Dalle 10 alle 11

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La scena di apre nella camera da letto di Giorgio che si sta specchiando e sta finendo di vestirsi

DALLE 10 ALLE 11

di Stefania Cofano

La scena si apre nella camera da letto di Giorgio che si sta specchiando e sta finendo di vestirsi. La radio trasmette stranger in the night. Giorgio si annoda con cura la cravatta, si guarda  allo specchio si passa il palmo delle mani ai  lati della testa per lisciarsi i capelli, da un ultimo sguardo compiaciuto alle tempie brizzolate, chiude la radio ed esce dalla stanza  canticchiando stranger in the night. (NELLA STANZA OLTRE AL LETTO UN CASSETTONE, UNO SPECCHIO E UN TELEFONO, CREARE UNA PORTA DI COLLEGAMENTO CON L’INGRESSO)

NELL’INGRESSO CI SONO DUE PORTE:  A SINISTRA LA PORTA DI INGRESSO (ESTERNO) UNA PORTA CENTRALE DI SERVIZIO PER IL COLLEGAMENTO ALL’IPOTETICA CUCINA E  ALLA IPOTETICA STANZA DI ERMINIA, SULLA DESTRA SI CREA UNO SPAZIO CHIUSO DALLA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO CHE SI APRE E SI CHIUDE SECONDO LE NECESSITA’.

GIORGIO ESCE DALLA STANZA DA LETTO E SI CHIUDE LA PORTA ALLE SPALLE.

Nell’ingresso (ATTACCAPANNI, TAVOLO FRA LA PORTA  DI INGRESSO E LA PORTA DI SERVIZIO, TELEFONO E UNA SEDIA) viene intercettato da sua moglie Flora, (CHE ARRIVA DALLA PORTA CENTRALE DI SERVIZIO)

Flora:  Esci? (lo sguardo è ansioso e la voce ha un leggero affanno)

Giorgio: No vado in cucina… certo che esco, vado in ufficio come sempre

Flora:  A  quest’ora?

Giorgio: Non cominciamo Flora, sono le 8,30 a che ora secondo te dovrei  uscire per andare a studio?

Flora: (ironica) non sei tu il capo? Mi spieghi cos’è che cosa ti fa precipitare tutte le mattine  in ufficio, praticamente all’alba?

Giorgio: (alzando gli occhi al cielo) lasciamo andare Flora, non mi va di discutere 

Arriva Erminia, la madre di Giorgio. (ANCHE LEI ENTRA DALLA PORTA DI SERVIZIO)

Erminia: (ignorando volutamente la nuora, si rivolge a Giorgio) ciao tesoro mio, hai dormito bene?

Giorgio: Certo mamma

Erminia: Sicuro, sicuro?

Giorgio: (con impazienza) ma  sì!

Flora: (ironica) Certo quanto a dormire… dorme!

Erminia: Certo che dorme povero tesoro!

Erminia: Senti (si avvinghia al braccio del figlio) Non uscirai subito…volevo fare colazione con te. Ieri ho preparato certi biscottini!! E la marmellatina fatta con le miei mani…ci  ho messo un sacco di tempo

Giorgio: Mamma, sono a dieta!

Erminia:  Dieta?… ma stai così bene!

Giorgio: Sì, con lo stomaco che lievita!

Erminia: Ma dove? E poi l’uomo un po’ robusto….beh, insomma (ammicca maliziosamente)

Flora: (fra i denti) certo questa fa il paio con “ l’omo non è omo se non puzza”

Erminia: (con voce velenosa) Come dici, cara?

Flora: Niente, niente

Erminia: Allora? Proprio non vuoi fare colazione con me?

Giorgio: (guardandola con affetto, quasi sul punto di cedere) No,no mamma, ti ringrazio ma proprio non posso…

Ermina: Va bene..ma non sai che ti perdi!

Giorgio: Lo so mammina, che le tue marmellate sono fantastiche, magari domani…anzi, mi alzo un pochino prima così facciamo colazione insieme, va bene?

Erminia: (tenendolo sempre stretto ignorando volutamente Flora che li osserva con aria ironica) Facciamo colazione io e te tu ed io? 

Giorgio: Certo mammina! 

Erminia: Quanto sei dolce…e senti mi chiami quando sei in ufficio?

Giorgio: Certo mamma

Erminia: ti ricordi, vero? Lo sai che sono in pensiero se non chiami

Giorgio: sì mamma mi ricorderò e ti chiamo

Erminia: Promesso? …Lo so che sei impegnato…però ricordati ogni tanto della tua mamma…non mi chiami mai!

Giorgio: (inizia ad essere spazientito) ma come non richiamo mai!

Erminia: (facendo il broncio e guardando la nuora) io mi accorgo sai che non mi chiami, io (sottolineando l’io) ti voglio bene, sono la tua mamma e di mamma ce n’è una sola

Flora: Per fortuna!

     

Giorgio: (evitando di rispondere e divincolandosi dall’abbraccio materno) Beh! Arrivederci a tutte! (e sgattaiola via ignorando la moglie pronta ad abbracciarlo) (ESCE DALLA PORTA DI SINISTRA)

Flora corre nella stanza (APRE LA PORTA DELLA STANZA DA LETTO, CHE RIMANE APERTA MA RESTA ILLUMINATO ANCHE L’INGRESSO)  corre al telefono e forma un numero velocemente.

Flora: Pronto, pronto Agenzia Occhio di Lince? Paolo è lei? Mio marito è uscito in questo momento.

(CATERINA ENTRA DALLA PORTA DI SERVIZIO)  Caterina, la cameriera, si avvicina alla porta della camera da letto ed ascolta la conversazione, fa un risolino, poi marcia impettita verso la camera da letto (ENTRA NELLA CAMERA DA LETTO) :

Caterina: ‘Ngiorno Signo’

Flora: Si-gno-ra, si dice Signora, quanto mi da fastidio questo tuo modo di parlare….

Caterina: Signo’ che hai dormito storta?

Flora: Caterina! Come ti permetti!

Caterina: (incurante, mettendo a posto il letto dove sembra aver dormito una sola persona) No, no dicevo ..che hai dormito sola?

Flora: (esasperata) Caterina! (FLORA CHIUDE LA PORTA)

Caterina si avvia nell’ingresso ed esce dalla porta di servizio brontolando.

BUIO E MUSICHETTA (INGRESSO DIVENTA STUDIO SI AGGIUNGE UNA POLTRONA, UNA SEDIA E SI GIRA IL TAVOLO CHE DIVENTA SCRIVANIA.  UNA SEDIA E L’ATTACCAPANNI SONO GIA’ INSTALLATI)

SUL TAVOLO: IL TELEFONO, L’AGENDA LA PORTERA’ GIORGIO, IL LIBRO FIRMA, ALCUNI LIBRI E CARTE IN GENERE, UNA PENNA, UN TAGLIACARTE, UNA BOTTIGLIA E UN BICCHIERE, LA FOTO DELLA MOGLIE, CALENDARIO, PORTACENERE)  

Giorgio (ENTRA DALLA PORTA CENTRALE DELLO STUDIO) ha una cartella di lavoro in pelle e cerca di fare centro con il cappello tirandolo  sull’attacapanni, non gli riesce ed il cappello finisce miseramente a terra. Alla scrivania è seduta Patrizia, la sua segretaria. (PATRIZIA E’ SEDUTA ALLA SCRIVANIA DEL CAPO E STA SISTEMANDO ALCUNE CARTE)

 

Patrizia  srotolandosi si alza ed esce dalla scrivania. (CEDE IL POSTO AL CAPO E RIMANE IN PIEDI)

Patrizia: Buongiorno dottore

Giorgio:  Ciao Patrizia…novità? (voce impostata e occhio da grande amatore, si aggiusta il nodo della cravatta)

Patrizia: Nessuna dottore. Volevo solo ricordarle che alle 11,30 ha l’intervista con la stagista (pronuncia stagista con aria di profondo disprezzo)

Giorgio: Ah, sì, la stagista! Lei la conosce? E’ carina? Com’è?

Patrizia: Dottore! Ma lei è proprio un birichino! Sì l’ho vista…è carina… sì diciamo di sì

Giorgio: (interessato) come diciamo di sì, o è carina oppure non lo è

Patrizia: Non…no è carina: ha i capelli biondi, tinti ovviamente, non è molto alta, anzi direi bassina, non è molto magra, anzi direi un po’ robusta e poi…(fa una pausa pudica)

Giorgio: E poi?

Patrizia: ha…come dire? (non dice e fa con la mano un gesto verso il suo posteriore) ..un po’ basso

Giorgio: Ho capito un cesso…va bene ho capito..Ah, le donne!

