Denominatore comune

DENOMINATORE COMUNE

DENOMINATORE COMUNE

Di Alfredo Balducci  

due tempi e cinque quadri

PERSONAGGI

Enzo

Lamico di Enzo

Irene la moglie di Enzo

Anita la figlia di Enzo

Tonino il figlio di Enzo

Gianni lamico di Anita

Pasquale Esposito

LA SCENA

Stanza di soggiorno di una famiglia moderatamente benestante.

Lamico di Enzo non parla mai, pur partecipando allazione con movimenti del capo, assentendo o negando, o con gesti relativi alle diverse situazioni che si vanno creando. A volte assume latteggiamento di chi vuole dir qualcosa, altre di chi si rassegna scoraggiato al silenzio. E come se non esistesse perch nessuno, salvo Enzo, si accorge della sua presenza.

In realt rappresenta la coscienza che Enzo si porta dietro e che non labbandona mai.


I TEMPO

I QUADRO

(Enzo e lamico davanti al sipario chiuso.)

ENZO - No, basta, hai parlato abbastanza, lascia che dica qualcosa anchio, perbacco! Altrimenti come fai a renderti conto delle cose che sono accadute?... no, ti prego, sii ragionevole ecco, cos, ti ringrazio. Da dove incominciamo? Tu sai gi come si sono svolti i fatti principali ed inutile tornarci sopra. Ci sarebbero, vero, quei particolari che hanno messo in luce avvenimenti che non erano stati presi in considerazione perch ritenuti di scarsa importanza e che invece sono risultati fondamentali per dare un giudizio preciso

(lamico vorrebbe prendere la parola)

s, lo so a cosa vorresti riferirti, non c bisogno che tu lo ripeta unaltra volta e poi non devi interrompermi, altrimenti se perdo il filo non facile che lo ritrovi subito

(lamico vorrebbe parlare di nuovo)

no, ti prego, un dialogo fatto di due persone che parlano, una dopo laltra, che si interrogano e si rispondono, non dello sfogo oratorio di una soltanto: quello un monologo e non fa al nostro caso. Sei daccordo su questo concetto? Bravo! Va bene che tu rappresenti la mia coscienza, ma non devi approfittartene, e un po di spazio lo devi concedere anche a me. Daccordo? Ora s che possiamo andare avanti, cio tornare indietro, perch come dicevo prima bisogna ripetere certe cose gi dette per capire tutto per bene. E soprattutto non bisogna aver fretta. Un passo dopo laltro e la comprensione arriver a poco a poco, oppure di colpo, con una folgorazione improvvisa. Sei pronto per una folgorazione?...

(lamico accenna energicamente di no)

me laspettavo!... e allora non devi aver fretta: il discorso sar lungo e ci vuole pazienza. Limportante prima di tutto descrivere latmosfera nella quale descrivere latmosfera, che curioso modo di esprimersi, come se unatmosfera si potesse descrivere e non respirare, tuffarcisi in mezzo. Meglio dire che importante descrivere i fenomeni che hanno creato quellatmosfera Troppo meticoloso e pedante?... sai cosa facciamo allora, niente descrizioni: in quellatmosfera ti ci porto dentro, ti ci faccio immergere completamente

(tira a s un lembo del sipario che si spalanca sullinterno familiare con Anita e Tonino)

ecco il mio ritorno a casa di una sera qualsiasi dopo una giornata di lavoro

ANITA - (avanza verso di lui, recitando) Il tuo nome soltanto mio nemico!

ENZO - Visto che accoglienza?

ANITA - Tu non cambi mai, anche se non sei un Montecchi.

ENZO - Lo credo bene, io sono

TONINO - (troncandogli la parola) Non ce lha con te, pap, il Romeo e Giulietta di Shakespeare.

ENZO - Meno male, mi ero un po spaventato.

(allamico)

sai, mia figlia, oltre a studiare economia, a tempo perso frequenta un corso di recitazione.

ANITA - Quale tempo perso? Il teatro la mia prima occupazione.

ENZO - Ma se non hai ancora incominciato!

ANITA - Di piuttosto che non avevo ancora scoperto la mia vera vocazione. Il teatro il mio destino, non ci sono pi dubbi.

ENZO - Ne parleremo dopo la laurea.

ANITA - Quale laurea? Non voglio pi perdere tempo inutilmente: ho deciso di lasciare luniversit per dedicarmi completamente alla scena.

ENZO - Ma sei impazzita?! Lasciare luniversit dopo tre anni di frequenza e di fatica

(allamico)

mia soprattutto per pagare gli studi

(alla figlia)

ti sembra una cosa da fare?

ANITA - A cosa mi servirebbe la laurea sul palcoscenico?

ENZO - Intanto sul palcoscenico devi ancora arrivarci.

ANITA - Hai il coraggio di mettere in dubbio la mia volont e la mia capacit?!

ENZO - Calma. Io non metto in dubbio nulla, dico soltanto che la laurea servirebbe a completare la tua personalit: unattrice con la laurea pi importante di una senza

(dopo un attimo di riflessione, allamico)

o no? Difficile sbarazzarsi di certe idee, ma come si fa ad abbandonarle quando ti hanno accompagnato per tutta la vita?...

(a sua figlia)

una laurea un punto fermo raggiunto, un aiuto per tutto ci che pu capitare, un riparo

ANITA - Anche quando piove?

ENZO - Non scherzare, Anita: un discorso serio il mio.

ANITA - Allora ti risponder seriamente: tutte le lauree del mondo non mi aiuterebbero a interpretare una parte.

TONINO - Ben detto, sorella! venuto il momento di far fuori inutili luoghi comuni.

ENZO - Anche a te, per caso, venuta lidea di abbandonare le Scienze Politiche?

TONINO - Nemmeno per sogno, conosco bene la b c di un buon rivoluzionario.

ENZO - E sarebbe?

TONINO - Impadronirsi della tecnica del potere per usarla al servizio dellidea.

ANITA - Ben detto, fratello! Ci serviremo dei loro insegnamenti per scavar loro la fossa.

ENZO

(allamico)

Gli stessi programmi! Mai il pi piccolo disaccordo fra loro: un esempio luminoso di amor fraterno.

(ai figli)

scavar la fossa in senso metaforico, no?

TONINO - E perch non in senso letterale?

ENZO - Vorreste scavar la fossa a vostro padre?

ANITA - Non a te, pap, ma alla categoria a cui appartieni

TONINO - la classe capitalistica!

ENZO - Scusate, ragazzi, ma non vi sembra che i vostri concetti siano un po invecchiati?

ANITA - Invecchiati come?

ENZO - Ma s, fuori tempo. Oggi la vita in un paese moderno ha trovato un giusto equilibrio fra le forze che compongono il suo tessuto sociale.

ANITA - Senti, senti questa davvero nuova.

TONINO - Equilibrio raggiunto fra le componenti sociali, dici? E dove va a finire la lotta di classe?

ENZO - Uh, guarda, guarda chi si rivede dopo tanto tempo: ancora al mondo, poverina? Non vi siete resi conto che nessuno ne parla pi?

TONINO - Limportante che sia lei a parlare e a farsi sentire.

ENZO - E dove succede, sono proprio curioso di saperlo.

TONINO - Non hai mai sentito parlare, per esempio, di scioperi?

ENZO - Incidenti di percorso da eliminare di volta in volta.

TONINO - Evviva! Risolte finalmente tutte le contraddizioni di classe.

ENZO - Beh tutte no, ma

TONINO - ma non ho mai sentito un assortimento maggiore di corbellerie.

ANITA

(recitando)

Oh, Romeo, Romeo! Rinuncia al tuo nome e rinnega tuo padre!

ENZO

(allamico)

E che programmi esemplari!

TONINO - E sempre Shakespeare che parla.

ENZO - Era solo una battuta. So che, nonostante tutto, non avete rinunciato al naturale affetto che vi lega al vostro genitore.

TONINO - Verissimo! Ricordati che mi scaduta la rata dellauto e che devi scucire la grana.

ENZO - Shakespeare anche questo?

TONINO - Basta con le battute e tira fuori lassegno.

ENZO - Eh gi! al tempo di Shakespeare gli assegni non esistevano

(cava di tasca un carnet, riempie un assegno e lo consegna al figlio)

tempi felici quelli.

TONINO

(intasca lassegno)

Quante storie per un misero pezzetto di carta.

ENZO con dietro giornate di duro lavoro.

TONINO - Durissimo, per riuscire a derubare ogni giorno qualche centinaio di poveri negri.

ENZO - Chi deruberei io?

TONINO - Sfruttare, se ti piace di pi.

ENZO - Sei impazzito per caso?!

TONINO - E che cosa sarebbe acquistare merci a un prezzo inferiore al loro valore?

ENZO - Tanto perch tu lo sappia, io acquisto arachidi africane al prezzo ufficiale di mercato.

TONINO - Stabilito da chi?

ENZO - Dal Consorzio Generale della

TONINO

(troncandogli la parola)

cio, dagli importatori occidentali.

ENZO

(alzando la voce)

Dovresti saperlo anche tu che il prezzo delle merci regolato dalla legge della domanda e dellofferta.

TONINO

(con tono pi alto)

Un autentico furto camuffato con leggi finanziarie di comodo.

ENZO - Sono le leggi che regolano tutto il commercio mondiale.

TONINO - Leggi della globalizzazione, questo il loro nome.

(Enzo sta per rispondere, ma Anita riprende a recitare)

ANITA - ma poi che cos un nome? La rosa, anche se chiamata in modo differente, avrebbe lo stesso profumo.

TONINO - Ma il furto conserva sempre lo stesso fetore, anche se lo chiami in un altro modo.

ENZO

(alzando la voce)

E questa la maniera di trattare lonesto commercio di tuo padre?!... io ti proibisco

IRENE

(entrando)

Che cos tutto questo vociare?

(lamico manifesta lintenzione di parlare)

ENZO - Eh, no, mio caro, non ci manchi che tu adesso! Non il momento di prendere la parola: accontentati di quello che hai detto finora.

(lamico protesta a gesti, poi si rassegna)

cos, bravo, un esempio che tutti qui dovrebbero seguire.

