Sergio Ciulli
Dello stare a bottega col pittor che le allegorie faceva, tal martinelli giovanni da Montevarchi uscito
o vero
Dellascoltare il dire sul far figure con colui che le pitture fece
( Al nascer della luce odesi brontolio del cielo e vento forte , indi salza Musica ad introdurre chiacchiera del Pittore che, ragionando con se, ad altri dice nel mentre in veste acconcia tratta la tela su cui ha da dipingere Rivolgesi pur al dipinto suo detto il Ritratto del Giudice o del Prelato che sta a lui nei pressi. Tiene a portata di mano qualche libro , un poco di bere e mangiare. A semina vivono nella stanza cose duso :arnesi del mestiere quali appoggi , colori, pennelli ma paranco ampolle e recipienti con farina ,olio di noce e di lino , biacca, colla dolce. E di poi chiodini, martelletti e quantaltro alluso di fabbricar del detto servir possa. Nel corso dellazione avran comparsa immagini diverse di tele fatte del pittore visibili ad occupar tutto il fondo, Cos accadranno per il ritratto del Giudice o Prelato compreso. Ad iniziare una v n chesser potrebbe Natura morta con fiori ).
Il Pittore cos inzia quel che dire sapr :
Questa sera, che una delle ultime sere che terr aperta bottega a ora tarda, sagita fora e anco ben dentro un rovinio ventoso che annuncia gelo e aperte cateratte. Lanimo se ne impaura e di far convito a discacciare uggia, chiede. E allor questo si faccia e che convito sia ! ( fa cenno indirizzato a color che seduti fuor dal palco lo mirano ) Anco se io, a dirla schietta, avrei sola volont di quieto starmene al riparo dalle umane ambascie, imbozzolato tra le gi fatte cosucce mie mentre altre mi preparo a farne; ( fa cenno e motto indirizzato ad immagine del ritratto del Giudice o Prelato che al modo detto compare )
Sempre che far ci piaccia a signori e a preti che su me paternamente vigilano, nevvero Emminenza ? li quali son coloro che pi me ne chiedono E me ne chiedono, si, ma sempre con pretesa di poca spesa loro e indi di minor mio guadagno, che questa da sempre la mala regola, haim, di chi fa arte e di chi larte compra, mondo rubaldo !
( vanisce lento il suono musicale )
( d impeto motto rivolge ai convenuti ) Oh, gente brava, mica sarete anco voi qui convenuti con tal frullio pel capo ?! Che gi bastano e avanzano cotesti, cotali e tutto il gran certame di color che con obbligo impongonti di presto fare a consegnare lopra e di poco chiedere ! Volesse il cielo mandare a costoro un malo grande che tutto di fistole gli avesse a sfare la pelle e il sotto e tutto il ( Si fa udir tuono duro e veder lampo breve .che frena il dire del Pittore ) Psss !! Frenati lingua, che il Ciel si risente ! E tu bocca statti chiusa, che gi nha il Martinelli di giudizi in sospeso Eh, a giorni m aspettano sentenze e gi troppo son io battezzato d esser poco aggraziato e litigioso. Cavalieri, merciai, orafi, setaioli, frati pur anco Un esercito v che mi fa guerra e di tutto maddebita ! E magari di costoro ve n pur tra i qu convenuti Hum, miglior cosa usar di buon viso, ch costoro mirano, ascoltano e magari poi a riferire vanno allEmminenza!( Botta di Tuono sordo ) Giusto vuol piovere , eh !( vanisce ritratto e torna la morta natura )
( ai convenuti sforzando moti cortesi ) Nulla, gente, nulla gli avesse a sfare Nissune fistole, illustrissimi ! Sono li miei accidenti tirati per facezia, non per verit !Si, si, a voi, a voi qui convenuti che ben rivolgo motto !Bene trovati e pi bene venuti a bottega, bravi ! Se non vi fan disturbo i densi odori dei miei oli di noce, o di lino, o delle cento e mille altre diavolerie che servono a far mestica onde inventar figure, ponetevi in tutto comodoNon v spesa a guardare Mentrio, finito dingessar la tavola, tela preparo con pasta di farina, colla dolcissima e quantaltro bisogna, potete voi satisfare curiosit , se ne avete Lavete ?Ma si, si che lavete, eh, al certo ! E la pittura arte che li occhi prende e in pi, afferma laretin Vasari, di poesia ragiona e molto sarrabatta a far bellezza di figure ! Cos , si, sarrabatta assai e assai di cose abbisogna per dar di s presenza ma per questo poter fare al meglio, vedete voi la stranezza, le occorre un nulla, ma un nulla eh, un nulla proprio Un pocolino dolio ! Daddovero ! Come nel far cucina, donne mie; o non lo sapevate che artiste anco voi siete ?eh eh ( accenna riso ) F facezia, eh, ma , se la vogliam dir seria, ebben si sappia che gli antichi pastricciavan con lova per temperar coloreSi ! E vi tritavano entro anco ramo tenero di fico acci che quel latte, con quel dellovo, meglio facesse tempera ! Fantasticate voi limpiastro attorno I puzzi, poi !Un disastro ! Finch un bel d venne alla mente allomo di ci fare con lolio ! . Oh, fu invenzione bellissima che fece uno nomato , udite udite, Giovanni al par di me! S ogni cosa; or ve ne faccio istoria, che tempo abbiamo da restare insieme. ( si fa suono di Musica atta al narrare a veglia - A chiamata appaiono i nominati e i luoghi di cui dice )