Patrizia: (sospira rapita) Gli uomini dottore…gli uomini! (PATRIZIA ESCE DALLA PORTA CENTRALE)

 

Giorgio (SI ALZA CONTROLLA CHE LA PORTA SIA CHIUSA, PRENDE L’AGENDA DALLA BORSA E LA METTE SULLA SCRIVANIA)  e dà un’occhiata infastidita alla scrivania:

Giorgio (parlando da solo): questa è la posta e la mettiamo qui,  la vediamo dopo…questa è la stampa e la mettiamo di qua..tanto le notizie sono sempre le stesse: ca ta stro fi che, anche se le leggo dopo non cambia niente,  invece…invece faccio subito alcune telefonate, le faccio da solo senza mettere di mezzo la segretaria …perché non mi pare il caso…vediamo un po’ cominciamo dall’avvocato..

Bussano alla porta, Giorgio si interrompe, entra Patrizia (DALLA PORTA DALLA QUALE  E’ USCITA) :

Patrizia: Dottore le porto un caffè?

Giorgio: no grazie Patrizia, ne ho già preso uno a casa….poi diventano troppi

(resta in attesa che la segretaria esca dallo stanza, ma Patrizia si avvicina per cercare di sbirciare l’agenda che è aperta sulla scrivania)

Patrizia: vuole dell’acqua? Un succo di frutta?

Giorgio: No Patrizia…grazie…

Patrizia non è riuscita ad avvicinarsi all’agenda, quindi continua…

Patrizia: qualcosa da mangiare?

Giorgio: no, Patrizia sono a dieta…

Patrizia: a dieta? Dottore ma lei non ha bisogno…

Giorgio (sospirando). Eh! Magari non ne avessi bisogno…

Patrizia: lei è così affascinante dottore!

Giorgio (lusingato): sì ma la pan(si interrompe)…il fascino non c’entra, è bene stare un po’ a dieta…fa bene alla salute…

Patrizia: comunque dottore… qualsiasi cosa avesse bisogno..

Giorgio (allusivo): qualsiasi cosa?

Patrizia (civettando): …Dottore….

Giorgio si alza dalla scrivania, ma chiude l’agenda, Patrizia è delusa per non essere riuscita a dare un’occhiata, quindi si gira per uscire dalla stanza, ma non rinuncia alla schermaglia

Patrizia: non so mai quando scherza e quando dice sul serio…

Giorgio: io sono sempre serio, anzi serissimo …soprattutto in certe circostanze

Patrizia: parole…parole

Giorgio (cerca di avvicinarsi, ma lei è più veloce e sfugge a Giorgio):  io veramente farei anche i fatti…

 

Patrizia esce, Giorgio si risiede dietro la scrivania, riapre l’agenda sta per  prendere la cornetta del telefono, poi ci ripensa fa’ un sorrisetto furbo all’indirizzo della porta che lo divide dalla segretaria e chiama sul cellulare… 

Giorgio: Pronto? Buongiorno signorina posso parlare con l’avvocato Tromboni? Sono Giorgio Alemanni….grazie, sì..sì grazie aspetto …(Giorgio aspetta all’apparecchio tamburellando con le mani sulla scrivania, spostando gli oggetti mettendo in ordine con meticolosa cura le penne, il calendario, la foto della moglie (è l’unico oggetto che non sposta)..soffiando su una polvere inesistente)

Giorgio:  Avvocato carissimo! Come sta’? io bene e lei? Mi fa piacere…senta Avvocato che mi dice della mia vertenza con il mio ex socio Tanticchia? Ah…sì, capisco…certo Avvocato, mi rendo conto…… Avvocato ma sono mesi che andiamo avanti così!!(comincia ad allentarsi il nodo della cravatta) sì certo capisco….tuttavia…scusi Avvocato… come dice? ah! il Giudice è di Brescia  e fissa le udienze quando pensa di venire a Roma, e se non pensa ? io che faccio?! (cerca di riaggiustarsi il nodo della cravatta, si alza e comincia a passeggiare)…scusi Avvocato ma con tanti Giudici che ci sono  a Roma, proprio un giudice di Brescia doveva trovare?  Ah! Capisco…non è lei che sceglie il giudice...ma non potrebbe tentare di inserire….ecco sì veda lei…mi affido a lei…va bene sì… anche fra una decina di giorni (si risiede e controlla rapidamente l’agenda) ecco intanto lo scrivo..così… per non prendere impegni, allora…come dice? le udienze generalmente vengono fissate alle 10! (si rialza) e perché?… perché è un orario comodo..ma comodo per chi? Avvocato forse non mi sono spiegato, non è una questione di giorno o di data è un problema di orario…vede  Avvocato alle 10 proprio non posso…non posso mai alle 10…Come perché?(passeggia nervosamente) perché ho degli impegni…scusi Avvocato, cos’è un interrogatorio?  (si risiede poi con voce lamentosa) Veda un po’ avvocato..se fosse possibile dopo le 11… (continua a toccare il nodo della cravatta) mi raccomando,  gli appuntamenti, le udienze o quello che le pare a lei, le fissi dopo le 11, D’ACCORDO??  Come dice avvocato,? Debbo passare da lei per sistemare il conticino? (conciliante) Ma certo! quanto le debbo?… (salta dalla poltrona e si riallenta il nodo della cravatta) e me lo chiama conticino? Sono  le spese?  ma le spese di che cosa? I bolli? (è in piedi e troneggia sopra la scrivania) Avvocato ma quanti bolli ci ha messo? Ha comperato cartelle di bolli lei! Sì, sì certo ho capito …va bene ci vediamo domani!

Giorgio termina la conversazione e passa alla seconda telefonata….

Giorgio (è comodamente seduto nella poltrona è discorsivo e rilassato): pronto? Ciao carissimo come stai! Io bene e tu? Senti allora che mi dici… la giacca è pronta? No? E perché? (deluso) capisco…senti ti sei ricordato di ridurre un po’ le spalle? Sì ho capito che mi devo muovere, tuttavia quando l’ho provata sembravo l’incredibile Ulk! Ah se stringi troppo  le spalle si evidenzia la pancetta? Guarda che sono a dieta…e poi che pancetta! Appena un po’ di…va bene lasciamo perdere…tuttavia dal momento che non è pronta preferirei fare un’altra prova…dopodomani va bene, a che ora? (si irrigidisce sulla poltrona) alle 10 non posso… perché N O N   P O S S O!…allora la settimana prossima di pomeriggio? Ok ci vediamo la settimana prossima, ciao ciao!

SUONANO AL CAMPANELLO DELLA PORTA DI INGRESSO (GIORGIO  INTANTO SISTEMA LE CARTE SULLA SCRIVANIA)

DOPO ALCUNI SECONDI PATRIZIA APRE LA PORTA CENTRALE  E CHIEDE:

Patrizia: Dottore c’è il carrozziere…lo faccio passare?

Giorgio: certo, certo!

Il carrozziere:  Buongiorno dotto’ (ha una sigaretta in bocca) che je dispiace se fumo? L’ho accesa adesso! (SI SIEDE SULLA SEDIA DAVANTI ALLA SCRIVANIA)

Giorgio: no, no va bene! (sventolando con le mani per allontanare il fumo) allora? (intanto avvicina il portacenere e lo mette davanti al carrozziere)

Il carrozziere: Dotto’ è pronta, ma è stato un lavoraccio! (butta la cenere nel portacenere, Giorgio prende il portacenere, lo svuota nel cestino e lo rimette davanti al carrozziere soffiando sulla scrivania per allontanare gli eventuali residui di cenere)

Giorgio: me lo immagino! Ma adesso è a posto sì?

Il carrozziere: sì Dotto’ nun ze vede niente…certo ja dato ‘na bella sgrugnata!

Giorgio: sì, capita ero distratto! (il carrozziere butta la cenere nel posacenere, Giorgio lo svuota subito nel cestino, soffia sulla scrivania e lo rimette davanti al carrozziere)

Il carrozziere: proprio ‘na bella distrazione! Eh! So’ distrazioni che costano care! (Ributta la cenere nel posacenere, Giorgio lo svuota subito nel cestino, soffia sulla scrivania e lo porge un’altra volta all’uomo che comincia a guardarlo perplesso, poi aggiunge quasi distratto)…Dotto’ so’ so’ cinquecento euri…(butta la cenere nel posacenere e Giorgio mentre sta per ripetere il gesto si ferma)….

Giorgio (con un ruggito):  Eh!!??

