Vittorio Franceschi
DIALOGO COL
SEPOLTO VIVO
monologo con musiche
PERSONAGGI
L'UOMO
QUATTRO MUSICISTI
I TEMI MUSICALI
1 ) TEMA DEL CROLLO 7) TEMA DELL INFANZIA
2) TEMA DELLA MADRE MORTA 8) TEMA DEL TEATRO
3) TEMA DEI POETI MINORI 9) TEMA DELL AMICIZIA
4) TEMA DEL PADRE MORTO 10) TEMA DELLA CONFUSIONE
5) TEMA DEL LEGNO 11) TEMA DEL TRAN TRAN QUOTIDIANO
6) TEMA DELL IMPEGNO POLITICO 12) TEMA DELLA FINE
La sfida di questo monologo l'incertezza deliberata del senso, come se a guidarlo nella sua immaginazione drammaturgica siano le propriet confutabili dei sogni, la loro densit inaffidabile. Non vi luce diurna sulla scena, e non notte, c' un uomo che scava con le mani e toglie sassi e mattoni da un ammasso di calcinacci sotto cui sembra si trovi incastrato, apparentemente ancora vivo, un suo fratello gemello; dunque una situazione chiara di un dopo terremoto, che ha distrutto la loro casa, le loro stanze, le loro fotografie, ma accanto, forse dietro autorevoli leggii, vi sono quattro musicisti, che suonano, si bloccano, riprendono a suonare un loro frantumato commento alle parole del protagonista. E dunque un primo segnale che quanto ci apprestiamo a sentire non va preso per oro colato, che il "racconto del protagonista, quei lacerti di autobiografia che egli impartisce al gemello sotterraneo non indicano un tessuto rigorosamente realistico ma qualcosa di molto diverso perch la sepolto, sotto le macerie forse non vi proprio nessuno. O per meglio dire non vi un "altro" da s, se non nella forma di una maschera teatrale, che diversa da chi con essa si copre il volto e in pari tempo identica a chi vuol parlare di s, raccontarsi, e che cos stabilisce con colui che per definizione ascolta un rapporto di assoluta ambiguit, ossia l'esercizio della finzione. Naturalmente la finzione il protagonista la realizza con un narrato di ampio spessore, l'infanzia, i genitori, le velleit artistiche, l'impegno politico, l'attivit teatrale, e tutto questo attraverso il filtro di questo fantomatico gemello opposto a lui per latteggiamento disinvolto e cinico di un crudo edonismo, e che sembra delegato a rappresentare ci che il protagonista non stato e che probabilmente, in qualche piaga segreta, avrebbe voluto essere. Si vorrebbe definire questo Dialogo col sepolto vivo un meccanismo perfetto, ma la formula in parte inadeguata perch poi quel narrato, anche se lo si voglia intendere come un amaro processo al se stesso protagonista pieno di una straordinaria complessit esistenziale.
Al centro della scena c' un cumulo di macerie digradantiverso lesterno. Ai quattro lati del cumulo una leggera struttura lignea perfettamente geometrica composta da quattro pali alti tenuti in cima da altri quattro pali di eguale diametro: un parallelepipedo verticale che racchiude le macerie e si erge sopra di esse. A mano a mano che lo scavo dell'uomo procede le pietre si accumulano verso l'esterno e il centro della scena si svuota. Accanto ai quattro pali seduti su pietre e calcinacci, quattro musicisti. Gi prima dell'inizio i musicisti suonano il TEMA DEL CROLLO. All'accendersi delle luci un uomo scava febbrilmente con le mani. Indossa un abito qualsiasi con cappotto e cappello.
Vittorio! Vittorio! Tieni duro, resisti! Non puoi essere troppo sotto, la casa era piccola. (Posa l'orecchio sulle pietre) Vittorio... Vittorio... (Scava ancora. Ai musicisti) Zitti! (I musicisti smettono di suonare) (posa ancora l'orecchio. Ascolta) Si sente un respiro (ai musicisti) E vivo! (I musicisti riprendono a suonare) Devo fare piano (procede con molta delicatezza) una pietra alla volta. Ecco, cos. Cos. Cos. Cos. Cos. Tu non mi puoi rispondere ma io sento il tuo respiro e ti parlo. E scavo. Parlo e scavo. Parlo e scavo. Parlo e scavo. Scavo. Scavo. (Toglie altre pietre lentamente) Bisbiglio. Temo che il suono della mia voce possa farti male. Che ti arrivi troppo tagliente. Che possa smuovere un calcinaccio, farti cadere un po' di polvere negli occhi. Forse vedi un filo di luce da un buchetto? Speriamo. Ma tu non parlare, non stancarti. Faccio tutto io. Fidati, no? Fidati, almeno una volta! Alt! (I musicisti smettono di suonare) Alt, alt. (Infila un braccio fra le pietre)Quic' qualcosa. Una trave! E adesso? E adesso? (Guarda i musicisti)Cosa faccio? (I musicisti riprendono a suonare)Mio Dio, mio Dio... (Si guarda intorno, indica un punto) La! (I musicisti smettono di suonare) (si ode il fragore di un crollo, un po distante) La! (indica un altro punto: altro fragore pi vicino) Non vuol finire, non vuol finire. Lo senti anche tu? (Posa l'orecchio e ascolta) No, non fare cos, non fare cos, ti prego! Non lasciarti andare! Vittorio! Vittorio! (Scava forsennatamente pietre rotolano gi dal mucchio). (I musicisti riprendono a suonare) Senti, io ti tiro fuori e poi ce ne andiamo in campagna, va bene? Giuro. (Si toglie cappotto e cappello, li getta a terra e riprende a scavare) Nella nostra oasi, la nostra salvezza terrena. Io spero che tu sia incolume ma se per caso ti sei rotto una gamba niente paura, passiamo prima dal Rizzoli e poi via, in campagna! E quando dovrai togliere il gesso ti porter io a Bologna, capirai, mezz'ora di macchina. La campagna, la nostra meravigliosa bassa, con le sue nebbie novembrine... e anche ottobrine, febbrarine e marzoline... ma lo sai che il fabbro ha aperto una salumeria?Davvero! E la cartolaia ha comprato un mulo. Ci capisci qualcosa tu? La nostra casa invece sempre pi immersa nel verde. Quando si arriva dallo stradone con la macchina ormai si vede solo il verde. E un comignolo. Ma solo per un attimo, quando fai la curva lo vedi spuntare tra l'acero e il tiglio, un lampo poi pi nulla, solo verde fino al cancello. E il noce? E il frassino? E i due liquidambar, che d'ottobre sono rosso sangue? E la quercia, che era il tuo orgoglio? (I musicisti smettono di suonare) (ai musicisti) Se ci sar un altro diluvio, diceva, No fabbricher la sua nuova Arca con questa quercia. E con questi rami i remi. I rami, diceva, servono per impiccarsi o per fabbricare remi e No non uno che s'impicca. E rideva! (Fra s) Poi ti sei perso nei tuoi viaggi... (I musicisti riprendono a suonare) Ah, se tu potessi vederli i nostri alberi, con i cespugli e le aiuole! C' anche un nespolo che prima non c'era, l'ho piantato io, ti piacer, e un bel nespoletto promettente, vedrai, come un contadinello con le guance rosse. Tu per devi venirci pi spesso in campagna, basta con questo viavai, donne, traffici, telefonate, appuntamenti, polo nord, polo sud... a una certa et bisogna rallentare, acquattarsi e fiutare l'odore delle proprie radici. Ah, dimenticavo: il caco ha fatto i cachi! Sette cachi! E la prima volta! Fra dieci anni avremo un parco secolare. (Si siede sulle