Al dunque : Era costui di paese estraneo, di Fiandra, tale Giovanni di Bruggia o come dicon loro: Brugges, suono difficile a favellare per noi di lingua tsca Vogliam noi mettere dar suono a MontevarchiEh !Vien da solo ! Questo fare con olio condusse a noi quaggi l Antonello nativo di Messina, un pittorone che gran cumolo d anni , dicesi, stanzi in quelle terre pien dacque e poco grate allossa. Tal ch al fin gli venne noia di tanto umido e nel tornarsi di qua da monti agli amici in Venezia port la bona novaOh, fate voi caso: Venezia, eh , anchessa terra dacqua ! Sar che lolio sullacqua resta a galla e bene vi si trova Ma datosi che ben galleggia anco sul vino, da un di questi amici d Antonello condottosi in Firenze a pitturare e a buono bere , lapprese, a volta sua, l Andrein degli impiccati. / rivolto ad un dei convenuti )Si , brav uomo, preciso, cos : vo dire di quell Andrea del Castagno, uom montanaro e ,alle corte, lo sciaurato assai che dopo il battagliar dAnghiari dipigneva gli appesi sulle facciate dei palazzi, no ? Eh, gente mia, cos , non abbiatene in schifo ! Quasi mai per campare polesi fare quel che far si vorrebbeDitelo a me che pinto ho pi madonne che fantesche ! Ma torniam noi a chiacchierar dellolio e lasciam stare d Anghiari il battagliare, ch di battaglia ce ne fu assai poca e le croniche son frutto di invenzioni( risponde ad altro convenuto )O bono omo. a che mi fate interruzione, che avete a borbottare sempre voi ? Al certo che cos ! Men che voi, lo san tutti che pi che battaglia vi fu zuffa . Lunga. ma zuffa ! Eh, non vi mor che un omo! E non di ferite, n d'altro virtuoso colpo darma, ma caduto, caduto da cavallo mentre impazzavan tutti ! Che aveva a fare una volta caduto ?! calpesto, spir ! Uno, un morto e tutti a casaMa dato che chi si contenta gode, di poi, tutti eh ?, tutti di poi fecero gara nel dirne battaglia grande E chi comanda, nel farne committenza a li pittori, la volle di figure colma; tante, che a spese poco bada chi gabelle pu mettereE i fiorentini, si sa, nel far gabelle e non badare a spese van per la maggiore Non come questa razza a voi e a me natia , che pur di poca mano mettere alla borsa al tutto singegnano Meno figure, meno figure, Giovannino sempre sono dietro a dirti e se, al caso che listoria lesiga, dipingi tu uno di zoppo pi , lhai a udire : Questa figura non avvi a entrar nel conto. Eh, manca uno tratto intero, figlio Hai voglia tu di fare replica e a lui dire ( al ritratto ) : Glielo miracolo subito, Emminenza ! Due pennellate e torna sano che quello monta , si rannuvola e sbuffa : Chi se tu, omo, per far miracolo ?! pentiti e risparmia lolio E intende, vedete il caso, proprio quellolio per macinar colori che nel tempo , dipingi e fai, fai e dipingi, eh, divenne di poi modo e arte di tutti E anco mia , quando da qui mi mossi per andare a bottega in Firenze dal Ligozzi ! ( vanisce il suono di musica) Oh, mirate, mirate che accension di colori , mondo bravo, apporta lolio ! i colori si mesciono e si uniscono lun con laltro, facili, facili Accade che, ( mostra un libro ) come insegna laretino Vasari, allartefice ne altro bisogna che diligenza ed amore per far bene le figure, le quali, grazie allolio, acquistano di maggior rilievo e quasi paiono uscire dalla tavola! Or dunque se lo dice un che par che nulla ignori del fare immagine , lo avremo a dir pur noiE voi per primi, se no a che venuti a far siete nella bottega mia ? Non certamente a isperar di far crapulaO gente , qui Inviti grandi non possio farvene Son magri i tempi e non si mette al desco n cappon n fagiano Giusto un bicchiere di vermiglio, se mavanza( controlla il fiasco ) Si, qualcosin ce n ( si versa da bere ) Pocolino, Martinelli, bevine pocolino, che a desinar non siamo ( fa augurio ai convenuti ) A cuore aperto, gente, e a vostra pr ! ! ( beve un sorso di vino ) Ah, bonino se tu che tutto mi rinfranchi dal fondaccio che qui dreco acqua spande e maddiaccia assai lossa Se poeta fossi tavrei a cantare ma son pittore e il vin dipinto, ahim, non tien sapore( facendosi aria in ragione dodor forte ) Ma profumo ignorante, si !Troppo, sin troppo , vero mie donne ?! Eh, ma io immantinente lebbi a dirvelo; stiamo a bottega e gli odori son forti Smovete aria intorno e pazientate che abbiamo a ripigliare linterrotta via che menare vi pu a conoscenza.. Vuolsi cos col ove si puote , vero Emminenza ? (odesi tuono e lampo ) Vero, eh ! si, siE pi io non dimando, e proseguo col dire che pria ancor del colore le opere hanno ad essere continovate di disegno bono, altrimenti non c olio che basti ! Regula vuole che buono pittore sia colui che il tratto padroneggia e a migliorar condisce con olio fino. Un far cha simiglianza collabbrustolir pane per farne di poi gran fetta unta, golosit gagliarda! Ma allerta, eh, non fia mai che per questo fare vabbiate a confonder con olio atto a pittura ! Pel pane vuolsi olio diverso, tal qual quello di Poggio qua sopra Si, brava donna, si, di cotesto che dite intendo Quello detto del Bracciolini,Un olio atto a far fette unte da resuscitar Lazzari e convertir Maddalene Vista la mia ? ( fa comparsa immagine Maddalena in meditazione )
Ne mangiava di fette, oh se ne mangiava mentre la ritraevo ! E rideva anco, la bella bocca tutta un gorgoglio Hum, se mandava a sangue quel suo rider sottile !Prometteva peccato ma di quel dolce, a ragion domoPer, nel farla io in tela, convenia fusse pensierosa E casta, anche se nuda A coprir le vergogne giusto una poca di stoffa , di colore ben atta a catturar la luce e riverbarne le carni. . Ma gli occhi verso terra, eh, penitenti ! ( sorride al ricordo ) Gli occhi, i suoi beglocchi, uhm, gi ( torna allusato discorso ) Penitenti, si ,glieli feci, ch notorio che le maddalene quando son penitenti, acquistano significazion maggiore, si fanno allegoria !