yvonne.
Gilberta - E tu l'hai dato questo rimedio?
Il Dottore - S.
Gilberta - Ma tutta questa gente non ha dunque da fare altro che occuparsi di quella faccenda l... Bolestan, inutile che tu cerchi di suggestionarmi.
Il Dottore - Non ti suggestiono... Ti contemplo...
Gilberta - S, mi contempli, ma con i tuoi occhi professionali... Ma tanto lo sai che con me perfettamente inutile...
Il Dottore - S, ma tu non fare resistenza... Mettici un po' di buona volont... Tu sei un metro e cinquantotto di altezza... Cinquantadue chili... Tutto ci non n lungo, n pesante... Questo metro e cinquantotto e questi cinquantadue chili sono tutta la mia felicit e tutta la mia sofferenza... Dice un poeta del mio paese: La mia fattoria di duemila ettari... La mia donna di un metro e sessanta... Come piccola la mia fattoria!... Vorlebck ista panchou ke... Eccetera... Abdica... Non essere pi che un piccolo pacchetto di carne".. Un pacchetto profumato... Io sono il tuo padrone, il tuo capo, e ti comando... Mi pare che ci siamo... Gilberta, dormi! Dorme... Anzi, fa qualcosa di meglio: russa... E' il massimo che posso ottenere da lei in fatto di ipnotismo... (Si ode Gilberta russare leggermente) No, no... Taci... Zitta... Niente incubi... Niente sogni neri... Dormi, bambina mia. Le Altre esistono... Anche le Altre esistono... Le Altre... Le Altre...Volentieri... Suonerete dello Schumann?
Gian-Maria - Questa volta no... Suoner solamente della musica mia.
Gilberta - Pazienza... Ma verr egualmente.
Il Dottore - Mia moglie adora tutta la musica... Qualunque musica...
Gian-Maria - Speravo di vedervi poco fa, al matrimonio della signora Fenoule... Ci siamo divertiti moltissimo.
Gilberta - S.
Gian-Maria - C'era la sartoria al completo... Le modelle, le cucitrici, le ricamatrici... La Chiesa era trasformata in un laboratorio... Un giorno di vacanza... E all'una e mezza, la signora Fenoule partita in viaggio di nozze per la Scozia... Ma tutto questo in fondo non vi interessa...
Il Dottore - Signor Fouquet, io sono molto felice di avervi veduto... Accompagna il signor Fouquet, cara... (A Gian-Maria) Credo che guarirete presto...
Gian-Maria - Credete? Da che cosa Io deducete ?
Il Dottore - Non cercate di comprendere...io leggo nel vostro sguardo delle espressioni pi calme, pi fraterne... A domani... Alle tre.
Gian-Maria - Sar puntuale e docile... Scusate... La signora Shokerpuitz mi chiama.
Il Dottore - (a Gilberta invisibile) Eccolo... Viene... (Gian-Maria esce. Il dottore chiude la porta).
Il domestico - La Casa Fenoule non risponde.
Il Dottore - Lo sapevo... Andate via... (Il domestico esce) Mandala via... Mandala via... Mandala via... Mandala via...
Gilberta - (rientrando) Hai finito, s o no?
Il Dottore - Finito che cosa?
Gilberta - Le tue inquisizioni... Le tue perquisizioni... Spero che non crederai affatto quello che ha detto poco fa quel cretino... Oggi, fra le altre cose, mi sembrato piuttosto brutto... E' molto cambiato in questi ultimi tempi... E non sa pi quello che dice... Io ti assicuro, che fra la Chiesa e il banchetto, la signora Fenoule mi ha provato un vestito nuovo... Un vestito di crepe, con tre volants a coda di libellula.,. Che cosa fai?
Il Dottore - Ti permetto di scegliere.
Gilberta - Scegliere che cosa?
Il Dottore - (allineando sul tavolo una fiala, un pugnale e una rivoltella) Il pugnale, la rivoltella o il veleno?
Gilberta - Per chi?
Il Dottore - Per te.
Gilberta - Selvaggio,... Non ti avvicinare... Aiuto! (Fugge in una stanza vicina)
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
PRIMO QUADRO
Un salotto molto elegante in casa di Claudia-Yvonne. Tre porte. Claudia-Yvonne stesa su un divano e racchiusa in un vaporoso pigiama.
Claudia-Yvonne - Hai finito?
Lu - S, le lettere d'amore non sono mai lunghe.
Claudia-Yvonne - Ah; si tratta d'una lettera d'amore?
Lu - Certo... E tutta scritta a mano.
Claudia-Yvonne - Perch, ricevi anche delle lettere d'amore dattilografate?
Lu - No, ma ne ricevo scritte in stile telegrafico. Tre righe in tutto. Questo invece uno di quelli che scrivono molto. Per essere un peruviano, scrive abbastanza bene il francese. Ti piace, il peruviano?
Claudia-Yvonne - S, ma non morirei certamente d'amore per lui.
Lu - Va bene, ma vivresti d'amore con lui?
Claudia-Yvonne - Ecco una domanda che non mi sono ancora rivolta... Non lo so...
Lu - Io lo trovo interessante... Il pi curioso che quando l'abbiamo conosciuto, faceva l'occhietto a me e poi all'ultimo momento ha mandato a te la dichiarazione.
Claudia-Yvonne - Probabilmente, tu lo hai intimidito.
Lu - In ogni modo, se posso esserti utile in qualche cosa, non fare complimenti. Se gli vuoi rispondere e non vuoi fare fatica, io posso passarti tutta una collezione di- lettere amorose... Ce ne sono per tutte le circostanze e per tutti gli stati d'animo... Basta scegliere... Io copiavo i tuoi componimenti quando eravamo insieme a Liceo... Mi darai cos un'occasione per sdebitarmi con te... sono tanto felice di averti riveduta... Adesso, come dice mio marito a tutti i miei amici, io non potr mai pi fare a meno di te...
Claudia-Yvonne - Davvero, tuo marito dice cos? Ma molto grazioso tuo marito.
Lu - Non grazioso, ma abbiamo gli stessi gusti. I miei amanti diventano suoi amici.
Claudia-Yvonne - Avere gli stessi gusti dev'essere una cosa spaventosamente comoda.
Lu - S, ma coll'ultimo amante non va.
Claudia-Yvonne - E perch non va?
Lu - Mio marito trova che non abbastanza affettuoso.
Claudia-Yvonne - Affettuoso con te o con lui?
Lu - Con noi... Sono quindici giorni che non d pi segno di vita, colla stupida pretesa che ha da lavorare.
Claudia-Yvonne - Come, non uno che non fa niente?
Lu - No, io in genere lo preferisco un amante che non abbia niente da fare... E' molto pi comodo... Ma non si pu sempre scegliere i propri amanti.
Claudia-Yvonne - Tu mi incuriosisci... Chi ? .
Lu - Ti dir il suo nome... Sebbene dare ad un'altra donna il nome del proprio amante sia sempre una cosa leggermente pericolosa.
Claudia-Yvonne - Niente da temere con me. E' bello?
Lu - Troppo.
Claudia-Yvonne - Giovane?
Lu - Quindici anni.
Claudia-Yvonne - Quindici?
Lu - In senso figurato.
Claudia-Yvonne - Allora Chelion.
Lu - Grazie... Cerca un nome un po' meno" diffamante.
Claudia-Yvonne - Il dottore?
Lu - E' incredibile fino a che punto sai essere modesta, quando si tratta dei miei amanti. No, non cercare, preferisco dirtelo io: Gian-Maria Fouquet.
Claudia-Yvonne - Eh ?
Lu - Adesso sai il mio segreto. Abbracciami!
Claudia-Yvonne - Abbracciarti?... Ma non mi hai mica annunziato il tuo fidanzamento.
Lu - E' qualche cosa di meglio del fidanzamento: amore.
Claudia-Yvonne - Permetti una domanda?
Lu - Tutte quelle che vuoi.
Claudia-Yvonne - E dura da molto tempo?
Lu - Da otto settimane... Solamente, come ti ho detto, sono quindici giorni che non si fa pi vedere.
Claudia-Yvonne - Ah!
Lu - Da quella sera che abbiamo cenato insieme a Montmartre.
Claudia-Yvonne - Perfettamente.
Lu - Mi aveva detto di andare al Teatro dell'Opera e di aspettarlo. Ho. preso un palco, ho sentito la Mignon e non venuto. Mi ha poi detto che non venuto, perch trova che c' troppa glicerina nella musica di Thomas.
Claudia-Yvonne - E dopo, non l'hai pi riveduto?
Lu - No, ma si direbbe che ti faccia piacere l'abbandono in cui Gian-Maria Fouquet mi ha lasciata. Sorridi?
Claudia-Yvonne - Realizzo,.. Tu e Gian-Maria... Gian-Maria e te...
Lu - Mio Dio, tutte e due insieme, l'uno vicino all'altro, non siamo certo la coppia perfetta per cartoline illustrate, ma stiamo bene, facciamo bella figura... Dunque, come ti dicevo, da quindici giorni pi nulla... Solo due 'righe di scusa in un mazzo di orchidee.,. Mio marito mi ha fatta tutta la storia... Mi ha detto: Che cosa significano queste orchidee? Gli ho risposto: Consulta il linguaggio dei fiori... Allora mio marito mi ha dato; della maleducata...
Claudia-Yvonne - Era dunque Gian-Maria Fouquet, quello che tu chiamavi ilmio piccolo ?
Lu - S, lui.
Claudia-Yvonne - E' un nomignolo che gli sta bene.
Lu - Vero?... Ma da quindici giorni, impossibile rintracciare il ce piccolo ... Che cosa ne pensi tu? Credi che torner?... Per me, Gian? Maria Fouquet deve traversare un periodo di depressione nervosa, ecco tutto. Come lo trovi Gian-Maria Fouquet?
Claudia-Yvonne - Aspetta che me ne ricordi.
Lu - Insomma, non ti ha colpita?
Claudia-Yvonne - No, non affatto il mio tipo di amante.
Lu - Tanto meglio... Del resto, io non gli consiglierei mai e poi mai una donna del tuo genere. N a te, un uomo del suo.
Claudia-Yvonne - Conosco pur troppo questo genere... Sono degli uomini, che sanno essere cos deliziosi prima, che dopo non si riesce pi a detestarli.
Lu - Verissimo. E ti ha mai fatto la corte?
Claudia-Yvonne - Ti d la mia parola d'onore.
Lu - Fa tanto bene avere qualcuno al quale si pu dir tutta la verit, dal quale si pu ottenere tutta la verit. Tu sei qualche cosa di pi di un'amica: sei un amico. Sono certa, che se tu avessi sentito dire che Gian-Maria mi inganna, tu me lo diresti.
Claudia-Yvonne - Te lo direi senz'altro.
Lu - Gian-Maria mi vuol molto bene, senza per averne troppo l'aria. L'ultima volta che ci siamo visti, per esempio, ha avuta una frase gentilissima. Mi ha detto: Lu, io mi ero annoiato, di te. E adesso invece mi accorgo, che la tua presenza non potr mai essere all'altezza della tua assenza. E' carino, non vero ?
Claudia-Yvonne - Perlomeno lo sembra.
Lu - Chiss cosa fa in questo momento?
