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Diavolo

  • VECCHI Giuseppe
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D -DIAVOLO

Uno sfondo costituito da un muro di fiamme. Entra il diavolo (Satana)

Satana: Salve a tutti. Vi spavento vero? Bah, ah, sbaha! - Urla verso la platea

Ma se vi dicessi che dovrei essere io ad avere paura di voi! Non mi credereste, vero? E quando mai avete creduto alla verit? Avete creduto che i forni crematori servissero a cuocere il pane, che gli indiani fossero i cattivi mai un dubbio su queste verit di comodo! Vero?

Non sono stato io a scegliere lInferno come mia dimora. Siete stati voi a mettermici. Come avevate fatto con Ade e con tutte le anime dei morti nel peccato mortale. Non vi bastava una sola morte per luomo? dovevate proprio inventarvene unaltra? Una per il corpo, una seconda per lanima? Ma solo la prima trascina inevitabilmente laltra, perch lanima pu bruciarsi di fronte a Dio senza neppure contagiare il corpo, e questo continuare la sua vita, noncurante di trascinarsi appresso unanima dannata. Dunque, la morte del corpo quella pi importante, definitiva, senza possibilit alcuna di appello, e perci la pi tremenda. Ma se cos, perch caricare la seconda di valore eterno e di maggiore spavento? Cosa atterrisce di pi? Il dolore eterno o il vuoto dellessere che perde la sua naturaper sempre? In fondo il dolore pu dare adito a qualche speranza, il nulla a nessuna, la cesura definitiva del tutto, senza possibilit di riscatto alcuno. Lo so, vi hanno detto che vi sar la resurrezione dei corpi, che lass, dopo il giudizio finale, schiere angeliche vi accoglieranno suonando trombe E voi ci credete? State attenti quando vi parlano di trombe soltanto, perch la tromba non associata alla luce e alla gioia. Se vi avessero detto violini e mandolini, allora ci avreste potuto fare un pensiero. Ma gli angeli non sanno suonare n gli uni n gli altri, i secondi sopratutto, che occorre imparare a farlo stando in mezzo ai vicoli scuri delle vostre citt. Gli angeli sanno solo ascoltare, ma devono essere altri a interpretare la musica.

Cosa accadr, allora? Intendo dopo la morteve ne andrete lass e non troverete nessuno ad accogliervi, tutti impegnati a intessere le sue lodi, a glorificarlo di continuo. Al massimo potrete fare come S. Pietro che, dopo averlo tradito, se ne stava l in disparte, e la sola vostra consolazione sar quella di aver evitato lInferno, e me che lo abito. Ma siete sicuri? Siete sicuri di meritare il Paradiso? E di non annoiarvi pure li? Cosa c di peggio del tedio che uccide i giorni?

E poi: chi pensate che sia il vero Dio? Quello del Cielo o quello degli Inferi? Se ci pensate bene avete tanti Dei in Terra, tanti che li confondete e spesso finite per armarli luno contro laltro. Ma negli Inferi vi sono soltanto io. Nessuno che mi possa fare concorrenza. Potrei lasciare vuoto il mio trono per giorni, anni secoli e, quando vi tornerei, sarei sicuro di trovarlo sempre libero. Come?... Voi dite che perch nessuno ambisce a quel trono? No: nessuno se ne sente allaltezza, perch quel trono mio soltanto, e nessuno potr mai spodestarmi. Lunico che, forse, potrebbe, Dio stesso, ma ve lo immaginate voi, Dio, che abbandona il suo trono per sedersi su quello dellInferno? No, datemi retta, se qualcosa vi spaventa, se vi sentite in pericolo, solo a me che potete affidarvi. Del resto, non fui io a ritagliarvi quella vita cos travagliata! Io non vi ho mai voluto male, siete stati voi invece che non mi avete quasi mai capito. Chi credete che vi abbia dato la morte? Forse io? E le malattie e i dolori? No, io vengo dopo. Dopo che avete gi sofferto in terra, dopo che avete perso i figli e le madri, dopo che vi siete sfiniti di fatiche. Linferno lo avete gi in Terra! E nonostante tutto, se pure possiate godere delle ricchezze e degli onori per cos breve tempo, siete cos attaccati ai vostri beni e al desiderio di volere anche quelli altrui, che se la vostra prospettiva fosse eterna, come vi comportereste? Non conoscereste pi n padre n madre, n figli avreste solo voi stessi sulla Terrae i vostri beni. Hei, lei, stia attento! Le stanno per rubare il portafoglio! Scherzavo. Anche i diavoli scherzano, sapete? Perch in fondo tutta la vita uno scherzo, un gioco assurdo che gode poche speranze di luce.

