DALILA

Commedia in tre atti di Ferenc Molnar

Traduzione dall' ungherese di Ignazio Balla e Mario De Vellis

(Prima rappresentazione al "Pesti Szinhaz" di Budapest il 17 settembre 1937)

PERSONAGGI

VIRAG

MARIANNA, sua moglie

ELENA

BERENYI

IL GARZONE

UN AVVOCATO

UN SENSALE DI CASE

UN PIAZZISTA DI AUTOMOBILI

UN CAMERIERE

Nella "Osteria dei Signori" sulla strada che conduce al lago Balaton, a quindici chilometri da Budapest. - Epoca presente.

ATTO PRIMO

L'Osteria dei Signori nelle vicinanze di Budapest, sulla strada che conduce al Lago Balaton: una piccola ed elegante osteria con giardino che ha anche un distributore di benzina. Principio dell'estate. Mattina. Sole luminoso. La scena rappresenta il giardino dell'osteria, delimitato a destra e a sinistra da una bassa grata di legno coperta di rampicanti. Al fondo la facciata della casa che ha soltanto il pianterreno, con una porta sempre aperta. A destra alberi e cespugli; a sinistra il cancellato di accesso al giardino, al di l del quale, in lontananza, si intravede il panorama di un paesaggio ridente. Nel giardino, verso sinistra, due tavoli coperti da tovaglie bianche, discosti l'uno dall'altro; un terzo tavolo a destra. Altri tavoli ammucchiati in disparte. L'Osteria frequentata quasi esclusivamente la sera all'ora di cena; a mezzogiorno capita raramente qualche avventore. In sostanza si tratta di un grazioso locale in voga, secondo l'uso francese, sulle grandi strade percorse da automobili. Ad uno dei tavoli a sinistra seggono il Sensale di case e il Piazzista di automobili, ciascuno dei quali ha dinnanzi a s sul tavolo una borsa di pelle. Fra i due; in piedi, sta Virag, il proprietario dell'Osteria; un uomo sulla cinquantina impetuoso e passionale. Di bell'aspetto, e ben curato, anzi addirittura un uomo elegante.

Virag - (nervoso, un po' eccitato) Riassumiamo, signori, riassumiamo... (siede tra i due) Pretendereste di essere venuti a persuadermi? No. Parliamoci francamente... voi siete qui per torturarmi... per scorticarmi...

Piazzista - Ma stimatissimo signor Virag...

Virag - No, no! Mi state proprio scorticando. Lei, stimatissimo signor Sensale, mi tortura per farmi comprare questa casa che ho in affitto per la mia piccola modesta osteria... e lei, stimatissimo signor Piazzista, mi tortura per farmi comprare un'automobile. E tutto questo perch?

Sensale - Perch...

Virag - Pardon... la domanda l'ho fatta io... dunque sono io che devo rispondere. Tutto questo succede perch voi avete fiutato...

Sensale - (offeso) Fiutato...?

Virag - Sicuro! Avete fiutato che nella mia casa qualche" settimana fa entrato un podi denaro.

Sensale - Non c'era bisogno di fiutare , scusi... lo sanno tutti!

Virag - Lo sanno tutti e tutti esagerano. (Eccitato) Non neanche la met di quanto si dice. Io non ho vinto che un ottavo del premio della lotteria e anche su questo mi hanno fatto una tale trattenuta che mi sono rimasti solamente 38 mila miserabili pengo. Posso anche mostrarveli... tanti sono... niente di pi. Il libretto di risparmio qui nell'armadio... non stato ancora toccato. (Montandosi) Ecco perch non ho pi un momento di tregua, prego! Tutti vengono 3ui per scroccare... mi invidiano... cercano i lusingarmi... mi ronzano attorno sedicenti banchieri e falsi rappresentanti (i due hanno un sussulto) cio... magari autentici rappresentanti... Credetemi, signori, voi non siete i primi... siete i centesimi... e tutti volano su me, parola d'onore, prego, anche delle signore... s, sedicenti signore. Mi scrivono perfino delle lettere col loro nome cognome e indirizzo. No, signori miei... io sono un uomo al quale si d la caccia... ma tutto inutile. Non compro nulla... n titoli, n case, n automobili, n radio, n donne. Quel denaro grazie a Dio non ci occorreva. Non abbiamo figli e questa modesta trattoria, frequentata soltanto da veri signori, col suo bravo distributore di benzina... bench piccola va avanti onestamente. Noi nel nostro genere... vero che abbiamo copiato dai francesi... siamo i migliori... abbiamo la pi fine osteria di strada provinciale per automobilisti fini. Il posto non potrebbe essere pi favorevole, prego... sulla strada del Balaton, a soli 15 chilometri da Budapest... Siamo appoggiati dai nostri antichi padroni, gli aristocratici... siamo un locale per signori... siamo di moda! Siamo gente modesta, signori miei, ma lavoriamo e guadagnamo. Non guadagnarne pi di quanto necessario per la nostra vita semplice... ma ci basta. Non avevamo bisogno di cjuesta vincita... che il diavolo se la porti!... ma poich venuta... requiescat in pace... rimanga pure alla Banca. La teniamo da parte, come dicono i tedeschi, fr alle Falle ... per il caso, Iddio ci scampi, che ci capitasse qualche disgrazia. I due agenti (subito animati) Iddio ci scampi!

Virag - No, signori miei. inutile affaticarsi. Io non faccio speculazioni. Non tocco il libretto di risparmio. Neanche se mi torturaste ancora di pi... per quella miseria dei 38 mila pengo!

Sensale - Oh signor Virag... non una miseria... oggi e una somma enorme!

Virag - (impaziente) Dunque, finiamola. Non ve ne abbiate a male ma io ho altre cose da fare... non devo soltanto lottare con voi. (Al piazzista) Rispondo prima a lei signor Piazzista. Prenda nota che a me non serve un'automobile. In automobile ci sono gi andato abbastanza... se proprio vuol saperlo, io, per dieci anni, ho fatto l'autista... e allora sedevo al volante; per altri dieci anni, poi, ho fatto il cameriere... e allora sedevo accanto al volante...

Piazzista - Lo sappiamo, lo sappiamo... Lei era il maggiordomo... il butler , come dicono gli inglesi... del conte Esterhazy...

Virag - Non del conte Esterhazy... del principe Esterhazy, a Londra!

Piazzista - Benissimo... Dunque lei non la vuole. Ma lei ha una moglie giovane, signor Virag! (Mostra un catalogo) Quindi una piccola vettura sport a due posti... una macchina slanciata per la slanciata piccola signora... per venire di mattina in citt a fare le spese... elegantemente...

Virag - Mia moglie non ha bisogno di tanti fronzoli! Protesto contro il suo tono! Mia moglie non una piccola signora slanciata!... una donna onesta e seria. Non il tipo della vamp! Respingo! Mia moglie stata educata in un palazzo principesco, come me, caro signore, a Londra, nello stesso palazzo principesco, dai principi Esterhazy, caro signore, a Londra!

Piazzista - Lo sappiamo, lo sappiamo. Era dama di compagnia.

Virag - Non esageriamo, prego. Era cameriera. La prima cameriera della principessa. Lo sa lei che significa una situazione simile?

Piazzista - Posso capirlo. Una specie di dama di corte.

Virag - Quasi. Quindi inutile che lei esageri cercando di abbellire le cose. E una donna educata in un ambiente simile ha un altro modo di vivere. Per lei la vita non consiste nell'andare in macchina elegantemente... con chic!... perch, mi scusi, se ne infischia! Noi in Inghilterra, in un paese serio, in un palazzo principesco, abbiamo vissuto per anni! E l si impara ad essere modesti. Nella migliore societ! (Urlando) E a Londra, caro signore, a Londra...

Marianna - (dalla casa) Don't be excited, darling, isn't worth while, isn't worth while!

Virag - Your are right, sweetheart, please, do excuse me!

Sensale - la sua gentile signora?

Virag - Appunto. La mia gentile signora la quale, come sempre, anche adesso cerca di calmarmi. Non c' da stupirsi, cari signori, se sono eccitato... perch in questa settimana... non meno di venti rappresentanti... io li ho messi tutti... eh eh...

Sensale - Abbiamo capito, non si disturbi, prego.

Virag - (al Sensale) E a lei, signor Sensale di case, rispondo la stessa cosa che ho detto al suo collega automobili. Non compro Questa casa. Perch dovrei comprarla dal momento che ho un contratto di affitto vantaggioso e a buon prezzo? Chi l'ha mandata da me?

Sensale - Gli eredi Stegl, i proprietari della casa.

Virag - Allora dica agli eredi Stegl che cerchino un altro merlo. Io ho un contratto di affitto per dodici anni... e con una pigione irrisoria... ridicolmente irrisoria...

Sensale - appunto perci che vogliono vendere...

Virag - Allora vendano ad un altro!

Sensale - Signor Virag... con tutte le terre annesse e cos vicino a Budapest... un'occasione divina! In contanti bastano i 38 mila pengo... il resto a rate...

Virag - Si capisce! Contrarre debiti! Assumere obblighi! Andare alla rovina! Essere messo all'asta! Tornare a servire! (Eccitato ma con sincero compiacimento) Lo sa lei, caro signore, che grande soddisfazione aver potuto realizzare il proprio sogno e diventare padrone di s stessi? (Urlando) A questo non rinunzie - rei neanche per cento case! (Marianna viene dalla casa ed entra. la moglie di Virag; distinta, fine, calma, con modi molto signorili. rimasta la cameriera della principessa . Ha un abito scuro, elegante ma semplice, all'inglese. Non una ostessa ma una fine distinta signora che si comporta come una signora fine e distinta. Quando entra, il Sensale e il Piazzista si alzano in piedi).

Marianna - Tesoro... perch parli cos ad alta voce? Hai forse qualche dispiacere?

Virag - (subito ammansito) No, cuor mio... soltanto, questi signori sono venuti anche loro a torturarmi (Li presenta) Il signor... Sensale di case... Piazzista di automobili... mia moglie... (/ due si inchinano)

Marianna - (a Virag) Don't be excited, darling, it isn't worth while. Please, do send them away quietly.

Virag - You are right, sweetheart. Please, excuse me, for having been so violent. But it is no wonder. (Ai due) Oramai, signori miei, devo pregarvi di sloggiare... quanto pi presto possibile. Basta! Non avete altro da dirmi... (A voce pia alta) Con me non si fa business!

Piazzista - Un'ultima parola, signor Virag: compri una motocicletta.

Virag - (urla) Ah no!

Piazzista - Un'ultimissima parola: compri almeno una semplice bicicletta.

Virag - No! Non compro nulla! Sloggiate! Siete veramente come le mosche! Si, siete mosche che si attaccano allo zucchero!

Piazzista - (con dignit) Prendo atto dell'insulto. Siamo mosche. Ma mi sia lecito osservare, anche a nome del mio collega, che le mosche non si attaccano soltanto allo zucchero. I miei rispetti! (Virag fa l'atto di slanciarsi contro dt lui).

Marianna - (calmandolo) Ma no... no... (/ due escono a testa alta da sinistra)

Virag - (dopo che si sono allontanati, nervoso, urlando) ... e questo perch tutti vogliono muover la lingua! Qui intorno non si parla d'altro... che ho vinto alla lotteria... che io...

Marianna - Don't be excited, darling, it isn't...

Virag - (stizzito) Smettila col tuo inglese! strano! Quando vado in collera mi parli sempre in inglese. Vorrei proprio sapere perch. (Siede).

Marianna - (molto calma) Prima di tutto per ricordarti che sei stato educato a Londra fra aristocratici. E in secondo luogo perch, non avendo mai imparato a bestemmiare in inglese, non puoi... (Con un sospiro) tremendo... come sei diventato nervoso, come sei diventato irascibile!

Virag - Che c' da meravigliarsi? (Brontola) Ce l'hanno tutti con me... Sono tutti contro di me... tutti mi torturano...

Marianna - (lo accarezza) E poi dormi male... Ti alzi cos presto... e bevi anche un po' troppo...

Virag - Ma no, scusa...

Marianna - (con dolcezza) Calmati! Sei diventato un leone... una vera belva... Calmati, caro. Nel pomeriggio andrai un p" a Budapest alle corse. Cos almeno ti svagherai...

Virag - Mi tratti come... come se fossi una domatrice.

Marianna - Tesoro mio, il mio orgoglio, questo. Tutti tremano dinnanzi a te... ma dicono che basta soltanto un mio sguardo perch tu di colpo divenga un agnellino... In questi ultimi tempi per non sempre mi e riuscito... Ti guardo e tu continui ad essere violento... selvaggio... come un leone che non riesce a contenere la propria forza.

Virag - (di nuovo in collera) Ti prego, smettila di dire...

Marianna - (lo interrompe dolcemente) Don't be excited, darling, don't be excited!

Virag - (si placa brontolando) vero che... (Sempre pia mansueto perch Marianna gli accarezza la testa)... vero che... che qualche volta si perde... (Ammutolisce. Marianna lo accarezza. Breve pausa. Lui le bacia la mano) Che angelo! Sempre cos indulgente con me...

Marianna - Tesoro mio... perch ti amo. talmente semplice! Non sono un angelo... ti amo da dieci anni... ed questo che fa diventare indulgenti.

Virag - (commosso) Spesso mi domando per quale motivo merito tanta bont... un amore cos grande... Non ho fatto una brillante carriera... non sono buono... non sono un uomo perfetto...

Marianna - Non questo che conta, tesoro mio. Se contasse questo tutte le donne sarebbero innamorate del Papa. Non ti lambiccare il cervello. Per una donna docile e tranquilla come sono io, la felicit costituita da un umo selvatico e violento come sei tu. La mia passione di far da mamma... e tu per me non sei soltanto il mio buon marito, ma anche (con molta tenerezza) il mio cattivo figliuolo.

Virag - Mammina cara... vero... come sono cattivo qualche volta!

Marianna - quello che ci vuole per me, tesoro mio! Un leone per una domatrice una vera gioia! Figurati come mi annoierei accanto ad un agnellino! (Dalla casa viene Elena. Porta un ampio vassoio di legno con piatti, bicchieri e posate. Ha 22 - 25 anni. Vestito nero, cresta bianca sulla testa e grembiulino bianco. Molto bella, vivace, piccante, civetta. la kellerina del locale e la sera va in giro con la Pasticceria ).

Elena - Bacio le mani... Sono le undici e mezzo. Posso apparecchiare?

Marianna - Puoi apparecchiare, Elena.

Elena - Solo questi due tavoli, come al solito?

Marianna - Solo questi due. Non mi fa piacere quando viene gente a mezzogiorno. Non sono clienti per noi. Il nostro e un ritrovo serale per veri signori... (Elena dispone sui due tavoli i piatti i bicchieri e le posate).

Virag - (continua a brontolare) Eh gi... proprio cosi... tutti ci volevano bene... Si viveva tranquilli, ma dopo quella maledetta vincita la pace finita. Siamo gente ricca ! Non ne abbiamo nessun vantaggio, anzi ne risentiamo tutti i danni.

Marianna - (con un sospiro) Proprio cos! (Rientra in casa)

Elena - (apparecchia lentamente e sospira. Ipocrita) terribile, s, signor padrone... Veramente terribile! Io non sono che una semplice ballerina, eppure posso capire i dolori dei miei padroni. Lei, signor Virag, gi tanto nervoso che veramente... Lei molto nervoso, signor Virag.

Virag - (d intorno una rapida occhiata per vedere se sono soli. Poi, piano ma con assione) Perch neanche questa notte o potuto chiudere occhio.