( a far spiega ) Allegoria, intesi ?Parola colma, che possiede suono Come la vai tu a dire caschi ritto ! Pur il Vasari se ne compiace assai e illustra: ( sfogliaunlibricino ) : Usasi nomare allegoria una fatta immagine che occulta significazione diversa da quel che pare ! Oh, son parole erudite, di chi sa. Pensate voi che pur anco lAlighieri nebbe a far uso dellocculta significazione. E sin dal primo canto, quel d inferno, prestamente verseggia : ( facendo interpretazione ) Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta, una lonza leggiera e presta molto, che di pel macolato era coverta Lonza ? No, no, altro che Lonza ! Allegoria !E di che ?!Di sventura, se ben ci ragioniamo ! Oh, il Dante cha gi un momento difficile di suo , st nella selva oscura del peccato ( al ritratto ) , vero, Emminenza ? e ben per ci linci, lupe, leoni, un ben d Iddio di fiere gli si paran davanti . Allegorie ! allegorie le son, valenza dei peccati universaliE lui, i Dante peccatore, tentenna, ma alla men peggio va avanti datosi che ha da tornar a riveder le stelle e Beatrice, gi che v ! Vedete voi quanto anco donna polesser allegoria, eh ?! Ora, a giusto caso, poniamo noi di voler fare allegoria di cosa gentile e nobile. Eh ? Diciamo allegoria dellarte del far figure, allegoria della pittura Prenderemo noi una lonza ?! No invero, ch non v per quel che abbiam da fare miglior cosa di carne di femmina, in specie se bene in vista, nevvero? Si, si , cos ha ad essere. ( inizia un suono di musica che sollecita il ricordare e accompagna ,a tratti, le parole mentre appare a sostituzione altra immagine detta Allegoria della Pittura )
Io, per intendersi, per un dipinto che fosse allegoria della Pittura , farei che mi venisse a far posa donna bene in carne Fate conto come la Menica del Bigi, si, proprio quella con la quale ogni tanto mingaglioffavo Eh, lo sapevan tutti, meno il Bigi ! eh eh ( ride) Bella adunque , che avesse volto corniciato da capelli negri, ecco Sparsi . ritorti in maniere diverse e adornati da qualche ciondolo atto a catturare luce e a far contrastoPerch la luce quell in pi che fa carezza agli occhi e con lombra ricrea ! Poscia, a significare che la pittura non abbisogna di parole ma di colore, le farei bocca di rosso piena ma ben serrata in un mezzo sorriso che a essere c ma che non vi potria anco essere Sfuggente ha da mostrarsi quanto esser pu la pittura al primo sguardo, la qual bisogna mirare e rimirare se la si vuol ben vedere ! Sino a noia me lo diceva a bottega il Ligozzi : Giovannino, mira e rimira prima di ritener bello o brutto anco un tratto dun sol pel di pennello ! E questo io vo ripetendo a garzon miei ora ch mio turno tener altri a bottega Ma si, hai tu voglia !Al d di oggi prima spennellano e poi mirano O gente, uno ne ho avuto che impiastrava tutto quel che toccava ! Facea dei ges bambini che parean bestemmiati ! ( appare immagine di Bambinello Madonna del Rosario a sostituir quella che vera ) Lo messi a sbozzar panni, a far ritocchi indi Figliol dun cane, mentrio faceo notte a sciemare il bambinello che quel tanghero avea fatto in talo modo che apparia pi nano che creatura , ci credereste ? siccome ai giudici si sa che non son io gradito, non mi port egli in giudizio accusandomi di non farlo ben progredire ! Avete voi compreso ?! Ma stavolta mal gliene venne al buacciuolo ch bast chio mostrassi quel che malo faceva per ottener ragione, al meno in parte. Gli resi soldo, si, per i colori spesi ma la retta spettante me la tenni per intero, che le son spese parecchie a tenere bottega Cartoni, tele,gessi, olio, tempera, pennelli, colori, e poi mille e mille altre diavolerie che non basta la bocca ! Gli allievi poi, i garzoni Gente balda, giovane, che ha ganasce da tritar di tutto e spesso vuole anco alloggio ! E pinge sanza manco saper quello che pinge Gente mia, nobile esercizio la pittura, non puotesi essa fare senza applicar dellintelletto Lallegorie pi daltre opere ne hanno necessit grande ( Vanisce Madonna del Rosario.Torna limmagine Allegoriache ebbe ad esser avanti ) Per questo ribadire allora io, magari sulla fronte, porvi pure potrei la scritta: imitazione No, meglio no ! Gi mi par d udirli gli accademici : ma che s messo in testa quel tanghero della valle dellarno ?! Vuol fare filosofia ?! No, no , niente scritta Ma ben alluopo starebbovi i tratti della mia Maddalena, ch molto ha madonna Pittura a sopportare ! Spalle larghe al dunque , ben tornite e scoperte, dun bianco denso e trasparente che gola faccia Seno forte e poi, poi lo sguardo Dritto a mirare chi a sua volta mira ! E le ciglia inarcate, che mostrino pensieri fantastichi mentre pingePennello in destra mano, nellaltra tavola dei coloriE addosso ? Hum, poco, tanto non la avrei io fare intera Qualcosa di celeste polvere e di giallo dorato a contrasto, giusto quel tanto e non di pi Carne che illumina, ecco channo a vedere i cristiani, altro che vesti !Mirate, cristiani, mirate !( Vanisce limmagine Allegoria della Pittura e lenta vanisce anco la Musica in nel mentre e si fa botta di tuono udire ) Mirate, prima che venga a piovere
( rivolto al ritratto ) E li cristiani mirano, Emminenza, uh, se mirano ! E anco voi che pur tra li cristiani eccellenti eccelso siete, locchio ce lo gettate Oh, non v sventurata atta a star a seno nudo sui cantoni che, in guisa di pittura, alloggio non abbia trovato in cenacoli , chiostri o stanze vostre Un padre, siete ! Ch questo di Voi il popolo minuto va dicendo: Gli un babbo ! Si, e con di molti figli fan giunta le comari. Tra li quali in devozione mannovero, Emminenza, per fornir gloria allaltari ed a Vossignoria sempre E questo vo io fare anco col dipignere in muro, fusse che vavesse a pigliar fretta daver lopra compiuta in qualche vostra Certosa, che tante ce ne avete. O per palazzi, ancoChe pur di questi navete, alla grazia di Dio che sempre vaccompagni !I E. per tutto ci adornare, convien moversi lesti indi lasciamo stare gli olii e andiam con terre e bianco di travertino ben cotto. ( ai convenuti ) E anco voi, eh, gente ordinaria , dal chio vi