macerie) Ese Remo ci vende quel pezzo di terra facciamo anche il laghetto. Verranno gli aironi e gli uccelli di passo, con le lepri e gli armadilli. E la notte di San Lorenzo ci sdraieremo sul prato per guardare le stelle cadenti. Per ogni stella un desiderio e se si e veloci anche due. Come quell'anno al mare, ti ricordi? Io non sapevo cosa chiedere. Ogni desiderio mi sembrava cos banale, cos meschino... tu invece avevi le idee chiare: promosso! Il motorino! La Mirna mi fa un pompino! (I musicisti smettono di suonare e guardano l'uomo) La Mirna! La mitica Mirna Chiacchiera! Per un triennio completo tutti i maschi della classe si sono masturbati pensando a lei. (I musicisti riprendono a suonare) La Mirna! Pensa a quanto sperma e andato perduto dietro ai lampi di quegli occhietti neri. La maliziosa Mirna, che dirigeva il getto contro le nostre piccole coscienze piccoloborghesi e piccolocattoliche. La prorompente Mirna Chiacchiera che a diciott'anni nemmeno compiuti si mise con uno di cinquanta che stava a Ferrara e lavorava alla Remington e per lei lasci la moglie e i figli e da quel giorno della Mirna Chiacchiera si persero le tracce. Dissero che aspettava un bambino e questo mi sembr insopportabile. Perch da uno di Ferrara e non da me? E tu dicevi scemo, come lo manterresti un bambino? Eri cos logico, cos razionale! Come ti ho odiato, quella volta! Aspettava un bambino da uno che poteva essere suo padre! Pensa che una mattina, qualche settimana prima, avevo incontrato la Mirna Chiacchiera dal lattaio. Ci eravamo guardati negli occhi e lei mi aveva detto hai lo sguardo azzurro. Come, azzurro? Ma se ho gli occhi neri! Bisogna imparare a separare gli occhi dallo sguardo, mi disse. I tuoi occhi sono neri ma il tuo sguardo e azzurro. Chiss dove l'aveva letto? Magari era un pensiero suo, perch la Mirna era un tipo eccezionale. Sta di fatto che io da allora quando incontro una persona cerco il colore del suo sguardo perch gli occhi vengono dagli occhi disse la Mirna, mentre lo sguardo viene dall'anima. E tu sapessi che sorprese, fratellino mio! Questo m'insegno la Mirna quella mattina Poi uscimmo dalla latteria e ci salutammo guardandoci nello sguardo e da allora non l'ho pi vista (un nuovo boato). (I musicisti smettono di suonare) Cristo Dio, io sto qui a parlare della Mirna Chiacchiera e intanto tu qui sotto mi muori, mi muori! (Riprende a scavare) Non c' nessuno, sai, a darmi una mano! Per via di questo disastro... che cosa terribile... cos, d'improvviso! Eppure c'erano stati dei segnali, degli scricchiolii... ma chi poteva immaginare? Per fortuna questa trave ci aiuta, si. Meno male. Tu stai in una nicchia qui sotto e la trave ti protegge. Non cos? (Posa l'orecchio e ascolta) Eccoti. Sento il tuo respiro roco. Come? Come? Fai un piccolo sforzo, non capisco! Non riesco a distinguere le parole! (Ascolta) Nostra madre? Cosa c'entra nostra madre? E morta quarant'anni fa... (Ascolta ancora) Come, sepolta viva? Ma cosa dici? (Ai musicisti) Eimpazzito! (Al sepolto vivo) Cuore fermo, encefalogramma piatto! La mamma era morta, stramorta!
I musicisti suonano il TEMA DELLA MADRE MORTA.
Povera mamma, morta in quella stanza squallida d'ospedale. Le ho chiuso io gli occhi mentre il prete la benediva. (Si siede sulle macerie) E ho pensato ha finito di soffrire povera Paolina seduta alla finestra di cucina con le mani affondate nelle guance e gli occhi che non guardavano nulla. Del resto c'era poco da guardare, il muro grigio dirimpetto e il buio di quel piccolo cortile incassato che diceva buttati. Avrei dovuto buttarti gi io quando la malattia ti prese e guaivi come una cagna. Saresti morta in un volo allegro finalmente, dicendo grazie. Ciao, mamma... fatti viva di lass! (Al sepolto vivo) Ma forse hai ragione tu... era proprio sepolta viva in quella casa miserabile, sepolta in quella poltrona sfondata, sepolta in quell'unico abito, in quelle uniche scarpe, in quell'unica pettinatura, in quell'unico nulla, senza denti, in attesa di nulla. (Si rialza) Non si mai fatta viva di lass. Ma di laggi s, una volta in sogno, te l'ho raccontato. Era un sogno color seppia e di lei sentivo la voce calda, non me la ricordavo cos calda, che mi diceva stiamo qui, stiamo bene e alludeva a tutti i morti, come dire ci teniamo compagnia e nel sogno vedevo una lapide con un'immagine ovale ricavata da una vecchia foto ma non sembrava nemmeno lei, cos giovane... e sentivo odore di terra e quando mi svegliai ero consolato e pensai ma tu guarda, la mamma... e scrissi anche una poesia, questo non te l'ho mai detto, in cui parlavo dei suoni che i morti laggi si mandano... ma poi la distrussi, avevo paura del tuo giudizio, mi dicevi sempre le tue poesie zoppicano, con o senza rima, con o senza metrica zoppicano, sei un poeta zoppo! Brutto stronzo! (I musicisti smettono di suonare) Hai castrato la mia vocazione, io dentro di me pensavo: in fondo anche i poeti minori sono necessari perch non mi lascia essere un poeta minore? Chi se ne frega di Goethe e di Baudelaire, lasciami essere un poeta minore, che male c? (Al sepolto vivo) Che male c ad essere un poeta minore? Non mi rispondi? Adesso non insisto perch devo tirarti fuori da qui ma poi ne riparliamo, caro il mio castratore di fratelli! (Toglie altre pietre e le butta ai lati con rabbia) Le mie poesie non saranno un gran che ma qualche volta mi riescono anche delle buone combinazioni perch non vero che le parole si lasciano congiungere solo dagli eletti, dai poeti inghirlandati! Le parole... certo bisogna saperle avvicinare. No... (Continua a togliere le pietre, ma con delicatezza) ...non quando si lavano o si depilano, no, non quando montano sulla bilancia, nell'intimit del loro bagno solo Petrarca e Leopardi: toc toc... chi ? Sono Francesco! Sono Giacomo!... Entrate!... E Petrarca e Leopardi entrano e tra i vapori ecco le parole nude che abbassano lo sguardo e Leopardi allungando il braccio ne indica una e dice: tu! Eh!... Con i grandi le parole sono sottomesse come le mogli del sultano e si offrono con volutt, languorose e morbide. Per noi e tutto pi difficile. I poeti minori le aspettano sul portone e le seguono per strada e le avvicinano mentre si danno il rimmel di sfuggita davanti a una vetrina... e si attacca discorso a fatica e se va bene ti fanno un sorriso le parole, qualche volta una carezza e questo e tutto, a una certa ora devono rientrare perch Foscolo potrebbe aver bisogno di loro. (Ai musicisti) Cos la vita! (Smette di scavare e guarda il vuoto, seduto sulle pietre) Ipoeti minori! . . . Il loro tormento grande come quello dei grandi poeti ma bastasse il tormento, bastassero l'esilio e il cuore puro! Sapeste com lontana Itaca per noi!
I musicisti suonano il TEMA DEI POETI MINORI.