Elena - Perch non ha chiuso occhio?

Virag - E me lo domandi? Lo sai benissimo, ma vuoi sentirmelo dire ancora... Va bene, s... pensavo a te... ti desideravo... strega! Perci sono nervoso... non per quei due seccatori...

Elena - Non mi dica cos... se sapesse quanto mi fa male! (Abbassando gli occhi, falsa) Dovrei esserne soddisfatta e invece mi fa tanto male veder soffrire per me un bell'uomo come lei.

Virag - E allora non farmi soffrire... Invece di adularmi, soccorri un poveretto che soffre... deciditi finalmente, cara... cara...

Elena - Oh se fossi libera, mio caro, mio bel signor Virag... gi da un pezzo noi due saremmo felici... (Con un profondo sospiro) Ma sono fidanzata! (Va a destra e si d da fare all'altro tavolo)

Virag - (con passione) No, no... cos non si pu pi andare avanti! questo che mi fa diventare matto! questo... questo tormento... s... questo tormento che non sopporto! (Le si avvicina) Che c' di nuovo col tuo fidanzato, con quel simpatico Berenyi?

Elena - Nulla.

Virag - Hai rotto con lui, ieri?

Elena - No.

Virag - Eppure me l'avevi promesso... sembrava gi cosa fatta...

Elena - Non stato possibile!

Virag - Insomma... oggi viene di nuovo qui.

Elena - S.

Virag - Perch non l'hai piantato?

Elena - Non mi torturi, caro signor Virag! Non una cosa da farsi cos... su due piedi... Per ora ho rimandato di nuovo il matrimonio. Era fissato per domani a mezzogiorno... la quinta volta che lo rimando... per lei!

Virag - Insiste sempre per sposarti?

Elena - Si capisce! il mio fidanzato ufficiale! Anzi, ora, ha pi urgenza...

Virag - Per conto mio, punto e basta! Devi smetterla con questa commedia. Non posso pi tollerare che rimandi e rimandi... Devi troncare definitivamente. Te lo ordino! Hai capito?

Elena - Ho capito. Ma come si fa con quel povero ragazzo?

Virag - Mi pare che tu mi faccia ballare sulla corda col pretesto di... quel povero ragazzo !

Elena - Oh signor Iddio! Come pu pensare una cosa simile?!

Virag - Quel caro fidanzato me lo vedo venire qui due volte al giorno, con quell'accidenti di motocicletta. Denaro non ne ha, impiego non ne ha... il signor Berenyi ha soltanto delle belle cravatte e una motocicletta a rate. Ha anche il vitto... questo s... perch ogni giorno mangia qui da me, a colazione e a pranzo... E tu ogni notte, dopo la chiusura del locale, balzi sul seggiolino e te ne voli via in motocicletta con lui... Dio sa dove!

Elena - A casa, a casa... Mi riporta dalla mamma!

Virag - O altrove. Insomma, quell'uomo non lo voglio pi vedere. Basta! Mi fa ribrezzo... e lui ogni giorno viene qui, due volte... a mangiare.

Elena - Se abbonato... per due pasti al giorno...!

Virag - Abbonato... cio non paga due volte al giorno! Io lo avrei gi messo alla porta, ma mia moglie lo protegge... (Va a spiare verso fuori e continua piano) Mia moglie vorrebbe che ti avesse gi portata via. E si capisce... una donna intelligente... non dice nulla ma credo che si accorga di tutto... perfettamente. Viceversa tu, la sera, quando sei di l nel - 1* office a preparare il vassoio dei dolci, tra una fetta di torta e l'altra, te lo baci... Il signor Berenyi te lo baci a scoppio contnuo!

Elena - Sono la sua fidanzata... devo farlo!

Virag - Per me terribile vedervi andare a casa insieme la notte... Tu siedi con lui sulla motocicletta... e io continuo a guardarti dietro... Dio lo sa dove andate!

Elena - (civetta) geloso?

Virag - Molto! Ma ora non ne posso pi. Quel mascalzone...

Elena - Non dica cos. un ragazzo onesto e tranquillo. Non ne parli male. Poverino! Oramai anche lui sa che le voglio bene...

Virag - E che ne dice?

Elena - disperato!

Virag - E tu? Lo ami o non lo ami?

Elena - Non mi torturi. Lei sa benissimo chi amo io...

Virag - Si dice che sei la sua amante!

Elena - una calunnia! Sono la sua fidanzata !

Virag - Ed proprio questo che non tollero pi. Se vero che mi ami, allora... (Elena ha un brivido) Che c'?... che hai?

Elena - Pensavo al baco che mi ha dato ieri sera quando ci siamo lasciati... Mi sento ancora fremere! (Con finta passione contenuta) Demonio!

Virag - Strega! Se vero che mi ami, allora... (Il Garzone entra venendo dalla casa: un contadino sulla cinquantina furbo e intelligente, senza giacca, col grembiule e le maniche della camicia rimboccate).

Garzone - Hanno portato la birra.

Virag - (nervoso) Falli aspettare. (Il Garzone esce. Elena sospira profondamente e asciuga i piatti) Non permetter pi che tu lavori come una serva. Non posso pi vederlo. Non sei nata per questo!

Elena - Non vero? Come ha ragione lei! Che buon osservatore!

Virag - Mi fa male assistere ad una cosa simile... un lavoro tanto volgare per una donnina cos fine, cos graziosa... E la sera specialmente, quando vai in giro col vassoio dei dolci, sentirti chiamare dai clienti... Quii Vieni qui! Ehi!... pasticceria !

Elena - Anche lei convinto che non bello... non vero?

Virag - Tu sei nata per essere una donna di lusso... una piccola fine donna di lusso... come quelle che ho visto a Parigi. Basterebbe regalarti dei bei vestiti.

Elena - Tutta verit! Tutta verit!

Virag - ... farti vivere soltanto per la tua bellezza... e per l'amore... per rendere felice un uomo... un uomo che dovrebbe coprirti delle cose pi belle. Ah! impazzisco al pensiero di vederti sdraiata tra i merletti e le sete... E sar io quell'uomo che... ah! mia fata! mia piccola fata!

Elena - E io, io... oh, come saprei vivere per l'amore! Farmi bella per un uomo... Merletti, sete, imprims, combins ... e dcollets! Come sarei capace di farti impazzire... tu, tu, sensuale... (Si stringe a lui, civetta) E dimmi, dimmi, gioia mia mi regaleresti anche una piccola automobile?

Virag - Naturalmente! Una piccola vettura sport a due posti... una macchina slanciata tutta per te, mia slanciata piccola donna!

Elena - E mi insegner a guidare?

Virag - E come!

Elena - Oh che pazza fantasmagoria!

Virag - Perch fantasmagoria ? Pu diventare realt in ogni momento... non ti costa che una parola. Basta che ti licenzi... poi sparisci... e avresti subito una piccola casa tua... e ogni giorno ci incontreremmo clandestinamente. Non ho mai tradito mia moglie... tu sarai la prima!

Elena - Non posso diventare la sua amante, signor Virag! No no! Non sono una di quelle... il mio fidanzato...

Virag - (la interrompe) Non voglio sentir pi questa parola! Oramai comincio a credere che tu, in fondo al cuore, sei sua, non mia !

Elena - Non vero! Per ora non sono ancora di nessuno dei due. Sono come sospesa in aria... in volo piane...

Virag - Che fai?

Elena - Mi mantengo in volo piane... Sar di chi mi sposa. E siccome lei non pu sposarmi, alla fine, malgrado tutto, sar sua... di quell'altro. Se non proprio domani alle dodici, purtroppo un altro giorno... pi tardi...

Virag - Vuoi patire la fame? Per una vita intera vuoi sedere dietro di lui sulla motocicletta ?

Elena - Che posso fare? povero, s, ma mi sposer. E questa una gran bella cosa... la cosa pi grande della vita. lo scopo finale di ogni donna, signor Virag! (Virag tace, abbattuto. Entra Marianna. Elena esce).

Marianna - (siede ad un tavolo e controlla delle fatture) 12 e 4, 16... Quella l poi esce sempre quando io entro. Non te ne sei accorto?

Virag - No.

Marianna - (continua il suo lavoro) 16 e 5, 21.. (Entra il Garzone).

Garzone - Ho gi detto che hanno portato la birra. Non vogliono aspettare pi (Non riceve risposta e rientra in casa).

Marianna - Quella ragazza da un po' di tempo mi guarda come una nemica.

Virag - E perch dovrebbe guardarti cos?

Marianna - Mah!... lo sa lei. (Sorride con affabilit) Per se facessi un leggero sforzo di cervello potrei saperlo anch'io.

Virag - Cos'... un'allusione, forse?

Marianna - Una piccola modestissima allusione.

Virag - Che colpa ne ho io se la kellerina ti guarda cos o cos? (Entra il Garzone portando una botticella di birra che appoggia a terra al muro di fondo).

Garzone - Quelli della birra si sono stufati. Se ne vogliono andare.

Virag - Quelli della birra?... chi sono?

Garzone - Quelli che hanno portato la birra poco fa.

Virag - E perch non me l'hai detto?

Garzone - L'ho detto due volte, non una sola.

Virag - Niente affatto. Non contraddire. E poi che significa che si sono stufati?

Garzone - S, s... cos!

Virag - Ora li servo io! (Esce di furia verso la casa)

Garzone - (a Marianna) Qui si deve fare qualche cosa, cara padrona... anima ma... Scusi se un povero garzone mette bocca... ma tutta questa porcheria un bel momento scoppier e allora, buona notte! Sar troppo tardi! (Smette di parlare e rimane in ascolto perch di fuori si sente Virag gridare).

Marianna - Cosa c'?

Garzone - Ora se la piglia con quelli della birra... (Ascottano le grida che vengono dalla casa).

Marianna - (con un sospiro) Come nervoso!

Garzone - Sono disperato. Non lo posso vedere! Quel povero diavolo cos innamorato! Perci sempre furioso. Strilla con tutti... solo quando parla con quella l come un violino. Scusi se un povero garzone mette bocca, ma secondo me finir con un grosso scandalo. Anche prima il padrone le stava attorno e le metteva le mani addosso... la pizzicava... ma lei non gli dava retta. Era innamorata di quel morto di fame del suo_ fidanzato... Adesso , invece, adesso quella faccia tosta gli dice sempre che lo ama... capisce?... che lo ama!

Marianna - Cos gli dice?

Garzone - Io la sento ogni volta. E poi gli parla sempre del fidanzato... e lui si imbestialisce!

Marianna - Naturale... da quando ha vinto alla lotteria...

Garzone - Ecco... proprio da allora. Quella l furba... quella una sgualdrina con l'amor proprio... Vuol fare strada. E quando dice al padrone che gli vuol bene, il padrone se la beve. E sa perch se la beve cos facilmente?

Marianna - Perch?

Garzone - Perch di donne gliene sono corse dietro tante e tante... e lui ha fatto sempre il gallo... Scusi se un povero... (Marianna lo interrompe con un gesto) Darla a bere a un Don Giovanni come lui la cosa pi facile del mondo! A me lo racconterebbe inutilmente che mi ama... Invece il padrone dice fra s : Perch non mi dovrebbe amare anche lei? Per... (Abbassa la voce) una vera relazione, fra loro due, non c'...

Marianna - Non c'?

Garzone - Non c'. Metto la mano sul fuoco.

Marianna - Lo dici per confortarmi?

Garzone - No no... solo per farla stare tranquilla... Vedo che sta diventando matta! Io s che veramente le voglio bene, anima mia... e mi sento spezzare il cuore a vederla in quello stato! Mi creda... non c' una relazione!

Marianna - Ti dico di s. Non offendere mio marito! Lui ha tutte le donne che vuole!

Garzone - Quella no. Lo giuro!

Marianna - (spaventata) Oh Dio! Sei proprio sicuro? Come lo sai?

Garzone - Anch'io per un pezzo ho creduto che tra loro ci fosse... (Con aria misteriosa) Ma stanotte all'una, dopo la chiusura del locale, ho sentito come si lasciavano...

Marianna - (nervosa) Dunque... e allora? Che cosa hai sentito?

Garzone - Era l'una dopo mezzanotte. Lei, anima mia, era gi andata a dormire da un pezzo, l padrone era rimasto alzato perch qui c'era il conte Ludi con tutta la sua comitiva che bevevano champagne. Elena si era vestita per andarsene a casa. Fuori, sulla strada, l'aspettava il fidanzato con la motocicletta. Allora, quando sono stati vicini alla porta, loro u si sono messi a parlare piano piano... per non ho potuto capire quello che dicevano...

Marianna - Loro due, chi?

Garzone - Il padrone e Elena. (Con aria di mistero) Poi il padrone l'ha baciata in mezzo alla bocca... e allora ha detto: Oh come buono! Mi ha fatto fermare il cuore in petto tanto era buono!

Marianna - Chi ha detto questo?

Garzone - Elena!

Marianna - Terribile!

Garzone - Non poi tanto terribile. Ora sentir. Il padrone l'ha baciata di nuovo e ha detto: Mi fai diventar pazzo! Abbi piet di me! Non tirare sempre in ballo che sei innocente! E Elena ha risposto: impossibile! impossibile! Questo il mio unico tesoro, la mia innocenza! Il padrone ha detto: Non ci credo che sei ancora... non ci credo! E lei ha detto: Ma s, ma s, lo sono! lo sono! E Berenyi sar il primo! Allora il padrone ha detto : E perch luie non io? Perch lui e non io? Essa ha risposto: destino! E il padrone ha detto : E perch proprio Berenyi e non io, invece? Che vada all'inferno Berenyi! Ecco. Queste sono state le parole del padrone. Dopo, quando la ragazza se n' andata, il padrone mi ha dato un pugno sulla schiena... perch era allegro... aveva bevuto un po'... e mi ha domandato : Tu ci credi che Elena vergine? Ecco. Questo mi ha domandato. Dunque, se l'ha domandato a me... scusi... allora vuol dire che neanche lui lo sa... e se non lo sa... eh! eh!... (sogghigna maliziosamente)

Marianna - andata proprio cos? Parola per parola?

Garzone - Parola per parola! Lo giuro!

Marianna - (spaventata) Allora un guaio! Un guaio grosso!

Garzone - Perch?

Marianna - un vero disastro!

Garzone - Che fra loro due non c' niente?

Marianna - S, s, proprio!

Garzone - Non capisco...

Marianna - La sposer!

Garzone - E come fa se gi sposato?

Marianna - Pianter me... me... e sposer lei. Non ti stupire, Giovannino mio. Le cose stanno cos!

Garzone - Ma no!

Marianna - S, s!

Garzone - Dopo dieci anni?

Marianna - proprio allora che si pianta la moglie! il momento giusto!

Garzone - Scusi, cara padrona... lei non conosce gli uomini. L'uomo fatto cos: se la donna si fa pregare troppo, l'uomo si stufa di essere portato per il naso e la manda a spasso. Anch'io sono fatto cos. Io dico sempre: Se vuoi venire, bene... se no, vattene!

Marianna - Mio marito non fatto cos.

Garzone - S, s... dia retta a me...

Marianna - Basta, ti dico! Vuoi che non lo conosca ?

Garzone - Ma...

Marianna - (nervosa) Smettila di chiacchierare! Perch credi che mi abbia sposata? Perch gli ho resistito... cos. Ecco! (il Garzone si gratta la testa. Breve pausa) Proprio cosi.

Garzone - Allora bisogna fare qualche cosa. Bisogna muoversi. Forse sarebbe bene che lei si compiacesse di minacciarlo con un suicidio.