IRENE - Fingendo di far tacere qualcuno, hai trovato il sistema di chiudere la bocca a tutti. La libert di parola una legge sconosciuta da queste parti.

TONINO - Qui si osservano soltanto le leggi dello sfruttamento dei pi deboli e dei pi diseredati.

ENZO - Allora, se la prendi in questo modo, ricordati che proprio quello che tu chiami sfruttamento che ti permette di scorrazzare per la citt con la tua auto sportiva e di frequentare luniversit dove non si sa bene che cosa studi.

TONINO - Io alluniversit sto studiando il modo di tagliarti le unghie.

ENZO

(a Irene)

La senti questa serpe che mi sono scaldata in seno?

IRENE

(adirata)

Basta! Non questo il modo di parlare con tuo figlio!

ANITA

(frapponendosi recitando)

chi sei tu, avvolto nel buio, che inciampi cos nel mio segreto?

ENZO - Questa non una casa, una bolgia infernale!

IRENE - Sei tu il responsabile di questa situazione.

ENZO - Ma se non fa che offendermi.

IRENE

(accarezzando il figlio)

Lui, poverino, risponde solo alle tue provocazioni.

TONINO - Per fortuna c la mamma che mi capisce.

ENZO - Provocazioni le mie, ma non hai sentito le accuse che mi rivolge?

IRENE - Cosa vuoi che sia dovresti sentire gli altri che cosa dicono.

ENZO - Gli altri chi?

IRENE - I suoi amici, quando incominciano a parlare di te.

ENZO - Perch qui si fanno addirittura delle riunioni contro di me?!

TONINO - E il Comitato dei Combattenti contro lo Sfruttamento che si riunisce due volte alla settimana.

ENZO - Senti, Irene, qui mi sembra che siano stati superati tutti i limiti di decenza possibili.

ANITA - Indecenza, ecco il termine pi appropriato da adoperare.

ENZO - Ma ti pare possibile che in casa mia debbano trovare asilo i miei nemici di classe?

TONINO - Perch prima lotte di classe,no, e ora nemici di classe,s?

ENZO - Sono due soggetti differenti che non giusto mischiare.

TONINO - Che cosa fanno i nemici di classe se non la lotta di classe?

IRENE - Lascia stare la politica, Tonino: della decenza che stavamo parlando.

TONINO - Il pap caduto in contraddizione ed giusto farglielo rilevare.

ENZO - Di quale contraddizione stai parlando?

TONINO - Della conoscente che non rivedevi da molto tempo e che invece sembra che ogni tanto metta fuori la testa.

IRENE - Ah, c anche una donna di mezzo?! Si pu sapere chi questa conoscente?

ENZO - Nessuna che ti possa impensierire, stai tranquilla.

IRENE - Sono io che devo giudicare.

ENZO - Irene, per carit, non ti metterai a far la gelosa.

TONINO - Non una faccenda sentimentale, mamma, ma politica. Il pap si nasconde dietro le metafore per non affrontare la realt.

ENZO - E chi si nasconde?...

(allamico)

tu, forse?

(lamico scuote ripetutamente il capo)

TONINO - Tu comperi arachidi in Africa e le rivendi qui alle industrie di trasformazione, impossessandoti di una plusvalenza.

ENZO - E nessuno ti ha spiegato che queste sono le basi del commercio mondiale?

TONINO - Sui poveri negri produttori, oltre al plusvalore incamerato dagli imprenditori, grava anche la tua plusvalenza: un autentico furto.

ENZO - Inaudito! Merito una pluscondanna, non ti pare?

IRENE - Cerchi di cavartela con una battuta?

ENZO - Anche tu contro di me, Irene?!

ANITA - Siamo tutti contro di te, pap.

ENZO - Una perfetta armonia familiare ritrovata.

ANITA - E il momento di fare lautocritica, pap.

ENZO - In questo caso non sar il solo ad andare dietro la lavagna.

ANITA - E chi dovr esserci con te?

ENZO - Le tue settimane in montagna, per esempio, sui campi di sci

ANITA - Un sano esercizio fisico per ritemprare i muscoli.

ENZO - i mesi destate passati al mare.

TONINO - Un pieno di sole e di salute per affrontare linverno.

ENZO - Lo completate anche in discoteca quel pieno?

IRENE - Vorresti farli crescere come rammolliti i tuoi figli?

ENZO - Ci mancherebbe altro! Non li mando in viaggio anche in autunno, allestero, soprattutto?

TONINO - Viaggi di studio e conoscenza.

IRENE - Insomma, Enzo, dove vuoi arrivare?

ENZO - A me lo domandi? Sono loro che viaggiano.

IRENE - E la prima volta che tiri fuori argomenti cos meschini.

ENZO - Perch la prima volta che mi si accusa in modo cos sfacciato. Vogliamo andare a vedere dove vanno a finire queste plusvalenze?

TONINO - Non siamo noi ad accusarti, pap: il Comitato dei Combattenti contro lo Sfruttamento.

ENZO - Nientemeno! e come mai questo comitato s preso questo disturbo?

TONINO - Sappiamo bene che tu non sei lunico a effettuare lo sfruttamento dei suoi simili. Tu sei solo un esempio, il pi a portata di mano per noi e quindi il pi comodo da adoperare.

ENZO - E in che modo avete intenzione di usarmi, si pu sapere?

TONINO - Non c da preoccuparsi: solo qualche articolo sui nostri giornali, un po di volantini e qualche vignetta umoristica.

ENZO - Meno male! la data dellimpiccagione stata rimandata.

IRENE - E non fare la vittima com il tuo solito!

ENZO - Non ci penso nemmeno. E perch dovrei farla, scusa? cos confortevole per me la vita in famiglia. S, vero, mi si presenta in giro come esempio dello sfruttamento delluomo sulluomo, ma poi, in fondo, tutto va a finire in qualche articolo di giornale, un po di volantini e di vignette caricaturali. Niente di serio, dunque anche questa volta sono riuscito a cavarmela. Per, mi capirete se ora sento il bisogno di allontanarmi un po dalla scena sapete, per assimilare a fondo laccaduto e giudicare bene bisogna mettere un certo spazio fra noi e le cose da esaminare. Mi concedete questa pausa? Grazie.

TONINO - Se la tua coscienza non ha niente da dirti.

ENZO

(porta la mano allorecchio)

Io non sento niente si vede che daccordo anche lei. Oppure una faccenda che non le interessa.

TONINO - Strano che non faccia sentire la sua voce in una questione cos delicata e importante.

ENZO - Vai un po a sapere come si comportano le coscienze sui vari problemi.

TONINO - Perch non linterroghi?

ENZO - Sarebbe unidea, ma qui in casa non possibile, dovrei mettermi tranquillo a pensare bene che cosa devo domandarle.

TONINO - Fai come ti riesce meglio: limportante fare qualcosa.

ENZO - Accetto il tuo consiglio

(allamico)

Coraggio, amico mio, andiamo a fare quattro passi

(lamico si avvicina a Enzo che si rivolge ai parenti)

a fra poco.

(Irene, Anita e Tonino escono. Buio in palcoscenico. Enzo e lamico, uscendo oltre il boccascena, si muoveranno a piacere davanti alla scena buia, seguiti da un riflettore.)

II QUADRO

ENZO

(allamico)

Hai capito in che situazione mi trovo?

(bloccando ogni tentativo dellaltro di parlare)

s, te ne sei reso conto: inutile tornarci su ti ho detto che ho capito! Questa la mia famiglia, la mia casa, un luogo dove uno dovrebbe trovare conforto e protezione la mia famiglia! la prima e la pi importante associazione fra umani legati da vincoli di parentela e da comuni interessi, proiettati verso un comune destino. Giusto, vero?

(lamico approva con solenni movimenti del capo)

e invece no! Io sono il nemico, lessere odiato da distruggere, il responsabile del male peggiore che affligge la nostra societ. Questo il porto dove dovrei trovare la pace e la sicurezza, dove ristorare le forze per essere pronto ad affrontare la vita. Sorpreso, angosciato?... eh, s, te li leggo sulla faccia questi turbamenti ma ce n un altro che sta facendo capolino, che cresce a poco, a poco, che ora diventato importante al punto di cacciare tutti gli altri per restare lui solo a dominare s, s troppo evidente per nasconderlo, ammettilo, amico mio, abbi il coraggio di esprimerlo chiaramente, di portarlo finalmente alla luce: tu mi disprezzi, vero? inutile negarlo a questo punto, lo dicono i tuoi occhi spalancati su questo individuo che non riesce a prendere in mano la situazione

(fa il gesto di chi ha toccato qualcosa di sporco)

per ricondurla sul giusto binario. Accusami pure di debolezza e di vigliaccheria, me lo merito. Ma io non ero preparato a una situazione del genere, non mi aspettavo una ribellione di questa portata, di essere chiamato a rispondere di problemi sociali. Io sognavo una famiglia dove al padre viene riservato il posto di rilievo che gli spetta, circondato dalla riconoscenza che si guadagnato e dal prestigio che ne deriva. Ma c un dubbio che mi assale: esistono veramente famiglie cos, oppure si tratta di unillusione, di unipotesi portata avanti dallassurda speranza che tutto obbedisca alle leggi della logica e della giustizia? Forse non ne esiste nemmeno una di quelle famiglie

(guardando lamico)

cos, vero ne sei convinto anche tu?

(lamico scuote il capo)

grazie, mio caro, ora ne sono certo anchio potr togliermi dalla testa certe fantasie e affrontare a pi fermo la realt. Peccato per che tutto sia andato in questo modo e che le conclusioni a cui siamo arrivati risultino cos negative, perch quella famiglia che avevo sognato mi rimasta nel cuore. Sarebbe bello vivere in un ambiente del genere, circondato dallaffetto e dal rispetto dei tuoi cari. Sarebbe il massimo della felicit cui un uomo possa aspirare no, non un uomo ma un essere privilegiato, baciato in fronte dalla fortuna

(un attimo di sospensione: ha unidea)

ma poi, scusami, perch rassegnarci in questo modo perch non la creiamo noi una situazione del genere? Non ci vuol molto, basta un po di spirito davventura per tuffarsi in un ambiente sconosciuto, anche se lungamente accarezzato nellimmaginazione. S, amico mio, ho deciso! Creeremo la mia famiglia ideale e godremo, finch sar possibile, la gioia di viverci in mezzo. Sar unesperienza entusiasmante, vedrai!