dipignessi in muro potreste trarre frutto. Vi va a marito figlia e in casa restavi stanza cui fare abbellimento? A muro, a muro !.In muro si fa in un d quel che ne li altri modi pi tempo abbisognaci ! Ma per questo ben fare ha a esser condizione che la calce mantenga sua frescura fin quanto si vuol lavorare e non abbia a far crostarella E quinci, gi secchiate ! ( rivolgesi a una convenuta ) Si, si, acqua, acqua semplice, leggiadra donna, che con continuit bagnato vuolsi il muro nel farci sopra quel che da farsi c , eh !Disagio grande per casa sarebbovi, voi dite ? No, ma che A cosa fatta basta allintorno passar di cencio e straccio, dar ben di gomito. cos stanza non soffreE al fin dellopra gode la padrona ! ( odesi botta sorda di tuono. Al ritratto ) Nello spirito, Emminenza, ben sintende, nello spirito E anco nella vista gode di poi, al certo, si, si, ma Eh,a voler trovar pelo un ma v O allora ?! Un ma non manca mai nelle cose dellomoDice giustappunto lomo Vasari - sempre lui - che: ne il lavorare in fresco bisogna giuochi pi nel pittore il giudizio che il disegno e che egli abbia grandissima pratica Dee posseder destra mano, risoluta e veloce e udite, udite o voi aver ben chiaro ci che fare vuole ! Inteso, brava gente ?! hanno i pittori a ficcare bene in testa chementre che il muro molle i colori mostrano una cosa in un modo che poi, secco il muro, non pi quella rimane, mondo reo ! E quei colori, al ritocco, hanno ad essere privi di colla di carnicci, o gomma o draganti o rosso duovo, ovvia , essendo tali cose che chiarezza a lor tolgono , ne appannan la presenza e in poco le conducono al nero! Lavorino a fresco dopra e non ritocchino a secco, ha da essere. Regola questa che pi lunga vita rende alla pittura in genere. E similmente lunga vita rende pur al pittore che la fece, posto che questi non di sole acque sia bevitore e col vino intrattenga consuetudine . Questo ha da farsi a fresco, a tavola imbandita e non a secco di mensa !( mostra un libercolo ) Ecco, sta qui ben scritto: Inter prandendum sit saepe parumque bibendum E poco, e spesso tu berrai nel pranzo dirsi si vuole. E niente ritocchino al di fora, udite udite: Ma nulla poi berrai da pranzo a cena ! ( al ritratto ) Si Emminenza, sial certo ! Regola sanitaria salernitana questa Vho colto di sorpresa, eh, Emminenza ?! Un tanghero par mio che saccompagna a tale scritto miracolo grande assai , di tanto in pi di quello della mula ( appare immagine Miracolo della Mula)
Eh, lomo bestia pi bestia della bestia, lo si sa Pure , talvolta, accade che nel far arte singinocchi al sacro a guisa della mula e lopra sua riveli dogni bello Al pittore concesso dipignere miracoli, vi par poco ? Quello della mula tale che il pittore che lo vuol dipinto ha da ben ( ai convenuti ) Come hai tu detto, omo ?!( irato ) Il Cigoli, hai tu detto il Cigoli, lho ben udito ! ( sforzando calma ) Solita istoriaSi, se tu bravo omo, in vero il Cigoli ha pitturato mula , si , e poco avanti che ci facessi anco io ! ( sarcastico ) Ma sai che hai tu a conoscere ? Che anco il Beccafumi ebbe a ritrar la mula, e in avanti del Cigoli ! E in avanti ancor del Beccafumi , il sommo Donatello piglia la mula e rilievo ne fa allaltare del Santo, in quel di PaduaE qui marresto, che navrei da citartene, omo, scorrendo gli anni E non solo movendo a capo in gi, ch di ieri che anco il genovese detto il Sordo , il Badarucco , se n fatta una Eh, appetita la mula, pi di donna pubblica , cos io pur lho messa in tela, omo, per contentar le monache agostiniane. Si, omo, si, quelle che han la madonna che fa ingravidar le putte che la preganoSe capitasseti mai daccompagnarvi figlia che, pur menando, stenta, mirala la mia mula, e compatisci se non del CigoliHo del mio meglio fatto e ancor oggi mi garba( a tutti i convenuti ) Eh, l ce nho messe figure, tante ! Oh, a sostener le spese veran color che stanno nella confraternita del latte, non le monache; gente laica, fornita ! indi niente zoppi ma figure sane, intere, e ben dipresso a chi mira onde fornir quinta alla scena E ricche vesti poi.. E oggetti alti E metalli e il baldacchino anco, il santo e il suo apparato, la mula ginocchione Quel che bisognava pingere per narrare la storia lho io pinto. E ancor di pi , ch per ben traguardare il fondo e favorir di prospetto. ho messo pure, su colonne, giovani rampicati E a mano manca , sul davanti, mezza ginocchioni, una putta che sorregge un fanciullo..,No, no per contentar le monache, Emminenza, che a quelle bastano i vostri Ho ci fatto per aver migliore scena, dar forma naturale, infonder vita ( da quel che dice preso ) Che questa larte nostra: far si che essa espenga quel che si nella mente immaginato per poi, mostrarlo ad altri E sanza far risparmio di colore, di luce, darricchimento ! Occorre far s che duratura impressione ne consegua in chi mira e ne riporti a chiacchiera laccaduto illustrato, ne avvalli il detto A dirla tutta, gente, a dirla tutta ( abbassa tono e si fa circospetto ) O voi, fatevi presso, che non abbia ad udire lEmminenza, che a modo malo la potrebbe intendere A dirla tutta, conviene sempre ai Maggiori che chi guarda abbia a prender per vero quel che vero non Ma, psss, daltro si parli ( torna a parlar giusto al ritratto ) Vostra grazia, visto bellostensorio glho messo in mano al Santo ? Par opera di orafoE che gialli, che rossiE poi, quella chiesa sul fondo, pare vera Non vien voglia dentrarvi ?! Eh, ma a voi lo vengo io a dire ?! Compatite, Emminenza, atto son solo a dar pennellate e a dir facezieO ad ascoltarne a vegliaToh, giusto in mente una me ne torna la quale, non son molti d, ebbi a sentire (accenna riso ) Mah, un tal strulleria che giusto a noi minori rende gusto, non certo a vostra grazia La dico sol per loro, per far trascorre tempo..( ai convenuti ) O rustici, prestatemi lorecchie che v ho narrarvi quel che altri diceva. ( al ritratto ) Non io, Emminenza , non io ( ai convenuti ) Allora, udite : ( fa teatro con la voce mentre sode Musica festosa ad intrattenimento ) M morta gatta lamenta donna al prete. Il prete fa consolo, e poi gli fa: Cos ha voluto il cieloVanne in pace e fa limosina. Molta La donna fa limosina ma non parte. Il prete , brusco, chiede: Che altro hai da rimanermi presso ? M morta strana aggiugne donna . In breve, dimmene pazienta il prete. La donna segna croce e fa voce : ginocchione, m morta ginocchione sulle zampe davanti Subito prete rizza orecchio e dimanda : E che facevi tu durante questo ? Ero in faccendeSpolveravo i Cristo che tengo a capo letto biascica donna. Il prete , alludir ci, pria si fa scuro , indi tutto si schiara e poscia sbercia: Miracolo ! Fu Miracolo !Della gatta, miracolo e scampana a raccolta il mondo tutto cui narra come qualmente la gatta, avendo da natura appreso che fusse ad aver fine il tempo suo, genuflessa allimmagine sacra si era per aver perdonanza ( variazione : daver topimangiato ild di magro ) de li peccati sua.. E ci ti serva omo conclude il tonacone a rammentarti di far limosina sempre allo tuo prete, onde mondarti in tempo pria di ritrovarti ginocchion a buco torto.. ( al ritratto ) Ridono, Emminenza. Ridono!Visto ? Non v di che temere ( ai convenuti )Bravi, ridete, ridete della gatta Mao com ordunque che non ridete voi della mula in ginocchione anco ?! Eh ?! Fusse che sia che avvenimenti e fatti nella mente sabbarbicano parimenti a comun te le racconta ? Mah, v da ragionarviAlmen mi pare ! ( vanisce immagine Miracolo della Mula e vanisce anco la musica )
E ancor nel far pittura molto da ragionare v essendo che il disegno, ricorda a noi laretin Vasari, il disegno padre delle tre arti nostre , tre femmine: architettura, scultura e , eccoci allolio, la pittura ! E il loro babbo, il disegno, insiste a noi dire il Vasari cava di molte cose un giudizio universale, simile a una forma , o vero idea, di tutte le cose della natura. intesi ? Or, se io vi ragiono, questo affermare a me par abbia ad intendersi , alla breve, col far col pennello quel che la natura da par suo gi fece, nevvero Maestro caro ? ( Si fa lampo . borbottio di tuono e nuova luce in scena e compare immagine autoritratto del Vasarida cui viene suono di medesima voce che fa colloquio con il Pittore )
Eh gi, dichi tu bene Giovannino, ma fatti attento a non credere che basti a chi pinge imitare e far le giovani con aria dolce e bella e i vecchi gravi sempre daspetto, come natura fa. Bigna si che la istoria raffigurata sia piena di cose variate e differenti luna da laltra come in natura , ma bigna anco che il tutto sia a proposito sempre di quello che si fa. Ah, volete voi dunque dire che vha da esser un pensiero nella mente che guidi ben la mano, a modo che ogni cosa corrisponda ad un tutto dellopera, nevvero messer Giorgio ? Daddovero ! Cos , bravo Giovannino ! E che ho io a fare per ben far di questo ? Facile ! Fa tu in maniera che quando la pittura si guarda rappresenti la intenzione del pittore e non le cose che ei non pensava. Hai tu bene afferrato ? Al certo, maestro, al certo. E allor smorzami i lume che lora tarda anche pel trapassatoNotte bona, Martinelli, notte bona A voi Iddio la dia, Maestro, a voi, e vi sia lieve terra. ( vanisceimmagine Vasari e suo suono. Cambia luce in scena . Il pittore ai convenuti dice ) Compreso, gente ?! E egli come dire Vas condimenti praeponi debet edenti , no Emminenza ? ( agli altri) O vero Fa che nella tua mensa il sal vi sia comafferman color che scienza hanno di buono cibo Ma, affermo io, per cosa dingegno non di quel da cucina a noi ne occorre ma di quel d intelletto, saledel ragionare, che da ci gusto viene a tutta lopera V chiaro adesso ? Oh, ve lho detta in latino e in volgare . Potrei quasi pormi indosso toga e addottorarmi, via ! ( fa picciolo riso ) Let, let lavrei per apparire cotale, no ? Mancherebbe sol pelo per rafforzar figura( a se contrario ) Hum, no, Martinelli, no, non solo pelo ti manca Mancati cerebro ! Sei caposcarico, hai tu animo facile allaccendersi, timbrighi , rosli e troppo ami far di modi tuiE col tempo ingaglioffi malamente, ch lore e i giorni correre tu fai a danno tuo e de lopere chhai da consegnare E da ci che ricavi ?! scontri minacce tribunali ! Ove, qual Baldassarre a convito, vieni tu computato, misuratoe diviso Mene, Tekel, Peres , o via ! ( ai convenuti ) Si, si, pi tardi, pi tardi vi fo spiega, ch ci torniamo al Convito, ci torniamoMa istoria lunga, eh ? Chiedetene al Dei Ridolfo , il committente ( divertito ) Sa Iddio il penare, il fiele che se ne ebbe pria che glielo finissi Oh, di anni ebbe a passarne una dozzina , se non di pi, per averne consegna E se non era pel tribunal dellAccademia che me lingiunse , pi ci mettevo ! ( torna ad esser serio e con acceso fervore ) E a ragion ne avrei io tempo pi messo ch lartista, mentre che fa, sente diverso a lomo che sol guarda Chi pinge vede luce, non soltanto colori, e d ogni ombra che al color consegue poscia sente quel che essa nasconde e allor, allora ne va in cerca! Tempo. tempo occorre alla cerca, o benedetti, che non sempre si trova al primo morso il sapor giusto ! Ecco, si, morso Morso parmi parola atta, che allor che fo pittura nascemi dentro a le fauci un acqueo salivare, murge appetito ecco !. Ma ho voglia a far figure ! Millanta delle meglio fatte non mi dan nutrimento se non vho colto pensiero ! Mondo reo, che vale aver abile mano per dar cibo alla bocca se quel che ingolli poi non ti satisfa ? E io ho bocca difficile e in pi ventre capace! Vedete se voi se non ho io necessit di molti morsi per satisfar mia fame, mondo reo ! Ma si, vai tu a spiegarlo ai committenti. Solita istoria, Martinelli, hai voglia tu di mirare in avanti; loro mirano addietro ( al ritratto) Come dite, Emminenza ? Loro caccian danaro e in avanti proprio ?! Eh, ma lanticipo consuetudine, Emminenza E poi ci son le spese di bottega, laffitto della stessa, voi ben lo sapete (odesi botta di tuono. Tacendosi al subito, tra se ) Mondo rubaldo, che m ito fora ! ( al ritratto,cercando il divagare ). Laffitto, Eminenza, laffitto ! giusto di ci stavo io a dirvi Aspetto a giorni una rimessa da quei di forivia , poscia dogni aver vostro vi saldo. Pazientate , Emminenza, pazientate ancora un pocolino Nellattesa, a compensarvi, vi vo far dono duno mio schizzo, si, si No no ci tengo ! Magari a lapis rosso, eh, che pietra venuta di Alemagna, tenera tantoO me lo preferite a pietra nera, quella franciosa ? ( rovistando tra carte e cartoni ) Ecco, ne ho trovo uno a inchiostro bruno ancoNo, no, troppo picciolo, e poi Sansone e Dalila soggetto abusato ( trova quel che cerca e appare immagine Santo Francesco che riceve stigmate )
Questo ! si, si questo, al certo si, , questo va ben per voi che ne siete devoto: Santo Francesco che riceve stigmate , ch poi uno mio primo pensiero per quel lacoro fatto per la collegiata in Sarteano, rammentate ? quella pala che nel pingere ho poi modificata, si, quella Cho messo meno roba ma il santo riman quello, eh Che vi garba, Emminenza ? Ah, si.. si si lo so, il Francesco l un po strapazzato, l l l pe cadere in svenimento Oh, d'altronde le stigmate fan male ! ( ai convenuti ) E lomo lomo, no ? ! Hai ben tu voglia dessere santo ma se dal cielo ti piovono carezze di siffatta specie, o ges bono che vo tu che faccia il povero francesco (odesi Botta di tuono e luce assai di lampo.Silenzio. In umilt al cielo e al ritratto ) MI taccio ! Non lo fo pi Lo giuro ! ( fa gesto di giuramentoinfantile e sulle dita pone labbra ) Pcci ! Bacino e tutti pari Chiedo venia, Emminenza. Compatite e intercedete al Cielo per luom che sono Il Martinelli, voi ben lo sapete, quando dipigne fa bona predica ma a chiacchiera la fa for di cornice. E poi for di misura saccavalla in pi cose, vien fora quel che : roba minore ch ebbe natali oltre le mura e tiene modi poco rimpulizziti Ho da stare in bottega e non per via E da solo, si, da solo, cos freno mia lingua ! (subitamente ai convenuti, complice ) No, fermi. fermi , restate, non lo ist a dir per voi. Ci mancherebbe ( indica il ritratto ) Parlo per lui( indi riflessivo ) E anco un p per me Eh , bigner proprio chio prenda decisione di far salasso onde purgar il celabro e la mente, ch ben maccorgo quanto meccede umoreE pur malinconia mabbonda e ho incomodi del ventre, e rutti acidi e acquosi, e i sogni son di piombo E per nulla farmi io mancare flemma mincombe, eh, e ogni giorno che ho in pi e lossa tiran lumido! ( prova dolenza ) ohi, ohi, gente mia, quant bella giovinezza eh ? che si fugge tuttavia , mondo ladro ! ( si assesta , rivolto al cielo )Concordo, concordo, messer il Magnifico, e anco concordo nel sapermi danni pieno . Meglio indi farecome il vostro Sileno lo quale se non pu star ritto, ride e gode tuttavia almeno ! ( abbozza riso ) Al dunque: Chi vuol esser lieto, sia, tanto Di doman non v certezza , no ?! ( a festa, con vigor nuovo, sgombra tela e apparecchia tavola in allegria per convivio mentre si fa udireMusica conviviale ) E se cos facciam convito allora gente, forza, uniti stiamo per trovar sanitTavola sapparecchi , ch mhan promesso i miei sodali far desco insieme per ingannar la noia !Li vo io attendere nei consueti modi di brigata, ricercando umor bono ! ( versandosi bere ) Su, diamoci del migliore che Quanto miglior il vin che bevi, tanto migliori in te genera umori , sentenzian gliscolastici ! . E aggiugno io : ( a dirrime, sollevando il calice ) , E far ci sia cosa che alla morte pesti un pi ! E dolore ed insana fuggan da bottega miaO Segnor, per cortesia mandame lallegria ! Ch non ho io sete del martirio, ma sol di questo nettare ! N ho sprezzo del corpo, qual fussi frate in umbra terra che invoca a se febbre quartana, la continua e la terzana e la doppia cotidiana E a rincalzino, pur chiede mal de denti, mal de capo e mal de ventre ! No, Emminenza, no, con tutta osservanza, allo frate penitenza, al pittore la valenza ! E per questultima cosa possedere serve si animo scevro ma anco corpo sano . E ben nutrito Eminenza clarissima, voi lo insegnate: lomo opra del sublime architetto Lui lha messo per ritto e per tenercelo gli ci ha ficcato entro un ballin dossa; almeno dugento e diciannove, afferman gli scolasticiHai tu voglia dimpiegar calcina per tener su tutto ! E qual miglior calcina v per chi da Iddio ha avuto messi in bocca denti trenta e due che non sia il chiaropane, la rosata carne, il vin vermiglio e loro giallo dun buon brodo grasso ?!E non sto a dir del fico verde e dellambrata uva !Che tavolozza, gente, eh, che festa di colori ove intingner la bocca a mo di spatola e dar unione a tanta discordanza spalmandone lo ventre Con osservanza, certo, come si fa per tela; accordando lun a laltro colore secondo la figura, attenti a non recar offesa allinsieme, ch quando i colori sian messi in opera sin troppo accesamente , eh, allora il disegno ne viene offeso. Saccozzagliano le figure, pinte pi dal colore che dal