Dio, se ci sei, fallo morire

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Dio, se ci sei, fallo morire.

Dramma in due atti.

Di Marco Micheli.

Testo firmato elettronicamente e marcato temporalmente il 18/01/2016 attraverso il protocollo “Infocert”.

Tutti i diritti riservati.

Per qualsiasi utilizzo rivolgersi a: marcomicheli2005@yahoo.it - Cell:+39 347 2217663

Sinossi

“Dio, se ci sei, fallo morire” è uno spettacolo che descrive le relazioni di una famiglia, nella quale il padre è affetto da depressione cronica e sindrome paranoica. Il testo si sofferma, in particolare, sul rapporto tra padre e figlio.

Lo spettacolo rappresenta: Le violenze psicologiche ed a volte fisiche inflitte dal padre Ivo; la non accettazione della malattia del padre da parte dei figli; la difficoltà di relazionarsi ad un padre dall‟umore imprevedibile; l‟impossibilità di interpretare e quindi di accettare l‟educazione del genitore; il rifiuto del padre come padre e come essere umano.

Il dramma si conclude con la malattia terminale del padre, durante la quale il figlio Marco, riesce ad apprezzare la parte positiva del genitore, fino ad allora rimasta sullo sfondo.

Le occasionali inabilità di Ivo a parlare, a causa della malattia, fanno prendere coscienza a

Marco di quanta affinità ci sia tra loro. Marco scopre la sua “identità” con il padre.

Ognuno di noi è parte dei propri genitori e dei loro avi. L‟espressione “Dio, se ci sei, fallo

morire”, assumerà, senso opposto.

L‟amore esiste e resiste nonostante l‟odio.

Personaggi

Ivo (padre); Sandra (madre); Monica (figlia); Marco (figlio); Dottoressa; Donna delle pulizie (solo voce).

Primo atto

Ambientazione: L‟ambientazione riproduce, in maniera minimale, un appartamento deglianni „80. Al centro del palco c‟è un tavolo, quattro sedie ed una credenza. In un angolo,


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sul proscenio, (DR) c‟è un divano/poltrona ed un televisore. dall‟altro lato ci sono due letti singoli una scrivania, una lampada da tavolo ed una piantana. A destra palco (UR), sul fondale, c‟è un‟apertura in corrispondenza della quale, a terra, è presente un materasso in poliuretano espanso nero. Alcuni punti della scena ed in particolare i mobili e saranno contrassegnati con piccoli adesivi fluorescenti per l‟individuazione al buio.

Si apre il sipario. Ivo e Marco sono già in scena. Marco è esattamente alle spalle di Ivo ma solamente quest‟ultimo è in luce e visibile. Luce viola scuro, dal basso, dalla ribalta.

Ivo: Io sono stato un bambino sano e intelligente come tutti.

Ma fin da piccolo, ho compiuto lo sbaglio di credermi inferiore alla grandezza infinita che Dio mi ha dato, come a tutti.

Per questo sbaglio di credermi inferiore, ingiustamente, ho visto tutti e tutto più grandi di me e, ingiustamente, ho avuto paura di tutto e di tutti.

Per questa ingiusta paura, ho preso l‟abitudine di vivere in stato di difesa contro tutto e contro tutti. E ciò significa che, ad ogni pensiero e ad ogni azione, io vivevo in compagnia dell‟idea ingiusta d‟inferiorità e di paura. Così, a poco a poco, mi sono costruito due Ivo: Ivo vero, che sa di essere grande all‟infinito e desidera tutto all‟infinito ed ha la volontà infinita e libera.

Ivo falso, piccolo, schiavo dell‟idea ingiusta d‟inferiorità e di paura.

La mia vita è stata un continuo duello fra Ivo vero, che muoveva alla conquista del mondo contro Ivo falso, lo schiavo, che mi tirava indietro con la scusa che io ero inferiore.

In tal modo, io dimostro di avere perduto la libertà del mio pensiero da se stesso. L‟uomo, infatti, per legge fisiologica del pensiero deve seguire un‟idea alla volta libero da ogni altra idea, per esempio, in questo momento io sono libero dell‟idea della guida della macchina per seguire l‟idea suggerita dal dottore.

Invece, come abbiamo detto, io sono diventato lo schiavo del mio sbaglio di credermi inferiore, e, con l‟aggiunta, che, ormai, sono lo schiavo dell‟idea ingiusta di non guarire più.

Così, Ivo lo schiavo, fin da piccolo, mi faceva vedere, ingiustamente, i compagni più grandi di me.

Così, Ivo lo schiavo, mi ha suggerito la scusa delle necessità familiari per coprire la mia ingiusta paura di non riuscire all‟università.

Così, Ivo lo schiavo, mi mostra i colleghi ed i superiori che mi stimano, come nemici; mentre sono io lo schiavo della paura, che scappa. Così, Ivo lo schiavo mi fa respingere gli inviti dei parenti e degli amici, perché vorrebbe farmi credere che, io sono inferiore a loro. Così, nel 1975, Ivo lo schiavo mi costringe all‟avvilimento, a ridurmi a zero nella mia coscienza facendomi cominciare il cammino del depresso recidivante, fino ad oggi.

Così, Ivo lo schiavo, mi ha impedito di riconoscere che se l‟elettroshock mi restituiva la coscienza di grandezza normale, vuol dire che io la possedevo: autodemolizione.

In conclusione, io sono un così detto malato per sbaglio: Per lo sbaglio di essermi creduto e di credermi inferiore alla grandezza infinita che dio mi ha dato, come a tutti.

Per guarire, io devo riconoscere il mio sbaglio contro Ivo e imparare a vivere secondo la mia reale misura d‟infinito, come tutti.


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Nessuno mi ha impedito di sbagliare contro Ivo: nessuno mi impedirà di correggere il mio sbaglio contro Ivo.

Ho impiegato 48 anni a ridurmi in schiavitù e non basteranno 48 giorni per ricostruirmi una coscienza grande e libera: all‟infinito: come tutti: ma, nessuno mi toglierà il potere di correggere il mio sbaglio.

Perché, Ivo dall‟alto della sua grandezza infinita, deve procedere con la moglie, coi figli, con tutti, sorridendo e cantando: per far sorridere e per far cantare, grazie a Dio.

Marco si spalla da Ivo e vi si affianca alla sua sinistra, entrando in luce. Cambio luci: Luce laterale sinistra a 45°. Marco è adulto e ricorda gli episodi che hanno caratterizzato la relazione con il padre.

Marco: Io non ricordo quasi nulla della mia infanzia. Col tempo mi sono reso conto diaver dimenticato molto del mio passato. E continuo a dimenticare, e questo almeno, mi da l‟impressione di vivere proiettato nel futuro. Mia madre mi racconta spesso, divertita e compiaciuta, che quando avevo due anni, in accordo con mio padre, fingevano di litigare. Mio padre l‟afferrava per un braccio e fingeva di darle uno schiaffo ed io aggrappandomi con le manine ai suoi pantaloni, cercavo di prenderlo a calci. Era un gioco.

E‟ passata una vita da allora, mio padre è morto e la voglia di dare calci mi è rimasta.

Buio.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Marco ed Ivo sono in cucina. Marco versa del latte in una tazza e ne rovescia una parte.

Ivo: Ma che fai? Ma non lo vedi cosa fai?Ma dove c‟hai la testa?

Marco: Mi è caduto.

Ivo: Accendi il cervello prima di fare le cose.

Marco: Poi pulisco.

Ivo: Ma che pulisci? Hai buttato tutto il latte fuori. Il latte costa, imbecille.

Buio.

Marco ed Ivo escono di scena mentre Monica entra e si siede a tavola.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo entra in scena arrivando alle spalle di Monica e dandole una carezza sui capelli. Ivo: Monichella che fai? Hai mangiato?

Monica: Si.

Ivo: E che hai mangiato?

Monica: Pasta e lenticchie.

Ivo: Solo pasta e lenticchie hai mangiato?

Monica: No, ho mangiato anche la carne.

Ivo: Anche la carne, e poi?

Monica: Poi un pomodoro.

Ivo: Mhm.

Buio.

Ivo esce di scena mentre Sandra e Marco entrano e si posizionano in cucina.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo entra in scena.

Sandra: Ivo sei tu?

Ivo: Si.


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Sandra: Sei stanco?

Ivo: Si, sono stanco! Torno da lavoro certo che sono stanco!

Sandra: Ivo ho solo chiesto.

Ivo: Sono stato a lavorare non mi sono andato a divertire.

Sandra: Chi dice niente.

Ivo: Mi fanno lavorare, non me lo regalano lo stipendio.

Sandra: Monica chiudi le finestre. Ivo ma sei nervoso?

Ivo: Col sudore della fronte me lo guadagno.pausa

Sandra: Ivo vatti un po‟a riposare.

Ivo: Mi fanno sputare sangue!

Buio.

Sandra e Monica escono di scena.

Piazzato di luce diffusa bianca..

Ivo: Marcolino, come stai?

Marco: Bene.

Ivo: Come è andata a scuola oggi?

Marco: Bene.

Ivo: Bene? Mmh. Ricordati è importante che studi, altrimenti poi se non studi saraicostretto a fare un lavoro duro, di fatica, e noi di razza, non siamo forti. Poi non ce la fai a farlo. Capito?

Marco non risponde.

Ivo: Hai capito?

Marco: Si.

Ivo: Mmh…io vado a riposare,non fare rumore.

Ivo si dirige verso la sua camera e varcata la porta, si gira fronte al pubblico

Piazzato di luce diffusa bianca down. Luce flood blu (provare bianca) verso porta della camera da letto.

Ivo si lascia cadere all‟indietro, sprofondando nel buio.

Ivo: Sandra! Sandra!

Sandra entra in scena e va verso la camera da letto.

Sandra: Ivo che c‟è?

Ivo: Chiudi la porta per favorevoce off.

Buio.

Sandra si sposta in cucina mentre Monica entra in scena e si siede a tavola.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo entra in scena.

Sandra: Ivo Sei tu?

Ivo: E chi dev‟essere?

Sandra: Come stai?

Ivo: Così.

Sandra: Non ti senti bene?

Ivo: Non lo so.

Sandra: Come non lo sai? Sei nervoso?

Ivo: Un po‟.


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Sandra: Mangia e mettiti a letto. Vatti a riposare un po‟.

Sandra: Ivo, lo sai, oggi Marco ha riparato il ferro da stiro.

Ivo: Come ha riparato il ferro da stiro?

Marco: Si, non si accendeva più, era rotto. Io l‟ho smontato e l‟horiparato.

Ivo: Perché fai questi lavori? Falli fare a chi li sa fare.

Marco: Ma io lo so fare, l‟ho riparatotra se…ma se non ci provo come faccio adimpararea farli.

Ivo: Ma perché vuoi imparare a fare questi lavori? Pensa a studiare, quello è il tuo lavoro,non queste stupidaggini. E tu perché glieli fai fare? rivolto a Sandra Sandra: E perché, perché mi serviva il ferro.

Ivo: Lui non è un operaio!

Sandra: Monica chiudi le finestre.

Ivo: Lascia stare, che chiudi! Perché fai fare questi lavori a tuo figlio?

Sandra: Ivo ma che c‟è di male?

Ivo: Non glieli devi far fare!

Sandra: No, niente, niente. Non glieli faccio fare più. Monica va a chiudere le finestre.

Ivo: Non chiudere! Sfruttatrice, anche tuo figlio sfrutti.

Sandra: Ivo, non sei stanco,vai a riposare un po‟.

Ivo: Si sono stanco. Vado a riposare.

Ivo si dirige verso la sua camera e varcata la porta, si gira fronte pubblico.

Piazzato di luce diffusa bianca down. Luce flood blu (provare bianca) verso porta della camera da letto. Ivo si lascia cadere all‟indietro, sprofondando nel buio.

Buio.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Marco e Monica sono seduti a tavola.

Sandra va verso la camera da letto.

Sandra: Ivo che fai vieni a cena?

Ivo: voce offNo, lasciami riposare.

Sandra: Hai dormito?

Ivo: voce offNo, dormito no, ho riposato.

Sandra: Ivo adesso alzati però, vieni a cena.

Ivo: voce offNo lasciami stare, voglio riposare.

Sandra: Ma che fai non mangi allora?

Ivo: voce offNon ho fame.

Sandra: Dai su Ivo alzati, mangia qualcosa, poi ti rimetti a letto.

Ivo: voce offNo, non vengo. Lasciami riposare.

Buio.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo entra in scena. Sandra, Marco e Monica sono a tavola. Ivo: Allora Marcolino, che hai fatto oggi a scuola? Marco: Niente.

Ivo: Come niente?Marco non rispondeQualcosa avrete fatto?

Marco: Le operazioni.

Ivo: Che operazioni? Le divisioni?


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Marco: Si.

Monica fa delle facce ridicole e Marco ridacchia.

Ivo: Ma che ridi?Marco non risponde e continua a sorridere.

Ivo: Perché ridi? Che hai da ridere?

Marco Niente.

Ivo: Come niente?

Marco: Niente, così.

Ivo: Ah, ridi per niente? Allora sei proprio scemo. Ma dimmi tu, ride per nienterivolto aSandra. I latini dicevano risus abundat in ore stultorum, il riso abbonda sulla bocca deglistolti, degli sciocchi. Questo dicevano i latini.

Buio.

Marco si toglie i pantaloni. Ivo e Monica escono di scena.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Marco: Mamma che pantaloni mi metto oggi. Non ho niente da mettermi.

Sandra: Ma come? Hai i pantaloni nuovi che ti ho comprato.

Marco: Quali?

Sandra: Quelli blu con la riga.

Marco: No, io quelli non me li metto.

Sandra: E perché?

Marco: Non mi piacciono.

Sandra: Come non ti piacciono? Sono classici. Aspetta che li prendo.Sandra va aprendere i pantaloni.

Sandra: Guarda, eccoli. Che hanno che non va questi pantaloni? Sono nuovi.

Marco: Io questi pantaloni non me li metto!

Sandra: Perché non li metti, mettili che sono belli.

Marco: Non mi piacciono i pantaloni con la riga.

Sandra: Dai su, Marco, li portano tutti, dai che fai tardi a scuola.

Marco: No, io a scuola non ci vado!

Sandra: Marco su non fare lo stupidino.

Marco: No! Non ci vado!

Ivo, che stava indossando la cravatta, arriva dalla sua stanza ed inizia a prendere a pugni in testa Marco.

Buio. Luce stroboscopica.

Ivo: Metti subito questi pantaloni! Hai capito? Imbecille! Idiota! Mettili immediatamente!

Marco: Ahia! Ahia!

Sandra prova a spingere via Ivo ma senza riuscirci. Ivo torna in camera sua uscendo di scena. Sandra aiuta Marco ad infilarsi i pantaloni. Buio.

Sandra esce di scena mentre Marco si va a sedere sulla poltrona.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Effetto sonoro tv on.

Ivo entra in scena e va verso Marco.

Ivo: Marcolino che fai?

Marco: Niente.


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Ivo: Perché non studi un po‟?Devi iniziare a pensare a quello che vuoi fare nella vita.C‟èqualcosa che ti piacerebbe fare?

Marco: Mi piacerebbe fare il meccanico.

Ivo: Imbecille. Il meccanico. Ma io dico che c‟hai in quella zucca? la segatura? Con tanti

lavori che ci sono proprio il meccanico?

Marco: Qualcuno lo deve fare il meccanico.

Ivo: Mbè proprio tu? Idiota! Ti piace stare sempre sporco di grasso tutto il giorno. Tipiace? Ma dimmi tu che cosa mi doveva capitare a me. Un figlio scemo, idiota. Beota. uscendo di scena. Ivo si cambia di abito indossando un pigiama. Buio.

Effetto sonoro tv off.

Marco esce di scena.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Sandra entra in scena e va verso la sua camera.

Sandra: Ivo che fai non vai in ufficio? E‟ tardi.fermandosi sull‟uscio della sua camera.

Ivo: voce offNo, oggi non vado, non mi sento.

Sandra: Non ti senti bene? Hai dormito stanotte?

Ivo: voce offNon lo so.

Sandra: Allora devo farmi fare il certificato?

Ivo: voce offSi.

Sandra: Riposati allora dai, cerca di dormire. Chiudo la porta?

Ivo: Si, chiudi chiudi.

Buio.

Marco entra in scena e si siede a tavola. Sandra anche si siede a tavola.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo entra in scena

Sandra: Ivo? Ti sei alzato?

Ivo si siede a tavola.

Ivo: Io non c‟ho più tanto da vivererivolto a Sandra.

Sandra: Ivo ma perché dici così? E‟ perché se depresso che dici questo.

Ivo: Eh, vedrai se non è vero quello che dico.

Sandra: Ma no Ivo è un tuo pensiero.

Ivo: Si, un mio pensiero. Non ho più le forze per andare avanti. Io lo sento che non ce lafaccio.

Buio.

Ivo esce di scena.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Sandra: Marcucciaccio, amoruccetto, amoruccetto di mamma, che hai?

Marco: Niente.

Sandra: Domani dovrebbe essere una bella giornata di sole, vogliamo dare una sistemataal giardino? Eh? Me la dai una mano a fare il giardino domani? Che è tutto in disordine, c‟è da potare le ortensie…

Marco: Si, io scavo le buche, posso fare anche le buche con la zappetta?

Sandra: No, che le fai a fare le buche, non devo piantare nulla.


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Marco: Allora le faccio e poi le richiudo.

Sandra: Come le talpe? Amoruccetto di mamma (sbaciucchiandolo sul collo).

Marco: Dai posso fare le buche?

Sandra: Domani vediamo.

Ivo entra in scena passando prima per il salone.

Ivo: Chi ha lasciato la luce accesa in salone? Chi l‟ha lasciata?

Marco: Non lo so.

Ivo: Come non lo sai? Sei stato tu? L‟hai lasciata tu la luce accesa insalone?

Marco: No, non sono stato io.

Ivo: E allora chi è stato?

Marco: Non lo so.

Ivo: Qualcuno sarà stato.

Marco: Io no.

Sandra: Ivo stai calmo, chi è stato è stato adesso Marco la spegne.

Ivo: Dovete spegnere la luce quando uscite da una stanza. Chi è stato?

Marco: Non lo so.

Ivo: Ah non lo sai?

Marco: No, non lo so, vattene.

Ivo: Vattene? Come vattene? A tuo padre vattene? Io a mio padre vattene non gliel‟ho maidetto. Io ho sempre avuto rispetto per mio padre e tu lo devi portare a me che sono tuo padre, è chiaro! Hai sentito che ha detto? Rivolto a Sandra Disgraziato! Ma io t‟ammazzo. Buio. Luce stroboscopica.

Ivo: Io t‟ho fatto ed io ti distruggo!

Inizia un inseguimento intorno al tavolo.

Sandra: No Ivo, in testa no, al culo al culo.

Sandra: Ivo! Che fai? Mi fai male! Marco vai di là, corri.

Marco: Ahia!

Sandra: Ivo che fai? Fermo, mi fai male!

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo: Tu devi fare quello che io ti dico, finché sei in questa casa, finché sei sotto questotetto. Altrimenti, se non ti sta bene, vattene da questa casa! Hai capito? Vattene! O fai quello che ti dico io o è meglio che vai via. Vai via. Vattene da questa casa! Marco: Si, me ne vado, me ne vado.

Marco esce di scena a passo svelto.

Sandra: Marco vieni qui, dove vai?

Buio.

Ivo esce di scena mentre Monica entra e si posiziona sul suo letto, nella sua stanza.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Marco entra in scena dalle quinte e si dirige in camera sua. Sandra, dalla cucina, lo vede e lo segue.

Sandra: Marco, dove sei stato tutto questo tempo? E‟notte. Ci hai fatto stare in pensiero.

Non lo fare mai più. Hai capito? Anche papà s‟è preoccupato. Papà è nervoso ma ti vuole

bene, cerca di capire, papà non sta bene.

Marco: Non me ne frega un niente!


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Sandra: Papà fa così ma poi si pente. E‟ nervoso. Fai finta di niente.

Marco: No!

Sandra: Dai su, vieni che è pronto. Ho fatto le fettine panate.

Marco: Non le voglio.

Sandra: Come non le vuoi? Dai vieni che si freddano, su.

Sandra torna in cucina.

Monica: Ma dove sei stato? Ti abbiamo cercato dappertutto.

Marco non risponde.

Monica: Io e mamma siamo state tutto il giorno a cercarti. Dov‟eri?

Sandra: chiamandoliMarco, Monica venite? Ivo?

Monica: Andiamo a mangiare.Marco non rispondeIo vado.

Monica si dirige in cucina.

Sandra: chiamandolo dalla cucinaMarco su vieni.

Marco esitando, va in cucina e si siede a tavola, poco dopo Ivo entra in scena. Ivo: Marcolino come stai?

Marco non risponde.

Ivo: Da un bacetto a papà. Su, un bacio a papà.

Ivo da un bacio a Marco.

Ivo: Tu a me. Dammelo tu a me. Mmh. Non te la devi prendere se papà ti sgrida. Papà lofa per il tuo bene. Capito?

Marco non risponde.

Ivo: Capito?

Marco non risponde.

Ivo: Hai capito?

Marco guarda Ivo.

Ivo: Mmh.

Ivo si dirige verso la sua camera.

Sandra: Ivo dove vai?E‟ pronto.

Ivo torna sui suoi passi.

Ivo: A Marco gliel‟hai data la fettina?rivolto a Sandra.

Sandra: Si si, ecco, adesso gliela do.

Ivo: L‟hai lasciata per Marco?

Sandra: Eccola, c‟è. C‟è per tutti. Marco quale vuoi?facendo vedere a Marco le fettinenella padella.

Marco: Quella che vuoi.

Marco mangia senza gustare il cibo, in apnea.

Buio.

Marco e Monica escono di scena.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Sandra sta mondando della verdura ed è seduta a tavola. Ivo entra in scena dalla camera e si siede.

Sandra: Ivo, ti sei alzato? Hai dormito?

Ivo: Mi è rimasto poco da vivere. Non vado avanti tanto.

Sandra: Ormai ti sei imparato questo disco e non la smetti più.


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Ivo: Io non ce la faccio più ad andare avanti, non ho più le forze.

Sandra: Ma si si che ce la fai.

Ivo: Vedrai tu quello che succederà, vedrai se non ho ragione.alzandosi da tavola edirigendosi in camera. Varcata la porta, si gira fronte al pubblico.

Piazzato di luce diffusa bianca down. Luce flood blu (provare bianca) verso porta della camera da letto.

Ivo si lascia cadere all‟indietro, sprofondando nel buio.

Buio. Marco e Monica si siedono a tavola.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Sandra: Ivo sono le otto e mezza, vieni a cena? E‟prontoandando verso la camera.

Ivo: voce offLasciami riposare ancora un po‟.

Sandra: Dai vieni che si fredda.

Ivo: voce offCosa hai preparato?

Sandra: Pollo arrosto e insalata.

Ivo: voce offDopo vengo.

Sandra: Ma quando dopo? Sono già le otto e mezza.

Ivo: Tra un po‟.

Sandra: Ma si fredda tutto.

Ivo: Non fa niente. Lasciami stare.

Buio.

Monica si va a sedere sulla poltrona del salone prendendo una giacca da dietro le quinte.

Sandra si sposta in cucina.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Effetto sonoro tv on.

Ivo entra in scena e nota la giacca poggiata sulla spalliera della sedia della cucina. Ivo: Di chi è questa giacca?E‟ tua?

Marco non risponde.

Ivo: Oh, rispondi!

Marco: No, non è mia.

Ivo: E di chi è allora?

Marco: Non lo so.

Ivo: Come non lo sai? Possibile che non sai di chi è?

Sandra: Ivo sarà di Monica.

Ivo: chiamandoMonica, Monica. Di a Monica di venire quirivolto a Marco.

Marco va in salone a chiamare Monica.

Marco: Tuo padre ti cerca.

Monica: Che vuole?

Marco: Ha detto se vai in cucina.

Monica va in cucina.

Ivo: E‟tua questa giacca?

Monica: Si, è mia.

Ivo: E‟ questo il posto delle giacche? Qui si mette la giacca? Ti costa tanto appenderlasull‟appendi abiti?

Monica: Adesso ce la metto.


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Ivo: Si, ma per quale motivo l‟hailasciataqui? Perché non l‟hai messa subito sull‟appendiabiti?

Monica: Non c‟ho pensato.

Ivo: Come non ci hai pensato? E a che pensi quando fai le cose?

Monica: A niente.

Ivo: Brava, non pensare. Valla a mettere sull‟appendi abiti.

Ivo va nel salone.

Ivo: Sandra, che faccio chiudo giù? Chiudo la finestra del salone?...Chiudo Giù? Sandra

chiudo il salone? Sandra! Allora?

Sandra: E chiudi, chiudi!

Ivo: Mhm. Tu perché non metti la camicia nei pantaloni?

Marco: Mi piace così.

Ivo: Ah, ti piace andare in giro da bracalone. Metti la camicia nei pantaloni.Buio

Effetto sonoro tv off.

Sandra e Monica escono di scena.

Piazzato di luce diffusa bianca. Ivo partendo dalla sua camera passa per la cucina e si ferma.

Ivo: Mi guardi? Perché mi guardi?

Marco: No, non ti guardo.

Ivo: Guarda che io t‟ho capito.Ricordati che non sono stupido, stai attento. Tu a me mi

devi lasciare stare.

Marco: Ma che vuoi?

Ivo: Che voglio? Lo sai bene quello che voglio. Ti avverto, stai attento!

Ivo esce di scena. Ivo si toglie il pigiama indossando un pantalone ed una camicia.

Buio.

Marco si posiziona a letto e Monica entra in scena facendo lo stesso.

Luce flood blu scuro nella camera di Marco e Monica. E‟ notte.

Si sentono le voci di Sandra ed Ivo provenire dalla loro stanza ma non si capisce il dialogo. Ogni tanto Ivo alza il volume e si sentono chiaramente della parole. Nello stesso tempo Marco alza la testa dal cuscino per sentire meglio.

Monica: Che dice?Stanno litigando? E‟ nervoso?rivolta a Marco.

Marco: Non lo so.

Per un breve lasso di tempo le voci si affievoliscono e Marco si distende poggiando la testa sul cuscino. Poco dopo il volume della voce di Ivo si alza di nuovo e Marco alza di nuovo la testa per sentire. Le voci si affievoliscono di nuovo e Marco si distende. Buio.

Marco e Monica escono di scena.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo entra in scena dalla camera e poi torna indietro. Marco entra in scena e si toglie il giacchetto, subito dopo torna Ivo.

Ivo: Dove sei stato?

Marco: Sono uscito.

Ivo: Si, ma dove sei stato?


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Marco: In centro.

Ivo: Si, ma dove?

Marco: A piazza Navona.

Ivo: Mmh. Navona, nave, Marina, militari…sei di destra? Stai attento alle scelte che fai ealle persone che frequenti. Lascia stare gli estremisti che non ti portano sulla strada giusta. Un giorno dirai aveva ragione papà.

Sandra entra in scena.

Marco: Ma quale estremisti.

Ivo: Sono tutti contro di me,sono tutti d‟accordo.

Sandra: Ivo ma che dici?

Marco: Ma chi?

Ivo: Tutti!

Marco: Ma tutti chi?

Ivo fissa con lo sguardo Marco.

Ivo: Siete tuttid‟accordo!Siete tutti contro di me! Anche tu sei contro di me. Ma ricordatiche io sono tuo padre. Ti vuoi mettere contro tuo padre, è questo il bene che mi vuoi? Sandra: Ivo nessuno è contro di te, è una tua idea.

Ivo: Si, una mia idea. Vedrai tu che fine mi fanno fare a me. E tuo figlio li staaiutando…non perché lo voglia ma perché non capisce come funzione il mondo. Sandra: Ivo su sta tranquillo.

Buio.

Sandra e Marco sono in cucina. Monica entra e si siede alla scrivania in camera sua.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo si dirige verso la camera di Monica e Marco (US). Monica sta studiando con la lampada da tavolo accesa.

Ivo: Monica, che fai? Stai studiando?

Monica: Si.

Ivo: E che studi?

Monica: Francese.

Ivo: Mmh, brava.

Ivo: La lampada mettila così che vedi meglioriposizionando la lampada da tavolo.

Altrimenti ti fa riflesso.

Monica: No, a me va bene così.

Ivo: Ma come va bene così? Non lo vedi che ti fa riflesso, come fai a leggere così. Mettilacome ti dico io, dai ascolto a papà. Ecco, vedi, così. posizionando la lampada e dirigendosi subito dopo in camera sua. Monica appena il padre è uscito riposiziona la lampada come prima. Ivo rientra in scena andando in cucina. Marco appena vede arrivare il padre si alza dalla sedia e va in camera sua. Sandra sta apparecchiando. Sandra: Marco dove vai? Adesso mangiamo.chiamandoMonica, vieni a mangiare, èpronto.

Poco dopo Monica e Marco vanno in cucina. Marco   prende il piatto e le posate, va in

salone ed accende la tv. Ivo lo segue.

Effetto sonoro tv on.

Ivo: Ma che cos‟è questa abitudine che hai preso di mangiare qui? In salone, da solo.


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Marco: Perché c‟è la televisione.

Ivo: Ah è più importante il televisore della tua famiglia? Quando si mangia, si sta tuttiassieme, si parla, si sta insieme. Forsa su vieni di la che stiamo tutti insieme.

Marco non risponde, Ivo spegne la tv.

Effetto sonoro tv off

Ivo torna in cucina.

Marco riaccende la tv.

Effetto sonoro tv on.

Buio.

Effetto sonoro tv off.

Sandra, Ivo e Monica escono di scena.

Le Luci disegnano dei quadri di luce sagomata sul palco. Come il disegno di una dama.

Effetto sonoro tv on.

Ivo arriva a passo svelto dalla sua camera (UR).

Ivo: Senti un po‟ tu, perché hai voluto che tua madre ti comprasse quella tuta nera?

Marco: Mi piaceva.Alzandosi dalla poltrona, spegnendo il televisoreEffetto sonoro tv off

Marco va in camera da letto  (riquadro di luce). Ivo lo segue.

Ivo: Nera? E perché proprio nera? Proprio nera ti piaceva? Guarda che tu se continui cosìnon fai una bella fine, devi stare attento alle persone che frequenti.

Marco: Si, sto attentotornando nel salone.

Ivo: Dove vai?seguendoloMi hai capito bene? Apri le orecchie? Stai attento! Lascia staregli estremisti. Ricordati, in medio stat virtus dicevano i latini. Ricordatelo!

Ivo esce di scena.

Buio.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Effetto sonoro tv on.

Marco è nel salone e sta guardando la tv (DR), entra Ivo.

Ivo: Marcolino come stai?

Marco: bene.

Ivo: Hai mangiato?

Marco: Si.

Ivo: E che hai mangiato?

Marco: Ho mangiato.

Ivo: Che cosa? La pasta?

Marco: Si.

Ivo: Che stai guardando?

Marco: Niente.

Ivo: Stai sempre davanti al televisore, vai un po‟ a studiare.Da grande cosa mangi? Latelevisione? La televisione ti da‟ da mangiare. Marco: Adesso vado.

Ivo: Oramai sei in un‟età nella quale dovresti iniziare a pensarea che cosa fare da grande.Hai pensato a cosa ti piacerebbe fare, hai un‟idea?

Marco: Non lo so.


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Ivo: Ma è il caso che inizi a porti questa questione, altrimenti poi sarai costretto a farequello che trovi. A fare un lavoro umile, faticoso, un lavoro duro. Capito?

Marco non risponde

Ivo: Capito?

Marco: Si si ho capito.

Ivo va in camera da letto, uscendo di scena (UR).

Buio.

Effetto sonoro tv off.

Marco esce di scena.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Monica e Marco entrano in scena inseguendosi.

Monica: Ridammelo!

Marco: No.

Monica: Ho detto ridammelo!

Marco: No, adesso lo apro e lo leggo.

Monica: Se lo apri ti ammazzo, stupido dammelo.

Sandra: Ah, voi state qui! E certo, io ho appena finito di dare la lucidatrice e voi correteper casa. Adesso vi faccio vedere io.

Monica: E‟ lui! Mi ha preso il diario e non me lo vuole ridare.

Sandra: Ah è lui. Però anche tu stai correndo, vieni qui.

Sandra insegue giocosamente Monica e Marco. Questi ultimi poi escono di scena correndo mentre Sandra resta in scena.

Donna delle pulizie: voce offCome va? Torna da lavoro?

Ivo: voce offMhm, si.

Donna delle pulizie: voce off  Eh, lavorare èfatica. E‟ dura.

Ivo:voce offLei si faccia gli affari suoi!

Donna delle pulizie: voce off  Ma guardi cheio…

Ivo entra in scena, dalle quinte, continuando il litigio. Marco e Monica si affacciano dalle quinte e seguono il litigio con apprensione.

Ivo: Si faccia gli affari suoi! Ha capito?

Sandra: Ivo ma che è successo?

Ivo: Si faccia gli affari suoi. Pensi a lavare le scale.

Sandra: Lo scusi signora Ersilia, è nervoso.

Donna delle pulizie: voce offSe è nervoso non se la deve prendere con me però.

Ivo: Si faccia i cazzi suoi! Ha capito?andando verso le quinte.

Sandra: Ivo fermo! Ma che fai?Parandoglisi davanti e fermandolo con il corpo.

Ivo: Si faccia i cazzi suoi!

Donna delle pulizie: voce off  Si si. Per carità, io non le rivolgo più la parola.

Ivo: Bene!

Buio.

Ivo, Sandra e Monica escono di scena.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Marco entra in scena, poco dopo, Ivo arriva a passo dalla sua camera (UR). Ivo: Senti un po‟ tu che m‟hai dettol‟altro giorno?


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Marco: Chet‟ho detto?

Ivo: Se volevo un po‟ di minestra? A me la minestra non me la devi dare tu. Io non hobisogno della tua minestra. Chi t‟ha detto di offrirmi la minestra eh? Digli agli amici tuoi che io lavoro e non ho bisogno della minestra loro. Il pane me lo guadagno col lavoro! Hai capito? Sono stato chiaro? Diglielo quando li vedi! Marco: Si si, vabbè.

Ivo: Hai capito? Diglielo!Ivo esce di scena andando in camera sua.

Buio.

Marco esce di scena mentre Sandra e Monica entrano.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo rientra a casa da lavoro e trova Sandra e Monica in cucina.

Sandra: Ivo, sei tornato?

Monica: Ciao Papà.

Ivo: Si. Ciao.

Sandra: Hai fame? Oggi ho fatto le fettuccine fatte in casa, ti vanno? Poi c‟è una anche

bella sorpresa.

Ivo: Che sorpresa?

Sandra: Monica ha fatto la torta.

Ivo: La torta? Perché la torta?

Monica: Per il compleanno di Marco.

Ivo: Ma che bisogno c‟era?

Sandra: Perché Ivo che c‟è?

Ivo: „sta fanatica. Chi t‟ha detto di fare la torta?

Monica: Nessuno.

Ivo: Non era meglio che la compravamo? Che vuoi dimostrare?

Monica: Niente.

Ivo: Allora perché l‟hai fatta? „sta troia!

Ivo va minacciosamente verso di Monica la quale scappa in camera sua. Sandra cerca di fermare Ivo.

Sandra: Ivo ma che dici?

Ivo: Non abbiamo bisogno delle tue cose! Possiamo comprarla la torta! Hai capito? Chi ti

ha detto di farla? Stronza!

Sandra: Ivo fermo! Che fai?

Ivo: Vieni qui troia! Puttana! Dove vai?

Buio.

Ivo e Monica escono di scena mentre Marco entra e si siede in cucina.

Piazzato di luce diffusa bianca.

Ivo entra in scena a passo svelto dalla sua camera.

Ivo: Senti un po‟ tu, come mai hai scelto di fare“conservazione dei beni culturali” proprioa Viterbo?

Marco: Ma che vuoi?

Ivo: Rispondi, come mai“conservazione dei beni culturali”a Viterbo?

Marco: Perché mi interessava.

Ivo: Ah ti interessava? E perchéproprio a Viterbo? A Roma non c‟è?


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Marco: No, non c‟è.

Ivo: Non sarà perché Viterbo è stata la sede del papato?Sei d‟accordo con i preti? Maricordati che a me i preti non mi hanno fatto del bene. Hanno sempre cercato di ostacolarmi in tutti i modi, in collegio e fuori. Se mi vuoi bene, faresti bene a non avere niente a che fare con loro. Se ci tieni a tuo padre. E comunque se tu vuoi avere a che fare con loro, fai pure, ma state alla larga da me. Stai alla larga da me! Tu e loro!

Marco: Si.

Ivo: Stai alla larga da loro!…perché ti metti con quelli che ce l‟hanno con me?

Marco: Io non sto con nessuno.

Ivo: Ah, non stai con nessuno? Non stai nemmeno con tuo padre? Bravo. Quindi secercano di farmi fuori a te non ti frega, anzi sei contento no? E così? Marco: Si vabbè, adesso vattene però.

Ivo: Vattene? Come vattene?

Marco: Scemoa bassa voce.

Ivo: Come m‟hai chiamato? Scemo? A tuo padre scemo? Questo è il rispetto che hai pertuo padre eh? Hai sentito che m‟ha detto? A me m‟ha detto scemo. Come ti permetti dire scemo a tuo padre. Disgraziato! Io t‟ho messo al mondo e io ti ci tolgo. Disgraziato!

Ivo cerca di raggiungere Marco ma Sandra lo ferma.

Marco: Vaffanculo stronzo!

Sandra: Marco corri va di là!

Marco: Sei un pezzo di merda!

Ivo: Disgraziato ma io t‟ammazzo! Spostati tu!(rivolto a Sandra)

Marco impugna un coltello da cucina.

Marco: T‟ammazzo hai capito! Se t‟avvicini t‟ammazzo!

Sandra: Marco fermo che fai, posa il coltello, è pericoloso.

Ivo: Questo è matto. Questo é proprio matto. Mi ha puntato il coltello hai visto? Uno diquesti giorni c‟ammazza a tutti e due. Dobbiamo prendere provvedimenti. Non lo vedi con che odio mi guarda? Mi odia. Questo m‟ammazza veramente ma ammazzo prima io a lui!

Marco posa il coltello sul tavolo e va in camera sua e si butta sul letto.

Ivo continuando a borbottare si dirige nella sua camera insieme a Sandra.

Ivo: voce offdisgraziato. Delinquente. Assassino. Questo non la fa una bella fine secontinua così. Io lo denuncio.

Piazzato di luce diffusa off. Luce flood blu scuro nella camera di Marco.

Marco: tra seStronzo bastardo, ti odio, potessi morire. Ti odio. Devi morire. T‟ammazzoio. Bastardo pezzo di merda pausa Dio, se ci sei, fallo morire.

Sandra raggiunge Marco in camera.

Sandra: Marco che fai?

Marco: Vattene!

Sandra: Ma che fai non vieni a mangiare?

Marco: No, vattene!

Sandra: Dai vieni che è pronto, ho fatto il purè. Lo vuoi?

Marco: No!

Sandra: Marco su vieni.

Marco: No, vai via.


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Sandra: Su Marco.

Marco non risponde

Sandra: Dai papà non c‟è, è in camera sua.

Sandra si siede sul letto.

Sandra: Marco ma che gesti sono questi? Neanche per scherzo si fanno questi gesti. Tudevi cercare di capire, sei intelligente, possibile non capisci che papà è malato? Non è colpa sua, che colpa ne ha lui se è malato. Lo sai che a volte non ragiona, poi gli passa. Marco: Vaffanculo te e lui.

Sandra: Ah anche io adesso?…Marco, papà non è cattivo, non sta bene, è malato, locapisci questo?

Marco: Chi se ne frega.

Sandra: Su Marco cerca di capire.

Marco: Non voglio capire un cazzo!

Sandra: Non dire queste parole. Dai su Marco vieni a mangiare che è pronto.

Ivo arriva sull‟uscio della camera di Marco.

Ivo: Lascialo stare  „sto  delinquente.  Col  coltello  mi  ha  minacciato,  „sto delinquente.

Minacciare il padre con il coltello, ma io lo denuncio. Questo è matto, non è normale. Una

bella fine non la fai tu, ricordatelo!

Sandra: Marco ti porto qualcosa qui.

Marco: No! Vattene! Non voglio niente!

Sandra: Su Marco. Dai non mi dare dispiacere.

Buio.

Sandra esce di scena mentre Marco e Monica si posizionano a letto, in camera loro. Luce a piombo bianca sul tavolo della cucina. Luce flood blu (intensità bassa) in camera di Marco e Monica E‟ notte.

Ivo è impegnato a controllare dei documenti in cucina. Poco dopo, va nella stanza di Marco e Monica che stanno dormendo ed accende la luce (piantana on).

Marco: Oooh, spengi la luce. Spengi!

Ivo: Si dice spegni e non spengi.

Ivo esce dalla stanza senza spegnere la luce.

Monica: Oh, la luce!

Ivo torna indietro e spegne la luce (piantana off) poi va in cucina.

Poco dopo, Ivo torna ed accende la luce (piantana on).

Monica: Oooh, spegni.

Marco: Ohh.

Monica: Ci fai dormire? Io domani devo andare a scuola.

Ivo: Un attimo.

Marco: Te ne vai?

Ivo: Sto cercando un documento importante.

Monica: Spegni la luce.

Ivo spegne la luce (piantana off) e va in cucina.

Ivo, poco dopo, torna ed accende la luce (piantana on).

Monica: Oooh, basta! Io voglio dormire.

Ivo: Un po‟ di pazienza, ho fatto.


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Monica: Spegni la luce e chiudi la porta.

Ivo esce spegnendo la luce (piantana off).

Ivo torna in cucina.

Buio.

Ivo e Monica escono di scena mentre Marco si va a sedere in cucina.

Flash di luce bianca sul palco.

Luce a piombo bianca sulla cucina.

Marco ora è adulto ed è seduto al tavolo della cucina.

Marco: leggendoSeconda media, primo trimestre. Religione: Ha lavorato con discretoimpegno. Deve migliorare il rapporto con i compagni. Storia, educazione civica, geografia: E‟ incostante nello studio e poco interessato alle lezioni; si distrae infatti con facilità…Scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali: Negligente e poco interessato al lavoro scolastico. Secondo trimestre…l‟alunno si è impegnato molto poco, specie durante le esercitazioni, ed è spesso stato distratto e disinteressato durante le spiegazioni ed il lavoro comune.

Valutazione adeguatamente informativa sul livello globale di maturazione e delle caratteristiche del comportamento in ordine alla partecipazione alla vita della scuola. Primo trimestre: E‟ molto discontinuo nell‟attenzione e nell‟applicazione. Solamente se è sollecitato e continuamente stimolato partecipa alle lezioni. Non sarebbe privo di interessi ma è piuttosto superficiale nel realizzarli.

Non è sempre disponibile verso i compagni ed è poco inserito nella classe anche perché tende ad isolarsi e a vivere nel mondo delle sue fantasie.

Flash di luce bianca sul palco.

Ivo e Sandra entrano in scena, dal fondo, camminando in diagonale e fermandosi dietro Marco, in corrispondenza delle spalle. Marco sta ricordando.

Ivo: Si può sapere dove stai con la testa? Che fai invece di seguire le lezioni? Eh? Asino.rivolto a Sandra Hai letto che cosa hanno scritto sulla pagella? Senti senti: Tende adisolarsi e a vivere nel mondo delle sue fantasie, nel mondo delle sue fantasie. A che pensi quando sei a scuola? Dove hai la testa? Oh! Svegliati! Dico a te. A che pensi invece di stare attento alle spiegazioni eh? Disgraziato. Asino. Sandra, qui dobbiamo prendere provvedimenti. Dobbiamo prendere in considerazione l‟idea di mandarlo in collegio. Lo chiudiamo in collegio. Rivolto a Marco Li si che ti fanno studiare. Li o studi o studi, vedrai tu. Io ne so qualcosa.

Buio.

Sipario.

Durata primo atto 65 min.

Secondo atto


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Ambientazione: Al centro del palco c‟è unletto di ospedale e degli apparecchi medicali.

Due sedie ai lati del letto.

Trucco: Ivo e Sandra vengonoinvecchiati per dimostrare circa sessant‟anni.

Occhio di bue di luce bianca sagomata sul letto e sulle sedie.

Ivo è nel letto con gli occhi chiusi. Marco e Sandra sono seduti sulle sedie. Trascorre del tempo durante il quale si sente solo il suo respiro. Entra una Dottoressa.

Sandra: Buongiorno Dottoressa, la disturbiamo?

Dottoressa: No signora, mi dica.

Sandra: Noi volevamo sapere da lei qualcosa su mio marito.

Dottoressa: In che senso?

Sandra: Sulla sua situazione…se sta migliorando.

Dottoressa: Ma…non vi hanno detto? Venite un attimo.i tre si appartano, allontanandosida Ivo. Marco è alle spalle di Sandra.

Spot di luce bianca su Marco, Sandra e la Dottoressa.

Dottoressa: Purtroppo suo marito è un malato terminale.Non c‟è più nulla da fare.

Sandra: Non c‟è più nulla da fare? Come?

Dottoressa: Ma in tutto questo tempo nessuno vi ha informato? La situazione purtroppo èquesta.

Sandra: Dottoressa, non possiamo richiedere un consulto?

Dottoressa: Se vuole un consulto lo può anche richiedere ma la prospettiva non cambia.

Mi dispiace. Non possiamo fare più nulla.

Sandra: Marco.

Sandra e la Dottoressa si “freezano”. Marco si stacca dal gruppo andando il pubblico.

Marco: Si, ora ricordo. Cel‟avevano detto. Noi non abbiamo voluto capire.

Buio.

Sandra e la Dottoressa escono di scena.

Marco si siede accanto al letto.

Occhio di bue di luce bianca sagomata sul letto e sulle sedie.

Marco: Papà. Ciao, come stai?

Ivo: Marco. Tesoro mio.

Marco: Stai un po‟ meglio oggi?

Ivo: Eh, insomma.

Marco: Hai mangiato?

Ivo: Qualcosa. Non ho fame.

Marco: Mmh.

Marco: Ti tiro un po‟ su?Eh? Non stai scomodo così?

Ivo: Si. facendo però una smorfia di indecisione.

Marco lo aiuta a sistemarsi meglio sul letto.

Marco: Va bene così?

Ivo: Si. Meglio.

19


Ivo inizia lentamente a respirare male.

Ivo: Fa caldo. Non senti caldo?

Marco: No, io non sento caldo.

Ivo: Non senti che caldo?Manca l‟aria, apri un po‟ la finestra.

Marco: No. Non lo sento.

Ivo: Apri la finestra, mi manca l‟aria. Apri lafinestra.

Marco: Va bene la apro. Va meglio?

Ivo: Manca l‟aria, non respiro, manca l‟aria.

Marco: Cerca di stare calmo, non ti agitare papà.

Ivo: Manca l‟aria. Non respiro.

Marco: Chiamo un dottore.

Marco esce di scena a passo sostenuto e poco dopo torna con la Dottoressa, la quale calza la mascherina dell‟ossigeno ad Ivo che fa resistenza e tenta di togliersela. Dottoressa: No, non se la tolga, deve tenerla, stia calmo, stia calmo e respiri, respiri.Respiri che fra poco andrà meglio tenendo la mascherina sul viso di Ivo con la mano. La Dottoressa dopo aver controllato l‟apparecchiatura delle funzioni vitali aumenta il valore dell‟ossigeno. Dopo un paio di minuti Ivo si calma. La Dottoressa esce di scena. Passa un po‟ di tempo senza che accada nulla. I tempi sono dilatati. Buio.

Occhio di bue di luce bianca sagomata sul letto e sulle sedie.

Marco: Papà io fra poco vado. Domani devo lavorare.

Ivo: Stai un altro po‟ qui.

Marco: Si.

Buio.

Occhio di bue di luce bianca sagomata sul letto e sulle sedie.

Ivo: Adesso vai Marco.

Marco: Sto ancora un po‟.

Ivo: Vai se devi andare.

Marco: Si…posso stare ancora.

Buio.

Occhio di bue di luce bianca sagomata sul letto e sulle sedie.

Ivo: Marco vai ora se vuoi.

Marco: Va bene ora vado.

Marco: Ti voglio bene papàbaciandolo.

Ivo: Anch‟io ti voglio bene, tesoro miobaciando affannosamente Marco.

Buio.

Occhio di bue di luce bianca sagomata sul letto e sulle sedie.

Marco ora è seduto sulla sedia. Sandra e Monica entrano in scena.

Sandra: Ivo come stai? Come ti senti oggi?

Monica: Ciao papà, come stai?

Ivo non risponde

Sandra: Ivo? Non rispondi? Ivo ti saluta Osvaldo, ha chiamato a casa ed a detto che unodi questi giorni viene a trovarti. Guarda Ivo, ti ho portato un po‟ di gelato, lo vuoi? Hai mangiato? Lo vuoi adesso?


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Monica: Si, daglielo adesso altrimenti si scioglie.

Sandra: Ivo ti ho preso il pistacchio ed il cioccolato vanno bene? Perché la crema hopensato fosse pesante.

Marco: Scusate, non fate confusione papà non sta bene credoche voglia stare un po‟tranquillo.

Ivo: Ehannuisce sollevato.

Sandra: Ah, va beneabbassando il tono della voce.Ivo mangia un po‟ di gelato.

Sandra porge un po‟ di gelato ad Ivo con un cucchiaino.

Sandra: Ivo non ti capisco, cosa vuoi? Dimmi. Un tovagliolo?

Marco: No mamma vuolel‟acqua.

Ivo annuisce, guardando Marco.

Buio.

Occhio di bue di luce bianca sagomata sul letto e sulle sedie.

Ivo: Io non esco più da qui dentro.

Marco: Ma che pensi papà?

Ivo: Promettimi che ti prenderai cura di mamma e di Monica.

Marco: Ma che dici? Cerca di stare tranquillo.

Ivo: Promettimelo!

Marco: Te lo prometto.Cerca di dormire un po‟.

Ivo: Ho sonno, ho molto sonno ma non riesco a dormire.

Pausa

Ivo: Ti chiedo scusa per tutto quello che ti ho fatto soffrire.

Marco: Ma…che dici.

Ivo: Trovati una brava donna, una come mamma. Non avere fretta però. Sceglila bene.

Ricordati. Tu non sei uno qualunque.

Marco fa un gesto di incredulità.

Ivo: Capito?contrariato.

Marco: Si.

Buio.

Occhio di bue di luce bianca sagomata sul letto e sulle sedie.

Marco guarda suo padre. Ivo respira con la bocca aperta, facendo dei lunghi respiri profondi e rumorosi. Di tanto in tanto deglutisce e si inumidisce le labbra.

Marco: Hai sete papà?

Ivo fa cenno di si con la testa. Marco lo fa bere. Passa del tempo senza che succeda nulla, nel silenzio, fatto salvo il respiro di Ivo.

Marco: Papà, Vuoi cheabbassi un po‟ la tapparella?Ivo fa cenno di si con la testa. Arriva Sandra. Sandra: Ivo come stai? Come ti senti?

Ivo la guarda ma non risponde.

Sandra: Ivo? Come sta?Mimando con la bocca le parole e rivolta a Marco.

Marco fa un piccolo cenno di negazione con la testa, storcendo le labbra.

Sandra: Ivo t‟ho portato il pollo lesso, lo vuoi? Haifame? Hai mangiato? Ha mangiato?rivolgendosi a Marco.

Marco: Qualcosa.


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Sandra: Ivo che hai mangiato?

Ivo la guarda ma non risponde.

Marco: Mamma non fargli domande,papà è un po‟ stanco, un po‟affannato oggi.

Ivo fa un cenno di conferma e di liberazione.

Buio.

Sandra esce di scena. Occhio di bue di luce bianca (provare blu, intensità media) sagomata. E‟ notte.

Ivo ora ha il respiro fortemente affannato. Marco non riesce a spostare l‟attenzione dal padre.

Marco: Guardando IvoDio, se ci sei, fallo morire.

Buio.

Ivo esce di scena.

Occhio di bue di luce bianca sagomata sul letto e sulle sedie.

Passa del tempo durante il quale Marco è seduto davanti al letto d‟ospedale vuoto.

Marco:

Provo dolore per l‟assenza definitiva…e mi sorprende tutto questo dolore, provo tristezza per la consapevolezza di non potergli parlare mai più. Nonostante avessi deciso di non parlargli in vita. Nonostante sia stato costretto ad evitarlo. A rifiutarlo come padre. Come essere vivente. Dolore e liberazione. Dolore per la liberazione…che persona era mio padre? Com‟era veramente mio padre?

Marco si alza e parlando si porta dall‟altra parte del letto.

Spot di luce bianca su Marco (proiettore del piazzato destro).

Mio padre è un insieme di cose che faccio fatica a far stare insieme. Mio padre mi ha voluto bene e nonostante questo ho dovuto sopportare la sua presenza insopportabile. Ho desiderato che morisse ed ora che è morto ho ancora bisogno di ucciderlo.

Ti voglio bene. Mi hai rovinato la vita. Ti voglio bene. Mi hai rovinato la vita. Ti voglio bene! Mi ha rovinato la vita!

Mia nonna. La madre di mio padre. Era una persona prepotente, aggressiva, ingenerosa, ostinata e soprattutto diffidente. Ma anche ambiziosa, intrepida e forte. Forte.

Era stata regalata, come un oggetto, all‟età di due anni, da suo padre alla sorella perché lei non era riuscita ad avere figli. Non lo farei con un cane.

Da bambina, scappava di nascosto e valicando i colli ed attraversando i boschi tornava a casa della vera madre. La sorella più grande e anch‟‟essa bambina, impedendole di entrare in casa, una volta le disse ” vattene, questa non è più casa tua”.

Lo “Zio Padre” poi era molto severo e…stanco di raccontare e probabilmente così via, fino alle origini della famiglia, fino alle origini della specie umana. E se fossi cattolico direi fino al peccato originale.

Ed infine io…ora che mio padre è morto (Ivo compare alle spalle di Marco)…eredito tutto. “Io sono stato un bambino sano e intelligente come tutti” e non sarò mai uno qualunque. pausa Marco si volta. Ivo fa un cenno di invito. Marco raggiunge ed affianca Ivo senza voltarsi. Ivo ruota su se stesso. Ivo e Marco camminano verso la porta della camera da letto.

Luce flood blu (provare bianca) verso porta della camera da letto.

Entrambi si voltano simultaneamente fronte al pubblico.


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Ivo prende la mano a Marco e si lasciano cadere all‟indietro, sprofondando nel buio.

Buio.

Sipario.

Durata secondo atto 20 min.


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