Dialoghi delle carmelitane

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Prologo

Prologo

1774. Siamo a Parigi, in piazza Luigi XV, la sera delle feste per il matrimonio del Delfino, il futuro re Luigi XVI, con l’arciduchessa Maria Antonietta. Le carrozze dei nobili passano in mezzo alla folla festante contenuta dal servizio d’ordine. In una carrozza, una giovane coppia, il marchese De La Force e sua moglie, che è incinta. Il Marchese scende dalla carrozza e si allontana verso le tribune.

Cominciano i fuochi d'artificio, ma ad un tratto alcune casse di razzi s'incendiano e gli scoppi si susseguono. Sebbene non ci sia alcun pericolo grave, il panico s'impadronisce della folla. Scompiglio, grida di paura, qualcuno cade in terra ed è calpestato. La giovane Marchesa è spaventata. Il cocchiere frusta i cavalli, che si imbizzarriscono e si lanciano in una corsa sfrenata. Improvvisamente, non c'è più che un unico e selvaggio mostro umano oppresso dalla propria angoscia mortale. Il caos, sempre latente negli strati più profondi dell'essere, esplode attraverso la superficie, in apparenza così solida, delle consuetudini civili. I cavalli sono fermati, un vetro va in frantumi. Una voce d'uomo grida: « Cambierà tutto presto, voi sarete massacrati, e noi andremo a spasso nelle vostre carrozze! ». E la Marchesa vede la faccia del mostro orrendo e spirante orrore: ma arrivano in tempo i soldati a liberarla.

Poche ore dopo dalla camera della Marchesa, a palazzo De La Force, esce un medico, il quale annuncia al Marchese che gli è nata una bimba, Bianca, ma che la giovane madre è morta.

Bianca, spinta, per così dire, dallo spavento di sua madre anzitempo alla luce del giorno, sembra non aver ricevuto altra qualità naturale che, per l'appunto, quello stesso spavento. Assai presto dimostra una timidezza morbosa, che oltrepassa di gran lunga quella che frequentemente si osserva nei bambini. L'abbaiare improvviso del suo cagnolino la fa tremare, ed il viso estraneo di un nuovo domestico la fa indietreggiare come davanti ad uno spettro. È come se la sua piccola vita ondeggiasse di continuo nell’ansia di un qualche evento spaventoso; né la dolcezza, né la severità né lastessa buona volontà della povera bimba, sulla quale non ci sono dubbi, riescono a migliorare tale infelice predisposizione. Anzi, la buona volontà peggiora quasi definitivamente la situazione, perché Bianca rimane tanto abbattuta dalla vanità dei suoi sforzi cha, spronata continuamente al coraggio, vede, nel mancarne, addirittura una vituperevole vergogna. Si sarebbe tentati di dire che la sua angoscia è legata alla propria paura.

La servitù la chiama « leprotto » e Bianca soffre per la sua debolezza, che appare in modo molto evidente. Mai ci fu beneducato rampollo di nobile famiglia che si movesse così timido e che arrossisse così infelice come Bianca de la Force. Il grande titolo nobiliare della sua stirpe sembra un cartello appiccicato a torto; il superbo nome La Force suona addirittura come uno scherno

1789. Bianca è ormai un'esile quindicenne, dalla bocca piccola e delicata nel visetto dai tratti non molto marcati, quando il Marchese de la Force comincia a tracciare per lei un progetto di matrimonio conveniente. Ma Bianca gli comunica la sua intenzione di entrare in convento. Nonostante i tentativi del Marchese e del fratello per dissuaderla, Bianca ottiene di essere accompagnata al Carmelo di Compiègne, dove viene ricevuta dalla Priora, Madame de Croissy.

QUADRO PRIMO

(Il parlatorio al Carmelo di Compiègne. La Priora e Bianca si parlano attraverso la doppia grata che è coperta da un velo nero. La Priora è anziana e malata. Cerca impacciata di avvicinare la sua poltrona alla grata e vi riesce a stento.)

LA PRIORA              Non crediate che questa poltrona sia un privilegio. Ahimè! per far piacere alle mie care figlie, che se ne danno tanto pensiero, vorrei sentirmici a posto. Ma non è facile riprendere antiche abitudini, perdute da tanto tempo, e vedo bene che quel che dovrebbe essere un piacere sarà sempre per me soltanto una necessità mortificante.

BIANCA                    Deve esser dolce, Madre, sentirsi così avanti nella via del distacco da non saper più tornare indietro.

LA PRIORA              Cara, l'abitudine finisce per distaccare da tutto. Ma a che serve per una religiosa essere distaccata da tutto, se non è distaccata da se stessa, cioè dal proprio distacco? (Silenzio) Vedo che le severità della nostra Regola non vi spaventano!

BIANCA                    Mi attirano.

LA PRIORA              Sì, siete un'anima generosa. (Silenzio) Ricordate però che gli obblighi in apparenza più leggeri sono molto spesso, in pratica, i più penosi. Si scala una montagna, e si inciampa in un sasso.

BIANCA                    (vivacemente) Oh ! Madre, c'è ben altro da temere che questi piccoli sacrifici... (si ferma, imbarazzata)

LA PRIORA              Ah sì ? E quali sono questi gran motivi di timore ?

BIANCA                    (con voce sempre meno ferma) Reverenda Madre, non saprei..: mi sarebbe difficile... così sul momento... Ma con vostra licenza, vi rifletterò e vi risponderò più in là.

LA PRIORA              Come vi piace... Ma mi rispondereste fin d'ora se vi chiedessi che idea avete del primo obbligo di una Carmelitana ?

BIANCA                    È di vincere la natura.

LA PRIORA              Benissimo. Vincere e non forzare; la distinzione è importante. A voler forzare la natura si riesce solo a mancare di naturalezza, e quello che Dio chiede alle sue figlie non è di recitare tutti i giorni la commedia davanti alla sua divina Maestà, ma di servirla. Una buona serva è sempre dove deve essere, e non si fa mai notare.

BIANCA                    Chiedo solo di passare inosservata...

LA PRIORA              (sorridente, con una punta di ironia) Ahimè ! Questo si ottiene solo alla lunga, e desiderarlo troppo non facilita la cosa... Voi siete di grande nascita, figlia mia, e noi non vi chiediamo di dimenticarlo. Per il fatto d'aver rinunziato ai suoi vantaggi, non potreste liberarvi da tutti gli obblighi che una simile nascita impone, ed essi vi sembreranno qui più pesanti che altrove. (Gesto di Bianca) Oh ! sì, voi ardete dal desiderio di prendere l'ultimo posto. Diffidate anche di questo, figliuola... A voler discendere troppo in basso si rischia di passare la misura. Ora, nell'umiltà, come in tutte le cose, l'esagerazione ingenera orgoglio, e quest'orgoglio è mille volte più sottile e più pericoloso di quello mondano, che per lo più è soltanto una futile vanità. (Un silenzio) Chi o che cosa vi spinge qui ?

BIANCA                    Reverenda Madre, mi ordinate di parlare con tutta franchezza ?

LA PRIORA              Sì.

BIANCA                    Ebbene, l'attrattiva di una vita eroica.

LA PRIORA              L'attrattiva di una vita eroica, ovvero quella di un certo modo di vivere che vi sembra - molto a torto - debba rendere più facile l'eroismo, metterlo, per così dire, a portata di mano?...

BIANCA                    Reverenda Madre, scusatemi, non ho mai fatto di questi calcoli.

LA PRIORA              I nostri calcoli più pericolosi sono quelli che noi chiamiamo illusioni...

BIANCA                    Posso farmi delle illusioni. Non chiederei di meglio che di venirne spogliata.

LA PRIORA              Venirne spogliata... (Appoggia sulle parole) Bisognerà che vi assumiate, da sola questa incombenza, figlia mia. Qui ognuna ha già troppo da fare con le proprie illusioni. Il nostro compito è di pregare, come quello di una lampada è di far luce. A nessuno verrebbe in mente di accendere una lampada per illuminarne un'altra «Ciascuno per sé », questa è la legge del mondo, e la nostra le rassomiglia un po': «Ciascuna per Dio »… Povera piccola ! Voi non avete idea della solitudine in cui una vera religiosa è esposta a vivere e a morire. Ed infatti si conta un certo numero di vere religiose, ma uno ben maggiore di mediocri e di insignificanti. Via, via ! qui come altrove il male resta il male... Vi aspettano grandi prove, figlia mia...

BIANCA                    Non importa, se Dio mi dà la forza. (Silenzio).

LA PRIORA              Quello che Egli vuol provare in voi non è la vostra forza, ma la vostra debolezza. (Silenzio) Tutto sommato, figlia mia, la condizione di una religiosa mediocre mi sembra più deplorevole di quella di un brigante... Il brigante si può convertire, e questo sarà per lui come una seconda nascita. La religiosa mediocre non ha più da nascere, è nata ma ha mancato la sua nascita.

BIANCA                    Oh ! Madre, io vorrei veder qui solo il bene...

LA PRIORA              Chi s'acceca volontariamente nei riguardi del prossimo, con il pretesto della carità, spesso altro non fa se non rompere lo specchio per non vedersi dentro. La debolezza della nostra natura vuole che scopriamo in altri prima che in noi le nostre miserie. Badate di non lasciarvi prendere da non so quale sciocca benevolenza che indebolisce il cuore e falsa lo spirito. (Silenzio) Figlia mia, la gente si domanda a che cosa serviamo, e dopo tutto è comprensibile che se lo domandi. Noi crediamo di darle, grazie alle nostre austerità, la prova che si può perfettamente rinunziare a tante cose da essa ritenute indispensabili… No, figliuola, noi non siamo un'impresa di mortificazione o un conservatorio di virtù: noi siamo case di preghiera, la sola preghiera giustifica la nostra esistenza; chi non crede nella preghiera non può non considerarci impostore o parassiti. Se lo dicessimo più francamente agli empi ci faremmo capire meglio. Non sono essi costretti ad ammettere che la credenza in Dio è un fatto universale? E non è una contraddizione molto strana che gli uomini possano, al tempo stesso, credere in Dio e pregarlo così poco e così male? Gli fanno solo l'onore di temerlo. Se la credenza in Dio è universale, non deve esser lo stesso della preghiera? Ebbene, figlia mia, Dio ha voluto che sia così, non facendo della preghiera, a spese della nostra libertà, un bisogno così imperioso come la fame o la sete, ma permettendo che potessimo pregare gli uni in vece degli altri. Così ogni preghiera, magari quella di un pastore che custodisce le sue bestie, è la preghiera del genere umano. (Breve silenzio). Quello che il pastore fa ogni tanto per un impulso del cuore, noi lo dobbiamo fare giorno e notte. Non già che si speri di pregare meglio di lui; al contrario. Quella semplicità dell'anima, quel tenero abbandono alla Maestà di Dio che è in lui l'ispirazione del momento, una grazia e come un lampo che gli illumina 1'animo, noi consacriamo la vita per acquistarlo, o per ritrovarlo, se l'abbiamo già conosciuto, perché esso è un dono dell'infanzia, che di solito non sopravvive all'infanzia... Una volta usciti dall'infanzia, bisogna soffrire a lungo per rientrarci, come all'estremo limite della notte si ritrova un'altra aurora... (Bianca piange). Piangete ?

BIANCA                    Piango meno di pena che di gioia. Le vostre parole sono dure, ma sento che parole ancor più dure non potrebbero spezzare lo slancio che mi porta verso di voi.

LA PRIORA              Bisognerebbe moderarlo senza spezzarlo. Credete a me, è un brutto modo entrare nella nostra Regola ciecamente.

BIANCA                    Io non ho altro rifugio.