Il carrozziere: A’ Dotto’ jel’ho detto che le distrazioni costano care….(Giorgio scuote violentemente il posacenere nel cestino)

Il carrozziere: A’ Dotto’ (accennando al posacenere) se poi vo’ passa’ pure a casa mia!

Giorgio: Come dici!!?

Il carrozziere: niente, niente….

Giorgio: ma almeno è pronta questa cavolo di macchina, oggi mi serve assolutamente!

Il carrozziere: certo Dotto’ se passa alle 10 jela consegno…

Giorgio al massimo dell’esasperazione: No, alle 10 non passo… non passo da nessuno, anzi sai che ti dico non la voglio più, non la voglio…mi spieghi perchè in questo Paese tutti lavorano soltanto alle 10??

Il carrozziere: Dotto’ nun ce lo so’ a  me me pare ‘n’orario comodo, però faccia lei, basta che la ritira perché a me me ‘mpiccia, e poi me servono un po’ de sordi…sa li ragazzini… la scola…dotto’ sto’ mese sto’ proprio sulle spese

Giorgio: va bene, passo nel pomeriggio, va bene?

Il carrozziere (un po’ seccato): Va’ be’ Dotto’ (guarda Giorgio poi con maligna soddisfazione spenge la sigaretta nel portacenere).

Il carrozziere esce e Giorgio si mette comodo nella poltrona, si aggiusta il nodo della cravatta e la giacca e continua a parlare da solo:  ma che giornata! Ma che giornata!  (da’ un’occhiataccia al telefono, poi chiama la segretaria sull’interfono)

Giorgio: Patriziaaa!

Patrizia: sì Dottore? (PATRIZIA ENTRA DALLA PORTA CENTRALE)

Giorgio: mi fissa per cortesia un appuntamento con il dentista?

Patrizia: Sì Dottore…

Giorgio (continuando a parlare da solo e continuando a sistemare meticolosamente le carte): ma sì, tanto è una giornata cominciata storta, adesso speriamo di sistemare pure la storia con il dentista così, mi levo tutte le rogne…e poi (dando un’occhiata all’orologio da polso)…e poi alle 9 e mezza esco e finalmente, dico finalmente ….(viene interrotto dall’interfono)

Patrizia: Dottore il dentista ha un’agenda fittissima…le avrebbe fissato l’appuntamento per il prossimo venerdì alle…alle ore 10

Giorgio (si srotola come un serpente sulla poltrona): Patrizia…Patrizia scusi a che ora a detto?

Patrizia (con la vocina..): Alle 10 Dottore….

Giorgio: Patrizia ..eppure mi conosce bene e dovrebbe sapere che io, dico io! Alle 10 non ci sono, non ci sono per nessuno..ne ssu no! Ha capito!!!

Patrizia: Sì Dottore, va bene Dottore, adesso chiedo di cambiare orario…vede non sapevo se..

Giorgio: e adesso lo sa …anzi glielo ho ricordato!

   

BUIO STACCHETTO MUSICALE (SI RIGIRA IL TAVOLO E SI TOGLIE LA POLTRONA PER RIDIVENTARE INGRESSO)  SI SENTE LO SQUILLO DEL CAMPANELLO DELLA PORTA DI CASA (A SINISTRA). ARRIVA CATERINA DALLA PORTA DI SERVIZIO CHE DICE “ ARRIVO, ARRIVO” GLI AMBIENTI SONO TUTTI  ILLUMINATI.

Arriva Tilde la sua migliore amica e confidente. (TILDE ENTRA DALLA PORTA DI SINISTRA, CATERINA ESCE DALLA PORTA CENTRALE, FLORA  APRE LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO CHE RESTA APERTA E TILDE ENTRA)

Flora  guardandosi intorno per accertarsi che non ci sia nessuno nei paraggi, la fa sedere sul letto:

Flora: Ciao Tilde come va?

Tilde: (accennando alle gambe) come deve andare…al solito, mentre cammino una dice: Aiuto! E l’altra risponde comm’aggia a fa’

Flora: (in tono sbrigativo)Mi dispiace!  Tu però non fai niente!

SI SIEDONO ENTRAMBE SUL LETTO

Tilde: Come non faccio niente! Faccio la terapia, te l’ho detto vado…(poi  si interrompe e aggiunge ironica guardando l’amica) prima che tu mi dica dove devo andare, dimmi che è successo  perché quando mi chiami con tanta urgenza non è certo per sapere della mia salute, (ammiccando).. mi sbaglierò ma ho l’impressione che tu mi debba dire qualcosa…. 

Flora: Tilde, io non vivo piuuuuu! Lui esce tutte le mattine alle 8,30 precise, tutte le mattine piove o fiocca lui esce. Verso le 9,30 -10 meno un quarto telefona per farmi un salutino. Ma se io lo richiamo dopo 5 minuti non lo trovo più. O meglio mi risponde quella scema della sua segretaria e mi dice ( e rifà il verso della segretaria) “ il dottore è in riunione e non vuole essere disturbato, oppure: ha un incontro fuori studio  con il dottore tale de tali ed è appena uscito…Insomma tutte le volte una scusa!

Tilde: Beh! Almeno sai che non è la segretaria! Una di meno…

Flora: Come una di meno?

Tilde: una di meno…

Flora: Va bene e con questo? Mi dici dove accidenti va? Tutte le sante mattine? Dove sparisce dalle 10 alle 11?

Tilde: E a me lo chiedi? (risponde lamentosa massaggiandosi le ginocchia)

Flora: non cominciare a darmi risposte imbecilli, perché oggi non è proprio aria!

Tilde: (risentita) E quando mai è aria con te! Imbecille poi! Hai messo il tampax di traverso stamattina? E’ proprio vero che a chi pizzica il naso viene voglia di litigare!

Flora: scusa, scusa ma sai sono nervosissima

Tilde: questo lo vedo! Fossi in te non mi agiterei tanto, secondo me fai una tragedia per nulla, potresti aver preso Roma per toma. Magari ha veramente degli impegni di lavoro!

Flora: (ruggisce) ma che impegni di lavoro..tutti i giorni? alla stessa ora? Ma andiamo!!

Tilde: (conciliante) E va bene…anche se fosse?

Flora: (sospettosa) anche se fosse cosa?

Tilde: Quello che pensi, che abbia un’altra… sai come diceva la mia nonna? Le corna sono come i denti fanno male quando spuntano poi ci si mangia.. e a me sembra che tuo marito non ti faccia mancare nulla, eh cara mia! l’amore non fa bollire la pentola!

Flora: Ma come sei cinica!

Tilde: realista bambina…realista!

Flora: Oh smettila! E poi non mi frega niente di quello che diceva tua nonna..altra epoca…altra mentalità..

Tilde: mai sottovalutare la saggezza dei vecchi!    

 

Flora: (lamentosa) adesso basta, ti prego dammi qualche suggerimento utile..dammi un tuo parere, io impazzisco!

 

Tilde: (riflettendo) Esaminiamo le cose con calma…se è solo un’ora, non può andare lontano…sicuramente è un posto vicino all’ufficio. Non sai se da quelle parti c’è un albergo?

Flora: No, che io sappia

Tilde: Hai provato a seguirlo?

Flora: ci ho pensato, ma non  ce la faccio, mi viene la tachicardia, sudo freddo, mi impiccio e poi queste cose bisogna saperle farle. A piedi  è impensabile perché se lui prende la macchina mi semina…e io che faccio gli corro appresso e gli grido fermati un po’ dove stai andando? In macchina.. figurati! già non me la cavo bene quando sono tranquilla figurati quando sono nervosa…e poi conosce la mia macchina, se ne prendo una in affitto rischio di andare a sbattere, così pago pure i danni…e poi mi ci vedi occhialoni, parrucca…ma dai!

Tilde: Io ti ci vedo! E poi…a chi nulla tenta nulla riesce

Flora: Ma la smetti di parlare per proverbi

Tilde: Io parlo per proverbi? Ma quando mai!

Tilde: senti e se ti rivolgessi ad un investigatore privato?   

Flora si avvicina  all’amica e a bassa voce bisbiglia: Già fatto!

Tilde: che hai detto, non ho sentito!

Flora (ripete fra i denti): ho messo un investigatore privato!

Tilde: ma parla più forte non ti capisco!

Flora: (esasperata urla)  Ho messo un investigatore privato!!

(ERMINIA ENTRA DALLA PORTA CENTRALE, SI STA PREPARANDO PER USCIRE, MENTRE STA CONTROLLAMDO QUALCOSA NELLA SUA BORSA, SENTE LA PAROLE DI FLORA E SI AVVIA CON DECISIONE  ALLA CAMERA DA LETTO )

Erminia: Chi ha messo un investigatore privato? (E’ alle spalle delle due amiche)

Le due amiche si scambiano un’occhiata.