Claudia-Yvonne - Dovresti telefonargli.
Lu - S, se telefono mentre sta lavorando, so come fa. Parla col naso per far credere di essere il domestico e risponde: Il signore uscito cinque minuti fa.
Claudia-Yvonne - Non dire che seitu. Di' che telefoni da parte della Direzione del Teatro dell'Opera e poi dagli i miei saluti
Lu - E' un'idea.
Claudia-Yvonne - Allora, ti lascio telefonare.
Lu - No, puoi benissimo restare.
Claudia-Yvonne - Ti metterei in imbarazzo.
Lu - Sei molto delicata, cara... Del resto, ti dir quello che Gian-Maria mi risponder.
Claudia-Yvonne - Ci conto.
Lu - (all'apparecchio telefonico) Pronto... Mi batte il cuore... Pronto... Tu non ci crederai, ma ti assicuro che quando lui che mi chiama, io lo capisco subito dal modo come suona il telefono... Pronto?... E' lui... Il signor Gian-Maria Fouquet?... Da parte della Direzione del Teatro dell'Opera... Avremmo bisogno di un'opera in quattro atti, subito...
Claudia-Yvonne - Non esagerare.
Lu - No, io non sono il direttore... Io sono Lu...
Claudia-Yvonne - Salutalo da parte mia.
Lu - S, s! (Claudia-Yvonne esce).
Lu - (sempre al telefono) Non ti arrabbiare... L'idea non mia... E' stata un'idea di Claudia-Yvonne... La signora Heurtelot, quella signora bionda... Cattivo... Che cosa fai? Non lavorare troppo.
La cameriera - Il signor Chellion.
Lu - Un momento.
La cameriera - Va bene, signora.
Lu - La cameriera ha annunciato il signor Chellion... Non lo so... Claudia Yvonne?... No, non credo... Claudia Yvonne se la fa con un Peruviano: un signore che ci stato presentato dai Walverton... No, non pu sentire: in un'altra stanza... Ti racconter... Sar divertentissimo... Ma quando, quando, quando?. Subito... Va bene, vieni qui fingendo di essere venuto a fare una visita... No, no, non le dir nulla... Sar una bella sorpresa per Claudia... Pronto. Pronto... Hanno tolta la comunicazione.
Chellion - Buongiorno, signora.
Lu - Buongiorno, Chellion.
Chellion - Mi annoiavo nella biblioteca.
Lu - Potevate prendere un libro e leggere.
Chellion - E' vero, ma non ci avevo pensato. L'idea del libro non mi venuta. Claudia-Yvonne non qui con voi?
Lu - E' un rimprovero che volete farmi?
Chellion - Tutt'altro... Benedico invece il caso, che mi permette di restare qualche minuto tutto solo con voi. (La abbraccia).
Lu - Ma che cosa vi prende?
Chellion - Voi mi piacete moltissimo.
Lu - Siete molto amabile.
Chellion - Vi spiegher, signora Protin, io vi adoro...
Lu - Siete sicuro che si tratta proprio di me e che non confondete con un'altra?
Chellion - (melanconico) Sicurissimo.
Lu - Capirete, ho avuto dei dubbi, mi sono sentita molto sorpresa. Non si dice cos, di punto in bianco, ad una signora: Io vi adoro.
Chellion - Vi adoro e non domando di meglio che di dimostrarvelo.
Lu - Adagio, amico mio, quando non si ha del genio, bisogna lavorare. Fate prima di tutto le vostre scuole elementari d'amore.
Chellion - Con chi?
Lu - Con delle donne qualunque... Ce ne sono tante, delle donne qualunque...
Chellion - Gi, ma quelle donne qualunque di cui parlate voi, sono troppo volgari. Dicono troppe cose scorrette e bevono troppi cocktails... (Si siede).
Lu - E' inutile che prendiate posto. Claudia-Yvonne vi mander via. E' il giorno in cui Claudia Yvonne riceve le sue amiche donne.
Chellion - Ho un'idea... Datemi il vostro renard e il vostro cappello. Mi metter in questa poltrona e voi direte a Claudia-Yvonne che io sono una giovane signorina inglese. Sar divertentissimo.
Lu - Credete?
Chellion - Io sono pieno di trovate comiche. Ho un genio da clown. So come ci si deve comportare con le donne. Bisogna, prima d tutto, farle ridere, divertirle. Io rester e questo far venire i nervi a Gian-Maria Fouquet.
Lu - Come fate a sapere che Gian-Maria Fouquet verr qui?
Chellion - Lo suppongo.
Lu - E perch lo supponete?
Chellion - Perch... avvicinatevi... Non sono cose che si possano urlare... Perch la signora Shokerpuitz... E' straordinario... Sono travestito da donna solamente da un minuto e sono gi diventato una pettegola.
Lu - Andiamo, continuate.
Chellion - Perch la signora Shokerpuitz ha raccontato alla sorella di uno dei miei amici, che Claudia-Yvonne l'amante di Gian-Maria Fouquet.
Lu - (scattando) Ah!
Chellion - Che cosa avete, signora Protin?
Lu - Idiota.
Chellion - Quale idiota?
Lu - Voi... Non sapete che Gian-Maria Fouquet il mio amante.
Chellion - Non lo sapevo... Cosa volete? Leggo cos poco i giornali!
Lu - Cretino.
Chellion - Signora Protin, io non assumo nessunissima responsabilit a proposito di quanto vi ho detto. Me lo hanno detto, ma probabilmente non vero.
Lu - Imbecille.
Chellion - Vi sarei molto grato se miglioraste un poco l'opinione che avete di me.
Lu - Stupido.
Chellion - Se non aveste la fortuna di essere una donna...
Lu - Voi avete quella, che io non sono un. uomo. (Lo spinge leggermente, ma minacciosamente).
Chellion - Vi prego di non toccarmi.
Claudia-Yvonne - (entrando) Vedo che state giuocando, come due bravi ragazzi.
Chellion - E' lei che continua a spingermi.
Lu - A proposito, Claudia-Yvonne, bisgna che ti parli. Anzi che ti scriva.
Claudia-Yvonne - Ma che cosa succede?
Chellion - Io ho detto una frase un po' inopportuna.
Claudia-Yvonne - Ma insomma, che cosa c'?
Lu - Andatevene, signore.
Chellion - Prima di tutto non ho nessun ordine da ricevere da voi. Ma che cosa vi credete? (Aggiusta il cappello che ha sulla testa: il cappello di Lu).
Lu - E cominciate col restituirmi il mio cappello.
Gian-Maria Fouquet - (entrando) Buongiorno.
Claudia-Yvonne - Voi, signor Fouquet... Ma nessuno vi ha annunziato...
Lu - Sono stata io che gli ho detto di venire..
Gian-Maria Fouquet - E io non rimpiango di essere venuto. Questo mi permetter di assistere ad uno spettacolo dei pi graziosi.
Claudia-Yvonne - S, ma io a questo spettacolo non vi ho affatto invitato.
Chellion - Ben detto.
Gian-Maria Fouquet - (a Chellion) Quanto a voi, mia piccola girl, vi consiglio di non avere nessuna opinione in proposito.
Chellion - Anche lui ce l'ha con me. E' una fissazione.
Lu - I suoi amici.
Claudia-Yvonne - Signor Fouquet, permettetemi, prima di tutto, che io mi accomiati dai miei amici.
Claudia-Yvonne - Vogliate quindi avere la bont di passare nel salotto qui vicino. Fra le altre cose, mi sembrate molto eccitato. Un po' di calma vi far del bene.
Chellion - Benissimo.
Gian-Maria - (furioso) Sia... Ma ri... ri...
Claudia-Yvonne - Riri... Riri...
Gian-Maria - Ri... ri... rider bene...
Claudia-Yvonne - Vi dar l'indirizzo di un eccellente istituto per la Rieducazione dei Balbuzienti.
Gian-Maria - Chi ri... ri., rider ultimo... (Esce).
Lu - Ah! Ah!
Claudia-Yvonne - L'avete visto con che velocit l'ho calmato?
Cheixion - Avete fatto benissimo... Deve essere ubriaco... Io, se fossi in voi, avvertirei la Polizia.
Claudia-Yvonne - E' inutile.
Cheixion - Capite? Mi provocava... Un uomo della sua et...
Claudia-Yvonne - Ha trentadue anni ed appartiene ad una generazione, che prende ancora .sul srio i duelli.
Cheixion - Ma io non mi batterei con un vecchio simile!
Claudia-Yvonne - E allora battetelo sul terreno dello spirito: andatevene
Cheixion - Me ne vado, ma questo non mi impedir di scrivervi, suppongo... E in versi, probabilmente...
Claudia-Yvonne - Perch tanta fatica?
Chellion - Scrivo in versi abbastanza facilmente... Debbo solamente stare molto attento ai piedi... Cara amica... (Le bacia la mano. Saluta Lu). Signora... (Esce con comica fierezza).
Claudia-Yvonne - (a Lu che sta scarabocchiando) Cosa fai?
Lu - Scrivo... Ti scrivo... Vi scrivo... Sono cos arrabbiata, che se parlassi, non riuscirei a trovare le parole.
Claudia-Yvonne - Leggimi un po' quello che hai scritto.
Lu - Tu mi hai preso il mio amante. E non contenta di avermi tradito, ti sei anche burlata di me, con un cinismo ripugnante .
Claudia-Yvonne - Benissimo... Uh po' laconico, ma molto esatto. Per, a ripugnante, ci vuole un p solo.
Lu - Adesso non si tratta di ortografia... Si tratta, che tu mi hai preso il mio amante.
Claudia-Yvonne - Quale?
Lu - Sai benissimo, che per strano caso, in questo momento, non ne ho che uno.
Claudia-Yvonne - Benissimo. Adesso apro la porta. Tu prendi sottobraccio quel signore che l e che ti sta tanto a cuore, e me lo porti via.
Lu - Ti prego di non insultarmi.
Claudia-Yvonne - Stupida.
Lu - E' inutile che cerchi di calmarmi.
Claudia-Yvonne - Stupida... Ma la conversazione che ho avuto poco fa con quel signor che conversazione era? Rifletti... Era forse la conversazione di una amante con. il suo amante ?
Lu - S, era quella di una amante che litiga con il suo amante.
Claudia-Yvonne - Vuoi che ti dica la verit?
Lu - Sar una verit falsa come le altre.
Claudia-Yvonne - Allora non ti trattengo pi. Va'...
Lu - Di' lo stesso quello che volevi dire... Mi far sempre del bene...
Claudia-Yvonne - Ebbene, s..,, Quel signore mi perseguita, mi assedia, mi ossessiona... Ma credi tu che, se io avessi gi commesso la stupidaggine di dirgli di s, lui saprebbe mostrarsi ancora cos premuroso, cos geloso, cos assiduo? Fa' un passo indietro nella tua memoria... Ricordati... Galante, grazioso, assiduo, finch non: ha avuto quello che vuole... Lontano, assente, scortese, quando ha avuto quello che desiderava... Ho voluto semplicemente dargli una lezione... Io detesto i cacciatori d'amore.
Lu - Io non domanderei niente di meglio che di crederti, perch a me tutte queste storie rovinano i nervi, ma non riesco a crederti.