(il palcoscenico torna a illuminarsi, i due rientrano nel salotto.)

III QUADRO

IRENE

(sorridente va incontro a Enzo e lo bacia su una guancia)

Un po pi tardi del solito, tesoro quel benedetto ufficio ti impegna sempre di pi.

ENZO - Ma no, Irene, come al solito.

IRENE - E un solito sempre pi duro da sopportare

(accarezzandolo)

queste rughe, per esempio, sono venute fuori da poco

(accompagnandolo al divano)

siedi, caro, devi essere stanco.

ENZO - Non pi del solito, credimi.

IRENE

(chiamando)

Anita! La giacca di casa e le ciabatte del pap. Scommetto che il tuo socio, Bonifazio, non se la prende tanto a cuore.

ENZO - Lui fa il lavoro che gli spetta come faccio io.

IRENE - Ma il lavoro esterno, il pi faticoso, sei sempre tu a portarlo avanti.

ENZO - Interviene anche lui, quando necessario.

(mentre Irene ha aiutato Enzo a togliersi la giacca e le scarpe, entra Anita con la giacca da casa e le ciabatte)

ANITA

(baciando il padre su una guancia)

Ciao, pap.

ENZO - Ciao, cara come va?

ANITA - Bene, pap. Sto preparando lesame del mese prossimo.

ENZO - C in vista un altro trenta?

ANITA - Questa volta proprio non lo so: la materia piuttosto difficile.

ENZO - Vedrai che ce la farai: io ho fiducia in te

(alla moglie)

e Tonino?

IRENE - Anche lui passa la giornata sui libri eccolo che arriva.

TONINO

(entrando e andando a baciarlo su una guancia)

Ciao, pap com andata la giornata?

ENZO - Come le altre, n pi n meno. I soliti contrasti con gli spedizionieri che vogliono fare il comodo loro, una fornitura che non era sicura stata invece confermata per la fine del mese. E a te com andata?

TONINO - Ho passato la mattinata in facolt, poi un salto in biblioteca per degli appunti, quindi a casa a studiare.

IRENE

(ad Anita)

Possiamo apparecchiare, la cena pronta.

ANITA - S, mamma.

(esce con la madre)

TONINO - Vi do anchio una mano

(toglie il centrotavola e la tovaglia di sotto, quindi aiuta la sorella a stendere la tovaglia per la cena.)

ENZO

(a Tonino)

Hai scelto poi largomento per la tesi di laurea?

TONINO - S, ne ho parlato al professore e ho avuto la sua approvazione.

ENZO - Che cosa preparerai, dunque?

TONINO - Il mercato delle arachidi nelleconomia africana.

ENZO - Proprio questo argomento sei andato a scegliere!

TONINO - Voglio mettere in luce i grandi vantaggi che i paesi africani traggono dalla vendita delle arachidi ai paesi europei.

ENZO - Sai, non tutto limpido come pu apparire in superficie; ad affrontare il problema non mancano settori un po in ombra.

TONINO - Per esempio?

ENZO - La faccenda dei prezzi. C chi li trova poco remunerativi.

TONINO - I prezzi vengono stabiliti da leggi di mercato inflessibili: quelle della domanda e dellofferta.

ENZO - S, va bene, ma non tutto funziona come dovrebbe, e certi contratti si prestano a qualche manipolazione.

TONINO - Incidenti di percorso del tutto trascurabili.

ENZO - Se lo dici tu mi sento pi tranquillo.

TONINO - E perch proprio io?

ENZO - Pensavo al Comitato Combattenti contro lo Sfruttamento.

TONINO - E che roba sarebbe?

ENZO - Nulla assolutamente un piccolo scrupolo che non esiste. Auguri per la tua tesi, allora.

TONINO - Grazie, pap.

ENZO

(ad Anita che continua ad apparecchiare la tavola)

E i tuoi studi come vanno?

ANITA - Proprio ieri ho ricevuto le congratulazioni del professore.

ENZO - Davvero? e per che cosa si congratulato?

ANITA - Per la mia relazione sullo sfruttamento industriale delle arachidi.

ENZO - Anche tu. Non vi distinguete per la fantasia, voi due!

ANITA - Arachis Hipogaea. E un tema affascinante e tu lo sai meglio di me.

ENZO - Io non sono cos sensibile come te. Per me le arachidi sono una merce da cui viene estratto un olio utile per il consumo alimentare e per la fabbricazione del sapone.

ANITA - e che, dopo un processo di idrogenazione, il prodotto estratto pu essere impiegato in pasticceria.

ENZO - Ormai ne sai pi di me.

ANITA - Oh, no, pap, ho ancora tanto da imparare da te.

ENZO - Per esempio, come si estrae dalle arachidi il fabbisogno per tutta la famiglia.

ANITA - Non era proprio quello che intendevo.

IRENE

(entrando con un vassoio)

E pronto, tutti a tavola!

(a Enzo)

Indovina un po che cosa ti ho preparato

(mostra il piatto di portata coperto)

ENZO - Non so proprio.

IRENE - Su, fai un piccolo sforzo: una pietanza che ti piace tanto e che io non ti preparavo da diverso tempo.

ENZO - Proprio non riesco a indovinare.

ANITA - Non ci vuol molto, pap

IRENE - Non glielo dire, ti prego: devessere una sorpresa.

ENZO

(annusando laria)

lodore non mi aiuta che cos? non fatemi soffrire troppo.

IRENE - Ha ragione, poverino, cosa sono questi misteri nientemeno che

(scopre il piatto di portata)

seppie ripiene!

ENZO - Uh, che buone! le mangio proprio volentieri.

IRENE

(riempiendogli il piatto)

Speriamo che siano riuscite bene, un po che non le faccio e non vorrei aver dimenticato qualcosa.

ENZO

(facendo un assaggio)

Tranquilla, cara, sono squisite!

IRENE - Col pesce ci vuole il vino bianco, Anita, vai a prendere una bottiglia in fresco.

TONINO - Ci vado io, tu non sai quale marca preferisce il pap.

ANITA - E invece lo so anchio.

(si avvia per uscire dalla stanza)

TONINO

(uscendo anche lui)

Vai a prendere il cavatappi, piuttosto.

IRENE

(gridandogli dietro)

Non bisticciatevi proprio adesso.

TONINO

(tornando con una bottiglia)

E questa, vero pap, quella che preferisci?

ENZO - S, ma sedete anche voi a tavola.

ANITA

(rientrando)

Ecco il cavatappi dammi la bottiglia.

TONINO - Lascia fare a me.

ANITA - Pensi che non sia capace di stappare una bottiglia?

TONINO Io faccio prima di te, non vedi che pap ha gi il boccone in bocca.

ENZO - Ma non c nessuna fretta.

IRENE - Le seppie vanno mangiate calde.

ANITA

(porgendo a Tonino il cavatappi)

Solo per non fare aspettare il pap.

IRENE

(al marito)

Prendi ancora un po di sugo, caro le seppie devono essere ricoperte di sugo

(aggiunge sugo)

cos, vedi

ENZO - Grazie, cara, ma devi pensare anche agli altri piatti: non ci sono io solo.

IRENE - Dopo di te, caro, sempre dopo di te.

TONINO - Ecco il vino, ti riempio il bicchiere.

ENZO - Grazie, sei molto gentile.

TONINO - Cosa dici, pap, per me un piacere.

IRENE - Allora, tesoro, ti piacciono le mie seppie?

ENZO - Fantastiche, Irene, non trovo le parole per dirti quanto le sto gustando.

ANITA - Ma le hai quasi finite non ne vuoi un altro po?

(aggiunge ancora pietanza nel piatto)

ENZO - Ma ci sono anche loro vuoi farli restar senza?

ANITA - A me basta la gioia di vederti soddisfatto.

TONINO - Anche per me lo stesso.

IRENE - Per loro ne ho ancora di l nella pentola

(ai figli)

Venite con i piatti che faremo prima.

(escono Irene e i due figli con i piatti)

ENZO

(allamico)

Ehi, mi senti?... il momento di tagliare la corda vuoi perdere questoccasione?... via, allora! prima che si accorgano che ce la stiamo squagliando

(si toglie la giacca di casa e agguanta quella duscita che era rimasta sul divano, scalcia via le ciabatte e infila i piedi nelle scarpe, ma non ha il tempo di calzarle, quindi, zoppicando, o a piedi nudi, raggiunge con lamico il proscenio dove sinfiler la giacca duscita e le scarpe. La scena piomba nel buio, mentre un riflettore illumina Enzo e lamico che si muovono a piacere sul proscenio.)

IV QUADRO

ENZO - Non ce la facevo pi a reggere

(lamico accenna a un conato di vomito)

anche tu hai voglia di vomitare?... ti capisco, sai troppo disgustoso hanno spinto troppo il pedale della devozione familiare ed venuto fuori un beverone nauseante che non si riesce a mandar gi

(anticipando le conclusioni dellaltro)

ho detto che ti capisco; nonostante tutto era meglio laltra famiglia, quella con il figlio che ti tratta come nemico del popolo, la figlia che s messa in testa di diventare attrice e manda al diavolo luniversit, la moglie che parteggia per i figli e ti si schiera contro. S, molto meglio quella famiglia scombinata, ma genuina e spontanea. Da questultima, invece, traspare lipocrisia e la menzogna. Che schifo! No, io non volevo arrivare a tanto, non pretendevo una perfezione che non esiste in nessun caso e non pu che provocare falsit e impostura quando si cerca di ottenerla ad ogni costo. Io mi sarei accontentato dellatmosfera normale che regna nella stragrande maggioranza delle famiglie normali di questa terra, dove i problemi da risolvere, in genere, possono essere affrontati senza eccessiva difficolt. Ecco in una famiglia di questo tipo avrei voluto capitare per godere finalmente di un giusto riposo, tornando a casa dopo il lavoro, quel riposo a cui tutti hanno diritto

(lungo sbadiglio dellamico che con gli occhi socchiusi sembra proprio volersi abbandonare al sonno)

dopo unintera giornata trascorsa in mezzo al traffico della citt, assillato dai diversi problemi inerenti alla tua professione, amareggiato dalle ingiustizie che hai scorto intorno a te, mortificato dagli obiettivi che non hai potuto raggiungere, deluso dai successi conquistati che non si sono rivelati appaganti come in precedenza ti eri figurato.