Flora: Chi ha messo un investigatore?

Erminia: Ah, non lo so! Tu hai parlato di investigatore privato

Tilde interviene per salvare la situazione.

Tilde: Io, io ho messo un investigatore privato!

Erminia: Ma lo stava dicendo lei! (indicando Flora)

Tilde: Sì, ma ripeteva quello che stavo dicendo io

Erminia (fra lo sbalordito e il sospettoso): Tu, tu hai messo un investigatore privato? E perché?

Tilde: Eh volevo .. controllare sai.. il marito

Erminia: Marito? Ma se sei vedova!

Tilde: Sì, vedova ma ..ecco volevo dire l’amante, sì ho un’amante

Erminia: Tu? Tu un amante ?       

Tilde (piccata) : Sì, perchè non posso avere un amante ?

Ernimia:  Ah, per me!….(la guarda, scuote la testa esce DALLA CAMERA DA LETTO  E DALLA  PORTA DI CASA , MORMORANDO) che roba!

Tilde completamente presa dalla novità  dell’amica, si siede più vicino a Flora.

Flora: davvero hai l’amante!?

Tilde:  Ma quale amante! L’ho detto per salvarti da Erminia!

Flora: Ah! Mi pareva…

Tilde: (indispettita) Che ti pareva? Ti ci metti anche tu? Perché non potrei avere un’amante? Se non ce l’ho è perché non lo voglio… altrimenti….

Flora: ( tagliando corto) Ma certo! Però adesso parliamo di me!

 

Tilde: E ti pareva! Va bene… dimmi e che ti ha detto l’investigatore? che ha scoperto?

Flora: Ancora non lo so, gli ho appena dato l’incarico… sta indagando…anzi lo devo incontrare...

Tilde: Quando?

Flora: Oggi…fra un po’ (si alza di scatto tormentadosi le mani) Poi vedremo…poi vedremo…Tilde ti prego non te ne andare, è meglio se ci sei anche tu..

Tilde: Sì ma io che c’entro, forse è meglio se parlate da soli..

Flora: (piagnucolosa) Nooo! Ti prego da sola non ce la farei

Tilde: Va bene allora resto…intanto non avresti qualcosa..? non so un biscottino…sai il nervosismo è contagioso e quando mi innervosisco mi viene fame..

Flora: (sbalordita)E tu pensi a mangiare? In questo momento?

Tilde: E…sì

 

Flora: Come faccio ad uscire da qui, se incontro Erminia? Non la voglio vedere, non ci voglio parlare….e poi tu è meglio che non mangi… stai ingrassando, è meglio se stai un po’ a dieta

Tilde: (guardandosi i fianchi) Sempre gentile tu…ho capito sono agli arresti domiciliari ..anzi peggio… senza pane né acqua  

ATTO II

INGRESSO RIDIVENTA STUDIO. 

GIORGIO CHIAMA DALL’INTERFONO :

Giorgio: Patrizia, fra un po’ devo uscire….mi allontanerò per un’oretta, poi  arriverà la stagista, intanto vado a prendere un caffè, ti lascio sul tavolo alcune carte, per favore fai delle fotocopie…..  

Patrizia: Va bene dottore

Giorgio ESCE DALLA PORTA CENTRALE. ENTRA PATRIZIA CHE INIZIA A SISTEMARE LE CARTE. Arriva Gianni collaboratore di Giorgio. ENTRA NELLA PORTA CENTRALE DELLO STUDIO). E’ curatissimo e chiaramente cerca di imitare il suo capo. Anche lui si aggiusta il nodo della cravatta e imposta la voce. Patrizia con aria indifferente si SIEDE ALLA SCRIVANIA DEL CAPO E CONTINUA A LEGGERE LE CARTE.

Gianni: Buongiorno Patrizia

Patrizia: Buongiorno dottore

Gianni: Il capo c’è?

Patrizia: No

Gianni: No…e basta?

Patrizia: No e basta

Gianni (guardando verso la porta chiusa dello studio): Patrizia? Da quando dici le bugie? Il capo c’è, ho visto l’ombra dei piedi!

Patrizia: saranno stati i miei piedi, guardati intorno lo vedi da qualche parte in questa stanza?

Gianni: Certo adesso non c’è ma prima c’era…

Patrizia(SECCATA PERCHE’ NON VORREBBE DARE SPIEGAZIONI): C’era!

Gianni: E adesso dov’è? come …è già uscito? (AMMICCA MALIZIOSAMENTE) Non sono mica le 10!

 

Gianni: Ok, Ok Non ti arrabbiare, senti… (e si guarda intorno con fare furtivo come se temesse di essere udito) tu non sai….non puoi dirmi (alla fine si fa coraggio)… insomma, ma mi dici dove caspita va il capo tutte le mattine dalle 10 alle 11?

Patrizia: Non lo so adesso è andato a prendere un caffè, sei contento?

Gianni: adesso il caffè, ma alle 10? dove va alle 10? Ma  dai! Non mi dire che non ti sei accorta di niente, che non ti sei fatta un’idea….

 

Patrizia: No

Gianni: Non hai mai sentito…una telefonata…niente?

Patrizia: Niente

Gianni: Va be’. Qui ci sono cose urgentissime che devo discutere con lui…ma tu non sai proprio niente?

Patrizia: Niente

Gianni fa un gesto di stizza. Squilla il telefono e Patrizia risponde

Patrizia: Pronto…pronto…

(SI APRE LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO, CHE HA DEI DETTAGLI DIVERSI ES: UNA LAMPADA A STELO, CUSCINI VAPOROSI E ROSA, PASSEGGIA NERVOSAMENTO CON IL CELLULARE ALL’ORECCHIO,SENTE LA VOCE DI PATRIZIA  CHIUDE IL CELLULARE )   si mordicchia le labbra pensosa, poi risoluta riforma il numero. Risuona il telefono nello studio  di Giorgio.

Patrizia: Studio del dottor Giorgio Alemanni

L’innominata: Pronto, sono la signora Anna Rossi, vorrei parlare con il dottor Giorgio Alemanni

Patrizia: Mi dispiace signora, il dottore è fuori studio. Può dire a me?

L’innominata: No, vorrei parlare direttamente con lui: E’ da molto che è uscito?

Patrizia: Non direi

L’innominata: Sa quando torna?

Patrizia: Non saprei, però posso farla richiamare quando torna, se vuole lasciarmi il numero di telefono…

L’innominata: non…, no grazie richiamerò io

Gianni (CHE E’ RIMASTO INCURIOSITO A SENTIRE LA TELEFONATA) : Chi era?

Patrizia: L’innominata

Gianni: Chiii!

Patrizia: Lo so io chi ( e guarda pensosa il telefono)

Gianni alza le spalle ed esce dalla stanza

GIORGIO ENTRA NELLA STANZA

Giorgio: Eccomi qua…. ci sono state novità? dimmi perché debbo uscire di corsa

Patrizia: No dottore…Anzi sì ha telefonato una certa signora Anna Rossi, ho detto che lei era uscito, non ha lasciato il suo telefono, ha detto che richiamerà lei, vuole parlare ( la voce si fa ironica e sottolinea) direttamente con lei, poi volevo ricordarle che alle 11,30 arriverà la stagista

Giorgio, che sta per riuscire dalla sua stanza, si blocca, torna indietro e sta per dire qualcosa quando suona il telefono

Giorgio( bisbiglia alla segretaria): se vedi che la telefonata diventa lunga interrompi dicendo che è arrivata la stagista, dai rispondi….

Patrizia risponde,  poi con voce ironica dice:

Patrizia: Sì signora, il dottore è qui glielo passo subito, dottore?! È la signora Anna Rossi.

Giorgio alza le braccia al cielo, le fa ricadere lungo i fianchi SI SIEDE NELLA POLTRONA, aspetta CHE PATRIZIA SIA USCITA DLLA STANZA, poi risponde. 

Giorgio: Pronto?…quante volte ti devo dire di non chiamarmi? Ti telefono io!

L’innominata: Ma dai Giorgio, che ne sa quella, ogni volta lascio un nome diverso

Giorgio: sì ma quella…non è mica stupida

L’innominata: Su questo non ci giurerei. Comunque dove sei stato? Mi ha detto la segretaria che non eri in ufficio, o era una scusa per non parlarmi?

Giorgio: ma come non parlarti tesoro! Perché mai non dovrei voler parlare con te!