Anche quelli che mi adorano lo fanno per fini personali, cercano in me la ricchezza, le mille miniere doro che potranno renderli felici per un po di tempo, ma il tempo pi vasto di una manciata doro, e anche sbattendo in faccia alla morte un po di quella polvere non la confonderete, al momento giusto si ricorder di voi. Altri cercano in me la lussuria, e ingannano se stessi e i semplici confondendosi nel mio nome, ma non possono ingannare me, mi ricorder di loro quando scenderanno agli Inferi.

Qualcuno di voi per mi ha cercato con cuore puro, proprio per donare ristoro agli affanni della vita. Uno di essi poi ora non ne ricordo il nome mi chiedeva solo piet, mentre mostrava di intendere la mia vera natura che insegue la strada del Paradiso, e accoglie parimenti chi da quello, come un tempo accadde a lui, ne cacciato. Chi mai sarebbe pronto ad accogliere tutti gli uomini? Io non discrimino, anzi: includo e a tutti apro le braccia. Lo so, rischio. Rischio che i buoni contagino i cattivi e snaturino la natura propria di questo luogo, ma rischio anche che i malvagi sabotino lordine dei gironi e magari perch no? cerchino di sostituirsi a me, impugnando loro lo scettro.

Che ci posso fare: la mia natura magnanima e poi amo provare formule nuove. Nel rischio e nella novit sta lebbrezza della vita. I morti non rischiano. Non possono farlo perch hanno gi consumato tutte le loro possibilit.

Ma torniamo a noi: credete che a me possa piacere un inferno di fuoco e fiamme? Che non avrei avuto nulla di meglio da fare che torturare i dannati per leternit?

Eternitche grossa parola, scommetto che neppure riuscite a concepire una dimensione siffatta, eppure ne avete sempre abusato, come fosse un gingillo da portare quotidianamente in giro per il mondo. Eternit: voi lagognate, io la dispero. Per voi lestasi, per me il martirio. Non pensate che avrei preferito restare in Cielo insieme agli altri angeli, anzich sprofondare in terra tra puzzo e sterco? Sapevo benissimo che la partita con Dio lavrei persa. E allora, perch mi sarei messo in gioco in quel modo? Il bene ha sempre necessit del male per trionfare, in Cielo come in Terra, altrimenti su cosa potrebbe issare il proprio vessillo vittorioso? Ha bisogno di vanagloria e desiderio di potenza, come ha avuto bisogno di un tradimento per riscattarvi.

E se invece fossi stato io a trionfare? se le mie schiere avessero travolto quelle di Michele? O, semplicemente, se anche Michele avesse scelto, come me, la rivolta? Se nessuno fosse rimasto con Dio? E invece Michele fu fedele al suo padrone, lui, tutto sorrisi e ipocrita servilismo. Come sarebbe stato il mondo? Certo diverso da quello a cui siete abituati. Molto peggio? Pu essere peggio di cos? S, pu, ma potrebbe anche facilmente essere migliore.