pennello. Se troppo del colore carico, il corpo soffre, perde rilievo e forza, abbisogna di spurgo ! Regula prima: Tu nunquam comedas, stomachum nisi noveris esse purgatum ! Mai non mangiar, se da mal nati umori prima non hai lo stomaco purgato , eh !Con bona pace delle orecchie pudiche, sarebbe come a dire : Di quel che troppo hai, i fiati mai dei trattener nel ventre ( si ode sulla musica un brontolar di tuono. Ai convenuti ) Avete udito ? Lo fa anche il cielo, non lo vogliam far noi ?!E a maggior ragione lha a saper far con lopre sue chi fa profession darte e invita a lauta cena pur gli occhi vostri Su, lustrateli, comodateli meglio i vostri lumi, che or li porto al descoE giunta lora di far convito ( aumenta ilrombardel tuono , sale la musica ) Ecco, mirate, viene Baldassarre ! ( appare immagine del Convito di Baldassarre uffizi La musica conviviale dissolve su lampo e un rotolar di forte tuono. A commento di ci il pittore fa motto ma con cessata baldanza, mentre continuasi ad udir tempo inclemente misto a suoni di singolo strumento che fa musica )
Hum, eccoci allacqua allor di notte E tuono e lampo or mi flagellan bottega tal quale avvenne al Convito in Babilonia ! ( a narrar cosa di paura ) And cos : Dentro vera baldanza , vera crapula, ma fora il cielo sera fatto pece e ne venia lume sghimbescio a sciabolar la vasta, granda sala. Mirate o voi, in alto della tela, quella poca luce svelar la curva absidale entro la tenebra. E altra luce anco traversar le genti, mirate, che rade le fattezze e rende dramma alla scenaO voi, vera musica si per rallegrar ma a tender lorecchia sudia gemere vento, far scompiglio natura, presagi mali al mal peggiore il quale avvenne e fu quando la mano tracci le parole e ( al ritratto, come per interruzione subita ) Come dite, Emminenza ? Ah, se anchio vera, eh, ? No, al certo no, ma , compatite, a me par che per narrar bona istoria occorra starvi entro e, al caso, lavorar dinvenzione ! Ma se questo peccato, subito nesco, schizzo fora ! Mica vo fare la fin del Baldassarre io, no, no ! Miratelo, miratelo, poveromo ! Par di sasso, impetrito dal terrore , la mano manca inabbandono e il corpo a punta culo sulla sedia ! Hai voglia tu a vestirlo arancio ed oro; per contrasto par sgomento assai pi e non v luce che non gli faccia ombra ( ai convenuti ) Si, bona donna, lombra di peccato, avete colto a punto, brava ! Che lo notiate mi conforta a buono, Eh, si, vuol dir che m venuto pennellato bene Sin nei calzari, no ? Che dite dei calzari , o bona gente ? Vi vanno a genio ?Vedete, buffa cosa ma ai calzari ci tengo Sar che assai son ito a pi nudo quando fui puttoO anco che tanti nho pinti per il Ligozzi al tempo dellapprendere ( ridacchia ) Giovannino diceva, quandera a conclusione di qualche opra sua calzami ben quello in fondo, fammici ornato. E mettici passione , eh, che lanima alberga anco nel piede !Io di questo suo dire ne ho fatto puntofermo, sempre ! In tal Convito dogni figura ho cercato il moto interno e ch da ci derivasse sua postura. Mirate bene : chi pi da presso sta alla terribil mano apparsa a far scrittura, pencola allopposto, se ne ritrae, ch questo che fa lanimo quando importuna giunge mala sorte. I convenuti altri, i pi accosti al meschino ben calzato, stanno impetriti, ghiacciati, fermi di gesti e lun nellaltro van cercando confidenza e riparoE a spartire gli uni e laltri ho messo femmine due .acchinate e stranite. Ve lho collocate per fornir perno e far qulibrio . atteso che , vero messer Vasari ? atteso che : .. la collocazione non altro, nella pittura, che l aver spartito, in quel loco dove si fa narrazione, spazi concordi al giudizio dellocchio e non difformi allo spirito dellopera . Che come dir, a dirla stria stria: guarda bene, o pittore, che lopera sia un grovigliar di pieni e voti in equilibrio con quel che dir si voglia ma che, al contempo, abbia di verit invenzione !E questultima cosa ottenere si pole nel ritrar figure di naturale vive, incontrate per via, o alla taverna, o alla chiesa O averci fatto pratiche ! ( saccende e indica il quadro ) O voi, l ve n pi d una con la qual ebbi a conoscere quel che conviene di saper conoscere per far bene gli ignudi !La Menica di Bigi, v di sicuro E pure i Bigi v , con barba e peso danni, ma pelato, quale in verit non fu mai ma cos lho io qu inventato per far posto( a far riso, facendo gesto di corna ) al suo portar gli orpelli, eh ?! Al dunque, di quanti ne contate, molti pu capitarvi dincontrarne fuor dalla tela. Magari avete ora, seduto a voi di presso, larmigero che inquadro ritto sta e dimora alle spalle del suo Re ! / ad un dei convenuti ) No, no, vossignoria non si faccia confuso, resti comodo, era colui non di qua, era daltro paese( a tutti ) Ma avete voi veduto ? Tutti eh, tutti a mirarsi intorno umano istinto quel del ravvisare. E ben per ci che colui che pinge dee saper far anco da sconciaossa, accorciando o innalzando, mutando tratto dorigine in altro similare Che se ci non facesse, sai le quistioni e lurla ! in special modo di mariti e suorine Eh, tutto , tutto si pu mutare col pennello, render diverso, nascondereSi, tuttoTutto Ma non lo sguardo ! Lanima in quello saffaccia e hai tu voglia di purgar la pupilla con colore diverso ! Quel che v dentro torna fora, sempre( mutando umore in rammentar sottile) Come incoleial cui bel fianco colonna fare per molto m piaciuto Dentro a se ella avea di suo meglio ! Assai, assai di pi di quanto lasciasseti mirare larmoniosa sua carne Avea di pi, di pi dognaltra, e mai maccade di veder, per dirla a madrigale, che laere tutto nero ne macchiassi il candor del bel sembiante !