L’innominata (fa la vocina): mi chiami tesoro, quando vuoi farti perdonare….

Giorgio: ma andiamo tesoro, perdonare cosa? lo sai che ti penso sempre …che mi piaci

L’innominata: già, ma non mi dici mai ti amo…troppo impegnativo vero?

Giorgio (alzando le braccia al cielo): No tesoro non è troppo impegnativo, lo trovo.. come dire scontato, una ragazza intelligente come te non guarda certe sottigliezze un po’…scusami cara se te lo dico, un po’ superate, da film tipo Love story 

L’innominata: superate un corno! e poi mi dici sempre che ti piaccio perché sono romantica…. un po’ vecchia maniera..

Giorgio (spazientito): dai micina…comunque mi hai telefonato cosa volevi dirmi?

L’innominata: volevo proporti di fare un saltino a casa mia, la tua micina si sente tanto sola, perché non vieni alle 10? Ti aspetto….

Giorgio (fa un salto dalla poltrona): Alle 10 no, proprio non posso

L’innominata: come non puoi? Perché non puoi?

Giorgio: perché ho un impegno fuori studio, devo andare dall’Avvocato ecco…anzi no…

L’innominata (lo interrompe illuminandosi): vuoi chiedere il divorzio?

Giorgio: ma che divorzio! Per la mia causa con il mio ex socio….

L’innominata: non è vero! Non ci credo! La mia era una prova per vedere cosa mi rispondevi, non è la prima volta che non ti trovo la mattina alle 10, da me non vieni quindi dove vai? si può sapere?  dimmi dove vai tutte le mattine dalla 10 alle 11? Dimmi, eh, dimmi? Guarda caro che si tradisce la moglie, non l’amante!

Giorgio: Ma dove vuoi che vada! Lavoro io, ho delle riunioni fuori studio!

L’innominata: vallo a raccontare a qualcun altro. Non ci credo, ma quale riunione! Non sono cretina! E poi perché mi dici (e gli rifà il verso) lavoro io, perché allora non mi apri un negozietto (vocina da gattina) così mici mici lavoro anche io e non penso più che tu mi tradisci, perché anche io avrò da fare e non starò qui tutta sola a rimuginare?

Giorgio: Ti prego, non ti ci mettere anche tu!

L’innominata: Come anche tu? Allora lo vedi che ho ragione? C’è un’altra! Non mi vuoi più, non mi ami più… e pensare che io ho rinunciato a tutto per te. Sono sempre sola, qui ad aspettarti, eh già… perchè con te non posso uscire, non ci devono vedere, le feste e le vacanze le passi con tua moglie e adesso anche quelle poche ore che stavamo insieme, tu chissà con chi stai!!

Giorgio: (conciliante e lusingato): Senti, adesso non posso trattenermi a lungo al telefono perché devo andare via anzi …

Si apre la porta ed entra Patrizia che dice a voce alta.

Patrizia: (ENTRA DALLA PORTA CENTRALE) mi scusi dottore è arrivata la stagista..

Giorgio: scusami cara hai sentito..è arrivata la stagista

L’innominata:  (l’interrompe allarmata) Una stagista? E dimmi com’è? E’ bella? E’ giovane?Ma non dovevi uscire?

Giorgio: Hai visto? Gli impegni dovevo uscire invece..

L’innominata: Allora com’è?

Giorgio: Ma..non lo so….non l’ho ancora vista…qui in ufficio mi hanno detto che è bruttina

L’innominata: (ancora dubbiosa ed allarmata) Come bruttina? Bruttina come?

Giorgio: E che ne so, bruttina, è un cesso, va bene? Un emerito cesso!

L’innominata: (fa la vocina) Davvero, davvero Micio?

Giorgio: Sì Micia, davvero, davvero. Adesso calmati ti richiamo più tardi, appena posso, va bene?

L’innominata: (sempre con la vocina) Va bene Micio, ciao micio, micio (ed imita il leggero soffio del gatto) frrr!

Giorgio: Ciao, ciao Micia, Micia frrr!

BUIO SULLA CAMERA DA LETTO SI CHIUDE LA PORTA

Patrizia si affaccia allo studio di Giorgio.

Patrizia: Dottore, se ha finito con i gatti… le ricordo che sono le 9 e 35

Giorgio esce di corsa.

SI RIACCENDE LA LUCE NELLA CAMERA DA LETTO DELL’INNOMINATA.

L’innominata: (guarda il telefono pensierosa, poi si decide e forma un numero) Pronto Agenzia Chiara Luce? Vorrei un’informazione…vi interessate di infedeltà coniugali? Siiì, anche se sono solo…infedeltà, voglio dire non propriamente coniugali…siiiì…voi fate chiarezza su tutto…sono contenta…voglio dire che mi fa piacere  essermi rivolta all’agenzia giusta…

Vorrei parlare con un vostro detective per un incarico, molto, molto delicato… Verrei volentieri ma ho qualche problema a raggiungervi, non potreste mandarmi un vostro addetto…lo so che non è la prassi, ma non potete fare un strappino alla regola…siiì com’è gentile. Lo aspetto domani pomeriggio. Grazie

BUIO STACCHETTO MUSICALE

Giorgio rientra NELLO STUDIO sono le 11,30 è allegro rilassato, si TOGLIE la giacca si guarda INTORNO con aria soddisfatta ENTRA LA SEGRETARIA (DALLA PORTA CENTRALE)…

Patrizia (ironica): Tutto bene dottore?

Giorgio: Certamente..certamente (STIRACCHIANDOSI CON ARIA BEATA NELLA SUA POLTRONA)

SUONANO ALLA PORTA…PATRIZIA SI AFFACCIA ALLA PORTA CENTRALE

Patrizia: Dottore è arrivata la stagista…

Giorgio: Un attimo solo e poi la faccia entrare (si RIMETTE LA GIACCA, SI AGGIUSTA IL NODO DELLA CRAVATTA), controlla  che tutto sia in ordine sulla scrivania

 

SI APRE LA PORTA CENTRALE ED ENTRA LA STAGISTA

 

Stagista: Buongiorno dottore sono Grazia la stagista..

Giorgio: (SI ALZA E LE VA INCONTRO) prego signorina si accomodi…o meglio signora dopo i diciotto anni …signora… anche se lei è giovanissima

Stagista: Grazie (La stagista, tutt’altro che un cesso si siede accavallando le gambe) 

Giorgio: allora signora …mi vuole ripetere il suo nome, la segretaria me lo ha detto ma sa com’è.. purtroppo mi è sfuggito (la guarda in estasi)

Stagista: Grazia

Giorgio: Oh Grazia! Ma che bel nome…(ripete come fra se) Grazia…sì Grazia, come le tre grazie, cioè volevo dire (accorgendosi della gaffe che sta per commettere) …. Dicevamo, dicevamo?…

Stagista: Veramente Dottore…non dicevamo niente..

Giorgio:  Appunto…dicevamo?

Stagista: Ecco dottore io vorrei fare un po’ di esperienza… di lavoro …troverà tutto sul curriculum….(e indica delle carte sulla scrivania)

Giorgio: Sì vedo…(e sbircia la stagista senza degnare di uno sguardo le carte)  e  studi? Che studi ha fatto…

Stagista: ho tre lauree…sociologia,  psicologia, antropologia

Giorgio: Oh magnifico, magnifico….certamente (sempre più disinteressato ai titoli di studio)

Stagista: Forse sono lauree non proprio adatte al tipo di lavoro che si svolge in questo ufficio… temo di avere sba….

Giorgio: Ma no! Sono adattissime certamente…ecco sì vediamo ..ecco vede.. lo studio di un commercialista deve studiare i suoi clienti..per sapere come…diciamo..prenderli, quindi perfetto! Sociologia! Psicologia!! E antropologia poi!!! (sempre più infervorato) 

Stagista: se lo dice lei…scusi la domanda, ma che intende per prenderli?

Giorgio: ecco…diciamo…vede l’essere umano è strano…sfuggente dice e non dice, si scopre e si copre…è sincero e mente e noi dobbiamo sapere, indagare, per capire ed aiutare al meglio i nostri clienti (farfuglia sempre più perso nella generosa scollatura della stagista)

Stagista: certo capisco…(dice perplessa) ma scusi l’antropologia?

Giorgio: essenziale, ecco essenziale…ha presente le teorie del Lombroso?