(alzata di tono e soprassalto dellamico)

Una famiglia normale, ecco il mio sogno, con problemi grandi o piccoli, ma usuali, comuni alle famiglie di tutto il mondo, un mediocre tran tran senza vette difficili da superare, un anonimo appiattirsi sulla generale consuetudine, nessun desiderio di assumere un comportamento originale, di distinguersi con la dimostrazione del proprio carattere. No, amico mio, non ho nessuna voglia di cercare di differenziarmi. Allinterno della mia famiglia, il mio unico desiderio quello di tracciare una bella riga in fondo alla pagina, l dove si tirano le somme, ed eseguire ununica operazione: la riduzione al minimo comun denominatore. S, risolvere tutto ci che pu capitare in una casa nel modo pi tranquillo e indolore che viene generalmente adottato. Non ho paura della meschinit o del luogo comune. Basta con le soluzioni personali, con le impennate estrose e geniali: voglio affondare nella tranquillit della consuetudine, abbandonarmi alle braccia sicure del gi visto, del gi deciso, del gi fatto. Io cerco un denominatore comune, amico mio, sei con me anche in questo frangente deciso a darmi una mano?

(lamico scuote vigorosamente la testa in senso affermativo)

Grazie di cuore, sapevo di potere contare su te!

BUIO ANCHE AL PROSCENIO


II TEMPO

V QUADRO

(La stessa scena dei quadri precedenti. Anita sta ascoltando musica con una cuffia e Irene, con uno specchio davanti, esamina con disappunto la sua capigliatura. Entrano Enzo e lamico, ma nessuno si accorge di nulla.)

ENZO

(allamico)

Ecco una scena che rientra nella pi assoluta consuetudine: lora del ritorno a casa dopo il lavoro. Vorresti prendertela perch questo accade nellindifferenza pi totale? No, mio caro, non devi farci caso, o correresti il rischio di turbare con proteste e risentimenti quellatmosfera che ti mancata per tutto il giorno e che ora sei felice di ritrovare. Unatmosfera piuttosto fredda, daccordo, ma quella di casa tua e devi fare attenzione a non sciuparla. Ognuna di loro continua a svolgere le occupazioni che lhanno impegnata nella giornata e che devi rispettare, rinunciando alle manifestazioni di gioia che sognavi di ricevere rientrando a casa. I sentimenti, anche se non espressi, esistono nel profondo, riservati, pudibondi, in tutta la loro bont e la loro dolcezza.

IRENE

(con rabbia)

In galera lo voglio mandare quel farabutto!

ENZO

(allamico)

Chiss di chi parla!

(alla moglie)

Qualcosa che non va?

IRENE - Pettinatura alla moda la chiama quel delinquente!

ENZO - Il tuo parrucchiere non ti ha soddisfatta?

IRENE - Io lo denuncio quel miserabile, com vero che sono al mondo!

ENZO - Fatti un po vedere

(la moglie si mostra con una caduta di capelli che le coprono quasi tutta la faccia)

beh,. in fondo, non poi cos male laspetto ne risulta avvantaggiato.

IRENE - Ma se non mi si vede la faccia!

ENZO - Appunto

(immediatamente)

volevo dire che quel che si vede sufficiente per sottolineare la tua personalit.

IRENE - Taci una buona volta! Tu non capisci nulla di pettinature! credi che si tratti di arachidi?

(gli volta le spalle e se ne va col suo specchio)

ENZO - Daccordo ma ora il momento di darsi una calmata

(a sua figlia)

non vero, Anita?

(la figlia sta seguendo la musica e non risponde)

Anita!...

(stacca un auricolare della cuffia e lo porta alla bocca come un telefono)

in casa la signorina?

ANITA - Ah, pap non mi sciupare il finale.

ENZO - Ci mancherebbe altro!... posso?

(vuol portare allorecchio lauricolare)

ANITA - Certo. Peccato per che siamo alla fine del pezzo.

ENZO - Ah, stanno suonando?!... io sentivo solo un battito di tamburo.

ANITA - E proprio quello che ha del meraviglioso, non lo capisci?

ENZO - Francamente, no.

ANITA - Possibile che non ti renda conto del miracolo?! il tempo imprigionato in un ritmo, una scansione esaltante e commovente.

ENZO - Beata te che riesci a percepire queste sfumature. Per me sono soltanto colpi su un tamburo.

ANITA - Ma pap, non possibile che ti sfugga la magia di questa cadenza!

ENZO - E invece proprio sfuggita. Si vede che hanno lasciato la porta aperta.

ANITA - Pensa che ho partecipato anchio allincisione di questo nastro.

ENZO - Tu?! ma se non sai suonare nessuno strumento.

ANITA - Non ha importanza. I componenti del complesso The dwarf trees hanno insistito tanto perch partecipassi allincisione.

ENZO - E che cosa ti hanno fatto suonare, scusa?

ANITA - Le mani! io scandivo il tempo battendo le palme.

ENZO - E basta?

ANITA - E ti sembra poco? un ruolo di grande responsabilit.

ENZO - Se lo dici tu

(allamico che mostra perplessit)

ma certo, non lo sai che cosa conta nelle esecuzioni di un complesso moderno? il ritmo, la cadenza, la successione dei battiti, la scansione del tempo, la misura degli accenti, lalternanza dei passi.

(lamico continua a essere perplesso)

ANITA - Sono contenta, pap che tu abbia capito; non credo che la mamma, per

ENZO - Ma no, vedrai che anche la mamma si render conto e poi, lo sai bene che in casa nostra ognuno ha la pi ampia libert di azione.

ANITA - E molto consolante, pap, soprattutto ora che dovr affrontare i prossimi concerti.

ENZO

(muovendo le mani)

Sempre?

ANITA - Ho deciso di dedicarmi completamente al complesso. Dovr abbandonare luniversit.

ENZO - Ma non lavevi gi abbandonata per diventare attrice?

ANITA - Uninfatuazione passeggera: la musica la mia vera vocazione.

ENZO - E riesci a vedere un futuro in questa tua nuova

(muove ancora e mani)

inclinazione artistica?

ANITA - Certo che s. E non sono io sola a dirlo: te lo confermer fra poco anche Gianni.

ENZO - E chi sarebbe questo Gianni?

ANITA - E il batterista del complesso. Ma forse meglio dire che il musicista pi importante del gruppo: lui che sceglie il repertorio e larrangiamento dei pezzi

(suono ritmato del campanello della porta)

arrivato!... il tocco della sua mano, non si pu sbagliare

(va verso luscita)

avanti, Gianni ti stavamo aspettando

(entra un giovane dai capelli lunghissimi che stringe subito Anita in un caloroso abbraccio)

ENZO

(allamico)

Non c niente di male usuale fra la gente dello spettacolo

(labbraccio continua. Enzo, indeciso sullintervenire, rivela la sua presenza con un raschiamento di gola)

GIANNI

(sciogliendosi dallabbraccio, ad Anita)

E questo chi ?

ANITA - E mio padre.

GIANNI - Quello delle arachidi?

ENZO

(ad Anita)

Potevi fare a meno di scendere in certi particolari.

GIANNI - Arachidi un nome bellissimo di quattro battute tre se uniamo la prima che la a alla seconda: ara... chi... di Sulla quarta ci sta bene un colpo di piatti.

ANITA - Questo Gianni, pap.

ENZO - Ah, il musicista! Molto piacere.

GIANNI - Piacere mio.

(batte la mano contro quella di Enzo, quindi prosegue scandendo il tempo sul braccio e sulla spalla)

ENZO - Vedo che lei non abbandona mai il ritmo.

GIANNI - Labbandona lei laria che respira? Il ritmo lo stesso, non se ne pu fare a meno. Vero Ani?

(abbraccia di nuovo la ragazza)

ENZO - Mi sembra un po troppo accelerato il suo ritmo, per

(battendogli la mano sulla spalla)

ci vorrebbe una pausa.

GIANNI

(sciogliendosi dallabbraccio)

E questo cosa vuole?

ANITA - Ma mio padre, Gianni!

GIANNI - Gi le arachidi!

ENZO - Potrei riavere mia figlia per un attimo?

GIANNI - Come no tutta sua

(batte ancora il tempo su una spalla della ragazza)

mi dispiace solo di non avere le spazzole.

ENZO - Ha bisogno di una spazzola?

GIANNI - Quelle da strusciare sul piatto, intendevo sotto due che parlano ci stanno bene tu cosa ne dici, Ani?

ANITA - Un idea assolutamente geniale.

GIANNI - Lo so, ma fa sempre piacere sentirselo ripetere.

(nuovo abbraccio fra i due)

ENZO - Vedo che le ripetizioni le piacciono molto.

(a sua figlia)

Non sapevo che la musica fosse gi a questo punto.

ANITA - Cosa vuoi dire, pap?

ENZO - Dicevo che il pezzo gi incominciato e non mi avevi detto niente.

ANITA - Sono cose che capitano.

ENZO

(allamico)

Come ti dicevo prima: tutto normale.

(alla figlia)

A questo punto sar bene informare anche la mamma

(chiamando)

Irene!...

IRENE

(apparendo con la testa completamente avvolta in un foulard legato alla gola)

Mi chiamavi,Enzo?

(si accorge della presenza di Gianni e lancia un urlo)

Vuoi mostrarmi agli estranei in questo stato?!

(esce precipitosamente)

GIANNI

(ad Anita con un cenno della testa verso luscita)

Musulmana?

ANITA - No, vittima di un parrucchiere.

ENZO - Deve scusarmi, ma mia moglie non per il momento disponibile.

GIANNI - Me laspettavo, non si fa niente senza il volere di Allah.

ENZO - E cosa centra Allah?