Essere del proprio tempo ed essere di tutti i tempi. L'avevo scritto sul frontespizio d'un quadernetto quando avevo vent'anni, sarebbe stata la grande regola della mia vita d'artista. Ho provato e riprovato. Non ci sono mica riuscito. E pensare che il mio cuore era un pozzo di bellezze e io in quel secchio gocciolante cercavo l'assoluto... (Ai musicisti) Se mi aveste visto! Febbrile, con le dita convulse che stringevano la penna e calcavano le a le o le esse, gi, fino a bucare il foglio, fino a scavare solchi nel piano del tavolo, e pi spingevo pi mi sembrava di volare! Via, via, vai!... Ore e ore, pagine e pagine, caff e sigarette... alla fine spossato mi appoggiavo allo schienale e guardavo fuori: gi l'alba! La notte era volata e non me n'ero accorto! Cosi han da essere i poeti! Puri e disperati! Liberati dalla schiavit del tempo! (Fra se) Allora rileggevo la mia opera, trepidante... e gi alla terza riga un dubbio... e alla fine... oh... uno scoramento... di fronte a quello sbrodolio arruffato... a quei pensierucci striminziti... ero io, quello? Che miseria, zoppicava tutto... e si che dal cuore alla mano il tragitto breve... ma allora quale il segreto?... Come si fa, mi chiedevo... come hanno fatto Omero e Sofocle e Virgilio e Ludovico Ariosto e tutti i premi Nobel e Dante!... Come ha fatto Dante?... Che parlava dei vicini di casa, conoscenti, gente qualsiasi, perch Pier delle Vigne se non cera Dante col cazzo che diventava famoso!... Cronaca del suo tempo, come se io parlassi del nipote di Gamberini che si suicid col gas o del mio carrozziere che ha il vizio del poker o di Nanetti che va a letto con la suocera e dice che sua moglie contenta. E Dante parlando di gente cos riuscito a scrivere il Divino Poema!... Ci dev'essere un inganno, bisogna ribellarsi! Certuni devono avere un Dio appollaiato sulla loro spalla, che gli soffia nell'orecchio. Un Dio capriccioso e ingiusto, che va a simpatia come certi genitori che hanno un debole per il primogenito che invece e uno stronzo. Io non ho mai sentito gli artigli di Dio sulla mia spalla. Udivo delle voci ma erano le voci del quartiere! Il macellaio, l'idraulico... (Chinandosi sulle pietre) Eh, Vittorio? Ti ricordi? Madri e padri che tramandavano ai figli le regole per la sopravvivenza nella comunit degli uomini comuni! Olio di gomito! Rimboccarsi le maniche! Chi fa da se fa per tre! Chi ha tempo non aspetti tempo! Ecco... questi sono i trattati di filosofia sui quali ho studiato da giovane. Come potevo, da grande, possedere l'arte con l'A maiuscola? Quella che del proprio tempo ed di tutti i tempi? Eh, Vittorio? Come potevo, io che ho fatto le commerciali? Beati i laureati perch loro e il regno dell'arte. Io potevo essere soltanto un poeta minore. Fratello permettendo. (I musicisti smettono di suonare) Anche i poeti minori trovano un editore prima o poi. Anch'io avrei trovato un editore! Zurletti di Foligno, ad esempio. Oppure Tipografia F.lli Sacchi di Mirandola... (Al sepolto vivo) E un giorno qualcuno su una bancarella avrebbe sfogliato il mio libretto e l'avrebbe portato via con se e da quel momento sarei entrato con i miei versetti zoppetti nella vita di uno sconosciuto, ci sono persone che non s'immagina possiedano degli scaffali e invece sapessi!... Ne hanno uno in ogni stanza e sono alti e stretti e son carichi di libri dei pi strani formati, per lo pi vecchissimi e perci introvabili, di editori mai sentiti e in genere costoro fanno delle note a matita sui bordi delle pagine, note che nessuno rilegger mai pi e vivono soli con un gatto bianco e grigio e usano poco il telefono e si fanno la zuppa con la verza e questi sono i lettori dei poeti minori. (Un silenzio) Eh? Come? (Con un balzo si mette all'ascolto, il capo sulle pietre) S,s, sono sempre qui. Scavo, scavo. (Riprende a scavare) Adagio. Adagio. Adagio. Sai cosa penso? Che i nostri cromosomi devono essere pieni di calcinacci. (Ai musicisti)Anche nostro padre mor sotto le macerie! Anzi, sopra. Sopra e tuttintorno. (Al sepolto vivo)Ti ricordi? Dissero che sera trovata solo la carta didentit. Fu disperso al vento secondo il rito antico. Fu disperso al vento insieme alle sue canottiere, ai suoi fazzoletti e alla sua valigia da emigrante, Gigetto nostro padre.
I musicisti suonano il TEMA DEL PADRE MORTO.
Per che destino, il babbo! Morire a Brema lui che sapeva dire solo kartoffel e Lili Marlene! Non puoi scappare perch non sai come si dice scappare in tedesco, non puoi aggrapparti a un cornicione perch non sai come si dice cornicione in tedesco. E come se un negoziante tedesco ti abbassasse in faccia la saracinesca. Morire di bombe a Brema, morire di ferro lui che era falegname! Come? (Posa l'orecchio sulle pietre) Sepolto vivo? Ma tu hai la fissazione! Guarda che il sepolto vivo sei tu! Il babbo non fu sepolto vivo, Brema fu rasa al suolo e non ci furono sepolti vivi, non ci furono nemmeno sepolti a Brema nell'agosto del '44. Sono tutti dispersi ai quattro venti e ogni tanto a Monte Palomar sentono un bip bip e dicono i marziani e invece sono le vittime di Brema cullate dal vento che s'impigliano nei megahertz e fanno contatto in qualche punto lontano della stratosfera cosmica. (I musicisti smettono di suonare)Se fossimo dei radioamatori potremmo dire al babbo bip bip babbo, ti vogliamo bene babbo e non ti preoccupare troppo per la biancheria, oggi viviamo nel benessere e le calze vecchie si buttano! Davvero, babbo! Non si rammenda pi! Mi senti, babbo? Bip bip! (Al sepolto vivo) Il babbo non ci crede! E pensare che a Brema s'era portato l'uovo di legno, ti ricordi? Quello che si usava per dare i punti alle calze! Anche l'uovo di legno ha avuto il suo piccolo big bang e da allora si allontana nel nulla verso l'infinito, poverino, senza colpa alcuna, lui che fu strappato da un tronco d'olmo giovane e si ebbe innocente tante punture di ago! (Si sdraia sulle macerie e guarda il cielo).
I musicisti suonano il TEMA DEL LEGNO.
Guardando la luna si vede la luce del sole. Questo tutto quel che so del cielo. Tante volte ho pensato che invece di leggere Nostradamus per sapere il futuro dovremmo leggere nei mestieri dei padri. Io il futuro di mio figlio lo vorrei falegnamico e non lo dico per far piacere allo spirito megahertzico del babbo e poi che senso avrebbe diventare falegname oggi che si fa tutto col truciolato? No, falegnamico vuol dire fabbricato con mano sapiente e con amore perch deve durare tutta la vita e senza rinunciare allodore, un odore buono come quello delle botteghe dei falegnami di una volta che erano luoghi di quiete dove il metro era rispettato con tutti i suoi centimetri e la lampada illuminava il necessario e il falegname ti spiegava che gli incastri si fanno a coda di rondine e sotto il bancone dormicchiava un cagnetto rossiccio che al tuo ingresso apriva un occhio e sventolava la coda drizzando pigramente un orecchio. Falegnamico qualcosa che appartiene alla memoria, ai sogni e alle imprese dei giusti. Hai notato che il legno era sempre presente la dove c'erano la speranza e l'allegria? Dall'Arca alla Croce, dal fuoco al telaio... anche tu ora sei stato salvato dal legno! Se al posto di questa trave ci fosse stata una putrella ti saluto, Vittorio! Come minimo avresti avuto sfondata la cassa toracica per non parlare del cranio. Il legno ci accompagna sempre e ovunque, dalle matite colorate dell'infanzia al bastone della vecchiaia. Ed per questo che la bara non mi fa paura. (Si rannicchia sulle macerie) Salvatevi dal ferro uomini. E venga il regno del legno. (la musica continua. Poi, un boato vicino). (I musicisti smettono di suonare) (luomo sobbalza e indica un punto) L! E io milludevo che fosse finito! (Riprende a scavare) Scusami se parlo tanto ma lo faccio per te, credo che sia importante per un sepolto vivo sentire una voce umana. Anche se quella di un fratello gemello meritevole di compatimento. A proposito, ti ricordi quella illustrazione di Novello che ci faceva tanto ridere? Ci sono due sorelle gemelle sedute, bruttine vecchie e rinsecchite, sbiadite come la tappezzeria della casa e sotto il disegno c scritto: una sola poteva bastare. Beh, io non ho mai pensato che uno solo di noi potesse bastare, i gemelli ci vogliono tutti e due, eccome. Tu, magari, invece, lhai pensato senza dirmelo perch a te piaceva ragionare in modo obliquo. (I musicisti riprendono a suonare) (come rispondendo a delle obiezioni e guardando dentro lo scavo) Sicuro, obliquo! E trattarmi da imbecille solo perch eri nato mezzora prima di me e quindi Vittorio il fratello maggiore, con mezzora di esperienza in pi nella vita! E il tuo sogno sempre stato di morire insieme a me cos da poter dire con l'ultimo fiato: io son vissuto di pi! (Si siede sulle macerie incrociando le braccia) E io adesso ti lascio crepare. Col cazzo che scavo! E voglio vedere chi sar vissuto di pi alla fine! (un altro boato) (I musicisti smettono di suonare). Ma no, ma no, cosa dico? (Scava disperatamente) Pazzo che sono!Contraddittorio, insicuro, cambio idea ogni cinque minuti perch mi sembra che abbiano ragione tutti... e ingenuo... che per te vuol dire coglione. Hai ragione, hai ragione ma che ci posso fare? Via questo macigno! lo sono sempre stato attirato pi dalle nuvole che dalle cose pratiche: soldi, commercio, affari, politica. Per non parlare dell'ideologia. Ho sempre dato retta al cuore e il cuore... Dio lo perdoni. Via quest'altro! Ma quando c' stato da impegnarsi mi sono impegnato, quando c' stato da rischiare ho rischiato. E ho pagato! E duramente anche! Il tempo della militanza!... A sinistra, perch chi viene dal popolo sta a sinistra e vuole l'uguaglianza. Avanti o popolo, alla riscossa! Bandiera rossa trionfer! Mi senti? Vittorio! In prima fila, per! Non come quegli intellettuali che facevano tante chiacchiere e al momento di rimboccarsi le maniche sparivano per riapparire a lavoro finito, a ferita disinfettata, magari con un documento pieno di citazioni di Mao da distribuire col volantinaggio che naturalmente dovevo fare io perch loro avevano un altro documento da preparare per l'assemblea di domani. Io stavo con la base, ero quello che nelle foto in secondo piano a destra tagliato a met. Quello che prende le botte e pulisce il ciclostile (continua lo scavo, ma pi lentamente).
