Da quali stelle?

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TITOLO

Giancarlo Loffarelli

Da quali stelle?

Depositato presso la SIAE

Giancarlo Loffarelli

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lecolonne79@libero.it

dramatis personae

FRIEDRICH NIETZSCHE, 55 anni

LOU VON SALOMÉ, 38 anni

ELISABETH FÖRSTER-NIETZSCHE, 53 anni

ANNE, 25 anni

Weimar, 15 ottobre 1899. Studio di Friedrich Nietzsche in casa di Elisabeth Förster-Nietzsche. Le pareti sono totalmente ricoperte da librerie piene di libri. Al centro della stanza, una scrivania il cui piano è perfettamente sgombro. Una sedia dietro la scrivania e due davanti. A destra della scrivania, una poltrona con accanto un piccolo tavolino e, a destra della poltrona, l’unica, grande finestra che dà luce alla stanza. A sinistra, la porta che immette nello studio.

ATTO PRIMO

E’ mattino. La stanza è illuminata dalla luce che entra dalla finestra: è una luce fredda che lascia intendere una grigia giornata autunnale. Nietzsche è seduto alla poltrona davanti alla finestra, con gli occhi chiusi. Indossa una giacca da camera, ha una coperta sulle gambe e sembra dormire. Sul tavolino vicino alla poltrona, un vassoio con la colazione. Dopo qualche momento di silenzio, si sente bussare alla porta e, senza attendere risposta, entra Anne. Ella indossa abiti che fanno intendere che si tratta di una domestica.

ANNE (avvicinandosi a Nietzsche, lo chiama) Professore!... Professore!... Professor Nietzsche!... (Guardando la colazione) Non ha mangiato niente?... Ma perché fa i capricci, professore!? (Come parlando a un bambino) Ha visto che ci avevo messo pure i cioccolatini?... Guardi che se non mangia niente, la prossima volta: niente cioccolatini!... Lo fa il bravo?... Sa che facciamo? Lo sa che facciamo? (Parla accostando una sedia alla poltrona, sedendosi e predisponendosi a imboccare Nietzsche) Non diciamo niente a sua sorella, la signora Elisabeth, e le do io da mangiare… Che ne dice, eh? Me lo fa questo piacere?... Professore!... Mi ha sentito? Lo so che non sta dormendo! Lei mi fa sempre questi scherzi!... Su, su, non faccia i capricci!... Ma come?! Ieri sera è stato tanto bravo e s’è fatto fare il bagno buono buono!... Si ricorda com’è stato bravo?... Professore!... Apra la bocca, su, per favore… Ha visto com’è stato bravo, ieri sera?... Che poi era tutto pulito e profumato… Ha visto quanto borotalco le ho messo?... Era tutto profumato e le avevo pure scaldato il letto, che s’è fatta una bella dormita: lo so che le piace dormire tutto bello improfumato dopo che s’è fatto il bagnetto. Lo so, anche se lei non me lo dice. Perché non mi dice più niente?... Professore!... Sono mesi che non dice nemmeno una parola, ma io lo so che lei sente tutto, e capisce tutto… La apre un po’ la bocca?… (Come per imboccare un bambino) Ahum…! Forza!... (Un po’ spazientita) Ma perché fa così!?... Io lo so che lei ce l’ha con sua sorella, ma adesso la signora Elisabeth non c’è! Ci sono soltanto io… Ce l’ha pure con me? Mica le ho fatto qualcosa, io?... E’ vero che non le ho fatto niente?... Lo do al gatto? Che dice: lo do al gatto questo buon latte?... Ma no, che non lo do al gatto: questo è il latte del professor Nietzsche, pussa via brutto gattaccio!... Allora? La apre la bocca?... Ma come devo fare?! (Si alza e rimette tutto sul vassoio) E va bene!... Forse non ha fame. Però a pranzo non voglio sentire storie, eh!... Lo sa che cosa le sto preparando per pranzo? Lo sa?... Una cosa che a lei piace molto… Ha indovinato?... Bravo! La pasta con le sarde, quella che mangiava quando andava in Italia. Non sa che fatica trovare le sarde! E’ più di un mese che le ho chieste a Gunther e stamattina me le ha fatte trovare… E’ contento, vero? Io lo so che lei è contento, anche se non mi dà la soddisfazione di dirmelo… Ma a me non importa. E lo sa perché oggi le sto preparando la pasta con le sarde e le ho preparato pure una torta? Lo sa perché?... Credeva che me ne sarei dimenticata? Ma io non mi dimentico mai niente!... (Baciandolo sulla fronte) Auguri, professore! Buon compleanno!... Se lo ricorda quanti anni compie, oggi?... Ma certo che se lo ricorda, mica è un vecchio rimbambito?... Quanti anni? Io lo so: cinquanta…? Cinquanta…? Cinquantacinque!... Io vado, allora. Vado a preparare la pasta con le sarde… Lei non mi ha voluto dare la soddisfazione di rispondermi nemmeno questa volta e io me ne vado. Tanto lo so che quando io sono uscita lei apre gli occhi. Va be’… pazienza! (Esce portando via la colazione e chiudendo la porta)

  Per qualche istante, Nietzsche resta immobile, poi, sempre tenendo gli occhi chiusi, comincia a parlare, dapprima con una calma quasi gelida, poi, aprendo gli occhi, sempre più spiritato.

NIETZSCHE Non avete sentito di quell’uomo folle che, al chiarore del mattino, accese una lanterna… corse al mercato… e si mise a gridare incessantemente: ″Cerco Dio! Cerco Dio!″? Poiché molti di quelli che si trovavano lì non credevano in Dio, suscitò una grande risata… S’è perduto?, disse uno. S’è smarrito come un bambino?, disse un altro. O si tiene nascosto? Ha paura di noi? S’è imbarcato? E’ emigrato?... Così gridavano e ridevano tra di loro. L’uomo folle balzò in mezzo a loro e li trafisse col suo sguardo… ″Dov’è andato Dio?″ chiese. ″Voglio dirvelo! Noi lo abbiamo ucciso– voi e io! Noi tutti siamo i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come abbiamo potuto svuotare il mare? Chi ci diede la spugna per cancellare l’intero orizzonte? Cosa abbiamo fatto quando abbiamo sganciato questa terra dal suo sole? Dove va adesso? Dove andiamo?... Lontano da tutti i soli!... Non precipitiamo sempre di più? All’indietro, di lato, in avanti, da ogni parte? C’è ancora un sopra e un sotto? Non erriamo forse come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non s’è fatto più freddo? Non scende continuamente la notte… sempre più notte? Non si devono accendere lampade al mattino? Non sentiamo ancora il rumore dei becchini che seppelliscono Dio? Non sentiamo ancora il fetore della divina putrefazione? – anche gli dei imputridiscono!... Dio è morto! Dio rimane morto!... E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoliamo noi, gli assassini di tutti gli assassini?... Ciò che di più santo e potente il mondo ha finora mai posseduto, è morto dissanguato sotto i nostri coltelli – chi ci lava via questo sangue? Con quale acqua potremmo purificarci? Quali riti espiatori, quali cerimonie sacre dovremo inventare? La grandezza di quest’azione non è troppo grande per noi? Non dobbiamo diventare dèi noi stessi, per apparire degni di lei? Non c’è mai stata un’azione più grande – e, sempre, chi nascerà dopo di noi, appartiene, per volontà di quest’azione, a una storia più alta di tutta la storia che c’è stata finora!″… Qui l’uomo folle tacque e guardò nuovamente i suoi ascoltatori: anche loro tacquero e lo guardarono stupiti. Alla fine gettò a terra la sua lanterna, che si fece a pezzi e si spense… ″Io vengo troppo presto″, disse poi, ″non è ancora il mio tempo… Questo straordinario evento è ancora per via, in cammino – non è ancora penetrato nelle orecchie degli uomini. Lampo e tuono hanno bisogno di tempo, la luce degli astri ha bisogno di tempo, le azioni hanno bisogno di tempo, anche dopo che sono state compiute, per essere viste e udite. Questa azione è per loro ancora più lontana degli astri più lontani – eppure loro stessi l’hanno compiuta!″… Si racconta ancora che, in quello stesso giorno, l’uomo folle sia entrato in diverse chiese e lì abbia intonato il suo Requiem aeternam deo. Condotto fuori e costretto a parlare, egli abbia sempre risposto soltanto questo: ″Cosa sono, dunque, queste chiese ancora, se non le cripte e i mausolei di Dio?″

  Tace ansimante raccogliendo da terra la coperta che gli era scivolata e sistemandola di nuovo sulle gambe. Dopo qualche istante, si sente bussare alla porta e, come in precedenza, sempre senza attendere risposta, entra Anne.

ANNE Professore!... Professore, la prego, questa volta dovrebbe svegliarsi… O smettere di far finta di dormire. Professore, sto per darle una bella notizia… Sono sicuro che non se lo aspetta: sarà senz’altro una sorpresa per lei. Non ci crede?... Io lo sapevo che sarebbe venuta, ma non immaginavo proprio oggi. Credo abbia voluto farle una sorpresa per il suo compleanno. Lo sa chi c’è di là?... E’ di là e sta aspettando di poter entrare. Le ho detto che l’avrei annunciata e adesso aspetta che io la faccia entrare. Posso farla entrare?... E’ una donna!... Una donna bellissima!... Non vuole sapere chi è la signora che è venuta a farle visita?... Provi a immaginare… Chi è che lei desidererebbe vedere più di ogni altra persona al mondo?... Provi a pensare… Ecco!… Non ci crederà, ma proprio lei è venuta a trovarla… Quanti anni sono che non la vede?... Quasi venti, non è vero?... Allora? Posso farla entrare?... Ha capito chi c’è di là?...

NIETZSCHE (dopo qualche istante di silenzio, apre gli occhi, tenendoli fissi dinanzi a sé, senza guardare Anne) Lou.

ANNE Bravo! E’ proprio la signora Andreas-Salomé.

NIETZSCHE (guardando Anne) Lou von Salomé?

ANNE Non ci crede?... Allora la faccio entrare. Fra un istante sarà qui. (Esce chiudendo la porta)

  Rimasto solo, Nietzsche si alza lentamente dalla poltrona, ripiega meticolosamente la coperta che teneva sulle gambe e poi la butta per terra. Si posiziona, in piedi, dinanzi alla poltrona, si sistema la giacca da camera, cerca di spianare una piega dei pantaloni, quindi si sistema i capelli leccandosi il palmo della mano e cercando di domare qualche ciuffo disordinato. Infine, s’impettisce. Dopo pochi istanti, si sente bussare e, subito dopo, entra Anne che si arresta a poca distanza dalla porta.

ANNE (annunciando) La signora Lou von Salomé!

  Entra timidamente Lou, facendo un solo passo oltre la porta. Indossa il cappotto, un cappello, i guanti e porta con se una borsa.

ANNE Vuole dare a me il cappotto?

  Lou si toglie cappotto, cappello e guanti per darli ad Anne, che li raccoglie su un braccio continuando a parlare:

ANNE Mi raccomando, signora: come le ho già detto, la signora Elisabeth dovrebbe tornare fra una mezz’ora. Io non sono autorizzata a far entrare persone in casa quando il professore è solo… E meno che mai sono autorizzata a far entrare lei… Devo chiederle di non trattenersi più di una ventina di minuti…

  Ultimata l’operazione, Lou poggia la borsa su una sedia, trae dalla tasca del cappotto un portafogli da cui estrae una banconota che porge ad Anne dopo aver riposto il portafogli nella tasca del cappotto.

ANNE (prendendo la banconota) Grazie! Lei è molto gentile. (Esce chiudendo la porta e portando con sé cappotto, cappello e guanti di Lou)

  Per pochi, lunghissimi istanti, Lou e Nietzsche rimangono in piedi, l’uno di fronte all’altra, senza parlare, guardandosi negli occhi. Poi:

NIETZSCHE Da quali stelle siamo caduti per incontrarci qui?

LOU (pausa) Ricorda ancora quelle parole?

NIETZSCHE Come potrei dimenticarle? Me le ripeto ogni giorno: è la mia preghiera mattutina. Mattutina e vespertina. E’ diventato il mio rosario… Ma a volte mi sembra un rosario di morte.

LOU Ricorda quella mattina?

NIETZSCHE Non poteva esserci cornice più maestosa al nostro primo incontro.

LOU La basilica di San Pietro! Io ero a Roma da un paio di mesi. Erano i primi giorni di gennaio quando, stanca e malata, venni al sole dell’Italia… per riportarne via sole e vita… Paul Rée s’era seduto dentro un confessionale e lei mi venne incontro salutandomi in quel modo per me del tutto inaspettato.

NIETZSCHE Da quali stelle siamo caduti per incontrarci qui?

LOU (pausa) Come sta?

NIETZSCHE (pausa) Dicono che sono malato.

LOU Ma lei… lei si sente malato?

NIETZSCHE Dicono che sono folle.

LOU (sorridendo appena) Come l’uomo folle di cui ha scritto?

NIETZSCHE Non lo so.

LOU Non lo sa?

NIETZSCHE A volte mi sembra di non sapere più niente.

LOU Ma è soltanto un’impressione… credo.

NIETZSCHE Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, a sua volta, un mostro. E se uno scruta a lungo l’abisso… anche l'abisso scruterà dentro di lui.

LOU E’ così, dunque, che si sente?

NIETZSCHE (pausa) Non vuole accomodarsi?

LOU Sì, grazie. (Prende dalla borsa che aveva poggiato sulla sedia, un pacchettino confezionato come un regalo che, evidentemente, contiene un libro) Le ho portato un piccolo regalo per il suo compleanno… Ma desidero che lei lo apra soltanto dopo che me ne sarò andata.

NIETZSCHE Un regalo!?... La ringrazio molto… Lo poggi pure sulla mia scrivania.

LOU (poggiando il regalo sulla scrivania) Sì, lo metto qui.

NIETZSCHE (le mostra una sedia e torna a sedere sulla poltrona) Avvicini pure la sedia. Mi piace la luce che entra da questa finestra.

LOU (sposta la sedia e siede) Non esce mai di casa?

NIETZSCHE Non esco mai da questo studio.

LOU Perché?

NIETZSCHE Non ho più dove andare.

LOU Se lei volesse…! Lei è un buon viandante, lo è sempre stato: troverebbe la via anche in mezzo alla sterpaglia.

NIETZSCHE Non ho bisogno di uscire da questa stanza per continuare a camminare in montagna, come ho sempre fatto.

LOU Scrive?... Vedo che questa scrivania è completamente vuota…

NIETZSCHE Quando il dolore agli occhi e alla testa non diventa insopportabile, scrivo.

LOU Io non so come lei abbia potuto scrivere tutto quello che ha scritto nelle pause fra un dolore insopportabile e un altro.

NIETZSCHE Eppure, così è stato!... Se ci è preclusa una vita felice, che si cerchi di vivere almeno una vita eroica.

LOU Già!

NIETZSCHE E lei come sta?

LOU Bene.

NIETZSCHE Bene?

LOU Per quel che questa parola può significare!

NIETZSCHE Ricordo che aveva preso marito.

LOU Sì. Tredici anni fa… Un matrimonio bianco.

NIETZSCHE Un matrimonio bianco!?

LOU Questa è la condizione che imposi a mio marito.

NIETZSCHE E lui?

LOU Accettò.

NIETZSCHE L’ama molto!

LOU Sì, molto.

NIETZSCHE Non come l’ho amata io.

LOU (pausa) Non lo so.

NIETZSCHE Anche a me e a Rée aveva proposto qualcosa del genere.

LOU Lo avevamo deciso insieme.

NIETZSCHE La trinità!

LOU Così la chiamavamo.

NIETZSCHE Un appartamento in comune a Berlino in cui vivere insieme.

LOU Una stanza in comune piena di libri…

NIETZSCHE … e tre stanze da letto separate!

LOU Una comunità di spiriti liberi.

NIETZSCHE Senza coinvolgere i corpi.

LOU Senza coinvolgere i sentimenti.

NIETZSCHE (pausa) Non ci riuscimmo.

LOU Lei volle coinvolgere i sentimenti e ruppe il patto…

NIETZSCHE Non c’era stato ancora nessun patto.

LOU … e chiese la mia mano.

NIETZSCHE E lei rifiutò.

LOU Fui sincera con lei.

NIETZSCHE Però se ne andò a Berlino con Rée.

LOU Cosa crede che ci sia stato fra me e Rée, a Berlino?

NIETZSCHE Non ho mai creduto che ci sia stato qualcosa.

LOU Io ho pensato spesso che lei avesse frainteso la mia relazione con Rée.

NIETZSCHE Sarebbe stato un suo diritto.

LOU Certamente.

NIETZSCHE Cosa avrei dovuto pensare?

LOU Ma non c’è stato niente.

NIETZSCHE Non deve darmi spiegazioni.

LOU Non voglio darle spiegazioni.

NIETZSCHE (pausa) E Rée lo ha più visto?

LOU No. Sono trascorsi ormai molti anni.

NIETZSCHE Nemmeno io l’ho più visto.

LOU Sembravate inseparabili.

NIETZSCHE Lo siamo stati.

LOU Molti hanno detto che Rée ha avuto una pessima influenza sul suo pensiero.

NIETZSCHE Lo so.

LOU Io non l’ho mai pensato.

NIETZSCHE Crede che io sia influenzabile?

LOU Lo è certamente. Ma non credo da Rée.

NIETZSCHE Come può esserne così sicura?

LOU Ho letto tutti i lavori che lei ha scritto. Anche quelli che ha scritto in questi lunghi anni in cui non ci siamo più incontrati.

NIETZSCHE Ah sì?!

LOU E ho letto quello che ha scritto Rée.

NIETZSCHE E allora?

LOU Rée è un uomo del passato.

NIETZSCHE E io?

LOU Lei un uomo del futuro.

NIETZSCHE (pausa. Si alza e va alla finestra. Resta a guardare a lungo fuori, poi:) Perché è venuta a trovarmi?

LOU Oggi è il suo compleanno.

NIETZSCHE Anche l’anno scorso lo era. Tutti gli anni, il quindici ottobre è il mio compleanno.

LOU E io me ne ricordo sempre… da quando ci siamo conosciuti.

NIETZSCHE Ma oggi soltanto è venuta a trovarmi.

LOU Si sente solo?

NIETZSCHE Sono solo.

LOU C’è sua sorella con lei.

NIETZSCHE Il trattamento che ricevo da mia sorella e, prima che morisse, da mia madre, m’ispira un indicibile orrore. Qui è all’opera una perfetta macchina infernale.

LOU Non dovrebbe dire questo.

NIETZSCHE Se cerco la più profonda antitesi di me stesso, l’incalcolabile volgarità degli istinti, trovo sempre mia madre e mia sorella.

LOU C’è quella ragazza, qui con lei.

NIETZSCHE Anne!

LOU Sì.

NIETZSCHE Anne si prende cura di me. E viene pagata per questo.

LOU Dunque è solo?

NIETZSCHE Solo e pieno dei miei fantasmi… Ma lei ancora non mi ha detto perché oggi è venuta a trovarmi.

LOU Vuole proprio saperlo?

NIETZSCHE Se non è contro la sua volontà dirmelo.

LOU (pausa) Non lo è. (Pausa) Un suo amico, qualche tempo fa, mi fece leggere una lettera che lei gli aveva inviato.

NIETZSCHE Peter Gast.

LOU Sì. (Estrae da una tasca alcuni fogli di carta ripiegati) Mi sono trascritta qualche frase che lei gli scrisse… (Scorre con lo sguardo uno dei fogli) “Cantami un nuovo inno: il mondo è trasfigurato e tutti i cieli esultano.” E poi lei si firma… “Il Crocifisso”.

NIETZSCHE E’ così.

LOU Firmarsi “Il Crocifisso”!... Non… non mi è parso… normale.

NIETZSCHE (ha uno scatto brusco) Normale!... (Riesce a contenersi) Un tempo lei non avrebbe usato questa parola. Ci siamo chiesti mille volte, insieme, cosa debba significare “normale”.

LOU Ho cominciato, dal momento in cui Peter Gast mi fece leggere quella lettera, a svolgere una mia, personale ricerca e ho scoperto altre lettere… diciamo strane, scritte da lei.

NIETZSCHE Strane!

LOU (riprendendo a leggere dai suoi fogli) “Ho fatto mettere in catene Caifa; l'anno scorso sono stato crocefisso in maniera molto penosa dai medici tedeschi. Aboliti Guglielmo, Bismarck e tutti gli antisemiti.”

NIETZSCHE Questo lo scrissi a Jacob Burckhardt… credo una decina d’anni fa.

LOU (riprende a leggere) “Tra un paio d'anni governerò io il mondo; perché ho deposto il vecchio Dio.”

NIETZSCHE Carl Fuchs!... Questo lo scrissi a Carl Fuchs! (Terribile) Ricordo perfettamente ogni rigo da me scritto.

LOU (legge ancora) “Il mondo è trasfigurato, perché Iddio è sulla terra. Non vede come tutti i cieli esultano? Ho appena preso possesso del mio regno, getterò il papa in prigione e farò fucilare Guglielmo, Bismarck e Stoecker.”

NIETZSCHE (ride di cuore)

LOU (continua a leggere) “Alla principessa Arianna, mia amata. Che io sia un uomo, è un pregiudizio. Ma io ho già vissuto spesso fra gli uomini e conosco tutto ciò che gli uomini possono provare, dalle cose più basse fino a quelle più alte. Sono stato Buddha tra gli indiani e Dioniso in Grecia, Alessandro e Cesare sono mie incarnazioni, come pure Lord Bacon, il poeta di Shakespeare. Da ultimo, ancora, sono stato Voltaire e Napoleone, forse anche Richard Wagner... Ma questa volta vengo come Dioniso il vittorioso, che farà della terra una giornata di festa... Non avrei molto tempo... I cieli si rallegrano che io sia qui... Sono stato anche appeso alla croce...”

NIETZSCHE Lo scrissi a Cosima Wagner… Cosima Wagner: di gran lunga la natura più nobile che io abbia mai conosciuto.

LOU Che cosa significano queste lettere?

NIETZSCHE Teme anche lei che io sia pazzo?

LOU L’ho temuto.

NIETZSCHE E ora?

LOU Ora non capisco se anche fingere di esser pazzo sia una forma di pazzia.

NIETZSCHE O lei mente… oppure è cambiata profondamente dai tempi della nostra passeggiata al lago d’Orta… quella sul Monte Sacro.

LOU Sono cambiata, come cambiano tutti, sempre. Questo me lo ha insegnato lei.

NIETZSCHE Monte Sacro!… Il più affascinante sogno della mia vita lo debbo a lei… Ricordo che indossavo un abito bianco…

LOU Mi sta ascoltando?

NIETZSCHE A quel tempo non avrebbe dato troppo peso al desiderio di sapere se vi è differenza fra pazzia e sanità di mente.

LOU Mi preoccupo per la sua salute.

NIETZSCHE Per tanto tempo non se ne è preoccupata.

LOU E’ un rimprovero?

NIETZSCHE E’ un fatto.

LOU Ma i fatti non esistono. Esistono soltranto le interpretazioni. Anche questo è un suo insegnamento. Forse è lei che è cambiato.

NIETZSCHE Sono invecchiato.

LOU La trovo bene.

NIETZSCHE E’ una frase gentile di cui la ringrazio… Senza chiedermi se sia sincera.

LOU Ha pensato a me, qualche volta, in tutto questo tempo?

NIETZSCHE (torna a sedere in poltrona. Pausa) Lei è sempre nei miei pensieri, anche quando non mi rendo conto che sto pensando a lei. Se ha letto i miei libri, dovrebbe sapere che lei è presente in ogni rigo da me scritto.

LOU Sì?

NIETZSCHE Non se n’è accorta?

LOU (pausa) Francamente, no.

NIETZSCHE Allora non li ha letti in profondità.

LOU Oppure lei non è riuscito a esprimere fino in fondo ciò che intendeva dire.

NIETZSCHE (pausa) Quando sono solo, pronuncio spesso… molto spesso il suo nome… e con grandissimo piacere.

LOU (alzandosi, con un po’ d’imbarazzo) Ma mi dica meglio della sua salute… (Trovando un argomento che possa alleggerire la conversazione) Mangia? E’ di buon appetito?

NIETZSCHE (sorride) Mangio poco.

LOU Anne cucina così male?

NIETZSCHE Anne cucina molto bene.

LOU E allora?

NIETZSCHE Purtroppo può cucinare soltanto tedesco.

LOU E non è di suo gradimento la cucina tedesca?

NIETZSCHE Cosa non ha sulla coscienza la cucina tedesca!... La minestra prima del pranzo, le carni troppo cotte, le verdure rese grasse e farinose, i dolci trasformati puntualmente… in fermacarte! Lo spirito tedesco è un’indigestione!... E anche la dieta inglese ripugna profondamente al mio istinto!... La cucina migliore è quella piemontese.

LOU Forse lei avrebbe dovuto vivere in Italia.

NIETZSCHE Lo credo anch’io.

LOU Ma ho saputo che fu proprio in Italia, a Torino, che le sue condizioni di salute precipitarono.

NIETZSCHE Anche lei crede che nella mia vita ci sia un prima e un dopo: quando ero sano e quando mi sono ammalato? Mi creda: non c’è nessun prima e nessun dopo.

LOU (torna a sedere) Ma oggi… da alcuni anni in qua, le manca la salute: questo intendevo…

NIETZSCHE Non mi manca la salute. Mi manca il presupposto per guarire. La forza vitale non è più integra in me.

LOU Forse, dunque, è questa la sua malattia.

NIETZSCHE Le mie terribili emicranie, la mia cecità quasi totale, le mie nausee mi hanno accompagnato sempre e, per anni, ho cercato di fuggire tutto questo inseguendo un clima caldo… caldo e secco al mutare di ogni stagione…

LOU Lo so.

NIETZSCHE Il mio vagabondaggio, per anni, da una desolante cameretta all’altra, era assurdo, ma assolutamente necessario per motivi di salute.

LOU Ma non ha trovato giovamento.

NIETZSCHE Ho lottato con il mio male per salvaguardare i miei scritti. Ho cercato di far sì che in essi non trasparisse alcuna traccia del male che devastava il mio corpo.

LOU O la sua anima?

NIETZSCHE E’ la stessa cosa. Sento, però, che la mia malattia è stata capace di liberare il mio spirito, dandomi la capacità psicologica di… di vedere dietro l’angolo. Sì, io devo alla malattia tutta la mia filosofia.

LOU (pausa) La malattia è il granello di sabbia intorno a cui l’ostrica ha fabbricato la perla.

NIETZSCHE (pausa) Lei è sempre acuta come un’aquila… e coraggiosa come un leone…

LOU L’aquila… e il leone… gli animali di Zarathustra…

NIETZSCHE Soltanto dal momento in cui io la conobbi, divenni maturo per scrivere il mio Zarathustra.

LOU Mi sento onorata, per questo.

NIETZSCHE Un giorno, un uccello mi passò accanto in volo… io, superstizioso come tutti i solitari giunti a una svolta del loro cammino, credetti di aver visto un’aquila… Ora, tutto il mondo si sforza di dimostrami che mi sbaglio… Io chiedo: chi è più felice? Io, l’ingannato, che grazie all’augurio di questo uccello sono vissuto in un paradiso di speranza?… Oppure quelli che non si fanno ingannare?

LOU Certamente lei.

NIETZSCHE Io volevo vivere da solo… Ma poi il caro uccello Lou mi traversò in volo la strada… e io la credetti un’aquila… E volli avere quest’aquila intorno a me.

LOU (pausa) Ma io non volli farmi catturare.

NIETZSCHE (si alza, bruscamente e chiaramente irritato) In lei, però, io ho sperimentato un egoismo feroce. In lei ho spesso visto l’avidità del felino, non la fierezza dell’aquila… il felino che vuole vivere e basta!

LOU Mi sta rimproverando di amare la vita?

NIETZSCHE Che significa “amare la vita”?

LOU Proprio lei me lo chiede? Lei che lo ha scritto mille volte nelle sue opere?

NIETZSCHE Ma detto da lei è una frase vuota!

LOU Perché?

NIETZSCHE Perché lei ha sempre amato soltanto se stessa!

LOU (alzandosi) Credo sia un passaggio inevitabile per amare la vita!

NIETZSCHE Non si può essere felici finché tutti intorno a noi soffrono e si infliggono sofferenze!

LOU Chi sono questi tutti?

NIETZSCHE Tutti!

LOU Lei sta parlando di se stesso!

NIETZSCHE Io sono uno di questi tutti!

LOU Lei mi sta semplicemente rinfacciando di non aver corrisposto al suo desiderio di possedermi!

NIETZSCHE Non ho mai frequentato una persona misera come lei; ignorante, ma acuta, ricca nello sfruttare ciò che sa…

LOU Non è lei che pensa questo di me!

NIETZSCHE (in un crescendo di ira) … lei è incapace di amore, è sempre morbosa, infedele e pronta a sostituire, nei suoi rapporti, qualunque persona con qualunque altra…

LOU Non è così…

NIETZSCHE … lei è avversa alla purezza e pulizia dell’anima, senza pudore nel pensare, sempre senza veli; è priva di diligenza e di pulizia…

LOU La smetta o dovrò andarmene!

NIETZSCHE … in lei cova un tardivo egoismo infantile che è conseguenza dell’atrofia e del ritardo della sessualità! A che età ha perduto la sua verginità?

LOU (pausa) Molto tardi.

NIETZSCHE (torna a sedere, quasi cadendo affranto sulla poltrona)

LOU E’ strano… E’ strano come, involontariamente, nei nostri colloqui finiamo in quegli abissi… in quei luoghi di vertigine dove qualche volta ci siamo arrampicati da soli per guardare nel baratro… Se qualcuno fosse stato a sentirci, ci avrebbe creduto due demoni che conversavano fra loro…

NIETZSCHE Mi scusi!... Io le chiedo perdono… Io… io non pensavo… Io pensavo ma, al tempo stesso non pensavo ciò che le ho detto!... Può credermi se le dico questo?

LOU Lo capisco.

NIETZSCHE Grazie.

LOU (siede e poggia una mano sulla mano di Nietzsche) Lo capisco perfettamente.

NIETZSCHE (guarda la mano di Lou sulla sua)

LOU (ritrae la mano)

NIETZSCHE Ecco perché, da tempo, preferisco tacere.

LOU Anne mi ha detto che lei trascorre tutto il tempo in silenzio.

NIETZSCHE Non è un silenzio orgoglioso quello che mi ha fatto tenere le labbra serrate quasi con tutti; piuttosto un silenzio… umile: quello di un sofferente che si vergogna di sapere quanto soffre. Un animale, quando è malato, va a nascondersi nella sua tana. Credo che così debba fare anche questa strana bestia che è il filosofo.

LOU Eppure, per una vita intera lei ha scritto, ha parlato, s’è posto domande…

NIETZSCHE  A tutte le domande che mi posi trovai… osai cercare in me molte, diverse risposte… differenzai epoche, popoli, gradi gerarchici d'individui, cercai di capire quale fosse il mio problema… Dalle risposte nacquero nuove domande, indagini, supposizioni, probabilità… Arrivai infine ad avere una mia propria regione, un mio proprio terreno, un mio mondo, tutto taciturno che cresce e fiorisce a somiglianza di quei segreti giardini, dei quali a nessuno è concesso avere un qualche presagio… Oh come siamo felici, noi uomini della conoscenza… posto che si sappia almeno tacere abbastanza a lungo.

LOU Sono felice che abbia interrotto il suo silenzio per me.

NIETZSCHE E’ raro che mi arrivi ancora una voce amica. Adesso sono solo, assurdamente solo. E nella mia lotta implacabile e sotterranea contro tutto quello che gli uomini hanno venerato e amato finora, sono diventato io stesso, senza accorgermene, qualcosa come… come una caverna… qualcosa di nascosto… che non si riuscirebbe più a trovare neppure se ci si desse la pena di cercarlo… Ma non si va alla sua ricerca.

LOU (pausa) Lei ha scritto parole sublimi con il linguaggio della profezia religiosa perché lei, in fondo, è un cercatore di Dio.

NIETZSCHE Anche lei lo è.

LOU Il fondamento religioso della nostra natura è ciò che ci accomuna… e che, forse, si esprime così fortemente in noi perché siamo spiriti liberi… (Si alza) Nello spirito libero, il sentimento religioso non può riferirsi, al di fuori di sé, a nessun dio e a nessun cielo nei quali possano appagarsi le forze che costituiscono la religiosità: la debolezza… la paura… l’avidità…

NIETZSCHE Se Dio si è fatto uomo, ciò significa semplicemente che l’uomo non deve cercare la sua beatitudine nell’infinito, bensì fondare sulla terra il suo cielo.

LOU Chissà se anche suo padre, nelle sue prediche, avrà detto quanto stiamo dicendo noi!... Non credo…

NIETZSCHE Considero un grande privilegio aver avuto un padre come il mio. I contadini davanti ai quali predicava dicevano che un angelo avrebbe dovuto assomigliargli.

LOU (pausa) Le ho detto di esser venuta a trovarla perché Peter Gast mi aveva fatto leggere quelle sue lettere.

NIETZSCHE Invece non è per questo che è venuta?

LOU Sì!... Sì, per questo… Ma anche per un altro motivo.

NIETZSCHE Quale motivo?

LOU Sua sorella.

NIETZSCHE Pessimo motivo.

LOU Sua sorella, da quanto mi dicono diverse persone e da quanto ho potuto vedere io stessa, sta cercando di far di lei… un mito.

NIETZSCHE Un mito!?

LOU Un mito costruito, però, non su quanto lei ha veramente pensato e scritto, ma su un’idea… un’idea di germanicità che è molto gradita al Kaiser e all’onda politica di questo momento.

NIETZSCHE Un’immagine che era molto gradita al suo defunto marito.

LOU Che era un dichiarato antisemita, lo so.

NIETZSCHE Io, un mito tedesco!

LOU Esattamente. Come è già accaduto per Wagner. A ragione, nel caso di Wagner!

NIETZSCHE Wagner!... Dov’è andato a finire Wagner?

LOU Wagner è morto.

NIETZSCHE Fosse almeno finito tra i porci! Ma tra i tedeschi!

LOU Questo con lei non deve succedere!

NIETZSCHE Ovunque giunga, la Germania guasta la civiltà. Mi viene la voglia, lo sento perfino come dovere, di dire una volta ai Tedeschi tutto quello che hanno già sulla coscienza. Hanno sulla coscienza tutti i grandi delitti contro la civiltà degli ultimi quattro secoli!

LOU E di un uomo che pensa questo, vogliono fare il contrario: un mito della germanicità!

NIETZSCHE Ho scritto la mia biografia, Ecce homo, per distruggere alla radice ogni mito su di me.

LOU Eppure è proprio questo che sta accadendo.

NIETZSCHE Io mi sento un nobiluomo polacco in cui non c’è neppure una goccia di sangue cattivo!... E tantomeno di sangue tedesco!

LOU Lei deve impedire che qualcuno possa erigere un monumento all’idea che vogliono farsi di lei.

NIETZSCHE Io non posso impedire alcunché!

LOU Perché?

NIETZSCHE Io, ormai, non appartengo più a questo mondo…

LOU Mi ascolti, per un momento…

NIETZSCHE E’ da tanto che l’ascolto…

LOU (quasi disperata) Lei non mi sta ascoltando: lei sta ragionando soltanto con se stesso. Io cerco di seguirla lungo i sentieri della sua mente; a volte mi sembra di vedere un percorso, ma poi non riesco più a capire dove sta cercando di andare!

NIETZSCHE Lo so… è arduo camminare sulle montagne.

LOU Lei deve impedire questa mostruosità che si vuole costruire attorno a lei. Deve soltanto alzare alta la sua voce, liberata da quest’aura di follia in cui ha voluto rinchiuderla!

NIETZSCHE Tutto quello che avevo da dire l’ho scritto.

LOU Ma dei suoi scritti ognuno può fare ciò che vuole: basta omettere qualche rigo, è sufficiente attribuire un passaggio alla stessa mente malata che ha scritto quelle lettere bizzarre che io stessa non comprendo perché lei ha voluto scrivere… Questo sta accadendo! Questa è l’operazione che sua sorella sta progettando. E questo lei deve impedirlo, prima che sia troppo tardi!

NIETZSCHE Di questo dovrei curarmi!?... La nostra civiltà precipita, già da gran tempo, con una tensione… torturante che cresce di decennio in decennio verso la catastrofe… e io dovrei curarmi di questo!?

  Si sente bussare animatamente e, subito dopo, entrare Anne trafelata con al braccio cappotto, guanti e cappello di Lou.

ANNE Professore… Signora… Mi ero raccomandata… Presto! Lei deve andar via immediatamente: la signora Elisabeth è giù in strada… Deve uscire dal retro!... Per carità, non deve incontrarla… Ci andrò di mezzo io… Faccia in fretta!

NIETZSCHE (alzandosi) Elisabeth!

LOU (sistemandosi cappotto, cappello e guanti) Non mi sembrava fosse trascorso tutto questo tempo…

ANNE Presto! Faccia presto!... Mi segua: finirà di sistemarsi quando sarà fuori di qui… Mio Dio! Mi licenzierà, se vi scopre qui…

LOU Andiamo!...

  Anne e Lou s’immobilizzano al vedere Elisabeth che entra. Ella si ferma poco dopo l’ingresso. Indossa cappotto, cappello e guanti. Per pochi istanti, nella stanza cala il silenzio. Poi:

ELISABETH Anne! Come vi siete permessa di far entrare una persona in casa, in mia assenza!? Chi è questa…? (Elisabeth riconosce soltanto ora Lou) Lei!?... Come ha osato entrare in questa casa!?...