ANITA - Te lho detto, Gianni, che mia madre non musulmana.

ENZO - Non ci sarebbe assolutamente nulla di male.

GIANNI - E chi lo mette in dubbio, tu, forse, Ani?

ANITA - Non ci penso nemmeno: io sono aperta a tutte le possibilit.

GIANNI - Quindi, anche a quelle islamiche che considerano la polifonia come elemento di confusione musicale e assumono quale espressione caratterizzante la ripetizione delle formule melodiche. Sa suonare il liuto tua madre?

ANITA - No, Gianni.

GIANNI - Nemmeno quello a cinque o sei corde doppie, popolarissimo in tutto il medio Oriente?

ANITA - No,Gianni.

GIANNI - Il flauto di canna , allora, il principe degli strumenti a fiato?

ANITA - Nemmeno quello.

GIANNI - Peccato! Si poteva pensare a un suo inserimento nella band. Non ci resta che utilizzarla alle percussioni, facendole adoperare i timpani di terracotta, o di legno, o di rame, oppure il favoloso tamburo costruito con le pelli di capra

ENZO - Insomma, vuol finalmente capire che mia moglie non musulmana e che non conosce gli strumenti di quei paesi?!

GIANNI - Che cosa significa appartenere o no a un paese? Importante conoscere il fascino che quel paese riesce a emanare, influenzando anche qualcuno che ne vive lontano. E questa la vera appartenenza.

ENZO - Le posso assicurare che mia moglie non s mai interessata dei paesi arabi, n dei loro strumenti musicali.

GIANNI - Che cosa sono quelle note di disprezzo nella sua voce?

ENZO - Nessun disprezzo, signor Gianni.

GIANNI - Allora controlli meglio toni e ritmo quando parla della musica islamica.

(ad Anita)

Ho in mente la nostra sinfonia K.T.S. 15.715. Dopo la sarabanda dellorchestra, ci starebbe bene un intermezzo bucolico con tua madre al liuto.

ENZO - Ma proprio necessario inserire mia moglie nel suo complesso?!

GIANNI - Non si intrometta per piacere! Sarebbe un colpo formidabile! Nessuna delle band che conosco lha mai fatto. Peccato che unidea cos geniale debba andare sprecata.

ANITA - E un vero peccato, ma non devi abbatterti, a te le idee geniali non mancano mai.

GIANNI - Lo so, ma pensa di quanto potremmo arricchire le nostre esecuzioni.

ANITA - Una vera sciagura.

GIANNI - Per in questo momento ho unaltra idea che mi frulla in testa: tua madre non conosce questi strumenti, ma si pu rimediare. Il liuto non difficile da imparare e con un po di lezioni

ENZO - Che cosa?! mia moglie dovrebbe prendere lezioni di liuto?!

GIANNI - In un paese arabo a sua scelta.

ENZO - E unidea pazzesca! E poi, mi sembra che, prima di tutto, dovremmo chiedere il parere di mia moglie.

GIANNI - Le donne musulmane sono abituate ad affidarsi al marito per le loro decisioni.

ENZO - Ma mia moglie non musulmana, come glielo devo dire!?

GIANNI - Non c bisogno di parlare, ma di riflettere. A parlare ci pensa larte con le sue esigenze che devono essere soddisfatte ad ogni costo. Verr dopo le prove per avere la conferma di quello che stato deciso. Andiamo, Ani, sono certo che saprai convincere tua madre.

ANITA - Ci riuscir, Gianni.

GIANNI - Ci conto. Io intanto mi dar da fare per trovare linsegnante. Ha qualche preferenza tua madre fra i paesi arabi?

ANITA - Non credo proprio.

GIANNI - Meglio cos, sar pi libero nella ricerca.

ENZO - Scusi, signor Gianni, ma le sue decisioni sono un po premature.

GIANNI - Lasci stare larte a chi la sa fare: Io non mi occupo delle sue arachidi. E ora, Ani, dobbiamo proprio andarcene, torneremo alla fine delle prove.

ANITA - A pi tardi, pap.

(va verso luscita con Gianni che saluta con la mano)

ENZO

(allamico)

Non incominciare con le solite prediche perch non il momento. Non c niente di strano, te lho gi detto: Anita una ragazza graziosa e niente di pi normale che piaccia a qualcuno. Cosa ne penso di Gianni? sai, difficile giudicare un giovane oggi un artista, poi Se mi piace?... ma, scusa, non a me che deve piacere. Un po troppo fissato con il ritmo? Questo s, ma il suo mestiere, no? Non sono troppo accondiscendente, solo che non amo le anticipazioni: aspetto a pi fermo gli eventi prima di giudicare e di agire. Beh, agire forse un po troppo, le azioni hanno una dinamica autonoma, e poi, proprio come abbiamo scelto tutti e due, siamo prigionieri della consuetudine e della pratica tradizionale. Giudicare s, questo non ce lo leva nessuno ma poi, riflettendo bene, a che serve, dimmelo tu. Anzi, non dirmi niente perch hai gi parlato abbastanza, e io non ho bisogno delle tue spiegazioni per confondermi di pi Se sono daccordo che Irene vada in un paese arabo a imparare a suonare il liuto?... beh, non detto che questo debba accadere sentiremo come la pensa Irene e come si svolgeranno i fatti niente proprio sicuro e poi sempre Allah che decide!

(entra Tonino)

TONINO - Ciao, pap. E venuto nessuno a cercarmi?

ENZO - No perch, aspetti qualcuno?

TONINO - No ma qualcuno che potrebbe aspettare me.

ENZO - Non ti capisco.

TONINO - Scusami, pap vuoi farmi un favore adesso

ENZO - Di che cosa hai bisogno?

TONINO - Puoi andare alla finestra e guardare in strada?

ENZO - E non puoi andarci da solo?

TONINO - C un tipo che mi sta seguendo e non voglio che mi veda.

ENZO - E perch ti sta seguendo?

TONINO - Fammi questo favore, pap, ti prego

(Enzo va alla finestra)

cerca di non farti vedere, stai dietro la tendina.

ENZO - C parecchia gente in strada, come si fa a riconoscere il tuo tipo.

TONINO - E un tizio alto con il cappello prima era fermo sotto il lampione qui davanti.

ENZO - Ecco, lho visto ma che cosa vuole da te?

TONINO - Tutto per quegli idioti di Riccardo e di Massimo, i miei amici duniversit.

ENZO - Sar bene che tu mi racconti da capo.

TONINO - Quei due deficienti hanno deciso un autofinanziamento, sono andati in banca.

ENZO - Avevano dei capitali giacenti?

TONINO - No, ma speravano che i capitali glieli fornisse la banca.

ENZO - Ho capito, avevano lintenzione di chiedere un prestito.

TONINO - No, nessun prestito. Si sono presentati al cassiere con un biglietto con su scritto: Sei sotto il tiro di un revolver, riempi questa busta di banconote senza fare una mossa.

ENZO - Ma allora si tratta di una rapina in banca!?... roba da pazzi!... roba da marcire in galera per anni e anni chi gli ha messo questidea in testa a quei due? ti rendi conto?!... lo sanno delle conseguenze terribili alle quali vanno incontro?

TONINO - Operazione finanziaria lavevano chiamata.

ENZO - E tu lo sapevi che cosavevano in mente?

TONINO - Io non sapevo nulla.

ENZO - Meno male! mi ero spaventato. Da questo momento devi troncare ogni rapporto con loro.

TONINO - Gi fatto.

ENZO - E che cosa volevano fare con quei denari?

TONINO - Non erano per loro. Il finanziamento serviva per i Combattenti contro lo Sfruttamento.

ENZO - Volevano lottare contro gli sfruttatori rapinando una banca?! ... allora ci sei anche tu in mezzo, con quel maledetto comitato?

TONINO - Io non ne sapevo assolutamente nulla.

ENZO - Vaglielo a raccontare alla polizia quando ti interrogheranno.

TONINO - E poi, pensa al biglietto da analfabeti che avevano scritto: riempi questa busta senza fare una mossa chiss come doveva fare il cassiere.

ENZO - Ah, queste scuole moderne che non insegnano pi nulla!... giurami che non ti verr in mente di frequentare ancora quei due!

TONINO - Non ci penso nemmeno, te lho gi detto.

ENZO - E quello che hanno fatto, come lo sai?

TONINO - Sono stati loro a raccontarmelo, ma stata lultima volta che li ho visti: cancellati dalle mie conoscenze.

ENZO - E com andata a finire la rapina?

TONINO - Il cassiere della banca, invece di riempire la busta, ha schiacciato il pedale dellallarme che scattato con un suono infernale.

ENZO - Non lo sapevano, poveri ingenui!

TONINO - Non se laspettavano, e mentre lallarme suonava s scatenato un fuggi, fuggi generale. Specialmente nella banca dove i clienti impauriti cercavano di raggiungere luscita, ma anche fuori dove si sentiva lallarme e la gente scappava da ogni parte. Riccardo e Massimo si sono gettati a pesce nella mia auto.

ENZO - Ma allora tu li avevi accompagnati?!

TONINO - Operazione finanziaria lavevano chiamata, chi se lo immaginava che cosa avevano in mente?

ENZO - Operazione finanziaria sotto il tiro di un revolver.

TONINO - E io che ne sapevo?!

ENZO - Ma ora sei un loro complice, lo sai o non lo sai?!

TONINO - Un complice di niente, perch i miei amici non hanno fatto niente.

ENZO - Li chiami ancora i miei amici?

TONINO - E labitudine, ma non accadr pi. In ogni modo, quello di Riccardo e di Massimo stato soltanto un tentativo.

ENZO - Secondo la legge il tentativo sufficiente.

TONINO - Per accusarci, per, prima dovrebbero arrestarci.

ENZO - E se qualcuno ha letto il numero di targa?

TONINO - Non possibile perch sono partito a razzo.

ENZO - E se lavessero letto? Perch quel tizio gi in strada?

TONINO - Bisogna vedere se qui proprio per me.

ENZO - Ma se proprio tu hai avuto la sensazione di essere seguito?

TONINO - Forse un eccesso di scrupolo.

ENZO - E se invece fosse qui per te?