( si fa suono di musica madrigale con voce femminile che canta frammento dal Ballo delle Ingrate accompagnandone immagine che torna di Allegoria della pittura ) Femmina era e tali luci avea nel guardo che potea suggerir desser o far da poesia e, al contempo, apparir musica, allegoria divenir dognarte o disciplina, rustica o nobile in uguale misura . A ci bastava concedesse il volto E sol per me posava ad esser questo !Per far daltro di tutti era e tutti lhanno avuta( fa gesto riferito a pagamento ) Ne bastavan pochi per innalzarla alle glorie degli altari ( al ritratto ) Oh, Emminenza, anco voi, eh ? qualche santa in cappella, di quelle un po di sbieco, ha la sua carne bassa( Botta tuono forte. Al cielo) Eh, cosi !( ai convenuti ) A chi imbrattava tela non risparmiava carne ma il volto suo, gli accesi occhi, lho goduti sol io quando, compiuto amore e illanguidito il ciglio, ne facevo tronca figura con nelle man strumenti atti a far arte o a suggerir pensiero e, udite udite, puranco suggerir ( divertito) moralit e virt. Me nera grata assai di cos reinventarla, ne traeva lusinga e mabbassava il costoSi, vera storia tra noi, ma il lavoro lavoro e lamor non ha ad entrarvi ( si dissolve piano la Musica, vanisce immagine Allegoria e torna immagine del Convito )
Cos, quando esso abbia termine e divergon le strade, siam tutti pari e nullo v davanzo Mene, Tekel, Peres Computato, misurato, diviso, come scrive la mano sovra quel muro nel Convito. Ma la scritta celata a gli occhi nostri ed femmina che a noi vi richiama attenzione, mirate ? Par che voglia dir . ( di subito, come ad aver uditocommento ) No, gente, no, non cadete in errore, non ella la mia, non quellaMa pare a voi chabbia sguardo da suscitare voglie ?!Manca pur di sorriso !La mia v, si, si v Sta in questo acceso panno ch la sol cosa che di lei trattengo ( solleva da se accanto panno rosso, vi gioca appena ) Mirate: tiene torta la testa e volge spalle al mondo, comoggi di sua sorte E In sua vece doviam tenerci laltra col puntato dito ad indicarci che presto presto avran termine i giochi. E nel ci fare a noi severo tiene il volto, comanda e appella a far la parte nostra, ci garbi o non ci garbi poneci entro la scenaCh noi tutti l stiamo, in un convito che , haim, o prima o poi, ha da farsi interrotto. Stiamo di l di gi, con nera donna accanto, assieme a lei fissando, muti, quel mal doman che magari gi loggi. ( tuono e lampo ) Udite ? batte lora Eh, il tempo scorre e dal suono che manda parrebbe un gran tempaccio. Stateci accorti. Tra poco avete a sortir fora e sar buona cosa intabarrarviVo farlo anch io, che oramai non conviene sperar che dei sodali miei qualcun vivo si faccia. ( a seguire inizia una vestizione con mantello , cappello, sciarpa alla guisa del suopresunto autoritratto ) Lume avete con voi ? Che s, una torcia per frugar loscuroSe ve ne serve chiedete, ch io sempre ne tengo. ( mostra torce ) E ben largo cappello anco ponetevi a riparar la testa, confortant cerebrum, omo Da noi il vento tramontano batte. Non quello divino del Convivio ma pela Date retta, acconciatevi, fate come io faccio, ch brutta bestia il reuma( colpo di tosse ) E se divien catarro porta bronco alle fauci ed alle nari coriza Coprirsi, coprirsi, ch non m mai garbato di far morte nature ! Me n bastata una Coprisi e a protezion maggiore farsi anco un goccio( si versa da bere ) E il vino spiritoso rimedio che riscalda cuore, paracuore e allontana al contempo ogni timore , restituendo brillantezza di colore alla figura tal quale tal quale( entra suono di Musica evocativa, favoleggiante, su cui sadagiano,sino al loro termine,leparole e unaimmagine in lenta formazione che va a supplire laltra)
Eh, eh .tal quale vedesi nelle tavole del Maestro Buffalmacco, dallodor di tanto vino impregnate... Al certo io dico che se mai a Vossignorie fosse dato il benefizio dannusar da presso un dipinto del Buffalmacco sappiate - come narravano le lingue sacciute delle monache agostiniane - . sappiate chegli fu colui che trov quella nobile e lodata invenzione di stemperare i colori, ancor prima dellolio, non con acqua di pozzo, ma bens con la pi brillante Vernaccia de nostri colli...E da quando questo gran Maestrone cominci ad usare vino tra i suoi colori i santi che dipingeva nelle mura eran tutti condotti di buona maniera: .giovaloni, allegrocci .pastricciani, che se ne diceva fino alle porte di Parigi e di Arezzo, maravigliandosi ! ...Ma in avanti che il pittore trovasse questa vinosa invenzione, fate voi conto che le sue pitture fossero scolorite...pallidacce !...muffate !... ritratti perfetti dogni ipocondriaco bevitor di sol acquaE a questo evitare, se posso, ancor oggi mattengo usando bene lolio per la tela e versandomi vino quanto basta a profumare opere e pensieri e alleggerir le ansie ! ( al ritratto ) E anche voi, Emminenza, se istempererete i colori della vostra paura, qualche volta, con un poco di bere vin prezioso certo che andrete pi facilmente riacquistando buona cera e assai migliore spirito ( ai convenuti ) Che per gustare larte, con garbo e a tempo, lanimo ha da esser lieto e il corpo sano. Di questo vi d parola e con questo prende da voi licenza Giovanni, di Lorenzo di Giovanni , comparso alliniziar del mille seicento nel libro dei battezzati della Prioria di Montevarchi e noto al mondo come il Martinelli
E qui e il Pittore conclude quel che dire ha saputo . Salela musica sull immagine del presunto suo autoritratto e lentamente va a farsi scuro in scena onde avvenir la fine di quel che si fa
Fatto nel febbraio e marzo 2011 in quel di Montemarciano in Valle darno Riferimenti bibliografici : La citt degli Uffizi Giovanni Martinelli pittore di Montevarchi maschietto editore Per ogni uso del testo rivolgersi a sergio ciulli ragazzociulli@alice.it - 333.2752448
Giovanni da Brugges Antonello da Messina Andrea del Castagno Rubens Vasari Giorgione Giorgione