Stagista: Capisco…ma… ma che ci azz…

Giorgio: niente ma!…coraggio…e ben venuta fra noi! Arrivederci a domani allora

Stagista: Grazie e arrivederci dottore (si avvia verso la porta piuttosto perplessa)

Stagista (tornando indietro): Mi scusi dottore  la sua segretaria mi ha detto di essere in ufficio per le 9, quindi preparo alcuni documenti insieme alla sua segretaria e poi alle 10 potrei sottoporle….

Giorgio (furibondo): Alle 10 nooo!

LA STAGISTA LO GUARDA SBALORDITA

Giorgio: scusi, scusi, venga andiamoci a prendere un caffè

 

LA STAGISTA ESCE SEGUITA DA GIORGIO….

STACCHETTO MUSICALE

DALLA PORTA CENTRALE ENTRA PATRIZIA SEGUITA DA GIANNI CHE CAMMINA GUARDANDO INDIETRO ha un bicchiere di caffè, URTA LA PORTA E  ROVESCIA IL CAFFE’

 

Gianni: E quella chi è?

Patrizia (seccamente): E’ la stagista

Gianni: Ma non avevi detto che era bruttina?

Patrizia fa una smorfia.

Gianni: Sei gelosa! Ma dai lascialo perdere il capo. Quello è troppo occupato…io invece sono libero! Dai, che fai stasera?

Patrizia: E piantala!

Gianni: Come vuoi..ma non sai che ti perdi! 

Patrizia: Posso immaginarlo

I due vengono interrotti da Vito, il contabile dello studio, ENTRA DALLA PORTA CENTRALE NELLO STUDIO, HA LE BRACCIA INGOMBRE DI CARTE).

Vito si rivolge ai due.

Vito: Vengo dall’archivio, che lavoraccio…nessuno pulisce quella cantina?  scusate ma dovrei parlare con il capo……ci sono delle spese…che non capisco, ci sono  dei conti che non tornano, ci sono delle cose poco chiare..

Patrizia e Gianni all’unisono: E a noi lo dici?

Vito che non ha capito il doppio senso.

Vito: e a chi lo devo dire? Lo vorrei dire al capo ma lui dalle 10 alle 11 sparisce, dopo è sempre occupato! Quando ci parlo? Queste sono cose urgenti! A proposito ma voi avete capito dove va il capo tutte le mattine dalle 10 alle 11?

Patrizia e Gianni alzano un braccio per mandarlo al diavolo.

Gianni: Usciamo, tanto adesso il capo è occupato….vi offro un caffè, il mio ormai è andato…

I TRE ESCONO BUIO 

 

SI RIAPRE LA LUCE  NELLA STANZA DELL’INNOMINATA. SUONA IL CAMPANELLO DELLA PORTA LEI VA AD APRIRE CON PICCOLI PASSI FRETTOLOSI

L’Innominata: Chi è?

Detective: Sono il detective Marlone dell’agenzia Chiara Luce

L’innominata: Oh, apro subito….prego si accomodi

Entra il detective, si guarda intorno, si aggiusta la giacca, lancia un lungo  sguardo intenso all’innominata e le bacia galantemente la mano..

L’Innominata: (emette un urletto di gioia) Oh! co’mè galante…sa non ci sono abituata, all’inizio credevo volesse mordermi…

Detective Marlone: (tossicchia) Non posso credere che una donna come lei non sia abituata ad un semplice baciamano!

L’innominata: E’ proprio così creda, non ci sono abituata

Detective Marlone: Bene, veniamo al dunque in cosa posso esserle utile

L’Innominata: Sì, mi sia utile..la prego. Sono così triste, così depressa, così angosciata così…

Detective Marlone (interrompendola): Nooo, non deve più preoccuparsi. Ora ci sono io e vedrà tutto si risolverà. (mettendosi in posa plastica con la mano sotto al mento) Mi dica cosa la turba?

L’innominata: Detective…posso chiamarla Marlone?

Detective Marlone: Ma certamente!

L’innominata: Ecco…io non sono sposata…e frequento un uomo, sposato…

Detective Marlone: Ho capito,vuole sapere tutto sulla famiglia del suo uomo: che tipo di rapporto ha con la moglie, se ha dei figli, lo stato patrimoniale in caso di divorzio….

L’innominata: Ma no! Detective Marlone, non mi interessa la sua famiglia, io non voglio che lui divorzi, io sto bene così, io faccio l’amante eh! No, no. Il problema è un altro. Temo che lui mi tradisca con un'altra amante!

Detective Marlone: Ma com’è possibile! Un pezzo…di figliola come lei! Perché ha questo dubbio?

L’Innominata: ho un dubbio perché lui dalle 10 alle 11, sparisce sempre …non lo trovo in ufficio e non è a casa. Dove và dalle 10 alle 11?   Ho pensato ad un’altra donna e questo non posso sopportarlo. La moglie non è importante ma un’altra….

Detective Marlone: Sì, capisco. Effettivamente è un po’ strano…Non ha qualche idea, da verificare si intende, qualche indizio. Non so un profumo insolito, tracce di rossetto…telefonate strane sul cellulare…

L’Innominata: se avessi visto tutto questo, Marlone, non l’avrei chiamata, gli avrei dato un pugno sul naso e lo avrei buttato fuori di casa…questo forse no, l’affitto di questa casa lo paga lui! Mi dica Marlone cosa possiamo fare? Come possiamo scoprire qualcosa ? 

Detective Marlone:  (atteggiandosi) No problem, non c’è problema bambina…

L’innominata: Oh!

Detective Marlone: Io direi di procedere così, lo seguo…e poi una volta scoperto i suoi movimente, Zac! Una bella intercettazione ambientale, ho un’attrezzatura pazzesca!  E l’uomo è nostro!

L’innominata: Bene Marlone, la prego faccia del suo meglio, per l’onorario?

Detective Marlone: (sempre più tronfio) Non si preoccupi, l’importante è non far piangere questo occhioni!

L’innominata: Mi preoccupo! Le spese mica le pago io! Devo trovare un modo per farmi sovvenzionare da lui! Capisce, Marlone oltre il disturbo anche le spese? Eh, no, non sono mica scema!

Detective Marlone: (mormorando) Mica scema, no, no!

L’innominata: Arrivederci Marlone, conto su di lei (porge la mano per il baciamano, ma il detective distrattamente stringe la mano ed esce)

BUIO    

                 

 

ATTO III

(SI RICREA L’AMBIENTE DI CASA)

Intanto a casa di Giorgio è arrivato Paolo, l’investigatore privato dell’agenzia Occhio di Lince. Suona il campanello (PORTA DI SINISTRA) e gli apre Caterina (HA SOTTO IL BRACCIO UN PIUMINO DA SPOLVERO).

Paolo ha grossi occhiali da miope ed una leggera balbuzie.

Caterina: ‘Ngiorno tu chi sei?

Paolo: Ssono il signor (sottolinea il signor) Paolo, ppuoi dire alla signora chche sono qui?

Caterina: Va be’, signo’..,signo’ signora?(BUSSANDO ENERGICAMENTE ALLA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO) C’è uno che dice che è Paolo

Flora  apre la porta della stanza  e cerca di darsi un contegno di fronte a Caterina. Tilde è rimasta seduta.

Flora: (sulla porta della stanza) Venga prego signor Paolo, entri pure. Vai Caterina. (PAOLO ENTRA E FLORA CHIUDE LA PORTA) Caterina si allontana alzando le spalle borbottando:

Caterina: Ce capisci niente tu? Mo’ se ricevono li signori a letto….

Erminia (ENTRA DALLA PORTA CENTRALE)  la intercetta nel corridoio:

(SI FERMANO A PARLARE NELL’INGRESSO)

Erminia: Chi viene ricevuto a letto?

Caterina: che ne so…(INTANTO CERCA DI SPOLVERARE E DI TANTO IN TANTO USA IL PIUMINO COME PER TENERE A BADA ERMINIA)

Erminia: come che ne sai?

Caterina: io nun so’ niente e poi nun ho detto che quarcheduno viene ricevuto a letto…

Erminia:  Noo? L’hai detto tu e io non sono sorda…

Caterina: Quanto a questo….

Erminia: Quanto a questo che…cosa vuoi dire?

Carina: che lei ce sente bene …pure troppo

Erminia: che vorresti dire che sono un’impicciona?

Caterina: nooo… e chi l’ha detto?

Erminia: insomma chi viene ricevuto a letto?

Caterina: Nissuno, va be’ ?

Erminia: se non parli ti licenzio!

Caterina: Nun credo proprio, che volemo senti strillà la signora come  n’aquila? E poi er Signor Giorgio è tanto contento de me…mica vorrà da’ un dispiacere a su’ fijo?