TONINO - Non fare troppo il pessimista, pap.

ENZO - Bisogna essere pronti a tutto, non ci hai pensato?...

(allamico)

Ma guarda in che guaio s andato a cacciare!...s, questo non nella consuetudine, lo ammetto non capita tutti i giorni un fatto del genere in una famiglia normale, ma pu capitare e dobbiamo classificarlo come evento straordinario arrivato fra capo e collo un extra da affrontare e risolvere il pi in fretta possibile.

TONINO - Ma che cosa stai borbottando, pap?

ENZO - Sto esaminando il tuo caso per cercare di darti una mano.

TONINO - Ti ringrazio, pap.

ENZO - Se hanno letto la targa e sono risaliti a te, bisogna dimostrare che tu non eri sulla macchina.

TONINO - E come faccio a?

ENZO - Non ceri perch la macchina ti era stata rubata.

TONINO - Questa s che unidea!

ENZO - Dove hai lasciato lauto?

TONINO - Al mio solito posteggio in fondo alla strada.

ENZO - Allora la vai a prendere e la porti lontano dal quartiere.

TONINO - E se quello qui davanti mi vede uscire di casa?

ENZO - Non devi farti vedere, si capisce. Invece di passare dal portone, attraversa il cortile interno e prendi luscita di servizio che va a sbucare dietro il palazzo. Poi, sistemata lauto, vai in questura a denunciare il furto.

TONINO - Non sar facile a questora trovare il posteggio in un altro quartiere.

ENZO - Pensi che due rapinatori che abbandonano lauto rubata si preoccupino di trovarle un parcheggio? Lasciala dove capita.

TONINO - Va bene.

ENZO - Spacca un deflettore, per simulare il furto ma no, cosa dicevo? la tua unauto scoperta, e per entrare basta scavalcare la fiancata per non devi dimenticarti di strappare i fili dellaccensione.

TONINO - E perch?

ENZO - E come avrebbero fatto i ladri dellauto a metterla in moto senza la chiave?

TONINO - Hai ragione, non ci avevo pensato! Ma a te non sfugge nessun particolare si direbbe quasi

ENZO - Non perdere tempo a fare tante congetture.

TONINO - Vado subito, pap. Grazie dei consigli.

(esce)

ENZO

(allamico)

Lo dovevo fare, no?... potevo lasciarlo nei guai con la sua inesperienza, il suo candore ci fosse sempre qualcuno a consigliarci, a dirigerci nei momenti del bisogno! e invece siamo sempre maledettamente soli.

(si avvicina alla finestra)

e quello l sempre piantato sotto il lampione possibile che stia l per sorvegliare Tonino

(entra Anita)

sei gi di ritorno e le prove?

ANITA - Sono tornata a casa a prendere gli spartiti delle musiche.

ENZO - Ma se non sai leggerli.

ANITA - Che centra! Che figura fai durante il concerto se non hai lo spartito davanti?

ENZO - Tornando alle prove, dovresti farmi un favore.

ANITA - Di cosa hai bisogno?

ENZO - Lo vedi quel tipo laggi, sotto il lampione, con il cappello in testa? Dovresti dargli unocchiata passando, per sapermi poi dire che tipo .

ANITA - E perch ti interessa quel tale?

ENZO - Tonino dice che s fermato l per lui, che lo sta seguendo.

ANITA- E perch dovrebbe seguirlo?

ENZO - Euna storia lunga: ti farei far tardi alle prove.

ANITA - E Tonino dov?

ENZO - E andato a spostare la macchina che gli hanno rubato.

ANITA - E come fa se glielhanno rubata?

ENZO - Deve prepararla per il furto che avvenuto.

ANITA - Senti, io non ci capisco nulla.

ENZO - Ma se cos facile! Non importa, ti spiegher tutto pi tardi.

ANITA - Faccio un salto gi, allora.

ENZO - Daccordo. Ti ringrazio.

(Anita esce. Enzo guarda attraverso la finestra. Poi, allamico)

Cosa vorresti dirmi che avrei fatto meglio ad andarci io? No, meglio Anita una ragazza d meno nellocchio, passa pi inosservata cio, se osservata lo per una ragione diversa che poi sempre la stessa ragione Eccola per strada punta decisa verso il lampione lo sorpassa torna indietro s fermata davanti a una vetrina e intanto sbircia verso il tizio anche lui s accorto di essere guardato sembra che voglia avvicinarsi alla vetrina muove un passo si ferma ecco che s deciso si avvicina incominciano a parlare Anita una ragazza di spirito che sa cavarsela in ogni situazione continuano a parlare come due vecchi amici ora si dnno la mano e si separano Anita entrata nel portone e sta salendo Anche quel tizio si allontana allora non era qui per Tonino chiss cosera venuto a fare qui davanti

(Anita rientra)

Sei stata bravissima! sei riuscita persino a fare conoscenza allora, era qui per Tonino?

ANITA - Macch Tonino, era me che stava aspettando.

ENZO - Te?!

ANITA - Ha detto che mi stava seguendo da qualche giorno, ma che non aveva mai avuto il coraggio di avvicinarsi.

ENZO - Ti seguiva, perch?

ANITA - Via, pap, cos difficile immaginarselo?

ENZO - E vero, scusami ma in questo momento ero concentrato su un altro problema. Per, hai fatto presto a liquidarlo.

ANITA - Gli ho detto che ero scesa a guardare un prezzo in quella vetrina e che dovevo tornare subito a casa.

ENZO - E lui ti ha lasciato andare?

ANITA - Per sganciarmi ho dovuto dargli appuntamento per stasera.

ENZO - Beh, meglio cos.

ANITA - Perch meglio, scusa?

ENZO - Perch se seguiva te non stava seguendo Tonino.

ANITA - Continuo a non capire nulla, per opra non ho tempo: devo tornare alle prove mi spiegherai pi tardi.

ENZO - Un momento sei certa che quel tizio dicesse la verit?

ANITA - La verit su che cosa?

ENZO - Su chi stava seguendo, magari aveva bisogno anche lui di una scusa.

ANITA - Vuoi dire che non stava seguendo me?

ENZO - Ha avuto bisogno di un pretesto per giustificare la sua presenza, una scusa bislacca che non sta in piedi.

ANITA - Perch secondo te non possibile che quel tipo si interessi a me?

ENZO - E molto difficile, devi rassegnarti.

ANITA - Spiegami perch non potrebbe essere interessato alla mia persona.

ENZO - Ha detto la prima cosa che gli venuta in testa, si capisce subito. Ma non vedi che figura disinvolta vuoi che uno cos

ANITA - si metta dietro a una come me.

ENZO - Un tipo cos prestante

ANITA - mentre io dovrei accontentarmi di uno sgorbio!

ENZO - Io intendevo che un tipo cos non va in cerca di una ragazza semplice e modesta come te cerca una donna sofisticata nessuno me lo leva dalla testa: quello qui per Tonino. Guarda un po che tattiche usano quelli della polizia, adesso!

ANITA - Polizia?... e cosa centra Tonino?

ENZO - Troppo lungo spiegartelo, cara, accontentati di quello che sai.

ANITA - Ma io non so nulla.

ENZO - Ne sai anche troppo. Ora, per, il momento anche per me di sapere qualcosa.

ANITA - Ma che cosa sapere?

ENZO - Quello che lui veramente sa.

ANITA - Che cos, un gioco di parole?

ENZO - Per saperlo non c che un mezzo: portarlo qui in casa. Avresti dovuto pensarci prima.

ANITA - Dovevo portar qui quel giovanotto?... ma ti rendi conto c un tipo che mi confessa di avere un debole per me, e io linvito a casa! Vuoi farmi prendere per una di quelle?

ENZO - Linviti a casa dove c tuo padre, per chi vuoi che ti prenda?

ANITA - In questo caso, per una che vuole comprometterlo con la famiglia. Ti sembra il caso?

ENZO - Non c altro mezzo per sapere quello che sa su Tonino.

ANITA - Allora, io dovrei?

ENZO - S, Anita, se vuoi bene a tuo fratello.

ANITA - Mi vergogno un po chiss se ne sar capace.

ENZO - Fai uno sforzo, cara vi aspetto con ansia.

(Anita esce. Enzo allamico)

Povera, Anita, a che prova la costringo! Ma non c altro da fare per cercare di dare una mano a Tonino, povero figliolo ecco Anita che sgambetta attraverso la strada gi arrivata dallaltra parte quel tizio non se laspettava di rivederla cos presto si dimostra molto contento ecco che la prende per un braccio vuol portarla nel bar di fronte, certo a bere qualcosa Anita non vuole ha colto loccasione giusta!... perch andare in quel bar?... venga a casa mia se vuole un caff o una bibita cos far anche la conoscenza di mio padre venga su, la prego no, nessun disturbo, ma un piacere, andiamo lha convinto, lha preso sottobraccio e vengono verso casa stanno arrivando, e finalmente sapremo qualcosa di sicuro sul povero Tonino speriamo bene.

(Entrano Anita e Pasquale. Il giovane, un po impacciato si ferma davanti a Enzo, si inchina e tende la mano)

PASQUALE - Sono onorato di fare la sua conoscenza io mi chiamo Pasquale Esposito.

ENZO

(Stringe la mano e, sottovoce allamico?

Lo dicevo io certe cose io le sento al fiuto

(a Pasquale)

Ma guardi che coincidenza, io anni fa ho conosciuto un Esposito: era commissario della Questura.

PASQUALE - Eh,s, il mio nome piuttosto comune, pensi che di Pasquale Esposito io ne conosco due.

ENZO - Tutti nella Questura?

PASQUALE - No, e perch? Uno fa lassistente universitario e laltro lavora nelle assicurazioni.

ENZO - e invece lei?

PASQUALE - Faccio il propagandista di medicinali.. Lei invece lavora nelle arachidi.

ENZO - Stavo in pensiero che Anita non glielavesse gi detto.

ANITA - Allora cosa le posso offrire, un caff o una bibita?

PASQUALE - Se per lei lo stesso, gradirei una bibita.

ANITA - Vado a prenderla in frigorifero, tu vuoi qualcosa, pap?