LA PRIORA              La nostra Regola non è un rifugio. Non è la Regola a custodire noi, figlia mia, siamo noi che custodiamo la Regola. (Un lungo silenzio). Ditemi ancora: avete, per caso, già scelto il vostro nome di Carmelitana, nel caso che vi si ammetta al noviziato ?

BIANCA                    Oh! sì, Madre. Vorrei chiamarmi Bianca dell'Agonia di Gesù.

(La Priora sussulta impercettibilmente. Sembra esitare un attimo, le sue labbra si muovono; poi il suo volto esprime ad un tratto la fermezza tranquilla di chi ha preso la sua decisione.)

LA PRIORA              Andate in pace, figlia mia.

Così Bianca de la Force varcò la soglia della clausura, contemporaneamente a un’altra fanciulla, Costanza di Saint-Denis. Ella lo fece con tanta intima gioia che nel Carmelo di Compiègne si diffuse la certezza della sua vera vocazione, e la speranza che sarebbe diventata una degna figlia di Santa Teresa. Il primo periodo del postulato passò in modo soddisfacente. Bianca non si adattava con facilità alle esigenze della regola austera, però la osservava. Era gentile, zelante, ubbidiente.

(Qualche tempo dopo, Bianca e Costanza prendono le provviste e gli oggetti che passa loro la suora portinaia.)

COSTANZA              Di nuovo queste maledette fave !

BIANCA                    Si dice che gli accaparratori trattengano la farina e che Parigi mancherà di pane...

COSTANZA              Oh ! guarda ! Ecco il nostro ferro da stiro, che reclamiamo da tanto tempo. Guardate come ne è rivestita bene la presa... Non sentiremo più Suor Giovanna della Divina Infanzia strillare soffiandosi sulle dita: « Ma è possibile stirare con un ferro simile? Ma che è! Ma che è! ». Ogni volta mi mordo la lingua per non ridere, ma sono così contenta! Quel «Ma che è !» mi ricorda la campagna e i nostri buoni contadini di Tilly... Oh ! Suor Bianca, sei settimane prima della mia entrata in convento si è festeggiato laggiù il matrimonio di mio fratello; erano radunati tutti i contadini, venti ragazze gli hanno presentato un mazzo di fiori al suono di tamburi e di violini, e al frastuono di una scarica generale di moschetteria. Ci fu messa solenne, pranzo al castello, e ballo tutto il giorno. Io ho ballato cinque contraddanze di tutto cuore, ve lo assicuro. Quella povera gente era tutta entusiasta di me, perché ero allegra e sgambettavo bene come loro...

BIANCA                    Non vi vergognate di parlare così mentre la nostra Reverenda Madre...

COSTANZA              Oh, sorella, per salvare la vita della nostra Madre darei volentieri la mia povera piccola vita da nulla, sì, proprio sì, la darei... Ma via, a cinquantanove anni non è oramai tempo di morire.?

BIANCA                    Non avete mai avuto paura della morte ?

COSTANZA              Non credo... Sì, forse... molto tempo fa, quando non sapevo che cos'era.

BIANCA                    E dopo?

COSTANZA              Mio Dio, Suor Bianca, la vita mi è parsa subito così divertente! Mi dicevo che anche la morte doveva esserlo...

BIANCA                    Ed ora?

COSTANZA              Oh ! adesso non so più che cosa penso della morte, ma la vita mi sembra sempre divertente come prima. Cerco di fare meglio che posso quello che mi si comanda, ma quello che mi si comanda mi diverte... Dopo tutto, devo essere biasimata perché il servizio di Dio mi diverte?... Si può fare con tutta serietà quello che ci diverte, precisamente come si può fare di buon umore quello che annoia...

BIANCA                    (Con voce dura) Non avete paura che Dio si stanchi di tanto buon umore, e che venga un bel giorno a dirvi: « Non per ridere, ti ho amata » ?

(Suor Costanza la guarda interdetta, il volto infantile contratto in una smorfia di dolore.)

COSTANZA              Perdonatemi, Suor Bianca. Non posso fare a meno di credere che parliate così apposta per farmi del male (Silenzio).

BIANCA                    Ebbene, non vi sbagliate... Vi invidiavo...

COSTANZA              Mi invidiate! Questa è bella! è proprio la cosa più straordinaria che abbia mai udito. Voi m'invidiate, mentre meriterei di essere frustata per aver parlato così leggermente della morte della nostra Reverenda Madre... La morte di una Madre Priora è una cosa molto seria... Io non ho l'abitudine di veder morire persone serie. Mio zio, il duca di Lorge, è morto a ottant'anni. Non era comunque una morte seria, era una bella cerimonia, ecco. I miei due fratelli maggiori sono morti in guerra al tempo dell'insurrezione americana... Tutti sono morti per così dire giocando. Ed è sempre stato più o meno così per i nobili. Non certo dai nostri titoli e dalle nostre pergamene mangiate dai topi ci viene il posto che occupiamo nel mondo, ma da uomini per i quali la morte non era se non un giuoco come un altro... Oh, Suor Bianca, poiché ho parlato così da stordita, abbiate la bontà di aiutarmi a riparare al mio errore. Inginocchiamoci ed offriamo le nostre due povere piccole vite per quella della Reverenda Madre..

BIANCA                    È puerile...

COSTANZA              Ma per niente, Suor Bianca... io credo veramente che sia un'ispirazione dell'anima.

BIANCA                    Vi burlate di me...

COSTANZA              L'idea mi è venuta ad un tratto, non credo che vi sia alcun male! Mi sono sempre augurata di morire giovane, è una disgrazia troppo grande quella di dover dare a Dio una vita alla quale non si tiene più o alla quale si tiene ormai soltanto per abitudine, un'abitudine divenuta feroce.

BIANCA                    Che c'entro io in questa commedia?

COSTANZA              Ebbene... Ebbene, la prima volta che vi ho veduta ho capito che sarei stata esaudita.

BIANCA                    (violentemente) Esaudita in che?

COSTANZA              In... ma ora mi intimidite, Suor Bianca... mi guardate in un modo così strano....

(Bianca muove verso di lei.)

BIANCA                    Posate quel ridicolo ferro, e rispondetemi, vi prego.

(Costanza depone docilmente il ferro sulla tavola, il suo bel volto si contrae dolorosamente, ma conserva tuttavia una specie di serenità fanciullesca.)

COSTANZA              Ebbene... Ho capito che Dio mi avrebbe fatto la grazia di non lasciarmi invecchiare, e che noi saremmo morte insieme, il medesimo giorno - dove e come, però, questo non lo sapevo e in questo momento continuo a non saperlo - È quel che si chiama un presentimento, niente di più... Bisogna che vi veda ora così adirata per dare importanza a... a...

BIANCA                    A una idea pazza e stupida ! Non vi vergognate di credere che la vostra vita possa riscattare la vita di chicchessia? ... Voi siete superba come un demonio... Voi..-. Voi... Io vi proibisco ...

(S'interrompe. L'espressione di doloroso stupore del volto di Costanza scompare a poco a poco, come se

ella cominciasse a comprendere, senza per altro saper bene che cosa... Sostiene lo sguardo smarrito di

Bianca che finisce col distogliersi dal suo. La sua voce è dolce e triste, con una specie di dignità commovente.)

COSTANZA              Non era mia intenzione offendervi...

(Giunge Madre Maria dell’Incarnazione.)

MADRE MARIA       Suor Bianca, la Reverenda Madre vi attende. (Escono).

(La Priora è sprofondata nella sua poltrona. Durante tutta la scena i suoi modi e il suo atteggiamento contrasteranno con l'espressione angosciata e quasi smarrita del suo volto.)

MADRE MARIA                   Sarà qui fra un istante.

LA PRIORA                          È una gran pena per me mostrarmi alle mie figlie come un'annegata che abbiano tirata fuori dall'acqua... Oh! non già che voglia ingannare nessuno! Ma quando viene a mancare in un modo così miserando il coraggio, bisognerebbe per lo meno esser capaci di darsi un contegno, per non mancare ai riguardi dovuti a chi pure vuol farci la carità di giudicarci dall'apparenza.

MADRE MARIA                   Avevo creduto di capire che le vostre angosce, Madre, si fossero placate stanotte...

LA PRIORA                          Era solo un assopimento dell'anima. Ne sia comunque ringraziato Dio!…Ebbene, Madre, è vero: io mi vedo morire. Non c'è nulla che mi distragga da questa vista. Certo, sono commossa delle vostre cure, ma esse non mi portano alcun aiuto, voi non siete per me che ombre, distinte appena dalle immagini e dai ricordi del passato. Sono sola, Madre, assolutamente sola, senza nessuna consolazione. (Silenzio) Parlatemi francamente! Quanti giorni di vita mi dà ancora il dottor Javelinot?

(Madre Maria  si inginocchia e posa lievemente il suo crocefisso sulle labbra della Priora.)

MADRE MARIA                   La vostra costituzione è delle più forti che egli abbia mai visto. Teme per voi un trapasso lento e difficile. Ma Dio...

LA PRIORA                          Dio stesso è diventato un'ombra... Ahimè ! Ho più di trent'anni di professione, ho meditato sulla morte in ogni ora della mia vita, e questo ora non mi serve a nulla! ... (Un lungo silenzio) Trovo che Bianca De La Force tardi molto... (Silenzio) Dopo la riunione di ieri non ha cambiato idea sul nome che ha scelto ?

MADRE MARIA                   No. con il vostro beneplacito, ella desidera sempre chiamarsi Suor Bianca dell'Agonia di Gesù. Mi siete sembrata molto commossa di questa scelta ?...

LA PRIORA                          Perché da principio fu la mia, un tempo. (Lungo silenzio) Sono stata io a introdurre in questa Casa Suor Bianca dell'Agonia di Gesù. Quest'affare mi riguarda. Ed è mio dovere sistemarlo prima di lasciare la mia carica ad altri. (Silenzio) Di tutte le mie figlie nessuna mi preoccupa di più. Avevo pensato di raccomandarla alla vostra carità… (Silenzio piuttosto breve) Madre Maria...

MADRE MARIA                   Reverenda Madre?

LA PRIORA                          Nel nome dell'obbedienza io vi affido Bianca De La Force. Mi risponderete di lei davanti a Dio.

MADRE MARIA                   Sì, Madre.

LA PRIORA                          Avrete bisogno di una grande fermezza di giudizio e di carattere, ma questa è precisamente quello che a lei manca e che voi avete in sovrappiù. Quando la bufera piomberà su questa casa, spetterà senza dubbio ad altre di edificare la Comunità con virtù più preziose delle nostre, ma è da noi che essa è in diritto di attendersi per lo meno l'esempio di una certa fermezza. Fin dal nostro primo incontro, confessandomi il nome che aveva scelto, Bianca De La Force si è posta per me sotto il segno della Santissima Agonia; che vi resti anche per voi! (Bussano alla porta) Eccola, pregatela di entrare.

(Madre Maria dell'Incarnazione va fino alla porta, si scansa per lasciar entrare Bianca, poi esce. Bianca viene ad inginocchiarsi vicino alla Priora.)

LA PRIORA                          Rialzatevi, figlia mia. Avevo intenzione di discorrere con voi più a lungo, ma la conversazione avuta ora mi ha stancata molto… Non guardatemi così… Al Carmelo, figliuola mia, la vita e la morte di una religiosa non dovrebbero mai incidere, se non lievemente, sul regolare svolgimento dei lavori e delle funzioni del giorno...

BIANCA                                Oh ! Madre mia, non abbandonatemi ! (Silenzio).