Sipario.


ATTO SECONDO

L’atto inizia l’istante successivo a quello in cui s’è chiuso il primo atto; dunque i personaggi si trovano nelle stesse posizioni.

ELISABETH Esca immediatamente da qui!

LOU Io sono venuta a trovare il professor Nietzsche per porgergli i miei auguri di buon compleanno e me ne andrò di qui soltanto per mia volontà o per ordine del professore.

ELISABETH (come se non avesse sentito le parole di Lou) Lei Anne dovrà darmi una spiegazione convincente di come questa signora sia potuta entrare in casa mia…

ANNE (con le lacrime agli occhi) Signora Elisabeth…

ELISABETH … e se non sarà in grado di darmela può considerarsi fin da adesso licenziata!

ANNE Oh, no, la prego, signora!

ELISABETH Ha capito che cosa le ho detto?

ANNE Signora, io non volevo…

ELISABETH (a Lou, come se tornasse a vederla soltanto ora) Lei è ancora qui?

LOU Sono ospite del professore, le ho già detto, e soltanto il professore può cacciarmi via da questa casa!

ELISABETH (pronuncerà questa e le battute successive mentre si toglie cappotto, cappello e guanti che piegherà con cura maniacale e poggerà su una sedia) Questa casa è di mia proprietà!

LOU Ma io mi trovo nello studio del professore!

ELISABETH Mio fratello non è in grado di intendere né di volere: decido io cosa gli sia di giovamento e cosa di danno. Lei gli è certamente di danno!

LOU Questa è una sua opinione: il fatto che io gli sia di danno e il fatto che suo fratello sia incapace di intendere e di volere.

ELISABETH Cosa ne sa lei!?

LOU Ho avuto modo di parlargli…

ELISABETH Sono io che assisto quotidianamente mio fratello!

LOU Gli chieda, allora, se desidera che io vada via.

ELISABETH Non deve deciderlo lui! Fritz non è in grado di decidere: decido io per lui!

LOU Come sta già facendo con l’archivio intitolato al nome di suo fratello?

ELISABETH (pausa) Certamente! Fritz merita questo e altro!

LOU Lo so!... Ma lei sta costruendo un archivio a immagine e somiglianza del Friedrich Nietzsche che lei ha in mente!

ELISABETH Il Friedrich Nietzsche che ho in mente io è il Nietzsche che lei ha qui dinanzi!

LOU Non è vero!

ELISABETH Che ne sa lei?

LOU Lei sta facendo del corpo di suo fratello quello che sta cercando di fare anche del suo pensiero!

ELISABETH Li sto curando entrambi!

LOU Gli amici del professore non sono di questo parere!

ELISABETH Chi sono questi amici?

LOU Sono tanti!

ELISABETH Mi faccia un nome!

LOU Peter Gast, Franz Overbeck…

ELISABETH Questi non sono amici di Fritz!

LOU Questi erano gli amici più stretti del professore!

ELISABETH Erano!... Appunto!

LOU Se non lo sono più è soltanto perché lei ha impedito loro di avere anche il minimo contatto con lui!

ELISABETH Questi cosiddetti amici si erano già allontanati da Fritz ben prima che fosse ricoverato la prima volta in sanatorio!

LOU Non è vero!

ELISABETH Io sto perdendo anche troppo tempo a fornirle spiegazioni che non sono tenuta a darle e non ho alcun desiderio di darle! Per l’ultima volta le ripeto: se ne vada!

LOU Me lo deve ordinare il professore!

ELISABETH Glielo ordino io ed è più che sufficiente!

LOU Chieda a lui!

ELISABETH Non chiedo niente a nessuno!

LOU Glielo chieda!

ELISABETH Non prendo ordini da lei!

LOU (rivolgendosi a Nietzsche) Professore, lei vuole che io me ne vada?

ELISABETH Lei è un rettile velenoso che bisognerebbe schiacciare a ogni costo!

LOU Può darsi! Ma questo non dice nulla circa le intenzioni del professore.

ELISABETH Fritz, dille che vada via!

NIETZSCHE (gli sguardi delle tre donne convergono su Nietzsche, il quale è rimasto, fin dall’ingresso di Elisabeth, come inebetito. Sembra che il silenzio prolungato del momento lo spinga a riaversi da questa condizione. Egli, muovendosi molto lentamente, torna a sedere sulla sua poltrona e si sistema con cura la coperta sulle gambe, tornando ad assumere l’atteggiamento iniziale, benché con gli occhi aperti)

LOU Professore, lei desidera che io me ne vada? (Un lungo silenzio fa seguito alle parole di Lou, quindi:) Bene!... Lei preferisce tacere… Interpreto questo suo silenzio come espressione del desiderio che io vada via. (Con calma, Lou completa la sua vestizione e si avvia verso la porta per andarsene)

NIETZSCHE (un istante prima che Lou oltrepassi la porta) Non voglio che lei se ne vada.

ELISABETH Fritz!

NIETZSCHE Voglio che lei resti ancora a farmi compagnia… se lo gradisce.

LOU (voltandosi) Lo gradisco molto.

ELISABETH (violentemente) Lei è la personificazione della filosofia di mio fratello, perché lei lo ha completamente soggiogato!

LOU (calmissima) Lei mi sopravvaluta!

ELISABETH Lei ha completamente soggiogato Rée e Fritz!

LOU Adesso sottovaluta suo fratello.

ELISABETH Lei ha avuto il coraggio di vivere con loro un concubinaggio a tre che soltanto una puttana come lei avrebbe potuto concepire!

NIETZSCHE (quasi urlando) Elisabeth, basta! (Viene colto da un accesso di tosse violenta che gli impedisce di respirare)

ANNE (pronta a riempire un bicchiere d’acqua e a porgerglielo) Professore! Professore, si calmi… lei non deve agitarsi troppo… Beva, beva un po’ d’acqua… lentamente, non tutta insieme… Ecco così… Bravo… Non è niente, non è niente… Sta passando, vero?... Sì, sta passando…

NIETSCHE (calmandosi) Grazie!... Grazie, Anne, è passata…

LOU Professore…

ELISABETH Lei non deve rivolgersi a mio fratello! Chi l’autorizza!

LOU Nessuno deve autorizzarmi!

ELISABETH Io sola posso autorizzarla, ma non è mia intenzione farlo!

LOU Suo fratello è libero…

ELISABETH Mio fratello non è libero!

LOU Non è libero!?

ELISABETH (pausa) Intendo dire che mio fratello è malato! Ma cosa ne sa lei della malattia di mio fratello!?

LOU Io ne so più di quanto lei possa immaginare!

ELISABETH Non è vero!... Il Fritz di vent’anni fa non è quello di adesso!

LOU Questo è vero…

ELISABETH Lei lo lasciò per andarsene a Berlino con quel Rée, ebreo come lei! Fu una benedizione, intendiamoci! Ma Fritz ne fu sconvolto!

LOU Queste sono questioni che non la riguardano!

ELISABETH Tutto ciò che riguarda, ha riguardato e riguarderà mio fratello riguarda anche me!... Cosa ne sa lei di quello che abbiamo fatto per Fritz io e mia madre?... Il ricovero nella casa di cura, l’assistenza che gli abbiamo dato quando capimmo che in quella casa di cura sarebbe morto!

LOU Qui invece è sotto il suo controllo!

ELISABETH Qui è accudito come un principe! Questa donna mi è testimone!... Anne! Come crede che sia trattato il professor Nietzsche in questa casa?

ANNE Io…

ELISABETH Le ho fatto una domanda!

ANNE Bene!... Molto bene, con tutte le cure necessarie!

ELISABETH Quante volte viene il medico a visitarlo?

ANNE Una volta alla settimana!

ELISABETH Ha mai sentito mio fratello lamentarsi di me e delle cure che provvedo a fargli avere?

ANNE No… no, mai!

ELISABETH Ha sentito!... Cosa è venuta a rimproverarmi, dunque?

LOU Io non intendo…

ELISABETH E da quando mia madre non c’è più, sono io sola che penso a tutto ciò di cui Fritz ha bisogno!

LOU Non lo metto in dubbio…

ELISABETH Sono io che cerco di dargli sollievo quando le violente ricadute nel suo male lo distruggono! Sempre io che gli assicuro il necessario e il non necessario per dargli una vita dignitosa anche se costretta dentro questa stanza!

LOU Perché non lo fa uscire?

ELISABETH Perché non è in grado di farlo!

LOU E questo lo decide lei?

ELISABETH Questo lo decidono i medici che io consulto periodicamente e il medico personale di Fritz che, come ha sentito, viene qui ogni settimana!

LOU Io ho fatto delle ricerche…

ELISABETH Che ricerche ha fatto lei? Chi è lei che si permette di fare ricerche? Che ricerche ha fatto?

LOU Ci sono dei medici che sostengono…

ELISABETH Cosa sostengono? Chi sono questi medici? Ma di cosa parla? E con quale diritto?

LOU (pausa) Se suo fratello sta male, lei ha il dovere di ricoverarlo in un sanatorio; se sta bene, lei non può impedirgli di decidere chi incontrare e chi non incontrare…

ELISABETH Stia zitta! Non prendo lezioni da lei su cosa devo fare per mio fratello!