Marianna - No, no... macch!

Garzone - E invece sarebbe una cosa buona! Anzi si dovrebbe adattare a prendere un po di veleno... Solo per farlo spaventare, si capisce!

Marianna - Sei pazzo!?

Garzone - E allora che vuol fare?

Marianna - Non lo so ancora. Ma puoi stare tranquillo che qualche cosa succeder.

Garzone - Eh, lo so che cosa succeder... succeder uno scandalo... uno scandalo grosso!

Marianna - Questo poi no! fn nessun caso!

Garzone - (disperato) Ah misero me! Dove andr a finire io se la mia cara padrona mi lascia solo? Sono un povero orfanello senza padre e senza madre... Per me lei tutto, cara anima mia!

Marianna - (con dolcezza) Ho capito. Debbo controllare meglio i tuoi conti, perch quando tu mi vuoi tanto bene c' sempre sotto qualche porcheria.

Garzone - Ges, Ges... che brutta cosa la signora mi ha fatto l'onore di dirmi! (Commosso) Io per le voglio bene lo stesso... anima mia!

Marianna - Va, va, scimunito! (Dietro le quinte a sinistra si sente un improvviso scoppiettare di mitragliatrice. Davanti ai cancello si ferma una motocicletta. Entra Berenyi, il giovane fidanzato di Elena. un ragazzo povero e gentile che come di solito venuto a mangiare)

Berenyi - Bacio le mani, gentile signora!

Marianna - (nervosa) Buon giorno! Mi dica: perch la sua motocicletta fa quel rumore cos rabbioso?

Garzone - Perch non stata ancora pagata! (Via in casa. Marianna gli getta un'occhiata da incenerire).

Berenyi - (modesto) lecito chiedere con tutto il rispetto che cosa c' da mangiare?

Marianna - (siede) Senta, caro figliuolo... Giovannino mi ha dato una bella notizia allarmante!

Berenyi - (le siede accanto) Anch'io ne ho una dello stesso genere, gentile signora! Avevamo stabilito di sposarci domani ed Elena ha rimandato di nuovo il matrimonio !

Marianna - Era prevedibile...

Berenyi - Purtroppo cos. Oramai inutile farsi illusioni. Non dobbiamo nasconderci che il guaio si fa sempre pi grosso. Ecco, io... io mi attacco alla corda della campana d'allarme, gentile signora. Qui succeder una catastrofe immensa! Il suo caro marito oramai inferocito come un leone maschio!

Marianna - Che intende dire?

Berenyi - Mi guarda come se volesse sbranarmi! Non mi rivolge pi neanche la parola e intanto terrorizza la mia fidanzata.

Marianna - E la sua fidanzata?

Berenyi - Io l'amo ardentemente... ma ora mi sono accorto che una donna falsa. Quel denaro! quel maledetto denaro! Da allora non si pu pi combattere con lei! Non la riconosco pi! Fino a quel giorno mi aveva reso felice... canzonava suo egregio marito, lo menava per il naso... per gioco... per vanit... ma mi rendeva felice. Le giuro, signora, mi rendeva felice, giorno e notte, spiritualmente e sensualmente!

Marianna - Grazie, non entriamo in particolari! E oggi, invece, che accade?

Berenyi - Mi ama anche oggi, lo so. Ne sono convinto. Ma quel denaro l'ha fatta impazzire. Mi parla in un tono assolutamente diverso. Mi insulta perch sono povero... e quando tutto va bene mi si getta al collo e piange e singhiozza dicendo che l'ultima delle donne perch ama un mendicante. Io oramai non ho che questo terrore... di vederla un giorno o l'altro saltar via definitivamente.

Marianna - E dove salter?

Berenyi - Tra le braccia del suo egregio marito.

Marianna - Ma se mi ha detto or ora che ama lei?

Berenyi - S. Continuer ad amarmi lo stesso ma mi pianter.

Marianna - La pianter?

Berenyi - Sicuro, mia gentile signora. E come! il romanzo d'un giovane povero... una tragedia della metropoli. Proprio cos! Uno fra mille! Accade tutti i giorni... Non nemmeno interessante. Ma io non potr sopravvivere. Ne morir, gentile signora. Oramai il vecchio.., pardon, il suo egregio marito... ad un punto tale di cottura che diventato proprio selvaggio!

Marianna - E lei perch lo tollera?

Berenyi - Cosa posso fare io? Con me Elena sospira e recita la parte della vittima.

Marianna - E che dice?

Bereny - Dice sempre la stessa cosa e !a dice piangendo: che il suo amore sono sempre io... che il suo corpo e la sua anima appartengono a me... ma che' lei deve seguire il richiamo della vita ... e non pu lasciarsi sfuggire un'occasione simile. Anzi, d una grande prova di onest ad essere cos sincera e a confessare tutto...

Marianna - ... piangendo...

Berenyi - Appunto... piangendo... (// Garzone fa capolino dalla casa con un sifone di seltz in mano).

Garzone - E al padrone invece racconta... piangendo... che il suo amore sempre ui... ma che non vuol lasciarsi sfuggire lei , perch lei la vuole sposare.

Marianna - Tu stai sempre con l'orecchio teso!

Garzone - Sempre! (Sparisce a destra in giardino).

Marianna - chiarissimo. La sua gentile fidanzata punta sul matrimonio... ma non con lei, caro figliuolo... con mio marito, invece.

Berenyi - Crede?

Marianna - Sicuro che lo credo!

Berenyi - O piuttosto... non punta su una relazione?

Marianna - No no. troppo furba per contentarsi di questo. Vuol farsi sposare da mio marito.

Berenyi - Certo?

Marianna - Certissimo.

Berenyi - tremendo!

Marianna - Naturale che tremendo! (Si alza) E un fidanzato che tollera tutto questo... sa che cos'?... Mi scusi, io, di solito, non adopero parole simili, ma ora non me ne viene in mente un'altra... Un fidanzato che tollera tutto questo un idiota! (Siede a un altro tavolo).

Berenyi - lecito chiedere come si dice idiota in inglese?

Marianna - Idiot.

Berenyi - Grazie. In avvenire, la prego, me lo dica piuttosto in inglese...

Marianna - (disperata) Preferirei scassinare l'armadio e bruciare quel maledetto libretto di risparmio.

Berenyi - (si alza) Avrebbe il coraggio di farlo? Tanto denaro!

Marianna - Anche se fosse il doppio... anche se fosse dieci volte tanto... lo farei con gioia! Bruciarlo! Gettarlo nel Danubio! Allora quella ragazza lo lascerebbe subito in pace! Tutti i nostri guai derivano dal denaro... e ora anche questa catastrofe familiare!

Berenyi - Cos come mi vede sono disperato, gentile signora! Qui bisogna agire e agire immediatamente. Secondo me non c' che un rimedio...

Marianna - Quale?

Berenyi - Via... via... mandi via...

Marianna - Chi?

Berenyi - La mia fidanzata.

Marianna - Gi... perch poi mio marito Je corra dietro... Cos almeno li ho sotto gli occhi!

Berenyi - E allora che cosa pensa di fare?

Marianna - Certo che qualche cosa si deve fare... Sono giorni e giorni che mi lambicco il cervello.

Berenyi - Se permette me lo lambiccher anch'io.

Marianna - Per amor del cielo! Lo lasci in pace, il suo cervello! Lei potrebbe aiutarmi soltanto se fosse un giovanotto energico, risoluto... ma purtroppo non cos.

Berenyi - Scusi, signora... al mondo esistono anche uomini timidi, con un animo gentile...

Marianna - E lo vedo fino a che punto arrivano!

Berenyi - Non mi faccia male, cara signora... ora noi due soffriamo insieme e appunto perci dobbiamo allearci. Non abbia paura... neanche io permetter pi che Elena faccia di me quello che vuole. Lei ha ragione: sono stato un idiota anche nella nostra lingua... e anche in inglese. Ma oramai basta! Lei mi ha aperto gli occhi. Accetto la sfida... fino alle ultime conseguenze. E se non c' un'altra soluzione, mi rincresce, gentile signora... ma ammazzer il suo egregio marito.

Marianna - Con che cosa?

Berenyi - Con una rivoltella. O con un veleno di effetto immediato.

Marianna - Finch vuole ammazzarlo con qualche cosa che costa denaro sono tranquilla.

Berenyi - Ecco... di nuovo la mia povert! Dunque ora anche lei... (Siede ad un tavolo e rimane assorto, torvo, con lo sguardo fisso nel vuoto).

Marianna - (con amarezza) Da che mondo mondo sempre un altro ha vinto il primo premio! e ora doveva toccare proprio a noi... Che disdetta eccezionale! Breve pausa) Figliuolo mo, lei non deve disperarsi: ci sono anch'io! Per ora ci sono anch'io!

Berenyi - (con energia) No no! Andr fino in fondo a questa storia!

Marianna - Mi dia retta... se lei non se ne occupa affatto meglio. L'affidi a me, invece... (Quasi piangendo) E ora lasciamo da parte tutta questa faccenda. Che m'aveva chiesto prima? Cosa c' da mangiare? (Sta per rompere in pianto ma si domina. Si calma, si asciuga gli occhi e riacquista la sua voce serena bench un po' tremante) Abbiamo minestra in brodo e salsiccia con lenticchie... (Esce. Berenyi ora va a sedere di fronte al pubblico al tavolo di destra apparecchiato. Elena entra con una scodella, cambia il piatto di Berenyi, mette le posate davanti a lui e fa per uscire).

Berenyi - (le afferra la mano) Elena! Non mi saluti neppure?

Elena - Buon giorno... (Esce e torna subito portando una brocca d'acqua che mette sul tavolo di Berenyi. Vuole uscire).

Berenyi - (le afferra la mano) Elena, perch sei cos cattiva con me? Sei nervosa?

Elena - Lasciami in pace! (Vuol tirar via la mano).

Berenyi - (non la lascia) Dunque siamo giunti a questo?... non mi neanche pi permesso di prenderti la mano?

Elena - Non mi torturare!

Berenyi - (le guarda la mano) Che significa? Le tue unghie sono laccate di rosso?! Terribile! Quando le hai fatte laccare?

Elena - (liberando la mano) Stamattina. E se dici ancora una parola mi faccio laccare anche quelle dei piedi! (Esce e torna con una tazza di metallo con la minestra che versa nella scodella del giovane).

Berenyi - Sei veramente cattiva, con me, mentre sai benissimo che ti adoro.

Elena - (nervosa) Anch'io ti adoro... ma, ti prego, rispondimi in coscienza: in vita tua me l'hai comprato mai un vestito di seta?

Berenyi - Appena avr un po' di denaro...

Elena - Me l'hai comprato o non me l'hai comprato?

Berenyi - Non te l'ho comprato.

Elena - Ecco... vedi? Allora aspetta a diventare un uomo anche tu... e fino a cjuel giorno, scusami, sai... ti adoro ma ti prego di lasciarmi in pace. Caro mio, sappi che... che io...

Berenyi - Che tu...

Elena - Che... Insomma... la vita mi chiama!

Berenyi - Chi ti chiama?

Elena - La vita! La vita! (Esce. In lontananza comincia a suonare la campana del mezzogiorno. Berenyi spiega il tovagliolo, si asciuga una lacrima in ogni occhio e se lo lega dietro il collo. Trae un profondo sospiro, vuota macchinalmente quasi tutta la saliera nella scodella e piangendo comincia a prendere la minestra a cucchiaiate. Brevissima pausa. La campana suona sino alla fine dell'affo).

Marianna - (dalla casa) La campana... mezzogiorno. Andiamo a mangiare. (Marianna e Virag vengono dalla casa e prendono posto al tavolo di sinistra. Marianna siede dirimpetto al pubblico e Virag alla sua destra in modo da trovarsi di fronte a Berenyi).

Berenyi - (Si alza e senza muoversi dal suo posto saluta Virag) Buon giorno... (Siede e continua a mangiare).

Virag - (Brusco) Buon giorno! (Dopo una breve pausa entra Elena che porta su un vassoio due scodelle e due tazze. Cambia i piatti, versa la minestra ai coniugi Virag poi passando dietro di loro si avvicina lentamente a Berenyi fermandosi a sinistra di lui. Ora tanto Berenyi che i coniugi Virag, muti, prendono la minestra a cucchiaiate. Poi Berenyi alza gli occhi dal piatto, guarda con amore Elena e con la sinistra le prende la mano. Elena lascia fare, anzi ora gli sorride con civetteria. Virag, che se ne accorge, smette di mangiare, alza gli occhi dal piatto e fissa geloso la scena. Di questo si accorge Marianna che a sua volta guarda verso Berenyi. Berenyi allora immediatamente abbandona la mano di Elena e spaventato si rifugia nella scodella. Marianna allora fissa Virag che appare ancora stupito e ora anche lui china di colpo la testa rifugiandosi spaventato nel suo piatto. Marianna getta ancora un'occhiata ai due zelanti mangiatori, poi anche lei riprende a mangiare. Ora di nuovo tutti e tre, muti, prendono la minestra a cucchiaiate. Elena // guarda sorridendo. In lontananza, dolcemente, continua a suonare la campana).

Elena - (sorridendo si avvia verso l'uscita passando per il centro della scena e intanto dice verso il tavolo dei coniugi Virag) Buon appetito!

SIPARIO

ATTO SECONDO

La stessa sera. Una sala interna della piccola Osteria dei Signori . In fondo nella penombra attraverso la finestra e la porta vetrata si intravedono le lampade coi paralumi rossi del giardino e la vita notturna del locale. La finestra situata al centro della parete di fondo; la porta, verso l'angolo di destra. A sinistra, in secondo piano, anche nella penombra, una porta che d nell'anticucina. Gli avventori che sono nel giardino rimangono invisibili. Di tanto in tanto giunge in sordina la musica discreta degli zigani. Virag seduto solo davanti ad uno dei tre o quattro tavoli apparecchiati. in smoking e beve whiskey and soda. Si sente la musica. Dopo un po' Elena entra dal giardino col vassoio della pasticceria.

Virag - Fino a quando devo ancora aspettarti?

Elena - Come impaziente, signor Virag! Ho avuto da fare. Eccomi... Ora sono tutta per lei... (Posa il vassoio dei dolci sul tavolo).

Virag - Dunque... prima di tutto avvicinati... ho qualche cosa per te... (Si fruga in tasca).

Elena - Di nuovo beve whiskey...

Virag - S. Di nuovo bevo whiskey... (Le d un biglietto di banca) Tieni. Mettilo via.

Elena - (col biglietto di banca in mano) Che cos' questo?

Virag - Non starlo a contemplare. Mettilo via. Ti possono vedere.

Elena - (lo mette via) Cinquanta pengo?

Virag - Oggi alle corse ho puntato per te due pengo e ne hai guadagnati cinquanta.

Elena - Non vero.

Virag - Sicuro che vero. Il conte Sigismondo mi ha dato un buon consiglio. Ha vinto il suo cavallo.

Elena - Grazie, gioia mia. un patrimonio! Ma la scongiuro, caro signor Virag, stia attento alle corse...

Virag - Non aver paura per me. Gioco pochi filler...

Elena - Perch va sempre alle corse?

Virag - (con un sospiro) Perch... perch soltanto l posso incontrare il mio vecchio mondo... il principe Paolo... Sua Eccellenza Stefano... il conte Sigismondo...