LA PRIORA                          Voi siete l'ultima arrivata, e per questo motivo la più cara al mio cuore. Sì, di tutte le mie figlie la più cara, come la figlia della vecchiaia, ed anche la più esposta, la più minacciata. Per allontanare questa minaccia avrei volentieri dato la mia povera vita, oh ! certo l'avrei data... (Bianca si getta di nuovo in ginocchio e singhiozza. La Priora le posa una mano sul capo) Ora posso dare solamente la mia morte, una ben povera morte... (Silenzio) Figlia mia, qualunque cosa accada, non uscite dalla semplicità, siate sempre dolce e maneggevole nelle Sue mani…I Santi non si irrigidivano contro le tentazioni, non si ribellavano contro se stessi, la ribellione è sempre opera del diavolo; e soprattutto non disprezzatevi mai ! È estremamente difficile disprezzarsi senza offendere Dio in noi. Il disprezzo di voi stessa vi porterebbe alla disperazione; ricordatevi di queste parole, anche se adesso vi sembrano oscure. In qualsiasi circostanza pensate che il vostro onore è sotto la custodia di Dio. Dio ha preso a suo carico il vostro onore, ed esso è più sicuro nelle Sue mani che nelle vostre… Addio, vi benedico. Addio, piccola mia.

(Bianca esce. Rientra Suor Maria dell'Incarnazione.)

LA PRIORA                          Ho fiducia che Dio non mi abbandonerà al punto di permettere che lasci le mie figliuole senza aver domandato perdono di una morte così diversa da quella di cui avrei dovuto dare l'esempio. Sì, Dio mi farà questa grazia... Oh! Madre, dovrò mostrare questo volto alle mie figlie?

MADRE MARIA                   Forse è quello del nostro dolce Signore nel Getsemani.

LA PRIORA                          Per lo meno i discepoli dormivano, e non fu visto se non dagli angeli.

MADRE MARIA                   Noi non meritavamo il grande onore di essere introdotte ed associate per opera della vostra a quello che nella Santissima Agonia fu sottratto allo sguardo degli uomini... Oh Madre! Non datevi più pena per noi ! Preoccupatevi ormai soltanto di Dio.

LA PRIORA                          Cosa sono io in quest'ora, io miserabile, per preoccuparmi di Lui! Si preoccupi dunque anzitutto Lui di me !

MADRE MARIA                   (quasi con durezza) Reverenda Madre, voi delirate.

(Mentre Madre Maria parla, la Priora si è quasi sollevata  e ha gli occhi sbarrati.)

LA PRIORA                          Madre Maria dell'Incarnazione! Madre Maria...

(Sussulto di Madre Maria dell'Incarnazione.)

MADRE MARIA                   Reverenda Madre?

LA PRIORA                          (voce fioca e rauca) Ho visto ora la nostra cappella vuota e profanata ! Oh! Oh! l'altare spaccato in due, i sacri vasi dispersi al suolo, paglia e sangue sul pavimento. Oh! Oh! Dio ci abbandona ! Dio ci rinnega !

MADRE MARIA                   Reverenda Madre, io vi supplico di non dir nulla che possa...

LA PRIORA                          Non dir nulla... non dir nulla... Che importa quello che dico! Io non comando alla mia lingua più che al mio volto. L'angoscia aderisce alla mia pelle come una maschera di cera... Oh! potermi strappare questa maschera con le unghie !

MADRE MARIA                   Vostra Reverenza dovrebbe capire che queste sono immagini del delirio...

LA PRIORA                          Il delirio. Il delirio! Avete mai visto una delirante della mia specie?

MADRE MARIA                   Non prolungate ancora questa lotta contro la natura.

LA PRIORA                          Lottare contro la natura ! Ho io mai fatto altro per tutta la mia vita? So io far altro? Ed eccomi ora presa in trappola. Disgraziata !

QUADRO SECONDO

La Priora è morta.Nel giorno di elezione della nuova Priora, Bianca e Costanza finiscono una croce di fiori per la tomba della Priora Croissy.

COSTANZA                          Suor Bianca, la nostra croce mi pare molto alta e grossa. La tomba della nostra povera Madre è così piccola.

BIANCA                                Cosa faremo ora dei fiori che ci avanzano? Suor Geralda non li vorrà certo per la cappella. Una cappella di Carmelitane non è, dice, un altarino del Corpus Domini.

COSTANZA                          Ebbene, ne faremo un mazzo per la nuova Priora.

BIANCA                                Mi domando se a Madre Maria dell'Incarnazione piacciano i fiori.

COSTANZA                          Mio Dio! lo vorrei tanto!

BIANCA                                Che le piacciano i fiori ?

COSTANZA                          No, Suor Bianca, che sia eletta Priora. Ho tanto pregato con questa intenzione, che Dio mi esaudirà, ne sono sicura.

BIANCA                                Voi credete sempre che Dio farà quello che piace a voi!

COSTANZA                          E perché no? Cosa volete, Suor Bianca, ciascuno si fa di Dio l'idea che può… C'è perfino della gente che ha la disgrazia di non credere in Lui, ed io li compiango con tutto il cuore, ma... Non ho quasi il coraggio di dirvi...

BIANCA                                Finirete comunque per dirlo, Suor Costanza; ditelo subito.

COSTANZA                          Ebbene, qualche volta mi sembra che sia cosa meno triste non credere affatto in Dio che credere in un Dio meccanico, geometra, fisico. Gli astronomi hanno un bel dire. Ma il mondo non è un meccanismo, come Iddio non è un meccanico, e neppure è un maestro di scuola con la sua bacchetta o un giudice con le sue bilance. Se no, dovremmo credere che il giorno del Giudizio il Signore prenderà consiglio da quella che si chiama gente seria, ponderata, calcolatrice. Un'idea pazza, Suor Bianca! Sapete bene che quella specie di gente ha sempre considerato i santi come pazzi, ed i santi sono i veri amici e consiglieri di Dio... Quindi...

BIANCA                                Quindi?

COSTANZA                          Quindi, nella mia idea, e non dispiaccia alle persone serie, Dio è perfettamente capace di far nominare Madre Maria soltanto per far piacere ad un povero vermiciattolo della terra come me. Sarebbe certo una pazzia, ma Egli ne ha fatta una ben maggiore, morendo per me sulla Croce!

BIANCA                                Preferisco pensare che Madre Maria sarà eletta perché è la più degna di esserlo.

COSTANZA                          Ma quello che noi chiamiamo caso non sarà poi la logica di Dio? Pensate alla morte della nostra cara Madre, Suor Bianca. Chi avrebbe potuto credere che avrebbe penato tanto a morire, che sarebbe morta così male! Si direbbe che al momento di dargli la morte, il buon Dio si sia sbagliato; sì, quella doveva esser la morte di un'altra, una morte non all’altezza della nostra Priora, una morte troppo piccola per lei…

BIANCA                                La morte di un'altra? Cosa intendete dire con questo, Suor Costanza?

COSTANZA                          Vuol dire che non si muore ciascuno per sé, ma gli uni per gli altri, o magari gli uni al posto degli altri, chissà? (Silenzio).

BIANCA                                (Con voce un po' tremante) Ecco finito il nostro bouquet...

COSTANZA                          E se poi l'avessimo fatto per Madre Maria di Sant'Agostino?

BIANCA                                Che idea vi viene, Suor Costanza !

COSTANZA                          Oh, certamente in altri tempi nessuno avrebbe pensato a lei! Ma ora Madre Sant'Agostino sarebbe meglio vista dalla municipalità, perché suo padre era mercante di buoi a Caumont.

Mentre suona la campana, la Comunità si raduna per l'Obbedienza alla nuova Priora, che è la signora Lidoine, Suor Maria di Sant'Agostino, nell’aspetto esteriore come nella vita religiosa creatura di estrema umiltà.

(Cerimonia d'obbedienza. Ogni suora viene ad inginocchiarsi davanti alla Priora e le bacia la mano. La nuova Priora tiene un breve discorso.)

LA PRIORA                          Mie care figlie, ci troviamo prive della nostra molto rimpianta Madre nel momento in cui la sua presenza ci sarebbe più necessaria. Sono senza dubbio finiti i tempi prosperi e tranquilli, quando dimenticavamo troppo facilmente che nulla ci assicura contro il male, che siamo sempre nelle mani di Dio. Cosa sarà l'epoca cui andiamo incontro, io non lo so. Dalla Divina Provvidenza aspetto soltanto le modeste virtù che i ricchi ed i potenti disprezzano volentieri: la buona volontà, la pazienza, lo spirito di conciliazione. Queste convengono meglio di altre a povere donne come noi, riunite per pregare Dio. Diffidiamo di tutto quello che ci potrebbe distrarre dalla preghiera, diffidiamo anche del martirio. La preghiera è un dovere e il martirio è una ricompensa… Madre Maria dell'Incarnazione, vogliate trovare voi la conclusione a queste mie parole…

(Esitazione. Ma Madre Maria non è di quelle che si fan chiedere due volte la stessa cosa.)

MADRE MARIA                   Sorelle, la Reverenda Madre vi ha detto che il nostro primo dovere è la preghiera. Ma quello dell'obbedienza non è meno grande, e deve essere eseguito con il medesimo spirito, vale a dire in un profondo abbandono di noi stesse e del nostro giudizio. Conformiamoci quindi, non soltanto a parole, ma col cuore, alla sua volontà.

LA PRIORA                          Benedicamus Domine.

(Escono tutte, tranne la Priora e Madre Maria.)

LA PRIORA                          Ho ricevuto una lettera di Monsignor Rigaud, Superiore del Carmelo, che mi invita a dare il velo alle postulanti.

MADRE MARIA                   Reverenda Madre, con il vostro permesso, e in tutta sincerità di coscienza, devo dire che non mi sento di approvare la vestizione di Bianca de la Force.

LA PRIORA                          Suor Bianca è postulante, e Monsignor Rigaud mi invita a dare il velo alle postulanti, ecco tutto. (Silenzio).Non temete di prendere troppo sul serio delle bambinate? Senza offesa, Madre Maria, io ho passato tutta la giovinezza con ragazze che non si credevano disonorate perché avevano paura degli spiriti o magari dei sorci e dei topi. Nelle vostre famiglie nobili una ragazza un po' paurosa si nota subito come una verruca nel bel mezzo della faccia. Ma il Carmelo non è un ordine cavalleresco, ch'io sappia!

MADRE MARIA                   Vostra Reverenza ha forse più ragione di quanto non pensi. Per quanta paura avessero di sorci e di topi, le ragazze di cui avete parlato non mancavano di carattere, a giudicare dal loro futuro di mogli e madri. A Bianca De La Force è proprio il carattere che manca.

LA PRIORA                          Come potete pensare questo di una religiosa di cui la nostra Reverenda Madre ha voluto, morendo, tenere la mano e che vi ha affidato ?

MADRE MARIA                   Quello che sento per Bianca De La Force non potrebbe impedirmi di dire la verità, e cioè che nelle prove che ci minacciano questa mancanza di carattere può diventare un pericolo per la Comunità. (Silenzio).

LA PRIORA                          Monsignore desidera che ella prenda il velo... (Silenzio). I vostri timori sono fondati, non dico il contrario. Ma lasciate che prenda in mano questa piccola aristocratica e ve ne farò una vera Carmelitana...

MADRE MARIA                   Vostra Reverenza è certo capace di fare di lei quello che dice, ma temo che gliene manchi il tempo.

Qualche tempo dopo la vestizione di Bianca e Costanza, un delegato della municipalità e il notaio del convento spiegano che devono procedere all’inventario dei beni della Comunità, che vengono messi a disposizione della nazione. Questo inventario si estende a tutti i beni fondiari e alle doti delle suore. La Priora lo comunica alle religiose.