Claudia-Yvonne - E puoi veramente credere, che io sarei stata capace di rubarti un amante: un amante che sapevo tuo?
Lu - Perch no?
Claudia-Yvonne - Lu... ;
Lu - E poi, dato che non sapevi che lui era il mio amante...
Claudia-Yvonne - In questo caso, lo ammetti tu stessa, sarei completamente innocente e non avrei nessun bisogno di negare e di difendermi.
Lu - E' vero... Ma tutto ci terribilmente complicato.
Claudia-Yvonne - E' molto semplice, invece... Vuoi che ti dia la mia parola d'onore?
Lu - Ancora la tua parola d'onore. No, francamente,, preferisco che tu mi dia un flacone di sali inglesi. Non mi reggo pi in piedi.
Claudia-Yvonne - (porgendo a Lu un flacone di sali) Tieni, respira, mio piccolo cuore ferito...
Lu - (respirando) Hai un bellissimo flacone di sali e poi pretendi che non hai nessuno per consolarti.
Claudia-Yvonne - E adesso, vuoi che lo faccia entrare?
Lu - Non lo so.
Claudia-Yvonne - Io non te lo consiglio. Sarei costretta a mandarlo via in malo modo, alla tua presenza, e lui ti serberebbe rancore di questa umiliazione.
Lu - Probabilmente.
Claudia-Yvonne - Perci, torna tranquillamente a casa tua e pensa a questo. Pensa: Claudia-Yvonne, in questo momento, mi sta vendicando .
Lu - Io non domando precisamente che questo: essere vendicata.
Claudia-Yvonne - Lo sarai, te lo prometto.
Lu - Ho le ginocchia che mi tremano.
Claudia-Yvonne - Torna a casa e mettiti a letto.
Lu - Va bene... Posso contare su di te?
Claudia-Yvonne - Guardami.
Lu - Va bene, ho fiducia in te... E scusami per quello che ti ho scritto poco fa, in un momento di collera... Gli uomini, vedi, sono...
Claudia-Yvonne - E' precisamente la mia opinione.
Lu - Digli che sono tornata a casa, che ero calma e che sono andata a letto... Oh, scusa... .
Claudia-Yvonne - Non c' di che.
Lu - Non so pi esattamente quello che dico.
Claudia-Yvonne - E tanti saluti a tuo marito.
Lu - E' malato... Un po' di flebite.
Claudia-Yvonne - In questo caso, auguragli una pronta guarigione.
Lu - Senza rancore.
Claudia-Yvonne - Nessun rancore (Lu esce). E adesso: entrata del toro furioso - (Claudia-Yvonne apre la porta e poi cerca un riparo, come il torero alla corrida).
Gian-Maria - (entra furibondo). Pi nessuno?
Claudia-Yvonne - Nessuno.
Gian-Maria - Allora, a noi due.
Claudia-Yvonne - Ditemi, Gian-Maria, perch non mi avete detto che eravate unito a Lu Protin dai legami pi dolci del mondo? Avete fatto molto male a nascondermelo.
Gian-Maria - La mia avventura con Lu non poteva interessarvi... Tutto ci il passato... Parliamo invece del vostro peruviano... Questo il presente.
Claudia-Yvonne - No.
Gian-Maria - E' inutile che dissimuliate. Quando vi dico che il presente, segno che il presente.
Claudia-Yvonne - Il peruviano non affatto il presente, ma se voi continuate su questo tono, il peruviano potrebbe diventare l'avvenire.
Gian-Maria - Un ricatto?
Claudia-Yvonne - Un avvertimento.
Gian-Maria - Questo stupido peruviano che conoscete s e no da tre giorni...
Claudia-Yvonne - Sedici giorni... Lo conosco da sedici giorni... Pensate, che vi conoscevo da molto meno...
Gian-Maria - E' molto lusinghiero per me essere messo nello stesso sacco con il peruviano... E Chellion?... Non posso fare un passo in questa casa, senza urtare in una cosa che mi esaspera... Questa lettera...
Claudia-Yvonne - E' vostra.
Gian-Maria - E questi fiori appassiti?
Claudia-Yvonne - Sono appassiti.
Gian-Maria - Di chi sono questi fiori?
Claudia-Yvonne - Della primavera scorsa.
Gian-Maria - ; Siete peggio di Mesa...
Claudia-Yvonne - Parlate fiammingo adesso? Siete peggio di Mess...
Gian-Maria - Peggio di Messalina. Mi mettete in uno stato tale di esasperazione, che mi fate persino balbettare.
Claudia-Yvonne - Sedetevi... Poverino, ha caldo ed in uno stato compassionevole... Gian-Maria, dovevate avvertirmi che siete geloso per temperamento. Ne sono molto lusingata, ma ne sono anche molto sorpresa. Andiamo, io ho fatto conoscenza con voi un sabato. Il luned, cio due giorni dopo, constatavo gi sulla vostra guancia destra, la firma in rosso per le labbra di una signora che era venuta a casa vostra a domandarvi dei consigli musicali. Una specie di zero, molto ben disegnato.
Gian-Maria - Una mia allieva che si preparava agli esami del Conservatorio.
Claudia-Yvonne - S, ma siccome io singhiozzavo e piangevo, voi che cosa mi avete detto per consolarmi?
Gian-Maria - Non me ne ricordo pi!
Claudia-Yvonne - Io invece me ne ricordo benissimo, perch ho una eccellente memoria. Voi mi avete detto: Mia cara, la gelosia un sentimento primitivo e superato. Completamente fuori moda. Si usava al tempo delle diligenze e delle crinoline. ' un sentimento che avvilisce colui che lo prova e che diminuisce l'essere che ne costituisce l'oggetto .
Gian-Maria - E' possibile, che io abbia detto cos. Ma in seguito c' stato un fatto nuovo.
Claudia-Yvonne - Sentiamo il fatto nuovo.
Gian-Maria - E' semplicissimo. Per amore, per debolezza, per piet, non lo so, io mi sono lasciato convincere dal dottore Shokerpuitz. Ero andato a casa sua per cercare voi. Lui invece mi ha detto: Voi fate soffrire Claudia-Yvonne... Affidatevi a me. Cambierete e cambierete perfino la vostra musica... Vedrete che mi sarete grato . Ho accettato... Tre giorni di seguito, tre sedute, e il dottore ha fatto di me un perfetto idiota...
Claudia-Yvonne - Volete dire, un uomo?
Gian-Maria - Un uomo, se preferite... Non parliamo pi della musica... Non posso pi lavorare... Non so pi lavorare... Ho buttata gi una specie di sinfonia, che non vale niente... Tutte le imbecillit che riempiono i vecchi romanzi e le vecchie commedie, mi hanno invaso il cuore... Passo i giorni interi a domandarmi: Io l'amo... Ma lei mi ama oppure ama un altro? . Tutte le cose dette, i luoghi comuni dell'innamorato classico... Poco fa, avrei volentieri strangolato Chellion... Quando non sono in casa vostra o con voi, passeggio come un poliziotto davanti alla vostra porta... Ieri, ho veduta ad una delle vostre finestre una coppia allacciata... Ho creduto che fossi tu... Mi sono precipitato... Era la tua cameriera che abbracciava il tuo chauffeur...
Claudia-Yvonne - E ti sei calmato, dopo?
Gian-Maria - No, nulla riesce a calmarmi, a rassicurarmi. Ho cominciato a pensare, che se la cameriera era cos facilmente abbracciarle, dovevi essere facilmente abbracci abile anche tu... Una notte atroce.
Claudia-Yvonne - Potevi ritornare qui.
Gian-Maria - Ti sei dimenticata che mi avevi mandato via senza nessuna ragione? Perch fra le altre cose, da qualche giorno hai imparato a dire sempre di no, colla stessa facilit con la quale i primi giorni dicevi sempre di s. Insomma, proprio mentre io cominciavo ad amarti appassionatamente, tu sei diventata misteriosamente noncurante, civetta, leggera, frivola, lontana... Bella ricompensa! E' possibile che non si possa smettere di soffrire, che per far soffrire? Non so perch, ma dal giorno in cui tu sei sicura del mio amore, io ho l'aria di non interessarti pi.
Claudia -Yvonne - No, la cosa non cos.
Gian-Maria - E com' allora?
Claudia-Yvonne - Anch'io mi sono affidata a Shokerpuitz.
Gian-Maria - Un momento... Adesso capisco... Senza dircelo, il dottore si divertito ad invertire le situazioni.
Claudia-Yvonne - S.
Gian-Maria - Per farci restare egualmente due avversari.
Claudia-Yvonne - S, ma per dare nello stesso tempo a me la parte pi simpatica.
Gian-Maria - Tutto ci immondo.
Claudia-Yvonne - Il dottore ha tanta amicizia per me... L'avevo impietosito... Ne avevo abbastanza di recitare la parte della vittima.
Gian-Maria - Quale vittima?
Claudia-Yvonne - Ma s, adesso puoi capire benissimo quale sia la parte della vittima... Adesso che sei tu la vittima... Per esempio, quando eravamo soli e che tu accendevi la tua sigaretta.
Gian-Maria - Eri forse gelosa della mia sigaretta ?
Claudia-Yvonne - No, ma pensavo... Ecco, se mi volesse veramente molto bene, non fumerebbe questa sigaretta, per avere sempre la bocca libera... Quando ti fissavo un appuntamento, tu ne prendevi nota su di un taccuino... E io pensavo... Non mi ama, tanto vero che per non dimenticare l'appuntamento che ha con me, deve prenderne nota... Io li spiavo, ti vigilavo, ti scrutavo... Quando ti domandavo una carezza, tu me l'accordavi con una specie di condiscendenza... Quando ti domandavo una parola tenera, tu nel concedermela mi dimostravi, che quella parola tenera non era spontanea... E' spaventoso, per chi ama, vedere la stanchezza dell'altro, una stanchezza che si avanza a poco a poco, ma irresistibilmente. Degli sbadigli mal repressi e delle frasi come queste... Ma no, Claudia, l'amore un'altra cosa... L'amore dell'allegria... Ecco la stanchezza... Il dottore Shokerpuitz mi ha salvata... Io stavo per cadere nelle tue reti...
Gian-Maria - E invece ha messo me nelle tue... Il dottore un furfante.
Claudia-Yvonne - E' un amico.
Gian-Maria - Avrebbe fatto molto meglio a lasciarti come eri. Andavamo cos d'accordo! Ci amavamo con tanta armonia!
Claudia-Yvonne - Il dottore furbo. Ha pensato che a forza di accordo e di armonia, avremmo finito coli'annoiarci.
Gian-Maria - E se dovessi restare come sono in questo momento?
Claudia-Yvonne - Geloso...
Gian-Maria - Ridicolo.
Claudia-Yvonne - Sincero.
Gian-Maria - No... No...
Claudia-Yvonne - Se tu mi volessi veramente bene, vorresti bene anche alla tua sofferenza.
Gian-Maria - S, ma io invece non ho nessuna disposizione per fare il martire... E tu nemmeno... E dire che eravamo cos felici!
Claudia-Yvonne - Lo eravamo quando tu eri felice.
Gian-Maria - Arrivederci.
Claudia-Yvonne - Qui?
Gian-Maria - No.
Claudia-Yvonne - Qui.
Gian-Maria - Non dimenticare che le domatrici finiscono sempre col farsi sbranare dai leoni.
Claudia-Yvonne - Ma non sanno mai da quale dei loro leoni.
Gian-Maria - Attenta!
Claudia-Yvonne - Delle minacce, adesso? Ah... Ah...
Gian-Maria - Il dottore Shokerpuitz ti ha perfezionata... Complimenti...
Claudia-Yvonne - E tu? Ah, se ti fossi veduto poco fa... Balbettavi dalla collera e ti tiravi i polsini, come se le parole avessero dovuto uscire dalla tua camicia.
Gian-Maria - Un buon consiglio, Claudia, non esasperarmi colla tua ironia...
Claudia-Yvonne - Ti confesso che non ho nessuna paura.
Gian-Maria - Hai torto... Sappi invece, che io non voglio pi vedere Chellion, non voglio pi che si parli del peruviano... Altrimenti guai a te! (Le stringe i polsi).
Claudia-Yvonne - Mi fai male!
Gian-Maria - Attenta o ti spezzo!
Claudia-Yvonne - Per cominciare, mi hai rovinato un polso... Ho la mano indolenzita.
Gian-Maria - Proprio vero? Decisamente, sono un brutale... Amor mio... Il dottore Shokerpuitz ha fatto di me un selvaggio;.. La tua piccola mano...
Claudia-Yvonne - Ecco la mia piccola mano.. (Gli d uno schiaffo).
Gian-Maria - Ah, cos che hai la mano indolenzita?
Claudia-Yvonne - Io sono guarita, te lo avevo avvertito... I nostri incontri sono perci un po' pi movimentati di prima... .
Gian-Maria - E adesso, basta... Mi irriti...
Claudia-Yvonne - Ti irrito, ma non ti annoio pi... E' gi un progresso...
Gian-Maria - Ti assicuro che tutta questa storia finir molto male...
Claudia-Yvonne - Meglio vederla finir male, che vederla finire stupidamente.
Gian-Maria - Ah, se tu ti vedessi.
Claudia-Yvonne - Non ti piaccio cos?
Gian-Maria - Ti detesto.
Claudia-Yvonne - Finirai con rendermi orgogliosa.
Gian-Maria - Non ti riconosco pi.
Claudia-Yvonne - Decisamente, il tuo destino quello di ingannare qualcuno.
Gian-Maria - Senti, cara... Tu non sai che cosa l'amore, te lo assicuro.
Claudia-Yvonne - L'amore una vecchia giumenta, che ha bisogno di essere staffilata... Prendimi nelle tue braccia...
Gian-Maria - Evidentemente...
Claudia-Yvonne - E' proprio vero che hai tanto male l? (Indica il cuore).
Gian-Maria - Sii contenta... Molto male.
Claudia-Yvonne - Non vero che un male delizioso?
Gian-Maria - Selvaggia... Io soffro tanto...
Claudia-Yvonne - Vedi, per esempio, questa piccola frase... Io soffro tanto... Ebbene, tu non puoi credere, come questa piccola frase mi faccia piacere... Anche in una piccola donna come me, c' sempre una donna... Bisogna saper trovare la donna anche in quelle che sembrano delle piccole donne.
Gian-Maria - Vieni.
Claudia-Yvonne - Dove?
Gian-Maria - - Non mi piace questa stanza. Ho l'impressione che ci sia della gente che ci guarda.
Claudia - La gente pu guardarci quanto vuole... Non facciamo niente di male.
Gian-Maria - E' precisamente quello che vorrei invece... Vorrei fare quello che tu chiami: fare qualcosa di male... Perch il desiderio, vedi, non solamente il desiderio, cos, semplicemente, allo stato puro... Il desiderio anche il desiderio di bruciare i piccoli rancori, i piccoli odii, le gelosie meschine... Bruciare tutto, in un'immensa fiammata... Ecco cos' il desiderio... Una grande fiammata.
Claudia-Yvonne - Io credo invece, che il desiderio sia piuttosto come un fiore... Un fiore che non bisogna raccogliere troppo in fretta... Altrimenti, si appassisce subito.
Gian-Maria - Questo in linguaggio figurato... In linguaggio proprio, questo vuol dire: no.
Claudia-Yvonne - Aspetta.
Gian-Maria - No... Addio...
Claudia-Yvonne - Dove vai?
Gian-Maria - Non lo indovini? Vado da Shokerpuitz... Mi ha stregato... Vado a costringerlo a farmi ritornare come ero prima della sua cura.
Claudia-Yvonne - Rimani.
Gian-Maria - Vieni con me invece e chiedigli di fare la stessa cosa con te: farti ritornare come eri prima della cura... Vuoi?
Claudia-Yvonne - No... Ti assicuro che mi sento benissimo cos come sono.
Gian-Maria, - Allora, buona sera... Io non ritorner da te, che quando sar come te...
Claudia-Yvonne - Ma allora, quando ritornerai, saremo due donne... Che strage!
SECONDO QUADRO
La stessa scena del primo atto. Otto giorni dopo. Una tavola con sei coperti disposta di fronte al pubblico. li cameriere seduto. Davanti alla porta, Ferdinando fa l'imbonitore. Una musica qualunque esce da un fonografo. La musica cessa all'alzarsi del sipario.
Ferdinando - Finish.
Il cameriere - Peccato... Era cos bello
Ferdinando - S, ma vuoi che te lo dica?... Io rimpiango il pianista.
Il cameriere - Ma se non facevate altro che litigare fra di voi?
Ferdinando - Litigavamo, perch ci capivamo.
Il cameriere - E poi molto semplice... Se il pianista fosse ancora l, il padrone non ti avrebbe mai scritturato come imbonitore nel locale.
Ferdinando - Il padrone non mi ha scritturato... Mi ha utilizzato... Non confondiamo. Sai che cosa dimostra quel fonografo? Dimostra semplicemente, che nessuna macchina pu sostituire la viva presenza dell'uomo. Alla macchina, manca sempre qualche cosa. Alla musica di quel fonografo, mancano probabilmente le stonature del pianista.
Il cameriere - Ti piacevano le sue stonature?
Ferdinando - Non mi piacevano, ma erano umane.
Il cameriere - E che cosa diventato il pianista?
Ferdinando - E' tornato ad occuparsi di sedie rotte... Suo padre impagliatore di sedie.
Il cameriere - Un grazioso mestiere... Anch'io cambierei volentieri il mio, se tu mi cedessi il tuo materiale.
Ferdinando - Quale materiale? Il mio pezzo di feltro per le trasformazioni, la mia conchiglia per gli incassi e la mia tradizione?
Il cameriere - Dal momento che di queste cose tu non te ne servi pi.
Ferdinando - E quanto mi dai?
Il cameriere - Centosessantacinque.
Ferdinando - Fa' vedere.
Il cameriere - Tieni.
Ferdinando - Centosessantacinque una somma. Ma credo che non te la caverai... E' un mestiere difficile quello del trasformista stradale.
Il cameriere - (seccato, offeso) Dai un po' e ti faccio vedere.
Ferdinando - Figurati, un numero di trasformazioni artistiche che ho ereditato direttamente da mio nonno... Allora, rinunci sul serio a servire delle limonate?
Il cameriere - S.
Ferdinando - Per via di una donna, naturalmente.
Il cameriere - S, sono innamorato... Non ti muovere... Ti faccio vedere... Signori e Signore... Con questo piccolo nastro di feltro, senza trucchi e senza inganni, io avr l'onore di eseguire davanti a voi delle superbe trasformazioni artistiche... Dall'esattore municipale... La mia amante quando esce dalla garconnire di Luigi XIV... Mi paghi un gelato, caro? Il cappello del pessimista nel tramvai... Mi pare che confondo un poco fra di loro gli esercizi, non vero?
Ferdinando - S, un poco...
Il cameriere - Ma in complesso, che cosa ne dici ?
Ferdinando - Dico che io avevo molto ingegno.
Il padrone - (la sola voce, dall'interno) Adolfo!
Il cameriere - Cosa c'?
Ferdinando - Sii gentile con il padrone, dato che non sei ancora pronto come artista....
Il cameriere - Vengooo...
Il padrone - Ebbene, signor Ferdinando, che cosa aspettate? Non vedete che viene della gente?
Ferdinando - (suona il tamburo, mentre il dottor Shokerpuitz entra) Abbiate ogni speranza, entrando in questo magnifico locale... Io non ci tengo a sapere n da dove venite, n dove andate... Stop... Non a destra che dovete andare e nemmeno a sinistra, per il semplice fatto che siete gi arrivati... Montmartre il cuore di Parigi e questo ristorante il cuore di Montmartre. Entrate e sentirete il pi grande improvvisatore del mondo... Se siete in due, le trovate dell'improvvisatore vi risparmieranno la fatica di divertire la vostra compagna... Avanti, da questa par te!... Avete ancora degli scrupoli? Ve li levo subito... Avete delle esitazioni? Ve le tolgo. Siete gastronomo, buongustaio, raffinato? Benissimo... Oggi abbiamo per l'appunto dello spezzatino di vitello... Amate la musica? Ebbene, verseremo su di voi degli oceani interi di armonie... Siete malato? Guarirete per sempre... Siete medico? Non sentirete mai pi gli urli delle vostre vittime... Siete straniero? Non capirete nemmeno una parola di quello che dico e vi divertirete ancora di pi... Noi vi aiuteremo a consolarvi... Questa notte, pioggia di stelle e illuminazione generale del soffitto... Poi, canzonette cantate dal signor Ferdinando. Il tutto, ventotto franchi, prezzo fisso, vino non compreso... (Tamburo).
Il Dottore - Abbiamo gi fissata una tavola...
Ferdinando - Bisognava dirmelo subito... Cameriere...
Il cameriere - Eccomi...
Il Dottore - Il tavolo del signor Gian-Maria Fouquet... (Yvonne entra).
Ferdinando - La signora con il signore? .
Claudia-Yvonne - S.
Ferdinando - Allora la signora pu restare con il signore. (Entra nei locale).
Il Dottore - Sola?
Claudia-Yvonne - Gian-Maria aveva una audizione. E Gilberta?
Il Dottore - Doveva fare delle commissioni... Non sentite, nelle mie parole, l'ombra di un sospetto?
Claudia-Yvonne - I sospetti, quando non sono giustificati, sono delle cose stupidissime.
Il Dottore - Allora, secondo voi, bisogna sempre aver fiducia?
Claudia-Yvonne - Intanto, se non altro, la fiducia una bella parola.
Il Dottore - E' un po' vero quello che dite. Io avevo creduto che Gilberta mi avesse detta una bugia, quel giorno che era andata a provare un vestito dalla signora Fenoule, proprio il giorno in cui la signora Fenoule si era maritata. Invece, al ritorno dal suo viaggio di nozze, la signora Fenoule venuta da me e ci ha tenuto a dichiararmi di aver provato un vestito a mia moglie, fra la Chiesa e il lunch.
Claudia-Yvonne - Come vedete, le apparenze hanno sempre torto.
Il Dottore - E voi, siete guarita?