Elena - Tutti signoroni che vengono qui da noi! A loro piace l'Osteria dei Signori perch veramente un'osteria signorile. Anche oggi il giardino rutto pieno... (Tocca la spalliera della sedia) ... toccando legno, anche oggi abbiamo una magnifica serata. E che pubblico scelto! (Guarda verso fuori).

Virag - Che c' davanti alla casa?

Elena - Una Rolls... una Packard di 12 cilindri... due Packard di 8 cilindri... tre Fiat... una vecchia Mercedes... una piccola Steyr... due tass e una motocicletta.

Virag - (si alza) Che il diavolo se la porti, la motocicletta!

Elena - Ricomincia di nuovo?

Virag - Figliuola mia, io non ricomincio. Io finisco. Ti ho detto stamattina che avrei messo fine a questa situazione. Dunque, ora si avvicina il momento decisivo... perci bevo whiskey se proprio vuoi saperlo. Puoi fermarti qui?

Elena - Un po'. Ora stanno mangiando il pollo e l'oca. Per la torta c' tempo ancora. Che numero ha questo whiskey?

Virag - Oramai non li conto pi. E la colpa tua... e di quella motocicletta. Oggi a mezzogiorno mi si fermato il brodo in gola quando ho visto quello l che cominciava a prenderti la mano cos sfacciatamente. Proprio quando sonava mezzogiorno... Se mia moglie non fosse stata presente sarebbe scoppiato uno scandalo. E poi non se n' andato neanche dopo colazione. rimasto qui da allora per sorvegliarti. Ecco... questo non lo posso pi tollerare. Oggi stata l'ultima volta. Oggi accadranno grandi cose! Baciami, strega... Stasera sei cos bella che... che bisogna fare delle pazzie!

Elena - (guarda intorno. Si baciano) Oh!.,, come sai baciare, tu! Mi fai impazzire... (Si preme la mano sul cuore).

Virag - Eppure stanotte saresti capace di montare di nuovo sulla motocicletta del signor Berenyi e di volartene via con lui... Dunque, ascoltami. Tu non volerai via con lui. No, cara mia figliuola, perch oramai ti devi decidere: o io o lui! Stanotte, adesso, subito, sceglierai... altrimenti picchier qualcuno in modo tale che mai pi sar un uomo. Hai capito?

Elena - Ho capito.

Virag - ancora qui quel disgraziato?

Elena - qui. Caro signor Virag, le confesso che comincio ad aver paura di lui...

Virag - Perch?

Elena - Oggi quel ragazzo sospetto. Credo che esploder.

Virac - Che far?

Elena - Esploder come un vulcano. seduto in rondo al giardino, davanti ad un tavolo piccolo... ha gli occhi che sfavillano e tutte le volte che gli passo accanto mi afferra...

Virag - Non posso insultarlo finch lo riconosci per tuo fidanzato. Rompi con lui e nell'attimo seguente lo faccio volare. Per... se lo ami...

Elena - (falsa) Il signor Virag sa benissimo chi che amo io!

Virag - Allora decidi subito.

Elena - Non so decidermi. Neanche se mi ammazza. Titubo...

Virag - (stupito) Come?

Elena - Titubo. S. Le parlo francamente: lei l'amore, lui il matrimonio. Il guaio che oramai lui non vuol pi aspettare. E me lo spiego benissimo... ha il presentimento del pericolo. spaventato. Non affatto stupido... vede tutto e capisce tutto.

Virag - E tu?

Elena - Temo che lo sposer.

Virag - Che dici?

Elena - Lo so che adesso questo le fa male... ma dovevo dirglielo.

Virag - Mi fai impazzire! Mi fai perdere la ragione! Che hai detto? Che vuoi sposarlo?

Elena - Devo, devo sposarlo. La miseria, la miseria... che importa la miseria? Anche se dall'apparenza... forse perch sono un tipo piccante... sembro una donnina leggera, io sono la figlia onesta di una buona famiglia! E poi, anche nell'erotica c' un lato puro. Io non sono nata per essere una di quelle alle quali basta rare un cenno... io sono nata per essere moglie... e Berenyi non mi vuole per amante, come lei... ma vuole che diventi la sua brava moglie fedele. E questa una cosa che la fa impazzire? Perch?

Virag - Perch sono innamorato di te. Sono istupidito per causa tua. Sono affogato in te fino agli orecchi e non ne posso pi... non ne posso! Non ti cedo ad un altro.

Elena - Non lo sposo per amore... lo sposo per interesse... per interesse morale. (Si commuove) Che colpa ho io se non posso fare un matrimonio d'amore perche (fra le lacrime) ... perch amo un uomo ammogliato!? (Dall'ombra a sinistra emerge il Garzone. Avanza).

Garzone - Chiamano la pasticceria... (Elena prende il vassoio ed esce verso il giardino) Signor padrone...

Virag - Che c'?

Garzone - Scusi se un povero garzone mette bocca... Il signor padrone si fa l'infelicit con le sue stesse mani.

Virag - (calmo) Ti caccer via.

Garzone - Lo so, signor padrone. Non si lasci mettere i piedi sul collo...

Virag - (c. s.) Ti caccer via.

Garzone - Il signor padrone menato per il naso. Non si faccia menare per il naso come un minchione!

Virag - (c. s.) Ti caccer via. (Elena torna).

Elena - (al Garzone) Siete un mascalzone. Nessuno mi aveva chiamato,

Garzone - Pu darsi. (Scomparisce a sinistra).

Elena - Berenyi adesso mi ha di nuovo afferrato la mano con tanta forza che pareva me la volesse rompere. Ha gli occhi iniettati di sangue. Tiene una mano sempre in tasca... e ho paura... che abbia la rivoltella... e che domani dovr fare il matrimonio come era fissato. Non ne posso pi di questa continua agitazione... lo sposo... e allora ti perder per sempre. (Si asciuga le lacrime).

Virag - Non mi perderai neanche allora. Lascia fare a me. Che colpa ne abbiamo se il destino vuole cos? Metter su per te una piccola casa segreta... e l ci incontreremo ogni giorno.

Elena - (indignata) Come? Che dice mai? Tradire mio marito! Ma che pensa lei di me? Che volgarit questa? Se diverr sua moglie sar il campione della fedelt! Peuh! Dire una cosa simile! Anzi... supporre di me una cosa simile! Del resto subito dopo il matrimonio partiamo per Miskolcz... andiamo ad abitare dai suoi genitori. Oh mio bell'ideale! Mi hai perduta per sempre! (Si stringe a Virag) immi per sempre addio. Non mi resta che il dolce ricordo di tutti i baci ardenti che mi hai dato... Com'erano buoniI Anche ora ho i brividi quando ci ripenso! (Chiude gli occhi) Oh tu come sai baciare in modo raffinato! E io sono tutta giovinezza e tutta un fremito! Morir per te, lo so. Ma morir per te da signora Berenyi!

Virag - (con impeto selvaggio) Tu non sarai la signora Berenyi.

Elena - Debbo esserlo per forza!

Virag - (c. s.) Non lo sarai!

Elena - Una signora... cocotte, non sar di certo! Mai!

Virag - Allora... allora sarai un'altra cosa.

Elena - (con gli occhi scintillanti) Sar un'altra cosa?

Virag - (cupo) Mi rodo sempre su questo!

Elena - (raggiante) proprio vero? Ti rodi su questo?

Virag - Giorno e notte! Solo su questo!

Elena - (ansiosa) Oh! che sar io?

Virag - Non sarai la signora Berenyi. Sarai un'altra cosa.

Elena - (con gioia) Che sar io?

Virag - (tormentato) Sarai... (Con uno sforzo) ...sarai felice!

Elena - Come che ... sar felice?

Virag - Come... come Elena.

Elena - Come ragazza?

Virag - Come... come... Elena.

Elena - Non come signora?

Virag - (in pena) Forse... come signora!

Elena - Come signora Berenyi?

Virag - No. Questo poi no!

Elena - E allora come... come...

Virag - Come... come...

Elena - (si stringe provocante a lui offrendogli le labbra) Chi mi far felice?

Virag - Io.

Elena - Come ti chiami?

Virag - Virag!

Elena - E io come chi sar felice?

Virag - (con aria stupita) Che significa?

Elena - Come mi chiameranno quando sar felice? (Bacio) Chi sar io?

Virag - (finalmente butta fuori) Sarai la signora Virag. Ecco!

Elena - Svengo!

Virag - No. Non svenire! Non si deve svenire!

Elena - Ma possibile?

Virag - Lascia fare a me.

Elena - Che cosa questo? Un sogno?... o una promessa positiva?

Virag - Per ora... non dobbiamo dimenticarlo... mia moglie deve ancora dire !a sua parola. Ecco un altro punto sul quale mi rodo il cervello notte e giorno. Ecco perch non dormo! Come dirglielo? Ci vuole una forza immensa!

Elena - No, no. una donna cos dolce!

Virag - Appunto perci ci vuole una forza immensa! Ah, se fosse una donna violenta!

Elena - Pensa a me mentre glielo dici e cos sarai forte.

Virag - Prover a seguire la via diritta. Le dir tutto francamente. cos buona e generosa... piena di giudizio...

Elena - E poi le vuole tanto bene! Oh, caro tesoro mio! Sar la tua moglie fedele. Sar la tua moglie appassionata. Sar la tua mogliettina ardente!

Virag - E... sarai la mia moglie ricca! Vestiti, pellicce, volpe azzurra, piccola automobile! Spender per te quel miserabile libretto di risparmio. Per te, tutto! Tutto! Anzi fin da ora ti far una carta scritta!

Elena - Peuh! Carta scritta! A me basta la tua parola!

Virag - Mi fa piacere che mi conosci cos bene! Io sono cresciuto fra veri signori!

Elena - Fa male solo a sentirlo nominare quel denaro! Peuh! Peuh! Insozzare il mio amore! Magari non lo avessi quello schifoso denaro!

Virag - Scusami, cuor mio. Ma credi... non ti posso immaginare diversamente che con delle toilettes magnifiche, in automobile, in ambienti sfarzosi... Solo cos ti posso immaginare... E presto, ancora prima che finisca Testate, partiremo per il Lido in viaggio di nozze. Andremo nell'albergo pi bello, pi chic...

Elena - (felice) Mio Dio!

Virag - (con animazione) ...e voglio che la sera, quando olezzante di profumo parigino entri nel salone scintillante di luci, col tuo bel vestito dcollet... voglio che tutti guardino te sola... che mi invidino tutti questa divina piccola strega! (Le si vuole gettare addosso. Dall'ombra avanza il Garzone).

Garzone - Sono arrivati il principe e la principessa Lichtenstein.

Virag - Ohe! Allora... scusami, cuor mio... corro... (Mentre esce) ... devo... unico mio amore! Ah! Il principe... (Le getta baci con la mano) Tu, mio unico... (Sulla soglia) Il principe! (Esce in fretta nel giardino).

Garzone - (a Elena, tranquillo) Sei una gatta molto furba, tu!

Elena - Io?

Garzone - Tu!

Elena - Avete fatto la spia?

Garzone - Sempre! Sei una gatta furba! Per sei una gatta molto carina!

Elena - Carina? Protesto! Sono una acerba bellezza moderna.

Garzone - Allora sta attenta alla tua pelle, acerba bellezza!

Elena - Perch poi?

Garzone - Perch stasera qui succeder il finimondo. Te lo assicuro io! (Via a sinistra. Elena col vassoio si avvia verso la porta del giardino ma sulla soglia appare Berenyi che selvaggiamente le sbarra il passo).

Elena - Lasciami passare! Mi chiamano!

Berenyi - No. Tu rimani qui! Ho visto uscire or ora il signor Virag... aveva la bocca sporca di rouge!

Elena - E lo racconti a me?

Berenyi - Non vorrai dirmi che si sbaciucchiato col garzone!

Elena - No. Con sua moglie, forse...

Berenyi - Sua moglie fuori, in giardino. Sei una bugiarda! Sei on'imbrogliona! Ecco... ho in tasca tutte le carte... la dispensa di matrimonio... Tutto. Domani a mezzogiorno dovremmo sposarci... e tu ti baci con un uomo ammogliato. Per me non una novit. Si chiariscono molti punti... tu hai sempre rimandato il nostro matrimonio per lui. Ora basta! Domani andremo in Municipio!

Elena - Perch tanta fretta? Lasciami passare! Ho da fare, adesso... (Vuol andar via).

Berenyi - Non ti lascio andare!

Elena - Vuoi sposarmi qui subito, su due piedi?

Berenyi - No. Domani a mezzogiorno.

Elena - Non precipitare... aspetta... Mi hai detto che hai buone speranze di avere un posto a Miskolcz... Allora perch tutta questa furia?

Berenyi - Perch il signor Virag vuol portarti via. Tu hai perduto la testa per quel miserabile denaro.

Elena - Io amo te... lo sai.

Berenyi - Anche a lui dici cos. O non glielo dici quando lo baci?

Elena - Peuh! Che sporca fantasia! Ora mi hai offesa talmente che non lo dimenticher mai. S. Ti amo, ma sono capace di dominarmi. Non sono come te. Sono una bella ragazza... un tipo interessante... e dovrei passare la mia giovent lavorando come un'umile serva? Dovrei lavarti le camicie? No! No! Soffro... ma mi padroneggio. Sappi dunque che finalmente no deciso. S... mi si spezzer il cuore... ma non ti sposo. deciso. Ho rinunziato a te. Il nostro fidanzamento gi rotto... andato a monte... Tutto finito! Addio! Lasciami passare... (Vuole uscire in giardino).

Berenyi - (le sbarra il passo) Un momento! Un momento! La cosa non tanto semplice! (Ha la mano destra in tasca).

Elena - Non ti agitare! Non essere cos nervoso! Lo so che hai una rivoltella... ma non mi fai paura! Togli la mano di tasca! (Berenyi eseguisce) Oh! cos! E ora anc}ie tu fa tacere il tuo cuore come faccio io... Zittiti cuor mio! ... E adesso, addio! (Vuole uscire).

Berenyi - (c. s.) Alt! (Agitato) Hai pronunziato parole di rottura?

Elena - S. Le ho pronunziate!

Berenyi - Vuoi diventare l'amante di Virag?

Elena - Mai! Calunniatore!

Berenyi - E allora?... che cosa vuoi fare allora?

Elena - I miei progetti sono tutti onesti.

Berenyi - Insomma ti sei cucinato il vecchio fino al punto che ti ha fatto una promessa concreta?

Elena - S.

Berenyi - Quando?

Elena - Adesso. Proprio adesso.

Berenyi - Divorzia o ti sposa?

Elena - Precisamente come dici tu.

Berenyi - Ora? Tutt'a un tratto?

Elena - La colpa tua!

Berenyi - Mia?!

Elena - Sei stato tu a farlo eccitare tanto! Per causa tua si spaventato al punto....

Berenyi - Sono stato io a farlo eccitare? Sei stata tu!

Elena - No! Tu. Tu. Solo un uomo capace di ridurre un altro uomo in quello stato di esasperazione. Ti mostravi gelo so... non mi davi tregua... quindi ha avuto paura di perdermi e si deciso.

Berenyi - Insomma, sono io che te lo faccio sposare?

Elena - Proprio tu. Cerca di capirmi: io ti amo ma mi padroneggio... e concludo un matrimonio di interesse. Ho il diritto di vivere! Ho il diritto di avere vestiti, pellicce, volpi azzurre, una piccola automobile e il Lido! Soffrir, s; ma lo merito se ho avuto la disdetta di dare il mio cuore ad uno straccione. Non temere per... il mio amore eterno. Lui il matrimonio; tu sei l'amore! (Si stringe a lui) E io apparterr sempre a te... e come una signora benestante ti aiuter!