LA PRIORA                          Voi sapete cosa significa questo passo degli ufficiali civili. Direi che siamo minacciate di povertà, se la povertà potesse mai essere per noi una minaccia…Cosa dite sottovoce, Suor Bianca?

BIANCA                                Reverenda Madre, dicevo…dicevo…io dicevo: tanto meglio, si lavorerà…

LA PRIORA                          E che lavoro farete, Suor Bianca?

BIANCA                                Potremmo organizzare un laboratorio di cucito, Reverenda Madre…

LA PRIORA                          Vediamo anzitutto ciò di cui disponiamo…Suor Matilde, che cosa resta delle nostre provviste invernali?

SUOR MATILDE                  Reverenda Madre, non resta gran che…I grandi geli si sono protratti fino alla metà di marzo, e negli ultimi momenti della sua vita la Reverenda Madre dava un po' senza contare. Contare non era il suo forte.

LA PRIORA                          È il mio. Vedete, figliuole, noi siamo vissute troppo alla maniera della gente del bel mondo, per la quale è buona creanza buttare i soldi dalla finestra. A che gioverebbe aver aiutato qualche mendicante in più, se svuotassimo la nostra casa e l'inverno prossimo i poveri trovassero la porta chiusa?... Suvvia, Suor Bianca, vedo proprio che bisogna tornare al vostro laboratorio di cucito.

BIANCA                                Sarà così divertente!

SUOR MATILDE                  Senza rimprovero, Suor Bianca, sarà meno faticoso che segare la legna della legnaia, come facciamo da mercoledì Suor Anna ed io...

LA PRIORA                          Andiamo, andiamo, figliuole! Quel lavoro non deve poi spiacervi tanto: vi sento ridere tutto il tempo.

SUOR ANNA                        È che esso ci ricorda i nostri paesi, Reverenda Madre. Suor Matilde ed io siamo quasi compaesane. Lei è di Cormeilles, io di Blémont-sur-Oise.

SUOR MATILDE                  Il lavoro non ci fa mica paura.

LA PRIORA                          Niente vanterie!

(Suor Bianca resta un po' in disparte. Una suora fa qualche passo verso di lei.)

SUOR GELTRUDE               Dio mio, Madre, Suor Bianca ha l'aria di piangere!

(Suor Bianca si sforza di sorridere.)

SUOR MATILDE                  Noi scherzavamo, Suor Bianca. Segare la legna è lavoro per noi e ci mette appetito.

LA PRIORA                          Ecco una discussione ben frivola. Si direbbe che lo spirito del nostro tempo penetri dappertutto, perfino attraverso le mura del Carmelo…

SUOR MARTA                      Non ci sono fra noi né borghesi né aristocratiche.

LA PRIORA                          Uh! che buona intenzione e che parlare sciocco!

SUOR MARTA                      Reverenda Madre, perdonatemi. Volevo soltanto dire che noi siamo tutte sorelle. Non dovrebbero anche gli uomini essere tutti fratelli ? Non siamo stati fatti tutti uguali dal battesimo ?

SUOR VALENTINA              I fratelli, Suor Marta, non sono necessariamente uguali fra di loro...

SUOR MARTA                      Certo.

SUOR ALICE                        Ma i nobili non sono i nostri fratelli maggiori, Suor Valentina della Croce. Conoscete bene il vecchio detto: « Quando Adamo arava ed Eva filava, dove era il gentiluomo?».

SUOR VALENTINA            Permettete, Suor Alice, si racconta che il nostro primo padre sia vissuto più di mille anni. Prima della sua morte ha pur dovuto indicare, fra tanti figli, quelli che avrebbero arato la terra e quelli che, sia pure in numero tanto più piccolo, l’avrebbero difesa contro i ladri. Così sono nati i gentiluomini.

SUOR ALICE                        Ditelo ai patrioti di oggi !

SUOR VALENTINA                        I patrioti hanno bruciato nove castelli, solo nel Beauvoisis.

SUOR ALICE                        Sì, sorella. Ma pensate che i periodi di grandi disordini assomigliano alle epidemie di peste e di colera. Fanno saltare fuori dovunque le canaglie, come la pioggia le chiocciole e le lumache. Ci sono tuttavia, fra i patrioti, di quelli che onorano Gesù. A Verchin si dice che abbiano portato la Croce di Nostro Signore in trionfo...

SUOR VALENTINA            Dopo aver saccheggiato la chiesa e decapitato i santi del portale...

SUOR ALICE                        Quello accaduto a Verchin è solo un brutto episodio, che non dovrebbe determinare pregiudizi.

SUOR GELTRUDE               E voi, Suor Bianca...

(Brevissimo silenzio. Giusto il tempo di capire che nel convento c'è una certa diffidenza nei riguardi di Suor Bianca.)

SUOR MARTA                      Voi che ne pensate, Suor Bianca, dei patrioti?

SUOR BIANCA                    Io... io... io penso che essi non amano la religione, Sorella...

SUOR MARTA                      Forse perché non la conoscono...

SUOR VALENTINA                       Oh! Oh! avete grandi illusioni, Sorella...

SUOR MARTA                      E voi piccoli preconcetti, Sorella...

LA PRIORA                          Andiamo, andiamo, figliuole! Da dieci minuti vi lasciamo un po' le redini sul collo, ed eccovi già, Dio mi perdoni, a tener seduta fra di voi come quei signori del Parlamento! …Fuori della Regola e della nostra casa, che cosa saremmo noi, disgraziate! Considerate dunque che non risparmierò nulla pur di ottenere che ci si lasci vivere qui, secondo la nostra vocazione. Prima di affrontare la violenza, lo spirito della nostra Regola è di far tutto quello che bisogna per disarmarla. Come non c'è battaglia senza morti, non c'è martirio senza omicidi…E, poi, perché parlare di martirio ? Per noi non è questione di martirio, non voglio che abbiate strane idee per la testa. Rischiamo di esser gettate sul lastrico, niente di più.

(Giunge al monastero una commissione di rivoluzionari. Maria dell'Incarnazione l'accompagna.)

MADRE MARIA                   Questa suora deve semplicemente precedervi suonando il campanello. Così è la regola in questa casa.

IL COMMISSARIO              Noi non conosciamo altra regola se non la Legge. Noi siamo rappresentanti della Legge.

MADRE MARIA                   Noi siamo solo povere serve della nostra. E questo deve scusare la mia insistenza.

IL COMMISSARIO              Facciamo presto.

MADRE MARIA                   Vorrei farvi perdere il minor tempo possibile. Ho avuto dalla nostra Reverenda Madre Priora l'ordine di farvi visitare la casa.

IL COMMISSARIO              La visiteremo anche senza di voi.

MADRE MARIA                   Il mio incarico non è di tenervi compagnia, ma di risparmiarvi la pena di sforzare delle serrature, che io posso aprire con le chiavi…Se mai avete creduto sul serio di trovare qui oro o armi, a quanto si dice nei giornali, non basta aver frugato da capo a fondo la nostra piccola cantina e la dispensa ? A che scopo visitare ora celle nelle quali troverete solo un pagliericcio ed un inginocchiatoio ?

IL COMMISSARIO              Vi troveremo forse anche giovani cittadine, che, sequestrate qui per volontà delle loro famiglie, hanno diritto alla protezione della legge.

(Una suora compare sulla soglia. Se ne distinguono male i lineamenti sotto il lungo velo.)

IL COMMISSARIO              Esigo che la si faccia finita con questa ridicola mascherata. Togliete quel velo!

(La suora resta immobile e guarda Madre Maria. Prima che ella possa rispondere, il commissario le toglie bruscamente il velo. Bianca getta un urlo straziante, le mani tese in avanti, indietreggia fino alla parete di fondo della cella e resta in piedi attaccata al muro, come se attendesse la morte. Il volto di Madre Maria tradisce violentemente un primo moto certo incontenibile di disprezzo e di collera per la viltà di Bianca.)

IL COMMISSARIO               Cittadina, vi intimo di dirmi da quanto tempo questa giovane si trova sequestrata qui.

MADRE MARIA                   Credo, signore, che dobbiate chiederlo a lei.

IL COMMISSARIO              Pare che abbia perduto l'uso della parola.

MADRE MARIA                   Suor Bianca...

IL COMMISSARIO              Vi proibisco di continuare...

MADRE MARIA                   Voi avete il potere di costringermi al silenzio, ma non quello di farmene un obbligo. Io qui rappresento la Reverenda Madre Priora, e non accetterò ordini da voi.

IL COMMISSARIO              Basta!… (Si volta verso Bianca). Giovane cittadina, non temete nulla da noi che siamo i vostri liberatori. Sappiate che vi trovate da questo momento sotto la protezione della Legge.

MADRE MARIA                   Anzitutto è sotto la mia. Credete che vi lascerò abusare più a lungo del terrore di una fanciulla? Di quello che ci trattiene qua e ci conserva unite fino alla morte voi non sapete nulla, o se lo avete saputo l'avete senza alcun dubbio dimenticato. Ma ci sono forse ancora parole che abbiamo in comune, e che restano capaci di toccare la vostra coscienza. Ebbene, signore, sappiate che nella più povera figlia del Carmelo l'onore parla più forte della paura.

(Alla parola onore le palpebre di Bianca si sollevano. Il suo sguardo va dall'uno all'altra come di chi siridesti. Si getta nelle braccia di Maria dell'Incarnazione singhiozzando.)

Le Suore vengono chiamate in parlatorio una alla volta per subire un interrogatorio. Prima, ciascuna si inginocchia davanti alla Priora e le chiede la benedizione. Quando è la volta di Maria dell'Incarnazione, ella s'inginocchia come le altre, poi entra.

IL COMMISSARIO              Per ora dobbiamo accontentarci delle dichiarazioni che ha fatto la cittadina. Ma non crediate finita la faccenda. Renderò conto alla Municipalità di quanto ho veduto.

MADRE MARIA                   Alla vostra coscienza, signore, dovrete rendere conto. Auguro per essa che troviate presto davanti a voi altro avversario che una fanciulla terrorizzata.

IL COMMISSARIO              Quale avversario? Voi forse?

MADRE MARIA                   Io non saprei essere l'avversario di nessuno.

IL COMMISSARIO              Ma io sono il vostro.

MADRE MARIA                   Forse questo non dipende da voi.

IL COMMISSARIO              So che non l'avrò vinta sulla vostra insolenza.

MADRE MARIA                   Io mi accontento di togliervi l'occasione di esercitare la vostra. Quanto al resto, dovrebbe bastarvi pensare che sono completamente nelle vostre mani.

IL COMMISSARIO              Parlate su questo tono al solo scopo di assoggettarvi sempre di più uno spirito debole tanto quanto il vostro è forte, anzi inflessibile.

MADRE MARIA                   È vero. Non vi sbagliate.

IL COMMISSARIO              Finché esisteranno persone come voi, non ci sarà salvezza per i patrioti.

MADRE MARIA                   Eppure noi non domandiamo se non di vivere liberamente secondo la regola che abbiamo scelto.

IL COMMISSARIO              Non c'è libertà per i nemici della libertà.

MADRE MARIA                   La nostra è fuori dalla vostra portata.

IL COMMISSARIO              A che servirebbe aver preso la Bastiglia, se la Nazione tollerasse altre Bastiglie come queste, mille volte più esecrabili dell'altra, perché non al dispotismo, ma alla superstizione ed alla menzogna vi sono sacrificate ogni giorno vittime innocenti. Sì, questa casa è una Bastiglia e noi la distruggeremo.

MADRE MARIA                   Non mancate di distruggere anche noi, fino all'ultima. Dove c'è una figlia di Santa Teresa, là c'è un Carmelo...

Il provvedimento previsto da Monsignor Rigaud non si fece aspettare molto. Non solo si vietava categoricamente la vestizione di altre novizie, ma anche la formulazione dei voti perpetui da parte di quelle che avevano già ricevuto il velo. Ciò le condannava ad un eterno noviziato. Da tale divieto furono colpite Bianca e Costanza.

(La Priora mostra a Madre Maria dell'Incarnazione il decreto che sospende i voti delle religiose. La Priora è seduta. Maria dell'Incarnazione, in piedi, finisce di leggere il decreto.)

MADRE MARIA                   È credibile che un governo possa rendersi così ridicolo da sopprimere i voti?

LA PRIORA                          Credibile o no, questo decreto è molto chiaro.

MADRE MARIA                   Reverenda Madre, avete deciso di conformarvi ad esso?

LA PRIORA                          Sì.

MADRE MARIA                   Allora Suor Costanza e Suor Bianca non potranno...

LA PRIORA                          No. (Silenzio).

MADRE MARIA                   Reverenda Madre, avete pensato che la signorina De La Force si trova così privata di una consolazione e di un conforto che le sono necessari?

LA PRIORA                          Vi ho pensato. Non posso correre il rischio di sacrificare alla signorina De La Force la sicurezza di tutte.

MADRE MARIA                   Forse non alla signorina De La Force, ma alle ultime volontà di una morta, e all'onore della Comunità.

LA PRIORA                          La debolezza di qualcuna di noi sarebbe solo una prova e un'umiliazione. Madre Maria, non voglio dire nulla di troppo, ma voi parlate dell'onore come se non avessimo, da tempo, rinunciato alla stima del mondo. Voi sapete benissimo che proprio nella vergogna e nell'ignominia della Sua Passione le figlie del Carmelo seguono il loro Maestro.

MADRE MARIA                   Non sarebbe una spaventosa disgrazia per noi tutte veder venire meno quella di noi che porta precisamente il nome della Santissima Agonia? In battaglia tocca ai più bravi l'onore di portare lo stendardo. Sembra che Dio abbia voluto affidare il nostro alle mani della più debole e forse della più vile. Non è questo un segno del Cielo?

LA PRIORA                          Temo che questo segno sia dato solo per voi. Sarete voi, figlia mia, ad esser sacrificata a quella debolezza e forse sostituita a quella vergogna.

MADRE MARIA                   Vi consentirò con tutto il cuore. (Lungo silenzio).

LA PRIORA                          Vedete, Madre, una cerimonia come quella non è mai così clandestina da essere ignorata, soprattutto in una città come la nostra, piena di spie. E la minima indiscrezione ci farebbe tagliare la testa.

MADRE MARIA                   Che cosa potremmo desiderare di meglio che morire?

QUADRO TERZO

(Tutte le suore sono solennemente radunate. Prima di leggere il decreto, la Priora recita con le sue figlie l'inno di Santa Teresa d'Avila.)

« Son vostra e per voi sono in questo mondo;

Come volete disporre di me?

Datemi ricchezza o povertà,

Datemi consolazione o tristezza,

Datemi l'allegrezza o la tribolazione,

Vita dolce o sole senza velo;

Poiché mi sono abbandonata completamente,

Come volete disporre di me? ».

LA PRIORA                                         Devo darvi lettura del decreto dell'Assemblea che sospende, fino a nuovo ordine, i voti religiosi… «Decreto del 28 ottobre 1789. L'Assemblea Nazionale decreta che l’emissione dei voti monastici venga sospesa in tutti i monasteri dell'uno e dell'altro sesso, e che il presente decreto sia subito portato alla firma del Re ed inviato a tutti i tribunali e a tutti i monasteri »… Un provvedimento simile deve contristare ognuna di noi, ma colpisce ben più crudelmente le nostre Sorelle Costanza e Bianca. A voi due, quindi, mi rivolgerò anzitutto, mie care figlie. Vi invito a fare generosamente sacrificio della felicità che vi aspettavate. I voti, che un ordine crudele vi proibisce di pronunziare solennemente, li offrirete alla Divina Maestà di Dio nel segreto del vostro cuore. Che poi quest'ordine sia ingiusto non tocca a noi, povere serve, discutere, perché la nostra vocazione non è affatto di opporci alla ingiustizia, ma semplicemente di espiarla, di pagarne il riscatto, e siccome non possediamo altro che le nostre povere persone, siamo noi stesse quel riscatto… La mia volontà è che questa comunità continui a vivere con la stessa semplicità di prima. I conventi fino ad ora sono stati risparmiati; niente prova che non lo siano in seguito. 'I'utt' al più qualunque cosa capiti, contiamo sempre e soltanto sul coraggio che Dio dispensa giorno per giorno. Questo è il coraggio che si confà a noi, che meglio s'accorda con l'umiltà del nostro stato. Preghiamo umilmente perché la paura non ci provi di là dalle nostre forze, che se ne senta solo l'umiliazione, senza che essa ci possa tuttavia spingere a qualche azione riprovevole.

(La Comunità si disperde. Bianca raggiunge Maria dell'Incarnazione.)

BIANCA                                Madre Maria, è possibile che la Reverenda Madre ci rifiuti in un momento come questo la consolazione di pronunziare segretamente i nostri voti? Sappiamo bene che se dipendesse soltanto da voi ...

MADRE MARIA                   Devo, anch'io, soltanto obbedire.

BIANCA                                Ma la Reverenda Madre fa sì gran conto del vostro parere ...

MADRE MARIA                   Il mio dovere è di far molto più conto del suo parere che non del mio.

BIANCA                                Ma...

MADRE MARIA                   Siamo sotto il peso di una legge in vigore e la Reverenda Madre ha perfettamente ragione di non voler destare, senza necessità, la collera dei nostri avversari.

Si cominciò ad avere la sensazione che Bianca non perseverasse più come prima nella sua condotta volonterosa e coscienziosa. Se fino ad allora i suoi sforzi erano stati motivo di fiducia sempre rinnovata, adesso invece era purtroppo evidente che la sua resistenza si rilassava, per non dire che ella pareva addirittura rinunciarvi. Sembra che questa fosse la ragione per cui nel Carmelo di Compiègne si pensasse di proporre alla giovane novizia il ritorno nel modo; poiché il senso del noviziato è proprio questo: una domanda alla quale è lecito rispondere anche di no.

(La Priora e Bianca.)

LA PRIORA                          Suppongo che sappiate perché vi ho fatta chiamare? (Silenzio. Bianca abbassa il capo senza rispondere). La separazione non sarà meno dura per la madre che per la figlia. (Silenzio). Non vorrei far nulla se non d'accordo con voi, o almeno con la vostra coscienza. Figlia mia, né voi, né io speriamo più che riusciate a superare la vostra angoscia mortale... (Silenzio). Certo, in altri tempi... o in seguito... forse. (Silenzio. Bianca fissa la Priora, disperata, con lo sguardo quasi stravolto. Si capisce benissimo che la Priora subisce il contagio di quell'angoscia, anche se il suo volto la tradisce appena. Tuttavia la voce le trema un po' ) Pensate realmente che vi facciamo un torto rimandandovi nel mondo?

(Bianca tace un momento ancora. Poi fa un immenso sforzo per rispondere.)

BIANCA                                Io… È vero che non spero più di vincere la mia natura... No... non lo spero più... Oh! Madre mia, questa casa è proprio l'unico luogo al mondo dove io posso sperare di offrire la mia vergogna alla Divina Maestà. Perché, infine, Madre, Dio mi ha forse voluta vile, come ne ha volute altre buone o stupide... (Scoppia in singhiozzi).

LA PRIORA                          (colpita da un pensiero improvviso) Figlia, non è possibile che in voi l’agonia di un intero mondo…(lungo silenzio) Andate…Rifletterò ancora su tutto questo.

(Bianca s'inginocchia e bacia la mano della Priora che la benedice, ed esce.)

LA PRIORA                          (dopo un attimo di silenzio) Oh! mio Dio, Voi sapienza infinita, incommensurabile, immensa! Illuminate laVostra serva ! Voi sapete che sono pronta ad eseguire i Vostri Comandi, appena Voi mi giudichiate degna di parteciparmeli. Fate che io possa distinguerli a proposito…Può essere mai vero che Voi, che elevate le buone qualità naturali degli uomini al di sopra della natura, riteniate degno della stessa elevazione anche uno dei nostri difetti? È così grande la Vostra misericordia da seguire una povera anima, che non riesce a vincere la propria debolezza, giù in basso, fin proprio in questa debolezza, per ricongiungerla con il Vostro amore? È davvero Vostra volontà eleggere la pavida natura di questa povera bimba a sopportare vicino a Voi la Vostra stessa agonia?…

Così Bianca rimase nel Carmelo di Compiègne.

(Mattina di Pasqua.)

LA PRIORA                          Non era il signor Cappellano ?

MADRE MARIA                   No, Madre, ed è ormai così tardi che penso che non verrà più.

LA PRIORA                          (sempre calma) Da venerdì sera il Cappellano ha cambiato nascondiglio.

COSTANZA                          Ma è concepibile che si lasci dare la caccia ai preti in un paese cristiano? I Francesi sono ora così vigliacchi?

SUOR MATILDE                  Hanno paura. Tutti hanno paura. Si comunicano la paura gli uni agli altri, come in tempo di epidemia la peste o il colera.

SUOR VALENTINA                        Che vergogna!

BIANCA                                (Come suo malgrado, con voce quasi senza suono, del genere di quelle che si sentono nei sogni) La paura è forse, davvero, una malattia.

(Un lieve mormorio, poi silenzio. Bianca sembra risvegliarsi, cerca a destra e a sinistra occhi che la evitano, mostrando peraltro più imbarazzo che riprovazione.)

MADRE MARIA                   Non si ha paura, ci si immagina di aver paura. La paura è un’illusione diabolica.

BIANCA                                (Con la stessa voce strana) Ma il coraggio?

MADRE MARIA                   Il coraggio può essere anch'esso un’illusione creata dal demonio. Un'altra. Ognuno di noi rischia così di battersi col proprio coraggio o con la propria paura come un pazzo che giuochi con la sua ombra. Una cosa sola importa, che, o bravi o vili, ci si trovi sempre là dove Dio ci vuole, affidandoci a Lui per il resto. Sì, non c'è altro rimedio alla paura che accettare ciecamente la volontà di Dio.

COSTANZA                          Non ci saranno buoni Francesi per prendere la difesa dei nostri preti?

LA PRIORA                          Questo non ci riguarda.

MADRE MARIA                   (rivolgendosi alle altre suore) La Reverenda Madre non vuol dire con ciò che sia proibito augurarcelo.

SUOR ALICE                        A che cosa potremo servire noi il giorno in cui per mancanza di preti il nostro popolo sarà privato dei sacramenti?

LA PRIORA                          Quando mancano i preti i martiri sovrabbondano, e l'equilibrio della grazia si trova così ristabilito.

(Silenzio. Si vede che Madre Maria sta per parlare, ma che esita ancora. Qualche suora ha voltato subito il capo verso di lei. Infine tutte la fissano, salvo Costanza e Bianca. Bianca tiene gli occhi bassi, con un'espressione di spaventosa tristezza. Costanza la guarda con una specie di ardente curiosità.)

MADRE MARIA                   (improvvisamente, con voce bassa e scandita, in cui si sente tutta la passione contenuta) Mi sembra che lo Spirito Santo abbia parlato per bocca della Reverenda Madre.

(Movimento generale. Silenzio. La Priora conserva un volto impassibile, ma si sente che la sua volontà è tesa. Atmosfera di dramma che lascia intravedere il profondo dissenso fra le due donne.)

MADRE MARIA                   (Con la stessa voce, scandita). All'empio regime che pretende di sospendere i voti penso che l'intera Comunità dovrebbe rispondere pronunziando solennemente il voto del martirio. (Movimento generale, benché contenuto, di approvazione. Due o tre vecchie suore chinano il capo. Bianca rialza lentamente il suo e guarda avidamente Madre Maria dell'Incarnazione) Perché la Francia abbia ancora preti, le figlie del Carmelo hanno ormai solo la vita da dare.

LA PRIORA                          (freddamente, dopo un silenzio piuttosto lungo) Avete udito male, Madre, o per lo meno, mi avete capita male. Non sta a noi decidere se avremo o no, in avvenire, i nostri poveri nomi nel martirologio. Io pretendo di non esser mai di quegli invitati di cui parla il Vangelo, che prendono il primo posto e rischiano d'esser mandati all'ultimo dal Padrone di casa. (Silenzio rispettoso da parte di Madre Maria. Alcuni visi di giovani suore esprimono la delusione, e qualcuno perfino il dispetto) Desiderare la morte in buona salute è riempire l'anima di vento... (Un silenzio). Madre Maria, Dio mi è testimone che non ho parlato per voi. E non ci sarà occasione migliore per dire qui ciò che penso: voi meritavate questa carica mille volte più di me, ma finché io la terrò, agirò secondo il mio piccolo criterio e secondo la mia natura, perché credo che la Provvidenza abbia avuto i suoi motivi di dare alla Comunità, in circostanze così gravi, una superiora semplice e mediocre come sono io.

MADRE MARIA                   La Reverenda Madre sa che nulla mi è più dolce che conformare il mio pensiero al suo.

LA PRIORA                          Se voi foste al mio posto, sarebbe una gran felicità per me pronunziare quel voto di martirio, e pronunziarlo nelle vostre mani...

MADRE MARIA                   Reverenda Madre, potete credere che l'intera Comunità...

LA PRIORA                          Non esiste «intera Comunità». Una Comunità ha sempre il suo forte ed il suo debole, tanto l'uno che l'altro sono necessari. È proprio per riguardo agli elementi deboli che non posso dare l'autorizzazione che chiedete. (Due o tre suore si sono istintivamente voltate verso Bianca, e subito si riprendono. Il capo di Bianca si inclina impercettibilmente sempre più ma non ha l'aria di rendersene conto. Costanza è pallidissima e pronunzia qualche parola.) Che dite, Suor Costanza?

COSTANZA                          Vorrei chiedere perdono alla Comunità di essere fra quelle deboli di cui la Reverenda Madre ha parlato.

LA PRIORA                          Ne siete così sicura ?

(Bianca ha rialzato a poco a poco il capo. Nel momento in cui Suor Costanza ricomincia a parlare, lo sguardo di quest'ultima incontra quello della signorina De La Force. Suor Costanza esita un momento a proseguire. Si deve sentire che la compassione che prova per l'amica non potrebbe peraltro indurla a mentire; se la cava con una frase ambigua, di cui la sua prima conversazione con Bianca dà il significato.)

COSTANZA                          È vero, io non sono sicura in modo assoluto di aver paura di morire, ma amo tanto la vita! In fondo non è la stessa cosa?

SUOR ANNA                        Suor Costanza non pensa una parola di quello che dice...

COSTANZA                          Vi chiedo scusa, Sorella. Volevo dire che parlando come ho parlato m'ero in anticipo rassegnata ad essere un po' disprezzata, ecco tutto.

LA PRIORA                          Nessuno qui pensa a disprezzarvi, Suor Costanza… (Un silenzio). Ma non bisogna cercare il disprezzo più che non si cerchi il martirio. Ogni cosa viene a suo tempo.

La Priora viene convocata da Monsignor Rigaud. Non c’è da stupirsi di questo viaggio: il rigore assoluto della clausura, in quei giorni, non aveva più motivo di essere. Si era ben persuasi che la cacciata di religiose e religiosi dai loro conventi fosse imminente. Così la Reverenda Madre si affrettò a raggiungere Parigi per ricevere le ultime disposizioni del suo superiore per il tempo di dolorosa prova che si approssimava, e lasciava Madre Maria quale sua sostituta.

(Le suore al lavoro, tranne la Priora.)

SUOR VALENTINA                        Non ho mai sentito una predica simile a quella del cappellano!

SUOR ALICE                        Forse perché non avete mai sentito predicare la Passione da un prete in pericolo di morte.

SUOR CHIARA                    La morte... È difficile raffigurarsi di fronte alla morte il Padrone della Vita e della Morte.

SUOR MARTA                      Nel giardino di Getsemani, Cristo non era più padrone di nulla. L'angoscia umana non era mai salita più in alto, e mai più raggiungerà quel livello.

SUOR CHIARA                    Egli ha avuto paura della morte. Tanti martiri non hanno avuto paura della morte...

SUOR MARTA                      I martiri erano sostenuti da Gesù, ma Gesù non aveva l'aiuto di alcuno, perché ogni aiuto ed ogni misericordia procedono da Lui.

SUOR ALICE                        E voi, Suor Geltrude, come passereste la vostra ultima notte di condannata?

SUOR GELTRUDE               Dio mio! mi sembra che mi parrebbe così bella l'occasione che il timore di perderla avrebbe la meglio sulla paura.

SUOR ANNA                        Io vorrei proprio salire sul patibolo per prima. Andrei svelta svelta, senza guardare né a destra né a sinistra, come facevo a casa sulla scala lunga, per non aver le vertigini.

SUOR GELTRUDE               E voi che cosa direste in quel momento, Suor Costanza?

COSTANZA                          Io? Oh, proprio niente.

SUOR GELTRUDE               Come, neanche una preghiera?

COSTANZA                          Non so. Il mio buon Angelo la dirà per me. Ne avrò abbastanza di morire. (Con una rapida occhiata verso Suor Bianca).

SUOR VALENTINA                        E voi, Suor Bianca ?

(Udendo il suo nome Bianca sembra risvegliarsi di soprassalto. La tela e le forbici, che teneva sulle ginocchia cadono in terra. Le raccoglie e tace.)

SUOR VALENTINA                        Ebbene, Suor Bianca, cosa vi prende ?

SUOR CHIARA                    Lasciate dunque in pace Bianca De la Force.

SUOR VALENTINA            Bianca de la « Forza »... Senza malignità, Suor Bianca, dovrebbero piuttosto chiamarvi Bianca de la « Debolezza »... Via! diteci che cosa pensereste se vi portassero in prigione.

(Bianca cerca di rinfrancare la voce senza riuscirvi.)

BIANCA                                In prigione... Ebbene, Suor Valentina, io... io...Dio mio... Ebbene, avrei paura di esser tutta sola, d'esser senza la nostra Madre.

(Sorrisi. Le teste si voltano da un'altra parte per pietà. Suor Costanza tiene gli occhi fissi in terra ma si sente che lotta con la collera.)

SUOR SAN CARLO             (Cambiando discorso) Da quando la Reverenda Madre è partita per Parigi non ci siamo mai divertite tanto. Che cosa penserebbe di noi ?

SUOR MARTA                      Non è stata proprio lei a raccomandarci di stare allegre e spensierate, per tutto il tempo che Dio ci concederà questo respiro ?

SUOR ANNA                        Respiro! È come parlar di respiro ad un uomo sospeso a un filo a cento piedi sopra la piazza della cattedrale…

COSTANZA                          (ridendo) Ma noi, sorella, possiamo cadere soltanto in Dio!

(Si ode il rumore di una campana molto lontana. Poi un'altra più vicina. Ancora un'altra. Le suore si guardano.)

SUOR MATILDE                  L'allarme!

SUOR ALICE                        Il cannone!

SUOR ANNA                        Come il cannone? Perché il cannone? Deve essere il campanone della cappella di S. Massimo.

SUOR ALICE                        Non è possibile, Suor Anna! Il suono viene di là...

(Ora si ode benissimo il cannone. Rumore di una folla in marcia. Il « Ça ira... ». Motivi di festa.)

SUOR CHIARA                    (sbadatamente) Mi ricorda il Corpus Domini di una volta.

SUOR SAN CARLO                         Oh! tacete! tacete!

(In un attimo di silenzio si fa sentire il campanello della portineria.)

SUOR MATILDE                  Hanno suonato il campanello!

(Si odono ora colpi di fucile. Il rumore cresce di continuo, al punto che per farsi udire le suore devono gridarsi nell'orecchio. Cominciano a grandinare i colpi sulla porta. Nella confusione, Bianca fugge via.)

SUOR SAN CARLO                         Non aprite! Non aprite!

NO(Il primo impulso delle suore è di correre in qua e in là. Ma si vedono a poco a poco rallentare il passo, una dopo l'altra, come vergognose. Se ne spiega il motivo, quando compare la figura di Madre Maria che fa segno a Suor Costanza e le consegna la chiave del portone.)

MADRE MARIA                   Andate ad aprire.

(Il rumore è ora addirittura assordante. Costanza esce e rientra con il commissario, mentre le altre sono uscite.Madre Maria riprende tranquillamente la chiave dalle mani di Costanza.)

IL COMMISSARIO              Dove sono le suore?

MADRE MARIA                   In cappella.

IL COMMISSARIO              Abbiamo il dovere di comunicare loro il decreto di espulsione.

MADRE MARIA                   Dipende solo da voi.

IL COMMISSARIO              «In conformità alla delibera dell'Assemblea Legislativa, nella seduta del 17 agosto 1792 : « Per il primo ottobre prossimo, tutte le case occupate ancora attualmente da religiose o da religiosi saranno evacuate dai detti religiosi e religiose e saranno messe in vendita a cura dei corpi amministrativi »… Avete qualcosa da reclamare?

MADRE MARIA                   Come potremmo reclamare dal momento che non disponiamo già più di nulla? Ma è indispensabile che ci procuriamo dei vestiti, dal momento che ci vietate di portare questi.

IL COMMISSARIO              Sia! (Sforzandosi di esser beffardo, perché la grande semplicità di accento di Madre Maria lo mette in soggezione) Avete dunque tanta fretta di smettere questi stracci e di vestirvi come tutti ?

MADRE MARIA                   Vi potrei rispondere che l'uniforme non fa il soldato. Ma noi non abbiamo uniforme. Sotto qualunque abito saremo sempre soltanto serve.

IL COMMISSARIO              Il popolo non ha bisogno di serve.

MADRE MARIA                   Ma ha un gran bisogno di martiri, e questo è un servizio che ci possiamo assumere.

IL COMMISSARIO              In tempi come questi morire non è nulla.

MADRE MARIA                   Vivere non è nulla, questo volete dire. Perché c'è solo la morte che valga, quando la vita è svalutata fino al ridicolo.

IL COMMISSARIO              Queste parole potrebbero costarvi care, se le diceste davanti ad altri. Mi prendete per uno di quei bevitori di sangue? Io ero sagrestano della parrocchia di Chelles, il signor vicario era mio fratello di latte. Ma bisogna pure stare dalla parte giusta ! (Un silenzio).

MADRE MARIA                   Scusatemi se vi chiedo prove della vostra buona volontà.

IL COMMISSARIO              (silenzio) Il vostro prete è nascosto nella legnaia, io lo so.

MADRE MARIA                   Non vi credo.

IL COMMISSARIO              Mi ha parlato. Aggiungerò che anche una giovane suora è nascosta laggiù, da ieri mattina, a quanto dice. Mi è parso che morisse di paura.

MADRE MARIA                   (senza più nascondere nulla) Dio sia dunque benedetto! É sicuramente Suor Bianca, e io non sapevo dove trovarla... Vi ringrazio, signore, di questa notizia. (Un silenzio).

IL COMMISSARIO              Conduco via con me i commissari e la pattuglia. Resteranno qui fino a sera i soli operai. Diffidate del fabbro Blancard; è stato allevato dai Benedettini di Restif e parla il linguaggio dei preti.. É una spia…(S'allontana).

(Il piccolo convento è devastato, ma sgombro dei suoi invasori. La Comunità è ora con Madre Maria. Un silenzio.)

MADRE MARIA                   Figlie mie, anzitutto una parola. So che alcune di voi erano in pensiero da ieri nei riguardi della nostra cara Suor Bianca. Come vedete la signorina De La Force non ha mai lasciato questa casa ed è lei che ha perfino avuto l'onore di far compagnia al signor Cappellano, in condizioni che non mi sarebbe permesso rivelare, anche se lo ritenessi utile, perché rischierei di compromettere così un amico, o per lo meno un alleato utile. Detto questo, veniamo al motivo per cui siamo qui. Io propongo di fare insieme il voto del martirio per la conservazione del Carmelo e la salvezza della nostra patria. (Nessun entusiasmo. Le suore si guardano tra loro) Non si tratta di offrire le nostre povere vite facendoci troppa illusione sul loro valore, perché mai come oggi è stato vero il proverbio secondo il quale il modo con cui si dà conta più di ciò che si dà.

SUOR CHIARA                    Esattamente a che cosa ci impegniamo con questo voto ?

MADRE MARIA                   A nessun passo, s'intende, violento ed indiscreto, che sarebbe solo provocazione e sfida nei riguardi di chi è capacissimo di vendicarsi di noi su degli innocenti. Ma ci sono modi legittimi di evitare il martirio, e noi ce ne vietiamo a priori l'uso, come un malato rifiuta la medicina che lo salverebbe, perché possa giovare ad altri.

SUOR CHIARA                    L'inconveniente di questi voti eccezionali è che rischiano di dividere gli spiriti, addirittura di mettere in contrasto le coscienze.

(Madre Maria ascolta in silenzio. Non si affretta a rispondere.)

MADRE MARIA                   Ecco perché ho sempre pensato che il principio e l'opportunità di un tal voto debbano essere riconosciuti da tutte. L'opposizione di una sola fra voi mi farebbe rinunziare immediatamente ad esso.

(Da qualche minuto Suor Costanza osserva prima furtivamente e poi apertamente Bianca De La Force. Bianca appare stanchissima. Bisogna che si senta bene che ella sarà ormai in balìa delle circostanze e che, in ogni caso, non oserà mai opporsi pubblicamente alle compagne.)

MADRE MARIA                   La mia intenzione è che si decida di questo con voto segreto. Il signor cappellano riceverà le nostre risposte, e sotto il segreto della Confessione… (alle vecchie suore) Questo vi soddisfa pienamente, Madri?

SUOR GELTRUDE               Per lo meno ci tranquillizza molto.

(Le suore si alzano. Si nota un gruppo di suore giovani. Una di esse indica con un lieve cenno del mento Suor Bianca.)

SUOR SAN CARLO                         (piano) Scommettiamo che ci sarà un voto contrario.

(Suor Costanza è molto vicina. Non si sa se abbia udito. Tiene le palpebre abbassate. Una per una le suore scompaiono dietro  e riappaiono quasi subito: è indispensabile che tutto si faccia molto rapidamente. Quando Bianca riappare, il suo viso è smarrito, Costanza la segue ora con lo sguardo. Le suore si risiedono. Madre Maria è l’ultima.)

MADRE MARIA                   (con molta calma) C'è una sola opposizione: basta.

(Suor Costanza è pallida come una morta.)

SUOR SAN CARLO                         (sottovoce) Si sa quale...

COSTANZA                          Si tratta di me... (Meraviglia generale. Bianca incomincia a piangere, il capo fra le mani)… Ma... ora mi dichiaro d'accordo con tutte voi, e io... io desidero ... vorrei che mi lasciaste pronunziare questo voto... (Un silenzio) Ve ne supplico, in nome di Dio.

MADRE MARIA                   Bene. Offriremo nuovamente la nostra vita a Dio per la salvezza del Carmelo e della Francia.

(Ripetono il rito. Quando rientrano c'è un tramestio di Suore. Favorita da questo tramestio si vede Suor Bianca fuggire.)

(Ritorna la Priora. La Priora e Madre Maria.)

LA PRIORA                          In conclusione, avete deciso di pronunziare quel voto?

MADRE MARIA                   Temevo di non rivedervi, per lo meno in questo mondo...

LA PRIORA                          Oh! non vi rimprovero. Solo temo che vi inganniate quando la generosità vi ispira di opporre l'esaltazione del bene all'esaltazione del male, come due voci potenti che cerchino di coprirsi a vicenda. È proprio quando il male fa più rumore che noi dobbiamo farne di meno, ecco la tradizione e lo spirito di un ordine come il nostro, votato alla contemplazione. Sì, quando il potere del male, che del resto è soltanto apparenza ed illusione, si manifesta con più scalpore, proprio allora Dio ridiventa il piccolo bambino del Presepio, come per sfuggire alla propria giustizia, alle esigenze della propria giustizia, e, per così dire, allo scopo di ingannarla... E' se tutto è veramente avvenuto come mi avete detto, non è forse la dolce infanzia del Signore, nella persona della nostra povera figlia Bianca, che rischia di far le spese di questa manifestazione di eroismo ? Credendo di assicurare la nostra salvezza, non abbiamo per caso compromesso la sua ?

(Il volto di Madre Maria è chinato a terra. Un lungo silenzio.)

MADRE MARIA                   Appena mi sarà possibile solleciterò alla Reverenda Madre il permesso di andare a trovare la Signorina De La Force a Parigi.

LA PRIORA                          Io non ve lo rifiuterò. (Un silenzio) Però mi peserà molto il restare sola in un momento simile.

(Madre Maria cade in ginocchio davanti alla Priora.)

MADRE MARIA                   Vi chiedo perdono per l'errore che ho commesso. Dio voglia che lo espii tanto duramente che nessuno ne abbia danno all'infuori di me.

QUADRO QUARTO

(Compiègne. Le Carmelitane, in abito civile, sono riunite davanti a un funzionario municipale.)

FUNZIONARIO                    Cittadine, vi felicitiamo per la vostra disciplina ed il vostro civismo. Ma vi avvertiamo che la Nazione terrà d'ora in poi gli occhi su di voi. Niente vita di Comunità, niente relazioni con i nemici della Repubblica, né con i preti refrattari, sostenitori del Papa e dei tiranni. Fra dieci minuti verrete a prendere il certificato che vi permetterà di godere di nuovo dei benefici della libertà sotto la sorveglianza e la protezione delle Leggi. (Esce).

(Le suore escono e rimangono la Priora e Madre Maria.)

LA PRIORA                          Il marchese De La Force è stato ghigliottinato, le mie informazioni sono sicure. Cosa fare per Bianca ? A quanto mi hanno detto, i guardiani del palazzo la trattano da serva, ed ella è sotto la loro sorveglianza giorno e notte. Presto o tardi subirà la stessa sorte del padre. Non riusciremo a salvarle la vita, ma forse la preserveremo da una morte vile. Bisogna ricondurla a Compiègne.

MADRE MARIA                   Con il vostro permesso andrò a cercarla e la ricondurrò qui.

LA PRIORA                          Andate da mia nipote, Rosa Ducor, l'attrice. É una buona ragazza, nella quale possiamo aver fiducia e che è al corrente di tutto. Se riuscirete a condurre Bianca da lei, il più sarà fatto.

(Bianca e Madre Maria a Parigi.)

BIANCA                                Siete voi...

(Bianca guarda Madre Maria con una strana espressione di affetto umile e di diffidenza.)

MADRE MARIA                   Sì, sono venuta a prendervi.

BIANCA                                Io ora non sono libera di seguirvi... Più in là... forse.

MADRE MARIA                   Non più in là, ma subito. Fra qualche giorno sarà troppo tardi.

BIANCA                                Troppo tardi per che cosa?     

MADRE MARIA                   Per la vostra salvezza.

BIANCA                                La mia salvezza... (Silenzio) Volete dire che laggiù sarò al sicuro ?

MADRE MARIA                   Correrete meno pericoli che qui, Bianca...

BIANCA                                Non vi posso credere. In tempi come questi, può esistere un luogo più sicuro di questo? La casa di mio padre…chi penserebbe di cercarmi qui? La morte colpisce soltanto in alto... Ma io mi sento così stanca, Madre Maria! (Trema) Dio mio! Dio mio! Cosa sarà di me?

MADRE MARIA                   Non affliggetevi, Bianca… (Bianca singhiozza) Perché piangete?

BIANCA                                Piango a vedervi così buona. Ma mi vergogno anche di piangere. Vorrei essere lasciata in pace, vorrei che nessuno pensasse più a me... (Con improvvisa violenza) Cosa mi si rimprovera? Cosa faccio di male? Io non offendo Iddio. La paura non offende Iddio. Sono nata nella paura, vi sono vissuta, ci vivo ancora; tutti disprezzano la paura, è quindi giusto che io viva nel disprezzo. La sola persona che avrebbe potuto impedirmi di dirlo, era mio padre. Egli è morto, ghigliottinato, pochi giorni fa. (Si torce le mani) Nella sua casa, io, così indegna di lui e del suo nome, che altra parte devo fare se non quella di serva? (Silenzio).

MADRE MARIA                   Il male, figlia mia, non è d'essere disprezzata, ma solo di disprezzar se stessi.

BIANCA                                (Dopo un attimo di silenzio) Madre…è vero che avete risposto di me davanti a Dio?

MADRE MARIA                   Ognuno risponde di sé. Ma è pur vero che la Reverenda Madre Priora, morendo, vi ha affidata a me.

BIANCA                                Devo essere un fardello ben pesante.

MADRE MARIA                   E leggero allo stesso tempo. Un figlio non è mai un fardello pesante, dà soltanto molte preoccupazioni.

BIANCA                                Ora non ve ne darò più.( Silenzio).

MADRE MARIA                   Suor Bianca dell'Agonia di Gesù ?
(Alla chiamata di Madre Maria, Bianca si alza come suo malgrado e resta in piedi con gli occhi asciutti.)

BIANCA                                Madre?

MADRE MARIA                   Vi darò un indirizzo. Ricordatelo bene. La signorina Rosa Ducor, rue Saint-Denis, 2. Questa persona è avvertita. Da lei sarete al sicuro. Rosa Ducor... rue Saint-Denis, 2. (Una pausa) Vi aspetterò là fino a domani sera.

BIANCA                                Non andrò. Non posso andarci.

MADRE MARIA                   Vi andrete. So che vi andrete, Sorella.

(Bianca corre via e Madre Maria si ritira.)

(Bianca arriva da Rosa Ducor, è senza fiato. Si siede su di una sedia. Ha il capo fra le mani.)

BIANCA                                Bisogna salvarle! Non bisogna che le uccidano! Bisogna salvarle a qualunque costo. Dio mio! Dio mio! Non bisogna che le uccidano !

Rosa Ducor e Madre Maria le vanno premurosamente vicino.

MADRE MARIA                   Cosa volete dire?

BIANCA                                (con voce rotta dal singulto, ma in cui si sente già la rivolta e l'orrore) Andavo a fare la spesa al mercato... come tutte le mattine... quando... quando una vecchia donna mi ha detto...

MADRE MARIA                   Le nostre Sorelle sono in prigione?

BIANCA                                Sì.

MADRE MARIA                   (con accento profondo) Dio sia lodato ! (Silenzio). Suor Bianca, dobbiamo andare a Compiègne. (Bianca rialza il capo).