I musicisti suonano il TEMA DELLIMPEGNO POLITICO.
lo che amavo le nuvole mi sono fatto un culo cos con l'impegno politico e quelli che si definivano politici mi criticavano perch non ero abbastanza rivoluzionario, non abbastanza marxista, leninista, maoista, guevarista, trotzkista, bordighista... non ero abbastanza di nulla! E le mie nuvole erano revisioniste, poverine anche loro, con quel manto di bambagia che mi piaceva tanto! Tutti colpevoli, io le nuvole e le farfalle che ogni tanto mi frullavano in testa: pensa al capitale, compagno, le farfalle sono controrivoluzionarie! Come mi sono sentito in colpa! Peggio di quando andavo a confessarmi da ragazzino e il prete mi massacrava di Avemarie. E come se non bastasse al momento di spegnere la luce arrivavi tu a dirmi che stavo sbagliando tutto, che buttavo via i miei anni migliori, che altri avrebbero sfruttato la mia fatica... e cos il sonno era un incubo di cani ringhianti e di appuntamenti fatali... e sognavo di essere inseguito da tutti, ed ero un assassino disperato che aveva ucciso chiss chi e cercavo di scavalcare un muro e avevo alle costole gli sbirri e fra gli sbirri c'erano anche i miei compagni che urlavano pi degli sbirri e il muro era troppo alto e ricadevo all'indietro e mentre mi saltavano addosso tu apparivi da un cancelletto che io non avevo visto a un lato del muro e scuotendo il capo mi dicevi stronzo, te l'avevo detto!... E partivi sgommando, con la tua spider luccicante... ecco, quello stronzo potevi risparmiartelo, fratello mio. Bastava quel rombo di motore, bastava il guizzo della tua spider che era rossa come la mia bandiera (si arresta ansimante). (I musicisti smettono di suonare) Se nemmeno due gemelli monozigoti riescono a realizzare l'uguaglianza fra loro figuriamoci l'umanit intera con i bianchi i gialli i neri i pellerossa i lanzichenecchi i Cattolici i Protestanti gli Anglicani i Valdesi i Battisti gli Anabattisti i Metodisti i Pentecostali i Copti i Nubiani i Giacobiti i Mormoni e quelli del Regno di Dio e quelli del settimo giorno e quelli del quarto millennio e l'anticristo e l'apostata e gli apocrifi e i preti celibi e quelli sposati e Sparta e Atene e Roma! Roma! Roma! Delenda Carthago! e Babele! Babele! Babele! e i Lancaster e gli York e la guerra dei cent'anni e quella dei sei giorni e La secchia rapita e La Gerusalemme liberata e l'Aquila e il Bruco la Selva e la Pantera i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers i carnivori e i vegetariani i pugili pacifisti e i missionari col mitra e quelli alti uno e quaranta e quelli alti uno e novanta e quelli col pene lungo e quelli col pene corto per non parlare della gloriosa umanesca umanoide omimde imbecillit! imbecillit! imbecillit. Che a tutti dona e tutti soccorre! E ha sfumature infinite! E ogni omuncolo ci tiene tanto alla propria, oh dolce imbecillit mia! Mia! Mia!... Che per difenderla e pronto a fare la guerra che come tu sai ha anch'essa mille sfumature liriche tanto che certe volte mentre spari a raffica sei convinto d'essere in pace Bum! Pace! Bum! Pace! Buuummm!!! Che ridere, fratello mio! E io ci sono cascato! E Gigetto morto a Brema per questo e la Paolina si consunta di cancro e io vivacchio a cavallo di una nuvolaglia sempre pi bassa e sfilacciata e gonfia di pioggia e tocco terra coi piedi come quando si monta su una bici da bambini le farfalle le ho fritte in padella come fanno i cinesi che sostengono che la porpora e afrodisiaca. Sono in attesa di un'erezione farfallica e questo e tutto quel che rimane del mio impegno politico. (I musicisti riprendono a suonare) Per stato bello. Sicuro che stato bello. (AI sepolto vivo) Almeno io ho creduto in qualcosa! (Raccoglie da terra alcuni mattoni sparsi e li dispone in bell'ordine e con grande impegno uno sull'altro) Caro il mio bellimbusto... almeno l'ingenuit si riscatta col dolore ma del tuo scetticismo ilare che te ne fai? E come far l'amore a pelo d'acqua, tu ridi e spruzzi e ti diverti un mondo ma intanto sotto di te la tua innamorata annega. (Scandisce le battute seguenti sistemando per ognuna un mattone)Io - ho creduto - in un mondo - migliore. - Io - ho creduto - nella virtuosa - bellezza - dell'uomo - liberato - dalle sue catene. - A tutti il pane. - A tutti un libro. - A tutti una casa. - A tutti un lavoro. - A tutti - il tutto - che possibile - sulla terra. - Questo - stato - il mio - giovane - delirio - questa - stata - la mia - giovane - speranza - questo - stato - il mio - giovane - errore - che a Dio - caro (un boato vicino: luomo perde l'equilibrio e fa cadere la costruzione di mattoni). (I musicisti smettono di suonare) Vittorio! (Si rialza barcollante) Arrivo! (Riprende a scavare) Devo toglierlo da qui, devo portarlo via. Vittorio! (Ascolta) Come hai detto? (Ascolta di nuovo, si alza di scatto) Guarda che a quest'ora saremmo gi nella casa di campagna se tu non mi provocassi continuamente con le tue frecciatine polemiche! Lo sai che soffro di ulcera duodenale da stress! Io non do mai risposte categoriche, non e nel mio stile... ma pure e semplici risposte articolate! Eh? (Ascolta) Logorroico sarai tu, accidenti a te!... Per un po' di ragione ce lhai, non ho mai avuto il dono della sintesi del resto io non sono Alessandro il Macedone, io i nodi non so tagliarli io devo scioglierli a costo di spezzarmi le unghie perch penso che quella fune domani potrebbe servire e cosi ho le tasche piene di gomitoli e anche il cuore un gomitolo e il cervello un altro gomitolo e se qualcuno mi guardasse le unghie potrebbe pensare che ho scavato macerie per tutta la vita e invece ho soltanto sciolto dei piccoli nodi, centinaia di piccoli nodi stretti stretti e cosi ho salvato metri e metri di fune e ogni tanto mi dico che me ne faccio di tutti questi gomitoli? Un giorno o l'altro dovr sgomberare, non so pi dove metterli... il fatto e che siamo nati poveri e i poveri non buttano via niente, ancora oggi tutto mi sembra prezioso, anche i tappi delle birre e penso a quand'ero bambino e con un tappo di birra potevo giocare tutto un pomeriggio e se qualcuno me l'avesse portato via mi sarei messo a piangere. Vittorio! Mi senti? Io ho pensato spesso alle infanzie parallele... e tu? (Accosta l'orecchio alle pietre)Deve essersi addormentato. (Ai musicisti) Le infanzie parallele, voglio dire la mia e quella degli amici meravigliosi che avrei incontrato qualche tempo dopo... parlandone da grandi scoprimmo che erano state rischiarate dalle stesse mattine e dalla stessa povert... chiss, dicevamo... forse da piccoli ci siamo incontrati... sicuro, tutti e tre... e a questo pensiero ci veniva da ridere... con le nostre mamme ignare di futuro che ci tenevano per mano mentre sceglievano le mele dallo stesso mucchio in qualche mercatino bolognese... e ci eravamo guardati negli occhi, stretti nei nostri cappottini da dopoguerra e in gran segreto senza dir nulla alle mamme ci eravamo dati appuntamento a qualche anno pi tardi.
I musicisti suonano il TEMA DELL INFANZIA.
Bruno ha passato l'infanzia sul carretto del padre che si chiamava Ettore e vendeva scope e sedie impagliate per le vie della citt e mentre il padre pedalava e gridava la sua merce lui faceva viaggi fantastici ed era Sandokan e il Corsaro Nero e lottava corpo a corpo con le tigri che sbucavano da dietro le colonne dei portici e zompavano sul carretto... le belle scope!... Gridava Ettore alle donne sull'uscio... e intanto Bruno con il kriss alla cintola veleggiava sui mari della Malesia e i fratellini pi piccoli accoccolati accanto a lui facevano binocolo con le mani pronti ad avvistare il galeone e forse gi allora Bruno pensava a come si pu dare forma al mare e nel pensiero della forma crebbe e col fuoco nel cuore lo vedemmo ritto su uno scoglio modellare l'aria con le mani e d'improvviso scendere fra i coralli e placarsi e farsi mare per gli amici. Nel frattempo Claudio con la madre e le sorelle seguiva le orme del padre che erano sempre pi incerte e dei tanti soggiorni ne ricordava uno a Venezia dove si fece cacciatore e cattur piccioni per tutto l'inverno e la madre che si chiamava Mimma li metteva in pentola e cos sfamava i figli e se stessa e un giorno Claudio gi adulto in Per conobbe un bambino povero e divenne suo amico e gli chiese cosa vorresti? E il bambino rispose un cavallo e Claudio gli disse torno domani aspettami e domani il bambino lo aspettava e domani Claudio torn con un cavallo e regal il cavallo al bambino che galopp a perdifiato fino al villaggio e raccont che in fondo al sentiero per due volte aveva incontrato Ges. E io? Come mi posso raccontare, seduto sul muricciolo dell'infanzia? (Posa l'orecchio sulle pietre e ascolta) Sei sveglio? Vittorio! (Fa segno ai musicisti di smettere). (I musicisti smettono di suonare) Vittorio! Tutto bene? Ti sei fatto un pisolino, eh? Cuc! Sai, parlavo delle infanzie parallele! E un bel tema, non ti pare? (Ascolta) Certo che ti tiro fuori! Ma lasciami anche prender fiato! Dai tempo al tempo, dai tempo al tempo e non chiudermi in gabbia, non legarmi i polsi come hai sempre fatto! Possibile che tu non abbia un briciolo di fantasia? Di sensibilit? Come puoi vivere senza memoria? Come hai detto? (Ascolta, poi si ritrae di colpo)Te la metti tu in quel posto la memoria! Stronzo! E ricordati che mi devi ancora settecentomila lire per quella bolletta del telefono! Le voglio, eh?! Fino all'ultimo centesimo!... Accidenti a te e alle tue stramaledette telefonate in Norvegia! A Oslo! Ma chi devi chiamare a Oslo? (Ai musicisti) La mia infanzia, ragazzi! Un tamburello di latta, una palla di stracci e un giorno l'annunciazione fatta a me da una strega sdentata che rideva: eccola la, dietro a quel siparietto rosso! II teatro dei burattini!... II gioco meraviglioso!
I musicisti suonano il tema del teatro.
Balanzone e Brighella, Fagiolino e Sandrone, la Regina e la Morte... si, vero... mi bruciava nel cuore la bella Colombina che i briganti rapivano nel bosco... (Saltellando sulle macerie) Fagiolino: Boja d'un mond lader, datemi un piatto di fagioli e vi sollever il mondo con un soffio! - Balanzone: Tananon mingheina, Fasulein, che alito pesante! - (Ride come un bambino) Brighella: Sior paron, ghe xe el Diavolo ala porta ch'el domanda de vu! - E Pantalone: 'Sto rompiscatole! Ch'el vaga a l'inferno!... Ah si... lazzi e carezze... la dolce magia del teatro; (Allarga le braccia, sembra uno spaventapasseri) Ecco la mia infanzia incantata che si promette alla maturit fino alla morte, ecco la carretta dei comici pronta a salpare con le parrucche appese ai chiodi e le spade di legno e le corone di cartapesta e le borracce riempite alla fontana... e il cigolio delle ruote annuncia che il viaggio ha avuto inizio, si parte! E per un'ora almeno nessuno parla, solo i sonagli della pariglia scandiscono il passo e accompagnano il battito leggero degli zoccoli... tutti guardano la citt che si allontana, e ormai un puntolino laggi con i suoi uomini in carne e ossa dai quali ci siamo divisi per sempre... e gi ci diamo il fondotinta e la cipria e rovistiamo nel baule perch c' il mondo racchiuso nei nostri canovacci e dovremo liberarlo ogni sera affinch le nostre battute diventino pensiero e spirito e sale della terra e noi sappiamo bene quanto sar difficile toccare il cuore degli uomini in carne e ossa!... Tormentoso e difficile!... Ecco il perch di questo silenzio magico... anche le ruote ora non cigolano pi... e i sonagli tacciono e gli zoccoli sfiorano il terreno e ognuno pensa e prega e mentalmente ripassa la parte e corre all'istante in cui tutto accadr: le labbra di velluto si schiuderanno morbide e noi Arlecchini tremanti in punta di piedi saremo la lingua antica che reca la buona novella e gli uomini in carne e ossa ci ascolteranno rapiti e grati perch nulla pi vero e sublime della nostra finzione (si ode un boato a media distanza). (I musicisti smettono di suonare) Ancora crolli... non finir mai... e tu sei li sepolto... e io come sempre, inabile... negato alle cose pratiche... (Scava) Un altro ti avrebbe gi tirato fuori... ti avrebbe messo una pezzuola bagnata sulla fronte... d'altronde... com'era quello stornello sciocco che avevamo composto?... (Si arresta e canta).
Ognun fa
quel che sa e quel che pu
e chi non fa
vuol dire che non pu
o che non sa!