ENZO - No, cara, grazie, sai che a questora non prendo mai nulla.

(Pasquale accompagna Anita alla porta: Enzo ne approfitta per rivolgersi allamico)

propagandista di medicinali, ecco come cerca di mimetizzarsi, ma a me non la fa

(a Pasquale che ritorna)

immagino che il suo lavoro la porti tutto il giorno in giro per la citt.

PASQUALE - Proprio cos. Non molto piacevole vivere in mezzo alla folla e al traffico, ma bisogna farci labitudine.

ENZO - Da un certo punto di vista, pu anche essere piacevole assistere alla vera vita di una grande citt come la nostra.

PASQUALE - Oh, s, se ne vedono di tutti i colori: pensi che stamani sono stato testimone di una rapina in banca.

ENZO

(allamico)

Ecco, ci siamo!

(a Pasquale)

Meglio dire una tentata rapina.

PASQUALE - Ah, ne al corrente anche lei!

ENZO - Pressa poco ho saputo cos, di sfuggita ma lei che era presente, racconti.

ANITA

(chiama Pasquale alla finestra)

Venga a vedere

(il giovane va subito da lei)

ENZO

(allamico)

Era presente, capisci ha visto tutto non pensavo che sarebbe stato cos facile tirarglielo fuori

(si accorge che Anita ha chiamato Pasquale presso di s)

ma scusa, Anita, il signore stava raccontando e tu lhai interrotto.

ANITA - Ma a te cosa interessa della rapina in banca?

ENZO - E invece mi interessa moltissimo; la prego, signor Esposito, continui il suo racconto.

PASQUALE

(tornando ad avvicinarsi)

Come vuole dunque, stamani transitavo davanti alla sede centrale della Cassa di Risparmio, quando ho udito un fortissimo suono di allarme e, subito dopo, ho visto due giovani schizzare fuori dalla banca e gettarsi nellauto scoperta del loro complice che aspettava fuori e che partito a tavoletta.

ENZO - Un momento, signor Esposito, si fa presto a dire complice, ma poteva essere un estraneo al fatto che, ingenuamente li aveva accompagnati.

PASQUALE - Eh, no, guardi che quello era un chiaro esempio di complicit.

ENZO

(alzando un po la voce)

Ma mi faccia il piacere, come fa a dire una cosa del genere?

PASQUALE - E lei come fa a negare un fatto cos chiaro?

ANITA - Via, pap, hai torto marcio: c la prova schiacciante

ENZO

(a voce pi alta)

Ti ci metti anche tu adesso, contro di lui?

ANITA - Non capisco proprio perch te la prenda tanto per difendere uno che nemmeno conosci.

ENZO

(ritrovando lequilibrio)

Gi, Io non lo conosco, non so nemmeno lontanamente chi sia, ha capito, signor Esposito.

PASQUALE - Io non lo metto mica in dubbio. Perch si accalora tanto?

ENZO - E lardore della discussione che mi ha trascinato.

PASQUALE - Sembrava quasi che avesse un interesse personale.

ENZO

(sorridendo)

Ah, ah, questa bella! quale interesse mai io potrei avere?

(approfitta che Pasquale si di nuovo spostato verso Anita, per parlare allamico)

ho combinato un bel guaio, c mancato poco che gli facessi capire tutto. Per fortuna che lui a mille miglia dal sospettare, se no la frittata era fatta.

(ancora a Pasquale)

Lei ha visto bene quelli che sono fuggiti dalla banca e quello che aspettava in macchina?

PASQUALE - Oh, s, li ho visti benissimo, specialmente i due che correvano.

ENZO - E sarebbe in grado di riconoscerli?

PASQUALE - Questo pi difficile sa, i giovani oggi si assomigliano tutti e vestono nella stessa maniera.

ENZO - Perfettamente daccordo. Riconoscerli non assolutamente possibile.

PASQUALE - Per potrei riconoscere lauto.

ENZO - Impossibile.

PASQUALE - La riconoscerei di sicuro.

ENZO - Forse il colore e la marca a meno che non abbia letto il numero di targa.

PASQUALE - Quello no, non ne ho avuto il tempo.

ENZO - Meno male.

PASQUALE - Meno male perch?

ENZO - Un modo di dire per un momento mi sono sentito nei panni dei rapinatori.

PASQUALE - Ne esca subito perch saranno presto identificati.

ENZO - E co come pu essere cos si sicuro?

PASQUALE - La macchina glielho detto, era scoperta. e in giro di macchine scoperte non ce ne sono molte, a parte il fatto che quella macchina lho gi vista nella zona.

ENZO - Unauto scoperta non ancora un indizio sicuro.

ANITA - Verissimo, pap, anche la macchina di Tonino scoperta.

ENZO

(adirato)

Che cosa ti immischi tu, vorrei sapere. Non eri venuta a prendere gli spartiti?

PASQUALE - E chi sarebbe questo Tonino?

ENZO - E suo fratello. Pensi un po che coincidenza.

PASQUALE - Ma allora lauto che ho visto in zona era la sua. S, perch da un po di giorni, per ragioni. mie personali, ho preso a frequentare il quartiere

(sorriso e gesto di intesa con Anita)

ENZO - Ma guarda un po com piccolo il mondo, e com facile cadere in un equivoco

(la porta si spalanca ed entra Tonino trionfante)

TONINO - Tutto a posto, ho sistemato-la macchina!

ENZO - Cosa stai farneticando?

TONINO - Ma come se eravamo daccordo

ENZO - Quale accordo?! Lo sai chi questo signore? Pasquale Esposito!

(a Tonino mancano le forze e scivola seduto su una sedia)

PASQUALE - Stava parlando di auto entrando, forse della sua rossa fiammante scoperta?

TONINO

(con un filo di voce)

Meme lhanno rubata.

PASQUALE - Rubata?... e perch lei, mi scusi, era cos allegro?

TONINO - Ero stufo di vederla.. ormai era diventata un vecchio catenaccio.

ANITA - Ma se non hai ancora finito di pagare le rate!

ENZO - E continui a mettere il becco nelle faccende degli altri!

TONINO - E c lassicurazione che me la ripaga, se non si ritrova, no?

PASQUALE - Non cos semplice: la macchina stata adoperata in una rapina e, anche se sar ritrovata, verr posta sotto sequestro per tutta la durata delle indagini.

TONINO - Una rapina con la mia macchina? Che cosa mi tocca sentire.

ANITA - Ma allora anche tu avrai dei guai, Tonino sarai interrogato in Questura

ENZO

(furibondo)

Ti vuoi occupare una buona volta dei fattacci tuoi?!

PASQUALE

(mettendo un braccio sulla spalla di Anita)

Ma perch la strapazza in questo modo? lei, poverina, non fa niente di male. vuole rendersi utile.

(laccarezza; la porta di spalanca ed entra Gianni; Anita si scosta in fretta da Pasquale)

GIANNI - Ma eri venuta a prendere gli spartiti di musica o a farti massaggiare?

ANITA

(un po imbarazzata)

Ti presento Pasquale Esposito.

GIANNI - Esposito quattro battute o tre se si unisce la e alla spo, o meglio due, legando il si al to espi sito espi sito.

ANITA - Lui Gianni, un batterista che giudica tutto a seconda del ritmo.

(mentre Pasquale sintrattiene con Gianni, Enzo prende Anita in disparte)

ENZO - Tu certamente hai capito la situazione.

ANITA - Io non ho capito nulla.

ENZO - Tonino nei guai e bisogna dargli una mano.

ANITA - E io che cosa devo fare?

ENZO - Stai dietro a Pasquale, lui ha della simpatia per te e tu dagli qualche speranza.

ANITA - E un po difficile davanti a Gianni.

ENZO - E tu parla con Gianni, spiegagli tutta la situazione.

ANITA - Che cosa devo spiegare se non ci capisco nulla.

ENZO - Zitta che Pasquale sta venendo qui.

(si avvicina Pasquale mentre Anita va verso Gianni)

PASQUALE - Io le devo delle spiegazioni.

ENZO - Spiegazioni di che genere?

PASQUALE - Lei si domander perch improvvisamente abbia incominciato a frequentare il suo quartiere.

ENZO - Non ci penso affatto a pormi certe domande. Del resto, tutto stato chiarito: la macchina stata rubata.

PASQUALE - Cosa centra la macchina? Non sono lagente delle assicurazioni .

ENZO - Lo so, ma se vuole collegarla con la tentata rapina in banca

PASQUALE - E perch? Non sono mica un funzionario di polizia, io.

ENZO - Allora c stato un equivoco. Mi dia pure le sue spiegazioni.

PASQUALE - Io volevo parlarle di Anita vede, io

(si allontanano tutti e due, ma vengono fermati da Gianni e Anita)

GIANNI - Io ho conosciuto un Esposito che suonava benissimo lo scacciapensieri.

PASQUALE - Anchio da ragazzo mi divertivo con quello strumento.

GIANNI - Allora siamo a cavallo! Ah, che idea favolosa! Non vero, Ani?

ANITA - Come faccio a saperlo se non mi hai detto ancora nulla?

GIANNI - Il liuto di tua madre a contrasto con lo scacciapensieri di Pasquale, non unidea formidabile?

ANITA - Meravigliosa! una trovata da genio!

GIANNI - La faremo diventare famoso, lei con il suo strumento.

PASQUALE - Guardi che non ho capito bene.

GIANNI - Andiamo alle prove, glielo spiegher per strada.

(ad Anita)

Hai preso gli spartiti?

ANITA - S, ce li ho qui.

PASQUALE

(a Enzo)

Sono costretto a rimandare quello che volevo dirle.

ENZO - Sempre a sua disposizione.

ANITA - Ciao, pap.