Voi direte che invidia e superbia sono attributi tipici delle creature mortali, e che anche il desiderio di creare un regno mio, indipendente da quello di Dio, ricorda molto la storia dei vostri regni e nazioni, ne segue le leggi e le logiche. Certo! Perch mai ci che vale in Terra non dovrebbe valere in Cielo? In fondo il Cielo soltanto lo specchio della Terra, entrambi ubbidiscono alle stesse logiche, che li permeano e governano. Per voi ancora un mistero come possa un essere perfetto come me mettersi contro e disubbidire a Dio, ma avete mai pensato: e se fosse stato Dio a disubbidire a se stesso? Non dico in tutto, ma in parte soltanto. Se Cristo, ad esempio, avesse ceduto quando nellorto degli ulivi sudava sangue e soffriva cos atrocemente, tanto da rivolgersi, sullorlo ormai del precipizio, al suo Dio affinch lo liberasse da tale passione, dal cedere ad essa, che ne sarebbe stato del mondo? E di voi tutti? Ma, soprattutto, che ne sarebbe stato di Dio?

Voi credete che mi ribellai perch, ancora appena creato, non ero giunto a godere subito della beatitudine, consistente nella visione di Dio, quella stessa cui voi agognate. Non fu per quello, anzi: fu la noia assoluta di quella visione, il conformismo della vita di lass a indurci alla rivolta. Pi che rivolta io per parlerei di abbandono, un esilio da noi scelto per scoprire altre strade, per incamminarci in altre realt, anzich restare eternamente prigionieri di quella sola dimensione, anzich aprire i nostri occhi sempre su quello stesso paesaggio. Ci and male, ma siamo pazienti, e siamo certi che prima o poi unaltra rivolta scuoter il Cielo e allora anche Michele, quel giorno, busser umilmente alla porta dellInferno per cercarvi asilo.

Ditemi: perch pensate che Dio, venendo in Terra e sacrificando se stesso, labbia fatto solo per voi uomini e non anche per noi? Perch cancellare il peccato dAdamo e non il nostro? Cosa aveva di pi tremendo e inemendabile la nostra rivolta rispetto al disubbidire del vostro capostipite? Perch non poteva avere ragione Origene, a predire anche per noi un giorno di riconciliazione e salvezza?

E invece sono finito quaggi, mi stato assegnato un luogo lugubre e tetro come dimora, ma non ero solo. Altri angeli ribelli sono arrivati qui insieme a me. E subito dopo siete arrivati voi, a frotte. Tutta la zavorra del mondo, e ho dovuto iniziare ad esaminare la vostra anima. Che sorprese, sapeste! Che storie!...

Eravate una umanit lacera e disperata, a mucchi vi sbarcava Caronte dal suo vascello e voi eravate folle di migranti senza pi nulla, se non il vostro terrore di varcare il limite di quella Terra. Arrivavate qui con un papiro sotto il braccio, e sul papiro linterminabile elenco dei vostri peccati. Era, un papiro bello e infiocchettato, il lavoro degli angeli che, prima di smistarvi, necessitava sapere tutto su di voi, tutti i vizi della vostra anima, tutte le brutture del vostro cuore. Era un lavoro accurato, non c che dire, anche se non ricercava le cause dei peccati, li registrava solamente.

Ed io, sulla base di quelle confessioni avrei dovuto gettarvi nei vari gironi Avrei ma non lo feci. Perch non lo feci, mi chiederete? Ma perch avrei dovuto farlo? Se ero stato un ribelle in Cielo tanto pi avrei dovuto esserlo negli Inferi, in fondo era quello il mio Regno, e quindi io solo avevo facolt di gestirlo come meglio avrei voluto.

Le schiere angeliche devono obbedire a un ordine assoluto, che non ammette repliche e giunge dallalto. Ma io ero nato curioso di conoscenza e di verit (un po come voi nellEden), e quella fu la mia rovina...o la mia estasi Ora vago escluso dai cori angelici e dai riti sacri ai serafini.

Pernon vi vedo spaventati. Siete forse tutti seguaci di Epicuro? E tu osi addirittura ridere? Ma dovreste piangere, invece! Tutti voi dovreste piangere, perch non vi nulla da ridere nelle ombre dellInferno, qui si gioca tutto il senso del vivere, qui lo specchio della vita sulla Terra!

Voi sareste i buoni, vero? Questa rappresentazione si svolge in Terra o gi in Paradiso? Neppure io lo so. I buoni. O almeno credete di esserlo, o fate di tutto per fingere di esserlo. Voi buoni credevate di potervi assidere su uno scranno beato a deridere i dannati, osservandoli dalle logge del Paradiso come dagli spalti di unarena si godeva del dolore dei gladiatori siete gli stessi di sempre. Se una legge non lo vieta voi subito lo fate! Ma questa volta vi sbagliate. Io ho reso lInferno simile al Paradiso forse migliore, per farvi crescere il seme dellinvidia dentro al cuore, per farvi azzuffare lun laltro nella speranza di meritare il mio Inferno. Certo non tutti possono entrare quaggi, quelli perseguitati dalla sorte, affamati dai signori benedicenti, gettati negli inferni delle guerre e l diventati aspri come i cespugli di spine, tutti quelli hanno le porte aperte. I veri malvagi, quelli che senza ragione godevano del dolore altrui, sono condotti nel Tartaro profondo e l abbandonati a se stessi, senza pene n onori, nel vuoto assoluto del nulla che ne consuma gli spiriti. Ma voi, meritate davvero la sorte affidatavi? Se potessi lo chiederei agli angeli, ma siamo due famiglie lontane, senza possibilit di comunicare tra noi. La guerra combattuta un tempo non ha ancora spento i suoi echi.

Centoquarantaquattromila erano i supplizi che avrei dovuto infliggere alle anime dei peccatori, tutti elencati, e per tutti i luoghi e gli attrezzi necessari. Io li ho trasformati in duecentottantottomila agi e delizie, tanto che dieci paradisi non ne conterrebbero altrettanti. E non perch io sia buono, io sono malvagio, come malvagi in genere sono gli angeli decaduti, solo che tengo alla mia fama, senza di lei non potrei stare, ma a tutto vi un limite, e poi qual gioia per me maggiore di disubbidire ancora e capovolgere i disegni divini e confondere i libri dei morti, le credenze antiche e i medioevali incubi e paure?

E poi, si, lo ammetto: le paghe nellInferno erano basse, quasi come quelle che voi riservate a chi di terra in terra costretto a transumanza umana, e i diavoli avevano scoperto anche qui la lotta di classe e i diritti sindacali, si ribellavano agli estenuanti turni, per la produzione che doveva sempre aumentare al crescer del numero dei dannati. Il PIL, anche qui era arrivato, imposto dallalto, a rovinarci la vita! Gli scioperi continui mettevano a rischio il perpetuo divampar dei fuochi che, a volta, solo tenui fiammelle restavano a bruciare. Trasformando tutto in un paradiso non occorrevano pi legna ne carbone, e a tagliar legna e a scavar carbone era vietato, per principio, usare i dannati. Tutto divenne un bel prato fiorito, e a quel prato ricolmo di frutti bastava una nuvola in cielo e la sua pioggia, e entrambe pensava il vento a portarle.

Le anime dannate da sole si preparavano labbondante cibo, e noi diavoli eravamo liberi di oziare o dedicarci al bello nascosto nelle cose. Quello che vedete dietro di me era lInferno che trovai, anzi, il Flegetonte fiammeggiante che lo cingeva attorno, questo quello che ora diventato.

Sparisce limmagine delle fiamme e compare quella di una campagna bucolica con prati pieni di fiori e nel cielo un sole ridente.

Come?

Satana si porge la mano allorecchio e finge di ascoltare una voce non chiara.

Vi ricorda lEden perduto? Credete a me, assai meglio, che io non vi rinfaccer nessun furto di una propriet comune, non sar geloso di nessun segreto!

Voi uomini poi siete soliti sostituirvi ai disegni divini e, dotati di immense fortune, vi immaginate diverso lInferno a secondo del ceto sociale cui appartenete e delle ricchezze che portate in tasca. E io come potrei apparecchiare tutti e mille, e ancor pi gli inferni che vi sognate? Ma non vi accorgete che, come non fosse bastato il naturale terrore per gli eventi naturali, per i fulmini che scendono dal cielo a bruciarvi gli occhi, per le onde immense che vi sommergono nei villaggi in riva al mare, per le bocche di fuoco che inondano di pietre ardenti la terra e tutto bruciano nel loro passare, per gli innumere malanni del corpo e della mente, sino a quello della morte che tutti accoglie, vi siete sforzati per aggiungere a quelli reali anche quelli frutto della vostra fantasia, che poi qualcuno ha usato e coltivato per spaventarvi ancora e rendervi succubi al loro volere e agli interessi ancora.

E devo essere io a dirvelo? Non avete occhi per vedere e orecchie per sentire? Io che avrei tutto linteresse a mantenermi il Regno e saldo il mio scettro di comando, che anche in me un po di vanagloria, superbia e ambizione ancora resta di tanta che ne ebbi un giorno, e che forse per questo e per dove essa mi port e mi perse, ora dovrei rifuggirle come la peste gli uomini o la scabbia gli armenti o la luce le tenebre. Io che potrei regnare e invece mi accontento di cogliere i quotidiani frutti della terra e dellanima mia (perch, lo sapete, vero, che anchio ho unanima?), che sul senso del tutto medita e non ne viene a capo. Io che ora vorrei scendere tra voi, ma non mi vorreste in mezzo o, adesso che ho svelato il mio animo buono, vi trasmetto solo meraviglia?

A questo punto satana deve invitare il pubblico a dire: SI!

Allora siamo tutti fratelli!?

Deve incitare il pubblico a dire: SI.

Fratelli, e non mi suona strano cos appellarvi, cos come non sembrato strano a qualcuno di voi fare altrettanto nei miei confronti: vedete questo ponte? E quello che la tradizione ha spesso tramandato al mondo. Noto a quei popoli non cristiani che conoscevano gi lInferno. Oltre esso stanno gli Inferi enon crediate, anche in questo luogo, che pure voi pensate cos lontano dal regno delle tenebre, esse esistono. Perch le tenebre sono ovunque Come la luce. Chi oltrepassa quel ponte, vivo o morto che sia, e mi si avvicina, parimenti simmerge nellInferno, che ove sono io anche sono gli Inferi, e ove sono gli Inferi anchio mi muovo. Non abbiate paura di una pena che vi esclude dalla visione di Dio, perch Dio presente ovunque nel mondo, nei cieli, e poich Dio ovunque, lo potrete incontrare in tutte le creature come in tutte le pieghe della Terra, in tutti i riflessi del cielo, nelle sue notti stellate come nel luminoso abbraccio della Luna.

Scender ora tra voi ma ricordate: questo non un punto di arrivo, piuttosto di partenza. Ricordatevi che avrete anche me dalla vostra parte, ogni volta che, come umanit vi troverete in pericolo e in travaglio, sempre che anche a me vogliate rivolgervi. Io infatti non entrer dentro le vostre vicende, se non mi sar espressamente richiesto.

Ora, insieme, dobbiamo concludere lopera che credo abbiamo tutti compreso: far si che anche gli angeli si liberino della loro superbia inorgoglita, allietata e nutrita dalla vicinanza di Dio e si riconcilino con tutti noi. Se questo riuscito a noi, non sar, credo, difficile anche a loro, se troveremo le giuste parole per allietare e convincerne il cuore. Cos poi si avverer anche ci che Origene pensava dovesse accadere alla fine del mondo. E saremo tutti salvi!

Satana scende in platea, oltrepassando il ponte dellinferno. (spero, tra gli applausi del pubblico.

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