Berenyi - Insomma mi proponi di diventare un gigol!

Elena - Mai! Amore eterno!

Berenyi - Che bella situazione! (Entra il Garzone).

Garzone - Chiamano la pasticceria.

Elena - Lo giurate?

Garzone - Si capisce! (Elena esce in giardino col vassoio. Marianna entra da sinistra. Berenyi si accascia dinanzi al tavolo e guarda disperato davanti a s) Lei e la donna pi giudiziosa del mondo, anima mia!

Marianna - Perch, caro Giovannino?

Garzone - Perch aveva ragione...

Marianna - In che cosa avevo ragione?

Garzone - La sposa. Glielo ha promesso!

Marianna - Come lo sai?

Garzone - (si tocca le orecchie) Se lo dico!... (Via).

Marianna - (a Berenyi) Ha sentito?

Berenyi - Lo sapevo gi. Glielo ha promesso. E la colpa mia!

Marianna - Sua?!

Berenyi - (amaro) Elena dice cos... ma io Io so che la vera colpevole lei!... E adesso, gentile signora, siamo qui, noi due...

Garzone - (la sua voce di dentro) Noi tre!

Berenyi - Le avevo detto che sarebbe successa una catastrofe? Ora che facciamo?

Marianna - Lei, nulla. Far io. Per sposarla deve prima divorziare. E in questo ho una parola da dire anch'io. Non abbia paura.

Berenyi - Ma il suo egregio marito diventer violento... selvaggio...

Marianna - Nemmeno allora avremo paura. Vada, vada... Dica a Elena di consegnare il vassoio dei dolci a Mriska e di venire subito qui. (Berenyi esce in fretta dal giardino).

Garzone - (emerge dall'ombra) Per amor di Dio, non ci abbandoni, cara padrona!

Marianna - Per il momento ci sono ancora. E ora vattene, caro Giovannino... voglio parlare con quella... signorina. Va, Giovannino mio... tanto per te fa lo stesso rimanere qui o fuori, perch sei sempre in ascolto.

Garzone - Questo certo! Bacio le mani! (Esce a sinistra. Marianna siede al proscenio. Brevissima pausa. Elena entra dal giardino e si ferma sulla porta).

Elena - Ho fatto la consegna dei dolci a Mriska. Che significa questo? Che sono cacciata via?

Marianna - No. Significa che voglio parlare con te. C' qualche cosa che bisogna mettere in chiaro.

Elena - (avanza preoccupata) Eccomi.

Marianna - (si alza e le si avvicina lentamente. Energica ma calma) Tu non indietreggi di fronte a nulla. Tu qui, da qualche settimana, manovri sfacciatamente tra mio marito e il tuo fidanzato. Basta! ora di finirla: o di qua o di l. Dimmi subito in coscienza chi ami dei due. Ti avverto che non sono una stupida... e del resto sai che ti leggo nell'anima. Avanti! Chi ami?

Elena - Devo mentire o rispondere?

Marianna - Rispondi!

Elena - Uno in un modo e l'altro in un altro.

Marianna - Insomma... uno Io vuoi sposare e all'altro vuoi bene.

Elena - (stupita della calma di Marianna) Come?... ma... non c' forse un equivoco?

Marianna - Quale equivoco potrebbe esserci?

Elena - Che io voglia sposare... Berenyi?

Marianna - Lo so, lo so che non lui. Tu vuoi sposare mio marito. Gli hai fatto talmente perdere la ragione...

Elena - Scusi. stato lui che ha cercato di farla perdere a me!

Marianna - Allora non c' riuscito... perch, tu, pazza non sei davvero! Tu vuoi un marito... ma il pazzo lui che vuole sposarti! '

Elena - Che avrei potuto fare contro un simile seduttore? Sono una ragazza povera, debole... e non ho potuto resistere alla sua grande forza!

Marianna - Oh piccolo innocente agnellino!

Elena - Che avrei potuto fare? Mi ha circuita, mi ha allettata, mi ha persuasa... Si pu resistere a lui? Lei stessa, distinta signora, lo sa meglio di tutti che impossibile!

Marianna - Lo ami?

Elena - Ha sconvolto tutto il mio fidanzamento, vuol divorziare, vuole sposarmi, mi promette una vita di lusso... Si figuri che vuole perfino picchiare il mio fidanzato... e non dovrei amarlo?

Marianna - E il tuo fidanzato?

Elena - Amo anche lui.

Marianna - Anche lu? Che dici mai? Come possibile?

Elena - (fra le lacrime) Sono un mostro, distinta signora. Ne amo due!

Marianna - (pacata) Tu non ne ami due... e non sci un mostro... sei un'altra cosa.

Elena - (con aria di sfida) Che cosa sono?

Marianna - Non mi provocare, altrimenti te lo dico.

Elena - Avanti! Lo dica dunque!

Marianna - Sei... quella... s, figliuola mia - proprio quella!

Elena - La signora vuole dire che sono una...

Marianna - Appunto, figliuola mia!

Elena - E perch sarei una?... perch amo il mio fidanzato?

Marianna - Una donna non mai una ... perch ama qualcuno ma perch non ama qualcuno!

Elena - (indignata) E chi non amo io?

Marianna - Mio marito.

Elena - Per...

Marianna - Lo so. Tu ami due uomini. L'ho gi sentito... e ti credo. Tu ami veramente il tuo fidanzato... e ami mio marito per denaro . Per il suo libretto di risparmio!

Elena - Non per questo che lo amo. Le due cose sono distinte. Io lo amo... e lui ha un libretto di risparmio. Che colpa ne ho? Io sarei diventata volentieri anche la sua amante... ma che ci posso fare se vuole sposarmi ad ogni costo?... Gettar via una fortuna simile? Non amare un uomo simile?... E poi la mia coscienza tranquilla, perch lei, gentile signora, fine... distinta... non ha bambini e ha dinanzi a s tutta una vita!

Marianna - Grazie. C' tempo ancora per confortarmi... Puoi ancora aspettare. Ti dir io quando sar il momento di farlo!

Elena - cos, prego, e non in altro modo. La mia situazione questa! abbastanza triste... ma che posso fare? (Entra Virag dal giardino e si ferma stupito sulla soglia).

Marianna - Che cosa puoi fare? (Si accorge di suo marito) Per ora vattene via... (Elena esce verso sinistra. Marianna si avvicina al marito) Dimmi, caro... i Lichtenstein non hanno pi bisogno di nulla? Sono stati serviti?

Virag - S, cuor mio. Tutto a posto.

Marianna - (molto gentile) Allora ti dedicherai un poco a me, adesso. Va bene? (Lo conduce ad un tavolo) Siedi qui.

Virag - (siede) Sono ai tuoi ordini, cuor mio.

Marianna - (gli siede accanto. Parla sempre pacatamente e con molta semplicit) Ti ricordi che cosa ti dissi a Londra quando ti ingelosisti tanto perch quel tale Alfredo Holway mi faceva la corte?

Virag - S.

Marianna - Ti dissi: Non temere per me. Non ti tradir mai. Se amer un altro uomo te lo dir e me ne andr via.

Virag, - S.

Marianna - E aggiunsi : La stessa cosa aspetto anche da te. E tu mi rispondesti: naturale. Rimanemmo d'accordo che non avremmo mai messo ostacoli sulle nostre strade. Chi ama un altro se ne pu andare.

Virag - S.

Marianna - Allora non tergiversiamo pi. Oggi si presenta il caso. Finora non ne abbiamo parlato, ma abbiamo visto e non ignoriamo nulla... Dunque, ti domando: questo il caso?

Virag - Sei cos corretta che anch'io ti devo la massima sincerit. S, cuor mio. il caso!

Marianna - Allora, caro... e... dunque... hai da dirmi qualche cosa?

Virag - Naturale... ma cos difficile.

Marianna - Parla francamente. Sai che in questo mondo hai un solo amico... e sono io. Parla, cuor mio, e non temere. So gi perfettamente che cosa mi dirai. Non occorre cercare delle belle frasi... basta essere sinceri. Parla con me come se non fossi tua moglie ma tua madre. Dunque, parla... unico, caro, vecchio figliuolo mio.

Virag - (piano) Marianna... io... io sono innamorato... amo un'altra...

Marianna - Avanti, amor mio, perch questo lo so, lo vedo, lo osservo gi da un pezzo. un amore brutto e sensuale!

Virag - Gi. Ma alla mia et questo un pericolo... solo questo! un pericolo di morte! Da quando mi innamorai di te... a Londra... da allora... da dieci anni... nessun'altra donna... solo questa, adesso... mi ha interessato. Ma di lei... di lei... ne ho fatto una malattia! Te lo confesso sinceramente. Lo so che essa non lo merita e so anche che sono ridicolo. Ma una catastrofe... una malattia erotica... Si vede che comincio ad invecchiare perch mi struggo tanto per una ragazza! Non posso pi vivere senza quella... senza quella... (Ad un tratto si accorge che Ma rianna si asciuga gli occhi) Cuoricino mio ... m'avevi detto di parlare come se parlassi con la mia mamma...

Marianna - (asciugandosi le lacrime) S s. Parla come con la tua mamma... ma permetti che io ti ascolti come tua moglie.

Virag - Cara Marianna... ti giuro che ti amer sempre... solo te... sempre. Puoi comprenderlo ?

Marianna - S, cuor mio. Lo so e lo credo.

Virag - Ci che accade... questo... non altro che una inaspettata catastrofe degli elementi. Un incendio! Un terremoto!

Marianna - Lo vedo perfettamente... e vedo con chiarezza in te, in me e anche in lei... Il terribile per che... (Ammutolisce).

Virag - ... Che?

Marianna - ... che quella ragazza ti ama davvero!

Virag - (sorpreso) E sei tu che me lo dici?

Marianna - S s... io.

Virag - (felice) Oh che meravigliosa, magnifica creatura! Fra cento mogli, novantonove avrebbero detto che non mi ama, che interessata, calcolatrice, che vuole speculare su me...

Marianna - Non posso dire altro che quello che penso. Ora noi due siamo in un momento molto serio. Pu darsi che m'inganni... ma non credo. Ho parlato adesso, a lungo, con lei... Ti ama.

Virag - Non t'inganni, cuor mio. Hai ragione.

Marianna - Dunque?

Virag - (imbarazzato) Dunque... Mio Do...

Marianna - Dunque?

Virag - Parla tu, cuor mio... pronunziale tu quelle parole... aiutami!

Marianna - Tu vuoi divorziare. (Virag china la testa e tace) Vuoi sposarla.

Virag - (tace. Poi scoppia in pianto e dice fra i singhiozzi) E cosa rispondi tu, cuor mio, al tuo povero pazzo marito? (Si getta sul tavolo singhiozzando).

Marianna - (si alza) Calmati... calmati... (Gli accarezza la testa) terribile vederti in questo stato! Poverino!... Si capisce che hai dovuto soffrire troppo in questi ultimi tempi... Su su, riprenditi. Non ci mancherebbe altro che qualcuno ti vedesse cos. Tu, il famoso leone!...

Virag - (le afferra la mano piangendo) Eternamente... eternamente ti amer... cara, buona mammina mia... (A stento si riprende).

Marianna - (pacata) Allora, cuor rrjio, ti risponder... e ti risponder come ti attendi da me. Acconsento. Che altro potrei fare? Non sbarro la strada alla tua felicit. Sbarrare la strada ad una passione cos selvaggia... sarebbe come stendersi davanti ad un treno. Ed una brutta fine! Preferisco sacrificarmi diversamente... in modo che tu possa serbare di me un bel ricordo... ed io possa continuare ad amarti. Vedi... ora... ora sono cos calma soltanto perch tutte le mie forze le adopero per dominarmi.

Virag - Mia cara... mia unica... lo sapevo che ti saresti comportata cos... ma vederti tanto calma... tanto remissiva... questo mi mette in soggezione... questo... questo...

Marianna - Ti sorprende?

Virag - No, ma...

Marianna - Per me una sola cosa ha importanza: che tu sia felice, caro tesoro mio...

Virag - Angelo disceso in terra!

Marianna - ...E lo sarai, s! Quella ragazza sembra superficiale, ma piena di cuore, piena di sentimento. Ti ama sul serio.

Virag - Tra cento mogli, novantanove a - vrebbero detto che mi ama per il mio denaro... Che volgare sciocchezza! Perch? ... inverosimile che una cos graziosa, dolce piccina impazzisca per un uomo seducente, passionale, anche se ha 50 anni?

Marianna - Anzi! Hai perfettamente ragione! Lo so meglio di chiunque che una donna pu impazzire per te se ti proponi veramente di conquistarla. Quella poveretta cos innamorata come una volta lo ero io! Credi forse che divorzierei se non ne fossi convinta? Che ti getterei tra le unghie di una piccola gatta calcolatrice? Ti voglio troppo bene per farlo! Se sapessi che ti ama soltanto per il denaro...

Virag - No! No!

Marianna - Lo so, lo so. E ora voglia il buon Dio che tu sia felice. (Piange e va verso il proscenio a destra. Dal fondo entra il Cameriere).

Cameriere - (piano) Scusi, signora...

Marianna - (asciugandosi le lacrime) Cosa c', Antonio?

Cameriere - Il conte Klemn ha ordinato una marmittina...

Marianna - E poi?

Cameriere - ... preparata secondo il solito, ha detto. Ma io non so come sia questo solito. Marianna - (lottando col pianto) Doppia orzione di patate al sugo con sopra abbondante paprica verde a fettine... e su tutto un grosso cucchiaio di panna. Immediatamente dopo, in un piattino, il bicarbonato di soda.

Cameriere - Benissimo! (Esce a sinistra. Breve pausa. Marianna siede ad un tavolo).

Virag - Il tuo modo di comportarti mi ha... affascinato... nello stretto senso della parola.

Marianna - Francamente ci contavo.

Virag - (si alza) E ora, poich anch'io sono cresciuto fra veri signori... e conosco il mio dovere... ora parliamo della parte materiale... (Le si avvicina).

Marianna - No, no!

Virag - (le siede accanto) Invece s. Non puoi andare a chiedere l'elemosina! Per dieci anni sei stata una moglie fedele e laboriosa. Verso di te ho dei doveri!

Marianna - Lasciamo andare per ora!

Virag - No, no.

Marianna - Mi fido di te. Sei sempre stato un gentiluomo!

Virag - Lo sono stato e lo sono! Caro cuor mio, ora s che sar energico. Dimmi subito a quali condizioni materiali...

Marianna - Insisti proprio?

Virag - Lo esigo! Dimmelo subito e sar a tua disposizione.

Marianna - Veramente una cosa molto semplice... avrei gi qualche idea... ma mio Dio! sono cos turbata!... D'altra parte tu dici che non posso andare a chiedere l'elemosina...

Virag - No, cuor mio. Voglio essere un vero gentiluomo. E tu lo meriti, un gentiluomo!

Marianna - Oh caro!... Dunque!... mio Dio... di che cosa ho bisogno io? A me basta una vita semplice, modesta...

Virag - Quanto al mese?

Marianna - Niente al mese. Per te sarebbe una preoccupazione avere un debito... meglio una somma, una volta tanto...

Virag - Una somma? Quanto?

Marianna - Questo viene da s, cuor mio... una cosa quasi naturale... Mi darai il libretto di risparmio. (Virag la guarda con gli occhi spalancati. Marianna china lo sguardo) semplice, no?

Virag - (sbigottito) Come?... Questa la tua condizione?