Ricordi? Ci piaceva comporre stornelli sciocchi, ne avevamo un vero repertorio ed erano buoni per ogni situazione e scoprimmo cantandoli che spesso le situazioni erano pi sciocche dei nostri stornelli. (Un altro boato) Anche questa una situazione sciocca: mi dici che senso ha tirarti fuori? Forse sei pi al sicuro li sotto, con la tua bella trave di legno che ti protegge... ma no, no, no, cosa dico? (Scava) Perdonami, perdonami... sono gi a buon punto, sai? Ho gi tolto meta delle macerie e questo significa che il peso su di te diminuisce, te ne sarai accorto... (Posa l'orecchio e ascolta) Non te ne sei accorto?! Saranno almeno due tonnellate di meno e tu non senti la differenza? Sei proprio un animale insensibile! E ingrato! (Sale e scende dal cumulo che si e visibilmente abbassato e da calci alle pietre). (I musicisti riprendono a suonare) Con quelle tue idee grandiose del cazzo! Hai visto dove sei finito? Con le tue spider, i tuoi voli intercontinentali, le donne meravigliose! Bisogna pensare in grande! Volare alto! Piacere, Rokefeller. Piacere, Onassis. Ti piaceva sedere accanto al finestrino e guardare di sotto: eccola laggi la melma umana, la paccottiglia di pigmei! A che altezza siamo, capitano? Ottomila metri, stiamo sorvolando la pi grande discarica intercontinentale di carne puzzolente: piedi, ascelle e fiati e cacche verdi di neonati destinati al macello! (Ai musicisti) Silenzio! (I musicisti smettono di suonare) Beh, c'eroanch'io in mezzo ai pigmei! Non te n'eri accorto, eh? Io, io, patetico col mio pacchettino di paste, in cerca di qualcuno a cui offrire un cannolo! Proprio cos, ero io quello! Ma non potevi distinguermi dall'alto dei tuoi ottomila metri. Tu non hai mai saputo cos' la gentilezza. E tantomeno la solidariet. Per non parlare di quella lagnosa, pelosa ma pur sempre doverosa disponibilit che si concede di solito ai membri della famiglia. Ti richiamo e non richiamavi, vengo domenica e non venivi non mi sento bene e invece stavi benissimo t'hanno visto al cinema!... Solo non avevi voglia di passare un quarto d'ora con me, il tuo fratello ansioso e minore di mezz'ora, poeta fallito e artista squattrinato, un attore di quelli che non si vedono mai in televisione... al droghiere che chiedeva quand' che vediamo suo fratello in tv tu rispondevi che stavo girando un film in Spagna... e cos con tutti, ho girato pi film in Spagna io di tutti i pi grandi attori spagnoli messi insieme... solo perch ti vergognavi di me che battevo i teatri di provincia. Ci voleva tanto a dire che non facevo la tv perch la tv non mi chiamava? Che non conoscevo neanche i nomi dei funzionari? Che mi metteva troppo a disagio chiedere un appuntamento e fare anticamera? Che anch'io avevo il mio orgoglio, il mio amor proprio? Che preferivo fare una passeggiata o andare allo zoo? E poi... che male c' a non fare la tv? Oggi la televisione che da la fama, se non fai la televisione non sei nessuno! Sempre con quella tua idea martellante che bisogna essere qualcuno a tutti i costi! Beh, vuoi saperlo? Sono un attore minore! (Scava) Me ne sto convincendo, sai? A una certa et non ci si fa pi illusioni. E tanto grave? Te ne vergogni? Ci sono i grandi attori e ci sono quelli piccoli, quelli che dicono dieci battute appena ma le dicono bene, in modo appropriato, con voce limpida e con simpatia e la gente uscendo dice: bravo quello che fa lo zio, come si chiama? Nessuno si ricorda come ti chiami, 'sti stronzi, ma tutti si ricordano che facevi bene lo zio. E un delitto far bene gli zii delle commedie? Ma tu non capirai mai e mi guarderai sempre con disprezzo perch ho fatto una carriera modesta. Invece di consolarmi. Invece di incoraggiarmi. Invece di dirmi tieni duro, resisti, l'ostinazione fa parte del talento, insieme alla fortuna e alla salute! Io sono arrivato a pensare che sommando un poeta minore con un attore minore pu venir fuori, perch no, un artista coi controfiocchi, visto che due pi due fa quattro! L'avessi pensato anche tu, una volta! Macch! Sguardi pieni di commiserazione quando arrivavo con la mia R4 piena di bozzi, comprata di seconda mano. Ecco, questi sono i fratelli (si siede su un masso).
I musicisti suonano il tema dell'amicizia.
Quando muore un amico si dice gli volevo bene come a un fratello ma sarebbe meglio rovesciare il concetto e quando muore un fratello dire gli volevo bene come a un amico... e non sempre e non sempre altrettanto... perch gli amici sono i nostri compagni di viaggio con lo stesso gruppo sanguigno mentre il pi delle volte i fratelli hanno sangue incompatibile e vanno dalla parte opposta. (Riprende a scavare) Hanno un bel da implorare le madri voletevi bene ragazzi! Basta un'eredit da quattro soldi e il sangue incompatibile sgoccioler gi per le scale e i condomini chiameranno la polizia. Con gli amici invece puoi dividere pane e oro e non c' mai vergogna ne invidia perch questa qualit d'amore si trasfonde come il sangue e si felici della felicit dell'altro. Ma tu queste cose non le sai. Tu pratico. Tu lucido. Tu cinico. Vaffanculo (si siede sulle macerie) (I musicisti smettono di suonare) (ai musicisti) Suonate, suonate per favore. Io sono in un momento di grande confusione. Forse per questo sono stato risparmiato. Ai confusi viene data un'ultima possibilit. (Un boato lontano) E continua. Scaviamo. Scaviamo.
l musicisti suonano il tema della confusione.
(insinua un braccio fra le macerie) Ma dov' finita la trave? L'hai tolta tu? Non c' pi. E questo cos'? Sembra vetro. Si, vetro. Ti sei spostato? Sei andato in bagno? E lo specchio del bagno? Un momento... la cornicetta liberty con le roselline... la foto di Ernestina!... Ma cosa ci fa qui da te? Era chiusa nel primo cassetto del mio com... i casi sono due: o quando c' stato il crollo tu eri nella mia camera e frugavi nel mio com oppure la mia camera crollando entrata nella tua, il cassetto del com si aperto e la foto di Ernestina volata guarda caso nelle tue mani e a questa balla non ci crede nessuno, figurati io che ti conosco, brutto figlio di puttana! Non ti bastato portarmi via la fidanzata trentanni fa, ti sei voluto appropriare anche dellunico ricordo che avevo, la sua foto con la dedica al mio grande amore e questo non dovevi farlo, questa non te la perdono! (Scava forsennatamente) lo tammazzo, sei peggio di Caino. (I musicisti smettono di suonare) Tu lhai distrutta quella ragazza, le hai rotto le scapole, quando l'ho rivista era invecchiata di dieci anni ed erano passati appena dieci giorni... (Ai musicisti) Era dall'altra parte della strada ma c'era il semaforo rosso e allora la chiamai... Ernestina!... E lei abbass gli occhi e si allontan rasentando il muro come chi si vergogna ma io l'avevo perdonata e lavrei sposata e sarebbe stata lei la madre dei miei figli, lei, lei, lei! L'unica donna che ho amato veramente... (I musicisti riprendono a suonare) Ma tu no! No! E una troia, lasciala perdere, quella peggio della Mirna Chiacchiera, e bastata una gita alle valli di Comacchio e me la sono sbattuta alla Pensione Mimosa e non era nemmeno vergine, non fa per te, trovati una moglie che sappia stare in cucina!... E io ancora una volta ti ho dato retta anche se di notte me la sognavo, con quel suo sorriso indifeso e carnoso. . che stupido... che idiota... pusillanime! Era una troia, e con questo? Le troie sono le mogli migliori. (I musicisti smettono di suonare) (piange scavando) Ma io l'ho capito tardi. Bisognerebbe scriverlo sui libri di scuola: sposate una troia, ragazzi, e sarete felici! E voi ragazze coltivate la troiaggine, non fatevi tentare dalla seriet, poverette voi, ragazze serie! Se non vi sarete irrancidite gi verso i trenta sposando un cretino, arrivate ai cinquanta il vostro coniuge vi butter nella spazzatura e si risposer con la Mirna Chiacchiera che pi brava di voi a far pompini e con lei sar finalmente felice perch solo quelle che da ragazze han fatto seghe al professore e al fruttivendolo possono far felice un marito perch madre natura ha creato l'uomo a misura di puttana e puttana vuol dire angelo che soccorre e questa e la verit che gli ipocriti nascondono nel traffico inquinato dei doveri e della stronzaggine, che uccide pi del cancro. Lascia che si masturbino nel pigiama sognando la Mirna Chiacchiera, io invoco la mia buona stella d'amore, Ernestina! Ernestina! Troia mia dolcissima, angelo