BIANCA                                Oh! Madre Maria, se c'è un mezzo per salvarle, credo che questa volta avrò il coraggio...

MADRE MARIA                   Non si tratta di salvarle, ma di compiere con loro il voto che abbiamo liberamente fatto, pochi giorni or sono.

BIANCA                                Come! Le lasceremo morire senza tentar nulla per loro?

MADRE MARIA                   Quello che importa, figliuola mia, è di non lasciarle morire senza di noi.

BIANCA                                Hanno proprio bisogno di noi per morire!

MADRE MARIA                   Una figlia del Carmelo parla così! ?

BIANCA                                Morire, morire, ormai avete solo questa parola in bocca! Non sarete mai stanchi di uccidere o di morire? Non sarete mai sazi del sangue degli altri o del vostro ?

MADRE MARIA                   Soltanto nel delitto c'è orrore, figlia mia, ed è solo col sacrificio di vite innocenti che si cancella quest'orrore e il delitto stesso rientra nell'ordine della carità divina...

BIANCA                                ( batte il piede in terra) Non voglio che muoiano! Non voglio morire !

(Fugge senza che Madre Maria possa trattenerla.)

MADRE MARIA                   ( A Rosa) Partirò dunque sola per Compiègne?

ROSA DUCOR                      Non converrebbe forse aspettare di avere delle notizie più sicure? Il vostro intervento non potrebbe aggravare la situazione?…Scrivete alla zia Priora e chiedetele che cosa dovete fare…

Le Carmelitane erano state trasferite da Compiègne a Parigi, nella Conciergerie. Il loro processo volgeva alla fine. In tali casi, il processo è tanto breve quanto tipico: il verdetto veniva stabilito fin dal principio.

(La prigione. Mattino. È ancora notte. Alcune suore sono sedute con la schiena contro il muro. Una sola candela mezzo consumata. Si sentono sospiri che potrebbero anche essere singhiozzi soffocati. Parecchie suore tossiscono. Freddo ed angoscia dell'alba. Un po' in disparte, nell'angolo della stanza, la Priora prosternata. Suor Costanza, che è inginocchiata, rialzandosi, grida di dolore.)

SUOR VALENTINA                        Cosa vi prende, Suor Costanza?

COSTANZA                          Mi sono addormentata ed ora ho il torcicollo… Il mio povero collo... (Lo sfrega con le due mani ridendo).

SUOR SAN CARLO                         (sussultando) Oh!Suor Costanza!

SUOR ALICE                        Se i vostri nervi sono in buono stato, perché agitare quelli degli altri? ( Più sottovoce) La nostra povera vecchia Madre Geltrude ha russato tutta la notte.

SUOR MARTA                      È il suo catarro. Oh! lo conosco bene. La mia cella era accanto alla sua. (Suor S. Carlo piange).

SUOR VALENTINA                        Perché piangete, Suor S. Carlo?

SUOR SAN CARLO             (sempre più innervosita) Perché? Perché? E perché dite « la mia cella era »? Perché parlate della nostra casa come se non dovessimo più rivederla?

(La Priora batte discretamente le mani per chiamare le sorelle a raccolta. Tutte si raggruppano intorno a lei. È l’alba.)

LA PRIORA                          Figlie mie, questa è stata la nostra prima notte in prigione. Era la più difficile. Siamo riuscite a superarla…La prossima ci troverà ormai avvezze alla nostra condizione, che, d’altra parte, non è nuova per noi: nessuno può toglierci una libertà a cui abbiamo rinunciato da tempo…

SUOR CHIARA                    Essa appartiene a Dio, ma la Reverenda Madre ne ha l’usufrutto, per l’incarico che noi le abbiamo volontariamente e liberamente conferito.

LA PRIORA                          Che cosa intendete dire, Suor Chiara?

SUOR CHIARA                    Voglio dire che, anche rinunciando alla sua libertà, la Reverenda Madre può disporre della nostra.

ALTRE SUORE                     È giusto… È giusto…

(Mormorio delle giovani suore.)

SUOR CHIARA                    (Rivolgendosi a loro) Figliole, l’obbedienza, per differenziarsi dal comando, deve essere anche un incarico, poiché è tanto difficile obbedire quanto comandare…Obbedire non è lasciarsi condurre ciecamente…Una vecchia suora come me non desidera che morire nell’obbedienza, ma un’obbedienza attiva e cosciente.

SUOR SAN CARLO             Ma bisogna sempre sentir parlare di morte? Perché dobbiamo morire? Non siamo forse innocenti?

SUOR COSTANZA              Tacete, Suor San Carlo…

SUOR MATILDE                  Siamo sicure di essere sacrificate per la nostra fede? Non pagheremo forse per le colpe di altri?

SUOR SAN CARLO             Ha ragione. Che cosa abbiamo noi a che fare con la politica?

LA PRIORA                          Calma, sorelle! …Suor Chiara, io avrò cura di voi sino alla fine.

SUOR CHIARA                    Come faremo a non mancare al nostro voto?

SUOR ANNA                        Avremo il diritto di difenderci? Saremo condannate senza essere state ascoltate?

LA PRIORA                          (alzando un po' la voce) Figlie mie, questo voto di martirio lo avete pronunziato senza di me …Che ciò sia stato opportuno oppure no, Dio non potrebbe permettere che un atto così generoso serva ora solo a turbare le vostre coscienze. Ebbene, assumo io questo voto, ne sono ormai responsabile davanti a Dio, io sono e sarò, qualunque cosa accada, sola giudice del suo compimento. Me ne assumo la responsabilità e ve ne lascio il merito, poiché io, per conto mio, non l' ho pronunziato. Non preoccupatevene dunque più… Farò del mio meglio per le vostre vite e per le vostre anime: in questo momento in cui mi sento più che mai vostra Madre, entrambe mi stanno a cuore…Se ho torto, Dio mi perdonerà.

(Una giovane suora, che si teneva il capo fra le mani, si avvicina e s'inginocchia per baciare la mano della Priora. Si vedono scendere ancora le lagrime sul suo volto, che esprime ora una fiducia ingenua, infantile.)

SUOR GELTRUDE               Reverenda Madre, con voi non avremo mai paura di nulla.

COSTANZA                          E che ne sarà di Suor Bianca ?

LA PRIORA                          Ne so quanto voi, piccola mia.

COSTANZA                          Ritornerà.

SUOR SAN CARLO             Come fate ad esserne così sicura, Suor Costanza?

COSTANZA                          Perché... (si ferma sconcertata) perché... (poi molto confusa ma incapace di ritirare quello che ha detto) perché ho fatto un sogno.

(Risate.)

SUOR VALENTINA                        Reverenda Madre, pensate che saremo giudicate oggi?

LA PRIORA                          Non lo so.

SUOR SAN CARLO             (molto ingenuamente) Ci interrogheranno ? Sarà una cosa lunga?

SUOR ALICE                        E se... se noi... ci permetteranno di confessarci?

(Suor Costanza, indicando una giovane suora che è impallidita e si è presa la testa fra le mani, si mette un dito sulle labbra.)

LA PRIORA                          Andiamo, figliuole, finiamola con queste fantasie... Se non sono dei mostri o sono a conoscenza della nostra Santa Regola, con chi altri potrebbero prendersela se non con me ?

PARECCHIE VOCI              Oh! nulla ci separerà più da voi, Reverenda Madre.

SUOR CHIARA                    Dio sa che non cambierei il mio destino con quello di Madre Maria dell'Incarnazione o della nostra Sorella Bianca.

SUOR GELTRUDE   Ahimè! devono avere arrestato anche loro...

SUOR CHIARA                    Per l'appunto... Come possiamo avere il coraggio di lamentarci, noi che siamo qui, insieme!... Come ci devono invidiare, loro!

(Le suore rimangono in scena.)

Nel giorno della Madonna del Carmelo, il tribunale pronunzia la condanna a morte delle sedici Carmelitane, ivi compresa Madre Maria dell'Incarnazione, condannata in contumacia «per aver tenuto conciliaboli antirivoluzionari, mantenendo corrispondenze fanatiche, e conservato scritti liberticidi ».

LA PRIORA                          Figlie mie, ho desiderato salvarvi con tutto il cuore... Avrei voluto che questo calice si allontanasse da voi, perché vi ho amate fin dal primo giorno come una madre, e quale madre fa volentieri il sacrificio delle sue creature? Se ho sbagliato, Dio vi provvederà… Ora siamo giunte al termine, si tratta ormai solo di morire. Sia benedetto Iddio che fa del supplizio che stiamo per subire insieme l'ultima funzione della nostra Comunità! È venuto il momento di rinnovare il voto che avete pronunziato. Per quanto mi riguarda, posso ormai assumerne la parte che mi spetta e rivendicarla umilmente, nel nome della nostra ammirevole Madre Maria dell'Incarnazione, perché, quantunque indegna, ora dispongo della sua parte. Figlie mie, vi pongo solennemente nell'obbedienza, per l'ultima volta e una volta per tutte, con la mia materna benedizione.

(Madre Maria e Rosa Ducor.)

ROSA                                                 Condannate a morte!

MADRE MARIA                   Tutte?

ROSA                                                 Tutte!

MADRE MARIA                   Dio! (Un silenzio) E...

ROSA                                     Sarà per oggi, certamente, o domani... Voi che fate, Madre?

MADRE MARIA                   Non posso lasciarle morire senza di me. Ho fatto voto di martirio...

ROSA                                     È a Dio che l'avete fatto, dovete risponderne a lui e non ad altri…

MADRE MARIA                   Il loro ultimo sguardo mi cercherà invano.

ROSA                                     Pensate ad un altro sguardo, nel quale dovete fissare il vostro.

(Piazza della Rivoluzione. Le Carmelitane scendono dalla carretta ai piedi del patibolo. Subito le suore intonano il « Salve Regina », poi il « Veni Creator ». Le loro voci sono chiare e ferme. La folla, impressionata, tace. Si vede soltanto la base del palco, sul quale le suore salgono ad una ad una, sempre cantando, ma, via via che scompaiono, il coro si fa più sottile. Solo ormai due voci, solo una. Ma in quell'istante, partendo da un altro punto della piazza, s'alza una nuova voce, più nitida, più risoluta ancora delle altre, e tuttavia con qualcosa di infantile. E si vede farsi avanti verso il palco, attraverso la folla che si apre, stupita, la piccola Bianca De La Force. Il suo volto appare sgombro da ogni paura.)

Deo Patri sit gloria

Et Filio qui a mortuis

Surrexit ac Paraclito

In saeculorum saecula.

(Brusco movimento della folla. Un gruppo di donne circonda Bianca, la spinge verso il palco, non si vede più. E d'improvviso la sua voce tace come hanno fatto ad una ad una le voci delle sue consorelle.)

E ora, amici miei, a voi la parola. Mi pare di scorgere due lacrime nei vostri occhi. Siete commossi, e insieme turbati, ed io ne so la causa: vi aspettavate la vittoria di un’eroina e avete vissuto, invece, il miracolo in una pavida fanciulla. Ma tutto ciò non è proprio il simbolo di una speranza infinita? L’umano da solo non basta, e neppure il bello umano, l’ideale per cui una volta, prima della Rivoluzione, ci si entusiasmava. In sostanza, l’insegnamento che traiamo da tutto questo è quello che ci viene dalla povera , piccola Bianca! No, l’umano da solo non basta! Non basta da solo nemmeno al sacrificio dell’uomo. Che la parola si trasformi dunque in preghiera e ci sprofondi, attraverso tutti gli strati dell’essere, fino all’essenza più profonda delle cose, che è eterna perché è divina.

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