Marianna - Oh angelo mio... sei stato tu che mi hai costretta a dirlo...

Virag - Il libretto... di risparmio?... Quei trent... trentottomila pengo?

Marianna - S s.

Virag - (si alza) Proprio audio, vuoi?

Marianna - S... Tu lo oaii tanto, quel denaro!

Virag - Ti dar un appannaggio, cuoricino mio. Ti firmer un documento... faremo un contratto... tutto...

Marianna - Non necessario, cuoricino mio! A me basta solo il libretto di risparmio, cuoricino mio!

Virag - Me lo vuoi portar via?

Marianna - Portar via? Oh! che parole sono queste! Un mese fa non lo avevi neppure... Fa conto che avessi voluto divorziare un mese fa e non ti avrei chiesto nulla. precisamente la stessa cosa. No? Oppure, fa conto di non aver vinto... E poi hai sempre detto: Lo teniamo da parte per il caso, Dio ci scampi, che ci accada una disgrazia . Ecco. Ora la disgrazia accaduta... vuol dire che accaduta a me!

Virag - E... e senza il libretto non divorzi?

Marianna - Sentite! Come puoi dire una cosa simile? Ho bisogno di una piccola base per ricostruire la mia vita... di un modesto capitale per iniziare qualche cosa... per non dover tornare a fare la serva.

Virag - Ma un appannaggio! Un bell'appannaggio I (Siede di nuovo accanto a lei).

Marianna - (gentile) Sarebbe un peso troppo forte per il tuo esercizio, unico cuor mio! Non permetto che esageri nel fare il gentiluomo e ti carichi di troppe preoccupazioni. No, cuor mio. Preoccupazioni nella tua bella testa? No, non lo tollero! Invece quello puoi darmelo facilmente... non ne sentirai la mancanza... tutto denaro trovato!

Virag - E senza... quello ... non divorzieresti?

Marianna - Io no, cuoricino mio. Mai! (Una pausa molto lunga).

Virag - (rauco) E... e devo dartelo dopo il divorzio?

Marianna - No, caro, unico tesoro mio. Prima del divorzio.

Virag - Ma si fa sempre cos!

Marianna - Ah s? Interessante... Io invece faccio cos. Per avrai la mia firma. Firmo tutto... davanti al notaio... ma voglio prima il denaro, angelo mio... perche il tuo avvocato un cattivo soggetto e mi potrebbe spogliare di tutto. Non tu, caro, che sei l'onest in persona... ma il tuo avvocato. Voglio essere sicura. Non posso andar via di qui con la sola camicia... senza un pengo... nel mondo... sola! ( il Cameriere entra da sinistra).

Cameriere - Il lord inglese andato nel sa - lottino con una signora.

Marianna - (senza rispondere al Cameriere) Dunque? Qual la tua risposta? S o no?

Virag - Si capisce... s... s... Soltanto... (Si alza).

Marianna - Soltanto?...

Virag - Lasciami prender fiato, angelo mio! (Siede a un tavolo a sinistra).

Marianna - (si alza) Giustissimo, angelo mio! Prendi fiato! (Al Cameriere) Vengo subito! (// Cameriere esce) Prendi fiato... mentre io vendo all'inglese due bottiglie di champagne che fanno pure trenta pengo. Trenta qua, trenta l... con molti trenta si fa molto... Non morirete di fame, sta tranquillo! Dunque... a che ti servirebbe quel miserabile libretto se con esso puoi comprarti la libert? Devi esser contento di poterla ottenere cos a buon mercato... e ti consiglio di comprartela subito subito, perch l fuori sta seduta la concorrenza con una rivoltella in una tasca e la dispensa di matrimonio nell'altra! (A bassa voce al proscenio, parlando verso il pubblico) Giovannino mio, garzoncello mio, non ti vedo e non so neppure dove sei... ma certo che stai ascoltando in qualche posto con l'orecchio teso. Dunque, abbi la bont di correre gi in cantina e di portarmi subito subito due bottiglie di champagne! (Alza di botto la mano all'orecchio e se ne fa padiglione aspettando la risposta).

Garzone - (la sua voce di fuori, squillante) Sissignora!

Marianna - Torno subito, cuoricino mio! (Esce in fretta verso sinistra. Breve pausa. Virag si versa whis^cy and soda e beve un lungo sorso. Elena entra dal giardino col vassoio).

Elena - (stizzita getta dei fogli sul tavolo) Ecco! Me le ha messe per forza in mano Berenyi in questo momento. Sono tutte le carte che occorrono per il matrimonio. Questa la dispensa! Dice che non vuol pi neanche aspettare fino a domani a mezzogiorno... che mi sposa subito... adesso! Stanotte! Vuol fare alzare dal letto l'ufficiale dello Stato Civile! E che domattina partiamo per Miskolcz. addirittura impazzito! Ma oramai finita! L'ho finita io con quel povero diavolo! Per ho una gran paura che si suicider. Ha la mano sempre in tasca... (Civetta) Far di tutto per calmarlo, poverino, se mi portar a casa dopo la chiusura, in motocicletta.

Virag - (si alza) Non ri pu pi portare a casa! Non andrai pi a cavallo su una mitragliatrice! No, figliuola mia... Oramai il tuo fidanzato sono io... e oramai non puoi pi essere una serva nemmeno per un attimo. Anche auesto finito! Consegna il vassoio a Mriska e va subito a casa. Tornerai domattina e allora definiremo tutto.

Elena - (gli si getta al collo) Hai gi parlato con tua moglie, gatto mio?

Virag - Solo qualche parola...

Elena - E dunque?...

Virag - C'... c' speranza.

Elena - Solo speranza?

Virag - No no... acconsentir.

Elena - Oh felicit! Felicit! Gatto mio! Mi sembri cos nervoso... stato diffcile?

Virag - No, no... non stato difficile... (Breve paura. Come a conclusione di un suo pensiero) Beh! fa lo stesso! (La accarezza) Ora, non vero? mi farai molto, molto felice...

Elena - (come una solenne promessa) Te lo puoi figurare!

Virag - (con un sorriso forzato, fingendo di fare uno scherzo) Dimmi, cuoricino mio ... vorrei farti una domanda... mi balenata or ora in mente... Volevo chiederti, solo per... No no, non ti domando niente...

Elena - Di che si tratta?

Virag - uno scherzo, un'idea stupida. Volevo chiederti se... Che ne diresti se ti dicessi che il denaro non c' pi?

Elena - (spaventata) Quale denaro?

Virag - Il premio. I trentottomila pengo...

Elena - Ah! quello? (Nervosa) Ma quello c!

Virag - Supponiamo che non vi sia. Facciamo conto che, poco per volta, si sia liquefatto alle corse...

Elena - (fingendosi indignata) Non bello neanche come scherzo! Perch lo ha detto? Crede forse agli invidiosi? Che io l'ami per il suo denaro?

Virag - No, no!

Elena - Allora che cosa intendeva fare? Voleva mettermi alla prova?

Virag - No... era soltanto... un'idea improvvisa...

Elena - (di colpo) E tu ti torturi con simili idee perche non riesci a persuaderti che una donna giovane, una ragazza moderna possa innamorarsi soltanto di uomini come te! Questo il nostro ideale... un uomo cos... maturo, esperto, bello... s! Questo l'ideale della vita! Questo l'ideale dell'amore!... e non quei terribili giovanotti di oggi! Puoi gettarlo ai cani il tuo denaro! Non mi interessa! Perdilo, gettalo via, ma amami! (Lo abbraccia. Entra il Garzone).

Garzone - Chiamano la pasticceria!

Virag - (entusiasta, senza badare al Garzone) Adorato mio tesoro... tu... tu... angelo mio! (Le copre il volto di baci).

Elena - (fra le sue braccia) Non mi fare impazzirci Baci come un demonio!

Garzone - (a voce pia alta) Chiamano la pasticceria! (Via).

Virag - (lascia Elena) Chiamano la pasticceria !... Oramai finita! Va, cuor mio... ora vattene subito a casa e arrivederci a domani.

Elena - Arrivederci! (Via nel giardino. Entra Marianna da sinistra).

Virag - (nuotando nella gioia) Ho riflettuto, cuor mio. Ho deciso!

Marianna - Cos presto? Per me non tanto urgente...

Virag - urgente per me! Vado, prendo il libretto e te lo do subito. (Si avvia).

Marianna - Adesso, subito?

Virag - Adesso, subito. Il libretto gi tuo.

Marianna - Sei il pi perfetto gentiluomo del mondo! (Gli bacia la mano).

Virag - (patetico) Lo sono stato e lo rimango! (Le bacia con gesto elegante la mano e corre via felice).

Marianna - Dunque, anche questa fatta! Fin qui siamo arrivati... (Sorridendo con furberia) Ora posso bere un whiskey anch'io! (Versa in un bicchiere ma non beve perch dal giardino entra Berenyi il quale senza dire una parola allunga la mano verso le carte che Elena poco prima aveva lasciato sul tavolo) Che cosa sono?

Berenyi - (amaro) Le mie carte... Che bella figura faccio io! Non ne avr pi bisogno, di queste carte... Domani l'ufficiale dello Stato Civile aspetter inutilmente... Elena andata a casa... (sospira) col tram... Mi hanno messo fuori della porta a pedate, gentile signora. Sono un fidanzato vedovo. Mi dica... ma veramente una cosa terribile!... lei ha acconsentito al divorzio?

Marianna - Come lo sa?

Berenyi - E me lo domanda anche? Da chi si possono sapere le cose se non dal garzone? Ma vero?

Marianna - vero. Conosco mio marito. Non c'era che quest'unico modo per farlo allontanare da me senza scandali, da buon amico. Perch, per andarsene, se ne sarebbe andato via in ogni caso... e chi sa in che modo terribile!

Berenyi - Sono finito, gentile signora!

Marianna - Macch! Non finito affatto, figliuolo mio... Anzi, lei, comincia solo adesso...

Berenyi - Lei era la mia ultima speranza! Sapevo benissimo che il suo egregio marito mi avrebbe vinto. cos forte! La sua immensa forza...

Marianna - Quella per ora gliePabbiamo tolta, figliuolo mio... la sua immensa forza! Anche Sansone era forte, ma Dalila scopr in che cosa consistesse la sua forza e gliela tolse!

Berenyi - Di chi parla la gentile signora? Conoscenti di Londra?

Marianna - Lei non sa chi era Sansone e chi era Dalila?

Berenyi - No.

Marianna - Non fa nulla. Cerchi pi tardi nell'Enciclopedia... Ora si riprenda le sue carte, vada a casa tranquillamente, non faccia nessuna tragedia, e invece mi ascolti bene. Domani mattina, alle otto precise, si trovi dal mio avvocato, dottor Kovacs, via del Palatino, 9. Tutto il resto lo sapr l. L le diranno che cosa deve fare.

Berenyi - Ma... gentile signora... che significa tutto questo?

Marianna - Faccia ci che ho detto e non sia curioso. Avvocato Kovacs, via del Palatino, q. Alle otto precise. Mi raccomando la puntualit.

Berenyi - S... non dubiti... ci sar! (Curioso) lecito domandare se...

Marianna - Non lecito! Vada, vada! Per le devo dire ancora che la rivoltella che ha in tasca pu venderla stasera stessa, tranquillamente.

Berenyi - (stupito) Chi ha detto mai alla gentile signora che ho una rivoltella in tasca?

Marianna - E me lo domanda anche? Chi poteva dirmelo se non il garzone, figliuolo mio?! E ora vada, che Iddio la benedica.

Berenyi - (sulla soglia, agitato) Non riuscir a chiudere occhio tutta la notte. La signora progetta certo qualche cosa di grande. Secondo me...

Marianna - Non se ne va ancora?

Berenyi - S, s... bacio le mani! (Via di corsa per il giardino).

Marianna - Giovannino... (Entra il Garzone).

Garzone - Comandi, anima mia!

Marianna - (allegra) Portami una bottiglia di champagne... del mio champagne... Roederer carte bianche. Non guardarmi a bocca aperta... fila! Mettila in ghiaccio e portamela... marsch! ( il Garzone esce, entra Virag).

Virag - (col libretto in mano) Ecco il libretto, dolce cuor mio. (Lo mette sul tavolo e poi lo apre). Ecco la somma! Come puoi vedere ancora intatta e vergine.

Marianna - (lo esamina con attenzione ma lo lascia aperto sul tavolo). Siedi qui accanto a me...

Virag - (siede accanto a lei) Mia cara...

Marianna - (molto gentile ma un po' turbata) Cuor mio... ho ordinato Io champagne perch ora ci diremo addio.

Virag - Ci diremo addio? Adesso, subito?

Marianna - Non crederai forse che dopo quanto accaduto io rimanda ancora in questa casa... dove tu mi hai amata tanto... e dove io... (Turbata) ti ho amato... e ti amo tanto...

Virag - Mia cara Marianna... (Entra il Garzone che porta in un secchiello lo champagne e due bicchieri gi colmi di spumante).

Marianna - (al Garzone) Va, vecchio mio e di' allo zigano che suoni la mia canzone...

Garzone - Gliel'ho gi detto. (Apre la finestra. Indica fuori sogghignando di dove giunge la musica. Poi esce a sinistra. Ora attraverso la finestra aperta si sente la musica degli zigani i quali suonano con molto sentimento ma molto piano. L'orchestrina non si vede).

Marianna - (alza il bicchiere) Ci diamo l'addio, swectheart! Ancora una volta, per l'ultima volta, beviamo insieme una bottiglia di champagne... e... (Scoppia in pianto)... ora piango io... e domani mattina vado via per sempre!

Virag - Angelo mio, non piangere.

Marianna - (col bicchiere alzato) Prosit!

Virag - Prosit, swectheart! (Toccano, bevono).

Marianna - (piangendo) Kiss me, darling!

Virag - With the greatest pleasure, sweet heart! (Bacia sua moglie).

Marianna - (lo abbraccia e lo bacia ripetutamente con amore. Poi lo lascia e allunga la mano verso il libretto di risparmio) Posso metterlo via, questo libretto?

Virag - Si capisce, cuor mio. Oramai - tuo! (Marianna bacia il libretto di risparmio e lo nasconde in seno). Ti fa proprio tanto piacere?

Marianna - Tanto! Tanto! Anzi... ancora di pi! (China la testa sulla spalla del marito e comincia piano, graziosamente e furbescamente, a ridere).

Virag - Che c'? Poco fa piangevi e adesso ridi?

Marianna - (ancora con la testa chinata sulla spalla del marito) La vita cos, cuoricino mio... (Ride di nuovo). Qualche volta piangiamo... (Comincia a piangere e dice piangendo)... e qualche volta ridiamo... (Continua a piangere gettandosi sulla spalla del marito. La musica suona in sordina).

SIPARIO

ATTO TERZO

La mattina dopo. La stessa scena del primo atto. Dietro il tavolo al quale i coniugi Virag hanno mangiato nel primo atto, sono due bauli chiusi, due grandi valigie e una cappelliera. Marianna entra venendo dalla casa: ha in mano un'ampia scatola di cartone, che posa su un baule, nella quale sono oggetti vari, piccoli pacchi involti in carta da giornale, scatolette diverse ecc. In scena vi sono tre persone: Marianna che si d da fare coi pacchetti summenzionati, aprendoli, richiudendoli, mettendoli sul tavolo o di nuovo nella scatola ecc.; - muovendosi fra il tavolo e il baule mette in ordine la sua roba minuta - Virag che la guarda e il Garzone, in fondo, che piange silenziosamente.

Marianna - (al Garzone) In questa casa da ieri hanno gi pianto tutti, ad eccezione di te. Ora cominci anche tu?

Garzone - (indica i bauli) Scusi se un povero garzone si permette di fare due lacrime. Ma terribile vedere questo spettacolo! Chi lo avrebbe creduto solo ieri mattina?! Perch ci vuol piantare con tanta furia, cara padrona?

Marianna - Devo, Giovannino mio... devo farlo! (// Garzone entra in casa piangendo).

Virag - (dopo breve paus) Devi? Non c' bisogno di tanta premura! Ci siamo messi d accordo appena appena ieri sera e stamane vuoi gi andartene?

Marianna - Perche rimanere? Continuerei a torturarmi... Meglio non restare neanche un minut pi del necessario.

Virag - (molto commosso) Gi, gi... ma ora che ti vedo portar via la tua roba ti confesso sinceramente che mi sento spezzare il cuore. Che sar di me?

Marianna - Sei tu che l'hai voluto. Io non ho fatto altro che obbedirti.

Virag - Oh se almeno sapessi che mi capisci... che credi a quello che ti ho detto e ti dir sempre: qualunque cosa possa accadere... io te... solo te... amer eternamente!

Marianna - Lo so, cuor mio. Ti capisco. Sono cose che si sentono... Mi rendo conto con precisione del tuo stato d'animo attuale. Quando ti guardo mi fai venire in mente il conte Emerico... anche lui era cos quando divorzi da sua moglie. Proprio come te.

Virag - (con un sospiro) Lo so, lo so... Di tutto quanto accade io un giorno mi pentir assai! Ma che posso farci?... cuor mio, sono dannato! Non ti posso dire altro! Questa, per me, una catastrofe... terremoto... incendio... uragano...

Marianna - Non affaticarti a spiegare, cuor mio. Tutte le mogli conoscono queste disgrazie quando i mariti cominciano ad invecchiare. (Piccolo gesto di Virag che si sente offeso). Vi sono uomini che riescono a cavarsela; ve ne sono altri che rimangono impaniati. Ecco: io ho avuto una disdetta. Mio marito passionale, pieno di temperamento, di sangue selvaggio... mio marito rimasto impaniato! Non c' bisogno di spiegazioni... comprendo meglio di te. E sono felice di aver avuto tanto buon senso e tanta forza da non ostinarmi a combattere contro il destino.

Virag - (sincero) Se almeno sapessi che c' la speranza... che col tempo... non dico ora, subito... ma col tempo... riuscirai a tranquillizzarti... ti rassegnerai...

Marianna - Tranquillizzarmi? Ma tranquilla sono gi da adesso!

Virag - ... che... che sarai felice...

Marianna - Oh, per questo non c' speranza! (Senza il minimo sentimentalismo). Sai che senza di te per me non esiste felicit! Dunque non dire sciocchezze! (Pausa. Marianna si d da fare coi suoi pacchetti).

Virag - E... e che cosa ti proponi di fare?

Marianna - (con tono leggero mentre sistema la sua roba). Prima di tutto cercher di sposarmi.

Virag - (si alza) Che dici? E perch?

Marianna - Per principio. Una donna per bene deve avere un marito.

Virag - E chi sar?

Marianna - Sta tranquillo che far una scelta molto accurata. Cercher" un altro leone...

Virag - Non c' gi, per caso?

Marianna - No. Ma ci sar.

Virag - Interessante! Come sai parlare con leggerezza di questo argomento...

Marianna - Dimmi, cuor mio, a che servirebbe piangere e imprecare, ora?

Virag - vero... hai ragione... Hai tutto il diritto. Accetto. Ma ti invidio per la tua calma e intelligente serenit. Tu non hai nervi.

Marianna - Sono una povera donna... non posso permettermi il lusso di avere dei nervi... (Un'altra pausa. Marianna continua a impacchettare).

Virag - E... che farai con quel denaro?

Marianna - L'investir.

Virag - L'investirai? In che cosa? Per amor di Dio, non fare speculazioni! Marianna - Perch no?

Virag - No! Questo poi no!

Marianna - Perch tanta paura? Oramai non pi denaro tuo.

Virag - Non pi mio, ma continuo sempre a pensare con amore a quel denaro lontano!

Marianna - Lascia fare a me. Ho gi ideato un investimento molto buono...

Virag - Oggigiorno non vi sono buoni investimenti!

Marianna - Vedrai, vedrai... (Dalla casa entra Elena. vestita di nero col grembiule bianco come negli atti precedenti).

Elena - (a Virag) Buon giorno. Sono un po' in ritardo. Ma oggi non sono pi venuta in motocicletta... ho preso il tram... (Si accorge di Marianna). Pardon! (Si volge indietro e fa per tornare in casa).

Marianna - Dove scappi? (Elena si ferma). Vieni qui... O non vuoi neanche dirmi addio? Vieni qui... (Elena si avvicina, timida). Non temere! Non ti morder il naso! Perch dovremmo rimanere in cattivi rapporti? Non avrebbe nessun senso. Non sono in collera con te... perch dovrei esserlo?... Perch vuoi far felice mo marito?

Elena - (commossa) Oh cara... cara, distinta signora! (Le bacia la mano).

Marianna - Lasciamoci in buon accordo. Io do molta importanza al fatto di rimanere in perfetta amicizia con mio marito dal quale mi divido pacificamente. La gente per bene fa cos! (A Virag). Ricorderai che il conte Emerico, anche dopo il divorzio, rimase il migliore amico della sua ex moglie. (A Elena). E tu, qualche volta, mi scriverai.... Mi racconterai che c' di nuovo qui nell'osteria...

Virag - (molto commosso) Angelo terrestre! (Elena comincia a piangere).

Marianna - Che significa? Anche tu partecipi al pianto generale? Anche tu mi compiangi ? Interessante!

Elena - Oh, io non posso nemmeno dire quanto la compiango, distinta signora! Non sono cos cattiva come crede! (Sincera). A me fa tanto male il cuore per la gentile signora!

Marianna - Non soffrire! Sei stata proprio tu a dirmi che sono fine, distinta, e che ho dinanzi a me tutta una vita! (Elena singhiozza). Non piangere, sciocchina! Puoi vedere tu stessa che non sono triste!

Elena - (piangendo) Oh la distinta signora capace di reprimersi cos bene!...

Marianna - Qui non c' nulla da reprimere, figliuola mia. Non ti disperare a quel modo per me! Vieni, vieni... ti conforter io.. Non sono tanto da compiangere. Mio marito mi ha reso facile l'avvenire. un caro gentiluomo... non ne esiste al mondo un altro simile! Io non devo temere per l'avvenire: lui ha provveduto per me. Mi ha regalato il libretto di risparmio... i 38 mila pengo... tutto! (Elena di colpo smette di piangere. Guarda stupida e stupita Marianna. Virag si gratta la testa e comincia a passeggiare su e gi. Pausa durante la quale Marianna canticchiando allegramente continua a mettere in ordine i pacchetti e le scatolette. Elena guarda assorta dinanzi a s. Virag va su e gi in pena).

Elena - (ancora intontita) Dunque... perci ieri sera mi ha detto... che il denaro non c'era pi...

Marianna - Te l'ha detto? (Canticchia). Beh! questo bello da parte sua! (Canticchia). Onesto... (Canticchia). E tu... che cosa hai detto, tu?

Elena - Io?... io credevo che fosse uno scherzo! Credevo che volesse mettermi alla prova... che scherzasse... (Pausa).

Marianna - Ecco. Oramai vedo che ti sei un po' confortata. Non mi compatisci pi tanto.

Elena - Non tanto pi! (Breve pausa. Elena guarda davanti a s con lo sguardo fisso. Virag siede e osserva acutamente Elena).

Marianna - (mentre si d da fare) Ma tutto questo non ti colpisce molto, non vero?

Elena - No. Me no. Piuttosto colpisce lui.

Virag - Non mi colpisce affatto! (In pena). Anche un mese fa non c'era... era denaro trovato! (Elena ricomincia a piangere).

Marianna - E ora, perch piangi di nuovo?

Elena - Ho paura che succeda qualche cosa. Ho una gran paura...

Marianna - Di che?

Elena - Sono infelice...

Marianna - Perch?... mio marito ti ama...

Elena - Ma cos... dopo tutto questo... non mi amer pi!

Marianna - Dopo tutto questo ?

Elena - S. Cos non gli piacer.

Marianna - Cos ? In che modo?

Elena - Senza denaro non mi vorr!

Marianna - (stupita) Come?

Elena - (sempre pia eccitata) Lui... lui mi immaginava sempre ben vestita... in pelliccia... al volante di una macchina... come una piccola donna di lusso molto chic! Ma cos non mi vorr. Lo so. Come donna lavoratrice?... che se ne farebbe di me?

Virag - (in imbarazzo) Bambina!

Elena - (nervosa) No, no. Oramai non sarei pi come lei mi aveva immaginata.

Marianna - E tu che ne pensavi?

Elena - Questo non ha importanza. Importante come lui mi pensava.

Virag - Mia cara figliuola...

Elena - (eccitata) Non insista! Non parli! Mi ha detto chiaramente che non mi poteva vedere in un modo diverso... Al Lido... nell'albergo pi bello... nel salone illuminato... dove tutti avrebbero guardato solo me... (A Marianna, sempre pi nervosa). Lui era capace di amarmi soltanto cos. Una donna sfarzosa... in dcollet... E ora non dovr avere che una miserabile ostessa?! Oh povere sue speranze deluse!... (Tra le lacrime). Povero, povero signor Virag!

Marianna - Insomma, ora lui che compiangi !

Elena - S. Le sue illusioni!

Marianna - Che animo tenero hai tu! veramente commovente!

Elena - Povero signor Virag! Lui si aspettava da me un profumo di Parigi e non l'odore della cucinai

Marianna - Lui lo aspettava da te? Forse eri tu che l'aspettavi da lui !

Elena - Che importa stabilire chi lo aspettava? Adesso... adesso il profumo Io ha lei !

Marianna - Ah! questo che ti scotta?

Elena - Si capisce che mi scotta! (Con sincerit, commossa). E poi mi dispiace anche... mlto... che oramai non potr pi aiutare finanziariamente quel povero ragazzo che soffre tanto per me! Il nostro matrimonio era fissato per oggi a mezzogiorno... Me lo figuro come soffre!... E io volevo compensarlo per la sua infelicit!

Marianna - Attenuare col denaro... le sofferenze?

Elena - E perch no? Se si potevano attenuare col denaro anche quelle della distinta signora...

Marianna - Come fai a sapere che si attenuavano? (Elena piange).

Virag - (molto turbato, ad Elena, dopo breve pausa) Guarda... io ora qui... dinanzi a mia moglie... non posso parlare liberamente... Ma credimi, figliuola mia...

Elena - (gli grida irritata fra le lacrime) Non credo a nulla! E lei stia zitto! Si levi dai piedi! (Con un singhiozzo). La mia vita e andata in fumo!

Marianna - Oh! finalmente delle parole sincere! (Virag nell'andare su e gi passa dinanzi alle due donne. Si ferma verso il proscenio e si d due schiaffi, a destra e a sinistra. Poi siede dinanzi ad un tavolo con la schiena verso le due donne. Pausa. Marianna, con allegria ostentata, canticchiando, accudisce alle valigie. Dal cancelletto a sinistra entrano Berenyi e l'avvocato. Salutano. Berenyi ha un'aria raggiante. A Berenyi). Come mai non abbiamo sentito la raffica della mitragliatrice? Oggi non venuto in motocicletta?

Berenyi - (le bacia la mano galantemente) No, gentile signora. Il signor avvocato mi ha accompagnato qui con la sua automobile. (A Virag con un inchino). Buon giorno... (A Elena). Ciao, Elena. Che cos'hai, cara? Hai pianto?

Elena - A te non deve interessare!

Berenyi - Ma che c'? accaduto qualche cosa?

Elena - Tu qui non c'entri affatto! (Si volge altrove). Avvocato (ha in mano una borsa. A Virag, presentandosi) Sono il dottor Kovacs, avvocato della signora.

Virag - Virag.

Avvocato - (si inchina verso Elena) Avvocato Kovacs.

Virag - (A Marianna) Che significa questo, scusa? Un avvocato? Diggi?

Marianna - Fin da stanotte gli ho telefonato. Bisogna liquidare la faccenda nel pi breve tempo possibile! Non voglio tirarla per le lunghe. I documenti sono pronti?

Avvocato - Tutto pronto... come lei mi ha ordinato (fa l'atto di aprire la borsa).

Marianna - (fermandolo col gesto) Per ora non necessario... Ha parlato con quella persona?

Avvocato - S... sono le undici... ci aspetta a mezzogiorno.

Marianna - Benissimo! Si accomodi. (Guarda Berenyi sorridendo).

Berenyi - (molto commosso, quasi balbettando, con aria felice) Stimatissima signora... io veramente non trovo parole... non so come ringraziarla...

Marianna - Macch! Non ne vale la pena!

Berenyi - No, no... una cosa simile non era mai accaduta in questo mondo.

Marianna - Non esageriamo, figliuolo mio!

Berenyi - Tanta magnanimit! Marianna - Non ho fatto che il mio dovere umano.

Berenyi - Ma...

Virag - Di che state parlando? Non capisco una parolai

Marianna - Ho cercato di ricompensare il signor Berenyi. Ha perduto la sua felicit... per colpa mia. Ieri ancora, poverino, diceva che io ero la sua ultima speranza . Dunque, gli dovevo qualche cosa perch era stato deluso nella sua ultima speranza .

Virag - Che cosa dovevi tu a lui?

Marianna - Un po' di aiuto materiale. Anche Elena ha detto poco fa che voleva aiutarlo!

Berenyi - Per tanto denaro, gentile signora... tanto denaro!

Elena - (comincia a tendere l'orecchio) Quanto?

Berenyi - Non oso neanche dirlo. Tanto!

Marianna - Rothschild ne ha di pi!

Berenyi - Non molto di pi!

Elena - (nervosa) Quanto hai avuto?

Berenyi - (A Marianna) Posso dirglielo?

Marianna - Naturale! (Berenyi si preme la mano sul cuore, incapace di parlare).

Elena - Parla! Quanto hai avuto?

Berenyi - Aspetta! Non cos facile pronunziarlo. Domandamelo ancora una volta!

Elena - Quanto hai avuto?

Berenyi - Tre... trentottomila pengo. Tren tottomila pengo!

- Virag - (con un grido) Non vero!

Marianna - vero!

Virao - Gli hai regalato tutto?

Marianna - S.

Virag - Ma uno scherzo !

Marianna - Non uno scherzo. Te lo giuro : vero!

Virag - (disperato) Non valido! Non pu esser valido! (AllAvvocato, urlando) Non ha valore! Non ha nessun valore!

Marianna - Avvocato...

Avvocato - (cavando dei fogli dalla borsa) Valevole e legale... ricco il regolare atto di donazione... compilato secondo tutte le norme di legge... un campione di atto legale! Io, come avvocato...

Virag - (fuori di s) Qui non occorre un avvocato ma un medico! Tu sei pazza! (Si getta su una sedia).

Marianna - Forse non sono tanto pazza come credi... (allAvvocato) Caro avvocato, le posso offrire qualche cosa?

Avvocato - Se mi lecito... chiederei un bicchiere di birra.

Marianna - (A Berenyi) E lei?

Berenyi - Gentile signora... in casa c aspirina ?

Marianna - Naturale che c'.

Berenyi - Allora io chiederei una compressa di aspirina. Mi scoppiata una terribile emicrania... con tante emozioni...

Marianna - (con voce normale, come se parlasse a persona presente) Giovannino mio... un bicchiere di birra e un bicchiere d'acqua. (Dalla grande scatola tira fuori un tubetto) Ed eccole l'aspirina. Le fa molto male?

Berenyi - Certo... in proporzione della somma, gentile signora (prende l'aspirina. Il Garzone entra con un bicchiere di birra ed uno di acqua e li posa su un tavolo, poi scoppia in pianto).

Marianna - Giovannino... piangi di nuovo?

Garzone - (indicando /'Avvocato) Vedo un avvocato! Come potrei non piangere?

Marianna - E poi?

Garzone - Che ne sar di me, anima mia?

Marianna - Va, va!

Garzone - Sono un povero orfanello! (trio).

Avvocato - (alza il bicchiere verso Marianna) Alla sua salute! (Beve. Berenyi prende l'aspirina. Virag ed Elena sono rimasti immobili e rigidi come due statue. Elena non ha tolto gli occhi di dsso a Berenyi. Virag continua a guardare sua moglie).

Virag - (tornando in s) una pazzia! (Urlando) Cosa hai fatto! Cosa hai fatto!

Marianna - (con calma) Don't be excited, darling!

Virag - Questa una pazzia! Ti far visitare da un medico! Metter il fermo sul libretto!

Marianna - (calma) Avvocato...

Avvocato - Oramai sarebbe impossibile. Il libretto non esiste pi. Con lautorizzazione della signora ho prelevato la somma per versarla in contanti al signor Berenyi (Elena, muta, lentamente, con un sorriso ambiguo scivola verso Berenyi e si stringe a lui) Trentottomila pengo. S'intende che qualcosa stato dedotto...

Marianna - Perch?

Avvocato - Signora... viviamo in un paese civile... governato da leggi... quindi sempre, da ogni cosa, si toglie sempre qualcosa... Il denaro l'ho qui in deposito (st batte sulla tasca del petto. A Virag) Desidera vederlo? (Apre la giacca, allarga un po' la tasca interna e mostra un pacco di biglietti da mille che fanno capolino. Poich Elena, curiosa, continua sempre pia ad allungare il collo, a lei lo fa vedere in modo particolare).

Elena - Oh santo Dio! (Si stringe le mani, siede su un tavolo e si porta rapidamente una mano al cuore).

Berenyi - (con tenerezza) Ti senti male, cuor mio? (Tenendo lui il bicchiere le fa bere un sorso d'acqua).

Elena - Grazie... mi gi passato, caro angelo mio... Ti ringrazio eli essere cosi premuroso con me... (Beve ancora un sorso) Solo tu sei capace di essere cos premuroso, tu, unico cuor mio! (Lo guarda come in estasi. Berenyi la bacia. Elena sussurra) Oh come sai baciare tu!

Virag - (A Marianna con voce roca) Fra noi... fra noi due... ecco ci che devo osservare... non stato firmato nessun documento... Io... io...

Avvocato - (sorridendo) Fra loro non occorre carta scritta. Tra moglie e marito non occorrono documenti. E un regalo tra coniugi, da mano a mano. (Illustra col gesto) Tieni... prendo... valido ed legale.

Virag - (disperato) Non mi resta che rivolgermi ad uno psichiatra! (Lunga pausa).

Marianna - (calma, ad Elena) Dunque, figliuola mia, vestiti.

Elena - Perch? Mi caccia via?

Marianna - Togliti il grembiule. Prendi il cappello. Hai da fare.

Elena - Dove?

Marianna - In citt.

Elena - In citt? Che da fare posso avere io... in citt?

Marianna - Beh... indovina!

Elena - (stupita) Non ne ho la minima idea.

Marianna - Allora te lo dir io. Vai a sposarti in citt. A sposarti. (Guarda Virag).

Elena - Io?...

Marianna - S, tu. Vai a celebrare il tuo matrimonio.

Elena - Con chi?

Marianna - Con colui che ami (Poich Elena, incerta, guarda i due uomini, essa indica Berenyi) Con questo qui. Come mi risulta il matrimonio era fissato per oggi, no?

Berenyi - S. A mezzogiorno.

Marianna - (A Elena) Poco a hai sentito che c' una persona che vi aspetta a mezzogiorno. Questa persona l'ufficiale dello Stato Civile (Guarda Virag. Elena guarda i presenti incerta. Non sa ancora se sogna o se desta) Avanti! Avanti! Andiamo! Vi porter l'avvocato con la sua macchina. Avanti! Avanti! A sposarvi!

Elena - (indica Berenyi, incerta) Con lui?

Marianna - Con lui. Non guardare a quel modo, figliuola mia... Non una cosa tanto sorprendente. accaduto anche altre volte che una ragazza abbia sposato il suo fidanzato. Avanti! Via quel grembiule!

Elena - (timida) Ora, subito?

Marianna - S, s.

Elena - Ma, scusi... mi lasci riflettere un momento...

Marianna - Perch?

Elena - Perch... ieri sera ho rotto con lui... Pho licenziato... gli ho detto che...

Marianna - Non Io ami pi?

Elena - Lo amo... lo amo... ma... (guarda Virag).

Marianna - Non guardarlo, figliuola mia. Non occorre. Gi da un pezzo non occorre pi. Ti ha dato il suo consenso. O non lo senti? Io lo sento... Fa conto che quel denaro ti sia stato dato da lui... (Getta uno sguardo sorridente verso Virag) Voleva farti felice... questo ti aveva promesso. Dopo quanto accaduto ha visto chiaramente che tu puoi essere felice soltanto cos. il pi perfetto gentiluomo del mondo.

Elena - S,... ma la mia parola... la mia promessa... la mia...

Marianna - O vuoi gettar via una fortuna simile? Sei ancora titubante? Bada... .se non vai subito a sposarti, Berenyi me lo sposo io!

Garzone - (mette fuori la testa dalla porta) Per carit! No, no, anima mia! No! (Sparisce).

Marianna - Dunque... s o no?

Elena - Ma io... (Fa un passo verso /'Avvocato. Breve pausa. Virag oramai non guarda pia verso di lei).

Avvocato - Ritengo mio dovere, signorina, spiegarle perch il denaro (gesto) t qui e non l'ho ancora consegnato al signor Berenyi. Il signor Berenyi ricever la somma soltanto dopo il matrimonio, immediatamente dopo. Ecco perch vengo con loro. Alle dodici il matrimonio... alle dodici e trenta (gesto di chi consegna) la somma ! (Un silenzio penoso. Ora Virag li guarda. Elena guarda ora Virag ora Marianna, poi comincia a slacciarsi il grembiule).

Virag - (vedendo questo si alza e fa per entrare in casa. Davanti alla porta si ferma e grida con dolore selvaggio) Trentottomila ! (Elena spaventata si riallaccia in fretta il grembiule e guarda titubante verso Marianna. Virag di colpo ammutolito. Si padroneggia, si ricompone e piano, calmo, con un inchino elegante dice a Marianna) Please... excuse me... (via in casa).

Marianna - (a Berenyi) Ha i biglietti ferroviari?

Elena - (spaventata) Per Miskolcz?

Berenyi - Macch! (Li mostra). Lido! Viaggio di nozze! Albergo di prima categoria! Andata e ritorno! Viaggio in comitiva. Otto giorni a Venezia! (Elena getta via il grembiale).

Marianna - Oh! finalmente!

Elena - Mio Dio... e che cosa diremo al povero signor Virag?

Marianna - Lo compiangi?

Elena - Molto... molto... Lei, distinta signora, non pu immaginare quanto lo compiango!

Marianna - Sei veramente tutta cuore! Beh, ora andate, e per il resto fidati di me. Penser io a fargli le tue scuse. Avanti! Avanti!

Berenyi - (in tono di comando e con superiorit inaspettata) Andiamo! Avanti 1 Avanti! Poche chiacchiere e niente compassione!

Elena - (lo guarda stupita) Che c'? Hai anche il coraggio di parlare? Tu proprio dovresti tacere!

Berenyi - E perch poi?

Elena - Con te ce l'ho pi che con qualunque altro.

Berenyi - Perch?

Elena - Perch mi hai scacciata!

Berenyi - (stupefatto) Io???

Elena - S, tu. Mi lasciavi andar via vigliaccamente... e questo equivale a scacciare. Perche non mi hai trattenuta con violenza brutale? Perch non ti sei dimostrato uomo... un maschio virile?

Berenyi - Io non sono stato...?

Marianna - (a Elena, interrompendo) Non fargli male, figliuola mia. Credimi, senza denaro difficile essere virile! Da ora in poi uomo lo sar, vedrai! Dunque, andatevene... (Ad un gesto di Elena). Che vuoi?

Elena - Distinta signora... vorrei soltanto chiederle...

Marianna - Coraggio!

Elena - Sia buona... ci benedica.

Marianna - E perch no? (Piccolo gesto della mano). Abbiatevi la mia benedizione.

Avvocato - (che forma gruppo con la giovane coppia, facendo col dito un gesto circolare) Anch'io sono compreso, gentile signora?

Marianna - (scuote il capo, con un sorriso) Anche lei... anche lei...

Avvocato - Grazie mille. Bacio le mani. (Elena bacia la mano a Marianna).

Berenyi - (bacia l'altra mano di Marianna. Melodrammatico) E ancora una volta, con tutto il cuore...

Marianna - (lo interrompe) Basta, figliuolo mio. Il resto lo so gi. Niente oratoria! Andate... sono le undici e mezzo...

Berenyi - E la prego di porgere al signor Virag... i miei pi caldi... i miei... i miei...

Marianna - Va bene, va bene. Porger, porger... (Li spinge fuori. Berenyi, Elena e /'Avvocato escono dal cancello del giardino. Si sente allontanare l'automobile. Marianna riprende il grembiule che Elena ha buttato a terra, lo scuote, poi lo piega con cura e lo mette su un tavolo. Sempre pia allegra, a voce sempre pi alta canticchia la marcia nuziale del Lohengrin. Si d da fare coi pacchetti e con la scatola di cartone. Breve pausa).

Virag - (entra barcollando. Guarda intorno e vede che gli altri se ne sono andati. Siede accasciato su un tavolo lontano con la schiena verso sua moglie. Poi, affranto, comincia a parlare piano) Dimmi, figliuola mia... dov' quella... quella tranquilla casa di cura della quale ieri mi hai parlato?... Qui vicino, nei boschi di Kamara...

Marianna - Non fa per te, figliuolo mio. un sanatorio per tubercolotici... (Breve pausa. Virag tossicchia con discrezione).

Virag - (ora guarda verso sua moglie) Che fai?

Marianna - Le valigie.

Virag - E perch?

Marianna - Mantengo la parola. Vado per la mia strada...

Virag - (guarda fisso davanti a s) Che ne hai fatto di me!

Marianna - Di te? Nulla!

Virag - (ha un moto di ribellione) Ma perch... perch gli hai dato tutto quel...

Marianna - Col mio denaro faccio quello che mi piace! Ti ho detto che progettavo un buon investimento... una speculazione... (Mette il coperchio sulla scatola e prende dalla cappelliera il cappello). Dunque, caro cuor mio... addio!

Virag - Che c'?

Marianna - Me ne vado, figliuolo mio.

Virag - Senti, Marianna... non devi, non c bisogno di scappare. Rimani ancora un momento... Spiegami almeno, perch altrimenti impazzisco... perch mi hai tolto... il libretto?

Marianna - Cuor mio... perch sapevo che senza il libretto la ragazza non ti avrebbe voluto. Tu stesso lo hai potuto constatare.

Virag - Gi... Ma allora perch non te lo sei tenuto tu?

Marianna - Avrei fatto un lavoro a met. Dovevo agire a colpo sicuro... Scusami... si trattava della mia vita. Di Berenyi dovevo fare un buon partito... proprio come eri tu fino a ieri... perch il girasole si voltasse verso di lui.

Virag - (giocherella distrattamente col grembiule di Elena) S s... un girasole. una piccola gatta calcolatrice... Bella... appetitosa... cattiva... una gattina calcolatrice... (Si accorge di avere in mano il grembiule e lo getta via). E tu hai avuto il coraggio di dirmi che mi amava!

Marianna - Se non ti avessi detto cos tu non avresti mai avuto il coraggio di seperarti dal tuo libretto. E anche cos te ne sei separato a stento... Dimmi, cuor mio, ora cominci a sentir dolore per tutto quel denaro?

Virag - Io? Io no! Il diavolo ce l'ha mandato e il diavolo se T portato! Forse a te duole?

Marianna - Senti... te lo confesso... a me duole terribilmente... Non puoi sapere quanto mi rincresce di non averlo pi. Ma in questo mondo nulla si ottiene gratis. Ogni cosa ha il suo prezzo. Forse, nel gran listino dei prezzi del buon Dio, la salvezza della mia felicit era segnata precisamente con quella somma! Un po caro... ma ne valeva la pena!

Virag - Io non sono capace di rimpiangere quel miserabile denaro. Credimi, veramente non lo rimpiango... ma c' una cosa che mi fa rabbia : che tu hai reso ancora pi felice quella piccola strega.

Marianna - Io... se si tratta dei mei interessi egoistici... sono cos spietata che non m'importa nemmeno di far felice un altro.

Virag - (la guarda lungamente) Ora, dopo tutto questo, non so se devo picchiarti o inginocchiarmi davanti a te...

Marianna - Io ti chiederei di far tutte e due le cose.

Virag - E perch?

Marianna' - Perch le merito tutte e due.

Virag - (la guarda con affetto. Poi, con sincerit) Eternamente... eternamente ti amer.

Marianna - (accarezzandogli i capelli col solito gesto) Credimi... la cosa pi saggia che tu possa fare!

Virag - (sorride amaramente. Con ironia) Terremoto... incendio... uragano...!

Marianna - (continuando ad accarezzarlo, come se raccontasse una favola) Il terremoto finisce... l'incendio si spegne... l'uragano si placa... (// Garzone comparisce al fondo senza far rumore. Si ferma e sogghigna, muto. Marianna dopo avere ancora un po' accarezzato il marito si volge indietro e vede il Garzone). Che vuoi?

Garzone - Ora non piango pi... oramai sorrido.

Virag - (cinge con un braccio la vita di Marianna che gli sta accanto. Al Garzone)

- Giovannino mio...

Garzone - (viene avanti con passo militare)

- Comandi, signor padrone!

Virag - Giovannino, tiprego, fammi il piacere... riporta in soffitta quei bauli.

Garzone - (felice) Sicuro che li porto!,., e subito! (Getta un bacio verso Marianna). Anima mia, se sapesse come sono felice! Scusi se un povero garzone felice! (Afferra le due valigie. Sente che sono vuote. Sorpreso, le scuote). Ma che significa? Sono vuote? (Solleva il coperchio di uno dei bauli). Anche questo vuoto? Marna allora lei non aveva fatto le valigie?

Marianna - (molto calma, accarezzando i capelli del marito) Perch avrei dovuto fare le valigie... per disfarle dopo? (Virag alza la testa in su e guarda Marianna. Marianna abbassa il capo e sorride con affetto al marito. Virag le prende la mano e gliela bacia).

Garzone - (che intanto si avvicinato alle spalle di Marianna) Non c' al mondo un'altra donna come lei, anima mia! (Le prende la mano libera e quasi inginocchiandosi gliela bacia. Marianna senza staccarsi dal marito volge la testa in gi a guardarlo). Scusi se un povero garzone si permette di essere innamorato!

SIPARIO

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