(esce con Gianni e Pasquale)

ENZO

(allamico)

Se ne sono andati, per fortuna, cominciavo a non poterne pi. Troppe emozioni tutte insieme, troppi fatti che si sono accavallati e poi quel Pasquale Esposito che entra in scena allimprovviso che cosa cera da pensare se non che fosse un poliziotto che indagava... e invece un propagandista di medicinali... pensa un po che cantonata!... Ma guarda in che razza di intrighi ci siamo andati a cacciare! Tutto per quei delinquenti degli amici di Tonino. Loro s che meriterebbero di passare un po di tempo in galera, ma Tonino, poveretto, che colpa ne ha? E chi glielo va a raccontare adesso alla polizia?! Tutto per un banale errore di significati ma s, un equivoco dopo laltro ci sono piovuti sul capo: il primo stato quello di Tonino, quello di non aver capito di colpo che operazione finanziaria volesse invece dire rapina bancaria. E incominciato tutto di l, stato linizio di questa operazione ridicola dove non successo niente allinfuori di poche parole scritte su un ridicolissimo biglietto Come hai detto, scusa le armi? Non incominciare anche tu con le domande insidiose: armi non ce ne sono e non ce ne sono mai state, mi meraviglio che tu non labbia capito e te ne venga fuori con queste domande. Sei sotto il tiro di un revolver diceva quel ridicolo biglietto, ma il revolver non s visto perch non esisteva e taci una buona volta! le cose stanno cos e basta! Certo che Tonino se li scelti bene i suoi amici! coshanno nella testa questi ragazzi? guardano i film in televisione e pensano che una rapina in banca sia un semplice espediente per autofinanziarsi. Perch Tonino non s sganciato prima, appena s accorto dellaria che tirava? ma mettiti nei suoi panni, perbacco! la sirena dallarme assordante che si sente fin nella strada, la gente che fugge impaurita dalla banca, curiosi che accorrono da ogni parte e due energumeni che gli piombano in macchina. Che cosa poteva fare, povero Tonino, se non schiacciare lacceleratore per allontanarsi il pi in fretta possibile? Eh, s, questo un fatto che accade difficilmente in una famiglia normale, bisogna ammetterlo: un evento straordinario al quale si deve rispondere con misure straordinarie, proprio come abbiamo fatto. Ora non ci resta che aspettare per essere sicuri che tutto andato a posto da s. Non ci vorr molto: In questi casi lazione della polizia fulminea, e se non ancora successo niente, vuol dire che non hanno elementi in mano per farlo succedere. Mettiamoci tranquilli, amico mio, la cosa migliore

(prende dal tavolo una busta che esamina)

una busta indirizzata a me e nessuno mi ha detto nulla, capisci? Mi arriva una lettera che magari contiene cose importanti, e viene buttata su un tavolo, in mezzo ad altre carte, a rischio di andare perduta Roba da pazzi, anche questo succede in casa mia! Magari dentro non c nulla di importante, forse uno dei soliti annunci pubblicitari, ma il principio che conta, e che bisogna difendere ho torto per caso? Beh, ora che mi sono dato ragione, piantiamola con le tragedie e guardiamo che c dentro

(apre la busta)

ma che roba ? nessuno scritto, solo un disegno e che disegno! fatto con mano maestra un paio di corna ma disegnate cos bene, con tutte le ombreggiature giuste un capolavoro, meriterebbe di essere incorniciato e appeso alla parete, se non fosse per lallusione gi!... non sar rivolta a me questallusione?...

(allamico)

perch un paio di corna alludono senza nessun dubbio, vero?... Ah, inutile domandarlo a te: quando c da dare una mano, tu non ci sei mai. Sicuro che alludono, e anche in modo chiaro, inequivocabile e da dove arriva questallusione?

(rigira fra le mani la busta)

non c il mittente sono corna anonime queste, ma indirizzate al mio nome. Oh, guarda! A una cosa del genere non avrei mai pensato eppure capita in tante famiglie normali

(allamico)

non vero che capita?... lhai voluta tu la normalit, vero?... e allora beccati anche questa! Ah, ma non finisce cos voglio vederci chiaro in questa faccenda, andare fino in fondo

(chiamando)

Irene, Irene!

IRENE

(entrando)

Mi volevi, caro?

ENZO

(allamico)

Quanto tempo era che non mi chiamava caro?... ahi, ahi che si senta in colpa e debba farsi perdonare qualcosa?

(alla moglie)

Ho ricevuto una lettera strana guarda tu se ci capisci qualcosa.

IRENE

(apre la busta)

Solo un disegno senza nessuno scritto?

ENZO - Sarebbe stato superfluo: un paio di corna come quelle sono pi che sufficienti.

IRENE - Che cos, uno scherzo o unallusione?

ENZO - E una domanda che dovresti rivolgere a te stessa.

IRENE

(imbarazzata)

Ma io veramente io non so

ENZO - Coraggio, Irene. Butta tutto fuori: dopo ti sentirai meglio.

IRENE - Che cosa devo dire io non volevo e tu forse pensi?

(scoppia a piangere)

ENZO - Io non penso a nulla, voglio solo ascoltare.

IRENE

(fra i singhiozzi)

E stato ieri laltro, quando quellassassino mi ha conciato in questo modo

(si tocca i capelli)

ero venuta in ufficio per dirtelo, ma tu non ceri

ENZO - Allora?

IRENE - Allora mi sentivo cos triste che mi son messa a piangere.

ENZO - Hai le lacrime troppo facili: ecco il tuo guaio.

IRENE - Sai, mi guardavo nello specchio che appeso alla parete e non riuscivo a calmarmi, finch Bonifazio non mi ha sentito ed venuto nellufficio

ENZO - Bonifazio il mio socio?

(descrive con il gesto una grossa pancia)

IRENE - S, proprio lui, mi ha abbracciata e ha cercato di consolarmi non niente, diceva lei bella lo stesso

ENZO - Ha colto a volo loccasione, il Bonifazio.

IRENE - ma io piangevo a dirotto e non volevo fermarmi

ENZO - e continuava anche lui. Solo labbraccio c stato?

IRENE - Mi ha anche baciato sulla fronte o sulle guance, non ricordo bene.

ENZO - E tu ti sei lasciata baciare da Bonifazio?

(ancora il gesto della pancia)

IRENE - Mi sentivo cos infelice e desolata e proprio in quel momento, mentre lui mi baciava, entrata nellufficio la tua segretaria

ENZO - Ti ha consolato anche lei?

IRENE - Scusate tanto ha detto e se n andata subito.

ENZO - Ma allora le corna sono sue!... s, non c nessun dubbio ha interpretato la scena che aveva davanti agli occhi per, non supponevo che avesse tanta disposizione per il disegno.

IRENE - Questo tutto quello che successo.

ENZO - E stata la mia segretaria ad aggiungerci dellaltro.

IRENE - Ne ha di fantasia quella ragazza!

ENZO - E difficile scoprire certe attitudini nascoste delle persone vai ad asciugarti gli occhi, adesso.

(Irene esce, Enzo riflette perplesso, poi, allamico)

E andata proprio cos?... e chi pu dirlo con sicurezza?... cose come queste capitano di frequente nelle famiglie normali. I personaggi ci sono tutti: lamico di famiglia o il socio di affari che si trasforma in seduttore, la moglie che si sente trascurata e ha un momento di debolezza o di sconforto, e c anche la segretaria dufficio che ambisce a guadagnarsi la riconoscenza del principale, se non addirittura a prendere il posto della moglie infedele. Piano con queste divagazioni, non si sa bene dove possano andare a finire. Irene sempre stata una buona moglie e poi non pi una ragazzina ma non si pu neppure trascurare il fascino del sole al tramonto e la curiosit di fare ci che non si mai fatto o che si presume non sia mai stato fatto. Ma in fondo la colpa mia: ho cercato la normalit, senza pensare che certe scappatelle appartengono alle pi normali situazioni e che la consuetudine spesso causa della stanchezza pi insopportabile, ed quindi responsabile di accendere il desiderio di evasione. A questo punto si pu passar sopra anche al

(ripete il gesto della pancia gonfia)

e partire per lavventura. No, cosa vado a pensaresporcare cos una vita di fedele onest o di apparente fedele onest Tu cosa ne dici, amico mio?... ti trascini sempre dietro di me come un peso morto, e qualche volta potresti anche farmi sentire la tua opinione. Del resto, questa normalit labbiamo scelta insieme, e allora godiamocela! Questo quello che accade in molte famiglie normali e dobbiamo essere preparati ad affrontare certi eventi. Guardiamo un po: la figlia che perde la testa per un batterista normale; un po meno il figlio che rischia di essere coinvolto in una rapina, ma labbiamo gi catalogato come fatto straordinario. Con la moglie che ti mette le corna siamo ripiombati in pieno nellordinato tran tran del consueto abituale. Dici che non accaduto nulla? Ma invece potrebbe essere accaduto o prepararsi per accadere domani. E allora, amico mio, vuoi dirmela finalmente la tua opinione: Irene mi ha tradito oppure no? e se questo accaduto, che cosa mi resta da fare?

(avvicina lorecchio alla bocca dellamico)

come?

(si rialza)

hai detto mah!... non un grande aiuto quello che mi dimah!... mi sprofondi di nuovo nellinferno delle supposizioni e dei sospetti mah!...un pozzo dal quale non si esce un momento, per! E se fosse proprio questa la condanna che tocca a ogni umano? Linfinito delle possibilit aperto davanti e nessun punto fermo a cui appoggiarsi? La tranquillit che credevi di esserti assicurato entrando nel comun denominatore delle famiglie normali, non esiste. Non esistono denominatori comuni ai quali ridurre lesistenza che conduciamo: ognuno ha davanti a s la propria vita e deve sbrigarsela da solo. Non ci sono esempi a cui riferirsi, solo dubbi e incertezze.

(lamico gli dice qualcosa allorecchio)

Che cosa dici, non resta che rassegnarsi? s, amico mio, questa una vera, grande parola di saggezza da seguire alla lettera una guida per tutti

(avanza sul palcoscenico)

s, anche per te, Irene

(la moglie viene avanti)

e anche per voi

(si avvicinano Anita, Tonino, Gianni e Pasquale)

siamo tutti condannati a brancolare nel buio, senza una certezza da afferrare

(stende le braccia per accogliere tutti)

eccolo il vero denominatore comune: la rassegnazione ad essere vivi! Avete tutti compreso?... siete tutti daccordo su quello che ci resta da fare?... e allora avanti: si parte per lavventura umana!

(Su Enzo che porta le braccia tese in avanti)

B U I O

    Questo copione è stato visto: