Difensore d’ufficio

Stampa questo copione

 


Commedia in due quadri

di John MORTIMER

Traduzione di Gigi Lunari

da IL DRAMMA n. 267 – Dicembre 1958

LE PERSONE

MORGENHALL

FOWLE


QUADRO PRIMO

Una cella. Le pareti sono grigie ed in alto scom­paiono nell'ombra, cosi che il soffitto della cella non si vede, e si può anche pensare che dall'alto sia possibile fuggire. La porta è a destra. Sul fondo, in alto, si apre una finestra chiusa da sbarre, attraverso la quale il cielo appare molto blu. Sotto la finestra vi è uno sgabello. Contro il muro a sinistra vi è un banco, ed adiacente al banco vi è una mensola con un bacile, un asciugamano ed una Bibbia. Un carcerato, un ometto piccolo e grasso, è in piedi sullo sgabello; tiene le mani in tasca e si allunga sulla punta dei piedi. I suoi occhi fissano il cielo. Un rumore di catenacci. La porta si apre e Morgenhall entra. È un anziano avvocato, in toga e tocco, ed ha l'aspetto di un avvoltoio polveroso. Parla con un questurino, rivol­gendosi verso l'esterno.

Morgenhall(ad un questurino, che non si vede)  È qui che... che tenete il signor Fowle? Bene, eccellente. Allora sia gentile e ci lasci soli. Le dispiace chiudere la porta? Queste vecchie costru­zioni sono piene di correnti!

(La porta si chiude. Rumore di catenacci)

Signor Fowle... Dov'è, signor Fowle? Non sarà scappato, mi auguro. Dio del cielo! Venga giù, venga giù, signor Fowle.

(Gli si precipita addosso, e lo obbliga a scendere, ti­randolo giù concitatamente. Fowle è disorientato)

Le ho fatto male? (Fowle: un suono negativo) Avevo avuto paura. Un uomo nella sua disgra­ziata condizione... Un passo disperato. E io non posso permettermi di perderla... No, non stia in piedi. Vedo che è un po' difficile, senza bretelle, e senza cintura. E niente cravatta, niente lacci alle scarpe. Sono contento che si prendano cura di lei. Deve scusarmi se l'ho spaventata un pochino, si­gnor Fowle. Il fatto è che quando l'ho vista lassù, vicino a quella finestra...

Fowle           (una voce roca e triste)  La foresta di Epping.

Morgenhall             Come ha detto?

Fowle          Credo che si possa vedere la foresta di Epping.

Morgenhall             Senza dubbio, amico mio. Ma per­ché dovrebbe aver voglia di vederla?

Fowle          Nostalgia di casa.

Morgenhall             Molto bene.

Fowle          Ho pensato che avrei potuto vedere un po' di verde. Tra i camini e quel capannone...

(Fowle fa per arrampicarsi ancora. Altra breve bat­taglia).

Morgenhall  No, scenda. Non è prudente starsene là in cima, a cercar di guardar fuori. C'è corrente. C'è un vento freddo. Traditore.

Fowle          Traditore?

Morgenhall             Ho paura di sì. Non si può mai sapere che cosa può fare un brutto vento come questo. Ti prende per la gola, si comincia con un raffreddore, poi con un tossicchiare secco di petto... Non voglio che le capiti niente di tutto questo, prima di...

Fowle          Prima di che cosa?

Morgenhall             È meglio che stia tranquillo, e che si sieda quaggiù al caldo. Si sieda qui, e lasci che mi presenti.

Fowle          Sono stanco.

Morgenhall             Mi chiamo Wilfred Morgenhall.

Fowle          Wilfred?

Morgenhall             Morgenhall. L'avvocato.

Fowle          L'avvocato?

Morgenhall             Precisamente.

Fowle          Mi dispiace.

Morgenhall             Perché?

Fowle          Un avvocato. È molto grave.

Morgenhall             Non saprei. Perché è molto grave?

Fowle          Quando un signore della sua condi­zione fa un passo falso... Brutta caduta.

Morgenhall             Come sarebbe a dire?

Fowle          È diverso per un povero diavolo come me. Io sono solo un bottegaio: avevo un negozietto di sementi.

Morgenhall             Sementi? Mio povero amico, non dobbiamo lasciare che le presenti sfortunate circo­stanze ci confondano le idee. Dobbiamo rimanere molto calmi, molto lucidi. Dobbiamo prendere delle importanti decisioni. E adesso mi faccia un piacere, signor Fowle: basta negozietti di sementi.

Fowle          Miglio, naturalmente. La gente del mio quartiere tiene degli uccelli, di solito. Canarini e pappagalli. I pappagalli parlano. E dalle mie parti c'è molta gente che vive da sola. Li tengono perché parlano.

Morgenhall             Signor Fowle, io sono un av­vocato.

Fowle          Tragico.

Morgenhall             Io conosco la legge.

Fowle          L'ha preso in trappola.

Morgenhall             Io sono qui per aiutarla.

Fowle          Ci aiuteremo l'un l'altro. (Pausa).

Morgenhall              (ride incontrollabilmente)  Capi­sco. Signor Fowle. Adesso capisco che cosa l'ha tratta in inganno. Crede che anch'io sia nei pa­sticci. E allora ho una buona notizia per lei: io sono libero. Proprio così. Posso andarmene da qui quando voglio.

Fowle          Può andarsene?

Morgenhall             Quelli della polizia sono amici miei.

Fowle          Amici suoi?

Morgenhall             E non mi sono mai sentito meglio in vita mia. Ecco fatto: si sente più tranquillo, adesso,  non è vero?  Io non mi  trovo in  nessun pasticcio.

Fowle          Tutti bene in famiglia?

Morgenhall             Mai stato sposato.

Fowle          A posto con l'affitto?

Morgenhall Una o due settimane da saldare, forse. Momentanea stasi negli affari. Ma questo caso metterà fine a tutto.

Fowle          Quale caso?

Morgenhall Il suo.

Fowle          Il mio?

Morgenhall              Il suo caso.

Fowle          Oh, quello... non è niente d'importante.

Morgenhall No?

Fowle          Non me ne importa più che tanto. Non così come stanno le cose, almeno.

Morgenhall             Signor Fowle. Come può parlare così?

Fowle          Ormai ha perso ogni sapore.

Morgenhall             Ma siamo appena agli inizi.

Fowle          Non mi par neanche che riguardi me.

Morgenhall             Ma riguarda lei, signor Fowle. Non deve dimenticarsene. Vede: è per questo che lei si trova qui...

Fowle          Non ho neanche tempo di preoccuparmene.

Morgenhall             Perché? Ha molto da fare?

Fowle          Andare in cortile, e tornare in cella... Dare un'occhiata alla foresta... C'è da fare per tutto il giorno.

Morgenhall             Mi sembra che lei abbia assunto, se posso esprimermi così, un atteggiamento di an­tipatico egoismo.

Fowle          Egoismo?

Morgenhall  Un cagnetto che si mangia il suo osso.

Fowle          Il suo?

Morgenhall             Un atteggiamento privo di entusiasmo.

Fowle           Lei parla con molta franchezza, non ho niente in contrario...

Morgenhall  Mi dispiace, Fowle. Me le ha tirate fuori di bocca lei. Ce n'è troppa di questa roba al giorno d'oggi. Troppi divertimenti belli e fatti. Biliardi gratis, assistenza sociale, televisio­ne... Non esiste più quello spirito di una volta.

Fowle          Lei lo sente, questo?

Morgenhall  Qualsiasi cosa possa aver fatto, mi sono sempre dedicato con impegno al mio la­voro. Non ho mai perso la visione, Fowle! In tutte le mie delusioni, non ho mai smarrito l'amore per il mio lavoro.

Fowle          E la posizione cui è arrivato.

Morgenhall             Per quanti anni ho dovuto studiare!  Non sono nato con la scienza infusa.

Fowle          Io non ho mai studiato...

Morgenhall             Ogni sera, un anno dietro l'al­tro, Fowle, la finestra della mia camera in collegio era illuminata  fino  alle due del mattino, lo ero là, tra i miei libri. Mi nutrivo soprattutto di aringhe...

Fowle          Anni di magra.

Morgenhall  E di tè nero. Niente biscotti for­niti dallo stato, a quei tempi, Fowle. Niente ta­bacco municipale. Solo lavoro...

Fowle          Quasi tutto lavoro di  testa, vero? Lo immagino, io, naturalmente.

Morgenhall             Vuol sentire qualcosa in latino?

Fowle          Se ha tempo.

Morgenhall             Actus non sit reus nisi mens sit rea. Filius nullius. In flagrante delicto. Capito?

Fowle          Io non sono uno studioso.

Morgenhall             Certo che no. Ma io dovevo esserlo. Dovevamo esserlo tutti, ai miei tempi. Poi si arrivava agli esami. Matricole, Fagioli, Anziani. Laureandi, per settimane e settimane, componenti della squadra di canottaggio che svenivano, studenti indiani che vomitavano dalla paura, senza neanche poter uscire un momento a dare un'occhiata ai libri, senza neanche riuscire a vedere che cosa il tuo compagno di banco ha scritto sul pol­sino di celluloide...

Fowle          Che cosa non se ne sentono!

Morgenhall             Poi settimane, mesi di attesa.  I nervi messi alla tortura. Su, nella zona dei laghi. Lunghe camminate in montagna, giocare a dama, dimenticandosi di mangiare le pedine dell'avversario. E poi arrivava la fatale lettera.

Fowle          Che cosa diceva?  

Morgenhall  L'esame ha soddisfatto gli esaminatori.

Fowle          Finalmente!

Morgenhall             Non si rallegri troppo in fretta. Naturalmente, sentivo d'aver fatto un importante passo avanti; mi sono comprato un cappotto con pelliccia, mi sono dato la Bibbia in testa dalla gioia. « Dottore in legge » suonava bene ai miei orecchi. Ho pensato anche a festeggiare l'avveni­mento: ho invitato pochi eletti spiriti affini, per un bicchiere di birra leggera. Ho detto all'unica donna della mia vita che in cinque anni, forse...

Fowle          Sarebbe arrivato.

Morgenhall  Questo è quello che pensavo quando hanno messo la targhetta col mio nome sulla porta del mio studio, a Londra. Mi misi là. ad aspettare che mi mandassero il mio primo incartamento per un vero processo. Mentre aspet­tavo, cominciai a fare le parole incrociate. Cinque anni dopo, Fowle, che cosa stavo facendo?

Fowle          Un processino per alto tradimento?

Morgenhall              Ancora le parole incrociate, Fowle.

Fowle          Ma sarà stato più bravo.

Morgenhall  Non molto. No, non molto. Col passar degli anni, certe volte non si capiscono più neanche le definizioni.

Fowle          E così, tutto quello studiare?

Morgenhall             Tempo perso.

Fowle          E quella signorina?

Morgenhall  Guidava un'ambulanza durante la guerra quattordici-diciotto. Una scheggia di shrapnel se la portò via. Non val la pena di parlarne.

Fowle          Tragico.

Morgenhall             Che cosa?

Fowle          Tragico che mia moglie non sia mai stata richiamata.

Morgenhall             Non deve parlare così. Fowle. La sua povera moglie.

Fowle          Non parliamo di me.

MorgenhallMa dobbiamo parlare di lei, Fowle.  È per questo che io sono qui.

Fowle          Per che cosa?

Morgenhall             Per difenderla.

Fowle          Impossibile.

Morgenhall             E perché?

Fowle          Perché io so chi ha ucciso mia moglie.

Morgenhall             Chi?

Fowle          Io. (Pausa).

Morgenhall(prima di parlare ha accuratamente pensato)  Signor Fowle, io nutro tutto il ri­spetto di questo mondo per le sue opinioni, ma bisogna che guardiamo le cose bene in faccia. Lei è un uomo che ha ricevuto un'educazione molto limitata...

Fowle          Verissimo.

Morgenhall             Basta darle un'occhiata. Quei cu­riosi lobi delle orecchie, l'attaccatura dei capelli, quegli strani sopraccigli uniti nel mezzo... Si vede subito che lei dev'essere una persona di intelli­genza molto ridotta.

Fowle          Francamente, sono d'accordo.

Morgenhall             Lei crede d'aver ammazzato sua moglie.

Fowle          A me sembrerebbe di sì.

Morgenhall  Signor Fowle, cerchi di guar­darsi con obbiettività. In fatto di sementi lei sarà senza dubbio infallibile, ma in un punto vitale come questo non può darsi che lei si sbagli... Non risponda!

Fowle          Perché no, signore?

Morgenhall  Prima di rispondere,  prima di gettare la bomba, pensi un po' a chi rimarrà ferito. Dovrà soffrirne un innocente?

Fowle           Io voglio esser sincero: voglio essere onesto.

Morgenhall  Ma lei è un criminale, signor Fowle. Ormai lei è uscito dallo stretto sentiero dell'onestà. È libero di esser gentile, ora; di essere umano, di fare del bene.

Fowle          Ma quello che io ho fatto a mia moglie...

Morgenhall  Essa non esiste più, non ha più niente a che fare con lei, Fowle. Ora lei ha as­sunto dei nuovi rapporti. Lei ha preso su me.

Fowle          Preso su?

 MorgenhallScelto.

Fowle          Ma io non conoscevo...

Morgenhall  No, signor Fowle. E questo so­prattutto è bello. Lei non mi conosceva. Lei  è venuto a me come conseguenza di un sistema in­ventato, non diversamente dal totocalcio, per porre riparo alle troppe disuguaglianze di un mondo in cui il successo bisogna meritarselo. Lei, signor Fowle, è la mia prima difesa d'ufficio.

Fowle          La sua prima difesa?...

Morgenhall             D'ufficio.

Fowle          Potrebbe spiegarmi cosa vuol dire?

Morgenhall  Certo. Esistono degli accusati che non hanno né soldi né amici. Fortunatamente, lei è uno di quelli. Essi hanno diritto a scegliersi come difensore qualsiasi avvocato sieda nell'aula del tri­bunale.  L'avvocato, giovane o vecchio che sia, si assume la difesa e viene ricompensato secondo una modesta tariffa. Gli avvocati pieni di lavoro, gli avvocati ricchi, che hanno altri interessi, se ne stanno alla larga dal tribunale, quando si scel­gono i difensori d'ufficio. Ma quelli come me, che non hanno molto da fare, ci vanno. Io sono anni che ci vado. Vede: anche se si avrebbe voglia di avere quella causa, l'etichetta non consente di far segni all'imputato, di fischiare, o di cercare d'atti­rarne l'attenzione sventolando una banderuola.

Fowle          Non sapevo.

Morgenhall  Però ci si può sempre scegliere il posto migliore, quello che a ogni prigioniero verrà più spontaneo indicare. È il posto proprio sotto la finestra, e per dieci anni il mio vecchio amico Tuppy Morgan, ogni giorno, alle dieci di mattina, se lo accaparrava. Si sedeva là, leggendo dazio o scrivendo alle sue innumerevoli zie, e quasi ogni anno un imputato sceglieva lui. Oh, signor Fowle, Tuppy era incollato a quel posto. Ma questa mattina, forse un raffreddore, forse la morte, qualcosa lo ha trattenuto in casa. Così io ho preso il suo posto. E lei mi ha individuato su­bito, naturalmente.

Fowle          Individuato?

Morgenhall             I miei occhiali ben puliti. Il mio dotto profilo disegnato contro la grande finestra.

Fowle          Neanche accorto.

Morgenhall             Ma quando le hanno chiesto di scegliersi un difensore?...

Fowle          Ho chiuso gli occhi e ho fatto un segno. Sceglievo i cavalli, così; e le squadre di calcio. Mai fruttato niente, comunque, per quel ch'io ne sappia.

Morgenhall             E così neanche lei, signor Fowle, ha scelto me.

Fowle          Per niente.

Morgenhall             Tutto va a caso nella legge!

Fowle          Pare anche a me.

Morgenhall             Anni di preparazione, per poi es­ser preso su come una schedina del totocalcio.

Fowle          Non se la prenda troppo, signore.

Morgenhall             Naturalmente, lei è stato ben fortunato.

Fowle          Una volta tanto. Quando giocavamo a tombola, a Natale, io non vincevo mai. E anche alle lotterie prendevo sempre il numero sbagliato. Adesso mi dispiace di averglielo detto.

Morgenhall  Non importa. Devo confessare che ci sono rimasto male per un po', Fowle. Sa­rebbe stato più gentile tenermi nell'ignoranza. Ma ormai è fatta. Mettiamoci al lavoro. E... Fowle...

Fowle          Sì, signore?

Morgenhall             Si ricordi di aver a che fare con un suo simile. Un uomo non più giovane. Si ri­cordi delle speranze che io ho riposto su di lei, e cerchi...

Fowle          Che cosa?

Morgenhall             ... e cerchi di risparmiarmi altri dolori.

Fowle          Certo, signore. Senz'altro.

Morgenhall  Dunque. Cerchiamo di metter ordine nelle idee.

Fowle          Fuori tutto.

Morgenhall             Esattamente. Dunque, sua moglie.

Fowle          Doris?

Morgenhall             Doris. Una donna aspra, antipatica...

Fowle          Era sempre allegra. Andava matta per le barzellette.

Morgenhall             Oh, Fowle. Stia attento per piacere.

Fowle          Sì, signore. Ma se lei avesse conosciuto Doris... Rideva più forte di quanto lavorasse. « Dio sia lodato - diceva - per il mio vecchio sense of humour britannico ».

Morgenhall             Che sorta di barzellette le pia­cevano, Fowle?

Fowle          Tutte.  Disegni sui giornali, vignette, scherzi alla radio... Le vignette su  Babbo Natale le conservava da un Natale all'altro, e qualche volta se le guardava in agosto.

Morgenhall  E lei partecipava?

Fowle          Non in quella misura. Qualche volta non riuscivo neanche a capire che cosa ci  fosse da ridere.

Morgenhall             E allora litigavate?

Fowle          « Non far quella faccia; speriamo che non succeda ». Me lo diceva ogni sera quando tor­navo a casa. « Dove l'hai presa quell'espressione da carestia? ».

Morgenhall  Adesso lo vedo anch'io. C'è qual­cosa nella sua espressione che ricorda un pomerig­gio domenicale.

Fowle          Io stavo benissimo. Ma lei mi era sem­pre addosso: « Il gatto t'ha mangiata la lingua?»: « Dov'è il funerale? »; « Suonaci qualcosa con quel­la tua faccia da violino. Per fortuna che ce n'è almeno uno, tra noi, che sa vedere il lato comico delle cose ». E poi dovevamo andare a tavola con la radio accesa, perché lei potesse sentire quello che dicevano.

Morgenhall             Lei non è un appassionato della radio?                      

Fowle          Non potevo mica ridere sempre. E lei si piegava sulla tavola ansimando come se avesse i polmoni pieni d'acqua. « Ridi - mi gridava - ridi, accidenti a te. Che cos'hai da far quella faccia? ». E poi si rovesciava sulla sedia, tutta congestionata dal ridere come se stesse per asfissiare.

Morgenhall  Rendeva i pasti difficili?

Fowle          Indigeribili. Io avrei voluto ridere, ma quelle barzellette non mi facevano nessun effetto.

Morgenhall             E a lei?

Fowle          Qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa fosse un po' comica.

Morgenhall             I giochi di parole?

Fowle          Qualsiasi gioco. Io avevo una piccola uccelliera in  fondo al giardino.  E siccome lei ri­deva sempre di più, così io passavo sempre più tempo con i miei uccelli. Avevo dei piccoli pappa­galli, con dei cerchi attorno agli occhi, e questo dava loro uno sguardo triste e stanco.

Morgenhall             Se li sentiva amici?

Fowle          Erano riposanti. Finché uno di loro non mi ha rivolto la parola.

Morgenhall             Rivolto la parola! Che cos'ha detto?

Fowle          « Non far quella faccia; speriamo che non succeda ».

Morgenhall             Il pappagallo ha detto così?

Fowle          Glielo aveva insegnato lei, mentre io ero via a lavorare. Non è che l'avesse fatto per farmi arrabbiare.

Morgenhall             Non è stato bello da parte sua. certo. Approfittare dei suoi pappagalli in questo modo.

Fowle          Ma non è stato il pappagallo la causa di tutto. È stato Bateson, il  nostro pensionante.

Morgenhall             Un altro uomo?

Fowle          Precisamente.

Morgenhall             Adesso capisco. Un delitto pas­sionale. Una moglie infedele. In flagrante... Na­turalmente lei non sa che cosa vuol dire. Ridur­remo tutto ad omicidio preterintenzionale in quat­tro e quattr'otto. Un marito ingannato, e non ci sarà più un ciglio asciutto in tutto il banco della giuria. Lei è entrato in casa e li ha sorpresi insieme.

Fowle          Sempre insieme a ridere.

Morgenhall             Roba da impazzire.

Fowle          Lui sapeva ancora più barzellette di lei.

Morgenhall             Portargliela via davanti ai suoi occhi!

Fowle          Questo è quello che io avevo pensato. Lui era un uomo grande e grosso. Ex poliziotto. Dicevano che fosse l'anima del suo mandamento. L'avevo scelto proprio per lei. Ho messo un av­viso nella vetrina del pasticcere : « Si cerca pen­sionante, di tipo allegro ».

Morgenhall             Non era un po' rischioso?

Fowle          Un po' rischioso, forse. Ma è andato tutto bene. Due giorni dopo che era con noi ha messo un sacchetto di farina in cima alla porta della cucina, in modo che quando Doris entrava le si rovesciava addosso. Poi lei gli ha cucito le gambe del pigiama. Hanno dovuto sostenersi l'un l'altro per non andare in terra dal gran ridere. « Guarda quell'infelice » diceva « non riesce mai a vedere il lato comico di niente ».

Morgenhall             Doveva essere molto irritante per lei.

Fowle          A me sembrava che andasse tutto be­nissimo. Io potevo stare più a lungo con i miei uccelli. Tornavo a casa tardi, e stavo bene attento a fare scricchiolare la ghiaia davanti alla porta d'in­gresso. Andavo a letto presto e li lasciavo col Se­condo Programma. Alla domenica mattina davo da mangiare ai miei  pappagalli, e  suggerivo a  Bateson di portarle la colazione a letto. « Il riso -ho letto una volta nel suo oroscopo - conduce all'amore anche quelli nati sotto il segno della Vergine ».

Morgenhall             Lei si è fidato di loro, ed essi l'hanno ingannato.

Fowle          Mi hanno ingannato, eccome! E io mi fidavo di loro. Specialmente da quando l'ho trovato in ginocchio davanti a lei, mentre stavano guar­dando una vignetta trovata in una scatola di detersivo.

Morgenhall  Signor Fowle, le confesso che non mi riesce di afferrare con precisione la portata delle prove che lei possiede. La mia paura è che... che il suo pensiero possa risultare un tantino un po' troppo involuto per la mentalità del giudice, molto attaccato alla lettera. È il vecchio Tommy Banter: giocava a rugby nel '98. Non è mai riuscito ad elevarsi fino agli scacchi, ed il suo stile nel giocare a dama aveva caratteristiche brutali, prive di intelligenza.

Fowle          Appena l'ho visto in ginocchio davanti a lei, ho pensato che si sarebbe deciso. Ho pensato che avrei avuto un po' di pace, finalmente, nella mia casetta. La radio se ne sarebbe stata zitta. Tutto quel ridere sarebbe finito. Nessun rumore più, all'infuori del cinguettio in fondo al giardino, e dei miei passi sul linoleum.

Morgenhall             Lei voleva...

Fowle          Ho sentito che si bisbigliavano qualcosa, e le mie speranze hanno ricominciato a salire. Quando sono tornato a casa, quel giorno, lui se ne era andato.

Morgenhall             E sua moglie...

Fowle          L'aveva buttato fuori. Perché lui co­minciava a prendersi troppa confidenza. « Questo poi no » ha detto. « Mi piace stare allegra, ma grazie a Dio sono ancora una donna onesta. No, grazie; matrimonio vuol dire sicurezza. Così sono rimasta appiccicata a te, faccia da violino. Perché non ci suoniamo qualcosa? ». L'aveva mandato via, la mia ultima speranza!

Morgenhall             E così lei...

Fowle          Mi sono accorto di aver commesso un errore.

Morgenhall             Avrebbe potuto andarsene.

Fowle          E chi avrebbe dato da mangiare agli uccelli? Era questo che mi importava, soprattutto.

Morgenhall             Così, non si tratta di un delitto passionale.

Fowle          No, se lo mette a quel modo.

Morgenhall             Signor Fowle, ho aspettato e lavorato per lei.  Adesso lei è il mio unico caso, e il più difficile.

Fowle          Mi dispiace.

Morgenhall             Uno può rompersi la testa contro un caso come il suo, ed essere ancora lontano dalla soluzione. Non capisce che dodici onesti cuori di giurati si irrigidiranno come acciaio, quando senti­ranno che lei ha ucciso sua moglie perché non ha voluto abbandonarlo?

Fowle          Se m'avesse abbandonato non ce ne sa­rebbe stato bisogno.

Morgenhall             Su questo non c'è dubbio.  Da come la vedo in questo momento, capisco che la sua personalità non può attirare simpatia.

Fowle          Ecco.

Morgenhall             Occorrerà una mossa brillante per salvarla, Fowle. Una mossa a sorpresa... Qualcosa che salti fuori come dal cilindro di un prestigia­tore... Ci sono! Qualcosa di veramente entusia­smante. Il testimone a sorpresa!

Fowle          Testimone a sorpresa?

Morgenhall             Si immagini la scena, signor Fowle. L'aula del tribunale in silenzio. La giuria è già pronta a condannarla. Il pubblico ministero già pregusta la sua vittoria. Ed improvvisamente io mi alzo, esaurito dal lungo processo, la voce ridotta ad un filo : « Signore. Se l'eccellenza vostra per­mette... ».

Fowle          Che cosa sta dicendo?

Morgenhall             Si aspetta che io improvvisi tutto questo, Fowle? Senza neanche una prova?

Fowle          No…

Morgenhall             Prenda quello sgabello e si renda utile. E si metta quell'asciugamano sulla testa, per piacere; bianca, sporca... proprio come la parrucca del giudice. Ha già preso un'aria anonima e va­gamente preoccupante.

(Morgenhall sistema Fowle sullo sgabello e gli mette l'asciugamano sulla testa)

E adesso, mio caro Fowle, si dimentichi della sua vera personalità. Lei è Sir Tommy Banter, vive con una sorella vedova in una specie di vecchio obitorio pieno di correnti, a Wimbledon Common. Digestione: cattiva. Orientamento politico: conser­vatore morale indipendente. Autore preferito: non legge. Passatempi: biliardo nell'interrato dell'obito­rio, spiare le coppiette che passeggiano davanti a casa sua, guardare i telequiz e tutti i soldi che vi si danno via. Innamorato delle condanne a morte, del­le pene corporali, e di un suo giovane fratello esper­to di ricamo. Un ometto sempre agitato, terrorizzato da un grosso cane che egli tiene con sé perché do­vrebbe dargli l'aria di un signorotto di campagna. Prestò servizio onorevolmente durante la grande guerra, condannando i soldati a lunghi periodi di carcere. Un uomo senza amici, inspiegabilmente adorato da una nipotina di tre anni.

Fowle          Io?

Morgenhall  Lui.

Fowle          Fa uno strano effetto.

Morgenhall             Ed ora, signore, chiedo all'eccel­lenza vostra il permesso di chiamare il testimone a sorpresa.

Fowle          Volentieri.

Morgenhall             Che cosa?

Fowle          Volentieri.

Morgenhall             Per l'amor di Dio, Fowle! Que­sto è come allenarsi alla corrida con un gatto. Ci troviamo di fronte ad una richiesta irregolare da parte dell'avvocato difensore; qualcosa che potrebbe far volgere il processo a favore dell'imputato, ed impedire al giudice di prendere la coincidenza alla stazione di Charing Cross. Lei ha la colazione che le pesa sullo stomaco, il cane le ha morsicato la caviglia mentre scendeva le scale. Dev'essere acce­cato dall'ira; dev'essere il ritratto della giustizia più terribile.

Fowle          No, non può chiamare il testimone a sorpresa.

Morgenhall             Così va meglio. Oh, signore. Se vostra eccellenza volesse ascoltarmi...

Fowle          Assolutamente no. Lei ha già avuto tutte le occasioni che ha creduto. Andiamo avanti.

Morgenhall  Eccellenza. Qui dobbiamo non solo fare giustizia, ma far vedere chiaramente che la facciamo. Nessuno può sapere, in questo mo­mento, che cosa dirà il mio testimone a sorpresa. Può darsi che dica che il prigioniero è colpevole fin nel profondo della sua coscienza, come vostra ec­cellenza ritiene. Ma supponiamo per un istante, signori della giuria, di trovarvi di fronte ad un in­nocente. In questo caso, gli sbarreremmo noi forse l'unica porta che può condurlo alla libertà? L'indi­gnazione della pubblica opinione non si placherà più!

Fowle           (si libera dell'asciugamano e si alza in piedi, con ira)  Oh, oh!

Morgenhall             Cos'è questa roba?  

Fowle          L'indignazione della pubblica opinione.

Morgenhall Eccellente.  Ma adesso si  rimetta l'asciugamano. È di nuovo giudice.

Fowle           (come giudice)  Silenzio! Silenzio o faccio sgomberare l'aula.  Benissimo. Chiami pure il suo testimone. Ma faccia presto.

Morgenhall  Magnifico. Molto bene. Dun­que: silenzio assoluto mentre il testimone passa attraverso due ali di folla che sembra trattenere il respiro. Vediamo il testimone a sorpresa. Via l'a­sciugamano.

Fowle           (si alza dallo sgabello, se ne allontana, si irrigidisce sull'attenti e dice)  Giuro di dire la verità...

Morgenhall  Lei ha davvero una notevole pre­disposizione per il diritto. Peccato che vi si accosti così tardi nella vita.

Fowle          Tutta la verità.

Morgenhall             Dunque: il suo nome?

Fowle           (distratto)  Herbert Fowle.

Morgenhall             No, no. Lei è il testimone.

Fowle          Martin Jones.

Morgenhall             Eccellente. Dunque:  lei conosce Herbert Fowle?

Fowle          Da quando è nato.

Morgenhall             L'ha sempre trovato una persona rispettabile?

Fowle          Un uomo tranquillo, dalla vita privata irreprensibile.

Morgenhall             Dove si trovava all'ora del delitto?

Fowle          Si trovava...

Morgenhall             Un momento. Eccellenza, le di­spiace  temperare  una  matita e  prender nota  di quanto il teste dirà in questo momento?

Fowle          Lei ha il coraggio di dire questo? Al giudice?

Morgenhall             Audacia, signor Fowle. È la prima delle doti essenziali di un avvocato. La matita di vostra eccellenza è pronta?

Fowle           (come giudice)  Sì, sì. Vada avanti.

Morgenhall             Dove si trovava Fowle al mo­mento del delitto?

Fowle           (come testimone)  A casa mia.

Morgenhall             Tutta la sera?

Fowle          Tutta la sera a giocare a scopa. Io ero andato a prenderlo, ed avevamo lasciato la signora Fowle allegra e in buona salute. Quando l'ho riac­compagnato a casa, sua moglie era già stata accompagnata all'obitorio.

Morgenhall  Panico tra i banchi della pubblica accusa. II pubblico ministero tenta qualche debole obiezione. Ma lei non cede, vero?

Fowle          No, certamente.

Morgenhall             Eccellenza, chiedo che l'imputato venga immediatamente rilasciato.

Fowle           (come giudice)  Volentieri. Non riesco neanche a capire perché mai si sia fatto tanto chias­so. Liberare l'imputato, e degradare tutti gli uffi­ciali di polizia presenti in aula al rango di vigili addetti ai giardini pubblici.

(Pausa).

Morgenhall             Fowle.

Fowle          Sì, signore.

Morgenhall             Non mi ringrazia?

Fowle          Non so che cosa potrei dire.

Morgenhall Non è di parola facile, vero, Fowle?

Fowle          Tutt'altro che facile.

Morgenhall  Porrebbe almeno balbettare qual­cosa con aria commossa, ed offrirmi quel vecchio orologio d'oro di suo padre.

Fowle          Ma...

Morgenhall  Bene. Credo che il più sia stato fatto. Ora dobbiamo solo esser ben sicuri di questo signor Jones.

Fowle          Ma...

Morgenhall  Fowle, lei è una brava e simpatica persona, ma non c'è nessun bisogno di interromper­mi quando penso.

Fowle          Volevo solo ricordarle...

Morgenhall             Beh, che cosa?

Fowle          Che non abbiamo nessun signor Jones.

Morgenhall             Scomparso per effetto d'incante­simo? Produrremo la sua testimonianza secondo quanto consente la legge speciale sulle prove fornite dagli assenti.

Fowle          Non è mai esistito. Ce lo siamo inven­tati noi.

(Pausa).

Morgenhall             Fowle.

Fowle          Sì, signore.

Morgenhall             Questa sì che è una cosa note­vole: senza nessuna pratica di diritto, credo che lei abbia messo il  dito su  una  fatale manchevolezza della nostra linea di difesa.

Fowle          Avevo paura che potesse essere così.

Morgenhall             È così.

Fowle          Allora tanto vale rinunciare.

Morgenhall             Rinunciare? Noi non rinunciamo. Tutta la mia vita dipende da questo processo.

Fowle          Dimenticavo. Allora dobbiamo provare.

Morgenhall             Certo. Cervello! Cervello! Al la­voro! Vedrà, l'idea mi verrà come per un lampo improvviso. Un lavoro di cervello assiduo, senza soste. È così che faccio, anche per le parole in­crociate; e non cedo mai. Ci sono! Bateson!

Fowle          Il pensionante?

Morgenhall             Bateson, il pensionante. Sotto uno spietato contraddittorio potrebbe anche confessare d'essere stato lui. Visto il lampo?

Fowle          Sembra molto più soddisfatto.

Morgenhall  Lo sono, molto più soddisfatto. E appena io comincio il mio spietato contraddittorio...

Fowle          Le piacerebbe provare?

Morgenhall  Signor Fowle, io e lei stiamo im­parando a districarcela a meraviglia. Signor Bateson.

Fowle           (nella parte di Bateson, sistemandosi in un immaginario banco dei testimoni, con le mani in tasca)  Sì. Signore?

Morgenhall Forse, rivolgendosi alla corte, sa­rebbe meglio che si togliesse le mani di tasca. No, non lei, signor Fowle, naturalmente. Lei era di­ventato molto amico della moglie dell'imputato, vero?

Fowle          Abbiamo fatto una o due belle risate assieme.

Morgenhall             E la relazione era interamente innocente?

Fowle          Risate del tutto innocenti. Barzellette senza malizia. Le vignette sui giornali... Niente che non avrebbe potuto esser stampato su una cartolina.

Morgenhall             E per raccontare queste innocenti barzellette aveva bisogno di sedersi molto vicino alla signora Fowle?

Fowle          Come sarebbe a dire?

Morgenhall             Aveva proprio bisogno di sedersi « sotto » di lei?

Fowle          Non capisco.

Morgenhall             La signora Fowle usava forse ap­pollaiarsi sulle sue ginocchia?

(Fowle inspira pro­fondamente, con espressione di orrore).

Morgenhall             Che cos'è?

Fowle          La giuria scandalizzata trattiene il respi­ro, signore.

Morgenhall             Fa un certo effetto, vero? Dunque, signor Bateson. Vuole essere così gentile da rispondere alla mia domanda?

Fowle          Lei sta cercando di mettermi in trap­pola!

Morgenhall             Non sto cercando, Bateson. Ci sono riuscito.

Fowle          Bene: può darsi che mi sia venuta sulle ginocchia. Una o due volte.

Morgenhall             E lei nutriva per la signora Fowle una colpevole passione?

Fowle          Può darsi.

Morgenhall             Ed aveva progettato di portarla via con sé?

Fowle          Gliel'ho chiesto.

Morgenhall             E quando lei ha rifiutato...

Fowle           (come giudice)  Un momento. Si può sa­pere dove vuole andare a finire?

Morgenhall             E vostra eccellenza me lo chiede? Signore, è stato Bateson, è stato quest'uomo che, irritato dal rifiuto della moglie dell'imputato di se­guirlo, la colpì... Visto dove siamo arrivati?

Fowle          Visto.

Morgenhall             Magistrale. Penso che sarà d'ac­cordo anche lei.

Fowle          Naturalmente.

Morgenhall             Nessuna breccia stavolta?

Fowle          Non proprio una breccia, signore. Forse una piccola fessura.

Morgenhall Una fessura. Avanti: sentiamo.

Fowle          No, signore, davvero. Non dopo che lei è stato tanto gentile.

Morgenhall             Non importa. Per tutta la mia vita io sono rimasto impavido di fronte alle ondate di critiche e di umiliazioni. Può darsi che la mia toga sia un po' sdrucita, e che i polsi siano un po' con­sumati. Le mie calze sono bucate, ed i miei piedi sentono così le correnti. Spesso, andando al palaz­zo di giustizia, mi sono accorto che la mia scarpa sinistra fa acqua. Sono abituato alle avversità. Parli pure, signor Fowle.

Fowle          Poco dopo aver lasciato casa mia, Bateson è stato fermato da un poliziotto. Mi aveva portato via una sveglia e quel ch'era rimasto di una botti­glia di porto. Lo hanno portato subito dentro.

Morgenhall             Vuol dire... che non c'è stato tempo?

Fowle          Molto improbabile. Due ore dopo il mio vicino di casa ha visto mia moglie lavare. E poi io sono tornato a casa.

Morgenhall             Fowle, vuole aiutarmi?

Fowle          Certo. Non l'ho dimostrato?

Morgenhall             E allora perché continua a solle­vare tutte queste difficoltà?

Fowle          Ecco, lo sapevo che si sarebbe inquie­tato.

Morgenhall             Oh, no. Dopo tutto, sono un uomo immaturo. Quasi vecchio. Alla mia età si ha già parato che non ci si deve aspettare molta ricono­scenza nella vita. Dove abito io c'è un gatto, e gli dò da mangiare ogni giorno; e la cameriera del ristorante dove vado a far colazione trova sempre un sixpence di mancia sotto il mio piatto. Tra dieci, venti anni, si ricorderanno di me? Oh, non parlo con amarezza. Ma un po' d'aiuto, un briciolo d'in­coraggiamento..

Fowle          Ma lei vincerà questo processo. Una mente brillante come la sua!

Morgenhall             Sì, ho una mente molto brillante, grazie a Dio.

Fowle          E tutto quello studio.

Morgenhall  Anni di studio! studio severo, molto severo.

Fowle          Metterà a posto tutto, signore.

(Pausa).

Morgenhall             Fowle. Lo sa che cosa dice Tuppy Morgan? Dopo tutto, anche lui va a sedersi nel­l'aula del tribunale, aspettando una qualche difesa d'ufficio; è stato là per anni, è sempre stato là a memoria d'uomo. Wilfred, mi dice sempre; se mai ti daranno una difesa d'ufficio, vecchio mio, attacca le perizie mediche. Ricordati che la giuria è piena di reumatismi, di artriti e di impressionanti disturbi gastrici. Per loro è una festa vedere un medico nei pasticci. Sempre addosso al dottore.

Fowle           (zelante)  Le piacerebbe provare?

Morgenhall             Che proviamo?

Fowle          Volentieri.

Morgenhall  Dottore, lei ha detto che la signo­ra Fowle è morta per disfunzione cardiaca?

Fowle           (nella parte del dottore)  No.

Morgenhall  Suvvia, dottore. Non tenti di elu­dere le mie domande. Il cuore della signora Fowle non era normale, quando lei l'ha esaminata, vero?

Fowle          La signora Fowle era morta.

Morgenhall             Dunque il cuore s'era fermato.

Fowle          Sì.

Morgenhall             Dunque il cuore aveva smesso di funzionare.

Fowle          Beh...

Morgenhall             Dunque la signora Fowle è morta per disfunzione cardiaca.

Fowle          Ma...

Morgenhall             Ed una disfunzione cardiaca non potrebbe esser stata provocata da un eccesso, dico un eccesso di risa, per una qualche battuta ecce­zionalmente buona alla radio?

Fowle          Oh!

(Fowle applaude piano. Pausa).

Morgenhall             Grazie, Fowle. È gentile da parte sua, ma ho paura che sia inutile. Non credo che il mio attacco al dottore fosse convincente.

Fowle          Forse un  po' inverosimile, ma intelli­gente...

Morgenhall  Troppo intelligente. No, non pos­siamo vincere questo processo su basi scientifiche, Fowle. Bisogna lasciar da parte la scienza. Mentre facevo quelle domande mi sono accorto di non riu­scire a persuadere nemmeno lei, Fowle, della sua innocenza. Ma anche lei si lascia scuotere dall'emo­zione, Fowle. Anche lei come me: l'incantesimo dell'oratoria, il magico potere della parola.

Fowle          Adesso parla bene.

Morgenhall             Farò un'arringa.

Fowle          Mi piacerebbe poterla sentire, almeno un po'. Parole che sembrano stampate.

Morgenhall             Una lingua d'oro. Una voce che è come il suono di una lira, per trarla fuori dal­l'inferno, Fowle.

Fowle          Adesso comincia ad andare un po' fuori da quello che avevo capito.

Morgenhall Stavo pescando tra i tesori di quella cultura classica che mi conforta sugli auto­bus, nelle ore d'attesa in infermerie o nelle celle delle prigioni. Ma parlerò alla giuria con semplicità, senza allusioni classiche. Dirò...

Fowle          Sì?

Morgenhall             Dirò...

Fowle          Che cosa?

Morgenhall             Ce l'avevo sulla punta della lingua.

Fowle          Oh.

Morgenhall             Non la deluderò, Fowle. Parlerò per un giorno intero, forse per due. E alla fine dirò...

Fowle          Sì. Solo la conclusione.

Morgenhall             La conclusione.

Fowle          Per ribadire il concetto.

Morgenhall             Sì. L'argomentazione finale, irre­futabile.

Fowle          Se solo potessi sentirla!

Morgenhall             La sentirà, Fowle. La sentirà. In tribunale. Mi verrà tutto fuori in aula, e quando poi mi lascerò cadere sulla mia sedia, tremando, ed asciugando gli occhiali bagnati di lacrime vere...

Fowle          Poi il giudice chiuderà il dibattito.

Morgenhall             Che cosa dirà Tommy?

Fowle           (nella parte del giudice)  Membri della giuria...

Morgenhall             Anche lui sopraffatto dall'emozione.

Fowle          Non posso aggiungere nulla alle parole dell'avvocato difensore. Raccoglietevi e preparate il vostro verdetto.

Morgenhall             Sono entrati in camera di consiglio?

Fowle          Solo una formalità.

Morgenhall  Capisco. Mi domando quanto tempo staranno dentro. (Pausa) È già passato tanto.

Fowle          Naturalmente, sembra tanto a lei.  È l'emozione.

Morgenhall             Spero che non siano in disaccordo.

Fowle          Non vedo come potrebbero esserlo.

(Pausa).

Morgenhall             Fowle.

Fowle          Sì, signore.

Morgenhall             Diamo un'occhiatina in camera di consiglio?

Fowle          Se si potesse...

Morgenhall             Andiamo. Vediamo un po'... lei è il presidente?

Fowle          Suppongo che siamo tutti d'accordo, gente. Quindi possiamo sederci un momento e fu­marci una sigaretta.

(Si siedono insieme sul banco).

Morgenhall             Eccellente idea. L'avvocato difen­sore l'ha salvato.

Fowle          Che magnifica arringa! Prima di sentirla avevo ancora qualche dubbio.

Morgenhall             Nessun dubbio, adesso, vero?

Fowle          Nessun dubbio,  naturalmente.  (Accen­dono due immaginarie pipe) Vuole un po' del mio tabacco?

Morgenhall             Grazie mille. Fiammifero?

Fowle          Tenga.

Morgenhall             Volevo dire... quel povero diavolo dell'imputato, non sarà mica in dubbio, vero?

Fowle          Oh no! Deve saperlo anche lui che ce l'ha fatta. Dopo quel po' po' di arringa.

Morgenhall             Voglio dire... Non vorrei che fosse sulle spine...

Fowle          Pensa che sia meglio andare a rassicurarlo?

(Si alzano dal banco).

Morgenhall             Come crede. Stia attento che quel­la pipa non le dia fuoco alle tasche.

(Nella parte di cancelliere della corte)

Signori della giuria, avete preparato il vostro verdetto?

Fowle          Sì.

Morgenhall             Avete riconosciuto l'imputato col­pevole o innocente?

Fowle          Innocente, signore.

Morgenhall             Hurrà!

Fowle           (nella parte del giudice)  Se adesso co­minciamo a far troppo baccano faccio sgomberare l'aula.                     

Morgenhall             La folla mi circonda, mi assedia. Tuppy Morgan mi stringe la mano e dice che è stata una bella fortuna che abbia lasciato il suo posto libero per un giorno. Il giudice mi manda una lettera di congratulazioni. I giornalisti si pre­cipitano ai telefoni. Tante altre cose: « Natural­mente vorrebbero farti giudice, ma tu sarai troppo occupato... ». I clienti fanno la coda fin sulle scale... Il mio vecchio segretario prepara la mia prossima causa, mille ghinee per il divorzio di una duchessa. Oh, signor Fowle, la nuova svolta che lei ha dato alla mia vita!

Fowle          Sarà la sua gran giornata.

Morgenhall             Sì, signor Fowle. Sarà la mia gran­de giornata.

(Rumore di catenacci. La porta si apre lentamente)

Cosa c'è? Avevo detto che non ci si interrompesse. E poi c'è corrente con quella porta aperta. Chiuda, su; da bravo.

Fowle          Signore... Credo che ci vogliano per il processo. 

(Fowle esce. Morgenhall lo segue drap­peggiandosi drammaticamente nella toga).


QUADRO SECONDO

All'alzarsi del sipario il cielo che si vede attraverso la finestra fa capire che è pomeriggio avanzato. La porta è aperta e Morgenhall entra. È senza toga e senza tocco, più agitato che mai, e parla con un questurino, rivolgendosi verso l'esterno.

Morgenhall  Per il momento non c'è... Non è?... Ah, ne sono contento. È uscito solo per un mi­nuto? È dal direttore? Allora lo aspetterò. Poverac­cio! Come l'ha presa? Ah, non potete rispondere alle domande? Il regolamento, suppongo. Beh, bi­sogna seguire il regolamento. Mi siederò qui ad aspettare il signor Fowle.

(La porta si chiude. Morgenhall fischietta. Poi smette)

Così piaccia a vostra eccellenza ed ai « signori » giurati. Avrei dovuto dire: così piaccia a « vostra eccellenza »  ed ai signori giurati. Avrei dovuto dire...

(Prende a passeggiare avanti e indietro)

Signori della giuria. V'è tra lor signori uno solo che non desideri ardentemente la pace... desideri ardentemente la pace. Il silenzio di una vita tranquilla, la dignità di un'esistenza libera da vincoli... senza barzellette. Non siete mai stati tentati? Avrei dovuto dire... Signori della giu­ria. Voi tutti ed io stesso siamo uomini di mondo. Se vostra eccellenza vuole esser tanto gentile da non interrompere la mia arringa alla giuria... Molto obbligato. Signori della giuria, prima di esser stato interrotto in maniera tanto rude... Avrei potuto dire... Guardate l'imputato, signori della giuria. Vi ha forse fatto del male, vi ha forse mai dato il minimo fastidio? Non è forse il più mite degli uomini? Egli è colpevole solo d'essersi addossato il compito di regolare le sue private faccende. La casa dell'inglese è il suo castello. Forse qualcuno di loro, signori della giuria, avverte un primitivo im­pulso ad esser vendicato in questo gentile amatore dei volatili... Signori della giuria, vedo che suscito la vostra emozione, ma passiamo a considerare il valore delle prove a carico... Avrei potuto dire così! Avrei potuto dire... (Desolato)  Avrei potuto dire qualcosa...

(La porta si apre. Fowle entra. È tutto sorridente, ma appena vede Morgenhall assume un atteggiamento serio e premuroso).

Fowle          Speravo proprio che trovasse il tempo di fare una capatina qui, signore. Ho paura che ci sia rimasto male.

Morgenhall             No no, amico mio. Non ci sono affatto rimasto male.

Fowle          È stato il risultato del processo, che l'ha buttato giù.

Morgenhall             Mi sento solo un  po' depresso. Un po' di cattivo umore.

Fowle          Dev'essere stata una delusione per lei.

Morgenhall             Una piccola delusione. Ma avrò delle altre cause. Può darsi che mi capitino delle altre cause.

Fowle          Aveva sperato tanto in questa!

Morgenhall             Comunque... eccoci qui, Fowle.

Fowle          Non è mai bene aspettarsi tanto da una cosa.

Morgenhall             Ha ragione.

Fowle          Ogni anno, per anni e anni, ho aspettato con ansia l'annuale riunione degli Amici dei Pen­nuti. Immancabilmente, si trattava di un banchetto.

Morgenhall             Era il suo giorno di festa?

Fowle          Esattamente. Era tutto quello che avevo in fatto di divertimenti. Ogni anno facevo grandi progetti. Il tredici giugno, dicevo! Ecco un giorno che val la pena d'aspettare.

Morgenhall             Qualcosa per cui val la pena di vivere?

Fowle          In un certo senso. Ma quando arrivava, non era mai come l'avevo sognato. Il colletto era troppo stretto, il cibo non era come avrebbe dovuto, o qualcuno aveva avuto una discussione antipatica con il presidente. Così, il quattordici giugno io mi dicevo: grazie a Dio, una bella serata da passare a casa mia.

Morgenhall             Il giorno famoso era arrivato, era finito, e la sua vita non ne era stata cambiata?

Fowle          Sinceramente, no.

Morgenhall             E anche questo processo mi ha lasciato nella stessa posizione in cui ero prima.

Fowle          Non dica così.

Morgenhall             Tuppy Morgan è tornato al suo vecchio posto sotto la finestra. II giudice non mi ha fatto le congratulazioni. Nessuno mi ha telefo­nato per offrirmi una causa. Perfino il mio vecchio segretario mi è sembrato mi guardasse con insolita freddezza, ed al ristorante del palazzo di giustizia ho avvertito una cert'aria d'ironia, mentre ordinavo la mia solita zuppa di pomodoro con pane.

Fowle          Ma io...

Morgenhall             E neanche lei è rimasto in una situazione molto favorevole.

Fowle          Non dica così, signore. Per me non è così grave: dopo tutto, io sono un pover'uomo ignorante.

Morgenhall  Quanti anni di studio, prima che potessi veramente impadronirmi delle disposizioni sulle proprietà delle bighe nell'antica Roma!

Fowle           E lei pensa che sia stato tempo sprecato?

Morgenhall             Ho paura di sì.

Fowle          Ma senza quella solida preparazione, co­me avrebbe potuto dominare la Corte con tanta autorità?

Morgenhall             Dominare?

Fowle          La Corte.

Morgenhall             Io?

Fowle          A me è sembrato evidente.

Morgenhall             Per la verità...

Fowle          È riuscito alla perfezione.

Morgenhall  Signor Fowle, lei sta cercando d'esser gentile. Quando ero bambino giocavo a cricket con uno zio che deliberatamente lasciava che la palla lo colpisse alle gambe. All'età di sette anni questo ha finito con l'annoiarmi. A sessantatre anni posso affrontare le difficoltà di una partita a cricket giocata regolarmente.

Fowle          Ma no, signore. Parlo sul serio. Io devo tutto a lei, dove mi trovo adesso.

Morgenhall             Ho paura che si trovi vicino alla fine, Fowle.

Fowle          Ma se comincio adesso.

Morgenhall  Ho perso, signor Fowle. Può darsi che lei non se ne renda conto. Può darsi che non se ne sia ancora persuaso; ma la sua causa è perduta.

Fowle          Ma c'è sempre modo e modo di perdere.

Morgenhall             Questo è vero.

Fowle          Ho notato la sua abilità fin dall'inizio, durante la deposizione del  poliziotto. Quando lei ha tirato fuori quel fazzoletto rosso, con deliberata lentezza, come fosse il gesto di un congiurato...

Morgenhall             E mi sono soffiato il naso.

Fowle          Come una tromba: un suono triste e terribile.

Morgenhall             Ho pensato che il  poliziotto si sarebbe innervosito.

Fowle          Non si è più ripreso. Dopo quel gesto, nessuno l'ha più richiamato per fargli domande.

Morgenhall             Poi hanno fatto venire il dottore.

Fowle          E lei ha fatto bene a non occuparsi di lui.

Morgenhall             È questione di tattica, vede. Ave­vamo deciso di non occuparci della scienza.

Fowle          Infatti. E poi con Bateson...

Morgenhall             No, Fowle. Non devo lasciarmi conquistare dalle sue lusinghe. Penso che avrei potuto chiedere a Bateson...

Fowle          Non avrebbe fatto la minima diffe­renza. È bastato un suo sguardo, per far capire alla giuria che Bateson era un demonio.

Morgenhall             Lui era là, grosso e rosso, senza cravatta e con il colletto sporco. Io mi sono alzato per interrogarlo ed improvvisamente m'è sembrato che non vi fosse alcuna ragione d'avviare una con­versazione tra noi due. Mi sono ricordato quello che lei m'aveva detto delle sue barzellette, delle confidenze che si prendeva con sua moglie. Che cosa avevamo in comune, io e lui? Mi sono allon­tanato da lui con disgusto. Credo che la giuria ab­bia capito le ragioni del mio silenzio con quel Ba­teson.

Fowle          Vorrei ben vedere!

Morgenhall             Ma quando si è arrivati all'ar­ringa...

Fowle          È stato il colpo migliore.

Morgenhall             Non posso esser d'accordo. Qui non posso proprio più seguirla, Fowle.

Fowle          Un discorso che veniva dal cuore.

Morgenhall             Questo senz'altro. Ma non del tutto appropriato, oserei dire. Non possiamo illuderci che l'arringa sia stata un successo, vero, signor Fowle?

Fowle          È stata quella che ci ha fatto vincere.

Morgenhall             Vorrei pregarla di non farsi illu­sioni, Fowle. È stato riconosciuto colpevole.

Fowle          Dimenticavo. Comunque, quella magni­fica arringa...

Morgenhall             No. Qui non mi sbaglio.

Fowle          Ma lei non sa...

Morgenhall             Mi sono alzato, signor Fowle, ed ho sentito che era giunto il momento tanto atteso. L'ambizione mi ci aveva portato: io mi trovavo solo, di fronte a ciò che avevo sempre desiderato. Tutti si voltarono verso di me; dodici volti pallidi nel banco della giuria, desiderosi che le mie parole giungessero a liberarli da quell'aria tetra. Il giudice taceva. Il pubblico ministero, gentilmente, faceva finta d'essersi addormentato, lo dovevo solo aprire la bocca e trarne fuori delle parole. Che cosa me l'ha impedito?

Fowle          Che cosa?

Morgenhall             La paura. Ecco che cosa si voci­fera. Ecco che cosa bisbigliavano i cancellieri alle cameriere, nel ristorante del palazzo di giustizia! Al vecchio Wilfrid Morgenhall gli aveva preso la fifa.

Fowle          Vergogna a loro...

Morgenhall             Ma non è stato così. E non è neanche che la mia mente si fosse svuotata. Quan­do mi sono alzato sapevo esattamente quello che avrei detto.

Fowle          E allora, perché?...

Morgenhall             Perché non l'ho detto? Era questo che stava per dire?

Fowle          Ero rimasto un po' sorpreso.

Morgenhall             Lo credo, Fowle. Molta gente deve esser rimasta un po' sorpresa. Mi permette un ricordo personale?

Fowle          Volentieri.

Morgenhall  Quella signorina, di cui le ho fatto cenno ieri. Non è che ne parli spesso, natural­mente...

Fowle          Quella che durante la guerra quattor-dicidiciotto...

Morgenhall             Precisamente. Ma io l'avevo già persa molto prima di allora. Vede, signor Fowle: erano anni che ci incontravamo ai tè, al tennis e così via. Finché, una sera, l'ho accompagnata a casa. Ci siamo fermati sul ponte di Vauxhall: era una calda notte d'estate, e siamo rimasti in silenzio. Quello era il momento in cui avrei dovuto parlare; il momento più ovvio. Poi, improvvisamente, qual­cosa ebbe il sopravvento su di me: non era timi­dezza, o paura; ma una specie di infinita stanchezza. La lunga attesa m'aveva stancato, e quando l'occa­sione sera presentata... tutto quello cui ero stato capace di pensare era stato di dormire.

Fowle          È un sollievo...

Morgenhall             Andare a casa solo. Spogliarsi, la­varsi i denti, vuotare la pipa, non preoccuparsi di successo o di fallimento.

Fowle          E così ieri...

Morgenhall             Quante volte avevo pregustato quel momento! Ogni giorno Jo vivevo nella mia mente; sogni ad occhi aperti negli autobus, nella sala d'attesa del dottore. Quand'è arrivato, io ne ero stufo. Esautorato. Avrei voluto solo che fosse già tutto finito. Avrei voluto trovarmi nella mia ca­mera, da solo, al buio, con un cuscino soffice contro gli orecchi... Così sono fallito.

Fowle          Non Io dica.

Morgenhall             Troppo  stanco  per  mostrare al pubblico il mio vecchio sogno ad occhi aperti. È una bella giornata. S'avvicina l'estate.

Fowle          No, no, signore. Non così vicino alla finestra.

Morgenhall             Perché no, Fowle?

Fowle          Avevo avuto paura. Un uomo nella sua situazione porrebbe esser disperato...

Morgenhall             Ha detto che si può vedere la fo­resta?

Fowle          Solo un angolino.

Morgenhall             Credo che mi ritirerò dalla pro­fessione.

Fowle          Non dica così, signore. Dopo tutti que­gli anni di severa preparazione.

Morgenhall             Beh, eccomi qui. Credo che mi ritirerò.

Fowle          Si faccia coraggio, signore. Ci saranno altri processi, come ha detto lei; altri giorni, giorni migliori. Cerchiamo di essere calmi, signore. Biso­gna cercare di aver le idee molto chiare, come ha detto lei.

Morgenhall             Altri processi? Io sono vecchio, Fowle. Tuppy Morgan è ritornato al suo posto. Du­bito molto che possa capitarmi  un'altra difesa di ufficio.

Fowle          Ma qualcosa succederà.

Morgenhall             E che cosa potrebbe succedere? A meno che?...

Fowle          Sì, signore?

Morgenhall  Potrei  avere  un  altro  incarico se...

Fowle            Sì?

Morgennhall          Io l'ho consigliata d'appellarsi, Fowle...

Fowle          Ah, per questo, sfortunatamente...

Morgenhall  C'è tutt'un'altra atmosfera in Corte d'Appello, Fowle. In tribunale si va avanti col coltello in mano, domanda e risposta, giurare sulla Bibbia e imbrogliare più che si può. Niente di tutto questo in Corte d'Appello:  là c'è quiete, la legge pura. Sì. Credo d'esser tagliato per la Corte d'Appello...

Fowle          Ma vede...

Morgenhall  Una grande, tranquilla aula di Corte d'Appello, in un pomeriggio al principio dell'estate. Pile di libri, e quando ne metti giù uno, una nuvola di polvere si alza dalle rilegature in pelle e fa starnutire gli uscieri. II grosso orologio fa tic-tac. Tre vecchi giudici vestiti di rosso tabac­cano con mani tremanti. Lei sarà seduto al suo banco, incapace di seguire le argomentazioni giuridiche. Ed io mostrerò loro tutta la mia dottrina, e vinceremo proprio con un'argomentazione di diritto.

Fowle          Ma oggi...

Morgenhall  Dunque: se posso ricordare alle eccellenze vostre il famoso caso di Prickle contro i giudici di Haverfordwest ex parte Anger, ripor­tato nella novantaseiesima Ecclesiastica di Moor, a pagina mille e tre... L'eccellenze vostre hanno tro­vato?... Sua eccellenza Lord Bradwell dice, a pie' pagina: « L'intenzione colpevole è uno dei pilastri fondamentali nell'edificio della nostra giurispru­denza. Così, se si dovesse provare che il Prickle prese a pugnalate l'ufficiale giudiziario avendolo scambiato, per un gatto o per un cane randagio, sembrerebbe in questo caso potersi invocare la scu­sante dell'errore determinante. Ma d'altra parte, se il Prickle l'aveva preso per il gatto di un terzo, in questo caso, come giustamente ebbe ad affermare ill mio collega Sua Eccellenza Breadwinkle nel fa­moso caso di Lord Roche ed Anderson, cadremmo nell'ambito di un implicito crimen in rem ». Oh, signor Fowle, qualcuno di questi casi famosi io li so a memoria!

Fowle          Sta andando un po' troppo nel difficile, per me.

Morgenhall  Per forza. Questi casi annoiano sempre l'imputato finché non vengono accolti o respinti, e lui finisce con l'essere condannato a morte od assolto.

Fowle          Mi piacerebbe sentirli leggere, ma pur­troppo...

Morgenhall             Li sentirà. Entrerò in aula se­guito dal mio segretario, una vecchia tartaruga, gra­vato dal peso di tanti libri di scienza giuridica. Lui li dispone sul tavolo, in fila, con le belle rilegature in bufalo e in mezza pelle. Una lettera di un pa­store gallese con cui sono in corrispondenza, strac­ciata in tanti pezzi per mettere un segno nelle varie pagine... Un bicchiere d'acqua, un colpo di tosse e poi il fatidico « Mi permetto di far presente alla Corte... ».

Fowle          E naturalmente questo vuol dire...

Morgenhall             Che il giudice di prima istanza ha sbagliato tutto. Si è dimenticato della regola di Rimmer, ha confuso la mens sana, ha mal valu­tato l'insieme delle prove, ha sorvolato con leggerezza su ogni ragionevole dubbio e la presunzione d'innocenza l'ha presa a calci come se fosse stata una palla di gomma.

Fowle          Un linguaggio un po' forte.

Morgenhall             Non lascerò che Tommy Banter se la cavi tanto facilmente.

Fowle          Il giudice?

Morgenhall             Neanche un briciolo di erudizione. Non una sola parola di latino in tutto il suo discorso conclusivo.

Fowle          Non ha certo la cultura che ha lei.

Morgenhall             Io i miei libri li ho tenuti, grazie a Dio. Ci sono stati dei momenti, Fowle, in cui -forse sollecitato e messo a disagio dalle rate dell'affitto - fui tentato di mandare il mio segretario a barattare tutti i miei libri con quelle sterline offer­temi per tanti secoli di scienza giuridica mummi­ficata. Ma ho sempre resistito, e me li sono tenuti. Possiedo ancora il testo di Swabey e Tristram, il « Consiglio di stato » del Pod, i « Processi e sen­tenze famosi » dello Spinks. Li sfoglierò, e dirò... dirò...

Fowle          È inutile.

Morgenhall             Che cos'è che è inutile?

Fowle          È inutile ricorrere in appello.

Morgenhall             Inutile?

Fowle          Proprio inutile.

Morgenhall             Signor Fowle. Io ho lavorato molto per lei.

Fowle          Vero.

Morgenhall             Ed ho intenzione di continuare a lavorare.

Fowle          È un grande conforto...

Morgenhall             Nel corso della nostra stretta e... posso dirlo? Sì; felice collaborazione, in questo suo piccolo delitto, io sono arrivato quasi al punto di volerle bene.

Fowle          Grazie, signore.

Morgenhall  In un primo tempo, devo ammet­terlo, sono stato sviato da quel suo aspetto furtivo e in un certo qual senso scostante. Non è la prima volta che capita. Vedevo solo - lo riconosco - la veste esteriore; e ciò che vedevo era un piccolo uomo, contrassegnato da tutte le caratteristiche fisi­che del più inveterato criminale.

Fowle          Niente da mettere in cornice, vero?

MorgenhallConveniamone, senza tanti discorsi.

Fowle          Anche mia moglie la pensava così.

Morgenhall  Lasciamo stare sua moglie, povera donna.

Fowle          Oh, d'accordo.

Morgenhall             La mia sollecitudine per il suo benessere - guardiamo bene in faccia anche que­sto - in principio aveva un fondo di egoismo. Lei rappresentava il mio primo processo, ed io non volevo perderlo.

Fowle          Un sentimento naturale. Ma tuttavia...

Morgenhall             Questo non l'ha ferita?

Fowle          Niente di fatale.

Morgenhall  Ne sono contento. Perché, vede, lavorando assieme in questo processo ne è nato un senso d'affetto...

Fowle          Reciproco.

Morgenhall             Sembrava che lei desiderasse dav­vero aiutarmi, e che possedesse - se posso espri­mermi così - un'istintiva sensibilità giuridica.

Fowle          Non si può passare attraverso tutte que­ste cose senza provare un po' d'interesse per il di­ritto.

Morgenhall             Precisamente. E, naturalmente, come uomo che s'è fatto da sé questo va tutto a suo credito. Ma, come cliente, ho notato fin dal prin­cipio che in lei vi sono delle manchevolezze.

Fowle          Manchevolezze?

Morgenhall             Forse le dispiacerà ammetterlo. Ma siamo sinceri : dopo tutto, non è che noi si vo­glia guardare solo al male, ma può darsi che lei non rimanga molto con noi...

Fowle          Questo è quello che stavo cercando di dirle...

Morgenhall             Per piacere, signor Fowle; niente interruzioni finché non abbiamo chiarito tutto que­sto. Dunque: non è forse vero che proprio all'ini­zio lei seguitava a sollevare inutili difficoltà davanti al nostro cammino?

Fowle          Io?

Morgenhall  Ricordo benissimo che qualche volta, prima che imparassi a prenderla per il giu­sto verso, lei sembrava quasi sul punto di ammet­tere d'essere colpevole.

Fowle          Oh...

Morgenhall             Solo un po' ostinato, vero?

Fowle          Oserei dire...

Morgenhall             E adesso, dopo cinquant'anni di lavoro per poter arrivare ad avere il diritto sulle punte delle dita, che cosa mi sento raccontare? « Niente appello».

Fowle          Niente appello!

Morgenhall             Signor Fowle...

Fowle          Ieri lei mi ha chiesto di risparmiarle altri dolori, signore. Ho paura che mi sarà molto difficile.

Morgenhall             Che cosa?

Fowle          Come lei ha detto, abbiamo lavorato as­sieme; ed io ho avuto il piacere di vedere al lavoro una mente giuridica. Se un qualche pomeriggio mi verrà a trovare, sarò ben lieto di ricambiare il fa­vore facendole vedere i miei uccelli...

Morgenhall             Non in questo mondo, se non ri­corriamo in appello. Deve rendersene conto.

Fowle          Vede, stamattina ho visto il direttore delle carceri.

Morgenhall             Ha avuto qualcosa di cui lamen­tarsi?

Fowle          Non è che voglia darmi delle arie, ma per dir la verità... è stato lui che mi ha mandato a chiamare.

Morgenhall             E lei è andato. Paura?

Fowle          Tremavo tutto. Ma poi ho visto che lui è una brava persona, molto per bene. Ex ufficiale dell'esercito, direi. Tutte le caratteristiche di un signore distinto: sulla scrivania la fotografia della moglie e dei figli in cornice, un bel quadro ad olio con  un maialetto da esposizione sopra il camino, un faccione rosso pieno di salute, un forte odore di sapone profumato...

MorgenhallAndiamo al fatto.

Fowle          È quello che sto facendo. « Beh, Fowle - mi dice - si  sieda.  Finisco un momento questa lettera ». Così io mi siedo e dò un'occhiata fuori dalla finestra. Nell'ufficio del direttore ci sono delle grandi finestre, e la vista...

Morgenhall             Fowle, se tutto questo racconto ha una sostanza, faccia il bravo: ci arrivi.

Fowle          Certo che ce l'ha. Dov'eravamo rimasti?

Morgenhall             A guardar fuori dalla finestra, come al solito.

Fowle          Una veduta panoramica. Beh, questo direttore finisce la sua lettera, accende una di quelle sigarette egiziane piatte. « Beh, Fowle » dice...

Morgenhall             Sì sì. Non è necessario ripetere quel che le ha detto parola  per parola.  Basta  il succo, il nocciolo, capito? Lasci via tutti i fronzoli.

Fowle          Non ce n'erano, di fronzoli. Ha detto tutto in modo abbastanza spiccio.

Morgenhall             Che cosa ha detto?

Fowle          « Beh, Fowle, questo la sorprenderà, ma il Ministero degli Interni ha telefonato questa mat­tina a proposito di lei ». II Ministero degli Interni è un dipartimento del governo, vero?

Morgenhall             Sì, sì. E allora?...

Fowle          Come ha detto il direttore, sembra che ogni tanto la facciano, una telefonata; solo per af­fari, naturalmente. E, francamente, ha ammesso di esserci rimasto sorpreso quanto me. Il fatto è, per dirla come l'ha messa lui, che è arrivata la grazia.

Morgenhall             La?...

Fowle           Tutto finito. Sono libero. Sembra che il processo non sia valido...

Morgenhall             Non è valido? E perché?

Fowle          Oh, nessun motivo in particolare.

Morgenhall             Ci deve essere un motivo. Non succede niente nella legge senza motivo.

Fowle          Non ha importanza per lei.

Morgenhall             Me lo dica.

Fowle          Ha troppo da fare per star qui ad aspettare...

Morgenhall             Me lo dica, signor Fowle. La prego. Mi dica sinceramente perché il direttore delle carceri, che non sa niente del diritto, dovrebbe aver detto che il nostro ed unico processo non è valido.

Fowle          Anche lei mi ha detto di non buttare le risposte come se fossero bombe.

Morgenhall  Signor Fowle, deve rispondere alla mia domanda. Può darsi che tutta la mia carriera legale dipenda dalla sua risposta. A meno che non debba considerare tutta la mia vita sprecata in inu­tili processi.

Fowle          Vuole proprio saperlo?

Morgenhall             Certo.

Fowle          Magari diceva per scherzo. Molto probabilmente stava strizzando un occhio.

Morgenhall             Insomma, ha detto...

Fowle          Che l'avvocato che mi hanno dato non andava bene. Una vecchia ciabatta, per usare le sue parole. Non andava bene per niente. Che non ha detto neanche una parola in mia difesa. Così il mio caso non è neanche stato discusso dalla giuria. Ha detto che tutta la faccenda era invalida ed era stata annullata, ma che io farò meglio a stare più attento in futuro...

(Morgenhall attraversa di corsa la cella, sale sullo sgabello e comincia a disfare il nodo della cravatta)

No! Signor Morgenhall. Scenda di lì! No, signore. Non lo faccia.

(Colluttazione. Fowle riporta Morgenhall in terra).

Non capisce? Se io avessi avuto un avvocato di quelli che fanno do­mande e tengono discorsi intelligenti, a quest'ora sarei morto e seppellito. È stata la sua astuzia che mi ha salvato...

Morgenhall             La mia...

Fowle          L'astuzia con cui ha condotto il pro­cesso. La tattica della mummia! E come ha reso! Io sono vivo!

Morgenhall             Già.

Fowle          E anche lei!

Morgenhall             Tutti e due siamo vivi.

Fowle          Sono libero.

Morgenhall             Libero di tornare ai suoi uccelli. Immagino che...

Fowle          Sì, signor Morgenhall?

Morgenhall             È improbabile che lei si risposi.

Fowle          Improbabile. 

(Lunga pausa).

Morgenhall             Eppure, il suo aspetto è inequivo­cabilmente l'aspetto di un criminale. Penso che non sia impossibile che lei commetta qualche delittino di scarso peso, in futuro.

Fowle          Signor Morgenhall, non è possibile vi­vere senza commettere delittini di scarso peso. Forse neppure un giorno.

Morgenhall  Allora può darsi che ci si incon­tri ancora. Può darsi che lei abbia bisogno dei miei servizi...

Fowle          Costantemente.

Morgenhall             Il futuro non è poi così buio...

Fowle          Il sole splende.

Morgenhall             Possiamo andare?

Fowle          Credo che la porta sia aperta già da un po'.

(Prova. Il catenaccio non è fermato e la porta si apre)

Dopo di lei, signor Morgenhall.

Morgenhall             No, no.

Fowle          Un uomo della sua educazione deve pas­sare per primo.

Morgenhall             Penso invece che sia lei a dover far strada, signor Fowle; e quale suo consulente legale io la seguirò a rispettosa distanza, come per districare quei piccoli garbugli che lei potrà lasciare sul suo cammino. Andiamo.

(Fischietta il suo frammento di melodia. Fowle lo imita. Fischiettando escono di cella; ed uscendo, Morgenhall, con aria deliziata, accenna a qualche passo di danza).

F I N E

* Copyright John Mortimer 1958.

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 3 volte nell' ultima settimana
  • 5 volte nell' ultimo mese
  • 44 volte nell' arco di un'anno