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di Achille Campanile

[da RIDOTTO n. 3 marzo 1984]

Personaggi:

IL VECCHIERELLO

LA VECCHIERELLA SUA MOGLIE


La scena si svolge ai giardini pubblici. All'aprirsi del sipario, IL VECCHIEREL­LO e LA VECCHIERELLA si avvicinano a una panchina. Lui ha una grande barba bianca, camminano curvi, con tremuli passi, appoggiandosi al bastone. Seggono.

IL VECCHIERELLO (con stizza) - Quanti errori abbiamo commesso nella nostra vita!

LA VECCHIERELLA - È vero. La nostra è stata una vita di stenti dovuta agli sbagli commessi.  Pensa se tu avessi accettato quel posto che ti offrirono trent'anni fa in quella Società. Tu non volesti lasciare il certo per l'incerto, temendo che la società andasse a rotoli, e invece ha prosperato e a quest'ora saremmo ricchi.

IL VECCHIERELLO - Chi poteva immaginare? Ma ricordati quella volta che mi consigliasti d'impiegarmi presso la Ditta Rossi! Di lì cominciarono tutte le nostre disgrazie. Da quel meschino tram tram che mi ha sempre impedito di spiccare il volo.

LA VECCHIERELLA - Eh, sì. La nostra vita è stata un seguito d'errori. E forse il primo e più grave fu quello di quando c'incontrammo per la prima volta su quella  banchina.  Ricordi?  Eravamo giovani.  Simpatizzammo, tu mi facesti subito la corte poi ce ne andammo assieme e finì che ci sposammo.

IL VECCHIERELLO - Non eravamo fatti l'uno per l'altra.

LA VECCHIERELLA - Tu non avresti dovuto dirmi: «Posso accompagnarla, signorina?».

IL VECCHIERELLO - Chi poteva immaginare come sarebbe andata a finire? Lo volevo avere una semplice avventura.

LA  VECCHIERELLA -  Perché? Se avessi saputo che avremmo finito per sposarci e per passare tutti questi guai, che avresti fatto?

IL VECCHIFRELLO - Mi sarei guardato dal rivolgerti la parola Comunque, la maggiore responsabile fosti tu, perché tu mi trascinasti al matrimonio. lo non volevo.

LA VECCHIERELLA - Già, avresti voluto divertirti e poi piantarmi in asso, eh? Comodo. Ma con me, niente da fare!

IL VECCHIERELLO - Comunque, alla mia frase «Posso accompagnarla?» avresti dovuto rispondere no. Invece rispondesti sì.

LA VECCHIERELLA - Risposi: «Sì, purché stia a posto suo».

IL VECCHIERELLO - Era il meno che tu potessi fare, tanto per salvare le apparenze. Ma la sostanza era sì, anzi, era un invitar la lepre a correre.

LA VECCHIERELLA - Pensavo che tu avessi intenzioni serie.

IL VECCHIERELLO - E hai visto come è andato a finire?

LA VECCHIERELLA - Ah, ma non ci ricadrei.

IL VECCHIERELLO - Vuoi dire che se ritornassimo indietro nel tempo...

LA VECCHIERELLA - Scapperei a gambe levate.

LA VECCHIERELLA - E io girerei a largo, se t'incontrassi, come tanti anni fa su questa banchina.

LA VECCHIERELLA - Bisognava addirittura non dirsi una parola.

IL VECCHIARELLO - (ha un lampo di genio) Senti, tu sei d'accordo con me che quella volta sbagliammo ad attaccar discorso?

LA VECCHIERELLA - Certo.

IL VECCHIERELLO - E che da quello dipesero tutti i nostri errori e le nostre disgrazie?

LA VECCHIERELLA - Garantito.

IL VECCHIERELLO - E allora sai che ti dico? Cancelliamo tutto e da capo. Ricominciamo! E ciascuno per la sua strada! Intesi?

LA VECCHIERELLA - Intesi.

(Lui si stacca dal mento la gran barba bianca, si toglie la candida parrucca ed appare non più canuto, si drizza nella persona già curva e tremante, sicché, al posto del vecchierello appare un robusto giovanotto; dal canto proprio, la vecchierella si toglie la parrucca ed appare con chioma bionda ed ondulata, si cancella le rughe del volto, che si rivela d'un fresco incarnato, si drizza nella snella e flessuosa persona; ed entrambe se ne vanno per opposte direzioni, senza guardarsi, senza salutarsi, con passo elastico, leggero, spedito)

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