Claudia-Yvonne - Perfettamente... Ho ripresa la mia personalit vera e mi sono liberata completamente di quella che mi avevate data voi... Preferisco... E' molto pi sano e pi semplice... Vi ricordate? Non esiste solamente Gian-Maria Fouquet... Perch mi guardate con una faccia cos pietosa?
Il Dottore - Io? No... Vi approvo, vi ammiro... E' perfettamente inutile cercare mezzogiorno alle due del pomeriggio.
Claudia-Yvonne - A proposito, che ora ?
Il Dottore - Le sette e mezzo.
Claudia-Yvonne - Dovrebbe gi essere qui.
Il Dottore - Verr. .
Claudia-Yvonne - Vedrete, che lo troverete molto cambiato. E questa volta, senza nessun intervento clinico. Ogni amore, come sapete, comincia sempre con dei piccoli malintesi, con dei piccoli urti. Nel nostro caso, l'amore stato complicato dalle operazioni chirurgiche, che voi avete fatte subire alle nostre anime. Adesso, per fortuna, ognuno di noi tornato al suo posto, rientrato in se stesso. Tutto in ordine, nel suo ordine logico e naturale.
Il Dottore - Gilberta ed io siamo sposati ormai da sette anni e non abbiamo ancora finito di litigare. Ma stiamo migliorando. Lei molto meno nervosa di prima e si occupa di me. Cos, quando siamo fra la gente e si accorge che io sono un po' geloso, un po' buio, Gilberta mi mette il suo dito indice sulle labbra, cos, come per dirmi: Bolestan, io faccio finta di trovare simpatico Tizio e Sempronio, ma in realt non voglio bene che a te . Allora, io le d il permesso di ballare con Tizio e con Sempronio... Vai, cara, divertiti... Ma voi mi state guardando con una specie di piet melanconica, mia cara...
Claudia-Yvonne - Io vi ammiro.
Il Dottore - Mi potrebbero anche urlare nelle orecchie: Gilberta vi inganna. Io mi risparmierei questo dispiacere inutile... Non lo crederei...
Claudia-Yvonne - E' meraviglioso... Io sono esattamente del vostro stesso parere.
Il Dottore - Ah.
Claudia-Yvonne - Avete detto queste cose in modo molto strano... Sapete forse qualche cosa?
Il Dottore - No... Nulla...
Cladia-Yvonne - Se sapeste qualche cosa, me lo direste, non vero?
Il Dottore - Anche voi, non vero?
Claudia-Yvonne - Certo... Noi siamo dei vecchi amici, Bolestan. Adesso Gian-Maria ed io abbiamo tutta una folla di ricordi comuni... Ognuno di noi ha sofferto, non nello stesso tempo, ma ha sofferto... La sofferenza unisce molto pi della gioia. Eppure, ci sono dei momenti, in cui sentiamo ancora il bisogno, tutti e due, di essere rassicurati sulla nostra fedelt reciproca, dei momenti in cui le antiche ferite si riaprono... Non avreste per caso un buon rimedio?
Il Dottore - Io ho sempre un rimedio, per tutto, perch sono un dottore. Ma il rimedio non della terapeutica complicata, questa volta: della semplice medicina da medico condotto.
Claudia-Yvonne - Cio?
Il Dottore - Gian-Maria ama le lumache all'aglio?
Claudia-Yvonne - Non lo so:..
Il Dottore - Voi avete un dubbio... Voi supponete l'esistenza possibile di una rivale. Proponete al vostro amante di andare a mangiare una dozzina di lumache all'aglio... Se egli rifiuta, segno che teme di incomodare un'altra donna: una donna che non siete voi.
Claudia-Yvonne - Meraviglioso... E voi lo avete gi esperimentato questo rimedio?
Il Dottore' - Con Gilberta?
Claudia-Yvonne - S.
Il Dottore - Non ho osato.
Claudia-Yvonne - Ah.
Il Dottore - Tutti sanno, che io non sono di quelli che fanno la corte a tutte le donne. Eppure, io stesso, il giorno in cui voi mi avete abbracciato per aiutare la mia opera clinica, io ho respirato nei vostri capelli, Claudia-Yvonne, un profumo infinitamente pi inebbriante di quello che pu essere un semplice profumo da camerata.Voi mi avete turbato, quel giorno, ve lo confesso... ,
Claudia-Yvonne - Ne sono molto fiera.
Il Dottore - Posso domandarvi se il turbamento fu reciproco?
Claudia-Yvonne - Non me lo domandate.
Il Dottore - Del resto, nell'amicizia fra un uomo e una donna, anche nell'amicizia pi pura, c' sempre un piccolo ricordo del genere, un turbamento al di l dell'amicizia.
Il cameriere - C' una persona che domanda dei signori.
Il Dottore - E' certamente Gilberta.
Claudia-Yvonne - Dev'essere Gian-Maria.
Il Dottore - N l'una, n l'altro. E' Chellion.
Claudia-Yvonne - Le persone che si aspettano arrivano sempre per ultime
Cheixion - Buongiorno, dottore.
Il Dottore - Buongiorno.
Chellion - Una parola... Claudia-Yvonne, permettete?
Claudia-Yvonne - Prego.
Chellion - (al dottore) Fatto. .
Il Dottore - Che cosa succede?
Chellion - Una grande notizia.
Il Dottore - Quale?
Chellion - Non sono pi vergine. ,
Il Dottore - E come vi sentite?
Chellion - Benissimo.
Il Dottore - E l'operatrice?
Chellion - Una signora del gran mondo... Mi raccomando... E debbo tutto a voi, dottore.
Il Dottore - Mi ringrazierete dopo.
Chellion - Nell'attesa, offro un aperitivo a tutti.
Il Dottore - Se una signora viene a cercarci, le direte che siamo andati al bar a prendere un aperitivo... Capito?
(Tutti escono. Poi, Gian-Maria arriva dalla sinistra, mentre Gilberta entra da destra).
Gian-Maria - Ma non mi sbaglio...
Gilberta - Signor Fouquet...
Gian-Maria - Signora...
Gilberta - E' un bel pezzo che non vi vedo...
Gian-Maria - Infatti...
Gilberta - (a voce bassa) Sono quasi venti minuti.
Gian-Maria - Taci.
Gilberta - E come mi sono sembrati lunghi, questi venti minuti.
Gian-Maria - Ma stupido!... Avremo l'aria di essere arrivati insieme...
Gilberta - Succede sempre cos.
Gian-Maria - Pi sottovoce, te ne prego... Non vorrai mica avere una storia con tuo marito?
Gilberta - E poi?
Gian-Maria - O costringermi ad avere una storia con Claudia-Yvonne?
Gilberta - E poi?
Gian-Maria - Senti, cara, c' una espressione che detesto... Quell'e poi?
Gilberta - Ci siamo: successo quello che doveva succedere.
Gian-Maria - Che cosa?
Gilberta - Tu prima vuoi; poi non vuoi pi... Mi sta bene... Io rischio di dare un dispiacere a quel brav'uomo di mio marito.
Gian-Maria - Te ne prego, non mi parlare mai pi di Shokerpuitz.
Gilberta - Non si tratta di lui... Sei tu, che mi consideri come una tua distrazione...
Gian-Maria - Non vorrai mica che ti consideri come un lavoro forzato. E io che ti credevo una donna gaia!...
Gilberta - Con te non assolutamente possibile essere gaia... E' spaventoso... Solo le persone che non sono serie, riescono a farsi prendere sul serio nella vita... Pazienza... Mi ave vano avvertita, che avevi un cattivo carattere..,, E' incredibile come diventi piccolo, veduto da vicino.....
Gian-Maria - Cameriere...
Il cameriere - I signori hanno detto di dirle che sono al bar...
Gian-Maria - (a Gilberta) Va al bar e non parlare di me... Io verr tra poco.
Gilberta - Allora, pi calmo?
Gian-Maria - S, ma a tavola non ti mettere vicino a me, fammi il favore.
Gilberta - No?... Allora me ne vado subito subito.
Gian-Maria - Va bene mi metter vicino a te... Cambier piano... Vai al bar adesso.
Gilberta - E noi quando ci vediamo, domani?
Gian-Maria - Aspetta.
Gilberta - No, fammi il piacere, non prendere nota sul taccuino... Mi umilia...
Gian-Maria - S, vediamoci domani... (Gilberta esce) Vediamo... Lu Protin... Chellion... Gilberta...
Il cameriere - Signore.
Gian-Maria - Eh?
Il cameriere - C' la signora.
Gian-Maria - Dove?
Il cameriere - L.
Lu - Sono io... La decana... La prima... Il diritto di anzianit.. Come vedi, non ho nessun rancore... Mi hanno invitata... Sono venuta... E se vuoi, se tu lo vuoi...
Gian-Maria - Basta... Non andare oltre...
Lu - E invece sarebbe tanto divertente... Tutti e due... Pensa un po' quanta gente riusciremmo a ingannare noi due insieme, in un momento solo... Tutta una folla... Un signore che non ti posso nominare, ma che il mio amante in questo momento... Gilberta Shokerpuitz... Claudia-Yvonne... Mio marito... E tutti in una volta.
Gian-Maria - Sei di un cinismo spaventoso.
Lu - In ogni modo, non insisto... Ci penserai tu...
Gian-Maria - Ci penser, ma sta' attenta. (Gian-Maria si allontana). ..
Claudia-Yvonne - (entra con Chellion) Insomma, si pu sapere chi questa donna che vi ha fatto conoscere l'amore?
Chellion - Non posso dirvelo.
Claudia-Yvonne - Credo di aver capito.
Chellion - Come, capito?
Caudia- Yvonne - Capito.
Lu - Signor Chellion...
Chellion - Io...
Claudia-Yvonne - Ma come, eravate guarito? Adesso ricominciate a balbettare...
Lu - Felicissimo di fare la vostra conoscenza, signor Chellion...
Chellion - Io... Prendete qualche cosa?
Lu - Volentieri, signore. (Si avviano al bar).
Claudia-Yvonne - Allora, fate presto... Ci metteremo a tavola fra cinque minuti...
Gian-Maria - (rientrando) Tu.
Claudia-Yvonne - Ma s.
Gian-Maria - Come sono felice quando ti rivedo... Mi fa tanto bene rivederti... Tu sei il mio amore... il mio migliore amore... Il mio solo amore... E sei tanto graziosa... E sai essere tanto elegante...
Claudia-Yvonne - Non essere troppo tenero... Finir col credere che hai qualche cosa da rimproverarti... Che cosa ti raccontava Lu?
Gian-Maria - Niente d'interessante...
Claudia-Yvonne - E' l'amante di Chellion... E' questo che ti d fastidio?
Gian-Maria - No, non mi d fastidio... Penso solamente, che una caricatura dell'amore.
Claudia-Yvonne - Non la caricatura di un amore... E' una copia dell'amore...
Gian-Maria - Insomma, non sei un po' commossa di ritrovarti qui con me, in questo locale dove ci siamo incontrati/conosciuti?...
Claudia-Yvonne - S, lo sono e te lo avrei detto. Ma siccome me lo hai detto prima tu.
Gian-Maria - Allora, dimmi... Io ti voglio bene...
Claudia-Yvonne - Non te lo dico... Ti sembrerebbe l'eco d'un Io ti voglio bene che hai probabilmente sentito quest'oggi, poco fa..'. Non ti irritare... Io spazzo via tutti i rimproveri... Non ci penso pi... Il nostro anniversario, Gian-Maria... E' il nostro anniversario... Quello del nostro amore... Un mese, esattamente.
Gian-Maria - Sai bene, che nei miei occhi non ci sei che tu... Tu non mi credi, ma io te lo giuro lo stesso.... Non ci sei che tu...
Claudia Yvonne - S, ti credo... Tu hai delle sincerit successive, intermittenti, ma sei sincero... E io me ne contento... Ma non senti che odore di crisantemo?
Gian-Maria - Sento solamente odore, di lill, di primavera, di fiori d'arancio...
Claudia-Yvonne - Sei sicuro di non essere raffreddato?
Gian-Maria - Sicurissimo.
Claudia-Yvonne - Chiss che cosa succeder, adesso? Scusa, dimenticavo che parlo con un uomo che non si preoccupa mai dell'avvenire.
Gian-Maria - Che cosa vuoi che succeda?
Claudia-Yvonne - Adesso; hai guardato dentro al tuo giocattolo, ne hai veduto il meccanismo interno... Il giocattolo non ha pi nessun segreto per te, non ha pi niente di ostile , per te... Io sono senza difesa, senza imprevisto...
Gian-Maria - Ebbene, non indovini?
Claudia-Yvonne - No, non indovino... Gian-Maria, che cosa sar adesso i noi?
Gian-Maria - Avvicinati.
Claudia-Yvonne - E' dunque una cosa cos terribile?
Gian-Maria - Terribilissima... Te la posso dire solamente in un orecchio.
Claudia-Yvonne - Allora, spicciati... Sono pronta... (Tende l'orecchio).
- (Gian-Maria mormora qualcosa all'orecchio di Claudia).
Claudia-Yvonne - (entusiasta) Oh.
Gian-Maria - Oh, non una risposta.
Claudia-Yvonne - S che lo .
Gian-Maria - Cara.
Il Dottore - Ebbene, come va? Che cosa succede?
Claudia-Yvonne - Succede che sono contenta, dottore.
Il Dottore - Siete tutta sconvolta, amica mia.
Claudia-Yvonne - Io vi debbo molto, dottore.
Il Dottore - Va bene, vi mander il conto alla fine d'anno.
Gian-Maria - Dottore, le vostre cavie vi ringraziano.
Il Dottore - Quali cavie?
Claudia-Yvonne - Noi... Non vi abbiamo forse servito da animali sperimentali?
Il Dottore - Voi credete?... Voi avete semplicemente seguita la traiettoria logica delle cose... In questa materia psicologica, ci deve essere sempre un forte e un debole, un elemento maschio e un elemento femmina, quello che fa l'operazione e quello che la subisce, il cieco e il veggente... Naturalmente, ci sono del le rivolte, dei tentativi di evasione... Un passante, ad un dato momento, un passante qualunque, suggerisce un rimedio. Allora, si ubbidisce per un momento alla suggestione del le sue parole e poi tutto ricomincia allo stato naturale, allo stato di prima e alla velocit di duecento all'ora. Grazie a me, voi avete per corso in un mese tutto quel cammino sentimentale, che gli altri compiono in un anno, due anni, sette anni... Insomma, che cosa avete deciso di fare? Vi separate?. .
Claudia-Yvonne - Ci sposiamo.
Il Dottore - E' una forma molto delle di separazione.
Gian-Maria - Ma niente affatto.
Il Dottore - Scherzo... Io sapevo benissimo che sareste arrivati ad una cosa simile... Se ci siete arrivati cos presto, lo dovete proprio me... Lasciate che io vi abbracci. (Abbraccia Claudia-Yvonne).
Gian-Maria - (chiamando gli altri) Venite.
Claudia-Yvonne - Ma no, lasciatemi gustare un po' da sola la mia gioia...
Gian-Maria - Ma dal momento che sono tutti dei nostri buoni amici... (Accennando a Claudia) La mia fidanzata... (Abbracci, congratulazioni, esclamazioni).
Gilberta - (a Gian-Maria) Hai fatto bene...! Sar molto pi comodo per noi.
Gian-Maria - Grazie... Grazie...
Il Dottore - S, ma tutto questo non deve impedirci di cenare.
Gian-Maria - Allora, prendete posto... Claudia-Yvonne... Il dottore...
Lu - Io muoio di fante...
Chellion - Io invece no...
Lu - Mangiate, Chellion... Prendete un po' di forza...
Ferdinando - Ho trovato un piccolo mazzo di fiori bianchi... Dove debbo metterlo?
Gian-Maria - L, a capotavola... E datene un po' a tutti.
Claudia-Yvonne - L'ra dei sacrifici incomincia.
Il Dottore - Al mio paese, i brindisi si fanno al principio del banchetto.
Lu - Strana abitudine.
Il Dottore - Eccellente invece. Cos, alla fine, se si vuole, si pu ruzzolare comodamente sotto la tavola... Io dico dunque ai nostri amici Claudia-Yvonne e... Come si chiama?
Claudia-Yvonne - Gian-Maria.
Il Dottore - Tutti in piedi... Alzati, Gilberta.
Gian-Maria - Alzatevi.
Il Dottore - Vi ispiri l'esempio nostro, quello di mia moglie e di me... Sette anni di matrimonio e non un solo giorno di disaccordo... Sette anni di matrimonio e non Un sol giorno senza carezze.
Gilberta - Oh.
Il Dottore - Ho finito.
Gian-Maria - (da lontano, perch seduto al lato opposto della tavola) Cara...
Claudia-Yvonne - Caro...
Gian-Maria - Come siamo lontani!
Claudia-Yvonne - E' vero.
Gian-Maria - Buongiorno, mia ricompensa.
Claudia-Yvonne - Buongiorno, mia punizione.
Fine del terzo atto
ATTO QUARTO
Lo stessa scena del terzo atto, primo quadro. Salotto in casa di Claudia-Yvonne. Claudia stesa su di una sedia a dondolo e ha la testa appoggiata su un cuscino. Gian-Maria in frac, in piedi.
Gian-Maria - Va meglio?
Claudia-Yvonne - No.
Gian-Maria - Nemmeno un po' meglio?
Claudia-Yvonne - E' gi la decima volta, che mi fai la stessa domanda inutile.
Gian-Maria - Dove hai male?
Claudia-Yvonne - Da per tutto e alla testa specialmente.
Gian-Maria - E' strano, che il dottore non sia ancora venuto.
Claudia-Yvonne - Ma se lo hai chiamato cinque minuti fa! Che cosa ti ha detto?
Gian-Maria - Che non si occupa mai di medicina in generale, ma che per te avrebbe fatta una eccezione.
Claudia-Yvonne - Andava al ballo anche lui?
Gian-Maria - S, stava facendosi la barba.
Claudia-Yvonne - Povero Bolestan... Cos almeno avr una barba di due giorni soltanto.
Gian-Maria - Fai dello spirito; dunque, ti senti un po' meno male, non vero? E non restare sempre cos sdraiata... Cerca di camminare un poco.
Claudia-Yvonne - Non posso.
Gian-Maria - Credi che potrai fra poco?
Claudia-Yvonne - Lo spero, ma non garantisco nulla.
Gian-Maria - E' strano... questo malore improvviso.
Caudia-Yvonne - Pi che strano, doloroso.
Gian-Maria - Povera cara... Mezzanotte meno un quarto... Dovevamo essere al ballo alle undici e mezzo... Anzi, mezzanotte meno dodici.
Claudia-Yvonne - Lascia stare l'orologio...
Gian-Maria - Perch non prendi un cachet?
Claudia-Yvonne - Un cachet di che cosa?
Gian-Maria - Non so... Un cachet fa sempre bene.
Claudia-Yvonne - - Sei meraviglioso come infermiere!
Gian-Maria - Io, sai, per dire che sono malato, debbo esserlo veramente.
Claudia-Yvonne - Ma perch non vai tranquillamente al tuo ballo? Va', te ne prego.
Gian-Maria - Non avr mai il coraggio di lasciarti qui sola... D'altronde, mi sembra che tu stia un po' meglio.
Claudia-Yvonne - Alza un po' il cuscino.
Gian-Maria - S, ma tu alza un po' la testa.
Claudia-Yvonne - Puoi anche darmi un bacio, se vuoi... Non credo di avere una malattia contagiosa.
Gian-Maria - E poi, anche se fosse contagiosa... A meno che non fosse l'influenza... Debbo cantare dopo domani.
Claudia-Yvonne - Hai ragione: l'influenza ti rovinerebbe gli acuti... Pu darsi benissimo che si tratti di un po' d'influenza... Perci, sii prudente.
Gian-Maria - (carezzandola) Ma come venuto?... Quand' che ti sei sentita male?
Claudia-Yvonne - Me l'hai gi chiesto dieci volte.
Gian-Maria - Ma siccome non mi hai mai risposto, te lo chiedo ancora... Permetterai, spero, che io mi interessi di,te.
Claudia-Yvonne - Tu ti interessi di me, come un giudice istruttore ei interessa di un accusato.
Gian-Maria - E' stato cos strano questo tuo malore improvviso.
Claudia-Yvonne - Insomma, se non muoio, continuerai a credere Che si tratta non di un malore, ma di una impostura.
Gian-Maria - Tu hai di solito una salute di ferro, una salute eroica, una salute insultante. E poi, se io sono un po' scettico, di chi la colpa?
Claudia-Yvonne - Anche dei rimproveri, adesso? E' strano... Adesso che sei ridiventato frivolo, leggero, spiritoso.
Gian-Maria - Ma non sono ridiventato bugiardo.
Claudia-Yvonne - Anche quello.
Gian-Maria - No, non son ridiventato bugiardo... Ma tu... Hai voluto evolverti, progredire e va bene... Hai voluto restare cos come Shokerpuitz ti aveva fatta colle sue cure e va bene... Ma mentire, come stai mentendo tu da qualche tempo, questo, un po' troppo... Tu menti a tutti. Ti senti meglio?
Claudia-Yvonne - No, mi dispiace per te, ma non mi sento meglio.
Gian-Maria - Ti sei messa in testa di non andare a questo ballo... Ecco tutto .
Claudia-Yvonne - E quand'anche fosse cos?
Gian-Maria - Ah, lo confessi?
Claudia-Yvonne - No, falso... Ma anche se fosse come dici tu, dove sarebbe il crimine?... Sarei semplicemente ritornata la Claudia di una volta, quella che non poteva ballare col primo venuto... Tu non ti ricordi naturalmente pi di quella Claudia l... Io me ne ricordo ancora un poco... Molto poco, ma me ne ricordo... L'idea della mano di un signore qualunque poggiata sulla mia schiena... Brrr... Senza contare che questi signori che non si conoscono sudano terribilmente... Poi, la danza costringe questi signori a respirare come delle foche... infine, questi signori si credono in dovere di infilare delle frasi audaci e pornografiche nelle orecchie delle loro ballerine... Sono degli scrocconi, i signori che danzano... Palpano la ballerina, la respirano, la insultano, e la ballerina non pu reagire, lagnarsi, difendersi... Si ha un bel dire queste cose a un marito o a un amante... Si ha un bel dirgli: Il signore che ha ballato con me ha cercato di derubarti... . L'amante o il marito si mettono a ridere, come degli increduli.
Gian-Maria - Ma si pu benissimo ballare con un altro e nello stesso tempo guardare l'uomo amato, con occhi che significano: Non esisti che tu! .
Cxaudia-Yvonne - Pu essere un sistema.
Gian-Maria - Allora, ti senti un po' meglio?
Claudia-Yvonne - No.. Se tu rinunciassi al ballo di questa sera e se restassimo qui, tutti soli, noi due, non sarebbe forse molto meglio? Pu darsi benissimo, come dici tu, che la mia nuova toeletta non sia bella... Pu darsi benissimo, come dico io, che il tuo nuovo frac non sia riuscito... La gente finirebbe col burlarsi dei nostri sarti, cio di noi. La mia toeletta sempre pi bella quando sei tu che me la togli di dosso.
Gian-Maria - Questo, che stai dicendo, non del Claudia-Yvonne seconda maniera, ma io, come vedi, non me ne lagno,
Claudia-Yvonne - Naturalmente, se di noi due c' uno che deve comportarsi come una sgualdrina, preferisci avere tu la preferenza.
Gian-Maria - E' per lo meno pi morale.
Claudia-Yvonne - Ebbene, no... Sappilo una volta per sempre... Occhiata per occhiata... Civetteria per civetteria... Questo sar il mio sistema.
Gian-Maria - Debbo riconoscere onestamente che eri meglio prima... (Suonano). Hanno suonato... Dev'essere Shokerpuitz.
Claudia-Yvonne - S.
Gian-Maria - Il dottore ti dar un cachet fra cinque minuti tu non penserai pi n al tuo malore, n a queste brutte cose che hai dette,
Claudia-Yvonne - Non credo.
Gian-Maria - Buongiorno, dottore.
Il Dottore - Buongiorno, amici miei. Come mai insieme? Tutti e due...
Gian-Maria - Benissimo.
Il Dottore - Allora, accordo completo?
Gian-Maria - Completo.
Claudia-Yvonne - O quasi.
Gian-Maria - Figuratevi, dottore...
Il Dottore - Vediamo, dunque, la malata,.. Niente di contagioso?
Claudia-Yvonne - Non so.
Il Dottore - Ve lo chiedo, perch ho degli altri malati... Dei malati che desiderano che io non mi ammali.
Gian-Maria - Alle otto stava ancora benissimo.
Il Dottore - E poi?
Claudia-Yvonne - Improvvisamente, un malessere generale.
Gian-Maria - Secondo me, se volesse, potrebbe uscire senza nessun pericolo.
Claudia-Yvonne - Lui non pensa che a questo: farmi uscire.
Gian-Maria - Io non capisco.
Claudia-Yvonne - Insomma, lui non arriva a capire che si possa star bene alle otto di sera e che a mezzanotte ci si possa sentir male. Io, invece, non capisco come si possano pensare delle simili stupidaggini.
Gian-Maria - Tutto dipende dal fatto, che io diffido un poco del suo malessere.
Claudia-Yvonne - Lo sentite?... Non fa che spiarmi:.. Sostiene che mento.
Gian-Maria - Ah dottore, potete effettivamente vantarvi di aver fatta una bella cosa quando avete trasformata Claudia-Yvonne... Figuratevi, che non pu pi offrire una tazza di t ad un vecchio signore senza fare degli occhi languidi.
Claudia-Yvonne - Occhi languidi?
Gian-Maria - Figuratevi...
Il Dottore - (a Claudia Yvonne) E voi, che cosa avete da dire contro di lui?
Claudia-Yvonne - Domandategli un poco che cosa faceva, gioved, in rue de la Paix, all'uscita degli ateliers.
Gian-Maria - E' molto semplice. Aspettavo che il sole si coricasse sulla piazza Venderne.
Claudia-Yvonne - Aspettavi che il sole si coricasse.,. Non sono cos ingenua... Aspettavi una donna disposta a coricarsi con te.
Gian-Maria - Fra l'altro, riceve dei versi molto stupidi da un adoratore.
Claudia-Yvonne - E lui riceve delle ciocche di capelli.
Gian-Maria - Una ammiratrice... Del resto li ho, gettati via.
Claudia-Yvonne - Li ha gettati via, perch si accorto che erano dei capelli pieni di forfora...
Gian-Maria - Oh.
Claudia-Yvonne - Dei peli di cinghiale con contorno di forfora.
Gian-Maria - Io, almeno, non infilo delle ciliegie sotto spirito nella bocca delle signore per farmi leccare le dita.
Claudia-Yvonne - Si trattava di un piccolo scherzo.
Il Dottore - Ma siete sempre cos, fra voialtri ?
Claudia-Yvonne - Non sempre, ma molto spesso.
Il Dottore - E volete che io intervenga? Io ho fatto di voi due esseri leali, sinceri... o per lo meno, credevo di avervi reso cos...
Gian-Maria - Io, per conto mio, credo di esserlo leale e sincero.
Claudia-Yvonne - Per fortuna, non siamo n leali ne sinceri... Ci annoieremmo troppo.
Gian-Maria - Lo vedete, dottore, che cosa ne avete fatto della vostra malata?
Il Dottore - Non la contrariate... (Prende il polso di Claudia-Yvonne) La febbre sale...
Gian-Maria - Benissimo, dottore... Io ve la affido... Io sono convinto, che se prendesse un cachet, potrebbe benissimo fra un quarto d'ora venire al ballo con noi... Anzi, il ballo le cam-bierebbe un po' le idee... Non vero, cara? In ogni caso, mi chiamerete. Adesso, visitatela...
Il Dottore - Inteso. (Gian-Maria esce) Un piccolo movimento febbrile... Della fatica...
Claudia-Yvonne - Ma no, dottore, io non ho assolutamente nulla.
Il Dottore - E' quello che ho pensato... Ma perch fingete di essere malata?
Claudia-Yvonne - Quando ero ancora una stupida, lui ha avuto un piccolo raffreddore... Ebbene, io l'ho vegliato, gli ho preparato delle inalazioni, gli ho soffiato del gomenol nel naso, gli ho fatto compagnia, gli ho preparato delle camomille, con gioia, con fede, con entusiasmo.
Il Dottore - Insomma, eravate contenta di vederlo fermo, immobile, nel suo letto.
Claudia-Yvonne - Mi sono soprattutto comportata con molta bont.
Il Dottore - Infatti, quello che voi avete fatto per il suo raffreddore, si chiama pressa poco della bont.
Claudia-Yvonne - Questa sera, invece, mi venuta l'idea di domandargli un piccolo sacrificio: quello di non andare a quel ballo... E vedete che cosa successo. Si comportato come un collegiale, che non pu andare a giuocare alle biglie con i suoi amici... Come un ragazzo... Non ha saputo rinunciare al frou frou di quello stupido ballo.
Il Dottore - Questo frou frou danzante con chi doveva farlo?
Claudia-Yvonne - Non so... Con una donna qualunque... La signora Walverton, Lu, vostra moglie...
Il Dottore - Un momento.
Claudia-Yvonne - E' stato fedele una settimana... Adesso guadagna il tempo perduto... (Si aggrappa al dottore, con un'aria desolata) Sentite, Bolestan, voi direte che io sono molto malata, che una operazione chirurgica sar molto probabilmente necessaria... E io ve ne sar riconoscente, per tutta la vita.
Il Dottore - Va bene, cara amica... Ma quando avete qualcosa da chiedermi, domandatemelo senza abbracciarmi cos, come se partissimo per un tango...
Claudia-Yvonne - Perch? Vi turba?...
Il Dottore - lo non sono un ballerino professionista.
Claudia-Yvonne - Allora, volete?
Il Dottore - Che cosa?
Claudia-Yvonne - Dirgli che io sono molto malata.
Il Dottore - Glielo dico, ma siccome domani sarete bell'e guarita, io passer per un asino.
Claudia-Yvonne - Nient'affatto... Gli dir che voi mi avete salvata.
Il Dottore - Insomma, non preferite molto pi semplicemente venire al ballo con noi?
Claudia-Yvonne - No.
Il Dottore - E quando io avr parlato?...
Claudia-Yvonne - Se lu mi abbandona e va al ballo, avr un'opinione precisa... Lo inganner con il primo venuto, nel modo pi grottesco possibile... Dite che gli direte che sono malata... (Si riaggrappa al dottore).
Il Dottore - Ancora il tango... Ma una mana!
Claudia-Yvonne - No, non una mana.
Il Dottore - Debbo forse credere?...
Claudia-Yvonne - Che bella cosa l'uomo!
Il Dottore - S, qualche volta un uomo pu anche essere bello.
Claudia-Yvonne - Un vero uomo, senza astuzie, senza menzogne, senza complicazioni.
Il Dottore - Un uomo semplice, al quale si possa far credere quello che si vuole.
Claudia-Yvonne - Un uomo capace di spezzare una donna.
Il Dottore - E capace di abbracciare una donna... Claudia... Disgraziatamente, io non sono il primo venuto.
Claudia- Yvonne - Voi?
Il Dottore - E non sono nemmeno farmacista... Io ordino, redigo la ricetta, indico il rimedio... Ma non fornisco la medicina... Sdraiatevi .. L'idea del vostro esperimento mi piace... E' molto vostra, molto personale... Costringerlo a rimanere in casa per tutta una sera... Che cosa temete?... Voi siete la pi scintillante di tutte le donne... La pi irresistibile...
Claudia-Yvonne - Oh.
Il Dottore - Io stesso, poco fa, ho corso il rischio di vacillare.
Claudia-Yvonne - Davvero? Andate a cercarlo e ditegli che io sto morendo...
Il Dottore - Vado... Voi siete irresistibile...
Claudia-Yvonne - Vedremo, se lo sono realmente.
Il Dottore - (chiamando) Signor Fouquet.
Claudia-Yvonne - E Gilberta?
Il Dottore - L'ho condotta al ballo... Me l'hanno subito portata via dei ballerini... Un signore, che io credevo fosse un domestico, le ha tolta la pelliccia; ma poi ho capito che non si trattava di un domestico, perch mi ha gettata la pelliccia sulla faccia, senza nemmeno darmi il numero del guardaroba... Poi andato via con mia moglie, ballando...
Gian-Maria - (rientra) Ebbene, dottore?
Il Dottore - Ebbene, ecco...
Gian-Maria - Pu alzarsi?
Il Dottore - No.
Gian-Maria - No?
Il Dottore - No.
Gian-Maria - Si tratta dunque di una cosa seria?
Il Dottore - Molto grave.
Gian-Maria - Le avete almeno fatto prendere qualche cosa?
Il Dottore - Riposo... Limonate...
Claudia-Yvonne - Dottore, posso andare al ballo?
Il Dottore - No.
Gian-Maria - Va bene.
Claudia-Yvonne - Ma voi, Gian-Maria, potete benissimo andarci.
Il Dottore - Baster che qualcuno resti vicino a Claudia.
Claudia-Yvonne - C' la cameriera.
Gian-Maria - E' una donna molto devota.
Il Dottore - In ogni modo, se avete bisogno di me, io rester al ballo lino alle due del mattino... Poi, in casa mia...
Gian-Maria - Vi accompagno.
Claudia-Yvonne - No... Finirei col suppor-re che il dottore vi dice delle cose che io non debbo sentire.
Gian-Maria - Ma no, assurdo, non vero dottore ?
Il Dottore - Fra tre settimane al massimo, sar completamente ristabilita e potr rimanere sulla sedia a dondolo due o tre ore al giorno.
Gian-Maria - Ah.
Il Dottore - Purch, s'intende, le siano evitate le discussioni, le collere.
Gian-Maria - Non sono mai io che le comincio, che le provoco.
Claudia-Yvonne - S.
Gian-Maria - No.
Il Dottore - Non la contrariate... Arrivederci, ragazzi... Arrivederci, mia piccola malata. (Esce).
Gian-Maria - Non ti ha dato nemmeno un cachet ?
Claudia-Yvonne - Il cachet... Ricominci con il cachet... Ma no... Spegni la luce. La luce mi fa male agli occhi.
Gian-Maria - Ecco fatto, cara... Ma non rimanere qui... Credo che saresti molto meglio in camera tua.
Claudia-Yvonne - Se dici cos, perch devi telefonare a qualcuno, non fare complimenti... Telefona pure a chi vuoi.
Gian-Maria - Telefonare?
Claudia-Yvonne - Forse hai qualche contrordine da dare.
Gian-Maria - (avvicinandosi al telefono) Hai ragione... Dove diavolo avevo la testa?
Claudia-Yvonne - Lo vedi che dovevi telefonare.
Gian-Maria - Hai fatto molto bene a ricordarmelo.
Claudia-Yvonne - Te l'ho ricordato, perch tu hai la faccia tipica di chi deve telefonare a qualcuno per dare un contrordine.
Gian-Maria - Non ci pensavo pi... Pronto... Siete voi?... S, sono io... Sono io, signor avvocato...
Claudia-Yvonne - Signor avvocato?
Gian-Maria - Scusatemi tanto... Debbo rimanere vicino a mia madre, che sta poco bene... No, niente di grave per fortuna... Grazie, signor avvocato... Certamente, andateci egualmente...
Claudia-Yvonne - Come si chiama?
Gian-Maria - Si chiama... Delcass.
Claudia-Yvonne - Dammi l'elenco telefonico... Voglio controllare...
Gian-Maria - Ah no, cara... Ne ho abbastanza... Che cosa significa tutto ci? Sei malata, s o no?
Claudia-Yvonne - Molto malata... E per cominciare, togliti il frac... Sarai pi comodo.
Gian-Maria - Certo... (Si toglie il frac).
Claudia-Yvonne - Dimmi un po', se per caso morissi, non rimpiangeresti un poco tutte le parole tenere che non hai fatto in tempo a dirmi?
Gian-Maria - Ma dal momento che te le dico.
Claudia-Yvonne - Me le dici in silenzio... Io non le sento.
Gian-Maria - L'eloquenza del silenzio...-
Claudia-Yvonne - Dopo, quando non ci sar pi, potrai andare al ballo quando ti pare.
Gian-Maria - Oh i balli... Mi avrebbe divertito quello di stasera.
Claudia-Yvonne - Un ballo di rievocazione storica... 1892... Il valzer viennese... La quadriglia... Le danze delle nostre mamme in costume moderno...
Gian-Maria - Era un ballo abbastanza originale. Allora andiamo?
Claudia-Yvonne - No, sei tu che te ne andrai.
Gian-Maria - Non me ne andr, in nessun caso, senza di te.
Claudia-Yvonne - S.
Gian-Maria - Come posso lasciarti sola?
Claudia-Yvonne - C' Elisa di l!
Gian-Maria - Se tu lo esigi, un'altra faccenda... Io non ti posso servire a gran che come infermiere... Probabilmente, invece, ti irrito.
Claudia-Yvonne - Rimettiti il frac.
Gian-Maria - Me lo sono rimesso... Noterai, che sto facendo tutto quello che vuoi.
Claudia-Yvonne - Lo sto notando.
Gian-Maria - Vado al ballo per dieci minuti al massimo, poi torno.
Claudia-Yvonne - No... Torna pure domattina.
Gian-Maria - Allora, cerca di dormire... Domattina presto sar qui date.
Claudia-Yvonne - Ecco, domattina presto... Verso le undici...
Gian-Maria - Insomma, mi ordini di andar via...
Claudia-Yvonne - E' mezzanotte e mezzo.
Gian-Maria - Vado... Elisa di l?
Claudia-Yvonne - Ma s, Elisa di l!
Gian-Maria - Insomma, vado tranquillo... Mi vuoi bene?
Claudia-Yvonne - Ti adoro.
Gian-Maria - Cara... Riposati... Ti voglio bene... Dormi... (Esce lentamente. Rumore di porta. Claudia-Yvonne scatta).
La cameriera - Il signor Chellion di l.
Claudia-Yvonne - Cherubino... Ma certo, fatelo entrare.
Chellion - (entrando) Sono io.
Claudia-Yvonne - E' il Cielo che vi manda, amico mio.
Chellion - No, non il Cielo: la signora Shokerpuitz che mi ha detto che eravate malata... Allora non ho pi saputo rimanere. .
Claudia-Yvonne - Grazie, Chellion... Avete un'anima deliziosa, tenera, devota.
Chellion - Si direbbe che vi sentite meglio.
Claudia-Yvonne - Merito vostro... Io sono guarita, perch so di avere un amico.
Chellion - Ma voi mi farete impazzire d'orgoglio... L'alcoolista non in casa? Capisco... Vi ha lasciata sola... Che schifo!
Claudia-Yvonne - S, mi ha lasciata sola.
Chellion - Allora, non mi serbate rancore per questa mia visita ad un'ora cos maleducata?
Claudia-Yvonne - Ma se anzi avevo telefonato a casa vostra.
Chellion - Sar venuto mio padre all'apparecchio. Non badate a quello che ha potuto, rispondervi... Dopo le dieci di sera, risponde sempre la stessa cosa, a tutti.
Caudia-Yvonne - Venite... Sedetevi un po' pi vicino a me.
Chellion - In un certo senso avrei preferito trovarvi pi malata, pi debole... Vi avrei curata, vi avrei dondolata...
Claudia-Yvonne - Ah, se tutti gli uomini fossero come voi!
Chellion - Se tutti gli uomini fossero come me, io non sarei pi un uomo unico, originale... Vorrei proporvi qualche cosa, Claudia... Io resto qui... Voi ve ne andate a letto... Quando siete a letto, mi chiamate... Io mi siedo vicino a voi... Ho portato con me delle cose da leggere... Anche delle cose mie, che vorrei farvi leggere...
Claudia-Yvonne - Siete molto buono, Chellion.
Chellion - E questo non ancora niente... Vedrete in seguito.
Claudia-Yvonne - Grazie... Per...
Chellion - Capisco... Ma non vi chieder che due cose: una sedia per sedermi e una tazza di caff, molto forte... Non ho l'abitudine di vegliare fino a tardi. Con quattro tazze...
Claudia-Yvonne - Vi faranno male.
Chellion - Non importa.
Claudia-Yvonne - S, ma vi avverto... La cosa non finir affatto come nei romanzi e nelle commedie... Voi vi comporterete come un giovanotto per bene e non cercherete in nessun modo di profittare della situazione... Altrimenti...
Chellion - Volete che vi rassicuri?... Io sono tanto contento... Mi pare di vivere come in un sogno... Sono un po' agitato, come se stessi per presentarmi ad un esame di diritto... Ho la gola chiusa... Temo che non sapr dirvi nulla... Eppure, se voglio, sono tanto eloquente, ve lo assicuro, e so dire tante cose graziose... Io...
Claudia-Yvonne - Non ditemi pi nulla.
Chellion - Io non potrei... Io...
Claudia-Yvonne - (aprendo una porta) Ecco la mia camera.
Chellion - Ma molto grande... Io...
Claudia-Yvonne - S, e quando saremo stanchi di chiacchierare, suoneremo il fonografo... La Serenata... Ci tengo...
Chellion - E perch non suoniamo la Marcia Nuziale?
Claudia-Yvonne - La Serenata... Preferisco. Voi siete molto gentile... Voi mi consolate molto... (Lo spinge nella camera da letto e suona. Alla cameriera che appare) Elisa, potete andare a coricarvi... Io mi sento meglio... Il signor Chellion mi tiene compagnia.
La cameriera - Debbo aiutare la signora a svestirsi ?
Claudia-Yvonne - S, datemi una veste da camera.
La cameriera - Quella rosa?
Qlaudia-Yvonne - Quella verde.
La cameriera - S, signora.
Claudia-Yvonne - E portatemi anche la mia pelliccia... (La cameriera esce. Telefono) Pronto... Ah sei tu?... Che cosa te ne importa?,.. S, mi sento meglio... Ma non tenermi al telefono un quarto d'ora... C' qualcuno qui con me... Qualcuno... S, ne sarei capace... Sento la musica della sala da ballo... Ti diverti?... Spero che avrai la delicatezza di non dirmi di si... No, non ti serbo rancore, per il fatto chete ne sei andato... Te ne sei andato, senza nemmeno chiederti se qualcuno poteva, nel frattempo, aver l'idea di venire qui al tuo posto S, pu anche darsi benissimo che ci sia un uomo nella mia camera da letto... Come: che cosa ne far?... In ogni modo, stato moltogentile da parte tua avermi telefonato, aver pensato a me... No, non vengo... Com' il signore che qui? E' molto come si deve... Lo conosci... S, che lo conosci... No, non lui.., Che cosa c'?... Non ti sento pi... Comincia la quadriglia... Ti proibisco di venire a cercarmi... Non ti aprirei la porta... Non ha senso comune... Perch hai lasciata la tua vettura alla porta?... Quel povero Augusto dovr aspettarti tutta la notte... Anche tu... Anche tu, ne sono certa... Tu hai delle compensazioni... Te ne prego, lascia stare le parole solenni... Si tratta semplicemente di qualche rimorso di passaggio... Distribuiscono dei regali?... S, se vuoi, porta dei confetti alla tua piccina, domani... No... No... Potrebbero sentirti... E' un uomo fedele, molto tenero, molto generoso e che possiede tutto quello che non possiedi tu... (Riappende il ricevitore) Io no... Io no...
La cameriera - (rientrando) Signora, ecco la veste da camera e la pelliccia.
Claudia-Yvonne - Zitta... Aprite la porta, adagio adagio... Che cosa fa quel signore?
La cameriera - Oh, il signor Chellion!
Claudia-Yvonne - S.
La cameriera - E' tanto carino... Si seduto in una poltrona vicino al letto, come un cane di guardia.
Claudia-Yvonne - Chiudete la porta, adesso... Adagio...
La cameriera - Va bene, signora...
Claudia-Yvonne - (mettendosi la pelliccia) Restate qui... Quando quel signore, il signor Chellion, riaprir la porta, voi gli direte che io lo ringrazio tanto tanto, ma che lo prego di scusarmi... Ditegli che sono stata costretta ad uscire e che non deve pi aspettarmi, che ho gi abusato abbastanza della sua cortesia... Siate molto gentile con lui, Elisa... Grazie, Elisa... No, non aspettatemi... Non torner prima di domattina... (Esce).
FINE