mio delicato... perch te ne sei andata rasentando il muro?... Con il seno ancora arrossato dai baci di mio fratello, perch non mi hai gettato le braccia al collo dicendomi ora si posso essere tua, ora posso amarti per sempre? Oh, ti avessi raggiunta quella volta! Ma bastato un semaforo rosso a fermarmi e quando venuto il verde mi sei sembrata cos lontana... (I musicisti riprendono a suonare) (si alza di scatto e va avanti e indietro scavalcando pietre e calcinacci, agitatissimo) Basta! Basta coi sensi di colpa, con le frustrazioni, coi rimorsi! Io parto, vado via. Chiuso. Restare? Interrogarsi? Soffrire? Vedersi invecchiare sempre nello stesso specchio? Ma chi me lo fa fare? E perch dovrei? Cambia specchio, almeno, coglione! S, s, pianto tutto, pianto tutti. Moglie, figlio, casa, lavoro, via, via! Si vive una volta sola. Vendo la R4, mi compro una barca e vado in Brasile. (I musicisti smettono di suonare) Le brasiliane sono una pi bella dell'altra e fanno all'amore senza problemi: tu incontri una ragazza, le fai un sorriso e lei te la da, basta allungare una mano e ce l'hai, ohp! Loro sono fatte cosi, sono estive, amano il sesso libero, secondo me Eva era brasiliana. (I musicisti riprendono a suonare)Sicuro, vado in pensione e mi trasferisco in Brasile, mi basta la minima, con quello che spendo qui di benzina la vivo come un nababbo. Oppure vado in Russia. (I musicisti smettono di suonare) In Russia, in Russia, li c' posto per tutti, un paese immenso tutto da ricostruire, e gente semplice e poi vivaddio i comunisti qualcosa di buono l'avranno pur lasciato, il caviale ad esempio, la vodka e poi vanno pazzi per il teatro, se fossi nato in Russia sarei una star! S, s... affitto una dacia con una bella stufa di maiolica e sto li. (I musicisti riprendono a suonare) Garantito che dopo due giorni c' la coda fuori dalla porta: centinaia di ragazze russe, tutte acqua e sapone ma troie nell'anima, eh, si... ora che hanno la libert si esprimeranno per quello che sono finalmente, oh, grande madre Russia dacci le tue troie migliori, chiss come si dice troia in russo? S, deciso, perfetto per me vado avivere in Russia e mi porto anche una brasiliana per i lavori domestici e per la samba, provate a immaginare: una troia brasiliana che balla la samba sulla neve davanti a casa circondata da centinaia di troie russe che battono le mani! Ecco la vera libert! Basta con questi lacci, miserabile che sei! Basta col buonsenso, vigliacco! Ci voleva tanto a capire che non c' senso? Ognuno solo, che bella scoperta, eh?! Dovevo arrivare a cinquant'anni per fare questa bella scoperta! Vivi! Goditela imbecille, prima che sia troppo tardi! In Russia! O altrimenti in Umbria. (I musicisti smettono di suonare) Anche in Umbria si sta bene, a Todi ad esempio, o a Gubbio, li c' silenzio, gente rispettosa, riservata, la collina e dolce, c' il tartufo chiss se alle russe piace il tartufo... s, a Gubbio forse meglio, tra l'altro pi vicina... (I musicisti riprendono a suonare) Per a Gubbio niente brasiliane, una brasiliana a Gubbio dopo due giorni si suicida mentre invece alle russe piace il din don delle campane e anche coltivare l'orto, un'idea vincente, a Gubbio! A Gubbio! Pero non mi conviene andare in pensione subito, se aspetto tre anni ci vado con la massima, sarei un coglione a partire adesso, vado in pensione con la massima poi si vede, tanto le brasiliane non scappano e le russe men che meno, c' l'imbarazzo della scelta e a proposito... Gino mi diceva ieri che stanno per arrivare le ungheresi, tutte laureate! Arrivano qui, capisci? Non occorre neanche prendere il treno, vengono loro! Sfileranno sotto le due torri! Dice che suonano il violino e parlano otto lingue, baster indicarle con un dito come Leopardi con le parole: tu!... Si conviene stare calmi, da qui a tre anni possono succedere tante cose... (Riflette) Di ogni genere... (Riflette) Sia belle che brutte... (Riflette) E gi molto se saremo ancora vivi. Vero, Vittorio?... Vittorio! Che ora sar? A proposito... devo ricordarmi di comprare il sale grosso e i fiammiferi. (Si alza, riflette) Mia moglie e ingrassata ma non so come fare a dirglielo. (Riflette) Sono cose delicate, molto delicate. (Riflette) E se mio figlio non fosse mio figlio? (Guarda il cumulo di rovine, che e ormai quasi completamente spianato) Capisci, Vittorio? Non c' tempo, non c'... piuttosto... (I musicisti smettono di suonare) (si fruga nelle tasche) Dove ho messo le chiavi? Vittorio! Hai visto le mie chiavi? Mio Dio, che confusione... altro che confusione, un vero e proprio casino. Cos' che dovevo comprare? Ah, si... il sale grosso e i fiammiferi. (Risale sui detriti e scava stancamente) Hai notato, fratellino? Il buono della vita nostalgia di sogni. Gira gira e poi... fossimo capaci di trasformare in arte il dolore!
l musicisti suonano il tema del tran tran quotidiano
Invece devo occuparmi di ammaccature, capisci? Per una stronzata. Vado dal carrozziere e quello mi dice bella botta, ma come ha fatto? Io non ho fatto, l'altro che ha fatto, io venivo da destra ma quello non ha guardato e purtroppo il mio clacson non funziona, un pezzo che non funziona, devo farlo riparare, stato un attimo, io ho urlato: ooohhh!!! Ma figurati se quello ha sentito, guarda qua che roba, non andavamo forte, ha fatto uno schianto che sembrava la guerra, se avessi lampeggiato ma neanche lui ha lampeggiato e io pensavo ancora a San Petronio nella nebbia... mio figlio mi dice babbo, buttala! Non neanche catalitica, un catorcio, buttala! Anche mia moglie dice buttala, loro fanno presto, dice basta! Ne ha sempre una! Con tutti i soldi che ci hai speso dietro ne prendevi una nuova! Ma la R4 non la fanno pi, lo vuoi capire si o no? Tu sarai contento, eh'?! Vittorio?! Dice prendi una Fiesta, prendi una Punto, prendi una Polo! Ma una Polo di seconda mano costa otto milioni, dieci-undici unico proprietario, dodici col tettuccio apribile, sono pazzi, di R4 con dodici milioni ne prendevo tre e poi io detesto i tettucci apribili, che bisogno c' di aprire i tettucci, basta aprire il finestrino, e che le inventano tutte per spillare quattrini, e tutto un furto, un imbroglio, la voglio col tettuccio. Dopo due giorni ti piove dentro e devi cambiare la guarnizione, centocinquantamila pi Iva, sono tutti d'accordo, e un magna magna, la R4 e comoda perch ci sta un sacco di roba, e l'ideale per le tourne e poi consuma poco, quegli stronzi dell'assicurazione l'hanno valutata trecentomila lire, capito? Trecentomila! Perch del '72! Se mela rubano mi danno trecentomila lire e per comprare una Polo usata ci vogliono dagli otto ai dieci milioni ma quelle spartane, senza vetri elettrici che poi meglio perch se si guasta il meccanismo ti resta il finestrino bloccato, metti che si blocchi aperto e metti che piova, metti che piova forte, metti che piova anche un po' di traverso: ti becchi tutta l'acqua e ti bagni fino alle scarpe mentre il vetro a mano in qualche modo si riesce sempre a tirarlo su, la R4 poi fantastica perch il finestrino non si tira ne su ne gi, si chiude come una palpebra, io con la R4 non mi sono mai bagnato mentre di gente che spingeva la 127 sotto l'acqua ne ho vista tanta, la R4 ha lo spinterogeno alto, molto alto, e quindi gli schizzi li non arrivano, ci voleva tanto? Perch non si mettono d'accordo e le fanno tutte con gli spinterogeni alti? Perch tutti ci devono guadagnare, chiami l'elettrauto e solo per metterla in moto ti prende sessantamila pi la chiamata, come un primario, io avevo trovato la macchina della mia vita e subito, zac, non la fanno pi! lo la mia R4 del '72 la tengo fino al duemila, la difendo con leunghie e coi denti, Cristo, io sono control'usa e getta! L'assicurazione dice che ci daranno il concorso di colpa perch vero che venivo da destra ma non ho lampeggiato e il clacson non funziona, colpa mia che non l'ho fatto riparare, d'altra parte non avevo tempo, con tutti questi debutti non c' mai tempo, basta debutti, bisogna pensare alla vecchiaia, non posso continuare cos, le valigie mi pesano sempre di pi e dire che sono le stesse da vent'anni con dentro la solita roba, tre cambi di biancheria e una scatola di alka-seltzer,no, sono io che invecchio e quando sono al secondo piano faccio tappa mentre Righi che ha ottant'anni va su spedito che mi sorpassa e ha anche il fiato per dire buongiorno