Erminia: ma certo che no, e poi anche io sono contenta di te, cucini bene, stiri bene, sei ordinata…fidata

Caterina la guarda ironica ma non risponde

Erminia riflette un po’, poi cambia tattica

Erminia: senti Caterina, ho visto che ti piaceva tanto la mia collana…quella di vetro di Murano, mi farebbe piacere che la portassi tu…sai io non la metto mai,è inutile tenerla nel cassetto…

Caterina: a Signo’ che me voi comprà ma lassa perde, nun so niente!

Erminia: Come ti permetti! non voglio comprare nessuno io! volevo solo farti  un regalo e tu come al solito interpreti…e interpeti male. Vai a fare del bene ai ciuchi!

Erminia se ne va indispettita

Caterina: Je ce rode, altro che ciuchi! Mica pe’ niente è pe’ tigna …e poi mica me convince er Sor Giorgio, io pe’ sì e pe’ no… sto sempre dalla parte delle moji 

Erminia sente che la domestica borbotta, torna indietro….

Erminia: L’ultima parola è sempre la tua vero?

Caterina alza le spalle decisa a non rispondere

Erminia: A proposito

Caterina (non resiste): A proposito de che? Non stavamo a di’ gnente!

Erminia: A proposito e basta!.. devi capare la verdura e bene! Poi la lavi ancora meglio, l’altro giorno non era stata lavata bene…c’era un capello, lungo!

Caterina: Io l’ho lavata bene! sarà cascato dalla giacca de su’ fijo, com’era er capello nero o biondo?

Erminia: Smettila sfacciata, come ti permetti! Che cosa vorresti insinuare?

Caterina: io niente….

Erminia (imbarazzata non sapendo più cosa dire): meglio così, e adesso lavora! 

ESCONO ENTRAMBE DALLA PORTA CENTRALE, PRIMA CATERINA, POI ERMINIA che cerca di darsi un contegno.

BUIO STACCHETTO MUSICALE.  LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO SI APRE MENTRE E’ BUIO, SI ILLUMINA L’INTERNO

Paolo: Ssignora ci siamo

Flora (impallidisce): Ah sì?

Paolo: Sssì, il dottore ha preso un monolocale in affitto in un palazzo di via delle Mimose n. 5, è vvicino aallo studio.

Flora si porta le mani a pugno verso le labbra, poi mordicchia una nocca delle dita.

Flora: Avevi ragione Tilde, è vicino al suo studio…(e ricade pesantemente sul letto)

Tilde abbraccia l’amica e cerca di confortarla.

Tilde: Dai Flora, ormai ci sei, almeno ti togli il dubbio!

Flora: Certo, certo, però lo voglio sputtanare davanti a tutti, tutti debbono sapere che razza di porco è. Senta Paolo ci dobbiamo organizzare, lo dobbiamo beccare sul fatto…con delle foto…ecco sì delle foto, tutti debbono vedere chi è veramente il dottor Giorgio Alemanni! Lo dobbiamo cogliere sul fatto…deve fare così: lei spalanca la porta entriamo nell’appartamento  e scatta le foto! Lo dobbiamo cogliere di sorpresa

Paolo: Ma vvveramente….signora non so se… possiamo        

Flora: come non so se possiamo, possiamo eccome! con quello che pago!

Paolo: Ssì però…

Flora: Si organizzi per domani, perché io no ne posso più..non resisto un giorno di più. Si porti quella stramaledetta macchina fotografica, intanto corrompa la portiera se c’è, porti un fabbro, faccia fare una chiave per aprire l’appartamento, faccia come le pare, ma noi dobbiamo entrare, coglierlo sul fatto. E tu, Tilde, verrai con me, voglio i testimoni, voglio.

Paolo: Pppiano….Ssignora…ppiano! Non è così semplice!

Flora: Come dice?

Paolo: Che non è così semplice!

Flora: Perché?

Paolo: Sssignora….Vvede…

Flora: Eviti il signora così facciamo prima, allora che devo vedere?

Paolo: Llei (poi tutto d’un fiato) ha visto troppi film polizieschi, se fffaccio come dice lei mmi…sse faccio quello che dice lei mmi…

Tilde: Mimmì è una civetta che scherza con tutti…(canticchiando un’aria della boheme)

Flora: e smettila!

Tilde: ma è Puccini, un’aria della Boheme!

Flora alza gli occhi al cielo

Paolo: Come ddice Ssignora?

Flora: Non ci faccia caso

Tilde si stringe nelle spalle

Paolo:  ddicevo mmi arrestano…mi revocano la lllicenza...vede… la privicy..

Flora: Come sarebbe a dire? Che facciamo…ce la diciamo fra noi la sua scoperta? Ci vogliono prove caro lei, P r o v e, ha capito? Lo voglio rovinare, ha capito r o v i n a r e! Che cosa dico ad un avvocato, ad un giudice? Che un investigatore pagato un botto di soldi, incapace e balbuziente, ha scoperto.. e sai che bella scoperta…che mio marito ha un locale in affitto e allora?

Paolo: SSSSSignggnora, llla prego, nnnon mi insulti! Io che c’entro? è la legge!

Flora: Legge?!! Quale legge? Quella che protegge i fedifr.. non i defigr…insomma quelli là? 

Paolo: SSSignora..(concigliante)

Flora (esasperata): E la smetta di balbettare, non riesco a parlare nemmeno io!

Paolo (gonfiando il petto tutto d’un fiato): Non e colpa mia se balbetto e lei non mi insulti! Vva bbene pporterò la macchina fffotografica veeedrò  ppparlerò con la ppportiera! Però mia dia un po’ di tempo….facciamo dopodomani…

Flora si abbandona  disperata, singhiozzando fra le braccia dell’allibito  signor Paolo.

Tilde (chiama Caterina): Caterina accompagna il signore

CATERINA ENTRA DALLA PORTA CENTRALE è  vestita per uscire ed ha la borsa della spesa… (TILDE CHIUDE LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO)

MENTRE CATERINA accompagna Paolo alla porta CONTROLLA DI AVERE LE CHIAVI…PAOLO ESCE E Caterina (COMMENTA): Hai capito sti’ signori? So’ corna! E chi se perde sto’ spettacolo! Aho! Dopodomani ..dove ha detto che sta’? A via delle Mimose  5? E io lì sto, domani alle 10.

LA PORTA CENTRALE SI APRE , APPARE ERMINIA, CHE SUBITO SI RITRAE VEDENDO CATERINA

CATRINA HA TROVATO LE CHIAVI ED ESCE DALLA PORTA DI SINISTRA

Erminia (APRE LA PORTA CENTRALE  ED APPARE NELL’INGRESSO ): Dopodomani alle 10 a via delle Mimose 5.  Ci dovrebbe essere l’amante di Tilde, io ci vado. Voglio proprio vedere chi è! (parlando fra se) Dopodomani….benissimo, così ho anche il tempo per andare dal parrucchiere!

BUIO STACCHETTO MUSICALE.

L’INGRESSO CAMBIANDO LA DISPOSIZIONE DEL TAVOLO E ATTACCANDO UN PANNELLO CON LE CHIAVI AL MURO DIVENTA LA PORTINERIA.

Nella portineria di Via delle Mimose n. 5 Paolo cerca la portinaia

Paolo (SI SENTE LA VOCE DI PAOLO DALLE QUINTE) : Sissignora!! Signora Ppportinaia? (LA PORTA E’ QUELLA DI SINISTRA)

Portinaia: che vole, chi mi cerca? (ENTRA DALLA PORTA CENTRALE  E VA AD APRIRE  LA PORTA ESTERNA)

Paolo: Ssssignora ecco io sono…sssarei, vvvorrei

Portinaia: sono? Sarei? Vorrei? Ma lei chi è? che vole, non è mica un condomino io li conosco tutti!

Paolo: nno effettivamente non sono un condomino e lei non mmmi conosce..

Portinaia: e allora? Io non ci ho tempo da perdere io! Stavo pure a capà la verdura pe’ l’interno 5, ‘na cara persona un vedovo che se non lo curo io non ci  pensa nessuno!

Paolo: llei è molto cortese ee gggentile e quindi vede la pregherei…

Portinaia: li Santi se pregano e se pregano ‘n chiesa..allora?

Paolo: cortesemente pppuò accompagnarmi all’interno 12?

Portinaia: e perché? (lo guarda sospettosa)

Paolo: ppperchè lllì abita un mio amico e  devo dare da mangiare al gatto

Portinaia: e perché deve dare da mangiare al gatto?

Paolo: ppperchè il mio amico non c’è..ecco..nnnon c’è è andato via

Portinaia: e allora ci vada da solo! E poi a me ..nissuno m’ha detto niente!

Paolo: Capisco pperò vede…io ho perso la chiave, quindi llei dovrebbe gentilmente …prestarmela, ppuò accompagnarmi sse proprio vuole

Portinaia: ma io non so se posso (dubbiosa)

Paolo: llei voorebbe far morire un pppovero gatto? Morire di ffame? Ssia gentile ssignora..cosa racconto al mio amico sse il ggatto muore di fame? Si era così raccomandato (dice tutto d’un fiato al limite delle lacrime asciugandosi il sudore dalla fronte)

Portinaia: Aspetti qui un momento, mica lo so io, adesso guardo, vedo…chissà poi se le trovo ste’ chiavi…

Paolo è agitatissimo, guarda da sopra la spalla della portinaia per vedere dove va, lei sospettosa accosta la porta

Portinaia: eccole! Andiamo ma facciamo presto!

Paolo: ssì grazie sissignora

BUIO STACCHETTO MUSICALE.

IL PALCOSCENICO E’ TUTTO BUIO:

Portinaia: io nun vedo niente…non ci riesco (SI SENTE RUMORE DI CHIAVI)

 

Paolo: ddia a mme signora faccio io

LA PORTA SI APRE (LUCE DA DIETRO LE QUINTE CHE SONO LEGGERMENTE APERTE, SI VEDONO LE OMBRE)

 Paolo: Mmiciooo, miciinooo!!

Portinaia (RESTA DIETRO AL PALCOSENICO SI VEDE LA SUA FIGURA) : Allora?

Paolo: nnnno lo so…sarà ssscappato (suda abbondantemente)

Portinaia: ma come scappato?

Paolo: nnon lo so… vado a vedere 

PAOLO ACCENDE UNA torcia elettrica che illumina i gesti, prende dalla tasca un tampone per prendere le impronte della chiave, pasticcia un po’, poi RAGGIUNGE LA PORTINAIA

Paolo: ecco fatto!

Portinaia: e il gatto?

Paolo: nnno c’è, arrivederci signora (le mette la chiave in mano e va via di corsa)

Portinaia: booh!

LA PORTINAIA SI GIRA PER RIENTRARE NELLA PORTINERIA. ENTRA IN SCENA IL DETECTIVE MARLONE CHE PARLA A BASSA VOCE AL CELLULARE.

Detective Marlone: Ci siamo carissima, ho seguito il soggetto  e individuato un appartamentino, un monolocale, che ha affittato in  via delle Mimose n. 5. No, bambina non so perché lo ha affittato, certo che il tuo è più grande e sarà indubbiamente più bello…Adesso procedo con le cimici… Poi le spiego cara…adesso debbo lavorare. Ciao,ciao,ciao….

Detective Marlone: Portinaia! Portinaia!

Portinaia: Chi è? Chi me vole? Oggi non riesco a combinà niente..guarda se riesco a finì de capà sta’ cicoria!

Detective Marlone: Buongiorno signora…

Portinaia: ‘giorno, lei sarebbe?

Detective Marlone: Sono un amico del signore che abita all’interno 12..

Portinaia: Pure lei!

Detective Marlone: Come pure io?

Portinaia: Sì, proprio adesso è andato via un altro amico che doveva dà da mangià al gatto dell’inquilino del 12!

Detective Marlone: (mettendoci tutto il suo fascino) Cara signora, forse avrà sbagliato interno. Avrà portato qualcuno a dar da mangiare al gatto a qualcuno che abita vicino al 12….

Portinaia: Ma che stai a dì, non so’ mica rincoglionita! E poi è inutile che me fai l’occhi da pesce fracico. Con me nun attacca!

Detective Marlone: Carissima signora, non dubito assolutamente della sua perspicacia. Probabilmente sarà un altro amico con l’incarico di dar da mangiare al gatto. Io devo annaffiare le piante….

Portinaia: me sembrate matti. Ma nun poteva fa’ tutto uno? Dava da mangia’ al gatto, annaffiava le piante e se ne andava via!

Detective Marlone: Sì, ma vede…siamo tutti così impegnati, andiamo tutti così di fretta, con questa vita frenetica che facciamo tutti…uno annaffia le piante e l’altro porta da mangiare al gatto, ci si divide i compiti e si risparmia tempo…

Portinaia: Ma non risparmiate a me sta’ gran rottura! Eh va be’! tanto c’ho ancora le chiavi in mano. Tornamo indietro. Però a te non t’aspetto, annaffia quello che te pare e poi me ridai le chiavi. Se no, quando finisco de capa’ sta’ cicoria!?

Detective Marlone: Perfetto! Annaffio e riporto le chiavi…Grazie!

La portinaia si allontana e Marlone entra e fa luce con una piccola torcia.

Detective Marlone: (mormorando come se qualcuno potesse sentirlo) Meglio non accendere la luce …qualcuno, o meglio l’interessato se passa in strada potrebbe vedere la luce….Ah! che botta! Accidenti…ahi! Accidentaccio…ecco qua questo mi pare proprio il posto giusto…ne piazzo una qui….e un’altra qui…Fatto? fatto. Bene!

Detective Marlone ( chiama con il cellulare): Carissima, tutto a posto, è stato semplicissimo adesso esco dall’appartamento. Dopodomani mattina cerco di recuperare le cimici…No, non posso più entrare con una scusa. Vado quando ci sarà lui nell’appartamento, mi travesto da operaio, da esattore, da qualcosa insomma e recupero le cimici….Come? come sarebbe a dire che potevo dare un’occhiata  direttamente senza intercettare. Ma intercettare è il mio  mestiere, poi così abbiamo  delle prove su cosa accade nell’appartamento.  Quando arrivo io una persona si può nascondere in un’altra stanza, Sì lo so che è un monolocale, ma ci sono sempre i cari vecchi  armadi dove ci si può nascondere…quello  che è detto resta. Grazie cara, troppo buona…..ma si figuri …dovere. Ciao, ciao,ciao….  

      

BUIO STACCHETTO MUSICALE. (TOGLIERE TUTTO SPOSTARE IL  LETTO AL CENTRO CHE DIVENTA DIVANO CON CUSCINI COLORATI. LA PORTA DI SINISTRA VIENE SPOSTATA LEGGERMENTE IN AVANTI PER PERMETTERE DI VEDERE LE PERSONE DIETRO ALLA PORTA. LE ALTRE PORTE SONO CHIUSE.

BUIO SUL PALCOSCENICO

Flora e Tilde aspettano l’arrivo dell’investigatore vicino alla porta (PORTA DI SINISTRA SPOSTATA) bisbigliano fra di loro…

Flora: SOLO LE 10, speriamo che Paolo arrivi presto e finisca questa storia..non ne posso più, inoltre fra un po’ me la faccio addosso

Tilde: Ma non sei andata in bagno prima di uscire?

Flora: sì certo però quando sono nervosa ….

Tilde: Smettila, altrimenti mi contagi..

Flora: ZittaTilde, mi devo concentrare! Quanto tempo manca?

Tilde: Ci siamo sono le 10 e qualche minuto, fra un po’ dovrebbe arrivare Paolo

Flora: Eccolo!… (e si stringe a Tilde)

Erminia e Caterina (Bisbigliano ognuna nel proprio  angolo: Eccolo!

ARRIVA PAOLO DALLE SCALETTE CHE PORTANO AL PALCOSCNICO:

Paolo: Eeeeccccomi qua!

Flora (bisbiglia): Tutto  a posto? Macchina fotografica?

Paolo (incerto): Ssssì, sì.. anche se..

Flora (fa un profondo respiro): Basta! Andiamo!

          

Sono tutti in tensione, Paolo ha la macchina fotografica pronta, lentamente introduce la chiave nella toppa, si ferma aspetta un secondo in silenzio…poi conta: uno..due..tre e spalanca di colpo la porta pronto a scattare le foto, (SI ILLUMINA DI COLPO L’INTERNO) insieme a lui irrompono Flora  e Tilde… alle loro spalle PROVENIENTI DALLE SCALETTE DEL PALCOSCENICO arrivano Caterina ed   Erninia…. E per ultimo il detective Marlone in tuta da operaio.

Il dottor Giorgio Alemanni è seduto per terra al centro della stanza e guarda allibito il gruppo di persone mentre ai suoi piedi  passa … un trenino elettrico.

Sono tutti immobili solo Erminia si stacca dal gruppo…

Erminia ( apre le braccia verso il figlio): Ma sei tu!… bello! tesoro della mamma !.. che gioca con il trenino! 

 

F  I N E

 

   

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