LOU Allora sarò costretta a segnalare io a chi di dovere questa strana situazione…

ELISABETH Lei può fare quello che vuole: non me ne importa niente! Ma lei ha rovinato Fritz! Racconti a chi vuole tutto quello che vuole, le menzogne che vuole diffondere su mio fratello! Le menzogne!... Cos’è per lei una menzogna? Nulla! E un abuso di fiducia? Nulla! E i discorsi più svergognati sugli argomenti più vergognosi? Nulla! Cos’è un dovere compiuto? Una scempiaggine! Per lei la parola più sprezzante sul conto di un fedele amico è un ponderato giudizio! La compassione è una cosa spregevole! Lei ha rovesciato tutta la morale, come soltanto una sporca ebrea, quale lei è, può fare! Lei si è sempre sentita al di sopra della morale! Lei si è sempre vantata della sua natura malvagia, e mio fratello cercava di apparire ai suoi occhi il più malvagio possibile!

LOU Torno a ripeterle che lei sopravvaluta le mie capacità…

ELISABETH Lei non è una donna intelligente, come tanti dicono: lei ha soltanto la testa piena di libri e di nomi da usare al momento giusto!

LOU Mi farò una ragione di questo suo categorico giudizio!

ELISABETH Io l’ho sempre saputo che lei non ha mai pensato di sposare Fritz! Lei ha soltanto cercato di farsi un nome grazie a lui e poi avrebbe sposato un uomo ricco, perché lei ha bisogno di soldi, molti soldi!

LOU Adesso sta esagerando! Cerchi di calmarsi!

ELISABETH Lei, orribile creatura, ha soltanto trascinato nel fango il nome e la reputazione di mio fratello.

LOU Ora basta!

ELISABETH Scimmia rinsecchita, sporca e puzzolente, coi suoi seni finti!

NIETZSCHE (di nuovo urlando, ma questa volta con decisione) Basta, Elisabeth!

ELISABETH Fritz! Fritz, ti prego cacciala via!... (Gettandosi ai piedi di Nietzsche e stringendogli le gambe) Non sei stato bene qui con me tutti questi anni? Perché permetti che questa serpe s’insinui tra noi!... Oh, ti prego, non permetterlo!... Fritz, non darle ascolto: le sue parole sono pericolose come il canto delle sirene! Fritz, per favore…

NIETZSCHE Calmati, Elisabeth!... Io desidero soltanto che tu ti calmi! Voglio che sediate tutte e due qui con me e cerchiamo di chiarire…

ELISABETH (alzandosi di scatto) Non c’è niente da chiarire! Io non devo chiarire niente con nessuno! (Isterica) Voglio soltanto che sia tolta davanti ai miei occhi! Non voglio più vederla! Non voglio più sentirla! Ho sopportato troppo a lungo gli effetti diabolici della sua presenza, anche quando era lontana!... Anne, le ordino di cacciare via questa donna! Anne la cacci via o se ne vada lei! Qualcuno mi ascolta in questa casa? Questa è casa mia: non comando più in casa mia!?

NIETZSCHE (si è alzato mentre Elisabeth era in preda alla sua crisi e ora l’abbraccia parlandole deciso ma calmo) Stai calma!... Stai calma… ora devi soltanto calmarti e tornare a ragionare…

ELISABETH (divincolandosi dall’abbraccio di Nietzsche e, un po’ più calma, andando a sedere) Lasciami!... (Dopo un po’) Anne, lasciateci!

ANNE Sì, signora! (Anne esce)

ELISABETH Troviamo un ragionevole compromesso! Lei mi spiega il motivo per cui oggi ha deciso di far visita a mio fratello, lei sta ancora qui per qualche minuto, poi saluta Fritz, se ne va via da qui e non si fa più vedere.

LOU Lei non è in condizione di imporre compromessi.

ELISABETH Cosa vuole da mio fratello?

LOU Voglio metterlo in guardia da lei!

ELISABETH (ride fragorosamente) In guardia da me!?... Questa è bella!

LOU Senta! Cerchiamo di parlare, anche soltanto per pochi minuti, da persone… civili… civili, sì! Se c’è un significato comune che possiamo dare a questa parola… E poi… poi io le prometto che me ne andrò e non tornerò più in casa sua.

ELISABETH (pausa) Me lo giura?

LOU (sorridendo) Se vuole… glielo giuro!

ELISABETH Avanti! Che cosa deve dirmi?

LOU Nei pochi mesi in cui io ebbi modo di frequentare suo fratello, lei ha fatto di tutto perché questo finisse al più presto…

ELISABETH Ma lei smise di frequentare Fritz per sua scelta, non certo perché io ero contraria alla vostra frequentazione!

LOU E’ vero!... Questo è vero!... Ma non è di questo che voglio parlare…

ELISABETH E allora?

NIETZSCHE (con un gesto rapido, si dirige alla finestra e guarda fuori, come se si fosse improvvisamente accorto di qualcosa che accade fuori)

ELISABETH Fritz!

LOU Che succede?

ELISABETH (osserva il fratello per qualche momento. Poi:) Niente!... Fa sempre così!

LOU Cosa?

ELISABETH Fa così quando c’è qualche cosa che gli produce… che probabilmente gli provoca un dolore spirituale… E’ come se uscisse dal mondo… Ciò che vede da quella finestra dev’essere qualcosa che riesce a calmarlo…

LOU Chissà cosa vede!

ELISABETH Continui!

LOU Il tempo in cui frequentai suo fratello è lontano!... Io ho avuto altre… altre amicizie… La vita che vivo ora è molto diversa da quella di un tempo…

ELISABETH Venga al dunque!

LOU Ciò che, però, continua a interessarmi di suo fratello è il pensiero…

ELISABETH Questo, grazie a Dio, interessa a molti e non soltanto a lei!

LOU Lo so!

ELISABETH Non soltanto in Germania, ma in tutta Europa!

LOU Anche questo è vero…

ELISABETH Lo sa che Richard Strauß ha composto un poema sinfonico ispirato all’opera di mio fratello?

LOU Certo che lo so!

ELISABETH Ormai il pensiero di Fritz ha superato i confini tedeschi!

LOU Ed è per questo che quel pensiero va protetto!

ELISABETH E’ quanto sto cercando di fare da anni!

LOU Friedrich Nietzsche non è più in grado di difendere da solo il proprio pensiero… Di questo mi sono resa conto incontrandolo oggi!

ELISABETH Io lo sto difendendo al suo posto!

LOU Quel pensiero è conservato nei suoi scritti…

ELISABETH Quelli che il mondo intero sta cominciando, appunto, a conoscere…

LOU E in quelli che non sono stati ancora pubblicati…

ELISABETH Che io provvederò a pubblicare!

LOU Ecco il punto!

ELISABETH Che cosa intende dire?

LOU Lei intende procedere alla pubblicazione degli scritti inediti di suo fratello…

ELISABETH Certamente!

LOU Io non credo che lei sia mossa da intenti filosofici…

ELISABETH Che significa?

LOU … o, peggio ancora, politici!

ELISABETH Io sono mossa soltanto dall’amore che mi lega a mio fratello!

LOU Ma da quanto sta venendo fuori dall’archivio che lei sta costituendo non appare questo!

ELISABETH Non appare questo!?

LOU No!

ELISABETH E in nome di quale autorità lei mi dice questo?

LOU In nome di nessuna autorità…

ELISABETH E allora…?

LOU … se non la mia!

ELISABETH La sua!?

LOU Io le chiedo soltanto una cosa: lei ha il dovere morale nei confronti di suo fratello di pubblicare tutto quello che egli ha scritto!... Tutto!

ELISABETH Questo non è possibile!

LOU Non è possibile!?

ELISABETH No!

LOU Perché non è possibile?

ELISABETH Perché Fritz non è stato… non è stato sempre libero di scrivere quello che sinceramente pensava!

LOU E lei come lo sa questo?

ELISABETH Fritz ha avuto degli impedimenti!

LOU Impedimenti!?

ELISABETH Sì, impedimenti!

LOU Quali impedimenti?

ELISABETH Fritz ha subito delle influenze negative da cui… per debolezza, soltanto per debolezza, s’è fatto contagiare!

LOU Io? Sta parlando di me?

ELISABETH Lei!... Rée!

LOU Degli sporchi ebrei!

ELISABETH Voi siete ebrei, non io!

LOU Chi altri lo ha influenzato negativamente?

ELISABETH Altri!... E poi è subentrato il suo male! Lo vede anche lei com’è vittima del suo male! E io non posso permettere che l’immagine di mio fratello, il grande pensatore che il mondo intero ha conosciuto nelle sue opere migliori possa essere distrutta… o anche soltanto sporcata, dalla pubblicazione di scritti… di appunti di cui non è personalmente responsabile!

LOU E chi decide cosa sia frutto del suo libero pensiero e cosa no?

ELISABETH Io! Chi altri?

LOU La prego: non lo faccia!

ELISABETH Cosa non dovrei fare?

LOU Tutto quello che suo fratello ha scritto deve essere conosciuto!

ELISABETH Impossibile!

LOU Lasci che sia il mondo a giudicare se qualche riga del suo pensiero non è autentica!

ELISABETH (dura) Sono io, invece, che voglio rivolgerle una preghiera: lasci in pace Fritz! Se davvero ha ancora un po’ di stima… un po’ d’affetto nei suoi confronti, mi aiuti a dissolvere ogni dubbio su ciò che Fritz ha scritto o non ha scritto!

LOU Cosa mi sta chiedendo?

ELISABETH Di aiutarmi…

LOU Mi sta chiedendo di avallare il suo lavoro?

ELISABETH Certo! Se davvero ha a cuore il pensiero di mio fratello!

LOU Mai!

ELISABETH E’ l’unico modo per difendere Fritz!

LOU L’unico modo di difendere suo fratello è far conoscere ogni parola che egli ha scritto!

ELISABETH Ma questo non accadrà mai!

LOU Questo non accadrà finché lei potrà disporre dei suoi scritti!

ELISABETH Quindi, mai!

LOU Finché lei sarà in vita.

ELISABETH Anche dopo che non ci sarò più!

LOU Che intende dire?

ELISABETH (sorride beffarda)

LOU (pausa) Vuole farmi credere che lei arriverà al punto di distruggere quanto di suo fratello non vuole venga conosciuto?

ELISABETH Potrei farlo!

LOU No!

ELISABTH Sì!

LOU Questo lei non lo farà!

ELISABETH Questo lei non lo può sapere!

LOU No!... Anche se alla sua maniera, lei vuole bene a suo fratello… E non oserà distruggere alcunché di quanto egli ha scritto, fosse anche, come dice lei, qualcosa scritto sotto influssi maligni!

ELISABETH (pausa) E’… è una cosa su cui dovrò ancora riflettere…

LOU Lei non può farlo!

ELISABETH Se lo vorrò lei non potrà impedirmelo… (Il suo sguardo cade sul pacchettino che è sulla scrivania. Alzandosi, si precipita ad afferrarlo) Che cos’è questo!?

LOU Lasci quel pacchetto!

NIETZSCHE (che era rimasto ancora fermo a guardare fuori dalla finestra, si volta come se tornasse ora nuovamente presente a se stesso)

ELISABETH Che cos’è questo!?

LOU E’ un mio regalo per il professore…

ELISABETH (strappando la carta che avvolge il libro) Un regalo!?... Mio fratello non ha bisogno di alcun regalo…

LOU (muovendosi per toglierglielo dalle mani) Ma come si permette!?

ELISABETH (si scosta rapidamente e legge la copertina del libro) Lei!?... Lei ha osato fare questo?

NIETZSCHE Che cos’è?

ELISABETH Chi l’ha autorizzata a fare una cosa del genere?

LOU Mi dia immediatamente quel libro!

ELISABETH Darle questo libro!? (Strappandone a fatica delle pagine) Ecco che ne faccio di questo libro!... Ecco che ne faccio!

LOU (le si avventa cercando di strapparle il libro dalle mani) Nooo… Lei è pazza!... Mi dia quel libro!...

ELISABETH (si divincola e scaglia il libro in un angolo della stanza) Pazza è lei, se pensa di avere un diritto simile!

NIETZSCHE Il mio regalo…

LOU Lo dica lei a sua sorella che non ha il diritto…

ELISABETH Di quali diritti parla lei!?

NIETZSCHE Il mio regalo! Era un regalo per me!

ELISABETH Stai calmo!

LOU Professore…

ELISABETH Cerca di stare calmo!

NIETZSCHE (a Elisabeth) Finora non ho mai odiato nessuno, all’infuori di te!

ELISABETH Fritz!

NIETZSCHE Se io cerco qual è la più profonda antitesi di me stesso…

ELISABETH Fritz, per favore…

NIETZSCHE … l’incalcolabile volgarità degli istinti, ritrovo sempre te e nostra madre, quando era ancora viva!

ELISABETH Lascia stare mamma, Fritz!

NIETZSCHE Credermi imparentato a voi due è bestemmiare contro la mia divinità!...

ELISABETH (a Lou) Lo vede che effetto lei produce in mio fratello!?

NIETZSCHE … Il trattamento che ho subito da parte vostra mi ispira un indicibile orrore. In voi ha sempre operato una perfetta macchina infernale che conosce con infallibile sicurezza in quale momento mi si può ferire a sangue, in quali momenti supremi! In quei momenti, mi manca qualsiasi forza per difendermi da vermi velenosi come voi!...  

ELISABETH Taci, Fritz!

NIETZSCHE … E io confesso che la più profonda obiezione contro il mio pensiero più grande, quello dell’eterno ritorno, siete sempre voi due!... Per me resta un mistero, come sia possible che io sia un vostro consanguineo! (Si accascia esausto sulla poltrona)

ELISABETH (a Lou) Lo vede?... Lo vede? Ecco la dimostrazione dell’influsso malefico che lei esercita su mio fratello!

LOU Suo fratello le ha appena detto in faccia quello che pensa di lei! Non scarichi su di me le sue responsabilità!

NIETZSCHE (come in trance) Ciò che io temo… non è l’orrenda figura dietro la mia sedia… ma la sua voce!... E nemmeno le parole… (Coprendosi le orecchie con le mani) bensì il suono orrendo, inarticolato e disumano di questa figura… Se parlasse almeno come parlano gli uomini!...

LOU Di cosa sta parlando?

ELISABETH Di fantasmi che popolano la sua mente…

LOU Sembra una figura reale…

ELISABETH Fritz era calmo da anni…

LOU Perché lei lo ha ridotto a dipendere da lei…

ELISABETH … le cure stavano facendo il loro effetto…

LOU … lei ha cercato in ogni modo di soffocare suo fratello…

ELISABETH … poi arriva lei e manda all’aria…

LOU … per far sì che di lui restasse soltanto…

ELISABETH … il lavoro che stavo portando avanti con amore…

LOU … l’immagine che faceva comodo a lei!

ELISABETH … lei è un demonio! Sparisca dalla mia vista!

LOU (pausa) Io ho letto le scempiaggini che lei ha scritto sulla vita e sul pensiero di suo fratello in quella che lei ha osato chiamare la sua biografia!

ELISABETH Chi avrebbe dovuto scrivere la biografia di Fritz!

LOU Non lei!

ELISABETH Nessuno più di me poteva scrivere una biografia di Fritz: io l’ho conosciuto più di tutti! Io ho condiviso con lui una comunione spirituale e materiale che mi permette di comprendere il significato profondo delle cose che egli ha scritto!

LOU (scoppia a ridere) Lei non è in grado di capire nemmeno una parola del pensiero di suo fratello! Lei non ha fatto altro che fraintenderlo. Ciò che non so è se lei lo fraintende per ignoranza o per cattiveria!

NIETZSCHE Elisabeth! Tu non mi hai mai detto niente… Che cosa hai scritto?

ELISABETH (abbracciando Nietzsche) Fritz, tu sei malato, sei molto malato e, credimi, non era il caso che ti dessi pensiero di queste cose…

NIETZSCHE Sì, io… io sono malato…

LOU Lei è malato, professore, soltanto perché se ne sta chiuso in questa casa!

ELISABETH (urlando) Stia zitta!

LOU Lei è malato perché la vogliono far restare malato!

ELISABETH (scagliandosi verso Lou) Puttana! Puttana!

NIETZSCHE (con tono di nuovo inaspettatamente energico) Elisabeth!

  Elisabeth si arresta e le due donne si voltano a guardare Nietzsche.

NIETZSCHE (di nuovo esausto) Io… io non ce la faccio… mi bruciano gli occhi… La mia testa… la mia testa… Una morsa mi comprime la testa…

LOU Io vado via… La verità… non a tutti i costi!

ELISABETH Fritz! (Di nuovo gli è vicino alla poltrona) Stai calmo! Fra poco sarà tutto passato! Fra poco rimarremo di nuovo soli io e te, come prima… Com’era bello! Vero?... Soli noi due…

LOU Suo fratello…

ELISABETH (urlando) Se ne vada!... (Si frena per timore di provocare una reazione in Nietzsche e, forzatamente calma:) Se ne vada, per favore!

LOU Suo fratello non appartiene a lei né alla sua famiglia!

ELISABETH Ah, no!?

LOU No!

ELISABETH A chi dovrebbe appartenere?

LOU All’umanità!

ELISABETH Bene! Brava! E’ contenta adesso? Adesso che ha pronunciato la frase che passerà alla storia, ci faccia il piacere di togliere il disturbo!

LOU Rida pure! Ma cerchi di ricordare quello che le ho detto!

ELISABETH Me lo scriverò da qualche parte, non dubiti!

LOU Professor Nietzsche…

ELISABETH Fritz, la signora se ne va! Ora ti saluta e se ne va e non tornerà mai più a trovarti perché tu non hai bisogno di lei, vero?

NIETZSCHE Io… Io non so…

  Si sente bussare alla porta.

ELISABETH (quasi urlando) Chi è?

ANNE (da fuori) Sono io, signora!

ELISABETH Che vuoi?

ANNE (sempre da fuori) Un biglietto per lei!

ELISABETH Cosa?

ANNE (c. s.) Hanno portato un biglietto per lei!

ELISABETH (aprendo la porta) Che biglietto?

ANNE (entrando con un piccolo vassoio su cui è poggiato un biglietto) E’ venuto un ragazzo a portare questo.

ELISABETH Quando?

ANNE Poco fa.

ELISABETH (aprendo il biglietto) Ti ha detto qualcosa?

ANNE Mi ha detto soltanto che è urgente.

ELISABETH (legge il biglietto) Chi era il ragazzo?

ANNE Non lo conosco.

ELISABETH (a Lou) Mi prometta che quando tornerò, lei non sarà più qui!

LOU Me ne stavo andando.

ELISABETH Quando tornerò non la vedrò?

LOU No.

ELISABETH Bene!

  Elisabeth si precipita fuori. Anche Anne esce.

LOU Che cosa sarà successo?

NIETZSCHE Non lo so.

LOU Credo di dover andar via.

NIETZSCHE Perché?

LOU S’è fatto comunque tardi. Fra poco il mio treno partirà.

NIETZSCHE Non voglio che lei vada via.

LOU Io… Io credo che lei non sappia più… non sappia bene che cosa desidera veramente… Non è così?

NIETZSCHE Lou… Io… Io…

LOU Mi ha dato una grande gioia rivederla, professore…

NIETZSCHE Anche per me è stato così!

LOU … ma anche un grande dolore…

NIETZSCHE Io vivo nel dolore!

LOU Porterò sempre con me il ricordo di questa mia visita.

ANNE (rientra senza dover bussare, poiché la porta è stata lasciata aperta. Ha con sé una piccola valigia e calza un cappello) Vado via, professore!

NIETZSCHE Anne…

LOU Dove va? Dov’è andata la signora Elisabeth?

ANNE E’ andata a casa di una sua carissima amica che è molto malata. Il biglietto le chiedeva di accorrere immediatamente da lei.

LOU E’ successo qualcosa a questa sua amica?

ANNE No. La sua amica non le ha mai scritto alcun biglietto.

LOU Come?! Ma il biglietto che ha portato lei…

ANNE L’ho scritto io.

NIETZSCHE Lei!?... E perché?

ANNE Volevo allontanarla da voi. Volevo che aveste almeno il tempo di potervi salutare senza la sua presenza.

LOU Lei ha fatto questo!?... Perché?

ANNE Non lo so. Ma ora devo andarmene da questa casa. Per sempre.

NIETZSCHE Se ne va?

LOU Perché vuole andarsene?

ANNE C’è qualcosa di malato in questa casa… Ora che ho deciso di andarmene, posso dirlo… Non so se malato sia lei, professore… Sono sicura che qualcosa di malato ci sia nella signora Elisabeth… Forse l’arrivo della signora Lou oggi è servito a farmi vedere tutto più chiaramente. Io ho bisogno di lavorare perché ho una bambina piccola e non ho un marito… Ma non sono disposta a lavorare a qualsiasi condizione… Oggi, per un momento, ho avuto paura di potermi ammalare anche io… come se la strana malattia che c’è in questa casa mi si stesse attaccando addosso… Io lo so che lei è un grande uomo, professore… non capisco perché, ma sento che di lei si parlerà per tanti, tanti anni e io le ho voluto bene… Non dimenticherò mai tutto il tempo in cui mi sono presa cura di lei… Però non posso restare… Forse non sarei restata comunque perché la signora Elisabeth, quando tornerà e capirà di essere stata presa in giro da me, mi avrebbe certamente licenziata… Ma preferisco andarmene io. Addio, signora: è stato un piacere averla conosciuta.

LOU Addio, Anne! Anche per me è stato un vero piacere.

ANNE (si avvicina a Nietzsche e gli dà un bacio su una guancia) Addio, professore!

NIETZSCHE Anne!

  Anne esce.

LOU Una ragazza molto intelligente!

NIETZSCHE (con un tono infantile) Anne se ne è andata?

LOU Sì, se ne è andata.

NIETZSCHE Non tornerà più?

LOU No, professore… credo proprio che non tornerà.

NIETZSCHE Ora, quando anche lei se ne andrà, sarò veramente solo… per sempre.

LOU Lei può decidere di andarsene.

NIETZSCHE (lentamente) Questa vita, come la si vive e come la si è vissuta, dovremo ancora viverla e dovremo viverla innumerevoli volte… e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni cosa piccola o grande della vita dovrà fare ritorno… e tutte nella stessa sequenza e successione… e anche questo attimo… L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre capovolta.

LOU Che dolore sentire queste sublimi parole… applicate alla sua vita!

NIETZSCHE (pausa) A volte ho pensato che lei sia un angelo misconosciuto.

LOU (pausa) Ciò che mi dà più pensiero è sapere che lei soffre.

NIETZSCHE Che io soffra… che abbia molto sofferto, mi è del tutto indifferente di fronte all’interrogativo… è possibile che lei ritrovi se stessa?

LOU Io credevo di poter…

NIETZSCHE Io sto per congedarmi dal mondo, lo sento.

LOU Non lo dica…

NIETZSCHE Ne sto prendendo congedo, almeno, in questa forma… e non mi resta altro che vivere quel che mi resta senza sciupare quanto ho vissuto. Questa è la caverna in cui sono venuto a rintanarmi e non ne uscirò.

LOU Ne parla come se questo fosse il suo destino.

NIETZSCHE (calmissimo e con un tono sommesso) Conosco il mio destino… Un giorno il mio nome sarà associato al ricordo di qualcosa di prodigioso… a una crisi come non ve ne furono mai sulla terra, alla più profonda collisione della coscienza, a un verdetto evocato contro tutto ciò che finora è stato creduto… Io non sono un uomo… Sono dinamite!... Ho una paura terribile che un giorno mi canonizzeranno!

LOU (raccoglie da un angolo il libro che Elisabeth aveva scaraventato a terra e lo porge a Nietzsche) Le avevo portato questo regalo per il suo compleanno...

NIETZSCHE Il mio regalo…

LOU Ma desideravo soprattutto che lei potesse leggere quello che avevo scritto per lei come dedica. Ora è un po’ rovinato… alcune pagine mancano…

NIETZSCHE (prendendo il libro) Che cos’è?

LOU Il libro contiene una sua biografia.

NIETSCHE (cerca di leggere, avvicinandosi il libro quasi a contatto con gli occhi, ma non riesce a vedere i caratteri stampati) Una mia biografia!?... Scritta da chi?

LOU Scritta da me.

NIETZSCHE (pausa) Lei ha scritto una mia biografia!?

LOU Sì, alcuni anni fa.

NIETZSCHE (accarezza il libro) Lei ha raccontato la mia vita…

LOU E nella prima pagina ho aggiunto a mano una dedica per lei.

NIETZSCHE Una dedica?

LOU Una cosa da niente… Una poesia… Una mia poesia…

NIETZSCHE (porgendole il libro) Dovrà farmi il piacere di leggerla lei, poiché i miei occhi non mi permettono di farlo.

LOU (prendendo il libro) Certamente.

NIETZSCHE (sedendosi in poltrona) Grazie. Sieda anche lei.

LOU (siede e poi legge) Spegni i miei occhi: io ti vedrò lo stesso,

sigilla le mie orecchie: io potrò udirti,

e senza piedi camminare verso te

e senza bocca tornare a invocarti.

Spezza le mie braccia e io ti stringerò

con il mio cuore che si è fatto mano,

arresta i battiti del cuore, sarà il cervello

a pulsare e se lo getti in fiamme

io ti porterò nel flusso del mio sangue.

  Al termine della lettura della poesia, fa seguito un lungo silenzio. Poi:

NIETZSCHE Grazie.

LOU Spero che le sia piaciuta.

NIETZSCHE Avrei desiderato tanto poter ascoltare queste sue parole tanti anni fa.

LOU Ogni cosa ha bisogno del proprio tempo.

NIETZSCHE Chissà cosa sarebbe accaduto se fossimo stati davvero capaci di costruire quella trinità di cui abbiamo tanto parlato!

LOU Non ci pensi più!

NIETZSCHE Ci penso ogni momento.

LOU Che senso ha porsi questa domanda?

NIETZSCHE Non ha senso… ma questo non impedisce alla mia mente di tornare sempre a questa domanda…

LOU Cerchi di cancellare quel ricordo!

NIETZSCHE In lei spero di trovare… una discepola e… se la mia vita non dovesse protrarsi ancora a lungo… spero di trovare un’erede, una continuatrice del mio pensiero.

LOU E’ ciò che io vorrei davvero ardentemente diventare. (Si alza e poggia il libro sulla scrivania)

NIETZSCHE (si alza) Possa anche per lei ogni esperienza essere utile… ogni giorno sacro… e ogni uomo divino… così come lo sono per me.

LOU (porgendogli la mano) Ora devo proprio andare.

NIETZSCHE (le stringe la mano e continua a tenerla stretta mentre parla) Una volta, nella nostra vita, siamo stati così vicini che niente pareva poter turbare la nostra amicizia… come se fra noi ci fosse soltanto… un breve ponticello… Una volta volevi salirci e io ti domandai… “Vuoi venire da me, al di là del ponticello?”… Ma tu non volesti più… e la seconda volta che te lo chiesi… tacesti. Da allora, tra noi si sono frapposte montagne e fiumi impetuosi. Se anche volessimo avvicinarci, non lo potremmo più... Se però ripenso a quel ponticello… non ho più parole… soltanto singhiozzi… singhiozzi e meraviglia. (Le lascia la mano)

LOU (con la voce rotta) Oh, se potessi dire… arrivederci a presto! Io vorrei…

  Lou s’interrompe ed esce quasi di corsa. Nietzsche resta a lungo a guardare la porta che lei ha lasciato aperta. Poi si avvicina alla porta e la chiude, quindi va alla scrivania e prende il libro. Lo avvicina lentamente alle labbra e lo bacia. Poi, come se realizzasse soltanto ora di poter vedere Lou ancora una volta mentre se ne va, si precipita alla finestra, guarda fuori e fa un lieve cenno di saluto con la mano; infine torna a sedere in poltrona coprendosi le gambe con la coperta. Tiene ancora il libro stretto tra le mani. Poi:

NIETZSCHE Io sono un buffone… Un buffone e un satiro… Io sono il buffone della nuova eternità. Sarei stato molto più volentieri professore a Basilea piuttosto che Dio; ma non ho osato spingere il mio egoismo privato al punto di tralasciare la creazione del mondo… Tutto è all’inizio… eppure tutto è chiaro… tutto è chiaro… ma è anche tutto finito.

  Mentre Nietzsche poggia la testa sullo schienale della poltrona chiudendo gli occhi, come se volesse addormentarsi, cala lentamente il

sipario.

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