ma lui non deve portare su due valigie, lui al massimo va a comprare il pane, certo che ottanta sono ottanta, e che io mi sono logorato, tu dici senza costrutto, eh, Vittorio? Staremo a vedere perch io non mollo e intanto covo la mia vendetta. Purtroppo il cofano da cambiare, bisogna cercarlo dal rottamaio perch non la fanno pi e i rottamai ne approfittano e poi gli antinebbia, ma uno era gi rotto, con gli antinebbia messi li sotto basta prendere una buca, io quasi quasi li faccio togliere anche se sono utili perch l'altra notte da Forl a Bologna nebbia nebbia nebbia che non si vedeva da qui a li e in via Massarenti c'era un incidente con la polizia e la Croce Rossa, c'era del sangue e un poliziotto con la paletta faceva segno di andar piano perch poco pi avanti ce n'era un altro e la Croce Rossa con un viaggio solo li ha portati via tutti, morti e feriti di due incidenti diversi e il morto del primo incidente aveva di fianco i feriti del secondo incidente che si chiedevano tu come stai, abbastanza bene e tu, mi fa un po' male la gamba, e guardavano quel morto che stava in mezzo a loro e che non avevano mai visto e gli veniva da ridere come reazione nervosa, oh, naturalmente tutto questo me lo sono immaginato perch io sull'ambulanza non c'ero ma sono sicuro che andata cos e dopo sai cosa ho fatto? Sono andato in Piazza Maggiore, colpo di vita, ho pensato voglio vedere Piazza Maggiore con la nebbia, saranno vent'anni, anche trenta che non la vedo con la nebbia, e alle tre di notte sono andato in Piazza Maggiore tanto a quell'ora non fanno la multa e ho guardato San Petronio nella nebbia e c'ero solo io e ho pensato chiss dove dormono i piccioni? Era bellissimo... poi sono tornato verso casa e all'angolo con via Broccaindosso esce quell'idiota senza guardare e io ho urlato ooohhh!!! Ma non servito a niente e cos nella nebbia ci siamo scambiati i nomi e le assicurazioni, non mi ricordo neanche che faccia avesse, per la macchina s, una Volvo bianca, lui neanche un graffio, per fortuna la mia camminava lo stesso, le R4 sono fenomenali, vanno anche con una ruota sola, sono entrato in casa piano piano e a mia moglie non l'ho detto, ho pensato glielo dico domani, lei era girata sul fianco destro, dorme sempre sul fianco destro e mi ha chiesto come andato lo spettacolo? Io le ho detto bene, bene c'era gente? Cos cos e gi s'era riaddormentata e io ho pensato se venivo a letto subito non succedeva niente ma io sono un poeta, minore fin che si vuole ma un poeta e San Petronio nella nebbia una magia che non si pu raccontare, mi sono infilato nel letto ma sono stato sveglio ancora a lungo e ogni tanto pensavo a San Petronio e ogni tanto alla macchina, pi alla macchina che a San Petronio, e mi son chiesto ancora dove dormono i piccioni?... E pensavo sotto i coppi, nei buchi dei muri, nei camini, in cima alle torri, sotto le automobili... e il giorno dopo mia moglie mi ha detto che m'ero addormentato con la luce accesa.(I musicisti smettono di suonare) (pietre e detriti sono ora tutt'intorno. II centro della scena ormai quasi sgombro, restano solo pochi mattoni) Eh, si... gemellino caro... non sembra ma ne passato del tempo da quando scrivevo in quei quaderni colorati i miei versetti zoppetti... e sognavo di alleviare i mali del mondo con la mia arte... e non sapevo che si pu amare l'uomo solo cogliendolo a tradimento nei suoi momenti di bellezza, che sono cos rari. Meglio i ponti, le torri, le cattedrali, le cancellate di ferro battuto. S, credimi, le opere sono molto migliori degli uomini che le hanno create. La perfezione per me sarebbe vivere in compagnia dell'opera dell'uomo ma senza l'uomo. Dio, che meraviglia! Prova a immaginare. Tuo fratello gemello che cammina in solitudine, nudo perch a quel punto gli abiti non servono pi, nel Salone delle Porcellane a Versailles... oppure no, aspetta: sulla muraglia cinese! S, circondato dal parafulmine, dalla ruota, dalla penicillina, dal telegrafo senza fili, dal campanile di Giotto, dal motore a scoppio, dal clavicembalo e dal violoncello, dal Giudizio universale e perch no?... Da un piatto fumante di lasagne al forno... senz'ombra intorno di inventori, di scienziati, di pittori, di carpentieri, di fuochisti o di cuochi... tutti scomparsi, come quell'insetto... come si chiama... che dopo aver fecondato nel ritrarsi naturalmente muore. Ma cosa dico? Nemmeno io dovrei esserci in quel paesaggio, t'immagini?... A guastare tutto con la mia ulcera duodenale da stress. (Toglie alcuni mattoni, ne resta uno solo) Vittorio! Sei qui? Toc toc!... (Posa l'orecchio sul mattone)Eccolo, e lui. Dice qualcosa. Come? Come? (Ai musicisti) Non riesco a capire, e strano, si sente come uno strisciare... (Si guarda intorno, ascolta) Sembra tutto finito. Finalmente. (Allunga una mano verso il mattone, esita, la ritrae) Eproprio un bel mistero. (Si siede accanto al mattone) Sai, Vittorio?... Qualche volta mi capita di pensare alla morte, non so se succede anche a te.
I musicisti suonano il tema della fine.
E allora mi dico: cosa gli racconto? No, non cosa gli racconto alla morte ma cosa gli racconto alle persone che mi volevano bene, a quelle che mi stimavano e che mi hanno preceduto sottoterra... perch pu darsi benissimo che dopo non ci sia niente, anzi, molto probabile ma metti invece che ci sia qualcosa qualcosina... e che dall'alto, come si suol dire, i miei morti abbiano visto tutto: li avr delusi. La mamma, il babbo, la zia Laura, la nonna, la Tata, Bruno e Claudio... e qualche altro che ora mi sfugge. Ecco, quel che mi dispiace aver deluso da morte le persone che mi han voluto bene da vive. Quando arriver li da loro mi guarderanno in un altro modo, non avranno pi quel bel sorriso di una volta e nel loro sguardo ci sar un'ombra che durer per sempre, sai, come quegli aloni sulle tovaglie che non vanno pivia... e mi sentir un verme perch ci voleva ben poco a farli contenti per l'eternit, bastava essere un po' pi di parola. Ma del resto cosa potevo fare? Questione di carattere. Io ero una formichina industriosa che metteva sempre l'ombrello in valigia mentre la vita andrebbe giocata... come posso spiegartelo... proprio come fa l'esploratore, hai presente... che abbandona il sentiero principale e gli altri gli gridano dove vai e lui nemmeno risponde e s'inoltra nel folto e guada e taglia e procede nell'intrico di arbusti e sa che dietro a ogni cespuglio pu nascondersi un cobra eppure non si tira indietro, al contrario, avanza e con prudenza pari alla curiosit divina che lo spinge muove quel ramo... e scopre che dietro le foglie c' il lago azzurro che sognava da ragazzo e vi simmerge, fiero e trionfante nella letizia di quell'acqua vergine. Io non ho mai abbandonato il sentiero principale, sono rimasto con la comitiva e tutti in gruppo abbiamo seguito la mappa. C'erano dei compagni di viaggio abbastanza simpatici, qualcuno antipatico ma questo inevitabile, abbiamo visto qualche bel paesaggio ed incredibile come i paesaggi assomiglino alle cartoline.. . Avevamo tutto: il siero antivipera, la borraccia col the caldo, i panini con la mortadella, la Gianna aveva portato la marmellata di fichi che lei sa che mi piace e Carlo ha raccontatouna barzelletta che ci siam dovuti fermare perch non puoi camminare e ridere, o una cosa o l'altra, da fermi si ride meglio. Abbiamo colto qualche mirtillo e verso le sette siamo arrivati, faceva gi un po' buio. E durata dodici ore, proprio come diceva la guida. Insomma una bella gita per mi sono molto stancato, non so se la rifarei, alle quattro e mezza-cinque meno un quarto venuto anche a piovere. (I musicisti smettono di suonare)Bisogner pur decidersi. (Si alza, raccoglie il cappotto e il cappello, indossa il cappello) Come sto, fratellino? (Fa alcune smorfie buffe, ride, indossa il cappotto) Chiss se vero che la nostra morte ci corrisponde? Se cos... io morir di un male lento e dubitoso che non sapr come comportarsi e chieder consiglio a me sul da farsi e io l'aiuter come potr e lui mi dir grazie e mi spegner con gentilezza e subito chiuder la porta e sul pianerottolo indosser il cappello poi scender le scale e sparir fra la gente e anche quel male un giorno morir di questo male. (esce lentamente. I musicisti riprendono a suonare il tema della fine. Le luci si spengono adagio)
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